Nel Sud di Azzurra
liberamente tratto dal romanzo Nel blu di Azzurra di Leila Corsi ed. Campanilia 2007
Personaggi:
Azzurra Tenaglia Tellina Pesce Azzurro Giannotto (Pesce Martello) Cellina e le amiche meduse Paguro Polpi (Tre) Scorfano Seppia Settrice Amico Calamaro Pesce Spada Gabbiano Gionata Squalo vegetariano Filitto Gertrudina1 Scena
Azzurra una balena di cartapesta che ha partecipato al Carnevale di Gallipoli. Essendo stata premiata come personaggio del carro pi bello viene esposta nella piazzetta antistante la spiaggia della Purit (Puritate) per essere ammirata dai bambini e da tutti i cittadini.
Azzurra: Proprio qui dovevano portarmi. Tutto il giorno ferma impalata. Tutti questi bambini attorno. Va bene che se ho vinto il primo premio del Carnevale di Gallipoli anche perch sono piaciuta a loro.
Guarda questo moccioso, ha un moccolo che gli arriva sotto i piedi, e questaltro sembra un istrice con quei capelli appuntiti, questo poi mi guarda e ride (accenna ad una lieve risata), cosa trover di tanto buffo.
Proprio qui dovevano portarmi, nella piazzetta della Peritate, a quattro passi dalla spiaggia. Mi viene una voglia di andare a mare, cos vicino. Sar pure una balena mica una statua.
Mentre viene rimossa dagli operai del comune si scatena un violento acquazzone. Le onde del mare superano il muretto che divide la piazzetta dalla spiaggia spingendo in acqua Azzurra.
Oddio arrivano gli operai che mi devono portare via. Santo cielo fai qualcosa non voglio tornare in quel capannone ad ammuffire.
Si sente tuonare e lampeggiare violentemente, si scatena un temporale
Che temporale! E una tempesta. Le onde arrivano fin sulla piazzetta. Dai ancora un onda pi forte e sono in acqua. Arriva! E fantastico sono in nel mare vero. Brrrh Perbacco! Che fredda per. Oddio! Ma io non so nuotare. Che vergogna una balena che non sa nuotare.
2 Scena
Ad Azzurra ancora appoggiata sul fondo sabbioso si presentano Tenaglia e Tellina. Tenaglia un grazioso granchietto le salta addosso.
Tenaglia: Ciao, io sono Tenaglia, e abito qui, non farci caso per la tenaglia rotta sono solo un po zoppo. Che tempaccio vero? Da dove vieni? Ti sei insabbiata? O povera te.
Azzurra: Mi chiamo Azzurra e sono di Gallipoli, ho vinto il primo premio come pi bel caro di Carnevale, ma prima di morire volevo vedere il mare. Il mare vero.
Tenaglia: Brutta faccenda, sei cos bellina, aspetta che ti presento unamica. Un po appiccicosa, ma per bene. Chiss che non possa darci una mano. (Esce di scena e rientra con Tellina) Ti presento la Signora Tellina.
Tellina: Che piacere, poso attaccarmi, sai mi piace stare molto vicino.
Tenaglia: Te lavevo detto che era un po appiccicosa.
Azzurra: Un po!
Tenaglia: La nostra amica Azzurra ha vinto il primo premio
Azzurra: (Interrompendo bruscamente tenaglia) Per favore, se ci perdiamo in chiacchiere la carta si scioglie e non potr esaudire il mio desiderio.
Tellina: Qual il tuo desiderio?
Azzurra: Vorrei essere una balena vera e non di cartapesta.
Tenaglia: Pensi che sia meglio essere di carne?
Azzurra: Si, ma so che non possibile.
Tellina: Impossibile, impossibile Se tutto quello che impossibile non fosse possibile, tu non dovresti essere qui, no? Il problema come rendere possibile ci che sembra impossibile.
Tenaglia: Ha ragione Tellina, io e lei sappiamo che solo una persona pu trasformare i sogni, i desideri in realt.
Azzurra: Chi?
Tellina: E il saggio Filitto.
Azzurra: Il saggio Filippo?
Tellina: Filitto. Filitto! Un saggio e anziano signore che ha scelto di abitare il mare. Ma chiss dove si trova adesso.
Tenaglia: Potremmo chiederlo al Pesce Azzurro che abita presso la caletta di Porto Selvaggio. Sono sicuro che sa dove trovare Filitto.
Tellina: Senti Tenaglia possiamo accompagnare Azzurra presso la caletta di Porto Selvaggio. Mare facendo le daremo una bella lezione di nuoto.
Azzurra: Ma davvero potete fare tutto questo per me?
Tellina: Sar un po pi difficile del solito per via del buio. Ma andiamo, sei o non sei un pesce? Il viaggio comincia.
3 Scena
Mentre si spostano da Gallipoli a Porto Selvaggio Tenaglia e Tellina insegnano a nuotare ad Azzurra che piuttosto impacciata e poco a suo agio al punto che sbandando si rompe una pinna.
Azzurra: Sono una incapace, scusatemi ma so fare solo danni. Gi sto per sciogliermi nellacqua, la colla diventa sempre pi appiccicosa. E adesso vado anche a rompermi una pinna.
Tenaglia: Se sei stanca ci possiamo fermare.
Azzurra: Se per voi va bene, preferirei continuare.
Tenaglia: Va bene. Attenta a non tornare verso riva, non ci sono molte luci sulla costa.
Tellina: Ma siamo fortunati perch sta sorgendo la luna.
Tenaglia: Ecco siamo arrivati.
Azzurra: Che bello questo posto, ma non c nessuno.
Tellina: Il fatto che Pesce Azzurro un tipo mondano. E sempre in giro per feste e party.
Tenaglia: Aspettaci che lo andiamo a trovare
Si allontanano lasciando la balena da sola. Azzurra inizia a cantare e ad ammirare quella baia che ha qualcosa di magico. Il tempo di esercitarsi a nuoto e ritornano i suoi amici.
Pesce Azzurro: Che nottata di baldoria. Sapeste miei cari, al pi bello non vuoi che ti arriva la polizia. Una retata. Ma stavamo ballando (accenna ad un passo di danza) e festeggiando in santa pace. Ma dico io come si pu (viene bruscamente interrotto da Tenaglia)
Tenaglia: Questa Azzurra, unamica.
Pesce Azzurro: O ma che piacere, (fa un un inchino a m di saluto) io sono Pesce Azzurro.
Tellina: Senti amico, Azzurra ha bisogno di incontrare Filetto, vorrebbe diventare una vera balena.
Pesce Azzurro: O ma Filitto stato a lungo lontano, proprio stasera ho conosciuto un tonno, aveva un frac luccicante e ai polsi due gemelli doro. Mi diceva che lha aspettato per mesi e che Filitto si trova a Porto Badisco tra le grotte e linsenatura.
Tenaglia: Mamma mia, proprio dallaltra parte della penisola, nel mare Adriatico. Dubito che ce la possa fare, povera Azzurra.
Tellina: Ma certo che ce la pu fare, prima di tutto deve riparare la pinna. Senti Azzurra potremmo andare da Giannotto, un mio amico Pesce Martello. Fa il fabbro e sta a San Gregorio. L una volta cera un importante porto e voleva trovare lavoro. Ora il porto non c pi ma lui rimasto in attivit e potrebbe fare al nostro caso prima che sia troppo tardi.
Tenaglia: Allora potrebbe ricostruire anche la mia chela.
Tellina: Tu andresti rifatto nuovo completamente. Grazie dellinformazione amico, (rivolgendosi a Pesce Azzurro) proseguiamo fino a San Gregorio, vediamo il da farsi e poi proseguirai da sola.
Tenaglia: Con questo sole splendente sei ormai una nuotatrice in grado di andare in capo al mondo.
Durante il tragitto Azzurra nuota con pi disinvoltura. Osserva con entusiasmo il Faro di SantAndrea passando tra lisola e Gallipoli Vecchia, si avvicina a Punta Pizzo sfiorandone quasi lo scoglio estremo che si erge dallacqua come lame e rasoi. Ad un tratto i tre sono circondati dalle Meduse malelingue che si esibiscono in una danza che vagamente richiama il can can.
Azzurra: Come sono carine, e che bei colori. (Azzurra si avvicina ad una di loro, quando viene redarguita da Tellina)
Tellina: Attenta non le toccare.
Azzurra: Ciao, io sono Azzurra.
Cellina: Ed iomi chiamo Cellina. Ti piacciono questi bellissimi vestiti. E questo bellissimo cappello. Lo vuoi provare? (Tellina la riprende ancora facendogli cenno di non accettare)
Azzurra: Come mi piacerebbe ballare con voi.
Cellina: Devi solo aggregarti. Dai una mano a me ed una mano alle mie amiche, vieni. (Azzurra offre la mano alle meduse ma viene immediatamente tirata indietro da Tellina).
Tenaglia: Andiamo Azzurra ci stiamo avvicinando troppo alla costa, siamo quasi sotto Torre Pizzo, pericoloso! (si allontanano dalle meduse quasi a proteggere Azzurra. Una volta ripreso il tragitto Azzurra chiede amareggiata).
Azzurra: Sento un pizzicorino sul muso. Accidenti brucia! Ma perch siete stati cos scortesi con Cellina?
Tellina: Non lo hai ancora capito. Il fatto che quelle meduse sono false e pure vili. Sono piene di bava velenosa.
Azzurra: Mi brucia sempre di pi. Ma possibile che ci sono esseri che si divertono facendo del male? Dora in poi dovr stare pi attenta. Siamo ancora molto lontani dal fabbro? Sento di non farcela. Guardate incomincio a sciogliermi. E poi mi venuta una tristezza.
Tellina: E cosa dovrei dire io. Come si fa a passare unintera vita attaccati a uno scoglio. Volevo essere unostrica con una perla dentro. Sono stata in depressione, non mi accettavo. Poi Filetto mi fece capire che io una perla dentro di me ce lho gi; il mio cuore, il mio spirito, la mia volont.
Azzurra: Sai, anchio ho sempre pensato che ciascuno ha dentro di s una perla che pu far brillare. Anchio ho sempre creduto di averne una. Ora non molto splendente perch sono triste; quando sono felice, invece brilla. (Le due si abbracciano, mentre Tenaglia si addormentato, il sole calato e pian piano anche loro cadono nel sonno).
4 Scena
La scena inizia con Giannotto che sta riparando la conchiglia di un paguro che urla di dolore ogni qualvolta viene colpito col martello. Entrano i nostri.
Tenaglia: Ci manda il Pesce Azzurro di Porto Selvaggio. Abbiamo da sistemare la pinna di Azzurra e una chela a me.
Giannotto: Vediamo un po. (Si avvicina ad Azzurra la tocca per vedere il datarsi provocando una inaspettata reazione)
Azzurra: Ahi..! Mi fai male!
Giannotto: E rotto lingranaggio, non sar un lavoro semplice, non sar un lavoro semplice, ma vedremo cosa si pu fare. (Tira un un paio di martellate a destra, due a sinistra, una in basso, unaltra di lato mentre Azzurra sbarra gli occhi). Puoi provare come v.
Azzurra: E un miracolo, mi sembro riparata. Le sono molto grata, lei davvero formidabile.
Giannotto: Bando alle ciance, fati sotto Tenaglia vediamo questa chela rotta. (Tenaglia si avvicina) mi da che qui dobbiamo amputare e sostituire. Ho una chela di uno scampo potrebbe andare bene.
Tenaglia: E che fine ha fatto? Non che la rivuole indietro?
Giannotto: Sapessi. E finito male. Ha perso la testa per una catalana ed ora cotto lesso. (Tira un un paio di martellate a destra, due a sinistra, una in basso, unaltra di lato)
Tenaglia: E un p pi lunga, ma con un po di esercizio dovrei abituarmi.(Squilla un telefono, Giannotto apre la comunicazione).
Giannotto: Si Ehi amico Polpo Cosa! Sei rimasto avviluppato nei tuoi stessi tentacoli e rischi di soffocare non ti muovere arrivo subito. Scusate ma ho un emergenza. (Esce di scena).
Tellina: E arrivato il momento di salutarsi.
Tenaglia: Ora che sei stata riparata puoi continuare da sola il viaggio.
Tellina: Noi aspettiamo qui la nostra amica Ricciola, velocissima e ci porter a Gallipoli in un baleno.
Azzurra: Non so come ringraziarvi, ormai vi porto dentro al mio cuore. (Commossi, in lacrime si salutano)
5 Scena
Rimasta sola Azzurra si dirige lungo la costa verso Punta Ristola, estremo lembo del Salento dove si incontrano il mare Adriatico e il mare Ionio. Qui si imbatte in tre Polpi intenti a parlare tra di loro. Parlano, guardano Azzurra e scoppiano a ridere per pi volte. Allimprovviso compare uno scorfano.
Scorfano: Non ci fare caso. Sono fatti cos. Si divertono a prendere in giro. Stanno ridendo di te, dicono che sei grassa come una balena. Il cervello non un muscolo e quindi non lo sviluppano. Anchio sono spesso vittima dei loro insulti, perch sono brutto. Allinizio ci rimanevo male, ora non ci faccio pi caso. Ma tu non sei di queste parti, dove sei diretta?
Azzurra: Devo andare a Porto Badisco dal saggio Filetto. Devo salire parallelamente alla costa (parlando velocissimamente) passando per il Ciolo, Marina di Tricase, Marina di Andrano, Castro, Santa Cesaria e su per Badisco (si ferma improvvisamente) Vado bene?
Scorfano: S, comunque se ti fa piacere posso accompagnarti per un po
Azzurra: Grazie, ma tu abiti qui? E cosa fai
Scorfano: Sono un ispettore delle acque, mi preoccupo che non ci siano sostanze inquinanti. Oggi per non sono riuscito a capire che cosa ci fosse nel mare. Inseguivo un liquido giallo un po appiccicoso appena prima di incontrarti.
Azzurra: Sono io che sporco le acque. Ma non ti preoccupare: non materiale inquinante. Solo carta e colla. Il mio corpo sta cedendo. Sai io ho vinto il Carnevale di Viareggio (racconta la sua storia in gramelot)
Scorfano: Che storia interessante. Si fatto tardi ed quasi buio. Dobbiamo arrivare a Santa Maria di Leuca, nei pressi di Punta Ristola c la Grotta del Diavolo. L abitano due miei cari amici a cui la tua storia interesser moltissimo.
Escono di scena. Scorrono immagini dellinterno di Grotta del Diavolo. Dai lati opposto della scena entrano Scorfano e Azzurra da una parte, Seppia Scrittrice e Amico Calamaro dallaltra. Si salutano velocemente e mentre parla Seppia Scrittrice intinge i tentacoli nellinchiostro.
Azzurra: Ma tu scrivi nellacqua, nellacqua che scorre.
Seppia Scrittrice: S, lunico modo che conosca.
Azzurra: Ma cos le tue storie si perderanno, delle tue parole non rester niente.
Seppia Scrittrice: Ti sbagli, io scrivo storie che possono leggere tutti quelli che si trovano nel mare.
Calamaro: Oggi passata di qui una ricciola erudita, andava in Grecia a studiare i classici antichi. Seppia Scrittrice: Le ho raccontato alcune storie. Lho vista affannarsi dietro le parole , disperandosi quando lacqua le confondeva. Cercava di trattenerle a memoria.
Calamaro: Quasi sempre ce la faceva, ricordando alla perfezione tutta la frase.
Seppia Scrittrice: Poi, sgomenta, mi chiedeva conferma: Hai scritto triste o tristo, penoso o pensoso? Voleva una spugna dove appuntarsi tutto.
Calamaro: Sar una brava creatura, ma condannata allinfelicit, perch usa male il suo cervello.
Azzurra: Ma tu oltre a scrivere storie, che fai?
Seppia Scrittrice: Ascolto, ascolto storie e poi le scrivo. Mi piace fantasticare, non mi attengo ai fatti, non sono una giornalista, se una cosa non mi piace la cambio.
Calamaro: Se uno gli sta simpatico, anche se sfortunato e povero io lei lo fa diventare ricco e felice.
Seppia Scrittrice: Mi piace esercitare questa libert.
Azzurra: Eh s, hai un grande potere. Ma voglio insistere, oltre a scrivere che fai? Mi piacerebbe conoscere la tua storia, la vostra storia
Seppia Scrittrice: La mia storia, ma io vivo delle storie degli altri. Sono anni che non mi muovo di qui e il Calamaro sta con me.
Calamaro: Potrebbe sembrare uno spreco dinchiostro, ma solo per preferirebbe usarlo nei risotti.
Seppia Scrittrice: Quanto a muoversi, beh, lo si pu fare anche con la fantasia.
Azzurra: Racconterai anche la mia storia?
Calamaro: E sicuro.
Azzurra: E avr un lieto fine?
Seppia Scrittrice: Non ho ancora deciso, ma penso di si.
Si tira da parte mentre gli altri si allontanano uscendo di scena e rimasta da sola riflette, prima di addormentarsi.
Azzurra: Che tipo straordinario, per esprimersi bisogna essere coraggiosi. Anche per vivere una vita propria ci vuole coraggio, non ci si pu accontentare solo delle vite degli altri.
Sbadiglia vistosamente e si addormenta. Si abbandona in bala delle onde, spossata e sempre pi flaccida, finch al sorgere del sole viene svegliata da un pesce che sembra pi triste di lei.
Pesce Spada: Sveglia! Non ti senti bene?
Azzurra: E tu come stai? Dove sei diretto?
Pesce Spada: Sto come un condannato allinfelicit e vado dove la mia pinna decide di portarmi.
Azzurra: Anchio oggi non sono proprio allegra. Se vuoi sfogarti un po arriviamo fino a quel ponte e mi racconterai tutto.
Pesce Spada: Oh s, un bellissimo posto il Ponte Ciolo adatto a sfogarsi meglio.
Scorrono le immagini del Ciolo con il Ponte, linsenatura, la piccola grotta, la piccolissima spiaggia.
Azzurra: Allora dimmi.
Pesce Spada: Sono innamorato. Innamorato cotto. Innamorato pazzo. Innamorato deluso. Innamorato della pi bella creatura che il mare abbia mai ospitato, Dauphine, una francesina tutto pepe, pelle lisca e lucente, tanto intelligente e anche impertinente. Un bijou, col nasino allins. Dauphine, dauphine mon amour!.
Azzurra: Lei sa che sei innamorato?
Pesce Spada: Eccome! Le avevo aperto il cuore, credevo fossimo una coppia fantastica, era spumeggiante come lo spumante, pardon, come lo champagne. E di quelle bollicine ora che resta? Delusione, afflizione, disperazione. Il mio cuore prigioniero sanguina. (cambiando repentinamente tono) Ma anche tu sanguini mi pare.
Azzurra: S, anchio ho delle ferite, ma non damore. Delle mie non si guarisce.
Pesce Spada: Neanche delle mie, ho deciso, andr in Sicilia mi getter in una spadara.
Azzurra: Ma perch finito il vostro amore.
Pesce Spada: Perch, perch Perch sostiene che sono un bugiardo, il mio bijou, col nasino allins.
Azzurra: E quale frottola gli hai raccontato.
Pesce Spada: Lei sostiene che devo averne dette tante, altrimenti mi ha detto, non avrei avuto questo naso lungo. Capisci? Ma io sono un Pesce Spada e con questo naso ci sono nato.
Azzurra: Che idea stramba.Ma i suoi amici delfini non lhanno fatta ragionare?
Pesce Spada: Macch! Anzi, stato uno di loro a metterle questidea in testa, (piangendo a dirotto) perch anche lui lamava.
Azzurra: Forse non ti amava pi per davvero, bugie o non bugie.
Pesce Spada: (Continuando a lamentarsi sonoramente) Ecco siete tutti uguali, tutti contro di me, il mio bijou, col nasino allins il mio bijou, col nasino allins (si allontana)
6 Scena
Azzurra, rimasta sola, sempre pi stanca. Riprende a nuotare verso Castro, costeggiando Marina di Novaglie per Marina Serra. Mare facendo ammirata dalla sagoma del Gabbiano Gionata che gli si staglia di fronte sulla punta di uno scoglio presso il porto di Tricase.
Azzurra: Sar un uccello vero o una scultura nella roccia? (si avvicina sempre pi, quasi con timore) Ciao io sono Azzurra e tu come ti chiami. (dopo aver esitato per un bel po il gabbiano risponde spaventando Azzurra.
Gabbiano Gionata: Adesso ti canto una canzone poi ti dir come mi chiamo.
Ogni tanto mi sento un p asfissiato
nella grande citt non si pu respirare
circondati di smog e tanti rifiuti
se potessi scapperei all'istante
Come sarebbe bello volare nel cielo
completamente libero conquistare il cielo
sarebbe incredibilmente meraviglioso,
volare cos lontano, via dalla grande citt
Come un gabbiano sul mare che vola insieme alle onde
sempre pi alto nel cielo, cos lontano dal caos
in compagnia delle mie ali sorvolo le belle colline
e il vento mi trascina per campagne e mari
Quando viaggio in treno e vedo tutta la gente
cos chiusa in se stessa, con tutti i loro sogni e desideri
con la gente che sgomita a testa bassa
allo vorrei scappare perdermi dalla citt
Come sarebbe bello volare nel cielo
completamente libero conquistare il cielo
sarebbe incredibilmente meraviglioso,
volare cos lontano, via dalla grande citt
Come un gabbiano sul mare che vola insieme alle onde
sempre pi alto nel cielo, cos lontano dal caos
in compagnia delle mie ali sorvolo le belle colline
e il vento mi trascina per campagne e mari
Volare e giocare
tutto piccolissimo sotto di me
sorvolare e sorvolare
per sentirsi libero, di andare
Come un gabbiano sul mare che vola insieme alle onde
sempre pi alto nel cielo, cos lontano dal caos
in compagnia delle mie ali sorvolo le belle colline
e il vento mi trascina per campagne e mari
e il vento mi porta...
e il vento mi porta...
e il vento mi porta...
e il vento mi porta...
Gabbiano Gionata: Ti piaciuta? Comunque mi chiamo Gionata con la G. Ma un nome sbagliato.
Azzurra: Come sbagliato?
Gabbiano Gionata: Esbagliato perch io non amo volare, mi piace cantare e sognare, ma non volare, capito!
Azzurra: Ma che gabbiano sei se non ami volare?
Gabbiano Gionata: Sono un gabbiano reale e questa roccia il mio regno, sapessi quanto difficile difenderlo dagli uccelli migratori. Lunico volo ogni tanto mi concedo con la fantasia come nella canzone, te la faccio riascoltare?
Azzurra: Era molto bella, ma bastata una volta, grazie. Ma dimmi come ti procuri il cibo?
Gabbiano Gionata: Ah se per quello ci pensa Antn, mio fratello mi porta pesce fresco quasi ogni giorno. Adesso per devi partire, anzi ti consiglio di sbrigarti, sta per arrivare il tempaccio, una bufera.
Azzurra: Ma come fai a saperlo?
Gabbiano Gionata: Lo so perch leggo i segni, che so, quando volavo lo capivo dal sopraggiungere di una nuvola, dal vento che cambia subito direzione, dalle ali che si fanno pesanti, ma adesso che sto sempre fermo conosco altri linguaggi. Sento gli odori che il vento ti porta, vedo lincrespatura delle onde, ascolto i pesci che si spostano.
Azzurra: Sar ma non ti capisco, io sono di cartapesta e sogno di poter girare in mare in lungo e largo, tu hai le ali e te ne stai prigioniero su quello scoglio. E proprio vero che non siamo mai contenti di quello che siamo. (Gionata scrolla le ali, saluta ed esce di scena)
Azzurra prosegue mentre il tempo volge al peggio e sta per arrivare un temporale nei pressi di Santa Cesarea incontra lo squalo vegetariano. Entra in scena lo Squalo vegetariano,
Azzurra: Mamma mia! Se questo ha fame sono fritta. Ridotta come sono se mi metto a scappare mi finisce.
Azzurra si fa da parte e osserva spaventata come questi sia intento a mangiare alghe. Poi facendosi coraggio con cautela si avvicina abbozzando un saluto.
Azzurra: Lieta di vederla. E buona quellinsalata?
Squalo: Come contorno rinfrescante, ho problemi digestivi, sa!
Azzurra: Pensavo che quelli come lei fossero ghiotti di carn (la interrompe improvvisamente)
Squalo: Cosa vuol dire? Le alghe sono buonissime, molto meglio della carne! (Si guardano con circospezione e sospettosi ) Va bene, sono vegetariano. Mangio alghe a colazione, pranzo e cena. E sono pure sdentato ecco, questo il mio problema, ma non dirlo in giro altrimenti sono rovinato.
Azzurra: Non ti preoccupare, non lo dir a nessuno anche se mia hai incuriosita. Perch hai scelto di non mangiare carne?
Squalo: Non sopporto la violenza, non reggo la vista del sangue. Delle volte ho digiunato per giorni interi. Forse per questo ho una dentatura sgangherata, ma non si deve saper in giro. Tu non sai quanto sono spietate le leggi del mare. Quello che conta qui lapparenza, qui importante fare quello che gli altri si aspettano da te, solo cos sarai rispettato e potrai vivere tranquillo.
Lo squalo esce di scena triste e abbattuto. Azzurra si addormenta. Mentre dorme si scatena una tempesta.
7 Scena
Completamente in bala delle onde si sveglia solo alla comparsa del sole, sfinita e con il corpo ormai lacero ha perso la direzione verso Torre del Serpe vicino al porto e piange disperata. Si ritrova a sua insaputa in una la caletta chiamata Porto Badisco, lantico approdo di Enea dove raggiunta da una strana voce.
Voce: Ehil! Chi che arriva alla mia tana senza neppure presentarsi.
Azzurra: Sono Azzurra una balenottera. Vengo da Viareggio, scusa se sono entrata nella tua propriet, non sono di queste acque. Anzi, mi puoi dire dove sono, e tu che parli dove sei?
Filitto: Sei a Porto Badisco, a casa mia Avvicinati, ma non troppo, agli scogli alla tua destra.
Azzurra si muove disorientata, Filitto entra lentissimamente a destra della scena, seminascosto. E un Pesce Gatto dacqua dolce dalle vaghe sembianze umane, grandi baffi e fa di tutto per non farsi identificare.
Azzurra: Scusa ma non ti vedo.
Filitto: Sei cieca! Ti ho detto di guardare alla tua destra. Deestraa!
Azzurra: Alla mia destra non vedo nessuno, sei forse un granchio o una tellina?
Filitto: (Urlando) Un granchio o una tellina? A me! Quale affronto.
Azzurra: (Seccata) Scusa ma non ti vedo.
Filitto: Aspetta balenona, aspetta. Guarda meglio sugli scogli. (Azzurra si mette a guardare quasi alla cieca a destra a sinistra, poi casualmente si avvicina verso la sagoma di Filitto)
Azzurra: Mi sembra di vedere qualcosa.
Filitto: Mi vedi finalmente?
Azzurra: S, ora ti vedo, ma io ti cercavo in mare, chi sei?
Filitto: Chi sono? Piuttosto chi sei tu? Quando si arriva in casa daltri ci si presenta, si dia il caso di avere una posizione pi elevata nella vita, di essere importante, insomma.
Azzurra: Sono Azzurra, te lho gi detto e vado su e gi per mare ala ricerca del saggio Filitto.
Filitto: Saggio Filitto, e che cosa volevi da lui?
Azzurra: Volevo chiedergli dei consigli per diventare una balena vera? Sono di cartapesta e tra poco di me resteranno lintelaiatura e qualche ingranaggio.
Filitto: (Ridendo sonoramente) Ah, ah! Una balena di cartapesta, hai proprio ragione, metallo e cartapesta volgono poco al mondo doggi. Non mi sembra che tu abbia molto da offrire, ragione per cui non credo che tu abbia grandi possibilit di diventare una balena vera.
Azzurra: Non vero, ho la mia perla, (Tra s e s per non farsi sentire da Filitto) la perla preziosa che mi ha fato conoscere Tellina, il mio cuore, il mio sprito, la mia volont. ( Torna a parlare normalmente) E la volevo offrire al saggio Filitto.
Filitto: Una perla preziosa? (Cambiando subito atteggiamento) Mia cara, ma dovevi dirlo subito. Dalla a me e te la far fruttare, dieci, cento, mille volte.
Azzurra: Ma io sto cercando il saggio Filetto.
Filitto: (Guadagna il centro della scena e si impettisce)Son qui davanti a te, mia cara Filitto in persona.
Azzurra: Sei il saggio Filetto? Ma io pensavo che Filitto era un uomo che aveva dedicata la sua vita ai pesci tu invece sei un pesce e pure sgraziato.
Filitto: Io sono un pesce, che diamine! Un pesce che ha solcato tutti i mari e gli oceani, che conosce fondali e scogliere di mezzo mondo. Per questo sono saggio, so le cose e do ottimi consigli.
Azzurra: Allora dimmi, cosa devo fare per diventare vera, c una speranza?
Filitto: Innanzitutto devi darmi la perla. Ogni cosa ha il suo prezzo. I miei consigli costano e poi devi lavorare per me. Tu con la tua forza puoi strappare prede, puoi rovesciare barche, una volta in mare puoi derubare gli uomini e portare la refurtiva a me. C gente ricca da queste parti, Vengono qui e sfoggiano i loro tesori, tu te ne approprierai, diventerai la furia dei mari.
Azzurra: Io non capisco le tue richieste e soprattutto non le condivido.
Filitto: Non devi condividerle, e non devi neppure pensare, penso io per te. Tu devi ubbidire, ubbidire, ubbidire! E ora dammi la perla, forza.
Azzurra: Non posso darti la perla, proprio non posso.
Filitto: Ti ho detto di dar me la, forza!
Azzurra: Mi dispiace ma non posso anche se volessi
Filitto: (Urlando)La perla, la perla (Filitto perde lequilibro mentre cerca di aggredire Azzurra e cade in acqua) Aiutami a risalire, aiuto
Azzurra: Tu sei un Pesce Gatto, un pesce dacqua dolce, non sei il saggio Filitto.
Filitto: Balenona chiacchierona! Aiutami un ordine
Con una leggera spinta Azzurra condanna Filitto a ingurgitare pi acqua possibile e ad affogare.
Filitto annaspando va fuori scena. Scoperto linganno, sfinita, con le iltime forze prosegue il suo viaggio piangendo a dirotto e convinta che non ci sia alternativa alla fine dei suoi giorni. Passato il Faro della Palasca raggiunge una caletta presso Le Orte, poco distante dalla Torre del Serpe. Qui si ferma per morire, ma con le ultime forze attratta e incuriosita da un tunnel con in fondo una luce di colore rosso vivo. La attraversa e si trova nel mezzo di un incredibile paesaggio lunare, un laghetto incantato (il laghetto della dismessa cava di bauxite) fitto a riva di rigogliosi canneti. Azzurra trova giaciglio in mezzo alle canne quando scorge una foca monaca dal lucido mantello che per il colore pareva simile ad un saio.
Azzurra: Beh, in fondo il posto pi bello per morire
Gertrudina: E strano cercare la morte in questo posto che richiama la vita. In questo luogo, un tempo, le foche si ritiravano a partorire e ad allattare cuccioli.
Azzurra: Sei una foca monaca?
Gertrudina: S, mi chiamo Gertrudina e vivo qui sola da molto tempo. Le altre foche si sono trasferite perch qui ci sono troppi turisti, mentre io faccio leremita (Chiacchiera a bassa voce con Azzurra che segue e annuisce) A me piacciono i turisti soprattutto quando sono al centro dellattenzione e poi (Ancora parla a bassa voce con Azzurra che continua ad annuire) Questa vita non lho scelta io, sono monaca per forza e (Come prima) Ma tu come sei finita da queste parti?
Azzurra: Cercavo il saggio Filitto
Gertrudina: Il saggio Filitto non si vede pi ormai da molti anni. Alcuni dicono che sia morto, altri che sia emigrato, altri ancora che sia impazzito.
Azzurra: Un bel problema.
Gertrudina: Dipende, credo che la cosa sia indifferente, ormai i suoi consigli erano sempre gli stessi, ad ogni domanda rispondeva sempre la stessa cosa.
Azzurra: E cosa rispondeva?
Gertrudina: Faceva uno strano discorso sul mare, il mare dellanimo, un parolaio, una delusione indescrivibile, non lo ricordo neanche pi molto bene
Azzurra: Ero convinta che la tua memoria fosse meglio esercitata. Adesso vado non mi rimane pi molto tempo.
Gertrudina: Aspetta! Il grande saggio parlava di alta e bassa marea, di mare che si alza e si abbassa, di moto ondoso. Il mare di cui parlava non era questo del Salento, e nemmeno del Mediterraneo, neanche quello del lontano Oceano. Parlava di un mare dentro di noi, dove vive e galleggia la nostra volont. Sosteneva che tutto dipende da noi dalla nostra decisione di assecondare o contrastare il mare. Per lottare contro le onde ci vogliono forza e determinazione, perseveranza e intelligenza
Parlando parlando Gertrudina esce di scena come sospinta fuori lentamente da Azzurra. Questa riattraversato il tunnel per si trovai in mare aperto. Mentre il mare culla il suo corpo ondeggiando fae una cosa bellissima, lultima che pu fare prima di morire, si mette e a cantare.
Un canto straziante e dolce, liberatorio prima che la carta si disfa completamente, definitivamente. Nel mare smeraldo del Salento, il corpo di Azzurra lascia un guizzo, la sua ultima scia: rossa, di sangue vivo.
- Questo copione è stato visto:


