Nell’occhio della fortuna

"" NELL' OCCHIO DELLA FORTUNA ""

Commedia favola brillante in tre atti

di

Antonio Sapienza

Catania, marzo '85, prima stesura; gennaio 2009, seconda stesura-

Personaggi:

Cosimo Potenza.......impiegato;

Amalia...............moglie di Cosimo;

Giovanni.............figlio di Cosimo;

Lia..................figlia di Cosimo;

Amedeo Amodio........Direttore Amm.re UTI.

La vicenda si svolge in una citt italiana agli inizi degli anni ottanta.

Atto I

Sulla scena stata ricostruito l'interno di una camera di un ragazzo: Letto, armadio, tavolino, etager, sedia, racchetta da tennis, posters al muro, giradischi.

All'apertura del sipario, il giradischi in funzione, ad alto volume, che emette musica rock.

In scena c' Giovanni Potenza, giovane studente di circa diciassette anni. Indossa maglietta, jeans e scarpe da tennis.

Tutta la stanza ingombra di cianfrusaglie, in massima parte materiale elettrico ed elettrotecnico.

Giovanni, ballando, tenta di sistemare detto materiale in modo da lasciare dello spazio sul tavolino, dove c'e` posto uno strumento elettronico di sua invenzione.

Dopo un minuto, il giovane inciamper su qualcosa e far cadere del materiale che ha in mano, per terra, con un grande fracasso assordante. Egli stesso, si contrarr il collo fra le spalle per il rumore provocato. E rester in attesa dell'arrivo della madre, Amalia, che puntualmente entrar in scena allarmata.

Ama.- ( guardando sconsolata il disordine) Giovanni, che hai combinato stavolta?-

Gio.- Nulla mamma, nulla!- ( con arida candida)

Ama.- ( facendo segno attorno a lei) Come nulla? E quel rumore? ( Giovanni alza le spalle) Vedo che hai portato della nuova vecchia robaccia, vero? E` vero?-

Gio.- Nuova o vecchia?-

Ama.- Mi hai capita. L'hai portata vero? Confessa!-

Gio.- ( rassegnato) Confesso...-

Ama.- Come, confessi? (sorpresa)-

Gio.- Confesso, confesso basta.- (disarmante)

Ama.- Tu confessi? allora stai combinando qualcosa. Cosa stai tramando, Giovanni?-

Gio.- Ma nulla, proprio nulla..( raccatta della roba per terra e la ripone sul tavolino)-

Ama.- Senti Giovanni, io sono buona e cara, ma non puoi pretendere di farmi a vivere a modo tuo. Non puoi costringermi a convivere con la spazzatura,( fa un ampio gesto) in mezzo a questo vecchiume puzzolente e pieno di lordume. Non ne sopporto n la vista, n la puzza. e neanche posso accettare l'idea, il solo pensiero, che questo immondezzaio sia in casa mia. E te l'ho gi detto tantissime volte, ora basta!-

Gio.- Ci risiamo...( con sopportazione alzando gli occhi al cielo).-

Ama.- Certo che ci risiamo! Sei tu che mi costringi, perch non mantieni i patti. Cosa avevamo stabilito?-

Gio.- Cosa avevi stabilito, tu.-

Ama.- Chi tace acconsente, e tu tacesti. Dunque, avevamo stabilito che tu non portavi pi questa robaccia in casa, ed io, vedendo la tua buona volont, ti avrei aiutato a convincere tuo padre per

realizzare quel tuo progetto. Come si chiama... quella diavoleria?-

Gio.- Computer, mamma. E non una diavoleria.-

Ama.- Per te! Certamente per te no, ma per me si, eccome! Allora questi patti, sono in vigore o no?-

Gio.- Va bene. Te lo prometto, niente pi materiale usato in casa...-

Ama.- Niente vecchiume, sudiciume, immondezza, devi dire.-

Gio.- Va bene (pazientemente), come vuoi tu. (poi cambiando tono) Allora, mammina, quando ne parlerai a pap?-

Ama.- ( facendo la sostenuta) Beh, avevo pensato di parlargliene... questa sera. (dispettosa) Ma adesso ho cambiato idea.(b.p.) Forse gliene parler non appena mi avrai convinta del tutto che manterrai la tua promessa...-

Gio.- Lo giuro, la manterr... Pero` ti prego mamma parlane adesso, ora, subito.-

Ama.- ( inciampando su qualcosa) Non insistere Giovanni, per cortesia. Anzi sai cosa dovresti fare? Dovresti iniziare a disfarti di tutta questa...questa..-

Gio.- ..Robaccia...-

Ama.- Proprio cos. Prima inizi e prima accorcer i tempi.-

Gio.- Questo un ricatto!-

Ama.- Chiamalo come vuoi. Per me legittima difesa.(si guarda attorno preoccupata d'inciampare) Allora?-

Gio.- Ho altra scelta?-

Ama.- No, caro. (ironica)-

Gio.- Allora sono incastrato.-

Ama.- Esatto.-

Gio.- Merito di pap...-

Ama.- Ecco, come al solito, c'entra sempre tuo padre. E perch, se lecito?-

Gio.- ( immusolito) Perche` se non mi facesse tante storie per comprarmelo...-

Ama.- Certamente. Ma logico. (b.p.) Inaudito! tuo padre dovrebbe essere felice di comprarti quello che vuoi...-

Gio.- ...Che desidero da tanto tempo. E` ingiusto. Siete ingiusti, ecco. (broncio)-

Ama.- Giovanni, tu dimentichi che tuo padre un semplice impiegato. Viviamo di stipendio. Mica scialiamo nell'oro.-

Gio.- Certo, quando si tratta di me...-

Ama.- Cosa vorresti dire?-

Gio.- Quello che sai! Per te e tua figlia, egli col portafoglio sempre aperto. (imitando lei) Caro mi serve la pelliccia nuova; caro ci sarebbe da pagare la retta della piscina per Lia; Caro, ho visto un anellino...-

Ama.- Zitto, non te lo permetto sai?-

Gio.- Ho toccato giusto. ( a bassa voce)-

Ama.- Io...io... sei un ingrato... ingiusto..( finto pianto)-

Gio.- (consolandola) Scusami mamma, scusami. Ecco asciugati, (le porge il fazzoletto) avanti, piangere alla tua et...-

Ama.- Niente, niente...( esce di corsa).-

Gio.- E la frittata fatta. Pazienza.( si china e svogliatamente raccoglie alcuni oggetti da terra)

Un computer! Il mio regno per un computer. ( intanto si appresta a mettere in funzione un piccolo apparato radio e si pone la cuffia nelle orecchie): Pronto, pronto, pronto. Bella 5 da Ricco 2, passo.(

ripete la chiamata due volte, poi ottiene la risposta in cuffia) Ah, ci sei finalmente? Dov'eri?... in bagno? Scusa, allora ti ho disturbata... Cosa ti volevo dire? Una cosa della massima importanza: Ti voglio bene...Sono lusingato...Allora novit nel tuo campo? Nessuna? Nel mio qualcosa si muove: la mamma e` quasi cucinata a dovere... Tieni duro... bisogna tener duro e avere fede. Il tanto sospirato computer lo avremo... Certo, certo, adesso torna in bagno e scusami per l'inopportuna chiamata, ciao, passo e chiudo. (si toglie la cuffia) E` una lotta senza quartiere la nostra...( tra se) O computer o morte! ( forte).

Entra Cosimo Potenza, un uomo calvo con piccola pancia, sulla cinquantina, vestito comunissimamente. Egli ha ascoltato le ultime frasi del ragazzo.

Cos.- Ah, siamo a questo punto?-

Gio.- ( sorpreso) Chi ? Ah, sei tu pap.-

Cos.- E` questione di vita o di morte, allora?-

Gio.- Pap, ti prego, ti scongiuro, ti imploro, ti...-

Cos.- Basta. (b.p.) Io sono Cosimo Potenza, mica san Cosimo, vergine e martire...-

Gio.- Per me sei ancora pi grande, sei pi importante, sei la vita.-

Cos.- O computer o morte! ( cercando di imitare Giovanni).

Gio.- ( implorante) Pap...-

Cos.- ( sedendosi) Senti Giovanni, la mamma mi aveva gi accennato di questo tuo grande desiderio..-

Gio.- Bisogno, pap, bisogno.-

Cos.- ... di questo bisogno. Io le ho creduto, naturalmente. Ma ora, personalmente, mi rendo conto che questo aggeggio lo scopo della tua vita. Non come avevo pensato, un capriccio per un nuovo quasi giocattolo, no.(pausa) Questo computer tutto per te, evvero?-

Gio.- ( annuendo) E` vero.-

Cos.- Come pensavo.(b.p.) E ne sono preoccupato.-

Gio.- Ma.. ma perch? Non e` mica pericoloso...-

Cos.- Ai miei tempi, per un ragazzo della tua et, l'unico vero scopo della vita era l'amore...-

Gio.- Io ce l'ho l'amore. Ma voglio anche un computer. E anche Gisella lo vuole.-

Cos.- Gisella, sarebbe la lei?-

Gio.- Precisamente.-

Cos.- Va bene. (alzandosi) Vuol dire che se non mi farai spendere molto,(b.p.) pi in l, forse, potrei

studiare la possibilit di esaminare un eventuale cauto acquisto di un modesto, piccolo, computer... magari di seconda mano...-

Gio.- Un hurr per mio padre!-

Cos.- Calma, calma. E non ti ho mica detto che te l'acquisto.-

Gio.- Per me come se fosse gi qui. Pap, vedrai non ti far spendere molto. Sar il pi piccolo, il pi modesto, il meno costoso computer del mondo. Grazie paparino!- (l'abbraccia)

Cos.- ( schermendosi) Ringrazia anche tua madre.(b.p.) A proposito ( si guarda attorno) Questa robaccia, per, via alla svelta. ( fa cenno con la mano come per dire: smamma!)-

Gio.- Tutta?-

Cos.- Tutta quella che non c'entra nell'armadio... nei cassetti. sotto il letto insomma tutta via! (fa un

complice sorriso).-

Gio.- ( strizzando l'occhio) Okkey, sara` fatto! ( b.p.) Poi, pap, quando sei disposto, ( riferendosi

all'acquisto del computer) fammelo sapere che ti accompagno...-

Cos.- Dove?-

Gio.- Ma nel negozio di computer, naturalmente.-

Cos.- Giovanni, non corriamo. ( b.p.) Comunque, a fine mese si potrebbe fare un giro di ricognizione...-

Gio.- Gia` fatta! So dove, quanto ( fa cenno con le dita) e come..( riferendosi alle rate)-

Cos.- Bravissimo. E sai chi? e il perch?-

Gio.- Chi: tu; perch? perch sei il pap pi buono del mondo.-

Cos.- Giovanni, non adularmi. Procediamo con calma, eh?-

Gio.- Certo, pap... a fine mese...-

Cos.- O l'altro...e se non coster molto...-

Gio.- Te lo giuro... E ora mi metto subito al lavoro ( allude al disordine) cos ti dimostro che sono

sincero.-

Cos.- Allora, giovanotto ...sincero..a pi tardi. ( esce dando al ragazzo, una pacca sulla spalla.)-

Giovanni, febbrilmente metter via tutto il materiale possibile nell'armadio ecc. Ma ne rester sempre tanto, tantissimo in giro. Far vari tentativi infruttuosi.

Musica adatta.

Due minuti ed entra Amalia, che si affaccia dall'uscio fingendo paura.

Ama.- E` permesso?- ( si guarda da tutte le parti con diffidenza).-

Gio.- ( nascondendo un rottame dietro la schiena) AvantiAvanti mamma.-

Ama.- (rincuorata) Cessato allarme?-

Gio.- Dai mamma...-

Ama.- Tuo padre mi ha detto del...patto. perch e` in vigore quel patto vero? ( si guarda meravigliata) Certo, e si vede...bene, bene...Ma come hai fatto a disfarti di tutta quella roba? in cos poco tempo?-

Gio.- Ecco, vedi...l'ho messa tutta.. tutta in un grande sacco e l'ho sceso gi in cantina.. per il momento, naturalmente. Dopo.. dopo la porter al ferrivecchi pi vicino.-

Ama Dovrei essere molto contenta, ma c' qualcosa che mi dice di stare in guardia.(b.p.) Tuo padre mi ha detto..( e intanto si dirige verso l'armadio per appendere qualcosa, inutilmente impedita da Giovanni) Ma Giovanni, togliti dai piedi...( apre l'armadio e una valanga di cianfrusaglie gli si rovina

addosso, facendola cadere a gambe levate sul lettino) Aiuto! aiutoooo.-

Gio.- ( precipitandosi ad aiutarla) Mamma, non niente.. su sei illesa, non ti sei fatta neppure un graffio, cos'hai da gridare?-

Ama.- (toccandosi la schiena) Assassino! Sei un assassino. Volevi uccidere tua madre. Matricida!-

Gio.- Ma dai...-

Entra Cosimo, trafelato.

Cos.- Cosa succede? Amalia, sei viva?-

Gio.- E` viva, viva...-

Ama.- ...Per miracolo! Mi ha teso una trappola mortale. Un agguato bello e buono. Un'imboscata! Voleva distruggermi!-

Cos.- Ma cosa t' successo?-

Gio.- ( ammiccando) Ha aperto l'armadio prima che potessi impedirglielo...-

Cos.- Ho capito. ( respirando di sollievo)

Ama.- E` un pirata, un energumeno... ahia, ahia...-

Cos.- (tastandola) Niente di rotto e neppure ammaccato. Solo paura. Ti sei impaurita.-

Ama.- Lo credo, mi sono vista subissare da una valanga di acciaio. Aveva caricato l'armadio a pallettoni!-

Gio.- Come vedi esagerata. Non s' fatto neppure un graffio...-

Ama.- E che volevi vedere scorrere il mio sangue? Il mio sangue, il sangue di sua madre doveva arrossare la tua stanza? Cosimo, questa stanza e` una polveriera! ( tenta di alzarsi appoggiandosi ad un aggeggio e prende la scossa) Aiuto! La sedia elettrica!-

Gio.- Accidenti! ( allontana l'oggetto)-

Cos.- Vieni gi, ti do un liquorino.-

Ama.- Sono distrutta, marito mio, letteralmente distrutta. Senti Cosimo, te lo voglio dire davanti a lui.

O io oppure lui. In questa casa non c' posto per la vittima e per il carnefice. Questo un inventore assassino! Scegli Cosimo!-

Cos.- Ma che assassino...Non esagerare... adesso lui ( sottolinea lui) fara` sparire tutto. Tutto! questo

materiale...-

Ama.- Ultrapericoloso, sporco e puzzolente.-

Cos.- Certo, far sparire tutto, vedrai.( allusivo a Gio.)-

Gio.- Certo pap. D'accordo mamma. Lo prometto, ma voi ricordate la vostra.-

Ama.- Io mi ricordo del mio povero cuore distrutto...-

Cos.- Non il momento. Giovanni ti ordino di eseguire! ( con finto autoritarismo)-

Gio.- Obbedisco! ( scatta sull'attenti)-

Cos.- Andiamo cara, piano, piano..-

Ama.- (lamentandosi) Bravo Cosimo.-

I due escono lentamente. quando saranno usciti, Giovanni, raccoglie il materiale e lo ficca in alcune buste, intanto canticchia. Entra Lia, la sorella.

Lia- E canti? Canti tranquillamente? Lhai quasi ammazzata.-

Gio.- Oh, ecco, ora siamo al completo. La cara sorella che viene a prendere le parti dellindifesa madre, vittima di un attentato-

Lia Va bene, niente attentato, per lhai distruttamortalmente.-

Gio.- Ma dai, piantala. Piuttosto, aiutami a disfarmi di questa-

Lia -robaccia!-

Gio.- Mih, e che cosa? E precisa, copia conforme della madre, non ne ha perso neanche un pelo. Ti, porta questa (le da un mucchetto di roba)-

Lia Porta questa per favore, se non ti dispiace!-

Gio.- Porta questa se non ti dispiace tanto, vai a fanc-

Lia Alt, ferma, stop! Ripeti per favore!-

Gio.- Va-i a fa re (entra Cosimo, Giovanni devia il discorso) a Cu- ne- o. Insomma a Cuneo si trovano tanti oggetti antichi, forse pi di questi.-

Cos.- (che ha sentito) E ci mandi tua sorella aCuneo?-

Gio.- Col tuo permesso, naturalmente.-

Lia Lascialo stare pap, aMarconi, tutto permesso (pausa) Allora glielo comprate?-

Cos.- Mi pare che stia mantenendo fede ai suoi impegni, a quanto vedo (osserva le borse) quindi-

Lia -quindi il computer entrer in questa casa, e io ne esco.-

Gio.- (sbalordito) Ma Lia-

Cos.- Ma che cosa dici? Sei in te?-

Lia Che dico? Dico che io, con una diavoleria simile, non ci coabito dico!-

Gio.- Mama che cazzche cazzola, ti ci metti anche tu?-

Cos.- Spiegami il perch?-

Lia Perch? Perch sono dei mostri meccanici. Ho visto un film in cui questi esseriquesti esseri metallici, invadevano la terra. Una paura che non vi dico.-

Gio.- E piantala! Piantala di vedere film fantascientifici per poi impaurirti. Certo, se ci fosse Gigino, vicino a te, non ti impaurirestiabbracciata a lui.-

Lia (piccata) Ora basta! Me ne vado! Mostro! (lascia cadere la borsa sul piede di Cosimo che emette un terrificante urlo)-

Cos.- Oddio il callo!-

Lia Mi, mi dispiace.-

Cos.- Figli degeneri. Sotterratori di genitori indifesi! Ohi, ohi, mha assassinato! (si getta di peso sul letto che cede di colpo) Assassssiniiii!-

Entra Amalia.

Ama.- Lavete ucciso?-

Cos.- No cara, per questa volta mhanno solo feritoil callo!-

Ama- Povero cocco, thanno maltrattato il callo, thanno fatto la bua. Monellacci! Il tuo povero callo, pre-

Gio.- preferito!-

Lia - prediletto!-

Ama (con un occhiataccia ai due) Prepotenti!-

Cos.- Calma,, calma, sta passandogi va meglio.-

Ama.- Meglio cosi, caro. E voi due, killers, andategli a prendere le pantofole e un cognacchino di quello buono. Su march!-

Lia Corro. (esce)-

Gio.- Vado. (esce)-

Ama Aspetta ti tolgo la scarpa.-

Cos.- Non necessario, cara, adesso va meglio, quasi passato.-

Ama Allora non thanno centrato.-

Cos.- Quasicomunque stato un infortunio, del tutto involontario.-

Ama Lo so, lo so, certe volte sono troppoirruenticaro. (si china e lo bacia)-

Lia (entra e tossicchia) Scusate se vi disturbo, ma ho portato le pantofole per il nostro paparino.-

Cos.- Grazia cara,, ma forse non sono pi necessarie.-

Lia Pap, ecco, poco fa ho parlato cos, senza riflettereinsomma non volevo. Ecco, se volete comprarglielo quel ageggio, fate pure, non sar certo io ad oppormi.-

Cos.- Grazie Lia, ma lavevo capito.-

Gio.- (entrando) Ecco il cognac(inciampa nel sacchetto messo gi da Lia e versa il cognac su Amalia)-

Ama (inorridita) Il mio vestito! Il mio vestito nuovorovinato! Oddio svengo, muoio.-

Gio.- Mi dispiace mamma, veramenteho inciampato su qualcosa. Mi dispiace.-

Cos.- Cara, cara, (le prende una mano e gliela scuote) Cara, come stai?-

Lia.- Mamma, mi senti? mi senti? Rispondimi!-

Gio.- Passo e chiudo!-

Ama Cretino!-

Gio.- Allora sta bene.-

Cos.- Che sollievo-

Lia Che bellezza.-

Ama Che schifezza! (guardandosi il vestito, poi a Giovanni) Questa volta non mi dirai che non lhai fatto apposta, vero?-

Gio.- Ma certo mamma, ho inciampato nel sacchetto-

Ama.- pieno di robaccia! Questa robaccia la mia ossessione, mi perseguita, mi vuole morta (enfaticamente drammatica).-

Cos.- Suvvia cara, inciampato, questo certo. Avanti non ti disperare, farai smacchiare il vestito e ti verr come nuovo.-

Ama Non pi, non pi. Esser non si puote pi duna volta, come diceva il poeta.-

Cos.- Allora te ne comprer uno nuovo.-

Gio.- Questo no!-

Ama.- Ti opponi?-

Lia Con che diritto?-

Gio.- Col diritto della disperazione! Se pap le compra il vestito nuovo, addio computer per me. O non vero?-

Cos.- Sar vero, ma solo per pochi mesi, il tempo di rimetterci su economicamenteanche un pochinosolo un anno.-

Ama Cos impari ad essere quantomeno maldestro.-

Gio.- Accidenti che rabbia! Me lo sentivo gi mio, me lo sentivo. E ora, chiss-

Ama (dandosi unocchiata con Cosimo) E va bene. Prima quel ageggio e poi il mio vestito. Daccordo. Siamo i genitori e dobbiamo saperci sacrificarea proposito Cosimo, avrei visto na pelliccia di leopardo che un sogno se non costa molto. Magari quanto il vestitovero Lia?-

Lia E cos pap, quasi lo stesso prezzonaturalmente il mo giaccone-

Ama Ma certo, non essere sciocchina, pap provveder anche a quello, vero Cosimuccio?-

Cos.- (tra se) Qui, se non guarisco presto mi fanno comprare tutta la Rinascente.(poi a voce alta) Vedete? Sto meglio, posso camminare, posso anche uscirebello, no? (intanto se la ..squaglia)-

Ama- Lia, prendiamo questi sacchetti pieni didi(fa una smorfia con la bocca, quasi disgustata) e portiamoli gi, anzi, buttiamoli direttamente nel cassonetto della spazzatura.-

Lia Con piacere, mamma.-

Gio (imitandola) Con piacere, mammavedi se era roba tua(Lia si risente)-

Ama Giovanni, ti proibisco-

Gio.- Okay mamma, come non detto. Grazie per lacollaborazione.-

Lia (ironica) Ma ti pare? Di niente, di niente.-

Amalia e Lia escono sbuffando per lo sforzo. Lia chiude la porta col piede. Arriva la chiamata radio di Gisella.

Gio (rispondendo prontamente) Pronto, prontissimo. Gisella, belle notizie amore mio: forse ci sono riuscito. Come? Ho mezzo asfissiato mia madre, stato pestato il famoso callo a pap, ho inondata col cognacchino per pap, il vestito di mamma. Insomma, ho fatto il mortificato e la vittima sacrificale ehanno ceduto! Ora dovr studiare la tattica per farmi comprare un magnifico apparato, presentandolo per scadentesi necessario senn paperino non scuce una lira. E tu, a che punto sei?

Hai finito di il bagno? dai non essere prosaica, io mi riferivo ai tentativi di convincere i tuoi vecchi sempre allo stesso punto? Ma, tu diceviva bene, ho capito sei stata nel bagnocalmacalmascusami, ci vediamo pi tardi? Va bene? Ciao amore, ciao eauguri.-

Rientra Cosimo.

Cos.- Mamma dice, se non ci sono ancora sacchetti da buttare-

Gio.- Pap, ci sarebbero questi apparati, che faccio?-

Cos.- Eh, eh, Giovanni(con aria di rimprovero)-

Gio (rassegnato) Va bene, cerco un sacchetto e finiamola.-

Cos.- Ma infine, Giovanni, non stai rinunciando al poco per il molto? E che vorresti avere tutto dalla vita? Dai retta a me, a tuo padre: liberati da questioggetti tanto odiati da tua madre, metti la pace in famiglia, e poi, avrai il tuo cervellone.-

Gio.- Si, chiss quando(broncio)-

Cos.- Ti prometto che lo avrai presto, va bene cos?-

Gio.- Bisogna vedere quando questo presto per te.-

Cos.- Per me presto vuol dire presto, e basta. Giovanni, Giovanni, ma cerca di capire: col mio stipendio arriviamo appena appena a fine mese. E se non mi arriva il tanto sospirato aumento, se non arriva qualche malanova sulla nostra casa, non posso sbilanciarmi con altre spese, credimi. Si, vero, tua madre chiede pellicce e gioielli, ma tu lo sai meglio di me: restano soltanto pii desideri. Sai quante pellicce ha tua madre? No? Te lo dico io: una! E gliela comprai quando nascesti tu. Certo, compro qualcosa a tua sorella, ma quella signorina e deve fare la sua comparsa, senn, parlando fra noi, quella ci rimane qui! (fa cenno allo stomaco).-

Gio.- Ma, vedi pap-

Cos.- Non parlare pi, perch ti ho gi capito. Da un po che ti ho capito, sai? Ma tu devi avere pazienza e vedrai che avrai quel tuo coso. (pausa) Sapessi quanta ne ho avuto io di pazienzaguarda non per parlare di me, ma io i miei desideri li ho realizzato solamente neimiei sogni.-

Gio.- Perch, anche tu-

Cos.- Si, certo, anche io. Non posso mica essere un santo, tutto casa, chiesa e famiglia? Sono un uomo come tutti gli altri, perbacco! (pausa) Sapessi quanto ho desiderato la mia barca, mica una cosa grande, no, solo una cosettina di sei, sette metri, cabinata per due posti, a vela, con un piccolo motorino ausiliario di 3, 4 cavallie via per il mondo, anzi per i mari siciliani voleva fare il periplo dellisola e soffermarmi su tutte le piccola baie e mini insenature, col bolantino al seguito e con le nasse da calare la sera, insieme allancora, per ritirarli allalba, piene di polpi, pesci e, forse qualche aragosta, da friggere in padella e mangiare a scottadito. (pausa) Ma nacque Lia e la barcaaffondpoi arrivasti tu e si disintegr il progetto della mini casetta in montagna-

Gio.- Mi dispiace-

Cos.- E tu cosa centri?-

Gio.- E poi?-

Cos.- Poi cosa?-

Gio.- Che altro hai desiderato?-

Cos.- Beh, quello che desiderano tutti i lavoratori dipendenti: lavorare in proprio, non avere padroni, avere una bella ditta, insomma cose fattibili.-

Gio Ma, ti pesa tanto?-

Cos.- Pesa e non pesa. Dipende anche da tante cose: in quale azienda lavori, chi il tuo principale, che aspirazioni hai tu, e, infine, se hai idee brillanti e fattibili. Vedi, spesso mi capita di pensare se, se-

Gio.- Se? Continua ti prego.-

Cos.- Ma no, stavo dicendo una banalit, lascia perdere.-

Gio.- E tu dimmela lo stesso, ti prego, voglio sapere, Vorrei conoscerti meglio, e mi sembra loccasione giusta.-

Cos.- Pensavo che se avessi azzeccato un tredici al totocalcio, avrei mandato in tredici il mio lavoro e mi sari messo in proprio: Geometra Cosimo Potenza, SpA, appalti pubblici e grandi costruzioni. Suona bene, vero?-

Gio.- Chiss, pap, chiss. Forseforsema si. Senti, se mi compri subito il computer, sai cosa faccio?-

Cos.- Lo so: un salto di gioia.-

Gio.- No. Ti faccio un programma per giocare i sistemi al totocalcio, scientificamente. Che ne dici?-

Cos.- Ma no, io gioco al massimo quattro colonne-

Gio.- Ma cosa ti costerebbe provare? Senti, ti confido un segreto anchio: quelle macchine, come tutti voi le chiamate, io le so gi usare. Lho imparato da Giorgio che ce lha gi da un anno. Lascia fare a me, e vedrai.-

Cos.- Tu mi vuoi mettere nel sacco. Vuoi accaparrarti loggetto con la scusa del sistemino.-

Gio.- Pap, non mi passato neppure per lanticamera della mente. Mi venuta lidea del sistemino, cos, di getto. (pausa) Tanto, prima o dopo, il computer lavrei avuto lo stesso, non credi?-

Cos.- Dai, ho scherzato, lo sapevo, non te la prendere. Comunque, a fine mese, ne riparleremo. Ora, dimmi, hai nulla da sgombrare?-

Gio.- Tieni questo apparato. (viso triste)-

Cos.- Ma, mi stai dando la tua anima-

Gio.- Pi che la mi animaquello lho inventato io.-

Cos.- Quella lha inventata Marconi, carino.-

Gio.- Il principio si, ma quella in particolare-

Cos.- Perch non una normale ricetrasmittente?-

Gio.- No.-

Cos.- No? E allora?-

Gio.- Allora un ricercatore automatico di frequenze spettrografiche cosmiche.-

Cos.- Che diavolo sarebbe?-

Gio.- Una cosetta piuttosto sofisticata. Serve per selezionare bande di frequenze elettromagnetiche microcosmiche della lunghezza di 0,001 microherz nella posizione di stasi-

Cos.- (confuso) Ah, gi, capisco-

Gio.- davvero? Allora guarda, ti dir di pi e ti faro vedere come funziona.-

Cos.- Non necessario, suvvia(sta per uscire)-

Gio.- Ma dai, solo un minuto.-

Cos.- E va bene, giacch ci siamo. Ma prima chiariscimi una cosa.-

Gio.- Cosa?-

Cos.- A che servevoglio dire, praticamente?-

Gio.- Siediti, in due minuti te lo spiego. (lo fa sedere sul letto)-

Cos.- ( tra se) ma chi me lo ha fatto fare.-

Gio.- Allora, quando unemissione di raggi gamma del potenziale desiderato, attraversa la tangente di questa piccola lentina, il magnetometro inserito alla base del piccolo geiger, fa scattare un potenziometro di circa 0,042 microampere, dando lopportunit al rilevatore di girare per circa 180, e di intersecare, cos, la emissione da esaminare-

Intanto che Giovanni espone il funzionamento, Cosimo, lentamente si addormenta e comincia a russare. Quando Giovanni, che nella foga della spiegazione non se ne era accorto, si gira per mostrare il funzionamento dellapparato, e si avvede che Cosimo dorme, si da una botta in fronte, e, affettuosamente, minaccia con la mano il padre. Poi prende un plaid e lo copre, quindi, come ripassando una lezione, riprende a parlare.

Gio.- otteniamo cos il risultato voluto che ci permetter, dopo un primo sommario esame, di ricercare la banda che si vuole ottenereora, partendo da un postulato X=Y e dando a X il valore della lunghezza donda da trovare, e spostando su Y tutti i valori che sono noti fino a questo momento, si ha, molto sommariamente, la possibilit di avvicinarci allesame richiesto nellorni di grandezza, pi o meno di 0,0001 microherz, onde per cui-

Intanto che Giovanni finisce la sua tirata, Cosimo si metter pi comodo a dormire, si udr la musica iniziale, mentre il sipario lentamente si chiude.

Atto II

Quando il sipario si apre, la scena uguale a quella del I atto. Per sistemata diversamente. Ci sar un computer e altri strumenti elettronici sul tavolino, nellarmadio e persino sul letto.

In scena c Giovanni che manovra certi apparati di sua invenzione. Operando gli apparati fanno fischi, scoppiettano, gracchiano e, ad un certo punto, emettono anche del fumo biancastro che avvolgono Giovanni.

Entra Lia, che alla vista del fumo si spaventa.

Lia- Al fuoco, al fuoco! Mamma!-

Giovanni fra tutta quella baraonda di rumori non sentir le grida di Lia. Entra Amalia.

Ama.- Che succoddio fuoco! La mia casa brucia! Presto Lia, vai a telefonare al 113, ai pompieri, alla protezione civile, allesercito. Presto, presto!-

Lia corro! (esce)

Amalia, nel frattempo vede un piccolo estintore poggiato vicino allarmadio, lo prende e sbuffa la schiuma nel sedere di Giovanni, che, spaventato, fa un salto sulla sua sedia.

Gio.- (uscendo dal fumo e vedendo Amalia con lestintore) Mamma, sei impazzita!-

Ama.- Presto, mettiti in salvo, la casa va a fuoco!-

Gio.- Accidenti, aspetta, fammi prendere i miei strumenti.(il fumo incomincia a dissolversi)-

Ama.- Salva la vita figliolo! Lascia stare queste diavolerie e salvati! Presto, presto!-

Cos.- (entrando trafelato) Prima le donne e i bambini!-

Lia Il 113 occupato e i pompieri non rispondono. Che faccio?-

Ama.- Chiama la protezione civile, oppure lesercito!-

Gio.- (frattanto guardandosi attorno) Mamma, ma insomma, dov lincendio?-

Lia Qui!-

Ama.- In questa stanza!-

Gio.- Qui? Ma siete impazzite?-

Lia Ma se stiamo andando a fuoco.-

Gio.- (che capisce) Ma che fuoco dEgitto. Mamma-

Cos.- E il fumo?-

Gio.- Quello? solo ghiaccio gassoso-

Ama.- cosa?-

Gio.- Gas gassoso, mi serve per fare degli esperimenti.-

Cos.- Ma pericoloso? E se scoppia?-

Gio.- No, non scoppia, innocuo.(per diminuire la tensione) Insomma robetta-

Ama Robetta? Robetta? Ma se sembrava lincendio di Roma-

Lia - di San Francisco-

Cos.- didinon mi viene il nome, perbacco.-

Gio.- Vi siete spaventati per nulla.-

Lia- Non giusto!-

Cos.- E che volevi che la casa bruciasse veramente?-

Lia- (immusonita) Accidenti.-

Ama.- Giovanni! E i nostri patti? Dove sono andati a finire?-

Gio.- Ma mamma-

Cos.- Suonano alla porta, avete sentito?-

Ama.- No, si, cio, ma vai a vedere chi , no?-

Cos.- (eseguendo) Vado, vado.-

Ama.- Allora, Giovanni?-

Gio.- I nostri patti li sto rispettando: niente vecchiume. Vedi sono strumenti nuovi, nuovissimi, di zecca, di prima mano.-

Ama.- Nuovi o non nuovi, questa una casa per civile abitazione, non un laboratorio radiotecnico di uno scienziato pazzo e incosciente.

Sia ben chiaro Giovanni, io non tollero una simile cosa in casa mia!-

Gio.- Mamma, sono strumenti indispensabili per i miei esperimenti-

Lia Gi, lui Guglielmo Marconi, lui Edison, lui -

Gio.- colui che ti spaccher quella zucca, o prima o dopo.-

Ama.- Giovanni! Chiedi scusa a tua sorella!-

Gio.- Scusa sorella. E scusami anche tu, mamma. Ti prego, consentimi di finire questo esperimento che ho in corso, poi sbaracco tutto. Te lo prometto!-

Ama.- (con sopportazione) E va bene, voglio crederci. Vuol dire che pazienter qualche giorno ancora.-

Lia O qualche mese-

Gio.- O qualche anno di galera(piano) se ti rompo il collo.-

Entra Cosimo, intanto Giovanni sistema l sue cose.

Cos.- (guardando una lettera che regge in mano) Ma che roba mai questa?-

Ama.- (strappandogliela quasi dalle mani) Fai vedere? E una comunicazione personale per te, mi pare. (gliela restituisce)-

Lia Pap, ti hanno licenziato?-

Cos.- Non mi pare, non la mia Ditta.-

Lia- Allora ti hanno arrestato.-

Ama.- Lia, ma cosa pensi di tuo padre?-

Lia- Beh, quando si riceve una comunicazione giudiziaria, vuol dire arresto sicuro.-

Cos.- Ma questa non una comunicazione giudiziaria, questa una lettera dellUFI.-

Ama.- Non mi dire. Adesso anche con gli Ufi hai a che fare?-

Lia Ufi come extraterrestri? Forte il paparino.-

Cos.- (occhiataccia a Lia, intanto apre la lettera) Ufi come: Unica figlia ignorante, ecco.-

Ama.- Cosimo, ma ti sembra-

Gio.- E gliela fate finire di leggere la lettera? Leggi pap, cos finalmente loro sapranno!-

Ama.- Cosimo? Leggi!-

Lia- Pap, leggi.-

Cos.- E io non leggo, va bene? E che , per chi mi avete preso? Sono vostro padre!-

Lia Mah (dubbiosa)-

Cos.- Cosa vuol dire: mah?-

Lia Chiedilo alla mamma.-

Cos.- ( a Amalia) Allora, signora (ironico) che vuol dire quel :mah?-

Ama.- (leggermente imbarazzata) E che cosa vuol dire? Niente, quella una sciocchina, giocherellona, pazzerellona. Lei scherza- sempre.-

Lia Io non scherzo affatto. Tu mi hai detto, una volta, che non ero figlia di mio padre, mhai detto, ecco!-

Ama.- Ah (sollevata) mi pareva. E si capisce, non sei figlia di tuo padre, specialmente quando devi fare matematica, materia che non capisci affatto. Insomma che non hai preso da tuo padre in fatto di numeri, come per dire che non gli rassomigli-

Cos.- Che figlia cretina!-

Ama.- (cambiando discorso) Allora Cosimo la leggi?-

Cos.- Certo, certo. Egregio signor Cosimo Potenza, via ecc. ecc. ci pregiamo comunicarle che in data odierna abbiamo provveduto ad intestarle la villa Quiete serena, sita in localit Nicolosi, come da ordine numero ecc. ecc.

Distinti saluti. Firmato: Direttore e Amministratore Unico illeggibile (intanto che leggeva era sempre pi sbalordito, adeguata controscena degli altri attori) ma cos uno scherzo?-

Ama.- Mostramela, per piacere. (esaminandola, anche in controluce) a me sembra vera.-

Gio.- E che una banconota?-

Ama.- (occhiataccia) Ci sono tutti i timbri, bolli, firme, per me regolare. Cosimo, una cosa seria!-

Lia Ma mi dite cos questo Ufi?-

Cos.- Ufficio Finanziario Intercompravendite.-

Gio.- Fare vedere? (gli passano la lettera) Sembra tutto a posto.-

Cos.- (pensieroso) Se uno scherzo da prete di Vincenti, lo strozzo con le mie mani.-

Ama.- Chi Vincenti, il tuo collega dufficio?-

Cos.- Si, proprio lui. Ed famoso, in tutto lufficio, per i suoi feroci scherzidaltronde sapeva del mio pio desiderio di possedere una casetta in montagna-

Gio.- Pap, questa carta intestata, non facile fare uno scherzo simile. Basterebbe una telefonata-

Cos.- e faccio la figura del cretino!-

Lia- Ma perch?-

Cos.- Perch avrei abboccato allo scherzo. Me lo figuro domani, in ufficio, che risate.-

Ama.- (risoluta) Dai a me, prover io. Io, la cretina, non la far!-

Lia Pap, e se fosse vera?-

Cos.- Lia, figlia mia benedetta, come vuoi che possa essere vero? Chi si permette, oggigiorno, di regalarmi una villa in collina? Eh? Chi? Babbo Natale?-

Lia- Perchenn!-

Cos.- Bonu, v. (come per dire:niente fare, sei scema)-

Gio.- Eppure la faccenda mi sembra abbastanza seria.-

Cos.- Giovanni, ti ci metti anche tu? (poi con accondiscenda) andiamo ragazzi miei che pensieri mi inducete a fare pensare comportandovi cos? Che siete veramente citrulli? (pausa) Questi fatti accadono solo nei films, in teatro, nei libri di favole. Mai nella realt!-

Entra Amalia, raggiante.

Ama.- E invece si! Eccoti smentito!-

Cos.- Cosache vuol dire, cosa intendi dire?-

Ama.- Intendo dire che tu sei il proprietario di villa Quiete serena, in quel di Nicolosi, da oggi.-

Lia- Evviva mio pap!-

Cos.- (incredulo) Non dire scemenze, Amalia. Non sono in vena di portare ancora avanti questo scherzo di pessimo gusto! Perbacco, finiamola! (adirandosi)-

Ama.- (canzonatoria) Tesoro vero. E proprio cos. E ve - ro!-

Gio.- Te lhanno dettoloro?-

Ama.- Certamente. Mhanno detto, testuali parole: Gentile signora, dica, cosa desidera? Ed io: vorrei sapere se ho letto bene il nome del vostro amministratore unico, posto sotto la lettera che avete mandato a mio marito Cosimo Potenza. La firma non si legge bene, mi sembra che sia Amodio o Amedeo, insomma non tanto chiara. E loro Signora, la lettera suo marito, signor Cosimo Potenza, lha firmata il nostro Direttore e amministratore in persona: Dottor Amedeo Amodio.

Come vedi, la lettera autentica! Cosimo, Cosimo, dove sei? (Cosimo si accasciato sul letto).-

Gio.- E svenuto.-

Lia No, morto. Addio villa!-

Gio.- Zitta cretina! E vai a prendere un bicchier dacqua. (chinandosi su Cosimo) Pap, pap, mi senti? Rispondimi per favore.-

Dalla radio si sente la voci di Gisella:

Voce Ti sento forte e chiaro, parla. Passo.-

Gio.- Ci si mette anche lei. (prende il microfono) Scusa Gisella, ti chiamo dopo. Passo e chiudo. (ad Amalia che soccorreva Cosimo) Come v?-

Ama.- Devessere stata la notizia che lha schioccato. Ma si sta riprendendo-

Arriva Lia col bicchiere dacqua, ma vedendo la scena, resta immobile e lentamente si beve lacqua.

Lia Come si sente?-

Ama.- Meglio, meglio.-

Cos.- Questo lo devo dire io, e sto morendo, perbacco!-

Ama.- Che ti dicevo? Sta meglio.-

Gio.- Pap, ma che dici? Stai morendo? Non lo dire neanche per scherzo.-

Cois.- E chi scherza! Quando dico che sto morendo, sto veramente morendo! (poi lamentandosi) Queste sono cose dellaltro mondodove sto per andare-

Suonano alla porta.

Gio.- Suonano?-

Lia Sembrerebbe di si.-

Ama.- suonano, vero.-

Cos.- ma nessuno si smuove.-

Lia Vado io.-

Ama.- Vai cara.-

Gio.- Ma guarda un po?-

Cos.- Finalmente!-

Gio.- (per allentare la tensione) Allora proprietario villiero, cosa si prova ad essere un signorotto di campagna?-

Cos.- (con un gesto inequivocabile) Giovanni, ma vai a-

Rientra Lia. Porta una lettera.

Lia Altra lettera dallUfi .(canterellando)-

Ama.- Dai qua.-

Cos.- Se permetti, vorrei aprirla io. E per me, vero?-

Lia Si pap, e per te.(guarda la madre che le fa cenno di passare la lettera a Cosimo) Eccotela.-

Cos.- (rifiuta di prenderla) No, no, non ho il coraggio daprirla. (la prende Amalia, che lentamente lapre) -

Gio.- Ma perch?-

Cos.- Perch? E me lo chiedi? L ci sar scritto: Egregio signor Potenza, ci scusiamo della nostra lettera ecc. ecc., ma trattasi di un deprecabile errore di omonimia ecc. ecc. quindi la preghiamo di ritenere la nostra precedente comunicazione nulla. Firmato: Amedeo Amodio dirett(vedendo che Amalia prima impallidita, poi diventata rossa per la gioia, metri i due ragazzi allungano il collo per leggere a loro volta)non cos, Amalia?-

Ama.- (con aria di sufficienza, leggendo) Egregio signor Cosimo Potenza, la informiamo che in data odierna, il settemetri Delfino mediterraneo di 10 tonnellate, a sua disposizione nel porticciolo turistico della citt. Distinti saluti-

Tutti Amedeo Amodio.-

Ama.- Infatti. Che nome simpatico, vero?-

Cos.- Oh no! Non possibile! Qui mille diavoli ci stanno mettendo la coda e si stanno divertendo alle m ie spalle! Basta! Io sono tutto dun pezzo, andr da quei signori e dir loro: Signori-

Ama.- (interrompendolo) signori, io sono un uomo tutto dun pezzo, quindi con me non si scherza. Riprendetevi subito villa e yacht, e cessate di farmi altri regali. Punto! Cos va bene?-

Cos.- (non tenendo conto dellinterruzione) Dir: Signori, a che gioco giochiamo? Smettetela o vi denuncio. Oppure: Signori, -

Suonano alla porta.

Lia Vado io, non vincomodate, cari-

Gio.- Com diventata gentile la signorina. Certo ora la figlia di un yachtman.-

Cos.- Giovanni, bada che scarico su di te.-

Gio.- Scusa pap, ma quella le va beneuffa!-

Ama.- Cosimo, tornando a noi: u non vai da nessuna parte. Qui si accerta la reale disponibilit di questibeni, e, se permetti, ce li godiamo, per la miseria. (con un moto di gioia alza le braccia al cielo)-

Cos.- Ma non roba nostra, ne sono sicuro.-

Rientra Lia. Porta un pacco.

Lia- Un pacco per la signora Amalia Potenza, prego. (con sussiego)-

Gio.- (tra se) Sempre pi cretina.-

Ama.- Fai vedere? Io non aspetto nulla, cosa sar?-

Cos.- Non ti resta che aprire il pacco, cara.-

Ama.- Certo, certo (intanto esita) e see seinsomma, io apro!-

Amalia apre il pacco e tira fuori una pelliccia di leopardo. Esclamazioni di meraviglia a soggetto. Poi Amalia si da una botta in fronte.

Ama.- Anche a me, no! Questa e allora cattiveria.-

Gio.- C un biglietto, leggilo.-

Lia, lesta, lo prende e lo passa ad Amalia, che si siede accanto a Cosimo.

Ama.- Io leggo, va bene? (guarda tutti gli altri)-

Cos.- Coraggio, leggi, leggi, su:-

Ama.- (legge) Gentile signora Potenza, le inviamo il capo di vestiario che ci stato richiesto, con la speranza che sia di suo gradimento ecc. ecc. firmato-

Gio.- Amedeo Amodio!-

Ama.- (come in trance) Esatto, AmedeoAmodio Direttore e amministratore UFI.-

Nella stanza cade un silenzio imbarazzante, pochi secondi, poi:

Cos.- Beh, io esco.-

Gio.- E dove vai?-

Cos.- Prima vado a vedere se sono sveglio del tutto, poi a controllare questa faccenda che mi puzza assai, ma assai, di bruciato.-

Gio.- Uno scherzo non , la pelliccia vera.-

Cos.- Vera o non vera. Voglio sapere cosa c sotto.-

Ama.- Per ci vai senza pelliccia. Questa resta qui, vero ragazzi? (stringe al petto il capo)-

Cos.- Se veramente nostra, rester qui, altrimenti smamma patti chiari.-

Lia Ma pap, sar un filantropo, un benefattore ignoto, un peccatore redento, sar-

Gio.- la befana.-

Cos.- Sar quello che sar, ma voglio sapere. E che cosa? Adesso accettiamo regali da persone ignote?-

Ama.- Ignote o no, cerca di non fare il fesso, come al solito tuo. Uffa!-

Suonano ancora. Tutti restano allibiti.

Ama.- Chi va ad aprire adesso?-

Lia Io non vado.-

Cos.- Io nemmeno.-

Gio.- Coi vado io, filoni.-

Ama.- Cosa sar?-

Cos.- Mah.-

Lia Forse sar una Jaguar?-

Cos.- Certo ora una Jaguar arriva e suona: Scusate, mi volete?-

Lia Sulla carta, dicevo sulla carta.-

Cos.- Su un vassoio, un vassoio dargento. Ma statti zitta, va! (alzando le braccia al cielo) Stavolta veramente la rettificae la nostra liberazione.-

Ama.- Ma io non mi voglio liberare(accarezza la pelliccia)-

Rientra Giovanni, con una lettera.

Gio.- (getta la lettera alla sorella) E per te!-

Lia Di chi sar?-

Gio.- Del tuo innamorato. Leggi, piuttosto.-

Ama Leggi cara. (Cosimo si tappa le orecchie)-

Lia (Legge) Gentile signorina Lia Potenza, ci pregiamo comunicarle che il corredo completo da sposa(sviene)-

Ama.- (prendendo a volo la lettera, e continuando la lettura) da sposa a sua disposizione presso i negozi La pisana spaecc. ecc. firmato: A.A. Ora svengo anchio. (si accascia vicino alla figlia)-

Cos.- (con le orecchie sempre tappate, a Giovanni, come per dire: tutto revocato?) Avevo ragione io?-

Gio.- No, si rincara la dose: corredo per Lia.-

Cos.- Corredo? Ma non era meglio un marito?-

Gio.- Prima il corredo, per il maritosperiamo benenel futuronel nostro interessenon si sa mai-

Cos.- Io vado dallavvocato Caccamo!-

Gio.- E cosa gli racconti? Mi arrivano strani regali?-

Cos.- Gli dir quanto ci succede, vediamo cosa ci consiglia di fare. Insomma, un parere legale mi sembra opportuno. Certo, far cos!-

Gio.- (riflettendo) Non mi sembra una cattiva idea.-

Cos.- Io scendo gi, quando queste duerinvengono, me le mandi, per favore.-

Gio.- Eccome!-

Cosimo esce, Giovanni scuote le due donne che a turno tentano di alzarsi, ma non ci riescono. Poi, appoggiandosi a Giovanni, prima Amalia, poi Lia, finalmente si alzano, e come ubriache escono di scena. Musica adatta.

Gio.- (trafficando con i suoi apparecchi) Io sono giovane e di queste cose non me ne intendo, ma lo zampino di qualcuno ci devessere per forza. Forse un filantropo. Certamente avr saputo dei nostri desideri, forse delle nostre necessit, e ha provveduto. E questa storia lho visto in un film per questo ne ha spesi di quattrini(intanto si mette la cuffia e accende la ricetrasmittente.) Pronto, pronto Bella 5 da Ricco 2, passo. (ripete la chiamata pi volte a discrezione della regia, si potrebbe udire la risposta di Gisella) Scusami Gisella per poco fa, ma qui cera maretta. Allora, come va? Ho capitono, nulla di grave, solo, come dire, stranezze, nel senso che ci arrivano delle donazioni sospette, secondo mio padre. Villa in collina, barca da sette metri, pelliccia per mamma, corredo da sposa per LiaAh, anche a voi? Cosa? Cosa? Ti arrivato per cucciolo di cocker che tanto desideravi? Coooosa, la collezione di francobolli completa del Vaticano, per tuo padre? Ha telefonato allUFI ed tutto regolare? Beh, anche mamma, in un certo qual modo ha sondato il terreno, sai a modo suo. E voi vi siete tenuto tutto?...beh, mi pare giusto, dopotuttose regolare No, ho lavorato poco al nostro programma, li ho avuto tutto il giorno tra i piedi. Comunque, fra poco penso che possiamo tentare il nostro esperimento. Addestriamoci nel frattempo sullo stesso modulo. Allora, in attesa, passo e chiudo.

(chiude con la radio e riprende a manipolare al computer) Dunque 095 CT 289585, poi 17 T 334087 numero due complessivoma che combinazione, anche in casa di Gisella arrivano i regalisar forse qualche campagna pubblicitarioallora 075-92-1243 y 234al lavoro computerman.-

Entra Lia.

Lia Lavvocato dice che sotto c una truffa!-

Gio.- (distratto) Ah, si? Dove?-

Lia Nella tua zucca! E stammi a sentire qualche volta.-

Gio.- (guardandola sorpreso) Dimmi.-

Lia Lavvocato dice che c puzza di truffa in questa faccenda.-

Gio.- E noi cosa centriamo?.-

Lia Noi siamo corrosi.-

Gio.- Cosa siamo?-

Lia Credo daver capito corrcorrosino, correi. Che significa che pap va in galera!-

Gio.- Uh, che bellezza, come siamo contenti.-

Lia Sapessi, sono tutta eccitata, mai mera capitato in vita mia dessere la figlia di un pap ricco e galeotto...-

Gio.- ( tra se) Questa, con tempo diventa sempre pi cretina.-

Lia (continuando la battuta)e io, da figlia affettuosa, gli porter le sigarette e le arance: che emozione, parlargli attraverso le grate, in un parlatorio squallido, davanti alle guardie arcigne(intanto che parla, Giovanni si tappa le orecchie).-

Entra Cosimo.

Gio.- Pap, sai anche a casa da Gisella arrivano strani regali.-

Cos.- Davvero? Per me truffa! Ci stanno usando! Lavvocato non ci vede chiaro, e per intanto ci consiglia di non usarli. Si vuole informare bene, fare verifiche, indagare. E se non tocchiamo nulla, egli dice che siamo solo oggetto di tentativo di truffa, ma non complici. Comunque mi far sapere presto.-

Suonano alla porta. Amalia da gi.

Ama.- Vado io.-

Gio.- Intanto i genitori di Gisella si stanno tenendo tuttoper me pubblicit.-

Cos.- Si tengono tutto? Ma non sarebbe meglio avvisarli di ci che ci ha detto lavvocato?-

Gio.- Lo far, per, credo che loro si siano gi informatiah, maledizione, che imbroglio!-

Entra Amalia. E come in trance.

Ama.- Unaltra-

Cos.- (prendendo la busta) E per te Giovanni.-

Gio.- (prendendola come se prendesse un tizzone acceso) Per me? (aprendola lentamente e spizzicando il foglio come si fa col poker) VediamoE no! E no! Qui centra il demonio! Oppure un folletto capriccioso -

Cos.- (prende la lettera e legge) ehm, ehmper cui il computer Am/30-612, sar consegnato tramite corriere veloceseguono colli due. Firmato-

Coro Amedeo Amodio!-

Cos. Esatto. Ma come avete fatto a indovinare? (ironico, poi serio) e no, e no, io non posso starmene con le mani in mano. Bisogna agire! Bisogna finirla con questi regali che ci arrivano a pioggia: uno allora! E cosa da pazzi. E assurdo.-

Ama.- (ancora in trance) un sogno-

Lia Io vorrei sognare un fusto che mi dica: Lia, amore, sei mia, amami!-

Gio.- ( tre se) Devessere un cretino pi cretino di lei, altrimenti-

Ama- Com sentimentale. Tale madre, tale figlia.-

Gio.- Non possibile: tu non sei cretina!-

Ama.- Giovanni!-

Cos.- Io non resisto! Vada allUfi e dico: Se un errore, come penso, provvedete a ritirare tutto e lasciateci in pace. Credetemi, lunica cosa sensata da fare.-

Ama.- (canterellando) Tu non vai in nessun posto!-

Cos.- Ma Amalia-

Ama.- No, niente: ma Amalia! (lo imita) Tu non vai in nessun posto! Tu non ti muovi da qui! Tu non rovinerai tutto! Ho preso coscienza sai? Tu farai ci che decideremo tutti noi insieme! Hai gi fatto unenorme sciocchezza telefonando a Caccamo. E adesso ne vorresti fare unaltra? Ma tu sei matto! Hai sentito? La famiglia di Gisella si tiene tutto tutto! Ed cos che dovremo fare noi: Quindi tenerci tutto e stare calmi e aspettarecerto non troppoOh, oh, oh, per troppi anni ho desiderato queste cose, che un ignoto benefattore ci sta facendo piovere dal cielo(imitando Cosimo) a pioggia, uno allora.

Ma capiscilo: Ognuno ha il proprio momento magico, no? Ebbene questo il nostro. Grazie, forse, a qualche benefattore sconosciuto, la fortuna che ci sta piovendo addosso: siamo nellocchio della fortuna! Capisci?

Ma andiamo, cosa c di male se passiamo qualche giorno in collina? Se facciamo qualche gitarella in barca? Se una figlia ha il corredino? E laltro un computerino? E io una pelliccia? Io dico che non c proprio nulla di male! Sapessi quanto lho desiderata quella pelliccia. Mi dici allora che male c? Non ho pure io il diritto di essere felice? E tutti voi no? E si! Dico io, e si. Una buona volta per tutte!-

Lia- Brava mamma! Sono con te!-

Cos.- Mamase fosse un reato?-

Ama.- Noi non abbiamo fatto nulla, proprio nulla! Cosa ne dici Giovanni?-

Gio.- (come svegliandosi) Ah? Che cosa? Cosa avete detto?-

Ama.- Non hai sentito nulla?-

Gio.- Cosa avrei dovuto sentire?-

Ama.- Ma quello che ho detto, no?-

Gio.- E cosa hai detto?-

Ama.- Questo tutto fuso! Ho detto che dobbiamo tenerci tutti iregali e zitti e mosca!-

Lia Io pure: Zitti e mosca!-

Gio.- Pap?-

Cos.- Non so cosa dire. Devo pensarci ancora su, sono confuso.-

Ama.- (sarcastica) Tanto per cambiare! Allora, Giovanni?-

Gio.- Ioio-

Suonano alla porta. Tutti restano di ghiaccio, immobili, come si trovavano. Poi, lentamente, si guardano in faccia interrogativi, ma nessuno si muove. Risuonano. Cosimo, pian piano, si alza ed esce lemme, lemme. Gli altri restano sempre immobili. Musica adatta.

Poco dopo entra Cosimo e butta una busta sul tavolo. E come le precedenti. Egli resta a fissarla m malinconicamente. Anche gli altri guardano come ipnotizzati, ma nessuno si muove. Poi, allunisono, tutti e quattro allungano la mano per prenderla, ma si ostacolano a vicenda e ci rinunciano. Poi, finalmente Cosimo, facendo agli altri segno di stare fermi, lentamente, vi avvicina di pi al tavolo, ci gira attorno, si abbassa per osservare, si rialza, gira con indifferenza, ( si comportano come se facessero un rito), ma poi, di colpo Cosimo lafferra, la alza in alto, come per offrirla agli dei, quindi se la porta al naso e lannusa, quindi la fa annusare agli altri, infine, solennemente annuncia:

Cos.- Io lapro!-

Ama.- (coprendosi il viso) Io non voglio vedere.-

Gio.- Apri, per favore, e facciamola finita.-

Lia Io ho paura.-

Cos.- Di cosa? Sar un altro regalo da parte dellignoto benefattore(ironizza Amalia)-

Lia E ho paura lo stesso.-

Ama.- presto, per carit, non mi regge pi il cuore.-

Cos.- (con gelida calma) Ehi, ehi, ci dovremmo essere abituati, no? (piano piano lacera la busta) Vediamo un po cosa ci propone questa volta(si porta la lingua fra le labbra) Vediamo(gli altri sono tesi nellattesa) e se fosse lannullamento di tutto? (gli altri lo assalgono come se volessero malmenarlo, lui si scansa) Va bene, va bene, scherzavo. Allora(spizzica come al poker) vediamoEccola! (legge piegando il foglio in modo da leggere un rigo alla volta) Egregio signor Cosimo Potenza E per me. (agli altri)-

Ama.- finiscila con questa tortura e leggi!-

Cos.- Calma, calma. Allora: con la presente, (dice virgola)con la presente ci pregiamo comunicarvi che abbiamo (finisce il rigo, e prima di iniziare il successivo) abbiamo sbagliato, restituiteci tutto pena la vostra stessa vita. Firmato: A.A. che vuol dire Anonima assassini. Questo ci sar scritto in questo rigo.-

Ama.- Leggi o ti strozzo!-

Cos.- Leggo, leggo, oh, che premura. Allora Ci pregiamo ehm, ehm, ci pregiamo comunicarle che abbiamo acceso un conto intestato alla S.V. , che vuol dire Stupido Velleitario, con un versamento iniziale (Finisce il rigo) Mi sento male, oddio, mi sento male.-

Ama.- Con un versamento iniziale di quanto?-

Cos.- Dieci-

Lia.- Diecimila? (Cosimo fa cenno di no col capo).-

Ama.- Diecimilioni? (Cosimo c.s.)-

Gio.- Diecimilimiliardi?-

Cos.- Siiii! (cade allindietro sul letto a gambe levate. Gli altri gli saltano addosso)

Suonano alla porta e il sipario, lentamente, incomincia a chiudersi. Ancora qualche scampanellata, poi fine del II atto.

Atto III

Sulla scena stato ricostruito linterno del soggiorni di casa Potenza. Allapertura del sipario, con musica appropriata, c in scena Cosimo che, seduto in poltrona legge il giornale. Intanto che legge fa vistosi segni, con la te4sta, dapprovazione, di condivisione, affermazioni. Poi chiama amalia.

Cos.- Amali, Amalia, vieni qui, per favore.-

Ama.- (entrando e asciugandosi le mani con un al grembiule) Cosa c di tanto importante? Stavo cucinando-

Cos.- LUfi, ecco cosa c. Guarda qui. (mostra un articolo sul giornale)-

Ama.- (prendendo il giornale e leggendo dove ha indicato Cosimo) Ieri il Comune della nostra citt ha avuto una misteriosa elargizione, da parte di un altrettanto misterioso benefattore, della somma di lire dieci miliardi da destinare alla costruzione della cittadella dello sport. I nostri cronisti sono a caccia del misterioso filantropo Anche al comune?-

Cos.- (cenno affermativo con la testa) Continua, su leggi.-

Ama.- (riprendendo a leggere) La stessa misteriosa elargizione, ma di importo inferiore, stata assegnata al Circolo degli anziani, per finalizzare la costruzione della Casa del Pensionato di cui larchitetto, nostro emerito concittadino, Emanuele Zucca, ha gi progettato fin dallo scorso anno Mamma che roba! Ma qui, in questa citt, arrivata la manna dal cielo, siamo tutti nellocchio della fortuna.-

Cos.- E non finita, guarda pi sotto.-

Ama.- (c.s.) Due rapinatori sono stati intercettati-

Cos.- No l, ma qui. (indica larticolo)-

Ama.- (c.s.) La parrocchia di san Vito, ha avuto un sostanzioso versamento di beneficenza, pari a lire un miliardo, per realizzare il cine-teatro parrocchialeChe ti dicevo? Siamo ci siamo tutti! E noi con la nostra piccola partecerto i genitori di Gisella-

Cos.- Certo, ma-

Ama.- Poi, che ne sappiamo se altre persone li ricevano e si stanno zitti e buoni a goderseli questi benedettiregali?-

Cos.- Andiamoci piano, ancora non sappiamo che costui, questo benefattore. E finch non lo sapr, non star tranquillo...-

Ama.- Mentre gli altri se li godono. Sei sempre tu.

Cos.- Ma cosa posso farci io?-

Ama.- Una cosa la potresti fare: andare in banca e prelevare qualcosa sul nostroconticino.-

Cos.- Mai sia! Io non vado da nessuna parte.-

Ama.- Insomma, cerca di non essere testardo! Si tratterebbe di prelevare , come dire? Prelevare qualche cosina, chessoio due tre milioni. Tanto, se fosse, come tu dici, una cosa poco chiara, e se ci dovessero sequestrare tutto, in tasca ci resterebbe qualcosainsomma, oh!-

Cos.- Sciocchezze. Ci toglierebbero tutto, anche le scarpe! E io non andr mai!-

Ama.- Ioionon so cosa ti fareicaparbio di un testone senza cervello!-

Cos.- (guardandola di traverso) C altro?-

Ama.- Si: Bacchettone! (poi piagnucola)-

Entra Lia

Lia (vedendo Amalia piagnucolare) Pap, fai di nuovo disperare mamma?-

Cos.- (con gesto di sconforto) E arrivata lei, a puntino.-

Ama.- Lascia perdere Lia, quello non tuo padre-

Lia Lho sempre sospettato, anzi lo sapevo!-

Cos.- Cosa sapevi, scema.-

Lia Che non sei mio padre. Mamma, confessa! Chi il mio vero padre?-

Ama.- E lui cretina!-

Lia Mama tu non ha appena detto che non mio padre?-

Ama.- Se tu mi avessi fatto finire la frase, avrei concluso cos: Quello non tuo padre, un mostro!-

Entra Giovanni.

Gio.- (vedendo latmosfera tesa) Buon giornotempo perturbato(sta per andarsene)

Cos.- Giovanni, aspetta, leggi qui.-

Gio.- Cosa c di cos interessante?-

Cos.- LUfi.-

Gio.- (legge) Ah, lo sapevo gi. Me ne ha parlato Gisella, via radio.-

Cos.- E tu che ne pensi?-

Gio.- (con noncuranza) Che una straordinaria campagna pubblicitario, prima o dopo verr fuori lo sponsor e proprio ieri sera Gisella ha ricevuto un altro regalo.-

Ama.- E cosa ?-

Gio.- Uno scouter a tre marce per lei euna villa al mare per la madre.( detto come se non lo volessi dire)-

Ama.- Una villa al mare? Ma guarda che roba, guarda che roba (quasi disperandosi)-

Cos.- Calmati, cosa c che non va?-

Ama.- Ma come, ma come? Questa ingiustizia bella e buona! Ecco cos che non va.-

Cos.- (sbalordito) Ancora non capisco.-

Ama.- E quando mai! Quando mai tu hai capito qualcosa. (passeggiando nervosamente, seguita da Lia) Ma vedete un po.vedete un po che razza di cose mi tocca sopportare: A me un misera pelliccia di leopardo, a lei una villa al mare! Non giusto, non giusto! (a Lia) E tu smettila di seguirmi! Mi innervosisci! -

Lia Scusa. (poi sempre complice) E ha ragione la mamma: non c proporzione.-

Cos.- La proporzione con la villa in collina, c.-

Gio.- E con i dieci miliardi-

Ama.- Tu stai zitto, difendi la tua futura suocera!-

Gio.- E allora, visto che ci siamo, al mio futuro suocero, arrivato un ranch, con cavalli, mucche egalline.-

Ama.- Appena lo prendo, mi sentir!-

Cos.- Chi prendi, suo suocero?-

Ama.- No, quel bellimbusto delbenefattore dei miei stivali! Ssi, villa al mareincredibile, scandaloso, disonesto, amorale! Certo, io non vado in giro sculettando...-

Gio.- Mamma, stai esagerando.-

Lia E vero! Sculetta, lho visto io! (imita landature)-

Cos.- Non c mondo, non c pi mondo(sconsolato)-

Suonano alla porta.

Ama.- (immobilizzandosi) Avete senti? Questa la mia villa al mare.-

Lia Macch, la mia Jaguar.-

Cos.- E il postino. Vai ad aprire Giovanni, per favore.-

Gio.- Vado.-

I tre passeggiano nervosamente. Rientra Giovanni con la busta.

Gio.- (mostrandola) Eccone unaltra.-

Ama.- E per me?-

Lia E mia?-

Cos.- Di chi Giovanni? (calmo)-

Gio.- E per me.-

Ama.- Tua? Bene, aprila.-

Lia (delusa) E sua-

Gio. (aprendo la busta e leggendo) Egregio signor Giovanni Potenza, ci pregiamo inviarvi, in allegato, numero due biglietti dingresso per lo stadio olimpicoper...lincontrodi calcio Italia-Germania, in programma(rallenta la lettura e pensieroso, esamina i biglietti) I biglietti sono autentici.-

Lia Ho piacere, ho!-

Ama.- Solo dei biglietti per lo stadio? Solo dei miserabili biglietti da nulla? Ma io a questo tizio come minimo lo strozzo! Bruttone di un tirchio benefattore. Mi vedrai, mi sentirai ( furibonda)-

Cos.- (che ha colto lespressione perplessa sul volto di Giovanni) Giovanni, tutto a posto?-

Gio.- Be bene, bene. (continua ad esaminare lettera e biglietti, perplesso)-

Cos.- E allora, quel viso? Non sarai mica rimasto deluso?-

Gio.- No, nosto pensandovedi, sar una coincidenza, ma ho un grande, anzi grandissimo e fondatissimo sospetto.-

Cos.- Su cosa?-

Gio.- Sullasulla provenienza di questi doni.-

Ama.- Conosci il benefattore tirchio?-

Gio.- ( sempre riflessivo) Forse sianzi temo proprio di si.-

Cos.- E chi ?-

Ama.- Avanti, chi .-

Lia Io non voglio saperlo.(fa laltezzosa).-

Cos.- (a Lia) Il tuo parere non ci interessa. Giovanni, chi ?-

Gio.- (tutto di getto) Il cervellone!-

Ama.- Cosa? Quel coso in camera tua?-

Cos.- Possibile? E come sarebbe?-

Lia (fregandosi le mani) Magnifico.-

Gio.- E proprio cos, il cervellone.-

Cos.- Spiegami come, per favore.-

Gio.- Lasciatemi pensare, lasciatemi pensare dunque io dico: ieri ho espresso il desiderio davere i biglietti per lo stadio, oggi quei biglietti mi arrivano, sono qui (li mostra). Quindi il misterioso donatore, tramite lUfi, conosce i miei desideri. E fin qui ci siamo. E come pu Accadere? Ragioniamo: siccome il mio cervello, o meglio i miei desideri, tramite un accorgimento, sono passati e inseriti nel mio computer, e che, tramite un sistema codificato, vengono trasmessi al cervellone che ho inventato io, il quale, via etere lo trasmette a Gisella Forse ci siamo. E cos, non pu essere altrimenti.-

Cos.- Continuo a non capire. Dunque sarebbe-

Gio.- Pap, sarebbe che con Gisella abbiamo iniziato un esercizio di trasmissione codificato - per divertirci lavorando sullapparato e, come ti dicevo, abbiamo cifrato i nostri desideri e anche quelli dei nostri famigliari. Ora, con una combinazione inventata da me, li abbiamo diramati per il successivo passaggio esecutivo, e quindi, introdotti e trasmessi-

Cos.- Giovanni, accorcia.-

Gio.- Si, si. Insomma, credo che abbiamo intercettato lUfi, o meglio, il suo conto, sul quale abbiamo passato i finti ordinativi dacquisto.-

Cos.- (disperato) Ora si che andiamo tutti in galera!-

Lia Finalmente.-

Cos.- Ma che proprio cretina? E io che non ci credevo.-

Ama.- ( che ha ascoltato molto interessata) Io non mollo!-

Cos.- Tu cosa?-

Ama.- Io non mollo nulla! Me lhanno data e nessuno me la tocca!-

Cos.- Ha parlato Napoleone! Allora, cara, Napoleona, qui finiamo tutti, dico tutti, in gattabuia. Qui c puzza di truffa lontano un miglio.-

Lia Com eccitante.-

Ama.- Ci pu essere truffa, furto, scippo, rapina, ma io non mollo!-

Gio.- Pap, che facciamo?-

Cos.- Per prima cosa vorrei essere certo di ci che hai appena supposto. Potresti verificare?-

Gio.- Lo faccio, per bene non illudersi. E cos. Pi ci rifletto e pi me ne convinco. Vedi, pensandoci a posteriore, tutti quei desideri che si sono verificati, li abbiamo programmati e codificati io e Gisella. Su questo non ci sono dubbi! Poi, mi sovviene proprio adesso, che li abbiamo codificati mettendo i nostri prefissi telefonici, il relativi numeri, il codice davviamento postale, le targhe delle nostre auto, insomma tutto personalizzato.-

Ama.- Sciocchezze! Per me sono tutte sciocchezze. Hai visto troppi film di fantascienza, tu!-

Gio.- (parlando quasi in trance) Un esercizio, stato un puro e semplice esercizio-

Cos.- col quale hai svaligiato una banca! San Crispino vergine e martire, qui trentanni di galera non me li toglie nessunoun puro e semplice esercizio: Rapina a mano armata !-

Gio.- Non esagerare, pap, e lascia stare la galera. Okay, mi sono espresso male, volevo dire: un innocente esercizio, va bene? Abbiamo voluto ordinare i nostri interventi e ci siamo basati sui desideri: potevamo usare, per esempio, le targhe delle auto, oppure i film del mese o qualcosaltro ancora. Insomma, stata una scelta casuale, del tutto casuale. Senza dolo!

Ora ricordo tutto, benissimo: il desiderio della cittadella stato il primo della serie, poi Gisella ha voluto mettere la Casa del Pensionato, quindi il cinema parrocchiale. Infine abbiamo messo i nostri personali, e, in seguito quelli dei famigliari, dei quali eravamo a conoscenza-

Lia e allora la Jaguar?-

Ama.- E come? Non sapevi che desideravo una villa al mare?-

Gio.- Mamma, erano semplici esercizi, esperimenti, come potevamo pensare che sarebbe accaduto tutto questo macello?-

Lia Per la mia Jaguar lhai fatto apposta!-

Gio.- Pap, che dovrei fare? Scusarmi con loro?-

Cos.- Certo che no! Adesso credo che tutto sia abbastanza chiaro e non ci sono pi dubbi sulla provenienza illecita deidono quindi-

Ama.- quindi adesso vai subito alla banca e prelevi novemilanovecentonovantanove milioni e li porti a casa, alla tua famiglia!-

Lia E mi compri subito la-

Cos.- Piantala Lia! Con quei soldi ti comprerei subito una cosa.-

Lia Cosa paparino?-

Cos. Un marito! Cos ti tolga dalle balle, perbacco!-

Lia (frignando) Che cattivo pap-

Cos. Allora, stabilito: io vado allUfi.-

Ama.- (sbarrandogli luscita, in tono tragico) Dovrai passare sul mio cadavere.-

Cos.- (spostandola) Scansati cadavere.-

Ama.- (isterica) Moppongo, protesto, contesto - molesto sciocchino.-

Gio.- Non fa rima.-

Ama.- La fa con cretino!-

Suonano alla porta.

Gio.- Un altro desiderio? E quale sar stavolta? (preoccupato)-

Ama.- Questo per me, lo sento.

Lia Vado io, questa la mia Jaguar. (Lia esce veloce)-

Cos.- Giovanni, che ne sai tu?-

Gio.- Nientenon sapreichiss che desiderio sar-

Rientra Lia, eccitata.

Lia- Che vi dicevo? La mia Jaguar l sotto. E di colore rosso Ferrari! Ed mia!-

Cos.- Giovanni, lhai messo tu?-

Gio.- No, non ricordo benema no, sicuro, non lho mai messo.-

Lia Intanto l fuori. (impettita)-

Ama.- Giovanni, la tua teoria va a farsi friggere, E kaputt! Il misterioso benefattore non quel tuo miserabilecosino tutto fili. Ragazzi, siamo ancora nellocchio della fortuna. Vai Lia, prenditi le chiavi.-

Lia esce, ma rientra subito accompagnata da un elegante e distinto signore di circa trentanni. E Amedeo Amodio.

Lia.- Le chiavi ce li ha questo signore, che vuole parlare con te, pap.-

Cos.- Prego, saccomodi. Dica.-

Ame.- Buon giorno signor Potenza. Chiedo scusa per il disturbo, ma largomento della mia visita riservato e importantissimo, tale da non poter essere ulteriormente dilazionato.-

Cos.- E noi siamo qua ad ascoltarla.-

Ame.- Grazie tante, si vede che siete delle brave persone-

Ama.- ( A Lia, sottovoce) E la Jaguar?-

Lia E sua. (immusonita indica Amedeo).-

Cos.- Le presento la mia famiglia: Mia moglie Amalia, mia figlia Lia, e mio figlio Giovanni.-

Ame.- Signora(sinchina e accenna ad un baciamano) SignorinaGiovanotto. Signor Potenza, permette che mi segga? (al cenno positivo di C., si siede con sussiego) Allora, credo che sarebbe opportuno che prima di affrontare largomento, io mi presenti: Sono il dottor Amedeo Amodio, direttore amministrativo dellUFI SpA-

Cos.- (con un gesto significativo) Lo sapevo!-

Lia Ma che simpatico-

Ama.- Moltolieta (fredda).-

Gio.- Signore-

Cos.- Stiamo calmi. Parli pure, signore.-

Ame.- Che bella famigliola: spiritosa, affettuosa, generosa, onesta (sottolinea la parola).

Dunque signor Potenza, come le ho test detto, io sono il direttore amministrativo responsabile (sottolinea la parola) della sezione italiana della grande societ internazionale-

Gio.- Una multinazionale, dunque?-

Ame.- Esatto giovanotto. La societ nata in Canada, ha diramazioni nelle Americhe, in Asia, soprattutto Giappone, e in Europa: Germania, Inghilterra, Olanda e San Marino. Il suo capitale sociale ammonta a circa mille miliardi di dollari; il suo personale e di circa trecentomila impiegati, diecimila funzionare e dieci direttori amministrati. Naturalmente al di sopra di tutti c il direttore generale e un presidente. E abbiamo anche ottanta avvocati (sottolinea la parola) e centoventi procuratori legali. In una parola: un colosso della finanza mondiale (controscena degli altri attori).-

Gio. (piano a Cosimo) Che sollievo-

Cos.- In che senso?-

Gio.- Poi ti spiego. (alla chetichella Giovanni esce di scena)-

Ame.- quindi, contro una simile potenza l IN PRI MIS ha ceduto, l U POZZ POZZ ha mollato, l A PPOI ha dichiarato forfait, il CHI NIC NAC quasi in ginocchio. Figuratevi lo A BALL AR CU VUI , piccola potenza (allusivo)insomma un moscerino per noi: pik e non c pi. (a discrezione della regia, per gli spettatori siciliani, si pu ravvisare nelle sigle in maiuscolo, un detto popolare catanese )-

Cosimo deglutisce, Amalia si copre il viso, ma non osano interromperlo; poi si decide Amalia.

Ama.- E va bene, ci avete raccontato la grande storia, e allora?-

Ame.- Oh, certo, scusate, ho divagato. Dunque (Cosimo fa latto come a dire: ci siamo) lo scopo della mia visita quello di appurare, con discrezione sintende, un recupero, dovuto ad una piccola falla , che, riteniamo casualmente- si aperta nella nostra perfetta organizzazione.-

Ama. - Signore, i recuperi marini non sono la nostra specialit.-

Ame.- Che simpatica veramente simpatica. Dicevo che, con molta discrezionalit, sono venuto ad operare rapidamente un ripianamento di una fuga, imprevista, di grossi quantitativi di liquido-

Ama.- La ditta espurgo pozzi neri non qui - signore.-

Ame.- Che simpatica, che simpatica ( A denti stretti). Dicevo che mi ha indirizzato presso di voi il noto avvocato Caccamo-

Ama. ( tra se) E ti pareva, quellimpiccione.-

Cos.- che ho interessato io, signore.-

Ama.- (sempre tra se) Perch scemo.-

Ame.- Lo so, lo so, lamico Caccamo mi ha parlato, con discrezione, sintende, delle difficoltinsomma mantenere dignitosamente un famiglia, con tutte le esigenzecon una figlia da maritare-

Cos.- (affermando col capo) E gi.-

Ame.- con un ragazzo che cresce, e vuole questo, e vuole questaltroper esempio vuole un computer(pausa ad effetto)-

Cos.- (tra se) Ci siamo. (a Amedeo) Proprio cos, ma piano piano si arriva a tutto.-

Ame.- Ma certamente, certamente. Il nostro comune amico, avvocato, mi ha parlato della vostra onest e della vostraragionevolezza. Per cui, diciamo, la cosa anomala che vi capitata, si pu, come dire? Sistemare senza scalpore, tra amici.-

Cos.- Dite, dite.-

Ame.- Ecco, se voi deste lesempio, facendo riaffluire volontariamente lafuga del liqido, nel legittimo alveo, gli altri sarebbero indotti a fare altrettanto, anche per non sembrare di meno a voi... sa, il controllo sociale-

Cos.- Non necessario che continuiate, ho capito. E se si fa come lei suggerisce, il vostro ufficio legale se ne startranquillo? (allusivo)-

Ame.- Ma pi che naturale, signore. La mia sola presenza in questa casa la garanzia assoluta. Se avessimo voluto seguire altre vie, naturalmente-

Gio.- (entrando) non lavreste potuto fare!-

Ame.- Cosa dice giovanotto? (controscena degli altri)-

Gio.- Dico che non cera altra via.-

Ame.- Mamacosa sta dicendo? Lei non conosce la potenza dellUfi!-

Gio.- E lei non conoscete la potenza di un Potenza! Caro signore, lei venuto qui, da noi, col deliberato intendo di recuperare tutto quello che le possibile di quellafuga di liquido, nellassoluta consapevolezza che, o tentare cos, o non beccare neppure una lira. E vuole giocare la carta dellassoluta onest di mio padre!

Pap, questo signore, legalmente non pu far nulla. (di nuovo ad Amedeo sbalordito) Perch avete le mani legate! Gli ordinativi provengono autonomamente dai vostri elaboratori, i vostri funzionari li hanno trovato regolari, e hanno disposto gli acquisti sul vostro conto - che lei ha firmato. Ergo, i beneficiari non centrano nulla. Tutto ci che accaduto assoluta responsabilit dellUfi che lei ben rappresenta (ironico)-

Ame.- Ma chi le dice queste fandonie. Chiedetelo allavvocato Caccamo! Egli vi confermer che presso lUfi ci devessere un basista che agevola il suo complice nella truffa. E questo complice, e il suo subdolo calcolatore, non molto lontano, giovanotto!-

Gio.- Pap, telefona a Caccamo, per favore.-

Ame.- Fate pure, fate pure, vuol dire che lautorit giudiziaria esaminer quel subdolo calcolatore e interrogher il complice della irregolarit. E ci potr avvenire in qualsiasi momento, su mia richiesta, e vedrete se non si troveranno le prove dellascusate signor Potenza, ma necessario usare i termini esatti: della truffa continuata. Ecco!-

Gio.- Tutto qui? Fate pure.-

Ame.- Beh, mi sembrano indizi pi che sufficienti e evidenti anzi prove - e, allo stato dei fatti e nellottica di unindagine tecnica-scientifica, con provetti periti, mi sembra logico dedurre-

Cos.- Ma guarda che guaio.-

Ame.- Ma sar tutto rimediabile, vedrete, baster una piccola collaborazione-

Ama.- E tu, col tuo giocattoloaccidenti!-

Gio.- Brava mamma. Hai detto giocattolo. (Ad Amedeo) Caro dottore Amedeo Amodio - direttore e amministratore dellUfi, supermultinazionale piena di dollari spillati alla povera gente, ingrassata col sudore dei poveri, col sangue dei lavoratori, colle mollichine dei risparmiatori le comunico che il mio computer solamente un giocattolo. Fatelo esaminare da tutti gli esperti di questo mondo e vedrete che ve lo confermeranno. Allora mi dice, di grazia, come pu un modestissimo computer giocattolo interferire con i vostri supercervelloni?-

Ame.- Io sono uno dei massimi esperti della materia e del settore. Se mi fate esaminare lapparecchio controller di persona. Signor Potenza, mi permette di esaminarlo?-

Cos.- Giovanni, che si fa?-

Gio.- Vai pure pap, accompagna il signore ad esaminare. (Cosimo esita) Vai coraggio!-

Cos.- Io vado. Dottore, vuole seguirmi?-

Ame.- Con molto piacere signore. (a Giovanni) Giocattolossi.-

Escono.

Ama.- E ora? (preoccupata)-

Gio.- E ora al nostro direttore e amministratore unico, noncch e esperto in elettronica e varie, gli verr un accidenti!-

Lia Poveretto cos carino-

Ama.- Perch gli verr un accidenti? Cosa c sotto, Giovanni?-

Gio.- Cosa non c sopra, vorresti direC che l sopra trover solamente quel piccolo insignificante computer giocattolo, e nulla pi.-

Ama.- E non ti sembra nulla?-

Gio.- Nulla di nulla, cara mamma. Quel giocattolo, come lo definisci tu, senza le mie apparecchiature integrative, buono solo per la tavola pitagorica. Ed io, quelle apparecchiature, li ho smontate velocemente e gettato alla rinfusa nellarmadio chiudendolo a chiave.-

Ama.- Figlio mio sei un genio. Ma quando hai sistemata tutto?-

Gio.- Quando lui elencava i poteri della sua organizzazione, mi sono allontanato, ho fatto quello che cera da fare e sono tornatoe nessuno se ne accorto, nemmeno tualla quale non sfugge nulla.-

Ama.- Sei grande, figlio mio, tale tua madre. E appena quellimpiastro se ne sar andato, tu rimonti tutto di nuovo.-

Gio.- Purtroppo di debbo dare una delusione: nello smontare tutto frettolosamente, ho rovinato parecchi sistemi delicatissimi e particolari, come gli schemi delle schede-

Ama.- ma li potrai ricostruire, no?-

Gio.- Lavrei potuto fare, ma tu hai gettato via tutte le mie cose, progetti compresi-

Ama.- Io? E quando?-

Gio.- Quando mi hai imposto di fare ordine, puliziahai preso quelle che tu definivi cartacce e li hai gettate nella spazzatura.-

Ama.- Lia, fruga nella pattumiera! Cercale.-

Lia Ma mamma, quello successo tre giorni fa, a questora-

Ama.- Madonna mia, vero, avranno svuotato i cassettoni. Giovanni vai a cercarle nella discarica di Pantano dArci!-

Gio.- Va bene, domani. Oh mamma! ( gesto che vorrebbe significare; questa matta)-

Ama.- Ma come sono sfortunata, come sono sfortunata (si dispera)-

Gio.- E il destino mamma beffardo (ironico).-

Lia Destino galeotto (languida)-

Ama.- Zitta cretina!-

Rientrano Cosimo e Amedeo

Ame.- E incredibile, incredibile, forse anche diabolico, assurdo e pazzesco. Decisamente lavvocato Caccamo mi ha informato male. Quelloggetto buono solo per la tavola pitagorica e basta.-

Cos.- Io non ci capisco nulla. Giovanni tu non dici niente sulla faccenda?-

Gio.- (candidamente) Io? E cosa debbo dire? Posso solo fare ipotesi: Sar stato o un guasto del loro cervellone, o la pazzia del direttore della supermultinazionale, o il rimorso di qualche azionista speculatoreoppure - chiss.-

Ame.- Oppure la mi fine.(con tristezza)-

Lia - No, la sua fine no, proprio no.-

Ame.- Apprezzo il vostro gesto di solidariet, ma la mia fine. Se non recupero mi licenzieranno in tronco! Mi lasceranno in mezzo alla strada, non avr pi lavoro (enfatico) E cosa diranno di miei genitori? Dopo tanti anni di sacrifici, di privazioni, dopo tanto studio tre lauree e due master dopo tante attese, speranzetutto, tutto al vento, tutto spazzato via! (si accascia sul divano)-

Ama.- (commossa) Su coraggio, trover un altro lavoro.-

Ame.- No signora, non trover pi nulla, nulla! Veda, la voce si sparger, diranno che sono incompetente, e le grandi finanziarie non mi vorranno nemmeno per fattorino. Che scalogna! Ero quasi ai vertici dellorganizzazione, e ora sono sul marciapiedi.-

Lia Non faccia cos, trover chi la aiuter, chi le vorr bene.-

Ame.- Nessuno vorr bene ad un fallito!-

Lia- Io potreivolergliene.-

Ame (tristemente) Lei un cuore generoso, signorina Lia.-

Lia - Mi chiami Lia.-

Ame.- E lei Amedeo.-

Cos.- (agli altri) E noi che facciamo? Gli reggiamo il moccolo?-

Gio.- (che era rimasto silenzioso e meditabondo) Senta dottore, qui sera sparsa la voce che i doni fossero dovuti ad una campagna pubblicitaria di qualche grossa, grassissima organizzazione. Insomma che quello era un modo di farsi pubblicit attraverso atti di umanit, molto generosi perper per far sapere al grosso pubblico che una multinazionale non solo un fabbrica di profitto e formata solo da speculatori, ma anche da persone che pensano al proprio prossimo, che vive in difficolt. Insomma, uno stratagemma per farsi una verginit, oh!

Ora la liquidit che uscita in modomisterioso, una parte infinitesimale del grande capitale che la UFI possiede. Solo poche gocce, di fronte a un mare di dollari. E naturalmente queste donazioni le ha fatte a caso, scegliendo due famiglie tra centinaia di migliaia di famiglie, prediligendo gli enti assistenziali e ricreativi, insomma, quasi a sorteggio cieco. E questo messaggio di generosit, attraverso la stampa, la televisione, arriver alle persone, che diranno: Ammazza, ma sono dal cuore doro questi grandi personaggi della finanza mondiale. Non le pare?-

Ame.- (che aveva ascoltato con interesse) Ma certocertamentela pubblicitcerto si investe anche in pubblicitquesti esborsi possono essere considerati spese pubblicitariesa che una grande idea? Aspettate la comunico al grande capo. (prende un telefonino dellepoca e compone un numero) Pronto? Si, sono Amodio. Sono giunto alla fine dellindagine. Purtroppo lindiziato, con la sua modestissima attrezzatura, non tecnicamente nelle possibilit, come dire? Insomma, di effettuarequei bonifici. Per mi venuta unidea (fa cenno a Giovanni, come dire: non farci caso se te la rubo) potremmo utilizzare tutta la faccenda a scopo pubblicitarioah, ci avete gi pensato? E allora? Ah, haaa!, capiscocapiscograzie, scusiossequi(linterlocutore chiude la comunicazione, Amedeo guarda lapparecchio, poi stacca anche lui). Ha chiuso.-

Gio.- Ma ha accettato?-

Ame.- Ci avevano gi pensato loro, a giorni partir la campagna pubblicitaria-

Ama.- E non contento?-

Ame.- Io? No. Mi ha licenziato in tronco!-

Lia Ma come si permette?-

Ame.- Mi ha detto: incompetentea me, capite?-

Lia Cattivoni.-

Ama.- ( agli altri, indicando Amedeo) In fondo una brava persona-

Cos.- Sono daccordo, un bravuomo.-

Gio.- (sempre pensieroso, poi prendendo sottobraccio il padre se lo porta in disparte, controscena degli altri) Senti pap, siamo tutti daccordo che Amodio una brava persona, e se ha perso il lavoro, insomma, in parte, anche noi siamo responsabiliinsomma vorrei proporti di aiutarlo.-

Cos.- Io? E come?-

Gio.- Ecco come: tu adesso hai un bel gruzzoletto in banca, no, non fiatare! tuo e basta! Dicevo che con quel gruzzoletto potresti realizzare il tuo sogno: cio lavorare in proprio. Potresti fondare unImpresa edile, e potresti prendere luicome amministratore. In fondo il mestiere lo conosce. Non ti sembra unidea?-

Cos.- Lidea mi alletta, eccome! Per ci sono due condizioni.-

Gio.- Quali?-

Cos.- Prima condizione: i soldi sono nostri onestamente oppure no?-

Gio.- Legalmente, si! Certo, moralmente ho qualche dubbio. Per quei soldi che ci sono arrivati, non sono stati guadagnati onestamente neppure da loro. Le multinazionali hanno sfruttato e sfruttano mezzo mondo. Per che cosa credi che aumenti il prezzo della benzina?-

Cosw.- Per il dollaro.-

Gio.- Esattamente. E chi fa fluttuare il prezzo del dollaro?-

Cos.- Gli americani, o no?-

Gio.- Anche, anche, ma soprattutto queste deprecabili multinazionali finanziarie, che, senza fatica, senza vero lavoro, guadagnano i miliardi. Pap, noi abbiamo sottratto una parte infinitesimale di questi guadagni. Eppoi, mi si doveva qualcosa per le mie invenzioni, oppure no!-

Cos.- Quali invenzioni?-

Gio.- Le mie apparecchiature integrative speciali, con le quali ho mutato il computer giocattoli in un colossale super elaboratore.-

Cos.- E allora?-

Gio.- Pap, quel colosso della tecnica lho dovuto far sparire, mi capisci? (allusivo)-

Cos.- Ho capito. Per salvarela situazione, quel colosso non mai esistito.-

Gio.- E andato distrutto, che la stessa cosa. Soddisfatto?

Cos.- Bravo figliolo.-

Gio.- E la seconda condizione?-

Cos.- La seconda condizione questa: che Amodio sposi tua sorella visto che gi flirtano spudoratamente.-

Gio.- Ma pap, senza amore, poi, non si conoscono neanche-

Cos.- Io darei tutti e dieci i miliardi pur di togliermela (si tocca il ventre)cio pur di trovarle un marito-

Ama.- (avvicinandosi) Avete finito di confabulare, padre e figlio?-

Cos.- Si discuteva del nostro futuro.-

Ama.- Senza di me?-

Cos.- Cose da uomini. (poi conciliante) Senti, che te ne pare quel dottore? (indica con gli occhi Amedeo) vedo che fila con Lia-

Ama.- Sembrano due piccioncini-

Cos.- E c speranza che prendano il volo? Magari con un aiutino?-

Ama.- Cosimo, ma che dici?-

Cos.- Dico che ho intenzioni di mettere su unimpresa di costruzioni (parla forte per farsi sentire da Amedeo), vorrei costruire palazzi, ville e non disdegnerei appalti di opere pubbliche. Per non ho nessuna esperienza di carattere amministrativo sai che sono geometra per cui mi servirebbe un esperto amministratore, un manager di fiducia per gestire i capitali che saranno investiti in questa gigantesca impresa nel campo delle costruzioni (fa cenno con la mano: va bene, sto esagerando, ma fa niente)-

Gio.- di case popolari a prezzi agevolati per lavoratori, a misura duomo, comode, carine-

Cos.-senza interessi esosi per i lavoratori dipendentiper, dove lo trovo un simile professionista? (guarda di sottecchi Amedeo, il quale incomincia a prestare attenzione ai discordi di Cosimo)-

Gio.- Eh, certo, sono momenti difficili, si possono incontrare persone inaffidabili, disoneste, incompetenti-

Cos.- Certo, se fosse uno di famiglia-

Ame.- (non ne pu pi, scatta in piedi e si mette quasi sullattenti di fronte a Cosimo) Signor Potenza, inavvertitamente ho colto una parte del suo dire. Mi riferisco alla sua ricerca di un funzionario integerrimo per la sua nascitura impresa di costruzioni. Ecco, in fede, io vorrei sottoporle la mia candidatura, la mia piena disponibilit per la riuscita delliniziativa che intende attuare.-

Cos.- La ringrazio, ma vede, io preferisco che sia uno di famiglia, sa sono allantica.-

Ame.- (con grande seriet) Signore, io posso diventare membro della sua onorato famiglia solo se (languidamente guarda Lia) solo se la sua riverita figlia volesse acconsentire di divenire mia moglie.-

Cos.- (come se fosse sorpreso) Davvero? Ma guardabeh, beh, mi prende alla sprovvista non saprei cosa dire. (con pomposit) Ma bisogna vedere cosa ne pensa mia figlia. Sa, io non voglio imporre un matrimonio di convenienza(Lia si alza e si pavoneggia) Che ne dici Lia?-

Lia (abbassando gli occhi) Pap, il dottore Amodio non mi indifferente, per-

Cos.- (apprensivo) Per?-

Lia Per vorrei il tuo consenso.-

Cos.- (sbalordito e poi contento) Amalia, Giovanni, avete sentito? Vuole il mio consenso. (poi assumendo laria di padre dignitoso) Ecco, certamente, ci vuole il mio consenso. Ebbene tutto consideratoma si, te lo do il mo consenso! Auguri e figli maschi (stringe la mano ad Amedeo) Potete baciarvi.-

Ama.- Oh cari, cari, che emozione.-

Gio.- (tra se) E li hanno gi sposati! (gesto di piena soddisfazione) Fatto!-

Cos.- Brindiamo allevento. (prende dal mobile una bottiglia di spumante, sta per stapparla, quando suonano alla porta. Di colpo Cosimo si irrigidisce) Ah, no, ora basta!-

Ama.- Questa volta lo sento: locchio della fortuna per me.-

Cos.- Giovanni, vai tu a vedere stocchio-

Gio.- (uscendo) Vado pap.-

Giovanni sta fuori meno di mezzo minuto, mentre gli altri restano con un fermo di scena, nella stessa posizione in cui si trovavano precedentemente. Rientra Giovanni, nasconde dietro la schiena qualcosa. La scena riprende.

Gio.- (mostrando un mazzo di rose rosse e leggendo il bigliettino) Ehm, ehm, Alla signora Amalia Potenza (controscena di Amalia), il presente omaggio con tanti auguri e mille di questi giornifirmato-

Lia e Ama.- Amedeo Amodio.-

Gio.- (trionfante) Firmato: Cosimo Potenza. (consegna le rose ad Amalia, la quale prima impietrita, poi si commuove).-

Ama.- (verso Cosimo) Caro, tuti sei ricordato del nostro anniversario(lo abbraccia)-

Gio.- Mamma, il tuo vero occhio della fortuna, vero?-

Ama.- Giovanniioioora lo so! (abbraccia Cosimo)-

Cos.- (tra se) Finalmente, meglio tardi che mai. (a Giovanni) allora, stappi o no?-

Gio.- (con la bottiglia pronta per essere stappata) Propongo un brindisi: Alla nostra salute.-

Ame.- Ai futuri affari.-

Cos.- Al nostro anniversario.-

Lia Allamore-

Ama.- Allocchio della fortuna. (abbraccia tutti)-

Giovanni stappa. Botto e fine.

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