Niente altro che la verità

NIENTE ALTRO CHE LA VERIT

commedia in due atti

di Domenico Marchigiani


Personaggi:

MARCO, Psicologo di successo

PAOLO, Avvocato divorzista

GIOVANNI, Ragioniere

CRISTINA, Moglie di Marco

ARUJ, Dio amazzonico


PRIMO ATTO

Lazione si svolge nella casa di campagna di Giovanni che la nuova residenza di Marco. Luomo si separato da Cristina, la moglie traditrice che gli ha portato via tutto.

La scena completamente vuota; si riempir allinizio del primo atto con dei mobili usati e spaiati che sono stati prestati a Marco dagli amici.

Paolo, avvocato divorzista di grido, il classico quarantenne scapolone e sciupa femmine.

Giovanni, ragioniere, quello calmo e tranquillo. Ha una moglie che ama alla follia e che non ha mai tradito in vita sua. Porta degli occhiali molto spessi, senza i quali, non vede niente.

Man mano che portano dentro gli scatoloni si delineano gli spazi. Da un lato un tavolino e quattro sedie pieghevoli, dallaltro un vecchio divano e uno scatolone come tavolino.

Allapertura del sipario si vede Paolo intento a giocherellare con il suo telefono mentre Marco e Giovanni riempiono la scena con mobili e scatoloni.


PAOLO (F. S.): Attento allo spigolo tu spingi da dietro e tu tiri dal davanti.

MARCO e GIOVANNI (F.S.): E tu che cosa fai?

PAOLO:Serve sempre qualcuno che dia indicazioni.

GIOVANNI: (Trasportando un divano che sembra molto pesante) Mi chiedo solo perch devi essere sempre tu!!

PAOLO:Quando divorzierai tu, ti giuro che per festeggiare, il divano lo porto io.

GIOVANNI: (Lascia andare il divano e facendo il gesto delle corna) Ti!!! Menagramo, queste cose non si dicono neanche per scherzo.

MARCO: Ehi, potete continuarla dopo questa discussione??

GIOVANNI: (Riprendendo il divano) Scusa, scusa

I due sistemano il divano sulla destra della scena e Paolo si siede mentre gli altri due sono piegati in due ansimando.

PAOLO:Vecchio ma ancora comodo. Non li fanno pi divani cos, struttura solida in ferro cuscini ben imbottiti un po


pesante ma praticamente indistruttibile.

Gli altri due si guardano e poi cominciano a prenderlo a cuscinate. Le battute successive sono recitate mentre Giovanni e Marco continuano a portare in casa scatoloni.

GIOVANNI: Sei sempre il solito!

MARCO: S, il solito stronzo!!

GIOVANNI: Non cambierai mai!

MARCO: Una gloriosa testa di cazzo!!

GIOVANNI: Dove la metto questa?

MARCO: Attento con quella scatola!

GIOVANNI: Perch cosa c dentro?

MARCO: Un altare.

PAOLO:Un altare?

MARCO: S, me lha regalato uno dei miei pazienti, un brasiliano.


GIOVANNI: Un altare brasiliano?


MARCO: S, perch non si pu?

GIOVANNI: Certo che si pu, ci mancherebbe. Ma non eri ateo?

MARCO: Agnostico, prego.

PAOLO:Agnostico, non ateo, attento a quello che dici.

GIOVANNI: Zitto tu che non hai neanche idea di cosa significhi. Quindi ti sei convertito interessante

PAOLO:Uno: lo so benissimo cosa significa agnostico e due: che cosa ci sar mai di cos interessante? Un dio vale laltro e poi anchio credo nella potenza taumaturgica del culo brasiliano, questo mi rende pi interessante?

GIOVANNI: No, questo ti rende solo il solito porco e comunque, un dio non vale laltro e fattelo dire da un credente.

PAOLO:Ah certo, voi credenti avete lesclusiva!!

Durante questa discussione Marco monta un affare orribile con una figura al centro di due foglie di palma e altre cianfrusaglie.


PAOLO:Ah non c che dire Bello, eh e poi fa arredamento.


Puro design amazzonico, d quel tocco di esotico al tugurio che non guasta.

GIOVANNI: Smettila di offendere casa mia.

MARCO: Vi presento Aruj il dio amazzonico che protegge dai tradimenti.

PAOLO:Allora o ce lhai da un paio di giorni o non funziona. in garanzia?

MARCO: Anni di esperienza mi hanno insegnato che con te impossibile fare un discorso serio. (Rivolto a Giovanni) Tu cosa ne pensi?

GIOVANNI: ȅ particolare

MARCO: Particolare?

PAOLO:S, un tipo bello non !! Magari sar simpatico.

GIOVANNI: Guarda che una divinit non mica una brutta ragazza.

PAOLO:Scusatemi non ho dimestichezza con le divinit, invece con le brutte ragazze


GIOVANNI: ȅ particolare


MARCO e PAOLO: E questo lo avevi gi detto.

GIOVANNI: Ma cosa volete che vi dica? Io ho gi il mio di dio e non che il nostro rapporto sia cos intimo. Che cosa ne posso sapere io di un dio amazzonico!!

PAOLO:Allora se non sai cosa dire, taci!

GIOVANNI: Non dirmi cosa posso o non posso fare!

PAOLO:Non prendertela ma se la tua sola risposta deve essere: particolare allora sarebbe meglio tacere.

GIOVANNI: Non ho avuto il tempo di pensarci e comunque trovo pi interessante conoscere le motivazioni che hanno spinto Marco a portarselo in casa piuttosto che avere unopinione sul dio in se.

MARCO: Avevo bisogno di qualcuno in cui credere (attacca la spina e laltare si illumina).

PAOLO:Avevi bisogno di qualcuno in cui credere e hai scelto un dio amazzonico con le luci cinesi dellalbero di natale? Complimenti!!


MARCO: Hai sempre da ridire.


GIOVANNI: Comunque dovresti essere pi rispettoso delle credenze altrui.

PAOLO:Capisco. In fin dei conti anche voi cattolici con Ges ne avete fatte di cotte e di crude. Un palestinese biondo con gli occhi azzurri

GIOVANNI: Beh, solo un modo di esteriorizzare la sua bellezza interiore.

PAOLO:No invece, solo una questione di marketing!! Chi avrebbe mai creduto alla bont e alla misericordia di uno che col tempo sarebbe diventato la copia spiccicata di un terrorista islamico?

MARCO: Dovresti rispettare di pi le idee degli altri, tutto qui. Il problema con te che non sei in grado di concepire qualcosa se non riconduce immediatamente alla carne e ai sensi.

PAOLO:Ma smettetela, non una questione n di carne, n di sensi. che sono sempre in difficolt quando incontro qualcuno intelligente e istruito che crede in qualcosa di ultraterreno. Insomma, tu sei uno stimato medico, uno spirito razionale, e tu sei un serio sei uno stimato vabb, lasciamo perdere


GIOVANNI: Beh che c? Noi ragionieri siamo troppo umili per te?

MARCO: Ohhhh non fare sempre il permaloso

GIOVANNI: Non sono affatto permaloso, solo che il famoso avvocato divorzista dei miei stivali sembra sempre che abbia sempre da ridire sulla strada che ho preso

PAOLO:La strada che hai preso ci ha costretti a fare 20 km dallultima forma di vita intelligente. Se ci succedesse qualcosa potremmo chiedere aiuto solo a Maracuj.

MARCO: Aruj!

PAOLO: uguale, uguale

GIOVANNI: La mia strada ci ha portati dritti dritti in questa casa che ho pagato con il mio umile lavoro, ok? Casa che adesso serve a Marco che, se fosse stato per te, avrebbe dormito sotto un ponte.

MARCO: vero, grazie, ma ha ragione Paolo, proprio nel bel mezzo del nulla dovevi prenderla?

GIOVANNI: Ah beh, scusami tanto anche tu, sai? Vuol dire che ne comprer unaltra in centro per quando i miei amici


saranno in difficolt. Ma tu guarda se devo stare qui a subire queste offese dopo avere messo a disposizione la casa per te a saperlo mi facevo i fatti miei come Paolo

PAOLO: Ehi, io ci ho messo il divano ed un divano storico sapessi cosa ci ho combinato se potesse parlare

GIOVANNI: (Si rialza di scatto) Ma che schifo!!

PAOLO:Smettila. Tu non hai mai scopato sul divano a casa tua?

GIOVANNI: Queste sono cose private mie e di Francesca, e poi abbiamo un letto bello comodo

MARCO: E quindi voi scopate solo a letto niente doccia

PAOLO:Niente tavolo in cucina

MARCO: Niente tappeto in soggiorno

PAOLO:Niente sgabuzzino

MARCO: Niente lavatrice in centrifuga


PAOLO:E soprattutto


MARCO e PAOLO: Niente divano??

GIOVANNI: Bravi, prendetemi pure per il sedere. Nel frattempo tu sei solo e non ti sei mai sposato

PAOLO:Per scelta!!

GIOVANNI: E tu sei rimasto da solo

MARCO: Per scelta

GIOVANNI: No, perch Cristina dopo averti riempito di corna ti ha mollato

MARCO:(Bastonato) Ecco, appunto, per scelta sua e dettoquesto, vado a prendere gli altri scatoloni.

Marco esce di scena.

PAOLO:Non capisco perch devi essere sempre cos cattivo

GIOVANNI: Io? Avete cominciato voi. Avete sempre da ridire su tutte le mie scelte!!

PAOLO:Il problema non sono le tue scelte, ognuno fa le sue, il problema che sei troppo permaloso e quando ti ritrovi alle strette, ti ritiri sulla difensiva e spari a pallini grossi


non colpa nostra se non ti sei laureato e non colpa nostra se stai con la stessa donna da quando eri adolescente

GIOVANNI: Non sono permaloso solo che non mi piace quando mi mettete in mezzo e mi trattate cos

PAOLO:Perch sei permaloso, ecco perch, fidati!!

GIOVANNI: Ok, va bene, basta che la smetti di rompermi le scatole! E comunque anche questa volta tu non hai fatto niente e noi ci siamo spaccati la schiena

PAOLO:Beh, in realt qualcosa lho fatta

GIOVANNI: Hai portato un cuscino? Bello sforzo

PAOLO:No, non mi riferivo a quello.

GIOVANNI: A cosa ti riferivi, allora?

PAOLO:Se te lo dico resta tra noi?

GIOVANNI: Certo


PAOLO:Giura!


GIOVANNI: Giuro

PAOLO:(In modo cospiratorio, a bassissima voce) Sono andato aletto con Cristina.

GIOVANNI: Cosa?

PAOLO:(a voce leggermente pi alta) Sono andato a letto conCristina.

GIOVANNI: Cosa?

PAOLO:(chiaramente) Sono andato a letto con Cristina.

GIOVANNI: (incredulo) Cosa?????

PAOLO:(urlando) Sono and

GIOVANNI: Ho sentito che non ci posso credere!!

PAOLO: venuta a casa mia, era sconvolta

GIOVANNI: Beh certo

PAOLO:Quando sono sconvolte sono cos vulnerabili, disponibili

GIOVANNI: E tu ci sei andato a letto? Perch era sconvolta?


Ricordami di non passare mai da casa tua quando sono sconvolto!!

PAOLO: stata lei a saltarmi addosso, era una furia. Cosa potevo farci?

GIOVANNI: E cos saresti tu la povera vittima degli eventi, vero? Potevi tirarti indietro, ecco cosa potevi fare! la moglie del tuo migliore amico cristo santo!!

PAOLO:Era!! Era la moglie del mio migliore amico.

GIOVANNI: Tecnicamente sono ancora sposati

PAOLO:E da quando la tecnica ha a che fare con il matrimonio??

Vi dichiaro tecnicamente marito e moglie?

GIOVANNI: inutile che giochi con le parole, non fare lavvocato con me. Lo sai benissimo cosa intendo.

PAOLO:E tu sai benissimo che non avrebbe dovuto sposarla, neanche tecnicamente. Cazzo, lo sapevano tutti che si era fatta mezzo liceo, tranne Marco. E poi ha continuato alluniversit, si fatta mezza Alma Mater, tranne Marco. E quando andata a lavorare come segretaria allambulatorio dove lavorava Marco si ripassata la met dei medici


GIOVANNI: Tranne Marco

PAOLO:Ecco, appunto. Al matrimonio cerano tutti e ti ricordi quando hanno fatto le foto alla fine? Il fotografo ha voluto fare una foto con tutte le donne e una con tutti gli uomini. Dai, stato imbarazzante, sembrava il manifesto di un film porno!

GIOVANNI: S, ma questo non ti giustifica! Avresti dovuto resistere, in nome della nostra amicizia. Non si fanno certe cose agli amici.

PAOLO:Senti chi parla!

GIOVANNI: Perch? Cosa vorresti dire? Cosa stai insinuando?

PAOLO:Niente, niente

GIOVANNI: No, adesso parli!

PAOLO:No, serve sempre un Santo in una compagnia. Tu sei il nostro San Giovanni. Ma non avevi portato una bottiglia di vodka? Dov?

GIOVANNI: Non cambiare discorso. A cosa stavi alludendo? Guarda in quello scatolone.


PAOLO:S, qui. E adesso comincia la caccia ai bicchieri. Che palle. Gli ha distrutto la vita, gli ha fatto le corna con mezza Bologna e poi gli ha portato via tutto, bicchieri compresi.

GIOVANNI: Penso che sia lultimo dei suoi problemi.

MARCO rientra in scena

MARCO: Quale sarebbe lultimo dei miei problemi? Giusto per sapere, eh? Se mi fate la lista completa mi fate un favore. A questo punto mi farebbe comodo un contabile. Forse dovrei farmi una segretaria che mi aiuti a tenere i conti.

PAOLO e GIOVANNI: No, unaltra segretaria, no!! (si guardano e scoppiano a ridere)

MARCO: S, spiritosi. Ridete, ridete pure. Intanto la mia vita andata a puttane, sono rimasto senza casa, senza moglie, senza niente, sono praticamente sconvolto

GIOVANNI: No, non dirlo!!

MARCO: Cosa?


GIOVANNI: Non usare mai pi quella parola (Paolo gli lancia un


cuscino del divano).

PAOLO:Non dargli retta. un coglione!! Piuttosto tu lo sai che siamo qui per te, vero? Lo sai che possono portarti via tutto ma non i tuoi amici, vero? E lo sai che le donne passano, le case passano, passano i capelli, la forma fisica, ma laffetto vero degli amici no, vero? E lo sai lo sai dove cazzo sono i bicchieri?

GIOVANNI: Mhhhhh che sensibilit!! Complimenti.

PAOLO:Ti dir una grande verit: pi facile essere sensibili dopo una bottiglia di vodka!!

MARCO: Ha ragione Paolo. Ok, ci sto!! Bere mi pu fare solo bene (apre gli scatoloni uno dopo laltro). Trovati!!

GIOVANNI: Secondo me un errore, non dovresti bere visto che prendi gli antidepressivi.

MARCO:E smettila di fare sempre il Santo, cazzo!! Non ti stanchi mai di essere la nostra coscienza? Riposati ogni tanto, prenditi una cazzo di pausa!! (Giovanni si siede sul divano e si mette braccia conserte) ehhh adesso faianche loffeso. Vuoi tenermi il broncio tutta la sera? Qualcuno doveva dirtelo! Meglio essere sinceri tra noi, no? (Giovanni gira lo sguardo verso la parete). Ohhh fa


un po come ti pare. Ho passato dieci anni con una donna e ho scoperto che per almeno la met di questi anni non ha fatto altro che mentirmi (i due amici si guardano tra loro, Paolo si gira di spalle, si capisce che sta ridendo),adesso ho solo voglia di sincerit.

PAOLO:La sincerit sopravvalutata. Le bugie sono pi creative, pi divertenti e, la maggior parte delle volte, rendono anche le vite pi insulse, incredibilmente interessanti.

MARCO: Sei il solito cinico!

PAOLO:Non sono cinico, sono realistico.

GIOVANNI: Secondo me hai solo paura.

PAOLO:Paura io? E di cosa? Io non ho paura di niente.

GIOVANNI: Ecco, questa una bugia!! E non mi sembra affatto che ti renda pi interessante!

MARCO: Ok, riempite i bicchieri, ho unidea!

GIOVANNI: Cosa vuoi fare?

MARCO: Tu riempi il bicchiere (versa la vodka nei bicchieri da acqua, dividendo unintera bottiglia in tre parti). E adesso


ripetete con me io il vostro nome

PAOLO e GIOVANNI: Io, il vostro nome

MARCO: Che cretini forza, non fatemi perdere lispirazione

PAOLO:Io, Paolo Missori

GIOVANNI: Io, Giovanni Gallo

MARCO: Io, Marco Carracci, giuro sul mio onore

PAOLO e GIOVANNI: Giuro sul mio onore

MARCO: Che non mentir mai pi ai miei amici, neanche a fin di bene

PAOLO:Ma dai non possiamo farlo.

GIOVANNI: Ma una stupidaggine

MARCO: E di cosa avete paura? Devo pensare che mi abbiate gi mentito?

PAOLO:Ma no

GIOVANNI: Ma cosa dici


MARCO: E allora che problema avete? Ok, allora ripetete: che non mentir mai pi ai miei amici, neanche a fin di bene

PAOLO e GIOVANNI: (In modo svogliato) che non mentir mai pi ai miei amici, neanche a fin di bene

MARCO: Forza, ce li avete i coglioni? un giuramento!! (scandendo bene le parole, quasi sillabandole) che nonmentir mai pi ai miei amici, neanche a fin di bene

PAOLO e GIOVANNI: (Imitando Marco) che non mentir mai pi ai miei amici, neanche a fin di bene

MARCO: E adesso solo Paolo: che io possa trasformarmi in Giovanni!

PAOLO:No, adesso stai esagerando!!

GIOVANNI: Ehi, ma insomma, sono qui!!

MARCO:(Lui e Paolo continuano a fronteggiarsi senza guardare Giovanni) un giuramento, devi farlo!

PAOLO:Non se ne parla proprio!!


MARCO: Devi!!


GIOVANNI: Ma la smettete!!

PAOLO:Non puoi costringermi!! Giovanni no, scegli un altro!!

MARCO: Dillo!!

PAOLO:Va bene, daccordo lo faccio ma solo perch sei in un periodo di merda!!

MARCO: Ok.

PAOLO:Solo perch ti sono molto amico e ti voglio bene.

MARCO: Ok, dillo.

PAOLO:Solo perch sei uno sfigato senza moglie e senza casa

MARCO: Mhhhh ok.

PAOLO:Senza moglie, senza casa e con le corna!!

MARCO: E dillo porca puttana!!

PAOLO:Ok, (in modo solenne) che io possa trasformarmi in Giovanni. Sei contento adesso?


GIOVANNI: Siete due stupidi!

MARCO: Adesso tocca a te!

GIOVANNI: Ok, che io possa trasformarmi in Paolo!

PAOLO:S, ti piacerebbe!!!

MARCO: No, per te il giuramento un altro: che io possa perdere Francesca.

GIOVANNI: No, no, no, no, no eh

PAOLO:Cazzo, lhai architettata proprio bene questo mi fa pensare che ci sia premeditazione da quanto lo stavi progettando?

GIOVANNI: No, non se ne parla proprio, non voglio giurare su Francesca.

PAOLO:Certo, se perdi Francesca dove la trovi unaltra?

MARCO: Dillo!!

GIOVANNI: (Guardando Paolo con aria di sfida) Certo che lo dico, non ho mica paura, non sono un vigliacco, io! Che io possa perdere Francesca!


MARCO: E adesso beviamo per suggellare il patto.

I tre alzano i bicchieri e guardandosi negli occhi, bevono. Le luci di casa si abbassano come per un calo di tensione, contemporaneamente quelle dellaltare di Aruj si intensificano. Dopo un po tutto ritorna normale.

GIOVANNI: Inquietante

PAOLO:Adesso me lo dici da quanto tempo ci stavi pensando?

MARCO: Era gi da un po. Quando sono entrato in crisi con Cristina ho cominciato a farmi delle domande e le risposte che mi davo erano sempre meno convincenti. Non riuscivo pi a fidarmi di nessuno, neanche di me stesso. Mi guardavo intorno e vedevo solo bugie. I regali di anniversario sparsi per la casa mi ricordavano solo lipocrisia di anni di finto amore, finto rispetto. Non facevo altro che pensare a quante volte mi aveva lasciato a bordo piscina per tornare in camera perch il sole era troppo forte e mi diceva tu resta, non ti preoccupare, a te il sole piace.

E i souvenir delle vacanze? Guardavo il sombrero comprato in Messico e mi chiedevo con chi fosse stata quando rimasta da sola. E lassurda palla con la neve presa a Parigi, beh, quel giorno l mi ha lasciato andare al


Louvre da solo perch aveva un feroce mal di testa e io stupido che andavo in giro per quelle sale a cercare la Gioconda e quello schifo di gondola comprata a Venezia e quella merda di matrioska presa a San Pietroburgo e quel cazzo di ventaglio comprato a Siviglia

PAOLO:Certo che aveva proprio dei gusti di merda!! E vista la casetta di Maraj, devo dire che anche tu non scherzi!

MARCO: Aruj!!

GIOVANNI: Non mi sembra che il problema sia il cattivo gusto.

MARCO: Certo che no. Su quello potevo anche passarci sopra. Ma

virendete conto che probabilmente mi ha fatto le corna in tutte le lingue del mondo? E che cazzo!! Non spiccicava una parola di inglese o di francese, non riusciva a farfugliare niente neanche in spagnolo ma si vede che quando voleva, riusciva sempre a farsi capire.

PAOLO:Il linguaggio del sesso internazionale. Non puoi sbagliarti, una questione di gesti, di sguardi. Il desiderio lunica lingua comune che conosca


GIOVANNI: Ha parlato lesperto. Il poliglotta del pisello!!


PAOLO:Pisello? Neanche tuo figlio lo chiama pi cos e ha solo dieci anni. Prova a ripetere con me: Il poliglotta del cazzo, cazzo su dai leggi il labiale, (scandendo bene le parole) il poliglotta del c

GIOVANNI: Basta!! Non sono un puritano ma non bisogna abusare della volgarit. Perde tutto il suo significato. Dopo un po non funziona pi. E poi stai cercando di scioccarmi? Con qualche parolaccia? Ma fai il serio e poi lascia perdere mio figlio e lascia perdere anche mia moglie.

PAOLO:Guarda non hai neanche bisogno di chiedermelo. Puoi stare tranquillo.

GIOVANNI: (Rivolto a Marco) E questo il tuo problema? Il sesso?

MARCO: Certo!! Ovvio!! E non solo il mio. Il sesso il vero problema dellintera umanit.

PAOLO:Lascia stare il sesso, se non ci fosse, avrei un mare di tempo libero e non saprei che farmene.

GIOVANNI: Potresti sempre darti allatletica.

PAOLO:Latletica mi fa schifo, preferisco gli sport di squadra, tipo quelli che si fanno nei luoghi affollati, che ne so negli stadi, nei palazzotti dello sport pieni di pubblico che grida


il tuo nome: Paolo, Paolo, Paolo

GIOVANNI: S, stadi, palazzetti mancano solo quelli, lhai fatto dovunque!!!

MARCO: E con chiunque!!

GIOVANNI: S, soprattutto con chiunque (allude alla moglie di Marco).

PAOLO:Cosa volete che vi dica, ognuno ha i suoi hobby, il mio questo.

MARCO:Comunque di certo non puoi dire che non ti abbia creato dei casini. A parte i tuoi piccoli problemi venerei, non ti dimenticare di quello che successo con la hostess. Te la sei ritrovata sotto casa per un mese a urlare in direzione delle tue finestre, con gli altri condomini che volevano farti sfrattare. E tutto questo per mezzora di passione.

PAOLO:Mezzora? Adesso capisco perch Cristina ti ha mollato.

GIOVANNI: Questa potevi anche risparmiartela!!

PAOLO:Basta risparmiarci le cose, abbiamo fatto un giuramento, siamo costretti alla sincerit e in fin dei conti la cosa non mi dispiace.


GIOVANNI: Tu che parli di sincerit questa s che mi nuova.

MARCO: Ma cosa avete voi due? Siete qui per aiutarmi o no? Non fate altro che punzecchiarvi. Lo volete capire che la mia vita sta andando a rotoli, che sono praticamente sconvolto!

GIOVANNI: Per carit non dirgli che sei sconvolto!!

MARCO: Ancora con questa storia? Si pu sapere che cosa vuol dire?

PAOLO:Niente, niente, non dargli retta piuttosto perch ce lhai tanto con il sesso?

MARCO: Non lo immagini?

PAOLO:Perch dovrei immaginarlo visto che tra un po ce lo dirai tu?

MARCO: Hai ragione, ma la ragione anche molto semplice. Mia moglie mi tradiva e questo lo sapete tutti. Non ti sembra un motivo sufficiente per avercela col sesso?

GIOVANNI: Non dovresti pensare a queste cose. Dovresti pensare alla tua nuova vita. Stai ricominciando e alla tua et


potrebbe essere una bella svolta. Hai ancora un buon lavoro e hai ancora degli amici capaci di aiutarti, chi pi chi meno (rivolto a Paolo). Non tutti hanno queste fortune.

PAOLO:Adesso stai esagerando con la bont. Sei passato dallessere San Giovanni allessere Fabio Fazio!! Smettila un po, rilassati, bevi (gli riempie di nuovo il bicchiere con una nuova bottiglia di vodka), per una volta che stiamomettendo un po di pepe nei nostri discorsi

GIOVANNI: Pepe? Solo perch tu pensi sempre alla stessa cosa non detto che parlarne renda le cose pi interessanti.

MARCO: Ha ragione Paolo. Perch questi discorsi ti fanno cos tanta paura? Che cosa ci nascondi? Sotto sotto sei un gran porco e noi siamo sempre stati troppo distratti per accorgercene?

GIOVANNI: Beh, questo il bello dellessere trasparenti

PAOLO:Trasparenti? In che senso?

GIOVANNI: Sono solo un ragioniere, no? Sono solo un uomo medio. Sono solo uno che si accontentato nella vita. Solo uno che non si laureato, che non si mai distinto nella folla. Solo uno che fa tappezzeria alle feste, uno che vive nellombra dei suoi amici pi brillanti, no? questo quello


che pensate e questo quello che pensano tutti. Solo, solo, solo, solo questo, solo quello ma voi come tutti gli altri non passate 24 ore al giorno con me, non sapete cosa faccio la notte, cosa faccio nel tempo libero che mi resta quando finisco il mio insulso lavoro di routine e voi siete ancora impegnati nei vostri lavori importanti. (Si rivolge a Paolo) Dove sono io quando tu sei alle tue festedellalta societ, eh? Te lo sei chiesto? (Si rivolge a Marco) E tu? Ti sei chiesto cosa faccio io quando tu sei aituoi convegni internazionali? Vedo dalle vostre facce che forse ho acceso un po la vostra curiosit Adesso s che

vistate chiedendo chi sono, vero? Venti anni di amicizia e per la prima volta vi state chiedendo sul serio chi sono venti anni sia chiaro, giusto per essere sincero fino in fondo: siete degli amici del cavolo!

PAOLO:E chi ti aveva mai sentito parlare cos tanto A te era capitato?

MARCO: Mai!! Assolutamente mai!! Sar la vodka (attraversa il palco per andare a riempirgli il bicchiere).

GIOVANNI: Bravi, continuate pure a scherzare e adesso se volete scusarmi, prima di finire disteso nel mio vomito in coma etilico, meglio che chiami Francesca, si star preoccupando


MARCO: Certo chiama la mogliettina, prima che si preoccupi

GIOVANNI: Almeno io ce lho ancora una moglie.

PAOLO:Ehi!!!

MARCO: Lascialo fare, solo stato sincero

Giovanni esce di scena.

MARCO: Pensi che Giovanni abbia davvero una vita segreta?

PAOLO:Il santo? Ma dai

MARCO: No, perch mi ha fatto venire in mente quei servizi dei telegiornali quando gli inviati intervistano i vicini dei serial killer. Dicono tutti le stesse cose: era una persona cos gentile, salutava sempre, un signore cos educato e poi in casa gli trovano le teste mozzate nel frigorifero!

PAOLO:Ma fai il serio Nel frigorifero di Giovanni al limite ci puoi trovare il cibo macrobiotico della moglie. La cosa peggiore che avr fatto in vita sua sar stato rubare le gomme in Autogrill. Una vita segreta gi fa schifo quella che ha, faccio fatica a immaginarmene unaltra.


Rientra Giovanni, in mano stringe un coltellaccio. Marco si


nasconde dietro Paolo.

GIOVANNI: Perch mi guardate cos? Non avevamo detto pane e salame?

MARCO: Ma certo di l c la busta con la spesa.

Giovanni esce di scena.

PAOLO:Non ci posso credere, mi hai usato come scudo umano?

MARCO: E che cosa avrei dovuto fare? Sto iniziando una vita nuova di zecca la tua vecchia!!

PAOLO:Bella scusa, vigliacco! Sei sempre stato un vigliacco!

MARCO: Io? Ma che cazzo dici?

PAOLO:S, un vigliacco fatto e finito!

Giovanni rientra in scena.

GIOVANNI: Chi il vigliacco?

PAOLO:Marco. Non lo pensi anche tu? E ricordati del giuramento.

GIOVANNI: Sottoscrivo. Vigliacco, fatto e finito.


Si siedono a tavola. Giovanni comincia a tagliare il salame, gli altri due non gli danno il tempo, appena c una fetta disponibile la mangiano.

MARCO: Adesso mi date degli esempi concreti della mia vigliaccheria!!

GIOVANNI: (Alzando il coltello) Ehi, lasciatemene qualche fetta almeno. (Marco gli porge subito la sua e Paolo soddisfatto lo guarda).

PAOLO:Al liceo ti facevi mettere i piedi in testa da Matteo Ranzani.

MARCO: Anche tu avevi paura di lui.

PAOLO:Marco, intendevo letteralmente! Matteo una mattina ti ha messo i piedi in testa e ti ha usato come rialzo sotto il banco durante tutta la lezione di greco.

GIOVANNI: Sul serio? E il prof?

PAOLO:La cariatide? Non vedeva un cazzo, aveva delle cateratte pi spesse di questa fetta di salame (prendendo la fetta che Giovanni ha appena tagliato).


MARCO: S, ma digli anche che aveva usato la sbarra del banco su cui si appoggiano i piedi per picchiare i gemelli.

GIOVANNI: I gemelli? E si sono fatti picchiare in due?

MARCO: In tre!!!

PAOLO:Ma dai messi uno sopra laltro avevano difficolt ad arrivare alla maniglia della porta! Erano gemelli e nani pi nani moooolto pi nani!!

MARCO: Comunque a mia discolpa posso dire che era uno pericoloso. Adesso sar in galera da qualche parte o avr passato le selezioni per entrare nellIsis

PAOLO:Fa il parrucchiere in via Saragozza insieme al suo compagno.

MARCO: Come si cambia! In ogni caso questa sarebbe la prova della mia vigliaccheria? In tribunale non reggerebbe.

GIOVANNI: C anche da dire che ti sei sempre rifiutato di accorgerti delle scappatelle di Cristina. Insomma lo sapeva tutta Bologna e tu hai sempre chiuso un occhio.


PAOLO:Entrambi, direi!


MARCO: Tutta Bologna? Anche voi sapevate che Cristina mi tradiva e non me lo avete mai detto?

Nessuno dei due risponde.

MARCO: Allora? Lo sapevate?

GIOVANNI: Rispondi (rivolto a Paolo).

PAOLO:Ecco un altro cuor di leone! Non risponder, mi rifiuto.

MARCO: Ricordati il giuramento.

PAOLO:Eh no caro mio. Il patto stabilisce che bisogna sempre dire la verit. Io semplicemente mi rifiuto di rispondere. Tecnicamente, questo non vuol dire mentire.

GIOVANNI: Vedi? A qualcosa serve essere un avvocato di successo!

MARCO: Tecnicamente tecnicamente!! Tecnicamente dici?

GIOVANNI: Ma che gli prende? (rivolto a Paolo).

PAOLO:E lo chiedi a me?


MARCO: Tecnicamente dice!! Tecnicamente!


PAOLO:Si incantato. Lo sapevo che prima o poi avrebbe dato di matto.

MARCO: Tecnicamente!! Io lo odio questo linguaggio da avvocato. Quante cazzo di vite distruggete ogni anno perch tecnicamente c qualcosa che non va? Eh, me lo spieghi? E poi mi fai capire esattamente cosa significa questo applicare la tecnica alla vita della gente? gente vera, sono persone vere. Io sono una persona vera e sono anche tuo amico o almeno in tutti questi anni ho sempre creduto che tu lo fossi

GIOVANNI: Adesso non esageriamo, non dovresti mai nutrire dubbi sulla nostra amicizia. Forse meglio smetterla con questa stupidaggine della sincerit, ok? Capita che gli amici ti dicano delle cavolate e te le dicono proprio perch ti sono amici.

PAOLO:Bravo, proprio cos. Le menzogne proteggono, sono pietose. La verit invece fredda e dura e spietata. Non ci si pu fidare di un amico che non ti dice bugie.

MARCO: Cazzate!!! comodo per te dirlo visto che non sei tu quello di cui si parla. A quanto pare devo fare i conti con una vita di bugie pietose. Pietose Non la voglio la vostra piet, voglio la vostra sincerit. Anche a costo di essere spietati e poi siete vincolati dal patto!


GIOVANNI: Ancora con questa storia del patto? Basta, non ci sto pi, mi tiro fuori (recita la battuta sbadigliando).

PAOLO:Anche io, sono stanco di questo gioco.

MARCO: Non potete

PAOLO:Che vuoi dire? Non puoi costringerci.

MARCO: Io no, Aruj s.

Paolo e Giovanni scoppiano a ridere. Paolo accenna un balletto tribale.

PAOLO:Che stronzate!! Da quando hai cominciato a credere a queste cazzate?

MARCO: Non mi credete?

GIOVANNI: Marco sei uno stimato psicologo, non puoi dire una stupidaggine del genere.

MARCO:(Rivolgendosi a Paolo) Guardami negli occhi: sei andato aletto con Cristina? E non rifiutarti di rispondere perch sarebbe solo una conferma.


PAOLO:(Guardando negli occhi Marco) Non sono andato a lettocon tua moglie ma ma si abbassata di nuovo la luce?

MARCO: No. Ti senti strano? Siediti sul divano

GIOVANNI: Che ti succede? Forse hai bevuto troppo

PAOLO:Non lo so, vedo tutto sfocato

MARCO: Non vedi pi come prima perch sei un bugiardo

PAOLO:Ma non rompere le scatole con queste stupidaggini

MARCO: Scatole? Stupidaggini? Ancora non hai capito?

PAOLO:Che ca che ca che cavolo succede?

MARCO:(Ridendo) Sei uno stronzo bugiardo, ecco cosa succede,ma questo lo sapevo gi. Giovanni prova a dargli i tuoi occhiali.

GIOVANNI: Ancora con questa storia? Dai smettila che si sente male piuttosto passami un po dacqua.


MARCO: Non gli serve.


GIOVANNI: No, per me, ho la bocca completamente impastata.

PAOLO:(Risoluto) Dammi i tuoi occhiali. (Giovanni fa un passo indietro) Dammi quei ca quei cavolo di occhiali,adesso!!!!

Giovanni gli passa gli occhiali. Paolo li infila e si avvicina a Marco.

PAOLO:Che storia ? Cosa ci hai fatto? Hai messo qualcosa nella vodka?

MARCO:Io non ho fatto niente, avete fatto tutto da soli. Avete accettato il patto in presenza di Aruj. Tutto qui.

GIOVANNI: Smettila, piuttosto carichiamolo in macchina e portiamolo in ospedale.

PAOLO:E cosa gli diciamo? Che adesso vedo bene coi tuoi occhiali e non riesco pi a dire parolacce? Mi sono trasformato in te, non capisci?

GIOVANNI: Ancora non ci credo. Ok, ci penso io: dimmi qual il D.P.R. che stabilisce le aliquote IVA.


PAOLO:Il 633 del 72.


GIOVANNI e PAOLO: (Si buttano a sedere sul divano in sincrono) Oh cavolo!!

Paolo guarda terrorizzato Giovanni e si allontana di scatto.

MARCO: Cominciate a capire, vero? Cominciate a credere. Anche a me ha fatto questo effetto la prima volta che lho visto accadere.

Paolo si dirige verso la bottiglia vuota e la annusa, poi va verso Marco e lo prende per il bavero.

PAOLO:Toglimi questa roba di dosso ca ca cavolo.

MARCO: Potresti provare a dire la verit. Sei andato a letto con Cristina?

PAOLO:S, s sono andato a letto con Cristina, cazzo!!!

Paolo lancia gli occhiali a Giovanni.

MARCO: Quante volte?

PAOLO:Tre volte (va a sbattere contro un mobile) cinque, cinque volte (inciampa contro il divano) sette, quindici volte ca-zzo!!! (rivolto a Giovanni) Ma sei completamente cieco!!


MARCO: Quando cominciata?

PAOLO:Un anno fa ca cazzo!!

MARCO: Sei uno stronzo! Io mi fidavo di te.

GIOVANNI: A quanto pare sbagliavi.

PAOLO:Stai zitto tu.

MARCO: Lavete fatto a casa mia? Sul mio letto?

PAOLO:No, mai!

Giovanni gli passa gli occhiali.

PAOLO:Ti diverti, vero? Ti stai divertendo come un matto, ma verr anche il tuo turno

MARCO: Allora?

PAOLO:S, porca puttana!! Labbiamo fatto nel tuo letto e in cucina e nella doccia e sul divano! E adesso basta. Comincia a girarmi la testa.


GIOVANNI: Anche a me mi sento strano (si siede sul divano e si


addormenta).

MARCO: Comincia a fare effetto

PAOLO:Cosa?

MARCO: Quello che ho messo nella vodka.

PAOLO:Ma tu sei completamente completamente impazzito (prendendo Marco per il bavero).

MARCO:(Si libera facilmente dalla presa di Paolo e lo aiuta a appoggiarsi al divano) Non preoccuparti, adesso dormi,dormi

Marco appoggia il suo bicchiere ancora pieno sul tavolo e si siede in mezzo ai due amici addormentati. Le luci si abbassano e si sente la risata di Marco che continua fino alla chiusura del sipario.


SECONDO ATTO

Allapertura del sipario, solo il dio Aruj illuminato. La scena in penombra e in sottofondo si sente musica brasiliana. Man mano che le luci si alzano la scena si schiarisce. Al centro del palco, Paolo legato a una sedia; Giovanni sdraiato sul divano con le mani legate; entrambi sono imbavagliati.

Marco seduto in disparte e sta pulendo una pistola, canticchia la musica che abbiamo sentito durante lapertura del sipario.

Pian piano Giovanni si riprende e si tira su a sedere. Dalla sua postazione, riesce a vedere Paolo legato alla sedia ma non Marco. Quando si schiarisce le idee, si guarda intorno e comincia a farfugliare qualcosa attraverso il bavaglio. Non si capisce niente. Il farfugliamento di Giovanni diventa sempre pi forte e insistente, tanto che un po alla volta Paolo si sveglia; la sua posizione troppo avanzata e quindi non riesce a vedere n Marco, n Giovanni. Dal bavaglio, si riesce a capire a malapena cosa dicono.


GIOVANNI: Paolo, Paolo sei vivo? Paolo! PAOLO!! PAOLOOOO!!

PAOLO:Che cazzo succede qui Giovanni

GIOVANNI: Grazie a Dio!! Paolo

PAOLO:Giovanni

GIOVANNI: Paolo

PAOLO:Giovanni

GIOVANNI: Paolo

MARCO: Paolo Giovanni (imitandoli) Siete sempre stati noiosi!!!

PAOLO e GIOVANNI: Stronzo!!!

PAOLO:Dove cazzo sei? Che cazzo stai combinando?

MARCO:(Spostandosi al centro del palco) Zitti o vi faccio stare zittiio!

GIOVANNI: Che stai facendo? Liberaci, sei impazzito?

Marco punta la pistola alla testa di Paolo.


MARCO: Ti ho detto di stare zitto.

GIOVANNI: Devi liberarci. Liberaci!

MARCO: Digli di stare zitto o ti sparo!

Marco mette anche laltra mano sotto la pistola, sembra pronto a sparare.

PAOLO:(Girato il pi possibile verso Giovanni) Zitto cazzo, staizitto!!

Giovanni capisce finalmente cosa sta succedendo e si zittisce.

MARCO: Bene, finalmente ho ottenuto la vostra attenzione. Ho aspettato questo momento per molto tempo, sapete? Ma bisogna saper aspettare, essere pazienti, prepararsi bene.

Vi starete chiedendo perch siete qui, vero? Ve lo spiegher ma ogni cosa a suo tempo, tanto non abbiamo nessuna fretta. Grazie a Giovanni siamo nel bel mezzo del nulla. Paolo solo e quindi nessuno si preoccuper della sua assenza. Il problema sar Francesca, apprensiva com, tra un po comincer a chiamarti per sapere dove sei


GIOVANNI: Fammi chiamare Francesca

PAOLO:(Si gira come prima) ZITTO!!

MARCO: Bravo Paolo, lo sapevo che avresti capito subito la situazione. Con Giovanni sempre pi difficile ma lui solo un effetto collaterale e poi avevo bisogno di un testimone. La vera preda sei tu, ma questo lo sai gi. Sapevo tutto di Cristina, tutto. E lo sapevo da tanto tempo ma non mimportava e sapete perch? Perch non la amavo, e gi da tanto tempo. Pochi mesi dopo il matrimonio mi sono accorto che non provavo pi niente e avevo la sensazione che anche per lei fosse lo stesso, ma tutto scorreva cos tranquillamente, senza scossoni. La baciavo prima di uscire di casa, lei mi baciava al mio rientro e mi chiedeva come era andata la giornata. Naturalmente, tutte le sere prima di chiudere gli occhi mi chiedevo se non fosse il caso di finirla l tanto sono sicuro che se le avessi chiesto il divorzio non avrebbe fatto una piega. Ma la mattina al risveglio, trovavo il caff, lei mi accompagnava alla porta per salutarmi, la baciavo, le dicevo ciao e tutto mi sembrava cos calmo e tranquillo e giusto ecco, giusto. Questa la parola chiave. Il nostro rapporto in un certo senso era: giusto.

Un giorno cercando le pantofole, sotto il letto ho trovato un portafogli e non era il mio. Non conoscevo il tizio che laveva perso, la faccia non mi diceva assolutamente


niente. Ero l, scalzo, con la patente di questuomo in mano e non ho sentito assolutamente niente, niente gelosia, niente rabbia niente di niente e cos ho preso una decisione. Ho rimesso il portafogli dovera, ho infilato le pantofole e sono andato a tavola. Cristina mi stava aspettando, mi ha versato il vino, mi ha sorriso. Aveva la stessa faccia di sempre e allora ho capito che non era la prima volta, solo che quella volta in particolare il tizio era stato semplicemente sfortunato di sicuro ce nerano stati altri e anche quando sono arrivato a questa conclusione, non ho sentito niente, n rabbia, n gelosia, niente! Strano, vero? Lho guardata, lei mi ha guardato e mi ha sorriso di nuovo. Erano mesi che non facevamo lamore e non labbiamo pi fatto in questi dieci anni quindi era normale e anche giusto che lei si trovasse qualcun altro. Era sano, riuscite a capirmi? Un bacio la mattina, un bacio la sera al ritorno, le mie chiacchiere sul lavoro, le sue sulla sua giornata, spesso le serate fuori con gli amici, le cene in casa ma quelle le conoscete anche voi. Donna brillante mia moglie, vero? Ottima cuoca, no?

(Rivolto a Paolo) A letto comera? Era brava? Sai io lhodimenticato

Il mio migliore amico, cazzo!!! Il mio testimone di nozze La prima ubriacata le prime ragazze A quanto pare abbiamo condiviso tutto nella vita Proprio tutto.


Paolo si contorce sulla sedia e fa un segno con la testa a Marco come se chiedesse il permesso di parlare.

MARCO: Vuoi dirmi qualcosa? (gli abbassa il bavaglio, liberandogli la bocca).

PAOLO:Scusami.

MARCO: Tutto qui?

PAOLO:Scusami.

Marco gli rimette il bavaglio con rabbia.

MARCO: Vaffanculo!! Chiss quante risate vi siete fatti alle mie spalle. Quanto avranno sparlato tutti, quanti racconti piccanti su mia moglie e battute sulle mie corna in questi anni ma sai una cosa? Non me ne fregava un cazzo, perch di tutta quella gente non me ne frega un cazzo. Erano estranei con cui non avevo nessuna voglia di dividere il mio tempo. Come potevano importarmi le loro opinioni su di me? Pensi ancora che io sia un vigliacco per aver chiuso gli occhi? Non erano chiusi, Paolo. Erano spalancati, cazzo. Spalancati. Non so se ci voglia coraggio per andare avanti in mezzo a tutte quelle voci, quei sorrisi. Di sicuro ci vuole forza.

Poi arrivata quella stupida cena (toglie il bavaglio a Paolo)


Raccontala tu a Giovanni.

PAOLO:Immagino che tu ti riferisca alla cena a casa tua, quella dove ho portato quella ragazza francese non mi viene il nome

GIOVANNI: Amelie!

PAOLO:Memoria da ragioniere grazie.

GIOVANNI: Prego.

PAOLO:Perch non togli il bavaglio anche a lui?

GIOVANNI: s, ti prego.

MARCO: Ho unaltra idea. Prima di andare avanti devi fare una cosa per me.

PAOLO:Cosa?

MARCO: Devi chiamare Cristina e dirle di venire qui.

PAOLO:Non lo far, non la metter in pericolo.

MARCO: lo farai, lo farai... Ho tutta la notte e un sacco di rabbia. Ho attrezzi e ho cose... cose molto divertenti


GIOVANNI: Sei impazzito! Liberaci subito!!

PAOLO:Giovanni ha ragione, tu hai un problema, devi farti aiutare.

MARCO: Io? Un problema? Guardati intorno. Lunico a non avere problemi in questa stanza, sono io. Anzi siamo in due: io e Aruj. Ti consiglio di fare quella telefonata.

PAOLO:Cosa le farai?

MARCO: A Cristina? Niente. Non ho niente da rimproverarle. per una questione di completezza. Manca un personaggio, tutto qui.

PAOLO: il tuo spettacolo, no? Ok liberami le mani e la chiamo.

MARCO: Non se ne parla (prende il telefono di Paolo, compone il numero della moglie e glielo appoggia allorecchio).

PAOLO:Cristina? Ciao s certo (ride) Cristina s, s (ride) ascolta no, questo no (ride guardando Marco), Cri ma va certo che s ascolta ascoltami, poi ne parliamo da vicino ti ricordi la casa di Giovanni in campagna? S, il tugurio


GIOVANNI: Insomma (Marco gli punta la pistola e gli fa cenno di


stare zitto).

PAOLO:Niente, sar stato un cane fuori un quarto dora? Ok va bene. Sbrigati... s, certo s, ciao anchio

MARCO: Sempre stata una chiacchierona mia moglie, vero? Dove eravamo rimasti?

GIOVANNI: Amelie

MARCO: Grazie. Allora? La racconti tu?

PAOLO: Io sono arrivato che ero gi mezzo ubriaco. Avevo rimorchiato quella ragazza francese

GIOVANNI: Amelie.

PAOLO:S, abbiamo capito. Avevo rimorchiato Amelie, cos non rompi pi i coglioni, e a tavola ho cominciato a parlare a vanvera e mi ricordo di aver confuso un paio di volte il nome della franc di Amelie, con quello di Cristina.

MARCO: Esattamente, eri ubriaco marcio ma ti ricordi bene. Continuavi a ammiccare e a fare lo stronzo con tutte e due, confondevi i nomi hai buttato subito il discorso sul sesso dopo un po i tuoi doppi sensi hanno cominciato a mettere tutti in imbarazzo soprattutto Cristina che


continuava a guardarmi come se volesse scusarsi.

PAOLO:Non stato poi cos terribile. Ho combinato di peggio.

MARCO: Certo, fino a quando arrivato il momento di salutarci e invece di prendere per mano Amelie, hai preso per mano Cristina e ti sei diretto verso la macchina. Ne abbiamo riso parecchio quella sera perch eravamo tutti sbronzi ma il mattino dopo e le mattine seguenti e le settimane successive, continuavo a avere questo tarlo che mi rodeva il cervello.

PAOLO:Ma a quellepoca io non andavo ancora a letto con tua moglie. Neanche ci pensavo. Ca volo e lasciami in pace (rivolto a Aruj), non si pu spegnere quel coso? S, lo ammetto, ci avevo pensato qualche volta ma nono mi ero mai spinto oltre.

MARCO: Lo so ed per questo che dopo un po ho lasciato perdere. Non cerano stati altri segnali. Tutto era ritornato come sempre. Per me eri stato solo il solito stronzo inopportuno.

PAOLO:E allora come lhai saputo?


GIOVANNI: Me lo togli questo bavaglio?


PAOLO:Togligli quel bavaglio, non lo sopporto pi!

MARCO: Starai zitto?

GIOVANNI: S.

MARCO: Ok (gli toglie il bavaglio).

GIOVANNI: Posso avere un po dacqua? Ho la bocca completamente impastata.

MARCO: Cominciamo male, eh

GIOVANNI: Ti prego.

PAOLO:Anche per me, grazie (sempre con molta calma).

MARCO: Torno subito. Non fate stronzate.

Marco esce di scena. Giovanni si alza dal divano e a saltelli raggiunge Paolo; gli si piazza davanti e Paolo cerca con i denti di sciogliere il nodo della corda che tiene legate le mani di Giovanni. Le mani sono bloccate allaltezza del pube. Marco e Cristina arrivano quasi contemporaneamente dai due lati della scena. Cristina vede Paolo con la testa tra le gambe di Giovanni. Marco vede la stessa cosa dal lato opposto.


CRISTINA: Ehi avete cominciato senza di me? Porcello, avresti dovuto dirmi che era una cosa di gruppo

I due si girano verso Cristina e Giovanni a saltelli la raggiunge

GIOVANNI: Liberami presto

CRISTINA: Non se ne parla. Se sei stato legato, vuol dire che sei stato cattivo e in questo giochino ti consentito solo guardare (gli passa davanti, lo schiaffeggia sul sedere e gli rimette il bavaglio e lo spinge a sedere sul divano. Poi si avvicina a Paolo) Hai fatto il cattivo anche tu?

PAOLO:Cristina non il momento di giocar

CRISTINA: Zitto! Non ti ho detto che potevi parlare!

Cristina si siede sulle cosce di Paolo e gli rialza il bavaglio.

CRISTINA: Adesso arrivata mammina e rimette subito le cose a posto!!

MARCO: Ciao mammina.

CRISTINA: Ci sei anche tu? Cosa sta succedendo? Perch hai una pistola?


MARCO: Non lo immagini?

CRISTINA: No, per niente. Ho ricevuto una telefonata da Paolo che mi invitava a passare di qua.

PAOLO:(Imbavagliato) Mi ha costretto lui.

CRISTINA: Cosa?

MARCO: Lho costretto io.

Cristina si avvicina a Paolo e gli toglie il bavaglio.

PAOLO:Grazie

GIOVANNI: E io?

Cristina e Paolo guardano Marco. Marco guarda Giovanni e poi gli altri. Gli altri guardano Giovanni e poi Marco.

GIOVANNI: Dai, toglietemi il bavaglio.

Cristina si avvicina e gli libera la bocca.

GIOVANNI: Grazie mille eh alla buon ora ho la bocca completamente impastata


Cristina gli rimette il bavaglio.

GIOVANNI: Dai!!!!

CRISTINA: Starai buono buono?

Giovanni fa di s con la testa. Cristina gli toglie il bavaglio.

CRISTINA: (Si siede con laria quasi annoiata, prende una sigaretta dalla borsa) Cosa stai combinando? Che cos questasceneggiata?

MARCO: Visto i protagonisti, ci puoi arrivare anche da sola.

CRISTINA: Quello che vedo io un gruppo di uomini con problemi da uomini.

PAOLO:Problemi da uomini? Ci ha drogato, ci ha sequestrato, ci ha minacciato, ci ha legato a un giuramento assurdo con un dio amazzonico

CRISTINA: Cosa? La prima parte mi chiara, con la seconda ho qualche problema.

PAOLO:Ci ha fatto giurare di dire sempre la verit sul dio Oba Oba, l.


MARCO: Aruj!!!

CRISTINA: Quel coso ha anche un nome?

GIOVANNI: Ti prego non offendere Aruj, tu non hai idea!

CRISTINA: Insomma smettetela e spiegatemi cosa sta succedendo.

GIOVANNI: Aiutavamo Marco con il trasloco. Abbiamo fatto un giuramento davanti al dio amazzonico. Abbiamo bevuto per suggellare il patto. Paolo ha mentito sulla vostra relazione e si trasformato in me. Marco ha messo qualcosa nella vodka e ci siamo addormentati. Ci siamo svegliati legati e imbavagliati. Sei arrivata tu.

CRISTINA: Proprio il ragioniere doveva spiegarmelo?

MARCO: Beh, un po stringato ma in fin dei conti proprio cos.

CRISTINA: E poi di quale relazione parli?

MARCO: Vuoi mentire anche tu? inutile, lo so che scopavi con Paolo.

CRISTINA: E chi lo nega? Io e Paolo abbiamo scopato vero ma non c stata nessuna relazione.


PAOLO:Vero, assolutamente vero.

MARCO: State cercando di confondermi?

CRISTINA: Qui lunico che sta confondendo le cose sei tu! Io e Paolo ci siamo divertiti qualche volta, tutto qui. Una relazione unaltra cosa.

MARCO: Non cambia niente!!! Cazzo, voi due mi avete tradito.

Avete tradito la mia fiducia.

PAOLO:Ma porca puttana, si scopata met dei componenti del tuo studio e tu te la prendi per la nostra avventura.

CRISTINA: Otto su venti non la met!

GIOVANNI: In effetti il 40%.

CRISTINA: Grazie Giovanni.

GIOVANNI: Figurati.

Marco spara un colpo di pistola verso il soffitto.

MARCO: Avete finito con queste stronzate? Ho sempre saputo che eri una troia!


CRISTINA: (Ride) Una troia? Voi uomini siete cos semplici. Purtroppo questa cosa ci fa incazzare perch altrimenti ci fareste un sacco di tenerezza. Avete un pensiero assolutamente lineare perch avete un cervello che assolutamente pigro. Etichettate le persone in modo sbrigativo, come se fossero delle cose. Evitate le sfumature; noi troviamo che arricchiscano, voi le trovate solo noiose. Pensate che siano una cosa che distrae dallobiettivo. Siete dei maniaci del controllo, e pensate che questo sia un sintomo di forza ma non avete capito proprio niente. Ci chiamate troie perch facile e risolve tutti i vostri problemi. Sono secoli che usate il sesso per tenerci sotto controllo e quando incontrate una donna libera ne siete cos spaventati che dovete subito sbrigarvi a etichettarla e a farlo nel modo pi stupido e offensivo possibile. Cos diventiamo le troie, le zoccole, le puttane di cui parlare agli amici, di cui vantarsi al bar quando siete abbastanza fortunati da essere venuti a letto con noi e siamo invece le troie da additare e denigrare quando invece vi diciamo di no o vi diciamo basta. stancante, sapete? E anche molto molto noioso. Ed brutto soprattutto quando a pensarla cos luomo con cui dividi la vita. Cosa ti preso? Mi ricordo esattamente il giorno in cui hai capito che andavo a letto con altri uomini e sai perch? Perch quel portafogli sotto il letto lavevo lasciato io!! Ero stanca e volevo sapere che razza di


uomo avevo sposato. Tu sei arrivato in cucina, io ti ho sorriso e tu hai risposto con un sorriso e mi hai raccontato della tua giornata allo studio e della tua stanchezza, solo di quello.

Erano mesi che non mi toccavi pi. stato bello vivere con te in questi anni, sapere che sapevi e sapere anche che non ti importava niente a parte stare con me e parlare con me e dormire con me ma mi sono sempre chiesta una cosa: perch non hai fatto pi lamore con me?

MARCO: Perch il sesso ha smesso di interessarmi quando ho cominciato a lavorare. Era lunica preoccupazione di tutti i miei pazienti. Ho scoperto che la cosa che rovina tutto, che distrugge tutto. Volevo una cosa diversa, volevo una donna che mi stesse accanto. Che condividesse con me la vita, non il letto. E poi mi hai tradito!!!!

CRISTINA: Ti ho tradito? Perch sono andata a letto con Paolo?

Sicuro che ti riferisci al mio tradimento e non al suo?

PAOLO:Non diciamo stronzate! Eravamo in due e tu mi sei saltata addosso.

CRISTINA: Certo ma tu non hai fatto niente per evitarlo.

PAOLO:Se tu non avessi fatto la prima mossa io non avrei avuto niente da evitare.


Mentre i due continuano a rinfacciarsi le reciproche responsabilit Marco che parte con un volume basso, continua a alzare la voce fino a urlare.

MARCO: Smettetela

CRISTINA: Ma la volta successiva mi hai cercato tu!!

MARCO: Smettetela

PAOLO:Mi hai sempre risposto di s.

MARCO: Smettetela

CRISTINA: Non puoi darmi la colpa di questa cosa.

MARCO: Smettetela!! Smettetela!! SMETTETELA!!!

Marco si avvicina alla sedia su cui legato Paolo e lo scuote continuando a urlare. Quando si sposta, Paolo ha la testa calata e gli occhi chiusi. Si sente male.

CRISTINA: svenuto!! Bisogna slegarlo. Marco bisogna slegarlo cos non riesce a respirare.


MARCO: Va bene, slegalo dalla sedia ma lasciagli le mani legate.


(Poi si rivolge a Giovanni) Tu, dalle una mano!

Cristina slega Paolo, gli sbottona la camicia e lo aiuta a sedersi sul divano.

CRISTINA: Stai bene? Vuoi dellacqua?

GIOVANNI: Io, io vorrei dellacqua, ho la bocca completamente impastata.

PAOLO:E che palle!!! Tu ce lhai sempre la bocca impastata.

GIOVANNI: Che c? Adesso sono diventato prigioniero pure tuo?

PAOLO: stata tutta colpa mia Marco, Cristina non centra niente. Ho approfittato dei suoi dubbi e del momento propizio. solo colpa mia, non sono riuscito a resistere. Devi perdonarmi, devi perdonarci.

MARCO: Perdonarti? Beh certo, tanto tu ci sei abituato, no?

PAOLO:A cosa? Che intendi?

MARCO: Tu appartieni alla razza degli uomini fatto cos. Gli uomini a cui tutto permesso perch: che ci vuoi fare fatto cos. Tutto vi perdonato, no? Tutto viene presto dimenticato perch tanto fatto cos. Giovanni cosa mi


hai detto quando Paolo, completamente ubriaco, ha rovinato la festa per il tuo decimo anniversario?

GIOVANNI: fatto cos

MARCO: E tu Cristina? Quando ti ha fatto fare quella figura di merda per strada col tuo capo? Cosa mi hai detto? Non colpa sua

CRISTINA: fatto cos ma vero: fatto cos. Le persone, soprattutto gli amici, vanno prese cos come sono, con tutti i loro pregi e difetti. Si tratta di un pacchetto completo, non puoi fare una scelta.

MARCO: Non cos cazzo!!! Non si pu perdonare sempre!! troppo facile. E noi? Eh, come siamo fatti noi? Lo sai brutto stronzo come siamo fatti noi? No, no che non lo sai. Noi siamo qui a riparare le tue cazzate, a mettere insieme i cocci. Tu hai il permesso di restare bambino in eterno tanto quelli che hanno scelto di diventare adulti come noi, continueranno in eterno a pararti il culo!!

GIOVANNI: Questo vero

PAOLO:Stai zitto tu!!


GIOVANNI: (In un crescendo di incazzatura) E perch dovrei stare


zitto eh? Per quale motivo. A quale categoria appartengo io? Ai succubi, cos che mi vedete, vero? Dominato dal capo, sottomesso dalla moglie, prigioniero degli amici Anche io ho dovuto aggiustare le tue stupidaggini, anche io mi sono fatto carico dei risultati degli scherzi idioti e anche io, per colpa tua, mi ritrovo legato nella mia casa di campagna.

PAOLO:Per colpa mia?

GIOVANNI: S, per colpa tua (meno convinto)

PAOLO:Per colpa mia, sicuro ragioniere?

GIOVANNI: Finiscila (dimesso)

CRISTINA: Adesso ora di finirla, ok? Tu Paolo, sta zitto! e tu Giovanni, sarai pure diventato adulto ma hai la spina dorsale di un bambino di tre anni.

GIOVANNI: Finiscila anche tu, lasciatemi in pace

MARCO: Che cos tutto questo teatrino? Ho la sensazione di essermi perso qualche cosa.

CRISTINA, PAOLO e GIOVANNI: Niente no, niente lascia stare


MARCO: Questa non la serata adatta per lasciar stare. Questa la serata giusta per tirare fuori tutto. (Rivolto a Giovanni) Hai qualcosa da dirmi?

GIOVANNI: No

MARCO: Hai qualcosa da confessarmi? Hai un segreto con me?

GIOVANNI: No, non ho nessun segreto.

MARCO: Beh, se la verit non hai nulla di cui preoccuparti (si avvicina a Giovanni e gli prende il cellulare dalla tasca).

GIOVANNI: Che fai?

MARCO: Chiamo Francesca, se hai detto la verit, non ci sar nessun problema.

PAOLO:(Ridendo) Addio Francesca!!

Marco mette il telefono in viva voce e fa il numero di Francesca. Si sente il messaggio: Siamo spiacenti ma il numero da lei

chiamato inesistente.


GIOVANNI: Avrai sbagliato numero.


MARCO: Fallo tu allora (gli mette il telefono su una gamba e come un contorsionista Giovanni compone il numero. Si sente di nuovo lo stesso messaggio. Giovanni preso dal panico fa di nuovo il numero, ancora lo stesso messaggio. Paolo continua a ridere) A quanto pare il nostro ragioniere ha unsegreto (gli porta via il telefono)

GIOVANNI: S, ho un segreto, ce lho, ho un segreto, ok? Fammi riprovare, fammi richiamare!!!!

MARCO: inutile, non ti preoccupare, adesso la tua Francesca risponderebbe. Lo sai che Aruj rimette subito a posto le cose.

PAOLO:Ah s, te lo assicuro!

MARCO:(Si siede accanto a Giovanni e gli appoggia un braccio sulla spalla) Vogliamo parlare di questo segreto?

CRISTINA: Siete dei bambini! Pensavo di avere a che fare con degli uomini. Credete davvero a queste stronzate? Credete davvero che quel coso orribile, quellalbero di natale amazzonico del cazzo, abbia dei poteri?

PAOLO:Lascia perdere Cristina, tu non sai che cosa ho passato.


MARCO:(Agitando la pistola) Smettetela, subito!! (Ottiene il


silenzio voluto e si rivolge a Giovanni) Allora? Coshai dadirmi?

GIOVANNI: Sono Sono andato Sono andato a letto con Cristina

Marco si rialza incredulo. Indietreggia, li guarda tutti e tre.

MARCO: Cazzo! Cazzo! Cazzo cazzo cazzo!!!!

GIOVANNI: successo una sola volta, lo giuro!! Non volevo.

MARCO:(Rivolto a Cristina) Me lo dici tu cosa successo?

CRISTINA: stato un errore, Marco. Non era stato preventivato.

MARCO: Non me ne frega un cazzo, voglio sapere cosa successo!!!

CRISTINA: Daccordo, te lo spiego io cosa successo. Un pomeriggio, qualche mese fa, tu eri al lavoro e io ero sola a casa. Giovanni aveva litigato con Francesca e cercava te. Lho fatto entrare in casa, era sconvolto Non so cosa mi preso, forse un istinto di protezione


MARCO: Un istinto di protezione? Un istinto da zoccola vorrai dire!!!


CRISTINA: Era sconvolto, cosa avrei dovuto fare? quando sono in quello stato sono cos vulnerabili, disponibili

PAOLO:Vero? Lo penso anchio.

MARCO: Continua!!!

CRISTINA: Ma cosa vuoi che ti racconti? I particolari? Quelli te li risparmio.

GIOVANNI: stata cos gentile, mi abbracciava, mi ha accarezzato e poi successo. stato bello

CRISTINA: (Ridendo) stato bello? Ma dai!!! stato terribile. Non mi sono mai annoiata tanto in vita mia. Mi sono pentita un attimo dopo aver cominciato ma oramai era troppo tardi!!

GIOVANNI: Ma cosa dici?

CRISTINA: Dico che sei patetico Giovanni, lo sei sempre stato. Sei la classica vittima!!

GIOVANNI: Smettila

CRISTINA: Ma guardati, chi cazzo vuoi che venga a letto con te se non perch gli fai pena!! Quando penso a quella povera donna di Francesca non posso fare a meno di chiedermi


come faccia a stare con uno cos insulso

GIOVANNI: Smettila per favore

CRISTINA: E io dovrei essere messa in croce per una cosa cos? Vuoi processarmi? Ok va bene. Fallo per quello che c stato con Paolo, lui s che ci sa fare ma non tirare fuori questo smidollato, non mi crocifiggere perch ho fatto unopera di bene, perch mi sono sacrificata

GIOVANNI: Smettila!! Smettila!! SMETTILA!!!!!

CRISTINA: Perch altrimenti cosa fai? Sei nato senza palle Giovanni e anche il resto lascia molto a des

GIOVANNI: (Salta addosso a Cristina e le mette le mani al collo) Smettila!! Smettila!! Smettila!!!

PAOLO:(Cerca di tirarlo via) Basta Giovanni, cos lammazzi!!!

Marco aiutami!!!

GIOVANNI: Smettila!!!!! (Cristina smette di dibattersi. Giovanni la lascia andare)

PAOLO:(Controllando il battito di Cristina) Che cazzo hai fatto!!! morta, lhai uccisa.


Giovanni ha lo sguardo perso nel vuoto. Marco seduto al tavolo con le mani nei capelli.

PAOLO:Ma cosa sta succedendo? Come siamo arrivati a questo? Voi siete dei pazzi. Marco liberami le mani, finiamola con questa follia. Voglio andarmene.

MARCO: Da qui non se ne va nessuno. Da questa casa non esce nessuno.

Paolo salta addosso a Marco e cerca di prendergli la pistola.

Marco riesce a allontanarsi e gli punta larma.

MARCO: Siediti, siediti subito!!

PAOLO:Cosa vuoi fare? Vuoi ucciderci tutti?

MARCO: Perch no, non pensi che sarebbe il giusto finale?

PAOLO:(Rivolto a Giovanni) Svegliati, questo vuole ucciderci!!Non hai intenzione di fare niente?

MARCO: In realt ha fatto molto pi del necessario. Sai come ho scoperto che Cristina era venuta a letto con te? Un giorno allo studio mi arrivata una telefonata da un numero privato. Pensavo fosse uno dei miei pazienti e quindi ho risposto. Luomo dallaltro lato mi ha detto solo il tuo


migliore amico va a letto con tua moglie e poi hariattaccato. Non potevo crederci. Da quel momento cominciato il mio inferno in terra. Poi mi sono ricordato di Ernesto? Te lo ricordi? un pezzo grosso della Tim adesso, gli ho chiesto di controllare quella telefonata e lui

riuscito a darmi in via confidenziale il numero di telefono da cui era partita. C bisogno che ti dica di chi era quel telefono?

PAOLO:(Rivolto a Giovanni) TU!!!! Tutto questo casino successosolo per colpa tua!!! Brutto cazzone che non sei altro!! Perch? Mi spieghi il perch?

GIOVANNI: Perch Cristina non mi voleva pi dopo quella volta avevo provato a chiamarla, a mandarle dei messaggi, ma lei non rispondeva. Le volte che ci siamo trovati a cena tutti insieme faceva sempre in modo di non restare da sola con me e invece continuava a starti intorno e a toccarti e a ridere delle tue battute sceme e della tua volgarit prima, quando mi hai confidato di essere andato a letto con Cristina, stavo per scoppiare a ridere. Era da un pezzo che lo sapevo e che soffrivo. Non potevo sopportarlo. Guardavo Marco e guardavo voi e non potevo sopportarlo. Cos lho chiamato e lo rifarei ancora!!!!


PAOLO:Tu sei pazzo!! Hai rovinato la vita a tutti. (Rivolto a Marco)


Tu vuoi ammazzarci tutti? Ok ti do una mano. Dammi la pistola, gli sparo io a quello stronzo.

MARCO: Sicuro? Vuoi sparargli tu? Stai dicendo la verit?

PAOLO:Certo che gli sparo!!

Paolo allunga la mano e prende la pistola che gli passa Marco. Si gira verso il divano ma poi gira velocemente su se stesso e spara verso Marco ma lo manca. Marco corre verso il divano. Paolo continua a sparare e a mancarlo perch avendo mentito, non vede. Alla fine spara verso il divano e colpisce Giovanni.

GIOVANNI: Cazzo!!!

Paolo lascia cadere la pistola e si accascia sul pavimento.

PAOLO:Che cavolo ho fatto.

Marco toglie gli occhiali a Giovanni, li porta a Paolo e raccoglie la pistola dal pavimento.

MARCO: Ti sei scordato del giuramento.

PAOLO:Non me ne ero scordato, sapevo che non avrei visto pi niente ma tu eri cos vicino non avevo nessuna


intenzione di sparare a Giovanni, non lavrei mai fatto (butta via gli occhiali che non si era messo).

MARCO: Non ti preoccupare non ci sei andato lontano

Paolo guarda Marco che si seduto sul divano in mezzo ai cadaveri di Giovanni e Cristina. Una macchia rossa si allarga sulla camicia, sta morendo.

PAOLO:E tutto questo per una donna

MARCO: Tutto questo per lamore e lamicizia

PAOLO:Ne valsa la pena? Rispondi cazzo, ne valsa la pena? RISPONDI!!! (continua a scuoterlo ma troppo tardi, morto)

Sulle urla di Paolo le luci si abbassano, la musica si alza pian piano. Nel buio restano solo le luci di Aruj. Paolo si butta in ginocchio davanti al dio e lo supplica.

PAOLO:Ti prego Aruj, ti prego, facci tornare indietro. Cambier, diventer un altro uomo, metter tutto a posto. (Urlando) LO GIURO!!!! LO GIURO CAZZO!!!!


La musica si ferma, e comincia a andare al contrario. Le luci si spengono e si accende una luce stroboscopica; Paolo


comincia a camminare al contrario come un nastro che si riavvolge. Dopo un po si rialzano anche gli altri e continuano a camminare al contrario fino a arrivare alla scena del brindisi.

Le luci si spengono, tutte.

FINE (grazie a Aruj)

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