NINOTCHKA

di Marc Gilbert Sauvajon e Melchior Lengyel

Traduzione e adattamento di Luigi Lunari

Personaggi:

NINA YAKUSOVA, commissario del popolo

LEONE LE ROI, avvocato

FIODOR SERGHIEIEVIC IVANOV, emissario russo

SERGHIEI FIODOROVIC BRANKOV, emissario russo

UN CAMERIERE

MADAME COPPELIA, manager di un atelier di alta sartoria

CECILE, sua assistente

LA PRINCIPESSA STEFANIA

DIMITRI ALEXANDROVIC KRASNOV, commissario del popolo

Scena:

Un salotto in una suite di un grande albergo di Parigi. Una porta conduce al corridoio, unaltra alla camera da letto.


ATTO PRIMO

PRIMO QUADRO

Allalzarsi del sipario, tre uomini sono in scena: Leone, quarantanni, elegante, francese, e Ivanov e Brankov, tra i cinquanta e i sessanta, ineleganti quanto pi tentano di non esserlo, russi dannata. Leone sta sfogliando un lungo e cospicuo documento, gli altri due lo osservano non senza ansia, spiandone le reazioni. Ma Leone poco interessato, sfoglia di malavoglia, lascia cadere il malloppo sul tavolo.

LEONE - Negativo! (I due russi sobbalzano. Reagiscono nervosi, preoccupati)

IVANOV - Come?

BRANKOV - Sct?

LEONE - La risposta no, signori.

IVANOV - Ma Monsieur Le Roi, non possibile.

BRANKOV - Eto nie mojno! Giuridicamente, materialmente, umanamente impossibile.

IVANOV - Largomentazione ineccepibile.

BRANKOV - Opera dei due pi grandi giuristi dellUnione Sovietica che ancora non siano stati epurati.

IVANOV - E poi lei lo ha appena sfogliato

LEONE - Troppo lungo: ottanta cartelle a spazio uno! A questora! Se volete, potete riassumerlo. O meglio ancora: saltare alla conclusione. Ma in fretta, perch ora di pranzo.

BRANKOV - (appoggia calorosamente lidea) Karasci, karasci, questo giusto.

IVANOV - In conclusione, chiediamo che la compagna Stefania riconosca il diritto di propriet dellUnione Sovietica e autorizzi il dissequestro del quadro e il rientro del Raffaello in patria.

BRANKOV - Raffaello russo!

IVANOV - Beh, per lo meno quel quadro.

LEONE - Benissimo.

IVANOV - La sua risposta?

LEONE - La mia risposta occupa molto meno di ottanta cartelle a spazio uno. La mia risposta no!

BRANKOV - In altre parole, lei rifiuta.

LEONE - Non in altre parole: con queste! Anzi, una sola: no!

IVANOV - Le nostre argomentazioni giuridiche?

LEONE - Mi lasciano indifferente.

BRANKOV - Indifferente? Ma che avvocato ?

LEONE - Sono lavvocato della principessa Stefania.

BRANKOV - della compagna Stefania.

LEONE - No, chiedo scusa: qui siamo a Parigi, e lessere compagni o principi una libera scelta. Per chi ne ha la possibilit, naturalmente. Madame Stefania ha scelto di restare principessa.

BRANKOV - Una sporca capitalista.

LEONE - Sporca non direi, capitalista si. Un po. Benestante. (Pausa. Ivanov sospira con tristezza)

IVANOV - Sono molto deluso, signor Le Roi. Veramente triste

LEONE - Mi dispiace! Ma vede, caro Ivanov io credo che noi non abbiamo un identico concetto del diritto di propriet.

IVANOV - La propriet non un diritto.

BRANKOV - un furto!

LEONE - Ecco, vedete? Da voi cos. Da noi, invece, la propriet molto considerata: al punto che pi una persona possiede beni e pi considerata, ammirata, onorata Le cose appartengono a chi se l comperate.

IVANOV - Il Raffaello allora non appartiene alla compagna Stefania. A comperarlo stato il suo trisavolo.

LEONE - E lei lo ha ereditato. Non conoscete il diritto di successione?

BRANKOV - Da noi non esiste.

LEONE - Da noi s.

IVANOV - Immorale! Il danaro non ereditario.

LEONE - Non contagioso, purtroppo: ma ereditario, s.

BRANKOV - Il danaro puah!

LEONE - Ah, s! Ma le cose che si possono comperare col danaro? (Alludendo al loro abbigliamento e poi ad una bottiglia su un tavolino) Questa cravatta, per esempio.

IVANOV - (suo malgrado) Bella, eh?

LEONE - Forse un po vistosa il nodo un po troppo scorsoio comunque molto costosa, senza dubbio.

IVANOV - Me lha regalata lui

BRANKOV - Quando lui mi ha regalato questa

LEONE - E questo champagne? Dono del popolo? O comperato con il danaro puah del popolo? E questa suite?

IVANOV - Siamo stati costretti a prenderlo: lunico con una cassaforte abbastanza grande per il Raffaello

LEONE - Molto previdenti, certo! Ma intanto E le sigaraie che ogni sera vengono a portarvi le sigarette e se ne vanno via la mattina dopo? Non sono tutte cose anche le persone che si acquistano con il danaro puah?

BRANKOV - Monsieur Le Roi, lei sta diventando volgare e offensivo. Adesso so che cosa mi resta da fare! (Si allontana verso il lato opposto della scena e prende da un divano il proprio cappotto, che si infila con aria determinata. Pausa)

IVANOV - Ehm chiedo scusa, monsieur Le Roi devo conferire

LEONE - Prego, prego, tanto io sto per andarmene

IVANOV - No, no, resti ancora un momento. (Si avvicina a Brankov. Concitato colloquio a bassa voce) Che cosa fai, compagno?

BRANKOV - Compagno, vado a far colazione.

IVANOV - Adesso?

BRANKOV - Sono le una e un quarto.

IVANOV - Avevi detto Adesso so quel che mi resta da fare; credevo avessi avuto unidea. E invece vuoi andare a mangiare.

BRANKOV - E non ti pare unidea?

IVANOV - Tirati via il cappotto, compagno: oggi non si mangia.

BRANKOV - Questa sarebbe unidea, compagno?

IVANOV - Questo un ordine, compagno! (Brankov si toglie il cappotto, sospirando, mentre allimprovviso squilla il telefono. Ivanov allapparecchio) All? (Poi, subito, con altro tono, in russo, con apprensione e panico crescenti) Da? Ia tovrish Ivanov Da? Da?! Oh, Bje mi! [Traduzione: S? Sono il compagno Ivanov S? S? Oh, mio Dio!] Sivdnia? Tiepir?! Na Vastoknia stnzia? Da, da, spasba [Oggi? Ora? Nella stanza orientale? S, s, grazie] (Riappende)

BRANKOV - Hu scto? [E allora?]

IVANOV - (lasciandosi cadere su una poltrona, affranto) Eta kaniz! Tovrish Babirski! On skazl scto piezd proscil [Questa la fine! Compagno Babiriski! Lui ha detto che il treno passato] (Appare cos impaurito da non poter procedere: si asciuga il sudore)

LEONE - Scusate, ehm posso capire

IVANOV - (risorgendo) Babiriski, ha telefonato: mezzora fa, allambasciata, un telegramma cifrato da Mosca che sta per arrivare un commissario del popolo a controllare quello che abbiamo fatto! E noi non abbiamo fatto niente! Siamo stati qui tre mesi, in questo albergo e non abbiamo concluso niente.

LEONE - Oh, ma ce lavete messa tutta: avete lavorato, insistito Voi non avete niente da rimproverarvi!

BRANKOV - Monsieur Le Roi, Leone, Leonichka: la Siberia piena di gente che non ha niente da rimproverarsi

IVANOV - Babiriski era gi alla stazione alla Gare de lest. Il treno stava arrivando. Vuol dire che tra dieci minuti il commissario sar qui Bisogna che ci trovi al lavoro Leonichka!

LEONE - Ma la una!

BRANKOV - La una e un quarto, se per questo!

IVANOV - Ah, ma io so cosa mi resta da fare! (Si avvicina al telefono)

BRANKOV - Vuoi farti portane il pranzo qui?

IVANOV - (allapparecchio) Pronto? Direzione? Buongiorno, direttore, qui la suite royale, delegazione sovietica Ecco: vorremmo un piccolo favore. Dobbiamo cambiare appartamento No, no, questo molto bello, perfettamente adeguato, ma No, no, non in un altro appartamento. Una stanza, ci basta una stanza. Anzi: una stanzetta No, non che parta qualcuno. Vorremmo una stanza piccola, molto piccola, la pi piccola Sotto i tetti? Non importa Senza servizi? Benissimo! Niente ascensore? Perfetto! Non importa se c solo una branda, faremo a turno Oh, signor direttore a che cosa servono le finestre quando si serve la patria No, lappartamento reale lo teniamo lo stesso. A nome per del commissario del popolo Il nome non lo sappiamo, ma sar qui a momenti. Lappartamento per lui. Mi raccomando S, un cameriere che ci dia una mano. Grazie. (Riappende. Brankov sta gi raccogliendo vestiti e oggetti per il trasloco. Ivanov si unisce a lui nel lavoro)

LEONE - Signori, vi vedo molto impegnati Io vi lascio.

IVANOV - Monsieur Le Roi

BRANKOV - Leonichka

IVANOV - Lei non pu farci questo, Leonichka: una situazione demergenza

LEONE - Signori, il pranzo una delle mie pi care abitudini. E io ho fame.

IVANOV - Lei non pu avere fame, Leonichka! Ricordati le nostre belle serate a Montmartre Sei tu che ci hai fatto conoscere Parigi Le nostre belle cenette da Chez Maxim

LEONE - Non sono ricordi che mi facciano passare la fame

IVANOV - Si faccia portare su qualcosa da mangiare. Al Grand Hotel fanno da mangiare benissimo

LEONE - Ma possibile che un commissario vi faccia tanta paura?

BRANKOV - Ma non paura, S, paura.

IVANOV - Non il commissario di uno dei vostri libri gialli! un commissario del popolo! Pu spedirci in Siberia quando vuole!

BRANKOV - Vuoi vedere i tuoi amici finire in Siberia? Lo sai come si mangia in Siberia?

LEONE - Perch dovreste finire in Siberia?

IVANOV - Perch la nostra missione fallita, perch dopo tre mesi non siamo riusciti a recuperare il Raffaello.

LEONE - Ma non colpa vostra! Voi, ripeto, avete fatto di tutto! (Nel frattempo entrato un cameriere, che raccoglie i bagagli riuniti da Brankov ed Ivanov; e che poi uscir, assieme a Brankov, per il trasloco)

IVANOV - Noi abbiamo fatto di tutto, ma non bastato. E dunque come se non avessimo fatto niente: il risultato lo stesso. Ci accuseranno di deviazionismo pluto borghese, di sabotaggio, di intendenza col nemico, di parassitismo, di furto ai danni del popolo, per lo champagne, per le cravatte Forse ci impiccheranno: baster stringere di pi questa cravatta. Sai che cos una purga, tu?

LEONE - Beh, s: anche se io sono un orologio.

IVANOV - Non quelle purghe! Quelle che sono le purghe da noi! Quando uno esce di casa alla mattina, e alla sera gi in una fossa comune, oppure in marcia verso la Siberia Basta laccusa di tiepidit E la tiepidit da noi si cura con il freddo.

LEONE - Va bene, va bene. Rimango.

IVANOV - Oh, grazie, fratellino! Dio benedica te, la tua famiglia, tua moglie, i tuoi figli, la vecchia balia

LEONE - Grazie, grazie, ma non sono sposato.

IVANOV - Tutto su di te, allora, compagno Le Roi. Naturalmente puoi telefonare, farti portare da mangiare quel che vuoi

LEONE - Questo s. Ordino anche per voi?

IVANOV - Oh no, per noi no. pi prudente non farci vedere mangiare

LEONE - Siete a Parigi da tre mesi, non ditemi che i commissari del popolo pretendono che stiate tre mesi senza mangiare.

IVANOV - Del pane, allora. Del pane vecchio, meglio se raffermo E un po dacqua di rubinetto.

LEONE - (al telefono) Pronto? Restaurant? Qui la suite royale. Un pranzo, per favore: potage du jour Pollo tartufato: bene. Qualche contorno Un po daragosta? S, perch no. E une poire la belle Helne. Vini Mersault per il pollo, e un Veuve Clicquot demi-sec per laragosta. Grazie (Coglie uno sguardo disperato di Ivanov) Ah, e molto pane S, molto pane e un paio di caraffe dacqua di rubinetto Sa di cloro, lo so, ma non mi dispiace il sapore di cloro. (Riappende. Rientra Brankov: affranto, ha gli occhi pieni di lacrime. Crolla in poltrona, con laria di chi dice ci aspetta 1inferno!)

BRANKOV - Oh, compagno Ivanov, compagno Ivanov!

IVANOV - (come a fargli coraggio) Ho ordinato tanto pane e tanta acqua!

BRANKOV - (con voce rotta) Pane e acqua, s Ormai pane e acqua! (Piange, poi recupera) Compagno Ivanov, ho un terribile sospetto. Il commissario che sta per arrivare Krasnov!

IVANOV - Krasnov?!

BRANKOV - Krasnov!

IVANOV - Krasnov (Un crollo)

LEONE - Chi Krasnov?

IVANOV - Krasnov la belva. il pi terribile dei commissari del popolo. Nessuno lo conosce, nessuno lo ha mai visto in faccia Conferisce direttamente con (Indica lalto)

LEONE - Il padreterno? (Brankov fa segno di no: molto pi in alto)

IVANOV - (traduce) Stalin.

LEONE - E nessuno sa che faccia abbia?

IVANOV - No, ma dove passa lui non cresce pi lerba. (Squilla il telefono. Ivanov nei pressi e risponde) Pronto? Sct? On ne prosciol? Hu eta ni rjna! Da? Da? [Che cosa? Non passato? Allora questa una rovina! S, s] Ti ni uvdiesc Da! I ni snio sct dmat [Non ti meravigliare S! Io non so cosa pensare] Da, tovrish Brankov tut. I monsier Le Roi tje Da. Spasba. [S, il compagno Brankov qui. E il signor Le Roi anche S, grazie]

BRANKOV - E allora?

IVANOV - Era il segretario dambasciata, dalla stazione: non arrivato nessuno.

BRANKOV - Nessuno?

LEONE - Non arrivato?

IVANOV - No.

LEONE - Forse non lha visto, confuso tra la folla

IVANOV - Cera pochissima gente. E poi andiamo! Un commissario del popolo lo si riconosce anche travestito da frate

BRANKOV - Non se fosse Krasnov!

IVANOV - (sgomento) Krasnov?!

BRANKOV - Dimitri Alexandrovic Krasnov! La belva degli Urali.

LEONE - Perch degli Urali?

IVANOV - Lascia perdere, Brankov. un sospetto che mi venuto, che potesse essere Krasnov.

BRANKOV - Comunque non arrivato nessuno. E il prossimo treno domani. Questo significa ventiquattrore di vita!

IVANOV - Ventiquattrore di vita? Ventiquattrore di Parigi! (Si avvicina al telefono, afferra il ricevitore)

BRANKOV - Che cosa fai?

IVANOV - Lei, monsieur Le Roi, aveva ordinato per uno, vero?

LEONE - Beh S con molto pane.

IVANOV - Pronto? Restaurant? Quellordinazione per la suite royale, sil vous plait Moltiplichi per (Copre il ricevitore: a Brankov) Tu hai fame?

BRANKOV - Fame?!

IVANOY - (al telefono) Moltiplichi per tre S, s, tre: tre persone in buona salute e con molto appetito. E non occorre molto pane. E aggiunga piuttosto due bottiglie di Meursault (Un cenno di Brankov) e due di Pommard.

LEONE - Meursault e Pommard! Per! Vedo che cominciate ad intendervene.

IVANOV - (ha nel frattempo riagganciato) Potrebbe essere il nostro ultimo pasto a Parigi. Che almeno sia allaltezza (Ma subito squilla il telefono. Brankov a tiro e risponde)

BRANKOV - S? Il compagno Ivanov qui Come? Un momento. (Copre il ricevitore. A Ivanov) il portiere. C nella hall una donna, una russa, che chiede di te

IVANOV - Chi ?

BRANKOV - Ha detto che molto malvestita

IVANOV - Che cosa vuoi che me ne faccia di una russa malvestita?

BRANKOV - Insegnale a vestirsi. Ah, ah, ah! (Un clima di allegra euforia ha preso i due russi)

IVANOV - Falle dire che sono occupato.

BRANKOV - (al telefono) Monsieur Ivanov si scusa, ma in riunione. Comunque, se per una qualche richiesta di aiuto, dica di rivolgersi allambasciata Grazie. (Riappende) Da quando hanno scoperto che c una delegazione russa al Grand Hotel, c sempre qualche accattone che tenta di scroccare qualcosa

LEONE - (guarda lorologio) Comunque, se non occorre pi fingere di essere al lavoro, io chiederei il permesso di andarmene. Alle cinque devo essere in tribunale e in realt avevo gi un mezzo impegno per la colazione

BRANKOV - Un impegno galante, eh?

IVANOV - Donne, eh?

BRANKOV - Ma monsieur Le Roi, ha gi ordinato il pranzo

LEONE - Potete telefonare e dire di moltiplicare per due invece che per tre.

IVANOV - Mi dispiace, ma certo di fronte a un impegno galante (Si avvicina al telefono)

BRANKOV - No, no, lascia stare, compagno Ivanov. Dove c da mangiare per tre, c da mangiare anche per due.

LEONE - Simpatico. Che cos: un proverbio russo?

BRANKOV - Credo sia un proverbio italiano.

LEONE - (accomiatandosi) Beh, signori (Ma il telefono squilla di nuovo. Brankov risponde un po seccato)

BRANKOV - Pronto! Come? Ancora?! (A Ivanov) sempre la stracciona. Insiste.

IVANOV - Dille di andare al diavolo.

BRANKOV - (al telefono) Le dica di andare al diavolo. (Riappende: i due russi ridono, tutti soddisfatti)

LEONE - (di nuovo cercando di accomiatarsi) Beh, signori

IVANOV - A domani, monsieur Le Roi

LEONE - Per lavorare o per fingere di lavorare?

IVANOV - Luna e laltra cosa, monsieur.

LEONE - Grazie, signori. E buon appetito. (Ma un rumore concitato da fuori e delle grida scomposte attirano lattenzione dei tre) Ma che cosa succede?

IVANOV - (tende lorecchio: si sentono parole concitate in russo) russo. (Ivanov si avvia verso la porta, ma prima che la raggiunga la porta stessa si spalanca. Il cameriere gi visto prima entra a volo, come catapultato, e finisce lungo disteso per terra)

IVANOV - Ma cos si entra in casa daltri? Nessuno ti ha insegnato a bussare?

IL CAMERIERE - (furente) A me, eh? Io non ci volevo neanche, entrare! stata lei, che mha buttato dentro. Con una mossa di judo.

BRANKOV - Lei chi?

IL CAMERIERE - La pazza! (Indica la porta, sulla cui soglia si gi affacciata una donna: Ninotchka. Veste senza la minima civetteria, esagerando forse in senso opposto: scarpe basse, berretto, vecchio impermeabile con cintura stretta alla vita. In mano ha una valigia di cartapesta. e rimarr serissima, accigliata, severa, senza mai il minimo sorriso e meno che mai la minima concessione alla femminilit. insomma una virago politicizzata)

NINOTCHKA - Mi dispiace, compagno cameriere. Ma non era tuo compito impedirmi di entrare. Ti ho fatto male? (Gli si avvicina per aiutarlo ad alzarsi, ma il cameriere si ritrae con un grido) Dammi la tua mano, alzati e vattene. (Il cameriere ripete il gesto di prima, si ritrae, si rialza aggrappandosi ai calzoni di Leone)

IL CAMERIERE - Ce ne sono tante cos in Russia?

LEONE - Cinquanta milioni.

IL CAMERIERE - (sgomento, come arrendendosi a qualcosa di invincibile) Ah beh allora (Scivola via, tenendosi quanto pi possibile lontano da Ninotchka e sempre guardandola con terrore e con sospetto)

IVANOV - Possiamo sapere che cosa diavolo

NINOTCHKA - Chi di voi tre (Unocchiata le basta per escludere Leone) Chi di voi due il compagno Ivanov?

IVANOV - Sono io. E tu chi sei?

NINOTCHKA - Compagna Nina Yakusova.

IVANOV - Mai sentita nominare. Che cosa vuoi? Se vuoi soldi sei capitata male, se vuoi qualcosaltro vado di fretta.

NINOTCHKA - Mi fa piacere che tu vada di fretta, compagno Ivanov. Perch a noi sembrava invece che te la stessi prendendo un po troppo comoda.

IVANOV - A noi chi?

NINOTCHKA - A noi a Mosca. (Dalla tasca dellimpermeabile tira fuori un documento che porge a Ivanov. Ivanov legge e impallidisce)

IVANOV - Tu?

NINOTCHKA - Io.

BRANKOV - Che cosa c? (Ivanov senza parlare, gli porge il documento)

NINOTCHKA - Compagno Ivanov, presentami al compagno.

IVANOV - La la compagna Nina Yakusova Commissario del popolo, in missione

NINOTCHKA - con poteri speciali.

IVANOV - (proseguendo le presentazioni) Il compagno Fiodor Serghieievic Brankov

BRANKOV - Una donna

IVANOV - Compagna Yakusova, benvenuta a Parigi. Forse sei arrivata in aereo?

NINOTCHKA - Per spendere i soldi dellaereo? Sono arrivata in treno.

IVANOV - Mi spiace. Dallambasciata mi avevano detto che non tavevano vista.

NINOTCHKA - Io li ho visti, ma non mi sono fatta vedere. Ho preferito venire qui da sola. Quando si soli si vedono meglio le cose.

IVANOV - Hai trovato un taxi?

NINOTCHKA - Per spendere i soldi del taxi? Sono venuta a piedi.

LEONE - A piedi dalla Gare de Lyon? Beh, complimenti! una bella passeggiata.

NINOTCHKA - (dopo averlo squadrata dalla testa ai piedi, con evidente disgusto) E questo chi ?

IVANOV - (procede alle presentazioni) Ehm lavvocato Leone Le Roi

NINOTCHKA - E perch vestito cos?

IVANOV - Cos come?

NINOTCHKA - un attore?

IVANOV - Non un attore. un avvocato famoso

BRANKOV - il legale della principessa Stefania.

NINOTCHKA - Di chi?!

BRANKOV - (mordendosi le labbra) - della compagna Stefania. (Leone si fa avanti, galante e inevitabilmente frivolo)

LEONE - Signorina, mi permetto presentarmi. Confermo quanto le ha detto lamico Ivanov: sono lavvocato Leone Le Roi, patrocinatore alla Suprema Corte, e tutelo gli interessi della compagna principessa Stefania. Le porgo il mio benvenuto a Parigi. (Fa per baciarle la mano, ma Ninotchka gliela stringe vigorosamente)

NINOTCHKA - Compagna Nina Yakusova, commissario di prima classe della C.P.C.R.B.S.E: Commissione Politica Centrale per il Recupero dei Beni Sovietici allEstero.

LEONE - Beh benvenuta comunque.

NINOTCHKA - Piacere, compagno.

IVANOV - Come vedi, compagna, lavvocato Le Roi qui proprio perch stavamo lavorando

NINOTCHKA - Mi dispiace allora avervi disturbato col mio arrivo. Ma riprenderemo subito.

BRANKOV - Oddio, di gi?

NINOTCHKA - Di gi? Vorrai dire finalmente.

BRANKOV - Certo, compagna, certo: finalmente, volevo dire.

NINOTCHKA - Bene. Qualcuno di voi, compagni, vuole indicarmi la mia stanza? Vorrei deporre la valigia.

IVANOV - Ma questa, compagna, la tua stanza!

NINOTCHKA - Questo non il salone da ballo?

BRANKOV - (divertito, al pari degli altri) Questa una stanza!

NINOTCHKA - E qual il mio settore? (I due russi si guardano, divertiti. Poi Ivanov spiega)

IVANOV - Ecco vedi, compagna, qui non come da noi, dove ci sono due famiglie in ogni stanza Qui c spazio. Quando diciamo che questa la tua stanza, vuoi dire che la stanza tutta tua.

NINOTCHKA - Non vedo il letto.

BRANKOV - Il letto di l, compagna. Questo il bureau.

NINOTCHKA - Il letto di l? (Si avvicina alla porta, che Leone corre galantemente ad aprirle, e d unocchiata nellaltra stanza) Non vedo nessun letto.

BRANKOV - Di l, nellaltra stanza. (Accompagna le parole con un gesto che scavalca la stanza contigua per indicarne una pi lontana)

LEONE - Questo il salotto, signorina.

NINOTCHKA - E chi ci dorme?

IVANOV - Ma nessuno, compagna.

NINOTCHKA - (guardando allinterno della stanza) E quellaltra porta?

LEONE - la porta del bagno, signorina.

IVANOV - (eccitandosi suo malgrado) Vedrai, compagna! C una vasca da bagno! Con tre rubinetti!

BRANKOV - Uno per lacqua fredda, laltro per lacqua calda!

NINOTCHKA - E il terzo?

IVANOV - Il terzo per mescolare acqua calda e acqua fredda

BRANKOV - e avere lacqua tiepida.

NINOTCHKA - E nessuno dorme neanche in bagno? Neanche nella vasca?

IVANOV - Questo un piccolo appartamento, ed solo e tutto per te.

NINOTCHKA - Questo un inutile, ridicolo spreco. Io voglio un letto e basta. Pensate quanti lavoratori potrebbero essere alloggiati in questo appartamento. E voi vi rendete complici di questo spreco?

IVANOV - Noi, veramente La nostra stanza tu la vedessi due metri per quattro

BRANKOV - E ci dormiamo in due (insieme) a turno

NINOTCHKA - immorale! Tutti questi metri cubi daria perduti inutilmente, impediti a svolgere la loro funzione sociale di aria per il respiro del popolo. Unintera vasca da bagno, che potrebbe servire cento minatori, inutilizzata tutto il giorno perch un solo privilegiato vi faccia il bagno una volta alla settimana

IVANOV - Anche pi spesso, se vuole! Almeno qui in Francia

NINOTCHKA - Anche pi spesso? Bene! Nessuno pensa al consumo del sapone, evidentemente. Qualcuno di voi, compagni, in grado di spiegarmi il perch di questo spreco?

BRANKOV - Di sapone?

NINOTCHKA - Di tutto! Di questo spazio, di questi tappeti Posso sapere il costo di questo appartamento?

BRANKOV - (imprudentemente) Si chiama suite.

IVANOV - Duemila franchi.

NINOTCHKA - Al mese?

IVANOV - al giorno.

NINOTCHKA - Il salario quindicinale di un addetto agli altiforni, la paga mensile di una guidatrice rurale di trattore! (Pausa. I due sono alla ricerca di una scusa)

IVANOV e BRANKOV - (insieme) Pensavamo ecco, di dover alloggiare degnamente un rappresentante ufficiale della pi grande democrazia del mondo.

NINOTCHKA - LUnione Sovietica non ha bisogno di pubblicit di questo genere.

BRANKOV - Abbiamo pensato che la linea del Partito

NINOTCHKA - La linea del Partito quella di non buttare i soldi dalla finestra, neppure se le finestre danno sugli Champes Elises, compagno Brankov.

IVANOV - Sapendo che il regime capitalistico creper un giorno soffocato dal proprio lusso abbiamo pensato di favorirne la decadenza, sia pure con i nostri modesti mezzi.

NINOTCHKA - Questa una sciocchezza, compagno.

IVANOV - Si, compagna.

NINOTCHKA - Domani lascer questo appartamento: dormir anchio nella vostra camera. I turni saranno di sei ore ciascuno. pi che sufficiente, quando si in missione allestero, a spese del popolo. (I due, in crisi nera, guardano con aria supplichevole Leone, come a pregarlo di intervenire)

LEONE - Ecco, signorina Yakusova. In Francia c un proverbio, che certamente, in qualche forma, esiste anche in Russia, che dice Paese che vai usanza che trovi. Qui lusanza che, se possibile, uno dispone di una stanza, di un appartamento, di un palazzo

NINOTCHKA - Tipico esempio di decadenza borghese.

LEONE - Ah, senza dubbio.

NINOTCHKA - Non vorr farmi credere, anche lei come la propaganda imperialista, che in Francia non esistono lavoratori che non dispongono di appartamenti di metratura sufficiente!

LEONE - Beh, s: suppongo che esistano, anche se nessuno tra i miei clienti.

NINOTCHKA - Ebbene ecco, compagno avvocato: in nome di quei lavoratori, che questo appartamento uno spreco. Io mi rifiuto di occupare il posto di cinque famiglie!

LEONE - Encomiabile, senza dubbio. Ma vede, signorina, purtroppo se lei rifiuta questo appartamento non che la direzione del Grand Hotel vi alloggi quelle cinque famiglie che lei dice Lappartamento rimane vuoto: lo spreco pi grande ancora.

NINOTCHKA - La prego di smetterla di chiamarmi signorina. un uso borghese che mi ripugna.

LEONE - Non si chiede se chiamarla compagna non sia per caso un uso proletario che ripugna a me?

NINOTCHKA - (serissima) Giusto. (Cerca unaltra soluzione) Mi chiamo Nina.

LEONE - Noo, Nina, non possibile! Lei non pu chiamarsi Nina, come io non potrei chiamarmi Gianluca.

NINOTCHKA - Nina Yakusova. I miei amici mi chiamano Ninotchka.

LEONE - (estasiato) Ninotchka (Ninotchka ha chiuso le questioni finora sollevate. Ora si avvicina alla porta che conduce alle altre stanze)

NINOTCHKA - C sapone in bagno?

BRANKOV - S. Anche la carta igienica. Sembra carta per macchina da scrivere un po piccola, e invece e invece no.

NINOTCHKA - Chiedo qualche minuto per lavarmi le mani. Poi ci metteremo subito al lavoro.

IVANOV - Il fatto , compagna, che non abbiamo ancora mangiato.

NINOTCHKA - Neanchio. (Pausa) Mangeremo lavorando. Ho dei panini nella valigia.

IVANOV - (tetro) Ah, bene.

NINOTCHKA - Vengono da Mosca.

BRANKOV - Anche loro! (Ninotchka esce)

LEONE - Ma adorabile!

IVANOV - Che cos?

LEONE - Io la trovo adorabile!

BRANKOV - Questo prova solo che a lei piacciono i coccodrilli!

LEONE - molto carina e molto femminile, anche! Certo: una grazia nascosta tutta da scoprire

BRANKOV - Molto nascosta.

IVANOV - Comunque, siccome non venuta qui per sposare nessuno di noi, questa grazia nascosta, tutta da scoprire

BRANKOV - Se un cane da guardia le salta alla gola, lei non perde tempo a pensare Oh, che bel cane! Quella un commissario: una bestia feroce!

LEONE - Io non credo che una bella donna abbia mai davvero voglia di essere feroce.

BRANKOV - Quella qui per fare rapporto e far rapporto! (Bussano alla porta) Avanti! (La porta si apre ed entra il Cameriere gi visto e conosciuto che spinge un lussuosissimo carrello su cui si trovano raffinate stoviglie e il pranzo ordinato)

IL CAMERIERE - (parla guardandosi intorno con prudenza, come a cercare tracce della belva) Signori, chiedo scusa per il ritardo, ma la cucina era oberata di lavoro I clienti che dovevano partire non sono partiti, c stato un improvviso sciopero delle ferrovie

IVANOV - Il pranzo! Mi ero dimenticato che avevamo ordinato il pranzo!

IL CAMERIERE - Devo sturare le bottiglie?

I TRE - (insieme) No! Si! Ci pensiamo noi! (Il Cameriere esita, non avendo capito che cosa deve fare, poi ha un grido dallarme e ha un moto istintivo di difesa. Sulla soglia dellaltra porta si affacciata Ninotchka)

NINOTCHKA - E questa roba che cos?

IVANOV - Oh, niente, compagna (insieme) Uno spuntino che ci eravamo permessi di ordinare prima che tu arrivassi

BRANKOV - A noi piace molto lavorare mentre mangiamo.

NINOTCHKA - Io ho limpressione, compagni Ivanov e Brankov, che a voi, pi che lavorare anche quando mangiate, piaccia mangiare anche quando lavorate.

LEONE - Ah, ah, buona, questa! Molto, molta spiritosa!

NINOTCHKA - (gelandolo con uno sguardo) Non c niente da ridere! (Si avvicina al carrello) Pommard Mersault Champagne

IVANOV - Un pasto del tutto normale, in Francia, compagna Yakusova Sono prodotti locali

NINOTCHKA - Questo che cos?

IL CAMERIERE - Poulet aux truffes la maison.

LEONE - Pollo tartufato, Ninotchka.

NINOTCHKA - Non sapevo che in Francia i polli nascessero tartufati. (Al cameriere) Avete il conto, compagno cameriere?

IL CAMERIERE - Ss si.

NINOTCHKA - (prende il conto) Milleottocentoquarantadue franchi, pi il quindici per cento di servizio

BRANKOV - Circa millenovecento franchi, compagna

NINOTCHKA - Duemilacentodiciotto franchi e trenta centesimi. (Al Cameriere) Porta via tutto.

IL CAMERIERE - Via tutto?!

NINOTCHKA - S, fa sparire tutta questa roba e sparisci anche tu.

IVANOV - Ma compagna Yakusova compagno commissario

NINOTCHKA - Questo pasto corrisponde al compenso mensile di un controllore viaggiante delle ferrovie sovietiche Cento detenuti in fase di rieducazione politica possono essere mantenuti per un mese, con quello che voi vorreste consumare in dieci minuti

BRANKOV - Possiamo anche metterci di pi

IVANOV - Potremmo almeno tenere lo champagne

LEONE - Paese che vai, usanze che trovi, mademoiselle Ninotchka. In Francia si usa brindare alle belle notizie.

NINOTCHKA - Se c qualcuno qui che oggi ha ricevuto una bella notizia, alzi la mano. (Pausa. Ninotchka si guarda in giro, ma i russi, anzich alzare la mano abbassano la testa. Al Cameriere) Porta via tutto!

IL CAMERIERE - E io? E la mia mancia?

NINOTCHKA - Non ti basta aver reso un servizio al popolo? (Gli stringe vigorosamente la mano) Grazie, compagno cameriere!

IL CAMERIERE - (se ne va spingendo il carrello, brontolando tra s ad libitum, fin oltre la soglia della porta che richiude uscendo) Eh, gi, questa qui arriva, ti piglia a calci, ti sloga una spalla, ti fa lavorare come un matto, ma accidenti a me se ti scuce un franco! Porca puttana! Tutta per il popolo, ma se gliene capita uno davanti grazie compagno, e ciccia ( uscito)

NINOTCHKA - E adesso, finalmente, al lavoro. (Siede al tavolo. Tutti siedono, compreso Leone che continua ad essere molto divertito) Compagno Ivanov la mia valigia, per favore. (Ivanov le porge la valigia. Ninotchka la apre e ne trae dei panini avvolti in carta da giornale, che distribuisce a tutti i presenti) Questi panini sono stati confezionati gioved scorso dalla mensa della sede centrale del Partito. Hanno un potenziale di 580 calorie ciascuno, sono sani, leggeri, poco ingombranti ed hanno un potere nutritivo superiore a una porzione di pollo tartufato. Il pane in questi quattro giorni si un po disidratato e ha acquistato una piacevole consistenza croccante. (Vede che Leone sta aprendo il panino per constatarne prudentemente il contenuto) Qualcosa che non va, avvocato Le Roi?

LEONE - A me? Oh, no, no. Solo che non avevo mai visto delle calorie, e quindi Semplice curiosit. (Richiude il panino e lo addenta) Mmmm! Ottimo! (Anche gli altri mangiano)

IVANOV - Molto gustoso!

BRANKOV - Non credevo!

IVANOV - Si respira aria di casa!

IVANOV e BRANKOV - Gi.

NINOTCHKA - Possiamo cominciare a lavorare. La seduta aperta. Il dossier? (Si rivolge a Ivanov)

IVANOV - (si rivolge a Brankov) Il dossier?

BRANKOV - Ma il dossier lavevi tu.

IVANOV - Ma io lha prestato a te.

BRANKOV - Ma io te lho restituito ieri!

IVANOV - A me? Ma se ieri ero ai cavalli.

BRANKOV - E io infatti te lho lasciato sul tavolo.

IVANOV - Ah, quello? Be, io lho rimesso sul tuo comodino.

BRANKOV - Sul mio comodino? Ma io non ho visto niente. Forse era il tuo comodino.

IVANOV - No, no, era proprio il tuo. Mi ricordo benissimo: lho posato su un pacco che era proprio sul tuo tavolino.

BRANKOV - Ma quello era il pacco della mia roba sporca.

IVANOV - Beh, va a prenderlo.

BRANKOV - Ma andato in tintoria!

IVANOV - In tintoria?

NINOTCHKA - Ho capito male, compagno Brankov

BRANKOV - Ivanov, Ivanov! Brankov sono io

NINOTCHKA - Ho capito male, compagni Brankov e Ivanov, o il dossier riservatissimo della C.P.C.R.B.S.E. si trova in questo momento nelle mani di una lavandaia? (Silenzio) La cosa si commenta da sola. O sbaglio?

BRANKOV - Compagna commissario, ti chiedo di sospendere brevemente la seduta onde permettermi di correre in tintoria

NINOTCHKA - La seduta sospesa. E in tintoria vi consiglio di correre tutti e due. Il tono del rapporto dipender dalla rapidit con cui il dossier verr recuperato. (I due scattano) Un momento. (I due si fermano) Naturalmente non oso pensare a quel che dovrei scrivere, se il dossier fosse finito nella lisciva. (I due escono in fretta, mormorando mezze frasi di saluto e di commiato)

NINOTCHKA - Avvocato Le Roi, a nome dellUnione Sovietica e mio personale chiedo scusa a lei e alla Francia per lumiliante spettacolo offerto dai miei due compagni.

LEONE - Oh, beh, non si disturbi. Capisco perfettamente

NINOTCHKA - Le assicuro che la nostra organizzazione interna ha ben altra efficienza, avvocato Le Roi.

LEONE - Non ne dubito. Ma sa sono un po disattenti, se vogliamo, ma sono brave persone e pieni di buona volont

NINOTCHKA - Non credo che la buona volont baster ad evitargli la fucilazione.

LEONE - Addirittura? Andiamo, non le sembra eccessivo?

NINOTCHKA - Lei gioca a biliardo, avvocato?

LEONE - Beh, si, anche. Perch?

NINOTCHKA - Giocherebbe a biliardo con una biglia quadrata?

LEONE - Avrei delle difficolt, penso. Ma

NINOTCHKA - Quindi se lei trovasse un biglia quadrata, la getterebbe via.

LEONE - Beh, si

NINOTCHKA - Ivanov, Brankov e Babiriski sono biglie quadrate. Dunque non servono.

LEONE - Dio mio, compagno commissario, lei parla di esseri umani con limpassibilit di un chirurgo che deve togliere ununghia incarnata.

NINOTCHKA - Non lo so. Io sono quel che sono, avvocato Le Roi. (Gli tende la mano)

LEONE - Mi manda via?

NINOTCHKA - La seduta sospesa. Lei libero.

LEONE - Libero? Allora resto se lei me lo concede.

NINOTCHKA - Non ho niente in contrario. Anzi: potremmo cominciare a discutere in maniera informale della questione del Raffaello

LEONE - No! Decisamente no! Basta Raffaello, basta principessa Stefania. Non si pu chiacchierare tranquillamente del pi e del meno?

NINOTCHKA - S, anche questo pu avere la sua utilit. Un momento, allora (Fruga nella valigia)

LEONE - Che cosa fa?

NINOTCHKA - Prendo il mio libretto per gli appunti. Eccolo qua. (Siede, con in grembo il libretto e in mano una matita) Di che cosa chiacchieriamo?

LEONE - Eh?

NINOTCHKA - Ha gi pensato a un primo argomento?

LEONE - No. Ma non cos che si chiacchiera.

NINOTCHKA - E com che si chiacchiera?

LEONE - Niente. Non c una regola. Si apre la bocca e si comincia con la prima cosa che capita.

NINOTCHKA - E se uno un argomento ce lha?

LEONE - Bene. Si pu cominciare da quello.

NINOTCHKA - C una cosa che vorrei sapere.

LEONE - Dica.

NINOTCHKA - Le ferrovie francesi hanno messo a punto un procedimento tecnico che consente un risparmio di carbone tra il 5 e l8 per cento. Lei sa naturalmente di che cosa si tratta.

LEONE - (secco, deciso, rotondo) No! So solo che, per lappunto, le ferrovie vanno a carbone. Quando vanno. (Ninotchka prende appunti)

NINOTCHKA - Le ferrovie francesi usano coke puro o miscelato? E in che percentuale?

LEONE - Non lo so.

NINOTCHKA - (annota) Non lo sa. Lei sa a che punto sono i progetti di elettrificazione?

LEONE - Ninotchka, facciamo un patto: io le giuro che in pochissimi giorni mi procurer tutte le informazioni possibili sulla situazione energetica in Francia e nelle ferrovie francesi in particolare. Per, adesso basta.

NINOTCHKA - Va bene. (Prende un ultimo appunto e mette via il notes)

LEONE - Anchio ho un argomento che mi interessa. Lei. la prima volta che viene a Parigi?

NINOTCHKA - Si. (Pausa)

LEONE - Tutto qui?

NINOTCHKA - Ho risposto alla domanda in modo preciso ed esauriente. la prima volta che vengo a Parigi? S.

LEONE - E le piace?

NINOTCHKA - Avendola percorsa a piedi per venticinque minuti, credo che ogni giudizio sarebbe affrettato e imprudente.

LEONE - Ma cos la prima impressione?

NINOTCHKA - Bene. (Pausa) Lei un sentimentale, avvocato Le Roi. Un tipo umano di cui mi stato detto alluniversit. Il sentimento non una brutta cosa. Inutile forse, ma non brutta. Se non esistessero problemi pi urgenti sarebbe forse bello coltivarlo. (E cos dicendo ha un piccolo sorriso)

LEONE - Lei sorride? Ha sorriso, vero? Non era una smorfia o un tic nervoso? Non era mal di denti, vero? Beh, vede che il sentimento non del tutto inutile? Lei ha sorriso. Oh, commissario Ninotchka, lei una donna straordinaria!

NINOTCHKA - Si moderi, avvocato Le Roi.

LEONE - Se lei sapesse a che punto le donne francesi mi invitano alla moderazione

NINOTCHKA - Vi sono milioni di donne come me al mondo, avvocato Le Roi, e lei certamente ne ha gi avvicinate migliaia.

LEONE - S, ma nessuna mi ha mai incuriosito e attratto come lei, compagna Ninotchka.

NINOTCHKA - Questo significa soltanto che noi abbiamo la stessa lunghezza donda.

LEONE - Pardon?

NINOTCHKA - Conosce Kamitchev?

LEONE - Negativo.

NINOTCHKA - Kamitchev ha scoperto e dimostrato che ogni essere umano emette radiazioni elettrochimiche di lunghezza differente, paragonabili alle onde Hertz utilizzate per il telegrafo. Quando due persone, ovvero due onde della medesima lunghezza, si incontrano, si produce un campo elettromagnetico e le due persone in oggetto si sentono attratte luna verso laltra. Non so se in Francia avete qualcosa del genere.

LEONE - S, s, c anche da noi. Lei una miniera di notizie interessanti, Ninotchka. Potrei accompagnarla questa sera a vedere Parigi? Potremmo approfondire un sacco di argomenti.

NINOTCHKA - Perch non di giorno? Di giorno si vede meglio.

LEONE - No, Parigi no: Parigi si vede meglio di notte. Voglio farle conoscere Montmartre. La Senna sotto la luna, i ponti addormentati, i tigli del Bois de Boulogne (Si avvia per uscire)

NINOTCHKA - Avvocato Le Roi. (Leone si ferma. Ninotchka parla in modo normale e oggettivo, senzombra di civetteria) Lei ha intenzione di farmi la corte questa sera? Ho saputo che i francesi fanno sempre la corte a una donna quando si trovano soli con lei. Ecco se la cosa non le di troppo disturbo, mi piacerebbe che lei mi facesse la corte, questa sera.

LEONE - Eh? Ah, beh, oh, ecco, beh, s certo, perch no, anzi, volentieri

NINOTCHKA - La ringrazio. un fenomeno che non conosco, tipicamente parigino, suppongo, e vorrei prendere degli appunti (Leone spalanca le braccia in un gesto di rassegnazione e si inchina prima di uscire)

SECONDO QUADRO

La scena la stessa, ma ora notte fonda. Un orologio batte distintamente le quattro. La porta che d sul corridoio dellalbergo si apre ed entra Leone che porta in braccio Ninotchka addormentata. Leone richiude a met la porta spingendola con un piede, si avvicina al divano e con mille precauzioni vi deposita Ninotchka. Sbuffa un poco per lo sforzo, si asciuga il sudore dalla fronte. Chiude la porta, a tastoni cerca un interruttore, accende una debole luce che non disturba troppo la dormiente. Leone cerca di slacciare limpermeabile di Ninotchka e di toglierglielo. Ma non vi riesce. Si sofferma a guardarla sorridendo, si china per baciarla ma rinuncia, si risolleva, si avvicina indietreggiando alla porta per uscire, ma cos facendo urta un mobile e provoca un certo rumore, quanto basta a svegliare Ninotchka di soprassalto.

NINOTCHKA - Chi ?

LEONE - Sono io. Leone Mi dispiace daverle fatto paura e di averla svegliata

NINOTCHKA - (rizzandosi a sedere) Ma come ho fatto a venire qui?

LEONE - Ce lho portata io. Si addormentata in macchina e io ho pensato che non era giusto strapparla ai suoi sogni per tre miseri piani di scale.

NINOTCHKA - E non ha pensato allascensore?

LEONE - Certo. Purtroppo non sono riuscito a entrarci. Gli ascensori, stupidamente, sono previsti per gente che abbia adottato e mantenga la posizione verticale. Dunque, o facevo entrare lei o entravo io: tutti e due, era impossibile. E allora, mi son detto, nessuno!

NINOTCHKA - E dunque ha fatto tre piani a piedi? Povero avvocato Le Roi! Mi faccia sentire il polso (Gli sente il polso, con gravit) Novantacinque Neanche male. Il suo organismo non poi cos malandato come si potrebbe pensare, dato il tipo di vita che evidentemente conduce.

LEONE - Grazie, dottore. Ma adesso la lascio. molto tardi.

NINOTCHKA - Cos tardi?

LEONE - Dovremmo essere da qualche parte tra le quattro e le quattro e mezza del mattino. (Durante la battuta che segue, Ninotchka si alza, si toglie limpermeabile e siede di nuovo)

NINOTCHKA - Ma unora bellissima. Quando ero al Politecnico di Stalingrado, studiavo sempre fino alle cinque o alle sei del mattino. Il calo di temperatura che si verifica durante la notte esercita un benefico influsso sulla circolazione sanguigna a livello cerebrale e il nostro potenziale intellettivo raggiunge il massimo tra le tre e le sei. Non ha voglia di chiacchierare un po? A me sembra che le piaccia tanto!

LEONE - Mai mi perdonerei di lasciarmi sfuggire il massimo del suo potenziale intellettivo. (Siede al suo fianco sul divano) Ma la avverto che corre il rischio di farsi una pessima reputazione con il personale dellalbergo. Ci hanno visti salire insieme.

NINOTCHKA - Queste cose non mi hanno mai preoccupato, avvocato Le Roi. Lei sposato?

LEONE - Non che io sappia.

NINOTCHKA - Neanchio. Dunque, se vogliamo, possiamo benissimo andare a letto assieme.

LEONE - Eh? Beh, s certo Dopo tutto, un modo come un altro di vedere le cose.

NINOTCHKA - Voglio psicanalizzarla.

LEONE - Ah, no!

NINOTCHKA - Il metodo Dugatciov-Karakian consente di ottenere dei risultati certi in un minimo lasso di tempo. Parli mi descriva queste sue emozioni nel dettaglio. Che cosa prova esattamente?

LEONE - Lei non riesce a immaginare niente?

NINOTCHKA - Posso vedere di aiutarla. la mia presenza che la turba, vero? Avverte una sensazione di calore alle tempie e alle estremit delle dita (Un gesto di Leone) Mi lasci parlare! Lei non riesce a distogliere il pensiero da una sorta di fissazione cerebro-sessuale, e questo le crea una sensazione di impotenza, tanto pi doloroso e frustrante in quanto lei un uomo bene educato e suppone che io sia vergine. cos?

LEONE - (soffocando) Eh?

NINOTCHKA - un processo molto frequente tra gli intellettuali. Procediamo. Avverte, guardandomi, una certa difficolt a deglutire? Provi a guardarmi e a deglutire. Cos.

LEONE - Ma lei lei matta!

NINOTCHKA - Perch cos nervoso, avvocato Le Roi? Non deve impressionarsi.

LEONE - Ah, grazie.

NINOTCHKA - Il suo un caso normalissimo, ampiamente previsto dalla teoria di Kamitchev. Lei obbedisce semplicemente alla legge dellattrazione dei sessi.

LEONE - Spiegare! Spiegare! Lei se non spiega tutto non contenta!

NINOTCHKA - Spiegare vuol dire sapere, avvocato Le Roi! E sapere vuol dire guarire.

LEONE - (scatenato) E lei cosa sa? Eh? Me lo dice cosa sa lei? Lei non sa niente, capito? Niente di niente! (Le strappa il notes di mano e glielo getta a terra) E la smetta di prendere appunti!

NINOTCHKA - Ho quattordici diplomi delluniversit di Mosca e parlo sei lingue.

LEONE - Lo so! E sa anche che Montmartre a centotrentanove metri sul livello del mare!

NINOTCHKA - Centoventinove!

LEONE - E si interessa del consumo energetico delle ferrovie!

NINOTCHKA - (con disprezzo) E lei ha confessato di non averne la minima idea!

LEONE - Non ho confessato. Ho detto che non lo so: e lo confermo, e me ne vanto! Comunque, se ci tiene, rettifico: lei sa tutto, si interessa di tutto, conosce tutto! Tutto, eccetto la vita!

NINOTCHKA - La vita non che lapplicazione pi o meno durevole di una teoria pi o meno valida.

LEONE - No, piccola idiota! No! La vita felicit e amore! Lamore che non rientra negli schemi e nelle tabelle! Lamore che se ne frega della psicanalisi. Lamore che esiste e basta, e che quando muore lui muore tutto. Questa la vita, capito? Questo e basta! Ha capito?

NINOTCHKA - Ho capito. Lei allude allamore in quanto emozione. Lo so. Anche questo un fenomeno perfettamente noto e studiato. Si tratta di un

LEONE - (urlando) Stia zitta! Basta! Lei ha previsto tutto, vero? Le stato insegnato tutto! E se io adesso la prendessi tra mie braccia, tanto per verificare un po gli esperimenti del suo amico Kamitchev? Se io le saltassi addosso senza tanti complimenti, eh, signorina Scienza Infusa?

NINOTCHKA - (in tutta calma) E chi le dice che io glielo impedisca? una cosa che potrebbe anzi tornar utile alle discussioni che dovremo affrontare. (Leone fa un passo avanti, ma squilla il telefono. Ninotchka va a rispondere) Pronto? Si, sono io Daccordo. (Riaggancia, si rivolge a Leone) il portiere. Dice di dirle di non far troppo rumore, che i vicini si sono gi lamentati.

LEONE - Ah, pardon, le chiedo scusa! Credo di essermi comportato in modo un po eccessivo mi sono reso un po ridicolo No, no, non neghi

NINOTCHKA - Non sto affatto negando.

LEONE - Ah, credevo

NINOTCHKA - No, no: vero.

LEONE - (congedandosi) Beh, io la saluto, signorina Yakusova Le auguro la buona notte, e che il sonno possa farle dimenticare tutto quel che posso aver detto, o aver fatto, o aver avuto voglia di fare A domani.

NINOTCHKA - No, resti ancora un po gi domani

LEONE - Ninotchka, io sono anche un po stanco Abbia piet di un povero vecchio

NINOTCHKA - Venga, povero vecchio (Lo prende per la mano e lo attira verso il divano) Si sieda qui vicino a me E mi parli ancora dellamore e della vita ma senza urlare e senza svegliare i vicini Lei sa dire delle cose cos sentimentali, cos belle e cos sciocche che sembrano quasi vere Dov che ha studiato lamore come emozione?

LEONE - Alluscita del liceo, alla sera, per istrada. Non disponevamo di tartarughe, ma cera una scuola di ragazzine proprio di fronte. Abbiamo dovuto accontentarci

NINOTCHKA - E che cosa le hanno insegnato le ragazzine?

LEONE - Tutto, tutto quello che poi ho dimenticato e che ho ritrovato soltanto questa sera Che la felicit fatta di niente, per esempio! Che basta tenere una mano tra le mani sentire una testa appoggiata sulla spalla e tacere ascoltando il silenzio dellaltra (Tace, chiude gli occhi. Silenzio)

NINOTCHKA - (piano) E poi? (Non c risposta. Ninotchka si libera, delicatamente, osserva divertita Leone che dorme, la testa rovesciata sulla spalliera del divano. Essa si porta dietro il divano, si china su di lui, gli sfiora le tempie con le dita, poi gli d un piccolo bacio sulla fronte, poi sulla punta del naso. Ride. Poi si fa seria: si china di nuovo su di lui, lentamente, con gli occhi chiusi, fino quasi a sfiorare le labbra di lui. Poi, in fretta, come se si gettasse in acqua lo bacia. Il bacio alquanto lungo. Poi improvvisamente si raddrizza, fa un passo indietro, visibilmente scossa e fremente)

SIPARIO


ATTO SECONDO

La stessa scena. quasi mezzogiorno. Ivanov seduto in poltrona, Brankov passeggia nervosamente per la stanza.

IVANOV - Trentanove.

BRANKOV - Trentanove cosa?

IVANOV - la trentanovesima volta che mi passi davanti al naso.

BRANKOV - Ho fame.

IVANOV - E allora? Ti passa la fame passandomi davanti? Siediti, sta tranquillo e risparmia energie.

BRANKOV - Che ora .

IVANOV - E ventisette.

BRANKOV - E ventisette cosa?

IVANOV - la ventisettesima volta che mi chiedi che ora . Le undici e un quarto.

BRANKOV - E la riunione era fissata per le dieci. Unora e un quarto di ritardo! Come ieri, come laltro ieri Come domani, come dopodomani Qui, prima delle tre, mai che si mangi! E poi cosa succede? Non si fa tempo a digerire, ci si rimette al lavoro con lo stomaco pieno Sai cosa faccio? Io, domani, mi presento solo al pomeriggio.

IVANOV - Lo sai che poi non lo fai.

BRANKOV - Lo so! Ed proprio questo che mi fa venire il nervoso! Dove sono andati stamattina?

IVANOV - Il portiere mha detto che Le Roi venuto a prenderla verso le otto. Lei era gi pronta. Ha detto che usciva un attimo e che tornava subito. Lhai pi vista?

BRANKOV - Pensi anche tu che sia innamorata?

IVANOV - Si fa trovare pronta alle otto del mattino, si comprata un vestito e le scarpe coi tacchi Laltra notte, alle tre, stava ancora facendo esercizio.

BRANKOV - Che esercizio?

IVANOV - A camminare coi tacchi. Io dormivo qui e non riuscivo a dormire. (Pausa) Secondo te, un bene?

BRANKOV - Che cosa?

IVANOV - Che sia innamorata.

BRANKOV - Se non ti lascia dormire, no.

IVANOV - Per me un guaio. Se anche lei se la prende comoda, qui un giorno ci arriva Krasnov tra i piedi.

BRANKOV - Io me ne frego di Krasnov! Quel porco! Puah!

IVANOV - S, vorrei vederti, a Mosca, a spiegare come mai le bollette delle tue bottiglie di champagne sono nella lista delle Informazioni varie.

BRANKOV - Ti faccio notare che le mie bottiglie di champagne sono anche le tue bottiglie di champagne, e che le mie bollette sono le nostre bollette. Comunque, Krasnov non viene.

IVANOV - E chi te lo dice che non viene?

BRANKOV - Lo dico io. E non viene perch non ha senso. Perch non c nessuna ragione che venga. Non c qui Ninotchka? Non c qui la compagna Nina Yakusova in vesti di commissario eccetera? E allora? Mi sai dire centra Krasnov?

IVANOV - Potrebbe entrarci come ispettore generale eccezionale

BRANKOV - E Krasnov si scomoda a venire a Parigi per una questione cos piccola?

IVANOV - Non esistono questioni piccole o questioni grandi. Tutto dipende da come si presentano le cose. Usa il cervello non solo per dire che hai fame: Ninotchka viene incaricata di fare unispezione sul nostro comportamento qui a Parigi. Lei arriva qui, con le unghie fuori, decisa a concludere tutto in una settimana. Sono passati trentanove giorni, trentanove. Non ha ancora mandato a Mosca uno straccio di rapporto. Niente! Silenzio su tutta la linea! E tu ti immagini che quel porco di Krasnov si lascia scappare unoccasione del genere per farsi bello? Per far figurare tutto questo come un complotto ai danni dellUnione Sovietica, mandarci al muro tutti e tre, io, te e Ninotchka, e salire un altro gradino nella carriera?

BRANKOV - Va bene: Ninotchka ha fatto male a non mandare neanche un rapporto. Ma non c motivo di pensare che si scomodi Krasnov: manderanno semmai un altro commissario come lei.

IVANOV - Gi! E stavolta come la vuoi? Bionda o bruna? Bisogna staccare Ninotchka da Le Roi.

BRANKOV - Oh, no, questo no!

IVANOV - Silenzio. Chi il capo, qui?

BRANKOV - Ninotchka.

IVANOV - E quando non c Ninotchka?

BRANKOV - Daccordo: il capo sei tu. (Pausa) Posso fare una domanda?

IVANOV - No. (Pausa) Ninotchka innamorata di Le Roi. Le Roi innamorato di Ninotchka. Ninotchka felice! Essendo felice inefficace! Ha perso il mordente; diventata di pasta frolla. Non segue la questione come dovrebbe, non si batte pi. Bisogna restituirle lucidit e freddezza. Sopprimiamo la causa e avremo soppresso gli effetti.

BRANKOV - Vuoi uccidere Le Roi?

IVANOV - Non subito, non necessariamente.

BRANKOV - Oh dio!

IVANOV - Voglio trovare il modo di staccare Ninotchka da Le Roi. (Da fuori, parole e risa. Ivanov tende le orecchie) Eccoli: sono loro! Non una parola: un ordine.

BRANKOV - Posso fare una domanda?

IVANOV - No, non c tempo. Mi raccomando: tu fai il finto tonto.

BRANKOV - Cio?

IVANOV - La tua solita aria. Ssst! Indifferenza! (La porta si apre, entrano Leone e Ninotchka. Ridono, evidentemente felici, o per lo meno allegri. Lei alquanto cambiata: ha un trucco leggero, veste un abito semplice ma comunque parigino, ha le scarpe con i tacchi e un cappellino: semplice, ma cappellino)

IVANOV - Oh buongiorno, compagna.

NINOTCHKA - Buongiorno, amici.

LEONE - Buongiorno a tutti. Bella giornata, eh?

NINOTCHKA - (depone la borsa, si toglie il cappello) In ritardo anche oggi! Mi dispiace, mi dispiace tanto. Non molto che aspettate, vero?

BRANKOV - Nooo, ma quando mai!

IVANOV - Quasi due ore.

NINOTCHKA - (atterrita) Non possibile! Volete dirmi che sono passate le undici?

BRANKOV - Quelle di sera no.

IVANOV - quasi mezzogiorno.

NINOTCHKA - Ma come! Abbiamo fatto una passeggiatina di cinque minuti al Bois de Boulogne Leone!

LEONE - Al Bois de Boulogne ci son cos pochi orologi

BRANKOV - E poi, suppongo, quando si in due le ore valgono la met. Due ore di ritardo: diviso due, fa solo unora di ritardo.

IVANOV - Non cos importante. E poi: il capo sei tu, compagna.

LEONE - Te lavevo detto? I nostri amici saranno comprensivi. Sono uomini di mondo anche loro.

NINOTCHKA - Grazie, siete molto buoni. Vi prometto che non succeder pi. Comunque la colpa tutta di monsieur Le Roi. Mi ha raccontato tante di quelle storie (Scambio di sorrisi tra lei e lui)

BRANKOV - Lo credo bene: francese e avvocato!

NINOTCHKA - un grande narratore.

LEONE - E Ninotchka una grande ascoltatrice. Solo con le barzellette ha qualche difficolt.

NINOTCHKA - Forse sono io che sono poco moderna, che sono in ritardo

LEONE - Ma no.

BRANKOV - S, ormai di due ore.

NINOTCHKA - Basta, chiedo scusa ancora: mettiamoci subito al lavoro. Hai portato il dossier, compagno Ivanov?

IVANOV - S, compagna.

NINOTCHKA - La seduta aperta.

BRANKOV - Mozione dordine.

NINOTCHKA - Hai fame.

BRANKOV - Si, lo confesso. In linea con il realismo socialista, a questora io ho fame. E affermo la mia incapacit a lavorare se non sufficientemente nutrito. Mi richiamo allarticolo 2 della costituzione sovietica in base alla quale ogni lavoratore ha diritto

NINOTCHKA - Va bene. Ti bastano venti minuti, compagno Brankov?

BRANKOV - Trenta?

NINOTCHKA - Venticinque.

BRANKOV - Va bene.

NINOTCHKA - La mattinata andata persa per colpa mia. Chiedo scusa alla commissione. La seduta aggiornata alle dodici e mezza. Compagni avvocato Le Roi (Esce verso la propria camera)

LEONE - Ma che cosa le successo?

IVANOV - Non lo so Sei tu, Leonichka, che la vedi pi di tutti Se non lo sai tu (A Brankov) Vengo anchio.

BRANKOV - Avvocato?

LEONE - No, Grazie Io non ho fame. (I due escono, commentando a bassa voce)

BRANKOV - innamorato

IVANOV - Poveretto (Leone resta solo. Si guarda intorno, decide evidentemente di andarsene ma senza troppa convinzione. Si infila il cappotto, lanciando ogni tanto unocchiata in direzione della stanza di Ninotchka. In punta di piedi si avvicina alla porta, ma in quel momento la porta si apre e ricompare Ninotchka)

NINOTCHKA - Ancora qui?

LEONE - Come vedi.

NINOTCHKA - Tu non hai fame?

LEONE - Avrei fame se tu facessi colazione con me.

NINOTCHKA - Grazie, ma non posso. Voglio riflettere. (Pausa) Leone io vorrei che questa seduta fosse lultima Che tutto venisse una buona volta deciso, sistemato Ti prego, lasciami sola (Leone le si avvicina, le posa una mano sul braccio, ma lei si schermisce)

LEONE - Ninotchka che coshai?

NINOTCHKA - Niente, che cosa vuoi che abbia? Forse un po preoccupata per la mia missione Io sono venuta a Parigi col compito preciso di recuperare il Raffaello (Ma la voce le si spezza, fa fatica a parlare. Forse ricaccia indietro qualche lacrima)

LEONE - Ninotchka guardami, e dimmi che coshai.

NINOTCHKA - Tho detto che non ho niente. Le ho chiesto di lasciarmi sola, avvocato Le Roi.

LEONE - (si toglie il soprabito, deciso) No! Non contarci!

NINOTCHKA - (con violenza) Basta, ho detto: basta!

LEONE - E adesso, guardati l: triste, resa infelice da non so che cosa lontana da me ferita offesa che fai fatica a non scoppiare a piangere

NINOTCHKA - Non vero!

LEONE - I tuoi compagni than detto qualcosa?

NINOTCHKA - No, loro non mi hanno detto niente. Loro mi guardano e basta. Mi guardano e mi vedono come

LEONE - Come?

NINOTCHKA - come io mi vedo.

LEONE - Non capisco.

NINOTCHKA - Davvero non capisci? (Gli si pianta davanti) E allora guardami e capirai. Guardami: scarpe col tacco, calze di nailon, messa in piega, vestito nuovo Ecco qua: ecco quel che resta di Nina Yakusova, che un mese e mezzo fa partita da Mosca, ferma nella sua fede, decisa nella sua missione, fredda e precisa come un bisturi, sono tue parole! Ecco che cosa ne hai fatto! Una donna come le altre, identica a tutte le altre, che prende gli aperitivi al bar, che va a spasso sul lungofiume

LEONE - Ah, questo?

NINOTCHKA - Si, questo.

LEONE - E adesso te ne accorgi?

NINOTCHKA - Oggi mi sono vista negli occhi dei miei compagni.

LEONE - E non ti viene il dubbio che la donna come le altre, che porta le scarpe col tacco e prende gli aperitivi al bar, sia meglio della walkiria com? Ferma nella sua fede, decisa nella sua missione?

NINOTCHKA - No, un dubbio che non mi viene. Oh, per te facile, lo so: facile non vedere. Che cosa pu importartene a te, cresciuto da secoli nellegoismo di questa societ marcia, corrotta! Abituato a chiudere gli occhi a tutto quello che ti dispiace! A sacrificare gli esseri umani al tuo piccolo piacere! Questa la vostra civilt! Ma noi no; noi siamo diversi! Noi non siamo egoisti, ciascuno di noi appartiene a tutti gli altri, e se uno tradisce, tutta la Russia che si sente tradita.

LEONE - Calma, calma un momento: si pu sapere chi hai tradito tu?

NINOTCHKA - Non ho portato a termine lincarico che avevo ricevuto.

LEONE - E allora? Non ce lhai fatta. Un fallimento, daccordo: ma perch un tradimento?

NINOTCHKA - Perch ho ceduto al mio egoismo, ho inseguito la mia vanit: e ho fallito per questo. Se tu non esistessi, sarei ancora quello che ero.

LEONE - Allora colpa mia.

NINOTCHKA - No, tu hai il diritto di esistere, anche nel tuo marcio egoismo! Sono io che dovevo chiudere gli occhi, o meglio: tenerli aperti, ma dritti al mio dovere. E adesso che tho detto tutto, vattene. Ritorna ad essere lavvocato della principessa Stefania. Questo il tuo ruolo. E io riassumer il mio, avvocato Le Roi. (Pausa. Ninotchka fa per allontanarsi, poi si volta) E allora? Perch non te ne vai?

LEONE - Beh, evidentemente perch ti amo.

NINOTCHKA - Che coshai detto? Tu mi ami? Tu?

LEONE - Non guardarmi come se avessi bestemmiato. Questa s, molto pi colpa tua che mia.

NINOTCHKA - Io non ho fatto niente perch tu mi amassi.

LEONE - Esisti, Ninotchka. Esisti, e tanto basta!

NINOTCHKA - Tu non ami. Io ti amo voi francesi lo dite al primo che passa. Je vous aime, Je taime beaucoup, Jaime a la folie Sono banali formule di cortesia. Tu sei incapace di amare!

LEONE - Lho creduto anchio, questo: e per molto tempo. Le donne mi dicevano di s abbastanza facilmente, non cera neanche bisogno che me ne innamorassi. Anzi, in un certo senso mi lusingava, essere al riparo dallAmore con la A maiuscola. Poi sei arrivata tu, Ninotchka, e io ho capito che non ero al riparo di un bel niente: avevo semplicemente sbagliato vocazione.

NINOTCHKA - Non vero.

LEONE - bastato che ti vedessi qui, senza nessuna messinscena parigina, vestita allultima moda russa, e io ho sentito subito

NINOTCHKA - Quel che hai sentito non prova niente. Tu scambi per amore una semplice contrazione del plesso solare che come dice Kamitchev

LEONE - Al diavolo te, Kamitchev e il plesso solare! Io ti amo. Punto. Anzi: punto esclamativo. E se lo dico cos male solo perch lo dico per la prima volta. Almeno, in questo modo.

NINOTCHKA - Bene. Hai fatto male a dirmelo. Non ne avevi nessun diritto. Per prima cosa, non il momento. E poi uninutile complicazione. Anche perch si d il caso che io no: io non ti amo.

LEONE - Questo lo posso capire. Io non sono molto bello.

NINOTCHKA - Infatti.

LEONE - Non sono neanche particolarmente intelligente.

NINOTCHKA - Esatto.

LEONE - Sono normale.

NINOTCHKA - S. Pi o meno, s.

LEONE - Per, comunque, abbiamo la stessa lunghezza donda. Almeno cos mi hai detto.

NINOTCHKA - In un primo tempo lho pensato.

LEONE - Ci sono stati anche taluni comportamenti che avrebbero potuto confermarlo.

NINOTCHKA - I gesti dellamore non sono lamore. Per lo meno per me. La necessit biologica anche degli animali. Io ho altre ambizioni, Leone. Lidea di essere lamante dellavvocato Le Roi non abbastanza interessante per Nina Yakusova e neanche per Ninotchka. Sono stata chiara? Addio, avvocato Le Roi.

LEONE - Ho gi avuto troppe amanti, Ninotchka, decisamente troppe. E a te, unaltra cosa che avrei voluto proporre. Ma per questo eh s, per questo era proprio necessario che tu mi amassi! Addio, signorina Yakusova. (Si avvia verso la porta)

NINOTCHKA - Unaltra cosa E cio?

LEONE - Non farmi credere che improvvisamente non capisci pi la mia lingua.

NINOTCHKA - Vuoi dire che non vorrai dire che (Lei lo guarda, tremando, senza finire la frase)

LEONE - Proprio cos! (Una pausa) E adesso, devo ancora andarmene?

NINOTCHKA - S. (Leone apre la porta. Ninotchka grida) No! No! (Corre da lui e si getta tra le sue braccia in uno slancio totale, senza sapere se ridere o se piangere) Resta qui! Resta qui! Oh, amore mio! Gioia mia! Mia vita! Davvero mi ami, allora? Guardami negli occhi! No, non guardarmi, devo essere orribile! Ma tu sei matto! Io tua moglie? I tvoia jen? Eto nie mujno! impossibile, amore mio! Prova a pensarci: non vedi che impossibile? No, non dire niente. Lasciamelo credere, ti prego: per un attimo lasciamelo credere. Tu non puoi immaginare che cosa rappresenti questo momento per me! Taci! Non dire niente: io ti amo! Ti ho amato subito: fin dal primo giorno! Lasciami piangere, per piacere: lasciami piangere. la prima volta, lo sai? Nessuno, mai, n alluniversit, n al Partito Oh, Leonichka, sierdze moi, moi liubimoi meraviglioso. (Lo bacia appassionatamente. Squilla il telefono. Ninotchka, con un calcio, fa rotolare per terra lapparecchio, che, ovviamente, tace) Oh, voglio morire, in questo momento, subito, tra le tue braccia non reggo tutta la gioia che ho dentro Dimmi che mi ami, ripetimelo. E dimmi che nulla mai roviner questo amore.

LEONE - Nulla mai roviner questo amore.

NINOTCHKA - Giuramelo.

LEONE - Te lo giuro. (Nuovo bacio appassionato. Poi Ninotchka si stacca, riacquista improvvisamente tutta la sua calma)

NINOTCHKA - Grazie, Leone. stata davvero una bellissima emozione. Veramente., forse il pi bello dei tanti momenti belli che tu hai saputo darmi qui a Parigi. (Gli porge la mano e gliela stringe) Grazie, avvocato Le Roi. davvero un peccato che la cosa sia del tutto impossibile.

LEONE - Ma niente impossibile allamore!

NINOTCHKA - (fermandolo con un gesto, come se fosse passato il momento delle frasi di questo genere) Non siamo in un romanzo, Leone. Questa la vita. Pensa a che cosa direbbero nel tuo ambiente, i tuoi amici. Il grande avvocato Leone Le Roi ha sposato una piccola bolscevica. Ti rendi conto? una follia. Tu non sei nemmeno comunista.

LEONE - Ah s? E chi me lo vieta?

NINOTCHKA - La tua coscienza.

LEONE - La mia coscienza non si mai immischiata nei miei affari di cuore e non ha nessuna intenzione di immischiarsene adesso.

NINOTCHKA - Perch in realt non hai una coscienza! Perch sei un tipico prodotto di una societ condannata dalla storia. Il frutto putrefatto di una civilt fatiscente. Lesempio pi tipico dei risultati a cui pu condurre il plutocapitalismo edonistico delloccidente.

LEONE - Io ti adoro.

NINOTCHKA - Anchio.

LEONE - Ma sono anche testone. E piuttosto di darti quel quadro lo brucio.

NINOTCHKA - Speri forse che sia io a cedere? Piuttosto faccio ricorso allONU.

LEONE - Dove lURSS ha il diritto di veto. Bella imbrogliona!

NINOTCHKA - Tutto bene quando il fine giusto.

LEONE - Bisogna vedere se giusto.

NINOTCHKA - Sar giusto il tuo!

LEONE - Dalla mia c il diritto di propriet.

NINOTCHKA - Dalla mia il diritto del popolo. E non sar un avvocato da quattro soldi a poter contrastare (Si interrompe e gli si getta tra le braccia) Oh, tesoro, scusami, scusami, non volevo dir questo Perdonami, perdonami Lo vedi come sarebbero le nostre serate? (Bussano alla porta) Questi sono Brankov ed Ivanov. Hanno fatto presto a mangiare! (Leone apre la porta ed introduce Coppelia: elegante, giovane, manager dhaute couture. seguita da Cecile, sua assistente, con alcuni pacchi contenenti evidentemente dei vestiti)

COPPELIA - Bonjour. Ho il piacere di parlare con mademoiselle Yakusova?

NINOTCHKA - Sono la compagna Yakusova. Desidera?

COPPELIA - Casa dalta moda Lucette et Sophie, di Place Vendome, mademoiselle. Chiedo scusa per lirruzione. Ho tentato invano di farmi annunciare. Il suo telefono forse guasto (Vede il telefono per terra)

LEONE - Ah, un piccolo incidente (Raccoglie e rimette a posto il telefono)

COPPELIA - (sorride verso Cecile) Vien, Cecile, appoggia pure l.

CECILE - Subito, signora. (mette i pacchi sul divano) Ecco fatto.

COPPELIA - Le ho portato i vestiti, mademoiselle.

NINOTCHKA - Vestiti? Quali vestiti? Io non ho ordinato nessun vestito Ci devessere un errore.

LEONE - Nessun errore, Ninotchka, chiedo scusa. Sono stato io a telefonare allatelier. Ho pensato

NINOTCHKA - Hai fatto male a pensare, Leone.

LEONE - Unocchiata a un paio di vestiti non pu far male a nessuno, Ninotchka.

NINOTCHKA - I vestiti non mi interessano Non mi interessano pi. Per me, un vestito o laltro un dettaglio senza importanza.

COPPELIA - Au contraire, mademoiselle! Non bisogna mai trascurare i dettagli senza importanza: sono importantissimi! Allorigine di molti grandi eventi ci sono dei dettagli senza importanza, come la mela di Eva, o il naso di Cleopatra Leleganza fatta di dettagli, ma essa non un dettaglio. un dovere sociale.

LEONE - Precisamente. Una donna mal vestita come un soldato che diserta.

COPPELIA - Se lei fosse brutta, mademoiselle, potrebbe avere delle scuse. Ma fatta com fatta, ha solo dei doveri. E la nostra casa le offre loccasione di adempierli. Nest ce pas, Cecile?

CECILE - Oh, la signora veramente incantevole. La sua preferenza non pu che farci onore.

NINOTCHKA - Le ripeto che non ho bisogno di niente, e che non ho la minima voglia di comprare vestiti.

COPPELIA - Je vous en prie! Aspetti almeno di averli visti.

NINOTCHKA - Senta, signorina

COPPELIA - Coppelia.

NINOTCHKA - signorina Coppelia, io sono qui per lavoro.

COPPELIA - Ma anchio!

NINOTCHKA - E non ho tempo da perdere.

COPPELIA - Bien sure: sceglier pi in fretta. Faremo comunque presto. Lei ha una figura da indossatrice e lavvocato Le Roi si premurato di farci avere le sue misure.

NINOTCHKA - Le mie misure? E come le conosci?

LEONE - Beh, a occhio e croce, naturalmente. Sai, la forza dellabitudine

NINOTCHKA - Ah, unabitudine!

COPPELIA - (Verso Cecile) Passami pure il primo, cherie.

CECILE - Ecco, signora. (Cecile libera dalla custodia un vestito) Questo veramente un incanto!

COPPELIA - Diciotto Brumaio. Dix-huit Brumire. (Lo esibisce, con gesto quasi da prestigiatrice. Il vestito ovviamente molto bello e Ninotchka non pu evitare di rimanerne colpita) Tutti i modelli della nostra collezione portano il nome di un colpo di Stato.

NINOTCHKA - Si bello. Ma in Unione Sovietica questi vestiti li indossano solo le attrici a teatro.

COPPELIA - Mais mademoiselle, qui siamo a Parigi!

NINOTCHKA - E poi

LEONE - Se quello che ti preoccupa la questione economica, io sono sicuro che la Lucette et Sophie sar lieta di farti un piccolo omaggio. (Un cenno dintesa a Coppelia)

COPPELIA - Oui, certainement: lietissima. Le dir, avvocato, in confidenza, noi abbiamo vestito donne celebri in tutti i continenti: Rita Hayworth, la duchessa di Windsor, Martine Carol, Elizabeth Roosevelt Non sempre con gli stessi risultati, ahim, ma questo non per colpa nostra Mais pas encore un funzionario bolscevico; e della grazia e del fascino di mademoiselle Yakusova. dunque per noi, oltre che un piacere, un piccolo investimento pubblicitario. (A Ninotchka) Le dix-huit brumire non le piace?

NINOTCHKA - Mi piace molto, ma

COPPELIA - Molto, ma cest a dire che non le piace abbastanza (Verso Cecile) Passami pure quello, cara.

CECILE - Con piacere, signora. (lo toglie dalla scatola e lo porge a Coppelia) Ecco fatto.

COPPELIA - Quatorze juillet: Quattordici luglio. Uno dei nostri modelli pi riusciti. Pu essere indossato da chiunque, anche se nel suo caso una notazione superflua: adatto per le grandi occasioni ma anche per fare acquisti ai grandi magazzini, facile da indossare, facile da togliere (Mentre Ninotchka, suo malgrado, contempla affascinata squilla il telefono. Leone che risponde)

LEONE - Si? Si, sono io Scendo subito Va bene S Ditele di salire. (Riappende) La principessa Stefania nella hall, vuole parlare con me Ti dispiace se la faccio salire?

NINOTCHKA - Mi pare che tu glielabbia gi detto.

LEONE - lei che ha voluto salire Mi domando perch.

NINOTCHKA - Le donne sono curiose. Ma io non voglio darmi in pasto alla curiosit di nessuno. Ti lascio campo libero. (Si avvia verso la propria camera)

LEONE - Madame Coppelia, le dispiace continuare per qualche minuto nella camera della signorina Yakusova? Non credo che sar una cosa lunga. (Escono Ninotchka, Coppella e Cecile con i vestiti. Pausa. Bussano alla porta)

LEONE - Avanti! (Entra Stefania. Estremamente elegante, raffinata, sofisticata. Leone le si fa incontro e le bacia la mano) Buongiorno, mia cara amica.

STEFANIA - Buongiorno, avvocato. La disturbo?

LEONE - Per carit. Sono solo un po stupito di vederla qui. Potrei farle osservare che non esattamente il suo posto. Lei parte in causa e la commissione deve poter lavorare senza

STEFANIA - (che non sembra averlo ascoltato, si guarda in giro) Banale e impersonale. Lappartamento della signorina Yakusova, suppongo.

LEONE - S.

STEFANIA - Non le piacciono i fiori?

LEONE - una questione che non stata ancora affrontata.

STEFANIA - (sorride) Naturalmente. Una questione troppo frivola, immagino, per i lavori di una commissione. qui che si svolgono queste famose riunioni?

LEONE - S, ma non vedo perch famose.

STEFANIA - (sempre con il miglior sorriso sulle labbra) Se non altro per il loro numero e la loro durata. Non certo per i risultati.

LEONE - Toccato, lo riconosco.

STEFANIA - Oh, non un rimprovero. Capisco che la trattativa si trascina; daltra parte, le trattative sono fatte per questo. Mi dispiace soltanto che la frequenza di queste riunioni mi privi sempre pi del piacere della sua compagnia, avvocato.

LEONE - La signorina Yakusova arrivata da Mosca con tutta una serie di nuove argomentazioni molto pericolose e sottili. stata una dura lotta!

STEFANIA - Non ho ancora avuto il piacere di incontrare la signorina Yakusova. Certo, a giudicare dalla sua capacit lavorativa, devessere instancabile.

LEONE - Un commissario del popolo. Davvero non mi ha dato tregua.

STEFANIA - Praticamente, da quando questa signora arrivata a Parigi, ventiquattrore di riunione su ventiquattro: riunione al mattino, riunione al pomeriggio, riunione alla sera

LEONE - un rimprovero?

STEFANIA - No, ma lei non sente il bisogno di respirare? Perch qualche volta non si fa sostituire da un collega?

LEONE - Non ne vedo la necessit.

STEFANIA - Ho capito: lei ci tiene ad essere solo nel contrastare e sconfiggere la signorina Yakusova. Riconosco il suo spirito combattivo, avvocato. Le dir anzi che ho esitato prima di venire: non volevo disturbare una riunione.

LEONE - I delegati sono andati a colazione.

STEFANIA - Ah si? Perch: mangiano anche? (Esplode improvvisamente, smettendo il sorriso di facciata) E allora perch mi hai raccontato tante balle?

LEONE - Eh? Pardon?

STEFANIA - Perch non hai voluto venire a pranzo da me? E mhai raccontato che mangiavate dei panini, senza interrompere la discussione? Perch mi hai giurato che non avevi assolutamente tempo?

LEONE - Stefania!

STEFANIA - Perch? Eh, perch?

LEONE - Non gridare cos

STEFANIA - Non far lo sforzo di rispondere, te lo dico io: perch qualcosa ti trattiene qui! E non n la discussione, n il Raffaello, n la tua coscienza professionale! Sono i begli occhi della signorina Yakusova! Il fascino slavo, ecco che cos!

LEONE - Ma Stefania! Sei ridicola, credimi!

STEFANIA - Certo: questo quel che dicono gli uomini alle donne che capiscono tutto.

LEONE - (ride) Tu, gelosa di Nina Yakusova?! Incredibile. evidente che non lhai mai vista. Un commissario del popolo, Stefania! Un commissario bolscevico Ma ti rendi conto? Se non fosse penoso, sarebbe ridicolo. Vorrei sapere che cosa ti ha messo in testa certe idee.

STEFANIA - Il tempo che tu le dedichi!

LEONE - (ride, fa per abbracciarla) Tesoro mio!

STEFANIA - brutta?

LEONE - Oddio, proprio brutta no. Non direi brutta, direi banale, assolutamente qualunque senza gusto, senza femminilit goffa a tavola: anche lei, se c da usare le mani come i suoi compagni, del resto. Vestita, poi dovresti vederla come va in giro vestita: un sacco di patate, da vergognarsi a farsi vedere insieme Ah, altro che fascino slavo! Vorrei proprio che tu la vedessi!

STEFANIA - Dimmi che mi ami

LEONE - Io (La porta della camera di Ninotchka si apre e Ninotchka si affaccia sulla soglia. Indossa il Quattordici luglio, truccata, pettinata, al massimo splendore. Stupore attonito di Leone e di Stefania)

NINOTCHKA - Stefania Alexandrovna Prieobajenski?

STEFANIA - Principessa Prieobajenski. La signorina Yakusova, suppongo?

NINOTCHKA - Compagna Yakusova. Chiedo scusa se interrompo il suo colloquio con lavvocato Le Roi. Ma ho pensato fosse pi corretto che noi ci conoscessimo e che, trovandoci nel mio appartamento, toccasse a me compiere il primo passo.

STEFANIA - Sono molto lieta di fare la sua conoscenza. (Le sue mani tormentano nervosamente la borsetta, ma si tratta dellunica manifestazione esteriore del suo nervosismo. Essa sorride, perfettamente padrona di s) Lei molto bella. Ucraina, senza dubbio.

NINOTCHKA - S. Warwarowka.

STEFANIA - La conosco. Vicino a Nicolaiev, vero? Lungo il fiume, in un grande bosco di betulle

NINOTCHKA - Vedo che non ha dimenticato tutto.

STEFANIA - Non dimentico niente. N questo, n altro. (Breve pausa. Sorriso) La ringrazio per essersi presentata a me cos spontaneamente. E chiedo scusa per il mio attimo di sorpresa al suo ingresso, ma lei mi era stata descritta in modo cos diverso

NINOTCHKA - Mi si conosce poco, vero. Io esco raramente e sempre in compagnia dellavvocato Le Roi, che si assunto gentilmente il compito di farmi da guida a Parigi e dintorni. Oh, ma non si preoccupi, principessa: quando siamo insieme come amici non parliamo mai daffari.

STEFANIA - Oh, non ne dubito. Conosco bene la correttezza professionale dellavvocato Le Roi. (Sorriso) Ancora molto piacere daver fatto la sua conoscenza, signorina. Do skorovo svidania.

NINOTCHKA - I ocien vam blagodarien. Do skorovo svidania. (Stefania esce, ignorando totalmente la presenza di Leone. Lunga pausa. Una breve dialogo muto tra Ninotchka e Leone. Leone si avvicina alla porta della camera di Ninotchka, la apre, introduce Coppella e Cecile)

COPPELIA - Et alleur, avvocato Le Roi. Limpressione come stata?

LEONE - Ottima, madame Coppelia. Ottima e cospicua.

COPPELIA - Non ne dubitavo. Pu bastare?

LEONE - Pu bastare.

NINOTCHKA - Io non

COPPELIA - Separare quel vestito da lei, mademoiselle, sarebbe un delitto che io non mi sento di compiere. Et toi, Cecile?

CECILE - Per carit! Preferirei togliermi il mio, se volete.

LEONE - Non necessario, grazie. Ci vedremo madame Coppelia.

COPPELIA - Con tutto suo comodo, avvocato. Mademoiselle.

NINOTCHKA - (le stringe la mano) Buongiorno, compagna.

COPPELIA - Compagna? (Ride) Dlicieuse, vraiment dlicieuse! (Esce)

NINOTCHKA - (dopo una pausa) Stavo per entrare e, non so perch, ho guardato un attimo dal buco della serratura. Mi sono gettata su questo vestito come un naufrago afferra unancora di salvezza, con gli occhi chiusi distinto Come si spiega, Leone?

LEONE - (che lo sa benissimo) Non lo so, Ninotchka.

NINOTCHKA - Forse, ho sentito in un lampo che rappresentavo lUnione Sovietica e ho voluto affrontare la nostra nemica da pari a pari.

LEONE - Ah, certo! senzaltro cos! Mi ero dimenticato dellUnione Sovietica. (La porta si apre ed entrano Brankov e Ivanov, allegramente ciarlieri e satolli)

IVANOV - Eccoci qui.

BRANKOV - Venticinque minuti esatti. (Vedono Ninotchka e restano basiti) Oooh!

NINOTCHKA - Ti meraviglia tanto questo vestito?

LEONE - Si chiama Quattordici luglio, compagni. Uno dei grandi precedenti storici della rivoluzione sovietica.

BRANKOV - molto bello.

IVANOV - E ti sta molto bene. Del resto, tutto sta bene ad una donna felice. (Ninotchka lo guarda. Qualcosa nel tono di Ivanov lha colpita. Pausa. Poi, ad un tratto)

NINOTCHKA - Al lavoro. (Siedono) La seduta aperta. Avvocato Le Roi?

LEONE - Ehm Eravamo rimasti alla lettura del protocollo stilato dal compagno Ivanov, e sui cui tutti eravamo sostanzialmente daccordo. Restava da aprire la discussione. Possiamo dichiararla aperta.

IVANOV - Chiedo la parola.

NINOTCHKA - Prego.

IVANOV - Daccordo col compagno Brankov, propongo la cessazione dei lavori di questa commissione e il passaggio della questione alla Commissione Internazionale per i Litigi di Guerra.

LEONE - Il motivo?

IVANOV - Le manovre, ormai fin troppo esplicite, con cui qualcuno della parte a noi avversa sta sabotando questa commissione.

LEONE - Ivanov, lei pazzo. Si pu sapere di che manovre mi si accusa?

IVANOV - Io non ho fatto nomi.

LEONE - Chiedo scusa: sono lunico rappresentante della parte a voi avversa. Mi accusate di sabotare la commissione?

IVANOV - Ebbene s.

LEONE - Lo sa che potrei schiaffeggiarla?

NINOTCHKA - Avvocato!

LEONE - Pardon! Per devo chiedere che quanto stato detto venga immediatamente ritirato.

IVANOV - Le consiglierei di non insistere, avvocato Le Roi.

BRANKOV - (timidamente) Non insistere, Leonichka

LEONE - E invece insisto.

IVANOV - E va bene: lha voluto lei. Lavvocato Le Roi a nostro avviso nellimpossibilit di svolgere con correttezza e onest il suo ruolo di membro di questa commissione internazionale, per lequivocit dei rapporti che intrattiene da un lato con la compagna Nina Yakusova, dallaltro con la principessa Stefania Prieobajenski.

LEONE - Equivocit dei rapporti?! Tra me e la compagna Yakusova esiste unamicizia fondata sulla reciproca stima, quanto alla principessa Stefania io sono il suo legale rappresentante

IVANOV - E, notoriamente, il suo amante ufficiale da quasi dieci anni! (Ovvia sensazione e lunga, fremente pausa)

LEONE - (sibilando, tra i denti) Questo un colpo basso, compagni!

NINOTCHKA - (gelidamente) La seduta sospesa. (Si alza e si avvia verso la propria camera, prima a passo deciso, poi quasi correndo. Leone le corre dietro, ma Ninotchka entra in camera e chiude la porta)

LEONE - Ninotchka! Ninotchka! (Scuote la maniglia, invano) Ninotchka! Ninotchka! (Leone rimane accanto alla porta. Gli altri due parlottano tra di loro)

BRANKOV - Ivanov, ti sei comportato come un porco.

IVANOV - Lo so e mi stato molto difficile. Non ci sono portato.

BRANKOV - Cosa si fa?

IVANOV - Il bar aperto: andiamo. (Si avviano, ma la voce di Leone li ferma)

LEONE - Lavete fatto apposta, vero?

IVANOV - Era necessario.

LEONE - Perch? Per chi?

IVANOV - Per tutti noi. Per lei. E forse anche per te, Leonichka. Ma soprattutto per lei, per Ninotchka. Krasnov lavrebbe distrutta!

LEONE - Krasnov, Krasnov! Io me ne frego di Krasnov, imbecille! Io amo Ninotchka, lo capite questo? Lo sapete che cos lamore?

IVANOV - Si, e ho visto come riduce una donna. Krasnov ne avrebbe fatto un boccone: una donna innamorata! E lei non avrebbe saputo difendersi. Adesso invece Un cane bastonato morde meglio degli altri.

BRANKOV - Proverbio russo dei tempi degli zar, Leonichka. Ma vale anche adesso.

IVANOV - Vieni al bar con noi?

LEONE - No!! (I due escono. Leone resta solo. Si guarda in giro, fa per avvicinarsi alla porta di Ninotchka, ma, poi rinuncia: inutile. Ha unidea, si avvicina al telefono, compone un numero. Parla, se si crede, con accento russo) Pronto? Il Grand Hotel? Qui Mosca, urgente. Pu per favore passarmi la sign la compagna Nina Yakusova? Grazie. (Riappende immediatamente. Attende un attimo. Il telefono prende a squillare. Leone si nasconde da qualche parte. Altri squilli. Finalmente la porta della camera si apre e Ninotchka si affaccia: si guarda in giro, poi si avvicina al telefono, stacca il ricevitore)

NINOTCHKA - Pronto? Come? Da Mosca? S, si, resto in linea. (Attende, Leone si fa vedere. Ninotchka lo fulmina, senza abbandonare il telefono) Fuori di qui!

LEONE - No. (Le si avvicina)

NINOTCHKA - Esca o la faccio sbattere fuori dal cameriere!

LEONE - Ho detto di no. E comunque puoi riattaccare. Non c nessuna chiamata da Mosca. Sono stato io. Per tirarti fuori da quella stanza. Uno sporco trucco, daccordo! (Ninotchka lo schiaffeggia, con forza, con odio)

NINOTCHKA - E adesso, fuori! Questo il tuo ultimo trucco con me, avvocato Le Roi. Non hai pi niente da insegnarmi. Stavi per farcela: pu bastarti. Puoi andartene dalla tua bella Stefania e dirle che le hai provate proprio tutte: la gentilezza, la cortesia, le passeggiate, i vestiti, lo champagne, e da ultimo anche lamore! Il pi grande dei trucchi! E dille pure che con me hanno funzionato tutti: ci sono cascata! Diglielo pure, mi raccomando: sorride cos bene, la principessa Stefania, chiss come bella quando ride. Vuoi che non rida a sentire come ci sono cascata? Perch inutile negarlo: ci sono cascata, ti ho creduto, io non chiedevo che di crederti Che idiota, che idiota, che idiota (Le lacrime hanno il sopravvento e scoppia a piangere)

LEONE - Ascoltami domani non sar pi niente per la Principessa Stefania. Erano mesi ormai che volevo rompere, da prima ancora che di sapere che esisteva al mondo una certa Nina Yakusova

NINOTCHKA - Non ti credo! Giuramelo.

LEONE - Te lo giuro. Che cosa, Ninotchka?

NINOTCHKA - Che mi ami.

LEONE - Ti amo.

NINOTCHKA - Baciami. (Si baciano. Ma a un tratto squilla il telefono. Ninotchka va a rispondere) Pronto? S, sono io Un momento, scusi. (A Leone) lambasciata sovietica Scusa: riservato

LEONE - Niente di grave?

NINOTCHKA - No, no, sta tranquillo. Presto ciao.

LEONE - A stasera? Come al solito?

NINOTCHKA - Come al solito, amore. (Leone le manda un bacio sulla punta delle dita, ed esce. Ninotchka attende che la porta sia ben chiusa, poi riprende lascolto. Appare improvvisamente mutata: il sorriso le si spento sulle labbra, sembra quasi invecchiata, stanca, spenta anchessa. Parla con voce fredda e impersonale) Pronto? S, la compagna Yakusova sono io Ti ascolto, compagno Krasnov (Ninotchka ascolta, mentre cala lentamente la tela)

SIPARIO
ATTO TERZO

La stessa scena, il giorno dopo, verso mezzogiorno. Allalzarsi del sipario, la scena vuota. Si sente bussare alla porta. Nessuno risponde. Altri colpi. Ancora silenzio. Allora la porta si apre, cautamente: si affaccia Ivanov.

IVANOV - Ninotchka Ninotchka (Ninotchka evidentemente non c. Ivanov entra e fa cenno a qualcuno di seguirlo) Avanti, avanti, vieni pure. (Entra Brankov con un grosso aggeggio sulle braccia)

BRANKOV - Non ancora arrivata.

IVANOV - andata a colazione con Le Roi. Possiamo star tranquilli. Per un francese, mangiare una cerimonia. Abbiamo tutto il tempo che vogliamo.

BRANKOV - Dove lo mettiamo?

IVANOV - Che cosa?

BRANKOV - Come, che cosa? Il registratore, no?

IVANOV - Tu cosa ne dici?

BRANKOV - Io dico solo di muoversi, perch pesa come un accidente. Posso metterlo gi da qualche parte, intanto?

IVANOV - Si, ma sta attento: molto fragile. roba americana, tecnica davanguardia. Questo non registra solo quel che dici, ma anche quel che pensi!

BRANKOV - Cosa?! (Ha uno scatto e lascia il registratore come se fosse qualcosa che scotta. Il registratore cade a terra)

IVANOV - Disgraziato! (Corre al registratore)

BRANKOV - Si rotto?

IVANOV - Altro che! Te lavevo detto che era fragile.

BRANKOV - Mi hai fatto paura.

IVANOV - Ma scherzavo!

BRANKOV - Beh, uno scherzo idiota.

IVANOV - Certo che adesso possiamo metterlo dove vogliamo. Krasnov andr su tutte le furie. Stamattina, per telefono, stato molto chiaro: piazzarlo in camera di Ninotchka, senza che se ne accorga. Missione di fiducia, conto su di voi!

BRANKOV - E adesso come facciamo?

IVANOV - Niente. Sistemiamo il registratore come se non fosse successo niente e diciamo che va tutto bene.

BRANKOV - Speri che non se ne accorga? Un registratore che non registra lo si nota, sai?

IVANOV - Se ne accorger dopo e sar tutto tempo guadagnato.

BRANKOV - (rassegnato, ma poco convinto) Va bene. Al punto in cui siamo (Raccatta il registratore) Allora, dove lo mettiamo?

IVANOV - Dietro la tenda. C gi anche una presa. (Si danno da fare a sistemare il registratore)

BRANKOV - Vuol registrare le parole di Ninotchka?

IVANOV - Si. A tradimento.

BRANKOV - Che porco! E se lei non confessa niente? O comunque niente di compromettente?

IVANOV - Confesser, confesser, Krasnov farebbe parlare anche un sasso. (Squilla il telefono. Ivanov risponde)

IVANOV - Pronto? S, s, lo faccia salire. Grazie. (Riappende) Ci siamo!

BRANKOV - Krasnov?

IVANOV - Sta salendo.

BRANKOV - Ci siamo davvero. Gli ascensori non hanno avuto un solo incidente da quando esiste il Grand Hotel

IVANOV - (improvvisamente dandosi una manata sulla fronte) Dio, che idioti!

BRANKOV - Che cosa c?

IVANOV - I vestiti! Sembriamo due sporchi capitalisti. Togliti la cravatta, fa presto. (Si tolgono le cravatte) Uhm, non abbiamo unaria naturale.

BRANKOV - Se ci tirassimo via anche le giacche?

IVANOV - Via anche le giacche In maniche di camicia avremo unaria pi attiva

BRANKOV - E rimboccarci le maniche?

IVANOV - Rimbocchiamoci le maniche! (Eseguono, poi si guardano)

BRANKOV - Non c male. Sembriamo proprio gente che lavora

IVANOV - Peggio ancora: sembriamo degli intellettuali americani. (La porta si apre, ed entra Krasnov. un uomo sui cinquantanni, elegantissimo, di uneleganza raffinata, comprese alcune bellurie tipo spilla con perla sulla cravatta. Porta i guanti e sotto il braccio ha una lussuosa cartella di pelle. Parla in modo secco, efficiente, manageriale, o comunque da uomo di poche parole, abituato a comandare e a non essere discusso)

KRASNOV - Dimitri Alexandrovich Krasnov!

IVANOV - (cordialmente) Salve, compagno! Lieto di vederti.

BRANKOV - Al compagno Krasnov un cordiale benvenuto a Parigi!

IVANOV - tanto che taspettavamo, compagno!

BRANKOV - Avevamo quasi paura che non venissi pi!

KRASNOV - Buongiorno. (Pausa, gli si avvicina, li squadra) Si pu sapere come siete vestiti? State traslocando? O trovate spiritoso vestirvi da barboni? Bello spettacolo, davvero! Bella carnevalata! Eccoli qui, i due membri delegati della Commissione per il Recupero dei Beni Russi allEstero. Bravi! Ma che cosa credete di rappresentare: lUnione Sovietica o una bocciofila di provincia?

IVANOV - Io

KRASNOV - Silenzio! Avete trenta secondi di tempo per rendervi presentabili. (I due si precipitano a rimettersi giacca e cravatta)

IVANOV - Ti chiediamo scusa, compagno, ma pensavamo che la linea del partito

KRASNOV - La linea del partito cambiata. Non leggete la Pravda?

BRANKOV - Si, s, la riceviamo sempre.

KRASNOV - Non ho chiesto se la ricevete: ho chiesto se la leggete.

IVANOV - Ma compagno, ti par possibile che non si legga la Pravda?

KRASNOV - Bene: sulla Pravda cera scritto. Non certo sul programma delle Folies Bergres.

BRANKOV - Les Folies Bergres? Non so neanche cosa siano

KRASNOV - quella specie di teatro dove sei andato tu, sabato sera, con la biondona che fa la manicure qui in albergo.

BRANKOV - Eh? Io? Ah, s, mi pare Ah, quelle erano le Folies Bergre? E pensa che io non sapevo neanche

KRASNOV - Basta! Avete sistemato il registratore secondo i miei ordini?

IVANOV - S, compagno.

KRASNOV - Dietro quella tenda, suppongo. Ovvio. Per fortuna che nessuno sospetta niente. Funziona?

IVANOV - Al meglio delle sue possibilit, compagno.

KRASNOV - Bene. Spero non faccia rumori sospetti.

IVANOV - Nessun rumore sospetto, compagno.

BRANKOV - Nessun rumore di nessun genere, compagno.

KRASNOV - Benissimo. Mi raccomando: con la compagna Yakusova neanche una parola di tutto questo. un ordine e anche un consiglio.

IVANOV - Tu lo sai che ti puoi fidare di noi, compagno.

KRASNOV - No.

IVANOV - Allora sei stato male informato, compagno.

KRASNOV - Io non sono stato informato: io mi informo. E voi vi conosco benissimo. Conosco benissimo te, Serghiei Fiodorovic Ivanov! E anche te, Fiodor Serghieievic Brankov. Siete due pagliacci. Finora protetti dal vostro caro amico Rasunin

IVANOV - Rasunin ti ha parlato di noi?

KRASNOV - Non ne ha avuto il tempo. Mi sembrato un po debole e lho segnalato per un periodo di riposo

IVANOV - Segnalato allorganizzazione della sanit?

KRASNOV - Alla Ghe.Pe.U.

BRANKOV - Allora

KRASNOV - In vacanza, in Siberia. Volete anche voi un periodo di riposo?

IVANOV - Noi stiamo benissimo! Noi siamo pieni di voglia di lavorare!

BRANKOV - Il lavoro salute!

KRASNOV - E allora vi consiglio di lavorare con me. E per me.

IVANOV - Puoi fidarti.

KRASNOV - No. Ma conto sul fatto che sar io a dirigere questanno la grande purga dautunno. La Yakusova la prima della lista. Quella donna mi d fastidio: una volta eliminata lei possibile che in alto loco si decidano a darmi il posto che merito.

BRANKOV - Nessuno pi di noi desidera vederti al posto che ti meriti!

IVANOV - Quel giorno ci prenderemo una sbronza eccezionale, compagno Krasnov!

KRASNOV - Bene. Forse siete meno stupidi di quel che sembrate. Comunque, attenti: una sola parola di tutto quello che si sta preparando, e voi sarete il secondo e il terzo della lista. Chiaro?

IVANOV - Limpido.

KRASNOV - Proporr alla compagna Yakusova il suo rimpatrio. Lei rifiuter: ha tutte le ragioni per rifiutare. Solo che il registratore avr registrato tutto: rifiuto dobbedienza in servizio, ribellione a un superiore, alto tradimento! Cominciate a capire?

IVANOV - Avevamo gi capito.

BRANKOV - Sei un genio, compagno Krasnov.

KRASNOV - La Yakusova sar qui tra poco. Nessun cenno di Rasunin, che il suo protettore. Potrebbe allarmarsi. Voi dovete solo rassicurarla. A pi tardi. (Esce)

BRANKOV - Lurido maiale! (La porta si riapre, si affaccia di nuovo Krasnov) Caro compagno!

KRASNOV - Ditele anzi che io sono simpatico e di buon umore. (Esce)

BRANKOV - Lurido verme!

IVANOV - Povera Ninotchka, Krasnov se la manger in un boccone.

BRANKOV - Se almeno potessimo avvertirla!

IVANOV - Per finire nella purga dautunno?

BRANKOV - O per mandarcelo lui?

IVANOV - Bah, non lhai sentito? Ha fatto fuori anche Rasunin. Rasunin, uno dei pochi onesti rimasti!

BRANKOV - Ah, dieci anni di vita pur di cavare gli occhi a quel porco! (La porta si spalanca allimprovviso ed entra Leone, molto agitato)

LEONE - Dov Ninotchka?

BRANKOV - Come: chiedi a noi dov Ninotchka?

LEONE - (gridando) Si! Chiedo a voi dov Ninotchka. qui? andata via? Dov?

IVANOV - Beh, ma non con te?

LEONE - Se fosse con me, verrei qui a cercarla? Si pu sapere dov?

IVANOV - Ma non dovevate andare a pranzo assieme? Non ti aveva chiesto laspettarla?

LEONE - Lo so. E lho aspettata.

BRANKOV - E lei non venuta?

LEONE - (sbuffa, urlando) Sarei qui se fosse venuta?

BRANKOV - Giusto! (I due russi si guardano, poi scuotono la testa)

IVANOV - Allora qui c una sola spiegazione!

BRANKOV - Due!

IVANOV - No, no, credimi: una.

BRANKOV - Secondo me due.

IVANOV - Una!

BRANKOV - Due!

LEONE - (esasperato) Una due, una due Volete smetterla e parlare invece? Quale sarebbe questa spiegazione?

IVANOV - La mia che Krasnov ha portato via Ninotchka.

LEONE - Krasnov? arrivato?

IVANOV - S. Labbiamo appena visto. Stando a quel che dice, non ha ancora visto Ninotchka. Ma non c da fidarsi: potrebbe averlo detto apposta per depistarci. E poi bugiardo come un oroscopo. Secondo me, ha gi messo le mani su Ninotchka e la tiene nascosta da qualche parte in attesa di spedirla a Mosca.

LEONE - (a Brankov) La tua spiegazione, invece?

BRANKOV - (imbarazzato) la stessa.

LEONE - E questo Krasnov deve tornare qui?

IVANOV - Torner qui senzaltro.

LEONE - Benissimo. Avremo un piccolo tte tte, io e lui

BRANKOV - Hai in mente un piano?

LEONE - Un piano molto semplice: quello di prenderlo a calci in faccia finch Ninotchka non entra sana e salva da quella porta. (Gridando improvvisamente) Avete capito? Sana e salva! (La porta si apre ed entra Ninotchka, visibilmente sana e salva) Tesoro!

NINOTCHKA - Amore mio! (Si getta tra le sue braccia)

LEONE - Ma sei matta? Ma sei impazzita? Dove sei stata? Che coshai fatto? Non lo sapevi che taspettavo?

NINOTCHKA - Perdonami! Ero uscita per venire da te, e poi mi mancato il coraggio di affrontarti di dirti che Adesso ho le idee chiare. Adesso che ho scelto. (Si allontana. Leone la segue con lo sguardo)

LEONE - (con inquietudine) Hai scelto?

NINOTCHKA - (con un sorriso tranquillo) Sai, la vita sempre un po anche questo: un continuo dover scegliere. Hai sentito lultima notizia?

LEONE - Krasnov?

NINOTCHKA - Larrivo di Krasnov apre un problema abbastanza grave, che inutile fingere di non vedere. Quelluomo venuto a prendermi, per riportarmi a Mosca. Io gli sono necessaria

BRANKOV - Come la volpe ai cani!

NINOTCHKA - (piano) Sta zitto, Brankov.

LEONE - Parla, invece, voglio sapere anchio.

IVANOV - Krasnov se ne infischia altamente del Raffaello. Quel che gli interessa Ninotchka! Lei gli d fastidio, capisci? Perch onesta e leale, perch una vera russa e una vera bolscevica. Perch lei gli fa paura! Il suo piano di portarla a Mosca e di accusarla di tradimento! Le apparenze sono contro di lei e Krasnov sapr sfruttarle senza il minimo scrupolo. Se va a Mosca con lui, spacciata!

BRANKOV - Sai che cosa ci ha fatto fare? Ci ha obbligato a nascondere un registratore, qui, in questa stanza, per registrare tutto quello che lei dir quando lui la far parlare.

LEONE - Cosa?! Un registratore? Qui?

BRANKOV - S, ma non ha importanza. rotto. Lho rotto io! Frantumato: cos! (Fa il gesto di gettare qualcosa per terra con estrema violenza) Pam! Senza la minima esitazione! (Ivanov lo guarda) Perch: non vero?

IVANOV - Questo non ha importanza. Quel che importa che Ninotchka sappia le intenzioni di Krasnov e si comporti di conseguenza. lei che deve sapere che cosa fare!

LEONE - Lei e io.

NINOTCHKA - No.

LEONE - Ninotchka

NINOTCHKA - No. La decisione spetta a me e a me sola. Tanto pi che ho gi deciso.

LEONE - E cio? Non mi piace quel tuo sorriso.

NINOTCHKA - Il primo dei miei sorrisi che non ti piace! (Pausa. Con seriet) Io seguir quelluomo, Leone. Io andr a Mosca con Krasnov.

LEONE - Te lo impedir io!

BRANKOV - pazza, compagni: pazza! Stammi a sentire, Leonichka: io sono un bravuomo semplice, che rispetta le leggi, i partiti, le donne, e tutto quello che rende cos difficile la vita. Ma tu d una sola parola, e io prendo Ninotchka, la chiudo in un baule, e piuttosto che quel porco se la porti via, ci sto seduto sopra per dieci anni.

NINOTCHKA - (alzando la voce) Basta! Sta zitto! Sono io che comando qui dentro! (Si fa silenzio. Ninotchka si avvicina a Brankov, gli mette una mano sulla spalla, con un piccolo sorriso) Tu non ci riuscirai proprio mai, a guardare una spanna al di l del tuo naso, vero? Prima di impedire a una persona di buttarsi in acqua, non meglio vedere se per caso vuoi salvare qualcuno che annega? (Brankov la guarda, stupito. Ninotchka lo abbraccia, affettuosamente) Bestione! (A Leone) E tu, sempre l che tremi come una foglia, cerca di vedere le cose un poco con i miei occhi e non sempre e soltanto con i tuoi! Noi non siamo soli al mondo!

LEONE - E invece s, spiacente: al mondo siamo soli!

NINOTCHKA - Ascoltami!

BRANKOV - Non ascoltarla, Leonichka. Mai discutere con un russo prima daverlo ammazzato! lunico modo per aver lultima parola!

IVANOV - Se torni a Mosca con Krasnov sei spacciata! Senti prima la mia proposta, Ninotchka. Abbiamo tutti il passaporto diplomatico. Approfittiamone: scappiamo in Svizzera e apriamo un ristorante russo. Brankov fa da mangiare, io tengo lamministrazione, tu canti le canzoni ucraine

NINOTCHKA - Io appartengo alla Russia, compagno Ivanov.

IVANOV - Io ho un amico, un vecchio zarista, che guida un camion di quindici tonnellate. Bravissimo a organizzare incidenti.

LEONE - Amici compagni!

NINOTCHKA - Benissimo. Io rester a Parigi e Krasnov torner a Mosca da solo. Non questo che desideri?

LEONE - Certo. lunica cosa che gli chiedo.

NINOTCHKA - E lui sar ben felice di obbedirti. Pensa: tornare a Mosca con la prova lampante del mio tradimento! Si far il processo, naturalmente, e io non ci sar. Ma altri ci saranno, al mio posto, E sai chi? I miei amici! Tutti gli amici che ho l! Tutti quelli che credono di poter contare su di me cos come sanno che io posso contare su di loro! Questa la felicit che vorresti offrirmi! Grazie, Leone! (Silenzio. Tutti tacciono. Brankov scuote la testa)

BRANKOV - (a Leone) Te lavevo detto che non bisognava lasciarla parlare!

NINOTCHKA - (con altro tono) Andr a Mosca con Krasnov. Ho le mani pulite e dalle sue accuse sapr difendermi. I miei amici mi aiuteranno a strappargli la maschera di dosso. gente che conta: gente onesta, anche loro con le mani pulite. Uno lo conoscete anche voi, il migliore di tutti: Rasunin.

IVANOV - (sbottando) Rasunin in disgrazia, Ninotchka! Rasunin finito, liquidato. La prima vittima d Krasnov stato lui! Rasunin in Siberia, Rasunin non c pi!

NINOTCHKA - Chi te lha detto?

IVANOV - Lui! E ci ha ordinato di non dire niente a te

NINOTCHKA - E Krasnov ha osato

IVANOV - Ha osato e ce lha fatta!

NINOTCHKA - (cedendo) Ma allora Ma allora (Quasi piangendo, si getta tutta tremante tra le braccia di Leone) Oh, Leone, aiutami! Aiutami tu!

LEONE - (accarezzandole i capelli) Ti aiuter io, s, non aver paura. Ho atteso troppo questo momento per lasciarmelo sfuggire! Ormai non siamo che una cosa sola, una persona sola Nessuno potr mai insinuarsi tra noi due

IVANOV - Io credo che forse lidea del ristorante in Svizzera ritorna a galla! (La porta si apre e la principessa Stefania si affaccia sulla soglia. Leone e Ninotchka si sono separati, ma troppo tardi. Stefania li ha visti, ma sorride)

STEFANIA - Avrei dovuto bussare. Chiedo scusa. Anche stavolta interrompo una riunione.

LEONE - La signora principessa vuol parlare con me?

STEFANIA - No, non con lei, avvocato Le Roi. Con la signorina Yakusova, se cos gentile da ricevermi.

LEONE - A che proposito?

STEFANIA - Questioni personali.

LEONE - (freddamente) Chiedo scusa se insisto, ma certe cose successe di recente obbligano la signorina Yakusova ad essere molto, molto prudente.

NINOTCHKA - Lasciatemi sola con la signora.

LEONE - Ma

NINOTCHKA - Voglio essere lasciata sola!

STEFANIA - Grazie, signorina. Lei non ha nulla da temere da parte mia (A Leone, tendendogli la propria borsetta) Niente rivoltella, n bottiglia di vetriolo Niente. Vuoi controllare?

LEONE - Non questo che mi preoccupa. (A Ninotchka) Posso assistere al colloquio?

NINOTCHKA - No.

LEONE - Bene. Io sono al bar. Tra dieci minuti ti telefono. Signora (Esce con i due russi. La porta si chiude)

NINOTCHKA - Si accomodi, prego. (Stefania siede, Ninotchka resta in piedi)

STEFANIA - Spero di non disturbarla troppo. Ho molto esitato prima di venire qui Ma poi non ho pi resistito a quella specie di attrazione che lei esercita su di me

NINOTCHKA - In che cosa posso esserle utile?

STEFANIA - Io la guardo. E tutto mi interessa, di lei. Dal prezzo delle scarpe al tipo di rossetto. Di che cosa si innamorato lui? Qual la prima impressione che ha avuto, quando gli comparsa davanti? Qual il suo segreto, signorina Yakusova? Il segreto della sua vittoria? Il suo corpo, la sua bocca, il suo sorriso? O solo quello che dicono a lui il suo corpo, la sua bocca, il suo sorriso? A lui, e solo a lui?

NINOTCHKA - Scusi, signora (Pausa. Poi Stefania trova il coraggio di chiedere)

STEFANIA - il suo amante?

NINOTCHKA - No.

STEFANIA - Quindi peggio ancora. Lui lama?

NINOTCHKA - S.

STEFANIA - E in tutto questo la vostra missione? Dov andata a finire? Dimenticata, tra un bacio e laltro? Bruciata dalle fiamme dellamore?

NINOTCHKA - No, signora. Lei si sbaglia.

STEFANIA - Oppure finita. Il che anche pi semplice. Lavvocato Le Roi ha tutti i motivi per non darle torto, e lei tutte le arti per convincerlo

NINOTCHKA - Basta! Lei sta diventando offensiva! Che lo sia nei miei riguardi, posso anche capirlo e sopportarla! Ma non pu esserlo con lui! Lavvocato Le Roi sempre stato un accanito difensore dei suoi interessi e non li ha mai posposti a niente! Del resto non avrei potuto n stimarlo n tanto meno amarlo, altrimenti. (Pausa. Stefania schiaccia la sigaretta nel portacenere)

STEFANIA - Grazie. Lei davvero la donna che speravo: selvaggia, ardente, idealista Una donna russa riconoscer sempre unaltra donna russa!

NINOTCHKA - Lei non ha pi il diritto di dirsi russa. Lei non ha pi patria. Tutto quel che le resta della patria racchiuso nella cornice di un quadro o in un cofanetto di gioielli.

STEFANIA - Forse bisogna aver perduto qualcosa per accorgersi come impossibile dimenticare. Io credo che non esista al mondo un solo russo il cui cuore abbia cessato di battere in Russia. Lei non pu saperlo Ninotchka, che cosa significa ricordare! Leggere per lennesima volta una pagina di Tolstoi o una poesia di Puskin Sorprendersi a pensare nella lingua della propria infanzia Accorgersi che non si mai a casa propria e che ci mancano quei campi, quel cielo, quegli alberi Odiarvi, con tutto il cuore, voi: i russi! Ma odiare ancora di pi questi estranei che vi odiano, augurarsi il vostro trionfo e al tempo stesso soffrirne, essere fieri del vostro coraggio e maledirlo, volervi morti e tremare per la vostra vita. Ecco: cos noi siamo rimasti russi! (Pausa)

NINOTCHKA - Le chiedo scusa. Le ho fatto del male senza saperlo. Non la conoscevo abbastanza.

STEFANIA - colpa mia. Tutto questo non centra, perfettamente inutile. Quel che conta che lei Nina Yakusova, io sono Stefania Prieobajenski, e lui non mi ama pi.

NINOTCHKA - Questo non colpa di nessuno.

STEFANIA - Lo so. Se lei fosse una donna qualunque, non mi resterebbe che rassegnarmi. Ma lei non una donna qualunque, e dunque anche lei vulnerabile. Solo con la gente senza scrupoli non c niente da fare.

NINOTCHKA - (sorride) La avverto comunque che non ho tanta nobilt danimo da rinunciare alluomo che amo.

STEFANIA - Non mi piacerebbe certo riaverlo in questo modo (Con altro tono) Quando pensa di tornare a Mosca? (Ninotchka, colta di sorpresa, esita) Ho posto male la domanda: ha intenzione di tornare a Mosca?

NINOTCHKA - Certo.

STEFANIA - Quando la questione del quadro sia stata risolta?

NINOTCHKA - Non prima, se possibile.

STEFANIA - E lei desidera che la questione sia risolta?

NINOTCHKA - Con tutte le mie forze, certo. Ma perch queste domande?

STEFANIA - Che cosa avrebbe fatto se avesse ottenuto il Raffaello? Che cosa farebbe se lo ottenesse?

NINOTCHKA - Partirei immediatamente. Avrei svolto il mio compito e potrei tornare a Mosca ad aiutare i miei amici in pericolo. Ma perch

STEFANIA - (apre la borsetta e ne tira fuori una busta) Eccolo.

NINOTCHKA - Che cosa?

STEFANIA - Latto di donazione del quadro, firmato da me davanti al notaio. Questa mattina stato tolto il sequestro. Il mio procuratore consegner il quadro alla semplice presentazione di questo foglio. Ma pongo due condizioni.

NINOTCHKA - Quali?

STEFANIA - Che lei lasci Parigi questa sera stessa e che Leone non sappia mai niente. (Le porge la busta, che Ninotchka non prende)

NINOTCHKA - (piano) Stasera

STEFANIA - Stasera, alle 18.30, con il rapido per loriente. Lei ha il passaporto diplomatico. Non dovrebbero esserci problemi

NINOTCHKA - E se anche partissi, che cosa pu sperare? Leone mi ama.

STEFANIA - Una volta amava me.

NINOTCHKA - Potrei tornare.

STEFANIA - Ci vorr del tempo, forse molto tempo. Ed su questo che io conto: sul tempo e sulla sua lontananza.

NINOTCHKA - Lui mi aspetter. Ne sono sicura.

STEFANIA - E allora perch esita? (Squilla il telefono. Le due donne si voltano a guardare lapparecchio) lui. Deve scegliere. Presto!

NINOTCHKA - E se accetto e poi resto?

STEFANIA - Non da lei. (Il telefono continua a suonare. Improvvisamente, Ninotchka strappa il foglio dalle mani di Stefania)

NINOTCHKA - Ha vinto.

STEFANIA - Abbiamo vinto tutte e due ma a caro prezzo. Addio, Ninotchka. (Esce. Il telefono continua a suonare. Ninotchka esita un attimo poi va a rispondere)

NINOTCHKA - Pronto? (Si sforza di sorridere) Ma certo che sono io, caro! Non agitarti: la principessa se ne andata in questo istante. Non potevo rispondere con lei qui presente Niente, non successo niente. Niente di male, niente di grave: tuttaltro Si, s, te lo dico. La principessa si offerta di darmi il quadro, in cambio di una certa cosa Ne parliamo pi tardi Si, ho accettato; come potevo non accettare? Come? Ma no, te lo assicuro, ma che cosa vai a pensare, povero amore mio? Oh, lei stata molto gentile. Abbiamo chiacchierato della Russia e siamo diventate molto amiche (Ride) vero: ci voleva una russa per venire a capo di una russa. Ormai fatta Si, una grande vittoria, amore mio. Io ne sono felice Adesso? No, adesso no. Ho un sacco di lavoro da fare entro sera Devo scrivere latto definitivo dellaccordo La firma per domani E poi, anche tu: non vai in ufficio? Mi pare che li trascuri un po i tuoi affari! Come pensi di mantenermi, quando sar tua moglie? Certo che andiamo a cena insieme! Alle otto, ti va bene? Alle otto! Per quellora s: sar tutto finito Se ti amo? Mi chiedi se ti amo? (Sta per piangere) Prima mi domandi scusa! Devi domandarmi scusa! Bene. S, ti amo, ti amo, ti amo! La mia voce? Che cosha la mia voce? Che stupido che sei! Sar il telefono. A stasera, amore mio. A stasera! (Riaggancia bruscamente. allo stremo delle forze. Una pausa. Un respiro profondo. Ninotchka si domina, si fa forza. Riprende in mano il telefono, compone un numero: la sua voce ora ferma, quasi fredda) Pronto, portiere? Sono la signorina Yakusova. Per piacere, mi prenoti subito un posto sul rapido delle 18.30 per loriente. Per questa sera. Il mio passaporto lavete voi Grazie. (Riaggancia. Guarda il foglio che Stefania le ha dato, poi esce verso la propria camera. La scena resta vuota per qualche istante, poi la porta dingresso si socchiude, si apre lentamente, entra Krasnov, seguito da Ivanov e da Brankov. Krasnov si guarda attorno con aria prudente e sospettosa, si avvicina poi alla porta della camera di Ninotchka, tende lorecchio, ha una smorfia di soddisfazione)

KRASNOV - in camera sua. Presto: il registratore in funzione! (I due si guardano)

IVANOV - Vai tu: sei pi pratico di me. (Sguardo furioso di Brankov, che comunque obbedisce)

BRANKOV - Fatto, compagno.

KRASNOV - Molto bene. E adesso, lasciate fare a me. Voi attenti: parlate solo per darmi ragione e per rincarare la dose. E niente gaffes, neanche involontarie! Daccordo? Nina Yakusova una brutta gatta da pelare. Bisogna lavorare di fino. Ssst! (La porta della camera si apre e Ninotchka entra, vestita per uscire. Quando vede i tre uomini si ferma. Krasnov si presenta, con ostentata cortesia) Dimitri Alexandreiev Krasnov.

NINOTCHKA - (con freddezza) Nina Yakusova. Chiedo scusa se tho fatto aspettare, compagno. Ma non ho sentito bussare.

KRASNOV - Tra noi non il caso, compagna. Buongiorno.

NINOTCHKA - Buongiorno. (Le tende la mano, che lei finge di non vedere)

KRASNOV - Ho limpressione di averti disturbata. Sei di partenza?

NINOTCHKA - Stavo uscendo. Ma posso uscire pi tardi. Dimmi pure.

KRASNOV - Anzitutto, permetti che mi congratuli per la tua eleganza. Questo abitino delizioso. Naturalmente, sar molto caro

NINOTCHKA - Circa la met della spilla della tua cravatta. (Krasnov accusa il colpo e ha un piccolo ghigno)

KRASNOV - Del resto, non era un rimprovero. Tu rappresenti un grande paese, ed giusto che lo rappresenti degnamente E poi siamo pur sempre a Parigi. Ho letto oh, solo per caso, il dossier del tuo avversario, lavvocato Le Roi Personaggio non molto serio nella vita privata, a quanto si dice, ma professionalmente molto preparato Ti ha creato molte difficolt?

NINOTCHKA - un ottimo avvocato.

KRASNOV - Riesce ad essere molto convincente?

NINOTCHKA - il suo mestiere cercare di esserlo.

KRASNOV - Questo spiega certamente il tuo diciamo il tuo ritardo nel concludere laffare. Partendo da Mosca avevi detto che in una settimana avresti risolto tutto

NINOTCHKA - quel che pensavo. Ma mi sono sbagliata. Una volta a Parigi ho constatato che le nostre argomentazioni giuridiche non erano cos impeccabili e stringenti come mi erano sembrate a Mosca.

KRASNOV - Vuoi dire che i nostri giuristi non hanno saputo fare il loro lavoro?

NINOTCHKA - Voglio dire che le loro tesi erano molto diverse da quelle dellavvocato Le Roi. Quello che vero a Mosca non lo necessariamente a Parigi. Tutto qui.

KRASNOV - (innervosendosi) Dunque noi abbiamo torto. Tu sostieni che noi abbiamo torto!

NINOTCHKA - Io sono convinta che noi abbiamo ragione. Gli altri sono convinti di aver ragione loro. Il mio compito era quello di convincerli delle nostre tesi. E ci ho provato.

KRASNOV - E non ci sei riuscita. Del resto hai delle buone attenuanti: tu sei forse un po troppo fragile e vulnerabile, per un compito di questo genere. E quellavvocato francese, poi, certamente ha tentato di circonvenirti di esercitare su di te uninfluenza., come dire, extraprofessionale. cos?

NINOTCHKA - No.

KRASNOV - Mi stato detto che sei la sua amante.

NINOTCHKA - (calma) Chi te lha detto?

KRASNOV - Loro.

NINOTCHKA - Non vero!

BRANKOV - Questa una balla!

KRASNOV - (si volta di scatto verso di loro) Cosa?! Imbecille! Vi avevo o non vi avevo detto (Ma si ricorda del registratore, e si domina) Ne parliamo dopo.

IVANOV - Perch dopo? Perch non ne parliamo adesso? Qual lordine che ci avevi dato? Forse quello di non contraddirti mai?

BRANKOV - O quello di aiutarti a liquidare la compagna Nina Yakusova?

KRASNOV - Zitti, accidenti!

IVANOV - O tutti e due?

KRASNOV - Basta! Maledetti! (Corre al registratore, ne strappa il filo dalla presa della corrente, poi riacquista il proprio sangue freddo) Ah, dunque cos, eh? Un complotto! Tutti daccordo, a quanto vedo! Anche voi, che potevate aver Krasnov dalla vostra! Imbecilli! Tutti quelli che hanno tentato di tagliarmi la strada si son rotte le corna, lo sapete, questo? E questa la fine che farete voi! Anche voi come gli altri!

NINOTCHKA - Come Rasunin?

KRASNOV - Anche questo than detto? Bene, s: come Rasunin! Cosa c di pi facile, del resto? Non avete tutti e tre fallito in quella che era la vostra missione? Tu, poi: che avevi tanto insistito per averla. Baster sottolineare il tuo vero scopo in tutto questo: lasciare lUnione Sovietica! E se chiederanno le prove, eccola la prova, compagni: Nina Yakusova ha rifiutato di tornare a Mosca!

NINOTCHKA - (calma) Ma tu non mi hai mai chiesto di tornare a Mosca.

KRASNOV - (ride) vero: hai ragione. Bene, te lo chiedo adesso, ufficialmente: vuoi venire con me a Mosca?

NINOTCHKA - No.

KRASNOV - Voil.

NINOTCHKA - Preferisco viaggiare sola. Questione di gusti.

KRASNOV - Ma certo! Quindi tu vai a Mosca. E quando pensi di partire? Tra dieci anni? Tra venti7

NINOTCHKA - Questa sera, alle diciotto e trenta. (Krasnov la guarda, stupefatto)

KRASNOV - Stasera?!

NINOTCHKA - Ho gi prenotato. Prima di questo incontro.

KRASNOV - Quindi torni a Mosca. Bene. Senza il quadro, naturalmente.

NINOTCHKA - Con il quadro. (Gli porge il foglio avuto da Stefania. Krasnov lo prende, lo legge, non riesce a trattenere unesclamazione di ira e di rabbia, gettando via il foglio. Il foglio raccattato da Ivanov e Brankov, che lo leggono ed esultano)

IVANOV - Ninotchka, sei formidabile. Questo un colpo di scena da terzatto.

BRANKOV - Questo s che si chiama metterglielo!

IVANOV - Qui bisogna brindare, Ninotchka! Bevi anche tu, compagno Krasnov!

KRASNOV - (seccamente) Basta! (Pausa. Ancora una volta, Krasnov riconquista il proprio controllo) Bene. Riconosco che questo un fatto nuovo, che modifica i lineamenti della situazione.

BRANKOV - Anche i tuoi, a guardarti in faccia.

KRASNOV - Quindi, sar opportuno riesaminare il tutto. Naturalmente, mi congratulo con te per il buon esito delloperazione

NINOTCHKA - Stavi quasi per dimenticartene.

KRASNOV - Indubbiamente sei una donna abile, molto abile! Forse un po troppo. Ma adesso devo chiederti di ritirarti in camera tua per qualche minuto. Devo conferire un attimo con questi signori.

BRANKOV - I signori siamo noi. (Ninotchka esita. Krasnov rincara la dose, con cortesia formale, ma anche con durezza)

KRASNOV - Sono il tuo superiore e questo un ordine.

NINOTCHKA - vero: sei ancora il mio superiore. (Esce. La porta della sua camera si chiude. Krasnov si volta verso gli altri due, schiumante di rabbia)

KRASNOV - Imbecilli! Avete osato farmi questo! Avete avuto il coraggio

IVANOV - A Parigi, sai, anche pi facile

BRANKOV - Forse a Mosca non avremmo osato.

KRASNOV - Voi sapevate che il quadro era nelle sue mani

IVANOV - No, questo no! stata proprio una sorpresa anche per noi!

BRANKOV - Ti giuro che se lavessimo saputo non te lavremmo detto lo stesso!

KRASNOV - Non crediate comunque che la cosa finisca qui. Tra me e la Yakusova la questione ancora aperta E sar io a chiuderla! (La porta dingresso dellappartamento si apre ed entra Leone, di furia, che si rivolge al primo che incontra)

LEONE - Ninotchka? Dov? partita?

IVANOV - No. in camera sua. (Leone si dirige in fretta verso la porta della camera, ma incontra Krasnov e si ferma, affrontandolo)

LEONE - Krasnov, suppongo.

KRASNOV - Lavvocato Le Roi, intuisco.

LEONE - Esatto. Non mi dispiace incontrarla.

KRASNOV - Io ne sono personalmente felice. Immagino lei abbia qualcosa da dirmi.

LEONE - Tre parole soltanto.

KRASNOV - Encomiabile, per un avvocato.

LEONE - Non sono in vena di apprezzare lumorismo.

KRASNOV - E queste tre parole?

LEONE - Se ne vada.

KRASNOV - un consiglio o un ordine? E soprattutto, da chi mi viene? Dal rappresentante degli interessi di Stefania Prieobajenski o dal cavalier servente di Nina Yakusova.

LEONE - Da tutti e due. Se ne vada, Krasnov! E in fretta, subito, e solo! Lavverto che ogni trucco o sotterfugio inutile. Ninotchka ha tentato di mentirmi poco fa, per telefono. Grazie a dio, una cosa che proprio non sa fare. Ho saputo dal portiere che ha prenotato un posto sul rapido di stasera. Immagino dovrebbe partire con lei, Krasnov. Ma non partir. Fine.

KRASNOV - (sorride) Molto interessante. Ho sempre creduto nel principio che tutto al mondo sia sempre possibile. Tuttavia non avrei mai immaginato che lei ed io, avvocato Le Roi, potessimo avere degli interessi in comune. Eppure cos. Lei non vuole che Nina Yakusova rimetta piede in Unione Sovietica? Neanchio.

LEONE - Non capisco.

IVANOV - vero, Leonichka. lei che vuole andare, per sistemare le cose. E adesso pu farlo, perch ha riavuto il Raffaello.

LEONE - Il Raffaello?!

KRASNOV - S, avvocato. Ho visto io latto di cessione. Il quadro nostro. Anche se non si sa a quale prezzo.

LEONE - Cosa intende dire?

KRASNOV - Niente. Ma fare ipotesi uno dei miei divertimenti preferiti. E qui tenderei ad ipotizzare che la principessa abbia pagato con il Raffaello la partenza di Nina Yakusova; e che Nina abbia pagato con la propria felicit, diciamo, il Raffaello della principessa. Il che prova ancora una volta che le donne non sanno fare i conti. (Leone fa per correre alla porta della camera di Ninotchka) Un momento. Noi uomini i conti li sappiamo fare. Le dico subito che Nina Yakusova ha sbagliato i calcoli. Io non ci tengo molto a che lei rientri a Mosca da trionfatrice, daccordo: comunque, se torna a Mosca perduta!

IVANOV - Ricomincia!

BRANKOV - Che maiale!

LEONE - (dopo una pausa) Che cosa propone?

KRASNOV - Nina Yakusova in cambio del quadro.

LEONE - Si spieghi meglio.

KRASNOV - La compagna Yakusova. Mi dia quel foglio di carta e io far in modo che lei resti a Parigi o in altre parole, che resti a lei.

IVANOV - Attento, Leonichka! Non fidarti!

BRANKOV - Quello pericoloso come una lastra di ghiaccio in primavera!

KRASNOV - Non dia retta a quei due imbecilli. Lei vuole quella donna, io voglio quel quadro. un equo scambio.

LEONE - E chi mi assicura

KRASNOV - Le do la mia parola. (Cenni derisivi e sprezzanti di Ivanov e Brankov) Non ho tempo da perdere, avvocato Le Roi. O s o no.

LEONE - Dipende da lei, compagno Krasnov. Si sieda a quel tavolo e scriva.

KRASNOV - Ah, lavvocato si ridesta! Ma non vedo che cosa aggiunga una firma

LEONE - Compagno Krasnov, non mi creda troppo stupido. (Krasnov esita, poi accetta e siede al tavolo)

KRASNOV - E va bene. Qualcuno che faccia la parte dello stupido ci doveva pur essere, in questa storia. Speravo potesse farla lei, ma dal momento che insiste ( pronto a scrivere) Dica.

LEONE - Voglio una dichiarazione ufficiale scritta: Nina Yakusova ha portato a termine la sua missione, con prontezza ed efficacia intelligentemente assecondata dai compagni Brankov ed Ivanov

IVANOV - la cui devozione alla causa e lardito spirito di iniziativa

BRANKOV - eccetera, eccetera

LEONE - State attenti a quel che scrive, che non ci siano scherzi tra le righe.

IVANOV - Sta tranquillo.

BRANKOV - Ci pensiamo noi.

IVANOV - (a Krasnov) Bene. E adesso la firma La tua firma ufficiale! La conosco bene! (Krasnov esegue, Ivanov prende in consegna il foglio, controlla, lo porge a Leone) Tutto a posto.

LEONE - E adesso, Krasnov, sono affari suoi. Che soltanto a Ninotchka sia torto un capello e questo foglio arriva dritto allAmbasciata Sovietica. (Krasnov si alza, lentamente. Ha incassato il colpo, perde con eleganza)

KRASNOV - Non occorre che le dica, avvocato Le Roi, quanto spero di rivederla in altra occasione.

LEONE - Non ci sar unaltra occasione. (Agli altri due) Chiamate Ninotchka, per piacere. (Brankov si avvicina alla porta della camera, bussa e chiama)

BRANKOV - Ninotchka puoi venire (Un attimo e la porta si apre: entra Ninotchka, vede subito Leone)

NINOTCHKA - Leone? Che cosa successo? Che cosa fai qui?

LEONE - Faccio il mio mestiere di avvocato. Monsieur Krasnov aveva una piccola questione giuridica, un po delicata, da risolvere E io ho avuto il piacere di assisterlo (Pausa. Ninotchka si guarda in giro senza capire)

BRANKOV - Compagna Yakusova, il nostro amato compagno Ispettore Generale sta per pronunciare un piccolo discorso.

KRASNOV - (si schiarisce la voce) Ehm Come dicevo pocanzi allavvocato Le Roi, compagna Yakusova, tu hai svolto il tuo compito con tali qualit di efficienza e di solerzia che sarebbe un delitto non approfittarne ulteriormente, sempre negli interessi dellUnione Sovietica. Ho preso pertanto una decisione nei tuoi riguardi

BRANKOV - E nei nostri

KRASNOV - e in quelli dei tuoi fedeli collaboratori. Tu rimani a Parigi.

NINOTCHKA - No.

KRASNOV - Tu rimani a Parigi in veste di Capo della Commissione permanente per il recupero dei beni sovietici allestero. Entro otto giorni riceverai lincarico ufficiale. Qui c ancora molto lavoro da fare. Ci sono molti altri dossier, che sar mia premura inviarti

NINOTCHKA - Io voglio tornare a Mosca.

KRASNOV - E io voglio che tu resti qui. Io sono il tuo superiore e questo un ordine. Intanto, il tuo passaporto diplomatico sospeso.

NINOTCHKA - Questo un abuso di potere.

KRASNOV - Che valore avrebbe il potere se non fosse possibile abusarne? Se lasci Parigi ti rendi colpevole di insubordinazione. Non vorrai, credo, farmi un regalo di questo genere. Quindi, la questione chiusa.

NINOTCHKA - Provvisoriamente.

KRASNOV - Tutto provvisorio nella vita, compresa la vita stessa. E adesso, dammi quel foglio. (Ninotchka esita, guarda Leone, il quale la rassicura con un cenno. Ninotchka gli d il foglio)

LEONE - Commissario, se lei ha da fare, non si faccia riguardo. Non la tratteniamo.

KRASNOV - Infatti ho un aereo tra poco: ho appena il tempo di ritirare il quadro. Arriderci, avvocato. Compagni

IVANOV - Ti auguro un pessimo viaggio, compagno Krasnov.

BRANKOV - E un arrivo a Mosca ancora peggiore.

KRASNOV - Grazie. A suo tempo parleremo anche di questo. E tu, compagna, non mi auguri niente?

NINOTCHKA - Si. Che non debba mai subire tutto il male che hai fatto.

KRASNOV - (ironico e gelido) Ti ringrazio per questa conclusione piena di sentimento. A presto, compagna Yakusova. (Esce. Ninotchka aspetta che la porta si chiuda)

NINOTCHKA - Adesso voglio sapere che cosa successo! Che cosa c stato, tra Krasnov e te? Tra voi due cera una sorta di complicit. Lui faceva quel che tu gli avevi ordinato. Era evidente. Perch? (Leone le porge il foglio firmato da Krasnov. Ninotchka legge) questo che hai fatto! Hai venduto la mia felicit per la tua!

LEONE - Ma tu sei pazza! Che differenza c? Non sono forse la stessa cosa? Non sono una cosa sola?

NINOTCHKA - No. Non ancora! Non pu esserlo fino a che i miei amici sono in pericolo, fino a che Krasnov potr fare loro del male! Non capisci che se resto qui li tradisco! (Agli altri due) E voi che lo sapevate lavete lasciato fare! (Di nuovo a Leone) E tu? Dimmi: lo sai a che prezzo lavevo pagato, il diritto di tornare a Mosca a testa alta? Lo sai? Il prezzo eri tu!

LEONE - (sorridendo) Lo so. E infatti mi sembrato un po caro, anche per un Raffaello.

NINOTCHKA - Non ridere! Non ridere o ti uccido! Avevo promesso alla principessa che avrei lasciato Parigi stasera! Lei ha perduto il quadro e io ho mancato alla mia parola! E non potr mai pi essere felice. La felicit vera bisogna pagarla di persona!

LEONE - anche la mia opinione. E siccome desidero che la nostra felicit sia vera, ho fatto in modo che nessuno abbia conti aperti con nessuno.

NINOTCHKA - E cio? Come sarebbe a dire?

LEONE - Sarebbe a dire che ancora stamattina ero quello che si pu definire un buon partito Ottima posizione, studio e appartamento di propriet nel centro di Parigi, villa in Costa azzurra, propriet terriera in Normandia, conto in banca ragguardevole e due anni di ritardo con le tasse.

NINOTCHKA - Uno sporco capitalista!

LEONE - Certo, ma non pi il caso. Tutto sar liquidato per rimborsare il quadro alla principessa. Non voglio doveri a nessuno, mi capisci? Ripartiremo da zero, tesoro: da zero virgola zero. Non ho un pi un soldo, sei contenta compagna?

NINOTCHKA - (dopo un attimo di stupore gli si getta felice tra le braccia) Oh, Leone, Leone, amore mio! Come sai parlare bene alle donne russe! (Squilla il telefono. Ma tutti sono casi assorti nella magia del momento, che nessuno risponde. Leone e Ninotchka sono abbracciati. Finalmente Ivanov si riscuote, solleva il ricevitore)

IVANOV - Pronto? S? Un momento. (A Ninotchka) per te: dallAmbasciata.

NINOTCHKA - Dallambasciata? (Prende il ricevitore) Pronto? Compagna Yakusova S, sono io Come? Ne sei sicuro, compagno? (Il viso le si illumina di gioia. Nellentusiasmo comincia a parlare in russo) Na svabdie? Rasunin na svabdie? Vi uverentchta ta prvda? [In libert? Rasunin in libert? Siete sicuri che questa sia la verit?] Spasba, tovrish, spasba. [Grazie, compagno, grazie.] (Riaggancia e si volta agli altri due russi) Rasunin svobodien! Levo opravdali! Knasnov arestovan! [Rasunin libero! Hanno assolto a sinistra! Krasnov stato arrestato!]

IVANOV - Ninotchka! Nie mojet bit! [Non pu essere!]

BRANKOV - Zamieciatelno! [ meraviglioso!]

LEONE - Che cosa successo? (Bussano alla porta, ma nessuno vi bada)

IVANOV - (a Leone, sempre con entusiasmo) Rasunin na svabdien! Pazelov mini, Leonichka! [Rasunin in libert! Baciami, Leone!] (Lo abbraccia, mentre Brankov abbraccia Ninotchka. La porta si apre, entra il cameriere con un vassoio con la posta. Resta a bocca aperta alla scena che gli si para davanti)

LEONE - Insomma, c qualcuno che mi dice quel che successo?

BRANKOV - (a Leone, abbracciandolo, mentre Ivanov abbraccia Ninotchka) V moi abiata, druk moi! [Abbracciamoci, amico mio!]

LEONE - Ma che cos: la festa nazionale russa?

IVANOV - Dien spavedlivosti, moi drug! [La giornata della riscossa, amico mio!] (Il cameriere scuote le testa, pianta l il vassoio e se ne va. Nessuno gli ha mai dato retta)

NINOTCHKA - (abbracciando Leone) Tesoro mio!

LEONE - Finalmente qualcuno che non parla russo E allora?

NINOTCHKA - Rasunin apravdn! Krasnov prapl! Pajoli minil! [Rasunin stato assolto! Krasnov fritto! Un buon augurio!]

LEONE - E si ricomincia!

NINOTCHKA - Abbracciami, tesoro! Sono felice, felice! I miei amici sono salvi e liberi, Krasnov caduto in disgrazia e tu non hai pi neanche un soldo! Che giornata meravigliosa, amore mio!

SIPARIO

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