Noantri
(Storia damore e donore)
Commedia musicale in due atti
*Si prega di contattare l autore prima delleventuale messa scena: titubantedomenico@hotmail.it
Noantri
(Storia damore e donore)
Trama
La commedia ambientata in una piazza di Trastevere. In una mattina di mercato Cesare Proietti detto Cencio Er pi de Trastevere vende frutta e, come spesso accade, tutte le donne che si fermano davanti al suo carrettino vengono fatte oggetto delle sue attenzioni, mentre gli amici del quartiere gli fanno da spalla dando il via a scenette esilaranti, rese ancora pi spassose dalle continue scenate di gelosia della sua fidanzata Antonella Rubino detta Lella. Quella stessa giornata Luigi Ferretti detto Giggetto er bullo, come spesso gli succede, seduto davanti allosteria nel cuore di Trastevere e fa il gradasso, facendosi forte del fatto di essere fratello di Romolo Ferretti detto er pizzicarolo Er pi di Borgo Pio , il pi abile e temuto accoltellatore di Roma. Passa Assunta Lepore , donna di Fernando Terenzi detto Nando, chiuso in carcere perch accusato di un delitto a via del Panico di cui non colpevole. Giggetto, potrebbe scagionarlo perch era presente al fattaccio e sa chi lassassino, ma essendo invaghito di Assunta, preferisce vederlo in galera, anzi, ogni volta che passa per Trastevere e la vede passare, non manca di importunarla e ribadirle il suo amore. Nando proprio quel giorno esce dal carcere per ch lassassino di via del Panico ha confessato e, trovandosi Giggetto davanti, vorrebbe fargli pagare laffronto, ma si intromette il suo amico fraterno Cencio e lo consiglia di aspettare il momento opportuno poich le guardie del Delegato Trabalza vigilano per i vicoli. Nando allora si vendica, organizzando una Scaletta (tipica passatella romana) in cui Giggetto viene fatto olmo e sbeffeggiato da tutti i trasteverini. Giggetto,assetato di vendetta,aspetta il momento propizioe colpisce alle spalle Nando sotto il balcone di Assunta dove si era recato per farle una serenata , tenta di colpire anche Cencio richiamato dalle grida della donna e per difendersi lo uccide. Per il Delegato Trabalza , che ha intuito la verit, impossibile trovare testimoni del duplice omicidio a causa dellomert che regna nel quartiere. Il giorno della Festa dei Noantri Romolo Er pi de Borgo, che vuole vendicare la morte del fratello, provoca Cencio e gli da appuntamento per un duello allultimo sangue sottofiume. Lella, messa in guardia da Zifrate, pur di salvare il suo uomo, corre in questura e lo denuncia. Il giorno del duello, mentre Romolo sta per sferrare la coltellata finale, arriva Lella con le guardie e salva Cencio. Lella canta la sua ultima canzone per il suo uomodicendogli che lo aspetter.
Personaggi
Cencio: Er piu de Trastevere
Lella: Donna der pi di trastevere
Giggetto: Fratello di er pi di Borgo Pio
Assunta: Donna di Nando
Narratore: Musicante
Nando: Amico fraterno di Cencio
Zifrate: Frate
Romolo: Er pi di Borgo Pio
Trabalza: Delegato
Otello: Becchino
Cesira: Moglie Otello
Alvaro: Oste
Ciriola: Panettiere
Zucchina: Aiutante Cencio
Sciancato: Ladro
Zagaja: Amico Cencio
Guercio: Amico Cencio
Fettina: Amico Cencio
Marchesa: Marchesa Roncati
Marcella: Trasteverina-modella
*Corpo di ballo (figuranti) *
Fotografo
Fanelli
4 bulli di Borgo Pio
Corpo di ballo
Canzoni Noantri (testi da arrangiare o da musicare)
1) Overture- Una giornata come tante
2) Er sor Otello
3) Fiore de viola
4) Quanno c dann a dama
5) Quanno tarrabbi
6) La macchinetta fotografica
7) Serenata per Marcella
8) Canzone dei bulli.
9) Lamicizia.
10) Marcetta zifrate
11) Lo scalino.
12) Serenata Assunta.
13) Fiore de frumento
14) Roma de Noantri .
15) Che vita sta vita
16) La processione.
17) Canzone dellamore
18) Er pizzico me stuzzica.
19) La verit
20) Canzone der pi
21) Canzone dellamore (richiamo)
22) Canzone del tradimento.
23) Fiore de pane
24) Duello.
25) Canzone delladdio
26) Saluti a Roma
Noantri
Atto primo
Interno vicolo Trastevere. Si fa giorno.
Canzone corale: Una giornata come tante
Cencio ed il suo aiutante Zucchina si fermano al centro della piazza e cominciano a sistemare la merce sul carrettino. Alcuni passanti si fermano davanti al carretto ed osservano la merce. La musica continua.
Cencio: Venite qua belle signore che cjavemo la mejo frutta de Trestevere.
Zucchina: Daje venite , che oggi la regalamo.
Cencio: E tutta frutta de prima qualit! F resuscit pure i morti!
Fine musica. Si avvicina Otello Scarponi , il becchino, con la solita borsa da lavoro in mano
Zucchina: (Fa gli scongiuri) Ah.parli de li morti! Ma noo vedi chi ariva.
Otello Scarponi si ferma e comincia a tastare la frutta sul banchetto.
Cencio: Benvenuto sor Otello! Scejetescejete.. che tutta robba fresca.
Otello: Quanno dichi cos, o mhai fregato o me stai pe freg!
Cencio: Ma che dite sor Ot! Io li clienti mportanti i tratto co li guanti!
Zucchina: E che ve fregamo poco, ce potete mette la mano sur foco!
Otello: E cos va a fin che maa ggioco, che sta frutta nun che costa poco!
Zucchina: Costa poco!!!! E proprio vero, ma nun lo senti, chi ci ha pane nun ci li denti.
Otello: E che ne poi sap te? E robba che la capoccia te serve solo pe spart le recchie!
Cencio: A sor Ot e spenneteli du sordi duesinn ve moreno in saccoccia.
Otello: A mor, io er pane me lo guadambio a mozzichi e bocconi. Sturtimi tempi poi gira nariaccia. Aqua la gente pare che magna de pi , ma crepa de meno.
Zucchina: (Fa gli scongiuri) Allora toccher crep, pe fallo guadambi!
Cencio da uno scappellotto sul collo a Zucchina.
Cencio: E statte zitto ! Che vencarto sor Ot?
Otello: Famo tre daranci du persichee.
Cencio: Famo che ce metto puro n par de ste belle banane?
Otello: Nonolassa sta, che le banane me se pianteno qua. su o stommico.
Zucchina : Ma a la sora Cesira je piaceno cos tanto!
Sor Otello si avvicina a Zucchina puntandogli il dito contro.
Otello: A, a Zucch, mo to dico n poesia: A mi moje le banane jarisultano pure, ma je piaceno solo quelle mature! Ma er fatto pi bello che je le po da solo er sor Otello.
Ciriola, il panettiere, esce fuori della sua bottega e, mentre carica una gerla.
Ciriola: A sor Ot, si poi passate de qua state a posto, che ce trovate quarche sfilatino bello. tosto tosto.
Cencio: Daje!!!
Otello: Ecco nartro mbecille! Ma mannaggia a la morte. che ce sta oggi.aa fiera di cornuti? (Mentre lo dice si gratta la testa) Vabb, fatemene ann che maspetteno p n funerale.
Cencio: A sor Ot, ve posso fa na domanda?
Otrello: Dimmedimme
Cencio: Ma in quaa borza che ce tenete
Otello: E che ce tengo !!!! Ce tengo li feri der mestiere!
Cencio: Er martello co li chiodi?
Otello: E che so n fabbro ?
Cencio: Ee..che
Otello apre la borsa e tira fuori prima un metro, lo passa a Cencio che lo prende e losserva.
Otello: Questo ce porto ! Ti腅 fresco-fresco! Cio preso le misure ar morto
Cencio: Li mort!!!
Introduzione ritmata. Cencio lo butta via come se scottasse. Otello lo raccoglie
Otello: Che te buttite pijasse n corpo, che poi n giorno me p serv a pija le misure puro a vojartri
Ciriola e Zucchina e Cencio fanno gli scongiuri.
Canzone: Er sor Otello (cantata in quartetto)
Otello : Ma che ve tastate lo so che fine farete
na cortellata vaspetta e ve dico de piu
Che nun me dispiacera
Se du clienti come voi
Annassimo a portalli prima o poi
Tutti : prima voi
e dopo noi
prima voi !
Zucchina & Ciriola : Ah Otello ma state scherzanno voi nun lo sapete
Cotutto er rispetto ve dico ce nantra realta
Pe lanni che avete voi
Sicuramente ce sara
La precedenza dannavvene prima de noi
Otello : prima voi
Io invece poi
prima voi !
Cencio : La morte mo vo dico e na frescaccia
Tutti : Che dici ?
Cencio : Tu nun ce pensi e quella te vie a cerca
Godemose la vita finche durera
E come se dice sara quel che sara! e vai!
Otello: ma che ve toccate
li talismani er corno pure
nun serve a gnente
la sfiga e brutta
e ve tocchera
prima voi
Io invece poi
prima voi
Io invece poi ! e ti !
Tutti: Noi invece li talismani se li toccamo
Er corno pure ce po serv
La sfiga brutta e ve toccher
Prima a voi e dopo a noi
Fine canzone.
Entrano Zagaja, Fettina e Guercio. Salutano gli amici presenti.
Cencio; Eccheli.. e mo potemo pure chiude bottega
Fettina: Anvedi er sor Otello. Bongiorno sor Ot.
Zagaja: Bo.bo.bobon
Otello: A Zag e nun te sforz.. che te dovessi strozz
Zagaja: ( Fa gli sconguri) Bobo(si strozza) bongiornovolevo d..
Guercio: A Zag,o .vedi? Tha battezzato!
Otello: A Guercio e nun fa er purcinella, che gi er padreterno t ha cecato de nocchio! Hai visto mai
Cencio: E pure Guercio lavemo sistemato. Qua si nun ce stenne er colera , ce pensa er sor Otello.
Fettina: A sor Ot, io nun ho detto gnente
Otello: Bravo, cos sento meno stronzate! ( Si incammina verso luscita ) A a Ciri. nun te scord de port er pane a mi moje.
Ciriola: Che pane je porto?
Otello: E e.portaje du sflatinianzi no je nabbasta unoma chi sia bello cotto!
Ciriola: Nun ve preoccupate sor Ot, che lo so bbene come o vole a sora Cesira.
Otello esce di scena grattandosi la testa. Tutti tornano a fare il proprio lavoro.
Canzone: Fiore de viola (Canta Zucchina)
Zucchina: Fiore de viola,
nun devi mai lasci
na donna sola
si er pane je lo porta er Ciriola
poi sta tranquillo che poi tarisola.
Entra Cesira, saluta tutta la combriccola con un cenno del capo e si avvicina al banco di Ciriola.
Zucchina: Eccall ! Parli der diavolo.
Cesira: Buon giorno fornaro che passato er sor Otello?
Ciriola: Bongiorno sora Cesira. E annato via proprio adesso, dice che ciaveva dafa co n morto.
Cesira: Va sempre de prescia stomo. e mo prima di sera chi o vede? Armeno o sfilatino mio see ricordato?
Zucchina: Che pure si soo scordava ce pensava lui io a ricordajelo.
Cesira: Zucchina che state a di.
Ciriola: (Occhiataccia) Gnente sora Cesira. Era n complimento! Voleva di che io le clienti ammodo nun me le scordo.
Cesira: Cos devesse. Mi raccomando portatemelo alle dieci che vaspetto.
Ciriola: State tranquilla che alle dieci voo porto.
Fa per andare via.
Cesira: E mi raccomando che sia cotto al punto giusto.
Cesira esce ancheggiando
Zucchina: E quanno je se raffredda, ar Ciriola, o sfilatino p sora Cesira.(Strilla) A rig. Alle dieci se chiude la bottega. Er fornaro ci daf!
Ciriola: A Zucchie chiudi sta bocca de ciavatta e fa er bravo!
Cencio: Ama che sta storia?!
Fettina: Allora nun s capito? E che sto fijo de na gran pagnotta der Ciriola, da n po de tempo a sta parte, je da na bella ripassata.
Cencio: A chi !!!!? Alla sora Cesira!
Guercio: E si!
Cencio: Nun moo di!
Guercio: Too dico!
Cencio: A Cirima davero ? !
Ciriola: ( Fa spallucce) Ah ce lo sai com
Guercio: Lui jammolla o sfilatino e a sora Cesira la rosettae quann a fine je paga pure er conto
Cencio: Tacci tua Ciri.ma lhai vista bbene ? Ci du baffoni che pare n giannizzero!!
Ciriola: E che vor d! Uno quanno ci dann a dama, mica po sta a guard er capello!!!
Canzone: Belle o Brutte (Cantano i trasteverini)
Guercio: E na filosofia da bon romano
se dici danna a dama e ciai dann
che si ce pensi vero e nun lo poi neg,
che tanto prima o poi ce cascher.
Ciriola: Ce fo na malattia pe quelle more
Co li capelli lunghi fino a qui
E si ci pure i baffi ancora mejo
proprio quella che me piace a me
Fettina: Io pe le bionde invece me ne moro
me sale la presssione fino a qui
je chiedo e jarichiedo finch ma da di
si a madre ha fatta bionda pure li.
Zucchina: Io pe la roscia vado ar manicomio
La provoco finch lei nun ce sta
Divento rosso e paro un pommidoro
Ma la curiosit, ma da lev.
Ciriola: E inutile e cosi che gira er monno
se le battemo tutte, belle o brutte
ma devi sta ancampana quanno te dir
tu vieni a casa e parla co mamm.
Zagaja: A quer punto te ne devi proprio ann.
Fine canzone.
Entrano Trabalza e Fanelli.
Guercio: Piove rigpiove
Guercio, Zagaglia e Fettina si vanno a mettere seduti da qualche parte. Cencio e Zucchina e Ciriola tornano alla loro occupazione. Trabalza e Fanelli e si avvicinano al banco di Cencio.
Cencio: Buon giorno deleg.
Trabalza: Buongiorno Cencio, come vanno gli affari?
Cencio: Nun se potemo lament. Che ve serve un po de frutta? Nun ve fate specie
Trabalza: No.no.Cencio lei sa perch sono qui
Cencio: M hanno detto che ve sete perso quarcosa.
Cencio guarda Zucchina e poi Fanelli
Trabalza: Fanelli va avanti , ti raggiungo subito.
Cencio: A Zucch, va a port la frutta a la sora Ninetta. che te sta a spett.
Fanelli va via. Zucchina prende una busta ed esce. Trabalza prende in mano una frutta, l osserva.
Trabalza: Cencio, in questo quartiere abbiamo oltrepassato il limite. Rubare uno dei nostri cavalli lultima cosa che povevo aspettarmi .
Cencio: A deleg sturtimi tempi ggira certa gente p Trastevere. Nariaccia
Trabalza: E che una novit? Cencio, parliamoci chiaro , un uomo stato visto da alcuni testimoni che girava da queste parti in groppa ad un cavallo dei nostri. Da come me lhanno descritto sembra uno della sua cricca e infatti lho fermato come indiziato
Cencio: A deleg, prima de ferm quarcuno bisognerebbe pijallo cor sorcio n bocca. Magari nun lui lomo che cercate..
Trabalza: Cencio , non scherziamo , rivoglio il mio cavallo o giuro che rivolto tutta Trastevere.
Cencio: Stamatina ho nteso che ce sta un cavallo attaccato dentro na stalla a via dii Fienaroli . Hai visto mai che proprio quello che state a cerc?
Trabalza: Accetto il suo consiglio e mander qualcuno a controllare.
Cencio: Mettemo che proprio er vostro, mo quer poraccio che avete arestato che fate, oo scarcerate?
Trabalza: Che poraccio e poraccio! Stiamo parlando di un ladro di professione che sta pi dentro che fuori.
Cencio: A deleg.sapete comquanno a uno je dice zella , quarcosa saa danvent pe magn
Trabalza: Ogni scusa buona per infrangere la legge! Va beneva bene, intanto vado a vedere se si tratta del nostro cavallo e poi se ne parla.
Cencio: Me pare ggiusto deleg.
Trabalza: E mi raccomando, occhi aperti .non voglio altre rogne
Cencio: State tranquillo che qua nun se smove foja che Cencio nun voja.
Trabalza: La prendo in parola. Arrivederci Cencio.
Cencio: Ve saluto deleg.
Trabalza va via. Cencio comincia a sistemare della roba sul carrettino. Animazione. Entra la marchesa con la sua damigella.
Fettina: Anvedi chi ariva
Zagaja: Ammazza.e quant bbona
Fettina: A Zag, e quanno se tratta de femmine te passa de zagaj?
Cencio che in quel momento stava sistemando la merce, si gira e vede la marchesina. Come folgorato
Cencio: MARCHESINA MIA!(Rivolto a Zucchina) A rig ( rivolto a Guercio, Zagaja e Fettina).annateve a fa du passi e.. buttate nocchio dovesse ariv Lella .
Guercio lo guarda.
Cencio: Nun ce lho co te.
Guercio, Zagaja e Fettina escono con aria bullesca e fischiettando, Zucchina va verso losteria . La marchesa si avvicina al carrettino.
Marchesa: Buongiorno FRUTTAIOLO . Gradirei della frutta fresca.
Cencio: A vostra esposizione.
Marchesa: Sono buoni questi meloni?
Cencio guarda la scollatura della marchesa.
Cencio: Bonissimi. E mo ne sto a ved n artri due .pi bboni de questi !
Marchesa: A me sembrano tutti uguali.
Con gli occhi sempre fissi sulla scollatura della marchesa.
Cencio: E no.. e no.nun so tutti uguali! Ce so meloni e meloni
La marchesa incalzando le parole.
Marchesa: E questi cetrioli sono freschi o raggrinzitima la la fava romanesca ce lavete..e.e com dura questa banana ! Regger?
Cencio: Aregge. aregge.
Marchesa: Siete proprio sicuro?
Cencio: E fino a mo nun s mai lamentata nisuna.
La marchesa fa la faccia da finta offesa.
Marchesa: Voi state diventando troppo insolente
Cencio: Ma quale lente! Che lartro giorno nun me pareva che ve facevo steffetto! Peccato che arivato vostro marito.sinn
Marchesa: E arrivato al momento giusto! E poi , un gentiluomo deve pur saper rinunciare quando le circostanze gli sono avverse!
Cencio: E circoch?
Marchesa: Le circostanze
Cencio: Seh!!! Mo e cinque stanze.ma lassamo perde, porca mignotta!
Marchesa: Moderi i termini.
Cencio: Nono volevo di .. porca zozza.
Marchesa: Ahdi male in peggio....
Cencio: Nono a voimarches.nun me permetterebbe mai! O vedete? Meme state a fa confonne.
Si sente Lella cantare in lontananza. Zucchina che sta davanti dellosteria con un boccale in mano, lo posa immediatamente e corre da Cencio. Gli si avvicina e gli bussa sulla spalla varie volte.
Zucchina: A Ca C..
Cencio: Bono, nun lo vedi che ci ho da fa ?
Marchesa: Posso?
Cencio: A marches, voi potete fa come ve pare
Zucchina: A C
Lella entra e mette la mano sulla spalla di Cencio e laltra sulla vita.
Cencio: (Credendo che sia Zucchina) E daje.e fermete co ste mano
La marchesa si accorge di Lella e le volta le spalle con indifferenza. In quel momento Cencio si gira e si accorge di Lella.
Cencio: Lella? Ve presento la mi regazza
Marchesa: Piacere! Mi raccomando FRUTTAIOLO , me la porti per le dieci in punto.
Lella: Nun se preoccupi marchesa.. che su ee consegne a le signore, sto FRUTTAIUOLO nun sgara mai!
Marchesa: Allora arrivederci.
Lella: Arivederci marchesinaarivederciarivederci
La marchesa ancheggiando va via seguita dalla damigella. Lella, con aria indispettita, va dallaltra parte del carretto. Cencio guarda Zucchina.
Cencio: Te pijasse un corpo Zucch. e quann che moo dichi?
Zucchina: Ma si mezzora che te st a buss !
Cencio corre dietro a Zucchina e cerca di prenderlo a calci. Zucchina scappa . Cencio raggiunge Lella che di spalle e la cinge per la vita.
Cencio: Ecchela qua.. la pi bella ciumachella de Trastevere!
Lella: A schifoso! Nun me tocc .
Lella si divincola e comincia a tirargli tutta la frutta che gli capita a tiro. Lui man mano la raccoglie e la rimette a posto cercando di calmarla.
Cencio: Mo perch me stai a fa cos? A L. e io te st a f n complimento!
Lella: Ah s?!! Perch te n avanzasse quarcuno? Che a me me pare che t sei bruciati tutti co qua zozzona da marchesa!
Cencio: A Lella quella na nobbile, e i nobbili nun se ponno tratt male.
Lella: A nobbile.ma nun l hai vista come camina ! Donna che move lanca, si n mignotta poco ce manca.
Cencio: Ma che stai a di e poi erano solo n p de moine! Che qua si nun se venne, famo la fine de ddon Farcuccio: Na mano davanti e nantra de dietro.
Lella: E te co sta scusa me stai a fa ngoj tarmente tanti di quii rospi, che mo ar posto do stommico m cresciuto no stagno!
Cencio cerca di toccarla di nuovo, ma Lella si scansa.
Lella: Tho detto che nun me devi tocc!
Cencio: E basta Lell, famola finita che mo me stai a fa rode er chiccherone
Lella: Madonna mia quanto me metti paura! Lo vedi? TREMIO tutta!
Cencio: E devi da TREMIA! Sei la donna DER PIU DE TRESTEVERE.. e mica na sciacquetta quarsiasi!
Lella: (Inchino) ONORATTA ! Ma va ammoriammazzato.
Lella fa per andarsene, ma lui la prende per un braccio e la trattiene.
Cencio: Vi qua.Lella.e dajenun fa cos
Lella: (Fa spalluce) Si te dico de no. no..
Canzone duetto: Quanno tabbi (Cantano Cencio&Lella)
Cencio : E quanno tarrabbi
Te senfiammano locchi
Cencio&Lella : Lamore e bello con quer friccico de piu
Lella : E quanno che te vedo a fa er marpione
Io te darebbe un carcio proprio li !
Orchestra (parlato)
Cencio : Ma quanno mai
Sto sempre qui cor caretto
te pare che cio er tempo
De fa er provolone
Cantato
Cencio : A Lella ma che dici nun e vero
pe me so dei clienti e niente piu
Cambio tonalita. Cantato
Lella : Se quanno m arrabbio
me senfiammano locchi
Cencio&Lella : Lamore e bello con quer friccico de piu
Lella: Te credi che so scema e nun te vedo
Co tutte quante tu ce stai a prova
to visto che te possino ammazza.
Lella: Si te becco
Te spezzo le gambe
Te rompo le corna
Te sfascio le ossa
Te stacco la testa
Te gonfio de schiaffi
Te rompo li stinchi
Taddrizzo le ossa
Te spacco la faccia
E si nun tabbasta
Te metto le corna
e te lascio cosi
Parlato
Cencio: Ma stai a scherz? Ne saresti capace?
Lella: S, e te metto pure le corna!
Cencio: Ma che stai a di! Vi qua
Lella: No ! no! E no! (Scappa)
Cantato
Cencio: Si tacchiappo
te strappo lorecchie
Te tiro i capelli
Te sgaro er vestito
Te mozzico er naso
Tacciacco er ditone
Te do no spintone
Te rompo i ginocchi
Te ceco du occhi
Te cionco le mano
Me butto pe terra
E finimola qui
Ripresa ritornello :
Cencio&Lella : E quanno tarrabbi
Te senfiammano locchi
Lamore e bello con quer friccico de piu
E ce conviene solo a fa lamore
Sinn passamo er tempo a litig
Lella: Si te becco
Cencio: Te strappo lorecchie
Lella: Te rompo la testa
Cencio: Te sgaro er vestito
Lella: Te rompo i ginocchi
Cencio: Te gonfio de schiaffi
Lella: Te rompo li stinchi
Cencio: Taddrizzo le ossa
Lella: Te spacco la faccia
Cencio: Tacciacco er ditone
Lella: Te metto le corna
Cencio&Lella: E finimola qui!!!!
Lamore e bello con quer friccico de piu
Lella: E ce conviene solo a fa lamore
Sinn passamo er tempo a litiga
Cencio: Lo giuro nun te faccio pi arrabbi
Fine canzone
Lella: Seh. pe stavorta famo che lassamo perdema nun ciariprov . che io nun so una che abbozza..
Cencio attira a se Lella e la bacia . Cencio prende il carrettino.
Cencio: Mo me vado a fa un giro pll Arenella, che questa lora bbona. A Zucchi nnamo forza fa sverto.
Esce Zucchina dallosteria.
Zucchina: Arivoarivo..
Cencio, Lella e Zucchina escono di scena.
Musica introduzione Marcella
Animazione. Entra fotografo con macchinetta fotografica e treppiedi, seguito da Marcella e due ragazze che aspettano per fare delle foto. In scena un piccolo paravento. Si compone la scena del fotografo.
Marcella: Come me devo mette?
Fotografo: A Marc, come te metti- metti, basta che soridi e io scatto
Stacchetto musicale pose
Marcella fa alcune pose in lingrie. Entra Giggetto e comincia a guardarla.
Marcella: Si me vedesse mi padre che me sto a fa fotograf..
Fotografo: Ma si nun ce vede nimmanco da qua a l! Daje scattamo che te conviene! Sturtimi tempi le cartoline illustrate vanno a rubba.
Giggetto: No me l aruberebbe io sta bella palloccona!
Marcella si gira a guardare Giggetto
Marcella: E mo questo chi l ha chiamato?
Fotografo: Io no davero !
Giggetto: E che fastidio ve dome metto qua bbono bbono e me godo er panorama.
Marcella si rivolge al fotografo
Marcella: A, a me nun me piace desse guardata e caccelo n po via
Fotografo: A Gigg fa er favore , nun me la fa storce, che sto qua pe guadambi du sordi due
Giggetto: Sta bono te sta bbono ! (Rivolto a Marcella) Bella fanciulla.
Marcella: Uffama nun te basta de rompe lanima a mi sorella Assunta
Giggetto: Mo ce stai te..
Marcella: Seh (rivolta al fotografo), ma je dici quarcosa a questo? Pare che me sta a spoj collocchi
Giggetto: Emb?! L occhi so fatti p guard
Marcella: Ho capito .n pi aria..me ne vado ( fa finta di prendere il borsone)
Fotografo: E daje Marc nartro par de scatti e famo basta
Canzone in terzetto: LA MACCHINETTA FOTOGRAFICA (Cantano Marcella, Fotografo,Giggetto)
Marcella : Scatta,
Fotografo : guarda gira e
Marcella : scatta
Giggetto : su nun te move e
Marcella : scatta,
Fotografo : sorridi e guarda qui !
Giggetto : nun te fatte prega
Fotografo : dai famme lavora
Giggetto : ridi che sei tanto bella
Marcella : Scatta,
Fotografo : guarda gira e scatta
Giggetto : su nun te move e
Marcella : scatta,
Fotografo : sorridi e guarda qui !
Giggetto & Marcella : ahi beata gioventu
Giggetto : tu me piace da mori
Tutti : scatta scatta gira e poi riscatta
cogli stattimo che poi nun torna piu
non torna
Marcella : Scatta,
Fotografo : guarda gira e
Marcella: scatta
Giggetto : su nun te move e
Marcella : scatta,
Fotografo : sorridi e guarda qui
Giggetto : nun te fatte prega
Fotografo : dai famme lavora
Giggetto : ridi che sei tanto bella
Fotografo : famo ancora quarche scatto
Tutti : daje che finito adesso si !
Fine canzone
Marcella: Ho detto de no! Daje sbaracca
Fotografo: Ho capito .oggi nun se combina gnente..
Il fotografo prende il cavaletto e facendo gestacci va via. Marcella si spoglia dietro il paravento durante la canzone. Alla fine della canzone Marcella, prende la borsa e si abbassa.
Giggetto: Ammazza Marce ciavete er de dietro che ve parla.
Marcella: Si..e te dice quanto sei stronzo.
Giggetto: E cos moffennete.
Marcella: E cos taa cerchi! Vatte a fa du passi v..
Giggetto: Nnamoce insieme.
Marcella: A me nun me serve laccompagno.
Giggetto: E io voffro er braccio de nomo vero!
Marcella: Nomo vero! E perch me lo vorressite offr ..sto braccio?
Giggetto: Perch ve lo meritassite.
Marcella: E che v avessi mai fatto, per cotanto onore?
Giggetto le alza prima i capelli e poi le tocca il collo. Musica in sottofondo.
Giggetto: Perch cjavete le labbra carnose, i capelli de seta e la pelle liscia come er velluto.
Marcella: Bono co sta mano. che te la cionco.
Giggetto: Ma come fate a tratt male, nomo che se ne more p voi?
Marcella: Se ne more p me, p mi sorella p nartra.e nartra ancora! A Gigg e che nhai mai visto na femmina?
CANZONE Duetto : Serenata per Marcella (Canta Giggetto&Marcella)
Giggetto: Voi siete la stella piu bella
tra le stelle der cielo
voi siete come rugiada
che bagna la foja ha voi siete
er sole che splenne in mezzo a sti vicoli
e locchi vostri so blu
come er blu su ner cielo
e co quei vostri occhi belli
ciavete trafitto pi cori
de tutti i cortelli de romani
voi siete la donna pi dolce
de tutto Trastevere.
Marcella: Giggetto tu chai n ber problema
te credi che io so scema
che poi a vol esse sinceri
quest occhi mia so neri
Gigg si chai gnente da fa
Mo vedi dannattene.
Giggetto: Eppure lho visti so blu
Marcella: Ancora censisti e levete
Giggetto: E si nun me state a sent
mo ve lo dico io
nun me movo da qui
Parlato
Marcella: Uh! Ma la fai finita co sta lagna
Fine canzone
Marcella: Lassa perde, che comm poi solo che ann n bianco.
Giggetto: A me le donne che se la tireno, mattizzeno de pi.
Marcella: Ma che me devo da tir co te! Damme retta, ammolla tutta sta manfrina e vattine a rimorchi quelle de borgo , che le tresteverine nun so robba pe te.
Giggetto: E chi o dice?
Marcella: Io too dico ! Vedi da sta n campana Gigg, che a sto quartiere li bulli e l infami fanno na brutta fine!
Giggetto: E chi sarebbe linfame?!
Marcella: Ce lo sai de che stamo a parl.
Giggetto: Vabb lassamo perde
Marcella: Te fai forte solo perch sei er fratello de Romolo, er pi de Borgo Pio
Giggetto: A bella, io nun cho bisogno de famme forte co nisuno.
Si sente fischiare in lontananza. Marcella si guarda attorno impaurita.
Marcella: E mo chi ? Fammene anna va.
Marcella esce seguita da Giggetto che cerca di mettersi a suo fianco, ma lei allunga il passo.
Musica di sottofondo.
Fischiettando entrano quattro bulli con aria spavalda.
Bullo 1: Ma che so spariti tutti pe Trastevere?
Bullo 2: A.manco na pischella che gira
Bullo 3: Se vede che ci hanno visto n faccia e se so annate a rintan. .
Bullo 4: E nun sanno quello che se perdeno.
Bullo1: Noi de borgo cjavemo bona lingua e mejo mano.
Canzone: I bulli
Noi semo bulli alti forti e belli
Co noi nun ce dovete da scherz
Mettemo mano a li cortelli
E li tiramo fori pe spanz.
Rit: Tremate che li bulli so arivati e stamo qua
Noi semo li mejo ommini de sta citt
Tremate semo qui e nun credete de scapp
Levateve e lassatece pass.
Ripresa
A le trasteverine je damo per core
Je famo du manfrine e poi lamore,
E nun pensate de fermacce mai
Sinn vannate solo a cerc guai.
Rit: Tremate che li bulli so arivati e stanno qua
Guardateve a le spalle che stamo pe arriva
Tremate stamo qui e andateve a nguatta
La mosca ar naso nun ci da sart
Ripresa
Quanno p Trastevere ce vedeno gir
Lommeni se devono scanz!
Ah..(urlo)
Orchestra:
Voi dovete solo da trem!!!!!
Fine canzone.
Entrano Cencio, Lella e Zucchina col carrettino. Cencio guarda i bulli.
Cencio: A rig, me sa che ve sete sbajati de quartiere.
Bullo 1: Ma che ciavessi co noi?
Cencio: (Si guarda attorno) Che ce ne so artri?
Lella: Bono C
Cencio: A Levattene a casa, che qua oggi ggira naria che nun me piace.
Lella si allontana in fretta ossequiata dai bulli.
Cencio: A mo vo dico e co le bone: Annavvene prima de subbito che state a fa troppa caciara.
Zucchina E si v o dice CENCIO ER PIU mejo che je date retta..
Cencio e Zucchina si metteno la mano in tasca, imitati dai bulli. Entrano Guercio , Zagaja e Fettina e poco dietro lo Sciancato con la gamba malferma .
Guercio: A Cencio, che ciavessi quarche problema?
Cencio: No! Io e Zucchina stavamo a fa du chiacchiere co sti quattro bravi ragazzi. che mo hanno deciso d aritorn da ndo so venuti. Dico bene rig?
Bullo 1: (Pausa, fa un mezzo inchino, guarda gli amici e fa un cenno) Namo rig..
I bulli se ne vanno via fischiettando. Cencio ritorna verso il carrettino.
Guercio: A , channo messo meno de nattimo a gir i tacchi.
Zagaja: Si..sinopijaveno pupure aa svesvesv
Sciancato: A Zag, ho fatto prima io adariv che te a parl
Gioia degli amici nel vedere Sciancato. Cencio si gira.
Cencio: Anvedi chi ce sta. o Sciancato! A Scianc, ma te da quant che sei scito dar gabbio?
Sciancato: Che sar nimmanco mezzora.
Fettina: Ah.ma gnente gnente avessi fatto lo scambio dei priggionieri?
Sciancato: E che so, ninfame?
Fettina: E allora com?
Sciancato: A sapello! Io so solo che mha mannato a chiam er Delegato e mha detto: SIGNOR AMLETO ANSOVINI SIETE LIBBERO .
Cencio: E ce lo so io er perch ! Che poi , uno sano de capoccia, se poanna a rubb ER CAVALLO DER DELEGATO ?
Sciancato: E chi soo credeva che era er suo? Lho visto attaccato ar palo e, micio micio, moo so portato via.
Guercio: A frescone, ma si t hanno visto pure li muri quanno scappavi!
Sciancato: E mica ero io che scappavo, era er cavallo che coreva!
Cencio: E te sei fatto pij come n gaggio. Che tanto nun lo potevi venne a nisuno.. che quii cavalli s marcati!
Sciancato: E chi soo voleva venne.io moo volevo magn!
Fettina: Ma noo sentite sto scemo? Se voleva magn er cavallo der delegato !!??
Zagaja: Er..ca.cacavallose..sevoleva mamagn.
Sciancato: Er cavallo ci la carne bbona. A Fettie ce fai pure er macellaro!
Cencio: Ma che stai a da mbecille.che ar delegato pe tenelo bbono, gli ho dovuto di pure ndo lavevi niscosto sinn arivortava tutto Trastevere
Sciancato: Mo ho capito tutto
Cencio: S, ma vedi de nun scordatte ndo metti la mano quanno arubbiche ce manni pe stracci a tutti quanti
Fettina: A..ma in galera te sei ncontrato co Nando?
Sciancato: Lho ncontrato se ve saluta a tutti
Cencio: E come sta?
Sciancato: Come voi che sta? Poro Cristo, me pare a lupa der Campidoglio!
Brusio di rammarico.
Cencio: Io quant vero iddioa quellinfamone de Giggettosi lo be.
Sciancato: Bono C! Nando s raccomannato de nun toccallo, che quannesce ce pensa lui.
Cencio: Ce lo so..ce lo so.e me tocca sta bbono.
Sciancato: E amme chi ce pensache dopo sti fatti me toccher aregge er fiato co li denti?
Fettina: Te poi sempre magn la biada der cavallo.
Cencio: A Scianc, mo me stai aaccor!
Sciancato: E tanto, pure si taccori, come stamio arimanessimo
Cencio: E nun sta a fa er sanlazzero! Vabb, famo che sino a quanno n arimedi quarcosa, te fa forte Cencio. Ti pijate sti soldi. Tabbasteno?
Cencio gli mette in mano dei soldi.
Sciancato: A C era tanto pe d ! Io sti soldi nun me li posso pij da te!
Cencio: Allora famo che me giro.cos mii freghi!
Sciancato: A Ce. a te mai!
Fettina: E si tha datise vede che javanzaveno.ti mettice puro questi
Fettina gli mette in mano altri soldi
Sciancato: Ae mo me fate piagne!
Entra Zifrate che fa la questua per gli orfanelli.
Zifrate: Daje fate la carit pe li pori orfanelli fatela bona. sinn me gireno li sonarelli.
Tutti mettono un obolo nella sacca.
Zifrate: E metteteve ste mani mberta e fateme l offerta!!! A Scianc, ma che ce stai pure teme fa piacere.
Guarda Sciancato che ha i soldi in bella vista.
Zifrate: E questi so pellorfanelli? Bravo, metti qua.
Gli strappa i soldi di mano e li mette nella borsa della questua
Sciancato: A zifr.ma io co qui sordi ce devo magn
Zifrate: (Schiaffo) Noooo, te fa male! Fall aripos lo stommico !
Sciancato: Che devo fache devo fa
Zifrate: Te Zaggnente?
Zagaja: Io gi.cecece l ho me..memessi
Zifrate: (Schiaffo) E ndo stanno?
Zagaja: Se sasaranno a.aam.mischiati allartri.
Guercio: Zifr, lho visto io quanno c ha messi!
Zifrate: (Schiaffo) Ma che hai visto te!!! (Guarda tutta la combriccola) A rig aricordateve che chi fa der bene, er Signore glielo renne doppio.
Ciriola: Ma quale doppiosi nun ne ggira manco mezzo..
Zifrate: (Schiaffo) A Ciri, io vorrebbi sta come e te. e ceco de nocchio.
Tutti: (Guardano zifrate) A zifra!!!!
Zifrate: (Guarda Guercio e gli molla uno schiaffo) E Guercio mio me stai sempre n mezzo a li cordoni
Guercio: Hai capito! Cornuto e mazziato!
Sciancato: A rig ve saluto che cho danna a fa n lavoretto.
Zifrate gli corre dietro e gli molla uno schiaffo
Zifrate: E che lavoretto devi fa, famme senti?
Sciancato: E.e ci ho dann a.a .aripul nappartamento!
Coro: Sehmo se chiama aripul
Zifrate afferra per un orecchio lo Sciancato
Zifrate: A Scianc, ma che te dice er cervello? Mo sei scito e gi voi arimbocc!
Sciancato: E dicevo cos pe di...
Zifrate: A giovin, nun ce prov, che io prima desse aceto, so stato vino!
Zagaja: Che..zizizifrate er vinooo coconosce bebbene!
Zifrate molla lo Sciancato , si avvicina a Zagaja e gli molla un ceffone
Zifrate: (Schiaffo) E devo impar li cristiani a esse pi cristiani. Se semo capiti o voo devo spieg mejo?
Cencio: A Scianc, er comannamento dice : Non RUBBARE la robba dartri.
Zifrate fa la mossa di dargli uno sganassone, ma Cencio tira su il dito come per avvertimento.
Zifrate: A Cencio.er comannamento dice: NON RUBARE LA DONNA DALTRI .
Cencio: Sete sicuro?
Zifrate: E che voi insegn la messa a Cristo?
Si gira, si avvicina a Ciriola e gli da uno schiaffo.
Ciriola: E cho fatto!
Zifrate: Che te de rubb la donna dartri, ne sai quarcosa o me sbajo?
Cencio: A zifr, ma che ce lo sapete puro voi?
Zifrate: Io so tutto e si nun lo so, me lo venghino a raccont. Vabb, lassamo perde va mo pensamo a lorfanelli ! A Cencio che per caso tavanzasse quarche po de frutta?
Canzone : L amicizia vera
Cencio: O daje, annamo a ved che fanno stasera ar Salone Margherita.
Guercio: Dicheno che ce sta Maria Campi.
Ciriola: A. e mo chi sta Maria Campi?
Zagaja: Quella che fa a mo.a mo..momomomo
Fettina: A mossa Zag, a mossa
Zifrate: Afate i bravie nun ve fate ariconosce
CANZONE ZIFRATE (uscita dei trasteverini)
Coro: Zifra zifra
ndannate state qua
invece che lorfanelli
venite su ai Castelli
sannamo a fa qua solita fojtetta
se famo na bevuta e cos sia.
Zifrate: Me piacerebbe, ma nun posso fijo
perch lassu. me guarda Dio
na cosa per vaa chiede er fraticello
portateme un par de litri de quer vinello
Mentre escono di scena marciando.
Coro: Zifr, zifr noi ve lassamo qua
Zifr zifr sannamo a mbriaca
Zifr, Zifr voi arimanete qua
Ziff zifr ce piace da cant.
Fine canzone
Escono tutti con marcetta sfottendo zifrate che sta allo scherzo. Mentre gli altri escono, un gruppo di donne entrano e si fermano a chiacchierare. Tra loro Marcella, Lella ed Assunta. Zifrate si avvicina a loro con la borsa della questua.
Zifrate: Fate la carit pe lorfanelli.
Le donne sorridendo mettono qualche soldo nella sacchetta.
Marcella: Azifr, ma sete sicuro che sti sordi vanno a lorfanelli?
Assunta: O vanno a fini na saccoccia alloste?
Zifrate: A rigazzi, ( gli fa vedere la mano). a vedete questa? Mo ho finito colamici vostra, che devo pija a sganassoni puro a voi?
Risata generale.
Lella: A zifre stamo a scherzma ve pare?
Entra Giggetto con aria spavalda e fa per andare verso le donne.
Zifrate: Ecchene nartro!
Zifrate gli va incontro e gli mette davanti la borsa della questua. Giggetto prende una moneta, e gliela getta dentro con noncuranza. Zifrate prende la moneta e la guarda.
Zifrate: E ce sei venuto sino a qua a portamme sta monnezza!
Giggetto: Allora famo che maa ripijo.
Zifrate: Come dicheno li trasteverini, da quelli de Borgo Pio nun pij mai li quatrini. Ti a Gigge aripijateliva..
Zifrate esce girandogli le spalle.
Giggetto: Anvedi che robba ! Mo ce se metteno pure li frati a cerc rogna.
Assunta insieme a Lella che si staccano dal gruppetto e si dirigono verso un portone. Giggetto le va incontro sbarrandole la strada.
Giggetto: Ecchela Assunta Lepore , la luce dellocchi mia!
Lella: Ariecco lacqua.
Assunta: Zozza
Giggetto: Er pi bel saluto che cho n tasca, a sto raggio de sole apparso nnanzi a me. Sora Lella, ve dispiace se scambio du parole due co sta bella signorina?
Lella: E coo domannate a me?
Assunta: A Gigg annatevene a fa n ggiro va..
Lella: E vha risposto
Giggetto: Ma come!!! Io venghi qui co le maniere garbate a portavve li fiori e invece che ciarimedio? Li pesci n faccia !
Assunta: Beh, quarcosa variportate ndietro! E che nun me piace av gnente a che fa co la ggente che manna lartri n galera ar posto suo!
Giggetto: Ma de che state a parl
Assunta: O sai de che stamo a parl.
Marcella che stava osservando la scena, interviene.
Marcella: A Gigg er lupo perde er pelo, ma er vizio jarimane!
Giggetto: A Marc. a voi chi vha chiamato?
Marcella: Assunta mi sorella e qua nun stamo a Borgo ! Ma a te te piace zazz pe Trastevere
Giggetto: Io zazzo ndo me pare.
Marcella: Che too sei scordato che stamatina hai provato a zazz pure comm e che tha detto pedalino!!!! Io e mi sorella semo della stessa razza.. e li balordi nun ce piaceno.
Voce fc: A Gigg falla finita de f er cantastorie.
Giggetto guarda in giro.
Giggetto: Ma chi sete a?
Pernacchia.
Marcella: Ti Gigg, ncarta e porta a casa
Marcella gira i tacchi ed esce impettita.
Pernacchia.
Giggetto: Dajee fateve vedeche si quarcheduno cha quarcosa da dimme, je strappo li budelli e me ce faccio li festoni pe la festa de Borgo.
Lella: Io si fossi in voi starebbi n campana, o li festoni de li budelli vostri se li trovamo appesi p la festa de Noantri.
Assunta: Gigge fateve capace che nun so aria pe voi, che laria mia gi sa respira Nando.
Giggetto: Ma come fa a respiralla, si nun si sa nimmanco quannesce.
Assunta: E dovrebbe ringrazzi a quellinfame che lha fatto carcer. Poi si proprio lo volete sap a me m abbasta n sospiro suo, puro da dietro le sbare.
Giggetto: Pe na donna come voi, n sospiro troppo poco.
Assunta: Si perch voi cavete er fiato che vavanza ! E poi quello de Nando mio un sospiro de nomo vero. Mo levateve e fatece pass.
Assunta fa per entrare, ma Giggetto la tiene per un braccio.
Canzone duetto : Nun me tocc (Cantano Assunta&Giggetto)
Assunta: Nun me tocca e va
co lommini come te
io nun ce faccio gnente
sto core mio nun ce sente
Giggetto: Io vorrebbe sap,
ma nomo che deve fa
se more pe favve bene
vo solo un po d amore
e favve innamora
Parlato
Assunta: ah siinnamora ma famme er piacere
Giggetto la prende per il braccio e cerca di fermarla
Cantato
Assunta: E metti gi ste mani
che tanto lo so chi sei
Giggetto: So Giggetto sai
Assunta: lo so sei un grande ninfame
Tu stai a lassa a crep
ninnocente giu in galera
Giggetto: Ma te che stai add
Assunta: quello che n voi sent
Eh lassame sta un po in pace
nun ci tempo da perde
la verit la sai
e nun cio tempo da sprec fiato
trova er coraggio e lasseme passa !
Fine canzone.
Assunta scansa Giggetto ed entra in casa insieme a Lella.
Commento musicale ingresso osteria con musica della marcetta di Zifrate.
Entrano Ciriola, Cencio, Zucchina, Zagaja, Sciancato, Fettina e Guercio, guardano per un attimo dalla loro parte e poi si mettono seduti allosteria. Giggetto, come li vede, molla la presa. Giggetto si dirige verso losteria dove seduta tutta la combriccola.
Giggetto. Un saluto a tutta sta bella compagnia.
Tutti rispondono a mezza bocca. Uno di loro tira fuori un mazzo di carte e comincia a distribuirle.
Cencio: A Gigg e come mai da sti pizzi?
Giggetto: Me ggirava!
Brusio di disapprovazione
Fettina: Sehje ggirava a sto nfamone!
Giggetto: A Ce, co chi cell sto scimunito?
Cencio: St bono Fetti ! A Gigg mettete a sede che toffro da bbeve.
Giggetto: E io so onorato pe linvito der pi de Trestevere.
Cencio fa un cenno dassenso. Giggetto si toglie la giacca e si mette seduto.
Giggetto: A Cencio, mi fratello Romolo te manna li mejo saluti sua e mha detto de ditte che quanno passi pe bborgo dannallo a trov a bottega. Dice che tha messo da parte un ber tajo de coppa .
Cencio: Di ar pi de Borgo Pio che lo ringrazzio pe lonore.
Cencio, mentre gioca.
Cencio: Arvaro, sorti fora.
Alvaro esce.
Alvaro: Che voi a C?
Cencio: Porta na fraschetta de cannellino a sto giovinotto, ma che sia de quello bbono, mariccomanno!
Alvaro fa per andare dentro bottega, ma Giggetto lo lo tiene per la parannanza.
Giggetto: And vai Arv?
Alvaro: O voi o n voi sto quartino?
Giggetto: A, tha detto de quello bbono .
Alvaro: Ne le botti mia, ce trovi solo quello! E leva ste mano.
Giggetto: E st a scherz! Come t encazzi subbito!
Alvaro sbuffando entra in bottega. In quel momento arriva la sora Cesira di corsa.
Cencio: Ma quella nun la sora Cesira?
Zucchina: Ah.a vedo bella sazzia.
Fettina: Se vede che er Ciriola j portato o sfilatino.
Ciriola: E zittete che te sente.
Cencio: Che ce fate qua sora Cesira, ve posso offr quarcosa?
Cesira: Ma come. nun sapete gnente?
Cencio: De che?!
Cesira: Hanno scarcerato Nando.
Gli uomini si girano a guardare Cesira. Giggetto si alza di scatto .
Cencio: Come avete detto?
Cesira: Ve dico che Nando scito.
Cencio: Sete sicura?
Cesira: So sicura s sossi! Lho visto sort dar portone daa Lungara . (Guarda dalla parte di una finestra) AssuntaAssunta..affaccete..Assu.
Assunta si affaccia alla finestra.
Assunta: A che succede?
Cesira: Scenni Assu..che hanno scarcerato lomo tuo
Assunta: Er padreterno mha fatto la grazia
Giggetto prende la giacca e guarda verso il vicolo. Tutti lo bloccano. Sciancato gli sfila la giacca dalla mano e mentre Giggetto cerca di riprenderla, la lancia ad un altro. La scena si ripete con Giggetto che cerca di riprendersela.
Giggetto: A rig, nun cio voja de gioc.. me ne devo ann
Sciancato: Ma nd vai Giggarimani co noi
Zagaja: Fafafaccecococompagnia
Fettina gli mette una mano sulla spalla.
Fettina: Che fai, nun resti pe salut Nando?
Giggetto: E che ce vo, la guardia donore ? Salutatomo voi .Mo leva sta mano zozza!
Giggetto si divincola dalla presa di Fettina , ma tutti gli uomini gli si mettono in circolo.
Guercio: E come vai de prescia Gigg !
Giggetto: Cho dann apr bottega , ma che ve devo chiede er permesso?
Fettina: A Gigg nun er coraggio che te manca, la paura che te frega!
Zagaja: Sto cacacacasotto
Assunta nel frattempo scesa
Assunta: A. lassatelo ann a questo..
Fettina: Mo che se stavamo a divert
Assunta: Vho detto de lassallo che nun vojo rogne!
Il cerchio si apre. Giggetto si guarda attorno. Fettina tira in faccia la giacca a Giggetto.
Fettina: Che stai a spett! Vattine e aringrazia la sora Assunta.
Giggetto: A Fettio e te s arivedemio
Zagaja: Meme..sache che.sei. eeer tipo suo.
Fettina gli manda un bacio con schiocco. Tutti ridono. Giggetto guarda prima Assunta poi tutto il gruppo.
Giggetto: O sapete che nova c? Che mo me vado a mette assde.
Giggetto con aria spavalda si va a mettere seduto. In quel momento arriva Nando con un mazzo di fiori in mano. Assunta lo vede e gli corre incontro.
Nando: Assunta mia. Ti, questi s pe te!
Assunta prende i fiori, poi abbraccia e bacia Nando.
Assunta: Amore mio, fammmete strigne ar core.
Nando: No, sei che te devi strigne ar mio, che st core, senza de te, ha sofferto le pene dellammore.
Guercio: Anvedi sortito dar gabbio puro poeta.
Cencio: A Nando, bbono, che ce stai a fa piagnere tutti.
Nando: A, stronzi vho lasciato e stronzi v aritrovo.
Tutti gli fanno festa.
Assunta: Mo vi via.. annamosene a casa
Assunta gli prende la mano e cerca di tirarlo via. Nando vede Giggetto e si divincola.
Nando: Sta bbona Ass.sta bbona. Quanno so stato qua lurtima vorta, se sentiva odore de vino, mo aritorno e sento puzza de topo de fogna. Gigg. e comm da ste parti?
Giggetto: Cosmannava!
Voci: Sehjannavama nun lo senti.a busciardo..
Nando: E nun se salutano lamichi ?
Giggetto: E salutamose!
Giggetto, si alza con indolenza, gli si avvicina, ma Nando lo ferma.
Nando: S, ma nun te vedo tanto per la quale.
Giggetto: E che vedi?
Nando: Pare come si nun te facesse piacere.
Giggetto: Davero! E chi tha detto?
Nando: Nuccelletto! Ogni tanto me sacquattava sulle sbare da cella e me raccontava certe storielle! Ne voi sent quarcunae magari quella de via der Panico? Ma me sa che gi aa conosci
Giggetto: Che te devo di? Me dispiace, se vede che te sei trovato ar posto sbajato ner momento sbajato.
Giggetto si mette la mano in tasca e Nando di rimando fa la stessa cosa.
Nando: A nfamone lo dichi pure..
Assunta: Nando lassalo sta, te prego..
Lella: ( Va vicino a Cencio e lo scuote ) A C, che dovemo fa?
Cencio va vicino a Nando e gli ferma la mano nella tasca .
Cencio: A Nando fermete che ce so le guardie che ggireno.
Nando: Bono C, sta bbono.e da quanno mhanno carcerato che ci sto chiodo fisso nder cervello!
Cencio: E ciavrai tutto er tempo pe levallo! Mo mettemose a sede co st amici e famose no scalino alla scita tua dar gabbio. (Guarda Giggetto) A Gigge che ce fai st onore?
Giggetto: Sinsisti
Lella: Ah, allora ve la sete gi bella e acchittata! A Nando sta pora donna s sfranta er core da vedette solo da dietro le sbare.
Nando: Bona Lella, io e Assunta ciavemo tutto er tempo parifasse, mo annate a casa che queste so cose da ommeni.
Assunta: Ma quali ommeni e ommeni che si appena sortito dar gabbio e gi mammolli da sola. Annamosene Lella che nimmanco lho visto e gi me ggireno!
Lella: Ammazza ammazza, so tutti na razza.
Lella e Assunta escono di scena sbuffando. Movimenti coreografici per preparazione tavolo scalino.
Alvaro: Belli amichi, bella gente, ma si nun pagate nun ve porto gnente.
Tutti i presenti si mettono le mani in tasca, tirano fuori i soldi e li gettano sul tavolo. Alvaro esce con una damigiana, prende i soldi e posa la damigiana sul tavolo.
Canzone: Lo scalino
Tutti : Viva er vivo , viva er vino
de Frascati o de Marino
de Velletri o de Genzano
er modo piu sano pe fatte campa
viva er vino, viva er vino
cor profumo de li castelli
si te piaceno gli stornelli
ce solo che er vino pe fatte canta
Alvaro : e adesso mo ve insegno un gioco antico
E lo scalino che fa un po cosi
se paga er vino tanto un po pe omo
e i tavoli se mettono cosi
Musica in sottofondo
Parlato
Alvaro: daj annamo e strignete sti tavoli
Tutti: ecco fatto ! (cantato)
Alvaro : Eccheve er modo : (cantato)
F unire i tavoli e si fa dare i bicchieri e li mette in fila .
Alvaro: Noi semo pochi e quindi raddoppiamo
E manco n goccio ar gaggio je lassamo
Quello al centro da l nun sa da move
e tutti li bicchieri fanno nove.
Tutti : Bono er vivo , bono er vino
de Frascati o de Marino
de Velletri o de Genzano
er modo piu sano pe fatte campa
Bono er vino, bon er vino
Che ciariva da li castelli
si te piaceno gli stornelli
ce solo che er vino pe fatte canta
Musica in sottofondo
Parlato
Popolano : aho , ma io mica n cho capito
Gnente. ma che dovemo da fa ?
Alvaro : Se versa er vino partendo dar primo diciamo :
na goccia, un filo, un mezzo, un dito e poi quello ar centro se fa er pieno !
Popolano : E poi ?
Stacco musicale.
Alvaro : Se scenne ar contrario.
Cantato
Chi fa la conta che sarebbi io
Ma sto bicchiere se lo scola zio.
Parlato
Popolano : e te pareva!
Cantato
Tutti : Bono er vivo , bono er vino
de Frascati o de Marino
de Velletri o de Genzano
er modo piu sano pe fatte campa
Bono er vino, bon er vino
Che ciariva da li castelli
si te piaceno gli stornelli
ce solo che er vino pe fatte canta
Musica in sottofondo
Popolano1: e poi a quellatri che je tocchera !
Parlato
Popolano 2 : Eh gia ! ce sempre chi beve tanto e chi poco.
Fanno la conta tipo morra per i numeri
Cantato
Tutti: bono er vino e bona a casa
ma e piu mejo in compagnia
pe i romani losteria
mejo posto nun ce sta !
Cantato
Fettina : Sto calice de vino genuino
lo passo a Cencio che me sta vicino
Cencio : E con onore e con soddisfazione
Lo passo a Picchiap che fa er padrone.
Tutti : Bono er vivo , bono er vino
de Frascati o de Marino
de Velletri o de Genzano
er modo piu sano pe fatte campa
Bono er vino, bon er vino
Che ciariva da li castelli
si te piaceno gli stornelli
ce solo che er vino pe fatte canta
Picchiap : Posso beve ?
Cencio : La bevuta de sto dito de vino sara na gioia pe locchi mia
Cantato
Fettina : E sto bicchiere mo passa a Giggetto
Giggetto : La decisione tua io larispetto
Picchiap: Tu de sto vino poi senti lodore
Ma dallo a Cencio che nomo donore.
Tutti fanno la conta mentre cantano.
Cantato
Tutti : Bono er vivo , bono er vino
de Frascati o de Marino
de Velletri o de Genzano
er modo piu sano pe fatte campa
Sto bicchiere de cannellino
cosi dorce e ssai sincero
Che ciariva da li castelli
se ha da beve namico vero !
Parlato
Guercio : Posso beve ?
Picchiap : E bevite sto mezzo, ma tutto dun fiato che manco ngoccio va sprecato
Parlato
Zucchina : lo scalino e cosi ce chi beve tanto e chi rimane a bocca
asciutta come giggettoah ah ah
Cantato
Tutti: Viva er vino viva er vino
s votata ormai la boccia
Come disse quer burino
Chi nun beve saa pija n saccoccia.
Viva er vino viva er vino
Bevilo bevilo che tocca a te !
Parlato
Picchiap: e vero Giggetto prenne quello ar centro
lo porta alla bocca lo annusa , sente lodore
ma lo posa e se prenne la goccia perche
nun sara mai nomo donore
Si ferma la musica e continua il prosa. Giggetto scatta in piedi e tira fuori il coltello
Giggetto : A Picchiapo , te mhai invitato a sta bevuta pe lasciamme allasciutto !
Musica sottofondo
Picchiap : A Gigge e nfame po fa solo quello ! Mo posa sto cortello che n mano tua e come na calamita de sganassoni !
Picchiapo gli va incontro , Giggetto fa per dare la cortellata ma laltro gli blocca la mano dove ha il coltello e con laltra lo schiaffeggia.
Fine musica
Nando: Mo vattine a nfame, che nun vali manco na cortellata!
Giggetto si pulisce la bocca, guarda i presenti e mentre va via, si gira.
Giggetto: A Nando, tanto nun finisce qua. Sarivedemio.
Nando: Quanno te pare
Giggetto va via. Cencio guarda Nando.
Cencio: Si nun te lha data Giggetto a zaccagnata, mo quanno vai a casa ce pensa Assunta.
Nando: Chai raggione.e mo chi saa sente?
Esce Alvaro dall osteria con una chitarra in mano.
Alvaro: Io s pronto Nando. Annamoje a fa sta serenata e vedrai che je passa.
Nando: Nnamo nnamo.nun perdemo tempo.
Tutta la combiccola si avvia sotto il balcone di Assunta. Luce su panchina.
Canzone:Na serenata pe te (canta Picchiap)
Sta serenata che te vojo cant
vi dar profonno dellanima
e na poesia che dedico a te
dorce che te po accarezza
la senti sta musica t viene a cerca
te bacia le labbra er sorriso
Tu non da retta ai sogni
ce sto qua io pe te
nun tabbracci er cuscino
quanno te poi abbracci a me
La finestra nun sapre
ma so che sati l
fai finta de dormi
Io sto qui sotto a spett de ved
Che sapre sta finestra,
ma si nun sapre capisco perch
tu me voi fai rosic
chiss se sogni sortanto de me
si pensi a nantro nun vale.
Tu non da retta ai sogni
ce sto qua io pe te
nun tabbracci er cuscino
quanno te poi abbracci a me
La finestra nun sapre
ma so che sati l
fai finta de dormi
E aprila sta finestra
sta serenata pe te
buttalo quer cuscino
affaccete a ved,
sei la gioia la vita
sei tutto pe me
tu mhai da di de si.
Canto sta serenata
appassionata pe te,
dolce serena e sincera
e te la vojo sona.
E sta notte fantastica
la vivo co te
so baci ste parole .
Fine canzone
Assunta si affaccia al balcone e manda un bacio a Nando.
Assunta: Vi su.spiccete!
La combriccola si saluta vociferando e si sparpaglia. Musica sottofondo. Da un vicoletto laterale esce Giggetto e da una coltellata alle spalle a Nando mentre sta per attraversare il portone. Note musicali.
Giggetto: Tavevo detto che nun finiva qua.
Nando: (Mentre si accascia) A carogna.
Assunta esce dal portone e si avvicina al corpo di Nando.
Assunta: St nfame de Giggetto lha colto a tradimento. Amore mio.dimme quarcosaparla
Cencio rientra dallaltra parte del palcoscenico, tira fuori il coltello e si para davanti a Giggetto
Cencio: A ndo vai nfamone, che solo alle spalle lo potevi coje.
Giggetto tenta di colpire unaltra volta, ma Cencio para il colpo e colpisce distinto.
Canzone: Fior de frumento
Fior de frumento,
hanno ammazzato nomo
a tradimento,
e quello che ha commesso stinfamata
ci ha ha rimediato poi
na cortellata
Noantri
Secondo atto
Noantri
Atto secondo
Roma agghindata pe la festa dei Noantri. C gente che sta mettendo i festoni sulla piazza.
Canzone corale: ROMA DE NOANTRI
Roma che profumo la sera
I colori se baceno quanno vie primavera
Roma, me so innammorato
Sei na foto a colori de n tramonto dorato
Amori che se cercano
Tra sguardi e ammiccate sorridono
Li baci se sprecano , abbracci e risate tu qui poi trova
Da Monti a Parioli scennenno pe Trevi
Fontane che cantano storie de ieri
Se un sordo ce butti li dentro a la vasca
Tu speri che poi finarmente
n amore ce nasca
Roma sei na gioia pe locchi
Me riempio de te
quanno ar fiume te specchi
Roma ce sta gente de core
Sei pe tutti noantri
La bellezza e lamore
Amori che se cercano
Tra sguardi e ammiccate sorridono
Li baci se sprecano ,
abbracci e risate tu qui poi trova
De botto sorridi e te fai na fojetta
E poi taritrovi a bacia na maschietta
Pe mano la porti pe borgo e panico
Diventi fanatico e vero te senti un gran fico
Roma che profumo la sera
Pure i fiori sorridono quanno vie primavera
Amori che se cercano
Tra sguardi e ammiccate sorridono
Li baci se sprecano ,
abbracci e risate tu qui poi trova
Da Monti a Parioli scennenno pe Trevi
Fontane che cantano storie de ieri
E la gioia piu granne
pe de tutti noantri
Sei tu
Fine canzone
Sulla ripresa musicale Lella entra in camera di Assunta che seduta sul letto .
Lella: Assu , namo gi, stanno a prepar la festa e Roma cos bella che pare na cartolina. Namo che nun te posso vde cos
Assunta: Lella mia, nun facile pe me.
Lella: Lo so che nun facile.
Assunta: Ma perch dev esse cos? La gente se scanna come si la vita de lartri contasse meno de gnente!
Lella: Ma Cencio nun nassassino!
Assunta: O so Lella .. o so com annata, lho visto dalla finestra ! Quando Cencio ha visto Giggi che colpiva Nando a tradimento j annato er sangue allocchi..ma lui s solo difeso
Lella: Mo che voi fa , continu a camp male?
Assunta: Bisogna avecce un sogno pe' camp bbene. Io ce l avevo er sogno mio, ma la sorte me lha levato sur p bello.
Lella: Invece devi torn a sogn. Guardate attorno, qua ce so omini che se farebbero ammazz pe no sguardo tuo.
Assunta: A me, me nabbastava uno solo..
Lella: L odio na brutta bestia! Lodio vole vendetta . la vendetta chiama er sangue. er sangue se ripaga collartro sangue!
Canzone in duetto: Che vita sta vita
Musica: Processione
Si sente in lontananza la musica della processione che mano man che si avvicina aumenta di volume
Assunta: Ma che so ste voci?
Lella: So lomini che stanno a fa le prove de la processione co Zifrate. Namo Assunamo avvede..
Assunta: No Lella nun maa sento
Lella: E daje .nun te fa preg!
Cambio scena.
Assunta e Lella raggiungono in piazza la marchesa, Marcella, e quattro ragazze del balletto. Entrano Zucchina, Ciriola, Guercio, Zagaja Sciancato , Cencio , Fettina vestiti da processione compresi i quattro bulli sotto mentite spoglie, che portano il palchetto dove Otello vestito da angelo con le alucce e funge da madonna Fiumarola. Sciancato porta una candela per via della sua infermit. Zifrate davanti. La processione molto lentamente e pericolosamente, fa qualche passo e si ferma tra le risate e le battute dei presenti
Lella: Ma nun li vedi che soggetti?.
Assunta: I vedoi vedo
Zifrate: Mater purissima
Coro: Ora pronobbisse,
Zifrate: Mater santissima.
Coro: Ora pronobbisse.
Lella: Ah..ma nun li vedi come cammineno? Me parono mbriachi!
Assunta: Otello che fa a Madonnina in groppa ar parchetto, o vedo messo maluccio. Che gi nun s aregge n piedi de suo.
Lella: Cencio mio quanto me fai ride.
Occhiataccia di Cencio. La processione si rimette in moto.
Zifrate: Uno, due , tre, quattro, n piede nnanzi e ndietro lartro. Nun v appiccicate e fate li bravi che fate casc la Madonna. Mater castissima.
Otello: Ma quale Madonna, io sto n groppa a sto coso.. e..e me sto pure a cac sotto.
Zifrate: (A voce sempre pi alta) Sette e otto.. stateve zitti sinn famo er botto.
Sciancato: Co sta zimarra ndosso me sto a sud pure lanima.
Zifrate: Seh. lanimaccia tua! Sto mbecille se lamenta. e porta solo er moccolo?
Sciancato: A zifr , questo mavete ammollato e questo io porto.
Zifrate: Behpe come nazzichi, solo quello poi port !
Cencio: Ma quanto ha da dur sta processione?
Zifrate: Ho capito la sinfonia! Famola finita co sta caciara che mavete sfranto li cordoni. Annateve a spoj.nnate.nnate..
Cencio: Arv porta fora er fiasco che cjavemo sete.
Zifrate: E lunica cosa bbona che hai detto da stamatina.
Esce Alvaro col fiasco. Tutti bevono e scherzano. Zifrate passa una borsa ad Assunta.
Zifrate: (Guarda Assunta) Assu, fa er favore damme na mano a porta sti cenci in chiesa prima che ce famo li stracci.
Marcella: Che ve serve na mano?
Zifrate: Vi fijetta bella, che quattro mani so sempre mejo de due.
Marcella, Assunta ammucchiano la roba nel borsone ed escono con Zifrate.
Marchesa: Signor Cencio, oggi non aprite il banco?
Cencio: A marches, pe voi er banco sempre aperto.
Marchesa: Che impertinente!
In quel momento Lella che sta parlando con qualche amica, si gira e vede la scena.
Lella: A marches oggi er fruttarolo nvece de fa er furetto, fa er chirichetto ?
Cencio: A Lee piantela
La marchesa fa una linguaccia e tira dritto. Cencio la segue con lo sguardo estasiato.
Lella: A bavoso , ma che te stai a guard?
Cencio: Er paesaggio.
Lella: A busciardo, stavi a guard le chiappe de qua zozzona da marchesae co locchi da pesce fracico, che mo te li cavo e te li metto n mano.
Cencio: E chi so. Santa Lucia? Ma te pare che tenenno lamore mio vicino ar core, me metto a vede nartra?
Lella: A C, nun gioca comm, che me fai rode er chiccherone!
Cencio: E zitteteche ce stanno a guard
Lella: E cos o vedono tutti quanto sei stronzo
Cencio: Aho e io so nomo. c ho er sangue che me bbolle.
Lella: E pure a me me bbolle chette credi! Che la notte me strigno er cuscino ar petto, che me pare desse na vedova! Si nun te decidi a sposamme va a fin che me ne trovo nartro.
Cencio: Nun lo d manco pe scherzo.
Lella: Allora sposame.
Cencio: Ce poi giur che te sposo.
Lella. E quanno?
Canzone: Canzone dellamore
Cencio : Er vestito bianco er velo
Che cha tutti li ricami
Quello bello che tu madre
Tha fatto pe quer giorno
Lella : Se sta ammuffi
Parlato
Cencio : Ma che davero ?
Lella: Eh s!
Cantato
Cencio: E allora e tempo che
je dai na sporverata
Daje stamme a senti
Lella : Ma che stai a di ?
Cencio : no ! nun sto a scherza
Adesso te - lo dico
Me te - sposo - ma sur serio
Parlato musica in sottofondo
Lella : A Ce ma che me stai a cojona ?
Cencio : No ! faccio sur serio Lella me te sposo
Lella : Nun me lo di ?!
Cencio: Sempre che non chai ripensato !
Lella: So sei anni che ce penso, ce mancherebbe che mo caripenso
Cencio: Allora lattesa e finita .Tra due giorni a Santa Maria in Trastevere se sposa la moje dun Re:
(riprende canto )
Lella : Si lo sento e vero amore
Cencio: Anche per me
Lella: questo battito ner core
Cencio : Lo so
Lella : forte forte dentro ar petto
che me toje er respiro ,,,
Cencio&Lella: Uniti si !
Lella : Amore mio
CENCIO : Per sempre noi
Lella : Ce poi cont
Cencio&Lella : Che bello sto momento
Che nun finira mai
Cencio: Insieme a te
Lella : Ci sono io
Cencio : Voi resta
Lella : E pure io
Cencio&Lella : Me sembra un so gno
E invece stamo qui a parla damore
Cencio : Sposame !!!
Lella : SI !!!
Fine musica
Cencio: E mo che tho detto che me te sposo.bisogna che me dai n assaggio..
Lella: (Lo scansa) E mica me fido sa? Stai avvede che ciaripensi !
Cencio: Ma chi ciaripensa! Vi qua bella palloccona mia
Lella: Fammene ann va, prima che te scalli troppo..
Lella scappa via inseguita da Cencio. Entrano Cesira e sor Otello e passano in un esterno dove sono seduti Guercio, Ciriola, Zucchina, Sciancato, Zagaja e Fettina.
Zucchina Na vedi a sora Cesira?
Ciriola: A vedo s!
Guercio: S tajata pure li baffi pe la festa!
Sciancato: E te co nocchio solo, hai visto che s tajati li baffi! Nun ce se crede
Zucchina: E che li baffi de Cesira, li vede pure n cecato.
Cesira si gira verso di loro.
Ciriola: A Zucche parla piano che te sente! Per chai ragione, se l tajati pe davero!
Zucchina: Pare pure pi caruccia!
Ciriola: (Gran sorriso, si avvicina alla coppia e sinchina ) Bbna sera Sora Cesira!
Otello: Ariecco lacqua
Cesira sorride e saluta inclinando la testa.
Ciriola: Bona sera sor Ot, ma quaa borza nun lammollate mai.
Otello: E te, laffaracci tui nun tii fai mai?
Ciriola: Ve trovo bbene sora Cesira.
Otello: Che te l avessimo dimannato?
Cesira: E lassatelo parl sto giovinotto! E cos ammodo!
Otello: Se vede proprio che nun lo conosci.
Coro: O conosce, o conosce!
Otello: A proposito Cesira, ma sto fornaro er filoncino che je pago, too da armeno callo callo?
Coro: Jo da callo. jo da callo
Ciriola Ve pare che nun jo do callosor Ot?
Otello: S , a Ces, ma armeno te piace?
Coro: Je piaceje piace
Cesira: Certo che mi piace poi me lo consegna sempre in orario.
Otello: (Si gratta la testa) E so contento!
Ciriola: A sor Ot, per me sempre n piacere servire la vostra signora.
Questa volta lunico che parla alle spalle di Otello Zucchina. Si sente solo la sua voce.
Zucchina: Dovesse d ariman senza sfilatino!
Otello si gira di scatto , punta il dito e va incontro Zucchina con fare minaccioso.
Otello: Che stai a di te? Aripeti un po?
Zucchina: A sor Ot, e n mezzo a tutti sti zellosi che stanno qua, solo a me sete venuto a tan?
Otello: A Zucch e nun taggit, che tanto prima o poi, te vengo a misur .
Ciriola da unocchiataccia a Zucchina.
Ciriola: Ce l aveva cor pane sor Otello..
Otello facendo un gesto di disappunto si gira e torna verso Cesira. Ciriola fa latto di prendere a calci Zucchina che svincola.
Otello: Vabb va , annamosene Ces, sinno co sti quattro purciari, gira che te riggira , me s arimpone la festa.
Cesira: Ot, ma che gi te ne voi ann?!
Otello: (Si tocca la testa) E che so un po stanco e poi sta capoccia che me rode, me sta a manna ai matti. ( China la testa) . Che vedessi quarcosa, luce dellocchi mia ?
Si avvicina Zucchina
Zucchina: E saranno le corna che ve pesano.
Otello: Ma li mort.
Zucchina scappa inseguito da Otello. Gli astanti gli vanno dietro per non perdersi la scena. Tutti escono. Rimangono in scena Cesira e Ciriola. Cesira sta con le braccia conserte a guardare la scena.
Cesira: Poro Otello ggira che te riggira va a fin che me se sente male.
Ciriola le da un pizzico sul sedere.
Cesira: A, ma che te pizzichi.
Ciriola: A Ces, ma perch nun te piace?
Cesira: Nun me stuzzic, che te do un mozzico che te stacco la mano.
Ciriola: Si pizzica e mozzica,mozzica e pizzica
Cominciano il balletto Cesira e Ciriola . Si aggiunge tutto il resto del gruppo. Balletto corale.
Canzone: Pizzichi e mozzichi (Cantano Ciriola e Cesira)
Cesira: Er pizzico me stuzzica, ma quanno me tocchi mozzico
inutile che stuzzichi, nun ci tempo p sta a gioc
Ciriola: Si er pizzico te stuzzica nun vero che te mozzica
Si te piace te lo dico e adesso vi e continua a gioc
Ciriola: Se dice che Nerone s svejato na matina
sulle chiappe dAgrippina n bel pizzico jammoll
Cesira: Dicheno pure che Agrippina dopo er pizzico de Nerone
s girata e de mancina ja ammollato un ber pizzone.
Cesira: Pizzica e mozzica stuzzica e pizzica, te ne devi proprio ann
Pizzica e mozzica, stuzzica e pizzica, lassa perde che ci daf
Ciriola: Pizzica e mozzica, stuzzica e pizzica, pare na rota che sta a gir
Pizzica e mozzica, stuzzica e pizzica, girala girala.
Cesira: Ma lasseme st
Ciriola: Si dice che Napoleone di ritorno da Watterl
sulla chiappetta de Giuseppina un ber mozzico jammoll
Cesira: Dicheno pure che Giuseppina dopo er mozzico de Napoleone
jallentato na cinquina che per terra lo sdrai.
Cesira: Pizzica e mozzica stuzzica e pizzica, te ne devi proprio ann
Pizzica e mozzica, stuzzica e pizzica, lassa perde che ci daf
Ciriola: Pizzica e mozzica, stuzzica e pizzica, pare na rota che sta a gir
Pizzica e mozzica, stuzzica e pizzica ora basta la devi piant.
Fine canzone
Fine del balletto tutti escono. Passano Marcella ed Assunta che rientrano dalla chiesa.
Marcella: Assu, ma che gi te ne voi ann?
Assunta: So stanca Marc.
Marcella: Ma viette a fa du risate co noi che te passa.
Assunta: Pe ride bisognerebbe avecce na raggione. Io nun ce lho.
Assunta entra dentro il portoncino. Stacco musicale. Entrano i bulli con aria spavalda.
Bullo1: Ma quella nun quaa pischella che saa faceva co Giggetto?
Bullo2: S. quella dee foto
Bullo3: Ciai raggione!
Bullo4: Ae dimoje quarcosa
Un bullo si avvicina a Marcella con aria spavalda.
Bullo1: Marc, quann che ve rifate le foto, che ve venimo avvede?
Marcella: Ma de che state a parlme state a scambi co nartra
Bullo1: Seh! Ma si vavemo vista quanno facevate tutte quee pose. Faccene una pure a noi.
I bulli scimmiottano le pose di Marcella. Entrano Guercio, Zucchina, Fettina, Ciriola, Zagaja.
Guercio: E questi chi lha chiamati?
Zagaja: Ae ciaciaciarifanno
Zucchina: A rig ve sete persi pe strada nartra vorta?
Bullo: A pisnoi annamo ndo ce pare e piace. A Marc, daje, facce sta posa
Marcella: Ao e si ve dico che ve state a sbajve state a sbaj..
Fettina: A.la signorina vha detto che ve sete sbajati!
Bullo1: E chi o dice questo?
Fettina tira fuori il coltello e lo mostra al bullo.
Fettina: Questoche mo si nun te ne vai, te spanza come n vitello.
Bullo1: E mo mhai messo na scacaccia !!!!
Il bullo tira fuori il cotello.
Fettina: Pesse uno che vi da nartro quartiere a pija e petto la ggente, er fegato nun te manca! Mo vojo vede com fatto.
Guercio grida.
Guercio: Pioverigpiove
Entra Trabalza con Fanelli. Fettina ed il bullo appuntano il coltello sulla parete, mentre altri due ci poggiano sopra il cappello.
Trabalza: Buongiorno signori.
Alvaro: Bonasera sor Deleg, ve posso offr quarcosa?
Trabalza: Non bevo n servizio, grazie.
Alvaro: Pure voi alla festa?
Trabalza: Ma non siamo qui per divertirci ! Se non ci fossimo noi a vigilare, chiss cosa succederebbe in questo quartiere. Vero Guercio?
Guercio: A delege io co fatto?
Trabalza: Ah.niente! Per non capisco il perch quando ci hai visti, hai gridato piove. Fanelli, per caso sta piovendo?
Fanelli: No comandante.
Trabalza: Per per il Guercio piove.
Guercio: Ce vedo poco deleg ! Apposta me chiameno cos!
Trabalza: E chiss perch quando uno dice piove, i coltelli si vanno a nascondere nei posti pi inaspettati.. come per esempio
Scopre i coltelli.
Trabalza: Alvaro, in questo locale i coltelli li usiamo come attaccapanni?
Alvaro: No deleg , che er mio me s sfasciato
Trabalza: Non scherziamo! Alvaro, che facciamo , vogliamo chiudere bottega?
Alvaro: Che dite deleg.
Trabalza: Fanelli prenda quei cortelli, hai visto mai che qualcuno si fa male !!!!
Fanelli requisisce i coltelli. Trabalza guarda i bulli
Trabalza: E questi bravi signori che ci fanno da queste parti?
Bullo2: A deleg noi semo de Borgo, ma quanno c na festa pe Roma ce piace divertisse.
Trabalza: So benissimo di dove siete! Il problema che quando decidete di divertirvi, chiss come.. succedono storie
Bullo3: Ma che? Noi se stavamo solo a scambi du parole tra amichi . E vero rig!
Guardano gli altri.
Voci: E verosi vero.come no.
Tutti assentono e si danno pacche sulle spalle, trasteverini compresi.
Trabalza: Fanelli, ma non vedi che attori! Quasi quasi, invece che in galera, li portiamo allAmbra Jovinelli
Trabalza li guarda, fa una pausa.
Trabalza: E va bene, oggi festa e voglio prendervi n parolaper ora voi quattro ve ne tornate al quartiere vostro. e voialtri invece ve ne state tranquilli e buoni al posto vostro . Sono stato chiaro?
Voci: Come no delega.si delegacerto deleg..
Alvaro: Ce penso io deleg
Trabalza: Ti prendo in parola. (Rivolo ai bulli) Forza voi .su muoviamoci..aria
I bulli sbuffando escono. Cencio e Lella entrano ed incrociano il delegato.
Cencio: Bonasera deleg,
Trabalza: Bonasera Cencio, i miei ossequi sora Lella.
Lella: Bonasera.
Cencio: Come mai da ste parti?
Trabalza: Che domande, questo il mio lavoro! Oggi festa e non vorrei che tra una bevuta e unaltra succedesse qualcosa. Ne sapete niente del fattaccio avvenuto proprio su questa piazza?
Cencio: E io so n poro fruttarolo che lavora da matina a sera!
Lella: E io so venuta a sap che du omini cianno avuto una discussione pe na questione che manco se sa.
Trabalza: E c scappato il morto, anzi due. Uno ha preso una coltellata alla schiena e laltro in pieno stomaco.
Cercio: Pe davero?
Trabalza: E s! A meno che, quello accoltellato alla schiena sia resuscitato ed abbia colpito laltro allo stomaco. Sembra poco credibile, non vi pare?
Cencio: Si o dite voi !
Trabalza: Oppure qualcuno, non si sa chi, era presente al fatto e ha voluto pareggiare i conti.
Cencio: O stai avvede che quell infame che ha dato la cortellata alle spalle de Nando, s vergognato e s ammazzato da solo !
Trabalza: Ah tutto pu essere! Infatti sto cercando di scoprire la verit.
Cencio: A deleg. a verit!
Canzone in duetto: La verit
Trabalza: Sono qui che faccio le domande
Ma lo so che non risponderai
E difficile trovare la verit
Tra di voi regna solo lomert.
Cencio: Ce lo sapete, sta maschera che porto
Mai nessuno me la po lev
Venite qui a cerc sta verit
Ma tra noanrtri nun la potete trov.
Ritornello
Trabalza: La verit.
Cencio: Io ciavevo namico vero
Trabalza: La verit
Cencio: E me lhanno ammazzato
Trabalza: La verit
Cencio: La verit che la c sta na donna sola
Sta a piagne lomo suo
E nissuno jo p rid.
Ripresa
Trabalza: Io comprendo le vostre ragioni
Ma bisogna seguire la legge
Farsi giustizia con le proprie mani
Non vi aiuta e non vi protegge
Cencio: Maresci ma da me che volete
Che parlo e ve dico chi stato
Lassate perde che ancora nun nato
Chi me vole mette appecorato.
Ritornello
Trabalza: La verit
Cencio: E che devo f
Trabalza: La verit
Cencio: Io nun ho visto nissuno
Trabalza: Non mi arrender.
Cencio: E nun ve posso da torto
Ma pe la legge nostra
Chi parla nomo morto.
Fine canzone
Trabalza: Io conosco una sola legge. Quella che servo!
Cencio: A deleg, e la vita bella perch nun uguale pe tutti. Io venno frutta e voi fate rispett la leggea vostra.
Trabalza guarda lattendente.
Trabalza: Fanelli, andiamo.
Cencio: Arivederci Deleg.
Trabalza: Arrivederci Cencio. Buonasera sora Lella.
Trabalza fa per andare, ma allultimo momento si gira.
Trabalza: Ho saputo una notizia.
Zucchina: Ammazza eccome gireno le chiacchiere a sto quartiere!
Trabalza: So che vi state per sposare.
Lella: A delegsete invitato pure voi
Trabalza: Certograziegrazie
Fa per andare unaltra volto, ma si gira.
Trabalza: Ah, dimenticavo!
Zucchina: Aaahhhhhhh
Trabalza: So quasi con certezza, che Romolo Ferretti , detto er pizzicarolo, venuto a sapere il nome di chi gli ha ammazzato il fratello. Da quello che si dice in giro, pare non abbia mai perso un duello in vita sua.
Cencio: E so contento pe lui.
Cencio e Lella li vedono andare via.
Lella: Lhai sentito che tha detto? Romolo o sa che sei stato te.
Cencio: E te dovessi crede che ci paura!
Lella: Io s e tanta. Cencio mio , io te vojo ved vivo.
Cencio: Allora, famme cap, che dovessi f? Che si quello me vi a cerc , me devo mette n ginocchio e chiede scusa? Tu voi sta cosa da Cencio?
Lella: Nun stavo a di questo! E che a Roma ce lo sanno pure li serci che quello nun se n mai accattata na cortellata, nimmanco de struscio.
Cencio: E pure io n ho mai presa! E poi si lui er pi de Borgo Pio, io so er pi de Trestevere.
Lella: Ma si mori, sarai er pi de nisuno. Li vedi questi? Questi dopo un par de giorni se scordano de Cencio e il posto tuo se lo raccatta nartro.. e bonanotte ai sonatori.
Canzone der pi (duetto)
Lella si alza, si asciuga gli occhi e scappa via.
Cencio: Nndo vai vi qua.
Ma Lella gi sparita dietro langolo. Cencio si incammina cupo verso losteria.
Sciancato: A Ce, ammazza che faccia, nun te se po vede.
Zagaja: Ma.mache.che t mo.momorto eer gatto?
Zucchina: A Zag, chai messo mezzora a di sta stronzata, che pure si era morto mo ha fatto n tempo a resuscit!
Tutti gli astanti ridono e si vanno a mettere seduti allosteria.
Cencio: Namo rig, famose na zecchinetta, stai avvede che me passassero le madonne.
Voci: Scianc, tira fori le cartedatte da fa.
Cencio: Alv, portace na fojetta.
Tutti puntano. Il cartaro prende i soldi. Altra puntata e Cencio riprende. Dopo qualche mano, mentre giocano, da un vicolo sbucano i quattro bulli di borgo.
Guercio: Arieccheli.
Fettina: Si nun je lho data prima la zaccagnata mo
Cencio: Bono Fetti! (Rivolto ai bulli) A rig, allora nun se semo capiti
I quattro bulli si fermano e si girano. Entra Romolo.
Romolo: Sti quattro giovinotti stanno co me! Ciavreste quarche problema ?
Ciriola: (A bassa voce) Anvedi, ce sta puro er pizzicarolo.
Cencio come se niente fosse, mette le carte sul tavolo.
Cencio: Continuate a gioc.
Cencio aspetta le puntate. Romolo si avvicina al gruppo. Cencio alza gli occhi.
Cencio: E nonore riceve a sta bella festa er pi de Borgo Pio. Mettete a sede Romolo che toffro da bbeve.
Romolo: Nun so venuto pe festeggi, che sto ancora a lutto de mi fratello Giggetto!
Cencio: Me dispiace Romolo..
Romolo: Levate a pis, che sta carta la mia.
Fettina mette subito la mano in tasca, ma Cencio gli fa segno di fermarsi.
Cencio: Questa e na partita tra amici.
Romolo: E io chess? Su sta carta ce punto cinque lire
Cencio: Allora tirali fori ..che io sto avvde solo na mano.
Romolo: A fiducia.
Cencio scopre la carta dal mazzo e fatalit esce quella dove ha puntano Romolo.
Cencio: Hai perso Romolo.
Romolo: Allora mo dovrebbi pag!
Cencio: Cos se dice.
Romolo: Invece lo sai che nova c? Ho deciso che nun pago .(Si guarda intorno) Che cnun ve sta bene?
Zagaja: Quaquaqua.li debiti de gioco sese pagheno.
Romolo: Levete a cippe cippe che nun ce lho co te
Cencio: A Romolo, co chi ce lhai?
Musica di accompagno. Tutti gli astanti si mettono le mani in tasca, tranne Romolo e Cencio. Alvaro che ha assistito alla scena, scatta in avanti.
Alvaro: Ah, che dovemo fa? Gireno le guardie e sto ggiro nun me sarva manco er papa.
Romolo: Sta tranquillo oste ! Questa na questione tra me e sto fruttarolo. A C, io e te c javemo da parl a quattrocchi. Namo
Cencio: Nun cho segreti pe nissuno. Che voi ?
Romolo: C na cortellata che te staa spett.
Cencio: Ammazza ao! Ma de che parli?.
Romolo: De mi fratello Giggetto.
Cencio: Tu ce lo sai come so annati i fatti.
Romolo: Come so annati annati, er sangue suo chiede vendetta.
Cencio: Allora quann cos.dimme ndve e quanno..
Romolo: Sottofiume a Castel SantAngelo, domani, alle cinque de matina.
Cencio: E l me trovi.
Romolo: Namo rig.
Romolo mentre va via vede Otello con zifrate.
Romolo: Ma tu nun sei er cassamortaro?
Otello: Cos dicheno! Come ve posso serv ?
Romolo: Domani matina c iavrai da lavore pure te zifr prepara i sacramenti..
Romolo mentre va via prende una manciata di soldi e li butta sul tavolo.
Romolo: Romolo Ferretti i debiti sua li paga sempre.
Romolo ed i suoi bulli escono ed incrociano Lella. Lella si avvicina a Cencio che la prende per mano e se la porta via. Alvaro comincia a chiudere bottega, man mano la gente sfolla.
Lella: A C, ma che voleva er pizzicarolo ?
Cencio: E passato pe la festa!
Lella: E che tha detto?
Cencio: Tra na bevuta e nartra jho detto li fatti de Giggetto come so annati.e se semo spiegati. Mo tutto a posto
Lella e Cencio si vanno a mettere seduti. Lella guarda Cencio con tenerezza, gli prende la mano e gliela bacia.
Cencio: A Lella, quer vestito bianco co tutti li ricami che tha fatto tu madre ce lhai sempre?
Canzone: Canzone dellamore con secondo arrangiamento
Controluce. Bacio tra Cencio e Lella.
Lella: Allora mo lo sai che faccio? Vado da zifrate e vedo de combin la data.
Non aspetta nemmeno la risposta. Cencio la guarda mentre va via ed esce. Buio.
Cambio scena.
Luce Zifrate . Entrano Lella ed Assunta che salutano.
Zifrate: Che cercate regazz?
Assunta: Zifrzifr, ve dovemo parl!
Zifrate: Devesse na cosa importante pe venimme a cerca a stora?
Lella: Io e Cencio se sposamo.
Zifrate: Ve sposate!
Lella: Sizifr me vole spose io pensavo de fallochess dimani
Zifrate: Come dimani?
Lella: Si dimanidopodimani.domenica
Assunta: Nsomma, Lella se vole spicci
Zifrate: Rigazz.bbonecarmateve nattimoche ste cose bisogna falle come Dio comanna.
Lella: Si o so! Bisogna prepar le carte, poi ce dovete confess vabb nun ce pensavo! Na settimanella bbaster?
Assunta: Cos chai puro er tempo de preparatte er vestito
Lella: Sehtanto quello de mi madre
Assunta: (Guarda zifrate) Mache cjavete zifr?
Zifrate: E che c hoche cho.fijette belleE paa questione de Romolo er Pizzicarolo. Voi nun ce lo sapete, ma quii due se so messi daccordo p regol li conti loro.
Lella: E quanno sarebbe?
Zifrate: Domani alle cinque de matina. sotto fiume a Castel SantAngelo.
Lella: No, nun po esse!
Assunta: Sta storia nun finisce mai
Lella: E mo che faccio zifr?
Zifrate: E che poi fa? Gnente poi fa che quanno du malandrini hanno deciso de scannasse pe na questione donore, nun li ferma manco er Padreterno.
Lella: Allora parlatece voi po esse che a voi ve da retta!
Zifrate: A Lellae io so un poro frate. Che voi, posso ammolla un par de sganassoni, ma rimano sempre nomo de pace.
Lella: Armeno dateme un consijo.
Zifrate: Io .e che consijo te posso d? Poi preg solo Iddio. che solo Lui te po aiut.
Il frate le gira le spalle e lascia la scena.
Assunta: A Lella too dice Assunta come devi fa.
Canzone: Canzone del tradimento.
Fine canzone entra il Delegato
Lella: A deleg ve devo parl.
Canzone: Fiore de pane
Fiore de pane,
lha fatto carcer, nun e ninfame,
ste cose nun se fanno p l onore,
le donne, si lo fanno, pel amore.
Cambio scena
Musica. Duello
Luce sulla piazza. Duello tra Cencio e Romolo. Entrano i due compari con Cencio e Romolo. Bullo 1 e Zucchina si avvicinano. Hanno due borse in mano che aprono . Sono piene di coltelli.
Bullo: Ciavete quarche preferenza pe la lama?
Zucchina: Pe noi va bene una quarsiasi! F te!
Entra Otello con borsa insieme a zifrate. Tira fuori un quaderno ed un metro e prende appunti. I bulli lo guardano per un attimo.
Bullo: Allora famo quella da venti. Allultimo sangue!
Zucchina: Allultimo sangue,
Musica sottofondo
Zucchina guarda Cencio che acconsente. Nel frattempo Cencio e Romolo cominciano a spogliarsi e rimangono in maniche di camicia. I due compari poggiano i coltelli per terra ad una certa distanza luno dallaltro. Sallontanano. Cencio ed Romolo si arrotolano la giacca su un braccio ed al via di un testimone, ognuno prende il suo coltello. Fanno delle mosse in aria col coltello, come per bilanciarlo.
Musica. Duello. ( Balletto del duello)Ogni azione viene evidenziata da un accento musicale.
I due contendenti fendono laria con il coltello.
Cencio: Romolo, tu fratello se lannata a cerc.
Romolo: Statte zitto a cantastorie!
Romolo tenda laffondo, ma Cencio si scansa.
Cencio: Giggetto lha pugnalato a le spalle a Nando.
Romolo: Tanto nun mencanti
Altro affondo di Romolo, ma Cencio para.
Cencio: Io nun lo volevo coje, ma me so dovuto difenne, sinn ciarimediavo puro io na cortellata.
Romolo: Arisparmia er fiato
Altro affondo di Romolo
Romolo: .. che mo te manno a trov lamico tuo Nando.
Questa volta Cencio viene colpito di striscio. Si guarda il braccio. Romolo incalza. Cencio questa volta para e prova laffondo
Cencio: Ti becca.. questa taa manna Nando.
Questa volta Romolo ad essere colpito. Si guarda il braccio con noncuranza.
Romolo: Allora nun sai coje solo a tradimento
Cencio: Nun so ninfame come Giggetto
Il duello continua ed ad un certo punto, quando Cencio sembra avere la meglio, perde il coltello. Augusto gli si avvicina.
Musica.
Augusto: Si chai quarche santo da preg, pregalo che er momento tuo arivato.
Musica.
Cencio: Fa quello che devi da fa, spiccete a boja!
Entrano Trabalza, Fanelli, Lella , Assunta.
Trabalza: Fermifermi
Romolo guarda Trabalza per un attimo, poi con un gesto di disprezzo butta il coltello.
Trabalza: Fanelli requisisca quei cortelli.
Fanelli procede.
Romolo: A deleg chi che ha fatto a spia?
Lella: So stata io.
Cencio: Lella..come hai potuto tradimmecome lhai potuto fa
Trabalza: Invece dovresti ringraziarla Romolo. Dalle indagini emerso che Giggetto ha pugnalato alle spalle Nando e poi ha cercato di accoltellare anche Cencio, che a sua volta ha agito per legittima difesa.
Romolo: A deleg che me state a di, che mi fratello era ninfame?
Trabalza: E abbiamo anche le prove che per lomicidio di via del Panico, il colpevole era vostro fratello. Nando Terenzi pur sapendo chi era stato, sempre per la vostra legge dellomert, si fatto due anni dentro da innocente, ma non ha parlato.
Assunta: Nando era nomo vero e tu fratello me lha ammazzato a tradimento
Trabalza: Cesare Proietti, detto Cencio, anche se per leggittima difesa, la dichiaro in arresto per lomicidio di Luigi Ferretti, detto Giggetto. Mi dispiace questa la legge. Fanelli proceda.
Romolo va via a testa bassa, mentre Fanelli ammanetta Cencio. Lella canta la canzone per Cencio.
Canzone: Laddio.
Finale saluti: A Roma
Fine
- Questo copione è stato visto:


