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NOE’

Commedia in cinque atti

di ANDRE’ OBEY

Versione italiana di Maud e Alessandro Brissoni

PERSONAGGI

NOE'

LA MAMMA

SEM

CAM

JAFET

SELLA

NOEMA

ADA

L'ORSO

IL LEONE

LA SCIMMIA

L'ELEFANTE

LA MUCCA

L'AGNELLO

IL LUPO

LA TIGRE

L'UOMO

ATTO PRIMO

Una radura nella foresta.

L'arca è nascosta a destra, dalle quinte; non si vede che la poppa con una passerella.

 (Noè sta prendendo alcune misure e canta una canzoncina, si gratta la testa, riprende le misure. Poi chiama)

Noè                               - (a mezza voce) Signore! (Più forte) Si­gnore!... (Forte) Signore!... Sì, Signore, dico a te. Sono desolato di doverti seccare ancora, ma... Co­me?.,. Eh! lo so che hai altro da pensare, ma quando avremo levato le tende, sarà un po' tardi, no?... Ma no, ma no... Signore, non devi neppure pensarlo!... Ma via, hai tutta la mia fiducia! Se mi dicessi di imbarcarmi sopra una tavola, su di un ramo, su una semplice foglia di cavolo... Anche se mi dicessi di mettermi in acqua in camicia... E anche senza camicia: tutto nudo... Proprio così!... (Cade in ginocchio, ma si rialza subito) Sì, sì, ti domando perdono, il tuo tempo è prezioso... Ecco, ti volevo chiedere: Devo fare un timone?... Ho detto: un timone... No, no! T come Teodoro, I come Isabella, M come ... sì, esatto: un timone... Ah! Bene!... bene, bene, bene!... Non ci avevo pen­sato... Naturalmente; i venti, le correnti, le ma­ree... Come dici? Signore ... Le tempeste?... Ah! sì, le tempeste... Emmm!... Ah! Già che ci sei, una piccola domanda... Mi senti, Signore?... (Al pubblico) Sparito! E' di un umore!... Però è compren­sibile: ne ha tante per la testa! Allora diciamo: niente timone! (Squadrando l’arca) Le maree, le correnti, i venti... (Imita il vento) Pschò!... psch!... Le tempeste... (Imita a tempesta) Vlum ba da blum! Sarà qualcosa di... (Si volta vivamente) Grandioso!... No, no, Signore, non ho dubbi. So che ci sarai anche tu. Solamente cerco di farmene un'idea... Ah! Signore, già che sei ancora lì, vo­levo chiederti... (Al pubblico) Clic! Sparito di nuo­vo!... Avete visto che bisogna stare attenti... (Ride) Stava ascoltando tutto quello che dicevo!... (Si av­vicina all'arca) Le tempeste... Sarà meglio che dia qualche colpo, qui. (Batte col martello e canta) Quando la barca va tutto va! Tutto va quando la barca va! (Ammira il suo lavoro) Se penso che un anno fa non sapevo battere un chiodo senza schiacciarmi un dito!... Non per vantarmi, ma è proprio una bella cosa! (Sale sull'arca e si mette in posa di capitano di lungo corso) Babordo e tribordo... Mol­late le cime!... Chiudete gli oblò!... Attenzione agli scogli! ... Lasciate passare la burrasca! ... Bene! ... Eh! benone... eccomi pronto, più che pronto, pron­tissimo... Sono pronto... (Grida verso il cielo) Sono pronto! (Con voce calma) Ecco... sarei piuttosto curioso di sapere come comincerà tutta questa fac­cenda... (Si guarda intorno; gli alberi, le foglie, poi il cielo) Il tempo è splendido, fa un caldo... for­midabile, e non si vede l'ombra di una nuvola. Beh, dopo tutto, questa parte del programma riguarda lui. (Entra l'orso) Ah! Cosa vuole costui? (L'orso fa tre passi verso Varca. Noè ritira la passerella) Un momento, amico.

L'Orso                           - (fa un passo e tocca l’arca).

Noè                               - (spaventato) — Fermo! (L'orso si ferma) Meno male! (L'orso si dondola) Seduto! (L'orso si siede) Sdraiato! (L'orso sì sdraia sul dorso e agita amichevolmente le gambe) Bene, bene, sei unabuona bestia!

Il Leone                        - (entra).

Noè                               - Diavolo! (Il leone mette una zampa sull'arca) Alt, anche tu! e a cuccia!

Il Leone                        - (si stende presso l'orso).

Noè                               - Bene, molto bene! Cosa vogliono?... Ma, prima di tutto, perché non si battono?... (Alle be­stie) Ehi?... Perché non ve le date?... Via, pstt, Kssc! Kssc!...

L'Orso e il Leone          - (si rimettono in piedi e si an­nusano cordialmente).

Noè                               - Da dove sono usciti questi bei tipi di be­stie feroci?

La Scimmia                   - (entra).

Noè                               - Un'altra!... E' un vero serraglio! A sedere, la scimmia!... Vediamo, vediamo, ragazzi. Domani è un anno preciso che vengo qui ogni giorno. Mai nessuno 'di voi mi ha mostrato la punta del naso, e oggi che ho finito venite a cercarmi! Non mi sembra serio... (Riflette) ...a meno che... Ah! Ma allora, questo cambia tutto!... (Cercando di met­tersi in comunicazione con Dio) Signore! Signore! (Fra i denti) Naturalmente non c'è!

L'Elefante                     - (entra).

Noè                               - Indietro, l'elefante!... Ognuno al suo po­sto, in ordine di arrivo. (L'elefante saluta) Buon giorno, vecchio mio! Allora, se ho ben compreso, voi volete entrare qui dentro, eh?... (Gli animali si agitano) Fermi! Non ho dato nessun ordine!... Bene, ora potrete salire!... Sì, non vedo cosa po­trebbe!... No, non c'è nulla che lo vieta... (Caccia un profondo sospiro) E così, è venuta l'ora!... (Ri­mette la passerella e scende verso le bestie) Ebbene, salite pure, voialtri.

La Mucca                      - (entra, muggendo e sgambettando).

Noè                               - Piano piano, la mucca!... Indietro, an­diamo! (Battendole sul dorso) Ma, se non mi sba­glio, io ti conosco, eh?... Non sei la più vecchia mucca degli stalli di Mardocheo? (La mucca mug­ghia gioiosamente) Perbacco!... (Con emozione) Ha scelto proprio te!... E così, amico orso, ci decidia­mo? (L'orso annusa il terreno senza muoversi) Beh! che c'è, vecchio mio? (Noè inforca gli occhiali, e si china dove annusa l'orso) Che, hai paura di quella bestiolina? Una formica! Ah! Ah! Ah! L'orso che ha paura di una formica!... Ah! Ah! Ah! (Im­provvisamente si batte sulla fronte) Imbecille che non sono altro!... Non è una formica, è la Formi­ca!... E' arrivata per prima e non l'ho vista!... Buon Dio! Quante meraviglie sulla soglia di questa nuova vita!... Ci vorrà un gran cuore, mano leggera e oc­chio pronto! Credo di avere il cuore che ci vuole, ma la vista è un po' annebbiata! La mia mano trema! Il piede è pesante! Beh, se mi ha scelto vuoi dire forse che sono, come lei (accarezza la mucca), la bestia meno cattiva del branco! Andia­mo, entrate! Siete a casa vostra.

Gli Animali                   - (entrano nell'arca).

Noè                               - Avanti a diritta! Attraversate il ponte! Prendete la scaletta a sinistra, e scendete! Trove­rete le vostre stanze! Naturalmente sono gabbie, ma saranno sempre aperte. (Voltandosi verso la fo­resta) Avanti, avanti! Venite tutti, pigri, tardigradi, plantigradi, socievoli, solitari, con gli zoccoli, con piedi forcuti, con le gobbe sul dorso! Accorrete tutti, tutti, tutti!... (Riprende fiato) Ah! Ah! Ecco il lupo e l'agnello che trottano fianco a fianco! (Entrano il lupo e l'agnello, passano e salgono sull'arca) Ecco la rana e il bue!... La volpe e il corvo!... E gli uc­celli?... Che aspettano gli uccelli?... Piccoli, piccoli!... Venite!... Venite!... (Comincia il concerto degli uc­celli) Ecco la lepre e la tartaruga!... Avanti, avanti, avanti! Hurrà! La lepre è arrivata prima. Tutto ridiventa normale! Ah! Questa sarà l'età dell'oro! (Concerto degli uccelli. Noè cade in ginocchio. Pausa).

La Tigre                        - (entra alle spalle di Noè; gli si acco­sta, gli batte la spalla. Gli uccelli tacciono improv­visamente).

Noè                               - (spaventato) Halaho!... (S'alza e sta per fuggire. La tigre si accuccia) So che non mi vuoi far del male, ma è la sorpresa, capisci... Non ho paura. (Batte i denti) Proprio nessuna paura... Non sono io... è la mia pelle che si accappona... Suvvia, vieni, passerà anche questo! (La tigre si arram­pica) Aspetta un momento, così non va... forse così! (Volta le spalle alla tigre e si tappa le orecchie) Avanti! Sali! Spicciati! (La tigre con un balzo salta sull'arca) Ci sei? (Ruggito dietro le quinte) Bene! (Noè si volta e si terge la fronte) Uffa!... (Una voce di uomo giovane - quella di Jafet - dal dentro).

Voce di Jafet                - Oh! Ooh! Papà!

Noè                               - Ah! Ecco i ragazzi!... Oh! Ohhh!

La Voce                        - (più vicina) Oh! Oooh!

Noè                               - Oh! Ohhh!

Voce di Sem                 - Ah no, Jafet, no! Eravamo d'ac­cordo di non correre! Segui le regole o non gioco più!

Jafet                              - (diciassette anni. Entra dal fondo) Ma io non corro... 'giorno, papà! (Si avvicina a Noè a grandi passi).

Sem                               - (venticinque anni. Entra da sinistra, in pri­mo piano) Tu corri! Papà! Non è vero che corre? (Jafet si getta al collo di Noè).

Jafet                              - Pff!... T'avevo detto che la mia strada era più corta.

Sem                               - Per bacco! Hai corso tutto il tempo... Buongiorno, babbo.

Noè                               - (stringendoli tra le braccia) Buongiorno, ragazzi. Siete arrivati assieme: Jafet è arrivato prima ma ha un po' imbrogliato. Buongiorno, ra­gazzoni miei... Mi avete trovato senza troppo sforzo?

Jafet                              - Allora, papà, è qui che venivate tutti i giorni? Raccontate, suvvia, raccontate.

Noè                               - Un po' di pazienza. (Entra Cam da sini­stra, verso il fondo).

Sem e Jafet                   - Battuto!

Cam                              - (ventitré anni) Va bene, va bene!

Sem e Jafet                   - Battuto!

Cam                              - E va bene, sì... (S'avvicina a Noè) Buon giorno, babbo.

Noè                               - (abbracciandolo) Buongiorno, Cam. (Ai tre ragazzi) Dov'è vostra madre?

Sem                               - Arriva.

Noè                               - Qualcuno avrebbe potuto aspettarla. (Cam si allontana verso l'arca)

Jafet                              - Non ha voluto. Ha detto che cammina meglio da sola. Così può sbuffare a suo agio.

Noè                               - Dovreste andarle incontro.

Sem                               - (che si è seduto per terra) Oh babbo, è così caldo!

Jafet                              - Vieni, cammineremo adagio.

Sem                               - (alzandosi) E' faticoso. (S'avviano verso il fondo).

Jafet                              - (indicando l'arca) E' una nuova casa?

Noè                               - Ssst!

Jafet                              - E' bella!

Noè                               - Vero? (Sem e Jafet escono dal fondo).

Cam                              - (esamina l'arca, le mani dietro la schiena. Noè lo raggiunge e lo prende a braccetto).

Noè                               - Allora, vecchio mio, il tuo giudizio?

Cam                              - Su quello?

Noè                               - Ma sì!

Cam                              - Cos'è?

Noè                               - Non si capisce? E' così informe?...

Cam                              - Uhm!... Possono venire dei dubbi... Ditemi, babbo, cos'è insomma?

Noè                               - E'... è cipresso. E' tutto cipresso. Ed è legata con bitume dentro e fuori.

Cam                              - Come i bastimenti?

Noè                               - Come?... sì. E' lungo trenta cubiti, largo cinquanta, alto trenta...

Cam                              - Ma è dieci volte troppo grande per noi!

Noè                               - E'... è piuttosto grande, sì. Ti pare che abbia un aspetto abbastanza... umano?

Cam                              - Non c'è male, non c'è male, ma... perché, diavolo, questa casa assomiglia a un bastimento?

Noè                               - Ah! perché assomiglia a...?

Cam                              - Assolutamente!

Noè                               - Sai... (Cambiando tono) Che ne sappiamo noi di ciò che può succedere? Supponi un'inonda­zione...

Cam                              - (ridendo) Qui?

Noè                               - Che so io! Un maremoto...

Cam                              - (e. s.) In questo paese?

Noè                               - Un... un diluvio. (Si sente rumore dal fondo. A Cam) Sss! (Rientrano Sem e Jafet por­tando la madre sulla braccia a seggiolina. Can­tano):

Ecco la mamma

Ecco la mammina!

Ecco il corteo della mamma!

(Noè si mette a ridere. Sem e Jafet adagiano la madre sullerba, poi le danzano intorno una sa­rabanda).

Cam                              - Oh! Un po' di calma!

Noè                               - Buongiorno, povera mamma!

La Mamma                    - (soffiando) Uff... Ufff...

Noè                               - Stanca, eh?

La Mamma                    - Fa un caldo indiavolato. (A Ja­fet) Eh, piccolo, hai chiuso bene la porta a chiave?

Jafet                              - Ehm!... Sì!...

La Mamma                    - Non l'hai fatto.

Jafet                              - Sì, ma... credo di aver lasciato la chia­ve nella serratura.

 La Mamma                   - Oh!... Ma bisogna andare a levar­la. Corri subito a casa...

Jafet                              - O là, là.

La Mamma                    - Suvvia, spicciati.

Noè                               - No, resta qui. (Alla moglie) Ti domando scusa, ma... è inutile.

La Mamma                    - Inutile!... Ma Noè, eppure conosci i nostri vicini.

Noè                               - Ah! Non so come dirvelo... Avevo già pronte in testa tante frasi carine... Mia povera moglie, miei cari ragazzi, non torneremo mai più a casa... ecco! (Breve pausa)

I tre Ragazzi                 - Oh!

La Mamma                    - Sono dei mesi che sento che le cose non vanno come vuoi. Perché non mi hai det­to niente? Sai bene che puoi ridarti di me.

Cam                              - Al babbo sono sempre piaciuti i misteri.

Noè                               - Che sciocchezza!

Cam                              - Convenite almeno che avreste potuto consultarci. Non si pianta una casa in fondo alla foresta, lontano da tutti... e da tutto! Non fosse altro che per fare le provviste ci vogliono due ore fra andare e tornare!

Noè                               - Sta un po' zitto!

Cam                              - Il giorno in cui la mamma avrà dimen­ticato il pane... e qualche volta le succede...

Noè                               - (ridendo amaramente) Il pane! Ah! Ah! Il pane...

Cam                              - Penso che ci voglia... O non se ne man­gerà più, là dentro?

Noè                               - Ah! Sta zitto, va, sta zitto!

La Mamma                    - Calma! Calma, tutti e due! E così, mio caro vecchio, non torneremo più a casa nostra. Ecco. Penso che ormai hai fatta la parte più difficile del tuo discorso.

Jafet                              - Non vedo poi cosa ci sia di triste. Que­sta casa qui mi sembra molto più bella della vec­chia. Vero, Sem?

Sem                               - (mezzo addormentato) Uhmmm!

Jafet                              - Tutto questo non gli impedisce di dor­mire, a lui, vero? (Jafet e la mamma ridono di cuore).

Noè                               - Siete proprio cari. Tanto pari tutti e due.

La Mamma                    - Ti vogliamo bene. Ecco. Non è molto difficile voler bene a un uomo come te... E adesso finisci la tua storia e andiamo a visitare la nuova casa.

Noè                               - (sottovoce) Non è una casa.

La Mamma e Jafet        - Come?

Jafet                              - (battendo sulla spalla di Sem) Ma ascol­ta un po', tu!

Noè                               - Non è una casa.

Sem                               - Cos'è?

Noè                               - E' una barca.

La Mamma e i Ragazzi - Eh?

Noè                               - Una barca.

Jafet                              - Fantastico!

Cam                              - Ridicolo!

Sem                               - (passando da steso a seduto) Ma scher­ziamo?

La Mamma                    - Una barca!

 Jafet                             - L'avevo detto. Eh! Sem, l'avevo detto; è un bastimento. (Si alza).

Sem                               - (imitandolo) Si può salire?

Noè                               - Non senza me! Guardate dal basso!

Cam                              - Ma sì! Aspettate! (I due ragazzi vanno verso Varca).

Sem                               - Come la chiameremo? (Escono a destra).

La Mamma                    - Una barca!

Cam                              - Inaudito! Per che farne?

Noè                               - Eh! beh... per navigare.

Cam                              - Navigare! Ma sopra che cosa?

Noè                               - Dio provvederà, ragazzo mio.

Cam                              - Ma via, babbo, andiamo! Non si potrebbe parlare un po' seriamente?

Noè                               - Navigheremo, sì... faremo., un viaggetto.

La Mamma                    - Ma se non ti è mai piaciuto!

Noè                               - (mollemente) Ma no, ma no... Si cambia, sai... Staremo tranquillamente fra di noi. Non ve­dremo nessuno. Gli uomini diventano insopporta­bili, non ti sembra? Cattivi, volgari, odiosi! Un po' dì solitudine fra cielo e acqua, ci solleverà lo spi­rito. E al ritorno... (a voce bassa) al ritorno...

Cam                              - E così, in un paese arido e dove un'incre­dibile estate asciuga anche il ricordo dell'acqua; a cento leghe dal mare; in mezzo a torrenti pro­sciugati e fiumi polverosi; dopo una lunga vita fra i contadini, improvvisamente vi sentite un'ani­ma di marinaio?

Noè                               - Ah! Non è che me la senta veramente! Non me la sento affatto. (Sospira).

La Mamma                    - (con tenerezza) Parla, Noè, di' qual­cosa. Hai un peso sul cuore, lo sento. Sfogati.

Cam                              - Ma sì, parlate.

Voce di Jafet                - (da dentro) Ah! Magnifico!

Voce di Sem                 - Ah, sì, è a posto, proprio a posto!

Noè                               - Andiamo a raggiungerli, via! (Aiuta la mamma ad alzarsi) Ci farà bene vederli ridere.

Cam                              - Ma, babbo... (Jafet appare a destra, rag­giante) .

Jafet                              - Papà! Il trucco della gomena!...

Noè                               - Quale? Ce ne sono parecchi, lì dentro, di trucchi con le gomene.

Jafet                              - Quelle due carrucole davanti, la grande e la piccola... per alzare le macchine...

Noè                               - Ah, sì.

Jafet                              - Babbo, siete un vero genio. Vieni a ve­derle, Cam, vieni a vedere.

Cam                              - (seccato) Un minutino, mi permetti?

Jafet                              - Un vero genio!

Noè                               - Ah! Ah! Si è geni con poca spesa per quel caro ragazzo.

Sem                               - (comparendo a destra) Jafet, vieni dun­que a vedere la tenda mobile! Papà, sei un asso! Mamma! Sei la moglie di un asso!

La Mamma                    - Lo sospettavo, sai.

Jafet                              - Ma papà, come avete potuto inventare queste cose?

Noè                               - Ti dirò. Avevo notato che i boscaioli, quando vogliono sollevare un peso... avrai già visto un boscaiolo quando arrotola la corda. (Escono a destra).

Cam                              - (seguendoli lentamente) Incredibile! (Le io  voci si allontanano. Pausa. Entrano da sinistra tre ragazze: Ada, Sella e Noema).

Ada                               - Avanti, sorelle, seguiamo la gattina. Se­guiamola! Non la perdiamo! Sento che dobbiamo seguire la gattma!

Sella                              - E io sento che ci stiamo smarrendo. Non ci siamo mai inoltrate tanto nella foresta.

Noema                          - E l'abbiamo perduta.

Ada                               - Bisogna cercarla! Bisogna trovarla! Cer­chiamola, sorelle, cerchiamola! (Chiama) Catinai Catina!

Noema                          - (chiama) Catina! Catina!

Sella                              - Eccola!

Ada                               - Che fortuna! Guardate la sua piccola coda bianca scivolare nell'erba. Andiamo, andiamo!

Noema                          - Non ne posso più. Scoppio dal caldo. (Vanno verso destra e scorgono Varca).

Ada                               - Guarda! Una casa di boscaioli!

Sella                              - Uhm! Uhm! Che casa buffa!

Noema                          - Mia piccola Ada, ho paura che tu ci abbia messe in qualche brutto pasticcio.

Ada                               - Dobbiamo entrare in quella casa.

Sella                              - (spaventata) Ah, no!

Noema                          - (c. s.) No, no!

Sella                              - Torniamo indietro, sorellina, ti prego!

Noema                          - Sì, sì, cerchiamo di ritrovare la strada del villaggio!

Ada                               - Silenzio, ascoltate.

Voce della Mamma       - (da dentro) Ah, ah, guarda la gattina. Noè, Noè, c'è la gattina! (Voci festose nell'intento).

Jafet                              - Catina!

Noè                               - Catina!

Sem                               - E' la cara vecchia Catina!

Ada                               - Cosa avevo detto? (Chiama) Signora Noè!

Le tre Ragazze              - (in coro) Signora Noè! (Entra la mamma da destra).

La Mamma                    - Come? Siete voi, mie care piccole! (Verso l'interno) Sem, Cam, Jafet! Venite a vedere le vostre amiche... (Alle ragazze) Come mai qui?

Ada                               - Oh, signora, cara piccola signora!

La Mamma                    - Là, là, là. Che c'è?

Sella                              - E' nervosa da stamattina.

Noema                          - Sì, non stava più ferma. Per niente, scoppiava in lacrime.

Sella                              - Non faceva che parlare di voi.

Noema                          - Voleva andare a casa vostra. Vi voleva vedere. Vi voleva vedere!

Ada                               - (fra le braccia della mamma) Cara si­gnora Noè! (Alle sorelle) Ah! Siamo sfuggite a un grande pericolo, (Noè, seguito dai tre figli, è entrato all'ultima battuta).

Noè                               - Come fai a saperlo, piccola?

Ada                               - Io... lo sento. (Si inginocchia davanti a Noè) Ne sono sicura. (Noè la alza, la fissa, la strin­ge a sé, alzando gli occhi al cielo. Breve pausa).

I tre Ragazzi                 - (giocondamente) Buongiorno!

Jafet                              - Vi imbarcate con noi?

Sella e Noema               - Cosa?

Sem                               - Sarete tre graziosi piccoli mozzi, sapete!

Sella e Noema               - Tre... cosa?

Cam                              - Se tirassimo la paglia più corta per sa­pere chi deve essere mangiato, mi piacerebbe che toccasse a Noema. Ha un bel colore ed è grassoccia. Mi prenoto un'ala.

La Mamma e i Ragazzi - (ridono) Ah! Ah! Ah!

Noema                          - Che vuol dire?

La Mamma e i Ragazzi - Ah! Ah! Ah!

Noè                               - (rientrando in sé) Sì, siete sfuggita a un grande pericolo. (Breve pausa. Con gioia) Ma come non ci avevo pensato! Abbiamo tre simpatiche vi­cine... come per caso orfane. Esse condividono, vi­vono la nostra vita. Si dicono la preghiere insie­me... ci si parla attraverso il muro... Ci si scambia gentilmente i migliori bocconi del pranzo. E me le dimentico, io!... Oh! Fortuna che... Ma come avete fatto ad incontrare la gatta?

Ada                               - E' stato andando a casa vostra...

La Mamma                    - Ah! Venite da casa?

Ada                               - Ma sì.

La Mamma                    - Venite da casa nostra?

Sella                              - Sì, sì. Bisogna dire che c'era un mucchio di gente, lì da voi.

Noè                               - Ah! Ah!

Noema                          - Oh, sì! Una vera folla!... Uomini del villaggio, donne, bambini... E anche uomini degli altri villaggi. E tutti parlavano sottovoce, con grandi gesti.

Noè                               - Sì, sì, era tempo!... Continuate.

Sella                              - Ad un tratto Ada ci grida : « Andiamo! ».

Noema                          - Ci prende ognuna per la mano e ci trascina fuori.

Sella                              - Attraversiamo la folla.

Noema                          - Ed eccoci davanti alla vostra porta.

Ada                               - Scanso un uomo che ascoltava, con l'orec­chio alla pc-rta. Entro...

La Mamma                    - Jafet, la chiave!

Ada                               - Nessuno!

Sella                              - Fuorché la gatta!

Ada                               - Fuorché la gatta che viene a strisciare alle mie gambe, miagolando da spezzare il cuore.

La Mamma                    - Povera Catina

Ada                               - Usciamo.

Sella                              - O meglio, cerchiamo di uscire, perché la folla era così fitta...

Noema                          - Che sembrava ci fosse un mare di facce davanti alla porta.

Ada                               - Allora Catina caccia un gran grido, lo conoscete bene: il grido di guerra dei gatti.

Jafet                              - Miaoo!

Sella                              - Inarca la schiena.

Noema                          - Soffia come una furia.

Ada                               - E la folla indietreggia.

I tre Ragazzi                 - (ridendo) Ah! Ah! Ah!

Ada                               - Passiamo. Seguiamo la gatta che va verso la foresta.

La famiglia di Noè        - Oh!

Noema                          - La perdiamo.

La famiglia di Noè        - Ahi!

Ada                               - La ritroviamo.

La famiglia di Noè        - Bene!

Ada, Sella e Noema      - Ed eccoci qua.

La famiglia di Noè        - Brave! (Abbracci generali).

 Cam                             - (a Noè) Beh, adesso, ci vorrete spiegare?

Noè                               - (coti voce vibrante) Sì!

Tutti                              - Ah!

Noè                               - Sì, vi dirò tutto. E' un grande segreto, un terribile segreto, che mi pesa sulla lingua e sul cuore da mesi, da un anno. Non avevo ancora il diritto di liberarmene con voi. Ma oggi...

Jafet                              - Sem!

Noè                               - Eh!

Jafet                              - (sottovoce) C'è qualcuno nascosto, qui vicino.

Tutti                              - Dove? ?

Jafet                              - Ssst!... là... (indica a sinistra) fra que­gli arbusti. (Si sente un sibilo attraverso la scena).

I tre Ragazzi                 - Una lancia.

Noè                               - Indietro, le donne! (La mamma e le tre ragazze si stringono verso Varca. Altro sibilo).

I tre Ragazzi                 - Un'altra!

Noè                               - Sull'arca! Sull'arca! (Movimento di tutti verso la passerella. Un grido dietro le quinte. Poi, un uomo, una specie di cacciatore dall'aspetto fe­roce, entra correndo da sinistra, si ferma di colpo a metà della scena, si pianta sulle gambe divaricate e punta la lancia in direzione di Noè).

L'Uomo                         - Fermi!... Fermi!... Fermi!... (Alle ra­gazze che si agitano) Ohe, ragazze, siete sorde?... Un gesto e inchiodo il vecchio al muro della sua casa.

Jafet                              - (tentando di trascinare i fratelli) Avanti!...

La Mamma                    - Non vi muovete!

L'Uomo                         - (brandendo l'arma) Guai a te, gal­letto!

Noè                               - (scostando Jafet) Calma, Jafet, calma!... Potrebbe colpirti, sai.

L'Uomo                         - Puoi star sicuro!

Tutti                              - (meno Noè) Bandito, bandito!

Noè                               - Silenzio! (Mormorio dei giovani) Suvvia, basta!... (All'uomo) Abbassa quell'arnese, ti stan­cherai... Che vuoi?

L'Uomo                         - Ti ho visto! Ti ho visto! Sei uno stregone! E non negare, ti ho visto! Tu parli con le bestie! B:ai stregato la vacca di Mardocheo! Giuo­chi con gli orsi, i leoni, le tigri, gli elefanti! Ti ho visto. Quelli del villaggio lo sapranno, glielo dirò io. Stregone, stregone, stregone!

I tre Ragazzi                 - Basta!

L'Uomo                         - No, voi non c'eravate. Non avrete che da star zitti! Del resto, le bestie sono là. (Indica l'arca) Ne sono venute! Accidenti quante! Sono tutte lì dentro!

La Mamma e i Ragazzi - (ridendo) Ah! Ah! Ah!

L'Uomo                         - (corre vicino all'arca e batte col pugno. Urlo degli animali).

La Mamma e i Ragazzi - (spaventati) Oh!...

L'Uomo                         - Ah! Ah! Ah! Sta a me ora fare «Ah!, ah, ah! » Ah! ha l'aria docile, il vecchio, ma sotto sotto! E’ malvagio! E' geloso! Non gli è mai riu­scito di combinar qualcosa con le sue mani! Il paese non ha peggior nemico di lui.

La Mamma                    - State zitto!

L'Uomo                         - Ve lo dirò io: questa siccità che ci arrostisce da tre mesi, una siccità mai vista prima e che ci farà crepare quest'inverno a bocca aper­ta, bene, è lui! E' lui! E' lui!

Noè                               - Non saresti un po' matto?

L'Uomo                         - Sei tu!... Ecco!... Ci siamo riuniti tutti. Si è votato! E siamo stati tutti d'accordo, all'una­nimità, che il colpevole sei tu!

Noè                               - Ah, allora...

L'Uomo                         - Capisci, sono in missione, o come si dice. Il capo mi ha detto: sorvegliami quel tipo. Con quella sua aria da tonto, conosce tutti i truc­chi. Tutte le disgrazie che ci capitano, ebbene! è lui il responsabile!...

La Mamma                    - Noè, Noè, ma è spaventoso, se pen­sano ciò!

Noè                               - Ssst! Ssst! Ssst!

L'Uomo                         - Ma se ti dico che ti ho visto! Guardi in aria, così. (Imita Noè che prega) E subito fa più caldo, ancora più caldo... eh, ti ho visto... ti ho visto fare le tue smorfie. (Imita Noè) E il cielo si apriva come la bocca di un forno. E il forno scaldava al caler bianco! E la terra dove stavo sdraiato era come la pietra del forno!...

I Ragazzi                       - (sordamente) Oh!

L'Uomo                         - Ma adesso, bisogna pagare! Sì, ti devo trascinare laggiù. Ma non mi occorre tutto, basta la testa. (Leva dalla cintola un'ascia. La mamma e le ragazze cacciano uno strillo acuto. I ragazzi si piazzano davanti a Noè).

Noè                               - Ssst! (Si rimette davanti ai suoi e sor­ridendo) Che bruto! (Breve pausa) La siccità!... (Voltandosi a mezzo verso i suoi) Egli sperava che avrebbe fatto aprire loro gli occhi, che si sareb­bero detti: «Non è possibile! E' un castigo del cie­lo! ». Io gliel'ho detto! Gliel'ho cantato su tutti i toni. Mi hanno riso sul muso. Mi hanno sputato addosso. Mi hanno gettato pietre.

La Mamma e i Ragazzi - Sì.

Noè                               - Gliel'ho detto abbastanza?

La Mamma e i Ragazzi - Oh, sì!

Noè                               - Gliel'ho detto veramente abbastanza?

La Mamma e i Ragazzi - Oh!... sì, sì, sì. (L'uomo sogghigna).

Noè                               - (rivolgendosi a lui) Che bruto!... E dire che sono tutti così! Pigri! Bugiardi! Ladri! Disso­luti! E per di più deridono, sì, scherniscono come questo qui!

L'Uomo                         - (c. s.) Eh! Vecchia bestiaccia!

Noè                               - (andandogli incontro) Di', vecchio mio, sai nuotare?

L'Uomo                         - Come?

Noè                               - Ti domando se sai nuotare.

L'Uomo                         - Sì, sì, sì, ti conosco... ma con me non attacca.

Noè                               - Rispondi, rispondi, o sì o no. Sai nuotare?

L'Uomo                         - (ridendo) Sì.

Noè                               - Sai nuotare a lungo?

L'Uomo                         - (c. s.) Sì.

Noè                               - Bisognerà nuotare a lungo, terribilmente a lungo. Tanto a lungo che sarebbe meglio per te non saper nuotare affatto, per farla finita prima.

 L'Uomo                        - Per farla finita?

Noè                               - Per finire, semplicemente.

L'Uomo                         - Ma cosa finirà?

Noè                               - Tutto! Tu! I tuoi parenti! I tuoi amici! Il villaggio! Gli altri villaggi! Questa foresta dove siamo ora! Tutti gli alberi, tutte le bestie, tutti gli uomini! In acqua! Sott'acqua! Coi vostri pec­cati come pietre attaccate al collo!

L'Uomo                         - (torcendosi dalle risa) Ah! Ah! Ah!

Noè                               - (torcendosi anche lui) Ah! Ah! Ah! Ah!

L'Uomo                         - Ah! Ah! Ah! Ah!

Noè                               - Sta per piovere!... Piovere!... Hai capito!... Ah!... Sta per piovere! (L'uomo, i ragazzi, la mam­ma, guardano il cielo).

L'Uomo                         - Ah! Ah! Ah! Ah!

Cam                              - (a Sem, a bassa voce) Il babbo ha la febbre. Il cielo non è mai stato così sereno,

Noè                               - Una pioggia come non se n'è mai vista. Una doccia, uno scroscio, una tromba d'acqua. Una tempesta d'acqua! Una furia d'acqua! Gli uragani a squadroni, caricheranno senza sosta nel cielo! Il vento furioso s'abbatterà giorno e notte sul mondo, come un immenso drappo nero cucito dalle saette. I pesci giocheranno fra gli alberi! Sulle vette delle montagne, invece del volo dell'a­quila, ci saranno frotte dì pescicani! E gli anne­gati, le braccia incrociate, ruzzoleranno perduta­mente negli abissi! Lui me l'ha detto! Lui me l'ha detto.

L'Uomo                         - Chi?

Noè                               - Dio!

L'Uomo                         - Chi?

Noè                               - Dio!

L'Uomo                         - Ah, sì!

Noè                               - (più forte) Iddio!

L'Uomo                         - Sì, sì, sì.

Noè                               - (fortissimo) Il buon Dio! (La mamma e i ragazzi cadono in ginocchio).

L'Uomo                         - Ah! Ah! Ah! Ah! (Sghignazzando) Il buon Dio... il buon Dio... Che vada a farsi... (Ta­ce bruscamente e porta ambedue le mani sulla fronte. La luce cambia).

Noè                               - Vlac! L'hai sentita, vecchio mio? L'hai sentita la prima goccia? In piena fronte, là, pro­prio in mezzo agli occhi, come la freccia di un maestro arciere! (Feroce) Ah! Ah! Ah!

L'Uomo                         - Figurati! E' un passerotto che ha pi­sciato!

Noè                               - E quella? (L'uomo getta la mano alla nuca) E' un usignolo? E quella? (L'uomo mette le mani agli occhi) E' un pettirosso?... (L'uomo stende le mani e le ritira vivacemente) E quelle due? Sono due piccioni?

La Mamma e i Ragazzi - Oh!

Noè                               - Balla, buon uomo, balla!

L'Uomo                         - (infatti balla, come se cercasse di sfug­gire a una pioggia di frecce).

Noè                               - Colpisci, Signore! colpisci, duramente, questo ignobile bersaglio!

La Mamma e i Ragazzi - (stendendo tutti le mani) Piove! Piove Piove! (Mimica dei ragazzi, che cercano la pioggia con tutti i loro gesti; intorno all'uomo che cerca di schivarla con ogni movimen­to. Scende la sera).

Noè                               - Trapassa quegli occhi perversi! Quel naso avido! E quelle orecchie! Inchioda quella bocca infame dove, come con un colpo di spada, hai spez­zato la bestemmia! Trafiggi quelle mani che non hanno mai avuto un gesto per Te! Quei piedi che hanno perduto la giusta via! Quel ventre lubrico! E quel cuore, oh mio Dio, spacca quel cuore im­puro! Colpisci! Colpisci! Re degli Arcieri! (L'uo­mo s'accoscia difendendosi dalla pioggia con le mani).

L'Uomo                         - Aiuto! Aiuto! Brucia!... (La luce si abbassa ancora).

La Mamma                    - (con le mani protese verso la pioggia) E’ fresca come il vento della sera.

I Ragazzi                       - (c. s.) Come il vento della sera!

La Mamma                    - Come l'azzurro del cielo!

I Ragazzi                       - Come l'azzurro del cielo! :

La Mamma                    - Come il sorriso degli angeli!

I Ragazzi                       - Il sorriso degli angeli...

L'Uomo                         - (in ginocchio) Aiuto! Aiuto! (Bronto­lio del tuono).

Noè                               - In viaggio! Miei cari! Montiamo sull'ar­ca! Questa notte ci sarà tempesta. Saliamo in casa! Saliamo sulla barca di Dio! Prima la Mamma! Ada! Noema! Sella! Sem! Cam! Jafet! E cantiamo, ragazzi, cantiamo! (Colpo di tuono. Coro dei Noè, all'unisono. Noè sale per ultimo e ritira la passe­rella. La pioggia cade a raffiche. Buio).

L'Uomo                         - Aiuto! Aiuto! Aiuto! (Il canto dei Noè si propaga nell'arca).

Fine del primo atto

ATTO SECONDO

Il ponte dell’arca, all’alba.

 (Due galli cantano, l'uno vicino all'altro, lontano. Si sente, da sotto, tossire Noè; Noè che sbadiglia; Noè che si stiracchia e, infine, Noè che salta dal letto. Sino all'entrata in scena di Jafet non si odono che le voci dei diversi personaggi).

Noè                               - Suvvia, alzatevi! Sono le sei! In piedi, tutti!... (Proteste generali dei ragazzi che preferi­rebbero dormire ancora) In piedi, in piedi, pigronì!

La Mamma                    - Che tempo fa?

Sem                               - Che tempo volete che faccia? Piove, na­turalmente. Piove.

Sella                              - Avete sentito che acquazzone, sta­notte?

Sem                               - Sai, papà, come crociera, non è riuscita per niente!

Noè                               - Chi è di ramazza, stamani?

La Mamma                    - Non è Ada?

Ada                               - Sì, signora, sono io.

Noè                               - Scopa bene negli angoli, eh, piccina?... E poi bagna un po' per terra. Sai, per me, la polvere...

 Jafet                             - Al sugo, mi raccomando, al sugo! (Ap­provazioni generali) Ed è anche buono, sentirete!

Noè                               - Non troppo per la mamma, eh! Ha avu­to molte emozioni in questi ultimi tempi. Bisogna sorvegliare il cuore, alla mamma.

La Mamma                    - Uff! Com'è caldo!

Sem                               - Per fortuna tua! E' l'unica cosa calda di tutto il viaggio!... Perché si gela, sapete!

Tutti                              - Brrr! Brrr! (In scena, sorge il sole).

Noè                               - E Cam!?

Ada                               - Qui non c'è, signore.

Noè                               - Lo vedo bene. Dov'è andato?

Ada                               - Non lo so, signore.

Noè                               - Cosa sta combinando?... Non si sa mai dove si caccia.

jAFEt                               - Ah!... Vado un po' su, a vedere cosa succede.

Sem                               - Ma è pazzo! Si annegherà!

La Mamma                    - Copriti bene, piccolo mio. La tua sciarpa e il mantello col cappuccio.

Jafet                              - Sì, mamma.

La Mamma                    - Attento alle ondate più grosse che salgono dal fondo senza preavviso.

Jafet                              - Ma sì, ma sì!

La Mamma                    - Fai attenzione a non scivolare sul ponte.

Jafet                              -  Ho già fatto il piede del marinaio. Noè Facciamo colazione, ragazzi, facciamo colazione. (Rumore di stoviglie. Sulla scena è giorno chiaro. Il sole brilla. Entra Jafet sotto il suo cap­puccio. Coro dei galli).

Jafet                              - (stupefatto) Ah?... (Respinge il cap­puccio) No!... (Leva vivamente la sciarpa, il man­tello e appare in piena luce, semi-nudo. Con un gran sospiro) Ahhh!... E' bel tempo! (Va a spor­gersi sul boccaporto da dove è uscito. Si alza, si stende verso il sole, congiungendo le mani sopra la testa. Con gioia) Ah!... (Con le braccia pro­tese, si gira lentamente sul posto, gettando uno sguardo tutto intorno all'orizzonte. Con passione) Ah!... - (E' abbacinato. Chiude gli occhi. Poi li ria­pre e, in faccia al pubblico, si mette a ridere si­lenziosamente. Dopo di che, prende la rincorsa, girando intorno al ponte, incerto e cantando con una breve voce rauca e feroce. Voci dal basso).

Sem                               - Ehi là!... ehi là!... Con la calma! (Altre voci).

Ada - Sella - Noema     - Ma cosa combina?

Voci di Sem - Ada - Sella - Noema          - Finirà per demolire il ponte! (Jafet continua a correre).

Voce di Sem                 - E' pazzo! E' pazzo!

Voce di Noè                 - Su, Jafet. Ascolta. Niente scioc­chezze! Ci casca addosso tutta la polvere!

Voce di Mamma           - (inquieta) Jafet, che ti suc­cede? Perché corri a quel modo?

Jafet                              - (si ferma, si avvicina al boccaporto, sta per gridare la verità. Ma si trattiene e con voce bassa e fremente) Venite!... Venite!... Venite tutti!

Voce di Noè                 - (ansiosa) Che c'è? Che c'è?

Jafet                              - Venite!

Voce di Noè                 - Avanti! Hop! Tutti di sopra! C'è qualcosa! (Un po' di confusione sotto coperta. Jafet aspetta, sul fondo della scena. Non sta più in sé dalla gioia. Tutti escono dal boccaporto e rimangono come colpiti di fronte alla luce ester­na. Cacciano tutti una specie di grido soffocato e raggiungono poi, in silenzio, Jafet. I galli can­tano a gola spiegata).

Noè                               - (facendo allineare tutti i familiari) Ssst! ...Ssst!... Ssst!... (Con voce atona, ma molto scan­dita) In punta di piedi!... Camminate in punta di piedi!... Com'è bello!... Com'è nuovo!... Com'è fragile!...

Ada                               - Guardate! Il ponte fuma!

Sella                              - Il ponte asciuga!...

Noema                          - Il mare canta!...

La Mamma                    - Questo... silenzio!...

Sem                               - (che voleva fissare il sole, starnuta) Ac... ac... ciiii!

Noè                               - (avendo finito di sistemare il coro in fondo alla scena, gli si mette davanti, e con voce riso­nante) Per... il... Signore... Iddio... Re del Mon­do!... (Alza le braccia).

Il Coro                          - Urrà! Urrà! Urrà! (Tutti i mantelli cadono).

Coro degli animali        - (dal fondo) Uah! Uah! Uah! (7 ragazzi ridono).

Noè                               - L'età dell'oro!... l'avevo detto! (Pausa. Noè guarda il cielo, poi l'acqua, poi l'arca, si volta verso il coro e dice, con gioia profonda) Ragazzi miei, buon giorno!

Il Coro                          - Buon giorno, padre!

Noè                               - Come state?

Il Coro                          - Bene!

Noè                               - Bene!

Il Coro                          - E tu, come stai?

Noè                               - Benissimo!

Il Coro                          - Magnifico!

Noè                               - Più forte!

Il Coro                          - Magnifico!

Noè                               - Più forte ancora!

Il Coro                          - Magnifico!

Noè                               - (rapito) Ecco!... Bisogna gridare, miei compagni! Bisogna respirare, respirare così: ahh!... (Aspira l'aria dei polmoni con forza) Bisogna cac­ciare da noi questi quaranta giorni di oscurità, queste quaranta notti di terrore che abbiamo vis­suto e che hanno depositato la loro, cenere, ora per ora, nei nostri petti. Respirate! Ahh!

Il Coro                          - Ahh!

Noè                               - Tutti insieme!

Il Coro e

Noè                               - Ahh! Ahh!

Noè                               - Ed eccoci ripuliti!... Ah, bisognerebbe im­parare tutto da capo! A camminare! A parlare! A dormire! Bisognerebbe imparare a vivere! Volete che ve lo dica? Bisogna imparare a essere felici!... Gli altri uomini sono morti perché non sapevano ridere. Ma sì! per non aver saputo ridere! Ah! Ah!... Ma sì!... (Sì mette a ridere) Ah! Ah! Ah! Ah!

Il Coro                          - Ah! Ah! Ah! Ah!

Noè                               - Ah! Ah! Ah! Ah! Ah!

Il Coro                          - Ah! Ah! Ah! Ah! Ah! Ah!

Noè                               - (esultante) Mi sento tutto il petto nuovo!

 Qui dentro                   - (si batte U petto) ci sono due colombe bianche! Le sento partire dal cuore e puntare verso Dio! Ah! Vorrei parlare inglese perché lei mie parole fossero meno lunghe e più semplici! Ragazzi miei! (Con un gran passo scende verso il pubblico. Il coro lo segue) Come vedete, a nord, c'ÈB la vista sul mare.

Il Coro                          - (con interesse) Ah! Ah!

Noè                               - A est, noi spaziamo su una vasta distesa d'acqua, probabilmente salata, di apparenza e di» carattere nettamente marina.

Il Coro                          - Guarda, guarda...

Noè                               - Ad ovest ci stendiamo su... eh, beh... sull'oceano!

Il Coro                          - Veramente comodo!

Noè                               - Infine, a sud, possiamo vedere - e sentire le innumerevoli risate dei flutti! Tanto peri riassumervi la situazione: noi siamo sulle acque.

Il Coro                          - Siamo sulle acque...

Jafet                              - Siamo sulle acque! Più presto! (La moto eia accelera).

Noè                               - Credetemi, è splendido!

Il Coro                          - Splendido!

Jafet                              - Più presto! (La marcia accelera ancora)

Noè                               - Ho idea che la mamma non possa seguire questo ritmo.

La Mamma                    - (anelante) Ma sì... ma sì... sono così contenta...

Noè                               - No, no... fuori dai ranghi, la mamma! Accompagnaci coi tuoi voti!...

La Mamma                    - (uscendo dalla fila) Come... sei! giovane... Noè!

Noè                               - (cominciando ad ansimare anche lui) E,l perbacco... ho l'età del mondo... sono nato... sta­mani...

Il Coro                          - Forza, forza... più presto!...

Noè                               - Sulle acque!... Sotto il cielo!... Fra lei due grandi cose dell'inizio di tutto.

Il Coro                          - (scatenato) Via!... Via!... Via!... Via!.B

Noè                               - Mi ritiro... (Esce dalla fila e raggiunge tal moglie) Ma marciate, voi, marciate!... Via!...

I Ragazzi                       - A-ì!... A-à!... A-ià!... A-iù!...

Le Ragazze                   - Iù-uu-uu!... (Noè e sua moglie segnano U tempo battendo le mani).

II Coro                          - (completamente impazzito) Ah! Ah! I Ah! Ah! Ah! Ah! Ah!... (Cadono tutti a sedere in circolo. Jafet in mezzo al cerchio fa la ruota).

Tutti                              - Il sole! (Con una frusta in mano Cam spunta dal boccaporto, seguito dalla scimmia).

Cam                              - Cosa? Cosa? Che succede?... Roba da  pazzi... Che vi prende?

Noè                               - (con un gesto ampio) Guarda!

Cam                              - Avete reso matte le bestie! Pazze come | voi! Ce ne sono dappertutto, sotto, che corrono, I che saltano, che urlano!... Le sentite? (Urlo nel sottoponte).

Noè                               - Sono felici!... E' la gioia!...

Cam                              - Le gabbie degli uccelli sono rimaste aperte. Si spennano tutti, sotto. Quando sono salito, alcuni sono usciti con me dal boccaporto. (Indicando il mare) Guardate! Guardate!... Li vedete?... Correte loro dietro, adesso.

Noè                               - Ma è vero. Possiamo liberare i volatili. Non ci avevo pensato, ragazzi miei. Quando sa­ranno stanchi, ebbene, ritorneranno. Possiamo da­re il volo ai volatili. Direi quasi che si deve, non è vero, mamma?

La Mamma                    - Ah, sì, e sarà anche carino...

Noè                               - Liberiamo i volatili!

Le tre Ragazze              - Sì, sì, liberiamoli! (Si alzano di slancio e, tenendosi allacciate, fanno tre passi verso il boccaporto).

Cam                              - (intromettendosi) Ah no, no, no, ragazze! No! Non ci andrete. Vi domando scusa, ma co­mincio a conoscerlo troppo bene quel giochetto. Si scompiglia tutto... si butta tutto all'aria... E poi ci si succhia le dita mentre i ragazzi rimettono ogni cosa a posto. No, ragazze mie, no! (La scimmia approva calorosamente).

Noè                               - (ridendo) Bene! Benissimo! Brava la scimmia! (A Cam) E' da molto che la stai istruen­do? (Il riso di Noè contagia la mamma, poi Sem e Jafet. Ma le tre ragazze restano là, impalate, in­terdette, allacciate, la bocca aperta).

Cam                              - (furioso) Ragazze, vi prego, scioglietevi. Ma sì, lasciatevi. Separatevi, ve ne supplico. Met­tetevi a vostro agio. Siete a casa vostra. Smettetela, vi scongiuro, di lavorare in gruppo!

Noè                               - (rivolto al cielo) Enorme! Enorme! E' enorme! Mettetevi a sedere... Ah! Ah! Ah! Mette­tevi a sedere, bambine mie... e non prendetela sul tragico. Ah! Ah! (Le ragazze siedono nuovamente, timide, sorridenti, poi vedendo ridere gli altri, scop­piano in una risata. Cam, imitato dalla scimmia, scuote le spalle).

Cam                              - Quando penso che qui, all'estremo limite del mondo, appena usciti da un cataclisma, vi trovo identici e come vi ho sempre conosciuti, in­coscienti! leggeri! puerili!

Noè                               - E' per questo che Lui ci ha salvati: Lui sapeva che ci avrebbe ritrovati sempre gli stessi: così giovani! così fiduciosi! così felici d'essere al mondo!

Il Coro                          - Sì, sì, felici! felici!

Cam                              - Impantanati su questa vecchia ciabatta che gira su se stessa, biascicando preghiere...

Noè                               - Ma tu bestemmi, Cam...

Una Voce                      - (dall'interno) Ca-am!

Noè                               - Disgraziato! (Tutti, fuorché Cam, che alza la testa, cadono in ginocchio).

La Voce                        - Ca-am! Ca-ah!

Cam                              - Buongiorno, vecchio mio! (Al coro, pro­sternato) No, no, non v'incomodate tutti, non è che Giaco. Sì, sì, Giaco, il pappagallo. Guardate lì. sull'albero maestro. (Tutti si rialzano ridendo) Hai fatto una buona colazione, Giaco?

La Voce                        - Giaco! Povero Giaco! Non ha ancora mangiato!

Cam                              - Perdinci! (A Noè) Non vedete, che prima di dar loro il volo, sarebbe più utile dar da man­giare ai volatili? Ah! babbo, babbo, babbo!... Sono quasi tentato di domandarmi se non prendete per ordini partiti dall'alto, le piccole voci che vi na­scono dentro.

La Mamma                    - Cam, stai zitto!

Noè                               - Lascialo dire.

Cam                              - Suvvia, babbo, dove siamo?

Noè                               - Eh, ragazzo mio, non ne ho idea.

Il Coro                          - Non ne abbiamo idea.

Cam                              - Dove andiamo?

li/ Coro                          - Staremo a vedere.

Cam                              - Che facciamo?

Il Coro                          - Niente!

Cam                              - E se vi chiedo: che giorno siamo?

Il Coro                          - Lo sappiamo benissimo.

Cam                              - Oh, bene, ditelo! (Silenzio del coro) Guar­da, guarda... Si direbbe che ora vada meno bene.

Noè                               - Siamo... al primo giorno.

Cam                              - Ah! Ah!... Hanno perso il filo. Hanno perso la testa...

La Mamma                    - E' domenica, ragazzi, sarà dome­nica tutti i giorni.

Noè                               - Brava la mamma!

Cam                              - Finito! Non hanno più la testa! E come vivere senza testa? Non hanno più età! Hanno perso la loro età!

Noè                               - Cosa vieni a seminare qui, moccioso?

Cam                              - Siete dei poveri naufraghi, nudi, sprovvi­sti di tutto. Siete dei poveri naufraghi. (Il coro abbassa la testa in silenzio).

Noè                               - (alzandosi) No, no, ragazzo, no, il rim­pianto non sì alzerà su questo mare che ci porta. E se si alzasse dovrebbe ricadere a capofitto sul-l'immondezzaio che giace là in fondo. Ma tra quel­lo e noi, grazie a Dio, ci sono montagne d'acqua pura! Non è così, ragazzi miei?

Il Coro                          - Oh, sì, babbo, sì-

Sem                               - Ma...

Il Coro                          - (energicamente) Sì, sì, sì, sì.

Sem                               - Ma...

Cam                              - (soddisfatto) Ah! Ah!... E' così, proprio così; sì, ma... sì, sì, sì, ma...

Sem                               - (alzandosi, a Cam) Senti, vecchio mio...

Cam                              - (indietreggiando verso il boccaporto) Co­sa? Vecchio mio...

Sem                               - (facendo un passo verso Cam) Dimmi... vecchio mio...

Cam                              - (sempre indietreggiando) Ascolto... vec­chio mio.

Sem                               - (seguendolo) Ma tu lo sai?... Tu lo sai, forse, che giorno è oggi?

Noè                               - Bambinate!

Cam                              - Ah! ecco!... Ecco... (Seguito dalla scim­mia che saluta, esce per il boccaporto, mormoran­do) Ecco... ecco... (Sem rimane curvo sul bocca­porto).

Noè                               - Andiamo, Sem, torna a sederti con noi.

Sem                               - (torna a sedere, preoccupato).

Noè                               - (con uno slancio un po' forzato) Allora, monellacci?... C'è qualcosa che non va?...

Il Coro                          - (sordamente) N...no.

Noè                               - Alla buonora.

Il Pappagallo                 - Che giorno??? Che giorno?...

Noè                               - E' seccante, costui!... (Al pappagallo) Eh! là, amico, ci secchi, sai? Ah! Ah! (Ride da solo, poi, al disopra delle teste dei ragazzi, fa segno alla mamma perché lo secondi. La mamma tossicchia).

Sem                               - (balzando improvvisamente in piedi) No?... No! No! No!... Non ci posso credere che cer­cando bene, con tutte le nostre forze, non si riesca a trovare che giorno è! (Le tre ragazze e Jafet si alzano agitati).

Noè                               - Ancora questa storia!... Ci tenete pro­prio!... (Imbronciato) E va bene, cerchiamo! Cer­chiamo!... (Si alza e misura a gran passi il ponte. Le tre ragazze, Sem e Jafet, discwtono sottovoce ma con calore) Vi spaventa... vi spaventa, eh?... l'eternità... ah, granellini di uomo, granellali di uomo...

Jafet                              - Perché non glielo domandi, a Lui?

Noè                               - Eh, sarebbe carina! Gli potrei doman­dare anche l'ora, eh?... oppure un po' di fuoco... Ah! avete una ben strana idea della divinità... (Ride di gran cuore. I ragazzi si mettono a ridere con lui).

Jafet                              - Ci dici sempre che è tanto semplice.

Noè                               - Sì, naturalmente. Lui è semplice... Bah!... veramente non tanto... Insomma... non è la stessa cosai.. Beh! Cerchiamolo dunque, questo vostro giorno!

Il Coro                          - (felice) Ah!

Noè                               - Forza, mamma! (Aiuta la mamma ad alzarsi) Devono giocare tutti.

Il Coro                          - Tutti, tutti.

La Mamma                    - Ah... è un gioco?

Noè                               - E che altro vuoi che sia?... Vediamo... come si potrebbe cominciare?... Tutti in fila... An­che la mamma...

Il Coro                          - (felice) La mamma!... la mamma!...

Noè                               - Bene... e adesso, attenzione... (Toccandoli uno dopo l'altro) La mamma: lunedì!... Mi racco­mando, la mamma, entrare bene nei panni del lu­nedì! (Fa gualche passo) Allora tu, lunedì!... Ada, martedì... Jafet, mercoledì...

Jafet                              - Sento meglio il giovedì.

Noè                               - Eccoti accontentato! Ecco un giorno mol­to coscienzioso! Sem, sarà mercoledì... Eh?

Sem                               - Benissimo.

Noè                               - Ottimo! Jafet, giovedì... Noema, venerdì... e Sella, sabato... Ah!...

Il Coro                          - E la domenica? E la domenica?...

Noè                               - Un momento!... Ci siete tutti, eh, nei panni del vostro giorno?... Ciò è molto importante, sapete! Avanti, piccola settimana, sfilate in ordine davanti a me, che vi veda. (Sfilata della settimana. Risa. Successo personale della mamma).

Sem                               - Ah! il vecchio lunedì è formidabile!... (Risate).

Noè                               - Ora, bendatemi gli occhi e cerco di pren­dere uno di voi. Se non prendo nessuno, è dome­nica.

Sem                               - Ma questa, è mosca cieca!

Noè                               - Eh, là, là, piano, piano!... Una mosca cieca ispirata. Una mosca cieca guidata da Dio.

Il Coro                          - Avanti! Avanti! ... Si gioca! ... Sì gioca!...

Noè                               - Sparpagliatevi ora tutti. La mamma mi benderà gli occhi. (/ ragazzi si spostano ridendo. Noè viene avanti, faccia ai pubblico e raggiunge la mamma).

La Mamma                    - (bendandogli gli occhi) Sei caro, Noè, tanto caro!

Noè                               - (abbracciandola) Suvvia, mamma!... Va tutto bene!

La Mamma                    - Sono così deboli!

Noè                               - Deboli ma non cattivi!... Vìa, via... si gioca. (Voltandosi verso il fondo con gli occhi bendati) Ah!

Il Coro                          - Attenta, mamma, attenta!

La Mamma                    - Non ancora; Noè... non muoverti ancora!

Noè                               - Su, svelta, svelta!

La Mamma                    - (trotterellando verso il fondo) Non ce la farai!

Il Coro                          - Via! (Noè si muove comicamente. Grida dei ragazzi) Iiiii!

Noè                               - Attenzione! Attenzione! Faccian largo le persone a domenica... il pancione! (Grida. Risate. Corse. Fughe).

Fine del secondo atto

ATTO TERZO

Il ponte dell’arca al pomeriggio.

 (Il ponte è coperto per metà da una tenda. Sole abbagliante. In primo piano, Sem sta pescando con la lenza. Cam gli è vicino, in piedi. Un po' più die­tro, c'è Noema irrequieta che sembra fare da palo).

Cam                              - E questo, questo non ha morso?

Sem                               - No, è un po' d'erba.

Cam                              - Tira su, fa vedere.

Sem                               - (tirando su ramo) Erba, come avevo detto.

Cam                              - Eppure non son certo i pesci che man­cano. L'acqua ne brulica addirittura.

Sem                               - Beh, i pesci ci sono. Solo che non abboc­cano.

Cam                              - Ah! Ah! Ah! sono dei privilegiati, dei protetti, dei pesci modello!

Sem                               - Tu scherzi, ma io lo credo davvero!

Cam                              - Ah! Ah! Ah! Ah!

Sem                               - Non così forte, disgraziato! (Voltandosi) Niente all'orizzonte, Noema?

Noema                          - Niente, niente... Vi avviserei...

Sem                               - (a Cam) Sai cosa fa il babbo?

Cam                              - E' con gli animali. Non si trova bene che in loro compagnia, ora. Dice che li capisce. Parla con loro. Ah! Ah!

Noema                          - Ehi! (/ due pescatori si voltano, si stringono verso la spalletta e fingono di chiacchie­rare innocentemente) Falso allarme!

Cam                              - Apri bene gli occhi, eh, Noema! ?

Noema                          - (coti tenerezza) Sai di poter contare su di me.

Cam                              - (a Sem) Avanti, vecchio mio.

Sem                               - (riprendendo la lenza) Quella ragazza ti adora.

Cam                              - E' carina... Avanti, Sem, forza! Peschi senza convinzione. Me ne hai promesso uno, ricor­dati!... Guarda, prendi quello grosso, lì! A far poco pesa due chili e mezzo. Passagli l'amo sotto il naso. Via! (Sem getta ancora la lenza) Boaf!... Ci è sal­tato sopra! Oh, bene, morde, eh? Tira! Tira!

Sem                               - (ritirando la lenza) Non mordono, ti dico. Battono col naso contro l'amo e poi se la danno.

Cam                              - Prova ancora.

Sem                               - Mi sono seccato.

Cam                              - Ancora una volta! Una volta sola, ti prego!... Pensa alla faccia di papà se si vedesse servire in tavola un pesce del divin gregge! Pensa un po', Sem, pensa a questo!

Sem                               - (ributtando la lenza) Sì, sarebbe piuttosto divertente!

Cam                              - Io direi qualcosa di più!

Noema                          - Attenti!

Cam                              - (a Sem) Restiamo così, curvi sull'acqua... Se è lui lascerai andare la lenza. (Entrano Ada e Sella).

Noema                          - Non è niente. Sono le piccole.

Cam                              - Bene. Via, Sem, andiamo. Un ultimo ten­tativo in gamba. Ce la devi mettere tutta.

Noema                          - Voglio vedere anch'io. (Si sporge sulla spalla di Cam. Ada e Sella avanzano lentamente, parlottando).

Sella                              - (sottovoce, ad Ada) L'hai sentita : « Sono le piccole. Non è niente ».

Ada                               - (c. s.) Sì. Si dà un sacco di arie.

Sella                              - S'intrufola sempre tra i ragazzi.

Ada                               - Noi ci siamo solo per lavare i cocci e la biancheria.

Sella                              - Hai notato? Non si fa più nemmeno il letto. Lo riassetta un po' e basta.

Ada                               - Passa tutto il tempo davanti allo specchio.

Cam                              - (voltandosi a mezzo) Smettetela di bor­bottare fra voi, bambine, fa venire i nervi.

Sella                              - Prima di tutto non siamo bambine, noi.

Cam                              - Davvero? Madamigelle, scusate... Ebbene, madamigelle, levatevi dai piedi. (Noema scoppia a ridere).

Ada e Sella                   - (indignate) Oh! (Si fanno da parte e ricominciano a parlottare).

Cam                              - Allora, Sem?... Eh, vecchio mio? Mi pare che gli affari non marcino, eh?... Uffa!.... Ma scuo­titi un po', corpo d'un... Eppure eri l'asso dei pe­scatori!

Sem                               - Ma se ti dico che questi pesci qui, non sono...

Cam                              - Storie!... Storie!... Oh, ne ho abbastanza di magia, di trucchi, d'illusionisti. E' ora che ogni cosa ritorni al suo posto (Con violenza) Avanti, pesca!

Noema                          - (appassionatamente) Oh, mio caro, non c'è niente di più bello di te, quando vuoi una cosa ad ogni costo. (L'abbraccia).

Ada e Sella                   - (indignate) Oh!

Cam                              - (svincolandosi) Sì, sì... sta attenta, piccola... (A Sem) Bisogna che tu li acchiappi di sor­presa.

Sella                              - Hai visto?

Ada                               - Lo vedo bene.

Sella                              - Lo dirò al signor Noè.

Ada                               - Sarà meglio dirlo prima alla signora Noè.

Cam                              - Da capo, mocciose? (Ada e Sella tacciono. A Sem) Senti, vecchio mio, apri bene le orecchie. (Prendendolo per le spalle) Bisogna che tu ne ac­chiappi uno. Capito? Uno solo, ma devi prenderlo. E subito!

Sella                              - Uno... cosa?

Cam                              - Basta! (Scrutando con gli occhi i giovani, impietriti) Ecco! ... Voglio tirar fuori dall'acqua qualcosa di vivo e vederlo morire sotto i miei occhi. Chiaro? (A Sem) E spicciati! (Sem lancia ancora la lenza. Silenzio. Il viso teso di Cam segue i mo­vimenti della lenza) Ecco uno che si decide!... Non è vero, vecchio mio?... Non è vero?

Sem                               - Forse!...

Cam                              - Certamente! Lascialo mordere a fondo e poi... zaffete! Se si dibatte mi butto in acqua!

Noema                          - Ehi! Ehi! Ehi!

Cam                              - Accidenti! (Si volta).

Sem                               - (lo vuole imitare).

Cam                              - (obbligandolo a sporgersi del parapetto) Tu, pesca!

Sem                               - Oh, no, senti...

Cam                              - Pesca, ti dico... Pesca tranquillo! La colpa la prendo io. (Breve istante d'attesa. Sem pesca tremando. Entra Jafet).

Jafet                              - (vivacemente) Ah! Siete qui!...

Cam                              - (gridando) Cosa vuoi?

Jafet                              - Niente, Venivo a cercarvi.

Cam                              - Credevo che tu fossi di servizio.

Jafet                              - Sicuro. Ma per oggi ho finito.

Cam                              - E ricomincia, allora!

Jafet                              - Che?!

Cam                              - Chi è di servizio non deve gironzolare sul ponte!

Jafet                              - Chi l'ha detto?

Cam                              - Io!

Ada                               - Ah, là, là!

Cam                              - Silenzio!

Jafet                              - Oh!...

Cam                              - Da troppo tempo, ormai, tutti fanno di testa propria. Da oggi in poi, quando darò un ondine...

Sem                               - (abbandonando la lenza) Un... cosa?

Noema                          - Un ordine!

Sem                               - E chi parla con voi?

Cam                              - Come? Tieni per lui?

Sem                               - Neanche per idea. Ognuno per conto suo. Ma si tratta di me. E non accetterò mai...

Cam                              - Pesca e sta zitto. Di che ti impicci?

Jafet                              - Papà ha proibito cento volte di pescare in queste acque!

Sella                              - E' stato Cam a costringerlo.

Noema                          - Vuoi star zitta, brutta scipita! chiac­chierona! spia!

Ada                               - Senti chi parla, eh? pigrona! civetta! fannullona! vanesia! (Entra la mamma, affannata).

La Mamma                    - Ragazzi, ragazzi, sta venendo vo­stro padre!... Che c'è ancora, andiamo! Siamo sem­pre alle solite! Non vi si può lasciar soli un mi­nuto!... (Tutti i ragazzi, tumultuosamente)

Sella e Jafet                   - E' lui!

Noema                          - Non è vero!

Ada e Sem                    - E' lui!

Noema                          - E' lei!

Jafet                              - E' Cam!

Noema                          - E' Ada!

Sella e Ada                   - E' Noema!

Jafet                              - E’ Cam!

La Mamma                    - Fate silenzio! Fate silenzio! C'è qui vostro padre...

Jafet                              - Vuol pescare i pesci!...

Ada                               - Lo ha abbracciato!

Sem                               - Dice di essere il capo!

Noema                          - Bugiarda!

Ada e Sella                   - Fannullona!

Jafet - Ada - Sella         - Civetta!

La Mamma                    - Mio Dio, eccolo!... (Entra Noè. Si­lenzio improvviso. Noè scende lentamente, passa tra i ragazzi senza guardarli. Viene avanti, guarda il cielo, il mare e sospira).

Noè                               - (fra i denti) Non un soffio... non un'onda... (Si volta verso il coro).

Cam                              - (avanzando di un passo) Babbo...

Noè                               - (con voce sonora) No! (Pausa).

Cam                              - Ma bisogna, babbo...

Noè                               - (più forte) No. Ho detto.

La Mamma                    - (sottovoce a Cam) Sta zitto, pic­colo mio. Sii gentile, sii ragionevole... Papà ha del­le noie...

Noema                          - (smancerosa) Signor Noè, perdonate­mi, ma...

Noè                               - (con voce tonante) No! (Fa un passo, il coro indietreggia) Andatevene! (Mormorio del coro) Non una parola... andatevene giù... tutti!... (I ra­gazzi sono arrivati davanti al boccaporto) Chi è di giornata, oggi?

Jafet                              - Io, papà.

Noè                               - Fai salire le bestie: è il loro turno.

Jafet                              - Sì, papà.

Noè                               - E senza grida, intesi? Niente fracasso, niente bestemmie, niente frustate. Via! (I ragazzi escono. La mamma li segue. Noè, con brusca effu­sione) Mamma!... Tu, resta!... Non ho detto così per te, di sicuro!... Resta, resta pure!

La Mamma                    - Sarà meglio che vada con loro. Bi­sogna che li tenga su... (Con voce strozzata) E'... lungo... per loro, questo viaggio, capisci... Non sono cattivi, Noè, non sono cattivi. (Esce singhiozzando. Allora Noè, con un gran gesto d'impotenza, va a sedere, faccia al pubblico, sotto la tenda. Ha l'aria invecchiata e stanca. Breve pausa. Entrano il leo­ne e l'orso. Dopo aver annusato un po' di qua e di là, vanno ad accucciarsi ai piedi di Noè).

Noè                               - Non restate qui!... Passeggiate un po'... bisogna fare un po' di movimento. (Le due bestie si rialzano e posano la testa sulle ginocchia di Noè. Accarezzandole) Sì, siete delle buone bestie... Ma non state a tormentarvi per me.... è solo un po' di stanchezza... Andate!

Il Leone                        - (si allontana un po').

L'Orso                           - (si alza sulle zampe posteriori e prova qualche passo di danza).

Noè                               - No, Martino, no, vecchio mio... rimettiti a quattro zampe! E' molto meglio!

L'Orso                           - (obbedisce e si avvicina al leone, steso al suolo. Entrano la tigre e la scimmia. Tutte e due vogliono fermarsi vicino a Noè).

Noè                               - No, no, amici miei... andate a giocare coni gli altri...

Le quattro Bestie          - (fianco a fianco, dondolanti, sembra che meditino tristemente su Noè).

Noè                               - Negus.... Sultano!... Martino!... Bobby!... cari compagni!... cari compagni!... (Si mette a piangere).

Le quattro Bestie          - (scuotono la testa, affettuo­samente. Improvvisamente la scimmia balza in piedi: lancia un piccolo grido per richiamare l'attenzione e si mette a fare gesti e smorfie per divertire Noè. Ma l'orso le trotta accanto e grugnendo la rimette a sedere con una zampata).

Noè                               - Compagni!... cari compagni!... (Entra trotterellando la mucca. Saluta Noè, passando. Noè, asciugandosi le lacrime) Buongiorno, Genia, buon­giorno...

La Mucca                      - (comincia a girare intorno al ponte, ma la tigre, sbarrandole il cammino, la obbliga a entrare nel gruppo).

Noè                               - (con voce tremante, che man mano si andrà rafforzando) Sono i ragazzi, capite, sono i ra­gazzi! (Le bestie scuotono la testa) E poi c'è anche la mamma che comincia a dubitare... La mamma che dubita!... Non l'avevo mai vista così!... Ah! è, scoraggiante! Avvilente!... Vivere, così, in mezzo a sei, sette punti interrogativi... e devo aver la ri-I sposta a tutti... Ma non sono che un povero conta­dino! Tutto quello che mi capita, mi stordisce, mi sbalestra, lo potete capire, no?... Ebbene, non ne ho il diritto. Tutti, tutti mi riempiono dì domande: «E perché?... Ma come?... Ma allora?... E dopo?...». Se almeno fossero spinti da ima curiosità naturale propria della loro età... Ma no, non cercano che una cosa: prendermi in castagna! Ah, figlioli miei... ho una gran paura che Cam... (Tutte le bestie, concordi, ringhiano) Suvvia, suvvia, state calmi! Sì,' credo proprio che sia Cam... (Le bestie brontolano) E' molto cattivo con voi, vero? E con me, se sape­ste... (Le bestie brontolano più forte) Là, là, calmia­moci... Là, è passato. Non se ne parli più. (Va ad accarezzare le bestie che si stringono in cerchio in­torno a lui) E poi, c'è un'altra cosa... ma questa, ah, fra di noi... (Guarda se sono proprio soli, poi, sottovoce) lì buon Dio non è più con noi... Ssst!.,Ecco! (Le bestie, colpite, abbassano la testa) Ma mettetevi al suo posto! Cercate di mettervi rispet­tosamente ai suo posto! Tutto il tempo, continua­mente, sentir mettere in dubbio la propria esisten­za!... E proprio nei momenti in cui è più evidente!... Una volta, gli uomini! E adesso, quei ragazzi! Tutto il tempo domandargli delle prove, dei miracoli... che so io... delle... delle garanzie! Se esisti, cambia dunque quest'uomo in bue! Se esisti, fammi passare il mal di denti! «Se esistesse, non avrebbe per­messo che battessi la testa salendo le scale...», sì, figlioli, una dì quelle bambine ha osato dirmi questo, l’altro giorno... Allora, capite, se ne è andato... è naturale... mi meraviglio, anzi, che non se ne sia andato prima. Ha avuto una pazienza! Ma ora l'ha persa, ecco! E non si può certo volergliene. Non è certo un santo, quell'uomo! Mi capite, l'Onnipo­tente, compagni miei, l'Onnipotente!...

La Tigre                        - (.alza la testa e lancia una specie di ansioso lamento).

Noè                               - No, no, coraggio, egli tornerà... E' come se si fosse preso una vacanza. Il suo piccolo spor­tello è chiuso per tre settimane, forse un mese... Ebbene, noi aspetteremo che si riapra. Eh?

La Tigre                        - (si rimette a urlare, seguita dalle altre bestie).

Noè                               - (un po' nervoso) Ssst!... Ssst!... Sarti... Suvvia!... Capisco bene... Lo sento anch'io quello che vi agita... Non bisogna lasciarsi andare...

Le Bestie                       - (urlano di continuo. Le oltre bestie, nella stiva, rispondono con altre urla).

Noè                               - (nervoso) Suvvia, suvvia, ma finirete con lo spaventarlo, lassù! Gridate! Gridiamo! Va bene! Ma senza paura! Non tollero... là... là... Che sia dolce al suo orecchio. (Al dì sopra degli urli delle bestie) Signore! Signore! Signore! (Silenzio) An­cora una volta! E senza un'ombra di paura! Ne di dubbio, figlioli miei! Attenti! Bene, insieme, in coro, a una voce: Signore!... Signore!... Signore!... Ecco!... così va bene... E ora confidenza, pace! E disten­sione su tutta la linea. (Cercando di calmare le bestie) Là; là, buoni! Sono stanco, figlioli miei!... Martino mi presterà la sua schiena... e mi sdraierò fra voi, come voi... (Sbadiglia) Ann! Ed alzeremo, sulla distesa delle acque, un grande albero di pa­zienza... che attirerà il suo sguardo... come la quer­cia attira il fulmine... (Addormentandosi) Così!... Così!... (Breve pausa. Si sentono cantare gli uccelli).

La voce di Noè             - (quasi addormentato) Gli uc­celli cantano... essi che non cantavano più... Figlioli miei, Dio non è lontano... (S'addormenta. Le bestie, accovacciate, abbassano lentamente la testa sulle zampe e si addormentano. Silenzio. Un raggio dì luce illumina dall'alto Noè addormentato. Un leg­gero soffio di vento attraversa la scena. Le bestie sì svegliano. Il soffio del vento si ripete più forte. Il telo della tenda si muove leggermente. Le bestie le­vano il muso verso il cielo. Poi si sente una voce d'angelo chiamare, molto forte).

La Voce                        - Gabriele! Gabriele!... Gabriele!...

Voce di Gabriele           - Sììì!

La Voce                        - Raffaele!... Raffaele!...

Voce di Raffaele          - Son qui...

La Voce                        - Il Signore ti chiama.

Le due Voci                  - Dov'è il Signore?

La Voce                        - Nel solaio dei venti.

 Le due Voci                 - Andiamo subito   - (Tromba).

La Voce                        - I cherubini... adunata! (Tromba).

Voce di Cherubini        - Eccoci! Eccoci! Eccoci! Eccoci!

La Voce                        - Silenzio! (Breve pausa, poi tutte le voci) Sì, Signore. Bene, Signore. Sì... sì... sì, Signore. (Il vento passa cantando sull'arca. La tela della tenda sì muove).

Fine del terzo atto

ATTO QUARTO

Stessa scena del terzo atto.

 (Vento fortissimo. Noè è in piedi, faccia al pub­blico, il naso in aria, estasiato. Grida).

Noè                               - Il vento!... Evviva il vento potente!... Si­gnore, grazie per il vento. (Poi si mette a cammi­nare sul ponte, con un'agitazione gioiosa, emetten­do dei trilli da un fischietto di comando. Raffica. Noè afferra un portavoce, va verso il boccaporto e grida) Tutti sul ponte!... Tutti sul ponte!... (Dal boccaporto entrano tumultuosamente i ragazzi).

Jafet                              - Che c'è?

Sem                               - Che c'è?

Cam                              - Che c'è?

Noema                          - Cosa accade?

Sella                              - Cosa c'è?

Ada                               - Che succede?

Noè                               - (alzando le braccia) Ah, ragazzi miei... (Raffica).

Ada                               - (con voce acuta) Stiamo affondando?

Le tre Ragazze              - Stiamo affondando?

Noè                               - No, no...

Coro dei Ragazzi          - Sì, sì!

Noè                               - Ma no, ma no...

Le Ragazze                   - Ma sì!

I Ragazzi                       - Ma sì!

Tutti                              - Aiu-uuuto! (Entra la mamma).

Le Ragazze                   - (corrono verso di lei gemendo) Mamma! Mamma!

I Ragazzi                       - (corrono da Noè) Comanda, padre, comanda. (Raffica).

La Mamma                    - (disperata) Ci siamo!... Lo senti­vo!... L'avevo detto!..

Noè                               - Al contrario, invece, è finita! (Raffica).

Le Ragazze e i Ragazzi - (si corrono incontro, sì ricongiungono in mezzo al ponte e si abbracciano perdutamente).

Noè                               - (alzando verso il cielo un portavoce, profe­tico) Ascoltatemi! Ascoltate, dunque!... Il vento che soffia è un vento buono. E' un vento secco! E' un vento caldo, che farà abbassare, che fa abbas­sare le acque. Il nostro viaggio volge alla fine!... La terra... La nostra vecchia, santa madre terra, così lungamente soffocata, ritorna finalmente alla luce!

Tutti i Giovani              - (si alzano contemporaneamente e vanno a sporgersi, vicino alla mamma, sul bordo della nave).

Noè                               - (al culmine del lirismo) Terra!... terra!... terra!... (Il suo sguardo cade sul ponte deserto. Abbassa dalla bocca il suo portavoce) E allora? dove si sono cacciati?

La Mamma                    - Stanno cercando la terra.

Noè                               - (ridendo) Ah, ah!... Non perdono il loro tempo. (Si avvicina al gruppo).

Sella                              - La cerchiamo... Ma non si vede.

Jafet                              - Oh, papà, noi non gli domandiamo certo di fare già un porto, una baia...

Ada                               - E neppure un'isola...

Sem                               - Ci contenteremmo d'uno... scoglio... non molto alto... a pelo d'acqua.

Noema                          - Si dovrebbe per ilo meno vedere il mondo.

Cam                              - Si dovrebbe vedere tutto, riveder tutto, in un attimo! Tutto, in un attimo, dovrebbe ridi­ventare come prima!

I Ragazzi                       - Sì, sì, sì, in un attimo!

Cam                              - Ascoltatemi bene: se veramente Dio ha il potere...

Noè                               - Volete smetterla una buona volta, eh, lazzeroni... Sì, volete finirla una buona volta di rom­perci le tasche, al buon Dio e a me?...

La Mamma                    - Ascolta, Noè, prima annunci loro...

Noè                               - Ssst... ssst... ssst... La mamma!... Chi me l'ha cambiata così?... Un po' di calma! Un po' di ondine! Un po' di tranquillità!... (Prima eravate tutti a terra, e ora eccovi volare fra le nubi... Un po' di pazienza, santa pace! No? E cominciate con l'abbracciarmi.

Tutti                              - (si stringono in circolo intorno a lui).

Noè                               - (accarezzando loro le teste) Ragazzi, ra­gazzi... Ma siate felici d'essere al mondo! La terra esce dalle acque... la terra sorge dalle acque. Egli me l'ha detto. Vi assicuro. Vi ho forse mai ingan­nato? Mai. Perché non mi dovreste credere?

II Coro                          - (all'infuori di Cam) Ti crediamo, babbo, ti crediamo!

Cam                              - Solamente, corremmo sapere...

Il Coro                          - Niente! Niente! Niente! proprio nien­te! Non vogliamo saper niente di niente.

Noè                               - Così va bene!... (Raffica).

La Mamma                    - Oh! il mare è tutto bianco!

Tutti                              - (voltandosi verso il largo) Tutto bianco!

Noè                               - Il vento gli cammina sopra a grandi passi pesanti!... Com'è bello tutto questo, ragazzi miei.

Il Coro                          - Molto bello!

Jafet                              - Ehi, voi! Non vedete niente, laggiù?

Noè                               - Dove mai? (Tutti si allineano dietro Jafet).

Jafet                              - Là in fondo... sopra l'orizzonte.

Noè                               - Quella striscia azzurra?

Il Coro                          - (esplodendo) E' lei!

Noè                               - Calma!

Il Coro                          - E' lei!... E' lei!... (/ giovani corrono da tutte le parti).

Cam                              - H vento ci fa deviare. Ah! Che stupidag­gine non aver fatto il timone!

Jafet                              - (correndo verso l'albero maestro che ab­braccia) lo salgo lassù.

Sem                               - (correndo verso la balaustra che scavalca) Io mi tuffo e vado a vedere.

Noè                               - Fermi!... Fermi!... Tutti qui... Ascoltate!.,,!

I Ragazzi                       - (a malincuore ritornano al centro de ponte).

Noè                               - Ascoltate dunque!... Non occorre muover­si!... Manderemo al nostro posto un messaggero...

II Coro                          - Chi?... Chi?...

Noè                               - Uno dei volatili.

Il Coro                          - Sì. Sì. Quale?

Noè                               - Il corvo.

Il Coro                          - Bene, bravo! (Tutti, all'infuori di Cam, si precipitano verso la casa).

Cam                              - Perché il corvo?

Noè                               - Perché... è bel tempo! Perché... è caldo! Perché è un gran viaggiatore e, fra tutti gli uccelli, il più avido di lasciarci per risalire verso il nord. E perché, andandosene, egli porterà via da questa nave il suo grido rauco, le sue ali nere...

La Mamma                    - Sì, ma ci abbandonerà?

Noè                               - Eh, mamma, staremo a vedere. (Rientra­no i ragazzi e Sem tiene il corvo).

Sella                              - Dammelo!

Noema                          - Tocca a me!

Jafet                              - Fammelo tenere un po'!

Sem                               - Lo tengo io. Sono di servizio. Non lo consegnerò che al comandante. (Affida l'uccello a Noè).

Il Coro                          - Lascialo andare.

Noè                               - Dite, ragazzi; non credete che una bella piccola preghiera completerebbe il quadro?

Il Coro                          - Dopo! Dopo!

Noè                               - (ridendo) Ah! ah! Fa piacere vedere co­me sono diventati pazienti!... E va bene allora, at­tenzione!... Uno... due., tre! Vai, piccolo!

Il Coro                          - Vai! (Silenzio. Tutte le teste, rovesciate, seguono il volo del corvo e disegnano uno due, tre grandi cerchi. Si sente lo stridio del corvo; Rovac! rovac! rovac!) Addio! Addio!

Noè                               - E' sciocco, vero? Ma mi fa una certa impressione...

Il Coro                          - Guardatelo! Guardatelo! E' in estasi!

Noema                          - Oh! Vedete? Il vento lo trasporta verso il cielo.

Il Coro                          - Sì, sì, dritto verso il cielo.

Cam                              - Finirà dentro la bocca del Signore.

Noè                               - Suvvia, suvvia...

Sem                               - Attenti! Il vento lo lascia cadere! Cade!

Il Coro                          - Cade!

Jafet                              - No, no, si riprende!

Noè                               - Bene, piccolo. Guardatelo. Guardatelo scalare le bianche vette dell'infinito... Bravo, piccolo montanaro del cielo.

Sella                              - Non lo vedo più... Chi lo vede ancora?

Il Coro                          - Non si vede più. L'abbiamo perduto!

Cam                              - Se l'è mangiato il buon Dio.

Il Coro                          - Oh! Oh! Basta! Basta!

Ada                               - Eccolo di nuovo!

Il Coro                          - Dove? Dove?

Ada                               - Seguite il mio dito... là, in alto!... molto in alto! Oh! Proprio in alto! Vedete quella nuvola a testa di cammello? Bene... proprio al di sopra!

Il Coro                          - Visto!... (Breve pausa. Tutti guardano verso l'alto).

La Mamma                    - Non vedo più... Mi gira la testa, e ho gli occhi pieni di bagliori... (Breve pausa).

Cam                              - Ma, ragazzi, dite, il vostro volatile non ne vuol più sapere... Eh? E' in panna, se non mi sbaglio.

Noè                               - Sta planando, non vedi... studia, raddrizza la rotta.

Ada                               - Signor Noè, scende!

Noè                               - Ma no, ma no, è sodo una manovra, è solo per riprendere lo slancio.

Il Coro                          - Scende! Scende!

Jafet                              - E a tutta velocità!

Cam                              - Si può dire anzi che precipita.

Il Coro                          - Sì, sì, sì precipita.

Sella                              - Rimbalza dal cielo come una palla di gomma nera.

Sem                               - Come un sasso; casca giù come un sasso!

La Mamma                    - Si sarà rotto un'ala.

Noema                          - Si sfracellerà sul ponte!

Noè                               - Dio mio, Dio mio! Avviciniamoci per raccoglierlo! (Tutti si stringono accanto, le brac­cia alzate e le mani aperte).

Il Coro                          - Oh! Si riprende!... Frena!... Vira!... (Tutte le teste si mettono a disegnare, contempo­raneamente dei grandi cerchi) Qui!... Qui!... Sia­mo qui!...

Noè                               - (accogliendo il corvo) Eccolo arrivato! Come gli batte il cuore. E trema... E’ spaventato... (Va verso il ponte, per rimetterlo nella stiva).

Cam                              - Signori e signore, il gioco è fatto. (La mamma, seguendo Noè, si impiglia nella tenda. Raffica furiosa. La tenda si piega).

Sem                               - Attenta, mamma. (Corre verso l'albero).

Jafet                              - (a destra, sostenendo un telo della tenda che sbatte) Papà! Papà! Voliamo via!

Cam                              - (che è saltato sull'altro telo a sinistra) Nervi a posto! Ha una forza spaventosa. (Grida delle donne. Noè risale dal fondo correndo).

Noè                               - Ai posti dì manovra, ragazzi! La prossi­ma raffica strappa tutto.

Le Ragazze                   - Presto! Presto!

Noè                               - Silenzio! (E' in mezzo alla scena) Cam! Jafet! Al fondo! Mollate!

Jafet e Cam                   - Fatto!

Noè                               - Con Sem, ora. Prendete la gomena. E tirate a tempo! E' un nodo di marinaio, deve sci­volare da solo. Avanti! Via! Oh! Issa... Oh! Issa...

Le Ragazze                   - Niente da fare.

La Mamma                    - Forse si potrebbe tagliare...

Noè                               - Tagliare una corda bella come questa. Sei ricca, mamma. (Raffica) Il vento aumenta. Spicciamoci! Spicciamoci!... Oh! Issa... (Alle ra­gazze) Andate a aiutarli, ragazze, invece di star lì a tremare come tre pulcini bagnati. (Le tre ra­gazze raggiungono i ragazzi).

La Mamma                    - Si faranno male!

Noè                               - Davvero, mamma, siamo giù di forma, eh?

La Mamma                    - (sconvolta) Oh! Noè, lascia che ti dica...

Noè                               - Silenzio, mamma. (Ai giovani) Forza, marinai!... Oh! Issa... Oh! Issa... Ma Sem, un po' d'energia, ragazzo mio. Si direbbe che suoni il violino. Avanti, insieme! Ci arriveremo! Insieme-Insieme. Oh! Issa! Ci siamo! (La gomena cede. I sei ragazzi cadono uno sopra l'altro. Poi si rial­zano con grandi résa infantili) Ecco come bisogna essere!... Giovani e allegri!... (A bassa voce alla mamma) Ma ridi anche tu, dunque. Mi lasci tutto sulle spalle. (Ai ragazzi) Così, avvolgetela con cura. Senza troppi giri, se possibile!... Con calma! Con calma... Ecco... Magnifico! Ah! (/ ragazzi ridono) Ci si vede meglio, ora. (Conducendo seco la mamma, è andato a raggiungere i ragazzi, nel fondo. Ritor­na in avanti, con essi, con un ampio gesto affet­tuoso e bruscamente, con le braccia tese, ti ferma) Ascoltate... Ascoltate quante miglia fanno là sot­to, intorno a loro stessi! Eh! Essi la sentono! E’ la terra che li agita così! Ne sono attratti! (Si sente il sordo scalpiccio degli animali) E pensare che in questo rumore ci sono, tutti insieme, le gros­se zampe dell'elefante, le pantofoline bianche del­la gatta di mamma, gli artigli del leone, gai zoc­coli del bufalo, le zampette delle mosche!

Il Coro                          - E' vero!

Noè                               - La terra ritorna a noi. Dio me lo dice. Ed io lo credo. Ma non lo so. Non lo sento nemme­no... I miei cinque sensi di cui sono così fiero... Ah! Ah! Ah! La terra sfugge a ciascuno d'essi. Non vedo nulla... Non sento nulla... Non tocco nul­la... Sono... sono più stupido di una pietra. E sen­tire lavorare a vuoto tutte le mie facoltà umane, mi dà un grande senso di sconforto! Essi, là sot­to, sanno tutto. Ne sono certi, tutti insieme, dal più grande al più piccino... Non è sbalorditivo?

Il Coro                          - Sì! Sì! E' meraviglioso!

Noè                               - Cam, vecchio mio, francamente, non ti sembra che sia sbalorditivo?

Cam                              - Sì, sì,... riconosco che quella piccola danza, là sotto, è piuttosto... curiosa.

Noè                               - Ma lasciati andare come noi, via! Ferma un momento la tua macchina calcolatrice. Vedrai come ti sentirai meglio! (Con le mani verso il cielo, appassionatamente) Oh... mio Dio... oh, mio Dio... come sei... Dio! (Cambiando tono, con voce rotta) Ada, piccolina, tu che sei la più giovane, va a prendere la più bella fra tutte le bestie, la più pura, quella piccola anima bianca con due ali bianche... Vai a prendere la colomba.

Il Coro                          - (dolcemente) La colomba!... (Ada esce. Pausa. Noè è immobile, faccia al pubblico, le braccia incrociate, lo sguardo al cielo. Intorno a lui, il coro commosso, deferente e un po' imba­razzato).

Noema                          - (tossendo) Hm... Hm...

Il Coro                          - Ssst!...

Cam                              - (sottovoce) Finirai per rovinar tutto.

Noema                          - (c. s.) E' l'emozione!...

Il Coro                          - Ssss... (Rientra Ada, stringendo al seno la colomba. Sta per darla a Noè).

Noè                               - No, no, dalle tu stessa il volo.

Ada                               - Oh, ma io...

Noè                               - Lasciala andare così, semplicemente... senza tante cerimonie...

Ada                               - (fa il gesto di lanciare la colomba,. Tutte le teste, improvvisamente rovesciate, tracciano un ra­pido cerchio. Due grandi grida: « Oh! » poi a Ahi ». Tutte le braccia si tendono verso U fondo della scena. La colomba è caduta).

(Noè                              - (correndo verso il fondo) Non vi muo­vete!... Non è niente!... Il sole l'avrà abbacinata.

Cam                              - Cose da pazzi, vedete...

Noè                               - (dal fondo) Sta zitto! (Raccoglie la co­lomba) Bella! Bella! Mia piccola piuma... mio pic­colo angelo... (Al coro) Non ha niente. E' piena di vita... Non domanda che di ritentare...

Cam                              - Ve l'ha detto?

Noè                               - Attenzione!... Ecco che spicca il volo! Hop! Hop! E' partita!...

Cam                              - Che?

Jafet                              - Come?

Cam e Sem                    - No!

Le Donne                      - Sì!

I Ragazzi                       - Dove! Dove! Dove?

Noè                               - Sopra le vostre teste!... No, no! Dietro a voi!... E ora diritto davanti a voi! Al largo! Al largo!

II Coro                          - (scruta verso il pubblico e si appoggia rudemente al bordo urlando) Dove? (Tutti cer­cano, con le mani e con gli occhi).

Noè                               - Non la vedo più. (E' sempre in fondo alla scena. Esamina il cielo da tutte le parti).

La Mamma                    - Non l'ho nemmeno vista. (Scende lentamente verso il coro).

Il Coro                          - Neanche noi.

Noema                          - E' maledettamente spiacevole. (Breve pausa, tutti scrutano il cielo. La mamma raggiun­ge i ragazzi).

Jafet                              - (indicando vagamente nel cielo) Non è lei, là?

Cam                              - E' proprio gentile, il ragazzo... gli da­remo un diploma idi amor filiale. (Il coro sogghi­gna).

Noè                               - (da lontano) Avete visto qualcosa?

Cam                              - No, no... stiamo pregando.

Noè                               - Alla buon'ora!

La Mamma                    - Cam, piccolo mio, ti supplico. (Pausa).

Cam                              - Scommetto che non l'ha lasciata andare, la colomba.

Sem                               - Lo stavo pensando anch'io.

Il Coro                          - Oh!...

Cam                              - Lo conosco!... E' furbo!... Più ci penso, e più sono persuaso che ha nascosto il piccione.

La Mamma                    - Questo no, Cam, no, no!...

Cam                              - Oh! Mamma... conosco i suoi modi... E anche tu andiamo!... E anche tu, eh, Sem, vec­chio pescatore alla lenza.

Sem                               - Oh! sì, la sa fare...

Cam -------------------                              - Vedi... Attacca al suo amo un piccolo bel simbolo... e ve lo fa volteggiare al sole!... Dopo, voi siete sempre liberi di corrergli appresso! « Ciò li diverte » dice « e mentre corrono mi lasciano  in pace». Ah! Ah! Volete che ve lo dica? Si ì messo il piccione in tasca. (Risate del coro).

Noè                               - (dal fondo) Di nuovo, ragazzi miei?

La Mamma                    - (con vivacità) No, Noè, no... scherzano un po'...

Noè                               - Hanno ragione, non bisogna perdere la pazienza. Siamo così vicini alla meta, ora... (Fu qualche passo verso il coro) Ah, ragazzi miei, se sapeste... Non vi potete fare un'idea della genti­lezza di Dio nei miei riguardi... E' cambiato molto, In meglio!... Lo trovo molto meglio! Disteso! Meno lontano... Non meno grande, al contrario! Ma meno distante, meno irraggiungibile... Ha scher­zato un poco... Ha finto di scherzare per nascon­dere la sua emozione... Ma, sapete, il mio udito non sbaglia! La sua grande voce tremava. Era felice di ritrovarci.

Cam                              - (a Noè) Insomma, ci aveva piantati, ehi

Noè                               - Un po'... trascurati, tutt'al più. (E' in mezzo alla scena. Cade in ginocchio).

Cam                              - (sottovoce) Recita bene, eh?

La Mamma                    - Cam, ti giuro che è sincero!

Cam                              - Quando penso che il piccione gli beccai le cosce!... (Il coro ha uno sbruffo di riso, brusca­mente).

Noè                               - Chi ha la tosse?

Cam                              - Nessuno. E' la mamma che ha starnu­tito.

Noè                               - (alzandosi) Prenderà freddo. Dovrebbe! rientrare.

Cam                              - (alla mamma) Dì di no.

La Mamma                    - No, Noè.

Cam                              - (a Noè) La mamma vuol assistere, con] i suoi occhi, al ritorno del messaggero.

Il Coro                          - (sottovoce a Cam) Ben detto!

Noè                               - Ma potrebbe essere una faccenda lunga.

Cam                              - (a Noè) Le avete insegnato ad aver pa­zienza.

Noè                               - Sì... sì... sì... (Va verso il fondo con pas-\ so incerto).

Il Coro                          - (sottovoce) E' scosso.

Cam                              - (al coro) Non appena ci saremmo mossi, la bestia sarebbe caduta dal cielo per combina­zione... con un messaggio divino, in un piccolo tubo, a tracolla.

Il Coro e la Mamma      - (ridono) Ah! Ah! Ah!

Noè                               - Che c'è?

Noema                          - Niente, niente, Cam ci descrive le abi­tudini del piccione viaggiatore. (Risate del coro. Raffica).

Noè                               - (andando verso la parte posteriore dell'ar­ca) Bella!... Bella!... Piccolina mia...

Cam                              - Eccoci alla crisi.

Noè                               - Che cattiveria! Che stupidaggine l'averti mandato incontro a questo nero vento.

Cam                              - Ahi, attenti! Sorvegliamolo! Ora la but­ta in acqua. E poi dirà che è stato il vento. (Il coro fa un passo verso Noè).

Noè                               - Coraggio, Bella, io penso a te! Lotto con te!... Non guardare queste onde! Lasciati traspor­tare! Scova una corrente d'aria buona e buttati dentro a capofitto, e approfittarne, piccola mia.

Cam                              - Ah! E’ grottesco! Pietoso... E' pietosa­mente grottesco.

La Mamma                    - E' molto invecchiato. (Raffica),

Noè                               - Il vento soffia dal nord... direttamente dal nord, capisci? Ovunque tu sia, metti quel ven­to alle spalle! Il nord non devi neppure conoscer­lo!... Il nord non esiste!

Cam                              - Avviciniamoci! Avviciniamoci! (Il coro avanza verso Noè) E sorvegliamo le sue mani. (Raffica).

Noè                               - Guarda come faccio. (Imita un combat­timento contro il vento) Non voglio andare di là!.. No, no, non ci anidro... Non al nord! Niente nord!

Il Coro                          - (lo circonda e sogghigna. La mamma cerea di tirare indietro Cam).

Noè                               - Ma... (Cede bruscamente a un'immagi­naria corrente) Ma il sud, naturalmente!... Ah! Il sud finché vuoi! (Soffia e si asciuga la fronte) Vi sembro un imbecille, eh?

Cam                              - Al contrario!

Il Coro                          - Al contrario!... Molto furbo!...

Cam                              - Sì... furbo come un vecchio furbacchione.

Noè                               - L'amo tanto, quella cara bestiolina! E sono così in pensiero che non le succeda qualcosa.

Cam                              - Che non soffochi per esempio?

Il Coro                          - Ah! Ah! Ah!

Noè                               - Non che soffochi, ma che si anneghi!

Cam                              - Che non soffochi, dico bene.

Il Coro                          - Ah! Ah! Ah!

Noè                               - Perché ridete!

Cam                              - E voi perché arrossite?

La Mamma                    - (tirando indietro Cam) Ascolta, Cam, senti...

Noè                               - lo? Io arrossisco?

Cam                              - E perché mai vi mettete le mani sul petto?

Il Coro                          - Perché? Sì, sì, perché?

La Mamma                    - Ascoltatemi. (Ma Cam lai scosta ed essa ritorna tutta tremante, in prima; faccia al pubblico, mentre Noè indietreggia davanti al caro).

Noè                               - Che... ma che avete?

Cam                              - Perché vi mettete le mani nelle tasche?

Il Coro                          - Perché? Perché?

Noè                               - E' che si sono gelate.

La Mamma                    - Ma sì... le sue povere mani sono gelate... Oh, mio Dio, Cam, ti sbagli! Ti sbagli!

Cam                              - Cos'è quel gonfio sotto il mantello?

Il Coro                          - Apri il mantello!

Cam                              - Cosa nascondete sotto il berretto?

Il Coro                          - Via il berretto!

La Mamma                    - Dio mio! Dio mio! Fammi morire prima di vedere una cosa simile.

Cam                              - Avete visto, il vento si è fermato! Bo­naccia completa. Eccoci di nuovo bloccati! Sospesi su un mare liscio come l'olio... Anche la vostra ultima profezia è fallita come le altre.

Noè                               - Come le altre!...

 Cam                             - Cosa inventerete ora per farci tornare pazienti, eh?

Il Coro                          - Rispondi!

Cam                              - Quale nuovo trucco farete uscire dalle vostre tasche dì giocoliere? Quale imbroglio dal vostro sacco?

Il Coro                          - Non ci muoviamo! Non ci muoviamo!

Noema                          - Un uccellino sta per ritornare! Ah! Ah! Ah!

Cam                              - O là là! Cos'è quella cosa bianca che ti­rate fuori dalla tasca?

Noè                               - Il mio fazzoletto, pezzo d'imbecille!

La Mamma                    - Si asciuga il sudore!

Cam                              - Fate vedere!

Il Coro                          - Fai vedere!

Cam                              - Date qua!

Noè                               - Oh! Ma...

Il Coro                          - Da' qua! (Tutti si spingono).

Noema                          - La colomba si è trasformata in fazzo­letto! (Tumulto).

Noè                               - Ma non spingete così, finirete col get­tarmi in acqua!...

Il Coro                          - La colomba! La colomba! (La mam­ma prega, le mani al cielo. Improvvisamente rice­ve la colomba e lancia un acuto grido).

La Mamma                    - Eccola!... Fermatevi!... Eccola!... Eccola!... (Il coro si slancia verso di lei).

Cam                              - Fatemi vedere! Ah! perdinci... ha tro­vato il modo di rifilargliela.

Il Coro                          - Hai fatto da compare!

La Mamma                    - Mi è caduta addosso dal cielo!

Cam                              - Non è vero! (Noè, che si è ripreso, fende il coro, come il toro infuriato).

La Mamma                    - Lo giuro!

Cam                              - Non è vero!

Noè                               - (dando un sonoro schiaffo a Cam) E questo, è vero questo? (Mormorio del coro. Noè rimboccandosi le maniche) A chi tocca, ora? (Si­lenzio. Il coro indietreggia a semicerchio. Noè si volta verso la mamma. Questa è in ginocchio, in lacrime, gli tende la colomba) Andiamo, mamma, via... Rialzati, dunque...

La Mamma                    - No, no, ti prego, lasciami così... Oh! Noè, non sono degna...

Noè                               - Ma sì, andiamo... (La rialza) Oh!... Non si potrebbe essere più semplici? (Accarezza la co­lomba) Eppure non è difficile, eh? Bella? Fare serenamente il proprio compito... E poi, si sta bene... Vieni a vedere, mamma, come sta bene!... Calda!... Felice!... Oh, tuba... tuba nelle mie mani... E... oh! oh! Cos'ha nel becco?

Il Coro                          - (si avvicina a Noè).

Noè                               - Una tenera fogliolina, piccola, piccola... un piccolo albero verde.

Il Coro                          - (pianissimo) Un piccolo albero verde.

Noè                               - Cos'è, mamma, tu che conosci tutte le piante?

La Mamma                    - (asciugandosi gli occhi) E' un... un ramoscello... d'olivo.

Il Coro                          - Un ramoscello d'olivo.

Noè                               - Gli alberi sono usciti dalle acque.

Il Coro                          - (in crescendo) Oooh! Oooh! Oooh!?...

Cam                              - (come se stentasse a capire) Usciti dal­le acque?

Sem e Jafet                   - (lentamente) Usciti dalle acque!

Le Ragazze                   - (presto) Usciti dalle acque!

Il Coro                          - (fortissimo) Usciti dalle acque! (Si agita pesantemente) Ah!... Oh!... Usciti dalle acque. (Accelerando) Usciti dalle acque! (Cor­rendo in fila indiana verso il boccaporto) Usciti dalle acque! Usciti dalle acque! (Spariscono gri­dando. Breve pausa).

La Mamma                    - Ciò che succede... tu l'avevi detto.

Noè                               - (senza gioia) Certo!

La Mamma                    - Tutto quello che è successo, tu lo avevi detto.

Noè                               - Sì.

La Mamma                    - L'avevi detto.

Noè                               - Ma sì.

La Mamma                    - L'avevi... l'avevi detto.

Noè                               - Ma sì, ma sì...

La Mamma                    - Tu l'avevi detto.

Noè                               - Mamma, te ne prego. (Rientra il coro, tutti sono mascherati in modo pazzesco e danza­no, saltano, pazzi di gioia).

Il Coro                          - Usciti! Usciti! Usciti! Usciti!

I Ragazzi                       - Usciti dalle acque!

Le Ragazze                   - Usciti dalle acque!

Tutti                              - Dalle acque! Dalle acque! Usciti! Usci­ti! Usciti dalle acque!

Noè                               - (sostenendo la mamma che viene meno, al coro) - Ah! Pigli cattivi che sciupate tutto!... Distruggete gli anni! Sciupate i minuti! Sciagu­rati, disgraziati!

II Coro                          - (ballando) Usciti! Usciti! Usciti! U- sciti! Usciti! Usciti dalle acque!

Noè                               - Avete chiuso la via alla gioia! Alla giovi­nezza! Alla felicità!

Il Coro                          - Noi siamo! Noi siamo! Noi siamo usciti dalle acque!

Noè                               - Signore! Signore! Vecchio compagno!... E' sciupato! Ah! è sciupato tutto! Ma sprofondaci dunque negli abissi! E che non se ne parli più!

Il Coro                          - (impazzito) Usciti dalle acque! Usciti dalle acque! Usciti dalle acque!

Fine del quarto atto

ATTO QUINTO

La vetta del Monte Avarat.

 (L'arca è in quinta, a sinistra. Non se ne vede che la prua, con una passerella che porta a terra. All'alzarsi del sipario, i sei ragazzi sono sull'arca, in piedi, immobili, carichi di fagotti. Noè scende dalla passerella, faccia al pubblico, solo, silen­zioso. Scende, lentamente, l'ultimo gradino, posa un piede per terra, poi l'altro e s'inginocchia. Bre­ve pausa. Entra, sull'arca, la mamma).

La Mamma                    - Eccomi... sono pronta. Ho prepa­rato il cestino per la gatta. Lì starà bene, sapete. E' come una piccola casa... Jafet, mio caro, se tu fossi gentile, un giorno che hai tempo, mi dovresti fare una vera casetta per Catina. Oh, sì, dimmi, che la farai? (Batte le mani) Una vera piccola casetta. (Oscurandosi) Ma non ci vorrà restare. Mi ha graffiata. E' saltata giù dal paniere. Tutte queste bestie l'hanno resa selvatica. Oh, bambini miei, bambini miei! Che disgrazia! Che disgrazia! (Piange).

I Ragazzi                       - (non si muovono. Noè si rialza e at-\ traversa a grandi passi la scena, cercando un po' di legna per l'offerta al Signore).

La Mamma                    - (rasserenata) Ma è vero! Dimen­ticavo!... Siamo arrivati. La mia povera testa è proprio stanca... Siamo a casa... ah! ah! Non sen­tir più ballare il suolo sotto i piedi!... Da dove si scende, ragazzi? Che felicità! Che felicità! (Si guarda intorno).

Noè                               - (si dirige verso il fondo della scena, a destra, per innalzare l'altare).

La Mamma                    - Ma... non siamo a casa nostra. Ve­diamo, non è casa nostra, qui. Che deserto! Che freddo! Che squallore! E questo terribile odore di acqua stagnante... Ma perché fa tanto freddo?... Oh! oh! Dover ancora cambiare, alla mia età! An­cora trapiantata!... Sempre sradicata! Ah! povera vecchia trascurata!... Noè! Dove siamo? Dov'è l'ac­qua? Dov'è il mare?... Ho paura!... Voglio ritrovare il caldo mare!... Noè! Noè! Noè! (Scopre Noè sul fondo della scena, e, piegata verso di lui, dall'area, grida) Uomo cattivo! Uomo misterioso! Uomo debole! Inetto!... Tu che vuoi guidare di uomini, e ti lasci trascinare dalle cose, ti accuso di tradi­mento! T'accuso di tradimento! Oh!... (Si volge, sconvolta, verso il ponte dell'arca) Oh!... Stavo pre­parando il paniere per la gatta... Catina! Catina! Vieni, mia cara, tu sola mi resti. (Rientra nell'area. Noè tossisce. Improvvisamente i ragazzi gettano i loro fagotti oltre la balaustra e saltano a terra).

Tutti                              - Ah!

I Ragazzi                       - Ah! Ah! .

Le Ragazze                   - Ah! Ah! (Sono tutti su una riga, davanti all'arca).

Cam                              - - Questa vecchia terra!

I Ragazzi                       - Questa cara vecchia terra!

Le Ragazze                   - Questa buona vecchia terra!

Jafet                              - (saltando fuori dalla riga) Attenzione! Ora cammino! Guardatemi bene, cammino! (Fa­cendo un passo) Cosa faccio?

Tutti                              - Cammini!

Jafet                              - (battendosi il petto) Cosa fa questo ra­gazzo?

Tutti                              - Cammina!

Jafet                              - E su che cosa?

Tutti                              - Sulla terra!

Noema                          - (uscendo dai ranghi) Guardate! Guar­datemi. (Si alza la gonna fino ai ginocchi).

Ada e Sella                   - (imitandola) Guardateci!

Noema                          - (pesticciando) Questo è fango! E' morbido. E' freddo. Ma si riscalda sotto i piedi. E' mol­le. Come fa bene!

Tutti                              - Uno! Due! Uno! Due!

Noema                          - (con una risatina acuta) Oh! Ho 1 piedi neri di fango!

Tutti                              - Uno! Due! Uno! Due!

Cam                              - (uscendo dal gruppo) Silenzio! Fate si­lenzio! Perché possa sentir bene come sono libero. (Tutti tacciono. Cam, stirandosi con forza) O.. A... I... U... Nessuno! (Più forte) Non c'è nessuno? (Noè tossisce nel suo angolo).

Tutti                              - Silenzio!

Cam                              - (gridando verso il pubblico) Cam!... Io!... Io!... (Sale su di una piccola altura, che si trova in mezzo alla scena) Cam!

Noema                          - (trascinando le sorelle) Andiamo a ve­dere!

Ada e Sella                   - Andiamo a vedere tutto! (Cor­rono verso il fondo).

Noema                          - (passando vicino all'arca) Ah! Ah! Che vecchia carcassa!

Ada                               - Le assi sono marcite!

Sella                              - I chiodi arrugginiti!

Tutte e tre                     - Uh! Uh! Uh! (Sputano sull'arca).

Cam                              - (sempre sul rialzo) Cam è in piedi sulla terra.

Jafet                              - (volendo salire) Arriva Jafet!

Cam                              - Ah no!

Sem                               - (salendo) Sem li raggiunge!

Cam                              - Né Sem, né Jafet! (Facendo, forza sulle gambe, li respinge con le braccia).

Noema                          - (in fondo alla scena) Siamo su una montagna.

Ada e Sella                   - Su un'alta montagna! (Le tre ra­gazze si separano e vanno a mettersi : Sella in fondo alla scena verso destra; Ada a sinistra, nel centro; Noema, a sinistra in prima. Nel frattempo, da una parte e dall'altra dell'altura, Sem e Jafet montano all'assalto con grida rauche).

Cam                              - (respingendoli) No! No! No!

Sem e Jafet                   - (scivolando) Perché?

Cam                              - Son salito per primo. Sono arrivato pri­ma, sono il più forte.

Sem                               - Io sono il maggiore!

Jafet                              - E io il più giovane! (Vengono alle mani. Noè si volta e li guarda silenzioso).

Ada                               - Oh! L'acqua scorre in mille ruscelli sui fianchi delle montagne.

Sella                              - Gli animali, a frotte, le corrono dietro.

Noema                          - Tutto scende, oh, tutto scende!

Ada                               - Ci sono già le praterie!

Sella                              - La giungla!

Noema                          - Il deserto! (I tre ragazzi si battono).

Le tre Ragazze              - (si voltano e correndo verso loro)No!

Jafet                              - (a Cam) Nero! Bastardo! Negro!

Sem                               - (a Jafet) Tisicuzzo! Pallido! Bianco!

 Cam                             - (a Sem) Limone! Livore! Paria! (Roto­lano dall'altura. Stanno per rimontarvi ma sono fermati dalle loro donne).

Noema                          - No, no, non lottate per un pezzo di roccia, quando la terra è così grande!...

Sella                              - La terra è altrove!

Ada                               - E' giù, in basso!

Le tre Ragazze              - E' in basso! In basso! Là in fondo! (Ma i ragazzi si svincolano e ricominciano a picchiarsi).

Jafet                              - (a Sem) Mela cotogna! Faccia d'argilla!

Cam                              - (a Jafet) Sbarbatello! Viso pallido!

Sem                               - (a Cam) Lustrascarpe! Testa dì negro! (Nuova caduta ai piedi dell'altura. Le ragazze li sollevano e li trattengono abbracciandoli con forza),

Noema                          - (a Cam) Dietro a te, Cam! Guarda dietro a te! Il sud! Il sud! Guarda diritto verso il sud! Vieni! Vieni! Andiamo, cacciatore. Seguiamo il leone. Sulla sabbia, verso il sud!

.Sella                             - (a Sem) Marciamo a oriente dietro la-tigre! Sulla groppa dell'elefante! In mezzo a mille specie di scimmie! Andiamo, contadino!

Ada                               - (a Jafet) Vieni, pastore! Prendi il tuo flauto! Andiamocene dietro la mucca, dietro la pe­cora e il cane, verso le nubi e le lande d'occidente! Andiamo, pastore! (/ tre ragazzi, ancora ansanti, si voltano ciascuno verso la propria strada).

Le tre Ragazze              - (contemporaneamente) Vieni!

Noema                          - Tutte le vite sono discese dalle mon­tagne. (/ ragazzi fanno un passo per seguire le ra­gazze, si volgono all'improvviso, si corrono incontro e si abbracciano).

I Ragazzi                       - Arrivederci!

Le Ragazze                   - Via, via, andiamo! (Esse corrono a cercare i loro fagotti. Noema solleva a stento il suo e quello di Cam, e se li carica sulla testa. Sem si carica il suo sulle spalle. Jafet e Ada riuniscono i loro e li portano insieme) Ecco fatto!

I Ragazzi                       - Ecco fatto! (Tutti guardano Varca, poi Noè. Noè è in ginocchio, immobile, rivolto verso destra).

Tutti                              - Sss... (Sottovoce) Addio! (Se ne vanno, Noema precedendo Cam, Sem precedendo Sella, Ada e Jafet insieme, per la strada che hanno scélto. Flauto di pastore in lontananza. Pausa. Noè si alza poi si volge preoccupato verso la scena deserta).

Noè                               - Tutte le vite sono discese dalla monta­gna... e la mia vita, figli miei? La mia povera vita? Ragazzi!... (Grida) Ragazzi miei!... Avete lasciato qualcuno dietro a voi! Avete dimenticato qualcuno! (Il flauto si allontana) Non è possibile... Ah! E' im­possibile che non sentiate la mia vita che vi fa voltare la testa indietro! Non posso vedere che i vostri occhi guardino liberi e sereni davanti a loro. Guardate indietro, almeno. Guardate indietro di tanto in tanto, non è vero?... Il vostro cuore non può... Non può sentirsi a suo agio nel petto... Il vo­stro ombelico non può ridervi impunemente in mezzo alla placida pancia. Non è possibile... Deve tor­cersi, figli miei, deve tirare verso questo vostro povero vecchio padre... He?... he?... Sem, vecchio mio... Jafet mio, piccolo... Cam, Cam ragazzo mio... (Il flauto muore in distanza) Ah! Ah! E' finita... Non li sento più... Aiuto!... (Si slancia verso la strada di Jafet, ritorna; va verso quella di Cam, poi su quella di Sem e ritorna alla fine al centro della scena) Non posso inseguirli... non posso rag­giungerli... quale?... quale?... mi hanno inchiodato, imprigionato, chiuso nel nulla. Sono preso in mezzo al nulla!... Ah!... (Crolla in terra gemendo) Oh! eccoli!... li sento di nuovo! Sento i loro passi. Ecco i loro passi... Ecco i loro passi... i loro piccoli passi che si allontanano. (Si trascina per terra) E dire che tengo strette a me le redini delle mie tre belle pariglie. Le tengo!... Sem-Sella-Cam-Noema-Jafet-Ada!... al passo! al passo! là là lai E le redini si allungano, si tendono... si spezzano!... (Bacia la terra) Oh! ragazzi miei, accogliete la mia voce, che scorre verso di voi, sotterranea come una tri­plice vena di acqua pura... ricevete questo ultimo addio... (S'interrompe, sposta l'orecchio al suolo, poi alzandosi con voce fredda) Finito! Partiti! Li­quidati! Molto bene! (Prende un ampio respiro e si batte il petto) Ehi! Là dentro, mio vecchio cuore! Sangue mio! Vecchi polmoni! E voi, organi tutti, là dentro, dovrete fare molto rumore per riempire il vuoto della mia solitudine. (Attraversa la scena, ridendo con disperazione) Ah! ah! ah! Bisogna che scovi una buona eco, un'eco gagliarda... perché io e io sì possa fare un po' di conversazione... (Cer­cando l'eco) Noè!... Noè!... Noè!... (Ascolta) Niente!...

L'Orso                           - (entra da destra).

Noè                               - Guarda, Martino! Che bella sorpresa! Caschi a proposito, proprio davvero!... Credevo che fossi partito anche tu... Oh! sono proprio felice di rivederti. Coraggio, tutto andrà per il meglio... Me n'ero già accorto che noi due avevamo un debole l'uno per l'altro. (Cammina verso l'orso che, veden­dolo venire, si alga in piedi) Sì, tu capisci, tu ca­pisci un sacco di cose... (L'orso apre le braccia) Eh?... Sia pure! Abbracciamoci! (Entra nelle braccia dell'orso) Sei un buon amico, sì, un buon com­pagno!.... Come mi stringe! Heu!... Là... Mi mozzi il respiro!... Ehi! vecchio mio... ehi!... mi soffochi!... Lasciami andare, suvvia, lasciami!... (Col respiro strozzato) Heu!... Heu!... (La voce muore fra il pelo dell'orso. L'uomo e la belva lottano in silenzio. Noè, liberando la testa) Aiuto!... Aiuto!...

La Mamma                    - (riappare sull'arca).

Noè                               - Aiuto!

La Mamma                    - (scoppiando a ridere) Ah! Ah! Ah!

Noè                               - Mamma!

La Mamma                    - Ah! Ah! Ah! (Ma Noè riesce a liberarsi, prende lo slancio poi si scaglia con grana grida sull'orso che scappa) Ah! Ah! Ah!

Noè                               - (sbuffa e si terge il sudore).

La Mamma                    - Com'era buffo! Dio, com'era buffo!

Noè                               - Per un pelo ci restavo, mamma.

La Mamma                    - Danzavano tutti e due... La vera danza dell'orso! Ah! Ah! Ah!

Noè                               - Andiamo, mamma!

La Mamma                    - (ballando) Tra la la!... Tra la lai-Io ti abbraccio... Tu mi abbracci... Ah! Ah! (Sìtorce dalle risa).

Noè                               - (dopo aver alzato gli occhi al cielo) L'avvoltoio era già là, pronto... ci vorrà molto coraggio.

La Mamma                    - (accovacciata, in prima, con la testa fra le mani) Dove sono i ragazzi?

Noè                               - (avvicinandosi a lei) Torneranno. Sono andati a curiosare un po' laggiù. Ma torneranno, Torneranno fra qualche giorno.

La Mamma                    - Mi sembra strano però che i nostri amici non abbiano ancora trovato il tempo di venire a farci una visita.

Noè                               - Quali amici?

La Mamma                    - Beh, i nostri amici del villaggio. I miei amici. A te, nessuno voleva bene. Ma io avevo molte conoscenze. E dopo un viaggio simile mi pare che si potrebbero anche scomodare.

Noè                               - Ma, mamma...

La Mamma                    - Cosa?... E' proibito anche questo?

Noè                               - No, no!... Be' verranno.

La Mamma                    - (alzandosi) E' lui, lassù, che...

Noè                               - Ma andiamo, via. No di certo!

La Mamma                    - Bisognerebbe dirglielo, sai. Non avrei punto paura di dirgli quello che penso. Non sono mica pazza, sai.

Noè                               - Rimettiti a sedere. Suvvia, rimettiti al sedere. (La fa sedere) Non tormentarti... tutto ritornerà a posto... tutto filerà alla perfezione. Là! (La mamma singhiozza lentamente) Là! là! là volevo la tua opinione sulla posizione della nostra nuova casa... Ah! ti farò una casa magnifica, sai. Non è certo il legno che manca qui. Avrai la grande, immensa, prodigiosa cucina dei tuoi sogni.

La Mamma                    - (piangendo) Ho freddo! (Noè sitoglie il mantello e glielo inette sulle spalle) Cosa mi cade sui capelli?

Noè                               - Forse è un po' di neve!

La Mamma                    - Neve?

Noè                               - Ma sì... ah!... Da dove incominciare?! (Alla mamma) Stai meglio così? (La mamma non risponde, si è addormentata) Povera vecchia com­pagna!... Non ha potuto resistere fino in fondo...  (Sottovoce) E' vero che è difficile. (Più forte) E' vero che è difficile! (Più forte ancora e con la voce rotta da un singhiozzo) E' vero che è difficile!...  ah!... (E’ in mezzo alla scena con il grembiale di cuoio, le mani ai fianchi, le gambe divaricate, la  testa rovesciata verso il cielo) Ah!... Bisogna che abbia davvero una dannata fidu­cia in te, sai?... Mi senti? Sì. Dico che me ne fai vedere di cotte e di crude, senza scherzi! E non è un divertimento questo, sai? Mi togli da un giardino e mi appiccichi sopra una roccia, solo, insieme alle cento maniere idi crepare. Ah!... Va bene, va bene non te ne faccio una colpa. Cercherò un modo di cavarmela. (Rientra l'orso) Vuoi levarti dai piedi, tu, eh? (Impugna la scure e l'orso scompare) Ma sì, mi ar­rangerò, buon Dio! Però ti av­verto: non ci capisco più nulla. Ma forse questo non ha impor­tanza. Vai, vai, ti seguo... Avan­ti! avanti! Solamente, io ti do­mando di farti vivo con me da lassù, ogni tanto. Come? La tua voce di tanto in tanto... Non fos­se che il tuo respiro... E anche solamente la tua luce. La tua lu­ce, Signore, sul mio lavoro di ogni giorno. E l'impressione, la sensazione, la certezza che sei contento. Eh?... Bisogna essere contenti. Non è vero? Io sono contento. (Grida) Io sono con­tento! (Comincia a demolire l'ar­ca a colpi di scure) Io sono con­tento! (Canta) Quando la barca va, tutto va! E tu, sei contento? (I sette colori dell'arcobaleno compaiono sul cielo) Così va bene!

FINE

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