NOI DUE
tentativi di approccio disperati
di Antonello Coggiatti
PERSONAGGI
NICCOL
ROSSELLA
Allapertura del sipario Niccol e Rossella sono in scena in buio ai lati opposti del palco. La luce si accende su Niccol
NICCOL: Mi chiamo Niccol, con la doppia c, chi mi chiama Nicol un coglione! C differenza tra una e due c, non si pu sbagliare. Sono di Roma sono nato a Viterbo, per sono di Roma! Sono nato da madre e padre romani da sette generazioni, solo per caso mamma non ha partorito a Roma; le si sono rotte le acque mentre era con pap a un matrimonio di amici, a Viterbo, e io sono nato l. Sono cresciuto e ho vissuto sempre a Roma, ma i miei amici mi chiamano il viterbese e questa una cosa che mi fa incazzare! Ormai ci ho fatto labitudine, ma a chi mi chiama cos non la faccio passare liscia. Il mio problema vero sono le donne. Non loro con me, ma io con loro. Non sono capace. I primi passi li faccio bene: Ciao, come stai. Io mi chiamo cos, tu come ti chiami? Perch non mi lasci il tuo numero? E cos via. Fino a l ci arrivo, a detta di alcuni amici lo faccio anche bene. dalla prima telefonata che vado nel panico. Mi emoziono, mi blocco, non so cosa dire e la maggior parte delle volte non ci sar una seconda telefonata. Nei casi in cui riesco ad andare oltre le telefonate(e sono rari quei casi), ci esco. Magari a cena, o a prendere qualcosa da bere, ma anche l riesco a fare le cazzate peggiori: incontro per caso un amico e lo invito a rimanere con noi, oppure sto tutta la sera al telefono, o ancora, quando il momento di pagare le propongo di fare a met(e ogni volta che lho fatto lei non aveva preso quasi nulla); oppure una volta mi capitato di andare al bagno e appena uscito, invece di tornare al tavolo sono andato a casa. Me ne sono accorto solo la mattina dopo. Ecco nonostante le mie pessime prestazioni da corteggiatore sono stato con alcune ragazze, ed questo che mi fa credere che anche un tipo come me ce la pu fare, che non tutto perduto!
Buio su Niccol, luce su Rossella
ROSSELLA: Sono Rossella Rossi di Rossano. No, non uno scherzo. I miei genitori hanno un grande senso dellumorismo oltre che molta fantasia. Il mio nome, per quanto curioso, non suscita grandi risate nel mio paese. Appena mi sposto di qualche chilometro, per esempio a Cosenza, subito, alla persona con cui sto parlando, scatta la domanda/affermazione per vedere se ha capito bene: Rossella Rossi di Rossano?! Con conseguente risatina compiaciuta di chi crede di aver detto una cosa molto divertente. Bene. A parte questo va tutto bene; tranne che con gli uomini. Non ne ho mai trovato uno per me. Se il tipo sembra interessante mi lascio convincere abbastanza facilmente anche da tentativi di approccio un po disperati. Spero che andando avanti la situazione migliori ma non mai successo! Ho trovato sempre delle persone che cretine erano e cretine sono rimaste; non era una questione di approccio! Ci sono state delle eccezioni ovvio. Ma comunque il periodo di frequentazione non mai durato tanto; al massimo poco pi di un anno. Basta! Mi sono stancata, non posso andare avanti cos: ho chiuso con gli uomini! Ma chi prendo in giro?! Non vero, non ho chiuso proprio per niente! Io non ci credo a quelli che dicono Sono single per scelta. Ma scelta di chi? La maggior parte delle persone single per scelta che conosco o non sono corrisposte o non corrispondono chi gli va dietro; quindi non mi venissero a raccontare storie. Io per scelta mi guardo intorno e cerco una persona adatta a me. Non la trovo? Riprovo! E ancora, fino a riuscirci. Noi dobbiamo stare con qualcuno: luomo un animale sociale. Lo diceva Aristotele e lui ne capiva!
CAMBIO SCENA. Parco. Rossella in attesa che arrivi un ragazzo, un po nervosa, guarda lorologio, si guarda intorno. Niccol entra in scena correndo, ha il fiatone. Si guarda intorno, vede Rossella e si avvicina
NICCOL: (senza darle la possibilit di replica) Ciao! Tu devi essere Tania! Guarda, scusa per il ritardo ma non mi arrivato il cambio al lavoro. Pi mi ci incazzo e meno mi sentono! Il cambio me lo dovrebbero dare alle diciotto precise e invece arrivano sempre con, almeno, venti minuti di ritardo. Ma avr anche io gli affari miei, non posso stare ai comodi degli altri. Inoltre proprio oggi che ci dovevamo incontrare per la prima volta. Adesso penserai che sono uno di quelli che fanno sempre ritardo e che poi si giustificano con le scuse pi disparate, ma ti giuro che non cos! Comunque ti immaginavo diversa. Non sei per nulla come ti aveva descritta Andrea. Sai, solitamente non vado agli incontri al buio, soprattutto se la descrizione parte con simpatica per questa volta mi sono voluto fidare, anche perch Andrea un amico e non mi farebbe mai la bastardata di presentarmi un cesso. Cosa che tu fortunatamente non sei; per adesso che ti vedo non direi che ti chiami Tania, non ti si addice proprio, direi che sei pi un tipo da
ROSSELLA: (lo interrompe riuscendo finalmente a infilarsi nello sproloquio) Rossella per esempio?!
NICCOL: eh! Non male, ti starebbe meglio
ROSSELLA: io mi chiamo Rossella!
NICCOL: in che senso?! Cos tipo il tuo secondo nome?
ROSSELLA: no, il primo
NICCOL: e Tania?! Quello il secondo?
ROSSELLA: no, non mi chiamo Tania
NICCOL: allora perch Andrea mi ha detto che ti chiami Tania?
ROSSELLA: chi Andrea?
NICCOL: Andrea! ma non sei Tania cosa, come fai di cognome?! vabb, Tania lamica di Andrea, quella di Milano?!
ROSSELLA: no. Rossella Rossi di Rossano
NICCOL: Rossella Rossi di Rossano?! (risatina compiaciuta)
ROSSELLA: (sospira) gi!
NICCOL: e Tania?
ROSSELLA: ma chi sta Tania?! Ma che ne so. Sei arrivato qui e hai cominciato a parlare a razzo senza neanche accorgerti che stavo cercando di dirti questo: Io non sono Tania. Hai sbagliato persona!
NICCOL: ma sei sicura?
ROSSELLA: vuoi vedere la carta didentit?!
NICCOL: s!
ROSSELLA: come s?!
NICCOL: e certo! Che ne so io se sei Tania e a prima vista non ti sono piaciuto!
ROSSELLA: senti coso! Vedi di andartene!
NICCOL: mi cacci via?
ROSSELLA: vattene!
NICCOL: per poi lo chiami tu Andrea e gli dici che mi hai mandato via
ROSSELLA: s, s, lo chiamo io!
NICCOL: vedi?! Hai detto che chiami Andrea: allora sei Tania!
ROSSELLA: mamma mia questo Lho detto per mandarti via! Te ne vai per cortesia o devo chiamare i carabinieri
NICCOL: no, tranquilla. Me ne vado! Ma prima un piccolo ragionamento, seguimi attentamente: avevo appuntamento alle diciannove, ora sono le diciannove e un quarto ma bene o male ci siamo. Dicevo: avevo appuntamento alle diciannove con una ragazza e qui ci sei solo tu, Tania, allingresso principale di Villa Ada. Quindi
ROSSELLA: villa che?
NICCOL: Villa Ada. Noi stiamo qui davanti allingresso principale di Villa Ada, mia cara Tania, sono le diciannove e un quarto e ci siamo solo noi. Come la mettiamo?
ROSSELLA: questa Villa Pamphili!
NICCOL: no, no! Questa Villa Ada!
ROSSELLA: mi dispiace distruggere le tue certezze ma questa Villa Pamphili!
NICCOL: s, come no! Adesso mi vuoi far credere che questa Villa Pamphili! Bel tentativo Tania, ma non attacca
ROSSELLA: attacca quello che ti pare, questa Villa Pamphili. Se leggi quel cartello sul cancello ci dovrebbe essere scritto
NICCOL: certo! (va a leggere il cartello. Torna agitato) Ma che Villa Pamphili?!
ROSSELLA: e no!
NICCOL: a Ross ma che stai a d?!
ROSSELLA: ma non ero Tania?!
NICCOL: perch non me lhai detto?
ROSSELLA: io te lho detto!
NICCOL: (tra se) e adesso che gli dico a quello?
ROSSELLA: ma quello chi?! Andrea? Semplice: gli dici che ti sei sbagliato!
NICCOL: ma che vuoi tu? Che centri tu? Ma porca di quella porca. Mannaggia a me. Mi tocca andare a Villa Ada adesso. (a Rossella) Qual Villa Ada?
ROSSELLA: ma che voglio io, ma che centro io e adesso mi chiedi informazioni? E no! Adesso ti arrangi. Ciao! (fa per andarsene)
NICCOL: che te ne vai?! Stavo scherzando prima! Ma non aspettavi qualcuno?
ROSSELLA: non sono cose che ti riguardano. Io vado dove mi pare e tu Villa Ada te la trovi da solo! Ciao! (esce)
NICCOL: (solo) ma io non lo so! La gente matta. Non c pi un briciolo di umanit verso il prossimo. Certe persone proprio non le capisco! ma dove sta Villa Ada? (esce)
CAMBIO SCENA
ROSSELLA: il mio primo ragazzo stato Dario. La storia pi lunga che ho avuto: durata la bellezza di tredici mesi. Tredici uhm Forse durata cos tanto proprio perch era la prima. Io ero carica di entusiasmo e speranza. Pensavo saremmo rimasti insieme per sempre, poi questo pensiero si affievolito fino a spegnersi. Come lui era il primo ragazzo per me, io ero la prima ragazza per lui. Non sapevamo bene come comportarci o cosa aspettarci da un rapporto di coppia. Mentre con alcune persone viene automatico comportarsi in un certo modo; quel comportamento naturale che ti fa stare bene con laltra persona senza bisogno di dire nulla. Tra di noi non era cos! Il nostro rapporto era un po macchinoso: non sapevo mai se una cosa la potevo fare, come avrebbe reagito se lavessi fatta, come comportarmi per una cosa che faceva lui e che a me dava fastidio. Sono sicura che anche lui pensasse le stesse cose; ma non ce lo siamo mai detto. In tredici mesi abbiamo percorso le stesse dinamiche di un rapporto di quindici anni. Alla fine non ce la facevamo pi. Fortunatamente ha prevalso il buon senso sulla speranza e ci siamo lasciati
CAMBIO SCENA. Stazione ferroviaria. Rumore di stazione in sottofondo, un annuncio: Il treno regionale 2185 delle ore 18 e 30 da Viterbo in arrivo al binario 7. Allontanarsi dalla linea gialla. Rossella alla biglietteria e parla con il controllore
ROSSELLA: s, ho capito che il treno partito da pi di tre ore, ma io sono ancora qui! Ho pagato per un servizio di cui non ho usufruito, non posso pagare solo, non so, una differenza?! No eh! Sicuro che non me lo pu cambiare? E va bene! Quanto costa? (entra Niccol, guarda il cartellone delle partenze, poi si avvicina alla biglietteria. Non vede Rossella) Come cinquantacinque euro?! Ma se lo avevo pagato trentotto! S, tariffa amica un cavolo! Amica di chi? Mia no di certo! S che lo faccio. Aspetti (prende il portafogli nella borsa, prende i soldi, guarda il bigliettaio) Mi mancherebbero dieci euro Vabb scusi, niente sconti. Ho capito. Stia calmo!
NICCOL: (si avvicina dopo aver sentito la conversazione) scusa se mi intrometto (Rossella si gira a guardarlo, lui la riconosce) Tania! ... Ehm cio, Rossella!
ROSSELLA: oddio no! Non possibile. Deve essere un incubo!
NICCOL: perch?
ROSSELLA: eh, perch!
NICCOL: involontariamente ho sentito che hai un problema. Posso aiutarti
ROSSELLA: no, guarda, non ti preoccupare
NICCOL: e perch? Ti mancano solo dieci euro! (prende i soldi)
ROSSELLA: s, ma meglio rimanere qui che avere un debito con te
NICCOL: lo so che laltra volta ti sono sembrato un po strano
ROSSELLA: ma giusto un pochino
NICCOL: solitamente per non sono cos
ROSSELLA: te lo auguro
NICCOL: sei in difficolt. Ti posso aiutare
ROSSELLA: grazie, ma non posso proprio accettare
NICCOL: invece devi. Senti, mettiamola cos: un giorno magari ci rincontreremo
ROSSELLA: (interrompendolo) speriamo di no!
NICCOL: ok, magari anche no. Ma se un giorno ci dovessimo incontrare di nuovo tu ricambierai il favore
ROSSELLA: senti coso, come ti chiami
NICCOL: Niccol
ROSSELLA: Nicol
NICCOL: (tagliente) Niccol!
ROSSELLA: (leggermente innervosita) Niccol! Grazie, ma non ce n bisogno
NICCOL: penso invece che ce ne sia bisogno
ROSSELLA: ma no!
NICCOL: e dai!
ROSSELLA: (titubante) sicuro?
NICCOL: lo fai sto biglietto o no?!
ROSSELLA: (prende i soldi da Niccol, poi i suoi e fa il biglietto. A Niccol) Grazie!
NICCOL: nulla
ROSSELLA: ti devo un favore
NICCOL: capita! Dove te ne vai?
ROSSELLA: torno a casa, in Calabria
NICCOL: ah, giusto! Rossella Rossi di Rossano! (risatina compiaciuta)
ROSSELLA: ti fa tanto ridere?
NICCOL: il suono delle parole che mi mette allegria. Se dico Niccol Fabrizi di Viterbo non ha lo stesso effetto!
ROSSELLA: pensavo fossi di Roma
NICCOL: sono di Roma! Per sono nato a Viterbo senti, una storia lunga e tu devi partire, magari te la racconto la prossima volta che ci incontriamo per caso, quando mi ridarai i dieci euro
ROSSELLA: ho detto qualcosa di male?
NICCOL: no. Solo che mi scoccia parlare di questa cosa
ROSSELLA: allora non fai prima a dire Niccol Fabrizi di Roma?
NICCOL: non ci avevo pensato credo che lo far!
ROSSELLA: bravo
Annuncio Il treno intercity 2387 delle ore 18 e 40 per Reggio Calabria in partenza al binario 12. Allontanarsi dalla linea gialla
ROSSELLA: (allarmata) il treno!
Rossella corre via, Niccol le corre dietro. Dopo un po Niccol rientra
NICCOL: (con il fiatone) lha preso! C riuscita! I treni mi ricordano la mia prima ragazza. Ci siamo conosciuti in treno al ritorno dal campo scuola. In cinque giorni a Vienna non ci siamo mai visti e mentre tornavamo a casa, in treno, ci siamo incontrati per caso e abbiamo parlato tutta la notte. stato fico. Non ho detto cazzate e mi sono comportato da persona normale. Quella notte non lho baciata; e per questo ci sono rimasto male. Nei giorni successivi la cercavo senza successo per i corridoi di scuola, fino a quando, il terzo giorno, sono riuscito a trovarla! Le ho chiesto il numero, lho chiamata e siamo usciti! Lho portata in via del corso, che ero convinto fosse via nazionale(forse per questo che mi chiamano il viterbese perch non ci ho mai capito niente di Roma), comunque: abbiamo passeggiato, abbiamo parlato e finalmente ci siamo baciati! S! durata un mese, pi o meno. Dopo il primo appuntamento ho cominciato a farle vedere tutti i miei comportamenti assurdi. Un mese e si era rotta le palle di me. Me lha giustificata con ho bisogno di stare sola, ma visto che il giorno che mi ha lasciato uscita con un altro non credo fosse la verit. (fa per uscire, poi torna) Ovvio che non era la verit! Il giorno stesso che mi ha mandato a cagare uscita con uno e ci si messa insieme. No che non era la verit! (esce)
CAMBIO SCENA
ROSSELLA: (entra, si sistema per uscire) la mia seconda storia pi lunga stata con Bruno: un musicista egocentrico il cui unico scopo nella vita sono le sue pose plastiche al pianoforte. Mangiare? Dormire? Sesso? No! Nulla pi gratificante per lui di quella sua manina alzata al di sopra della testa dopo aver suonato lultima nota di un pezzo. Con lui durata dodici mesi. Un anno tondo, tondo. Il giorno del nostro anniversario mi dice cos: Sono mortificato per non pu funzionare. Io gli chiedo perch! E lui: Non sento pi il brivido della musica (pausa) Brivido della musica?! Ho ascoltato tutti i giorni, per un anno, parlare di musica, sono venuta a tutti i concerti, a tutte le prove, quando avevi le paranoie di non farcela ti ho sostenuto e ora mi lasci con una scusa idiota? Ma piuttosto dimmi che ti sei rotto, no che non senti pi il brivido della musica! Ok, in questa storia la scema sono io: lo avevo capito da subito che era troppo preso da se stesso per pensare a me. Ma come al solito ho voluto dare fiducia a una persona che non la meritava! Ho fatto cos talmente tante volte che ormai la dovrei aver imparata la lezione; invece no! (esce)
CAMBIO SCENA. Pub, entra Niccol e si va a mettere seduto al tavolino. Mette sul tavolino un muffin, gli mette sopra una candelina che fa la canzoncina del buon compleanno, la accende. Guarda la candelina, inizia a canticchiare Tanti auguri a me, sempre pi forte, poi spegne la candelina. Entra Rossella con un grembiule da cameriera e un vassoio
ROSSELLA: questa la scena pi imbarazzante che ho visto da quando lavoro qui!
NICCOL: (imbarazzato) oh, no!
ROSSELLA: ciao!
NICCOL: tu lavori qui?!
ROSSELLA: no, il grembiule e il vassoio li porto sempre con me
NICCOL: ok. Posso spiegare
ROSSELLA: non fa nulla!
NICCOL: e invece fa differenza!
ROSSELLA: ah, prima che mi dimentichi: ti devo ridare i soldi
NICCOL: lascia stare!
ROSSELLA: no, no! Se aspetti un attimo qui te li porto (fa per andare)
NICCOL: oggi il mio compleanno
ROSSELLA: (si ferma, si gira) auguri!
NICCOL: grazie.
ROSSELLA: ti porto i soldi (prova nuovamente ad andare)
NICCOL: oggi il mio compleanno e destate non c mai nessuno; tutti gli anni lo passo da solo e non spengo mai le candeline. Questanno volevo spegnere le candeline ok, sono comunque solo, ma pensavo che mi sarei sentito meglio se almeno per una volta potevo stare seduto in un locale a spegnere una candelina!
ROSSELLA: ah!
NICCOL: ma non sono matto!
ROSSELLA: nessuno lo ha detto!
NICCOL: potresti pensarlo visto che ogni volta che ci incontriamo faccio cose assurde
ROSSELLA: laltra volta sei stato molto carino invece. (Niccol fa un mezzo sorriso. pausa) Ti porto qualcosa?
NICCOL: oh, s! Hai qualcosa di pronto che ho un po di fame?
ROSSELLA: faccio questo effetto?
NICCOL: un po
ROSSELLA: da bere?
NICCOL: avete chinotto?
ROSSELLA: ti piace il chinotto?
NICCOL: altrimenti non te lo avrei chiesto, ti pare?
ROSSELLA: lo so. solo che piace a talmente poche persone che boh. Sembra strano che qualcuno lo chieda
NICCOL: ma ce lo avete?!
ROSSELLA: ufficialmente no. Quando facciamo gli ordini prendo una cassa di lattine solo per me!
NICCOL: addirittura? Quindi per tuo privato consumo!
ROSSELLA: ovvio! Per per questa volta posso fare uneccezione
NICCOL: ora sono io in debito!
ROSSELLA: solo dopo che ti avr ridato i soldi! Sto arrivando! (esce)
NICCOL: (sorride) mi ricorda una mia ex un po particolare. Mi lasciava messaggi criptici tipo: Ci sono le verdure da cuocere in frigo. Che scritto cos pu sembrare che vanno cotte in frigo, ma a parte questo, per verdure lei intendeva pollo! Visto per che era vegetariana e le faceva impressione scrivere nella stessa frase pollo e cuocere, allora scriveva verdure!
ROSSELLA: (rientra con un bicchiere e una lattina di chinotto) che fai parli da solo?
NICCOL: un po
ROSSELLA: sei strano vero!
NICCOL: mi ha fatto ridere quello che hai detto
ROSSELLA: che ho detto?
NICCOL: sto arrivando! Mentre in realt stavi andando
ROSSELLA: va beh, uguale
NICCOL: no! Per il senso si capisce lo stesso
ROSSELLA: gi da me si usa cos. Ho chiesto in cucina, di pronto ci sono dei panini: prosciutto e mozzarella, tonno e pomodoro, bresaola e rughetta
NICCOL: va bene!
ROSSELLA: quale?
NICCOL: bresaola e rughetta!
ROSSELLA: ok. Tra un po arrivo! (gli fa un sorriso finto e esce)
NICCOL: (quando lei fuori) vedi che ha imparato! Si dice che sbagliando si impara si dice! Anche perch se una persona non riconosce di aver sbagliato non impara! Mi ha fatto un sorrisetto di sfida ma comunque ha detto tra un po arrivo e non sto arrivando
ROSSELLA: (rientra con il panino su un piatto in mano, si ferma a guardarlo) lo sai che fai paura?!
NICCOL: solo perch ho un bel rapporto con me stesso?
ROSSELLA: parlare da soli non vuol dire avere un bel rapporto con se stessi!
NICCOL: parli mai da sola?
ROSSELLA: tutti parlano da soli ogni tanto!
NICCOL: e perch io sono strano?
ROSSELLA: io non parlo da sola in un locale
NICCOL: vuoto! Chi mi sente?!
ROSSELLA: (si mette seduta al tavolo) gi!
NICCOL: ti siedi?
ROSSELLA: non si vede?
NICCOL: non ti dicono nulla se ti siedi con un cliente?
ROSSELLA: non se il locale vuoto!
NICCOL: oh! (pausa) Stanca?
ROSSELLA: annoiata. Quando non c nessuno mi annoio
NICCOL: tanto che lavori qui?
ROSSELLA: pi o meno tre anni
NICCOL: a s?! Non ti avevo mai vista
ROSSELLA: non sei mai venuto il marted e il gioved!
NICCOL: no infatti
ROSSELLA: giustamente uno che ci va a fare al pub il marted e il gioved?!
NICCOL: quindi tu nella vita fai la cameriera?
ROSSELLA: (lo fulmina con lo sguardo) s. un lavoro dignitoso, non rubo da mangiare a nessuno. incredibile come tu venga qui a giudicare il mio lavoro, che tra laltro faccio anche bene. Servo ai tavoli, non sono una serva!
NICCOL: e quello scemo sono io?! Non volevo offendere. Era una constatazione. Stai qui, hai il grembiule: lavori qui, fai la cameriera. Lavoro onestissimo, non c nulla di male
ROSSELLA: da come lo hai detto sembrava: oh, poverina fa la cameriera. troppo stupida per poter aspirare ad altro! Io mi stavo per laureare in veterinaria, solo che il mio relatore passato a miglior vita poco prima della sessione di laurea, ho trovato un nuovo relatore che per ha voluto che cambiassi la tesi che ovviamente non sono riuscita a preparare in tempo e devo aspettare la prossima sessione. Oltre a questo la buonanima del mio primo relatore, una volta laureata, mi avrebbe presa a lavorare con lui, cosa che evidentemente non pi possibile. Quindi io che questanno volevo mandare a quel paese il mondo dei pub non ho potuto! Sarei tanto curiosa di sapere che lavoro fai tu che ti senti tanto sto cazzo!
NICCOL: calmina eh! (Rossella sbuffa) Io faccio listruttore di nuoto
ROSSELLA: istruttore di nuoto?
NICCOL: s!
ROSSELLA: non sembra proprio
NICCOL: ce lo devo avere scritto in fronte?
ROSSELLA: sei la persona pi rincoglionita che abbia mai incontrato! (Niccol la guarda male, le si riprende) Beh, devi ammettere che non sei proprio come dire: non ti affiderei un compito cos importante! Come fai a fare listruttore di nuoto?
NICCOL: quando sono in piscina diverso
ROSSELLA: lodore del cloro ti fa diventare normale?
NICCOL: magari fosse cos. Quando ho iniziato a fare questo lavoro ho commesso un grosso errore e ho deciso che non doveva succedere pi!
ROSSELLA: un grosso errore?
NICCOL: gi
ROSSELLA: tipo?
NICCOL: non ne ho mai parlato a nessuno, quindi preferirei
ROSSELLA: (lo interrompe) ti ho parlato di tutta la mia frustrazione, mi devi qualcosa in cambio!
NICCOL: a s? Funziona cos?
ROSSELLA: mio il posto di lavoro, mie le regole
NICCOL: che fregatura!
ROSSELLA: avanti, parla!
NICCOL: ok Avevo diciannove anni, brevetto da istruttore preso da qualche mese e la convinzione di poter insegnare a nuotare a chiunque: un ragazzino presuntuoso come se ne vedono tanti in giro. Un giorno arriva il capo vasca e mi chiede se me la sentivo di fare delle lezioni private con due gemelline di quattro anni, mezzora a testa. Io senza neanche pensare ho detto s. Per dieci settimane, una volta a settimana, avrei dovuto fare lezione alle gemelline. Arrivo in vasca il primo giorno, appena vedo la madre mi avvicino sorridendo, la saluto, mi presento e lei mi dice i nomi delle figlie. Dal passeggino prendo in braccio la prima, Teresa, e vedo la testa cadere da un lato, cos(le fa vedere), ma non dico nulla. La porto in acqua, lei non si muove, non parla, non fa un rumore. Comincio a muoverle le braccia, le gambe, le faccio dei massaggi ai piedi, alle mani, al collo, senza la minima reazione da parte sua. La porto avanti e indietro per la vasca continuando a muoverla: dopo mezzora sono distrutto. La riporto alla madre, prendo laltra, Beatrice, la testa come la sorellina. La porto in acqua e faccio le stesse cose che ho gi fatto per mezzora. Alla fine dellora sono finito, neanche uno schiacciasassi mi avrebbe ridotto cos. La sera, finite le lezioni regolari vado dal capo vasca e gli dico che mi sono sbagliato, che non ce la faccio. Lui mi fa Ormai hai accettato. Le lezioni le devi fare tu!
ROSSELLA: brutta storia
NICCOL: non finita. E non c neanche il lieto fine
ROSSELLA: scusa. Vai avanti
NICCOL: la volta dopo stessa cosa: mezzora con Teresa e mezzora con Beatrice. A fine lezione ero devastato. Non sapevo come andare avanti, altre otto settimane cos non sarei riuscito a reggerle. La terza lezione inizia come sempre: prendo Teresa, la porto in acqua e comincio a fare tutta una serie di manovre. Poi inizio la mezzora con Beatrice, sono stanchissimo, mi viene da piangere. Dopo un po che siamo in acqua la tiro su, la guardo negli occhi e le dico Ma che tho fatto? Non mica colpa mia se stai cos. Che vuoi da me? Non ci fu risposta. Niente! Avevo sbagliato una cosa, una cosa fondamentale: non avevo fatto una verifica iniziale. Loro non volevano nulla da me, ero io che pretendevo qualcosa da loro. Ho sdraiato la bambina sullacqua e lho portata a spasso per la piscina cullandola e raccontandole gli affari miei. Le restanti lezioni le abbiamo passate cos: io parlavo e loro ascoltavano
ROSSELLA: sei stato molto dolce
NICCOL: un ragazzino stupido, ecco quello che sono stato Scusa. che non lo avevo mai raccontato a nessuno, me ne sono sempre vergognato
ROSSELLA: non devi. Gli errori ci aiutano a crescere se sappiamo riconoscerli e tu lo hai chiaramente riconosciuto. Grazie per esserti aperto con me
NICCOL: mi hai sentito prima?
ROSSELLA: prima quando?
NICCOL: quando parlavo da solo ho detto praticamente la stessa cosa che hai detto tu ora. Bisogna saper riconoscere gli errori
ROSSELLA: s?! Beh, io la penso cos!
La luce sfuma. BUIO. CAMBIO SCENA. Allaccensione della luce in scena c Niccol
NICCOL: Lamore un po come il cibo. Un piatto di pasta, un arrosto, un dolce dipende da quello che preferisci di pi. Per per riuscire bene la ricetta deve avere tutti gli ingredienti giusti. Potrebbe venire troppo salato, sciapo, troppo cotto, crudo invece deve essere saporito al punto giusto. La mia seconda ragazza stata un piatto pieno di pepe. Ma pepe e basta! Odiava tutte le persone che avevano a che fare con linsegnamento e tutti quelli di Viterbo! In teoria nella la categoria Viterbo non ero contemplato ma in pratica s! Me lo chiedevo allora e me lo chiedo tuttora: Perch con me? Ci ho sbattuto la testa(senza risolvere nulla) per un anno. Solo dopo averla sentita ripetere per la milionesima volta che secondo lei tutti gli insegnanti, di qualsiasi tipo, sono dei dementi e che i viterbesi sono delle capre, la mia bocca non ha saputo trattenere un pensiero che da tempo era sul precipizio delle mie labbra. Allora lei tutta allarmata mi domanda: Mi stai mandando affanculo? Io rifletto su quella domanda e mi rendo conto di cosa ho detto. S. Vaffanculo!
CAMBIO SCENA. Appartamento di Niccol, divano e televisore con playstation. Suonano il campanello, Niccol va alla porta.
NICCOL: chi ?
ROSSELLA: (da fuori) io
NICCOL: io chi?
ROSSELLA: (da fuori) Rossella! (Niccol apre, Rossella entra con una valigia in mano) Ciao!
NICCOL: ciao. Che ci fai qui? (vede la valigia) Cos quella valigia?
ROSSELLA: ho assolutamente bisogno di un consiglio per questa sera!
NICCOL: assolutamente?
ROSSELLA: sei amico mio o no?
NICCOL: beh abbiamo cenato, visto film e sparlato insieme S, siamo amici!
ROSSELLA: bene!
NICCOL: (indicando la valigia) e quella fa parte dellassolutamente?
ROSSELLA: altrimenti non lavrei portata qui!
NICCOL: pensavo ti volessi trasferire da me
ROSSELLA: hai posto?
NICCOL: no! Il pastore sardo e il folletto delle montagne per il momento non se ne vanno
ROSSELLA: se conosci qualcuno abbastanza normale che affitta una camera fammi sapere
NICCOL: abbastanza normale? Allora perch hai chiesto se c posto qui? Ti ricordi come ci siamo conosciuti?!
ROSSELLA: s, ma ormai mi sono abituata a te!
NICCOL: grazie! Che c nella valigia?
ROSSELLA: vestiti! Non so bene cosa mettermi, la prima volta che esco con questo tipo e vorrei fargli una buona impressione
NICCOL: vestiti come ti piace, qualcosa che senti comodo. Vuoi fare una buona impressione? Devi semplicemente essere te stessa
ROSSELLA: Nicco!
NICCOL: eh!
ROSSELLA: lo sai anche tu che una cazzata! solo una frase da film che nella realt non ha nessun valore. Se al primo appuntamento fai subito vedere i difetti, allora non ce ne sar un secondo!
NICCOL: preferisci fargli credere di essere unaltra persona cos se nasce qualcosa un giorno potr rinfacciarti che una volta eri diversa?
ROSSELLA: sai che non succeder, le mie storie vanno sempre a finire male
NICCOL: certo che se tu parti con questo entusiasmo non ti puoi aspettare chiss cosa!
ROSSELLA: ma infatti io non mi aspetto proprio nulla!
NICCOL: non ti capisco
ROSSELLA: ci sono molte cose che non si capiscono, come per esempio il fatto che tu hai preso in affitto una stanza in un appartamento nella stessa citt in cui vive la tua famiglia!
NICCOL: e questo cosa centra?
ROSSELLA: nulla, ma un po che me lo chiedo. Eri tanto ansioso di trovare i coinquilini perfetti che hai trovato: il pastore sardo e il folletto delle montagne?
NICCOL: se li conoscessi non li troveresti cos male
ROSSELLA: tu non ne hai mai parlato bene per
NICCOL: diverso, io ci abito!
ROSSELLA: s, ma perch?
NICCOL: voglio la mia indipendenza, sono pi vicino alla piscina e poi non sopporto la mia famiglia!
ROSSELLA: meglio sopportare quei due che la tua famiglia? Se comunque hai qualcuno da sopportare tanto vale che siano tuoi parenti. Oltretutto non dovresti pagare laffitto
NICCOL: la convenienza economica non basta! E poi scusa non eri venuta per farmi vedere i vestiti? Fammi vedere i vestiti!
ROSSELLA: ok, lasciamo perdere. (prende la valigia, la apre e tira fuori qualche vestito) Allora, parto dal mio preferito, intendo preferito per questa sera non in assoluto, credo sia adatto alla serata, lunica cosa che non mi convince sono le scarpe che potrei abbinare
NICCOL: dove andate questa sera?
ROSSELLA: bowling
NICCOL: hum carino come approccio
ROSSELLA: tu cosa avresti fatto? Ristorante esotico e passeggiata romantica al Gianicolo?
NICCOL: niente male come idea!
ROSSELLA: Matteo pi originale, non mi sembra una persona che fa caso alle cose convenzionali e infatti andiamo al bowling
NICCOL: e infatti talmente anticonvenzionale che ti stai facendo troppi problemi. Se veramente cos aperto perch tutte queste paranoie? E soprattutto se andate al bowling perch una valigia piena di vestitini, carinissimi per carit, ma per nulla adatti? Secondo me ci dovresti andare cos come sei vestita
ROSSELLA: cos?! Stai scherzando!
NICCOL: per niente!
ROSSELLA: ad un primo appuntamento non mi posso presentare cos!
NICCOL: mi hai chiesto un consiglio? Io te lho dato! (va a prendere un joystick e poi si siede al divano)
ROSSELLA: cos?! Basta?
NICCOL: basta cosa?
ROSSELLA: tutto qui il tuo consiglio?
NICCOL: s! vuoi giocare? Magari ti rilassi un po
ROSSELLA: (pausa. Un po titubante) Che gioco ?
NICCOL: need for speed!
ROSSELLA: sarebbe?
NICCOL: macchine!
ROSSELLA: ok!
NICCOL: (prende il secondo joystick e lo da a Rossella) ok, facciamo una cosa facile s, questo pu andare (a Rossella) Attenta che parte subito
ROSSELLA: cosa devo premere?
NICCOL: con la x acceleri, con il cerchio freni, con il quadrato fai freno a mano, con il triangolo cambi la visuale
ROSSELLA: tutte queste cose?
NICCOL: tu usa solo acceleratore e freno
ROSSELLA: e quali sono?
NICCOL: te lho detto adesso
ROSSELLA: non mi ricordo
NICCOL: x acceleratore, cerchio freno!
ROSSELLA: ok ci provo
NICCOL: vado?
ROSSELLA: vai!
NICCOL: (avvia il gioco, si sentono i rumori dal televisore. Comincia la gara. Dopo un po guarda come gioca Rossella) guarda che non devi muovere il joystick, non un volante
ROSSELLA: intanto sto vincendo!
NICCOL: a s? Adesso vediamo
ROSSELLA: che fai? Oh, non vale
NICCOL: certo che vale
ROSSELLA: non mi avevi detto che cerano le scorciatoie
NICCOL: tu non me lo hai chiesto
ROSSELLA: truffatore
NICCOL: rosicona
ROSSELLA: e tu sei stupido!
NICCOL: per sto vincendo!
ROSSELLA: (gli toglie il joystick dalle mani) prova a vincere cos!
NICCOL: ma no! Dammelo! (le salta addosso per riprendere il joystick) Lho detto che sei una rosicona!
ROSSELLA: e io lho detto che sei stupido!
NICCOL: me lo vuoi ridare?!
Continuano la lotta fino a che non si ritrovano faccia a faccia, vicinissimi. Si guardano uno negli occhi dellaltra. Squilla il telefono di Rossella, si allontanano un po imbarazzati
ROSSELLA: devo rispondere
NICCOL: s
ROSSELLA: (risponde) pronto? Gi sei qui?! Ma no! Giusto mezzora in anticipo S che sono pronta! Ok, scendo (chiude la telefonata)
NICCOL: lui?
ROSSELLA: s
NICCOL: gli hai dato lindirizzo di casa mia?
ROSSELLA: certo! Non avrei mai fatto in tempo a tornare a casa La valigia te la posso lasciare o ti da fastidio?
NICCOL: no, lasciala
ROSSELLA: domani te la tolgo dalle scatole
NICCOL: ok!
ROSSELLA: sicuro che vado bene cos?
NICCOL: stai benissimo!
ROSSELLA: grazie. Ciao Nicco!
NICCOL: ciao!
Rossella esce. Niccol rimane solo. Prende il joystick, sta per cominciare a giocare, poi si ferma
NICCOL: stavo vincendo!
BUIO. CAMBIO SCENA. La luce si alza lentamente, entra Rossella
ROSSELLA: mi piacciono gli animali perch il genere umano fa anche un po schifo! Se ho scelto questa professione ovvio che mi piacciano gli animali altrimenti come farei a curarli considerando che a volte gli devi mettere le dita nel culo per misurare la temperatura?! Con loro si pu fare non sono maliziosi, prova a misurare la temperatura cos a una persona e vedi che succede! E poi con gli animali tutto pi facile, non ci sono tutte quelle elucubrazioni mentali che devi avere con gli uomini gli uomini in quanto esseri umani e gli uomini in quanto uomini! Per esempio con un cane diverso: gli fai una coccola, un grattino, lanci la palla ogni tanto e lui felice cos! In cambio ottieni tutto quello che vuoi da lui: sentirti importante! Con molte persone non riesci ad avere questo tipo di rapporto; sei unappendice della loro troppo importante vita. Ne ho incontrate tante di persone cos: conoscenti, amici, frequentanti, fidanzati amiche! S, perch lo fanno sia uomini che donne Ho sempre avuto lo spirito della crocerossina degli animali: da piccola casa mia era una specie di ambulatorio veterinario di tutte le bestiole della piazzetta. Andando avanti nel corso degli anni, vedendo la differenza tra uomo e animale, la scelta della facolt universitaria stata inevitabile. Non importa quante difficolt incontrer ancora, non importa quanti ostacoli avr davanti, non importa se la laurea solo linizio delle mie fatiche. Ho fatto una scelta e la porter fino in fondo: far la veterinaria!
La luce si spegne su Rossella e si accende su Niccol
NICCOL: mio padre era un super fanatico del surf. Nellestate dei miei quindici anni decise che era stanco delle onde del mediterraneo e che era pronto per affrontare un posto pericoloso: Mavericks, in California. Un posto dove le onde possono arrivare addirittura a venticinque metri, un posto dove hanno perso la vita surfisti di grande esperienza come Mark Foo! Che non so chi fosse ma cos mi hanno detto. Io ci andai solo per non rimanere tutta lestate a Roma. Quando arrivammo la spiaggia non mi sembr cos particolare, ma mio padre era eccitatissimo, sembrava lui il ragazzino. Prese la tavola e si butt subito in acqua, io mi misi a mollo vicino a riva giusto per non fare la salamandra al sole. Unora dopo mio padre era alle prese con lennesima onda, una un po grossa per lui. Non fece in tempo a mettersi in piedi sulla tavola e cadde nella pancia dellonda. Non veniva pi su. Un ragazzo vicino a me che aveva visto la scena si butt, arriv al punto dovera mio padre senza che lui fosse ancora riemerso, and gi. Pass uneternit prima che riuscissi a vederlo di nuovo. Riusc a prendere mio padre, lo port a riva e solo dopo croll sulla sabbia. Li portarono in ospedale: mio padre era spaventato, aveva bevuto parecchio, ma stava bene; il ragazzo mor pero lo sforzo Si chiamava Nathan, era un guarda spiaggia appassionato di surf, quel giorno era fuori servizio. Lanno dopo, appena ho avuto let per frequentare il corso da assistente bagnanti, lho fatto. cos che ho cominciato a lavorare prima in spiaggia poi in piscina
Rossella fa un numero di telefono. Squilla il telefono di Niccol, entra in scena, prende il telefono vicino al televisore, risponde.
NICCOL: pronto?
ROSSELLA: (entrando in scena) come pronto? Hai cancellato il mio numero?
NICCOL: ho risposto senza guardare
ROSSELLA: che fai?
NICCOL: nulla. Tra un po devo andare in piscina
ROSSELLA: tu non lavori il sabato pomeriggio!
NICCOL: faccio una sostituzione, tre ore di lezione con i piccolini. Lo sai che vuol dire?
ROSSELLA: tre ore in acqua?!
NICCOL: gi
ROSSELLA: auguri!
NICCOL: grazie. Che mi dovevi dire?
ROSSELLA: volevo un consiglio
NICCOL: di che genere?
ROSSELLA: su Matteo
NICCOL: lascialo!
ROSSELLA: ma
NICCOL: vi state rincorrendo da sei mesi e non siete mai stati effettivamente insieme. Capisco lanticonformismo ma cos esagera! dolce e simpatico fino a che non sparisce per giorni interi e riappare come se nulla fosse. evidente che non affidabile e secondo me anche un po spostato di cervello
ROSSELLA: mi ha chiesto di andare a vivere con lui cos possiamo passare pi tempo insieme
NICCOL: oh! Ottimo no?!
ROSSELLA: e quello che hai appena detto sullaffidabilit?
NICCOL: lascia perdere. Laffidabilit un mito, una storia che si racconta ai bambini prima di andare a dormire
ROSSELLA: tipo il principe azzurro?
NICCOL: esatto!
ROSSELLA: sei incoraggiante
NICCOL: senti: tu lo sai che non lo sopporto Matteo. Da quando me lhai presentato ho avuto un senso di rigetto
ROSSELLA: addirittura?
NICCOL: forse aiutava il fatto che avevo mangiato pesante, comunque avevo un conato di vomito
ROSSELLA: Nicco chi se ne frega dei tuoi conati. Ti ho chiamato perch non so a chi altro chiedere
NICCOL: (sospira) penso che dovresti volerti pi bene. Puoi anche provare le brezza di questa convivenza ma ti far solo del male
ROSSELLA: grazie. Ci sentiamo pi tardi (chiude la chiamata)
Rossella esce, si spegne la luce che era su di lei. Niccol rimane solo in scena
NICCOL: solo una volta nella mia vita ho rifiutato una ragazza, solitamente ero io a essere rifiutato. Era il capodanno di qualche anno fa, pochi giorni prima mi ero sentito con amici che non vedevo da un po; mi dicono che non sanno dove fare la festa perch allultimo chi doveva mettere casa gli ha dato la sola la festa si fa a casa mia! C chi porta lenticchie, chi cotechino, chi vino, birra, grappa, vodka, rum tanti, ma proprio tanti alcolici. Infatti prima di mezzanotte cinque persone avevano gi vomitato! Anche io avevo esagerato ma conservavo ancora una dignit. Si avvicina una (non mi ricordo come si chiamava) e comincia a provarci, ma non a provarci tipo Ciao come stai? ci provava pesantemente! Io, preso dalleuforia di quellesperienza del tutto nuova per me e soprattutto dallalcool, ho ceduto con facilit. Mi sono fatto trascinare in camera mia e solo dopo, quando lei era attorcigliata a me come un serpente su una mangusta, mi sono reso conto di cosa stesse succedendo. Lo so, dare la colpa di queste cose allalcool una cosa poco elegante, ma di elegante quella sera non cerano neanche i vestiti. Nei giorni che seguirono ricevetti diverse chiamate dalla tipa in questione, io risposi sempre con molta cortesia, ma non avevo intenzione di ripetere lesperienza Forse con la stessa quantit di alcool in corpo s Comunque io rifiutai gentilmente le varie proposte fino a che lei non saccorge che cerco di evitarla e allora dice: Sei proprio uno stronzo! E Marco pure amico tuo! Chi Marco? Ma che questa era pure fidanzata? E sarei io lo stronzo? Glielo dovrei proprio dire a Marco che bellamico che ha! Ma che vuole questa? Minaccia? Eh no! Le minacce no! Lo sai che c?! le dico che glielo dovresti proprio dire a Marco! Anzi, dammi il numero che lo chiamo io! Oh! Ha attaccato e non lho pi sentita! (esce trionfante)
La luce si abbassa, CAMBIO SCENA, notte. Rossella entra, accende la playstation e si mette a giocare, si sentono molto forte i rumori del gioco.
NICCOL: (entra svegliato dai rumori) ma giochi a questora?
ROSSELLA: non riuscivo a dormire
NICCOL: almeno abbassa il volume
ROSSELLA: (senza staccare mei gli occhi dal televisore) sono arrivata al livello finale. Devo sconfiggere il capobanda pi forte in una sfida allultimo sangue!
NICCOL: ho creato un mostro!
ROSSELLA: no! No, no! (urla) E no! (butta il joystick sul divano) Ma guarda tu se possibile?! la quarta volta che mi butta fuori strada (a Niccol) oh, scusa. Vi ho svegliati?
NICCOL: solo me! Il pastore sardo dorme con i tappi e il folletto delle montagne non rientrato
ROSSELLA: scusa
NICCOL: (indicando il televisore) non ci riprovi?
ROSSELLA: no, non vorrei fare altro rumore
NICCOL: ormai sono sveglio
ROSSELLA: scusa
NICCOL: s, ho capito, basta Prima non me lhai detto e io non ho chiesto perch non pensavo fosse il momento, per adesso vorrei sapere
ROSSELLA: ho litigato con Matteo!
NICCOL: questo lo immaginavo. Cosa successo?
ROSSELLA: avevi ragione tu. La convivenza con lui una catastrofe. Va male da sempre, anche prima che cominciasse
NICCOL: mi dispiace
ROSSELLA: tu lo sapevi, perch non mi hai avvertita?
NICCOL: veramente lho fatto
ROSSELLA: dovevi farlo meglio! Per dirne una: verso lora di pranzo sono a casa che preparo convinta che lui torni per una certa ora, ma non mai quella. O torna troppo presto e non pronto nulla o torna troppo tardi ed tutto freddo. E ci sono anche volte in cui non torna senza avvertire
NICCOL: in alcuni lavori purtroppo gli orari non sono chiari
ROSSELLA: ha un negozio di animali, li decide lui gli orari!
NICCOL: eh appunto
ROSSELLA: oppure quando siamo in un locale con amici come se non esistessi, solo quando torniamo a casa si ricorda che ci sono
NICCOL: purtroppo questo successo anche a me
ROSSELLA: e Marzia come ha reagito?
NICCOL: no, non con Marzia. Dico solo che successo! Insomma, lo sai come sono
ROSSELLA: s, lo so! Per Matteo non sembrava cos! Almeno non nella convivenza. Prima di andare a vivere insieme era una mina vagante, per appena ci siamo trasferiti era diverso, tranquillo, affidabile Sono una stupida, mi sono fatta fregare per lennesima volta. Pi mi dico che non succeder di nuovo, che la prossima volta sar cauta, che la devo smettere con questi personaggi assurdi e meno ci riesco!
NICCOL: mi dispiace
ROSSELLA: no, a me dispiace. Ti sono piombata in casa e senza dirti nulla sono rimasta a dormire qui Oddio, dormire
NICCOL: gi
ROSSELLA: poi magari Marzia pensa male
NICCOL: ma no, ti conosce! E poi sei amica mia da prima che incontrassi lei
ROSSELLA: e questo che vuol dire?
NICCOL: niente. Sembrava una cosa sensata
ROSSELLA: potrebbe essere gelosa proprio perch ci conosciamo da pi tempo
NICCOL: no. Non credo
ROSSELLA: non era lei quella gelosa dei film porno nascosti nel tuo armadio?
NICCOL: quello un altro discorso
ROSSELLA: dici?
NICCOL: preferisco farmi una litigata con lei piuttosto che lasciarti per strada ok?
ROSSELLA: (sorride) grazie!
Pausa. Niccol distoglie lo sguardo, poi guarda il televisore
NICCOL: (si siede sul divano, prende il joystick) lo sai perch perdi sempre a questo punto?! Perch rimani allesterno della curva
ROSSELLA: s?!
NICCOL: s! In quel punto ti devi trovare allinterno, altrimenti lui che infame ti butta fuori strada e non riesci pi a raggiungerlo
Mentre parlano la luce sfuma lentamente fino al BUIO. CAMBIO SCENA. Allaccensione della luce Rossella e Niccol sono sui lati opposti del palco. Sono in due luoghi diversi
ROSSELLA: Marzia non la sopporto!
NICCOL: Matteo mi sta sul cazzo!
ROSSELLA: ha troppe tette
NICCOL: ha troppi muscoli
ROSSELLA: ha sempre le mani gelate: come fa a toccarla?
NICCOL: troppo alto: come fa a baciarlo?
Rossella/NICCOL: non che mi interessi
ROSSELLA: lo dico per loro
NICCOL: da amico
ROSSELLA: e poi litigano sempre
NICCOL: non hanno nulla in comune
ROSSELLA: lei non sa nuotare!
NICCOL: lui odia gli animali! (ci pensa) E ha un negozio di animali
ROSSELLA: io ho unaltra idea dei rapporto di coppia
NICCOL: credo che dovrebbe andare diversamente
ROSSELLA: due persone per stare insieme hanno bisogno di una certa
NICCOL: sintonia! Essere complementari, finire luno le frasi
ROSSELLA: dellaltra! Ma loro non sono cos
NICCOL: per niente!
Rossella/NICCOL: No! Non stanno bene insieme!
CAMBIO SCENA. La luce si affievolisce, si spegne su Niccol, Rossella rimane sola in scena. Urla. Comincia rivoltare tutto alla ricerca di qualcosa. Suonano alla porta, Rossella va ad aprire
ROSSELLA: (molto agitata. Voce f. c.) meno male che sei qui!
NICCOL: (voce f. c.) tutto bene?
ROSSELLA: (entrando) entra. Scusa se ti ho fatto una scenata al telefono
NICCOL: (entra, guardandosi intorno) ma qui che successo?
ROSSELLA: non la trovo, non la trovo da nessuna parte
NICCOL: cosa non trovi?
ROSSELLA: te lho detto: la tesi!
NICCOL: no che non me lo hai detto! Al telefono hai farfugliato cose incomprensibili. Io sono venuto di corsa perch avevo capito che cera qualcosa che non andava
ROSSELLA: magari fosse qualcosa che non va! qualcosa che non si trova!
NICCOL: la tesi?
ROSSELLA: la tesi!
NICCOL: come hai fatto a perdere una tesi?
ROSSELLA: si fritto il computer
NICCOL: non avevi fatto delle copie?
ROSSELLA: non le trovo!
NICCOL: e non avevi stampato nulla?
ROSSELLA: s, ma che ne so dove lho messa. Potrebbe anche essersele portate via Matteo per quel che ne so
NICCOL: perch avrebbe dovuto?
ROSSELLA: quando ha traslocato ha preso cose alla rinfusa. Mi ha lasciato una marea di cose sue e si portato via le mie
NICCOL: (riferito a Matteo) questo non normale. Lo chiamo?
ROSSELLA: no, non lo voglio pi sentire
NICCOL: ma lo chiamo io!
ROSSELLA: meglio di no!
NICCOL: e che fai te la riscrivi da zero?
ROSSELLA: non lo so
NICCOL: quando la devi consegnare?
ROSSELLA: in settimana
NICCOL: hum! Siamo un po stretti con i tempi
ROSSELLA: se neanche a questa sessione riesco a laurearmi mi sparo
NICCOL: ce lhai la pistola?
ROSSELLA: la trovo!
NICCOL: ti aiuto a cercare (si inginocchia e comincia a rovistare tra le carte)
ROSSELLA: lascia stare, tanto inutile
NICCOL: non voglio che ti spari. Poi con chi parlo?!
ROSSELLA: mi aiuti solo per parlare con qualcuno?
NICCOL: mica con una persona qualsiasi, con te che sei lunica che mi capisce e sopporta. Mi sembra un buon motivo! (guarda a terra tra i fogli) Lo sai che c?! Tu continua a cercare qui, io mi porto via il computer, ho un amico smanettone che forse riesce a recuperare qualcosa
ROSSELLA: grazie
Niccol si avvicina per darle un bacio sulla guancia, per sbaglio si baciano in bocca. Si guardano imbarazzati
NICCOL: allora io prendo il computer e vado (esce a marcia in dietro con lo sguardo basso in direzione di Rossella)
ROSSELLA: (sola) che figura di merda! Adesso magari pensa che lho fatto apposta, che sono una di quelle che appena si lascia con il ragazzo stronzo va a cercare rifugio tra le braccia del migliore amico per non mi ha abbracciata. stato solo un bacio di sfuggita, uno sbaglio. Neanche si pu chiamare bacio quello! uscito evidentemente imbarazzato per Devo chiamarlo! Ma no, che lo chiamo subito? Devo aspettare! Possibile che una cosa cos piccola crei cos tanti danni? O forse no?! Oddio non ci sto capendo nulla (esce)
NICCOL: (entra, al telefono) Marzia vuoi calmarti?! Sono cose che succedono, incidenti No, non incidenti di percorso, non ci sono mica andato a letto Non ho detto che voglio andarci a letto! Sono sincero! Avrei potuto stare zitto e non dirti nulla, invece ti ho chiamata subito! Non ti sembra di esagerare? S che sei la mia ragazza, ma non puoi chiedermi di scegliere, lei mia amica! S che ci tengo a te! Ma Ok, ok basta! Ho capito! (chiude la telefonata) Perch cazzo, perch? Rovino sempre tutto
Niccol prende il joystick e si mette seduto sul divano a giocare, rumori del gioco. Squilla il telefono, parte la segreteria con la voce di Niccol Risponde la segreteria telefonica di casa nostra, lasciate un messaggio, si sente il segnale acustico
ROSSELLA: Ciao Nicco! Sono un po di giorni che provo a chiamarti sul cellulare senza risultato cos ho provato a casa ma non ci sei, non sono fortunata. Grazie per la tesi, se non ci fossi stato tu non ce lavrei fatta vedi?! Almeno non mi sono sparata e hai ancora qualcuno con cui parlare! (ride) S insomma se ti va. Comunque volevo solo dirti grazie. Ciao! (chiude la telefonata. Si abbassa la luce su di lei)
NICCOL: prego!
ROSSELLA: (si alza la luce su di lei, segnale acustico) ti ricordi che domani mi laureo vero? Spero di vederti! (si abbassa la luce su Rossella)
NICCOL: in bocca al lupo!
ROSSELLA: (si alza la luce su di lei, segnale acustico) credevo saresti venuto Comunque andata! 110! Senza lode, ma va bene lo stesso. Faccio una cena a casa mia questa sera. Se vuoi passare ci vediamo dopo? Ciao (si abbassa la luce su Rossella)
NICCOL: ciao
ROSSELLA: (si alza la luce su di lei, segnale acustico) hei! Non sei venuto neanche alla cena Ma sei morto? No, perch se sei morto meglio che lo dici visto che ti sto continuando a lasciare messaggi in segreteria. Neanche i tuoi coinquilini ci sono mai Siete morti tutti e tre? Magari mando un controllo a casa tua, cos per stare tranquilla
NICCOL: (prende il telefono) no, non farlo!
ROSSELLA: allora ci sei!
NICCOL: non mandare un controllo, stiamo tutti bene
ROSSELLA: allora perch non rispondi?
NICCOL: una storia lunga
ROSSELLA: vengo da te e me la racconti?!
NICCOL: preferirei di no!
ROSSELLA: che significa?
NICCOL: senti: nella vita si fanno delle scelte e io ne ho dovuta fare una molto dura in questo momento ok?
ROSSELLA: continuo a non capire
NICCOL: non ci possiamo pi vedere
ROSSELLA: come non ci possiamo e il motivo?
NICCOL: non te lo posso dire
ROSSELLA: tu me lo devi dire
NICCOL: gi tanto che ti ho risposto al telefono Scusami, non per te, per me. Le cose a volte non vanno come vorremmo e questo uno di quei casi. Mi dispiace (chiude la telefonata ma continua a guardare il telefono)
Si abbassa la luce. CAMBIO SCENA. Rumori di metropolitana. Rossella in attesa sulla banchina. Entra Niccol con un giornale in mano e la borsa da piscina a tracolla, si posiziona vicino a Rossella, lei lo vede. Quando lui si accorge di lei cerca di nascondersi dietro al giornale
ROSSELLA: inutile che ti nascondi: ti ho visto!
NICCOL: (camuffando la voce) visto cosa?
ROSSELLA: (gli abbassa il giornale) uno stupido dietro un giornale.
NICCOL: e va bene. Ciao
ROSSELLA: ok, mi sono sbagliata!
NICCOL: no, hai visto bene
ROSSELLA: questo s. Ho sbagliato su unaltra cosa. Allinizio ero convinta che non mi parlassi e non volessi pi vedermi per quello che successo tra di noi
NICCOL: non successo nulla!
ROSSELLA: poi mi arrivata voce che il motivo era Marzia
NICCOL: beh, questo
ROSSELLA: ma un paio di mesi fa ho incontrato il folletto delle montagne, che a proposito veramente basso, io lo avevo sempre visto seduto, ecco perch lo chiamate folletto! Comunque: lui mi ha detto che Marzia ti ha mollato per un senegalese super palestrato!
NICCOL: basso ma con la lingua lunga!
ROSSELLA: e tu comunque non ti sei fatto sentire, quindi sono portata a credere che non fosse lei il problema. per questo che dico di essermi sbagliata!
NICCOL: scusa
ROSSELLA: credi che un semplice scusa basti? Sei passato da chiamami per qualsiasi cosa a gi tanto se ti ho risposto. Come pensi che mi sia sentita? Grazie ancora per la tesi, ma mi aspettavo almeno una spiegazione, un perch!
NICCOL: perch?!
ROSSELLA: perch!
NICCOL: perch sono un idiota!
ROSSELLA: e?
NICCOL: e ho fatto la scelta sbagliata. Potrei dire che il motivo era Marzia, ma in verit solo colpa mia! Avrei dovuto impormi e invece mi sono sottomesso ah, per inciso, il ragazzo era nigeriano non senegalese e ci si messa dopo che io lho lasciata
ROSSELLA: tu lhai lasciata?
NICCOL: lo so che pu suonarti incredibile, che sembra una scusa per sentirmi pi forte, ma cos!
ROSSELLA: quindi tu lhai lasciata?!
NICCOL: quando mi sono reso conto della cazzata che stavo facendo lho detto a Marzia, abbiamo litigato e le ho detto che non ci saremmo pi dovuti vedere
ROSSELLA: frase ricorrente questa
NICCOL: gi
ROSSELLA: e poi?
NICCOL: poi ho pensato che era impossibile chiamarti come se non fosse successo nulla e infatti non sono mai riuscito a chiamarti
ROSSELLA: potevi chiamarmi come se fosse successo qualcosa che, guarda caso, era successa e scusarti
NICCOL: e tu mi avresti parlato?
ROSSELLA: ora ho cominciato io, tu ti nascondevi dietro un giornale!
NICCOL: allora sono proprio uno stupido
ROSSELLA: un insopportabile stupido
NICCOL: non mi sopporti?
ROSSELLA: stavo bene con te. Ma si parla di prima
NICCOL: ora mi odi?
ROSSELLA: quanto basta!
NICCOL: non ci incontreremo mai pi?
ROSSELLA: chiss?! Magari capiter uno di questi incontri casuali del terzo tipo
NICCOL: terzo tipo?
ROSSELLA: tanto lo so che non posso sfuggirti. Magari potrei andare in Giappone, ma ti incontrerei anche l
NICCOL: beh, incontrarsi per caso in Giappone mi sembra assurdo
ROSSELLA: non con te!
Rumore di metropolitane, entrano nel vagone. BUIO. CAMBIO SCENA. Casa di Niccol. Suonano alla porta, Niccol va ad aprire
NICCOL: un attimo! (apre la porta)
ROSSELLA: (entrando) tu sei un cretino lo sai?!
NICCOL: che ci fai qui, non siamo mica in Giappone
ROSSELLA: no, ma l che ti dovresti trovare per evitare che ti prenda a calci!
NICCOL: e adesso che ho fatto?
ROSSELLA: mia madre c quasi rimasta secca per colpa tua
NICCOL: cosa?
ROSSELLA: non puoi mandare una corona di fiori con un biglietto che dice Eravamo cos vicini, ora c solo un vuoto che non potr mai colmare! Mia madre credeva che fossi morta!
NICCOL: i fiori erano per la tua laurea
ROSSELLA: mi sono laureata quattro mesi fa! E poi che fai mandi una corona da funerale?
NICCOL: ma che ne so! Per telefono il fioraio ha detto che ci pensava lui, che non mi dovevo preoccupare; io non mi sono preoccupato!
ROSSELLA: solo tu riesci a fare queste cose!
NICCOL: almeno io non mi lamento sempre!
ROSSELLA: io mi lamento?
NICCOL: il cane mi ha morso, ho perso la tesi, il professore morto
ROSSELLA: queste non sono lamentele!
NICCOL: s che lo sono
ROSSELLA: voglio vedere te al posto mio Mr. preferisco una ragazza gelosa a unamica
NICCOL: lho mollata quella ragazza gelosa
ROSSELLA: questo da vedere
NICCOL: allora apri gli occhi!
ROSSELLA: e perch non mi hai richiamata?
NICCOL: te lho detto!
ROSSELLA: per vergogna?! Beh questa una scusa! Tu ti nascondi dietro le scuse!
NICCOL: io?!
ROSSELLA: s, tu!
NICCOL: dietro le scuse?!
ROSSELLA: tiri fuori scuse per non affrontare la realt!
NICCOL: e tu rimani troppo legata al passato!
ROSSELLA: bello avere dei ricordi
NICCOL: se ne rimani schiavo no!
ROSSELLA: rimani schiavo?! Non ne sono schiava!
NICCOL: credo proprio di s! Cos mandi a puttane tutti i tuoi rapporti e lo sai qual la cosa brutta?!
ROSSELLA: no, sentiamola!
NICCOL: che rischi di fare lo stesso anche con la persona giusta solo per paura di guardare avanti
ROSSELLA: e chi sarebbe la persona giusta?
NICCOL: non lo so!
PAUSA
ROSSELLA: facile essere amici vero? Per poi quando un rapporto diventa serio devi cambiare tutto, devi cambiare te stesso tu hai paura e ti tiri indietro!
NICCOL: io non mi tiro indietro!
ROSSELLA: non sono io ad essere scappata! Appena hai visto le brutte sei sparito. Non facile mettere in gioco tutto, lo so, ma io lo faccio! Magari guardo al passato, ma mi metto in gioco quando serve
NICCOL: adesso non scaricare la colpa su di me!
ROSSELLA: e su chi la dovrei scaricare?
NICCOL: prenditi le tue responsabilit
ROSSELLA: tu sei sparito!
NICCOL: e non ti sei chiesta perch?
ROSSELLA: certo che lho fatto, ma tu non hai mai risposto al telefono
NICCOL: non doveva succedere!
ROSSELLA: cosa? Rispondermi al telefono?
NICCOL: tutto. Non doveva succedere niente!
ROSSELLA: tutto o niente?
NICCOL: uguale, non doveva succedere e basta!
ROSSELLA: cosa stai dicendo?
NICCOL: sto dicendo che mi dispiace! Io, io Ci stavo cos bene con te senza bisogno di dire nulla. Mi sopportavi in tutte le mie stranezze, mi capivi quando ero nervoso e mi fermavi prima che facessi lennesima cazzata e ho permesso comunque a una stronza gelosa di allontanarti per una cosa che non si pu neanche definire bacio. Una strusciata umidiccia, uno scontro tra nasi, non un bacio. Una cosa che fino a quel momento non mi era mai neanche passata per la testa ma che mi ha tormentato e mi tormenta ancora. Da quel giorno ho nel naso il tuo profumo, sulle labbra il tuo sapore, in testa il tuo viso e anche quando provo a mandarli via loro sono sempre l. Come facevo a chiamarti con tutto questo in testa?
ROSSELLA: strusciata umidiccia?! Tu credi che basti un bel discorsetto infiocchettato per farmi sciogliere?! Pensavo mi conoscessi abbastanza da sapere che non funziona cos. Io mi lamento, guardo al passato e non mi sciolgo alle belle paroline di uno che se non avessero inventato i navigatori satellitari non riuscirebbe ad andare da casa a lavoro! Non me ne frega niente se senti il mio odore, il mio sapore vaffanculo! Nella vita i treni passano. Lo hai perso? Se non ti sbrighi non ti cambiano n rimborsano il biglietto e sono solo affari tuoi; tu ci devi fare i conti!!
NICCOL: i conti?
ROSSELLA: esatto!
NICCOL: (si avvicina a Rossella) allora facciamo questi conti!
ROSSELLA: (un po spaventata) Che fai? Che vuoi?! (Niccol si avvicina sempre di pi, lei cerca di allontanarsi, lui la tira a se) Vattene!
NICCOL: non me ne vado!
ROSSELLA: e invece te ne vai!
NICCOL: non voglio andarmene
ROSSELLA: hai ragione: questa casa tua. Tranquillo, vado via io!
NICCOL: (la prende per un braccio) no, rimani!
ROSSELLA: troppo tardi ormai. Cosa vuoi dimostrare?
NICCOL: non voglio tirarmi indietro mai pi!
ROSSELLA: e invece devi! Non importante quello che vuoi tu, sono io che ti faccio sparire per sempre dalla mia vita. Non ho intenzione
NICCOL: (le prende il viso tra le meni) zitta! (la bacia)
ROSSELLA: (dopo un po si stacca) non carino da dire (ci pensa, lo bacia)
BUIO. CAMBIO SCENA
NICCOL: i rapporti di coppia sono strani
ROSSELLA: non sempre rispettano le aspettative
NICCOL: puoi immaginare
ROSSELLA: pianificare
NICCOL: concordare quello che ti pare
ROSSELLA: quando ne avrai lassoluta certezza
NICCOL: succeder lesatto opposto! ... Noi?
ROSSELLA: noi? Beh, noi
NICCOL: anche noi pi o meno
ROSSELLA: come ci siamo conosciuti?
NICCOL: un po lunga da raccontare. stata una cosa a pi riprese, sono successe tante cose
ROSSELLA: la prima volta che ci siamo incontrati stato strano
NICCOL: grossa figura di merda!
ROSSELLA: credevo fosse psicopatico
NICCOL: la seconda volta per mi sono ripreso
ROSSELLA: la seconda volta stato molto dolce
NICCOL: ora che ci penso non mi ha mai ridato i dieci euro chi se ne frega!
ROSSELLA: la scena con la candelina al pub stata imbarazzante
NICCOL: tutti parlano da soli. Fare gli auguri a se stessi
ROSSELLA: imbarazzante!
NICCOL: non una cosa comune!
ROSSELLA: siamo diventati amici
NICCOL: migliori amici
ROSSELLA: poi lui ha rovinato tutto!
NICCOL: detto cos sembra che tutta colpa mia
ROSSELLA: certo!
NICCOL: tu mi hai baciato!
ROSSELLA: per sbaglio! Poi tu sei sparito
NICCOL: per vergogna! Ma sono anche tornato
ROSSELLA: io sono venuta da te!
NICCOL: non questo limportante
ROSSELLA: direi che fondamentale
NICCOL: poi io ti ho baciata!
ROSSELLA: (sorride) s!
NICCOL: e tu mi hai ribaciato!
ROSSELLA: s! da quanto?
NICCOL: stiamo insieme da (a Rossella) Due anni?
ROSSELLA: due anni!
NICCOL: due anni!
ROSSELLA: gi. Per stiamo parlando solo noi
NICCOL: s infatti. Vorremmo saperne un po di pi
ROSSELLA: parlateci di voi!
BUIO
FINE


