NON CERCO UN AMANTE
Commedia in un atto
di JULES RENARD
Traduzione di Vittorio Guerriero
PERSONAGGI
PIETRO
MARTA
Commedia formattata da
Un salotto, in una casa di campagna. Finestre sul giardino. Una porta a destra e una a sinistra. Pietro passeggia su e gi. Marta seduta ad un tavolo.
Marta - (con la faccia stupita e sorridente di una persona fermamente decisa a non credere a quello che le stato detto) Andiamo! Siete ammogliato gi da molti anni e non avete mai avuto un'amante?
Pietro - Mai.
Marta - Potete dirmi tutto, dal momento che parliamo in piena libert... (Indica una porta) Avete paura che ci sentano? Vostra moglie nella camera della vostra piccina, che si sentita poco bene. Aveva male ai denti, credo.
Pietro - S, mi pare.
Marta - Vostra moglie non abbandonerebbe la sua piccina per nessuna ragione; nemmeno per venirvi a sorprendere ai piedi di un'altra donna. Andiamo, dite la verit! Avete mai avuto un'amante?
Pietro - Ve l'ho gi detto: mai.
Marta - Perch non volete dirmelo?
Pietro - Se ne avessi avuto una, ve lo direi. Mi abbellirebbe.
Marta - Ma avrete almeno avuto delle tentazioni...
Pietro - Nemmeno. Ah s, una...
Marta - Dite.
Pietro - Una volta... Nella strada, fra la folla, al passaggio di non so pi quale principe africano o ai funerali di non so pi quale generale celebre. Ho urtato, senza volerlo, una signora... Molto graziosa... La signora ha accettato le mie scuse, sorridendo... C'era tanta gente e nessuno voleva muoversi. C'era un chiosco di giornali; ci siamo riparati, tutti e due, dietro al chiosco... Io ho mormorato le solite stupide galanterie di circostanza. La signora mi ha dato il suo indirizzo e mi ha invitato a farle visita. Io non ci sono andato. Ho mandato, al mio posto, una scatola di cioccolatini vuota.
Marta - Perch vuota?
Pietro - Perch costa meno.
Marta - Valeva dunque cos poco la vostra avventura?
Pietro - Non lo so, ma so che l'unica avventura che posso offrirvi. Le altre non valgono nemmeno una confessione.
Marta - Ma s, mi interessano... Io adoro le confidenze.
Pietro - Mi ricordo che un'altra volta... No...
Marta - S, dite!
Pietro - Una volta ho guardato una domestica che era al, nostro servizio da pochi giorni. La domestica stava spolverando i mobili del mio studio con una diligenza impressionante. Le vedevo le gambe... Faceva un caldo: un caldo da, temporale... Ad un tratto l'ho baciata sul collo, senza vedere, senza capire... Poi me ne sono andato... Al primo pretesto l'ho licenziata. Non so nemmeno se abbia capito qualcosa.
Marta - La vostra domestica avrebbe dovuto domandare, delle spiegazioni a vostra moglie. E un'altra volta?
Pietro - Vi ho detto tutto. Non c' altro. Come vedete sono piuttosto povero di ricordi amorosi. Abbiate piet di un povero pezzente, ma che cosa volete? Esistono ancora dei mariti fedeli. Uno di questi sono io.
Marta - Dunque credete alla fedelt degli uomini?
Pietro - Non ci credo, ma credo alla mia fedelt. Ci sono costretto... Poi, per educazione, credo anche alla fedelt di vostro marito. E voi?
Marta - Ci credo anch'io. E da quanti anni siete ammogliato?
Pietro - Da dodici anni. Ho preso moglie presto. Appena ho avuto l'et della ragione.
Marta - Lasciate che vi guardi bene.
Pietro - E voi invece, che siete tanto maligna, quanti amanti avete avuto?
Marta - Quanti amanti? Al plurale? Perch avrei dovuto averne?
Pietro - Perch? Per tradire vostro marito... Ho esagerato?
Marta - S.
Pietro - Insomma, non volete dirmelo.
Marta - Se ne avessi avuto uno, ve lo direi. Mi abbellirebbe.
Pietro - Eppure hanno ben dovuto farvi la corte.
Marta - Meno di quanto supponete.
Pietro - Andiamo!
Marta - No, civetteria a parte. Da signorina, naturalmente, come tutte le signorine di buona famiglia, ho infiammato qualche cuore. Ma dopo, niente... Da quando sono maritata, non sento pi la voglia di guardare dalla finestra.
Pietro - Oh!
Marta - Non mi hanno neppure fatto mai la corte.
Pietro - Potete parlare con franchezza... Vostro marito tornato dalla caccia molto stanco... Dorme... L, nel suo letto, e in piena sicurezza... Dunque, dicevate che nessun uomo vi ha mai fatto la corte?
Marta - Lo sostengo.
Pietro - Dovete essere un po' debole di memoria. Vi hanno almeno scritto delle lettere d'amore?
Marta - No, perch le avrei passate a mio marito, ed egli, molto probabilmente, mi avrebbe vietato di rispondere.
Pietro - E' incredibile quello che dite.
Marta - Ma cos.
Pietro - Ma che cosa fanno allora gli uomini che conoscete?
Marta - Gli uomini si avvicinano solamente quando le donne fanno loro cenno di avvicinarsi.
Pietro - Quale cenno?
Marta - ' un cenno che varia un poco secondo l'ambiente sociale, e qualche volta questo cenno pu anche sfuggire a degli esseri distratti, come voi per esempio. Ma si tratta sempre di un cenno.
Pietro - Fatelo. Vorrei vedere com' fatto.
Marta - No, non voglio fare dei cenni a nessuno. E poi, si tratta del mio segreto.
Pietro - Insomma, non avete proprio nulla da rimproverarvi? Nemmeno una piccola macchia impercettibile?
Marta - Come vedete, non siete il solo essere umano immacolato di questo mondo. E poi, se questa macchia ci fosse, francamente, ve lo direi. Tra parentesi, queste macchie non hanno poi una grande importanza.
Pietro - Non ne hanno nessuna. Voi siete, ahim, una donna onesta, e non saprete mai essere altro che una donna onesta.
Marta - Non esageriamo. Sono stata una donna onesta fino ad oggi. Ma non me la sento di andare a gridare sui tetti che sar una donna onesta tutta la mia vita. Come si fa a sapere? Io non so nulla... In realt, non ho nessuna intenzione d'ingannare mio marito e, nello stesso tempo, la certezza assoluta di non ingannarlo mai, mi rattristerebbe. Sarebbe per me una certezza un po' stupida, un po' umiliante. Rispondo del mio ieri e anche del mio oggi. Tutto ci non in fondo molto eroico, ma sufficiente.
Pietro - Insomma, per l'avvenire, fate le vostre riserve.
Marta - Lascio un po' di posto vuoto per l'imprevisto, per le ore di crisi, per quelle ore nelle quali tutto quello che ci si era promesso di fare diventa improvvisamente meno di nulla. Non me la sento di fare voto di fedelt eterna. Io sono una donna onesta, che dubita qualche volta della sua resistenza. La mia vita, sino a oggi, stata a linea retta. Ma bisogna sempre temere l'accidente imprevisto. Questo accidente imprevisto io lo immagino e lo temo. Tutto ci molto gradevole.
Pietro - Avete perfettamente ragione. Voi, se occorre, cadrete domani o dopodomani. In a-more come in automobilismo: non si pu mai fissare la data dell'accidente.
Marta - Io mi limito a pensare che l'accidente possibile.
Pietro - Dite pure: probabile.
Marta - No, probabile una parola gi troppo precisa. L'idea di un amante mi diverte in s. Ma poi sento subito che la cosa, cio l'amante, sarebbe meno divertente. Amo pensare a quello che sarebbe il mio adulterio: ma a patto che questo adulterio della mia immaginazione rimanga vago e lontano.
Pietro - Attenta.
Marta - Ma io non ho furia.
Pietro - Nessuno ha furia, nemmeno vostro marito, nemmeno mia moglie. In questa piccola casa di campagna, dove voi siete nostri ospiti, si sono riunite quattro persone, che sono tutte e quattro fedeli, tutte e quattro assicurate contro i colpi di fulmine. Voi amate vostro marito. Vostro marito vi ama. Mia moglie mi ama e io amo mia moglie. Sotto lo stesso tetto, due coppie, e su due coppie, due coppie modello. Mi pare che si tratti di un record, salvo errore od omissione.
Marta - Tutto questo, perch io non cerco un amante.
Pietro - Avreste torto a cercarlo. Vostro marito giovane, bello, distinto. E' pi bello di me. Un po' meno forte, ma pi bello. E poi vi ama molto.
Marta - Molto.
Pietro - E voi l'amate molto?
Marta - Molto.
Pietro - Dunque non vi annoiate con lui?
Marta - Raramente. Ma voi, da parte vostra, non potete lagnarvi. Avete una moglie adorabile, che vale molto pi di voi.
Pietro - Adorabile.
Marta - E poi una donna che ha una bellezza tutta sua.
Pietro - E tutta mia.
Marta - Una donna che non solo ha delle qualit, ma le ha tutte.
Pietro - Ha perfino delle virt: la sola donna che possiede delle virt.
Marta - La sola donna?
Pietro - Non cercate di protestare. Una vera virt, una cosa troppo seria per voi.
Marta - Fatemi il nome di una virt, una sola, che io non abbia.
Pietro - Vi far un nome a caso... Il nome della prima virt che mi capita. La bont, per esempio.
Marta - Non sono forse buona?
Pietro - Possedete quella specie di bont che non rovina la carnagione.
Marta - Come? Non sono forse buona con mio marito, con i miei piccini, con i miei a-mici?
Pietro - - Certo... Voi spendete per vostro marito, per i vostri piccini e per gli amici, tutta la vostra bont. Ecco perch, dopo, non ve ne resta mai.
Marta - Vostra moglie forse pi generosa di me?
Pietro - Non cercate neppure di lottare. Sareste inesorabilmente battuta, Per esempio: se vostro marito v'ingannasse, che cosa fareste?
Marta - Ho due progetti, a scelta. Primo: se mio marito mi tradisce, io lo tradisco subito a mia volta, con l'uomo che in quel momento si trova pi vicino a me. Tradir mio marito con una tale velocit che lui e io finiremo col non saper pi chi dei due ha tradito per primo.
Pietro - E' un metodo molto vecchio, molto classico, ma che d ancora, dicono, buoni risultati. Io per giunta abito nella stessa strada dove abitate voi. E' quindi molto probabile che l'uomo pi vicino a voi al quale alludete, sia io. Vediamo il secondo metodo, adesso.
Marta - Secondo metodo. Non appena avr scoperto che mio marito m'inganna, io diventer infinitamente tenera con lui, sempre, tutte le sere. La sua amante finir col non volerne pi sapere di un amante sfinito.
Pietro - Il metodo abbastanza originale, ma- piuttosto faticoso nella sua realizzazione.
Marta - S, piuttosto faticoso. Ma se riesco nel mio intento, pensate alla rabbia di mio marito, quando si vedr rovinato, esaurito...
Pietro - Come siete buona!
Marta - Sono giusta.
Pietro - La bont una virt che se n'infischia spesso della giustizia.
Marta - Allora, secondo voi, che cosa deve fare una donna, quando tradita?
Pietro - Ho interrogato spesso mia moglie. Che cosa faresti se ti tradissi? , le domando. Non parliamo di queste cose, mi risponde. Non voglio credere che tu possa tradirmi . Nemmeno io, ma supponiamolo . Taci, un argomento che mi rattrista . Ma mia cara, sono io il primo a dirti che impossibile. Ma d'altra parte, avrai bene anche tu una teoria qualsiasi sull'adulterio. Ne hanno una tutte le donne. Supponi dunque, per un momento, che io ti tradisca, che ti abbia tradito. Che cosa faresti? . Soffrirei molto . Lo spero. Del resto, io soffrirei ancora pi di te. Ma dopo, che cosa faresti? Ti vendicheresti? Mi perdoneresti? . Non farei nulla, nulla mi dice. E poi si mette a piangere.
Marta - Ed questo ci che voi chiamate bont?
Pietro - E' questo ci che le donne, quando non capiscono, chiamano spesso dell'imbecillit.
Marta - Conclusione: quando si ha una moglie come la vostra, si rimane sempre a casa.
Pietro - E' quello che faccio da dodici anni. Buona sera. (Fa per allontanarsi).
Marta - Buona sera.
Pietro - S, buona sera. Dal momento che voi siete la pi felice delle donne e io il uhi felice degli uomini, ci che noi stiamo facendo, alle dieci di sera, mentre mia moglie fa la nanna al mio piccino e mentre vostro marito dorme, perfettamente inutile. Non vale la pena, ner cos poco, di andare a Ietto tardi. Andate da vostro marito. Io vado a ritrovare mia moglie.
Marta - Andiamo.
Pietro - Perch la nostra conversazione un qualche cosa di assurdo, di inesplicabile. Perch? Perch? Noi siamo due persone sentimentalmente felici; eppure, per il semplice fatto che ci troviamo soli, in un salotto, i nostri occhi si animano, i nostri pensieri brillano e ci domandiamo a vicenda: Che cosa ne pensale dell'amore? Avete un'amante? . Il piccolo eterno stupido cattivo gioco di societ.
Marta - Un gioco perfettamente innocente, dal momento che finisce sempre col doppio elogio di vostra moglie e di mio marito.
Pietro - Innocente, s, ma allora perch quando vostro marito e mia moglie sono ore senti, noi parliamo d'altro crisia.
Marta - E' un gioco quanto giocato a due.
Pietro - E allora perch voi non lo focate con vostro marito e perch io non lo gioco con mia moglie? Provate... Io ho gi provato... Mi viene di sbadigliare subito.
Marta - Perch mio marito, a forza di abitudine, si messo in condizione di amarmi senza essere costretto a parlarmi d'amore. I mariti sono dei passionali che sanno dominarsi. E poi, mio marito detesta questo genere di conversazione, come tutti i mariti del mondo. Trova che parlare d'amore con la propria moglie stupido. Dice che parlare d'amore dire delle sciocchezze.
Pietro - Eppure, dopo, a mente fredda, dovete riconoscere che queste conversazioni a tema amoroso sono piuttosto interessanti.
Marta - Lo confesso.
Pietro - (sedendosi) Esiste dunque un piacere, quello di conversare d'amore con un altro uomo, che voi non dovete a vostro marito, a quel marito che amate. Voi questo piacere lo dovete invece a me; vale a dire a un uomo che voi non amate e che dal canto suo non vi ama, perch adora sua moglie. Dunque noi, pur continuando a non amarci, proviamo tuttavia piacere, un grande piacere, come in questo momento, a parlare insieme d'amore. Che cosa dunque questo piacere sterile, ma cos affascinante ?
Marta - E' un piacere che di moda da sessantamila anni, il piacere di flirtare. Una specie di piacere platonico, se preferite.
Pietro - Piacere platonico... Che brutta favola!... Platonico... Sa di farmacia, di opuscolo di propaganda... La felicit merita delle locuzioni migliori... Noi dunque siamo perfettamente felici: io con mia moglie e voi con vostro marito. Ci malgrado, questo nostro misterioso piacere, questa gioia che noi proviamo ad essere qui, soli, vicini l'uno all'altro, questa gioia di dirci delle piccole cose inutili, questa gioia di celebrare con mistero la lode delle nostre felicit coniugali, come due psicologi professionisti, questa gioia di analizzare di nascosto la nostra felicit amorosa, la prova del nove che questa nostra felicit amorosa imperfetta, superata, incompleta.
Marta - Vi sbagliate: io sono felice.
Pietro - Non vero, dal momento che non vi fa piacere a flirtare con me. Badate che con questo io non intendo assolutamente dir male di vostro marito. Vostro marito un uomo di prim'ordine e che io colloco al disopra di tutto.
Marta - Lo lusingate.
Pietro - Dico quello che penso. Ma ci sono delle cose, che vostro marito non pu dirvi, delle cose che egli non sa dirvi. Ebbene, voi avete bisogno invece di sentirvi dire queste cose. Le stesse che io non so dire e non posso dire a mia moglie.
Marta - Quali cose?
Pietro - Per esempio, vostro marito non sa dirvi che voi siete elegante... Non pu, per esempio, ricordarsi del cappello che avevate l'estate scorsa e che vi stava cos bene... Invece io quel cappello me ioricordo benissimo... Ne ho ancora pieni gli occhi...
Marta - Non vero che mi stava bene?
Pietro - Vi andava benissimo...
Marta - Grazie, siete molto gentile.
Pietro - Ebbene, una cosa gentile del gene, re, vostro marito non pu dirvela, non sa dirvela... Nessun marito pu dirla...
Marta - Mio marito me ne dice delle altre, egualmente gentili.
Pietro - Ve ne diceva, una volta... Adesso, confessatelo, non ve ne dice pi.
Marta - Qualche volta.
Pietro - Non molto spesso. E poi, col tempo ve ne dir sempre meno, fino al giorno in cui non ve ne dir assolutamente pi. Ci si stanca di dire delle cose gentili, sempre alla stessa donna. Ci si fa l'abitudine. Scommetto, per e-sempio, che vostro marito non vi dice quasi mai che siete intelligente.
Marta - Perch non lo sono.
Pietro - Dicendo che siete intelligente, non voglio mica dire che voi passiate le giornate a ruminare degli aforismi di Pascal... Ma sapete guardare con intelligenza, sorridere con intelligenza, rispondere con intelligenza.
Marta - So conversare con una certa eleganza: ecco tutto.
Pietro - No, qualche cosa di pi. Siete una donna che legge tutto, che sa tutto, che pu esprimersi su tutto. Invece, siccome siete molto graziosa, avreste il diritto di essere frivola, vaporosa, aerea. Siete piena di buon senso.
Marta - Ho delle idee e ci tengo a difenderle.
Pietro - Siete, insomma, qualcosa di perfetto. Se foste pi intelligente di quello che siete, sarebbe una esagerazione. Insomma, per riassumere, tutte queste cose, vostro marito non ve le dice mai. Anzi, sar pi preciso: non ve le dice pi. Non vi dice nemmeno pi che siete graziosa. (Marta tace) Lo sapevo... E invece lo sa benissimo che siete graziosa... Lo sa perch Io sanno tutti... Voi siete graziosa all'unanimit-
Marta - Siete molto gentile... Ma che cosa avete questa sera?
Pietro - Spero che non vi offenderete se vi dico cos... Se vi dico che sono felice quando v'incontro per via, che amo la vostra risata musicale, che mi piace quando sono a teatro puntare il binocolo verso il vostro palco, e che quando vi vedo nella sala la commedia mi sembra sempre pi spiritosa di quello che ..,
Marta - Fa sempre piacere a una donna sentirsi dire cos.
Pietro - Voi non siete solamente, per me, una bella donna, ma labella donna, unica, ideale.
Marta - Dove volete che mi metta nella mia qualit di ideale?
Pietro - Qua, sulla poltrona, un po' pi vicino a me. Per dirvi tutto... Per dirvi tutti i vostri meriti... Ma niente di pi... Io sono un marito fedele... Voi siete una donna onesta... Dobbiamo quindi rinunciare alle dichiarazioni d'amore.
Marta - Peccato!
Pietro - Vi ho detto poco fa che stimavo moltissimo vostro marito. Vi ho anche soggiunto che amo mia moglie. Ci malgrado debbo riconoscere che, dopo dodici anni di matrimonio, mi un po' difficile dire a mia moglie tutte le cose gentili che ho sinceramente dette a voi poco fa... A me piace mormorare dei complimenti d'amore, ma non posso mormorarli a mia moglie... Sarebbero sciupati.
Marta - Eppure questi complimenti farebbero molto piacere anche a vostra moglie.
Pietro - Evidentemente... Mia moglie ne sarebbe stupita... Arrossirebbe... Ma siccome anche una buona massaia, mi soggiungerebbe: ce Invece di dire tutte queste sciocchezze, stai attento piuttosto a non rovesciarti il caff addosso . E ormai sar sempre cos. Ad ogni complimento d'amore, avrei paura di rompere qualche oggetto di cucina.
Marta - Capisco... Capisco...
Pietro - Non vero che mi capite benissimo? Lo sapevo.
Marta - Finirete con l'amare vostra moglie come una sorella.
Pietro - Quasi. Fra mia moglie e me, non siamo ancora arrivati all'amicizia; ma siamo gi all'amore annacquato, decolorato, senza odore, senza profumo... Insomma sento che, pur essendo felice, c' qualcosa che mi manca... Non voglio con questo dire che sono un martire... No, ma alcune volte penso che sarebbe meglio se la mia felicit coniugale avesse dei punti deboli... Mi appoggerei ad uno di questi punti deboli e finirei col consolarmi in un esperimento di adulterio, banale ma piacevole... Come tutti... Ma invece cos difficile tradire una moglie che non lo merita o un marito che lo merita ancora meno, non vero? Ah, se lo meritassero, la cosa sarebbe molto semplice... L'uomo che non ama pi la donna ha tutto il diritto e tutto il dovere di precipitarsi ad amarne un'altra; affinch su questo malinconico mondo non vada perduto nemmeno un centesimo di gioia.
Marta - Ma n mio marito n vostra moglie vogliono metterci nella possibilit di obbedire a questo piacevole dovere. Niente da fare. Miserabili!
Pietro - Vi assicuro che alcune volte io ci penso e mi sento triste al pensiero che mi manca assolutamente il diritto d'ingannare mia moglie. E allora, per calmarmi i nervi, leggo un romanzo poliziesco... E cos gli occhi mi si snebbiano e ricominciano a veder bene, e rivedo subito la mia felicit piatta, infinita, simile alla vostra, inutile, stupida, e sento una gran voglia di piangere.
Marta - Insomma, noi due siamo felici, grazie a una felicit alla quale dobbiamo rassegnarci.
Pietro - E' una felicit che rassomiglia troppo a della beatitudine, per poter essere della vera felicit. Questa felicit sarebbe sopportabile, solamente se fossimo autorizzati a pensare che non durer... Ma io non ho che trentacinque anni... Non faccio quindi che cominciare ad essere felice... Voi a vostra volta siete cos bella, che vivrete un secolo.
Marta - Mia nonna, che era molto bella, vissuta fino a novantasette anni.
Pietro - Lo vedete? E' desolante... Saremo felici fino alle nozze d'oro o a quelle di diamante. Ci attendono delle noiose orge di felicit, fino alla morte.
Marta - E' terribile.
Pietro - E' troppo... Ne provo come una voglia matta di rivoltarmi, di ribellarmi. Sono sicuro che i vedovi non sono affatto da compiangere... S, in un primo tempo si lagnano, si disperano; eppure gi nel loro intimo pensano: adesso inevitabile, non c' modo di sfuggire, bisogner che faccia la corte ad un'altra donna. E sono sicuro che questo pensiero, anche se subcosciente, consola il loro dolore di vedovi.
Marta - Ma dal momento che noi non siamo vedovi, a quale rimedio dobbiamo ricorrere?
Pietro - A delle vacanze del sentimento, a delle vacanze rinnovabili di tanto in tanto. La fatica matrimoniale una fatica senza domeniche. Non se ne pu pi. Non bisogna abusare della saggezza. Si finisce col soffocare, con l'avere il sangue addormentato. Perch voi, che siete stanca, come me, non acconsentite a sgranchirvi le gambe con me? Ho bisogno di voler bene... Volete permettermi di volervi bene?
Marta - Ve lo permetterei, se potessi.
Pietro - Non rifiutate ci che io ho di migliore; vale a dire il mio modo di fare la corte a una donna, di dirle delle cose gentili, di essere tenero, di farle dei piccoli regali sentimentali, di essere galante con lei, di parlarle in un idioma quasi sconosciuto alla sua abitudine. Vi assicuro che ho il dono di saper parlare d'amore alle donne. Non ho perduto questo dono a forza di tacere con mia moglie... Non l'ho perduto... Credevo di averlo perduto, ma non l'ho perduto... Lo avevo conservato in me, un po' nascosto... Conservato e non sapevo bene per chi... Adesso lo so per chi lo avevo conservato... Lo arer conservato per voi... Vi porto dunque tutte le mie economie sentimentali, tutti i miei risparmi di adorazione. Sono quasi dodici anni che risparmio.
Marta - Tacete... Finiremo tutti e due col fare una sciocchezza!
Pietro - Facciamola... Una sciocchezza non mai una cosa molto complicata. Le sciocchezze sono semplici, per definizione... Facciamo una bella sciocchezza... Marta...
Marta - (con malinconia) Non siamo abbastanza sciocchi per commettere questa sciocchezza... Peccato!... No, la vostra proposta non pratica... E' graziosa, ma non pratica.
Pietro - Perch cominciare a ragionare?
Marta - E' ora di cominciare a ragionare, non vi pare?
Pietro - E' troppo tardi. Oramai io so il vostro cuore a memoria... So a memoria le vostre ragioni.
Marta - Ma io non ragiono solamente per roi. Ragiono soprattutto per me, per convincermi, e questo ragionamento mi molto penoso...
Pietro - Grazie...
Marta - In fondo, sono del vostro avviso. Sarebbe eccitante questo piccolo congedo, questo riposo dal matrimonio, questa tregua degli affetti quotidiani del focolare. Metteremmo sulla porta del nostro teatro: Riposo e, come dite voi, andremmo a fare una passeggiata insieme. Quanto durerebbe questa passeggiata?
Pietro - Non saprei dirvelo.
Marta - E se durasse solamente otto giorni?
Pietro - Otto giorni di adorazione sono molti. Nessuna divinit potrebbe mai essere sicura di essere adorata, dallo stesso seguace, per otto giorni di seguito.
Marta - E come compenso di questa adorazione, che cosa esigereste?
Pietro - Nulla.
Marta - Cos poco?
Pietro - Una donna adorata d tutto, senza bisogno di domandarle nulla.
Marta - Eccoci dunque in faccia alla realt.
Pietro - Siamo arrivati dirimpetto alle realt, perch siete voi che avete voluto arrivarci. Quando si parla d'amore, le donne sono sempre le prime che pensano al divano, all'amante in pigiama, alla tecnica amorosa.
Marta - Volete forse dire che gli uomini non ci pensano mai?
Pietro - Non ci pensano subito... Non ci pensano, per lo meno, cos presto come le donne... Naturalmente, al momento buono, saprei anch'io abbracciare una donna, come si deve.
Marta - Davvero?
Pietro - Lo vedete? Adesso avete l'aria di non capire... No, non si tratta di scandali, di vite spezzate, di storie pi o meno sudice... Non vi ho proposto nulla di simile... Io ho pensato, dicendovi quello che vi ho detto, ho semplicemente pensato a qualche cosa di molto raro, di molto breve, di molto dolce, di molto inoffensivo... Un fuoco di paglia che non ci avrebbe neppure scottati.
Marta - Come siete complicato!... Avete parlato di congedo, di vacanze... Ebbene, le vacanze si svolgono sempre in qualche posto... Per le vacanze, si parte... Io sono pronta... Partiamo... Dove volete andare?
Pietro - Marta!...
Marta - S, partiamo... Non ci tengo pi alla mia logica... Ho fiducia della vostra sincerit... Non possibile che un uomo come voi si sia divertito a stordire una donna come me, lasciandosi trascinare da un semplice giuoco di parole, senza sapere con esattezza dove voleva arrivare... Il gioco di societ al quale avete fatto allusione, non pu essere un semplice gioco, non deve esserlo... Io vi credo... Credo che quello che avete chiamato un semplice giuoco, sia invece una cosa seria... Andiamo allora, partiamo! Partiamo subito!,
Pietro - Quando vorrete.
Marta - Subito... Ho detto subito... Senza valigie, senza vestiti, cos come siamo. Fuggiamo... Dove andremo?
Pietro - Dove vorrete.
Marta - Come: non avete neppure un itinerario?
Pietro - Ma s, andiamo dove volete, al mare, in montagna, sui laghi... Voi possedete un tipo di bellezza che sta bene a qualunque paesaggio... Andiamo dove volete... La geografia mi indifferente... Andiamo magari in Paradiso.
Marta - Il Paradiso una citt che non mai negli orari delle Ferrovie... Andiamo pi semplicemente a Marsiglia... Tredici ore di treno... II Paradiso troppo lontano... Crdo che il vostro entusiasmo per me sia in grado di sopportare tredici ore di treno!... Poi una volta a Marsiglia, ne sono sicura, dopo aver passato una notte nella stessa camera, dopo l'inevitabile notte, l, fra quelle belle strade di Marsiglia che odorano di olio, di sapone e di prosa, sotto quel sole cos commerciale, noi ci accorgeremmo probabilmente che il nostro sogno gi in frantumi.
Pietro - Credete?...
Marta - Credo che la realt si risolverebbe in una farsa del genere... In adulterio un po' come in ferrovia: sempre prudente munirsi di un biglietto di andata e ritorno... Fingiamo adesso di essere ritornati... N mio marito n vostra moglie avrebbero, durante la nostra assenza, profittato della loro improvvisa libert... Noi ritroveremmo dunque in loro dei giudici, dei terribili giudici...
Pietro - Avete forse paura?... Credete che vostro marito vi ucciderebbe?
Marta - Non so... Mi ucciderebbe?... Si ucciderebbe?... Oppure la mia avventura gli sembrerebbe semplicemente una cosa comica?... Non lo so... Ma indovino invece quello che sarebbe il contegno di vostra moglie;.. Poverina, mi pare di vederla, con la sua bont d'angelo, con la sua bont pronta a tutto, quella bont di cui voi abusate un poco e della quale io non ho nessuna intenzione di servirmi... Con vostra moglie non sareste certo in pericolo di morte... Niente scene! Niente teatro... Niente rimproveri... Niente disprezzo... Voi non avreste nemmeno bisogno di mostrare sulla vostra faccia la vostra vergogna... Vostra moglie non Vi direbbe nulla, non vi guarderebbe neppure... Vi direbbe di sedervi a tavola e vi servirebbe personalmente il pranzo... Poi andrebbe a piangere, silenziosamente, in cucina.
Pietro - Siete ironica, sinistra, cattiva!
Marta - E poi, una volta fatta la pace con vostra moglie, che cosa succederebbe? Succederebbe che voi ce l'avreste con me... Non mi trovereste pi n elegante, n intelligente, n bella, e finireste col dire che il mio cappello dell'estate scorsa mi stava malissimo.
Pietro - E' vero!... Come terribilmente vero quello che dite, Marta.
Marta - Terribilmente vero... E' la vita.
Pietro - Perci non insisto.
Marta - Fate bene... Come avete visto, la vostra proposta molto bella ma praticamente non la si pu mettere in esecuzione.
Pietro - Peccato!... Forse per metterla in esecuzione, avrei dovuto parlare un po' meno e agire di pi... Abbracciarvi brutalmente, per esempio... Lasciar parlare i gesti.
Marta - Non vi pentite di non avermi abbracciata brutalmente! Non dite, come tutti gli uomini: Che stupido!... Avrei dovuto!... . Non lo dite...
Pietro - Tutti gli uomini dicono sempre cos, dopo... Non per cattiveria... Ma per fare gli uomini...
Marta - In realt, se mi aveste abbracciata brutalmente, invece di permettermi di ragionare come avete fatto, adesso sareste seccatis-simo, pi seccato di me. Io vi conosco. La vostra fantasia ha delle ali da aquila, ma ha un appetito da rondine. Non basta spostare un mobile per credere di aver cambiato casa, e non basta aprire una finestra per credere di essere liberi. Invece della libert, dalla finestra aperta non entrerebbe che polvere.
Pietro - State diventando cattiva.
Marta - Non basta baciare la mano di un'altra donna, per credere di avere ingannato vostra moglie... In ogni modo, ecco... Baciate la mia...
Pietro - Grazie del piccolo compenso che mi offrite.
Marta - Come vedete, non siete riuscito ad avere da me che un sermone.
Pietro - Sono un bambino cresciuto... Scusatemi... Non lo far pi, come dicono i bambini, quelli veri.
Marta - Siatemi almeno riconoscente.
Pietro - Lo sono... Vi prego di credere alla. mia sincera gratitudine, come si dice nelle lettere delle persone per bene.
Marta - E sappiate che non vi serbo nessun rancore.
Pietro - - Ve lo avevo detto che eravate buona... A modo vostro, ma buona...
Marta - Voi mi avete detto delle parole inoffensive... Le parole che mi avete detto non sono di quelle che offendono mortalmente.
Pietro - Allora non le ritiro.
Marta - Mi avete lusingata con una certa eleganza.
Pietro - Ho fatto del mio meglio.
Marta - Mi avete trattata come una specie di da. Mi avete quasi commossa.
Pietro - Non troppo.
Marta - Comunque, mi avete turbata. Mi avete fatto comprendere tutta l'amicizia che ho per voi.
Pietro - Non confondiamo l'amicizia con quello che vi ho detto.
Marta - Non ci tenete alla mia amicizia?
Pietro - Ci tengo ma non questa sera.
Marta - La mia un'amicizia cordiale.
Pietro - Troppo cordiale. Un'amicizia di auguri di Capodanno... No, lasciamo andare... Ricominceremo domattina a essere amici.
Marta - Allora torniamo alle nostre gabbie dorate... Voi l, vicino a vostra moglie... Io l, da mio marito... Il piccolo gioco di societ terminato.
Pietro - Vedete che era un gioco?... Non sono nemmeno geloso al pensiero che voi, fra pochi minuti, sarete vicina a vostro marito... Non sono geloso... Penso solo che vostro marito dorme troppo da egoista e che russa troppo forte.
Marta - Ebbene, vi chiedo un favore... Questa sera lasciatelo russare... Lo avete gi torturato e rimproverato abbastanza. E tornate da vostra moglie, che probabilmente sta ancora vegliando il sonno della vostra piccina... E cercate di pentirvi del vostro gioco, del nostro gioco... Io sto gi facendo altrettanto... Di pentirvi, per lo meno, fino alla prossima volta... Vostra moglie vi aspetta... Andate!... Avvicinatevi a lei, in punta di piedi, senza far rumore, e quando le siete vicino, fate la somma di tutto il vostro cuore e datele un bel bacio... Buona notte.
FINE
- Questo copione è stato visto:


