Non ci mentiremo mai

DARBORIO

Agenti dal 1902

TEATRO - CINEMA - RADIO - TELEVISIONE

NON CI

MENTIREMO

MAI

Una pice di Eric Assous

Traduzione di Giulia Serafini

PAOLA DARBORIO SIROVICH di PAOLA PERILLI

ALESSIA SIROVICH DARBORIO

Via San Godenzo, 79 00189 Roma P. IVA 0956276058

Tel. 0039.06.3350891 Fax 0039.06.3310849

e-mail paola.darborio@darborio.it

Lo scenario pu essere indifferentemente astratto o realista. Siamo a casa di Marianne e Serge, sposati da parecchi anni, che conducono un'esistenza borghese. Lavorano entrambi. Hanno un figlio di vent'anni che non vive pi con loro.

Lazione si divide in tre parti distanti alcuni giorni (i riferimenti temporali sono scritti all'inizio di ogni scena.). Gli oggetti di scena sono deliberatamente ridotti.

PRIMA PARTE

Mercoled. Ore 21 e 50

MARIANNE

S che mi ha vista. Strombazzava come un matto, mi ha vista eccome. Purtroppo per lui ero troppo impegnata. Mi ha presa in pieno! Bum! Mi fermo, scendo dalla macchina. Lui non ci pensa proprio, ho creduto che se la desse a gambe. Ho pensato: un delinquente, magari armato, ha appena fatto una rapina. Cerca di riavviare la macchina una volta, due volte, e niente. Allora prende e scende. Sui 35/40 anni. Apre lo sportello dietro della sua macchina, fa scendere la moglie con un pancione cos. Mi urla: mia moglie ha rotto le acque, mia moglie ha rotto le acque, presto, presto, ospedale Cochin! Molla la macchina l, proprio in mezzo alla rotatoria, sale di dietro sulla mia con la moglie e andiamo al Cochin. Non potevo dire di no. Prendo le corsie preferenziali. Vroom vroom, vroom. Ovviamente mi stresso. Lei che respirava come un cagnolino. Lui che mi urlava: passi col rosso, chi se ne frega, passi col rosso! E passo col rosso. In meno di venti minuti ci siamo. Mi infilo nella corsia proprio davanti al reparto maternit. Scendono. Io faccio per ripartire e penso: per, adesso voglio sapere.. Parcheggio, entro nell'edificio. La moglie era stata subito portata in sala parto. Lui era l, nervosissimo, mi fa: s, lo so, per il cid, scusi, ecco, tenga, il mio biglietto da visita, pago tutto, mi prendo la responsabilit. Io gli dico: No, non sono salita per questo.

SERGE

Per l'hai preso il biglietto?

MARIANNEMostrando il biglietto

S. Ma volevo sapere se andava tutto bene. E poi arriva un medico per avvertirci che tutto a posto ma ci vorranno almeno tre o quattro ore. Allora il tipo si rilassa. Ci sediamo su una panchina. Io guardo il suo biglietto da visita. E a quel punto, leggo il suo nome. Clbard.

SERGE

Ah.

MARIANNE

Gli dico: Aspetti, di Clbard non ce ne sono tanti. Lui mi fa: S, lo so, fa ridere. E io gli dico: No, non questo, in famiglia non ha qualcuno che si chiama Sophie? E lui mi fa: S, mia cugina, ma non si chiama pi cos da quando si sposata.

SERGE

Sophie?

MARIANNE

Hai capito di chi parlo?

SERGE

Assolutamente s.

MARIANNE


Gli faccio delle domande, verifico l'et, incrocio i dati. S, s, proprio mia cugina. Ma lei la conosce? Mio marito! Mio marito, stata la sua vicina di casa per sei mesi. Ma va'? S, s, anche di pi! Gli do l'indirizzo, la descrivo. Il naso piccolo un po' all'ins, gli occhi chiari, i boccoli magnifici.

SERGE

Era lei?

MARIANNE

Senza dubbio, corrisponde tutto: l'et, l'indirizzo, il fisico.

SERGE

Incredibile.

MARIANNE

Mi ha fatto fare un salto indietro nel tempo. Sembra sempre che quelli che perdiamo di vista siano morti.

SERGE

Perch avrebbe dovuto essere morta?

MARIANNE


No, infatti, non c' una ragione. Insomma, il tipo carica la dose, mi rassicura per l'incidente, tutto sar fatto secondo le regole, si prender lui il torto. Io gli dico: Non si preoccupi, oltretutto la mia macchina stata appena toccata. La chiamer ma solo per sapere se il parto andato bene. Gli stringo la mano e me ne vado.

SERGE

Ma sei scema? Dovrai fare delle riparazioni! L'assicurazione far storie! Non vedo perch ci debba andare di mezzo tu!

MARIANNE

Non ti ho raccontato questa cosa per parlarti della macchina.

SERGE

E perch allora?

MARIANNE

Per Sophie Clbard!

SERGE

Ma chi se ne frega!

MARIANNE

Beh, a me s.

SERGE

Perch?

MARIANNE

Senti, una cosa un po' stupida. Per tanto tempo sono stata convinta che tra voi ci fosse stato qualcosa. Mi ricordo di averti assillato su quella donna. E tu mi avevi dato quella risposta che mi aveva convinto solo a met (Aspetta che lui si ricordi.)

SERGE


Che risposta?

MARIANNE

Non ti ricordi?

SERGE

No.

MARIANNE

Mi avevi detto: Guardala, guardami, ha tutti gli uomini ai suoi piedi, mica si metter col suo vicino di casa.

SERGE


Io ti ho risposto cos?

MARIANNE

Mi rimasto in mentre perch ti sminuivi e non ce n'era motivo.

SERGE

E al tizio della maternit hai chiesto che fine ha fatto?

MARIANNE

No. Anzi, s, si sposata.

SERGE

E come si chiama adesso?

MARIANNE

Non lo so. Avr fatto la sua strada come tutti noi. Tu non hai pi avuto sue notizie?

SERGE

No.

MARIANNE


Una cartolina o gli auguri di buon anno. Capita.

Serge fa un'espressione un po' triste e fa segno di no con la testa.

MARIANNE


Non avresti voluto anche solo sapere?

SERGE


A che cosa serve?

MARIANNE

A sapere.

SERGE

Non ci ho pensato.

MARIANNE


Ci sono donne che non si dimenticano cos.

SERGE

E invece s.

MARIANNE(Scettica.)

Sar.

SERGE(Un po' malinconico.)

Quando mi sono trasferito in quel palazzo, ho visto la sua targhetta sulla buca delle lettere, Signorina S. Clbard. Per me era Simone o Suzanne, immaginavo una vecchia gobba, brutta, sgradevole. E poi vedo questa donna assolutamente sublime. Rara. (Pausa, la rivede mentalmente.) E poi ti ho conosciuta e la cosa finita l.

MARIANNE

Eh?

SERGE(Articolando.)

Ti ho conosciuta e la cosa finita l.

MARIANNE

Come sarebbe la cosa finita l?

SERGE

La cosa finita l. Ho deciso di vivere con te. Abbiamo deciso. Di comune accordo.

MARIANNE

Hai detto la cosa finita l.

SERGE

S.

MARIANNE

La cosa finita l. Se finita perch era cominciata.

SERGE

Cosa?

MARIANNE(Innervosendosi un po'.)

Per finire bisogna pur cominciare!

SERGE

S, se vogliamo.

MARIANNE

Non chiaro.

SERGE (Innervosendosi.)

Cos' che non chiaro? Cos' che non ti torna?

MARIANNE

Serge!

SERGE

Non mi dire Serge, dimmi qual il problema.

MARIANNE

Se la memoria non m'inganna, tu avevi negato. Avevi negato che ci fosse stato qualcosa tra voi.

SERGE


S, ho negato, vero, ho negato, ho negato perch era pi comodo.

MARIANNE

Comodo?

SERGE

Senti, ormai il reato prescritto, quella donna come posso dire?

MARIANNE

Preferibilmente con chiarezza.

SERGE

Abbiamo S E' stata Stavo per dire nel mio letto. Pi precisamente il suo, visto che ecco stato a casa sua che abbiamo

MARIANNE


Dimmi qualche parola in fila invece di balbettare!

SERGE


Prima di conoscerti. C'era stato qualcosa. Ma stata lei a cominciare. Che voleva. Che ha deciso, che mi ha scelto. Io non ho mai fatto una mossa.

MARIANNE

Mi avevi detto che era un tipo riservato, discreto

SERGE


Non ti ho mentito. E poi una sera, era

MARIANNE

Era cosa?

SERGE

Diversa.

MARIANNE

Diversa da chi?

SERGE

Diversa da se stessa. Mi era parso di capire che si era appena fatta mollare. Ti dico mi parso di capire perch non sono sicuro di niente. Magari aveva perso il nonno o una cugina. Non l'ho mai saputo. Perci, la sera mi invita a casa sua. Era abbastanza sconcertante perch eravamo veramente due estranei. Ci davamo del lei. L'ascensore era strettissimo. Ogni volta che lo prendevamo insieme, lei puntava il viso verso il soffitto per non sentire il mio alito, il che le dava un'aria ancora pi altezzosa. Il tutto, senza una parola. E poi, quella sera, mistero, cambia atteggiamento: se andassimo a casa mia?. Va bene. Io non sapevo proprio cosa aspettarmi. Beviamo un Porto, parliamo di cose da vicini di casa. Di arredamento. E a un certo punto, lei mette una canzone in italiano.

MARIANNE

Una canzone in italiano?

SERGE

Tipo un lento languido.

MARIANNE

E l'avete ballato, il lento?

SERGE

No. Ha solo messo un po' di musica cos, per l'atmosfera. E poi mi ha poggiato la testa sulla spalla con una specie di abbandono

MARIANNE

E' commovente.

SERGE

Non abbiamo parlato. Solo lo sfiorarsi dei tessuti, il rumore dei respiri, le mani che si cercano. Che cercano un rifugio

MARIANNE

Che cercano un rifugio?

SERGE


Non mi ricordo pi. Forse tendo a ricamare. Ma ho avuto la sensazione di fare la parte del del consolatore. Lei aveva bisogno di conforto, di presenza di sostegno.

MARIANNE

Che sostegno?

SERGE


Un sostituto, non so come altro dire. Lo capisci quando sei un ripiego. Non sei la scelta ideale. Rimpiazzi.

MARIANNE

Ma chi rimpiazzavi?

SERGE


Non ne ho idea. solo un'impressione, non ho la risposta. durata un po' meno di una settimana. Ci vedevamo tutti i giorni, stata una specie di relazione carnale, passionale. Quasi silenziosa. Tanti gesti, pochissime parole. Niente domande. Nessuna spiegazione. E poi, una sera, busso alla sua porta. All'improvviso era di nuovo distante. Fredda. Come se non ricordasse pi niente. Ho insistito ma ho sentito come Un muro. Mi ha detto adesso finita, dobbiamo dimenticare tutto.

MARIANNE


Ma tu non hai dimenticato, ti sei rifiutato di dimenticare.

SERGE

Lascia il segno. La bellezza d un potere. Se lei fosse stata meno eccezionale, avrei preteso delle spiegazioni ma con lei mi sentivo intimidito, insicuro dei miei diritti, non ho avuto il coraggio di violare il suo silenzio.

Marianne osserva Serge con muto rimprovero, poi dice, con una calma tesa.

MARIANNE

Non me l'hai mai raccontato.

SERGE

Te lo sto raccontando adesso.

MARIANNE

Questo cambia tutto.

SERGE

Che cosa significa che cambia tutto?

MARIANNE

Hai avuto una relazione con quella donna.

SERGE(Pazientemente.)

In ordine cronologico, Marianne, ripeto quello che ho detto, ma forse non l'hai sentito, era prima che ci conoscessimo. Prima.

MARIANNE


Daccordo. Ma quando te l'ho chiesto dopo tu mi hai detto che vi conoscevate appena.

SERGE

Non vedevo l'interesse del parlarti dettagliatamente di questa cosa. Hai dimostrato subito di essere un tipo geloso, possessivo, cosa che apprezzo, te lo dico subito, non sopporterei una donna che se ne frega di quello che provo o di quello che faccio. Ma in questo caso, sarebbe servito solo a mettere benzina sul fuoco visto che, comunque, era finita. Lei aveva chiuso la porta. Era una storia chiusa.

MARIANNE(Dopo averlo pesantemente fissato.)

Sei stato a letto con Sophie Clbard ?

SERGE

S, Marianne, venticinque anni fa sono stato a letto con Sophie Clbard!

MARIANNE

Quando mi hai giurato su tutti i santi che non l'avevi mai fatto!

SERGE


Quando ti ho giurato su tutti i santi che non l'avevo mai fatto.

MARIANNE


In fondo non avevo sbagliato ad assillarti. L'unico sbaglio che ho fatto stato non averti assillato di pi.

SERGE(Preferendo ridere della cosa.)

Senti Marianne, non mi sembra il caso di discutere di una storia che sa di muffa. Io ero giovane, lei era giovane. Magari oggi pesa quaranta chili in pi, ha quattro figli di cui due dono sposati, nonna, ha i reumatismi, il colesterolo, successo in un'altra vita!

MARIANNE

No, non successo in un'altra vita visto che c'ero anch'io, in quella vita!

SERGE

Non vorrai mica farmi una scenata di gelosia retroattiva!

MARIANNE

Serge, tu mi hai mentito.

SERGE

No.

MARIANNE

S, mi hai mentito, mi hai detto che non c'era mai stato niente tra voi.

SERGE

No.

MARIANNE

Smettila di dire no! S!

SERGE


E anche se fosse? Che importanza ha, oggi? Non mi ricordo neanche pi esattamente che faccia aveva. Mi ricordo solo che era bellissima

MARIANNE(Interrompendolo bruscamente.)

Smettila di dire che era bellissima, insopportabile!!!

SERGE(Sospirando.)

Quanto sono stupido. Ma quanto sono stupido.

MARIANNE(Riprendendosi.)

Mi stupisce che la gravit di questa cosa ti sfugga fino a questo punto. Mi dici queste cose con una flemma inaudita, un lirismo bavoso, col pretesto che stato tanto tempo fa, in un'altra vita, espressione di un'imbecillit assoluta, perch non c' un'altra vita, abbiamo solo questa, di vita

SERGE(Interrompendola con violenza.)

Ma di che stiamo parlando?! Mi rifiuto di litigare per fatti che sono prescritti! Ma che dico prescritti? Precedenti al nostro incontro. Precedenti! E poi, con tutto il rispetto, ti ricordo che salvo errori da parte mia, correggimi se sbaglio prima di conoscermi, tu hai vissuto un anno con un certo Sbastien Chaumes.

MARIANNE


Sbastien Chaumes, non la stessa cosa.

SERGE

Non la stessa cosa? Lui non la stessa cosa? E qual la differenza? Spiegami perch dovremmo usare due pesi e due misure!

MARIANNE

Io ti ho parlato immediatamente di Sbastien Chaumes. Ti ho detto che uscivo da una storia atrocemente pietosa.

SERGE

E io, ti ho forse nascosto di aver avuto delle relazioni prima di conoscerti? Non ero mica vergine! Non mi sono presentato come uno sbarbatello!!! Avevo un passato, dei precedenti. Anche io avevo fatto qualche esperienza!

MARIANNE

Che classe.

SERGE

S. Appunto. Classe! Di Sophie non volevo parlarne perch potevi incrociarla ogni giorno per strada o per le scale, sarei caduto in una specie di finzione che non mi appartiene. Trovo arrogante, vanitoso, irrispettoso enumerare il proprio palmars.

MARIANNE

Quindi, per non cadere in questa vanit, mi hai mentito. Hai detto una bugia per eccesso di modestia.

SERGE

A volte la modestia conduce alla menzogna.

MARIANNE

Ti capita mai di pensare a lei?

SERGE


E a te capita mai di pensare a Sbastien Chaumes ?

MARIANNE

Ogni tanto.

SERGE


E invece io non ci penso mai, a Sophie Clbard. uscita dalla mia testa, la porta chiusa.

MARIANNE

Se la porta fosse chiusa, non avresti raccontato questa storia con tanti dettagli.

SERGE


... (Annuendo per non discutere pi)...

MARIANNE

E' stata lei a chiudere?

SERGE

S, stata lei a chiudere, te l'ho detto.

MARIANNE

E ti ha deluso che abbia chiuso?

SERGE

No.

MARIANNE

Non ti contraddire. Ti ha deluso.

SERGE

Fai le domande e ti dai le risposte.

MARIANNE

Do le risposte che sono logiche.

SERGE


S, mi ha deluso, ho avuto un momenti di delusione. Ma mi sono ripreso. Ho avuto venticinque anni per riprendermi, non credo che cambier qualcosa se ti do una buona notizia, un'ottima notizia: sto molto meglio!

MARIANNE

Se il vostro rapporto fosse andato avanti, non ti saresti mai messo con me.

SERGE

Marianne, nessuno ha la risposta. Non siamo nell'ipoteticit. Se tu non fossi stata assunta dalla ditta dove lavoravo io, non ci saremmo mai conosciuti. Bisogna ammettere che la fortuna, come il dramma, spesso riposa sul caso. Il caso un punto di partenza per tutte le situazioni. Se modifichi il caso, non puoi sapere in anticipo l'evoluzione degli eventi. Dire: Ci siamo conosciuti, ci siamo amati perch era scritto, era destino, dai, siamo troppo cresciuti per credere a questo genere di stronzate!

MARIANNE


La tua teoria molto brillante ma non ti dispensa dal rispondere alla mia domanda.

SERGE


Ma qual la tua domanda?!

MARIANNE

Se quella donna non ti avesse rifiutato, saresti rimasto con lei ed lei che avresti sposato. S o no?

SERGE


Ma come faccio a rispondere a una domanda del genere? S, se pu farti piacere. S. Contenta? S.

MARIANNE

Ho un'altra domanda. (Sospiro di Serge) Semplicissima, chiarissima. Quando siamo stati a letto per la prima volta, la tua precedente partner era Sophie Clbard?

SERGE

S.

MARIANNE

Non hai avuto

SERGE


Non ho avuto cosa?

MARIANNE

Una delusione? O almeno una legittima tendenza al paragone?

SERGE

Legittima tendenza a paragonare voi due? Sinceramente, non me lo ricordo.

MARIANNE

Io dico che te lo ricordi.

SERGE

Ti starei mentendo?

MARIANNE

Diciamo che ci sono domande imbarazzanti e tu, alle domande imbarazzanti, preferisci mettere il coperchio.

SERGE

Ti rendi conto che questa discussione totalmente surreale oggi? Stamattina hai un incidente e ci tocca prendere la macchina del tempo per sapere se ho desiderato una donna pi o meno di te, venticinque anni fa! Venticinque anni, Marianne. Ammetti che la memoria ha dei limiti. Mi va anche bene subire un interrogatorio ma, ti prego, evita le domande aberranti.

MARIANNE

Ti faccio un'altra domanda.

SERGE

Figurati, sar solo la ottantasettesima.

MARIANNE

Come mai, scoprendo il cognome di quell'automobilista, ho automaticamente pensato a quella ragazza?

SERGE

Perch lo stesso cognome. suo cugino.

MARIANNE

S ma perch ho collegato cos in fretta?

SERGE(Esasperato.)

Perch si chiama Clbard! Ne conosci tante, tu, di persone che si chiamano Clbard?! Se il cognome fosse stato Martin o Duchapeau, non avresti battuto ciglio! Ma Clbard, ti rimane impresso. Clbard! Se quella vicina, di cui oggi mi strafotto, non si fosse chiamata Clbard, non staremmo qui, oggi, a fare la cronologia assurda di una faccenda che successa nel secolo scorso! Cazzo!!!

MARIANNE(Calma.)


Io credo che questa storia sia rimasta incistata nel profondo di noi e che non chiedesse altro che tornare a galla.

SERGE

S, beh, allora Marianne, non ne devi parlare con me ma con uno psicanalista. Uno che di mestiere cerca un ago in un pagliaio. Io ho una visione semplice delle cose. Semplicissima. Semplicistica. Io credo al caso e non alla predestinazione, credo che la vita non abbia senso, non nego l'inconscio ma trovo che a volte gli si dia pi peso di quanto non abbia realmente e penso, con convinzione feroce, con certezza fascista, che siamo solo il giocattolo delle coincidenze. deludente accorgersi di avere un marito cos coglione, specialmente dopo tanti anni, ma ti ci devi abituare. Adesso te lo dico con calma, smettila di rompere le palle!

MARIANNE(Calma.)

Ma normale agitarsi cos tanto?

SERGE

Ed normale farti le domande che ti fai?

MARIANNE

L'incidente di stamattina un'opportunit per noi.

SERGE

Un'opportunit?!

MARIANNE

E' rivelatore.

SERGE

Tutto quello che rivela, per il momento, che ti sei fissata con una storia che non ha nessun significato, nessuna attualit e nessuna conseguenza.

MARIANNE

Io credo che stiamo vivendo con dei rifiuti tossici sotto ai piedi. Sotterrati male. Non si vedono ma sono l, con tutto il loro potenziale nefasto.

SERGE

Non sto capendo assolutamente niente di quello che dici. aramaico. Quando ti rivolgi a me, parla semplice. Scendi di una spanna, anzi, due, disintellettualizza, altrimenti mi ci perdo.

MARIANNE

Certo.

SERGE

A chi stai telefonando?

MARIANNE

Pronto? (...) Buonasera signor Clbard, sono l'automobilista di stamattina.

Serge scuote la testa in segno di rimprovero.

MARIANNE

Allora, com' andata? (...) Una bambina?! (...) E come si chiama? (...) E sua moglie sta bene? (...) L'abbracci da parte mia. (...) No, lasci stare la storia dell'incidente (...) Ho parlato con mio marito e (...) No, riguarda sua cugina Sophie. (...) Questa storia l'ha molto turbato e voleva sapere come sta.

SERGE

Tu non stai bene.

MARIANNE


Sposata, me l'ha detto, ma altri dettagli, per esempio se ha figli o (...) Ah (...) Due volte? (...) E vive ancora qui o si trasferita in un'altra citt (...) E, insomma, una domanda un po' pi indiscreta, sempre cos bella? (...) Mmm ! (...) Beh, questo non osavo chiederglielo ma se lei a proporlo. (...) S, allora facciamo cos. Ha da scrivere? (...) S, aspetto.

Serge guarda Marianne come se la prendesse per pazza.

MARIANNE

Il suo cognome lo stesso mio e si chiama Serge. Il suo numero 06 77 89 77 89 (...) Giusto, non si sa mai, arrivederci, buona serata e grazie. (riattacca)

SERGE

Ti avr preso per una pazza scatenata. E poi, posso chiederti come ti sei permessa di dare il mio numero personale a quel tizio?

MARIANNE


Sta per chiamare sua cugina per dirle che ci siamo incontrati e magari ti telefoner.

SERGE

Mi sono sbagliato, non ti serve uno psicanalista ma uno psichiatra.

MARIANNE

Non ti preoccupare per me.

SERGE

E' sposata. Perch una donna sposata dovrebbe telefonarmi?

MARIANNE

Non pi sposata. Sta aspettando il divorzio. Non vivono pi insieme.

SERGE

Ha figli?

MARIANNE

Lo vedi che ti interessa.

SERGE

No, macch.

MARIANNE

Allora perch me lo chiedi?

SERGE


Perch muori dalla voglia di dirmelo.

MARIANNE

No. Non ha figli. Eppure si sposata due volte. Niente. Ha il ventre arido.

SERGE


E sul piano fisico?

MARIANNE


Ecco, lo sapevo. soprattutto quello che ti interessa.

SERGE

No.

MARIANNE

Sul piano fisico, secondo lui, oggi ancora pi bella che a trent'anni.

SERGE


Ne ha pi di cinquantacinque, secondo i miei calcoli.

MARIANNE

E allora? Prendi Sharon Stone, Kim Basinger, a cinquantacinque anni, sono delle bombe.

SERGE


Quindi Sophie Clbard una bomba atomica.

MARIANNE


E' quello che sostiene suo cugino.

SERGE


Se lo dice suo cugino

MARIANNE


Qualcosa mi dice che ti chiamer.

SERGE


E chi ti dice che io avr voglia di risponderle?

MARIANNE

Ma ti sei sentito quando parlavi di lei? No. uscito cos. Ho visto come un'impressione di inconcluso. Come una specie di rimpianto. Direi perfino di allerta.

SERGE


Allerta? Dovresti controllare il senso delle parole sul dizionario.

MARIANNE

Adesso lo negherai ancora ma sono sicura che ti chiedi come sarebbe stata la tua vita se fossi invecchiato con lei. Quella donna l'hai sognata, l'hai avuta, l'hai idealizzata, lei ha troncato di netto, quindi un brutto colpo, e poi te ne sei fatto una ragione con me.

SERGE

E allora?

MARIANNE

Sono solo un ripiego.

SERGE


... D'accordo.

MARIANNE

Sei d'accordo?

SERGE

No, dico d'accordo perch penso che tu non stia molto bene e mi rassegno pian piano a questa nuova situazione.

MARIANNE


Neanche tu stai benissimo.

SERGE

Marianne, stai faticosamente riesumando un episodio totalmente insignificante mentre io mi sto uccidendo a forza di dirti che quella ragazza morta. Capisci? Morta! Sepolta. Sparita dalla faccia della terra. Smettila di pensare che ogni evento abbia sistematicamente una carica traumatica. Il problema risolto da lustri, ormai!

MARIANNE

Serge, non sempre basta decretare che una faccenda sistemata. Non si tratta di mettere bocca su una decisione che ti fa comodo perch si risolva con un colpo di bacchetta magica. Non sei tu che decidi. L'inconscio pi testardo di te.

Serge fa un'espressione che accompagna con un gesto, come a dire tutto questo incomprensibile, non capisco. Il telefono suona. Serge e Marianne si guardano. Esitazione.

SERGE

Rispondi.

MARIANNE

E' il tuo telefono che suona.

SERGE

Puoi rispondere al mio posto.

MARIANNE

Hai paura?

SERGE

Esatto. Ho paura di rispondere al telefono.

Marianne esita, poi risponde.

MARIANNE


Pronto? (... ) S, Maxime. Come stai? (...) Certo che ci manchi. (...) Niente, sono qui con tuo padre, stavamo discutendo tranquillamente. Va tutto bene a Sacramento ? (...) S, le abbiamo ricevute le foto, tuo padre le ha stampate, sono bellissime (...) E noi, ti manchiamo almeno un po'? (...) S, vero, altrimenti non chiameresti.

Serge fa segno che gli vuole parlare.

MARIANNE

Un bacio, amore mio (...) Ti passo tuo padre.

SERGEprendendo il telefono, felice.


Figlio mio! (...) Non telefoni spesso. (...) Le mail non sono la stessa cosa. (...) Non avrai cambiato la data di rientro? (...) Ah beh, mi ero spaventato (...) Hai una fidanzata? (...) Nuova? L'ultima era Wendy o Suzy ?(...) Questa francese? (...) un bel cambiamento, come si chiama?

All'improvviso, l'espressione stupefatta di Serge.

SERGE

Dai, va bene, ascolta figliolo, goditela ma stai attento. (...) Ti abbracciamo, non vediamo l'ora che torni.

Serge riattacca.

MARIANNE

Esce con una francese?

SERGE

Sai com', con lui non durano mai pi di tanto.

MARIANNE

E come si chiama?

SERGE

...

MARIANNE

Ti ha detto il suo nome?

SERGE


... Sophie (Lei lo guarda, sul punto di trionfare.) Che c'?!!

MARIANNE

Io non ho detto niente. suo diritto chiamarsi Sophie.

SERGE

S, s, esatto. Non so che ti prende ma...

MARIANNE

Serge, calmati.

SERGE

Perch, ti sembro nervoso?!!

Il cellulare squilla ancora. Serge risponde, nervoso.

SERGE


Pronto? () Ehm, s. Sono io. Buonasera. (...) No, no. Tutto bene, niente d'importante. (...) S, una vita, ovviamente. (...) Sposato, un figlio di vent'anni. (...) Anch'io, in uno studio, come consulente di gestione. (...) Mia moglie? (...) L'hai conosciuta, era... Abbiamo vissuto insieme nel palazzo per qualche mese. (...) All'epoca, era piuttosto bruna. (...) S, Marianne. (...) Benissimo, perfetto. (...) Cos su due piedi, difficile. (...) Rivederci... in che senso? (Marianne gli fa cenno di accettare) Io... non lo so. (Marianne ripete il suo cenno.)

SERGE


Aspetta, non riattaccare.

Marianne gli fa chiaramente cenno di invitarla a casa loro.

SERGE(Sottovoce.)

Ma no.

MARIANNE

Ma s.

SERGE(A disagio ma cedendo)

Vieni a cena a casa (...) Sabato sera non abbiamo impegni. (...) Ti mando l'indirizzo e il codice del citofono per messaggio. Alle otto e mezza va bene? (...) Tu dove abiti? (...) Rue Barbet de Jouy, non lontano. (...) OK.

Marianne riattacca. Serge riattacca a sua volta. Un lungo silenzio imbarazzato. Poi, dopo un sospiro, Serge parla.

SERGE


Non so perch l'ho fatto. una stupidaggine. La richiamo subito.

MARIANNE

Perch?

SERGE


Per disdire. Ma che dobbiamo fare? Staremo l a guardarci in cagnesco senza sapere cosa dire...

MARIANNE

Macch in cagnesco! Venticinque anni, un silenzio lungo venticinque anni, hai voglia le cose da raccontarsi. La serata sar fin troppo corta.

SERGE

A me sembra una cosa fuori luogo.

MARIANNE


Perch ci sono ancora le braci!

Serge afferra il telefono. Marianne gli toglie dalle mani il cellulare.

MARIANNE

Confiscato. Te lo restituir domani. Le mando il nostro indirizzo.

SERGE


A che gioco stai giocando?

MARIANNE


Non un gioco. molto importante per noi, Serge. La rivedi e parlate. Cos chiudi il capitolo. Ti vivi il tuo lutto.

SERGE(Alzando gli occhi al cielo.)

Ma quale lutto.

MARIANNE

Non vedo l'ora che sia sabato. Me ne vado a letto.

SERGE

Buonanotte.

MARIANNE

Tu non vieni?

SERGE

Non ho ancora sonno.

MARIANNE

Buonanotte.

Lei esce. Lui resta in scena.

BUIO

SECONDA PARTE

Sabato. Ore 20 e 45

MARIANNE


Sei bello, stasera.

SERGE(Teso.)

Bello? Ho solo messo una camicia nuova. Se questo me lo chiami essere bello...

MARIANNE


Quando io e te ceniamo insieme, a me non toccano le camicie nuove. Guarda, stai anche pi dritto.

SERGE


Sono andato a fare un'ora di ginnastica, oggi pomeriggio.

MARIANNE

Perch?

SERGE

Perch sabato, e ogni sabato vado a fare ginnastica. Hai dei vuoti di memoria?

MARIANNE


S, scusa. La ginnastica del sabato. C'era la tua insegnante, la bionda? Com' che si chiama?

SERGE

Juliette.

MARIANNE

Juliette. Quella ha un corpo che un mistero, non so come fa.

SERGE


Due ore di stretching al giorno, un'ora di footing. Non c' nessun mistero. Lavora meticolosamente su ogni parte del suo corpo.

MARIANNE

E io, non mi hai detto come mi trovi.

SERGE

Benissimo.

MARIANNE

Non hai neanche guardato.

SERGE(Guardandola e prendendosi il tempo di essere sincero, bench infastidito.)

... Benissimo.

MARIANNE

Sei nervoso.

SERGE

No.

MARIANNE

Mi pare...

SERGE

Sto benissimo. La zenitudine totale.

Pausa.

MARIANNE


E smettila di fare su e gi.

SERGE

Non faccio su e gi, sto facendo due passi.

MARIANNE


E' in ritardo, la signora. Si fa desiderare.

SERGE


Non lo so, non ho l'orologio.

MARIANNE(Guardando l'orologio.)
Diciotto minuti.

SERGE

Dobbiamo prendere un treno? una cena. Una semplice cena.

MARIANNE


Diciotto minuti, per, meglio che abbia una buona scusa. Abita in rue Barbet de Jouy.

SERGE


E' quello che ha detto.

MARIANNE

Non dovrebbero volerci ore.

SERGE


Hai fame?

MARIANNE

E tu?

SERGE


Non tanto.

MARIANNE


Ho preparato i petti d'anatra. Sai cosa dovremmo fare?

SERGE

No.

MARIANNE


Quando arriva, io scendo e faccio finta di fare la spesa dell'ultimo minuto.

SERGE

Perch?

MARIANNE


E' un momento che rischia di essere particolare per voi due. Io faccio tipo: Oh, accidenti! Ho dimenticato il pane. Scusate, torno tra cinque minuti. Se io non ci sono, sarete pi a vostro agio. Che ne pensi?

SERGE


Che la panetteria chiusa.

MARIANNE


Il vino? Posso andare a prendere il vino.

SERGE

Marianne. Piantala.

MARIANNE

Io lo faccio per te. Perch, scusa, mi dici che sei zen ma lo zen ben altro!

SERGE (Esplodendo.)

Sei tu che non fai che perseguitarmi. Ti sei messo una camicia nuova, Smettila di andare su e gi, diciotto minuti di ritardo! Se fremi all'idea di ricevere questa donna, buon per te, ma permettimi di non condividere la tua eccitazione.

MARIANNE (Dolce.)

Serge...

SERGE

No, per piacere, non pronunciare il mio nome con quella specie di compassione materna, stile rilassati, amore mio, ci sono io, esasperante. Pi mi parli cos, pi ottieni il risultato inverso.

MARIANNE

Non ti va di spiegarmi cosa c' che non va?

SERGE

Vuoi che ti spieghi cosa c' che non va? Te lo dico subito cosa c' che non va. Ho il presentimento che sar una serata mortalmente imbarazzante. Finiremo per parlare di canottaggio. Sophie non una chiacchierona e io parlo solo se ho qualcosa da dire.

MARIANNE

Non hai nessuna domanda, non sei curioso di sapere quante ne ha passate, che cosa le capitato, com' diventata?

SERGE

Me ne pu fregare di meno!

MARIANNE

A me interessa.

SERGE


Beh, sei l'unica.

MARIANNE

La cosa impressionante di lei, era il corpo. Ti ricordi?

SERGE

No.

MARIANNE


Il collo lungo. Esile ma con i fianchi e il seno. Le giunture molto fini. Una morfologia... Direi paradossale. Mi chiedo come si sia evoluto il tutto. Forse ha preso peso con l'et. Oppure dimagrita. Ci sono donne che facile immaginare con venticinque anni di pi. Lei no. Tu che ne pensi?

SERGE

Io non ne penso... (Gesto dritto, come per dire mantengo la rotta)

MARIANNE

Quando mi capitava di incontrarla nel quartiere, emanava una specie... non di indifferenza. Non poteva essere indifferenza, sicuramente di era presa il tempo per valutarmi visto che le succedevo. Ma c'era sempre quella specie di muro invisibile che lei aveva eretto tra noi. Dietro il suo sguardo, sentivo il messaggio: Nonostante i tuoi ridicoli mezzucci, te la sei saputa cavare, vecchia mia.

SERGE


Non era il tipo da dire vecchia mia.

MARIANNE


Era il tipo da pensarlo.

SERGE


L'hai conosciuta appena, come fai a saperlo?

MARIANNE


Sicuramente avr pensato che non ti meritavo. Che non ero all'altezza. Mi vedeva con un tizio insulso. Incolore, addirittura un po' fesso. Oppure senza nessuno. E invece... Eccomi qui. Ti dico quello che sento, non ho mai avuto le prove. Mi ha sempre superbamente ignorato. Quel mio lato provinciale dell'epoca, sai, poverina, non posso avercela con lei, talmente personale.

SERGE


Quindi, sei contenta che venga qui per constatare che hai avuto fortuna e hai saputo tenermi accanto a te.

MARIANNE

Volenti o nolenti, la felicit anche una competizione. Uno cerca di essere felice per s ma anche un po' per dare fastidio agli altri. Quando, come me, parti con degli handicap e tagli il traguardo... A quell'epoca ero s e no guardabile, mi vestivo da Monoprix e i capelli me li tagliava mia madre. Non si pu dire che facessi faville.

SERGE

A cosa dobbiamo questo numero di falsa umilt?

MARIANNE


Vuoi farti una risata?

SERGE


Non ti prometto niente.

MARIANNE


Ho comprato dei dischi, nel caso ci fossero dei vuoti nella conversazione.

SERGE (Indifferente.)

Hai fatto bene.

MARIANNE

Ma in sottofondo. In sordina.

SERGE

Va bene.

MARIANNE


Non mi chiedi cosa?

SERGE

No.

MARIANNE


Una compilation di successi in italiano. Dei lenti.

SERGE

Ma sei matta?!

MARIANNE

Ho detto in sordina. Giusto per la nostalgia. Per quanto ci sia il rischio di un'atmosfera da pizzeria.

SERGE

Marianne, stasera ti proibisco di mettere la musica.

MARIANNE

Prima di tutto, sii gentile, non me lo proibisci, semmai me lo chiedi gentilmente.

SERGE


Te lo chiedo gentilmente.

MARIANNE


E io, gentilmente, ti rispondo di no.

SERGE

Tanto non la ascolteremo...

La suoneria del telefono interrompe Serge. Serge risponde.

SERGE


Pronto? (...) S? (...) Ah s? (Lungo silenzio.) No, no, io... capisco... (...) Come vuoi. (...) Daccordo, buona serata.

Serge riattacca.

MARIANNE


Non mi dire che era lei.

SERGE


Ebbene s. Alla fine ha pensato che fosse una pessima idea. Chiamava per disdire.

MARIANNE


Disdice. Non poteva disdire prima?

SERGE


Come hai potuto vedere, non gliel'ho chiesto.

MARIANNE


Ah no, non possibile! Rispondile che un po' tardi per disdire, non si fa cos, non un modo di fare. Questo veramente il colmo! Decide tutto da sola. E allora noi che cosa siamo? Non si trattano cos le persone.

SERGE


Nel frattempo, avr riflettuto.

MARIANNE


Aveva tre giorni per riflettere, riflette all'ultimo momento? Ti ricordo che io ho cucinato.

SERGE


Marianne, non saranno due miseri petti d'anatra in frigo ad impedirti di dormire.

MARIANNE

Che faccia tosta.

SERGE


Sono d'accordo, ha una gran faccia tosta. Ma adesso che l'abbiamo detto non che abbiamo fatto qualche passo avanti.

MARIANNE


Richiamala, chiedi spiegazioni!

SERGE


Io non chiedo proprio niente. Se cambia idea, rispetto la sua scelta.

MARIANNE


Se non sei abbastanza coraggioso da richiamarla, passami il cellulare. Ci parlo io.

SERGE


E poi, che altro?

MARIANNE

Dammi.

SERGE


No, Marianne.

MARIANNE


Beh, allora che facciamo?

SERGE


Che facciamo? Niente. Che cosa vuoi che facciamo? Non facciamo proprio niente! Ceniamo. Non drammatizzare. Mica hai cucinato per quindici persone! La terra non smetter di girare. Un invitato disdice, un peccato, s, ma non neanche la catastrofe del secolo!

MARIANNE


Vuoi che ti dica come si chiama questo? Disprezzo. Non siamo abbastanza importanti per lei.

SERGE


Smettila con questa paranoia. Non un giudizio su di noi. Non essere cos stupidamente suscettibile!

MARIANNE(Sospettosa.)

Per strano.

SERGE


Perch strano?

MARIANNE

Non lo so.

Una lunga pausa durante la quale Marianne sospetta palesemente di Serge.

SERGE


Cosa c'?...

MARIANNE


Io dico che successo qualcosa.

SERGE


E' successo che ha pesato i pro e i contro e alla fine ha capito che questa serata era fuori luogo. giunta alla mia stessa conclusione. Neanch'io ero molto entusiasta.

MARIANNE


Guarda caso, le grandi menti si incontrano.

SERGE


Guarda caso.

MARIANNE


Non l'avrai mica un po' influenzata?

SERGE


Non avevo particolarmente voglia che venisse, non te l'ho nascosto.

MARIANNE


Quindi avresti potuto tranquillamente richiamarla il giorno dopo di prima mattina e chiederle di annullare la serata.

SERGE

No.

MARIANNE


C' mancato poco che non lo facessi poco dopo.

SERGE


Sono stato tentato. Ma se l'avessi fatto, te ne avrei parlato.

MARIANNE

Non ne sono sicura.

SERGE


Se non ci credi, che cosa vuoi che ti dica...

MARIANNE


Come spieghi questa defezione dell'ultimo minuto?

SERGE


Ma io non spiego niente, non ho niente da spiegare, non ho la risposta a tutto, non sto nella sua testa! Per quanto ne so, se col marito va male, magari hanno alzato i toni e hanno litigato. Quando stai affrontando un divorzio, questo genere di imprevisti pu capitare. La gentilezza sta nel saper sdrammatizzare.

MARIANNE


La gentilezza consiste nell'onorare un invito che hai accettato!

SERGE


E' una donna sgarbata. Villana. una maleducata. Ti fa piacere che lo dica? Lo dico. una poco di buono!

MARIANNE


Non mi toglierai dalla testa l'idea che mi stai nascondendo qualcosa.

SERGE


Che cosa dovrei nasconderti?

MARIANNE

...

SERGE


Che cosa dovrei nasconderti?

MARIANNE


Che ti sei rimesso in contatto con lei.

SERGE

Ah s?

MARIANNE


Ti sei rimesso in contatto con lei e le hai chiesto di non venire perch hai paura.

SERGE


Paura di cosa?

MARIANNE


Di cose che ignoro e che lei potrebbe spifferare innocentemente. O anche non innocentemente.

SERGE


... (Sospira alzando gli occhi al cielo) ...

Pausa.

MARIANNE

Serge.

SERGE

S.

MARIANNE


Sapevi che non sarebbe venuta? (Silenzio di Serge) Lo sapevi s o no?

SERGE

No. Ci mettiamo a tavola? Ho una fame... Finir i petti d'anatra in pi per non ingombrare il frigo.

MARIANNE


Prima avevo fame, adesso mi passato l'appetito.

SERGE


Puoi comunque sederti a tavola con me. Tenermi compagnia. Oppure la tua delusione tale che di colpo ti venuta la nausea?

Breve suoneria del cellulare.

MARIANNE

Un messaggio?

SERGE

S.

MARIANNE

E' lei?

SERGE(Leggendo, poi)

... No.

MARIANNE

Chi ?

SERGE(Leggendo)

Info conto: 2 giga a 15 euro.

MARIANNE

Permetti?

SERGE


Non ti fidi?

MARIANNE


No, non mi fido. Fammi vedere.

SERGE


Sei ridicola.

MARIANNE


Sono ridicola. Dammelo... Per favore.

Marianne va a prendere il telefono di Serge e legge il messaggio.

MARIANNE(Leggendo.)

Hai vinto tu. Non tentiamo il diavolo.

SERGE

...

MARIANNE(A Serge.)


Hai vinto tu, non tentiamo il diavolo?

SERGE


Sei contenta di te?

MARIANNE


Gradirei una spiegazione.

Serge, confuso, mostra un certo imbarazzo.

SERGE


Mi sembravi un'esaltata. per questo che ho preferito...

MARIANNE


No. Non hai preferito, hai mentito, d'accordo? Hai appena mentito. Adesso mi spieghi. Hai vinto tu. Vinto cosa? Cos' che hai vinto? Che cosa dovrei capire?

SERGE


Non c' niente da capire.

MARIANNE


Niente da capire? Scrive cose incoerenti.

SERGE


Senti, non ho idea di cos'abbia nella testa questa donna ma so quello che hai nella tua. Se pu rassicurarti, non risponder pi ai suoi messaggi. Non ho alcuna voglia di rivederla. N stasera n mai. Non mi interessa. L'idea di questa cena era stupida. Assurda. Se mi mettessi a rivedere tutte le persone che ho incontrato nella mia esistenza, non finirei pi. La vita sapersi evolvere, passare ad altro.

MARIANNE


Mi vuoi dire una volta per tutte perch questa visita ti terrorizza? Hai parlato di zenitudine e invece tremavi come una foglia, mi menti sul suo messaggio! Mi sta bene essere presa per un'idiota ma ci sono dei limiti.

SERGE


Quanto sei opprimente. Bisogna essere forti con te.

MARIANNE


Hai vinto! Per averti mandato queste due parole, devi averle detto qualcosa. E se faccio riferimento alla conversazione telefonica cui ho assistito, c' qualcosa che non torna.

SERGE

No.

MARIANNE


Quindi c' stata un'altra conversazione.

SERGE

...

MARIANNE


Non mi arrabbio, Serge.

SERGE


Ci mancherebbe pure che ti arrabbiassi.

MARIANNE


E' impossibile che tu non l'abbia richiamata. Anzi, direi che sei troppo intelligente per non averlo fatto.

Una pausa, poi Serge confessa.

SERGE


E va bene. Visto che vuoi il tuo grande momento di verit, s, ho richiamato Sophie il giorno dopo, di prima mattina. Ho riflettuto e l'ho richiamata. Hai indovinato, brava. Io sono intelligente ma tu sei pi intelligente di me.

MARIANNE


Non provare a lusingarmi.

SERGE


Ho voluto spegnere l'incendio. Le ho detto che tu avevi preso male il fatto che ci fosse stato qualcosa. Che non lo sapevi perch io avevo avuto l'istinto di tacere quello che era successo e poi la stupidaggine di confessarti, venticinque anni dopo, una verit che credevo inoffensiva e che si rivelata devastante. Avresti passato la serata a guardarla come una bestia curiosa, non avresti smesso di farle domande su di noi...

MARIANNE


E le sue risposte avrebbero potuto essere imbarazzanti.

SERGE


Ci sono persone che sono in grado di ascoltare la verit e altre che non sono in grado.

MARIANNE


Io non sono in grado?

SERGE


S. Ma hai altre qualit.

MARIANNE


Quale verit non sarei in grado di ascoltare?

SERGE

E va bene. Visto che non molli... Non molli, vero?

MARIANNE

No.

SERGE


Quando abbiamo lasciato il palazzo per prendere un appartamento pi grande, ho rivisto Sophie.

MARIANNE

Rivisto?

SERGE


Le ho detto addio. Contavo di baciarla sulle guance, di augurarle buona fortuna ma...

MARIANNE


Ma non esattamente quello che successo?

SERGE


No. Abbiamo un po'... sbandato.

MARIANNE

Evita le metafore.

SERGE


Lo sai che significa sbandare?

MARIANNE


Solo per le macchine. Eravate in macchina?

SERGE


... A casa sua.

MARIANNE


Avete di nuovo...?

SERGE

S.

MARIANNE

Ma guarda.

SERGE


Non ti dir che mi ha preso con la forza. Ci ha saputo fare e io non ho saputo...

MARIANNE

Impedirglielo.

SERGE

Esatto.

MARIANNE


E questa sbandata ha avuto luogo quando noi stavamo gi insieme.

SERGE


E' quello che ti ho nascosto e che ti consideravo non in grado di ascoltare.

Marianne fissa Serge a lungo e con freddezza.

SERGE


Adesso ce l'hai la risposta? Vuoi chiamare un avvocato? Iniziare una procedura di divorzio?

MARIANNE


Beh, sai, ti voglio sorprendere, sono in grado di ascoltarla. Non ti prendo a schiaffi, non do di matto, anche se, ma no, sono positiva, ti ringrazio di avermi finalmente detto una cosa vera. per questo addio che non volevi che venisse?

SERGE


Tra le altre cose. Le ho detto che trovavo questa serata imbarazzante, malsana e del tutto inopportuna.

MARIANNE


E davanti a una tale quantit di argomenti, lei ti ha dato ragione.

SERGE


No. Non mi ha dato ragione per niente. Ho dovuto spiegarle il contesto. Ti ho descritto come una moglie, come dire... non molto compiacente.

MARIANNE

Un Cerbero.

SERGE


Di un certo rigore sul piano morale. Lei ha insistito per venire lo stesso, io ho insistito ancora, lei ha insistito ancora. Poi ha chiesto di pensarci su. Io ho aspettato. Nessuna notizia. E poi, cambio di programma, a quanto pare i miei argomenti hanno vinto ma con un certo ritardo, visto che solo adesso ha rinunciato a venire.

MARIANNE


Quindi sei riuscito a mantenere le distanze.

SERGE


Quindi sono riuscito a mantenere le distanze.

MARIANNE


E tutto questo per telefono.

SERGE


Ebbene s... L'ho richiamata il giorno dopo, te l'ho detto e te lo ripeto.

MARIANNE


Da dove l'hai richiamata?

SERGE


Dal mio ufficio.

MARIANNE


Perch dal tuo ufficio?

SERGE


Per stare pi tranquillo.

MARIANNE


Temevi che ti spiassi?

SERGE


Che intervenissi. Tu sei una che fa tanti gesti ogni volta che sono al telefono, abbastanza fastidioso.

MARIANNE

...

SERGE


Ti tornato l'appetito?

MARIANNE


Adesso capisco meglio quel misterioso non tentiamo il diavolo.

SERGE


Il diavolo, con venticinque anni di pi, non pi esattamente il diavolo.

MARIANNE


Il diavolo non invecchia.

SERGE


Comunque sia, non dar seguito. Se vuole tentare il diavolo, lo tentasse con chi le pare ma non con me. La smettiamo di parlarne e ceniamo?

MARIANNE

Non ancora.

SERGE(Tra s, stufo.)

Non possibile.

MARIANNE


Lo so che avresti preferito aver sposato un'idiota ma purtroppo ho una testa e la uso.

SERGE


Ti ho appena confessato cose che non credevo fossi in grado di sentire.

MARIANNE


Cose. Non tutte le cose. Questa conversazione che hai avuto con lei, il giorno dopo... stata per telefono?

SERGE


...S. Te l'ho appena detto.

MARIANNE


Soltanto per telefono?

SERGE

S.

MARIANNE


Non l'hai rivista?

SERGE


Perch dovrei averla rivista?

MARIANNE


Per comodit. Penso che per convincerla, sarebbe stato pi semplice avercela di fronte.

SERGE


Forse sarebbe stato pi semplice ma non cos che andata.

MARIANNE


Tutta questa storia successa solo per telefono?

SERGE(Malsicuro.)

... S.

MARIANNE

Sono in grado.

Serge esita. In silenzio va su e gi per la stanza, poi, alla fine, chiede...

SERGE


Mettiamo il caso. Che cosa cambia?

MARIANNE


Che cosa cambia?

SERGE


Il contenuto della discussione rimane lo stesso.

MARIANNE


Il contenuto, non le circostanze.

SERGE


Forse non le circostanze.

Marianne poggia la mano su quella di Serge.

MARIANNE


Serge. Se decidi di dire la verit, o la dici tutta o non la dici.

SERGE


Okay. Ci siamo visti.

MARIANNE


Non pi semplice?

SERGE


No, non pi semplice, molto pi complicato.

MARIANNE


Quindi, telefonata e appuntamento.

SERGE

Come?

MARIANNE


L'hai chiamata e avete deciso per un incontro.

SERGE


Un pranzo.

MARIANNE

Dove?

SERGE


Un ristorante sotto casa sua, a rue Barbet de Jouy.
 Cucina semplice. Tradizionale. Poca gente. Lei ci va spesso.

MARIANNE


E arrivato sul posto, l'impressione?

SERGE


Quale impressione?

MARIANNE

Ancora scopabile?

SERGE

Prego?

MARIANNE

Bella come una volta?

SERGE(Indifferente.)

Mah, s.

MARIANNE


Pi magra, pi grassa?

SERGE

Uguale.

MARIANNE


La pelle meno liscia?

SERGE

Luci soffuse.

MARIANNE


Un po' di chirurgia.

SERGE


Se ha fatto qualcosa, l'ha fatto con moderazione.

MARIANNE


E tu? Fisicamente non l'hai troppo delusa?

SERGE


Non ha fatto commenti.

MARIANNE

Vi siete baciati?

SERGE


All'inizio e alla fine. Sulle guance. Brevemente.

MARIANNE

(Smorfia scettica)...

SERGE


Marianne, abbiamo solo chiacchierato. Avevo una cosa da chiederle e gliel'ho chiesta. Abbiamo parlamentato, negoziato, mercanteggiato.

MARIANNE


Non avete soltanto parlamentato.

SERGE


No. Visto che ti sto dicendo tutto, al ristorante sono stati gentili, ci hanno lasciato una panca e ci abbiamo dato dentro come matti. Gli altri clienti si sono messi tutti intorno, erano eccitatissimi, chiedevano il bis. stupendo fare l'amore davanti a degli sconosciuti, non ci avevo ancora mai provato.

MARIANNE


Questo proprio da te. Ironizzare a oltranza per rendere un'ipotesi idiota.

SERGE

Che cosa vuoi sapere?

MARIANNE

Immagino che abbiate rievocato il passato. Sgranato i ricordi.

SERGE


Non che l'argomento fosse inesauribile.

MARIANNE


Ti ha chiesto se eri felice?

SERGE

S.

MARIANNE


E tu che hai risposto?

SERGE


Che non potevo lamentarmi.

MARIANNE


Questa la tua risposta?

SERGE


Non va bene?

MARIANNE


Ti si sarebbe graffiata la gola a dirle che, s, sei tanto felice?

SERGE


La litote mi sembrata pi fine. Meno appariscente. Quando avanzi su questo tipo di terreno, meglio evitare i trionfalismi.

MARIANNE

E lei?

SERGE


Lei sta divorziando.

MARIANNE


Non sempre un dramma.

SERGE


No. Oltretutto, nel suo caso, non il primo.

MARIANNE


E che cos'ha in mente per ovviare alla solitudine?

SERGE


Niente. Ha vissuto benissimo da sola tra i suoi due matrimoni. Non una persona che cerca a tutti i costi di accalappiare un uomo.

MARIANNE


Data l'et, non il caso di perdere troppo tempo.

SERGE


Non sembra che la cosa le crei problemi.

MARIANNE

Di che cosa vive?

SERGE


Si occupa di pittura. Rappresenta degli artisti. Ma non ha bisogno di questo per vivere.

MARIANNE


Ha spennato i suoi due mariti?

SERGE


Era benestante gi prima di sposarsi. I suoi genitori le hanno lasciato una bella rendita.

MARIANNE

Eppure, quando eravate vicini di casa, il palazzo non era niente di che...

SERGE

I suoi genitori erano ancora vivi.

MARIANNE

Che altro?

SERGE


Non mi ricordo. Abbiamo parlato... della vita in generale.

MARIANNE


Due ex amanti con qualche ruga in pi che si rivedono, che filosofeggiano sul tempo che passa, le gioie sbiadite, i sogni, quelli che hanno realizzato e quelli che hanno messo da parte. Me la immagino perfettamente quella musichetta, i sorrisi nostalgici, le cose non dette, i bilanci delicati. Le vostre mani si sono toccate? Le dita?

SERGE(Pensando a qualcosa di osceno.)

Come le dita?

MARIANNE

Sfiorate? Intrecciate?

SERGE

... No.

MARIANNE


Quanto durato?

SERGE

Cosa?

MARIANNE

Il pranzo.

SERGE


Non ho cronometrato. Il tempo normale di un pasto con antipasto, un piatto e caff. Ha insistito per pagare lei il conto, io ho protestato ma non ha sentito ragioni.

MARIANNE


Usciti dal ristorante, l'hai accompagnata davanti a casa?

Ho detto accompagnata davanti a casa. Non a casa.

SERGE(Dopo una pausa.)

Sono salito.

MARIANNE(Incredula, se non addirittura minacciosa.)

Salito?

SERGE


Non sei pi in grado di ascoltare la verit? Sono salito nel suo appartamento.

MARIANNE

Per quale motivo?

SERGE


Voleva assolutamente farmi vedere le opere dei pittori di cui si occupa.

MARIANNE


E da quand' che fai il battitore d'asta?

SERGE


E' l'obiezione che ho sollevato, lei mi ha risposto che non voleva, citandola, il parere di un esperto ma di uno spettatore.

MARIANNE


Chiss perch ma mi sembra un pretesto bello e buono.

SERGE


Infatti era un pretesto.

MARIANNE


E' stata intraprendente?

SERGE


Attiva. Una volta salito, ha cercato di trattenermi.

MARIANNE


In che modo? Ha sfoderato il best of dei pi grandi successi da pizzeria?

SERGE


No. Mi ha chiesto se avessi fretta, se avevo da fare. Ha detto che lei non aveva appuntamenti. In un primo momento, sono stato evasivo. Ci siamo messi davanti ad un quadro e, mentre mi spiegava il procedimento dell'artista, spiegazione di cui non ho capito praticamente nulla, lei mi ha... accarezzato la schiena.

MARIANNE


E tu che cosa hai provato?

SERGE


Davanti al quadro, sinceramente, niente di che.

MARIANNE


E la mano sulla schiena.

SERGE


Piacevole. Niente di pi.

MARIANNE

E poi?

SERGE


Ho guardato l'orologio, ho fatto finta di stupirmi per l'ora e me ne sono andato. Sono tornato a casa.

MARIANNE


Sei sicuro di non aver saltato niente?

SERGE


S. L'ho pregata un'ultima volta di non venire a cena. Lei mi ha risposto che aveva bisogno di pensarci. E, come hai potuto constatare, la ragione ha avuto la meglio, ha rinunciato.

MARIANNE


La rivedrai?

SERGE

No.

MARIANNE


Lo sai benissimo che non ti moller.

SERGE


Marianne. Se ti dico che non la rivedr, che quella donna non mi interessa, che non ho voglia di questo genere di storia, mi piacerebbe che mi credessi. Alla domanda: sono un uomo felice? La risposta s, alla domanda: desidero questa donna? La risposta no. Qualsiasi cosa faccia, qualsiasi cosa possa architettare, hai voglia a farsi furba, non mi avr mai. Posso essere pi chiaro? C' una parola che non ho pronunciato che possa definitivamente convincerti?! La cosa pi importante siamo noi. Quello che ci succeder tra cinque giorni.

MARIANNE(Incuriosita.)

Tra cinque giorni? Che cosa ci succeder tra cinque giorni?

SERGE


Di solito sono gli uomini che non ricordano mai le date.

MARIANNE


Non Maxime, mancano ancora quindici giorni.

SERGE


No, non Maxime.

MARIANNE


... Il nostro anniversario di matrimonio.

SERGE


Ah, per.

MARIANNE

Scusami.

SERGE


A meno che tu non ritenga sia fuori moda festeggiarlo.

MARIANNE

No. Hai qualche idea?

SERGE(Enigmatico.)

Pu darsi.

MARIANNE


Sono molto impaziente.

Si baciano stringendosi...

BUIO

TERZA PARTE

Gioved. Ore 23 e 55

MARIANNE(Leggermente brilla.)

Erano secoli che non mi portavi a ballare.

SERGE(Brillo a sua volta.)

Volevo sapere se te la cavavi ancora.

MARIANNE


Sono peggiorata molto?

SERGE


Quasi per niente, ti assicuro. E io?

MARIANNE


Sospetto che tu ti sia allenato di nascosto. Come ti venuta questa idea della cena danzante?

SERGE


Il ristorante lo conosciamo a memoria, per le discoteche non abbiamo pi l'et. Per questo anniversario, perch non fare un po' gli anzianotti? Volevo anche verificare di poter fare anche io invidia a qualcuno.

MARIANNE

Invidia a chi?

SERGE


Agli uomini che c'erano.

MARIANNE

E ci sei riuscito?

SERGE(Dolcemente ironico.)

Neanche tanto. A parte me, nessuno ti ha invitato a ballare.

MARIANNE


Chiss perch. Ma ti sei guardato? Te ne stavi l dritto come una sentinella con quegli occhi da cane da guardia.

SERGE


Se un uomo ti avesse gentilmente invitato, avrei detto di s.

MARIANNE


Non saresti stato geloso?

SERGE

... Lusingato.

MARIANNE

Davvero?

SERGE


Magari avrei controllato che non ti mettesse una mano sul culo.

MARIANNE

Per.

SERGE

E' normale. (Proponendole dello champagne.) Marianne?

MARIANNE


Un giorno, sul treno, mi sono ritrovata seduta di fronte ad un tizio che tornava dal vagone ristorante. Stava per mordere il suo panino, mi guarda, si ferma e mi fa: Mi scoccia mangiare davanti a lei. Io gli rispondo: Non ha importanza, sa. Lui mi dice: No, sul serio, imbarazzante. Io gli faccio: Se vuole mi giro dall'altra parte, non la guardo. Lui protesta: Non vorr mica farsi venire il torcicollo per colpa mia. Vuole che cambi posto? Lui mi dice: Manger solo se mangia anche lei. E mi offre un altro panino. Si d il caso che avessi un po' di fame quindi s, d'accordo, accetto. E ci mettiamo a mangiare insieme. Lui mi sorride. Non male.

SERGE

Non era male che ti sorridesse o era lui che non era male?

MARIANNE

Tutt'e due.

SERGE


Eravamo sposati?

MARIANNE


Maxime avr avuto sei anni. Mangiamo ognuno il proprio panino, era un tramezzino, e lui mi dice, con finta ambiguit: per, una cosa molto intima mangiare, no? Io gli faccio: Ha assolutamente ragione e, pronunciando questa frase, mi partono dei pezzi di cibo verso di lui, dritti in faccia. (Ride brevemente.) Ed era pure maionese. Ci preso un attacco di riso. Non so quant' durato... Ha un po' rotto il ghiaccio. E dopo la conversazione partita da sola. Lui mi racconta che scapolo, che vive in una casa adorabile con vista sul mare, insomma, fa le sue mosse.

SERGE


Non ti sai mica fatta prendere con un panino?

MARIANNE


Gli ho detto che ero sposata, la fede era la prova (Mostra l'anulare con la fede.) E a quel punto, lui mi fa: Certo un handicap, ma non un freno, posso passarci sopra. La cosa mi ha fatto ridere e...

SERGE(Interrompendola.)

Aspetta, questa battuta idiota ti ha fatto ridere?

MARIANNE


No, non proprio. Gli ho detto che, in altre circostanze, sarei stata molto contenta di rivederlo ma che, essendo una donna sposata e madre, non saremmo andati oltre. L'ho ringraziato per il panino, mi sono scusata per avergli sputacchiato addosso e lui mi ha risposto: Non si scusi, stato delizioso.

Lei ride da sola. Una risata leggermente esagerata dall'alcool. Poi smette progressivamente. Un lungo silenzio. Il tono leggero e gioioso di Marianne non trova nessun riscontro in Serge che quasi stecchito.

MARIANNE(Come per rassicurarlo.)

Non ci siamo mai pi rivisti. Niente numeri di telefono. Non mi ricordo neanche pi come si chiamava.

SERGE


Per stato un momento piacevole?

MARIANNE


Certo. Non ti dir il contrario. Per una donna sempre piacevole sentire l'effetto che fa su un uomo affascinante. Com' piacevole per un uomo sentire che fa effetto su una donna. No?

SERGE

...

MARIANNE


Ecco, questo il tipico aneddoto che diverte solo chi l'ha vissuto e mai chi lo ascolta.

SERGE

Tipico.

MARIANNE


Tu, quando vai al corso di fitness il sabato e c' la tua istruttrice, Juliette, con la vita sottile e le chiappe di cemento armato che ti fa i complimenti (Imitandola.) Bravissimo, sta consolidando i suoi risultati, continui cos! Continui cos! Non ti lusinga?

SERGE

S.

MARIANNE


Beh, la stessa cosa, non ti stavo dicendo niente di pi.

SERGE


Ammettiamo. Questa storia mi ha inutilmente irritato, sei contenta?

MARIANNE


Vorrei farti una domanda che ti irriter ancora di pi. Nessuna notizia di Sophie Clbard ?

SERGE(Sfinito, poi, contro ogni aspettativa.)

... S.

MARIANNE

Ah s?

SERGE

Due chiamate.

MARIANNE


Che cosa voleva?

SERGE


Non ne ho idea. Ho lasciato suonare. Non ho risposto.

MARIANNE

Un messaggio?

SERGE


Serge, sono Sophie, mi puoi richiamare?

MARIANNE


E tu non hai richiamato.

SERGE

No.

MARIANNE

Perch?

SERGE


Perch non mi andava.

MARIANNE

E quando successo?

SERGE


Tre giorni dopo l'annullamento della cena. Marted.

MARIANNE

E poi? Non vi siete pi parlati?

SERGE

No.

MARIANNE


Non ti sei nemmeno preso la briga di dirle che non l'avresti pi rivista.

SERGE


Il modo migliore per far capire a qualcuno che non vuoi vederlo pi, non vederlo pi.

MARIANNE(Acida.)

Non ci avevo pensato.

SERGE


Ti assicuro, funziona.

MARIANNE


Quando dici che hai lasciato suonare perch sapevi che era lei.

SERGE


Certo. Ho accuratamente salvato il suo nome tra i miei contatti.

MARIANNE


E non la vuoi pi rivedere.

SERGE


Altro piccolo consiglio pratico. Se non vuoi parlare con qualcuno al telefono, ti conviene salvarlo nei contatti. Quando chiama, compare il suo nome, il modo pi sicuro per identificarlo per non rispondere.

MARIANNE

Furbo.

SERGE


Perch mi parli di lei, Marianne? Ti ho detto che era finita.

MARIANNE


Te lo immagini, almeno, che cosa mi passato per la testa?

SERGE

No.

MARIANNE


Dopo tutto quello che mi hai raccontato. Cio che l'hai rivista, che hai pranzato con lei, sei salito nel suo appartamento... Io ho bisogno di...

SERGE


Ti ho detto esattamente tutto quello che abbiamo fatto. Non ho taciuto alcun dettaglio importante. Non mi hai creduto?

MARIANNE

S.

SERGE


Allora perch ne riparli?

Marianne esita prima di annunciare.

MARIANNE

Io l'ho vista.

SERGE(Stupito.)

Sophie?

MARIANNE

S.

SERGE

Ma...

MARIANNE


L'ho incontrata.

SERGE

Perch?

MARIANNE


Perch l'ho fatto? Per verificare la tua confessione, spero non ti arrabbierai. E anche per delle ragioni... plastiche.

SERGE


Che cosa vuol dire plastiche?

MARIANNE


La curiosit. Ero curiosa di vedere che faccia avesse oggi.

SERGE


Dove l'hai incontrata?

MARIANNE

A casa sua.

SERGE


Come a casa sua?

MARIANNE


L'ho incontrata a casa sua.

SERGE


Sei stata a casa sua?!

MARIANNE


Come volevi che la trovassi, se no? Avevo il suo indirizzo, rue Barbet de Jouy, ho pensato: se suono verso le nove di mattina, probabile che la trovi a casa. Durante la giornata, pi difficile. E infatti...

SERGE

Quando successo?

MARIANNE


Prima che ti lasciasse quei due messaggi.

SERGE


Ti ha fatto entrare?

MARIANNE

S.

SERGE


Non era stupita?

MARIANNE


Sbalordita. E poi l'ho tirata gi dal letto. Spettinata, mezza nuda. Con addosso giusto un accappatoio. Se fossi stata qualcun altro, sicuramente non mi avrebbe aperto ma, quando ho detto il mio nome al citofono, stato come dire apriti sesamo. Secondo piano, porta di mezzo. Non Che cosa vuole oppure perch, di che si tratta? No. Secondo piano, porta di mezzo. Sono salita. Lei mi ha detto: Mi scusi ma non ho ancora preso il caff. Ne vuole uno? Siamo andate in cucina. Caff.

SERGE


E di che avete parlato?

MARIANNE

Ti preoccupa?

SERGE


Di che cosa avete parlato?

MARIANNE


Non lo indovinerai mai.

SERGE

S invece.

MARIANNE


Ne ho un po' approfittato per visitare l'appartamento. Carino. Niente di che ma non male per una persona sola. Ho visto i quadri di cui mi avevi parlato. Li ho trovati di una bruttezza.

SERGE


Non che tu sia pi esperta di me di pittura.

MARIANNE


Non ti do il parere di un esperto ma quello di una spettatrice. Lei, invece, l'ho osservata molto attentamente. E non da spettatrice. vero che rimasta molto bella. Aggraziata. Difficile darle un'et. Ho uno sguardo un po' pi affilato del tuo in materia di pelle e mi dispiace dirti che si fatta tirare su il collo. Ma stato un lavoro ben fatto. Molto discreto.

SERGE


Che vi siete dette a proposito di me?

MARIANNE (Enigmatica.)

Un sacco di cose.

SERGE(Sulle spine.)

E quali?

MARIANNE


Le ho detto che sapevo che avevate pranzato insieme.

SERGE


Le hai fatto un interrogatorio?

MARIANNE

Figurati.

SERGE


Le sei piombata in casa cos: Sono la moglie di Serge, ho delle domande da farle, devo procedere ad alcune piccole verifiche.

MARIANNE


Come al solito fai lo spiritoso. Ho proceduto in modo diverso.

SERGE


Con quale risultato?

MARIANNE


Le cose corrispondono, ma non proprio esattamente esattamente a quello che mi hai raccontato.

SERGE


Che cosa ti ha detto di diverso?

MARIANNE


Fino al ristorante combacia. Antipasto, secondo, caff.

SERGE


E' quello che ti ho detto.

MARIANNE


Le versioni divergono a partire dal momento in cui siete arrivati a casa sua.

SERGE


A partire dal momento in cui siamo arrivati a casa sua.

MARIANNE

S.

Pausa.

SERGE


Non ti avr mica raccontato che siamo stati a letto insieme.

MARIANNE

...

SERGE


Mente. Non puoi crederle, Marianne. Se ti ha detto questo, significa che ha mentito.

MARIANNE


Calma. Nella vita non c' solo fare sesso o non fare sesso. Tra le due, c' una moltitudine di cose.

SERGE


Tutto quello che successo te l'ho raccontato.

MARIANNE


Lei ti ha proposto di restare un momento a casa sua.

SERGE

S.

MARIANNE


Voleva sapere se avevi degli appuntamenti nel pomeriggio. Tu le hai risposto che non ne avevi.

SERGE

Rigorosamente esatto.

MARIANNE


Poi ti ha chiesto se dovevi rendere conto ai tuoi superiori e tu le hai risposto che il tuo unico superiore aveva i suoi uffici a la Dfense mentre il tuo in avenue Mozart.

SERGE


S. Ma ho fatto finta di avere del lavoro da fare e di non potermi comunque attardare troppo.

MARIANNE


Ad un certo punto, hai guardato l'orologio con aria esageratamente sorpresa. Lei si accorta che stavi esagerando e ha tentato il tutto per tutto. Con la scusa di farti vedere un quadro, ti ha trascinato in corridoio e ti ha accarezzato.

SERGE


Ti ho detto anche questo.

MARIANNE


Tu mi hai detto la schiena. Lei sostiene di essere scesa fino al sedere.

SERGE


Diciamo la schiena e il fondoschiena. Non ci metteremo a discutere per qualche centimetro.

MARIANNE


Quando eri a casa sua, lei si tolta la giacca, giacca che aveva tenuto addosso durante il pranzo al ristorante.

SERGE


Ti ha fatto un rapporto di polizia.

MARIANNE


Le mie domande erano un po' poliziesche, te lo concedo. Sotto la giacca, portava una camicetta trasparente senza reggiseno.

SERGE


Te l'ha detto lei?

MARIANNE

E' falso?

SERGE


No, vero.

MARIANNE


Diciamo pure che se lo pu permettere, non ha i seni cadenti, li ho visti. (Poi, rettificando.) Intravisti. Non ti ha turbato?

SERGE


Il suo seno in trasparenza?

MARIANNE

S.

SERGE


Non abbastanza da aver voglia di... No.

MARIANNE


Quando hai capito che avrebbe fatto di tutto per trattenerti a casa sua, tu hai messo i puntini sulle i. Del tipo: Non sono un uomo facile.

SERGE

Ah. Finalmente.

MARIANNE


Le avresti detto: La mia vita mi va benissimo, non ho intenzione di fare nulla con te, ho tutto quello che mi serve.

SERGE


Confermo.

MARIANNE

Ho tutto quello che mi serve e anche di pi...

SERGE

...

MARIANNE


L'espressione che hai usato e anche di pi. Lei ha pensato che non avessi voglia di accollarti un'altra storia perch ne avevi gi una con qualcun'altra oltre a me. Insomma, che il posto fosse gi occupato.

SERGE

...

MARIANNE


Lei ti ha fatto la domanda e, con un sospiro, hai confessato che effettivamente il posto era gi occupato.

SERGE

... S.

MARIANNE


Sono in grado di ascoltare la verit, Serge.

SERGE


La verit che l'ho detto per allontanarla. Mi sono inventato una relazione fittizia. Per respingerla. Perch non insistesse.

MARIANNE

E lei ti ha creduto.

SERGE


Sicuramente, visto che...

MARIANNE


Mentre del tutto falso. Nella tua vita ci sono solo io e nessun'altra.

SERGE

...

MARIANNE

Eh?

SERGE


No, nessun'altra.

MARIANNE


Linconveniente che la cosa ha stuzzicato la sua curiosit e la sua gelosia, e ti ha chiesto i dettagli. Chi ? Quanti anni ha? Da quanto?

SERGE

S.

MARIANNE


E tu hai risposto.

SERGE


Prima di tutto ho risposto che la cosa non la riguardava ma lei non la smetteva.

MARIANNE


Perci le hai detto: trentotto anni. Da quasi tre anni. Pi o meno due volte a settimana.

SERGE


E' quello che ho detto.

MARIANNE


Rifiutandoti di andare oltre, l'hai offesa. Una donna molto suscettibile. Ti ha detto: Se cos, verr a cena a casa tua e di tua moglie, sabato. E questo ti ha messo in uno stato di agitazione. Quello che ti preoccupava non era che raccontasse cosa c'era stato tra voi venticinque anni fa ma quello che le avevi raccontato due giorni prima. E poi la pressione calata, lei ha capito che sarebbe stato tutto inutile, stupidamente vendicativo, e ha telefonato per dirti che rinunciava a venire. Acconsentiva a voltare pagina.

SERGE

S.

MARIANNE


La domanda che ti stai facendo perch, davanti a me, ha tradito il segreto della confessione? Adesso ti illumino: quando sono arrivata a casa sua, avevo due atteggiamenti possibili. Lo stile diplomatico, dignitoso, elegante, il lato: siamo tra persone civili. Oppure l'offesa, l'oltraggio, la minaccia, la coercizione.

SERGE


La coercizione?!

MARIANNE


Se l'avessi trattata bene, lei mi avrebbe trattata bene. Per calcolo, ho scelto l'inverso. Se avessi destato la sua aggressivit, se avessi attaccato, se l'avessi urtata, avrei avuto pi possibilit di sentire la verit. L'ho messa in guardia, le ho detto che doveva smetterla di darti il tormento, che il fatto che la sua vita fosse un fallimento non significava che dovesse trascinarti gi con lei, e che comunque non avrebbe avuto alcuna possibilit perch tu mi amavi. Tu amavi me e soltanto me. Come un pazzo. Che non correvi il rischio di cadere nella sua rete sbrindellata. Che era troppo vecchia.

SERGE


Le hai parlato cos?

MARIANNE


Non le ho fatto regali. Anzi, sono andata oltre, ho colpito dove fa pi male, le ho detto che i suoi quadri facevano schifo. Che erano brutti. Volgari. Era il modo migliore per farla contrattaccare. E lei ha contrattaccato. caduta nella trappola. Ha riso: Ma che si crede, povera Marianne! E a quel punto ha cominciato e ha spifferato tutto. Ho saputo quello che non avrei mai dovuto sapere.

SERGE


Marianne, le ho parlato di un'altra donna perch mi lasciasse in pace! Ma quest'altra donna non esiste! Era solo una strategia! Ho mentito.

MARIANNE


Le hai mentito per scoraggiarla, certo, ma hai tirato in ballo una persona che esiste eccome. Juliette... Juliette... La tua istruttrice di addominali e pettorali. E io che la prendevo per una ginnasta narcisista. Perch lei?

SERGE


E' la prima che mi venuta in mente. molto pi facile mentire se parli di qualcuno che esiste. Al contrario dell'immaginazione, la memoria non si contraddice.

MARIANNE


E Juliette era perfetta. Trentotto anni. Un corpo da sogno. Frequenza regolare visto che lavora nella tua palestra. La persona ideale.

SERGE


Mi sono inventato una relazione con lei ma tutto falso, Marianne. falso!

MARIANNE(Gestendo bene il suo effetto.)

... Credi che non abbia cercato di saperne di pi? Ti ho seguito, Serge. Vi ho visti, te e Juliette, davanti alla palestra. Vi stavate baciando in macchina, poi lei uscita, tu sei rimasto al volante, hai tirato gi il finestrino, lei ti ha baciato un'ultima volta e tu sei partito... Vi ho visti... Tutto quello che hai detto a Sophie vero. Quando le hai parlato, volevi che sapesse che stava sbattendo contro un muro ma probabilmente, per come ti conosco, l'hai fatto con una punta di arroganza. Ed una delle ragioni per cui lei ti ha lasciato. Dovresti sapere una cosa, Serge. Le donne non ammirano mai un marito infedele. Sono solo gli uomini tra loro che possono essere invidiosi a riguardo. I galli. Le donne sono pi colpite dalla rettitudine.

Serge annichilito. Lungo silenzio.

SERGE


Se vuoi sapere tutto, Juliette

MARIANNE(Interrompendolo.)

No. Stai per dirmi: Juliette non conta per me. Se te la scopi due volte a settimana da tutto questo tempo, che tu lo voglia o no, conta eccome. Anche se non avete progetti insieme, non vuol dire che la vostra storia non sia importante. Mediocre magari, ma non insignificante.

SERGE


La lascio quando vuoi.

MARIANNE


Avrei preferito che fossi tu a volerlo.

Pausa.

Serge decide di confessare.

SERGE


Quando l'ho conosciuta, era sposata da tre mesi. Ha mollato tutto senza che io le chiedessi niente. Ma sono sempre stato onesto con lei.

MARIANNE


Gli uomini usano sempre termini molto virtuosi per incartare le loro porcherie. Onest sarebbe stata lasciarmi, o lasciare lei. Non ce l'ho con Juliette. Provo pena per lei quanta ne provo per me.

SERGE


Una volta volevo parlartene. Avevamo litigato. Lei mi ha fatto una scenata spaventosa. Non l'avevo mai vista in quello stato. Isterica. Ho pensato che fosse finita. Il giorno dopo, mi ha richiamato. Mi ha detto che preferiva essere la seconda con un uomo di cui follemente innamorata che la prima con uno con cui va solo d'accordo. Mi ha supplicato di non chiudere. Ho avuto paura che facesse una sciocchezza. Tutto tornato all'ordine. Un ordine caotico. A volte, quando la guardo con troppa insistenza, mi dice questa frase: non metterti al mio posto, accontentati di stare al tuo.

Marianne ha ascoltato senza risentimento. Poi dice, con calma.

MARIANNE


La cosa che mi distrugge accorgermi che lei ti ama pi di me. Che accetta quello che io rifiuterei. Lei resta, sopporta. Io ero la prima e questo mi d dei diritti. Ma mi chiedo se sia giusto che tutto funzioni per anzianit e non per merito.

SERGE


E io? Posso dare il mio parere?

MARIANNE(Sempre calma.)

Tu non hai un parere, Serge. Tu prendi quello che ti capita cercando di fare meno danni possibile. Ma non hai nessun parere. Al massimo hai delle vaghe priorit. La tua immagine, tuo figlio, il tuo lavoro...

Lei fa per andarsene. Lui cerca di trattenerla. Lei si divincola.

MARIANNE


No. Non funziona cos... Non dopo tutti questi anni. questo l'inconveniente.

SERGE

Marianne, so quello che provi, so quanto soffri, quanto questo possa essere... (Espressione per dire doloroso) Ma te lo dico. Se sto in piedi, se respiro, se resisto, perch ci sei tu. Perch tu sei una parte di me. La pi importante. La pi vitale. Se ti perdo, crolla tutto, non ci sar pi niente. Supereremo tutto. Ne verremo fuori. Dimmi quello che devo fare... Ti supplico, dimmelo...

Marianne sembra riflettere, annuisce e infine risponde.

MARIANNE


Domani, chiamerai Juliette.

SERGE

S.

MARIANNE


Voglio che tu le dica...

SERGE(Pronto a tutto per trattenerla.)

... S?

MARIANNE(Con dolore, le parole le vengono a fatica.)

... Che ha vinto lei... Ha... Il posto libero. Diglielo.

SERGE


... Marianne ...

MARIANNE


Vorrei tanto che tu capisca, Serge... non sto applicando una sanzione. Una sentenza. solo che non riuscir pi... Mi sono appena accorta che amavo un uomo che non esiste.

SERGE

... Dimmi che abbiamo ancora una possibilit...

Marianne ha un'espressione che sembra dire non ne ho idea.

MARIANNE


Sono stanca. Me ne vado a letto, se permetti. Sarai cos gentile da dormire nella camera di Maxime.

Serge annuisce tristemente.

MARIANNE


A domani, Serge.

SERGE


A domani, Marianne.

Lei scompare in una direzione e lui in un'altra...

Arriva il buio della

FINE

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