Non esiste alternativa alla famiglia!
Commedia in due atti di
Massimo Cunico
Verona, febbraio 2001
Personaggi
Famiglia A
Lina (moglie di Cesare, madre di Giulia)
Cesare (marito di Lina, padre di Giulia)
Famiglia B
Giulia (moglie di Alessio, figlia di Lina e Cesare)
Alessio (marito di Giulia, figlio di non so chi)
La signorina Caterina (la domestica)
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Scenografie
La scena divisa in due: lappartamento A, dove abitano Lina ed il marito Cesare, e lappartamento B, dove invece abitano Giulia ed Alessio e dove lavora Caterina.
Gli appartamenti sono speculari. Larredamento pu cambiare a piacere dello scenografo.
muro di separazione tra i due appartamenti
|
A |
B |
divisorio basso (h. 40/50 cm.)
terrazzecon dei vasi di fiori sopra
Platea
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Atto 1
Prologo Atto 1
Sale la musica. In scena vi sono degli effetti di luce, mentre una voce fuori campo, meglio se registrata, legge/declama le seguenti citazioni, compresa la parte riguardante la fonte:
Voce F. C.:
dal Vocabolario della Lingua Italiana di Nicola Z ingarelli, edizione 1994: Famiglia, sostantivo femminile. 1: Nucleo fondamentale della societ umana costituito da genitori e figli;
dalla Costituzione della Repubblica Italiana, tit olo II, art. 29: La Repubblica riconosce i diritti della famiglia come societ natur ale fondata sul matrimonio.
Il matrimonio ordinato sulleguaglianza morale e giuridica dei coniugi, con i limiti stabiliti dalla legge a garanzia dellunit f amiliare;
dal Corso di Diritto di Giovanni Colombo, Editore Petrini, Torino, 1982:
a) si dice famiglia linsieme delle persone legate tra loro da vincolo di coniugio e da vincolo di parentela;
b) si dice parentela il vincolo esistente tra persone che discendono da uno stesso stipite;
c) si dice coniugio il vincolo esistente tra due persone unite tra loro in matrimonio.
Si dice matrimonio laccordo col quale due soggetti dichiarano di prendersi rispettivamente in marito e in moglie, obbligandosi reciprocamente alla fedelt, allassistenza morale e materiale, alla collaborazione nellinteresse della famiglia ed alla coabitazione.
Si tratta perci di un negozio giuridico bilaterale a contenuto non patrimoniale;
dal Codice Civile, art. 143, Diritti e doveri rec iproci dei coniugi: con il matrimonio il marito e la moglie acquistano gli stessi diritti ed assumono i medesimi doveri.
Dal matrimonio deriva lobbligo reciproco alla fedelt, allassistenza morale e materiale, alla collaborazione nellinteresse della famiglia e alla coabitazione. Entrambi i coniugi sono tenuti, ciascuno in relazione alle proprie sostanze e alla propria capacit di lavoro professionale o casaling o, a contribuire ai bisogni della famiglia;
dal Codice di Diritto Canonico: canone 1055, para grafo 1: il patto matrimoniale con cui luomo e la donna stabiliscono tra loro la comunit di tutta la vita, per sua natura ordinata al bene dei coniugi e alla generazione e educazione della prole, tra i battezzati stato elevato da Cristo Signore alla dignit di sacramento.
canone 1056: le propriet essenziali del matrimonio s ono lunit e lindissolubilit, che nel matrimonio cristiano conse guono una peculiare stabilit in ragione del sacramento;
dal Catechismo della Chiesa Cattolica, 1992, parag rafo 2207: la famiglia la cellula originaria della vita sociale. E la societ naturale in cui luomo e la
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donna sono chiamati ad dono di s nellamore e nel dono della vita. Lautorit, la stabilit e la vita di relazione in seno alla fa miglia costituiscono i fondamenti della libert, della sicurezza, della fraternit ne llambito della societ. La famiglia la comunit nella quale, fin dallinfanzia , si possono apprendere i valori morali, si pu incominciare ad onorare Dio e a far buon uso della libert. La vita di famiglia uniniziazione alla vita nella societ.
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Scena 1
A
Luci.
Cesare comodamente seduto in poltrona o sul divano e sta leggendo un giornale. Lina occupata in cucina (angolo cottura) o comunque sta lavorando in giro per lappartamento.
Cesare: (Leggermente sovrappen-siero) Lina?
Lina: S?
Cesare: Lina?
Lina: Che c?
Cesare: Hai sentito cosa fanno allepiante?
Lina: Cosa fanno a?
Cesare: (Interrompendola moglie) Qui c scritto checambiano i geni geni
Lina: Allatelevisione hanno detto
Cesare: (Interrompendola)Genimi ricorda il genio della lampada di Aladino, ma non credo sia la stessa cosa.
Lina: No, non credo.
Cesare: Epoi genio uno, geni sono molti per hanno sbagliato! Dovevano scriverlo con due i: genii.
Lina: Dici?
Cesare: Quando torna dal lavoro.
chiedo a Giulia.
Lina: Anche Alessio lo sapr disicuro.
Cesare: (Accalorandosi)Cosa vorresti dire? Che mia figlia unignorante? Labbiamo fatta studiare s o no? Dirige lei lazienda ora, s o no?
B
Buio totale.
Silenzio.
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Lina: Alessio un insegnante e
torna a casa prima.
Cesare: Alessio un presuntuoso!
Nonglivogliodare
soddisfazione.
Lina: Non un presuntuoso.
Cesare: (Definitivo)Comunque
domander a Giulia e basta! Tuo
genero comincia a darmisui
nervi con quellaria da signor-
so-tutto-io!
Lina: Secondo me esageri.
Cesare: Esagero un corno!
Silenzio.
Cesare: (Sempreleggendoil
giornale e con lo stesso tono
leggermentesovrappensiero
a
Lina: (Sempre lavorando)S?
Cesare: Lina?
Lina: Che c?
Cesare: Inognicasonon
comprarepinienteal
supermercato. Non mi fido della
roba messa l sui banconi, senza
sapere da dove viene chi la
tocca solo dal fruttivendolo,
va bene?
Lina: Va bene, Cesare. va bene.
Cesare: Non dirmi va bene con
quel tono da pesce lesso. Non
comperarepinienteal
supermercato:chissche
porcherie ci mettono sopra alla
roba per conservarla.
Lina: Va bene.
Silenzio.
Cesare: (Come prima)Lina?
Lina: (Come prima)S?
Lina: Lina?
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Lina: Che c? Che vuoi?
Cesare: Miporti qualcosada
bere?
Lina: Cosa?
Cesare: lo stesso. Quelloche
vuoi.
Lina: Acqua?
Cesare: (Scattando)Acqua?
Quellaerocapacedi
prendermela anchio, non ti
pare? Dammi del th, una Coca,
una birra s, ecco, dammi una
birra(mentre la mogliesta
aprendounalattina)nel
bicchiere lo sai che non
sopporto bere dalla lattina.
Lina: S, Cesare, lo so.
Silenzio.
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Scena 2
A
Cesare: (Come in precedenza)Lina?
Lina: S?
Cesare: Lina?
Lina: Che c?
Cesare: Come si trova Giulia con laCaterina?
Lina: una spesa inutile. Io non homai avuto nessuna Caterina che mi aiutasse in casa, eppure ce lho sempre fatta senza problemi ed ho anche allevato due figli.
Cesare: (Abbassando il giornale edostentando una pazienza che in realt non ha) Lina, non hochiesto cosa ne pensavi tu della Caterina, ma come si trova Giulia. Giulia, hai capito? Nostra figlia. Le di aiuto?
Lina: Lo spero bene, con quello checosta!
Cesare: Giulia se lo pu permettere.Se lo pu (sillabando) per-met-te-re! quello sfaticato di suo marito, che non riesce a cavare un ragno dal buco!
Lina: Hail suo lavoro, che altro dovrebbe fare?
Cesare: Capirai! Il suo lavoro! Conlo stipendio dinsegnante farebbe sgobbare come una serva nostra figlia: come pu badare sia al lavoro che alla casa?
Lina: Non hanno figli, Cesare, e secontinuano cos nemmeno ne avranno.
Cesare: Cosacentrano i figli, adesso? Io sto parlando del lavoro e della casa, Lina, lavoro e casa, capisci?
B
Allinizio della scena le luci iniziano ad alzarsi con esasperante lentezza. Dallombra a poco a poco emerge la figura di Alessio che, in ciabatte, sta scopando lappar-tamento.
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Lina: Giulianon avrebbeavuto
alcun problema a tenere in piedi
entrambe le cose, anche perch
Alessio in casa si d molto da
fare.
Cesare: Ma fammi il piacere! Parli
cos perch non hai mai messo il
naso fuori di casa in vita tua. Ma
lo sai cosa vuol diremandare
avanti unazienda come quella che
ho lasciato a Giulia? Ti rendi
consto di cosa significa?
Lina: Non farla tanto pesante, caro.
Guarda che lei non fa quello che
facevi tu, sai? Non va certo nei
cantieri a metter gi tubi e caldaie.
Cesare: Ci mancherebbe! Ci sono il
geometra e gli operai per questo!
Lina: Appunto!Il geometra e gli
operai nei cantieri, il ragioniere in
contabilit, il magazziniere in
magazzino e la segretariaa
scrivere lettere: glielhai preparata
proprio bene lazienda! Alla fine
lei cosa deve fare?
Cesare: Comecosa devefare?
Deve dirigere tutto, tenere i
contatti coi clienti, organizzare i
lavori!
Lina: Comunque le resta benissimo
anche il tempo perorganizzare
casa sua.
Cesare: Ma fammi il piacere! Te la
immagini? Nel bel mezzo di un
colloquio con un cliente: Oh, mi
scusi, ora devo proprio scappare.
devo fare la spesa prima che il
supermercato chiuda!
Lina: Comunquela serva incasa
proprio non le serviva.Alessio
laiuta gi abbastanza.
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Cesare: Nondifendere quello sfaccendato, Lina. Quella miseria di stipendio che guadagna ancora troppo per le ore che fa. Potrebbe darsi da fare!
Lina: Non credo che il suo lavoro sipossa misurare in ore.
Cesare: Se fosse per me dimezzereilo stipendio a tutti gli insegnanti. Lavorano mezza giornata, tre mesi di ferie destate, un mese a Natale, quindici giorni a Pasqua e se i ragazzi non vanno bene sempre colpa delle famiglie, che non li seguono pi come una volta! Tutti a lavorare nei campi li manderei!
Lina: Comeal solito stai esagerando, Cesare.
Cesare: Io non esagero affatto e tudevi smetterla di difendere quello sfaticato.
Lina: un bravo ragazzo.
Cesare: Mafammi il piacere! Se non fosse perch mi sono impuntato per fargli assumere la domestica, a questora Giulia avrebbe i calli alti cos sulle mani.
Lina: Esageri.
Cesare: Non esagero.
Lina: Va bene, ma adesso smettiladi urlare, che devessere gi tornato da un pezzo e potrebbe sentirti.
Cesare: (Dopoun attimo dinde-cisione e comunque a volume decisamente pi basso) Chemimporta?
Lina: Tornaa leggere il giornale, che meglio.
Borbottando qualcosa tra i denti, Cesare torna ad immergersi nella lettura. Lina riprende i suoi lavori domestici.
Suona il campanello. Con la scopa in mano Alessio va ad aprire.
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Alessio: Ah, lei? Buongiorno.
Caterina: Chicredeva che fosse?
Un ladro?
Alessio: Di solito non suona.
Caterina: (Entrando ed iniziando a
scivolare per lappartamento con
le pattino) Di solito non dimentico
le chiavi.
Silenzio. Caterina osserva con at-
tenzione mobili e pavimenti.
Alessio: Avevomolti compitida
correggere oggi e allora
Caterina: (Interrompendoloe
continuando per tutta la scena a
controllare le pulizie fatte da
Alessio)Vedo, vedo. Nonha
trovato neanche cinque minuti per
spolverare un poco i mobili.
Alessio: Per ho scopato per terra.
Caterina: (Sfottendo)Mabravo!
Prima pulisce i pavimenti e poi ci
butta sopra la polvere dei mobili.
Bella pulizia!
Alessio: Tanto sporchi non saranno:
li spolvero ogni altro giorno.
Caterina: proprio vero chela
gente meno fa e meno farebbe.
Alessio: Parla di me?
Caterina: Tuttiugualigli
insegnanti: lavorano tre oreal
giorno e ancora silamentano
perch hanno i compitida
correggere a casa. Che sar mai
correggere 20 temini una volta al
mese?
Alessio: Ho capito: parla di me.
Caterina: Vacanze destate, vacanze
a Natale, vacanze a Pasqua,, tutti i
pomeriggi liberi e nontrovano
nemmeno il tempo pertenersi
pulita la casa.
Alessio: S,parla proprio di me.
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Scena 3
|
A |
B |
Entra Giulia.
Giulia: (Scivolandosullepattino
fino ad uno sgabuzzino dove si
mette le ciabatte)Buongiorno,
Caterina.
Caterina: Buongiorno. Come va?
Giulia: Bene, bene. Grazie.
Alessio: Ciao, Giulia.
Giulia: Ah, ciao.
Caterina: Giornata impegnativa?
Giulia: Nonparliamoneneanche:
una cosa impossibile.
Alessio: Cos successo?
Caterina: Ogni tanto capita qualche
giornata decisamente negativa.
Giulia: Negativa? Non vedevo lora
che finisse! Due camion di
materiali non sono arrivati, un
cantiere quasi si ferma eil
ragioniere, bello bello, mi porta
gli insoluti di una ditta per cui
abbiamo lavorato il mese scorso.
A me li porta!
Alessio: Perch? A chi doveva
Caterina: Noneracapacedi
telefonare e chiedere perch non
avevano pagato?
Giulia: quello che gli ho chiesto
anchio.
Caterina: E lui?
Giulia: Mhadetto che avevagi
telefonato e non era riuscito ad
ottenere niente.
Caterina: Incapace!
Giulia: Gi.
Alessio: Ma la titolare sei tu, no? I
contatti con i clienti li tieni tu,
giusto?
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Giulia: Non sono un esattore delle
tasse! Io non mi metto a correre
dietro a nessuno, per avere quello
che mi spetta!
Caterina: Ha ragione! E poi ha gi
troppi pensieri per la testa.Il
lavoro la casa cimanche-
rebbe solo che iniziasse ad occu-
parsi di contabilit!
Giulia: Hodetto al ragioniere di
richiamarli e di dire che se non
pagavano entro fine mese mettevo
tutto in mano allavvocato.
Caterina: Brava!Ha fattobenis-
simo!
Alessio: Magari si trattato di un
semplice disguido amministrativo.
Giulia:Ma cosa credi? Non dirigo
unOpera di beneficenza! Se
facciamo dei lavori dobbiamo
essere pagati. Ci sonosette
dipendenti da mantenere: ho delle
responsabilitversoleloro
famiglie.
Caterina: Certo. Giustissimo. E poi
c anche la sua di famiglia. La
casa da mantenere.
Giulia: S, s, ma con lui non si pu
parlare di queste cose.Non
capisce.
Alessio: Veramente non mi sembra
ci sia molto da capire.
Giulia: Lasciaperdere,Alessio.
Guarda lascia perdere che
meglio. Tu non sai neanche cosa
vuol dire lavorare in unazienda
come quella che mi ha lasciato
pap. Hai sempre la testa persa nei
tuoi libri e non ti rendi conto dello
stress che devo sopportare ogni
giorno.
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Caterina: Certo,poverina.certo.
Troppe cose. Troppe cose.
Giulia: (Rivoltaalmaritoed
enumerando con le dita di una
mano) Manda geometra ed operai
neicantieri,rispondialle
telefonate dei clienti, firmagli
ordini del magazzino, firmale
lettere della segretarie tutti i
giorni, tutti i giorni cos e poi
corri a casa, fai le pulizie, carica la
lavatrice,faiasciugarela
biancheria,stira, preparada
mangiare
Alessio: (Interrompendola)A
proposito di mangiare: acena
che?
Giulia: Bistecca e patate.
Alessio: Ancora!
Giulia: Di che ti lamenti?
Alessio: Tuttele seremangiamo
bistecca e patate!
Giulia: Senon ti comoda puoi
cambiare ristorante quando vuoi.
Caterina: Giusto. Giustissimo.
Giulia: Anzi, guarda, sai cosa puoi
fare, invece di star sempre l a
lamentarti?
Alessio: Cosa?
Giulia: Vai giusto a comperare un
po di patate, che leabbiamo
finite. Intanto io aiuter Caterina a
fare un po di pulizie.
Alessio: (Avviandosiversolo
sgabuzzino)Per terra hogi
scopato io.
Caterina: (Seccataedscivolando
fino allo sgabuzzino permettersi
le ciabatte)Gi, ma non ha
spolverato i mobili!
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Giulia: Macome! Primabisogna
spolverare e poi scopare.
Alessio si messo le scarpe e con
le pattine scivola sempre pi in
fretta verso la porta.
Caterina: quello che continuo a
dirgli anchio, ma proprio non mi
vuole ascoltare.
Giulia: Cpoco da fare. Non
glielho detto che ha sempre la
testa persa nei suoi libri?
Alessio: Io vado.
Giulia: Ciao. Vai, vai e ricordati le
patate!
Alessio: Escoproprio perquelle.
Ciao.(RivoltoaCaterina)
Arrivederci.
Alessio esce.
Caterina: (Iniziandoa lavorare)
Sar meglio darsi da fare: i lavori
son tutti da rifare.
Giulia: (Aiutandola)S, s, tutto da
rifare. Per le faccende di casa su
Alessio proprio non sipu
contare.
Caterina: Gi. tanto un bravo
ragazzo, ma per la casa
assolutamente negato.
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Scena 4
A
Suona il cellulare di Cesare, che inizia a conversare, evidentemente con un amico, ad alta voce e comodamente adagiato in poltrona o sul divano. Poi a poco a poco
abbassa il volume, si alza ed osservando di sottecchi la moglie, si sposta lentamente in terrazza.
Cesare: Pronto?Ah, ciao! Come stai? S, s, anchio Bene, bene. Molto bene Certo S, certo. Mi dici questo per
La telefonata continua su questo tono per un po.
B
Suona il cellulare di Caterina. unamica. Inizia la conversazione ad alta voce, poi a poco a poco il volume si abbassa e, osservando di sottecchi Giulia che continua a fare i lavori di casa, la domestica si sposta lentamente in terrazza.
Caterina: Pronto?Ah, ciao!Stai
bene? S, s, benissimo Anchio, certo. Molto bene Quanto tempo Ma no, ma no
La telefonata continua su questo tono per un po.
I due iniziano pi o meno contemporaneamente a spostarsi verso le rispettive terrazze.
Cesare: (Abbassandoil volumee
con un certo imbarazzo)Come
dici?
Chi?
No, no, ricordo benissimo
S, certo.
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Te ne ho parlato io, certo. |
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No, no non era uno scherzo. |
Caterina: (Abbassando il volume e |
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No, figurati, nemmeno una |
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con un certo imbarazzo) S, s. |
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vanteria. |
No, no, non successo niente |
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tutto vero, ma |
Cio |
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No, che proprio |
S, certo, mi ricordo bene quel che |
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Non sempre |
ti avevo detto |
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Stai tranquillo un attimo. |
Figurati |
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Ma chi mi credi? Quello che ho |
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Esce finalmente in terrazza. |
detto, ho detto! |
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S. |
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Adesso posso dirti tutto. |
S. |
No. |
Ascolta: |
lasciami |
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Ma non capisci? |
parlare |
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No, non potevo parlare. |
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Esce finalmente in terrazza. |
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Se stai zitta un attimo ti spiego |
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tutto! No, ero in casa e non potevo |
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|
parlare. |
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A questo punto i due sono entrambi nelle rispettive terrazze, ma non si vedono, poich per tenere docchio gli interni dei rispettivi appartamenti, si danno le spalle.
Se me la sono fatta? Ma, dico! Stai scherzando?
Ti ho mai raccontato una balla?
Certo che me la sono fatta!
Ma s, ma s alla fine le servette sono tutte cos
Lo capisci alla prima occhiata, fin dal primo giorno, che prima o poi ti cadranno tra le braccia.
Se ci sono riuscita? Mi chiedi se ci sono riuscita?
Ti ho mai presa in giro?
Stai sicura che me lo sonofatto!
fatto e strafatto!
Sono tutti uguali. Tutti uguali, ti dico.
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Le intimorisci subito. Gi solo il fatto dessere il padrone di casa ti d un vantaggio
Sono affascinate dal potere, c poco da fare. Sentono che comandi tu.
In fin dei conti non sono ancora uno da rottamare. Mi mantengo in forma, non mi lascio andare ho ancora un certo fascino
Non per niente in azienda mi son sempre fatto tutte le segretarie che ho assunto. Con le donne ci so fare, lo sai.
bastato poco, ti dico. Poco. Due paroline dolci, qualche occhiata penetrante, di quelle che so far io hai presente, no? un mazzo di fiori
Ormai ho locchio clinico. Li vedo subito di che pasta sono fatti gli allocchi.
Questo il tipo che crede dintimorirmi per il solo fatto di avere quattro soldi e di essere il padrone di casa. Lho capito al primo sguardo.
Ti dir che lunica cosa che mi interessa sono i suoi soldi. Per il resto gli lascio credere quello che vuole.
Una cosa penosa. Hai presente il classico pensionato che crede di essere ancora in piena forma?
Scommetto che in azienda ci ha sempre provato con tutte le segretarie e non mai riuscito a battere un chiodo! Ci sapesse almeno fare! ma neanche quello, no
Ho gi guadagnato un bel po di quattrini! Ogni volta mi faccio regalare qualcosa s, s, tutte cosette discrete, certo, ma di sicuro valore, le ho fatte vedere da un esperto
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Regali? Ma no, ma no che regali? Quando mai ho dovuto fare dei regali, io?
Tutti i giorni, ti dico! Appena mia moglie esce per fare la spesa io faccio un salto di l e viaaaa
Oh, s la prima volta ha provato a rifilarmi una patacca da quattro soldi lho lasciato a secco per due settimane e non ci ha pi provato.
Beh, cosa vuoi poverino una, al massimo due volte la settimana di pi non ce la fa per fortuna!
Da questo momento i due si avvicinano sempre pi, continuando per a darsi le spalle. Dopo poche battute le conversazioni si confondono e i due si ritrovano a parlare luno con laltra e schiena contro schien a, separati solo dai vasi di gerani della balaustra divisoria.
Come faccio? Beh, in effetti non facile
No, no, lo sai che non una vanteria.
Limportante mantenersi sempre in forma.
No, no, un momento! Cosa dici? Io sono in forma, non che penso di esserlo.
Linterno cosce? Ma se ho due gambe che sembrano quelle di un toro.
S, come tutti. Crede di essere chiss chi.
Immagino come si vanter con gli amici.
Magari pensa di essere in forma,
Oh, s, certo che sei in forma! Magari devi solo rassodare un po di pi linterno cosce.
Ecco, appunto comunque non esagerare e guarda che darti del toro non proprio un bel complimento!
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No, no, toro, toro eccome! e da tutti i punti di vista.
Macch mucchetta e vitellina: io ci ho due cosi cos
Due seni che?
Ma cosa dici?
Non dovrei? Mi dici che ho le tette basse!
Ma non lho iniziato nemmeno io, per Giove! Non stavamo parlando delle mie cosce e delle mie tette cinque minuti fa!
E come no?!
S, s, e allora?
Pronto
Neanchio
S, s, ora sento bene anchio cosa dicevi?
Mi ricordo benissimo.
Se proprio ci tieni per io ti avrei vista meglio nelle vesti di una mucchetta ecco, s, una bella vitellina
Ah, s, in effetti guarda io non volevo proprio dirtelo, ma visto che ne parli tu beh, s in effetti hai due seni un po come dire? bassini?
Che cedono un po.
Ecco! Lo sapevo che non dovevo parlartene. Adesso ti offendi!
Non lho iniziato io il discorso.
Se per questo non stavamo parlando neanche delle mie!
Sei tu che hai iniziato il discorso sulla forma fisica.
Pronto pronto
Non ti sento bene
Ecco, ora va meglio.
Che il discorso sulla forma fisica lhai iniziato tu.
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Culo basso? Anche il culo basso, ora? Prima le cosce, poi i seni, adesso anche il culo basso?
Non mi ero mai accorto di avere il culo basso certo che arrivare a sessantanni e sentirsi dire queste cose e tutte in un giorno ci manca solo che mi accorga di avere la dentiera
Non colpa mia se hai i seni cadenti e il culo basso. Dovresti fare un po pi di moto.
Beh, s in effetti un po basso ce lhai
Cosa? Hai la dentiera? Sai che non me nero mai accorta?
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Scena 5
Tutta la scena devessere velocissima e urlata in un accesso di progressiva e generale isteria. Le battute dovranno essere per la maggior parte improvvisate, pur restando entro le linee indicate.
Sullultima battuta della scena precedente entra in casa (B) Alessio. Sovrappensiero dimentica le pattine e avanza verso Giulia tranquillamente, senza preoccuparsi minimamente delle scarpe che ancora ha ai piedi, ma fatti pochi passi viene letteralmente aggredito dalla moglie, la quale lanciando altissime urla lo accusa di lasciare impronte per ogni dove (ad es.: Ahh! Disgraziato! Dove vai? Cosa fai? Fermo, fermo. resta immobile dove sei! Non ti muovere, che lasci impronte dappertutto! Ahh! Disgraziato! Ma quante volte ti devo dire di usare le pattine? Non voglio che si cammini con le scarpe in casa! Sporchi, sporchi dappertutto! Ahh, mi vuoi far morire! etc. etc.).
Al primo grido di Giulia i due in terrazza si spaventano a morte. I telefonini sfuggono loro di mano (Allinterno Giulia continua ad urlare contro Alessio) e cadono vicino al muretto divisorio tra le due terrazze. Contemporaneamente i due si chinano (ancora non si sono visti) per raccogliere i cellulari, lamentandosi per lo spavento e temendo di aver rotto gli apparecchi. Chinati si girano entrambi verso il muretto senza ancora vedersi, quando per si rialzano si ritrovano inaspettatamente faccia a faccia e si spaventano prorompendo anchessi in alte grida isteriche. Allinterno di A , nel frattempo compare tutta agitata Lina, la quale vede di spalle in terrazza il marito che urla (ma non vede Caterina!). Preoccupatissima si getta letteralmente addosso a Cesare gridandogli nelle orecchie, presa anche lei nel vortice dellisteria generale, una battuta del tipo: Che c? Che succede? (che dovr essere comunque uguale alle successive pronunciate nelle analoghe situazioni). Colto di sorpresa Cesare si spaventa per la terza volta in rapida successione e prorompe anchegli in altissime grida. Poi, sempre urlando, si rivolge alla moglie: Mi vuoi morto? Mi vuoi morto? Dillo che mi vuoi morto! Fai prima a tagliarmi la gola mentre dormo, non credi? etc
Nel frattempo allinterno di B le urla di Giulia sono continuate e si sono incrociate e sovrapposte a quelle delle terrazze. In mezzo alla generale isteria Alessio si docilmente seduto e si tolto le scarpe.
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Scena 6
Arrabbiatissimo con la moglie, Cesare rientra nellappartamento (A) e beve dal bicchiere che in precedenza aveva posato sul tavolino vicino alla poltrona/divano. Allinterno di B Giulia si un po calmata. Dopo essersi scambiata qualche fredda occhiata con Lina, Caterina rientra in B giusto in tempo per sorprendere Alessio mentre si alza dalla sedia con le scarpe in mano.
Un po perplessa Lina resta in terrazza.
Caterina, vedendo i piedi scalzi di Alessio prorompe in grida altissime. Allistante si scatena una seconda, violentissima scena disteria generale. Caterina grida contro Alessio (Ahh, senza pattine! I piedi sudati sul pavimento! Lascia impronte dappertutto! E io lavoro per niente? Ahh, ecco il rispetto per il lavoro degli altri! etc., etc.) su bito sostenuta da Giulia. Contemporaneamente in A Cesare si spaventa e si rovescia addosso quanto stava bevendo. Sempre pi o meno contemporaneamente anche Lina si spaventa e si precipita allinterno di A, gridando Cesare! Aiuto! Cesare! e spaventando nuovamente il marito che finisce di rovesciarsi addosso il contenuto del bicchiere e, sbarrando istericamente gli occhi, inizia a mordersi le mani. Poi, mentre si sviluppa il finale di scena in B, sia Cesare che Lina iniziano ad origliare in qualche modo alla parete, per scoprire il perch di tali e tante urla.
Nel frattempo in B Alessio rimasto forzatamente immobile, circondato da Giulia e Caterina, che non finiscono daccusarlo per le impronte che lascia in giro per casa. Giulia prende un paio di pattine e le getta in malo modo ai piedi del marito. Docilmente Alessio, tallonato da entrambe, inizia a scivolare sulle pattine verso lo sgabuzzino, per andare a mettersi le ciabatte.
Sia nella scena precedente, che in questa, le reazioni di Alessio agli assalti prima di Giulia e poi di questa con Caterina, dovranno essere molto deboli. Potr tentare degli accenni di battuta per scusarsi o per difendersi in qualche modo, ma senza mai realmente interferire n tantomeno interagire con lo svolgersi delle scene. Apparir in generale piuttos to sottomesso, ma pi paziente che intimorito.
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Scena 7
A
Verso la fine della scena precedente, quando le urla in B si sono quietate, sia Lina che Cesare hanno smesso di origliare. La prima ha ripreso il suo andirivieni affaccendato per le varie stanze dellappartamento, il secondo si accomodato nuovamente in pol-trona, immergendosi ancora nella lettura del giornale.
B
Dopo essersi messo le ciabatte, Alessio esce di scena per andare in unaltra stanza dellappartamento.
Giulia: Proprio non si riesce a farglicapire che con un minimo sforzo da parte di tutti si pu mantenere la casa perfettamente in ordine.
Caterina: Per me una questione dicattiva volont. Non ha nessun rispetto per il lavoro degli altri.
Giulia: Gi! Non si rende conto diquanto sia difficile fare pulizia.
Caterina: Ma dicoio sar poi cos difficile ricordarsi delle pattine?
Giulia: Non capisce. Non capisce.
Caterina: Lui non capisce e gli altrisgobbano!
Giulia: Pazienza, Caterina, la prego:pazienza. (Sospirando) Pensi cosa devo sopportare io, che lho sposato.
Caterina: Ehhpoverina non linvidio certo.
Giulia: (Sospirando)Non minvidio
neanchio.
Caterina: (Perplessa)Come?
Giulia: Ah, no niente pensavoad alta voce.
Caterina: Ah mi pareva
Giulia: Per favore pu continuare dasola? Io vado un attimo di l da mia madre.
Caterina: (Dissimulando a fatica ildisappunto) Certo, certo. Vada,vada pure. Qui finisco io.
30
Suona il campanello. Lina va ad aprire: Giulia.
Lina: Ciao.
Giulia: Ciao. Ciao, pap.
Cesare: (Senza alzare gli occhi dalgiornale) Ciao, Giulia.
Lina: Come mai qui?
Giulia: Cos,per fare due chiacchiere.
Lina: Tutto bene al lavoro?
Giulia: S, s, tutto bene.
Cesare: Brava!
Lina: E a casa? Tutto bene, a casa?
Giulia: (Sbuffando)S, s, tutto bene.
Cesare: Brava!
Lina: Si sentivano di quelle grida,prima.
Giulia: Ah, s, niente di particolare.
Lina: Nientedi particolare? Sembrava venisse gi il Paradiso! Cosera successo?
Giulia: Ma niente, mamma. Niente.Le solite cose. Lo sai com Alessio
Lina: Mi sembra un bravo figliolo.Sono proprio contenta che vi siate sposati.
Cesare: Io no!
Giulia: (Infervorandosi)Ma ascolta,mamma: secondo te ci vuole tanto a ricordarsi di usare le pattine?
Lina: (Minimizzando)Uhhhle
pattine
Giulia: Tutte le volte! Tutte le volte!Cosa gli cosata mettersi le pattine fino allo sgabuzzino e poi le ciabatte?
Giulia esce, in ciabatte!, e Caterina inizia, sbuffando, a spolverare un po qua e l.
Caterina un po spolvera e un po, soprattutto!, origlia. Cerca il punto migliore nel muro e quando finalmente lha trovato si ferma ad ascoltare, approvando con decisione le affermazioni della figlia e disapprovando quelle della madre.
31
Lina: Ma s, ma s, Giulia cosa
vuoi che sia
Giulia: (Alterandosidecisamente)
Per poi quella che pulisce sono
io!
Cesare: E la domestica?
Giulia: E Caterina, certo. Puliamo in
due, ma Alessio sporca per un
reggimento!
Lina: Nonesagerare, dai. Pi di
tanto non pu fare, quelluomo.
Giulia: Eh,no! Eh, no!Non
prendermi in giro, mamma. Tu
non sai come sono costrettaa
vivere.
Lina: Giulia, abitiamo sullo stesso
pianerottolo: ti vedo tutti i giorni e
non mi sembri messa poi cos
male.
Cesare: Lasciala parlare, Lina.
Giulia: Mi rende la vita impossibile.
Mi sfrutta. Mi tratta come lultima
delle serve.
Cesare: Chetavevo detto, Lina?
Che tavevo detto? Vedi che la
domestica era necessaria?!
Giulia: Arrivo dallufficio e trovo la
casa completamente sottosopra:
libri dappertutto, vestiti lasciati in
giro,calzesulletto,la
lavastoviglie ancora da svuotare,
la lavatrice ancora da stendere, i
mobili ancora da spolverare
Cesare: (Interrompendola con foga)
Hai visto, Lina, che avevo
ragione? La tratta come una serva.
Come una serva!
Giulia: Per fortuna c Caterina che
mi d una mano
Lina: (Interrompendola a sua volta)
Io non ho mai avuto laiuto di
nessuna Caterina e ce lho sempre
fatta comunque. Non vedo perch
tu non dovresti
32
Giulia: Matunonlavoravi,
mamma! Non avevi unazienda da
mandare avanti tutti i santi giorni.
Lina: Ma avevo te e tuo fratello da
far crescere, tutti i santi giorni,
comprese le domeniche, le feste
comandate e comprese soprattutto
le ferie! Tu bambini non ne hai e
se continui cos
Giulia: Percarit, mamma!Non
ricominciare! Pensa che disastro
sarebbe un bimbo adesso: non ho
neanche il tempo di respirare,
figuratisedovessirestare
incinta
Lina: A me non sembri cos presa e
poi c Alessio che ti duna
mano.
Giulia: Alessio non fa niente.
Cesare: Niente di niente!
Lina: Lo vedo sempre tornare con la
spesa e so che cucina.
Cesare: Capiraiuna pasta in
bianco ogni tanto e due uova al
burro
Lina: E tu che ne sai?
Cesare: Basta che guardi Giulia e
capisci subito che quellincapace
in casa non fa proprio nulla. Ho
fatto bene a fargli assumere una
domestica!
Lina: Quellal hatrovato la
cuccagna,velodicoio.
Scommetto che quando torna da
scuola,Alessiocominciaa
spolverare e a scopare per terra.
Giulia: No, no, scopa senza prima
spolverare, cos poi tuttoda
rifare.
Cesare: un incapace. Un perfetto
incapace.
Lina: Magari anche tu le dai una
mano coi mestieri di casa.
33
Giulia: Mamma, viene solo tre voltela settimana: da sola non ce la farebbe mai!
Lina: Coshai? Una reggia al posto
della casa? Vivi in un appartamento identico al nostro: quattro camere pi il bagno. Sono soldi buttati.
Cesare: Comunque Giulia se lo pupermettere. Piuttosto che faccia una vita da serva, preferisco che butti via del denaro.
Lina: State esagerando.
Giulia: Di queste cose con te non sipu parlare, mamma.
Cesare: Quandonon sa pi cosa dire, tua madre si rifugia sempre nello (rifacendo il verso alla moglie) state esagerando!
Giulia: vero, mamma. Tutte le volte va sempre a finire cos.
Lina: Perch cos che deve finire:
se state esagerando, state esagerando e qualcuno dovr pur dirvelo.
Giulia: Con te proprio non si puparlare, mamma.
Cesare: Brava! Hai ragione.
Cesare si rituffa nella lettura del
giornale. Lina riprende ad armeggiare in cucina, aiutata un po da Giulia, che magari ne approfitta per piluccare qualcosa da un piatto.
Rientra in scena Alessio, che si ferma, non visto, ad osservare Caterina che origlia.
34
Scena 8
|
A |
B |
Alessio: Cosa sta facendo, scusi?
Caterina: (Drizzandosi di scatto ed
imbarazzatissima) Chi? Io?
Alessio: E chi, se no? Siamo solo in
due, mi pare.
Caterina: Niente, niente. Non stavo
facendo proprio niente.
Alessio: Secondo me, invece, stava
origliando.
Caterina: No,no.(Solenne)Nego
nel modo pi assoluto.
Alessio: Stava origliando, le dico.
Caterina: E io le dico di no! Le
sembro forse il tipo che origlia
alle pareti?
Alessio: S.
Caterina: No.
Alessio: E allora cosa stava facendo?
Caterina: Behecco io io
stavoascoltando,perch mi
pareva di aver sentito un tarlo in
questo mobile.
Alessio: Non ci sono tarli in casa.
Caterina: Oh, adesso forse non ce
ne sono, ma in futuro? Basta una
piccola larva nella cornice di un
quadro e nel giro di poco tempo
linteracasasiritrova
completamente infestata da quei
terribili insetti. (Tragica) Bisogna
vigilare. Ascoltare con attenzione
e al minimo rumorezac!
intervenire drasticamente.
Alessio: mannaia o bazooka?
Caterina: (Sostenuta ed avviandosi
versounaltrastanza)Un
semplice antitarlo potr bastare
(esce).
35
Alessio: (Sospirandounavolta
rimasto solo) Ci mancava anche la
domestica spiona, adesso!Ma
guarda te come dovevofinire.
Non bastava la moglie! Dico: uno
quando si sposa lo sa bene quello
cui va incontro ma anchela
domestica! Le domestiche per loro
natura dovrebbero essere servi-
zievoli, magari anche unpo
remissive e invece no! A me ne
doveva capitare una che comanda
peggio di mia moglie e di mio
suoceromessiinsieme.
(Sospirando ancora) Ah, le delizie
della vita matrimoniale: dolcezza,
comprensione, unione, sesso a
volont tra un mal di testa e
laltro, sintende.
Ma perch in televisione non ti
fanno mai vedere le cose come
|
realmente |
stanno? |
Se |
solo |
|
avessero fatto che so una |
|||
|
pubblicit |
progresso |
sulla |
vita |
|
matrimoniale quella |
vera! di |
||
sicuro non mi sarei cacciato in
questo pasticcio. E invece no! Ti
mostrano solo famiglie felici, con
tanti marmocchi bravi,buoni,
sempre puliti, che fanno colazione
vestiti di tutto punto,senza
sporcarsi e senza litigare, mentre
la mamma con un sorriso a 64
denti tosta il pane, scalda il latte,
versailcaff,aprela
marmellata e il marito! Bello,
rasato, giacca e cravatta, doccia
appena fatta: Ciao, cara. Oggi
scappo sai sono in ritardo e
inufficiomiaspettauna
giornata e la mogliepremu-
rosa:Tieni,amore.Non
dimenticare i tuoi pocket-coffee
36
Giulia saluta i genitori ed esce.
e gliene infila un pacchetto nel
taschino della giacca, mentre i
bambini sorridono felici e un
raggio di sole entra dalla finestra
ad illuminare e benedire tutta la
scena.
Che bello.
(Sconsolato) A me invece deipocket-coffee tirano dietro solo pattine e ciabatte!
37
Scena 9
Rispettare le corrispondenze tra le righe.
|
A |
B |
|
Cesare si alza, prende il bicchiere |
Giulia entra. |
|
che aveva posato sul tavolino, ma un |
|
|
po troppo lontano dalla poltrona, e |
|
|
beve. |
In rapidissima successione: fuori scena Caterina inizia ad urlare a pieni polmoni ed entra in B chiaramente in preda ad una crisi isterica. Spaventata inizia subito a gridare anche Giulia. Si spaventa a grida anche Alessio. In A Cesare si spaventa a sua volta, grida e si rovescia addosso il contenuto del bicchiere. A raffica in A entra in scena preoccupatissima Lina, piomba alle spalle di Cesare e col solito grido (rigorosamente uguale ai precedenti) Chec? Che succede? lo spaventa nuovamente a morte. Intanto in B si sviluppa la crisi isterica di Caterina: minacciosa si avvicina ad Alessio e dichiara, sempre urlando!, di aver trovato delle gocce sullo specchio.
Traccia di massima:
Caterina: Ahh, ecco il rispetto la
pulizia la buona educazione
non possibile non sipu
tollerare una cosa simile siamo
allosfruttamentopuroe
semplice
Giulia: (Sempregridando)Cosa
successo? Mio Dio, Caterina,
cos successo?
Caterina: Questo sadismofar
lavorare la gente per nulla far
pulire per sporcare subito dopo
Alessio: E via, si calmi. Su, ci dica
cos successo.
Caterina: Zitto!Stia zitto,lei!
Ahhcherispettoche
rispetto
Giulia: Allora, presto, non ci tenga
sulle spine
38
Mentre si sviluppa in B lattacco di Giulia e Caterina contro Alessio, in A Cesare si asciuga, aiutato da Lina che poi, subito prima dello scavalcamento e dellentrata di Alessio, lascer da solo il marito per andare in unaltra stanza, magari per andargli a prendere una camicia pulita. Le battute sono libere.
Caterina: Lospecchio in bagno lo specchio ci sono sopra DUE gocce dacqua! Ahhh
Giulia: Ahh nooo, le gocce sullospecchio nooo
Caterina e Giulia si avvicinano sempre pi minacciose ad Alessio, il quale lentamente indietreggia fino ad uscire in terrazza.
In rapida successione e sovrap-posizione le battute di Giulia e Caterina in questa fase potranno essere del tipo: Sei stato tu tuttele volte non hai rispetto per il lavoro degli altri tutti i giorni tutti i giorni la solita storia ora di finirla non si pu pi sopportare una simile sporcizia questo puro menefreghismo etc., etc..
Alessio tenta una debole difesa: Su, avanti non esageriamo dopotutto sono solo due goc-cioline pu capitare a chiunque non lho fatto apposta forse non sono nemmeno stato io etc., etc..
Alessio costretto ad uscire in terrazza. Giulia e Caterina si fermano sulla soglia soddisfatte, non lo pressano pi e si ritirano allinterno di B indignate, scam-
biandosi battute sui maschi sfruttatori, che fanno lavorare le donne come delle schiave, che non hanno alcun rispetto, che se ne fregano di tutto e di tutti, che sono egoisti e via dicendo.
Alessio intanto, non visto da nessuno, scavalca la balaustra coi vasi di fiori e, con ampi gesti di sollievo, si porta nella terrazza di A.
39
Alessio entra silenziosamente nellappartamento. Cesare di spal-le e sta finendo di pulirsi. Lina ancora fuori.
Alessio: Buonasera. Mi scusi se
Colto di sorpresa Cesare si spaventa a morte per lennesima volta e in qualche modo cade lungo
disteso sulla poltrona/divano. Alessio premurosamente si china per aiutarlo a rimettersi in sesto e proprio in quellistante si precipita in scena Lina, che piomba col solito "Che c'? Che succede? (Magari alla solita battuta di Lina si pu aggiungere: Cosera quel grido?) questa volta alle spalle di Alessio, che si spaventa a morte e salta letteralmente in braccio a Cesare.
Alessio: (Conun filo di voce e sempre in braccio a Cesare) Buonasera, signora. Ero venuto per vedere se potevo fermarmi a cena sa com: di l c un po di maretta
Lina: S,s, caro. Certo, fermati pure a cena, ma che ci fai in
braccio a mio marito? (Punzecchiando Cesare) Nonpensavo che voi due vi voleste cos bene!
Lentamente le luci iniziano ad abbassarsi su Giulia e Caterina che allinterno dellappartamento conti-nuano, anche se a volume ridotto, lo scambio di malignit sugli uomini.
Sale la musica, calano le luci e finisce il 1 atto .
40
Atto 2
Prologo
Sale la musica. In scena vi sono degli effetti di luce, mentre una voce fuori campo, meglio se registrata, legge/declama la seguente citazione:
Voce F.C.: dal Dizionario Enciclopedico di Spiritualit dirett o da ErmannoAncilli, Roma, Edizioni Studium, 1975: Clemente dAle ssandria parla della grazia paradisiaca del matrimonio: questo consente di vivere ancora sulla terra qualcosa della gioia delleden. Il paradiso terrestre era tale anche per lamore dei progenitori.
Successivamente per si prova la disillusione, magari inconfessata o inconscia, ma sempre attiva. Anche lamore coniugale si svela ferito per il peccato originale: il coniuge non come lo si era pensato, n il matrimonio reca tutto quanto da esso si attendeva. La vita comune fa tosto apparire sottili disaccordi, gusti differenti, tendenze opposte. Unesistenza totalmente condivisa cancella ogni apparenza. Vengono richieste concessioni e sacrifici, ai quali non si era per nulla preparati. Parimenti i coniugi scoprono lesistenza del peccato nel cuore stesso della loro unione. Ove si credeva di trovare la comunione, si riscontra lopacit; ove la complementar iet, lincompatibilit; ove il dono, legoismo; ove la purezza, linsorgere dellistinto ribelle. I coniugi savvedono che il loro stesso amore una realt incapace a salvarli. Sul piano umano si sogliono offrire ai coniugi raccomandazioni preziose, onde ridonar ad essi un amore serenamente fiducioso. I loro disaccordi non sono necessariamente degli accidenti lamentevoli, o il segno che essi sono mal accordati o che mancano vicendevolmente di riguardi; servono a ricordare che il loro matrimonio, un processo vitale, una continua trasformazione, un passaggio incessante dai loro esseri individuali a un essere coniugale. Uomo e donna nel matrimonio, pur restando persone autonome, devono lentamente diventare una sola creatura, la persona coniugale. Se gli sposi non maturano in questo senso, la frattura inevitabile.
43
Scena 1
A
Luci.
Il giorno seguente Cesare comodamente seduto sulla solita poltrona/divano e sta ancora leggendo il giornale. Lina occupata in cucina o comunque sta come al solito lavorando in giro per lappartamento.
Dopo qualche secondo, mentre la musica del prologo finisce di sfumare, suona il cellulare di Cesare, che risponde ed inizia a conversare, evidentemente con un amico. Come gi in precedenza il tono della voce dapprima alto poi, a mano a mano che la telefonata diventa piccante, il volume si abbassa decisamente, mentre Cesare si alza ed osservando di sottecchi la moglie, si sposta lentamente in terrazza.
Cesare: Pronto?Pronto? Ah, ciao! Sei tu? Ma no, no non ti avevo riconosciuto s, s no il cellulare che prende poco
Come stai? Chi? Io? Bene, bene, grazie s no s, s tutto bene etc., etc.
(Pi circospetto) Ma s, s telho gi detto ieri
(Alzandosi) che fai? Mi controlli?Sei curioso? (Rivolto sottovoce alla moglie) Giulio lasettimana scorsa gli ho detto che mi mettevo a dieta, per tornare in piena forma: sta schiattando con la pancia che si ritrova!
B
Buio totale.
Silenzio.
Le luci iniziano ad alzarsi con esasperante lentezza. Dallombra a poco a poco emerge ancora la figura di Alessio che, in ciabatte, sta scopando lappartamento.
44
(Tornando alla conversazione al
cellulare ed avviandosi verso la
terrazza)Un chilo. Ti dico un
chilo! S, s, in una settimana
(uscito)ma no, coshai capito?
Non potevo ecco,appunto
vedi che capisci? Ma s ci sta, ci
sta ormai cotta tutti i giorni,
appena resta sola in casa, vado e
me la spupazzo s, vero no,
in effetti non ho maiavuto
problemi con le donne com?
Dai, dai, non farmi ripetere
sempre le stesse cose: te lho gi
spiegato com no, no niente
deccezionale, per non neanche
brutta normale, eccouna
personanormaleper
disponibile,anzidisponibi-
lissima s, s, caduta subito
beh, si vede che ho ancora un
certo fascino, e poi hacapito
subito chi comanda ma s, ma
che centra? certo, lha assunta
mia figlia ma no,lascialo
perdere, mio genero proprio non
conta nulla: pensa che quando si
presentata la prima voltaha
parlato con me, il colloquio per
lassunzione diciamo glielho
fatto io e poi sono io che ho
insistito per ma no mio
generopagasolo,machi
comanda ecco, bravo! Vedi che
hai capito?
Comunque, guarda, scatenata a
vederla non diresti, eppure ci
sono dei giorni che, giuro, faccio
finta di non essere in casa. Eh, s,
perch poi lo sai anchetu il
troppo annoia meglio ogni tanto
lasciarla a bocca asciutta cos,
tanto per farle ricordare cosa si
45
perdequandononvadoa
trovarla ma no, macch chiavi!
Basta scavalcare una fila di vasi
qui in terrazza e sono di l ma
s, un gioco da ragazzi!
46
Scena 2
A
Cesare: (Sempre al telefono)Certo certo no s certo etc.
Cesare: Ma s, anche oggi, ancheoggi!
Cesare: Sono le quattro e mezza, tranon molto arriver e allora (con sufficienza) s, s poi ti raccontoma non far girare troppo la voce, capito? Non si sa mai.
Lina: (Uscendo in terrazza)Cesare,che fai? Stai ancora telefonando? Cesare: (mentre gi tenta diascoltare quanto figlia e genero si dicono in B) Ssst! Zitta! Stannoparlando.
Lina: Vieni dentro, su. Lasciali inpace!
Cesare: Taci, taci: devessere suc-cesso qualcosa.
B
Entra Giulia. Cerca con lo sguardo le pattine, le trova: sono un po lontane dalla porta.
Giulia: Mi passi le pattine, perfavore?
Alessio: (Voltandosi)Ah, ciao. Erosovrappensiero e non ti ho sentita entrare.
Giulia: Ciao, ciao. Allora, mi passiste pattine?
Alessio: S, ecco. Le avevo spostateper scopare.
Giulia scivola con le pattine fino allo sgabuzzino, dove calza le ciabatte. Poi torna in salotto e si siede con aria tragica.
Alessio: Beh?cos quellaria tragica?
Giulia: E me lo chiedi?
Alessio perplesso. Si guarda i piedi: in ciabatte. Non capisce, poi ha come una folgorazione.
Alessio: Ho capito! No, no, no, noquesta volta ti sbagli: ho spolverato prima di scopare.
Giulia: Non si tratta di questo.
Alessio: No?
47
Cesare: (Sottovoce a Lina)Quellin-capace ha di nuovo sporcato lo specchio.
Cesare: (Dora in avanti rivolgen-dosi sempre sottovoce alla moglie) Quello scemo dimenticatutto.
Cesare: Ha dimenticato la medicina.
Lina: Che medicina?
Cesare: Forse diventeremo nonni.
Lina: Nonni? Hai detto nonni?
Cesare: Ssst zitta!
Giulia: No.
Alessio: Ah. E di cosa, allora?
Giulia: Di ieri sera.
Alessio: Ieri sera ieri sera madai: ancora per quelle due gocce sullo specchio?
Giulia: Nonsi tratta nemmeno di quello.
Alessio: Ho fatto qualcosaltro?
Giulia: No,cio s! Cio no labbiamo fatto insieme. per
io per tu(in un improvviso
sbotto dira) potevi anchericordarmelo!
Alessio: (Perplesso)Ricordarti
cosa?
Giulia: Di prendere la pillola!
Alessio: Ma veramente ci pensisempre tu.
Giulia: Ieri sera non lho presa!
Alessio: E allora?
Giulia: Come: allora?
Alessio: Non mi sembra poi tantograve.
Giulia: Ierisera abbiamo fatto lamore.
Alessio: S, mi pareva, infatti.
Giulia: (Perplessa)Stai scherzando?
Alessio: No, ma
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|
Giulia: (Tragica, posando)Ma ti |
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rendicontodicosapu |
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significare, per me, una maternit |
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adesso? |
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Alessio: Non mi sembra una |
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situazione cos tragica, Giulia. |
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|
Giulia: (Alle lacrime)Non ce la |
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farei, non ce la farei |
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|
Alessio: Ma, Giulia, cosa dici? |
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Perch non dovresti farcela? E poi |
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ci sono io, no? Ti aiuterei. |
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|
Giulia: Il lavoro la casa le |
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spese |
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|
Alessio: Ma che dici, Giulia. La |
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|
casa? |
Le spese? Il lavoro? |
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(Gioioso) Con un bimbo in arrivo |
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|
tutto questo sparisce: non ci sono |
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pi questi piccoli pensieri! |
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Giulia: Non capisci non ce la |
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faccio non capisci |
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|
Alessio: (Gioioso)Sei tu che non |
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|
capisci, |
Giulia: immagina che |
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gioia con un bimbo per casa. |
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|
Giulia: (Isterica)Sei tu che non |
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capisci non ce la faccio non |
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ce la faccio non lo voglio non |
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|
Cesare: No, forse non diventeremo |
lo voglio |
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nonni. |
||||||
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Lina: (Delusa)No? |
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|
Alessio: (Dopo un attimo di silenzio) |
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|
Ah, adesso ho capito. Non |
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paura, semplice egoismo. |
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|
Giulia: Ha parlato il santone!(Tra |
||||||
|
s e s, disperandosi)Speriamo di |
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|
no. Speriamo di no |
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|
Alessio: E se invece fosse s? |
||||||
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Giulia: No, non lo sar. |
||||||
|
Alessio: Ma se lo fosse? |
||||||
|
Giulia: Allora proprio non capisci: |
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non lo sar e basta! Questa una |
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|
decisione che spetta a me e a me |
||||||
|
sola |
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49
Cesare: Ha ragione! duro dirigereunazienda.
Lina: Vieni via, Cesare.
Cesare: Ssst zitta!
Cesare: completamente scemo!
Cesare: scemo, completamente scemo.
Alessio inizia sommessamente a ridere, poi in un rapido crescendo sbotta in unaperta e quasi fragorosa risata. Giulia perplessa.
Giulia: Sei impazzito?
Alessio continua a ridere.
Giulia: (Arrabbiata)Chehai?
Perch ridi?
Alessio: (Controllandosia fatica) Finalmente ti conosco, ti conosco a fondo.
Giulia: (Semprepi arrabbiata) Perch ridi? Perch?
Alessio: (Ridacchiando) assur-do assurdo
Giulia: Ma cosa? Cosa?
Alessio: Tustai scimmiottando i personaggi delle telenovelas, che ogni sera ti spari in testa alla TV. Cos? lora della tragedia? Dobbiamo assumere grandi pose per problemi che in realt non esistono? Domani toccher alle comiche, spero o forse no, forse lora delle comiche proprio questa!
Giulia: Ma cosa dici? Sei pazzo?
Alessio: Macchpazzo! Ma hai pensato per un attimo a quello che stavi dicendo? Avevi gi deciso dabortire prima ancora di sapere se eri incinta o no! Ti preoccupi del lavoro, della casa, dei soldi e non ti sfiora nemmeno lidea che forse, dico forse, stai per ammazzare un essere umano: solo
il dubbio della possibilit dovrebbe farti raggelare il sangue!
50
Cesare: Urka!
Cesare: Gi, in effetti
Lina: Ma cosa successo?
Comunque stai tranquilla: non sei incinta e neanche lo sarai.
Giulia: Comefai ad esserne cos sicuro?
Alessio: (Ridendodi gusto) semplice e comicissimo allo stesso tempo. Ieri sera non dovevi andare al cinema con Lorella?
Giulia: S, certo.
Alessio: E perch non ci sei andata?
Giulia: Perch stava male.
Alessio: Aquando risale il nostro ultimo ehm, rapporto?
Giulia cerca di ricordare.
Alessio: A26 giorni fa, per lesattezza.
Giulia: Cos tanto? Sei sicuro?
Alessio: Capirai!Capitano cos di rado che per non dimenticarli li segno sul calendario!
Giulia: E allora? Cosa centra tuttoquesto?
Alessio: Macome che centra? Abbiamo rapporti una volta ogni tanto ogni tanto tanto ieri sera dovevi uscire e non sei uscita hai dimenticato la pillola e per di pi non avevi mal di testa questo mi sembra veramente troppo! Io non credo che il buon Dio ce labbia con me fino a questo punto!
Giulia: Con te? Con me, piuttosto!
Alessio: Stasera ricomincia a pren-dere le tue pilloline e domani telefona al ginecologo: vedrai che ti dir di stare tranquilla.
Alessio riprende a scopare. Giulia si copre il viso con le mani.
51
Cesare: Niente,niente lesolite
cosechecapitanoinogni
famiglia.
Lina rientra, mentre Cesare resta
ancora ad origliare.
52
Scena 3
|
A |
B |
Entra Caterina. Osservando con
insistenza sia Giulia che Alessio,
scivola con le pattine fino al solito
sgabuzzino, per prendere le ciabatte.
Caterina: Brutta giornata?
Nessuno risponde.
Caterina: Bruttissima, direi.
Silenzio.
Caterina: (Rivolta a Giulia)Si sente
poco bene?
Giulia: Ho un terribile mal di testa.
Alessio: S e temo anche che durer
a lungo
Giulia: molto a lungo!
Alessio: Appunto! Giusto per andar
sul sicuro.
Giulia: Esatto!
Caterina: Non capisco. Le fa molto
male?
Giulia: Molto.
Caterina: Ha preso qualcosa? Che
so? unaspirina, una pillolina
contro
Giulia: (Interrompendola)Nonmi
parli di pillole, per favore!
Caterina: No, no, va bene. Volevo
solo darle un consiglio.
Giulia: (Alzandosi)Ho bisogno di
fare due passi: vado a comperare
del formaggio per stasera (si avvia
verso lo sgabuzzino).
53
Cesare: (Trattenendoa stento lentusiasmo) Fuori uno! Fuoridue! Caterina resta sola, zompo di l e tric-trac-patatrac!
Si allontana dalla balaustra e va a controllare i movimenti della moglie, che nel frattempo pu anche essere uscita di scena (o entrata/uscita pi volte).
Mentre Giulia scivola verso lo sgabuzzino e poi vi entra, Cesare scavalca la balaustra tra le due terrazze e circospetto entra in B.
Alessio: (Andando lui pure verso losgabuzzino) Anchio ho bisognodi distrarmi un po: taccompagno. Caterina: Io inizio dal bagno(esce).
Giulia: (Sullaporta) Ripensandocimeglio non ho pi molta voglia duscire. Non con te, comunque.
Alessio: Non prendertela in questomodo.
Giulia: Non me la prendo affatto.Ho solo detto che non ho pi voglia duscire.
Alessio: Va bene. Allora restiamo acasa.
Giulia: No, tu esci. Il formaggio perstasera serve comunque.
Alessio: (Rassegnato)Va bene,va bene. Ciao.
Giulia: Ciao.
Alessio esce. Giulia scivolando sulle pattine torna allo sgabuzzino.
Giulia: (Uscendo dallo sgabuz-zino)Pap! Che ci fai qui?
Cesare subito si spaventa, poi imbarazzatissimo cerca di far fronte alla situazione.
Cesare: Chi? Io?
Giulia: S, tu. Che ci fai di qua?
Cesare: (Balbettando)Io no veramente un topo ecco, s, un topo! Mi sembrava daver visto
54
Lina: (Entrando in scena)CesareCesare, dove sei?
Lina esce in terrazza e sorprende il marito mentre scavalca.
Lina: Che fai?
Cesare: Chefaccio? Non vedi? Scavalco.
Lina: E perch scavalchi?
Cesare: Sono andato di l.
Lina: Questolavevo capito, ma perch?
Cesare: Per il topo, no? Chiedi aGiulia. Cera un topo e sono andato ad avvisarla.
Lina: Ciao, Giulia.
un topo entrare e cos ho scavalcato la balaustra, per venirti ad avvisare.
Giulia: Sei entrato dalla terrazza?
Cesare: S, certo. Dalla terrazza.
Giulia: (Osservandominacciosa i piedi calzati del padre e iniziando a gridare) Pap! Pap! Lo sai chenon voglio che nessuno entri in casa con le scarpe!
Cesare: (Indietreggiandoper riguadagnare la terrazza) Oh, s,che sbadato! Scusami, cara. Scusami proprio.
Giulia: Lasci impronte dappertutto esporco e microbi chiss dove hai pestato con quelle scarpe.
Cesare: (Uscendoin terrazza, mentre Giulia si ferma allinterno dellappartamento) No, no, nonpreoccuparti. Non ho pestato da nessuna parte. No, no, non sono sporche, non preoccuparti.
Imprecando tra i denti Cesare scavalca la balaustra e torna nella propria terrazza.
Giulia: Conle scarpe! Ciao, mamma.
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Cesare: E va bene, va bene vuoldire che la prossima volta non ti avviser: poi non lamentarti se ti ritrovi col topo in casa!
Cesare si accomoda su di una sdraio in terrazza.
Cesare: Lina, per favore portami ilgiornale.
Lina: (Rientrandoper prendere il giornale) Ciao.
Cesare: Ciao.
Lina esce e porge il giornale al marito.
Cesare: Lina?
Lina: S?
Cesare: Che volevi, prima?
Lina: Nonso non ricordo appena mi torna in mente te lo dico.
Cesare: (Immergendosi nella letturadel giornale) Va bene.
Lina rientra nellappartamento.
Giulia: Tienilodocchio, mamma. Non voglio pi che venga di qua con le scarpe.
Giulia: Ciao.Io vado ad aiutare Caterina.
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Scena 4
A
Per tutta la scena Cesare legger, o far finta di leggere, tendendo spesso lorecchio al colloquio in B.
Ovviamente quando si render conto che Caterina sta per restare sola in casa si rallegrer in modo vistoso e si agiter, un po per controllare i movimenti della moglie e un po per cogliere il momento giusto per scavalcare.
B
Caterina: (Rientrandoin scena) Cos successo? Mi pareva di sentire qualcuno gridare.
Giulia: Ero io.
Caterina: Lei?
Giulia: S, io. Mio padre entratodalla terrazza.
Caterina: Dalla terrazza?
Giulia: E con le scarpe!
Caterina: Ecco,lo sapevo! Continuo a dirglielo, ma lui
Giulia: Come?
Caterina: (Evidentementeimbaraz-
zata) Ehm no cio come
tutti gli uomini: noncapisce
niente!
Giulia: Questo poco, ma sicuro.
Caterina: Cosa voleva?
Giulia: Hadetto che ha visto un topo.
Caterina: (Spaventandosi)In casa?
Giulia: Sno in casa, in terrazza sul tetto non ho capito bene. Sa quando lho visto con le scarpe ai piedi
Caterina: Ah, s. capisco.
Giulia: Per, mai visto un topo intanti anni che abito in questo palazzo strano che proprio
ora chiss cosa voleva realmente mio padre.
Caterina: Perch?Non pu veramente aver visto un topo?
Giulia: S, certo. Per mi sembravamolto imbarazzato, come se avesse dovuto inventarsi una scusa l per l
Caterina: (Interrompendolapreoc-cupata) Ma i topo sono sono
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Cesare si alza improvvisamente. Si sfrega le mani, controlla la moglie e si accinge a scavalcare.
sono un po come i tarli: oggi non ci sono e domani pu ritrovarsi la casa piena!
Giulia: (Soprappensiero)Oh, s, forse ha ragione. Per mio padre
Caterina: (Interrompendola ancora)Alla fine se venuto di qua avr avuto i suoi buoni motivi. Non penso che si metta a fare degli scherzi come un ragazzino.
Giulia: No, no, certo. Beh, finiscelei qui, per favore? Io vado da mia madre.
Caterina: (Seccata)Ancora?
Giulia: Come dice?
Caterina: Dicevo che s. Si, certo,finisco io.
Seguendo il solito rituale sgabuzzino, scarpe, pattine Giulia si prepara ed esce.
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Scena 5
Scena serratissima. Mentre la figlia esce, Cesare scavalca. Entra in B con circospezione: vuole evidentemente fare una sorpresa a Caterina che, spolverando, gli d le spalle e non lo vede entrare . Da dietro Cesare le chiude gli occhi con le mani: Indovina chi sono?. Cateri na si spaventa e con un mezzo grido si divincola. Cesare cerca subito di farla stare zitta e di calmarla (Ssst, zitta. Sono io. Non gridare etc.) , ma subito Caterina nota le scarpe ai piedi delluomo ed colta dalla solita crisi isterica (Ti ho detto un milione divolte di toglierti le scarpe quando entri lasci imp ronte sporco dappertutto cosa credi, chio mi diverta a lavorare? etc.).
Cesare torna velocemente in terrazza, cercando in qualche modo di far tacere Caterina, che si ferma sulla soglia dellappartamento. Luomo scavalca maldestramente la balaustra e cade lungo disteso in terrazza. Al rumore accorre Lina.
A
Lina: Che succede? Chi che grida?
Cesare: (Rialzandosi)Niente,
niente.
Lina: Come niente? Che ci fai lper terra?
Cesare: Ma niente, Lina. Ti dico:
niente. Sono solo scivolato.
Lina: (Sospettosa, notandoCaterina) Sei scivolato gi dallasdraio?
Cesare: (Imbarazzato)Ehm no,certo che no
Lina: (Sempre pi sospettosa esempre fissando Caterina) Staviscavalcando?
Cesare: S, ecco s, in effetti stavoscavalcando.
Lina: (Truce)Un altro topo? Cesare: Ecco, s! Il topo, era sempreper il topo.
Lina: Anche lei ha visto un topo,signorina?
Cesare: S, s, lha visto, eccome!
Era un topone!
Lina: (Sempre pi truce)Lasciaparlare la signorina, Cesare!
B
Caterina resta ferma sulla soglia dellappartamento.
59
Caterina: S,cera un topo che
girava
Sulla battuta di Caterina suona ripetutamente il campanello in A. Lina, anche se con una certa riluttanza, alla fine va ad aprire. Giulia. Cesare fa dei cenni a Caterina come per dirle Verr pi tardi e questa gli indica chiaramente di togliersi prima le scarpe, poi rientra in B, mentre Cesare resta in terrazza e si siede ancora a leggere.
60
Scena 6
A
Giulia: (Entrando)Era ora! Che stavate facendo? mezzora che suono!
Lina: Eravamo in terrazza. Pare checi sia un topo.
Giulia: Un altro o sempre quello?
Lina: Nonsi sa. Tuo padre ha scavalcato ed caduto lungo disteso.
Giulia: Ultimamente pap un postrano.
Lina: Gi.
Giulia: Beh, a parte il topo, comeva?
Lina: Come sempre, Giulia. Bene,come vuoi che vada?
Giulia: (Sospirando)Beati voi.
Lina: Viabbiamo sentiti litigare, prima, tu e Alessio.
Giulia: (Con noncuranza)Oh, sle solite cose. Sai: se arrivasse un bambino lui sarebbe contento, mentre io
Lina: Tu no?
Giulia: Oddio, mamma! Non ti cimettere anche tu, adesso!
Lina: Ma, Giulia, un bimbo
Giulia: (Aggressiva)Unbimbo
cosa? Cos che vuoi dire? La
famiglia i bambini langelo
del focolare? Non pi come una
volta, mamma!
Lina: Certo. Niente pi come unavolta.
Giulia: Per fortuna!
Lina: Di questo, Giulia, non sonosicura.
B
Come gi nel 1 atto (scena 7), Caterina inizia un po a spolverare e un po, anzi soprattutto!, ad origliare. Cerca ancora il punto migliore nel muro e quando finalmente lha trovato si ferma ad ascoltare, approvando con decisione le affermazioni della figlia e disapprovando quelle della madre.
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Giulia: Cosa vorresti? Tua figlia col
grembiule e il fazzoletto in testa
che fa le pulizie di casa, mentre i
bimbi piangono coi pannolini
pieni (con sarcasmo) di pop e
il maritino che torna a casa tardi
dal lavoro e la sera esce con gli
amici? questo chevorresti,
mamma? Vorresti farmi farela
vita che hai fatto tu?
Lina: No e non questo che tho
insegnato fosse giusto vivere, ma
tu sei andata oltre e di un bel po.
Giulia: Sonoandata findovera
giusto andare.
Lina: Seiandata fin dove il tuo
egoismo ti diceva che era giusto
andare. Io non volevo tu facessi
una vita come quella che ho fatto
io, ma sinceramente mi sembra
che tu stia esagerando.
Giulia: Ecco, vedi che ha ragione
pap? Quando non sai pi cosa
diretirifuorilastoria
dellesagerazione.
Lina: Noncalternativaalla
famiglia, Giulia, e la famiglia
fatta di madre, padre e figli, uniti
nel bene e nel male, ma comunque
uniti e convinti di essere una cosa
sola. Al di fuori della famiglia c
solo egoismo e legoismo sai a
cosa porta
Giulia: (Consarcasmo)Evviva i
pannolini! Evviva i biberon!
Evviva le urla, i pianti, le notti in
bianco!
Lina: Ormai siamo troppo lontane,
Giulia.
Giulia: C stato il femminismo di
mezzo, mamma.
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Lina: vero e non so se sia statoproprio una buona cosa. Certo, prima era uno schifo, non si poteva andare avanti cos, per anche oggi non mi sembra
Giulia: (Interrompendola)Dai, dai.Su, mamma, basta. Smettiamola di discutere, tanto sai che va sempre a finire nello stesso modo.
Lina: S, hai ragione.
Giulia: Che ne dici? Visto che sonoqua posso aiutarti a tirar gi le tende della camera.
Lina: S, grazie. Cos poi le possomettere in lavatrice.
Giulia: Cela caveremo in dieci minuti.
Escono.
Rientra Alessio. Caterina non se ne accorge perch gli d le spalle. Per qualche secondo Alessio si ferma ad osservarla, poi avanza con
decisione per sorprenderla, dimenticando per di andarsi a togliere le scarpe.
Alessio: (Allespalle di Caterina) Tarli anche stavolta?
Caterina: (Spaventandosi un poco)Ah, lei! S, tarli, tarli!
(Andandosene sdegnata in unaltra stanza) Vigilare! Semprevigilare, bisogna!
63
Scena 7
|
A |
B |
Cesare: (Balzandoin piedi)Dieci
minuti?Pichesufficienti:
(mimando un gestaccio) tric-trac-
patatrac!
Cesare scavalca e appena nellaltra terrazza si toglie le scarpe. Tenendole in mano entra in B, convinto della presenza di Caterina. Si ritrova invece faccia a faccia con Alessio. Stupore da parte dentrambi: lunghi e comici attimi di imbarazzato silenzio.
Alessio: Che ci fa in casa mia?
Cesare: Chi? Io?
Alessio: S, lei. E con le scarpe in
mano, per di pi!
Cesare: Che ci fai tu, piuttosto, in
casa tua con le scarpe ancora ai
piedi!
Solo allora Alessio, spaventatissimo,
si accorge di avere ancora i piedi
calzati.
Alessio: Oddio!Le scarpe!Stia
zitto, la prego. Non dica niente a
Giulia.
Cesare: (Consufficienzae
riguadagnando la terrazza) Non
preoccuparti, figliolo. Sar muto
come un pesce.
Alessio: Anchecon lasignorina
Caterina.
Cesare: Soprattutto con la signorina
Caterina.
Alessio: (Tra s e s)Baster una
pulitina veloce veloce e nessuno si
accorger di nulla.
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Rientrano in scena Lina e Giulia proprio mentre Cesare scavalca.
Giulia: Avevanoproprio bisogno dessere lavate quelle tende, mamma.
Lina: Fra un paio di giorni mi aiuti arimetterle a posto, va bene?
Giulia: Va bene.
Cesare ha visto moglie e figlia
rientrare, assume unaria indifferente e, sempre con le scarpe in mano, entra nellappartamento. Cammina un po, magari va a prendersi qualcosa da bere, sotto gli sguardi un po stupiti delle due donne.
Giulia: Pap?
Cesare: S?
Giulia: Che ci fai con le scarpe inmano?
Cesare: Che? Con cosa?
Imbarazzatissimo Cesare non sa che rispondere.
Lina: Conle scarpe in mano, Cesare. Che ci fai con le scarpe in mano?
Cesare: Mah io veramente
Lina: Di: sei andato ancora di l?
Giulia: Ancora topi?
Lina: Macchtopi, Giulia! Non lhai ancora capito?
Giulia: Cosa?
Cesare: (Preoccupato)Cosa?
Lina: (Montando su tutte le furie eandando a prendere una padella o il classico mattarello) Tuo padre ela domestica!
Mentre Cesare scavalca, Alessio va in tutta fretta a prendere una scopa con cui comincia, ancora con le scarpe ai piedi!, a pulire dove pu aver sporcato camminando.
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Cesare: (Indietreggiando spaventato
verso la terrazza) No, no, Lina
nongiungereaconclusioni
affrettate
Giulia: Pap!
Lina: Questavolta non sto zitta!
Una padellata nel punto giusto e ti
faccio passare la voglia di andare
a caccia di topi, anzi di topastre!
Giulia: Pap!
Cesare: No, no Lina ferma
aiuto! aiuto! etc.
Cesare inizia decisamente a
scappare inseguito dallamoglie
(Fermati Fermati! Disgraziato!
Fermati, che ti faccio passare i
calori! Fermati! Altro che topo!
Fermati! etc.)e dalla figlia
(Pap! Pap, cosa hai fatto? Pap!
etc.) . Si getta in terrazza, sempre
con le scarpe in mano!, scavalca di
slancio e, sempre inseguito dalle due
donne che scavalcano a loro volta, si
precipita in B.
66
Scena 9
|
A |
B |
Alessio: (Stupito)Gi di ritorno?
Cesare si nasconde dietro ad
Alessio. Lina e Giulia si precipitano
allinterno dellappartamento B.
Alessio: Ah, anche lei qui, signora?
(Notando la moglie) Ciao, cara.
una riunione di famiglia?
Sotto gli sguardi allucinati di
Alessio inizia un breve inseguimento
tra Lina, Giulia e Cesare.
Lina: Fermati! Fermati, disgraziato!
Lascia che ti metta le mani
addosso! Fermati! etc.
Giulia: Pap! Pap, cosa hai fatto?
Come hai potuto far questo alla
mamma? Pap! etc.
Richiamata dalle grida dopo
pochi secondi entra in scena
Caterina.
Caterina: Che sta succedendo?
Tuttifermi.Silenzio.Scena
istantaneamente congelata.
Caterina: (Candidamente)C qual-
che problemino?
Lina: (Minacciosa)Se c qualche
problemino?(Semprepi
minacciosa) Se c qualche pro-
blemino, chiedi?
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Lina rientra, si siede ed inizia sommessamente a piangere.
Lina si getta furiosamente allin-seguimento di Caterina, sempre brandendo la padella o il mattarello di prima.
Lina: Fermati!Donna di facili costumi! Fermati, che ti spadello
per benino! Fermati, disgraziata! etc.
Caterina: Aiuto! Aiuto! Fermatela!Aiuto! Qualcuno mi aiuti! etc.
Dopo qualche secondo di forsennato inseguimento Lina si accascia su di una sedia, scoppiando in lacrime. Pausa. Lina continua a piangere, gli altri si guardano senza sapere che fare. Dopo un po Lina si rialza e, con un gesto dorgoglio, si asciuga con decisione le lacrime.
Lina: Vi saluto. Me ne torno nel mioappartamento. (Rivolta al marito) Non farti mai pi rivedere.
Esce dalla porta.
Dopo qualche attimo di generale ed imbarazzato silenzio, Cesare si siede e con un gesto sconsolato getta via le scarpe, che ancora aveva in mano. Queste cadono proprio ai piedi, ancora calzati!, di Alessio. Per alcuni lunghi istanti tutti guardano le scarpe. Poi a poco a poco gli sguardi di Giulia e Caterina, sempre pi minacciosi, si alzano fino ad incontrare gli occhi preoccupati di Alessio.
Improvvisamente esplode len-nesima crisi isterica ed inizia un altro inseguimento, questa volta di Giulia e Caterina ai danni di Alessio. Dopo qualche istante anche
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Cesare inizia ad inseguire il genero.
In piena confusione esovrap-
posizionetuttigridanocontro
Alessio.
Giulia: Lescarpe!Lescarpe!
Quante volte te lo dovr dire
ancora? Toglile! Toglile subito!
Le impronte lo sporco i
microbi fermati!fermati!
etc.
Caterina: Non c alcun rispetto per
il lavoro degli altri! Si tolga subito
le scarpe! Se le tolga! Sono una
dipendente, non una schiava! Ho
anchio una mia dignit ed esigo
rispetto! etc.
Cesare: Continuanoaripetertelo:
togliti le scarpe! Fermati! Fermati
e togliti le scarpe! Le scarpe!
etc.
Dopo un po, lentamente tutti si
fermano senza fiato ed inizia un
fuoco di fila di accusecontro
Alessio, che tenta di difendersi con
qualche incerto balbettio.
Giulia: Non ti sembra che abbiamo
gi abbastanza problemi? Perch
devi continuare a fregartene della
casa?
Alessio: Veramente mi sono sempli-
cemente dimenticato
Caterina: Si dimenticato la buona
educazione! Tutti i giornisi
dimentica di togliersi lescarpe
quando entra in casa!
Alessio: No, non
Giulia: verissimo: tutti i giorni!
Caterina: E gli altri a pulire!
Cesare: Ci vuole un bel fegato, per
Diana! E pensare che basterebbe
cos poco
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Giulia: vero: basterebbe cos poco
per farmi contenta.
Alessio: Mah, veramente
Caterina: unaquestionedi
rispetto
Cesare: E di buona educazione
Caterina: Certo.
Giulia: E di valori!
Cesare: Sicuro! Dipende da quello
che uno ha dentro.
Alessio: Nonstateuntantino
esagerando?
Giulia: Ecco!Come lamamma.
Quando non sa pi cosa dire
Cesare: Tirafuorilastoria
dellesagerazione.
Caterina: Rispetto!Civuole
rispetto per il lavoro degli altri!
Giulia: E rispetto per la moglie. Per
il rapporto di coppia!
Cesare: La famiglia innanzitutto. La
famiglia. Ricordalo!
Alessio: Ma io adoro la famiglia
Giulia: Balle!Tu adori solote
stesso!
Cesare: Sei un egoista!
Caterina: Un egoista sfruttatore!
Giulia: S, giusto. Uno sfruttatore.
Se fosse per te sarei sempre dietro
a pulire la casa.
Caterina: Anchio.
Alessio: Ma se sono sempre io che
scopo
Giulia: Manonspolveri!Non
spolveri!
Caterina: Prima bisogna spolverare!
Giulia: Oh,mio Dio! Non cela
faccio pi. Non ce la faccio pi.
Cesare: Guardacome hairidotto
mia figlia!
Alessio: No, no, non mi pare
Giulia: Non si pu pi continuare
cos.
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Cesare: Giusto!
Caterina: Sono daccordo.
Alessio: Se ci calmassimo un po?
Cesare: Ma che calmarsi dEgitto!
Qui ne va della salute di mia
figlia.
Giulia: Nonce la facciopi
(scuotendo la testa) pi
Caterina: S,impossibile
continuare in questo modo.
Cesare: (Sillabando)Im-pos-si-bi-
le!
Alessio: Ma allora
Giulia: Allora basta. Stop. finita:
me ne torno da mia madre!
Alessio resta senza parole.
Caterina: Brava!Ha ragione!In
questa famiglia non si pu stare,
suomaritorendelavita
impossibile a tutti! Qui non si pu
pi lavorare: mi licenzio. Anchio
torno da mia madre.
Alessio allibito.
Cesare: vero! In questa casa non
si pu stare un minuto di pi.
(Indicando con lindice la figlia e
sottolineando laggettivotua)
Me ne torno da tua madre!
Alessio dapprima resta a bocca
aperta, poi si scuote, ha un attimo di
lucidit e mentre gli altri in fretta e
furia vanno a prendersi le scarpe, li
precedetuttisullaporta
dellappartamento.
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Alessio: (Mentre gli altri, calzate le
scarpe, si avvicinano alla porta)
Calmi, calmi. Nonagitatevi.
Tolgo il disturbo: sonoioche
torno da mia suocera!
Alessio esce dimpeto sbattendo la porta. La scena in B resta come congelata. Mentre Alessio suona e, quando Lina gli va ad aprire, entra in A, si abbassano le luci in B. Sale la musica ed iniziano le citazioni sempre pi ravvicinate e poi sovrapposte dellEpilogo. Anche in A, ma in piena luce, la scena si congela.
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Epilogo
Sale la musica. Buio in B. Luce a scena congelata in A. Possibili effetti luce. Pi voci fuori campo, meglio se registrate, iniziano a leggere/declamare sempre pi velocemente, sino a sovrapporsi in piena confusione, tutte le citazioni del Prologo allAtto 1, lintera citazione del Prologo allAtto 2 ed eventualmente le seguenti:
Voce F. C.:
dallEnciclopedia Cattolica, Citt del Vaticano: L a Famiglia nella Dottrina Cattolica: I. Concetto di famiglia: per la Chiesa cattolica la famiglia listituto che raccoglie gli sposi e i figli nati dalla loro unione o ad essi assimilati;
dal Dizionario di Teologia Morale, Editrice Studium, Roma. Nozione: Famiglia lunione dun uomo e duna donna viventi in una permanente comunit matrimoniale con i figli che possono essere i l frutto naturale di questa unione. Due sono gli elementi costitutivi della famiglia: a) la perfetta libert degli sposi nella scelta; b) la permanenza d ellunione, come richiesta dalla stessa natura della medesima. Il fine principale della famiglia la procreazione e leducazione di nuovi uomini, e perci la famiglia condizione fondamentale per lesistenza fisica, morale, sociale ed economica dellumanit; la prima cellula di tutta la vita socia le. Come comunit naturale, con lo scopo di provvedere i suoi membri dei pi importanti beni della vita, non soltanto la cellula primaria, ma anche il modello di ogni comunit, quindi logicamente viene prima di ogni altra societ. Poligamia, poliandria e simili fenomeni sono errori, aberrazioni della normale e naturale vita di famiglia;
dal Dizionario Enciclopedico di Spiritualit dirett o da Ermanno Ancilli, Edizioni Studium, Roma: I genitori sono gli indispen sabili collaboratori di Dio nellopera della creazione. Suscitar la vita scopo irrinunciabile e specifico del matrimonio;
dal Dizionario dei Concetti Biblici del Nuovo Testamento, Edizioni Dehoniane, Bologna: La famiglia, alimentata dallamor e, la prima, insostituibile comunit educativa. Luomo e la donna, i genitori e i figli, quotidianamente costruiscono in essa se stessi fino alla pienezza della maturit umana e cristiana. Nellamore ogni persona si apre allaltra, superando legoismo, rispettando e valorizzando la dignit e le qualit dellaltra persona, offrendo e accogliendo con intelligenza e generosit il contributo per il reciproco perfezionamento;
dal Dizionario Enciclopedico di Teologia Morale, Edizioni Paoline: anche dopo il fidanzamento, il matrimonio ancora una crescente storia di amore tra i coniugi (in ordine alla loro famiglia), che richiede di essere quotidianamente rinnovata e approfondita come tutte le decisioni pi radicali di una persona;
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dal Dizionario di Psicologia di Umberto Galimberti, Torino, UTET: Partendo dagli studi di T. Parsons e adottando la teoria struttural-funzionalista, la psicologia sociale approdata alle seguenti conclusioni: a) la famiglia un gruppo sociale a carattere eminentemente privato non solo perch la sua nascita legata al mero impegno contrattuale dei nubendi, ma perch da essa vengono espunte tutte le funzioni diordine collettivo, prime fra tutte quelle produttive, ma poi anche la responsabilit di natura politica e la socializzazione secondaria; b) la sua struttura destinata a essere nucleare a dimensioni ridotte, relativamente isolata quanto ai rapporti di parentela per far fronte alle richieste del sistema produttivo che esige piena disponibilit, e che non permette un numero di figli superiore al minimo indispensabile per la riproduzione della specie; c) le funzioni essenziali della famiglia sarebbero ristrette alla socializzazione primaria dei figli e alla maturazione psico-culturale dei coniugi che dovrebbero trovare nella vita domestica il luogo emozionale delle risoluzioni delle tensioni generate nei rapporti societari di massa.
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