Non hai capito che mi ami?

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PRIMO ATTO

PRIMO ATTO

All’apertura del sipario: c’è Sandro. Dimostra una ventina d’anni. Si rivolge agli spettatori.

Sandro       Sì, voi siete lì seduti tranquilli e pensate ai fatti vostri. Magari avete in mente: “Ecco arriva questo, non si sa chi sia ma fa ridere.” Ridere? Sono in una situazione che potrei far piangere lacrime di simpatia a Jack lo squartatore. Non ho la minima intenzione di raccontarvi la storia della mia vita. Io non so niente della vostra e le cose vanno benissimo così. Ma una cosa ve la devo dire, così capite la mia disperazione. Dunque stamattina mi telefona quel cretino di Innocenzo, che mi chiama solo quando può raccontarmi disgrazie. Tipo: “Caro, sono desolato di dirti che la Juve è in B con 18 punti di penalizzazione.” Intanto ride tutto contento. E lui non è nemmeno sportivo: in TV, invece della partita, guarda “Superquark”. Ho reso l’idea? Beh, è proprio un cretino. E mi dice, ridacchiando: “Sai che oggi si sposa Lisa?” Ride, ditemi voi se non è cretino. Se fosse lui lo sposo, potrei anche capire. Perché Lisa è veramente carina.

(Lisa si mostra dall’altra parte della scena e fa una piroetta, come per mostrarsi)

Lisa            Grazie, grazie. (scompare)

Sandro       Ecco, adesso l’avete vista anche voi e potete giudicare da soli. Quello mi dice: “Lisa si sposa oggi.” Come oggi, dico io. Perché proprio oggi?, dico io. Voi invece direte: ma a te che ti frega? Ecco, il fatto è che lei è proprio carina.

Lisa            (di nuovo come prima) Grazie, grazie. (scompare di nuovo) Sandro        E oggi è il giorno giusto, perché avevo trovato giusto stamattina il coraggio di chiederle di sposarmi. (si gira, spalle al pubblico, poi, voltando solo la testa) Eh, è così – proprio oggi. (di nuovo verso il fondo, poi torna tutto verso il pubblico e mette le mani avanti come per fermare le obiezioni) Va bene, va bene, lo so che ora volete domandare se non potevo decidermi prima. Risposta: no, non c’è stato tempo. Molto semplice.

Lisa            Ci conosciamo da quando avevamo cinque anni.

Sandro       Da quando “tu” avevi cinque anni. Io sette.

Lisa            Sei e mezzo, non ancora compiuti.

Sandro       E va bene, cosa vuoi che a sei anni e mezzo non ancora compiuti chiedessi di sposarmi ad una di cinque?

(lei gli mostra la lingua e gli fa segno di battersela – lui mogio sparisce dietro il fondale)

Lisa            Tanto più che lui a quell’epoca... uh, ve lo raccomando! (sparisce anche lei dietro il paravento)

Sandro       (esce indossando un grembiulino da scuola elementare, e finge di giocare con la terra)

Lisa            (esce anche lei, grembiulino e fiocco, e gli si avvicina guardandolo con intenzione)

Sandro       (senza alzare la testa) Io con te non ci gioco.

Lisa            Va bene.

Sandro       E’ inutile che ti impunti. Preferisco di molto giocare da solo.

Lisa            Va bene.

Sandro       Io non perdo tempo a giocare con le bambine piccole che non capiscono niente.

Lisa            Va bene.

Sandro       Ma insomma, smettila di insistere. Mi stai proprio togliendo il fiato. E poi, non ho più voglia di giocare, ecco. (si alza e torna dietro il paravento)

Lisa            Capito il tipo? Avrei dovuto accettare una proposta di matrimonio da uno così? (se ne va anche lei)

Sandro       (torna fuori, vestito normalmente) Uno non se ne rende conto, ma il tempo vola, con tutti gli impegni che ci sono. Vediamo un po’: giocare al pallone, fare merenda, guardare la TV, trovarsi con gli amici...

Lisa            (da dietro) Andare a scuola, fare i compiti, studiare....

Sandro       Cosa? Ah, già, mi pareva di essermi dimenticato qualcosa. Può succedere, fra mille impegni, inutile farne una tragedia. E poi naturalmente, c’era quell’altra faccenda: lei era molto carina anche da piccola. Moltissimo carina. Io... beh, ero meglio di adesso, ma non di molto. Sono un tipo costante, non so se mi spiego. Ma non ho mai pensato che gli uomini debbano essere belli.

(Lisa, da dietro, ridacchia – lui gira la testa ed assume una espressione sconsolata)

Sandro       Beh, magari qualche volta... forse mi è venuta in mente una cosa del genere. Casualmente. Diciamo, tutte le volte che mi piaceva una ragazza. Altrimenti non ci penso. Preferisco non pensarci, a dire il vero. E preferisco non pensare di pensarci. Non è così complicato, basta non pensarci. Almeno, non pensarci continuamente. Insomma. Ma oggi mi sono detto: “Guarda, guarda, ecco qui il coraggio. L’ho cercato dappertutto ed era già qui.”

Lisa            (mette fuori la testa) Intelligente, no? (sparisce)

Sandro       Non interrompermi perché lo perdo subito. Il coraggio di chiederle di sposarmi. Che ho trovato oggi. (pausa) Solo che adesso non mi serve più. Quell’idiota di Innocenzo. Oltretutto lui non sa niente di noi. Della nostra storia.

Lisa            Abbiamo una storia? (è vestita come una bambina delle elementari)

Sandro       (come la vede, capisce che deve cambiarsi e sparisce dietro il paravento – parla da dietro) Beh, una storia ce l’hanno tutti, no? Tanto più che abitiamo in due case vicine.

Lisa            La mia ha un caminetto.

Sandro       (torna fuori vestito come lei) Noi abbiamo il riscaldamento centrale. Una grande stufa nel corridoio che fa un caldo tremendo per tutta la casa.

Lisa            Quello non è il riscaldamento centrale, tu non sai nemmeno cosa sia.

Sandro       Sì, invece, la stufa è proprio nel centro della casa. Ho misurato due giorni fa.

Lisa            Per un compito che ti hanno dato a scuola.

Sandro       No per risponder... Sì, volevo dire... Ognuno doveva disegnare la propria casa. E scrivere le misure.

Lisa            Mio padre dice che non bisogna fare quei compiti, perché poi li leggono i mastini delle tasse e ti aumentano quello che devi pagare.

Sandro       Tuo padre dice così perché è un forzidiota.

Lisa            Cosa?

Sandro       Uno di quelli che votano forza dalia, come gli ordina la televisione.

Lisa            Non è vero. Tuo padre è un comista.

Sandro       Cosa?

Lisa            Uno di quelli che... non so, ecco... mangiano... Cosa mangia tuo padre?

Sandro       Tantissimo, mio padre mangia due piatti di pasta e poi tutto quello che prepara mia madre.

Lisa            Mia madre prepara ogni giorno la torta perché il latte fa bene.

Sandro       Cosa c’entra la torta con il latte?

Lisa            Giochiamo a Monopoli?

Sandro       Sì, però stavolta tengo io Viale dei Giardini e Parco della Vittoria.

Lisa            Va bene, ma io voglio le stazioni.

Sandro       Perché?

Lisa            Perché dalle stazioni si parte per i viaggi.

Sandro       (allarmato) Hai intenzione di andare via?

Lisa            Sì, credo di sì.

Sandro       Vengo anch’io.

Lisa            Non credo.

Sandro       Sui treni posso viaggiare anch’io.

Lisa            (sghignazzando) Sì, ma non credo per andare dove vado io.

Sandro       E dove sarebbe?

Lisa            A vincere il concorso di Miss Italia.

(Sandro la guarda mogio mogio e poi si alza e sparisce dietro il paravento)

Lisa            Ecco, è sempre così quando si parla delle cose che lui non può fare.

Sandro       (dall’interno - piangendo) Buahhh...

Lisa            In ottobre voleva iscriversi alla scuola di danza classica dove vado io; ha rinunciato solo dopo che i suoi compagni hanno cominciato a guardarlo in modo strano. Un giorno mi ha vista mentre imparavo a fare un dolce e ha detto:

Sandro       (dall’esterno) Quello lo so fare anch’io.

Lisa            Non ci credo. Infatti è arrivato un’ora dopo con una specie di frittata dura e bruciata che secondo lui era una torta di mele.

Sandro       (sempre da fuori) Le mele c’erano.

Lisa            Una sola. Era il coso nero più bruciato di tutto il resto; era intera e con la buccia ed il picciolo, in centro alla frittata. Ma tanto, si sa, gli uomini sono tutti così: vanitosi, permalosi e incapaci. A parte questi tremendi difetti, vanno benissimo per giocare a Scarabeo, per fargli portare le borse pesanti e i sacchetti della spazzatura. Poi sanno fare molte altre cose, ma non me ne viene in mente nessuna di interessante. La suora che ci fa lezione di religione dice che Dio ha creato la donna togliendo una costola all’uomo. Secondo me gli ha portato via anche altre cose importanti e l’uomo è rimasto senza. E non si è più rimesso. Però una cosa buona ce l’hanno: sono sempre disponibili. Quando li chiami per giocare vengono subito.

Sandro       (uscendo) Oggi non posso.

Lisa            Ti lascio tirare due volte i dadi.

Sandro       No, te l’ho detto, non posso.

Lisa            Perché, cosa c’è oggi di speciale?

Sandro       Ho compiuto dodici anni.

Lisa            Lo so benissimo. Ti ho regalato il poster dei Take That con l’autografo. L’autografo l’ho fatto io copiandolo da “Tutto rock”. Tu non te ne sei nemmeno accorto.

Sandro       L’avevo capito subito.

Lisa            Allora perché a scuola ti sei vantato di avere l’autografo dei Take That?

Sandro       Non mi sono vantato. Michele continuava a sbanfare perché dice che suo padre gli ha portato il poster con l’autografo di Eminem da Los Angeles. Così io ho detto che di autografi ne potevo avere quanti ne volevo.

Lisa            Te ne interessano degli altri? Posso copiarne fin che vuoi.

Sandro       Sul serio? Volevo dire, no, non mi interessa.

Lisa            Va bene, se non vuoi, non vuoi. Tu sei uno deciso. Andiamo a giocare.

Sandro       Ti ho detto di no. Devo trovarmi con i miei amici per una partita di pallacanestro.

Lisa            Ma se non se mai riuscito neanche a prendere il volano nel gioco del volano.

Sandro       Beh, adesso imparerò. C’è il mister che mi aspetta.

Lisa            Il mister? Che cosa è?

Sandro       L’allenatore. Noi sportivi lo chiamiamo così. Mi ha garantito che se mi impegno in quattro settimane mi fa entrare nella squadra dei pulcini.

Lisa            Secondo me riuscirai ad entrare solo nella squadra delle uova. Quelle di Pasqua, che sono un po’ più grosse.

Sandro       Non voglio più discutere, con te. Puoi andare a giocare da sola. Così sei sicura di vincere.

Lisa            (facendogli la linguaccia) Bleah! (se ne va)

Sandro       Ecco quello che intendo dire sulla mancanza di tempo. Se ci mettiamo anche la pallacanestro gli impegni sono infiniti. In ogni caso, tutte le volte che parlavo con lei era per sentirmi maltrattare e umiliare. Come si fa a dichiarare i propri sentimenti ad una ragazza mentre ti sta dicendo che tu sei una cacca di cane. Già pestata. Per certe cose ci vuole la situazione giusta, il momento giusto, magari perfino la ragazza giusta. E poi è assolutamente necessario che non ci sia nessun Innocenzo nei paraggi. Quello sarebbe capace di far piovere nel Sahara il dieci di Agosto.

(Torna dentro, si cambia e intanto parla)

Se poi vogliamo guardare le cose dal mio punto di vista, che è quello giusto, non ha il minimo senso che quella ragazza si sposi. Non ho mai sentito dire nemmeno che fosse fidanzata.

Lisa            (esce, tutta frizzante) Oggi ho il mio primo appuntamento.

Sandro       (da dentro) Ma figuriamoci!

Lisa            Si chiama Massimo è bello e ricchissimo.

Sandro       (da dentro, scimmiottandola) Si chiama Minimo, pesa un quintale e si ficca le dita nel naso.

Lisa            Mi ha promesso che mi porta al cinema.

Sandro       (c.s.) Oh, cavolo. Al cinema? Ma lì è tutto buio!

Lisa            Andiamo a vedere l’ultimo film di Matt Damon.

Sandro       (c.s.) Se ti piace il tipo.

Lisa            Massimo assomiglia a Matt Damon.

Sandro       (c.s.) Cosa? Ah, no, signorinella. Io non ci casco. Tu vuoi che io mi affacci per controllare se è vero. Ma io non sono stupido. Assomiglia a Matt Damon, dici? Bene, buon per te che ci credi. Ma non diciamo scemenze. Sai cosa ti dico, ci assomiglio di più io. Ma figuriamoci se adesso lei è capace di farsi portare al cinema da uno così. No, inutile. Non guardo. Non guardo anche perché se solo metto fuori la testa, sono sicuro che lei è lì per prendermi in giro.

(si sente un suono di clacson)

Cavolo! Non avrà mica anche la macchina! (da dietro al paravento spunta la faccia di Sandro che si è malamente truccato nel tentativo di non farsi riconoscere)

Lisa            (lo vede, fa un grande sorriso) Oh, ciao, Sandro, cosa è successo alla tua faccia? Pensi che in quel modo assomigli a Matt Damon? Ti assicuro di no, guardati bene allo specchio. Vuoi che ti presenti Massimo?

Sandro       No... no. Passavo per caso ed ho sentito una macchina, credevo che fosse quella di un mio amico...

Lisa            Magari il tuo mister? Siete già diventati amici?

Sandro       Ma ci mancherebbe! (rientra arrabbiatissimo)

Lisa            È talmente arrabbiato che non vuole nemmeno vedere Massimo. Beh, a dire la verità non lo voglio vedere nemmeno io. Ha troppe mani. Io credevo che tutti gli esseri umani avessero due mani, ma si capisce che lui è come quella dea indiana, la dea Calli, che ha un mucchio di braccia. Strano che la chiamino calli, perché quelli di solito vengono sui piedi, così mi dice mio padre quando balliamo.

Sandro       (da dietro) Suo padre le insegna a ballare? Ma cosa gli è saltato in mente?

Lisa            Sono io che gli insegno, la nostra maestra di danza classica ha deciso che dobbiamo imparare anche i movimenti hip-hop e jazz.

Sandro       (c.s.) Io li so già fare.

Lisa            Sì, come mio padre, che mette sempre i piedi sotto i miei tacchi.

Sandro       (c.s.) Oh, la signorina mette i tacchi per sembrare più grande.

Lisa            Neanche per idea. La nostra maestra ci raccomanda di usarli perché slanciano la gamba.

Sandro       (torna fuori) Ma dov’è andato Massimo? E la sua macchina?

Lisa            Dopo il cinema è dovuto correre via, perché ha l’allenamen-to di pallacanestro. Lui è playmaker nella squadra della scuola, e gli hanno mandato una lettera diverse società professionali, perché vogliono fargli un provino.

Sandro       Ma se è un tappo!

Lisa            Tutti i medici sportivi dicono che crescerà tanto, perché ha una madre molto alta.

Sandro       Oh, beh, allora dovrebbero farlo a lei, il provino.

Lisa            Parli così solo perché sei invidioso!

Sandro       Invidioso, io? Di quel nanerottolo?

Lisa            Ma la sua macchina è molto alta.

Sandro       Così non riesce a vedere la strada. È meglio per te se non vai in giro con un tipo così pericoloso.

Lisa            Va bene, allora andiamo a giocare.

Sandro       No, ti ho già detto che non posso. Chiedilo a qualche tua compagna.

Lisa            Non ce n’è nemmeno una capace di arrampicarsi sugli alberi. (sparisce dietro la scena)

Sandro       Ecco quello che volevo dire. Come si fa a prendere sul serio una ragazza che prima ti racconta del suo appuntamento con il campione mondiale di ballo limbo: quando tutti gli altri si sono spezzati la spina dorsale per passare sotto l’astina, lui è ancora praticamente diritto in piedi. E lei, pur disponendo di un corteggiatore del genere, preferisce arrampicarsi sugli alberi. Ma crede di essere Jane? (a muso lungo) Diciamo la verità, nemmeno io sono Tarzan. A farla grande potrei paragonarmi a Cita. Ma solo perché mi piacciono le banane,

Lisa            (esce leggendo un giornale) Io leggo tutti i giorni le notizie politiche. Mio padre ha detto che così si diventa uomini.

Sandro       Faresti meglio a non leggerle, allora: non preferiresti diventare una donna? (ride sgangheratamente della propria battuta – lei lo guarda offesa)

Lisa            Solo perché tu non ci capisci niente. Guarda che la cronaca di oggi è la storia di domani.

Sandro       E questa chi te l’ha raccontata?

Lisa            L’insegnante di letteratura. Ci fa leggere ad ogni lezione qualche pagina di vecchio giornale per confrontarle con i libri di storia. Ieri abbiamo visto che Armstrong è partito per la luna. Siamo tutti eccitati per il desiderio di sapere come andrà a finire.

Sandro       Te lo posso raccontare subito io.

Lisa            Zitto! Non sopporto chi mi svela il finale delle cose. Si rovina tutto il divertimento!

Sandro       Ma questa è storia!

Lisa            Vedi che avevo ragione? Te lo avevo già detto io!

Sandro       Ma lo sanno tutti! Lo trasmettono almeno una volta al mese sul canale culturale:”Questo è un piccolo...”

Lisa            Smettila subito, spione che non sei altro! (se ne va offesa)

Sandro       Il problema è che lei ha sempre ragione e non ti da mai il tempo di replicare. Non discute. Secondo Giacomo, il mio compagno di basket che viene considerato esperto di queste faccende, le donne sono tutte così. Ma io ho obiettato che mia madre non ribatte mai a quello che dice mio padre e, se lo fa, parla con molta dolcezza. Secondo Giacomo, che è sempre l’esperto di prima, ci sono due categorie: le madri e le donne.

Lisa            (da dentro) Mentre di uomini ce ne sono molte di più: gli stronzi, i rompiscatole, i noiosi, gli appiccicaticci e quelli che non capiscono un...

Sandro       Lisa! Smettila subito, cos’è questo linguaggio volgare e inadatto ad una signorina?

Lisa            (c.s.) Oh, mi stava ascoltando. Strano, perché gli uomini ascoltano solo i loro amici esperti...

Sandro       Almeno quelli non pretendono di sapere tutto.

Lisa            (c.s.) Non potrebbero. Guardano solo i titoli e le foto dei giornali sportivi. Non si impara molto.

Sandro       Come, i titoli?

Lisa            (c.s.) Leggere gli articoli interi è troppo complicato per loro.

Sandro       Ecco la solita mentalità ristretta delle donne. Se un ragazzo si interessa di sport, deve essere per forza scemo.

Lisa            (c.s.) Non è obbligatorio. Secondo gli uomini sono le ragazze carine ad essere obbligatoriamente sceme.

Sandro       Questo è sicuramente... (si ferma, colpito dalla gaffe che stava per commettere) cioè, volevo dire...

Lisa            (c.s.) Cosa volevi dire?

Sandro       Ecco, io... in realtà, stavo per dire che nemmeno è giusto avere qualcosa contro lo sport, sono tutti pregiudizi sciocchi che non meritano...

Lisa            (c.s.) Ecco, vedi che avevo ragione io?

Sandro       (lui fa un gesto come per dire: ve lo avevo detto... ha sempre ragione lei...)

Lisa            (c.s.) Non rispondi... chi tace acconsente, comunque io non ho niente contro lo sport, tanto è vero che ho deciso di dedicarmi ad una attività...

Sandro       (ironico) Gioco del volano? Ginnastica artistica? Sollevamento dei ferri da calza?

Lisa            (viene fuori in calzoncini, maglietta, guantoni da boxe e casco in gomma regolamentare) No, boxe.

Sandro       (sorpreso e spaventato) Ehi, no! Calma. Ma cosa... stai scherzando... La boxe è uno sport...

Lisa            Da maschi? Tanto meglio. Ho visto in televisione che ci sono anche ragazze che combattono. E le suonano per bene, anche.

Sandro       Un momento, ma tu sei uno scricciolo...

Lisa            Me l’hai detto tante volte che mi hai convinta. Per questo ho scelto la boxe. Diventerò muscolosa e forte e tu mi dovrai rispettare. Anzi...

Sandro       (sul chi vive) Anzi?

Lisa            Ho un piccolo problema. Mia madre non ha avuto niente da dire quando le ho chiesto di comperarmi l’attrezzatura, come vedi. Ma si è rifiutata decisamente di prendere il sacco da allenamento e di lasciarmelo appendere al soffitto della mia camera.

Sandro       Beh, difficile darle torto... Non è esattamente quello che si usa di solito per ammobiliare la stanza di una ragazza.

Lisa            È così come ha detto lei. Vi siete parlati, per caso?

Sandro       Ma nemmeno per idea...

Lisa            Allora ha visto “Million dollar baby” ed è rimasta impressionata.

Sandro       Per la violenza del pugilato?

Lisa            No, per l’iniezione che Clint Eastwood fa alla fine alla ragazza per farla morire.

Sandro       Ah, vedi. E’ una scena terribile. Tua madre è contraria all’eutanasia.

Lisa            Non credo. Penso piuttosto che le facciano impressione le iniezioni.

Sandro       Caspita, Lisa, sei cinica.

Lisa            Conosco bene mia madre. E tu sei un mollaccione. Sei certo di non aver parlato con lei a proposito del sacco grande?

Sandro       No, te lo assicuro. E poi il sacco è piuttosto grosso, lo dici anche tu, e...

Lisa            Non tanto... (lo squadra) più o meno come te. Quindi, siccome sei mio amico, sono certa che sarai d’accordo di sostituirlo.

Sandro       Cosa? Ma sei matta? Io non...

Lisa            Non tirare fuori le solite scuse. Stavolta non ti propongo di giocare, ma di fare sport. Perciò dovrebbe andarti benissimo.

Sandro       Tu mi proponi di stare lì a prendere botte, altre che fare sport!

Lisa            Ma se hai appena detto che sono uno scricciolo. Non avrai paura delle alucce di un uccellino! (si avvicina e comincia a mollargli dei pugni – lui è colpito di sorpresa, ed emette dei lamenti, cercando di schivare)

Sandro       Ouf! AHI! Uff! Ehi! Basta, smettila! Smettila! Io...

Lisa            (lei gli dà un cazzotto nello stomaco e lui si piega in due, così lei ne approfitta e gli assesta un colpo sopra la testa che lo fa cadere per terra) KO! Da uno scricciolo! Lo dicevo io che la pallacanestronon è un vero sport. E’ una faccenda per smidollati.

Sandro       (senza dire niente, lamentandosi, si trascina dietro la parete, dove continua a lamentarsi per qualche attimo)

Lisa            Devo chiamare il pronto soccorso? Non c’è risposta, forse non serve chiamare l’ambulanza. Morto non deve essere, perché è andato a casa con le sue gambe. Per modo di dire, si capisce. Questi sono gli uomini moderni, che non vogliono giocare le con le ragazzine.

Sandro       (da dentro, con voce che esce a tratti) Non vo... gliono esse... re massa... crati dalle... ragaz... zine.

Lisa            La voce non è gran che, ma si rimetterà in fretta. Appena saprà che c’è qualcosa in preparazione. La festa di fine anno della scuola. Ci troviamo tutti a ballare, e questa volta sono le ragazze ad invitare i ragazzi. Scelgono le dame! Era ora che si decidessero. Dopo tutti questi anni di prepotenze maschili, finalmente un po’ di buon senso femminile. Io sto pensando a chi starebbe meglio il papillon...

Sandro       (salta fuori, con un papillon intorno al collo, qualsiasi cosa abbia addosso) Io sono nato con il papillon!

Lisa            Guarda che ti sbagli. Si usa dire: nato con la camicia...

Sandro       Lo so benissimo, cosa credi? Il fatto è che io sono nato la sera dell’ultimo dell’anno ed ho pensato bene di mettere la cravatta a farfalla, sopra la camicia.

Lisa            Va bene, e questo cosa dovrebbe significare?

Sandro       (fingendo disinteresse) Oh, niente, pare che alla festa di quest’anno scelgano le dame...

Lisa            L’hai sentito dire anche tu? Io sto pensando a come deve essere elegante Massimo nel suo smoking nuovo con il papillon, mentre salta giù con eleganza dalla sua spider e corre ad aprire la mia portiera.

Sandro       (comincia a ridere come se la cosa lo divertisse moltissimo) Deve... oh. Oh, non ce la faccio... deve essere davvero splendido farsi aprire la portiera da un... oh,oh da un pinguino!

Lisa            Parli solo per invidia. E poi i pinguini hanno le piume che sembrano abiti a code, con le punte fino a terra, non smoking. Non la conosci la differenza?

Sandro       La conosco benissimo. Alla TV tutte le estati fanno vedere i film di Fred Astaire. Non è possibile sbagliare.

Lisa            E allora?

Sandro       Beh, Massimo è talmente piccolo e cicciotto che anche il suo smoking arriva fino a terra.

Lisa            Beh, allora, tu chi mi consiglieresti di invitare?

Sandro       (fa diversi gesti, come se fossero casuali, per indicare se stesso, e compie una specie di sfilata davanti a lei)

Lisa            Insomma, vuoi smetterla di fare il pagliaccio e suggerirmi qualcuno di decente, visto che consideri così male Massimo?

Sandro       (offeso per la disattenzione di lei) Oh, a me non importa, se ti va Massimo, tientelo. Io ho già avuto tre inviti.

Lisa            (di colpo attenta) Ma certo, dovrai andare a tre feste, per accontentare le tue ammiratrici. Che io naturalmente non ho mai sentito nominare.

Sandro       No, invece, le conosci benissimo.

Lisa            Ma dai, non hai il coraggio di farmi i nomi. Se le conosco faccio presto a scoprire che mi racconti bugie.

Sandro       (piccato) Ah è così, eh? Bene, una è Severina.

Lisa            Quella con i denti in fuori ed il posteriore grosso? Sai come la chiamano, invece di Severina? Sederona! Auguri!

Sandro       Si è messa l’apparecchio e sta a dieta da tre mesi, per essere la più bella della festa! Eh! (le mostra la lingua)

Lisa            Dovrebbe mettersi in lista per qualche miracolo, altro che dieta! Se è tutta lì la tua scelta...

Sandro       Poi c’è Carmen. Ha i capelli rossi...

Lisa            E mette sempre i pantaloni per nascondere le gambe storte! Potrebbe essere una soluzione: se si mette un vestito lungo ed una maschera sulla faccia potrebbe persino sembrare una ragazza. (ride divertita della propria battuta)

Sandro       Ma penso che alla fine dirò di sì a Samantha: lo sai, gli uomini preferiscono le bionde...

Lisa            (smette di colpo di ridere) Eh? Oh, quelle stupidaggini. E, se proprio vuoi saperlo, il libro ha un titolo più lungo.

Sandro       E cioè?

Lisa            “Preferiscono le bionde... ma sposano le brune.”

Sandro       Non mi pare di vedere in giro un sacco di zitelle bionde. Anzi, quando le donne hanno una certa età, si fanno tutte tingere i capelli di biondo.

Lisa            Beh, io non ho una certa età!

Sandro       Tu... (fingendo indifferenza) Cosa c’entri tu?

Lisa            (si morde le labbra) E poi Samantha è proprio antipatica. Sempre a farsi vedere...

Sandro       C’è molto di bello da vedere.

Lisa            Dipende dai gusti. A me piacciono più alte.

Sandro       Ti piacciono le ragazze?

Lisa            No, se fossi un ragazzo, voglio dire.

Sandro       Ma Samantha è più alta di te.

Lisa            Solo perché si mette due metri di tacco. In quel modo posso essere più alta di lei di un bel po’.

Sandro       Con i tacchi di tre metri?

Lisa            Non dire stupidaggini. E usa un profumo che non è più di moda da anni.

Sandro       (si avvicina a lei e la annusa, vistosamente) Il tuo è di moda?

Lisa            (sussiegosa) Io non ho bisogno di profumi; io sono tutta naturale.

Sandro       Si vede subito che non hai niente di rifatto!

Lisa            (si mette di colpo le braccia davanti al seno – e se è capace, arrossisce) Con te non si può parlare! (se ne va dietro)

Sandro       Ecco, è sempre così. Non si parla, è tutto un beccarsi come due... Beh, insomma, come lei, perché io cerco di essere gentile, finché posso...

Lisa            (da dietro) Figuriamoci!

Sandro       (come rivolgendosi a lei, per un istante) Invece è proprio così!

Lisa            (da dietro) Gentile come Samantha!

Sandro       (si mette un dito davanti alla bocca, come per chiedere silenzio – parla un finto sottovoce) Per fortuna che quelle due non si parlano. Altrimenti... sì, insomma, Samantha non si è nemmeno sognata di invitarmi. Ad essere sinceri nemmeno Carmen. (si gira come se stesse per andare via , scuotendo la testa – poi torna di scatto a guardare il pubblico) E va bene! Neanche Severina, se devo proprio dire tutto. Ma non mi importa! A me le feste di quel genere nemmeno piacciono. (si nasconde dietro e lo si sente piangere straziato – un istante dopo ricompare soltanto con la faccia) E nemmeno quelle ragazze, mi piacciono! (dentro – qualche istante – fuori) Io odio le femmine! Le odio! (dentro – qualche istante – fuori) Tutte! (dentro – qualche istante – fuori con voce timida) Beh, non proprio tutte...

Lisa            (esce, vestita da jogging, in pantaloncini e T-shirt) Devo allenarmi per i campionati studenteschi. (corre su e giù per il palcoscenico) Anche se a dire il vero non capisco cosa ci trovino di divertente nel rincorrersi, tirare pesi, fare salti... Si finisce sempre sudate e puzzolenti e con i piedi a pezzi. Ci raccontano che lo facevano fin nell’antica Grecia. Sfido, io, mica avevano la TV, il cinema e le discoteche, poveracci. Cos’altro avrebbero potuto fare, se non scoprire chi tirava il sasso più lontano? Ma se una dice che non ci trova niente di speciale, subito la accusano di non amare lo sport! Ma se l’unica cosa interessante dello sport è che il giorno dopo gli allenamenti non ti interrogano!

Sandro       (esce con gli occhiali scuri)

Lisa            Ehi, sei diventato cieco?

Sandro       No, mi sono iscritto ai corsi di recitazione.

Lisa            Ah. E gli occhiali?

Sandro       Mi alleno per quando sarò famoso e dovrò girare in incognito.

Lisa            Allora puoi smetter subito. Con quella bardatura è più facile che ti offrano un’elemosina di venti centesimi, piuttosto che chiederti un autografo.

Sandro       (si toglie gli occhiali e si guarda in giro, deluso) Dici sul serio?

Lisa            Cos’è questa storia dei corsi di recitazione?

Sandro       Oh, niente. Una faccenda del tutto casuale. C'era un manifesto appeso sui muri di tutta la città. Strano che tu non lo abbia visto.

Lisa            Cosa diceva ?

Sandro       Che hanno aperto una scuola così e così, che si potevano apprendere le tecniche di recitazione, e in breve tempo per cominciare la scalata al Mondo dello Spettacolo diventando rapidamente Attori Famosi e Celebri Attrici, come tanti altri che avevano seguito lo stesso Metodo Infallibile.

Lisa            Ah, allora l'ho visto. È la stessa organizzazione che l'anno scor so offriva il Metodo Infallibile per dimagrire 10 chili in un mese.

Sandro       Non può essere. Parli solo per invidia.

Lisa            Nemmeno per idea. Dovresti saperlo anche tu. La tua cara Severina si è iscritta. E infatti ha perso.

Sandro       Ma non è vero! Non è dimagrita... (si morde le labbra)

Lisa            Non vedi che avevo ra-gione io? E comunque ha perso.

Sandro       Che cosa ?

Lisa            I trecento Euro dell'iscrizione.

Sandro       Trecento Euro? Ma è la stessa cifra che ho pagato io.

Lisa            Non mi meraviglia. Da quanto tempo lo frequenti ?

Sandro       Due mesi più o meno; siamo nella fase iniziale.

Lisa            Ah, e cosa avete imparato finora?

Sandro       Beh, per adesso si fa molto training fisico, e esercizi corporei, respirazione...

Lisa            (scoppia a ridere) Non hanno nemmeno cambiato il manuale del corso. Comunque almeno siamo tranquilli.

Sandro       A che proposito?

Lisa            Non imparerai a recitare, ma almeno non perderai chili.

Sandro       Oh, smettila.

Lisa            Ma certo. Davvero non voglio interrompere la tua luminosa carriera verso Hollywood.

Sandro       Comunque studio anche privatamente. (assume un atteggiamento di scena)

“È la cruda legge dell’amore.

Il mio tormento pesa già troppo

sul mio cuore,

e tu vuoi che mi senta ancor peggio

facendo soffrire anche te:

quest’affettuosa tua premura

altro non fa che aggiungere

nuova pena

a quella che mi opprime,

ch’è già troppa...”

Lisa            Mica male. L'hai scritta tu? Di chi parla?

Sandro       No, non lo riconosci? È Romeo che parla del suo amore per Giulietta.

Lisa            Giulietta ? Non la conosco. È una del primo anno ?

Sandro       Ma...

Lisa            A dire il vero non conosco nemmeno Romeo. Mi piaceva di più l'idea che fossi stato tu a scrivere quelle parole.

Sandro       Ma io...

Lisa            Magari dedicandole a...

Sandro       Dedicandole?

Lisa            Va bene, non importa. Peccato, perché sono ben scritte. E magari Giulietta nemmeno lo stava ad ascoltare.

Sandro       Oh, no, lei...

Lisa            È proprio vero, che spesso chi ha non merita e chi merita non ha.

Sandro       Io davvero...

Lisa            Massimo mi ha mandato una cartolina.

Sandro       Cosa?! E questo che c’entra?

Lisa            Vuoi che ti dica che cosa ha scritto? L’ho imparata a memoria.

Sandro       No, beh, non è necessario...

Lisa            Ma non faccio nessuna fatica, non ti preoccupare.

Sandro       Penso che tu non voglia paragonare Massimo a Shakespeare.

Lisa            Ma nemmeno per idea. Che macchina ha Sespìr?

Sandro       Oh. mio Dio...

Lisa            Va bene, non insistere, te la dico. Attenzione che è in versi:

“A Bologna andai

a te pensai

questo ricordo

ti mandai”

Mica male, eh? Sì, lo so che “ricordo“ non fa rima con niente, ma cosa poteva fare, su una cartolina? Scrivere: “ti mordo”, “se sei d’accordo”, “qui non c’è un fiordo”...

C’è poco spazio su una cartolina. Tutta quella pappardella che hai detto tu, bella, non lo nego, non ci stava. E poi... a Giulietta... ma andiamo... non sarebbe ora di guardarsi attorno?

Sandro       (cade in ginocchio con la faccia fra le mani, mugolando per la disperazione e va dietro il fondale trascinandosi)

Lisa            Ha dovuto riconoscere anche lui che Massimo non se la cava male, a poesie. Anche quell’altro, là, quello di Giulietta, è bravino, però le rime sono un po’ a casaccio, e chissà se è stato a Bologna...

Sandro       (da dentro) A Verona, a Verona... Tutta la faccenda si svolge a Verona...

Lisa            Ecco, lo immaginavo che non si andava tanto lontano, con quello lì.

Sandro       (sempre da dentro) Però Romeo scappa a Mantova...

Lisa            Capirai... Mantova, si e no venti minuti di macchina...

Sandro       (c.s.) Allora non c’erano le macchine.

Lisa            Perciò potevano buttare via tutto quel tempo a scrivere. Sfido che ci riuscivano bene. Prova tu a scrivere una sbrodola di quel genere su una cartolina che sta posata sul cofano bollente di una macchina sportiva...

Sandro       (c.s.) Noooooo! (si sente un colpo, come se fosse caduto a terra svenuto)

Lisa            (scuotendo la testa) Accidenti che botta... Meglio andare a vedere. Capace che tutti quegli esercizi della scuola di recitazione lo abbiano sfiancato...

FINE PRIMO ATTO


SECONDO ATTO

Entra Lisa, vestita come se dovesse andare ad una festa – un po’ elegante.

Lisa            In tutta la mia vita avrò letto non so quanti libri. In tutti, dico, in tutti c’è scritto chiaramente che il principe azzurro esiste, e al limite basta perdere una scarpa, e quello arriva. O se è proprio scemo, basta fingersi addormentate in un boschetto qualsiasi e quello viene a svegliarti con un bacio. Sarà a causa del disboscamento, sarà il prezzo delle scarpe, ma costringere il principe azzurro a farsi avanti sembra una impresa impossibile. Forse le storie sono state scritte in altri tempi, quando c’erano molti principi, di tutti i colori, e quelli azzurri giravano continuamente. Ora sembra che siano loro, ad essere addormentati nel bosco. Che siano una razza estinta? Voglio proprio andare a vedere su Internet.

(esce sconsolata)

Sandro       (arriva trascinandosi una gamba, ha una ingessatura a gambaletto) Calma. Non chiedo la pietà di nessuno. Mi faccio già abbastanza pena da solo. Potrei raccontare che si è trattato di un incidente sportivo. O che una Ferrari mi è passata su un piede mentre guardavo il rally di Montecarlo troppo da vicino.

Ma non è niente di così eroico. È una faccenda che non posso nemmeno raccontare, a dire il vero. Ho giurato di mantenere il segreto. L’ho giurato a me stesso, si capisce – se lo dicevo ad un altro, che razza di segreto era?

Insomma, inutile che insistiate, non confesserò mai, nemmeno sotto tortura, che mi sono rotto un dito mentre cercavo di stare dritto sulle punte alla scuola di ballo. Ooops! L’ho detto. Che scemo! (sparisce dietro il fondale scuotendo la testa)

Lisa            (mette fuori la testa) E naturalmente si dice sempre che sono le femmine a non saper mantenere i segreti. Io credo che invece sia vero il contrario: conosco una signora che si è sposata cinque volte, secondo lei sempre felicemente. lo le ho chiesto come ha fatto a trovare cinque uomini che fossero perfetti per lei, e la risposta è stata: “Semplice, sono rimasta vedova quattro volte!” Francamente, credo che non mi abbia detto il suo vero segreto.

Sandro       (Torna fuori in calzamaglia, e mentre parla fa una parodia di movimenti di esercizi di danza classica) So che non avrei dovuto dirlo. Avevo giurato. A me stesso! Ma quando si è innamorati, si diventa scemi.

Lisa            (da dentro) Questo è proprio vero. A volte, se si parte già scemi, la situazione è anche peggio.

Sandro       (fa una smorfia di scontento verso l’interno) Tanto vale che racconti tutto. Naturalmente io non mi sognavo nemmeno di andare a lezioni di danza classica. Ero talmente impegnato nei corsi di recitazione. (torna dentro)

Lisa            A volte ci si chiede se gli uomini siano in grado di vedere quello che hanno davanti al naso. (ci pensa un po’ – cerca varie altezze con la mano, poi pare più convinta di una che passa sopra la sua testa) Beh, diciamo sotto il naso. Probabilmente è una forma di malattia degli occhi della quale non si è ancora accorto nessuno.

Sandro       (viene fuori, di nuovo con sciarpa ed occhiali – stavolta ha un impermeabile che lo copre quasi tutto)

Lisa            Sì, deve essere proprio qualcosa che hanno agli occhi. Sei di nuovo cieco?

Sandro       Attenta a te piccola, sono un Man in Black.

Lisa            È contagioso? Devo mettere cartelli in giro per il vicinato!

Sandro       Ma no, sciocchina. I Men in Black, sono gli uomini in nero, che combattono per salvare l’umanità dai pericoli.

Lisa            Fico! Allora adesso bisognerà inventare dei pericoli facili, così magari tu puoi combatterli!

Sandro       Perché facili ? Credi che io non abbia coraggio?

Lisa            No, non è un fatto di credere. Io so che tu te la fai sotto per qualsiasi cosa. Basta vedere come giri al largo dal cane della signora in fondo alla strada.

Sandro       Cane? Quello è una belva!

Lisa            No, ti garantisco che è un pechinese gentile e coccolone. Peserà quattro chili al massimo.

Sandro       Secondo me ti sbagli. È un giapponese, altro che pechino. Quando mi vede abbaia “banzai!” e cerca di mordermi le caviglie. Una volta c’è riuscito e mi ha fatto un male cane.

Lisa            Cosa vuoi, che ti facesse un male gatto? (ride divertita della propria battuta)

Sandro       (fa il muso e cerca di cambiare discorso) Ah, che ridere. A proposito, come mai così elegante?

Lisa            (finta indifferente) Oh, niente.

Sandro       Figuriamoci se non è niente! Per una che va sempre vestita come una selvaggia!

Lisa            Oh, grazie, siamo in vena di complimenti...

Sandro       Io non... scusa...

Lisa            Fa niente. Stasera devo andare alle selezioni di danza.(ironica) Tu sai bene che vado a lezione...

Sandro       (imbarazzato) Ah, sì, mi pare di aver sentito...

Lisa            Bene, stasera fanno la scelta di chi interpreterà le parti principali nello “Schiaccianoci”. In confidenza, io spero di venir scelta per fare la bambola.. Invece non hanno ancora deciso per il Principe...

Sandro       Il Principe?

Lisa            Sì, è sempre difficile con i ragazzi. Pensano che se fanno la danza classica i loro compagni li prendano in giro... capisci...

Sandro       Oh, io non ho questi stupidi pregiudizi.

Lisa            Peccato che tu non faccia danza, allora. Perché quando lo spettacolo sarà pronto andremo al convegno nazionale degli spettacoli scolastici. Ci pensi? Una settimana in una bellissima località, tutti noi ragazzi... (se ne va)

Sandro       Una settimana? Ragazzi? Va bene che quelli che fanno danza sono tutti... Oh, no. Io non ho di questi pregiudizi... Ma... Una settimana... oh, accidenti, bisogna fare qualcosa!

(si toglie l’impermeabile, gli occhiali e la sciarpa e sotto è in calzamaglia, come nella scena precedente)

Sandro       Qualcosa ho fatto... Sono andato di nascosto dalla insegnante del balletto e le ho fatto giurare il silenzio. Ha accettato. Le ho detto di iscrivermi sotto falso nome. Ha accettato. Le ho chiesto di darmi lezioni solo dalle due alle tre di notte.

Ha accettato! Ma si può credere? Devono proprio essere disperati: non ci sono ragazzi che vogliano fare i ballerini. D’altra parte, se lo avessero saputo i miei amici, mi avrebbero preso in giro a morte. Loro hanno tremendi pregiudizi.

(fa qualche movimento di danza classica)

Devo dire che ce li ho anch’io.

(ancora movimenti)

Però pochi. Quasi niente. Insomma, uno che fa danza classica, per me non è necessariamente un... Però un po’ strano lo è... Oppure innamorato. In tutti i casi, non è normale. E poi, tutte le notti alzarsi alle una... è diventato un massacro. Ero stanchissimo. L’insegnante diceva che facevo progressi, ma io non capivo nemmeno dove mi trovavo. Niente di strano che un bel giorno, anzi, una brutta notte...

(nel fare i movimenti, cerca di mettersi sulle punte dei piedi, ma cade rovinosamente, ululando per il male)

Mi sono rotto un dito! Ahhhh! Forse due! Accidenti triplo! Così non vado al convegno ed in più mi toccherà inventare qualcosa con i miei. Cosa gli dico, che sono caduto dal letto sul piede mentre dormivo? Ahhhh...

(si trascina dietro il fondale)

Lisa            Però è stato un peccato. Al convegno non c’è andato nessuno di noi: il Principe non è proprio saltato fuori. L’insegnante era tutta dispiaciuta. Ci ha raccontato che era riuscita a convincere un ragazzo. Che sembrava l’orso Yoghi, ma insomma, meglio di niente. Ci avremmo pensato noi ragazze a far ben figurare il complesso. Invece alla fine pare che abbia avuto un incidente. Non ha nemmeno voluto dirci il nome...

Sandro       (rientra in scena con il piede ingessato, ma vestito normalmente) Ahhh

Lisa            Oh, che cosa ti è accaduto?

Sandro       Ahhh che male! Oh, no, non è niente... Sai, un infortunio sportivo.

Lisa            Mi spiace. Cosa è stato? Non sapevo che il basket fosse pericoloso.

Sandro       No, non il basket... È stato durante il campionato di calcio.

Lisa            Ma tu non facevi basket?

Sandro       Anche. Io sono molto sportivo. Insomma, la macchina...

Lisa            La macchina?

Sandro       Sì, la Ferrari...

Lisa            Ma cosa c’entra?

Sandro       Già, me lo chiedo anch’io. Devo aver fatto confusione. Sai, tutte quelle notti in bianco...

Lisa            Adesso non capisco davvero niente.

Sandro       Invece dovresti sforzarti di capire, accidenti!

Lisa            Magari, se ti spieghi con un po’ di logica.

Sandro       Ma è semplicissimo. Insomma, la squadra di calcio è stata portata in premio a vedere il rally di Montecarlo, sai quella corsa di auto che fanno in città?

Lisa            Ma sono matti? E come se la cavano con i semafori?

Sandro       È quello il problema. Io stavo pacificamente traversando sulle strisce pedonali. Sulle strisce, ti dico, quando la Ferrari è arrivata in piena velocità e mi è passata su un piede.

Lisa            Oh, poverino, hai rischiato di morire!

Sandro       No... perché? La Ferrari era un modellino radiocomandato. Le gare non le fanno mica adesso. Noi siamo andati a vedere un rally di modellini.

Lisa            Beh, potevate restare anche qui. Ci sono tutti i sabati ai giardini.

Sandro       Oh, bè... vuoi mettere il fascino della Riviera?

Lisa            E un modellino ti ha rotto un piede?

Sandro       Forse era fatto di piombo. Un male...

Lisa            Cane?

Sandro       Gatto.

Lisa            E il rally?

Sandro       Lo avevano rinviato per uno sciopero dei vigili urbani. Oh, signore, che casino.

Lisa            Cosa vuol dire?

Sandro       Niente. Solo che quando accadono incidenti così terribili, si perde la cognizione di tutto. Come è andato il convegno?

Lisa            Ah, non ci siamo andate. Alla fine il principe azzurro non è saltato fuori. Ha avuto un incidente... Oh, cavolo... Fammi un po’ vedere...

Sandro       Nooo... devo andare... ho un allenamento... (si gira ed esce, trascinando sveltamente il piede)

Lisa            (al pubblico) Un allenamento? Conciato a quel modo? Gli uomini sono tutti matti. Vanno a Montecarlo per vedere una cosa... Aspetta un momento: non sarà mica una scusa? Ho sentito dire che con la scusa delle gite i ragazzi se ne vanno in giro a cercare delle ragazze facili. Sì, perché ce ne sono, di quelle che col primo venuto...

Sandro       (da dentro)Ce ne sono anche di quelle che vogliono solo il massimo...

Lisa            Ancora quella storia. Al Massimo al massimo gli avrei dato un pugno sul naso.

Sandro       (mette fuori la testa) Al massimo al massimo?

Lisa            Già, mi è venuta così. Mica male, vero? Insomma mi raccontava mia madre che una volta andare in gita con i ragazzi era pericoloso. Io mi chiedo per chi, visto che al peggio può accadere che arrossiscano se tu gli chiedi di offrirti qualcosa da bere. Anche per un'aranciata.

Sandro       (da dentro) Ma se uno offre poi bisogna attaccar discorso.

Lisa            Ecco qual’è il dramma: bisogna parlare e pare che i ragazzi divengano muti, in certe situazioni.

Sandro       (c.s.) Lo credo bene. Di cosa parli con una ragazza?

Lisa            (c.s.) Beh, di cosa parli con i ragazzi?

Sandro       Con i ragazzi? Beh, di qualunque cosa.

Lisa            Di quello puoi parlare anche con le ragazze.

Sandro       Ah, no. Di quello no.

Lisa            Cosa vuoi dire?

Sandro       Semplice: che con la ragazza non possiamo parlare delle cose qualunque di cui parliamo fra ragazzi

Lisa            E perché?

Sandro       Beh, perché... Ma è logico, no?

Lisa            No.

Sandro       Ecco, lo vedi (esce infuriato) Voi ragazze non capite mai niente, nemmeno le cose più semplici. Anzi le più elementari.

Lisa            Va bene. Allora spiegamelo tu.

Sandro       Ecco, il fatto è che fra noi ragazzi parliamo sempre di ragazze.

Lisa            Cosa?

Sandro       Inutile che fai la meravigliata. Di cosa vorresti che parlassimo? Della conquista della luna?

Lisa            Cosa c'entra la conquista?

Sandro       Ah, già. Perché è di quello che parliamo.

Lisa            Della conquista della luna?

Sandro       No, della conquista e basta.

Lisa            Conquista di cosa?

Sandro       RRGGZ

Lisa            Cosa?

Sandro       (lui torna dentro, imbarazzato)

Lisa            Ecco, lui crede che io non abbia capito, ma in verità è fin troppo chiaro. Questi pollastri...

Sandro       (da dentro) Pollastri?

Lisa            Per non dire di peggio. Questi bulletti passano il tempo a raccontarsi le conquiste che hanno fatto, le imprese che hanno vinto. Ma è tutta roba che vedono in televisione.

Sandro       (da dentro) Non è vero!

Lisa            Ah, questo lo dice lui. Una mia amica mi ha raccontato una storia che sembra incredibile, e invece è vera: hanno organizzato una festa per l’ultimo dell’anno, nella casa di campagna di uno dei ragazzi. Erano una decina, fra maschi e femmine. Prima hanno fatto i soliti stupidi giochi, per far arrivare mezzanotte. Intanto, dice la mia amica, era finita la legna e la casa non aveva riscaldamento. Insomma, un freddo cane. Allora le ragazze hanno avuto una grande idea: infilarsi tutti in un letto, e avvolgersi insieme in un paio di coperte. Così si stava belli caldi, vicini e... Beh, roba da non crederci. Dopo dieci minuti, malgrado la mia amica avesse invitato i ragazzi ad inventare qualche gioco divertente, questi grandi uomini erano tutti addormentati.

Sandro       Non è vero!

Lisa            Come sarebbe, non è vero? Me lo ha raccontato la mia amica, e lei non mi direbbe mai una bugia – di questo genere, poi...

Sandro       Ti dico che è una bugia.

Lisa            E tu come fai a saperlo?

Sandro       (torna fuori) C’ero anch’io!

Lisa            Ah, eccolo qui, quello che non sa cosa fare!

Sandro       No, io lo sapevo... e l’ho fatto.

Lisa            E te ne vanti, anche! Belle porcherie!

Sandro       Ma cosa stai immaginando? No, mi è venuto in mente che non avevo mai visto l’alba del primo dell’anno. A dire il vero, non avevo mai visto nessuna alba. Così sono uscito, mentre tutti stavano chiacchierando, e sono andato a cercare un punto di buona visibilità.

Lisa            Ma era notte!

Sandro       Beh, certo. Ma dopo sarebbe diventata mattina. Anzi, prima ancora arrivava l’alba. Ti immagini. L’alba di un nuovo anno... è come l’alba di un nuovo mondo.

Lisa            Però...

Sandro       Insomma, mi sono messo in attesa, cercando l’est.

Lisa            E come hai fatto? Guardando la stella polare?

Sandro       No, purtroppo. Quella non sono mai riuscito a distinguerla. Sbaglio sempre carro. Non potevano mettere una freccia, con tutti i satelliti che hanno spedito in cielo? Beh, comunque non aveva importanza, perché il cielo era nuvoloso e non si vedeva niente. Ma qualcuno mi aveva insegnato che se bagni un dito con la saliva e poi lo alzi in aria, la parte più fredda è il nord.

Lisa            Davvero?

Sandro       Così mi hanno detto. E io mi sono fidato. Ho bagnato ben bene il dito, e poi ho aspettato di sentire freddo.

Lisa            E l’hai sentito?

Sandro       Non saprei. Dopo un po’ non sentivo più il dito, che era diventato un ghiacciolo. Ma il peggio è...

Lisa            C’è di peggio?

Sandro       Già. Mi vergogno a raccontarlo.

Lisa            Beh, ormai, hai fatto trenta...

Sandro       Insomma, mi sono addormentato, per il freddo. Per fortuna al mio amico Giacomo...

Lisa            C’era anche l’esperto di donne?

Sandro       Ehm... sì, insomma, al mio amico Giacomo, che aveva bevuto molto, è scappata la pipì, ed è uscito per farla in campagna. Sai, i servizi igienici non sono molto moderni...

Lisa            Va bene, va bene...

Sandro       E allora mi ha visto che dormivo appoggiato ad un albero, con un dito alzato che sembrava un ghiacciolo. Non credeva ai suoi occhi, pensava che fosse un effetto dell’alcol...

Lisa            Posso capirlo...

Sandro       Però si è avvicinato ed ha scoperto che probabilmente mi stavo ibernando, sai come gli orsi e le marmotte...

Lisa            Oh, mio Dio...

Sandro       Solo che io non avevo fatto riserva di cibo per tutto l’inverno...

Lisa            Certo, e allora?

Sandro       (mentre racconta questo Sandro rientra lentamente dietro, come se lo portassero) Mi ha portato dentro ed hanno cominciato a cercare di riportarmi a temperatura ambiente a forza di coperte, bottiglie di acqua calda, caffè e grappini... Ho avuto il raffreddore per sette giorni e la gastrite per quindici... (è dentro)

Lisa            Povero cucciolo... Non è tenero? Per vedere l’alba del nuovo anno, del nuovo mondo, della nuova vita... Io uno così... Se soltanto... non lo so... mi desse un segno...

(Sandro mostra da dietro il fondale, la gamba ingessata, come dire “vedi fin dove sono arrivato per te?”, ma, nonostante lui agiti la gamba offesa per farla vedere, lei non si gira e non la nota – ma il pubblico, si spera, sì)

Invece è tutto chiuso nel suo mondo fatto di basket, di chiacchierate con gli amici, di studio... beh, magari di quello non tanto... e di sogni sulle ragazze che lo corteggiano. Sì perché alla lunga io sono stata capace di scoprire come è andata veramente con quelle tipe che secondo lui lo avevano invitato di qua e di là: Severina si è messa con il campione provinciale di Sumo. Si dice, ma io non so se crederci, che abbia scelto lui perché ha un sedere più grosso del suo, vicina a lui sembra snella. Carmen si è impiegata in un allevamento di cavalli come fantina: è l’unico mestiere nel quale nessuno si accorge che ha le gambe storte.

Sandro       (da dentro) E Samantha? Hai qualche malvagità da dire anche su Samantha?

Lisa            Oh, non mi sognerei mai. Samantha ha tutta la mia ammirazione, perché tra tutte le tue ammiratrici è l’unica che ha avuto il coraggio di dire la verità.

Sandro       (mette fuori la testa, preoccupato) La verità? Quale verità?

Lisa            È riuscita ad infilarsi in una di quelle trasmissioni televisive a basso costo, sai dove tutti devono raccontare la propria vita e basta, e c’è gente che ascolta perché così si fanno i fatti degli altri; per di più sono in trepidante attesa di quando toccherà a loro andare a far sapere in giro che razza di cretini sono.

Sandro       Questo non mi sembra giusto...

Lisa            Ma lei ha superato tutti: ha detto che per tutta la sua vita non è mai stata con un uomo perché è sempre stata innamorata della sua insegnante di ginnastica.

Sandro       Cosa? Ecco perché faceva tutti quegli esercizi! (sparisce dietro)

Lisa            Già, gli uomini non li guarda nemmeno. Mentre io sono convinta che non sono così male, dopotutto. Basterebbe che si decidessero a fare gli uomini, che dovrebbe venirgli naturale. Invece di sembrare agnellini portati al macello se una ragazza propone di fare una innocente passeggiata. Dice mia zia che una volta erano gli uomini a chiedere alle ragazze di uscire con loro. E magari succedeva che ci fossero due o tre inviti per sera, se una era appena carina. Che tempi devono essere stati! Forse è colpa del clima, la terra si sta riscaldando e i ragazzi si stanno rammollendo, come succede ai gelati se li mangi in pieno sole. Per di più sembrano attaccati alla mamma in modo ossessivo e non hanno ambizioni per il loro futuro. Niente, nessuna. Adesso dobbiamo scegliere l’università e pare che sia una faccenda complicatissima. Non solo perché loro non hanno la minima idea di cosa fare, ma anche perché ciascuno dei parenti ha in mente una scelta diversa..

Sandro       (esce con un camice ed uno stetoscopio che penzola da una tasca) Oh, io non ho dubbi. Ho deciso che farò medicina, come lo zio Alberto. E’ un lavoro nobile, quello di salvare vite umane, magari ogni tanto potrei andare in Africa a curare i malati gratis.

Lisa            Beh, a volte ci si sbaglia. Qualcuno che sa cosa fare c’è. Bravo! Io uno così lo ammiro, è un vero uomo. Andare in Africa, poi: è anche generoso, un cuore grande. Senti, sai che facciamo? Io mi iscrivo ai corsi per infermiera professionale, così verrò ad aiutarti

Sandro       (compiaciuto) Beh, se te la senti, ebbene...

Lisa            (entusiasta) Ma certo, sarà bellissimo! Tu che dici “al mio tre!” e io ti aiuto a spostare il paziente sul lettino operatorio.

Sandro       (dubbioso) Operatorio?

Lisa            (crescendo di entusiasmo) Certo! Poi tu dirai: “Non è un pic-nic” e tutti dovremo correre a cercare il defibrillatore, il kit da intubazione da 8, il bidone dell’epine-frina...

Sandro       Il bidone?

Lisa            Si capisce. Con tutta quella che usano devono aver per forza un'enorme riserva da qualche parte. Poi tu griderai: "Tre sacche di zero negativo!"

Sandro       Zero negativo? Cos'è?

Lisa            Ma sangue, no?

Sandro       (sviene)

Lisa            Accidenti! Ma cosa ti succede? (sia affaccenda attorno a lui cercando di capire cos'è accaduto - gli prende le mani, gli dà degli schiaffetti in faccia, cerca di scuoterlo, finché lui...)

Sandro       (con voce strozzata) In questi casi... la cosa... migliore... è la respirazione bocca a bocca.

Lisa            Ah, finalmente sei resuscitato. Ma cosa ti è accaduto?

Sandro       (si mette seduto per terra) No, sai... io... solo a sentire quella parola...

Lisa            Quella parola?

Sandro       Sa... sa... insomma hai capito...

Lisa            Sangue?

Sandro       (crolla di nuovo a terra)

Lisa            (gli dà un paio di schiaffetti e poi lo lascia al suo destino) Questo sarebbe il grande medico che vuole curare i malati in Africa. È proprio come pensavo, finché vedono la televisione sono coraggiosissimi, ma se devono uscire di casa di sera e c'è un lampione rotto, chiamano la polizia.

Sandro       (mentre si trascina dietro al fondale) Non è colpa mia, se sono allergico a quella parola. NON LA DIRE! NON LA DIRE! (sparisce)

Lisa            (lo segue un po’ delusa e triste) Ma forse ho troppe pretese... In fondo non è necessario diventare un grande chirurgo ed andare in Africa. La mia amica Marina si è innamorata di un ragazzo che lavora all'anagrafe e dice che il suo è un rapporto bellissimo e molto divertente. Tutte le volte che si incontrano lui le racconta i nomi buffi che la gente affibbia ai propri piccoli. Che ne so: James, Friends, Tim... meno male che non era una bambina, altrimenti la chiamavano Alice e invece che nella culla la mettevano nel computer. Insomma, se Marina si accontenta di un impiegato dell’anagrafe, chi ha stabilito che io devo cercare un astronauta?

Sandro       (viene fuori e si siede per terra con un laptop sulle ginocchia, sul quale batte furiosamente)

Lisa            Oh, guarda guarda. Stavolta vorrà fare lo scienziato o lo scrittore?

Sandro       (non le bada e continua a scrivere furiosamente, come se dovesse finire una enciclopedia prima di sera – anche la sua espressione è corrucciata)

Lisa            (gli gironzola attorno, ma è come nella prima scena, più o meno, quando lei voleva soltanto conoscerlo e lui rifiutava qualsiasi rapporto) Da qui non si riesce a leggere. Perché non faranno i computers leggibili da ogni angolo, mi chiedo? In questo modo bisognerebbe avere gli occhi come le lumache...

Sandro       (continua come sopra)

Lisa            Beh, tanto vale che me ne torni a casa. Qui non si risolverà mai nulla. Questo strano tizio che il destino mi ha dato come vicino di casa non diventerà mai un vicino per la vita. Peccato... In fondo era così semplice: ci conosciamo bene, lui non è troppo brutto, io sono carina...

Sandro       (le lancia un’occhiata di fuoco)

Lisa            (mette le mani avanti) Calma, sei stato tu a dirlo, diverse volte. Ho un sacco di testimoni. A me poi... figuriamoci se mi interessa... (è falsa come una moneta da ventotto centesimi)

Sandro       (continua a scrivere furiosamente)

Lisa            Va bene... me ne vado... se non c’è nessun metodo per indurlo a dire quello che vorrebbe dire... perché io lo so che lo vorrebbe dire... noi ragazze li capiamo li uomini, anche quando non parlano... (si avvia verso casa sua) Io lo so che sarebbe necessario qualcosa di violento, uno choc improvviso (si gira verso di lui quasi arrabbiata) UNA MARTELLATA IN TESTA!

Sandro       (nemmeno questo urlo lo distrae dal suo feroce compito)

Lisa            Niente... niente. Possibile che... Però... aspetta un momento... come si chiamano i suoi amici?... (esce)

Sandro       (appena lei è uscita, smette di scrivere e alza la testa) Il tempo vola! Vola! Ho quasi finito l’università, a proposito, mi sono iscritto a matematica dopo che ho scoperto che è l’unica materia che non abbia a che fare con fluidi umani... se mi capite... beh, ho quasi finito e siamo ancora al punto di quasi vent’anni fa. Anzi peggio. Perché malgrado sia in grado di risolvere una equazione a cinque incognite e calcolare a mente una moltiplicazione fra due numeri di dieci cifre – non è vero, ma si fa bella figura a dirlo – non sono ancora capace di dire ad una ragazzina, carina, sì è carina, e allora?, questo rende più difficili le cose, non sono capace di dirle le frasi più semplici del mondo. Per la miseria, c’è riuscito mio padre, c’è riuscito mio nonno, c’è riuscito mio bisnonno che faceva il boscaiolo e firmava con una croce e io non devo essere capace? E va bene! Ecco qui, allora (indica il computer). Lo lascerò scritto nel mio testamento: cosa credete che stessi scrivendo? Il mio testamento, si capisce. È l’unico posto dove finalmente sarò capace di esprimermi come si deve. Lei c’è ma io non ci sarò più! (si mette a piangere, con le braccia sugli occhi, poi si gira verso il pubblico) Cos’è, non vi fa piangere l’idea che sarò morto? Avete dei cuori di pietra, ecco cosa. Ma non importa. Qui troverà tutto. L’intera storia. Riga per riga, minuto per minuto. Non ho tralasciato niente, nemmeno le cose che mi fanno fare brutta figura. Anche perché... va bene, diciamolo, tutta questa storia mi fa fare brutta figura. C’è tutto. Tuttissimo. (ci pensa un attimo) Oh, cavolo, no! Ora che ci penso, non ho messo le parole più importanti, quelle che non riesco a dirle... Beh, ma allora è una pazzia! Una pazzia! Io devo... (squilla un telefonino – lui tende l’orecchio) È il mio! Il mio! Ma no, non in questo momento (il telefono insiste – guarda il pubblico) Non è che è uno dei vostri ed avete copiato la mia stessa suoneria? Mostrate i telefonini! (forse qualcuno lo mostra, e non suona, in tutti i casi) Allora è proprio il mio, (Lascia il computer per terra, aperto e sparisce dietro – si sente la sua voce) Innocenzo? Cosa vuoi ancora, Innocenzo? Guarda che la Juve è ritornata in A, e vincerà il prossimo campionato, quindi è inutile che... Cooooosa? (silenzio lungo, insopportabile, finché appare a pezzi, Sandro, che si appoggia, schiantato alla parete di casa sua; ha in mano, e lo fissa come un oggetto radioattivo, il cellulare) ... si sposa oggi... ma questo lo sapete già... oggi che avevo trovato il coraggio... oggi che finalmente le avrei detto...

NO! Non posso permetterlo! Eh, già, e cosa faccio? LE TELEFONO! (prova due o tre volte a fare il numero, sbagliando, riprova, riprova, finché suona dall’altra parte, e lei appare, a fianco della propria casa, con l’attrezzo che squilla in mano.)

Lisa            Chi è? Un numero che conosco?

Sandro       Lisa!

Lisa            Chi vuole?

Sandro       Liiiisa!

Lisa            Liiiisa? Non la conosco... è una finlandese?

Sandro       Lisa... ti prego...

Lisa            Ah, sei tu... non credevo che proprio oggi...

Sandro       Invece è oggi che avevo trovato il coraggio...

Lisa            Ah, bene. Starai meglio mi immagino.

Sandro       Lisa, ti prego, ascoltami, devo dirti una cosa importante.

Lisa            Proprio oggi?

Sandro       Sì, sì, non c’è altro momento.

Lisa            Va bene, ma sbrigati, sono un po’ impegnata...

Sandro       Senti, possiamo vederci?

Lisa            Quando?

Sandro       Oggi, adesso, tra un secondo.

Lisa            Che furia. Sta bruciando la casa?

Sandro       Peggio, molto peggio.

Lisa            Beh, se è così importante... (chiude il telefono e fa un passo verso il centro – lo stesso fa lui)

Sandro       Eccomi qui. Lo vedi che sono qui?

Lisa            È un po’ difficile non vederti. Cos’hai mangiato di pesante? Hai due occhi che fanno paura.

Sandro       Non dire più niente, adesso lasciami parlare, altrimenti lo perdo.

Lisa            Cosa.

Sandro       Il coraggio.

Lisa            Ma è un problema così grande?

Sandro       Anche di più. Ascolta... Io... non so come dirlo. E anche questo è un problema. Perché... io so che... anzi, non so che... oh cavolo, che confusione... Lisa, cerca di capire...

Lisa            Cosa?

Sandro       Mi ha telefonato.

Lisa            Chi?

Sandro       Quell’idiota di Innocenzo.

Lisa            Ma se è un ragazzo così simpatico e servizievole...

Sandro       Lascia stare, lascia stare...

Lisa            Insomma, cosa vuoi dire?

Sandro       Mi ha informato, quello stronzo, mi ha detto che...

Lisa            Che?

Sandro       CHE TI SPOSI!

Lisa            Ah, ecco.

Sandro       E IO NON VOGLIO!

Lisa            Cosa non vuoi?

Sandro       CHE TI SPOSI!

Lisa            E perché?

Sandro       Già... è quello che sono venuto a dirti... perché?

Lisa            Perché non vuoi che mi sposi?

Sandro       IO--- ecco... Ho una confusione dentro... no, è chiaro... no, non lo è... io non capisco...

Lisa            Ah, è complicato. Vediamo se posso aiutarti.

Sandro       Sì, te ne prego.

Lisa            Dunque ti ha telefonato Innocenzo.

Sandro       Quello stronzo.

Lisa            Insomma, smettila di maltrattarlo: è un tuo amico!

Sandro       Sì, è vero, però...

Lisa            Ed è stato gentile anche con me.

Sandro       Ah, ecco. E perché?

Lisa            Perché quando gli ho detto di telefonarti per dirti che mi sposavo, lo ha fatto subito.

Sandro       Ah, beh... come? Ti... Lui... Io... Non capisco.

Lisa            Sì, pare anche a me che tu non capisca. Ma finiamo di spiegare questa confusione.

Sandro       Forse è meglio.

Lisa            Dunque, lui ti ha telefonato.

Sandro       Sì.

Lisa            E tu hai pensato che dovevi chiamarmi subito.

Sandro       Sì.

Lisa            Anzi, che dovevi vedermi.

Sandro       SÌ!

Lisa            Subito?

Sandro       Immediatamente!

Lisa            E perché?

Sandro       Ecco... io...

Lisa            Non hai capito...

Sandro       No... cioè sì... insomma...

Lisa            Ascolta

Sandro       Sì

Lisa            Non hai capito...

Sandro       Ecco...

Lisa            Non hai capito che mi ami?

(Sandro fa cenno di sì, più volte, con la testa, e l’abbraccia, mentre calano le luci)                                         FINE

Nota dell’autore :

“sarebbe bello che pagaste i diritti d’autore, come previsto dalla legge; sono modesti e me ne arriva circa il 65%, fra tasse e trattenute. Ma se proprio non volete, almeno mandatemi un manifesto con le vostre firme ed un pensiero. Lo conserverò con piacere come ricordo. Grazie in anticipo, Leonardo”

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