NON SCRIVE MOLTO, NOSTRO FIGLIO
LO SAI CHE NON TI SENTO
QUANDO SCORRE LACQUA
Titolo originale You Know I cant Hear You
Commedia in un atto unico
di ROBERT ANDERSON
Versione italiana di Garinei e Giovannini
PERSONAGGI
CHUCK, il padre
MARGARET, la madre
GLORIA, loro figlia
Commedia formattata da
Soggiorno e cucina in un appartamento moderno, composto da non pi di due stanze, di cui una con una porta. Siamo al principio della primavera. pomeriggio. Chuck Berringer sta sdraiato sul sof; ha circa 45 anni, grosso, muscoloso. Sta fumando un sigaro e cerca di tenere in equilibrio sul torace una bottiglia di birra. Ascolta un disco sul giradischi, situato a portata di mano, sul tavolinetto a fianco del sof. La musica consiste in una serie di canzoni popolari in voga durante la seconda guerra mondiale. Da come fuma e beve, e guarda nel vuoto chiaro che Chuck ha qualcosa per la testa. profondamente turbato, e musica, sigari, birra, non sono altro che una reazione del suo turbamento interno. Dopo pochi istanti, sua moglie Margaret entra. sui 40, i capelli avvolti nei bigodini, la testa coperta da una sciarpa. Indossa una blouse elegante, calzoni e golf. Porta una sacca per la spesa. Si capisce che il suo modo di trattare gli argomenti diretto, cordiale, senza storie: difatti sembra priva di eccessiva sensibilit, sebbene possa essere la sua maniera di affrontare ci che la spaventa. Sente la musica si ferma, aggrotta le sopracciglia, sempre con la sacca in mano. Va verso la porta del soggiorno, l'apre e guarda dentro.
Margaret - Ciao.
Chuck - Ciao.
Margaret - (controlla l'orologio) Ma il mio orologio che va indietro, o...
Chuck - No, sono venuto a casa prima...
Margaret - Ma, Chuck, successo qualche cosa?
Chuck - Oggi non era il giorno in cui andavi all'Associazione?
Margaret - Adesso il mercoled. Prima era il marted. Adesso il marted vado dal parrucchiere. (Fa un gesto con la mano per scacciare il fumo del sigaro) Gloria ha invitato Robert, qui, pi tardi. (Prende da terra una bottiglia di birra vuota) Vacci piano con la birra, eh! (Lui non la guarda. Lei lo guarda un momento preoccupata, poi esce. Passa in cucina, con la borsa in mano, e la poggia sul tavolo. Chuck si alza lentamente. Va a chiudere la porta, torna al sof e riprende la posizione di prima. Margaret, perplessa, seccata e turbata, prende il telefono in cucina e appollaiata su uno sgabello di legno, forma un numero) Pronto, Milly... sono Margaret... ciao. Dimmi un po'... Martin in casa? Perch Chuck gi tornato, e io mi domando se per caso hanno fatto vacanza in ufficio oppure hanno chiuso prima... Se ne sta di l sdraiato, fuma il sigaro e beve birra, e ascolta i dischi con gli occhi fissi nel vuoto... Certi vecchi dischi sentimentali che compr due Natali fa... Canzoni di guerra... (Nel soggiorno il disco ora suona: "Camminer solo") Lo so, ma il fatto che Chuck non ha mai fumato il sigaro, non beve birra, e non ricordo pi da quant' che non ascoltava un disco... Si, si, sar uno dei suoi soliti momenti di malumore. (Imitando il marito) "Che sta succedendo al mondo? Dove andremo a finire?"... Appena sposati, quando cominciava a meditare sul significato della vita, mi terrorizzava... Adesso non lo sto nemmeno a sentire, perch so che quando comincia a dire "Che sta succedendo?" in realt vuol dire "Che ti sta succedendo?"... Come se io fossi personalmente responsabile dell'alto costo della vita, dei dolori artritici, o che so io... Vuoi un consiglio? Non sposare mai un uomo che si batte contro l'inevitabile... Ti far sapere, si... Ciao. (Riappende, il suo buonumore scompare. Torna all'uscio del soggiorno, lo trova chiuso... esita un secondo, poi lo apre. Entra, guarda un momento Chuck, poi) Sai che oggi Gloria ha ricevuto una lettera da Johnny? (Indica il tavolo dell'ingresso dove sta abitualmente la posta) Non scrive molto, nostro figlio. Una lettera al mese... Va bene, so che non ne vuoi sentir parlare di Johnny, ma io non gli manderei pi un soldo... (Gli avvicina un posacenere) Successo qualcosa in ufficio? (Chuck fa segno di no. Margaret si volta dall'altra parte. Mentre si volta, lui estrae una lettera dalla tasca della camicia e la infila nella tasca dei calzoni. Lo fa con molta semplicit) Domani, poi, che fai? Parti per i tuoi giri di vendita? (Chuck annuisce) Ti ricordi di pagare il conto del droghiere prima di partire? Altrimenti mi guardano male... Quanto rimani fuori questa volta?
Chuck - Due settimane.
Margaret - (l'aria assorta e distaccata di lui la spaventa. Decide di attaccare lei per prima) Senti, forse questo non il momento giusto, ma siccome non lo mai...
Chuck - Non possiamo rimandare?
Margaret - A quando? (Chuck alza le spalle) A stasera?... E poi stasera dirai "domani"... E domani dirai "quando torno"... Mi dispiace di interrompere le tue meditazioni ma debbo parlarti... Vuoi o non vuoi, il padre sei tu.
Chuck - (la guarda perplesso per questo esordio) Che c'?
Margaret - Due cose. Di una, la responsabilit tutta tua. Dell'altra potrei anche accollarmela tutta io, senza fartici entrare affatto. Per, credo che prima tu debba saperlo... nel caso che avessi un'opinione in proposito... (A un tratto fa un gesto per dissipare l'aria pregna di fumo) Fumi sigari, bevi la birra, che succede?
Chuck - Di quale cosa la responsabilit tutta mia?
Margaret - L'educazione sessuale di Teddy... Credo che Teddy abbia cominciato a farsi delle cosine... (Chuck toglie di bocca il sigaro) Capisci?
Chuck - Ringraziamo, Iddio. Se non lo facesse sarebbe un anormale.
Margaret - tutt'altro che anormale. Ma nervoso... sta dimagrendo... Gira per casa avvilito: come se si sentisse colpevole... Credo che dovresti parlargli.
Chuck - A quale scopo?
Margaret - Per evitare che la sua giovane virilit sia rovinata da uno sciocco complesso, di colpa. Dovresti parlare con Teddy e dirgli che una cosa normale per un ragazzo.
Chuck - La ragione per cui un ragazzo fa quelle cose dipende anche da una specie di ribellione contro i genitori. E se io gli dico "Continua pure, la mamma ed io ti diamo la santa benedizione", met del divertimento finisce.
Margaret - Se gli dicessi che anche tu l'hai fatto, alla sua et, e non ti ha fatto male...
Chuck - Margaret!
Margaret - Teddy ti considera come una specie di semidio, e davanti a te si vergogna perch crede di fare una cosa che tu non hai fatto mai... una barriera fra voi, capisci? E non giusto, lasciare che coltivi questa immagine paterna cosi perfetta.
Chuck - Mi chiedo se sia proprio l'immagine paterna quella che prevale in questa casa...
Margaret - E va bene... Allora lascia pure che tuo figlio soffra.
Chuck - Soffra?
Margaret - Si, insomma, che combatta dentro di s questo impulso.
Chuck - Veramente, mi sembra che non lo combatta.
Margaret - L'altra mattina, mentre gli stavo rifacendo il letto, ho visto...
Chuck - (con rimprovero) Margaret!
Margaret - ...attaccato sotto la cuccetta superiore, quindi proprio sopra la sua testa...
Chuck - La foto di una ragazza nuda? Era ora! (Si volta)
Margaret - No, un cartoncino... grande cosi dove Teddy aveva scritto a stampatello la parola volont.
Chuck - E da questo tu presumi...
Margaret - Si.
Chuck - La cosa migliore da farsi sarebbe voltare il cartoncino e scriverci: "Forza, Teddy, divertiti!"
Margaret - Non hai capito: io non voglio che Teddy la consideri una cosa peccaminosa... ma sappia che un fatto normale, fisiologico...
Chuck - Margaret, malgrado i tuoi sforzi per dare a tutto ci il crisma dei perfetti genitori moderni, non pensi che nostro figlio pu forse desiderare un angolino intimo nella sua vita, tutto per s...
Margaret - Benone. Allora, vuoi che sposi la prima ragazza con la quale andr a letto, cosi, solo per gratitudine... si, gratitudine di averlo salvato da "un'abitudine orrenda"... gi successo ad altri ragazzi.
Chuck - Pu darsi.
Margaret - Tohnny lontano, all'Universit... Non scrive mai, e, quando scrive, non parla mai di ragazze... Vuoi scommettere che sposer la prima che gli capita... tutto perch nemmeno con lui hai voluto parlare di queste cose! (Chuck si volta) Chiedo soltanto che Teddy sappia che tutto quello che fa uno stimolo naturale... E come succede per tutti i nostri stimoli, va soddisfatto nel modo migliore... date le circostanze.
Chuck - "Come diventare genitori moderni", capitolo sesto.
Margaret - Tu dici sempre che non ti riesce di comunicare con i tuoi figli. Sfido! Le poche volte che ci hai provato, gli hai parlato di onest, di ideali, del significato della vita... Prova invece a parlare con Teddy di questi argomenti. Vedrai ti ascolter come un oracolo! (Nessuna risposta da Chuck) Va bene... Allora lo mander dal dottore, ci penser lui.
Chuck - No! Ma cosa vuoi che faccia, il ragazzo? Vuoi che 68 la sera, uscendo di qui dica: "Buona notte, mamma... buona notte, pap... Me ne vado in camera mia, e mi faccio un paio di...".
Margaret - (interrompendolo) Ma Chuck!
Chuck - Un pochino di mistero. Un po' di discrezione in queste faccenduole, private... ti prego!
Margaret - Allora dovr trovare un libro...
Chuck - No, Dio santissimo! Il padre sono io. Buono, cattivo, indifferente, non conta... E quando riterr che mio figlio abbia bisogno di consigli, glieli dar io.
Margaret - Potresti presentare la cosa sotto forma di aneddoto... una volta mi hai raccontato che durante la guerra, tu...
Chuck - Grazie! Se lo creder necessario, la trover io, la maniera.
Margaret - Dicevo... forse puoi dirglielo mentre gli parli della guerra... in questo momento, l'argomento che interessa di pi i ragazzi. Pu venir fuori abbastanza naturalmente... Chiunque ha fatto la guerra, un eroe per nostro figlio, e se sapr che anche gli eroi facevano quello che fa lui...
Chuck - Forse potremmo convincere qualcuno della Tv a includere la cosa in uno dei tanti programmi sull'ultima guerra.
Margaret - E va bene! Il tuo imbarazzo a parlare con i tuoi figli di cose vitali, si esprime in battute di dubbio spirito.
Chuck - Margaret cara, la vita non soltanto una lotta disperata... Qualche volta si pu anche ridere. (Margaret si limita a guardarlo) Tu sai quante volte ho detto che considero il sesso una cosa bellissima... una delle grandi benedizioni dell'umanit... in ogni sua forma... Sia gloria al sesso!
Margaret - Si, ma non vuoi parlarne. Ed proprio questo tuo evitare di parlarne che fa pensare ai nostri figli che il sesso sia una cosa umiliante...
Chuck - Ah, si! E invece, secondo me, proprio questo tuo continuo insistere sulla naturalezza dei rapporti che imbarazza i ragazzi... "Signore, ti ringraziamo per il nostro pane quotidiano, e per la cosetta che ci faremo stanotte".
Margaret - Sai cosa pensa Teddy? "Io facendo questo offendo me stesso e la mia futura moglie." La verit, Chuck, che tu pure soffri ancora dello stesso complesso di colpa, ed per questo che non riesci a parlarne direttamente con Teddy.
Chuck - Io non soffro di nessun complesso. Soltanto, penso che sia una faccenda molto personale.
Margaret - Tu soffri di quel complesso! Ricorda il periodo in cui io... sai, subito dopo la mia operazione... quando ti suggerii...
Chuck - Si, si... da un punto di vista igienico... Come pulirsi i denti o andare al bagno. Era una decisione che dovevo prendere io, e non te. E non perch lo consigliava un libro.
Margaret - Beh, sempre meglio di quella tua irrequietezza e...
Chuck - E voglia. Si. Irrequietezza e desiderio qualche volta sono meglio di una eccessiva disinvoltura. E basta sull'argomento. (Rimette un altro disco)
Margaret - Dobbiamo parlare di un'altra cosa ancora... (Va alla porta e la chiude) Non voglio che Gloria ci senta, se ritorna... Questa storia di Gloria e Robert... L'ho seguita molto da vicino e... Anzi sono stata molto franca con Gloria. (Preme un bottone sul giradischi, lo ferma) Dicevo... Gloria sa gi pi o meno tutto quello che so io... Naturalmente, avrei desiderato che le avessi parlato tu, francamente, dal punto di vista maschile...
Chuck - Ricominciamo?
Margaret - No, tanto so che non lo farai.
Chuck - logico. Mi rifiuto di dissertare con mia figlia sulle zone erogene del maschio.
Margaret - Da tempo ho rinunciato a questa speranza. Posso dirti per che se io avessi saputo prima quelle piccole particolarit che tanto ti piacciono... saremmo stati pi felici!
Chuck - Che vuoi dire con queste "piccole particolarit"?
Margaret - Niente, niente...
Chuck - "Particolarit" che significa, per amor di Dio?
Margaret - Be'... forse non proprio "particolari" ma... "speciali", si.
Chuck - Perch, tu con i nostri due figli, hai mai parlato delle reazioni sessuali della donna?
Margaret - Si.
Chuck - Eh?... Con tutti i dettagli anatomici?
Margaret - No, ma gli ho parlato delle sensazioni che una donna prova... delle sue inclinazioni, delle sue repulsioni... gli ho detto che una donna pronta ad adeguarsi alle esigenze dell'uomo, fino a un certo punto, ma che poi...
Chuck - E cosi hai dipinto la donna come un animale perennemente sofferente... E hai messo addosso ai nostri figli una paura matta... E ogni volta che faranno l'amore con una donna, gli sembrer di imporle qualcosa... "Se non ti chiedo troppo... Sai... scusa tanto il disturbo..." Margaret con tutto il tempo che dedichi all'educazione sessuale dei figli, non so come fai ad occuparti della casa!
Margaret - "La natura umana aborrisce il vuoto" ...E tu hai creato un vuoto per quanto concerne l'educazione sessuale dei tuoi figli.
Chuck - (serio) Margaret, per amor del cielo... Io ho detto ai ragazzi tutto ci che credevo fosse giusto dire. Ti vuoi mettere in testa che ridicolo che siamo proprio noi a parlare con loro della vita sessuale... Il sesso per i giovani la primavera della vita, rappresenta la bellezza... qualcosa che le persone attempate come noi non capiscono pi... non sentono pi... A loro sembra assurdo che noi siamo capaci di sentire le stesse cose che sentono loro... Per loro l'amore, il sesso deve essere qualcosa di personale... come se stessero provando una sensazione nuova, unica.
Margaret - Eppure...
Chuck - Non possono star li a verificare se le loro reazioni sono conformi agli schemi di un paradigma universale! "Sai, mamma, quella sensazione di cui mi avevi parlato...? Bene, l'ho provata anch'io... Che bella..." Oppure: "Mamma, ho premuto tutti i bottoni giusti, come m'avevi detto tu, ma non successo niente... Come mai?"
Margaret - Eppure c' qualcosa di cui dobbiamo parlare. Per quanto, per come la pensi tu, farei meglio a non parlarne affatto.
Chuck - Se puoi fare a meno di parlarne, gradirei... Per lo meno oggi.
Margaret - Oh, lo so che tu saresti contentissimo se non parlassimo mai di cose sgradevoli o imbarazzanti.
Chuck - Ah, allora anche sgradevole o imbarazzante.
Margaret - No, se viene affrontato in modo razionale.
Chuck - (fa il saluto militare) Sono in libert?
Margaret - Si tratta di Gloria.
Chuck - incinta?
Margaret - No. E non desidero che lo sia finch non lo voglia lei, questo il punto!
Chuck - E va bene, hai vinto tu... Di che si tratta?
Margaret - Gloria l'anno prossimo andr all'Universit, lontana da casa. Sar del tutto indipendente in un certo senso. Si, noi abbiamo fatto del nostro meglio per darle delle basi solide, ma li, un'altro ambiente... I ragazzi oggi sono diversi da come eravamo noi; oggi pretendono... chiedono... a quanto mi raccontano le altre madri...
Chuck - Debbono essere proprio titillanti queste assemblee di madri.
Margaret - Non dirmi che voi uomini non parlate di queste cose.
Chuck - No, non ne parliamo. Fra noi uomini c' maggior riserbo... Ci possiamo raccontare delle storielle sconce, si, ma i problemi sessuali delle nostre mogli o figlie o figli, non li tocchiamo mai... in ogni modo, continua...
Margaret - Ormai a Gloria serve qualcosa di pi di una semplice infarinatura sulla vita sessuale... Penso e, ti prego, riflettici con calma, razionalmente... penso che dovrei accompagnarla da un medico che le spieghi come si deve fare per non restare incinta. Ti prego, pensaci anche tu con calma...
Chuck - (con forza) un'idea orrenda!
Margaret - Ma non ci hai nemmeno pensato.
Chuck - Ho detto che un'idea orrenda. Non c' bisogno di pensarci molto.
Margaret - Invece no... Ascoltami, Chuck, basta leggere per rendersi conto di cosa pu succedere oggi.
Chuck - Si, leggo anch'io... Ma questo che significa? I ragazzi di cui parlano i libri rappresenteranno si e no il cinque per cento di... Dico: esisteranno altri istinti... di tenerezza di affetto. Devono esistere...
Margaret - Un ragazzo d'oggi pensa soltanto che "ogni lasciata persa".
Chuck - Si, ma ti d una consolante notizia... Con la ragazza che ama veramente qualche volta spera di non arrivarci... Margaret - (perplessa continua) Gloria e Robert ormai pi d'un anno che stanno insieme...
Chuck - Contro la mia volont.
Margaret - Non sarai tu a sceglierle con chi andare a letto. Se li sceglier da s.
Chuck - "Li sceglier"? Credi che siano pi di uno?
Margaret - Potrebbe anche essere, da quanto intuisco.
Chuck - Vorrei che tu la smettessi di intuire e stessi un po' pi attenta a tua figlia. Pensi davvero che possa essere una ragazza che passa da un letto all'altro?
Margaret - Guarda che non la voglio offendere se dico che "potrebbe anche essere"... Da come lo dici, sembra che io la insulti se dico che potrebbe anche. Pu essere! Non lo dir mai a lei, naturalmente, ma non sarebbe una cattiva idea se si rendesse direttamente conto... si... in modo da non impegnarsi seriamente con un uomo che non fa per lei. Capisco che per te sia ripugnante pensare alla tua bambina fra le braccia di un uomo qualsiasi... anzi di pi di uno...
Chuck - Oh, piantala!
Margaret - Lo sapevo che non avrei dovuto parlarne con te... Sei troppo emotivo. Ma io non voglio che nostra figlia si trovi incinta da un qualsiasi ragazzo che, magari, non le piace neanche!
Chuck - Io ho fiducia in Gloria. abbastanza giudiziosa per non farsi mettere incinta "da un qualsiasi ragazzo, che, magari, non le piace neanche"... Se non le abbiamo insegnato nemmeno questa base di vita...
Margaret - Non si tratta di giudizio... Una sera qualunque, un qualunque ragazzo magari la fa bere un po' troppo... Ti ho pregato tante volte di dirle qualche cosa in proposito, ma tu ti sei sempre rifiutato! Tu...
Chuck - (irritato) Allora avanti! Quand' che cominciamo a farci sorprendere dai nostri figli mentre ci sbaciucchiamo su questo sof?
Margaret - Cosa?...
Chuck - Quand' che ci sbaciucchieremo su questo sof?
Margaret - Ma noi abbiamo un letto, se Dio vuole... Perch dovremmo sbaciucchiarci sul sof?
Chuck - Per loro. A scopo dimostrativo. Direi addirittura didattico. Accarezzarci, baciarci... Cosi saprebbero come si fa. (Si allontana)
Margaret - Ti ricordo che fra poco Gloria torna da scuola. E tu domani parti.
Chuck - Gliene hai gi parlato?
Margaret - Non ancora.
Chuck - Nessun medico sar d'accordo con te.
Margaret - Non quel fossile di Hinggins! Ma un medico che sa il fatto suo certo, si.
Chuck - La pillola non ancora una sicurezza... Potrebbe avere degli effetti secondari... E poi, c' il Papa. Io e lui non la vogliamo.
Margaret - Non esiste soltanto la pillola. Tutto sommato, noi non l'abbiamo mai usata...
Chuck - Ma Gloria vergine... E da quanto ne so, una vergine non pu... non in grado... Margaret - (interrompendolo) Non pi vergine.
Chuck - Come lo sai?
Margaret - Me l'ha detto il dottore. Pensava che era meglio che io lo sapessi.
Chuck - (aggrotta le sopracciglia, riflette) Porco Giuda, spero che non sia stato quel Robert!
Margaret - Lo vedi? Impossibile parlarti di queste cose senza che ti alteri...
Chuck - (in tono di accusa) Lo dicevo io che non bisognava lasciarli soli in casa.
Margaret - Robert ha la macchina.
Chuck - Non dovrebbero dare la patente a certi ragazzacci...
Margaret - Ora calmati... Non siamo nel medio evo... Per lo meno adesso capirai perch io voglio che sia preparata.
Chuck - (arrabbiato) Era tuo compito prepararla... qui... (Indica la propria testa) ... ponendo un po' meno l'accento sui dettagli tecnici delle andate a letto.
Margaret - Bravo! Io ho cercato di prepararla, ma non intendo fare la politica dello struzzo!
Chuck - Approfondire un simile argomento... come invitarla a... (S'interrompe)
Margaret - il suo corpo che la invita... i suoi istinti... O pretendi che arrivi vergine al matrimonio?
Chuck - Oramai mi pare difficile... (Una pausa) Senti un po': Gloria ha mai chiesto il tuo consiglio sulla faccenda?
Margaret - No, forse era imbarazzata.
Chuck - Meno male. Per quanto sarebbe stato meglio che fossi stata tu imbarazzata, dovendone parlare a lei...
Margaret - Quando Johnny parti per l'Universit tu gli hai parlato degli antifecondativi?
Chuck - Si.
Margaret - E perch non posso parlarne io con Gloria?
Chuck - Niente di male a parlarne... Ma tu non volevi dire questo. Comunque, parlare con Johnny stato diverso... un maschio... ha la responsabilit di un uomo... logico che lo istradassi.
Margaret - E invece Gloria no...
Chuck - Margaret, non mi piace di discutere con mia figlia degli atteggiamenti sessuali di un uomo... Posso parlarne con te, tutt'al pi. Se un ragazzo esce con una ragazza, e improvvisamente la faccenda diventa... calda... per quanto lui sia moderno, per quanti libri abbia letto sull'argomento, beh, non pu fargli piacere sentirsi dire dalla ragazza: "Fa pure, tesoro, tutto a posto... sono preparata"...
Margaret - Allora, qual la tua soluzione?
Chuck - Tocca all'uomo provvedere... almeno la prima volta.
Margaret - Vuoi dire che a un certo punto si fermano e lui corre a cercare una farmacia?
Chuck - Beh...
Margaret - Oppure ne porta uno in tasca?... O una dozzina in confezione economica? E in questo caso, cosa penser la ragazza?
Chuck - diverso. Non posso spiegarti perch... ma c' una sfumatura di diverso.
Margaret - E cosa succede se non riescono a trovare una farmacia aperta? Quello che successe a noi... se ti ricordi... Tu non eri preparato...
Chuck - (esita, poi) Lo ero!
Margaret - Andammo in giro per tutti i dintorni in cerca di una farmacia aperta...
Chuck - Io ce l'avevo... l'occorrente... insomma il coso nel portafoglio... Solo che ti volevo talmente bene e non volevo che tu pensassi a me come a uno che si porta dietro, nel portafoglio, il coso.
Margaret - Bello e commovente. Al giorno d'oggi, la ragazza, dopo che l'hai portata fino a quel punto, penserebbe semplicemente che sei un idiota, se non hai il coso.
Chuck - La ragazza ne sarebbe lusingata. Vedi, per me, in quel momento unico, meraviglioso... bestiale mettersi a frugare nel portafoglio in cerca di una bustina che sta nascosta l da settimane e settimane.
Margaret - Sempre meglio del comico spettacolo di te che cercavi di mantenere vivo il mio interesse e nello stesso tempo giravi come un pazzo alla ricerca di una farmacia notturna... E non la trovavi! E lo avevi nel portafoglio!
Chuck - Non avrei mai dovuto dirtelo...
Margaret - Credevi che mi scandalizzassi? Dio mio, non tutte le ragazze hanno un padre timido come te... Io avevo, si, una madre ingenua che addirittura mi consigliava di conservare il primo bacio per l'uomo che avrei sposato... Ma mio padre no! Lui mi avverti in termini molto espliciti... di quello che dovevo aspettarmi...
Chuck - Mi dispiace di averti deluso...
Margaret - Non riesco ancora a capire per quale ragione tu facevi l'innocentino, quella sera... Lo sapevo che prima di me c'erano state altre ragazze...
Chuck - La ragione era quello che sentivo per te... E cosi tu ti consultavi con tuo padre anche nei primissimi tempi del nostro matrimonio? "Come mi regolo, babbino mio? Mi capitato un marito inesperto che non sa ancora bene quello che deve fare". E babbino con la sua saggezza...
Margaret - Non toccare mio padre! Mi ha aperto gli occhi su tante cose della vita dell'amore e sugli uomini... Dati i "disturbi" della mamma, naturalmente pap aveva un'altra donna... E mi spieg con tutta franchezza le esigenze di un uomo... e via dicendo... Pensava che io dovessi essere al corrente... Ed io sono contentissima che lui me l'abbia detto.
Chuck - (dopo un lungo momento di riflessione) A sentirti, sembrerebbe che l'insegnamento di tuo padre... questa faccenda della natura dell'uomo... la necessit di un'altra donna al suo fianco... l'infedelt... eccetera eccetera... ti abbia aperto gli occhi chiss come.
Margaret - Be', ora non stiamo parlando di questo.
Chuck - Io sono... (Si ferma, colpito da un'idea) Niente, niente, pensi che io non ti sia stato fedele?
Margaret - Non vale la pena di discuterne. Non importante...
Chuck - Non importante?
Margaret - solo importante non parlarne...
Chuck - E tu hai creduto... Coraggiosamente, stoicamente armata dalla saggezza che ti aveva instillato tuo padre, tu hai potuto credere che io non ti sia stato fedele?
Margaret - Non parliamone ...
Chuck - impossibile non parlarne.
Margaret - Non ti accuso di nulla.
Chuck - Ma lo dai per scontato... E ti crogioli in una specie di tenera condiscendenza che per me semplicemente disgustosa... Se pensi che ti abbia messo le corna, ma perch non ti sei ribellata?... perch non mi hai assalito?
Margaret - Sarebbe stato piuttosto ridicolo, no?
Chuck - Quando? Avanti, dimmi quando?
Margaret - Stai via di casa tanto tempo...
Chuck - Quando?
Margaret - Tu viaggi cosi spesso... Una donna sarebbe sciocca a non pensare che qualcosa pu succedere... Cose senza importanza, naturalmente... Ma io sto cercando di dirti... che non importa!
Chuck - Bene! E allora mi dispiace infinitamente di deluderti, ma non ci sono state cosette senza importanza, amoretti qualsiasi... La mia vita gi abbastanza piena di cose senza importanza per andarmene a cercare altre fuori!
Margaret - Non devi difenderti... Nessuno ti sta accusando.
Chuck - Tu mi accusi. E mi fai salire il sangue alla testa con quella tua nobile aria di tolleranza verso cose che non esistono. E se fossero esistite, mi sarei aspettato che tu mia moglie, la mia donna, avesse fatto il diavolo a quattro!
Margaret - Ti sar difficile comprenderlo, ma la tua purezza non mi riguardava prima che ci sposassimo, e la tua assoluta fedelt coniugale mi riguarda ancora meno adesso. Non sono il tuo Angelo Custode, e non sono una stupida. E cosi, per me, l'argomento chiuso. (Si avvia alla porta)
Chuck - (la rincorre e la ferma) Non tutti gli uomini sono come tuo padre! Non tutti gli uomini hanno il gusto degli amplessi a scappa e fuggi all'aperto o nel loro letto o in quelli altrui!
Margaret - (si allontana tornando nella stanza) Stavamo parlando dei ragazzi...
Chuck - Ho voglia di prenderti a sberle... Hai potuto credere che mi sono portato a letto una sgualdrina in ogni cittadina di provincia dove sono andato... E tutto perch tuo padre ti ha messo in guardia! Ma perch quel sant'uomo di tuo padre non ha lasciato che tu scoprissi da te come si comportava tuo marito... A te non t'importa, eh? E invece a me importa moltissimo. gi abbastanza triste che tutto perda significato nella vita... Ma qui, qui dentro, nel mio rifugio personale, voglio che un significato debba esserci. E che ci sia.
Voce di Gloria - (fuori-scena) Salve!
Margaret - (allontanandosi dal marito, rivolta alla voce fuori-scena) Ciao, Gloria.
Gloria - (entra, ha 16 anni ed bella. carica di libri di scuola. Entra nel soggiorno) Ciao, ciao, (vede Chuck, sorpresa) Ciao pap. Che sorpresa!
Chuck - (si riprende dopo la sua angoscia quando la figlia gli si accosta) Ciao, ragazzina. (Si abbracciano un attimo)
Margaret - C' una lettera di Johnny per te.
Gloria - No... (Si avvia verso la cucina: Margaret raccoglie qua e l la sua borsa, i bigodini, ed oggetti vari. Gloria, arrivata in cucina, apre la lettera e comincia a leggere)
Chuck - Margaret! (Margaret si ferma) Te lo proibisco! Non ci sono molti settori nella mia vita in cui posso comandare, ma qui posso... E ti proibisco...
Margaret - (si dirige verso la porta, passandogli davanti) Ne riparleremo.
Chuck - E niente iniziative mentre io sono via... Capito?
Margaret - (dopo un istante) Va bene... Ma tu comprati un calendario e guarda in che anno viviamo. (Comincia ad aprire la porta)
Chuck - Quando viene Teddy, mandamelo, cercher di catechizzarlo... (Margaret esce, richiudendo la porta... Sta ferma un istante al buio, tra la cucina e il soggiorno. Chuck lentamente torna al sof e si siede, rattristato dalla scenata appena finita. Poi pian piano cerca di riprendersi).
Chuck - (fra s, come se parlasse al figlio) Vedi Teddy, quello che fai tu, lo fanno anche molti uomini bravi e leali... soldati, marinai... uomini di guerra... uomini che sono costretti a fare lunghi viaggi nell'Artico... e in altri paesi lontani... Vedi Teddy, non c' niente di male, eccetto che dopo uno si sente tanto solo... (Ha pronunciato queste ultime parole con grande semplicit. Poi si allunga sul divano, mette su un disco. E durante le battute che seguono tira fuori dalla tasca dei pantaloni la lettera che stava leggendo all'inizio e la rilegge...)
Margaret - (entra in cucina dove Gloria sta leggendo la lettera del fratello) Che scrive tuo fratello?
Gloria - di questo che stavate parlando, tu e il babbo? Ecco, perch tornato a casa cosi presto.
Margaret - Che dici?
Gloria - La lettera di Johnny al babbo.
Margaret - Quale lettera?
Gloria - (legge) "Cara sorellina, tanto perch tu sappia quel che succede, ti accludo una copia della lettera che ho spedito al babbo, in ufficio. Mi dispiace tanto di avergli scritto cosi, ma non potevo farne a meno. Lo so che da vigliacchi scrivere invece di affrontare la cosa di persona, ma con pap non mai stato possibile parlare...
Margaret - Ma di che cosa?
Gloria - Non t'ha detto niente, pap? (Fa un cenno con la testa verso Chuck)
Margaret - Di che cosa?...
Gloria - Non ho ancora finito, ma Johnny lascia l'Universit.
Margaret - Eh!
Gloria - (continua a leggere la lettera di Johnny) "Lascio l'Universit, pap! Non so cosa far, ma l'Universit e il tipo di vita a cui porta, per me non hanno alcun senso. Non so ancora cosa voglio fare, ma certo non lo scoprir restando qui. Si, mi rendo conto che tu e mamma mi avete avviato all'unico genere di vita che conoscete. La vostra vita. Non voglio offenderti, pap, perch sei stato sempre un buon compagno per me, ma non potrei mai fare quel tipo di vita... La vita della tua generazione. Si, voi avete fatto la guerra, e questo non pu togliervelo nessuno... Ma, poi, che successo? (Gloria sente che la lettera sempre pi penosa e difficile da leggere) Comunque sia, tutto quello che successo a te mi fa paura, e non voglio che succeda a me... Certe volte non so come ce la fai, pap... Certe volte... (Esita, mentre con l'occhio scorre lo scritto) ...Certe volte non so come hai il coraggio di alzarti la mattina..."
Margaret - (dopo un momento) Ha scritto questo, a tuo padre?
Gloria - (rattristata e turbata dalla lettera) Si... (Consegna la lettera alla madre)
Margaret - (guarda la lettera un istante, poi pi solidale con Chuck che arrabbiata col figlio) Tuo padre si alza la mattina... per poter mandare tuo fratello all'Universit in modo che lui, poi, possa scrivere lettere come questa... (Si volta verso il soggiorno, si avvicina alla porta mostrando chiaramente in faccia la sua ansia per Chuck)
Chuck - (ha finito di rileggere la lettera, la mette in tasca, e rimormora fra s) Certe volte non so come ce la fai, pap... (La voce gli si spezza, chiude gli occhi. La musica cessa. Le luci si affievoliscono)
FINE
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