GERTRUDE KOLMAR
NOTTE
Leggenda drammatica in quattro atti
Nacht
Traduzione di Giuliana Pistoso
Diritti di rappresentazione Zachar Int. - Milano
ATTO PRIMO
Una radura, silenzio, penombra: sotto il cielo stellato, Giulio Marino e Vesculario Flacco parlano sotto voce. Non lontano, tra i cespugli e gli alberi, un tempio di Melkart (1) in rovina.
FLACCO Non che io abbia paura. Una volta al crepuscolo, avevo visto, nel bosco ircino, animali stravaganti, giganteschi e, nel paese dei Bructeri, delle luci che tremolavano sopra le paludi. E non ho avuto paura:
gli dei mi difendevano. Ma qui... gli dei sono stranieri, potenze straniere... incomprensibili; non il serpente addomesticato di Nerone... (2).
MARINOL'hai visto poi questo serpente?
FLACCO Ho visto Nerone portare del latte in una coppa di rame; il giovane Ipato suonava il flauto e un serpente
bruno a macchie sbucato fuori da una fessura del muro, si accovacciato ai suoi piedi e si messo a bere.
MARINO(fra se) Ipato... greci, renici, caldei... Quando torneremo finalmente a rivedere Roma, saremo ancoraromani?
FLACCO Tu di certo, Marino mio. Quanto a me o a Nerva non lo so. E Nerone...?
MARINO Tiberio Nerone non lo gi pi.
FLACCO La notte ha strappato il mantello della donna e le vesti dell'anima. Cos sembra. Tu dici cose amare.
MARINOIo dico cose amare, ma non contro di lui che mi amico; solo contro questa terra, quest'isola (3). Sette anni fuori dal mondo! Pi di sette anni! Chi avrebbe potuto pensare a un periodo cos lungo? Nerone stato ferito nel suo orgoglio e si bandito da solo; io comincio a pentirmi di essermi offerto di ac-compagnarlo.
FLACCO MARINO
Noi, qui, abbiamo tutto il tempo per bere la bellezza e la sapienza assieme al vino.
(astioso) La sapienza! Ciarlatani, vipere, arti segrete... Tutto quello che i nostri antenati avrebberodetestato.
FLACCO(teso) Tu parli del figlio di Cesare (4).
MARINODel suo figliastro, parlo. Augusto non l'ha ancora accolto nella casa dei Giulii e, prima che lo richiami, i
nostri capelli diventeranno bianchi e le nostre guance appassite...
FLACCOAugusto gli ha dato in moglie la sua unica figlia (5).
MARINOLa vedova di Agrippa. Lo tradiva apertamente e lui non ha neppure potuto accusarla. Il padre la protegge; i figli di Agrippa (6) sono vicini al suo cuore e anche Germanico (7) gode dei suoi favori; chi pu trafficare, oggi, a Roma per Nerone se Nerone sta qui, a Rodi, ad ascoltare profezie e a contemplare le stelle?
FLACCOLivia (8).
MARINOUna donna.
FLACCOLa madre.
MARINOLui non ne parla mai. FLACCONo.
(un rumore; i due tacciono. Marino si avvicina al tempio scrutando in giro e sta per breve tempo in ascolto)
MARINO(tornando indietro) Niente. Forse qualche animaletto notturno che strisciava nell'erba, un topo, un riccio.
Temevo che lui si fosse svegliato.
FLACCOLe nostre voci non possono svegliarlo. Chi ascolta il sacerdote e beve con le mani l'acqua della sorgente sacra cade in un torpore pieno di sogni. E Nerone ha bevuto. Adesso gli sta parlando un dio straniero in una lingua straniera. Lui lo capisce e non sente noi.
MARINOUn dio dei Sidoni e dei Tiri (9)! Un dio di An-nibale e di Amilcare (10)! Un simile dio non pu essere amico dei romani.
FLACCOUna cosa sono le contese umane, un'altra la collera degli dei. Gli dei si chinano verso chi li onora, chi adoma il loro tempio, chi fa offerte al loro altare. Nerone gli ha portato doni e preghiere.
MARINOAllora io saluto Melkart il dio punico e proseguo per la mia strada.
FLACCOVerso dove?
MARINOUna donna.
FLACCOLa madre.
MARINOLui non ne parla mai. FLACCONo.
(un rumore; i due tacciono. Marino si avvicina al tempio scrutando in giro e sta per breve tempo in ascolt)
MARINO(tornando indietro) Niente. Forse qualche animaletto notturno che strisciava nell'erba, un topo, un riccio.
Temevo che lui si fosse svegliato.
FLACCOLe nostre voci non possono svegliarlo. Chi ascolta il sacerdote e beve con le mani l'acqua della sorgente sacra cade in un torpore pieno di sogni. E Nerone ha bevuto. Adesso gli sta parlando un dio straniero in una lingua straniera. Lui lo capisce e non sente noi.
MARINOUn dio dei Sidoni e dei Tiri (9)! Un dio di An-nibale e di Amilcare (10)! Un simile dio non pu essere amico dei romani.
FLACCOUna cosa sono le contese umane, un'altra la collera degli dei. Gli dei si chinano verso chi li onora, chi adoma il loro tempio, chi fa offerte al loro altare. Nerone gli ha portato doni e preghiere.
MARINOAllora io saluto Melkart il dio punico e proseguo per la mia strada.
FLACCOVerso dove?
MARINOVerso il tempio di Giove Statore (n) cui ha fatto offerte Romolo. Verso il santuario che Servio Tullio ha consacrato alla Luna. Verso il fuoco di Vesta, verso la lancia di Marte che ci ha resi sudditi i barbari. La mia offerta va a un dio di bell'aspetto, con un bel viso. Non a quei musi d'animali di Menf e di Tebe, ad Anubi con la testa di cane (12) e il vestito di lino o a Iside con la faccia di bue...
(Cocceio Nerva appare inosservato: entrato in silenzio durante le ultime battute).
NERVA Ti sbagli: Iside amabile e porta in testa le corna di vacca solo come ornamento.FLACCO Nerva!
NERVA Sono io. Mi ha svegliato il fruscio delle foglie che fanno ombra al mio letto. I cipressi e gli ulivisussurravano tra loro e mi esortavano a entrare nel giardino per ascoltarli. Poi ho proseguito fin qui...
Ma lui, dorme ancora?
FLACCO Non abbiamo sentito nulla.
MARINO
NERVA
(indicando il tempio) Dentro c' silenzio.
Adesso lasciamoci, amici, andate a riposare; io aspetter al vostro posto. Nerone, quando si sveglia, potrebbe ricordarsi di un sogno bene-augurante.
MARINO Ma perch a noi gli dei non mandano mai sogni immortali come a loro? Io nel dormiveglia ho visto unnido disgustoso che formicolava di topi. Mah...., forse era un pensiero gentile di Bastet (13), quella dea-
gatta egiziana che a Ne-rone piace tanto.
FLACCOBuffone! (rivolto a Nerva) vero che i Caldei (14) ballano davanti a mostri di pietra con teste di
avvoltoi, corpi di ciclopi e ali gigantesche?
NERVA
Noi abbiamo dato alle statue dei nostri templi il volto umano nella sua forma pi alta, pi bella. Loro vogliono di pi. Vogliono una divinit non comparabile, non immaginabile, non comprensibile. La divinit chiude nel cerchio delle sue mani tutti i viventi, per diversa da ognuno di loro. Gli esseri creati non possono rappresentare l'inimmaginabile. Non possono fare altro...
MARINO... che mettere musi di cane e teste di montone su spalle di ragazzi.
NERVAE cos.
FLACCOE Nerva che parla, ma io sento Nerone.
NERVAPrecedere l'amico quando esita, sollevarlo quando inciampa, correggerlo quando sbaglia e seguirlo quando conosce la strada.
MARINOMa Tiberio Nerone conosce la strada?
NERVALe stelle del cielo conoscono lui; le stelle e il cielo si stendono sopra tutta la terra.
MARINO NERVA
Per bisogna che ci sia buio... il tempo della civetta e del pipistrello... Perch Nerone fa questo? Perch vuoi sapere. Il mistero una donna e il suo grembo rimane nascosto durante il giorno.
FLACCO Gli ultraterreni hanno avvolto in uno spesso velo d che volevano conservare incontaminato e l'avido
che vuoi levare quel velo per toccare la loro essenza...
NERVA(cupo) ... muore.
FLACCO Cos morta Semele (15), nel fuoco della conoscenza.
NERVATra le braccia del Dio.
FLACCO Una manciata di cenere; bruciata dalla folgore.
NERVA MARINO
NERVA
NERVA
Lo so.
Nerone non ti nasconde il suo straniamento e tuttavia tu non cerchi di trattenerlo, tuttavia tu lo definisci un conoscitore di strade.
Nerone sa anche questo (dopo una breve pausa). Ma su questo... tace.
(silenzio).
Lasciatemi ora, amici, e andate. Le nostre voci potrebbero disturbare il suo sonno, anche se sommesse.
FLACCO A Nerone non importa nulla dei nostri consigli, dei nostri suggerimenti. Il dio cui ha sacrificato artigliere nel buio la sua mano. Salute.
MARINOSalute.
(Marino e Flacco escono).
NERVA{siede su un masso di pietra preparandosi a un'attesa abbastanza lunga}. Tiberio Claudio Nerone (un uomo alto, pieno di fona, con lineamenti belli e severi, esce dalle colonne del tempio e si dirige lentamente verso Nerva).
NERVA(sobbalzando) Nerone!
TIBERIOAmico mio.
NERVATi abbiamo svegliato?
TIBERIOEro sveglio; non parlavate proprio a bassa voce... chiacchiere di vecchie donne e uomini maturi...
NERVAHai sentito?
TIBERIOQuasi tutto.
NERVANe sono contento. Io ho sostenuto la tua parte. Marino, per, non aveva torto.
TIBERIOTi preoccupa?
NERVAS.
TIBERIO(duro) Allora lasciami.
NERVAPerch maltratti un amico che ti vuoi bene?
(silenzio]
TIBERIOII percorso degli eroi diverso da quello cantato dai maestri di sapienza, diverso dalla solita strada: per un quarto la via dei folli, per un quinto lo stretto sentiero del mistero, dei demoni. Le loro strade possono incrociarsi, ma non si possono unire. Il traguardo diverso.
NERVA(tace)
TIBERIOElios (16), affidando al figlio calunniato le briglie del carro del Sole vedeva bene la sciagura che stava per piombare su di lui, ma non ha voluto impedirla.
NERVA TIBERIO NERVA
TIBERIO
NERVA
TIBERIO
NERVA
TIBERIO
E tu vuoi precipitare come Fetonte?
Dovrei allora chiudere i miei giorni come Lepido? Spogliato di potere, di gloria, di ogni dignit?
IIfiglio del Sole stava bruciando il mondo. Dove le ruote incandescenti del suo carro la sfioravano, la terra gridava arsa e tormentata. Tu non puoi voler bruciare, ardere cos...
(tace)
Nerone, tu vuoi, allora?
Non ho risposto.
Il tuo silenzio risponde che vuoi farlo.
Se taci anche tu, udrai il grido doloroso e lontano di un uccello e, guardando in alto, l'ordine delle costellazioni. Quando siamo in silenzio, la notte ci parla. La sua parola scabra e grande.
(silenzio)
NERVA (esitante) Nerone, amico mio. (Aspetta) Houdito quello che hanno detto le tue labbra; ma so quello che pensi.
TIBERIOGuardati anche solo dall'intuirlo. Perch se tu lo sapessi... fosse la mia stessa mano a saperlo, la farei tagliare.
(silenzio}
NERVAAllora, permettimi di congedarmi. TIBERIO Rimani
(lungo silenzio) TIBERIONerva, amico mio. NERVA(tace}
TIBERIOTi avevo scelto tra i miei amia. Avevo creduto che tu potessi seguirmi. Avevo agganciato le ali ai tuoi piedi. A quel tempo Trasillo (17) ti aveva spiegato i segni di presagi fortunati.
NERVAIo non ho mai chiesto a Trasillo di leggere il mio destino nelle stelle.
TIBERIODimmi che cosa ti ha raccontato.
NERVATi ho detto: non mi ha raccontato nulla. TIBERIOE possibile che tu non sappia?
NERVANon so nulla. (silenzio}
TIBERIONoi qui siamo in due, nel cuore della notte, davanti al tempio del dio. Siamo in due e, mentre il traguardo dell'uno ancora nascosto nell'ombra, dell'altro sappiamo che suo nipote sar imperatore.
NERVA TIBERIO NERVA
TIBERIO
NERVA
TIBERIO
Quello non sono io.
Quello sei tu. Un uomo non pu cambiare una profezia.
Trasillo mi ha tenuto nascosto quanto sapeva, come certamente gli avevi ordinato. Perch, adesso, rompi il sigillo?
Io non costruisco nulla sul silenzio di nessuno;
forse, vedi, neppure sul mio.
Non hai paura di svegliare una vipera che dorme? Di irrobustirne una debole? Vorresti vedere in me un comportamento delittuoso, strisciante, un'ambizione di serpente?
Conosco il gioco delle vipere. E conosco te. Ascolta: quello cui aspiri, se gli dei te lo rifiutano, non potr dartelo nemmeno il desiderio pi selvaggio. Per tutta la vita rester solo un seme e per quanto tu possa tormentare e arare il campo, la semina maturer solo per tuo nipote. E io...
(tacciono)
NERVA
TIBERIO
NERVA
TIBERIO
(cauto) E tu? E il tuo destino?
Un'oscura gola con due aperture: io sono entrato nella prima incespicando, a tentoni, ho implorato, nell'oscurit, la fiaccola del dio.
E il dio te l'ha prestata?
Mi ha dato una risposta che ancora non capisco. (Fra s} Tutto mistero. Gli uccelli muoiono a stormi e noi non troviamo i loro corpi. I timonieri cartaginesi, dopo aver navigato attraverso le correnti di fuoco,
sono arrivati a una baia chiamata il Como del Sud e hanno visto su un'isola uomini selvaggi con i capelli molto lunghi (18). Chi erano mai? I sacerdoti egiziani conducevano grandi scimmie lungochiomate (19) nei templi, consegnavano loro uno stilo e un papiro ed esse scrivevano. Queste scimmie salutano felici l'apparire della luna nuova; poi, quando cala e scompare, si rattristano e si nascondono e le loro femmine vanno in calore. Che cosa sappiamo noi? Che cosa sappiamo delle cose segrete che il giorno rende mute e informi e che solo nell'oscurit acquistano forma e parola? Ah! Se solo potessi sapere! Poggerei la mano su quel tronco e dalla vetta di quell'albero il braccio bianco di una driade si tenderebbe verso di me. io sogno.
NERVADovresti tornare a letto.
TIBERIOInvece rimango e aspetto le prime luci dell'alba (sobbalza, s'irrigidisce e sussurra). Qualcuno ascolta!
(Da un lato del tempio comparso, senza parlare, un vecchio alto e magro, vestito con abiti stranieri, il volto scuro e rugoso. Ha atteso immobile in silenzio per qualche minuto e ora avanza lentamente)
SACERDOTE (senza occuparsi di Nerva}Onore a te, Tiberio, figlio ed erede di Cesare!
TIBERIOVecchio straniero, tu sbagli perch quello che risponde al tuo saluto Nerone, il figlio di Li-via.
SACERDOTE No, non sbaglio. No... Tu non sei Nerone. Nerone un altro... Io vedo te, Tiberio; tu non mi vedi.
TIBERIOChi sei?
SACERDOTE Un sacerdote del dio.
TIBERIOE non ti ho mai incontrato?
SACERDOTE Ero vicino al tuo letto, nell'oscurit; con le mie mani portavo a riva i tuoi sogni, come un pescatore larete.
TIBERIOChe cosa cercavi? Che cosa c'era nella rete?
SACERDOTE Qui siamo in tr mentre dovremmo essere in due.
TIBERIOQuest'uomo mio amico.
(il prete guarda Nerva in silenzio)
NERVAVi lascio.
(.Silenzio, mentre il sacerdote guarda fisso Tiberio. Poi le sue parole sgorgano faticose come in-dipendenti dalla sua volont, spinte da una forza sconosciuta)
SACERDOTE Un bastone nero. Il fuoco strisciava verso l'alto. Guizzava, sprizzava dal legno e ballava. Leccava con le
sue lingue rosse...
TIBERIOLingue silenziose...
SACERDOTE Parlavano.
TIBERIOChe cosa dicevano?
SACERDOTE Dimmelo, dimmelo tu.
TIBERIOLe fiamme sembravano segni. Tracciavano un'I, un'S, una T, un'A.
SACERDOTE No!
TIBERIOEra cos!
SACERDOTE No...
TIBERIOQuesto quanto ho sognato nel tempio di Melkart.
SACERDOTE Tiberio, signore degli Imperi! Sovrano colmo di grande potere. Toro dal como di bronzo, dallo zoccoloscalpitante. Leone con il comando nella voce, con i fianchi poderosi, con la coda che sferza i venti!
TIBERIOGuardati, vecchio, dal deridermi.
SACERDOTE La divinit ti ha ascoltato.
TIBERIOQuale? Il dio cui ho offerto un ariete di un anno?
SACERDOTE Non quello: Melkart, il signore di Sur (20), Ish- tar (21) lo ha scacciato via, lontano e si avvicinata a tecome un tempo era apparsa al potente signore figlio di Assardon () (si inchina) il suono del cui nome Assurbanipal (si inchina ancora) e al suo sacerdote. E apparsa circonda-
ta di raggi splendenti, tremenda nella collera, la freccia sull'arco teso. E ha parlato: Non temere ha detto - onora il banchetto, bevi il vino e lascia che suonino i timpani e i cembali. Perch io punir con la tua spada l'arroganza di Elam (23). Verr distrutta come l'agnello sgozzato dal lupo. Ishtar di Ninive, signora della vittoria, colei che innalza la macchina della guerra.
TIBERIOII mio avo era Atto Claudio (24); la mia culla Roma.
SACERDOTE Non ha importanza da dove vieni. Se tu fossi stato soltanto il germoglio di un giardiniere che taglia leviti, il figlio di un asinaio o di una mendicante cieca non sarebbe diverso... Ishtar ti ha scelto. Perch la dea non sbaglia:
ha scelto il pupillo di Cesare. Ishtar l'incandescente, la madre dell'Essere infiamma il forte, l'uomo. La luce della sua luna scende a bagnare il grembo delle fanciulle e lo feconda; a lei sacro il corpo senza veli, il letto del piacere. Tu hai sognato il suo fuoco. Dammi la mano perch io ti conduca da lei.
TIBERIOLa dea straniera mi ha infiammato e chiamato a s. Tu mi sei straniero e mi chiami. Sembri molto vecchio e vesti come le tue non ne ho mai viste. Tomo a chiederti: chi sei?
SACERDOTE Ora sono un servitore di Melkart di Rodi. La mia barba s' sbiancata come l'erba secca al sole deldeserto. Quando si arricciava nero-bluastra abitavo molto lontano, tra i due grandi fiumi (25) . Viaggiavo e imparavo, insegnavo e viaggiavo. Ho attraversato citt dalla potenza distrutta, le torri abbattute, i leoni alati di pietra in rovina; un pastore conduceva tranquillo il suo gregge attraverso i cortili del palazzo reale. Sono disceso in stanze sotterranee dove i basilischi custodiscono oro e smeraldi. Ho respirato la polvere dei r morti nelle loro tombe. Mi sono seduto sopra rovine semisepolte, il bastone e i piedi nella sabbia sollevata prima di me solo dagli zoccoli di asini selvaggi in fuga.
TIBERIOHai esplorato il segreto dell'abisso e delle stelle.
SACERDOTE Sono penetrato anche in me stesso, guidato da una mano esperta. La mia patria la Caldea.
TIBERIO Alla Caldea stata promessa la volta del cielo; a Roma l'orbe terrestre.
SACERDOTE Verr il giorno in cui le costringerai entrambe nel cerchio del tuo diadema. Tu, signore del mondo.
TIBERIONon darmi questo nome.
SACERDOTE Cos ti ho chiamato perch cos ti chiama la tua anima.
TIBERIOChe cosa sai della mia anima? SACERDOTE Non so nulla: Ishtar sa tutto.
TIBERIODimmi dov' la sua casa e dov' la tua che possa mandarti i miei servi.
SACERDOTE Non a me, non a me la tua offerta. Io sono il vecchio...
TIBERIO...che ha bisogno solo di una crosta di pane, di una brocca d'acqua e della vicinanza del dio... i sacerdoti greci dicono sempre cos. E poi arraffano tutto.
SACERDOTE Io sono ricco. I sacerdoti greci sono poveri. Ne ho incontrato uno in Antiochia: stordiva con le suechiacchiere un Creso straniero per carpirgli un grosso regalo; ascoltavo sorridendo. Poi, dopo che se n'era andato, sono tornato indietro e ho scavato con la pala la terra dove aveva posato i piedi e ho trovato un tesoro dieci volte pi prezioso di quello che aveva estorto. Il mio compenso t lo chieder pi tardi;
non sar ingiusto, per soffrirai nel pagarlo.
TIBERIOCos sia.
SACERDOTE Sacrifica, intanto alla dea: dalle te stesso.
TIBERIOLo far.
SACERDOTE I templi di Ishtar sono tutti scomparsi, inghiottiti dal grembo della terra, perch erano terra. Anche losplendore del suo nome si spento nel crepuscolo del tempo. Ishtar, tuttavia, :
in passato visibile, oggi solo mistero. E qui intomo non ci sono che luoghi corrotti, sconsacrati: la dea chiede un luogo puro.
TIBERIO Io l'ho trovato. Su, in alto, in un avvallamento tra le rocce, si nasconde una pietra liscia, concava. Nei pressi c' una sterpaglia fitta di spine, circondata da alberi contorti. I pastori di montagna hanno paura di quella contrada e la evitano come se fosse l'abitazione dei demoni. Io l'ho attraversata; non lo .
SACERDOTEFai spianare il terreno, fai accatastare del legname, fai condurre all'altare una capra nera che abbia partorito.
TIBERIO(fra se) I sentieri sono ripidi, scoscesi, pieni di sassi. Sar un'impresa difficile...
SACERDOTE Il genero di Augusto(con tono lievemente canzonatorio)non ha schiavi che possano menare un animalesu un cresta rocciosa se lui glielo ordina?
TIBERIO I miei schiavi hanno quasi tutti gli occhi, le orecchie e una lingua che rivela quello che gli occhi hanno
visto e le orecchie sentito.
SACERDOTE Proprio tutti?
TIBERIO Uno muto.
SACERDOTE Ti fidi di lui? Allora pu portare lui in quel luogo una capra nera.
TIBERIO Quando?
SACERDOTE Quando la luna avr raggiunto il suo culmine. Quella notte io aspetter il tuo inviato davanti alla statuadi Melkart.
ATTO SECONDO
Notte di luna piena. Nuvole leggere. Vento. Avvallamento nel costone della montagna: nel mezzo una pietra larga, liscia, cava, a forma di bacile. Da un'apertura delle pareti rocciose si vede, gi in fondo, il mare.
Uno schiavo muto pone, nel bacile di pietra, un fascio di sterpi su una catasta di legna e continua ad elevarla ponendovi a strati, pezzi di legno e sterpi. Tiberio, seduto su una roccia, osserva il suo lavoro.
TIBERIONon questi... questi rami storti. Neanche quelli l, no.
SCHIAVO(mette da parte alcuni pezzi di legna tagliata) TIBERIODove sono gli attrezzi?
SCHIAVO(indica dietro la pietra)
TIBERIOLa capra?
SCHIAVO(stende il braccio e, con la fune che legava il carico delle fascine, fa il gesto di legarla saldamente} TIBERIO Pi in basso? all'albero? SCHIAVO (annuisce)
(Silenzio mentre lo schiavo continua il suo lavoro. Quando questo terminato avanza verso Tiberio e si ferma in attesa)
TIBERIOTu sei pronto. Allora scendi gi nel dirupo dove il sacerdote si fermato a riposare e conducilo qui. Poi guardami mentre parlo e quando vedi la mia mano fare ombra alle sopracciglia, cos, tu afferralo, spingilo fino alla scogliera e scaraventalo in mare.
SCHIAVO
TIBERIO
(guarda il suo padrone attentamente, annuisce e si allontana).
(dopo un po' si alza; cammina avanti e indietro tendendo ogni tanto l'orecchio, immerso nei suoi pensieri. Avanza fino all'apertura della roccia e si ferma alto, diritto, immobile nello spendere della luna).
Oh dei!
Voi, o voi che siete, che io ho chiamato. Voi, o voi che non siete, a cui ho sacrificato. Voi, o voi che siete e a cui non ho sacrificato. Vi chiamo in questa ora di tenebra, ascoltatemi, io vi chiamo! Ecco, sono solo davanti al cielo infinito, sopra la terra nera,
davanti al respiro silenzioso del mare e sto come sul gradino di un trono, pi in alto degli uomini, pi in basso, o sublimi, pi in basso di voi. Tanto estrema, tanto minacciosa la mia solitudine che il braccio d nessun amico, la voce di nessun fratello pu levarsi fino a me;
scendete voi, dunque, su di me, vi prego! O dei!
Non avete forse aperto al primogenito, a me, il grembo materno come una porta verso la luce, non avete forse vegliato la culla del bambino? Perch allora avete permesso che la sua mente diventasse tanto forte, impetuosa, implacabile? Zampa di drago che artiglia il vostro mondo, labbra che premono succhiando il vostro cielo? E questo cuore, una fiamma bruciante che divora l'orlo del vostro mantello... Che cosa mi importa della misera divinit conferita a un Cesare da un senatoconsulto? Non voglio essere chiamato padre della patria:voglio tenere lo scettro lontano dalla luce di Roma, molto lontano oltre il crepuscolo cimmerio, sovrano visibile di un mondo invisibile. Voi, nascosti, stracciate
il vostro mantello perch possa vedervi. Guidatemi. Conducetemi sul sentiero del vostro trono splendente e negatemi la vostra spada; forger io stesso le armi per conquistarlo.
Fate che io possa credere in voi, che presti fede al sacerdote;
datemi solo un gesto della vostra esistenza! Solo un gesto inequivocabile. Se mi afferrate, mostratemi le vostre mani, e il vostro viso se mi vedete. Avvicinatevi a me:
io stesso costruir la scala a voi che scendete;
crescer verso di voi, sar io stesso la scala. Siate! Siate!
Scendi tu, dea della luna, nella tua nudit d'argento, scendi e accoppiati con me! Fai che ardenti, gelidi abbracci e il desiderio fiammeggiante mi distruggano, che la corona sul mio capo appassisca; prendi la mia forza, il mio seme, bevimi come un calice vuoto e, affaticato, sfinito, ti ringrazier, felice perch tu esisti, tu mi hai consumato, mi hai vinto!
(... si gira e riprende a camminare avanti e indietro. improvvisamente arresta il passo e ascolta un rumore che si avvicina. Appare il Sacerdote che appoggiandosi al bastone e sostenuto dallo schiavo avanza faticosamente. Tiberio gli va incontro. Lo schiavo durante il colloquio si tiene a rispettosa distanza e fissa costantemente il pa-drone}.
TIBERIOTi saluto
SACERDOTE Al figlio di Cesare forza, salute e gioia.
TIBERIOLa strada era ripida; riposa. Qui gli dei della montagna hanno preparato un sedile per chi stanco.
SACERDOTE La strada era ripida e il cammino pieno di pericoli. Dall'alto sono caduti dei sassi, ma non mi hannocolpito. Del resto non mi sono spaventato perch scritto che il numero dei miei giorni e delle mie notti deve ancora crescere.
TIBERIOSei certo di questo?
SACERDOTE Mi era stato ordinato di trovarti qui. Ho sentito una mano invisibile che proteggeva le mie tempie. La deaha accompagnato il suo servitore sano e salvo all'altare. Ora il tuo cuore pu gridare verso di lei perch gli dia da bere e da mangiare. Hai pensato ai recipienti sacri?
TIBERIOEcco la tazza con i profumi, la brocca con il vino e la ciotola d'oro. La vittima sacrificale sta aspettando. Vuoi immolarla subito?
SACERDOTE Non ancora. Prima voglio avvicinarmi alla Divina per cantarne le lodi fin dove le mie vecchie labbra possono portarmi. Anche se da sempre gli dei hanno ascoltato le parole senza suono di chi li venera.
TIBERIOSacerdote!
SACERDOTE (lo guarda attento)
TIBERIONon mi deridere. Non farti gioco della mia ignoranza, della mia impotenza. Non far nascere l'inganno e l'illusione dal tuo parlare e dal tuo agire. Non lo tollererei. La mia anima irrigidita, tesa come la corda di un arco; la freccia scatta e colpisce... Se tu sei un ciarlatano, fermati, fermati prima di cominciare. Non andr in collera. Il mio schiavo che ti ha portato qui ti condurr gi e sarai compensato.
SACERDOTE Devo tacere davanti a te perch la mia Signora non ti risponda punendoti.
TIBERIOChe mi punisca, se esiste.
SACERDOTE (si avvicina alla pietra e alza il volto e le mani verso la luna)
Ishtar!
Ishtar di Ninive! Ishtar di Assur e di Kaldu! Dolce stella della sera!
Dea luminosa della luna velata d'azzurro!
Tu ti svegli dietro le montagne;
sulle montagne cammina la tua luce.
Tu brilli sopra il mare e gonfi l'alta marea.
L'alta marea un gregge con agnelli e montoni;
tu lo chiami col tuo como d'argento.
Incantati, gridano gli uccelli della notte
e il piccolo animale che sonnecchia nel pantano
si leva a fatica e ti fissa con occhi dorati.
Madre del grande silenzio, del profondo vivente silenzio!
La foglia che si allarga il tuo saluto e il chicco di grano che inturgidisce il tuo dono.
Tu bagni di rugiada la rosa e la rosa si apre.
Con la rugiada ristori il melo e i suoi frutti maturano.
Conchiglia di acqua sorgiva, inesauribile.
Tu, madre etema, grembo di ogni concezione.
Lei modella i dolci fianchi della donna e sveglia il desiderio dell'uomo.
Lei preme le mani contro il seno
e ruscelli bianchi scorrono dalle sue colline.
Il suo nome Zarpanit (26),
creatrice dei viventi.
Il puledro robusto si lancia nitrendo nella steppa;
chi gli ha dato lo zoccolo?
La capra irrequieta sopporta obbediente la mano che la munge; chi ha riempito le sue mammelle?
I vermi si moltiplicano in schiere infinite,
ma l'alto cedro non verr mai distrutto.
Conosciuta ogni giorno, come vergine si rinnova,
portatrice di bellezza, sorriso di grazia!
Melograno pieno di succo dolce, uva cui non manca mai un acino.
Madre di avvoltoi che sorveglia il nido dei suoi piccoli implumi.
L'uomo sparge il seme, lei regge la gestante con mani amorose e la lode di colei che stata benedetta risuona nella casa.
Portate le arpe, intonate le voci, sollevate i piedi nella danza.
Grande Ishtar, niente il dispregiatore!
Ricca Ishtar, povero il dispregiatore!
Sazia Ishtar, povero piange il dispregiatore!
Forte Ishtar, calpestato il dispregiatore!
Splendente Ishtar, senza luce il dispregiatore!
Ishtar vive, il dispregiatore muore!
Le donne di Uruk all'interno delle tue mura,
le donne di Babilonia dentro i tuoi templi (27),
festeggiano l'erompere della festa.
Affrettatevi, ragazze,
catturate gli eroi nelle reti delle vostre braccia,
nella trappola del vostro corpo,
i guerrieri scintillanti cui Ishtar ha dato potenza sui nemici.
Lei sta in piedi sulla schiena del leone,
splendida tra le coma del toro;
il suo elmo sfavilla di stelle;
frecce di metallo sono fitte nella faretra,
la sua mano tende l'arco.
Attizza le fiamme nel petto del guerriero,
ravviva il fuoco nei lombi dell'armato.
Il fuoco guizza sulla pietra
e morde scoppiettando il legno secco.
Arbitra delle battaglie. Regina delle fiamme!
(verso lo schiavo) La fiaccola.
Lo schiavo accende la fiaccola. Il Sacerdote la prende e da fuoco ai rami secchi. Lo schiavo si allontana. Ilsacerdote riempie la ciotola d'or).
Oh Ishtar, madre del creato da pane al figlio di Cesare, da vino alle sue labbra, e olio balsamico ai suoi capelli! (getta del vino nelle braci. Un'improvvisa raffica di vento; una nuvola oscura la luna; la fiamma vacilla e si spegne) Ahim!
TIBERIOBuio...
SACERDOTE Che cosa hai fatto?
TIBERIOStavo in silenzio e ascoltavo; che cosa possoaver fatto?
SACERDOTE (in un crescendo sommesso)Hai preso una decisione terribile... hai promesso alla dea un sacrificiotremendo... lei lo ha accettato e adesso lo esige... non la capra nera... non un animale... no, sangue diverso... tu. Non mi uccidere! E sacrilego uccidere il sacerdote... lei non vuole una barba grigia, delle membra rinsecchite;
vuole un giovane forte, fiorente... un corpo ancora fresco... questo... questo non me... non me...
TIBERIOTu sei molto astuto, sacerdote. Anche la tua paura astuta e ti protegge.
SACERDOTE (pi tranquillo)Ishtar si chinata verso di te: ti ha parlato, ti ha comunicato il suo desiderio...
TIBERIOLa onorer e sacrificher a lei quello che ha ordinato.
SACERDOTE Guarda!(indica la luna che sta uscendo dalle:
nuvole).
TIBERIO
SCHIAVO
(chiamando) Arsames!
(torna dopo un po' di tempo e fa dei gesti irritati scuotendo una corda che tiene in mano).
TIBERIO La capra sparita? Qualcuno ha sciolto il nodo... le ha tolto il laccio dal collo? SCHIAVO (fa un cenno col capo e tende il braccio)
TIBERIONon devi cercarla. Non ne abbiamo pi bisogno. Accompagna il sacerdote gi nel tempio.
SACERDOTE Cos vuoi passare la notte in solitudine. TIBERIOS, io rimango.
SACERDOTE Addio, Tiberio. Che gli dei parlino al tuo silenzio.
TIBERIO TIBERIO
Io sono ancora Nerone. Addio. (Il sacerdote si allontana con lo schiavo).
(li guarda allontanarsi) Tu non sei un ciarlatano. Ma non sopporto neppure chi indovina i miei pensieri. (Uno scricchiolo, un calpesto. Tiberio gira la testa; dal buio guizza fuori Ish-ta, vestita miseramente, bruna, molto giovane;
esita un momento poi si getta ai suoi piedi).
ISHTA
TIBERIO
Signore, non punir, abbi piet di noi!
(stupito) Che cosa vuoi?
ISHTA E la nostra capra... l'unica! Il tuo servo l'ha presa... io l'ho riportata via... l'ho slegata io... signore, noisiamo molto poveri, siamo rovinati.
TIBERIO
ISHTA
TIBERIO
ISHTA
Una capra nera?
Tutta nera, senza macchie chiare.
E cos; probabilmente non ne ha trovata nessuna tutta nera come la vostra.
Oh signore, guarda il mio vestito, guarda la nostra miseria. I tuoi servi trovano caproni e pecore o buoi finch ne vogliono per macellarli. Io, adesso, la capra l'ho nascosta, ma se tu la mandi a cercare, se sei in collera...
TIBERIONon angosciarti: il mio schiavo non te la porter via.
ISHTAGrazie {vuole afferrargli la mano, ma lui la ritrae rapido con fare irritato).
TIBERIOSta tranquilla, alzati e vai. ISHTAS, signore.
(Lui si volge dall'altra parte; lei lo fissa immobile)
TIBERIO(torna a guardarla) Sei ancora in ginocchio... perch non ti alzi? Te l'ho ordinato.
ISHTA(spaventata) Signore, me ne vado... (si alza e sta per farlo).
TIBERIOAspetta. Dove pascolava la tua capra quando lo schiavo l'ha presa?
ISHTAQui, sul monte. TIBERIODi l dal pendio?
ISHTAS.
TIBERIOPerch non abiti con gli altri pastori dall'altra parte delle due sorgenti? Sei gi stata su quest'altura?
Conosci il sentiero?
ISHTAS, signore.
TIBERIOMi hai visto?
ISHTAS, signore.
TIBERIO Mi Spii?
ISHTAPerdonami, signore (vuole gettarsi ai suoi piedi}.
TIBERIO{fermandola} Non farlo. Sai chi sono io?
ISHTASignore, tu sei il figlio del Re che vive lontano da suo padre
TIBERIOMi volevi vedere... ISHTA(abbassa la fronte}
TIBERIOE non ti atterrivano gli spettri, gli spiriti infernali di questi luoghi? La tua curiosit era pi grande della
paura?
ISHTAHo pregato Iddio...
TIBERIOMelkart, il vecchio dio di questa terra?
ISHTANo, il dio dei miei padri Abramo, Isacco, Giacobbe.
TIBERIOQuesti sono nomi stranieri. Chi sei tu? ISHTAUna figlia d'Israele, signore.
TIBERIODella Giudea?
ISHTAS.
TIBERIOI giudei sono un popolo strano. Hanno un unico dio che non si pu vedere, che non ha volto. Non hanno nessuna immagine di lui.
ISHTA
TIBERIO
E vero, signore.
Ne ho sentito parlare. Ma si dice anche che adorano il maiale come gli egiziani il toro Api ed evitano di mangiare la sua carne.
ISHTA(rimane silenziosa) TIBERIONon cos?
ISHTANoi non possiamo toccarlo perch un animale impuro, l'animale di Molok...(28) perch grufola nel sudiciume... perch ha il piede biforcuto e per non rumina.
TIBERIOQuesto te lo hanno detto i tuoi genitori?
ISHTAQuesto ce lo proibisce la Legge. Il Signore ci ha dato la Legge... lui ha parlato con Mos... sul monte Sinai.
TIBERIO ISHTA
TIBERIO
ISHTA
Tu sei una piccola guardiana di capre, sei una barbara; che cosa ne sai tu della Legge?
Me l'ha insegnata Oreb.
Chi Oreb? Un sacerdote?
No, signore, (.esitando) Nella nostra patria Oreb era ricco, un uomo ricco, possedeva campi e bestiame e braccianti. Ed era gi vecchio... e faceva quello che male agli occhi dell'Etemo... e l'Eterno lo ha punito e lui ha dovuto andarsene. Io ero orfana e vivevo nella sua casa... lui mi ha portato con s...
TIBERIO
ISHTA
TIBERIO
ISHTA
TIBERIO ISHTA
Aveva ucciso un uomo?
No... io ero ancora una bambina... forse lui onorava degli dei stranieri...
Gli dei di Roma?
Non so, signore; credo che esercitasse delle arti...
Pratica la maga?
Oh, signore, non crederlo! Loro lo dicono, loro, i pastori: ma non vero! Lui si pentito e Dio l'ha
perdonato... e Dio gli ha regalato la saggezza... Non un mago... i pastori parlano cos perch non esce pi dalla sua caverna...
TIBERIO ISHTA
TIBERIO
ISHTA
La caverna?
Abitavamo su quest'isola in modo onesto e devoto fino a quando arrivato il messaggero con la lettera e noi avremmo dovuto andarcene... allora ci siamo nascosti in una caverna... Oreb raccoglie le foglie, le erbe, bravo, conosce le piante... adesso per molto vecchio e i suoi piedi sono deboli e se ne sta disteso nella caverna...
Dov' la caverna?
Signore, non punirci! Oreb sa moltissime cose... tutto... anche dei re... anche come era fatto il trono di re
Salomone... d'oro con pietre preziose... onice, topazi, opali... sa anche le cose dei tempi lontani.... ma buono. Lo
chiamavano Korax. Ma il suo nome Oreb Ben Zur.
TIBERIOE il tuo?
ISHTAIshta, signore. TIBERIO(stupito) Ishtar?
ISHTANo, Ishta... il mio nome viene da Esh... Esh vuol dire fuoco... il fuoco (29).
(silenzio)
TIBERIO ISHTA
Ho chiesto dove sia la caverna, ma non ho sentito nessuna risposta.
Pi in basso, signore, l dove c' la pietra che chiamano la Testa di montone; di l parte un piccolo sentiero... adesso caduto un tronco d'albero e si fa molta fatica a passare.
TIBERIODomani al tramonto sarai qui e mi guiderai. Al vecchio dirai che il figlio del Principe viene da lui per imparare dalla sua saggezza.
ATTO TERZO
Sera, in montagna. Una caverna nascosta dietro un groviglio di rovi alla cui entrata Tiberio e Nerva sono seduti in attesa.
TIBERIO
NERVA
Tutto questo lo so. So che sono arroganti e servili, spregevoli e disprezzati, un popolo chiuso, testardo,
incolto, con consuetudini strambe e sciocche... A Roma i giudei sono cos... ma...
Anche qui Roma. E, se non fosse, tu l'avresti portata con te.
TIBERIO Chi muore di sete vede il vino, ma non il calice. Ho sete.(Dopo un po', cupo)Brucio. NERVA Ma sei un romano, tu, Nerone? TIBERIO E tu, Nerva, sei un uomo?(silenzio)
TIBERIORoma orgogliosa, grande. Roma ricca e nessuno le dice che, nonostante il suo orgoglio e la sua grandezza, ha bisogno di un aiuto straniero. Nessuno si chiede dove cresca la sua ricchezza n come, se il pane delle province non nutrisse i padroni e i loro schiavi, potrebbero darci forza i nostri giardini, e le nostre case di piacere.
Abbiamo vinto i nemici esterni, dilapidato i bottini di guerra e falde inteme ci hanno insegnato a sprecare le nostre ricchezze. Se solo riuscissi ad avere il potere... (ammutolisce).
NERVA
Nerone, che cosa volevano gli dei quando hanno creato nel tuo animo contraddizioni tanto grandi? A volte chiaro ... come un'aiola di erbe aromatiche dove le piante non crescono troppo, per neppure si seccano e il giardiniere ha cura di tutte in modo eguale e non tollera l'erba cattiva. Altre volte intricato e tenebroso come una foresta, una foresta abitata da corvi e draghi...
TIBERIONerva, amico mio, non senti anche tu, ai confini del tuo mondo, profondo dentro di te, un terreno oscuro come coperto da grandi corone nere che pesano le une sulle altre?
NERVASe non lo sentissi, oggi sarei lontano da te. Per mi sembra che...
TIBERIOS...?
NERVA...che la mia mano desideri afferrare l'ascia per disboscare, per aprire una strada...
TIBERIOAprila, allora, e va! Sii sterile, piatto, mediocre. Come un senatore soddisfatto perch l'orazione che ha composta ha ottenuto successo e adesso si prepara a un ricco pranzo, come un cittadino che aspetta l'inizio dei giochi gladiatori da un'ottima posizione. Amici miei, voi non avete abbandonato l'amico che ha abbandonato le sue cariche. Avete letto nel mio addio un improvviso dolore, un improvviso di-spetto, una fiammata d'ira per la promozione, per la preferenza accordata a due ragazzi (30) anzich all'uomo esperto. Credevate che la fiamma si sarebbe abbassata se alcuni sterpi fossero stati bruciati? Siete saliti sulla mia nave, siete rimasti vicino a me quattro mesi, otto lune, un anno, alcuni anni... ora trovate per che la cosa durata abbastanza, che dovrei abbandonare il mio rancore, trovare una strada verso una riconciliazione con il mio patrigno, come se io avessi agito al modo di un bambino dispettoso, di una ragazza imbronciata. Vi state annoiando, vi manca il lavoro abituale, il dovere
NERVA TIBERIO
abituale. Tutto quanto era abituale... Cominciate di nascosto a borbottare. Non abbiate paura: non vi tratterr qui per sempre. Abbiate ancora pazienza fino a domani, a dopodomani, poi tornerete a Roma: io rimango.
Perch tu? Tu solo? Sappilo: non sentirai mai il mio Addio, Nerone.
Tu speri che io stia scherzando, che abbandoni l'idea con cui ho giocato, che predisponga oggi dei piani che domani avr dimenticati. Non cos. Io sono determinato. Io posso parlare di ci solo con estrema determinazione.
NERVAE quali sono le cose che taci?
TIBERIONon voglio nasconderti pi a lungo ci che presto, forse, il vecchio ti riveler... Abbiamo gettato l'ancora a Colofone (31); sono sceso a terra e tu sai che ho consultato l'oracolo dell'Apollo di Claros. Lui mi ha risposto con parole difficili... (si inceppa nel parlare)
NERVALa morte?
TIBERIOL'immortalit... in una solitudine inesorabile, in una prigione volontaria, su una roccia nel mare.
NERVAL'immortalit...
TIBERIOChe cosa vuoi dire? Bevanda sorgiva di un'esistenza eterna, nettare al banchetto degli dei, gloria sulla bocca dei posteri pi lontani? aspetter e sapr. Voi, cui un simile destino non appartiene, potete andarvene; io non spezzer la catena che mi lega a quest'isola.
NERVAE questa, allora, la spiegazione? E questa la roccia, questo il carcere, questa la tua solitudine? Ricordi le parole che mi hai dette nel tempio di Melkart quella notte? Ma la fine del cammino dell'uno rimane ancora nascosta nell'ombra. Perch sembravi dubitare mentre dicevi queste parole? Perch non hai detto che gi sapevi? O forse non hai fiducia nel sacerdote che prestava la sua lingua alla sentenza del dio?
TIBERIO Lui stato ingannato oppure ingannava. Entrambi i casi possono essere veri. NERVA Questo d che pensi?
TIBERIOQuesto proprio d che non penso.
NERVAE tuttavia dormi nei templi, interroghi i caldei, origli alla bocca di questa caverna, scruti gli astri. Ti annunciano cose diverse da quelle che il dio ti ha promesse?
NERVALa morte?
TIBERIOL'immortalit... in una solitudine inesorabile, in una prigione volontaria, su una roccia nel mare.
NERVAL'immortalit...
TIBERIOChe cosa vuoi dire? Bevanda sorgiva di un'esistenza etema, nettare al banchetto degli dei, gloria sulla bocca dei posteri pi lontani? aspetter e sapr. Voi, cui un simile destino non appartiene, potete andarvene; io non spezzer la catena che mi lega a quest'isola.
NERVAE questa, allora, la spiegazione? E questa la roccia, questo il carcere, questa la tua solitudine? Ricordi le parole che mi hai dette nel tempio di Melkart quella notte? Ma la fine del cammino dell'uno rimane ancora nascosta nell'ombra. Perch sembravi dubitare mentre dicevi queste parole? Perch non hai detto che gi sapevi? O forse non hai fiducia nel sacerdote che prestava la sua lingua alla sentenza del dio?
TIBERIO NERVA
TIBERIO
NERVA
TIBERIO
Lui stato ingannato oppure ingannava. Entrambi i casi possono essere veri.
Questo d che pensi?
Questo proprio d che non penso.:
E tuttavia dormi nei templi, interroghi i caldei, origli alla bocca di questa caverna, scruti gli astri. Ti annunciano cose diverse da quelle che il dio ti ha promesse?
Parecchie cose diverse. ...Nerva io assomiglio all'uomo che ha ricevuto una gemma. Il suosplendore pu accecarlo, pu osservare la pietra con calma, oppure esaminarla con sospetto.
NERVAGli era stata donata da un dio. Gli dei non ingannano.
TIBERIONo... se esistono.
NERVANerone, che cosa intendi? ... Non credi pi in loro! Nerone, tu neghi gli dei!?
TIBERIONego gli dei perch li cerco... (dopo una pausa di silenzio) ... Silla (32) ha depredato i santuari, i luoghi
NERVA
TIBERIO
NERVA
sacri di Apollo a Delfi. E i nostri padri lo hanno chiamato felice fino al giorno della sua morte.
Il giorno della sua morte arrivato presto.
Cesare caduto pi presto sotto i pugnali e ancora pi presto morto Alessandro.
Alessandro, nel deserto libico, si inchinato davanti all'immagine di Ammon che gli ha parlato e lo ha salutato come un figlio (33).
TIBERIO
NERVA TIBERIO NERVA
TIBERIO NERVA TIBERIO
A lui sembrava poco essere solo il figlio del Macedone. Fra i vivi, in Grecia, Alessandro era un eroe. Ma di fronte a quei mostruosi morti egiziani, era un nano. Questo lui lo sentiva bene... gli uomini... loro non sono capaci di afferrare nessun pensiero grande. Prima lo manipolano finch diventa tanto piccolo e piatto da poter entrare nei loro cervelli e nelle teste degli altri.
Eppure, non hai mai avuto anche tu la sensazione...
Io sono stato generato da Tiberio Claudio Ne-rone, il proscritto.
Ma se dentro di te precipitasse, come la piena attraverso una diga, la sensazione di un'origine molto pi alta?
Accetterei quel sentimento. Lo farei mio. Esso verrebbe nascosto al mondo e si rivelerebbe soltanto a me. Ma se uno sguardo cogliesse il segreto e una bocca lo nominasse?
Colpirei quella bocca tanto da farla restare muta per sempre.
(silenzio)
NERVA TIBERIO
NERVA TIBERIO
Tu non puoi fare niente perch Roma ha il potere, la forza.
Io appartengo a Rodi. Amico di poco coraggio. Povera anima che subito dispera. Non sai che io potrei fare ben altre cose se il destino lo chiedesse? Che potrei attirare verso di me su quest'isola la forza, la saggezza, la dolcezza, lo splendore, tutti i tesori, s, tutti i tesori della terra, potrei attirarli come fa la calamita col ferro?
E speri che un tale splendore esca dalla grotta muschiosa l, davanti a noi?
Oro e pietre preziose nascono da crepe coperte di muschio. Tu mi hai gi fatto domande simili altre volte e io ti ho risposto. (Riflette) Non ha senso cercare di valutare la cacciagione prima ancora che cominci la caccia.
(Silenzio)
NERVAArrivano.
(Lo Schiavo muto si avvicina accompagnato da Ishta. Posa il cesto che portava con s all'entrata della caverna, tira fuori una coperta e la stende per terra. Ambedue scompaiono nella caverna).
NERVA
TIBERIO
NERVA
Questa ragazza sua nipote, sua figlia?
Lei dice di no.
Le ragazze di Rodi sono diverse... hanno lineamenti pi dolci... non questi occhi cos cupi... bella.
TIBERIO L'ho visto.
NERVAChe ne pensa il dottore di Cleopatra (34)? Pu chiudersi la piaga? Sarebbe pi attraente senza quel marchio di fuoco sul collo.
TIBERIOIo non sono Antonio. Stai rabbrividendo?
NERVAUn soffio...:
TIBERIO (leva lo sguardo)II carro d'oro rotola gi, stiamo andando verso il crepuscolo. Nuvole appuntite, grige,come lupi accucciati pronti ad assalire d'improvviso ai fianchi i cavalli.
NERVAEccolo.
(Lo Schiavo muto e Ishta escono dalla caverna. Lo Schiavo porta Oreb sulle braccia, lo distende sulla coperta e lo copre. Il vecchio barbuto spaventosamente magro; il suo vestito logoro e sbiadito).
OREBLuce! Tu sia lodato, Etemo... nostro dio, re dell'Universo, tu che sei diviso, tagliato tra il buio e la luce. Tu sia lodato... (cade indietro).
TIBERIODebolezza. E sfinito per il troppo digiuno. (Allo schiavo) Dagli da mangiare.
OREB(con voce molto debole) Acqua... le mani....
ISHTA(gli lava le mani, lo Schiavo prende una ciotola dal cesto e gliela avvicina).
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OREB |
(rifiutando) No. |
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ISHTA |
(timorosa) Questo non deve mangiarlo. peccato. La Legge lo vieta. |
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NERVA |
E che cosa vi permette la legge? ISHTA |
(indicando) Quello... la frutta. |
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TIBERIO Prendine e danne a lui che mangi a volont (Ishtaobbedisce). |
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OREB |
Tu sia lodato, Etemo, nostro dio, re dell'universo, creatore del frutto dell'albero (mangia) |
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NERVA |
(rivolgendosi ad Ishta) Dov' il dio, dove abita? Nascondete la sua immagine nella caverna? | |
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ISHTA |
Non abbiamo nessuna immagine. Noi non: |
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possiamo rappresentare la sua immagine. |
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NERVA |
Dicono che il vostro dio sia Giove Sabazio (35). |
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ISHTA |
II nostro dio l'Etemo che ci ha condotti fuori dall'Egitto, dalla casa della schiavit. |
||
TIBERIO
ISHTA
Siete un popolo egiziano?
Non noi, signore, ma i nostri padri erano schiavi di quel paese... e dovevano faticare, portavano creta e mattoni per costruire... il Faraone... e gli uomini egiziani maltrattavano i nostri padri.. e li picchiavano come animali....
TIBERIOPerch non veneravano Iside e Horus? ISHTAIside? TIBERIO La dea egiziana.
ISHTANon dovevano... servirla, altrimenti il Signore sarebbe andato in collera contro di loro... Noi non possiamo avere altri dei.
TIBERIO
OREB
TIBERIO
NERVA
TIBERIO
Tu, ragazza, parli del vostro dio come se fosse l'unico.
E l'unico.
(con uno scatto) Sei folle!
(tenta di calmarlo) Nerone...
Hai ragione. Se li spavento non imparo. Sono venuto per ascoltarli, non per minacciarli.
OREB (dopo aver mangiato)Tu sia lodato, nostro Dio, re dell'universo, che fai crescere le piante, l'erba e la frutta,affinch possiamo mangiarne e che hai aperto il cuore del potente alla compassione.
TIBERIO OREB
TIBERIO
OREB TIBERIO
OREB
Ringrazia gli dei di Roma. Quello che tu invochi io non lo conosco, non ho mai fatto sacrifici per lui.
Il Custode d'Israele ti conosce, figlio di un re straniero. Ha aperto il tuo orecchio perch esso oda la voce della povert e ha guidato la tua mano perch tu faccia il bene.
IItuo Custode non ha salvato Israele dal destino di tutti gli altri popoli: fornire la preda quando l'aquila di Roma vola e mostra gli artigli.
Signore, tu parli ed la verit.
Non servono queste parole, vecchio. Tu lo hai chiamato re dell'universo, ma i Parti non lo onorano. E lo scudo del suo popolo, ma non lo salva.
...non lo salva ... oh signore... gli uomini stranieri costruiscono divinit di legno, di metallo, di pietra e distruggono quelli che non obbediscono. L'Etemo, invece, ha spezzato il suo popolo disobbediente come sterpaglia, ha piegate le fronde orgogliose e le ha gettate nel fuoco perch noi abbiamo fatto...
perch io ho fatto d che era abominio ai suoi occhi.
NERVAE che cos'era mai! Perch avete onorato anche altri dei e avete costruito altari anche per loro?
OREBMendicavo il favore dei Baalim e di Aschte-rot (36), mi nutrivo di cibi proibiti e praticavo usanze
insensate. E ho gridato al misericordioso e le mie erano grida di ubbriaco e ho alzato il volto verso di
lui e, vedi, il mio volto era impuro. E ho offerto doni con le mie mani sporche e avevo dimenticato che
il respiro del giusto gli pi gradito del profumo della vittima santificata sull'altare. 1
TIBERIOI Babilonesi e i Persiani che vi hanno sconftti 1 erano pi giusti di voi?
OREBA Dio non interessa l'espandersi dei popoli e la loro potenza; essi non fanno che eseguire la sua volont. Dio vuole che Giuda (37) sia afflitto e umiliato. Per quelli che ci hanno sconfitti dove sono ora? E quelli che ci opprimono oggi dove saranno domani?
TIBERIO(irritato) Se credi di saperlo rispondi; sei stato ;
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tu a chiedere. |
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OREB |
Signore, io conosco solo il passato. L'avvenire . non posso vederlo. |
; |
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TIBERIO Parla senza paura. Non sono abituato a punire il messaggero che porta cattive notizie. |
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OREB |
Signore, io non sono il prescelto. |
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TIBERIO Allora i Caldei e i Greci vedono pi di te. |
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OREB |
La loro saggezza non la nostra. |
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TIBERIO |
Insegnami la tua. |
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OREB |
No, signore, tu non sei ancora pronto. Sar Dio stesso a dirti quando lo sarai. |
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TIBERIO Vecchio, come puoi sapere che io non sono ancora pronto? E che cosa devo fare per diventarlo? |
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OREB |
Hai sentito parlare di Salomone, il re? TIBERIO Di un re giudeo? |
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OREB |
Salomone sacrificava a Gabaon (38); allora il signore degli eserciti gli apparso il sogno durante la notte e |
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gli ha chiesto di pregare. Lui era ancora giovane e senza sapienza, ma ha pregato l'Etemo che gli desse |
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solo un cuore saggio e giusto. E l'Etemo gli ha concesso saggezza, onore e molti giorni di vita. (pausa} |
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Figlio di re, per che cosa preghi tu? |
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(silenzio)
TIBERIO OREB
E la mente che pu essere saggia e giusta, non il cuore.
Hai ragione, signore. La mente di un uomo afferra i pensieri, alti come ali di uccelli che si levano chiare e forti; il suo cuore, invece, un luogo aggrovigliato dove brulicano i basilischi. Per questo Salomone, figlio di Davide, ha chiesto un cuore saggio.
TIBERIOEd diventato grande? E stato felice?
OREBDio glielo ha concesso. Ma lui non ha fatto sempre quello che giusto agli occhi dell'Eterno, si allontanato dall'Eterno. Perci alla sua discendenza stata tolta la piena sovranit; il Signore gli ha strappato dieci delle sue trib e, dopo la sua sepoltura, il regno si lacerato in due pezzi (39).
TIBERIO(fra se) Mio figlio...
OREBPer ha costruito il tempio di Dio a Gerusalemme (40).
NERVA(rivolto a Tiberio) Il santuario dei giudei. Augusto gli ha inviato delle offerte votive preziose.
TIBERIOAnche mia madre, lo so. E tutti i giorni i sacerdoti sacrificano due montoni e un toro in nome di Cesare.
NERVAUn grande sacrificio.
OREBSignore, non esiste un sacrificio pi grande di quello che hanno offerto Abramo e il giudice Jefte (41).
Abramo, nostro padre, ha offerto suo figlio: il fanciullo Isacco.
TIBERIO OREB
NERVA OREB
TIBERIO OREB
Il vostro dio vuole anche sangue umano?
Lo ha voluto solo una volta per mettere alla prova il suo servo, ma poi ha impedito che il sangue venisse sparso. La mano di Abramo stava estraendo il coltello quando una parola celeste l'ha fermata ed essa non ha colpito.
IIfanciullo rimasto illeso? Non e stato pi chiesto? Noi siamo il suo seme, tutti e due, io e questa creatura.
E quel giudice?
Lui aveva offerto la figlia.
TIBERIO
OREB
ISHTA
TIBERIO
ISHTA
TIBERIO
NERVA
ISHTA
TIBERIO OREB
E il vostro Custode l'ha presa?
(non risponde)
S...
(rivolgendosi a Ishta) Lo sapevi anche tu?
S, signore, lo so.
(guarda verso l'alto) Si sta facendo buio...
Guarda. Le palpebre del vecchio si chiudono.
E molto debole, si stancato.
Un mio schiavo, questo o un altro, porter domani e i giorni che verranno il cibo che potete mangiare.
(a fatica) Signore, ti ringrazio. Ormai non potr gustare per molto tempo il tuo cibo. Posso solo...
l'orfana... farla scendere in citt... al Tempio... gente devota la vedr, avr compassione di lei...
TIBERIOArsames, portalo dentro.
(Lo Schiavo e Ishta portano Oreb sulla coperta dentro alla caverna)
NERVA
TIBERIO
NERVA
Qui tu non hai sentito nient'altro che delle storie, delle favole. (sopra pensiero) Pu essere... (Silenzio. Lo Schiavo ritoma) Vieni.
TIBERIOArsames ti accompagner. Io resto. NERVADebbo mandarti Python?
TIBERIONo.
NERVAVuoi rimanere solo...
TIBERIOCome un innamorato, senza testimoni. La notte solitaria mi aspetta sulla montagna.
(Nerva esce con lo Schiavo)
TIBERIO(sosta un attimo, poi si allontana lentamente)
ISHTA (esce dalla caverna; getta la testa all'indietro singhiozzando e si copre il volto con le mani.Tiberiotomae Ishta lo scorge solo quando lui si ferma davanti a lei e comincia a parlare. Durante il dialogo cala la notte).
TIBERIO(dolcemente) Perch piangi?
ISHTA
TIBERIO
Signore... Oreb...
La sua barba grigia, i suoi piedi non posano pi sulla terra. Oreb scivola piano, leggero, nell'oscurit verso cui stiamo andando tutti. Anche tu... anche io... forse.
ISHTA
Signore... o signore... non ti adirare; tu sei buono... non mandare il tuo servo con i tuoi vasi... anch'io ho
una piccola ciotola... ti prego, signore... permetti che il cibo venga a prenderlo io nella tua casa...
TIBERIO ISHTA
La scodella che lo schiavo porter ogni giorno vostra.
No, signore... non questo... che lui mi manda via... Oreb mi manda via... con la capra... Voleva farlo da sempre, mi ha ordinato di andare gi in citt... quando verr il tuo servo, quando non dovr pi prendere il cibo dalle mie mani.
TIBERIOHai paura della citt? Dei suoi uomini? ISHTA S, signore... non posso andar via!...
TIBERIOQuesto luogo selvaggio.
ISHTAQui c' Dio. Lui ha creato tutto, i begli alberi scuri, i fiori azzurri. Oreb mi ha insegnato il loro nome, le pietre grigie coi luccichi! di metallo. Tutte le sere, dai mari, vola fin qui una grande aquila e si accovaccia, silenziosa, l, in alto sull'abisso... qualche sera vieni tu.
TIBERIOIo non verr sempre. Un giorno torner a casa, nel mio paese.
ISHTA(spaventata) Presto? Il giorno di domani? Allora... allora... signore, prendimi nella tua casa sopra le rocce;
prendimi nella tua casa bianca che io sia solo una serva delle tue schiave. Mi dar premura, non borbotter se mi puniranno. Voglio imparare tutto, tutto: preparare il bagno, tritare le erbe e anche ungere i capelli e intrecciarli... Permetti che io possa servire le tue donne e ornarle. (Sottovoce) Cos saranno tutte belle quando le chiamerai nelle tue stanze...
TIBERIOIo ho una sola donna.
ISHTASignore, tu scherzi. Tu sei il figlio del re. Tu devi avere tante donne, tantissime, bellissime:
con i riccioli neri, con i capelli d'oro, con gli occhi chiari...
TIBERIOIo non scherzo.
ISHTAAllora dammi alla figlia del re (42) che io possa servirla.
TIBERIOLa principessa vive lontana, a Roma.
ISHTA Signore, sei cattivo... perch la lasci sola... Vedi, adesso si raccoglie nel letto e guarda nel buio e pensa... eallunga le braccia e ti desidera... e piange!
TIBERIO(con pesante disprezzo) Lei non piange; lei ride. Non mi desidera affatto... e quando allunga le:
braccia tocca s qualcosa, il corpo di un uomo, la sua testa, questo tocca. Non l'ho lasciata sola.
ISHTASignore, tu non dici cose buone.
TIBERIO(tace)
ISHTAPerdonami. Perch non le hai procurato un custode migliore?
TIBERIOLe donne di Roma custodiscono da sole la loro virt. Una virt che spesso stanca e non molto sveglia.
Anche tu se fossi gi donna...
ISHTA
TIBERIO
ISHTA
TIBERIO
ISHTA
TIBERIO
ISHTA
TIBERIO
ISHTA
TIBERIO
ISHTA
TIBERIO
ISHTA
TIBERIO
ISHTA
TIBERIO
ISHTA
Signore, se sono infedele fammi uccidere!1 (silenzio):
Ishta, tu mi ami.
Signore, no... non ti capisco... le tue parole... io amo i bambini che porter.
Tu vuoi un figlio?
S... lui sar alto e bello e forte e lo chiamer
Ner.
Ner?
Vuol dire: luce. Nel buio la luce che brilla.
Questa parola ricorda il mio nome.
(sottovoce) Nerone.
Ishta.
S, signore.
Qualcuno ti ha detto che sei bella?
S, una volta.
Chi?
Un pastore.
Ti piaciuto?
S, sono stata contenta perch ho pensato che avrei trovato favore ai tuoi occhi se tu, signore, mi avessi veduta.
TIBERIO
ISHTA TIBERIO ISHTA
TIBERIO
(fra se) Favore... (a voce alta) Era un pastore. giovane e ti desiderava?
No, signore: aveva paura di Oreb. Tutti hanno paura di lui.
E tu, nel buio, non hai paura? Non hai paura di niente?
No... non so. (esita) Tu porti al dito un anello con una pietra rossa. E quando hai alzato la mano verso il sole, la pietra era come il sangue e per era scura. Ardeva. E cos dentro di me ...cos ardente...
(insiste con voce smorzata) II sangue? Tu bruci... e per non hai paura di me, Ishta?
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ISHTA |
No... ancora in questo momento... ancora adesso. (D'improvviso) Signore, non farmi del male! |
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TIBERIO |
Va via. Nasconditi in fondo alla caverna: non ti seguir, va via. |
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ISHTA |
Signore... |
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TIBERIO Lasciami stare! Perch rimani? |
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ISHTA |
Signore. |
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TIBERIO |
(agitato) Vattene! |
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ISHTA |
(si ritira lentamente, entra nella caverna, si ferma, si gira, corre verso Tiberio e si inginocchia davanti a |
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lui) Signore, oh signore... non posso andarmene da te... non posso! Non mi scacciare dalla tua vista... |
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sopporter tutto, tutto ma non posso andarmene via! |
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TIBERIO |
Dimmi: esiste davvero il tuo dio? ISHTA |
Certo, signore. |
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TIBERIO(resta immobile, cupo) Allora chiedigli che ti salvi perch io ti far del male. |
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ISHTA |
Signore, quel che farai tu sar bene. |
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TIBERIO |
No. |
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ISHTA |
Ma se il mio cuore fa del male e il mio occhio commette peccato... giusto che il mio cuore venga |
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spezzato e il mio occhio venga lacerato. |
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TIBERIOChe cos' il peccato? Il tuo peccato, se sei vergine? |
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ISHTA |
Non lo so, non posso dargli un nome. Signore, il Santo non vuole che io ti guardi cos (aspetta). Lui ti ha |
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parlato e ha chiesto me come Isacco il figlio di Abramo? Hai udito la sua voce? Forse ti ha cinto la |
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spada anche se tu non l'hai conosciuto, come a Ciro (43), il Consacrato, per sconfiggere i popoli. |
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(Esitando a lungo) Forse mi hai promessa a lui per la vittoria come il giudice Jefte ha promesso sua |
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figlia... ma lui non sapeva... (tace). |
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TIBERIO(dopo un po') Io sacrifico a chi accetta il sacrificio. All'Eterno di Israele oppure a Ishtar, a Colui che .
ISHTA
(sottovoce) Era bello... le sorgenti... i ruscelli con i pesci grigi... gli alberi verdi sulla riva e gli uccelli che cantavanonei cespugli alla luce dell'alba... e il mattino... il sole... il suo tramonto. Adesso vedo solo il tuo vestito bianco... il tuo viso... devo morire?
TIBERIO
ISHTA
TIBERIO
ISHTA
TIBERIO
ISHTA
TIBERIO
ISHTA
TIBERIO
Vattene e vivi.
(si china a toccare la terra con la fronte} Signore, io sono la tua schiava.
(silenzio)
Alzati.
(obbedisce)
notte.
S, signore.
Senza stelle.
(tace)
C' silenzio e noi siamo soli nel silenzio.
ISHTA TIBERIO
S.
(con voce repressa, strana) Sai chi sono io?
ISHTA TIBERIO ISHTA
Tu sei il figlio del re.
Dimmi: sai chi sono, io?
Tu sei Nerone.
TIBERIOSai chi sono io?
ISHTA
TIBERIO
ISHTA TIBERIO
ISHTA
TIBERIO
ISHTA TIBERIO
ISHTA
TIBERIO
ISHTA
Quello che mi offrir in sacrificio...
Ishta... (posa con gesto lento la mano sul ventre di lei).
(non risponde)
Tu tremi... sai chi sono io?
S...
Sai chi?
(gravemente) L'uomo...
Senti la pietra del mio anello, la pietra di sangue, la cupa pietra rossa che arde? La senti dentro di te?
S.
Ora?
Signore, io brucio...
TIBERIOVieni (l'attira a s, avvolge attorno a lei il suo mantello e la conduce via nel buio).
ATTO QUARTO
La casa di Tiberio costruita in alto sulla costa rocciosa. Una sala rischiarata da deboli lampade; pesanti tendaggi chiudono la grande apertura della parete di fondo. Cocceio Nerva, Ve-sculario Fiacco e Giulio Marino riposano dopo il pasto
MARINO NERVA
Si sono gi parlati?
Non molto. Quando sua madre ha lasciato la nave, Tiberio l'ha salutata appena. Poi lei, per riposare dalle fatiche del viaggio, si ritirata subito nelle stanze che Nerone le ha preparato e non ancora uscita.
FLACCO Porta probabilmente una lettera di Augusto con il perdono.
MARINORiconciliazione. Cos'altro potrebbe averla spinta a un viaggio cos lungo?
NERVAMagari anche solo il desiderio di vedere il figlio, di cambiare per un po' la sua vita, l'isolamento dal
mondo che lei forse ritiene irrevocabile.
FLACCO Sarebbe questo? NERVANon lo so...
MARINOIl posto di Livia a Roma al fianco di Cesare. Un'assenza prolungata della moglie favorirebbe chiacchiere fastidiose e lui non pu permetterlo.
FLACCONella capitale male lingue e venditori di polvere adesso saranno ugualmente indaffaratissimi. MARINO E Nerone?
NERVA
MARINO NERVA
MARINO NERVA
MARINO
Si nasconde, come sempre.
Questa mattina vi ho visti da lontano; passeggiavate nei giardini: uno schiavo correva davanti a voi.
S, uno schiavo di Livia. Era sbucato fuori da una curva del viale, un bel ragazzo con i capelli ricci, elegante; si messo ad annaffiare il sentiero davanti a noi con un vaso di terracotta. Il fresco dell'acqua era gradevole, ma il portatore ci seccava; abbiamo cercato di spostarci per evitarlo, ma non abbiamo avuto fortuna. Alla fine Nerone lo ha chiamato e lui si avvicinato tutto contento. Probabilmente con il suo lavoro voleva fare solo un'opera buona, ma, intanto, ascoltava...
Allora, cosa?
Tiberio Nerone stima troppo la sua mano perch l'annaffiatore potesse sperare di ricevere, tanto a buon mercato, il premio di uno schiaffo.
Ah, cos. Io mi sento meno orgoglioso delle mie cinque dita. Una sberla ben meritata, piena di energia una bellissima cosa per chi la da;
e anche per chi la riceve. Ma Nerone non sa stimare le sue ricchezze secondo il loro valore.
FLACCO Nerone non ama vedersi girare attorno tanta gente.
MARINO Anche a Roma assisteva rare volte alle corse e ai giochi. Tutto quello che rumoroso, pomposo e sa diostentazione lo irrita (rivolgendosi a Nerva). Perch sorridi?
NERVAA proposito delle tue parole ... Stavo pensando a come Nerone, una volta, ha preso in giro, davanti al Senato, quel borioso di Togonio Gallo (44).
MARINONon ricordo.
FLACCO Tu, Marino, in quel periodo eri a Bologna.
NERVA
MARINO
Togonio aveva suggerito a Cesare Augusto di scegliere venti senatori armati per farsi proteggere quando entrava nella Curia. Sai come succede, voleva aumentare la sua scarsa notoriet intrufolandosi fra i grandi nomi. Nerone lo ha ringraziato per conto del patrigno e gli ha chiesto, per, chi, secondo lui, era da scegliere e chi da tralasciare. Dovevano essere sempre gli stessi, oppure, ogni tanto, bisognava cam-biarli? Dovevano essere anziani o giovani? Quelli che avevano ricoperto delle cariche o no? Forse sarebbe stata anche da considerare;
l'opportunit di vestire con una uniforme adatta quelle persone. Altrimenti, che figura ci avrebbero fatto, sulla soglia della Curia, venti senatori con la spada in mano? E il valore della vita del Principe, se questa avesse dovuto essere protetta in tal modo, non sarebbe diminuito?
vero.
FLACCO(cauto) E per... e per Nerone poteva rispondere in modo un po' meno feroce... non foss'altro proprio
per rispetto del Principe.
NERVANerone non ha detto nulla di diverso da quello che pensava Augusto.
FLACCO Ma Augusto avrebbe usato un altro tono.
NERVAQuale?
FLACCOB... pi gentile, pi disponibile. Lui avrebbe compatita la stoltezza e la goffaggine umana. Dopo
tutto, la proposta lo onorava.
NERVAS, lo lusingava.
FLACCOCos adesso non sappiamo se lui l'avrebbe davvero respinta con sdegno. Ti ricordi quando il Senato
aveva chiesto la nomina a consoli dei suoi due nipoti (45)? In apparenza sembrava che lui fosse il primo
a opporsi; invece, dentro di s, era proprio quello che voleva.
NERVACaio e Ludo Cesare... Cambiamo argomento, va', senn diventiamo delle vecchie pettegole;
e Marino serra subito il pugno. Ma, in fondo, ha ragione: non si dovrebbe affidare a due ragazzi il fascio con le dodici verghe. E anche Nerone aveva ragione quando ha lasciato il campo di battaglia infuriato come il Pelide.
MARINO FLACCO MARINO
Per il Pelide andato nella sua tenda, non su un'isola lontana le mille miglia.
{indicando Marino a Nerva) Vedi come se ne sta buono e tranquillo?
Perch ho sonno.
FLACCO(con un sorriso) Il vino...
MARINOII vino era buono, ma ne ho bevuto poco. E colpa di Nerone che mi ha fatto svegliare troppo presto questa mattina. Quando siamo scesi stava sorgendo il sole e io ho calpestato una dannata conchiglia rotta e mi sono fatto un taglio a un piede. Nerone si messo a nuotare spingendosi sempre pi lontano come se volesse sfidare la benevolenza degli dei. Avevo paura che annegasse. Dopo il bagno sono stato tanto imprudente da rimproverarlo. Lui mi ha risposto che, se fosse annegato davvero, con il suo vestito rimasto sulla riva tutto macchiato di sangue, mi avrebbero creduto il suo assassino. E come avrei potuto difendermi se le onde non avessero portato a riva il suo cadavere o qualcuno non l'avesse trovato?
FLACCO E tu cos'hai risposto?
MARINO
NERVA
MARINO
Che volevo far colazione. Bisognava che ristorassi lo spirito. Se fossi rimasto digiuno la forza per difendermi da un'accusa simile non l'avrei proprio trovata.
Nerone ha apprezzata la tua risposta?
L'ha trovata eccellente, molto opportuna...
FLACCO Ma, guarda, cominci veramente...
MARINO
NERVA
S, comincio ad addormentarmi... Venite, amici miei.
S (si alzano e si avvicinano all'uscita laterale).
FLACCO Il vestito di Nerone era davvero macchiato di sangue?
MARINOQualche macchia. Prima dell'alba aveva fatto un sacrificio a non so quale dio (chiamando verso l'esterno). Ehi! Ktesikies, Arsames!
TIBERIO LIVIA TIBERIO
(Si allontanano) (Lo Schiavo muto entra di l a poco, mette in ordine, apre le grandi tende, spegne le lampade e scompare). (Ora, nella sala buia, tra le colonne luccica il ciclo stellato e, pi in basso, il mare tranquillo, illuminato dalla luna. L'Imperatrice Livia entra accompagnata dal figlio, una matrona, bella, che impone rispetto, alta e fiera).
(rimane sorpreso) Qui non c' luce.
Lascia stare; lascia che le nostre parole sprofondino nel buio, figlio mio. Sar meglio...
(L'accompagna verso la parete di fondo della sala) Cos non posso leggere la lettera che mi ha scritto miopadre.
LIVIA Tuo padre non ti ha scritto nessuna lettera. Ti ha mandato tua madre. Spiegagli - mi ha detto - che le porte di Roma e la casa del padre, se vuole tornare, sono aperte per lui. Il tempo e le opportunit potranno decidere del suo rango; ma sappia che io non rammenter pi i disaccordi passati (Si siede su un divano tra le colonne. Tiberio rimane in piedi e le due figure risaltano contro il chiaro di luna come siIhouettes).
TIBERIO (esita)
LIVIA Non parli?
TIBERIO Hai parlato tu; questo tutto?
LIVIA E la riconciliazione. E il perdono del padre che io ti porto. Speravi di pi?
TIBERIO No: mi aspettavo di meno. Il perdono di Augusto un regalo che non ho chiesto. Non sapevo di avernebisogno.
LIVIA E di tuo padre che stai parlando, tuo padre che hai offeso e stai offendendo di nuovo. a tua madre cherispondi cos duramente, la moglie di tuo padre.
(silenzio)
TIBERIO Non volevo umiliarti ne ricordare le mie umiliazioni. Quella che era una piaga adesso una cicatrice e nonmi fa pi male. L'aria di Rodi mi ha guarito, non voglio respirarne un'altra.
LIVIA Vuoi rimanere?
TIBERIO S.
LIVIA Non posso crederti. Il generale ricco di vittorie, l'amministratore pi abile dell'impero anzich dividere il pesodegli affari di stato con il padre che sta invecchiando, vuole sprecare la sua vita in futili baloccamenti su un'isola lontana?
TIBERIOSono attivo anche qui... e stringerei la mano di mio padre se me la tendesse. Ma non voglio, non devo vedere sua figlia.
LIVIANon la vedrai di certo se tomi a Roma.
TIBERIOE come?
LIVIATuo padre ha mandato quella sfacciata puttana di tua moglie a Pandataria (46).
TIBERIO LIVIA
Ah!
La tua presenza per indispensabile per impedirgli di revocare la sua decisione. Sua figlia gli fa pena, si pu capirlo; quindi il nostro grazie dev'essere pi caloroso che mai. Fra l'altro non stato facile fornirgli le prove dell'adulterio.
(silenzio)
TIBERIO
LIVIA
Tu sei saggia, madre. E ami tuo figlio.
E chi altro dovrei amare? (ancora un lungo silenzio)
LIVIA
Non sarebbe n corretto n utile che la moglie di Cesare restasse pi a lungo in un paese straniero. Il nostro ritomo insieme sar la bella giustificazione del lungo viaggio. Quando vorrai disporre il tuo rientro a Roma?
TIBERIO LIVIA
TIBERIO
Devo decidere subito, appena poche ore dopo il tuo arrivo? {brusca) Io non pretendo niente. (restano di nuovo in silenzio)
Non ti voglio illudere. Quando le tue navi leveranno l'ancora, tu partirai sola. La mia decisione non mutata.
LIVIAForse delle catene ti legano a queste rocce, delle catene di ferro come il vecchio Prometeo?
TIBERIOCatene di ferro, s: invisibili. (attende) Ho udito il responso di Apollo portatore di luce dalla ; bocca del sacerdote che mi annunciava grandezza e gloria su una roccia sul mare (47).
LIVIA
TIBERIO LIVIA
E tu pensi che il tuo ritomo a Roma sarebbe un atto di rinuncia alla gloria e alla grandezza? E credi che un destino stabilito dagli dei non possa raggiungerti in qualunque luogo tu sia? I loro responsi sono misteriosi.
Te ne voglio ricordare uno: l'oracolo di Delfi aveva detto ai figli di Tarquinio e a Bruto:
II potere sar di chi tra voi bacer per primo sua madre. E tu sai che i figli di Tarquinio si erano precipitati tutti insieme ad abbracciare la loro madre; Bruto, invece, appena sbarcato, si era chinato a baciare la madre terra, la terra natale. E il potere era stato dato a lui.
Il popolo romano gode della pace che gli ha regalato Augusto. I nostri padri hanno conosciuto molto pi spesso guerre civili sanguinose. Non pu essere che la dimora di Tiberio Nerone sia in futuro la roccia nel mare contro cui si infrangono le onde della ribellione?
C' ancora qualcosa... ancora qualcosa d'altro... non posso dirti tutto...
Non puoi... non a me? {pregando) Tiberio, vieni via con me. Vuoi che io approdi alle mie rive come una naufraga che ha perduto ogni bene, perfino la speranza, come una mendicante infelice e respinta a mani vuote?
TIBERIOHai ancora...
LIVIAChe cosa... che cosa ho io? Avevo ancora Dru-so (48). caduto da cavallo ed morto. E nessun frutto da questo secondo matrimonio... gli dei me l'hanno negato. Ho solo te, ancora, solo te, Tiberio, il mio figlio maggiore, tu, l'unico che mi sia rimasto... non ripudiare tua madre.
TIBERIOHai ancora Augusto, tuo marito.
LIVIAAdesso lo so: sei tu la roccia dura che l'onda cerca invano di infrangere... Cos avrei fatto tutto per niente...
tutto... tutto.
TIBERIONon voglio essere cos duro, non con te. Ma non pensi chi mi aspetta a Roma? I nipoti di Augusto, i due giovani sono ancora l. E se lui, allora, aveva regalato a dei ragazzi immaturi gli onori consolari contro il nostro parere, che cosa non conceder adesso a degli uomini adulti? Io dovrei affannarmi ad arare e seminare per riempire granai di altri in attesa che l'onore pi alto dello Stat diventi un giocattolo di ragazzi viziati...
LIVIAFiglio mio, paria con rispetto dei morti (49).
TIBERIO... dei morti? Caio e Lucio vivono.
LIVIACaio Cesare vive.
TIBERIO(inquiet) E Lucio?
LIVIA(non risponde)
TIBERIOLudo Cesare?
LIVIA morto...
TIBERIOQuando? Perch non mi hai scritto niente? Nessuno mi ha detto una sola parola... Era malato?
LIVIAVoleva raggiungere l'esercito in Spagna e si fermato a Marsiglia dove ha preso una malattia insidiosa; i medici non hanno potuto aiutarlo, ha sofferto qualche giorno, poi morto.
TIBERIOQuando morto?
LIVIACredo ieri... Forse, per la verit, oggi.
TIBERIO(confuso) Ieri... oggi... ma tu come fai a saperlo? (comprendendo all'improvviso) Madre!
LIVIAFiglio mio!
(un lungo silenzio)
TIBERIO(prende fiato profondamente) Parla: perch l'hai fatto?... Come hai potuto?
LIVIA
TIBERIO LIVIA TIBERIO LIVIA TIBERIO
Una madre pu tutto. L'ho fatto per te, Tiberio.
(si china e bacia la sua fronte}
(pian) E stato un sacrificio duro... terribile... e solo il primo... Fai che non sia stato offerto inutilmente...
(fra s) Cos un altro sacrificio stato offerto inutilmente...
Quale altro?
(dopo un breve silenzio) Ti seguir, torner a casa, a Roma. Non sentir pi nei miei sogni l'etemo,
grande ansare, il respiro della dea assopita. Non vedr pi brillare sul suo capo la lampada d'argento nella cupola azzurra...
LIVIATu guardi il mare, la luna... a che cosa stai pensando?
TIBERIO(lentamente) Il maggiore, Caio Cesare...LIVIANon preoccuparti...
TIBERIOOra possiede l'affetto di Augusto e non deve pi dividere l'eredit col fratello.
LIVIA
TIBERIO LIVIA
Intorno a noi notte. Ma tu puoi vedere il mio viso e dovresti conoscermi.
Chi sei?
(si alza) Sono Livia, la madre dell'Imperatore Tiberio.
FINE
17.3 - 15.6.1938
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