NOZZE COI SASSI
Monologo
di ALDO NICOLAJ
PERSONAGGI
CATERINA
Commedia formattata da
CATERINA
(La scena un salottino borghese: un divano, una poltrona, un tavolo basso, qualche mazzo di fiori adorni di tulle bianco, delle corbeille da sposa, Un grande; tavolo pieno di regali di nozze. Sui 45-50 anni, entra in scena vestita da sposa, la coroncina col velo un poco storta sul capo. Avanza lentamente tenendo tra le mani il mazzetto di fiori d'arancio. Si ferma e guardandoli con malinconia).
Quando ho visto che non era sulla porta della chiesa ad aspettarmi, lui, sempre cos puntuale, volevo tornarmene a casa. Ma tutti a dirmi che un contrattempo pu capitare che sarebbe arrivato da un momento all'altro Ho aspettato pi di un'ora. Con questo vestito, tremavo come una foglia. Se non mi sono presa un accidente E tutti che si scambiavano sorrisetti ed occhiatine Non avrei dovuto invitare nessuno. Gi, e se il matrimonio si fosse fatto? Sposarmi alla chetichella come se avessi chiss che da nascondere?.. ( sempre molto seccata, ma si sforza di prenderla con filosofia) Che ridano pure alle mie spalle. Piuttosto di aver rovinato per sempre la mia vita, cento volte meglio aver fatto una figuraccia. E poi siamo sinceri: l'ho fatta io o l'ha fatta lui? (siede sul divano meditando) E sembrava una persona cos per bene Se fosse stato un giovanotto ancora capirei Ma un uomo di cinquantadue anni un uomo serio un uomo che ispirava fiducia E poi cos sensibile delicato Mi trattava come se fossi una ragazzina, anche se gli anni che avevo glieli avevo sempre dichiarati tutti. Mi guardava coi suoi occhioni grandi, grandi e ripeteva che per lui non ero che una bambina. Ringraziavo il cielo per la fortuna, che, mi era capitata. Bella fortuna! Un'altra, al mio posto, chiss cosa avrebbe fatto. Io, invece, tranquilla. Non guardavo nemmeno verso la porta, ormai, ero sicura che non si sarebbe fatto pi vivo Avrebbe almeno potuto avvertirmi che aveva cambiato idea Farmi stare pi di un'ora in chiesa ad aspettare E con questo vestito Perch era stato lui ad insistere: ti voglio in bianco Ti voglio in bianco coi fiori d'arancio e tutto il resto. A me pareva ridicolo. Ma lui insisteva. Diceva: allora ti vergogni di sposarmi. (si guarda il vestito e va allo specchio) Per farlo contento, ho ceduto. Senza troppo dispiacere. Perch, fin da ragazza, il mio matrimonio l'ho sognato cos: col velo bianco e i fiori d'arancio. (ha uno scatto di rabbia) Mi sta bene, mi sta bene, mi sta proprio bene. Cosa mi mancava? Avevo tutto: una casa, le mie rendite, delle buone amicizie Ero sola, questo s, ma al giorno d'oggi la solitudine relativa. Ci sono tante di quelle cose che tengono compagnia La radio, la televisione, il telefono E poi, io sono una donna che sempre bastata a se stessa. Tant' vero, il giorno in cui mi hanno mandato a casa un cagnolino l'ho rimandato indietro. Non che non mi piacciano le bestie, tutt'altro! Non ho mai avuto bisogno di farmi tener compagnia da un animale. Avevo il mio equilibrio, le mie abitudini Grilli non ne ho avuti nemmeno da giovane. E non che fossi da buttar via Di uomini, devo dire, me ne sono sempre ronzati parecchi attorno. Ma ho un carattere forte. E agli uomini d fastidio, una donna che non si sottomette. Per quello che riguarda il nostro sesso, hanno ancora delle idee medievali Certo, anch'io, qualche volta, ho desiderato sposarmi. Non mi sono mai trovata nell'occasione Dipender da me. Certo per che mi stupisco quando leggo sui giornali di donne aggredite violentate Sar! Ma come mai a me non mai successo? Dovevo proprio subire un affronto come questo Con tutte le cortesie che gli ho usato Mi occupavo gi di lui come una buona moglie E lui mi pareva riconoscente Mi guardava con quei suoi occhi grandi, grandi A vedermelo sempre davanti cos mansueto ed innocuo, alle volte pensavo fosse un po' stupido. Perch era un uomo colto, educato, simpatico, ma senza luce. Lo conobbi in casa di amici e mi fu subito simpatico. Parlava di statue di monumenti Io l'ascoltavo ammirata. Di arte io non ho mai capito nulla. A me piace soltanto quello che solido e che serve. Le stazioni, per esempio, i tram, le pese automatiche A lui, piacevano i sassi. Se li era scelti per mestiere. Faceva la guida turistica. Legammo subito. E quando, approfittando di un momento di confusione, mi prese una mano tra le sue lasciai fare. Insistette per accompagnarmi e io non gli dissi di no. Sulla porta mi salut baciandomi la mano. Forse, pensai, domani mi mander dei fiori. Invece mi telefon per invitarmi a fare una passeggiata. Gi fiori non me ne ha mai mandati. N fiori n dolci n regali Il solo svago era portarmi in giro a veder tombe rovine Sassi! Camminavamo ore intere. Io gli andavo dietro, convinta di fargli piacere Credevo che l'amore, lui, lo intendesse cos: invece che ditelo coi fiori ditelo coi sassi. Tornavamo stanchi morti, lui aveva una fame da lupo. E si nutriva. Tanto offrivo io. Le prime volte diceva di vergognarsi, faceva complimenti. Ma quando vedeva la tavola imbandita come gli brillavano i suoi begli occhioni E quanti complimenti alla mia casa: Ma sa che bella? Ma sa che comoda? Ma sa che tranquilla?. E le domande che faceva: calda d'inverno? fredda d'estate?. Si informava. E come lo entusiasmava il mio modo di cucinare. Non per golosit, diceva, ma per il sapore genuino dell'autentica cucina casalinga. Sfido, mangiava in un ristorante a prezzo fisso E com'era rispettoso con me Anche troppo! Tutta la sua aggressivit, l'aveva esaurita il giorno del primo incontro. Certo, alla nostra et sarebbero stati ridicoli gli ardori Ma, insomma, un po' troppo poco, andiamo! Io, a certe cose, non avevo mai pensato in giovent, figuriamoci ora Per, come donna, mi sentivo un poco delusa. Solo quando mi propose di sposarmi, ritrov un poco della sua esuberanza. Ormai faceva freddo, non andavamo pi in giro a veder sassi. Passava le ore da me, al calduccio. E una sera, finito di mangiare, mi disse a bruciapelo: Caterina, perch non ci sposiamo? Ormai . Io ci rimasi male. Perch ormai? Tra noi non era successo nulla. Lui cap il mio imbarazzo, perch subito dopo continu: Ormai sono di casa, volevo dire. Allora arrossii e sorrisi. Lui mi guard soddisfatto e mi diede un bacio. Un bel bacio. Mi sentii sciogliere dalla commozione. Spensi il televisore e cominciai a raccontargli di me, dicendogli tutto, proprio tutto. neppure la rivelazione della mia onest sembr commuoverlo. Disse che aveva deciso di sposarmi e come fossi non gl'importava. Gli piacque molto, invece, sapere che ero sola, senza parenti, n vicini, n lontani. (con rabbia improvvisa) Certo pensava che sarei morta prima io e che lui avrebbe ereditato Dio mio, ora che ci penso Sarebbe stato capace di avvelenarmi. Di quei tipi dagli occhioni grandi, grandi, c' poco da fidarsi L'ho scampata bella. No no meglio che sia finita cos. Ringraziamo il cielo. Del resto, legandomi a lui, avrei avuto tutto da perdere. Avevo accettato di sposarlo, per generosit per altruismo A volte siamo cosi cretine noi donne Mi riempiva il cuore di malinconia sentirlo parlare della sua povera vita in una camera d'affitto Doveva provvedere tutto da solo I sassi, in una cittadina come la nostra, dove i turisti sono scarsi, cosa gli potevano rendere? Guadagnava poco, doveva limitarsi. Parr strano, ma erano proprio queste miserie che mi legavano a lui. Mi ero lasciata prendere dal sentimento in un modo tale Pensavo che si stirava i fazzoletti appiccicandoli bagnati ai vetri della finestra e mi sentivo stringere il cuore L'avrei sposato per il sentimento pi stupido che esista al mondo: la piet. Ed ero cos cieca che non mi accorgevo che in lui tutto era calcolo. La vecchiaia si avvicinava visto che coi sassi non aveva risolto la sua vita, aveva pensato di potersi sistemare sposandomi. Per forza i suoi occhioni, quando mi guardavano, si intenerivano Vedevano il paradiso! Ti voglio in bianco, ti voglio in bianco . Eccomi, in bianco, ma tu sei mancato all'appuntamento! Mentre io, stamattina, indossavo il mio abito da sposa tu partivi verso altri sassi! Ah, che respiro! Mi sento libera, sollevata Come se avessi vent'anni di meno! Di quello che dir la gente a me non importa. Non rimpiango nemmeno il danaro speso. E ne ho speso! Volevo provare l'emozione dell'abito da sposa? Ecco, mi sono tolta anche questo gusto. I regali, li restituir. Tutto sistemato. E il viaggio di nozze lo far da sola. Per guarda un po' Ma come mi sia venuto in mente ieri sera quel discorsetto non saprei. Stavamo guardando insieme i regali. Io col cuore gonfio di commozione, lui avido, pretenzioso criticava questo quello Proprio lui che non mi aveva regalato mai nulla. Io, quella sera, m'ero messa al dito un brillante della mia povera mamma, che lui non aveva mai visto. Colpito, continuava a guardarlo a guardarlo A un certo momento, prendendomi la mano, mi domand: vero? Io, non so perch risposi secca, secca No. Mi guard preoccupato. Sentii dentro di me un rimescolio Possibile che fosse cos avido cos materialista? Mi prese come un senso di ribellione Ora lo sistemo, mi dissi. Se crede di aver trovato la gallina dalle uova d'oro, gli faccio prendere uno di quegli spaventi. .. E cominciai a raccontargli una dolorosa storia di speculazioni sbagliate Mi guardava atterrito. Esagerai ancora: gli dissi che avevo ipotecato anche la casa che il mio capitale era sfumato Lo ringraziai perch, sposandomi, mi avrebbe aiutato ad affrontare meglio l'incerta vecchiaia Distrutto! Come se la casa gli fosse precipitata addosso. Nei suoi occhioni grandi, grandi si vedeva la disperazione. Trov una scusa qualsiasi e se ne and. E io rimasi l, come una stupida, in mezzo ai regali e cominciai a pensare a pensare Se voleva sposarmi solo per interesse, domani non si far vivo Mi venne la tentazione di telefonargli per dirgli che era stato uno scherzo Ma mi trattenni. Perch avrei dovuto farlo? Se mi voleva bene se del mio danaro non gl'importava nulla in chiesa sarebbe venuto ugualmente. Se, invece, non mi voleva bene se ne restasse coi suoi sassi. Certo non ho chiuso occhio, stanotte. Ma stamattina, come se niente fosse successo, ho indossato l'abito da sposa e sono andata in chiesa, sicura che non si sarebbe fatto vedere Infatti! Meglio! Meglio cos! Perch lamentarmi? Ho riconquistato la mia libert. Il viaggio lo faccio lo stesso. Pi lungo. Lunghissimo. Mi servir da svago. Poi torner e Forse, per i primi tempi, mi sentir sola In fondo, devo confessare, a lui mi ero abituata Ma non importa. Qualcosa far. Mi prender un cane. Ma s, un cane. Un bel cane. Di razza. Cos mi distrarr. Passer il tempo a preparargli da mangiare a fargli il bagno a spazzolarlo Gli parler e quello rester a sentire zitto, zitto Pi o meno come quell'altro Ma s, una buona idea. Mi prender un cane. Gli comprer un collare la medaglietta d'ottone, col suo nome inciso Ci vorr anche un guinzaglio Un bel guinzaglio verde di lucertola. Dovr mettergli la museruola Per forza, ci vuole E lo porter a spasso. Faremo delle lunghe passeggiate Proprio. Lo porter in giro a vedere tutti quei sassi E Fido lo chiamer Fido Fido Fido Fido E Fido li innaffier.
FINE
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