‘Nu vaso pe’ ‘nu vaso

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Andiamo papà

 

 


‘NU VASO PE ‘NU VASO

L’ingegnere Piero Cementi, conosciuto ed apprezzato professionista fa del suo lavoro lo scopo principale della sua vita. Lavora fino a tarda sera concedendosi qualche pausa nel break per il pranzo che consuma insieme alla sua segretaria Mirella, parlando, molto spesso, ANCHE di lavoro. Inoltre condivide con Mirella anche l’obby del cinema, preferendo le trame di grandi amori. Dopo la visione, spesso i due si appartano in strutture lontane da occhi indiscreti, per commentarne la trama. Molti malpensanti ipotizzano che tra i due vi sia qualcosa di più di un normale rapporto di lavoro, anche perché Mirella nella sua ingenuità e semplicità si rende complice di queste voci.Pamela, moglie di Piero, vive una vita stanca e scialba di casalinga sola,  perché non ha  figli. La donna soffre molto per la noncuranza del marito perché questi non dimostra di avere alcuna attenzione per la consorte. Cerca un dialogo con lui fin dal mattino, ma Piero preferisce leggere il giornale durante la prima colazione ignorando ciò che dice la moglie; Pamela con frecciatine mirate cerca di fargli ricordare che è in quel determinato giorno, ricorre il suo compleanno. L’ingegnere non raccoglie e va via frettolosamente lasciando Pamela in stato di prostrazione.

Fortuna per lei si sono ricordati della lieta ricorrenza i suoi genitori: Maria, sua madre, donna ignorante e sorda con i suoi continui strafalcioni rende l’aria meno pesante. Leone, il padre, giovanile e simpatico si diverte a sottolineare i discorsi strampalati della moglie. Dora è la sorella di Maria, da tempo trapiantata a Torino e moglie di Lorenzo, funzionario di un’azienda del nord, in missione per lavoro, prima a Napoli e poi a Bombey: lo ha accompagnato per fare una rimpatriata con i familiari di origine. Tra Lorenzo e Leone non vi sono identità di vedute, né politiche essendo di opposte fazioni, né di fede tifosa calcistica. Leone è napoletano DOC e difende a spada tratta il colore azzurro del ciuccio, mentre Lorenzo  non fa altro che stigmatizzare i successi e la superiorità della Juve. Per cui tra i due vi è una continua simpatica disputa, a volte inopportuna.

Il commercialista, amministratore del palazzo, Achille Talloni, ha il suo tallone di Achille in Pamela: ne è innamorato e lo dimostra con continue gentilezze nei suoi confronti. A differenza del marito si è ricordato la data del compleanno della donna e le ha inviato un fascio di rose per farle gli auguri. La cosa indispettisce e provoca risentimento e gelosia da parte di Piero. Titina è la portiera del palazzo: è allegra, simpatica e potrebbe essere un’ottima reporter su qualsiasi giornale, per dettagliare  le cronache degli avvenimenti del rione. A detta sua è persona che sa poco o niente di ciò che avviene perché non è pettegola ed ama farsi i fatti suoi.

Demostene Arringa è l’avvocato, di aspetto non proprio professionale, delegato da Piero per il risarcimento dei danni subiti, di cui farò parola dopo.Pandora è una delle aspiranti alle attenzioni di Achille e, si rivolge a Pamela per essere  raccomandata ed inserita nella lunga lista di attesa delle pretendenti alle premure del bel commercialista.

Ed ora il fulcro della commedia: Piero, nel poggiare un vaso di fiori sul davanzale della finestra, incautamente lo fa cadere giù e. guarda caso, quando il diavolo ci mette la coda, colpisce Achille che riporta trauma cranico, per cui, ricoverato in una lussuosa clinica svizzera, subisce due operazioni per altrettante asportazioni di due ematomi. In coma farmacologico per tre mesi deve effettuare terapia riabilitativa per altri tre mesi. Molti pensano che il fatto non sia stato accidentale, ma provocato di bella posta da Piero in un raptus di gelosia: il poverino rischia pertanto anche l’imputazione di tentato omicidio..

Arriviamo così al ritorno del malcapitato: tramite l’avvocato Arringa fa richiesta di isarcimento per le spese del danno subito, poi di persona tenta una mediazione: è disposto a rinunciare al totale risarcimento pari 385.000 euro in cambio del solo danno morale: un bacio di Pamela. La proposta sembra indecente e provoca ii risentimento di Piero E Pamela. Gli altri più opportunisti sono favorevoli ad una soluzione del genere. Cosa succederà? Pamela, sentendosi merce di scambio e comunque fedele al marito considerando insieme a Piero, un tradimento, anche un solo bacio rifiuterà, o prevarrà l’opportunismo e la praticità di chi vede la cosa in modo diverso?

Gli spettatori potranno saperlo assistendo ad un finale inaspettato ed imprevedibile.

Un critico attento nel’assistere a questa commedia, potrà noterà delle discordanze volute: l’ambientazione in epoca moderna e il dipanarsi della trama con dialoghi riscontrabili in lavori teatrali più consoni alle commedie di fine 900, con altrettanto finale anacronistico.

Essere o non essere “That is the question” diceva il mio amico William:  Cosa fare? ambientare il lavoro con dialoghi riscontrabili cento anni fa con battute trite e ritrite di una comicità superata, con il risultato tutt’al  più di far sorridere, o ambientarlo in epoca moderna rivalutando  valori e sentimenti oggi inesistenti?

Si è accesa la lampadina ed ho fuso l’ambientazione moderna e relative battute con situazioni e finale anacronistico, ma che riporta in auge l’unico motore di vita mai superato : l’amore, vittorioso sull’opportunismo e la venalità.

Per quanto riguarda le scene, i costumi ed il trucco mi sono adeguato: Sono senza tempo, senza nessun canone, senza alcun riferimento ad un epoca precisa, ma rispecchiano il DNA del personaggio.


Personaggi

Piero         Cementi                     Ingegnere

Pamela                                 Sua moglie                         

Maria                                     Madre di Pamela

Leone Ruggenti                           Padre di Pamela

Achille Talloni                     Amministratore di condominio

Mirella Ochetti                    Segretaria di Piero

Dora                                     Sorella di Maria. Zia di Pamela

Lorenzo    Gianduia            Suo marito

Titina         Caperi                Portinaia

Demostene Arringa           Avvocato di Achille

Pandora                               Nipote di un collaboratore di Piero
        

LA SCENA

Un soggiorno moderno. L’arredamento è  essenziale, ma di gusto e costoso. Tavolo rotondo e quattro sedie, un divano, un mobile basso, oggettistica varia, quadri alle pareti. I casigliani sono benestanti! La comune è in fondo a dx, sul fondo al centro una finestra, una porta sulla sinistra in seconda quinta. Il sipario si apre sulle note  di una musica allegra. Con l’aprirsi del sipario sfuma la musica: Pamela e Piero stanno facendo colazione..

 

SCENA I (Piero – Pamela)

Pamela          (Indossa una vestaglia, cerca di dialogare con il marito che legge un giornale. E’ contrariata, spalma della marmellata su di un biscotto .Al marito) Vuoi un biscottino con la marmellata?

 

Piero                         (E’ in maniche di camicia perché ha la giacca appesa sullo schienale della sedia e legge un giornale: contemporaneamente sorseggia un caffè. Su di un’altra sedia è poggiata una borsa contenente dei documenti) No grazie cara, di mattino preferisco non mangiare, e poi hai fatto un ottimo caffè, mi basta quello.

Pamela          Te lo stai mangiando ‘sto giornale, cosa c’è di tanto interessante?

Piero              Niente di nuovo, le quotidiane putecarelle tra politici, l’ennesimo delitto per resa di conti tra bande rivali e li soliti ‘nciuci  per la partita del Napoli. (Piega il giornale)

Pamela          Ottimo riassunto degli avvenimenti odierni, sei più esauriente del televideo: mo’ che ‘o leggo ‘a fa’ cchiù ‘ giurnal, e poi finalmente vedo il viso di mio marito stamattina.

Piero              (Mostrando il viso pavoneggiandosi) Dice ‘a verità, so’ bello e affascinante?

Pamela          (Sfottente)     Assai, chi è cchiù bello ‘e te se trucca!

                        Ridono entrambi

Piero              /Ritorna serio) Scusami se ti ho trascurata,  ma se non leggo il giornale prima di uscire, addò ‘o trovo ‘o tiempo?

Pamela          Già, il tuo massacrante lavoro. (Si alza.. Mentre parla col marito sparecchia la tavola. Poggia tutto quanto è servito per la colazione sul mobile. Piega la tovaglia e la mette in un cassetto)

Piero              Appunto (Si alza anche lui,  indossa la giacca, si pulisce le labbra con un tovagliolo). Ora però ti saluto: devo correre in ufficio, sono già in ritardo e cu ‘o traffico ca ce sta a chest’ora chissà a che ora arrivo..(Si pulisce le labbra con un tovagliolo e le da un bacio in fronte)

Pamela          (Delusa e seccata) Vai, non perdere più tempo.Vieni a pranzo?

Piero                         Sarà difficile. Si me va buono mangerò ‘nu panino, tra una pratica e n’ata. Ciao (Le butta un altro bacio con la mano. Fa l’atto di andare via)

CAMPANELLO

 

Piero              Apetti qualcuno?

Pamela          No, è così presto.

Piero              Vado io.

Pamela          (Rimasta sola) Io non capisco, ‘a gente cade ‘a dint’o lietto!

SCENA II (Pandora – Piero – Pamela)

Piero              (Seguito da Pandora) Prego si accomodi, non l’aspettavamo così di buon mattino.

Pandora       (E’ di statura piccola, parla in modo veloce. Non sempre connette nei ragionamenti) Cosa vuole, sono mattiniera, e poi le ore del mattino hanno l’oro in bocca. (Disorientata, guarda Pamela ancora in vestaglia) Ma disturbo forse?

Pamela          (Visibilmente contrariata) Noo, ma sa sono ancora in vestaglia e non l’abbigliamento adatto per ricevere…..

Pandora       Oh non si preoccupi: certo non è consuetudine ricevere, specialmente persone  di un certo livello, che non si conoscono, in modo discinto… sono abituata alla cattiva educazione della gente…..

Pamela          (Risentita) Ma le sembra….

Pandora       (Non  le da il tempo di continuare) Ha ragione, non si  scusi ulteriormente per essere imbarazzata: ha il viso smunto, senza un’ombra di trucco, con il quale, anche se non so, fino a che punto potrebbe migliorare la sua espressione assonnata….

Pamela          (Contrariata) Senta io non la conosco ma….

Piero              (Interviene, preoccupto per il procedere della discussione) Hai ragione cara, non te l’ho ancora  presentata: la signorina è la nipote di un mio collaboratore: ha tanto insistito per conoscerti: per quanto ho capito deve chiederti un favore: la signorina Pandora.

Pandora       (Volendo dire anche il cognome) Bauli, piacere….

Pamela          Preferisco il Balocco, ma prego, si accomodi (Si siedono entrambe sul divano  Oh che bel nome e come si sposano bene nome e cognome: Pandora Bauli, (Ride divertita Sprezzante,quasi a voler ricambiare le offese ricevute,ma divertita))  mi ricorda il Natale…

Pandora       (Risentita) E’ una battuta sciocca che fanno tutti quando sentono il mio nome. Mi fa tanto rabbia, ma lei può permetterselo, anche se non me lo sarei aspettato che na donna che sembra intelligente. .

Pamela          (Tra sottente e risentita) Grazie, le sono grata. Specialmente per il sembra.

Pandora       Sa, a volte, a prmo acchitto si può avere un’impressione sbagliata.

Pamela          (A parte a Piero) Ma a chesta chi l’ha mannata?

Pandora       E lei come si chiama?

Pamela          Pamela, su faccia la solita idiota battuta, pa’ mela, p’a pera (A parte a Piero) E p’o’ cachisso ca ce ‘o chiavasse ‘nfaccia

.

Pandora       Non mi permetterei, sono una donna educata ed intelligente io! (Ride)Ahahah Pamela? Ridicolo.

Pamela          (A Piero) Io a chesta ‘a ruciuleo pe’ scale.

Piero              (Temendo il peggio) Beh io vado via, vi lascio sole….(Fa per andare via)

Pamela          (Speranzosa che il marito si ricordi  che è il giorno del suo compleanno) Non dimentichi nulla?

Piero              (Guarda la borsa poggiata sulla sedia) Che sbadato, ho già la testa fra le nuvole. (Prende la borsa  e va via per la comune)

SCENA III (Pamela – Pandora)

Pamela          (Delusa con la voce rotta dal pianto) ‘A capa toja è ‘nu vuoto a perdere! Non si ricorda neanche che oggi è il mio compleanno.

Pandora       Non si angusti, gli uomini si ricordano solo dei compleanni delle amanti.

Pamela          (Si asiuga le lacime) La ringrazio per il conforto affettuoso, evitiamo la prego, questi banali discorsi,  (Scortese) Si sbrighi che ho da fare,, signorina panettone…

Pandora       Non è spiritosa sa? Pandora…

Pamela          Mi scusi, la credevo una persona di spirito….Allora?

Pandora       (La gurda fissa, poi cn la voce rotta dal pianto, si inginocchia e le prende le mani) Pamela, amica mia solo tu puoi aiutarmi.

Pamela          (Sorpresa) Calmati (Sottolinea) AMICA mia in cosa posso aiutarti?

Pandora       Sono sfortunata nell’amore e tu puoi venirmi incontro a..

Pamela          Guarda che non ho un’agenzia per cuori solitari

Pandora       Lo so, ma lascia che ti speghi….Sono innamorata dell’amministrtore che abita sotto di te….

Pamela          E allora vuoi che gli pargli?

Pandora       In secondo momento….Come tu sai è un bell’uomo e molto ricercato. Ha una lista d’attesa per eventuali nuovi amori ed io sono al trentasettesimo posto….

Paamela       Salute, ma che è Giacomo Casanova?

Pandora       Peggio, ma ora viene l’inghippo: si è innamorato di una che non è nella lista ed ha sospeso le selezioni…Sono disperata…

Pamela          (Divertita) Hai tutta la mia comprensione, ma cosa poso fare per aiutarti?

Pandora       Cercare di scoprire chi è questa maledetta fortunata in modo che possa sopprimerla!

Pamela          (Terrorizata)‘A vuò accidre?

Pandora       Sopprimerla nel senso che potrei combatterla mettendo in risalto, le mie qualità, principalmente fisiche. rispetto alle sue.

Pameòa        Capisco, ma io come faccio a sapere chi è?

Pandora       Facendo parlare la portiera: lei lo sa ma mi ha chiesto una cifra che non ho le possibilità di pagare, mentra a te potrebe dirlo, perché sei una condomina…

Pamela          E già, mo me fatto a fa’ ‘e ‘nciuce cu ‘a portiera Pandò, famme ‘o piacere..

Pandora       Ti prego ed avrai la mia riconoscenza eterna:quando salirai al cielo ti farò dire una messa alla settimana.

Pamela          (Fa le corna) Sciolà…muore e subbeto primma tu.

Pandora       Vuoi dire che non mi vuoi aiutare?

Pamela          (Volendo troncare la discussione) Ti aiuto, ma ti do un consiglio: cambia look, come credi di conquistare un uomo con quest’abbigliamento funereo? Sei giovane metti un po’ di colore addosso!

Pandora       Ti sembro troppo seriosa?

Pamela          No, ‘nu schiattamuorto!

Pandora       (Invasata) Allora seguirò il tuo consiglio: mi ringiovinerò, mi trasformerò, assumerò un’aria da conquistatrice….

Pamela          Brava, ma ora ti prego, va, ho molto da fare…

Pandora       Grazie grazie…’A madonna te ‘o renne…..Non mi accompagnare, conosco la strada (Via e uscendo canta) Ah l’ammore che fa fa’….

Pamela          (Rimasta sola, tra divertita e disorientata) Chesta è proprio scema…’Na mesa ‘a semmana,,,,Bah per lo meno mi ha distratta dai miei problemi con Piero..

                        CAMPANELLO

SCENA IV (Pamela - Maria – Leone)

Pamela           Uffà, chi sarà? non ho voglia di vedere nessuno   (Si alza per andare ad aprire la   porta che è stata lasciata aperta da Pandora)

Maria             (Fuori campo,insieme a Leone canta) Tanti auguri a te, tanti auguri a te.

Leone            (E’ il papà di Pamela: ha una presenza giovanile sia nell’atteggiamento che nel vestire. Si diverte nel sottolineare gli strafalcioni della moglie Maria. Arcistratifosissimo del Napoli ha continui battibecchi con Lorenzo, Juventino) Ma come lasci la porta aperta?

Pamela          L’avrà lasciata aperta la nipote di un collaboratore di Piero che è venuta chiedermi un piacere( si asciuga gli occhi)

Leone            Ma che d’è, staje chiagnenno?

Pamela          Meno male che siete venuti, se no avrei fatto una sciocchezza.

Maria                         (E’ la mamma di Pamela;  Esuberante in tutte le sue manifestazioni Parla quasi sempre in napoletano; quando vuole parlare in italiano, specialmente per le parole di uso poco comune le travisa. E’ anche un po’ sorda e molto spesso capisce una cosa per un’altra: naturalmente ogni sua parola  sbagliata suscita  ilarità tra gli astanti con risate soffocate o più o meno di una certa intensità (Volendo sdrammatizzare) Te vuttave  ‘a copp’a….seggia? (Seria) Nun ‘o dicere manco pe’ pazzìa!

(Leone e la moglie vanno a sedersi sul divano, mentre Pamela su di una sedia, di fronte a loro)

Leone                       Parla bella ‘e papà, ch’è succiesso? Confidati.

Pamela          Mio marito……

Maria             Nun sta buono, s’è accapputato cu’ ‘a machina, addò è ricoverato?

Leone            Ciucciuvettola, statte ‘nu poco zitta, (A Pamela) Fatte ‘na bella rattata e dimmi ch’é succiesso?

Pamela          Mio marito…..

Maria             Ha perso ‘a fatica, tene ‘a cummara, t’ha lassato , ha…

Leone                       ‘A faje parlà  o no? Comme dice n’ata parola t’arrravoglio ‘a lengua.

Maria             Me sto zitta, me sto zitta (alla figlia) allora?

Pamela          Non mi ama più..

Maria              ‘O dicevo,  ‘e chi è ‘st’amanta?

 

Leone            ‘A manta ‘e lana! Basta, mo’ te fraveco ‘a vocca (Fa per avventarsi)

Maria             Fermo, se no ti denunzio per femmenellaacido.

Leone            (Non capisce mentre Pamela abbozza un sorriso) Si pe’ scagno, vuò parlà (sottolinea) ‘ttaliano, cerca ‘e nun dicere stroppole.

Maria             Quando parlo in italiano e non ‘ttaliano comme ‘e ditto tu, caro prufessore gnurante.‘e parole nun me veneno facile, comme a quanno parlo napulitane ca ‘e  parole me escono comme ‘nu sciummo ….

Leone            (A parte) ….Zuzzuse comme ‘o Volturno, E po’ che d’è ‘stu femmenella ch’é  ditto?

 

Maria             ‘A violenza ncuollo ‘e femmene!

Leone            ‘A femmena addò stà?

Maria             ‘(indicandosi) ‘Stu piezzo ‘e femmenona.

Leone            Nun me fa ridere, ma mo’ statte zitta si no te fraveco ‘a vocca|

Maria             Ma insomma ‘a tene o no st’amanta?

Pamela          Ancora cu ‘st’amanta? Basta finitela…

Maria             Rispunne: ‘a tene si o no l’amanta?

Pamela          Nun ‘o saccio, quello che vi posso dire che sta sempe fuori casa,  come scusa dice che sta sempe chino ‘e fatica. Per giunta stamattina non mi ha neanche fatto gli auguri per il mio compleanno.

Maria             Se sape, doveva correre dalla sua amanta!

Leone            Mo’ te ‘a fatto gliottere ‘sta manta! Uffà…..  

Maria             Cretino.

Pamela          (Scocciata, non volendo più ascoltare l’insulsobatttibbecco dei genitori, si alza)

                        Scusatemi,ho bisogno di rinfrescarmi un po’ il viso (Esce a sin)

SCENA V (Maria -  Leone)

Leone            Marì,  primma ‘e parlà bisogna appurà le cose! Mo me ‘o veco io e se tene l’amante….  embé, mi chiamo Leone? Veramente divento ‘nu lione….

Maria             (Lo interrompe) Muorto, comme dint’o lietto…..

Leone            Spiritosa, Stanotte te sbrano proprio.

Maria             Passasse l’angelo e dicesse amen! Intanto ‘o bell’ommo, ne so certa, sta già ‘nzieme alla sua bella…

Leone                       Qua’ bella e bella…. Stamme a sentì, non farne una tragedia: è solo una una tua supposizione….

Maria             (Impaurita) Me miette ‘na supposta in posizione?

Leone            (Sconcert,atostrilla) No, ‘nu palo ‘e fierro!

Maria             Assassino!

Leone            (Rassegnato a voce più alta) Spilate ‘e recchie e ascoltami bene: ho detto supposizione, cioè ‘na cosa ca piense tu…(Più forte)’E capito mo’?

Maria             Aggio capito, ma nun me stu’nzallanì cu sta voce ‘e trumbone.

Leone            (Abbassa il tono della voce) Vedrai che stasera quando rientra lei farà una bella sorpresa con un regalone.

Maria             (Capisce mazziatone al posto di regalone) ‘A fa ‘nu mazziatone? S’avessa permettere e po’ facesse ‘e cunte cu me.

Leone                       (A voce alta quasi nell’orecchio della moglie) Come al solito ‘e capite ‘o cuoppo ‘e aulive po’ campanaro ‘o Carmene!

Maria             Nun m’alluccà dint’e recchie, me stupetie, io ce sento.

Leone            Nun me pare proprio, pecché nun te miette l’apparecchio acustico ca m’e custato quattromila euro?

Maria             Pecché quanno esco me metto scuorno e po’ cu chillu coso dint’e recchie pe’ me è ‘nu turmiento.

 

Leone            E senza chillu coso è ‘nu turmiento pe’ ll’ate

Maria             Che ce vuò fa’, me ‘a suppurtà.

Leone                       E che ‘o dice a fa’? E’ ‘na vita ca supporto.

Maria             E io a te.’O dicette pure o prevete:”Nel bene e nel male” (Con la voce rotta dal pianto)  e quantu male m’e fatto suppurtà.

Leone            Allora avimmo fatto uno a uno. Ora guarda bene il  labiale (Con il dito indice le mostra le labbra) Ho detto che stasera Piero le porterà un bel  (Forte) REGALONE

Maria                         Comme fanno tutte ll’uommene quanno teneno  qualche cosa ‘a nascondere e se vonno fa perdonà! 

Leone                       Ma statte zitta, che ne capisce tu?

Maria             Ne saccio qualcosa……Tutte ‘e vote che t’arritirave tardi senza ‘nu pecché mi portavi ‘nu regalino, accussì, secondo te, me tappavi ‘a vocca

Leone            Con i baci alla Marlon Brando,  nun te scurdà

Maria             Ma nun me fa avutà ‘o stommaco….

Leone            Va be’ levammo mano. Se ti portavo qualche regalo era pe’ nun te tené dint’e recchie cu ‘a solita tiritela…Niente  ce vo’ pe’ tappà chella vocca, seh, bastavano i rgalini…(Si interrompe vedendo Pamela che entra).

SCENA VI ( Pamela – Maria – Leone)

Pamela          (Rientra dal fondo a dx) Vi ho sentiti di là, ma come è posibile, non avete fatto altro che bisticciare. Che bel compleanno, Il buongiorno si vede dal mattino: prima l’indifferenza di mio marito, poi gli screzi amorosi  dei miei genitori. Papà, secondo te stasera m’avessa cunsulà col regalone di mio marito, sempre se se ne ricorda; che me n’aggia fa’ dei suoi regali, io voglio essere al centro delle sue attenzioni, che un marito innamorato nun adda fa’ maje mancà  alla propria moglie-

                       

CAMPANELLO

Maria             Vado io (Esce per la comune)

Leone                       Jammo bello picceré, fammi un bel sorriso.

Maria                         (Entra con un gran fascio di rose. E’ soddisfatta intona un motivo ) Rose, che belli rose e torna maggio. (indica le rose) E po’ dice ca chillo nun tene attenzioni pe te’: sono sicuramente  di Piero.

Pamela          Voglio sperare, non vedo chi altro.

Maria             (Sospettosa) Guardame dint’all’uocchie: ‘o tenisse tu ‘o cumpare?

Pamela          Se lo meriterebbe!

Leone                       Mo accummence n’ata vota?

Maria             (Prende il fascio di rose) ‘E vaco a mettere dint’a nu vaso.(esce  dal fondo a sinistra)

Scena VII  (Piero – Maria – Pamela – Leone)

Piero              (Entra, Li bacia frettolosamente) Buongiorno papà. mamma, scusatemi…….Ho un po’ fretta….Ho dimenticato dei documenti.(Fa per entrare  in un’altra stanza, ma Pamela lo trattiene) 

Pamela          (Non ha ancora aperto il biglietto dei fiori) Oh amore, grazie e perdonami se ho dubitato di te!

Leone            Sentimentalone…

Maria             (Rientra con un vaso dove ha riposto le rose, posiziona il vaso prima  al centro del tavolo, poi lo sposta più avanti poi più dietro, indietreggia di un passo, si abbassa  per vedere se ha messo il vaso al centro del tavolo)

Tutti               (Si fermano a guardare la sua azione)

Maria              (Soddisfatta) Ecco fatto, mo’ sta a posto. (Al marito) Che dici?  .

Leone            (All moglie Sfottente) ‘Nu centimetro cchiù a destra, nun ‘e ‘ngarrato ‘o centro!.

Maria             (Fa le spallucce) E che tenevo ‘o metro?

Piero              Di cosa state parlando, non vi capisco..

Pamela          (Mostra le rose) Grazie, sono bellissime…

Piero              (Corrucciato) Chi  le ha mandate?

Pamela          (Misteriosa) Chissà (Apre il biglietto e legge)  Buon compleanno In segno di stima e ammirazione! (Delusa) Oh no, non sono le tue…..

Piero              (Insieme a Leone e Maria) E di chi sono?

Pamela          Dell’amministratore di condominio che abita al piano di sotto….

Tutti               L’amministratore?

Pamela          Si.

CAMPANELLO

SCENA VIII  (PIero Pamela- Maria – Leone - Achille)

Maria             Vado io….

Leone                       Dell’amministratore?…Come fa a sapere che oggi è il tuo compleanno?

Piero              (Come se lo ricordasse il quel momento mette una mano alla fronte) Già il tuo compleanno…e chi glielo ha detto?

Achille           (Entra con Maria) Dimentica che sono l’Amministratore del palazzo ed ho i dati anagrafici di tutti i coinquilini…(A Piero) Mi permetta….(Prende la mano di Pamela e gliela bacia) Tanti tanti cari auguri…..di vero cuore.

Pamela          (Lusingata) Oh…..Grazie, grazie….. (Agli altri) Che gentiluomo!

Achille           Ma no, è solo un omaggio  alla simpatia ed alla grazia di una bella donna…..

Pamela          Non mi faccia arrossire…

Maria             (A Leone  a voce bassa) Nun te pare che sta facenno ‘o zezo?

Leone            (Fa le spallucce. In silenzio alla moglie) Fallo fa’, può darsi ca ‘o marito se sceta!

Achille           (Tiene ancora la mano di Pamela tra le sue e ogni tanto glela bacia…)

Piero              (Scherzoso ad Achille) Dottò,e me pare che ‘a state cunsummmo (Indica la mano di sua moglie)  ‘sta mano… Me ne lassate ‘nu poco? (Stacca la mano della moglie da quelle dell’uomo)

Achille           Già forse ha ragione e le chiedo scusa…

Piero              (Sempre scherzoso) E poi, le sembra bello fare la corte a mia moglie davanti a me?

Leone            (Insieme alla moglie, muovendo il dito indice) Eh…eh….donn’Achì.

Achille           (Altrettanto scherzoso, a Piero) Cosa le devo dire, in altri tempi l’avrei sfidata a duello per conquistare  la sua signora che rispecchia in pieno il mio nome e cognome: Talloni Achille (Con enfasi) : Come il Pelide Achille anch’io ho il mio tallone: la sua signora..

 Piero             E allora mettiteve ‘na scarpa ‘e fierro primma ca ve coglio!

Achille           (Drammatico) Ah, assassino!

Piero              Va buò, avutammola a pazzia.

Achille           Ovviamente, e quindi, rimanendo sul tono scherzoso,  la bellezza ed il carisma di sua moglie non mi fa rendere conto di quel che dico e faccio….

Maria             (Tra se) ’O fa ‘nzallanì!

Piero              E cerchi di ritornare in sé, ogni bel gioco dura poco….…

Pamela          (Ai due) Vi prego non andate oltre, mi mettete in difficoltà…

Achille           Ha ragione , chiedo scusa a tutti e le rinnovo gli auguri, (Bacia ancora la mano a Pamela e la mostra a  Piero) Come vede gliela rendo intera. Arrivederci e buona giornata a tutti.  Ossequi. (Fa l’atto di andar via)

Piero              Esco anch’io, l’accompagno (Alla moglie e ai suoceri.Turbato) Ci vediamo stasera, preparate una festicciola, invitate qualche amico, porto io la torta. (Da un bacio alla moglie, Dimentica di prendere i documenti, motivo per il quale è salito.Esce insieme ad Achille)

 

SCENA IX     (Maria  – Leone – Pamela)

Maria             Ma quanno è zezo.. ma come è stato romantico: (A Pamela) Hai capito? Sei il tampone dei peli di Achille, ma che significa?

Leone            Niente, è troppo complicato. Comunque hai ragione: è zezo!   

Pamela          E’ vero, ma fa piacere ricevere complimenti da un bell’uomo. Ah se solo Piero si comportasse come lui!

Maria             Nenné m’arraccumanno nun te fa venì nisciuno farfariello pe’ ‘a capa! (Con la stessa inflessione della canzone cantata da Vittorio Marsiglia) E non sta bene…

Leone            …(Come Maria) Si ‘na vigliacca Marì…a pensà ‘sti cose.

Pamela          Mammà pe’ piacere!

Leone            (Alla moglie) Tu vedi troppe fictions, Vide ‘na “Love story” in ogni situazione…

Maria             Io nun lavo nisciuna storia, si tu ca non capisci che la vita è carogna (Grave) e ricuordate  il pericolo sta sempe areto ‘o vicolo, in agguatolo!

Leone            (Sfottente  veloce) Certolo…       

Pamela          ( Altrettanto veloce. Sullo stesso tono. scimmiotta madre) Finitelo. (Ride insieme al padre)

Maria             (Offesa) ‘Nzipeti! (Mostra il dito mignolo) Faciteve n’ata resata ‘nfacci’a chisto!

CAMPANELLO

Pamela          Vado io…

Maria             (Al marito) Ma te vuò rendere conto ca comme sta tua figlia po’ piglià ‘na sciuliata a ‘nu mumento a ‘n’ata?

Leone            E si sciulea cchillo subito  l’aiza!

                                                                       SCENA X (Mirella - Leone- Pamela- Maria)

Mirella           (Entra con Maria. E’ una bella ragazza, un po’ svampita. Bionda platino ricorda vagamente Sandra Milo.Veste con eleganza, ha una foulard a pois al collo,: le scarpe hanno tacchi molto alti; barcolla un po’ quando cammina.). Buongiorno a tutti, sono Mirella, la segretaria dell’ingegnere. E’ sceso poco fa e distratto forse (Complimentosa) dalla bella moglie ha dimenticato di prendere i documenti per i quali era salito. Ora ha ricevuto una telefonata e ha delegato me di venire a prenderli, stanno sulla sua scrivania.

 

Pamela          Vado a prenderli (Esce)

SCENA  XI  (Mirella – Leone - Maria)

Maria             Comm’è bellella ‘a signurina e comme è elegante!

Mirella           L’ingegnere ci tiene molto all’immagine dei suoi collaboratori.

Maria             Ve avite misse ‘sti zeppe sott’e piere? Stateve accorta a nun caré, pare ca cammenate ‘ncopp’a ll’uove!

Leone            ‘Na bella guagliona, cu ‘nu bello vestito e cu’ ‘nu bello tacco fa un certo effetto. 

Maria             (A parte a Leone) L’effetto è che mo ‘o tacco te ‘o scasso ‘n’capa!

Mirella           (A Maria) Diceva?  

 

Maria             Che bellu fazzuletto ca tenite ‘nganno..

SCENA XII  (Pamela – Mirella – Leone - Maria)

Pamela          (Entra con una cartellina in mano)

Mirella           Me l’ha regalato l’ingegnere, sa ieri è stato il mio compleanno.

Leone            (Va a sedersi su una sedia con la mano in fronte, presagendo nel discorso delle tre donne  qualcosa di non  gradito  a Pamela)

Pamela          (Stizzosa) Che gentile, se n’è ricordato?

Mirella           Si, l’ingegnere si ricorda di tutte le ricorrenze, è così affabile, premuroso affettuoso. Mi ha fatto proprio un bel regalo.

Maria             (Alla figlia, tendenziosa) E cu te tene sempe male ‘e capa! Pure cu ‘ vuje tene sempe male ‘e capa?

Mirella           In ufficio no,  anche se lavora dalla  mattina alla sera…A volte abbiamo a mala pena il tempo di mangiare un boccone giù al ristorantino sotto all’ufficio.…

Pamela          (Interessata) Giusto un boccone giù al ristorantino…tutti e due?

Mirella           Per forza, io sono l’alter ego dell’ingegnere, e a volte mangiando parliamo anche di lavoro…..

Maria             (Si va a sedere vicino al marito e confabulano)

Pamela          (Sottolinea)  Anche? E quale altro argomento….ma venga si accomodi cosa fa in piedi?. (Va a sedersi sul divano)

Mirella           (Si siede vicino a Pamela) Parliamo del nostro futuro, delle nostre aspettative, delle vacanze, dei nostri hobbies, sa ne abbiamo tanti in comune….

Pamela          Per esempio?

 Mirella          Il cinema, quando raramente finiamo presto di lavorare ci permettiamo il lusso di andare a vedere qualche film di prima visione.

Pamela          (Sempre più alterata) Bene, e quali film preferite?

Mrella            Quelli d’amore naturalmente: (Sospira) Ahhh!

Mara              (Sottovove) Suspira Cesare, ha visto ‘e cosce d’a signora!

Pamela          Certo per permettersi tutti i giorni il ristorantino, il cinema deve prendere un lauto stipendio

.

Mirella           (Tentenna nel rispondere)

Maria             (Capendo altro si rivolge in sottovoce al marito) S’accatta ‘o flauto co’ stipendio?

Leone            No, ‘o piffero ‘e muntagna!

Maria             Chesta è proprio scema.

Pamela          (A Mirella)Allora, spende molto del suo stipendio per gli hobbies?

Mirella           No, gli hobbies fanno parte degli extra che l’ingegnere paga sempre lui, è così cortese….

Pamela          (Sottovoce) E io non arrivo a fine mese!

SCENA XIII   (Pamela – Mirella – Leone - Maria- Piero)

Piero              (Entra, frettoloso) Signorina, ma  cosa ha fatto, devo aspettarla più?

Mirella           (Si alza) Scusami Piero  (Si riprende) Scusi ingegnere, mi sono trattenuta a fare due chiacchiere con la sua simpatica signora…

Piero              Bene, se ha finito andiamo (Fa par andare)

Pamela          Un momento, si avvii signorina, devo ricordare alcune cose a mio marito.

Piero              Mi aspetti in macchina, e faccia attenzione ai vigili perché l’ho lasciata  in seconda fila e anche se ho acceso le luci  di emergenza, sono passibile di multa.. 

Mirella           Bye bye a tutti, uh uh (Esce)

Tutti               (Tranne Piero con lo stesso tono) Bye….bye….

Pamela          (Al marito inquisitoria) “Scusami Piero”…poi si riprende “Scusi ingegnere”

                        Come mai?

Piero              (Scocciato) Che ne so, ssi sarà imbrogliata.

Pamela          Va bene, ma non è questo il problema, c’è ben altro..

Piero              Sarebbe?

SCENA XIV  (Pamela – Leone - Maria- Piero)

(Qualche secondo di silenzio. Tutti sono in imbarazzo si guardano, qualche risolino forzato)

Pamela          (Guarda Piero con espressione inquisitoria)

Piero              Allora?

Pamela          (Intona la canzone di Mina “”Una zebra a pois) Una foulard a pois, a pois, a pois,  

Maria             (Continua indicando Piero) Gliel’ha data questo qua, questo qua….

Leone            Proprio ieri a quella llà….

Piero              Beh che c’è…..

Tutti               A…pois…. a pois… a pois ..

Piero              Ma chi vi capisce?

Leone            Il ristorantino sotto all’ufficio

Pamela          Gli extra pagati dall’ingegnere per gli hobbies comuni.

Maria             I film d’amore…..

Pamela          E per logica conseguenza l’amore. Ci vuoi dire dov’è  l’alcova dove consacrate il vostro Hobby preferito?

Piero              Ma che state dicenno, site asciute pazze?

Leone            Pazzo ‘o  ca….(Si trattiene) caciocavallo

Pamela          Mirella ci ha fatto un’esauriente esposizione del vostro rapporto di lavoro e post lavorativo. ..

SCENA XV (Pamela – Leone - Maria- Piero - Mirella)

Mirella           (Entra di corsa) Chiedo scusa se irrompo senza bussare, ma la porta era aperta; ingegnere, corra giù, i vigili già le hanno fatto la multa ed ora hanno chiamato pure il carro attrezzi.

Piero              Ma lei non era in macchina?

Mirella           Si ma poi mi sono allontanata qualche minuto..

Piero              Dov’è andata?

Mirella           Sono andata al bar con un signore che poco prima mi aveva guardata mentre ero  ferma vicino alla sua auto, (Alza la voce) con uno sguardo così penetrante  che non le dico…

Maria             S’è fatta penetrà d’o sguardo.

Pamela          Mammà per piacere, falla continuare.

Piero              Era un conoscente?

Mirella           No, un tipo un po’ brizzolato, anzianotto, ma affascinante. I suoi occhi cerulei…..

Maria             (Sorpresa) Teneva ‘ l’uocchie ‘ncerate?

Leone            No, ‘cu ‘na fella ‘e prusutto…Cerulei Marì cerulei…

Mirella           (Come se non fosse stata interrotta continua con  espressione rapita) i suoi occhi cerulei sembravano scrutarmi oltre i vestiti.

Maria             L‘anno vista annura annura!

Mirella           Appunto, mi sono sentita a disagio

Maria             (Sfottente) ‘A creatura è disagiata…. Puverella!

Mirella           Gli ho chiesto:”Qualcosa che non va?”  Ha risposto “In lei non c’è nulla che non va, E’ perfetta, ma cosa fa sola sola, posso offrirle un caffè?” Quando si trova una persona gentile non si può rifiutare! Potevo mai dire di no?

Maria             (Sfottente) Noo, se puteva piglià collera.

Piero              (Seccato) Basta con queste inutili chiacchiere, io vado giù a vedere se posso fermare i vigili..(A Mirella) lei quando ha finito con queste facezie, mi raggiunga! (Esce correndo)

Pamela          (Sfottente) Non dimenticare la torta…

Leone            Non correre ca può caré.

(Si sente il rumore di una caduta)

Piero              (Dall’esterno) Ih che seccia!

Pamela          (interessata a Mirella) E dopo il caffè?

Mirella           Mi ha dato il suo bigliettino di visita, gli devo telefonare perché vuole portarmi a cena in un ristorante dove c’è un’orchestra con un  violinista zìgano…..(mette l’accento sulla i)

                       

Maria             Mentre sona  fuma ‘o sigaro?.

                        RISATE

Leone            No, ‘a pippa…

                        RISATE

Mirella           (Continua sempre più rapita) Con un violinista zigano  che suona con la rosa in bocca e pone la testa delle belle donne tra l’archetto e il violino: non è romantico?

Pamela          (Guarda i genitori divertita)

Maria             ‘E vo’ affugà?

Leone            No, ‘e vo’ scannà……(A Mirella) E dopo la cena romantica, a parià vi porta a  casa sua o in qualche suit?

Mirella           Non so, non me lo ha detto! Ma poi non ha importanza, per me è la stessa cosa, quando si ha a che fare con un galantuomo.

Leone            E che ‘o dicite a fa’!  

Mirella           (Uscendo) Vado via, se ritardo l’ingegnere si arrabbia e quando si arrabbia si fa brutto.  Bye…. Bye….(Va via per la comune)

Tutti               (Come prima) Bye…bye….)

SCENA XVI (Pamela – Maria -  Leone)

Maria             Ma chesta o è scema o è ‘na grande z….

Pamela          (La interrompe) Mammà…

Maria             (Si riprende) …Z…zuzzerellosca…

Tutti               (Ridono)

Leone                        Si è ‘a cummara ‘e  tuo marito regalagli  ‘nu  cappiello cu ‘e buche ‘nfronte!

Pamela          Perché?

Maria             Pe’ caccià ‘e corna ‘a fora!

(Ridono tutti e tre)

CAMPANELLO

Maria             Chi sarà?

Leone                       (Alla figlia) Aspetti qualcuno?

Pamela          Veramente no. Vado ad aprire (Esce)

SCENA XVII (Leone – Maria)

Leone                       Vuoi vedé che è in arrivo il regalo di Piero?

Maria             Non è ‘o tipo e po’ , tenesse  proprio  ‘a faccia ‘e corna!

Leone                       ‘A faccia no, ma ‘e corna chi ‘o ssape!

(Ridono entrambi)

SCENA XVIII (Titina- Maria- Leone- Pamela)

Titina             (E’ la portinaia del palazzo, rispecchia ampiamente il suo cognome: Caperi, quindi è  pettegola e conosce i fatti di tutti.  Ha in mano una pianta con dei fiori. Vede i genitori di Pamela e li saluta) Donna Marì, parite sempe ‘na figliola

Pamela          (Rientra con Titina)

Maria             (Lusingata) ‘A bona grazia vosta

Titina             Don Leò’, biate a chi ve vede, pure voi parite ‘nu giuvinotto..

Leone            (Tendenzioso) Site troppo bbona…

Maria             (Gli da una gomitata nel fianco)

Leone            (Dolorante a Maria)  Puozze avé tantu bene! (A Titina) Che novità ci stanno nel palazzo?

Titina             E che saccio chello che i signori condomini fanno dint’o palazzo? E pure si sento qualcosa io songo comme ‘e tre scignetelle: io non vedo, non sento e non  parlo,  Io me faccio sempe ‘e fatte mieje.

Pamela          (Insieme ai genitori, con tono ironico) E che ‘o dice a fa’!

Titina             ‘O sapite bbuono!

Pamela          Certamente. Come mai sei salita  e di chi è questa bella pianta?

Titina             ‘A vosta , è ‘nu pensierino mio  per il vostro compleanno.

Pamela          (Prende la pianta e la mette sul tavolo. Bacia Titina) Grazie, sei tanto cara,ma che ne saje?

Leone            Ce l’ha dito l’aucelluzzo.

Titina             No, ‘E rose…

Maria             (Non capendo)  ’E rose parlano?

Titina             (In imbarazzo) No ‘erose no, (Indica quelle sul tavolo) ma chelli là si!

Pamela          (Divertita) E che dicono?

Titina             Dicono  ca oggi è ‘o compleanno vuosto e ve le manda l’amministratore d’o palazzo  che tene stima e ammirazione pe’ vuje e quanno ve vede fa ‘a sputazzella mmocca!

Maria             Se ‘a vo’ magnà?

Titina             /Tendenziosa) Si, ma a modo suoio. 

Pamela          (Non raccoglie e con rimprovero) Hai letto il biglietto di accompagnamento!

Tifina             Si, ma pe’ combinazione: ‘o biglietto si è aperto quanno ‘o guaglione d’o sciuraro m’ha chiesto  a che  piano steva  la signora Cementi e io pe’ addurà ‘e rose, a mala pena aggio dato ‘nu sguardo ‘o biglietto!

 Pamela         (Sottolinea) A malapena..

Titina             Pe’ combinazione, e che me ‘ntrico d’e fatte d’ gente io?

Tutti e tre      Noo!

Titina             E po’ si pure  nun leggevo ‘o biglietto aggio ‘ntiso o marito vuosto ca tutto ‘ncazzato diceva alla segretaria: “Va pure con la tua conquista dagli occhi (Si ferma, a disagio) …Na parola difficile ce…ce…

Maria             (Interviene) Cerulei Titì, cerulei…

Leone            (Sorpreso) Oh…ohhh, ‘na ngarrata una.

Titina             Grazie donna Marì io po’ nun so’ istrovita comme vuje.

Maria             Modestamente so’ stata tant’anne a scola…

Leone            (Tra sé a voce bassa) A fa ‘a bidella.

.Pamela         Non divaghiamo, fatemi sentire cos’altro ha detto mio marito alla segretaria.

Piero              Ha ditto “Stasera devo tornare presto a casa perché  oggi è il compleanno di mia moglie” e po’ nun ha ditto niente cchiù.

Pamela          Mio marito, sta ancora giù?

Titina             No, se n’è gghiuto, ma pe’ poco nun l’hanno arrestato!

 Pamela         (Insieme a Maria e Leone increduli) E pecché?

Titina             Primma s’è appiccicato cu ‘e vigili che hanno fatto purtà ‘a machina cu ‘o carro attrezzi e po’ pecché ha mise ‘e mmano ‘ncuollo a nu signore anziano fore ‘o bar:

Pamela          Pe’ combinazione sai pure pecché?

Titina             Se sape, me so  ‘nfurmata: pare ca ‘o signore ha fatto ‘o zezo cu ‘a segretaria e a ‘o ‘ngigniere ca tene ‘o core bbuono l’ha pigliato pe ‘a giacchetta e gli ha detto: Ma nun te miette scuorno? Te miette a fa ‘o pappavallo  cu una ca te po’ essere figlia? ‘Stu pover’ommo  tene già ‘nu pere dint’a fossa”.

Pamela          E il signore?:

Titina             “Ma come si permette?”  Lei non sa chi sono io!

Maria             ‘Nu zuzzuso…

Titina             (Ignorando l’intervento di Maria continua) Nun l’avesse mai ditto, ‘o marito “Chi si o chi nun si nun me ne fotte, mo te spacco ‘a faccia” e ha aizato ‘e mane:

Maria             (Interessata) E po’ e po’ comm’è gghiuta a.fernì?

Leone            Oj’ lloco ‘a ‘mpechera, falla continuà.

.Titina            So’ intervenute ‘e vigili ca steveno ancora llà attuorno e hanno cercato d’o fermà. Ma chillo nun s’è arreso e ha aizato ‘e mano pure ‘ncuollo ‘e vigili  ca ‘a ragione ‘o vulevano arrestà

Pamela          E nun l’hanno arrestato?

Titina             No, pe’ fortuna è passato ‘n’amico ‘d’o  ‘’ngigniere, ‘n’avvocato, ca cunusceva ‘o vigile e l’ha fatto rilascià.

Pamela          Comme se n’è andato senza macchina?

Titina             Cu ‘nu tassì. Abbascio stanno fecenno ancora  ‘e nummere Io po’ so’ trasuta addò fioraio pe’ piglià ‘a pianta e po’ cu tutto ca stevano ancora ciuciulianno io me ne so sagliuta, pecché nun me piace ‘e me  ‘ndrigà d’’e fatte d’a gente!

Maria             Se capisce.

Pamela          (Ai genitori) Nun s’è miso scuorno, ha fatto fare pure i numeri.

Maria             (Interessata) E quali so?

Titina             41 ‘e vigili urbani 90 l’ommo anziano comme fa ‘a paura 38  ‘e mazzate 54,.’a folla e 68 ’a figliola.

Leona            Bella cinquina.

Titina             Scusate, ma ora v’aggia lassà,  dint ‘a guardiola nun ce sta nisciuno e si qualcuno me cerca..

Leone            Perde tutte ‘e notizie d’o telegiornale!

Titina             Don Leò tenite sempe genio ‘e pazzià. Comunque site ‘nu simpaticone!

Leone            E tu ‘na ciaciona.

Maria             (Gomitata nel fianco di Leone)

Leone            Puozza passà ‘nu guaio.

Titina             (Piagnucolosa) E che ve aggio fatto?.

Leone            Nun ce l’aggio cu te, ma cu chesta ufera (Da un pizzico alla moglie)

Maria             (A Leone) Tu ‘e murì ‘e subbeto!

Titina             (A mo’ di rimprovero)Signò…(Cambia tono) Aggio capito é meglio che me ne vaco (A Pamela) Ancora auguri  arrivederci (Amara) e bona salute a tutte quante    (Fa l’atto di andare via)

Pamela          Ti accompagno e grazie per il gentile pensiero.

Titina             Figuratevi, v’ò meritate. Non vi scomodate, cunosco ‘a strada. (Esce dalla comune)

SCENA XIX (Leone-Maria-Pamela)

Leone            Arrivati a questo punto vado a giocare la cinquina di Titina.

Maria             Vengo cu te, ti accompagno, voglio piglià ‘na’ cusarella pe’  Pamela..

Pamela          Mammà non è il caso…..

Maria             E pecché? ‘A pupatella mia oggi fa 25 anne e io nun ce accatto niente?

Pamela          Mammà la vostra presenza è il regalo più bello che potevate farmi.

Leone            Allora che scinne a fa’? Il regalo glielo abbiamo già fatto, è inutile spennere ati solde!

Maria             Oj’ lloco ‘o solito perucchiuso, ‘e voglio spennere,  mia figlia merita…(Lo prende per il braccio) Jammo     

Leone            Ma che viene a fa’ pure tu, ce l‘accatto io!

Maria             Ah, chesto è? Vuò scennere sulo sulo? Embé questo mi fa uscire dai gamberi…

Leone            (Ridendo) E miettete dint’a ‘nu calamaro..Gangheri Marì, gangheri

Pamela          (Anche lei è divertita)

Maria             Mo se mette a fa’ pure ‘o professore, Jammo bello, cammina (Lo spinge fuori per la comune)

Leone            (Uscendo) Uffà!

Pamela          (Sorride) Se non ci fossero dovrebbero inventarli!

                        SQUILLA IL TELEFONINO

SCENA XX (Pamela a telefono)

Pamela          (Risponde) Pronto……. ciao Raffaella, grazie, gentilissima, ma perché non mi vieni a trovare, così stasera mangi una fettina di dolce con noi: Piero mi ha promesso che porterà la torta, speriamo non se ne dimentichi……. Oh mi dispiace, allora perché non fai un salto adesso…. .. 

CAMPANELLO PORTA

Pamela          (Va ad aprire la porta parlando) Mi dispiace, sarà per un’altra volta. Benissimo allora a presto, ancora grazie, ciao……(Spegne il telefonino. Dopo qualche secondo rientra con Achille) .

SCENA XXI (Pamela – Achille)

Pamela          (Scherzosa) Prego, si accomodi, é venuto a riprendersi le rose?

Achille           Se mi fosse consentito gliene porterei una serra intera.

Pamela          Esagerato…..Allora?

Achille           (Prende dalla tasca una ricevuta) Ho dimenticato di darle questa.

Pamela          Ah, la ricevuta del condominio, grazie. Ma prego si accomodi, posso offrirle qualcosa?

Achille           (Si siede) Grazie, cosa propone?

Pamela          Che ne dice di un limoncello fatto in casa con le mie mani?

Achille           Un valore aggiunto ad una delizia, vada per il limoncello.

Pamela          Prego si accomodi. (Prende una bottiglia e due  bicchierini da un mobile, li riempie e gliene offre uno. Si siede anche lei)

Achille           (Prima di bere lo adora) Inebriante, si sente un intenso odore di amore…..

Pamela          Achille, non vada oltre la prego, non mi faccia pentire di averla fatta entrare, quantunque sia sola in casa.

Achille           Non mi fraintenda,, intendevo l’amore con il quale ha preparato questa delizia.

Pamela          Così va meglio, gia lei si è esposta troppo davanti a mio marito con le galanterie, non vorrei che tornasse all’improvviso e fraintendesse la sua presenza qui.

Achille           Allora è meglio giocare a carte scoperte: se sono salito ho approfittato che era sola, perché ho visto uscire tutti…(Le prende le mani) Pamela, io ti amo……

Pamela          Ma cosa fa, rientri in sé, si ricordi di essere un  gentiluomo…(Gli lascia le mani e si alza) La prego vada via.

Achille           (Si alza, cerca di abbracciarla) Lascia tuo marito, andiamo via.

Pamela          Pazzo..

CAMPANELLO

SCENA XXII (Pamela – Piero – Achille)

Pamela          Chi sarà? (Ad Achille) Si segga e consumi il suo limoncello.(Si ricompone, va ad aprire la porta, rientra con Piero E’ a disagio e cerc di non  mostrarlo) Oh ciao caro come mai già a casa?

Piero              (Entra con un pacco in mano. Si capisce che è una torta. Vede Achille e gli si rivolge in modo scortese) Come mai ho il piacere di incontrarla di nuovo a casa mia, Spero di non avere problemi condominiali!

                       

Pamela          (Anticipa la risposta) Mi ha portato la ricevuta di condominio che aveva dimenticato (Gliela mostra)

Piero              (Mostra il pacco alla moglie) Ti  ho portato questa perché correvo il rischio di non trovarne più! (Scortese ad Achille) Vedo che ha già gustato il limoncello di mia moglie, ne gradisce ancora?

Achille           La ringrazio, è ottimo, ma basta così. (Si alza) Vi saluto e non dimenticate di conservarmi una fettina di dolce. (A Piero) Non si preoccupi di accompagnarmi, conosco la strada..(Via)

SCENA XXIII (Piero – Pamela)

Piero              Ma chisto aspetta ca ‘o scasso ‘a capa?

Pamela          Perché, è così gentile…Non è un bifolco come te.

Piero                         Ah, io sarei un bifolco? (Pogga la torta sul tavolo) Il bifolco pr il momento se ne va, ma la cosa non finisce qui. Metti la torta in frigo, se credi sia ancora il caso di festeggiare. A stasera (Via)

SCENA XXIV (Pamela – Maria - Leone)

Pamela          (Va a Sedersi sul divano e piange)

Maria             (Entra dalla comune seguita da Leone. Ha in mano un pacchetto e una busta di plastica contenente alimentii) Ma che d’è,  ‘a tenite pe abitudine ‘e lassà ‘a porta aperta?

Pamela          Piero, mi ha portato la torta, andava di fretta e non l’ha chiusa.

                                  

Leone            Allora era lui, non mi sono sbagliato. ‘a dint’ all’ascensore l’aggio visto   ca scenneva ‘ e scale a quatto a quatto, comme ‘na belva?

Pamela          (Si asciuga le lacrime). Era lui, mi ha portato la torta, e poiché mi ha trovato insieme all’amministratore che era venuto a portarmi la ricevuta di condominio s’é ‘nquartato ed è corso via.

Maria             S’è sentito prorere ‘e corne!

Pamela          (Irata) Ca nun tene! Mammà, te ce miette pure tu?

Leone            Vuoi mettere a freno ‘sta lengua biforcuta? Mo’ ‘a faje chiagnere cchiù assaje?

Maria             Pe’ carità, ‘na mamma vo’ vedé ‘na figlia sempe allera. (Le porge il Pacchetto) Tiè, vide si te piace!

Pamela          (Lo mette sul tavolo). Lo apro dopo, adesso non lo apprezzerei. (Prende la torta) Scusate un attimo, vado a mettere la torta in frigo.

Maria             (Le da la anche la busta) Metti pure questo, so’ belli cozzeche chiene chiene ‘ e ‘nu frittulille ‘e paranza ca po’ gghi ‘nfaccia ‘o rre.  Ce facimmo ‘na bella spaghettata e ‘na bella frittura!

Pamela          Vi ringrazio, ma non ho proprio fame

Maria             (Insieme a Leone) Ma nuje si!

Pamela          (Sorridendo esce a sin)

SCENA XXV (Leone- Maria)

Leone            Ma insomma ‘a vuò fernì ‘e tené ‘tené ‘sta lenga solo pe dicere ciucciarie?

Maria             ‘E verità, d’a vocca mia esceno sulo verità..

Leone            Tu tiene ‘a vocca sulo pe’ spartere ‘e recchie!

 Maria            Uh, uh…’nata ‘nfamità……’nfamo, caliota, immenzogniero..aiuto, aiuto. Me sento male…..

SCENA XXVI  (Pamela - Leone – Maria)

Pamela          (Entrando) Mammà…(La sostiene prima che cada) Papà aiutamI…

Leone            (L’aiuta a fa sedere la moglie sul divano. Alla figlia) Nun te preoccupà, ‘sta dint’o suojo,  ‘Sti sceneggiate è fa’ tutt’e juorne

Maria             (Drammatica) Mammà mammà tu ‘o siente, avive ragione. Nun me l’avevo spusà….

Leone            (Con rammarico) Avisse dato retta a mamma toja!

Maria             Chi nun da retta a mamma e pato va a murì addò nun è nato…E io mo’ moro

Leone            Va a murì a n’ata parte! Sta sicura, nun muore, nun tengo ‘sta ciorta!

Pamela          Ma insomma, papà, mamma finitela! VI sembra che oltre ai miei problemi  m’aggia curà pure delle vostre beghe?

Maria             Nun te preoccupà a mammà, mo parlo cu’ ‘n’avvocato, ’o lasso e me ne vengo cu te!

Leone            (A Pamela) Faje st’affare!

Pamela          (Soffoca una risata) Ora basta, ora vado a farvi una bella camomilla così vi calmate……

Leone            Pe’ ‘sta ufera ce ne vulesse ‘nu sicchio…..

                                                                                                                       

Maria             E po’ lione ‘na votta sana!

Pamela          Ancora? Se mi volete una briciola di bene, calmatevi…

Maria             Mi calmo, ma ‘o faccio sulo pe ’te!

Pamela          E tu papà?

Leone            Stai tranquilla, nun ‘a penso cchiù, pe’ me nun esiste!

Maria                         (Fa una smorfia come a dire “E chi te pensa”)

CAMPANELLO

 

Pamela          Vado io, voi non vi  muovete (Esce per la comune)

SCENA XXVII (Maria – Leone)

Maria             (Sguardo fulminante con Leone, poi si gira sul divano e gli da le spalle)

Leone            (Con una smorfia anche lui si gira di spalle)

SCENA XXVIII (Maria – Leone – Pamela – Dora – Lorenzo)

Pamela          (Entra con Dora e Lorenzo) Che piacere, che piacere, i miei zioni come mai sono qui a Napoli?

                       

(Scambio di convenevoli, Maria e Dora  si siedono sul divano, i due uomini vicino al tavolo)

Dora              Per fare di persona gli auguri alla mia nipotina per il suo compleanno. (Le porge un pacchetto) Tieni, è per te.

Pamela          (Lo prende commossa) Lo apro dopo insieme al regalo di mamma..

Leone            E di papà.

Pamela          E’ ovvio. (Poi rivolta a Dora commossa) Veramente siete venuti per il mio compleanno?

Dora              (Sorride) Anche! L’occasione si è presentata perché Piero è stato trasferito  Torino a Napoli….

Lorenzo        Poi entro fine mese dovrò recarmi in missione a  Bombay e non devo dimenticarmi di prenotare un posto in un aereo per una data compatibile

Maria             (Sorpresa)  Ppe’ gghì a Pumpei ‘e piglià l’aereo?

                        RIDONO TUTTI

Lorenzo        (La riprende) Bombey Marì, una città dell’India non Pompei…

Maria             (Volendo trovare una scusa) E tu parli mmiez’e diente, me pareva strano.

Dora              A Bombay non mi va di andare e quindi se tu e Piero siete d’accordo, poiché avete una casa molto grande, fino alla sua partenza saremo entrambi  vostri ospiti,

Lorenzo        Lei  aspetterà qui il mio ritorno e poi ci tratteremo ancora un po’.

Dora              In attesa di trovare una casa per le nostre esigenze e poi Piero vuole girare un po’ per Napoli, magari con la vostra guida se vi  fa piacere.

Lorenzo        Voglio rivedere dove sono nato e le bellezze che tutto il mondo ci invidia!

                       

Maria             Io ‘e Napule cunosco viche e vicarielle Posso essere una guida ideala!

Lorenzo        Non chiediamo di meglio.

Dora              (A Pamela) Allora ti dispiace?

Pamela          Scherzi?  E’  un piacere ospitarvi,  quante volte vi abbiamo invitati?

Dora              Tante, ma per impegni di lavoro di Piero abbiamo sempre dovuto soprassedere.

Maria             (Imbronciata e contrariata)  Pecché io te facevo rimané all’erta, nun te facevo assettà?

(Tutti soffocano una risatai)

Dora              Non capisco.

Leone            (A voce bassa a Dora) Ha ditto n’ata strunzata!

 

Maria             Ce steva bisogno e  venì, ccà? A casa mia pure ‘e grossa…..Nun ce vedimmo a tantu tiempo….Tenessemo tante cose a ce raccuntà!.

Leone            (Sempre sottovoce) A ciuciulià!

Dora              (Scherzosa) Con te ventiquattro ore al giorno? Giammai, avesse fernuto ‘e campà!

Maria             (Con voce rotta dal pianto) Chesta è ‘a ricunuscenza!

Lorenzo        Non fraintendetela, poiche Leone ha idee politiche diverse dalle mie…

Pamela          Papà è stato sempre di sinistra…

Leone            Lui é bianco fiore, come possiamo andare d’accordo?

Pamela          Senza dimenticarci del calcio, papà è un acceso tifoso napoletano, tu sei  juventino. Avreste fatto faville come sempre

Lorenzo        Scusate se vi interrompo, (A leone) Da quando sono arrivato mi stai squadrando dalla testa ai piedi: c’è qualcosa che non va?

Leone                       La cravatta.

Lorenzo        Cosa ha la mia cravatta che non va?

Leone            E’ a strisce bianco nere.

Lorenzo        Embé?

Leone            Pare ‘na striscia pedonale……(Ride da solo a squarciagola)

Tutti               (Non capiscono la battuta e lo guardano con sguardo interrogativo) Che?

Leone            ‘A Juventus, ‘a tene pure ‘nganno…

Lorenzo        E nel mio cuore. Come vedete non sarebbe stato un soggiorno piacevole, mentre Piero preso dal suo lavoro non si interessa di politica, è sportivo e non tifoso e con lui si può discutere.

Leone            (Si altera) Perché con me non si può  discutere, sono un cretino?

Lorenzo        Per l’amor del cielo, non ho detto questo, ma come vedi subito ti inalberi e la discussione può degenerare..

Dora              Come è chiaro, non si discute proprio che possiate convivere: cercate di ragionare un po’ con calma

Pamela          Nel frattempo , mentre voi continuate la vostra discussione, senza alterarvi, io vado un po’ di la a dedicarmi alla casa  ci siamo alzati tardi stamattina, poi siete venuti voi e non sono riuscita neanche a rifare il letto (Prende ciò che le è servito per fare colazione ed esce a sin) .

SCENA XXIX (Leone – Maria – Dora – Lorenzo)

Leone            (Stizzoso)      E va bene. non ci alteriamo e facimmoce ‘a croce, (Calmo) siente ‘nu poco Loré, come ho capito vuoi dire ca io  so’ appicicariello?

Lorenzo        Assolutamente, ma riconosci che  tu sei di sangue caliente e subito sali di testa, come tutti i napoletani….

Leone            Pecché tu si’ francese?

Lorenzo        No: Piero però non è appicicariello: nelle sue riflessioni è un po’ più oculato…

Maria             E no Loré, mo’ aggia piglià ‘e parte ‘e mio marito, nun accummincià a spustà ca vocca e a dicere male parole!

Lorenzo        Non ho detto alcuna cattiva parola, non sono mai scurrile!

Maria             Uh quello continua, (Alla sorella) Dora miettelo a posta.

Leone            (Interrompe la moglie) Te vuò cosere sta vocca? ‘A vuò fernì ‘e fa figure ‘e niente!  Quando non sai il significato delle parole non intervenire.

Dora              Oculato significa ca  sa quello che dice,  e scurrile che non  è volgare!

Maria             E chillo parla torinese, io so’ napoletana…

Leone            …..E ignorante. (Tappa la bocca alla moglie) Ti sembra il modo di dare il benvenuto a tua sorella e tuo cognato?

Maria             E tu? N’atu ppoco ve pigliavate ‘a capille.    

SCENA XXX ( Dora – Maria- Leone – Lorenzo)  

Dora              Cambiamo discorso: (Alla sorella) cosa proponi per il pranzo? (Gentile per volersela accattivare) Riconosco che come cucini tu Fai leccare i baffi!

Maria             Modestamente, sono una che ha sempe cucenato cu ‘o core: sono, l’artista, la poeta, la pittora, la Leonardo che vince della cucina, la regina…..

Leone            (La interrompe) ….Di fuochi, fornelli, tiane e caccavelle (Divertito) Basta abbiamo capito!

Maria             Quanta vote te si fatte crescere ‘e baffe pe’ te puté alleccà!

Leone            ‘A verità m’è fatte crescere cchiù vote a barba!


(Ridono tutti)

Maria             (Offesa) Va buò, levammo mano. (Alla sorella) Ti sta bene ‘nu bello spaghettino alle cozze?

Dora              Perfetto, non lo mangio da anni.

Lorenzo        Per me no, sono troppo pesanti, preferisco un brodino con un po’ di pastina!

Maria             Accussì te sciacque ‘e  viscere!

Lorenzo        Sarà, ma preferisco la cucina piemontese: un brodino per  non avere problemi di stomaco e di pancia, anche perché i mitili sono pericolosi.

Maria             Tu si ‘nu ciuccio ‘e fechella, ‘o vaje truvanno dai militi?

Leone            Le fanno ‘a guerra dint’a panza.

Tutti               (Ridono)                   

Dora              E per secondo?

Maria             ‘Nu bello frittulillo ‘e paranza: alice, merluzzielle, triglie….

Dora              Non mancheranno  i calamari?

Maria             Po mai essere? Dint’a ‘na frittura ’e pesce  puteveno mai mancà ‘e calamai?

Leone            Comme faceva a scrivere?

Dora              Calamari, Maria, Calamari, i calamai sono dove si mette l’inchiostro.

Maria             Uh, ‘A signora  ‘a quanno sta a Torino ha misa ‘a lengua dint’o pulito pecché s’è fatto ‘e gartarismen l’acqua d’o Po, ‘o sciummo cchiù zuzzuso d’Italia!

Leone                        Congratulazioni, mia moglie sape che a Torino ce sta ‘o Po, chi te l’ha ditto?

Maria             ‘O telegiornale, quanno fanno le impressioni del temporale.

Leone            Brava, mo va a cucenà! Ma aspetta forse Lorenzo non gradisce il pesce fritto, (A Piero) Cosa vuoi per secondo?

Lorenzo        Se fosse possibile preferirei una bella bagna cauda.

Maria             (Lo interrompe) E che ce azzecca ‘nu bagno caldo mentre si mangia, e po’ anna passà per lo meno tre ore doppo mangiato!

                        (Ridono sempre tutti)

Dora              La bagna cauda è un tipico piatto piemontese, non c’entra nulla con i bagno.

Maria             (A disagio, cerca una risposta plausibile) ‘O saccio, ho voluto fare solo una battuta

Leone            (Sfottente) Se sape!

Maria             Mi sento offesa e me ne vacoo, prieparateve a ve leccà ‘o  musso! (Esce)

SCENA XXXI (Dora – Leone – Lorenzo)

Dora              (A leone) Come fai a sopportarla, io non ci riuscirei, anche se è mia sorella.

Leone            Che vuò  fa, fra poco mi faranno beato!

Lorenzo        Siete diametralmente opposte, lei rispecchia l’anima partenopea, subito si infiamma, senza pensar a quel che dice, mentre tu sei calma, riflessiva, ponderi le parole, hai preso in toto la mentalità piemontese mentre lei….,

Leone            (Offeso) Che tiene a dicere della mentalità napoletana? Mia moglie non sarà riflessiva, dice un sacco di vongole, però dice quel che pensa ed  è sincera….

Lorenzo        Vuoi dire che noi….

Leone            (Precedendolo) Torinesi falsi e cortesi….

SCENA XXXII (Pamela – Dora – Lorenzo – Leone)

Pamela          (Entra e interrompe l’animata  discussione) Ecco fatto, la casa è a posto. Fra poco arriva anche Piero, gli ho telefonato per dirgli che siete arrivati e viene a pranzo, cosa inimmaginabile in altre situazioni. Ma i vostri bagagli?

Dora              Sono al deposito della stazione..

Lorenzo        Più tardi, dopo pranzo usciamo per  fare un giro per la nostra bella Napoli e li ritiriamo..

Leone            (Ascolta)

                SCENA XXXIII (Piero - Pamela – Dora – Lorenzo – Leone)

Piero              (Entra dalla comune) Che piacere, Finalmente a casa mia: i mie zii preferiti, benvenuti. Spero vi tratterete a lungo.

                        (Scambio di baci e abbracci)

Dora              Dovrai cacciarci….

Lorenzo        Solo allora andremo via!

Maria             (Entra dal fondo a sinistra, non vista. Si ferma sotto l’uscio della porta e ascolta)

Pamela          Meno male che mia madre sta cucinando, se no avrebbe detto sicuramente una cattiveria!

Leone            (E’’ presente ma non interviene)

 

SCENA XXXIV (Pamela – Dora – Lorenzo – Leone - Maria)

Leone            Pamé, nun te si muzzecata ‘a lengua,   Già me ‘a sento dint’e recchie (Imitando Maria) “ Appena ‘e cunosce buono  ‘e  faje j’ cu ‘o foglio ‘e via!”

                        RIDONO TUTTI

Maria             (Venendo avanti, mette un dito sotto il mento del marito) E bravo ‘o lione muorto, sape fa pure l’imitazioni.  Ne apprufitte quanno cride can nun te veco e nun te sento.

Leone            (A disagio cerca una scusa) Ma no, t’avevo vista, sulo t’aggio voluto sfruculià ‘nu poco…..Te faje cchiù bella quanno t’arragge, vieni qua, dammi il bacetto della pace

.

Maria             Giuda, pass’a  a llà!

Leone            Me ha pigliato pe’ ‘nu cane!

Maria             ‘Nu cane è fedelo, tu no!

Lorenzo        E’ proprio vero, l’amore senza baruffa fa la muffa.

Piero              (Ai suoceri)  Quanno siete bellille; ora però fatemi dire (Si frappone fra gli zii, li abbraccia) agli zii che sarà una gioia ospitarli  il più a lungo possibile!

Dora              Grazie, ne ero sicura!

Maria             La sceffa vi comunica che il pranzo è pronto, apparecchiate ‘a tavola!

Piero              Ci penso io. (Prende le rose. Scostante alla moglie) Queste dove le metto?

Pamela          Dalle a me, le porto di la, così non le vedi e stai più tranquillo (Prende il vaso con le rose dalle mani di Piero)  Tu metti quella pianta sul davanzale (Esce dal fondo a sin)

Piero              (Prende la pianta)

Dora              Che bella pianta, chi ve l’ha regalata?

Piero              La portinaia.  

Dora              Davvero gentile, dalla a me, la poso io!

Piero              No per carità non voglio trasgredire agli ordini di mia moglie (Si avvia verso la finestra, sta per poggiare la pianta quando entra Pamela)

Pamela          Piero…

Piero              (Sobbalza si gira di scatto mentre sta per poggiare la pianta) Si

Pamela          Fai attenzione che può cadere.

Piero              (Poggia la pianta mentre sta ancora girato, ma calcola male la distanza e la pianta cade giù) Ih che seccia, tale e quale a’ mamma.!

                        (Si odono grida provenienti dalla strada, gran confusione)

Titina             (Dalla strada) Ingegné, c’avite fatto?

SCENA XXXV ( Pandora- Pamela – Dora – Lorenzo – Leone - Maria)

Pandora       (Enta come una furia. A mo’ di sceneggiata) Me l’e acciso, me ll’e acciso, ma mo io accido a te! (Si avventa verso Piero)

Piero              Mamma mia bella,  (Si sottrae all’assalto) Ma che vo’ ‘sta pazza mo ‘a me? (Esce dalla comune correndo).

Pamela          (Lo segue)

Lorenzo        (Esce anche lui correndo) 

Pandora       Dove credi di andare, non ti sottrarrai alla mia vendetta! Numi degli inferi, datemi la forza!  (Esce anche lei)i

Leone            (Fa per andare anche lui, ma viene trattenuto da Maria)

Maria             (Le battute di Maria e Leone vanno dette con il ritmo della canzone di Iannacci) Aspetta, vengo anch’io!

Leone            No tu no..

Maria             E perché?

Leone            Perché no! Faje sulo guaie. (Imperioso con l’indice puntato verso di lei) Assettate!

Maria             Me vo vattere.. Aiutatame….. (Sviene sul divano)

Dora              (Soccorre la sorella)

Leone            (Al centro del palcoscenico allarga le braccia) Che bella jurnata ch’è schiarata oggi!

BUIO - SIPARIO - MUSICA


ATTO SECONDO

LA STESSA SCENA DEL PRIMO ATTO

_________________________________________________________________________

(Sono trascorsi sei mesi dall’infortunio ad Achille, di cui Piero è responsabile, poiché ha fatto cadere il vaso dalla finestra su Achille. per fortuna solo di striscio alla testa  e poi sul corpo.  Nell’impatto violento Achille ha riportato serie conseguenze e, in stato di coma, è stato ricoverato in una primaria clinica svizzera, molto costosa).,

Il sipario si apre e trova, come nel primo atto, Piero e Pamela che stanno facendo colazione. Come al solito Piero legge il giornale e Pamela, contrariata su di una mano poggia la testa e con l’altra picchietta con le dita sul tavolo. Su di una sedia è poggiata la borsa di Piero.

SCENA I (Pamela – Piero)

Piero              (Indossa pantalone, maglione, e camicia senza cravatta. Abbassa il giornale e guarda la moglie indispettito) Hai finito il concerto di percussioni per dita e tavolo?

Pamela          (Ha la vestaglia come il primo atto)  E tu vuoi posare quel maledetto giornale e darmi un po’ retta?

Piero              (Piega il giornale) Avanti…(Sfottente) Buon giorno cara, sei più bella del solito oggi, hai visto che bella giornata…..

Pamela          Siente a me, vatte a fa ‘na cammenata….

Piero              Insomma cosa vuoi?

Pamela          Che mi dedichi un pò di attenzione, che discuta con me i tuoi problemi che sono tanti, ed uno in particolare.

Piero              Ti riferisci al tuo Achille dal tallone fragile che si chiama Pamela?

Pamela          Appunto, non sei preoccupato?

Piero              Certo che lo sono, anche perché mi ha telefonato l’avvocato Arringa che mi ha annunciato che oltre la causa penale, il tuo bel spasimante si costituirà parte civile per i danni fisici, professionali e morali che ha già stabilito in una cifra enorme.

Pamela          Quanto?

Piero              Non me lo ha detto, mi convocherà al più presto e mi farà sapere. Questo per la stima e l’affetto che nutre per te!

Pamela          Che c’entra, lo stavi uccidendo. (Si alza e sparecchia con la stessa azione del primo atto)

Piero              Pe’ colpa tua, mi chiamasti nel momento in cui stavo mettendo il vaso sul davanzale della finestra, per risponderti mi girai, calcolai male la distanza e il vaso cadde giù.

Pamela          (Tendenziosa) E guarda un po’, per pura combinazione cadde in testa al mio spasimante

Piero              Cosa vuoi insinuare?

Pamela          Niente, traine tu le conclusioni.

Piero              Anche questo devo sopportare, le tue calunnie?

CAMPANELLO

SCENA II (Piero- Pamela – Titina poi Arringa a telefono a viva voce)

Pamela          (Va ad aprire la porta)

Piero              (Si rimette a leggere il giornale)

Pamela          (Rientra dalla comune con Titina, la portiera) Buon giorno Titina, qual buon vento?

Piero              Viento ‘e tempesta

Titina             Buon giorno signò, buon giorno ingegné, avete saputo la notizia?

Pamela          Quale?

Titina             Come, oggi ritorna dalla Svizzera ‘o dottore commercialista (A Piero) ca vuje avite quasi acciso!

Piero              Non volontariamente, è stato un infortunio.

Titina             E chi ‘o sape, ‘o populo nun ne è convinto.

Piero              Spiegati meglio.

Titina             (Si siede sul divano) Allora faciteme assettà pecché ‘o fatto è luongo e io sono stanca:

Piero              (Sfottente) Prego accomodati, non fare complimenti, stai a casa tua!

Titina             Grazie.

Pamela          (Si siede vicino a Titina) Dicci tutto.

Titina             ‘A quanno site venuti ‘e casa ccà..

Piero              (Seccato) Fin dai tempi della preistoria, Titì, taglia a curto.

Titina.            E faciteme parlà, v ‘aggia spiegà tutto buono?

Pamela          Falla parlà!

Piero              Parla!

Titina             Allora stevo dicenno che ‘a quanno site venuti ‘e casa ccà ‘o duttore abbascio s’è nnammurato d’a signora vosta e tutto ‘o quartiere l’ha capito!

Piero              Sul’io no!

Titina             ‘E marite so sempe l’utime a sapé cierti cose, ma ‘a signora vosta nun l’ha maje date ‘o spavo ‘ncerato.

Piero              (Alla moglie) Tu lo sapevi?

Pamela          Avevo capito le sue intenzioni, ma come ha detto Titina non gli ho mai dato corda.

Piero              Perché non me ne hai reso partecipe?

Pamela          Perché ti saresti vestito da Otello con chi sa quali gravi conseguenze ed io non volevo. Ma fai continuare Titina.

Piero              (A Titina) Continua.

Titina             Allora  poiché tutte quante ciuciuliavano facettemo ‘nu cumitato ca se pigliava ‘e scummesse d’a gente si ‘a signora s’abbaccava o no.

Pamela          (Soffoca una risata)

Piero              Le cose in grande: pure ‘o comitato! Sono stato oggetto di scommessa! (Si mette la mano in fronte) E a quanto la dava il totalizzatore?

Titina             Dieci a tre per la signora!

Piero              E chi ha vinto?

Titina             Nisciuno pecché po’ è succiesso ‘o fatto d’a pianta e allora avimmo fatto ‘e nummere!

Piero              Pure ‘e nummere?

Pamela          (Interessata) E quali so’?

Titina             Ce stanno duje combinazioni: ‘a primma si ‘o fatto è succiesso pe’ scagno avimm: 3 ‘a mugliera fedele, 45 ‘o spasimante, 6 ‘o marito 50 ‘a scummessa e 17 ‘a disgrazia.

Pamela          E hanno pigliato?

Titina             Cu’ ‘sti nummere no, cu chill’ate si

Piero              (Interessato) E quali so’  (Prende dalla tasca una penna e un’agenda)

Titina             ‘E nummere si vuje l’avite fatto apposta: 73 L’assassino, 14 ‘o curnuto, 78 ‘a femmena malamente. 83 ‘a pianta e 30 ‘a folla.    

Pamela          E hanno pigliato?

Titina             Tutt’o quartiere!

Piero              Qundi tutti insinuano che abbia potuto farlo apposta e perché?

Titina             Pe’ ve vendicà ca signora aveva (Tendenziosa)  capite a me’ (Forte) abballato cu ‘o commercialista e a vuje ve prurevano ‘e corna!

Piero              Quindi sarei un assassino?

Titina             No, pecché nun ‘è muorto e si è succiesso pe’ combinazione ve ponno arrestà pe’ tentato omicidio colposo, mentre si l’avite fatto apposta avite fatto un tentato omicidio volontario..

Piero              E brava Titina, nun sape quanno fa due più due ed è in grado di differenziare i vari tipi di tentato  omicidio!

Titina             A parte ‘o fatto ca due più più due fa quattro, io saccio tanta cose d‘a legge: veco tutte ‘e juorno Forùm e Verdetto finale e ppo’ quanno nun capisco ‘na cosa scrivo ‘na lettera all’avvocato ‘e Novella 2000 ca me risponne ‘ncopp’o giurnale.

TRILLA IL TELEFONO

Piero              (Va a rispondere)

Pamela          (Confabula con Titina)

Piero              Pronto….     

Arringa          (A viva voce)  Ingegnere buongiorno, sono l’avvocato Arringa.

Piero              Mi dica avvocato.

Arringa          (Si ode anche la voce dell’avvocato) Ho necessità di incontrarla subito, sa oggi rientra a Napoli il mio cliente il dottor Talloni. E’ stato un rientro improvviso ed stata mia inadempienza non contattarla prima. Ora mi trovo nella necessità di andare domani  a Roma dove, in Cassazione, ho una causa importante. Mi tratterrò parecchi giorni ed oggi vorrei relazionare al mio cliente se ci può essere un accordo bonario tra di voi. Se è disponibile, io mi trovo nei pressi di casa sua, potrei salire ad importunarla?

Piero              Non mi importuna affatto, venga sono a sua disposizione.

Arringa          Allora a fra poco, massimo un mezz’ora.

Piero                         Benissimo l’aspetto. (Attacca il ricevitore. Alla moglie) Fra poco verrà l’avvocato del tuo Achille per cercare di risolvere bonariamente la questione.

Pamela          (A Titina) Mi vai a prendere un bicchiere d’acqua per favore, scusami se mi permetto, ma sei di casa.

Titina             Signò che vi scutate a fa’ pe vuje qualunque cosa.  (Fa per andare)

Pamela          (La richiama)  Titina, scusa…

Titina             Dite signò..

Pamela          Visto che vai di là puoi portare (Indica il vassoio le tazze e il resto) la guantiera e tutto quanto di là, scusami ancora.

Titina             N’ata vota scusami?. Pe’ vuje sto sempe  a dispositezza! (Esce a sin)

SCENA III (Pamela – Piero)

Pamela          Quando viene l’avvocato non irrigidirti sulle sue richieste e per quello che puoi cerca di venirgli incontro, così una volta e per sempre chiuderemo questa annosa situazione.

Piero              Dipende dalle richieste.

CITOFONO.

Pamela          Ed ora chi sarà?

Piero              L’avvocato non credo, (Va a  rispondere) Pronto…….Apro. (Riattacca. Alla moglie) Sono mammina e papino .

 

Pamela          E’ un po’ che non vengono.

Piero              Non potevano aspettare qualche altro secolo?

Pamela          Che male ti hanno fatto?

Piero              Ti hanno concepito.

Pamela          Idiota!

SCENA IV ( Titina – Pamela – Piero)

Titina             (Entra col bicchiere d’acqua, lo da a Pamela)

Pamela          Grazie, obbligata….

Titina             Pazziate?  (Sottolinea ) Io pe’ vuje me metto a disposizione cu’ tutto ‘o core. Aggio lavate pure ‘e tazze e aggio miso tutte cose ‘o posto lloro.

 

CAMPANELLO

Titina             Vado io, non vi scomodate. (Esce per la comune)

Pamela          (Al marito) Cerca di non fare l’orso, come al tuo solito.

Piero              Con la speranza che tua madre non faccia la solita ufera!

Titina             (Fuori campo) Accomodatevi, i signori stanno nel soggiorno. (Entra seguita da Leone e Maria)

SCENA V (Pamela – Piero – Titina- Maria – Leone)

Pamela          (Si alza, va a baciare i genitori Ritorna a sedere sul divano tra loro) Papà, mamma che bella sorpresa.

Piero              (Li saluta stando seduto) Buongiorno, (Acido) come mai oggi abbiamo il piacere?

Maria             (Sarcastica) Pecché saccio can un te fide ‘e sta luntano ‘a tua suocera.

Piero              (Canta) Cchiù luntana me staje cchiù felice me sento.

Maria             Bravo, oggi sei pure canterino.

Piero              Mammà, pe’ favore, oggi nun è gghiurnata!

 

Leone            (Interviene per troncare la discussione), A Piero) Perché sei così teso e nervoso? Hai saputo qualcosa di brutto per l’infortunio che hai provocato?

Piero              No, fra poco aspetto la visita del suo avvocato, ma per quanto ne sappia il caro amministratore dovrebbe stare ancora in Svizzera.

Titina             E’ partito stammatina, d’a Svizzera. Cu l’aereo che ce vo, ‘nu pare d’ore…

Piero              Già me  l’hai detto e sai pure a che ora   sarebbe dovuto arrivare!

Titina             A mieziuorno col volo Alitalia Zurigo Napoli, senza altro scalo!

Piero              L’hai letto su “Novella 2000?”

 

Ttina              (Impettita) Ho i miei informatori.

Leone            Quali informatori, (Apre il giornale che ha in mano) Sta ‘ncopp’o giurnale.

Piero              (Prende il giornale) L’ho sfogliato tutto ma non ho visto alcun articolo in merito.

Pamela          Hai sempre la testa tra le nuvole anche quando leggi, chissà a cosa pensi.

Titina             Leggite, leggite, vedite  che se fidano ‘e scrivere ‘e giornaliste.

Piero              Ma tu nun tiene che fa? Hai lasciato la guardiola sola, va a fare il tuo dovere, scendi! Si te ne vai ci fai un piacere. E po’ può darsi ca ‘o comitato te sta aspettanno pe’ fa’ dduje nummere!

Maria             (A Titina) Nun te scurdà ‘e me ddà.

Titina             (A Maria) State senza pensiero. (Poi a Piero offesa) Me ne vaco, me ne vaco, ma ‘o sapite che site antipatico ‘overo? (Fa una smorfia ed esce)

Piero              Mo so’ antipatico pure alla portinaia

Pamela          Colpa tua!

SCENA  VI   (Leone – Maria – Piero – Pamela)

Piero              (Apre il giornale. Al suocero) A che pagina sta?

Leone            Quattordici, in cronaca di Napoli

Piero              (Sfoglia il giornale) Ah eccolo.(Legge) Pure il titolo a caratteri cubitali. Fantasioso tentato omicidio di un marito che si crede tradito. Oggi rientra a Napoli il noto commercialista Achille Talloni, dopo una degenza in Svizzera di sei mesi per lungo tempo in prognosi riservata e n fin di vita. Il Talloni è stato vittima di un incidente piuttosto singolare. Nel quartiere si vocifera che il noto commercialista avesse un interessamento per la Cementi. La domanda allora  sorge spontanea: ll Talloni é ‘stato colpito da un vaso caduto dal terzo piano per disattenzione dell’ingegnere, o perché lo stesso volesse eliminare il corteggiatore della moglie? Altra importante domanda: L’ingegnere già iscritto nell’elenco degli indagati, dopo accurati accertamenti, sarà incriminato  dal GP per tentato omcidio colposo o tentato omicidio volontario? Ai posteri l’ardua sentenza.

Piero              Avite capito? (Con il tono di Carlo Conti quando conduce “ L’eredità) O tentato omicidio …..(Punta il dito agli altri come a invogliarli a rispondere) 

Tutti               O……

Piero              Tentato omicidio volontario, comunque vaco a fernì ‘ngalera”

Pamela          Esagerato al massimo potrai avere gli arresti domiciliari.

Piero              Peggio, ‘nzieme cu te, sarà carcere duro tutto il giorno.

Maria             Allora vattenne a Poggioreale.

Leone            Io là te mannasse  a Poggioreale, m ‘e rimpetto ‘o carcere:

Maria             ‘O campusanto?

Leone            Si.

Maria             Allora avviate.

Leone            Precedenza alle donne.

Maria             (Fa le corna) Tié! (Alla figlia) E la cara sorellina e il maritone non ci sono?

Pamela          Sono di la a farsi una doccia, sono usciti presto stamattina, hanno camminato tanto e sono tornati sudati che grondavano acqua.

Maria             E addò so’ gghiuti?

Pamela          Avevano appuntamento con un agenzia immobiliare per cercare casa.

Maria             L’hanno truvata?

Piero              Macché, sono mesi che la cercano, ne hanno viste a centinaia, ma questa è troppo piccola, quell’altra è troppo grande, altre sono buie, poco centrali e così via.

Maria             Chillo a ‘o torinese le fete ‘o naso e niente le va buono.

Pamela          Non hanno trovato ancora quella rispondente alle loro esigenze.

Piero              E fino a quando non la trovano stanno qua.

Maria             E quanno ‘a trovano! Qua sono serviti e riveriti, teneno tutte cose: vitto, alloggio, lavatura, imbiancatura e stiratura pe’ senza niente.

Pamela          Si disobbligano facendo spesso abbondante spesa a mia insaputa e riempiendo di regali me e (Indica il marito) il signore là.

Piero              Tutte cose inutili.

                                                                                                                     

Pamela          (Alla mamma) Sei una malpensante. .

Leone            Ah, te ne si’ accorta?

Maria             (Si imbroncia)

Pamela          Scherzavo, mamma è così buona.

Maria             Quanté bellella ‘a figlia mia!

Piero              Ogni scarafone…

Tutti               (All’unisono) E’ bella ‘a mamma soia…

Pamela          (Ride)Ora scusatemi, vado di là a vestirmi. E’ tardi e sono ancora in vestaglia (Esce a sin)

SCENA VII  (Gli stessi meno Pamela più Dora e Lorenzo)

Maria             (Dolce) Chella creatura è tale quale a me quann’ero giovane e mo’  ca so’ vecchia….

 

Leone            ‘E fatta ‘na brutta riuscita!

Maria             Ma comme aggia fa cu te?

Dora              (Esce dal fondo a sinistra. Indossa un accappatoio ed un turbante in testa .E’ chiaro che ha fatto una doccia Tronca la discussione dei due) Eccoci qua.

Lorenzo        (Indossa una vestaglia a strisce bianconere) Oh che piacere trovare anche i signor Leone e la sua Leonessa.

Maria             (Arrabbiata) E ‘sta leonessa mo te scippa ‘a faccia.

Lorenzo        Che ti ho fatto?

Maria             Me vuò sfottere.

Lorenzo        Assolutamente no, me ne guarderei bene: so benissimo che se sfoderi gli artigli sei pericolosa

Leone            ‘O saccio buono, Sto ancora chino ‘e scippi areto ‘e rine.

Maria             Buciardo, quelli sono lavezzi d’amore!

Leone            (Divertito) Che passa ‘a palla a Cavani che fa gol. Vezzi, Marì vezzi.

Maria             (Minimizzando)‘Nu la ‘e cchiù, ‘nu la e meno… .

Dora              Hai capito a Donna Maria?

RIDONO TUTTI

Leone            (A Piero) Loré che bella vestaglia ca tiene. E’ un caso ca è strisce bianco nere o che?

Lorenzo        Non è un caso:  sono i colori che rispecchiano quelli  del  mio amore: Juve e sempre e solo Juve.

Leone            (Caccia dalla tasca un grosso fazzoletto azzurro) E allora guarda questo colore che sta dint’ o core ‘e tutti ‘e napulitane verace. (Intona l’inno del Napoli)  Alé oo alè oo Napoli…Napoli

Lorenzo        (Contemporaneamente) Juve… Juve

Piero              (Si alza strillando) Eheheh, basta, siete diventati pazzi, sembrate due bambini. Io tengo cierte farfarielle pe’ ‘a capa.

SILENZIO DI TOMBA

CITOFONO

Piero                         Non vi scomodate. Vado io,  sarà l’avvocato (Va a rispondere al citofono) Pronto…….si accomodi avvocato, terzo piano. (Ai due)   Mi raccomando, un po’ di contegno. (Va ad arire la porta)

SCENA VIII (Pamela – Dora – Maria – Leone – Lorenzo)

Pamela          (Rientra da dove è uscita.Si è vestita con gonna pullover. Scarpe con tacchi alti Ai genitor)i Dov’è Piero?

Dora              E’ andato ad aprire la porta. E’ arrivato l’avvocato.

Pamela          (Ai genitori) Se vi scocciate di assistere, potete andare di là

Maria             No, io voglio sentì.

Leone            Se sapeva, ‘a capera!

Dora              Noi andiiamo a renderci presentabili (Esce  in fondo a sinistra)

Lorenzo        Anche perché non siamo invadenti (Segue ka moglie)

Maria             Che vo dicere mo’ stu torinese?

Leone            Che te ‘a fa ‘e ca..   lzoncini tuoi:

CAMPANELLO

SCENA IX (Pamela – Maria – Leone – Piero)

Piero              Vado ad aprire

 .

Pamela          (Si alza insieme ai genitori) Speriamo bene.

Maria             Nun te preoccupà, mo’ ce stongo pure io e  mettimmo tutto a posto.

Leone            Tu nun te ‘ntricà ‘e nente e nun risponnere mmiezo: è ‘na cosa tra Piero e l’avvocato.

Maria             (Sbuffa) Uffà.

 

SCENA X      (Piero – Arringa – Pamela - Maria  - Leone)

Piero              (Rientra con l’avvocato) Prego avvocato si accomodi (Lo guarda con fare interrogativo: sono un di fronte all’altro) Ah!

Arringa                      (E’ un tpio particolare, non ha l’aria d un avvocato, indossa un jeans ed un maglione, scarpe da tenis e si esprime spesso in napoletano. Ah!

Piero              Ma lei….

Arringa          Ma lei….

Piero              Me fa piacere…

Arringa          Me fa piacere……

Maria             Pecché chisto fa ‘o pappavallo?

Leone            Statte zitta famme capì.

Piero              Quindi lei sarebbe l’avvocato Arringa?

Arringa          E lei sarebbe la controparte (Co il braccio rivolo verso il basso fa le corna) del mio assstito?

Piero              Glielo ho chiesto prima io, lei sarebbe……

Arringa          Non sarei, sono l’avvocato Arringa.

Piero              Mo stammo a posto.

Pamela          Piero insomma vuoi spiegarci?

Piero              L’avvvocato Arringa fa le arringhe nei bar per conquistare le ragazzine (Ad Arringa) Pedofilo!

Arringa          Io la denunzio per ingiurie!

Leone            Avvocà, ma fusseve sagliute pe’ ve appiccedà?

Maria             Eh?

Arringa          Va bene faccio conto di non aver sentito: levammo mano!

Maria             Nel bagno, ce sta ‘o sapone e l’asciugamano pulita.

Arringa                     Pe’ fa’ che?

Maria             Ve vulite lavà ‘e mane o no?

Arringa          (Alza gli occhi al cielo) Mamma mia addò so’ capitato!

Piero              Basta, mettiamoci una pietra sopra e quel che è stato è stato! “Tiremm innanz”, come disse Amatore Sciesa!

Maria             (Non capendo)         Comme dicette l’aviatore ‘ncopp’a discesa? Neh Piero che vaje dicenno?     

Leone            Lieve mano Marì, nun è arta toja!

Maria             Chisti so’ proprio scieme

Piero              Avvocà facciamo conto che nulla è successo e suggelliamo la pace con una stretta di mano.

Arringa          (Gliela porge e lo abbaraccia) E anche coon un abbraccio.

Maria             Chisti duje so’ pazze, pimma se vonno accidere e po’ s’abbracciano.

Tutti               Ridono.

Piero              Scherzi del destino.

Maria             E ‘stu destino è cretino.

CAMPANELLO

Pamela          Potrebbe essere il signor Talloni.

Aringa           Non credo, gli ho parlato pohi minuti prima di salire e stava all’aereoporto aspttando che gli consegnassero i bagagli.

Maria             Vado io.

Piero              Speriano mi dia buone notizie.

Arringa          Non si preoccupi.

SCENA XI  (Piero – Arringa – Pamela - Maria  - Leone - Mirella)

Maria             (Rientra seguita da Mirella, la annunzia) ‘A ‘ntrucchetina!

Mirella           Bongiorno a tutti. A Piero) Scusatemi, ma prima con la fretta di consegnare la proposta per la gra della ristrurazion del San paolo ho dimenticato di dire a Piero la cosa più importante

Piero              Cosa c’è ancora?

Mirella           Quando devo dirti qualcosa di importante c’è sempre qualcsa che mi distoglie.

Pamela          Siamo al completo, mancava solo la bambola della contesa.

Maria             ‘A  bambola d’a cuntessa? Ma oggi parlate tutte quante streveze?

Pamela          Mammà, ti prego…

Mirella           (Nota Arringa) Oh, quale piacere, anche lei qui?

Maria             Guardate ‘a combinazione: chillo d’o ristorantino reumatico

Leone            Sta chino ‘e dulure.

                        RISATA GENERALE

Pamela          ‘Cu ‘a rosa mmocca e col violino zigano.

Leone                       E l’occhio ceruleo.                       

Maria             ‘O cerumo non sta dint’a  recchia?

Leone            Nun ‘a rispunnite pe’ favore, anzi mettitele ‘na cosa mmocca (Le tappa la bocca con la mano)..

Maria             (Gliela morde)

Leone            (Ritira la mano dolorante)All’anema ‘e chi t’ha allattatoa! M’e stroppiato.

Maria             N’ata vota te ‘mpari.

                                                            

Pamela          Papà. mamma, vogliamo sentire, anche se in un momento poco opporuno la signorina cosa ha da dre di tanto urgente a Piero? (A Mirella) Allora?

Maria             Parlate.                    

Mirella           Grazie. Piero, una cosa importantissima: stasera in anteprima nazionale, al multisala di Caserta, fanno ristrutturato il film “L’amore è una cosa meravigliosa”. Ci tieni tanto a rivederlo, anche io d’altronde.

Pamela          Stasera non può, è già impegnato con me.

Mirella           Peccato, vuol dire che ci andrò da sola.

Pamela          No, vi può accompagnae l’avvocato dagli cchi cerulei.

Leone            Prima vi porta al ristorantino romantico…..

Pamela          Vi fa fare una suonatina cu ‘a rosa mmocca dal violinista zigano…..

Maria             Accorta però ‘e nun ve fa affugà cu l’architetto attuorno ‘o cuollo vuosto

                       

Pamela          E dopo un’abbondante ceneta, satolli andate a cinema.

Mirella           Proprio un bel programmino, ma non so se l’avvocato….

Arringa          Non desidero altro.

Mirella           Allora vado prepararmi. (Prende dalla borsetta un bigliettino da visita) Ecco le do il numero del mio telefonino! Che gioia, orevoire (Va via)

Maria             Cheste avese bisogno proprio ddoje cervelle nove.

                        Ridono tutti tranne Piero, palesemente seccato

Pamela          Scusatemi, vado a preparare un po’ di caffè. (Esce)-

SCENA XII (Piero – Arringa –  Maria  - Leone . Pamela )

Arringa          Simpatica la signorina.

Piero              (Seccato) Già, Avvocà mi scusi, ma l’arrivo improvviso della mia segretaria mi  ha distratto e non le ho neanche presentata mia moglie.

Arringa          Non si preoccpi Bacia la mano a Pamela senza staccarsi e come estasiato) Che bella sisignora, ha ragione il mio assistito!.(Le bacia la mano di nuovo).

Maria             (Sottovoce a Leone) Pure chisto è zezo.

Leone            (Le da una gomitata)

Piero              (Toglie la mano della moglie d quelle dell’avvocato e continua le presentazioni) Avvocà un po’ l’ha consumata il suo  assistito, lei vuole completare l’opera?

Arringa          (A disagio) No…mi scusi… non volevo… (Scherzoso) Nun ‘o faccio cchiù!

Piero              Bene (Continua la presentazione) I miei suoceri.

Leone            (Gli da la mano) Piacere.

Maria             (Gli porge la mano per farsela baciare).

Arringa          (Non prende la mano, le fa un inchino) Molto lieto.

Maria             (Gesto di disappunto)

Arringa          (A Piero) Bene, voglamo cominciare, addò me pozzo assettà?

Piero              (Scosta una sedia dal tavolo) Si accomodi qua, vicino a me.

Maria             (Sottovoce a Leone) Simmo sicuro ca è ‘n’avvocato, a me me pare chiù ‘nu parulano!

Leone            Acala ‘a voce ca te po’ sentì.

Arringa          (Si siede, apre la borsa e prende un fascicolo, lo sfoglia) Scusate se ogni tanto parlo in napoletano, ma me riesce cchiù facile a parlà.

Maria             Comme ve capisco!

Arringa          .Putimmo accummincià°?

Piero              Prego incominci pure.

SCENA XIII (Piero – Arringa –  Maria  - Leone - Dora - Lorenzo)

Dora              (Entra insieme al marito. Hanno indossato vestiti e sono pronti per uscire) Eccoci qua.    

Arringa          Ah,, famiglia numerosa, ce sta cchiù nisciuno?.

Piero              No, non si preoccupi.(Presenta) La sorella di mia suocera e suo marito.

Lorenzo        (Stringe la mano all’avvocato) Molto lieto.

Arringa          Altrettanto (Poi prende la mano di Dora e gliela bacia)Felicissimo. (Va verso Piero

Dora              (Con espressione di disgusto si pulisce la mano con un fazzoletto).

Maria             (A parte a Dora) E’ pure vavuso?

Dora              (Cenno di assenso)

Maria             (Espressione di disgusto. Con voce bassa a Dora) Menu male ca nnu me l’aggio fatta vasà.

Arringa          (Si siede vicino a Piero) Allora se la famiglia è al completo vorrei cominciare…

Maria             (Dispettosa) Forse mia sorella adda ascì.

Pamela          (Rientra col caffè, lo serve)

Dora              Appunto, vi chiediamo scusa, ma abbiamo appuntamento con un consulente immobiliare per visionare una casa.

Maria             E sperammo ca è ‘a vota bbona

Lorenzo        Speriamo, così vi togliamo il fastidio.

Pamela          A me non date alcun fastidio.

Dora              Ma sembra che a mia sorella si.

Maria             Faje tutte cose tu! Si ‘o vuò proprio sapé  me da fastidio che non si venuta nu’ poco addu me!

Lorenzo        Che motivo c’era? Siamo stati tutti insieme quasi tutti i giorni qua.

Maria             Nun è ‘a stessa cosa!

Lorenzo        Ne parliamo stasera.

Dora              Comunque permettete. (Esce per la comune insieme al marito).

SCENA XIV (Pamela - Piero – Arringa –  Maria  - Leone)

Arringa          Allora che dite, putimo accummincià o manca qualcuno?.

.                      

Piero              Non si preoccupi, non aspettiamo nessuno, cominci pure.

Pamela          Scusatemi, cominciate pure, sono piutosto tesa, ho ml di testa, esco qualche secondo per prendere un cachet. (Prendea le tazze e le porta via)

SCENA XV  (Piero – Arringa –  Maria  - Leone)

Arringa          Mi dispiace per la signora, forse sarà la tensione

Piero              Non si preoccupi, cominci pure

Arringa          Allora leggo. (Prende di nuovo il fascicolo in mano ed incomincia la lettura) Per i noti fatti, comprovati  e controfirmati dai testimoni,  come si evince dai verbali allegati, risulta attribuibile la piena e senza ombra dubbio   responsabilità dell’infortunio all’ingegner Cementi e pertanto l’obbligo al suddetto di risarcire nella loro interezza i danni patiti dal querelante…Si allegano pertanto i referti medici, le prove radiografiche, le perizie istologiche, ecc….ecc…La parte lesa delega l’avvocato Arringa a rappresentarla in tutto e per tutto ed elegge domicilio presso lo studio del suddetto..

Maria             Avvocà, parlate comme ve ha fatto ‘a mamma vosta, vi esprimeto così bello quanno parlate napulitano …

Leone            E’ stato così chiaro, mi pareva Demostene.

Maria             Chi è mo’ stu….(Cerca di rietere il nome esatto ma non ci riesce) De..de….(Soddisfatta) Desdemono Ah, l’aggio ‘ngarrato, ma chi è?

Leone            (Sfottente) Otella,‘O marito  di  Otella, ’a pizzaiola d’o puntone ‘o vico, ca fa ‘e pizze oggi a otto, zeppole e panzarotte,

Maria             A me me pare ca se chiamma Carmela, De..De… forse chill’atu llà  sarrà il nome d’arto.

Leone            (Accennando il motivo dell’omonima canzone) Sarrà, chi sa? (Ad Arringa) Vi prego esprimetevi in termini semplici sciué sciué, alla portata di mia moglie

Arringa          E’ facile, l’’ingegnere ha fatto cadé ‘a pianta ‘ncapo all’amministratore? E mo’ so cca….voli suoi,  e adda pavà,

Maria             E po’?          

Arringa          E po’basta!

Maria             E vuje facite  tutta chella tiritela quanno se po’ dicere cu quatto parole?

Leone            Marì, l’avvocato si deve esprimere in termini legali, perché la legge non prevede che ad ascoltare ci siano degli ignoranti.

Maria             (Offesa) Uh, uh, hu…io sarebbe un’ignoranta?

Arringa          (Minimizza non volendo andare oltre in una discussione sterile) Ma no, la signora ha ragione, ci sono parole che talvolta nun capiamo neanche nuje avvocatii.

..

Maria             ‘O vi comme capisce bello l’avvocato? (Ad Arringa) Avvocà continuate, (Con l’intonazione di un giudice all’avvocato) A voi la parola!

SCENA  XVI (Piero – Arringa –  Maria  - Leone - Pamela)

Pamela          (Rientra e  va a sedersi vicino alla mamma E’ piuttosto turbata)

Arringa          Grazie vostro onore, (Si riprende) Grazie signora, ma si è cose stanno accussì mi sembra inutile leggere ‘sti tiritele (Mostra i fascicoli) che dice ‘a legge….Parlando comme m’ha fatto mamma mia, cercate ‘e ve mettere d’accordo, il più presto possibile

Leone            E secondo voi cosa vogliamo?

Maria             Chiù ambresso ‘a chiudimmo, cchiù ambresso ‘a fernimmo cu stu’ sperpetuo pe’ chella creatura!  (Indica la figlia) e per l’imputato (Indica Piero)

Piero              Già m’ha condannato!

Arringa          Non è ancora imputato, ma indagato: Ora vi leggo le spese c’ha fatto l’amministratore e per le quali avite fa’ ‘nu bello assegno. (Legge) Spese per 180 giorni di degenza in clinica Svizzera di prima classe a 1000 € al giorno per un totale di € 180.000, ambulanza Napoli Lugano e ritorno € 10.000 Non avendo familiari che lo accudissero vttto  e assistenza di un’infermiera professionale a 300 € al giorno € 54.000: Cura riabilitativa con fisioterapista laureato per 90 giorni a 100 € a seduta .9000 €, inattività professionale per mesi sei € 50.000, danno all’immagine professionale € 50.000. Il tutto per un totale, cercate ‘e nun svenì, di € 354.000

Leone            A faccia d’o ca…. ciocavallo.....

Maria             Tutti ‘sti’ solde pe’ ‘na buttarella ‘ncapo?

Arringa          ‘Na buttarella? ‘E sciure con relativo vaso di terracotta che, l’ingegnere ha avuto la gentilezza ‘e fa cadé ‘ncapo al signor Talloni, ha procurato trauma cranico, con conseguenti due operazioni per rimuovere due grossi ematomi, tre mesi in sala di rianimazione in coma farmaceutico ed altri tre mesi di terapia di riabilitazione

Pamela          Basta, basta nun ce la faccio più…

Maria             Ma Pamela…

Pamela          Ma qua’ p’a mela, pe ‘a pera ‘pe’ o cachisso….Il caro Achille vuole assicurarsi ‘o pane pe’ ‘a vecchiaia, sulle  nostre spalle.

Arringa          Signora bella, il dottor Talloni vi ha chiesto solo quello c’ha spiso. Se volete posso tentare una transazione bonaria di sconto, pari al 20%  che è comunque una bella cifra.

Piero              Abbia un attimo di compiacenza (Prende una calcolatrice dalla borsa) 354.000  euro meno il 20 % 70800 euro, sono sempre 283200 euro e addò ‘e piglio?…

Maria             (Drammatica) Avvocà, per pagare ‘sti povere guagliune s’anno vennere a casa e ‘o tenite ‘o curaggio che a durmì devono andare sotto ‘a stazione, dint’e cartune, miezo ‘e nire?

Pamela          (Con voce rotta d al pianto) Niente di più bello, sotto un manto  di stelle. (Esce di nuovo)

Piero              (La segue) Aspetta

SCENA XVII (Maria – Leone – Arringa)

Maria             (Continua con lo stesso tono) Mammà, mammà nu me ‘o fa vedé ‘stu jorno, vieneme a piglià primma, ‘na botta e basta!

(Si ode un forte rumore)

Maria             (Si scuote, cambia tono) Mamma, che vaje ‘e pressa? Mi si’ stata subito a sentì?

Arringa                     (Fragorosa risata.  Cerca di mascherare il divertimento al dialogo tra Maria e Leone) E chella mammà ve vo’bene e cerca e ve accuntentà

Leone            Te faje sfottere pure dall’avvocato Non fare la ta solita sceneggiata, avrebbero sempre noi alle loro spalle e poi l’avvocato cercherà di farci avere un ulteriore sconto, vero?

Maria             Avvocà, si facite ‘o bravo vi prometto ca ve porto  addù Carmela ‘o puntone ‘o vico, e  vi offro tre pizze fritte, vinte panzarotte, quanta pasta crisciute vulite e cinque giarre ‘e birra.

Leone            (Sfottente) Marì non fare ‘a perucchiosa e poi l’avvocato è di gusti fini, offrigli una bella cena d’a Zi’ Teresa.

Maria             (Con la voce rotta dal pianto) Nun è possibile, nun te ricuorde ca è morta l’anno passato?

Leone            (Non capendo) ‘A zi Teresa è morta e, comm’è stato?

Maria             Pe’ stutà ncopp’a torta ‘e ciente cannelelle del compleanno, facette ‘nu sciuscio cchiù forte pe’ fa’ stutà tutte ‘nzieme, s’acalaie troppo vicine ‘e cannele e s’appicciaje tutta quanta.

Arringa          Che morte orrenda! E i giornali non ne hanno parlato?

Maria             Si, io , a spese mie, facette mettere ‘a nutizia ‘ncopp’o Matino, dint’ notizie de’ muorte..

Leone            Tu, e cosa c’entri? (Dubbioso) Ma ‘e chi staje parlanno?

Maria             D’a bonanema ‘e zi’ Teresa, ‘a sora ‘e mammà!

Leone            (Sconfortato) Già ‘a sora ‘e mammà, avvocà ve avite cuntenta d’a pizza ‘e Carmela.

Arringa          (Divertito) Me ‘a faccio bastà, è più che sufficiente!

SCENA XVIII (Leone Maria – Arringa -  Piero – Pamela)

Piero              (Rientra seguito da Pamela)

 

Leone            Caro dottor Arringa, allora questo ulteriore sconticino?

Arringa          Signor Leone, nun pozzo fa’ niente cchiù, anche perché  nun ve scurdate ca ce sta pure il danno morale.

Piero              Ah il dottor Talloni pretende anche il danno morale E quanto sarebbe?.

Arringa          Nun ‘o saccio, ma non credo che il dottore voglia  altri soldi, ma un risarcimento morale.

Pamela          Sono curiosa di sapere qual’é. (A Scazetti) Allora?

Arringai         Ve l’ho detto: nun ‘o scaccio. Ne parlate direttamente con lui. Ora tolgo il disturbo e me ne vaco. Per la parte economica pensateci: quando ritornerò a Napoli ne parlammo.

Maria             Pecché addò iate?

Arringa          Ho un processo importante a Roma in Cassazione.

Maria             A Roma alla stazione?

Leone            Si mo’  i processi importanti si fanno ‘a stazione ‘e Roma ‘ncopp’e binari!

Pamela          (A Arringa) Avvocato chiedo scusa per loro, ai miei genitori piace scherzare.

Arringa          L’aggio capito, anzi  è meglio, così alleggeriamo chest’aria pesante che si è creata, e poi sono così simpatici, specialmente ‘a signora.

Maria             (Lusingata)  E voi un uomo affascinanto.

Piero              (Sottovoce agli altri) Chisti duje mo’ se mettono a fa ammore.

Leone            Vulesse ‘o cielo, m’a levasse ‘a tuorno!

Arringa          Allora se non c’è altro io vado via. (Saluta tutti gli astanti ripetendo la dinamica del suo ingresso ed  esce per la comune accompagnato da Piero)

SCENA XIX (Pamela - Leone – Maria)  

Leone            ‘A vuò fernì ‘e me fa mettere scuorno? Sei proprio un’oca gliuliva!

Maria             Ah, io so’ na papera cu ‘l’aulive?

Leone            E pure cu ‘e chiapparielle.

Pamela          Mamma, tu prima di parlare potresti pensare per un attimo a cosa stai dicendo. E tu papà potresti qualche volta di fare a meno di rintuzzarla.           

Maria             Chisto ‘overo sta danno ‘e nummere..Si’ proprio ‘nzallanuto e può gghì a braccetto cu chill’ato nzallanuto ‘e ll’avvocato ca va a Roma a fa’ ‘nu pruciesso dint’a stazione ‘ncopp’e binarie..

Tutti               (Solita risata soffocata)

Pamela          Mammà, l’avvocato ha detto che va a Roma per un processo in Cassazione, che altro non è che un tribunale.

Maria             E chillo parla cu ‘a lengua ‘e ll’avocate e,  nun se fa capì.

.

Leone            Boccaccia mia statte zitta

                        RISATA GENERALE

SCENA XX (Piero – Leone – Maria – Pamela)

Piero              (Rientra) Mi fa piacere che questa situazione vi metta tanta allegria, Volete coinvolgere anche me?

Leone            E’ tua suocera che con le sue vongole  primma fa ridere, ma po’ ti rendi conto ca sarebbe meglio chiagnere.

CITOFONO

Piero              Oggi questa me pare ‘a casa d’a vammana. Non aspetto nessuno (Alla moglie) Rispondi tu.

Pamela          (Va a rispondere) Pronto…….(Ascolta per un po’) Si prego si accomodi. (Riaggancia. Al marito sfottente) E’ il tuo alter ego, la segretaria con il foulard a pois….

Maria             ‘A ‘ntrucchettina.

Pamela          Ha qualcosa da farti firmare con urgenza e visto che stamattina non sei andato in ufficio, è venuta lei qua!

Piero              E’ un ottima collaboratrice.

Maria             S’ammerita ‘na promozione: ‘a fore d’o pranzetto ‘o ristorantino, ‘a può purtà pure a cena.’o ristorantone!

Piero              (Seccato) Mammà e calmatevi

CAMPANELLO

Piero              Vado io.

Pamela          (Lo prende per un braccio) No, vado io (Esce per la comune)..

SCENA XXI (Piero – Leone – Pamela – Mirella – Maria)

Piero              Cara  mammà, visto che abbiamo il piacere di avervi qua,  perché non andate a preparare uno dei vostri pranzetti appetitosi?.

Maria             Ce sta tiempo pe’ ‘o mumento stongo ccà.

Leone            Si no comme fa a se ‘ntrica?

 

Pamela          (Rientra dalla comune seguita da Mirella).

Mirella           Buongiorno a tutti. Scusami Piero… (Si riprende) Mi scusi ingegnere…

Pamela          Non si scusi, lo chiami pure Piero, c’è tanta confidenza tra voi…..

Mirella           Sa trascorriamo per lavoro insieme tante  ore …

Maria             Troppe.

Piero              (Tronca la discussione) Dunque Mirella cosa c’è di tanto importante?

Mirella           La gara d’appalto per la ristrutturazione dello stadio San Paolo. Alle 16 scadono i termini e lei…tu non hai ancora firmato la proposta. (Prende da una cartellina una busta da cui estrae una lettera) Ecco firma.

Piero              (Prende la lettera, le da una lettura, la firma, la richiude nella busta, ne chiude i lembi, prende dalla sua borsa un timbro e un tampone ne timbra i lembi sui quali ripone anche la firma) Ecco fatto, Vai a consegnarla.

Mirella           Abbiamo ancora qualche ora di tempo. Tu non vieni in ufficio? Possiamo ancora mangiare un boccone insieme. Ho prenotato il solito posto al ristorantino.

Maria             (Sfottente) Che peccato, e mo?

Piero                         (Scortese) Vai vai, non vengo in ufficio oggi e poi non ho voglio di mangiare

Pamela          (Divertita assiste in piedi e con le braccia conserte  alla discussione tra Mirella e la madre, con continui ammiccamenti al padre che sottolinea con altrettanti ammiccamenti le risposte della moglie)

Piero              (Assiste con rassegnazione dando ogni tanto qualche sguardo implorante alla moglie)

Maria             L’è passata a famma.

Mirella                       Peccato, vuol dire che disdico la prenotazione, lo sai che  non mi va di mangiare da sola….

Maria             Se ‘a ponno mangià ‘e cane….

Mirella           Lei non sa come mi danno fastidio, quando sono sola, gli sguardi offensivi ed invitanti degli uomini. Come se fossi disponibile ai loro silenziosi inviti. Mi sento in imbarazzo.

Maria             E imbarazzata…(A Mirella) E pigliateve ‘na purga. Certo chella ‘a creatura è ‘na figliola onesta.

Mirella           Non capisco….

Piero              Basta con queste chiacchiere inutili, Va a consegnare la proposta, noi ci vediamo in ufficio domani.

Maria             S’è spallummato pure il film d’amore.

Piero              (A Pamela) Vuoi far zittire tua madre? (A Mirella) Vai vai…

Mirella           (Con la faccia compunta) Vado, buongiorno a tutti (Esce per la comune)        .

.                       CITOFONO

SCENA XXII (Piero – Pamela  – Maria - Mirella - Leone)

Piero                         (Va a rispondere) Pronto….. Si zia, apro subito (Alla suocera)  Mammà,non riesci  proprio a contenerti? Continui a farci fare figuracce.

Pamela          Ti rizeli  perché ha offeso il tuo alter ego?

Piero              Non solo, ti sembra bello come si è comportata con l’avvocato?

Maria             Pecché che aggio ditto?

Pamela          In fondo in fondo ha detto delle verità

Leone                       Molto in fondo.

Maria                         (Al marito) Tu fatte ‘e fatte tuoje si no te ciacco (Prende un posacenere dal tavolo e fa l’atto di buttarla)

Piero              (La ferma Scherzoso) Mammà fermati, non hai sentito quanto costa una

clinica svizzera per i ciaccati? ..

Maria             ‘Na clinica svizzera pe’ chillo? Si me trova bona ‘o porto add’o duttore ca tene ‘o studio sotto addu nuje.

Pamela          Ma quello è un veterinario, cura gli animali.

Maria             E pateto nun è ‘nu lione?

RIDONO TUTTI

Pamela          Ora hai  detto una battuta simpatica.

Maria             Nun è ‘a primma vota, il fatto è che voi non mi apprezzemolate.

Leone            No, ti basifichiamo.

Maria             ‘O vi quanno si ‘nzipeto, ti manca proprio il sale nella cocozza..

SCENA XXIII (Piero – Pamela  – Maria - Mirella – Leone - Lorenzo . Dora)

(Ad interrompere la discussione farsesca provvedono Dora e Lorenzo che entrano dalla comune)

Lorenzo        Avete l’abitudine di lasciare la porta aperta?

Pamela          Non l’avrà chiusa (Indica Piero) il suo alter ego.

Dora              Chi?

Pamela          La sua segretaria.

Lorenzo        Una bella ragazza bionda con una foulard a pois?

Maria             E’ essa.

Dora              E’ uscita dall’ascensore con il viso congestionato, non ha neanche salutato e ha borbottato: “Zoticona, scostumata, vaiassa, pettegola, zandraglia…..

Leone            S’è scurdato ‘nciucessa, (A Maria) Ce l’aveva cu te!

Maria             Cu me? Mo vaco dint’o ristorantino e ‘a metto cu ‘a capa dint’o piatto.

Pamela          Mamma calmati, papà stava scherzando.

Maria             E allora scippo ‘a faccia a isso (Si avventa verso il marito)

Lorenzo        (La trattiene)

Maria             (Estasiata) Loré che muscole ca tiene, tuoste tuoste, invece ‘o lione muorto è muscio  muscio.

Piero              la volete finire, ma vi pare che dopo che ci è caduta questa tegola in testa…

Maria             (Lo interrompe) Nun era ‘a pianta ‘ncapo all’amministratore?

                        (Segni di sconforto da parte di tutti)

Pamela          La tegola in testa è un modo di dire che significa il guaio che ci è capitato.

Maria             A quanno Piero sta ‘nzieme  a chisti duje (Indica Dora e Piero) parla pur’isso torinese.

Piero              (Con le mani tra i capelli) Basta …basta….basta….

Dora               (Per troncare l’inutile discussione) Beh, cosa ha detto l’avvocato?                     

Pamela          Che vuole un risarcimento danni per le spese sostenute di euro 375.000

Piero              E bontà sua , tramite l’intervento dell’avvocato ci fa uno sconto del 20% per una trattativa bonaria senza istruire alcuna causa.

Leone                        Nun ve scurdate che  per giunta vuole anche il risarcimento morale.                  

Lorenzo        Questa è bella, fatemi capire che significa risarcimento morale, forse un risarcimento in denaro oltre le spese?

Pamela          Non credo voglia altri soldi: ci  farà sapere di persona cosa vuole.

Lorenzo        Scusatemi, ma ho necessità di andare a rinfrescarmi un po’.

Dora                          Vengo anch’io, oggi c’era un sole che spaccava le pietre e siamo di nuovo sudati. (Insieme a Lorenzo  esce per il fondo a dx)

Maria                         (Contrariata) Se vanno a fa’ ‘n’ta doccia, (A Piero) ‘stu mese pe’ pavà ‘a bulletta ‘e ll’acqua ‘e a fa ‘nu muto.

Leone            Chello che avessa fa’ tu,’na vota e pe’ sempe!

Maria             (Espressine interrogativa) Io ‘o muto? Nun me aggio accattà nisciuna casa! Chi ‘o capisce a chisto!

                       

(Solita risata)

(Dalla finestra, proveniente dal basso si ode il suono di una banda e un vociare di molte persone)

Dalla strada: .Bentornato, bentornato., comme sta ‘a capa?

Tutti                              (Vanno alla finestra, meno Pamela che va a rispondere al:

CITOFONO

Pamela          (Va a rispondere) Pronto…..

(Si ode a viva voce la voce di Titina, la portinaia)

Titina             (A viva voce) Signò è turnato l’amministratore mo vedite ca vene ‘ncopp’a ’’addo vuje.  .

Pamela          Grazie per avermi avvisata, ma cos’è questo frastuono in strada?

Titina             (Sempre a viva voce) E’ la banda che abbiamo affittata per dare il bentornato all’amministratore che ci ha fatto vincere tanti soldi  cu’ ‘e nummere d’a pianta ‘ncapa.

Pamela          Bella idea…Comunque grazie ancora…(Riappende il citofono che però non si aggancia all’apparecchio e rimane penzoloni, senza che se ne accorga Agli altri) Se avete finito di vedere lo spettacolo avrei qualcosa da dirvi.

                        (Tutti vanno a prendere posto)

Piero              Allora?

Pamela          Ha citofonato (Marcato) Titina….

Piero              Alias il gazzettino del mezzogiorno, cosa voleva   ancora?

Pamela          Niente, mi ha comunicato che l’amministratore è tornato e che probabilmente fra poco verrà qui.

Piero              E tutto questo frastuono cos’è?

Pamela          La banda che il comitato ”Cinquina sicura” ha assoldato per festeggiare il rientro dell’amministratore; fanno i numeri di  volta ogni volta che c’è una novità per quanto riguarda il quasi luttuoso evento!    

                       

Piero              Nientemeno hanno costituito un comitato?

Pamela          Si, e hanno vinto un sacco di soldi

CAMPANELLO

Maria             Ecco il giustiziero.

Piero              Vado ad aprire.  (Esce per la comne)

Maria             Mamma mia bella aiutace tu, nun fa j’ ‘mpezzentaria ‘sti puverielle, te faccio dicere cinquanta messe e appiccià vinte luce ‘ncopp’a tomba toja.

Leone            E io pavo.

Pamela          Io vado di là qualche minuto a rifarmi il trucco. (Esce a sin)

SCENA XXIV (Maria – Leone - Piero)

Piero              (Parlotta con Achille prima di entrare)

Leone            Marì, andiamo di là non mi  sembra il caso di essere presenti.

Maria             No, io songo ’a mamma e aggia sentì.

Leone            E te pareva, però te ‘a sta’ zitta!.

SCENA XXV (Piero – Achille –  Maria – Leone )

Piero              (Entra dalla comune a braccetto con Achille. Il tono  è molto cordiale) Entra Achille accomodati, posso darti del tu vero?

Achille           Ovviamente. Buongiorno a tutti! (Da la mano a Leone)

Maria             Buongiorno dottò ((Gli porge la mano per farsela baciare)

Achille           (Non gliele bacia e le fa un inchino) Donna Maria…

Maria             (Gesto di disappunto)

Achille           E Pamela?

Maria             E’ andata di là per rifarsi il trucco per essere più bella per voi…

Piero              (Gesto di disappunto .Sta per rispondere, ma viene preceduto da Leone)

Leone            Te ‘a vuò muzzecà ‘sta lengua!

Achille           (Cambia discorso) Signora Maria, sempre più giovane.

Maria             (Soddisfatta) E voi sempe più affascinanto: l’aria d’a Svizzera v’ha fatto bene!

Achille           Più che l’aria, le cure che ho avuto mi hanno fatto bene, sono arrivato lì moribondo, sono stato tre mesi in coma…

Maria             Bravo, siete stato pure a Como?

Leone            Marì in coma, cioè addurmuto.

Maria             (Con espressione da ebete) Ah…ah….

 

Achille           Ho subito due rischiose operazioni, poi ho dovuto effettuare tre mesi di riabilitazione motoria.

Maria             Bravo, site juto pure ’ncopp’o motorino

Tutti               (Espressioni di sconforto)

Maria             Pecché facite ‘sta faccia, che aggio ditto mo?        

Leone            Niente Marì niente, po’ t’o spiego (Ad Achille): Dottò scusatemi toglietemi ‘una curiosità: era proprio necessario andare in una clinica svizzera e pagare tanti soldi, quando a Napoli, al Policlinico abbiamo un’ottima equipe di neurochirurghi?

 

Tutti               Eh!

Achille           Non credo che avrei avuto la stessa assistenza e poi sono stato nella clinica del più bravo neurochirurgo del mondo: il dottor Morelloc

Maria             (Fa le corna) Sciollà, e vuje avito tenuto ‘o curaggio ‘e ve fa curà a ‘nu dottore ca se chiamma  muore lloco  e po’ nun è cchiù bello murì  ‘a casa vosta?

Leone            (La riprende e scandisce) Morelloc non muore lloco.

Maria             (A disagio) Aggio vuluto fa’ ‘na battuta! E po’  ‘o necessario ca ‘o peggio è passato, mo’ state ‘na bellezza,  parite ‘na rosa ‘e maggio (risatina ebete) Eheheh….

Tutti               (Con lo stesso tono) Eheheh….

Achille           La ringrazio, ma sappia che l’intervento del dottor Morelloc mi è costato un mare di soldi.

Piero              Che pretendi da me.

Achille           Non pretendo, mi sono dovuti. La colpa è tua, se facevi più attenzione nel mettere il vaso sulla finestra, non sarebbe successo niente.

Maria             Ave ragione, fai sempe ‘e cose a cape ‘e ‘mbrella!

Piero              (Si rivolge alla suocera) Hai ragione pure tu! (Poi rivolto ad Achille) Vogliamo vedere di risolvere bonariamente la questione?

Achille           Non chiedo di meglio.

Maria             Jammo bello dottò nun facite ‘o tuosto, facite ‘nu fioretto  e ‘a  mamma vosta ca sta  ‘ncielo dint’a pace ‘e ll’angele nun ve fa cadé cchiù nisciuna pianta ‘ncapa!

Achille           Quella che ho avuto, basta e avanza.

Leone            La vuoi finire di dire ciucciarie?

Achille           Lasci stare, la signora è di una schiettezza e simpatia unica.

Maria             (Lusingata) E vuje ‘n’ommo troppo bello.

Achille           Bontà vostra.

Piero              Allora se abbiamo finito con i convenevoli vogliamo entrare nell’argomento che ci sta a cuore?

Achille           Prima di cominciare, vorrei che fosse presente anche tua moglie,

SCENA XXVI (Pamela  -  Piero – Achille –  Maria – Leone )

Pamela          (Ha sentito la battuta di Achille) Eccomi qua, scusatemi se vi ho fatto aspettare.

Achille           (La guarda estasiato) Ne valeva la penaBella più del solito. (Le bacia  la mano velocemente) 

Maria             (Mentre  Achille bacia la mano a Pamela tra sé) Pe’ forza s’è truccata!

Pamela          (Ad Achille) Ti trovo bene, sei venuto per la resa dei conti?

Piero              Conti salati.

Pamela          (Micetta) Su non fare il cattivo, vienici incontro.

Achille           Non guardarmi così se no indennizzo io te per la paura che hai preso.

Maria             Guardalo fisso dint’alluocchje, ammaglialo!

Leone            (Sfottente) Miettele ‘na maglia ‘e lana. 

Piero              Mammà, papà per favore. (Ad Achille)  Allora, mia moglie ti ha ammaliato?

Achille           Ammaliato è dire poco, vorrei venirvi incontro di più, ma quello che vi ho chiesto sono solo le spese che ho sostenuto e dietro l’insistenza dell’avvocato mi sono tassato del venti per cento pur di concludere bonariamente la vertenza.

Piero              Sono sempre 283.000 euro.

Maria             (Sta per intervenire, ma il marito le tappa la bocca con la mano)

Pamela          (Scherzosa ad  Achille) facciamo così cosa: Rompi anche tu un vaso in testa a mio marito e così siete pari e tutto è risolto.         

Achille           (Sempre scherzoso) Non tentarmi, potrei accettare. (Serio a Piero).L’unica cosa che posso fare per venirti incontro è concederti una rateizzazione.

Piero              E’ una cifra molto alta, non posso in alcun modo fare onore al mio debito.

Achille           Non so cosa dirti.

                                              

Maria             Pe’ gghionta ‘e ruotolo vulite pure il danno montale…

Leone            Jammo ‘ncopp’o Vesuvio.

Piero              Mammà, nun te putive sta zitta? L’avevi dimenticato?’

Achille           No, aspettavo il momento opportuno per parlartene.

Pamela          Allora visto che abbiamo toccato l’argomento rendici edotti.

Maria             Che s’è rutto?

Leone            Niente ancora, ma mo te scasso a capa si nun te staje zitta.

Maria             E po’ me ‘a purtà ‘a Svizzera non fare il maniscalco:

Leone            (Sfiduciato, alza  le braccia in alto) Che vvò dicere mo?

Maria             Nun me mettere ‘e mmane ‘ncuollo.

Pamela          (Ride) Voleva sicuramente dire manesco

(Ridono tutti)

Achille           Signora le sue battute sono deliziose ma, per piacere, non mi interrompa continuamente, già ho difficoltà nell’affrontare l’argomento.

Maria             Sto zitta, sto zitta.

Achille           Per il  donno morale chiedo …….. (Sospira, per prendere coraggio A voce bassa e balbettando)Un…. un ba … baba…..

Maria             Chest’è? Mo vaco addù Scaturchio e ve ne accatto ‘na guantiera sana.

Achille           Mi faccia dire l’intera parola: non voglio un babà, (forte) ma un bacio.

Piero              Ma io te ne do dieci, cento, mille (Gli va incontro, lo abbraccia e lo bacia diverse volte).

Maria             (Senza parlare poggia  il dito su di un orecchio  come per dire “E’ gay?)

Leone            (Rientra la testa nel collo ed alza le braccia come per dire: “Che ne posso sapere”)

Tutti               (Battono le mani) Bene, bravo.

Achille           (Si svincola dall’abbraccio di Piero e schifato prende il fazzoletto e se lo passa in viso) Ma che hai capito? Non voglio un bacio da te…

Piero              (Sospettoso) E da chi?

Maria             (A voce bassa ponendo la sua bocca verso in naso di  Leone) Sicuramente ‘a me, primma ha ditto ca le so simpatica.

Leone            (Espressione di disgusto, le gira il viso) Ehh, vai ad alitare a Pozzuoli.

.

Piero              Allora da chi?

                       

Achille           (Va a farsi scudo di una sedia , dopo un attimo di pausa prende coraggio. Veloce e forte)…..Da tua moglie.

                       

Piero              (Incredulo balbetta) Ho ho ho ca…ca ca,,,

Maria             (Affranta) Mo’ le vene ‘na cosa

Piero              (Si riprende) Ho capito bene? Per il danno morale vuoi un bacio da mia moglie?

Achille           Si.

Piero              (Con gli occhi stralunati) Sulla guancia o in fronte?

Achille           (Si para dietro la spalliera  della sedia) Calmati e principalmente sta fermo con le mani. Niente guance e fronte: il bacio voglio che sia un bacio vero, sulle labbra.

Piero              (Cerca di avventarsi ma viene fermato da Leone) Ma io ti ammazzo.

Pamela          Ti scongiuro calmati...

Leone            (Lo blocca) Piero fermati….(Ad Achille) Dottore, si spieghi meglio.

Achille           Forse potrà sembrare una proposta indecente…

Maria             In dicembre? Allora ce sta tiempo.

Leone            (Prende la moglie) Basta ‘n’ata parola e te taglio ‘a lengua.

Maria             (Impaurita si rannicchia sul divano)

Achille           Per un bacio di tua moglie sono pronto a rinunciare A QUANTO MI è

                        dovuto.

Tutti               Che?  In  che quantità?

Achille           Tutto.

Tutti               Tutto?

Piero              Tu sei pazzo.

Achille           Forse, ma dove c’è gusto non c’è perdenza.

Piero              (Guarda la moglie con fare interrogativo.) Tu che ne pensi?

Pamela          Osi pure chiedermelo? Faresti baciare tua moglie per quattro soldi?

Achille           Quattro soldi non direi, sono quasi trecentomila euro.

Pamela          E che sono di fronte alla fedeltà della tua donna?

Maria             Pamé che te ne ‘mporta? E’ nu curnuto cuntento pecché sparagna ‘nu cuofeno ‘e denare.

Leone            Non è una buona ragione, (A Maria) famme capì allora tu per soldi mi tradiresti?

Maria             Pe’ sparagnà ‘nu cuofeno ‘e denare si: il fino giustifica il mezzo!

Achille           Cerchiamo di non divagare (A Piero) Allora?

Piero              Sono costernato, non ho la forza di rispondere.

Achille           (A Pamela) E tu?

Pamela          Vista la reazione di mio marito dovrei rispondere: “Accetto”, ma la mia dignità di donna me lo impedisce.

(Lorenzo e Dora escono dalla sin non visti. Si fermano ed  ascoltano)

Achille           Allora facciamo così: io vado  a casa mia, al piano di sotto, voi consultatevi, decidete e poi picchiate tre volte sul pavimento. Capirò che è pronta la risposta. A più tardi. (Esce per la comune)

SCENA XXI (Lorenzo – Dora – Pamela – Piero – Leone – Maria)

Lungo silenzio, nessuno parla.

Lorenzo        ( Ha cambiato il pullover e la camicia con una polo Si fa avanti insieme a  Dora) Certo un epilogo molto strano. Cosa contate  di fare?

Dora              (Anche lei si è cambiata d’abito. A Piero) Non è facile decidere: per tè è duro accettare che tua moglie baci un altro, senza farsi rodere dalla gelosia. (A Pamela) Per quanto di riguarda ti rifiuti di fare una cosa contro la tua volontà, ma pensa che alla fine avrete risparmiato un bel mucchio di soldi.

 .

Lorenzo        (Con Enfasi) Essere o non essere, questo è il problema!

Pamela                     Il problema è che io non ho intenzione di offrire le mie labbra ad un estraneo. (Con voce rotta dal pianto) Lo sapete come mi sento? Come una di quelle che prende soldi per una sua prestazione! 

Piero              Esagerata…(Agli zii) Ma voi come sapete?

Lorenzo        Abbiamo captato qualche parola….

Dora              Ci siamo incuriositi ed abbiamo ascoltato dietro la porta!

Maria             (Indignata) Avete orinato dietro la porta?

Tutti               (Ridono)

Dora              Si, abbiamo fatto la pipì dietro la porta..

Tutti               (Ridono ancora)

Maria             Uh ‘sti zuzzuse.

Lorenzo        Meno male che c’è lei che ogni tanto sdrammatizza la situazione.

Pamela          Mamma, si dice origliato, non quello che hai detto tu.

Maria             Comunque so’ state a sentì, e nun se fa… ‘sti mpichieri.

Piero              (Tronca la discussione) Allora visto che già siete al corrente di tutto, cosa ci consigliate di fare?

Lorenzo        Io non avrei dubbi: qui al sud avete ancora delle remore, per noi del nord, molto più emancipati non diamo importanza ad un bacio.

Leone            Ha parlato ‘o svedese!

Dora              E poi, parliamoci chiaro, cos’è un bacio.

Maria             Aspetta…aspetta…, l’aggio letto dint’e bigliettine de’ baci Perugina. (Cerca di ricordare) Ah ecco : “Un bacio è ‘a prostata  rosa messa tra le parole ti amo.”

Tutti               (Ancora risate)

Piero              Mammà, apostrofo, quella virgola ca se mette mmiezo a ddoje parole pe’ spartere.

Maria             Che ‘nzepetaria!

Piero              (Vede la cornetta del citofono non nella sua base e va ad appenderla)

Pamela          Allora visto che il bacio  è l’apostrofo messo tra le parole ti amo, io non lo amo e quindi non glielo do.

Dora              A maggior ragione che se non c’è amore il bacio non prende nessun valore.

Piero              (Risollevato) Allora bacio senza amore è bacio senza corna?

Tutti               (Meno Pamela) Si.

Piero              (A Pamela contento) Hai sentito? Non c’è amore non ci sono corna.

Maria             (A parte a voce bassa) ‘Nu curniciello!

Piero              (A Pamela)   Allora?

Pamela          Stando così le cose, accetto

Tutti               (Battono le mani) Bene, Brava..

Pamela          (A Piero) E inoltre poi,per farti perdonare i pranzetti e i film con la tua segretaria, per riconquistarmi dovrai farmi una corte assidua con fasci di rose e relativi costosi regali.

Lorenzo        Piero, è un’occasione unica, non rifiutare.

Piero              Va bene, sono d’accordo!

Dora              Allora bussate tre volte sul pavimento e (A Pamela) togliti questo pensiero.

Maria             Pure chesto è sentuto?.             

Dora              E’ ovvio abbiamo ori…..gliato dietro la porta!

Pamela          Allora non perdimo tempo.

Dora,             Aspetta, non è il caso che presenziamo anche noi, andiamo a prenderci un caffè giù al bar. (Esce per la comune con Lorenzo)

Pamela          (Prende un sedia) Allora batto?

Piero              Batti!

 Pamela         (Batte tre volte la sedia sul pavimento)

                                   Trascorrono pochi secondi e si sente bussare il

CAMPANELLO

 

SCENA XXVII (Leone – Maria – Piero – Pamela - Achile)

Leone            Mamma mia che velocità, si vede che non aspetta altro che (A Pamela) la tua risposta.

 

Maria             (Sarcastica) Steva areto ‘a porta (Va ad aprire, rientra poco dopo seguita da Achille che affanna)

Achille           (Affanna) Scusatemi, vi se riprendo fiato, ho fatto le scale di corsa.

Piero              Aspettava con ansia la risposta di Pamela, vero?

Maria             Avite fatte ‘e scale a otto a otto, a riseco e ve scassà ‘a noce d’o cuollo!
(Ride lei sola. Vedendo che nessuno ride, smorza la risata e ceca di assuere un contegno)

 

Achille           (Fa le corna) Pure? (Timido) Posso sedermi?

Piero                         Accomodati, capisco la tua ansia: dunque, abbiamo deciso che (Parla come se leggesse un atto legale) Senza ricordare i noti fatti, visto che la parte lesa reclama giustamente l’indennizzo delle spese sostenute, per ricovero in clinica svizzera, interventi chirurgici, assistenza sanitaria e spese varie, visto che il responsabile dell’infortunio non ha possibilità di risarcire economicamente  in toto il danneggiato, le parti convengono di limitare l’indennizzo al solo danno morale e cioè un bacio senza amore da parte della moglie del querelato, bacio senza abbraccio ed altri contatti fisici che però non deve superare la durata di  qualche secondo. (Ad Achille)                   

Achille           Per lo meno trenta, mi raccomando.

Piero              (Tentenna, poi ad Achille) Venti,  non di più, sei soddisfatto?

Tutti               Siete soddisfatto?

Achille           Abbastanza. (A Pamela) Quando vuoi quietanzare il debito di tuo marito.

Pamela          Il più presto possibile, noi due soli e con tutto il tempo che mi occorre per accettare l’idea per mettermi al mio agio.

Piero              Che vuoi dire?

Pamela          Che ve ne dovete andare tutti e non aspettare che l’evento si risolva in un  Per compiere il sacrificio, potrò metterci mezzo minuto  o qualche ora!

Achille           Facciamo così, voi andate giù da me e  (Marcato) quando il sacrificio si è compito, bussiamo tre volte sul pavimento e voi tornate.

Piero              Va bene.

Leone            (Ad Achille) Prima però raggiungiamo e Lorenzo e Dora al bar per un caffè, poi saliamo con loro a casa casa sua e aspettiamo il segnale. 

Achille           Benissimo!  (Da le chiavi a Piero.) Prendi le chiavi.

Leone                        (Si avvia verso la comune).

Maria             (Canta camminando come un burattino avviandosi verso la comune) Andiamo andiam andiamo ad aspettar La la la la la la la la la la  la la

Leone            (Si gra) Cheta è proprio scema. (Esce)

Pamela          (Va a sedersi sul divano con gli occhi bassi)

SCENA XXVIII   (Pamela – Achille)

                       

(In sottofondo a tono molto basso “Notturno” di Chopin)  

 Achille          (Da lontano la guarda con espressione affettuosa, poi va a sedersi vicino a lei e le prende le mani)

Pamela          Non cominciare ad allungare le mani

Achille           Non ti preoccupare, guarda le metto in tasca (Esegue) Va bene così.?

Pamela          (Sorride) Sei unico.

Achille           Lo so, comunque ti sei decisa?

Pamela          Sono combattuta: da un lato la mia convinzione di moglie fedele urla che non devo accettare questa situazione dall’ altro il diavoletto che s’è insinuato dentro di me mi istiga ad accettare per aiutare mio marito, anche se non lo meriterebbe.

Achille           Te ne sei convinta finalmente.

Pamela          Si, un uomo che non ha più un’attenzione nei miei confronti, che si dimentica del mio compleanno, che forse ha una relazione con la sua segretaria  e che mi concede, anche se per un bacio  ad un altro uomo, per tornaconto personale mi fa recedere dai mie scrupoli.

Achille           Benissimo, e allora coraggio, e poi per usare una citazione storica cos’è un bacio?

Pamela          Un apostrofo rosa messo tra le parole ti amo.

Achille           Anche se in questo caso l’amore non c’è da parte tua.

Pamela          (Abbassa gli occhi) Non ne sono più sicura.

Achlle            Oh amore! (L’attira a sé e cerca di baciarla)

Pamela          (Senza convinzione lo respinge)

Achille           (L’attira di nuovo a sé e non trovando alcuna resistenza le da un lungo bacio, concluso il quale restano abbracciati qualche secondo) Allora anche tu mi ami?

Pamela          Non lo so, sono confusa: mi sento sull’orlo di un baratro pronta a precipitare.

Achille           Ed io sono pronto a salvarti.

Pamela          (Si scuote, si alza e decisa) No, voglio precipitare insieme a te, vieni. (Gli prende la mano e lo tira fino ad uscire in fondo a sinistra)

                        (Si spengono le luci, si riaccendono quelle colorate ad intermittenza.. Cessa il notturno e sulle note della danza delle Valchyirie di Wagner. E’ chiaro che stanno avendo un rapporto sessuale. Dopo un po’ sfuma la musica, si riaccendono lentamente le luci piene)

Pamela          (Rientra dal fondo seguita da Achille. Entrambi assestano il loro look abbottonando qualche bottone)

Achille           Come ti sei trovata nel baratro?

Pamela          Meravigliosamente bene.

Achille           Io non ho aggettivi per esprimere tutta la mia gioia.

Pamela                     Mi rendi felice. Sai cosa stavo pensando?

Achille           Sono ansioso di saperlo.

Pamela          (Tendenziosa come a mascherare la verità del suo pensiero) Vorrei imparare a fare anche io l’amministratrice ed ho scelto te come mio insegnante.

Achille           Che idea meravigliosa!

Pamela          Però mio marito non deve sapere nulla. Alimenteremmo inutilmente (Sorride e alza il tono delle parole) la sua assurda  gelosia.(Entrambi ridono e si abbracciano).

Achille           La soluzione è semplice: quando sei sola tre colpi sul pavimento ed io corro per la lezione, ripassandola con te all’infinito.

Achille           La soluzione è semplice: quando sei sola tre colpi sul pavimento ed io corro per la lezione, ripassandola con te all’infinito.

Pamela          Però vorrei fare in modo da fugare ogni dubbio sul nostro rapporto.

Achille           Hai già pensato a qualcosa?

Pamela          Non so, penserei di sfruttare la tua fama di ricercato dalle donne…Sai si dice addirittura che tu abbia una lista d’attesa per soddisfare chi è innamorato di te.

Achille           Addirittura, e cosa potremmo fare?

Pamela          (Ha ul lampo di genio) Ma si, perché non ci ho pensato prima?

Achille           Spiegati.

Pamela          Una tizia ha chiesto il mio aiuto per far breccia nel tuo cuore…

Achille           Cosa ‘e pazze e chi è?

Pamela          Pandora…

Achille           (Scherzoso) Avrei preferito una panettona…

Pamela          (Micetta) Sciocco…

Achille           Spiegami, la cosa mi incuriosisce

Pamela          Ascolta: prenderemmo due piccioni con una fava: tu dimostreresti che ricambi il suo amore, platonico, mi raccomando, nun te allargà, così la faremmo felice e distrarremmo gli altri da noi due. Poi col tempo troverai il modo di mandarla a quel paese.

Achille           Si può fare…

                        CAMPANELLO

Achille           Chi sarà, aspetti qualcuno?

Pamela          No, vado a vdere (Va ad aprire a porta (Esce).        

Achille           (Rimasto solo) E’ vero, la donna ne sa una più del diavolo,

SCENA XXIX (Pamela – Achille – Pandora)

Pamela          (Entra seguita da Pandora. A piero) Lupus in fabula (A Pandora)  Capiti a proposito…(Ad Achille) Guarda un po’ la combinazione…

Pandora       (Eccitatissima. Ha cambiato abbigliamento come descritto nell’elenco costumi ) E’ qui, è qui, avvero il suo ectoplasma,  lo sento , lo vedo. (A Pamela) Va bene vestita così?

Pamela          Ottimamente.

Achille           La signorina?

Pandora       (Si presenta) Pandora Bauli, , fragrante e morbida come il dolce natalizio (Offrendosi) Mi morda, ferisca il mio corpo perché il cuore l’ha ferito già,  mi assapori con dolcezza,  se ne accorgerà e non se ne pentirà.

Achllle           (Disorientato) Ma io….

Pamela          (Divertita) Mordila, struppeala, falla a piezze è chello ca vo’.…(Si siede sul divano ed assiste divertita al colloquio tra i due)

Achille           Tutto a suo tempo….La signorina è appetitosa, ma ho una lista d’attesa da espletare.

Pandora       Distruggila, bruciala, ed io ti brucerò con il mio amore.

Achille           Va bene, facciamo così, mi porti il suo curriculum e le farò sapere qualcosa

Pandora       Ma ho qualche speranza?

Achille           Hai fatto un sorpasso vertiginoso, sei la prima della lista! Ti notizierò.

Pandora       Oh gaudium magnum..

Pamla            Abemus papam….

Pandora       Mi raccomando al più presto…

Achille           Prestissimo, non preoccuparti…..

Pamela          Va, va tranquilla, ci penserò io….

Pandora       Mi aiuterai?

Pamela          Gli sottoporrò raccomandandoti con tutte le mie forze, le tue referenze.

Pandora       Grazie, grazie amica mia, ma che dico amica, ma che dico sorella, ma che dico…

Achille           Nun dcere niente cchiù e aspetta con fiducia, ma mo’ vattenne.

Pamela          Si vado via, anzi volo perché la felicità, mi fa sentire leggera come una farfalla… (Si ferma) Chiedo scusa, ma non potrei avere un anticipo, un sagino ‘nu murzillo delle prestazioni di gioia che mi attendono?

Achille           Poscia, poscia, Ho finito i campioncini omaggio ma mo’, vattenne, l’attesa aumenta il desidetio …

Pandora       E’ già all’ennesima potenza ma vado, vado, (A Pamela) Grazie, grazie sorellona! (Butta un bacio ad Achille) Orevoire mon amour! (Via) 

Pamela          Perfetto. Ora però chiamiamolo insieme agli altri, ma cosa gli diciamo?.

Achille           Ci penso io, non preoccuparti. Tutto risolto! Batto tre colpi sul pavimento.

Pamela          Ed io vado ad aprire la porta. (Esce per la comune)

Achille           Mamma mia bella, chissà comme va a fernì

SCENA XXX ( Pamela – Piero – Maria – Achille – Leone – Dora – Lorenzo)

Pamela          (Rientra dalla comune, seguita poco dopo da Piero trafelato. Va a sedersi compunta sul divano con lo sguardo a terra poco dopo arrivano gli altri)

Maria             (Va a sedersi alla sinistra della  figlia con sguardo interrogativo, poi l’abbraccia)

Pamela          (Reclina il capo sulla spalla della madre)

Piero              (Si posiziona in piedi  di fronte a lei  dietro ad una sedia e dopo averla girata  si appoggia sulla spalliera)

Leone            (Va a sedersi anch’egli sul divano alla destra di Pamela)

Lorenzo        (Si posiziona in piedi alle spalle del  divano)

Dora              (                      “                 “           “             vicino al marito)         

Achille           (E’ in piedi tra il divano e Piero)

.

Piero              Allora si è compiuto il sacrificio?

Pamela          (Sempre con gli occhi bassi) Si e no.

Piero              Non capisco

Achille           Te lo spiego io: era chiaro che Pamela non gradisse questa soluzione, allora io, visto che ora ci siamo conosciuti meglio, ho ritenuto  indecoroso cercare di forzare la volontà di una persona di indubbie qualità morali: le forzature non mi sono mai piaciute, io sono per la conquista e visto che questa non si è resa possibile…..

Pamela          Si è accontentato di darmi un bacio in fronte  e….

.

Tutti               E poi ?

Pamela          Due sulle guance.

Tutti               E poi?

Achille           E poi basta!

Maria             Dottò, vuliveve dduje baci, ne avite avute tre, mo’ site vuje che avita pavà.

Achille           (Tragicomico) Non ho tanti soldi, non riducetemi in miseria, non mi va di andare a dormire sotto un manto di stelle alla stazione ‘nzieme ‘e nire). 

Tutti               (Ridono)

Piero              (Speranzoso) Allora il mio debito?

Achielle         Si è azzerato, non temere.

Maria             Che grand’ommo, cchiù ‘e Berlusconi.

Tutti               (Ridono)

Piero              (Tende le braccia ad Achille) Sei un essere eccezionale, tu da oggi per me sei più che un amico, un fratello e fai parte della famiglia…, abbracciami.

Pamela          (Sguardo d’intesa di assenso  con Achille)

Achille           (Gli va incontro e si abbracciano)

Tutti               (Battono le mani)

 Dora             Bravi, bene..

Lorenzo        Tutto è bene quel che finisce bene.

Piero              (Svincolatosi dall’abbraccio si rivolge a Pamela) E tu amore scusami se ingiustamente ho dubitato di te con la mia assurda gelosia. Mi perdoni?

Tutti               Perdonalo.

Pamela          (Si alza, lo abbraccia, lo bacia) Perdonato amore mio.

Tutti               (Applaudono di nuovo)

Mara              Che bella coppia pareno Alfa e Romeo!

Leone            Ce manca solo  Giulietta!

Tutti               (Altra fragorosa risata)

Maria             Che ridite a fa’, ‘nzipetoni?

Lorenzo        E’ per l’allegria che si è creata in seguito alla risoluzione del problema.

Maria             Ah, ‘mbé!

Achille                       Allora io vi lascio, è quasi ora di pranzo e non vorrei essere invadente…

Piero              Scherzi? Ti ho già detto che ora tu fai parte della famiglia.

Pamela          (Tendenziosa) Appunto.

Maria             Duttò, avite mangià cu nuje, Vi preparo ‘na specialità di mia invenzione: Pasta alla capricciosa al forno con ricotta, maionese, chiapperi, aulive e   e  sasiccia!

Dora              Mamma mia bella, ‘na cosa leggera!.

Lorenzo        (Alla moglie a voce bassa) Ricotta, maionese e tutto il resto,  come fanno ad amalgamarsi tutti quei gusti.

Dora              (Spallucce)

 Maria            (Come al solito non capisce bene) Nun ‘o tengo ‘o busto (Si alza e mostra la pancia tirandla dentro dentro) Tengo a panza azzeccata cu ‘e rine.

Lorenzo        Sei una silouette.

Maria             Che ce metto? Vuò sapé ‘a ricetta è ‘overo?

Lorenzo        No, ascoltami….

Maria             Nun fa niente ca si torinese t’a dico ‘’o stesso: ammisco ‘nzieme tutt’e cose  e po’ l’arrevaco dint’a pasta primma d’a mettere dint’o furno.

Lorenzo        Ti ringrazio per la ricetta ma ti prego non mettere la maionese  

Dora              E’ allergico all’uovo.

Maria             ‘O torinese, quanta vizie tene…allora ‘o posto d’a maionese ce metto ‘a beciammélla o si allergico pure ‘a chella?

Lorenzo        (Arreso e  disgustato)  No, no, la besciamel è meglio.

Maria             (Lo corregge) Beciammélla, ma pecché struppie tutt’e parole?

Leone            Pecché è torinese no?

Maria             E allora comme ha fatto mugliereta vatte a fa’ pure tu  i gargarismi cu l’acqua zuzzosa d’o Po!

Lorenzo        (Divertito) Seguirò il tuo consiglio. 

 Dora             E dopo la leccornia di mia sorella(A Pamela) prendi una bella bottiglia di spumante per festeggiare  con un bel brindisi  (Un po’ tendenziosa, come se avesse capito l’epilogo tra Pamela e Achille) la vostra nata amicizia.

Pamela          (Dispiaciuta) Oh no,non ne abbiamo.

Achille           Che problema c’è, Ho in frigo  una bella bottiglia di Moit et Chanton…

Maria             E addò va?

Achille           Chi?

Maria             Antonio!

Leone            Ma capisce sempe asso pe’ sische?

Maria             Aggio capito tutte cose, invece: mo esce Antonio e va a cattà ‘a sciampagna.

 

Tutti               (Espressioni di sgomento, poi di allegria)

Dora              Mamma, non esce nessun Antonio, Moit et Chanton è la marca di un famoso champagne francese.

Maria             (Non convinta) Ah…ah…Mo’ esce Antonio è ‘nu champagne francese (Ride) Ah ah ah (Si ferma, tra sé a voce bassa) Ma che ce sta a ridere?

Tutti               Mah!

Achille           Allora io vado (Esce per la comune)

Maria             E’ asciuto Antonio!

                        Risata generale      

SCENA XXXi (Pamela – Piero – Maria – Achille – Leone – Dora – Lorenzo -Titina)

                         

Maria             Ma chisto parla proprio turco.

                       

Titina             (Fuori campo) E’ Permesso è permesso?

Maria             E mo sta’ ‘mpechera che vo?

Titina             (Entra dalla comune) Scusate si so’ trasuta, ma ‘a porta steva aperta.

Piero              E’ uscito il dottore, poiché deve risalire l’avrà lasciata aperta.

Titina             L’aggio visto, faceva ‘e scale a quatto a quatto.

Maria             Alora a che dobbamo il dispiacere?

Titina             (Sguardo fulminante a Maria) Pecché pe’ colpa vosta nun stevemo vincenno  n’ata cinquina.

Pamela          Perché?

Titina             Perché avite lasciato ‘o citofono apierto, s’è fatta ‘a folla e avimmo sentito tutto chello che ve site ditto fino a quando ‘o duttore abbascio ha chiesto ‘nu bacio d’a signora pe’ apparà ‘e diebbete….

Piero              Nientemeno s’è fatta ‘a folla e ha sentito tutte ‘e fatte nuoste?

Titina             Si, ‘e, mannaggia ‘a capa vosta, avite chiuso ‘o citofono e nun sapimme comm’è gghiuto a fernì! ‘a signora ha accettato ‘o no? Ce mancava ‘o quinto nummero pe’ ‘a cinquina.

Pamela          E secondo te cosa ho risposto?

Titina             Secondo me avite accettato, ‘o duttore è ‘nu bell’ommo ed è ‘nu peccato si ve perdiveve l’occasione.

Pamela          Ti ringrazio per la stima e la fiducia, ma mi dispiace deluderti, ho detto no!

Titina             (A Piero) Allora avite pavà tutte chilli solde!

Piero              Nun so’ fatti tuoie.

Titina             Avite ragione, ‘o nicissario ca putimmo mettere ‘o quinto nummero pe’ a cinquina.

CAMPANELLO

SCENA XXXii (Pamela – Piero – Maria – Achille – Leone – Dora – Lorenzo -Titina)

Mirella - Arringa)

Titina             Vado io

Maria             Voglio vedé si me da ‘e nummere pe’ ‘nu super enalotto.

Piero              ‘A cnquina nun te basta?

Leone            Nun se accontenta maje.

Titina             (Entra seguita da Mirella e Arringa) Accomodatevi, signor Piero ce sta la vostra segretaria e l’avvocato.

Mirella           Bonjour mon amì, bounjour, a tout le mond!

Maria             Che d’è, è addivintata tedesca?

Mirella           Sono felice perché devo darvi una bella notizia.

Arringa          Ci siamo fidanzati.

Maria             ‘A nennella cu’ ‘o nonno!

Mirella           Quale nonno, è così giovane nello spirito e nel corpo.

Piero              (Acido) Nello spirito posso anche crederci, nel corpo ho i miei dubbi.

Maria             (A Mirella) Ma l’avite gardato buono?

Mirella           Certo, e quando mi ha chiesto di fidanzarci non ho saputo resistere al suo sguardo penetrante.

Maria             E vi ha fatto molto male?

Mirella           Non capisco, in che senso scusate?

Maria             Quando vi ha penetrato…….con lo sguardo.

Mirells           Ma è un modo di dire,

Maria             Ah!

Piero              (Scostante) E quando convolerete a nozze?

Arringa          Al più presto, non voglio perdere neanche un giorno per gustare le gioie dell’amore.

Maria             Pe’ forza, finché ce ‘a fa’ ! A chell’età po’ venì meno a ‘nu mumento a n’ato.

Piero              (A Mirella) E potresti trovarti all’improvviso un vecchio inabile…

Arringa          (Fa le corna) Sciò pe’ ‘a faccia vosta!

RISATA GENERALE         .

Piero              Da moglie diventeresti la sua badante, pensa a quanti soldi risparmiereste,.

Pamela          Non pensate a queste cose, godetevi il presnte.

Piero              (Sprezzante a Mirella) Il futuro potrebbe esere triste e amaro.

Mirella           Mi adatterò: nel bene e nel male eccetera eccetera-

CAMPANELLO

Titina             Vado io. (Esce)

SCENA   XXXiiI (Pamela – Piero – Maria – Achille – Leone – Dora – Lorenzo -Titina)

Mirella - Arringa)

 

Leone            Comunque, oggi siete felici e godetevi ‘sta felicità. Auguri e figli maschi!

Maria             (Sfottente) Ce vulese ‘a bacchetta magica..

Arringa          ‘A tengo, state senza pensiero.

RISATA GENERALE.

Pandora       (Entra trafelata) Amore, amore, nun ce ‘a faccio cchiù hai trovato qualche campioncino omaggio?

Achille           (Entra con una bottiglia in una mano e una pianta dall’altra) No, non ho guardato ancora nel campionario

Pandora       E fa ‘ambresso, si no me ne moro…

Achille           (A parte) Fosse ‘o cielo….(Cambia discorso). C’era questa pianta sull’uscio della porta, per poco non inciampavo.

Maria             Cu ‘e piante nun gghiate proprio d’accordo.

Pamela          Chi l’ha messa?

Titina             Io, (Prende la pianta.e la da a Piero) E’ ‘nu regalo pe’ vuje da parte del comitato pecché ce avite fatte piglià tanta solde,. Mo’ stateve accorte quanno ‘a mettite ‘ncopp’a fenesta,  si care putite scassà a capa a  n’ato.

Piero              (Le prende la pianta da mano) Nun te preoccupà, si proprio aggio scassà ‘na capa, (Alza la pianta facendo l’atto di volergliela dare in testa), scasso ‘a toja.

Titina             Aiuto aiuto   (Scappa e correndo dice) ‘E corna l’hanno fatto ascì pazzo chisto è pazzo, pazzo..

Piero              (La insegue e tutti  gli altri inseguono Piero)

 BUIO – MUSICA - STROBO

 DOPO UNA DECINA DI SECONDI

 SIPARIO - FINE

ATTO PRIMO - SEQUENZA SCENE

SCENA I (Piero – Pamela)

SCENA II (Pandora – Piero – Pamela)

SCENA III (Pamela – Pandora)

SCENA IV (Pamela - Maria – Leone)

SCENA V (Maria -  Leone)

SCENA VI ( Pamela – Maria – Leone)

SCENA VII  (Piero – Maria – Pamela – Leone)

SCENA VIII  (PIero Pamela- Maria – Leone - Achille)

SCENA IX     (Maria  – Leone – Pamela)

SCENA  XI  (Mirella – Leone - Maria)

SCENA XII  (Pamela – Mirella – Leone - Maria)

SCENA XIII   (Pamela – Mirella – Leone - Maria- Piero)

SCENA XIV  (Pamela – Leone - Maria- Piero)

SCENA XV (Pamela – Leone - Maria- Piero - Mirella)

SCENA XVI (Pamela – Maria -  Leone)

SCENA XVII (Leone – Maria)

SCENA XVIII (Titina- Maria- Leone- Pamela)

SCENA XIX (Leone-Maria-Pamela)

SCENA XX (Pamela a telefono)

SCENA XXI (Pamela – Achille)

SCENA XXII (Pamela – Piero – Achille)

SCENA XXIII (Piero – Pamela)

SCENA XXIV (Pamela – Maria - Leone)

SCENA XXV (Leone- Maria)

SCENA XXVI  (Pamela - Leone – Maria)

SCENA XXVII (Maria – Leone)

SCENA XXVIII (Maria – Leone – Pamela – Dora – Lorenzo)

SCENA XXIX (Leone – Maria – Dora – Lorenzo)

SCENA XXX ( Dora – Maria- Leone – Lorenzo) 

SCENA XXXI (Dora – Leone – Lorenzo)

SCENA XXXII (Pamela – Dora – Lorenzo – Leone)

 SCENA XXXIII (Piero - Pamela – Dora – Lorenzo – Leone)

SCENA XXXIV (Pamela – Dora – Lorenzo – Leone - Maria)

SCENA XXXV ( Pandora- Pamela – Dora – Lorenzo – Leone - Maria)


SEQUENZA SCENE ATTO SECONDO

SCENA I (Pamela – Piero)

SCENA II (Piero- Pamela – Titina poi Arringa a telefono a viva voce)

SCENA III (Pamela – Piero)

SCENA IV ( Titina – Pamela – Piero)

SCENA V (Pamela – Piero – Titina- Maria – Leone)

SCENA  VI   (Leone – Maria – Piero – Pamela)

SCENA VII  (Gli stessi meno Pamela più Dora e Lorenzo)

SCENA VIII (Pamela – Dora – Maria – Leone – Lorenzo)

SCENA IX (Pamela – Maria – Leone – Piero)

SCENA X      (Piero – Arringa – Pamela - Maria  - Leone)

SCENA XI  (Piero – Arringa – Pamela - Maria  - Leone - Mirella)

SCENA XII (Piero – Arringa –  Maria  - Leone . Pamela )

SCENA XIII (Piero – Arringa –  Maria  - Leone - Dora - Lorenzo)

SCENA XIV (Pamela - Piero – Arringa –  Maria  - Leone)

SCENA XV  (Piero – Arringa –  Maria  - Leone)

SCENA  XVI (Piero – Arringa –  Maria  - Leone - Pamela)

SCENA XVII (Maria – Leone – Arringa)

SCENA XVIII (Leone Maria – Arringa -  Piero – Pamela)

SCENA XIX (Pamela - Leone – Maria) 

SCENA XX (Piero – Leone – Maria – Pamela)

SCENA XXI (Piero – Leone – Pamela – Mirella – Maria)

SCENA XXII (Piero – Pamela  – Maria - Mirella - Leone)

SCENA XXIII (Piero – Pamela  – Maria - Mirella – Leone - Lorenzo . Dora)

SCENA XXIV (Maria – Leone - Piero)

SCENA XXV (Piero – Achille –  Maria – Leone )

SCENA XXVI (Pamela  -  Piero – Achille –  Maria – Leone )

SCENA XXVII (Leone – Maria – Piero – Pamela - Achile)

SCENA XXVIII   (Pamela – Achille)

SCENA XXIX (Pamela – Achille – Pandora)

SCENA XXX ( Pamela – Piero – Maria – Achille – Leone – Dora – Lorenzo)

SCENA XXXi (Pamela – Piero – Maria – Achille – Leone – Dora – Lorenzo -Titina)

SCENA XXXii (Pamela – Piero – Maria – Achille – Leone – Dora – Lorenzo -Titina)

Mirella - Arringa)

SCENA   XXXiiI (Pamela – Piero – Maria – Achille – Leone – Dora – Lorenzo -Titina)

Mirella - Arringa)


ORDINE DI USCITA DEI PERSONAGGI

1.Demostene       Arringa              Avvocato di Achille

2.Pandora                                         Nipote di un collaboratore di Piero

3.Titina         Caperi                         Portinaia

4.Mirella Ochetti                              Segretaria di Piero

5.Dora                                               Sorella di Maria. Zia di Pamela

6.Lorenzo Gianduia                       Suo marito

7.Leone Ruggenti                                    Padre di Pamela

8.Maria                                              Sua moglie                                   

9.Achille Talloni                              Spasimante di Pamela

10.Piero         Cementi                     Ingegnere

11.Pamela                                 Sua moglie                         


PROFILO DEI PERSONAGGI

Piero  Cementi: Ingegnere 30/35 anni, bella presenza, è un uomo che dimostra di non aver grande interesse per la moglie. Si suppone che abbia un’ amante: Mirella la sua segretaria.

Pamela: Casalinga, 25/30 anni,  bella donna soffre molto per l’indifferenza del marito. Tormentata dalla gelosia, ha fondati sospetti che Piero sia l’amante di Mirella. Nel finale avrà modo di rendergli pan per focaccia.

Leone Ruggenti.Sui 60/65 anni ha una presenza giovanile sia nell’atteggiamento che nel vestire. Si diverte nel sottolineare gli strafalcioni della moglie Maria. Arcistratifosissimo del Napoli ha continui battibecchi con Lorenzo, Juventino.

Maria: Coetanea del marito. Esuberante in tutte le sue manifestazioni Parla quasi sempre in napoletano; quando vuole parlare in italiano, specialmente per le parole di uso poco comune le travisa. E’ anche un po’ sorda e molto spesso capisce una cosa per un’altra: naturalmente ogni sua parola  sbagliata suscita  ilarità tra gli astanti con risate soffocate o più o meno di una certa intensità.

                                                                                                         

Dora:Intorno ai sessanta anni. Donna di classe: calma, pacata, é la sorella di Maria della quale è l’opposto sia nelll’abbigliamento, che nel parlare. Si esprime quasi sempre in italiano con flessioni a volta napoletane, altre torinesi.

Lorenzo Gianduia:65 anni, marito di Dora, napoletano, ma trapiantato da molti anni a Torino. Ha assunto atteggiamenti e  gusti  tipici piemontesi.  Accesissimo tifoso  della  Juve,  in continuo antagonismo a Leone.

            Achille Talloni:30/ 35 anni Aspetto molto giovanile.E’ il classico play boy. Dimostra palesemente di essere innamorato di Pamela: tenta di mascherareil sentimento, ponendo il suo atteggiamento in tono scherzoso, anche davanti al marito.


Titina Caperi: Variabile l’età a seconda dell’interprete: E’ la classica pettegola del quartiere, del quale conosce vita e miracoli. Appassionata di cabala fonda un comitato per concertare  i numeri da giocare. Le sue cinquine sono sempre vincenti.

Mirella Ochetti: 25/ 30 anni. E’ una bella ragazza, un po’ svampita. Bionda platino ricorda vagamente Sandra Milo.Veste con eleganza, ha una foulard a pois  collo: le scarpe hanno tacchi molto alti; barcolla un po’ quando cammina.  (In alternativa il personaggio può essere interpretatoda  un’attrice non giovanissima, sempre tipo vamp,  aggiustando qualche battuta).                                          

Demostene Arringa:        (E’ un tio particolare, non ha l’aria di un avvocato, indossa un jeans ed un maglione, scarpe da tennis e si esprime spesso in napoletano. Intorno alla cinquantina. Ha un atteggiamento che solo raramente rispecchia la sua professione specialmente nel parlare.

Pandora 40 anni, di statura piccola ma ha l’incedere di una modella di moda. Intellettualoide. Espressione da superdonna. Parla velocemente un italiano forbito, e non si rende conto dell’improprietà dl linguaggio scortese ed offensivo. Il secondo atto ha una metorfosi nel vestire e nell’atteggiamento.


COSTUMI ATTO PRIMO

Piero         :        Vestito spezzato elegante. Cravatta, scarpe, calzini intonati   

Pamela:    Prima uscita: vestaglia lunga, pantofole col pon pon.                           Uscite seguenti: Pantalone, pullover, scarpe sportive basse

Leone:      Jeans, polo, giubbotto o smanicato, scarpe sportive, marsupio


Maria         Vestito un po’ pacchiano, scarpe e borsa non intonati.

Dora          Tailleur con camicetta scarpe e borsa intonati                                                        

Lorenzo    Abito scuro, scarpe nere,borsa da ufficio.                          

Achille      Abbigliamento giovanile sportivo ma griffato.                              
Titina         Camice azzurro con sopra grembiule a salopetta, pantofole alte     

Mirella       Abbigliamento tipo Positano: Pantalone modello Jeans,camicetta a sbuffo con intreccio di colori, scarpe con tacco a spillo altissimo.                              

Pandora       Tailleur nero attillato. Scarpe e pochette lucide nere. Occhialoni chiari alla Arisa.

                           


COSTUMI ATTO SECONDO

Piero         :        Pantalone, maglione, camicia  scarpe, calzini intonati.    

Pamela:    Prima uscita come il primo atto. Al rientro  indossa  gonna, pullover, scarpe con tacco.

Leone:      Vestito di fattura sportiva, camicia, cravatta azzurra, scarpe nere,  borsello


Maria         Cambio vestito, ma sullo stesso stile del primo atto

Dora                   Prima uscita: accappatoio  colorato con asciugamano in testa arrotolato a mo di turbante. Uscite seguenti: vestito intero con giacchino,  scarpe e borsa intonate.

                                                                

Lorenzo    Prima uscita:  accappatoio a strisce bianconere, poi pantalone, camicia cardigan Scarpe nere                         

Achille      Abbigliamento giovanile classico costoso d elegante.                                
Titina         Camice azzurro con sopra grembiule diverso a salopetta.

        

Mirella       Vestito intero da mezza sera, più adatto ad una cerimonia che ad un ufficio Borsa da ufficio, pochette e scarpe con tacco sempre molto alto.

Arringa     Jeans con strappi, camicia, maglione, scarpe da tennis,  Al posto della borsa da ufficio uno zaino.                         

Pandora   Deve cambiare atteggiamento e quindi abito. Vestito fiorato con colori pastello scarpe con tacco non alto  occhiali Ray ban


TRUCCO

Piero                  Fard leggero per attutire le luci bianche.

Pamela      Prima trucco quotidino, poi, dopo il rapporto con Achille,

unpo’ più di rosso al viso.

Leone       Fard leggero per attutire le luci bianche.                    

Maria         Trucco vistoso.                                                                 

Dora          Trucco quotidiano.                              

Achille      Trucco accurato poi, dopo il rapporto con Pamela  un po’ più rosso.

Titina         Scocche rosse come da campagnola rubiconda.

Mirella       Trucco sofisticato e marcato come da gran soiré.                      

Arringa     Trucco scanzonato giovanile, come da play boy.                       

Pandora   Trucco sofisticato. Capelli tirati, nel secondo atto trucco normale e capelli sciolti.


ATTREZZERIA

Divano

Tavolo tondo

Quattro sedie

Mobile basso

Set per prima colazione

Tovaglia

Due giornali

Un fascio di rose rosse

Una piantina con fiori colorati

Citofono

Telefono

Quadri

Bottiglia limoncello

Bicchierini

Guantiera

Drappo azzurro

Due  borse d’ufficio

Uno zaino

Due fascicoli pratiche

Piccola calcolatrice

Sei tazzine da caffè

Zuccheriera
‘NU VASO PE’ ‘NU VASO

CALENDARIO PROVE

SETTEMBRE

8          LUNEDI                       LETTURA

12        VENERDI                     LETTURA

15        LUNEDI                       MEMORIA        SCENE

19        VENERDI                     MEMORIA        SCENE

23        MARTEDI                     MEMORIA        SCENE

25        GIOVEDI                      MEMORIA        SCENE

29        LUNEDI                       MEMORIA        SCENE

OTTOBRE

1          MERCOLEDI               

3          VENERDI

6          LUNEDI

8          MERCOLEDI

10        VENERDI

13        LUNEDI

15        MERCOLEDIL

17        VENERDI

20        LUNEDI

22        MERCOLEDI

24        VENERDI

27        LUNEDI

29        VENERDI

NOVEMBRE

3          LUNEDI

5          MECOLEDI

7          VENERDI

10        LUNEDI

11        MARTEDI

12        MERCOLED

13        GIOVEDI                      RIPOSO

14        VENERD                      GENERALE

15        SABATO                      SPETTACOLO IN TEATRO MINORE

17        LUNEDI                       RIPOSO

18        MARTEDI

19        MERCOLEDI

20        GIOVEDI                      RIPOSO

21        VENERDI                     GENERALE

22        SABATO                      SPETTACOLO

23        DOMENICA                  SPETTACOLO


IL SIPARIETTO

‘NU VASO PE’ NU VASO

Le prove di lettura si effettueranno presso presso la casa della signora Angela Esposito che ringraziamo per l’ospitalità, mentre quelle di azione presso la sede della scuola di musica delle sorelle, Aminta e Susanna Luca dietro rimborso spese di pulizia di  € venti (venti) a prova nei giorni indicati con elenco a parte dalle ore 19 alle 22. (Rimborrso forfettario di € 400 (Quattrocento)  per complessive prove superiori a venti)

 

Gli spettacoli presumibilmente si effettueranno presso il tetro “IL PICCOLO” nei giorni 21, 22, 23 novembre , venerdi sabato e domenica al costo indicato nel preventivo.

 

Chi accetterà di partecipare a questo spettacolo, per prima cosa, pena l’esclusione dalla compagnia, non dovrà accettare altri impegni artistici fino alle fine delle rappresentazioni concordate.

Regole da tener in conto durante le prove per il rispetto di tutti.

·RISPETTARE LA PUNTUATITA’:  sono tollerati solo dieci minuti di ritardo, L’ultimo ritardatario  pagherà il caffè per tutti.

·Durante le pRove non è consentito:

·PARLARE per non disturbare chi prova

·FUMARE: chi ne ha necessità può aspettare il break o farlo fuori, avendo l’accortenza di rientare in tempo per il suo eventuale impiego, senza farsi chiamare.

·MASTICARE chewing gum durante la prova.

·INTERVENIRE sulle decisioni del regista che, comunque, dopo la prova, ascolterà tutte le critiche e i suggerimenti, pronto ad accettarli se li riterrà validi.

·MARINARE le prove se non per motivi di salute (chissà come mai avvengono  improvvise visite ginecologiche o dal dentista)  o seri problemi familiari.

·ESSERE       disponibile per eventuali spostamenti delle prove preventivate.  

Ogni inadempienza ritenuta ingiustificata sara’ punita con un’ammenda di € 10,00, il cui totale sara’ devoluto alle tasche vuote del  povero regista….. o meglio costituira’ PATRIMONIO per gustare una pizza alla

faccia degli inadempienti.

Letto approvato e sottoscritto.


IL SIPARIETTO.

“ ‘ NU VASO PE’ ‘NU VASO “

PREVENTIVO SPESE PER TRE GIORNI DI SPETTACOLO PRESSO  IL TEATRO “ IL PICCOLO  “NEI GIORNI 21, 22, 23 NOVEMBR P.V

La scelta del teatro è stata determinata dai minori costi, della posizione logistica e dal’ampia disponibilità di parceggio.

TEATRO                                                  €         1700,00

FITTO LUCI                                             €           600,00

MASCHERINE E OTTEGHINO            €           200.00

IVA 22%                                                   €           550,00

TRUCCO (Prodotti)                               €           100,00

COSTUMI (Eventuali accessori)                  €           100,00

RIMORSO X PULIZIA SALA PROVE  €           400.00

TIPOGRAFIA                                          €           300,00

RIPRESA TELEVISIVA                         €           450,00  

EVENTUALI  E VARIE                          €           500,00

                                                                  ============

TOTALE                                                  €          5000,00

Detraendo i 400 (quattrocento)  euro della sala prove le spese ammonterebbero ad € 4600, 00 (Quattromilaseicento) antiipate dai partecipanti a 2 (Due) euro a prova, recuperabili dalla vendita dei biglietti fissata ad € 12,00 (dodici) cadauno di cui due (Due) al venditore e 10,00 (Dieci) alla compagnia.

Effettuati i conti dall’amministratore, le eventuali differenze, in positivo o in negativo, saranno divise tra i partecipanti.     

Figure dei collaboratori per l’allestimento dello spettacolo: oltre il grande UMBERTO CASTALDI, eletto regista all’unanimità con il più alto senso democratico.

·AMMINISTRTORE

·COORDINATORE TECNICO

·SUGGERITORE

·DIRETTORE SCENA

·RESPONSABILE TRUCCO

·RESPONSABILE COSTUMI

·RESPONSABLE TECNICO       

·SIPARISTA                                  

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