Nuoce gravemente alla salute

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Personaggi:

Nuoce gravemente alla salute

Personaggi: 

-  Lea BELMONT: scrittrice

-  Victor PONTIER: editore

-  Il Cameriere del ristorante

Scenografia:

Un prestigioso ristorante parigino, arredamento discreto, d’una classica eleganza francese; mobili panciuti, lampade arrotondate, pesanti drappeggi, pigri tappeti sembrano digerire placidamente.

SCENA 1

Victor Impressionante tutto ciò, positivamente impressionante. Vero? La quantità di piatti che ci sono dà l’angoscia…Va bene, forza, coraggio, io provo le lumache.

Léa  Le lumache, dice?

Victor C’è sempre una parte di incertezza con le lumache, ma confesso che un piccolo rischio non mi dispiace affatto.

Léa  Ha ragione, le si apprezza di più.

Victor  Pare che le lumache, insomma, che facciano…che diano voglia di…(piccolo gesto scabroso ma elegante) Per lo meno è ciò che  sosteneva Antiphilo d’Agrigento nella sua  Apologia del molle e del basso.

Léa Bene, dica un po’, come editore ha una certa cultura letteraria!

Victor Capitolo lumache, sono imbattibile. Mi sono sempre piaciute, le lumache. Quand’ero piccolo, (Lea assume un’aria attenta) le raccoglievo con l’intento di studiarne gli usi e costumi…le tenevo nascoste sotto il letto e rubavo della lattuga a mia madre per sopperire ai loro bisogni… Non sopportavo l’idea che si potesse mangiarle, stupido eh? Ciò mi…come dire? Ciò mi….

Léa  La disgustava?

Victor Esattamente, è la parola giusta, mi disgustava!

Léa  Bene, forza, rischierò con lei. Dimostrerò che anche una donna può avere del coraggio. Sotto con le lumache!

Victor Una volta ho invitato un collega americano a mangiare lumache. Gli ho fatto credere che le servivano vive e che bisognava trafiggergli la testa con un ago….(scoppia a ridere)

Lo sa cosa diceva Baudelaire? A proposito delle lumache? Che, preparate ad arte, sono saporite quanto le cervella di bambini….(si morde la lingua, accorgendosi della gaffe magistrale che ha appena fatto) Per l’appunto, avevo intenzione di chiederle notizie di suo…

Léa  Sta abbastanza bene, ma…non potrà fare a meno dell’operazione. (smorfia di dolore di Victor) Sì…Consideri comunque che ho molta fiducia, le possibilità di successo sono piuttosto elevate rispetto ai rischi di una…. E c’è una clinica a Los Angeles specializzata in questo tipo di interventi. Ovviamente è molto costosa, ma per me è fuori questione venga operato altrove.

Victor (sgranocchiando con gravità un salatino) Quando si tratta della vita di un bambino non bisogna fare nessun compromesso. Nessuno.

Léa Inoltre, hanno una grossa esperienza, e in questi casi è l’essenziale.

Victor (con espressione salace) In tutti i campi è essenziale.

(accortosi della propria goffaggine) Dunque la diagnosi è stata ben stabilita, ecco già un grosso passo  avanti. La diagnosi in chirurgia è molto importante.

Léa Sì, si tratta di una malattia del midollo spinale che…(viene interrotta dal cameriere; aspetto tormentato, papillon, dritto come un palo)

Cameriere Avete scelto?

Victor Abbiamo optato per delle lumache! Circondate da insalata di finocchi.

Cameriere Su un letto di verdurine dell’orto?

Victor Certo. Credo che in questa stagione sia una scelta che…Vero?(interrogando con gli occhi il cameriere) Ce le consiglia?

Cameriere (sospiro di prostrazione) Non le ho assaggiate, signore, ma presumo che una volta sistemate da mani esperte, non avranno alcun motivo per non soddisfarla. Sono delle lumache. Per questa ragione sono molto apprezzate dagli amanti dei molluschi gasteropodi terrestri.

Victor (leggermente spazientito) Lei è nuovo qui, vero? Apro dunque una parentesi per farle notare che sono Victor Pontier. Non lo dico per vantarmi, lo dico perché è vero e perché la verità è la verità. Certi gestori di ristoranti troppo tardi mi hanno detto:” Ah! Se avessimo saputo chi fosse…” E allora ecco, lei capisce, chiusa parentesi. Per tornare velocemente alla nostra questione, spero che non siano lumache surgelate provenienti dalla Manciuria!

Cameriere (con un sussulto) Signore…

Victor  Glielo chiedo perché mi piace sapere esattamente cosa mangio. Se mangio delle lumache, voglio che siano lumache francesi, belle grigie,  ben spugnose. Non è nazionalismo, è prudenza.

Cameriere Signore, non mi costerebbe molto affermare che le nostre lumache sono sempre eccellenti, ma come lei ha giustamente sottolineato, la verità è la verità, possiede un’umiltà che le è propria, ha le sue esigenze, i suoi limiti, e non sarebbe capace di giudicare  a priori ciò che sarà in nome di ciò che fu.

Victor ( sorridendo seccato) Bene, almeno sono rassicurato sul rigore intellettuale dei camerieri. Prenderemo entrambi le lumache circondate da insalata di finocchi.

Cameriere Su un letto di verdurine dell’orto; bene signore. Gradite un antipasto?

Victor Certamente. (finendo in picchiata sul menu) Io…Mi scusi, prima le signore….

Lea L’insalata di ventriglio, per favore.

Victor …Certo…Certo…Come prologo alle lumache  è una scelta molto giudiziosa. Anche per me l’insalata di ventriglio. (alzando gli occhi verso il cameriere) Se lei non ha niente in contrario……

Cameriere Il cliente è libero, signore. Ha scelto un vino?

Victor Eh beh…..beh….beh, vediamo…( aprendo il menu dei vini ) Vediamo, vediamo, vediamo, eh beh…Potremmo entrare in argomento con un bianco. Eh Lea, che ne dice? Con il ventriglio ? Un Fourrebézigue, per esempio, si lascia bere bene….Un 1984, mmh? Bene un Fourrebézigue 1984, vigna del vescovo.

Lea E una bottiglia d’acqua.

Victor E una bottiglia di sciroppo di lumaca per la signora. ( il cameriere si eclissa con  un bel movimento del canovaccio) Di cosa parlavamo prima di… Ah si! Stava accennando ad un problema di midollo osseo riguardo a suo figlio…

Lea Sì, dicevo che l’intervento chirurgico è molto costoso. Assolutamente necessario, ma molto costoso. Insomma, io…( assumendo un’aria imbarazzata) Penserà che stia insistendo su questo punto perché lei tenga conto delle mie… difficoltà…

Victor Mia cara Lea, gli editori non sono mica dei selvaggi: se mi preoccupo della salute di suo figlio, è proprio perché ci tengo ad aiutarla. Certo, il mio compito non è affatto semplice, “L’Energia della disperazione” è ben lontana dal trovare tutti unanimi  alla Casa Editrice. Il suo manoscritto è stato giudicato un po’….

Lea  Un po’ audace?

Victor Ammetta che lei non scrive come gli altri. Si prende delle libertà che… Lea, la letteratura è una vecchia signora che merita d’essere rispettata…Se le si comincia a versare del whisky nella teiera…

Lea Oh, sono sicura che le piacerebbe.

Victor Ad ogni modo lei si atteggia un po’ troppo a maestrina, e questo oggi non è visto di buon occhio.

Lea  Lo so, bisogna balbettare per non offendere i rincoglioniti, ma io non ce la faccio. Prendere gli ignoranti con le molle? Gridare al fuoco facendo boccuccia? Abbassare la voce, piegare la schiena per non essere tacciati di presunzione dai vermi?

Victor Esistono comunque delle sfumature, perché privarsene? Al posto di dire che le auto sono macchine di morte, perché non dire “la strada è pericolosa”? Al posto di chiamare le centrali nucleari, le marmitte del diavolo, perché non dire…

Lea Che il plutonio si digerisce bene con qualche bicchiere di vodka?

Victor No, ma che si rende necessario un dibattito sul futuro delle scorie, problema che ci riguarda tutti.

Lea Sì, potremmo esprimerci tutti così, con questa fraseologia zuccherata. La vita avrebbe meno sale, ma effettivamente sarebbe più serio. Più serio e meno vero. La verità ha il dente duro, cosa  vuole…Quello che non bisogna dire è forse  proprio ciò che bisogna scrivere.

Victor (abbozzando un applauso) Mi piace questa determinazione, non c’è niente di più bello di una donna viscerale. Se faccio l’avvocato del diavolo, è nel suo interesse. Il suo romanzo è in attesa di essere accettato, glielo ho detto al telefono, non mi resta che sistemare qualche dettaglio con lei; mi preoccupo soltanto per il suo futuro. Ci sono più rovi fuori dai sentieri battuti….

Lea Ma c’è molta meno gente.

Victor Certo, certo… tuttavia un briciolo di prudenza non nuocerebbe alla sua carriera.

Lea (Piegandosi verso di lui, e dando un’occhiata intorno come se ci fosse il pericolo di essere ascoltata, sussurra) La prudenza, brrr…mi fa paura. E’ davvero una virtù da scrittore? Non temere che la tua prudenza, o Zaratustra… Lasciamo le precauzioni agli epatici e agli esegeti. Beviamo d’un sol fiato l’alcool bruciante della letteratura!

Victor (sogghignando) Oggigiorno, la tisana ha una reputazione migliore. Lei non… Lei non mastica le parole, lei osa chiamare un ratto un ratto….personalmente, considero la sua audacia, una qualità. Mentre i miei illustri colleghi del comitato editoriale non sono tutti di questo avviso. Certi ritengono che il lettore abbia il diritto di ignorare il lato brutto delle cose…

Lea E che cosa ne pensa?

Victor Chi ?

Lea Il lettore.

Victor Lo sa, Lea,  il pubblico mangia ciò che gli si dà. Se si proclama attraverso i media che il succo di calzini non è che puro nettare, il pubblico se ne delizierà. La gente compra qualunque cosa…

Lea Forse è perché gli si vende qualunque cosa?

Victor Ma quando non gli si vende più qualunque cosa, non comprano più niente! E’ colpa mia se “Come rendere pazzo il tuo vicino” ha già fatto centomila copie? “La salute con i bagni in semicupio”, ottantamila copie…Le memorie di una qualsiasi prostituta, perfino senza essere stata in televisione, si vende mille volte meglio di una nuova traduzione di Goethe.

Lea  Quelli che con premeditazione fanno della letteratura industriale sono comunque più colpevoli di quelli che la comprano senza riflettere.

Victor E’ vero che certi colleghi, sotto pressione delle nostre amiche banche, a volte sono costretti per sopravvivere, a mettere del gesso nella loro farina, ma nessuno è obbligato ad andare a comprare  di corsa il loro pane. I consumatori a volte non meritano che la prima sillaba. La prova: il suo ultimo romanzo era splendido, quanto ha fatto? Cinquemila?

Lea (con un sorriso amaro) La stampa mi ha trattato piuttosto miseramente….

Victor Eh sì, i libri non hanno più il tempo di aspettare che il passaparola separi il grano buono dalla zizzania, così bisogna fare un  tamtam  pazzesco per attirare i clienti. Solo delle grandi Case come la nostra possono assicurare ai loro romanzi una massiccia pubblicità attraverso i media. Abbiamo pedine ovunque, spazi pubblicitari, anche nei programmi televisivi, biscotti da distribuire, un areopago di critici raffinati sensibili alle nostre iniziative editoriali…e non per vantarmi…(viene interrotto dal cameriere)

Cameriere Fourrebézigue 1984, vigna del vescovo.

Victor Certo. (il cameriere stappa cerimoniosamente la bottiglia e versa un dito di vino nel bicchiere di Victor. Quest’ultimo si abbandona al rito della degustazione sotto lo sguardo ansioso del cameriere) Perfetto.

Cameriere  (riempiendo i bicchieri) Preeeego……preeeego…

Victor (al cameriere) Perché vigna del vescovo?

Cameriere (rimettendo la bottiglia nel secchiello col ghiaccio) Nell’anno 1984, Monsignore il Vescovo di Gonfaron  fece tappa a Fourrebézigue. (assumendo un tono confidenziale) In viaggio capita a volte di …. Persino un vescovo

Victor (comprensivo) E’ ovvio. Fa caldo, viene sete e …(facendo il gesto di bere dalla bottiglia) Chi gli scaglierebbe la prima pietra?

Cameriere No, signore, volevo dire che….per la strada, Monsignore il Vescovo di Gonfaron…. Certo, non ero presente, ma è ciò che si racconta nelle cantine qualificate…Monsignore il Vescovo di Gonfaron fu preso….insomma Dio gli dette una voglia irresistibile di…e lui dovette alleggerirsi tra le vigne. (A Victor va di traverso un sorso) Consideri che soddisfare i propri bisogni naturali non è affatto peccato, purché non si ecceda. Nell’articolo 1 della domanda 119 della terza parte della Somma Teologia, San Tommaso d’Aquino….(Victor lo interrompe, visibilmente infastidito)

Victor Proprio così, ci sono stati argomenti ammirevoli circa questo soggetto delicato, e decisamente fondamentale. (il cameriere si eclissa, portando la testa come il santo sacramento)  Grazie.

Lea De-li-zio-so, questo fourrequalchecosa.

Victor Decisamente, ha una piccola parte….(fa un gesto che esprime l’idea di prendere il volo spiritualmente)

Lea In effetti, è molto…(alza gli occhi al cielo, mimando sia l’estasi religiosa che la gioia terrestre)

Victor Esattamente! Tra l’altro non abbiamo ancora brindato. Levo il bicchiere alla salute di suo figlio.

Lea 1984, appunto, è il suo anno di nascita.

Victor (radioso) E’ anche l’anno in cui è morta mia nonna! Allora beviamo alla salute delle generazioni future e al riposo eterno dei nostri avi che hanno tanto sofferto perché noi potessimo farci una bella mangiata….e fare dei buoni affari…

Lea  Brindiamo all’intera umanità, ascoltiamo quelli che non si fanno sentire, guardiamo quelli che non si mostrano, e miriamo al divino per arrivare nelle profondità dell’umano! (lungo, silenzioso braccio di ferro) Stava dicendo che ….per il lancio del mio…

Victor Sì, ecco, le stavo spiegando che la nostra Casa ha un certo peso. Se troviamo un accordo perfetto, io e lei, conto di fare tutto il possibile perché il suo nuovo romanzo goda della promozione che merita.

Lea Sarebbe fantastico…se sapesse questo schifoso di un testo quello che mi è costato….

Victor Lo so, Lea. Lei fa parte di quegli autori che scrivono col proprio sangue. La loro vita è divorata dall’opera, ma la polvere dei loro sandali vale molto di più rispetto agli allori di tanti altri…(pausa) Le assicuro che di buoni autori, non ce ne sono molti eppure, il demone della scrittura non è mai stato così prolifico. Gli scribacchini brulicano come dei girini in uno stagno… Se sapesse quanto sono disgustato da ciò che leggo, da ciò che a volte sono obbligato a pubblicare…

Lea Beh, lasciamo sotterrare i libri dai libri.

Victor Lei per esempio, la letteratura sterile non è il suo genere, basta leggere una sola pagina di Lea Belmont e viene da dire:“ Questa donna, finalmente un uomo! Finalmente un’anima!”…..e io quando scovo un’anima, zacchete! Non me la lascio scappare!

Lea Ciò che voglio è togliere con le parole la corazza degli esseri e delle cose… Dare l’ora esatta  mostrando semplicemente il meccanismo d’orologeria, come in un orologio trasparente…Un compito arduo, che mi ha tolto delle energie.

Ciò che ti svuota di più non è scrivere molto, ma scrivere intensamente. E di accorgersi che questo non serve poi tanto.Vogliamo costruire un ponte di parole per raggiungere gli altri, ma continuiamo a vedere che si allontanano….Cos’è uno scrittore?…Un testimone, un inquisitore che arriva a penetrare persino all’interno delle menti, un esploratore in territorio proibito, un…. Ah basta, sto sconfinando nel romantico….  Diciamo che…la mia strada passa attraverso l’immaginario. Metto in pratica l’acrobazia dei navigatori portoghesi. E’ una rischiosa virata in alto mare per prendere i venti favorevoli e proseguire così l’esplorazione delle coste sconosciute. La finzione è simile: una virata nella fantasia per approfondire la realtà.

Victor Questo significa avere una mente  molto aperta, ma il più comune dei mortali preferisce procedere lungo le coste! Lei dà, non smette di dare e in un mondo dove ognuno non pensa che a prendere, no?, è al limite della santità! Il suo romanzo è un regalo sontuoso all’umanità! Li avremo, Lea, li avremo tutti quei vermi di terra che non capiscono affatto la letteratura, li schiacceremo sotto le suole! (con la punta dell’indice, schiaccia una delle briciole che Lea aveva messo in fila sulla tovaglia)

Ma la lotta sarà dura, pioveranno frecce, ci vuole un’intesa tra noi più che cordiale. Sarò il primo ad avanzare sotto il fuoco nemico. Mi occuperò personalmente dei giornalisti più importanti, voglio vederli in adorazione davanti a me con l’incensiere nelle mani. (si sporge in avanti e prende per la cravatta un giornalista immaginario) Non le è piaciuto il romanzo di Lea Belmont? ( assume un’aria sadica e con tono mellifluo) Non le è piaciuto il romanzo di Lea Belmont? (Impugna il coltello e sgozza lentamente, con gusto, il giornalista immaginario)

Lea Lei è molto gentile. (il cameriere, che si era avvicinato per riempire i bicchieri, guarda Victor con preoccupazione)

Victor Bombarderemo di pubblicità i giornali più grossi per essere sicuri che partoriscano dei buoni articoli. (il cameriere si allontana) Con la sua foto, sugli inserti, perché ha degli occhi che bisogna  sfruttare al massimo…Lascerà il segno, la si vedrà dappertutto….col suo sorriso…lei non sorride abbastanza…Ecco, così, un bel sorriso sincero, con quei denti che glielo farebbero tirare anche ai morti. Perfetto, non si muova! E’ così che la voglio nelle foto. No, non pieghi gli occhi, fa uscire le rughe. Deve imparare a sorridere arrotondando gli occhi, eh sì, questo è il prezzo della gloria. Farò di lei qualcosa di grande, Lea. Ma devo essere sicuro che cammineremo mano nella mano….che lei darà del suo….

Cameriere L’insalata di ventriglio?

Victor Per la signora.

Cameriere Preeeego….L’altra insalata di ventriglio…?

Victor Secondo lei?

Cameriere Preeego….

Lea Mmh, ha un ottimo aspetto…

Cameriere Stamattina questi ventrigli palpitavano ancora nelle viscere frementi di pacifici uccellini, come dire se sono freschi… Quanto alla lattuga, è la stessa insalata che componeva l’ambiente famigliare e il nutrimento preferito di questi innocenti volatili prima che soccombessero sotto il coltello del sacrificatore. Vi auguro buon appetito. (se ne va)

Victor Sì, io…dicevamo dunque, non è vero, che, visto i nostri progetti e tenuto conto delle circostanze, bisognerà, euh….

Lea Permette…(Giunge le mani sopra il piatto, chiude gli occhi e mormora una preghiera, senza dimenticare di essere bella. Poi fa il segno della croce premendo su ciascuno dei seni) Penserà che sono un po’ idiota, ma è un voto che ho fatto….per mio figlio. Lei non è obbligato a…

Victor Oh ma tanto non costa niente…(si mette a mani giunte e assume un’aria umile sbirciando il décolleté di Lea. Finita la preghiera, cominciano a mangiare in silenzio, Victor osserva Lea con la coda dell’occhio) Sarebbe straordinario se arrivassimo a metterci d’accordo…ho il nostro contrattino…(picchietta sulla cartella ai suoi piedi, come se si trattasse dell’incollatura di un cavallo)

Lea (estasiata) Ha il contratto?

Victor Negli affari, più si è veloci meglio è…Non è come in amore.

Lea E’ vero, in amore si corre un po’ troppo oggi. Non c’è più il tempo per godersi le cose. Non si lascia oziare abbastanza l’immaginazione, la velocità non si addice ai sentimenti.

Victor Esatto, ma io mi permettevo di pensare all’atto d’amore stesso. Per firmare un contratto si fa velocemente, si legge e hop! Si firma ed è finito, ma per il resto abbiamo diritto a prolungare il piacere….

Lea Allora lei ha voglia di fare qualcosa con me?

Victor Non sogno che questo!

Lea Col mio romanzo, voglio dire? (Victor si incupisce e non risponde niente) Sarebbe forse degno di un premio?

Victor Un premio! I premi sono piscio d’asino per attirare le mosche… Accidenti alle corna di…! Mi stavo dimenticando…scusi…(sfodera il cellulare e compone un numero) Trudec? Sono Pontier! Come va la salute?…Sì….sì…..sù che questo si cura bene oggi come oggi. E la signora Trudec? …Sì…Sì…Non sia pessimista, la psichiatria si è evoluta parecchio rispetto al passato. E suo figlio? …Sì….sì….Lo sa, l’insegnamento è talmente pietoso che è un onore farsi bocciare. E sua figlia? …Sì…sì…Ma il primo tentativo non è mai così serio, è giusto una richiesta d’aiuto. E la sua cagnetta adorabile? ….No!?…no!?…sei cuccioli! Beh vede, allora non va poi così male!…E’ vero quello che dice, loro almeno non ci deludono mai….Sì, la chiamo così su due piedi per darle una buona notizia. Ho appuntamento la settimana prossima con il Minicul, insomma, il ministro della cultura. Desidera parlarmi di sua figlia che accarezza l’idea di assumere un posto di responsabilità presso una Casa Editrice. Abbiamo risposto “presente”, bisogna pur aiutare i giovani. Ho pensato di approfittare dell’occasione per buttare là una parola al ministro sulle difficoltà finanziarie della fondazione Durand – Pinette….Ma no, è una cosa normalissima. La letteratura ha bisogno di lei e lei sa bene quanto il premio Durand – Pinette mi stia a cuore. Spero molto nel romanzo che abbiamo in lizza, “La giumenta e il giuggiolo” di François – Fernand  Beauduc… Cosa?!… No, non è ancora uscito, è in stampa, ma dovrebbe aver ricevuto le bozze! Questa poi, è scandaloso!…Lo so che ha luogo domani!….Beh stia a sentire, non perdiamo la testa, niente è perduto. Le spedisco la giumenta. Forse la riceverà dopo le deliberazioni, ma ciò non deve ostacolare la sua decisione. Lei non può ignorare un simile romanzo a causa di un volgare ritardo….Lo leggerà dopo, non fa niente. Al contrario, avrà più tempo per apprezzarlo….Non si preoccupi, non c’è nessuna idea che possa infastidire, non c’è nessuna idea del resto, solo del bello, del bello a piene mani. La storia di un primo amore in Cochinchine….d’accordo è già stata fatta trentasei milioni di volte, ma non bisogna fare di tutta l’erba un fascio. Questo primo amore in Cochinchine, là,  fa lo sgambetto a tutti gli altri primi amori in Cochinchine. E poi lo conosce Beauduc, è un buon cavallo….Oh ma è parecchio che ha smesso di bere…Sì, esatto, aveva ricominciato, ma poi ha rismesso. Ha una donna tutta nuova, si è tagliato la barba, può incoronarlo ad occhi chiusi….Lo so bene che lei non è da solo, ma riuscirà a convincere gli altri membri della giuria, ne sono certo….Allora conto su di lei! …Eh?! Se voglio un cucciolo? Ma io….io ho già una tartaruga….Bene…eh beh, ne riparleremo dopo l’assegnazione del premio…Proprio così, buonasera e si fidi di me, un romanzo notevole. (compone un altro numero) Beauduc? Pontier! A che punto è la giumenta?…Come “ una piccola metà”?! La sua penna si è otturata o cosa? S’immagini che domani le conferiranno il premio Durand-Pinette, è un piccolo premio, ma prestigioso…..allora  è nel suo interesse mettere il fuoco sotto il culo della giumenta…Le ho già anticipato cinque testoni per il suo ronzino e dunque se non rispetta i tempi vengo a casa sua, carico la giumenta e la faccio terminare da un negro Intercity …Sì, e beh anch’io sono stanco morto, tutti siamo stanchi morti, non ci sono mica solo i signori autori (storpiando la parola). Lei dovrebbe prendere un po’ d’aria.. Ecco, le ci vorrebbe un cane per costringerla ad uscire…Bene, siamo d’accordo, si dà una mossa? Mi serve la Giumenta il prima possibile, presto- presto- presto, forza, ci dia sotto con gli speroni! Io mi interesserò a trovarle un cane. Buongiorno a lei. (rinfodera il cellulare)

Si entusiasmi, è uno considerato! Sì, dicevo che no, i premi sono una birretta per lei, bisogna colpire più forte. Sarebbe buono, per far funzionare il suo libro, un avvenimento che passi attraverso i media e che la riguardi. Qualsiasi cosa…Lea Belmont violenta un autista di taxi, boum! E il buon pubblico si precipita in libreria anche se questo non ha niente a che vedere col suo romanzo….Potremmo giocare con la malattia di suo figlio….(lei sgrana gli occhi) Insomma, voglio dire smettere di nasconderla al pubblico che ha il diritto di essere informato…(lei smette di mangiare e lo guarda fisso) Ma le confesso che non mi piace molto procedere in questo modo. Certi colleghi con pochi scrupoli ne approfitterebbero; la mancanza di tatto non è il mio forte, mi rifiuto di sfruttare la sofferenza di un bambino, il dolore di una madre. Piuttosto ho un’idea…(si ficca un pezzo di ventriglio in bocca, mastica lentamente, ingoia, si pulisce la bocca con piccoli colpi di tovagliolo, con leggerezza e disinvoltura) Un’idea che credo abbastanza buona….Potremmo impregnare il romanzo col suo profumo, il suo profumo delizioso….Avremo l’impressione di toccarla, apriremmo le pagine con una voluttà sempre continua…

Lea  E’ un’idea meravigliosa, ma…preferisco che comprino il mio libro per quel che c’è scritto dentro….le sembrerà assurdo forse…

Victor Assurdo no, ma sicuramente arcaico. Il contenuto verbale di un libro non basta più a scatenare la pulsione all’acquisto. Bisogna sedurre il lettore in altro modo. Del resto, quando decido di adottare un autore, non mi limito meschinamente al suo testo, ma mi occupo del suo andamento, dei suoi orecchini, delle sue gambe…Vedrà, troveremo un’idea fulminante per  farla partire alla grande. Ci rifletteremo insieme…a mente fresca. (Lea tace, mangiando impassibile) E’ buffo, ma adesso che lei è qui, davanti a me, finalmente tangibile, vibrante di realtà, palpitante di vita, mi sembra già di amare il suo romanzo, come se lei ne fosse l’incarnazione, il verbo fatto carne…

Lea  Il che dimostra che bisogna sempre incontrare gli autori.

Victor Esatto, il confronto fisico è indispensabile. Le parole sono belle, ma se ci si limita ad uno scambio intellettuale, il fervore dell’editore corre il rischio di ammosciarsi. L’opera e l’autore sono un continuum, vero, bisogna prendere tutto o lasciare tutto.

Lea Dunque, per riassumere, lei non avrebbe nessuna osservazione da fare su “L’Energia della disperazione”? Nessun bisogno di rimettere il mio manoscritto sull’incudine?

Victor (prende tempo, si asciuga la bocca in maniera distinta e dispiega meticolosamente il tovagliolo sulle ginocchia) Forse sarebbe auspicabile gli dessimo qualche limata insieme, ma non c’è fretta, l’importante è che siamo qui, tutti e due. Il resto non è che della letteratura…. (risata nasale)

Lea Soffro di ossessione da testo, lei sa, questo romanzo, ci ho lavorato cinque anni, è carne della mia carne, come mio figlio….Un piccolo dettaglio può rivelarsi fonte  di ansia per me…

Victor Sensibile alle parole minori, vero, come tutti gli scrittori! Ma stia tranquilla, non c’è praticamente niente a cui rimettere mano, tranne forse…(apre la sua cartella e ne estrae un grosso manoscritto rosso. Una volta sistemato accanto al tovagliolo, prende gli occhiali e li infila) Vediamo, vediamo,….era qui…ecco. Una piccolissima frase che mi crea un piccolissimo problema…E’ il passaggio in cui la giovane comunicanda subisce i trasporti del robusto impresario di traslochi. Sulla tavola della cucina…Spinta indietro da due mani pelose che assomigliavano a quelle di un bel orango tango che aveva scorto al giardino zoologico da piccola, si distese sulla tela cerata dove alcune briciole scricchiolarono, e allargò le gambe avidamente…..(si toglie gli occhiali) Una frase squisita. Ritmata, elegante, piccante….Le briciole che scricchiolano….superbo effetto di realtà. Tuttavia, non le nascondo che ho una piccola riserva da fare sulla scelta di questo “avidamente”. Una ragazzina di buona famiglia non allarga le gambe avidamente, ma le allarga quanto basta. Un simile fervore erotico da parte di una giovane comunicanda mi sembra un leggero errore psicologico. Certo, dal punto di vista della sua esperienza intima di donna, che non devo approfondire, questo avidamente può a ragione sembrarle adeguato, ma un lettore ordinario rischierebbe di trovarci da ridire. Allora mi permetto di suggerirle di sostituirlo con la parola “pudicamente”. Spinta indietro da due mani pelose, ecc… e allargò le gambe pudicamente. Mmhh? Che ne pensa? La psicologia verrà rispettata, i lettori avidi di stimoli erotici avranno di che soddisfarsi ampiamente, i cristiani non rabbrividiranno e la sua giovane comunicanda non mancherà di essere abbondantemente onorata dal suo defloratore peloso…

Lea  Le sue osservazioni sono molto interessanti, ma mi sembra difficile terminare la frase con un simile avverbio che romperebbe tutto il ritmo impari, eiaculatorio della proposizione. E poi, forse le è sfuggito, avrà talmente tante cose da leggere che le capiterà di sorvolare su alcune pagine, è ovvio, ma si tratta di una scena di fantasia, e nessuno fantastica in modo pudico, perfino una giovane comunicanda. E’ chiaro nel mio romanzo: volendo confessare di aver peccato di spirito, la mia eroina seduce suo malgrado il giovane prete raccontandogli le proprie fantasie.

Victor  Certo, certo, ma , eh, beh, lei è ambigua, la sua giovane comunicanda si lascia tirare su la gonna con un lusso di dettagli che, vero….le briciole che scricchiolano, ci si crederebbe…

Lea  Ah no! Non creo equivoci, dico nero su bianco che questa giovane comunicanda, sul punto di ricevere Dio, viene presa da visioni incontrollabili…

Victor  …suscitate dalla televisione, vero?

Lea  (scaldandosi) In effetti mostro che il nostro inconscio è suddiviso in quadrettini, colonizzato, che certe fantasie sono prodotte industrialmente per comandarci a bacchetta. Il mio impresario di traslochi è il simbolo di questo immaginario indiavolato che fa  precipitare la mia eroina culo all’aria, la  scuote e le fa perdere la testa. La sua fantasia è dettagliata per la buona e semplice ragione che l’estrema precisione fa parte delle fantasie! Se metto il male in luce, è perché esso cerca di occultarsi per accrescere il suo potere. Non faccio che perpetuare una tradizione: i diavoli rifiniti meglio, i più verosimili, li troviamo sulle facciate delle cattedrali.

Victor  Sono del resto più piacevoli da guardare che quelle povere facce di santi che si assomigliano tutti, col loro mento pietoso, il naso spento e gli occhi da cani che pisciano.

Lea  Il male affascina perché è il re dell’apparenza. Per il bene, sedurre, non è il suo forte, ha altre gatte da pelare.

Victor Per tornare al nostro avverbio, non è il caso di complicare le cose. Il suo romanzo è buono come il pane! Ciò che apprezzo maggiormente è che lei non usa giri di parole.

Lea  Sono troppo pigra per scrivere qualcosa più dell’essenziale.

Cameriere (a disagio) Euh…il signore ha apprezzato il…la…

Victor  Sì, caro, sì, il signore ha apprezzato l’insalata di ventriglio, il suo piatto lo testimonia e  quello della signora ugualmente. Aggiungo che sono felice di aver compiuto un gesto a favore dei pollicoltori e permesso di abbreviare il calvario esistenziale di molti uccelli tormentati dalla mancanza di senso nel loro destino. A che punto sono le lumache, ci stanno aspettando?

Cameriere Esatto, signore. Vi servo un altro vino?

Victor Buona domanda! Risposta: sì. Dov’è la carta?….Grazie…(rivolgendosi a Lea) Mi permetto di scegliere il vino io stesso: credo di essere portato più di lei in materia di colline. Vediamo…un Borgogna, certo….(studia la carta) Mmh…no, questo no di sicuro. Forse un…ma no, no, sarebbe un po’ scialbo per l’insalata di finocchi. Questo qui però è ottimo, ma, beh, fin troppo forte, rischia di indebolire le lumache….(chiedendo al cameriere) Mi dica, caro, vorrei sollecitare un suo consiglio; i Borgogna sono delicati da maneggiare. Si pensa di conoscerli e poi… è un dramma.

Cameriere  Poiché mi onora della sua fiducia, signore, mi autorizzo ad attirare la sua attenzione sul fatto che il piatto è piuttosto sostanzioso e disposto su un catafalco di cervella in salsa verde. Mi permetterei dunque di consigliarle un Borgogna nervoso, vivace – per trascinare le lumache verso la loro ultima destinazione – e punto decisamente pesante, causa per cui questi desiderabili molluschi rischiano di impantanarsi a metà strada nella loro ultima dimora.

Victor  E’ esattamente ciò che stavo pensando, ci vuole un Borgogna particolarmente svelto!

Cameriere Non osavo utilizzare la parola, signore, ma devo confessare che s’impone con implacabile logica persino agli spiriti più casti.

Victor  Un Borgogna particolarmente svelto, vediamo….Ah! Un Chaumartin-Culeton! No ?

Cameriere Pastoso, ma ardente, crepuscolare eppure gioviale, vigoroso, vellutato e villoso, il Chaumartin-Culeton fa parte di quei vini di buona qualità dei quali Boussuet disse che erano come un passaporto per l’attimo. Fruendo di una religiosità saltellante, possiede un modello agreste, un colorito altero ma burlone, un gusto pieno, al punto che il suo aroma arriva ad evocare una crepitante fiammata autunnale di foglie morte tra le quali una rustica mano avrebbe gettato con nostalgia una manciata di lamponi e un paio di vecchi scarponi.

Victor Sorprendente! L’abbiamo trovato, l’abbiamo trovato!

Cameriere Il mio contributo è trascurabile. Me ne fossi rimasto tranquillo, lei sarebbe senza dubbio giunto da solo a questa conclusione marchiata dall’impronta del buon senso.

Victor E il millesimo allora? Millenovecento cosa?

Cameriere Sessantatré, signore, se posso azzardare questa espressione perentoria. A stagione ricca di lumache, buon vino riempirà le botti. Ora, il 1963 fu un’annata eccezionale per le lumache, fertile di temporali tonanti, i quali stanno alle lumache come le caramelle ai bambini, i gioielli alle belle donne e le bare ai vampiri. E’ per questo che in Borgogna gli indigeni chiamano il tuono “il tamburo delle lumache”. Certe collere del cielo possono far impazzire popoli interi di molluschi, si animano così di un incredibile zelo riproduttivo, si direbbero dei…dei….

Lea  Dei conigli?

Cameriere  Sì signora, sì, dei conigli! Con un impeto continuamente rinvigorito, rinnovano i loro assalti fino allo sfinimento del loro congiunto. E non si può fare niente, niente! Ce ne sono troppe! Sgorgano da ogni parte…Sono stati visti alcuni vecchi divorati, dei cani sconvolti, delle stuoie irrimediabilmente sporcate…..Lumache maestro dei boschi, non ti resta che rientrare in casa. E’ un detto borgognone.

Lea  Lei è della Borgogna?

Cameriere  Le mie radici materne sono della Borgogna, signora, ma l’autore dei miei giorni è d’origine basca. Il mio pro- zio…

Victor Bravo! Brinderemo alla salute di questo ingegnoso incrocio!

Cameriere Mi occuperò del mio lavoro, signore, e andrò a cercare il Chaumartin-Culeton.

Victor Proprio così, si occupi, si occupi, e torni presto. (il cameriere si allontana) Basco e borgognone….Sono straordinari gli incroci che si fanno. Se ne vedono di cose al giorno d’oggi… Curiosa questa furia che hanno le persone di dissertare senza fine sulle proprie origini, di spiegare nei particolari da dove vengono, come per esorcizzare il fatto che finiscono tutti nello stesso posto….(ritorna il cameriere con il vino e la cerimonia di degustazione si rinnova esattamente come prima, con la suspense, il madore, la tensione nervosa e gli sguardi intensi di un spaghetti – western, ma che sarà proiettato in accelerazione. Il cameriere si eclissa di nuovo, ma per tornare velocemente con le lumache)

Lea (con meraviglia) Guardi, sono disposte per taglia! Le grosse, le medie, le piccoline…

Victor E già, c’è tutta la famiglia, dal bisnonno fino all’ultimo nato.

Lea  Questa, com’è grossa, deve essere lo zio d’America. Si presenta talmente bene che si esita quasi a mangiarla per paura di commettere un massacro.

Victor No, la pinza nella mano sinistra, così. Inforchi bene la forchetta e giri col polso…. Ecco…Schizza, ma è la prova che sono buone….( rivolgendosi al cameriere) Ebbene, nel caso non avessimo più bisogno di lei, grazie e arrivederci. Non esiti a non disturbarsi, abbiamo tutto il necessario.

Cameriere Sono a vostra disposizione. Vi auguro una buona lumacata. (esce)

Victor Bene all’interno, la forchetta, gratti, gratti…Adesso non esiti a succhiare con la bocca per farne uscire il succo….E’ il secreto che bisogna leccare, le lumache non sfuggono a questa legge naturale…Vede, impara in fretta. Non ha mai mangiato lumache?

Lea  Solo una o due volte….ma il ripieno era diverso. Mmh! E’ assolutamente delizioso!

Victor Eccellente! Sono davvero bestie di prima scelta…e allora che geniale idea aver sposato lumache e cervella in salsa verde!

Lea  Questo Chaumartin-Culeton….(chiude gli occhi in segno di piacere)

Victor Si lega bene con le lumache, vero ?

Lea  Sì, bravo, lei ha gusto.

Victor In tutta sincerità, Lea, ciò che gusto maggiormente qui, è lei. Lei è ancora più appetitosa di queste lumache.

Lea  Grazie, spero di non finire come loro.

Victor (sorridendo) Non si preoccupi, io…

Cameriere  (sbucando di colpo  per riempire i bicchieri) Prego….

Lea  Le sue lumache sono una delizia.

Cameriere Questo aggettivo possessivo plurale è sia lusinghiero che abusivo, signora, ma la ringrazio a nome del Capo cuoco, andrà in brodo di giuggiole quando gli farò presente la sua….

Victor (interrompendolo) In effetti, sono eccellenti e peso le parole.

Cameriere Vede, signore, lei sbagliava a preoccuparsi. Bisogna aver fiducia in Dio.

Victor Spero non sia Dio ad aver preparato queste lumache.

Cameriere No, signore, ma le ha create, è più difficile.

Victor Ebbene lei lo ringrazierà da parte mia e gli dirà che nella mia pancia riposeranno in pace. (Il cameriere si allontana con dignità. Dopo un istante di silenzio) Lea, spero nel profondo del cuore che queste lumache saranno un legame tra noi….

Lea (con tono professionale) Il sostegno della sua Casa mi rallegra parecchio. Gli autori hanno spesso difficoltà a trovare un editore attento che sappia incoraggiarli ad essere loro stessi…e che non cerca di abusare del proprio potere….perché ce ne sono, sa…..sempre a calcolare….Non capisco come sia fatto il loro spirito, devono essere i lavori forzati  di pensare senza tregua al loro stomaco, al loro uccello o al loro portafoglio….non devono più riuscire ad assaporare l’istante…

Victor Parla con buonsenso, l’essenziale è in effetti sapere apprezzare ciò che si ha sotto gli occhi. Delle lumache, una bella donna…Tuttavia, apprezzare soltanto con gli occhi significa imporre un limite ingiustificato all’esperienza umana…Mangiamo lumache tete a tete, ingenuamente, fino al momento in cui non ci si può impedire dal dire: perché non andare più lontano?…lasciarsi trasportare verso un piacere più ricco, più complesso….

Lea  Non credo esista del vero piacere senza un’intenzione pura.

Victor Ma Lea, l’attrazione di una persona verso un’altra non ha niente di impuro, persino mangiando delle lumache. Io, per quel che mi riguarda, vero, le voglio semplicemente bene, cosa ci sarebbe di impuro in tutto ciò?

Lea Niente, certo, nella misura in cui voler bene a qualcuno significa innanzitutto rispettarlo, e io sono molto sensibile al suo rispetto verso di me.

Victor Il rispetto, il rispetto….Se ci si limitassimo a  rispettarci, la vita sarebbe davvero triste. Non si può, ad esempio, amare le lumache e nello stesso tempo rispettarle. Ad un certo punto si deve oltrepassare lo stadio del rispetto per sfociare in una relazione più profonda…

Lea  Lei ha perfettamente ragione, Victor, l’amicizia esige a volte una certa mancanza di rispetto, non si fa mai troppo bene a qualcuno trattandolo con troppi riguardi, ecco perché mi rallegro della sua sincerità nei miei confronti. Sono felice di aver trovato in lei prima che un editore: un amico.

Victor Non dipende che da lei, Lea, ch’io diventi più d’un amico.

Lea Un amico è già abbastanza, con i tempi che corrono.

Victor Perché limitarsi all’amicizia, quando nulla è interdetto ad un uomo ed ad una donna che hanno vissuto abbastanza per conoscere il valore del piacere?

Lea (sospira chiudendo gli occhi) In confidenza, adesso io…(riapre gli occhi e guarda bene Victor in faccia) Lei deve sapere cosa sia per un autore terminare un manoscritto: non avere sangue nelle vene, voglia di niente, paura di tutto….Ci vuole un certo tempo per riprendere le forze. In più con la malattia di mio figlio, io….io non sto molto…sono sicura che può capirlo….ho bisogno di uno stimolo. E sono convinta che l’uscita del mio romanzo mi stimolerà la circolazione del sangue. Ma adesso non bisogna chiedermene troppo.

Victor Non gliene chiedo troppo, ne chiedo giusto un po’ più che guardarla mangiare le lumache.

Lea  Se permette, non confondiamo il piano professionale con quello passionale.

Victor Lei è avara di sé stessa, Lea, lei vuole che prenda il suo romanzo dalla prima all’ultima pagina, ma lei, lei si rifiuta di concedersi tutta, lei mi lascia scendere nell’arena da solo, di fronte alla crudeltà dei nemici della letteratura. Cosa chiedo io d’altro se non un po’ della sua tenerezza….

Lea  Mille volte grazie per ciò che farà per me, la mia gratitudine verso di lei è fin d’ora infinita, ma non mi è possibile testimoniarle la mia riconoscenza se non a parole. So che le parole non valgono granché, soprattutto nel mondo letterario, ma non ho che questo da offrirle per il momento.

Victor  Lea, lei ha un corpo florido, potrebbe essere una meravigliosa macchina da amare se il suo spirito tormentato non si opponesse. Si lasci prendere e si sorprenderà! Ah, la immagino così passionale, così focosa in amore.

Lea  Lei si prodiga per ben poco. La deluderei. Quando una donna non è pronta, lei sa….

Victor  Macché pronta! Qualsiasi donna è pronta se la si sa preparare. Lei ha qualcuno tra le mani, è così?

Lea  Ma no…

Victor  Allora? Non fa mica parte di quelle cretine che in attesa del magico incontro si sono messe un tappo dove dico io?

Lea Devo ritrovare un certo equilibrio. Dopo tutto non c’è nessuna fretta, abbiamo tempo.

Victor Il tempo, il tempo…Se bisogna togliersi un dente, tanto vale oggi che domani. Il suo contratto, lui ha fretta. E’ lì, aspetta. Mettiamoci d’accordo, lo firmiamo e ne riparleremo domattina  dei suoi problemi di equilibrio, a colazione…Vedrà che starà meglio.(Lea lo guarda fisso) Non posso lavorare con qualcuno se ho la sensazione di essere rifiutato, ecco.(Lea resta muta)

E poi, ho il coraggio di mettere le carte in tavola e mi si guarda storto. Oggi come oggi siamo abituati a vedere solo eunuchi o pedofili nel nostro campo, così che quando lo si incontra un vero maschio, che non tiene a freno il proprio uccello, ci si ribella, ci si agita, si grida al mostro! Ebbene sì, lo confesso, la desidero. Mea culpa.

Lea (con un tono agrodolce) Non le rimprovero il fatto di desiderarmi. Soltanto che i mezzi che lei mette in atto per raggiungere il suo scopo, mi sembrano un tantino odiosi.

Victor Sono logici. Voglio qualcosa e faccio il necessario per ottenerla, escludendo i mezzi illeciti… Consideriamo la questione da un altro punto di vista, vuole? Diciamo che prima di impegnarmi per lei , devo misurare il suo impegno per me.

Lea  E lo strumento di misurazione sarebbe il suo pistolino?

Victor Insomma Lea, non la obbligo mica ad una partita di gambe all’aria, non sono un cosacco, la invito ad un’esperienza erotica seria con un uomo di qualità.

Lea Mi balena la possibilità di un contratto per portarmi a letto, e si definisce uomo di qualità! Lei può anche avere delle cravatte di seta e mangiare lumache con eleganza, ma ha la mentalità di un salumiere. Io, purtroppo, sono un po’ speciale, sono fuori commercio. Quando mi dò, mi dò gratis. Se vuole mantenere una possibilità di riuscita, le consiglio di cambiare tattica. Acconsentirò a scusarla e ad attribuire il suo tentativo di ricatto a un attimo di smarrimento, dovuto ad un appetito carnale eccessivo, ma il “tu dai una cosa a me..” non può che nuocere alla sua causa; non faccio ricorso a simili mezzi.

Victor Sempre così!Come si comincia a parlare chiaro, loro fanno le schizzinose!

Lea Parla chiaro lei? Prima novità! E’ un’ora che gira intorno all’argomento!

Victor E lei, è un’ora che cerca di infinocchiarmi facendo quella che non capisce!

Lea Lei pubblica il mio romanzo a condizione che io ci stia , vero?

Victor (dopo una pausa) Lei è dura, ma non gliene voglio. E’ tutta colpa mia. Ho commesso l’indelicatezza di schematizzare la discussione, di presentare la posta in gioco sotto una luce troppo cruda, come se si trattasse di un volgare mercato, invece di approfondire la problematica della nostra relazione. Quando si mangiano le lumache, si perde il senso delle sfumature. In effetti la realtà è ben più complessa di quello che le mie parole hanno potuto lasciare credere…Lea, siamo chiari: lei è ciò che è. I suoi romanzi pure. Non sono piaciuti a tutti, lei ha affrontato certi argomenti delicatissimi che hanno fatto rabbrividire certe personalità suscettibili, ha tirato in ballo lo stesso ambiente letterario, il nostro padre putativo, senza andarci troppo per il sottile. Lei ha parlato di paludi infestate da caimani, di millantato credito, di corruzione nascosta, di feudalesimo…Non sono cose da dirsi, bisogna rispettare il….la…

Lea La legge del silenzio? L’omertà, in buon siciliano.

Victor Lea, bisogna essere prudenti con le parole. Voglio dire che, nell’interesse di tutti, la discrezione riguardo a certe pratiche è d’obbligo. Quando si comincia a parlare, si finisce per dirne troppe.

Lea Ma quando si comincia a tacere, si finisce per mentire. La discrezione a dosi massicce, diventa un imbavagliamento. Prendiamo la democrazia alla lettera. Siamo liberi? D’accordo, allora sciogliamo la nostra piuma! Sveliamo, smascheriamo!… Il restare nascosti è proprio del crimine – diceva Voltaire.

Victor Certo, ma la letteratura ha fatto molti progressi dopo Voltaire, oggi si possono scrivere ottimi libri senza disturbare nessuno. Insomma, resta il fatto che lei non ha esitato a sputare nel piatto in cui mangia….

Lea Io, sputare nel piatto in cui mangio? Niente affatto, ci ho vomitato dentro.

Victor ……e a mordere la mano che la ha letta...

Lea  Bisogna saper punire coloro ai quali si vuol bene.

Victor …Ecco perché il sostenerla presenta un grosso rischio…Sono pronto a prendermelo perché lei non mi è indifferente, ma se lei con me non mantiene il proprio impegno, quando ho lottato con le unghie e con i denti  per far ingoiare da noi il suo romanzo e i centoventimila franchi di anticipo che lei ha preteso, mentre sono diventato fragile a causa di questo impegno per una scrittrice con problemi, che non appartiene a nessuna commissione, ad alcuna giuria, ad alcun giornale…

Lea  Non appartengo a niente, che vergogna!

Victor …che non partecipa ad alcun dibattito…

Lea Delle oziose discussioni tra amici che vengono incoraggiate quando è da un pezzo che le si riconosce sterili.

Victor ….che non è nemmeno professore universitario, come tutti….

Lea  L’università, uno scrittore ci entra più facilmente quando è finito.

Victor ….e che oltretutto è considerata come una che fa brutte figure. Se dunque mi respinge, non posso costringere la mia mano a tenderle questo contratto. Lo firmerei controvoglia e ciò non sarebbe buono né per lei né per me. Se mi volta le spalle, ne sarò molto addolorato ma non la tratterrò, la lascerò libera di rivolgersi ad un altro editore. Se non facciamo blocco, siamo spacciati. Dovrò ottenere un budget pubblicitario, motivare l’ufficio stampa, spingere i rappresentanti a superare se stessi, responsabilizzare i giornalisti. Soprattutto è nel mio interesse verificare il paracadute del mio sedile a propulsione, perché vendere costa caro, e pensi che se faccio dispiegare l’artiglieria pesante per il suo romanzo e questo fa un buco nell’acqua, ho dodici fucili che mi sparano nel culo. Il nemico fa la posta, in attesa del minimo passo falso per piombarmi addosso e spedirmi al patibolo…Così io vado in prima linea col suo romanzo, offro il mio petto all’artiglieria, e lei, lei che fa? Mi tratta come uno strumento senza anima, mi lancia occhiate minacciose perché provo sentimenti teneri, ce la ha con me perché ho voglia di farle piacere!

Lea  Ma no….cerchiamo, Victor….

Victor Come se non sognassi altro che orge e priapei, quando invece non chiedo che un briciolo di comprensione , un pizzico di dolcezza….(pianta la forchetta con malinconia in una lumaca) Io, ne ho abbastanza di tutto. Ne ho fin sopra i capelli di questo mondo. Stare sulla corda per vedersi ripagato in smorfie….Ho voglia di trovarmi una piccola capanna nei boschi, sul bordo di un torrente, e di vivere di pesca, lontano dalla rapacità degli uomini e dalla freddezza colorata delle donne, solo in seno a madre natura… L’umanità mi disgusta. Tutte queste guerre, questi milioni di bambini che muoiono di fame…

Lea Via, Victor, non si lasci abbattere! La disperazione è illusoria quanto la speranza. Anch’io ho  momenti di sconforto, desiderio di non uscire più di casa…Ma poi mi prendo per mano e mi dico che se la natura umana fosse così miserabile, non creerebbe uno scompiglio infernale per renderci stupidi, egoisti e cattivi. (Aggiunge come parlando a se stessa) Ci sono delle onde d’amore che percorrono e sostengono il mondo…Bisogna saperle catturare, mettersi in sintonia con l’invisibile… Trovare questa corrente sotterranea  di grazia e lasciarsi trasportare da essa…(lo squadra come se lo vedesse per la prima volta) Del resto sono sicura che la sua intima ambizione non sia di arrampicarsi sull’albero della cuccagna, ma di illuminare gli altri. Lei è un idealista represso, Victor. Lo so bene, lei crede che  al posto che occupa, le è impossibile liberare la sua generosità nascosta, ma non si sbagli, anche un editore può fare del bene. Victor, si batta per i libri che non sono stati scritti per l’ambiente letterario, ma per gli uomini….Quanto alla mia persona fisica….l’oggetto del suo desiderio è piuttosto la sua propria fantasia che il deperibile insieme di carne ed ossa che mi compone. Dalla prima carezza, lei si metterebbe a sognare un’altra donna, una fantasia più eccitante di me. La superiorità del reale sull’immaginario è immaginaria. Per perpetuarsi, la vita ci fa credere che il dolce sia fuori, ha bisogno che ci disperdiamo, ma la vera vita è dentro. (Victor la guarda con gli occhi sbarrati, aspettando che Lea si dia la zappa sui piedi) In questo momento mi sento a disagio. Infatti non so bene ciò che voglio…

Victor Quando una donna non sa bene ciò che vuole, ha una possibilità di non sbagliarsi, oh,oh,oh…

Lea ….ma so ciò che non voglio. Fosse un altro al posto suo, Victor, sarebbe uguale. Penso addirittura che se dovessi assolutamente cedere, nel caso in cui mi si prendesse con la forza, mettiamo in un parcheggio, o in un ascensore o…non so, nel retro di un bar di periferia, alle tre del mattino, col padrone che guarda – l’incubo….ebbene, se una cosa così orribile dovesse capitarmi, col rischio di non poter scegliere, preferirei che sia lei a farlo…piuttosto che qualunque altro….Per dirle che non deve sentirsi respinto, dipende da me, da una certe reticenza temporanea a farmi…a ciò che mi…

Victor Ma l’appetito vien mangiando! Si sforzi un poco, dopo sarà lei a richiederne! Si lasci andare, sarò io a fare il lavoro…Lei non dovrà che immaginare di farsi violentare, senza nessuna possibilità di resistenza. Del resto, vero, se ci si pensa bene, è un po’ quello che sta succedendo, non le lascio molta scelta….Se lei vuole il contratto….

Cameriere  Preeeego….

Lea  Solo un dito.

Cameriere Preeeego…

Victor (grugnendo) Grazie, grazie. (Il cameriere si allontana, circondato dal silenzio)

Lea  Supponendo che la lasci fare senza metterci del mio, per lei sarebbe mortalmente noioso…

Victor Per niente, al contrario!Mi piacciono le donne che, semplicemente spalancando la porta, mantengono le distanze, stile inglese, così dura più a lungo.

Lea Se avessi voglia, è proprio così che mi piacerebbe succedesse, senza un’attiva partecipazione da parte mia, né orpelli di altro genere. Peccato ch’io abbia la luna di traverso sennò saremmo riusciti a metterci d’accordo sui dettagli della procedura.

Victor Mia cara Lea, se soffre di una di quelle indisponibilità periodiche di cui il cielo ha afflitto la donna, sono pronto a trovare una soluzione con lei. Esiste sempre una via di fuga a questo genere di situazioni. Pioggia del mattino non ferma il pellegrino. Grazie a Dio il corpo femminile non manca certo di deliziose risorse.

Lea No, non è questo il problema.

Victor  Allora, dov’è il problema?

Lea  Il problema è che questo contratto è un ostacolo ad una sana relazione tra noi. Quando dico “sana”, non voglio per forza dire “pura”….

Victor Certo.

Lea Queste scartoffie ci separano, credo bisognerebbe che ce ne sbarazziamo.

Victor (con una smorfia) Sbarazzassimo, difenderò il congiuntivo imperfetto con la testa sul ceppo. Continui.

Lea Una volta firmato questo contratto, liberato l’orizzonte, mi sentirei sollevata da un gran peso, meno contratta, meno secca di fronte alla circostanze. Oh, capisco il suo punto di vista: per darmi tutto ciò che deve darmi, lei sostiene sarebbe giusto che io le….dia tutto ciò che devo darle.

Victor  Lei riassume meravigliosamente il mio pensiero.

Lea Suggerisco semplicemente d’invertire l’ordine della proposta. Concludiamo questo contratto, dopo vedremo. Imparerò a conoscerla meglio, ceneremo di nuovo insieme e ….ciò che può succedere, forse succederà…..

Victor Per dirla chiaramente lei vuole pagare a credito, vero? Mi propone una rateizzazione?

Lea Che vocabolario da venditore di tappeti!

Victor  Dice questo per portarsi via il tappeto senza pagare. Prima paghi il tappeto, Lea, lo paghi, e vedrà che è un tappeto volante sul quale ci involeremo entrambi l’uno sull’altra per mille e una notte di piacere furioso!

Lea  Victor, tutto è possibile a chi sa aspettare. Pazienza e tempi lunghi fanno più della forza e della rabbia. Persino sul piano strettamente erotico la nostra relazione ne sarà arricchita, come queste lumache che dall’avere digiunato un po’, ne hanno guadagnato in sapore….

Victor Così, o tormento della mia anima, mi concede il permesso di sperare….Senta, mi prende per il culo? Crede che mi si faccia andare avanti sventolandomi una carota sotto il naso?

Lea Se io non ne ho voglia, non ne ho voglia, punto e basta.

Victor E se io ne ho voglia, ne ho voglia, punto e a capo.

Lea Lo sa come si chiama quello che sta facendo?

Victor  Abuso di potere. Ma il potere è come la panna montata, è buono solo a condizione di abusarne. Adesso le dirò io come si chiama quello che sta facendo lei: abuso di fascino. Lei crede davvero che senza il suo bel visino sarebbe riuscita a pubblicare le sue opere? Quanti deve averne fatti cuocere a fuoco lento, poveri polli! Un sorrisino qui, uno sguardo là…E’ il suo didietro che le ha fatto da locomotiva, anche se lei ha spinto la virtuosità fino a renderlo inaccessibile! (il cameriere si avvicina e serve il vino con una lentezza esasperante) Ma io, ottengo sempre ciò che voglio, capisce, sempre! E’ la sola cosa che mi diverta su questa terra ! (al limite dall’esplodere, ma cercando di contenersi) La sua bellezza è l’avviamento della sua azienda, e non le è costata nulla, mentre io, il mio potere, lo ho pagato con le lacrime, il sudore e il sangue. Quindici anni di manovre sottili, di basse strategie, di rospi ingoiati, di lotte col coltello, d’insonnia, d’umiliazione e di angoscia…. E adesso lei mi fa la lezione perché rispetti la sua virtù, quando non mi guarderebbe nemmeno se coltivassi la mia, di virtù, vendendo del succo di barbabietole al mercato di San Tizio sul Cessino. Avrebbe cenato con me se fossi stato facchino o venditore di dolciumi?

Lea No. Perché per me questa cena è strettamente professionale. Non siamo riusciti a capirci perché lei ha creduto opportuno includere il mio corpo nella negoziazione. Non se la prenda, ma preferisco disporre del mio corpo per uso privato. Gli editori non mancano, avrò semplicemente perso il mio tempo. Mi dispiace averle fatto perdere anche il suo. (fa finta di alzarsi)

Victor Mia povera piccola adorabile Lea, se lei avesse la minima possibilità d’essere pubblicata altrove, mi avrebbe sbattuto queste lumache in faccia già da un pezzo. Sono sei mesi che cerca di rifilare il suo manoscritto a tutti i miei colleghi, crede non lo sappia? Il suo primo romanzo ha fatto cinquantamila copie, e lei ha così creduto che la maionese avesse preso, lei si è immaginata di potersi permettere il lusso di giocare ai giustizieri, di denunciare questa vita da consumo. I suoi primi guaiti sono piaciuti ai lettori. Le si offriva una splendida carriera di romanziera. Le è stata offerta una cuccia e lei cosa ha fatto? Ha rifiutato la museruola! No, ma chi si crede di essere? Pensa che la lasceranno abbaiare nei saloni e scrollarsi sui tappeti? Crede di essere indispensabile? Il complesso letterario – industriale non ha bisogno di una Lea Belmont. La nostra casa pubblica libri di cucina veloce per scapoli di fretta, delle riflessioni filosofiche d’animatori televisivi, delle confessioni di un vescovo corrotto, dei bei libri sui pappagalli, sulla biancheria intima maliziosa, le etichette di formaggi, le orchidee e le pantofole…Potremmo evitare la Letteratura, cosa che tra l’altro è seriamente presa in considerazione. Lei rientra  nella fascia “romanziera- carina- francese- vivente”, solo che in questo settore si arriva in massa. (fa una pausa, ingoia una lumaca) E’ finito il tempo in cui lei aveva male al polso a forza di scrivere dediche, finito il miele dei complimenti, il soufflé si è sgonfiato, tutti hanno dimenticato il suo nome. E’ dura scendere, vero, quando si è respirato l’aria dell’altitudine? Ogni settimana ho tre ex Goncourt che vengono a piangere miseria sul mio zerbino. La fama, Lea, è una droga terribile…

Lea Lei parla alla Lea di dieci anni fa. E’ da un pezzo che non mi preoccupo più degli applausi. Ci creda o no, mi succede di preferire l’oscurità, mi ci trovo meglio; amare la mia angoscia, mi lega all’invisibile. Persino la povertà è un tesoro per l’artista, lo avvicina alla realtà, gli restituisce la vibrazione del quotidiano. (Victor l’ascolta con aria divertita. Fa un po’ d’ordine nel suo piatto, cercando di disporre i gusci vuoti a piramide) Vede come si sta sbagliando sul mio conto. Un tempo mi sembrava di perdere qualcosa restando a casa, oggi è il contrario. Mi piace stare da sola con mio figlio e un gatto che dorme, dei libri che sanno più di muffa che di inchiostro fresco, e sogno il giorno dove sentirò di essermi meritata il diritto di lasciare la penna e di abbandonare la pista, allora ,amici del circo vi saluto!

Victor Nessuno la rimpiangerà. Si prediligono gli animali sapienti agli scrittori di talento, è più divertente. Che vuole, gli uomini sono così! Hanno bisogno di distrazioni, di coriandoli, di polvere negli occhi, vogliono dimenticare, capisce? DIMENTICARE! Dei sogni, ecco cosa vogliono. Quanto al discernimento e allo spirito critico, ben presto non si saprà nemmeno più cosa significa. Ciò che non porta niente, nel dimenticatoio! Ciò che non si vende, al museo!

Lea Ebbene, spalanchi bene gli occhi, ha davanti a sé un pezzo raro: qualcuno che non è in vendita!

Victor Non in vendita, è semplicemente troppo caro, troppo cara. Regalarsi qualcuno che non ha prezzo, che lusso divino!

Lea Dica piuttosto diabolico!

Victor Zòno il diavolo, inestimabile Lea, e zò l’intenzione di nuozere gravemente alla zua zalute….

Lea  Non mi fa paura….Se il suo desiderio fosse così profondo, anziché cercare di costringermi, cercherebbe di farsi desiderare attraverso un poco di nobiltà d’animo.

Victor Firmandole il contratto, vero? No, questa volta non se la caverà concedendo soltanto il suo sguardo misterioso e la sua profumata presenza. Ah, c’è da non crederci! Se fossi un animo puro, sarei forse maggiormente degno di lei, ma non potrei fare niente per il suo romanzo. Ho le mani sporche, ma ho delle mani. Senza delle persone come me, non ci sarebbero le persone come lei. Se voglio comprarla, esorbitante Lea, non è affatto per disprezzo, è perché ho troppa fretta per i salamelecchi amorosi. La mia agenda è piena e la vita è corta. Anche lei, non ha tempo per  rinunciare a questo contratto, vero, ha bisogno di soldi e in fretta.

Lea (con una certa enfasi) Un buon libro è un atto di giustizia e non è degno di pretendere una ricompensa per la sua giustizia…. Ma c’è mio figlio…

Victor Non mi faccia venire le lacrime, Lea, ho il cuore così sensibile quando mangio le lumache…Dunque lei ha bisogno velocemente di soldi. Vuole vendermi il suo romanzo, ma ha qualcosa di più interessante sul ripiano. Prendo tutto: lei e il suo romanzo. Sinceramente, fa un affare….

Lea Giudica troppo gli altri col suo metro. Aver bisogno di soldi non significa essere disposti a tutto.

Victor Certo, ma nel momento stesso in cui pensiamo soldi, il verme è già nel frutto. La sua semplice presenza qui, il fatto che lei sta trattando con un topo da cucina come me, ciò vuol dire che è già sottomessa al demone della materia, al serpente del calcolo, alla legge di ferro della logica….

Lea Se fossi assolutamente logica, sarei già diventata come lei, un piccolo zero che rotola e rotola sognando di diventare una grossa cifra. Lei è un puro prodotto della razionalità economica, uno di quei bipedi costruiti in milioni di esemplari e impostati per arrivare in cima ad ogni costo. Lei rumina un rancore permanente verso ciò che è nobile, sta a macerare in una marinata di misere paure all’aceto, cuoce lentamente nel ragù dell’egoismo, infilzato dai suoi stessi calcoli, ossessionato da ciò che può darle profitto e da ciò che rischia di nuocerle….Non vive nemmeno e vorrebbe sedurre!

Si è visto gli occhi? Hanno la stessa luminosità di quelli di un gufo imbalsamato! Lei ha bisogno di un soccorso umanitario urgente, di una maschera ad ossigeno, non vede che è morto?

Victor  Ancora, ancora, sto per venire, sto per venire….Ah, come mi piace tutto ciò! L’ultimo sussulto di resistenza! La pantera ferita che si scatena prima di soccombere!

Cameriere (avvicinandosi per sparecchiare la tavola) Desiderate del formaggio?

Victor Cosa! Certamente no! No, no, ci porti piuttosto il menu dei dessert. (il cameriere ubbidisce) Del formaggio dopo le lumache! Bisogna davvero essere un gastronomo d’infimo ordine o un turista moldavo per ignorare la mancanza d’affinità immemorabile tra i ruminanti e gli invertebrati.

Cameriere (offrendo loro il menu dei dessert) Prego….

Lea (dopo aver consultato la carta) Un mistero alla vaniglia.

Victor E per me, l’Apocalisse di panna montata su tappeto di cioccolato ai frutti esotici. Ecco…e poi una bottiglia di champagne. (il cameriere si allontana) Per tornare a ciò che ci interessa, sono felicissimo che lei ne faccia una questione di principi. La distruzione dei principi è la mia specialità. Temevo manifestasse quella frivolezza emozionale tipica di molte donne, che preferirebbero essere tritate minutamente piuttosto che andare in camporella con un uomo che ha la bocca troppo così o il naso non abbastanza cosà. Alla buon’ora! Amo le donne che si possono vincere con la forza delle meningi e presso le quali i futili preliminari estetico-sessuali  non ostacolano l’impresa altamente intellettuale della seduzione.

Cameriere (ritornando con i dessert) Prego…Prego….

Victor Conosce Turnus? Uno dei maggiori, se non il più grande scrittore latino. Considerato nell’Antichità come un poeta satirico di genio. Lo imparavano a memoria, i suoi testi venivano devotamente ricopiati su pergamene della Cappadocia. Le biblioteche si litigavano le sue opere, da vivo fu considerato un Dio. Ha scritto decine di opere magnifiche, diverse migliaia di pagine. Di lui, non ci restano che due versi. Due versi tronchi ed illeggibili. La posterità è un miraggio….Lea, non abbiamo che la nostra vita, la nostra piccolissima vita, il tempo di capirlo ed ecco che arriva già la fine. Veniamo dal niente, non siamo gran cosa e non andiamo da nessuna parte. Mettersi in croce per loro (indica la finestra con un colpo del mento in modo sprezzante) non ne vale la pena. Della selvaggina per i mass media, delle spugne per le stupidaggini, della carne da macinino. Preferiscono la loro auto ai polmoni, la televisione alla loro anima. Non si appartengono nemmeno più, appartengono alla banca.

Lasciamoli cadere. L’uomo è la catastrofe dell’uomo. Una malattia della Natura. La smetta dunque di credere al lupo cattivo e di farsi delle idee sull’uomo, discendiamo da Caino. Gesù, a quanto pare, ha voluto riscattarci e si è fatto mettere in croce per noi. Il risultato: crimini, attentati, guerre, carestie…E non solo ciò non ci impedisce di infilzare le lumache in insalata di finocchi, ma le lumache, grazie a questo, le troviamo ancora migliori! Lo sa che ho ragione.

Lea Forse, ma la ragione è miope…Vediamo la ragione prostituirsi ovunque alla mentalità bottegaia! Ci fu data per sopravvivere, non per capire la vita, è uno strumento troppo rudimentale per affidare i segreti dell’anima.

Victor Una volta riempita la sua bella pancina, si mette a parlare dei segreti dell’anima!  Venticinque secoli fa, in una colonia greca dell’Asia Minore, qualche grassottello figlio di papà s’annoiava, abbuffandosi come un porco e scoreggiando  nella seta; avevano tutto, il cervello gli girava disperatamente a vuoto, e così, angosciati dalla mollezza dei cugini, hanno inventato la filosofia. Segreti dell’anima un par di palle! Andiamo, basta giocare ai virtuosi incorruttibili. Si prenda le sue responsabilità senza tante storie. E guardi come è fatto male il mondo, guardi a che punto questo povero Dio è stupido: io, il più cinico di tutti, sono il solo a riconoscere il suo talento. Io, il cattivo, sono il più lucido!

Lea Sinceramente, non le riesce poi così bene. Ha l’aria d’un budino inadatto al consumo.

Victor E lei, lei crede di stare meglio? E’ a terra, alla fine della corsa, triste fino alla punta dei capelli…Non cambierà il mondo, la sua opera non servirà che a permettere ai suoi aventi diritto di andare ad abbronzarsi le chiappe alle Bahamas quando lei avrà ormai da tempo mollato la penna. Gli artisti sono i cornificati dalla vita, i sacrificati dalla specie,non si lasci intrappolare dall’ideale, è un bastardo che vi prende tutto e vi ripaga in radici d’erba…Lea, non le chiedo di  vendersi, ma semplicemente di prestarsi….(le prende la mano) Realizzeremo un colpo strepitoso per lanciare il suo romanzo, vedrà…Mmh? D’accordo? Non deve dire di sì, basta che non dica di no…

Lea Dopo penserà che sono una non so come…

Victor Assolutamente no! Finiti i tempi in cui il biasimo si abbatteva sulla donna che accordava i propri favori in cambio di qualcosa. Oggi, vero, le donne sono libere. (si versa un bicchiere di champagne) A quelle che si sono molto offerte, verrà dato molto.

Lea (dopo una pausa) Non mi farà del male allora?

Victor Lea, ho venti completi e una macchina inglese, non sono un Serbo-Bosniaco. (Lea non dice più niente, sembra essersi arresa) Un caffè? (le fa cenno di no con la testa. Victor al cameriere) Mi porti il conto, per favore.

Cameriere Subito, signore.

(Lea e Victor finiscono i loro bicchieri di champagne senza dire una parola; lui cercando il suo sguardo, lei evitandolo. Il cameriere torna con il conto)

Victor (accorgendosi di aver dimenticato di prendere dei contanti) Ha qualcosa per la mancia?

(Lea si toglie lo slip e lo appoggia sull’assegno, tanto che il cameriere e Victor la guardano pietrificati. Lea esce dal ristorante seguita da Victor. Il cameriere dopo essersi accertato di non essere visto, infila lo slip di Lea in tasca. Comincia a mettere in ordine la sala del ristorante)

Cameriere  (finisce una bottiglia bevendo a boccia) No ma….Per quanto tempo dovrò ancora sopportare tutto ciò! Dio non può avermi creato per servire lumache tutta la vita! (svuota un bicchiere di champagne) Il mondo appartiene a quelli che non sanno vivere, che sprecano la loro esistenza e sono pronti  a vivere come maiali per regnare su un porcile. (si siede al tavolo che occupavano Lea e Victor) Il nostro passaggio sulla terra è fin troppo breve per perdere tempo con il sesso, ma comunque, fa veramente male constatare che le donne preferiscono trovarsi dalla parte del manico. Quasi sempre…insomma molto spesso. Lo vedono bene che valgo più degli altri,  è così evidente…Persino gli animali se ne rendono conto….(beve) Non impedisce il fatto che darsi senza amore significa perdere la speranza nel giusto. Considerare il proprio corpo come moneta di scambio equivale a vendere la propria anima. Significa macchiare l’universo, sputare sulle costellazioni, vomitare la propria natura….(sempre più esaltato) Quando sarete a quattro zampe mendicando un osso a Lucifero, penserete un po’ a me, soltanto che non sarò più qui. Come i tignosi non amarono mai il pettine, così voi resterete indifferenti di fronte al profeta, e quando sarà morto di freddo, andrete a riscaldarvi con le sue parole. Sì, ho detto profeta! Non ho che da guardare le cose in faccia per vedere il futuro: o ritroveremo il senso del sacro o avremo perso la testa! O ci inginocchieremo davanti alla Creazione o ci metteremo carponi di fronte alle macchine! Ah, diamine sì, credo al diavolo, soprattutto vedendo le vostre facce. Rosicchiatevi le ossa finché volete, ma lasciatemi dispiegare le ali.

(esce e ritorna con una scopa ed una radio)

L’impotenza è un’illusione diabolica! Ognuno può mille volte più di ciò che pensa! Io potrei perfino sedurre questa bella donna. Non ho che da volerlo con accanimento, essere il più intelligente, il più vero, l’innamorato più feroce. E’ come diventare santo! Un uomo assoluto, penetrante proprio perché non chiede niente, aderente al divino a forza di umanità. Santo! Del resto la santità non è il solo sbocco aperto a tutti?

(preleva dalla tasca lo slip di Lea e vi nasconde il viso)

E’ compatibile con un postulato alla santità? E perché no? Non fa del male a nessuno. Dio non infierirà.

Del resto c’è più d’una possibilità su due che Dio sia una donna. Senza dubbio, Ella vede nel mio gesto un atto d’amore o una preghiera. Forse il cuore dello spazio-tempo, l’ombelico dell’universo, il buco nero originario ed ultimo, il Santo dei Santi cosmici, la sede dell’eternità verso la quale si dirigono mille miliardi di galassie è un sesso di donna senza limiti e senza fondo….

(accende la radio – dopo qualche secondo il programma musicale della radio lascia posto a un flash d’informazione e lo sentiamo) “ Il mondo dell’editoria è scosso questa sera da un terribile fatto di cronaca. La romanziera Lea Belmont ha ferito gravemente in casa sua l’editore Victor Pontier che aveva cercato di violentarla. Profondamente scossa da ciò che ha definito un’aggressione incomprensibile, ha dichiarato che convocherà una conferenza stampa in mattinata. Victor Pontier si trova in uno stato critico, ma resta una debole speranza di salvarlo. Lea Belmont fu, ce ne ricordiamo…”

( Nelle cucine hanno rimesso la radio sul programma musicale)

Cameriere (innamorato) Lea Belmont, si chiama Lea Belmont. Comprerò i suoi prossimi libri… Forse scriverà qualcosa sulle lumache? O forse persino su di me, chi sa?

fine

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