Nuvola
NUVOLA
Radiogramma
di SERGIO SURCHI
Trasmesso dalla rai con la regia di Umberto Benedetto
PERSONAGGI
ALFINA
LUOMO COL CANNOCCHIALE
IL PORTIERE Ovidio
Commedia formattata da
In distanza, confusa, vivace, malinconica, la grande del luna park. Una musichetta aspra e ne assorbe le grida e le risate; ma anch'essa lontana e confusa: oltre la finestra, in basso. Imito, vivacissimo, il trillo d'un campanello elei-Di nuovo la voce del luna park . Di nuovo il campanello, con insistenza).
Alfina - (voce di signorina sopra i trenta, composta, benevola, che sa divenire per curiosa e brillante. Eccomi, eccomi. (Una porta che si apre; U voce del luna park per un attimo pi vicina. Sorpresa) Oh, mi scusi.
L'Uomo - (voce senza squilli e senza durezze, d'un di et indefinibile o addirittura senza et) Perch?
Alfina - Credevo fosse Ovidio.
Luomo - Ovidio?
Alfina - S, il portinaio.
Luomo - L'ho visto, da basso. E m'ha detto di salire.
Alfina - A lei? A lei Ovidio ha detto di salire? :
Luomo - Lo trova molto strano?
Alfina - Oh, no. Non volevo dir questo.
lUomo - Si pu entrare?
Alfina - Mi scusi: mi stavo vestendo.
Luomo - Non importa.
Alfina - (ride) E' divertente.
Luomo - Che cosa la diverte?
Alfina - Nulla.
Luomo - Sono un animale cos raro?
Alfina - No, no. Penso a Ovidio.
Luomo - Ebbene, non ci pensi. Si pu entrare?
Alfina - Ma s, venga. Passi di qua. (La porta chiusa. La voce del luna park si fa lontana (Buissima).
I Uomo - E' grazioso qui.
Alfina - E' un complimento.
Luomo - No, no: veramente grazioso qui.
Alfina - E io le dico, signore, che solo un commento.
Luomo - Sa che lei una ragazza straordinaria?
Alfina - Lo, so.
Luomo - Io le dico che qui mi piace.
Alfina - Anche lei straordinario.
Luomo - Credevo fosse una soffitta.
Alfina - Lo .
Luomo - Invece non lo .
Alfina - Ma s.
Luomo - E' la sala da pranzo, questa?
Alfina - Sala tout faire.
Luomo - Capisco.
Alfina - Segga, se crede.
Luomo - Ecco fatto. E lei mi segga davanti.
Alfina - Perch davanti?
Luomo - Voglio vederla mentre parla.
Alfina - E' lei che deve parlare: io ascolto.
Luomo - Che cosa devo dire?
Alfina - Mi dica chi la manda, e la ragione della sua visita.
Luomo - Gi. La ragione della mia visita.
Alfina - Non le chiedo il suo nome, per ora.
Luomo - Sarebbe inutile. Per ora.
Alfina - Anche lei avr un nome, spero.
Luomo - Certo, ma non serve. Per ora. Il suo nome ...
Alfina - Lasci stare.
Luomo - Infatti non ricordo.
Alfina - Dove l'ha letto?
Luomo - Sul cartello. Mi manda, appunto, il cartello.
Alfina - L'ho messo io, il cartello', sulla porta. Lei il primo che lo legge.
Luomo - Chi sa.
Alfina - Perch chi sa?
L'Uomo - Molti altri possono averlo letto: bene in vista, sulla porta. E' ingenuo e d molto nell'occhio.
Alfina - Ma lei il primo che sale.
Luomo - Appunto. Perch gli altri, forse, non avevano bisogno d'una casa: di questa casa. Io, invece, ne ho bisogno. Ho letto: si affitta, e sono salito.
Alfina - Ora tutto molto chiaro.
INSERIRE PAGINA 52
Alfina - Dunque lei lavora cos?
Luomo - Non le piace? Non le sembra serio?
Alfina - Non dico questo.
Luomo - Non ho una tariffa fissa. Spesso, anzi, chi ha guardato la luna si dimentica di pagare. E io non reclamo.
Alfina - Lei viaggia coi baracconi, allora?
Luomo - Una mia baracca non ce l'ho.
Alfina - Luna park .
Luomo - Luna park, appunto.
Alfina - Chiudiamo la finestra per stare un po' tranquilli. (Una finestra che si chiude. Il rumore del luna park svanisce) Mi dica: che ci far in questa stanza?
Luomo - In questa stanza?
Alfina - S, se verr ad abitare qui.
Luomo - Gi, dimenticavo. Qui far il salotto. E' bello, il salotto, con la terrazza sulla piazza. Non le pare? E poi c' tanta luce. Mi faccia vedere le altre stanze. (Pausa).
Alfina - La stanza tout faire .
Luomo - Giusto. La posizione mi piace. Una stanza centrale, che serve per tutto.
Alfina - Cio?
Luomo - Per ricevere gli amici, per parlare; per mangiare, per stare un po' in famiglia, zitti zitti, sereni.
Alfina - E' un po' fredda d'inverno. Ma io la riscaldo con una piccola stufa.
Luomo - Faremo cos anche noi.
Alfina - Ma la sua signora dovr prima vederla, questa casa.
Luomo - La mia signora? S, certo. Ce l'accompagner.
Alfina - I mobili non fanno figura, qui.
Luomo - Oh, i nostri mobili sono modesti. Abbiamo tutte le comodit, ma senza inutili eleganze:. Ci metteremo delle piante, come ha fatto lei, e la stanza diventer bella. (Altra pausa. Il voco del luna park, sempre distante, ricompare).
Alfina - E questa la mia camera da letto. Apro la finestra, se vuole.
Luomo - No, non importa. E' grande. Ci faremo anche noi la nostra camera da letto.
Alfina - Ha bambini il signore?
Luomo - Bambini? S, s, certo. Un bambino. Piccolo, ancora. Ma cos bello, mi creda. Grasso. E con certi occhi neri. Quelli di sua madre, si capisce. Dorme nella culla, ancora.
Alfina - Qui c' posto, per la culla, guardi.
Luomo - Ma s, e per il lettino quando' sar pi grande. E quando crescer ancora, dovremo fargli una camera tutta per lui e allora andremo in un'altra casa. Ci sono tante case, ho visto. Del prezzo discuteremo dopo. Mi piace questa bell'aria, quass. E questa luce. Non sar grande, la casa, ma sana. Il mio bambino ci star bene. Delle scale da salire a piedi, non importa.
Alpina - (seccamente) Dunque, la vuole proprio?
Luomo - S. Io s. Ma, come le ho detto, dovr prima vederla mia moglie.
Alfina - Capisco.
Luomo - E' strano: alle volte pare che lei non la voglia cedere.
Alfina - Mi ci sono un po' affezionata, vero. Ma guardi qua la cucina. La signora, se la vedr, scapper inorridita. Venga. Non vede che bugigattolo? D'estate, poi, si muore.
Luomo - E' un po' piccola, infatti. Ma non so se mia moglie vorr rinunciare per questo.
Alfina - Sua moglie dovr vivere molto pi di lei, in cucina. E questa non consigliabile, glielo assicuro io.
Luomo - Torniamo di l, per favore. (Altra pausa. Il luna park sempre in distanza).
Alfina - Ma lei come potr vivere in questa casa, se deve seguire il luna park ?
Luomo - Io? S, ha ragione. Ma vivr mia moglie, qui, col nostro bambino.
Alfina - E dove sono ora?
Luomo - : Dove sono? In un'altra casa, naturalmente. Mi aspettano. E lei sola qui?
Alfina - Come vede.
Luomo - Lavora?
Alfina - Lavoro.
Luomo - Un lavoro pi serio del mio, immagino.
Alfina - Non saprei. Lavoro.
Luomo - Lei non mostra la luna alla gente. O le stelle, o le nuvole.
Alfina - No, niente di tutto questo. Non ho cannocchiale.
Luomo - Vuole che andiamo sul terrazzino a vedere qualcosa?
Alfina - Con quello strumento?
Luomo - Si capisce.
Alfina - Non sono curiosa.
Luomo - Si possono guardare anche le foglie degli alberi, gli uccelli, la gente.
Alfina - No, non m'importa. Mi spiace per il suo cannocchiale.
Luomo - Si figuri.
Alfina - Vuole sapere che lavoro faccio io?
Luomo - Mi interessa.
Alfina - Giarrettiere.
Luomo - Giarrettiere?
Alfina - Giarrettiere. Per uomo e per signora. Articoli andanti e articoli fini. Guardi su quel tavolo. Ci sono per tutti i gusti. I brillanti non sono veri, naturalmente. Servono per certe signore raffinate, quelle. Guardi qua: elastico di qualit extra. Sa che cosa vuol dire extra?
Luomo - Non so, ma indovino.
Alfina - Sono molti anni che fabbrico giarrettiere. E non no concorrenti temibili.
Luomo - Non stato inventato uno strumento per fabbricare giarrettiere?
Alfina - Non so, ma credo sia stato inventato. Ad ogni modo, i miei articoli sono senz'altro i migliori. Pi curati.
Luomo - Credo in lei.
Alfina - Le mercerie pi rinomate della citt sono mie clienti.
Luomo - Mi fa piacere.
Alfina - Vuole un campione? Ecco. Durata dieci anni e resistenza massima. No, non importa che lo paghi.
Luomo - Allora grazie.
Alfina - Ha detto di aver letto il mio nome?
Luomo - Sul cartello. Quinto piano, quattro stanze, acqua corrente, illuminazione elettrica, bella posizione, signorina... signorina?
Alfina - Alfina.
Luomo - Alfina?
Alfina - Alfina. Basta cos.
Luomo - L^l marca di fabbrica?
Alfina - No, i miei prodotti non hanno ancora un marchio depositato.
Luomo - Anonimi?
Alfina - Anonimi. Ma ben riconoscibili.
Luomo - Alfina. Mi pareva, infatti, un nome che sapesse di fili e di aghi.
Alfina - Soltanto?
Luomo - E di qualche cosa che... che finisce, ecco. Non se ne offende?
Alfina - Anzi.
Luomo - Ovidio, il suo portiere, m'ha chiesto se volessi vedere l'appartamento. S dico. E lui : Salga.
Alfina - (ride) E' divertente.
Luomo - Le pare? (Un silenzio) S, la casa mi piace; ma, come le ho detto, passer anche mia moglie. Col bambino, pu darsi.
Alfina - Li aspetter. Non c' fretta.
Luomo - E da quella finestra che cosa si vede?
Alfina - Un'altra strada. Venga, apriamo. (Una finestra che si capre; poi, improvviso, il rumore d'una strada, con le sue trombette, i suoi campanlli, le sue voci, ma non pi il luna park ) Del rumore anche da questa parte.
Luomo - La strada, si sa.
Alfina - Rumore da per tutto.
Luomo - Musica.
Alfina - Penso che lei dovr fare attenzione, ogni sera, a quando si leva la luna.
Luomo - Appunto. E tra poco devo scappare perch le giornate si sono accorciate.
Alfina - Molti clienti?
Luomo - Abbastanza.
Alfina - Qualificabili?
Luomo - Innamorati, soldati, ragazzi. Qualche volta delle vecchie signore.
Alfina - Pare che la citt respiri.
Luomo - Respira, infatti.
Alfina - Non le sembra che quei tetti si sollevino e s'abbassino?
Luomo - Certo. Come i muri e come gli alberi. Come quella panchina laggi.
Alfina - E quali clienti preferisce?
Luomo - Gli innamorati.
Alfina - Pagano meglio?
Luomo - S, sono pi puntuali. Ma anche per altre ragioni. Mi chiedono la luna con molta gentilezza.
Alfina - E i soldati?
Luomo - Sono distratti.
Alfina - E i ragazzi?
Luomo - Alle volte mi ridono sul naso. E io non reclamo.
Alfina - E le vecchie signore?
Luomo - Non la vedono pi, la luna. Neanche col mio cannocchiale.
Alfina - Le piace quel cedro del Libano?
Luomo - E' la pianta che prediligo.
Alfina - Sa cosa c' in quell'edificio?
Luomo - Un orfanotrofio, chiaro.
Alfina - Come ha fatto a capire?
Luomo - Sono molto esperto nel riconoscere gli orfanotrofi.
Alfina - E l cosa c'?
Luomo - La biblioteca.
Alfina - Giusto. (Ancora il rumore della strada; poi di nuovo le due voci, leggermente mutate) Ma non si stanca, lei, a camminare tanto?
Luomo - No.
Alfina - Le piace veramente?
Luomo - S e no.
Alfina - E quando verr, in questa casa, se deve sempre camminare?
Luomo - A periodi. Per riposarmi.
Alfina - Di giorno, dunque, lei guarda le nuvole?
Luomo - Non sempre. Alle volte vado al tribunale e seguo i processi. Alle volte vado al museo. Spesso cammino per i giardini; e ancora pi spesso mi fermo sulla strada a guardare gli operai che scavano per le tubature, o costruiscono le case, o le demoliscono.
Alfina - Meraviglioso.
Luomo - S. Meraviglioso.
ALPINA - (improvvisa) E la sua signora? Il suo bambino? (Un silenzio. Il rumore della strada soltanto, poi il rumore della strada si fa a poco a poco pi lontano: si intuisce che i due si allontanano dalla finestra. Infine, non si sente pi alcun rumore ma soltanto le due voci).
Luomo - Senta, Alfina, non dica che sono pazzo.
Alfina - Non glielo dico.
Luomo - La mia signora non c'. E nemmeno il bambino.
Alfina - Non ci sono?
Luomo - No: non esistono. E non sono mai esistiti. (Pausa).
ALPINA - (con semplicit) Capisco.
Luomo - Io lo sapevo che lei avrebbe capito.
Alfina - E che cosa esiste, allora?
Luomo - Un cannocchiale. Soltanto.
Alfina - E l'appartamento che cerca?
Luomo - Lo cerco veramente, mi creda: non ho mentito. Lo cerco per me e per loro: che non ci sono. Che non ci siamo.
Alfina - Lo cerca in tutte le citt, penso.
Luomo - Dovunque. Dove leggo si affitta, salgo e guardo. Vedo le mie stanze: il salotto, la cucina, la terrazza... E sono gi soddisfatto.
Alfina - Dunque non si fermer mai. Di notte vende la luna e di giorno prende le nuvole per s. E ci costruisce sopra.
Luomo - Casa e castelli. E una moglie, un bambino; tutto. La sua casa, per esempio, mi va a genio. E' molto chiaro, quass. E' faticoso salirci, ma quando ci siamo ci si riposa bene. Il mio bambino respira un'aria sana, qui.
Alfina - E ci si scambiano volentieri quattro parole.
Luomo - E dalla finestra si vede la citt.
Alfina - Sul terrazzino si possono allevare delle piante.
Luomo - Lei non sa, Alfina, come stanca conoscere tante citt; anche se ci si ferma quattro giorni soltanto.
Alfina - O proprio per questo, forse.
Luomo - Ha scoperto. E bisogna fermarsi: o credere di essere fermi. In casa: con qualcuno che ci appartenga. C' la polvere, sulla piazza, d'estate. E, se fa cattivo tempo, c' il fango che ci seppellisce. (il trillo improvviso del campanello elettrico).
Alfina - No, non si muova. Questa volta certamente Ovidio.
Luomo - E' un portiere affezionato?
Alfina - Mi porta il latte. Tutte le sere a quest'ora. (Porta che s'apre; rumore del luna park, con la musichetta).
Ovidio - (voce di buon vecchio) La saluto, signorina.
Alfina - Novit, Ovidio?
Ovidio - Non ce ne sono.
Alfina - Grazie ugualmente.
Ovidio - Il signore qui per la casa?
Alfina - L'hai fatto salire tu, Ovidio.
Ovidio - E cos' quel grosso involto che porta dietro?
Alfina - Un giocattolo.
Ovidio - Formidabile.
Alfina - E' fresco questo latte?
Ovidio - Il signore ha trovato certamente la casa di suo gradimento.
Alfina - Non direi. Questa casa non fa per lui e cercher ancora.
Ovidio - Non bisogna sgomentarsi.
Alfina - E' sempre bene in mostra il mio cartello, Ovidio?
Ovidio - Certamente, signorina. Solo che pochi si fermano a leggerlo.
Alfina - Non avranno bisogno d'un appartamento.
Ovidio - La ragione un'altra: nessuno pensa pi all'appartamento se si diverte alle baracche.
Alfina - Che seccatura.
Ovidio - Auguri, signore.
Luomo - Auguri, mi dice?
Ovidio - Certo. Perch ogni giorno deve essere celebrata una festa.
Luomo - Non sempre il compleanno.
Ovidio - Appunto. Non c' ragione che il tempo sia misurato in anni. Gli uomini lo dividano in giorni, e ad ogni nuovo giorno che compiono facciano festa.
Luomo - Curioso. Non ci avevo mai pensato.
Alfina - E' fresco questo latte?
Ovidio - Molti non ci pensano, ma uno dei segreti della felicit umana. La saluto, signorina. (La porta che si richiude. Un silenzio).
Luomo - Un bel tipo.
Alfina - (con mal celata intensit) Non mi dice pazza, signore?
Luomo - Non glielo dico, Alfina.
Alfina - Le confido un segreto.
Luomo - Ascolto.
Alfina - E poi dica che la mia fantasia non pari alla sua.
Luomo - Non so di che si tratti.
Alfina - Per mi assicuri che non ne parler con nessuno.
Luomo - Parola.
Alfina - Io non riveler a nessuno che sua moglie e suo figlio sono una invenzione...
Luomo - Ma nemmeno io riveler il suo segreto. Giuro.
Alfina - Ebbene, questa casa non si affitta.
Luomo - Non si affitta?
Alfina - Le dico che non si affitta.
Luomo - E il cartello?
Alfina - Storie.
Luomo - E Ovidio? E i cittadini che possono salire per visitare l'appartamento?
Alfina - Tutti illusi.
Luomo - Non avrei mai immaginato.
Alfina - Vede? Lei comincia a stupirsi.
Luomo - Ma no. Io non mi stupisco affatto. Soltanto non vedo la ragione di quel cartello.
Alfina - Lasci stare, il cartello. L'ho messo io, sulla porta. E lei il primo che salito.
Luomo - Ci sono cascato?
Alfina - No, non voglio dir questo. Mi lasci spiegare.
Luomo - Non so come lei potrebbe togliersi d'impaccio se un cittadino, dopo averle visitate, trovasse queste stanze di suo gusto e chiedesse lappartamento.
Alfina - Tutto previsto. L'appartamento non pu piacere a nessun cittadino perch le scale fanno venire il fiatone e la cucina un piccolo inferno. Io, poi, come ha notato, non facilito il gradimento della casa.
Luomo - E perch ha fatto questo?
Alfina - Non c' una ragione precisa. Come non c' per lei.
Luomo - Oh, bella.
Alfina - Volevo vedere qualcuno, ecco.
Luomo - E non pu vedere gente dalla finestra?
Alfina - Avevo bisogno di parlare: di scambiare le quattro parole. Lei non sa, signore del cannocchiale, che nessun cittadino ha mai salito queste scale da dieci anni a questa parte. Tranne Ovidio, s'intende, che mi porta il latte, la posta, il pane, le bollette, la verdura, il carbone, la cartella delle imposte. Tranne un medico che venuto qui tre anni e mezzo fa per curarmi d'un raffreddore. Credevo fosse una cosa seria: una polmonite, o- peggio. E invece no: raffreddore. Decisamente, io non sono nata per le cose serie,
Luomo - E i suoi clienti? Non salgono le scale i suoi clienti? Volano, forse?
Alfina - No, non volano. Ma io spedisco loro le giarrettiere, bene involtate, per mezzo d'un panierino che calo gi da quella finestra. Poi tiro su il panierino e ci trovo i soldi. Qualche volta non ci. trovo niente; non ce li hanno messi. Ma io non reclamo. (Un silenzio) Le pare vita, questa? (Altro breve silenzio).
Luomo - No. Non mi pare.
Alfina - E io ho cercato il modo di far salire qualcuno nella mia casa.
Luomo - Non si pu dire che non sia ingegnoso.
Alfina - Quasi quanto il suo modo di costruirsi appartamenti.
Luomo - Poteva affacciarsi alla finestra e gridare all'incendio.
Alfina - Non molti avrebbero avuto premura. E poi avrei dovuto sacrificare al mio incendio qualche seggiola o qualche altro mobile.
Luomo - Non le piacciono i gatti?
Alfina - Non mi fanno compagnia. Le ho detto che dovevo parlare con qualcuno.
Luomo - E cos s' creata anche lei la sua bugia.
Alfina - Come dice?
Luomo - Una bugia.
Alfina - Ah, s. Ma eroica. Non trova?
Luomo - Ogni bugia, se non fa male a nessuno, una nuvola dove si costruisce un castello.
Alfina - E conto di avere ancora molti visitatori.
Luomo - Immagino.
Alfina - Far anche qualche amicizia.
Luomo - Immagino.
Alfina - Gli appartamenti sono assai ricercati, in questo periodo.
Luomo - Lo so bene.
Alfina - Cos, far ancora molte conversazioni piacevoli.
Luomo - Le parsa piacevole la nostra conversazione?
Alfina - Certo.
Luomo - Questo mi fa molto piacere.
Alfina - Lei quasi un amico. (Di nuovo la musichetta e il vocio confuso del luna park . I due si avvicinano a una finestra aperta).
Luomo - Vede come respira anche il luna park?
Alfina - Si gi accesa una fila di lampadine.
Luomo - (con improvvisa sorpresa, quasi con un grido di gioia) E guardi lass! Io devo scappare!
Alfina - Che succede?
Luomo - La luna.
Alfina - Di gi?
Luomo - Naturalmente. E guardi come ride.
Alfina - I suoi clienti saranno gi ad aspettarla.
Luomo - Fidanzati, soldati, ragazzi, saranno gi a chiedere di comprarne la loro parte.
Alfina - E qualche volta delle vecchie signore.
Luomo - E qualche volta delle vecchie signore.
Alfina - Vada dunque ad offrirla.
Luomo - Devo correre. Non si pu mai concludere una conversazione piacevole.
Alfina - Ma decisamente questa casa non fa per lei, signore, e deve cercare ancora.
Luomo - Auguri, se tutti i giorni deve essere festa.
Alfina - Auguri. (Pausa, il rumore e la musica delle baracche. La porta che si richiude. La voce del luna park sempre pi vicina e clamorosa. Infine, sul vocio indistinto, la musica. Non si sentir che la musica, ultimo richiamo di ottimismo. La musica invade la casa di Alfina, le bugie, tutto il mondo).
FINE
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