O penscionou

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O PENSCION√ĒU

O¬† Penscion√īu

                                                      COMMEDIA IN GENOVESE

                                                                         DI

                                                 enrico scaravelli

                                               

¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† ¬į¬į¬į¬į¬į

                      Personaggi:                   

                              CANDIDA                           -    donna de casa

                              FELICE GAMBAROTTA    -    sêu màio

                              DRIA GAMBAROTTA        -    o figgio

                              NUNZIA'                             -    vexinn-a de casa

                              VERONICA                        -     vexinn-a de casa

¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† GAVINO PODDU¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† -¬†¬†¬†¬† st√Ľdente

                              CONSOLATA                     -    moaê da Candida                                                                    

                              SANTO                              -     o bezagnin

                              SABRINA                           -     nessa da Candida

¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† RANFETTI¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† -¬†¬†¬†¬†¬† l'amministrat√ī do condominio

                              GRAZIELLA                       -     galante do Drìa

                                                     ***************************

                          A Zena verso i anni ottanta

                                                      ATTO PRIMO

(Interno di una sala modesta. Tavolo con quattro sedie;  un divanetto,  paralume. Credenza o buf-

fet, quadri alle pareti, orologio a muro. Tavolino con telefono accanto al divanetto. Finestra sul fondo accanto allo slargo dove una porta funge da ingresso: Altra porta laterale a sinistra conduce al cucinino. Accanto un'altra porta va alla toilette. A destra una porta conduce allo studio.

                                                                 SCENA I

                                                 (Candida - Veronica - Nunzià)

CANDIDA¬†¬†¬†¬† :- (sulla cinquantina, in compagnia delle amiche Veronica e Nunzi√†, pi√Ļ o meno coetanee. Le due amiche sono vestite di scuro. Sedute, sferruzzano tutte e tre a maglia) "Me p√† co vegne ben" (mostra a Veronica il proprio lavoro)

NUNZIA'¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :- (che teme di restare esclusa dalla conversazione, mostra a sua volta il proprio lavoro a Veronica) "Anche o ma√™ o no vegne m√Ę.. c√∂se ti ne d√Įxi?"

VERONICA¬†¬†¬†¬†¬† :- "Eh.. ma s'accapisce.. anche o t√™u o ven ben, no te axim√Ę"

CANDIDA¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :- (allunga il collo per vedere) "Eh, sc√¨.. chi per√≤.."(segna) ".. me p√Ę che ghe ne s√©ggian du√ģ de troppo"

NUNZIA'¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :- (sottraendole il lavoro con malagrazia) "√Ēua i conto.. vediemo se ghe n'accrescie"

CANDIDA¬†¬†¬†¬† :- (scrolla il capo sorridendo quasi a compatire Nunzi√†) ".. e cosc√¨, comme ve stavo dixendo, o ma√™ Feli√ße o l'andi√† finalmente in pensci√īn"

NUNZIA'¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :- (che era intenta a contare i punti della maglia) "T'ha√™ rax√īn"

CANDIDA¬†¬†¬†¬†¬† :- "Perch√© o va in pensci√īn?"

NUNZIA'¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :- "I punti.. ghe 'n'accrescieiva 'n p√§.. √īua i c√†llo.." (procede al lavoro)

CANDIDA      :- (mentre tutti procedono a sferruzzare, si interrompe di tanto in tanto, guardandosi attorno) "Gh'è tanti de quelli travaggi da fa chi drento"

VERONICA¬†¬† :- "Eh.. ma √īua che ti l'avia√™ in casa, ti veddia√™ che o se passa o tempo e.."

CANDIDA     :- (interrompendo) "..e spero co ghe daià recatto"

NUNZIA'       :- (distratta, alza il busto con giovanile intenzione) "A chi?"

VERONICA¬† :- "No invexend√§te.. datte 'na calm√†.. parlavimo do Feli√ße che 'na v√≤tta in pensci√īn o dai√† recatto √§ casa.."

CANDIDA     :- (sorridendo bonariamente a Nunzià) "T'è de lungo distraêta.. ma a cose ti pensi sempre"

VERONICA¬†¬† :- (ironica) "Forse.. a o b√©zagn√ģn"

NUNZIA¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :- "Mi a-o b√©zagn√ģn..? A parte o fa√™to che o no me interessa.." (sospira) "M√¨, in to ma√™ ch√™u.."(con esagerazione) ".. gh'ho sempre o ma√™ D√īrfo.." (col magone ..ricercato)"Mesch√¨n.. ghe piaxeiva tanto a m√Ľxica.. o me s√™unnava de lungo o mandorl√¨n.."

VERONICA    :- (con aria assorta) "E a mì a chitära.."

NUNZIA'¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :- (scattando) "Chi?.. O ma√™ D√īrfo?"

VERONICA¬†¬†¬† :- "Macch√® D√īrfo.. parlo do ma√™ segondo m√†io.. o Zorzo.."(guarda al cielo sospirando)

CANDIDA¬†¬†¬†¬†¬†¬† :- (con sottile iron√¨a) "Mag√†ra f√Įsan anc√≤n ch√¨ a f√§ve quelle serenate.. eh?"

VERON. E NUN.:- (sospirano all'unisono) "Eh.."

NUNZIA'         :- (con severità, quasi emettesse un giudizio) "E invece o se n'è andaêto.. coscì.."

VERONICA¬†¬†¬† :- (a Nunzi√†) "Ean bo√ģn amixi.. se faxeivan compagnia"

CANDIDA      :- "Se l'è pe' quello.. se a fan ancòn"

VERONICA   :- (con sussiego) "Ma .. diggo!.."

CANDIDA¬†¬†¬†¬† :- (imbarazzata) "Beh.. d√Įvo cosc√¨ p√© d√ģ.." (a Nunzi√†) "E ti no ghe pens√†.. no ti vorria√™ ma d√¨ co l'√†gge fa√™to apposta a mo√¨ p√© f√§te √¨n desp√ęto, no?"

NUNZIA'¬†¬†¬†¬†¬†¬† :- (con diffidenza) "E vanni a l√ęze in testa ai √≤mmi..((indispettita) "E o m'ha lasci√īu anc√≤n primma de and√† in pensci√īn!"

VERONICA¬† :- "Che desp√ętaddi fra t√Ľtti du√ģ.. anche ma√™ m√†io o l'ha fa√™to pa√™gio"

NUNZIA'¬†¬†¬†¬†¬†¬† :- (precisando puntigliosa) "Ma armeno o Zorzo o l'√® morto in sci√≤ travaggio e ti.. t'ha√™ piggi√īu de belle palanche" (mima il denaro)

CANDIDA     :-  "Ma Nunzià!"

NUNZIA'¬†¬†¬†¬†¬†¬† :- "Eh.. t'ha√™ 'n bello d√ģ.. intanto a realta√™ a l'√® questa o ma√™ D√īrfo, mo√¨ p√© mo√¨.. o poeiva f√§lo in sci√≤ travaggio.. armeno o no me lasciava con 'na magn√† de mosche"

CANDIDA¬†¬†¬†¬†¬† :- "M√¨a.. cangemmo discorso che se ve sente o Feli√ße o se tocca.. fa√™ro.." (pausa) "Parlavimo do penscionamento do ma√™ √≤mmo.." (sospirando) "..anche l√© e s√™u tribulazio√¨n o l'ha pat√ģe.. Sette anni de avventiziato doppo a gua√™ra e poi.. o l'ha dov√Ľo st√Ľdi√† e sostegn√¨ di esammi p√© vedde se quello co l'ha sempra fa√™to.. o l'√©a bon de f√§lo.."

VERONICA¬†¬†¬† :- (A Nunzi√†, con una punta di malignit√†)"O se inf√ģa in ti tomb√¨n p√© pul√¨ e chintann-e"

NUNZIA'¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :- (rincarando la dose) "E s'accapisce che.. bez√™ugna aveighe i st√Ľddi.."

CANDIDA¬†¬†¬†¬†¬†¬† :- (con severit√†) "Ei sempre cau√™ de d√Įne √Ľnn-a de troppo.. Addetto alle opere idrauliche e sanitarie.. sc√¨ insomma.. pulitura e mantenimento delle fognature.. ma se no ghe f√Įsan quelli che o fan, nui√§tre saiescimo in ta me.. in ta bratta.. in ta sporcizia finn-a-a g√īa. E o l'ha dov√Ľo anche studi√† a st√∂ia, a geografia,a matematica.. e.. quella materia.. comme a se ci√†mma.. quella che st√Ľdian i avvocati.."

VERONICA¬†¬†¬† :- (sarcastica) "Adreit√Ľa!"

CANDIDA      :- (rammentandosi) "Ah, scì: o diritto amministrativo!"

NUNZIA'         :- "Che röba a l'è?"

VERONICA    :- (incredula) "Pé pulì e chintann-e?"

CANDIDA      :- "Coscì èan i regolamenti"

NUNZIA'¬†¬†¬†¬†¬†¬† :- (con aria di sfott√≤) "Per√≤ √īua.. t√™u figgio o st√Ľddia da ma√™go e con a <laura> o no dovi√† infi√§se in ti tomb√¨n"

CANDIDA    :- (si alza palpandosi le reni dolenti) "Eh, scì.. con a <laura> e a Giovanna.. LAUREA 

¬†¬† ¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†e no <laura>.."(lamentandosi per il dolori) "Ahia.. quando m'acciappa 'sti dolori.. comunque p√© i figgi se fan tanti sacrifizi.. ma l'√® bello veddili cresce ben e sent√Įse che no t'abbandonian quando.. ne tremi√Ęn e gambe.." (guarda l'orologio) "Oeil√†.. se z√† fa√™to tardi, devo d√† 'n'√™uggi√† a-o mangi√† in sci√≤ f√™ugo" (le due donne continuano a sferruzzare. Candida le guarda) "Donne.. diggo.. s'√©i d'and√†, anda√™ p√Ľre.. mi no ve trattegno.."

VER. e NUNZIA':- (con lentezza si alzano e si guardano rassegnate)

VERONICA    :- "Andemmo via anche noiätre perché no emmo ancon perso o vizio de mangià"

NUNZIA'¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :- "Seg√Ľo che se risparmieva de belle palanche.." (a Candida mentre si avvia, con¬† Veronica, all'uscita) "S√†ccime d√ģ comme a va a fin√¨.."

VERONICA¬†¬†¬† :- (interrompe e prosegue lei) "..o primmo giorno de pensci√īn"

CANDIDA¬†¬†¬†¬†¬†¬† :- (accompagnandole all'uscita) "Me pagg√©i a v√īrpe e o gatto de Pinocchio"

NUNZIA'         :- "E perché?"

CANDIDA¬†¬†¬†¬†¬†¬† :- "Perch√© commen√ßa √Ľnn-a e l'√§tra a finisce"

VER. e NUNZIA':- (sull'uscio, salutano ed escono) "Ciao"

CANDIDA      :- "Staêve ben e.. bon appetitto" (richiude l'uscio)

                                                                        SCENA II

                                                                (Candida - Feliçe)

CANDIDA¬†¬†¬†¬† :- (prende l'occorrente dalla credenza per apparecchiare la tavola e mano, a mano, dopo aver messo la tovaglia, vi¬† depone tre bicchieri, bottiglia, posate ecc. nel frattempo commenta) "Eh.. quande quelle due scixerb√īe arvan bocca.."(compren-siva) "L'√® proppio v√©a che chi ha de l'√†m√§o in bocca no p√™u sp√Ľ√† d√∂√ße"

FELICE           :- (rientra in casa dal lavoro. Indossa una tuta. Depone le chiavi nel taschino e poi, con voce stanca) "Ciao"

CANDIDA      :- "Ciao Feliçe.. t'haê appetitto?"

FELICE           :- "Manco guaêi"

CANDIDA      :- "L'è zà pronto"

FELICE¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :- "Vaddo a d√§me 'na r√Ľxent√† in to bagno" (esce alla sinistra)

CANDIDA¬†¬†¬†¬†¬† :- (terminando di prepara il tavolo parla al marito fuori scena) "Son sta√™te ch√¨ finn'√īa a Veronica e a Nunzi√†.. han domand√≤u de t√¨"

FELICE¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :- (sempre fuori scena) "L'ho viste in sci√≤ ball√īu e ho tocc√īu fa√™ro.." (rientra) e si aggiusta le maniche che aveva rimboccato) "..han a lengua de lungo in bullezz√Ľmme..¬† "(siede al tavolo) ".. sempre in movimento.. ginnastica di lingua.."

CANDIDA     :- (con affetto, in piedi accanto al marito) "Comme a l'è andaêta anchêu?.. Còntime"

FELICE¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :- "Comme a-o solito.."(notando l'assenza del figlio) "E o Dr√ģa?"

CANDIDA¬†¬†¬†¬† :- (si discosta e parla con noncuranza per non irretire il marito, intanto prosegue a predisporre il mancante in tavola) "Mah.. no so.. o l'√® sciort√Įo √Ľn po' abbacciucc√īu.. penso co f√Įse miscio"

FELICE          :- "E semmài se femmo compagnia" (si vuota da bere mentre la moglie va in cucinino a prenderei piatti pronti col mangiare)

CANDIDA¬†¬†¬†¬†¬† :- (dalla cucina) "F√≤scia o l'avi√Ę da fa o p√ģn p√© a macchina.." (rientra con i due piatti che pone davanti a lui ed a s√© stessa)

FELICE           :- (accingendosi a pranzare) "Bon appetito"

CANDIDA¬†¬†¬†¬†¬† :- (che si siede) "Grassie, anche a ti.. mi gh'aveivo e palanche.. quella da rata do muttuo p√© a casa ma.. deve arriv√† a bolletta da l√Ľxe, do gazzo e do telefono e cosc√¨ no gh'ho da√™to ninte"

FELICE¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :- ".. mia, no ti√Ęme l'arpett√Ę perch√© mi son ci√Ľ miscio de l√©" (calcando sull'assenza del figlio) "..e poi o sa che quande l'√® l'√īa do disn√† m'√® c√§o che seggimo a t√∂a t√Ľtti assemme.. chi no semmo in te ' ristorante!"

CANDIDA¬†¬†¬†¬† :- (cercando di prendere le parti del figlio) "O sai√† anda√™to a l'√Ľniverscita√™.. oramai o l'√® qua√™xi √§ fin di st√Ľddi.."

FELICE¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :- (accennando all'orologio) "A quest'√īa?..(continuando a mangiare) ".. quande o vegne ghe ne diggo quattro"

CANDIDA     :- "Ma no.. lascia perde"

FELICE          :- "E va ben.. ghe ne diggo solo due, coscì risparmio"

CANDIDA¬†¬†¬†¬† :- (cambiando discorso) "A Gneise a me deve anc√≤n pag√† e punt√Ľe ch'ho fa√™to a s√™u m√†io"

FELICE           :- "No cangià discorso comme a-o têu solito.. appenn-a te toccan o figgio ti.."(imita lo zigzagare della serpe) "..zac, zac.."

CANDIDA¬†¬†¬†¬† :- "Ma d√Įvo cosc√¨ perch√© o Dr√ģa o deve accatt√† di libbri che costan 'na barc√† de palanche.."

FELICE¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :- "Speremmo co finisce f√Įto se donca.." (assaggia una cucchiaiata di minestra e poi, schifato, scosta il piatto) "A l'√® ci√Ľ ch√™utta che 'n tedesco in sci√† spi√§gia"

CANDIDA¬†¬†¬† :- "Aggi pazienza Feli√ße.. a l'√® quella che gh'√® avanz√īu v√©i.. ti ou sa√™ che no me pi√§xe straggi√† o mangi√†"

FELICE¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :- (con sottile ironia) "E .. o Dr√ģa c√∂se o mangia?"

CANDIDA¬†¬†¬† :- (imbarazzata) "Ma ti sa√™ comme o l'√® t√™u figgio.. o l'√® 'n po' delic√īu e.. a roba avanz√†.. a no ghe pi√§xe.."

FELICE         :- (c.s) "Meschinetto!"

CANDIDA¬†¬†¬† :- (c.s) "E cosc√¨.. gh'ho prepar√īu 'na lengua appenn-a pesc√†"

FELICE¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :- "E s'accapisce.. al quasi dottorino la sogliola e al padre.. i avanzi di giorno primma.. tanto l√© o l'√® abitu√īu.. o no l'√® de bocca finn-a.."

CANDIDA¬†¬† :- (venendole in mente qualcosa si alza prontamente per quietare il marito) "Asp√ęta.. gh'√® 'na fettinn-a de fricandol√¨n.."

FELICE¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :- (ironico) "Z√† ch√™utta d√§ settemann-a pass√Ę?.. E comme mai?.. A gatta a no l'ha vosci√Ľa.. non le √® piaciuta la braciola?"

CANDIDA     :- "Cöse gh'intra a gatta.. a l'è in to frigidaire"

FELICE          :- "A gatta in to frigidaire?"

CANDIDA¬†¬†¬†¬† :- "Eh, sc√¨.. √≤ua metto a gatta in to frigo.. a fettinn-a te stavo dixendo.. a l'√® z√† ch√™utta perch√©... o Dr√ģa.. (sta accorgendosi di fare una gaffe e si blocca)

FELICE¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :- (sarcastico) "Vanni avanti mogg√©.. ti t'affermi in sci√≤ ci√Ľ bello?"

CANDIDA¬†¬†¬†¬† :- (cercando di non dare peso) "Beh, p√© o Dr√ģa o no l'√® gua√™i t√©nnia e all√≤a.."

FELICE¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :- (facendo l'atto di mescolare la solita zuppa) "E all√≤a mi, che gh'ho quattro denti, posso ingu√Ęla ci√Ľ ben!"

CANDIDA     :- (imbarazzata) "Ma no.."

FELICE          :- "Va ben, mia.. leviamoci la braciola se donca me l'attrêuvo in to piäto anche doman.. dài che devo andà a travaggià"

CANDIDA      :- "Ancòn pé anchêu" (va in cucina)

FELICE¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :- (pensieroso e triste) "Z√†.. ancon p√© anch√™u.. quarant'anni de l√īu e poi, quande te se arrenzenisce a pelle.."(mima la cacciata via) "..zac.. a casa.."

CANDIDA      :- (rientra con un piatto piano posandolo davanti al marito) "Ecco"

FELICE           :- (prende coltello e forchetta e si accinge a tagliare la braciola. Fa comicamente alcuni tentativi e poi) "Ma no ti ghe l'haê 'n soràcco?"

CANDIDA      :- "Esageròu"

FELICE           :- (riesce nel suo intento e mangia)

CANDIDA¬†¬†¬†¬†¬† :- (toccandogli amorevolmente un braccio) "Doman te fai√īu e polpette e.. anche 'na torta!"

FELICE¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :- (sospettoso) "E comme mai?.. Ti nascondi m√Įga l'anghilla sotta?.."

CANDIDA¬†¬†¬†¬†¬† :- "Ma no.. o l'√® o t√™u primmo giorno de pensci√īn e poi.. no ghe pens√† √§ pelle arrenzen√ģa.." (furbescamente) "..n'ommo pin de voenta√™.. de cua√™ de l√īu√Ę.. a propoxito.. ghe sai√† da d√† recatto √§ casa quande ti n'avia√™ cua√™.."

FELICE¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :- "E a me p√†iva strana t√Ľtta 'sta tiritera.. Ti m'ha√™ z√† prepar√īu o travaggio p√© doppo?.. P√®¬† f√§mme pass√† o tempo?.." (pensando) ".. quande m'affermi√īu v√™uggio f√§mme de pisaggia√™ che passi√†n √§ st√∂ia.. v√™uggio mette a sveglia a √ßinq'√īe e poi.. ti√§ghe 'na bella gna√™ra e gi√§me de l√†!"

CANDIDA      :- "E t'accappiaê che bella soddisfaziòn"

FELICE¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :- (proseguendo) "..e poi, finalmente, fai√ęmo quarche viaggetto.."

CANDIDA¬†¬†¬†¬†¬† :- "Sc√¨.. c√∂ figg√™u co st√Ľddia e con o muttuo da casa da pag√†"

FELICE¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :- "Ti me smonti de lungo.. Mi d√Įvo de quelli vi√§gi organizza√™ c√∂ pulman.. no se spende tanto.. tanti ma√™ colleghi ghe van e senza √ęse in pensci√īn"

                                                                               SCENA III

¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† (Candida - Feli√ße - Dr√ģa)

DRÎA             :- (entra in casa. Giovane sui 23 - 25 anni circa. Vestito casual. Ripone le chiavi in tasca) "Ciao.. è pronto?"

¬†FELICE¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :- (ironico) No!.. Pe' a √ßenn-a l'√® f√Įto e p√© o disn√Ę l'√® tardi"

CANDIDA     :- Vai a lavarti le mani che ti preparo"

DRÎA             :- (esegue e va alla toilette)

CANDIDA¬†¬†¬† :- (sottovoce, al marito) "No commen√ßa a angosci√§lo eh?.. Lascilo qu√ęt√†"

FELICE         :- (ironico) "E chi te o tocca? Tanto o fa quello co vêu o maêximo"

DRÎA             : - (rientra e siede a tavola)

FELICE¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :- "Che lavata sprint!" (alla moglie) "Dagghe o men√Ľ se no cangia ristorante"

CANDIDA    :- (accarezzando alla nuca il figlio) "Per te ci sono le trenette al pesto e.." (vede l' ironia sul volto del marito) "Prosegui moglie.."

CANDIDA    :- (seccata) ".. e una bella sogliola fresca.." (avviandosi alla cucina) "..che hai bisogno di fosforo, TU!" (esce)

FELICE        :- (salace) "Poi c'è aragosta, caviale e vin do prêve"

DRÎA            :- (alla madre) "Va bene, se non c'è altro"

FELICE¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :- (scatta con comicit√†) "E va bene.. se non c'√® altro.." (severo) "Te ghe vorrieiva da morr√™ua pe' g√Ľst√† quello che te passa o convento, tz√®!" (scimmiottando il figlio) "E va bene.. se non c'√® altro?"

DRÎA             :- (indifferente, gustando un grissino, o pane) "Morr.. che cos'è?.. Mai sentita nominare"

FELICE¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :- "Eh gi√†. Tu il militare-soldato non l'hai ancora fatto.. sarebbero le fregugge delle gallette che i marinai mangiavano quando.. quando non c'era pi√Ļ caviale o trenette al pesto.."(pausa) "Quand'ero bagarillo io.."

DRÎA             :- "Papà.. non ricominciare con . <ai miei tempi>!"

CANDIDA    :- (rientra e posa i piatti davanti al figlio e poi si siede per finire di mangiare assieme al marito) "Ecco lì, e buon appetito"!

DRÎA             :- "Grazie"

FELICE¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :- (rimuginando) "Stanni a vedde che √īua no posso manco ci√Ľ parl√† in casa ma√™.. In sci√≤ travaggio: <t√†xi>, in casa <t√†xi>.. ma pe' c√∂se m'√©i piggi√īu? ..Pe 'n mass√†mme.. √Ľn schiaccha√™lo?"

CANDIDA¬†¬†¬† :- "E no √ęse sempre nervoso"

FELICE         :- "E dagghela!"

CANDIDA    :- (deviando il discorso e rivolgendo al figlio) "Avevi da fare all'Università che hai ritardato?"

DRÎA             :-  "Sì. C'era da fare un'autopsìa.. dovevi vedere in che condizioni aveva il fegato quel poveraccio.." (viso di circostanza)

CANDIDA    :- (stava portandosi alla bocca, come Felice, della carne e restano entrambi, in silenzio, a mezz'aria con la bocca aperta)

DRÎA            :- (non se ne avvede e prosegue) ".. era tutto pieno di.."

CANDIDA   :- (si alza di scatto con la mano alla bocca e va in bagno)

DRÎA            :- (al padre) "Ma che ha?"

FELICE¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :- (posa la forchetta ed allontana il piatto) "E ti me o domandi anc√≤n?.. Ma te p√Ę che mentre a se st√† mangiando 'na fettinn-a de figha√™to, ti ghe parli de 'n'autops√¨a e proppio in sci√® 'n figha√™to?"

DRÎA            :- (che prosegue a mangiare) "Eh, la mamma non avrebbe potuto studiare medicina"

FELICE¬†¬†¬†¬†¬†¬† :- "No!. Medicina forse no.. a st√Ľddia z√† t√Ľtti i giorni pe' fa quadr√† o bilancio.. F√≤scia a l'avieiva st√Ľdi√≤u ben matematica"

CANDIDA  :- (rientra mogia, tenendosi una mano sullo stomaco. I due la guardano mentre si siede adagio allontanando da sé il piatto schifata) "Beh.."

DRÎA          :- "Ti ha dato fastidio quello che dicevo sull'autopsìa?"

CANDIDA¬† :- "Famme o piax√ęi cangia discorso.. armeno quande semmo a t√∂a.. se no mi fai torna venire la voglia di cacci√†re"

FELICE¬†¬†¬†¬†¬†¬† :- (al figlio) "D√¨mme 'n po'.. l'√® z√† √Ľn po' de tempo che sento di dolor√¨n da 'sta parte" (tocca dalla parte del fegato) "C√∂se sai√†?"

DRÎA            :- "Qui?" (palpa)

FELICE        :- "Scì.. Ahia!.. fanni cianin.."

DRÎA            :- "Sarà il fegato"

CANDIDA   :- "Ah, ma allòa o l'è 'n vizio"

FELICE¬†¬†¬†¬† :- "Amm√ģa.. squa√™xi m√ęgo.. che non son anc√≤n pronto pe'.."(fa l'atto di incidere)"..l'autopsia"

DRÎA            :- (continuando a mangiare) "Devi mangiare meno grassi.. bere meno alcoolici e starai meglio"

FELICE        :- (sarcastico) "..mangiare roba avanzata.. riciclata.. perché mi son de bocca bonn-a.." (guarda la moglie che fa un gesto di insofferenza) "..coscì risparmio"

DRÎA           :- "Cosa c'entrano i soldi.. a proposito di soldi.. ho la macchina a secco"

CANDIDA   :- (guarda il marito e fa un gesto come a dire>te l'avevo detto, no?>) "Eh!"

FELICE        :- (ironizzando) "O rimedio o gh'è.. chi no pêu andà in caròssa o va a pé"

CANDIDA   :- (interviene subito per prevenire una rispostaccia del figlio) "Per ora, abbi pazienza"

FELICE¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :- (guarda l'ora e si alza) "Devo avei pazienza anche m√¨.. perch√© piggio l'autobus.. L'√® l'√īa che vadde"

DRÎA            :- "Fra poche ore hai finito"

CANDIDA   :- "Non lo volete il caffè?" (inizia intanto a sparecchiare andando avanti e indietro dalla cucina)

DRÎA            :- (tirando una frecciatina) "No!, bisogna risparmiare"

FELICE¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :- (di rimando) "Ecco, bravo.. semm√†i ti √īu metti in to serbat√∂io da benzinn-a"

DRÎA           :- (come se niente fosse) "Pà.. quando prenderai la liquidazione?"

FELICE¬†¬†¬†¬†¬†¬† :- (si blocca comicamente) "Perch√©?.. T'hae z√† attrov√īu comme invest√ģli?.. Ho anc√≤n da ferm√§me e za ti pensi a port√† via o morto?"

CANDIDA¬† :- (continuando a sparecchiare) "E poi ti d√Įxi che o no se interessa mai de ti"

FELICE¬†¬†¬†¬†¬†¬† :- (sbottando) "E m√≤u bellero.. no ascord√§te c√§ mogg√©, ch'emmo da fin√¨ de pag√† o muttuo da casa. Ti me l'ha√™ d√Įto ti primma no?".. Se no o spezi√† o se mangia o s√Ľccao.. e poi gh'√® da vedde anc√≤n comme a l'andi√† a fin√¨ a faccenda de t√™u moa√™, che se dovemmo tegn√Įla noi√§tri, semmo belli che scistemma√™!"

CANDIDA¬†¬†¬† :- (sempre affaccendata) "Ma no l'√® anc√≤n d√Įto.. intanto ma√™ mamm√† a l'ha a s√™u pensci√īn"

FELICE          :- "Scì.. a minima ca  no l'abbasta manco pé fäse 'n brodìn de daddi a-o giorno"

CANDIDA¬†¬†¬†¬† :- ".. e poi p√™u d√§se ca stagghe ancon con ma√™ fra√™.. a ghe sta√™ta finn'√īua.."(va in cucina)

FELICE¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :- "Cosc√¨ t√™u c√Ľgn√Ę a l'inf√ģa in te quella casciapanca che t√™u moa√™ a se tegne comm'a f√Įse 'na casciaforte"

DR√éA¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :- "Ma non divaghiamo.. io dicevo cos√¨ perch√© quel catorcio di macchina che ho non ce la fa pi√Ļ.. ci sarebbe da rifare l'avantreno e.."

FELICE¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† ¬†:- (interrompendo) "E ti poeivi avanz√† de and√† a sbatte contro a 'n'a√™rbo.. ghe scommetto che t'√©i con quarche m√ęghessa e che no ti tegnivi e man in sci√≤ volante"

DRÎA            :- "... e poi è marcia sul fondo"

CANDIDA¬†¬† :- (rientrando) "O no d√Įxe m√Įga m√Ę.. con 'na macchina cosc√¨.. se s√Ľccede quarc√∂sa.."

FELICE        :- "Mia Candida.. no fa tanto a Candida e no dagghe 'na man anche ti a spende quelle quattro palanche che me daiàn e chissà quande, ancòn primma de piggiäle"

DRÎA           :- "Ho visto una spyder che è un sogno.. e non costa nemmeno tanto"

FELICE¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :- (ironico) "Amm√ģa p√Ľre e c√∂se che costan tanto cosc√¨, no piggiandole, ti risparmi de ci√Ľ"

CANDIDA    :- "Adriano, lascia perdere.. ne riparleremo in un altro momento.. Ma ci saranno anche automobili che costano meno.. magari un buon usato"

DRÎA             :- "Ma i miei compagni di università hanno quasi tutti delle belle macchine e io, sempre quel bidone.."

FELICE¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :- "Ecco, bravo!.. quasi tutti. Tu fai parte dei <quasi>" (severo) "E poi, m√¨a.. d√†tte 'na regol√† perch√© noi√§tri no semmo di nababbi.. O figgio de'n ma√™ amigo de travaggio o st√Ľddia l√© asc√¨ a l'√Ľniverscita√™, per√≤ o se ne gu√†gna.. o d√† 'na man.. o va a port√† di pacchi, di pap√© con 'na motoretta e ti fanni o ma√™ximo se no ti v√™u che o t√™u borsell√¨n o segge solo ch√™uio"

DRÎA            :-  (risentito) "Ma io non ti ho chiesto mica nulla!"

FELICE        :-" MACCHE'!"

CANDIDA¬†¬† :- "O t'ha solo domand√īu quande ti piggia√™ a liquidazi√≤n"

FELICE¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :- "√õn po' de faccia fra t√Ľtti du√ģ.. L'√® proppio v√©a che rende ci√Ľ 'na faccia bonn-a che 'n'orto in to Bez√Ęgno" (alla moglie) "Ma dimme 'n po'.. te dan m√Įga 'na man quelle due cornagge stanca√ßervelli che pan l√¨ ch'asp√ętan 'na terza v√ģdd√≤a?"

CANDIDA   :- "Chi?.. A Veronica e a Nunzià?"

FELICE        :- "No, A Nunzià e a Veronica"

CANDIDA¬†¬† :- "Meschinette.. vegnan p√© pass√§se √Ľn po' o tempo.. p√© fa 'n po' de maggia e due ciacci√§re"

FELICE       :- "Ma no gh'han mai ninte da fa?.. A no ghe vegne mai l'artrosi in ta lengua?"

CANDIDA¬† :- "E no te sci√§t√†.. qu√ęta.."

FELICE       :- "Va ben, mìa.. vaddo se no fasso tardi"

CANDIDA¬† :- "Ma anch√™u o l'√® l'√Ľrtimo giorno.. Ti te poeivi d√Ę mar√≤tto, no?"

FELICE¬†¬†¬†¬†¬†¬† :- "L'√® 'na questi√īn de prin√ßippio. Mi queste c√∂se no l'ho mai fa√™te" (si avvia all'uscita)

DRÎA          :- "Ciao, pà.."

FELICE       :- "Ciao e.. m'arraccomando.. no caregà troppe fädette in sciò bidòn, se no bezêugna rifäghe anche o retrotreno" (esce)

 

                                                                 SCENA IV

¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† ¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†(Candida - Dr√ģa)

CANDIDA  :- (ha ormai terminato di sparecchiare e porta le ultime cose in cucina)

DRIA           :- (osserva la madre che va in cucinino. Va al telefono e compone un numero)"Pronto?Graziella.. senti.. per quella cena che dovevamo fare al ristorante, sai.." (imbarazzato)

CANDIDA    :- (sulla soglia della cucina sta ad ascoltare)

DRIA            :- (proseguendo) ".. sarà bene rinunciare.."(pausa) "Perché?.. Ma perché.. arrivano dei parenti da fuori e.."

CANDIDA   :- (fa scena)

DRIA            :- ".. e mio padre ci tiene molto che ci sia anch'io.. Sai come sono certe persone all'antica" (pausa) "Lo sai che te ne voglio, no?.. Dispiace anche a me, credimi ma quando è ora di pranzo o cena io non ci sono quasi mai.. Figurati che oggi se l'è presa con me per questo, e così.. con questi parenti dovrò restare, capisci?"

CANDIA       :- (fa sempre scena, con gesti di stupore)

DRIA             :- "Sei arrabbiata?.. No?.. Bene.. Ciao, ci vediamo domani in Facoltà" (manda dei bacetti per telefono) "Ciao.. a domani" (posa il ricevitore e fa un gesto come a dire: <guarda cosa mi tocca fare>)

CANDIDA    :- (entra) "Cöse gh'è che no và?"

DRIA            :- (serio) "Niente.. così.. dovevo uscire questa sera ma.."(sospira)

CANDIDA    :- (sorniona) "E se devi uscire, esci.. Tanto ti sciorti quande ti vêu"

DRIA            :- (con aria di chi ha fatto una grande rinuncia) "Ho rinunciato"

CANDIDA¬†¬† :- "E t'ha√™ bagn√īu 'na bella s√Ľppa"

DRIA            :- (seccato) "Sei stata ad origliare, eh?"

CANDIDA¬†¬†¬† :- "Ma no ti parlavi m√Įga tanto sottov√∂xe, sa√™?"

DRIA             :- "Mamma, so che fate dei sacrifici per farmi studiare.. ma anch'io non posso tirarmi indietro in certe situazioni.. Fa presto il papà a fare dei paragoni con altri studenti.. loro non frequentano mica l'ambiente che frequento io.."

CANDIDA     :- (con finta ingenuità) "Ma non puoi cambiare <frequentazione>?"

DRIA            :- (spazientito) "Ma mamma.. il papà della mia ragazza è uno stimato <osteologo> e.."

CANDIDA    :- (interrompendo) "Che röba a l'è?"

DRIA             :- "Uno specialista delle ossa"

CANDIDA¬†¬†¬† :- "Anche o nostro maxell√Ę"

DRIA            :- (seccato) "Ma cosa c'entra.. Io devo fare bella figura, capisci?.. E se non posso farla devo inventare per forza qualche scusa"

CANDIDA   :- (ironica) "Meschìn" (con interesse) "Ma.. i suoi di lei.. son gente armeno ch'han de palanche?"

DRIA           :- "Presumo di sì. Non gliel'ho mica contate"

CANDIDA  :- "E quando ce la fai conoscere la tua ragazza?"

DRIA           :- (con mancanza di tatto) "Ma.. non vorrai mica che la porti.."(guardandosi attorno) "..qui dentro, no?"       

CANDIDA   :- (offesa) "E perché?.. Cöse gh'è qui dentro che no và?"

DRIA           :- (imbarazzato) "Ma.. insomma.." (cerca di mostrare che la casa e troppo modesta)

CANDIDA¬† :- "Non ci sar√† il pavimento con le <ci√†ppe> di marmo.. ma o l'√® pulito e.. con √™uio de g√īmmio.." (pausa) "E poi, diggo.. ci abbiamo anche la toilette con tutto l'occorrente.. Gh'andian anche loro in to.. bagno .. a f√Ę e nostre stesse c√∂se, anche se son scignori.."

DRIA          :- (spazientito) "Ma che razza di paragoni mi fai.. Cosa c'entra tutto questo!"

CANDIDA :- (malinconica e dispiaciuta) "C'entra, ragazzo mio, sicuro che c'entra perch√© tu QUI se nato, cerca di non dimenticarlo.. Tuo padre non ha tutti i torti a mugugnare, anche se io cerco, qualche volta, di prenderti le parti.. sei il nostro unico figlio, capirai.." (con orgoglio) "..√ßerc√† de miglior√† in ta vitta l'√® gi√Ľsto.. gh'ammanchieiva √§tro, ma ascord√§se e proprie origini no.. no l'√® gi√Ľsto, no l'√® onesto.. O fa√™to che ti frequenti √ßerti ambienti o no te deve fa vegn√¨ i scripixi in ta testa.. non ti devi invexendare perch√©.. se a bicicletta a l'e troppo √ęrta, se chinn-a e se monta in sci√® 'n'√§tra ci√Ľ bassa, se no se cazze e se rompe o muro.."

DRIA            :- " Ma io e Graziella ci vogliamo bene"

CANDIDA    :- "E s'a l'è coscì no gh'è de problemi.. Capirà e ti apprezzerà per quel che sei e per quello che cerchi di diventare" (triste) "..e apprezzerà anche la tua famiglia"

DRIA             :- (mani in tasca e testa bassa) "Dovevo andare fuori a cena con degli amici stasera.."

CANDIDA     :- (rassegnata, prende il borsellino) "E quante te ghe vêu?"

DRIA             :- (che intravede la possibilità..) "Ma.. non saprei.. sulle sessantamila."

CANDIDA    :- "Eh?.. Quante?"

DRIA¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :- "Sulle sessantamila lire pi√Ļ o meno ma, se rinunciamo all'antipasto.."

CANDIDA¬†¬†¬† :- (richiudendo prontamente il borsellino)"Sai√† m√ęgio che ti rinunzi anche ai √§tri pasti!"

DRIA            :- (rassegnato) "Lo sapevo!"

CANDIDA¬†¬† :- "Mia, no l'√® pe' regi√† a solita menestra ma.. gli studi costano e chi v√™u troppo s√Ľss√† presto s'ing√īa"

DRIA           :- (indispettito)"Presto finirò gli studi e spero di rimborsarvi tutto!"

CANDIDA¬†¬†¬† :- "Ma stanni calmo.. c√∂se ti v√™u rimbors√†.. nisci√Ľn te rinfaccia ninte.. L'√® ci√Ľ fa√ßile che 'na moa√™ a dagghe da mangi√† a dexe figgi che dexe figgi a .. 'na moa√™" (pausa) "Do resto noi√§tri semmo contenti che ti st√Ľd√ģ se no t'aviescimo attrov√īu

¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† 'n 'n travaggio.. a l'√® a nostra soddisfazion.. Attraverso i figgi vivemmo quello che no emmo posci√Ľo √ęse noi√§tri.. Ma figio c√§o, no se p√™u s√Ľsci√† e sciorb√¨.. e nostre intrate son quelle che son e de ci√Ľ no ghe n'√®"

DRIA              :- (seccato, prende il giubbotto) "Va bene, niente prediche per favore, Ciao" (esce)

 

                                                                               SCENA V

                                                                         (Candida - Gavino)

CANDIDA¬†¬†¬† :- (si avvia al telefono e compone un numero) "Mamma?.. Ciao, come ti sta√™?"(pausa) "E ce ti v√™u mai, a l'√® anche l'eta√™, i acciacchi vegnan a t√Ľtti" (pausa) "Pe' o Feli√ße ti p√™ vegn√¨.. in quarche moddo s'arrangiemo.. a casa a l'√® quello ca l'√® ma no te mandiemo de seg√Ľo a-o ricovero.." (pausa) "Ah!.. Ti dixi che costa ci√Ľ o ricovero che mantegnite.. Se te sente o Feli√ße o te manda a-o Massoero (*) (pausa) "E va ben, no te a piggi√† se ma√™ fra√™ o no te v√™u ci√Ľ tegn√¨.. ti vegna√™ chi.. in quarche moddo vediemo de scistemate.." (pausa) "Sc√¨, va ben.. ciao" (posa il ricevitore)

                            (Suonano alla porta e Candida va ad aprire)

GAVINO        :-  (giovane  studente sui ventitré anni circa, ha con se un grosso borsone)"Signora, mi comperi qualcosa la prego"

CANDIDA     :- "Avieva bezêugno de vende.. ätro che accattà"

GAVINO        :- "Mi faccia entrare e le mostro quello che ho in borsa"

CANDIDA     :- (tergiversando) "Guardi, non è per la diffidenza nei suoi confronti ma sa.. di questi tempi.."

GAVINO        :- "Mi comperi almeno qualche saponetta.. tanto per guadagnare qualcosa" 

CANDIDA     :- "E va bene.. ma solo perché mi è simpatico"

GAVINO        :- (entrando) "Capisco la sua prudenza.. succedono cose spiacevoli a volte.. Sapesse quanta gente mi sbatte la porta in faccia.. Io, faccio questo lavoro per mantenermi agli studi, per pesare meno sulla mia famiglia"

CANDIDA     :- "E questo le fa onore.." (incuriosita, squadrandolo)"Ma che cosa studia.. mi scusi sa ma.. a vederlo così'.. direi che studia.. per vivere"

GAVINO         :- "Studio medicina"

CANDIDA     :- "Anche lei?"

GAVINO       :- (stupito) "Ma perché.. studia medicina anche lei?"

CANDIDA    :- "E gh'ammanchieiva ätro.. io CI HO la quinta elementare.. E' mio figlio che studia.. fa l'ultimo anno"

GAVINO       :- "Ah!"

CANDIDA    :- "Si chiama Adriano... Adriano Gambarotta"

GAVINO      :- (senza entusiasmo) "Ah.. Gamba"

CANDIDA    :- "Lo conosce?"

GAVINO      :- (c.s) "Sì. anche mio padre conosce suo marito.. lavorano assieme.. "

CANDIDA¬†¬†¬†¬† :- (incuriosita) "Ma.. sci√† me sc√Ľse.. comme sci√† l'√® de cognomme?"

GAVINO      :- "Poddu.. Gavino Poddu"

CANDIDA¬†¬†¬† :- (riflettendo) "Allora lei √® quello.. s√¨, s√¨.. ho accap√ģo ma.. si assetti.. "

GAVINO      :- (esegue e riprende con mestizia la propria borsa) "Grazie"

CANDIDA¬†¬†¬† :- "Ma cosa fa?.. Non vende pi√Ļ?"

GAVINO       :- (imbarazzato) "Ma non mi sembra il caso, signora"

CANDIDA¬†¬†¬† :- (comprendendo l'imbarazzo del ragazzo) "Non si senta in imbarazzo.. sci√Ľ, sci√† me fasse vedde a mercanzia"

GAVINO       :- (apre lentamente il borsone, ne estrae un pacchetto e lo porge a Candida) "Tenga, sono due saponette.. sono ottime.. glie ne faccio omaggio"

(*) (ricovero per mendicanti)

CANDIDA¬†¬†¬† :- "E sci√† sta fresco se sci√† vende a 'sto moddo.. Sci√Ľ.. quante ghe devo?"

GAVINO      :- (sempre in imbarazzo) "Nulla.. glie l'ho detto.. è un omaggio"

CANDIDA   :- (aprendo il borsellino) "Eh.. 'sti zoveni.... scià pigge" (porge del denaro)

GAVINO     :- (li prende e guarda) "Ma sono troppi"

CANDIDA   :- "E lo so che sono troppi.. mica che mi crescono sa.. ma li tenga lostesso"

GAVINO      :- (un po' confuso) "Grazie.." (li mette in tasca ed accenna ad alzarsi) "Ora, se permette.. tolgo il disturbo"

CANDIDA    :- "Ma stia assettato ancora un momento che discorriamo"

GAVINO       :- (esegue controvoglia)

CANDIDA    :- "Come vanno gli studi?"

GAVINO       :- "Insomma.. faccio del mio meglio"

CANDIDA¬†¬†¬† :- "Ma se sci√† v√† de longo sci√Ľ e z√Ľ pe' i scha√™n.. quande l'√® che sci√† st√Ľdia?"

GAVINO      :- "Quando posso"

CANDIDA¬†¬† :- (cercando di interrogare, con noncuranza, il ragazzo) "E.. mi scusi la domanda.. forse le sembra impertinente.. ma sci√† p√™u √ęse ma√™ figgio.. do resto frequentate la ma√™xima facolt√†.. ce l'ha la galante?"

GAVINO      :- "Chi.. io?"

CANDIDA   :- "E chi se no?.. Ci siamo solo noi due ed io il galante non ce l'ho"

GAVINO      :- (cercando un tono deciso) "N..no!.. Non ce l'ho"

CANDIDA   :- (incredula) "Saià.. e, mi dica.. mio figlio come va negli studi?"

GAVINO      :- "Per quanto ne so, direi molto bene.. è un ragazzo intelligente"

CANDIDA    :- (pavoneggiandosi) "Tutto sua madre.. e.. siete amici?"

GAVINO       :- (al quale pesa il colloquio) "Chi?.. Io e suo figlio?"

CANDIDA¬†¬†¬† :- (spazientendosi)"No, lei¬† c√∂ pr√ęve de Premanego (**) "Su, che ha capito benissimo"

GAVINO      :- (imbarazzato) "Beh.. proprio amici no.. ci salutiamo però"

CANDIDA   :- "Ancora d'assai.. E come mai.. lei non ha amici?"

GAVINO      :- "Si.. qualcuno.. ma quasi tutti frequentano ambienti.. diversi dal mio e poi io.. non ho molto tempo"

CANDIDA¬†¬† :- (si alza annuendo) "Eh.. anche mio figlio non avrebbe QUEL tempo, per√≤.. chiss√† perch√©, o tempo o l'ha attrov√īu" (scrutando ancora Gavino) "Ma √® sicuro di non avere la ragazza?"

GAVINO      :- "Come mai ancora questa domanda?"

CANDIDA    :- (sottile, indagando) "Così.. perché assomiglia comme 'na gòssa d'aêgua ad un ragazzo che ho visto appiccicato a maê nessa"

GAVINO       :- (irrigidendosi) "Ci dev'essere un errore signora.. e ora.. mi scusi sa ma.. devo recarmi da altri parti" (prende il borsone)

CANDIDA    :- (l'accompagna all'uscio) "Stia bene.. e scià vegne ancon a troväme"

GAVINO       :- (sull'uscio) "Verrò.. grazie e arrivederci"  (esce e Candida richiude l'uscio)

                                                                     SCENA VI

                                                             (Candida - Consolata)

CANDIDA¬†¬†¬†¬† :- "Povio zoeno.. Eh.. ognid√Ľn a e s√™u rogne da gratt√§se"(suonano alla porta, Candida si avvia ad aprire) "O vorri√† vendime de l'√§tro"¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†

CONSOLATA:- (madre di Candida, sulla settantina, entra come una catapulta. E' vestita un po' demodé) "Ciao!.. Posso intrà?"

CANDIDA     :- "Ciao.. me pà che ti seggi za intrà.. Comme mai chi?.. Se semmo appenn-a sentie a-o telefono.."

(**) (località piuttosto isolata)

CONSOLATA:- (con cipiglio uso al comando) "Ho piggiòu 'n taxi.. Ma, dimme 'n po'.. chi o l'éa quello zovenotto co visto sciortì de chi?.. Ti riçeivi i zoveni in casa?"

CANDIDA¬†¬†¬†¬† : "O l'√® √Ľn co va a vende da r√∂ba in g√Įo"

CONSOLATA:- (c.s) "Saià.. Mia.. ho deciso.. vegno a sta chi con ti!"

CANDIDA¬†¬† :- (imbarazzata) "Ma.. cosc√¨.. t√Ľtt'assemme.. senza manco √§sp√ętt√† o Felie"

CONSOLATA:- (con la sua aria di comando) "O Feliçe o saià ben feliçe de questa nêuva sistemasciòn"

CANDIDA    :- (sottovoce ma non troppo) "Scì ma.. no so pe' quante tempo a l'arrestià feliçe"

CONSOLATA:- "Ma diggo!.. In fondo o no ghe rimette miga perché con mì.. arrivià anche a maê casciapanca"

CANDIDA     :- "Anche quella!"

CONSOLATA:- (con teatralit√†) "Dove va barca, va Baciccia.. Li drento ghe son t√Ľtte e ma√™ sostan¬†¬†¬†¬†¬† ze.. t√Ľtta a ma√™ r√∂ba co sarv√≤u dai bombardamenti.. r√∂ba che l'avi√† solo chi me dai√† a mente..chi¬† me teni√† con l√®"

CANDIDA     :- "Ma mamma.."

CONSOLATA:- "Ma che mamma e mamma. No stäme a ringrazià.. Ou fasso de chêu.. e poi mi, porto l'allegria.. una ventata d'aria fresca"

CANDIDA¬†¬†¬†¬† :- (con umorismo) "Foscia 'na votta a sai√† sta√™ta anche fresca.. Ma assettite.. asp√ęttemmo o Feli√ße e.. speremmo ben.."

CONSOLATA:- "Quande o finià de travaggià?"

CANDIDA¬†¬†¬†¬† :- "Anch√™u l'√® l'√Ľrtimo giorno"

CONSOLATA:- "E o no p√™u travaggi√† ancon √Ľn po'?"

CANDIDA     :- "E perché?"

CONSOLATA:- "Comme perché?.. Perché me dan fastidio i ommi in casa che no san cöse fa"

CANDIDA     :- (sorridendo) "Oh.. se l'è pe' quello ghe n'è di loéi da fa chi drento che levite"

CONSOLATA:- (sempre con aria di comando) "Bene!. I ommi bez√™ugna tegn√Įli sempre occupa√™ se no s'angoscian e.. angoscian.."

                                                                            SCENA VII

                                                    (Candida - Consolata - Nunzià - Veronica)

                        (Suonano alla porta e Candida va ad aprire. Sono Veronica e Nunzià)

VERONICA¬†¬†¬† :- "Dest√Ľrbemmo?"

CANDIDA¬†¬†¬†¬†¬† :- (senza entusiasmo) "No, no.. intra√™ p√Ľre" (entrano e si avvedono di Consolata) "Ma√™ mamm√†"¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†

NUNZIA'       :- "Piaxei.."

VERONICA  :- (proseguendo lei)"..de fa a vostra conoscenza"

NUNZIA'      :- (con soggezione) "A Candida a n'ha parlòu spesso de voì"

CONSOLATA:- (con cipiglio) "In ben spero.." (guarda le due donne e poi alla figlia) "Ma, dimme 'n po'.. son zeneizi o son imparentaê co-i scozzexi?"

VERONICA   :- "Semmo zeneizi, zeneizi.."

NUNZIA'      :- "Perché?"

CONSOLATA:- (salace) "Perch√© veddo che pe' risparmia, parla√™ 'n po' per'√Ľnn-a"

CANDIDA¬†¬†¬†¬† :- (deviando il discorso) "E.. come mai chi?.. L'√® morto quarched√Ľn?

VERONICA   :- (forzatamente contrita) "Proppio coscì.. l'è morto.."

NUNZIA'¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :- ".. o sci√≤ Fort√Ľnn√≤u"

CANDIDA       :- (sorpresa) "O màio da Delaide?"

VERONICA    :- "Eh, scì.. meschin"

CONSOLATA :- "E all√≤a o no l'√® sta√™to guaei affurt√Ľnn√≤u"

VERONICA    :- (con aria di commiserazione) "E coscì semmo za tre viddoe in questo condominio"

CANDIDA      :- "Voei accomodäve?.. Ve fasso o caffè"

NUNZIA'         :- (vedendo il gesto di stizza di Consolata) "No grazie.." (guarda Veronica come a dire.. 'che facciamo?' ") 

VERONICA¬†¬†¬† :- "Levemmo o dest√Ľrbo" (si avviano all'uscita)

NUNZIA'        :- (a Consolata) "Staêve ben, scignòa"

CONSOLATA:- (con mala grazia) "L'è a maê intenziòn, grazie"

VERONICA   :- "Arrivederci"

CONSOLATA:- "A riveddise"

CANDIDA     :- (accompagna le due donne alla porta, saluta e richiude)

                                                                     SCENA VIII

                                                             (Consolata - Candida)

CONSOLATA :- "E ti, ti frequenti quelle miodinn-e?.. çerca de no assomeggiäghe"

CANDIDA      :- "Son due brave vexinn-e de casa.. pä che stralàbian ma o l'è o loro moddo de fa.. Me son affezionaê.. Da quande son arrestaê viddoe vengan spesso da mi.."

CONSOLATA:- "Han 'na cua√™ de fa 'n'√§tro vidduo ca se ghe l√ęze in ti √™uggi"

CANDIDA      :- (si siede accanto alla madre) "Non me ne son mai accorta"

CONSOLATA:- "Perch√© no t'√® naveg√† comme mi.. Stesse facce de quella ca l'ha fa√™to f√™ua t√™u poa√™.. che o Segn√ī . perdonn-e"

CANDIDA     :- (alterandosi) "Lascia in paxe o papà.. armeno òua.."(cambiando argomento) "Alloa mamma..t'è proprio decisa.. Ti t'affermi chi?"

CONSOLATA:- "E dove vaddo?.. Ma√™ n√™ua a m'ha d√Įto cia√™o e netto ca l'√® st√Ľffa.." (con sufficienza) "Ca v√™u comand√† l√® in casa s√™u.." (pausa) "Comme se mi m'intrighesse.. fig√Ľrite.. e che in fondo gh'ho anche 'n'√§tra figgia.. ca sai√† ben contenta d'aveime" (pausa) "E cosc√¨, eccome chi!"

CANDIDA     :- "Ma ti ghe l'haê dito da têu roba in ta casciapanca?"

CONSOLATA:- "E s'accapisce. Ma de quello che gh'√® drento no becchian 'n bello ninte.." (con irruenza e malagrazia) "..e se anche ti, ti fisci de quello pa√©i , lascio t√Ľtto a e moneghe.. alle Suore Pie Discepole del Divin Maestro!"

CANDIDA¬†¬†¬†¬† :- "E no corr√¨ co a fantaxia.. Asp√ętt√ęmmo o Feli√ße e ti vedia√™ che t√Ľtto s'accomodda"

                                                                    

                                                                   SCENA IX

                                                 (Candida - Consolata- Feliçe)

FELICE      :- (entra da fuori, avanza lentamente e stancamente saluta la moglie. Non si avvede della suocera impallata da Candida) "Ciao.."

CANDIDA¬†¬† :- (le va incontro) "C√∂se t'ha√™.. T'√® pallido comme 'n moccolotto.. L'√® perch√© t'ha√™ fin√ģo de travaggi√†?"

CONSOLATA:- (che si sposta per farsi vedere) "No ti me paggi miga tanto feliçe"

FELICE¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :- ¬†"Oh, Consolata.. no l'√†io vista.. Son √Ľn po' inveddr√≤u"

CANDIDA¬†¬†¬†¬† :- "Ti te senti m√Ę?"

FELICE¬†¬†¬†¬†¬† :- (siede pesantemente, come fosse stressato, dal lato opposto) "No.. Ma saieiva m√ęgio"

CANDIDA¬†¬†¬†¬† :- (con affetto) "Oh, Segn√ī.. ma c√∂se t'ha√™.. Ti t'√® commosso perch√© da doman t'√® in pensci√≤n?.. Pe' i t√™u compagni de travaggio?"

FELICE           :- "Quella saieiva staêta commoxòn.. A maê a l'è raggia"

CONSOLATA:- (alla figlia) "O sa za de mi?"

CANDIDA      :- (alla madre) "Ma no" (premurosa al marito) "Ma.. allòa?"

FELICE           :- (triste ed incredulo) "Ho visto o Dria.."

CANDIDA¬†¬†¬†¬†¬† :- (apprensivae categorica) "O s'√® fa√™to¬† m√Ę co a macchina!"

FELICE           :- "No, no.. o l'éa con'na figgia.. finn-a 'na bella zovena::"

CONSOLATA:- "Pe' forza.. ghe piaxan e cöse belle comme a mi"

FELICE¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :- "Mi √©o vest√¨o da l√≤u.. √Ľn po' inciastr√≤u perche ne sciortivo da 'n tomb√¨n.. voeivo fin√¨ 'n ma√™ travaggio primma de andamene e combinazi√≤n te veddo proprio davanti a mi o Dria con quella figgia.. e l'ho sal√Ľ√≤u"

CANDIDA     :- "E coscì?"

FELICE¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :- (con tristezza) "E cosc√¨ o m'ha risposto appenn-a, appen-a a denti streiti.. infastid√¨o con √Ľn.. 'buongiorno'.. e ho sent√¨o a figgia ca ghe domandava chi eo.."

CANDIDA    :- (apprensiva) "Vanni avanti"

FELICE¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :- (immagonato) "Ho sent√¨o quello co gh'ha risposto..comme f√Įse 'n scarmo de gal√®a..:'Niente.. √® un vicino di casa" (abbassa il capo, triste)

CONSOLATA:- "L'è imposcibile che maê nevo.."

CANDIDA¬†¬†¬† :- (cercando di zittire la madre) "Mamma!" (al marito) "T'√® seg√Ľo d'avei cap√¨o ben?"

FELICE¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :- "Avi√≤u i dolori pe' o travaggio in te l'√Ľmidita√™, ma no me son mai accorto d'√ęse anche sordo.. magara o fisse sta√™to.."(pausa) "Ma t'ha√™ accap√¨o che r√∂ba?.. E noi√§tri che se levemmo a pelle pe' f√§lo divent√†.. cosc√¨!"

CONSOLATA:- "No te a piggià Feliçe.. o Dria o l'avià faêto senza pensäghe"

FELICE¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :- "Per√≤ a d√Įlo o gh'ha pens√≤u.." (si alza sconsolato e con amarezza) "L'√©a m√ęgio co fesse o stagnacassarolle cosc√¨ o l'imparava c√∂se v√™u d√¨ 'n travaggio fadigoso e onesto"

CONSOLATA:- (che ha capito non essere la giornata adatta) "Beh..Candida.. mi vaddo.. se vediamo 'n'ätra votta"

CANDIDA     :- "Ma.. no ti staê chi?"

CONSOLATA:- (avviandosi alla porta e indicando Feli√ße) " 'na desgrassia pe' votta.. pe' anch√™u o n'ha av√Ľo a sa√™.." (all'uomo) "Ciao Feli√ße e no te a piggi√†.. ti vedia√™ che quande o vegne o te domandi√† sc√Ľsa.." (cambiando tono, quasi a voler rimproverale Feli√ße) "Ma anche ti, benedett'ommo.. sciort√¨ cosc√¨ de sottota√™ra propprio davanti a l√©.."

FELICE¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :- (innervosito) "Ammia√™ s√™uxoa che l'√® m√ęgio sciort√¨ de sotto ta√™ra ci√Ľttosto che andaghe!"

CONSOLATA:- (gira rapidamente i tacchi, apre la porta e poi, alla figlia) "Ciao.. te daiòu notizie in merito.. Ciao Feliçe, se rivediemo" (esce)

CANDIDA     :- (dopo aver rinchiuso la porta si avvicina amorevolmente al marito, lo accompagna verso la porta che va alle camere) "Vegni.. te preparo 'n bello bagno cädo.. poi ti çenn-i e ti te vaê a riposà che da doman.. commença 'na nêuva vitta"

                                    (ESCONO MENTRE IL SIPARO LENTAMENTE SI CHIUDE)

                                                                                                                             

                                              FINE DEL PRIMO ATTO

                                                           SECONDO ATTO

                                           (Stessa scena del primo atto)

                                                                     SCENA I

                                                             (Feliçe - Candida)

FELICE          :- (al semibuio, sta sorseggiando un caffè)

CANDIDA     :-(entra dalle camere in camicia da notte. Ha sulle spalle uno scialle. A Feliçe con dolcezza) "Ma Feliçe.. l'è çinq'öe.. t'è za vestìo.. Oa t'è in pemsciòn.. vegni a dormì"

FELICE¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :- (triste) "No son bon.. quarant'anni che me √Įso f√Įto e me son adesci√≤u convinto de dovei and√† a travaggi√† poi.. me vegn√Ľo in mente che.. che no ghe devo and√† ci√Ľ"

CANDIDA¬†¬†¬†¬† :- "Fanni conto d'√ęse in ferie. Quande t'ei in ferie ti stavi in letto e ti dormivi.. no te vegniva in mente d'and√† a travaggi√†"

FELICE¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :- "No l'√® fa√ßile 'fa conto d'√ęse in ferie'.. No devo rientra MAI CI√õ t'accapisci?" (si alza e passeggia) "Ma poi me abitui√ī.. lascia corr√¨ o pescio.."

CANDIDA¬†¬†¬†¬† :- "Va ben, ma √≤a vegni a dorm√¨ che l'√® f√Įto"

FELICE¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :- "Ormai son iss√≤u.. andi√≤u a piggi√† o giornale e magara anche 'n tocco de f√Ľgazza"

CANDIDA¬†¬†¬† :- (rassegnata) "Comme ti v√™u" (colta da un sospetto) "No and√† miga a vedde i t√™u compagni i sci√≤ travaggio, eh?.. No ti ghe faiesci 'na bella fig√Ľa, specialmente o primmo giorno"

FELICE         :-"No, no.. stanni tranquilla.. anzi me piggio a canna da pesca e vaddo in scià mêu"

CANDIDA    :- "E va ben.." (pausa) "Ma poi.. quande ti gh'haê testa.. gh'è da fa quarche travaggetto in casa, eh?"

FELICE¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :- "Sc√¨, va ben.. √≤a vaddo in cantinn-a a piggi√† l'attrezzat√Ľa e vaddo a pesc√†" (si avvia¬† ed esce salutando la moglie) "Ciao"

CANDIDA     :- "Ciao"

                             (Le luci di scena si allentano e Candida esce di scena)

                                                                       QUADRO SECONDO

                                                                               SCENA II

                                                                           (Candida - Dria)

                                

                             (Le luci si alzano lentamente. Dria, seduto, con un libro sul tavolo, sta studiando o prendendo appunti)

DRIA             :- (alla mamma fuori scena, in cucinino) "Ma se ti ho detto che gli ho chiesto scusa.. Non intendevo dirgli così ma me lo sono visto sbucare fuori da un tombino come un fantasma... tutto imbrattato e noi.. eravamo ben vestiti e lì per lì non mi sono sentito di dirgli cosi su due piedi, che quello era mio padre"

CANDIDA     :- (entra in scena) "Quello?.. Era tuo padre e non 'quello' "

DRIA          :- (spazientito) "Ma non sapevo che avesse sentito e poi.. gli ho chiesto scusa" (seccato) "Abbi pazienza ma vado da Graziella a studiare" (raccoglie libro, carte. Indossa il blusotto e e si avvia alla porta)

CANDIDA¬†¬†¬† :- "Cerca di alzarti un po' prima al mattino..che i lenz√™u c√§di fan vegn√¨ e s√Ľppe freide"¬†¬†¬†¬†¬† ¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†

DRIA             :- (ha un gesto di insopportazione) "Ciao" (esce)            

CANDIDA¬†¬†¬†¬† :- (si avvia al cucinino) "O l'√® anche pin de pres√Ľmin"

                                                                  SCENA III

                                                          (Candida - Feliçe)

FELICE         :- (entra con un giornale, la canna da pesca che posa in un angolo e saluta) " Ciao"

CANDIDA     :- "Ciao.. T'haê visto o Dria?"

FELICE¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :- "Sc√¨.. o m'aveiva z√† domand√≤u sc√Ľsa"

CANDIDA     :- (accennando alla canna da pesca) "Quante ti n'haê piggiòu?"                                                        

FELICE¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :- Pesso!.. Se vedde che no l'√©a a giorn√†.. Ah, primma che m'ascorde, tanti sal√Ľtti da o Poddu"

CANDIDA¬†¬†¬†¬† :- "Quello co l'ha o figgio co st√Ľddia e o va a vende in g√ģo"

FELICE          :- "De Poddo conoscio solo quello"

CANDIDA     :- (con severità mitigata da indulgenza) "T'è andaêto a vedde i têu colleghi de travaggio"

FELICE          :- (imbarazzato) "Passavo de li pe' cäxo e.."

CANDIDA     :- "No saveivo che o mêu, dovve t'è andaêto a pescà, o passesse pe' Certosa"

FELICE         :- "E va ben.. no fäla tanto lunga.." (pausa) "..son andaêto a pescà e sciccomme no ghe davan ho faêto 'n gietto de là.." (cambiando tono) "Ma ti saê che se no gh'éo mi a spiegäghe arrovinavan o travaggio ch'àio faêto?"

CANDIDA¬†¬† :- (ironica) ¬†"E s'accapisce.. e meno male che ti gh'√® pass√≤u.. Va a fin√¨ che te reciami√†n in servissio.. Qu√ęta Feli√ße che semmo t√Ľtti √Ľtili ma nisci√Ľn indispensabile"

FELICE          :- "Eh.. ho accapìo.. no remenala tanto.." (si siede e apre il giornale)

CANDIDA     :- (si accinge a fare delle pulizie)

FELICE¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :- (leggendo) "Ma ammia √Ľn po' che r√∂ba.. No ti te p√™u ci√Ľ fi√† de nisci√Ľn"

CANDIDA     :- "Cöse gh'è de nêuvo?"

FELICE          :-"No so se cöse nêuve.. ä giornà d'anchêu no ghìè da fäse mäveggia de ninte. Senti.."

¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† (legge) "Noto medico specialista arrestato.." (commenta) "Speremmo che o Dria 'na votta laure√≤u o no fasse de sc√©mm√†ie" (prosegue la lettura) "La laurea sarebbe costata alcuni milioni.Nel corso di indagini su presunti medici dentisti ed a seguito di ulteriori accertamenti, √® emerso che il presunto medico G.F..." (alla moglie) "G.F?.. Mettan solo e iniziali.." (prosegue la lettura) "Non ha mai portato a termine gli studi universitari intrapresi in giovent√Ļ..."

CANDIDA     :- "Che mondo!" (suonano alla porta e Candida va ad aprire. C'è il signor Ranfetti, amministratore del condominio)

                                                                           SCENA IV

                                                               (Feliçe - Ranfetti - Candida)

CANDIDA¬†¬†¬†¬† :-" Oh, sci√≤ amministrat√ī.. sci√† l'intre, sci√† l'intre.."

RANFETTI¬†¬†¬† :- (entra e si dirige verso Feli√ße. Tipo di mezz'et√†, comportamento un po' subdolo, posa sul tavolo una cartella e ne estrae un foglio) "Buongiorno.. Buongiorno sci√≤ Gambarotta.. sci√† sc√Ľse o dest√Ľrbo ma devo parlaghe"

FELICE           :- "Bongiorno sciò Ranfetti.. scià s'accomode.." (porge la sedia)

CANDIDA¬†¬†¬†¬†¬† :- (a Ranfetti) "All√≤a, se sci√† permette, vaddo de l√† ch'ho √Ľn po' da fa"

RANFETTI¬†¬†¬†¬† :-¬† (cercando di essere spiritoso) "Prego.. sci√† fasse conto d'√ęse in casa s√™u"

CANDIDA      :- "Grazie.. faiò conto.." (esce)

RANFETTI     :- "Ecco.. a questiòn.."

FELICE           :- (interrompendo e.. sospettoso)) "Gh'è miga da pagà quarcösa?"

RANFETTI¬†¬†¬†¬† :- "No!.. Pe' √≤ua no.. Voeivo disc√Ľtte con vosci√† de due c√∂se.. √Ľnn-a a l'√® che.. visto che sci√† l'√® in pensci√≤n a quante n'ho sacci√Ľo.."

FELICE          :- (interrompe ironico) "Che rapiditaê.. Ghe son appenn-a andaêto"

RANFETTI    :- ".. e quindi scià no l'avià ninte da fa.. Vorriaê proponilo comme conseggé in ta proscima assemblea de condominio.." (sornione) "Coscì scià porrieva däme 'na man perché.. perché dovieiva fa fà di travaggi in to caseggiato.." (come se cospirasse) "..travaggi che.. ritegno indispensabili e inderogabili"

FELICE          :- (come se non glie ne importasse) "E che travaggi saieivan?"

RANFETTI¬†¬†¬† :- "Primma de t√Ľtto ghe da rif√† o l√Ľxern√†"

FELICE          :- "Ma se ghe staêto daêto recàtto l'anno passòu"

RANFETTI¬†¬†¬† :- "Ei d√Įto gi√Ľsto: recatto e no riparazi√≤n.. I condomini no voeivan spende, ma √≤ua.."

FELICE          :- "Ma no se pêu rimandà?"

RANFETTI¬†¬†¬† :- "Ma sci√† mette o c√§xo che mentre sci√† l'√® in to ball√≤u ghe cazze in testa do c√§sinasso.. pe' no d√¨ de p√ęzo.. chi ve paga?"

FELICE          :- (toccando.. ferro)"Perintanto speremmo che no cazze ninte.. in fondo quarcösa gh'è staêto faêto"

RANFETTI¬†¬†¬† :- "Sc√¨, sc√¨.. speremmo p√Ľre.. Ma poi ghe da rif√† l'impianto da l√Ľxe in ta sc√§.. impianto v√ęgio da rif√† nat√Ľralmente.."

FELICE¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :- (interrompendo con ironia) "Nat√Ľralmente"

RANFETTI    :- "Gh'è da cangia e lampadinn-e.. se son lamentaê che de votte parpellan.. s'aççendan e s'asmortan da sole.."

FELICE¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :- ¬†(scherzandoci sopra) "A√ß√ßendian √Ľn brichetto"

RANFETTI¬†¬†¬† :- "Vosci√†, sci√† scherza ma.. mettemmo o c√§xo che, improvvisamente mentre sci√† chinn-a i scha√™n, s√§ta l'impianto e s'asmorta a l√Ľxe.. Ghe saieiva l√¨ in agguato, o pericolo che sci√† se pigge 'n schincap√©.. che sci√† s'arrobatte z√Ľ pe' a rampa riscc-iando de romp√Įse.."

FELICE        :- (interrompendo nervosamente) "L'osso do collo?.. TIE!" (fa le corna)

RANFETTI  : - "Ma dixeivo coscì pe' fäghe accapì a necessitaê di travaggi"

FELICE¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :- "E m√≤u bellero.. ma o pericolo o l'√® sempre l√¨.. comme sci√† l'ha d√Įto.. in agguato? E solo pe' mi?.. Porrieiva anche d√§se o c√§xo.." (imita Ranfetti) "Se fa pe' d' sci√† m'intende.. che mentre sci√† vegne a d√§ne 'ste notizie, con o senza l√Ľxe, l'ascens√≤ o se scc-ianche in scio fondo.. ne tocchieva nomin√† √Ľn n√™uvo amministrat√≤!"

RANFETTI    :- "Ma l'éa solo pe' fa 'n'esempio"

FELICE          :- "E bell'esempio!"

RANFETTI¬†¬†¬† :- (che non demorde) "E poi.. sciccomme vorrieiva che sci√† fesse o consegg√©.. mettiescimo a posto e rogne.. Me telefonan de longo e no me lascian mai qu√ęt√†"

FELICE          :-"Coscì quande ghe son de rogne vegnan da mi, visto che che ghe staggo de casa"

RANFETTI¬†¬†¬† :- "Questo o no gh'intra.. L'√® a sic√Ľrezza de personn-e che me interessa.. pe' no and√† in ti guai, perch√©.. comme ghe torno a d√¨.. se pe' c√§xo nevvea.. pe' desgrassia.."

FELICE         :- (deciso) "E no è?.. Oa basta"

RANFETTI   :- "Allòa?"

FELICE         :- "Allòa, cöse?"

RANFETTI   :- "Posso proponilo comme coseggé?.. Tanto scià l'è in pensciòn"

FELICE         :- "A proposta scià pêu fäla e poi decidià l'assemblea"

RANFETTI   :- (su frega le mani, si alza e con fare misterioso..)"Avieiva zà attrovòu l'impreisa e.."

FELICE¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :- "E l'ho ben accap√¨a.. se mai sci√† 'n'attrovi√† √Ľnn-'√§tra.."

RANFETTI   :- "Allòa.. d'accordio.. ghe faiò savei quande ghe saià l'assemblea.." (si avvia all'uscita accompagnato da Feliçe che apre e poi chiuderà l'uscio) "Scignorìa"

FELICE        :- "A riveddise"

                                                                         SCENA V

                                                          (Candida - Feliçe - Nunzià)

FELICE¬†¬†¬†¬†¬† :- (si siede e riprende la lettura del giornale) O m'ha fa√™to pass√† a cua√™ de l√ęze" (ripone il giornale)

CANDIDA :- (rientra dalle camere pronta per uscire) "Feliçe vaddo a accattà quarcosa in sciò mercòu.. Ti staê in casa?"

FELICE          :- "Scì.. penso de sci"

CANDIDA¬†¬†¬†¬† :- "All√≤a amm√¨a in ta dispensa, gh'√® 'n rascc-etto per rascc-i√† o lambr√¨n in c√Ľxinn-a, cosc√¨ ti commen√ßi a d√† recatto √§ casa.. visto che.."

FELICE      :- (continuando sullo stesso tono) "..che son in pensciòn e no ti so cöse fa..." (riprendendo il proprio tono) "Me ven finn-a cuaê de sciortì"

CANDIDA     :- "Scì o no?.. Se ti staê avanzo de andà a çercà dovve ho misso a ciave de cà.. se donca.."

FELICE¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :- (rabbonendola) "Vanni p√Ľre.. no sciorto.. Ciao"

CANDIDA     :- "Ciao" (esce)

FELICE          :- "Cäo Feliçe.. t'han brazòu!" (si avvia al cucinino. Trilla il telefono, Feliçe fa dietro front e va a rispondere) "Pronto?..Chi?..  Gambarotta Felice?.. Ah, scì, son mi" (pausa) "Devo passare per precisazioni all'ufficio del personale?" (suonano alla porta) "Scusi un momento.. hanno suonato alla porta" (posa il ricevitore e va ad aprire. E' Nunziata)

NUNZIA'      :- "Oh, sciò penscionòu.. posso?"

FELICE¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :- "Prego.. sci√† s'assette.. √Ľn momento solo che son a-o telefono"

NUNZIA'      :- (siede e dà una scorsa al giornale)

FELICE        :- (riprendendo la conversazione telefonica) "Ma se vuole vengo anche subito" (pausa) "No, no.. abito qui a due passi.. sarò li fra un minuto" (posa il ricevitore e poi a Nunzià) "Scià voeiva quarcösa?.. A Candida a l'è andaêta in scià mercòu.. son solo.."

NUNZIA'       :- (si alza sveltamente) "Allòa.. vaddo.. no vorrieiva che.. ritorniòu doppo " (si avvia però lentamente all'uscita)

FELICE         :- (dopo un attimo di riflessione le sbarra l'uscio) "Ûn momento..Se scià poese fermäse.. visto che a Candida a no gh'è.."

NUNZIA'      :-"Ma sciò Feliçe..  che ardì.." (gli si avvicina gattona) ".. se intra a Candida.."

FELICE¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :- (allontanandola) "Ma c√∂se sci√† l'ha accap√¨o?.. Dixeivo che, sciccomme a Candida a l'√® sciort√¨a senza ciavi e anche mi devo sciort√¨ pe' and√† a l'uffizio do personale a vedde di pap√©.. se sci√† poeiva sta chi a-asp√ęttala.. Cap√¨o sci√† Nunzia?"

NUNZIA'¬†¬†¬†¬† :- (che c'√® rimasta male) "Ah.. ma aveivo cap√¨o che.... pazienza.." (innervosita) "Se sci√† deve and√† sci√† vadde che l'asp√ęto mi vostra mogg√®.. a stai√† tanto?"

FELICE         :- "No saviaê.. Penso de no, a ringrazio Nunzià.. ben gentile.."

NUNZIA'       :- (ravvivandosi i capelli e.. ammaliatrice) "Ma ninte, ghe pä.. se scià l'ha bezeugno de mi.."

FELICE         :- "Grazie.. alloa vaddo.. arrivederci" (indossa una giacca ed esce)

NUNZIA'       :- (abbacchiata) "Arrivederci"

                                                                            SCENA VI

                                                              (Nunzià - Santo - Veronica)

NUNZIA'     :- (riprende nervosamente il giornale) "Questi ommi.." (pausa per la lettura) "Però. s'o fisse vidduo o no saieiva miga da caccià via.. O l'è ben ciantòu e poi.. o l'ha anche a pensciòn" (suonano alla porta) "Ha l'ha zà accatòu a Candida?" (va ad aprire)

SANTO       :- (il fruttivendolo appare sull'uscio con una cesta coperta. Tipo sui quarant'anni, dall'accento meridionale) "Posso entrare?"

NUNZIA'    :- (civettuola) "Oh, sciò Santo.. comme mai chi?"

SANTO      :- (entra) "Signora Annunziata.. che piacere vedervi.. hem.. c'è la signora Candida?"

NUNZIA'¬†¬†¬† :- (c.s.) "No.. staggo asp√ęttandola.."

SANTO      :- (posa il cesto sul tavolo e poi, ringalluzzito) "Ma che bella combinazione.. proprio non me l'aspettavo di trovare qui, sola.. una bella signora come lei..." (tra sé) "La situazione cade proprio a fagiolo.." (si avvicina a Nunzià con passo felino e la donna, indietreggia a scatti allungando una mano come a voler parare l'impatto) "Nunziatì.. siete 'nu zucchero.. 'nu babbà.."

NUNZIA'       :- "Ûn faxêu lumé"

SANTO         :- "Mi siete sempre piaciuta, lo sapete eh?"

NUNZIA'¬†¬†¬†¬†¬† :- (con recitato, esagerato timore) "Ma sci√≤ Santo.. sci√† l'√® p√ęzo d'e 'n di√§o tentat√≤"

¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† (arrivata a ridosso di un mobile non pu√≤ pi√Ļ indietreggiare)

SANTO       :- (cerca di abbracciarla) "Nunziatì.. vui siete 'na reggina"

NUNZIA'    :- (fa il giro del tavolo inseguita da Santo. Si fa fresco al viso) "Ahimemì.. che bollà de cädo.."

SANTO       :- "Nunziatì..siete o fuoco ca bbrucia dint'e vvene.." (si inginocchia davanti alla donna)

NUNZIA'¬†¬†¬†¬† :- (con teatralit√†, cerca di alzare l'uomo e diventa un comico tira e molla) "Ma sci√≤ Santo c√∂se sci√† fa.. sci√Ļ.. sci√† sta tentanto 'na santa.. Mamma aggi√Ľtto.. chi br√Ľxa t√Ľtto" (Suonano alla porta. Santo si alza di scatto,¬† scontra una sedia che va a terra e in due cercano di rimetterla a posto) "Attento"

SANTO        :- (si netta i pantaloni cercando di assumere un atteggiamento indifferente)

NUNZIA'      :- (si riassetta i capelli mentre suonano insistentemente alla porta. Va ad aprire)

VERONICA :- (sull'uscio, scruta con sguardo indagatore i due) "M'√©i fa√™to asp√ętt√† ben, ben.. v'ho miga dest√Ľrb√≤u"

SANTO         :- "Che dite mai, signora Veronica.."

VERONICA  :- (entra e guarda attorno) "Ho sentìo 'n corpo.. éi miga piggiòu 'na salaccà pe' taêra?"

NUNZIA'¬†¬†¬†¬†¬†¬† :- "Ma c√∂se ti dixi?.. O sci√≤ Santo quande.. quande t'ha√™ s√™unn√≤u o l'ha √ßerc√≤u de vegni a-arv√¨.. o l'ha scontr√≤u a carega e poi.. o l'ha ti√† sci√Ľ.." (cercando di cambiare discorso e con voce seccata) "Ti, ci√Ľttosto.. perch√® t'√® vegn√Ľa?"

VERONICA¬† :- (sempre sospettosa) "Son vegn√Ľa.. no pe' dest√Ľrbave, s'intende.. voeivo d√¨ √§ Candida se.."

NUNZIA'       :- (rapida) "A Candida a no gh'è.. a l'è andaêta in sciò mercòu"

VERONICA  :- "E me l'immaginavo.. diversamente a carega a no saieiva.. cheita"

NUNZIA'       :- (tirandole una frecciata a sua volta) "Se vedde che de careghe che cazzan t'è pratica"

SANTO        :- "Signora Veronica.. non capisco a che volete alludere"

VERONICA :- (con sufficienza) "O no capisce.. meschin.. comme se no se savesse in g√ģo che sci√§ta-f√§dette che sci√† l'√®"

SANTO        :- "Che dite mai, signora Veronica.. io alla signora Candida, il cesto di verdura che mi aveva comandato le portai"

VERONICA  :- (si avvicina al cesto sul tavolo, alza la copertura e controlla) "E se vedde che o sforzo pe' camallà a corba o v'ha faêto vegnì rosso comme 'na tomata.. quelle delle sue parti, le sanmarzano.. " (a Nunzià) "E ti ti gh'haê daêto 'na man!"

NUNZIA'      :- "Chi mä fa, mä pensa!"

SANTO        :- (In evidente imbarazzo) "Beh.. signora Nunziata.. volete dire voi alla signora Candida del cesto?.. Per pagare c'è tempo" (si avvia all'uscita)

VERONICA  :- "Attento a l'ernia a proscima votta"

SANTO         :- "Arrivederci" (esce)

                                                                         SCENA VII

                                                         (Nunzià - Veronica - Candida)

NUNZIA'¬†¬†¬†¬† :- "Speremmo che a Candida e o-u sci√≤ Feli√ße ritornan f√Įto" (passeggia nervosamente)

VERONICA¬†¬†¬† :- (sempre salace) "Perch√©.. vegne con a verd√Ľa anche o Feli√ße?"

NUNZIA'¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :- "E mi che ne so?.. L'han ciamm√≤u a-o personale mentre mi s√™unnavo pe' parla con a Candida, per√≤ l√© a l'√©a z√† sciort√¨a ascordandose a ciave de casa e o Feli√ße o m'ha domand√≤u se poeivo asp√ętt√§la mi.. in to frattempo.."

VERONICA    :- "In to frattempo o Santo.. o no faxeiva tanto o Santo"

NUNZIA'¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :- "A mi o Santo o no me interessa proppio pe' ninte e ti l'√® in√Ľtile che ti ghe patisci perch√© o no t'ammia pe' ninte"

VERONICA    :- (con calma) "Chi vivrà vedrà.. comunque a mi, i meridionali.." (fa cenno che non le interessano. Suonano alla porta. Nunzià va ad aprire ed entra Candida con una borsa)

NUNZIA'¬†¬†¬†¬†¬† :- "Ciao.. asp√ętt√§vo ti pe' andamene"

CANDIDA   :- (posa la borsa con gli acquisti, si toglie il cappotto o soprabito)"E o Feliçe?"

NUNZIA'¬†¬†¬†¬†¬† :- "L'han ciamm√≤u a-o personale e o m'ha domand√≤u se te poeivo asp√ętt√†, visto che t'√©i sciort√ģa senza ciave.. Eo vegn√Ľa pe'.. pe'.. Oh, no me ricordo ci√Ľ pe' c√∂se"

VERONICA  :- "S'accapisce.. Eri in tutt'altre faccende affaccendata"

CANDIDA    :- "Veddo che ti gh'è anche ti"

VERONICA¬† :- "Ma mi ne ricordo o perch√©.. Son vegn√Ľa a vedde se ti me p√™u prest√† a pignatta a presci√≤n"

CANDIDA    :- (riprendendo la borsa e posandola sul tavolo ) "L'ho impegnà.. te a portiòu doppo"

NUNZIA'¬†¬†¬†¬†¬† :- "O Santo o t'ha port√≤u a verd√Ľa e o l'ha d√Įto che pe' pag√† ve arrangiei"

CANDIDA   :- "Grazie, Nunzià.. T'è staêta gentile"

NUNZIA'     :- "Allòa posso anche andà" (si avvia alla porta) "Ciao"

VERONICA :- "Vaddo mi ascì.. Pe' a pignatta, lascia perde.. faiò de l'ätro.. grazie"

                         (le due donne stanno per uscire ed entra Feliçe)

                                                                  SCENA VIII

                                               (Candida - Nunzià - Veronica - Feliçe)

FELICE¬†¬†¬†¬†¬†¬† :- "Oh, bene. Ne lascio √Ľnn-a e 'n'attr√™uvo tre"

CANDIDA  :- "Cöse voeivan?" (Nunzià e Veronica rinuncia ad uscire. Si avvicinano per ascoltare)

FELICE¬†¬†¬†¬†¬†¬† :- "Doveivo firm√† di pap√© pe' conoscenza, han dito.. Pare che a Romma ris√Ľltan sei meixi de meno.. gh'√® conf√Ľx√≤n con o servizio militare. Comunque me di√†n se dovi√≤u ripiggi√† servissio pe' questi sei meixi o se andi√† ben cosc√¨.. Faranno i debiti accertamenti"

CANDIDA     :-"E speremmo de no se no chi o travaggio" (addita alla casa) "..o va a remengo"

FELICE¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :- "Speremmo invece che me ci√†mman.. cosc√¨ p√™u d√§se che me ripose de ci√Ľ"

NUNZIA'      :- "Poi.. arrivià a liquidaziòn e ..porriei fa 'n grosso investimento"

FELICE¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :- (sarcastico) "Investi√≤ √Ľn f√Ľnerale.. magara quande sci√† l'√® in corteo.. Ci√Ľ grosso investimento de quello.."

NUNZIA'¬†¬†¬†¬†¬† :- (sbrigandosi ad aprire l'uscio) "M'√® vegn√Ľo in mente che devo and√† da o maxell√†"

VERONICA :- (seguendola) "E mi da-o bezagnin"

FELICE        :- "Che o Segnò a v'accompagne"

CANDIDA   :- "Ti l'haê sciätaê"

FELICE      :- (con comicità) "Sciätaê?.. Ma son loiätre ch'han sciätòu.. ha faêto fêu trei mài in due.. pe' òua"

CANDIDA¬†¬† :- "E acciantila l√¨.. Vanni a rascc-i√† o lambrin che t'ha√™ lasci√≤u tutto a m√ęzo"

FELICE         :- (avviandosi lentamente) "No fate insegnà da quelle due comme se fa a restà viddoa eh?.. Me daieiva 'n po' fastidio"

CANDIDA¬†¬†¬† :- (spingendolo dolcemente verso la cucina) "L'√® m√ęgio che ti campi.. chi me daieiva recatto √§ casa?"

FELICE¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :- "Che am√ī disinteress√≤u.. E no arruns√† che me precipito da solo" (lentamente esce di scena)

CANDIDA   :- "Senti.. vaddo da maê moaê a sentì s'a vegne chi o cöse ha l'ha pensòu de fa"

FELICE        :- (fuori scena) "Se a no vêu vegnì, no insciste.. "

CANDIDA¬†¬† :- (sulla porta del cucinino, al marito)"Digghe a-o figg√™u co l'asp√ęte pe' mangi√†.. fai√≤ o ci√Ľ f√Įto poscibile" (si ritrae)

FELICE¬†¬†¬†¬†¬†¬† :- (spunta dall'uscio con un cappello di carta in testa ed un raschietto o pennello in mano) "Semmai ghe di√≤u che o men√Ľ o no l'√® anc√≤n pronto.. Ciao"

CANDIDA    :- (avviandosi alla porta) "Ciao" (esce)

                                                                     SCENA IX

                                                               (Feliçe - Graziella) 

FELICE¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :- (sparisce in cucinino) "Sotta a chi tocca.. Travaggia Nan..il lavoro nobilita l'uomo.. e lo rende simile alla bestia" (trilla il telefono e Feli√ße rientra in scena mugugnando) "Se vedde proppio che no devo travaggi√†" (risponde al telefono) "Pronto?.. Chi?" (pausa) "Ma sci√≤ Ranfetti no posso, ho da fa" (pausa) "Ma sci che son in pensci√≤n ma o da fa ci√Ľ de primma" (pausa) "E va ben.. sci√† vegne quande sci√† v√™u.. scignor√¨a" (posa il ricevitore e si avvia brontolando al.. lavoro. E' appena sparito che suonano alla porta) "Ma porco can!" ¬†(Riappare e si avvia alla porta) "Va a fin√¨ che me licenzian" (apre ed appare Graziella, la ragazza un po' sofisticata di Adriano)

GRAZIELLA  :- (sull'uscio) "Scusi.. è la casa di Adriano questa?"

FELICE¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :- (ironico) Veramente NON ANCORA.. Comunque o sta chi de casa.. Ci√Ļ che a mangi√† o ghe vegne a dorm√¨.. ma.. con chi gh'ho o piaxei?"

GRAZIELLA   :- "Sono Graziella. Frequento la facoltà di medicina con Adriano"

FELICE            :- (si fa da parte e fa cenno alla ragazza dientrare)

GRAZIELLA    :- "Avrei necessità diparlargli"

FELICE          :- (si toglie il cappello di carta e porge una sedia) "Ma si accomodi"

GRAZIELLA :- (non siede) "Grazie ma, vado via subito"

FELICE         :- (si rimette comicamente il cappello in testa) "Faccia come crede. Mi scusi se non sono in ghingheri ma sto dando recatto alla cucina.. se no m'angoscio.. dixan"

GRAZIELLA :- (osservandolo meglio) "Ma allora, lei è.."

FELICE          :- "Ghe son!.. Anche lei è!" (pausa) "Scì, scignorinn-a.. siamo tutti e due.. io sono il padre di Adriano.. O VEXIN DE CASA!"

GRAZIELLA  :- (un po' in imbarazzo) "Dovevo immaginarlo da come ho visto Adriano turbato e dispiaciuto quel giorno"

FELICE¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :-"E si figuri io, com'ero turbato e dispiaciuto" (con tristezza) "Manco se f√Įse sta√™to 'n delinquente.."

GRAZIELLA¬†¬† :- (sospirando con tristezza) "Capisco ma.. se pu√≤ consolarla.." (scrollando triste il capo) "Ogni casa ha le proprie magagne e volte.. sono pi√Ļ grosse di quelle de altri. Ma ora sar√† bene che me ne vada.. Lei ha anche da fare"

FELICE¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :-"Oh, non ci dia a mente.. cosa vuole.. con a sc√Ľsa che son in pensci√≤n e no gh'avieva ninte da fa, me stan dando tanto de quelli travaggi.. se no m'arr√Ľzeniscio.. dixan.."

GRAZIELLA:- "Ma lei è già in pensione?"

FELICE         :-"Già.. Guardi che i miei anni li ho.. e ho anche faêto a guaêra.. Oh.. ma no l'ho faêta da solo.. ghe n'ea di ätri.."

GRAZIELLA  :- "Mi fa piacere che lei sia spiritoso.. Magari fosse così anche Adriano"

FELICE          :- "Zà.. O no l'è stato guaêi spiritoso quello giorno.." (pausa) "Non gliel'aveva detto che ero in pensione?"

GRAZIELLA   :- "Non ci avrà pensato"

FELICE¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :- "Ma alloa de c√∂se parla√™?.." (accorgendosi della gaffe) "Che stond√†io che son.. Seg√Ľo che ci√Ľ che parl√† faiei de l'√§tro.. magara mettei f√™ua √Ľso l'avantreno"

GRAZIELLA¬†¬† :- "Beh.. il pi√Ļ delle volte studiamo"

                                                                      SCENA X

                                                        (Feliçe - Graziella - Dria)

DRIA              :- (apre la porta ed entra. Vede Graziella e ne resta stupito) "Tu qui?"

GRAZIELLA  :- (triste) "Avevo urgenza di parlarti"

FELICE          :- "Bongiorno eh?"

DRIA             :- "Ciao pà.. scusa ma, non mi aspettavo che ci fosse Graziella"

FELICE¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :- (con amara ironia) "A l'√® vegn√Ľa a conosce o t√™u vexin de casa" (va in cucinino)

GRAZIELLA :- (abbraccia Adriano disperata) "Oh, Adriano.. che imbroglio.."

DRIA            :- "Ma.. allora.. è proprio vero"

GRAZIELLA:- (piangendo) "Sì.. e non ho neppure il coraggio di andare in facoltà"

DRIA           :- (cercando di consolarla) "Vuol dire che ci andremo quando si saranno calmate le acque"

FELICE        :- (non visto, appare sull'uscio del cucinino e sta ad ascoltare interessato)

GRAZIELLA:- (riprendendosi) "No.. è meglio che tu vada.. Mi dirai così gli argomenti discussi.. Tuo padre potrebbe insospettirsi se non ti vede andare proprio ora che sei vicino alla tesi"

FELICE       :- (entrando) "M'éi ciammòu?"

DRIA          :- (imbarazzato) "Veramente no"

FELICE¬†¬†¬†¬†¬† :- "Se dest√Ľrbo posso and√† a-o Zerb√¨n a z√Ľg√† a-e bocce" (rientra in cucinino)

                        (Suonano alla porta. Adriano va ad aprire. Entra Ranfetti, l'amministratore)

                                                                     XI

                                            (Graziella - Dria - Feliçe - Ranfetti)

RANFETTI    :- "Bongiorno sciò Gambarotta.. C'è Gambarotta padre?"

FELICE          :- (rientra dal cucinino col raschietto in mano) "Son chi"

RANFETTI    :- "Sciò Gambarotta.. eccome torna chi"

FELICE          :- (sconsolato) "No me n'éo accorto.. Scià s'accomode" (porge una sedia)

                          (intanto Dria e Graziella siedono sul divano e parlottano seri fra loro)

RANFETTI    :- "Comme ghe dixeivo.. òua che scià l'è in pensciòn e.."

FELICE¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :- (lo interrompe) "Stop!.. √Ą so z√† a mem√∂ia sta m√Ľxica.. anche ma√™ mogg√© a dixe e stesse c√∂se.. " (mostra il raschietto) "Sci√† vedde?"

RANFETTI    :- "Allòa pe' a proposta da conseggè, d'accordio.. ma.. pe' quell'ätra proposta.. posso contà in sciò sêu appoggio?"

FELICE          :- "Quaê proposta?"

RANFETTI¬†¬†¬† :- (spazientito) "Ma comme qua√™?.. Quella de ripar√† o l√Ľxern√† che.. Dio 'n'avvarde no¬† se sa mai.."

FELICE         :- (fa le corna non visto) "No se sa mai co cazesse a tocchi.. me ricordo"

RANFETTI   :- "Beh.. sei comm'a l'è.. o pericolo o l'è sempre lì in.."

FELICE         :- (troncando il suo dire) "In agguato!"

RANFETII    :- "Per l'appunto.. Allòa scià no manche.." (si alza)

FELICE        :- "No manchiò"

RANFETTI  :- (si guarda attorno come avesse smarrito qualcosa o cercasse qualcuno)

FELICE        :- "Scià l'ha perso quarcösa?"

RANFETTI¬† :- (imbarazzato) "Ehm.. no, no.. M'aveivan d√Įto che gh'√©a a Nunzi√†.."

FELICE        :- (accompagnandolo alla porta) "Ho sentio ca l'andava da o maxellà.. scià vêu propinila anche lé comme conseggéa?"

RANFETTI  :- "No, no.. Doveivo.." (titubante) "Doveivo daghe o rendiconto do riscaldamento.. Scignoria.." (esce)

FELICE        :- (chiudendo l'uscio) "Bona"

DRIA            :- "Papà, che te ne pare di Graziella?.. Ti piace?"

GRAZIELLA:- "Ma.. Adriano.."

FELICE        :- (scherzando) "Sci.. a me piaxe.. ma a no l'è pan pe' i maê denti"

DRIA            :- (alzandosi assieme alla ragazza) "Pà.. la riaccompagno a casa"

FELICE        :- " Ma cöse faê.. l'avanti e indré?"

GRAZIELLA:- (porge la mano a Feliçe) "Signor Felice.. sono lieta di averlo conosciuto"

FELICE        :- (le da la mano a sua volta) "Lasci perdere il 'signor'.. sono un po' impiastrato.. abbia pazienza"

GRAZIELLA:- "No si preoccupi.. arrivederci"

FELICE¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :- (al figlio che aveva gi√† aperto l'uscio) "No fa tardi.. ti √≤u sa√™ che m'√® c√§o che mangemmo t√Ľtti insemme"

DRIA            :- "Va bene.. ciao" (escono)

FELICE¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :- (con comicit√†) "Visto che sci√† l'√® in penscion.. sotta a chi tocca" (si avvia al cucinino poi si ferma un attimo a riflettere) "C√∂se avian combin√≤u quei du√¨ figg√™u?.. √Ątro che avantreno.." (esce)

                                                                          SCENA XII

                                                                    (Feliçe - Candida)

CANDIDA     :- (entra e chiama) "Feliçe?"

FELICE          :-  (da fuori)  "Son chi" (rientra in scena) "T'haê incontròu o Dria?"

CANDIDA     :- "No.. Ho piggiòu l'ascensore.."

FELICE          :- "E loiätri saian chinnaê a pé.. Ci hanno il piede giovane"

CANDIDA     :- (che intanto aveva posato la borsa con la spesa, si era tolta il cappotto o quanto altro) "Loiätri.. E chi gh'éa?"

FELICE          :- "Oa te spiego.." (pausa) "Ma dimme 'n po'.. têu moaê?.. Ti l'è portà in to bosco a perde?"

CANDIDA      :- "Ma no dì scemmàie.." (pausa) "Ma dimme 'n po'.. chi gh'éa cö Dria?"

FELICE           :- "Moggé.. assettite perchè chi me pä che no ghe semmo "

CANDIDA¬†¬†¬†¬†¬† :- (siede e scruta il marito) "Comme saieiva a d√¨?.. C√∂se l'√® s√Ľccesso?"

FELICE           :- "Saieiva a dì che.. il bell'Andrea.. con la graziosa Graziella son staêti chi e.."

CANDIDA      :- "Comme mai?"

FELICE¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :- "A l'√©a vegn√Ľa a √ßerc√† o Dria"

CANDIDA¬†¬†¬†¬†¬† :- "Ma se o l'aveiva d√Įto co l'andava da l√© a st√Ľdi√†"

FELICE¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :- (semiserio) "E se vedde che primma.. han z√Ľg√≤u a-o m√ęgo e a o marotto.. anzi √§ marotta perch√©.. parlavan de √ßerti imbroggi..e a quante n'ho posci√Ľo accap√¨.." (mima la pancia gonfia) ".. no vorrieiva ca l'asp√ęttesse"

CANDIDA     :- "E gh'ammanchieiva ätro!"

FELICE          :- (ironico, accennando alla rotondità della pancia) "Magara proppio ammancà dieiva de no.. Semmai a gh'accrescieiva!"

CANDIDA     :- (incredula) "No. No ghe creddo.. O Dria quelle cöse o no èi fa"

FELICE¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :- "O no l'√® m√Įga poi cosc√¨ sciaccha√™lo.. o no stai√† sempre a cont√† e stelle.."

CANDIDA     :- (timorosa) "Ma Feliçe.. T'è accapio ben?"

FELICE¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :- "A mi no m'han d√Įto ninte; son mi che.. captavo e n'ho tra√™to a concl√Ľx√≤n"

CANDIDA     :- (cercando di non credere) "No, no.. no l'è poscibile"

FELICE          :- (con comicità, mimando la pancia che si sgonfia) "E allora la faccenda.. si sgonfia da sé"

                                                                     SCENA XIII

                                               (Feliçe - Candida - Veronica - Nunzià)

CANDIDA    :- (alzandosi nervosa) "Mia, no stäme a invescigà..vanni de là che no ti combinn-i ninte"

FELICE¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :- (con comicit√† e calma) "Stavo appunto per andando.. Stia calma signora Candida che non la invescigo pi√Ļ.." (sparisce nel cucinino)

                         (Suonano alla porta e Candida va ad aprire, Sono Veronica e Nunzià che entrano)

VERONICA¬†¬† :- "Semmo vegn√Ľe a d√Įte, in c√§xo ti ne √ßerchesci, che semmo st√™te invita√™ in casa do sci√≤ Ranfetti"

NUNZIA'¬†¬†¬†¬†¬†¬† :- (precisando) "Veramente √©o sta√™ta invit√† solo mi.. ma sciccomme quande o me l'ha d√Įto gh'√©a anche l√®.. o l'ha esteiso l'invito anche √§ Veronica"

FELICE         :- (facendo capolino) "E s'accapisce che no poei sta separè.. sei 'na cubbia de faêro"

NUNZIA'¬†¬†¬†¬†¬†¬† :- (civettuola) "Sci√≤ Feli√ße, son vegn√Ľa anche pe' dighe che a sci√† Polonia a l'avieva bez√™ugno che sci√† ghe faxesse 'na commisci√≤n √§ Previdenza, per√≤ primma ghe saieiva da fa di documenti in municippio, visto che sci√† ghe travaggiava.. eventualmente sci√† fasse 'n passo da le.." ¬†¬†

FELICE        :- (entra in scena scocciato) "Ma cöse gh'intro mi.. no éo miga in ti uffizi"

CANDIDA¬†¬† :- (al marito) "Meschinetta.. a l'√® 'na p√∂via v√ęgia.. bez√™ugna aggi√Ľtt√§la"

FELICE        :- "Se o saveivo no me faxeivo vedde"

CANDIDA   :- (lo sgrida con lo sguardo) "No scherzà de longo"

FELICE        :- (mimando un'ipotetica puntina sul disco) ".. sciccomme son in pensciòn.."

VERONICA :- "E mi, sentendo che sci√† va √§ Previdenza vorrieiva che sci√† domandesse che pap√© devo fa pe' piggi√† √Ľn po' ci√Ľ de pensci√≤n de ma√™ m√†io"

FELICE¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :- (ironico) "Qua√™ di du√¨? O primmo opp√Ľre o segondo?"

VERONICA :- "Ma do segondo.. do Zorzo"

FELICE        :- (salace) "Ho accapio.. scià l'è invalida comme a Polonia.. Capiscio.. i anni passan malgraddo.. i restauri!"

VERONICA :- "Mi me sento zovena.. ma se sci√† no v√™u √ęse cavaliere.."

CANDIDA   :- (guardando severamente il marito) "Ma scì.. o scherza sempre.. o vegnà de là a piggia i documenti do Zorzo"

VERONICA :- "Grazie.. alloa l'asp√ęto"

FELICE¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :- (alle due donne) "Ma sc√¨.. m'√® ci√Ľ c√§o scherz√† che mangi√† 'n tondo de rai√™u.. Vegn√≤u de l√† e poi passi√≤u d√§ Polonia, d√§ Fran√ßa e d√§ Germania.. tanto son in pensci√≤n!"

NUNZIA'      :- "Grazie"

FELICE¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :- (ironico) "M'arraccomando c√∂ sci√≤ Ranfetti.. o l'√® fantin.. √Ľn po' m√™uio, ma sempre fantin"

NUNZIA'     :- (cercando di fare la fatalona) "Oh.. o vorrià parläne do riscaldamento"

FELICE       :- "No ascadaêlo troppo se no.. a fa a fin di ätri"

CANDIDA  :- "E ciantila 'n po' e vanni de là.."

FELICE¬†¬†¬†¬†¬†¬† :- "Mia, poca caladda eh..? Se no vaddo a √ßerc√§me 'n l√≤u da 'n'√§tra parte, cosc√¨ qu√ęto.. Vado a fare il nonno vigile"

CANDIDA     :- "Coscì ti me piggi 'na pormonite e mi resto a secco"

VERONICA   :- "Ne so quarcösa mi"

NUNZIA'     :- "Comme o maê Dorfo"

FELICE¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :- (facendo le corna) "Ma voei z√Ľg√† a treisette c√∂ morto..? Ma no √©i da and√† da-o sci√≤ Ranfetti?.. Anda√™ primma co se raffreide"

VERONICA :- (affrettandosi) "Andemmo, andemmo.. Ciao a t√Ľtti"

NUNZIA'      :- (un po' offesa) "Arrivederci" (escono entrambe accompagnate da Candida)

FELICE¬†¬†¬† ¬†¬†¬†¬†:- "Oh.. e √≤ua, visto che gh'√® 'n po' de qu√ęte.."

CANDIDA   :- (interrompendo) "Ti vaê de là a fa quarcösa"

FELICE¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :- "No.. m'assetto e m'amm√ģo a partia √§ televix√≤n"

CANDIDA   :-"Oh, benedette partìe!"

FELICE        :- "Tranquilla.. semmai l'ammìo cö pennello in man!" (va in cucinino)

                                                                  SCENA XIV

                                                   (Candida - Consolata - Felice)

                     (Suonano alla porta e Candida va ad aprire. C'è Consolata che entra alla bersagliera)

CONSOLATA:- (con aria di comando) "Ho deciso!.. Vegno a sta chi con ti!" (si piazza in mezzo alla scena con le braccia conserte)

CANDIDA¬†¬†¬†¬† :- (salace) "Intra p√Ľre, eh?"

FELICE          :- (fa capolino con il solito cappello di carta in testa ed il pennello in mano. Si avvicina alla suocera e la osserva) "Me paggéi.. o bon'anima" (saluta alla romana)

CONSOLATA:- "Feliçe.. visto che t''è in pensciòn e.."

FELICE¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :- "Questa a le z√† v√ęgia.. passa√™ a o doppo"

CONSOLATA:- "Ti porriesci andà a piggià a maê casciapanca perché mi.. M'AFFERMO CHI!"

FELICE¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :- (annuisce con comicit√†) "Beniscimo! Benvegn√Ľa!.. Ghe voeiva proppio quarched√Ľn co me desse 'na man in questa casa.." (porge alla suocera il pennello) "Perintanto porriesci arr√ęzime o pennello!"

CONSOLATA:- (si trova il pennello in mano che tiene con due dita lontano da se, come fosse un serpe)

                                                   (SI CHIUDE IL SIPARIO)

                         

 

                                    FINE DEL SECONDO ATTO

 

                                                           TERZO ATTO

                                          (stessa scena del primo atto)

                                                                   SCENA I

                                                       (Candida - Feliçe - Dria)

FELICE¬†¬†¬†¬†¬† :- (legge il giornale mentre sorseggia il caff√® assieme alla moglie) "Gh'√® torna quell'articolo in sc√Į f√§se m√ęghi dentisti.. Ah, gh'√® o nomme per intrego de quello G.F., ti te ricordi?.. Gennaro Filippiello" (alla moglie, ironico) "O dev'√ęse de Bolz√†n"

DRIA         :- (entra serio, mogio, guarda i genitori che lo osservano) "Ciao" (attraversa la scena e va nelle stanze)

CANDIDA   :- (apprensiva) "Cöse o l'avià?"

FELICE       :- "Mia, so l'è miscio co ghe stagghe.. o l'avanza de piggià di vizi"

CANDIDA  :- (alzandosi) "Adriano!"

DRIA           :- (riappare con lo stesso tono di un cane bastonato) "Cosa vuoi?"

CANDIDA   :- "Ti senti male?"

FELICE       :- (si alza e si avvicina al figlio) "Ci sono mica delle.. novità?" (mima la pancia gonfia)

DRIA           :- "Non capisco.. cosa vuoi dire con quel gesto?"

CANDIDA   :- (sulle spine, al marito) "O no capisce!"

FELICE¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :- "No.. diggo.. sbagli√† se sbaglia t√Ľtti.. specialmente a 'na √ßerta eta√™.. ma se p√™u sempre rimedi√†"

DRIA            :- (triste) "Non so se si potrà rimediare.. Intanto è dentro!"

CANDIDA¬†¬†¬† :- (sconfortata, si siede) "Oh, Segn√ī c√§o.. Ma Adriano.. non si fanno quelle cose"

DRIA            :- "E' quello che ho detto anch'io a Graziella"

FELICE        :-"Oh, bella questa.. a l'è staêta lé?.. A no me pàiva coscì asbriosa.. Che gente ch'én che muri ch'han!"

DRIA            :- "Ma non so se parliamo dello stesso argomento"

CANDIDA¬†¬†¬† :- "Ma a Graziella a no l'asp√ęta √Ľn.." (accenna alla pancia)

DRIA            :- "Ma no! Cosa andate a pensare"

FELICE¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :- (comico, alla moglie) "Te l'ho d√Įto s√Ľbito"

CANDIDA   :-"Zà.. o conträio però.." (al figlio)"Ma allora.. cosa c'è.. dentro?"

DRIA           :- "Ma non l'avete letto sul giornale?.. Il papà di Graziella... l'hanno arrestato"

FELICE¬†¬†¬†¬†¬†¬† :- (serio) "E comme mai?.. O l'ha accopp√≤u quarched√Ľn?"

DRIA          :- "Esercitava la professione di medico senza aver conseguito la laurea, capisci?"

FELICE       :- "Oh, bella questa.. ma allòa o l'è.." (prende il giornale e legge) "Gennaro Filippiello"

DRIA          :- (abbattuto) "Proprio lui"

FELICE      :- (con sfogo) "Ah.. e quella a saieiva staêta 'na famiggia rispettabile.. con 'na bella casa.. E a figgia do sciò Filippetto.."

CANDIDA :- "Filippiello"

FELICE¬†¬†¬†¬†¬† :- "E va ben.. Filippetto, Filippiello.. a l'√® sempre 'na fregat√Ľa"

DRIA      :- "Graziella era venuta a cercarmi in casa per dirmi questo" (passeggia nervosamente) "Mi sembra impossibile.. un uomo della sua posizione.. stento ancora a crederci"

CANDIDA¬† :- (turbata) "Seg√Ľo co l'√® 'n bello guaio"

FELICE      :- (come una rivincita) "E chi me pä che a figgia do Filippetto.."

CANDIDA :- (correggendolo) "Filippiello"

FELICE      :- (nervoso) "E no stäme de longo a ripiggià! .. Filippetto o Filippiello a sostanza a no cangia.. Voeivo, cäo Dria.. che a Graziella ha dovià di che sêu poaê o l'è 'n VEXIN DE CASA!" (si avvia all'uscita) "Vaddo dä Polonia, dä Veronica, ecc, ecc." (esce)

DRIA          :- "Esco anch'io"

CANDIDA     :- "Ma se t'è appenn-a intròu"

DRIA             :- "Ho bisogno di schiarirmi le idee" (si avvia all'uscita)

CANDIDA¬†¬†¬† :- "Seggi pr√Ľdente.. no fa de scemm√†ie"

DRIA             :- "Ciao" (esce)

                                                               SCENA II

                                              (Candida - Veronica - Nunzià)

CANDIDA¬†¬†¬†¬† :- "Ma ammia 'n po' che imbroggio.. o specialista de osse.." (pausa) "P√∂vio figg√™u le asc√¨.." (pensa e indossa il soprabito) "Qua√™xi, qua√™xi vaddo da- o pesci√† apiggi√§ghe 'n po' de pescio f√¨n.. poi ghe fai√≤u due √™uve sbatt√Ľe, co me p√§ pat√ģo" (apre l'uscio e sulla soglia appaiono Veronica e Nunzi√†)

NUNZIA'     :- "Oh, Candida.. stavimo pe' sêunnà.. vegnivimo a fä 'n po' de maggia, ma veddo che ti sciorti.. vorrià dise che.."

VERONICA :- "..vegn√ęmo doppo"

CANDIDA¬†¬† :- "Come v'accomoda. Se voei asp√ęt√§me, vaddo da-o pesci√† chi sotta e vegno s√Ľbito.. Comunque de l√† gh'√® ma√™ moa√™.. O Feli√ße o l'√® anda√™to pe' a Polonia e pe' ti.." (accenna a Veronica)

VERONICA¬† :- "Gentile.. o l'√® pass√≤u de l√† a piggi√† i documenti.. All√≤a se no dest√Ľrbemmo t'asp√ęt-

                          temmo chi"

CANDIDA     :- (accenna i posti a sedere) "Accomodaêve"

NUNZIA'       :- (siede e tira a mezzo il lavoro a maglia) "Se vedemmo doppo"

CANDIDA     :- (uscendo, con ironia) "M'arraccomando.. no andaê via.." (esce)

VERONICA  :- (seduta accanto all'amica, armeggia alla maglia) "O Feliçe l'ho faêto 'n po' parlà de là.. gh'ho domandòu se o Dria o piggia a <laura> o se.."

NUNZIA'       :- "Se dixe <laurea>"

VERONICA¬† :- "Va ben, quella r√∂ba l√¨.. opp√Ľre se o fa comme quelli ch'√©an in sci√≤ giornale"

NUNZIA'¬†¬†¬†¬†¬†¬† :- "Seg√Ľo che 'na bella mon√Ę ti ghe l√¨√® ti√†" (sorridendo con sottile malignit√†) "Comme dixe quella canz√≤n?.. Ah.. per vedere di nascosto l'effetto che f√†.."

VERONICA  :- "Ma noiätre òu femmo pe' passäse o tempo.. pe' fa dua ciaciäre innocenti.."

NUNZIA'       :- (sospirando) "Però.. se gh'avescimo 'n'ommo.. porriescimo fa a meno de passase o tempo in 'sto moddo.. " (salace) "Ti armeno ti gh'è o maxellà co te fa i êuggi dösci"

VERONICA¬† :- "Oh, quello.. quande o t'amm√¨a p√§ finn-a co te v√™ugge dividde pe' quarti.. solo che a pensaghe me ven a pelle de galinn-a" (pausa) "Ti ci√Ľttosto.. o Santo.."

NUNZIA'¬†¬†¬†¬†¬†¬† :- "O bezagnin?.. E chi l'ha ci√Ľ visto?"

VERONICA¬† :- (riflettendo) "O no l'√® m√Įga 'n part√ģo da cacci√† via.. e m√Ľage da b√Ľttega son e s√™u.. e o l'√® finn-a 'n bell'ommo"

NUNZIA'      :- "Ma no ti divi che se no son zeneizi ti.."

VERONICA :- "Se l'è pe' quello son sempre da maêxima"

CANDIDA¬†¬†¬† :- (entra da fuori) "Ho fa√™to f√Įto?" (si toglie il soprabito e posa la borsa)

NUNZIA'      :- (seccata per il suo rapido rientro) "Finn-a troppo!"

VERONICA :- "E coscì oua.. têu moaê ti l'haê con ti?" (da una gomitata d'intesa all'amica)

CANDIDA    :- (che era andata nel frattempo in cucina con la borsa della spesa) "Scì, o Feliçe no  vêu mandäla a-o ricovero"

NUNZIA'¬†¬†¬†¬†¬† :- (sospirando) "Eh.. √Ľn gran brav'ommo o Feli√ße"

VERONICA :- (dando un'altra gomitata all'amica) E.. l'Adriano o pìggia a laurea?.. Va ben che a giornà d'anchêu.. voendo.. basta pagà.."

CANDIDA   :- (rientra dal cucinino, seria e posa sul tavolouna zuccheriera  e dei cucchiaini per servire il caffè, tranne le tazze) "Comme saieiva a dì?"

VERONICA    :- (con finta ingenuità) "Oh, ninte.. o Feliçe o me stava contando de là do poaê da sêu galante"

CANDIDA      :- (severa) "I ommi parlan troppo e poi dixan de donne.. Comunque demmoghe 'n taggio eh?"

NUNZIA'         :- "Oh.. se l'è pe' noiätre.."

CANDIDA      :- (rientra in cucinino) "Bene"

VERONICA    :- (fa un gesto all'amica come ad indicare che Candida se l'è presa fortemente)

CANDIDA      :- (rientra col cabaret e tre tazze; posa sul tavolo) "Ecco o caffè"

NUNZIA'        :- "Che aroma.."

                                                                    SCENA III

                                            (Candida - Veronica - Nunzià - Consolata)

CONSOLATA- (entrando come al suo solito) "E pe' mi o caffè, ninte?.. Son meno che e vexinn-e de casa?"

CANDIDA¬†¬†¬†¬† :- "Ma mamma.. t'√® corr√Įa appr√™uvo a l'√∂d√ī comme i gatti?.."(le porge una tazza)"Ti veddi che o gh'√® anche pe' ti?"

VERONICA¬† :- (a Consolata) "Andemmo via s√Ľbito"

CANDIDA¬†¬†¬† :- "Ma se sei appenn-a vegn√Ľe"

NUNZIA'      :- (trangugia il caffè e si alza imitata da Veronica che ha fatto altrettanto) "Veddo che t'haê 'n po' da fa e.. oa che ghe penso.. anche mi gh'ho da fa.."

VERONICA:- "Grazie.. o l'éa bon davvéi"

CONSOLATA:- (salace) "Son seg√Ľa che o vostro o l'√® ci√Ľ bon.." (tirando una frecciata) "E o d√Ľa de ci√Ľ"

VERON. e NUNZIA':- (girano i tacchi e si avviano  alla porta accompagnate da Candida che richiude)

CANDIDA¬†¬†¬†¬† :- (alla madre, alterata) "No ti devi tratt√† cosc√¨ a gente.. son arresta√™ m√§.. Mi no son abitu√† a fa de 'sti n√Ľmeri"

CONSOLATA:- (indifferente, si gusta il caffè) "Son de ciattezöse.. ei sentivo de là.. Te fan perde do tempo e ne fan perde a têu màio ascì"

CANDIDA     :- "Ti, a queste cöse, no ghe pensà.. So regolamelo da sola o maê tempo"

CONSOLATA:- (impermalita) "E con questo?.. No posso manco ci√Ľ parl√† √≤ua?"

CANDIDA     :- "Pe' quello che riguarda o Feliçe ghe penso mi.. No te intrigà"

CONSOLATA:- (offesa e.. calcando) "A mi parläme coscì?.. A têu moaê ca t'ha allevòu.. parläme con 'sto tòn?"

CANDIDA¬†¬†¬†¬† :- (che non sa come trattarla) "Ma mamma.. √ßerca de f√§te voei ben anche da ma√™ m√†io.. no mettighe o becco che l'√® m√ęgio"

CONSOLATA:- (si alza e con decisione) "Mia saê?.. No fa de minacce perché.."

CANDIDA     :- "Perché?"

CONSOLATA:- "Perché.. se donca lascio a maê casciapanca.."

CANDIDA     :- (la interrompe conoscendo la solita zuppa) "..a e moneghe.. Se ti ghe a vêu portà anche òua.. padroniscima.. A o Feliçe no ghe ne importa ninte e mi meno che a lé"

                          (Suonano alla porta e Candida va ad aprire. C'è Sabrina la loro nipote)

                                                                           SCENA IV

                                                        (Candida - Consolata - Sabrina)

SABRINA     :- (sui diciott'anni circa, vestita come i giovani d'oggi) "Ciao lalla Candy.."

CANDIDA    :- (contenta) "Oh, a maê nessetta.. Che novitaê.. Comme mai chi?"

SABRINA¬†¬†¬†¬† :- (si dirige verso la nonna).. Ciao nonnetta.. son vegn√Ľa a vedde comme ti sta√™" (le d√† un bacetto)

CONSOLATA:- (con aria marziale) "Beniscimo, grazie!"

SABRINA¬†¬†¬†¬†¬† :- "A mamma e o pap√† te sal√Ľttan"

CONSOLATA:-¬† (c.s.) "Primma me sc√∂ran e poi me mandan a sal√Ľ√†!"

CANDIDA     :- "Assettita, Sabrina"

SABRINA¬†¬†¬†¬†¬† :- "Okej.." (alla nonna) "Nonna, no t'ha scor√Įo nisci√Ľn.. Sei tu che hai detto che la zia qui, voleva averti un po' con lei"

CANDIDA     :- (col sorriso forzato) "Ah, sci?"

CONSOLATA:- (colta in fallo, imbarazzata)"E no! Proppio pe'n bello ninte"

SABRINA¬†¬†¬†¬† :- (con pazienza) "Ma sc√¨ nonnetta.. Ti te ricordi che ti voeivi a televix√≤n in ta t√™u stansia pe' veddite t√Ľtti i giorni i programmi di televendita.. e telenovele e o pap√† o t'ha d√Įto che noiatri no poeivimo t√Ľtte e votte vegn√¨ a vedde o telegiornale in ta t√™u stansia"

CONSOLATA:- "Esageraê"

SABRINA¬†¬†¬†¬† :- (alla zia) "A nonna a se l'√® piggi√† e alloa o pap√† o gh'ha d√Įto ca l'√©a libera d'accatt√§sene √Ľnn-a cosc√¨ a poeiva fa comme a voeiva"

CONSOLATA:- (nervosa) "E no!.. O m'ha d√Įto che a televix√≤n a no l'√®a a ma√™ e che no poeivo portamela de l√†" (piagnucolando)"Ma√™ figgio dimme quelle c√∂se.." (come sentenziasse) "T√Ľtti ingrati i figgi!"

CANDIDA¬†¬†¬†¬† :- "Oa no esageremmo. Te conoscio ben e conoscio abbastanza anche ma√™ fra√™ e ti.. ti te devi d√† 'na regol√†.. Te rispettemmo ma voemo √ęse rispetta√™ anche noi√§tri... Ognid√Ľn ha a s√™u famiggia e chi in casa.. comanda o Feli√ße"

CONSOLATA:- (con ironia) "Questa poi, a l'√® t√Ľtta da vedde"

CANDIDA¬†¬†¬†¬† :- "Perlomeno o l'ha l'impresci√≤n de comandaghe" (pausa) "Per√≤.. anche mi no t√ģo troppo a corda.. perch√© no v√™uggio perde, pe'n scc-i√Ľpp√≤n de fotta, t√Ľtto quello ch'emmo misso insemme in tanti anni de giamin" (pausa) "E ti, no parlaghe comme 'na marascialla di carabin√©.. O Feli√ße o l'√® 'n bon'ommo ma, comme t√Ľtti i bon'ommi¬†

¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† quande no ne p√™uan ci√Ľ scc-√™uppan e ric√Ľperan t√Ľtto quella ch'han moll√≤u de sotto banco in to tempo.."

CONSOLATA:- "T√Ľtti pa√™gi" (si alza) "Sciorto" (indossa il soprabito e prosegue il suo dire) "Vaddo da ma√™ amiga Serafinn-a.. armeno con l√© se intendemmo"

CANDIDA     :- "Pe' forza.. a te dà sempre raxòn"

SABRINA      :- (alla nonna che si sta aggiustando il cappellino) "Nonna.. no dà a mente solo a quelle che te dan de longo raxòn.. saian e primme a giäte e spalle"

CONSOLATA:- (feroce) "No ho de bezêugno de conseggi, specialmente da chi gh'ha ancòn o laête in scie-e e lèrfe" (prende i bastone ed esce sveltamente)

CANDIDA¬†¬†¬†¬† :- "Povia donna anche l√©.. a no v√™u ammette che s'ha t√Ľtti bez√™ugno √Ľn de l'√§tro.. A l'√® sta√™ta abitu√† che no ghe mancava manco o la√™te de galinn-a primma da gua√™ra.. allev√† con t√Ľtte e comodita√™ e doppo.. quande a casa in sci√† Ma√™nn-a a l'√® sta√™ta bombard√†.. ha l'ha perso t√Ľtto..√īu, titoli de Stato.. quelli ca l'ha sarv√≤u, doppo a gua√™ra no valeivan manco 'na castagna bauss√†.."

SABRINA    :- "Capisco zia, ma il Papi ha ragione.. Tutti i momenti tirava a mezzo quella cassapanca come se noi la tenessimo solo per quella"

CANDIDA¬†¬†¬†¬† :- "Ci vuole tanta pazienza cara Sabrina.. Se campi√©mo diventiemo v√ęgi noi√§tri asc√¨ e.. chissa comme saiemo" (si prepara ad uscire) "Devo sciort√¨.. ti vegni con mi?"

SABRINA     :- (alzandosi) "Sì.. i saluti l'ho fatti.. la nonna ha smammato e allora.. andiamo"

CANDIDA    :- (ricordando) "Oh, bella Madonna cä-a.. La nonna è sciortita senza chiave.. Vai pure Sabrina, l'aspetterò"

SABRINA     :- "Ma no, zia Candy.. vai pure tu.. l'aspetto io, tanto non ho voglia di secchiare sui libri oggi"

CANDIDA    :- "Ti ringrazio.. allora vado. Salutami il papà e la mamma, ciao" (esce salutata col gesto di un 'okej' da Sabrina)

                                                                    SCENA V

                                                              (Sabrina - Gavino)

 

SABRINA     :- (siede sul divano accavallando le gambe sulla spalliera. Legge un giornale o rivista. Trilla il telefono lì accanto e risponde) "Allò?" (pausa) "No, non ha sbagliato numero.. è la casa Gambarotta" (pausa) "Santo il verduraio?.. Sono la nipote.. dica pure" (pausa) "Recepito il messaggio.. riferirò. Passo e chiudo" (posa la cornetta, cerca di rimettersi a leggere quando suonano alla porta. Sbuffa.. Suonano ancora e allora si alza e va ad aprire. Appare Gavino)

GAVINO        :- (sull'uscio col solito borsone) "Tu qui?" (entra) "Ma cosa ci fai?"

SABRINA      :- (richiude l'uscio) "Sono in casa di mia zia.. Tu piuttosto"

GAVINO        :- (indicando la borsa che posa a terra) "La signora mi aveva detto di ripassare.. Sei sola?"

SABRINA      :- "Sto aspettando mia nonna.." (pensando) "Potresti aspettarmi all'angolo dell'edicola qua sotto.. appena posso scendo.. è meglio che vai, se entra qualcuno.."

GAVINO       :- (sposta con un calcio il borsone ed abbraccia la ragazza) "Oh, Sabry.."

                         

                                                                        SCENA VI

                                                            (Sabrina - Gavino - Feliçe)

FELICE¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :- (sorpreso si blocca sull'uscio) "Ohei, diggo.. dest√Ľrbo?"

SABRINA e GAVINO:- (di scatto si lasciano, imbarazzatissimi)

FELICE         :-  (chiude e si avvicina alla ragazza) "E questo chi.. da dovve o sciorte?"

GAVINO      :- "Signor Gambarotta io.. io.."

FELICE        :- "Eh.. anch'io. Ma, se conoscemmo?"     

SABRINA¬†¬†¬† :- "Barba.. o l'√©a vegn√Ľo pe' a lalla"

FELICE        :- (meravigliato) "Cöse?.. Pe' a lalla?" (si guarda attorno) "Questa poi a l'è bella.. e dovv'a l'è?"

SABRINA     :- "Dev'essere andata a fare shopping.."

FELICE        :- "Ma o shampo o gh'ea in to bagno"

SABRINA¬†¬† :- "..a fare shopping.. acquisti.. e siccome la nonna √® andata da una sua am√Įga ed √® senza chiave.. mi sono fermata ad aspettarla"

FELICE        :- "Benedette ciavi.. ne faiò fa quattro pä, coscì no ghe saian de problemi.." (scruta i due) "Eh?.. E manco sorpreize"

GAVINO      :- "Signor Gambarotta, io e Sabry.. ci parliamo da tempo.."

FELICE        :- "Sabry? Ah..Sabrina.. Diggo, zovenotto.. se l'éa per parlaghe ghe poeivi anche telefonà, no?"

GAVINO      :- (confuso) "Me ne vado via subito.. ero venuto per la sua signora.."

FELICE        :- "E a ridagghela.. E cöse femmo? E prestazioìn a domicilio comme i massêur?"

GAVINO      :- "Ma cosa va a pensare.. Ero venuto per della merce.. La signora mi aveva detto di ripassare.. Guardi" (apre la borsa e mostra il contenuto) "Ho suonato alla porta e.." (con dolcezza, guardando la ragazza) "Mi ha aperto Sabry"

FELICE          :- "Sabry.. " (alla nipote) "Ma o sa têu poaê che lè.."

SABRINA      :- (guardando innamorata il ragazzo) "Non ancora"

FELICE¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :- (ironico) "Me p√§ finn-a gi√Ľsto"

GAVINO        :- "Signor Gambarotta.. io sono Gavino Poddu, il figlio di Angelo"

FELICE          :-"O figgio do Angelo?"

GAVINO       :- "So che mio padre lavora con lei"

FELICE         :- "Lavorava con me, ora sono in pensione" (squadrandolo) "Ma proppio o figgio de

¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† √Ľn ma√™ amigo, ch'ho port√≤u comme esempio, arremb√≤u a ma√™ nessa comme a l√©l-

¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† loa in scie 'na m√Ľagia.. e in casa ma√™ anche.."

GAVINO       :- (che cerca di giustificarsi) "Le chiedo ancora scusa.. ritornerò quando c'è sua moglie"

FELICE         :- (scherzando) "Saià ben che ghe segge mi ascì però"

SABRINA¬†¬†¬†¬† :- "Barba.. all√≤a no l'√® ci√Ľ o c√§xo che asp√ęte a nonna.. vaddo anche mi" (si avvia con Gavino)

FELICE¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :- "No and√† a vende savonette in to bosco..che gh'√® o l√ī" (apre l'uscio e i due escono. Feli√ße siede con pesantezza vicono al tavolo) "Son stanco morto.. c√∂e ai sporterlli.. te mandan da'n sportello a l'√§tro.. o l'√® √Ľn labirinto..(scimmiottando) "Tanto sci√† l'√©a in Municippio.. √≤a sci√† l'√® in penscion.. Stavo m√ęgio quande me infiavo in te chintann-e" (colto da un pensiero) "Porca mis√®ria.. me son ascord√≤u a cementite pe' i barco√¨n.." (si alza affaticato) "Chi no gh'ha testa, ha gambe.." (si appresta per uscire e poi si ferma) "A s√™uxa.. a l'√® senza ciave" (suonano alla porta) "S'a va ben a l'√® chi" (apre ed entra raggiante Dria)

                                                                      SCENA VII

                                                            (Feliçe - Dria - Candida)

DRIA            :- "Papà.. E' FATTA!"

FELICE        :- "L'han mollòu?"

DRIA            :- (perplesso) "Chi?"

FELICE        :- "Comme chi? O Filippetto"

DRIA           :- (allegro) "Ma non parlo di lui.. Ti sto dicendo che E' FATTA!"

FELICE       :- "Me fa piaxei.. Ma se pêu savei che cos'è fatta.. la polenta?"

DRIA           :- "Ho sostenuto brillantemente la mia tesi ed ora.."(scandendo) ".. sono LAUREATO!"

FELICE¬†¬†¬†¬†¬†¬† :- (balbetta incredulo e col magone) "Ma.. ma.. no t'aveivi d√Įto che t'andavi a.." (si interrompe commosso)

DRIA        :- "Mi sono preparato con Graziella in questi giorni.. anche per starle vicino sai.. con quello che è accaduto a sua padre e poi.. non volevo farvi stare in ansietà"

FELICE       :- (sempre imbambolato, contento) "Ma allòa òua.. t'è DOTORE!"

DRIA          :- (avvicinandosi con affetto al padre) "Scì.. òua SON MAÊGO"

FELICE¬†¬†¬†¬†¬†¬† :- (dopo aver tentennato, non ne pu√≤ pi√Ļ e abbraccia il figlio dandogli delle pacche sulle spalle e dondolandoselo come fosse ancora piccolo) "Ma√™ figgio.. ma√™ figgio ma√™go.. " (si stacca e lo guarda con ammirazione)"Emmo asp√ętt√≤u tanto questo momento.." (cercando di assumere il tono scherzoso) "Ohei diggo, a l'√® 'na laurea vera, eh?.. No ghe tegno a fini in sci√≤ giornale comme o Filippetto"

DRIA          :- "E' una laurea vera, papà"

FELICE       :- (col magone) "Il dottor Adriano Gambarotta, laureato in medicina e chirurgia.. che soddisfazion.." (per non scoppiare a piangere prende il fazzoletto e si soffia rumorosamente il naso)

CANDIDA¬† :- (entra in quell'istante, con la sua solita borsa della spesa, vede la scenetta e si preoccupa) "Ma c√∂se l'√® s√Ľccesso anc√≤n?"

FELICE        :- (commosso, non riescie quasi a parlare) "O Dria.."

CANDIDA¬†¬† :- (posa la borsa e va subito dal figlio) "Oh, Segn√ī.. ma c√∂se o l'ha combin√≤u?"

FELICE       :-   "O l'ha combinòu che o lè.. DOTORE.. o s'è laureòu.. e con 'na laurea vera.. t'accapisci mamma?" (si allontana uscendo verso le stanze)

CANDIDA  :- (commossa a sua volta abbraccia il figlio) "O maê figgêu.. Complimenti Dria.. ma mi.. no ne saveivo ninte"

DRIA           :- "L'ho spiegato al papà.. Non volevo mettervi in agitazione.. Sei contenta?"

CANDIDA  :- (con tenerezza) "E ti me o domandi, bambin?"

DRIA           :- (accennando al padre, verso le stanze) "Non avrei mai supposto che il papà si commuovesse così tanto"  

CANDIDA¬† :- "Il pap√†.. o p√§ 'n v√ęgio t√§masso.. o l'√® comme 'na vigna sarva√™ga ma.. drento.. o l'√® bon comme o pan.. t√Ľtto casa e travaggio.. t√Ľtto pe' a s√™u famiggia e.." (guardando il figlio) ".. pe' s√™u figgio.. Se vedde che drento se gh'√® sblocc√≤u quarc√∂sa co √ßercava de tegn√¨ asc√∂so.. o no ghe l'ha fa√™ta a controll√§se.." (con orgoglio) "QUESTO √® tuo padre!"

DRIA           :- "Lo credevo solo un mugugnone"

CANDIDA  :- "Ora dovrai trovare la tua strada"

DRIA          :- (tra il serio ed il faceto) "..e rimborsarvi"

CANDIDA :- "Pensa al tuo avvenire e star vicino ai tuoi genitori.. Questo è il rimborso.. la tua riconoscenza"

FELICE¬†¬†¬†¬†¬† :- (rientra in scena allegro) "Bez√™ugna festezz√†.. andiemo t√Ľtti dai 'Caccio√©i'.. a Bavai o in Cretto.. ma sempre caccio√©i e.. paghemmo noi√§tri, v√©a mogg√©?"

CANDIDA  :- "E chi se no?"

                        (suonano alla porta e Candida va ad aprire. C'è Consolata con Sabrina)

                                                                     SCENA VII

                         (Candida - Feliçe - Dria - Consolata - Sabrina - Veronica - Nunzià - Ranfetti)

CONSOLATA:- (entra come al solito e va verso il nipote) "Allòa gh'emmo o no o neo dotore?"

CANDIDA    :- "Ma ti òu saveivi?"

CONSOLATA:- (con un po' di presunzione) "E se no òu sa primma sêu nonna, chi deve saveilo..? Ti?.." (abbraccia Dria)

SABRINA     :- (va, a sua volta, ad abbracciare il cugino) "Sei forte.. ce l'ha fatta.." (si battono le palme delle mani alla maniera dei giovani d'oggi)

DRIA            :- "E Poddu?"

FELICE¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :- "All√≤a.. ti saveivi t√Ľtto, eh?"

DRIA           :- "Chi?.. Io?"

FELICE       :- "No, quell'ätro"

SABRINA   :- (sorridente) "E' rimasto indietro..ha ancora tempo"

CONSOLATA:- (guardando il nipote) "T√Ľtto s√™u nonna.." (guardando con sfott√≤ Feli√ße) "Ha preso tutto dalla parte materna"

FELICE        :- (sta per replicare quando suonano alla porta e va ad aprire. Entra l'amministratore)

RANFETTI¬† :- "Dest√Ľrbo?"

FELICE        :- (ironico) "Scì.. ma penso che no ghe interessa.."

RANFETTI¬† :- (vedendo molta gente) "Se sposa quarched√Ľn?"

CONSOLATA:- "O l'è maê nevo che.."

RANFETTI   :- (dando la mano a Dria) "Congratulazioìn"

DRIA            :- "Grazie"

RANFETTI   :- "E chi a saieiva a sposa?.. " (guardando Sabrina) "Questa bella figgia?"

CANDIDA¬†¬†¬† :- "Quella a l'√® ma√™ nessa.. Ma no se tratta de 'n maiezzo.. ma√™ figgio o no ghe pensa de seg√Ľo a mai√§se.. o s'√® appenn-a laure√≤u.. Ecco o perch√© ghe do movimento"

RANFETTI¬† :- "Complimenti veramente..!" (a Feli√ße) "All√≤a a ri√Ľnion de condominio a l'√® pe' stas√©ia.. m'arraccomando"

DRIA¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† ¬†¬†¬†¬†:- (sorridendo) "Pap√†, mi sembri pi√Ļ indaffarato di prima"

FELICE        :- "M'han zà impìo e öe da giornà.. quello de staséia o l'è straordenäio.." (suonano alla porta)

CANDIDA¬†¬† :-¬† (andando ad aprire) "Devan av√©i sent√¨o l'√∂d√ī da festa" (apre ed entrano Nunzi√† e Ve-¬† ronica, vestite in modo appariscente, trasformate. Camminano come due indossatrici)

                          "Ueilà.. che trasformaziòn!"

NUNZIA'¬†¬†¬†¬† :- "Ho fin√ģo o l√Ľtto.. l'√® pass√≤u 'n'anno v√©i.." (a Veronica) "No capiscio ti.. son passa√™ solo d√ęxe meixi"

VERONICA¬† :- (teatrale) "Basta aveilo in to ch√™u" (cambiando tono) "E poi, in fondo, l'aveivo z√† port√≤u pe' o primmo m√†io e.. francamente m'√©o √Ľn po' st√Ľff√†" (ai presenti) "√Ąia de festa.. Ei eredit√≤u?"

FELICE        :- (sarcastico) "Scì.. a Consolata a l'ha averto a casciapanca"

CONSOLATA:- (scattante) "No son ancòn morta pe' têu regola!"

SABRINA¬†¬†¬† :- "Nonna.. Penso che da t√ęu casciapanca no ghe ne freghe ninte a nisci√Ľn.. √Ľn giorno ti te l'√® ascord√† averta e.."

CINSOLATA:- (con cipiglio) "Comme saieiva a dì?.. Semmai l'éi averta approffittando che no gh'éa"

NUNZIA'      (incuriosita, mentre Veronica acconsente) "E.. cöse gh'éa?"

CONSOLATA:- (a Sabrina, sottovoce) "Sitta!.. Son cöse privaê"

SABRINA¬†¬†¬†¬† :- (cercando di rabbonirla) "Ma nonnetta.. non ti sei ancora resa conto che noi ti vogliamo bene con o senza cassapanca?" (alla zia) "Ci√Ľ che vest√¨ f√™ua modda, capellinn-e c√∂ a veletta.. no gh'√©a √§tro"

NUNZIA' e VERONICA:- (si danno malignamente delle gomitate di soddisfazione)

FELICE         :- (scoppia a ridere) "Ah, ah, ah.. Palanche.. öu.. titoli eccetera, eccetera.."

CONSOLATA:- (triste, con gli occhi abbassati) "No l'√® gi√Ľsto piggi√† in g√Įo 'na p√∂via v√ęgia"

CANDIDA¬†¬†¬†¬† :- "Mamma.. nisci√Ľn te manca de rispetto.. t'√® ti che t'√® f√™ua da relta√™"

CONSOLATA:- (con tristezza) "Ho perso t√Ľtto sotto ai bombardamenti.." (si siede spossata) "Ma primma stavo ben.. e ti t'√≤u sa√™" (piange in silenzio)

VERONICA e NUNZIA':- (parlottano fra loro e con Ranfetti)

RANFETTI    :- "Sciò Feliçe.. allòa se vedemmo.. a staséia.."

FELICE          :- "Scì, a staséia se no a femmo chi l'assemblea"

DRIA             :- (si avvicina alla nonna) "Nonna.. qui ci vuole un bel bicchierino, eh?"

SABRINA     :- "Giusto"

CANDIDA    :- (va alla vetrinetta e prende bottiglia e bicchieri che posa sul tavolo)

DRIA            :- (stappa lo spumante e versa porgendo il primo bicchiere alla nonna che trangugerà d'un fiato facendo le smorfie pechè non usa al bere, Versa anche agli altri che fanno i loro auguri a Dria. Scena da.. cin-cin..)

SABRINA¬†¬†¬† :- (agli zii e alla nonna) "Mi devo and√† ciao a t√Ľtti" (al cugino dandosi manate sulle palme delle mani) "Di nuovo complimenti.. dottore.. Bay, bay.." (si avvia all'uscita)

DRIA           :- "Mi raccomando con.. Gavino"

FELICE¬†¬†¬†¬†¬†¬† :- "No sc√Ľggi√† in sci√® savonette" (l'accompagna, apre la porta e quando sta per richiuderla appare sulla porta Santo)

                                                                         SCENA VIII

                    (Candida - Feliçe - Consolata - Nunzià - Veronica - Dria - Santo - Ranfetti - Graziella)

FELICE       :- (a Santo)"Avanti, c'è posto" (fa per richiuderla ed entra Graziella) "Oh, gh'è anche a scignorinn-a Graziella.. S'accomodisca, prego"

GRAZIELLA   :- "Buongiorno a tutti"

DRIA               :- (le va incontro)

SANTO           :- "Salutiamo questa bella compagnia"

TUTTI             :- (cenni di saluto)

CANDIDA      :- (al figlio, addittando la ragazza) "E questa a saieiva..?"

DRIA              :- "Mamma.. ti presento Graziella" (presentazioni di rito)

GRAZIELLA  :- "Sono venuta a felicitarmi col neo dottore"

SANTO          :- "Dottore?.. Che il signorino Andrea dottore è?"

CANDIDA     :- (gongolante) "Scì.. Ma comme mai chi?"

NUNZIA'       :- (si avvicina a Santo) "Oh, sciò Santo.. Scià m'ha preparòu a cascetta de méie?"

SANTO       :- (a Candida, trascurando volutamente Nunzià) "Signora, mi dovesse scusare.. ma siccome faccio una scappata al paese mio, volevo avvertirvi che starò via una settimana e.."

RANFETTI¬†¬†¬† :- "E comme mai sci√† lascia serr√≤u a b√Ľttega pe 'na s√ęttemann-a?"

SANTO          :- "Voglio dare una notizia di persona ai miei vecchi.. mi voglio sposare"

NUNZIA'      :- (che era rimasta male del modo in cui Santo l'aveva ignorata, a questa notizia si.. ringalluzzisce) "Ah.. finalmente!"

FELICE¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :- "E chi a l'√® a sfor.. a fort√Ľnn√†?"

NUNZIA'      :- (si para innanzi a Santo allargando felice le braccia pensando che la donna sia lei)

SANTO        :- ( la glissa con un po' di slalom e va da Veronica)

                        "Eccola!"

VERONICA :- (lo ammira con teatralit√†)"Se semmo accap√¨i s√Ľbito"

NUNZIA'      :- (che c'è rimasta di stucco, abbassa adagio le braccia) "Ma.. ma comme saieiva a dì?"

VERONICA :- "Cäo Santin.. me son cangià <appoxitivamente> pe' ti"

NUNZIA'      :- (alterata) "Bell'amiga.. ancòn da saê che se no son zeneizi ti.." (punta il dito accusatore su Santo) "Attento ti.. NON C'E DUE SENZA TRE!"

SANTO         :- (fa le corna) "Né.. che o maluocchio mi volesse mettere?. Con Veronica è nu poco e tiempo che ci parliamo.."

VERONICA :- "Eh.. cä-a Nunzià.. chi arria primma a-o molin, maxinn-a"

NUNZIA'¬†¬†¬†¬† :- (gelidamente, si congeda) "Sc√Ľsa√™.. ve levo o dest√Ľrbo.. gh'√® 'n'√§ia irrespirabile chi drento.." (si avvia sculettando all'uscita)

RANFETTI   :- (seguandola immediatamente) "Scià Nunzià.. a mi scià no m'ha daêto a mente.. ma òa che o Santo o l'ha cangiòu programma.."

CONSOLATA:- "E o l'ha faêto senza telecomando!"

RANFETTI¬†¬†¬†¬† :- (ai presenti, rapido) "Ve levo o dest√Ľrbo mi asc√¨" (raggiunge Nunzi√† sulla porta) "Nunziatinn-a.."

NUNZIA'       :- (guarda con aria di sfida i presenti e poi porge il braccio all'amministratore accennando un forte sì col movimento della testa. Escono entrambi)

VERONICA   :- (a Santo) "Saià ben che sciortimmo anche noiätri"

SANTO          :- "Già.. Allora complimenti al neo dottore e.. arrivederci"

CANDIDA     :- (accompagnandoli all'uscita) "Complimenti anche a voiätri duì" (escono)

                                                                         SCENA IX

                                           (Feliçe - Candida - Consolata - Graziella - Dria)

FELICE¬†¬†¬†¬†¬†¬† :- "Gh'√® ammanc√≤u poco che o sci√≤ Ranfetti e fesse chi l'assemblea" (al figlio e a Graziella che.. tubano) "E voi√§tri du√¨ √©i fin√ī de leppeg√†?"

DRIA             :- "Dai.. non esagerare adesso.."

CANDIDA¬†¬†¬†¬† :- "E cosc√¨ de novita√™ anch√™u n'emmo av√Ľe"

CONSOLATA:- (triste) "E òua.. savei anche da maê casciapanca.."

FELICE       :- "Zà..Ma se voei restà chi.. saiei sempre ben accetta però.." (mima che deve abbassare le ali) ".. in casa maê comando mi"

CANDIDA     :- "Comme saieiva a dì?"

FELICE¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :- "E se ti te ghe mette de m√ęzo anche ti, staggo fresco"

CONSOLATA:- (si alza spossata) "Capiscio.. Basta √Ľnn-a... Oa, se permettei, vaddo de l√†" (si avvia stancamente verso le camere)

GRAZIELLA :- "Signor Felice.. vorrei dirle quanto mi dispiace per quello che è accaduto in seno alla mia famiglia.."

FELICE        :- "Capisco.. ma non deve vergognarsi di suo padre.. I figli non ne hanno colpa delle belin..di imbroggi di poaê"

CANDIDA¬†¬†¬† :- "Piggemmo e c√∂se comme son.. gh'√® sempre da impar√† d√§ vitta.." (al marito) "Feli√ße, aggi pazienza ma de l√† t'ha√™ lasci√≤u t√Ľtto a m√ęzo"

FELICE         :- "Ma t'òu saê che spero che me reciamman a travaggià pe' quelli sei meixi in bilico.. coscì armeno porriòu riposäme"

DRIA           :- "Papà.. io e Graziella usciamo" (spinto dallo sguarda della ragazza che annuisce) "Dobbiamo.. preparare le carte"

CANDIDA     :- (sospettosa) "Che carte?"

DRIA             :- "Io e Graziella.. vorremmo sposarci"

CANDIDA    :- (guarda costernata il marito ed i ragazzi) "Ma coscì.. d'amblé?"

FELICE¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :- (sconsolato) "A vitta a l'√® 'na r√™ua.. ma berettin, de votte a g√Įa troppo de sprescia"

GRAZIELLA :- "Beh, noi.. andiamo.. arrivederci" (escono seguiti dallo sguardo incredulo dei genitori)

                                                                       SCENA X

                                                        (Candida - Feliçe - Consolata)

CANDIDA¬†¬†¬†¬† :- (abbraccia il marito e scoppia in singhiozzi) "Oh, Feli√ße.. no emmo posci√Ľo g√∂dise

¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† manco d√ęxe menuti a s√™u laurea che subito o te n'ha acciucc√≤u 'na doccia freida.."

FELICE¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :- (cerca di rabbonirla) "Sci√Ļ.. no fa cosc√¨.." (cercando di scherzare) "Ogni √∂xello o l'ha sprescia de formase o s√™u n√ģo"

CANDIDA¬†¬†¬†¬† :- "Ma lascia perde l'√∂xello.. de n√ģo o gh'aveiva anc√≤n questo, no?.. Armeno sta 'n po' vexin ai s√™u v√ęxi"

FELICE¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :- "Mia che mi no me sento v√ęgio prioppio pe' ninte" (con tenerezza) "Dai, sci√Ļ.. o no l'√® m√Įga morto"

CANDIDA¬†¬†¬† :- "E gh'ammanchieiva √§tro.." (attenuando il singhiozzo) "E mi ch'aveivo d√Įto che a mai√§se o no ghe pensava pe' ninte.."

FELICE¬†¬†¬†¬† :- "Bez√™ugna f√§se 'na rax√≤n.. 'na vottaemmo lasci√≤u i nostri v√ęgi soli e √≤ua.." (immagonato non riesce a finire) "E poi se sa che i figgi se fan pe' i √§tri..Coraggio mamma.." (cerca di scherzare) "Ma ti ghe pensi?.. Nostro figgio ma√™go.. e con 'na laurea vera, eh? E.. finalmente porriemo and√† a fa quelle gite.." (scende il tono della voce.. un po' strozzato) "..√≤ua che no gh'emmo de impegni.."

CANDIDA¬†¬†¬†¬† :- (che non ce la fa pi√Ļ, scoppia a piangere a dirotto e abbraccia il marito) "Sc√¨.. MA ARRESTIEMO SEMPRE SOLI.."

CONSOLATA:- (catapultandosi in scena, con enfasi) "Eh, no.. Proppio soli no perch√© GHE SAIOU SEMPRE MI¬† CHI.. A F√ĄVE COMPAGNIA E MI DE CHI, NO ME MESCIO!"

FELICE¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† :- (allontana un attimo con tenerezza la moglie e poi) "L'ho sempre d√Įto mi.. CHE E DESGRAZIE NON VEGNAN MAI SOLE!"

                                                             (SI CHIUDE IL SIPARIO)

                             

                                                                   

                                                                      F I N E

 

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