O ritorno do trisavo

 


DUE ATTI IN GENOVESE

DI

Enrico Scaravelli

Personaggi in ordine di apparizione:

ADALBERTO CATTANEO avvocato
MIRELLA mgo -seu mogg

SUSANNA figgia de Adalberto

COMBIN donna de servissio

JEAN PLANCHET BOTTA amgo de Adalberto

GERMANO REALE faccendiere

ALFREDO latton

NORMA amga da Mirella

LAURA amga da Norma

FILIPPO CATTANEO il trisavolo

In te nantigo palazzo in to centro storico de Zena ai giorni nostri

ATTO PRIMO

La scena si svolge in una antico palazzo nel centro di Genova. La scena rappresenta una porta centrale che pu essere costituita anche da una grande vetrata. Porta a destra ed a sinistra. A sinistra conduce allesterno, a destra va alle camere ed alla cucina. Caminetto dangolo. Mobili di una certa epoca. Specchio alla parete. Tavolino con telefono, mobiletto con televisore posto in un angolo del proscenio, col teleschermo volto allinterno della scena. Stelo per attaccapanni, quadri alle pareti ed un ritratto di un bisavolo, del 700. ben incorniciato.

La scena, allapertura del sipario, appare vuota. Si sente della musica da ballo fuori scena.

SCENA I

(Adalberto Mirella)

(in scena, su una poltrona sta leggendo una rivista la moglie di Adalberto, Mirella)

ADALBERTO :- (entra in scena. Va al mobile bar e si versa un bicchiere di Wisky. Lo alza e rivolto al ritratto dellantenato) A ti, co mae Filippo Cattaneo, nobile da Repubblica Zeneize, besvo, do bezvo do mae bezvo e via andare Ti senti che bordello che gh de de l? Ttti i anni a l da maexima (scimmiotta la voce di una certa Laura)<Avvocato> me fa a Sci Laura, <festezziemo anche questanno da Vosci o Carlev, nevvea? Sci lha n salon grande >(con ironia) O mjo da Norma o s z affittu o costmme da Spiderman (mimandone con comicit laspetto) n po de tipo de ommo ragno sc o l rto n metro e mzo co-i tacchi e o lha na pansa c p incinto E cosc son de longo chi a romp a santiscima No l ancon Carlev ma han attrovu o moddo de ball o maeximo <Ballando con le stalle!> Gh a testa comme n balonAncon da sae che a mae Ssanna a se dema armeno me p䅔

MIRELLA :- (moglie di Adalberto, prende un bicchiere con del liquore, che aveva lasciato sul tavolino, osserva le mosse del marito e si avvicina, non vista, alle sue spalle)

ADALBERTO :- Comunque, co mae antenato, brindo con n ottimo wisky, teu saltte! (alza il bicchiere verso il ritratto e beve un sorso)

MIRELLA :- (non vista e sempre alla spalle di Adalberto, risponde con voce stentorea) Saltte anche a ti!

ADALBERTO:- (sbruffa lwisky e guarda il ritratto stupefatto) Ma ma ti mhae risposto?e con a vxe da donna?

MIRELLA :- (gli batte una mano sulla spalla)

ADALBERTO :- (spaventato, si volta di scatto e sbotta)Ma... t t? Ti mhae faeto piggi n resto che ci n po gharresto secco!

MIRELLA :- Naccapiscio perch Thae dto saltte e mi tho risposto

ADALBERTO :-(posa il bicchiere si siede stancamente)Scsa pe n momento me piva che(accenna involontariamente al ritratto)

MIRELLA :- cho fsse o teu antenato Filippo CattaneoMa visto che i ritraeti no parlan no poeiva sse te p?

ADALBERTO :- Eo sorviapensiero quello bordello de de l, ti che ti spunti improvvisamente a-e mae spalle e-o penscieo che doman gho na causa molto delic in tribnale

MIRELLA :- E va ben, ma nimbroggion de n bravo avvocato comme t, ti te a caviae ben senztro No te agit ti veu che te meze a prescin?

ADALBERTO:- No, grassie (sorridendo)no me fo de voitri mghi do cheu de voitri cardiologhi

MIRELLA :- No ti te fi de teu mogg? No te fasso mga noperazion a-o ventricolo, te mezo solo a prescion (lo guarda) Ti te senti m?

ADALBERTO :- Tranquilla Mirella L staeto n momento de perplescitae

MIRELLA :- Tasptan de de l pe o ballo finale

ADALBERTO :- (di malavoglia) Andemmo a fa o treno. Pggimo tanti lombrighi che se tegnan i scianchi e van in fila a son de mxica comme i figioammi in te lasilo

MIRELLA :- Andemmo cosc i ospiti se ne van

(escono. La musica continua mentre entra in scena la domestica)

SCENA II

(Combin Jean - Adalberto)

COMBIN :- (colf, donna tuttofare entra con un vassoio di bicchieri vuoti, attraversa la scena) Speremmo che no se imbriaegan (va in cucina a destra. Suonano alla porta. Combin rientra e va a sinistra ad aprire. Entra Jean, un amico francese di Cattaneo)

JEAN :- (parler sempre con marcato accento francese) Perdonn moi, mademoiselle, sono Jean Planchet Bott, amico dellavvocato Cattaneo

COMBIN :- Si accomodi, prego

JEAN :- Meri(elegante ed eccentrico) Mi aveva detto che preparavano una festa in costume Vedo che anche lei si vestita, diciamo da domestique sembra veramente una domestica mes compliments

COMBIN :- (al pubblico) Se vedde che da l o Carlev o larra primma che da noitri (con sottile ironia) Eh gi, mi ci attrovo cos bene che mi viene voglia di portarlo tutti i giorni che vengo qua ci occhio lei

JEAN :- ǒest vrai E vero locchio del cacciatore, o come dite voi, ho locchio in clinica est jste?

COMBIN :- Sar bene che se lo riprenda dalla clinica

JEAN :- Comment?

COMBIN :- Locchio in clinica (con garbo) Guardi signor Jean, non so come si dice in francese ma qui da noi si dice <locchio clinico>

JEAN :- Ah, ah, ah vous avez raison exscs moi scusatemi Ma adesso vorrei parlare con lavvocato Cattaneo est possible? Potete chiederlo alla vera domestica nest pas?

COMBIN :- Se la vedo glielo dir Comme o lha dito de ciammse?

JEAN :- Je mappelle Jean

COMBIN :- E quasi come in genovese: Giun! E ora, se sci permette, vado a vedere se lavvocato Cattaneo pu venire(con sottile ironia) sa, la domestica ci la giornata di permesso (esce)

JEAN :- (guarda il ritratto dellantenato di Adalberto) Il paratre Robespierre

ADALBERTO:- (entra e va incontro allamico con le braccia allargate) Jean Planchet Botta cher ami, che sorpresa quel plaisir de te revoir.. dopo tanto tempo A che debbo lonore della tua visita? (si abbracciano)

JEAN :- Vengo da Roma; il mio avion parte domani per Parigi e cos ho preso un taxi ed ho pensato di venirti a salutare Comment a va?

ADALBERTO :- Abbastanza bene, meri, Come al solito: Sono molto preso col lavoro e mia moglie si lamenta che la trascuro

JEAN :- A proposito, come sta tua moglie?

ADALBERTO:- Abbastanza bene. Oltre ad esercitare la sua professione di medico organizza delle feste, dei convivi, ma io nelle feste non mi ci trovo mi sento come n poisson au dehors de leau. Un pesce fuor dacqua. Ma prego, siedi (siedono entrambi)

JEAN :- Je comprende Cos, con la tua professione sei sempre a fare come si dice in italiano aringhein tribunale?

ADALBERTO :- (sorridendo) Pi che aringhe, che sono pesci, faccio <arringhe> con due erreS, ho delle cause molto importanti ed il mio studio in centro, ben avviato

JEAN :- E tua figlia sar ormai una signorina, cosa fa di bello?

ADALBERTO :- Susanna frequenta lultimo anno di giurisprudenza e viene da me nello studio a far pratica. Ma parlami di te cosa fai? Sei sempre nel mondo dello spettacolo?

JEAN :- Organizzo tourne nel mondo per la lirica. Il Ministero della Cultura e dello Spettacolo del mio Paese mi ha incaricato di prendere contatti con i migliori teatri Ne vengo dal Metropolitan di New York dove la Compagnie Operistique de France si esibir prossimamente con la Carmen di Bizet e Luise di Charpentier

ADALBERTO :- Complimenti Sempre in mezzo alle StarHai gi dove alloggiare stanotte?

JEAN :- No, mai e nest pas n problme. Ho il numero di telefono del- lHotel Plaza a Genova anzi, se permetti d una telefonata

ADALBERTO :- Ma manco pe re Questa neutte ti dormiae chi, in ta stanzia di ospiti

JEAN :- Volentieri ma sicuro che non disturbo?

ADALBERTO :- Proppio pe ninte. Do disposizioni in proposito (suona il campanello ed appare Combin)

COMBIN :- Sci comande avvocato

ADALBERTO :- O mae amgo o passa a neutte da noitri Preparighe a stanzia di ospiti

COMBIN :- Sbito! (esce)

JEAN :- Ma la tua domestica davvero quella?

ADALBERTO :- Come sarebbe a dire <davvero?> Sono anni che Colomba a servizio da me perch?

JEAN :- Che stupido sono stato Le ho detto che aveva il costume da domestica perfetto per il carnevale!

ADALBERTO :- Ah, ahA parte il fatto che non ancora Carnevale, mai giudicare dalle apparenze caro JeanDe apparenze no te fi se no i veu gabbu rest dice un detto genovese

JEAN :- (si alza e va verso il quadro) A proposito di apparenzeOsservavo quel ritratto poco fa. Ha qualcosa di misterioso quello sguardo strano, magnetico, penetrante, direi che assomiglia pi a Robespierre che a Danton

ADALBERTO :- Dici? E un mio antenato E una lunga storiaIl quadro era stato rubato quando cera ancora mio nonno in questo palazzo Io non ero ancora nato, ma me ne parlava spesso mio padre che conserv una fotografia del ritratto. Poi alcuni mesi fa, stranamente, ho sentito limpulso di partecipare ad unasta, come se qualcuno me lo avesse suggerito, anzi: ordinato. Figurati che io non ho mai partecipato ad unasta, ed ecco che viene posto in vendita proprio il quadro del mio antenato come se fosse stato previsto

JEAN :- Vuoi dire che qualcuno o qualcosa ti spinse ad andare a quella- lasta?(siede)

ADALBERTO :- Proprio cos e ancora non me lo spiego Fu come se guidassero i miei passi, come se dentro di me ci fosse chi mi diceva che cosa dovevo fare. Assurdo vero?

JEAN :- A volte sentiamo dei richiami, sogniamo fatti che poi accadono veramenteMagari vai in un posto che non ha mai visto e ti pare desserci gi stato. La mente umana piena di misteri e non sappiamo darvi una spiegazione accettabile

ADALBERTO:- E cos ho acquistato il quadro col ritratto di Filippo Cattaneo, che pare sia morto nel 1746 durante la rivolta dei genovesi contro gli austriaci Figurati che ogni volta che lo guardo ho limpressione che mi segua con gli occhi come se avesse da sistemare qualcosa che ha lasciato in sospeso, qualcosa di incompiuto. Noto che anche a te ha dato questa sensazione

JEAN :- S셔 (si alza e va ad osservare il ritratto) Ha uno sguardo penetrante.. come se avesse dei conti da saldare Sembra persino che voglia colpevolizzarmi di chiss che cosa (sorridendo) Va bene che sono discendente del generale Botta, italiano che si alle con lAustria e che ha combattuto contro di voi genovesi a quellepoca (sorridendo) Ma io ovviamente non cero e non centro. Hai scoperto altro?

ADALBERTO :- Non pi di tanto Ho fatto qualche ricerca allarchivio storico e mi risulta che sia stato coinvolto nel 1742 in una scaramuccia contro gli austriaci che arrivavano dal Piemonte che, in quel momento storico erano alleati dei piemontesi che li avevano aiutati contro la Francia. Siccome Genova era alleata con la Francia, come tu certo saprai, con quella scusa hanno invaso la citt e se ne sono impadroniti, inducendo Genova a sborsare un sacco di soldi

JEAN :- (con garbata ironia) e chiedere troppe palanche a dei genovesi (siede) Ho letto qualcosa sulla storia che riguarda il mio antenato generale Botta come ti ho accennato Pare sia lui che abbia richiesto quella specie di ricatto ai genovesi

ADALBERTO :- (sorridendo) Senza pare o l staeto proppio l. Pero mondo o l proprio piccin. Pensa un po: io discendente di Filippo Cattaneo e tu del generale Botta, nemici fra loromentre noi siamo amici. Ma ritornando alla richiesta di danaro, a quellepoca dovette intervenire anche il Banco di San Giorgio che sbors un milione di genovini, la moneta di allora agli austriaci, ma poi (come un rimprovero) il tuo Botta, oltre alla consegna della armi, chiese altro danaro e a-o popolo gh giu o berettin, tant vero che si ribell. Da ricerche fatte allar- chivio storico, come ti ho detto, pare che il mio antenato, sia stato im- prigionato e poi fatto evadere da un comitato di cittadini. Poi non se ne seppe pi nulla almeno non ho trovato alcuna documentazione in proposito

JEAN :- (scrutando il quadro) Mi sembra unanima in pena

ADALBERTO :- Sapessi quante anime in pena, vere o fasulle vedo nella mia professione di avvocato (si alza con Jean) Ma adesso cambiamo discorso Sar meglio che ci salutiamo prima che tu vada a riposare perch domattina mi alzo di buonora. Vorr dire che se ti svegli prima che io vada via ci saluteremo ancora. Mi raccomando non stare tanto tempo senza darmi tue notizie

JEAN :- Ti aspetto a Parigi!

ADALBERTO :- Peut-tre, non si sa mai. O tempo o l galantommo. Ma vieni nel salone che ti presento agli amici prima che se ne vadano (escono)

(SI ABBASSANO LE LUCI E POI SI RIALZANO)

SCENA IV

(Susanna Combin - Jean)

SUSANNA :- ( entra e con Germano,un faccendiere) Me despixe ma mae pap o l andaeto in tribnale e no se sa quande o porri vegn. Ma Sci me digghe Sci Reale, gh quarcsa che no va? O veddo trbu

GERMANO :- (uomo sulla quarantina, ben vestito) Sci gh euggio a not queste csse Sc gh gh n grosso problema de rogne e voeiva conseggime con lavvocato so poae

SUSANNA :- O lha na causa c tegne molto impegnu, ma appena-a o veddo ghe diu che sci ghe veu parl

GERMANO :- (si avvicina alla ragazza con intenzione) Scignorinn-a Susanna Sci l libera stasia?

SUSANNA :- (sul chi vive) Perch?

GERMANO :- Perch gh dui biggetti pe and a o Politeama a vedde a commedia Teresa Raquin de Emile Zola

SUSANNA :- Ci che commedia a l na tragedia

GERMANO :- (esageratamente galante) nn-a tragedia saieiva n so refo

SUSANNA :- Adreita! (decisa) O ringrassio de linvito ma devo preparme pe a session di esammi E o-a sci me scse sci Reale ma devo and a lniverscitae

GERMANO :- Ma sci no me ciamme sci Reale (affettato, galante) Sci me ciamme pe nomme Germano

SUSANNA :- Germano? (ironica) Germano Reale?

GERMANO :- No, no, solo Germano e no Germano Reale se donca me p dsse nanitra in to Bezagno

SUSANNA :-Ah, solo Germano

GERMANO :- (si avvicina e labbraccia mentre la ragazza si divincola allontanandolo)

SUSANNA :- (adirata) Ma sci l matto?

GERMANO :- Ma m셔 (in quellistante come avesse preso un calcione nel sedere, si china in avanti fa due passi scomposti e cade a terra. Si rialza impaurito, si massaggia i glutei, si guarda attorno, guarda spaventat la ragazza e dapprima ti-

tubante poi pi convinto, se la da a gambe gridandole) Macsse sccede? Sci mha daeto na pess in to pan? Sci l na stra!?

SUSANNA :- (perplessa e incredula) Ma csse gh giu a quello imbroggin de n faccendiere? O s cacciu in taera e me d da stra comme fisse corpa mae. Pe m ghammanca na reua Vanni a cap rta gente (chiama) Comba, Combin

COMBIN :- (entra) Sci digghe scignorinn-a

SUSANNA :- (pensierosa) Vaddo a lniverscitae, no so a che ua vegno se arra primma mae pap ti ghe o dixi

COMBIN :- Sci no dbite Ma a veddo trb Quarcsa no va?

SUSANNA :- No saviae L appenn-a andaeto via o sci Reale cho lha ercu de sc insomma.

COMBIN :- Lho visto ttto abbarlgu[1]Oua accappiscio Brtto galito! Ho lha piggiu a porta commo fsse inseguo da-e guardieSci stagghe alleuggio perch de mae amghe mhan dto co l n poco de bonn co lha e moen in faccende poco ciae e che o l za staeto indagu. No se sa csso fasse ma dxan co l sempre pin de palanche Me sa che ghe seggian sotto di bellimbroggi (sorridendo) Sci no me digghe che sci lha scistemmu

SUSANNA :- Veramente o s scistemmu da solo. An erto momento se sente comme un rumore soffocu, o fa dui passi e o cazze pe taera comme se lessan arrunsou. Poi o se massaggia o fondo schenn-a, o mammia comme svampo e mentre o scappa spaventu o me d stria!

COMBIN :- Comunque pe mi o l n malemmo Scignorinn-a in ta stanzia di ospiti gh quello franeise, o sci Gion devo adescilo?

SUSANNA :- (controllo lorologio) Aspta ancon na mzetta e poi ti o ciammi

COMBIN :- Sci me scse, voeivo dillo a so moae ma a l andaeta in to so stddio in via Vinti gh o scdabagno co no funsionn-a e vorri d che o sci Gion o se lavi con laegua freida Ho ercu lAl- fredo, o nostro latton, ma gh sempre a segreteria telefonica (sorniona) So che sci o conosce

SUSANNA :- O travaggia e o stddia l asc Se o veddo ghe o diu Ciao (esce)

COMBIN :- Scignoria (osserva il quadro. Lo raddrizza) Sto quaddro o no sta mai drto, manco se quarchedn o ghe mettesse man (lo guarda e poi mani sui fianchi come redarguirlo) E ti csse thae da ammime con quello muro da galito? No l fosci va che t de longo storto? (in quellistante si sente lo schiocco di uno schiaffo. Combin, arretra barcol-lando con una mano sulla guancia. Spaventata guarda il quadro, si guarda attorno) Ahia! Ma ma chi l staeto a damme n lerfon? Oh, Segn ma chi no gh niscin! I fantaximi?... No l poscibile! (guarda il quadro passandogli lentamente davanti) No no peu sse! Ma che sberla! (fa per scappare mentre entra Jean)

JEAN :- Buonjour mademoiselle Gi andato via lavvocato?

COMBIN :- (ancora incredula dellaccaduto e frastornata) Eh? Come?

JEAN :- Le chiedevo se lavvocato Cattaneo era gi uscito perch volevo salutarlo

COMBIN :- (guardandosi attorno e sbirciando di sottecchi il quadro, si massaggia la guancia) Ah lavvocato S, sciortito presto e ha detto che lo saluta e che vi sentirete Aveva un po di sprescia

JEAN :- Ma che ha? Si sente male?

COMBIN :- (esegue) Non lo so

JEAN :- Non lo sa? Si sieda e si tolga la mano dalla guancia (la toglie) Ha male ai denti? Ha la guancia molto rossa

COMBIN :- Non non lo so

JEAN :- Su mi dica chi lha trattata cos Non certo mon ami Adalberto il est n gentilhomme

COMBIN :- (con voce cauta, come se temesse che qualcuno sia in ascolto) Co Sci Gion, l n mistero Ma se glielo dico mi prende per stondia

JEAN :- Stondia? Immagino che significhi <sciocca>, nst pas? Mi rac- conti e si rilassi (siede di fronte)

COMBIN :- L n bello d si rilassi Sono diversi anni che sono un po il tuttofare in questa casa e tutto sempre andato per il meglio, ma da quando c in appeso in salotto quel quadro succedono cose strane

JEAN :-Ma solo un ritratto un antenato dellavvocato a quanto mi ha detto E quali sarebbero queste cose strane?

COMBIN :- Ci dico! Mi dia bene a mente Se metto un vaso di fiori sotto il quadro, molte volte lo trovo rovesciato con lacqua spantegta sul pavimento, tanto vero che una volta sono scuggiata e ho preso una patta per terra

JEAN :- Ma ci sar stato il vaso in bilico e sar scivolato

COMBIN :- (con voce cavernosa e cupa) Era fissato bene e non locciaaavaaa Sono io che sono scivolata! (mima la scivolata) Ne vuol sapere unal- tra? Ce la conto subito! Una sera era scoppiato un grosso temporale ed era saltata la luce; con a Susanna aendemmo n candelio e

JEAN :- Candelio candeliodove ci si mettono le candele, vero?

COMBIN :- (salace) Io asparagi al posto delle candele non ce li ho mai messi, anche perch immagino che non facciano chiaro. Cosc, con a scignorinn-a Susanna andemmo da o contat da lxe passando davanti a-o quaddro (con suspence scandendo le parole) quande sentimmo scisci (atteggia le labbra al soffio)

JEAN :- Conosco <sciusci> il ragazzo di strada napoletano

COMBIN :- (seccata dellinterruzione) Sar, ma questo scisci era sciuscione, un soffio che ha asmortato le candele. Sciccome ciavevo i bricchetti, ho acceso gli stoppini e li (misteriosa) torna z nntro sciscion co lasmorta e candie

JEAN :- Et alors? 

COMBIN :- Et alors et alors a Susanna a diva che la corpa mae che ghe scisciavo c naso, mi invece divo che la corpa so e poi torna arrivata la luce e abbiamo quetato per un po di tempo, ma

JEAN :- Ma?

COMBIN :- (con voce tenebrosa) Ma anche lorologio a pendolo che c nellin- gresso si mette a suonare senza averci dato la corda alla suoneria

JEAN :- Come mai avete tolto la suoneria? E cos bello il rintocco di un orologio a pendolo Sembra di udire il Big-Ben di Londra

COMBIN :- (ironica) Sai anche bello o Biggo-bello a Londra, m chi, specialmente in to profondo da neutte cho rimbomba ci forte e o no ne lascia dorm. Il fatto , caro scignoro, che a volte suona lo stesso i quarti dora, le mezzore e le ore. O l n mistero! Io non ci capisco pi un berrettino!

JEAN :- E poi? C dellaltro?

COMBIN :- E me nincannello se c dellaltro. Poco fa quando ho visto il quadro torna storto, me son arraggi e ghoho dito quarcsa

JEAN :- A chi?

COMBIN :- Ma a quello nel quadro, no?

JEAN :- Ah, ah e cosa ha detto <a quello nel quadro?>

COMBIN :- (tergiversando) Ma sa non vorrei che ripetendo quello che ci detto mi arrivasse un altro lerfone (mima un manrovescio)

JEAN :- Bene, se arriva vedr anchio e potr testimoniare

COMBIN :- E belle balle! L o testimonia e mi me piggian a mascae!

JEAN :- Alors?

COMBIN :- Ce lo dico in un orecchio no se sa mai (esegue)

JEAN :- Ma no!

COMBIN :- Ma s! E te me arrivu n lerfon una sberla capisce, che pi in po marrobatto per terra Bxarda m, veitae o segno de de Io non mi sberlo da sola No ghe penso manco (riflettendo) Ah, ma alloa oua accapiscio!.. Poco fa c stato un conoscente, un signore diciamo che ci che signoro o me p n malemmo, che non s comportato molto bene in casa e pare che sia stato preso a calci in cu ... nel di dietro

JEAN :- E da chi?

COMBIN :- Preferiscio no fa di nommi maniman

JEAN :- Glie lha raccontato questo allavvocato?

COMBIN :- Sono stata l l per dirlo ma poi mi sono detta: <E se o me piggia pe na vixonia e o me manda a vende gisso ai esquimeixi?> Sa io non ci le scuole e trov n travaggio de sti tempi

JEAN :- (si alza e fa altrettanto Combin) Vedr che si risolver tutto. Glie ne parli allavvocato Cattaneo, magari con la testimonianza di sua figlia per via delle candele spente

COMBIN :- (avviandosi alla sala) Me sa tanto che ghorrieiva nesorcistao n mediumVa ben, lascemmo perde Venga che primma che sci se ne vadde le preparo la colassione

JEAN :- Le petit-djeuner

COMBIN :- Ma no che non digiunaVenga (esce)

JEAN :- Intendevo dire la colazione (si avvicina al quadro e lo guarda) Se vero quello che dice la domestica, qualunque cosa ti abbiano fatto, perch te la prendi con gli altri? Oh, ma che dico mi lascio suggestionare dal racconto di Colomba Un quadro non pu parlare ne tanto meno prendere a schiaffi le persone, specialmente una donna Sono suggestioni Mai oui, ils sont des hallucinations o, come dicono gli italiani, tutte balle! (si volta per uscire e poi, come se ricevesse un calcione nel didietro, si abbassa saltellando e lamentandosi) Ahi ma chi mi prende a pedate? a nest pas posible (si massaggia con una mano il sedere ed esce alla sua destra)

SCENA V

(Susanna Alfredo - Combin)

(entra dallesterno Susanna con Alfredo, giovane operaio)

SUSANNA :-Vegni Alfredo Meno male che tho attrovu e che t libero

ALFREDO :- (con la cassetta in uso agli idraulici) Libero pe moddo de dGh tanti travaggi za prenotae (con affetto) ma pe ti am son sempre a disposizion Csse gh che no te funsionn-a?

SUSANNA :-A mi ninteme funsionn-a tttoVegni anghazo che te mostro Comme tho dto pe stradda, no funsionn-a o scdabagno (fa per avviarsi ma viene trattenuta per un braccio da Alfredo)

ALFREDO :- Ma mi, funsiunn-o (labbraccia)

SUSANNA :- (staccandosi da lui) Se ne vedde mae poae ti sae csse o me dijeiva?

ALFREDO :- Che ti fae ben

SUSANNA :-Tu parr. O me dijeiva:<Ma ti t innamo proppio de nidrau- lico ti che t a figgia de navvocato affermu!?>

ALFREDO :- Stddio mi asce no solo pe vive son feua corso, ma me sa tanto che dovi tegnime streito questo mest cho d do travaggio. giorn dancheu no gh ci chi sa fa o caig, o banc, chi ripara pae- gua, chi s impaggi de careghe... stddian ttti e i mest de na votta i demmo da fa magara a di foresti lamentandose poi che ne portan via o travaggio

SUSANNA :- (con ironia) Ma nn-a figgia ancheu a no se piggia n caig o n banc e via discorrindo

ALFREDO :- (affettuoso) Alloa no gh speranze (contestando garbatamente) Mga ttti ghhan i genitori o i nonni che dan a poscibilitae de stdi ai figgi o ai nvi. Me fan re quelli che dixan che: tutti hanno diritto allo studio. Ma con quae dinae?

SUSANNA :- Beh, oua no fa o contestat

ALFREDO :- Ma a l a veitae tanto l vea che ci che n stdente te serve nidraulico

COMBIN :- (entra) Ah, sci le vosci scignorinn-a Susanna? (guarda incuriosita Alfredo) Oh, bene, sci lha attrovu o stagnin

ALFREDO :- Idraulico!

SUSANNA :- Combin, accompagnilo a vedde o scdabagno

COMBIN :- (avviandosi con Alfredo) Venga con me signor lattoniere

ALFREDO :- Idraulico! (escono)

SCENA VI

(Combin Susanna)

SUSANNA :- (tra s, davanti allo specchio si d unaggiustatina ai capelli) Eh, co Alfredo (con voce dolce) Chiss se a nostra stia a landi in porto

COMBIN :- (entra titubante. Da unocchiata al quadro, fa per riaddrizzarlo ma poi, comicamente desiste mimando latteggiamento)

SUSANNA :- (si avvede dello strano comportamento) Combin csse ti fae?

COMBIN :- (impacciata) Voeivo voievo addrizz o quaddro

SUSANNA :- E allo fallo

COMBIN :- No mazzardo

SUSANNA :- Oh, bella questa, e perch?

COMBIN :- Perch perch酔 (si avvicina al tavolo dov seduta la ragazza) Scignorinn-a Susanna posso fghe na confidenza? Ma sci no me pigge pe na vixonia per

SUSANNA :- Sci, assettite e contime

COMBIN :- (siedono) Primma che o sci Gion o partisse pe Pariggi, ho addrizzun o quaddro che, chiss comme mai, o l de longo storto

SUSANNA :- Peu dsse che lattaccaglia a segge scc-entr

COMBIN :- No creddo che n quaddro scimile o no lagge lattacco in to mzo E ben , ho n po mugugnu a d a veitae e sbito doppo te m arrivu n lerfon che ci n po o me caccia pe taera

SUSANNA :- (incredula) Te sai parscio

COMBIN :- (reagendo) Da o m ch sento dijeiva de no. Anche o sci Gion o lha visto o segno de cinque de in sce-a mae ganascia e comme gh dto a l, mi no me daggo di lerfoin da sola!

SUSANNA :- (sorridendo) Ma comme l mai poscibile? Ti te saiae asseunn

COMBIN :- Alloa o s assunnu anche o franeise perch o la chi co diva quarcsa a quello a quello seu antenato e o mha dto cho se piggi di casc in to pan!

SUSANNA :- Ma davvei? Ma alloa anche o sci Reale Ma no, cosse vaddo a pens!

COMBIN :-(comica)A meno che o no segge staeto bon de dsse di csci in to pa- n da solo! O la tanto inveddru cho se n andaeto de sprescia e o lha dto che fin che gh quello ritraeto o no metti ci p chi drento!

SUSANNA :- (perplessa) Ma comme l poscibile Beh, oua no te agit e vanni pre, ne parli a o pap e a mae mamm; intanto vaddo a vedde lAl- fredo csse o combinn-a c scadabagno (esce a destra)

SCENA VII

(Combin - Norma Laura Mirella - Susanna)

COMBIN :- (suonano alla porta. Combin va ad aprire. Sono Norma e Laura) Bongiorno

NORMA :- Bongiorno Combin Poemmo intr?

LAURA :- Voeivimo parl con a dottoressa Mirella pe a festa do proscimo Carlev, comme ti sae

NORMA :- Gh da prepar tante cose e cosc voeivimo mettise daccordio e dividise o da fa

COMBIN :- Vaddo a vedde sa l rientr intanto che vaccomodae (esce)

NORMA :. Grassie alloa aspttemmo chi (siede)

LAURA :- (osserva i quadri soffermandosi davanti al ritratto di Filippo Cattaneo. Alla- mica) Norma, mi no me ricordo davei ma visto quello quaddro e ti?

NORMA :- Son meixi che no intremmo in te questo salotto. Semmo sempre staete in giardin o in to salon. Chi o sai?

LAURA :- Oh, o sai n qualunque ti o sae comme son erti scignori

MIRELLA :- (entra non vista dalle due donne in tempo per ascoltare. Braccia conserte)

LAURA :- Pe dsse n po de ie mettan n ritraeto de quarchedn vesto a lantiga pe poei d che son discendenti de questo o de questtro

NORMA :- (con sottile ironia) Magara se vergheugnan de d che i loro genitori ean repessin

MIRELLA :- (secca) Continuae pre, eh?

NORMA-LAURA:- (sobbalzano spaventate)

NORMA :- (balbettando) Ma no me riferivo a voitri

MIRELLA :- Se se parlava cosc in generale A famiggia Cattaneo e l na famiggia rispettabile

NORMA :- Rispettabiliscima. Ehm semmo vegne pe vedde csse dovemmo fa pe o proscimo Carlev pe dtte n man se ti creddi nevvea Emmo lasciu in te lingresso due borse con i nostri costmmi pe avei n teu conseggio

MIRELLA :- (passeggiando nervosa) No creddo chaggi bezeugno de n mae conseggio pe i costmmi

NORMA :- Ma l pe no esager ti che t avo sempre bon gsto (guarda lamica la quale le fa un gesto di assenso)

LAURA :- Sempre se se festezza o Carlev, sintendein moddo da organizzse anche pe o rinfresco

NORMA :- Saccapisce

MIRELLA :- Ne parliu con mae mjo e poi ve telefono Comunque ci che na dexenn-a de personn-e da parte vostra, l mgio che no invitae

LAURA :- Solo? Ma alloa resta feua o ragionere Mastro e a so scignoa..

NORMA :- O geometra Mantissa con e seu figge

MIRELLA :- (decisa) Bene. Me fa piaxi che commenae a pens chi lasci liberi de fa o Carlev da ntra parte. Na dexenn-a saiei voitri e quarchedn o sai invitu da noitri

LAURA :- (si alza) Quarche indicazion in sc costmmi?

MIRELLA :- A piacere Basta che seggian costmmi comme se deve. I vostri son quelli de lanno passae, no?

NORMA :- Emmo solo azzunto qualche frxetto

MIRELLA :- Alloa creddo che vaddan ben. Ve fasso fa n the?

LAURA :- No vorriescimo destrb Ma voenta

NORMA :- Grassie, sempre gentile

MIRELLA :- Vaddo (esce)

LAURA :- (vede sulla consolle sotto il quadro una scatola di latta) A sta ci ben chcsse ti ne dxi? (la sposta nellintenzione di metterla meglio a posto, poi si volta per andare accanto allamica. La scatola si sposta da sola per ritornare nella primitiva posizione. Laura subito non se ne accorge, poi si ferma, si volta lentamente, pensierosa e riposiziona la scatola a modo suo dicendo allamica) Che strano, me piva davei spostu questa scttoa

NORMA :- Lasci sta, maniman se rompe quarcsa (la osserva e nota quanto vede lamica)

LAURA :- (perplessavede che la scatola ritorna da s al posto di prima) Nor Nor- ma.??? A scattoa a s spost da sola Ahimem csse sccede? (lestamente si siede agitata accanto allamica)

NORMA :- (anchessa turbata) Ghe son i spiriti i fantaximi! Comme l poscibile?

LAURA :-(salace)Se no ti o sae t che ti dxi dsse na sensitiva A meno che no ti seggi na vendifmme

NORMA :- Mga se peu savi sbito de csse se tratta Bezeugna avei contatti con a mente sse a conoscenza di particolari (con sussiego) E poi mi no son na vendifmme!

SUSANNA :- (entra e va verso di loro) Oh, bongiorno Scsae ma de de l gh lidraulico e no posso fave compagnia

NORMA :- Aspttemmo to mamm cha l andaeta a ordinane n the

SUSANNA :- Ah, alloa a l rientr da o so stddio (notando che Laura e Norma si guardano agitate) Me paggei agitae Quarcsa no va? Faeve vixit da mae mamma

LAURA :- (a Norma) Digghelo ti!

NORMA :- E no. Digghelo ti

LAURA :- (imbarazzata) Ecco no piggime pe na vixonia L cheme son avvixin a quello ritraeto che no aveivo mai visto

NORMA :- (accenna affermativamente con capo) Mai visto

SUSANNA :- O l nantenato de mae poae, e alloa?

LAURA :- ho ercu de mette ben quella scattoa in sci consolle e

SUSANNA :- E?

NORMA :- (con voce tremula) A s spost da sola ritornando a-o posto de primma. Ho visto anche mi. Comme se quarcsa de sorvianatrale fsse intervegna

SUSANNA :- Adreita!

LAURA :- Ho spostu de neuvo a scattoeta e (impaurita) ...lemmo torna vista posizionase dovva la primma Va Norma?

NORMA :- Sc confermo No creddo ca lgge e molle

SUSANNA :- (perplessa, tra s) Ma alloa a Combin, o Jean, o Germano

NORMA :- Comme ti dxi?

SUSANNA :- Ehm de sego no sei vegne pe vedde i fantaximi

LAURA :- (rapida e tremolante) No, no eivimo vegne pe accordse in sci a festa de Carlev con to mamm (cambiando tono e discorso) E lidraulico o l sempre de de l?

SUSANNA :- O sta finindo de ripar o guasto (che ha intesa lantifona) Perch, sci lha de bezeugno che ghe riparan qualche perdita?

LAURA :- Pe oua no ma, ti sae comme a l, i guasti capitan sempre quande n o no se laspta e attrov un latton co se naccapisce e co segge onesto in to prxo

SCENA VIII

(Norma Laura Susanna Alfredo - Combin)

ALFREDO :- (prima di entrare in scena) Am ho fino (entra con la cassetta degli attrezzi e si blocca al vedere che la ragazza non era sola)

LAURA :-(sorniona) Bongiorno.Ve lascemmo liberi de fai travaggi idrau- lici

SUSANNA :- Ve lascio libere anche voitre magara de spost quarche scattota sotto i ritraeti

NORMA-LAURA:-(si guardano ed hanno un gesto di stizza)

SUSANNA :- (chiama la domestica) Combin!

COMBIN :- (entra) Son chi. Stavo vegnindo a d a-e scignoe che o th o l pronto in soggiorno. Se se veuan accomod

SUSANNA :- (alle due donne, salace) Prego, accomodaeve pre

NORMA :- Arriveise Susanna (saluta Alfredo con sottile frecciata) Ebon travaggio! (escono)

ALFREDO :- Bon proscimo Carlev (ironico alla ragazza) Fan senza mascherse van ben comme son!

SUSANNA :- (avvicinandosi al ritratto, perplessa) A Sci Laura e dxe davei spostu questa scattoa e che pe due votte a l ritorn da sola a-o so posto (la sposta, osserva e la scatoletta rimane al come lha messa Susanna) A no s spost

ALFREDO :- Sai diffiile ca se sposte da sola. Me mveggio che taggi faeto na preuva

SUSANNA :- Ho provu perch perch anche a Combin a dxe davei mugugnou contra o ritraeto do nobile Filippo Cattaneo e davi rievo n lerfon

ALFREDO :- E da chi?

SUSANNA :- L a dxe che no gha niscin tro

ALFREDO :- Ah, ah se vedde che i lerfon xeuan abbrettio A lavi bevo

SUSANNA :- A l astemia E poi pare che anche o Jean, namigo do pap o segge staeto mtrattu piggiandose n cso in to derr, foscia o lavi dto quarche malaparolla in ti confronti do ritraeto e primma che ti me domandi da chi, te diu co lha dto che no gha niscin

ALFREDO :-(con comica ironia, verso il ritratto) Grassie, nobile Cattaneo Sci mha precedo

SUSANNA :- Stessa cssa a parrieiva successa a-o sci Reale

ALFREDO :- Insomma che chi xeuan lerfoin e casci a g-g Se n o dxe quarcsa che a-o teu antenato a no ghe cimbra, o vegne piggiu a lerfoin o-a casci in to pan No dimme che ti ghe creddi!

SAUSANNA :- Na spiegazion razionale a no gh

ALFREDO :- A meno che no voemmo credde a di fenomeni sorvianatrali

SUSANNA :- (riflette) E ttte queste reazion saieivan vegne doppo n presunto mtrattamento verbale a-o ritraeto

ALFREDO :- Ma t thae spostu a scattoeta e no l sccesso ninte

SUSANNA :-Sc, ma porrieiva anche dse che essendo mi na lontann-a parente

ALFREDO :- Allanima de lontann-a passian armeno neuve o dxe generazion

SUSANNA :- No so csse d. Staiemo a vedde se son staete vixoin comme creddo, no sccedi ci (sorniona) Da o momento che, gistamente no ti ghe creddi preuva n po ti a digghe quarcsa contraTranquillo Alfredo tanto thae dto che i lerfoin e-e pessae no xeuan abbrettio

ALFREDO :- (grattandosi la nuca, sbircia il quadro e resta titubante) Beh porrieiva anche flo (colto da un pensiero per giustificare la sua titubanza) Ma.. per saieiva comme ammette che ghe creddo

SUSANNA :- Bonn-a questa!A scsa a l bonn-a In fondo no se sa mai, eh? T n po de gancio sc. Bene: csse te devo pe o travaggio?

ALFREDO :- Pe ti ninte, figrite

SUSANNA :- O travaggio o va retribuo, quante?

ALFREDO :- Ma ho solo cangiu na guarnizion vixin a-o piezoelettrico Questo o l o mae premio (tenta di abbracciarla e lei ne sfugge indicando il quadro)

SUSANNA :- O ne vedde

ALFREDO :- E no eh? No fa de questi nmeri No semmo mga in Mary Poppin che intran e sciortan dai quaddri a piaximento

SUSANNA :- Aggi paziensa Alfredo, ma sento che gh quarcsa che me trattegne. Troppi indizi, troppe stranezzeMe sento comme se fisse sorveggi

ALFREDO :- Mia, mi a queste csse nho gh mai credo per, se ti pensi de scrov comme o mistero (sorridendo incredulo) e poei quet, contatta n sensitivo e poi ti ghe de na cianta li. Csse ti ne dxi?

SUSANNA :- Perch no? Ne parliu con a sci Norma ca dxe dse na sensitiva

ALFREDO :- Ciatezzsa senztro sensitiva no ghe a veddo

SUSANNA :- Oua che ghe penso, festa de Carlev partecipi anche o sci Merello, co passa pe n grande medium

ALFREDO :- O l quello che ogni tanto o se vedde in ta televixon priv a <Telerompo>:? Il mago Merello, in arte <Potasson>[2] A peu sse nidea cosc se scistemman ttte e stie, i lerfoin e i casci che xeuan abbrettio

SUSANNA :- In fondo thae raxon; l diffiile credde a queste baggianate. Oua vanni e grassie pe o scdabagno (istigandolo) Per comme contestat ti doviesci prov ti a eh? (indica il ritratto)

ALFREDO :- Ma a mi o no mha faeto ninte Csse dovieiva dghe?

SUSANNA :- A fantaxia a no te manca

ALFREDO :- E va ben cosc ti te rendi conto che than contu de micce (va danti al ritratto) Co sci Fipo a quante sento d fae di schersci do berettin (ironico, guardando Susanna) Ma se fisse va perch no andae da ntra parte a romp a santiscima? (si volta verso la ragazza mimando: <visto che non accade nulla?> Convinta? (abbraccia Susanna. Proprio in quellistante la solita scatoletta cade a terra rumorosamente. I due si voltano, si guardano. Alfredo si porta le mani al sedere come se avesse ricevuto un calcione e saltella guardandosi le spalle) Ahia! Ma chi (guarda Susanna ed escono di scena speditamente mentre il sipario si chiude)

Fine del primo atto

ATTO SECONDO

SCENA I

(stessa scena del primo atto)

(Mirella Germano)

GERMANO :- (seduto legge un giornale o una rivista)

MIRELLA :- (entra da destra indossando un camice da medico. Al collo uno stetoscopio) Oh, sci Reale qual buon vento?

GERMANO :- Dottoressa, sci me scse do destrbo, ma son preoccupu perch da giorni gh n dolore a-o steumego e me sento o brasso sinistro indolenzo (mima sulle parti indolenzite) Son andaeto in via Vinti in to so stddio ma mhan dto che sci la andaeta a casa pe e vixite privae e cosc me son permisso de

MIRELLA :- (professionale) Va ben, va bengh n paziente de de lma controllemmo e misemmo ch a prescion. Sci se fasse sci a manega do brasso sinistro

GERMANO :- (esegue eintanto guarda il famoso quadro) Veddo che o ritraeto do so antenato o l sempre in bella mostra

MIRELLA :- (armeggiando con lapparecchiatura al braccio e iniziando a misurare la pressione) E za Ci che mae antenato o l antenato de mae mjo (ironica) O d a mente casa Oua sci stagghe n po sitto (procede alla misura della pressione. Guarda lindicatore scuote la testa)

GERMANO :- (allarmato) Quarcsa de grave?

MIRELLA :- No, tranquillo porrieva sse solo ninfarto

GERMANO :- (agitato) E sci me o dxe a sto moddo, cosc me ven na cricca?

MIRELLA :-(mentre toglie lapparecchiatura)Se mai invece de digghelo a sto mod- do ghe o scrivo. Sci stagghe tranquillo

GERMANO : L na parolla

MIRELLA :- Femmo nelettrocardiogramma e daiemo eventualmente a cra necessia Ma conoscendo i so malanni, penso che i so destrbi ne vegnan d lernia jattale Sai ben che sci se dagghe na regol in to mangi in ti stravissi e sorviattto (seria, sottovoce, mimando trame losche) in te seu strane attiviate poco raccomandabiliQuelle fan piggi anche di resti che non fan ben a-o cheu, ghe p?

GERMANO :- (che nel frattempo sera tirata gi la manica della camicia e indossata la giacca) E mae attivitae son lecite Ma penso che sci lgge raxon e che dovi riposme n po troppo stress

ADALBERTO:- (entra dallesterno allultima battuta)O penso mi asc, sorviatutto doppo e denunzie pe riciclaggio, trffa e appropriazion indebita! Ti gh n fascicolo rto cosc!(misura unipotetica altezza) Ciao Mirella(prende dei documenti da un cassetto)

MIRELLA :- Comme mai za a casa?

ADALBERTO :- Aveivo bezeugno de questi documenti

GERMANO :- (ad Adalberto) No me p per o cxo di fronte a teu mogg rivel quello che tho confiu. No ti sae mantegn o segreto professionale?

ADALBERTO :- Cosc, p crate a sa o motivo do teu stress (indicando il ritratto)quaddro a parte

MIRELLA :- Csse ghintra o quaddro?

ADALBERTO :- (ironico) Pare che ogni tanto o nostro trisavolo o se deme, cho pigge vitta (da una scorsa ai documenti e poi li mette in una cartella)

MIRELLA :- (scrive la richiesta di E.C.G. e guarda il ritratto) No veddo csse ghin- tre o ritraeto do teu trisavolo A votte semmo noitri interpretemmo a nostro moddo quello che no conoscemmo, o pe ignoranza, o pe convenienza e demmo corpo a quello che porrieiva sse staeto e che invece no l avvegno

GERMANO :- Beh mi ve lascio a.e vostre disquisizion Dottoressa posso and?

ANNIBALE :- Sci tegne a richiesta per fa lE.C.G (dire ECIGI. Consegn) e sci me porte o referto ci fto poscibile. Signoria

GERMANO :- Lecigi?

ADALBERTO :- Ma lelettrocardiogramma no?

GERMANO :- E mi csse ne so? Grassie andiu a flo a San Martin

ADALBERTO :- Bene, l son rapidi fra qualche meize te ciammin sbito

GERMANO :- Fra qualche mize? Ho accappioMe sa tanto che dovi and privu (esce)

SCENA II

(Adalberto Susanna Mirella)

SUSANNA :- (entra) Ciao, p. Comme mai a casa a questa?

ADALBERTO:- Son vegno a piggi da documentazion che preferiscio no lasci in scagno (alla figlia)Comme van i stddi?

SUSANNA :- Van ben O piggiu 30 in diritto penale

ADALBERO :- Brava!

MIRELLA :- A mae figgetta, a diventi avvocato comme seu pap a trovi mjo in to nostro ambiente intellettuale e a fai carriera

ADALBERTO :- n po de intellettuali sc pensan solo a fa de feste natralmente in ca nostra, e cuius in go

MIRELLA :- Ci che feste se mai quarche rievimento con da bella gente

SUSANNA :- No stamme a d che quelle duea Norma e a Laurason de intellettuali

MIRELLA :- Maggittan a organizz e se dan da fa. Pe mi son molto tili

SUSANNA :- Sai Pap, ti me dae na man pe largomento da tesi?

ADALBERTO :- (preoccupato)Oua no posso ma..(pensieroso) dimme n po a proposito de ambiente intellettuale, l vea che ti frequenti con assiduitae n latton?

MIRELLA :- (prendendo le parti della figlia e avvicinndosi a lei) Eh, oua con assiduitae me p un po esageru (alla figlia) Diggo ben Susanna?

SUSANNA :- (in imbarazzo) E comme ti fae a Ah, ho accappio Mamm, son quelle due che te dan na man a mette in go sta vxe?

ADALBERTO :- Alloa a l solo na vxe

SUSANNA :- (cercando comprensione) Oh, papmi e lAlfredo se voemmo ben

ADALBERTO :- Cosc o se ciamma Alfredo o teu stagnin

MIRELLA :- n stagnin?

SUSANNA :- Idraulico e o guagna de belle palanche. O l n bravo zoeno, serio, e o stddia anche l, se l pe questo

MIRELLA :- (siede sconsolata) Ah sc? E csso stddia?

SUSANNA :- Economia e Commercio feua corso

ADALBERTO :- Ma proppio nidraulico ti che t腔

SUSANNA :- (cantilenando il previsto prosieguo) a figgia de navvocato affermu lh za senta

ADALBERTO :- (stupito) Ti lzi in to pensiero?

MIRELLA :- Speremmo ca segge ninfatuazion passeggera e poi no l dto cho de (con intenzione)

SUSANNA :- (scocciata) Spero invece de sc!

MIRELLA :-Ma Susanna, pensa n po che o sci Jean o mha domandu se ti libera perch ti ghe piaxi O l anche na personn-a importante, funzionio do governo franeiseo vigia in ttto o mondo

SUSANNA :- Oh, ma insomma! Son maggiorenne! Ve ringrassio di vostri conseggi ma son bonn-a de sbagli anche da sola (esce)

MIRELLA :- (al marito) E ti? No ti gh dito tro?

ADALBERTO :- Ma no thae sento? A l bon-a de sbagli da sola Comunque se vedi no poemmo imponisse comme ai tempi (verso il ritratto) do nostro trisavolo Diggo ben Filippo? (sode un tuono e la scatola della consolle cade a terra)

MIRELLA :- (sobbalza spaventata e si porta una mano al petto) Ahimem! Csse l sccesso?

ADALBERTO :- (rimettendo a posto la scatola) Ha tronou e poi csse teu che segge sccesso? A Combin, comme a-o solito, a lascia e csse in bilico. Ciao mogg vaddo in scagno (esce)

SCENA III

(Mirella Combin - Laura Norma)

MIRELLA :- (si alza a fatica, si massaggia lo stomaco e passeggia) Chiss poi perch me segge spavent (suonano alla porta) Combin ti arvi ti?

COMBIN :- (attraversando la scena) Comoda scignoa vaddo mi

LAURA :- (fuori scena) Bongiornoa gh a scignoa?

COMBIN :- n momento che vaddo a vedde (appare sulla soglia) Dottoressa, ghe son a sci Laura e a sci Norma sci gh?

MIRELLA :- E saccapisce che ghe son. Falle intr

COMBIN :- (fuori scena) A lha dito ca gh! Accomodaeve (attraversa la scena ed esce)

LAURA :- (entra con lamica Norma) Ciao Mirella distrbemmo?

MIRELLA :- (ironica) Quande mai? Anzi me fa piaxi Devo and solo ci tardi in to stddio in via Vinti ma accomodaeve

NORMA :- (siede mentre Laura sta in piedi) Alloa pe i costmmi semmo a to Mae figgio o mha daeto i CD con mxiche adatte epe o rinfresco ti ghe pensi ti comme o solito?

MIRELLA :- E comme a-o solito ho incaregu do servissio n ristorat

LAURA :- (si sofferma davanti al quadro) Saiemo presenti con i nostri mji e gh sai anche o mago Potasson cho rallegri a festa con zeughi de prestiggio

MIRELLA :- Ah! Lho visto in televixon quello vendifmme comunque ghaviemo n diversivo

NORMA :- (sottile) E a Susanna comma sta?

LAURA :- (si avvicina e siede) A s faeta na bella figgia e a lavi di pretendenti

MIRELLA :- No ghe lho contae

NORMA :- A l na personn-a molto democratica

LAURA :- A no lamma e differenze sociali. Che seggian avvocati, mghi, faccendieri o

NORMA :- latton酔

LAURA :- son sempre personn-e

MIRELLA :- Ghi raxon perch a no fa differenze manco con voitre

LAURA :- Ehm Alloa daccordio fra du giorni festa de Carlev. Levemmo o destrbo e grassie comme sempre d teu disponibilitae (si dispone ad uscire con lamica e d unocchiata furtiva al quadro)

MIRELLA :- O ve pixe?

NORMA :- (rapida) O l interessante, ma o me lascia n po comme dn po perplessa comme se se sentisse a so presenza

LAURA :- (temendo qualche effetto imprevisto; titubante) E comme se a nostra presenza a ghe desse fastidioMa o l n bello ritraeto va Norma?

NORMA :- (con voce petulante) Euh, tro ch!

MIRELLA :- Bene, perch mae maro o vorrieva mettise n costmme comme o quello

LAURA :- Ah sc?

MIRELLA :- Sempre co lattreuve da n costumista teatrale sintende

NORMA :- Alloa, visto che thae dand in to stddio in via Vinti Settembre se ne poemmo and

MIRELLA :- Arriveise a Carlev. Staeve ben; ciao

LAURA-NORMA :- Ciao (escono)

MIRELLA :- (attraversando la scena per uscire a destra) Andemmo a prepar di referti e doppo andi in stddio

SCENA IV

(Susanna Combin - Jean)

SUSANNA :- (entra da fuori. Posa lo zainetto o una cartella con dei libri e prende il cellulare per chiamare Alfredo) Ciao Alfredote destrbo ti peu parl? (pausa) Comme tho dto han riferio a mae pap da nostra relazion (pausa) Beh, l pe l o me piva n po delso (sorridendo) Esatto; ho lha dto a frase che m aspttavo< Proppio ti che t a figgia de navvocato affermu>, eccetera, eccetera (pausa) Ti o sae che te ne veuggio, no? Ma ammte ben de no famme piggi na delxon, capo?!(pausa) Csse te faiae? Mi niente. Ne parlieiva con n ritraeto de n erto quaddro (pausa) Ciao am sego che te penso (sorridendo) ..specialmente oua che o scdabagno o funsionn-a Fanni o bravo. Ciao e bunn-a neutte (chiude il cellulare. Suonano alla porta)

COMBIN :- (attraversa la scena e va ad aprire. Fuori scena) Oh, sci l vosci?

JEAN :- (fuori scena) Bonsoir Colomba Posso entrare?

COMBIN :- Attenda un momento che vado a vedere chi c (sulla soglia) Scignorinn-a gh腔

JEAN :- (entra con enfasi) Jean Planchet Bott ai vostri ordini (contento di vedere Susanna) Mademoiselle Susanna (le va incontro e fa il baciamano) Incontro pi bello non me laspettavo. Come state?

SUSANNA :- Bene grazie Stavo per uscire

COMBIN :- (con sottinteso) Scignorinn-a se sci lavesse de bezeugno mi son de de l

SUSANNA :- Va ben avverti mae moae che gh o sci Jean

COMBIN :- Sbito. Ammo sa gh ancon perch a doveva and in te ltro stddio pe e solite vixite (esce)

SUSANNA :- Si accomodi Asseyez-vous (con formale cortesia) Come mai in Italia? Non dovevate andare a Parigi?

JEAN :- Spero non vi dispiaccia la mia presenza Il Ministero della Cultura a Parigi mi ha dato incarico di prendere contatti con i sovrintendenti del Teatro alla Scala di Milano e con il Carlo Felice di Genova. Quale migliore e ghiotta occasione per venirvi a trovare?

SUSANNA :- (cerca di allontanarsi con una scusa) Scusi vado a vedere se Colomba ha avvisato mia mamma, prima che esca

JEAN :- (la blocca trattenendole un braccio) Ma non mi lasciate solo Ci pensa la vostra domestica ad avvertire vostra mamma nest pas? (si inginocchia teatralmente e ad occhi chiusi declama il suo amore. La ragazza, mentre Jean parla infervorato, ne approfitta per allontanarsi furtivamente indicando a Combin che appena rientrata in scena, con unocchiata dintesa, a porsi davanti a Jean che continua infervorato ad esternarle il proprio amore) Signorina Susannavorrei che aveste un occhio di riguardo verso di me Vi confesso che mi sono innamorato di voi che vi penso sempre e che ho intenzioni serie. Susanna in ogni donna vedo voi Ditemi che ci penserete e che

COMBIN :- (che ascoltava la tiritera a braccia conserte e annuiva con comicit) Sci dxe a mi?

JEAN :- (apre gli occhi, vede Combin ed ha un soprassalto. Balza in piedi e si altera) Sacrebleu! Lei lei non Susanna!

COMBIN :- Da cosa lha capito? Dallaccento?

JEAN :- (si volta deluso e amareggiato) Non stata nemmeno ad ascoltarmi!

COMBIN :- Guardi sci Gionaccetti un mio conseggio Sci perde solo do tempo

MIRELLA :- (entra) Monsieur Jean !

JEAN :- (le va incontro) Bonjour madame

MIRELLA :- Stavo per uscirema stia comodo, prego Che sorpresa

COMBIN :- (ironica, tra s mentre si allontana) A l staeta proprio na sorpresa!

JEAN :- (imbarazzato, guardando serio Combin) Se per quello, anche per me (cerca di controllarsi) Come spiegavo a Susanna, prima che sparisse improvvisamente, sono passato a Milano a prendere accordi col Teatro alla Scala e prender contatti anche a Genova col Teatro Carlo Felice per delle rappresentazioni operistiche di prestigio la prossima stagione teatrale

MIRELLA :- E noi andremo volentieri al Carlo Felice a vedere le opere e ad ascoltare della buona musica

JEAN :- Sempre indaffarata per organizzare feste? Posso parteciparvi anchio, dal momento che mi fermer a Genova qualche giorno?

MIRELLA :- Con piacere Venga domani sera che faremo una festicciola in costume tra noi amici

JEAN :- Non credo che sarei ben accetto da tutti

MIRELLA :- Ehnon ci faccia caso les jeunes filles sont toujour des jeunes filles ed hanno un modo di pensare diverso da quello della mia generazione. Comunque se ritiene di poter venire ci far piacere

JEAN :- Ma non ho costume per la festa

MIRELLA :- Non necessario. Non tutti i nostri ospiti ce lhanno. Volendo, basta anche un cappellino di carta

JEAN :- (si alza per accomiatarsi) La ringrazio dellinvito e la lascio. Ho appuntamento col Sovrintendente al Teatro e non vorrei arrivare in ritardo. Mi saluti lavvocato. Aurevoir

MIRELLA :- (alzandosi a sua volta)Aurevoira bientt. Laccompagno

(BUIO IN SCENA con sottofondo di musica da ballo)

SCENA V

(Norma Laura Mirella - Jean)

MIRELLA :- (entra con Norma e Laura. Indossano costumi e vanno a sedersi) Oh, e anche Carlev o l arrivufa piaxei sta n po assettae feua do bordello Che m ai p saian queste scarpe che no e metto mai (si massaggia il dorso di un piede)

LAURA :- (a Mirella) Thae visto o Jean commo perde e bave appreuvo Susanna? L per me p ca ghe dagghe di larghi

NORMA :- O l anche n bellommo o lha do charme (a Mirella) No s visto teu maro, lavvocato o l impegnu?

MIRELLA :- O laveiva n convegno a Imperia. Spero co larrive in tempo anche se so co no ghe tegne guaei a ingiarmse con de maschere. O dxe che a maschera se a mettemmo appena-a sciortimmo de casa e che laddeuviemmo quaexi ttti i giorni in sci travaggio, con i clienti in politica

LAURA :- Che costmme o se mette?

MIRELLA :- Mahin te n primmo momento, contrariamente a quello cho dixeiva, o pensava de vestse comme o seu trisavoloma creddo che sai za tanto so se metti na mascherinn-a in faccia, tanto ci cho l in ritardo

NORMA :- Saieva bello veddilo c n vest paegio a quello do nobile Filippo Cattaneo, tanto ci ch se daeto da fa pe ricperalo

MIRELLA :- O seu trisavolo?

NORMA :- Ma noo quaddro

LAURA :- Chiss che effetto o faieiva con quello abbigliamento

NORMA :- (alle due donne) Ei visto comme o mago Potassn o lha faeto di zeughi de prestiggio vermente interessanti? Pensa Mirella co lha d- to cho prevede larro de nommo da-o passu a erc a so pxe

MIRELLA :- Ghammanca anche quello

LAURA :- (a Mirella) Ti l sento anche ti quande o lha dto che lommo co larrivi da-o passu o l namima torment e che o vaga in erca de chi lha trado

MIRELLA :- No creddo ai maghi, a questi mangiadinae che invexendan chi ghe cazze e che spellan gente. O bello l che ghe credda cosc primma se fan freg e poi van a ercsse navvocato perch son staete imbroggiae. Tanto quello cha da sccede sccedi, anche senza maghi, E poi o no lha mga dto co vegn da nuitri

LAURA :- (a Mirella) Creddo che taggi raxon. Ah, poi o lha dto che vegn lommo neigro a port via parte de ti

MIRELLA :- Lommo neigro?.. Me fae vegn in cheu mae moae quanda piccinn-a ca me dva de piggi n cuggi deuio de merlzzo se no arrivava lommo neigro a portme via. Ah, ah port via parte de mi? E csse o me porta via na gamba? Ma ghe lei cuae de dagghe ancon a mente?

JEAN :- (entra con un mantello, cappello a tricorno, maschera agli occhi) E permesso? (galante) Mancando di l le vostre graziose persone c rimasto solo il vuoto e un sedicente mago! Eh La femme est toujour la femme

NORMA :- Ma so lha famme ghe di salatin de l...

LAURA :- Veu d <donna> e no famme

MIRELLA :- Sempre galante lamico JeanSiamo venute a riposare

NORMA :-le zampe

MIRELLA :- Ma ci sono altre donne di l, oltre a mia figlia, nest pas?

JEAN :- (teatrale) Ahim Susanna sparita

MIRELLA :- (apprensiva) Come sarebbe a dire: sparita?

NORMA :- Primma lho vista ca parlava con n mascheru da Zorro

MIRELLA :- (si alza apprensiva e si avvia ad uscire di scena) E dovve a l andaeta? (esce sveltamente)

NORMA :- (si alza e guarda il quadro. Lancia un grido) Ah!

LAURA :- (scatta comicamente spaventata) Ma Norma

JEAN :- (che anche lui aveva avuto un sobbalzo, le va incontro e la sostiene) Signora si sente bene?

NORMA :- (con teatrale comicit apre e chiude la bocca dalla quale non esce parola addita il quadro) O qua-qua

LAURA :- O qua-qua?.. Ma Norma csse ti dxi? Ti veu fa o ballo do <qua-qua>?

NORMA :- O quaquaddro o l sparo!

JEAN :- (alza lo sguardo) ǒest vrai Il ritratto non c pi C solo la cornice

LAURA :- Sparo? Ma csse ti vae a fantasticLavian portu a restaur, l cosc semplice (non troppo convinta) Armeno creddo

JEAN :- Mai oui. Non vedo quale altra ragione

NORMA :- (che non si ancora non calmata) Sai ma perch no andemmo de de l in mzo gente?

JEAN :- Se vi fa piacere andiamo (lasciano la scena mentre si abbassano le luci. Musica alla Hytchoch)

SCENA VI

(Filippo Mirella)

(una scia di fumo entra in scena. Nel semibuio un faro punta sullantenato che sta entrando)

FILIPPO :- (vestito come nel quadro, entra in scena, ritto nella persona, nobile nella- spetto. Ha una feluca i mano. Si guarda attorno con autorit e si sofferma guardando la cornice)

MIRELLA :- (entra e vede luomo di spalle. Ritenendo che sia suo marito che indossa i panni dellantenato, si avvicina) Oh, Adalberto No tho visto arriv Ti t vesto comme o Filippo do quaddro? Thae faeto fto in tempo a cangite Dimme n po thae mga visto a Susanna? Lhan vista parl con n vesto da Zorro e oua a le spara

FILIPPO :- (sempre di spalle) Mi no son Adalberto

MIRELLA :- No fa di schersci e no cangi vxe No sattreuva a Susanna Lhan vista con un vesto da Zorro e oua a no gh

FILIPPO :- (ancora di spalle) A sai andaeta in scie lammiad.[3].. in sce-a terrassa con o so stagnin e poi ho za dto che no son Adalberto mi sonFilippo! Filippo Cattaneo, nobile zeneize (si volta adagio, impettito, altero)

MIRELLA :- (lancia un grido) Ah! (corre a vedere il quadro. Nota che rimasta solo la cornice. Balbetta spaventata e barcolla) No l poscibile. No peu sse Adallberto

FILIPPO :- Ma che Adalberto e Adalberto! Arvi i euggi Mirella! Mi son o pro-pro-pro-bezvo de Adalberto. Insomma ti veu acccap che son Filippo Cattaneo, ritornu in ta Repubblica Zeneize pe pni chi mha faeto di torti chi mha trado?!

MIRELLA :- (sta per cadere a terra svenuta ma viene sveltamente soccorsa da Filippo che la fa sedere)

FILIPPO :- Ghammancava anche questa! (come sentenziasse) Tz.. e donne risolvan sempre a question feua d loro port faxendose vegn n mancamento Ghorrieiva nn-a de quelle bottigette con i s che fan rinvegn, ma oua csse fasso? A lascio chi quarchedn ghe dai a mente (la mette in una poltrona, o divano ed esce di scena)

SCENA VII

(Mirella Alfredo Susanna)

SUSANNA :- (entra circospetta con Alfredo vestito da Zorro. Lei ha un vestito tipo spagnolesco) Alfredo (si abbracciano) Se intra mae moae e a me vedde con ti ghe vegne n corpo

ALFREDO :- (la lascia, d unocchiata in giro, si toglie la maschera nera sul volto e vede Mirella svenuta) Se vedde ca nha za visto perch a l chi ca me p svegna

SUSANNA :- Csse? (si affianca lestamente ad Alfredo) Oh, Segn co Mamma m

ALFREDO :- (la schiaffeggia leggermente) Sci Cattaneo

SUSANNA :- Ma csse di ghe dae di lerfon?!

ALFREDO :- (ironico) Se no napprofitto oua Ma dai, erco de flla rinvegn, no?

SUSANNA :- (prende un bicchierino, vi versa del cognac e o fa bere alla mamma) Coraggio massazza n po de cognac

MIRELLA :- (tossisce, rinviene e viene aiutata a sedersi con comodo) Ma csse m sccesso?

ALFREDO :- (si rimette la maschera sul volto)

MIRELLA :- (lo vede, grida) Ah! Lommo neigro! O mago Potasson o lha dto (sviene)

ALFREDO :- Ma o l n vizioa l torna svegna! (si prepara a schiaffeggiarla)

SUSANNA :- (lo blocca) E no, eh? No vorrieiva cho diventesse n vizio o teu Ghe daggo ntro cichettin

ALFREDO :- Primma che ti limbriaeghi sai ben che me vadde a asconde da qualche parte, maniman a vedde torna lommo neigro e a svegne de neuvo (sta andando a nascondersi in tempo prima che Mirella rinvenga)

MIRELLA :- (rinviene)Ahimem me sento molla comme na panizza Ma chi gha con t?

SUSANNA :- Niscin mamma ma dimme ti csse l sccesso che temmo attrov svegna?

MIRELLA :- Temmo? Alla ho visto gistome piva davei visto lommo neigro, comme o laveiva previsto o mago Potasson

SUSANNA :- Thae avo de vixoin ti travaggi troppo

MIRELLA :- (si alza, riflette e si guarda attorno) Dovvo l?

SUSANNA :- Chi?

MIRELLA :- Teu poae, o la vesto comme o seu antgo trisavolo (rammentando si volta verso il quadro) O ritraeto sparoo no gh ci!

SUSANNA :- Non te scit Domandemmo a-o pap so lha levu l pe quar- che raxon

MIRELLA :- Ma mi lho visto primma O la ch!

SUSANNA :- Chi?

MIRELLA :- Oh bello Segn co O me piva teu poae con o costmme do Filippo ma le (ricordando con apprensione) o me stava dixendo dsse Filippo Cattaneo nobile zeneize

SUSANNA :- Risolviemo ttto, stanni tranquilla Oa vegni chandemmo de l in compagnia Ti t faeta sggestion da quello sedicente mago Potasson (la prende sottobraccio e riavvia)

MIRELLA :- n momentoOua me vegne in cheu Dovve o l andaeto Zorro?

SUSANNA :- E mi che ne so O sai in California (escono)

SCENA VIII

(Alfredo Filippo Jean)

ALFREDO :- (rientra guardingo) Sai ben che me ne vadde pe no mette in difficoltae a mae Susanna

FILIPPO :- (preceduto dal fumo, riappare e vede Alfredo) Chi si vo n laddro? Faiei a fin de quella masnada de gentaglia, de austriaci, de croati, dede unghereizi, gente mercenaria de ttte e razze cha sta depredando a nostra Repbblica Zeneize!

ALFREDO :- (dopo un attimo di esitazione) Chi sci le vosci cittosto (guardingo) Foscia lavvocato Cattaneo vesto comme o se antgo bezvo o (cona astuzia, facendo un inchino spagnolesco) nobile Filippo Cattaneo?

FILIPPO :- Ah, veddo che me conoscei E ben proppio coscson m!

ALFREDO :- Posso azzardme de domandaghe comme mai Sci l ch?

FILIPPO :- Comme mai? (alterandosi) Comme mai me domadae? Da oltre duxentoinquantanni nho de quto (siede stancamente) Son staeto trado da quello che credeivo n amgo Mhan depredu, tortru pe famme parl ma mi (con crescendo di voce) no ho faeto de nommi. Unn-a neutte mhan prelevu dai sotterranei do Pxo[4] e mhan cacciu z da na deschin lasciandome comme morto e a mae anima da alla a l staeta sempre in penn-a. Poi me son rifgiu in mzo a quella cornixe in atteiza de rende pan pe fgazza e la, finalmente, a l arriv!

ALFREDO :- (indifferente guarda lorologio) L va l arriv la de andamene. Piaxei daveilo conoscio. Scignora

FILIPPO :- Ma me lasciae solo?

ALFREDO :- Tranquillo ho accappio chi dovi dghe pxe Ghe mandiu o discendente do Botta (esce)

FILIPPO :- O me p n bravo zoveno o stagnin Ma sai mgio che malleu- ghe (esce di scena)

JEAN :- (entra) Ghe gabbia di matti. E meglio distrarsi un po come mi ha consigliato quello vestito da Zorro Accendiamo un po la televisione (esegue e si sente un notiziario o un filmato)

FILIPPO :- (spaventato si precipita in scena gridando e indicando la televisione) Quae maga ha infiu in te quella scattoa quello li cho parla?

JEAN :- (ha un sobbalzo, si spaventa e guarda estereftto Filippo guarda la cornice, gurda Filippo, spegne la televisione)Non est pa vrai a nest pas possibile le nobile genois Filippo Ca-Cattaneo?!

FILIPPO :- Ah! T t generale Botta? Ti che ti mha faeto tortr ti che thae ricattu a mae Repbblica Zeneize e thae infiu in quella scattoa quello l cho parla (vede solo il mezzo busto) ma dovve son e so gambe? Ti lhae tortru!(fa per avventarglisi contro) Ti a paghiae pe ttti i teu tradimenti!

JEAN :- (lo blocca con un braccio)Mais no monsieur Cattaneo Si calmi che parliamo. Mi dica prima di tutto, come ha fatto ad arrivare al 2010? E poilei veramente il nobile Filippo o tu est mon am Adalberto? Ils nest pas possibleNon pu essere lantenato 

FILIPPO :- E figremmose se no le poscibile! Sono forse nel quadro? No! Sono qua... a cercare la pace che lei, generale Botta, mi ha rubato!

JEAN :- Non sono il generale Botta Sono un suo discendente cos come Adalberto un suo discendente ed io sono amico suo. Oggi siamo nel 2010, e possiamo ragionare, a fatti ormai accaduti e col senno di poi, con la dovuta calma Ritiene forse che i discendenti di chi ha fatto del bene o del male, abbiano meriti o colpe? Oggi nellex Repubblica Genovese non ci sono truppe straniere e il territorio fa parte della Repubblica Italiana Nobile Cattaneo, la colpa di chi vuole le guerre I popoli, purtroppo, la subiscono. Ritorni nella sua cornice, cos sar rispettato e considerato un eroe che ha combattuto per la sua terra e trover finalmente la pace interiore, quella pace che sta cercando da oltre due secoli

ALFREDO :- (rientra) O lha raxon sci Cattaneo O passu o se n fuijo e oua sci peu anche qutin mzo a so cornixe che Adalberto o lha attrovuSci porri sempre protegge i so discendenti e (come sgridasse un bambini irrequieto, con pazienza) esenza fa de mattaie comme d di lerfon o di casci in to pan. Ttto a-o ci (punzecchiando col dito il petto di Jean) se porrieiva mette in cornixe anche questo damerin so no lascia in pxe a mae Susanna.. Compren nez-vou le genoise?

JEAN :- Non dubiti signor Zorro Alfredo Susanna mi piace mais vous-te son homme et alors Bonne chance. Signor Filippo o Adalberto chiunque voi siate se permettete tolgo il disturbo e (esce sveltamente)

SCENA IX

(Filippo Alfredo Mirella Susanna Norma Laura)

FILIPPO :- (andandosi a sedere si rivolge ad Alfredo) Me sento stracco

MIRELLA :- (entra con Norma, Laura e Susanna. Con voce soffocata) Ecco li aveivo visto gisto (indica Filippo)

SUSANNA :- Ma o l o pap (va incontro) P ti t mascheru anche ti, eh?

FILIPPO :- Bella zovena son foscia in to quaddro?

SUSANNA :- (ritraendosi spaventata guarda) Ma Mamma! O no l o papa!

FILIPPO :- Bella scoperta! Questo o so anche mi!

LAURA :- (guarda e poi, con voce tremolante a Norma) Normao no gh in ta cornice pen davveiDaeme n grappin, n congnac che me sento manc (cade a sedere. Norma le sta accanto)

SUSANNA :- Ma p che o cognac o ghe veugge pe ttti. (pur agitata provvede gurdando ogni tanto lantenato, mentre tuti fanno scena)

MIRELLA :- (agitata) Ma csse sccede? Dovvo l mae mjo?

ALFREDO :- (si avvicina a Susanna, indicando Filippo) No gh ancon accappio so l o so ghe fa (a Susanna) Per me p dandghe a genio

SUSANNA :- Pap, cio nobile Filippo son a figgia de questa donna (indica la madre) e

FILIPPO :- De lavvocato Adalberto so, so! O mha accattu a lasta perch lho guidu mi Eo stffo de sta in te na cantinn-a pe di anni, in mmbratta.. in te lmiditae psu de dto a na balla de paggia Me a sento ancon in to vest (si spazzola la spalla e si toglie un filo di paglia) Scordu da tttim cho faeto tanto pe a mae Zena Bella riconoscenza!Ma quello che mha daeto ci fastiddio l, a quante mhan rifero quelli che mhan raggiunto in ti anni avvegn, che in te scheue no se parla de noitri. A stia a nha ignoru.. e quande a ne parlano se dxe ninte de-e razzie, di stpri chhan sbo e nostre donne dai Piemontesi e dai mercenari quande Zena a s torna ribell contra chi ne consciderava solo taera de conquista proprietae da domin A stia a txe de noitri chemmo daeto a vitta pe a nostra ittae, pe a nostra Repbblica zeneize Ttto cacciu in te loblo, comme se no fisse sccesso ninte L gisto fa pxe con tutti se ttti ne portan rispetto, ma ascordse a nostra stia e nostre lotte no l gisto ne manco onesto. I zeneizi devan sse fieri da loro stia e de loro battaglie pe a libertae

ALFREDO :- Nobile Cattaneo a l na reua, perch questo sccede anche ai giorni nostri

FILIPPO :- Zovenotto ti me pixi Gente zovena comme ti a deve sempre avei di nobili ideali. No fa cxo a quelli che parlan troppo ma che no combinn-an ninteMi, oua che vho visto, oua che son tornu a ca mae, me sento appaxentu e me ne ritorni in ta mae cornice. Ma tegnime avvardu perch perch ve tegno deuggio. Ricordaeve do vostro Filippo Cattaneo, nobile da Repbblica zeneize perch ve torno a d

SUSANNA :- Perch?

FILIPPO :- No vorrei mga sent o ciocco de quarche lerfon o tro pe.. mancansa de rispetto, va? (guardando Norma e Laura) ...o magara o spostamento e rotta de scattoe de latta!

NORMA e LAURA:- (si abbracciano spaventate) Ohhh!

FILIPPO :- Scignora l la che ritorne a-o mae tempo(esce con la feluca in mano; serio, ieratico. Nel semibuio che ne segue, una scia di fumo entra e Filippo vi si insinua uscendo di scena, fra la sorpresa dei presenti. Nel frattempo, approfittando del semibuio, riappare dietro la cornice il ritratto di Filippo, il viso reale)

SCENA X

(Alfredo Susanna Mirella Laura Norma - Adalberto)

(si rialza la luce e tutti si interrogano storditi)

ADALBERTO :- (entra con una cartella che posa sul tavolo. Appende leventuale soprabito allattaccapanni) Bona, eh? Veddo che sei mascherae e me scso do ritardo ma l sccesso nimprevisto

MIRELLA :- (va incontro al marito ancora frastornata) T ti? E ti savesci che imprevisti chemmo avo chi!

ADALBERTO :- Ciao Susanna, ti stae ben vesta da spagnolla Che imprevisti?

MIRELLA :- O teu antgo bezvo e l o l腔

ADALBERTO :- (comme sapesse) O l miga sciorto d seu cornixe?

NORMA :- Ma commo fa a saveilo?

LAURA :- O la l?

ADALBERTO :- (indicando Alfredo) E chi o l quello vesto da ZorroLometto neigro? O conoscio?

SUSANNA :- Pap questo o l Alfredo

ADALBERTO :- O stagnin?

ALFREDO :- Idraulico

ADALBERTO :- Ah! Ti n approffittu eh? Ma comma mi sei ttti imbarlghae? Me paggei appena-a sciorti da na catacomba Csse l sccesso

MIRELLA :- Ma ti no ti ne sae ninte?

ADALBERTO :- E comme fasso a saveilo? Eo in questa che maveivan ciammu perch han arrestou o Germano

SUSANNA :- O Germano Reale?

ADALBERTO :- Dito cosc o me p nanitra Lhan arrestu pare pe riciclaggio di denaro sporco Dovi assmme seu difeisa e cosc nho poscio vegn festa Alloa?

MIRELLA :- (agitata) O Filippo Cattaneo o l stato chi in carne e osse!

ADALBERTO :- Ma quande mai ei piggiu ttti nallcinazion? (va davanti al quadro mentre gli altri discutono tra loro. Il volto di Filippo fa un cenno affermativo col capo e sorride. Adalberto non si scompone. Poi si volta verso i presenti in silenzio e si siede, copme in trance)

ALFREDO :- Se sci permette ghe diu che o faeto l vea a so scignoa a credeiva che sci fissa vosci con o costmme do setteento, paegio a quello do nobile Filippo ma quande a lha visto che in to quaddro mancava o ritraeto, a lha realizzu che loriginale o la chi in te questo salotto, a s spavent e a l svegna

LAURA :- O lha contu e seu piripissie

MIRELLA :- Csso lha contu?

NORMA :- A voeiva d e so peripesse

MIRELLA :- O nha contu brevemente o so travxo ma sorviattto o dxe dsse amareggiu dai posteri chhan ascordu a Repubblica Zeneize, e lotte contro i nemici de Zena

ALFREDO :- e a stia ca s ascord de quelli chhan faeto grande a nostra ittae. O s lamentu dse staeto ascordu dai posteri e poi o se ne ritornu in ta seu cornice, appaxentu

SUSANNA :- Pa ti te senti ben?

ADALBERTO :- Eh?..Ah.. sc, me son sento nattimo stranoStaggo ben. No e axim (guarda fisso innanzi a s, apre la bocca sillabando come in play-bech, quello che segue mentre la voce quella di Filippo che ne proviene lentamente dal quadro) Bevieiva voentea n cicchettin de cognac!

SUSANNA :- (perplessa) Ghe penso m ma pap thae cangiu vxe?

ADALBERTO :- Eh? A vxe? Mi ho sempre avo questa vxe

MIRELLA :- (agitata) Questaa no l a so vxelho riconosciaa l quella do so trisavolo Oh, Segn co AdalbertoAdalberto ti me senti?(si avvicina al marito preoccupata)

ADALBERTO :- (assente col capo mentre la voce ancora quella di Filippo) Sc, te sento

SUSANNA :- (nel frattempo provvede a porgere un bicchierino al padre) Staseia a l ttta na sorpresa! (aiuta il padre a bere)

SCENA XI

(Alfredo Susanna Mirella - Laura Norma Adalberto Combin)

SUSANNA :- (nota un filo di paglia sulla spalla del padre e va a levarlo) Alfredo o lha anche l n f de paggia in sci spalla

ALFREDO :- (si avvicina e guarda) Comme quello chemmo levu d spalla do Filippoche strano Commo fa a averla anche l?

COMBIN :-(entra con la feluca e ad Adalberto) Sci me scse avvocato In te lingresso gh questo cappello O l o so? (lo d ad Adalberto)

ADALBERTO :- (seduto, con la sguardo nel vuoto, prende il copricapo e con voce propria) Eh? O cappello? Ma no so no saviae foscia o l o mae (resta come in trance)

TUTTI :- (guardano ilquadro)

FILIPPO :- Ma Adalberto, ti tascordi anche a felca?

(LE LUCI SFARFALLANO, SI ODE IL ROMBO DI UN TUONO)

TUTTI :- (tutti, tranne Adalberto, scappano gridando spaventati. Dopo un attimo di silenzio. Si ode una voce proveniente dallesterno)

VOCE ESTERNA:-Ci scignoriVe domandiei Ma l mai poscibile n fae- to do genere? E perch no? Voendo creddighe ttto l poscibile, ve p?

(MUSICA FINALE (Un minuetto?)

-SI CHIUDE IL SIPARIO-

F I N E


[1] Abbarlgu sbalordito, attonito

[2] potassn specie di scopa con trecce di cotone per pulire i bagni pubblici

[3] Ammiad - terrazza

[4] Pxo Palazzo Ducale

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