Occhio alla spia

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ATTO PRIMO

OCCHIO ALLA SPIA!

(LOOK, NO HANS!)

Commedia in due atti di

JOHN CHAPMAN & MICHAEL PERTWEE

Traduzione di

Mara Teresa Petruzzi


PERSONAGGI:

(in ordine di apparizione)

                                      KURT

                                      FISHER

                                      HEIDI

                                      MONICA

                                      CADWALLADER

                                      MITZI

                                      TREGUNTER-JONES

                                      FOOT

LA SCENA:

ATTO PRIMO: Salotto e ufficio combinati di un ampio appartamento di Berlino Ovest. Mattino.

                            ATTO SECONDO: Stessa scena. Azione continua.

                            TEMPO: Presente.


ATTO PRIMO

                            La scena: Salotto ed ufficio combinati in un ampio appartamento di Berlino Ovest.

                            Tempo: presente.  Una calda mattinata d'agosto.

                            E' un appartamento spazioso che rispecchia l'architettura tedesca anteguerra.  Tutte le porte sono in robusto mogano.  Circa tre piedi sotto la parete di fondo c'è un grande arco con gli stipiti in legno, che prende quasi tutta l'ampiezza della stanza.  Attraverso l'arco, al centro della parete di fondo, c'è la porta di ingresso, con cassetta delle lettere e campanello.  A sinistra della porta di ingresso c'è una porta che conduce alle stanze da letto e ai bagni.  Da un lato della porta di ingresso c'è un attaccapanni, con su uno strano cappello e un cappotto.  Tutto l'ingresso al di là dell'arco è su un piano più elevato.

                            Sulla parete di sinistra della stanza ci sono due porte.  Una comunica con un ampio ripostiglio.  Davanti, un'altra porta conduce in cucina.  Il ripostiglio si apre verso la scena, la porta della cucina verso l'esterno.  Davanti alla porta della cucina c'è un tavolino-bar.

                            Nell'angolo tra la parete di destra e quella di fondo v'è una finestra, alta, vistosa, con porta-veranda che si apre sul balcone esterno.  Un arco in primo piano a destra comunica con una camera da letto.

                            Sulla destra della scena c'è una scrivania con spazio per le gambe, e una poltrona, con un telefono e un interfono con altoparlante.  Al centro, un divano.  Un'altra sedia o due e qualche tavolo sparso, e un classificatore.

                            Un riferimento con l'industria automobilistica è fornito da un poster che mostra un modello nuovo di zecca di una macchina sotto la quale c'è la scritta:

MIDLAND MOTORS

NUOVO MODELLO M.I.20

                            Dietro la scrivania, sulla parete, c'è un grande poster a colori del Cervino.

                            Quando si alza il sipario la scena è vuota e la radio sta diffondendo "La cavalcata delle Walchirie".  La porta di ingresso è spalancata.  Peter Fisher entra portando un muc-chio di corrispondenza; la sta scorrendo. Fisher è un sim-patico tipo, forse non troppo intelligente ma volenteroso e gentile, a parte il fatto che sta cercando di vendere mac-chine inglesi ai tedeschi. Il cassetto superiore del classi-ficatore è aperto. Vi infila dentro alcuni documenti e lette-re, e lo richiude. Mentre si volta per andare a spegnere la radio, il secondo cassetto lentamente si apre.  Lui non se ne accorge.  Spegne la radio. Il microfono dell'interfono entra in azione, con la voce di Kurt.  Kurt è solo una voce per tutta la commedia, ed ha un forte accento tedesco.

KURT        - Kurt dal salone chiama Herr Fisher.  Kurt dal salone chiama Herr Fisher.

                            (Fisher va alla scrivania e preme il pulsante)

FISHER      - Sì, Kurt?

KURT        - Ah, guten Morgen, Herr Fisher.  Il salone è vuoto.

FISHER      - Nessun'altra allegra notizia?

KURT        - Nein, ma sono passate le dieci...

FISHER      - (imitando l'accento tedesco) …e lei volere merenda.

KURT        - Ja. Vado alla bottiglieria.

FISHER      - O.K., e quando lei ritornare come leone rinfrescato, può farmi un favore.

KURT        - Comandi.

FISHER      - So benissimo che cercare di vendere macchine inglesi in Germa-nia è come vendere polpette di maiale a un ebreo, ma non aiuta certo la baracca tenere le vetrine del salone così sporche che la gente non riesce neppure a vedere che cosa non comprano.

KURT        - Lei ha messo il dito sulla piaga.

FISHER      - Lieto che sia d'accordo - perciò le lavi!

KURT        - Herr Fisher, io sono un venditore, non un addetto alla pulizia dei vetri.

FISHER      - Lei è stato promosso.

KURT        - (senza realizzare) Oh, grazie!

FISHER      - Di niente. (rilascia il pulsante. Scorre la posta) Fatture... fatture… (Le lascia cadere nel cestino della cartaccia, si siede alla scrivania e improvvisamente nota una busta semi-nascosta sotto alcuni giornali) E questa che cos'è? (Una rapida occhiata lo fa sussultare.  apre la lettera e la guarda) E' in codice, accidenti Il codice... il codice... (Si precipita verso un quadro appeso alla parete di sinistra tra le due porte. Tira il quadro che si apre come una porta, mostrando così una cassaforte.  Incomincia a azionare la manopola della combinazione. Nel far ciò sta in piedi su una sedia) Due - cinque - sette - tre - sei. (Afferra la maniglia e tira) Ehi, sbrigati! (La cassaforte stenta ad aprirsi. Fisher allora affer-ra entrambe le maniglie e tira una seconda volta - sempre invano.  Allora punta entrambi i piedi contro la base della cassaforte e tira di nuovo con tutte le sue forze. Niente da fare) Oh, acc... (La porta della cassaforte si apre All'improvviso e lo sbatte violentemente giù dalla sedia e lo manda fuori della vista.  Lui lancia un urlo. Quindi riemerge e tenta di risalire sulla sedia. Tira fuori dalla cassaforte un libricino.  Chiude la cassaforte e rimette a posto il quadro) Questa cassetta di sicurezza non èaffattosicura. (Ritorna alla scrivania, si siede e incomincia a decodificare) Quattro - cinque - sette - tre. (Controlla sul libricino) "Caro".  Sette - otto - uno - due - otto sette - sette. (Consulta il libricino) "Flasher". (Sussulta e ricontrolla ancora) Oh, "Fisher".  Tre due - tre - cinque - uno - zero. (Consulta il libricino) "Operazione imminente". (Legge di nuovo) "Caro Fisher, Operazione imminente..."

                      (Una scampanellata alla porta di ingresso.  In fretta, Fisher ripone la lettera e la carta nel libro e corre verso il classi-ficatore, dove infila il libricino nel cassetto in alto, che richiude con un colpo.  Sta per chiudere il secondo cassetto che oppone resistenza.  Il cassetto in alto si apre (entrambi i cassetti sono aperti). Fisher tenta di chiuderli entrambi.  Per un momento incontra resistenza, poi si chiudono.  Va ad aprire la porta di ingresso. Fuori c'è Heidi, una splendida ragazza tedesca con un accento delizioso. Veste con semplicità ma porta abiti costosi)

HEIDI         - Peter, caro! Buon compleanno! (Heidi lo bacia, gli porge un pacchettino, poi corre subito verso il divano) Vieni qui, mio liebchen, e ti farò un altro regalo. (Si toglie la giacca, scalcia via le scarpe, con l'evidente intenzione di avviare sull'istante una seduta romantica. Dopo aver chiuso la porta Fisher vede quello che la ragazza sta facendo e sussulta costernato)

FISHER      - Heidi! Ma sei impazzita Sei tutta scoperta. Rivestiti. Potrebbe       entrare mia moglie.

HEIDI         - (colpita) Hai detto che partiva per l'Inghilterra!

FISHER      - Infatti - è andata - ma la partenza dell'aereo è rinviata di due ore.  E' appena uscita a fare spese. (Scarta il regalo) Oh, fazzoletti, che carini, proprio come li volevo io.

HEIDI         - Quand'è cosi, salgo in terrazzo a prendere il sole. Raggiungimi appena puoi.

FISHER      - Ma tuo marito...

HEIDI         - Otto non ritornerà prima delle dodici.  Abbiamo due ore: quanto basta per far l'amore quattro volte!

FISHER      - Facciamo tre... Senti, Heidi, non hai ricevuto i miei fiori?

HEIDI         - Oh sì, un così splendido mazzo di orchidee; ma le ho buttate dalla finestra giù nel canale.

                      (Heidi indica fuori della finestra, dove immaginiamo ci sia il canale)

FISHER      - Non posso biasimarti, ma sentivo il bisogno di mandarti un picco-lo ricordo.

HEIDI         - Se Otto ritorna e vede orchidee, diventa matto. Ucciderebbe chiunque mi guardasse.

FISHER      - Uccidere? Non che voglia fare il difficile, ma potevi anche avver-tirmi prima.

HEIDI         - Mi è dispiaciuto tanto dover buttare via i tuoi fiori, ma se non altro ho conservato il tuo bigliettino che mi ha fatto tanto piacere.

FISHER      - (sconcertato) Davvero?  Strano.

HEIDI         - Questo vuol dire che lascerai tua moglie e ce ne andremo via insieme, no?

FISHER      - (quasi gridando) No! Come... (si controlla) Come hai potuto interpretarlo in questo modo?

HEIDI         - Ricordo ogni parola. Ho conservato il bigliettino qui, vicino al mio cuore. (Heidi cerca il biglietto dentro il bustino dell'abito)

FISHER      - Posso dare un'occhiata?  Ho dimenticato le parole esatte.

                  (Heidi tira fuori dal seno un cartoncino bianco. Lo legge)

HEIDI         - "Non vedo l'ora di stare di nuovo con te.  La vita senza di te non è vita. Con tutto il mio amore, Peter".

FISHER      - (le strappa di mano il cartoncino) Idioti!  Hanno scambiato i biglietti!

HEIDI         - Scambiato? (Furibonda) Mandi fiori anche a un'altra donna?

FISHER      - No! Sì!  Non a una donna - a mia moglie.

HEIDI         - Hai mandato anche a lei orchidee?

FISHER      - No! No!  Un semplice mazzolino.

HEIDI         - Che diceva il mio biglietto, allora?

FISHER      - (imbarazzato) Il fatto è... avevo paura che la cosa tra noi diventasse troppo impegnativa... e ho pensato che fosse meglio troncare prima che qualcuno ne soffrisse... dopo tutto, io amo Monica, e tu ami Otto…

HEIDI         - Lo detesto!

FISHER      - Oh... Forse col tempo potrebbe migliorare.

HEIDI         - (sgranando gli occhi) Credi che ti avrei dato tutta me stessa, se avessi ancora amato Otto? (Usa uno dei fazzoletti per soffiarsi il naso)

FISHER      - Beh, io allora non mi sono posto molti problemi...

HEIDI         - Adesso capisco.  Ti sei soltanto voluto divertire con me.

                            (Entrambi si soffiano il naso rumorosamente)

FISHER      - Siamo obiettivi, Heidi, mi sono divertito una volta sola.

HEIDI         - Facciamo un'altra volta.

FISHER     - E va bene. Ma una volta sola. E più tardi! Adesso, per favore, vattene, Heidi. (La sospinge verso la porta di ingresso) Devo tele-fonare a quel maledetto fioraio. Se Monica legge quello che ho scritto sul tuo biglietto, le prende un colpo!

HEIDI         - Va bene; ma ricordati, io sono sul terrazzo. Come la vedo uscire, vengo giù da te.

FISHER      - Sì, sì.

                        (Fisher spinge Heidi fuori della porta di ingresso e la chiu-de; si accorge di avere la borsa di lei appesa al proprio braccio, apre la porta e gliela rende)

HEIDI         - Danke.

FISHER      - Danke. (Chiude la porta) Perché facciamo cose del genere? (Si siede alla scrivania e forma un numero, leggendo dal bigliettino) Sieben, sieben, acht, acht, zwei. Che lingua del cavolo. (Mentre aspetta si versa abbondante whisky da una bottiglia nascosta in un cassetto della scrivania.  Manda giù un sorso, d'un fiato) Pronto? Ja. Potrei parlare con la Fräulein che parla inglese, per fa-vore?... E' aus?... Oh, accidenti! Beh, proviamo. Dunque! Ich bin Herr Fisher, und questa morgen presto io telefunkened du für zwei mazzen of floren fur zwei diverse damen - ein grosse und ein kleine ...No! Non grosse dame! Ein grosse und ein kleine mazzen of floren... Ja. Und du hast ge-ammucchiaten tutto... Ora, für ein comincio, der kleine mazzen non è stato neppure ge-portato ancora, und se arriva sarà ein grosse bangen... Perché?  Perché du hast attaccato der secondo carten al primo grosse mazzen; perciò la dama sbagliata jetzt mandato der prima carten mit der kleíne mazzen of floren all'altra dama, oppure sono ancora in tempo per fermarla?  Du hast? (Visibilmente contrariato) Und der non è?... Danke.  E con ciò sono nella merda!

                          (Fisher sbatte giù il telefono. Contemporaneamente la porta di ingresso si apre e appare Monica Fisher, con la borsa della spesa.  Monica è la figlia bene educata di un vicario; a volte ingenua, a volte troppo espansiva, e decisamente "buona")

FISHER      - Ge-Dio!  Ge-Monica!  Buongiorno!  Ma perché poi buongiorno?  Ci siamo già salutati.

MONICA   - Ti senti bene?  Che cosa stai bevendo?

FISHER      - L'etichetta dice "whisky".

MONICA   - Alle dieci e mezzo del mattino?

FISHER      - Dice sempre così. Sei splendida. (Guarda l'orologio) Non dovre-sti essere in viaggio per l'aeroporto?

MONICA   - Non ancora. (Accusando) Che hai combinato, birichino…

                  (Monica brandisce un grosso salame, e lui tracanna di colpo il whisky)

FISHER      - (colpevole) Quando?

                      (Monica prende un modesto mazzolino di fiori dalla borsa, lo mostra)

MONICA   - Guarda!

FISHER      - Oh, f... f... fiori!

MONICA   - Sei un birichino! Avrei dovuto io dare dei fiori al giovanotto per il compleanno. Ho incontrato l'uomo del fioraio, e me li ha dati.  Sono splendidi. Non dovevi.

                          (Monica lo bacia. Lui l'attira a sé e lei gli pone la testa sulla spalla, col viso rivolto al pubblico. Lui cerca, furtiva-mente, di recuperare il bigliettino per tutto il tempo della scena che segue)

FISHER      - Perché no, mia piccola "Monachina"? L'assenza fa ruggire il cuore come una "Honda".

                      (Un'espressione di insofferenza attraversa il viso di Monica, ad indicare che è allergica alle spiritosaggini di lui)

MONICA   - Questa era buona, Peter! Dovresti aggiungerla alla tua lista di barzellette.

FISHER      - (modesto) Infatti. (Indica i fiori) Avevo pensato a un gran mazzo di orchidee, ma questi sono abbastanza piccoli da poterli portare in aereo. Dalli ai tuoi. Rallegreranno il vicariato.

MONICA   - Un pensiero delizioso, Peterkins.

FISHER      - Posso metterli in fresco?

                      (Fisher afferra il cartoncino con i fiori, ma Monica riesce a trattenere il tutto)

MONICA   - No! Voglio leggere che cosa ha scritto il mio Peterkins alla sua Moo-Moo.

FISHER      - Non sforzarti gli occhi, te lo dico io! (cerca di afferrare il bigliet-to senza riuscirvi)

MONICA   - Se avevi intenzione di dirmelo, perché ti sei preso la pena di accludere un biglietto, eh? (Monica alza il biglietto e legge  sotto-voce. Leggendo) "Questo è un addio, ma grazie per una magnifica esperienza. Lo so che per un po' farà male, ma è il modo migliore e il più onesto, ne sono certo.  Peter".

                  (Monica lo guarda.  Lui sorride debolmente)

FISHER      - Purtroppo non è molto originale, ma è sincero.

MONICA   - "Questo è un addio"?

FISHER      - Scusa - Non capisco.

MONICA  - Neppure  io. Che diavolo significa questo messaggio?

FISHER      - (prendendo tempo) Non parla da solo?

MONICA   - No, per me no.

FISHER      - Tu parti. Ti dico semplicemente "addio".

MONICA   - Sembra l'addio di un suicida!

FISHER      - E' cosi che mi sento quando te ne vai.

MONICA   - Dopo tanti anni? Vecchio sentimentalone! (Monica va verso la porta della cucina, portandosi dietro i fiori e il sacchetto della spesa. Fisher manda un chiaro sospiro di sollievo. Poi Monica si ferma e si volta) Che cosa farà male?

FISHER      - Male? (Si tocca il cuore) Il vecchio macinino, tesoro. Quando te ne vai prova la sensazione spaventosa del "torna-a-scuola".

MONICA   - (commossa) Aaaah! (fa per andare, e si ferma di nuovo) Peter, c'è qualcosa che non mi quadra ancora. Di quale "meravigliosa esperienza" parli?

FISHER      - Ecco, sai - noi, insieme.

MONICA   - Quando?

FISHER      - Oh, ma andiamo, mia piccola "montanara".  Indovina!

MONICA   - (sforzandosi) Mont... Kitzbúhel?

FISHER      - Centro!

MONICA   - Ma eravamo in viaggio di nozze, allora.

FISHER      - (tono sexy) Sì. Ricordi cosa ti sussurravo all'orecchio quando stavamo distesi vicini sulle piste?

MONICA   - Come fosse oggi. Era qualche terribile barzelletta sulle palle di neve.

FISHER      - (ride) Buon Dio! Quella l'avevo completamente dimenticata.

MONICA   - Vorrei averla dimenticata io.  Porto questa roba in cucina.

                  (Squilla il telefono. Fisher prende il ricevitore.  Monica va in cucina)

FISHER      - Fisher... Oh, ciao, Charlie! Come vanno le cose con la Midland Motors ad Amburgo?... Davvero? Stessa maledetta storia qui, ma almeno voi scapoli avete da passare il tempo come volete, con tutti quegli spogliarelli… No, Monica non è ancora partita. Il suo volo è stato rimandato. Stiamo per andare. Dunque, che cosa posso fare per te?... Mi mandi un regalo? Molto gentile da parte tua. Io non ricordo mai il tuo compleanno. Che cos'è?... Oh, andiamo! Dammi un'idea... arriva stamattina, ed è un tre nove, due sei, tre sei? (Monica è rientrata) Dio! Un altro codice da tenere a mente... (Ve-de Monica) Devo volare, Charlie, è appena entrato un uccellino ... Ti abbraccio, vecchio mio. (Riaggancia) Era il caro vecchio Charlie da Amburgo.

MONICA   - Non era un numero di telefono, quello che ti ha dato Charlie?

FISHER      - Un numero di telefono?

MONICA   - Trentanove, ventisei, trentasei.

FISHER      - Cosa, quello? No, uno stupido codice a proposito di un regalo che dovrebbe arrivare stamattina.

MONICA   - Beh, lui può permettersi di fare dei regali, vero? Lui la vende, qualche macchina, ogni tanto.

FISHER      - Calma, mia piccola "Thunderbird". Sbaglio o c'era una sfumatura di amarezza in quello che hai detto? Gli affari sono aumentati del cento per cento, quest'anno.

MONICA   - Il cento per cento di uno è pur sempre solo due.

FISHER      - Ma è un inizio. Ti accompagno all'aeroporto?

MONICA   - No. Basta che mi accompagni all'ascensore, e Kurt mi chiamerà un taxi, fuori. Dunque, Peter, promettimi che mangerai bene, men-tre sarò via.  Non mangi mai abbastanza.

FISHER      - Va bene, c'è la cucina piena di scatolame.

MONICA   - Già, e su tutte le etichette c'è scritto "whisky".  Io intendevo dire mangia come si deve. (Fisher prende su la borsa da viaggio di Monica e va verso la porta con quella, lasciando lei alle prese con il valigione)  Peter!

FISHER      - Oh, scusami, cara. Lascia che faccio io.

                  (Monica esce dalla porta di ingresso e Fisher va per solle-vare la valigia. E' pesantissima. Non se l'aspettava, e si trova squilibrato, per cui la valigia salta due gradini, por-tandosi dietro Fisher. Monica riappare sulla porta, dall'ingresso)

MONICA   - Presto, caro, c'è l'ascensore!

FISHER      - Moo-Moo, ma che ci hai messo, dentro?

MONICA   - Qualche vestitino.

FISHER      - Potevi tirarli fuori dall'armadio, prima!

                            (Escono entrambi in ingresso salutandosi.  Fisher riappare)

FISHER      - Ciao, cara.

MONICA   - (fuori) Ciao, caro!

FISHER      - (le grida dietro) Salutami tua madre.  Con un bastone.

                    (Chiude la porta di ingresso, corre al classificatore.  Apre il cassetto ne tira fuori il libricino e le carte, e lo chiude. Mentre si avvia verso il divano, il cassetto si apre lentamen-te. Squilla il campanello della porta di ingresso. Va nervo-samente verso la porta, e nota che il cassetto si è aperto, perciò chiude il cassetto n°1. Il cassetto n°2 si apre lentamente.  Fisher chiude il cassetto n°2.  Il cassetto n°1 si apre di colpo e lo colpisce alla testa. Fisher chiude il cassetto n°1. Contemporaneamente il cassetto n°4 si apre di colpo e lo colpisce alla gamba. Lui lo richiude con un calcio e quindi si precipita ad aprire la porta. Sulla porta appare Cadwallader, un uomo di mezza età, con un abito scuro da città e un cappello a bombetta.  Sfoggia dei baffi militareschi)

CADWALLADER - Il signor Fisher?

FISHER      - Sì?

                  (Cadwallader si schiarisce la voce rumorosamente)

CADWALLADER - Io sono - venuto - per - una - macchina.

FISHER      - (piacevolmente   sorpreso) Dio mio... Buongiorno. Si accomodi.

                  (Cadwallader entra. Fisher chiude la porta e lo raggiunge)

                   Dunque, lei vuole una macchina, signore?

CADWALLADER - No.

FISHER      - Mi spiace, avrei giurato che lei avesse detto di essere venuto per una macchina.

CADWALLADER - Infatti.

FISHER      - Ma non vuole una macchina?

CADWALLADER - No.

                    (Il viso di Cadwallader ha un tic. Fisher sta per parlare e poi torna indietro, nervosamente)

FISHER      - Allora, posso chiederle che cosa desidera?

CADWALLADER - (deliberatamente) Sono venuto per una macchina.

FISHER      - (frastornato) Oh Signore!

                    (Cadwallader socchiude gli occhi. Se possibile, la sua faccia è ancora più contratta)

CADWALLADER - Ripetiamo. "Sono venuto per una macchina".

FISHER      - Oh, bene.  "Sono venuto per una macchina".

CADWALLADER - (grida) No! Lei non deve ripetere questo.

FISHER      - Mi ha appena detto, proprio lei, di farlo.

CADWALLADER - Forse siamo partiti col piede sbagliato. Dimentichiamo tutto quello che è stato.

                  (Cadwallader si volta ed esce rapido dalla porta di ingresso e la sbatte)

FISHER      - Hanno fatto male a dimetterlo.

                  (Scampanellata alla porta di ingresso.  Fisher apre la porta. Cadwallader è là fuori)

CADWALLADER - Buongiorno. "Sono venuto per una macchina".

FISHER      - Cosa!  Ricominciamo?!

CADWALLADER - No! No!  Sbagliato!  Lei non mi ha mai visto prima d'ora.

FISHER      - Veramente speravo di non rivederla più.

CADWALLADER - Venga qui. Le darò un'altra possibilità. Ci pensi bene!  "Sono venuto per una macchina". E lei dice...

                  (Cadwallader aspetta, guardando speranzoso Fisher)

FISHER      - (esitante) "No, lei non"...?

CADWALLADER - No!

FISHER      - Ci rinuncio.

CADWALLADER - (ringhiando) Davvero?!

FISHER      - Sì, ecco, grazie tante per essere venuto.  Non la tratterrò.  La sua carovana la starà aspettando.

CADWALLADER - Lei non deve aver mai sentito parlare della BSI?

FISHER      - (rauco) British Security of Industry?

CADWALLADER - Già.

FISHER      - Può darsi. (Soavemente, alla "Bond") Qualcosa che ha a che fare con lo spionaggio industriale, ma davvero non saprei. Io sono sem-plicemente nel commercio dei vecchi motori, capisce?

CADWALLADER - (lo afferra per il bavero) Lei nega di essere un agente della BSI?

FISHER      - (fa un salto) Oh no, lei non mi incastra così, amico - non uno come lei! Io non ci casco in una trappola così, bello mio. Io non mollo la mia trappola finché non sento la parola d'ordine esatta.

CADWALLADER - Lei l'ha sentita dozzine di volte, la parola d'ordine esatta!  "Sono venuto per"...

FISHER      - (realizzando)  "...una macchina"!

CADWALLADER - Sì! Alla quale lei avrebbe dovuto rispondere, "Ho proprio il modello che fa per lei".

FISHER      - Oh, mi scusi. "Ho proprio il modello che fa per lei".

CADWALLADER - Non ha decodificato le istruzioni ricevute?

FISHER      - Beh - se vogliamo essere onesti, sono un po' in arretrato e stavo appunto incominciando a decodificarle qualche minuto fa.

CADWALLADER - Dov'è arrivato?

FISHER      - "Caro Fisher, Operazione imminente".

CADWALLADER - Oh, bravo!

FISHER      - Ricordo il messaggio della settimana scorsa.  Era un po' vago, ma diceva che un agente senior del quartier generale del controspio-naggio sarebbe venuto qui un dì di questa settimana.

CADWALLADER - Non era affatto vago. Diceva Lunedì, non "un dì".  Lunedì di questa settimana.

FISHER      - Oh, che sciocco!  Allora è oggi - più o meno.

CADWALLADER - Né più, né meno - esattamente.  Ma dove l'hanno pescato?  Non ci aspettiamo un genio, ma cerchiamo un minimo di intelligenza.

FISHER      - Oh, credo di essere all'altezza di questo minimo.

CADWALLADER - Non lo sa che è in corso una guerra?

FISHER      - (turbato) Dio santo!  Il giornale di stamattina non portava nessuna notizia...

CADWALLADER - Non una guerra armata. Alludo a una guerra sul fronte industriale. Dimentichi lo spionaggio militare, i suoi James Bond e la gente di Smiley. Tipi come noi - noi siamo la nuova élite.

FISHER      - Lo dicevo!  Lo siamo davvero?

CADWALLADER - Per questo dovrebbe camminare a testa alta - beh, insomma, un po' - ed essere fiero di quello che sta facendo.

FISHER      - Lo sono. Si fidi di me. Sono più sveglio di quello che sembro. (Dà una pacca amichevole nello stomaco di Cadwallader.  Si volta pallido, sfregandosi le nocche indolenzite, avendo urtato qual cosa di molto duro)

                   Che cos'ha lì sotto?

CADWALLADER - Qualcosa di cui mi fido molto più che di lei.

(Cadwallader tira fuori una pistola e la mostra, prima di riporla)

FISHER      - Lei non mi ha ancora messo alle corde. Ho fatto il corso, sa. (Fisher si esibisce in una serie di movimenti atletici che comportano alcuni colpi di karatè, thai, boxando e saltellando su e giù dai mobili.  Alla fine si lascia andare quasi come per caso sullo schienale del divano, lo manca, cade e scompare alla vista. Ricompare, vergognoso)

                   Quella era la cascata del Suma-Sofà.

CADWALLADER - lo preferisco ancora questa. (Si tocca lo stomaco) Ha letto attentamente le istruzioni della settimana scorsa?

FISHER     - Eccome. Alla lettera. Le conosco a memoria.  Ma mi rinfreschi la memoria.

CADWALLADER - Poiché il suo appartamento è il più vicino al muro di Ber-lino, deve essere il punto di incontro per un visitatore importante, che viene dall'Est.

FISHER      - Sì. Certo.

CADWALLADER - Noi la chiamiamo "operazione Manu".

FISHER      - Sì, certo.  Ricordo di averlo letto nelle istruzioni.

CADWALLADER - No, lei non ha letto niente.  Nelle istruzioni non c'era.

FISHER      - (rapidamente) Esatto. Era solo per controllare. (Gli dà una pacca condiscendente) Bravo!  Andiamo avanti.

CADWALLADER - (acido) Grazie.  Manu ci porterà i dettagli della più stupefacente e rivoluzionaria scoperta dopo l'invenzione dell'energia nucleare, per cui l'appartamento deve essere vuoto.

FISHER      - Oh, lo è. Voglio dire, lo sarà.  Spero.

CADWALLADER - Non c'è spazio per la speranza nel nostro gioco, Fisher. L'appartamento sarà vuoto, altrimenti saranno guai per lei. Se i Russi vengono a sapere di questo incontro, faranno saltare l'edificio e tutti quelli che vi si troveranno finiranno al creatore.

                  (Fisher nervosamente schizza la soda dal sifone sul tappeto)

FISHER      - (dissimulando l'agitazione) Prende un drink con me?

CADWALLADER - (annuisce) Gin.

FISHER     - Ora provo a versargliene un po' nel bicchiere. (Versa i drink) Devo dire, signore, che non è stato facile combinare il mio lavoro con la Midland Motors e con la BSI.

CADWALLADER - Ho sentito dire che la Midland Motors era in cattive acque.

FISHER      - No. Si è trattato solo di un piccolo inconveniente con la scatola del cambio. Mi manderanno i pezzi di ricambio con i particolari delle modifiche, nient'altro.

CADWALLADER - Spero che lei abbia ragione.

FISHER      - Grazie, e, a proposito, grazie per la sua comprensione riguardo alla decodifica. Sono stato fortunato.  Pensi se al posto suo fosse venuto quel loro mostro con l'ascia di guerra!

CADWALLADER - Chi sarebbe?

FISHER     - Lei deve conoscerlo.  Dicono tutti che è uno psicopatico, un tipo veramente paranoico.  Ha un tic spaventoso.  Come si chiama - Cavallo!

CADWALLADER - Cadwallader, vorrà dire.

FISHER     - No! Cadwallader? (Ridacchia) Non ci avevo mai pensato; ho sempre creduto che parlassero di "quel terribile ladro di Cavallo"! (Ride) Comunque (Porgendo il bicchiere) Lei come si chiama?

CADWALLADER - Cavallo.

                    (La mano di Fisher si contrae convulsamente e rovescia il contenuto del bicchiere.  Si riprende rapidamente)

FISHER      - Ma che coincidenza! Siete parenti? (Cadwallader si limita a fissarlo) Beve qualcos'altro?  La vecchia guardia, eh? (Versa un altro drink) E' venuto direttamente da Londra?

CADWALLADER - No, da Brema.

FISHER      - Il vecchio Tubby Fanshaw è il nostro agente BSI locale, vero?

CADWALLADER - (lo afferra) Lei non dovrebbe saperlo!

FISHER      - Non si agiti. Siccome anche lui si occupa di motori, ogni tanto ci incontriamo. Una sera ha alzato il gomito, ed è venuta fuori tutta la storia.  Ma non si preoccupi. Non ne abbiamo parlato con nessun altro.  Come sta il vecchio depravato?

CADWALLADER - Partito.

FISHER      - Oh? E' andato in pensione?  E' tornato nel Regno Unito?

CADWALLADER - No, sparato.

                    (Il contenuto del bicchiere di Fisher finisce di nuovo per terra, ed egli cerca di controllarsi)

FISHER      - (vuol sapere) Ehm - come?  Suicidio - o ... ?

CADWALLADER - (accarezzando la pistola nascosta) No comment.

FISHER      - (porge il bicchiere semivuoto a Cadwallader) Prenda questo.  Questa volta cerchi di non versarlo. (Fisher va a versarsi un drink) Quanto mi dispiace!... Mi era simpatico, il vecchio Tubby.  Abbia-mo passato delle belle ore insieme.  Qual era il suo problema?

CADWALLADER - Era sposato, ma aveva una relazione con una spogliarelli-sta di Amburgo.

FISHER      - (si sente in colpa) Amburgo! (Tracanna il proprio drink e afferra il bicchiere di Cadwallader)

CADWALLADER - Una sgualdrina dal linguaggio volgare e un gran seno.

FISHER      - (improvvisamente realizza) Charlie... trentanove... ventisei...

CADWALLADER - Cosa?

FISHER      - Dio mio! Che ora è? E' trentanove ventisei. (Fisher prende il bicchiere di Cadwallader, guarda l'orologio e nel far ciò inavvertitamente versa il contenuto del bicchiere di Cadwallader nel proprio bicchiere che è vuoto.  Rapidamente ne tracanna il contenuto ed ha un piccolo brivido) Beh, sarà bene che vada, adesso.  Lei sarà... voglio dire, vorrà squagliarsela e trovarsi un po-sto da qualche parte.

CADWALLADER - Io resto qui.  L'ora è una qualsiasi dopo mezzogiorno.

FISHER      - Oh, mio Dio!

                    (Cadwallader si appoggia alla scrivania, vicinissimo all'altoparlante dell'interfono, che improvvisamente entra in azione a pieno volume, facendo sussultare Cadwallader)

KURT        - (voce) Pronto!  Herr Fisher.  Mi sente?

                  (Fisher preme il pulsante di accensione)

FISHER      - Si?

KURT        - (voce) Kurt dal salone per Herr Fisher.

FISHER      - Sì, lo so chi è. Che cosa vuole?

KURT        - (voce) Vado a pranzo, per una decina di minuti.

FISHER      - Oh, allora era rientrato dal caffè?  Guten appetit.

KURT        - Danke, e vuole che le porti un bocconcino?

FISHER      - Oggi no, grazie. (Fisher preme il pulsante e spegne l'interfono)

E' il mio assistente... E quando dice "bocconcino", non vuol dire "bocconcino".  Lui ...

CADWALLADER - (taglia corto) Tanto meglio per lui.  Da sotto si sente cosa avviene in questa stanza?

FISHER     - Solo quando questo pulsante è in posizione "acceso". Sa, signore, io le suggerisco di fare due passi.

CADWALLADER - Perché?

FISHER      - Il suo aspetto non mi convince.

CADWALLADER - Se è per questo, neanche il suo convince me, ma per il momento siamo legati l'uno all'altro.

FISHER      - No, volevo dire, lei non si ha riguardo. Perché non fa due passi per il Kurfürstendamm e riacquista un po' di colorito?

                  (Fisher apre la porta di ingresso)

CADWALLADER - (apre la porta della cucina e poi la richiude) No, grazie.  Le dico io dove vorrei andare.

FISHER      - Dove vuole!  Basta che parli, e io la dirigerò.

CADWALLADER - (apre la porta dello spogliatoio e la richiude) La toilette.

FISHER      - (coglie la palla al balzo) Quella non è la toilette, è lo spogliatoio. Ho un'idea migliore. C’è un meraviglioso bagno pubblico all’ango-lo della Kaiserdamm e la Charlottenstrasse…

                  (Fisher incomincia a spingere Cadwallader verso la porta di ingresso. Cadwallader oppone resistenza. La porta rima-ne spalancata)

CADWALLADER - Non voglio andare in un bagno pubblico!

FISHER      - Ma quello non se lo deve perdere. Vengono turisti da tutto il mondo, per vederlo. Magnifico - una sinfonia di toni di grigio con dei mosaici di un gusto straordinario che rendono cosi bene l'idea...

CADWALLADER - Non mi interessano i gabinetti pubblici. (Lo guarda fred-damente) E neanche a lei, spero!  Dov'è?

FISHER      - Gliel'ho detto, all'angolo della Kaiser...

CADWALLADER - Questa, qui!

FISHER     - Oh, questa, qui, è quella. (Indica) Ma ho brutte notizie riguardo a questa toilette.

CADWALLADER - Non voglio notizie. Voglio solamente servirmene.

                  (Cadwallader esce dal fondo a sinistra)

FISHER      - (gli grida dietro) La responsabilità è sua!  E' una latrina!

                  (Heidi entra dalla porta di ingresso e incomincia ad accarezzare Fisher)

HEIDI         - Peter, tesoro, perché ci metti tanto?  Adesso abbiamo soltanto un'ora e mezza, prima che ritorni Otto.

FISHER      - Adesso no, Heidi.  C'è il dottore.  Mi sta visitando.

HEIDI         - Come mai?

CADWALLADER - (fuori scena) Fisher!

FISHER      - E' lui!  Il dottore!  Non deve vederti, direbbe che mi fa male per il cuore.

                  (Fisher spinge Heidi fuori della porta, e rimane con la borsetta di lei appesa al braccio.  Cadwallader entra e sussulta nel vedere Fisher che con aria indifferente fa dondolare una borsetta)

CADWALLADER - C'è qualcuno?

FISHER      - (involontariamente) Avevano sbagliato porta. (Cadwallader si accontenta della risposta ed esce di nuovo.  Fisher apre la porta e rende la borsa a Heidi, entrambi dicono "Danke", poi Fisher corre alla scrivania e preme il pulsante per accendere l'interfono) Kurt!

KURT        - (voce) Comandi?

FISHER      - Grazie al cielo è ancora li! Mi stia bene a sentire. C'è una ragazza di Amburgo ...

KURT        - Aha! Questa, non mi pare di conoscerla. Spero che sia buona come quella di Buckingham...

FISHER      - Zitto! Questo è un Allarme Rosso, Kurt. Dovrebbe arrivare una ragazza.  Se la vede, la mandi via.  E' questione di vita o di morte.

KURT        - Perché?  E' ritornata sua moglie?

FISHER      - No, e per carità non ne accenni neppure. Dica alla donna che sono uscito e che la contatterò più tardi. Oh, e la porti in albergo.

KURT        - Ja. Quale?

FISHER      - Oh Dio!  Dove alloggia.

KURT        - Io non lo so, dove alloggia.  Dove è alloggiata?

FISHER      - Non lo so! Per questo voglio che se lo faccia dire. (Pausa) Allora?

KURT        - Ehi, ma mi ha preso per Superman o qualcosa del genere?  Come posso essere già di ritorno?  Non sono ancora uscito!

FISHER     - Oh, lasci stare! (Fisher spegne l'interfono.  squilla il campanello della porta di ingresso e contemporaneamente, suona il telefono.  Egli esita tra 1 due, e va prima alla porta di ingresso. Fuori c'è' una figura dall'aspetto mascolino, con un casco in testa, occhiali e tuta, e un biglietto in mano) Kommen Sie in. Ich dovere una telefunken fare. (Fisher corre a rispondere al telefono e risponde voltando le spalle alla porta di ingresso. La figura entra e rapidamente si toglie il casco, gli occhiali e la tuta, e si rivela per una splendida, giunonica creatura, Mitzi, con indosso calze nere, giarrettiere e un bustino sexy. lancia il suo equipaggiamento e lo appende al volo all'attaccapanni, poi avanza al centro, preparandosi a cantare al telefono) Pronto ... Oh, Charlie... No, ancora niente ma so che cos'è quel "niente", e ti ammazzerei. Se non me ne libero, sono ...

MITZI        - (cantando) Tanti auguri a te, Tanti auguri a te, Tanti auguri, a Peter...

                  (Fisher si volta e vede Mitzi. Fa un salto e, senza pensarci, si caccia il telefono nella tasca dei pantaloni)

MITZI         - (canta di nuovo) Tanti auguri a te...

                  (Fisher si precipita su di lei e le chiude la bocca con una mano. quindi tira fuori il telefono dalla tasca)

FISHER      - (al telefono) Inutile gridare, da quella tasca non ci sento. (Fisher mette via il telefono, Mitzi ricomincia a cantare. Fisher si precipita di nuovo da lei) Zitta! Per favore!

CADWALLADER - (fuori scena) Fisher!

                            (Fisher spinge Mitzi sul divano)

FISHER      - E' lui!  Adesso si sdrai qui...

MITZI        - Senta, lo so che è la sua festa, ma non potremmo far due chiacchiere, prima?

FISHER      - Non volevo dire quello. Si sdrai li e non dica niente finché non le rivolgo io la parola. (Fisher la ricopre con i cuscini.  Cadwallader entra dal fondo a sinistra.  Fisher immediatamente  corre in fondo e incomincia a nascondergli la vista del divano). Ha chiamato?

CADWALLADER - Non c'è niente di strano in questa toilette.

FISHER      - Chi ha detto che c'era qualcosa di strano?

CADWALLADER - Lei.

                  (Ora Cadwallader gli passa davanti a lui e incomincia a girare per la stanza, con Fisher che fa sempre in modo da trovarsi tra lui e il divano)

FISHER      - Io?

CADWALLADER - Sì, ha detto di avere avuto cattive notizie là dentro.

FISHER      - E' vero.  Ero là dentro quando l'ho saputo.

CADWALLADER - Che cosa?

FISHER      - Preferirei non parlarne.  E' un argomento molto penoso.

CADWALLADER - (scuote la testa) C'è qualcosa di molto strano.

FISHER      - Nella toilette?

CADWALLADER - In lei.  Il modo in cui si comporta.  Se sta cercando di nascondermi qualcosa, lo scoprirò.  Ho occhi anche dietro la testa.

                  (Fisher rapidamente alza una mano a coprire la nuca di Cadwallader)

FISHER      - Nasconderle qualcosa?  Che cosa diavolo dovrei nasconderle?

CADWALLADER - Non lo so - ancora. Ma le consiglio di rispondere a qual-che domanda precisa. Che cosa c'è nel gabinetto pubblico di Charlottenstrasse?  Perché voleva che andassi là? E che cos'ha, questa toilette?  Perché non voleva che ci andassi? Perché reagisce come un colpevole a tutto quello che dico? (Adesso si sono allontanati abbastanza dal divano e Fisher si rilassa un poco)  E... Fisher?

FISHER      - Sì?

CADWALLADER - Un altro dettaglio che vorrà gentilmente spiegarmi...

FISHER      - Con piacere, signore, sarebbe?

CADWALLADER - Che cosa ci fa quella donna sul divano?

                    (Fisher guarda il divano e quindi torna a guardare Cadwallader)

FISHER      - Niente di particolare.  Sta semplicemente sdraiata.

                  (Prende il braccio di Cadwallader)

CADWALLADER - Chi è?

FISHER      - Domanda molto pertinente.

CADWALLADER - E sarà meglio che mi risponda che è sua moglie.

FISHER      - (sollevato) Magnifico.  Si!  Proprio cosi!  Chi altro, sennò? (Sul divano, Mitzi rimane stupita a questa uscita, ma non dice nulla. Si siede mentre Fisher accompagna Cadwallader verso di lei)  Ed ora, le presentazioni.  Questa è mia moglie... M... ehm...

MITZI         - Mitzi.

FISHER      - Mitzi! Sì, caro il mio vecchio amico. E' appena tornata dalla scuola di ballo. Che lo creda o no, è figlia di un vicario.

                    (Cadwallader la osserva, meditabondo)

CADWALLADER - Sì, lo so.  Conosco benissimo i precedenti di sua moglie. (A Mitzi) Mitzi, eh?

MITZI         - Esatto.

CADWALLADER - Credevo che si chiamasse Monica.

FISHER     - Una volta: ma adesso usa un altro diminutivo. E' Mitzi per brevità.

CADWALLADER - Come sta?

MITZI         - Benissimo, grazie.

FISHER      - Tesoro, voglio presentarti uno dei principali esponenti del BSI.

CADWALLADER - (vorrebbe strozzarlo) Pazzo!

FISHER     - (cambiando tono) E BSI, come forse avrai immaginato, significa British Sanitary Inspector.

CADWALLADER - (addolcito) Di prima classe!

FISHER      - Chiedo scusa. (A Mitzi) In questo caso, British Sanitary Inspector, Prima Classe.

MITZI         - E che cosa è venuto a fare?

FISHER     - E' qui per un corso, e ha cambiato le guarnizioni a tutti i rubinetti. (Si volta verso Cadwallader e gli dà una pacca) Grazie per essersi disturbato, signor Fawcet. (Cerca di accompagnare Cadwallader verso la porta) E' stato molto gentile a passare. Mi saluti la signora Fawcet e tutti i piccoli gocciolanti ragazzini...

                    (Cadwallader resiste al tentativo di Fisher di farlo uscire, e lo scansa da parte)

CADWALLADER - Non me ne vado finché non ho fatto un certo collegamento. E vorrei scambiare due parole con lei "in privato"... (Suo malgrado) Signore!

FISHER      - Oh? Mopsy, cara, fai una capatina in cucina e preparaci un bel caffè.

                  (Fisher si è avvicinato a Mitzi e incomincia a farle delle smorfie di complicità)

MITZI         - (smarrita) La cucina?

FISHER      - (un vago gesto verso destra) Sì, dove mi confezioni tutti quei deliziosi mandarini. (A Cadwallader) Mi vizia. (A Mitzi) Fila, Moosie, e chiudi la porta. (Mitzi si avvia verso destra e si dirige decisa verso lo spogliatoio, prima che Fisher, inorridito, possa fermarla. Cadwallader registra mentalmente la cosa. Guarda Fisher e la sua faccia ha una contrazione. Fisher gli lancia un sorriso e fischietta disinvolto. Una lunga pausa, poi si sente bussare alla porta dello spogliatoio. Inespressivo) Vieni fuori! (Mitzi esce dallo spogliatoio, vergognosa.  Fisher ora le indica di straforo la porta della cucina e Mitzi va in cucina, chiudendo la porta alle sue spalle)

CADWALLADER - Fisher... ?

FISHER      - (interrompe) Può anche chiedermi perché Mumsie è entrata nello

                   spogliatoio.

CADWALLADER - Perché Mumsie è entrata in quello spogliatoio?

FISHER      - Può ben chiederlo.

CADWALLADER - L'ho chiesto.

FISHER     - Senza occhiali è circa come un pipistrello, e questo è il primo giorno senza le lenti su - in. O è questo, il motivo, oppure le ha messe al contrario.

CADWALLADER - Ma che va borbottando?!

FISHER      - No! Sono le nuove lenti a contatto.  Senza quelle, è persa.

CADWALLADER - Non so proprio perché perdo tempo con stupidaggini simili!

FISHER      - Neppure io.

CADWALLADER - Perché lei è un uomo morto, Fisher. La scappatella di Tubby Fanshawe con la sua spogliarellista era niente, al suo con-fronto. Se avesse letto le sue istruzioni, saprebbe che avrebbe dovuto liberarsi di sua moglie.

FISHER      - Farla fuori?

CADWALLADER - No, idiota! Mandarla via da Berlino durante l'operazione Ha. La sua presenza qui è un disastro.  Disastro!

FISHER      - Oh, si può fidare della vecchia Mimsie.

CADWALLADER - Ma che intende dire, fidarsi? (Lo prende per il bavero) Badi, Fisher, se lei ha ascoltato quello che è successo, lei è finito - finito - quant'è vero che mi chiamo Walter Cadwallader.

FISHER      - No, no!  Non può avere ascoltato.  Impossibile.

CADWALLADER - Impossibile?  E' forse sorda?

FISHER      - (coglie la palla al balzo) Se n'è accorto? Sorda come una campana.

CADWALLADER - Ma non ha detto che era cieca come un pipistrello?

FISHER      - Anche sorda.  Un tragico incidente di pesca.

CADWALLADER - Ma quando le parla, lei risponde.

FISHER      - Legge le labbra. Non ha notato come avvicino la mia faccia alla sua, quando le parlo?

CADWALLADER- (a scoppio ritardato) Pesca...? Come si fa a diventare sordi dopo un incidente di pesca?

FISHER     - La prego!  Non mi va di parlarne.  Senta, signore, il problema non esiste!  Mi libererò di lei, come ha detto.  Posso metterla fuori di casa e farla partire in bicicletta nel giro di cinque minuti...

CADWALLADER - No. Non posso correre rischi. Non può uscire di casa né telefonare. L'avverto che c'è un mio uomo, fuori, che ha l'ordine perentorio di arrestare chiunque mi provochi dei problemi.  Devo solo fare una telefonata riservata dalla sua camera da letto. (Fisher  indica il telefono) No, non mi fido di quell'interfono.

                            (Cadwallader esce dal fondo a sinistra. Heidi irrompe attraverso la finestra.  Ora indossa un piccolo copricostume e un ridottissimo bikini)

HEIDI         - Peter, ma che succede?  Ci è rimasta solo un'ora.

FISHER      - Adesso no, cara!

CADWALLADER - (fuori scena) Fisher!  La cartella!

FISHER      - E' lui!

                    (Fisher ha un sussulto, sbatte Heidi al centro del divano.  Afferra un tappeto alla sinistra del divano e in fretta copre con esso entrambi.  Heidi e' completamente nascosta, e cosi' la parte inferiore di Fisher.  Quando entra Cadwallader, Fisher si abbandona all'indietro con aria indifferente, come se stesse riposando; ma ora sotto il tappeto incomincia a succedere qualcosa che gli fa contrarre il volto spasmo-dicamente. Si sposta, cercando di non mostrare nulla.  Solleva un poco il tappeto e lancia un'occhiata accusatrice in direzione di Heidi. Cadwallader osserva la scena, perplesso)

CADWALLADER - Che sta facendo, sotto quel tappeto?

FISHER      - Niente di importante.  Sto solo allungando le gambe.

                  (Mentre Fisher parla, le gambe di Heidi spuntano dal lato destro del divano, il che da la sensazione che Fisher abbia un corpo straordinariamente lungo - e scarpe con tacchi alti. L'attenzione di Cadwallader e' distolta dal telefono che squilla)

CADWALLADER - Forse è per me.  Rispondo io di là.

                  (Cadwallader esce di nuovo dal fondo a sinistra.  Fisher afferra la mano di Heidi e la trascina verso la porta di ingresso)

HEIDI         - Chi era, quello?

FISHER     - Un investigatore privato, assunto da mia moglie per spiare te e me.  Perciò devi andartene.

HEIDI         - Ma, Peter, io voglio stare con te ...

FISHER      - Sì, Heidi, dopo, dopo...

(Fisher la spinge fuori della porta e la chiude. Mitzi entra dalla cucina)

MITZI         - Mi scusi... ?

FISHER      - (gira su se stesso) Oh no!  Non un'altra!

MITZI         - Senta, si rende conto che io sono il regalo che Charlie le ha mandato da Amburgo per il suo compleanno...? Io ho trovato lavoro qui a Berlino, e cosi Charlie...

                  (Fisher, spaventato, guarda in fondo a destra)

FISHER      - Sì, sì.  Parli sottovoce, se non le dispiace.

MITZI         - Sono capitata in un momento sbagliato?

FISHER      - Più sbagliato di quanto lei immagini, signorina... ehm...

MITZI         - Mitzi.  Mitzi von Zeppelin.

FISHER     - Signorina von Zeppelin, mi dispiace terribilmente che lei sia rima-sta coinvolta in questo...

MITZI         - (con filosofia) C'est la vie.

FISHER      - Devo dire che lei parla molto bene inglese.

MITZI         - (ride) Lo spero bene.  Sono nata a Steatham.

FISHER      - Oh! Suo padre o suo nonno era uno Zeppelin?

MITZI         - No. E' solo il mio nome d'arte - von Zeppelin.  Bene, ora devo scappare.

FISHER      - Lei deve rimanere qui.

MITZI         - Non posso. Stasera ho un grande spettacolo per una folla di giapponesi e relative cineprese.  Sono una ballerina.

FISHER      - Classica o moderna?

MITZI         - Beh, una via di mezzo - spogliarellista.

FISHER      - (folgorato) Spogliarellista!

MITZI         - Se preferisce un altro regalo di compleanno, venga a vedere lo spettacolo.  E' molto piccante.

FISHER      - Mi dispiace, ma lei non può andarsene.

MITZI         - Chi lo dice?

FISHER      - Lui, il capo - Ispettore Sanitario.

MITZI         - Al diavolo! Che c'entra questo con un Ispettore Sanitario?

FISHER      - Niente.

MITZI         - (accingendosi ad andarsene) Allora, d'accordo.

FISHER     - No, Mimsie, le spiego. (Abbassa la voce) Non è un Ispettore Sanitario.  E' il capo della buoncostume di Berlino, ed ha requisito l'appartamento.

MITZI         - (allarmata) Oh, cavolo!  Allora prima me ne vado, meglio è!

FISHER      - (trattenendola ancora) No! Come si chiama il club dove fa lo spogliarello, stasera?

MITZI         - Il Kammerspielergtossekleinestachelschweinegrippenhouse.

FISHER     - Oh no!  Lo stacher - stashy -... coso.  Ce l'avevo sulla punta della lingua. Stasera farà una irruzione là e in altri locali. Sono cinque anni, per tutti quelli coinvolti.

MITZI         - Cinque anni!

FISHER      - E nessuno sconto per le spogliarelliste.

MITZI        - Allora non posso neppure tornare all'albergo.  E' proprio vicino al locale.

FISHER     - (soddisfatto) Certo che non può.  Questo sistema ogni cosa.  Lei è mia moglie e resta qui.  E' l'unico modo per farla franca.

MITZI         - Grazie, ma farei meglio a telefonare al club e avvertirli.

FISHER      - No, è verboten.

MITZI         - Perché?

FISHER     - Il signor Fawcet ha bloccato tutti i telefoni del vicinato.  Ora, se lei vuole fingere di essere mia moglie, sarà bene che le dia qualche informazione di base.

MITZI         - Sì, forse è meglio!

FISHER     - Cerchi di ricordare attentamente questi fatti. Il suo nome da ragazza era Ruddle.  Suo padre, nome di battesimo John, è vicario di San Tommaso, Cheltenham.

MITZI         - (manda a memoria) John... Thomas... Cheltenham... (Scoppia a ridere) John... Thomas...

FISHER     - Ssh!  La prego, cerchi di ricordare che è stata educata nell'istituto per Signorine di Cheltenham. (A se stesso) A chi la dò a bere, questa! (A Mitzi) In seguito, è diventata una famosa saltatrice.  Tanto che la nostra camera da letto è piena dei suoi trofei d'argento.

                  (Entra Cadwallader dal fondo sinistra.  si avvicina a Mitzi, avvicina il proprio viso al  suo, scandisce le parole e mima una coppa con le mani)

CADWALLADER - Spero che non le dispiaccia, ma stavo ammirando le sue coppe, signora Fisher.

(Mitzi è fiera delle informazioni date, e le dà una pacca sul braccio)

MITZI         - Trentanove.

CADWALLADER - Ancora qualcun'altra e non entreranno più sul caminetto.  Lei deve essere una delle più veloci ragazze della equitazione - sotto i quarantadue, vero?

MITZI        - Ooh, si fa molto prima, quando il pubblico ti incita. E' velcro, capisce, e con un bello strappo...

FISHER      - (interviene) FRUSTINO!  Il signor Fawcet sta parlando di tutte le coppe che hai vinto saltando gli ostacoli, a cavallo del caro vecchio Velcro.

MITZI         - Oh! Oh, certo.

CADWALLADER - Quante mani?

MITZI         - Due - beh, se uso il frustino, una sola.

                    (Cadwallader rinuncia)

CADWALLADER - (a Fisher) Non legge bene i movimenti delle labbra, eh?

                    (Cadwallader di nuovo si appoggia alla scrivania vicino all'altoparlante dell'interfono.  Improvvisamente esplode la voce di Kurt, facendo sussultare Cadwallader)

KURT        - Bitte!  Kurt dal salone chiama Herr Fisher!

                    (Fisher si avvicina e attiva l'interfono)

FISHER      - Sì, Kurt?

KURT        - Credo che rimarrà soddisfatto di me.

FISHER      - Lo spero.  A che proposito?

KURT        - Le ho comprato due bei vestitini e una gonna di maglia. (Fisher appare imbarazzato.  Cadwallader gli lancia un'occhiata) Uno bleu, uno rosso e ...

FISHER      - Al diavolo i colori.  Li riporti indietro.

KURT        - Non vuole più i vestiti?

FISHER      - Non voglio vestiti e non voglio una gonna, Kurt.  Ho da fare.  Nient'altro?

KURT        - Ja. Ho ricevuto due misteriosi messaggi telefonici a proposito di un usignolo che viene dalla zona Est.

CADWALLADER - (agitato - afferra l'interfono) Ripeta!  Le parole esatte

KURT        - Che ha fatto alla voce, Herr Fisher?  Ha un rospo in gola?

FISHER     - No. Ripeta come ha detto... come ho detto... quello che hanno detto.

CADWALLADER - (sussurra) A proposito dell’usignolo.

FISHER      - A proposito dell’usignolo.

KURT        - Ma che cosa c'è, l'eco? Per due volte un uomo ha chiamato dicendo "L’usignolo dell'Est ha preso il volo e canterà".

CADWALLADER - (sussurra a Fisher) Queste telefonate dovrebbero arrivare qui.  Qualcuno a Londra deve essersi sbagliato.

FISHER      - (nell'interfono) Kurt, se arrivano altre telefonate come questa, le    passi direttamente  quassù.

KURT        - Ja. Passo e chiudo.

                  (Fisher disattiva l'interfono. Cadwallader desidera         chiara-mente sbarazzarsi di Mitzi)

CADWALLADER - Le dispiacerebbe chiedere a sua moglie se quel caffè è già   pronto?

FISHER      - Certo. Mi scusi. (Poi scandendo) Il caffè, Mimsie.

MITZI         - Non lo trovo.

FISHER      - Sullo scaffale, dov'è sempre stato.

MITZI         - Quello l'ho trovato. Non trovo il fornello.

CADWALLADER - Cosa?!

FISHER      - (scusandosi, sottovoce) Anche la memoria non funziona troppo     bene. (Poi, tono normale)  Le andrebbe qualcos'altro?

CADWALLADER - Avrei un certo appetito; magari una omelette.

FISHER      - Hai sentito, Mopsy? (In fretta) No, certo che non puoi sentire. (Le          scandisce in faccia) Una omelette.

                  (Cadwallader esce sul balcone)

MITZI         - Non ho mai cucinato un'omelette.

FISHER      - Non importa.  Prenditi un libro di cucina e leggi.

MITZI         - Va bene. (Si avvia, si ferma) Come si scrive?

FISHER      - (non lo sa) O, doppia M... No, O, E, M... Oh, cerca sotto "uova"!

                  (Mitzi esce in cucina.  Cadwallader rientra dal balcone)

CADWALLADER - Quel messaggio significa che Manu è in viaggio con la roba.  Magnifico!

FISHER      - Super!

CADWALLADER - Da quante parti si arriva da qui al tetto?

FISHER     - O dalla porta di ingresso e su per le scale, oppure dal balcone, per la scala antincendio. (Cadwallader fa per allontanarsi) Mi scusi, signore, ma se devo essere una pedina nel gioco, non dovrei sapere qualcosa di più su questo Manu e sul suo aspetto?

CADWALLADER - Non posso aiutarla in questo. Nessuno lo sa. E' come un

                   camaleonte: maestro del travestimento. Può indossare qualsiasi abito. A proposito di abiti, perché aveva ordinato abiti femminili, poco fa?

FISHER      - Kurt ha capito male.  E' stato un malinteso.

                    (Cadwallader gli lancia un'occhiata)

CADWALLADER - Lei commetterebbe un grosso errore se si imbarcasse in cose del genere. A partire dalla primavera prossima, liquideremo tutti i travestiti.

FISHER     - (deciso) Oh, io non ci starei bene - non con le mie ginocchia.  Scusi.  Ma che cos'ha di tanto eccitante la visita di Manu?

                  (Fisher si versa un altro drink)

CADWALLADER - Ha attraversato tutta la Russia sovietica - Siberia, Mongolia - ma finalmente ha beccato qualcosa tra gli Urali.

FISHER      - Che sfortuna!

CADWALLADER - Ed è certo al novantanove per cento che ce lo trasmetterà.

FISHER      - Allora dovremo stare attenti a lavare bene le tazzine.

CADWALLADER - Lei è un tipo curioso, Fisher. Non capisco neanche la metà di quello che dice.

FISHER     - Se è per questo io non capisco niente di quel che dice lei.  Insomma, che cosa ha beccato negli Urali?

CADWALLADER - I particolari di una incredibile scoperta russa.

FISHER      - In che campo?

CADWALLADER - Pensi a una batteria, delle dimensioni di una scatola di fiammiferi, in grado di mandare un grosso torpedone da turismo a settantacinque miglia l'ora per mille miglia, senza bisogno di ricarica.

FISHER      - Mille miglia!

CADWALLADER - Senza ricarica!

FISHER      - (un fischio)

CADWALLADER - Pensi ai vantaggi per la nostra industria.

FISHER      - Ma - e gli altri paesi?  Non sono ansiosi di metterci su le mani?

CADWALLADER - Ci può scommettere, e la Russia farà l'impossibile per recuperarli. E' uno dei motivi per i quali ho un tiratore scelto armato sul tetto.

FISHER      - Armato!

CADWALLADER - Lo so! Ma non posso lasciarmelo sfuggire. E' il mio momento. (Un tic e una risatina diabolica) E un bel colpo per gli Yankees!

FISHER      - Yankees?  Credevo che fossero dalla nostra parte.

CADWALLADER - Vuole scherzare! Sono spietati. (Un "beep" acuto.  Cadwallader tira fuori dal taschino interno della giacca un ricetrasmittente) Ascolto. (Segue un lungo rumore metallico, acuto, inintelligibile. Cadwallader ascolta attentamente, annuendo col capo di tanto in tanto.  La voce si ferma)  Molto interessante.  Salgo subito.  Chiudo. (Cadwallader spegne, ripone l'apparecchio nel taschino interno, si volta verso Fisher che chiaramente non ha capito una parola) Prenda nota, Fisher.

FISHER      - (una smorfia) Sì, signore!

                  (Cadwallader esce dalla porta finestra sul balcone. Si sente suonare alla porta. Fisher l'apre e vede Heidi, sempre in accappatoio e bikini. Contemporaneamente Mitzi esce dalla cucina con una padella in mano)

MITZI         - Ne ho abbastanza. Non posso andare avanti cosi ...

                  (Fisher trattiene fuori Heidi. Questa non può vedere Mitzi grazie alla posizione della porta)

FISHER      - (a Mitzi) Non ora, cara. Fuori!

                  (Mitzi  fugge di nuovo in cucina)

HEIDI         - (affacciandosi) Chi è?

FISHER      - La mia vecchia mamma. Non ce la fa più. Sta andando via, e anche tu devi andartene.

HEIDI         - Ti prego! Voglio stare con te.  Devo stare con te!

FISHER      - No, so benissimo che abbiamo solo quarantacinque minuti, ma ...

HEIDI         - Non è questo!  Credo che Otto stia cercando di farmi uccidere.

FISHER      - Oh, ma andiamo, Heidi!  Non lo farebbe mai.

HEIDI         - Ho visto uno sul tetto.  Aveva una pistola!

FISHER      - No... so chi è, quello.  Sarà ...

CADWALLADER - (fuori scena, bussando) Andiamo!  Fatemi entrare! (Fisher immediatamente spinge Heidi tra cappelli e cappotti appesi all'attaccapanni vicino alla porta.  Con un movimento solo le pone in capo un cappello e un cappotto sul corpo, mentre i piedi sono nascosti da un paio di stivali, il tutto era in loco fin dall'alzarsi del sipario.  Cadwallader continua a bussare.  Fisher apre la porta e vediamo Cadwallader. Arrabbiato) Non ha sentito che bussavo?

FISHER      - Spiacente, non riuscivo a trovare la porta. (Le braccia di Heidi si sovrappongono a quelle di Fisher cosicché si identificano con le sue.  Gli sbottona la camicia e gli accarezza il torace. Fisher fa del suo meglio per apparire normale) Non trova che faccia un po' troppo caldo, qui dentro?

CADWALLADER - (ignorandolo) Il mio tiratore armato sul tetto ha una          postazione cieca. C'è un altro balcone di là, vero?

FISHER      - Sì, fuori della camera da letto grande.

CADWALLADER - Vado a vedere.

                  (Cadwallader esce.  Fisher si volta verso Heidi)

FISHER      - Resta lì fino al mio ritorno.

                  (Fisher esce dal fondo a sinistra. Heidi esce da dietro l'attaccapanni e si dirige verso la cucina.  Fuori scena, si sentono le voci degli uomini.  Heidi in fretta si infila nello spogliatoio e chiude la porta mentre Fisher e Cadwallader rientrano dal fondo a sinistra)

CADWALLADER - Inutile.  Resti qui, Fisher.  Io vado di sopra a far spostare l'uomo sul tetto.

                  (Cadwallader esce dalla finestra e scompare. Fisher va all'attaccapanni e gli rivolge la parola; al tempo stesso continua a guardarsi alle spalle per assicurarsi che Cadwallader non sia di ritorno)

FISHER      - O.K. Puoi uscire, fai presto.  Non startene lì appesa. (Mitzi esce dalla cucina e vede Fisher che fruga tra i cappotti) Andiamo, fai presto!  Può tornare da un momento all'altro!

                  (Fisher non ottiene risposta, si rende conto che Heidi non è lì e si volta, sollevato)

MITZI         - Le capita spesso di parlare con l'attaccapanni?

FISHER      - (preso in contropiede) Cosa?

MITZI         - Dov'è l'uomo della buoncostume?

FISHER      - Vorrei tanto che precipitasse giù dal tetto.

MITZI         - Se non è in circolazione, perché non posso squagliarmela?

FISHER      - Se ci tiene alla vita, resti dov'è.  Come va l'omelette?

MITZI        - La ricetta, l'ho trovata. Dice: "Sbatti le uova finché non si rompono". Beh, le ho sbattute e si sono rotte, ma ci vorrà una giornata per tirar via i cocci dei gusci.

FISHER      - No, Mitzi. Lei deve togliere le uova dal guscio prima di romperlo.

MITZI         - Lo racconti a un'altra!

FISHER      - Voglio dire, l'interno dell'uovo fuori del guscio.

MITZI         - (furbescamente) Oh! fare un buchino con uno spillo e aspirarlo?

FISHER      - Immagino che quello sia un metodo.  Ci provi.

MITZI         - (allontanandosi) Va bene, signor Fisher.

                    (Mitzi torna in cucina)

FISHER      - E per favore, lei dovrebbe essere mia moglie.  Mi chiamo Peter. (La porta di ingresso si apre ed entra Monica. Fisher ha seguito Mitzi e sta sulla porta della cucina)

MONICA   - Peterkins!

FISHER      - (senza voltarsi) Che strano, mia moglie mi chiama cosi!

MONICA   - Scommetto che sei sorpreso di vedermi!

FISHER      - Maledizione!

                  (Fisher si rende conto improvvisamente della presenza di Monica. Come un lampo sbatte la porta della cucina con tale violenza che la maniglia gli resta in mano.  Fa una smorfia dolorosa a Monica e si rende conto di avere la maniglia in mano. Monica lo guarda)

MONICA   - C'è qualcosa che non va?

FISHER      - No. Solo un paio.  Moo-Moo, come mai sei di nuovo qui?

                  (Prende la maniglia e furtivamente la rimette al suo posto)

MONICA   - Non ci crederai ma il volo è stato rimandato un'altra volta.  Adesso devono sostituire un motore. Non ho potuto avvertirti perché a ogni telefono c'era una fila lunga un chilometro, e cosi sono saltata su un taxi e sono ritornata a casa.  Non è successo niente di eccitante?

FISHER      - Niente di niente.

MONICA   - Oh, sono cosi accaldata e sudata, che devo farmi un bagno.  Non sono riuscita neppure ad avere una tazza di té, all'aeroporto.  Sono completamente disidratata. (Improvvisamente va verso la porta della cucina) Ne vuoi anche tu?

FISHER      - (terrorizzato) NO!

MONICA   - (leggera) "No, grazie".  Un po' di forma!

                  (Monica esce in cucina.  Fisher alza le spalle.  guarda rassegnato l'orologio e conta forte i secondi)

FISHER      - Uno, due, tre

                  (Arrivato a tre, come un prestigiatore, Fisher fa un gesto verso la porta della cucina e subito Monica entra, chiu-dendosi la porta alle spalle)

MONICA  - Peter?

FISHER      - (disperato) No?

MONICA   - Là dentro c'è una ragazza col sedere all'insù che sta spargendo un uovo per terra.

FISHER      - No. Veramente lo sta raccogliendo.

MONICA   - Perché?

FISHER      - Sta facendo la prima omelette della sua vita.

MONICA   - E perché la fa nella nostra cucina?

FISHER      - Mi sembri un po' incuriosita.

MONICA   - Puoi ben dirlo.

FISHER      - Ricordi come eri preoccupata che non ne avessi abbastanza?

MONICA   - Abbastanza di che?

FISHER      - Da mangiare.

MONICA   - Oh, ebbene?

FISHER      - Ecco, per una strana coincidenza il vecchio Helmut Hackman del terzo piano ha dovuto partire all'improvviso e mi ha chiesto se potevo utilizzare una semplice cuoca per un paio di mesi.

MONICA   - Semplice?  L’hai guardata bene?

FISHER      - No.

MONICA   - E' molto graziosa.

FISHER      - Ah sì? (Apre la porta della cucina, si affaccia, la richiude) Il tuo occhio di lince le individua subito.

MONICA   - Ho individuato anche il suo strano abito.

FISHER     - No, no, quello non è un abito. E' appena rientrata dalla lezione che prende per mantenersi in forma.

MONICA   - Mantenersi in forma per cosa?

FISHER      - Beh, non ha ancora funzionato.  E' triste.  Molto triste.

MONICA   - Di che si tratta?

FISHER      - E' sorda come una campana.

MONICA   - Oh no!  Così giovane ...

FISHER      - Le conseguenze di un tragico incidente.

MONICA   - …in cucina?

FISHER      - No. Di caccia.

MONICA   - Com'è stato?

FISHER      - Non ne ho idea.

MONICA   - Non gliel’hai chiesto?

FISHER     - Sì, ma non ha capito una parola di quello che ho detto.  Bevi qualcosa?

                  (Fisher va verso il mobile bar.  Si sente un colpo distinto proveniente dallo spogliatoio.  Monica sussulta; ha l'aria spaventata)

MONICA   - (sussurra) Hai sentito?

FISHER      - (sincero) Sì.  Forse era la cuoca.

MONICA   - (sussurra) Secondo me c'è qualcuno nello spogliatoio.

FISHER      - No; sicuramente no.

MONICA   - Ti dico che ho sentito qualcosa.

FISHER      - Sarà un topo.

MONICA   - No. Un rumore troppo forte per un topo.  Vai a vedere.

FISHER     - Agli ordini! (Va verso lo spogliatoio) Qualcuno nello spogliatoio! Ci mancherebbe! (Apre la porta dello spogliatoio e vede Heidi, che Monica non è in grado di vedere. Fisher barcolla leggermente e trema sulle ginocchia, ma si riprende immediatamente.  Si volta calmo verso Monica) Hai visto!  Niente!  Ma vado comunque ad assicurarmi meglio. (Entra deciso nello spogliatoio e chiude la porta. Monica aspetta, con espressione perplessa.  La porta dello spogliatoio si riapre e Fisher esce quasi immediatamente, chiudendosi la porta alle spalle) Sì, avevi ragione. Allora, che cosa volevi bere?

MONICA   - Ragione a che proposito?

FISHER      - Lo spogliatoio... Gin e tonic?

MONICA   - Che cos'era, allora - un topo?

FISHER      - No. Ghiaccio e limone?

MONICA   - E va bene.  Andrò a vedere di persona.

(Monica fa un passo verso lo spogliatoio.  Fisher è rassegnato)

FISHER      - Non ce n'è bisogno.  Adesso esce.

MONICA   - (si ferma, si volta) Chi?

FISHER      - Heidi, naturalmente.

MONICA   - Heidi?

FISHER      - Sì. Hai detto ghiaccio?

MONICA   - E perché "naturalmente"?

FISHER      - Beh, non può starsene là dentro tutto il giorno, no?

                  (Versa il gin)

MONICA   - Peter, chi è Heidi?

FISHER      - La cameriera.

MONICA   - Cameriera! Tra poco non mi dirai che abbiamo pure un maggiordomo

                    (Fisher registra la cosa, dentro di se', memorizzandola per un futuro impiego)

FISHER     - Te l'ho detto che il vecchio Helmut mi ha pregato di tenere il suo staff.

MONICA   - No, tu hai parlato soltanto di Mitzi la cuoca.

FISHER      - Sì, ma prendendo Mitzi la cuoca, ho dovuto prendere anche Heidi la cameriera.  Non potevo avere l'una senza l'altra.  Fanno coppia fissa.

MONICA   - Che cosa sta facendo nello spogliatoio

FISHER      - (pronto) Le pulizie di primavera.

MONICA   - Ma è agosto!

FISHER      - Già!  Forse lei non lo sa.  In primavera non c'era. (Va ad aprire la porta dello spogliatoio) Venga fuori, Heidi, si riposi. (Heidi esce.  Si e' tolto l'accappatoio e ha indossato un grembiule da lavoro trovato nello spogliatoio.  Ha in mano un piumino. Si inchina davanti a Fisher e gli porge il piumino, che egli accetta come un mazzo di fiori) Grazie.  Li metterò in fresco.

HEIDI         - Guten tag.

FISHER      - Ah, Heidi.  Le presento - ehm - ah - (Cerca di riflettere)....

MONICA   - Oh, non disturbarti. (A Heidi) Sono la signora Fisher.

FISHER     - E' evidente. SI, questa è mia moglie Mitzi Fisher la signora Fisher.

MONICA   - Vado a telefonare a mammina.

FISHER      - Via, Moo-Moo, non essere precipitosa ...

MONICA   - Devo dirle che ritardo.  E poi vado a fare un bagno.

                  (Monica esce dal fondo a sinistra)

FISHER      - (si volta verso Heidi) Credevo che te ne fossi andata.

HEIDI         - No. Mi dispiace per tua moglie.

FISHER      - Anche a me, ma non è questo il punto.

HEIDI        - E' stata una buona idea quella di farmi passare per la cameriera.  Così posso starmene tranquillamente qui.

                    (Heidi avanza verso la cucina)

FISHER      - (spaventato) Dove vai?

HEIDI         - A prepararti un buon caffè.

FISHER     - (voce strozzata) No! (Prima che possa fermarla, Heidi entra in cucina.  Fisher si lascia cadere sul divano, guarda l'orologio. Contando ad alta voce) Uno, due, tre - (Fisher fa il gesto del prestigiatore, e Heidi rientra, chiudendo la porta)

HEIDI        - Non vorrai farmi credere che quella ragazza in cucina è tua madre?!

FISHER      - No, d'accordo.

HEIDI         - Chi è, allora?

FISHER      - Un telegramma cantante.

HEIDI         - Voglio la verità.

FISHER      - Una spogliarellista di Amburgo.

HEIDI         - Non darmi risposte sciocche.  Chi è?

FISHER      - Se dico Mitzi, una brava semplice cuoca, mi crederai?

HEIDI         - Sciocco!  Perché non me l'hai detto?

FISHER      - Ecco... io... non pensavo che mi avresti creduto.

HEIDI         - Una cuoca?  Mi farebbe qualcosa?

FISHER      - Beh, non saprei, glielo chiedo.  Mitzi!

                    (Mitzi esce dalla cucina con un uovo e una pagliuzza)

MITZI        - Senta, ho fatto il buco e ho provato a soffiare e succhiare, ma non esce niente.

FISHER     - Provi con due buchi, e a proposito, adesso ci servono due omelettes.  Poco cotte in mezzo, ben dorate sopra.  Si sbrighi!

                  (Fisher spinge di nuovo Mitzi in cucina e chiude la porta)

HEIDI         - (adorante) Come sei autoritario!

FISHER      - Bisogna tenerle al loro posto.  A proposito, tu faresti meglio ad andare nella stanza degli ospiti, (Indica) da quella parte.

HEIDI         - Ma che faccio, da sola?

FISHER      - C'è un bel terrazzino.  Mettiti lì in costume da bagno.

HEIDI         - Se almeno venissi anche tu.

FISHER     - Verrò. Dammi solo il tempo. (Heidi lo bacia mentre Cadwallader entra in silenzio dalla finestra.  Li guarda con gli occhi sbarrati.  Fisher nervosamente mette fine all'abbraccio) Attenta.  Potrebbe entrare qualcuno. (Cadwallader si schiarisce la voce.  Fisher sussulta ma non si volta) E' entrato qualcuno. (Fisher si volta mentre Cadwallader avanza minaccioso verso di loro.  Heidi accenna a un saluto.  Fisher assume un tono autoritario con Heidi) Puoi andare, Heidi.  E adesso non dimenticare, aspirapolvere nella stanza, e lucidare le coppe! (Heidi si inchina di nuovo ed esce da destra. A Cadwallader) Cara ragazza. Vuole un drink?

CADWALLADER - Chi è?

FISHER      - (si guarda attorno) Dove?

CADWALLADER - La donna che deve lucidarsi le coppe.

FISHER      - Oh, lei.  La cameriera.

CADWALLADER - (una contrazione) Una cameriera?!  Non mi ha detto di avere una cameriera.

FISHER      - Non me l'ha mai chiesto.

CADWALLADER - Ma lei la stava baciando.

FISHER      - Sì.

CADWALLADER - Perché?

FISHER      - Mi pare ovvio.  Stavo consolando la povera creatura.

CADWALLADER - Consolando?  Ma se sprizzava allegria da tutto il viso.

FISHER      - Sorrideva tra le lacrime. Aveva appena ricevuto delle brutte notizie...

CADWALLADER - (lo afferra per il bavero) Se si tratta della toilette..

FISHER      - Non è la toilette.  Suo padre.  C'è stata una tragica sparatoria.  E' rimasto ucciso.

CADWALLADER - Dove?

                            (Fisher guarda il quadro del cervino dietro la scrivania)

FISHER      - Il Cervino.

CADWALLADER - Uno scala il Cervino.  Uno va a sciare sul Cervino, ma chi si mette a sparare sul Cervino?

FISHER      - Giusto un pazzo sconsiderato.

CADWALLADER - Sicché è in lutto?

FISHER      - Lutto stretto.

CADWALLADER - La domanda può sembrare sciocca, ma se è in lutto, come mai se ne va in giro mezza nuda?

FISHER      - (pronto) Il fuoco di Sant'Antonio (Nel testo: il lichene dei tropici)

CADWALLADER - Cosa?

FISHER      - Fuoco di Sant'Antonio. Una reazione nervosa provocata dal dispiacere.

                    (Fisher, la cui immaginazione è giunta al limite, si versa un

                    abbondante drink con una mano tutt'altro che ferma)

CADWALLADER - Non è molto rispettoso per la memoria di suo padre, no? Somiglia più a una spogliarellista...

FISHER     - No, non è lei la spogliarellista. (Fa per indicare la cucina) La spogliarellista è... (Si riprende) Ma che fine hanno fatto le mie buone maniere?!  Prenda un altro drink.  Ha l'aria di uno che ne abbia bisogno.

CADWALLADER - Altro che drink ci vorrebbe. Che cosa dirò a Londra?  Questo appartamento avrebbe dovuto essere evacuato e che cosa trovo?  Non una sola, ma due donne potenzialmente pericolose.  Due!  E che altro?

FISHER      - Niente, signore, glielo giuro...

                          (Monica arriva dal fondo a sinistra, spalmandosi della crema sul viso.  Indossa un vecchio accappatoio e una cuffia da bagno a fiori, e il tutto le da' un'aria trasandata.  non vede Cadwallader)

MONICA   - Peterkins, vieni a dare una strigliatina nel bagno alla tua Moo-Moo?

                  (A Fisher va di traverso il drink. Cadwallader ha un singhiozzo e sussulta)

CADWALLADER - Aaaaagh!

MONICA   - Aaaaaagh!  Oh!  Mi scusi!  Non mi ero accorta che lei fosse ... che avesse... (Incomincia a ritirarsi) Oh, devo sembrare una strega.  Mi scusi. (Monica esce a precipizio da destra-fondo con una risata nervosa)

FISHER      - Dunque, dove eravamo?

CADWALLADER - (un'altra contrazione) Un'altra domanda sciocca, certa-mente, ma chi diavolo era, quella?

FISHER      - Le ho già detto...

CADWALLADER - (incomincia a saltare su e giù') No!  Non l'ha detto!  Lei non mi dice mai niente!

FISHER      - (fa schioccare le dita) Ha ragione!  Mi scusi.  Adesso ricordo.  Lei era sul tetto, quando è tornata a casa.

CADWALLADER - A casa?

FISHER      - Sì. E' mia sorella... (In fretta) la sorella di mia moglie... ehm... Moo-Moo.

CADWALLADER - (lentamente) Lei - vuol - farmi - credere - che - quella - Moo-mao vive qui anche lei?

FISHER      - Moo-Moo, non Moo-mao.  Sì, sempre - quando non è in casa di cura.

CADWALLADER - Casa di cura?

FISHER      - (annuisce tristemente) Completamente matta.

CADWALLADER - So già che la risposta non mi piacerà, ma che cos'ha, di preciso?

FISHER      - L'hanno fatta cadere a testa in giù.

CADWALLADER - Chi, la tata?

FISHER      - No, suo marito.  Un uomo terribile.

CADWALLADER - Quando?

FISHER      - Di solito dopo pranzo.

CADWALLADER - Vuol dire che l'ha fatto più volte?

FISHER      - Oh, tutti i giorni, finché non è morto.

CADWALLADER - Beh, la sua morte deve essere stata un sollievo per lei.

FISHER      - Ma non per lui. (Un brivido, scuote la testa) Oh!

CADWALLADER - Forse non dovrei chiederlo - ma come è morto?

                  (Fisher riflette attentamente prima di rispondere)

FISHER      - (alla fine) L'ha fatto a pezzi con un coltello da cucina

CADWALLADER - Cosa!  Ed è ancora in circolazione - libera?

FISHER      - Le hanno dato solo un anno.  Delitto passionale, hanno detto.

CADWALLADER - Comunque sia... (Un brivido) Un coltello da cucina!  Oh!

FISHER     - Io non mi preoccuperei al suo posto.  Non è violenta, a meno che uno non la stuzzichi.

CADWALLADER - Perché vuole che le vada a dare una strigliata nel bagno?

FISHER     - Una fissazione sessuale: qualunque cosa in pantaloni, ma preferibilmente senza.  Non si faccia mai sorprendere da solo.

CADWALLADER - E' incredibile - un incubo.  Una moglie, poverina, dura d'orecchio e cieca come un pipistrello, che scambia lo spogliatoio con la cucina ... (Indica la cucina ed entrambi guardano verso quella direzione) Una cameriera mezza nuda col fuoco di Sant'Antonio ... (Entrambi guardano verso l'arco a destra) ... e una maniaca sessuale, omicida, cognata. (Si voltano verso il fondo sinistra)

FISHER      - A parte questo, è abbastanza soddisfatto?

                    (Cadwallader afferra Fisher per la gola)

SIPARIO

FINE DEL PRIMO ATTO


SECONDO ATTO

(All'alzarsi del sipario Cadwallader sta sempre stringendo Fisher alla gola)

FISHER      - (con voce strozzata) ... Ho detto se è abbastanza soddisfatto.

CADWALLADER - Oh sì, non vedo l'ora di essere accoltellato a morte da una maniaca omicida.

(Mitzi entra dalla cucina con una padella piena d'olio fumante)

MITZI         - Per fortuna ce ne sono tante, di uova.

FISHER      - Perché?  Stai facendo tante omelettes?

MITZI        - No. Le sto impiastricciando.  Devo continuare? Io continuo a romperne.

                  (Cadwallader va verso mitzi e partendo dal presupposto che è sorda, le grida forte sul viso)

CADWALLADER - Io - credo - sia perché - lei   - le - ha messe - in - modo - sbagliato.

MITZI         - (senza capire) Nella padella?

CADWALLADER - No, negli occhi.  I suoi OCCHI!

MITZI         - Uova negli occhi?

CADWALLADER - No, non le uova.  LE LENTI A CONTATTO!

MITZI         - Non c'è mica bisogno di urlare!

CADWALLADER - (sussulta; si volta verso Fisher) Mi pareva che avesse detto che era (Abbassa la voce, scandisce) S.O.R.D.A.?

FISHER      - Legge sulle L.A.B.B.R.A. Gliel'ho detto - ricorda?

CADWALLADER - Oh, sì.  E' vero, ma...

                  (Cadwallader, tuttavia, rimane perplesso ed è evidente che cerca di spiegarsi la cosa.  Fisher spinge di nuovo Mitzi in cucina, facendo sempre il gesto di leggere sulle labbra)

FISHER      - Rompi un altro po' di uova, cara, e cerca di romperle sopra la padella.

MITZI         - (quasi piangendo) Accidenti a quando l'ho conosciuta!

                  (Mitzi esce in cucina, sbattendo la porta)

FISHER      - Baruffa di innamorati.

CADWALLADER - Un momento. Lei ha detto che sua moglie legge i movimenti delle labbra soltanto?

FISHER      - Sì.

CADWALLADER - Perché allora mi ha detto che non c'era bisogno che gridassi?

FISHER      - Beh, in effetti non c'era bisogno, no?, visto che comunque non poteva sentirla.

CADWALLADER - Ecco il punto.  Se non sente, come poteva sapere che stavo gridando?

FISHER      - Domanda pertinente.  E di quelle che hanno dato da pensare a tutti i più famosi oculisti del mondo.

CADWALLADER - Oculisti?

FISHER      - Si.

CADWALLADER - Ma stavamo parlando di udito!

FISHER      - (si riprende rapidamente, dopo un attimo di smarrimento) Sì. Ha una vista cosi incredibilmente affinata che riesce quasi a sentire, con gli occhi.

CADWALLADER - Ma se poco fa ha detto che era cieca come un pipistrello!

                          (La tensione incomincia a farsi sentire per Fisher)

FISHER      - Sì.

CADWALLADER - E allora?

FISHER      - Ha mai visto due pipistrelli scontrarsi in volo?

CADWALLADER - Ma i pipistrelli non sono mica sordi.

FISHER      - Chi ha detto il contrario?!

CADWALLADER - (scosso da un forte tic nervoso) Ma lei ha detto che era cieca come un pipistrello senza i suoi occhiali.

FISHER      - Ma perché un pipistrello dovrebbe mettersi i suoi occhiali?

CADWALLADER - Ho detto un pipistrello - virgola - senza i suoi occhiali.

FISHER      - Ma i pipistrelli non portano occhiali!

CADWALLADER - MA CHI HA DETTO IL CONTRARIO!

FISHER      - Allora siamo d'accordo.

CADWALLADER - Io ci rinuncio. Altrimenti divento matto come tutti voi. (Cadwallader fa un movimento mentre il suo ricetrasmittente emette dei suoni. Lo tira fuori. Al ricetrasmittente) Ricevuto. (Di nuovo la voce inintelligibile trasmette un messaggio - questa volta più breve) Ricevuto.  Chiudo. (A Fisher) Ha sentito?

FISHER      - Quasi tutto.

CADWALLADER - Meglio metterlo per scritto.

                            (Come prima, Fisher incomincia a scrivere su un Notes, mormorando il messaggio incomprensibile in una quasi perfetta imitazione del ricetrasmittente)

FISHER     - (senza senso) Kark …Karok … Yak         Tic... Mooligabit . virgola... Baruk Tok … Tik … Millok... Daba... Daba ... Beep.

CADWALLADER - Bravo.

                    (Cadwallader va alla finestra ed esce, proprio mentre Monica entra dal fondo-sinistra. Si ferma e osserva sorpresa Cadwallader che scompare)

MONICA   - (indicando la finestra) Peter, quell'uomo se n'è andato dalla finestra.

FISHER      - Sì.

MONICA   - Quando sono entrata, poco fa, l'ho preso per un cliente.

FISHER      - Dio mio, no! I clienti non escono dalla finestra.

MONICA   - Allora che ci fa, là fuori?

FISHER      - Annaffia i fiori.

MONICA   - Ma non ha l'annaffiatoio.

FISHER      - Mio Dio, hai ragione.  Non guardare.  E' disgustoso.

MONICA   - Ma chi è?

FISHER      - Maunders.

MONICA   - Maunders?

FISHER      - Sì.

MONICA   - Chi è, Maunders?

FISHER      - Il maggiordomo, naturalmente.

MONICA   - Ma andiamo, Peter, chi è?

FISHER      - Il maggiordomo del vecchio Helmut Hackman.

MONICA   - Co-sa!  Peter, per dieci anni ce la siamo cavata con una donna a ore due volte la settimana!

FISHER      - Già.

MONICA   - E adesso, all'improvviso, abbiamo un maggiordomo, una cameriera e una cuoca.

FISHER      -Un bel passo avanti, eh?

MONICA   - E lavorano tutti a tempo pieno per Helmut Hackman, giù?

FISHER      - Certo.

MONICA   - Ma è un monocamera!

FISHER     - Per questo se n'è liberato ... (L'abbraccia) Dio, che bello riaverti qui. Quando te ne vai?

MONICA   - Non ne ho idea.

FISHER      - Ora ti preparo qualcosa da mangiare.

MONICA   - No, non tu.

FISHER      - Per carità!

MONICA   - Non farai niente del genere.  Non ti permetterò certo di fare il cameriere quando abbiamo la casa piena di servitù. E' una situazione balorda, ma visto che ci siamo dentro, possiamo anche trarne vantaggio e spassarcela. Adesso vai a chiamare la cameriera.

FISHER      - Cosa?

MONICA   - Vai a chiamare la cameriera.

FISHER      - Oh. Bene.

                  (Fisher esce da destra.  Monica va alla scrivania e prende le forbici dal cassetto, poi si siede in poltrona. Si accinge a tagliare un filo che pende dalla sua vestaglia quando Cadwallader rientra dalla finestra con il binocolo.  Non vede Monica finché non si volta e si trova faccia a faccia con lei.  Sussulta, sbarra gli occhi sulle forbici e retrocede)

MONICA   - Ah, Maunders. (Monica avanza, mentre la mano di Cadwallader si posa sulla pistola nascosta sotto la giacca) Penso non le dispiaccia se la chiamo Maunders.

CADWALLADER - Può chiamarmi come vuole, purché si tenga alla larga.

MONICA   - Andiamo, Maunders!  Se devo essere la sua padrona, voglio sia un rapporto piacevole per entrambi.

                  (Cadwallader ha l'espressione terrorizzata. 1 suoi occhi roteano da una parte all'altra, alla ricerca di una via di scampo)

CADWALLADER - (rauco) Ah sì?

MONICA   - Le confiderò un segreto.  Non ho mai avuto un maggiordomo, prima d'ora.

CADWALLADER - Un maggiordomo.  Ah, no?

MONICA   - Naturalmente mi sono presa il giardiniere. E una volta, quando mio marito era in disarmo, mi son presa il suo autista.

CADWALLADER - Ehi, senta un po' ...

MONICA   - (ride) Era giapponese, sa; molto gentile, piccolino ma con tanta buona volontà...

CADWALLADER - Veramente io...

MONICA   - Bastava che dicessi "Chop-chop", e si metteva all'opera.

CADWALLADER - Signora, la prego!

MONICA   - E cosi pulito!  Da non credere!

CADWALLADER - E non voglio, signora - ehm - signorina...

MONICA   - Spolverava ogni cosa, prima che io la toccassi.

CADWALLADER - Dio mio!...

MONICA   - Lei, Maunders, si chiederà come mai le racconto tutto questo.

CADWALLADER - Infatti.

MONICA   - E' per farle capire che, se riesco a cavarmela con uno che non parla una parola di inglese, sono certa che lei ed io andremo perfettamente d'accordo.

CADWALLADER - Non credo che sia il caso di buttarsi...

MONICA   - Oh, ma certo! Ho soltanto poche ore, e voglio sfruttarle al massimo.

CADWALLADER - (chiama debolmente) Fisher!

MONICA   - E mi dica - non lo dirò a nessuno qual’è la posizione che ha mantenuto più a lungo?

CADWALLADER - Ma senti!  Io veramente non ho mai - ehm - controllato. (Chiama ad alta voce) Fisher! (Fisher entra da destra) Oh, grazie al cielo!

FISHER      - Qualcosa non va, signore?

MONICA   - Peter! (A Fisher) Non si chiama "signore" un maggiordomo e sono certa che Maunders sarà d'accordo con me.

CADWALLADER - (irritato) Sì... voglio dire, sì, signora. (Si inchina)

                  (Dalla cucina arriva rumore di cocci)

MONICA   - Meglio che vada a vedere che cosa sta combinando quella cuoca.

                  (Monica va verso la cucina. Cadwallader si avvicina a Fisher e gli sussurra)

CADWALLADER - Aveva ragione.  Completamente suonata.

                  (Monica apre la porta della cucina e si affaccia. Altri cocci)

MONICA   - Cuoca, ma che diavolo... ? (Si ferma) Oh, ma insomma!  Guardi che macello ha combinato!

                  (Monica va in cucina)

CADWALLADER - (si aggrappa a Fisher) Sentito? Adesso crede che sua moglie sia la cuoca.  La propria sorella!

FISHER      - Scherza. E' solo un gioco. Oggi è "serva e padrona" domani magari sarà "dottore e ammalata" - ancora più divertente.

CADWALLADER - Credo che non avrei mai avuto il coraggio di dirlo a nessun altro uomo, ma posso chiederle di dividere il mio letto, stanotte?

FISHER      - Prego?

                  (Monica entra dalla cucina)

MONICA   - Allora, dov'è la cameriera?

FISHER      - Si è sdraiata.

MONICA   - Ma si può sapere che cos'ha quella ragazza?

CADWALLADER - Il fuoco di Sant'Antonio.

MONICA   - (severamente, a Cadwallader) E la colpa è sua.

CADWALLADER - Non gliel'ho attaccato io! E poi, non è mica contagioso. Viene... così, semplicemente.

MONICA   - Come?

CADWALLADER - Non lo so.  Io sono un informatore industriale...

FISHER      - (interviene) Maggiordomo! Un maggiordomo industrioso, informato!

CADWALLADER - Sì. Accidenti! (A Fisher) Grazie.

(Monica si avvicina a Cadwallader che si immobilizza.  Monica gli dà una pacca)

MONICA   - Va bene, Maunders.  Si rilassi, si calmi.  Ma prima di ogni altra cosa, lei ed io stabiliremo il servizio migliore che mi può rendere. (A Fisher) Non ti chiederò di partecipare, perché sei incapace. (A Cadwallader) Devo sistemare alcune cose.  Tra pochi minuti sarò pronta per lei.

CADWALLADER - (rauco) Pronta... per cosa?

MONICA   - Per occuparmi del servizio, ma l'avverto, se non si dà da fare, per lei è finita.

CADWALLADER - Oh mio Dio!

(Monica si volta ed esce dal fondo a sinistra.  Mitzi entra dalla cucina con un libro di ricette)

MITZI         - Ecco. Qua dice di aggiungere un pezzo di burro grande quanto una nocchia. Che cosa sono le nocchie?

CADWALLADER - (impaziente) Avellane!

MITZI         - (offesa) Non stavo mica parlando con lei!

FISHER      - Mitzi, un'avellana è una qualità di nocciola.

MITZI         - Ho capito. (Ridacchia) Che sciocca!

                  (Mitzi torna in cucina)

CADWALLADER - (sospettoso) Un momento! Come fa a...? (A questo punto il ricetrasmittente di Cadwallader emette un segnale. Al ricetra-smittente) Ascolto.       (Il ricetrasmittente emette un breve, tagliente e sempre inintelligibile messaggio) Capito. Chiudo. (A Fisher) L'ha capito, Fisher?

FISHER      - Veramente - mi sono sfuggite un paio di parole, signore.

CADWALLADER - Qualcuno si è appena intrufolato nell'edificio.

FISHER      - Manu?

CADWALLADER - Deve essere lui. Questo è il più gran giorno della mia vita.  Momenti come questo ti fanno sentir fiero di essere inglese. (Cadwallader apre la porta di ingresso e si pone di lato alla porta, con la massima attenzione) Credo che lo accoglierò da qui.

FISHER      - Giusto.

(Fisher si pone al fianco di Cadwallader che lo spinge bruscamente dietro di sé)

CADWALLADER - A pensarci bene, credo che mi metterò qua.

                  (Cadwallader va al lato opposto della porta)

FISHER      - Buona idea.

                  (Fisher lo raggiunge - e di nuovo viene spinto dietro)

CADWALLADER - Si metta sull'attenti.

FISHER      - Sì, signore.

                    (Entrambi stanno eretti e aspettano.  Dopo un po' Mitzi entra all'improvviso dalla cucina)

MITZI         - Va bene che dice un pezzetto grande quanto una noce detta avellana, ma ci sono nocciole e noccioline, e...

FISHER e CADWALLADER - (insieme) FUORI!!

MITZI         - Ma che gentili!

                  (Mitzi torna in cucina.  Dopo un'altra lunga pausa Fisher tossisce nervosamente)

CADWALLADER - Sssh!

FISHER      - Scusi.

CADWALLADER - La giacca è a posto?

FISHER      - Sì, sembra a posto, signore. (Guarda da vicino) Oh, c'è un capello sul colletto.

CADWALLADER - Lo tolga. (Fisher avanza di un passo e mima il movimento di toglierlo con cautela, poi ne vede un altro e lo toglie: poi un altro, e un altro e un altro, compreso uno lunghissimo che evidentemente è un filo dell'abito. Esplodendo) Va bene!  Basta così!

FISHER      - Sì, signore.

                    (Un'altra pausa)

CADWALLADER - Speriamo che parli inglese.

FISHER     - A proposito, se è un continentale, sarebbe carino che lo baciassi sulle guance?

CADWALLADER - Lei gli stia lontano il più possibile e tenga la bocca chiusa.

FISHER      - Intendevo dire a bocca chiusa.

CADWALLADER - Baciarlo! Sta per incontrare uno dei più grossi cervelli del nostro tempo, lo sa? (Pausa) Che fine ha fatto?

FISHER      - Forse si è bloccato l'ascensore.  A volte capita.

CADWALLADER - Se ne assicuri.  Presto!

                  (Cadwallader esce dalla porta di ingresso. Fisher fa per seguirlo ma è trattenuto da Mitzi che entra dalla cucina e va verso il balcone, a destra, portandosi dietro il libro di ricette)

FISHER      - Ehi! Ma non doveva fare l'omelette?

MITZI         - Sì, procede tutto bene, ma la ricetta dice "A questo punto lasciar riposare per due minuti".

FISHER      - E allora?

MITZI         - Allora esco.

FISHER      - (aggrappandosi a lei) Venga qui!  Deve lasciare l'omelette, non la stanza.  Torni di là!

                  (La spinge verso la cucina di nuovo)

CADWALLADER - (da fuori) Fisher!!  A pensarci bene, meglio che lei prenda la scala antincendio.

FISHER      - La scala antincendio.  Bene, signore. (A Mitzi) E quand'è fatta, la metta nel forno.

                  (Fisher esce precipitosamente dalla porta di ingresso girando a sinistra. Mitzi gli grida dietro arrabbiata)

MITZI         - Lo so io, dove vorrei metterla!...

         (A questo punto dal pianerottolo a destra entra Lesley Tregunter Jones. E' una donna di età incerta. Ha una grande borsa a tracolla. E' chiaramente inglese fino al midollo)

T.J.             - Salve, è casa Fisher?

MITZI         - Sì.

T.J.             - Meno male! (Entra) Non immagina che fatica sia stata trovare l'appartamento giusto - un vero casino. Credevo che i tedeschi fossero efficienti, ma chiamano primo piano il secondo piano e ammezzato il primo piano. (Tende una mano) Lei deve essere la signora Fisher.

                  (Mitzi è visibilmente sconcertata per il modo di fare di T.J. e alza le dita)

MITZI         - (esitante) Devo?

T.J.             - Mi chiamo Tregunter-Jones. Devo discutere degli affari molto importanti con suo marito.

MITZI         - E' sparito per un momento.

T.J.             - Bene.  Aspetterò. (Sedendosi) Le dispiace se poso questa roba?  Sono sfinita, con il caldo che fa e con tutto quello che ti fanno bere quando viaggi in prima classe. (Una risatina) Quando sono scesa dall'aereo sono quasi finita col sedere per terra.

MITZI         - Le andrebbe un drink per rinfrescarsi?

T.J.             - Magnifico! Insisterò con lo stesso veleno - un abbondante gin e tonic. (Si alza) Accidenti!  Una commissione.  Piuttosto urgente.  Le dispiace?

MITZI         - (indica) Credo che ce ne sia uno in fondo al corridoio.

T.J.             - (guarda verso la scrivania) Non si preoccupi, mia cara. Mi metto qui.

MITZI         - (sconcertata) Prego?

T.J.             - Il telefono.

MITZI         - (sollevata) Oh, capisco!  Si accomodi.

T.J.             - Grazie.

                    (T.J. va al telefono sulla scrivania e compone un lunghissimo numero)

MITZI         - Quegli affari, riguardano il servizio sanitario o la buoncostume?

T.J.             - (ride) Nessuno dei due! Sono mandata dalla Midland Motors per discutere alcune modifiche per il nostro nuovo Cyclone.  E' una cosa riservata, naturalmente. Alcuni miei colleghi mi prendono in giro, ma io non mostro mai i disegni alla dogana... La vecchia Tregunter-Jones è molto prudente e nasconde tutte le cose riservate nelle mutande. (Si palpa le anche) Midland Motors? Dipartimento

                   Progettazioni, prego.  Interno 4... Ta...

MITZI         - Prendo un po' di ghiaccio.

T.J.             - Grazie.

MITZI         - (andando) Sempre che trovi il frigo.

                    (Mitzi va in cucina)

T.J.             - (reazione ritardata) Trovare il frigo? (Poi al telefono) Pronto, Eric? Parla T.J. Sono a Berlino... Sì, ho fatto Colonia, Düsseldorf e Amburgo... Tutto secondo i piani e abbiamo fatto in modo da ritirare tutti i Cyclon venduti quest'anno... Beh, veramente solo tre.  E' un momento disastroso per le vendite.

                    (Mitzi ritorna dalla cucina con un secchiello di ghiaccio)

T.J.             - (sempre al telefono) …ci vediamo lunedì. Parto in aereo stasera, ma vado direttamente a Romsey a trovare Mammina... non man-cherò... Ciao.

                    (T.J. riaggancia e si volta verso Mitzi che sta finendo di preparare il drink)

MITZI         - Ecco il suo drink.

T.J.             - Grazie. Devo dire che lei è molto più carina della media delle mogli della Midland Motors.  Come si chiama?

MITZI         - Mitzi.

T.J.             - Dolce.  Io sono Les. (Sta per "lesbica")

MITZI         - Oh, bene.  Ne capitano di tutti i tipi!

                  (T.J. beve e forse non ha capito il doppio senso)

T.J.             - (beve d'un fiato) Oh!  Ma è gin o gelatina? (Va verso la finestra del balcone) Se devo discutere di cambi difettosi con due persone sobrie, è meglio che prenda una boccata d'aria. (Esce) Magnifico panorama.

                    (T.J. esce sul balcone.  Fisher entra frettoloso dalla porta di ingresso, agitatissimo)

FISHER      - Chiunque fosse, è letteralmente scomparso. Non è venuto nessuno a chiedere di me, vero?

MITZI         - Sì, è fuori sul balcone, con qualcosa di importante per lei.

FISHER      - (felice) Manu!  Allora lui è qui!

MITZI         - Non è un "lui", è una "lei".

FISHER      - Una donna?!

MITZI         - Beh, una specie un tipo imponente e mi ha detto che era "les".

FISHER      - (tra sé) Certo - maestro di travestimento!  E' un camaleonte.

MITZI         - Beh, non ha fatto granché.

FISHER      - No, non attore, camaleonte.

MITZI         - Cosa?

                  (Fisher va di soppiatto a porsi in posizione da vedere T.J. sul balcone)

Fisher         - (guardando fuori) Incredibile!  E' lui!

MITZI         - Lui?

FISHER     - (accompagnandola verso la cucina) Quella non è una donna. E' un uomo.

MITZI         - Oh, ma andiamo!

FISHER     - (terribilmente serio) E' vero, Mitzi - un uomo che ha appena fatto un viaggio terrificante ed avventuroso dalla cortina di ferro, portan-do informazioni di vitale importanza. Adesso fili via. Devo rimane-re solo con lei - cioè, lui - o quello che è.

MITZI         - Non mi stupisce che abbia tanta paura della buoncostume.

                  (Mitzi esce in cucina.  T.J. entra dal balcone, senza occhiali)

T.J.             - Ah! Peter Fisher! (Mano tesa)

FISHER      - (corre da lei) Non ha bisogno di dirmi chi è! Questo è il momento più importante della mia vita (Tendendo entrambe le braccia) Manu!

                  (T.J. evidentemente crede che l'altro voglia dire "Mani"  per cui a sua volta tende entrambe le mani. Si stringono le mani a vicenda)

T.J.             - Oh, bene.

FISHER      - Si faccia guardare. Fantastico! Incredibile!

T.J.             - (perplessa) Cosa?

FISHER     - (ormai lanciato) Assolutamente eccezionale! Lei - è - una - donna!

T.J.             - (divertita) Beh, faccio del mio meglio per esserlo.

FISHER      - E ci è riuscita al cento per cento! Come fa?

T.J.             - Come faccio cosa?

FISHER     - Tutto l'insieme - la voce, l'accento e questi abiti meravigliosi.  Sembrano usciti direttamente da un figurino!

T.J.             - Non capisco perché.  Praticamente in questi ultimi giorni non li ho tolti neppure per dormire.

FISHER      - (comprensivo) Mio Dio, sì!  Deve essere stata una vera avven-tura. Che viaggio. Ma il problema vestiti è facilmente risolvibile.  Se li levi.

T.J.             - Prego?

FISHER     - Le presterò un vestito. Si sentirà più a suo agio. Dovrebbe andarle bene - petto a parte.  E' fantastico!

                  (T.J. sorride e si allontana da lui)

T.J.             - Bene, grazie.

FISHER      - Lei deve avere dei nervi d'acciaio.  Che succede se la fermano e

                   all'improvviso decidono di perquisirla?  Fino alla pelle?

T.J.             - Non si preoccupi.  Sono preparata.

FISHER     - Non credo. Se una donna la perquisisce, le prende un colpo quando si imbatte nei suoi argomenti.

T.J.             - Al primo accenno di perquisizione personale, e se ti trovi in una toilette, tiralo fuori e taglialo a pezzetti.

FISHER      - (un brivido) Prego?

T.J.             - Poi mastichi i pezzi e fai correre l’acqua.

FISHER      - E lei?

T.J.             - Per fortuna mi ha detto bene. Non sono mai stata costretta a farlo.

FISHER      - Non sarebbe stato facile doverlo fare due volte.

T.J.             - Bene, siamo soli? (Fisher annuisce) Allora, se le va, le farò vedere subito.

                    (Incomincia a sollevare la camicia)

FISHER      - No! La prego!  Le credo sulla parola.

T.J.             - Non serve fidarsi. Deve vedere da solo, e prima è, tanto meglio.

FISHER      - Ma potrebbe entrare qualcuno.

T.J.             - Non si preoccupi. Se entra qualcuno, posso sempre masticarlo e nasconderlo sotto un cuscino.

FISHER      - Mi perdoni. Ma credo di aver perduto il filo della conversazione.

T.J.             - (tirando fuori i disegni da sotto la camicia) Bene, ecco le infor-mazioni. Questo diagramma spiega tutto.

FISHER     - (la interrompe) Scusi. Anche se mi piacerebbe essere il primo a vederli, credo che dovrà trattare direttamente con Cadwallader.

T.J.             - Cadwallader?  Mai sentito nominare.  Chi è?

FISHER      - Cadwallader.  Deve averlo sentito nominare.

T.J.             - Mai.

FISHER      - Mai?

T.J.             - No, mi è stato ordinato di trattare direttamente con lei e solo con lei.

FISHER      - Me?

T.J.             - Sì. Lei è il titolare. Io non mi fido di chi non conosco e finché non           sono più che certa che sia O.K. non voglio vederlo.

                  (Ripone i disegni nella borsa)

FISHER      - Bene, signore - signora. Ma se dovesse capitare l'occasione di       incontrarlo, deve sapere che lo chiamiamo Maunders.

T.J.             - Maunders?

FISHER      - E' il cameriere.

T.J.             - Davvero?

FISHER      - No, non proprio. Veramente è Cadwallader che crede che mia moglie sia Moo-Moo l'Ascia.

T.J.             - (incomincia a vacillare) Moo-Moo l'Ascia?

FISHER      - (annuisce) Che ha fatto a pezzi il marito con un coltello da   cucina.

T.J.             - Sul serio?

FISHER      - No, non sul serio, ma lui crede di sì, e che lei sia stata appena       dimessa da un manicomio.

T.J.             - Sul serio?

FISHER      - No, non sul serio. In realtà, Monica è la figlia saltatrice di ostacoli          di un anonimo vicario di campagna.

T.J.             - (divertita) Mica sul serio!

FISHER      - Sì, sul serio. Oh, dimenticavo Heidi, la cameriera, pressoché         nuda, per via di un fuoco di Sant’Antonio acuto.

T.J.             - Fuoco di Sant’Antonio?

CADWALLADER - (gridando, fuori) Fisher!

FISHER      - Ci siamo, e questo chi è... E' Cadwallader.

T.J.             - Cioè Maunders, giusto?

FISHER      - Giusto.  Lei però non vuole vederlo.

T.J.             - No, è meglio che sparisca. Dove mi consiglia... ?

                  (Prende la borsa)

FISHER      - Da quella parte c'è un bello spogliatoio abbastanza appartato.

                  (Fisher guida T.J. attraverso la stanza e apre la porta dello                        spogliatoio)

                   Lì dentro starà benissimo, Manu. Non le dispiace se la chiamo        Manu, vero?

T.J.             - Magnifico.

                    (T.J. entra nello spogliatoio e Fisher chiude la porta.  Si                              allontana, intimamente compiaciuto con se stesso)

FISHER      - Peter Fisher, ce l'hai fatta! Sei tu il responsabile e il gran premio è          tuo!  E quanto a lei, signor Cad-cavolo-wallader ...

(Fisher mima il gesto di sparare che coincide precisamente con il rumore di uno sparo fuori scena, seguito da un grido di dolore maschile.  Fisher rimane perplesso e scosso)

CADWALLADER - (f.s.) Aaaah!

                  (Heidi entra da destra)

HEIDI         - Peter, amore mio.  Credevo che Otto ti avesse ucciso.

FISHER      - Me, no.  Ma qualcuno l'ha beccato.

HEIDI         - Purché non sia tu, mio liebchen!

FISHER      - No! Se Otto sospettasse di me, a quest'ora avrebbe già buttato giù         la porta.

                  (Qualcuno incomincia a battere pesantemente alla porta)

FISHER      - E' arrivato alla porta!

          (Con un rapido movimento Fisher apre la porta dello    spogliatoio e vi spinge dentro Heidi. Fisher va verso la porta di ingresso; continuano a bussare. La porta dello spogliatoio si apre e si affaccia T.J.)

T.J.             - “Fuoco di Sant'Antonio”?

FISHER      - Bravo! (Fisher fa segno di tacere e T.J. si ritira di nuovo nello spogliatoio. Fisher prende un ombrello dall’attaccapanni e si met-te in posizione di colpire "Otto" sulla testa. Fisher apre la porta di ingresso)Avanti. (La porta si spalanca sulla faccia di Fisher. Cadwallader, piegato in due e dolorante, entra barcollando)

CADWALLADER - (rauco) Chiuda la porta.  Non apra a nessuno, a meno che          sia Manu, se mai dovesse arrivare.

                    (Fisher chiude la porta. La sbatte con forza, per farsi     sentire da T.J.)

FISHER      - (grida) Salve, signor Cadwallader!

CADWALLADER - Non gridi!

FISHER      - Che cos'ha?  Ha l'aria di sentirsi poco bene.

CADWALLADER - Sono vivo per miracolo.  Mi hanno sparato.

FISHER      - Dove?

CADWALLADER - Su per la scala antincendio.

FISHER      - Ma che roba!  In che punto?

CADWALLADER - Vicino al tetto.

FISHER      - E' stato forse un tipo grande e grosso che l'accusava di aver          sedotto sua moglie?

CADWALLADER - Quando avrei avuto il tempo di sedurre qualcuno?

FISHER      - Che ne so, di quanto tempo ci mette!

CADWALLADER - No, è stato uno dei miei uomini. Quel maledetto ha inciampato ed è partito un colpo che mi ha preso didietro.

FISHER      - Deve far male, eh?  Chiamo il dottore.

CADWALLADER - No! Potrebbe mandarmi in ospedale, e io non posso andarmene da qui finché non arriva Manu!

FISHER      - Quanti pallini ha beccato?

CADWALLADER - Che diavolo ne so?!

FISHER      - Non ha detto che aveva gli occhi dietro la testa, poco fa?

CADWALLADER - Stia zitto e dia un'occhiata.

(Cadwallader si piega. Fisher alza la giacca, guarda e fischia)

FISHER      - Phew!  Centottanta!

                  (Monica, ora vestita, entra da sinistra. Si avvicina non vista, affascinata da quanto sta accadendo)

                   Un "centro" e due "piazzati"! (Vede Monica dietro di sé) Purtroppo

                   Maunders ha avuto un piccolo incidente.

MONICA   - A me non sembra un piccolo incidente. Sembra che gli abbiano     sparato.

FISHER     - Hanno fatto centro, Moo-Moo. Gli hanno sparato      accidental-mente su per la scala antincendio.

MONICA   - Allora dobbiamo chiamare il dottore.

CADWALLADER         - (afferrando il telefono) No!  Mi rifiuto!

MONICA   - Non voglio correre il rischio che le venga una setticemia finché è affidato a me, ma per fortuna posso occuparmi io di lei. Sono un'ottima infermiera.

CADWALLADER - Mio Dio!  E' il giorno del "dottore e malato"!

MONICA   - Non abbia timore. Ho la mano molto ferma.

CADWALLADER - Per favore!  La mannaia no!

MONICA   - (ride) Useremo la mannaia solo se sarà necessario!

(Cadwallader rabbrividisce. Monica esce dal fondo a sinistra)

CADWALLADER - Sono finito - finito.

(Cadwallader, preso ormai definitivamente dal panico, tira     fuori un fazzoletto rosso e uno bianco e incomincia a fare disperati segnali, rimanendo accanto allo spogliatoio.  Dal lato opposto della stanza Fisher osserva affascinato la scena per qualche istante)

FISHER      - Le pallottole hanno raggiunto il cervello.

                    (Cadwallader continua a fare disperati segnali.  Fisher ora tira fuori due fazzoletti del compleanno e in risposta fa dei segnali morse, avanzando verso Cadwallader, che final-mente rinuncia e, prima che Fisher possa impedirglielo, si infila nello spogliatoio e sbatte la porta alle proprie spalle)

                   No! (guarda l'orologio e ricomincia a contare) Uno due - tre -

                    (Cadwallader esce e richiude la porta)

CADWALLADER - Ma che diavolo succede?

FISHER      - (debolmente) Che c'è, stavolta?

CADWALLADER         - In quello spogliatoio ci sono due persone.

FISHER      - Naturalmente.

CADWALLADER - Una è la cameriera, mezza nuda.

FISHER      - Naturalmente.

CADWALLADER - L'altra è un'estranea, una donna, e non dica     "naturalmen-te".

FISHER      - No, naturalmente.

CADWALLADER - Chi è?

FISHER      - Lei lo sa benissimo.

CADWALLADER - No.

FISHER      - Deve saperlo.  E' appena arrivata.

CADWALLADER - Ma le dico che non... (Si blocca e la sua voce si riduce a     un sussurro) Non è...?

FISHER      - Sì!

CADWALLADER         - Manu!

FISHER      - No, il dottore.

CADWALLADER - Dottore?

FISHER      - Dell'ospedale.

CADWALLADER - Quale ospedale?

FISHER      - L'osp... il manicomio. E' venuta per portarsi via Moo-Moo l'Ascia.

CADWALLADER - Ah! Questa è la notizia migliore della giornata. (Riflette) Un momento.  Credevo che l'avessero appena dimessa.

FISHER      - Sì, ma adesso la riportano via.

CADWALLADER - Perché?

FISHER      - Ecco, hanno appena fatto una scoperta piuttosto sconvolgente, al

                   manicomio.

CADWALLADER - Che cosa e dove?

FISHER      - Il suo vecchio dottore. - In un cassetto.

CADWALLADER - Un cassetto!

FISHER     - Ecco, veramente, due o tre cassetti.  Le gambe non entravano e cosi lei - uno, due, tre. (Fa il gesto di tagliare tre pezzi) Tre cassetti.  Era un dottore con tre gambe.

CADWALLADER - Zitto!  Zitto!  Ho un'idea.  Faccia entrare quel dottore. Può curarmi la ferita prima che arrivi Manu.

FISHER      - Manu?  Non credo che sia proprio la sua specializzazione.

CADWALLADER - Sciocchezze. Un dottore è sempre un dottore. (Cadwallader corre allo spogliatoio prima che Fisher possa impedirglielo e apre la porta) Signora, le dispiace venire qui un momento?

                    (T.J. esce guardinga con la borsa)

T.J.             - Sì?

CADWALLADER - Io...

FISHER      - (interviene) Molto gentile a venir fuori, dottoressa. Non le ruberemo molto tempo, dottoressa; solo che si presenta un piccolo problema medico, dottoressa, e crediamo che lei possa risolverlo, visto che è un dottore, dottoressa.

CADWALLADER - Basta!  Basta!  Sappiamo tutti che è una dottoressa!

FISHER      - (a T.J.) Vero?

T.J.             - Ah - sì. (A Cadwallader) Sono una dottoressa.

CADWALLADER - Lo so! Prima di parlarle del mio problema personale, dottoressa, vorrei esprimerle tutta la mia più profonda simpatia per quella spaventosa scoperta.

T.J.             - Dove?

CADWALLADER - Nei suoi cassetti.

T.J.             - Come ha detto?

CADWALLADER - Ecco.  Credevo fossero i suoi cassetti, visto che...

FISHER      - (interviene) Preferisce non parlarne. (Sottovoce) E' ancora scon-volta.

T.J.             - Qual'è esattamente il problema di questo signore?

FISHER      - Beh, le sembrerà buffo, ma è nei suoi cassetti!

CADWALLADER - C'è poco da ridere!  Mi hanno sparato una mezza dozzina

                   di pallottole nella schiena e le sarei grato se me le estraesse.

                  (T.J. ondeggia leggermente sui tacchi, ma mantiene un ammirevole sangue freddo)

T.J.             - Niente da fare.  Mi spiace.  Impossibile.

                    (Posa la borsa sul divano)

CADWALLADER - Perché no?

T.J.             - (smarrita) Ecco ...

FISHER      - Perché è chirurgo estetico.

CADWALLADER - Ma è quel che ci vuole!

FISHER      - No. Lei si occupa solo delle facce, non dei sederi. (a T.J.) Dico bene, dottoressa?

T.J.             - Perfetto.

FISHER      - Anche se alcune delle sue facce somigliavano a dei sederi, ma quella è un'altra faccenda.

CADWALLADER - (a scoppio ritardato) Chirurgo estetico? Vuol farmi credere che lei rifà i nasi e le plastiche facciali... ai criminali?

T.J.             - (di nuovo smarrita) Ecco...

FISHER      - (la soccorre) Sì.  Lei ha una santa davanti a lei, signor Maunders. Questa dottoressa ha dedicato la propria vita ai poveri malati di - ehm - di mente.

CADWALLADER - Oh? Balle!

FISHER      - (offeso) E va bene, può anche non credermi ma per favore, si ricordi che è in presenza di una signora.

CADWALLADER - (arrabbiato) Qua ce ne sono fin troppe, di signore. (Estrae la pistola) Le dò un minuto per liberarsi di tutte.

FISHER      - Non può darmene due?

CADWALLADER - No. Si ricordi di Tubby Fanshawe.

FISHER      - (va da T.J.) Dottoressa, non potrebbe ripassare la settimana prossima?

                            (Heidi esce dallo spogliatoio)

HEIDI         - Mi sono stufata di fare tutte quelle pulizie.

FISHER      - Sì, lo so, ma deve tornare là dentro.

HEIDI         - Ma ci fa troppo caldo.

FISHER      - (taglia corto) Si tolga qualcosa di dosso.

                  (La spinge via mentre Mitzi entra di corsa con una omelette sul piatto)

MITZI         - Ce l'ho fatta!  Ho fatto una omelette!

FISHER      - Adesso non la vogliamo!

MITZI         - (furibonda) Cosa?  L'ammazzerei!

FISHER      - Anche lui, perciò vada di là.

                  (Fisher spinge Mitzi nello spogliatoio e sbatte la porta.  Monica entra con dell'acqua e del disinfettante)

MONICA  - Ed ora a noi, Maunders.

CADWALLADER - (retrocede, con la mano sulla pistola) La tenga lontana me.

FISHER      - Bene.  Da questa parte, prego.

                  (Fisher incomincia a spingerla verso lo spogliatoio ed entra a sua volta, chiudendo la porta, poi ne esce con l'aspira-polvere, che viene tirato violentemente di nuovo dall'interno dello spogliatoio)

MONICA   - Ma sei impazzito?

FISHER      - Sì.

MONICA   - (vede T.J.) E questa chi è?

FISHER      - E' venuta per il problema di Maunders.

MONICA   - L'hai chiamata tu?

FISHER     - No. Era di passaggio, ha sentito lo sparo e si è affacciata a vedere se c'era bisogno di qualcosa.

                  (Mitzi esce dallo spogliatoio col piatto vuoto. Chiude la porta e rivolge un sorriso generale)

MITZI         - L'ha mangiata lei!

FISHER      - Oh, bene.

                  (Mitzi va in cucina)

MONICA   - Chi l'ha mangiata?

MITZI         - Una delle pazienti.

MONICA   - Nello spogliatoio?

FISHER      - Beh, dove altro la metteresti una paziente con un fuoco di Sant'Antonio acuto che deve stare al buio e osservare una dieta leggera a base di omelettes?

MONICA   - Non avrei dovuto chiederlo. Mi scusi, Maunders, farò in un attimo.

                  (Esce in cucina)

T.J.             - Chi è quella signora?

FISHER      - Moo-Moo l'Ascia.

CADWALLADER - Che lei dovrebbe riportare in manicomio.

T.J.             - Oh, sì, senza occhiali non l'avevo riconosciuta.

FISHER      - E' cieca come un...

CADWALLADER - Non ricominciamo.  La porti fuori di qui.

                  (Monica si affaccia)

MONICA  - Potrebbe dedicarmi un minuto, dottoressa?

T.J.             - Certo. Con permesso.

                    (T.J. esce in cucina.  Cadwallader va al mobile bar e versa                tre brandy)

CADWALLADER - Se lei non riesce a liberarsi di quelle donne, ci penso io a    farlo. Per fortuna ho qualcosa, qui, che le eliminerà per sempre.

                    (Cadwallader tira fuori una fiala dalla tasca e ne versa una              goccia in ogni bicchiere di brandy)

FISHER      - Ehi, lei!  Io non voglio saperne, di delitti.

CADWALLADER - Nessun delitto, cretino. E’ un anestetico, paralizza   immediatamente dal collo in giù.

FISHER      - Per quanto tempo?

CADWALLADER - (ridacchia) Per sempre, a meno che uno sappia come         neutralizzarne l'effetto.

                    (Cadwallader posa i bicchieri sul tavolino accanto al diva-no.  Per far posto solleva la borsa a tracolla di T.J. per spo-starla, e vede i disegni.  Cadwallader li prende e li osserva)

FISHER      - L'idea di usare questo narcotico non mi va affatto...

CADWALLADER - (interrompendolo) E questo che cos'è! Come mai una         dottoressa se ne va in giro con disegni come questo!

                    (Anche Fisher esamina il disegno e ha l'aria sinceramente                 stupita)

FISHER      - E' buffo.  Sembra il cambio del nuovo Cyclone.

CADWALLADER - (eccitatissimo) Già! Non capisce che cosa significa,   questo?

FISHER      - No.

CADWALLADER - (indica la cucina) Quella non è una dottoressa.  E' Manu!  Sì, Manu, travestito da donna, mandato dalla Midland Motors. (Sventola il disegno) E questo è il nostro jolly da un milione di sterline!

FISHER      - (sempre più sconcertato) Ma c'è scritto che è il cambio modifi-       cato del Cyclone.

CADWALLADER - Certo che lo è, idiota! Deve sembrarlo, nel caso Manu        fosse stato arrestato e perquisito nel venire qui. Ma lo metta nel-   l'acqua, e come per magia salterà fuori la formula della batteria          miracolosa.

FISHER      - (convinto) Capito.

CADWALLADER - Magnifico! Non gliel'avevo detto che è un genio nel travestirsi?

FISHER      - (ridacchia) Sì, è quello che gli ho detto quando l'ho visto.  Ho detto: "Manu, lei è fantas..." (Si rende conto del lapsus) Cioè, stavo per dirgli: "Manu"... insomma, gli avrei detto: "Manu" se ...

                    (Improvvisamente Cadwallader lo afferra stringendogli il collo con una presa mortale del braccio)

CADWALLADER - Lei lo sapeva!  Lei ha sempre saputo che quello era Manu.

FISHER      - (strozzato) Ecco, io...

CADWALLADER - Lei ha inventato quella storia del dottore per mettermi       fuori strada.

FISHER      - Sì, ma solo...

CADWALLADER - Ha cercato di ingannarmi.

FISHER      - No. E' stato Manu. Ha insistito nel dire che gli era stato ordinato di trattare unicamente con me.

CADWALLADER - Dare a lei il documento più importante del mondo?

                    (Fisher  conferma, inattendibile)

FISHER      - Sì.

CADWALLADER - (respingendo l'idea) Oh, no, lei no, piccolo verme!  Sarò    io! C'è una fortuna che aspetta la persona che se lo procurerà - e   quella persona sarò io.

                    (Monica entra dalla cucina)

MONICA  - No. Sarò io.  Mani in alto!

                    (Cadwallader si volta e retrocede mentre Monica tira fuori una pistola e la punta contro di loro)

CADWALLADER - Mio Dio!  Ci spara!  Fisher, lei ha detto che usava solo      l'ascia.

FISHER      - Moo-Moo, che cosa fai con quella pistola?

MONICA   - Per il momento niente, caro, ma non tentarmi. (A Cadwallader)    Prenderò io la formula di Manu.

                  (Monica toglie di mano a Cadwallader il disegno)

CADWALLADER - (vacillante) Manu? Lei sapeva di Manu?

MONICA   - Non crederà sul serio che abbia bevuto quella stupida storia del dottore, vero? Quello doveva essere Manu. (Agita il disegno) E questo è quello che stiamo cercando, tutti quanti.

CADWALLADER - Tutti! (Arrabbiato) Fisher, lei ha ospitato un maledetto agente comunista.

FISHER      - Moo-Moo! Dì che non è vero. Dì che sei solo una semplice idiota come me.

         (Monica è andata verso la scrivania e preme il bottone dell'interfono)

MONICA   - (ride) Nessuno può essere idiota quanto te, Peterkins. Kurt?

KURT        - (interfono) Bitte?  Hier ist Kurt.

MONICA   - Operazione Manu conclusa. Opposizione immobilizzata e    obiettivo al sicuro in nostre mani.

KURT        - (accento americano) Magnifico! Allora posso smettere questo maledetto accento tedesco.  Ti aspetto, tesoro.

MONICA   - (rumore di un bacio) Come sempre, angelo mio.

KURT        - E Washington, stiamo arrivando!

CADWALLADER - Una spia Yankee!  Sono le peggiori!

MONICA   - No, le migliori.  La CIA ci paga due milioni, per questo.

FISHER      - (desolato) Moo-Moo!

(Heidi entra dal fondo-sinistra, vestita.  Si ferma, stupita, vedendo Monica con una pistola)

HEIDI         - Was ist das?

MONICA   - Das ist ein pistola, cara. Ora torni nella sua tana preferita e continui a fare le pulizie. (Un'altra risata) E qualcuno alla fine verrà a farle compagnia.

                            (Monica spinge Heidi nello spogliatoio. Come Monica chiude la porta dello spogliatoio, Cadwallader fa un celato movimento che dovrebbe dare il via a un contrattacco.  Fa un gesto a Fisher perché lo aiuti. Senza voltarsi)

                   Non ci provate, ragazzi.  Ho gli occhi dietro la nuca.

FISHER      - Pure lei!

                  (Monica ora si volta e fa un gesto con la pistola)

MONICA   - Muovetevi!  In piedi davanti al divano, uno vicino all'altro.

                  (Cadwallader e Fisher ovviamente sentono che la loro fine è vicina ed entrambi vanno verso il divano, in preda al panico)

CADWALLADER e FISHER - (insieme) Aiuto!  Mitzi!  Manu!  Aiuto!

MONICA   - E' inutile chiamare Manu o Mitzi. Sono tutti e due bene "impacchettati", purtroppo.  A questo punto ci vorrebbe un brindisi, che ne dite?

CADWALLADER - (un filo di speranza) Sì!  Si serva. Qui sul tavolo.

MONICA   - Prendete quei bicchieri.

                  (Ciò provoca ulteriore panico)

CADWALLADER - Non per me.  Io sono astemio.

FISHER      - Non bevo mai.

CADWALLADER - Ma lei si accomodi pure.

                    (Monica agita minacciosamente la pistola)

MONICA   - Vi dò tre secondi.  Uno... Due...

                  (Cadwallader e Fisher prendono entrambi i bicchieri)

CADWALLADER - Alla sua buona salute.

FISHER      - E una fortuna strepitosa!

                    (Cadwallader e Fisher bevono entrambi)

                   Sbaglio o aveva detto che l'effetto era istant...

(Ora Cadwallader e Fisher sussultano come se avessero                   ricevuto un colpo in testa. Saltano, barcollano, si scuotono, si portano le mani alla gola e quindi crollano uno accanto all'altro sul divano. Sono coscienti ma paralizzati. Fisher si lascia andare di lato e giace con la testa sulla spalla di Cadwallader)

MONICA   - Avrei dovuto avvertirvi che oltre ad avere gli occhi dietro la nuca           ho anche un ottimo udito. Addio, vecchia sconfitta "Guardia del          corpo".

FISHER      - Moo-Moo, quando hai incominciato a tradirmi?

MONICA   - Ricordi Kitzbühel?

FISHER      - Eravamo in luna di miele!

MONICA   - Già, beh, poco prima.

                  (Monica esce dalla porta di ingresso)

FISHER      - Mai fidarsi della figlia di un vicario.

CADWALLADER - Dio, è avvilente! Vede, io so come uscirne. Basta che         qualcuno ci prema due dita sulla nuca.

                    (La porta della cucina si apre e ne escono Mitzi e T.J. Entrambe le donne sono ridotte al peggio ed entrambe si stanno togliendo le corde con le quali erano state legate)

CADWALLADER e FISHER - (insieme) Grazie al cielo!  Manu!  Mitzi!  Siamo salvi.

MITZI         - Altro che Mitzi! Legata e impacchettata da quella pazza. E' una    fortuna che sappia fare un numero con le corde.

FISHER      - Presto!  Prima che sia troppo tardi...

T.J.             - (tuonando) E' già troppo tardi per lei, Fisher.  Da questo momento        lei è licenziato dalla Midland Motors.

CADWALLADER - (sbalordito) Midland Mo...? Che cos'è, lei...?

T.J.             - (continuando) Lei è una disgrazia per l'industria Motoristica britannica. Si guardi, ubriaco fradicio; piccolo sudicio pervertito. (T.J. prende la borsa a tracolla, la tasta ma non ci guarda dentro. Tastando la borsa) Non le darò il mio disegno. Me lo riporto a Birmingham.  Sarà meglio che incominci a fare il fagotto.

                            (Fisher ora afferra la verità e sta perdendo quasi la voce)

FISHER      - Oh, mio Dio!  Lei è un rappresentante della Midland Motor!  Lei è una donna.

T.J.             - Che cosa credeva che fossi - un uomo?

FISHER      - Sì. Abbiamo bisogno di aiuto...

MITZI         - Lo potete dire forte. Soprattutto aiuto psichiatrico, ma non lo avrete certo da me. Siete due pazzi.

                  (Mitzi prende casco e tuta dall'attaccapanni)

CADWALLADER - Aiuto!  Ci servono solamente due dita...

T.J.             - Che ne dice, mia cara?

MITZI         - Perché no?

                  (Mitzi e T.J. alzano entrambe due dita in segno di enfatico saluto prima di uscire insieme dalla porta di ingresso)

FISHER      - E Manu non si vede! (Cadwallader ridacchia in sordina) Rida pure, lei, ma io intanto ho perduto moglie e lavoro.

CADWALLADER - Correggo: ha perduto moglie e entrambi i lavori.  Mentre io posso permettermi di ridere. Povera la nostra Moo-Moo l'Ascia, che se l'è filata alla CIA con un mucchio di cartaccia!

FISHER     - E' vero!  Non le daranno due milioni per qualche modifica all'auto.

CADWALLADER - Questa volta sarà lei a essere fatta a pezzi!

                  (La porta dello spogliatoio si spalanca di colpo e Heidi irrompe con un salto e un grido di karate)

HEIDI         - Hiyaaaa!

CADWALLADER - Per Budda! Avevo dimenticato il “Fuoco di Sant'Antonio”!

FISHER      - Heidi, aiuto!

HEIDI         - (corre da Fisher) Peter caro!  Che cosa posso fare?

CADWALLADER - Glielo dico io che cosa deve fare. Voglio che prema due     dita dietro il mio orecchio destro! (Lei esegue) Prema forte col          pollice e l'indice.  Due volte.

                  (Heidi esegue quanto le è stato detto e Cadwallader si sblocca immediatamente. Si alza, stirandosi. Fisher, che stava appoggiato a lui, crolla bocconi sul divano. Heidi va per aiutarlo ma Cadwallader la spinge di lato)

                   Lasci fare, ci penso io, e vorrei scambiare due parole a quattr'occhi          con lui.

HEIDI         - (a Fisher) Ritornerò, amore.

                  (Heidi esce dal fondo-destra. Intanto Fisher è scivolato dalla parte opposta)

FISHER      - Mi aiuti.

CADWALLADER - (imitando Heidi) "Ritornerò, amore".  Lei non smette mai, eh?

                  (Cadwallader lo solleva e preme la sua nuca. Fisher riprende l'uso delle gambe e si alza, stordito)

FISHER     - Grazie. Cosi va meglio. Adesso basta con gli scherzi, eh? (Prende il bicchiere) Alla salute!

                    (Prima che Cadwallader possa impedirglielo, Fisher scola il bicchiere e rimane di nuovo paralizzato.  Crolla sul divano con le gambe all'aria)

CADWALLADER - Imbecille! (Rimette di nuovo in sesto Fisher) Irrecupera-      bile!

FISHER      - Mi dispiace.  Non mi sento bene.

                    (Un pacchetto oblungo avvolto in carta scura scivola dentro la cassetta della posta della porta di ingresso)

                   E quello, che cos'è?

                    (Cadwallader, vicino alla porta, lo prende)

CADWALLADER - Un pacchetto per lei, da parte di un certo Manu...

                    (Entrambi sussultano)

FISHER e CADWALLADER- (insieme) MANU!

                  (Fisher strappa la busta attaccata al pacchetto, contenente un biglietto)

CADWALLADER - Che cosa dice?

FISHER      - (leggendo) "Spiacente, non posso venire di persona; ma... spero che la pellicola sia chiara... Saluti. Manu."

CADWALLADER - E' questo!  L'ha filmato! (Lo strappa di mano a Fisher) E   questo è la mia onorificenza.  E' mio.

                  (Heidi, non vista, entra con una pistola in mano)

FISHER      - Mi scusi.  E' indirizzato a me.  E' mio.

CADWALLADER         - No, è mio.

FISHER      - Nossignore.  E' mio.

HEIDI         - Vi sbagliate, è mio.

FISHER      - (frastornato, pensando che sia stato Cadwallader a parlare) Come ha fatto?  Non ho visto le sue labbra muoversi.

HEIDI        - Prenderò io il pacchetto, se non vi dispiace. (Cadwallader e Fisher si voltano e vedono Heidi con la pistola) Schnell! (Heidi afferra il pacchetto dalle mani di Cadwallader)

CADWALLADER - Ci risiamo!  La sua cameriera è una spia tedesca!

HEIDI         - No, signor Cadwallader.  Io lavoro per un consorzio giapponese.

FISHER      - Ah, sì!  Ma non te ne andrai con questo. (Heidi va verso la porta di ingresso, tenendoli sotto mira. Alla James Bond) Sei in trappola come un topolino. Sai, il signor Cadwallader ha una ricetrasmit-tente nascosta indosso, e la userà per chiedere aiuto nel momento in cui uscirai da quella porta.

HEIDI         - Oh, ma davvero? Fammela vedere.

FISHER      - Con piacere. Non stiamo bluffando.

                  (Fisher sfila la radio dalla tasca di Cadwallader. Se un'oc-chiata potesse uccidere, Fisher sarebbe morto, quando Cdwallader lo guarda)

HEIDI         - Ma che bell'aggeggino! Buttalo, per favore. Ho detto: buttalo! (Fisher, incominciando a sentirsi a disagio, lo lascia cadere)

                   Adesso distruggilo. SALTACI SU! (Fisher pesta la radio, demolendola) Grazie. Troppo gentile. (Va alla porta di ingresso) Addio, amore. Mi dispiace che non sia stata una vera avventura d'amore. A proposito. Non seguirmi. Otto è lì fuori e ha l'ordine di uccidere chiunque tenti di uscire. Sayonara!

                    (Heidi esce dalla porta di ingresso)

FISHER      - Scommetto che sta bluffando. Non le permetterò di portarselo via.

                    (Fisher apre la porta di ingresso.  Immediatamente si sente uno sparo che colpisce la porta. Fisher si ritira frettolosa-mente, chiudendo la porta, e il cassetto n.1 si apre di colpo.  Fisher chiude il cassetto n. 1 e fa un giro su se stesso.  Il cassetto n.2 si apre dando una botta sul sedere di Fisher.  Chiude il cassetto n.2. un altro sparo e lui si inginocchia.  Il cassetto n.1 si apre di colpo e Fisher, nel rialzarsi, vi dà contro con la testa)

CADWALLADER - (ridacchia) Hah!  C'è mancato poco!

FISHER      - A chi lo dice!

CADWALLADER - Sicché non stava bluffando.  Questo significa un fallimento totale. Già.  E’ finita.

FISHER      - Torna in Inghilterra?

CADWALLADER - No. Attraverso il muro.

FISHER      - Il muro? Il muro?

CADWALLADER - Non ho il coraggio di farmi vedere a Londra, dopo quello che è successo e del resto ho ricevuto delle proposte interessanti da    Mosca, in questi ultimi anni.

FISHER      - Ma avrebbe il coraggio di lasciare la famiglia, i suoi amici?

CADWALLADER - Ho tanti amici, laggiù.

FISHER      - Russi?

CADWALLADER - No. Vecchi compagni dell'M.I.5 e di Cambridge.

                  (Fuori scena, si sente il suono di spari soffocati, che attirano l'attenzione di Fisher.  Lui socchiude la porta e si affaccia cautamente.  Quindi chiude la porta)

FISHER      - C'è un gran casino, là fuori.  Ehi! Credo che Heidi sia bloccata in ascensore!

                  (Cadwallader si volta e corre sul balcone)

CADWALLADER - Allora forse abbiamo ancora la possibilità di prenderli al   piano terra.

FISHER      - Non vorrà buttarsi nel canale! Siamo al quarto piano. Si ammazzerà!

                  (Cadwallader rientra con una lunga fune)

CADWALLADER - No, idiota. Ho previsto tutto. Tenga questo capo, lo lascia andare un po' alla volta, e per l'amor del cielo, non lo molli, o sono morto!

FISHER      - Oh, bene.

                  (Fisher prende un capo.  Cadwallader prende l'altro e se lo lega addosso come uno scalatore.  Scavalca il balcone)

CADWALLADER - Au revoir.

(Cadwallader salta e Fisher immediatamente viene tirato fuori)

FISHER      - Aufwieder se-e-e-e-e-en!

                  (Fisher riprende il controllo appena in tempo e cerca di rientrare.  E' in piedi accanto al divano quando riprende in         mano di nuovo il biglietto di Manu)

                   Ehi!  E' ancora lì?

CADWALLADER - Dove diavolo vuole che sia?

FISHER      - Quel pacchetto. Viene dal mio Manu, non dal suo. E' un regalo di

                   compleanno del mio amico Manu Gruber della Volkswagen.

CADWALLADER - (fuori) Cosa?

FISHER      - E' una videocassetta porno.  Il vero Manu non è ancora arrivato, e perciò Heidi se n'è andata in Giappone con un film a luci rosse!

CADWALLADER - (fuori) Allora la smetta con le chiacchiere e mi tiri su.

FISHER      - Bene, signore.

                    (Fisher incomincia a riportare su Cadwallader e urta la radio che si accende da sola e diffonde la "Cavalcata delle Valchirie"; finisce sul divano che viene tirato attraverso la stanza e oltre la finestra. Fisher tenta di afferrare le tende sopra la finestra ma cade. Nel frattempo si sente un elicot-tero che si avvicina. Il rumore del suo motore si fa sempre più forte.  Appare una gamba d'uomo che penzola da una fune tesa dall'elicottero, e che evidentemente cerca di arrivare sul balcone)

FISHER      - (grida) Manu?

VOCE        - No. PIEDE!

                    (Sempre appeso alla fune, Fisher si sporge e afferra la scatola attaccata al piede dell'uomo.  Appena fatto, l'uomo scompare di nuovo verso il cielo e il rumore dell'elicottero si allontana rapidamente. Fisher, che tiene sia la fune che la scatola, torna in mezzo alla stanza)

FISHER      - Ce l'abbiamo fatta! Manu ha consegnato!

CADWALLADER - (fuori scena) Magnifico!  Mi tiri su!

FISHER      - Bene, signore.

                  (Fisher incomincia a tirar su pian piano Cadwallader.  Tutto procede bene quando squilla il telefono)

                   Oh, accidenti! (Grida) Rimanga li!

                    (Fisher automaticamente lascia andare la fune per prendere il telefono. La fune parte come una frusta attraverso la stanza e fuori sul balcone mentre Cadwallader presumibil-mente precipita nel vuoto.  Fisher lascia andare il telefono e tende inutilmente una mano verso il balcone mentre...

CALA IL SIPARIO

Nota: c'è un codicillo e l'azione della commedia continua come segue:

(Mentre cala il sipario Cadwallader irrompe coperto di melma e di alghe di fiume)

F I N E

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