IL RACCONTO DELL'UOMO COL MANTELLO

OLERON

Il paese della nostra nostalgia invece il nor-

male, il decoroso, l'amabile, e la vita nella

sua seducente banalit.

(THOMAS MANN)

P- Sono passati diversi anni da quella sera, ma ricordo ancora

tutto perfettamente.

Stavo tornando a casa dopo aver svolto un affare importante

ed era quasi mezzanotte quando scoppi un temporale. Stavo

giusto attraversando il passo di Badle che dista

solo cinquanta chilometri dalla citt, ma sembra di attraver-

sare una terra dimenticata. La strada stretta e dissestata,

piena di tornanti che avvolgono grandi pareti di roccia livida,

o si protendono sull'abisso della valle, che porta il nome di

Valle dell'Ombra. Non vi batte mai il sole, e quel poco che

supera la barriera delle montagne va a spegnersi in un bosco

fitto e umido, pieno di tronchi morti. Ci sono pochissime

case, quasi tutte disabitate. Improvvisamente la mia auto si blocc.

Cercai di rimettere in moto, ma non ci riuscii. Confesso che

avevo paura.

Sono nato in una valle vicina a questa, e ricordo ancora le

strane dicerie sugli abitanti di Valle dell'Ombra. D'inver-

no passava per il mio paese un vecchio ombrese alto, col

viso affilato e la barba grigia. Vestiva un mantello di pellic-

cia, sul retro del quale ricadeva una testa di lupo. Attraver-

sava il paese per comprare sacchi. Decine di sacchi. Poi ri-

partiva. Una notte lo sentii andarsene cantando questa

canzone:

La luce non cancella l'ombra

l'ombra cancella la luce

il giorno gioca con te, poi ti abbandona

sar la notte la tua padrona.

Non sentivo ora, nel rumore del vento che piegava gli al-

beri, le note di quella melodia?

Un brivido mi percorse la schiena. Uscii dallauto e la pioggia

gelida mi frust il viso. Mi guardai intorno e scorsi una luce

poco lontano; corsi in quella direzione e mi fermai senza fiato

davanti alla porta di una casa scalcinata e cadente. Facendomi

forza bussai e dopo qualche attimo di silenzio mostruoso venne

ad aprirmi una vecchia spaventosa, con occhi sporgenti da rospo

su un viso rovinato da qualcosa che sembrava un'ustione. Era

deformata dall'artrosi e si muoveva come se fili invisibili la torcessero tormentandola.

La bocca sdentata era dipinta di rosso fuoco e sulle gote pal-

lide cera un maldestro tocco di cipria. Una morta pronta per

il ballo, pensai con un brivido. Controllai i nervi e iniziai a

spiegarle la mia situazione.

P Sono rimasto fermo con la mia auto proprio qua sotto...

se lei potesse lasciarmi telefonare...

(La vecchia rise. Un riso infantiIe, crudele. )

V Qui non c' telefono... ma lo pu trovare su a villa Ole-

ron...

(Quel nome fu peggio di tutto. )

P Oleron, ha detto? ll conte di Oleron?

V II conte Maurizio Denian di Oleron. Lo conosce?

P Eravamo... compagni di scuola.

V Allora, non avr difficolt a farsi aiu-

tare. Qua dietro c una scalinata. Salga e trover villa Ole-

ron. Non illuminata, stia attento a dove cammina. E mi rac-

comando ( gli occhi della vecchia ebbero un lampo ) entri

dalla porta principale. Per nessuna ragioneentri dalla porta

posteriore, quella col battente a testa di lupo... segua il mio

consiglio, signor Egistus.

P Grazie ,ma... come fa a conoscere il mio nome?

(risata della vecchia)

Devo ora spiegarvi perch quel nome aveva provocato in me

tale turbamento, Oleron e io eravamo stati compagni di collegio,

ed eravamo stati legati da una strana amicizia, Ma io avevo

sempre avuto paura di lui, fin dal primo momento.

Gi dai primi giorni di collegio, Oleron aveva messo tra

s e gli altri collegiali una cortina separatoria.

Non sembrava farlo per snobismo, n per alterigia. Non si

interessava di noi in quanto nullasembrava interessarlo. Non parlava

con nessuno e gli insegnanti avevano, come noi, paura di lui.

All'inizio di febbraio, cominci ad arrivare a lezione in ri-

tardo. Giungeva con gli occhi cerchiati come dopo notti in-

sonni, e si accasciava sul banco.

Una mattina arriv con una ferita sul collo. All'ultima

ora, quando ci preparavamo a lasciare l'aula, vidi che non

aveva nemmeno la forza di alzarsi dal banco. Ne ebbi piet e

vincendo la paura mi avvicinai

E Non stai bene? Hai bisogno di aiuto?

(Non rispose. Gli toccai una mano ed era gelida. Alz la

testa di scatto e url: )

O Sto benissimo e non ho bisogno di nessuno.

(O fa per andarsene poi si ferma guardando E in modo sinistro.

Quindi apre un libro che sta sul banco e lo mostra ad E)

O- E pi interessante di ci che ci insegnano a scuola, no?

Guarda lespressione di dolore della ragazza mentre le due tigri

la fanno a pezzi divorandola mentre ancora viva.

E- E mostruoso.

O- La storia non racconta la verit, perch non dice nulla di cosa

successo nei castelli misteriosi, nelle stanze segrete. Eroismi,

conquiste, progresso: menzogne! La storia fatta di crudelt.

Ascolta le parole di un vero poeta:

Il fuoco la mia tenerezza

perch angelo e belva insieme

nel mio spirito caddero abbracciati.

Nel palpito dell'agonia la vita pi sacra

perch allora non dovrei amarti

perch non dovrei ucciderti?

E Non mi sembrano parole sensate (nervosamente )e

certo nessuno farebbe una dichiarazione cos a una ragazza.

(Oleron sorride e mostra un altro libro ad E.

O- Il "Processo a Gilles de Rais".(legge il titolo a voce alta)

Anche questo era un uomo (accalorandosi) nato

dall'amore di un uomo e di una donna. Tutto quello che ha

fatto lo ha fatto perch era nella sua natura. Come nella tua e

nella mia. Se il vaniloquio dei "maestri" di questo collegio, di

questa prigione, non spegner la nostra sete di verit, noi po-

tremo essere come lui. Cosa te ne sembra?

E E affascinante, Oleron, ma dove portano

questi libri? Che speranza possono darci? Perch mai dob-

biamo preferirli ai libri che ci propongono a scuola, ove tutto

chiaro e razionale?

O Hai detto bene, Egistus. Noi dobbiamo. Senti queste parole

di Baudelaire su Edgar Allan Poe. (O parla come un invasato)

"Esiste allora una diabolica Provvidenza che prepara

l'infelicit nella culla, che getta premeditatamente esseri an-

gelici ricchi di intelligenza in ambienti ostili, come martiri

nel circo? Vi sono dunque delle anime sacre, votate all'alta-

re, condannate a camminare verso la gloria e la morte, calpe-

stando le proprie macerie? L'incubo delle tenebre stringer

in una morsa eterna queste anime elette? Inutilmente si di-

battono, inutilmente si addentrano nel mondo, ai suoi fini ul-

timi, agli stratagemmi; perfezioneranno la loro prudenza,

sprangheranno tutte le uscite, barricheranno le loro finestre

contro i proiettili del caso: ma il Diavolo entrer nella serra-

tura: una perfetta virt sar il loro tallone di Achille, una

qualit superiore il germe della loro dannazione."

Latino e greco , sono lingue dei libri magici.

Anche l'arabo e il cinese antico sono lingue che custodi-

scono segreti. Nessuna delle lingue moderne utile per in-

terpretare i segni del tempo dietro al tempo.

E E cosa intendi per tempo dietro al tempo?

O E il luogo dove abitano coloro che esistevano prima di

noi, e un giorno di nuovo abiteranno il mondo. Quando ri-

torneranno, essi ci interrogheranno in queste lingue. Guai al-

lora a chi non conoscer le antiche formule, a chi non sapr

pregare! E non le sordide preghiere della resa e della sotto-

missione. Le preghiere della battaglia. Il grido dell'angelo ca-

duto. Cos ci ricongiungeremo e bruceremo nel rogo tutti co-

loro che nel rogo ci uccisero.'

P- Ero sempre pi affascinato da

lui, tanto che poco alla volta persi interesse allo studio.

Aspettavo con ansia il momento in cui Oleron mi avrebbe

portato un nuovo libro. Iniziai anch'io a cercare quei testi.

Questo cambiamento non pass inosservato. I professori

informarono i miei genitori sui pregiudizi che quell'amici-

zia arrecava al mio rendimento scolastico. l compagni pre-

sero a evitarmi.

Una sera, mentre passeggiavo nel giardino, venni avvici-

nato da una donna che lavorava nelle cucine.

D Non lo frequenti! (con paura nella voce. )

E Di chi parla?

D Non frequenti quello strano ragazzo, signor Egistus!

Fino a poco tempo fa dormivo nelle case vicino al laghetto.

Tutta la notte dalla camera di quel ragazzo sentivo venire ru-

mori strani. Una mattina diedi un'occhiata dalla finestra. Era

come se nella camera fosse passato un ciclone. Tutto era ro-

vesciato... ribaltato. E il materasso era come sventrato da...

non so quale mano... e sul muro... crano quei segni...

E Quali segni?

(D non risponde. Dal buio, appare Oleron. L'ala di capelli

neri gli copre met del viso, e l'espressione con cui guarda

la donna terribile. La donna scappa facendosi il segno

della croce. )

O Qualcosa mi dice che stavate parlando di me (sibila)

E- (Ansante)Sai cosa dicono di te? Che hai perso i genitori,

vivi solo in una grande casa; che i tuoi fratelli sono morti di una

malattia misteriosa e che tu ti sei rifiutato di partecipare alla visita

medica prima di entrare in collegio.

O Non crederai a tutto quello che ti viene detto su di me...

E Oleron (precipitosamente ) perch non mi hai

mai fatto entrare nella tua camera?

O(secco) Non sei pronto.(fa per allontanarsi poi torna indietro

prendendo E per un braccio e trascinandolo avanti verso la ribalta.)

O- Ho qualcosa da mostrarti. Vedi quella casa laggi?

E- Il manicomio?

O- (parla da invasato)Senti le loro urla?Eccoli, loro hanno

visto Quelli che erano prima. Hanno guardato la Medusa

negli occhi. Melmoth parla per loro, con voce di belva.

Essi hanno incontrato la verit e la verit li ha spezzati.

Eppure c chi pu guardarla in faccia. Quando io la incon-

trer, non risponder con queste grida e questi balbettii. Io

dir: salve, sono uno di voi. E come voi voglio il male, con

ogni mia intima fibra. Proteggetemi e sar vostro come pri-

ma di me lo furono Caligola e Gilles de Rais, Cortez e Vlad

Drakul. Questa la strada, Egistus. Questa e la prova che quelli

esistono! Cosa pu avere ridotto cos queste persone? Forse quello

che ci insegnano a scuola?

(Oleron stravolto, mentre inchioda le braccia di E

stringendolo con forza insospettata. O spinge E verso

il bordo del palco stringendogli il collo con le mani. E

urla Fermati, mi fai cadere! O si risveglia come da un

trance; si ferma, sorregge E e prorompe in una sonora

risata .)

O Coraggioso Egistus! Tu vuoi conoscere i segreti del-

l'Ombra, ma al primo scherzo sei gi terrorizzato. Sei un pes-

simo allievo!

P- Poi vennero le vacanze di Pasqua e tornai a casa. Liberato

dallinfluenza nefasta di Oleron tornai ad essere sereno e

proprio in quei giorni conobbi Eleonora, colei che sarebbe

diventata mia moglie. Era una ragazza fantastica: bionda, con

gli occhi azzurri, un sole. Me ne innamorai subito. Passai alcuni

giorni veramente felici. Poi tornai alla "prigione" del Collegio.

Per un po riuscii ad evitare Oleron ma un giorno me lo trovai

improvvisamente davanti all'uscita della mensa. Era ancora dimagrito,

quasi spettrale. Portava il segno di un'ennesima ferita alla gola.

Inizi a parlrmi, farneticando:

O( alterna una voce bassa, gutturale a una voce acuta e

isterica) Devi aiutarmi Egistus. Loro sono venuti e mi hanno

parlato. LORO sono pi forti di me, ma ho resistito, Devi aiu-

tarmi! Io resister. C un solo modo per resistere a loro... ed

diventare come loro... tu vedrai... tu non sai come ci si

pu TRASFORMARE... tu non sai...

(O guarda E negli occhi in silenzio.)

Tu sei cambiato! (sibila) Il bene entrato in te e tu hai

perduto la strada. Ma non puoi abbandonarmi ora...

(O artiglia il braccio di E con la mano mentre la sua bocca trema.)

E- (urla) Lasciami, sei pazzo.

P- Corsi via e non lo rividi pi. Seppi solo pi tardi che aveva

lasciato la scuola.

Arrivarono le vacanze estive e mi stavo preparando a partire

per trascorrere qualche giorno al mare con Eleonora, quando

mi giunse una lettera da Oleron.

(Oleron fuori campo)

Caro Egistus,

Inutile dire che mi rattrista il modo in cui ci siamo lasciati.

In effetti stavo passando un brutto periodo e mi sono com-

portato da sciocco. Presto partir definitivamente per un paese

straniero. Non vorrei lasciarti un cattivo ricordo di me: sei sta-

to in fondo l'unico amico che ho avuto in questa sfortunata va-

canza tra i mortali. Ti prego di venire a casa mia domani sera,

con la tua candida compagna. Ceneremo insieme e ti mostrer

che anche io sono capace di sentimenti quali l'ospitalit e la

gratitudine.

Ti prego di non negarmi questo ultimo favore

Oleron

P- Riuscii a convincere Eleonora ad accettare l'invito.

(Non era il solito Oleron. Era spettinato e vestito con un

camicione bianco che lasciava intravedere il collo martoriato

dalle solite strane cicatrici.)

P- La prima parte della serata trascorse tranquilla, Oleron

sembrava unaltra persona e potrei dire che la cena fu quasi

piacevole. Poi Oleron chiese a Eleonora di ballare.

(O ed Ele ballano mentre E accende una candela.)

Ele Mi gira la testa.

( pallida e ansante. Oleron le tiene una mano.)

O Non nulla ( rassicurante) stato il ballo.

(Ele sviene)

O Non dovevo farla ballare subito dopo cena vado a cercare

qualcosa per farla riprendere.

( E cerca di rianimare Ele mentre da esterno si sente un

rumore agghiacciante, come una voce profonda, non

umana che sembra venire dalle viscere della terra: Il la-

mento di un mostro sotterrato.)

E (grida) Oleron!

(O rientra mutato. La maschera caduta e appare il solito

Oleron.)

O Egistus, amico mio, quanta messa in scena!

Che ridicola commedia. Mi riconosci ora?

E (tremante ) Cosa vuoi fare?

O Io non ho abbandonato la strada(va verso E) E ora tu mi

aiuterai a compiere il passo finale. Quelli vogliono una prova.

Non dobbiamo esitare.

E Oleron, Eleonora sta male... che razza di discorsi stai facendo?

O(urla)Lei la prova, Egistus, lei sar il nostro dono per gli

Immensamente Grandi. Una fanciulla innocente. Ricordi l'illustra-

zione del primo libro che ti mostrai, Egistus? Ormai dovresti sapere

anche tu quali sono le vittime preferite da quelli...

E (Grida) Demonio! Non toccarla!

O L'ho drogata con una polvere nel vino. E ora mi aiuterai a portarla

di l. Quelli stanno aspettando e si adirerebbero se lei non arrivasse.

(di nuovo voce terribile da fuori. E urlando scaglia la candela accesa

verso O . Lampo poi buio)

P- La casa prese fuoco e bruci completamente. Ai pompieri raccontai

che si era trattato di un incidente. Avevo troppa paura di

Oleron ormai. Mi sembra ancora di sentire le sue ultime parole:

(O fuori campo)

Ci rivedremo. QUELLI non amano essere ingannati. E

sanno aspettare.

P- Capirete ora perch esitavo a salire quella scala. A distan-

za di vent'anni Oleron riappariva nella mia vita. Come se

tutto fosse predestinato. Per anni, dopo quel giorno, avevo

ripensato a ci che era successo. Cera veramente qualcosa (e

che cosa?) nella casa di Barcairn? Alla fine mi decisi.

Se il destino aveva sospinto l i miei passi, dovevo affrontarlo.

Bussai alla porta e

O(senza riconoscere P) Sono le due di notte, si pu

sapere che cosa vuole?

P Oleron... sono Egistus... siamo stati compagni di scuo-

la...

O Che sorpresa, dopo tanti anni. Ma come sei ca-

pitato qui?

P Un incidente. La macchina si bloccata proprio sotto

la tua villa.

O Allora non la tua volont... il caso che ti ha portato.

Accomodati.

P- Grazie.

O- Cosa fai adesso?

P- Sono diventato un giornalista e rientravo proprio per

Scrivere un articolo.

O- Quanto tempo passato vero? Io sono stato alcuni anni

in oriente a studiare (sorriso ironico) e poi sono tornato qui

nella villa che ho ereditato e ci vivo da solo. Passo il mio tempo

a comprare e rivendere libri rari: una cosa tranquilla e un po

noiosa (atro sorriso).

P-Prima una vecchia mi ha indicato la tua villa e conosceva il

mio nome. Chi ?

O- (ridendo) La vecchia Linda, non ricordi la came-

riera della casa di Barcairn? E decrepita e mezza pazza, dopo

l'incendio che... abbiamo provocato, ma pensa, dopo tanti

anni ti ha riconosciuto... La tengo l per piet... e c anche

Machen, l'autista... lo ricordi?

P(dopo un lungo silenzio) Io non volevo provocare

l'incendio, tu mi hai obbligato a farlo.

O Ora che il caso ti ha portato qui Egistus, bene che ti

spieghi cosa avvenne quel giorno: un equivoco, un colossale

equivoco... ero un ragazzo un po' folle, con i turbamenti pro-

pri di quell'et... pensai... ebbene si pensai che si sarebbe po-

tuto fare un festino con Eleonora.

P Un festino?

O Certo! Non un sabba diabolico... ancora non capisci?

Pensi che fossi cos anormale da non provare certi deside-

ri? Dietro il mio gusto per le illustrazioni sadiche con fan-

ciulle discinte non cra una possessione diabolica. ma

qualcosa di assai pi comune agli adolescenti... Recitavo

sempre, a quei tempi... e quando vidi Eleonora. fui scon-

volto... avrei fatto qualsiasi cosa per una ragazza cos bel-

la... e pensai che con la paura avrei ottenuto ci che vole-

vo. Era una cosa sciocca, un po' perversa... ma mi eccitava

l'idea.

P Vuoi dire che... volevi farci l'amore? E anche io...

O(tristemente) Esatto. Molte cose potevano succedere

quella notte... ma tu non hai voluto.

P Io non so se crederti Olenon; agivi veramente

come un pazzo, parlavi di quelle misteriose presenze e...

(urlo non umano in lontananza)

P(grida) Di l, cosa c di l?

O(glaciale) Non ho sentito niente.

P Oleron, io ho sentito bene. Una voce di donna, spaventata

O - sono sicuro che ti sbagli, non c nessuno di l. Siamo soli con

i nostri fantasmi. Forse arrivano voci dalla casa vicina. A vol-

te l'eco della montagna le porta fin qua. Sai non ho ancora la

luce elettrica n il telefono, quindi dovrai dormire qui su

quel divano.

P Sul divano? Non hai altre camere da letto?

O(spettrale) Solo una, la mia.

P- Solo una camera da letto in una villa come questa.

(Silenzio).

P(in tono di sfida) Oleron quell notte a Bar-

cairn sentii nella stanza vicina un suono mostruoso... come il

lamento di una qualche creatura.

(Oleron stringe le labbra e si passa una mano sulla gola.

Tono di voce esageratamente allegro. )

O Ma certo, ora ricordo: il mio vecchio giradischi... era

mezzo guasto, e perdeva giri... un valzer cantato da un orco

a diciotto giri, ecco che cos'hai sentito.

( O cerca di ridere, ma P lo inchioda con lo sguardo.)

P E quelle ferite che avevi sempre sul collo?

O(bruscamente) Non ricordo. Adesso penso che dovremmo

riposare tutti e due. Parleremo dei vecchi tempi domattina.

Vado a prenderti una coperta.

P Dimmi la verit, Oleron.

(O non guarda P. )

O(avvicinandosi al viso di P con occhi spiritati) Ci sono

persone che possono conoscere la verit e altre

che la verit spezza. Ne vedesti alcune un giorno in una

casa. Allora sperai che tu potessi percorrere la mia strada.

Sbagliavo: anche tu preferisci la luce alle ombre. La notte non

sar mai la tua padrona. Ma non sfidarla!

Non ti dir la verit perch essa al di sopra della forza

del tuo cuore. Credo che faresti meglio ad andartene subito,

Egistus.

P Rester qui stanotte, Oleron.

O(rimpicciolendosi) Stai attento, Egistus! Non uscire da

questa stanza per nessun motivo. Questo l'ultimo consiglio

che ti do. Per nessun motivo!

P- Rimasi solo nella stanza, in preda a un'angoscia intol-

lerabile. Una parte di me voleva fuggire, l'altra mi teneva in-

chiodato a quel luogo; ma proprio in quel momento

feci una scoperta che dissolse i miei dubbi. Dalla finestra aperta

vidi i pali delle linee elettriche e telefoniche.

Era certo Oleron

aveva recitato. Mi aveva chiss perch accolto con la lampa-

da a petrolio, mentre aveva la luce elettrica. E aveva detto di

non aver telefono, perch voleva che quella notte io restassi

nella sua casa! Uscii nel buio.

Girai intorno alla villa. Ricordai che la vecchia aveva det-

to che per nessun motivo dovevo entrare dalla porta poste-

riore. Un avvertimento o un'indicazione? Fu proprio l che

mi diressi. Ormai non esitavo pi, aprii di colpo, e vidi.

P- Mi scusi di averla disturbata.

M- immagino che lei sia lospite di Oleron. Lieta di conoscerla:

sono la contessa Oleron, sua moglie.

Sa stavo guardando un film dellorrore e purtroppo non ci

sento molto bene, per cui sono costretta a tenere il volume

molto alto. Cos finalmente conosco un amico di mio marito.

Ne ha cos pochi, ed essendo la moglie di un avvocato devo

essere sempre gentile anche con le persone pi strane.

Sono contenta di conoscere finalmente qualcuno con cui

parlare liberamente.

(entra Oleron)

P Bene, signora... ora che ho avuto il piacere di conoscer-

la, devo ripartire...

MMa come, mio marito mi aveva detto che lei si sarebbe

fermato qui, stanotte...

P Mi passeranno a prendere alcuni amici di Badle, traineremo

la macchina con un cavo.

M- Allora arrivederla, felice di averla conosciuta (Esce)

O Cos ora sai. Non devo pi recitare. E, vero, sono un

tranquillo avvocato di provincia, con una moglie noiosa, due

figli, amici stupidi, ore vuote. Questo l'orrore che non mi

attendevo, vedi, LORO non si sono mostrati. Non mi hanno

scelto. E quando sono arrivati, erano molto diversi da come li

immaginavo sui banchi di scuola. Ora mi occupo di matri-

moni, eredit, e un giudice decide per me il bene e il male.

Ogni tanto mi chiudo a leggere nella mia biblioteca dove

Tengo ancora i miei libri e tutto ci che da giovane mi

pareva mi avvicinasse a loro. Bevo,ho quarant'anni e i polmoni

malati. Tutto qui.

P Perch questa commedia allora?

O Tu ricordavi un giovane demonio. L'equivoco di quella

notte a Barcairn mi aveva dato su di te un insperato potere.

Ero infelice e ardente allora, ma in tutto ci che facevo cera

speranza. Tutto ci che potevo sognare, anche se orribile, lo

amavo. Era la mia ricchezza. Ho pensato che recitando anco-

ra una volta, almeno tu mi avresti ricordato come ero in quei

giorni. Quando sei entrato da quella porta, per nessun moti-

vo avrei voluto che tu scoprissi la verit. Cosa ne era di Ole-

ron, vent'anni dopo. Ora che hai visto capirai, e mi perdone-

rai.

(O Dice tutto con tono distante e indifferente.)

Ecco dove portava la strada, Egistus. Grazie della tua

amicizia. Il mio autista ha riparato la tua auto, puoi ri-

partire.

P- Lo salutai e, salito in macchina, partii.

Arrivai a Badle che era l'alba. Il portiere dell'albergo mi accolse

eccitato.

PO L'aspettavamo per mezzanotte, la signorina Lea era molto

preoccupata.

P Sono rimasto bloccato nella strada di Valle dell'Ombra

PO Accidenti. Certo di peggio non poteva capitarle. E

completamente disabitata.

P Non completamente. Fortuna ha voluto che mi fermas-

si proprio sotto villa Oleron. L'avvocato era un mio compa-

gno di studi. Mi hanno aiutato a ripartire.

PO(distogliendo lo sguardo) Capisco signore... mi dispiace.

P Le dispiace cosa?

PO Che l'avvocato Oleron fosse suo amico.

P Perch "fosse"?

PO(sorpreso) Il signore mi prende in giro? Non conosce

forse la storia?

P(rabbrividendo) Me l'hanno appena accennata...

PO L'avvocato Oleron, una notte di tre anni fa, dopo aver

ucciso la moglie e i due figli, si dato fuoco, nella sua casa. E

rimasta solo la dpendance con due vecchi servitori. Sembra

che nella villa ci fosse una biblioteca di grande valore, quadri

antichi e libri... strani... oggetti misteriosi, magici, io non me

ne intendo. Tutto andato distrutto dalle fiamme. Nessuno

se l'aspettava. L'avvocato sembrava una persona cos a po-

sto... cos normale... Ma certo lei lo conosceva meglio di

me...

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