Olivella

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SPETTACOLO TEATRALE NATALE NATALE 2005

SPETTACOLO TEATRALE NATALE  2005

OLIVELLA

Narratore …:Nel lontano 1760 in un piccolo paesino della Liguria di ponente, arroccato sulla collina e circondato da oliveti, prati di ginestra e orti coltivati, vivevano due giovani sposi.

Narratore …: la loro casa in pietra era circondata da fasce di oliveti, con muri in pietra a secco e la finestra della loro stanza dava sulle proprietà di tre donne, considerate da tutti le fate della valle.

Narratore …: eravamo in autunno inoltrato e l’oliveto delle fate aveva uno splendido raccolto, pronto per essere abbacchiato, quando la giovane sposa, che era in attesa di un bambino ….

Moglie: ma guarda che splendidi frutti, ho una voglia matta di spremere alcune gocce di quelle olive su questa fragrante fetta di pane!!

Narratore: Allora aspettò che le fate fossero uscite, prese una scala di seta e scese nell’orto, fece una bella scorpacciata di pane e olive e se ne tornò a casa, per la strada da dove era venuta.

Narratore…: il giorno dopo successe la stessa cosa. Mangia oggi, mangia domani le fate, passeggiando nel loro oliveto, cominciarono ad accorgersi che le loro olive erano quasi tutte scomparse e decisero di scoprire chi le aveva rubate.

Fata 1: Non è possibile è l’ora del raccolto e noi che ci portiamo al frantoio??

Fata 2: Sapete che cosa facciamo? Fingiamo di essere uscite tutte e tre e una di noi invece resterà nascosta.

Fata 3: Bene ottimo piano, così scopriremo chi ci deruba!! Resterò io, voi andate in paese a far provviste:

Fata 1:(rivolta alla fata 3) Allora in guardia, stai attenta!!

Fata 2: (rivolta alla fata 3) Stai attenta a non addormentarti come al solito!!!

Fata 3: (rivolta alle altre due) Eh bella fiducia avete!! Badate a voi piuttosto!!!

Narratore …: la fata si nascose a ridosso di un muretto in pietra, ed ecco che quando la giovane donna scese nell’orto, saltò fuori all’improvviso.

Fata 3: Ah briccona!! Eccola la ladra!! T’ho beccata eh!!!

(Arrivano le altre due fate)

Fata 1: Sentiamo, perché rubi nei nostri terreni??

Moglie: Abbiate pazienza!1 Pietà!! Ho voglia di pane e olive solo perché aspetto un bambino.

Fata 2: per questa volta ti perdoniamo, però ……. Se nascerà una bambina e nascerà una bambina, la chiamerai Olivella e…

Fata 3: Eh si la chiamerai Olivella e quando sarà grande la prenderemo con noi!! Capito?

Narratore …: la donna scoppiò a piangere e fuggì a casa per raccontare tutto al marito, che andò su tutte le furie.

Marito: Golosaccia!! Hai visto che cosa hai combinato!! E tutto per la tua ingordigia!!

Moglie: ma io non sapevo …

Marito: Cosa non sapevi? Ci dovevi pensare, ormai il pasticcio è fatto!!

Narratore …Passarono i mesi e finalmente come avevano previsto le fate nacque una bella bambina, e col tempo i genitori non pensarono più al patto fatto con le fate.

Narratore …: Passarono gli anni e Olivella cominciò ad andare a scuola: Tutti i giorni passava davanti alla casa delle fate che puntualmente le dicevano …

Fara 1: Bambina mia ti sei fatta grande …

Fata 2: Eh si è tempo che tua madre ricordi il patto che ha fatto con noi!!

Fata 3: Certo, mica si sarà dimenticata? Dille di ricordarsi ciò che deve darci e mantenere la promessa!!

Olivella: va bene, ma di che si tratta?

Fata 1: Vai vai, vedrai che la tua cara mammina ricorderà!!

Fata 2: mai scordare una promessa fatta alle fate!!

Narratore …: Così Olivella riferì tutto alla madre.

Olivella: Mamma, ma che vogliono le fate, dicono che devi ricordarti la promessa. Di che si tratta? Si può sapere?

Narratore: Tutti i giorni Olivella faceva la stessa richiesta e la madre si sentiva un groppo al cuore, ma un giorno che era distratta dalle faccende disse…

Madre: Ma si, dille che la prendano pure!!

Narratore…: Olivella riferì alle fate e queste non le diedero il tempo di rispondere, subito l’afferrarono e la portarono con loro. La madre si disperava e il padre sempre più adirato la rimproverava.

Madre: Oh me disgraziata!! Che cosa ho combinato!!

Padre: Puoi ben dirlo!! E dire che ti ho sempre detto di stare alla larga dalle fate!! Ma no, invece la signora è andata pure a rubare nel loro oliveto!! Ma si può essere così ingenui??

Madre: Lo so hai ragione, ma con i tuoi rimproveri non fai che aggiungere dolore alla mia disperazione!!

Narratore… : Le fate portarono Olivella a casa loro, le mostrarono una stanza nera dove tenevano il carbone e le dissero …

Fata 1: La vedi Olivella questa stanza?

Fata 2: Quando torneremo questa stanza dovrà essere bianca come il latte e dipinta con tutti gli uccelli dell’aria, altrimenti ….

Fata 3: E’ inutile fare tanti rigiri di parole, altrimenti ti mangeremo!! Capito!!!

Narratore …: Le fate se ne andarono e come potete ben immaginare lasciarono Olivella disperata, tutta in lacrime.

Narratore: Improvvisamente bussarono alla porta e la povera fanciulla temeva che fossero già le fate di ritorno e quindi fosse giunta la sua ora. Invece entrò Memè, cugino delle fate con il suo amico Totò.

Memé: Eravamo nell’orto delle fate, abbiamo sentito dei lamenti. Insomma che hai da piangere così disperata!!

Totò: Non c’è ragione perché una bella fanciulla si disperi così!!

Olivella: Piangereste anche voi, se aveste questa stanza nera nera da far diventare bianca come il latte; e non solo .. dipingerla anche con tutti gli uccelli dell’aria, prima che tornino le fate. Se no mi mangiano!!!

Memè: se mi dai un bacio, faccio tutto io in un battibaleno!!

ToTò:(rivolto al pubblico) non perde occasione l’amico!!!

Olivella: Preferisco dalle fate esser mangiata che da te esser baciata!!

Memè: la risposta è così graziosa, che farò tutto io, con l’aiuto del mio amico. Dai Totò passami la bacchetta magica!!

Totò: Eccoti!! Ricorda di pronunciare le parole fatate!!

Memè: batti bacchetta, vola di qua, vola di là, ridipingi tutto qua!!

Narratore: fu così che in men che non si dica la stanza apparve trasformata; le pareti nere avevano lasciato spazio a muri bianchi, dove volavano uccelli e farfalle di mille colori. Quand’ecco che si sentì bussare alla porta, erano le tre fate di ritorno.

Fata 1: Allora Olivella hai fatto quello che ti abbiamo chiesto!1

Olivella: Sissignora, vengano a vedere!!

Fata 2: Ma è meraviglioso!! Sei sicura di aver fatto tutto da sola???

Fata 3: Si certo, sei sicura? Non è che per caso c’è stato l’intervento del nostro caro cugino Memè e del suo amico? Eh dì la verità!!

Olivella: Davvero, non ho visto il cugino Memè, né Totò, né la mia mamma bella che mi fè!!

Narratore…: L’indomani la fate tennero conciliabolo nell’oliveto, per vedere come potevano fare per mangiarsi Olivella.

Fata 1: Mah un modo dovrà pur esserci!1

Fata 2: A trovarlo però!!

Fata 3: Sentite un po’, forse ho la soluzione. Olivella!!

Olivella: Cosa comandano le signore fate?

Fata 3: senti domani mattina vai dalla fata Morgana e le devi dire che ti dia la scatola del Bel Giullare. Hai capito?

Olivella: Certo, faro quello che mi è stato chiesto:

Narratore… : Olivella si mise in viaggio, percorrendo gli antichi sentieri della via del sale, arrampicati sui fianchi delle colline, dove tante volte aveva accompagnato il suo papà che portava olio e sale , per scambiarlo con farina e grano, arrivò sino ai confini con il Piemonte. Lì incontrò Memè e Totò che tornavano da una importante missione.

Totò: Oh ecco la bella Olivella!

Memè: si può sapere dove vai, tutta sola?

Olivella: vado dalla Fata Morgana a prendere la scatola del Bel Giullare.

Toto: ma non lo sai che ti mangia?

Olivella: Meglio per me, così sarà finita una buona volta per tutte!!

Totò: Dai Memè cerchiamo di aiutarla!!

Memè: va bene! Eccoti queste due pentole di olio, troverai un portinaio di guardia ad un portone, glieli darai e ti lascerà passare. Poi tieni questi due pani , troverai due cani che si mordono l’uno contro l’altro, buttagli i pani e ti lasceranno passare.

Totò : poi tieni anche questo filo e questa lesina, troverai un ciabattino che per cucire le scarpe si strappa la barba e i capelli, daglieli e ti lascerà passare. Infine tieni queste scope, troverai una fornaia che spazza il forno con le mani, dagliele e potrai passare:

Memè: Bada però di non perdere tempo e di fare alla svelta.

Narratore: Olivella prese olio, pani, spago scope e riprese il cammino. Arrivata alle porte della città vide un portinaio armato, di guardia alla porta che la fermò.

Portinaio: si può sapere dove vuoi andare così di corsa? Di qui non si passa !!

Olivella: Per favore, pietà di una povera fanciulla, lasciami passare ti darò queste due pentole di olio pregiato, fammi passare!!

Portinaio: in tanti anni che sono di guardia nessuno mi ha mai dato una briciola di niente, come posso dirti di no! Forza passa alla svelta!!

Narratore: Olivella proseguì il suo viaggio ma ecco davanti a lei due grossi cani minacciosi.

Cane1: Ehi tu, dove credi di andare?

Cane 2: Non lo sai che siamo il terrore della città? Possiamo sbranarti se solo lo vogliamo!!

Olìvella: Ma voi non lo farete, vero? Ecco per voi due pani croccanti, suvvia fatemi passare!!

Cane 1: Però che gentile questa fanciulla!

Cane 2: eh si proprio un essere fuori dal comune: Noi dagli umani non abbiamo mai ricevuto che botte e bastonate!!

Cane1: grazie bambina, puoi passare!!

Narratore: Olivella correva a perdifiato e si trovo davanti ad una bottega dove un ciabattino cercava di cucire un vecchio paio di scarpe con i fili della sua barba:

Olivella: senti buon uomo ti darò io quel che serve per cucire!!

Ciabattino: davvero?? Sono anni che devo arrangiarmi come posso. Non ho i soldi per un po’ di filo e da me non viene ormai quasi più nessuno!!Come si fa a riparare calzature con barba e capelli!!

Olivella: non disperare!! Ecco dell’ottimo spago e una lesina, farai cuciture strepitose!!

Ciabattino: Grazie!! Non s’è mai visto nessuno così gentile!! Vai fanciulla mia, corri!!

Narratore…: Olivella arrivò in una piazza, dove una fornaia stava pulendo il forno con le mani, per cuocere il pane.

Olivella: povera fornaia, ti rovinerai le mani, tieni queste scope, pulisci con queste.

Fornaia: Grazie, non ho mai visto delle scope così belle, sei proprio un fanciulla gentile, ma dove corri così di fretta, se aspetti ti darò un po’ di pane!!!

Narratore :Finalmente Olivella arrivò in una piazza grande. Lì c’era il palazzo dorato della fata Morgana e lei bussò.

Arrivò la fata Morgana in persona ad aprire.

Olivella: Buongiorno fata Morgana!

Fata Morgana: Buongiorno bella fanciulla, ma apetta, che fretta hai di correre così veloce!!

Narratore: Olivella sapeva che doveva fare in fretta e si precipitò su per due rampe di scale, vide la scatola del Bel Giullare e la prese di volata. La fata Morgana, sentendola scappare le corse dietro e disse …

Fata Morgana: Fornaia, che spazzi il forno, ferma quella bambina per carità!!

Fornaia: Fossi matta, dopo anni che spazzo con le mani, mi ha dato due belle scope nuove!!

Fata Morgana: Ciabattino che cuci con barba e capelli, ferma quella fanciulla per carità!!

Ciabattino: Nemmeno per sogno, dopo anni che mi strappo barba e capelli per cucire, mi ha dato ottimo spago e una lesina lucente!!1

Fata Morgana: Cani che vi mordete, fermate quella fanciulla, ve lo ordino!!

Cane 1: Neppure per sogno!!

Cane 2: Ci ha dato pane per sfamarci, come nessun altro ha mai fatto. Corri bambina, corri!!!

Fata Morgana: Portinaio di guardia, fermala!!

Portinaio: Neppure per idea!! Mi ha regalato olio pregiato! Ho potuto saziarmi e ungere finalmente i cardini della porta!!!

Narratore: Fu così che Olivella riuscì a passare e appena fu in salvo si chiese …

Olivella: Ma cosa ci sarà in questa scatola di così prezioso??

Narratore: Dalla scatola uscì fuori un corteo di folletti del bosco, che danzavano a suon di musica e non si fermavano più.

CANTO GLI GNOMI DEL BOSCO

 Narratore:Olivella voleva farli tornare nella scatola, ma proprio non ci riusciva e allora pensò di fargli fare una danza e recitare una allegra filastrocca.

DANZA FOLLETTI

POESIE FOLLETTI

Narratore: I folletti del bosco erano rimasti immobili, ma di entrare nella scatola proprio non volevano saperne, Olivella era preoccupata, quand’ecco che arrivarono Totò e Memè.

Totò: certamente non si può dire che la curiosità non sia femmina, vero???

Memè: Curiosaccia, vedi quel che hai combinato??

Olivella: ma io volevo solo vedere se ….

Memè: Adesso non c’è più rimedio, ma se tu mi dai un bacio, io rimedierò!

Totò :(rivolto al pubblico) come dire .. il lupo perde il pelo , ma non il vizio eh?

Olivella: Preferisco dalle fate esser mangiata, che da te esse baciata!!

Memè: L’hai detto così per benino, che rimedierò io ugualmente.

Totò: Eccoti la bacchetta magica, amico fai il tuo dovere!!!

Narratore …: Memè battè la bacchetta magica sul coperchio della scatola e tutti i folletti tornarono dentro. Olivella raccolse la scatola e si incamminò per far ritorno alla casa della fate.

Olivella: (bussa alla porta) Buongiorno signore fate! Ecco la scatola!

Fata 1: Ah brava …

Fata 2: eh che ti ha detto la fata Morgana eh?

Olivella: mi ha detti di farvi tanti saluti!

Fata 3: (rivolta al pubblico) Abbiamo capito, significa che dobbiamo mangiarcela noi la bella Olivella.

Narratore …: La sera, quando tutto era tranquillo ecco Memè e Totò che andavano a trovare le fate:

Fata 2: Sai Memè la fata Morgana ha detto che dobbiamo mangiarcela noi Olivella!!

Memè: Oh bene!

Totò: Non mi sembrate tanto dispiaciute!

Fata 1: Domani quando avrà fatto tutte le faccende di casa, le faremo mettere al fuoco una caldaia di quelle grandi da bucato, che servono per fare la liscivia.

Fata 3: E quando bollirà la prenderemo e la metteremo dentro!!

Narratore….: Quando le fate furono uscite Memè e Totò andarono da Olivella.

Totò: Sai Olivella? Ti vogliono buttare nella caldaia da bucato quando bolle.

Memè: tu devi dire che manca la legna e vai in cantina a prenderla, poi arriverò io.

Narratore…: fu così che le fate dissero a Olivella che bisognava fare il bucato e quindi doveva mettere al caldaia al fuoco, lei accese il fuoco, ma poi disse …

Olivella: non c’è più legna!

Fata 1: spicciati, vai in cantina a prenderla!!

Narratore: Olivella scese di corsa in cantina e sentì bisbigliare, erano Memé e Totò nascosti dietro ai sacchi di carbone. Memè le corse incontro, la prese per mano e la portò in fondo alla cantina, dove c’erano delle candele accese:

Totò: li vedi questi lumi accesi, sono le anime delle fate!!

Memè: Soffia!! Soffia forte!!

Narratore: Si misero a soffiare tutti insieme e piano piano i lumi si spegnevano, erano le anime delle fate che scomparivano. Solo un lume, più grosso degli altri continuava a restare acceso, era l’anima della fata Morgana, che non voleva spegnersi. Finalmente anche quest’ultimo si spense e comparve una graziosa fanciulla

Olivella: e tu chi sei??

Ariel: sono Ariel, da anni ero tenuta prigioniera nel castello della fata Morgana, ora che lei non c’è più sono finalmente libera!!!!

Totò: Però mica male, vedi che piacevoli incontri si possono fare anche nei luoghi più strani??

Narratore ….: Ormai le fate erano scomparse e i nostri amici erano diventati proprietari di ogni cosa.

Memè: Ora potresti diventare mia sposa. Accetti?

Olivella: Si non posso rifiutare, ho visto che ti sei prodigato per me ed il tuo cuore è sincero. (Olivella abbraccia Memè)

Totò: Eh certo lui si è sistemato, e io?’

Olivella: Totò non ti sei accorto che il cuore di Ariel batte per te?

Totò: Vuoi diventare mia sposa?

Ariel: Da tanto tempo aspettavo questo memento, tante volte in sogno ho rivisto questa scena e attendevo che qualcuno venisse a liberarmi!!!

Olivella: Ora però vorrei riabbracciare i miei genitori. (Si affaccia alla finestra) Mamma!! Papà!!

Madre: mi sembrava di aver udito la voce della nostra figliola!!

Padre: si anch’io ho udito qualcosa, ma mi sembra impossibile, dopo tanto tempo!!

Madre: Ma si! E’ lei!! Corriamo!!

Olivella: Papà, mamma!! Dopo tanto tempo non osavo più crederci!! (si abbracciano).

Narratore: Fu così che l’allegra compagnia corse al castello ormai disabitato della fata Morgana, Memè con la sua bacchetta  magica trasformò il ciabattino in un duca, la fornaia in una bella marchesa, il portinaio e i cani li portarono a palazzo per fare buona guardia. E per festeggiare il lieto fine danzarono e cantarono insieme.

Danza

Canto Girotondo

 

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