OMBRE CINESI
Commedia in tre atti
di GHERARDO GHERARDI
Commedia rappresentata con grande successo da:
PAOLA BORBONI, RUGGERO LUPI, NICOLA PESCATORI
PERSONAGGI
Il conte Carlo Maria Falasco
La contessa Lola Falasco
La principessa Anastasia Shelder
Enrico Davani
Giovanni Fiordi
Fritz Ancari
Fanny Shelder
Il comm. Traverso
Clotilde
Annetta
Il barman
Una cameriera
Un cameriere
Cateragia per il Sito GTTEMPO
La scena rappresenta il bar di un grande albergo. Stile arcimodernissimo. Il banco un po' sulla destra ih modo da consentire al barman di entrare e uscire dalla scena. Il fondale quasi interamente occupato da una vetrata bianca dietro la quale si vedranno passare ombre di uomini e di donne con grande nitidezza, perch la luce della sala che si immagina dietro il bar, molto intensa. La comune a sinistra, ma non si vedranno i battenti della porta. Ogni volta che entrano ed escono personaggi, pi o meno lungamente si udr il suono del jazz. Altro passaggio a destra. Un telefonino accanto al bar.
Quando si alza la tela sono in scena il barman e, a un tavolino, due giovanotti e una signorina; un giovanotto si chiama Giovanni, un altro Fritz Ancori. La signorina Annetta. Gluocano a dadi.
Fritz - (fermando il braccio di Annetta che agita il bussolotto) Un momento. Badate che se perdete non dovete poi ricorrere alla scusa che siete una donna per non pagare.
Annetta - State tranquillo, non vi far questo onore.
Giovanni - Questa per te, Fritz Aneari.
Fritz - Non me ne importa. Io bado ai fatti...
Annetta - (gettando i dadi) Due paia all'asso. A voi.
Giovanni - (agitando molto lentamente il bussolotto con movimento meccanico) Barman...
Il barman - (venendo innanzi) Comandi, signor Giovanni.
Giovanni - Sai che sia venuta, stasera?...
Il barman - Non ancora...
Giovanni - (sempre agitando) Ma come fai a dire non ancora, se non ti ho ancora detto...
Il barman - Ma ho capito.
Fritz - Ma gioca...
Giovanni - Un momento. La fortuna come il lattemiele... Bisogna agitarla...
Annetta - Lasciatelo dire di che cosa si tratta.
Giovanni - Siete meno intelligente del barman. Barman, diglielo tu... Cos mi risparmio la fatica.
Fritz - Ma non agitare tanto. Inutile... Vinco io... Ai dadi vinco sempre...
Il barman - Il signore desiderava sapere se era arrivata la signora contessa Lola Falasco, ecco tutto... (Si avvia verso due signori che si sono seduti a un tavolino: Traverso e Clotilde).
Annetta - (ridendo) ...Ah!... La bella Lola!...
Fritz - Ma gioca... (Costringe Giovanni a gettare i dadi).
Giovanni - Grazie. Tre assi. Gioca tu... (Ad Annetta) Perch ridete? Non forse una bella donna?
Annetta - Ah, per essere bella bella. Anzi...
Fritz - Un asso, un tre...
Annetta - Benissimo. Vi sta bene. Ora dovete pagare voi. Barman: tre whisky, paga Fritz.
Il barman - Subito.
Giovanni - Non elegante?
Annetta - Ma s, ma s, elegantissima... Soltanto, sarei curiosa di sapere perch con tante donne che ci sono, andate proprio a cercare quella l... (Si serve il whisky).
Giovanni - Un momento. Prima di tutto non esatto che io cerchi quella l. E' lei che mi ha sedotto con la comodit che presenta. I mariti non mi piacciono...
Annetta - Ma anche Lola Falasco ha marito...
Giovanni - Oh... Il conte Carlo Maria Falasco una perla rara. Tranquillo, buono, non dice mai niente...
Il barman - (al signore con barba bianca che gli sta di fronte al tavolino) Creda, commendatore, che un barman che se ne intende meglio di un farmacista, per i piccoli consulti... Conoscendo il cliente come lo conosciamo noi, non si sbaglia a dargli quello che gli occorre in quel dato momento. Mi fanno ridere i farmacisti...
Traverso - Bene... Vediamo un po'... A me che cosa daresti?
Il barman - A lei? Un infernale...
Traverso - Cos'?
Il barman - Un cocktail di mia fabbricazione: sveglia i morti... (Via).
Clotilde - (signorina giovane) Com' curioso...
Traverso - (arrabbiandosi) Io direi che un impertinente. Oh, ma... ma...
Clotilde - Buono, buono, commendatore... (Traverso si calma).
Giovanni - Barman, s' vista?
Il barman - Non so...
Annetta - Ma verr, verr, abbiate pazienza. Lo ha detto a me che verr... Non manca mai... State tranquillo...
Fritz - S, ma tu per le donne non hai qualit... Per le donne, vedi, ci vuole un che... qualche cosa...
Giovanni - Cosa ci vuole?
Fritz - Eh, lo so io...
Giovanni - (ad Annetta) Lo sapete che cerca moglie?
Annetta - Davvero?
Giovanni - No, non vi offrite.
Fritz - Credi che se volessi...?
Annetta - Parlate per me?
Fritz - No, d'.co a lui... Dico che io posso aspettare e scegliere...
Traverso - (che ha salutato Clotilde, si avvicina) Si possono fare due chiacchiere?...
Giovanni - Oh, qui di chiacchiere ce n' fin che si vuole. Fritz, continua...
Traverso - Posso?...
Fritz - Per me...
Annetta - Fritz dice che sente una particolare vocazione per la posizione di marito...
Fritz - No. Intendiamoci. E' probabile che io prenda moglie... E forse anche prima di quel che non crediate...
Traverso - To', to'...
Fritz - Ma non somiglier mai a quello di cui si parlava poc'anzi...
Traverso - Chi? Chi?...
Annetta - Ah... Poveretto!.., Ma che tutte le volte che si paarla di mariti si debba tirare in ballo quello sventurato...
Traverso - Chi? Chi?
Giovanni - Nessuno... Un marito... Ma tu vai a prendere un curioso esempio... Nei suoi panni sfido a non vedere... Ma non credere che tutte le donne siano come quella l...
Traverso - Chi? Chi?...
Giovanni - Niente... Una moglie... Ma le donne te la fanno in barba... Cos sotti'le e cos fina che non la vedi nemmeno col telescopio...
Fritz - A me? (Sorriso; si alza con un sospiro) In ogni modo io ho un'idea sicura...
Giovanni - Fuori...
Fritz - No, no... Vi saluto... Aspetto gente... (Via).
Giovanni - (a se) Quante arie...
Annetta - Ma davvero voi dite che sa?
Giovanni - Lo credo bene. Se no... Ma, dico, sua moglie e l'altro...
Traverso - Chi?
Giovanni - Niente. Un amante... S, non fanno complimenti... Quello che non si capisce come fa quell'uomo a resistere... Io scomparirei sotto terra...
Traverso - Ma se non mi dite...
Giovanni - (gli s)i avvicina all'orecchio dai una parte e Annetta dallaltra e gli sussurrano una parola).
Traverso - Ah, Falasco... Carlo Maria Fa...
Giovanni - Tacete. Chiacchierone...
Traverso - Quello l... No, non sa... Se sapessi che sa... Io gli toglierei il saluto... Io... Io... (Si arrabbia).
Annetta - Calma, calma commendatore. (Traverso si calma e sorride. Entra un gruppo di signorine intorno a Fritz. Traverso si volge ai tre}.
Clotilde - Champagne... (Altre voci) Champagne...
Fritz - Giovanni... Che ne dici? Annetta, non volete?
Annetta - Non si rifiuta mai... Per badate che io lo dico in faccia: per lo champagne... (Grida. Si profila una donna allo s-chermo).
Giovanni - Gran Dio. Guardate. E' lei!
Clotilde e Annetta - S; s... E' lei...
Traverso - Oh... La contessa Lola Falasco... Bella... Ma credetemi. Lui non lo sa...
Giovanni - Perbacco. L'ho riconosciuta con una sicurezza che nemmeno Caronte... Nemmeno Caronte!...
Traverso - Che c'entra Caronte?...
Giovanni - Caronte ha l'obbligo di conoscere la gente dall'ombra... No?
Traverso - (che non ha capito, con un sorriso idiota) Ah...
Annetta - Trucidatelo... E' troppo stupido... (Tutti gli sono addosso con bottiglie e bicchieri) A me... A me... (Un'altra ombra).
Giovanni - Fermatevi... Chi quella l? (Pausa. Tutti guardano le due donne, le ombre delle quali si profilano nitidamente nella vetrata).
Traverso - To'... Volete scommettere...
Fritz - Ah... Ci sono. Donna Anastasia... Ma s... E sua sorella...
Traverso - (stupito) La principessa Anastasia?...
Giovanni - (stupito) La principessa Anastasia... E' proprio vero... (Si mette a contare sulle dita).
Clotilde - Che cosa conti sulle dita?
Giovanni - Quaranta mesi. Come passa presto il tempo! E mi pare ieri...
Clotilde - Che c' di strano se Lola Falasco accompagna a un ballo sua sorlla? E' vedova, bisogna bene che si consoli...
Giovanni - S, ma la prima volta che manifesta il proposito di consolarsi... L'avete mai veduta ai balli, nei teatri, nei salotti?
Annetta - Mai...
Traverso - Ma via... Ora non esageriamo! Balli o non balli... Io trovo che un temperamento assai diverso dalla sorella.
Clotilde - L'equatore e il polo.
Fritz - Nero e bianco!
Annetta - La gioia e il dolore!
Giovanni - Basta, se no arriviamo al pari e dispari.
Traverso - Quaranta mesi di lutto... E che lutto... Mi sembrano sufficienti a determinare l'eccezione. O non potrebbe pensare a un altro matrimonio?
Giovanni - (con l'aria di chi la sa lunga) Un altro matrimonio?... Con un milionario?
Fritz - E perch dev'essere proprio un milionario? E' tanto ricca lei che io credo invece che pi facilmente penser a un uomo serio, simpatico, brillante...
Giovanni - Ma come ti somiglia... (Tutti ridono}.
Fritz - Ridete, eh? A rivederci. (Esce).
Giovanni - (gli grida dietro) 0 milionario o niente...
Clotilde e Annetta - Ma perch? Perch?
Giovanni - Niente, niente... So io...
Traverso - Ma santo Dio... Si sta qui a fare due chiacchiere e voi non volete spiegare...
Giovanni - Calma, commendatore...
Annetta - Non insistete... Fingiamo di andarcene... Morir dalla voglia di dine...
Giovanni - Sentite. Facciamo cos. Io vi propongo una sciarada. Ma poi ognuno ci pensi per conto suo... Chi la risolve capisce l'ostacolo contro cui deve battere Anastasia nel suo caso di un nuovo amore.
Annetta - Sentiamo... Caso mai c' Gino il cameriere che le indovina tutte, vince dei premi...
Giovanni - Il mio primo vuole il boin. - ben s'adorna con 'la noia - il secondo e poi l'intero - un penser alquanto nero.
Annetta - Un momento. Ilprimiero vuole il boia... E' il primiero o il boia che vuole?...
Giovanni - Io non dico niente... Pensateci voi...
Annetta - Io vado da Gino... Venite, venite... (Tutti fuori meno Clotilde).
Clotilde - (assorta) Il primiero vuole il boia... Che cosa vuole il boia? La paga... (Con uno scatto) Ma non slete gentile, sapete...
Giovanni - (indica Traverso) Sst...
Traverso - (assorto) Ben s'adorna con la noia...
Clotilde - (con dispetto) Antipatico... (Via).
Traverso - (con un pugno sulla tavola) E' insopportabile. Mi pare, che se uno vuol dire una cosa, la deve dire chiara, s no... Se no...
Giovanni - Calma, calma... A voi, per rispetto alia vostra barba, alla vostra et e alla vostra discrezione... E poi, come banchiere vi pu esser utile... Ve lo dir, ma...
Traverso - Oh... Potete star certo che non mi esce una parola di bocca...
Giovanni - Ecco qua; il defunto Principe Shelder, marito di Anastasia, ha lasciato il suo patrimono alila moglie a patto che gli continui a esser fedele... N mariti, n amanti...
Traverso - Oh!... E se no?...
Giovanni - Se no, il patrimonio ritorna alla casa... La principessa Fanny, la ineffabile Fanny Shelder il guardiano del testamento... Ora, che cosa fareste voi per conservare cinque o sei milioni?
Traverso - Io? Io farei quello che faccio... Il banchiere...
Giovanni - Fareste qualunque cosa. Cos A-nastasia sar fedele... E che cosa fareste per conquistare i milioni di cui sopra?
Traverso - Io? Io seguiterei a fare quello che faccio... Il banchiere'...
Giovanni - Fanny Shelder spier ogni atto di Anastasia sperando ogni giorno di vederla cadere... Ma perde il suo tempo, credete a me. A-nastasia una donna virtuosa e inoltre ci trova una indiscutibile convenienza... E' una vocazione fortunata, insomma... Oh, mi raccomando la discrezione... E' un segreto: il solo segreto che avevo...
Traverso - Ma, scusate, come l'aveste?
Giovanni - Fui al funerale di Shelder... Le vedove in certe occasioni si lasciano scappare qualche parola.
Traverso - E io che non voglio mai andare a quelle cerimonie... Ma se capitava un fatto slmile a Lola Falasco?...
Giovanni - Se capitava a sua sorella ne avremmo vedute delle belle... Ma il Signore manda il freddo secondo i panni, i mariti secondo le mogli e le vedove secondo i morti...
Traverso - No! No! Non fatemi pensare che quel povero uomo sappia. Con un simile esempio in famiglia poi... Oh... no, no... Non pu essere...
Giovanni - Allora un imbecille! Ma lo sapete o no che egli ha il dovere di bussare a tutti gli usci del suo appartamento prima di aprirli?
Traverso - Anche in cucina?
Giovanni - Anche.
Traverso - No, no! Ecco, non... Sentite... Vi giuro che la rompo con lui! No, no... Non sopporto... Non ammetto... (Si arrabbia).
Giovanni - Calma!... Calma!...
Traverso - S, ma se sa una vergogna... Lasciatemi andare perch non posso star fermo... Un marito simile... (Appare Carlo Maria).
Giovanni - Badate... E' qui... (Traverso se ne va).
Carlo Maria - (seguendo Traverso) Parlavate di me? (Le due donne in ombra se ne sono andate).
Giovanni - No. Perch?
Carlo Maria - Un caff... Barman...
Traverso - (tornando sui suoi piedi) Scusatemi, Giovanni... Una parola...
Giovanni - (si alza e va verso Traverso).
Traverso - Scusate... Il primiero vuole il boia...
Giovanni - Testa...
Traverso - Oh... Gi! Ben a'adorna il secondo con la noia...
Giovanni - (facendo il segno della barba) Mento. Testamento...
Traverso - Ah... Infatti per questo che... Buona sera, conte... Perdonatemi... Dovr parlarvi!
Carlo Maria - A me?
Traverso - S, ma dopo... (Via).
Carlo Maria - (al barman che serve) Molto zucchero. Mi sono addormentato su una poltrona subito dopo il pranzo... Mi rimasta la bocca amara... Sai, mia moglie doveva mettersi una nuova toilette. Due ore. Non si pu stare due ore con le mani in mano senza far nulla. Ti pare? Tu, forse, non so, ma per me un'altra cosa. Io sono attivo. Io sarei attivo. Due ore. Cos io ho dormito, capisci?
Giovanni - Che lavoratore!
Carlo Maria - Tu scherzi, ma, se non fosse perch, ti farei vedere io... Ma lasciamo andare... Ma sto in pena... Che sia arrivata ma moglie?
Giovanni - Ma, non l'hai accompagnata tu?
Carlo Maria - Io no. Quando mi sono svegliato non c'era pi nessuno in casa. N lei, ne sua sorella, n Enrico, n Fanny...
Giovanni - Uh, quanta gente.
Carlo Maria - Perch, scusa. Mia moglie sta in casa mia, no? Questo ben certo. Non diranno i soliti maligni che non sta in casa mia...
Giovanni - Ma lascia andare...
Carlo Maria - Oh... Sua sorella... Dico, sua sorella sta in casa mia da quando rimasta vedova, beato lui.
Giovanni - Non dirai adesso che Anastasia non fu una buona moglie...
Carlo Maria - Dico per dire. Una perfetta moglie! Anzi, quando penso che Anastasia cos buona, cos mite, cos modesta, cos pura... Non so... Lasciamo andare... Resta Enrico che sempre da noi... Ma s che lo sai... Andiamo...
Giovanni - E Fanny Shelder, come mai qui?
- Viene di quando in quando. Sta agl'albergo, ma i pasti li prende da noi. Ed una continua commemorazione del defunto Shelder.
Giovanni - Allegri.
Carlo Maria - Non che ne parlino... Mai anzi... Ma quelle due donne non possono guardarsi in faccia senza aver l'aria di compiangersi a vicenda... Ma stasera, sai, Fanny Shelder un po' matta... Sono venute qui...
Giovanni - Allora la prima volta che Anastasia si concede uno svago da quando vedova.
Carlo Maria - Ma sai come andata? Non sarebbe venuta, sai, ma quando parla la sorella di suo marito parla l'oracolo... Fanny Shelder ha cominciato a dire: Andiamo, andiamo... . Avessi sentito mia moglie...
Giovanni - Perch?
Carlo Maria - Sai... Mia moglie, si dica quel che si vuole, ma quando si tratta di stabilire quello che devono fare gli altri rnfallibile... Non voleva... E l'avrebbe spuntata se Enrico, che debole, non si fosse lasciato scappare un Che male c'? .
Giovanni - E tu?
Carlo Maria - Io? Io che c'entro? Per me, facciano quello che vogliono...
Giovanni - Ecco tua moglie.. S, lei, o no? (Si profila una donna e subito dopo un uomo le si avvicina: le due ombre si protendono una verso l'altra).
Carlo Maria - S, lei. La sua ombra e l'ombra della sua ombra... Meno male... Stavo un po' in pena. In fondo un simpatico ragazzo... Dove vai?
Giovanni - Vado a salutarla... E poi, sai, sono stanco di star seduto... Ci si stanca a fare tutto a questo mondo...
Carlo Maria - Guarda bene se elegante... Due ore... E non dirle che sono arrivato! Voglio vedere quando le verr in mente di avermi dimenticato a casa...
Giovanni - Tu resti?
Carlo Maria - No... Mi muovo, ma non mi laccio vedere...
Giovanni - Dove vai?
Carlo Maria - Ma, non so...
Giovanni - Attento alle belle signore, eh?...
Carlo Maria - Per carit... Non credere. E tu aai se sarei capace... Oh se sarei capace! Ma... N'.ente, niente... Vado qui, vado l... (Giovanni via) Barman, se la contessa Falasco dovesse chiedere di me non dirle nulla... Lasciala dire, magari telefonare a casa... Voglio farle una sorpresa.
Il barman - Si, signor conte. Ma badi che la contessa viene da questa parte.
Carlo Maria - Zitto, eh?...
Lola - (entra in fretta seguita da Enricot Fritz, Giovanni, Fanny Shelder, Anastasia) Un momento, un momento, i saluti a poi... (Va al telefono e segna un numero) Pronto, pronto... Uh, che noia... Enrico, a voi...
Enrico - Pronto? Pronto?
Lola - L'abbiamo fatta grossa... Ma dov'era?
Anastasia - Si era addormentato su una poltrona In salotto...
Enrico - Pronto? Casa Falasco? Il signor conte in casa?
Giovanni - (rispondendo) No, il conte gi uscito a piedi...
Enrico - Pronto... Il conte...
Giovanni - Il conte gi all'albergo...
Enrico - Con chi parlo?...
Lola - Basta, Enrico... Non vi arrabbiate eoi telefono... Ha funzionato benissimo... (A Giovanni) Ma potevate dirmelo...
Giovanni - Non mi avete nemmeno lasciato il tempo di salutarvi...
Lola - E' molto arrabbiato?
Giovanni - No...
Lola - Meno male... In quattro anni di matrimonio, mi era accaduto qualche volta di dimenticare qualche cosa... Ma il marito mai... Siate gentile, Giovanni; andate a chiamarlo...
Giovanni - Purch non si sia nascosto... Vuol farvi una sorpresa... (Via).
Lola - (ridendo) Che idea! Enrico, che cosa si prende?
Enrico - Quello che desiderate. Un liquore?
Lola - No, no... Ho sete. Qualche cosa di fresco... E voi?
Fanny - Noi due, cocktail.
Lola - Un momento. Scusa, Fanny, ma lo sai che Anastasia non abituata...
Fanny - Ma s, ma s... Bisogna festeggiare il suo ingresso in societ... E poi, un po' di stordimento piacevole... Si vede la vita sorto un altro colore... Chi non ha sofferto non pu comprendere.
Enrico - Ebbene, due cocktail e due aranciate. Barman...
Il barman - Sta bene...
Lola - Adesso dimmi tu, Anastasia, se ti diverti ora...
Anastasia - Veramente non mi diverto affatto... Mi bastato passare per quel salone, in mezzo a tanta gente, per sentirmi tutta stordita. E poi, vuoi che ti dica? Tutto ci mi mette addosso tanta malinconia!
Fanny - Che storie! Che storie! E' il primo momento...
Lola - Scusa, sai, Fanny, ma era meglio che andaste a letto tutte e due...
Fanny - To'... Ma perch dev'esserci vietato... Dopo tutto siamo venute a un ballo di albergo e questo ci consente una grande libert. Casa di tutti, casa di nessuno... E poi... Da quaranta mesi... Insomma, certe cose si capiscono o non si capiscono. Vero, Anastasia?
Anastasia - (presa dalla tosse) S, Fanny.
Fanny - Infine la gioia di vivere... (E' interrotta da Anastasia che tossisce disperatamente non sopportando il cocktail) Che c'?
Lola - La gioia di vivere... Mi farai il piacere tra poco di tornare a casa. Non c' proprio nessuna ragione che tu stia qui.
Anastasia - S, cara, s...
Fanny - Noi stiamo qui a nostro bell'agio... Non vero, Anastasia?
Anastasia - S, come vuoi.
Fanny - Ti ci diverti, tu?
Lola - Bel ragionamento. Io, io... io un'altra cosa. Io sono pratica. Sono organizzata per questo... Domandate a Enrico se io mi sento mai stanca...
Enrico - Mai, davvero...
Lola - Non commetto l'ingenuit, io, di cominciare con un cocktail! Se no che cosa ci vuole dopo? Un cdlpo di cannone? Con un'aranciata si comincia... E si finisce magari con due cocktail... E poi, e poi inutile... mi pare di parlare con dei bambini...
Fanny - Oh, che scienza ci vorr. Figuriamoci.
Lola - Scienza, sicuro... (Due signori si avvicinano al banco e ordinano e bevono in piedi) Prima di tutto, o si balla, o si sta in casa.
Fanny - Io ballo.
Lola - Il boston.
Fanny - Non un ballo?
Lola - Era. E poi Anastasia non ha mai ballato nemmeno quello. Io parlo per lei e non per te. Non ho il diritto di criticare ci che fai.
Fanny - Credo che sia maggiorenne anche lei...
Lola - E poi in societ ci si va per trovare qualcuno... Per scambiare quattro parole... Un piccolo flirt... (/ due signori dopo aver bevuto i voltano e con un Oh di meraviglia si avvicinano alle signore, baciano loro la mano, molto compiti e rispettosi, quindi con un inchino se ne vanno) Vedete? Date soggezione... Non hanno nemmeno il coraggio di parlare...
Anastasia - (che si va animando) Io poi... Non saprei pi nemmeno che cosa dire...
Lola - Avessi almeno letto il giornale stamattina.
Fanny - Il giornale?
Anastasia - Che c'entra il giornale?
Lola - Ma scusa... In quaranta mesi che cosa sei diventata? Almeno il giornale. Ma sicuro. Se uno ti parla dei processi di Torino, che ne sai? Niente. E dire che ne ha ammazzati quattro. E le elezioni in Germania? Lo sai almeno che c' un pericolo comunista in Germania... Vedi...
Fanny - Ma scusa, si fa all'amore con questi argomenti, oggi?
Anastasia - (sempre pi animata) Mamma mia...
Lola - Che discorsi... Prima di tutto non ti ho ancora detto che si debba proprio fare all'amore. C' chi lo fa e chi non lo fa... Ma dico che una signora che si rispetti non conviene mostrarsi estranea al suo tempo. C' la moda, ma con gli uomini non attacca mai per diverse ragioni; ma c' l'arte, la scienza, l'accademia, il record di volo senza scalo... Bisogna leggere, mantenersi in contatto con i librai, giornalisti, artisti... Volete scommttere che troverete venti persone che parleranno stasera del premio letterario? Bada che lo ha vinto Bellozzi, Mario Bellozzi con quel romanzo nostalgico... Aspetta...
Anastasia - (che sbadigliava) Non so... Questo cocktail mi ha...
Lola - Lo vedi? Ci vuole una salute di ferro... Ti senti male?
Fanny - Anastasia, che cos'hai?
Anastasia - Niente... Niente...
Enrico - Barman, un amaro...
Anastasia - S, un amaro...
Lola - (alzandosi) Prima che tu rimetta piede nei pubblici ritrovi... (Anastasia beve l'amaro che Enrico le porge).
FannY - Strano... A me invece ha fatto bene...
Enrico - Come va?
Lola - Aspetta che beva!
Fritz - Che stupido!...
Anastasia - Meglio, meglio... Ma ho la testa...
Lola - Vuoi muoverti?
Anastasia - No... Lasciami qui... Andate a ballare... Scusate, Enrico, voi siete venuto qui per divertirvi un poco... Andate...
Fanny - Ma s, andate...
Enrico - Per me, come vuole la contessa... Se vuole che restiamo, se vuole che andiamo...
Lola - Ormai ci siamo fatti vedere...
Fritz - (come uno che capito dove si vuole arrivare) Ma s; ma s... Resto io...
Fanny - O bravo... Cos tenter anch'io di tuff anni per una sera nel vortice della danza... Io non so nemmeno che cosa sia il foxtrot... Ma ho delle intuizioni... (Lola ed Enrico parlano a parte con Anastasia. Fanny ha i piedi vicino a Fritz).
Fritz - Lo credo, lo credo...
Fanny - (che volge le spalle ai tre seduti a sinistra) Non ha nulla, sapete... E' un po' stordita... Un po' confusa... E' in uno stato di nervi cos delicato che... Oh... Io Oa conosco benissimo... E' una vera fortuna che.non vi siano qui che gentiluomini, perch cos com', troppo impress'onabile... Sapete, la sensibilit fa certi scherzi... Santi numi... Forse ha fatto male davvero a venire qui... Ma io perdo tempo... Lola, che fai?... (Via).
Lola - (alzandosi) Vengo. Vengo. .
Carlo Maria - (entra) Buona sera.
Giovanni - (che gli dietro) Eccolo, stava alla cabina telefonica... Telefonava a casa per sapere se voi avevate telefonato.
Carlo Maria - (a sua moglie) Qual buon vento?... Chi non muore si rivede...
Lola - Non fare dello spirito. Ti sta male.
Carlo Maria - Potevi svegliarmi, no?
Lola - Ma, caro... La colpa tua...
Carlo Maria - Oh, sentiamo questa.
Lola - Ma si! Tu russi sempre... Stasera a farlo apposta non russavi... Dormivi come di nascosto...
Carlo Maria - Benissimo... Un'altra volta provvederemo con qualche segnalazione automatica...
Lola - Ma andiamo... Finiscila... Sei venuto per farmi impazzire tu? Potevi restare a casa...
Carlo Maria - Oh... se avessi potuto... Ma il mio dovere lo so. Credi che mi diverta io qui?
Lola - Senti... Per la mezz'ora che ci fermeremo la tua presenza non era necessaria...
Carlo Maria - Lo so io quando necessaria e quando non lo .
Lola - (con impazienza frenata) - Non prendere quell'atteggiamento di vittima, Carlo Maria...
Carlo Maria - Vittima? Io prendo l'atteggiamento di vittima?
Enrico - Se permettete, contessa, torno subito.
Carlo Maria - (trattenendo Enrico) E' finito, sapete... E' finito... Vedi, crede che tu mi voglia fare una scenata...
Enrico - No... Per carit... Debbo fare un telegramma a mio padre... Vado qui al bureau e torno... (Via).
Carlo Maria - Cos'ha? I nervi?
Lola - Chi, Enrico?...
Carlo Maria - Mi sembrato cos strano... Cos' quell'idea del telegramma?
Lola - E che vuoi che ne sappia io?
Carlo Maria - Giovanni, mia moglie ha i nervi, volete raccontarle qualche cosa? A rivederci...
Lola - Dove vai adesso?
Carlo Maria - Ma, non so... Vado qui, vado l...
Lola - Non ti addormentare, sai? .
Carlo Maria - Se mai non fare troppa fatica a cercarmi... (Via).
Giovanni - Che cosa volete ohe vi racconti? Preferite della maldicenza o il racconto di qualche nobile azione?
Lola - Qualche nobile azione, meglio...
Giovanni - Allora bisogna rifarsi un po' indietro... Orazio Coclite era un giovane...
Lola - Non ne avete un'altra pi recente?
Giovanni - No...
Lola - E allora fate della maldicenza... Accompagnatemi alia sala...
Giovanni - Bene... Trover molti soggetti...
Lola - (ad Anastasia) Tu resti?
Anastasia - S...
Fritz - Ma ci sono io...
Anastasia - Non importa, signore...
Lola - Permettete che dica una parola?
Fritz - Prego... (Si allontana sorridendo fatuo con un'occhiata significativa a Giovanni).
Lola - (ad Anastasia) Sta' attenta che quello l ti far la corte...
Anastasia - Ma santo cielo, proprio necessario?
Lola - Bada a quello che dici. Stai attenta. A pi tardi. (Via).
Fritz - Vi dispiace, che io resti con voi?
Anastasia - Ma veramente...
Fritz - Volete che parliamo di...
Anastasia - Ah; non so nulla io... Non so nufda... Non ho nemmeno letto il giornale di questa mattina... E non mi parlate del premio letterario... Sarebbe inutile...
Fritz - Oh.. Non ne so niente nemmeno io...
Anastasia - No? Meno male... Perch mia sorella poco fa...
Fritz - Oh... Vostra sorella una inteli'et-tuale... Lo so... Io invece sono un sentimentale... (Anastasia tace impassibile) S... Io sono un tipo che sento molto... Vivo s in mezzo alla societ, ma per stordirmi... In realt poi finisco per essere pi solo che mai. Ho i miei sogni... Ho i miei sogni!... (Pausa, ma Anastasia tace) I miei sogni, vedete, sono...
Enrico - (che entra) Ah... Per piacere, la contessa non c'?...
Fritz - E' nel salone...
Enrico - E il conte?...
Fritz - Il conte... Il conte non lo so...
Enrico - Fai un po' di conversazione?
Fritz - - S, faccio un po' di...
Enrico - Bene... arrivederci... (Via).
Fritz - Simpatico giovane, vero?
Anastasia - Uhm...
Fritz - Non vi piace?
Anastasia - Preferisco non parlare nemmeno di questo.
Fritz - Ah... (Con un sospiro) Capisco... Oh, se capisco... Io leggo nel vostro cuore... Sono certo che ai vostri occhi...
Anastasia - Di che cosa parlavate?
Fritz - Prima? Ah... (Con mimica fatua) Gi... Dei miei sogni... Sono lieto che vi interessino... I miei sogni sono un sogno solo... Trovare la donna del mio cuore, sposarla e ritirarmi con lei (lontano dal mondo e vivere un'avventura d'amore senza fine... (Pausa) In parte ho realizzato tutto ci... Ho trovato la donna... Oh, s. Ma non sono ancora ben certo che mi ami... Non me lo ha ancora detto. (Pausa) Non dite nulla?
Anastasia - Io? No.
Fritz - Eppure colei che dovrebbe parlare... siete proprio voi, donna Anastasia... Signora, guardatemi, guardatemi un poco...
Anastasia - Signore... Vi prego di allontanarvi da me... Vedete bene che non mi posso alzare... Che non sto bene... Ve ne prego...
Fritz - Vi ho offesa?
Anastasia - S, moltissimo...
Fritz - Ma j miei sentimenti sono puri, i miei sentimenti...
Anastasia - Nessun uomo, signore, dopo mio marito mai stato autorizzato a parlarmi di sentimenti... E tanto meno voi...
Fritz - Vi sapevo virtuosa, ma questo, scusatemi...
Anastasia - (a Fanny che entra) Oh, Fanny, ti prego... Questo signore si permette..
Fanny - Che cosa?
Fritz - Ma signora, vi assicuro...
Fanny - Ah, ho capito... Un po' di corte... Vero? Oh, Anastasia... Ma andiamo...
Anastasia - Oh, se mi potessi muovere... Ma che cosa c'era in quel bicchiere?
Fanny - Buona, buona... E fate come desidera...
Fritz - Ma signora, mi permettete almeno di spiegare...
Anastasia - No, no... Non necessario...
Fanny - A me s... A me s... Venite qui... Ma che diavolo ile avete detto?
Fritz - Le ho espresso dei sentimenti di tenerezza... Ma rispettosamente.. Immediatamente si offesa... Mi dispiace, ecco... Ma poi, alla fine, buona sera.
Fanny - E dove andate? Ma non capite, sciocco che siete? Ma s... Non vi avevo detto che la sensibilit fa certi scherzi... Via... Domani, date retta a me, portatele a casa un mazzo di fiori...
Fritz - Domani? Ah... Bene... S, perch non mi era mai capitato...
Fanny - Ma certo... ma certo... E poi... Se mai... Un po' di pazienza... No?...
Fritz - Quand' cos... Capirete... Non faccio per dire, ma io... (A un cenno di Fanny) S, buona sera. (Via).
Anastasia - Ora, Fanny, dammi il tuo braccio... Ho bisogno di aria... di aria...
Fanny - (aiutandola) Ma come sei suscettibile...
Anastasia - Vorrei vedere te, io...
Fanny - Ma credi proprio che nessuno mi abbia fatto la corte stasera? Tre... Finora tre... (Via tutte e due. Entrano Lola ed Enrico).
Lola - Non ci sono pi... Dove saranno andate?
Enrico - Non so... Ci sediamo?
Lola - E quel giovanotto?
Enrico - Fritz? (Guardando allo schermo) Eccolo. (Si vede Fritz che si pavoneggia allo schermo).
Lola - Dall'ombra pare che sia contento di g...
Enrico - Gi...
Lola - Non vorrei...
Enrico - Che cosa?
Lola - Ma si fa presto a dire delle parole di cui ci si debba pentire. Se Anastasia, confusa com'era...
Enrico - Gi...
Lola - Come, gi? Si dice con quel tono?
Enrico - Dico che non credo...
Lola - Lo sapete, mio bel giovanotto, che stasera non mi avete ancora detto cara ?
Enrico - Ah... E' vero... Oh, cara... (Le prende affettuosamente una mano).
Lola - Adesso non importa... Non c' nessuno qui... Io voglio quando c' gente... E' una parola breve, generica, non compromettente, ma che lascia trapelare...
Enrico - S, s... Giuro che la dir... La dir... Io voglio vedere contento il mio angelo...
Lola - Ma io sono inquieta... Bisogna che trovi Anastasia... Bisogna che sappia...
Enrico - Vado a cercarla subito... Un momento solo... (A Traverso che entra) Bravo Traverso, mi volete fare la cortesia di tenere compagnia alla signora... Un momento solo...
Traverso - Oh... Con piacere..
Enrico - Permesso, cara... (Via. Traverso impressionato dalla parola non sa che dire).
Lola - Non mi dite nulla?
Traverso - Ah... Che volete che vi dica... Voi siete tanto graziosa che francamente pi facile guardarvi che parlarvi...
Lola - Ma pi difficile per me, perch quando gli uomini guardano e tacciono, si esprimono troppo chiaramente.
(Clotilde entra con Annetta, Giovanni e Fritz).
Clotilde - Trovato... Trovato...
Giovanni - Non avete trovato nulla. (Sono tutti intorno al bar).
Clotilde - L'intero, che un pensiero alquanto nero, funerale.
Giovanni - Ma no, ma no... ( Tutti ridono).
Lola - Che strani argomenti trovano costoro per stare allegri.
Traverso - Sono giovani. Se avessero la mia barba andrebbero pi cauti.
Clotilde - Il primiero vuole il boia: fune... La fune per impiccare...
Giovanni - Ma rale , che cosa vuol dire rale ?...
Clotilde - Guarder nel vocabolario... Ci dev'essere... Guardate l chi c'. (Si vede nello schermo Carlo Maria).
Giovanni - Sst... (Tutti si avvedono di Lola e segue una pausa imbarazzante. Ognuno di quelli che sono al banco pensa a bere).
Traverso - (arrabbiandosi) Per... per...
Lola - Che avete?
Traverso - Niente. Pensavo a vostro marito... Tanto buono... Tanto bravo...
Lola - S, veramente un brav'uomo...
Traverso - E merita tutte le fortune, no? Tutto il rispetto e tutte le fortune...
Fritz - Io, io... Io vinco sempre... Io vinco a tutti i giuochi...
Clotilde - Voi siete tutto. Fate tutto... Capite tutto... Avete tutte le qualit...
Traverso - E com' in casa? E' sereno, que-to?
Lola - Mio marito un angelo. Non abbiamo mai seriamente bisticciato... Mai una nube...
Traverso - (a s) Non lo sa... Non lo sa... Lo dicevo io che non lo sa...
Lola - Che cosa brontolate? (A Enrico che entra) Oh... Enrico, le avete trovate?
Enrico - Sono in sala di lettura. Ci aspettano l.
Lola - Bene.
Annetta - No, voglio giocare con Enrico... Enrico...
(Enrico va al gruppo).
Traverso - (a Lola) Ho piacere di ci che mi avete detto.. Ho piacere...
Lola - Siete molto gentile... Ma si potrebbe sapere perch v'interessate tanto amabilmente di mio marito?
Traverso - Perch... Perch... sapete... Mi fa piacere conservargli tutto il mio affetto... Tutto il mio...
Lola - (con un sorriso) Ho capito... Ma s, ma s... Potete conservargli tutto... Tutto quello che volete...
Traverso - (con un sospiro) Ah...
Annetta - (con i dadi) Qui, qui... (Va ai tavolino di destra trascinandovi Enrico) Ma, zitti, non deve saper nulla... (Giuoco).
Enrico - S, ma se perdo non pago. (Giuoco).
Voci - Ha vinto... Ha vinto...
Annetta - E io pago... Fermo... (Lo bacia. Risate. Intanto Carlo Maria era entrato ed essendosi messo alle spalle del gruppo della, partita a curiosare, ha veduto tutto. Enrico rimane male e guarda Lola).
Lola - (a Enrico) Ebbene? Si ricevono con quella faccia contrita i baci dalle signorine? (Ad Annetta) O per beneficenza che glielo avete dato?
Annetta - (un po' piccata) No... Mi perdoni, signora, ma non per beneficenza. E' una scommessa.
Lola - Ah, allora, avete ragione, amico mio... Non per voi... Ma su, allegro... Ci vuol pazienza... E' il giuoco dei primi fremiti... Bisogna perdonare.. Piuttosto andiamo da Fanny... (Via ridendo a braccetto con Enrico).
Carlo Maria - Vi sta bene.
Annetta - (con comica meraviglia) Eh?...
Carlo Maria - S... Vi sta bene... Questa almeno una lezione di buon gusto...
Annetta - Ah, sentite...
Carlo Maria - Sentiamo.
Annetta - Niente... Dicevo che quanto a gusto le opinioni sono cento. Scommetto, per esempio, che l'Otello a voi non piace. A me s. (In questo momento lo schermo si colora) Andiamo, comincia il cotillon... (Via ridendo seguita da tutti meno che da Carlo Maria e da Traverso. La luce sullo schermo cambia ogni tanto).
Traverso - (irato) Io non capisco... Che bisogno c'era che voi...
Carlo Maria - Calma, calma... Vi posso offrire una camomilla? No, non uno scherzo... Io la prendo sempre a una certa ora... Due camomille, barman. (Si ride) Avete ragione, ma insomma, al cuore non si comanda...
Traverso - Che c'entra il cuore?... In ogni modo era uno scherzo, innocente...
Carlo Maria - Lo fanno mai con voi? No? E allora vuol dire che magari stupido, ma innocente no. Nella fattispecie era anche maligno. Ma s... Se la mia signora non fosse stata presente nessuno ci avrebbe pensato... Una piccola malvagit, ecco...
Traverso - Eh?... Ma che dite?
Carlo Maria - Ma s... Volete che non capisca io?...
Traverso - Ma che cosa? State bene attento a quello che dite perch potreste perdere un amico... Ah, s, perch...
Carlo Maria - Ecco Ha camomilla. (Il barman serve) Dicevate?
Traverso - No... Stavate dicendo voi delle cose che... Spero che non darete peso alle chiacchiere, alle voci, alle lettere anonime...
Carlo Maria - No, no... Io le chiacchiere non le considero nemmeno... Io sono sicuro...
Traverso - Sicuro?
Carlo Maria - Caro amico, colui che vi parla non un geloso - ha ragione quella l : Otello non mi piace - n un rassegnato ne un tormentato... Ho sofferto, s, ma ormai passato... I miei occhi sono sereni e possono guardare il mondo esattamente come si guardano quelle ombre che passano su quello schermo : un uomo, una donna... Una donna, un uomo... Come un giuoco di ombre cinesi fatte per distrarre l'occhio e non pi... Sono tranquillissimo e serenissimo... La mia penetrazione arrivata a tal punto che mi basta un'occhiata, un gesto, un moto della bocca di mia moglie per comprendere ci che nemmeno una lettera anonima potrebbe dirmi.
Traverso - Ma allora, scasate... Io non voglio insistere... Perch nessuno meglio di voi pu giudicare... Quando vi siete accorto di ci che vi stava capitando, che avete fatto?
Carlo Maria - E che dovevo fare? Niente. Posso forse convincere un uomo e una donna che si amano, che farebbero meglio a non amarmi? Sarebbero capaci di darmi dell'egoista.
Traverso - Gi, ma almeno il diritto di riprendere la vostra libert... Di...
Carlo Maria - Come? Come? Separarmi? Mai! Che cosa si direbbe? Che lei mi tradiva e che io l'ho sdegnata.
Traverso - La verit, sempre secondo voi.
Carlo Maria - Ma le conseguenze?... Una donna che tradisce il marito e ne scacciata, sapete che cosa diventa per la societ?
Traverso - No.
Carlo Maria - Una disonorata! Io invece voglio che mia moglie rimanga una signora rispettabile che riesce a tradire il marito senza conseguenze spiacevoli, tanto pi che io, che cosa farei senza di lei? Lasciate stare l'amore... Sarei forse in grado di rifarmi una vita? Difficile, amico mio...
Traverso - Non mi vorrete far credere che vi sentite in dovere di rispettare...
Carlo Maria - Me solo... Me solo... Ma se, Dio me ne guardi, m'innamoro di qualcuna, sapete voi ci che accade? Che la moglie ama da una parte, il marito dall'altra e ila gente giudicando in blocco dice: Quattro sporcaccioni . E avrebbe ragione, perch l'unica attenuante in questa irregolarit l'amore fatale. Ora in una famiglia un amore fatale pu essere, ma due... Chi ci crede? Nessuno. E il disprezzo del mondo ci prenderebbe tutti e quattro! Inevitabilmente quell'altro si stancherebbe e se ne andrebbe e lei se ne prenderebbe un altro... No, no, basta uno. Anzi. Se c' una persona al mondo che abbia ormai tutto l'interesse a proteggere il loro amore sono io... Facendo quello che faccio, d:fendo per me quello che mi resta... Io tratto la cosa scientificamente. (Intanto le danze sono finite e si vede diminuita la luce nel salone).
Traverso - Tuttavia... Ammettete anche voi che un po' di ridicolo...
Carlo Maria - Le donne no. Le donne non amano gli uomini traditi ma li rispettano. GU uomini s, ridono. Ma solo quando sono pi di tre insieme. Il regime ideale dei mariti traditi lo stato d'assedio, perch in due tendono la mano, confortano... A tu per tu comprendono...
Traverso - Caro amico... Venite a colazione da me domani?
Carlo Maria - Ecco... Perch no?... (Sullo schermo si profila un cameriere che mette via le sedie voltandole all'ins. Al barman che entra) Bravo! Fatemi il favore di dire alla, contessa Falasco che quando vuole andare...
Il cameriere - Ma signore, non c' pi nessuno... Il ballo terminato. Siccome c' la luna, sono andati tutti con le automobili ai prati...
Carlo Maria - Diavolo. Si dimenticata di me un'altra volta. E dovr andare a piedi.
Traverso - C' la mia macchina... (Arrabbiandosi) Per, scusate, ma io... francamente...
Carlo Maria - Calma, calma... A che ora la colazione?
Traverso - All'una.
Carlo Maria - All'una. Bene. (Via. Il cameriere si mette a pulire).
Fine primo atto
ATTO SECONDO
Un salotto elegante. Pianoforte. Telefono.
Lola - (sta scrivendo a una scrivanietta. Il telefono suona. Lola ne seccata) Pronto? Ah, sei tu? No, cara, Anastasia non qui... E' in camera sua... Subito: aspetto un momento all'appairecch io. A stasera, s. (Suonai un campanello).
La cameriera - (entra).
Lola - Bussa all'uscio della camera di donna Anastasia e di&le di venire al telefono. C' donna Fanny...
La cameriera - Ancora?
Lola - Sst!... Non vedi che aperto il microfono?
La cameriera - (con un muso verso il microfono se ne va in punta di piedi).
Lola - (riprende a scrivere) Passer dal negozio la prossima settimana . (Si ode bussare alla porta) Avanti! (Si ribussa) Saluti suo marito ...Avanti!... (L'uscio si apre a poco a poco. Ne entra la voce di Carlo Maria che canterella).
Carlo Maria - L, l, l... (Tossisce).
Lola - Eccolo qua...
Carlo Maria - Sei qui?...
Lola - Ma s, avanti, avanti...
Carlo Maria - Sei sola?
Lola - Non lo vedi?... Che vuol?
Carlo Maria - Voilevo salutarti... Non ci siamo veduti a colazione... (Si guarda intorno) Non o' proprio nessuno... (si siede vicino al microfono del telefono) ...n Enrico, n quel gendarme di Fanny!...
Lola - Taci!
Carlo Maria - Dov'?
Anastasia - (entra e corre al telefono) Pronto, Fanny? Sono io... S, sto in casa lino alle sei... A pi tardi...
Lola - Che voleva?
Anastasia - Il solito...
Carlo Maria - Vigilanza speciale...
Anastasia - Pazienza... E' il mio destino... (Via).
Carlo Maria - Poverina!... Che angelo!... Che creatura!... E' inutile... Sono fenomeni che bisognerebbe studiare...
Lola - S. Veramente tutto il ritratto del nostro povero babbo...
Caro Maria - Di', la mamma com'era?
Lola - Oh... caro... Non essere irriverente... Sei melenso... Io sono stata esattamente come lei fino ad giorno del matrimonio... Ero cos o no? Parla francamente.
Carlo Maria - Per la verit non lasciavi nemmeno sospettare certi sviluppi... Il mistero qui... Che Anastasia, nonostante tutto... rimasta tale e quale...
Lola - Non ha mica sposato te...
Carlo Maria - Spero che non vorrai paragonarmi a quel pazzo di Shelder!
Lola - Quello era un uomo!
Carlo Maria - In una sola cosa riconosco la sua superiorit: lui riuscito a morire e io no...
Lola - Carino...
Carlo Maria - Ma vivo per vivo...
Lola - Vivo per vivo non ha mai abbandonato sua moglie un minuto, non l'ha mai trascurata, era un uomo pieno di delicatezza e di pensieri gentili... Bisognerebbe saperlo conservare l'amore di una donna...
Carlo Maria - E va bene!... Ma che stai facendo?
Lola - Scrivo, non vedi?
Carlo Maria - A chi? (Lola non risponde) Ho capito.
Lola - Lo sai che da qualche tempo il tuo contegno repugnante? Carlo Maria - Perch?
Lola - Lo sai ben'ssimo! Te ne ho accennato anche ieri sera... Ti avrei preso a schiaffi.
Carlo Maria - No... Questo no... I maltrattamenti fisici no! Del reato, mi dici che debbo fare?
Lola - Ti devo insegnare io? Devi fare il marito e non il padre...
Carlo Maria - Va bene. Allora dimmi a chi scrivi...
Lola - No!
Carlo Maria - Va bene!...
Lola - Ma strappami questa lettera di mano!... Con la forza, con le percosse magari!...
Carlo Maria - (si avvicina, con voce grossa) Fammi vedere quella lettera!
Lola - (provocante) No!
Carlo Maria - (rinunciando) E poi?... Se una lettera a lui...
Lola - Ma dunque... una cosa ben ferma nella tua mente: che io ti tradisco!...
Carlo Maria - (la guarda stupito) Ah... Senti!... (Colpito da un'idea) Aspetta! S, s, giusto! Tu devi fare cos... E' perfettamente logico... Hai capito perfettamente la tua posizione... Ma anch'io ho capito la mia, che molto pi difficile...
Lola - Se fosse difficile come dici, mi faresti almeno delle scenate di gelosia...
La cameriera - (entrando) C' il signor Enrico.
Carlo Maria - E adesso dovr anche fare dei convenevoli...
Lola - No, no... Ti giustifico io... Vai...
Carlo Maria - Brava... Risparmiami il pi possibile... Ciao... (Se ne va).
Lola - Fai entrare il signore, ma digli che aspetti un momento. (Via da un lato. La cameriera via dal fondo).
Enrico - (entrai, s guarda attorno come cercando qualcuno che suppone sia nascosto) Cu-c... cuc... cuc... Non c' davvero... (Si mette a girare, si accomoda la cravatta, prende un ritratto da un tavolino e lo guarda sospirando).
Voce di donna interna - Cuc...
Enrico - (andando alla porta di fondo) Ah!... Sei qui, eh?... (Apre la porta e prende fra le braccia una donna che non si vedr subito dalla platea) Sei qui, gattino capriccioso... Sei qui... (La baca. Pausa. Suona il telefono).
Anastasia - (entrando mentre Enrico chiude) Pronto... S... Sono io, Anastasia. Oh, ancora tu... Fanny, dimmi... S, sono sola.. Ma nulla: stavo qui leggendo... Visite? Io visite? E che visite vuoi che riceva? No, no... Come? Ah... Oh, poveretto, sono stata molto sciocca io... S, gli perdono... Ma non lo ricevo, sai... Non lo ricevo... S?... Berte, bene... Credi che io faccia bene? E allora... Come vuoi... Lo ricever... A pi tardi...
Enrico - (con uno scatto violento) Ma che cosa vuole! Ma dille che la smetta! Non si pu stare un momento tranquilli che quella telefona o casca fra i piedi! Fa impazzire!
Anastasia - Pazienza, caro, pazienza! Andiamo, non ti voglio vedere arrabbiato! Che cosa dovrei dire lo che per farle piacere dovr (ricevere. Fritz Ancari che verr qui tra poco...
Enrico - Benissimo. Ora si mette anche lui...
Anastasia - Via, Enrico... Tu sai che noa posso fare a meno di accontentarla In tutto... Scusa, lascia che mi levi questo pensiero. (Suona).
Enrico - E io dovr uscire, vero? Dovr andare al cinematografo!...
Anastasia - Perch? Lola non si muove...
Enrico - (calmo) No? Ma vuoi che le infligga la mia presenza anche quando non dovrebbe essere necessario?
Anastasia - Ma Frltz Ancari lo sbrigo in due parole...
La cameriera - Ha chiamato?
Enrico - Avvisi la signora che verr oggi il signor Fritz...
La cameriera - Fritz?... Sta bene. (Via).
Enrico - Non le diamo noie abbastanza!...
Anastasia - Davvero!... Alle volte, per quanto sia mia sorella, mi pare di non avere il diritto di domandarle tanto. E allora mi metto a sognare, a sognare...
Enrico - Che cosa sogni?
Anastasia - Non so. Tante cose!... Che tu sei diventato un celebre pittore...
Enrico - To'!... Perch pittore?
Anastasia - Cos... Quando si sogna. Tu no pensi di ereditare da tuo zio?...
Enrico - Ma mio zio l... E' vecchio...
Anastasia - Non ti fidare dei testamenti! Preferisco pensare che tu diventi un celebre pittore, che partiamo insieme su una bella nave, che ci sposiamo in una chiesetta sperduta fra monti sconosciuti...
Enrico - E Fanny?
Anastasia - Fanny? Che cosa vuoi che mi importi di tutti i Shelder e della loro fortuna se tu sei un celebre pittore?
Enrico - Ma cara, non so nemmeno disegnare un uovo...
Anastasia - Non importa, purch mi ami!... Mi ami?
Enrico - Certo!... Ne dubiti ancora?
Anastasia - Ma... Che ne so io? Pare che le ragazze si divertano a baciarti al gioco dei dadi.
Enrico - Quella stupida! Se tu sapessi quanto mi seccato quello scherzo!... Tanto pi che l'hanno fatto per offendere tua sorella... Oh... L'ho capito cos bene... E poi irritante essere messi in certi imbarazzi...
Anastasia - Buono, buono... Non occorre arrabbiarsi... La vostra Nana ha capito tutto e non ha alcuna intenzione di farvi una scenata di gelosia... E tutto sia finito con un bacio...
Enrico - Ma...
Anastasia - Niente ma!... (Si baciano; il bacio abbastanza lungo da permettere a Lola di entrare e di fermarsi un poco a guardare).
Lola - Dico...
Enrico - Chi ?... Ah, scusi!...
Anastasia - Lola.
Lola - Non perdiamo il controllo, ragazzi!...
Enrico - (irritato ad Anastasia) La tua mana di stringermi alle orecchie! Non si sente pi nulla!...
Lola - Bene? Questa faccenda la regolerete per conto vostro. Che cosa mi hai mandato a dire di questo Fritz?
Anastasia - Viene qui oggi...
Lola - E che cosa gli salta in mente? Non riceviamo nessuno... Proprio lui?...
Anastasia - Vuole scusarsi per ieri sera...
Lola - Ma che idiota!... Niente, niente! Mandalo via!
Anastasia - Non posso! Ho promesso a Fanny di riceverlo...
Lola - Fanny che c'entra?
Anastasia - Non so, mi ha telefonato poco fa.
Lola - Fanny? O che diavolo c' sotto? Vuoi vedere che qui c' un giuoco di quella strega...
Anastasia - Ma che pensi?
Lola - Qui c' sotto una trama... Scommetterei qualche cosa, guarda... Ma si capisce... Tutto ha fatto per colpirti... Tutto... Gioca l'ultima carta... Ti getta fra i piedi un uomo innamorato... Un vanitoso, uno sciocco che avr poi tutto l'interesse a confidare quello che non ...
Enrico - Anastasia!... Tu non lo riceverai!
Anastasia - Caro... Sei geloso?
Enrico - Non so... Ma insomma non lo riceverai!...
Anastasia - E come posso? A maggior ragione se si pu supporre che Fanny...
Enrico - Quella capace di tutto! Per il denaro capace di tutto! Non per lei, in fondo, che siamo in questa situazione?
Anastasia - Tutto quello che vuoi, ma...
Lola - Un momento...
Enrico - S, s... Lasciamo dire a lei...
Lola - S. Lasciate dire a me... Tanto!... Dunque pi ci penso e pi la cosa mi pare poco chiara... Che Fritz Ancari sia un seduttore di professione...
Enrico - Lo dice...
Lola - Lo crede. Questo peggio... E Fanny? Fanny che ieri soltanto dopo tanto tempo si mette in testa di tuffarsi nella societ? Fanny che si mette in testa di proteggere il primo uomo che ti fa lo spasimante?
Anastasia - Spero che non temerai che io sia tanto stupida...
Enrico - Non si sa mai...
Lola - Io non temo te. Temo loro... No, no... Lo ricevo io... Ma lo sapete che si fa pi presto di quel che non si creda a passar per una donna disonesta?... Lo ricevo io... Mi metter... L'abito verde?... No...
Anastasia - Ma che vuoi fare?
Lola - (non risponde) Ah... Ecco... Trovato!... (Esce in fretta).
Enrico - Quanto cara... Noi le dobbiamo tutto... Tutto!
Anastasia - Non ha un pensiero per s, davvero... Vive questo nostro amore come se fosse il suo, con una semplicit, con uno spirito di sacrificio...
Enrico - Quando le porto dei fiori... lo sai che mi vergogno? Mi pare di essere ridicolo a portare dei fiori a una donna che...
Anastasia - Le piacciono tanto...
Enrico - S, ma... E' poco... E' ridicolo... Una volta pensai di farle incidere un vecchio braccialetto d'oro, molto bello... Era di mia madre... Ma poi...
Anastasia - Come sei caro... Ma non vuole doni! Figurati se non la coprirei d'oro!
Enrico - (alzandosi) Insomma un'anima superiore, un angelo, ecco. Noi non siamo nemmeno degni di baciare la terra dove passa... Dimmi tu dove si trova un esempio simile... E sono tre anni... Pi di tre anni... Niente... Oggi come il primo giorno... Bella, buona, elegante, brillantissima... Capace di primeggiare in qualunque luogo... Niente... Si annulla, si annienta... Passa in mezzo al mondo che la disprezza credendola colpevole... Distrugge il suo stesso focolare domestico...
Anastasia - Di' un po', di' un po', Enrico...
Enrico - Eh?
Anastasia - Niente... Ti volevo dire di non parlare tanto forte...
Enrico - Si... Non vero forse? Io ti dico la verit... Di fronte a lei mi sento come oppresso da una gratitudine imbarazzante...
Anastasia - Siediti, caro, vicino a me...
Enrico - S, cara... (Si siede e si rialza subito) Oh, che donna! Vedi? La prova di oggi la pi bella di tutte... Non la pi grande... La pi poetica... Perch indubitato che adesso Fritz verr a vedere te... Viene per te... Non so ehe diavolo gli dir, che cosa inventer.. Ma lo vedi? Eccola l tranquilla... Sicura di s...
Anastasia - Siediti, caro...
Enrico - (si siede) E' vero o no? E per di pi la costringiamo ad assistere alle nostre tenerezze... Ma lasciami stare le orecchie!...
Anastasia - Oh, dunque...
Enrico - Dunque bisogna risolvere. (Si alza) Uscire da questa situazione dalla quale esce frantumata una innocente.
Anastasia - S... Hai ragione... Questo lo penso da molto tempo... Non c' che un mezzo... Confessare... E avvenga che pu! La miseria non mi fa paura... Te l'ha detto ancora... Il primo giorno, ricordi? Il 2 settembre 1927.
Enrico - S, s, ma... La mia posizione non mutata... Non posso e non voglio chiederti un slmile sacrificio... No, no... Tutto quello che vuoi; ma non si butta via cos un patrimonio per un... matrimonio.
Anastasia - Va bene... Ma siccome non c' altro mezzo che la morte di uno di noi tre perch questo nodo si sciolga...
Enrico - Uno, chi?...
Anastasia - O io, o tu, o Fanny... E siccome questo non probabile data la nostra perfettissima salute...
Enrico - Fanny poi sta benissimo...
Anastasia - Ecco: e allora non c' che da dirci addio...
Enrico - No!... Come?...
Anastasia - Ma s! Che altra soluzione vedi?
Enrico - Ma io non vedo niente! Io vedo che stiamo calpestando una virt, una bellezza, una nobilt...
Anastasia - Di' un po', Enrico... (Grave) Ti ho pregato diverse volte di sederti accanto a me e tu continui a stare in piedi l... davanti a lei... Ma ti accorgi o no di ci che stai dicendo?
Enrico - Io?... Che sto dicendo?
Anastasia - Mi stai dicendo una cosa orribile... Una cosa che io non avevo mai pensai I to... Oh!..."
Enrico - Spiegati, Anastasia...
Anastasia - Tu... Tu l'ami!... (Pausa) Tu lami! Tu lami!... (Singhiozza su una poltrona
Enrico - Ma no, Anastasia...
Anastasia - (alzandosi) Negalo!...
Enrico - Senti... Io proprio non so...
Anastasia - Lo vedi?... Lo vedi?... (Si nm] butta gi a piangere).
Carlo Maria - (batte alla porta) Si pu?.. Ehm... Si pu?...
Enrico - Avanti!
Carlo Maria - Che c'?... Anastasia... Che cos'ha Anastasia?...
Enrico - Ma, non so... L'ho trovata cos...
Carlo Maria - Si pu sapere?
Enrico - Non vuol dire...
Carlo Maria - A voi, ma a me... Anastasia dimmi...
Anastasia - (si calmata ma continua a mordere il fazzoletto, si guarda intorno come eh cerca una scusa qualunque) Oggi!... Che dai ta!... (Indica un calendario a muro con una data: 24).
Carlo Maria - Ventiquattro... Ventiquattro aprile... Che cos'?... Ah... Capisco... No... Fu in giugno che mor...
Anastasia - (ancora piangendo) Ma il 24 si mise a letto...
Carlo Maria - Ah, s... Ah, fu il ventiquattro?... Non sapevo... Si mise a letto... Tutta I ricorda, poverina... Pensare che io non sair; E mai commemorato... cos!... mai... Capisco che il povero Franco Shelder era tanto buono.. Uno di quegli uomini che non potrebbero lungamente vivere senza fare arrossire la naturi stessa!... Che anima!... Che nobilt!... Quello era un uomo!... (Con altro tono) Ti fa piacere che parliamo di lui o no?
Anastasia - Grazie, caro, non occorre...
Carlo Maria - S, forse meglio... I grandi! dolori non vanno troppo accarezzati... Sono come certe malattie ehe guariscono soltanto a non curarle... (Entra Lola) Brava Lola... Vieni una po' tu qui... Fra voi donne v'intendete meglio...! E' vero che lei piange per una cosa per la quale tu non piangerai mai, ma insomma...
Lola - Che cosa piange?
Carlo Maria - Il marito...
Lola - (che sospetta) Ah... Gi... Su, via... Basta... Andatevene, per favore... Devo ricevere Fritz. E' in anticamera.
Carlo Maria - Fritz? Fritz Ancari? Senti, Lola... Scusa se profitto della circostanza per farti una preghiera, e qui credo che mi dar ragione anche Enrico...
Lola - Che c'?
Carlo Maria - Vedi? Non metto mai il naso, per non dire di peggio, nei tuoi affari... Ma in questo caso devo dirti che in linea generale sarei contrario a qualsiasi aumento del personale addetto alla nostra casa... Noi ci slamo fatti la nostra piccola societ, le nostre conoscenze.
Lola - Ma scusa...
Carlo Maria - Ho subito finito: nella fattispecie poi non ho alcuna titubanza a dirti che Fritz Ancari non mi simpatico.
Lola - Perch?
Carlo Maria - Perch... perch... Un complesso di cose... Quel suo vantare i suoi successi con le donne... Gli uomini vanitosi sono pericolosissimi appunto perch hanno fede in se stessi.
Lola - (per tagliar corto) Va bene, va bene. (Sottomessa) Questa la prima e l'ultima volta he lo ricever... Sarai obbedito!...
Carlo Maria - (cadendo dalle nuvole) Come fca detto? (A Enrico) Come?...
Enrico - Che sarete obbedito... Che cosa deve dire?
Carlo Maria - No!... Davvero?... Lola, non hai scherzato?...
Lola - Ma domando io... Ho detto che ho capito e che far come vuoi.
Carlo Maria - (con aria da padrone) Oh!... Ventiquattro aprile!... (Soddisfatto) Che data!... (Via).
Lola - E voi due, che cos'avete? Che cos'hai tu?
Anastasia - Oh, non temere, te lo dir lui!... (Via con dispetto).
Enrico - (si stringe nelle spalle ed esce).
Lola - (che ha suonato, alla cameriera che si presenta) Fai entrare quel signore... (Spegne le luci e si mette in posa fatale su una poltrona),
Fritz - (entra con un fascio di fiori. Si avvede di Lola) Oh!... Voi, contessa...
Lola - Entrate... Sedete, caro amico... Vi epiace trovare me anzich mia sorella?
Fritz - Oh no... No davvero...
Lola - Mia sorella era molto arrabbiata con voi...
Fritz - Sono qui appunto per farmi perdonare. Voi credete che mi perdoner, eh?
Lola - E' probabile, ma metter delle condizioni, credo...
Fritz - S?... E quali?
Lola - Di non tormentarla pi...
Fritz - Oh, tormentarla!... Che parola!...
Lola - E' la parola giusta! Non fate l'ingenuo!... Non avete bisogno che io vi dica di pi!... Volete una tazza di t?
Fritz - Grazie... Veramente si sta tanto bene cos...
Lola - Un biscotto, un cioccolatino, una sigaretta...
Fritz - Una sigaretta, volentieri... Ah, come si sta bene qui... Che bella casa... Non ero mai venuto...
Lola - Infatti, io non ricevo che poche amiche...
Fritz - Fate bene.
Lola - Perch?
Fritz - Perch mi sono accorto che avete una qualit rarissima nelle donne...
Lola - Cio?
Fritz - Voi siete pi affascinante in casa che fuori... L'intimit vi dona...
Lola - (con un tono di rimprovero) Oh... Oh... Oh... Volete indispettire me, ora?...
Fritz - Per carit!... Ritiro subito tutto quello che ho detto...
Lola - Bravo!... E non fatemi la corte...
Fritz - Oh... Non oserei...
Lola - Lasciate stare che l'osereste. Non vi credo capace di timidit in materia...
Fritz - (ridendo) Forse avete ragione. Allora dir che temo che sarebbe un inutile ardimento...
Lola - Non un complimento...
Fritz - No... Chi sa?... Forse lo ...
Lola - Non vi confondete. Non nemmeno un'offesa... C' il rispetto di mezzo, vero?
Fritz - S, molto rispetto...
Lola - Ma il miglior modo di rispettare una signora di farle intendere che le si vorrebbe mancare di rispetto, ma si ha la forza di astenersene. Ignorare una signora non rispettarla... Oh, intendiamoci... Dico questo in generale... Non crediate che vi rimproveri la vostra indifferenza...
Fritz - Ebbene, signora... (Pausa).
Lola - (fingendosi turbata) Perch mi guardate cos?
Fritz - Io?... (S'incanta a guardarla poi di scatto si alza. Pausa) Fa caldo...
Lola - Siete impaziente. Ora solleciter Anastasia... Non carino farsi attendere tanto...
Fritz - No, signora... Sediamoci... Verr... Non sono mica impaziente. Volevo dire... S... Vi dico tutto...
Lola - Bravo...
Fritz - Ma in confidenza...
Lola - S, va bene... Non dir a nessuno...
Fritz - Io sono un poltrone... Ma la colpa non mia. E' del destino che mi ha reso tutto facile... tutto... Sono abituato che io ottengo sempre ci che voglio... Ma non si pu volere una stella. Voi mi siete apparsa cos...
Lola - Ho capito: in sostanza voi volete soltanto ci che ottenete...
Fritz - No... Ma una stella...
Lola - Bene, questa carina... nuova...
Fritz - E poi... Dico tutto?...
Lola - Tutto... Oramai...
Fritz - Siete cos circondata, cos difesa... Che... Insomma, ve l'ho detto... Sono un poltrone... E voi non mi avete mai guardato come tante altre donne mi hanno guardato... Come mi guardate adesso, per esempio...
Lola - La voce! che voce!... Vi prego di non parlarmi cos...
Fritz - Volete che gridi?
Lola - Preferirei... Ma Anastasia che fa?...
Fritz - Lasciatela stare... Verr... Parliamo...
Lola - Circondata, difesa... Mi fate ridere... O mi fareste piangere. Conoscete mio marito?
Fritz - S...
Lola - E' in casa...
Fritz - (balza in piedi) Forse desiderate...
Lola - (ride) No, no... Restate... Potreste restare fino alle otto, fino a mezzanotte, fino a domattina... State sicuro che non se ne accorgerebbe...
Fritz - Capisco... E' una questione di temperamento!...
Lola - Difesa... Circondata... (Con amarezza) Perch mi vedete sempre intorno dei cavalieri, degli amici, tanta gente... Guardate: uno dei miei amici, i)l pi fedele, il pi gentile di tutti...
Fritz - Enrico, volete dire?...
Lola - S... Ebbene, in casa... (Fritz si alzai) Prego... Sedete, sedete... Fate questo esperimento: provate a urlare che mi amate. Uria-telo! Urlatelo dunque! Nessuno accorre!...
Fritz - (si siede) Vorrei fare un esperimento pi semplice... Oh com' fredda la vostra mano...
Lola - Lasciatemi...
Fritz - (con voce morbida) No, non vi lascio... Non vi lascer...
Lola - Ve ne prego...
Fritz - No...
Lola - (divincolandosi ma cedendo con la voce) Ma che volete da me?... (Con uno scatto e voce fredda) Ma non c' bisogno di stringere cos... (Si libera e si massaggia il polso) Mi ave-te fatto malie... Quando mi si fa male sento in me nascere un'avversione profonda... Andate via subito!
Fritz - Perdonate. Non sapevo... Sono stato brutale...
Lola - S...
Fritz - Non passa ancora?...
Lola - (tornando a sorridere) S... Passa... Passa... E' passato...
Fritz - (si china su di lei per baciarla piano piano ma Lola Si alza).
Lola - Chiamo Anastasia...
Fritz - No. Preferisco andarmene... Ma voglio rivedervi...
Lola - Voglio?
Fritz - S... Domani...
Lola - Domani impossibile...
Fritz - Quando?
Lola - Vi scriver...
Fritz - S? Bene... Lombardia 107.
Lola - - Cosa?
Fritz - Il mio indirizzo... E...
Lola - Dite...
Fritz - A donna Anastasia... quei fiori... E ottenetemi il suo perdono... Sono certo che me lo otterrete... (Come ricordandosi di qualcosa) Uh, scusate. Potrei domandarvi un consiglio?
Lola - Un consiglio voi a me?
Fritz - S... E' la prima prova d'amore che d io, quando sono veramente innamorato... Non faccio pi nulla senza il consiglio di colei che...
Lola - Dunque?
Fritz - La principessa Shelder molto gentil. mente si interessata alla mia piccola disavventura... Anzi credo che l'avesse interpretata in un modo abbastanza lusinghiero per me... Oh, non ci penso nemmeno... Ma certo dovr sapere qualche cosa. Dovr dirle...
Lola - Ditele la verit...
Fritz - Cio?
Lola - Cio che non pensate pi a lei.
Fritz - Oh, s, non ci penso pi!
Lola - E che vi ha perdonato.
Fritz - Ma vorr dei particolari...
Lola - E voi non dateglieli...
Fritz - Ma creder che io sia stato... dir cos, sconfitto...
Lola - Ah... E non avete nulla che compensi la vostra vanit, proprio nulla?
Fritz - Oh, come dolce avere gi dei piccoli segreti comuni, delle lievi intimit. (Si avvicina).
Lola - Badate!... (Suonali campanello).
Fritz - Gi... Sono tutti in casa. Arrivederci... Mi avete promesso di scrivermi...
Lola - Ma... Non so...
Fritz - Come?
La cameriera - Comandi?
Lola - Accompagna il signore e ritorna qui.
Fritz - Contessa... (Bacia la mano, poi col tono di dire una cosa molto dolce ma amorosa) Lombardia 107... 107... Buona sera!... (Via).
Lola - (sola) S, ma speriamo che mia sorella non turbi pi l'animo, di nessuno, se no chi ci resiste?
Enrico - (entra) Se n' andato?
Lola - Volando.
Enrico - Che cos'ha detto? Non ha insistito?
Lola - Per vedere Anastasia? Macch! E' innamorato di me!...
Enrico - (affranto) Di voi?
Lola - Perch? Vi pare strano che un uomo s'innamori di me? (Suona il campanello).
La cameriera - (entra) Comandi, signora?
Lola - Quel signore che uscito, lo hai visto bene?
La cameriera - E' piuttosto bello.
Lola - Allora non l'hai visto!... Si chiama Ancari. Per lui non sono mai in casa, capito?
La cameriera - Capito... (Via).
Enrico - Oh!... Che cosa vi facciamo fare!
Lola - Non ci pensate. Ma che cosa fa Anastasia? Chiamatela che le racconto...
Enrico - (imbarazzato) No... Anastasia non verr qui... Si chiusa nella sua stanza.
Lola - Ma che cos'ha?
Enrico - Mah!...
Lola - Bisticciato?
Enrico - Gelosia...
Lola - Oh... Allora poco male... Passer.... Non parlatele pi della presunta rivale... Non datele pi occasione di ricordarla...
Enrico - S, ma... Questo difficile...
Lola - Perch?... Chi ?
Enrico - ...Voi...
Lola - Io?... Impazzisce mia sorella?
Enrico - No, bisogna che io giustifichi Anastasia... Non un'accusa che fa contro di voi... Non ci pensa neppure... Ma contro di me... Si parlava di voi... Si parlava della vostra generosit, del vostro sacrificio...
Lola - Ma che c'entra?...
Enrico - C'entra perch non so che cosa ho detto... Ma ho l'impressione di aver cantato... Allora Anastasia si messa a piangere...
Lola - Che sciocca!...
Enrico - Ma, insomma, signora, sono tre anni che io vi vivo accanto... Voi siete troppo buona, troppo bella... Lasciatemi parlare e accada quel che vuoile accadere... E' proprio tanto strano e tanto colpevole da parte mia se un sentimento nuovo sorto a poco a poco nel mio cuore per voi?...
Lola - Oh!... (Cade a sedere su una sedia. Pausa).
Enrico - Ho sofferto, sapete!... Nessuno pu dire quanto io ho sofferto!. Ho sofferto sin da quando ho avvertito il primo brivido sottile di questo sentimento... Ho sofferto quando l'ho sentito crescere in me, ingigantire contro la mia pi ostinata volont... E l'amore per Anastasia diminuiva, diminuiva e io non potevo far nulla peri richiamarlo in vita! Ma quale strazio fu penine quando venne il momento che vi amai tutte e due in un modo egua'le: l'amore che saliva, l'amore che scendeva si incontrarono in quel punto con la mia morte, signora; con la mia morte!... Ecco!... Ora sto bene... Avvenga che pu... Sto bene!...
Lola - Avete finito?
Enrico - S.
Lola - Ragioniamo.
Enrico - Non possibile.
Lola - S!
Enrico - E allora ragioniamo! Ma intendiamoci bene; che io vi ami, nessun dubbio, eh?
Lola - Aspettate. Questo vostro amore nascerebbe dall'ammirazione, vero?
Enrico - Nasce, non nascerebbe... Nasce, anzi nato!
Lola - Perch io sono una donna eroica, eccezionale...
Enrico - Sublime!
Lola - Calma; ma come fate a mettere d'accordo queste mie straordinarie qualit morali, col fatto che c' un povero uomo che per queste mie virt posto in una situazione, diremo cosi, ambigua? Voi non avete mai pensato a qul povero uomo.
Enrico - Gi, vero... Io non ci ho mai pensato...
Lola - - Naturalmente! Da egoista come sie te, tutti cos gli scapoli, non avete pensato che a prendere ci che vi si dava... Non vi siete mai domandato perch mai, mentre da un lato mi prodigavo per difendere la posizione di mia sorella, commettevo dall'altra parte una cattiva azione...
Enrico - Cattiva azione... Ce ne son tanti mariti traditi... E voi non lo tradite...
Lola - E questo peggio! Perch verso di lui non ho nemmeno la giustificazione di un amore fatale. Amico mio, se non foste cos distratto e approssimativo come siete, concludereste che io non sono una donna sublime, eroica, ecc. ecc, ma una pazza, una pazza pericolosa... Che ne dite?
Enrico - Io? Ecco, mi pare di essere al buio in una casa sconosciuta e di non trovare il bottone della luce elettrica.
Lola - Accendo io! Io amo mio marito!
Enrico - Avete acceso?
Lola - Mi pare.
Enrico - Ma io non ci vedo.
Lola - Lo amo e lo voglio mio, mio, solamente mio, voglio assicurarmi che per tutta la vita egli non amer che me...
Enrico - Un momento... scusate... ma rion avevate qualche altro mezzo pi facile...
Lola - Non affatto facile mantenere il cuore di un uomo a una temperatura rispettabile, specialmente quando vi ha sposato. Prova ne sia che non era passato un anno dal tramonto delia nostra luna di miele che Carlo Maria gi mi trattava come un mobile qualunque, come un grammofono che si fa cantare in casa per passatempo, mentre la testa altrove.
Enrico - Per, se cambiava i dischi...
Lola - Non scherzate : io vi sto facendo delle confidenze che meritano seriet e rispetto! Perch io ho sofferto! Sentivo che ormai io non ero pi nulla per lui, sentivo che egli aveva la testa piena di giuoco, di avventure galanti, di automobili, di amici - quei maledetti amici! - E io non potevo fair nulla per trattenerlo. Nulla! (Si commuove un poco).
Enrico - Che mascalzone!
Lola - Senti chi parla!...
Enrico - Ma io...
Lola - Basta cos! Il fatto che la necessit di proteggere mia sorella, mi diede l'ispirazione di questa grande opera di rieducazione che sto facendo nei riguardi di mio marito. E' quasi compiuta! Da due anni, da quando si convinto di avermi perduta, da quando ha sentito il sapore del pubblico equivoco, egli mi considera con altri occhi e nel suo cuore nato l'amore definitivo. Ci vedete adesso?
Enrico - Abbastanza chiaramente...
Lola - Bravo. E ora vi consento di ricominciare la serie delie vostre litanie. Meravigliosa. Eroica, sublime... Sicuro! E ne attendo il mio premio! Ma voi capite benissimo, che essendo io la donna singolare che sono, voi... ci vedete?
Enrico - S... E mi pare di vedere anche la E porta d'uscita.
Lola - Oh... siamo arrivati. Ed ora, ciascuno al proprio posto, e silenzio! (Pausa).
Enrico - Dico... Ma il mio posto, per esempio, quale sarebbe secondo voi?
Lola - Accanto ad Anastasia, come se nulla fosse accaduto, naturalmente.
Enrico - Ma gli che io, accanto ad Anastasia...
Lola - (interrompendolo) Ah, questo un t affare che riguarda voi...
Enrico - Va bene. (Con un sospiro, come tra se) Mi ama terribilmente quella donna... Sar un gran dolore per lei...
Lola - Oh... voglio sperare che sarete abbastanza intelligente da non prendervi l'iniziativa di un tale abbandono.
Enrico - Intelligente? Ma qui questione di onest, di sentimento, di sincerit... Guai se nell'amore c'entra l'intelligenza!
Lola - Cosicch voi volete scavare tra me e mia sorella un abisso, un precipizio, un odio Eh, s, dopo ci che mi avete raccontato, ella creder che sia io che le rubo l'amore. Bravo!... Bella idea... generosa soprattutto! Bel modo di ricompensarmi di ci che ho fatto per voi...
Enrico - Ma d'altra parte non vedo come...
Lola - Ma non ci vedete mai voi! E' cos semplice! Fingete di amarla pi di prima e aspettate che si stanchi lei.
Enrico - Ma questa una speranza assurda! Poco fa mi diceva che un uomo come me...
Lola - Lasciate andare! Se ne dicono tante!
Enrico - Ma come fare? come fare?... Tutto quello che faccio le piace, tutto quello che dico la esalta... un successo preoccupante, perch vedrete che non c' rimedio... quella l mi sar fedele fino alla morte!...
Lola - Ma sta' a vedere che con tutto quello che si dice della volubilit delle donne, ci dev'essere un uomo che teme la loro fedelt!
Enrico - Eh... io le ho tentate tutte...
Lola - Un'idea. Volete proprio fare di Anastasia una donna indifferente, amioiata, fredda? Volete sapere come dovete fare? Non c' che u mezzo. Mi promettete di servirvene?
Enrico - S, s... tutto quello che volete... Prometto, prometto!
Lola - Fatevi insegnare da mio marito. Quello l se ci si mette!
Enrico - Ma... Signora... Riflettete...
Lola - Aspettate. (Suona).
Enrico - Ma io non ho il coraggio di dirgli..
Lola - Non fate il bambino. Pensate che il vostro destino qui... Non c' altro da fare...
La cameriera - Comandi?
Lola - Il conte, per favore... (La cameriera ta).
Enrico - Ma egli vorr spiegazioni...
Lola - Guardatevene bene... Ma non chieder nulla. Crede di essere abbastanza intelligente da non averne bisogno. E fidatevi di lui. E' il pi grande estintore d'incendi che sa mai stato costruito. (Carlo Maria bussa).
Lola - (sottovoce) Me ne vado... (Via).
Carlo Maria - (bussa ancora).
Enrico - Avanti.
Carlo Maria - Dov'? (Si guarda attorno) Mi ha fatto chiamare... Dov'?...
Enrico - Sono io che ho bisogno...
Carlo Maria - In che cosa posso servirvi?
Enrico - Ecco... Ma... Insomma...
Carlo Maria - Fin qua siamo d'accordo...
Enrico - Troverete voi stesso che non il caso di chiedere spiegazioni...
Carlo Maria - Ma su che?... Si pu sapere?
Enrico - Insomma... Da tre anni a questa parte io ho un'amante...
Carlo Maria - (irritato) E lo dite a me?...
Enrico - Se non mi lasciate parlare...
Carlo Maria - Avanti!... Avanti!...
Enrico - Ecco... Un amore... Naturalmente wn vero amore... Corrisposto...
Carlo Maria - (con pazienza) Sentite, caro,..
Enrico - Ma se volete me ne vado...
Carlo Maria - No!... Continuate... Ci sono delle porte, che non possono rimanere socchiuse. O chiuse o aperte. Ormai aprite!
Enrico - Apro. Si d il caso, abbastanza frequente credo, che uno di noi due si stancato...
Carlo Maria - Uno di voi due? (Preoccupato) Ma chi?...
Enrico - Io.
Carlo Maria - (con disprezzo) Sentite... Ci vuole una faccia fusa coi bronzi nemici per a-vere il coraggio... (A un cenno di. Enrico) No... Aprite, aprite ancora...
Enrico - Ho interrogato la mia coscienza... Abbandonarla? Non farmi pi vedere? Lasciarla nel dolore, nel pianto, nella vergogna?
Carlo Maria - Guardatevene bene!
Enrico - Appunto!...
Carlo Maria - Mi pare di sognare!... Che cosa volete da me?
Enrico - Ho pensato che sarebbe opera pi nobile, aspettare che si stanchi lei...
Carlo Maria - Ma... scusate... Si potrebbe sapere come mai vi venuto in testa di nominarmi vostro confidente onorario?... Perch fino a un certo punto si fa appello al carattere, al senso morafle, alla prudenza... Ma al di l facile scoppiare... E se scoppio io, giovanotto...
Enrico - Insomma... tra me e voi c'... non. so come dire... una incompatibilit di carattere. Non mi lasciate parlare.
Carlo Maria - Ma non sapete parlare! Voi non parlate, in questo momento voi tirate dei calci...
Enrico - La colpa della vostra signora!...
Carlo - (fuori di se, ma trattenuto dalla meraviglia, tra se) Oh, che fiore di mascalzone!... Ma io non vi ho chiesto di chi la colpa!
Enrico - Mi ha lei stessa consigliato di venire da voi. (Tra se) Lo sapevo che finiva male...
Carlo Maria - Lei stessa?
Enrico - S, mi ha detto che nessuno come voi conosce l'arte di stancare il cuore di una donna. Ecco: vi chiedo semplicemente d'insegnarmela.
Carlo Maria - Ah!... Mia moglie vi ha detto?... Ma guarda un po' che complicazioni ha la psicologia,
Enrico - Vogete?
Carlo Maria - Un momento. Ci penso... (Come a se stesso) S, s... entra nel mio sistema... C'entra perfettamente... E' bello, anzi... sedete!... (Enrico siede) Ma chi mi... avesse detto che io sarei stato chiamato a...
Enrico - Ma sar bene che io vi spieghi...
Carlo Maria - Ma che cosa volete spiegare a me? Per carit, tacete... Noi stiamo facendo una conversazione scientifica. Noi stiamo studiando un problema psicologico: come ridurre una donna, una donna... cos... In uno stato morale comatoso... Ecco tutto. Non bisogna distrarsi con le piccolezze... Anzi, non guardiamoci nemmeno in faccia. Voltatevi cos. Ci sembrer di esser soli... Io, col mio passato e le mie esperienze personali, e voi con le vostre speranze. Lezione prima. Rispondete brevemente. Ha qualche sospetto intorno alla vostra crisi sentimentale?
Enrico - Vagamente s... Stavo proprio oggi baciandola...
Carlo Maria - (con un pugno sulla tavola) Niente particolari, perdio! Vagamente, s...
Enrico - Ecco...
Carlo Maria - Zitto!... Veniamo al pratico. Guardatevi bene dal ripeterle che non l'amate...
Enrico - Sissignore.
Carlo Maria - Bisogna che il cuore della donna non abbia alcun dubbio circa l'amore dell'uomo. Dev'essere tranquilla sul stio conto. Allora si crea in lei l'atmosfera della crisi personale. Quando dir, per esempio: Caro, tu mi ami come puoi e come sai, ma... , avrete il primo sintomo della crisi. Non lesinate le prove d'amore... Datele molte prove d'amore... Se vi sentite, potreste anche tentare un piccolo suicidio... No?
Enrico - Ma... veramente... non mi piace...
Carlo Maria - Ma insomma grandi prove!
Enrico - E' difficile, perch data la situazione, non posso nemmeno rapirla.
Carlo - (vivo) Guardatevene bene! Non una prova quella, ma uno spettacolo domenicale. L'importante che ella non abbia dubbi sul vostro conto. Ottenuto questo primo risultato, siamo sul buon terreno. Procediamo. Vi piace la musica?
Enrico - S...
Carlo Maria - Ecco, qui andiamo male. D'ora innanzi dovrete sbadigliare soltanto a sentirne parlare.
Enrico - Ma lo sa che mi piace.
Carlo Maria - Fingete di aver finto che vi piacesse, e fingete di seguitare a fingere...
Enrico - Oh... Cielo!...
Carlo Maria - Ma s! Fate un sorriso idiota tutte le volte che vi costringer a dir bene di Strawinsky... E i fiori? Badate che i fiori hanno una grande importanza nelle donne... Bisogna trascurarli affatto, pestarli, trattarli con mano incauta... magari mangiarli!... Cos anche le bestie... I pesciolini, gli uccelli, i gattini, i cagnolini... Un solenne calcio al cagnolino... E come andiamo con le bugie?... Ne dite?
Enrico - Ecco... Io ne direi magari... ma arrossisco e si capisce tutto...
Carlo Maria - Male, male... Non arrossite! Del resto basta dirne una: ma bella, grossa... Dopo potete dire tutte le verit che volete... Non vi creder pi.
Enrico - Com' difficile!...
Carlo Maria - Difficile? Certo che come in tutte le arti, anche in questa ci vuole un po' di predisposizione naturale, ma credo che ci riuscirete... Oh... Mi dimenticavo... Le commemorazioni... La donna un animale storico e erono logico... Non ha in testa che date e ore. Le date, soprattutto, dimenticatele.
Enrico - Anche il capodanno?
Carlo Maria - No, le feste ufficiale va bene... Non vi crederebbe se ve le dimenticaste. Dico! la data del primo bacio, la data della prima passeggiata in barca... del primo... Insomma... Tutte le prime cose... Dimenticatele. Vedrete il] suo amore mutare misteriosamente in meno di venti minuti... Oh!... A proposito di minuti, spero che voi non apparterrete a quella noiosa categoria di uomini che arrivano agli appuntamenti all'ora giusta...
Enrico - Oh no. Io arrivo sempre prima.
Carlo Maria - State bene attento: uno dei pi potenti irritativi dell'animo femminile, ar-1 rivare sempre mezz'ora dopo. Arrivare mezz'ora dopo e non accorgersi che ha un abito nuovo... A proposito, mettete tutta la vostra buona volont a non pronunciare mai una sola parola sul conto delle nuove toilettes!... Basta sbagliare il colore di una toilette per rovesciare da un momento all'altro tutta la psicologia...
Lola - (entra) Volete accompagnarmi, Enrico?
Enrico - (balzando in piedi di scatto) Con piacere, signora!
Carlo Maria - (alla moglie) Cos'?... un nuovo cappello?
Lola - Oh... Vuol piovere! Credo che sia la prima volta che mio marito si avvede che ho un cappello nuovo!
Carlo Maria - Me ne sono accorto perch ti sta male.
Lola - Mi sta male? Questo cappello mi sta male? Un modello perfetto!... Enrico!... mi sta male!... Ci vuole un bel coraggio!...
Carlo Maria - Calmati, cara... Non credevo 1 di offenderti... Come modello sar anche per fetto, ma tu stessa hai sempre detto che il viola non ti dona... (// cappello non viola). .
Lola - Viola?... Questo cappello viola?...
Carlo Maria - Viola viola no... Ma tende...
Lola - (irritatissima) Senti, senti, fammi il favore di non dire altro perch se no ci fai proprio la figura dell'imbecille... Vi aspetto, En- j rico... (Via).
Carlo Maria - (con aria trionfante a Enrico) Visto? Un esempio!... Il resto a domani, giovanotto, dalle quattro alle cinque!
FINE DEL SECONDO ATTO
ATTO TERZO
La scena come al secondo atto.
Traverso - ( in scena come uno che attende. Si guarda intorno oziosamente, si batte le ginocchia. Si bussa. Si ribussa. Traverso tace).
Carlo Maria - Si pu? Non c' nessuno qui?... Ah, siete voi... Ma perch non fate sentire la vostra voce?
Traverso - Non ne avevo il diritto...
Carlo Maria - Avete bisogno di me?
Traverso - S... Vi ho domandato questo colloquio per un consiglio.
Carlo Maria - Voi? A me? Avete moglie?
Traverso - Non pi!
Carlo Maria - Avete un'amante?
Traverso - Non ancora!
Carlo Maria - E allora che consiglio volete?
Traverso - Perch? Voi non potete parlare d'altro?
Carlo - Oh, io posso parlare di molte cose. Ma mi sono specializzato...
Traverso - In che cosa precisamente?
Carlo Maria - Che domanda... Mi sono specializzato nell'arte di non farsi amare. Io sarei il rovescio di Don Giovanni. Se ne sentiva la mancanza...
Traverso - S, ma non di questo...
Carlo Maria - Un'arte magnifica, sapete?... Io distruggo tutte le situazioni drammatiche escogitate fin qui. Tutte no, ma una considerevole percentuale.
Traverso - Bene. Ma io non sono venuto per un consulto di questo genere.
Carlo Maria - Me ne dispiace.
Traverso - Dispiace anche a me... Anzi pi a me... La vostra un'arte per i giovani... No. Io sono venuto per un importante affare che ha attinenza con la vostra famiglia...
Carlo Maria - Con la mia famiglia?
Traverso - Sono incaricato dalla principessa Fanny Shelder di una importante missione.
Carlo Maria - Ma Fanny sempre qui... Non ha detto nulla...
Traverso - Non ha detto nulla. Ma dico io... Parliamo francamente e senza perifrasi diplomatiche. Voi siete senza dubbio informato dei termini del testamento del povero Franco Shel-de, a favore della vedova...
Carlo Maria - (imbarazzato) Ma, scusate... In che veste venite?... Di amico, di...
Traverso - Io sono il banchiere di donna Fanny e suo amico personale...
Carlo Maria - Ma da quando?
Traverso - Da qualche tempo... Mi pare pochi giorni dopo il nostro ultimo incontro al. Grand'Htel... Ma ci non ha importanza. Voi conoscete quel testamento?...
Carlo Maria - Voi volete un consiglio o delle confidenze?
Traverso - (irato) Ma insomma, parliamo chiaro...
Carlo Maria - Calma, calma... Se non parlate chiaro voi...
Traverso - Le condizioni patrimoniali di donna Fanny sono disastrose... Ha appena di che vivere con un decoro che tuttavia ben lungi dal suo titolo e dal suo diritto...
Carlo Maria - Mi dispiace, ma nelle vostre mani...
Traverso - Appunto. Quel povero principe era molto innamorato di Anastasia... troppo. E ha commesso morendo due ingiustizie : una verso la moglie e una verso la sorella. Che ne dite?
Carlo Maria - Io dico che sar andato all'inferno.
Traverso - Ora, io penso, se i morti hanno dei capricci, non potrebbero i vivi porvi riparo?
Carlo Maria - E come?
Traverso - Mettendosi d'accordo, evitando le questioni giudiziarie. Donna Fanny apprezza molto la condotta di Anastasia... Dice che la virt personificata.
Carlo Maria - Lo dicono tutti...
Traverso - Ma si rende perfettamente conto che una donna giovane e bella come lei non pu lungamente resistere alla necessit di un amore, di una famiglia...
Carlo Maria - Donna Fanny pu deporre tutte le speranze in proposito'. Nessuno meglio di me pu dirlo... E' sempre qui... La vedo, la seguo, la scruto... No no, caro... Quella una donna per la quale la virt non uno sforzo ma una necessit...
Traverso - - S, ma tuttavia... Un marito poterebbe darsi...
Carlo Maria - Macch, macch...
Traverso - (irato) Come, macche?... Che ne sapete voi?
Carlo Maria - Ma io dico macch lo stesso...
Traverso - Mi volete lasciar finire o no? Potrebbe essere, dice donna Fanny, che Anastasia poverina sentisse il bisogno... (Segni silenziosi di protesta di Carlo Maria) Ma siete ostinato, sapete? Sentisse bisogno di... Un amore... Di qualche cosa... Ma s, ma s... Finora lo so... Finora non ha sentito nulla... Ma se fosse, dico se fosse, 'perch dovrebbe negarselo? Per il timore di essere gettata sul lastrico da una balorda disposizione testamentaria? Orbene, Fanny rende tutta intera la sua libert,.. Fanny tende la mano ad Anastasia...
Carlo Maria - Per prendere quanto?
Traverso - Ma... Io non so... Si potrebbe discutere. Oh, donna Famiy non ha certo folli pretese... Insomma, si vedrebbe... Ma voi, che consiglio mi date? Parlare ad Anastasia direttamente o attendere che voi... che siete un a-mico cos delicato...
Carlo Maria - Un momento. (Pausa) Permettetemi di cambiare discorso un momento. Vedrete che ci ricaschiamo a pie' pari. Vi ho detto, vero, che mi sono specializzato...
Traverso - S, ma non vedo...
Carlo Maria - Un momento solo... E ho un discepolo. Sapete chi ?
Traverso - Se non me lo dite...
Carlo Maria - Enrico.
Traverso - (pensa un po') Ah.., Voi insegnate a Enrico... Siete eroico!... E... impara, impara?...
Carlo Maria - S, sono contento. Ha delle grandi qualit quel ragazzo... E' cambiato da cos a cos...
Traverso - Tanto simpatico...
Carlo Maria - No, basta... Adesso insopportabile... Ah, s... Son davvero soddisfatto con me per questo, ma pi mi avvicino alla meta... pi temo. Perch, capite? Io ho posto in questa mia opera di educazione morale delle grandi speranze...
Traverso - Lo capisco... E' molto bello tutto ci...
Carlo Maria - Delle speranze definitive... Perch o lei... la donna che egli am, lei...
Traverso - Capisco...
Carlo Maria - O lei perde in questa esperienza qualsiasi illusione nell'amore romanzesco si chiude definitivamente in casa... O si presenta la possibilit che io mi trovi fra i piedi un domani pi o meno lontano, un altro allievo... E poi un altro... Tutta una scolaresca!... Io sono fermamente fissato su questo principio: meglio uno solo... Ora voi comprendete che io sono in uno stato d'animo delicatissimo... Bisogna che io mi decida. Tentiamo il tutto per il tutto?
Traverso - Ma certo, ormai...
Carlo Maria - Sono a un pelo dal capolavoro... Perci mi trovate cos nervoso...
Traverso - Mi pare che non abbiate altra via che questa e di confidare nella provvidenza...
Carlo Maria - Bene. S... Via i dubbi... Via le incertezze... Fino in fondo, voi dite?...
Traverso - Ma certo!
Carlo Maria - Allora del vostro affare, per ora, niente.
Traverso - (irato) Ma non scherziamo... Che cosa c'entra?...
Carlo Maria - (tirato pi di lui) Ma sicuro che c'entra. L'avete capito o no che io sono ia un momento delicatissimo? Gettate una bomba simile in quest'atmosfera sottile, vibrante... ultrasensibile, e tutto va all'aria. Nessuno pensa pi alla psicologa, tutti pensano ai quattrini e i problemi morali fanno un passo indietro... Oh, non avete un'idea della delicatezza del mio lavoro... E' una tela di ragno che trema al pia piccolo alitare del vento, un velo trapunto di raggi lunari, una evanescente fantasa di fili di pioggia e cristalli di neve...
Traverso - Oh, oh...
Carlo Maria - (altro tono) Ma s... E' l'artista che parla...
Traverso - Alle corte. Per quanto la vostra faccenda rivesta un carattere di urgenza, diremo cos, psicologica... far come volete... Ma ci sar molto da aspettare?
Carlo Maria - E chi lo sa?... Un'ora... U anno...
Traverso - Un anno?
Carlo Maria - Dico per dire. In ogni modo rispettate il mio segreto e avrete in me un potente alleato... Tanto pi potente se...
Traverso - Gi... Se avrete ripreso in casa vostra ima posizione predominante...
Carlo Maria - Benissimo... E ora sono costretto a privarmi deila vostra compagnia... Sono le tire e cinquantacinque. Alle quattro ho lezione... (Si suona internamente) Sentite? Puntuale come la fatalit... Arrivederci...
Traverso - Arrivederci e... Mi raccomando a voi... (Via).
Carlo Maria - Va bene!... (Solo, canterella soddisfatto di se. Entra Enrico).
Enrico - Buongiorno...
Carlo Maria - Buongiorno... Novit?
Enrico - (alza le spalle).
Carlo Maria - Perfetto.
Enrico - Che novit volete che ci siano?... Si tira avanti cos... Io ripeto quasi giornalmente i punti pi salienti delle vostre lezioni... Ma una morte!... Una disperazione!...
Carlo Maria - Piano, piano, ragazzo mio... Siate prudente... Insomma nessuna novit.
Enrico - No. Noia.
Carlo Maria - Benissimo...
Enrico - Che cosa vuol dire? Mi ha detto che farei bene a cercarmi un impiego...
Carlo Maria - Vi ha detto cos?Benissimo... Si marcia, si marcia a gonfie vele... Proseguiamo...
Enrico - No. Scusate... Oggi no. Ho i nervi... Non so, mi darei degli schiaffi...
Carlo Maria - Benissimo. Non potete sopportare voi stesso... E' una grande forza nel vostro caso...
Enrico - Va bene, ma parliamo d'altro...
Carlo Maria - Noi due non possiamo parlare che di questo...
Enrico - Allora non parliamo di nulla.
Carlo Maria - Non divertente... Preferisco andarmene a mediare... A meditare per voi... Arrivederci... (Via. Enrico rimasto solo sbadiglia).
Anastasia - (si sente la voce) -- Cuc, cucii...
Enrico - (alza gli occhi al cielo. Con voce artificialmente affettuosa ma senza muoversi dal luogo nel quale si trova) Dove sei, gattino?... Se ti pesco!...
Anastasia - Cuc...
Enrico - (come sopra) Se ti pesco...
Anastasia - (entra e senza slancio abbraccia Enrico).
Enrico - Ah, sei qui?... Gattino, gattino...
Anastasia - Non mi cercavi nemmeno...
Enrico - Ma sai, mi stavo accomodando la cravatta.
Anastasia - E non avevi il tempo di farlo prima? Sei venuto tanto tardi anche oggi che il tempo per farti il nodo avresti dovuto trovarlo. Vorrei sapere dove perdi il tuo tempo.
Enrico - Ma... Non so...
Anastasia - Vedi? Ti dimentichi di me!
Enrico - (che sta mangiando un fiore) Di te? Oh, cara, che dici?
Anastasia - Ma che fai? Ancora? Non vuoi perdere questo nuovo vizio di mangiare i fiori? Le m".e rose! (Corre ad accarezzarle) Ma guarda come sono belle! E tu le mangi... Ah! (Torna al suo posto come a dire: Quest'uomo una miseria .
Enrico - (ridendo) Sono diventato vegetariano! Non hai pensato a una insalatina di mughetti?
Anastasia - Come sei spirituale!
Enrico - Volaltre donne, se non vi attaccate alle frasi fatte, non vi reggete!...
Anastasia - Si va bene. Ti faccio osservare che su questo tema mi hai gi intrattenuta un'altra volta. E' la solita musica...
Enrico - A proposito di musica, non ne abbiamo parlato da un pezzo... La musica... Che cosa odiosa!
Anastasia - Ma che c'entra?
Enrico - Niente... Si parla del pi e dei meno, di fiori, di tante cose... perch non si dovrebbe parlare di musica? Ti ricordi di quella serenata, no... Cos'era quella cosa che tu sonavi al pianoforte... che ti piaceva tanto...
Anastasia - Ma... la Canzone triste di Ciai-kovschi.
Enrico - Che cretino quel Ciaikovschi!
Anastasia - Francamente, io non capisco che cosa c'entri ora questo discorso... In ogni modo mi permetto di ricordarti che piangevi anche tu, quando suonavo quella composizione...
Enrico - Piangevo? (Sorride) Ah!... Gi... piangevo, se no, non mi amavi...
Anastasia - Ah... cos che tu... fingevi...
Enrico - Fingevo... No. Piangevo davvero, ma pensavo a delle cose tristi della mia famiglia.
Anastasia - Ah... (Rimane come stupefatta).
Enrico - (a se) Questo sarebbe il momento di dare un calcio al cagnolino, ma ci vorrebbe il cagnolino... (D un calcio all'aria) Via!..
Anastasia - Cos' stato?
Enrico - M'era parso che ci fosse un cagnolino.
Anastasia - Ma che ti salta in testa? Non ho mai tenuto cani qui in citt...
Enrico - E' vero... gi, peccato!... ma chiss perch... mi pareva di essere in campagna. Ho un sapore di erba in bocca...
Anastasia - Come sei carino...
Enrico - E tu come sei di umore nero.
Anastasia - Io?... Hai del coraggio davvero... Ma se, io sono venuta qui allegra, contenta...
Enrico - L l... (Con un sospiro) Ora basta... Via... Facciamo la pace... (Le si avvicina con evidente buona volont).
Anastasia - (allontanandolo) No, no, ora non ho voglia di sciocchezze.
Enrico - (con ira) Ma allora cosa devo fare? Mi dici come devo fare? In un modo non ti va, nell'altro non ti va...
Anastasia - Eh?... Questo tono?...
Enrico - (con falsa compunzione) S, va bene.. Hai ragione... Scusami... Ma anche tu mi tratti in un modo...
Anastasia - Io?... Ma che cosa stai dicendo?...
Enrico - Tu non hai mai rifiutato un mio bacio come hai fatto adesso.
Anastasia - Perch cos non me lo avevi mai offerto...
Enrico - (sulla via delVira) Ma senti, cara... Sono ormai tre anni e mezzo...
Anastasia - Come li conti...
Enrico - Senti chi parla... Che sta attenta agli anniversari...
Anastasia - Ma io li conto come feste... Tu suoni a morto...
Enrico - Andate a ragionare con le donne...
Anastasia - Le donne, le donne... Smettila di parlare delle donne... Io non sono le donne...
Enrico - Insomma hai intenzione di continuare uni pezzo cos? Perch se mai me ne vado. Io l'amore non lo concepisco cos, io... Io non Arengo qui per bisticciare e per sentirmi dare lezioni di creanza...
Anastasia - Lezioni?
Enrico - Ma s, credi che non abbia veduto l'occhiata di disprezzo che mi hai dato quando sei venuta a vedere quante rose avevo mangiate?... Per averne assaggiato una foglia...
Anastasia - Ti ho guardato come si guarda un fenomeno spiacevole...
Enrico - Mi pare che da un po' in qua lo sto diventando abbastanza frequentemente ai tuoi occhi.
Anastasia - No, senti, siediti e ragioniamo...
Enrico - Bene, mi devi dire in che cosa io ti ho offeso...
Anastasia - No... Ascolta... Tu mi devi dire la verit. Sei buono di dire la verit? Prova. Tu non mi hai pi...
Enrico - Io?... Hai un bel coraggio, sai... Ma se...
Anastasia - Allora tu mi ami ancora?
Enrico - (polemico) Io, s!
Anastasia - Come sei musicale.
Enrico - Musicale... Rispondo... E' un s naturale!...
Anastasia - (con l'aria di un professore che vuole prendere alla sprovvista uno scolaretto) Allora, se mi ami, che giorno oggi?...
Enrico - Oggi?... Oggi... E'... Oh, lo ricordo benissimo, ma tu mi fai parlare...
Anastasia - Che giorno oggi?
Enrico - Ah... s... (con un sorriso di trionfo) tre anni fa, giusto a quest'ora noi due soli, in una casetta del bosco di San Damiano...
Anastasia - (stupita) Cosa? Nel bosco... E che cos' questo bosco di San Damiano?.. Con chi sei andato nel bosco di San Damiano?...
Enrico - Gi, gi... Hai ragione, niente bosco di San Damiano... Oggi ne abbiamo quattordici... Vedi se mi ricordo? Quattordici!
Anastasia - Rispondimi... Dov' questo bosco di San Damiano?
Enrico - Non lo so... Mi sono confuso... Ti sembrer strano, ma ti giuro che mi sono confuso... Devo averlo letto in un romanzo.
Anastasia - (singhiozzando) Impostore!... Nulla ricordi, nulla!
Enrico - Sciocca! Non vedi che scherzo? Vuoi che non mi ricordi che cos' il 14 agosto?
Anastasia - Lo ricordi? E perch allora mi fai tanto penare... Cos'?
Enrico - Il 14 agosto!... il 14 luglio ... la presa della casa... e il 14 agosto... eh, mi ricordo perfettamente... Lugano... Hotel Du Lac...
Anastasia - (fredda) E questo in che romanzo l'hai letto?...
Enrico - (seriamente) Io mi farei turco per sapere...
Anastasia - Venezia; camera...
Enrico - Quattordici...
Anastasia - Ventotto...
Enrico - Il doppio!... decisamente io fumo troppo... Il fumo rovina la memoria...
Anastasia - Ma dimmi serenamente, francamente, che non mi ami pi... Che io possa almeno conservare di te un ricordo meno penoso...
Enrico - Anastasia, hai ragione!... Hai ragione... non so come dirti!... Se guardo bene nel fondo del mio cuore, io trovo che... ti amo, ti amo tanto!... (Come ricordando la lezione di Carlo Maria; tra se) Grandi prove d'amore!... (Poi ad Anastasia) Ma un piccolo sentimento nuovo si sostituito...
Anastasia - Basta. Ho capilo. (Sta per andarsene. Enrico non si muove. Anastasia si volta) Basta! Ti sarei grata se mi evitassi la noia della tua presenza. (Via).
Enrico - Austerlitz! che vittoria!... Per queste vittorie si consolidano con la fuga!...
Carlo Maria - (batte alla porta) Si pu?...
Enrico - Avanti, avanti...
Carlo Maria - Siete solo?
Enrico - Solo, ma felice!... Maestro, lasciate che vi abbracci!
Carlo Maria - Piano... Non permetto!...
Enrico - Scusate, ma non so come dimostrarvi la mia riconoscenza. Non ho pi bisogno di lezioni. Ho dato l'esame finale e sono slato promosso!
Carlo Maria - Promosso, dite?... Ma, siete ben certo di non essere rimandato alla sessione di ottobre?
Enrico - No! Promosso! Non c' dubbio! Me lo ha detto lei stessa... Era l... No; era qua... No...
Carlo Maria - Spro che non ci vorrete mettere una lapide!...
Enrico - Ha detto: Ti sarei grata se mi evitassi la noia della tua presenza ... (Compare Lola) Ah, signora, signora! Come sono felice... Se sapeste!...
Carlo Maria - (intanto ha fatto un salto indietro e guarda con crescente affanno i due che parlano tra loro).
Lola - Lo so, lo so!... E speriamo che sia una cosa definitiva... duratura! Perch, intendiamoci bene, per conto mio, basta!
Enrico - State tranquilla... E' una donna di carattere!
Lola - Ebbene, avevo ragione, o no, di affidarvi alla guida di mio marito?
Carlo Maria - (scoppiai) Ma!... Ma allora...
Lola - Carlo, che hai?... Perch fai quella faccia?
Carlo Maria - Allora si trattava di A... Ana... Anana...
Lola - Anastasia.
Carlo Maria - Sicch, tu... voi... Niente!...
Lola - (offesa) Carlo!... Che intendi dire? Io posso guardarti in faccia senza rimorsi!...
Enrico - (con la risata propria di chi fa una lieta sorpresa) Anch'io... anch'io!...
Carlo Maria - Ah!... E me lo dite cos... Con l'aria di darmi una buona notizia... E aspettate, scommetto, delle felicitazioni.
Enrico - Ma...
Carlo Maria - Ma dove avete la coscienza?... Guardateli!... Si meravigliano... Non capiscono... Non sentono che la mia vita rovesciata... Scardinata... Spezzata per la seconda volta... S, s... Rovesciata, perch io avevo accettato, da uomo moderno, il peso della mia situazione. Mi ero sacrificato, io! Avrei potuto lavorare, avrei potuto seguitare a divertirmi, giuocare, vivere insomma, come ogni altro uomo! Niente!... Tutto, tutto mi sono vietato perch qualche cosa di puro restasse in casa mia. Invece nulla!... Tutto uno scherzo... Tutta una fin. zione!... Un capolavoro buttato all'aria!
Lola - Ma Carlo!... (A Enrico) Enrico, scusate... Non vedete che diventa matto? Non avete niente da dire?
Enrico - Io no...
Carlo Maria - E mentre io, povero allocco di marito, non vedevo nulla, tutto il mondo, magari, sapeva e rideva!
Lola - i Ma no, Carlo!... No! Nessuno sapeva niente...
Carlo Maria - E non un amico, perdio, non un amico che mi abbia mandato una lettera anonima!
Enrico - Gi..: I mariti sono sempre gli ultimi a sapere!
Carlo Maria - Ma state zitto voi! Mi mera-viglio che abbiate il coraggio di rivolgermi ancora la parola!... Dopo quello che avete fatto!
Enrico - Che non ho fatto!
Carlo Maria - Macch, non ho fatto! Vorreste forse negare che voi due per tre anni mi avete ingannato?
Enrico - Ingannato... Nel senso che, purtroppo, non vi abbiamo ingannato.
Carlo Maria - In un senso o nell'altro lo slesso! Il ifatto che ora sono qui nello stesso stato d'animo del giorno ohe credetti colpevole mia moglie... L'anima che sobbalza da cos a cos... E adesso dovrei cambiare ancora una volta il mio sistema mentale, i miei giudizi, le mie opinioni, sul matrimonio, la donna, la vita... Mentre il mondo mi guarda e ride, conti-mia a ridere... Perch ormai non c' pi nessuna differenza fra adesso e prima.
Enrico - Per me, ci trovo una grande differenza!...
Carlo Maria - Ah, tacete!... Ora che vi guardo bene mi dico tre volte dell'imbecille per non aver capito che era assurdo...
Lola - Ah, Carlo!... Ecco la prima cosa buona che dici in questa occasione!... lascia parlare me, ora! La rea, l'autrice di questa tragedia.
Carlo Maria - Non cercare di giustificarti, sai... Non v' nulla che possa farmi dimenticare...
Lola - Ebbene, ci vuol dire che avremo qualche cosa da non dimenticare tutti e due.
Carlo Maria - Adesso non ricominciare con la storia antica...
Lola - E' la causa della storia moderna!... Ma non ti dico che una cosa sola: ci sono tre o quattro nomi di donna che basterebbero da soli a dire tutto il mio dolore e l'affanno della mia vita di giovane sposa... Vuoi che te lo ricordi?
Carlo Maria - No! Taci! Non vedi che c' un intruso che ascolta? Siete ancora qui, voi? Ma che volete ancora? Volete una lezione sul modo pi veloce di scendere le scale?
Enrico - Signore!... Io non posso lasciare una donna compromessa per colpa mia, alle prese con un marito infuriato! (Carlo sta per scagliarsi su Enrico, ma il telefono squilla. Carlo si ferma. Enrico, che aveva avuto paura, si calma. Lola va a rispondere).
Lola - Pronto?... Ah, sei tu, Fanny?... No, niente di nuovo... La solita vita... Carlo?... Che cosa deve fare?... s... s. (Con gioia) Oh cara... ma certo, ma certo... E c'era bisogno di mandare il tuo banchiere per questo?... S, s, gliene parleremo... Sono molto contenta, molto contenta!... Arrivederci... (Depone il ricevitore: a Carlo) E non mi dici nulla? Fanny propone ad Anastasia un accordo sul testamento... e non mi dici nulla?...
Enrico - Come, scusate?...
Lola - Ah, che giornata!... Ormai non si tratta che di stabilire quanto... Quanto!... Poi mia sorella sar libera, ricca e libera!... E non mi dicevi nulla... Lo vedi?
Enrico - (colpito dalla notizia sta come sbalordito).
Carlo Maria - Mi pare di avere il diritto, l'umano diritto di considerare pi importante ci che sta accadendo a me... (Si avvede della presenza di Enrico) Ma voi, scusate, avete deciso di diventare un mobile in casa mia?
Enrico - (svegliandosi) Scusate, maestro.... Una domanda sola a poi me ne andr per sempre. Dipende dalla vostra risposta... Credete voi che una donna possa, un giorno o l'altro, perdonare a un uomo che ha dato del cretino a Ciaikovschi... che ha dimenticato il suo compleanno, che ha mangiato dei fiori?...
Carlo Maria - (ridacchia) No, caro... I miei insegnamenti sono fatali! Potete andare!...
Enrico - (con un sospiro) Oh... Anastasia... Cuc... Se ti pesco!... (Cupo) Addio, signora... (Bacia la mano) Addio, signore!... (Un largo saluto alla stanza ed esce).
Carlo Maria - (si siede affranto).
Lola - Dunque non mi vuoi perdonare?
Carlo Maria - Queste cose non si perdonano... Non si dimenticano... Ma non parliamone pi... Tu di l, io di qua... Buoni amici, ma...
Lola - No... Cos no...
Carlo Maria - Me ne duole... Hai voluto curarmi, guarirmi... Ma hai caricato le dosi... Ormai sono avvelenato...
Lola - S, ma non sei morto...
Carlo Maria - E chi lo sa? Tre anni?... Non ti pare una esagerazione, uno scherzo simile per tre anni?
Lola - Caro... C'era anche mia sorella da salvare... E tu lo sai: quando si comincia a fare una buona azione, difficilissimo smettere... Ma ora... invece di essere contento di scoprire che tua moglie fedele, onesta, innamorata...
Carlo Maria - Non mi far ridere... Innamorata!... L'amore... Ma che pu restare dell'amore dopo la triste esperienza che ho fatto io?
Lola - Ma se non era vero niente ?!...
Carlo Maria - Non era vero niente, ma l'esperienza l'ho fatta lo stesso. No; tu di l, io di qua... Buoni amici...
Lola - E sta bene. Hai detto di l? Per ricordati che questo momento tra noi non ritorner mai pi. La felicit ci passa da vicino, cos da vicino che io ne sento persino il profumo... Non torner pi... Come vuoi... (Si avvia).
Carlo Maria - (sta per parlare e non dice che un:) Ma... (Poi si trattiene).
Lola - Hai detto?
Carlo Maria - Io?... Niente! (Lola sta per uscire; allora Carlo riprende) Ma come si fa a pretendere che un uomo da un momento all'altro... Ma ragiona: adesso io devo andare a cercare l'anima mia di una volta, che cascata non so dove!... Devo pescarla come si fa col raffio quando la secchia andata in fondo al pozzo... La trover?... 'Non la trover?... Mi pare impossibile... Guarda: vuoi la misura del mio mutamento? Poco fa tu m'hai detto di tre o quattro donne, che so io ? Ebbene, ti giuro che non ne ricordo nessuna... Parola!... Se dovessi dirne i nomi, non saprei, tanto si sono perdute...
Lola - Se per pescare la secchia in fondo al pozzo... (sospirando) te li ricorder io.
Carlo Maria - No, no... Non c' bisogno... Ho altro da pensare...
Lola - Tu non hai pi niente invece da pensare. Tu non hai che da ritrovare il tuo cuore giovanile... Oh, non temere, questi nomi me li cono ripetuti tante volte... E poi mi piace... voglio pronunciarli, almeno una volta, ad alta voce: Giovanna Drei... la ricordi?
Carlo Maria - Ah gi... Giovanna Drei... (Man mano che i ricordi affiorano, Carlo si trasforma) Ah, gi... Giovanna Drei... Uh... si perde nel tempo...
Lola - Era bella...
Carlo Maria - (non convinto) S... abbastanza...
Lola - Pi bella di me...
Carlo Maria - Che c'entra... Era golosa... Un giorno la vidi mangiare delle paste... Basta, basta...
Lola - Marta Fasani...
Carlo Maria - (pi ilare di prima) S, s... Marta Fasani... Con quel passo melodrammatico...
Lola - Era bella...
Carlo - Bella?... Per carit!... Aveva qui Bui labbro un neo grosso come un pisello! (Ride).
Lola - Come va?
Carlo Maria - Che cosa?
Lola - La secchia!... Si pesca?...
Carlo Maria - Non so... Mi pare di sentir parlare di personaggi di commedie antiche... Fedora... Andreina... La stessa cosa... To'... mi viene in mente un altro bel tipo... La polacca... Scusa eh... ma tra amici... Tu eri molto gelosa della polacca... Ma avevi torto... Una cretina!...
Lola - Avevo torto, forse... ma soffrivo!
Carlo Maria - Molto?
Lola - S.
Carlo Maria - Giovent!... Allora conoscevo l'arte di farmi amare... Ti ricordi quando fuggimmo insieme a nasconderci per otto giorni alle Brioni?...
Lola - (commossa) Grazie...
Carlo Maria - Perch?...
Lola - Sei riuscito a pescare anche un piccolo ricordo di tua moglie...
Carlo Maria (commosso, non sa che cosa dire) Sai... Un'idea chiama l'altra... Un pensiero l'altro...
Lola - (con trasporto) Carlo!...
Carlo Maria - (con tono freddo come prima) No, no... Non avevo nessuna intenzione di l'arti la corte...
Lola - Io invece... avevo intenzione di fare un poco la civetta.
Carlo Maria - Ma via, saremmo ridicoli... Almeno io. Sarei ridicolo ormai... Ma guardami bene...
Lola - Che bell'uomo! S, s, te lo dico francamente, senza adulazione, sei un bell'uomo... E poi simpatico... Se tu sapessi come ero contenta quando sentivo dire da qualcuno: Per un bell'uomo!... .
Carlo Maria - Quel per un poema!...
Lola - No, no, non fare il broncio un'altra volta... Cerca piuttosto di ricordare qualche altro particolare di allora. Mi piace tanto sognare il passato!... Forse un modo di sperare... Pensa ancora...
Carlo Maria - Non ricordo niente.
Lola - Io s. Quando venivi a casa per la cena, per esempio, i primi tempi.
Carlo Maria - Ebbene?
Lola - Non ricordi?... Io ti aspettavo leggendo qualche libro... Ecco, cos... E senza capir niente di quello che leggevo col cuore un poco in moto, mi pareva di seguirti per le vie che percorrevi. Ecco : attraversa la strada, entra nel portone, sale le scale... i suoi passi si avvicinano per il corridoio... Ma non stare l fermo, vai fuori e torna dentro...
Carlo Maria - Ma tu scherzi...
Lola - No, no... Per ricordare... Fammi questo favore... Per ricordare meglio i bei tempi, che tu pure hai richiamato poco fa...
Carlo Maria - Se ti fa piacere... Ma poi...
Lola - Poi... si vedr... Vai fuori e rientra...
Carlo Maria - (eseguisce. Batte alla porta).
Lola - (a Carlo che compare con la testa soltanto) Ma no, che non battevi... Non cos... Riprova...
Carlo Maria - (apre con grande soddisfazione ma senza battere) Buona sera...
Lola - No, caro... No. Sei un testone!... Non era precisamente cos... Pensaci bene e riprova un'altra volta...
Carlo Maria - (entra, si avvicina a Lola senza parlare e la bacia).
Lola - Caro!
Carlo Maria - Canaglia!
FINE
- Questo copione è stato visto:


