orienti

orienti

un mito inventato in solitudine da

Duccio Camerini 

New York, agosto 2000
Jawa, settembre 2002


Aq-Mel che diventa Camillo 1 e poi Galerio 2
Isolina che per un po diventa Jolanda
Galerio Filonardi che vorrebbe diventare nessuno 
Madame che tutti
Fosco che per un p diventa Artemio 
Jolanda che per un po diventa Isolina
un uomo che non ha nome che sognava di chiamarsi Artemio, 
ma diventa Camillo 2, e infine Aq-Mel


BRAHMA, LA CHIAMATA 
(1878 1911)

Gli spettatori saranno accolti dagli attori fuori del teatro, che suoneranno.
Quando gli sconosciuti entrano nel teatro, avranno in mano un biglietto. 
Stampato sopra, il numero del posto, o il loro nome. Ma ecco che proprio quando si staranno sedendo, qualcuno del teatro verr a chiedergli notizie sul loro biglietto, e li metter in crisi; scusate ci sono dei problemi, veramente il numero non corrisponde, pu ripetermi il suo nome, no, il suo posto non era questo, lha scambiato con qualcun altro, scusate chi si chiama etc, etc? e questo succeder con pi sconosciuti che si stavano apprestando a vedere lo spettacolo. La cosa forse li innervosir. Quando la tensione sar palpabile, allora un uomo avanzer a tranquillizzarli.

UOMO CHE NON HA NOME 
Era solo uno scherzo. Gi. Ma ammesso che sappiamo veramente qual' il nostro nome. Chi pu dire che un posto il suo? 
Chi pu dire che la vita che vive sia proprio la sua? L'uomo un animale ma a differenza degli altri animali, luomo per vivere ha bisogno di macchinari, cose per coprirsi, altri animali. A volte anche altri uomini 
S, ci sono uomini che vivono al posto di altri uomini. Voi al posto di chi vivete?
La storia che oggi sentirete la storia di questuomo, forse anche di qualcun'altro. 

MADAME 
Io lo conosco quel ragazzo. Quando venuto da me, faceva lemigrante. Lemigrante continui a farlo, anche se una gamba non ce l'hai pi.

UOMO SENZA NOME 
Era cascato in Italia, una terra che da nessuna parte, in mezzo alloriente e alloccidente, n nord n sud. Una terra di gente che se ne andava. 
Lui, invece, ci arrivato. 

CAMILLO
Aq-mel Aq-mel mio nome Aq-mel. 

UOMO SENZA NOME 
E nato nel 1878, a Iskenderum, un villaggio nel Montenegro, secoli di dominazione turca, erano ottomani. 


CAMILLO 
Aqmel.

UOMO SENZA NOME
Aveva dieci anni quando la madre lo porta dalluomo pi vecchio del paese, che gli dice: Aq-mel

CAMILLO
Aq-mel. Aq-mel.

UOMO SENZA NOME
Aq-mel il mondo sta cambiando. Noi guardiamo dentro le nostre montagne e sentiamo buio, ma al di l del mare gli echi sono tanti. Aq-mel, non possiamo stare fermi quando il mondo ci passa accanto. Tu sei la nostra speranza: parti, vai dove cala il sole, conosci, poi torna e portaci qualcosa che ci aiuti a capire. 
Vai, noi aspetteremo il tuo ritorno. 
Ma ricordati Aq-mel: se andrai troppo a ovest, incontrerai est...
Aq-mel non prendi le fotografie e i ritratti della tua gente cos non ci dimenticherai.
Aq-mel scende verso lAdriatico al seguito di una carovana, si nasconde in una nave che salpa dal porto di Bar, nellEpiro. Il mattino dopo si sveglia in quel mare dove il sole viene pescato su tutte le mattine. a Pescara. Vede le famiglie borghesi che passeggiano sul lungomare, che si chiama Loriendale. Si chiama cos perch gi occidente. Ma Aq-mel ha fame. Per sbaglio sinfila in una casa dove vede un uomo che piange e ficca dei gioielli dentro una cassa da morto. Piange e ficca, ficca e piange. Quando i becchini portano fuori la bara, Aq-mel segue il funerale. Anche un po commosso. Aspetta che scenda la notte. Una notte cos nera che le tombe del cimitero si confondono con le case di Pescara. E Aq-mel pensa che in fondo le tombe sono case. C anche il nome sulla porta. Forse si pu anche bussare. 

MADAME 
Per mica ha bussato. Appena ha visto che non cera pi nessuno, si messo a scavare. Ha scoperchiato la cassa ha acceso un fiammifero, e lha vista. 
Una ragazza, nuda, la pelle trasparente, la testa sopra un cuscino e quella faccia concentrata che hanno i morti quando li guardano i vivi. Se era bella quella ragazza! 
Ha sentito dei rumori, e per l'emozione il fiammifero t cascato sulla sua pancia, ma non lha bruciata. Allora per nascondersi si sdraiato sopra di lei. E un po la paura, un po che era la prima donna che toccavati s intostato. 
Ma lei ha fatto finta di niente. 
Allora hai riappicciato il fiammifero e le hai strappato i gioielli che di dosso: dal collo, dalle mani, e con una mano le hai strusciato un seno. Lei ha sorriso. E ti ha detto: Sbrigati, Aq-mel, vattene via. Che stai a fa' la dentro? Sei ancora troppo a est. Vattene dove tramonta il sole.


UOMO CHE NON HA NOME 
Aq-mel torna dallinferno con i gioielli nel pugno. 
Poco dopo un commerciante glieli valuta bene, ma solo per fargli riprendere pi tardi soldi e gioielli, da alcuni mascalzoni al suo servizio. 
Aq-mel scappa con tutte le gambe che ha. 
E correndo pensa che troppo giovane. E che il mondo aspetta che lui cresce. A Iskenderum, come allAquila. S, nel frattempo arrivato allAquila.
E davanti a Collemaggio incontra un giovane avvocato che si chiama Camillo, che gli dice che pu trovare lavoro ai cantieri della ferrovia, che stanno costruendo verso una citt, ancora pi a ovest, Rieti. 
Aq-mel lo ringrazia, va al cantiere della ferrovia. Senza sapere che cos una ferrovia. Gli chiedono come si chiama. 

CAMILLO
Camillo

UOMO CHE NON HA NOME 
Sar che un po sembrava la traduzione di Aq-mel, e cos comincia il suo viaggio nella vita. 

CAMILLO
La ferrovia buca montagne strada ferrata mentre che io impara 
come costruiscio strada muscoli di braccia crescono come ferro su binari passano chilometri e anni e io, Aq-mel no, scusate,
Camillo, divento grande un ragazzo, e il corpo me lo sono fatto sulle massicciate, stazione dopo stazione A Scoppito ho conosciuto a una ragazza che di nome fa Isolina, e che mi piace ce semo fidanzati venti chilometri dopo, a Rocca di Corno
e mano mano che lavoro a li binari, lei mi segue sulla terra ce semo sposati dopo la galleria di Antrodoco, avemo festeggiato l, con lu fischio de lu primo treno tra gli operai cera un pochetto di tristezza, perch non mancava tanto a Rieti, la ferrovia era quasi finita. Ho cominciato a costruirla che ero un altro. E mo semo in due.

ISOLINA 
Lo prete stava ubriaco. Durante lo sposalizio, lo reggevamo io e Camillo, perch non restava allimpiedi. E quando ha detto ve potete bacia, noi labbiamo lasciato, e quello andato gi lungo. 
La prima notte, Camillo mi ha detto che ce pensava lui, perch aveva conosciuto il corpo di una donna a Pescara. E io ho pensato: Cami', meno male!
Stavamo dentro a un pagliaio vicino al fiume Salto; cavevo le cimici che mi mangiavano. Per, pure Camillo mi mangiava, per. 
La mattina dopo ci svegliamo con gli animali, e fuori cera la Sabina chera tutta na primavera. E io mi sentivo felice perch non sapevo niente della vita. Cami' io nun so niente della vita! Cami' io nun so niente della vita!
Cami' io nun so niente della vita!

CAMILLO
E mo' che famo?

ISOLINA
In che senso?

CAMILLO 
Mo che finita la ferrovia. 

ISOLINA 
Non lo so ce mettemo a fa' li contadini. 

CAMILLO 
No! Annamo dove fanno altre ferrovie. 

ISOLINA 
E dove le fanno? 

CAMILLO 
A Roma, Me lhanno detto. 

ISOLINA 
A Roma? a Roma, ce stanno li preti, li signori. Noi semo poveracci, come facemo a anna' a Roma?

CAMILLO 
Ci stanno anche i poveracci come a noi. E poi, Isoli pensaci, se annnamo a fa' la ferrovia, non ci stiamo fermi, giramo lo mondo! 

ISOLINA 
Lo mondo!
Siamo montati sopra a un carro che portava le botti di vino alle osterie. 
Abbiamo traballato per un pomeriggio sano. Alla fine, il carro s fermato 
a quel ponte Milvio, e siamo scesi, e ci siamo fatti una scarpinata che non 
sarrivava mai. Cami, quanto manca? Non ne posso pi. Cami! Cami! 
Iiih i campanili, le chiese, i palazzi Cami! guarda laggi la vedi? La vedi?! Roma Roma 
Siamo entrati per la prima volta alla Porta del Popolo che era notte, stavamo distrutti. 
Siamo cascati l per terra, appena entrati. Ci siamo addormentati di botto. 

CAMILLO 
Cha svegliato unesplosione, e io pe un momento ho pensato de essere ancora a Antrodoco ,che facevo saltare la galleria con gli altri operai ma subito dopo, lo scoppio de un cannone, e appresso una bombarda, e un altro scoppio, e fucilate, e pistolettate, Oh, ma che ! 

ISOLINA 
Oddio, che ne soforse a Roma c ancora la guerra 

CAMILLO 
Era Capodanno, 31 Dicembre 1899. Alla Porta del Popolo. 

ISOLINA 
Primo gennaio novecento. 

CAMILLO 
Auguri de cuore, amore mio. 

ISOLINA 
Anche a te, bello ragazzo. 

CAMILLO 
Roma 'mo s che stavo a ovest altro che Rieti , Aquila, Pescara, Epiro, Iskenderum. Chiss se mi stanno aspettando ancora in tutti questanni, mentre crescevo sopra alla ferrovia, ogni tanto lho riguardate le fotografie e i ritratti che maveva dato luomo vecchio; me li metto davanti, tutti in fila, come santini, e me li guardo a uno per uno quelli tengono la faccia di chi non sa niente del mondo e mi fanno pena. Vi prego, fate che io non ci divento mai, come a questi. 

ISOLINA 
Lui bello, ma che lo amo oppure no, io che ne so. Mica ce lho colpa se non lo so. Nonna diceva che nessuno lo sa. E che quando dici te amo stai a di' che ne so. 

CAMILLO 
A Roma ho cominciato a costruire la casa. Tutta di legno. Fuori le mura. Sopra a un albero. Beh, che quella faccia? Sopra a un albero, s. 
A casa mia mi ci arrampico per entra'. Isoli'

ISOLINA
Eh, ci sta una veduta se vede 'n sacco de gente i palazzi dentro le mura 

CAMILLO
Se vedono le case de li signori, ce mettemo a spia' nelle finestre lampadari, specchi, corridoi Stai tranquilla, non ci vedono, le frasche ci annascondono. 



ISOLINA 
La casa un po storta, penzola, e scricchiola sempre, pare 'na barca, ma io non credevo che ci si poteva vivere l dentro, invece guarda che piano piano, facendoci labitudine
Cami, Cami' che cos quella cosa che hai fatto sotto allalbero? 

CAMILLO 
Una tomba. 

ISOLINA 
La tomba di chi? 

CAMILLO 
Di Aq-mel, uno de questi giorni gli faccio il funerale. 

ISOLINA 
Ma chi questo? 

CAMILLO 
Senti, io te devo racconta' una cosa. 

MADAME 
Gli ha detto tutto. Ma lei non s impressionata. Laveva sentito gi prima, che erano due uomini nel corpo di uno. 

ISOLINA
Quando facciamo un bambino?

CAMILLO 
Non c fretta. Ce sta tempo ancora. Semo giovani.

ISOLINA 
Ma io ti posso chiamare... 

CAMILLO 
Camillo. 

ISOLINA 
VabbMi vuoi bene? 

CAMILLO 
Alle ferrovie stavano al completo. Pure al mercato erano al completo. Non mi voleva nessuno. 

ISOLINA
Mi vuoi bene?

CAMILLO
A Isolina gli ho detto che facevo dei lavoretti. 
Ma guarda' un orologio come quello de mio nonno. Mi sa dire che ora ?
Che ore so'? Sono le 4 e un quarto. E ora che ora so'? so' le 4 e 20
Isoli' so' le 4 e 20!

ISOLINA 
E questo orologio, da dove salta fuori? 

CAMILLO 
Me lha dato uno, per venderlo.

ISOLINA
S? Eh?

CAMILLO 
Oh!, io sono giovane, corro forte, se il lavoro non me lo danno, me lo invento, va bene?

ISOLINA 
Caveva ragione, povero cristo ti posso chiamare povero cristo, pure
se sei ottomano? 

MADAME 
Un giorno sopra a Roma ci s messa una nuvola tanto grande che pareva che laveva mandata il diavolo in persona, ha attaccato a piovere, e non la finiva pi, e tutto s allagato

CAMILLO 
io e Isolina stavamo sopra allalbero nostro, visto? Sta casa meglio di quelle vere per dopo la pioggia, arrivato lu vento...che s' portato via lu tetto nostro

ISOLINA 
Cami Cami lu tetto nostro! Lu tetto nostro! 

CAMILLO 
Li rami li rompe come zeppetti, e scoperchia lu tetto, che sera tutto nfracicato 

ISOLINA 
Cami, qua ci si porta via tutto!

CAMILLO 
i pezzi di casa nostra cominciano a volare e li vediamo che passano sopra le mura 

ISOLINA 
Casa nostra! 

CAMILLO
Il tetto nostro casca gi dentro al parco di un palazzo dei signori. 
Stai bona, 'mo vado a riprendere tutto. 
Le strade erano sott'acqua. Ho chiesto in giro, pare che in quel palazzo ci abitava solamente un vecchio malato con il cameriere, Palazzo Filonardi si chiamava. Ho scavalcato il cancello. Entro da dietro, in casa non ci sta nessuno. Comincio a ravanare nella dispensa, c roba da mangiare, formaggio, carne, poi guardo nel casotto in giardino, e piglio pezzi de legno buono. 

ISOLINA 
Ma che sei matto? 

CAMILLO
pe' aggiusta' lu tetto, e intanto tu mangia. 

ISOLINA
E adesso 'ndo vai?

ISOLINA
A che fa?

CAMILLO
Non ti preoccupa', che quelli la roba ce lhanno. 

ISOLINA 
Una stretta a lu cuore. entrato nelle mura. Non lo vedevo pi. De colpo lo rivedo affacciato a 'na finestra del palazzo, che sventola un tendone, e ride. 
E rido pure io. Ma che te ridi. Ma sotto arriva una carrozza, e se ferma al cancello. Camillo non lha vista, gi rientrato. A me mi viene paura. Corro gi dallalbero, vado sotto al palazzo. Nessuno. Il cocchiere gi ripartito, forse ha fatto scendere qualcuno. E forse sto qualcuno entrato. Mo me lammazzano, mi sono ditta.

CAMILLO 
dargento e doro, cornici, orologi, gingilli la casa era piena di tutte cose che non servivano a niente. 'Mo ve frego io stavolta.


MADAME 
Il Conte Filonardi, il padrone di casa, era vecchio e malato. Dato che le sue condizioni si erano aggravate, tempo prima aveva fatto telegrafare al figlio Galerio a Parigi. 
Quel giorno, era proprio il figlio ad essere arrivato in carrozza. Ma troppo tardi. Aveva trovato il padre stecchito, e anche il vecchio maggiordomo, infilzato dal crepacuore. Una strana giornata tutta quella morte aveva dato a Galerio una grande voglia di vita. D'altra parte a Parigi non aveva conosciuto solo donne.

ISOLINA 
Non gli ho chiesto niente. Neanche dopo. Quando quello entrato in casa nostra. 

CAMILLO 
Come ha fatto a trovarmi? Vuole mandarmi in galera? 

GALERIO 
Sono venuto a chiederti un piacere. Se accetti, non chiamo le guardie e ti do questi. 
Ti prego accetta !

ISOLINA
Ci ha dato dei soldi. No! No! No!

CAMILLO 
Mezzora dopo stavo ancora a Palazzo Filonardi. Lui si chiamava Galerio. 

GALERIO
Per oggi Galerio sei tu. Questo il favore che ti venivo a chiedere.

CAMILLO 
Che vuol dire? Non mi faccia male, eh?

GALERIO 
Deve venire il becchino, per portare via mio padre e il domestico. Di che Galerio sei tu. Qui non mi conosce nessuno, e io non voglio seccatori. Non per la morte di mio padre. Era gi morto dalla nascita. Sono appena tornato e voglio essere lasciato in pace. 

CAMILLO 
Tornato da dove? 

GALERIO
Parigi. Fumavo oppio. 

CAMILLO 
Ah e com sta Parigi? 

GALERIO 
Pi o meno come Roma. Per c loppio. Allora qual' la sua risposta signor Conte?

CAMILLO
Parigi. Fumavo oppio.

GALERIO 
AhSignor Conte e com sta Parigi?

CAMILLO
Pi o meno come Roma.

GALERIO
Per Signor Conte?

CAMILLO
Per ce sta l'oppio.

UOMO CHE NON HA NOME 
L ha vestito da Galerio. Lha curato fino nei minimi particolari. 

GALERIO
Allocchiello della giacca porto sempre una gardenia imputridita. 

CAMILLO
Ah! All'occhiello della giacca porto sempre una gardenia imputritita. Io sono Galerio Filonardi, il Conte. Il Conte Galerio Filonardi? Sono io! Sono io il Conte Filonardi.

UOMO CHE NON HA NOME 
Cos, quando ho scampanato, e sono entrato, io pensavo che Galerio era quello.
permesso? Buongiorno. Dove sono i corpi?

CAMILLO 
Il conte Galerio Filonardi sono io. 

UOMO CHE NON HA NOME
Condoglianze

GALERIO 
Li abbiamo messi sul letto matrimoniale.

UOMO CHE NON HA NOME
Tutti e due?

GALERIO 
Il servo e il padrone. Egalit, fraternit. Sono il legale della famiglia. Dov il becchino? 

UOMO CHE NON HA NOME 
Non poteva, ha mandato me. 

GALERIO 
Un semplice operaio con le scarpe sporche? E inaudito, Conte! 
Questo un affronto al cadavere di vostro padre! 

CAMILLO 
Vattene fuori sa! 

UOMO CHE NON HA NOME 
Signori, aspettate. Ha mandato me perch gli sono un po figlio, diciamo, al becchino. 

CAMILLO 
Che vuol dire un po figlio? 

UOMO CHE NON HA NOME 
Si fida di me e mi ha mandato a prendere le misure. Sono cresciuto a bottega, ero trovatello e l ho trovato una famiglia, diciamo. 

GALERIO 
Quindi tu sei cresciuto in mezzo ai morti. 

UOMO CHE NON HA NOME 
La morte una grande scuola. 

GALERIO 
Per morire pu darsi. Ma per vivere? Eh?

CAMILLO
Eh?

UOMO CHE NON HA NOME 
Non lo so.

GALERIO 
Tu non sai chi sei. E evidente. Sai misurare i cadaveri.

UOMO CHE NON HA NOME 
Non capivo perch quel tipo ce l'aveva con me. Per, mentre parlava, sentivo che caveva ragione. Io misuravo le cose morte. Davo un numero a una cosa che era tutti i numeri. 

GALERIO 
Insistevo perch, non saprei spiegarlo, ma quelloperaio mani callose, pantaloni lerci, aveva qualcosa che mi turbava. Come ti chiami? 

MADAME 
Oh

UOMO CHE NON HA NOME 
Oh. 

GALERIO 
Come ti chiami? 

MADAME 
Oh!

UOMO CHE NON HA NOME 
Oh. 

GALERIO 
Ti vergogni? 

UOMO CHE NON HA NOME 
Un nome vero e proprio non ce lho. Il becchino ha detto che non ne valeva la pena, perch in fondo non sono figlio suo. 

MADAME 
Coso!

UOMO CHE NON HA NOME 
Per chiamarmi adopera un verso: Oh! vieni un po qua! Oooh, ndo stai? Oppure se chiede di me ad un altro: cerca coso, guarda se c quello, chiama comesechiama. Oggi mha detto, senti un po cazzabbubbolo, vai a prendere le misure a palazzo Filonardi. Io rispondo sissignore, anche se mi dice di chiamarlo padre. 

CAMILLO
Mi dispiace. 

GALERIO 
Adesso, vada a misurare i corpi. Forza, sono gi duri. 

UOMO CHE NON HA NOME 
Con permesso. Ho fatto qualcosa... Condoglianze.

GALERIO
Visto? E facile! che fai stanotte? 

CAMILLO 
Dormo. 

GALERIO 
Tutta la notte? 

CAMILLO 
Magari prima do una pizzicata a mia moglie. 

GALERIO 
Ah! Ti faccio paura?

CAMILLO
Tu pare che mi conosce meglio di come mi conosco io.

GALERIO 
Guarda Camillo. Qui viveva un popolo che credeva agli di. Anche noi oggi avremmo bisogno di di. Qualcuno che ci guidi, che decida per noi, che scriva la vita che viviamo.

CAMILLO
Appena cascato il buio, mha portato dentro una casa.

GALERIO
Stanotte vieni con me! Da una mia amica. 

CAMILLO
Ce stavano puttane nude. 

MADAME 
Ciao. Io sono Madame Chinoise.

GALERIO
L'ho conosciuta a Parigi, si trasferita a Roma da tre anni, ma questo bordello diventato il pi importante caff letterario della citt.

CAMILLO
Io tenevo lu fiatone

GALERIO 
Intellettuali, cardinali, artisti europei si abbassano i pantaloni in sua compagnia. una zingara, neanche lei pi dove nata. Dice di essere protetta dal dio Brahma, il Creatore, ma non era indiana. 

MADAME
... zampilla dal ventre di Visnu, seduto su una foglia di loto e in un attimo ricrea tutto il mondo che Visnu sogna: Brahma per creare ha bisogno di un sogno.

GALERIO
Madame Chinoise abbiamo bisogno di te. Etere! Morfina!

MADAME
Glielo hai detto al tuo amico che so leggere il destino?
Piccolo vuoi conoscere il tuo destino?

CAMILLO
Non vojo sape' niente! Su 'ste cose non se scherza!

MADAME 
Perch mi guardi cos? Ci conosciamo noi due? 
Che c' piccolo? Ti fa impressione? 

GALERIO
Vai! Vai!

MADAME
Vieni lo devi respirare! Senti cosa ti faccio assaggiare

CAMILLO 
Non sento niente.

MADAME 
Piano, lo devi respirare piano. bello. Di dove sei? 

CAMILLO 
Di Roma. Rieti. Pescara. 



MADAME 
No, tu non sei italiano. Per sembrare italiano ti mancano due cose. Devi diventare immobile e pazzo. 

CAMILLO 
Come parli, puttana! 

MADAME
C qualcosa nei tuoi occhi.. tu, ma non tu tu, ma non tu 

GALERIO 
Tu non ci hai visto. Anzi, non hai visto me. Galerio lui.

MADAME 
Ti ricordi a Parigi quell'immagine che avevo avuto? Avevo predetto che Galerio sarebbe morto ucciso da qualcuno. Da allora non sei stato pi lo stesso. 

GALERIO
Avevo avuto la prova della nostra inconsistenza. 

MADAME 
diventata un'ossessione per te.

GALERIO
Lasciami fare lamore con Galerio. 

MADAME
Un ossessione...

ISOLINA 
Il mattino appresso si arrampicato sopra allalbero. Mi ha detto che non lo sapeva pi se mi voleva bene. E che non sapeva manco se me ne aveva voluto mai. Perch, perch, perch mo mi fai questo discorso? Perch ora forse mi sono innamorato per davvero. 

FOSCO
Ero uscito di galera chera poco, cero finito perch mavevano incolpato di aver ammazzato certi cavalli dalle parti mie. Dato che eravamo diventati taliani, mi mandano n galera a Roma. M venuto da pensare a povera mamma, che mi parlava sempre del Papa, vabb, il cupolone sono riuscito a vederlo da sopra la spalla di un carabiniere. E ho pianto. Voi mi direte: ma lavevi ammazzati quei cavalli, s o no? No. Forse. Io volevo rubarli, ma qualcuno devi averli pure ammazzati. Se dicono che sono uno che ammazza cavalli, si vede che hanno capito che sarei capace. Altrimenti, che ne so di che cosa sono capace, io? Oh! Madonna de' lo carmine! 
UOMO CHE NON HA NOME 
Io non sono come voi. Mio padre non l'ho conosciuto. Non ho conosciuto mia madre. Io non ho una famiglia. Forse non sono mai nato. Nessuno mi ha visto nascere. Forse sono un fantasma. La monaca diceva sempre che a me m'hanno trovato sotto a un cavolo. Oppure so' figlio di un principe.

ISOLINA
Sei tornato a casa nostra.

CAMILLO 
Casa? Questa una capanna! 

ISOLINA 
Una volta la chiamavi casa. 

CAMILLO 
Le case non stanno sopra agli alberi. Non ti ci devi arrampicare. 

ISOLINA
Camillo. 

CAMILLO 
I ritratti, i disegni, le fotografie della mia gente.

ISOLINA
Camillo... ma che fai? Perch non mi rispondi?

CAMILLO 
Che vuoi? 

ISOLINA 
Che tutta sta malavoglia? Io nun te riconosco pi! Camillo, guarda che io lo so che 

CAMILLO 
Che cosa? Che sai tu, eh!

ISOLINA 
E peccato fare le cose che fai con quello, tu sei pure ottomano miscredente,  

CAMILLO 
Tu devi sta' zitta! Zitta!


ISOLINA 
Aspettavo un figlio suo. Ma non mha dato il tempo di dirglielo. 

CAMILLO 
So' tornato da Galerio e lui mi ha portato da un sarto. So' uscito che ero 'n altro. Come dire... Galerio. Un vestito. A passeggio a via del corso. Un signore me chiede l'ora. 
Sono le 4 e 20. quello se mette a strilla': "sei tu che m'hai rubato l'orologio mio". "signore come si permette! Io sono il Conte Galerio Filonardi". E questo fa: " ma quale Conte! Tu sei 'no straccione!" allora arriva Galerio che lo zittisce.
"sono il legale della famiglia. Lo straccione sar lei! Carrozza!"

FOSCO 
Eh, cosa? Come uscire? Ma che siete matti, cos dalloggi al domani? Dalla carcere della Regina dei Cieli mi fatto uscire per una amnesia, Mi ritrovo per strada, allora vedo una fraschetta al fiume, e ci vado a bere uno mi sente che parlo e mi dice: "tu non sei di qua, vero?". "Fosco, piacere. Tu chi sei?" "Ti vuoi guadagnare questi?" E mi fa vedere un bel pacchetto di soldi. Io stendo la mano...
"Spetta prima ti faccio vedere chi devi ammazzare". Io resto col vino n bocca. Mi porta sotto un palazzo. Si fa notte. Scende un omo. "ecco quell'uomo". 

JOLANDA 
Quell'uomo era mio marito, c'eravamo sposati da poco.

FOSCO
E questo mi d un curtiello tanto. 

JOLANDA 
Mio marito si chiamava Sebastiano.

FOSCO
Oh, io ho ammazzato cavalli, forse, i cristiani ancora no. 

JOLANDA 
Anche lui era delle Murge.

FOSCO
Quello mi rimette i soldi sotto al naso: li vuoi o non li vuoi? 

JOLANDA 
Sebastiano aveva pensato: adesso mi sposo e vado a Roma. 
Ma tutte le ragazze da marito erano gi sposate, o monache, oppure morte. Restavo io, che ero vecchia. Restavo io, la vecchia. Restavo io, la zitella. In chiesa, Sebastiano ha cacciato un sospiro lungo come una quaresima, e alla fine ha detto sss. La sera stessa abbiamo preso la tradotta per Roma. Ci siamo fermati a dormire in campagna perch costava meno. Sebastiano era ricco li teneva li turnisi, ma spenderli per me che ero una vecchia era un affronto alla miseria. Ero vecchia. La vita era firnuta. A quel tempo mi chiamavo Jolanda, e avevo trentacinque anni. 

GALERIO 
E arrivata una lettera. Siamo in guerra con i turchi per le colonie. Bisogna andare a conquistare la Libia. 

CAMILLO 
Parti? 

GALERIO 
No. Tu, parti. Tu sei me, te lo ricordi? 

CAMILLO 
Pensavo che era un gioco. 

GALERIO 
S. La vita un gioco. Non temere, in Libia ci andrai da ufficiale comandante. Tu sei un nobile, Galerio, non rischi la vita.

CAMILLO 
Io Galerio, allora? Per sempre? 

GALERIO
Da ora. S. 

CAMILLO 
E tu? 

GALERIO
Semplicemente non ci sar pi. Da brividi: essere senza essere. Sar solo nella tua ombra, nel nostro segreto, per me stesso. 
Scriver sulla tua pelle. Ti user come chiavistello. Prenderai la mia vita e la vivrai al mio posto. 
Vivimi. Voglio guardarmi. 

CAMILLO 
Perch? 

GALERIO 
Tutto si perde! Tutto si perde!

CAMILLO 
E se tutto si perde, perch me lo dai a me?

MADAME
Quella profezia a Parigi chi riguardava lui e me? Cominciava a preoccuparmi quel ragazzo.

GALERIO 
Sembra che debba morire per mano di qualcun'altro. Mi fa schifo l'idea di essere sparpagliato, per tutti. D'ora in poi quello che mio diventa tuo.Il mio denaro, tuo. Rinunciarci mi laver da questo fango. Come Prometeo mi vendicher di Dio

CAMILLO 
Mentre lo stavo a sentire pensavo che mi faceva comodo dirgli di s

MADAME
Digli di no! Digli di no!

CAMILLO 
Dopo mi posso sempre fermare. Che ci vuole. 

MADAME
Un brivido mi salito lungo la schiena.

GALERIO 
Dovremo occuparci del tuo linguaggio, del tuo vestiario, del portamento.

CAMILLO 
Fammi studiare. 

GALERIO 
Non essere ridicolo, fingi di sapere. Questa lultima moda 

CAMILLO
Senti, come facciamo con l'uomo dell'orologio. Mi ha riconosciuto.

GALERIO
Gi vero! Non esistono prove che tu non sia Galerio. A parte quelluomo. Toccher ammazzarlo. 

JOLANDA
Sebastiano...

CAMILLO
Oh!

GALERIO
Non guardarmi in quel modo. Io non ho mai ucciso. 

CAMILLO 
Manco io. 

GALERIO 
Impareremo insieme. 

UOMO CHE NON HA NOME 
Lo stavo pulendo. Era nudo. Un corpo nel retrobottega. 
Uno che muore non si muove pi e la gente pensa che diventa aria. ce l'hai l, ma lo cerchi in alto, in basso, ovunque tranne che dove sta. Boh, a me non mi mai morto nessuno. Non ho mai avuto nessuno. Non ho neanche un nome. 
Tra i nomi che ho sentito mi piace Artemio, cos si chiamava il babbo del becchino. Artemio. Poi riguardo il morto che stavo pulendo. Pare che dorme e che prima o poi se sveglia.

ISOLINA 
Ormai dormivo sola. Sola. 
Un giorno non ho retto pi, e sono andata a casa di quel Conte. Li ho incontrati a passeggio Camillo era vestito come un signore, cappello, bastone Cami! Cami! ma come sei elegante Cami' e lui: "Guardia!" quanno arriva mi butta per terra con un calcio. Signore, conosce 'sta pezzente? Non lho mai vista- dice Camillo mio- pazza, io sono il Conte Filonardi. Ho passato una notte dentro, mentre fuori le guardie buttavano gi la casa sullalbero. Signor Conte chi er pazzo? Signor Conte?

JOLANDA 
Lunico modo che hai per alzare la testa al mio paese, sposarti. Io la testa, sempre gi mosciarella. Sar che da ragazzina ero brutta che non mi si poteva guardare. In mezzo agli altri ci stavo, ma facevo in modo che non mi guardavano. E parlavo cos tanto da sola che la lingua davanti agli altri me la ritrovavo secca. 
Quando pensavo di farmi monaca, arrivato Sebastiano. Mha detto: "ehi tu! Zitella! la settimana prossima ci sposiamo". Sono rimasta con gli occhi sulle ginocchia per un tempo che non so, e dopo mi sono sporta per dargli un bacio. E lui mi ha fatto Non c bisogno" "ah! Va bene!". 
Siamo arrivati a Roma, e io mi sentivo la felicit, la gratitudine. Per strada c'era un sacco di gente simpatica.
Buonasera. Io camminavo per le strade e leggevo il Giornale DItalia, la rubrica degli annunzi d'amore.

MADAME 
L'amour

JOLANDA 
Perch a Roma si amavano tutti. Mi scusi. innamorata si vede dagli occhi. 
Scusi giovine, la tiene l'ora?

CAMILLO
Le 4 e 20

JOLANDA 
Ti rispondevano!

FOSCO 
Io stavo arrotando lu curtiello perch non volevo grosse sorprese.

JOLANDA
Arrivederci a lei! Gli artigiani lavoravano per strada e ti salutavano. Che bella questa citt a me mi piaceva assai. Una sera, Sebastiano tornato a casa agitato, dice che aveva rincontrato un ladro che gli aveva rubato lorologio, ma ora questo ladro era diventato un conte. E i giorni appresso sempre pi agitato. Mi fa E se adesso questo mi sfida a duello? E se adesso questo mi sfida a duello? Io non capivo come faceva a venirgli in mente una cosa del genere. Allora lui mha raccontato le cose come stavano. 

FOSCO 
Prendo un fiato lungo, chiudo gli occhi e zacchete, e chi te muorto e chi nun te muorto ancora e chi te stramuorto. Spero che ci entra facile. Mi metto qua, deve passarci prima o poi, per tornare a casa. 

JOLANDA 
La verit era che dal paese ci era scappato. Prima di venire da me aveva chiesto in sposa una ragazza molto pi bella, il padre gli scattato a ridere in faccia "ah!", e lui lo aveva schiaffeggiato e il padre lo aveva sfidato a duello e lui era scappato. Ma si sentiva solo, per questo aveva preso in moglie me, la zitella.
La sera stessa ho appicciato la luce.

FOSCO
Hanno appicciato la luce. Allora tornato.

JOLANDA
Gli ho detto: signor Sebastiano, io comunque la ringrazio che mha portata via dal Paese, io sono vecchia, per me non si fanno i duelli, anche se per la verit il duello non lha fatto neanche per quella pi bella, forse per nessuno vanno fatti, sti duelli per questi so fatti di maschi. Io sono qui per farle compagnia. Signor Sebastiano che fa sta piangendo? Non mi crede? Far tutto quello che vuole, continuo. Far dei figli, star zitta, far altri figli, le dar sempre ragione, e poi, morir. 

MADAME 
Camillo... il tuo vero nome, lo sento Camillo 

CAMILLO 
Come lo sai? 

MADAME
No, non Camilloma non troppo diverso Ca... ca... aq...

CAMILLO 
Aq... Aq... aq...

MADAME
Tu vieni da Oriente, dal Montenegro 

CAMILLO 
Come le sai queste cose?!

MADAME 
il tuo cammino ancora lungo Galerio ti ha portato da me, ma ti porta anche fuori mano sei in pericolo. Ma forse a questo servi. Solo andando fuori mano riuscirai a tornare.

CAMILLO 
Non vero! Niente! Aaah Ho sognato ho sognato quella puttana 

MADAME 
Ho sognato quel ragazzo, che sognava me.

JOLANDA 
Il giorno dopo, stavo da sola a casa, aspettavo Sebastiano. Avevo il cuore in subbuglio, lui maveva detto che non potevamo restare un giorno di pi a Roma, era pericoloso. Ma dove mi porti? 

FOSCO
Mi ero addormentato. Pochi istanti, lo giuro. Mi sveglia uno scalpiccio. Maronna de 'o carmine! Poi ho pensato: non si chiama la Maronna quando devi far fuori un cristiano. Lui mi passa davanti e va, come faccio, quello cammina veloce, e se non mi spiccio non lo riacchiappo pi aspetti, senta, scusi, signore, una parola! 

JOLANDA 
Mi voleva portare allAmerica. Questo mha detto ed uscito. Non dovevamo restare qua. Il padre di quella ragazza, quello dello schiaffo voleva lavare laffronto nel sangue. Lo stavano cercando. 

FOSCO 
Signore!scusi, aspetti, senta si fermi!

JOLANDA
Dovevamo scappare subito allAmerica. L cera lavvenire, anche se da quella parte ci tramontava. 

FOSCO 
Quello si volta. Che vuole? Ehm, io cho una cosa per lei quello vede il coltello comincia a scappare, e io dietro a lui Signore! Signore!

JOLANDA 
Allimprovviso lho sentito strillare, da sotto. Mi sono affacciata. 

FOSCO 
Strillava come i maiali di nonna! Io correvo, con tutto il coltello di fuori, inciampo e il coltello mi si ficca dentro al braccio! 

JOLANDA
E cascato! no, un altro

FOSCO 
Quello continua a scappare, e da dietro un vicolo 

JOLANDA 
due cristiani 

GALERIO 
Di, ora, ora!

CAMILLO 
Non ce la faccio! 

GALERIO 
Allora io!

FOSCO 
Gli ha tagliato la gola di netto, chi ammazza cos gi morto pure lui, ho pensato. 
Il sangue m schizzato in faccia. 

CAMILLO 
Scappiamo! Scappiamo!

FOSCO 
Manco stavolta ero stato capace di ammazzare qualcosa di vivo. 

JOLANDA 
Scannato in mezzo alla via. 

FOSCO 
Ha alzato la testa, e ha guardato in alto una finestra, una femmina. 

JOLANDA 
Io lo guardavo. 

FOSCO 
Lui la guardava, e 

JOLANDA 
Lo so che mi ami. 

FOSCO 
Biascicava qualche cosa.

JOLANDA 
Mi ami. 

FOSCO 
Gli si so' arrovotat' gli occhi e te saluto! Dove sei al paradiso o all'inferno? 

JOLANDA 
Io non ho sofferto. Non solo. Non capivo. Entravo nel buio. Ma il buio buio, non lo vedi quello che ci sta, magari qualche cosa di bello, e allora mi s infilata unallegria dentro, e ha cominciato a montarmi su, s, non mi vergogno. Soffrivo allegra. Sebastiano non era la vita, era il cancello della vita. Grazie Sebastiano. M'ha aperto il cancello, e sono volata via. 

ISOLINA
non c' pi niente per me

JOLANDA
grazie Sebastiano


FOSCO
no, aspettate, non sono stato io, questo sangue il mio!

MADAME 
Respiro letere, sono in trance. Vedo. Nel passato di quel ragazzo. 
Un villaggio sopra le montagne. Una barca verso lItalia, la terra dove sei 
e non sei dove diventi Camillo, ma non lo resti Vedo. Nel futuro. Immagini. Torner, nella sua terra. Torner col nome che aveva prima. Ma non sar lui. Ma tutti lo riconosceranno. 

CAMILLO 
In divisa. Giovane capitano, promosso gi prima di partire.

MADAME
Che significato ha questa storia? 

CAMILLO 
Io non sono Galerio. Sono ancora Camillo? O Aq-mel? A Iskenderum mi staranno ancora aspettando?

MADAME
Come faccio a saperlo? 

CAMILLO 
Quando penso queste cose, guardo Galerio, quello vero.

MADAME 
Io indovino il passato e ripeto il futuro. 

CAMILLO 
Ho paura che mi legga dentro i pensieri. Forse si sta pentendo. Lui non vuole essere pi nessuno. E io? Io? Cos che voglio io? 

GALERIO 
Cosa stai pensando? 

CAMILLO 
Io non posso essere due persone. Da solo me, e per gli altri te. 

GALERIO 
Rinunci a me? 



CAMILLO 
No. Rinuncio a me. Voglio essere Galerio e basta, anche solo, nudo, nel deserto. Galerio.

GALERIO 
C' ancora una persona che pu contraddirti. 

CAMILLO
Lo so, ma prima devo dare il mio nome a chi ne ha bisogno.

UOMO CHE NON HA NOME 
Mi sembra sempre che qualcuno mi chiami. Da qualche giorno non sono pi io. Di solito sempre zitto anche un po triste, io ora parlavo, raccontavo, scherzavo, sparlavo, facevo battute, ballicchiavo, perfino Io mi dovevo vergognare di me. Mi sono sempre sentito come uno che va in giro con il vestito impataccato e non lo sa. Che mi stava capitando? Sempre cos sgraziato, goffo, troppo grosso per farmi domande. S aperta la porta. E entrato in bottega il giovane Conte Filonardi, in divisa, Buongiorno , in che cosa posso servirvi? E morto qualcuno, o qualcuno morir? Non si formalizzi per la salma, la prepariamo per il funerale.

GALERIO 
Gli ha raccontato di essere Camillo, e gli ha regalato il nome, dicendo che era costretto a disfarsene. Io lo aspettavo fuori. Sapevo che si sarebbe fermato in tempo; non avrebbe mai messo a repentaglio i nostri segreti. 

CAMILLO
io ho due nomi, tu neppure uno, vengo a risarcirti. Ho visto laltra volta che soffrivi.

GALERIO
E io intanto - fuori, quasi geloso della vita del mio padrone, e con sollievo mi accorgevo quasi di scordarmi chi ero. Il gioco si faceva esaltante. Ero vicino a diventare nessuno. La vita scandita come racconto, la vita composta come opera darte, la vita museo di se stessa. 

UOMO CHE NON HA NOME 
E sicuro? 

CAMILLO 
S. Con questo nome potrai cominciare una vita nuova. 

UOMO CHE NON HA NOME 
Ma, io 


CAMILLO
Hai visto che senza un nome non arrivi da nessuna parte. 

UOMO CHE NON HA NOME 
AlloraCamillo? 

CAMILLO 
Camillo. Ora, tu sarai Camillo. 

UOMO CHE NON HA NOME 
Un nome tutto per me? 

CAMILLO
Camillo. Via, su.

UOMO CHE NON HA NOME 
Era questo che sentivo prima? Gli ho chiesto che centrava il nome Camillo con lui, Conte Galerio Filonardi; chiss perch gli ho chiesto: "da dove viene?" 

CAMILLO 
Che fai ci pensi?

UOMO CHE NON HA NOME 
Un nome mio, che quelluomo adesso come un angelo di Dio mi appoggiava sopra la testa avevo un nome. Perlidea di ricominciare tutto da capo, andarmene da bottega mi spaventava. Alla tavola del becchino per me era sempre apparecchiato. Ma il rumore fuori della strada, fuori, zoccoli di cavalli sui ciottoli. Ero strappato da due parti. Non mi decidevo. Sono successe due cose che mi hanno fatto decidere: la prima: il conte, a un tratto, ha cominciato a parlare pochi secondi, come per sbaglio in unaltra lingua, una lingua sconosciuta; e io sono rimasto ad ascoltarla tanto era bella. Poi il morto ha aperto gli occhi e ha detto che aveva sete. Allora sono andato da mio padre patrigno, padrone e gli ho detto che cera un morto apparente, e me ne stavo per uscire via, tra i ciottoli delle strade.

CAMILLO 
C un prezzo da pagare. 

UOMO CHE NON HA NOME 
Qualsiasi cosa, ma non mi tolga il nome.

CAMILLO
Camillo ha una moglie. Lei pu dire che tu non sei Camillo. 

UOMO CHE NON HA NOME 
Una moglie?

CAMILLO 
Isolina

UOMO CHE NON HA NOME 
Come?

MADAME 
Isolina.

CAMILLO 
Ogni giorno si piazza davanti al mio palazzo. Ho saputo che vuole partire per lAmerica. Ma non mi fido, devi ucciderla: se non lo farai, tu non sei Camillo. 

UOMO CHE NON HA NOME 
Una frase che ti colpisce. Ho fatto cos con la capoccia. 

CAMILLO 
Daccordo, allora. Addio. 

UOMO CHE NON HA NOME 
Aspetti. Non lo saluta... Camillo? 

CAMILLO 
Trattamelo bene Sono tornato a palazzo Filonardi, quella era casa mia.

GALERIO
L'ho spogliato, ci siamo messi a letto.

CAMILLO 
Non urlavo pi quando lo faceva. 

FOSCO 
Che c'avete da guardare? Mi guardate come nu ladro, ma nun agg' rubato niente! Mi guardate come 'n assassino, ma non ho acciso a nessuno. E in pi ferito collo stesso mio coltello! Lasciatemi perdere!

MADAME 
Oh! Guarda che prima o poi tacchiappano, i gendarmi!
Guarda l i gendarmi


FOSCO
Dove?

MADAME
No! Di l Scappa imbarcati a Napoli, vattene in America. All'America.

UOMO CHE NON HA NOME 
Napoli. Non cero stato mai. Il porto era tutto nero di poveretti che saccalcavano per salire su i bastimenti per lAmerica. 
Mi scusi, signore, posso guardare la sua lista? Cerco una donna. No, non ha capito, il mio nome non lo trova su quella lista, io non  
Per luomo insiste, rimasto vuoto un posto, chiss perch mi ci vuole proprio mettere a me, sulla lista di quelli che finiscono allAmerica 
Eh, il mio nome? Come mi chiamo? 
Per nessuna cosa al mondo gli avrei detto Camillo, no, quel nome lo tenevo solo per me, gli ho detto Artemio e cos l'ho spedito via lontano. E intanto che luomo scrive Artemio sulla lista, io vedo scritto Isolina incolonnata l su quel foglio. Chi Isolina? 

MADAME 
Una ragazzetta, andata di l, verso a un casotto di pescatori

UOMO SENZA NOME
io la ringrazio, Grazie... Ci vado, ma dietro sto casotto di donne ne trovo due.

JOLANDA 
Signora! Ho bisogno di partire, ma il mio nome su quella lista non c. C il tuo. 

ISOLINA
Ma che vuoi da me?

JOLANDA
Nessuno mi pu fermare. Dimmi quanti soldi vuoi. 

ISOLINA 
Signora, per che cosa, i soldi? 

JOLANDA 
Facciamo a scambio di documenti. Io devo partire. 

ISOLINA 
Devo partire pure io. Qua per me non c' pi niente. 


JOLANDA 
Tieni. Bastano?

ISOLINA 
I soldi so tanti, cinque volte quelli che mero messa da parte io. 

JOLANDA 
Bastano? 

ISOLINA 
Bastano e bastano! LAmerica lontana. Chi ci va, poi ci muore.

JOLANDA 
Tu sei giovane. Troverai altre americhe. Per favore. Di pi non posso. Allora?

ISOLINA 
Mannaggia vabb piglia, tie sbrigati se no ce ripenso 

JOLANDA
Grazie.

ISOLINA
Aho! Che stai a spia'

UOMO CHE NON HA NOME 
No niente

ISOLINA
Oh! Senti un po' spio'! sai leggere?

UOMO CHE NON HA NOME 
S, abbastanza. 

ISOLINA 
Vie' un po' qua! Che ci sta scritto, qua? 

UOMO CHE NON HA NOME 
Jolanda. 

ISOLINA 
E lu nome mio. 

UOMO CHE NON HA NOME 
Avevo in tasca il laccio per strozzarla. Nessuno ci vedeva. Le dovevo ciancicare il collo. Avrei fatto svelto. La guardavo. La guardavo. La guardavo. La guardavo. 

ISOLINA
Beh! Che c'hai da guarda'? lu nome mio!

UOMO CHE NON HA NOME 
Uno cha sempre tanta roba inutile in tasca 

ISOLINA 
Ma che voleva, che mimportava a me. 

UOMO CHE NON HA NOME 
Non potevo strozzarla. Un pazzo lavrebbe fatto. Strozzare una ragazza cos bianca era un obbrobrio, una bestemmia. Era bella, era. 

ISOLINA 
Invece te come te chiami? 

UOMO CHE NON HA NOME 
Camillo. 

ISOLINA 
M girata la testa, per un po cho visto nero. 

UOMO CHE NON HA NOME 
Che chai? Stai male? 

ISOLINA 
No, sono incinta. Devo tornare a Roma. 

UOMO CHE NON HA NOME 
Ah, anchio! 

ISOLINA
Beh! S che stai a fa' aiutame!

UOMO CHE NON HA NOME 
S. Sei fortunata che mhai incontrato. 

ISOLINA 
Non parlarmi di fortuna. Perch la fortuna non cieca, con me. Gli hanno proprio strappato gli occhi. 
FOSCO 
Arrivato al porto, mi volevo imbarcare da clandestino. Ma quando ho scoperto che ai clandestini gli sparavano. Allora mi sono trovato un lavoretto al porto. 
Fazzulett' per salutare la nave quando parte!
Fazzulett'. Vulite lu fazzulett'? 

UOMO CHE NON HA NOME 
Ehi, senti un po. 

FOSCO 
Volite nu fazzulett' signo'?

UOMO CHE NON HA NOME 
No! Senti un po'

FOSCO
Che c? Che ho fatto? 

UOMO CHE NON HA NOME 
Se vuoi, sulla lista del marinaio c scritto un nome, Artemio. Vai l e digli che ti chiami tu Artemio. 

FOSCO 
E poi che me fanno?

UOMO CHE NON HA NOME 
Niente! Te ne vai allAmerica, no? 

FOSCO 
S'i nu gendarme? 

UOMO CHE NON HA NOME 
No, stai tranquillo. Buona fortuna. Ricorda Artemio.

FOSCO
Mi chiamo Artemio?

UOMO CHE NON HA NOME 
Artemio! Artemio!

FOSCO
'o vero?

UOMO CHE NON HA NOME 
Si!

FOSCO 
Se 'o vero, Dio ti deve benedire a te e tutt' quell' come a te!
Fazzulett' per salutare a me che parto 'ncoppa alla nave che parte per l'America!
Fazzulett'. Signori' ve lascio un'attivit avviata.

UOMO CHE NON HA NOME 
Chiss se basta un nome per essere qualcuno?

CAMILLO 
Regio ufficiale di sua maest, Capitano Conte Galerio Filonardi. Sono partito per la Libia. Mi domando dove vai quando viaggi. E dove vai quando stai fermo. Io sto andando a combattere per la patria. La mia? Viaggio e divento un altro. In nome di Cristo e della Santissima Trinit trucider beduini, berberi, ribelli. Mi servir di fucili, mortai, artiglieria. Quei selvaggi primitivi chiedono solo di morire il pi in fretta possibile. Li accontenter.

GALERIO 
Bravo! Bravo! Galerio, tu che ora parti con i gradi appuntati sulla manica, se tu non tornerai, perch un indigeno, vorr liberare il mondo dalla tua presenza, io sar qui a non aspettarti. Sar bello, non sentire pi quel nome atroce che suona come una prigione.

MADAME 
Mi ci rovino la vita appresso alla vita degli altri. Ma da un po che mi chiedo: e la mia ? Chi vede il mio passato e il mio futuro? Chi ci si rovina la sua, di vita? Poi finisco a pensare che la mia vita tutte le vite che vedo. Tutti i dolori che sento. Tutte le gioie scordate. 

FOSCO 
Ecco! La nave s staccata dalla terra! Andiamo a largo! Verso loceano! Dio ti deve benedire a te, forestiero galantuomo, che mi hai salvato la vita. Ma che mi sta succedendo? Tutte le volte che tiro da una parte, poi succede che tutte le cose vanno al contrario di come devono andare. Eh! ma 'sta volta mi chiamo Artemio e vado all'America. Adesso aspetto che i signori vanno a mangiare, mi infilo dentro una cabina e mi arrubbo una coperta. Dio ti deve benedire anche a te signore che ti arrubbo la coperta! La notte qua fa freddo e io dormo fuori. Sotto il cielo, sotto le stelle. Le stelle!

JOLANDA
AllAmerica! Io che mi credevo morta da viva. AllAmerica! Io che mi volevo fare monaca. AllAmerica! Io che ero tanto brutta che non mi si poteva guardare. AllAmerica! Io che avevo un altro nome. AllAmerica! Io che non ho pi paura di niente, io che ho capito che la cosa pi importante della vita quella che non gli metti i bastoni tra le ruote. AllAmerica! Io se anche vado verso il tramonto comincio a vivere adesso.

ISOLINA 
Stavo scappando da Camillo che maveva calpestato lamore che tenevo in corpo. E adesso torno a Roma accompagnata da un altro che si chiama Camillo, pure lui. 
E c avrei voglia di prenderlo a legnate. Ma poi mi dico: lui che centra, poveraccio. Anche se un po appiccicoso. Mi vuole accompagnare? Mica glielo posso impedire solo perch si chiama Camillo. Poi io so' contenta che non sono andata all'America, perch ci speravo ancora a rivedere un giorno Camillo Camillo quellaltro, quello vero, Camillo mio. 

UOMO CHE NON HA NOME 
Bella! Bella! M'immaginavo addirittura con in braccio il suo bambino. Questa pazzia pensavo! La guardavo, e mentre lo facevo scoprivo che non avevo mai guardato. Ci vuole coraggio per guardare. Stai guardando davvero, quando ti appendi con tutte le forze dove prima hai visto niente. 

FOSCO 
Dio deve benedire pure a voi! E che fate non mi salutate? V'aggio dato pure i fazzulett'

MADAME 
E il porto degli scambi, Camillo. Buon viaggio. 

UOMO CHE NON HA NOME 
Grazie

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