Otto mele per Eva

PRIMA PARTE

OTTO MELE PER EVA

otto episodi di Gabriel Arout da Anton Cechov

Personaggi:

1. STORIA DI MELE

LUI

LEI

IL PADRONE

2. CRONOLOGIA

ANNETTE

LINVITATO

IL MARITO

3. ANIUTA

LO STUDENTE

ANIUTA

FETISSOV

4. UN AMORE TROPPO ARDENTE

GIORGIO

LA SIG.RA POPUCHOYKA

SONIA

5. MADEMOISELLE JULIE

MADEMOISELLE JULIE

IL PADRONE

6. ZINA

ZINA

MARTA

IL TENENTE

7. IL PICCIONCINO

LEI

LUI

LA SIGNORA

OLGA

8. MERCE UMANA

VANIA

LISA

MICHEL

PRIMA PARTE

1. STORIA DI MELE

Un orto di meli carichi di frutti. Una coppia di giovani contadini.

LUI - (chino per terra a cercar mele) Quella. Ma no, quella l Ecco la pi bella! una vergogna veder marcire delle mele cos, no?!

LEI - (addenta con gusto una mela, parla mentre mangia) Per fortuna c anche qualcuno che se le mangia! Eeeh! E anche gli animaletti, gli insetti e gli uccelli, guarda qui il segno dei becchi, eh? Si vedono i piccoli buchi dei denti appuntiti, li vedi? Topi, ghiri anche le talpe, vengono tutti qui a mangiare, giorno e notte! Aaaah! Quando siamo arrivati noi almeno cinque o sei merli, frrzzz sono volati via!

LUI - Anche loro vengono a coppie, che credi! (chino sulle mele cadute) Avrei quasi voglia di scegliere le pi belle e portarcele via. Riempiamo il tuo grembiule, eh?

LEI - Noo!

LUI - Perch?

LEI - Perch io non sono una ladra.

LUI - Se le mangi!

LEI - Qui. diverso. Una o due, mangiate qui, non conta. Ma prenderle per portarle via rubare. Non lo sapevi?

LUI - No. Al solito, ti fai le regole come ti pare. Dal momento che hai saltato il recinto per venir dentro sei gi in colpa, diciamo. E allora?

LEI - Noi intanto, siamo entrati dal cancello.

LUI - Ma lo stesso! (e si ferma a pensare)

LEI - (lo sta a guardare e continua a mangiare a grossi bocconi) Ci pensi ancora? La questione ti tormenta? (Lui non le bada, preso evidentemente dalla sua questione) Ohi, dico! Ma che uomo sei?

LUI - (svegliandosi bruscamente) Te lo faccio veder io che uomo sono (la rincorre di slancio, la prende, la abbraccia, lei cerca di svincolarsi, poi si abbandona; lui ansante un po per la fatica della corsa, un po per un certo orgasmo amoroso) Quando saremo sposati ti farai prendere subito, scommetto o no? pi bello, sai doverti correre un po dietro prima di (ansima)

LEI - Sta tranquillo che ti far correre: voglio vederti ogni volta con la lingua fuori e senza pi fiato ah, ah!

LUI - Beh, se poi esageri ti metto a posto io! E ti accorgerai allora se sono o non sono un uomo! (torna ad abbracciarla. Lei lascia fare)

LEI - (calma, faccia a taccia) Se tu fossi davvero un uomo, sai che dovresti fare, adesso?

LUI - Che cosa dovrei fare? (una pausa) Sentiamo.

LEI - (lenta, quasi solenne) Mi offriresti subito una bella mela.

LUI - (stupito) Ma non ne hai gi una in mano?

LEI - (la butta via) No. Ne voglio una vera; non una di quelle che son cadute per terra, puah! Ma una che sia ancora da staccare, bella fresca. (invitante) Eh?

LUI - Appunto. E il mondo non tutto? Il mondo mare, monti, nuvole, sono le stelle, il sole, la luna e gli alberi, gli uomini, le donne e le bestie. (stupore) Anche i serpenti e i ranocchi gli uccelli le pulci e le mosche e le api e gli elefanti i grandi e i piccoli! Beh, lui che ha fatto tutto. Ecco. Anche le mele, allora. lui che ha fatto le leggi. (Cambiamento nella recitazione: tono biblico) Se ancora sullalbero, proibito.

LEI - (irridente) E per terra invece no?

LUI - Per terra no. La legge cos.

LEI - Ma che legge! che hai paura, dillo.

LUI - Io, paura?! che fin da piccolo ho preso tante di quelle bastonate per prendere frutta dagli alberi che la voglia e il timore m rimasto nel sangue.

LEI - Mi domando; ma chi far mai queste leggi cos stupide: per terra, s ma sullalbero, no? Chi lha detto?

LUI - (imbarazzato) Beh, non lo so, ma (ha una illuminazione) Lavr detto un Re.

LEI - (irridente) Un Re? Prima di quel certo Re, allora, si poteva?

LUI - No, perch prima di quello cera un altro Re.

LEI - E sei proprio sicuro che anche quellaltro Re aveva proibito di coglierle dallalbero?

LUI - Ma sono sicurissimo! I Re sono tutti eguali. Del resto era cos anche al tempo dei miei nonni. una storia vecchia sai, antichissima. Uuuh!

LEI - Un momento. E prima dei Re? Non ci sono mica sempre stati i Re, no? E prima, allora?

LUI - Prima? (al colmo dellimbarazzo) Uffa, tu vuoi sapere tutto, e poi dormire da sola (e per tagliar corto tenta di abbracciarla)

LEI - (ritraendosi) No! No, no. Luomo con cui dormir deve saperle queste cose. Tu le sai o no?

LUI - (messo in soggezione) Beh Se proprio lo vuoi sapere prima del Re prima dei Re prima di tutto, ma proprio di tutto cera Dio.

LEI - (scoppiando in una risata) Oh, oh! E vorresti farmi credere che Dio, Dio, aveva tempo da perdere con le mele?! Ma va, ma va, siamo seri! Dio ha fatto il mondo, eeeh?! Dunque se disobbedisci al Re disobbedisci anche a Dio?

LUI - E gi.

LEI - Allora ci vuol proprio molto coraggio.

LUI - A fare che?

LEI - A disobbedire.

LUI - (esultante) Appunto. Non si pu!

LEI - Per io la voglio lo stesso la bella mela che ancora sullalbero.

LUI - Aaah, ma sei testona! Non hai proprio capito niente!

LEI - Ho capito tutto. Ma per me non cambia niente. Di la verit: hai paura? Hai paura!

LUI - E tu no?

LEI - Non preoccuparti di questo. Avr anche un po di paura, ma visto che tu non hai il coraggio di farlo, beh, lo faccio io (si avvicina lentamente allalbero) nella attesa di trovare un uomo che sappia osare

LUI - (la ferma, rimane un istante incerto, poi di slancio) Sono io il tuo uomo. (Va vivacemente allalbero, stacca una mela e la porge a lei) Ti va, questa? Prendila! Non dici pi niente adesso?

LEI - Che dovrei dire? Io un uomo lo sento cos, mi piace cos. E basta! (addenta la mela, poi la porge a lui perch la morda)

PADRONE - (da fuori) Beh. ci divertiamo, qua dentro! Facciamo lassaggio a sbafo, eh? (I due giovani sono stupiti, come pietrificati; cercano di vedere da che parte possono scappare, vanno di qua e di l, ma dai lati appaiono due robusti guardiani armati di randelli che li sconsigliano a tentare la fuga)

LUI - (mormora a lei) Il Padrone (Entra un uomo di et, robusto, squadrato: appunto il padrone)

PADRONE - Buone le mele, eh?! (I due salutano, quasi si inchinano)

LUI - Solo una, che era per terra

PADRONE - Ooh! Quelle per terra sono del popolo! Piuttosto che lasciarle marcire, eh? Per guarda: quella quella l, non era caduta (la raccoglie) Questa lhanno staccata ci sono ancora le foglie Chi pu essere stato? Eh? Ma guarda: c perfino il segno dei denti bei dentini giovani (e sogguarda la ragazza) tutti in fila lhai mangiata tu, eh

LEI - (occhi bassi) Solo quella.

PADRONE - (mutando tono) Allora, quando lo facciamo questo matrimonio?

LEI - Oooh! Ancora non si sa. (al padrone) Proprio una sola, lo posso anche giurare!

LUI - Questo poi non nemmeno rubare!

PADRONE - Ah, no? Questo non entrerebbe, secondo te, nellottavo comandamento?

LUI - Io credevo io volevo dire che ma se la prendete cos posso pagare la mela, va bene? Posso pagarla anche il doppio! Ditemi quanto costa, e pago subito il doppio!

PADRONE - Ma per chi mi prendi? Per i1 fruttivendolo! Non ti senti per niente colpevole?

LUI - Non sar un delitto, andiamo!

LEI - Dicono tutti che siete tanto buono, generoso

PADRONE - Ah, dicono cos? Tanto meglio. Dimmi, li sai i dieci comandamenti?

LEI - S, ma Li ho dimenticati. Per lo riconosco: ha staccato dallalbero una mela. (Pronta) Ma sono stata io che lho spinto.

PADRONE - Che vuol dire lho spinto? Lui poteva dire di no. (A lei) Non ti pare? Avresti forse preferito che ti avesse detto no?

LEI - Beh forse adesso che

LUI - Se mi hai detto che un uomo deve avere il coraggio di disobbedire e ti piace cos!

PADRONE - (a lui) Ah, prima di sposarti ha voluto fare la prova! Allora se ti avesse chiesto che so una carrozza, tu lavresti rubata per dargliela? E se ti domandasse di ammazzare tua madre? Eh? Sei uno stupido senza carattere, sei disposto a diventare ladro, bugiardo E vorresti sposarti, mettere su casa Vorresti trascinare questa povera innocente

LUI - Innocente? Innocente lei?

PADRONE - (a lei) Lo senti? Sarebbe capace di buttare tutta la colpa sulle tue spalle!

LEI - Oh, cattivo!

LUI - Lo sai bene che io non volevo, io!

LEI - Se proprio non volevi, non lo dovevi fare!

LUI - Perch me lhai chiesto con tanta insistenza, allora?

LEI - Solo per vedere se eri un uomo! Come ha detto il padrone!

LUI - Falsa! Falsa! (Lei gli d uno schiaffo)

PADRONE - Bel colpo! Brava bambina, non farti mettere sotto i piedi! Avanti! Graffialo, adesso, tiragli i capelli! Se lo merita.

LUI - Bada che se mi tocchi, ti strozzo!

PADRONE - Avanti, piccola fagli vedere chi sei! Dal momento che sei innocente Su su! (La ragazza si getta sul giovane e lo colpisce con furia) Bel campione di uomo ti sei scelta! Pensa allesempio che dar ai tuoi figli! (La ragazza picchia sempre pi forte) Cos va bene. Ecco E adesso basta. (Con fatica tira via la ragazza) Ehi, bambina! Non bisogna mai esagerare (La ragazza lo guarda come se si risvegliasse. atterrita da quel che ha fatto. Non osa guardare il ragazzo. Dopo un attimo, con uno scatto improvviso, scappa)

PADRONE - Eh, no! (il padrone lafferra per un braccio) Non si fa cos, tesoro mio! Dimmi un po: non senti un po di rimorso? D la verit!

LEI - (stupita) Io?

PADRONE - Sei stata tu a spingerlo, no?

LEI - Ma voi avete detto che

PADRONE - Lho detto. Ma ora che lhai picchiato di santa ragione, che lhai umiliato, scappi? Non giusto. Questo un tradimento! E merita una punizione. Su, ragazzo! Adesso tocca a te. la volta buona per farle capire cos un uomo! (Il ragazzo non se lo fa dire due volte: afferra la ragazza per la vita e comincia a sculacciarla) Hai capito che razza di vipera stavi per sposare?! (Il ragazzo aumenta la dose. La ragazza si divincola e mugola) Basta cos. sufficiente, per stavolta. (Il ragazzo abbandona la preda) Ognuno ha avuto la sua parte. Giustizia fatta. Sono soddisfatto. Addio, miei cari! E ripassatevi i Dieci Comandamenti Aspetto linvito al matrimonio vi mander una bella cesta di mele! E divertitevi, mi raccomando! (Si allontana ed esce di scena, mentre i due ragazzi senza guardarsi escono da parti opposte)

DISSOLVENZA

2. CRONOLOGIA

Un interno borghese. Il marito, la moglie e linvitato. I due uomini sono seduti a tavola. La moglie serve liquori.

INVITATO - Ti lamenti, ti lamenti, ma in fondo vivi bene e mangi meglio.

MARITO - Del passato non mi lamento; ma il presente mi annoia e tremo se penso allavvenire. Per tutto sommato abbiamo vissuto serenamente, vero cara? (e fa alla moglie un gesto affettuoso)

ANNETTE - Certo! peccato lamentarsi, caro, te lo dico sempre! Abbiamo avuto tutto Insomma, tutto quello che la vita ci poteva offrire vivendo qui, in questa cittadina.

INVITATO - Sar let Certo che la nostra citt non pi quella di una volta!

MARITO - Senza dubbio. E non lo dico per partito preso. Non c pi movimento Non c pi allegria! Il tran tran di tutti i giorni e basta. Ci si scambia qualche visita fra amici e parenti, si va allOpera una volta ogni tre mesi. Una volta lanno al ballo del Borgomastro, dove di solito si fa da tappezzeria e abbiamo chiuso. Se togliamo i matrimoni e i funerali, non si pu dire che abbiamo molte distrazioni. Vero cara?

ANNETTE - Questo s! Non si pu considerare una distrazione il Comitato di Beneficenza!

INVITATO - Non c paragone con la vita di prima!

MARITO - Prendiamo larte, per esempio. Vi ricordate le stagioni di una volta? Passavano tutti di qui: musicisti, cantanti, attori E che nomi! Come ci siamo ridotti! Ti ricordi, cara, di quel grande attore italiano come si chiamava? Quello alto, grosso, occhi di brace Con quella voce stupenda!

ANNETTE - Ma chi dici? Salvatore Marini?

MARITO - Salvatore Marini, s! Quello era un attore! Un genio del teatro! E che uomo! (allamico) Lavrai sentito! Come fai a non ricordartelo! Veniva sempre da noi. Quanto si dava da fare Annette! Era il suo angelo custode! Gli organizzava le serate di gala Teatri gremiti! Riusciva a vendere fino allultimo biglietto! (Annette, che sta apparecchiando, esce portando via le tazzine) Lui, per, devo dire la verit, le sempre stato riconoscente ha sempre contraccambiato Le dava lezioni di dizione e di portamento A sentir lui, Annette aveva un vero talento Davvero non te lo ricordi?

INVITATO - In quellepoca ero spesso in viaggio. Che anno era?

MARITO - Che anno era? Mah! Era era era (Alla moglie forte) Annette, quanti anni ha la nostra Lisa?

ANNETTE - (dalla cucina) Dieci a Pasqua.

MARITO - Ecco. Allora sono esattamente undici anni. (rientra Annette)

ANNETTE - (allegra) Perch?

MARITO - Per stabilire una data, cara. (allinvitato) E qualche anno prima! Mi ricordo di un memorabile concerto allOpera; cerano tutti i pi bei nomi di Russia e dEuropa Cantava un baritono non mi ricordo il nome ma una celebrit mondiale Cosera il suo cavallo di battaglia, cara?

ANNETTE - LEugene Oneguine

MARITO - Giusto! LEugene Oneguine! (allamico) Beh, non mi crederai dopo il concerto venne qui, in questa casa! Lo avessi visto! Era un altro! In teatro: brindisi, Champagne! Qui era come uno di famiglia Vodka e cetrioli Bei tempi!

ANNETTE - Bei tempi!

MARITO - Cantava per noi quasi ogni giorno!

INVITATO - Veniva qui tutti i giorni?

MARITO - Tutti i giorni! E che voce! (si sente la voce cristallina di una giovinetta accennare un motivo dopera)

INVITATO - Che bella voce! vostra figlia?

ANNETTE - La prima, s. Un vero usignolo.

MARITO - Eh, passa il tempo! Quanti anni ha Nina?

ANNETTE - Dodici

MARITO - Ti rendi conto!

ANNETTE - solo guardando i figli che crescono che ci si accorge di come passa il tempo!

MARITO - (pausa. Poi, d colpo) E i turchi! Ti ricordi i turchi, cara?

INVITATO - Quali turchi?

ANNETTE - Prigionieri di guerra.

MARITO - La mia Annette stata madrina di guerra! Assisteva allospedale gli ufficiali feriti. Bivaccavano qui, dalla mattina alla sera Ma come? Non li hai mai incontrati?

INVITATO - No. Ero dallaltra parte: prigioniero dei Turchi.

ANNETTE - vero! Ce ne avete date di preoccupazioni, con la vostra folle audacia! Un vero eroe!

INVITATO - (modesto) Ho fatto quel che ho potuto.

ANNETTE - Per non riesco a capire perch ce lavevate tanto con quei poveri Turchi! Ragazzi cos ammodo! Gentili, servizievoli!

MARITO - Educati! Mai una volta che dimenticassero di baciarle le mano! Garbati con tutti, ma con lei, bisogna dirlo, in modo particolare La coprivano di fori!

ANNETTE - Con noi, poi, sono stati profeti

MARITO - Come no! Eravamo in febbraio, mi pare ieri stavamo chiacchierando di punto in bianco uno mi fa: Il vostro prossimo erede sar un maschio! No, dico io, tre femmine mi bastano! Sar un maschio, dice lui. Ci metto la mano sul fuoco! Non ci crederai: a novembre nato il nostro piccolo Kolia!

ANNETTE - S, s! Sotto il segno dello Scorpione!

MARITO - Un vero scorpione! Nero come un tizzo di carbone!

ANNETTE - Che fortuna, eh? Dopo tre femmine! (abbracciando il marito) Volodia, caro, era disperato, vero? Per il nome! Sarebbe finito con lui!

MARITO - E invece, chi lavrebbe detto? Dopo Kolia venuto il piccolo Leone!

INVITATO - Gi, il piccolo Leone Quanti anni ha?

MARITO - Farai tu il conto meglio di me! Era lanno che venisti a passare le vacanze da noi a Yalta

ANNETTE - Nuotavate cos bene!

INVITATO - Gi. Non ho mai pi avuto loccasione di nuotare cos! Oggi, non so nemmeno se saprei stare a galla

MARITO - Sciocchezze! Quando uno sa nuotare, nuota per tutta la vita! come per la bicicletta!

BUIO

3. ANIUTA

La camera di aspetto misero reso ancora pi desolante da un terribile disordine. Uno studente di medicina ripassa un testo di anatomia camminando avanti e indietro per la stanza. Una ragazza, Aniuta, di cui si intravede la grazia sotto un aspetto gentile e patito, accovacciata su una sedia e cerca, nonostante il freddo, di mandare avanti un lavoro di cucito. Di tanto in tanto, nella cantilena confusa dello studente che legge sillabando per aiutare la memoria, affiorano distinti termini medici.

LO STUDENTE - Il polmone destro ha tre lobi: superiore, medio, inferiore la scissura interlobare superiore, o grande scissura, simile a quella del polmone di sinistra. La scissura interlobare inferiore, o piccola scissura, si attacca alla parte media della grande scissura e si spinge fino al bordo anteriore del polmone uffa dunque scissura interlobare inferiore (Aniuta medita parlottando a mezza voce fra s e s)

ANIUTA - (continuando a cucire) Se finisco prima di sera faccio in tempo a consegnare che mi daranno? Un rublo, forse anche meno E non c pi niente the, caff, zucchero, finito tutto Se mi pagassero farei in tempo a passare dal droghiere Potessi fargli almeno una tazza di the (guarda lo studente) Poverino! Che freddo! Per la legna niente da fare! Se non pago Ho le dita intirizzite Non riesco ad andare avanti Dio mio, fa che arrivi a finire prima di sera (La battuta detta rapidamente ma con monotonia)

LO STUDENTE - (tastandosi le costole) Vediamo una due tre Se avessi uno scheletro sarebbe tutto pi chiaro e pi semplice Quando si vede, si vede, eh! (con tono di comando, ma quasi dolcemente) Aniuta, levati il corsetto e vieni qui Non ci capisco niente con queste costole! (Docilmente, Aniuta posa il lavoro, si toglie il corpetto e avanza a torso nudo battendo i denti dal freddo. Lo studente tenta di trovarle le costole, tastandola con totale distacco) Accidenti! La clavicola mi impedisce di sentire la prima costola! Ah, ecco la seconda e la terza perfetto! Accidenti, il seno mi impedisce di sentire bene Sarebbe centomila volte meglio con uno scheletro! Hum! Eccola qua, la quarta!

ANIUTA - (lancia dei gridolini) Ahi! Ahi!

LO STUDENTE - Che c?

ANIUTA - Mi fate il solletico con quelle dita gelate!

LO STUDENTE - E stai un po ferma, santo Dio! Sforzati, no! Se non vuoi farlo per me, fallo almeno per la scienza! (continua a palparla) Sei una falsa magra, tu, eh! A prima vista sembri pelle e ossa, invece Quel po che mangi, lo fai fruttare, eh?

ANIUTA - Ahi! Ahi!

LO STUDENTE - Insomma, vuoi star ferma, s o no?!

ANIUTA - Faccio quello che posso! (sta per piangere)

LO STUDENTE - Adesso non si pu nemmeno parlare! Se fai cos, non concludo niente! Dove s cacciato il carboncino? Lavrai preso tu, per la maledetta mania dellordine! (Aniuta si mette a cercare il carboncino)

ANIUTA - Eccolo qua, il carboncino!

LO STUDENTE - Grazie. Rimettiti qui, e non ti muovere per nessuna ragione. (Comincia a tracciare sul corpo della ragazza lo schema della gabbia toracica e degli organi principali. Aniuta, con uno sforzo eroico riesce a mantenersi immobile. A lavoro finito lo studente si scosta per giudicare leffetto) Meraviglioso! Meglio di una tavola anatomica! Hanno ragione i pittori! Lavorare sul vero! Mettiti a sedere che ti voglio auscultare. Respira respira tossisci Ancora Adesso trattieni il respiro cos brava E non battere i denti! (Aniuta docile, esegue cercando di trattenere il battito dei denti, per non disturbare il futuro luminare della scienza. Terminato lesame, lo studente osserva la sua cavia soddisfatto) Perfetto! Perfetto! Se tu tremassi meno, sarebbe anche meglio! Mah! Pazienza! Tutto non si pu avere. Su! Vatti a riposare, adesso. Ma, mi raccomando, attenta a non cancellare niente! (Le d una amichevole sculacciata e si allontana. Aniuta, gelata, riprende il suo lavoro coprendosi appena le spalle con lo scialle. Mentre lo studente ricomincia la cantilena anatomica, Aniuta riprende il soliloquio)

ANIUTA - (con una gioia di vivere che stride in quella miseria) Mamma mi diceva sempre che ero unidiota che dovevo sposare qualcuno della mia condizione Certo i pretendenti non mi mancavano Pavel Markovich, il grossista di pesce mi aveva promesso perfino di portarmi in vacanza in Crimea Ma come puzzava di pesce affumicato, Dio mio! Ah, ah, ah! Non sono mica una aringa!, gli ho detto, non posso vivere nella salamoia (guarda il suo studente con profonda tenerezza) Petrucka, caro a lui s che piacerebbe unaringa affumicata con belle fette di pane arrostito! Il fiorista mi offriva una rosa tutte le mattine E il garzone del parrucchiere! Ora si messo in proprio Non mi ha nemmeno riconosciuta quando sono passata davanti al suo negozio Sono molto cambiata Ha tre commessi e la moglie sta alla cassa Quanta bella gente vede passare Ma io non rimpiango niente Tu non puoi capire, mamma, che vita ho avuto io! Che persone straordinarie ho conosciuto! Maxime oso appena chiamarlo per nome diventato un grande chirurgo lui che ha amputato la gamba al generale quando cadde da cavallo Il generale Karpov governatore di Crimea! Un uomo conosciuto in tutta la Russia! Poi, Vania il medico pi illustre e pi caro della citt Prendono appuntamento almeno tre mesi prima di essere visitati! Qualcuno morto prima di poter essere visitato Meglio cos Cos le malelingue non hanno potuto accusare il medica di aver ucciso il cliente Dimitri Vassilievich oh! Che uomo! Grave, distinto Quando levandosi gli occhiali mi diceva: Eh, fanciulla mia, la vita mi faceva venire la pelle doca. Sentivo davvero la vita che passava, che scorreva come un fiume e io restavo sulla sponda a guardare Che uomo! Parlava sempre a bassa voce Strano! Sembrava triste, ma come dire senza tristezza. Sempre calmo, cortese rispettabile economo per mi voleva bene

LO STUDENTE - (sempre passeggiando) Le affezioni polmonari sono raramente benigne, in ogni caso non si deve mai

ANIUTA - Quel che diceva era giusto e naturale Anche quando mi disse: Fanciulla mia, eccoci giunti al punto dove le nostre strade si dividono. Era come se lavessi sempre saputo Ora a Pietroburgo, Professore di diritto romano Dura lex sed lex (si capisce che non intende la locuzione, ma ha per lei un senso magjco) Gavriucka, invece, non era rispettabile. No Caro! naturale. Era un pittore. Un uomo non pu essere pittore e rispettabile nello stesso tempo. Le due cose non vanno daccordo. Ma comera allegro, simpatico! Con quelle manone, mi dava certe pacche sul sedere! Vivevamo in un abbaino scuro, ma i suoi quadri emanavano luce, calore Lui per non ha avuto fortuna, no lunico! Non poteva fare a meno di impicciarsi di politica finito in Siberia! Finito, per modo di dire Uomini cos, non finiscono mai Sono loro stessi luce, calore Sono sicura che in Siberia, tutti si stringeranno accanto a lui e non avranno freddo

LO STUDENTE - i primi sintomi della pleurite, possono essere scambiati per un dolore intercostale e nella regione scapolare

ANIUTA - Devi capire, mamma, che nella vita, camminare per un po accanto a uomini superiori, non capita a tutti Cosa mi ha fruttato, dici? La gioia! La gioia grande di averli aiutati in qualche modo a riuscire e di averli serviti Tutti affamati, allinizio, sapessi mamma, senza un centesimo in tasca, come Petrucka adesso Ma tutti avevano in comune una cosa: lindifferenza per la miseria Cos sono gli uomini superiori Avanzano a grandi passi senza curarsi di guardare dove mettono i piedi e io io non ho mai osato dar loro del tu, io li ho seguiti, e li seguir finch avr fiato, poi ma non ci voglio pensare perch il peggio verr, sai quando mamma? Il giorno in cui non avr pi la forza di servirli di essere utile No! Non ci voglio pensare. Vedi, mamma, ognuno nella vita pu fare una sola cosa, quella per cui nata (Una pausa. Bussano violentemente alla porta, mentre risuona una voce rude)

FETISSOV - C nessuno? Si pu?

LO STUDENTE - Avanti. (Aniuta si raggomitola nello scialle. Entra il vicino, il pittore Fetissov. il classico tipo dellimbrattatele)

FETISSOV - Salve alla scienza e alla bellezza! Posso chiedere una cortesia al mio illustre amico? Mi sono arenato. Non riesco ad andare avanti senza modella., potreste prestarmi per una mezzoretta, non di pi, la vostra deliziosa compagna?

LO STUDENTE - Ma figuratevi! il minimo che posso fare per voi! Hai sentito Aniuta? Mettiti qualcosa addosso e vai!

ANIUTA. Ma devo finire il lavoro bisogna che lo consegni

LO STUDENTE - Un pittore! Un artista, ti chiede un favore e tu osi rifiutare!

ANIUTA - No io

LO STUDENTE - Vestiti! (al pittore) Che cosa state dipingendo di bello?

FETISSOV - Unallegoria. La morte che seduce i condannati. (Notando lo scheletro disegnato sul corpo di Aniuta) Questa s che si chiama fortuna! Non cancellare niente bellezza, mi raccomando! La modella che avevo laltro giorno aveva le gambe rosse! Cos?, le chiedo. Sono le calze che stingono! Che sar mai! Farete la morte con le gambe rosse. Ah, ah! La morte con le rosse unidea! (si siede) Ma voi non vi stancate di ripetere tutte quelle parole a pappagallo?

LO STUDENTE - In medicina bisogna sapere i termini a menadito.

FETISSOV - (si alza guardandosi intorno) Se devo essere sincero, caro Petrucka, qui da voi uno schifo. Come si fa, dico io, a vivere in questo porcile?

LO STUDENTE - Con dodici rubli al mese non si affitta una reggia! Si pu avere s e no lo stretto indispensabile. Non c tempo di pensare allestetica!

FETISSOV - Un uomo civile deve garantirsi un minimo di confort. Guardatevi intorno: letto sfatto, materassi beh, meglio non parlarne! Sedie puah! Uno schifo! Proprio uno schifo!

LO STUDENTE - Aniuta aveva un lavoro urgente da finire

FETISSOV - (battendogli una mano sulla spalla) Non ve la prendete! Tutti i gusti son gusti. Io non ci potrei vivere. Comunque Buon lavoro! E grazie! (intonando un brano dolpera esce trascinandosi dietro Aniuta. Lo studente, rimasto solo, contempla con un certo disgusto lambiente)

LO STUDENTE - Ha ragione: uno schifo! Ah le donne, le donne (si siede con la testa fra le mani e rimane cos assorto. La porta si spalanca bruscamente e Aniuta entra felice. Lo studente la guarda stupito) Come? Gi di ritorno? Non stata lunga la seduta!

ANIUTA - (allegra) arrivato Ivanov, lo scultore con una bottiglia di vodka Allora Fetissov ha pensato bene di rimandare tutto a domani Quello l, farebbe bene a pensare ai suoi quadri, invece di criticare gli altri!

LO STUDENTE - Siediti. Ti devo parlare. (Aniuta, improvvisamente seria, si accovaccia timidamente su uno sgabello) Ho riflettuto molto alla situazione Non brillante, non c che dire Guardati intorno! Sporcizia, miseria, freddo Tu ti dai da fare ma il risultato della nostra coabitazione desolante In una parola, meglio che ci separiamo meglio, per me e per te

ANIUTA - (appena percettibile) Oh

LO STUIDENTE Prima o poi ci si doveva arrivare Non mi dire che non lhai pensato (Aniuta annuisce con la testa) Tu sei buona, gentile, tuttaltro che stupida dunque lo devi capire non c via duscita Ne sei convinta? (Aniuta, senza dire una parola, si alza e tira fuori linvolto delle sue cose personali. Lo studente la segue. La ragazza tenta di riassettare il suo vestito. Poi tira fuori un involtino contenente quattro zollette di zucchero e lo poggia sulla tavola)

ANIUTA - Questo zucchero vostro ve lo lascio! (Si volta per nascondere le lacrime, poi lentamente si infila il mantello)

LO STUDENTE - Ci mancano anche i piagnistei, adesso! Un po di carattere, che diamine!

ANIUTA - (ricacciando le lacrime) No, no, non piango ecco non piango pi

LO STUDENTE - Cosa credevi, che ci fossimo uniti per leternit?

ANIUTA - Oh, no no lo sapevo (Sempre di spalle, si abbottona il mantello, cosi logoro, cos misero da far piet. Anche lo studente, bench furioso contro se stesso, contro la sua debolezza, ha compassione di lei)

LO STUDENTE - Si pu sapere che fai, l, in piedi come un palo in mezzo alla stanza! E che diavolo! Se vuoi andare, va! Se vuoi restare, resta! E levati quello straccio di mantello (In silenzio, Aniuta si leva il mantello, va alla sedia, riprende il suo lavoro, si siede rannicchiata, nella stessa posizione dellinizio. Anche lo studente riprende a passeggiare su e gi, cantilenando)

LO STUDENTE - Il polmone destro comprende tre lobi: superiore, medio, inferiore, separati da due scissure La scissura interlobare superiore, o grande scissura

ANIUTA - Dunque, mamma, che ti dicevo? Io sono fatta cos lamore che mi d la gioia di vivere Ed tanto bello, vivere

BUIO

4. UN AMORE TROPPO ARDENTE

la camera di un altro studente. Per ben tenuta. Giorgio, studente fuori corso in odontoiatria, appare sulla porta col berretto in testa.

SIG.RA POPUCHOYKA - (da fuori) lei signor Klukoski? (una donna, ancora abbastanza giovane e non priva di attrattive, entra agitatissima) Ah, signor Giorgio! Ero in pensiero. Com andata? Questo esame ci ha tenuti tutti in grande ansia!

GIORGIO - (senza scomporsi) andato bene, come sempre.

POPUCHOYKA - Ha risposto a tutto?

GIORGIO - A tutto. Come sempre.

POPUCHOYKA - Che bravo? E quanto ha preso?

GIORGIO - Il massimo, come sempre.

POPUCHOYKA - Come sempre! magnifico! Glorioso, come sempre! E la sua gloria si riflette su noi tutti! Ma pi che altro sul mio piccolo Pavlik! Sar orgoglioso del suo insegnante!

GIORGIO - Il piccolo Pavlik se ne frega!

POPUCHOYKA - Come dice?

GIORGIO - Dico che il piccolo Pavlik un ragazzino molto sveglio

POPUCHOYKA - Ladora!

GIORGIO - e intelligente!

POPUCHOYKA - Vero? E chi dobbiamo ringraziare? Lei e le sue lezioni! Lei, in casa nostra adorato!

GIORGIO - E io sto molto bene con voi. Grazie.

POPUCHOYKA - Scommetto che ha appetito, eh?

GIORGIO - No grazie, fa talmente caldo!

POPUCHOYKA - Dico a Maria di portarle qualcosa di fresco, le va?

GIORGIO - No, ho soprattutto bisogno di riposare un po.

POPUCHOYKA - (dispiaciuta) Allora la lascio. Lo so, lo so, dopo un esame cos difficile, lunica cosa distendere i nervi

GIORGIO - Proprio cos. Mi butto un momento sul letto. Grazie ancora, signora Popuchoyka.

POPUCHOYKA - Di che! Di che! (falsa uscita) A pi tardi

GIORGIO - Povera donna! Non n buona, n cattiva un po appiccicosa, come tutti i mercanti arricchiti. (Pausa) Perch poi le avr detto di aver ottenuto il massimo dei voti? Ce lho fatta per miracolo! Con un po d fortuna e molta indulgenza da parte dei professori Quanto ha preso? Il massimo, come sempre! Su certa gente fa colpo Per se venisse a sapere la verit sarebbe seccante Ma, in fondo, non devo mica rendere conto a lei! Mnn Basta, non ci voglio pensare Auf! Che caldo! (si rinfresca, si toglie la giacca, poi esce un momento di scena. Rientra con un cestino metallico portabottiglie che contiene sei bottiglie di birra) Fortunatamente c Maria che pensa a tutto! Birra fresca! Brava quella figliola! Bisogner ricompensarla. (resta un attimo in soprappensiero, il suo sguardo attratto da una busta rosa poggiata sul tavolino. Si illumina di gioia. Afferra la busta) Sonia! Devessere lei! (lacera la busta e spiega il biglietto. Cerca subito con gli occhi la firma) Vostra Sonia! lei! (comincia a leggere. Si sente la voce off di Sonia)

VOCE SONIA - Sia quel che sia! Vi aspetto alle otto nel parco. Ricordate il punto in cui vi cadde il cappello nel canale? C una panchina sotto un tiglio. Sar l. Vi amo. Attendo le otto con impazienza! Vi amo terribilmente. Vostra Sonia.

GIORGIO - Cara! Postscriptum (riprende la lettura)

VOCE SONIA - La mamma in citt, non rientrer prima di mezzanotte. Sono felice! Viva la libert!

GIORGIO - (al colmo della felicit) Mi ama! Mi ama! Dio, essere amati! Che sensazione sublime! E che fortuna per un aspirante dentista! (riflettendo) Il nostro, non un mestiere che invita alla galanteria. Ma perch, poi? Una donna tutta dolente che ci si abbandona offrendoci la bocca, non gi in qualche modo in nostro potere? (un tempo) Naturalmente c bocca e bocca (si porta la lettera alla labbra) O Sonia! Sonia! Sonia! (va a chiudere la lettera in un cassetto) Alle otto! Ma ha detto alle otto? (preso dal dubbio ritira fuori la lettera e rilegge) Alle otto, alle otto. (Ripone nuovamente la lettera) Accidenti! Ho lorologio rotto! Che ora sar? (si sente cantare il cuculo nel parco. Giorgio cantando) Cuc. Cuc. Cuc. Cuc. Le quattro. Ancora quattro ore Quattro ore di angosciosa attesa! (ripensando) Ma come possibile? Ho preso il treno delle quattro! Dio mio che stupido! il cuculo del parco, quello vero! Ma certo! Comincia a imbrunire! (si sente nuovamente il cuc, ma questa volta lorologio della sala da pranzo) La mezza! La mezza di che? Accidenti! Se fossi unanima romantica, perlustrerei il parco nei pressi del canale e aspetterei in ansia larrivo sotto il tiglio di una veste bianca. Ma ahim, non sono unanima romantica! Ma se ardo in questo momento per la sete! Del resto, una bella birra fresca non toglie niente allautenticit del sentimento. (apre una bottiglia e beve a garganella) Ah, dolce frescura! Dovero rimasto? Ah, s! Lamore e lodontoiatra. (finisce la bottiglia) Prendiamo i medici, per esempio; passano per formidabili Don Giovanni; eppure quando guardano una donna, non detto che pensino necessariamente, che so ai suoi intestini o alla vescica Ci scommetterei la pelle che simili immagini non li sfiorano nemmeno E dunque non capisco perch noi dentisti ci si debba sentire handicappati. Un uomo un uomo, e una donna una donna e quando scocca la scintilla, lamore! lapalissiano! Giorgio Klukosky, aspirante dentista e Sonia, si amano! (picchia un pugno sul tavolo: le bottiglie traballano, ne stappa una, beve dun fiato) Alla salute degli innamorati! (Rivolgendosi con enfasi ad un uditorio inesistente) Perch, se non lo sapete, nel qual caso vi compiango di cuore, lamore il pi nobile, il pi bello, il pi alto il pi disinteressato dei sentimenti (esita un istante, poi riprende con forza) Sissignori, disinteressato! Un uomo accetta la dote? Che significa! Lo fa unicamente per assicurare un certo benessere alla diletta consorte! Ah, Sonia, Sonia! Il nostro amore sar coronato dal matrimonio lo sento Tiro la cinghia ancora per un anno poi, grazie alla dote, mi piazzo e penso al mio avvenire Eccellente prospettiva. Le rispettive famiglie saranno daccordo La piccola folle di me! (pensieroso) Perch poi? Perch avr perso la testa per uno come me perennemente al verde, questo non lo capisco! Le donne, che mistero! (assorto in questi pensieri, vuota la terza bottiglia. Non ancora ubriaco, ma i riflessi si fanno pi lenti) Che avr trovato in me? (guardandosi in uno specchio, forse immaginario) Beh, niente male, niente male! No, no. Tutto sommato un bel fisico. Decisamente superiore alla media. Accidenti! Io per non voglio essere amato solo perch sono bello! (ripensandoci) Una ampia fronte, non soltanto una bella fronte cela pensieri profondi, la nobilt di unanima E locchio? Un occhio ardente, vivo, leggermente ironico, fa gi il personaggio Si. Si pu amare un uomo per il suo sguardo! Non parliamo poi del profilo La nitidezza del profilo, rivela tutto: laudacia, la virilit, tutto! S, s. Dal fisico si capisce che uomo sei! Lei mi ha intuito! Sonia! Essere sublime! Creatura superiore! (apre la quarta bottiglia e beve) Alcuni individui che non voglio chiamare uomini, si dedicano allodontoiatria basandosi sul calcolo meschino della fragilit della dentatura umana. Ma Klukosky, il futuro dottor Klukosky, se ne infischia delle statistiche! Per me, una bocca aperta il sorriso della natura! Esplorare gli anfratti reconditi di una dentatura, come sorvolare il Caucaso, le Alpi, lHymalaya! (si passa una mano sulla fronte con locchio perso del genio toccato dallispirazione) Non c mestiere che la luce del genio non elevi ad altezze superiori come non c bellezza, ne grandezza, che il mediocre non riduca al suo livello! (il cuc suona otto volte) Il cuc! Chiss se quello vero o quello finto? Ma che importa! Sono in cammino verso cime eccelse! La vetta il mio traguardo! Ecco, questo limportante: volere, volere, fortemente volere! Il resto solo questione di lavoro, e il lavoro non mi fa paura. (Battendo un pugno sulla tavola) Dotato come sono! Una memoria di ferro (apre un libro, lo scorre con gli occhi, lo richiude e ripete) La frattura della mandibola inferiore pu avvenire per una caduta o per un colpo ricevuto a bocca aperta (butta via il libro) E se un imbecille va in giro a bocca aperta, ben gli sta! (afferra e vuota la quinta bottiglia posandola rudemente sul tavolo; lultima bottiglia vacilla) Sussulti eh, povera orfanella? Ti senti sola e dimenticata No, stai tranquilla! Sono un uomo che non dimentica! Se destino che tu debba essere bevuta, come le altre (prende la bottiglia e la stappa lentamente) Sarai bevuta anche se non ho pi sete! Sono un uomo donore, io! Libert Egalit Fraternit酔 (vuota con fatica lultima bottiglia e la posa sul tavolino) Ecco fatto (pausa) Che strano (si passa una mano sugli occhi) Mi sembra di volare le mie palpebre sono ali di uccello (pausa) Accidenti! Dove ho messo il berretto? Mi farebbe bene prendere una boccata daria. Bisognerebbe sempre fare due passi prima di dormire Vado a respirare la clorofilla benefica (trova il berretto, se lo caccia in testa ed esce. In proscenio, nel buio, si delinea a poco a poco una panchina sulla quale seduta una silhouette bianca)

SONIA - Giorgio, siete voi? Sono qui. (un raggio di luna rischiara li parco. Appare Giorgio)

GIORGIO - Chi mi chiama? Chi, nella notte fonda, mi chiama per nome?

SONIA - Sono io Giorgio, sono io!

GIORGIO - Io chi? Animale, vegetale o minerale? Andiamo per esclusione. Il minerale muto per definizione il vegetale, anche (contrariamente a quello che avviene negli ubriachi, lalcool ha provocato in Giorgio una recrudescenza di pedanteria, ricerca minuziosamente le parole, ha assunto unaria solenne e rispettabile e se gli accadr a volte di essere un po pesante, non sar mai volgare) Dunque mi trovo in presenza di un animale Maschio o femmina? Questo il problema!

SONIA - Ma sono io, sono io, Sonia!

GIORGIO - Qualcuno ha pronunciato un nome infinitamente caro al mio cuore

SONIA - La vostra Sonia

GIORGIO - (lirico) Sonia! Chiunque tu sia, non hai il diritto di pronunciare quel nome! Solo la poesia, la grande armonia della natura, lo pu! Lo bisbiglino gli alberi, lo sussurri il vento lo mormorino i ruscelli!

SONIA - (ridendo) Come siete buffo!

GIORGIO - Buffo?! (terribile) Chiudi il becco, sai o ti spacco la faccia (accompagna la parola col gesto, ma il suo tiro del tutto fuori del bersaglio; lo slancio lo fa girare su se stesso, rischia di perdere lequilibrio, ma subito, si riprende con dignit)

SONIA - Giorgio! Ma voi siete un comico straordinario! Non lo avrei mai sospettato.. (allegramente compie una piroetta e gli va vicino, ma Giorgio niente affatto divertito, le assesta unenorme pacca sul didietro. Sonia sussulta dal colpo e dallindignazione)

SONIA - Insolente! Villano!

GIORGIO - Genere femminile, non c dubbio!

SONIA - Cafone!

GIORGIO - e perch non libertino epicureo dissoluto? Senti, bellezza, se lo vuoi proprio sapere, io me ne infischio delle tue chiappe!

SONIA - (non crede ai suoi orecchi) Giorgio, ditemi che scherzate, per carit! Avete ricevuto la mia lettera?

GIORGIO - Silenzio! La lettera di Sonia sacra nonostante gli errori di ortografia!

SONIA - (disperata) Dio mio, Giorgio, che vi succede?

GIORGIO - (lirico) Che mi succede? lamore! Il meglio e il peggio che possa capitare! (guardandola fissa) Dimmi chi sei, ignota e ambigua apparizione.

SONIA - Sono Sonia.

GIORGIO - (ride) Ah, ah!

SONIA - La vostra amica Sonia.

GIORGIO - (con autorit) Ah, ecco: unamica di Sonia! Avvicinati, allora! (Sonia gli si avvicina e gli si getta tra le braccia) Parliamo di Sonia! (la stringe con violenza e quasi la denuda. Poi la respinge brutalmente. Sonia cerca di abbrancarsi a lui, ma inutilmente) Vade retro, Satana!

SONIA - Siete ubriaco! Puzzate di vino!

GIORGIO - (declamando) Errore: birra! Ho bevuto: la birra e il sidro son colati fra i miei baffi

SONIA - (fuori di s) Disgustoso!

GIORGIO - (con indignazione) Puskin, disgustoso? Ripetilo se hai coraggio!

SONIA - Sporco ubriacone!

GIORGIO - (allegro) Sporco? Lalcool purifica! Lava lanima e il corpo! (e comincia a ridere a gola spiegata. Al limite della sopportazione, Sonia gli assesta un ceffone. Giorgio getta un grido di dolore. Rimasto a bocca spalancata per la frattura della mandibola, compie sforzi sovrumani per parlare ma inutilmente) La mandibola Mi avete fratturato la mandibola

SONIA - Bel colpo Mi compiaccio (esce veloce. Giorgio, solo, ansima e geme, mormorando)

GIORGIO - La frattura della mandibola inferiore pu avvenire per una caduta o per un colpo ricevuto a bocca aperta

BUIO

5. MADEMOISELLE JULIE

La luce solo su Mademolselle Julie, in fondo, in piedi, in attesa di qualcuno, umile. Con larrivo del padrone, dalla ribalta, la luce si accende alta, e rivela un salotto borghese di qualche pretesa.

PADRONE - Oh, mademoiselle Julie, non facile parlare con voi! Spero abbiate cinque minuti da dedicarmi!

M.LLE JULIE - Certo, Signore!

PADRONE - Sedetevi, che diamine! Non rimanete in piedi, devo parlarvi (M.lle Julie si siede in punta di poltrona) Mettetevi comoda Ecco Immagino che questa, diciamo cos, conversazione non vi giunga imprevista.

M.LLE JULIE - Ma, veramente io

PADRONE - Mia cara! Sono due mesi che ci fate lonore di occuparvi dei nostri figlioli e non vorrei che ci fossero sospesi tra noi. (M.lle Julie tenta di protestare) Oh, no no! Meglio essere chiari! Dobbiamo regolare i conti, e voglio farlo subito. Non vi piace parlare di affari?

M.LLE JULIE - Come volete signore

PADRONE - (tirando fuori un taccuino) Dunque! Avete preso servizio da due mesi, vero?

M.LLE JULIE - (timidamente) Due mesi e una settimana.

PADRONE - (spoglia e controlla) Giusto! E una settimana! Vogliamo fare i conti? (M.lle Julie sorride e annuisce) Daccordo? Se non avete qualcosa in contrario proporrei il pagamento mensile. (M.lle Julie annuisce e sorride) Bene! Pagamento mensile. Allora vi devo due mesi e (buttando locchio al taccuino) a trenta rubli al mese fanno

M.LLE JULIE - (timidamente) Non avevamo convenuto quaranta rubli o mi sbaglio?

PADRONE - Nel mio carnet c scritto trenta

M.LLE JULIE - Davvero? Allora mi sar sbagliata

PADRONE - Senza dubbio. Dunque fanno sessanta rubli esatti. Un rublo al giorno, no?

M.LLE JULIE - S, s.

PADRONE - Bene. Sessanta rubli la somma alla quale avreste diritto.

M.LLE JULIE - Come?

PADRONE - S, dico avreste: se non ci fossero le domeniche una due tre nove domeniche pi tre feste quante feste!

M.LLE JULIE - Ma

PADRONE - Da detrarre, dunque, dodici giorni Cio dodici rubli.

M.LLE JULIE - Ma signore, io

PADRONE - O forse mi sbagliavo! (si accinge a riscontrare)

M.LLE JULIE - No, no, no

PADRONE - Volevo ben dire! Qui poi vedo scritto: Griscia, indisposto, quattro giorni

M.LLE JULIE - vero. Ma io lho curato in quei quattro giorni

PADRONE - Lo so, lo so e non rientrava nei vostri compiti e vi ringrazio. Non vorrei per farvi laffronto di pagarvi per un atto spontaneo di umanit. A meno che voi non mi chiediate

M.LLE JULIE - Oh, no, signore!

PADRONE - Pi sotto, leggo ancora: Mademoiselle Julie, tre giorni malata rimasta in camera sua

M.LLE JULIE - Avevo langina, contagiosa

PADRONE - Non vi faccio un rimprovero! Noto soltanto. Allora tiriamo le somme: dodici, pi tre, pi quattro diciannove. Sessanta, meno diciannove rubli quarantuno. Daccordo?

M.LLE JULIE - S, signore, s

PADRONE - Bene. Sono davvero contento. molto, molto raro trovare due persone daccordo quando si tratta di conti. Devo riconoscere che siete cortese e comprensiva.

M.LLE JULIE - Oh, io veramente

PADRONE - (tacitandola con un gesto) Non mi sbaglio. Ho detto che siete cortese e comprensiva. (scrutandola) Ma che avete? Qualcosa che non va?

M.LLE JULIE - Oh, no, niente proprio niente

PADRONE - Allora proseguiamo (volta una pagina e mugola) Oh, oh! Che vedo? (legge) Rotta una tazza con piattino Pazienza! Vi metto solo due rubli, bench si tratti di un servizio antico che, disgraziatamente, rimarr spaiato. Oh! Dio, Dio, Dio Altra catastrofe! Avete lasciato che Griscia si arrampicasse su un albero un abito rovinato rubli dieci!

M.LLE JULIE - No. Vi assicuro

PADIRONE (riprende la consultazione del taccuino) Aaah, benedetta figliola! Ma come possibile? Per una vostra diciamo negligenza la piccola ha perso le scarpine costavano cinque rubli! Peccato (volta) Mi sembra proprio che non ci sia altro. Avete tenuto il conto?

M.LLE JULIE - S.

PADRONE - Allora siamo a posto. (fa per chiudere il taccuino ma si ferma a met) Per aspettate un momento leggo ancora Anticipi in data nove gennaio dieci rubli.

M.LLE JULIE - Non ho mai chiesto anticipi!

PADRONE - scritto qui, nero su bianco!

M.LLE JULIE - Mio Dio mi pare di aver chiesto soltanto una volta a Madame tre rubli per comprare

PADRONE - (perentorio) Tre rubli? Ma qui non vedo traccia!

M.LLE JULIE - Ah!

PADRONE - Ma siccome lo dite voi, spontaneamente, non metto in dubbio la vostra parola. Allora dieci pi tre, fanno tredici, pi cinque, pi dieci, pi due diciassette totale: trenta! Togliamo trenta rubli dai quarantuno che vi spettano e vi devo esattamente undici rubli, giusto?

M.LLE JULIE - (con un filo di voce) Giustissimo.

PADRONE - Allora saldo subito il debito e non se ne parli pi (tira fuori un foglio da dieci e una moneta) Dieci e uno, undici Sono vostri.

M.LLE JULIE - (tendendo la mano) Grazie.

PADRONE - (cambiando tono) Come avete detto? Vogliate ripeterlo, per favore.

M.LLE JULIE - (angosciata) Ma ho detto semplicemente grazie

PADRONE - Ah, grazie?! (batte un pugno sulla tavola, la povera ragazza sussulta) E grazie di che? Santo cielo! Ma possibile? Vi racconto un sacco di frottole, vi imbroglio bassamente, vi spello come una gallina, vi rapino, si pu dire E voi mi dite ancora grazie! Io non lo so! Son cose che mi fanno uscire dai gangheri!

M.LLE JULIE - (spaventata) E che cosa dovevo dire? Non lo so

PADRONE - Cercate di saperlo invece!

M.LLE JULIE - In certe case non mi pagavano nemmeno

PADRONE - Se vi avessi detto che fra i vostri doveri cera anche quello di coricarsi con me, eh? Che avreste fatto!

M.LLE JULIE - Oh, signore per piacere

PADRONE - Accidenti! La gente come voi pi pericolosa dei delinquenti! Siete un incitamento al crimine! (tira fuori una busta e gliela porge) Prendete! Sono ottanta rubli! Vi spettano.

M.LLE JULIE - Grazie!

PADRONE - E non si ringrazia per quello che ci spetta! Ne abbiamo diritto, ricordatevelo bene! Diritto! Avete capito: diritto!

BUIO

6. ZINA

Boudoir. Su una agrippina, una giovane donna imbacuccata in una vestaglia con un fazzoletto in testa. Una cameriera in piedi accanto a lei.

ZINA - (lamentosa) Che tipo ?

MARTA - Uhm! Passabile. Anzi, si pu dire, un bellufficiale. Gentile, garbato

ZINA - S, s, sembrano tutti cos. Poi, gratta, gratta Che vuole?

MARTA - Affari personali, da quel che ho capito.

ZINA - Gli hai detto che non sto bene?

MARTA - S, signorina. Ma lui insiste, pare sia una cosa urgente

ZINA - Non capisco lurgenza Che arma?

MARTA - Cavalleria.

ZINA - Mai vista ununiforme di cavalleria! E tu come lo sai?

MARTA - Quando eravamo a Pavlosk, ho conosciuto lattendente di un ufficiale.

ZINA - Ci sei andata a letto?

MARTA - (reticente) Ma

ZINA - S o no?

MARTA - (ammettendo) Un po

ZINA - Come un po?

MARTA - Beh, poco! Erano di passaggio Si sono fermati solo due notti Due giorni, voglio dire.

ZINA - Beh Fallo entrare. (Marta fila via. Entra poco dopo, un sottotenente degli ussari. Saluta battendo i talloni con gran tintinnio di speroni. Zina non risponde. Lunga pausa. Cos lunga, che il giovane ufficiale comincia a sentirsi imbarazzato. Zina sussulta, sembra svegliarsi di colpo)

ZINA - Chi l? Ah, voi. Mi ero assopita.

SOKOLSKY - Sono desolato di avervi disturbato, Signora

ZINA - (interrompendolo) Signorina.

SOKOLSKY - Oh pardon! Che idiota che sono Signorina, certo sapevo

ZINA - Cosa, sentiamo? Cosa sapevate?

SOKOLSKY - Volevo dire Mio cugino mi aveva detto appunto Ma me lo ero dimenticato

ZINA - Capita.

SOKOLSKY - Gi, appunto, capita. Permettete che mi presenti: Sottotenente Alessandro Grigorievich Sokolsky.

ZINA - Lo so. Ho visto il vostro biglietto.

SOKOLSKY - Mi rendo conto di essere giunto in un momento poco opportuno Siete ammalata

ZINA - Ammalata Non esageriamo! Ho bevuto un po ieri sera, tutto qui.

SOKOLSKY - Hum hum capisco.

ZINA - Cosa, capite? Siete astemio?

SOKOLSKY - No, no! Tuttaltro! Alloccorrenza come dire

ZINA - Io non capisco perch la gente non sappia dire una frase senza balbettare (facendogli il verso) Come dire come dire come dire

SOKOLSKY - Avete ragione! Si diventa ridicoli (facendosi il verso) Come dire Oh, pardon! (Zina ride) Sono completamente ridicolo!

ZINA - Ma no, ma no (socchiude gli occhi con aria dolente)

SOKOLSKY - Ma voi soffrite!

ZINA - (sorride guardandolo fisso) Passer.

SOKOLSKY - Io Pardon.

ZINA - Anche la vostra timidezza passer. Sedetevi. Non sopporto di vedere la gente in piedi. Mi d un senso di precariet. (Sokolsky siede) Veniamo al sodo.

SOKOLSKY - Come dire uhm Mio cugino Kriukov, un vostro vicino

ZINA - Kriukov, lo conosco. Bel ragazzo! Lo incontro qualche volta in chiesa

SOKOLSKY - In chiesa?

ZINA - Ci vado, ci vado, ci vado

SOKOLSKY - Ah! Uhm! Mio cugino possiede delle cambiali firmate dal vostro defunto padre

ZINA - Delle cambiali?

SOKOLSKY - Gi. Come dire (ha un gesto di stizza) Cambiali che scadrebbero fra una settimana Trovandosi come dire mio cugino in imbarazzo vi pregherebbe di anticipare Insomma confida che voi

ZINA - Di che somma si tratta?

SOKOLSKY - Tremiladuecento rubli non una grossa cifra

ZINA - Beh, comunque una sommetta! Ho avuto tante spese per la morte di pap! Tanti grattacapi! Mi si spacca la testa! Fanno presto i dottori! Andate a Balden, a passare le acque! Ma come si fa? Paga qui, paga l! Le sementi, I contadini le tasse! Sentite un po: vostro cugino non potrebbe pazientare due o tre mesi?

SOKOLSKY - Ma come pazientare? Se vi chiede la cortesia di anticipare il pagamento di una settimana!

ZINA - Beh, non si sa mai! un uomo cos generoso!

SOKOLSKY - Generoso, s! Ma attualmente si trova in cattive acque

ZINA - Non saranno due o tre miserabili migliaia di rubli che cambiano la situazione! Un patrimonio come

quello di Kriukov!

SOKOLSKY - un po a corto di liquidi e ha dei pagamenti da fare Anzi, devo essere sincero: sono io che ho bisogno di soldi un assoluto bisogno cinquemila rubli, per la precisione Ecco perch corro qua e l, sperando di recuperare almeno le cambiali

ZINA - Vostro cugino ha parecchio denaro in banca, lo so di certo!

SOKOLSKY - E invece mi ha dato le cambiali! Converrete con me, signorina, che sarebbe quantomeno indelicato insistere per avere il denaro liquido!

ZINA - (dopo un attimo) Per cosa vi servono questi cinquemila rubli? Debiti di gioco, o qualcosa di pi serio?

SOKOLSKY - Qualcosa di pi serio.

ZINA - Non sarete cos imbecille da sposarvi, spero!

SOKOLSKY - E invece, s! Avete indovinato!

ZINA - Ma una mania quella di volervi sposare! Che bisogno avete, santo cielo! La vita cos breve! Vuol dire proprio andare in cerca di guai!

SOKOLSKY - Dipende

ZINA - Oltretutto non avete affatto la faccia di un uomo divorato dalla passione!

SOKOLSKY - Tuttavia

ZINA - Credete a me: voi non siete un passionale siete il classico tipo che si fa incastrare! No, no, no! Non voglio avere di queste responsabilit, io! Non vi dar nemmeno un rublo.

SOKOLSKY - Sentite, signorina

ZINA - Zina

SOKOLSKY - Signorina Zina

ZINA - Ma chiamatemi semplicemente Zina, per favore.

SOKOLSKY - Vi ringrazio

ZINA - Non c di che Allora?

SOKOLSKY - Allora Zina liberissima di non darmi un rublo! Ma non avete il diritto di umiliarmi

ZINA - Umiliarvi! Ecco un verbo che suona male sulle labbra di un libertino!

SOKOLSKY - Io, un libertino? Chi ve lo ha detto?!

ZINA - Non ho bisogno che me lo dicano gli altri. So giudicare gli uomini da sola!

SOKOLSKY - Nel mio caso vi sbagliate. Sono serio, innamorato e deciso a sposarmi.

ZINA - Oh l, l! Che tono perentorio!

SOKOLSKY - Sissignora! Signorina Mi sposer il mese prossimo!

ZINA - Allora, avete ragione voi: mi sono sbagliata.

SOKOLSKY - Temo di s.

ZINA - (seria) Che peccato! Un cos bel ragazzo, leale, fedele, tutto dun pezzo, che in tutta la sua vita conoscer una sola donna (bruscamente) Siete vergine? Rispondete! Dovete esserlo per forza. Con le vostre idee, non potete non presentarvi vergine di fronte alleletta!

SOKOLSKY - (sorride) Adesso state esagerando, Zina!

ZINA - Ah, s? Meno male! Gli uomini in genere hanno una vista cortissima. Riescono a vedere la montagna, ma i crepacci no finch non ci cadono dentro.

SOKOLSKY - Parlate per esperienza?

ZINA - (civetta) Voi che credete?

SOKOLSKY - Zina, siate seria! Ho dato la mia parola. Un uomo donore ne ha una sola.

ZINA - Ragione di pi per riprendersela!

SOKOLSKY - Volete scherzare?!

ZINA - Non scherzo affatto! In un paese dove il divorzio tanto difficile, bisogna pensarci bene prima di impegnarsi!

SOKOLSKY - Ma mettetevi al posto della mia fidanzata!

ZINA - Con piacere! (cambiando tono) Sar seria: che interesse pu avere una fanciulla a sposare un ufficiale senza posizione diciamo cos che in quattro e quattrotto dilapider la sua dote e la tradir al massimo dopo due mesi di matrimonio? cos, lo sapete benissimo! Daltronde, nessuna donna merita che le si consacri la vita! E le tentazioni sono tante! Non ne siete convinto? Peggio per voi! (decisa) Bene: vi dar il denaro. Datemi le cambiali. (Mentre Sokolsky stupito cerca nelle tasche le cambiali, Zina si libera la testa dal fazzoletto) Scusatemi, ma non ho potuto nemmeno pettinarmi stamattina.

SOKOLSKY - Siete egualmente deliziosa.

ZINA - Grazie. A proposito. Parlo tanto di donne, ma vi devo dire che non le frequento affatto. Non mi piacciono. E io non piaccio a loro. Preferisco gli uomini. Peccato! Avrei tanto preferito essere un uomo. E di donne me ne sarei fatte parecchie, senza rimorsi Beati gli uomini.

SOKOLSKY - Perch volete sembrare cinica quando siete una sentimentale?

ZINA - Credete? Forse questa volta sbagliate voi.

SOKOLSKY - Davvero non vi piacciono le donne?

ZINA - Ma certo! Che me ne faccio delle donne, io. (ridono tutti e due) Sono sfacciata, vero?

SOKOLSKY - No, che dite?

ZINA - Lo sono, lo sono Avanti, datemi le cambiali. (Sokolsky gliele porge) Non fate caso a quello che dico. A volte io parlo, parlo Daltra parte, se non avessi parlato (provocante) che avremmo fatto? (pausa) Se fossi stato un uomo, sarei passato da unavventura alla altra! La psicologia delle donne mi avrebbe affascinato e non soltanto la psicologia Anche il corpo di una donna, non vi pare un terreno pieno di sorprese? Fateci un po mente locale (Lentamente, quasi distrattamente, ripone le cambiali in un cofanetto che chiude a chiave. Dopo aver fatto finta di cercare nella vestaglia una tasca che non c, nasconde la chiave nella scollatura) E voil!

SOKOLSKY - (stupefatto) Che fate?

ZINA - la vita, mio caro! Vi apro gli occhi. Cerco di mandare a monte uno stupido matrimonio. Le donne son fatte cos. Vi serva di lezione!

SOKOLSKY - (fuori di s) Datemi subito quella chiave!

ZINA - (sorridendo con insolenza) Mai! (Sokolsky lafferra per i polsi, lei scappa, lui la insegue. Comincia una lotta che sembra piuttosto un amplesso: nellardore del combattimento il giovane si trova forzatamente a toccare le parti pi intime del corpo della donna; quando alla fine riesce a stenderla sullagrippina, Zina, con uno scatto, gli sfugge e arriva a suonare il campanello. Subito appare Marta. Lunga pausa durante la quale Sokolsky, stordito, cerca di ricomporsi)

ZINA - (tranquilla, rompendo il silenzio, a Marta) Il tenente si ferma a pranzo. Aggiungi un coperto. (A Sokolsky) evidente che avete una fame da lupo, no?

SIPARIO

SECONDA PARTE

7. IL PICCIONCINO

Terrazza di un caff. Lei seduta a un tavolino e sta degustando un gelato di caff. Lui appare dal fondo. Con passo fermo si dirige al tavolino di lei, prende una sedia e si siede, come se la donna non esistesse. Estrae dalla tasca un quadernetto e si mette a scrivere con una velocit vertiginosa riempendo foglio dopo foglio.

LEI - (dopo un attimo, stupita) Scusi

LUI - (senza guardarla) Non desidero essere disturbato.

LEI - (sempre pi stupita) Signore, questo tavolino gi occupato

LUI - (senza alzare gli occhi dal quaderno) Ho detto che non voglio essere disturbato!

LEI - (decisa) Vi prego di considerare che vi siete seduto al mio tavolo

LUI - (furibondo) Vi ho chiesto per piacere di non disturbarmi. Ora vi dico: andate al diavolo! (assesta un pugno sul tavolino che traballa; la coppa di gelato si rovescia sullabito della donna che getta un grido. Solo adesso luomo sembra risvegliarsi e si guarda attorno stupito) Oh, Dio mio, ma dove sono?

LEI - Sulla terrazza di un caff, signore. E posso aggiungere, se vi interessa, che vi state comportando in un modo inqualificabile!

LUI - (stupito) Sulla terrazza di un caff? Ma come possibile! Non credo ai miei occhi!

LEI - Mettetevi gli occhiali!

LUI - Giusto! Seguir il vostro consiglio, signora Signora?

LEI - (meccanicamente) Sofia Carlovna Gavrilova (riprendendosi) Non capisco poi perch dobbiate sapere il mio nome

LUI - Tanto pi che non mi dice assolutamente nulla.

LEI - Sfido, non ci conosciamo!

LUI - Allora, se permettete, non capisco perch vi siate seduta al mio tavolo.

LEI - Ma siete voi che vi siete seduto al mio!

LUI - Volete scherzare?

LEI - Affatto. Sono serissima e anche piuttosto seccata.

LUI - (calmo e categorico) Ho una mente matematica, signora, dunque esigo che ad ogni affermazione corri sponda una prova.

LEI - (presa alla sprovvista) Una prova una prova Eccola, la prova! Guardate il mio vestito: rovinato dal gelato di caff che ho ordinato io, non voi.

LUI - Da non credere! (esamina con cura la macchie sul vestito, ci passa un dito e lo succhia incredulo) Eh, s: avete ragione. Gelato di caff!

LEI - Appunto!

LUI - Io detesto il gelato. Quindi la consumazione non pu essere che vostra.

LEI - Se vi restasse un dubbio, pu testimoniare il cameriere.

LUI - terribile! (Si alza e guardandola fisso esclama in tono declamatorio) Non mi resta che gettarmi ai vostri piedi e, rotolandomi nella polvere, implorare il vostro perdono.

LEI - Non chiedo tanto.

LUI - Allora, lasciate che ordini due gelati di caff.

LEI - Non detestate il gelato?

LUI - Che angelo, ve ne ricordate? Ebbene, sar la giusta punizione. (Al cameriere) Due gelati di caff.

LEI - Mi spiace di aver interrotto il vostro lavoro. Mi scusate?

LUI - Io, scusare voi! Adorabile! (le bacia la mano) Al diavolo il lavoro!

LEI - (sorridendo) Un momento fa avete mandato me, al diavolo

LUI - Chiss dovero in quel momento! Forse nelle galassie!

LEI - Strano che siate atterrato proprio al mio tavolo!

LUI - Ho avuto fortuna. Voi, piuttosto, mi avete davvero perdonato?

LEI - Vi ho perdonato.

LUI - Senza riserve?

LEI - Senza riserve.

LUI - Allora, amici?

LEI - Amici.

LUI - (sospira) Aaah! Mi pare di essere in un altro mondo!

LEI - Lo credo! Tornate dalle galassie! (Ridono. Il cameriere posa i gelati sul tavolo) Vi capitano spesso di questi incidenti?

LUI - Vedete i grandi scienziati fisici, matematici, astronomi, sono famosi per la loro distrazione Si raccontano una quantit di aneddoti

LEI - Siete astronomo! (Lui fa segno di no con la testa) Fisico? (Lui, stesso gioco) Matematico?

LUI - Ahim, no!

LEI - Ma allora?

LUI - Lingegno per non mi manca. Dovete ammettere che il piano era ben congegnato.

LEI - Che piano?

LUI - Sar sincero. pi di un mese che vi spio, vi seguo sulla spiaggia, per la strada, nei sentieri del parco Ho cercato qualcuno che mi presentasse a voi: invano! Allora mi sono detto, bisogna agire dastuzia. Ho preso il coraggio a quattro mani e mi sono buttato a testa bassa.

LEI - Cos, non siete scienziato?

LUI - Nemmeno per sogno!

LEI - E tutto quello che avete scritto su quel quaderno?

LUI - Finzione, finzione, finzione (Scoppiano a ridere. Un riso che crea fra loro una certa connivenza. Lui le prende la mano, ma lei la ritira)

LEI - C una cosa che mi incuriosisce: da quanto tempo mi seguite?

LUI - Pi di un mese.

LEI - (guardandolo divertita) Strano Sono qui solo da quattro giorni.

LUI - (atterrito) Ahi! Allora io mento?! (Ridono) Sono pronto a qualsiasi castigo! Ormai sono il vostro schiavo. (Tenta ancora di prenderle la mano, ma lei ancora una volta la ritira)

LEI - Non vi pare di correre un po troppo, signore?

LUI - Ho fretta di raggiungere la meta. (Lei si alza) un congedo?

LEI - Conserver un ricordo piacevolissimo di questo curioso incontro.

LUI - Un ricordo soltanto?

LEI - Scusate, devo proprio andare.

LUI - Vi seguir.

LEI - (divertita) Dal parrucchiere?

LUI - Lasciate almeno che vi accompagni.

LEI - Non vale la pena: qui allangolo.

LUI - Vi rivedr?

LEI - In questo posto impossibile non incontrarsi.

LUI - Volete lasciare tutto al caso?

LEI - Non manco mai ai concerti nel parco, la sera. Se amate la musica

LUI - Lamer.

LEI - Allora, arrivederci. (Questa volta lui, riesce a prenderle la mano e a baciargliela galantemente. DISSOLVENZA. Qualche giorno pi tardi sulla terrazza dello stesso caff. Lui arriva al braccio di una signora anziana, vivace e ben conservata, molto distinta, con un che di originale e insolito, proprio delle persone che non abdicano al gusto e ai piaceri della vita)

LA SIGNORA - Cercavi di svicolare, eh, furfante?

LUI - Nina Pavlovna, che dite? Non vi avevo vista! Stavo osservando le evoluzioni di un uccello

LA SIGNORA - Interessante

LUI - Di una rondine, credo, o di un gabbiano

LA SIGNORA - Certamente non un gabbiano (Si siede al tavolo) Basta. Va a ordinarmi un gelato di cioccolato, con panna e qualche biscotto.

LUI - Subito, Nina Pavlovna

LA SIGNORA - (trattenendolo) Poi mi spiegherai perch hai fatto finta di non vedermi.

LUI - Ma Nina Pavlovna

LA SIGNORA - Chiamami Nina, come sempre, pi gentile.

LUI - Certo, Nina. Sapeste come sono felice di avervi incontrato

LA SIGNORA - Ora non esagerare.

LUI - Ve lo giuro!

LA SIGNORA - Anche spergiuro! (Guardandolo fisso negli occhi) O forse ora che la rondinella fuggita cominci ad essere sincero Come dice il proverbio? Far buon viso a cattivo gioco! (Si avvicina il cameriere) Ti secca se ti prendo un po in giro? Tu mi conosci, no? Io prendo in giro il mondo intero! una mania diciamo un tic di vecchia signora.

LUI - Direi piuttosto, un modo spiritoso di guardare in faccia la realt. (AIlcameriere) Un Porto e per la signora, un gelato al cioccolato e un Napoleone.

LA SIGNORA - Sono commossa, ti ricordi ancora

LUI - (baciandole la mano) Nina, il posto che occupate nel mio cuore, quello riservato alla pi cara amica.

LA SIGNORA - Se non vero, comunque una piacevole bugia.

LUI - Aver scoperto lamore accanto a voi, stata una grande fortuna per il ragazzo inesperto che ero

LA SIGNORA - Sono stata la prima, vero bench tu ti sforzassi in tutti i modi di farmi credere il contrario Vanitoso! Sei cambiato, almeno?

LUI - Ho conosciuto molte donne Ma, forse, proprio per questo, vi sono sempre stato riconoscente.

LA SIGNORA - Lo credo! la mia teoria. Ogni donna di trentanni dovrebbe prendersi la cura di iniziare un ragazzo allamore Almeno uno!

LUI - (ridendo) Nina, Nina! Siete sempre la solita!

LA SIGNORA - Anzi, credo che i nostri governanti farebbero bene ad istituire un servizio obbligatorio per le trentenni! Si eviterebbero uninfinit di deprecabili deviazioni. Non sei daccordo?

LUI - unidea rivoluzionaria!

LA SIGNORA - Trovi? Meglio cos. Andare al passo con i tempi, noioso e negativo. Bisogna essere almeno cinquantanni in anticipo o in ritardo, per essere interessanti.

LUI - Voi siete sempre stata in anticipo almeno agli appuntamenti.

LA SIGNORA - Sono stata una passionale e, diciamolo pure un po incostante volage o, come dicono i francesi (il cameriere porta le consumazioni)

LA SIGNORA - Sai cosa mi ha detto giorni fa una mia nipotina? Ma cosa vuoi capire tu, nonna, dellamore?

LUI - Lavrete schiaffeggiata, spero!

LA SIGNORA - Perch? Aveva ragione. Lamore non si impara. Lo si apprende vivendolo e lo si giudica dalle proprie esperienze. E allora! Vai a far capire a una giovinetta innamorata che sua nonna stata una donna no, no diciamo uno spirito facilmente vulnerabile! (ride)

LUI - (prendendole una mano) Ninocka, siete adorabile! Avevo mille volte ragione di essere pazzo di voi!

LA SIGNORA - Sono molto migliorata, sai? Non fisicamente, purtroppo ma interiormente, s! la legge della vita. Lanima migliora, mentre il resto si deteriora. E tu? Sempre cinico?

LUI - Sempre meno. Non dico di essere diventato un sentimentale, ma, insomma, sono migliorato anchio.

LA SIGNORA - Avanti, vuota il sacco! Chi la tua vittima del momento?

LUI - Una persona c, lo ammetto.

LA SIGNORA - Ah, c!

LUI - No, no. Le cose non sono arrivate al punto che vi immaginate.

LA SIGNORA - No? Strano!

LUI - Nina mia, sarei un pessimo amatore se non sapessi valutare la natura delle donne per trarne il maggior piacere possibile. Questa volta, mi piace assaporare attimo per attimo, le sensazioni che questa avventura mi offre.

LA SIGNORA - E lei come risponde?

LUI - Oh, lei tenera, semplice. Non ha malizia! indifesa e io io, sono sconcertato non riesco ad agire.

LA SIGNORA - una situazione nuova, per te.

LUI - Devo dire, per, che non mi dispiace.

LA SIGNORA - E se la gattina fosse disposta alla resa e cercasse invano di fartelo capire?

LUI - No. Io non mi inganno. Non sono le solite schermaglie, i facili stratagemmi ai quali ricorrono spesso le donne per difendersi. Il suo candore, candore autentico! Pensate: la sera stessa che ci siamo conosciuti mi ha invitato a casa sua

LA SIGNORA - Tu, avrai resistito eroicamente, immagino

LUI - Non era la prova della sua virt? Una donna facile non si sarebbe mai comportata cos.

LA SIGNORA - Se lo dici tu!

LUI - Sapeste con che spontaneit posa la testa sulla mia spalla, ovunque nel parco, al concerto A volte mi prende la mano e la stringe dolcemente fra le sue

LA SIGNORA - E non sono avances queste?

LUI - Lo sapevo che avreste frainteso! Per voi, forse; ma per lei non sono avances, no! Se vedeste il suo volto quando ascolta la musica! Locchio perso, lontano Ve lo debbo dire: di fronte a lei, divento timido come un adolescente.

LA SIGNORA - Di bene in meglio! E mi dici che non proprio una fanciulla?

LUI - Oh, no

LA SIGNORA - Non sar mica vedova?

LUI - Non direi. Penso piuttosto ad un matrimonio infelice. Daltra parte lei mostra una tale riluttanza quando tento di abbordare largomento, che mi pare di pessimo gusto insistere.

LA SIGNORA - Capisco.

LUI - Questa avventura un piatto cos dolce che merita di essere gustato con calma lattesa che la rende elettrizzante

LA SIGNORA - Insomma, non pi unavventura, ma un idillio?

LUI - Non capisco questo tono ironico.

LA SIGNORA - Sono scettica, mio caro. Non credo alla autenticit di questa ex fanciulla che ti stringe dolcemente la mano ascoltando la musica. In fondo, che cosa sai di lei?

LUI - Nulla. E non voglio sapere! Perch mi fido del mio istinto che non mi ha mai ingannato. E voi mi farete il piacere di ammettere che in materia di donne, non ho granch da imparare.

LA SIGNORA - Ma certo, caro, certo! Dopo tutto non hai nemmeno niente da perdere.

LUI - Non sono per un asceta e allora, presto o tardi, la piccioncina, mi cadr nel piatto cotta alla perfezione.

LA SIGNORA - Speriamo! Giurami che mi terrai al corrente Che mi racconterai tutto per filo e per segno O sono indiscreta?

LUI - Adorabile indiscreta! (le bacia la mano. DISSOLVENZA. Lei e Lui in un angolo poetico al crepuscolo)

LEI - Non siete stanco?

LUI - Sofia, al vostro fianco, camminerei allinfinito

LEI - Perch camminare tanto?

LUI - Non vi piace passeggiare?

LEI - S, abbastanza. Ma si sta cos bene nel parco ad ascoltare la musica

LUI - S, ma c sempre tanta gente intorno a noi

LEI - Non vi piace?

LUI - A voi s?

LEI - Non abbiamo niente da nascondere. (Lo strido di un uccello la fa trasalire) Mio Dio!

LUI - Paura? E di che?

LEI - Che sciocca, vero? Era soltanto un airone.

LUI - Che brava! Riconoscete gli aironi dal canto?!

LEI - Abito poco lontano di qui e mi sono abituata alla loro voce

LUI - Fa uno strano effetto quel grido nella notte.

LEI - S. Nei primi tempi mi faceva paura. Ora non pi. Ma a volte mi coglie di sorpresa e mi fa trasalire (Trillo di un usignolo)

LUI - Un usignolo questo lo riconosco anchio.

LEI - Ce ne sono tanti nel mio giardino Non siete mai venuto da me (Usignolo) Sentite? Fa la corte alla sua bella

LUI - Gi. Peccato che gli uomini non abbiano la voce degli usignoli quando parlano damore

LEI - (ride) Beh, sarebbe un po comico

LUI - Siete straordinaria, Sofia! meravigliosa la fiducia che mi dimostrate. Sono lusingato.

LEI - Perch?

LUI - Guardate: notte. Siete sola con uno sconosciuto. Perch io sono quasi uno sconosciuto per voi, non cos?

LEI - Anchio per voi.

LUI - Non avete nessun timore?

LEI - E perch? Cosa rischio?

LUI - Che vi prenda fra le braccia, per esempio

LEI - La considerate una cosa terribile?

LUI - Sofia, voi siete una donna seria

LEI - Lo credo bene.

LUI - Posso prendervi fra le braccia?

LEI - Sciocco che siete? Si domandano certe cose? ( lei stessa che passa le braccia attorno al collo di lui. DISSOLVENZA. La villa di Sofia. Una camera da letto semplice e allegra. Su un tavolinetto una fruttiera: arance, mele, uva. Lui, completamente rivestito; Lei, non del tutto. Le indicazioni dei movimenti sono puramente facoltative. Il regista decider, di volta in volta, secondo le situazioni comiche o erotiche che il testo presenta)

LEI - Te ne vai gi? appena lalba

LUI - meglio che non mi vedano uscire da casa tua.

LEI - Oh, anche se ti vedessero!

LUI - per te che mi preoccupo!

LEI - Per quel che mi interessa della gente!

LUI - Ma e tuo marito?

LEI - Ti ho pregato di non parlarmi mai di lui!

LUI - Basta, non ne parliamo.

LEI - Tornerai?

LUI - Ma certo

LEI - Quando?

LUI - possibile stasera?

LEI - Sar lunga questa giornata, sai!

LUI - Ti mancher?

LEI - Molto. Tu, invece, non sentirai la mia mancanza lo so lo so.

LUI - Ma se ho fatto i salti mortali per parlarti! Ti seguivo da tre giorni quando per caso, ti vidi entrare in quel caff

LEI - Non fu affatto un caso, piccioncino mio

LUI - Come?

LEI - Anche io ti avevo notato gi, che credi? Sapevo che frequentavi quel caff

LUI - Allora io che mi credevo cacciatore, sarei stato cacciato?

LEI - Son cose che capitano a chi va a caccia.

LUI - Anche a chi va a caccia di tigri?

LEI - (ride) Sarei una tigre?

LUI - Un certo che di felino ce lhai da piccola gatta. Per non devi credere che io sia il tuo topolino!

LEI - Per una tigre un uomo spesso meno di un topo, lo sai mio caro? (ride)

LUI - E io che ho fatto tutti quei maneggi per avvicinarti.

LEI - E io che non aspettavo altro!

LUI - Ero molto ridicolo, allora?

LEI - No, al contrario: molto patetico.

LUI - Quando mi hai notato la prima volta?

LEI - (sognante) Al Gran Caff. Sembravi un principe. Alto, elegante, affascinante distribuivi mance con la disinvoltura del vero signore

LUI - di una certa et.

LEI - Ho sempre avuto un debole per gli uomini maturi.

LUI - Ah! (cambiando tono) Ora che ci penso, anchio ti ho visto per la prima volta al Gran Caff. Eri vestita di rosa e avevi un ombrellino verde pallido.

LEI - Sei un tesoro! Niente rende pi felice una donna che sapere di essere stata notata per il colore e leleganza della propria toilettes!

LUI - Nuda per mi piaci di pi. Bench, spesso, un abito valorizzi il corpo di una donna pi di quanto non lo dissimuli. Con un po di immaginazione si scoprono anche le parti pi segrete.

LEI - Gi mi spogliavi in pubblico! (ride)

LUI - Sotto gli occhi di tutti, s! Ma nessuno lo sospettava, nemmeno tu.

LEI - Non una buona ragione.

LUI - E voi signore, non avete mai spogliato un uomo con gli occhi?

LEI - Beh, mi piacciono gli uomini grandi, forti mi sento protetta. (gli si butta addosso)

LUI - Quando non vuoi rispondere, cambi discorso, eh?

LEI - una domanda indiscreta.

LUI - Siamo soli.

LEI - Quando si parla di certe cose, anche nellintimit, per il solo fatto di sentire il suono delle nostre parole, sembra di essere in pubblico.

LUI - Sei molto pudica. E mi piaci tanto: pudica nelle parole, impudica negli atti (labbraccia)

LEI - Allora, se ti dicessi che la prima volta che io mi crederesti?

LUI - Ne sono sicuro. (ride)

LEI - Perch ridi?

LUI - Penso a una conversazione che ho avuto con una persona intelligente, ma un po scettica

LEI - Avete parlato di me?

LUI - Oh, no! Del candore in generale.

LEI - Ah! (pausa) Mi vuoi bene?

LUI - Sofia, Sofia cerchiamo che questa storia non diventi troppo seria

LEI - Perch?

LUI - Io non sono libero, lo sai E nemmeno tu.

LEI - Stai tranquillo. Non sono di quelle che fanno drammi.

LUI - Cattiva! Hai mangiato tutta luva!

LEI - Ce n ancora un grappolo. (Lo afferra dalla fruttiera)

LUI - (supplicando) Uno solo uno solo ti prego. (Lei gli si avvicina e tiene il grappolo fra i due volti vicini. Staccano i chicchi con le bocca ridendo)

LEI - Dove stai?

LUI - Al Belvedere.

LEI - Bellissimo albergo.

LUI - Non c male.

LEI - un po lontano da qui (Continuano il gioco con luva e ridono gioiosamente) Piccioncino mio (DISSOLVENZA. Un ambiente a scelta del regista)

LA SIGNORA - Quello che pi mi piace in te, la tua totale mancanza di modestia!

LUI - E non sapete ancora tutto! Ninocka, siate forte Mi faccio mantenere!

LA SIGNORA - Come?

LUI - Vivo con lei: vitto, alloggio, tutto e gratis, naturalmente!

LA SIGNORA - incredibile! Ma come hai fatto?

LUI - Semplice: lei trovava che il mio albergo era troppo distante, cos Ha una villetta deliziosa, sul lungomare, terrazza panoramica e rose, tante rose Cos riesco anche a fare economia. Vi confesso che per un uomo della mia et, tutto ci mi lusinga Quando vedo certi sbarbatelli andare sempre in bianco che volete che vi dica sono fiero della mia generazione.

LA SIGNORA - sempre questione di generazione

LUI - Che tipetto questa Sofia! Gentile, premurosa fino alleccesso, ma in amore un vulcano, con una sorta di esperienza innata

LA SIGNORA - Esperienza innata? Non ti pare un controsenso? Hai poi saputo se sposata?

LUI - S. Ma che centra! Li conosciamo i mariti russi, no? No, no, proprio lei che stupefacente! Un misto di innocenza e di audacia, di pudore e di impudicizia. In una parola, unantica sacerdotessa del tempio di Afrodite! Non ridete! Deve aver avuto uniniziazione divina!

LA SIGNORA - Siamo in piena mitologia!

LUI - Appunto.

LA SIGNORA - Fortunato mortale!

LUI - Proprio cos. Nina mia. E questuomo fortunato, Vi bacia le mani. (esegue)

LA SIGNORA - Senti, talmente bella questa storia, che non posso fare a meno di raccontarla al caro dottor Masunkov, si divertir moltissimo! Me lo permetti?

LUI - Se vi fa piacere. Ma, raccomandategli la discrezione mi fido di voi. (DISSOLVENZA. Casa di Sofia. Abbandonata su un divano Sofia piange dirottamente. Entra Olga)

OLGA - Che c? Perch?

SOFIA - (singhiozzando) Se ne va

OLGA - Finite le vacanze?

SOFIA - No! Potrebbe restare sino a fine mese, ma arriva Ciapovalov

OLGA - Catastrofe! Ha fretta questanno!

SOFIA - No la solita data

OLGA - Digli di ritardare un po

SOFIA - Ah, no! Potrebbe insospettirsi. Eppoi, sono contenta che arrivi. Io amo Ciapovalov, lo sai!

OLGA - Ma questo, lo ami di pi?

SOIFIA Non saprei

OLGA - Allora perch piangi?

SOFI.A (sempre singhiozzando) Che ci vuoi fare! pi forte di me Piango sempre quando se ne vanno

OLGA - Ma dai! Quando se n andato Drosdov, o Vertisky, hai pianto?

SOFIA - Certo!

OLGA - (ridendo) Anche quando se n andato Markarian

SOFIA - Ma s, s! Che posso farci? Sono una sentimentale Mi attacco!

OLGA - Non mi dirai che anche quando gli presenti il conto, piangi?

SOFIA - (improvvisamente seria) Ah, no! Gli affari sono affari!

OLGA - Volevo dire!

SOFIA - (sorridendo furbescamente) Anzi, per questo qui il conto sar certamente salato.

OLGA - ricco?

SOFIA - S. Ho preso informazioni E poi a quelli di passaggio prendo sempre il doppio. Sai, con i soldi di questo, mi ci voglio comprare un terreno che mi piace tanto un po che ci avevo gli occhi su.

OLGA - Non si pu dire che tu perda la testa!

SOFIA - Una donna sola deve essere previdente. Devi sapersi amministrare!

OLGA - Ah, certo! Per non capisco le lacrime de coccodrillo.

SOFIA - Gli affari sono affari, ma il cuore il cuore. Gli addii sono sempre tristi.

OLGA - Se lo dici tu

SOFIA - Tu parli cos, perch gli uomini non ti piacciono.

OLGA - No. Li trovo tutti uguali.

SOFIA - Questo non lo puoi dire! Non sono affatto uguali. Guardali quando si svegliano! O quando mangiano una mela. O quando si accarezzano la barba o quando si lavano i denti

OLGA - Qualunque cosa facciano hanno una sola idea in testa!

SOFIA - Non poi unidea cos malvagia!

OLGA - Dipende.

SOFIA - E pensare che ci pagano anche

OLGA - Cosa ha detto quando gli hai presentato il conto?

SOFIA - Non sa ancora niente. La scena avverr domattina. Figurati che non sospetta proprio niente! Per lui io sono una giovane sposina borghese in villeggiatura, in crisi col marito vecchio.

OLGA - Nooo! Ma perch lhai fatto?

SOFIA - Io non ho fatto niente. Ha fatto tutto da solo. Per, divertente! Provaci una volta! Vedrai che differenza! Ti trattano con rispetto, ti dicono paroline dolci, sono pieni di attenzioni Dio, che bello, che bello!

OLGA - Ma sei sicura che non sospetti niente? Com possibile! Un uomo che abbia appena appena un po di esperienza di donne Mi hai detto che intelligente!

SOFIA - S, ma negli uomini qualcosa pi forte della intelligenza

OLGA - Che cosa?

SOFIA - La vanit. (DISSOLVENZA. Camera da letto. Mattino. Lui sta consumando la colazione a letto; sul tavolinetto uninfinit di barattoli di marmellate. Sofia, in vestaglia, seduta accanto a lui sul bordo del letto)

SOFIA - Ancora una tartina, piccioncino?

LUI - Sonietka, tu mi vizi! Davanti a tutto questo ben di Dio gelatine, marmellate di arance, fragole, lamponi, prugne, albicocche io mi sento come lasino di Buridano non so cosa scegliere!

SOFIA - (flautata) Prova un po di marmellata di rose!

LUI - Di rose?

SOFIA - Assaggiala piccioncino! deliziosa. (Gli prepara una tartina e gliela porge)

LUI - Mi piace tanto quando mi chiami piccioncino! Tubi come una colomba! (Fa per abbracciarla)

SOFIA - Attento! Attacchi la marmellata dappertutto!

LUI - Uuuh! Scusa Che vergogna, per, farsi servire a letto come un pasci! Aaah! Questo il Nirvana! Come vorrei poter dire: Attimo fermati, sei bello! (d un morso alla tartina)

SOFIA - Sarebbe bello, s! Peccato, invece che sia lultima volta!

LUI - Che? Perch lultima volta?

SOFIA - Lo sai che devi partire, piccioncino

LUI - Certo, ma non ho ancora fissato la data non ti preoccupare ho gi messo le mani avanti per un rinvio

SOFIA - Nessun rinvio. Partirai oggi.

LUI - Oggi? Perch?

SOFIA - Evita almeno di farmi domande, per favore

LUI - Tuo marito? Ho capito

SOFIA - Ti prego

LUI - Va bene, va bene. (butta via la coperta con rabbia. Si alza. in una tenuta abbastanza ridicola) Avresti potuto dirmelo prima, no? Lo sapevi almeno da ieri?

SOFIA - Piccioncino! Non volevo rovinare le nostre ultime ore!

LUI - Ah, capisco! Molto gentile da parte tua Per, capisci, un certo choc!

SOFIA - Il mio povero piccioncino!

LUI - Ti prego di non chiamarmi piccioncino, ridicolo!

SOFIA - Poco fa ti piaceva tanto

LUI - (si infila i calzoni) Raduna la mia roba. Dov la valigia?

SOFIA - (tranquilla) Gi fatta.

LUI - Ah! Pensi proprio a tutto. E quando si levano le tende?

SOFIA - Non c fretta fra un quarto dora

LUI - Ah! Leternit!

SOFIA - Ti ho spiegato perch, piccioncino

LUI - (continuando a vestirsi) S s Comunque, come congedo alquanto sbrigativo (pausa) Meglio cos. Dal momento che dobbiamo separarci meglio farlo in fretta. Non c niente di pi penoso degli interminabili addii, con i sospiri, i silenzi, le lacrime (pausa) Per quanto ti vedo tranquilla non hai affatto laria angosciata

SOFIA - Questo non lo puoi dire!

LUI - I tuoi occhi sono limpidi e assolutamente asciutti.

SOFIA - Ho tanto pianto ieri

LUI - Ah, s?

SOFIA - Tutto il pomeriggio.

LUI - (intenerito) Non dovevi! (La prende fra le braccia) Soniecka, chiss se ci rivedremo?

SOFIA - Dipende molto da te!

LUI - Se dipendesse solo da me!

SOFIA - Lestate prossima, se vuoi Mi scrivi prima Lo stesso periodo, se possibile

LUI - Ti scrivo? Dove?

SOFIA - Qui.

LUI - Davvero?

SOFIA - Ma certo!

LUI - Meraviglioso! Soniecka! Allora non un addio Ma un arrivederci!

SOFIA - Te lho detto: dipende solo da te!

LUI - Allora cosa fatta. Ci puoi contare. Contenta?

SOFIA - Potresti cambiare idea

LUI - Impossibile!

SOFIA - Non si sa mai

LUI - (dopo una pausa, imbarazzato) Senti Soniecka non posso andar via cos vorrei

SOFIA - Cosa?

LUI - Non so come dire Sei stata cos cara Mi hai invitato a vivere qui forse ho approfittato troppo tutte queste marmellate

SOFIA - Oh, le marmellate non contano, piccioncino Anzi te ne ho gi messi due barattoli in valigia

LUI - Ti disturbi sempre! Ascolta Non vorrei offenderti Vorrei che accettassi a titolo di amicizia

SOFIA - A titolo di amicizia?

LUI - Insomma permettimi di lasciarti qualche cosa.

SOFIA - Un souvenir?

LUI - Non proprio un souvenir. Santo Cielo, Soniecka! Sembra che tu lo faccia apposta a mettermi in imbarazzo

SOFIA - Ma, piccioncino, non capisco

LUI - Vorrei pagare il mio soggiorno, ecco!

SOFIA - Ah, cos?

LUI - Scusami se sono stato crudo.. ma non posso sopportare lidea di essere vissuto qui alle spalle di tuo marito!

SOFIA - Se per questo, non ti devi preoccupare assolutamente!

LUI - Eh, no, cara! una cosa che mi ripugna! Ti prego dunque di essere cos gentile di dirmi magari approssimativamente

SOFIA - Sono cinquecento rubli tutto compreso

LUI - Cinquecento rubli?! Cinquecento rubli ma enorme!

SOFIA - Trovi?

LUI - Al Belvedere ne avrei spesi al massimo centocinquanta!

SOFIA - Al Belvedere non avresti avuto lo stesso trattamento

LUI - Come no! un albergo di prima categoria anzi, di gran lusso! Non c niente da dire sul trattamento! Si ha tutto quel che si vuole!

SOFIA - (candida) Quasi tutto

LUI - Cosa mi sarebbe mancato?

SOFIA - Lamore

LUI - (fuori di s) Lamore?! Lamore?

SOFIA - Coshai piccioncino? Ti vedo un po contrariato la tariffa. Soggiorno in villa panoramica, tutti i comforts (Senza dire una parola, lui tira fuori dal portafoglio cinque biglietti da cento che poggia sulla tavola uno per uno. Poi, senza voltarsi, esce. Sofia, tranquilla prende i biglietti, li conta, li piega. DISSOLVENZA. Sulla passeggiata, Lui, nervoso, tenta di liberarsi dalla signora che lo trattiene per un braccio. giorno)

LUI - Vi prego Nina, fatemi il piacere di non parlarmi mai pi di questa storia!

LA SIGNORA - Scusami, scusami! Ma mi avevi promesso di raccontarmi tutto per filo e per segno!

LUI - Non c niente da raccontare! Capitolo chiuso. La storia finita!

LA SIGNORA - Finita?

LUI - Finita! Mio Dio, che cosa angosciosa lasciare una donna innamorata! Sono ancora sotto lo choc di una scena terribile!

LA SIGNORA - Immagino

LUI - Gli addii, sapete le lacrime, i sospiri ma soprattutto gli sguardi Quegli occhi dolorosi tragici mi perseguitano

LA SIGNORA - Sguardo di bestia ferita

LUI - Nina mia, voi lo sapete odio far soffrire le donne! Preferirei mille volte essere abbandonato E invece! Ognuno ha il suo destino segnato

LA SIGNORA - E io che ti credevo un cinico!

LUI - Spiacente di avervi deluso (si allontana)

LA SIGNORA - (richiamandolo) Ah, senti! Scusa la mia curiosit: chiamava anche te piccioncino? Il dottor Masunkov dice che li chiama tutti cos!

BUIO

8. MERCE UMANA

La casa modestissima di un piccolo impiegato. Un sof, una sedia, una poltrona. Allungato sul sof c Vania, il marito: sorseggia una tazza di caff. Lisa, la moglie, si protende verso una finestra, che non si vede, e fa gesti a qualcuno fuori, canticchia, si gira, passeggia per la stanza ed evidentemente non presta attenzione ai discorsi del marito.

VANIA - senza dubbio il momento migliore

LISA - Ah?

VANIA - ma purtroppo

LISA - Ah?

VANIA - non dura che un istante!

LISA - Eh? S, s!

VANIA - Solo chi lavora gusta il riposo. Tu non puoi saperlo

LISA - Perch?

VANIA - Perch, vorresti dire che lavori?

LISA - Ah, non lavoro?! Non sto un solo momento ferma: la casa, il bambino

VANIA - Ma chi ti dice niente! Cerca di capire: tu sarai anche molto occupata, ma in casa tua, libera di organizzare le tue faccende come ti pare e piace. Io invece sono tenuto a un orario, mi piaccia o no, devo ubbidire a certi ordini, giusti o no devo chinare la testa se mi fanno certe osservazioni tutto questo, sai, che mortifica un uomo della mia tempra. questo il lavoro!

LISA - Mio caro, povero Vania, non vorrai, penso, dare la colpa a me se sei costretto a lavorare?! Se tu sapessi quanto preferirei che ne facessi a meno! Vorrebbe dire che siamo ricchi

VANIA - Avrei potuto, oh se avrei potuto! Ma a quali condizioni, eh? (Lisa lo guarda meravigliata) Avrei dovuto sacrificarmi, sposare una ragazza brutta ma con dote, invece di dar retta a questa graziosa, incantevole gentile e tenera donnina qui eh, eh. (e cerca di afferrare Lisa che sorride e gorgheggia sfuggendogli) Credi forse che sia pentito? Oooh? Oooh! Oh, mai, mai, nemmeno per un minuto! E rifarei quello che ho fatto! Parola! ( beato, tira fuori dal panciotto un grosso sigaro, e si mette a fare tutte le operazioni necessarie per accenderlo secondo le buone regole dei fumatori) Me lo ha dato Maxim Pavlovic proprio con le sue mani che tipo! Va a giorni, sai! E in questo momento solo io sono nella sua manica (fuma) Pensa: mi ha fatto capire che sar promosso caposervizio quando tra poco il povero Grutchine sar costretto a lasciare il posto.

LISA - Grutchine? Come mai? ammalato?

VANIA - Malato? Ma ha un fegato grosso cos!

LISA - Oh! Lhai visto?

VANIA - Non dir sciocchezze! Basta vedere il naso: grosso, rosso alcolizzato, insomma! Bah!

LISA - Per te lo meriti, Vania, dessere promosso capo servizio! Te lo meriti proprio!

VANIA - Oh! Se bastassero i meriti! Dove sarei a questora, eh? (E protende in avanti le braccia per far vedere la strada che avrebbe gi fatto) Ma c Valentinov, furbo come una volpe, che sinfilerebbe nella cruna di un ago pur di arrivare! E Mordov, quel cretino! Cretino, cretino, ma che ci posso fare io se ha lo zio direttore generale delle Poste! E tu parli di merito, mia cara! Sei ingenua mica lo conosci, tu, il mondo doggi! Al merito si guarda per ultimo! (E tira unaltra boccata)

LISA - Mio caro, mio povero Vania (e gli mette un braccio attorno al collo)

VANIA - Non che mi lamenti, eh! In fondo che mi manca? Ho una casa con tutte le comodit, ho una moglie che che una delizia, ho un bel bambino, e una carriera davanti piena di promesse e oggi, tesoro mio la, burocrazia una forza, una vera forza!

LISA - (compiacendolo) Se una forza! Di pure una potenza! Conosco gente che ti invidia, Vania.

VANIA - (oscurandosi un po) Per questo ne conosco anchio (fissa la moglie) A chi alludi? Eh? No, parla chiaro

LISA - Ma veramente per esempio, la signora Pysckne, la conosci la moglie del violinista? Beh, non fa che dirmi: Oh, se mio marito avesse come il vostro un impiego fisso, con i suoi bravi scatti, i suoi aumenti e alla fine una pensione sicura!

VANI.A Deve essere una donna seria e con la testa sul collo. Son sicuro che lei non sta senza far niente e non perde tempo alla finestra come certa gente di mia conoscenza

LISA - Ma lei ha quattro figli, un bucato che non finisce mai

VANIA - Tu invece niente, eh? Tu hai tempo da perdere, eh? E cos puoi startene alla finestra a guardare tutti quelli che se la spasseggiano qui sotto in carrozza, eh?

LISA - Ma no, Vania!

VANIA - Ho detto spasseggiano, e basta!

LISA - Ma ti posso giurare, Vania, che rivolgo un sorriso e un saluto solo a quelli che conosco! Te lo giuro, tesoro!

VANIA - Non giurare! Non mi piacciono i giuramenti!

LISA - per educazione, s, educazione e gentilezza che saluto e sorrido!

VA!NIA Ah! Allora sarebbe stato per semplice educazione o, se vuoi, gentilezza, che cinque anni fa ti sei fatta baciare sul collo, collo collo, qui, da Coco Chanelsckj al ballo dellAmministrazione Comunale?

LISA - Ma scusami, Vania: se quell esuberante mi ave va spinta, dico spinta, in quel piccolo saloncino, senza unanima viva e in penombra, che cosa potevo mai fare?

VANIA - Dargli un bello schiaffo, sputargli in faccia, a quel mascalzone

LISA - Uno schiaffo al nipote del tuo Direttore? Mi sono frenata per te!

VANIA - Questo vero Ma quattro anni fa, nei giardini pubblici, dove linfanzia gioca innocentemente, come mai tenevi il braccio, questo braccio qui, nudo

LISA - Era estate, Vania

VANIA - questo braccio nudo attorno al collo di Chatkine, eh?

LISA - Ma lo sai, Vania, non ricominciamo! Lo sai che avevo preso una storta, qui no, qua, a questaltro piede, e ho avuto appena il tempo di sorreggermi e poi di tenermi e allora anchio ho dovuto (E fa il gesto di cingere il collo con un braccio)

VANIA - Ma s! Storie! E sulla barca, con Savirov, avevi preso una storta e stavi per cadere?

LISA - Stavamo per ribaltarci, te lho gi detto! Dovevo pur aggrapparmi a qualcuno! istintivo nel momento del pericolo! Viene spontaneo

VANIA - E quando ti ho trovata, qui, su questo stesso divano, tra le braccia di Spitzberg, avevi forse paura di cadere o di annegare o di?

LISA - (umile quasi piangente) Oh, questo questo vero

VANIA - (in piedi, ammonitore) Non hai pensato che sporcavi orrendamente il mio onore, eh, immacolato, eh?!

LISA - Ma che cosa potevamo fare di male, dimmelo tu Vania?

VANIA - Lo domandi a me?

LISA - (candida) Ma scusa, caro: eravamo qui, in una stanza dove tutti possono entrare e uscire senza nemmeno bussare, tutti, il bambino, la cameriera La prova che tu sei entrato liberamente senza che niente e nessuno ti abbia trattenuto! vero o no?

VANIA - (ha un grido rauco) Aaah! Hai una risposta per tutto, tu! Va a finire che ti devo chiedere perdono io, in ginocchio, Santa Innocente? (Crescendo) Dimmi, allora: il Capitano Braun, lanno scorso, durante la merenda, allaria aperta. Che cosa hai da dirmi, su, avanti?!

LISA - (ribellandosi) Ah no, Vania! Questo non me lo devi dire! Questo non lo sopporto! La colpa del Capitano Braun tua, solo tua!

VANIA - (ammutolito, poi strozzato) Miiaa?

LISA - (accusatrice) Tua. Ricordati comeri quel pomeriggio: avevi bevuto un po, non negarlo, Vania, teri attaccato al braccio del Capitano Braun e gridavi davanti a tutti, a tutti: Sei il mio grande amico siamo fratelli prendi pure quello che vuoi ti do il portafoglio, la casa, mia moglie quello che mio tuo Invece della casa o del portafoglio ha scelto tua moglie. stato gentile, devo riconoscerlo. E poi basta, Vania! Abbiamo gi parlato di tutto questo almeno cento volte! Abbiamo messo in chiaro ogni cosa e ci abbiamo anche messo una volta per tutte una belle pietra sopra! Ora non vorremo ricominciare!

VANIA - Ricomincio, invece! Ricomincio per dirti che la mia pazienza finita! E ti avverto, Lisa, per lultima volta, lultima, che non sopporter mai pi (Lei cerca dinterromperlo) mai pi.

LISA - (si mette a piangere senza singhiozzi, e ci ferma la collera di Vania) Ma io sono sola devi capirlo sono troppo sola e mi annoio, cos sola mi annoio terribilmente

VANIA - La signora si annoia? Allora tu saresti una vittima del tempo libero! Aoh! Ma perch non cerchi di trovare una ragione di vita, eh?

LISA - Quale? Dimmela! Dove?

VANIA - Dove, dove? Ma qui, tra le mura della tua casa Tendine centri pizzi, che so o dedicarti di pi alla cucina Tu sei brava quando vuoi: potresti fare, per esempio, quei piccoli pats di carne con funghi o con le cipolline ben rosolate, per, come facesti quella volta

LISA - S! Perch tu ti abboffi, ti conosco, sai?! In un mese tu diventi cos! (gli fa il gesto della pancia) Tu, Vania, sei di quelli che assimilano tanto, e prendono subito peso. Gi sei a ottantacinque; un mese di quei pranzetti e siamo a novanta e passa! Grosso cos, con la pancia, te lo dico subito, io mi conosco, finirei, senza volerlo, per innamorarmi di qualcun altro. E non vorrei mai e poi mai arrivare a questo

VANIA - (dolcemente, smontato) Non pensi che a questo, ehm? (La prende per la vita e comincia a farla ballare) Basta che tu veda un paio di calzoni e ti gira la testa ti dimentichi di tutto Ma perch, dico io, perch? (La porta davanti allo specchio) Per quant bellina, quant graziosa questa donna sposata, questa madre di famiglia! Guarda l, Lisa! E chi ? Ah, ah, ah! Sei un amore E basta coi piagnistei Asciugati, su (prende lui il fazzoletto e un po goffamente le asciuga le lacrime e poi anche il naso) E basta, eh! Quel che stato stato! Al passato ci mettiamo davvero una pietra sopra, eh? Devi promettere, per! Giurare! Perch se dovesse succedere ancora sarebbe proprio la fine, ma sul serio, eh! La volta buona! Ti spedisco da tua madre! Anzi, ti ammazzo! Veramente! Ti ammazzo con queste mani! E non mi importa di niente! Il carcere a vita, la Siberia, niente! Io, ammazzo! Va bene, tesoro? Va bene? Ammazzo. Tu e lui. (DISSOLVENZA. Lisa, sul famoso divano, tra le braccia di Michel che le bacia con grande amore le mani e poi, a uno a uno, le dita)

MICHEL - Qooh! Ti amo, ti amo e ti amo!

LISA - Ma che tesoro sei!

MICHEL - (abbandonandosi al momento poetico) Anche la mosca felice nel sole. Tu sei il mio sole, io la tua mosca!

LISA - Quanto sei divertente!

MICHEL - Dico sul serio, sai Lisa. Le mosche muoiono in autunno, e anchio sono come loro senza di te mi estinguo.

LISA - Ma se hai una salute di ferro!

MICHEL - Per ho anche un cuore, Lisa.

LISA - (gli mette una mano sul petto) Uuumh, come batte.

MICHEL - Se mi lasci, si ferma. Parola.

LISA - Ma chi ti vuol lasciare. Non ci penso nemmeno. Stiamo cos bene insieme!

MICHEL - Senti, Lisa. Ascoltami bene: dobbiamo parlare seriamente di noi tesoro mio. Un amore come il nostro non pu vivere e crescere nella confusione, nellincertezza e soprattutto nella menzogna.

LISA - Non sei contento di cos come siamo?

MICHEL - Adesso, s! In questo momento, perch ti sono vicino. Ma quando tu non ci sei?

LISA - Quando non ci sei, ti aspetto. Non ci vediamo tutti i giorni?

MICHEL - Ma non mi basta! Ho bisogno di averti ogni minuto. Io mi conosco: sono un passionale, un possessivo, un esclusivista e un geloso! Non posso assolutamente dividerti con un altro. No!

LISA - (che ha la lacrima facile) Cattivo! Cattivo! Cattivo! Ne ho forse colpa io della situazione?

MICHEL - No, Lisa, per piacere, per carit!

LISA - Tu complichi sempre tutto!

MICHEL - Ma no! Al contrario: faccio di tutto per semplificare e render chiaro. Bisogna parlare con tuo marito. Metterlo francamente al corrente della situazione, chiedergli lealmente di lasciarti libera, e partire insieme per costruirci una nuova vita.

LISA - Gi, tu fai presto a dirlo!

MICHEL - Lo so, lo so che non facile, ma

LISA - impossibile, Michel! Tu non conosci Vania, per questo parli!

MICHEL - Che cosa potrebbe fare, sentiamo. Se si parla da uomo a uomo.

LISA - Tu non immagini nemmeno che cosa sarebbe capace di fare un uomo come lui! Non solo forte, ma anche violento. E quando perde la testa capace di tutto! Di tutto, ti dico! Capace di ammazzarmi, di strangolarmi

MICHEL - Ah! (riflessivo) Bada bene, Lisa, che in un certo senso lo capisco.

LISA - Come?

MICHEL - Se provo a mettermi al suo posto, si fa cos per dire, io lo capisco. In fondo, gli porto via la moglie. Ti ama molto!

LISA - Oooh! Da non credersi!

MICHEL - Allora mi rendo conto. Se ti ama terribile. peggio che ammazzarlo.

LISA - Te lho detto! (una breve pausa) Perch non continuiamo cos come adesso?

MICHEL - E tu potresti?

LISA - Beh si pu provare

MICHEL - Nooo! Neanche per sogno! Io mi rifiuto! Non c che una soluzione: la fuga. Tu sei mia e io ti porto via col diritto che mi viene dallamore! Stasera stessa, sai, prendiamo il treno, e via, andiamo allestero. Poi gli scriverai per spiegare, per chiedergli perdono del tuo gesto Col tempo, sai, le piaghe si rimarginano e la verit finisce sempre per trionfare.

LISA - Non mi piace scappare allestero.

MICHEL - Andremo in Crimea. Ti piace la Crimea? Io ho una villa in Crimea, sul mare, al sole. Potrai distenderti, abbronzarti finch vorrai sar magnifico, devi credermi, Lisa

LISA - S, ti credo potr essere anche magnifico (ma si mette a piangere)

MICHEL - Ma cosa c? Perch ricominci a piangere?

LISA - (tra le lacrime) E Vania? Non ci pensi a Vania? Come rester? E Griscia? Il mio piccolo Griscia? Ci pensi come saranno tristi, eh? (E ripiange)

MICHEL - Dio mio, Dio mio! Credi che non mi si spezzi il cuore? Ma che ci possiamo fare? Che colpa ne abbiamo noi se lamore? colpa dellamore, e allora devi capire, che lamore scavalca tutto, giustifica tutto, e ci d anche la sua benedizione! Pensa a Tristano?

LISA - (cercando di ricordare) Tristano?

MICHEL - Ma s, Tristano! (un tempo) Tristano e Isotta.

LISA - Aaah!

MICHEL - Noi siamo come loro, io Tristano e tu Isotta. Abbiamo bevuto il filtro magico, e non ci possiamo far niente! (E labbraccia con vivacit amorosa. Ma allimprovviso, come se fossero stati toccati dalla scossa elettrica, si sciolgono e si allontanano: sulla porta apparso Vania. Li ha visti o no? Che succeder? Questo devono domandarsi i due amanti. Una pausa. Vania ha continuato a guardarli, poi avanza verso Michel)

VANIA - Buongiorno.

MICHEL - Buongiorno, Ivan Petrovich.

VANIA - Come va? State bene?

MICHEL - Bene, grazie. Il tempo mi d un po fastidio, ma

VANIA - Gi! Questo tempo instabile, direi capriccioso

MICHEL - Ben detto, proprio ben detto: tempo capriccioso!

VANIA - Non si sa pi cosa mettersi: se metti la giacca pesante sudi, provi a mettere qualcosa di leggero e rischi di prendere il mal di gola! Puah! Un tempo schifoso! Daltra parte noi viviamo, si pu dire, in mezzo allo schifo! S o no?

MICHEL - Come no! Siamo in un momento in cui tutti i valori

VANIA - Potete dirlo! Siamo sullorlo della svalutazione.

MICHEL - Ma io parlavo dei valori morali

VANIA - Oh, quelli sono gi svalutati al massimo!

MICHEL - Oh s, si vero: non si sa pi che dire Stavo proprio uscendo quando voi siete entrato Non vorrei giungere in ritardo, e dunque vi saluto No, non disturbatevi rimanete l Arrivederci (Ed esce sveltamente come se si aspettasse di essere colpito da un momento allaltro alle spalle. Lisa, pi morta che viva, guarda di traverso il marito cercando di immaginare; che cosa laspetta. Un lungo silenzio carico di minacce)

VANIA - Viviamo in mezzo allo schifo E non si fa niente nemmeno per nasconderlo! No, l! Che lo vedano tutti! (E indica il divano con la mano tesa) Il pudore sparito. Bada bene che io me laspettavo, sai, me lo aspettavo! Mah! Avevo ancora una speranza, ma adesso ormai chiaro, adesso ho toccato con mano! Mascalzone, mascalzone! E in pi adesso, c anche la rabbia di dover dire: per lavevo previsto! Bella consolazione, ah, ah, ah! Lisa, mi stai a sentire s o no?

LISA - Ma certo, Vania vuoi che non ti stia almeno a sentire

VANIA - Ma che cosa potevo fare, dimmelo tu? Come potevo impedire? A chi mi dovevo rivolgere, eh? A te, no, beninteso, e allora? Mordov aveva alle spalle lo zio, il Direttore Generale delle Poste! Non ha nemmeno aspettato la fine di Grusckin, no, anzi, gli ha dato un bel calcio nel sedere al povero moribondo. Bella gente! Che passa per sensibile per delicata gente che ha gli scrupoli! Assassini! Col fegato che aveva puah glielhanno spappolato, al poveretto!

LISA - (che si ripresa) Credi proprio che sar nominato al posto tuo?

VANIA - Otto probabilit su dieci, e sono ottimista. Aaah! Sono disgustato, sono sono a terra, va bene? A terra! (e si butta a sedere)

LISA - Povero Vania, che cosa possiamo fare

VANIA - Ero cos abbattuto che mi ha fatto piacere incontrare Michel. Se avessimo potuto parlare un po assieme sono sicuro che avrebbe capito la situazione, e lingiustizia nera! Lui, oltre tutto, ha molte relazioni, ricco, pieno di possibilit (rallenta a poco a poco) A proposito, che cosa voleva?

LISA - Ti cercava!

VANIA - Mi cercava e quando arrivo se ne va via come una lepre?

LISA - Se era in ritardo

VANIA - Ma come in ritardo? Viene a cercarmi, arrivo e lui in ritardo?

LISA - Quando arrivato non era in ritardo, ma aspetta aspetta naturalmente il tempo passato ed dovuto scappare! Mi pare logico, no?

VANIA - Allora era qui da? Quanto tempo?

LISA - Il tempo che ci vuole per essere in ritardo!

VANIA - Ah! E che avete fatto?

LISA - Che vuoi che abbiamo fatto?!

VANIA - S! Che avete fatto?

LISA - Si parla, no, con la gente che viene a trovarti, si discute

VANIA - Di che? Dimmi di che?!

LISA - Ha tentato di spiegarmi quel che ti voleva dire

VANIA - Cio?

LISA - Non ho capito bene, ma mi sembrava una cosa importante Sarebbe anzi opportuno che tu cercassi di incontrarlo per fartelo dire

VANIA - Spero molto in te per questa opportunit! (Proprio in questo momento Michel irrompe nel salotto: sembra fuori di s, trema, agita le mani, ha il tono febbrile di chi deciso a tutto)

MICHEL - Non ho potuto resistere, Ivan Petrovich! Vi chiedo scusa, ma cos non pu durare! (Lisa spaventata balzata in piedi e si andata a rintanare in fondo al salotto, quasi volesse ripararsi dagli effetti di quel che sta per succedere) Anzitutto, vi prego di credere che sono un uomo onesto, e oltretutto ho per voi della stima e molto rispetto dunque dobbiamo avere una spiegazione a cuore aperto. In una parola: lamo. Potete chiamarlo come volete, ma la verit, e la verit va detta, eh, s, succeda quel che succeda! Io lamo, e sono riamato cio, anche lei mi ama. A questo punto, moralmente, si potrebbe sostenere che non gi pi vostra moglie. E allora, continuare cos, come adesso, vorrebbe dire far la commedia, una disgustosa commedia! Dunque, dobbiamo trovare una soluzione ragionevole. E vi pregherei anzitutto di considerare la situazione da un punto di vista umano. Da una parte c la famiglia cosiddetta legittima, lo ammetto, lo riconosco, la legge sempre la legge, e io minchino; dallaltra c lamore, E lamore non uno sbaglio n un pretesto: lamore , per cos dire, la tempesta e la follia, anzi come qualcuno ha detto una folle tempesta, il che anche bello a dirsi!

VANIA - (ha dimostrato dapprincipio di non capire, poi sinceramente stupefatto, e alla fine come impietrito, senza parole)

MICHEL - Ridatele la libert, consentitele di venire con me, lasciate che si unisca alluomo che veramente ama. Se farete questo, se avrete la sublime generosit di Per tutta la vita, quant lunga, sono ancora abbastanza giovane, beh, per tutta la vita vi considerer il mio benefattore. (Vania tace) Ivan Petrovich, lo so, vi capisco, volete che non vi capisca, crudele, tremendo, voi siete la sola vittima., ma proprio da voi aspettiamo il gran gesto! Io, credetemi, sono pronto a tutto! Se mi date Lisa potrete chiedermi quel che volete anche la vita no, la vita no, ma insomma, tutto quel che chiedete vi sar dato non so che cosa offrirvi centomila rubli, per esempio centomila rubli? (La parola gli muore sulle labbra; spaventato della proposta che ha fatto: Lisa morta di terrore, Vania diventato sempre pi cupo e il suo silenzio davvero spaventoso. Nessuno fiata per un lungo momento)

VANIA - (sordamente) Trecentomila.

MICHEL - (che non sa cosa pensare) Come dite?

VANIA - (a denti stretti) Ho detto: trecentomila rubli. Prendere o lasciare.

MICHEL - (fuori di s) Daccordo! Lisa: fa la valigia, che vado a prendere il denaro. (E fa per andarsene)

VANIA - Ancora una parola. (Michel si ferma sulla porta) Il bambino, Griscia, resta con me. Intesi. Voglio educarlo a modo mio.

MICHEL - (guardando Lisa) Io non ho niente da obiettare. tra voi che dovete accordarvi

LISA - (tace per un po e sembra riflettere, poi dice) Potr almeno vederlo?

VANIA - Quando vorrai. (A Michel) Allora?

MICHEL - Entro unora avrete i soldi. (E se ne va velocemente. I due sposi si guardano, sono uno di fronte allaltra)

VANIA - Sei contenta?

LISA - Ancora non lo so

VANIA - (senza voler fare minimamente dello spirito) Lho capito, sai: ti sacrifichi perch tuo marito e tuo figlio non abbiano pi preoccupazioni (DISSOLVENZA. Una terrazza alta, quasi a strapiombo sul mare. Non si vede che il cielo azzurro e terso; ma i personaggi, sporgendosi dalla ringhiera, possono vedere la baia, le barche, la distesa delle ville e dei giardini. Siamo nellora ferma e opaca che precede di poco il calar del sole. Nella terrazza ci sono sedie di vimini e un tavolo. Michel, dopo aver baciato lungamente Lisa, va alla tavola e si versa un bicchiere di kefir che sorseggia lentamente assaporandone il gusto. Lisa appoggiata alla balaustra e guarda le ville, sotto)

MICHEL - delizioso, Lisa, questo kefir; e per i polmoni, la manna! Prendine anche tu, amore mio

LISA - Tesoro, io non ho niente ai polmoni, sai?

MICHEL - Neanchio! Ma serve a prevenire. Siamo cos esposti al contagio! Tutti! Sapessi! La tisi galoppante non mica uninvenzione ho visto persone che sembravano fiori di salute, e hop, si consumavano come ceri in chiesa!

LISA - Non sei affatto allegro, tesoro mio. Ti dispiace cambiar discorso? Vieni a vedere, stanno arrivando dei nuovi proprietari della villa di fronte quella tutta bianca Vieni a vedere

MICHEL - S, ma prima dammi un bacio!

LISA - (tenera) S mai visto un amore come il nostro? Ho gi avuto pi baci da te di quelli che ha ricevuto in tanti anni licona miracolosa dIversk!

MICHEL - (abbracciandola e stringendola a s) Tu sei la mia icona! Sei proprio divina!

LISA - (che continua a guardare oltre la terrazza dalla spalla di Michel) Anche un piano a coda! Ma guarda!

MICHEL - Che piano?

LISA - Lo portano adesso alla villa bianca, eccolo! Dopo le casse, le valigie, i pacchi a non finire anche il piano!

MICHEL - Pu darsi che labbiano ceduta a un gran pianista. Bisogna informarsi.

LISA - Pianista o no, certo devessere gente ricca, molto molto ricca. Se tu avessi visto, Michel: sono arrivati con un coup a due cavalli bianchi, belli come cigni!

MICHEL - Tesoro, avrei potuto darti i cavalli pi belli del mondo! (le si avvicina, laccarezza) Ma dovevo scegliere, e ho scelto te! A qualunque prezzo! (la bacia ancora) Sei almeno felice?

LISA - Molto, molto felice. Tu sei cos caro, Michel, cos delicato

MICHEL - Non rimpiangi proprio niente? Dimmelo, Lisa.

LISA - Qualche volta mi preoccupo un po di mio figlio, di Griscia: cosa far adesso, dove sar, ma mi basta pensare che non gli manca niente perch ogni ombra passi. Per merito mio avr sempre tutto quel che vuole! E per una madre una gran consolazione!

MICHEL - Scusa, come per merito tuo?

LISA - Beh, in un certo senso cos: in cambio di sua madre, diciamo della mia persona, ha avuto

MICHEL - vero, proprio cos. Non ci avevo mai pensato, in questi termini crudi: io, in fondo, ti ho comprata come si compera della merce. Oh, scusami, Lisa, sento che una volgarit imperdonabile

LISA - Ma perch, mio caro, voler nascondere la realt? In fondo stato per il bene di tutti.

MICHEL - Dici di tutti? Tu credi proprio che il denaro che ho dato a tuo marito labbia interamente compensato del dolore di averti perduta?

LISA - Questo non te lo saprei dire con certezza, ma

MICHEL - Non c dubbio che ha accettato pensando allavvenire del bambino! (scuote la testa) E adesso noi siamo qui liberi, pieni di gioia, circondati da questo splendore di mare, di colori e lui, poveretto, in che situazione sar? Ti giuro, Lisa, che qualche volta me lo sogno di notte. Io sono fatto cos. Dimmi, era un uomo che beveva?

LISA - Normalmente.

MICHEL - Normalmente, ma quando langoscia ti fa perdere lequilibrio, eh, facile, facilissimo mettersi a bere per dimenticare. E allora si fa presto ridursi uno straccio. Ah! Senti, Lisa: perch non gli scriviamo? Una lettera affettuosa, umana, perch abbia la sensazione che non del tutto solo, proprio abbandonato, ma che noi, che siamo felici anche per merito suo, non lo dimentichiamo, anzi Eh? Che ti pare, tesoro?

LISA - Se tu credi, perch no (Ed ecco, quasi a risposta, una voce gioviale e sonora si fa sentire e dopo un momento appare proprio Vania. vestito da villeggiatura, elegante, bemportante, sicuro, perfino superiore e distaccato)

VANIA - E come va la bella coppia, eh? (Lisa e Michel hanno avuto un soprassalto che non son riusciti a contenere) Non direte che non una sorpresa?! Doppia! Anche per me! Ero lontano le cento miglia dal pensare che vi avrei trovato proprio qui! il caso! Ma questo il paradiso Non vi sembra il colmo, ritrovarci in Crimea tutti insieme dopo tutto quel che successo, e per di pi vicini di casa! E poi si dice il destino!

LISA - Dimmi di Griscia. Vania

VANIA - qui con me, naturalmente! E te lo mando subito, che tu possa vederlo! Stiamo di fronte a voi! La villa bianca, stiamo l.

LISA - Allora il piano il piano a coda, vostro?

VANIA - Di Griscia! Che credi, ho fatto di tutto per la sua educazione, per la sua cultura. Niente da rimproverarmi, Lisa, ah, proprio no! Il Principe Ter-Gaimazov, un armeno straordinario, mi ha ceduto la sua governante francese appena ha conosciuto Griscia, una donna di primissimo ordine, raffinata (si sente suonato al piano un celebre valzer di Chopin) lei la maestra di piano di Griscia senti senti lartista? E poi, che tho da dire, quella donna sa far tutto, quando dico tutto! Un portento! Griscia in buone mani!

LISA - Ma tu, Vania, tu come stai?

VANIA - Non mi vedi? Io direi bene e a te che sembra?

LISA - A vederti, davvero molto bene. Ma sai che stavamo proprio per scriverti quando quando sei apparso?

VANIA - Ma no! Come scrivermi?

MICHEL - Scrivervi: un saluto, un pensiero.

VANIA - Oh, grazie! Non da molti avere un pensiero cos gentile! Sentite, perch allora non venite da me domani, ho invitato un po di gente per lapertura della villa facciamo un po di festa.

MICHEL - Grazie, grazie Forse Lisa, anzi, lei verr certamente

LISA - E tu no?

MICHEL - Beh, io io veramente in questi giorni, non mi sento affatto in forma, non so cosa sia

VANIA - Ci credo, perch guardandovi, prima, mi son detto: ma che cosha? Non mi sembra pi lui! Spero che non sar niente forse piccoli disturbi di ambientazione, eh? (Con una specie di tenerezza) Direi che un po delicato, il nostro giovanotto, eh Lisa?

LISA - Ha una salute un po delicata.

MICHEL - Ma no. una semplice indisposizione passeggera

VANIA - Su, su che lavvenire vostro! E io, scusatemi, devo proprio andarmene. Ho promesso una partitina di croquet al principe e non posso farlo aspettare troppo (si allontana) Ma lo sapete che non ho un minuto di libert nemmeno qui dove son venuto per riposarmi? incredibile come la gente si diverta, mai un minuto

fermi mai, mai (torna a voltarsi) Lisa, allora ti aspetto domani non ti dimenticare, che c gente importante! (esce)

LISA - (con slancio) Tho gi detto di s, che vengo!

VANIA - (rimettendo la testa dentro) Vedrai scorrere lo champagne si gioca, si balla e, che tho da dire, si ride sempre, ma sempre, non so nemmeno io come si possa ridere tanto Aufwiedershen! (E stavolta se ne va veramente)

MICHEL - (scuote la testa con commiserazione) Poveretto!

LISA - Dici?

MICHEL - Cerca di darsi un tono, poveretto, e ci riesce anche abbastanza bene, ma che vuoi

LISA - No no! A me invece sembrato un gallo, un vero gallo!

MICHEL - Ma s mai saputo che cosa pensa il gallo?

LISA - Oooh, Vania io lo conosco bene, Vania, e ti posso dire

MICHEL - Lisa, parliamoci chiaro: vederti e rendersi conto che non gli appartieni pi Rispettiamo almeno la sofferenza di un marito abbandonato dalla moglie! Di fronte alla gente che soffre, chiunque essa sia, io, Lisa, mi tolgo il cappello. Dammi un bacio, colomba! Su, vieni (Si baciano brevemente)

LISA - (sciogliendosi e allontanandosi) Perch non mi avevi detto che non ti senti bene?

MICHEL - Ma sto benissimo, tesoro. Soltanto non posso in presenza dei suoi amici andare a casa sua e schiacciarlo anche col peso evidente della mia felicit! , oltretutto, una questione di stile, no? (DISSOLVENZA. Un angolo di giardino. Il sole sta per tramontare. Vania e Lisa)

VANIA - E non piangere, Lisa, sciocco.

LISA - Lo so anchio che sciocco, ma non lo faccio mica apposta! (Tira su col naso) Sono stufa di questa vita tutto qui.

VANIA - Vuoi che non ti capisca! stato un sacrificio al di sopra delle tue forze.

LISA - Riportami via.

VANIA - E come faccio? Con che diritto, oltretutto? Ho accettato il denaro, e adesso sei cosa sua. Propriet sua.

LISA - Se tu sapessi come mannoio! Ma quanto! Senti la mia giornata: beve del kefir, non fa che coprirmi di baci Ti dico ogni tre minuti, di orologio mi bacia dalla testa ai piedi diventato insopportabile! Ne ho la nausea. come il miele.

VANIA - Non male il miele. perfino delizioso.

LISA - Nooo! Sattacca dappertutto!

VANIA - Anche questo vero. Per prima avevo limpressione che ti piacesse il miele. E non poi passato tanto tempo!

LISA - (spontanea) Era divertente perch lo prendevo di nascosto! (Accorgendosi della gaffe) Oh!

VANIA - (ritrovandola quella di prima) Eeeh, Lisa, Lisa, sei sempre la stessa! Adesso, pero, io non ho pi da preoccuparmi.

LISA - Perch, non mi ami pi?

VANIA - Ma s, s; per non tocca pi a me, adesso, farti le prediche.

LISA - E perch?

VANIA - Non vorrai dirmi che ne hai la nostalgia?

LISA - S, invece! Proprio la nostalgia. Mi sentivo protetta, allora, quando mi sgridavi e mi scrollavi un po Sentivo che in fondo mi faceva bene!

VANIA - Ah, le donne! Saprete mai quel che volete?

LISA - Oh, adesso io lo so quello che voglio. Partire con te e Griscia. Dopo tutto sono tua moglie, e Griscia il mio bambino.

VANIA - Certo che davanti a Dio sei mia moglie ma ma ci sono i trenta denari.

LISA - Restituiscili, che sar mai!

VANIA - Non li ho pi. Non immagini nemmeno come ho dovuto maneggiarli e farli ballare quei soldi!

LISA - (rimettendosi a piagnucolare) Come si fa allora? Come si fa?

VANIA - Credi che non abbia voglia di abbracciarti, portarti via, lontano, in capo al mondo?! Ma siamo prigionieri. (Una pausa) A meno che se tu credi Potremmo vederci di nascosto una volta ti piaceva, no? Allora le notti in cui sei sola io potrei venire da te, e

LISA - (divertita) Credi di potercela fare arrampicarti salire dalla finestra

VANIA - (gonfiando un po i muscoli) Oooh, non mica difficile mi attacco cos mi tiro su a forza di braccia eee, hop! Mi trovo nel tuo letto!

LISA - Oh, s, oh s, oh s, Vania! (DISSOLVENZA. Un salotto di Vania, elegante. Vania e Michel)

MICHEL - Ecco qua. Ancora di fronte per parlarci chiaro.

VANIA - Di che si tratta?

MICHEL - Un momento: premetto che avete il diritto di rifiutare, per per in ogni caso Lisa non deve saper niente di questo nostro incontro e della mia proposta. Posso contare sulla vostra discrezione?

VANIA - S, s, per veniamo ai fatti.

MICHEL - Noi siamo straordinariamente felici, io e Lisa. C solo unombra. Il rimorso

VANIA - Che rimorso?

MICHEL - Beh, per chi ci prendete? Per degli incoscienti? Noi sappiamo bene quel che abbiamo fatto.

VANIA - Fatto a chi?

MICHEL - Eh, no. non potete scherzare su questo punto! Capisco Lisa, la capisco benissimo Comprendo il sentimento che ha conservato per voi Per mi ama, di questo non ho dubbi!

VANIA - Benissimo. E allora?

MICHEL - Perch voi invece dubitereste?

VANIA - Io? Non ho elementi, scusate.

MICHEL - No, perch bastato che voi, quel giorno, qui in Crimea, appariste e subito la colomba si fatta pi gaia, svolazzante, come dire? Passeggiate, giochi, festicciole sempre in vostra compagnia!

VANIA - Ma col vostro consenso.

MICHEL - Daccordo. Per io soffro. Soffro egualmente.

VANIA - Ma di che soffrite?

MICHEL - Ecco il punto! Voi non potete farci niente, ve lo dico subito. Daltra parte non ho niente da rimproverarvi. La vostra condotta impeccabile, ma Ecco, fate attenzione, per piacere: Lisa la mia vita. Siamo daccordo, no? Se Lisa mi lascia, io sono morto. Morto, fisicamente! Per darvi unidea: ogni volta che mi lascia solo, soffoco, vengo meno.

VANIA - E allora?

MICHEL - Ecco, vorrei concludere.

VANIA - Bravo.

MICHEL - Vorrei chiedervi di andarvene di qui. Andarvene altrove. Lontano. Possibilmente, molto lontano.

VANIA - Ma, dico: siete matto? Ho appena comprato questa villa, mi ci sono appena appena sistemato, e voi? E poi le spese? Ma sapete quel che m costato?

MICHEL - Ma che discorsi! Questo sottinteso: io vi rimborso tutto, prendo tutto a mio carico

VANIA - Ma come si fa! E poi non solo il denaro Mi piace la villa, mi piace la Crimea, mi son fatto molti amici insomma!

MICHEL - Capisco, capisco tutto! Lo so che vi chiedo un nuovo enorme sacrificio: allontanarvi una seconda volta da Lisa quando il caso s, il caso, vi aveva in qualche modo riuniti di nuovo crudele, lo so!

VANIA - Ma dove vorreste che andassi?

MICHEL - Non so nemmeno se posso osare Ho una proposta, ma chiss se vorrete accettare

VANIA - Spiegatevi almeno, che io possa valutare, per cos dire

MICHEL - Io, vedete, mio caro amico, ho una propriet, una vasta propriet nella regione di Tsernikov c il parco giardino, orto, un magnifico frutteto di ciliegi e poi campagna campagna a perdita docchio. Vedete?

VANIA - Mi sforzo

MIOHEL Ve la do, ve la regalo; tutto, tutto vostro!

VANIA - Ma come faccio

MICHEL - Non rifiutate, vi scongiuro! Accettate. una propriet oltre che bellissima, anche piena di risorse. Per voi, soprattutto per voi

VANIA - Perch per me?

MICHEL - Perch voi siete un organizzatore nato, me ne sono reso conto; e son sicuro che voi potrete distrarvi dal vostro dolore Ditemi di s, che accettate, e le terre e le case sono gi vostre. Solo una promessa dovete farmi. Non chiedo niente di scritto, mi basta la vostra parola: giurarmi che non la rivedrete mai pi. E basta.

VANIA - Affare fatto. Giuro!

MICHEL - Ivan Petrovich, voi non siete un uomo, siete un angelo! Siete il mio benefattore. Che Dio vi benedica! (BUIO. Un valzer lento, malinconico, pizzicato dalla chitarra. Il valzer continuer come sottofondo anche durante il monologo di Michel; il quale appare nella vaga luminosit della scena che dovrebbe perdere ogni contorno realistico. Michel viene avanti, verso il proscenio, pu a un certo momento sedersi e dire con voce staccata, rassegnata il resto della storia)

MICHEL - Ma Lisa, due mesi dopo, corsa a raggiungerlo. Lavevo capito.

E forse anche voi.

Con Vania in fondo si divertiva.

Con me e il mio amore

sannoiava da morire.

Se n andata

e io sono rimasto nella villa di Crimea.

Non mi davo pace: chiamavo, urlavo il suo nome.

Ho anche pianto.

e poi

Ho fatto quel che fanno tutti nella mia situazione:

Mi sono messo a bere.

Ho bevuto, ho bevuto.

Non sono morto, e non mi sono nemmeno ammalato.

E e ho ricominciato a girarle attorno,

a Lisa, a Lisa,

girarle attorno come una mosca.

Uh, mi hanno accolto a braccia aperte

come amici, anzi. come fratelli!

Gente straordinaria, credetemi!

Vania aveva fatto miracoli con la propriet!

La terra, i raccolti, le case

Oh, si vede, si sente la ricchezza!

E anche Vania

E anche Lisa

E anche Griscia

era un piacere a vederli!

Belli, sani, allegri, senza pensieri.

Contenti, ecco proprio contenti!

E allora mi sono fermato anchio.

Qui, finalmente, ci sto proprio bene.

La vedo quando voglio

respiro la sua stessa aria

e alla sera suono un po di chitarra

(un accordo lentissimo)

In questo momento,

resti tra noi,

Vania che lannoia un po.

E cos cincontriamo come prima,

ma sempre di nascosto.

Si ritorna alle origini, eh?!

(accordo)

Se sono felice?

Beh, non saprei

E lei, lei almeno felice?

difficile dirlo, sapete

(accordo)

Si un po ingrassata, non c dubbio

Anche di viso.

Quel suo faccino delizioso

ve lo ricorderete

adesso sembra un po quello di una piccola foca

Ma mi piace lo stesso

lamo lo stesso

Anzi!

Anche il suo carattere un po cambiato

Ma io lamo lo stesso!

Anzi!

Sar tenerezza

O abitudine? Mah!

(un altro accordo)

Voi credete che lamore si consumi?

No, sono gli uomini che si consumano!

Lamore no!

(con slancio improvviso)

No, perch lamore la sorgente della vita stessa.

generosit tutto!

Lamore splendido

eterno!

(si ferma. Un accordo finale)

Credete a me, mi dovete proprio credere.

SIPARIO