Pacs Condicio

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Pacs  Condicio

Commedia in lingua in 2 atti di:

Angelo Scammacca


Pacs Condicio : commedia in due atti di Angelo Scammacca                                 pag     2


Personaggi:


Oreste Capelli

Emy Volo

Mirko D’angelo

Claudia

Andrea

Ada

Dott. Bellaiuto

Dottoressa


(figlio adottivo)

(figlia adottiva)

(amministatore)

(veterinaria)


Pacs Condicio : commedia in due atti di Angelo Scammacca                                 pag     3

La Trama:

In un futuro più presente che futuro

Nel mondo si tende a rompere tutte le barriere esistenti, e quindi anche di riconoscere sotto tutti gli aspetti legali le “coppie di fatto”. In due appartamenti attigui di un grande condominio di proprietà della Diocesi vivono due famiglie, costituite, una da Oreste (lui) Emy (diminutivo di Emilio, altro lui) e Mirko (figlio adottivo)in casa D’angelo; nell’altro invece vivono Claudia (lei) Andrea (altra lei) ed Ada (figlia nata dal precedente matrimonio di Claudia) in casaGiata . Purtroppo il parlamento sta per definire ed accettare il riconoscimento delle unioni particolari quali i: Dico, Pacs, Coppie di fatto etc.tc. pertanto la Diocesi proprietaria dell’immobile non può (per dogma vaticano) accettare e riconoscere questo stato di fatto, ed allora stabilirà a seguito di una riunione, di sfrattare entrambe le coppie in quanto non rappresentano la composizione della famiglia tipo. Allora, a seguito di una brillante idea che avranno i ragazzi, si troverà l’escamotage per aggirare l’ostacolo.

La Scena:

Due distinti locali possibilmente di gusto moderno che pur tinteggiati con colori differenti e mobili di vario genere dovranno far capire che si tratta di due abitazioni distinte ma con un gusto che li rende entrambi gradevoli; saranno separati da una parete centrale estesa solo qualche metro verso il proscenio, e che costituirà dal lato destro (chiamiamola casa D’angelo) una parete attrezzata, con televisore, stereo, dvd, ed attrezzature elettroniche varie, oltre a qualche soprammobile, mentre dal sinistro (chiamiamola casa Giata) una parete con libreria, dei quadri, un finto camino o un attaccapanni a parete. E’ necessario che questa parete sia montata su rotelline ed imperniata nella parte centrale che da al proscenio in modo da consentire il suo allargamento a mantice ed il suo spostamento, retrocedendola a ridosso del fondo scena fra le due porte d’ingresso, lasciando così un ambiente unico e creando un grande mobile arredato a parete. Lato destro, (casa D’angelo) la comune ad angolo sul fondale lato destro, lascerà intravedere un corridoio che porterà alle altre stanze, nella parete di destra che corre verso il pubblico un gioco sulla quinta conterrà una porta a vetri che darà accesso al balcone; un tavolo da soggiorno con sedie, due poltrone, un telefono da tavolo o cordless, la parete di fondo tranne qualche quadro sarà libera. Lato sinistro (casa Giata) la comune spostata sul fondo dell’angolo sinistro, a seguire nella parete di sinistra che va verso il pubblico un’apertura o arco che va nelle altre stanze, un divano, un mobile con televisore, telefono, portamantelli a bastone. Anche qui la parete di fondo scena verso casa D’angelo sarà libera, insisterà qualche quadro. La scena dovrà essere sobria, dando l’impressione di arredamento moderno ma non pesante. I campanelli dovranno avere due suoni differenti. Appliques o lumi per creare luce soffusa.


Pacs Condicio : commedia in due atti di Angelo Scammacca                                 pag     4

Carattere dei personaggi:

Oreste:In nessun modo farà capire di essere un diverso, anzi dovrà darel’impressione di un uomo normale che attende in casa il rientro della moglie (Emy) che, in effetti, sarà il suo compagno. Svolgerà delle faccende domestiche. Severo quanto basta con Mirko ma accondiscendente nei confronti di Emy.

Emy: E’ l’uomo di casa, quindi si permette tutto, un po’ leggiadro nelledecisioni, bonario e permissivo. Ha una grande passione per le attrezzature elettroniche in genere.

Mirko: Studente universitario, educato e moderato, sarà costretto a sorbirsi lepaternali ingiuste di Oreste che non potendo sfogare degli eccessi di rabbia verso Emy lo farà con lui.

Claudia: Casalinga e compagna di Andrea (altra donna) avrà nei confronti diAda quasi lo stesso atteggiamento di Oreste verso Mirko, rimproverandola sempre di colpe non sue, non riconoscendo la responsabilità di Andrea.

Andrea: Donna in carriera, rappresenta la parte redditizia di casa Giata, dicarattere bonario, sarà moderatrice ed elastica con Ada.

Ada        : Anche lei studentessa universitaria come Mirko, con il quale amoreggia. Educata, riflessiva senza eccessi particolari.

Bellaiuto: Elegante, e caratterista nella sua figura. Dapprima sembrerà sicurodelle comunicazioni che fornirà, mentre successivamente imbarazzato per quanto dovrà comunicare.

Veterinaria: (personaggio intercambiabile sia femminile che maschile) Agiràfrettolosamente perché si troverà a gestire una situazione d’emergenza, non scoprendo subito le carte che, in effetti, lei non è un comune medico ma un veterinario.


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ATTO I°

Scena Ia

Oreste – Mirko

Casa D’Angelo LUCI PIENE

Oreste

: (seduto al tavolo controlla delle bollette e delle fatture varie, quindi si rivolge a

Mirko    come    per    incolparlo    dei    costi    delle    stesse)    Enel

quattrocento…trenta…due euro! Quattrocentotrentadue euro? Ma sto

leggendo bene? Forse quarantatre euro e venti (inforca gli occhiali)

macché ci vedo benissimo, anzi quattrocentotrentadue euro e due

centesimi, e già senza quei due centesimi come farebbero poverini

andrebbero in fallimento, (guarda Mirko oscillando la bolletta)

Mirko

: (seduto in poltrona con un libro universitario, carpendo l’antifona e vedendo

oscillare quella bolletta in sua direzione, si sente accusato, quindi alza gli occhi

verso Oreste) E perché guardi me?! Per caso sono io che consumo tutta

questa corrente?

Oreste

: Allora chi io? Guarda che io sono una persona equilibrata e

“relativamente razionale”. Dimmi, sono io che mi faccio la doccia

quasi tutti i giorni e mi asciugo i capelli con un Phon da 1800 watt,

impiegando non so quanto tempo! Capisco la pulizia, la cura della

persona, ma non è che per caso lavori in una miniera di carbone ed io

non lo sapevo?!

Mirko

: Ora ti dà fastidio anche la mia igienicità?

Oreste

: Di quale igienicità mi vai parlando. Questo vuol dire sterilizzare il

proprio corpo. Io sono sicuro che se consideriamo quanto shampoo ti

sarà entrato nelle orecchie durante i tuoi lavaggi, le tue trombe di

Mustafà saranno così sterilizzate che se per strada tu senti qualcuno

che dice : “Porca stronza” tu di sicuro sentirai: “Santa Madonna”.

Mirko

: Queste esagerazioni poi te li puoi tenere per te. Vorrà dire che la

prossima volta per lavarmi aspetterò che piova, mentre che per

asciugarmi i capelli farò ripetutamente visita al panettiere chiedendo

magari a che ora ci sarà la prossima sfornata, così entrando ed

uscendo approfitterò del calore che c’è lì dentro. Invece di accusare

me, perché non vedi cosa fa Emy?!


Pacs Condicio : commedia in due atti di Angelo Scammacca

pag  6

Oreste

: Cosa centra Emy adesso sentiamo!

Mirko

: Dedica più tempo alla cura del suo corpo che a tutto il resto.

Almeno due ore al giorno di Tapis Roulant (pronuncia tapì rulan) e quello

ha  un  motore  elettrico  potente,  subito  l’immancabile  sauna

finlandese,  (incalzando)  poi  non  può  fare  a  meno  della  doccia,

l’asciugatura  dei  capelli,  la  lampada  solare  per  l’abbronzatura,

televisore e stereo sempre accesi, pc stampante e scanner non li

spegne mai…

Oreste

: Ma cosa vuoi che incida il consumo di un computer.

Mirko

: (sminuendo) Niente, ma visto che tutte queste attrezzature vanno a

corrente, sommati a tutte le altre migliaia di watt che consuma per

utilizzare  tutte  le  altre  apparecchiature  che  usa,  hanno  la  loro

importanza.

Oreste

: Quisquilie!!

Mirko

: Comunque, quisquillie o no, se consideriamo che lo scaldabagno

non ha il tempo di spegnere la luce spia perché è sempre attaccato, la

lavatrice è perennemente in funzione, e che tu fissato come sei con le

diete, per evitare le fritture fai sempre pietanze al forno, che guarda

caso non è a gas ma elettrico…non mi stupirei più di tanto se poi

arrivano bollette astronomiche.

Oreste

: (nel frattempo avrà aperto un’altra busta, strabuzzerà gli occhi come se non

vede bene l’importo. E scatta infuriato alzandosi va a staccare il telefono lo

avvolge in un lenzuolino bianco lo infila in un mobile, coprendolo con vari

ammennicoli e lo chiude a chiave) Ecco fatto!! Cominciamo da lui! (prende

dei fogli di carta ed una penna e li mette sul tavolo)

Mirko

: Si può sapere che cosa ti è successo? Perché hai staccato il telefono?

Oreste

: (beffardo) No! Non l’ho soltanto staccato! (aumentando il tono) L’ho

anche imbalsamato, seppellito e segregato! Ma dico siamo diventati

matti in questa casa?! Abbiamo perso ogni forma di equilibrio! Nei

confronti  delle  società  di  servizi,  siamo  più  proficui  del

FatebeneFratelli.

Mirko

: Senti io non sto capendo un accidente! Vedo che ti alzi di scatto,

stacchi il telefono, lo chiudi a chiave, sbotti come un forsennato, poi

non mi venire a dire che ti senti una persona “relativamente”

razionale.


Pacs Condicio : commedia in due atti di Angelo Scammacca                                 pag     7


Oreste


: (agitando la bolletta del telefono) Quando in una bolletta del telefono si legge 980 euro, perfino Einstein che scoprì la relatività avrebbe riflettuto se era il caso si scoprirla o no questa benedetta relatività. Per non parlare poi di Meucci, che inventando il telefono pensava di far del bene, non immaginando invece quale arma infernale stava partorendo per far arricchire lo stato italiano castrando la povera gente.


Mirko


: Ma scusa…se dobbiamo telefonare, dire qualcosa a qualcuno come facciamo?


Oreste


: (mostrando carta e penna) Ecco! Per le comunicazioni più lontane utilizzeremo il vecchio caro ed amato francobollo, mentre per quelle più vicine vuol dire che li imbucheremo personalmente nella cassetta della posta, così risparmieremo anche il francobollo.


Mirko


: Cioè… mi stai dicendo, che mentre tutto progredisce, noi faremo un salto indietro nel tempo?!


Oreste


:   E   non   solo…perché  se   noterò  un   consumo   esagerato   di

francobolli…vieni ti faccio vedere, (si avvicina al balcone e apre l’anta)

comunicheremo dal terrazzo, per fortuna abitiamo all’undicesimo

piano, con coloro che ci vedono useremo uno specchio e l’alfabeto

morse…


Mirko


: E per quelli che abitano più lontano?


Oreste


: I segnali di fumo come gli indiani!


Mirko


: Ma se dobbiamo dire o ricevere comunicazioni di notte cosa facciamo?!


Oreste


: (rapido)  Non è essenziale! Perché di notte arrivano solo brutte

notizie. E noi né daremo, né riceveremo tali notizie. (uscendo sul

terrazzo) Vieni ti faccio vedere dove dovremmo metterci( ESCONO)


Casa D’Angelo LUCI SOFFUSE


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Scena IIa

Claudia– Ada

Si sente suonare con insistenza il campanello in casa Giata dall’interno entra Ada per andare ad aprire ed accenderà la luce

Casa  Giata

LUCI  PIENE

Ada

: Vengo, arrivo, arrivo un momento (apre) Dai lascia a me lascia che

le ho prese io (toglie dalle mani di Claudia delle pesanti buste di spesa, e

Claudia che avrà anche lei qualche busta in mano chiuderà la porta)

( V I A verso l’interno)

Claudia

: (si tratterrà poggiando le altre buste e la borsa sul divano mentre si toglie una

giacchetta e l’appende nel portamantelli) Abbiamo notizie di Andrea?

Ada

: (dall’interno) Nessuna.

Claudia

: Ma doveva essere qui da almeno mezz’ora.

Ada

: E lo chiedi a me? Io non ne so nulla.

Claudia

: Stamattina prima di uscire mi ha detto: Oggi verrò un’ora prima.

Ada

: Vuol dire che ci avrà ripensato.

Claudia

: Ada metti i surgelati nel congelatore, mentre formaggi e salumi nel

cassetto, a proposito stai attenta che in un sacchetto c’è il barattolo

con la maione…(non riesce a finire la frase che dall’interno si sentirà il

fragore di merce che cade e si rompe)… se. C’era un barattolo con la

maionese, ma noi evitiamo di mangiarla perché fa ingrassare.

Ada

: (sempre dall’interno) Mannaggia!! Potevi evitare di mettere il pacco

con il sale nello stesso sacchetto, perché gli spigoli di cartone hanno

tagliato il sacchetto ed è caduta tutta la merce a terra.

Claudia

: (accusandola con vigore, mentre cerca gli occhiali in borsa) Sei un disastro!

Non ti puoi fidare di nessuno, sono proprio le persone più care che ti

pugnalino “ Tu quoque Brute fili mi”


Pacs Condicio : commedia in due atti di Angelo Scammacca

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Ada

: (rientra, difendendosi) Per giunta mi devo anche sentire dire: “ Anche

u Bruto Figlio mio”, perché tu saresti Cesare! Quando si metta la

merce nei sacchetti, invece di mettersi a chiacchierare con il cassiere

si deve stare attenti e non infilarla come capita. Accortezza ci vuole

accortezza!

Claudia

: (inveendo sempre nei confronti di Ada) Io credo che si debba essere più

accorti anche quando si mette la merce in frigo, e non avere la testa

altrove, l’ultima volta dentro il surgelatore vi ho trovato il lucido da

scarpe, due lampadine ed un pacchetto di assorbenti…

Ada

: Certo anche quella è colpa mia?!...Però ti ricordo che l’ultima volta

io non c’ero e le cose in frigo le ha sistemate Andrea.

Claudia

:  (come  per  scusare  l’accaduto)  Vero,  però  mi  ricordo  che  in

quell’occasione mancò per un po’ la luce e quindi…presi dalla

frenesia abbiamo cercato di non tenere le porte del frigo aperte per

troppo tempo, perciò sbagliare era comprensibile

Ada

: (difendendosi) La volta precedente allora? Quando per camminare sul

pavimento appena lavato, accidentalmente scivolò cadendo con le

buste in mano…e guarda caso in una busta c’era la bottiglia con

l’ammoniaca che rompendosi rese inservibili, farina, pesce, pane e

tutto il resto, mentre per fortuna nell’altra si ruppe soltanto la

bottiglia dell’olio d’oliva e combinò un’apocalisse; risultato…olio

rotto, zucchero inservibile, biscotti rovinati, per non parlare del caffè

appena tostato.

Claudia

: (smorzando i toni) Sono cose che possono capitare.

Ada

:  Io  però  non  riesco  a  capire,  che,  se  le  cose  accadono  per

“Disattenzione voluta” di Andrea, allora sono scusabili, se invece

accadano accidentalmente a me (sottolineando) e neanche per colpa

mia,  ma  imputabili  ad  altri…e  non  faccio  nomi,  succede  un

quarantotto; sono io la causa del disastro! Divento Bruto, Jack lo

Squartatore, e fra non molto sarò anche Attila.

Claudia

: (sminuendo) E va bene, va bene…ciò non toglie che devi fare più

attenzione (prende le altre buste e va all’interno, una volta dentro altro

rumore) Non è successo nulla…si sono rotti i manici  ( V

I  A )

Ada

: (prende una radio cuffia, smorza la luce lasciando un lume acceso e si sdraia

sul divano)


Pacs Condicio : commedia in due atti di Angelo Scammacca

pag  10

Casa Giata LUCI SOFFUSE

Scena IIIa

Emy – Mirko

Casa D’Angelo LUCI PIENE

Emy

: (entra dalla comune ed avrà degli scatoloni con articoli elettronici) Oreste,

Oreste, Mirko, ma dove vi siete cacciati, (aumenta il volume) Oreste,

Mirko….

Mirko

: (rientrando dal balcone) Oh Emy, eravamo di là nel balcone, stavamo

cercando la posizione più adatta per attivare una nuova tecnica

americana di seganlazioni: Optical and Smokery…

Emy

:  Non  mi  dire  che  Oreste  ha  comprato  il  nuovo  sistema  di

trasmissione a onde bioniche?!

Mirko

: Non credo proprio, prima mi diceva  che chiederà

a Nicolò il

portiere, di procurargli della legna e dell’erba verde per fare le prove.

Emy

: Prove? Prove di che??

Mirko

: (rifiutandosi volutamente) Non lo so?! Non so proprio cosa gli frulli in

testa, magari dopo te lo spiegherà lui…(cambiando discorso) e lì cosa

hai portato (indica gli scatoli)

Emy

:(contento,  senza  aprirli)  Dunque, un favoloso impianto di “Home

Theater”.

Mirko

: Benissimo, ci voleva.

Emy

: Poi, una bistecchiera che riesce a cuocere, tre hamburger, tre toast, e

tre fette di melanzane contemporaneamente.

Mirko

: Perfetto, ma come funziona a batteria solare, o ha una dinamo

azionata dal vento?!

Emy

: Vuoi scherzare?! 1300 watt a batteria solare? (esaltandosi)  Tutta

elettrica.

Mirko

: Magnifico!

Emy

: Ed in ultimo ho comperato un kit di: pialla, trapano, seghetto, e sega

circolare. Perché nel tempo libero mi dedicherò alla falegnameria.


Pacs Condicio : commedia in due atti di Angelo Scammacca

pag  11

Mirko

: (scherno) Come sono contento, e non puoi immaginare come sarà

entusiasta Oreste. Fino a qualche minuto fa non ha fatto altro che

chiedermi…ma a noi cosa potrebbe servirci, cosa ci manca? E subito

tu hai provveduto, sei un portento.

Emy

: (immediato) Già, è come se mi fosse arrivato un messaggio telepatico,

ed allora non ho resistito e “Zac” li ho presi al volo!(guarderà gli

acquisti fatti)

Mirko

: Ah…zac…al volo?! (al pubblico) questo sarà il rumore del tecnico

dell’Enel quando taglierà i fili, perché di sicuro stavolta taglieranno

la corrente.

Emy

: (che avrà sentito solo qualche parola) Non occorre che li monti un

tecnico, possiamo farlo da soli seguendo le istruzioni, anzi vado a

dirlo ad Oreste che sarà contentissimo.

( V I A nel balcone)

Mirko               : (con un sorriso stiracchiato) Sì, sì corri, sarà una pasqua.

Luci piene in entrambe le case

Suona il telefono

Scena IVa

Emy – Mirko – Oreste – Ada

Ada

: (dopo aver acceso la luce e composto il numero passeggia nella stanza)  Ciao

sono io.

Mirko

: (rispondendo)  Pronto…,  ciao  Ada,  prima  Oreste  ha  staccato  il

telefono ma ha dimenticato il cordless.

Ada

:Cosa stai facendo?

Mirko

: Niente, cosa vuoi che faccia?! Faccio il cuscino.

Ada

: (che non ha capito bene) Il cugino? Il cugino di chi?

Mirko

: Ma quale zio e cugino…ho detto che faccio il cuscino, fra le beghe

di Emy e l’isterismo di Oreste che cerca di trovare in me, il colpevole

di tutte le bollette esagerate che bisogna pagare. Ed anche se sa

benissimo che è colpa di Emy io debbo sorbirmi tiritere su tiritere…e

tu cosa mi racconti?

Ada

: Niente, che ti posso dire, mi annoio da morire…dieci minuti fa ho

finito  di  ricevere  un’ultima  secchiata  di  insulti  legati  alla  mia

strafottenza…almeno così dice Claudia (arrabbiata e sofferente al tempo

stesso in quanto cosciente che le cose non stanno così) sono accusata ditutto! Sono l’unica colpevole dei disastri che avvengono quotidianamente in casa.


Pacs Condicio : commedia in due atti di Angelo Scammacca

pag  12

Mirko

: Già loro fanno presto ad appoggiarsi sui muri bassi.

Ada

: Pertanto essendo io come figlia un muro basso, non mi sarà mai

consentito di crescere alla loro altezza!

Mirko

: Purtroppo è così. Loro non hanno mai colpa, invece i figli sempre.

Ada

: A noi insegnano a non dare brutte risposte, ad essere remissivi, a

moderare il nostro linguaggio…per loro invece tutto è concesso.

Mirko

: E’ la legge del più forte, per loro esiste un solo “Status vivendi”:

“Meglio vivere un giorno da leone che cento anni da pecora”, però i

figli devono essere pecore.

Ada

: Un giorno da Leone?!

Mirko

: E già! Però l’indomani hanno dimenticato del giorno che è passato,

quindi quello che si presenta è per loro un nuovo giorno da leone,

mentre per noi un altro da ovino.

Oreste

: (si sente la voce dall’esterno che aumenta in tono di rimprovero) Ma dico, ti

ha dato di volta il cervello? (entra)

Emy

: (entra dopo Oreste e chiude il balcone. I due litigano) Ma scusa potevo

farmi scappare un’occasione simile?!

Oreste

: M’immagino la scena…l’occasione che scappava di qua e di là e tu

che la rincorrevi fino ad afferrarla.

Mirko

: (ad Ada con ghigno) Ascolta, senti cosa succederà fra poco…

Oreste

: Prima di fare una spesa simile, sarebbe stato utile che tu avessi dato

un’occhiata alle bollette che dobbiamo pagare (le mostra)

Emy

: (darà uno sguardo veloce e disinteressato senza guardare gl’importi) Ecco

fatto! Le ho profondamente analizzate.

Oreste

: Profondamente?! E non sei sprofondato!

Emy

: Ma scusa ragiona…tu ci pensi quando vedremo un film con il

nuovo impianto stereo a tutto volume l’emozione che proveremo.

Oreste

: No! Perché penso alle raccomandate di lamentele che riceveremo da

tutto il condominio!


Pacs Condicio : commedia in due atti di Angelo Scammacca

pag  13

Emy

:  E  poi  immagina  quanti  lavori  potrò  fare  con  gli  utensili  da

falegname…mobili,  mobilucci,  mobiletti,  con  il  giusto  legname

verrano fuori dei perfetti mobili a squadra.

Oreste

: Sbagliato! Io penso che verrà dentro la squadra mobile, altro che

mobili a squadra.

Mirko

: Hai sentito? Ti rendi conto dell’aria che tira?

Ada

: Hai ragione. Beh, forse è meglio che chiudiamo, anche se ho

telefonato  io  magari  ti  accuseranno  del  costo  di  questa

telefonata…ciao. (chiude la comunicazione, spegne la luce lasciando un lume

acceso che crei penombra)

Mirko

: Ciao. (posa il telefono)

Scena Va

Emy – Mirko – Oreste

Mirko

: Finalmente avete approvato la nuova finanziaria? Vi siete messi

d’accordo sul numero di decibel che costringerete a far vivere tutto il

vicinato? Piuttosto invece vedete chi di voi due dovrà assolvere

quest’impegno.(si alza, prende in mezzo ai libri un foglio e lo da ad Oreste)

Oreste

: (prende il foglio lo legge rapidamente e lo da ad Emy) Non mi riguarda!

Mirko

: (ad Emy) Non gli riguarda ed a te?

Emy

:(legge a voce) Egregio signore, in ottemperanza alle normative della

comunità europea, in ambito alla partecipazione dei giovani a speciali

corsi di formazione della durata di mesi dodici in altre nazioni, questa

commissione ha ritenuto lo studente Mirko D’angelo meritevole a

tale  partecipazione,  la  invitiamo pertanto  a  compilare  l’allegato

modulo sottoscrivendo le condizioni generali. Condizioni Generali:

1° versamento simbolico di euro 5000 quale quota di partecipazione.

2°  sottoscrizione  da  parte  del  padre  quale  assunzione  di

responsabilità. La invitiamo pertanto a presentarsi presso codesta

segreteria munito di documento di riconoscimento. (la ridà ad Oreste)

Non è compito mio!

Orteste

: Vorresti dire che è indirizzata a me?

Emy

: E’ indirizzata al padre! Chi sono io il padre?

Oreste

: Ed allora chi io?


Pacs Condicio : commedia in due atti di Angelo Scammacca

pag  14

Emy

: Ma se firmo io diventa un connubio ridicolo…io mi chiamo Emilio

Volo.

Oreste

: (rapido) Perché è vietato chiamarsi Volo?!

Emy

: Assolutamente no. Però tu sai bene che Mirko è in affidamento

semi-definitivo ed il suo cognome guarda caso è D’angelo, firmando

io assume entrambi i cognomi e diventa Mirko VoloD’angelo, un po’

funambolico, direi indigesto non credi?  (Siede)

Oreste

: Invece per me… visto che mi chiamo Capelli…come primo, un bel

piatto di Capelli D’angelo sarebbe digeribile.

Mirko

: Scusatemi se m’intrometto fra le vostre pietanze, ma quando avete

deciso… di fare richiesta per la mia adozione, avete stabilito o no i

ruoli? Mi piacerebbe sapere se io mi ritrovo con due papà o con due

mammì?

Emy

: Ormai possiamo dire che per le coppie di fatto è quasi tutto definito,

l’ inserimento nel contesto sociale sarà ufficializzato, noi i “Dico”1

abbiamo trovato una giusta allocazione, e siamo quasi una famiglia

identificata con la sigla SAR Senza Altrui Responsabilità.

Oreste

:  I  nostri  rappresentanti  al  governo,  hanno  fatto  tanto  per  far

riconoscere una legge che tutelasse i nostri diritti. (siede anche lui)

Mirko

: E già, proprio una legge all’italiana…tutela dei diritti e noncuranza

dei doveri…allora…chi firma?? (siede)

Oreste

: (indicando Emy) Lui!

Emy

: (contemporaneamente all’unisono indicando Oreste) Lui! (resteranno seduti

come un fermo immagine fino alla fine del primo atto)

Casa D’Angelo LUCI SOFFUSE

Casa Giata LUCI  PIENE

Scena VIa

Claudia– Ada – Andrea

Andrea            : (suonerà con insistenza alla porta d’ingresso)


1Termine che identifica le coppie dello stesso sesso. Come i Pacs, o le Coppie di Fatto


Pacs Condicio : commedia in due atti di Angelo Scammacca

pag  15

Claudia

: (provenendo dall’interno si precipita ad aprire seguita da Ada)

Un attimo,

un attimo sto arrivando (apre)

Andrea

: (premurosamente richiude la porta ed entra) Ah…finalmente in salvo

Ada

: Ma cosa ti è successo?

Andrea

: Per favore meglio non parlarne.

Claudia

: Che vuol dire meglio non parlarne, ma scusa Andrea, stamattina te

ne sei andata dicendomi che saresti venuta un’ora prima, invece ti sei

ritirata più tardi del solito, e per giunta non ne dobbiamo parlare?!

Ada

: (falso) Noi siamo state in trepida attesa, tant’è che Claudia mi ha

fatto sistemare anche la spesa senza neanche aspettarti, pur sapendo

che tu sei una specialista (siede sul divano).

Claudia

: (siede anche lei accanto ad Ada) Dai racconta… stiamo aspettando.

Andrea

: (inizia il racconto) Ero felicissima perché una volta tanto riuscivo a

rientrare nel pomeriggio con un bel anticipo, non erano neanche le

sedici capite, quando poco più avanti del portone chi t’incontro?

Claudia

: E che ne so io?!

Andrea

: Forza un po’ di fantasia, allora?? Dimmelo tu Ada.

Ada

: Io? Come faccio a saperlo se in questa modesta palazzina , vi

abitano solo 150 famiglie, e se facciamo la media di tre persone

ciascuna, praticamente vi abita un intero paese.

Andrea

: Ma dai sforzatevi un po’, non è poi così difficile.

Claudia

: Tanto per dirti un nome…il Dottor Agonìa

Andrea

: (e Ada la guardano stupite come per dire: ma che cosa dice) Ho detto un po’

di fantasia, no surrealismo…quello poverino era Agonìa di nome ma

non di fatto, è morto fulminato tre mesi fa.

Ada

: La signora Mezzasalma!

Andrea

: Due anni fa ha cambiato casa e cognome, Tuttasalma al cimitero

comunale. Ho capito non ci arrivate, vi arrendete? Si o no?

Claudia

: (stancamente guarda Ada) Ci arrendiamo, rifiutando l’onore delle armi.


Pacs Condicio : commedia in due atti di Angelo Scammacca

pag  16

Ada

: Arrese ma a piede libero s’intende.

Andrea

: Bene allora ve lo dico io…mi ha fermata per salutarmi la signora

Laura, la moglie del dottor Bellaiuto.

Claudia

: E per scambiarvi i saluti c’è voluta un’ora e mezza.

Andrea

: Tu lo sai com’è la signora?! Tutta delicata, tutta morbidosa, tutta

flemmatica, e fra un saluto e l’altro mi dice: (imitare un personaggio che

parli  in  modo  moggio  moggio,  con  una  cadenza  particolare)  Oh  mia

carissima signora Giata come va?? Ha da fare? Bene rispondo io, no

nessun impegno particolare; anzi oggi non speravo di meglio visto

che mi sto ritirando prima. Allora considerando che è in anticipo…

mi  dice  lei…mi  faccia  compagnia  due  minuti…Ma  veramente

stavo… dico io, beh solo due minuti replica lei, il tempo che Lulù fa

la pipì e rientriamo. A malincuore con un finto sorriso che mi andava

da un orecchio all’altro le dissi: va bene.

Ada

: E tu perché non le dicevi che avevi un impegno.

Andrea

: Ormai mi era scappato che non avevo nulla da fare, e poi sai è

sempre  la  moglie  dell’amministratore  bisogna  tenerseli  buoni…

avranno sempre un occhio di riguardo pensai. Accompagniamo Lulù.

Claudia

: Lulù?! Chì quel cagnolino, che dalla punta del naso a quel bottone

che ha per coda misura 15 centimetri.

Andrea

: Proprio lui.

Ada

: E tutto questo tempo c’è voluto, neanche se doveva fare due

kilometri di pipì.

Andrea

: Aspetta, non aver premura. (racconta) Dunque c’incamminammo

lungo i viali del parco, passavamo un albero, un altro, un altro ancora,

ed io le dissi: Signora ma con tutti questi alberi che ci sono perché il

cane non fa la pipì?! E lei mi risponde: e no! Perché è abituato nel

suo  albero.  Ah…non  lo  sapevo,  dico  io;  e  continuammo  a

passeggiare. Dopo tre o quattrocento metri di strada, le richiedo, ma

in mezzo a tutti questi alberi non è che si è confuso e non sa più qual

è il suo albero?! No lo sa, lo sa bene mi dice lei…è quello laggiù, e

mi mostra un albero che si trovava almeno a due kilometri di

distanza. Strabuzzo gli occhi! Quello dico io? Proprio quello?? E mi

scusi, ma per una volta non può scambiare un albero qualunque per

un cesso qualsiasi. E no mi dice lei perché se gli faccio fare la pipì in

un altro posto poi si disorienta e poi vuole essere portato dallo

psicologo.

Claudia

: Il cane? Vuole essere portato dallo psicologo??


Pacs Condicio : commedia in due atti di Angelo Scammacca

pag  17

Ada

: E glielo chiede il cane alla signora Laura? Non mi dire che le dice

anche il nome dello specialista in cui vuole essere portato. O si

accontenta di uno qualunque?!

Andrea

: Infatti io le ho chiesto: signora ma come fa lei a sapere che lui vuole

essere portato dallo psicologo? E lei tutta flemmatica mi risponde:

perché  comincia  a  fare  cose  strane,  lei  immagini  che  quando

accendiamo la televisione per vedere un TG, comincia ad abbaiare…

perché vuole vedere i Simpson.

Claudia

: Sicuramente quando vede la faccia da Bulldog di Prodi lo scambia

per un suo cattivo conoscente e vuole cambiare canale.

Andrea

: (continuando il racconto della signora Laura)  L’altra volta ha visto

Armaduk il famoso cane di Ambrogio Fogar in un documentario che

tirava la slitta fra i ghiacci, e di corsa si è nascosta sotto la poltrona

coprendosi gli occhi con le zampette…

Ada

: Avrà pensato che quella sorte potrebbe capitare a lei.

Andrea

: Comunque rassegnata le chiedo, ma l’albero è proprio quello laggiù

a due kilometri? Che ci vuole mi dice lei…quattro passi, solo che

faceva un passo ogni dieci minuti. (misteriosa, cambia tono) Quando

inaspettata arrivò la salvezza.

Claudia

: Morì il cane?!

Ada

: Se la fece addosso per problemi d’incontinenza

Andrea

: No!

Claudia

: Si accontentò di una pianta di gerani.

Ada

: Avete visto da lontano che potavano il suo bell’albero.

Andrea

: No! (le guarda ) Non potete immaginarlo, “squillò il cellulare della

Signora Laura”.

Claudia

: Ho capito! Il cane turbato le disse che non voleva fare più la pipì.

Andrea

: Ma ché?! Le comunicavano che era arrivato un pacco urgentissimo

che lei aspettava ed occorreva che oltre alla firma lei controllasse il

contenuto.  Pertanto  mi  pregò  dicendomi:  Signora

Andrea

cortesemente continui lei, accompagni Lulù a fare il suo bisognino, io

debbo rientrare immediatamente, mi salutò e mi lasciò belva e

guinzaglio.


Pacs Condicio : commedia in due atti di Angelo Scammacca

pag  18

Ada

: E cosa hai fatto? L’hai spremuto come un limone per fargli fare la

pipì.

Andrea

: Non c’è stato bisogno, non appena vidi che la signora Laura era

scomparsa dalla mia vista, mi sono avvicinata al primo albero, e

guardando il mastino in malo modo gli ho detto: (in tono minaccioso)

Piscia qua, piscia qua, o ti do un calcio in culo che quello spuntone di

coda che ti ritrovi te lo faccio uscire davanti e ti trasformo in

unicorno.

Claudia

: Povera bestiolina, non credo sia riuscita a capire tutto ciò.

Andrea

: Tu dici? L’ha capito, e come se l’ha capito! Si è abbassata ha

allargato le gambe ed ha fatto una pipì che per una settimana non

chiederà più di andare al cesso. Dopo di ché, da solo ha fatto dietro

front e si è incamminato verso casa. E questo è il motivo del mio

ritardo.

Scena VIIa

Claudia - Ada – Andrea - Bellaiuto

Da fuori si sentirà dapprima la voce di Bellaiuto che chiede aiuto,

si accenderanno le luci in entrambi gli appartamenti.

Bellaiuto

: (si affaccia in una casa poi nell’altra)  Aiuto, presto aiutatemi, mia

moglie è svenuta quando ha visto Lulù che le ringhiava senza farla

avvicinare, comodamente seduto nella tazza del water.

Fine I° ATTO


Pacs Condicio : commedia in due atti di Angelo Scammacca                                 pag     19

ATTO II°

Scena Ia

Mirko - Ada

Casa D’Angelo LUCI PIENE

Ada

: (seduta in poltrona) Purtroppo la colpa è dei nostri governanti, dei

legislatori, vero è che loro fanno le leggi, ma li fanno per poter essere

interpretate in più modi, non trovi mai una legge alla quale tu non

possa dare due o più significati diversi.

Mirko

: ( Intento a cercare qualcosa nella libreria) Il bello è che tante volte le

interpretazioni sono diametralmente opposte, se la leggi in un modo

sembra quel diritto ti tocchi di diritto, e nessuno può farci nulla, se la

leggi in modo o con un accento diverso, sembra che lo stesso diritto

che prima ti toccava, è un diritto che tocca a tutti tranne che a te che

invece ne hai il diritto.

Ada

: Ma a te che sei iscritto in biologia, tutta questa filosofia da dove ti

proviene.

Mirko

: Basta discutere dei nostri parlamentari che diventiamo tutti filosofi,

questo è il fatto.

Ada

: Si sono divertiti a fare leggi per riconoscere le coppie  di fatto, i

Dico, i Pacs… chiamali come vuoi, hanno avuto solo la fantasia

d’inventare i nomi più strani, ma non hanno stabilito in maniera

decisa i singoli ruoli, i diritti ed i doveri dell’uno e dell’altro partner,

ed anche dei figli….qualora ve ne siano.

Mirko

: Forse, se c’è qualche figlio legittimo, la cosa potrebbe essere

definita, ma se è un figlio adottato…sarà tutto da vedere. (trova il foglio

che cercava) Ecco, ecco qua il foglio che cercavo (lo porge ad Ada e siede

anche lui) Guarda, leggi.

Ada

: da una rapida lettura) Beh…un bellissimo premio, da quello che so io,

è difficilissimo essere ammessi a questi corsi, e poi fra l’altro, in base

alla dichiarazione dei redditi chiedono delle garanzie economiche.

Mirko

: Beh…questo credo che non sia un problema.


Pacs Condicio : commedia in due atti di Angelo Scammacca

pag  20

Ada

: E poi la cosa più importante è, che dopo un esame pro forma,

l’assunzione è sicura come ambasciatore presso una sede delle

nazioni consorziate.

Mirko

: Ed è proprio quello che ho pensato io, un’occasione simile ti capita

solo una volta nella vita, è un treno che tu devi prendere al volo…se

gli altri lo permettono (con un velato rammarico).

Ada

: Non mi dire che non ha voluto che tu prendessi quel treno?!

Mirko

: Peggio! Mi ci hanno buttato sotto il treno! Perché al momento di

stabilire chi fra loro fosse il padre che avrebbe dovuto firmare…sono

nate le difficoltà.

Ada

: Perché non può firmare Emy?

Mirko

: Se è per questo anche Oreste. Il fatto sta che nessuno dei due si

identifica nei miei riguardi come padre. Ti spiego: la legge ha

consentito loro di fare richiesta per il mio affidamento, in quanto

orfano di genitori periti in un incidente e senza altri parenti.

Ada

: E allora? Sei stato dato a loro dalla legge.

Mirko

: Già! Da quella legge di comodo di cui ti parlavo prima. Non

essendo io un trovatello, ero già stato registrato all’anagrafe con il

mio nome e cognome, ossia Mirko D’angelo.

Ada

: E cosa cambia? Uno non si può chiamare Mirko D’angelo ed essere

figlio di Emy e di Oreste?

Mirko

: A detta di loro…siccome nel mio caso io non perderei il mio

cognome  originario,  ma  lo  terrei  come  secondo  cognome

intersecandolo fra quello di chi si assume la paternità…

Ada

: Non mi dire che questo è un problema?!

Mirko

: Chiamandosi Oreste, “ Capelli”, ed Emy “ Volo” io diventerei o

Volo D’angelo, o Capelli D’angelo, insomma comico sia l’uno che

l’altro, e per questo banale motivo non si decidono.

Ada

: Per me sono scuse belle e buone, ma sono sempre più convinta che

sia colpa della legge, tutti i dettagli vanno definiti prima, e non

lasciarli in aria al tempo che verrà.


Pacs Condicio : commedia in due atti di Angelo Scammacca

pag  21

Mirko

: Per fortuna tu non hai questo problema.

Ada

: Già il mio caso è differente. Io ero già stata adottata da Andrea e suo

marito, quindi si trattò di un’adozione completa e definitiva, io ero

stata abbandonata, non avevo un cognome precedente e pertanto

porto quello del mio padre adottivo che si chiamava Giata.

Mirko

: (ridendo) Beh…a pensarci bene non scherzi neanche tu. Una che di

cognome va Giata le mettono di nome Ada, che bel connubio

AdaGiata. Che gran fantasia.

Ada

: Purtroppo ero ancora piccola quando mio padre passò a miglior vita,

e nel tempo…che dirti…bizzarrie della vita, Andrea decise di vivere

con Claudia, perciò io mi ritrovo con due mamme.

Mirko

: (rapido) Ed io con due papà…anzi con due Babbì. Vieni andiamo,

scendiamo giù, andiamo a passeggiare nel parco.

( i Ragazzi  V I A

dalla Comune)

Casa D’Angelo LUCI SPENTE

Scena IIa

Claudia - Andrea – Bellaiuto

Casa Giata LUCI PIENE

Andrea

: (accuserà un forte dolore dietro ad una spalla, seguita da Claudia entrano

dalla laterale in abiti di casa). Ahi, che bruttissima nottata, questo dolore

non mi ha fatto prendere sonno neanche un minuto.

Claudia

: E pensi che non me ne sia accorta?! L’ho sentito come ti sei

lamentata girandoti continuamente nel letto da un lato all’altro.

Andrea

: (Mentre si sdraia sul divano) Mi devo sdraiare un po’ perché il dolore

non mi fa neanche respirare. (in rapida successione) Hai chiamato il

medico, quando ti ha detto che veniva, cosa mi consiglia di fare? E

poi, non credo che quella pillola che mi hai dato non fosse indicata?!

Claudia

: (in escandescenza) Hai chiamato! Quando viene! Non credo che la

pillola non sia adatta! Che ne so io se la pillola ti può far male!...

c’era scritto per dolori articolari e muscolo-scheletrici.


Pacs Condicio : commedia in due atti di Angelo Scammacca

pag  22

Andrea

: (se la protagonista è magra) Certo, visto che io sono uno scheletro è

fatta per me! (se invece è robusta) Ti lascio immaginare, considerando

la mia silhouette, prima che arrivi a far effetto al mio scheletro potrei

essere anche defunta…. (continuando) e poi tu come fai a dire che il

mio è un dolore articolo-scheletrico.

Claudia

: Non lo dico io, sono i tuoi sintomi che lo dicono…e poi quante

volte te l’ho detto: Andrea dopo la doccia asciugati subito i capelli,

non restare con la testa bagnata, Andrea vedi che dopo…

Andrea

: (rapida canzonandola) Che dopo…che dopo, sei una iettatura, se lo

facevi tu il film la Iettatura superavi anche la buonanima di Totò. E

poi finiscila con quest’Andrea, Andrea, non lo sopporto più questo

nome! Non mi potevano chiamare Vercingetorige.

Claudia

: Perché a Vercingetorige non facevano male le ossa?

Andrea

: Che ne so io; credo che tu ti saresti stancata a dire sempre

Vercingetorige, Vercingetorige, e non mi avresti più chiamata. Ahi,

che male, non ne posso più…ahi, ahi…ma questo medico che fa,

viene o no?

Claudia

: Che ne so io! Io ho chiamato ed ho lasciato il messaggio in

segreteria, perciò non lo so quando verrà.

Andrea

: Segreteria? Ma quale segreteria se il nostro medico non l’ha mai

avuta. Ma sei sicura a chi hai chiamato?

Claudia

: (seccata) Al medico! A chi se no!

Andrea

: Per giunta ti arrabbi. Una povera Crista può morire, e nessuno corre

in suo aiuto.

Claudia

: E la povera Crista saresti tu?? Ma fammi il piacere.

Suonano alla porta

Claudia

:  (Mentre  apre)  Ecco  sarà  il  medico,  finalmente  perché  non  ti

sopportavo più! Ah…dottor Bellaiuto s’accomodi.

Bellaiuto

: (si presenta alla porta ansante ed asmatico, in preda di un attacco di tosse,

difficoltà di respiro. Con una borsa in mano come se fosse un medico. A stento

saluterà) Buongiorno (la tosse aumenta, sarà tremante e con delle convulsioni)


Pacs Condicio : commedia in due atti di Angelo Scammacca

pag  23

Claudia

: (preoccupata  chiama  Andrea)  Andrea presto aiutami il dottore sta

male…forse sta morendo!

Bellaiuto

: (se pur malconcio la guarda come per dirle : Pussa via; e si mette la mano in

mezzo alle cosce in maniera scaramantica, e resterà coricato fino a quando

anche Emy si coricherà sul divano addosso a lui ma al contrario con i piedi

quasi sotto il suo naso) Aiutatemi vi prego (tossisce)

Andrea

: (alzandosi aiuta Claudia a sostenere Bellaiuto. Tutta la scena seguente dovrà

un incedere dinamico, mentre Bellaiuto si sdraia) Presto Claudia prendi un

panno  umido,  l’apparecchio  dell’aerosol,  una  fiala  di  Bentalan,

chiama qualcuno, presto fai qualcosa…

Claudia

: (che all’incalzare di queste richieste si muoverà confusamente da una parte

all’altra della stanza senza rendersi conto di quello che fa: magari le porgerà il

telefono, un libro, un mazzo di carte) Ecco qua, ecco qua.

Andrea

: Ma che me ne faccio delle carte?!

Claudia

: Che ne so io…possiamo fare un tressette con il morto.

Andrea

: L’aerosol…ci vuole l’aerosol!

Claudia

: E dov’è?…ma se non l’abbiamo mai avuta!

Andrea

: E bussa a casa di Mirko, Emy è un patito,…ha tutto quello che

esiste di elettrico e forse anche quello che non è stato ancora

inventato.

Claudia

: Già vero lo chiedo a loro! (scappa di corsa, e lascia la porta aperta per

suonare insistentemente a casa di Mirko. Andrea e Bellaiuto resteranno immobili

come ad un fermo immagine)

(  V I A

dalla comune)

Casa D’Angelo LUCI PIENE

Scena IIIa

Claudia - Andrea – Bellaiuto – Emy

Emy

: (proviene dall’interno in vestaglia e pantofole fru-fru, sentendo suonare con

tanta insistenza crede che sia Oreste di ritorno della spesa) L’ho capito, l’ho

capito che non ti sei portato le chiavi, quando vai a fare la spesa

sempre la stessa storia (apre e vede Claudia)


Pacs Condicio : commedia in due atti di Angelo Scammacca

pag

24

Claudia

:  (entrando)  Presto  Emy  abbiamo  bisogno

d’aiuto  per  il

dottor

Bellaiuto, prendi qualcosa, prendi la macchina per l’aerosol…e dai

su, sbrigati…e sbrigati fai presto…aiutati.

Emy

: (Preso di sorpresa, non si rende subito conto e quindi alle continue richieste

resterà un attimo inebedito) Sì subito, la prendo subito, (ed in modo agitato

e confusionario cercherà la macchinetta, mettendo a soqquadro l’intera stanza,

tirando fuori roba dai cassetti, facendo cadere involontariamente qualche sedia,

dei  cuscini,  quello  che  sarà  contenuto  nei  mobili.  Insomma  dovrà  dare

l’impressione come se in quella stanza siano entrati i ladri. Poi trovandola).

Eccola finalmente, dov’era nascosta. Eccola

qua! (quindi assieme a

Claudia usciranno per andare in casa Giata lasciando la loro porta aperta).


Claudia


: (entrando) Finalmente l’abbiamo trovata.


Emy


: (seguendo Claudia, non si avvede dello scalino, scivola o inciampa rovinando


a terra facendosi male alla schiena, tanto da essere soccorso) ahi…ahiai misono fatto male alla schiena, ed al collo, vi prego aiutatemi.


Claudia


: Presto Andrea aiutami, Emy si è fatto male, aiutami a sollevarlo.


Andrea


: Bell’aiuto è venuto a darci per aiutare Bellaiuto (accorre a sollevareEmy) Mettiamolo a sedere in una sedia.


Emy


: (sedendosi accuserà ancora più dolore) No vi prego, seduto no! Non posso stare seduto, il dolore è insopportabile. Sdraiatemi da qualche parte. Ho sbattuto l’osso sacro.


Andrea


: Poverino, allora avrà tutto l’osso sacro sconsacrato. Sdraiamolo


Claudia


: Sdraiato? E dove lo sdraiamo?


Andrea


: (guarda Claudia) E dove? Dove?          (poi contemporaneamente a Claudia

diranno) Li!! (E indicano il divano dove c’è Bellaiuto lo spostano un po’

metteranno  un  cuscino  dai  piedi  e  faranno  sdraiare  Emy  togliendogli  le


pantofole).


Claudia


: (si darà da fare per mettere in funzione la macchina dell’aerosol) ma il filo è corto, occorre una prolunga (la cerca nei mobili) qui non c’è, dov’è la prolunga?


Pacs Condicio : commedia in due atti di Angelo Scammacca

pag  25

Andrea

: (aiutandola a cercarla) Non mi ricordo, forse era messa nel cassetto, o

forse….(si  accorge  che  Bellaiuto  anestetizzato  dai  piedi  di  Emy  ronfa

beatamente) Lascia stare, non cercare più, non c’è più bisogno.

Claudia

: Come non c’è più bisogno, ma se quello sta moren…(lo vede dormire

beatamente) ..do. Miracolo!

Andrea

: Ma che miracolo e miracolo…metodo dottor Sholl.

Claudia

: Perché è venuto il dottor Sholl mentre ero di la?

Andrea

: (la invita a seguirla, prende una pantofola di Emy e gliela farà odorare, e

simuleranno l’orrendo puzzo che ne deriva. Vedono che anche Emy si è assopito)

Se il suo effetto lo scopre il ministero della sanità lo assume nelle

sale operatorie degli ospedali.

Claudia

:  Ti  lascio  immaginare  quanto  anestetico  si  risparmierebbe  per

addormentare gli ammalati.

Scena IVa

Claudia - Andrea – Bellaiuto – Emy – Oreste

Oreste

: (presentandosi all’ingresso di casa sua con due borse del supermercato, si accorge

del disordine e crede che siano entrati  i ladri, quindi spaventato corre in casa

Giata)… I ladri….(davanti all’uscio di casa Giata)…I ladri…(gli cadranno le

buste di mano e sviene) Ohhh!

Andrea

: (agitandosi)Presto Claudia, Oreste è svenuto….aiutami, su dammi una

mano…hai sentito? I ladri, sono entrati i ladri:

Claudia

: (preoccupata) Madre mia, ci sono i ladri. (prende un ombrello per difesa, e si

mette a gridare) Aiuto….Polizia, i ladri…Polizia!! Carabinieri, esercito!

Quando li chiami non viene mai nessuno.

Andrea

: Ma dove li hai visti questi ladri?? Oreste ha solo detto i ladri…presto

aiutami a portarlo dentro perché è svenuto (si china assieme a Claudia per

soccorrerlo).

Claudia

: Poverino si sarà spaventato…dove lo stendiamo…(si guardano attorno, ed

assieme indicando il divano diranno) Lì!

Andrea

:  (con  l’aiuto  a  Claudia  stenderanno  Oreste  sopra  gli  altri  due)  Presto

Claudia…i Sali…dai su fai presto…prendi i profumi…non vedi che è

svenuto…non gli arriva il sangue al cervello, alziamogli i piedi…porta qualcosa da fargli odorare (e mentre lei gli alza i piedi) presto che io gli faccio arrivare il sangue alla testa.


Pacs Condicio : commedia in due atti di Angelo Scammacca

pag  26

Claudia

: (mentre cerca) Spera che non gli arrivi agli occhi …se no diventa una

belva (trova  una  bottiglietta)  Ecco qua, questa andrà benissimo, fagli

odorare questa!

Oreste

: (non appena annuserà la bottiglietta, sarà pervaso da un soffocamento e da una

tosse asfissiante, gli occhi fuori dalle orbite, cerca di divincolarsi.)

Claudia

: Dai tienilo fermo che si sta riprendendo. Fermo Oreste, dai annusa!

Andrea

: Ma come faccio a tenerlo fermo, se sguscia come un’anguilla.

Oreste

: (alza le braccia in segno di arresa) Basta, basta per carità.

Andrea

: (a Claudia) Ma cosa gli hai fatto annusare?

Claudia

: Non lo so.

Andrea

: (odora anche lei la bottiglietta e strabuzza gli occhi) ..Puahh! Ammoniaca!!

Fallo sdraiare prima che svenga nuovamente, anzi per rianimarlo fagli

odorare le pantofole di Emy.

Scena Va

Claudia - Andrea – Bellaiuto – Emy – Oreste- Veterinaria

Veterinaria  : (all’ingresso, trova la porta aperta, vede quella situazione) Permesso?

Claudia           : La dottoressa! Prego avanti.

Veterinaria  : (entrando ) Oh…madonna santissima cos’è successo?(scena animatissima,

si toglie la giacca o il paltò, apre la borsa con le medicine, mette al collo un

fonendoscopio)    Presto  aiutatemi…una  bacinella,  presto  una  bacinella

dell’acqua e delle tovaglie (da una rapida occhiata) si deve trattare di un avvelenamento collettivo. (dalla borsa prende una grossa peretta, un tubo digomma.)

Claudia           : (in un mare di confusione gira per tutta la stanza cercando qualcosa, rovistando

tutto, ma non prendendo nulla, infine va in cucina) Ah…la bacinella, vado io!

( V I A dalla laterale)

Andrea            : Mi scusi dottoressa…ma io penso

Veterinaria : (mentre rovista la borsa) La prego non mi distragga! Perché qui la cosa è grave. Mi aiuti invece regga la peretta, quando prendo il farmaco adatto


(continua a cercare.)


Pacs Condicio : commedia in due atti di Angelo Scammacca

pag  27

Andrea

: A cosa serve la peretta?

Veterinaria

: A fare la lavanda gastrica…speriamo di non avere delle difficoltà per

via orale, in caso contrario dovremmo procedere in altro modo.

Andrea

: Ossia??

Veterinaria

: Signora…l’ascensore funziona in tutte’ due i sensi di marcia, sale e

scende.

Andrea

:  (che   ha   capito)   Quindi  se  ci  sono  difficoltà  ad  entrare

dall’alto….dovremmo…(fa il gesto)

Veterinaria

: Dal basso! Esatto, per via anale…

Claudia

: (rientra, con una bacinella) Ho portato questa, se non va bene questo

colore ne prendo un’altra.

Veterinaria  :  Beh,  il  colore  non  importa,  l’importante  è  la

capienza,  perché

dovremmo pompare almeno tre litri d’acqua a testa.

Claudia

: Tre litri?? A testa?

Andrea

: Non sarà il caso di chiamare l’impresa dell’espurgo pozzi neri?

Veterinaria

: L’acqua …dov’è l’acqua?

Andrea

: (va in cucina e ritorna con una bottiglia d’acqua, e ne butterà un po’ nella

bacinella. In qualche modo dovrà darne un sorso ad Oreste che lo tratterrà in

bocca) Ecco qua, ecco l’acqua.

Veterinaria

: (butterà della polverina qualunque nell’acqua, simulerà di riempire la peretta,

innesterà il tubo, quindi rivolgendosi a Claudia) Forza signora lei tenga il tubo

ben infilato in bocca, e lei invece (Andrea) tenga fermo il paziente.

Claudia

: (che oltre a tenere il tubo in bocca, chiuderà il naso ad Oreste) Dottoressa, a me

sembra che l’acqua fuoriesca dalle orecchie…

Veterinaria

: (continuando la sua opera) Non si preoccupi….e lei (ad Andrea) è capace di

tenerlo fermo sì o no?!

Andrea

: (tenterà in tutti i modi di tenere fermo Oreste che si divincolerà come un’anguilla

fino a scivolare a terra) Sta scoppiando!


Pacs Condicio : commedia in due atti di Angelo Scammacca

pag  28

Oreste

: (con le guancie gonfie, gli occhi fuori dalle orbite, scappa in un angolo inseguito

da Claudia che gli sorreggerà la bacinella ed Oreste espellerà l’acqua che aveva in

bocca a mo’ di fontanella) Ma dico siete impazzite? Mi volevate affogare?!

Veterinaria

:  Ma no, è il lavaggio, ed è stato provvidenziale, di solito alle mucche

sono costretta ad infilare questo tubo per via anale, e vi dirò che è più

lento a fare effetto.

Oreste

: (disgustato) Che schifo! Infila questo tubo nel culo delle vacche, delle

pecore ed ora lo ha usato per me??

Veterinaria

: Beh…ma gli animali brucano l’erba.

Nel  frattempo  anche  Emy  e  Bellaiuto  si  sono  ripresi,  quindi

siederanno un po’ prima di alzarsi.

Claudia

: (rivolgendosi alla veterinaria) Mi scusi, ma lei precisamente cos’è?

Veterinaria

: Una dottoressa!

Andrea

: Questo lo supponevamo, ma in cosa dottoreggia…insomma qual è la

sua specializzazione?

Veterinaria

: Sono una veterinaria.

Oreste: (darà inizio ad un’azione dinamica. In modo alterato) E mi avete dato in mano ad una veterinaria? Bel riguardo avete!


Emy


: (a  Claudia  ed  Andrea)  Ma perché avete chiamato una veterinaria?

Somigliamo proprio a delle bestie?


Claudia


: Ma io non ho chiamato la veterinaria, io ho lasciato un messaggio alla segreteria telefonica del nostro medico, perché Andrea aveva un forte dolore alla schiena.


Andrea


: Ma te lo ripeto ancora, il nostro medico non ce l’ha la segreteria telefonica.


Bellaiuto


:


(che se né stato zitto ascoltando il dialogo, alzerà il dito per chiedere la parola)


Scusatemi…posso? Non vorrei disturbarvi, ma credo che io sia in grado di spiegarvi ogni cosa.


Emy


: Credo che sia il minimo.


Pacs Condicio : commedia in due atti di Angelo Scammacca

pag  29

Oreste

: Minimo? E’ indispensabile.

Bellaiuto

: Dunque…poco fa mia moglie si è ritirata dopo aver portato Lulù a fare

la solita passeggiatina per i suoi bisognini, ma al ritorno la bestiola si

rintanata nel cesso, è salita sul water, che fra l’altro aveva anche il

coperchio sollevato, e si è messa a ringhiare e ad abbaiare senza far

avvicinare nessuno.

Claudia

: Mi scusi e noi cosa abbiamo a che fare con la pupù del suo cane?

Andrea

: Ho capito! Lei trovando occupato il suo cesso, ha ben pensato di venire

ad utilizzare il nostro.

Bellaiuto

: Ma che?! Io non appena ho visto la scena, che mi è sembrata a dir poco

strana, ho ben pensato di chiamare la dottoressa Stiticher che è la nostra

veterinaria.

Oreste

: Allora questo è il motivo perché mi voleva fare a tutti i costi la lavanda

gastrica, perché lei è Stiticher, e così se la piglia con gli altri.

Veterinaria

: Ma no! Io non appena ho ricevuto la telefonata mi sono subito

preoccupata, difatti ho lasciato immediatamente l’ambulatorio e mi sono

precipitata qui.

Emy

: Ma noi qui, cani non ne abbiamo, e lei è entrata decisa con l’intento

d’intervenire.

Veterinaria

: E di ciò ve ne chiedo scusa, ma voi dovete considerare che l’ascensore

non funziona.

Bellaiuto

:  Veramente  funziona  benissimo,  soltanto  che  al  momento  stanno

facendo le operazioni di manutenzione ordinaria…mezzora, trequarti al

massimo.

Veterinaria

: Manutenzione o no, io sono stata costretta a farmi le scale a piedi, se

considerate la mancanza d’abitudine, la tensione per il motivo della

chiamata che ho ritenuto stranissimo, ed in ultimo dodici piani a piedi…

Andrea

: (immediata) Undici prego, undici e non dodici.

Veterinaria

: Appunto, mi sarò proprio confusa, in quanto il dottor Bellaiuto abita

proprio sopra di voi al dodicesimo piano…trovando la porta aperta e

riconoscendo il dottor Bellaiuto, l’equivoco è ammissibile.


Pacs Condicio : commedia in due atti di Angelo Scammacca

pag  30

Claudia

: Per fortuna tutto si è sistemato nel miglior dei modi.

Oreste

: Se per te quell’inizio di lavaggio è il miglior modo che tu conosca, la

prossima volta prova a fartelo fare tu; (considerazione) addirittura fatto da

una veterinaria…ti lascio immaginare.

Veterinaria

: Signor Bellaiuto, visto che qui non occorre più la mia opera, credo che

sia meglio salire a casa sua ( raccoglie le sue cose) Signori scusatemi ancora

per l’involuto errore. Arrivederci

( V I A per la comune )

Oreste

: Ma che arrivederci, e arrivederci. (siederanno tutti in fermo

immagine)

Casa Giata LUCI SPENTE

Casa D’Angelo LUCI PIENE

Scena VIa

Mirko – Ada

Mirko

: (al suo rientro riaccende la luce) Che disordine, ma dimmi tu se questi sono

modi civili, se fossi stato, se fossi stato io ti lascio immaginare.

Ada

: Sembra come se siano entrati dei ladri.

Mirko

: Ma ché, Questo sarà stato Emy, riconosco la sua firma, perché lui

conserva qua e là fili, connettori e materiale vario per i suoi aggeggi.

Ada

: Ma non si spiega tutto questo disordine.

Mirko

: Invece sì! Perché quando lui non trova subito quello che cerca, rovescia

e tira fuori dai cassetti tutto quello il loro contenuto, e questa stai

tranquilla che è opera sua. Anche se poi con tutta calma rimetterà in

ordine.

Ada

: Sarà come dici tu. E allora dai che ti aiuto io, un po’ ciascuno

rimettiamo a posto, così trovare tutto in ordine non gli sembrerà vero.

Mirko

: (Mormorandosi mentre rassetta) Il bello è che Oreste ogni volta mi fa la

testa quanto un pallone: “Tu sei disordinato, non pensi all’economia

della casa… tu di qua, tu di là”. E poi con Emy si affloscia come un

palloncino sgonfio.


Pacs Condicio : commedia in due atti di Angelo Scammacca

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Ada

: Che ci vuoi fare, chiamiamole “ le giuste ingiustizie”, probabilmente

Oreste vede in Emy (enfatizzando) il signore della casa colui che tiene le

redini, insomma il timoniere!

Mirko

: (rapido) Timoniere sì! Ma di quest’arca che però ha una sola bestia

caricata a bordo, e cioè io! Il mulo di casa!

Ada

: E su non ti lamentare, (amorevolmente) lo sappiamo tutti che sei un

ragazzo più unico che raro, che i tuoi pregi sono davvero impareggiabili,

ed io ti ammiro in modo particolare.

Mirko

: Ora ti ci metti anche tu con queste adulazioni...e poi tu non mi

ammiri…tu mi vuoi bene, come io ne voglio a te. Vieni usciamo

andiamo a comperare una risma di carta per la stampante.

(prendendosi per mano escono dalla comune V I A )

Casa D’Angelo LUCI SPENTE

Casa Giata  LUCI PIENE

Scena VIIa

Claudia - Andrea – Bellaiuto – Emy – Oreste

Andrea

: Caro dottor Bellaiuto, ora che tutto è stato chiarito, ed escludendo che

lei non è venuto a morire in casa nostra, possiamo conoscere il motivo

della sua visita?

Bellaiuto

: Certamente e scusatemi per l’accaduto, dunque, io ero venuto, com’è

mio dovere, e come faccio ogni volta, per informarvi della riunione di

condominio che si terrà oggi pomeriggio.

Emy

: Ah benissimo…veramente non ho mai capito a cosa serve a noi sapere

o no di queste riunioni, lei ci fa firmare le convocazioni solo per

conoscenza, in quanto noi non possiamo presenziare.

Andrea

:Appunto, perché lei sa che noi non siamo i proprietari, ed abbiamo un

contratto di locazione per questi due appartamenti attigui, pertanto ogni

decisione non dipende da noi.

Bellaiuto

: Voi sapete benissimo che questo stabile è di proprietà dell’Arcidiocesi

e la chiesa non ammette interferenze, sulle loro decisioni nessuno può

interferire.


Pacs Condicio : commedia in due atti di Angelo Scammacca

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Oreste

: Ma allora perché ogni volta ci chiede quali esigenze, o richieste

particolari noi abbiamo da segnalare.

Bellaiuto

: Ma è semplice; il vescovo o il suo vicario in caso di sua assenza,

assieme  agli  altri  prelati  che  formano  il  consiglio  pastorale

condominiale, non sono a conoscenza delle necessità di coloro che

vivono nel palazzo, quindi si avvalgono del mio ruolo di amministratore

che fra l’altro anch’io vivo qui a raccogliere assieme alle vostre firme, le

vostre segnalazioni. Dunque ditemi cosa dovrei riferire. (prende nota)

Claudia

: Per prima cosa sostituire gli ascensori, premesso che funzionano

benissimo, la manutenzione è perfetta…ma sono antiquati, ci vorrebbero

come  quelli  degli  alberghi  moderni…quando  arriva  al  piano

fanno”Bling”… poi si sente “Frisccccc” e le porte che si aprono da sole.

Emy

: E perché un bell’impianto di videocitofono a colori? Credo che sia il

minimo, sostituire il vecchio in bianco e nero. Caro dottor Bellaiuto, in

questo stabile il progresso si è fermato ai tempi di Marconi…per parlare

con il portiere poco ci manca che usiamo l’alfabeto morse.

Bellaiuto

: (stupito) Questa poi…non è che io viva da un’altra parte, sono un piano

sopra di voi…ma non ho tutte queste difficoltà sia di movimento che di

comunicazione.

Andrea

: Forse perché lei utilizza i piccioni viaggiatori, perché quelli impiegano

meno tempo di quello che impiega il portiere a rispondere al citofono. Io

invece suggerirei di sostituire la fontana che c’è nell’atrio d’ingresso…

quella fontanella con quel misero getto d’acqua, con una bella fontana a

cascata, che da quel senso di rinnovo, di continuo movimento…

Bellaiuto

: Va bene, ho capito ed ho preso nota, comunque io non mancherò di

riferire sia queste, che le richieste di altri condomini, siate fiduciosi che

la commissione valuterà, e come…

Oreste

: (rapido) E come sempre svaluterà ciò che ha valutato.

Bellaiuto

: Fiducia signori miei, un po’ di fiducia nel dottor Bellaiuto e vedrete che

vi porterò delle risposte sorprendenti. (alzandosi) Adesso devo proprio

andare, ho qualche altro condomino da contattare…e scusatemi ancora

per poco fa.

(  Si avvia

)

Emy

: (Accompagnandolo) Sono cose che possono capitare, Comunque ci faccia

sapere dell’esito della riunione.


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Bellaiuto


: Non dubitate, la riunione sta per iniziare, e sperando che non vi siano gravi problemi, di solito durano pochissimo, ho i verbali già compilati, al mio rientro vi aggiornerò. Arrivederci. ( dalla comune V I A )


Scena VIIIa

Claudia - Andrea –Emy – Oreste

Claudia

: (darà inizio ad una discussione con una crescente animosità) Loro

perdono tempo con queste inutili riunioni, le fanno solo perché hanno

tanti di quei soldi che necessariamente debbono spendere, allora è bene

che li spendano per cose utili a noi.

Andrea

: D’altronde, non è che abbiamo chiesto cose dell’altro mondo?! Il video

citofono, la fontana…insomma cosette da poco.

Oreste

: Beh, non dimenticare gli ascensori…

Emy

: Insomma, ci sono anche gli altri condomini, avranno anche loro delle

richieste da fare, non possiamo pensare a tutto noi.

Claudia

: (riflettendo) Peccato non averci pensato prima, la prossima volta gli

chiederò di sostituire la carta da parati.

Andrea

: Ma ti sei fissata con questa carta da parati, non va più di moda, al

giorno d’oggi ci sono delle pitture che hanno delle tonalità così belle,

armoniose…ti portano sempre a sognare.

Emy

: Io invece sarei propenso di chiedere la sostituzione dei pavimenti in

ceramica con una bella moquette…così assorbe i rumori ed ammortizza i

suoni.

Oreste

: Ma sei egoista, dici sempre la stessa cosa…moquette, moquette, perché

siccome hai il solo intento di fare musica, te ne infischi della polvere, dei

batteri, degli acari, tanto non è un problema tuo pulirla! Io non ne voglio

moquette, voglio il parquet…caldo, accogliente, silenzioso e pulito,

pulito, pulito.

Claudia

: Una cosa è certa, li dobbiamo tenere sempre sotto pressione, applicare

la tattica delle cento richieste per ottenerne dieci.

Suonano alla porta

Emy

: Saranno i ragazzi, che non trovandoci in casa si accertano se siamo qui.


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Scena IXa

Claudia - Andrea –Emy – Oreste- Bellaiuto

Oreste

: (va ad aprire) Dottor Bellaiuto già di ritorno?…S’accomodi (lo fa entrare)

Andrea

: Avete fatto prima del previsto, non mi dica che la riunione non si è

fatta.

Bellaiuto

: (con velato imbarazzo) Certo che ha avuto luogo, ed è stato già tutto

verbalizzato. Le nostre riunioni sono sempre sbrigative, soprattutto

perché come vi ho già detto, compilo in anteprima la stesura del verbale,

con le quote millesimali ed altro, in modo che inserisco soltanto l’ordine

del giorno e le decisioni prese.

Claudia

: E per quando hanno deciso di eseguire le nostre richieste? Non credo

che ci faranno aspettare dei mesi:

Bellaiuto

: No! Per niente. La decisione è stata così decisa che ha reso immediata

la sua attuazione…tant’è che non so proprio da dove iniziare.

Emy

: (esortandolo) E su cosa ci vuole, tanto l’abbiamo già discusso prima cosa

si doveva decidere…o no?!

Bellaiuto

: No!

Tutti

: (Claudia - Andrea –Emy – Oreste) Noo?? (un po’ di conciliabolo)

Bellaiuto

: Cioè…sì!…però no!

Oreste

: (immediato, quasi sopraffacendolo) Cosa vuol dire…sì, però no!

Andrea

: E aspettate un attimo…fatelo parlare, se no non capirete nulla…mi

dica, dica a me che io la capisco senz’altro.

Bellaiuto

:  Dunque  signori…(premettendo)  non  me  ne  vogliate,  ma  sarò  un

ambasciatore alquanto telegrafico: “ vi hanno dato ad entrambi lo sfratto

immediato”!

Tutti

: (Claudia - Andrea –Emy – Oreste) Lo sfratto??

Emy

:(alterandosi) Questo non significa essere ambasciatore, significa essere

“Boia”!

Claudia

: Ma dico sono diventati tutti pazzi?...I nostri contratti…


Pacs Condicio : commedia in due atti di Angelo Scammacca

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Bellaiuto

: (rapido) Sono entrambi scaduti, o meglio dentro i termini per potervi

sfrattare.

Emy

: E le motivazioni? Quali sono i motivi?

Oreste

: Spesso per sfrattare un inquilino ci si fa scudo adducendo il motivo

“ che la figlia si deve sposare, perciò serve la casa”, ma penso che il

vescovo o altri prelati non abbiano figli sparsi per il mondo…comunque

non possono usare questa scusa.

Bellaiuto

: No! Difatti il motivo non è questo.

Andrea

: Allora qual è? Ci dica.

Bellaiuto

: (sempre più imbarazzato) Purtroppo il parlamento a giorni dovrà decidere

se legittimare o no il matrimonio fra le coppie di fatto…da questo ne

scaturirebbero tutti i diritti di legge. Ora non dimenticando che questo

stabile è di proprietà della Diocesi, il vaticano è stato inflessibile. Non

può permettersi di legittimare tutto ciò che è in contrasto con il proprio

dogma.

Claudia

: Cioè…sposandoci saremmo coppie di marito e moglie agli occhi della

gente,   per   lo   Stato,   per   l’anagrafe…tasse…inps,   per   tutti

insomma…tranne…

Bellaiuto

: (immediato) Già! Tranne per la chiesa! Il vaticano è irremovibile, deve

mantenere trasparente la propria immagine. Non mostrerà mai il fianco a

nessuna situazione che riterrà…diciamo scabrosa.

Oreste

: (come se condivide, ma in effetti lo schernisce, in un crescendo di aggressione

verbale) Ha ragione, perché due coppie …come noi “strane”  ma sane,

che hanno adottato dei ragazzi, ai quali hanno garantito l’amore di una

famiglia, un futuro, facendoli vivere in un ambiente caloroso e vivo a

differenza di quello freddo e piatto di un orfanotrofio…siamo scabrosi!

Emy

: Ed allora…i ministri e gli onorevoli che occupano gli appartamenti dei

piani più in basso, che s’incontrano a qualunque ora del giorno e della

notte, facendo orge e festini hard con le loro amichette ed i loro amici

che sono più depravati di loro, quelli no “Scabrano”

Andrea

: E il regista? Dove lo metti il regista? Che con la scusa dei provini per i

casting in effetti produce film pornografici.


Pacs Condicio : commedia in due atti di Angelo Scammacca

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36

Oreste

: Sperando fra l’altro che non sia anche un pedofilo.

Bellaiuto

: (imbarazzato) No…questo non credo che lo sia.

Claudia

: Lei non crede…però niente sfratto!!

Emy

: Per non parlare del medico del 5° piano, il ginecologo dico, che pur

lavorando in ospedale qui riceve soltanto quelle pazienti che hanno

bisogno di abortire in segretezza.

Andrea

: Vero! Me l’ha confermato una studentessa… in panne.

Bellaiuto

: Signori, purtroppo io non ho alcuna autorità per poter bloccare questa

decisione,  ho  provato  a  farli  recedere,  ma  inutilmente,

sono

stati

irremovibili. Il cardinale ha ribadito: per la chiesa la famiglia è la fusione e la convivenza sotto lo stesso tetto dei due sessi “ l’uomo e la donna”! e nient’altro.

Oreste: (qui entrano Ada e Mirko restando un po’ indietro ) Ma è assurdo! Perciò, solo perché viviamo sotto lo stesso tetto, di là due maschi e di qua due donne siamo sfrattati?!

Bellaiuto     : Purtroppo.

Scena IXa

Claudia - Andrea –Emy – Oreste- Bellaiuto-Ada- Mirko


Ada


: (che ha sentito le parole dette da Oreste, si fa avanti seguita da Mirko.Conveemenza) Cosa significa siamo sfrattati?


Mirko


: Chi lo ha deciso, e perché? Siamo per caso famiglie di appestati, siamo dei delinquenti, degli assassini, che non abbiamo il diritto di vivere civilmente per quest’assurda motivazione. Per questo immotivato retaggio ideologico siamo sfrattati e bistrattati.


Ada


: No! “Bisfrattati” perché lo sfratto ce lo danno a tutte’due. Già, per loro sarebbe meglio una famiglia di drogati, di imbroglioni, di sfruttatori di minori, purché risultino legali agli occhi della diocesi, che noi!


Bellaiuto


: Già, per loro è così, i personaggi di cui avete parlato sono senz’altro dei peccatori, ma per la chiesa…perdonabili, mentre il vostro caso è inaccettabile. La coppia ideale vi ripeto è composta da un uomo ed una donna, e non le coppie di fatto, i dico, o i pacs chiamateli come volete…per loro sono inammissibili.


Pacs Condicio : commedia in due atti di Angelo Scammacca

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Mirko

: Questo lo crede lei! (chiama gli altri e raccogliendoli in un angolo fanno

capannello, suggerendo una contromossa. A questo punto Oreste, Emy e Mirko

andranno  a  casa  loro,  mentre  gli  altri  resteranno  in  casa  Giata.  Quindi

accompagnati da un brano musicale stile le comiche, dalla strobo, dall’effetto fumo,

si udranno rumori di martellate, di muri diroccati, in effetti, i componenti delle due

famiglie, allargheranno la parete centrale che li divideva, lasciando visibile le due

porte d’ingresso, sposteranno il divano, le sedie e quant’altro crei ostruzione

creando un ambiente unico).

Ada

: Ecco fatto mio caro dottor Bellaiuto, a questo punto le possiamo dire

che…

Mirko

: Per “Pacs Condicio” in quest’unico appartamento vivono.

Oreste&Emy : Due uomini!

Claudia&Andrea: Due donne!

Ada&Mirko : Ed i loro due figli!!

Tutti

: Tre coppie ideali !

F I N E

05/02/2010

Angelo Scammacca

Via Frà Liberato 19

95124 Catania

Tel. 095 455324


Pacs Condicio : commedia in due atti di Angelo Scammacca                                 pag     38

MATERIALE DI SCENA

Bollette Varie

1 telefono da tavolo

2cordless Carta e penna

5/6 sacchetti da supermercato pieni di spesa Radiocuffia

Varie scatole di articoli e utensili elettrici Lettera commissione europea Macchinetta per aerosol

Bottiglietta di profumo Peretta

Tubo di gomma Borsa del medico Bacinella Bottiglia d’acqua

Carpetta per l’amministratore


Pacs Condicio : commedia in due atti di Angelo Scammacca                                 pag     39

ATTO I° pag. 5 – 18


Scena Ia Scena IIa Scena IIIa Scena IVa Scena Va Scena VIa Scena VIIa


Oreste – Mirko

Claudia– Ada

Emy – Mirko

Emy – Mirko – Oreste – Ada

Emy – Mirko – Oreste

Claudia– Ada – Andrea

Claudia - Ada – Andrea – Bellaiuto


ATTO II° pag. 19 - 37


Scena Ia Scena IIa Scena IIIa Scena IVa Scena Va Scena VIa Scena VIIa Scena VIIIa Scena IXa Scena IXa Scena IXa


Mirko - Ada

Claudia - Andrea – Bellaiuto

Claudia - Andrea – Bellaiuto – Emy

Claudia - Andrea – Bellaiuto – Emy – Oreste

Claudia - Andrea – Bellaiuto – Emy – Oreste- Veterinaria

Mirko – Ada

Claudia - Andrea – Bellaiuto – Emy – Oreste

Claudia - Andrea –Emy – Oreste

Claudia - Andrea –Emy – Oreste- Bellaiuto

Claudia - Andrea –Emy – Oreste- Bellaiuto-Ada- Mirko

Claudia - Andrea –Emy – Oreste- Bellaiuto-Ada- Mirko

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