Papà siediti… sono gay

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Papà siediti… sono Gay© Cerutti Giovanni (ALCS)(ITA)

Papà siediti… sono Gay© Cerutti Giovanni (ALCS)(ITA)

3 atti comici di

©Giovanni Cerutti

TUTTI I DIRITTI RISERVATI

ALCS LONDRA

PRIMA DI RAPPRESENTARLA PREGO, CONTATTARMI

zuannanni2000@hotmail.it

Personaggi (6)

2-Adulti (Carattere: pensionati) 3-Giovani (Carattere: 20-24 anni) 1-Giovanissimo (Carattere: 14 anni)


Gustavo


Si definisce genovese DOC, vedovo con quattro figli, amico dalla nascita di “Giacomin” al quale riesce sempre a far fare quello che vuole. Una sua fissazione è l’aver studiato alla scuola “Pier Maria Canevari”.


Giacomo


“Giacomin”, amico e vicino di casa, è anche lui vedovo con due figlie. Sempre insieme a Gustavo nella buona o nella cattiva sorte, è un buon ascoltatore dei ragionamenti strani dell’amico.


Carletto


È il primogenito di Gustavo ha ventidue anni, studia all’università per diventare avvocato ed è il più affezionato al padre.


Mario


È il secondo figlio di Gustavo ha ventuno anni, studia medicina all’università.


Antonio


È il terzo figlio di Gustavo, ha vent’anni, studia come i suoi due fratelli all’università, per laurearsi in veterinaria.


Marcolino


È il quarto e ultimo figlio di Gustavo, ovvero il più coccolato da tutti, ha quattordici anni. A circa quattro anni, ha perso la mamma. Frequenta la scuola media e ancora non ha deciso il suo futuro, per ora la sua passione è il pallone e sogna come tutti i ragazzi di diventare un grande del calcio.


CARATTERISTICHE DEI PERSONAGGI PRINCIPALI DI

PAPA’ SIEDITI… SONO GAY©


Gustavo


Brontola in continuazione, usa ripetersi con frasi come “ hai capito”, “Quanto lo pagato”

accompagnate dal gesto di portarsi pollice e indice a forma di cerchio e le

altre dita aperte in alto verso la tempia, specificato con il segno (<). Nelle varie

sentenze agita la testa su e giù. Il segno (*) alla fine della sentenza significa il

movimento della testa.


Giacomo


Il suo amico di sempre, che subisce il “brontolare”, le strane idee e i pensieri di Gustavo, ma che in lui trova conforto quando ha problemi. Anche lui, a volte, segue nelle sentenze il movimento della testa di Gustavo (*). Giacomo spera di sposare la figlia maggiore Maria con Carletto. La seconda figlia (la “vitellina”) ha quattordici anni e frequenta la stessa scuola di Marcolino.


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I vari segni presenti nel copione:

(1)esclamazione di quando Gustavo ne dice una grossa… Giacomo alza il braccio verso l’alto;

(2)gesti per la bara… con le due mani si descrive un rettangolo;

(3)per il barista del bar, gesto nel momento in cui abbassa il braccio della macchina del caffè, seguito due saltelli.

SCENARIO

PERIODO DELLA COMMEDIA 1960/69** CITTÀ GENOVA

LA SCENA SI SVOLGE NEL SOGGIORNO-ENTRATA DELLA CASA DÌ GUSTAVO. DENOTA UNA CERTA AGIATEZZA E BUON GUSTO. LA SCENA È SUDDIVISA IN TRE ZONE. A SECONDO DELLA GRANDEZZA DEL PALCOSCENICO. LE ZONE PRESENTATE ALLO SPETTATORE SONO LE SEGUENTI:

ZONA 1- SINISTRA DEL PALCOSCENICO CON LA PORTA PRINCIPALE.

ZONA2- CENTRO DEL PALCOSCENICO.

ZONA 3- DESTRA CON LA PORTA CHE CONDUCE IN ALTRE PARTI DELLA CASA.

AL CENTRO DEL MURO UNA FINESTRA.

SULLA PORTA PRINCIPALE SI NOTANO, QUANDO È CHIUSA, DUE GROSSE SERRATURE E APPESO AL CENTRO IN ALTO UN FERRO DA CAVALLO.

VICINO  ALLA PORTA UN ATTACCAPANNI CON UN CAPELLO VECCHIO STILE E UNA SCIARPA LUNGA.

AL CENTRO, PRIMA E VICINO DELLA FINESTRA  UNA SEDIA-POLTRONCINA.

VERSO IL MURO UN MOBILETTO STILE ANTICO CON CASSETTI E SPORTELLI.

SOPRA AL MOBILETTO SONO POSTI DUE CANDELABRI DA UNA CANDELA CON CANDELE NUOVE E SPENTE.

TRA I DUE CANDELABRI, APPESO AL MURO UN QUADRO CON UN VOLTO DI UNA DONNA DAL VISO PIUTTOSTO GRASSO.

SULLA SINISTRA VICINO ALLA PORTA UN ATTACCAPANNI CON UNA GIACCA, UN CAPELLO VECCHIO STILE E UNA SCIARPA LUNGA. IL RESTO VUOTO.

ALLA DESTRA “NELLA ZONA TRE” UN TAVOLO CON TRE SEDIE, DUE LATERALI E UNA SPALLE AL MURO, SOPRA IL TAVOLO UN VASO DA FIORI VUOTO, UNA BOTTIGLIA D’ ACQUA CON TRE BICCHIERI VUOTI*.

GUARDAROBA (Suggerito)

(Atto primo)

GUSTAVO—La berretta 24©, sciarpa e guanti di lana, cappotto, vestito completo, gilè camicia e cravatta.

Vestito completo e la Berretta 24© saranno sempre indossati, in tutti e tre atti.

GIACOMO—Completo sul blue, camicia e cravatta con un fazzoletto nel taschino della giacca.

(Sarà sempre vestito così in tutti i tre atti.)

CARLETTO, MARIO e ANTONIO—Vestiti normali, anni 1960 come studenti universitari.

MARCOLINO—Vestito da ragazzo scuole medie anni 1960.

Tutti i figli hanno i capelli lunghi (stile anni 60)

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(Atto secondo)

GUSTAVO—Solo camicia e cravatta, doppiopetto. La berretta 24© GIACOMO—Come primo atto.

CARLETTO, MARIO e ANTONIO—Come primo atto.

MARCOLINO—Come primo atto! Verso la fine, Entra in scena vestito da giocatore conpantaloncini corti e maglietta T shirt sportiva, con un pallone sottobraccio.

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Fazzoletto. Il capello a punta nell’attaccapanni.

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(Atto Terzo)

GUSTAVO—Quando entra, indossa il  capello, cappotto,sciarpa, vestito completo, camicia, cravatta, e doppiopetto.

Sulla testa cambia il capello con la berretta 24©.

GIACOMO—Come primo atto.

CARLETTO, MARIO e ANTONIO—In questo atto saranno sempre vestiti con abiti femminili. Dopo che si

CANDY, ROSAMUNDA, LILLÌ      Saranno presentati al padre con il loro nome femminile, saranno sempre chiamati/e con il nome femminile.

MARCOLINO—Entra in scena dalla porta principale (zona1) sempre vestito da giocatore con pantaloncini corti esenza la maglietta (T shirt) sportiva che la porterà appesa nell’elastico dei pantaloncini.

TIPO DI VESTITI FEMMINILI (suggeriti)

nel terzo atto

CARLETTO/CANDY—Vestito con spalliere, color giallo, stile anni 1968 con disegni a fiori e frutta.

MARIO/ROSAMUNDA—Completino tutto blu, capello con fiorellini e un velo bianco.

ANTONIO/LILLÌ—Una camicetta bianca, con una minigonna estremamente corta.

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OCCORRENTE SCENA(suggerito)

(Atto primo)

GUSTAVO—Nel mobiletto vicino al muro, nello sportello in basso la Bottiglia di grappa e nelcassetto un contagocce.

Nell’attaccapanni sull’entrata un cappello di questo stile .

Un fazzoletto.

In una tasca del gilè una chiave per aprire lo sportello del mobiletto.

GIACOMO—Mazzo di fiori, uno scontrino e un fazzoletto.

MARCOLINO—Un pezzo di pane fresco, che lui morsica mentre è in scena.

PER OGNI RAGAZZO ALCUNI LIBRI CHE SI PORTANO SOTTOBRACCIO.

MENTRE MARCOLINO AVRÀ UNA CARTELLA

AGGIUNTA DI SCENA—Una bottiglia d’acqua semplice con tre bicchieri cheè posta al centro

del tavolo.* (Vedi spiegazione alla fine .)

(Atto secondo)

SCENARIO COME PRIMO ATTO—Cambia solo la posizione del vaso con i fiori che si trova al centro del quadro!La bottiglia dell’acqua e i tre bicchieri rimangono sul tavolo.

GUSTAVO—Un

GIACOMO—come primo atto

MARCOLINO—Quaderno, penna e pallone da calcio.

ANTONIO—Portafoglio con una foto.

(Atto terzo)

SCENARIO COME PRIMO ATTO—La bottiglia dell’acqua e itre bicchieri rimangono sul tavolo.( se usati sostituirli conbicchieri puliti e la bottiglia piena).

Le tre sedie sono sistemate dietro il tavolo, lasciando uno spazio per i tre attori in piedi e dopo seduti

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GUSTAVO—Nell’attaccapanni deve esserci la beretta 24 che verrà presa e sostituita con il capello a punta.

Mazzo di chiavi, borsa della spesa contenente:

1 pacco di spaghetti

1 pacchetto con dentro una fettina di carne(o look)

1banana

2pomodori

GIACOMO—Come primo atto

CARLETTO/CANDY—1poster arrotolato.

LA BERETTA 24 E LA LUNGA SCIARPA SONO COPYWRIGHT©Carla Rei (ITALIA)

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*AGGIUNTA DI SCENA (Dal primo atto in poi)

SUL TAVOLO VIENE POSTA UNA BOTTIGLIA D’ACQUA CON TRE BICCHIERI, PERCHÉ I DUE ATTORI NEL RUOLO DI GUSTAVO E GIACOMO SARANNO IN SCENA PER CIRCA 50 MINUTI IN OGNI ATTO E AVRANNO BISOGNO DI BERE DURANTE LA RAPPRESENTAZIONE QUINDI IN QUALUNQUE MOMENTO CI SIA LA NECESSITÀ DI BERE, POTRANNO RECITARE A “CAPELLA” E TROVARE UN DIVERSIVO PER POTER BERE.

IL DIALOGO POTREBBE ESSERE PIÙ O MENO COSÌ:

GIACOMO—(SERIO) Senti Gustavo mi dai un poco da bere, ha forza di sentirti parlare di acqua mi hai fatto venire il desiderio di bere!

GUSTAVO—(SI AGITA) Cosa?*… Cosa… Con quello che costa l’acqua… tu la vuoi bere?...

Perché l’hai vista sul tavolo? (se richiesto dopo la grappa) Oppure vuoi annacquare la abbondante grappa che ti ho dato?*

GIACOMO—(QUASI SUPPLICANDO) Gustavo spero che dopo i soldi dei fiori che ho speso per la memoria di tua moglie, mi auguro che non mi farai pagare un bicchiere d’acqua!

GUSTAVO—(ARRABBIATO) Ecco lo sapevo che qualcuno mi mandava in rovina!

GUSTAVO [ A SECONDO DELLA ZONA IN CUI SI TROVANO] VA VERSO IL TAVOLO, PRENDE LA BOTTIGLIA E VERSA UN POCO DI ACQUA NEL BICCHIERE, LO MOSTRA A GIACOMO CHE FA SEGNO DI VERSARNE ANCORA. GUSTAVO SPALANCA GLI OCCHI E CON NERVOSISMO VERSA PIÙ ACQUA, CONSEGNA IL BICCHIERE A GIACOMO E DOPO EVENTUALMENTE SI SERVE IL SUO.

DOPO CHE I DUE ATTORI HANNO BEVUTO, POTRANNO RIPRENDERE LA COMMEDIA DA DOVE L’AVEVANO INTERROTTA! QUESTO NATURALMENTE È UN ESEMPIO.

**MALGRADO CHE IL PERIODO DELLA COMMEDIA È NEGLI ANNI 60/69, ALCUNE PERSONE NOMINATE O PERIODI APPARTENGONO AL PERIODO PASSATO O ATTUALE, PURTROPPO IN ITALIA NIENTE È STABILE.

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ATTO PRIMO

Periodo: Mattina.

SIPARIO SU

ALL'ALZARSI DEL SIPARIO LA SCENA SARÀ VUOTA E SI SENTIRÀ UN FORTE BUSSARE ALLA PORTA (ZONA 1 ). GUSTAVO ENTRA IN SCENA DALLA ZONA 3. LENTAMENTE ATTRAVERSA LA SALA IN DIREZIONE DELLA PORTA PRINCIPALE (ZONA 1). LA CONVERSAZIONE AVVIENE ATTRAVERSO LA PORTA.

SCENA PRIMA

Gustavo e Giacomo

GUSTAVO    Pian pianino, aspetta, piano… non bussare così forte che fai venire, la gobba alla

porta (RAGGIUNGE LA PORTA) Chi è?

GIACOMO            Sono io Giacomino!

GUSTAVO           C’è l’hai il cappotto?

GIACOMO            Sì!

GUSTAVO           Il berretto?

GIACOMO            Sì!

GUSTAVO           La sciarpa?

GIACOMO            Sì… Fammi entrare… fammi entrare!

GUSTAVO           E i guanti?

GIACOMO            Sì… sì… ma fammi entrare!

GUSTAVO           Ah! Va bene!… allora se sei ben coperto, ti faccio entrare (APRE LA PORTA)

GIACOMO ENTRA, INDOSSANDO SOLO UN VESTITO COMPLETO CON LA GIACCA SBOTTONATA E CON UN MAZZO DI FIORI. GUSTAVO SI AGITA!

GUSTAVO           (CHIUDENDO LA PORTA) Ecco non sei coperto, ora se ti prendi una polmonite! E… non

mi chiedere soldi per le medicine… perché io non tiro fuori un millesimo di soldo.

GIACOMO            (PRENDE IL FAZZOLETTO DALLA SUA TASCA E MIMA IL GESTO DI FARSI ARIA) Che dici, fuori è una

bella giornata, c’è il sole, non ti ricordi che siamo in primavera?

GUSTAVO           (AGITATO) Fuori sarà primavera… farà caldo… ma qui dentro a casa mia… fa molto

freddo…

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GIACOMO            (SI ABBOTTONA LA GIACCA E ALZA IL COLLETTO) Per forza in questa casa fa freddo, in tutto

l’inverno non hai mai acceso il riscaldamento!

GUSTAVO           (ARRABBIATO) Oh! No, non è vero, il 25 Dicembre… l’ho acceso tutto il giorno… per

ben ventiquattro ore!

GIACOMO            (ESPRESSIONE DI MERAVIGLIA) Capirai! Per un giorno che haiacceso il riscaldamento…

pretenderesti di tenere la casa calda per tutto l’anno!

GUSTAVO           (SERIO) Con quello che costa< il riscaldamento… mi surriscaldo… soltanto

vedendo… il conto*.

GIACOMO            (SORRIDENDO) Però… è vero, io sento freddo in casa tua… apri le finestre… così

entra il calore della primavera, che ti riscalda un po’ la casa.

GUSTAVO           (AGITATO) Ma te scemmü?...Te lo traduco in lingua Italiana, sei scemo! Se apro le

finestre, entra il calore… poi devo buttare via tutto il mangiare fresco.

GIACOMO            (SERIO) Perché?...Non puoi mettere tutto in frigorifero?

GUSTAVO           (AGITATO) Mettere il mangiare in frigorifero… non è un problema… solo che dovrei

prima… ATTACCARLO alla corrente! (MIMA IL SEGNO DI DUE DITA,COME SE LE METTESSEDENTRO LA PRESA ELETTRICA)

GIACOMO            (ALLARGANDO LE BRACCIA) Ah! Allora pensi sempre ai soldi!

GUSTAVO           (SORRIDENDO) Penso sempre al risparmio, certo (NOTANDO IL MAZZO DI FIORI) E che bei

fiori… che bel mazzo di fiori, dove li hai presi?

GIACOMO            (GUARDA IL SUO MAZZETTO DI FIORI) Eh sì!… È veramente bello!… L’ho comprato da quel

fioraio in Corso Dogali, mi sono costati… un mucchio di soldi.

GUSTAVO           (MERAVIGLIATO) E perché sei andato a comprare i fiori, non POTEVI…STRAPPARE

quelli nel giardino municipale qui sotto?

GIACOMO            (SORPRESO) Ma che dici!… Se mi vedono le guardie mi arrestano subito!

GUSTAVO           (SORRIDENDO) E perché? Quelli nel parco sono di tutti noi!

GIACOMO            (SERIO) Ma quelli sono fiori del Comune!

GUSTAVO           (DOMANDANDO MOLTO TRANQUILLO)Il Comune chi è?

GIACOMO            (SERIO) Siamo tutti noi!

GUSTAVO           (SORRIDENTE)Appunto, se noi siamo il Comune allora i fiori sono i nostri.

GIACOMO            (SORPRESO) Ma se tutti noi prendiamo i fiori nel parco, il parco… rimane SFIORITO.

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DITA IL PEZZO DI CARTA)

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GUSTAVO           (SORRIDENDO) Mica dobbiamo prenderli tutti lo stesso giorno, oggi tu… domani lavicina qui sotto… dopodomani io… i fiori sono di tutti, quindi potevi evitare di comprarli.

GIACOMO            (SERIO) Ma per la ricorrenza della tua cara moglie, non potevo venire qui con deisemplici fiori, presi nel parco. Quindi sono contento d’aver comprato questo mazzetto.

GUSTAVO           (PRENDE IL MAZZETTO) Contento tu… ti ringrazio, vieni andiamo a sederci al tavolo.

GIACOMO E GUSTAVO VANNO A SEDERSI AL TAVOLO (zona 3) E GUSTAVO INTRODUCE I FIORI NEL VASO.

GIACOMO            (MENTRE SI PASSA TRA LE DITA UNO SCONTRINO) Sono molto contento che ti ricordi ancoradella tua cara mogliettina.

GUSTAVO             (SORRIDENDO) Come potrei dimenticarmi di colei (SEGNA IL QUADRO AL MURO).La personache è stata la parte più importante della mia vita. (OSSERVA GIACOMO CHE PASSA TRA LE

Che cos’è quel pezzettino di carta che hai in mano?

GIACOMO            (SORRIDENDO) È solamente lo scontrino dei fiori.

GUSTAVO           (SORRIDENDO) Ah! Ti sei fatto fare anche la ricevuta?... Carta sprecata!

GIACOMO            (SORRIDENDO) Sarà, ma…poiché tu mi devi pagare la metà è giusto che ti presenti laricevuta.

GUSTAVO           (AGITATISSIMO SI ALZA) IO… IO DEVO PAGARE?…MA TI TE SCEMMÜ!, te lo traducoin lingua italiana… MA TU SEI SCEMO!

GIACOMO            (SEGNA CON IL PALMO DELLA MANO) Calmati … calmati e siediti! (GUSTAVO SI SIEDE) Scusa, ma

tu mi hai detto: “Domani quando vieni compra dei fiori” e io li ho comprati, va bene… quindi ora tu mi devi la metà.

GUSTAVO           (AGITATO) Io non ti devo proprio niente, non ti ho mai detto di comprare dei fiori.

GIACOMO            (INDICANDO LO SCONTRINO)Tu mi hai detto di comprare i fiori, quindi ora paga la tuaparte.

GUSTAVO           (AGITATO) Io non ti ho mai detto di COMPRARE, io ti ho detto di PORTARE dei fiori,ma non di COMPRARE dei fiori, hai capito?*

GIACOMO            (CALMO) Tu mi hai detto: “Vieni domattina con dei fiori, che ti offro un goccino”.

GUSTAVO           (SORRIDENDO) Sì è vero… cioè no…non ti ho detto di COMPRARE dei fiori, ma diPORTARE dei fiori, hai capito?*

GIACOMO            (SORRIDENDO) Ho capito! Mi hai ingannato… adesso dirai che il goccino dovevoportarlo io.

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GUSTAVO           (CONTENTO) Questo non è vero, il goccio te l’ho detto, è vero, l’ho promesso e tel’offro… e che goccetto!

GIACOMO            (SORRIDENDO) Un goccetto come dici tu al massimo, èun goccetto d’acqua!

GUSTAVO SERIO, SI ALZA PRENDE IL VASO CON I FIORI, LO PONE SULLA CREDENZA AL CENTRO DEL QUADRO DELLA MOGLIE, TIRA FUORI UNA CHIAVE DAL TASCHINO DEL GILÈ , APRE UNO SPORTELLO DELLA CREDENZA E PRENDE UNA BOTTIGLIA.

GUSTAVO           (MOSTRANDO LA BOTTIGLIA A GIACOMO)Altro che acqua… guarda Che bottiglia!… Ma chebottiglia d’acqua!... Questa è una signora, bottiglia… Una bottiglia di grappa… grappa con la G maiuscola!

GIACOMO            (SORPRESO PRENDE LA BOTTIGLIA E GUARDA L’ETICHETTA, CON ESPRESSIONE SORPRESA E DI MERAVIGLIA)

Ma che meraviglia!… Che bella bottiglia “invecchiamento, venti anni”… ma che meraviglia!

GUSTAVO           (CONTENTO)Hai visto che sorpresa? I fiori… i fiori… altroché i fiori… hai visto chebella sorpresa che ti ho fatto?*

GIACOMO            (FELICE E SORRIDENTE) Sì è vero, mi hai sorpreso… veramente grande… bravo, chissàquanti soldi hai speso!*

GUSTAVO           (MUOVE LA TESTA IN SENSO NEGATIVO, SI SIEDE) Ma che! Mica sono scemo!*

GIACOMO            (SORPRESO)No!... Non l’hai pagata?... Allora l’hai rubata?*

GUSTAVO           (DIVERTITO) No! L’ho vinta al festival dell’Unità*.

GIACOMO            (SORPRESO) Tu?... Tufai parte della festa dell’Unità?*

GUSTAVO           (SORRIDENDO)No, ero andato a trovare mio cognato, sai lui lavora i tre giorni dellafesta… e sono anche gli unici che lavora… durante l’anno. Lavora in un banchetto che vende tutti i tipi di grappa.

GIACOMO            (SORPRESO, SEGNA CON IL DITO GUSTAVO)Ah! Allora tu hai comprato questa bottiglia e nonl’hai vinta! Hai speso dei soldi!*

GUSTAVO           (METTE IL DITO SULLA TEMPIA)Ma ti te scemmü… te l’ho traduco in lingua italiana… tu seiscemo, ti ho già detto che l’ho vinta… capito?*

GIACOMO            (SORRIDENDO)E come l’haivinta? Giocando a rubamazzetto?(SEGNA CON LA MANO, COME

SIGNIFICATO D’AVERLA RUBATA)

GUSTAVO           (SORRIDENDO)No…scemmü dun scemmü… te lo traduco in lingua Italiana…scemod’uno scemo… nel banchetto dove lavorava mio cognato, c’erano, due contenitori di vetro esposti… con tanti rotolini, ogni rotolino era tenuto da un elastico… in un contenitore c’era un cartello con scritto “compri uno”… nell’altro contenitore il cartello con scritto “prendi uno in regalo!”

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GIACOMO            (INTERROMPENDO)Ah! Ecco! Allora hai comprato un rotolino?

GUSTAVO           (SI FERMA, PENSA PER QUALCHE SECONDO)No!... Io ho preso quelloNEL CONTENITORE…

quello in REGALO*

GIACOMO            (SORRIDENDO)E chi ha pagato l’altro?

GUSTAVO           (SERIO)Quello non lo so, so solo che io ho (MIMA QUELLO CHE DICE) preso il rotolino, toltol’elastico, srotolo piano… piano… e leggo “NUMERO 59 congratulazioni hai vinto una bottiglia di grappa”.

GIACOMO            (SORRIDENDO) Che fortuna che hai avuto!

GUSTAVO APRE LA BOTTIGLIA DI GRAPPA E LA ANNUSA, ESPRIME VISIBILMENTE LA SUA GIOIA PER QUEL PROFUMO, SORRIDE, LA PASSA A GIACOMO PER FARLA ANNUSARE.

GUSTAVO           (RIPRENDE LA BOTTIGLIA DALLE MANI DI GIACOMO) Hai sentito che buon profumo di grappa…

proprio speciale… veramente soave!

GIACOMO            (SORRIDE) Sì è buona, però non vedo … il bicchiere…  mi dai un bicchiere e mi dai

quello che hai promesso, oppure mi fai solo vedere e annusare?

GUSTAVO           (SI ALZA, VA VERSO LA CREDENZA E APRE UN CASSETTO)No!… Ti avevo promesso un goccino e

io mantengo sempre le promesse.

GUSTAVO PRENDE DAL CASSETTO UNA SCATOLA ED ESTRAE UN CONTAGOCCE, SI DIRIGE VERSO IL TAVOLO, PRENDE LA BOTTIGLIA DI GRAPPA, IMMETTE IL CONTAGOCCE, ESTRAE LA GRAPPA.

GUSTAVO           (VA VERSO LA BOCCA DI GIACOMO)La lingua!… La lingua! Tira fuori la lingua… tirafuori!

GIACOMO            (ARRABBIATO)Veramente io mi aspettavo un bicchierino… non un conta lacrime!

GUSTAVO           (TIENE IL CONTAGOCCIE IN MANO)Ma io ti ho promesso un goccio non un bicchierino!…Lalingua, forza…dammi la lingua.

GIACOMO            (ARRABBIATO) Mi freghi sempre (APRE LA BOCCA E TIRA FUORI LA LINGUA).

GUSTAVO, FA SCENDERE NELLA BOCCA DI GIACOMO UNA GOCCIA DI GRAPPA, DOPO FA LO STESSO CON LUI, LASCIANDO CADERE UNA GOCCIA NELLA SUA BOCCA. ENTRAMBI MIMANO IL PIACERE DELLA “DEGUSTAZIONE” NELLA BOCCA.

GUSTAVO           (LECCANDOSI LE LABBRA)Che gusto!… Che bontà!

GIACOMO            (SORRIDENDO)Sì è vero!… Veramente buona!

GUSTAVO           (ALLEGRO, APPOGGIA IL CONTAGOCCIE SUL TAVOLO)Che bontà… mi sento già ubriaco...

pensa… stamattina… la mia pressione era bassa… sono sicuro che sia salita… e senza pastiglie… la mutua al posto delle pastiglie dovrebbe passare delle bottiglie di grappa…!*

GIACOMO            (SORRIDE)Con una goccia non ti ubriachi!

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GUSTAVO           (ALLEGRO)Che bontà!… È veramente buona… credimi sento il sangue chepassa

veloce nel circuito delle mie vene, nella mia testa… è… è… come se ci fosse VALENTINO ROSSI!… Uff… sento piuttosto caldo, avevi proprio ragione oggi è

più caldo… (SI TOGLIE IL CAPPOTTO E LA SCIARPA,  APPENDE TUTTO ALL’ATTACCAPANNI).

GIACOMO            (INDICA LA BOTTIGLIA)Forse un altro goccio mi farebbe piacere!

GUSTAVO           (PRENDE SUBITO LA BOTTIGLIA DAL TAVOLO, E TAPPANDOLA LA STRINGE A SÈ)Un’altra goccia! TI

farebbe piacere?… A te!… a me… NON farebbe piacere… ma sei pazzo… questa bottiglia deve durare almeno cento anni… voglio fare cento ricorrenze in memoria di mia moglie.

GIACOMO            (FA UN GESTO ALZANDO IL BRACCIO COME SE AVESSE DETTO QUALCOSA DI GROSSO) Eh! Quanto

pensi di vivere… bevila ora insieme a me, anche se ne beviamo un’altra goccia, ne rimane per più di cent’anni.

GUSTAVO           (DISPIACIUTO)Va bene… sprechiamoci!… Roviniamoci!… Un’altra goccia!… ma solo

una!… Una… non di più, d’accordo!

GIACOMO            (SI FREGA LE MANI)Sì… sì… d’accordissimo!

GUSTAVO           (APRE LA BOTTIGLIA, PRENDE IL CONTAGOCCE)La lingua!…La lingua!

GIACOMO            (APRE LA BOCCA E ESTRAE LA LINGUA, CONTENTO MIMA LA GIOIA DI QUEL GOCCINO).

GUSTAVO           (SI FA CADERE UNA GOCCIA IN BOCCA, SI SIEDE, FA MIMICA INSIEME A GIACOMINO DELLA SENSAZIONE DI

PIACERE, ENTRAMBI SI CONTEMPLANO SORRIDENDOSI A VICENDA) Però che bontà!… Nella mia

testa il sangue circola!… Come circola!… Circola fortemente… sembra la

FERRARI!… (PRENDE IL FAZZOLETTO E SE LO PASSA SUL VISO).

GIACOMO            (GUARDA GUSTAVO CHE SI ASCIUGA GLI OCCHI)Vedo che stai piangendo, volevi bene a tua

moglie.

GUSTAVO           (METTE VIA IL FAZZOLETTO) No! Non sto piangendo nel ricordo di mia moglie…              sto

piangendo per L’ULTIMA GOCCIA di grappa che ti ho dato!

GIACOMO SI ALZA DAL TAVOLO CON STUPORE, SEGUITO DA GUSTAVO CHE PRENDE LA BOTTIGLIA DELLA GRAPPA, L’INTRODUCE NELLA CREDENZA, CHIUDE A CHIAVE, VA VICINO A GIACOMO, MA SUBITO DOPO RITORNA ALLA CREDENZA PER CONTROLLARE CHE SIA CHIUSA BENE. LA SCENA CONTINUA in zona 2.

GIACOMO            (GUARDA GUSTAVO)Certo che tua moglie era una brava donna!

GUSTAVO           (MUOVE LA TESTA IN SENSO AFFERMATIVO) Sì… sono d’accordo con te… era una brava anzi

bravissima donna!… Io le ho sempre voluto bene!

GIACOMO            (IN ACCORDO)Sì, devo ammettere che non vi ho mai sentito bisticciare.

GUSTAVO           (CON AFFERMAZIONE)Mai… a parte le solite discussioni famigliari!

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GIACOMO            (SORRIDE)Certo!… Certo!… Conoscendo il tuo carattere… la tua povera moglie nonaveva difetti!

GUSTAVO           (CON AFFERMAZIONE)Sono d’accordo con te!… Beh, non proprio d’accordo.

GIACOMO            (SORPRESO)Mi stai dicendo che la tua povera moglie aveva dei difetti?

GUSTAVO           (MUOVE LA TESTA IN SENZO AFFERMATIVO)Sì!

GIACOMO            (ANCORA PIÙ SORPRESO E INCURIOSITO)E quali?

GUSTAVO           (SERIO, MUOVE LE SUE MANI VICINO ALLE GUANCE)Uno dei più gravi… quello di mangiare

troppo!

GIACOMO            (SOLITO GESTO DEL BRACCIO ALZATO)Ma cosa stai dicendo? Per te chiunque mangia diciche mangia troppo… ma non dire cretinate.

GUSTAVO           (ARRABBIATO)Cosa vorresti dire!… Che per te spendere tanti soldi in più è una cosanormale! Pensa che da quando mia moglie è andata lassù… ho risparmiato tanti soldi!

GIACOMO            (AGITATO) Ma cosa stai dicendo?… Stai mettendo tutto sul piano economico,ragiona… a… quello che ha fatto per l’educazione dei tuoi figli!… E COME!… come li ha cresciuti bene!

GUSTAVO           (AGITATO)Ecco bravo parliamo dei miei figli! Cresciuti bene vero?... Ragionare?… Vabene ragioniamo!… Lei aveva insegnato ai miei figli di lavarsi tutti i giorni!… Dico tutti i giorni!… Tutti i santi giorni!… Non si dimenticava mai!… Mai un giorno!… Mai, anzi a Pasqua e a Natale doppio lavaggio!*

GIACOMO            (SORPRESO)Questo è corretto, una buona madre insegna ai figli a lavarsi tutti i giorni.

GUSTAVO           (AGITATO)Ma che corretto e SCORRETTO!… Ma… ma… cosa stai farneticando!…Ecco, questo era il suo più grande difetto!… Lavarsi tutti i giorni!… La grappa ti è arrivata al cervello in ritardo… chi avevi nel tuo circuito, una lumaca?... Lavarsi tutti i giorni!… Ma tu… ma tu… ma ti te scemmü… te lo traduco in lingua italiana tu sei scemo… hai mai visto i prezzi dell’acqua? Hai mai ricevuto … Il conto dell’acqua?

GIACOMO            (SORRIDENDO) Ma che c’entra il costo dell’acqua?

GUSTAVO           (CALMO)Forse ti devo spiegare quello che tu non riesci a vedere. Pensa che l’acquacosta così cara… ma così cara!… Che dal Tex-asss (MANTIENE LA PRONUNCIA DELLA“S”ALLUNGATA)… sai dov’è il Tex-asss?

GIACOMO            (SORRIDENDO)Certo che lo so, è negli Stati Uniti d’America!

GUSTAVO           (CALMO)Potevi anche dire USA. Ma dove hai studiato?

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GIACOMO            (SORRIDENDO)Nella stessa scuola, nella stessa classe dove anche tu hai studiato. “LaPier Maria Canevari”.

GUSTAVO           (CALMO) Strano! Io non ti ho mai visto!

GIACOMO            (SORRIDENDO)Naturalmente tu non venivi mai a scuola… marinavi sempre!

GUSTAVO           (SORPRESO)No! Io entravo sempre dal portone principale!

GIACOMO            (INTERROMPENDO)Ma se tornavi sempre indietro!

GUSTAVO           (AGITATO)No!… No!… Io non sono mai tornato indietro… entravo dal portone piùgrande… e uscivo da quello più piccolo!

GIACOMO            (SORRIDENDO)Ecco, come dicevo prima! Tu a scuola non venivi mai, te ne andaviprima d’entrare in classe!

GUSTAVO           (SORRIDENDO)Però entravo dal portone!

GIACOMO            (SORRIDENDO)E che cosa hai guadagnato a marinare la scuola?

GUSTAVO           (CONTENTO)Quello che ho guadagnato è la soddisfazione di dimostrare che io eropiù furbo del bidello… e poi… sai, grazie alla mia tattica d’entrare e uscire… diventai uno dei più bravi partigiani!

GIACOMO            (SORPRESO)Tu! Sei stato nei partigiani?

GUSTAVO           (ORGOGLIOSO)Certo!… Pensa che stavo per ricevere il premio Nobel per la pace!

GIACOMO            (MERAVIGLIATO)Il premio Nobel per la pace! E dov’èquesto premio? Fammelovedere?

GUSTAVO           (ORGOGLIOSO)Ho detto che stavo per riceverlo! Certo… peccato che sono arrivatosecondo!

GIACOMO            (INCURIOSITO)Oooh! Peccato!… E dimmi chi è, che ti ha rubato il primo posto?

GUSTAVO           (DISPIACIUTO)Peccato!… Percolpa sua io non ho vinto il premio Nobel per la pace!

GIACOMO            (CURIOSO)E chi era questo personaggio?

GUSTAVO           (PRONUNCIANDO CHIARO)MUSSOLINI!

GIACOMO            (RIDENDO)Ma guarda un po’… credevo HITLER!

GUSTAVO           (SORRIDENDO)No!... No!… Lui l’aveva vinto l’ANNO PRIMA!

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GIACOMO            (RIDENDO)Peccatoche non l’hai ricevuto… perché avrebbero messo una lapide sulmuro della scuola “Pier Maria Canevari.”

GUSTAVO           (SORRIDENDO)Vedrai!…Vedrai che molto presto, metteranno una lapide con scritto (MIMA) “Qui ha studiato la mente umana!”e leggermente un poco più sotto“GUSTAVO DETTO GUSTAVIN”, e ancora più sotto“PEMDP”!*

GIACOMO            (MERAVIGLIATO) PEMDP? Che significa questa sigla?

GUSTAVO           (SORRIDENDO)Si vede che tu non hai mai studiato alla “Pier Maria Canevari”…PEMDP sta per: “Partigiano Eroico Meglio Di Pertini”!*

GIACOMO            (GESTO USUALE DI ESAGERAZIONE)Addirittura!

GUSTAVO           (SORRIDENDO)Vedrai!… Vedrai!… Cosa significa aver studiato alla Pier MariaCanevari… entrare e uscire è stata la mia fortuna, ed è per questo che io conosco tutto il mondo!

GIACOMO            (SORRIDENDO)Vedremo nel futuro chi avrà ragione!… Nel frattempo che c’entra ilTexas con l’acqua?

GUSTAVO           (SERIO)Ah! Sì!… Come ti stavo spiegando… tanto per insegnarti qualcosa questi delTex-asss sono venuti qui… proprio qui a Genova! Per cercare l’ACQUA!…

GIACOMO            (SORPRESO)L’acqua!

GUSTAVO           (SPIEGANDO)Eh sì, nel Tex-asss, erano cercatori d’oro, ma poi visto il prezzodell’acqua sono arrivati a Genova per cercare l’acqua!

GIACOMO            (RIDENDO)Mava!… E io sto ancora ad ascoltarti!

GUSTAVO           (SERIO)Tu non ci credi?... È vero quello che ti ho detto… ne vuoi una prova?

GIACOMO            (SORRIDENDO)Certo!...Fammi divertire ancora un po’... raccontami qualche altrastoriella.

GUSTAVO           (AGITATO)Che storiellae storiella… ti do la prova che l’acqua vale più dell’oro.

GIACOMO            (SORRIDENDO)Ecco bravo fammi vedere questo TUO… grande valore acquatico!

GUSTAVO           (CALMO)Ti acquatizzo io… senti bene… sei mai stato in via Venti Settembre?

GIACOMO            (SORRIDENDO)Certoche ci sono stato!… Che genovese sarei se non fossi mai statoin via Venti Settembre!

GUSTAVO           (SERIO)Bene allora tu sai che via Venti Settembre è una delle vie più eleganti diGenova… piena di negozi e gioiellerie… ci sono i portici con molti negozi…

GIACOMO            (INTERESSATO)Sì… sì.

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GUSTAVO             (SERIO)Dunque… continuo a spiegarti… un pomeriggio cammino in via VentiSettembre ammiro le vetrine… le guardo meravigliato per tutte quelle belle cose esposte, vestiti oggetti… e altro… cambio vetrina ogni volta che leggo il PREZZO!*… Ad un certo punto mi fermo davanti alla vetrina di una gioielleria… e che gioielleria… avevano delle bellissime collane, anelli, orecchini… tutto in oro!

GIACOMO            (SORRIDENDO)Oooh! Che cosa c’entra tutto questo?

GUSTAVO           (SEGNA CON LA MANO D’AVER PAZIENZA)Aspetta ora capisci… dunque… guardavo gliorologi tutti in oro, che prezzi< più di due milioni… collane con diamanti… cinque milioni, prezzi da capogiro, prezzi che ti facevano svenire< mi promisi di portarmi per la volta successiva una goccia di grappa… proseguo a guardare i pendini… cioè orecchini! Non pomodori!... Ecco un orecchino… cioè un paio… tu sai che gli orecchini sono sempre due!… Due!

GIACOMO            (ANNOIATO)Sì!… Sì, va avanti!

GUSTAVO           (SERIO)Dunque io stavo ammirando gli orecchini “due” con diamanti… due milioni dilire… un milione ognuno… con blu topo!

GIACOMO            (SORPRESO)Blu? Topo?

GUSTAVO           (SORPRESO)Topo? Che centra il Topo?

GIACOMO            (AGITATO)Tu hai parlato di orecchini con il blu topo!

GUSTAVO           (SORPRESO)Io?…Io?.. Io ho detto orecchini con blu top-azzz! (RIDENDO) Ah, oracapisco… ho dimenticato la zeta… (SERIO) stai diventando sempre più pignolo*… io intendevo dire top-azzz… ma tu non sai fare le associazioni d’idee?... Ripeto!… Orecchini con blu top-azzz … blu top-azz, due milioni di lire< ma il prezzo più forte era quello… di due orecchini che costavano cinque milioni<ai capito!

GIACOMO            (SORPRESO)Cinque milioni! E che orecchini erano? Oro puro?

GUSTAVO           (SERIO)Erano d’oro normale… leggo il cartellino con il prezzo “orecchini d’oro novecarati con due GOCCE D’ACQUA!*

GIACOMO            (SORPRESO)Due gocce d’acqua?

GUSTAVO           (AGITATO)Due gocced’acqua!*… Per ragionare una per ogniorecchino… una gocciad’acqua!… ai capito?… Hai visto che valore l’acqua!*

GIACOMO            (SORRIDENDO)Ma!… Ma!… Mi credi proprio scemo?... Orecchini con gocce d’acquami fai proprio ridere… ma cosa mi racconti per farmi credere che l’acqua sia costosa!

GUSTAVO             (ARRABBIATO)Ma io non ti voglio far credere che l’acquaè cara…basta vedere ilconto quando la devi pagare… quello che… io… voglio farti capire che l’acqua

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viene considerata preziosa… molto ricercata, anzi… anzi ora ti racconto questa… e poi non ne voglio più discutere!

GIACOMO            (SORRIDENDO)Alè… ora mi racconti un’altra storiella delle tue!

GUSTAVO           (ARRABBIATO)Che storiella… e storielle, senti questa!… C’era anche sulCorriereMercantile di Genova.

GIACOMO            (SORPRESO)Uuuuh! addirittura sul giornale!

GUSTAVO           (ARRABBIATO)Sì… certo…sul Corriere Mercantile di Genova, tu sai che il Mercantileè il giornale più letto a Genova e anche all’estero!

GIACOMO            (SERIO)All’estero!

GUSTAVO           (SERIO) Sì Milano, Pisa, Roma Napoli ecc.ecc… Insomma in tutto il mondo… malasciami continuare con il racconto dall’inizio… tu conosci quella villetta che si trova quasi in cima al monte Fasce?*

GIACOMO            (PENSIEROSO)No!… Mi ricordo della croce ma non della villetta… perché c’è unavilletta sul monte Fasce?

GUSTAVO           (INDICA CON IL DITO VERSO L’ALTO)Ero sicuro che la croce la ricordavi… ma un po’ piùsotto della croce… forse giù più a valle… comunque è la villetta del Dottor Curotti!

GIACOMO            (SORRIDENDO)Aaaaah!...Il Dottor MicheleCurotti!… Certo, la conosco quella villetta è

molto elegante, bella!…Veramente, non è a valle ma piuttosto giù!

GUSTAVO           (ANNOIATO)Come sei pignolo… un po’ più su o più giù che importanza ha!… Iovolevo solo dirti di questa villetta del Dottor Michele che conosco molto bene… anzi posso dire che sono un suo amico!

GIACOMO            (SORPRESO)Tu?… Sei amico del Dottor Michele?

GUSTAVO           (SORRIDENDO)Amico!… Ero andato per una visita quando stavo poco bene…tuttopagato dalla mutua s’intende”…e mi diceva sempre carissimo… è solo un po’ d’influenza… carissimo qui… carissimo là… ero così carissimo che mi sono trovato ad essere suo amico!

GIACOMO            (SORRIDENDO)Ah!Vedo!… Vedo!… Come sei diventato amico del Dottore!

GUSTAVO           (ORGOGLIOSO) Sì! Poi sono andato a trovarlo anche quando stavo bene… pensasono diventato così amico che mi ha invitato a casa sua!

GIACOMO            (SORRIDENDO)Certo, dove ti offrono da mangiare, tu corri subito!

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(GIACOMO SORRIDE)

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GUSTAVO           (SERIO)Figurati!… Ma dove credi che a Genova qualcuno ti offra da mangiare?...

Neppure dai frati… offrono da mangiare!… Mi ha solo invitato a visitare la sua casa… che spavento!… Avevo paura che mi chiedesse di pagare l’entrata!*

GIACOMO            (SORRIDENDO)Certo che se dovevi pagare l’entrata… addio amicizia con il Dottore!

GUSTAVO           (SERIO)No!… No! Quella era amicizia… vera… disinteressata… dunque come ti hodetto sono andato a visitare la sua casa… dovevi vedere che bella casa!

GIACOMO            (INCURIOSITO)Era bella?… Era grande?… Continua!

GUSTAVO             (SERIO)Pensa era una villetta a tre piani… anche se io ho visto solo il pianterreno…quando sono entrato nel pianerottolo… almeno noi diciamo così… lui la chiamava “l’entrata”… pensa un lungo corridoio, dove nel muro erano appesi dei quadri che valevano milioni!… Milioni? Miliardi!… Anzi, di valore inestimabile… entrando nel così detto salone pieno d’oggetti… dell’antica Roma… coppe tutte in oro e statue

tutte in bronzo dei tempi Romani… del periodo in cui eri nato tu tutto, come diceva lui, di valore inestimabile.

GIACOMO            (RIDENDO)Va bene… il dottore è molto ricco… come tutti i dottori, ma che c’entratutto questo… con l’acqua?

GUSTAVO           (FA SEGNO D’ASPETTARE)Calmo… ora ti dico cosa è successo… alcune settimane farubarono nella villa del Dottore!

GIACOMO            (MERAVIGLIATO) I LADRI!!!!

GUSTAVO           (RIPRENDE) I ladri… certo i ladri… che pensavi che a rubare fosse stato un esercitodi gazze ladre!

GIACOMO            (UNISCE LE MANI COME SORPRESO)Ma no!… Allora gli hanno rubato tutto!

GUSTAVO           (MUOVE LA TESTA IN SEGNO NEGATIVO)… Tutto no! Pensa, hanno rotto la porta ma nonhanno rubato i quadri!

GIACOMO            (PENSIEROSO)Forse non se ne intendevano!

GUSTAVO           (SERIO)Sarà!… Ma non hanno rubato neppure gli oggetti antichi!

GIACOMO            (SEMPRE PENSIEROSO)Forse non se ne intendevano!

GUSTAVO           (AGITATO)Ma che ladri erano secondo te?… LADRI DI POLLI?*

GIACOMO            (SERIO)Ma se non hanno preso niente vuol dire che erano ladri da quattro soldi!

GUSTAVO           (SERIO) Aspetta… non sono andati via a mani vuote… nel salone c’era unacassaforte con oro… argento… mirra … soldi!

GIACOMO            (PREOCCUPATO)Oh! Poveretto! Gli hanno rubato tutto quello che era nella cassaforte!

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GUSTAVO           (MUOVE LA TESTA IN SENSO NEGATIVO)No! Non gli hanno rubato né oro, né mirra o

gioielli… e neppure i soldi!

GIACOMO            (MERAVIGLIATO)Ma se non hanno preso niente… (AGITATO) che cosa hanno

RUBATO?… CHE COSA HANNO RUBATO?

GUSTAVO           (AGITATO) Hanno rubatodue… bottiglie d’ACQUA…ai capito?*

GIACOMO            (MUOVENDOSI AGITATO)Due bottiglie d’acqua!…Ma roba da matti... cosa devono

sentire le mie orecchie!

GUSTAVO           (SORRIDENDO) VEDI!…VEDI!… Il valore dell’acqua… TENUTA IN CASSAFORTE…

GIACOMO            (CON MANI GIUNTE)Basta!… Basta!… Non ne posso più… ti do ragione… l’acqua

costa!… Va bene!… Non ne parliamo più!

GUSTAVO           (SERIO)Non ne parliamo più!… Anche perché ora i miei figli si lavano solo una volta

alla settimana e basta!

GIACOMO            (SCHIFATO)Ma che schifo!

GUSTAVO           (SERIO)Dipendesse da me non li farei lavare più di due volte all’anno!... Natale e

Pasqua!… E una volta sola!

GIACOMO            (PREOCCUPATO)Eh sì!… Così si ammalano!

GUSTAVO           (SERIO)No!… Così non si ammalano!…Guarda lei (INDICANDO IL QUADRO DELLA MOGLIE)

che si lavava tutti i giorni!

GIACOMO            (GUARDA IL QUADRO)Che c’entra?

GUSTAVO           (SERIO)  Mia moglie si lavava tutti i giorni… e guarda dov’è finita!… APPESA AL

MURO! …

GIACOMO            (AGITATO)Mica è morta perché si lavava!

GUSTAVO           (SERIO)Chi te l’ha detto?… (SILENZIO, SI GUARDA LA MANO)…Tu cosa fai con i tuoi porri?

GIACOMO            (SORPRESO DELLA DOMANDA)Se non li cucino, li metto in frigorifero, naturalmente.

GUSTAVO           (MERAVIGLIATO) Cosa mi stai raccontando?…I tuoi porri in frigo? Che ci fai con i tuoi

porri in frigo?

GIACOMO            (INCURIOSITO DALLA DOMANDA)Quando ne ho voglia li cucino!

GUSTAVO           (SORPRESO,INTERROMPE GIACOMO) Li cucini?

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(MOSTRA IL

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GIACOMO            (SORRIDENDO) Li metto nel minestrone… oppure li friggo e con una “logica culinaria” liposso cucinare in mille modi!

GUSTAVO           (SORRIDENDO) Si nota che tu non sei mai andato alla “Pier Maria Canevari”… (SI GUARDA LA MANO) Vedi, ora t’insegno qualcosa… nella nostra pelle ci sono deiminuscoli buchi e in ogni buco c’è una minuscola valvola… quando fa caldo la valvola “CLICK” si apre e il liquido sudorifero esce fuori… subito dopo “CLICK” la valvola si chiude, per evitare che… adesso non mi viene in mente il nome…“CLICK” la valvola si chiude per evitare che… diciamo, quei piccoli animaletti, entrino dentro questi buchi nel braccio!

GIACOMO            (SORPRESO) Animali che entrano nel braccio?

GUSTAVO           (SERIO)Ho detto piccoli animaletti mica una lucertola…intendevo dire quegli

animaletti… come si chiamano… i microbi… ecco i microbi.

GIACOMO            (AGITATO) Ma tu dicevi animaletti…a cosa posso pensare?

GUSTAVO           (SERIO)Pensa che per ognuno dei porri c’è una valvolina che funzionaperfettamente… però se nella valvolina continui a buttare acqua… sapone… acqua in continuazione (GUARDA GIACOMO) cioè continui a lavare i porri… questa valvolina “CLACK”, “CLACK” prima o dopo, si rompe e ecco come mia moglie è finita là* (indica il quadro)… quindi più ti lavi e più ti ammali!

GIACOMO            (SORPRESO) Sarà… però come vado a casa, guarderò nel frigorifero se ci sono deiporri… e cercherò questa valvolina.

GUSTAVO             (SORPRESO) Cosa dici!… Ma cosa stai dicendo!… Allora non hai capito niente… i

porri non sono in frigo… fanno parte della nostra pelle del nostro corpo

DORSO DELLA MANO)…ai capito!*

GIACOMO            (GUARDA LA MANO DI GUSTAVO)Aaaaah! Allora tu stai parlando del poro della pelle!

GUSTAVO           (SERIO)Tu lo chiami poro, ma sono al plurale porri con due “erre” e una “i”.

GIACOMO            (SORRIDENDO)No!... Guarda bene che il porro è la verdura che noi usiamo per fare ilminestrone!

GUSTAVO           (SERIO)Sei sicuro?... Io li ho sempre chiamati porri con due erre*

GIACOMO            (SERIO)Sì… sì…sono più che sicuro una sola erre!

GUSTAVO RIMANE IN SILENZIO GUARDANDOSI LA MANO.

GUSTAVO           (ROMPE IL SILENZIO)Quanto FIATO che ho sprecato!… Quanto fiato… due… erre…due erre, quanto fiato!

GIACOMO            (SORRIDENDO) Eppure tu hai appena detto che hai frequentato la “Pier MariaCanevari”!

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GUSTAVO           (SERIO, QUASI DISPIACIUTO) Si vede che quella mattina ero assente!*

GIACOMO            (SORRIDENDO CON ESPRESSIONE SCANZONATA)Solo quella mattina?

GUSTAVO           (ARRABBIATO)Solo!… Solo…pensi che per un errore di pronuncia io faccio morire i

miei figli?*

GIACOMO            (SERIO E PREOCCUPATO)Morire…i tuoi figli? Perché?

GUSTAVO           (SERIO)Perché io non li farò mai lavare tutti i giorni!… Mai…ai capito*?

GIACOMO            (SERIO)Aaaaah! Tu pensi ancora all’acqua?… Ma sì non farli lavare mai… bravo…

così puzzeranno come… Come l’acqua marcia… moriranno nella loro puzza!

GUSTAVO           (SERIO) Puzzare?... Ma che dici?… Tu senti puzza in casa mia?... Anzi i miei figli

usano molti profumi*

GIACOMO            (SORRIDENDO)Aaaaah! Vedi, i soldi per pagare lail conto dell’acqua non c’è l’hai…

però i soldi per i profumi sì!*

GUSTAVO           (ARRABBIATO)Guarda che io non pago né alte bollette dell’acqua… né profumi o

aromi per i miei figli!*

GIACOMO            (SORRIDENDO)Come se li procurano?…Fregandoli?

GUSTAVO           (CALMO E SORRIDENTE) I miei figli sono onesti!… I loro amici regalano i profumi ai miei

ragazzi!… ai capito!*

GIACOMO            (SORRIDENTE)Aaaaah!... Ecco… questa è la conferma!

GUSTAVO           (SORPRESO)Conferma!… Che conferma?

GIACOMO            (SORRIDENTE)Che i tuoi figli puzzano!… PUZZANO! Tanto che i loro amici gli

regalano i profumi.

GUSTAVO           (CALMO)Non è vero… anzi stamattina mio figlio Antonio è venuto da me con una

bottiglietta di profumo e mi ha detto: “Papà senti che buon odore ha questo

profumo”(ESPRESSIONE DISGUSTATA).

GIACOMO            (NOTA L’ESPRESSIONE SCHIFATA DI GUSTAVO)E di cosa odorava il profumo?

GUSTAVO           (CONTINUANDO L’ESPRESSIONE DISGUSTATA)Odorava… odorava… dibaccalà!… Quando mi

ha fatto vedere il prezzo ho subito detto “al venerdì quando cucino il baccalà te ne produco dei litri”.

GIACOMO            (CURIOSO)Davvero odorava di baccalà?

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GUSTAVO           (SERIO SEGNANDO CON LA MANO IL SUO COLLO) Sì, odorava di baccalà… me ne ha spruzzato

sul collo… senti… annusa…c’è rimasto ancora dell’odore.

GIACOMO            (S’AVVICINA CON IL NASO AL COLLO DI GUSTAVO, ANNUSANDO, FA UN’ESPRESSIONE SCHIFATA)Hai

ragione.

GUSTAVO           (SERIO, VA IN DIREZIONE DELLA FINESTRA,GUARDA)Oh! Hai sentito?… Anzi odorato… hai visto

dei gatti giù nel cortile?

GIACOMO            (SORPRESO)No… non… ne ho visto neppure uno… questa mattina!

GUSTAVO           (CONVINTO)Ecco… vedi avevo ragione io… anche i gatti se ne sono accorti di

quell’aroma di baccalà… hanno seguito mio figlio!

GIACOMO            (SORRIDENDO)E vabé… quando sarà all’università li lascerà fuori!

GUSTAVO           (RIDENDO)Credo bene che li lascerà fuori… mi par di vedere i gatti seduti sul banco

ad ascoltare il professore… che spiega come sfilettare un pesce!

GIACOMO            (RIDENDO)Oh!... Ora vedrai che quando tuo figlio rientra anche i gatti torneranno tutti

nel cortile!

GUSTAVO           (SERIO)Sì… tu stai ridendo di tutto questo… però quando ho visto il prezzo mi sono

sentito quasi male… e poi a dire la verità… non è vero quello che c’è scritto sulla bottiglietta!

GIACOMO            (CURIOSO)Cosa c’era scritto?

GUSTAVO           (CERCA DI RICORDARE)Mi sembra di ricordare… ah! …. Sì, si chiamava… ”prendimi

subito”… però mio figlio dovrebbe restituirlo al suo amico… così si può far dare i soldi indietro!

GIACOMO            (SERIO)Perché?

GUSTAVO           (RIDENDO)Perché tu sei qui da molto tempo e non mi hai ANCORA PRESO!

GIACOMO            (ARRABBIATO)Oh! Ma io ti sto ancora a sentire… tutta colpa dell’acqua… avevo

detto… non ne parliamo più!

GUSTAVO           (SORRIDENDO)Hai visto… che mi dai ragione!...E non ne parliamo più!

SCENA SECONDA

Gustavo, Giacomo, Mario e Antonio

BUSSANO ALLA PORTA(zona 1).

GUSTAVO           (VA VERSO LA PORTA(zona 1))Pian pianino… piano non bussare forte… fai venire la gobbaalla porta… chi è?

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MARIO                    Siamo noi!

GUSTAVO APRE LA PORTA, ENTRANO I SUOI FIGLI MARIO E ANTONIO CHE ATTRAVERSANO LA SCENA IN DIREZIONE DELLA PORTA (zona 3).

FIGLI                        (SALUTANO, MUOVENDO LE DITA DELLA MANO)Ciao papà!

GUSTAVO           (MENTRE CHIUDE LA PORTA)Uuh! Ragazzi!Che maleducati… non salutate neppure… il

signor Giacomo!

MARIO E ANTONIO RITORNANO VERSO IL PADRE E GIACOMO.

MARIO                    (RIVOLGENDOSI A GIACOMO, CON SORRISO)Mi scusi non volevo essere maleducato,          buon

giorno Signor Giacomo!

ANTONIO             (ANCHE LUI SORRIDENDO A GIACOMO) Signor Giacomo, buon giorno, mi scusi ma non

l’avevo vista, come sta?

GIACOMO            (SORRIDE)Molto bene, grazie! Non preoccupatevi… so che siete dei bravi ragazzi!

GUSTAVO           (SERIO)Bravi ragazzi!... Neppure quando dormono, sono bravi!...(SI RIVOLGE AI

FIGLI)Com’è andata oggi all’università?

MARIO E ANTONIO(IN MODO ALTERNATO, RISPONDONO SORRIDENDO)Bene papà, molto bene… anzi ora

andiamo in cucina e prepariamo qualcosa da mangiare… sai siamo

affamati!(VANNO VERSO LA CUCINA (PORTA ZONA 3).

SCENA TERZA

Gustavo e Giacomo

GUSTAVO           (RIVOLGENDOSI A GIACOMO)Ecco, li vedicome sono! Ritornano dall’università, e la primacosa che fanno è pensare solo a mangiare… e quanto mangiano!<*

GIACOMO            (SORRIDENDO)Cosa vuoi, sono giovani… è bene che mangino… è tutta salute!

GUSTAVO           (SERIO)Tutta salute!… Sarà!… Per loro è tutta salute!… Per loro!… Per me... chepago è MALATTIA!*

GIACOMO            (SORRIDENDO)Ma va là… guarda come stanno bene e in piena salute… dovrestiessere contento d’aver dei giovani così bravi… educati… si nota che la tua povera moglie li ha cresciuti bene!

GUSTAVO           (SERIO, QUASI OFFESO)Hai visto!… Come sono cresciuti bene!… Vero!… Quello chenon capisco… che la mia povera moglie… li ha cresciuti bene… dopo dieci anni che lei se ne è andata… io!… Non li ho cresciuti bene!… Chissà perché?*

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GIACOMO            (SORRIDENDO, CONSOLANDO GUSTAVO)No!… No!… Io intendevo dire quando erano piccoli,

ora sono cresciuti, anche con te vedo che sono cresciuti bene… bravo!… Sei un bravo papà!

GUSTAVO           (ORGOGLIOSO)Hai visto!… Hai visto!... Anche senza lavarli tutti i giorni sono cresciuti

in buona salute!

GIACOMO            (SORRIDENDO)E che c’entra il lavarsi con l’aver cresciuto bene i figli?

GUSTAVO           (SERIO)C’entra eccome!… Ti ho già detto che mia moglie aveva dato il brutto vizio ai

bambini di lavarsi tutte le mattine!

GIACOMO            (SORRIDENDO) Bene!… E con questo cosa vorresti dire?

GUSTAVO           (SERIO) Con questo vorrei dire… che ai miei figli, io gli ho fatto perdere il vizio!

GIACOMO            (AGITATO)Aaaaah! Ma allora riprendi la storia dell’acqua!…

GUSTAVO           (SERIO) No…ti ho detto che non ti dirò più niente sull’acqua!... Anzi… tanto per

cambiare discorso… ti ho mai raccontato quella delle quattro?

GIACOMO            (SORPRESO)Quella delle quattro?…Quattro monete?

GUSTAVO           (SERIO)No?

GIACOMO            (INCURIOSITO)Di che quattro stai parlando?

GUSTAVO           (SERIO)Non ti ho mai raccontato quella delle quattro?

GIACOMO            (PREOCCUPATO)No!… No!…Raccontami tutto!

GUSTAVO           (SERIO, RACCONTA)No! Anzi, prima ti racconto questa!… Una mattina appena

svegliato vado nel bagno e lì c’era mia moglie che come il solito sprecava

l’acqua per lavare il più piccolino… poi guardo bene vedo la faccia di mio

figlio riflesso nello specchio…. lui mi dice, “ciao papà”  guardo bene la sua

faccia e la vedo tutta bianca… che spavento…

GIACOMO           (PREOCCUPATO) Che cosa aveva uno sfogo?... Una malattia?

GUSTAVO          (SERIO)No!… No!… Il bambino stava bene… è che mia moglie gli stava lavando la

faccia… pensa con IL SAPONE!… Te capì!… Il sapone!*  Hai capito!

GIACOMO            (SORRIDENDO)Eh, va bene!Per un po’ di sapone… ne stai facendo una tragedia!

GUSTAVO           (SERIO)Non è una questione di tragedia… è vedere tutto quel sapone sulla faccia…

e poi il più bello!… Bello… si fa per dire!… Con un mucchio d’acqua si BUTTA VIA!

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(SEGUITO COME PRIMA DA GIACOMINO)

(SEGNANDO CON IL DITO COME SE (GUARDA FISSO GIACOMO CON

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GIACOMO            (RIDENDO)Cosa vuoi, che tuo figlio vada in giro con la faccia insaponata! Piuttostocosa ha detto tua moglie?

GUSTAVO           (SERIO)Io le ho domandato, “ma cara come mai lavi la faccia del bambino con ilsapone, con quello che costa?”… Sai cosa mi ha risposto?

GIACOMO FA SEGNO DI NO.

GUSTAVO           (IMITANDO LA VOCE DELLA MOGLIE)“Gustavo, è il miracolo economico!… Non sai che inItalia c’è il miracolo economico?”

GIACOMO            (SORRIDENDO)Hai sentito che risposta!... Una buona risposta!

GUSTAVO           (PROSEGUE CON VOCE NORMALE)Il miracolo economico!… Il miracolo economico…sarà!… Però, come ha detto mia moglie in Italia c’è il miracolo economico!… In Italia!… Ma qui siamo a GENOVA!*

GIACOMO            (SORRIDENDO)Gustavo… che ti piaccia o no…genova è Italia!

GUSTAVO           (AGITATO)Ah! Ora sì, ora senti questa delle quattro,così capirai meglio le mieosservazioni.

GIACOMO            (SORRIDENDO) Sentiamo… racconta… racconta…

GUSTAVO           (CON CALMA INIZIA A RACCONTARE)Una mattina, come sempre, mi sveglio sul presto evado in bagno per evitare la coda familiare… noto qualcosa di strano… molto strano… sul lavandino del bagno… sai dove ti lavi!

GIACOMO            (AGITATO)Lo so che cos’è un lavandino…(INCURIOSITO) dai continua, che cos’hainotato?

GUSTAVO             (SERIO) Allora come ti ho spiegato ho notato qualcosa di strano… delle strane cose

con delle forme sul lavandino… guardo e conto…

VEDESSE UN IMMAGINARIO LAVANDINO) uno… due… tre… ESPRESSIONE PREOCCUPATA) quattro!

GIACOMO            (SEGUE LA CONTA, INSIEME A GUSTAVO CHE SI FERMA AL TRE, MA GIACOMO CONTINUA SUSSURANDO L’ULTIMO NUMERO)quattro!

GUSTAVO             (SERIO) Sai mi ero appena svegliato, allora per vedere meglio mi sono grattato unpoco gli occhi…(MIMA IL GRATTARE CON LE DITA) guardo e riguardo… e poi conto

nuovamente… uno... due… tre… quattro…

GIACOMO            (PREOCCUPATO)Quattro!… Che cosa?

GUSTAVO           (SERIO)Siccome quella era una mattina grigia, per sicurezza ho acceso la luce!

GIACOMO            (PREOCCUPATO)La lampada grande?

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GUSTAVO           (MIMA CON LE DITA UNITE VERSO L’ALTO)Macché! Mica sono scemo… la luce

dello specchio!

GIACOMO            (SORPRESO)Ah! Quella dello specchio!… Bravo!… Dove ci sono due lampadine!

GUSTAVO           (MIMA CON LE DITA COME SE SVITASSE LA LAMPADINA)… Una l’ho svitata molto tempo fa!…

Allora, io controllo di nuovo! (SEGNA CON IL DITO MA INIZIA A RIDERE)

GIACOMO            (SORPRESO)Sto notando!… Si nota che tu stai ridendo… che cosa trovi di tanto

divertente?

GUSTAVO           (RIDENDO)Perché penso alla Signorina LUXURIA…quando accende le luci dello

specchio… (FA UN CERCHIO CON IL DITO) tutte le lampadine si accendono!

GIACOMO            (RIDENDO)Chissà quanta bella luce?

GUSTAVO           (SERIO)Chissà che conto!*

GIACOMO            (RIDENDO)  Ma dimmi… continua… raccontami che cosa erano quegli oggetti

misteriosi?

GUSTAVO           (RIPRENDE IL RACCONTO)Cosa erano?… Vero… ecco, ora che ho più luce guardo e

vedo che sono ancora lì, muovo la mano come un ventaglio per vedere se vanno via… niente!… Non si muovono… sono ancora lì… e riconto… uno… due… tre…quattro!*(SEMPRE SEGUITO DA GIACOMINO)

GIACOMO            (CURIOSO) Quattro ragni?

GUSTAVO           (SERIO)Peggio…peggio!

GIACOMO            (PREOCCUPATO) Santa pazienza ma cos’erano?... Scarafaggi?

GUSTAVO           (SERIO)Peggio!

GIACOMO            (AGITATO)Ma cosa hai visto… dimmelo non mi tenere con l’anima in sospeso!

GUSTAVO           (SERIO)Quattro…SAPONETTE!

GIACOMO            (ASPIRA FORTEMENTE FA UN SOSPIRO DI SOLLIEVO MENTRE FA IL SUO SOLITO GESTO DEL BRACCIO

ALZATO)Whuuu! Per un poco di sapone!… Per un po’ di saponette!

GUSTAVO           (ARRABBIATO)Ah! Per te sono solo delle saponette!…Guarda quando le ho viste ho

detto, devo andare subito a parlare con la mia mogliettina… ero veramente arrabbiato… avrei fatto un maglificio!… Cioè un moglificio!

GIACOMO            (SORRIDENDO)Cosa, volevi ammazzarla?...

GUSTAVO           (SERIO) Ammazzarla no!… Cercare di convincerla a restituire le saponette!…Sì!

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GIACOMO            (SORPRESO) USATE?

GUSTAVO           (SERIO)Certo usate!… Magari senza chiedere tutti i soldi… I soldi in restituzione!

GIACOMO            (RIDENDO)Ma tu eri matto!… Aveva ragione tua moglie!

GUSTAVO           (SERIO)Ah sì!… Aveva ragione mia moglie?… Allora sappi che come mi sono

accorto delle saponette, ho subito affrontato mia moglie!

GIACOMO            (SERIO)Mica hai bisticciato per questo?

GUSTAVO           (AGITATO)Ero furioso… come ho visto le saponette sono corso verso la cucina…

(SORRIDENDO) ma poi a metà corridoio sono tornato indietro!

GIACOMO            (SORRIDENDO)Aaaaah!... Hai avuto paura!

GUSTAVO          (SERIO)Paura… paura, io!...Mati te scemmü!…te lo traduco in lingua

italiana… tu sei proprio scemo, sono tornato indietro perché mi ero dimenticato la LUCE accesa!*

GIACOMO            (SORRIDENDO)Eh già… la luce… ma poi hai parlato con tua moglie… oppure hai

dimenticato tutto?

GUSTAVO           (ARRABBIATO) Dimenticato?... Come si fa a dimenticare?...Sono corso nel corridoio e

sono entrato in cucina… come un fulmine a ciel sereno!

GIACOMO            (SORRIDENDO)E cosa ti ha detto tua moglie?

GUSTAVO           (SERIO)Niente!… Sono entrato in cucina, lei mi ha guardato… io l’ho guardata… ci

siamo guardati, mia moglie mette le mani sui fianchi e mi dice “embè?”*

GIACOMO            (SERIO)Ti ha detto così!

GUSTAVO           (SERIO)Sì, mi ha detto proprio “embè”*.

GIACOMO            (SERIO)E che significa questo “embè?”*

GUSTAVO           (SERIO) Èuna parola straniera… che significa…cosa vuoi?… Che cosa vuoi?*

GIACOMO            (SERIO) Ah! Ora capisco!… E tu cosa gli hai detto?*

GUSTAVO           (SERIO)Allora… lei mi guarda… io la guardo… ci guardiamo… “embè”, lei mi dice…

io la guardo e chiedo…  abbiamo fatto un TERNO AL LOTTO?*

GIACOMO            (RIDENDO)E lei che ti ha detto?

GUSTAVO           (SERIO)“Perché?”… Io la guardo... mi metto anch’io le mani sui fianchi… come ai

vecchi tempi, mi sembrava di essere al balcone… “perché ho visto quattro saponette nel bagno!”

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GIACOMO            (SORRIDENDO)E tua moglie, che scusa ha trovato per quella spesa?

GUSTAVO           (SERIO)Che scusa!… Vero... ecco la sua risposta… la solita!… “E di cosa ti lamenti

èil miracolo economico, viviamo nell’era del miracolo economico” hai capito!*… Hai… capito!... Il miracolo economico… il miracolo economico, il miracolo economico è per chi fabbrica il SAPONE!*… Per chi lo compra… È UN MALESSERE ECONOMICO!*... Infatti guarda dove è finita mia moglie… attaccata

al MURO*.(SEGNANDO IL QUADRO)

GIACOMO            (SORRIDENDO)Però tua moglie aveva ragione!… Anzi si dice, “chi si lava conilsapone diventa più bello”!

GUSTAVO           (GUARDA GIACOMO) Si dice! Si dice!... Chi si lava… SI DICE! Sarà… però … chissà!…Quando ci specchiamo!… Notiamo che il sapone noi non l’abbiamo mai USATO!*

GIACOMO            (SORRIDENDO)Io nonso tu!… Però io lo uso tutte le mattine!

GUSTAVO           (SERIO,GUARDA CON SOSPETTO GIACOMO)Tutte le mattine?*

GIACOMO            (SERIO)Sì… tutte le mattine!

GUSTAVO           (GUARDA ANCORA CON SERIETÀ GIACOMO)Proprio tutte?*

GIACOMO            (SORRIDENDO)Sì!… Proprio tutte, anche a Natale e a Pasqua… come dici tu!

GUSTAVO           (SERIO, BREVE PAUSA)Forse… è meglio che cambi marca di sapone!*... Anzi è propriomeglio che non lo usi più!*

SCENA QUARTA

Gustavo, Giacomo e Marcolino

BUSSANO ALLA PORTA, GUSTAVO VA AD APRIRE.

GUSTAVO           (LENTAMENTE CAMMINANDO VA VERSO LA PORTA (Zona 1)Pian pianino…E non bussare forteche fai venire la alla gobba alla porta… (APRE LA PORTA, ENTRA MARCOLINO)

MARCOLINO     (ENTRA SORRIDENDO, VEDE GIACOMO)Signor Giacomo buongiorno… ciao papà.

GUSTAVO           (GUARDA E SORRIDE AL FIGLIO)Come è andata la scuola?

MARCOLINO     (DIRIGENDOSI VERSO LA PORTA (zona 3)Molto bene papà… però ora vado in cucina, perchého molta fame. Chissà i miei fratelli cosa mi avranno preparato di buono!

SCENA QUINTA

Gustavo, Giacomo

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GUSTAVO           (GUARDA GIACOMINO)Vedi… qui arrivano solo per mangiare… questa non è unacasa… è una MANGIATOIA… qui non si fa altro che mangiare!

GIACOMO            (SORRIDENDO) ma sono giovani e vanno a scuola!

GUSTAVO           (AGITATO)E già… sono giovani… e vanno a scuola… ma che gli fanno a scuola glisvuotano, le budelle?*

GIACOMO            (SORRIDENDO)Cosa vuoi sono giovani!… Consumano più energia!… Devicomprendere che stanno crescendo senza la mamma… quella povera donna che curava i bambini… pensa se oggi fosse ancora viva!

GUSTAVO           (SERIO) NO!…NO!… È morta… lasciamola morta!… Una bocca in meno chemangia.

GIACOMO            (SERIO)Ma figurati!… Cosa vuoi che costi dar da mangiare alla moglie in confronto aquello che potrebbe fare per i tuoi figli… anzi sarei felice… se si trovasse un sistema per risuscitare tua moglie!

GUSTAVO           (AGITATO)MA! MA!TI TE SCEMMÜ!… Te lo traduco in lingua Italiana… tu seiveraaamente SCEMO!… Dopo tutte le spese che ho subito per il funerale… vorresti farle la respirazione bocca a bocca per riportarla in vita!*

GIACOMO            (SORRIDENDO)Weww!… Chissà che spese hai dovuto sostenere per i funerali, dopotutto i funerali li fai una volta sola…

GUSTAVO           (PREOCCUPATO)Per fortuna che un funerale è per tutta la vita… cioè… per tutta lamorte… una sola volta… E MI E’ BASTATO!… E mi è bastato!… E tu vorresti richiamarla in vita?… Così… io dovrei pagare un altro funerale! Ma ti te scemmü…te lo traduco in lingua italiana!… Tu sei troppo scemo!*… Tu non saiquello che dici!*

GIACOMO            (AGITATO)Ma tu sei così sempreattaccato ai soldi?... Non vuoi spendere mai…mai… sei il caratteristico… genovese, vecchio e spilorcio.

GUSTAVO           (AGITATO) Genovese sì… vecchio sì… ma spilorcio mai!… Tu non sai quello che hospeso per i funerali… quando la mia cara moglie se ne andò… ho dovuto fare una trafila di uffici e posti per il funerale e in ogni posto la richiesta era sempre soldi… Soldi!…hai capito!*

GIACOMO            (SERIO)Perché tu hai voluto fare tutto in economia!… Mentre io nel funerale di miamoglie ho dato tutto a una organizzazione funeraria e loro hanno pensato a tutti i preparativi per il funerale.

GUSTAVO           (AGITATO)Vedi… lo vedi!… Che ho speso un mucchio di soldi per colpa di tuamoglie!*

GIACOMO            (SORPRESO)Ora cosa c’entra, la mia povera moglie!

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GUSTAVO           (SERIO) Perché lei non è morta nello stesso giorno di mia moglie… ha voluto moriretre mesi dopo!*

GIACOMO            (ARRABBIATO)Ma che stai dicendo!… Ma cosa stai dicendo!… Mia moglie non havoluto… ma è accaduto… che è morta tre mesi dopo… ma che c’entra in tutto questo?

GUSTAVO           (AGITATO)Se tua moglie fosse morta lo stesso giorno di mia moglie… si potevaorganizzare i funerali insieme e avere uno sconto sulla spesa, come… compri due, paghi uno… capisci? *

GIACOMO            (SORRIDENDO)Eh già! Così avremmo diviso il costo del funerale!

GUSTAVO           (SORRIDENDO)No! Forse non mi sono spiegato!… Io prendevo quello che non pagavoe tu l’altro… capisci?

GIACOMO            (SORRIDENDO)Eh sì!Come andare al supermercato… vero!… Invece hai dovutopagare per il funerale un mucchio di soldi solo perché … non hai voluto usare…

GUSTAVO           (INTERROMPE, SERIO)Ecco la verità… la verità… che io non volevo spendere tutti queisoldi… sai purtroppo la mutua non ti paga il funerale… la mutua paga le medicine, se tu sei vivo! Ma se solo accenni a morire… non ti pagano più… e perché non pagare anche il funerale? Si potrebbe considerare una liquidazione… visto che quando sei morto non spendono più niente per le medicine!*

GIACOMO            (SORRIDENDO)Eh sì! Ora danno alla defunta anche la liquidazione, la buona uscitaperché è morta!

GUSTAVO           (SERIO)E invece no!… Poi tu dici a mespilorcio!…Spilorci sono quelli della mutua,e non io!*…. Quindi ho dovuto fare tutto da solo per colpa di tua moglie e di quelli

della mutua… la verità è che io non volevo spendere tutti quei soldi… così ho provato a fare un funerale in economia… un funerale fai da te… sì ecco… un funerale fai da te… la prima idea… era quella di portare mia moglie al cimitero con il TRAM!*

GIACOMO            (SORPRESO)Cosa?! Tua moglie morta la volevi portare al cimitero sul tram?

GUSTAVO           (AFFERMATIVO) Sì… c’è un tram che si ferma proprio davanti al cimitero diStaglieno!… Ma dopo mi sono informato e ho deciso di no!*

GIACOMO            (INCURIOSITO)Perché hai cambiato idea?

GUSTAVO           (SERIO)Perché, mi sono informato e volevano che mia moglie pagasse…il biglietto*!

GIACOMO            (SORRIDENDO)Giusto, la legge è uguale per tutti!

GUSTAVO           (ARRABBIATO) Ma era morta!… Almeno potevano fare uno sconto!*… Niente!*… Miavrebbero restituito il prezzo del biglietto solo se mia moglie fosse morta sul tram. Poi dici a me d’essere avaro!… E quelli del comune?*

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GIACOMO            (SORRIDENDO)Ma non avevi capito che ti stavano prendendo in giro?... Non si può

salire con un morto sul tram!

GUSTAVO           (SERIO)Ah! Tu dici che mi prendevano in giro!... Che maleducati... a un uomo che

aveva appena perso la moglie… neppure il Comune ha più rispetto per i morti e per i vivi!

GIACOMO            (SORRIDENDO)Avranno pensato che tufossiubriaco!…Uno che chiede informazioni

per portare la moglie morta sul tram… avranno pensato che fossi matto!

GUSTAVO           (SERIO)No!… Non ero pazzo!… Pazzo sono diventato quando sono andato a

comprare la bara!

GIACOMO            (SORRIDENDO)Ora, non mi dire che hai avuto difficoltà nell’acquistare una bara.

GUSTAVO           (SERIO)No,per comprare una bara non ho avuto difficoltà… a parte il prezzo…

quello era la vera difficoltà*… infatti sono andato dal barista per sapere i prezzi!

GIACOMO            (SORPRESO)Perché… sei andato dal barista per sapere i prezzi?...Al massimo ti può

dire il prezzo di un cappuccino!… Di un caffè!

GUSTAVO           (SORPRESO)Caffè?.... Ma di che caffè stai parlando?

GIACOMO            (SORRIDENDO)Scusa…non hai detto che sei andato dal barista?

GUSTAVO           (SERIO)Sì… ho detto proprio così…sono andato dal barista!

GIACOMO            (SORRIDENDO)E io ti ho detto che il barista, al massimo ti poteva dire il prezzo di un

caffelatte!

GUSTAVO           (SERIO)Ma io sto parlando del barista… quello che fa le bare?*…(SEGNA CON LE MANI UN

RETTANGOLO IMMAGINARIO).

GIACOMO            (SORRIDENDO)Aaaaah!... Vuoi dire il fabbricatore di bare? (ANCHE LUI FA IL GESTO DI UN

RETTANGOLO).

GUSTAVO           (SERIO)Sì, bravo!… Il fabbricatore di bare!...(ANCHE LUI FA IL GESTO DEL RETTANGOLO) Noto

che la “Pier Maria Canevari” ti ha insegnato QUALCOSA!*

GIACOMO            (SORRIDENDO)Ma io ho studiato più di te… ma continua con il tuo dramma del

funerale!

GUSTAVO           (SERIO)Ecco… per il fatto che tu hai studiato più di me… lasciamo perdere…

comunque ritornando al barista… sempre quello che fabbrica le bare (RIPETE ILSEGNO DEL RETTANGOLO)mi fa vedere vari tipi di bare... maaaaah! Di quelle così belle…eleganti… tutte rifasciate internamente di seta pura, rossa, con un cuscino… se però pagavi di più ti davano due cuscini… sì… sì… tutto in legno… legno di… noce!… Noce puro!… Legno di qualità!… Qualità oro!… No… no… puro legno, così detto vergine!… Quando mi ha detto il prezzo… voleva due milioni… gli ho

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(FA SCENA DI

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chiesto una meno costosa… ma lui mi ha risposto: “Quella è la meno costosa… sa dopo tutto è fatta in legno noce forte”… come se in un’altra bara meno forte mia moglie poteva uscirne fuori*… però, questo sarebbe preoccupante!*

GIACOMO            (INCURIOSITO)Insomma hai trovato la bara che volevi?

GUSTAVO           (SERIO)No… quando lui mi ha detto il prezzo di quella fatta con il legno stagionato…che era noce vergine forte… gli ho chiesto… se ne avevano una di legno non vergine… sai a me che mi interessava la verginità?* Alla sua risposta negativa allora chiedo… “ne avete una in legno compensato?”*

GIACOMO            (SORRIDENDO)Ma non si può…

GUSTAVO           (SERIO)Anche lui mi ha detto le tue stesse parole!…“Non si può… ci sono delleregole”. Ho chiesto: “Chi ha fatto queste regole?”... Sai cosa mi ha risposto?

(GIACOMO FA SEGNO DI NO.)

“Loro”

“Loro chi?” Chiedo io!

“Il Comune “, ai capito… il Comune… però io ho detto al barista… quello che

fabbrica le bare (ENTRAMBI CONTEMPORANEAMENTE FANNO IL SEGNO DEL RETTANGOLO)

“va bene io pago per il legno compensato… E LORO… pagano la DIFFERENZA!”*.

GIACOMO            (RIDENDO) Questa è bella... se aspetti che il Comune paghi la differenza, il funeraleviene rimandato a un’altra era!

GUSTAVO             (SERIO)C’è poco da ridire… però quando devi pagare l’Irpef e tasse il Comune vuolesubito i soldi… ma quando è il Comune che deve pagare… prende il suo tempo!*

GIACOMO            (SORRIDENTE)Per le tasse… tutto il mondo è paese… comunque il problema poi èstato risolto?

GUSTAVO           (ARRABBIATO)Certo che è stato risolto… il problema è stato risolto… ho PAGATO!*

GIACOMO            (SORRIDENTE)Hai avuto un doloreal cuore… vero?

GUSTAVO           (AGITATO)Sicuro…ma se fosse stato solo quello a farmi avere un dolore al cuore,avrei risolto subito il problema! Ma anche… il prete mi ha dato un dolore!*

GIACOMO            (SORPRESO)Il prete? Ora, cosa ti ha fatto il prete!

GUSTAVO           (AGITATO)Il prete!…Il prete!… Il prete me ne ha fatte tante per un funerale!…Quando mi sono presentato per discutere per il funerale, ho detto: “Buongiorno Padre, mia moglie è morta… vorrei fare un funerale per la mia mogliettina”… lui mi risponde: “Aaaaah!… Lei desidera una cerimonia funebre”… io rispondo: “No un funerale”… lui mi risponde: “Sì, una cerimonia funebre”, testardo sai!… Testardo!… Veramente testardo… io dicevo funerale… lui mi diceva “cerimonia funebre”… non capivo!* Alla fine ho ceduto… e vada… per la cerimonia

funebre… lui prende un librone… mi dice: “S’accomodi”, mi siedo

SEDERSI).

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GIACOMO            (SERIO, INTERROMPE)Un librone?

GUSTAVO           (SERIO)Sì… sì… io pensavo che fosse il librone con scritto, i buoni e i cattivi…invece no… no… era solo un libro di prenotazione per funerali o per cerimonie… come dice il prete.*

GIACOMO            (SERIO)Il libro delle cerimonie?

GUSTAVO           (SERIO) Sì, come quello che usano nei ristoranti per riservare un tavolo… ecco soloche lì… riservi un posto per un funerale… dunque allora lui mi dice…

“Per la cerimonia funebre ventimila lire!”

Salto dalla sedia(SI ALZA)e dico: “VENTIMILA” lire?... Ora capisco perché il prete insisteva per la cerimonia funebre… così mi poteva far pagare!*

GIACOMO            (SERIO) E tu cosa hai deciso?

GUSTAVO           (SERIO)E io cosa ho deciso… ho detto al prete… ma una volta non si pagava… elui… sai cosa mi ha risposto?

GIACOMO            (FA SEGNO DI NO)Come posso saperlo!

GUSTAVO           (AGITATO)Tu non sai cosa mi ha risposto il prete… con checoraggio mi ha detto:“Eh! ... Se dipendesse da voi… io morirei di fame!” ai capito!… Come se noi genovesi non dessimo niente alla chiesa!*

GIACOMO            (SORRIDENDO)Se ha detto così avrà le sue ragioni… quand’è che sei andato perl’ultima volta a messa?

GUSTAVO           (SERIO)L’ultima volta… mi sembra quando abbiamo battezzato il piccolo… anzi perla comunione e la cresima del piccolo… ah, sì… e poi naturalmente per il funerale di mia e di tua moglie!*

GIACOMO            (SORRIDENTE)Mi sembra che il prete non avesse propriotutti i torti!… E come mainon sei più andato a messa*?

GUSTAVO           (SERIO)Perché avevo finito i bottoni… i bottoni della giacca!

GIACOMO            (SORPRESO)I bottoni?

GUSTAVO           (SERIO) Sì… vedi quando mi sono sposato avevo una giacca di quella a tre bottonipiù i bottoni delle maniche… quando sono venuti per la raccolta delle offerte io non avevo spiccioli… ai capito*, allora ho staccato un bottone… il primo della lunga serie.*

GIACOMO            (SORRIDENDO INCREDULO)Un bottone?

GUSTAVO           (SERIO)Sì… ma era di madreperla!*

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GIACOMO            (SERIO) Ma era sempre un BOTTONE!… Ma ancora non mi hai detto perché nonsei più andato in chiesa!

GUSTAVO           (SERIO)Il perché te lo già detto… avevo finito i bottoni!*

GIACOMO            (SERIO)Ma che c’entrano i bottoni?

GUSTAVO           (SERIO)Ma con quattro battesimi… quattro comunioni e quattro cresime ... duefunerali… sono rimasto senza un BOTTONE nella giacca… ho ancora i bottoni delle bretelle dei pantaloni… ma quelli sono troppo importanti!*

GIACOMO            (SERIO)Anche tu… darei bottoni!*

GUSTAVO           (SERIO)Ma erano di madreperla!*

GIACOMO            (SERIO)Madreperla… o non madreperla ha ragione il prete… se tutti offronobottonimorirebbe di fame!

GUSTAVO           (AGITATO) Ma che morire di fame… tu non sai chequei bottoni che ho dato erano dimadreperla!… Di madreperla!… La mamma della perla!… Non la figlia… non la figlia della perla… LA MAMMA ai capito!* Hai capito… la mamma, i bottoni erano di mamma perla!*

GIACOMO            (SORRIDENDO)Capirai, anche con i bottoni di madreperla… cosa può mangiare quelpovero prete!

GUSTAVO           (SERIO)Come sarebbe…“cosa può mangiare quel povero prete?”… se vende ibottoni di madreperla… con il valore che hanno si può fare un mucchio di soldi… tanti… tanti… quasi… quasi gli domando il resto*

GIACOMO            (SORRIDENDO)E… sì… anche gl’interessi…ha ragione il prete, se dipendesse da temorirebbe di fame!

GUSTAVO      (SERIO)Ma figurati hai mai visto un prete morir di fame?*…Poi con tutti i soldi chechiede per un funerale l’unico che muore di fame… è il MORTO!*

GIACOMO            (SORRIDENDO)Wwee!…Ora perché ti ha fatto pagare ventimila lire per un funerale tilamenti!

GUSTAVO           (SERIO)Primo… ventimila non per un funerale… ma per una CERIMONIA funebre…Secondo se la richiesta fosse stata solo ventimila lire… non mi lamenterei… ma poi c’erano altre richieste… diciamo… occulte!*

GIACOMO            (SORPRESO) E quale sarebbero queste spese occulte… stregoneria?... Magia?

GUSTAVO           (SERIO)No… no… niente stregoneria o magia ma solo spese aggiuntive… cioèquando ho deciso la data e l’ora della cerimonia funebre il prete mi dice: “S’accomodi!”.

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GUSTAVO FA FINTA DI SEDERSI… MA SI ALZA SUBITO, SI GUARDA INTORNO, GUARDA GIACOMO.

GUSTAVO          “Hai mica spostato la sedia”…

GIACOMO SORRIDE E FA SEGNO DI NO, GUSTAVO LEGGERMENTE SI SPOSTA IN ALTRA DIREZIONE E FA LA SCENA DI ESSERE SEDUTO.

GUSTAVO           Allora il prete mi dice: “Senta… vuole la messa cantata?... Ventimila lire”*.

GIACOMO            (SUSSURRANDO)E tu cosa gli hai risposto?

GUSTAVO           (SERIO, SI ALZA)Cosa gli ho risposto!… Quando uno ti chiede ventimila lire cosa vuoi

rispondere!*

GIACOMO            (SORPRESO) Spero che non gli avrai detto di no?

GUSTAVO           (SERIO)Ma sai erano i primi giorni di marzo… allora io guardo il prete e chiedo:

“Perché, c’è ancora il FESTIVAL DI SANREMO?”

GIACOMO            (AGITATO)Roba da matti!… Che figura che hai fatto… ma come hai potuto

rispondere così a quel povero prete!… Lui ti voleva aiutare in un momento difficile.

GUSTAVO           (SERIO)Ah!… Io…   io matto? Allora senti l’altra richiesta… strana … che il tuo amico

prete ha fatto!

GIACOMO            (SORRIDENDO)Chissà che cosa strana ti ha proposto… forza, racconta!

GUSTAVO           (SERIO)Senti cosa ha chiesto!… Io sto per uscire dopo che ho pagato… il prete mi

chiama e mi chiede: “Ah! Senta… vuole che suoni le campane da morto… Ventimila!”*

GIACOMO            (SERIO)Che c’è di strano?... Suonare le campane da morto è normale nei funerali!

GUSTAVO           (AGITATO) Ma come… non c’è niente di strano… un prete si spara una… pistolettata

in testa… per suonare le campane da morto!… Per guadagnare ventimila?… E tu dici che non c’è niente di strano?... Non so se u scemmü te tie o u praeve… te lo traduco in lingua Italiana… non so se lo scemo sei tu o il prete!*O entrambi

GIACOMO            (RIDENDO)L’unicoscemmü chie te tie… te lo traduco IO in Italiano!… Sei tu l’unico

scemo!

GUSTAVO           (SERIO)Eh già!Sono io lo scemo!… Vero?…Stavo per uscire e il prete mi richiama,

ancora: “Senta vuole che esegua l’ultimo saluto alla salma?”

ENTRAMBI          (INSIEME)Ventimila.

GUSTAVO           (SORRIDENDO)Ah! Hai visto?... Anche tu hai capito!

GIACOMO            (SORRIDENDO) Si vede che il prete aveva una tariffa minima, fissa. Certamente tu gli

avrai detto di sì!

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GUSTAVO           (SERIO) Ho solamente risposto…“SE ME NE DA DIECIMILA”… ESEGUO IOL’ULTIMO SALUTO ALLA SALMA!”*

GIACOMO            (SERIO)Roba da matti!… Perché… perché… non hai lasciato al prete fare l’ultimosaluto?

GUSTAVO           (SERIO)Perché lui voleva venti!… Io invece solo dieci!… Onestamente io solopotevo eseguire l’ultimo saluto!

GIACOMO            (CURIOSO)Perché solo tu?

GUSTAVO           (SORRIDENDO) SOLO IO LA CONOSCEVO BENE!

GIACOMO            (SORRIDENDO) Povero prete!Come l’hai trattato!

GUSTAVO           (SERIO)Non l’ho trattato male… anzi sono contento di aver pagato il prete…

GIACOMO            (SORPRESO) Questo non è da te… essere contento di  pagare… non è da te!

GUSTAVO           (SERIO) Contento non proprio… però vedi, la chiesa è un territorio straniero!

GIACOMO            (SORPRESO)Cosa intendi dire?

GUSTAVO           (SORRIDENTE) Perché la chiesa è territorio Vaticano… il prete non mi ha fatto pagarel’Irpef!

GIACOMO            (SORRIDENTE)Aaaaah! Oracomprendo… perché sei rimasto contento!

GUSTAVO           (SORRIDENTE)Pensa… che siamo in territorio genovese!

GIACOMO            (SORPRESO)Allora?…Cosa vorresti dire?

GUSTAVO           (SERIO)Che ci toccherebbe pagare l’Irpef… ah…se Genova fosse sotto il dominiodel Vaticano!

GIACOMO            (SORRIDENTE)Ma Genova è in Liguria…non appartiene allo stato Vaticano!

GUSTAVO           (SERIO, IGNORANDO GIACOMO)Purtroppo anche lo Stato Vaticano ha le sue tasse… chenoi dobbiamo pagare!

GIACOMO            (INCURIOSITO)E quali tasse dobbiamo pagare?

GUSTAVO             (SERIO)Quando ho fatto il funerale… poiché mia moglie ha voluto riposare alcimitero di Staglieno… per ogni chiesa che passavamo… si doveva pagare una tassa… che alcuni la chiamano… tassa stranieri… o tassa per il paradiso, altri tangente… ma indifferentemente da come la chiami… almeno non paghi l’Irpef!*

GIACOMO            (SORRIDENTE)Meno male che le tasse sono piccole!

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GUSTAVO           (SERIO)Piccole!… Piccole?… Dipende chi deve pagare… pensa, ogni volta chepassavamo davanti a una chiesa c’era il prete con una… macchinetta che batteva cassa… tu pagavi e il prete con quella macchinetta… ti dava la ricevuta… però sempre sui gradini della chiesa… mai sul marciapiede!

GIACOMO            (SORRIDENTE)Oh bella!… Che differenza c’è fra i gradini o il marciapiede?

GUSTAVO           (SORRIDENTE)Il marciapiede è proprietà del Comune di Genova… quindi se paghiqualcosa sul marciapiede devi pagare anche l’Irpef, Iva, luce, gas ecc.ecc … ma se paghi sui gradini della chiesa!… Niente Irpef, Iva, gas… capisci!*

GIACOMO            (SORPRESO)Però da te c’è sempre da imparare!

GUSTAVO           (SORRIDENDO)Certo… hai sempre… da imparare con me… con il funerale di miamoglie… io sono diventato un diplomato professore in funeraria… ti posso programmare il tuo funerale se vuoi… dall’inizio alla fine!… Lo vuoi?

GIACOMO            (SERIO, FA UN GESTO DI CORNA VERSO IL BASSO)Non ci penso neppure… penso d’aspettare

ancora un po’ prima di decidere!

GUSTAVO           (SORRIDENDO)Ma come… non saresti contento se IO mi prendessi curadel tuofunerale?... Prezzi modici!... E inoltre, gratis, l’ultimo saluto!* Ovvero un risparmio di ben ventimila lire!

GIACOMO            (SERIO)Certo che sono contento… ma al momento non sono interessato… anchese tu fai dei prezzi modici…(SEGNA GUSTAVO) fammi vedere prima come organizzi il tuo!*…E poi sai per parlare con il prete posso farlo anch’io!

GUSTAVO           (AGITATO)Ma che prete e prete… il problema in un funerale non viene solo dal prete!

GIACOMO            (SORPRESO)E che altri problemi può avere un funerale?

GUSTAVO           (SERIO)Bravo… ora ti spiego anche gli altri problemi… dunque!… La macchinafunebre… sono andato in un negozio funebre per vedere alcune macchine!… Che brutto posto… tutto scuro!… E tutte macchine nere!

GIACOMO            (SORRIDENDO)Eh!… È logico che sono nere… sono macchine da funerale… checolore la volevi, lillà?

GUSTAVO           (SERIO)Lillà… no!… Però quando ho sentito i prezzi… ho chiesto uno sconto!… Mail commesso mi ha guardato e mi ha detto: “Non è possibile sa!… Sono macchine di lusso e tutte nere”… io ho chiesto:“Una macchina gialla non ce l’ha?”*

GIACOMO            (AGITATO)Cosa volevi fare un funerale con il MAGGIOLINO?

GUSTAVO           (SERIO)Bravo!… Bravo!… Finalmente hai capito!*

GIACOMO            (SORRIDENDO)Ma che bravo e bravo!… Era una battuta spiritosa!

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GUSTAVO           (IMBRONCIATO)Aloa te scemmü…te lo traduco in lingua Italiana, allora sei scemo!...

Se costava poco… io avrei fatto il funerale a mia moglie con il MAGGIOLINO!

GIACOMO            (SORRIDENDO)Però, se non ricordo male, la macchina era funeraria.

GUSTAVO           (SERIO)Anch’io mi ricordo!… Soprattutto quantolo pagata!< … Certo hodovutoprendere la macchina tutta nera!… Non avevo scelta!… Ma era così nera che più nera… c’era solo il buio nero!

GIACOMO            (SORRIDENDO)Bene, ora con la scelta della macchina abbiamo finito il discorso delfunerale!

GUSTAVO           (AGITATO)No!... Il funeralenon finisce qui… anzi ho avuto altre spese che solo aricordarle mi vien voglia di NON MORIRE!*

GIACOMO            (SORRIDENDO)Wuuu!… Ora non mi dire che ti hanno fatto pagare la benzina!

GUSTAVO           (SERIO) Ci mancava anche che durante il funerale… ci fermassimo al distributoreper fare benzina!… No!… No!... Erano altre spese… e il cimitero?... Le spese del cimitero?... Vado al cimitero per avere un piccolo terreno dove far riposare la mia cara mogliettina (GUARDA IL QUADRO) mogliettona!… Quando mi hanno detto il prezzo per poco cadevo dentro la fossa che stavano scavando!

GIACOMO            (SORRIDENDO) Pensa, facevano prima il funerale a te che a tua moglie!

GUSTAVO           (SERIO)Non avrei avuto i soldi per pagare due funerali!*

GIACOMO            (SORRIDENDO)E quanto ti hanno chiesto?

GUSTAVO           (SERIO)Tanti soldi… ho chiesto:“Perché costa così tanto?”… la loro risposta èstata:“Perché bisogna scavare almeno per 6 metri!”

Chiedo se una buca di 4 metri costasse meno… ma la loro risposta fu chiara.

“Non è possibile avere una buca inferiore a sei metri!”

“E chi l’ha detto?”,domando.

Mi rispondono…“loro”.

Chiedo…“loro chi?”*

E sempre scavando, gentilmente:

“Il Comune!”

Capisci!… Il Comune!*

GIACOMO            (SORRIDENDO)Sempre il Comune. Eh!

GUSTAVO           (SERIO)Mi hanno spiegato che se è meno di sei metri potrebbe… in caso diterremoto o alluvione… la bara potrebbe ritornare in superficie!

GIACOMO            (SORRIDENDO)Allora ti sei convinto per i sei metri!

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GUSTAVO           (SERIO)Certo!Per i sei metri… più una pietra… anzi una pietrona!*… Non vorrei che

venisse un terremoto… e trovarmi alla porta di casa, mia moglie!CHE MAGARI

PRIMA VUOLE FARSI UNA DOCCIA!*…E POI VUOLE ANCHE MANGIARE!*

GIACOMO            (RIDENDO)Ma sei proprio pazzo!… Come puoi pensare una cosa del genere!

GUSTAVO           (SERIO)Pazzo!… Io!… Pensa che mi hanno detto che se non c’è il morto io non

posso entrare nel cimitero!

GIACOMO            (INCURIOSITO)Perché?

GUSTAVO           (SERIO)Si vede che… il morto prende la responsabilità degli amici!

GIACOMO            (RIDENDO)E se non hai il morto?

GUSTAVO           (SERIO)Uccido te!… Così entro nel cimitero!…Capisci!

GIACOMO            (SORRIDENDO) Eh! Sì!

GUSTAVO           (SERIO)Cosa pretendi, che per entrare al cimitero mi uccida*?

GIACOMO            (RIDENDO)Tu sei pazzo!… Cosa vuoi che mi… uccida io?*… Come ti ho detto prima,

sei proprio pazzo!

GUSTAVO           (SERIO)Pazzo… vero?… Tu mi dai del pazzo… senti… senti questa, mi è successo

la settimana passata!

GIACOMO            (SORRIDENDO)Eccoun’altra delle tue!

GUSTAVO           (SERIO)Volevo andare a visitare la mia mogliettina, in vista del suo decimo

anniversario… Camminando verso il cimitero vedo un fioraio, entro nel negozio.

GIACOMO            (SORRIDENDO)Aaaah! Ma allora sei andato a comprare dei fiori? Finalmente!

GUSTAVO           (SERIO)Fiori?… Fiori?… I fiori!… Li avevo già!

GIACOMO            (SORRIDENDO)Li avevi già?… Vero?(SOSPETTOSO)E da dove venivano?

GUSTAVO           (SERIO)Li avevo… Presi nel parco!*…(GUARDA GIACOMO) Era il mio turno!

GIACOMO            (SERIO)Pensa, se ti vedeva una guardia?

GUSTAVO           (SORPRESO)Ma era il mio turno prenderli!… E poi io… li prendevo per un fattore

umano!… anzi un FATTORE MORTALE!*

GIACOMO            (SORRIDENTE) Mortale vero?... Tanto che sei andato dal fioraio…forse li volevi

vendere?

GUSTAVO           (SERIO)No!… Seriamente… erano da portare al cimitero!

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GIACOMO            (CURIOSO)Se avevi già i fiori… e non li volevi vendere… cosa sei andato a fare dal

fioraio?

GUSTAVO           (SORRIDENDO)A comprare dei semi!

GIACOMO            (SERIO,SORPRESO)Aah, semi?...Che semi?

GUSTAVO           (SERIO)Di basilico!

GIACOMO            (SORPRESO)Semi di basilico?

GUSTAVO           (SORRIDENDO)Sì… proprio semi di basilico!

GIACOMO            (SORPRESO)Ma tu vai al cimitero… e ti fermi a comprare semi di basilico? Non potevi

comprarli quando tornavi dal cimitero?

GUSTAVO           (SERIO)No, perché mi servivano mentre andavo al cimitero!

GIACOMO            (SORPRESO) Al cimitero?… I semi?

GUSTAVO           (SORRIDENTE)Certo io vado al cimitero con i semi… perché ho quel piccolo terreno…

(SERIO) con quello che l’hopagato< … con quello che l’hopagato!<

GIACOMO            (AGITATO)Roba da pazzi… veramente da pazzi… ma tu semini dove tua moglie

riposa?

GUSTAVO           (SORRIDENDO)Pensa al vantaggio… vado a trovare la mia mogliettina… giusto?… In

quel costoso… anzi costosissimo… piccolo terreno… spargo i semi di basilico… tu sai che dai semi di basilico nasce la piantina e poi… quando ritorno a visitare la mia mogliettina a settembre… trovo tutte le piantine con le foglie di basilico…

strappo le piantine e stacco le foglie di basilico una a una.…(MIMA LO STRAPPAREDELLE

FOGLIE E DOPO INDICA GIACOMO) cosa si fa con le foglie di basilico?

GIACOMO            (AGITATO) Cosa si fa!…Cosa si fa!…Il pesto!… Ecco cosa si fa il pesto!

GUSTAVO           (SERIO)Ecco vedi… hai visto che hai capito… iostrappole piantine del basilico…

stacco le fogliettine (MIMA DI NUOVO LO STRAPPARE DELLE FOGLIE) le pesto con il pestello

(MIMA DI PESTARE) aggiungo sale… (MIMA LO SPARGERE IL SALE E GLI ALTRI PRODOTTI) i due tipi

di formaggio… olio oliva extra vergine, quello di qui vicino al frantoio di Borgonovo che è proprio qui… qui dietro l’angolo… aggiungo i pinoli e quando ho pestato il tutto… ottengo il vero pesto alla genovese… fatto da un genovese Doc!*(INDICA SESTESSO)Che sono io!… Con il basilico seminato in terra genovese!… (SORRIDENDO) Epiù genovese del cimitero di Staglieno che cosa c’è?

GIACOMO            (AGITATO) Ma non ci posso credere che tu pensi sempre a risparmiare… che

pidocchioso che sei!… Che avaraccio!

GUSTAVO           (ARRABBIATO) No!… No!… Risparmiatore sì!… Avaraccio No!

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GIACOMO            (SORRIDENDO)Allora a settembre mangeremo le trenette con il pesto fatto dal

genovese Doc.

GUSTAVO           (DISPIACIUTO)No!… Purtroppo no!

GIACOMO            (SORRIDENDO) Come mai?... Non mi vuoi invitare?

GUSTAVO           (SERIO)No!… Ti avrei invitato!… Con DISPIACERE!…Ma ti avrei invitato, solo!

GIACOMO            (SORRIDENDO)Solo?

GUSTAVO           (SERIO) È appunto quello che ti stavo raccontando!… Dunque entro dal fioraio e

chiedo cinquanta semi di basilico!

GIACOMO            (SORRIDENDO) Ma non si può!

GUSTAVO           (SERIO)Anche la fioraia mi ha detto così… la conoscevi?

GIACOMO            (SORRIDENDO)No… però abbiamo in comune una logica di pensiero!

GUSTAVO           (SERIO)Però parli bene… sembra quasi che tu abbia studiato alla “Pier Maria

Canevari”*… sarà!*… Comunque la commessa poteva vendermi i semi solo a peso… così sono stato costretto a comprarne ben cento grammi… esco dal negozio con in mano il mazzetto di fiori…(MIMA COME SE AVESSE DEI FIORI IN MANO) e nell’altra mano avevo il sacchetto con dentro ben cento grammi di semi (MIMA COME

SE TENESSE IL SACCHETTO CON I SEMI NELL’ALTRA MANO) e cammino in direzione del

cimitero… (MIMA IL MOVIMENTO DEL CAMMINARE) entro nel cimitero di Staglieno e vado nel campo dove mia moglie giace!… (SI SOFFERMA E SI BLOCCA)Mi capita uno spavento… trovo tutto aperto… e la tomba di mia moglie vuota!

GIACOMO            (SORPRESO)Uuh! C’è stato il terremoto?

GUSTAVO           (SERIO)Subito ho pensato alla resurrezione!*… Ma anch’io speravo al terremoto!*…

Sai, avevo una paura!… Paura di trovarla a casa che MANGIAVA!*( MIMA METTENDOSI

LE PUNTA DELLE DITA VERSO LA BOCCA COME PER FAR ENTRARE DEL CIBO E MUOVE LE GUANCE COME SE

MASTICASSE)Dopo ho notato un operaio vicino a una ruspa, gli chiedo:

“Dove è andata a finire la tomba di mia moglie?” Lui risponde:

“Vada giù in portineria e chieda al portiere!”

GIACOMO            (SERIO)Certo… quando si vuole un’informazione devi andare dal portiere!

GUSTAVO           (SERIO)Ma...è un cimitero mica un hotel?*

GIACOMO            (SORRIDENDO)Si chiama portiere anche quello, portiere del cimitero, anche lui è un

portiere… che importanza ha… l’importante, che lui potesse aiutarti a sapere qualcosa di tua moglie.

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GUSTAVO           (SERIO)Sarà… però tutte le volte che ero passato davanti alla portineria del cimitero,non avevo mai visto questo portiere, alzarsi… il cappello.

GIACOMO            (SORRIDENDO)Ma non è obbligatorio per un portiere alzare il cappello… che sia delcimitero oppure di un albergo.

GUSTAVO           (SERIO)Sarà… comunque sono entrato in portineria… saluto il portiere:

“Buon giorno”…

lui risponde: “Buon giorno, in cosa posso essere utile?”

Però… il cappello se l’è tenuto in testa!*…Quindi non è un vero portiere!

GIACOMO            (SORRIDENDO)Che vuol dire… chi è… l’importante che ti dia l’informazione che tiserve!

GUSTAVO      (SERIO) Questo è vero… allora io chiedo al portiere:

“Senta, ha mica visto mia moglie?”

Senti, cosa mi ha risposto: “No… ma se vuole le posso dare il numero telefonico delle persone smarrite?”*.

Io rispondo: “Intendevo dire che mia moglie giaceva qui al campo 44”.

Lui risponde: “Aaaaah!”

Chissà perché noi genovesi quando ci stupiamo, facciamo questa espressione…

aaaaah!*(CON ESPRESSIONE DELLA BOCCA MOLTO APERTA E LUNGA)comunque lui mi dice:

“Aaaaah! Ma allora è una nostra ospite!”*

Avevi ragione tu!… Non è un cimitero… è un hotel… però il capello… non l’ha alzato!*

GIACOMO            (SORRIDENDO)Guarda un po’… che portiere… neppure il cappello ha alzato… e tucosa hai risposto?

GUSTAVO           (SERIO)Mi sono arrabbiato, quando mi ha detto che era un’ospite… l’ho guardato!*

(PAUSA SILENZIOSA)

“NO!… È LA PROPRIETARIA”! Con quello che l’ho pagato<… Con quello che l’ho pagato!<

GIACOMO            (AGITATO)Tu trovi sempre da ridire su tutto… in conclusione che cosa è successopoi, alla tomba di tua moglie?

GUSTAVO           (SERIO)Cosa è successo poi?... Vero… cosa è successo!… È successo che ilComune le ha DATO LO SFRATTO… ecco cosa è successo!

GIACOMO            (SORRIDENDO)Lo sfratto?... Ma non possono dare lo sfratto a un morto!

GUSTAVO           (SERIO)Questa volta l’ho detto anch’io…

“Ma lei non può dare lo sfratto a mia moglie!”…

Dopo tutto… Dopo tutto quello che l’ho pagato<.

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Il portiere mi ha risposto: “Mi dispiace sa… ma dopo circa dieci anni il campo viene messo in resurrezione!”

GIACOMO            (SORPRESO)Ehi… ragazzino della “Pier Maria”… in resurrezione!…che stai dicendo!

Forse ti ha detto in “riesumazione”?

GUSTAVO             (ARRABBIATO)Sarà come tu dici... però i soldi che spendi poi è difficile riaverli indietro.

GIACOMO            (SORRIDENDO)Eh sì, dopo che hai speso i soldi per avere un pesto doc.

GUSTAVO           (SERIO)Ah!Tu parli dei semi?

GIACOMO            (SORRIDENDO)Eh già, cosa ne hai fatto dei semi?

GUSTAVO           (SERIO)Ah, quelli li ho restituiti!

GIACOMO            (SORPRESO)Li hai portati indietro?

GUSTAVO           (SERIO)Certo e mi sono fatto dare anche i soldi!

GIACOMO            (SORPRESO)Davvero?

GUSTAVO           (SORRIDENTE)Sì… pensa, li ha anche pesati per vedere se c’erano tutti!*… Come se

io li avessi potuti mangiare!

GIACOMO            (SERIO)Ha fatto bene!… Avrei fatto anch’io così!

GUSTAVO           (SERIO) Se c’eri tu al banco, ti dicevo di contarli!

GIACOMO            (SERIO)Ma i soldi te li ha dati tutti?

GUSTAVO           (SERIO)I soldi dei semi sì!...Ma non ha voluto darmi i soldi dei fiori!*

GIACOMO            (MERAVIGLIATO)I fiori?... I fiori?… Ma non li avevi presi nel parco?

GUSTAVO           (SERIO)E che ne sapeva… dove li avevo presi?

GIACOMO            (SERIO)Ma tu devi restituire solo quello che hai comprato nel negozio!

GUSTAVO           (SERIO)Infatti, ho restituito i semi… ma come potevo restituire i fiori?

GIACOMO            (SORRIDENDO)Questo è un problema!

GUSTAVO           (SERIO)Mica potevo andare ai giardinetti e ripiantarli nel terreno?*... Pensa se una

guardia mi avesse visto!...Non mi avrebbe creduto!

“Sa, sto solo piantando dei fiori”!*

GIACOMO            (SERIO)Ah! Ora vedi che mi dai ragione?... Quando ti dico che non puoi prendere i

fiori dal parco comunale!…

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GUSTAVO           (SERIO)No!… No!… Prenderli li puoi… sono di tutti!*…È metterli che non puoi!*

GIACOMO            (SORPRESO) E perché non puoi metterli?

GUSTAVO           (SORRIDENTE)Perché quando li prendo sono di tutti… mentre quando li metto sono i

miei… è proibito piantare I TUOI fiori… pensa!… Dì… pensa!… Se tutti noi seminiamo nel parco… sai quanto basilico nascerebbe!

GIACOMO            (SORRIDENTE) Tanto!… Ci sarebbe pesto per tutti!

GUSTAVO           (ARRABBIATO) E tutta questa confusione perché hanno dato lo sfratto a mia moglie!

GIACOMO            (SORRIDENTE) Calmati!… Calmati!… Che intanto non cambia niente!

GUSTAVO           (SERIO)Sarà come tu dici… però a mia moglie hanno dato lo sfratto, ma a me

l’herpes non è tornata indietro!

GIACOMO            (SORPRESO) L’herpes?… Che herpes?

GUSTAVO           (SERIO)Sì i soldi delle tasse pagate per quel pezzo di terreno, che mi hanno

venduto!… E poi se lo sono ripreso!*

GIACOMO            (SORRIDENDO)Aaaaah! Tu intendi dire l’Irpef!

GUSTAVO           (SERIO)Sì come ho detto!L’Irpef!

GIACOMO            (SERIO)No, tu hai detto herpes!

GUSTAVO           (SERIO)E va bene!… Irpef o herpes è quasi la stessa cosa!… Sempre pignolo!

GIACOMO            (SERIO)No, non è la stessa cosa!Una è una tassa, l’altra è uno sfogo che

normalmente ti viene sulle labbra!

GUSTAVO           (SORRIDENDO)Hai ragione… l’Irpef ti sgonfia il portafoglio!... Mentre l’herpes ti gonfia

il labbro… solo… che…!*

GIACOMO            (INCURIOSITO)Solo che?

GUSTAVO           (SERIO)Vedi Giacomo, se sull’herpes metti un po’ di crema… il gonfiore rientra…mapuoi mettere tutta la crema che vuoi al portafoglio che L’IRPEF NON RIENTRA!*

èuna vergogna!… Che i funerali costino così cari… ma così cari…. che non ti puoi permettere di morire… perché non hai soldi per pagarti il funerale… anzi no!… Sai qual è il miglior mese per morire?*

GIACOMO            (SORPRESO)No, dimmelo tu.

GUSTAVO           (SERIO) Agosto!*.

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GIACOMO            (SORRIDENDO) Agosto? Perché?

GUSTAVO           (SERIO) Perché tutti vanno in vacanza… Quindi non muore quasi nessuno in città…

allora fanno le svendite!

GIACOMO            (RIDENDO)Oh bella!... Questa è proprio bella… dove l’hai studiata?

GUSTAVO           (SERIO)C’è poco da ridere!… Pensa che i genovesi per risparmiare sui funerali…

vanno a morire all’estero!

GIACOMO            (RIDENDO) Eh sì, ora prendiamo l’aereo per andare a morire!… Ma sei il solito!

GUSTAVO           (SERIO) Tu non mi credi vero?... Immagina!… Immagina!…Di vedere una moglie

che prepara le valigie per andare in vacanza e mentre prepara le valigie dice:(MIMA

IL PIEGARE DEI VESTITI E METTERLI IN VALIGIA).

“Oh che bello che andiamo in vacanza… speriamo che….  mentre siamo in

vacanza mio marito muoia!*…Chissà quanti soldi del funerale  risparmierò!*”

GIACOMO            (RIDENDO)Ma che moglie… pensa male per il proprio marito!

GUSTAVO           (GUARDA E SI RIVOLGE AL PUBBLICO)Esclusi i presenti! Dato che ho visto un forte

movimento nel basso ventre!*…(SERIO RITORNA A PARLARE A GIACOMO)Ma bisogna

ragionare così per spendere meno… con il prezzo che hanno raggiunto i funerali… è impossibile morire… dovrebbero fare come le compagnie aeree!

GIACOMO            (INCURIOSITO)Cioè?

GUSTAVO           (SERIO)Fare dei funerali con lo sconto… tipo se viaggi con loro paghi          poco… pensa

a volte non paghi l’andata… paghi solo il ritorno… ma in un funerale se ti danno gratis l’andata!*… Non sarai così … scemo da pagare il ritorno!

GIACOMO            (DIVERTITO)Ma è impossibile che ti offrano un funerale di quel tipo!

GUSTAVO           (SERIO)Perché no?... Dopo tutto anche quello è partire… anzi è una partenza senza

ritorno!*…Solo andata!*… Il brutto sarebbe se cancellassero una partenza!*… Pensa dover essere lì seduto (INCROCIA LE MANI SUL PETTO) in attesa di poter partire!*

GIACOMO            (SEMPRE DIVERTITO)Tu ne studi sempre… una più del diavolo!

GUSTAVO           (SERIO) C’è poco da studiare!… Basta leggere per capire… con questo sistema di

funerale pensa quanti soldi si risparmierebbero... pensa non occorrerebbe fare l’assicurazione di VIAGGIO!*… Però in tutto questo c’è un piccolo… anzi un grosso inconveniente!*

GIACOMO            (INCURIOSITO)Inconveniente? Quale?

GUSTAVO           (SERIO)Che… decidono loro la data DELLA PARTENZA!*

GIACOMO            (SORRIDENDO) E sì, questo è un vero inconveniente.

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GUSTAVO           (SERIO)Decidono loro!*… No, questo… non mi piace!

GIACOMO            (SORRIDENDO) Non ti piace…hai ragione!… Perché se non parti quando decidonoloro tu devi pagare il prezzo intero!

GUSTAVO           (PREOCCUPATO)Questo è vero!… Dovrei pagare costi altissimi per i funerali! No!…No!… NO!

Rivolgendosi al pubblico

GUSTAVO             (SERIO) Io mi rifiuto di morire!*… Se i prezzi del funerale non diminuiscono… io mirifiuto di morire!*… Anzi tutti noi (SEGNA AD ARCO VERSO IL PUBBLICO) Tutti noi ci rifiutiamo di morire!*… Anzi…anzi… morenti di tutto il mondo unitevi in sciopero!*… Sciopero! Se tutti noi scioperiamo la morte dovrà andare in pensione!

GIACOMO            (RIDENDO)Ma chi credi che sciopererebbe?… Quando arriva, arriva.

GUSTAVO           (SERIO) È qui che ti sbagli se noi facciamo lo sciopero della morte!*… Contro ilcarovita… anzi contro il caromorte dei funerali!… La morte non ci può toccare!… Hai capito?... Quando il mietitore si presenta, lui ti dirà… “Eccomi, sono venuto a

prenderti!”… (SEGNA CON UN DITO GIACOMO, CHE HA SUA VOLTA RISPONDE CON UN GESTOSCARAMANTICO)… “Sono venuto a prenderti!”… Tu gli risponderai: “No!… Oggi no!…Proprio oggi no!… Sono in SCIOPERO!*”...vedrai che se ne andrà!

GIACOMO            (SORRIDENDO)Sii! Aspetta… aspetta che lei se ne vada!… Quando viene …viene enon se ne va MAI a mani vuote!

GUSTAVO           (SERIO)È… vero… a mani vuote non andrà mai via!… Perché… come tu sai… cisaranno sempre dei crumiri!*

GIACOMO            (DIVERTITO)E chi sarebbero i crumiri?

GUSTAVO           (AGITATO)In tutte le categorie di scioperi ci sono i crumiri!… Chi sono? I RICCHI!*…Quelli sì… quelli sì… che possono permettersi dei funerali costosissimi!… Pensano, risparmiano e si danno da fare per tutta la vita, fino all’ultimo respiro… così poi quando partiranno potranno permettersi un funerale!…Pensa… pensa… anche un funerale con i fuochi d’artificio!

GIACOMO            (RIDENDO)Whoo!… Addirittura i fuochi d’artificio?

GUSTAVO           (SORRIDENDO)Sai qual è il mio più grande divertimento?*

GIACOMO            (INCURIOSITO)No!… Quale sarebbe questo tuo divertimento*?

GUSTAVO           (AGITATO)Pensa… il mio divertimento: guardare i funerali dei ricchi!*…

GIACOMO            (SORPRESO)Vedere i funerali dei ricchi?... Questo è il tuo divertimento?*

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GUSTAVO           (SORRIDENDO)Sì… è un mio passatempo… e non costa niente… il mio passatempoper due ragioni… la prima per scaramanzia… il funerale di un altro… come si usa dire… ti allunga la VITA!

GIACOMO            (SORRIDENDO)E la seconda ragione?

GUSTAVO           (SORRIDENDO)La seconda è che fino a quando io vedo il funerale di un altro significache sono… come si usa dire… ancora tra i VIVI!*

GIACOMO            (SORRIDENDO)Che strani gusti!… Non ti conoscevo ancora… in questa veste!

GUSTAVO           (SORRIDENDO)Hai visto che non mi conoscevi!*… È vero io guardo sempre i funeralidei ricchi… quante palanche che spendono per il loro funerale… pensa ne ho visti di quelli che avevano anche la banda… anche di quelli con il dico giochi!

GIACOMO            (INTERROMPENDO)Dico giochi?…Che cos’è?

GUSTAVO           (IMPACCIATO)Significa, uomo da discoteca!

GIACOMO            (INCURIOSITO)Uomo da discoteca?

GUSTAVO           (SERIO)Sì… quello che suona i dischi!

GIACOMO            (SORRIDENDO)Aaaaah! Forse intendi dire disc jockey!

GUSTAVO           (SERIO)Sì quello lì… senti… addirittura uno dietro il carro... prima della mogliepiangente aveva il suo cuoco personale con il carrello per cucinare e con tutto il personale di cucina.

GIACOMO            (SORPRESO)Con il cuoco!… Aaaaah! Allora doveva essere un proprietario di qualcheristorante!

GUSTAVO           (SERIO)No… anch’io ho subito pensato così… peròpoi ho chiesto!

GIACOMO            (INCURIOSITO)Tu… tu hai chiesto?

GUSTAVO           (SERIO)Certo che ho chiesto… Se no cosa vado a vedere un funerale!… Se nonriesco a capire… mica posso vedere la REPLICA!*… Non era un proprietario di ristorante!… Era un cliente di ristorante!… Un ricco cliente del ristorante… e per sicurezza ha chiesto che il cuoco del ristorante seguisse il funerale… nel caso gli FOSSE VENUTA FAME!*… Così magari… il cuoco… gli poteva cucinare due uova alla cocca!

GIACOMO            (RIDENDO)E già, magari anche un piatto di trenette al pesto!

GUSTAVO           (SORRIDENDO)Perché no!… Sai quando sei lì… il morto ti può anche invitare amangiare!*… Pensa… pensa essere invitato a pranzo da un morto!*… E… mica un semplice morto!… Un MORTO RICCO!*

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BUSSANO ALLA PORTA.

GUSTAVO           (CAMMINANDO PIANO VERSO LA PORTA (zona 1))Pian pianino…e non bussare forte che faivenire la gobba… chi è!

CARLETTO         (RISPONDE)  Sono io, papà!

SCENA SESTA

Gustavo, Giacomo e Carletto

GUSTAVO APRE LA PORTA A CARLETTO, CHE ENTRA, ATTRAVERSA TUTTA LA SCENA, IN DIREZIONE

DELL’ALTRA PORTA (zona 3) MENTRE GUSTAVO SEGUE CON IL DITO IL PASSAGGIO DI SUO FIGLIO. DOPO CARLETTO RITORNA SUL BORDO DELLA PORTA(zona 3)SI MOSTRA A METÀ BUSTO SORRIDENDO,

CARLETTO         (SORRIDENDO)Buongiorno signor Giacomo, ciao papà (RIENTRA DENTRO LA PORTA(zona 3)).

SCENA SETTIMA

Gustavo, Giacomo.

GUSTAVO           (TIENE SEMPRE IL DITO IN DIREZIONE DELLA PORTA (ZONA 3))Vedi l’ultimo figlio che è entrato…

Carletto(NEL FRATTEMPO CHIUDE LA PORTA PRINCIPALE (zona 1)) quello… quando ha fame

diventa supersonico!*

GIACOMO            (SORPRESO)Supersonico?

GUSTAVO           (SORRIDENDO)Sì… quando lui ha fame…               prima lo vedi passare… poi senti la sua

voce!*

GIACOMO            (SORRIDENDO)Eh già! La fame fa correre come il vento!

GUSTAVO           (SORRIDENDO)Vedi, è arrivato per ultimo e ha paura che i suoi fratelli non gli lascino

niente da masticare! (MIMA IL MASTICARE CON LE MANI VICINO ALLE GUANCE)

GIACOMO            (SORRIDENDO)Eh sì!… Beati gli ultimi perché saranno primi!

GUSTAVO           (SORPRESO)Scusa?

GIACOMO            (SORRIDENDO, RIPETE)Beati gli ultimi perché saranno i primi!

GUSTAVO           (GUARDA MERAVIGLIATO GIACOMO)Ma dimmi un po’!*… Sei sicuro di aver studiato alla

“Pier Maria Canevari”?*

GIACOMO            (SERIO)Sì, perché?

GUSTAVO           (SERIO)Non è che tu hai studiatoper caso nell’edificio dall’altra parte della strada?*

GIACOMO            (PREOCCUPATO)No! Io ho studiato alla “Pier Maria Canevari”… ma di quale altro

edificio stai parlando?

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GUSTAVO           (SORRIDENDO)Ma tu dici… beati gli ultimi perché saranno primi!*… Per conto mio, tuhai studiato nella scuola delle suore ORSOLINE!*

GIACOMO            (SORRIDENDO)Ma no!… Ho detto una frase tanto per dire!… Giusto appunto…parlando di suore e preti, vorrei ricordarti… della promessa fatte tra le nostre mogli!… Ti ricordi vero?*

GUSTAVO           (SERIO)Promesse fatte dalle nostre mogli?... No!… Non mi ricordo… sia ben chiaro,se c’è da tirare fuori… dei soldi*… io non mi ricordo!*

GIACOMO            (SORRIDENDO)Non ti preoccupare niente soldi!

GUSTAVO           (FA UN SOSPIRO DI SOLLIEVO)Ah… così va meglio!… Ma ancoranon mi ricordo di unapromessa!*

GIACOMO            (SORRIDENDO)Forse è bene che ti rinfreschi la memoria!

GUSTAVO           (SERIO) Sì, rinfrescami la memoria… ma non troppo fresco… perché potreiprendermi un raffreddore!

GIACOMO            (SORRIDENDO) Non ti preoccupare che ti riscaldo subito!… Come ti ho detto prima, trale nostri mogli, in nostra presenza… quando la mia bambina… la primogenita era appena nata… fu fatto un accordo!

GUSTAVO           (AGITATO, INTERROMPE GIACOMO)Che accordo?...Cosa stai cercando di dirmi?... Mi staitenendo sulle spine!… Parla!… Racconta!

GIACOMO            (SERIO)E dammi tempo!… Se m’interrompi… come posso finire!

GUSTAVO           (SERIO)Dai, vai avanti!

GIACOMO            (SERIO)Ecco… l’accordo era che tuo figlio primogenito si sarebbe sposato con miafiglia!… Quindi tuo figlio Carletto, il primogenito, si sposerà con mia figlia la primogenita, Maria… comprendi!*

GUSTAVO           (SERIO)Tu… sei d’accordo sul sposare tua figlia?... Con il mio Carletto?

GIACOMO            (SERIO)Certo,e prima ne parliamo ai nostri figli… meglio sarà!… Così rispettiamo lavolontà delle nostre amate mogli!

GUSTAVO           (SERIO)Ne hai già parlato a tua figlia?

GIACOMO            (IMBARAZZATO)No… non ancora!… Volevo prima che tu ne parlassi a tuo figlioCarletto!*

GUSTAVO           (SERIO)Sì, ne possiamo parlare a mio figlio!… Però se mio figlio dice sì e tua figliadice no?*… Che facciamo?*... Non è meglio, che prima tu chieda a tua figlia?

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GIACOMO            (SERIO)No!…Mia figlia ubbidisce sempre a me!… E poi bisogna sempre parlare

prima agli uomini… al futuro capo famiglia!*

GUSTAVO           (SERIO) Èvero!*… Hai ragione… prima dobbiamo parlare a mio figlio… così poi tu

potrai dirlo a tua figlia!

GIACOMO            (PREOCCUPATO) Tu pensi che tuo figlio Carletto… accetterà di sposare mia figlia?

GUSTAVO           (SORRIDENDO)Certo che il mio Carletto… sarà felice disposare tua figlia!

GUSTAVO CHIAMA PRIMA CARLETTO E DOPO GLI ALTRI FIGLI PER INFORMARLI DELLA DECISIONE SUA E DI GIACOMO

GUSTAVO           (URLANDO) Carletto, Mario, Antonio, Marcolino… bambini venite che vi devo

parlare!… Smettete di mangiare… solo per pochi secondi… venite presto!

SCENA OTTAVA

Gustavo, Giacomo, Marcolino, Mario, Antonio e Carletto

TUTTI I FIGLI UNO DOPO L’ALTRO ENTRANO IN SCENA (DALLA PORTA, Zona3) VANNO VERSO GUSTAVO, MARCOLINO TIENE UN PEZZO DI PANE CHE CONTINUA A MASTICARE.

FIGLI                        Ci hai chiamato papà?... Cosa succede?… Perché ci hai chiamato?

GUSTAVO           (PRENDE LA MANO A CARLETTO) Carletto… figlio mio… ti devo dire una cosa importante,

bella, che ti farà felice*… il signor Giacomo… mi ha ricordato che tra la vostra povera mamma e la sua povera moglie… sì, anche noi siamo poveri!*... Ma per un’altra fortunata ragione!… Fu fatto un accordo* Per far sposare il primogenito con la primogenita delle nostre rispettive famiglie… come tu sai… tu sei il mio primogenito… lo sai?...(CARLETTO ANNUISCE)E la bella figlia primogenita del signor Giacomo… che si chiama Maria… (ALLEGRO) che ne dici di fidanzarti per poi sposarti con la figlia del Signor Giacomo?*

CARLETTO SPALANCA GLI OCCHI E I FRATELLI SI DIMOSTRANO TUTTI SORPRESI.

CARLETTO         (BALBETTANDO)So- so- no- ve- ve- ra- ra- mente so- sor- preso!

I FRATELLI PARLOTTANO TRA DI LORO, CREANDO CONFUSIONE E RECLAMANDO

ANTONIO             Ma papà, non si può obbligare Carletto a sposare una ragazza che non conosce

bene!

GUSTAVO           (SORRIDENDO)Ma bambini!… Calma… Cosa dite!… Carletto non è obbligato a dire

sì… (RIVOLGENDOSI A CARLETTO) basta che tu mi dica sì!… Oppure no!… Se dici no!…

LA’ C’E’ LA PORTA!* (SEGNA LA PORTA PRINCIPALE (zona 1)).

CARLETTO         (PREOCCUPATO)Papà sono molto contento della decisione del signor Giacomo

d’offrire la mano di sua figlia… però… vedi papà (MOSTRA UN OCCHIO QUASI CHIUSO)… quella ragazza ha un occhio da pesce morto!

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GIACOMO            (AGITATO)Mia figlia non ha un occhio da pesce morto?

GUSTAVO           (SERIO) Ma cosa dici… Carletto?... Non devi essere offensivo… ma gentile, la figlia

del Signor Giacomo non ha un occhio da pesce morto!… (MOSTRA I SUOI OCCHI QUASICHIUSO) Sono tutti e due!

GIACOMO            (ARRABBIATO) Sei pazzo!… Gustavo cosa stai dicendo?

GUSTAVO           (IMBARAZZATO) No!… No!… Intendevo dire che anche tua figlia ha due occhi…

capito?

GIACOMO            (CALMATOSI) Ah! Sì è vero mia figlia ha due occhi… come me e te … Allora aspetto

la risposta da tuo figlio!

CARLETTO         (TRISTE, RIMANE IN SILENZIO E OI RISPONDE)Va bene!… Come desidera lei e mio padre!…

Accetterò la volontà vostra e mi fidanzerò con Ma…Maria!

I FRATELLI TUTTI FANNO UN SUSSULTO. MARIO E ANTONIO SI GUARDANO, MUOVONO LA TESTA MOSTRANDO DISSENSO. MENTRE MARCOLINO ORAMAI STA FINENDO IL PEZZO DI PANE E CONTINUA A MASTICARE.

ANTONIO             (SERIO)Ma papà forse sarebbe meglio dare a Carletto il tempo per pensare!

GIACOMO            (SERIO)Ha ragione!… Il matrimonio è un passo importante… Carletto deve pensarci

un po’!

GUSTAVO             (SERIO)Ma che dite si deve solo fidanzare e poi… tra qualche ora decidere

quando sposarsi!… Va bene Carletto… pensaci un po’!… Hai pensato?... Bene, domani parleremo per il matrimonio… sono fiero veramente fiero di te!

MARCOLINO     (TERMINATO IL PEZZO DI PANE)Papà possiamo tornare a mangiare io ho ancora fame!

GUSTAVO           (AGITATO) Andate… andate a riempire le vostre budella uomini lupo… (SI RIVOLGE A

GIACOMO) hai visto la fame, non la possano trattenere… lupi… lupi mannari… nonbambini!

I RAGAZZI BISBIGLIANDO TRA DI LORO E CARLETTO CHE CAMMINA LENTAMENTE CON LA TESTA CHINA.

VANNO VERSO LA PORTA (zona 3).

GUSTAVO           (RIVOLGENDOSI AI FIGLI)Ah, ragazzi… prima che vi attacchiate alla mangiatoia!… Vi

siete ricordati di non prendere impegni per questa sera?...

FIGLI                        (SI FERMANO, SI GIRANO E GUARDANO IL PADRE)Sì papà!

GUSTAVO             (SERIO)Bene così stasera diremo tutti il rosario… In memoria della vostra mamma…

I FIGLI ESCONO DI SCENA (zona 3),

SCENA NONA

Gustavo e Giacomo

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GIACOMO            (SODDISFATTO)  Bene, ora posso andare da mia figlia Maria e annunciarle che lei

presto sarà sposa!

GUSTAVO           (SERIO)Annunciarle… vero?... Per me la “Pier Maria Canevari”… tu non l’hai

neppure vista!

GIACOMO            (RATTRISTATO)Perché parli così!

GUSTAVO           (SORRIDENDO)Perché… perché… perché tu fai l’annunciazione… come un

Angelo!… Vedi… vedi… questa è la prova che tu hai studiato dalle Suore Orsoline!

ENTRAMBI VANNO VERSO LA PORTA PRINCIPALE (zona 1)

GIACOMO            (RIDENDO)Ah!... Ma tu hai la fissazione delle suore… dai…fammi uscire che devo

andare dalle Orsoline… ehm… ehm… intendevo dalle mie figlie…(SERIO) a proposito devono proprio dire il rosario quei poveri ragazzi? (GUSTAVO APRE LA PORTA

(zona 1)).

GUSTAVO           (SERIO)Si!

GIACOMO            (SERIO)Ma perché proprio il rosario?

GUSTAVO           (SERIO)Perché… perché… il rosario è l’unica cosa che si può dire al BUIO!

GIACOMO ALZA IL BRACCIO COME SEMPRE, ED ESCE MENTRE GUSTAVO, RIDENDO CHIUDE LA PORTA.

Cala il sipario

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ATTO SECONDO

SIPARIO SU

Scenario: lo stesso

Periodo: pomeriggio.

SCENA PRIMA

Gustavo e Giacomino

ENERGICAMENTE BUSSANO ALLA PORTA, GUSTAVO ENTRA IN SCENA DALLA PORTA DELLA CASA (zona 3) CAMMINANDO LENTAMENTE. VA IN DIREZIONE DELLA PORTA DI CASA (zona 1).

GUSTAVO           Pian pianino aspetta, piano!… Non bussare così forte che fai venire la gobba alla

porta! (RAGGIUNGE LA PORTA) Chi è?

GIACOMO            (PARLANDO DALL’ESTERNO) Sono io Giacomino!

GUSTAVO           (SORPRESO, APRE LA PORTA) Di nuovo?... Cosa fai qui?… Se vieni per mangiare…

troppo tardi non c’è più niente… ma se continui a bussare alla mia porta (GIACOMOENTRA E GUSTAVO CHIUDE LA PORTA)dovrò cambiare il nome alla porta!

GIACOMO            (SORPRESO) Cambiare il nome alla porta? Perché? (SORRIDENDO) E che nome le

daresti?

GUSTAVO             (MENTRE ACCAREZZA LA PARTE LATERALE ALTA DELL’INTERNO DELLA PORTA) Se continui a bussare

alla mia porta dovrò chiamarla Rigoletto!

GIACOMO            (SORPRESO) Rigoletto?… Oh bella, e perché?

GUSTAVO           (SERIO)Perché ha forza di picchiare alla mia porta hai fatto venire… La gobba!*…

Ma piuttosto perché sei tornato così presto!… Qui non c’è più niente da mangiare… hanno mangiato tutto quelle belve dei miei figli!

GIACOMO            (SERIO)No… non ti preoccupare non ho appetito!

GUSTAVO           (SORPRESO)Non hai fame!... cosa succede…non ti senti bene?

GIACOMO            (SORRIDENDO) No!… Sto benissimo… solo che ho preso un caffè al bar!

GUSTAVO           (MERAVIGLIATO)Tu hai preso un caffè al bar?

GIACOMO            (SORRIDENDO)Si!

GUSTAVO           (SORPRESO) Ah! Allora, hai preso la pensione?… Hai speso dellepalanche?

GIACOMO            (SORRIDENDO)No!… No… non ho speso nessunapalanca, neppure una lira, il caffè

me l’ha offerto il barista!

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GUSTAVO           (SERIO)Il barista?

GIACOMO            (SORRIDENDO)Sì certo… il barista!

GUSTAVO           (SERIO)Ma il barista… (MIMA IL SEGNO, ABBASSANDO IL BRACCIO DELLA MACCHINA DEL CAFFÈ CON

DUE SALTELLI) quello che fa il caffè?

GIACOMO            (SORRIDENDO)Sì… sì… il barista quello che fa il caffè (ANCHE LUI MIMA IL SEGNO, ABBASSANDO

IL BRACCIO DELLA MACCHINA DEL CAFFÈ CON DUE SALTELLI)

GUSTAVO           (SERIO, QUASI SOTTOVOCE)E perché non mi hai chiamato?... Lo sai che quando

regalano qualcosa mi devi sempre chiamare… sei diventato egoista? Perché non mi hai chiamato?… Perché?

GIACOMO            (SORRIDENDO)Perché sapevo che stavi per mangiare… e il caffè prima dei pasti porta

via l’appetito!

GUSTAVO           (SORPRESO)Ma tu credi a queste dicerie!… Se fosse vero, farei bere ai miei figli un

caffè come aperitivo!… Pensa quanti soldi avrei risparmiato!

GIACOMO            (SERIO)No… non sono dicerie… infatti io dopo questo caffè… ho perso

completamente l’appetito!

GUSTAVO           (SERIO)Completamente?

GIACOMO            (SORRIDENDO)Sì… completamente… non ho fame per niente!

GUSTAVO           (SERIO)Completamente… sicuro?

GIACOMO            (SERIO)Completamente… sicurissimo!

GUSTAVO           (CON VOCE POCO INVITANTE)Vuoi mica, fermarti amangiare?...Non è rimasto molto…

forse un metro di spaghetti!

GIACOMO            (SERIO)No!…Ti ringrazio… come ti ho già detto non ho più appetito!

GUSTAVO           (ALZANDO LA VOCE)Dai su… sono solo due spaghetti!

GIACOMO            (SERIO)Grazie ma proprio non mi sento!

GUSTAVO           (SERIO)Ma, dai che tutto è gratuito!… Sono quasi ancora caldi!

GIACOMO            (MUOVE LA TESTA IN SENSO NEGATIVO)No!… No!...Ti prego di non insistere!

GUSTAVO           (SERIO, PRENDE GIACOMO PER IL BRACCIO)Forza vieni di là che ci sono anche i miei figli!

GIACOMO            (SERIO)Ti prego di non insistere… se continui a insistere potrei cambiare idea… e

accettare!

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GUSTAVO           (SERIO, LASCIA ANDARE IL SUO BRACCIO) Non insisto.

ENTRAMBI SI OSSERVANO SENZA PARLARE, SI DANNO DELLE OCCHIATE FURTIVE, CONTROLLANDO CHE UNO NON OSSERVI L’ALTRO, POI GUSTAVO ROMPE IL SILENZIO.

GUSTAVO           (SERIO)Ma dimmiun po’… perché il barista, quello che fa il caffè (SEGNO USUALE) ti ha

offerto il caffè?

GIACOMO            (SERIO E IMPACCIATO)Perché, non te l’ho detto?

GUSTAVO           (CURIOSO) No!…Tu non mel’hai detto!

GIACOMO            (SORRIDENDO, SEGNA IL BERRETTO CHE GUSTAVO HA IN TESTA)Toglimi una curiosità?

GUSTAVO           (SERIO) Che curiosità?

GIACOMO            (SORRIDENDO)Quel berretto lì… che hai in testa…te lo vedo tutti i giorni!

GUSTAVO           (SORRIDENDO)Aaaaah! Intendi la berretta 24!

GIACOMO            (RIDENDO)Berretta 24? Cos’è una berretta che spara?

GUSTAVO           (SERIO)No… è una berretta 24 ore!

GIACOMO            (SORPRESO) 24 ore?

GUSTAVO           (SERIO)Sì… sì… tu sai cosa si compie in 24 ore?

GIACOMO            (SORRIDENDO)Ma cosa può succedere in 24 ore?...Può succedere di tutto… mica

sono Nostradamus!

GUSTAVO           (SORRIDENDO)Ehi… Nostradamus!... Peccato che tu non sei andato alla “Pier Maria

Canevari!”

GIACOMO            (SORRIDENDO)Che c’entra la “Pier Maria Canevari”… con la tua berretta 24?

GUSTAVO           (SERIO)Vedi se fossi andato alla “Pier Maria Canevari”… avresti saputo che un

giorno è composto per due volte da 12 ore…capisci!*

GIACOMO            (SORRIDENDO, DIMOSTRA DI ESSERE SORPRESO, PIÙ DI PRESA IN GIRO)Ma davvero?

GUSTAVO           (SORRIDENDO)Vedi… vedi… non è mai troppo tardi per imparare!

GIACOMO            (SORPRESO)Che cosa dovrei imparare?

GUSTAVO           (SORRIDENDO)Che un giorno è composto da 24 ore!*

GIACOMO            (SERIO)Questo lo so!… Un giorno è composto da 24 ore… quello che non mi hai

ancora spiegato è la tua berretta 24… perché si chiama così!

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GUSTAVO           (SERIO)  Perché è… una berretta che la uso 24 ore!*

GIACOMO            (SERIO)Ricominciamo!… Ma perché 24 ore?

GUSTAVO           (SERIO)Perché il giorno è di 12 ore… e la notte di 12 ore…12 più 12 quanto fa?

GIACOMO            (SORPRESO) 24

GUSTAVO           (SORRIDENDO)Oh!...Ora che hai imparato, tu sai che un giorno dura 24 ore… quindi

un giorno è composto da 24 ore!

GIACOMO            (SERIO) Sì… questo lo so!… E qui non ci piove! (SEGNANDO CON IL DITO GIÙ IN BASSO)

GUSTAVO           (PREOCCUPATO, GUARDA IN ALTO)Dov’è che piove?

GIACOMO            (ANCHE LUI GUARDA IN ALTO)Dove?

GUSTAVO           (SEMPRE GUARDANDO IN ALTO)Non lo so! Tu hai detto “e qui non ci piove”!

GIACOMO            (AGITATO)Ma era un detto popolare!

GUSTAVO           (ARRABBIATO)Ma che popolare… e popolare… cerca d’essere realistico… Non siamo

mica a un comizio popolare!

GIACOMO            (SERIO) Va bene!... Dunque ora che abbiamo scoperto che il giorno dura 24 ore…

Mi puoi dire perché la tua berretta si chiama “berretta 24?”

GUSTAVO           (SERIO) Primo… io ti ho insegnato che il giorno dura 24 ore… se te l’ho detto… vuol

dire che io lo sapevo già!… Così ne tu, ne io, abbiamo scoperto niente… Capisci!*

GIACOMO            (IMPLORANTE)Va bene! Ma per favore… ti prego dimmi perché lo chiami 24 ore?

GUSTAVO           (SERIO) Ti spiego subito… ASCOLTA… e… IMPARA!… In questo momento… la

vedi di giorno… ma alla sera quando vado a letto… diventa una berretta da notte… Capisci!*

GIACOMO            (SERIO)E tu tieni sempre quella beretta in testa? Tutto il tempo?

GUSTAVO           (SERIO)No!… Non hai capito niente!*

GIACOMO            (SERIO)Perché non ho capito niente?

GUSTAVO           (SERIO)Perché normalmente di giorno indossi una berretta per il giorno, quindi ti ci

vuole una berretta per il giorno… che però non puoi mettere per la notte…

GIACOMO            (CURIOSO)E perché no?

GUSTAVO           (SERIO)Perché se metti la berretta di giorno alla notte… non sarebbe più una

berretta da giorno… ma diventerebbe da notte… alla fine la berretta sarebbe

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confusa… non capirebbe se è giorno o notte… si domanderebbe “Ma… ma… che ore sono?”

GIACOMO            (SORPRESO)La berretta?… Si domanderebbe?… Che ore sono?

GUSTAVO           (SERIO)Sì… Ma se tu hai una berretta di notte non avresti questo problema… vedi…una volta mettevi la berretta di giorno e quindi… non potevi metterla di notte… poi mettevi la berretta di notte che non potevi metterla di giorno… quindi dovevi comprare due berrette… una per il giorno… e una per la notte… capisci*

GIACOMO            (CHIUDE GLI OCCHI PER POCHI SECONDI, SCROLLA LA TESTA) A dirti la verità sono più confuso di

prima!

GUSTAVO           (VA VERSO L’ATTACCAPANNI E PRENDE IL VECCHIO CAPELLO APPESO) Ora ti do una dimostrazione (SI TOGLIE LA BERRETTA 24 E SI METTE IL VECCHIO CAPELLO,  ALTERNANDO) Vedi, questo cappello è

di giorno, ma questa beretta la puoi indossare sia giorno che notte… vedi?... Prova a andare a letto con questo cappello!* (MANTIENE IL VECCHIO CAPPELLO IN TESTA)

GIACOMO            (SERIO) Ecco, ora dimmi quella che aveviin testa…era una berretta da giornooppure da notte?

GUSTAVO           (SERIO SI TOGLIE IL CAPELLO E METTE SULLA TESTA LA BERRETTA 24)  Questa è una berretta 24!*

GIACOMO            (SPAZIENTITO) Questo l’hai già detto!… (QUASI PIANGENDO) Non mi hai ancora detto

perché la chiami così?

GUSTAVO           (SERIO)Ecco ora la vedi sulla mia testa… così è di giorno… dopo quando arriva lasera e vado a letto… si trasforma “da notte”!... E…

GIACOMO            (INTERROMPENDO)Si trasforma!!! E come?

GUSTAVO           (SI TIRA GIU’ LA BERRETTA 24)Così!*…(LA BERETTA 24 SCENDE FINO A COPRIRE TUTTA LA FACCIA)

GIACOMO            (IMPAURITO)Mamma mia! Fai veramente paura, chissà se un tuo figlio viene incamera tua e ti sveglia… come ti vede si prende uno spavento!

GUSTAVO           (SERIO, RIPORTANDO AL NORMALE LA BERRETTA 24)Non credo… anzi una volta un ladro…

GIACOMO            (INTERROMPENDO)Un ladro?

GUSTAVO           (SERIO)Sì… un ladro!

GIACOMO            (SERIO) Un ladro in casa tua? Poveretto… ti avrà lasciato dei soldi!

GUSTAVO           (SERIO) No… seriamente… ero in camera che dormivo avevo sulla testa la beretta24, ero sotto le coperte… sai, quella notte era molto fredda… quando un rumore mi sveglia… faccio uscire la mia testa da sotto le coperte… il ladro, come mi vede… prende uno spavento… manda un urlo… fa un sbalzo… sparisce!

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GIACOMO            (SORRIDENDO)No!… (GESTO DI ESAGERAZIONE)Ma che ladro!... Come facevi a sapere che

quello era un ladro? Poteva essere tuo figlio?*

GUSTAVO           (SERIO)Veramente io non l’ho conoscevo!

GIACOMO            (SORPRESO)Chi?

GUSTAVO           (SERIO) Quello che si è buttato giù dalla FINESTRA!*

GIACOMO            (SORRIDENDO)Che storia mi racconti!… Piuttosto dimmi quella berretta 24 così

originale… dove l’hai comprata? Soprattutto quanto l’hai pagata?

GUSTAVO           (SORRIDENDO)Né comprata… né pagata…. me la regalata mia sorella!*

GIACOMO            (MERAVIGLIATO)Tua sorella te l’ha regalata? Ti ha detto dove l’ha comprata?

GUSTAVO           (SORRIDENDO)Ma la berretta 24 non si compra!… Mia sorella l’ha fatta per me

capisci!*

GIACOMO            (SORPRESO)L’ha fatta tua sorella?... È così brava?... E perché fa le berrette 24?

GUSTAVO           (SERIO)Non fa solo le berrette… anche sciarpe… maglioni… e calze … tutto in

lana!*

GIACOMO            (SERIO)Che brava… hala passione per la maglia?

GUSTAVO           (SORRIDENDO)Sì, pensa che da quando ha imparato… non si è più fermata… ha

incominciato a usare quei ferri per la maglia dalla mattina alla sera… ha fatto berrette, sciarpe e maglioni per tutta la famiglia… vedi, come nascevi ti facevano indossare subito un maglione… così invece di dire “nato con la camicia”… si diceva“NATO con il maglione”.

GIACOMO            (SORRIDENDO)Ma è una brava ragazza!

GUSTAVO           (SERIO)Credimi è veramente brava… ha un grande cuore!…. (PRENDE LA SCIARPA

DALL’ATTACCAPANNI)Pensa una volta stava facendo una sciarpa, tipo questa… lunga…lunga… ma veramente lunga… molto… ma molto lunga!

GIACOMO            (SERIO)Wuuuuh!… Cosa voleva fare con quella sciarpa?

GUSTAVO           (SORRIDENDO)Anche noi abbiamo fatto la stessa domanda… e la risposta è stata:

“Voglio fare una sciarpa per l’Autostrada del sole!*”

GIACOMO            (SERIO)L’Autostrada del sole?... Una sciarpa?... Ma la pazzia è un vizio di famiglia?

GUSTAVO           (ARRABBIATO)Che pazzia e pazzia… è una ragazza di cuore… un cuore piùgrande

del mondo… è vero, lei voleva fare una sciarpa per l’Autostrada del sole… sicuro… con il traffico che c’è… si entra all’inizio della primavera… e si esce alla fine della PRIMAVERA!*… dell’ANNO DOPO!*<

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GIACOMO            (AGITATO)Cosa devono sentire le mie orecchie… ma chi le ha dato questa maniadella lana… e perché?

GUSTAVO           (SERIO)Sua madre… Tu sai che sua madre era anche mia madre!*

GIACOMO            (SERIO)Naturale… è tua sorella, normale che sua madre sia anche tua madre!*

GUSTAVO           (SERIO)Ecco ora che abbiamostabilito la maternità… vado avanti con il racconto…mia sorella da piccola era molto vivace… e sua madre per farla stare calma… le ha comprato due ferri da maglia con due rotoli di lana… e da quel giorno mia sorella è diventata una maniaca della maglia!

GIACOMO            (CURIOSO)Perché era agitata? Anche tu sei agitato… ha a che fare con te?*

GUSTAVO           (SERIO) Sì io mi agito, sono agitato!*… Ma ha a che fare con te!*… Soprattuttoquando vedo te!*… Però non mi metto a fare la maglia*… ma mia sorella era agitata, in maniera cattiva!*

GIACOMO            (SERIO)Agitata in maniera cattiva?... E come?*

GUSTAVO           (SERIO)Mia sorella picchiava tutti… pensa che lei, a cinque anni… già terrorizzava ibambini*… ogni bambino aveva paura di mia sorella.

GIACOMO            (SERIO)Esagerato… i bambini, non hanno mai paura di un’altra bambina!

GUSTAVO           (SERIO)Piccola ma terribile!… Pensa che i bambini… quando la vedevanocorrevano dalle loro madri si stringevano a loro, ma che bambini… anche i ragazzi più grandicelli quando la vedevano per strada… cambiavano marciapiede!*

GIACOMO            (SERIO) Figurati… se una bambinadi cinque anni si mette a terrorizzare altribambini!

GUSTAVO           (SERIO)Guarda!… Anzi senti… un giorno mia sorella e sua madre erano nel parco…in quel periodo mia sorella… aveva quasi quattro anni, vede una culla, gli va vicino… e di colpo sferra un pugno sulla faccia al neonato!

GIACOMO            (SORPRESO)Un pugno a un neonato? Ma perché?... Perché?

GUSTAVO           (SERIO)Eh! Anche noi abbiamo chiesto a mia sorella perché… perché? Lei harisposto:“Pensavo che fosse un uovo di pasqua!”

Il neonato era un piccolo nero!*

GIACOMO            (PREOCCUPATO SI GUARDA INTORNO)Stai zitto… non si può dire il colore… la sai che cisono le leggi razziali?

GUSTAVO           (SERIO, SEGUE LO SPOSTARSI DI GIACOMO, SI METTE LA MANO SULLA FRONTE) Ma scusa… se io ti

devo raccontare i fatti, come faccio a raccontarli… fedelmente?

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GIACOMO            (SERIO)Lo sai che ci sono le leggi razziali!

GUSTAVO           (SERIO)Questo era molto tempo fa… quando c’era Lui!

GIACOMO            (SERIO)Le hanno introdotte di nuovo… il padrone è cambiato… ma il risultato è lostesso!

GUSTAVO           (SORPRESO)Vedi… vedi… studiare dalle suore … ne esci fuori confuso!*… Si dicecambiano i fattori… ma il risultato è lo stesso!… Ne esci confuso!*

GIACOMO            (SORRIDENDO)Confuso… io… piuttosto tu stai attento quando parli!… Se no, tibuttano in prigione!

GUSTAVO           (SERIO) Ma scusa se io ti devo raccontare il fatto… non posso censurare il fatto… omeglio se io fossi un giornalista del Corriere Mercantile di genova … dovrei

scrivere il fatto… come posso scriverlo! (MIMA CON LE DITA IL SCRIVERE A MACCHINA)

“Sorella di Gustavo dà un pugno in faccia a un neonato… la bambina dichiara… mi sembrava un uovo di Pasqua!… Il bambino era n…”

GIACOMO            (INTERROMPENDO) No… no… non si può dire… non puoi specificare il colore (SCENA TRA

GUSTAVO E GIACOMO PER DIRE IL COLORE MENTRE L’ALTRO MIMA DI NON DIRLO)

GUSTAVO           (ARRABBIATO)Ma io sono un giornalista… come posso raccontare?...(CONTINUA MIMANDO LO SCRIVERE A MACCHINA)“Sorella di Gustavo… dà un pugno in faccia a un neonato”…la bambina dichiara… “Mi sembrava un uovo di Pasqua”… il bambino era…

(GUARDA GIACOMO, CHE MUOVE LA TESTA IN SENSO NEGATIVO, FERMA LA MIMICA E RIMANE CON LE MANI IN ATTESA DI RIPRENDERE A SCRIVERE)“il bambino… il bambino… il bambino”(RIPRENDE A MIMARE

DI SCRIVERE)“NON ERA BIANCO”…oohhh!

GIACOMO            (SORRIDENDO)Ecco così va meglio… hai visto che non sei andato contro legge!

GUSTAVO           (SORRIDENDO) Hai visto… hai visto invece, che bravo giornalista?... Se non ero inpensione… il Corriere Mercantile di genova… m’implorerebbe di lavorare per loro!

GIACOMO            (SORRIDENDO) Ora, per scrivere quello che tu hai appena accennato… anch’io potreiscrivere per il Corriere Mercatile di genova!

GUSTAVO           (SERIO) No… no… tu… no!… Non puoi lavorare alCorriere Mercantile di genova!

GIACOMO            (SORPRESO) Perché io no?

GUSTAVO           (SERIO)Perché per lavorare al Corriere Mercantile di genova bisogna aver studiatoalla “Pier Maria Canevari!”*… Invece tu hai studiato dalle Suore!*… (SORRIDE)Prova con una raccomandazione del Vescovo!*

GIACOMO            (SERIO)Cosa stai dicendo? Per lavorare al Corriere Mercantile di genova devi averstudiato da giornalista!

GUSTAVO           (SERIO) Se tu vuoi lavorare al Corriere Mercantile di genova devi aver studiato alla“Pier Maria Canevari”… Tutti i giornalisti che lavorano al Corriere Mercantile di

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genova hanno studiato alla “Pier Maria Canevari!”… Se no… non ti fanno lavorare.

GIACOMO            (AGITATO)Figurati… ora perché tua sorella picchiava i bambini… pensi di essere un

giornalista!

GUSTAVO           (SERIO) Non è vero… picchiava anche gli adulti!

GIACOMO            (SORPRESO)Figurati… ora mi dici che anche gli adulti avevano paura di tua sorella!

GUSTAVO           (SERIO)Guarda che quando mia sorella davaipugni, li dava veramente forte… una

volta… tanto per farti capire… una volta la signorina dell’asilo stava aiutando mia sorella a mettersi il cappottino… quando arriva il fidanzato di questa signorina… si siede tra mia sorella e questa signorina… quando mia sorella improvvisamente dà un forte pugno… nell’occhio al fidanzato!*… Poverino dopo pochi minuti aveva un ochio gonfio… gonfio… pensa era tutto… (GUARDA GIACOMO) era tutto… n… n… n… NON ERA BIANCO!… Va bene!*

GIACOMO            (SERIO)Avete fatto vedere tua sorella a un dottore?

GUSTAVO           (SERIO) Certo…sua madre ha fatto visitare mia sorella da degli specialisti… tanto

che per sicurezza hanno fatto quel nuovo esame: il din din dan!

GIACOMO            (SORPRESO) Che cos’è il dindin dan?*

GUSTAVO           (SERIO) Ma tu non sei aggiornato!… Quell’esame che ti dice chi sei e da dove vieni!

GIACOMO            (SERIO) Un esame?... Un esame che si chiama din dinnan… che sa chi sono io e

da dove vengo?

GUSTAVO           (SERIO) Beh!… Tutti noi sappiamo da dove veniamo… ma questo esame specifica

da quale scimmia discendi tu capisci!*

GIACOMO            (SORRIDENDO)Ah! Ma allora tu stai parlando del DNA!

GUSTAVO           (SERIO) Bravo è un esame così nuovo che non si conosce ancora il nome esatto…

come avevo detto… il DNA!

GIACOMO            (SORPRESO)Anche questo moderno esame!… E quale è stato il risultato?

GUSTAVO           (SERIO)Dal risultato del… DNA… hanno scoperto che il DNA di mia sorella… era

come quello del CANGURO!*

GIACOMO            (SORPRESO) CANGURO!... Ora spero che stia bene!… Visto che fa queste berrette

24.

GUSTAVO           (SERIO)Sì… sì… ora è guarita e sta bene… ma questa berretta 24 è unica… e

uguale a una come questa non ne ha più fatte!

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GIACOMO            (SORRIDENDO) Ah! Ora capisco il perché non la togli… hai paura che te la rubino!

GUSTAVO           (SERIO)Ma chi vuoi che la rubi?...Alla fine della storia questa berretta è una

dimostrazione che mia sorella non è cattiva come quand’era piccola… capisci!*…Ora che ti ho raccontato la storia di questa berretta 24…ecco…ora racconta tu.

GIACOMO            (SORPRESO)Io? Raccontare?... Che cosa vuoi che ti racconti?

GUSTAVO           (SERIO)Tutto… veramente tutto!*

GIACOMO            (AGITATO)Raccontare tutto? Ma io non ho una sorella che fa la maglia!*

GUSTAVO           (SERIO)Io aspetto ancorache tu mi racconti tutto… la tua amicizia con il barista…

quello che fa il caffè (GESTO USUALE) racconta… dai racconta… racconta!*

GIACOMO            (AGITATO)Perché il barista…quello che fa il caffè (ANCHE LUI RIPETE IL GESTO USUALE) deve

essere un mio amico?

GUSTAVO           (AGITATO)Perché se ti ha offerto il caffè… deve essere un tuo amico… oppure c’è

qualcosa di segreto?... Dimmi perché il barista (GESTO USUALE) ti ha offerto il caffè!*

GIACOMO            (SERIO E IMPACCIATO)Perché,non te l’ho detto?*

GUSTAVO           (CURIOSO)No… tu non me l’hai ancora detto!*

GIACOMO            (PREOCCUPATO)Ah… sì… è vero…il motivo per cui sonovenuto proprio da te per

raccontare!*

GUSTAVO           (PREOCCUPATO)Ah,tusei venuto qui per una ragione… come si dice oggi, una ragione

specifica!*

GIACOMO            (IMPACCIATO)Ecco…bravo… bravo hai parlato bene… una ragione specifica!*

GUSTAVO           (INCURIOSITO)Ecco, ora chetutti e due siamo d’accordo… dimmela!*

GIACOMO            (SORPRESO)Che cosa ti devo dire?

GUSTAVO           (SORPRESO)Che cosa mi devi dire!... Mica il prezzo delle patate!

GIACOMO            (SORPRESO)Perché dovrei dirti il prezzo delle patate?

GUSTAVO           (CONFUSO)Patate?…Non ci capisco più niente… ricominciamo da capo!

GIACOMO            (SORPRESO)Da capo?...Diche capo stai parlando?…Ma sei sicuro di sentirti bene!*

GUSTAVO           (AGITATO)Io… io…. mi sento benissimo… chi sta male sei tu…tu hai bussato alla

mia porta!… Perché mi dovevi dire qualcosa (AGITATO) che cosa? Che cosa?... Che cosa mi dovevi dire?

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(ENTRAMBI GESTO USUALE)

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GIACOMO             (SERIO)Ah! sìecco… tumi hai chiesto perché il barista, quello che fa il caffè

mi ha offerto il caffè… vero?

GUSTAVO           (SERIO)Sì, è quelloche vorrei capire!*

GIACOMO            (IMBARAZZATO)Aaaaah! Ecco,ero andato a comprare del latte, e quando ho detto albarista (ENTRAMBI GESTO USUALE) che mia figlia prendeva i voti... è stato veramente contento… così tanto… ma così tanto… che ha voluto offrirmi il caffè!*

GUSTAVO           (SORPRESO)Perché se tua figliaprende i voti… tu ricevi un caffè gratis?… Alloraquando mio figlio prende i voti… anch’io ricevo un caffè gratis!*

GIACOMO            (SORRIDENDO)No!Tuo figlio non può prendere i voti!

GUSTAVO           (AGITATO) Marcolino è molto intelligente!… E prende dei voti bellissimi!… Marcolino

èil primo della classe!… Non perché è mio figlio!… Ma è intelligentissimo!*… Deve aver preso l’intelligenza tutta da me!*

GIACOMO            (SORPRESO)E che centra Marcolino!

GUSTAVO           (SERIO)Tu dici che tua figlia perché prende i voti… tu ricevi un caffè gratis… perché

non dovrei ricevere anch’io un caffè gratis... quando mio figlio Marcolino prende i voti!*

GIACOMO            (SERIO)Perché i voti li prendono solo le ragazze!

GUSTAVO           (SERIO)Perché solo le ragazze?... E non i maschietti?*

GIACOMO            (SERIO)Ma a che voti stai pensando tu?

GUSTAVO           (SERIO)I voti di scuola…quelli della pagella di Marcolino!*

GIACOMO            (SORPRESO)Aaaaah! Io non parlavo i voti della scuola… ma i voti per diventare

suora!

GUSTAVO           (SORPRESO)Aaaaah! Ma che bella notizia,la tua piccolina si fa suora… ma che

brava!... Ora capisco perché il barista(ENTRAMBI GESTO USUALE)ti ha offerto il caffè!

GIACOMO            (PREOCCUPATO) No!… No… tu non hai capito niente!… Io non parlavo della piccola!

GUSTAVO           (SORPRESO)Aaaaah! Non parlavi della piccola!… Ueulp!… Ma di chi stai parlando?

GIACOMO            (IMBARAZZATO) Ecco… ecco… ehm… stavo parlando di mia figlia (SOTTOVOCE, QUASI

IMPERCEPIBILE) Maria!

GUSTAVO             (GUARDA NELL’ARIA)Scusa ho quasi sentito il ronzio di una mosca… ma alla nostra età,

purtroppo anche il rumore più piccolo ci disturba… allora chi è la mosca… no… cosa mi stavi dicendo… puoi ripetere?

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GIACOMO            (SERIO)Ma che devo ripetere… ho solo due figlie… mia figlia Maria!

GUSTAVO           (AGITATO) COSA!…COSA!... Tua figlia Maria!...Si fa Suora?... Non può!… Nonpuò… è già promessa a mio figlio Carletto!

GIACOMO            (SERIO)Mi dispiace… veramente mi dispiace… ma mia figlia ha scelto di farsisuora!*

GUSTAVO           (AGITATO)Ma non può… mi avevi detto che TUA figlia avrebbe fatto la TUAvolontà!… Tu hai compromesso mio figlio… cosa dirò a Carletto?

GIACOMO            (DISPIACIUTO) La verità… solamente la verità… che Maria sarebbe stata felice esoprattutto che si è sentita onorata della richiesta della sua mano… ma…

GUSTAVO           (INTERROMPENDO DISPIACIUTO) Ma… la sua mano non gliela da!… Sarà… ma… a me

sembra impossibile che… tutto questo… sia una sua decisione!

GIACOMO            (PREOCCUPATO)Ma che dici… è una sua scelta… chi vuoi che le abbia consigliatodiversamente!*

GUSTAVO           (GUARDA E SEGNA CON IL DITO GIACOMO)Tu!*

GIACOMO            (STUPITO) Io?... Ma tu sei matto… se sono stato io, IO quello che ti ha ricordato dellapromessa… perché… io… avrei detto a mia figlia di non sposare Carletto?...

Perché?… Perché?*

GUSTAVO           (SERIO) Perché hai scoperto che il padre della sposa deve pagare il conto*… ecco ilperché… anche… perché ti ho detto che Carletto mangia*… mangia ma non tanto!… Chi mangia tanto è Marcolino!… Lui sì che mangia tanto!

GIACOMO            (AGITATO)Cosa dici, mica sono spilorcio come te*

GUSTAVO           (SERIO)Non sono spilorcio!… come te lo devo dire… ma economico… piuttosto…vedi che guaio hai combinato?*

GIACOMO            (SORPRESO)Guaio?… Che guaio ho combinato!*

GUSTAVO           (AGITATO) Il guaio è che tu hai illuso Carletto… facendo credere che gli davi insposa tua figlia… TU HAI COMPROMESSO mio figlio!*

GIACOMO            (AGITATO) Io… No…No… No… io non ho compromesso nessuno… ho soltantoricordato della promessa tra le nostre mogli e noi… e anche TU eri d’accordo… e poi (CALMATOSI)… veramente Carletto non mi sembrava molto entusiasta nell’unirsi in matrimonio con mia figlia Maria!*

GUSTAVO             (SERIO)No… qui ti sbagli… Carletto era felicissimo di sposare tua figlia… pensa…era così tanto felice, che faceva i salti di gioia… pensa che mentre saltava dava delle testate sul soffitto… erano testate così forti… ma così forti che dovrò

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chiamare i muratori per le riparazioni… nota che i danni li paghi TU*…per fortuna che i suoi fratelli lo tenevano per le gambe… se no… avresti dovuto pagare anche il pronto soccorso!*

GIACOMO            (DISPIACIUTO) Mi dispiace per i danni… ma tuo figlio ha la testa così dura?*… Mi

dispiace veramente!… Mi dispiace molto di tutto questo… io, credevo di capire mia figlia… (DISPIACIUTO) purtroppo Maria si vuole sposare solo con Lui! (ALZA GLI

OCCHI VERSO L’ALTO)

GUSTAVO           (SORPRESO)Con chi?

GIACOMO            (SERIO, ALZA NUOVAMENTE GLI OCCHI VERSO L’ALTO)Con quello lussù!

GUSTAVO           (SORPRESO) Quello lassù?Ma è un vecchio, mio figlio è meglio di lui!*

GIACOMO            (SORPRESO, GUARDA GUSTAVO)Di chi stai parlando?

GUSTAVO           (SORRIDENDO)Del signor Brusca quello dell’ultimo piano.

GIACOMO            (SERIO)Veramente io parlavo di quello più in alto!

GUSTAVO           (SERIO)Ma più in alto non c’è nessuno, ci sono i colombi nella colombaia

dell’inquilino 12.

GIACOMO            (SORRIDE MENTRE MUOVE LA TESTA IN SENSO NEGATIVO)Io parlavo del matrimonio di mia figlia

con Gesù.

GUSTAVO           (SORPRESO MIMICA CON IL DITO VERSO L’ALTO PER INDICARE SOPRA,  MENTRE GIACOMO SORRIDE CON

INTENTO AFFERMATIVO)Allora il mio Carletto non può competere con lui!*

GIACOMO            (SERIO)No!

GUSTAVO           (MUOVE LA TESTA IN SENSO NEGATIVO)Però!…È  il proprietario di mezzo Vaticano!…

GIACOMO            (SORRIDE)  Eh! Sì.. lo è!

GUSTAVO           (SERIO)Ma che dico!… di tutto il Vaticano!*

GIACOMO            (SERIO)Sono dispiaciuto, veramente dispiaciuto!

GUSTAVO           (AGITATO) Ti dispiace… ti dispiace… prima comprometti mio figlio… e poi

candidamente l’abbandoni così… al suo destino!

GIACOMO            (DISPIACIUTO)Veramente… non avevamo ancora fatto le pubblicazioni… avevamo

solo chiesto se lui era interessato a sposare la mia Maria… quindi nessuno è stato compromesso… né Carletto… né Maria… non hanno ancora consumato!*

GUSTAVO           (SORPRESO) Non hanno ancora… che cosa?

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GIACOMO            (SERIO)Consumato!

GUSTAVO           (SORPRESO) CONSUMATO!... Consumato!... Che cosa hanno consumato… Aaah!Io

non PAGO!… Capisci!*

GIACOMO            (SORRIDENDO)Non aver paura!… Non intendevo il mangiare!*…Intendevo il

matrimonio… non hanno ancora consumato il matrimonio!*

GUSTAVO           (FA UN SOSPIRO)Aaaaah!... Il matrimonio?… Ma fammi capire!... Senti un po’ Don

Abbondio… questo matrimonio…si fa o non si fa?

GIACOMO            (SERIO) Ma… non si fa!…. La sposa si vuole fare Suora!Comprendi!*

GUSTAVO           (SERIO) Ho capito!… Ho capito!*… E ora … chi dirà la notizia a Carletto?*

GIACOMO            (SERIO)Glielo dici tu!*

GUSTAVO           (AGITATO)Io!… Sempreio!… Ti ringrazio… adesso lo chiamo e gli dico… la figlia del

signor Giacomino… quando ha saputo che tu la volevi sposare… ha preferito farsi suora!

GIACOMO            (PREOCCUPATO)Se tu gli dici così… come minimo… prende un fucile e mi spara!*

GUSTAVO           (SORRIDENDO) E io gli do le pallottole!*

GIACOMO            (SORRIDENDO)  Allora è meglio che io vada dalle mie figlie!*

GUSTAVO           (SERIO)Sì!… Fuggi!… Fuggi… cheè meglio… che io chiamo Carletto… e gli vado a

dare la brutta… come dici tu… NOVELLA!

GUSTAVO APRE LA PORTA(zona 1)E FA USCIRE GIACOMO.

GIACOMO            (SI FERMA ALLA SOGLIA DELLA PORTA)Perché brutta novella?... Magari Lui sarà molto felice!

GUSTAVO          (SERIO)Che cosa vuoi che ti dica?... So già che per lui sarà una delusione…

potrebbe tentare un suicidio… chissà, vedrò di trovare una soluzione… ci penserò!

GIACOMO ESCE SILENZIOSO, GUSTAVO CHIUDE LA PORTA E VA AL CENTRO DELLA SALA (zona 2) MENTRE RIFLETTE.

SCENA SECONDA

Gustavo

GUSTAVO             (PARLANDO TRA SÉ E SÈ)Ora… ora!* Cosa dirò a Carletto?*… La sua prima delusioned’amore… Ma io avevo detto a quel ragazzo (INDICA LA PORTA(zona 1)): “Giacomino parlane prima a tua figlia (IMITA LA VOCE DI GIACOMINO) prima devo parlarne… all’uomo!

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Al futuro capo famiglia… intanto mia figlia fa quello che voglio io!”(CON VOCENORMALE)… Ecco la figlia ha fatto quello che NON vuole lui… e chi paga alla finesono io!… Sono io… che devo trovare una soluzione… pago io!… Ecco pago IO!… No! ... NOO!...Mando il conto a LUI…(INDICA LA PORTA(zona 1)) paga lui i danni morali e materiali!… Anche quelli del soffitto!… Paga Lui!*… (SI RIPRENDE DAI SUOIPENSIERI) Ora sì dovrò trovare una scusa... mah! Chiamiamolo (URLANDO)… Carlettofiglio mio… vieni qui da me… dal tuo papà che ti vuole tanto bene!

SCENA TERZA

Gustavo e Carletto

CARLETTO         (ENTRA IN SCENA DALLA PORTA(zona 3)VA AL CENTRO (zona 2) DOVE SI TROVA IL PADRE) Dimmi papà chi

era che ti ho sentito borbottare?

GUSTAVO           (CON VOCE DISPIACIUTA) Era Giacomino… che è venuto a darmi leultime notizie della

figlia Maria!

CARLETTO         (CON VOCE DISPIACIUTA)Ah… sì, proprio di questo ti voglio parlare!…. Ascoltapapà…

io non ho intenzione a disubbidirti…

GUSTAVO           (SORPRESO, INTERROMPE)Disubbidirmi?... Perché mi dovresti disubbidire?

CARLETTO         (SUBITO TITUBANTE, DOPO DECISO) Sai… papà… tu mi hai detto che se non avessi

accettato il matrimonio con la figlia del signor Giacomo, tu mi avresti mandato via di casa!

GUSTAVO           (PREOCCUPATO) Ma no!… Dicevo così tanto per impressionare Giacomino!… Io non ti

manderò mai fuori da casa!… Anche se mangi molto!*… Ti voglio bene… mai ti manderò fuori di casa… questa casa è di tutti noi!… Ma perché ora ritorni a frasi del passato?

CARLETTO         (CON CALMA)Ecco papà!… Ora ti dirò qualcosa che ti farà arrabbiare!

GUSTAVO           (CURIOSO) Che cosa?... Tu sai che il tuo papà non si arrabbia mai… dimmi

Carletto… dimmi!

CARLETTO         (PRENDE FIATO E POI BORBOTTA VELOCEMENTE) Non posso sposare Maria!

GUSTAVO           (GUARDA NELL’ARIA)Scusa… ma oggi ci devono essere delle mosche in casa…devo

chiedere dell’insetticida a Giacomo!… Mi puoi ripetere quello che hai detto.

CARLETTO         (PARLA CHIARO) Non sono interessato a sposare Maria!… (GUARDA IL PADRE, S’ALLONTANA DA

LUI E ASPETTA LA SUA REAZIONE).

GUSTAVO           (SORRIDENTE)Aaaaah! Questo è quello che tu volevi dirmi?

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CARLETTO         (SORPRESO) Ma… ma… non sei arrabbiato papà?

GUSTAVO           (DIMINUISCE IL SORRISO SORRISO, FA CREDERE D’ ESSERE CONTRARIATO) No!… Cioè sì… molto

arrabbiato!… Pensa che Giacomino è venuto a dirmi che sua figlia era felicissima… veramente felice!

CARLETTO         (SORPRESO)Davvero?

GUSTAVO           (SERIO) Certo!… Certo… Maria voleva venire subito qui da noi,  per abbracciarti,

dovevi vederla com’era felice!*

CARLETTO         (INCURIOSITO) Perché tu l’hai vista?

GUSTAVO           (SERIO) No… come potevo?... Se ero di là con te e i tuoi fratelli che vi abbuffavate!*

Èstato il signor Giacomino che mi ha raccontato tutto… pensa, ha detto che Maria faceva i salti dalla gioia… salti così alti… che dava le testate al soffitto… per fortuna che c’erano i suoi fratelli a tenerla giù… Se no si romp…

CARLETTO         (SORPRESO, INTERROMPE IL PADRE) I fratelli?... Papà, Maria, ha soltanto una sorella più

piccola!

GUSTAVO           (IMBARAZZATO)Vero!… Mi sono sbagliato… intendevo dire per fortuna che la sorellina

e Giacomino la tenevano per i piedi… se no avrebbe preso delle testate sul soffitto… e magari poi… IO (GUARDA IL FIGLIO) devo pagare anche i danni!*

CARLETTO         (DISPIACIUTO) Mi dispiace, veramente mi dispiace…  dover dare questo dispiacere a

Maria!

GUSTAVO           (SERIO) Lo so… il problema ora è come dirglielo!*

CARLETTO         (DISPIACIUTO)Oh papà ti prego!... Diglielo tu… tu la conosci meglio di me… dille…

che io non ho niente contro di lei!

GUSTAVO           (SERIO) Eh sì… anche tu fuggi… fuggi!*

CARLETTO         (SORPRESO) Papà, perché mi dici… “anche tu fuggi… fuggi?”

GUSTAVO           (INCERTO) No!… No era un pensiero da una tragedia greco-romana che avevo

studiato alla “Pier Maria Canevari”… ma non ti preoccupare, parlerò io… con tatto!… Sai bisogna essere sicuri che dopo una delusione d’amore… Maria non reagisca con una sciocchezza!*

CARLETTO         (SERIO)E’ vero… è una ragazza giovane… e… a quella età può fare qualche pazzia!

GUSTAVO           (SERIO)Lo so… per quello che ci vuole tatto nel dare certe notizie!

CARLETTO         (PREOCCUPATO) Potrebbe suicidarsi!

GUSTAVO           (SERIO)No… quello… no!*

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CARLETTO         (AGITATO) Si potrebbe buttare giù dalla finestra!

GUSTAVO           (SERIO)No, la conosco bene!… No…non si butterà giù dalla finestra!*

CARLETTO         (AGITATO)Oh!… Papà… potrebbe farsi suora?

GUSTAVO           (AFFERMATIVO)Ecco… bravo… hai detto giusto…(SCANDENDO LE PAROLE) po-treb-befar-si

suo-ra!*

CARLETTO         (PREOCCUPATO)Oh! Papà… Fermala!… Fermala presto… sarebbe terribile che Maria

diventasse suora per colpa mia!

GUSTAVO           (SORRIDENDO)Calma… Carletto, calma!… C’è un detto… “non ti fai suora in

un’ora”!*… E poi con gli occhi da pesce morto non può diventare suora!*

CARLETTO         (SERIO)Tutta colpa mia, perché ho deciso di non sposarmi!

GUSTAVO           (SORRIDENDO) Ma no!… Vedrai che parlerò io a Maria, troverò una scusa!… Dirò che

tu hai già un’altra donna!… Così si metterà il cuore in pace!… Però… non posso garantirti che non si farà suora!*… Anche se ha gli occhi a pesce!*

CARLETTO         (SERIO)No!… Io… non potrò mai sposarmi con un’altra ragazza!

GUSTAVO           (SERIO)Ma perché?...Non vuoi sposarti con un’altra ragazza?… Hai mica parlato

con Giacomino?... Ti ha convinto a fare il voto di castità?*

CARLETTO SI GUARDA IN GIRO, MENTRE GUSTAVO SEGUE LO SPOSTARSI DEL FIGLIO, VEDE CHE PRENDE LA POLTRONCINA, LA METTE AL CENTRO (zona 2) E FA SEGNO AL PADRE DI SEDERSI.

CARLETTO         (DOLCEMENTE) Papà siediti che ti devo parlare!

GUSTAVO           (SERIO VA VERSO LA POLTRONA, SI SIEDE)Che cos’è questa… una riunione?

CARLETTO         (PENSANDO)Eccopapà io devo dirti che ci sono tanti tipi di scimmie… ma le scimmie

“bonobo”…  sono diverse dalle altre!

GUSTAVO           (SORPRESO)Perché parli delle scimmie? Tu studi da avvocato… che centrano le

scimmie?

CARLETTO         (CONTINUA CON CALMA)L’università non centra niente in tutto questo… vedi papà le

scimmie bonobo, sono scimmie che non hanno un sesso specifico… possono fare sesso tra di loro, con scimmie… scimmie dello stesso sesso!

GUSTAVO           (SBUFFANDO SI ALZA DALLA POLTRONCINA) Senti mi hai fatto sedere per questo?... Per dirmi

che le scimmie sono strane?... Basta… che tu guardi Giacomino e comprenderai che non solo le scimmie sono strane!

CARLETTO         (AGITATO)Ma papà per favore, quello che voglio dirti non riguarda le scimmie…

riguarda me e te!

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GUSTAVO           (SERIO)Ohquesta è bella!… Lo so…Lo so!… Quindi non c’è bisogno che me lodici!…

CARLETTO         (SORRIDENDO) Si???... Tu lo sai già… allora tu mi hai capito?... Non ti devo dire più

niente….  Ooh! Papà sono così felice… ma tu… tu…dimmi… sei d’accordo?...

Non ti dispiace?

GUSTAVO           (SORRIDENTE)Certo che non mi dispiace!… Tutti lo sanno!… Non bisogna andareall’università per saperlo!… Questo l’ho imparato alla “Pier Maria Canevari”… mi sembra in prima o seconda elementare!

CARLETTO         (ALLEGRO, SALTELLA DI GIOIA)Oh! Papàtu mi hai reso veramente felice…sono contento,mi hai reso tutto più facile!

GUSTAVO           (ALLEGRO, SALTELLA ANCHE LUI, IMITANDO IL FIGLIO)Ah, sono anch’io contento d’averti fatto

felice e reso tutto più facile!

CARLETTO         (CONTINUANDO A SALTELLARE CONTENTO)Ora comprendi il perché non mi posso sposare?

GUSTAVO           (SI FERMA DI SALTELLARE, GUSTAVO DIVENTA SERIO)No… non mi hai ancora detto il perché

non ti vuoi sposare!*

CARLETTO         (ANCHE LUI SI FERMA DI SALTELLARE E DIVENTA SERIO)Ma papà! Hai detto che avevi capito

tutto!

GUSTAVO           (SERIO)No!... Io ti ho detto che sapevo tutto!*

CARLETTO         (SORPRESO) Ma di cosa sapevi tutto?

GUSTAVO           (SORRIDENDO)O bella!… Che noi discendiamo dalle scimmie… e che noi siamo piùintelligenti di loro, a parte… Giacomino!… Noi veniamo dall’uomo sapient… di cui siamo diretti discendenti… mentre Giacomino, lui proviene dall’uomo deficent!*… Hai visto frequentare la “Pier Maria Canevari”… altro che spendere soldi per l’università… tu e le tue scimmie bongo … bongo!

CARLETTO         (DISPIACIUTO) Ma papà… le scimmie “bonobo” non le bongo… e poi io non volevoparlarti delle scimmie ma di me!...Comprendi, di me!

GUSTAVO           (SERIO)Di te?… Ma scusa tu mi parli delle scimmie bo-bò… insomma, quelle chedici tu... ma non vedo che c’entri tu… con le scimmie? HAI MICA MESSO INCINTA UNA SCIMMIA?*

CARLETTO         (SERIO)Ma no papà, parlavo delle scimmie solo come introduzione a quello che tivolevo dire su di me… comprendi?

GUSTAVO           (PERPLESSO) Sì!… No!… Introduzione?… Non ci capisco più niente … ma ilfidanzamento con Maria ti ha sconvolto i tuoi ormoni nella testa?

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Papà siediti… sono Gay© Cerutti Giovanni (ALCS)(ITA)


CARLETTO         (AGITATO) PAPÀ  SIEDITI!… SONO GAY!

GUSTAVO SI SIEDE SORPRESO, GUARDA CARLETTO CON OCCHI SPALANCATI.

GUSTAVO           (MOSTRA UN FORTE SOSPIRO) Tu sei “gei”?*

CARLETTO         (SERIO)Gay papà, si dice gay!

GUSTAVO           (SERIO)Ti chiedo scusa, ma come tu sai io non ho studiato l’austriaco!*… Forse

Giacomino che lui c’era durante la guerra Austro-Ungarica!… Allora si pronuncia ghei!…

CARLETTO         (SERIO)Papà non scherzare su quello che ti ho appena detto…lo so ti fa

dispiacere… però te lo dovevo dire!… Prima o poi!

GUSTAVO           (PERPLESSO)Prima o poi!… Me lo dovevi dire!… Ma … (RIMANE IN SILENZIO, RIPRENDE) che

dispiacere mi dovevi dare?*

CARLETTO         (SERIO)Come non ti dispiace?... Mi accetti così come sono?

GUSTAVO           (SORRIDENDO)Ma perché non ti devo accettare così come sei?... Anche se mangi

tanto*… ti ho sempre accettato!

CARLETTO         (SALTELLANDO FELICE)Oh, papà come sono felice!

GUSTAVO           (SI ALZA DALLA SEDIA, ANCHE LUI SI METTE A SALTELLARE COME IL FIGLIO)Sono contento che tu sia

felice!

CARLETTO         (CONTINUANDO A SALTELLELARE)Grazie papà… tu sei il più bravo papà che ci sia!

GUSTAVO           (ANCHE LUI CONTINUA A SALTELLARE) Sì lo so che sono un bravo papà… il più bravo… ma

ancora non mi hai detto perché tu non ti vuoi sposare?

CARLETTO SMETTE DI SALTELLARE, GUARDA IL PADRE SERIO. GUSTAVO SMETTE DI SALTELLARE E VELOCEMENTE, QUASI IMPAURITO, RITORNA A SEDERSI NELLA POLTRONCINA.

CARLETTO         (SERIO) Ma papà non hai ancora capito…SONO GAY!

GUSTAVO           (SERIO)Ti promettoche non salto più dalla gioia!*… Ma l’hai già detto prima!*

CARLETTO         (SERIO)Sì papà l’ho già detto e l’ho ripeto… sono gay!… GAY!

GUSTAVO           (RIMANE IN SILENZIO, DOPO SI ALZA E VA VICINO AL FIGLIO, CALMO)Ma che… cos’è questo “gei”?

CARLETTO         (SERIO)Papà pensavo che tu sapessi cosa significava!

GUSTAVO           (SERIO)Ma… io non so cosa significa questo gei… chissà, quel giorno… forse ero

assente alla “Pier Maria Canevari!”*

CARLETTO         (SERIO)Gay significa... letteralmente… felice… ecco allegro!

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Papà siediti… sono Gay© Cerutti Giovanni (ALCS)(ITA)


GUSTAVO           (STA PER RIPRENDERE A SALTELLARE, MA SI FERMA)Allegro… che… strano allegro… allora

quando tu dici che sei gei vuoi dire che sei allegro!

CARLETTO         (SERIO)Sì papà letteralmente “gay” vuole dire allegro!

GUSTAVO           (SERIO)Allora parlando letteralmente anch’io sono gey?*

CARLETTO         (SORPRESO)Anche tu?... Anche tu papà sei gay?

GUSTAVO           (SERIO)Sì… anch’io sono allegro!… Letteralmente come dici tu… oggi sono poco

gey!*

CARLETTO         (SORPRESO)Ma… cosa dici papà?…Oggi ti senti poco gay?

GUSTAVO           (SERIO)Sì!… Sì…oggimi… sento allegro ma non troppo!*

CARLETTO         (SERIO)Ma papà non si può dire così… gay solo letteralmente può significare

allegro!

GUSTAVO           (SERIO)Aaaaah! Letteralmente… e sletteralmente cosa significa … cioè in un

italiano povero cosa significa?

CARLETTO         (SERIO)Forse riesco a spiegarti meglio in questa maniera!

GUSTAVO           (SERIO)Sì, spiegati nella maniera che vuoi!

CARLETTO         (SERIO)Dunque papà… tu davanti a te vedi un maschio!

GUSTAVO           (SERIO, GUARDA IL FIGLIO)Ma è da quando sei nato che vedo un maschio!

CARLETTO         (SERIO)Ecco papà… tu vedi un maschio…ma dentro di me .… in realtà c’è un’altra

persona!

GUSTAVO           (SORPRESO) Sei posseduto?... Hai bisogno di un esorcista?... Credo di avere ancora

dei bottoni!*

CARLETTO         (SORRIDE) No papà, nessuno mi possiede… risparmia i soldi… niente esorcista!…

(SERIO) Solo, internamente sono un’altra persona!

GUSTAVO           (PREOCCUPATO) Mamma mia!*… Un extracomunitario?

CARLETTO         (SORPRESO)Extracomunitario?… Ma che dici papà!

GUSTAVO           (SORPRESO)Ah, no!… Volevo dire un extraterrestre!

CARLETTO         (SERIO)Ma no! Papà… dentro di me non sono quello che vedi!

GUSTAVO           (MERAVIGLIATO)Ora comprendo!… Il MARZIANO!*

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Papà siediti… sono Gay© Cerutti Giovanni (ALCS)(ITA)


CARLETTO         (SORPRESO)Ma papà!… Il marziano?... Che c’entrano i marziani!

GUSTAVO           (SERIO)Senti bene!… In una notte piena di lampi… Seguiti dai tuoni… tua madre si

svegliò di soprassalto e gridò… “I marziani, i marziani!”

CARLETTO         (MERAVIGLIATO)Ma che c’entrano i marziani con me?

GUSTAVO           (SERIO)Dopo tutto il sogno di tua madre non era un sogno… ma realtà!…

dall’unione di tua madre con un marziano sei nato tu… ecco perché ORA ti senti due persone!*

CARLETTO         (DIVERTITO)Ma papà… quello era un sogno!… Quello che sto cercando di dirti è tutta

un’altra cosa!…

GUSTAVO           (SERIO)Sarà un’altra cosa!… Però il marziano c’è stato con tua madre!

CARLETTO         (ESASPERATO)Ma papà!… No!… No!… L’essere gay, non ha niente a che fare con la

mamma o i marziani!… Essere gay non ha niente a che fare con nessuno…. è un

dono naturale… una situazione mia… mia e personale!

GUSTAVO           (AGITATO)Sarà come dici tu!… Però cosa vuoi dire “con un’altra persona dentro di

te”… non sei tu… ma sei tu… sei gei… poco gei… allegro… allegro ma non troppo… insomma… IO non ci capisco più niente… cosa sei?… Si può sapere… mi hai completamente confuso!… Non so più se sono io o il marziano che tua madre ha sognato!…Tu non sai chi sei… io non so chi sono…COSA SIAMO? CHI

SIAMO?  (ALLARGANDO LE BRACCIA)…BOH!

CARLETTO         (CALMO)Papà calmati!… Tu sei tu e io sono io!… Semplice, va bene?

GUSTAVO           (SI CALMA)Ah! Ora ci capisco di più!… Ma ancora non ho capito cosa significa la

parola gei!*

CARLETTO         (CALMO)Si pronuncia gay…gay… Comprendi?

GUSTAVO           (CALMO)Ah!… Va bene si pronuncia ghay… ecco sino a qui ci sono arrivato… ora

vorrei sapere questa parola… ghay, in italiano, cosa significa?

CARLETTO         (CALMO)Mi dispiace papà… Ma non credo che esista una traduzione in italiano di

questa parola!

GUSTAVO           (SORPRESO)Ma con tutte le parole che abbiamo in Italia! Non esiste una… sola una,

che possa darci un significato?

CARLETTO         (SERIO) Esatto!

GUSTAVO           (AGITATO)Ma Dante a cosa è servito?... E in quel grosso dizionario, che è costato un

mucchio di soldi, quanto lo pagato!< non c’è una parola che corrisponda a questa? “Ghay”!

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Papà siediti… sono Gay© Cerutti Giovanni (ALCS)(ITA)


CARLETTO         (SERIO ) No papà… nel dizionario italiano non c’è una parola corrispondente.

GUSTAVO           (SERIO) Non c’è in italiano!... ma in lingua genovese?

CARLETTO         (SORRIDENDO)Ma papà, e chi si ricorda il genovese!

GUSTAVO           (SERIO) Ma come… con tuttei soldiche spendo per farti studiare… ora mi dici che

non parli più il genovese!

CARLETTO         (SORRIDENDO)Ma papà all’università c’insegnano il latino mica il genovese!

GUSTAVO           (ARRABBIATO)Ma io ti mando all’università imparato della linguagenovese! E tu ritorni

a casa disimparato!*… Ma per che cosa pago la retta?

CARLETTO         (CALMO )Calma papà!… Calma nell’università non insegnano il genovese!

GUSTAVO           (CALMO)Eh… sì, le università non sono più come una volta!… Le università una

volta erano il tempio del sapere… il tempio della conoscenza… ma non solo le università… anche le elementari erano uno scambio culturale… come la “Pier Maria Canevari”(CARLETTO RIPETE INSIEME AL PADRE MUOVENDO LE LABBRE COME UN

MANTRA)pensa che i maestri venivano aGenova dall’estero meridionale!… E noigiovani studenti insegnavamo la lingua genovese… al nostro maestro!*

CARLETTO         (SORRIDENDO)Ma papà… Il signor Giacomo ha detto che tu hai ripetuto la quinta

elementare?

GUSTAVO           (ARRABBIATO)E tu stai a sentire Giacomino… lui studiava dalle suore… però è vero io

ho DOVUTO ripetere la quinta elementare!… Ma non per colpa mia!*

CARLETTO         (SORPRESO)Ah no?…E di chi era la colpa?

GUSTAVO           (SORRIDENDO)Del MAESTRO!*… Non riusciva a imparare il genovese*

CARLETTO         (RIDENDO) Ma lui doveva insegnare a te!

GUSTAVO           (SERIO) E già!… Come hanno insegnato a te parole che non esistono in lingua

italiana!… Ma il genovese non te lo ricordi… almeno quella parola!

CARLETTO         (PENSIEROSO)Ma dirti la verità ho smesso molti anni fa di parlare il genovese!

GUSTAVO           (DSPIACIUTO)Pensaci… pensaci… io sono più vecchio di te eppure il genovese me lo

ricordo!… Peccato che l’università abbia tolto al padre e figlio la possibilità di poter comunicare… come è finita male l’università, dal giardino del sapere al giardino dell’incomunicabilità!… Hai visto che parolona… altro che università!*… La “Pier Maria Canevari”… ecco il successo!… Allora hai trovato quella parola in genovese?

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Papà siediti… sono Gay© Cerutti Giovanni (ALCS)(ITA)


CARLETTO         (SERIO, SCROLLA LA TESTA)No… no papà… sto cercando di ricordare… forse bugu…bullo… bulluno… boliccio… ah! Ecco gay in genovese dovrebbe essere boliccio!

GUSTAVO           (SERIO)Oh finalmente!… Hai visto?… Fare uno sforzo mentale ogni tanto ti fabene…

GUSTAVO SI FERMA DI COLPO, QUASI BLOCCATO, RIMANE IN SILENZIO.

GUSTAVO           (AGITATO, URLANDO)BOLICCIO!…BOLICCIO!…Sei un BOLICCIO?(VA VERSO LA POLTRONCINA E SPROFONDA IN ESSA)Bouliccio! Mio figlio è un boliccio!

CARLETTO           (CERCA DI CALMARE IL PADRE)Ma papà è un’ora che cerco di dirtelo… sì, io sono unboliccio ora capisci, perché non posso sposare la figlia del signor Giacomo!

GUSTAVO           (SERIO) Come faremo… io ci contavo tanto… sognavo di diventare nonno! Chissàanche la tua povera mamma da lassù come sarà dispiaciuta!

CARLETTO         (TRANQUILIZZA IL PADRE)Ma no papà, la mamma sarà molto allegra per noi.

GUSTAVO           (SERIO)Vorresti dire che la mamma sarà gei?

CARLETTO         (SORRIDENDO, METTE UN BRACCIO SULLE SPALLE AL PADRE)Ma no!… Allegra all’italiana…

come lo era sempre!… E da lassù ci aiuterà, ci sarà ancora più vicina.

GUSTAVO           (SORRIDENDO)Non troppo vicino, perché magari poi vuole mangiare!

(CARLETTO SI SIEDE SULLA SPALLIERA DELLA POLTRONCINA)

CARLETTO           (SORRIDENDO)Ecco vedi così sei il mio papà!… Sorridente e allegro (GUSTAVO ALZA UN DITO!)Sì… allegro all’italiana… naturalmente… sai quando tu mi hai detto che ildesiderio di mamma era quello di sposarmi… io mi sono confidato con lei (PRENDE

IL SUO PORTAFOGLIO DALLA TASCA, ESTRAE LA FOTO DELLA MAMMA E LA DÀ AL PADRE).

GUSTAVO           (SORRIDENDO)Che bella che era tua madre in questa foto… non come in quel quadro

(SEGNA CON IL DITO IL QUADRO DELLA MOGLIE).

CARLETTO         (SERIO)Ma papà, qui era giovane, nel quadro quando era già malata!

GUSTAVO           (SERIO)Sì, è vero!… Dovrò togliere quel quadro e mettere un ingrandimento diquesta foto… ma dimmi, che cosa ti ha consigliato la mamma?

CARLETTO         (SERIO, ACCAREZZANDO I CAPELLI AL PADRE )Mi ha detto di parlarne con te, che tu mi avresticapito come sempre!… Ecco perché ti ho aperto il mio cuore… e credimi ci vuole molto coraggio a dire al padre ciò che tu sei!

GUSTAVO           (SI ALZA, ESTRAE IL FAZZOLETTO DALLA TASCA E GUARDA IL QUADRO DELLA MOGLIE, SI ASCIUGA GLI

OCCHI)Anch’io ti faccio una confidenza!… Solo a te… sai io mugugno incontinuazione… e questo è un grande pregio di noi genovesi DOC… però… la mamma mi manca ancora tanto!

SCENA QUARTA

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Papà siediti… sono Gay© Cerutti Giovanni (ALCS)(ITA)


Gustavo, Carletto e Marcolino

IN QUEL MOMENTO ENTRA MARCOLINO (zona 3) CON UN QUADERNO E UNA PENNA NELLE MANI.

MARCOLINO     (NOTA IL PADRE CHE SI ASCIUGA GLI OCCHI CON IL FAZZOLETTO)Papà cosa c’è!… Stai poco

bene?

GUSTAVO           (RICOMPONENDOSI DA QUEL MOMENTO DI CONFIDENZA)No, niente… cose tra me e Carletto!

MARCOLINO     (CURIOSO)Che cosa papà?… Ci sono dei problemi?

GUSTAVO           (SORRIDENDO)No!… No!… Tu sei ancora TROPPO piccolo per comprendere!

MARCOLINO     (SI AVVICINA AL FRATELLO, GLI PARLA ALL’ORECCHIO)Ma perché papà è rattristato?

CARLETTO         (SERIO)Tranquillo, solo una discussione tra me e papà!

MARCOLINO     (INCURIOSITO)Quale?

CARLETTO         (IMBARAZZATO)No,niente!… Tu sei ancoraTROPPO piccolo per comprendere!

GUSTAVO           (METTE IL FAZZOLETTO IN TASCA)Piuttosto Marcolino, che cosa volevi da papà?

MARCOLINO     (MOSTRANDO IL QUADERNO)Non riesco a fare questa operazione d’algebra!

GUSTAVO           (DA’ UN LEGGERO SCAPACCIONE A MARCOLINO) Prima di tutto non si dice fare, si dice

svolgere questa operazione… E poi, perché non chiedi a Mario o Antonio?

MARCOLINO     (SERIO)Ho provato, ma si sono chiusi in camera loro e stanno discutendo… quindi

siete rimasti solo voi due… chi di voi due è più intelligente!… O devo chiamare il

Signor Giacomino?

GUSTAVO           (SCHERZOSO FA FINTA DI DARGLI UN PUGNO, MA MARCOLINO RIDENDO SCAPPA, SI NASCONDE DIETRO LA

POLTRONCINA)Lazzarone… se ti prendo ti rompo in due pezzi!…Chiamare il signorGiacomino… (URLANDO) TU NON SAI CHE GIACOMINO HA STUDIATO DALLE SUORE… quindi non può essere più intelligente di me!

MARCOLINO     (SI ALZA DA DIETRO LA POLTRONCINA,SORRIDENDO)Pace… pace… mi arrendo… però chi mi

aiuta con il compito?

GUSTAVO           (SORRIDENDO) Ti aiuto io finisco con Carletto e arrivo subito… vai…vai… intanto tu fai

i calcoli in brutta copia che arrivo a aiutarti!

MARCOLINO ESCE DALLA PORTA (zona 3) MENTRE GUSTAVO S’AVVICINA A CARLETTO

SCENA QUINTA

Gustavo e Carletto

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(ESCE CON VOCE SMOZZATA)

Papà siediti… sono Gay© Cerutti Giovanni (ALCS)(ITA)


GUSTAVO           (ALLEGRO) Hai visto?... Hai visto?... Il tuo fratellino tutto vispo?... Fa tornare bambino

anche me… Marcolino è una ventata di primavera in questa casa!

CARLETTO         (SORRIDENDO) Hai ragione papà!… Ma per tutto questo dobbiamo dire grazie a te…che ci tieni uniti!

GUSTAVO           (SORRIDENDO) Grazie!... Almeno tu capisci cosa significa far crescere tutti voi inbuona salute!… E senza lavarvi!

CARLETTO         (SERIO) Che c’entra il lavarsi?

GUSTAVO           (SORRIDENDO)No, era una discussione con quell’analfabeta di Giacomo!

CARLETTO         (SERIO) Papà lascia stare il signor Giacomo!… Piuttosto hai capito come misento?… Ma soprattutto come ti senti tu… con un figlio… bulliccio?

GUSTAVO           (SERIO) Cosa ti devo dire… sai il mio sogno… era di vedere dei piccoli balilla…anche solo uno… vederlo correre qui in questa sala… come correvate voi… invece tu oggi spegni il mio sogno… però, ho la fortuna di avere altri figli che spero si sposeranno presto! (CARLETTO SI MUOVE AGITATO) Almeno potrò sognare il mio balilla!

CARLETTO         (DELUSO) Sono spiacente di non poterti dare un balilla! Chissà che figlio sarebbenato se avessi sposato Maria!

GUSTAVO           (SORRIDENDO) Un balilla con gli occhi da pesce morto!… È unbene che hai deciso dinon sposarti!*

CARLETTO         (SERIO)Però vorrei sapere da te papà, se mi consideri ancora come figlio… oppuredesideri che vada via?

GUSTAVO           (SORPRESO) Come potrei non considerarti mio figlio!… Come potrei!… Che padresarei se non ti riconoscessi come mio figlio?... Andare via da me? E perché?

CARLETTO         (TRISTE)Beh, sai i nostri vicini, prima o poi, cominceranno a mormorare!

GUSTAVO             (AGITATO)Mormorare!… I nostri vicini?… Lasciali mormorare… anche il Piavemormorava!… E la vittoria fu nostra!*… Quindi lasciali mormorare... no… tu stai qui!*… Noi insieme… NOI, solo noi siamo una famiglia!...Una vera famiglia (VA INDIREZIONE DELLA PORTA (zona 3)) Nessuno potrà romperla!… Ha già provato la morte,

portandoci via la mamma… MA NON C’E’ RIUSCITA … Marcolino sto arrivando!

SCENA SESTA

Carletto, Antonio e Mario

CARLETTO RIMANE SOLO AL CENTRO DELLA SCENA (zona 2). ENTRANO IN SCENA (dalla zona 3) ANTONIO E MARIO. SI GUARDANO INTORNO PER CONTROLLARE CHE NON CI SIA NESSUNO, SI AVVICINANO A CARLETTO.

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ANTONIO             (AGITATO) Hai parlato con papà?

CARLETTO         (SERIO) Sì, gli ho spiegato tutto.

MARIO                    (AGITATO)Allora ti devi sposare con la figlia del signor Giacomo?

CARLETTO         (SERIO)No!… no… ha detto che parlerà lui a Maria!… Così non dovrò sposarla!

ANTONIO             (PREOCCUPATO)Hai anche detto a papà che tu…tu… sei gay?

CARLETTO         (SERIO)Sì!

MARIO                    (INCURIOSITO)E cosa ti ha detto?

CARLETTO         (SERIO)Mi ha accettato per quello che sono!

ANTONIO             (SORPRESO)Ti ha accettato come gay!

CARLETTO         (SERIO)Sì, mi ha accettato come gay ma soprattutto, come figlio gay!

ANTONIO             (SERIO, GUARDA MARIO)Forse sarà bene che anche noi ne parliamo con papà!… Che

ne dici Carletto?

CARLETTO         (SERIO)Sì credo che sia meglio, intanto prima o poi dovete dirglielo!

ANTONIO             (SERIO)Sì, forse è meglio prima, che dopo!

SCENA SETTIMA

Carletto, Antonio, Mario e Gustavo

IN QUEL MOMENTO GUSTAVO RIENTRA (zona 3) VEDE I TRE FIGLI, VA NELLA LORO DIREZIONE (zona2).

GUSTAVO           (INDICA MUOVENDO IL DITO I FIGLI)Ah! Siete qui!... Bei fratelli che siete, Marcolino era in

difficoltà nei suoi compiti a casa, e voi facevate gli gnorri!

ANTONIO             (AGITATO)Scusaci papà ma Marcolino poteva anche chiamarci!

GUSTAVO           (SORRIDENDO)Marcolino vi ha chiamato ma voi parlavate!… Parlavate… chissà

quante cose dovevate dirvi, che non potevate aiutare il vostro fratellino nei suoi compiti!

CARLETTO         (RIVOLGENDOSI A MARIO)Ha ragione papà… Marioforse è meglio (SEGNA CON LA MANO

D’USCIRE DALLA SALA)andare di là a vedere se Marcolino ha ancora bisogno di noi!

CARLETTO E MARIO ESCONO (zona 3). IN SCENA AL CENTRO RIMANGONO GUSTAVO E ANTONIO (zona 2).

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SCENA OTTAVA

Gustavo e Antonio

GUSTAVO           (SORPRESO)E tu, Antonio non vai con i tuoi fratelli?

ANTONIO             (SERIO)Dopo papà… prima vorrei parlarti… anzi già che la poltroncina è lì, sieditiche così riesco a parlarti bene!… Papà siediti!

GUSTAVO           (PREOCCUPATO, SI SIEDE)Che c’è figlio mio!… Hai difficoltà all’università? Dimmi tutto…tu sai che papà è qui pronto ad aiutarti!… Purché non sia questione di soldi… Papà è pronto ad ascoltarti!

ANTONIO             (SERIO)No papà, nessuna difficoltà all’università, solo che volevo parlare con te perspiegarti alcune cose!

GUSTAVO           (SORPRESO)Spiegarmi alcune cose?… A me?… Attento che io ho studiato alla “PierMaria Canevari!”… Quindi non c’è tanto da spiegarmi!*

ANTONIO             (SORRIDENDO)Vediamo!… Lo sai che cosa sono le lumache?

GUSTAVO           (SORPRESO)Le lumache?... Checosa sono?...Oh, questa è bella!… Sono animali chese non lavi bene l’insalata, se la pappano tutta loro!

ANTONIO             (SORRIDENDO)Sì questo lo so!… Non per niente studio veterinaria!… Ma tu lo sai chele lumache non riconoscono il loro sesso?

GUSTAVO           (SERIO)Aaaaah! Ecco! E io, perché tu studi veterinaria… io dovrei saperlo?

ANTONIO             (SERIO)No papà… però è sempre bene essere informati… chissà un domani troviuna lumaca in casa… e non sai di che sesso sia!

GUSTAVO           (SI ALZA DALLA POLTRONCINA) Ecco vorrei chiederti… con tanta ammirazione per la tuauniversità!… Dove può entrare una lumaca in casa… se noi abitiamo al terzo piano!… Prima che arrivi alla nostra porta…sarà morta di fame…la domanda che ti faccio… quanto c’impiegherà questa lumaca dal pian terreno a raggiungere casa nostra?*… Ma la mia domanda più importante… cosa viene a fare una lumaca in casa nostra?*

ANTONIO             (SORRIDENDO)Ma no, papà era solo un’introduzione al discorso sulle lumache… ladomanda che in verità ti volevo chiedere era: “Come puoi distinguere il sesso delle lumache… se neppure loro lo sanno?”

GUSTAVO           (PERPLESSO)Quindi, la domanda che mi fai è questa… se ho capito bene:“Se io trovouna lumaca in casa mia… come faccio a distinguere il sesso della lumaca”… Vero?

ANTONIO             (SORRIDENDO)Sì papà.

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GUSTAVO           (SERIO, GUARDA ANTONIO)E io dovrei distinguerlo?… Perché la lumaca non lo sa?…Vero?*

ANTONIO             (SORRIDENDO)Non lo sa.

GUSTAVO           (SERIO)Solo una?*

ANTONIO             (INSIEME AL PADRE)Sì papà.

GUSTAVO           (SERIO)Solo una!*

ANTONIO             (SORRIDENDO)Solo una.

GUSTAVO           (SERIO)Ma potrebbe essere insieme anche alla signora lumaca… La moglie!*… Eperché no… anche i lumachini… i figli… visto che la lumaca papà ha fatto una scalata fino al terzo piano, magari ha voluto portare tutta la famiglia in vacanza*.

ANTONIO             (SORRIDENTE)No!… No… solo una!

GUSTAVO           (SERIO E IMPAZIENTE)Io non ci capisco niente!... Perché proprio una lumaca devevenire qui in casa mia al terzo piano?*… Che se poi è sfortunata e per sbaglio dopo un anno… ma questa lumaca sa leggere?*

ANTONIO             (SERIO)No!… La lumaca non sa leggere!...Perché?

GUSTAVO           (SERIO)Pure una lumaca ignorante… vedi se fosse andata alla “Pier Maria

Canevari”… sarebbe salita sicuramente al terzo piano!*

ANTONIO             (SORPRESO)Perché?

GUSTAVO           (SERIO)Perchése per sbaglio si ferma nel pianerottolo del secondo piano… c’è lasignora napoletana… lei se la sarebbe mangiata!*

ANTONIO             (DISPIACIUTO)Oh papà!… Che cattiva la napoletana!… Mangiare quella poveracreatura?

GUSTAVO           (SERIO)Così la lumaca impara a non aver frequentato la “Pier Maria Canevari!”

ANTONIO             (SERIO)Ma che strana questa napoletana!

GUSTAVO           (SERIO) Èuna straniera!… Anche a lei devo dare l’indirizzo della “Pier MariaCanevari!”… Perché quando parla, non la capisco mai!

ANTONIO             (SERIO)Ma no! Intendevo dire che strana donna, mangiare una povera lumaca… manon ha cuore?

GUSTAVO           (SERIO)Ma sai, questi stranieri hanno costumi e usanze diverse da noi!… E mi farabbia!

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ANTONIO             (SERIO)Perché ti fa rabbia?

GUSTAVO           (SERIO)Perché la lumaca doveva salire qui al terzo piano, così avremmo mangiato

carne tutti insieme!(RIDENDO)

ANTONIO             (ARRABBIATO)Oh papà! Anche tu sei crudele!… Una volta un ragazzo ha rotto la

casetta a una lumaca… ma io l’ho raccolta… sono andato all’università e pezzettino per pezzettino… piano… piano… ho riparato tutta la casetta a quella povera lumaca!

GUSTAVO           (SERIO)Tu le hai riparato la casa?

ANTONIO             (FIERO)Sì, papà!

GUSTAVO           (SERIO)Pezzettino per pezzettino?

ANTONIO             (FIERO,  INSIEME AL PADRE)Sì, papà!

GUSTAVO           (SERIO)Alla lumaca… vero?

ANTONIO             (INSIEME AL PADRE)Sì, papà

GUSTAVO           (SORPRESO)Scusa,ma devo aver perso qualche pagina del copione!*

ANTONIO             (SORPRESO, SORRIDENDO)Perché?

GUSTAVO           (SERIO)Dopo tutte le rette dell’università che ho pagato… non ho ancora capito se tu

studi da veterinario oppure da architetto!*

ANTONIO             (SERIO)Oh papà dai, non giocare… io sto facendo un ragionamento serio! E

importante!

GUSTAVO           (SERIO)Ah! Se è importante e serio per te… tu parla che io ascolto e fammi pure la

tua domanda!*

ANTONIO             (SERIO)Se tu trovassi una lumaca in casa… sapresti dire alla lumaca di che sesso è,

poiché la lumaca non riesce a saperlo?

GUSTAVO           (MERAVIGLIATO)Se per te questo è un ragionamento serio!*… Figuriamoci la seconda

guerra mondiale!*

ANTONIO             (IMPLORANDO)Dai papà… è solo un esempio… rispondi alla mia domanda!

GUSTAVO           (SERIO)Ma non si può vedere in mezzo alle gambe?*

ANTONIO             (ARRABBIATO)Ma papà!…   Ti ho detto di essere serio!… Le lumache non hanno le

gambe… allora cosa diresti a questa povera lumaca?

GUSTAVO           (SERIO)Ma guarda un po’ se mi devo mettere a parlare con una lumaca!*

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Papà siediti… sono Gay© Cerutti Giovanni (ALCS)(ITA)


ANTONIO             (AGITATO)Ma papà sii serio!… Prima devi scoprire il sesso… come fai?

GUSTAVO           (SERIO E CONFUSO)Ma guarda un po’ cosa mi deve capitare… proprio a me… io sono

in pensione… potrei starmene tranquillo a leggermi il Corriere della sera… e invece devo rispondere… parlare e informare una lumaca… (RIVOLGENDOSI ADANTONIO) io la odio questa lumaca se la trovo in casa faccio un lumacaficio!… Lamangio VIVA!… Te lo prometto!… Questa lumaca la ODIO!*

ANTONIO             (AGITATO)Ma papà cerca d’essere più corretto e rispondi alla mia domanda!

GUSTAVO           (SERIO)Non lo so!… Se io vedo questa lumaca in casa cercherò di fermarla… ma se

poi… lei tenta la FUGA… riuscirò a RAGGIUNGERLA? (RIDENDO)

ANTONIO             (ARRABBIATO)Ma papà!… Ora basta… rispondi… hai trovato la lumaca… ora cosa

fai… cosa fai?

GUSTAVO           (SERIO, PENSA) Buongiorno signora lumaca… cosa fa in casa mia? Mi può dare la sua

carta D’IDENTITÀ!*

ANTONIO             (SORPRESO) Ma cosa dici! La carta d’identità!

GUSTAVO           (SERIO)Perché no!… Lì c’è scritto tutto… nome e cognome… indirizzo… la

nazionalità della lumaca, la data di nascita!*… Ma soprattutto l’informazione che vuole sapere la lumaca!*

ANTONIO             (INCURIOSITO)Cioè?

GUSTAVO           (SERIO)Il sesso!

ANTONIO             (SERIO)No papà le lumache non hanno carta d’identità e adesso cosa fai?...Cosa

gli dici?

GUSTAVO           (SORRIDENDO)Cosa gli dico?… Cosa gli dico,eh!… Cosa dovrei dire a una lumaca?

(PARLA TRA SÈ A VOCE ALTA)Ma non ci capisco più niente!(GUARDA VERSO IL PAVIMENTO)…Buongiorno, signora lumaca, posso darle del tu?… Sì? grazie, mi dispiace!… Sai, mi dispiace tanto per la fatica che hai fatto per venire qui al… (IMBARAZZATO) a trovarmi al terzo piano… ma se non ti dispiace… dovresti andare al municipio… sai quello in corso trino e farti la carta d’identità. (SCOPPIA A RIDERE).

ANTONIO             (AGITATO)Papà tu fai sempre il burlone!… Ma questa è una cosa seria!... Forse è

meglio che ti spieghi!

GUSTAVO           (SORRIDENDO)Sì… forse è meglio che mi spieghi tu!… Visto che io spendo un

mucchio di soldi… per farti studiare le lumache… cioè studiare all’università!

ANTONIO             (SERIO)Vedi le lumache sono ambosessi… come se dentro di loro avessero una

doppia sessualità, dipende dal giorno… oggi sono maschi e domani sono

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Papà siediti… sono Gay© Cerutti Giovanni (ALCS)(ITA)


femmine o più correttamente, sono di un altro sesso di quello che credono d’essere!

GUSTAVO           (MERAVIGLIATO,RIMANE IN SILENZIO)Ma sei sicuro di sentirti bene?... Io! non ci capisco piùniente… io non ho capito niente!…Hai mica un francobollo?

ANTONIO             (SORPRESO)Un francobollo?... Perché papà, in questo momento vuoi un francobollo?

GUSTAVO           (SORRIDENDO)Vedi nel Corriere della serac’è una rubrica!… Se scrivo a loro quelloche tu mi hai appena detto!… Forse pubblicano quello che tu mi hai detto con la risposta!*

ANTONIO             (ARRABBIATO)Ma papà io ti sto spiegando… io cerco di farti capire tutto su di me…comprendi?

GUSTAVO           (SERIO, QUASI DISPIACIUTO)Non t’arrabbiare!… Figlio mio… dimmi e insegnami di tutte lelumache che vuoi!… Io sono qui per ascoltarti… parla… parla con tranquillità!

ANTONIO             (TRANQUILLIZZATO)Oh!… Vedi papà le lumache sono animali che credono d’esseremaschi… ma dentro di sé sono donne!

GUSTAVO           (SERIO)Aaaaah! Sono come Carletto… (PARLA TRA DI SÈ) Carletto sarà mica figlio di unalumaca?... No… no… lui è supersonico!… No… no… è figlio di un marziano!

ANTONIO             (CON CORAGGIO)Bravo papà hai detto giusto!... Carletto… (EMOZIONATO)… è come me!

GUSTAVO           (SORRIDENDO)No… Carletto e tu non potete essere come una lumaca … voi quandoc’è da mangiare correte… e come correte!

ANTONIO             (SERIO)No papà!… Come una lumaca… no!... Ma come Carletto…sì!

GUSTAVO           (SERIO)Ma che c’entra Carletto con la lumaca?

ANTONIO             (SERIO)Papà siediti… (GUSTAVO SI SIEDE)sono gay!

GUSTAVO           (SORPRESO, CON IL DITO SEGNA ANTONIO)Tu!… anche tu sei allegro?... Cioèboliccio?

Come Carletto?

ANTONIO             (SERIO)Sì papà… vedi… è come se un’altra persona fosse intrappolata dentro il miocorpo… proprio come le lumache!

GUSTAVO           (SI ALZA)Il marziano (VA VERSO IL QUADRO DELLA MOGLIE, GLI FA CON LA TESTA UN INCHINO) il

marziano… ha colpito anche quella notte!

ANTONIO             (SORPRESO)Il marziano?... Ma papà… che c’entrano i marziani?

GUSTAVO           (SERIO)No, tu non puoi capire!… È una questione tra me...la tua povera mamma eun marziano!

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ANTONIO             (INCURIOSITO)Chi sarebbe il marziano?

GUSTAVO           (QUASI ARRABBIATO)Vorrei saperlo anch’io chi è… Almeno potrei chiedere gli alimenti.

ANTONIO             (SORPRESO)Papà,ora sono io che non ti capisco!

GUSTAVO           (SERIO)Vuoi mica che ti dia l’indirizzo della rubrica del Corriere della sera?

ANTONIO             (SERIO)Papà sempre burlone!… Anche in questi momenti… ma capisci che cosa tiho appena detto?

GUSTAVO           (SERIO)Penso d’aver capito giusto!… Anche tu sei come Carletto!… Anche a te nonpiace la donna!… Ma da chi avete preso? Certamente, non da me… ho fatto quattro figli… credo… a meno che…

ANTONIO             (INCURIOSITO)Ameno che?

GUSTAVO           (SERIO)Ameno che la notte!... Con i tuoni!... Non si è ripetuta per due volte!

ANTONIO             (SORPRESO)La notte con i tuoni?... Cosa stai dicendo papà?

GUSTAVO           (SERIO)No… mi veniva in mente che la tua povera mamma… aveva paura deitemporali ad eccezione di alcune notti di temporale… in quelle notti IO NON C’ENTRAVO!

ANTONIO             (SERIO)Papà tu pensi sempre alla mamma!… Pensa un po’ anche noi… ora che tusai!

GUSTAVO           (SERIO)Hai ragione devo pensare un po’ a voi!… Il problema è che in questomomento non so cosa fare!… Cosa devo fare?

ANTONIO             (SERIO)Papà,vorrei da te una conferma!

GUSTAVO           (SERIO)Che conferma?... Che?... Che?... Ma di che conferma stai parlando?

ANTONIO             (SERIO)Di me che sono gay!… Che le ragazze non mi attraggono!… Insomma misenti ancora come un tuo figlio?... Oppure preferisci non trovarti nello scandalo?

GUSTAVO           (SORPRESO)Scandalo?... Ma di che scandalo mi stai raccontando!*

ANTONIO             (SERIO)Scandalo di quando i vicini leggeranno sul giornale che io sono gay!

GUSTAVO           (AGITATO)Ma… ma… ma chi ti credi di essere!*…Gina Lollobrigida?... Che… che…credi!… Ma dimmi un po’…cosa credi… che il corriere della sera deve interessarsi a scrivere su di te?... Quando mai!... Con tutte le cose che succedono nel mondo… figurati se pagano un giornalista a scrivere su di te…(IMMAGINAL’ARTICOLO)…”Figlio di Gustavo diventa figlia!”… Ma a chi vuoi interessi la tuastoria!…

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ANTONIO             (SERIO)Allora non ti preoccupa lo scandalo!

GUSTAVO           (AGITATO)Mi preoccuperà… dopo che i politicanti si saranno preoccupati delloscandalo della mia misera pensione!*… Questo mi preoccupa … in questo preoccupante momento!*… Ho detto troppe preoccupazioni vero?*

ANTONIO             (SERIO E ANSIOSO)Forse sì!… Ma tu, tu mi consideri ancora tuo figlio?… oppure midevo sentire solo, senza padre?

GUSTAVO           (SERIO)Se ti chiedessi di non essere più gay!… Continueresti a essere mio figlio?…Rinunceresti a essere gay?*

ANTONIO             (SORPRESO)Papà essere o non essere…

GUSTAVO           (INTERROMPENDO)Questa è la questione!*

ANTONIO             (SERIO, SORPRESO)No, stavo dicendo che essere o non essere gay non è una scelta…è un fatto di… essere… e non si può essere differente… comprendi?

GUSTAVO           (SERIO)Questa volta… sei tu che hai messo troppi essere!*

ANTONIO             (SERIO)Vedi papà, io ti voglio tanto bene!… Ma se ti dicessi che non sarò più gay!…Sarebbe una bugia che un giorno ferirebbe il cuore!… Il tuo e il mio!… Quindi sei tu che devi decidere. Ti ripeto!… Puoi accettarmi così oppure non ho più un padre?

GUSTAVO           (SORRIDENDO)Ricordati che tu non hai solo un padre!*… Ma due padri!*… Me e ilmarziano!*… Ma solo io… ti proteggerò!*… Non per niente ero partigiano… lo sai?*

ANTONIO             (SORRIDENDO)Sì!Lo sa quasi tutta Genova… Per questo sono fiero di avere te comepadre.

ANTONIO ABBRACCIA IL PADRE E IN QUEL MOMENTO ENTRA MARCOLINO E CON STUPORE VEDE IL PADRE E IL FRATELLO CHE SI ABBRACCIANO.

SCENA NONA

Gustavo, Antonio e Marcolino

MARCOLINO     (SORRIDENDO)Cosa state facendo!… Ti vedo gli occhi lucidi!… Papà non è che stai

male?

GUSTAVO           (SORRIDENDO, PRENDE IL FAZZOLETTO E FA FINTA DI SOFFIARSI IL NASO)No! Mai stato cosi bene

come oggi!

MARCOLINO     (CURIOSO)Allora, perché Antonio ti abbracciava?

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(RIVOLGENDOSI A MARCOLINO)Andiamo a vedere cosa possiamo mangiare per merenda.

(PREOCCUPATO)Ecco bravi andate… andate a mangiare!*… Ma non troppo…ricordatevi… è solo la merenda… tra qualche ora… la cena!

ANTONIO E MARCOLINO ESCONO DI SCENA (zona 3) MENTRE GUSTAVO RIMASTO SOLO PARLA TRA SE E SE A VOCE ALTA.

SCENA DECIMA

Gustavo

Io non ci capisco più niente!… questi ragazzi vanno a scuola… e hanno fame… fanno i compiti… e hanno fame… devo scrivere al Capo del governo per abolire i compiti a casa… così mangiano di meno… per fortuna che non vanno alla scuola anche di sera!*… Se no, devo scrivere al Presidente della repubblica!...Per un aumento della pensione… (SI SIEDE SULLA POLTRONCINA) Chissà… con i soldi che non bastano mai!

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(SERIO)Papà, ho appena finito di fare i compiti!… E tu sai, quando uno fa i compiti…consuma il doppio delle energie!

(SERIO, PORTA LA SUA MANO SULLO STOMACO)Papà ho fame!

(SORRIDENDO)Bene, ora cosa volevi?

(SORRIDENDO)Sì papà, tutto fatto!… Mi hanno aiutato Carletto e Mario… e prima chetu me lo ricordi ho già messo tutto nella cartella, pronto per andare domattina a scuola!

(METTE IL FAZZOLETTO IN TASCA)Perché voleva chiarire un suo problema… risolto ilproblema!… Ci siamo detti delle frasi affettuose!

(SEMPRE PIÙ CURIOSO)Quale era il problema di Antonio?

(SORRIDENDO)Era un suo problema!… Tu sei ancora TROPPO piccolo percomprendere!

(SI RIVOLGE A ANTONIO)Mi dici di quale problema volevi chiarire con papà?

(SORRIDENDO, ACCAREZZA LA TESTA A MARCOLINO) Curiosone! Ha ragione papà, sei ancora

TROPPO piccolo per comprendere!

Papà siediti… sono Gay© Cerutti Giovanni (ALCS)(ITA)

GUSTAVO

MARCOLINO

GUSTAVO

MARCOLINO

ANTONIO

GUSTAVO             (RIVOLGENDOSI A MARCOLINO) Dimmi, hai finito i compiti?

MARCOLINO

GUSTAVO

MARCOLINO

GUSTAVO           (AGITATO) FAME!… Ma se hai appena mangiato!

MARCOLINO

ANTONIO

GUSTAVO

GUSTAVO


Papà siediti… sono Gay© Cerutti Giovanni (ALCS)(ITA)


SCENA UNDICESIMA

Gustavo e Mario

IN QUEL MOMENTO MARIO ENTRA DALLA PORTA (zona 3).

MARIO                    (VEDE IL PADRE SEDUTO) Ah, papà sei seduto?

GUSTAVO           (SORRIDENDO)No, IO non sono seduto!

MARIO                    (SORPRESO)Ma chedici papà io ti vedo seduto… io ti vedo!… Seduto!

GUSTAVO           (SORRIDENDO)No, tu vedi male!… Tuo papà è in piedi, ora sto camminando sul

soffitto!… Chi vedi seduto è Gustavo.

MARIO                    (RIDENDO)Ma sei il solito… volevo dire che sono contento di vederti seduto…anzi

seduto su quella poltroncina sembri più giovane…

GUSTAVO           (SERIO)Ahi… Ahi!… Quando fai complimenti sei in cerca disoldi!

MARIO                    (SORRIDENDO)Ma no papà! Niente soldi… va bene?... Solo stavo notando che tu

sembri più giovane quando sei seduto sulla poltroncina!

GUSTAVO           (SERIO)Ho già partecipato alla resistenza!… Ora mi sto riposando… in attesa della

prossima!… (MARIO SORRIDE) Piuttosto… visto che… aduli… aduli… cosa aduli… per che cosa?... Per che cosa?

MARIO                    (SORRIDENDO)Vedi papà hai mai sentito parlare di Roy e Silo?

GUSTAVO           (PENSANDO)No!… Però se mi dai un francobollo… scrivo alCorriere della sera… per

sapere chi sono.

MARIO                    (SORPRESO)Ma no papà!… Volevo solo sapere se li conoscevi!

GUSTAVO           (PENSIEROSO) Ripetimi il nome?

MARIO                    (SORRIDENDO)Roy e Silo.

GUSTAVO           (PENSIEROSO)Roy e Silvio!… Silvio ne conosco uno!… Ma è una persona

importante!*

MARIO                    (CHIARENDO)Ma no! Papà!… Non Silvio ma Silo!

GUSTAVO           (PENSANDO) No!… Non mi sembra di conoscerli!… Chi sono tuoi compagni

universitari?

MARIO                    (SERIO)Ma no papà, loro vivono in America!

GUSTAVO           (SORPRESO)Aaaaah! Ma allora sono i ricercatori del Tex-ass!

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MARIO                    (SORRIDENDO)No!… Papà… vivono a New York!

GUSTAVO           (SERIO)Se vivono a “niuiok”… allora io non li conosco!

MARIO                    (SERIO)Peccato.

GUSTAVO           (SERIO)Peccato?... Perché?... Io avrei dovuto conoscerli?... Dove abitano?

MARIO                    (SORRIDENDO)Nello zoo di New York!

GUSTAVO           (SORPRESO)Ma è così cara la vita in America?

MARIO                    (SORPRESO)Che cos’è che ti fa pensare che la vita è carain America?

GUSTAVO           (SERIO)Se i tuoi amici Ric e Roc vivono in uno zoo!… Vuol dire che sono senza

casa!

MARIO                    (SERIO)Papà si chiamano Roy e Silo… e la loro casa è nello zoo di New York!

GUSTAVO           (SERIO, SI ALZA DALLA POLTRONCINA)Aaaaah! In America puoi costruirti una casa nello

zoo?… Si vede che nello zoo non si paga l’Irpef!

MARIO                    (SOSPIRANDO)Ma papà la loro casa è stata costruita apposta per loro… pensa che

hanno anche la piscina!… E devi vedere come si tuffano!

GUSTAVO           (SERIO)Una piscina tutta per loro?

MARIO                    (SORRIDENDO)Sì…  prima la dividevano con un piccolo rinoceronte!

GUSTAVO SI BLOCCA DI COLPO E GUARDA FISSO MARIO.

MARIO                    (CONTINUANDO)Ma poi il rinoceronte era diventato troppo grosso e così Roy e Silo

erano in pericolo… hanno dovuto separarli, quindi ora la piscina è tutta per loro due.

GUSTAVO           (CURIOSO)Ma chi l’ha costruita?

MARIO                    (SORRIDENDO)Loro!

GUSTAVO           (SERIO)Aaaaah sì! E quanto tempo hanno impiegato a costruire quella piscina?

MARIO                    (PENSANDO)Credo neppure due mesi!

GUSTAVO           (INCURIOSITO)Wooh! Ma chi ha pagato?

MARIO                    (SORRIDENDO)Loro!

GUSTAVO           (SERIO)Loro chi?

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MARIO                    (SORRIDENDO)Ma il comune di New York, naturalmente!

GUSTAVO           (ARRABBIATO)Hai visto?*… Il comune di “niuiok” in due mesi ha fatto una piscina…

fatto e pagato!… Mentre qui il comune di Genova per pagare un funerale*… deve passare un secolo!

MARIO                    (SORPRESO)Ma che centra un funerale, con Roy e Silo?

GUSTAVO             (SERIO)No… era solo un pensiero politico… piuttosto che c’entrano questi tuoi strani

amici?

MARIO                    (SORPRESO)Perché strani?

GUSTAVO           (SERIO)Perché hanno come vicino di casa un rinoceronte!… Non mi sembra del

tutto normale!

MARIO                    (SCHERZOSO)Allora perché non li adottiamo?

GUSTAVO           (AGITATO)Ma sei pazzo!… Adottare!… Con quello che mangeranno!… Ho già tutti

voi da sfamare!

MARIO                    (SCHERZANDO)Facciamoli venire qui, per un paio di giorni!… Gli parli… e così vedi

anche come vivono felici!

GUSTAVO           (SERIO) Saranno felici… loro!… Ma io che devo mantenerli sarò sfeliciato… con

quello che mangeranno!

MARIO                    (SCHERZOSO)Ma papà mangiano solo pesce… e una volta al giorno… solamente.

GUSTAVO           (SERIO)Solo pesce!… E una volta al giorno!… Beh con un nasello al giorno me la

potrei cavare… no?… No… ma con quello che costa il pesce!

MARIO                    (QUASI RIDENDO)Ma non ti preoccupare per la spesa, viene rimborsata dal WWF.

GUSTAVO           (SORPRESO)Ah sì?...Il mangiare lo paga questo…FU FU F?

MARIO                    (SORRIDENDO)Sì!

GUSTAVO           (SORRIDENDO) Ah beh… se paga tutto questo “fu fu f”!Ma perché questo “fu fu f”, non

paga anche per voi?*

MARIO                    (SORRIDENDO)Perché il WWF serve per proteggere i più deboli!

GUSTAVO           (DISPIACIUTO)Certo che voi con quello che mangiate!*… Non si può dire che siete

deboli… no?… No… ma poi sai… quando sono qui bisogna accendere la luce*... avere una camera… dove li mettiamo a dormire? In camera vostra siete già in tre… ci sarebbe la cameretta di Marcolino!… ma bisogna vedere se Marcolino vuole altri due in più… nella sua cameretta.

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MARIO                    (DIVERTITO)Ma per la camera non c’è problema loro sono abituati a dormire nella

vasca… e rimarrebbero sempre lì nel bagno!… A loro piace molto giocare nell’acqua… tutto il giorno!

GUSTAVO           (SI BLOCCA E POI AGITATO)Nell’acqua?… Nell’acqua?…Con quello che costa                l’acqua

ma tu sei matto!… Tutto il giorno in casa!… Ma come arrivano li mando subito alla Pier Maria Canevari!…Nell’acqua!… Nell’acqua!

MARIO                    (SEMPRE PIÙ DIVERTITO)Ma papà… non possono andare a scuola… Roy e Silo sono

americani!

GUSTAVO           (ARRABBIATO)Ecco vedi… non parlano neppure l’Italiano!… Ma almeno parlano il

genovese?

MARIO                    (SORRIDENDO, DIVERTITO)No papà!

GUSTAVO           (ARRABBIATO)Ma Cristoforo Colombo non poteva insegnare a questi indigeni almeno

la lingua genovese?*

MARIO                    (SERIO)Papà devo dirti una cosa importante!

GUSTAVO           (IMPAURITO)Non è che hai già invitato i tuoi amici a stare qui da noi?... Se no li

mando subito dal convento dei frati… con una ciotola… anzi due!

MARIO                    (SERIO)Ma no papà ti voglio solo dire una cosa importante!… Quindi dimentica per

un momento Roy e Silo!… Così possiamo chiacchierare… con più calma!

GUSTAVO           (SERIO)Chiacchiere?… Chiacchiere!… Non è che magari, ora,          hanno… messo una

tassa anche sulle chiacchiere!*

MARIO                    (SORRIDENDO)No papà!... Nessuna tassa… solo che ti vorrei dire che… che…che…

GUSTAVO           (SERIO)Che!… Che!… Co… co…cosa! Sembri una gallina!

MARIO                    (SERIO)Papà hai detto giusto io sembro una gallina… papà siediti… (GUSTAVO SI SIEDE)

sono gay!

GUSTAVO           (AGITATO)Anche tu?… Anche tu!… (SI ALZA) Sei una gallina?… Cioè sei come i tuoi

fratelli?

MARIO                     (SORRIDENDO)Sì papà!… Anch’io sono come Carletto e Antonio… sei contento papà?

GUSTAVO           (AGITATO)Contento!… Contento… d’avere non una ma tre galline… in casa!

MARIO                    (CERCANDO DI TRANQUILIZZARE IL PADRE)Ma papà cosa dici!…Dovresti essere contento

che ti ho parlato prima di Roy e Silo!… Per spiegarti che anch’io sono come Carletto e Antonio!

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GUSTAVO           (SEMPRE AGITATO)Oh sì… sono contento!… Molto contento… meno male che mi hai

parlato di questi tuoi amici… così sono più tranquillo… anche loro sono gey vero?*

MARIO                    (SORRIDENDO)Oh sì papà, sono gay!… E felici!… Anzi felicissimi!

GUSTAVO           (SERIO)Ho un brutto presentimento!*

MARIO                    (PREOCCUPATO)Perché… papà… brutto presentimento!

GUSTAVO           (SERIO)Non è che anche tu senti un’altra persona imprigionata dentro il tuo corpo?*

MARIO                    (SERIO)Sì papà!… Si può dire così… ma perché?

GUSTAVO           (AGITATO)Il MARZIANO (MOSTRA 3 CON LE DITA) ecco il marziano!*… lo sapevo…

(CHINANDO LA TESTA SI PASSA LE DITA NEI CAPELLI E MOSTRA A MARIO) si notano… si notano?

MARIO                    (SORPRESO)Che cosa dovrei notare papà!… Il marziano?... Ma cosa dici papà!… Il

marziano?

GUSTAVO           (AGITATO) Lui, è lui!*… Venuto da Marte!*…CINQUE MILIONI ANNI LUCE!*

MARIO                    (SORPRESO)Ma papà cosa stai dicendo!… Non capisco quello che mi vuoi dire?

GUSTAVO           (AGITATO)… DIECIMILIONI ANNI LUCE!*Andata e ritorno!* Per venire sulla

terra!*… Genova!*… In casa mia!*

MARIO                    (SERIO)Ma papà non ti capisco!… Chi sulla terra… a Genova…in casa?

Spiegami?... Chi?

GUSTAVO           (AGITATO)Chi!… Chi… ma il tuo padre extraterrestre!*… Quello che approfittava di

tua madre!*… Con la scusa d’aver paura del temporale!

MARIO                    (CONFUSO)Papà mi stai confondendo!… Non capisco… Mio padre marziano?…

Papà… tu… solo tu… sei mio padre!

GUSTAVO           (AGITATO, IGNORANDO QUELLO CHE MARIO STAVA DICENDO) DIECI MILIONI ANNI LUCE!*…

Andata e ritorno!*… Ma chi gli ha dato i soldi per pagare il conto della luce!*…

Aveva preso casa mia per una CASA CHIUSA!… il signorino MARZIANO!* …

Viene giù sulla terra per divertirsi!… E viene a casa mia!

MARIO                    (PREOCCUPATO)Ma papà,mi sto domandando…

GUSTAVO           (AGITATO)Anche tu?... Anch’io mi sto domandando!… Perché*…con tante belle

donne*… ha scelto tua madre?*... (SI AVVICINA AL QUADRO GLI FA L’INCHINO) Non era poi

una bellissima donna!… Eppure i marziani li hanno sempre disegnati* con occhi grossi come due uova di Pasqua!*… Ma si capisce che non ci vedeva bene!*

MARIO                    (PREOCCUPATO)Ma papà… chi non ci vedeva bene?

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GUSTAVO           (AGITATO IGNORANDO ANCORA IL FIGLIO)Oh! Ma se l’avessi conosciuto prima gli avrei dato

l’indirizzo di un’oculista!*… Della mutua!*… Ma glielo avrei dato volentieri!*

MARIO                    (FA SEDERE IL PADRE)Basta, ora calmati!… So che la notizia che ti ho dato ti ha

sconvolto!… Ma devi capire che avevo un grande bisogno di dirtelo… anzi domani devo andare dall’estetista.

GUSTAVO           (SORPRESO)Perché, non sei contento di quello che compro?

MARIO                    (SERIO)Non si tratta di comprare!… Ma di pagare!… Costa molto caro!

GUSTAVO           (SERIO)Ma cosa dici… se vuoi vado io… a pagare… pur di vederti felice… a me non

mi fregano… vado io a pagare… dimmi quanto costa!*

MARIO                    (SORRIDE FELICE)Davvero?... Grazie papà mi fai veramente felice!

GUSTAVO           (CONTENTO)Cosa vuoi che sia… pur di vedere i miei figli felici… quanto costa, che

domattina ci penso io!*

MARIO                    (SERIO)Penso che sarà sui dieci milioni di lire!

GUSTAVO           (SALTANDO DALLA SEDIA, MERAVIGLIATO)Ma da che macellaio ti servi tu?*... Io con diecimila

lire compro un chilo di carne!*

MARIO                    (SORPRESO)Ma che dici, un estetista… non puoi chiamarlo macellaio!

GUSTAVO           (SORPRESO)Este…che?*

MARIO                    (SERIO)Estetista!… È un dottore specializzato in estetica!

GUSTAVO           (SORPRESO)Un dottore? Perché sei malato?... Non puoi usare il dottore della mutua?

MARIO                    (SERIO)Ma no papà io sto bene!… È il naso!

GUSTAVO           (PREOCCUPATO, GUARDA IL NASO DEL FIGLIO)Il naso?... Il naso sta male?

MARIO                    (SERIO)Ma no... papà, il naso sta bene… solo che è troppo grosso… così l’estetista

mi opererà per farmi un nasino a patatina… ora comprendi?

GUSTAVO           (SERIO)Aah!…Pensavo volessi una bistecca!… Invece vuoi cambiare il tuo naso!*…

Perché? Hai un bel nasone.

MARIO                    (DISPIACIUTO)Ma papà guarda… che nasone!

GUSTAVO           (GUARDA DI NUOVO IL NASO)Ma scusa a cosa serve il naso?*

MARIO                    (INCERTO)Beh...il naso serve per respirare!

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GUSTAVO           (SORRIDENDO)Vedi!… Vedi!… Più il naso è grosso e più respiri!*… E fino a quando

l’aria è gratuita ben venga un naso grosso!

MARIO                    (FA SEDERE IL PADRE)Papà lasciamo stare per il momento il mio naso… io ti ho detto

tutto di me!… Dei miei amici e del mio naso tutto… perché avevo bisogno di dirtelo!

GUSTAVO           (CALMO)Quello che mi fa rabbia è che io sono (FA IL SEGNO DELLE CORNA) ma non da un

terrestre!… E neppure da un extracomunitario!*… Bensì da un extraterrestre!… Capisci!*

MARIO                    (SERIO)No papà!… Malgrado ti conosca bene… non riesco a capirti... pensa sia io

che Carletto e Antonio, siamo felici d’essere gay!… Ma soprattutto di avertelo detto! … Così da oggi non dobbiamo più nasconderti che in realtà noi siamo ragazze!… E ne siamo felicissime!…

GUSTAVO           (SERIO)Ah sì… siete felici d’essere donne? Come dite voi… allegre!

MARIO                    (SORRIDENDO)Sì papà, io e i miei fratelli siamo allegri!…O meglio io e le mie sorelle

siamo allegre!… E da oggi saremo e ci sentiremo donne al cento per cento!

GUSTAVO           (SORRIDENDO)Ah! Ma allora mi darete tanti piccoli pargoletti!

MARIO                    (SERIO)No, quello ancora no!… Ma chissà, un domani!… Con la scienza!

GUSTAVO           (SERIO)Ma i tuoi amici… quei due americani… che hanno la casa con piscina nello

zoo… anche loro sono allegri?

MARIO                    (SORRIDENDO)Intendi dire Roy e Silo!… Sì sono gay e sono sicuro che sono felici!

GUSTAVO           (SERIO)Tu pensi che siano felici?

MARIO                    (SORRIDENDO) Èvero, noi pensiamo che siano felici!… Però nessuno ha mai chiesto

a Roy e Silo…se il loro, essere gay, li rendeva felici!

GUSTAVO           (SERIO)Perché nessuno lo ha mai chiesto?

MARIO                    (SORRIDENDO)Forse non è stato possibile comunicare con loro!

GUSTAVO           (SERIO)Ma anche loro non saranno per caso figli di un marziano?*

MARIO                    (SERIO)Papà, ancora con questa storia del marziano!

GUSTAVO           (SERIO)Ancora… e ancora… se non comunicano… vuol dire!(STA PER FARE IL GESTO

DELLE CORNA, MA POI CI RIPENSA) Forse, chissà, Cristoforo Colombo gli avrà insegnato ilgenovese!

MARIO                    (RIDENDO)Ma papà visto che tu parli il dialetto genovese!… Forse tu puoiprovare a

parlare con Roy e Silo!

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GUSTAVO           (SORRIDENDO)Ecco bravo!… Questa sì che è una buona idea!*… Parla tu con quelli

del servizio segreto!

MARIO                    (SERIO)Servizio segreto?

GUSTAVO           (SERIO)Sì quelli del “fu fu f”… Che paghino il biglietto aereo a questi tuoi amici…

così io parlo a loro in genovese… Hai capito?

MARIO                    (RIDENDO)Ma non possono viaggiare in aereo!

GUSTAVO           (SERIO)Ah! Soffrono il mal d’aereo?... Allora che viaggino con il vapore… cioè, oggi

la chiamate nave!

MARIO                    (RIDENDO)Ma papà nonpossano andare né in aereo… né in nave!

GUSTAVO           (SERIO)E come fanno a venire qui?*… Camminando sulle acque?*

MARIO                    (RIDENDO)Ma papà se devono venire qui possono viaggiare solo nelle gabbie e in

una stiva!

GUSTAVO           (AGITATO)Ma sei pazzo!… Ma che biglietti paga questo “fu fu f”… di quarta classe!…

Nelle gabbie?*… Neppure fossero animali!*

MARIO                    (RIDENDO)Ma papà Roy e Silo sono due animali!

GUSTAVO           (ALZANDOSI DALLA POLTRONCINA)Animali?… Tu mi volevi far parlare con due animali in

genovese? Vorresti dire che quel povero Cristoforo Colombo ha insegnato il genovese*… a degli animali… ma io… io… mi tocco per vedere se sono Gustavo oppure quello seduto nella poltrona!

MARIO                     (PRENDE IL PADRE PER IL BRACCIO RIDENDO)Ma papà!Roy e Silo sono due pinguini gay dello

zoo di New York!

GUSTAVO           (AGITATO)Lazzarone… ora capisco… la piscina… il rinoceronte… mi hai preso in

giro tutto questo tempo!… E io, secondo te dovrei chiedere… a due pinguini (IMITAIL PINGUINO CHE CAMMINA) se sono allegri d’essere allegri?

MARIO                    (RIDENDO)Ma papà stavo scherzando!…Comunque se vuoi parlare in genovese a

due pinguini, chissà, potrebbero risponderti! (CONTINUANDO A RIDERE)

SCENA DODICESIMA

Gustavo, Mario e Marcolino.

GUSTAVO CONTINUA A IMITARE I MOVIMENTI DEI PINGUINI MENTRE, MARCOLINO ENTRA (zona 3) VESTITO DA CALCIATORE CON UN PALLONE SOTTOBRACCIO E VEDE MARIO CHE RIDE DIVERTITO E IL PADRE CHE FA IL VERSO DEL PINGUINO. ANCHE MARCOLINO INIZIA A RIDERE.

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MARCOLINO     (RIDENDO)Ma papà perché cammini così?

GUSTAVO           (SORRIDENDO)Ah! Marcolino vedi il tuo povero papà…(SMETTE DI IMITARE IL PINGUINO) cosa

deve fare… deve parlare anche con dei pinguini dello zoo!

MARCOLINO     (DIVERTITO)Ma perché devi parlare con i pinguini?

GUSTAVO           (SERIO) Èuna storia troppo lunga!… Ma sonoamici di tuo fratello!

MARCOLINO     (INSISTENDO) Mario parla con i pinguini?... Dai papà raccontami tutta la storia!

GUSTAVO           (SERIO)No ora no!… Sei ancora TROPPO piccolo per comprendere!

MARCOLINO     (RIVOLGENDOSI AL FRATELLO)Dai Mario, raccontami tu di questi tuoi amici!

MARIO                    (SERIO)Sono d’accordo con papà!…Tu sei ancora TROPPO piccolo percomprendere… quando sarai più grande, allora comprenderai!

MARCOLINO       (DISPIACIUTO)Uffa!… Sempre così!… Sempre… io sono sempre piccolo percomprendere… ormai sono alto più di un metro… quindi non sono più piccolo!

GUSTAVO           (SERIO,  PARLANDO A MARCOLINO)Sì è vero!… Sei più alto d’un pinguino (GUARDA IL PUBBLICO)

escluso alcuni dei nostri parlamentari, vero?...(I FIGLI SORRIDONO) Ma è il numero degli anni che ti fa grande!… Noto che sei già vestito da Cassano...ti vai a allenare?

MARCOLINO     (SORRIDENDO)Sì papà, gli amici mi aspettano per la partita!

GUSTAVO           (SERIO)Hai tutto pronto per la scuola per domani?

MARCOLINO     (ALLEGRO, PRONTO PER USCIRE DALLA PORTA (ZONA 1)) Sì tutto pronto, ho fatto anche la

merendina!… Ora posso andare?

GUSTAVO           (SORRIDENDO)Vai… vai… e segna! (PARLANDO CON MARIO) Merendina*…come minimodieci panini e la chiama merendina!

MARCOLINO     (APRE LA PORTA)A proposito, papà, quando verrete a vedermi giocare… tutti i parentie fratelli dei miei amici sono lì!... Perché non venite anche voi?

GUSTAVO           (SORRIDENDO)Oggi non posso perché… perché devo parlare… con gli amici di tuofratello… ma ti prometto che veniamo la prossima volta… veniamo tutti, anche i pinguini a fare il tifo per te!

MARCOLINO     (SERIO)Sì,promesse da partigiano!

GUSTAVO           (SERIO)Ma come ti permetti!… Promesse da partigiano… io ti prometto sulla testadegli amici di Mario!

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MARCOLINO     (USCENDO)Va bene! Accetto la promessa! (CHIUDE LA PORTA)

SCENA TREDICESIMA

Gustavo e Mario

MARIO                    (SERIO)Ma che fratello vivace!… Lui, per il calcio… è una sua passione!

GUSTAVO           (SERIO)Ma,a dire la verità è l’unico che non mi dà pensiero… a parte le spese per

le scarpe che consuma giocando al pallone!*… Ma, quello che mi preoccupa di più, tutte quelle energie che consuma!*

MARIO                    (SERIO)Ma guarda che per un giovane è bene fare dello sport… è anche bene che

consumi energia!

GUSTAVO           (SERIO)Tu sembri la povera mamma!… Tutto è bene… però… consumata

l’energia… occorre poi rimpiazzare con altro consumo!*

MARIO                    (SERIO)Rimpiazzare con un altro consumo?… Cosa intendi dire papà!

GUSTAVO           (SERIO)Che lui va a consumare energia*… poi viene a casa eper recuperare

l’energia persa sul campo da pallone!*… Mangia come un bisonte!*…

MARIO                    (SERIO)Ma dai papà… quell’energia persa è tutta salute!

GUSTAVO           (SERIO)Sarà tutta salute per Marcolino! Ma per il mio portafoglio è una malattia

cronica!*

MARIO                    (SERIO)Ma per un piatto di minestra!... Cosa vuoi che sia!

GUSTAVO           (SERIO)Per un piatto di minestra?*… E il bisonte che si mangia dopo?*...

Accompagnato da un chilo di pane?*... Almeno mangiasse una volta, una volta sola come… i tuoi amici americani!… Ma Marcolino in un giorno*… mangia quasi per un mese!

MARIO                     (SORRIDENDO)Ma almeno sta bene e in buona salute… è un fratello forte e robusto!...

Anzi direi che… forse dovremmo considerarlo “ragazzo” e non più un bambino!

GUSTAVO           (SORRIDENDO, MALINCONICO)L’unica gioia è di chiamarlo il “mio bambino” e vorresti già

farlo diventare uomo?... No!… No… è il mio bambino e basta!

MARIO                    (SORRIDENDO)Non ti sembra d’essere un po’ egoista!… Te lo vuoi tenere bambino

solo per te?… Come se fosse il tuo giocattolo!… Guarda che Marcolino… è cresciuto e un giorno te ne accorgerai!… Solo dopo che ne avrà combinato una grossa… vedrai… tu continua a giocare!

GUSTAVO           (TRISTE)Hai ragione tu!… Sono egoista!*… Ma è ancora quello che si siede sulle

mie ginocchia alla sera… e poi non si addormenta fino a che io non gli ho dato un bacino sulla fronte… e sarà giocare... ma quando alla sera gli alzo le coperte per

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coprirlo bene, perché non prenda freddo*…io non vedo solo il mio bambino, ma

vedo un angioletto!… E fino che ci sarà questo angioletto… ebbene sì!*…Sì, è il

mio bambino!… E guai a chi dice diversamente!*

MARIO                    (COMMOSSO PRENDE IL PADRE PER IL BRACCIO)Hai ragione!… Papà, hai ragione!… Nessuno

deve toccare il nostro FRATELLINO!… E noi gli saremo sempre vicini!...

Vero?...(GUSTAVO ANNUISCE)

SCENA QUATTORDICESIMA

Gustavo,Mario e Antonio

ANTONIO             (ENTRA (zona 3))Papà, posso interromperti per un attimo?

GUSTAVO           (QUASI SORRIDENDO)Certo Antonio,dimmi!

ANTONIO             (SERIO)Volevo chiedere per la spesa… di stasera ci vai tu oppure andiamo noi?

GUSTAVO             (SERIO)No!… No… a fare la spesa ci vado io... che voi spendete troppo… io compro

solo se mi fanno lo sconto… dove voi spendete dieci io pago cinque… piuttosto fatemi… la lista della spesa!

MARIO E ANTONIO MUOVONO LA TESTA PER CONFERMA, MENTRE ESCONO (zona 3).

SCENA QUINDICESIMA

Gustavo

GUSTAVO VA VERSO IL QUADRO DI SUA MOGLIE, DOPO INIZIA A PARLARE AL QUADRO.

GUSTAVO           Hai visto!… Hai visto! … E stasera dirò anche il rosario!… Prima tu mi hai fatto

(GESTO DI CORNA) con un marziano e poi io dico il rosario!… Un rosario detto da un (GESTO DI CORNA)… ma guarda che figli che mi ha lasciato!… Hai visto… Hai visto!…La tua unione con il marziano?... Che figli!… Uno bongo… bongo la scimmia!… L’altro la lumaca… e pretendeva che parlassi con una lumaca!… Come si può parlare con una lumaca? Ah sì, le lumache hanno le antenne!… Puoi comunicare… attraverso le antenne… ma io le antenne non ce le ho!… Ho solo un paio di…(GESTO DI CORNA) però non credo che riuscirò a comunicare… e poi anche l’altro!… Voleva addirittura che parlassi con i suoi amici Roy e Silvio!… Ma come si può avere dei pinguini come amici!… Come si fa, credimi!... Se prendo il tuo amico marziano… gli faccio pagare gli alimenti!*... Chissà se i marziani diranno il rosario!… (SI VA A SEDERE SULLA POLTRONCINA)Scusami di questo sfogo… ma

tu sei l’unica che in questo momento non mi rispondi… per fortuna!*…(DOPO GUARDAPER TERRA) Chissà se è arrivata la lumaca.

CALA IL SIPARIO

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FINE SECONDO ATTO

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SIPARIO SU

Scenario: lo stesso

Periodo: sera.

ATTO TERZO

SCENA PRIMA

Gustavo

INIZIO A SCENA VUOTA, SI SENTE UN RUMORE DI CHIAVI E GLI SCATTI DELLA SERRATURA DALLA PORTA PRINCIPALE (zona 1), ENTRA GUSTAVO CON LA BORSA DELLA SPESA. CHIUDE LA PORTA E VA VERSO IL

TAVOLO (zona 3), APPOGGIA LA BORSA SUL TAVOLO. VA AD APPENDERE IL CAPPOTTO ALL’ATTACCAPANNI E CAMBIA IL CAPPELLO CON LA BERRETTA 24.

GUSTAVO           (GRIDANDO) Ragazzi sono arrivato con i viveri…così anche per stasera non morirete

di fame… forza ragazzi venite a prendere la spesa… guardate quanta roba che vi ho portato!… Ma che prezzi… ma che prezzi!<… Quanto ho speso!<… Se continuano a aumentare i prezzi… Dovrò andare al Quirinale!*… Dovrò andare al colle… al colle!*… A… a… chiedere un piatto di minestra!

SCENA SECONDA

Gustavo, Mario, Antonio e Carletto

ENTRANO UNO A UNO I RAGAZZI, INDOSSANDO ABITI FEMMINILI SALUTANDO IL PADRE CON UN “CIAO PAPÀ” PRONUNCIATO MOLTO FEMMINILMENTE, TUTTI E TRE SI METTONO IN POSA DIETRO IL TAVOLO PRIMA DELLE SEDIE(zona3) GUSTAVO FA UN’ESPRESSIONE DI SORPRESA.

GUSTAVO           (SI RIPRENDE)Ma che… Che cos’è, carnevale?

MARIO                    (CON MOVIMENTO MOLTO FEMMINILE)Ma papà questo pomeriggio io e i miei fratelli… o

meglio… io e le mie sorelle ti avevamo spiegato che noi ci sentivamo donne… anzi piccole donne… spero che tu non abbia cambiato idea!

GUSTAVO           (SORPRESO)Idea… idea?… Ma di che idea stai parlando… ma da dove viene questa

idea?

MARIO                    (SORRIDENDO)Ma papà… spero che non ti sarai già dimenticato dei miei amicigay

Roy e Silo!

GUSTAVO           (SERIO)Come potrei dimenticarmi di Silvio… nessuno (RIVOLGENDOSI AL PUBBLICO) potrà

mai dimenticare Silvio!

MARIO                    (SERIO) Silo papà… Silo e non Silvio… io non conosco nessun Silvio Gay.

GUSTAVO           (SERIO)Ah sì, Silo… strano, tu non conosci nessun Silvio Gey? A me sembra di

ricordarmi di un Silvio!… Però il cognome Gey non mi dice niente!

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MARIO                    (SORRIDENDO)Ma papà Roy e Silo sono i miei due amici pinguini!

GUSTAVO           (RICORDANDOSI)Aaaaah! Sì, ora mi ricordo dei tuoi amici pinguini… ma si vestono

così?... Già quando camminano sembrano dei pinguini, in più metteteci i vestiti come i vostri… faranno ridere tutto il mondo!

MARIO                    (SERIO) Oh! Papà oramai ti abbiamo già spiegato… ed eccoci qua pronti per

uscire… sperando che nessuno dei vicini ci riconosca!

GUSTAVO           (RIDENDO)Speriamo soprattutto che non vi riconoscano… gli accalappiacani!… Se

no devo venire a riscattarvi al canile municipale.

ANTONIO             (ARRABBIATO)No… papà, non è giusto che ci critichi così!… Dopo tutto ci siamo

aperti con te!...Proprio perché la gente non mormorasse alle nostre spalle… e ora siamo qui davanti a te con semplicità… così ci puoi vedere in tutto il nostro splendore!

GUSTAVO           (SERIO)Avete ragione!… Ma sapete io non sono molto abituato a tutto questo

splendore intorno a me (CERCANDO CON LE MANI NELLE SUE VARIE TASCHE)… chissà dove li

ho messi (CONTINUA A CERCARE) chissà qui… no… qui nemmeno!

ANTONIO             (SERIO)Ma cosa stai cercando papà?

GUSTAVO           (CONTINUANDO A CERCARE)Sto cercando… cercando… gli occhiali da sole!… Sai con

tutto questo splendore!… Rimango accecato!

ANTONIO             (SORRIDENDO)Ohpapà, sei il solito burlone... guardaci… guardaci vedi come siamo

ben vestite… eleganti… con abiti tutti firmati.

GUSTAVO           (AVVICINANDOSI A CARLETTO)Ah sì,i vestiti!… Sono belli!… E tutti firmati!… Vero?*... Per

esempio, questo sembra di Giacomino!… È firmato da Giacomino?*

CARLETTO         (SERIO)Ma papà, che c’entra il signor Giacomino?

GUSTAVO             (SERIO)Questo vestito… a me sembra la stessa stoffa delle tende della sua cucina!*

CARLETTO         (ARRABIATRO)Ma papà questo è un vestito firmato Carriato!… Uno dei piùimportanti

stilisti del momento.

GUSTAVO           (MERAVIGLIATO)Ah sì?… Questo Carristo, ti ha fatto questo vestito?*

CARLETTO         (SERIO)Ma no papà… è firmato Carriato!… E l’ha fatto solo per me!… Solo per me!

GUSTAVO           (SERIO)Dunque… questo Carr… armato… và bè… come dici tu… ma non aveva

altro da fare che farti un vestito del genere?*… Non so, tipo custodire dei polli?... Galline o galli?… Insomma lavorare in una fattoria?*

CARLETTO         (SORRIDE)Sei geloso… vero papà!… Vorresti averne uno anche tu!… Vero?

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GUSTAVO

(SORRIDE)Oooh!… Certo, chissà se potrà farmi dei pantaloni alla zuava… con la

stoffa che è avanzata!*… È un colore che mi piace… è una bella stoffa!*… Devo

fare i complimenti a Giacomino!

CARLETTO

(SERIO)Papà!… Guarda lascia fuori dai nostri discorsi ilsignor Giacomino!

GUSTAVO

(SERIO)Lo devo lasciar fuori?

CARLETTO

(DECISO)Sì!

GUSTAVO

(SERIO)Va bene!… Quando domani torna a trovarci gli dirò d’entrare… ma di

lasciare fuori i suoi discorsi!*… Ma… non ci capisco più niente… e ammettiamo

che Giacomo lasci

a

i suoi discorsi fuori… chi ci dice che qualcuno non li rubi*?

CARLETTO

(ARRABBIATO)Ma papà era una frase già composta!

GUSTAVO

(SERIO)Aaaaah! Ora comprendo tutta la frutta nel tuo vestito?

CARLETTO

(SERIO)Ma che c’entra la frutta del miovestito, papà?

GUSTAVO

(SERIO,GUARDA IL VESTITO)No… non ci sono!

CARLETTO

(SERIO)Cosa non ci sono?

GUSTAVO

(SERIO)Le prugne… a me piacciono le prugne!*

CARLETTO

(SORPRESO)Papà, le prugne?... Ma che c’entrano ora le prugne?

GUSTAVO

(SORRIDENDO)Sì… a me piace molto la composta di prugne!… Quelladifrase… mi fa

venire il mal di pancia… invece la composta di prugne mi libera la pancia!

CARLETTO

(SBRUFFANDO)Basta papà!… Ora basta!… Questo è un bellissimo vestito… firmato

dal più grande stilista del mondo, Carriato… e costa moltissimo.

GUSTAVO

(INORRIDITO)Costato… Costato!... Ah!… Ma io non pago niente!*… Voglio parlare

chiaro… Io… io non pago niente!… E poi io non conosco neppure questo carro

armato!*… Che vada a sparare sulla croce rossa, invece che a un povero

pensionato!*

CARLETTO

(CALMANDO IL PADRE)Ma papà tu non devi pagare niente! Chi l’ha pagato è il mio

pesciolino dolce!

GUSTAVO

(SORPRESO)Aaaaah! Meno male!*… Che… chi?… Chi è che paga? piscialino

dolce?*

CARLETTO

(SORRIDENDO)Ilmio pesciolino dolce!… Cioè il mio ragazzo.

GUSTAVO

(SORRIDENDO)Aaaaah! Ma tu hai già il ragazzo?*

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CARLETTO         (SORRIDENDO)Sì papà.

GUSTAVO           (SERIO)Ma allora me lo devi far conoscere!

CARLETTO         (SORRIDE)Oh sì papà!… Anche lui voleva conoscerti!... Pensa ogni giorno mi

chiedeva “Candy, quando mi presenterai tuo padre?”

GUSTAVO           (CONFUSO)Ma chi è questa Candy?*

CARLETTO         (SORRIDENDO)Ma papà… Candy sono io!… Anzi d’ora in poi per tutti sono Candy!

GUSTAVO           (SERIO)Candy?... Il tuo ragazzo ti chiama Candy, vero?

CANDY                  (SORRIDENDO)Sì papà… mi chiama Candy… piace anche a te vero?

GUSTAVO           (SERIO)Sì mi piace… ma dimmi…questo tuo ragazzo allora ti ha trovato anche il

lavoro?

CANDY                  (SORPRESA)Il lavoro?... Ma che dici papà!

GUSTAVO             (SORRIDENDO)Se ti chiama Candy vuol dire che ti ha trovato lavoro come lavandaia!*

CANDY                  (ARRABBIATA)Papà, sei incorreggibile.

GUSTAVO           (SORRIDENDO, SI RIVOLGE A MARIO)E tu che nome ti sei dato?

MARIO                    (SORRIDENDO)Il mio ragazzo ha detto che il nome più bello era Rosamunda!

GUSTAVO           (SORRIDENDO)Il tuo ragazzo ha ragione!… Pure io da giovane conoscevo… una

ragazza che si chiamava Rosamunda!...E che ragazza!*

ROSAMUNDA  (SERIA)E quando hai conosciuto questa Rosamunda?

GUSTAVO           (SERIO)Ero nei partigiani… pensate… quando è arrivata questa Rosamunda…

(SOSPIRA)che bei tempi!*

ROSAMUNDA  (SERIA)Ma papà!… Che bei tempi?… C’era la guerra!

GUSTAVO           (SERIO, RICORDANDOSI)E già!… C’era la guerra!… (TRISTE)… E già!… C’era la fame!…

(SORRIDENDO)Ma c’era anche Rosamunda!*… Che donna!… Che donna!*

ROSAMUNDA  (SERIA)E la mamma?

GUSTAVO           (SORRIDENDO)E la mamma… l’ho conosciuta alla fine della guerra!... (GUARDA IL

QUADRO)L’ho conosciuta prima del marziano!*

ANTONIO             (SORRIDENDO)Ma questa Rosamunda che fine ha fatto?

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GUSTAVO             (SERIO, RICORDANDO)Chissà dove sarà ora?... Pensate che lei passava dai controlli deitedeschi con due borse piene di bombe a mano!… Ma i tedeschi guardavano altre due bombe a mano!*… Tanto che alla fine della guerra Rosamunda passò dalla parte dell’ex nemico!… Si sposò con un generale tedesco!… Uno pieno di soldi!*

ANTONIO             (SORRIDENDO)E vissero felici e contenti!

GUSTAVO           (SERIO) Lei sì…Rosamunda visse felice, contenta!… E piena di soldi!

ANTONIO             (INCURIOSITO)E il ricco generale tedesco?

GUSTAVO           (SERIO)Dopo due giorni dal matrimonio fu fucilato!… Hai visto la bombinaia?…Furba… parlando come voi… è diventata una “vedova molto gey”!… Una vedova molto allegra!*

ROSAMUNDA  (SERIA)Eh sì,NOI DONNE!… Ne sappiamo una più del diavolo!… Piuttosto non haiancora detto niente del mio vestito… ti piace tutto blu… romantico vero?

GUSTAVO           (GUARDA IL VESTITO)Mah… tutto blu, sembri più…una vedova gey!

ROSAMUNDA  (SERIA)Ma papà questo è un vestito firmato da un genovese! Il signor Giovincello…o meglio lui si fa chiamare signor Ragazzino.

GUSTAVO           (SORRIDENDO)Mi compiaccio con te per la scelta di un genovese!… Per fortuna chequel vestito è fatto da un genovese!… non dovrebbe costare tanto (PREOCCUPATO) ma come farò a pagarlo?... Con la pensione che prendo non mi rimane molto per pagare un vestito di quel genere!*

ROSAMUNDA  (SORRIDENDO)Ma papà è già tutto pagato!… È un regalo del mio ragazzo!... E mi haportato anche questo cappello che indossava la contessa Orietta quando è andata ad Ascot!… Frequentato anche dalla Regina Elisabetta!

GUSTAVO           (GUARDA IL CAPELLO)Aaaaaah! Questa berrettala portava l’ochetta!… Sì, ti donamolto!*

ROSAMUNDA  (SERIA)No papà… stai confondendo il nome come tuo solito!… Questo è uncappello per signora e non una berretta!… L’indossava una contessa, la contessa Orietta… proprio in presenza della Regina d’Inghilterra!

GUSTAVO           (SERIO)Quindi un cappello di seconda mano!… Anzi di seconda testa!*…

ROSAMUNDA  (SORRIDE) Ma no papà!… Èun cappello simile a quello che portava la Contessa adAscot.

GUSTAVO           (PREOCCUPATO)Chissà!… Se scotta così tanto… vuol dire che l’ha rubato!*

ROSAMUNDA    (SORPRESA)Ma che dici papà… il mio ragazzo è un ragazzo onesto!… La contessaOrietta è andata ad Ascot… e il cappello che portava era molto costoso!

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GUSTAVO           (SERIO)Ah! Hocapito, l’aveva “a scot”… vuol dire che costava cosìtanto che chi ha

pagato per quel cappello si è scottato?*

ROSAMUNDA  (RIDENDO)Ah! Ora capisco!… Ma no papà Ascot è un paese, dove i regnanti inglesi

s’incontrano con gli amici per vedere le corse dei cavalli!

GUSTAVO           (SORPRESO)Aaaaah! Ora comprendo!…Quindi questa contessa aveva una berretta

come questa “a scot”!

ROSAMUNDA  (SORRIDENDO)Tutte le signore ad Ascot in quel giorno si mettono un cappello… e checappelli!… Fanno la gara a chi ha il cappello più originale!

GUSTAVO           (SERIO)Tutte le signore fanno la gara!… Avevo capito che erano i cavalli a fare lagara!*

ROSAMUNDA  (SORRIDE)Ma sì papà, i cavalli corrono!… Ma anche le signore hanno i loro momentidi notorietà… grazie al cappello che portano!

GUSTAVO           (SERIO)Ma queste persone che portano questi cappelli… cosa dicono?...Ma icavalli… non dicono niente?*

ROSAMUNDA  (SERIA)Ma cosa vuoi che dicano!… Loro devono pensare a vincere la gara!

GUSTAVO (SERIO)Beh, non sarà poi tanto difficile per quei cavalli correre veloci! (RIDENDO). ROSAMUNDA (SORPRESA)Perché?

GUSTAVO           (SERIO)Dopo lo spavento di quel cappello!… I cavalli corrono più del vento!*

ROSAMUNDA  (SERIA)Oh! Ma papà!… Non puoi stare un momento serio?... Questo è un vestitoche il mio Balilla mi ha regalato!

GUSTAVO           (SORPRESO)Il tuo Balilla? Ma quanti anni ha? I Balilla c’erano durante la prima guerramondiale!… Forse è amico di Giacomino?*

ROSAMUNDA (STANCA)Ma papà, lasciamo fuori Giacomo!… Balilla è il soprannome che ho dato io, perché mi ha regalato il vestito dello stilista genovese!

GUSTAVO           (SERIO)Sì lasciamo fuoriGiacomino!… (SORPRESO) Sarà!… Ma ogni minuto chepassa, Non ci capisco più niente!*…(POI SI RIVOLGE VERSO ANTONIO)E tu il ragazzo ce l’hai?

ANTONIO             (SERIO)(ALLEGRO)Certo papà… è bello e bravo… soprattutto mi vuole tanto… tantobene!

GUSTAVO           (ANCHE LUI ALLEGRO)Meno male che è bello e bravo così tu sei felice… anche a te iltuo ragazzo ha regalato questo… per così dire vestito?*

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ANTONIO             (ALLEGRO)Sì papà!… Anche lui mi ha regalato questo vestito… ti… piace?… Mapurtroppo non è firmato!

GUSTAVO           (ALLEGRO)Ah beh!...Se non è firmato, lo firmo io!… Va bene?*

ANTONIO             (ALLEGRO)Ma che burlone che sei papà… lui mi ha regalato questo vestito perché ame piaceva molto!… Specialmente la camicetta!

GUSTAVO           (ALLEGRO)Sì,anchea me piace la tua camicetta!… Peccato che manca la partebassa del vestito!… Come mai?… La sta comprando a fascicoli?*

ANTONIO             (ALLEGRO)Ma che burlone che sei papà!… Il vestito è tutto qui!

GUSTAVO           (ALLEGRO)Eh sì… che burlone che è papà… ma era finita la stoffa?

ANTONIO             (ALLEGRO)Ma no papà, questa è una minigonna!

GUSTAVO           (ALLEGRO)Per essere mini… è … mini-mini… che più mini di così non si può… anzi

ora che hanno messo il filo… quando metteranno la mini stoffa?*

ANTONIO             (ALLEGRO, RIDENDO)Ooh! Papà si nota che tu non capisci niente di moda…quandoPoppo mi ha regalato questo vestito… mi ha detto: “Oh! Lillì voglio, sempre vederti con questo vestito”.

GUSTAVO           (SERIO) Poppo?... Chi è questo Poppo?*

ANTONIO             (ALLEGRO)Ma è il diminutivo del mio ragazzo… si chiama Giuseppe… per nonchiamarlo Giuseppino, Peppino oppure Pippino… ho preferito chiamarlo Poppo!

GUSTAVO           (SORRIDENDO)Meno male che ti sei fermato lì!... Se diminuivi ancora un po’ lochiamavi pipì… oppure… popò!… Bene ora che mi avete detto che tutto è pagato

…e io non devo pagare niente … riprendiamo a parlare del tuo elegante vestito… questo popò… cioè Poppo… ha detto che è contento di vederti con quel vestito… vero?

ANTONIO             (SORRIDENDO)Sì… sì… papà lui, prima, non voleva comprarmelo!

GUSTAVO           (SORRIDENDO)Forse c’era troppa stoffa?

ANTONIO             (ALLEGRO) Ma no!… Lui pensava che non mi stesse bene… ma poi quando mi havisto con questo vestito è rimasto bloccato!

GUSTAVO           (SERIO)Puoi dire scioccato… paralizzato!*

ANTONIO             (ALLEGRO)Ma no!… Bloccato dalla bellezza di questo vestito!… E Poppo, scandendole parole, mi disse: “Ooooh!…Lillì ti voglio vedere sempre così”

GUSTAVO           (SORRIDENDO)Anche poeta il Poppo!*... Sembra più una tragedia greco-romana cheuna commedia genovese!*… Ma chi… chi è questa Lillì?

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ANTONIO             (ALLEGRO)Ma Lillì, con l’accento sulla i sono io!… Io… il mio nome è Lillì(INSIEME ALLE

ALTRE SORELLE) con l’accento sulla i!

GUSTAVO           (PREOCCUPATO, PORTA LE MANI ALLA TESTA) Mamma mia!… Quanti personaggi ci sono in

questa commedia!… Io non mi ricordo più niente… ma questa è proprio una

tragedia, greco romana, non una commedia!… Aspettate ragazzi che faccio

l’appello*… come si faceva alla “Pier Maria Canevari”!*

CANDY                  (SORRIDENDO)Papà ti ricordi di me?… Il mio nome è Candy.

GUSTAVO           (SERIO)Sì… tu sei la lavandaia!

CANDY                  (SORPRESA)Ma papà, il mio ragazzo non mi farebbe mai lavorare!

GUSTAVO           (MERAVIGLIATO)E cosa fa il tuoragazzo… è un capitalista?

CANDY                  (SORRIDENDO)No lui è il figlio del panettiere qui sotto… pensa poverino, alle cinque

del mattino sta già lavorando per aiutare il padre a fare il pane… e poi va all’università!

GUSTAVO           (MERAVIGLIATO)Ah, sì…poverino… luiè il figlio del panettiere?... Ma ti vuole

veramente bene?*

CANDY                  (SORRIDENDO)Oh, sì,papà è innamorato di me… e più volte mi ha sussurrato parole

d’amore!… E più volte mi ha detto... ti amo… ti amo… ti amo!

GUSTAVO           (SERIO)Va bene… va bene!*…Ecco …  abbiamo capito che ti ama!… Però io vorrei

conoscerlo per sapere le sue intenzioni!

CANDY                  (SORRIDENDO)Grazie papà, dirò al mio pesciolino dolce che tu lo vuoi conoscere!

GUSTAVO           (SERIO)Sì, più che incontrarlo… vorrei una prova del suo amore verso di te… un

segno!*… Ecco da domani mattina deve portarci un chilo di pane… gratis naturalmente!*… In segno del suo amore per te!*

CANDY                  (SERIA)Ma papà, un chilo ogni mattina?… Mi sembra un po’ troppo.

GUSTAVO           (SERIO)Ma se lui ti vuole bene… anzi vediamo… quanto bene ti vuole!*...Invece di

un chilo sarà meglio un chilo e mezzo!… Cosa vuoi … Marcolino mangia tanto pane!*

CANDY                  (SERIA)Ma papà non posso chiedere al mio pesciolino dolce una tale richiesta!

GUSTAVO           (SERIO)Vedremo quanto amore ha verso di te, se mandameno di un chilo… vuol

dire che ha poco amore… se manda un chilo… vuol dire che ti ama abbastanza… ma se ti manda un chilo e mezzo… vuol dire che è tanto innamorato di te*… se ne manda due chili vuol dire che è pazzo di te… (SORRIDENDO) il suo amore lo valuteremo a chili!*

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Papà siediti… sono Gay© Cerutti Giovanni (ALCS)(ITA)


CANDY                  (SERIA)Va bene papà, riferirò al mio pesciolino dolce!

GUSTAVO           (SI SPOSTA VERSO ROSAMUNDA)Dunque mia… Rosamunda… vero?... Tu mi hai detto che

il tuo ragazzo si chiama… anzi tu lo chiami Balilla… però che strano!

ROSAMUNDA  (SORPRESA)Che cosa trovi strano?

GUSTAVO           (SERIO)I due nomi… Rosamunda e Balilla nomi da guerra!*

ROSAMUNDA  (SORRIDENDO)Ma papà ora siamo in tempo di pace!… Ogni riferimento a cose o fattiè puramente casuale!

GUSTAVO           (SERIO)Parli come la Settimana Incom!

ROSAMUNDA  (CURIOSA)E che cosa è?

GUSTAVO         (SORPRESO)Che cos’è?... Ma cosa vi mando a fare all’università se non insegnanoneppure la Settimana Incom.

ROSAMUNDA  (SORRIDENDO) Ah! Ora ho capito cos’è… è quella rivista dove sifanno le parolecrociate!

GUSTAVO           (SBATTE LE MANI)No è un cinegiornale!*…Che andava di moda ai tempi dei crociati!*

ROSAMUNDA  (SERIA)Ma papà, all’università c’insegnano le cose di ieri… di oggi… e del domani…ma non del passato… non dei tempi dei romani!

GUSTAVO           (SBATTE LE MANI)Ma no!... Ma come passa il tempo!*… Non mi ero accorto che iltempo è passato!*… I romani erano passati nel tempo!*… Si vede che avevano la data di scadenza!*

ROSAMUNDA  (SERIA)Papà a volte è difficile capirti!… Non riesco più a capirti!

GUSTAVO           (SERIO)Lo so,a volte non mi capisco neppure io!… Neppure quando parlo con mestesso!… Pensa, una mattina mi sono fatto un ragionamento e alla sera ero ancora lì che cercavo di capire su quale ragionamento!… Stavo ragionando!*

ROSAMUNDA  (SORRIDENDO)Per fortuna che lo sai anche tu!… Piuttosto parlavamo di me e del mioragazzo.

GUSTAVO           (SERIO)Sì… è… vero… questo tuo ragazzo che ti ha regalato… La cappella chescotta!… Ma ti vuole bene?

ROSAMUNDA  (SORRIDENDO)Ma papà tu pensi che se non mi volesse bene sarebbe, andato aLondra a comprarmi questo cappello?

GUSTAVO           (SERIO)Questo è vero!… Ma questo Balilla…è veramente interessato a te?... Cioècome dite voi giovani… ti ama alla follia?*

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(CHIUDE GLI OCCHI IN ATTESA

Papà siediti… sono Gay© Cerutti Giovanni (ALCS)(ITA)


ROSAMUNDA  (SORRIDE)Oh sì, papà, un giorno mi ha detto che se lo lasciavo lui si sarebbesuicidato!

GUSTAVO           (SERIO)Ecco lui mi piace!… È un buon risparmiatore!*… Questi sono gli uomini delfuturo!*

ROSAMUNDA  (SORRIDENTE)Anche tu l’hai capito vero!… Che lui è il mio uomo… da cosa l’hai

capito!… Vediamo se abbiamo lo stesso sentimento…

DELLA FRASE DEL PADRE)

GUSTAVO           (SERIO) Èun buon economista!… Perché è un sudicio… o meglio,voglio dire chenon si lava mai!… Se non si lava, risparmia sul consumo dell’acqua!*

ROSAMUNDA  (SPALANCA GLI OCCHI, SORPRESA) Ma cosa dici papà!… Il mio Balilla si lava sempre, nonè mai sporco!

GUSTAVO           (SORPRESO)Ma allora perché tu mi dici che se lo lasci si insudicia?

ROSAMUNDA  (RIDENDO, ACCOMPAGNATA CON IL SORRISO DALLE SORELLE)Ma no papà!… Non hai capito

bene, io ti ho detto che se lascio il mio Balilla lui si suiciderà… cioè s’ammazza.

GUSTAVO             (SERIO)Aaaaah! Ora ho capito... prima no… ora sì… quindi non è più sudicio… èuno che piuttosto di lavarsi si uccide!… Ma allora questo Balilla ti vuole bene?

ROSAMUNDA  (SORRIDENDO)Oh, sì… lui mi vuole bene… pensa che una sera mi ha detto che mi

amava così tanto che con un fucile avrebbe colpito tutte le stelle per spegnerle!...

Così rimaneva accesa solo la luna!… Che romantico!

GUSTAVO           (SERIO)Sì!… Questo Balilla inizia… con le guerre stellari… ma dimmi … questo tuoBalilla che mestiere fa!… Lavora oppure è un guerrafondaio!*

ROSAMUNDA  (SORRIDENDO)Lui fa il fruttivendolo, nel negozio di suo zio!

GUSTAVO           (SORRIDENDO)Aaaaahsì! … Ma guarda che combinazione!*… A Marcolino piaccionotanto le banane!*… Anche a me!*… Tu informa il tuo Balilla, che desidero conoscerlo… e quando viene… se lui vuole disturbarsi… che non si disturbi!*… Che non si disturbi con dei fiori… si disturbi con delle banane!… Tante banane!… Un ramo di banane… un ramo solo!… Naturalmente a questo ramo, con attaccate tante belle banane!*… E se lui vuole, da domani mattina, che ti mandi arance e banane!… Ogni mattina ma… soprattutto* di non aver timore!… Non aver timore! Che io… Gustavo… non mi offendo*… per così poco… non mi offendo!*

ROSAMUNDA  (PREOCCUPATA)Ma papà… non posso chiedere questo a Balilla!

GUSTAVO (SERIO)Costa sempre meno che lavarsi!* ROSAMUNDA (SORRIDENDO)Va bene papà!… Riferirò.

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Papà siediti… sono Gay© Cerutti Giovanni (ALCS)(ITA)


GUSTAVO           (SI RIVOLGE A LILLÌ)Il tuo ragazzo popò che mestiere fa?

LILLÌ                          (ALLEGRA)Papà il mio ragazzo si chiama Poppo… hai capito, Poppo!

GUSTAVO           (SORRIDENDO)Ah! Sì è vero!… Poppo, che lavoro fa?

LILLÌ                          (ALLEGRA)Fa il pasticciere!…

GUSTAVO           (SORRIDENDO)Il pasticciere?... Cioè il pasticciere quello che fa le paste oppure…

quello che fa i paciughi!

LILLÌ                          (ALLEGRA)Ma papà, quello che fa le paste… devi vedere che bignè alla genovese

che fa… con dentro la crema al cioccolato!… Tutte ricoperte di cioccolata!

GUSTAVO           (FELICE SBATTE LE MANI)Davvero? Allora ha una buona professione!… O meglio dolce!

La famiglia… che tipo di famiglia è?

LILLÌ                          (ALLEGRA)Suo padre è il proprietario della pasticceria!… E la madre è lei che fa le

creme… pensa, conosce più di duecento tipi di creme per dolci!

GUSTAVO           (SORRIDENDO)Ma almeno questo Poppo ti vuole bene?

LILLÌ                          (ALLEGRA)Sì… mi vuole tanto bene… tanto… tanto… che ha già parlato di me alla

sua mamma e al suo papà!

GUSTAVO           (SERIO)Ma… come hanno preso la notizia … che lui si mette insieme a un… altro…

ragazzo?

LILLÌ                          (ALLEGRA)Molto bene, tanto per rimanere nel termine… con dolcezza, e hanno

voluto conoscermi!

GUSTAVO           (SERIO)Bene, sono molto contento che hai conosciuto i genitori di Poppo…

speriamo presto che anch’io conoscerò sia Poppo che i suoi genitori!*… Anzi ora

visto che stiamo parlando di dolciumi chiedi a Poppo di venire a trovarmi domani

sera!*

LILLÌ                          (ALLEGRA)Grazie papà… domani sera Poppo verrà qui a incontrarti!

GUSTAVO           (SORRIDENTE)E mentre viene a trovarmi… insegna a Poppo… un po’ di educazione!*

LILLÌ                          (SORPRESA)Cosa stai dicendo, papà?

GUSTAVO           (SERIO)Cioè… di non venire a mani vuote… suggerisci di portare un vassoio di

paste… che sia io… che Marcolino siamo innamorati delle paste!*

LILLÌ                          (ALLEGRA)Non c’èbisogno di suggerire, lui porterà le paste comunque!...

Anzi dovresti assaggiare i cavolini Genovesi quelli che ti piacciono tanto… con crema pasticciera… sono una specialità di Poppo!

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GUSTAVO           (SORRIDENDO)Aaaaah! I cavolini genovesi quelli che piacciono tanto… a me e

Marcolino… anzi domani quando il tuo… Poppo verrà a trovarmi, ricordagli di portarmi un vassoio di paste!

LILLÌ                          (ALLEGRA)Sì… si… e farò mettere anche due cavolini!

GUSTAVO           (SERIO)No... no!… Solo il vassoio dipaste!*

LILLÌ                          (MERAVIGLIATA)Cosa? Solo quelle paste?

GUSTAVO           (SORRIDENTE)Sì, un vassoio di paste!*… E un vassoio di cavolini Genovesi!*

LILLÌ                          (ALLEGRA) Papà sei il solito golosone!

GUSTAVO           (SI RIVOLGE ALLE FIGLIE)Ma mica le mangio tutte io!… Anche a Marcolino piacciono… i

cavolini genovesi!*… Così resta inteso (RIVOLGENDOSI ALLE FIGLIE) … che io prima devo conoscere i vostri contendenti!… E solo dopo… dopo… se penso che i vostri pretendenti sono adatti a voi tre, allora… solo allora … io acconsentirò al matrimonio!*… Anzi… per la messa del matrimonio… Ci penso io!… Io … solo IO posso parlare al prete!*… Io di preti ne capisco!*

CANDY                  (SORRIDENDO)Ma papà, non occorre che tu parli con il prete!

GUSTAVO           (SERIO)Occorre… occorre… ho ancora dei bottonidi madreperla... ragazzi, o

ragazze, ricordatevi la mamma della perla… non la figlia… non la figlia… ma la mamma della perla!… Intanto le bretelle non sono più di moda!

LILLÌ                          (SERIA)Ma papà… che c’entra la figlia della perla!… Il prete non ci vuolesposare!

GUSTAVO           (SERIO)Vi ho già detto di lasciare fare a me…  ci penso io… io ne capisco di preti…

loro non la chiamano più funzione… la chiamano cerimonia… per farti pagare di più!… ma io vado dal prete e dico o questi o niente… i bottoni sono di madreperla e se… vuole vado al municipio a fare la carta d’identità della madre!*… Così vede che è la mamma e non la figlia!... Ma oggi si può fare anche di più, se vuole il prete!… A sue spese… naturalmente... può fargli fare il din... din … dan!*

ROSAMUNDA  (RIDENDO)Il din… din … dan? A chi?

GUSTAVO           (SERIO)Alla mammaperla!… Così vede chenon è la figlia!…Non è la figlia!*.Capito?

CANDY                  (SERIA)Papà io non conosco la mamma della perla!… Comunque indifferentemente

se il prete sia interessato alla signora perla… o non sia interessato… il prete non ci può sposare!

GUSTAVO           (SERIO)E chi l’ha detto?

CANDY                  (SERIA)Loro!

GUSTAVO           (SORPRESO)Quelli del Comune?

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LILLÌ                          (TRISTE)No, il Vaticano!

GUSTAVO           (SORPRESO)Il VATICANO?... Che c’entra nel vostro matrimonio il Vaticano… con tutti

i bottoni di madreperla che ho dato… avete visto che piazza che si sono fatti con i miei bottoni di madreperla!*… Non con una!*… Ma con due fontane!… Ora sono miliardari!*… Ora che cosa vogliono ancora… le mie bretelle?*

CANDY                  (SERIA)Papà per il Vaticano… noi… siamo gay!

GUSTAVO           (SORPRESO) Ma al Vaticano non hanno altro da pensare che ai miei figli?* Va bene

siete gei!… Vi devono solo sposare… mica esorcizzare!*

LILLÌ                          (SERIA)Papà per la chiesa un gay non è figlio di Dio!

GUSTAVO           (ARRABBIATO)Certo che voi non siete figli di Dio!… Siete figli di Gustavo!… Se

eravate figli di Dio… il Papa avrebbe dovuto pagarmi gli alimenti… Aaaaah! Però, siete figli solo, quando gli fate comodo… per la mamma… non la figlia… ma la mamma… capite!… Va bene…non vi vogliono sposare nella chiesa… non importa… vi farò sposare in municipio!

CANDY                  (SERIA)Mi dispiace papà, ma non ci possono sposare!

GUSTAVO           (SORPRESO)Chi non può sposarvi?

CANDY                  (SERIA)Loro, naturalmente!

GUSTAVO           (SORPRESO)Il Vaticano?

LILLÌ                          (SORRIDENDO) Ma no papà, il Comune!

GUSTAVO           (ARRABBIATO)Ma lo fate apposta!… Mi dite loro!… E poi cambiate loro!… insomma

che c’entra il Comune con loro… cioè… con voi?

LILLÌ                          (SERIA)Il sindaco non può sposarci, perché la legge non permette a due persone

dello stesso sesso di sposarsi… è la legge papà!

GUSTAVO           (INFURIATO)Il Comune!… Sempre il Comune!… Con tutti i soldi Irpefe tasse che ho

pagato… per il comune!… Aaaaah!... va tutto bene quando pago!… Ma quando il comune deve sposare delle brave persone… Allora non va più bene!

CANDY                  (SERIA)Papà non t’arrabbiare… purtroppo noi tre non ci potremmo mai sposare!

GUSTAVO           (AGITATO)Perché… dopo tutti i soldi Irpef che ho pagato… il Comune è mio…

domani vado là a Palazzo Tursi e do lo sfratto al Sindaco… il comune è mio!… Ah sì!… non vi vogliono sposare!... Allora quando voi siete pronti IO…IO!...Vi sposo!*… E gratis!*… Sissignori… li frego io questi piccoli spilorcini!… Questi inutili personaggi… il giorno delle vostre nozze io mi metto la fascia tricolore intorno alla pancia… una corona sulla testa (FA SEGNO DI BENEDIRE)… e vi sposo!... Ne

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ho tutti i diritti!… Perché prima di tutto io sono vostro padre! Secondo sono il proprietario di mezzo Staglieno!… E di tutto il municipio!*

LE TRE FIGLIE RIDONO. GUSTAVO VA VERSO IL TAVOLO, DOVE C’È LA BORSA CON LA SPESA. ESTRAE IL CONTENUTO E INIZIA A CONSEGNARE I SUOI ACQUISTI, ASSEGNANDO ALLE FIGLIE I LORO COMPITI CULINARI.

GUSTAVO           (SERIO)Ma fatemi il piacere!… Ecco Carletto il tuo lavoro!

CANDY                  (SORRIDENDO) Candy!… Papà… Candy!

GUSTAVO           (SORRIDENDO)Ah, sì…Candy… scusa… questo… pacco di spaghetti… mi

raccomando non cucinare più di cento spaghetti a testa… siamo in cinque quindi sono cinquecento spaghetti in totale! capito!*

CANDY                  (SORPRESA)Ma papà cento spaghetti a testa!… Mezzo chilo tra tutti noi? Non sono

un po’ pochi?

GUSTAVO           (AGITATO)Cento spaghetti equivalgano circa duecentocinquanta metri di spaghetti…

un quarto di chilometro!* Cosa volete mangiarne un chilometro?*... (CONSEGNA UNPACHETTO A ROSAMUNDA)Per te, Mario, cioè Rosamunda… una fettina di carne da 150grammi!… Di carne buona!… Se la batti viene bella grande così la puoi dividere tra di noi!

ROSAMUNDA  (PREOCCUPATA, APRE IL PACCHETTO DELLA CARNE)Ma papà, tu mi chiedi di fare dei miracoli!

Quando la cucino, la fettina diventerà più piccola!

GUSTAVO           (SERIO)Tu non cucinarla troppo!… Così nonrimpicciolisce e risparmiamo anche il

gas!*

ROSAMUNDA  (SORRIDENDO)Va bene papà… ci proverò.

GUSTAVO           (PARLANDO A LILLÌ )Il tuo lavoro… eeeeh!… Come ti chiami... ah,sì… sì... Lilla… no…

no Lillì!

FIGLIE                     (INSIEME)Con l’accento sulla “i”!

GUSTAVO           (SORRIDENDO)Sì… Sì… Lillì con l’accento sulla “i”… per te ho portato da preparare

due cose importanti!

LILLÌ                          (ALLEGRA)Che cosa devo preparare?

GUSTAVO           (ESTRAE DAL SACCHETTO UNA BANANA)Ecco questa banana!… La frutta per tutti noi

stasera!*

LILLÌ                          (SORPRESA)Una banana?... Una banana per tutti!…Oh, papà!Come si può preparare

una banana per cinque?

GUSTAVO           (SERIO)Ragazza di poca fede… semplice!… Togli la buccia… che purtroppo quella

non si mangia!… L’ho pagata!*… Quanto lo pagata!<… Ma chissà perché non si mangia… i misteri della natura… poi prendi l’interno… quello per fortuna si

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mangia!… Se no cosa ho comprato una banana a fare!… con quella che l’ho pagata!<… Prendi un coltello ben affilato… e tagli delle fettine molto sottili come quelle… ti ricordi… del salame… e poi le metti bene distese nel piatto!(IMITA

L’AZIONE DI TAGLIARE E SISTEMARE DELLE FETTINE SU UN PIATTO)… E la frutta èservita!*

LILLÌ                          (SORPRESA)Ma papà puoi farla come vuoi… Ma è sempre un frutto solo… una

banana!

GUSTAVO           (SORRIDENDO)Mia cara Lillì con l’accento sulla i… intanto da domani il fidanzato di

Rosamunda ci porterà tante banane!… E poi impara che nella vita non è la qualità… ma la quantità che conta!… E ora,(ORGOGLIOSO) guardate ancora cosa ho comprato (ESTRAE DAL SACCHETTO DUE POMODORI) questi due pomodori servono per fare la salsa per i spaghetti… perché solo tu Lillì sai fare la salsa buona, così gli spaghetti saranno più gustosi!*

LILLÌ                          (SERIA)Ma papà!… Non hai comprato una carota…non hai comprato una cipolla o

una testa d’aglio, non hai comprato i sapori… insomma non hai comprato le cose importanti… come posso fare un buon sughetto?

GUSTAVO           (AGITATO)Comprare!… Comprare!… Sempre compare… voi che studiate…  non vi è

stato detto che la parola comprare è stata abolita dal vocabolario?

LILLÌ                          (SORRIDE,  MOSTRA LA BANANA E I POMODORI)E tu forse non hai comprato?

GUSTAVO           (SERIO)No!… Io non ho comprato… hofatto una piccola spesa, ma quanto ho

speso!<

LILLÌ                          (PREOCCUPATA)Comunque non posso mettermi a fare il sugo oggi!

GUSTAVO           (SERIO)Perché, ci sono dei giorni speciali per fare il sugo?... Il sugo si fa quando si

ha fame!… Così lo usi sugli spaghetti… Capisci!*

LILLÌ                          (AGITATA)Oh,no!Ma papà… proprio oggi che mi sono messo questo bel vestito… e

se cade una goccia di pomodoro sul vestito?

GUSTAVO           (SORPRESO) Una goccia?... Su quel vestito lì?*

LILLÌ                          (AGITATA)Sì papà, proprio su questo vestito nuovo!

GUSTAVO           (AGITATO)Credimi (CON SARCASMO) “bimba”! Se una goccia di pomodoro cade… prima

che riesca a trovare la stoffa del tuo vestito… la goccia si rompe la testa nel pavimento!*

LILLÌ                          (SERIA)Ma papà, la goccia di pomodoro si nota e non si può smacchiare dal vestito!

GUSTAVO           (SERIO)Quando la goccia di pomodoro cade, non trovando la stoffa si rompe la testa

nel pavimento!… Infatti vedrai una macchia rossa nel pavimento!… È il sangue della goccia di pomodoro che si è rotta la testa!*… Il vestito… il vestito?*… La

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macchia per cadere sul tuo vestito dovrebbe avere la mappa!*… O una segnaletica che indichi alla macchia dov’è la stoffa!* Capito?*

CANDY                  (SORRIDENDO)Va bene papà, staremo attente a non sporcarci!… (SERIA) A proposito,

papà, hai parlato con il signor Giacomo per far desistere sua figlia da farsi suora?... Mi dispiace che per colpa mia quella ragazza si chiuda in convento!

GUSTAVO           (SERIO)Mi dispiace ma fino a domani mattina non incontrerò Giacomino!… Ma da

come mi ha raccontato era decisa a entrare in convento!… Pensa… pensa … che Maria ha detto più volte:“o mi sposa… o mi chiudo in convento”*… come la monaca di Monza!*

CANDY                  (SORPRESA)Come la monaca di Monza?

GUSTAVO           (SERIO)Tu sai chi era la monaca di Monza?

CANDY                  (CON STUPORE)So che a Monza corrono le macchine, nel circuito di Monza!

GUSTAVO           (SERIO)Brava!… Brava!… A Monza la sorella di Schumacher si è fatta suora!*

FORTE BUSSARE ALLA PORTA PRINCIPALE CON LA VOCE DI GIACOMO CHE CHIAMA GUSTAVO.

GIACOMO            (URLANDO E BUSSANDO)Gustavo apri!… Ho urgenza di parlarti!… Apri… apri!

GUSTAVO           (RIVOLTO ALLE FIGLIE)Mi sa che la sorella… cioè la monaca di Monza ci ha ripensato!

CANDY                  (RIVOLTA AL PADRE)Papà, preferisco non parlare o vedere il signor Giacomo!…Vado in

cucina a preparare gli spaghetti!… (ESCE DALLA PORTA(zona 3))

ROSAMUNDA  (RIVOLTA AL PADRE)Anch’io papà, non mi va di sentire il signor Giacomo!… Vado a

preparare la carne!…(VA VERSO L’USCITA DALLA PORTA (zona 3))

GUSTAVO           (SERIO, QUASI SOTTOVOCE)Mi raccomando battila tanto e non cucinarla troppo!

ROSAMUNDA  (SORRIDENDO)Va bene papà!

LILLÌ                          (ANCHE LEI TUTTA AGITATA)Oh, papà hanno ragione le mie sorelle!… Ogni volta che lui

viene!… Succede sempre una catastrofe.

GUSTAVO           (SORPRESO)Perché, è venuto il terremoto?

LILLÌ                          (SPIACENTE)No papà!… Ma ogni volta che lui viene è sempre per dire o dare qualche

brutta notizia riguardo la nostra famiglia!… È meglio che anch’io vada dalle mie sorelle!… Intanto cercherò di fare il sugo!

GUSTAVO           (SORRIDE)Sì… sì!… Vai a preparare il sugo!… A proposito, non dimenticarti di

scrivere un bigliettino!*

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LILLÌ                          (SORPRESA)Un bigliettino?... Perchè devo scrivere un bigliettino?… E cosa… dovrei

scrivere su questo bigliettino?

GUSTAVO           (RIDENDO)Per favore non andare sul mio vestito!*

LILLÌ                          (SERIA)Non capisco perché devo scrivere questo bigliettino!… A quale scopo e per

chi?

GUSTAVO           (RIDENDO)Per la goccia di pomodoro!*

LILLÌ                          (ARRABBIATA)Basta papà!… Me ne vado di là in cucina.(ESCE SCULETTANDO DALLA

PORTA(zona 3))

GUSTAVO           (IMITANDO LA CAMMINATA DI LILLÌ)Io invece vado ad aprire la porta.

SCENA TERZA

Gustavo e Giacomo

GIACOMO RIPRENDE A BUSSARE FORTEMENTE, CHIEDENDO SEMPRE A GUSTAVO DI APRIRE.

GIACOMO            (BUSSANDO SEMPRE FORTE) Gustavo, apri che è una cosa importante!

GUSTAVO           (VA IN DIREZIONE DELLA PORTA (zona 1))Pian pianino, piano… bussa piano che fai venire al

Rigoletto… gli fai venire una doppia gobba alla porta!… Arrivo … arrivo!

GUSTAVO APRE LA PORTA, (zona 1) GIACOMO ENTRA IMMEDIATAMENTE AGITATO, INCOMINCIA A GIRARE A CERCHIO (zona 1) MENTRE GUSTAVO RIMANE IMMOBILE, SORPRESO, CONTINUA A GUARDARE GIACOMO CHE GIRA, DOPO CHIUDE LA PORTA.

GUSTAVO           (SI METTE DAVANTI A GIACOMO PER FERMARLO) Fermati!… Fermati!… Ma che ti

succede?…(GIACOMINO SI FERMA) Ascoltami bene, se sei venuto da me per un consiglio…va bene… ma se… sei venuto qui per consumare il mio pavimento!* Lì… proprio lì… c’è la porta capito!*

GIACOMO            (SI FERMA)Hai ragione!… Scusami ma tu non sai in quale tragedia che mi trovo…

GUSTAVO             (SERIO)A forza di girare mi consumi il pavimento!… Mi fai un buco e finiamo di sotto!

GIACOMO            (AGITATO)Hai ragione!… Mi sto trovando nella tragedia più grossa della mia vita!

GUSTAVO           (SORPRESO)Cos’è quella scritta da Scaparre?*

GIACOMO            (SORPRESO) E chi è questo Scaparre?

GUSTAVO           (SERIO)Quello che scriveva tragedie “essere non essere”!

GIACOMO            (SERIO)Aaaaah! Tu dici quelloscrittore inglese… Shakespeare!

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GUSTAVO           (SERIO)Ecco bravo io!… Vedi… io… non parlo inglese!*… Quindi te l’ho detto ingenovese!… Sì proprio lui… di quell’inglese!

GIACOMO            (SERIO)Ah! Ma era un… bravo scrittore,londinese!

GUSTAVO           (SERIO)Aaaaah! Era un londinese?… Credevofosse di Sampierdarena!

GIACOMO            (SORRIDENDO)No!… No… era un lordo un sir!

GUSTAVO           (SERIO)Lord… o …Sir!… Conosceva mica Ric e Silvio?

GIACOMO            (SERIO)Ric… e… Silvio… non li ho mai sentiti nominare… se poi erano persone diquei tempi…sai… (SORRIDENDO) io non c’ero ancora!

GUSTAVO           (SERIO)Ma no! Tu non c’eri ancora?

GIACOMO            (AGITATO)Ma cosa vuoi che m’importi dove ero o non ero!

GUSTAVO           (INTERROMPENDO)Si dice essere non essere!… Essere non essere!*

GIACOMO            (SERIO)No io ti stavo dicendo che non m’importa dov’ero (GUSTAVO RIPETE ESSERE) o nonero (GUSTAVO RIPETENON ESSERE) sono nella più grande tragedia!… In mezzo alla tempesta!… Alla tempesta la più terribile!

GUSTAVO           (SERIO)Alla tempesta?… Ti sbagli, lui ha scritto “La tempesta”, non “Allatempesta”!… Non sapevo che avesse scritto anche questa tragedia!… Sei sicuro che l’abbia scritta lui…. “Alla tempesta”?*

GIACOMO            (AGITATO)No… non l’ha scritta lui!… La sto scrivendo io!

GUSTAVO           (SERIO)Tu!… Tu vorresti scrivere una tragedia?

GIACOMO            (AGITATO)Sì! La sto scrivendo io!

GUSTAVO           (SERIO)Perché?...Forse ti sei vistoallo specchio?*… NO!… NO!… TU NONPUOI!… Tu non puoi scrivere una tragedia!

GIACOMO            (SORPRESO)Perché io non posso scrivere una tragedia?

GUSTAVO           (SORPRESO)Perché tu non hai studiato alla “Pier Maria Canevari”!*

GIACOMO            (ARRABBIATO)Io ho avuto il diploma alla quinta elementare,alla “Pier MariaCanevari”!… Ma il tipo di tragedia che sto scrivendo… non la sto scrivendo sulla carta… ma sulla mia pelle!

GUSTAVO           (SORRIDENDO)Eh sì,ora per leggere questa… diciamo così… tua tragedia...andremoin libreria a comprare la prima parte!(MIMA COME SE CHIEDESSE ALLA LIBRAIA)… : “Mi scusi potrei avere la prima parte”… (SI RIVOLGE A GIACOMO)scusa come hai detto che si chiama?... Ah, sì “Alla tempesta”*… il primo capitolo di “Alla tempesta”*, la

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commessa ritorna da me con un tuo…“BRACCIO”!... Ma che scrivere… sulla tua pelle!… Ma che tragedia stai scrivendo?*

GIACOMO            (SERIO)Sì, tu scherzi!… Ma io sto soffrendo!… Mi sento dentro un fuoco terribile!…Un fuoco di rabbia!

GUSTAVO           (MERAVIGLIATO)Anche tu!… Una cosa interna vero? (SI METTE LA MANO SULLA PANCIA)

GIACOMO            (SERIO)Sì…sì… (MASSAGGIANDOSI LO STOMACO)Un’agitazione interna!… Una rabbia!…Sì… sì!

GUSTAVO           (MERAVIGLIATO)Sei mica andato a letto con un marziano?

GIACOMO            (ARRABBIATO)Ma cosa dici!… Questo non èil momento di dire cretinate!

GUSTAVO           (SEGNANDO IL QUADRO DELLA MOGLIE)Lei ti sembra che dicesse cretinate?

GIACOMO            (SERIO)No… no… lascia stare i morti!… Queste sono tragedie da vivi!

GUSTAVO           (SORPRESO)Ah! Perché ci sono tragedie anche da morti?… Nonsapevo che i mortiavessero delle tragedie!*… Questo non lo sapevo!… Beh, più tragedia d’essere morto…*

GIACOMO            (AGITATO)Senti, basta con leChiacchiere!… Appena ti racconto quello che stasuccedendo in questo palazzo!… Anche tu ti agiterai come Una bottiglietta di sciroppo!*

GUSTAVO           (SORPRESO)Aaaaah! Il Piave ha già mormorato!

GIACOMO            (SORPRESO)Il Piave?... Che cosa ha mormorato?

GUSTAVO           (SORRIDENDO)Èun modo di dire quando la gente parla… ma io so già tutto!

GIACOMO            (SORPRESO)Tu… tu sai già tutto?

GUSTAVO           (SERIO)Sì!… Io so tutto!… E come vedi sono calmo!… Anzi calmissimo!*Però, nonmi aspettavo che si sapesse così in fretta!… Forse la vicina di sotto, la napoletana?*

GIACOMO            (SORPRESO)La vicina di sotto è straniera?

GUSTAVO           (SERIO)Sì èstraniera!… Quando parla io non la capisco mai…sembra che dica chegli piace il gelato!… “Incoppa”, che vuol dire… tradotto in Italiano… “una coppa di gelato”!*

GIACOMO            (SORPRESO)Ma come parla questa signora?

GUSTAVO           (SERIO)Parla con la bocca!… Come vuoi che parli?*… Muovendo la lingua… apre labocca e muove la lingua!*

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GIACOMO            (SERIO)Lo so… che per parlare bisogna aprire la bocca e muovere la lingua!… Ma

che lingua!… Con che lingua parla!

GUSTAVO           (SERIO)Io spero con la sua!… Mica con la mia oppurelatua… è che parla con la

sua lingua!*… Ora ti spiego e t’insegno nello stesso tempo… perché so che tu non hai studiato… alla “Pier Maria Canevari”!... I genovesi la loro lingua è il genovese… giusto?*

GIACOMO            (SERIO)Giusto.

GUSTAVO           (SERIO)Ilmilanista parla il milanese…corretto?*

GIACOMO            (SERIO)Corretto.

GUSTAVO           (SERIO)Allora se il genovese parlail genovese…il milanista parla il milanese…il

toscano parla il toscano… anzi… anzi loro lo fumano!… Quindi il napoletano parla il napoletano… capisci!*

GIACOMO            (SORPRESO)È vero… Ma allora dobbiamo comprarci un dizionario italiano-

napoletano!… Ma tu come fai a parlare e farti capire da lei?

GUSTAVO           (SERIO)Ho un traduttore!*

GIACOMO            (SORPRESO)Tu hai un traduttore!*

GUSTAVO           (SERIO)Sì!*

GIACOMO            (SERIO)E chi è?*

GUSTAVO           (SORRIDENDO)Il figlio di dieci anni… Parla bene l’italiano, così mi traduce quello che

sua madre mi dice!

GIACOMO            (SORRIDENDO)Per fortuna che lui traduce!… Se no, chissà cosa potrebbe

succedere!… Chissà se anche loro mangeranno le trenette al pesto!

GUSTAVO           (SERIO)Vedi, questi napoletani sono brava gente!… Però sono strani!*

GIACOMO            (PREOCCUPATO)Strani?

GUSTAVO           (SERIO)Sì, pensa, si è mangiata una lumaca viva!… Una lumaca che era venuta a

trovare mio figlio!

GIACOMO            (SORPRESO)Una lumaca viva?... Ma dove ha preso questa lumaca se la napoletana

vive al secondo piano?

GUSTAVO           (SERIO)Tu sai cheAntonio mio figlio studia da veterinario!…E la lumaca voleva

essere visitata… perché non si sentiva tanto bene!… Quando la lumaca è arrivata

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Papà siediti… sono Gay© Cerutti Giovanni (ALCS)(ITA)


al piano della napoletana… (MIMA  COME SE AVESSE LA LUMACA TRA LE DITA E SE LA METTE IN

BOCCA, E L’INGOIA) bllubllu… bllubllu…così la napoletana se l’è mangiata!*

GIACOMO            (SORPRESO)Bllubllu… bllubllu…che cosaè… napoletano?

GUSTAVO           (RIPETE LA MIMICA)No stavo spiegando che la Napoletana presa la lumaca bllubllu…

bllubllu!

GIACOMO            (SERIO, ANCHE LUI  MIMICA GUSTAVO )Che… cosasignificaquesto bllubllu… bllubllu!

GUSTAVO           (SERIO RIPETE LA MIMICA)La Napoletana… se l’è mangiata!

GIACOMO            (SORPRESO)VIVA?

GUSTAVO           (SERIO RIPETE LA MIMICA) Sì… e senza masticarla!*

GIACOMO            (SERIO)Senza masticarla?*

GUSTAVO           (SERIO RIPETE LA MIMICA) Sì… senza masticarla!… Senza neppure un pezzo di pane!*

GIACOMO            (SERIO RIPETE LA MIMICA)Ti dico la verità… a me questa napoletana mi è antipatica!…

Quasi quasi la denuncio alla società protettrice degli animali!

GUSTAVO           (SERIO)Ma no!…Io pensavo di denunciarla alla Croce rossa!...Ma quello di

mangiare le lumache è una usanza napoletana!*… Ma credo… non sono sicuro… ma credo, che anche i francesi mangino le lumache, ma loro le cucinano prima!*

GIACOMO            (SERIO)Ma con tutta la tragedia che mi capita adosso!... Tu pensi che io mi metta ha

preoccuparmi della vicina che mangia le lumache!

GUSTAVO           (SORRIDENDO)Tu sì che sei un vero amico!… Ti dispiace per i miei problemi!… Allora

devo essere sincero… non è vero!*

GIACOMO            (SORPRESO)Non è vero?

GUSTAVO           (SERIO)Non è vero che la napoletana s’é mangiata… la lumaca viva!*… E neppure

morta!*

GIACOMO            (AGITATO)Ma a me non interessa, quello che fa Napoli o Genova!

GUSTAVO           (SERIO)Zero a zero!*

GIACOMO            (SERIO)Che stai dicendo?

GUSTAVO           (SORRIDENDO)Napoli zero… Genoa zero… è un pareggio!*

GIACOMO            (ARRABBIATO, SI PORTA LE MANI ALLA TESTA)Ma tu parli di sport … e io ho dei problemi… per

colpa tua!

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GUSTAVO           (AGITATO)Per colpa mia!… Ma che stai dicendo?

GIACOMO            (AGITATO)Tu sapevi tutto e non mi hai mai detto niente!… Ma che amico sei!… Tusapevi tutto!… Bell’amico che sei!

GUSTAVO           (SORPRESO)Ma che stai farneticando?... Io ho saputo tutto oggi pomeriggio!*… Primanessuno sapeva niente!*

GIACOMO            (SERIO)Ma a te chi te l’ha detto?

GUSTAVO           (INDICA CON IL DITO LA PORTA (zona 3))I miei figli!*

GIACOMO            (SORPRESO)I tuoi figli?... E perché non mi hai telefonato?*

GUSTAVO           (SERIO)Eh,sì!Ora vado a telefonarti!… A sprecare dei soldi per dirti affari privati!…Intanto tu l’hai saputo quindi di cosa ti lamenti!… Però devono esserci delle spie, se la gente ha mormorato!… Ma a te chi l’ha detto?*

GIACOMO            (SERIO, INDICA LA PORTA (zona 1))Mia figlia!

GUSTAVO           (SORPRESO)Tua figlia? Ma… come è possibile?

GIACOMO             (SERIO)Hai visto che anche tu sei sorpreso!… Ma i tuoi figli ti hanno almeno detto se

èmaschio o femmina?*... Ma, soprattutto mi devi dire chi è il padre… capì!*

GUSTAVO           (SORPRESO)Ma cosa stai dicendo?… Mi stai dicendo… che qualcuna è incinta?*

GIACOMO      (DISPERATO)Sì… Sì!

GUSTAVO           (SORPRESO)Oh, Dio mio! Un miracolo della scienza, credevo che non potesseaccadere!* (PREOCCUPATO) Ma di questo nessuno mi ha detto niente!… Quale delle tre?… Dimmi il nome!…Chi?*… Lillì con l’accento sulla “ì”, Rosamunda oppure l’altra… come si chiama… quella… quella che fa il bucato… la lavandaia… ah, sì… Candy!*

GIACOMO            (SORPRESO)Ma cosa stai dicendo?... Chi sono tutte queste ragazze?

GUSTAVO           (AGITATO)Tu vieni qui e mi chiedi il sesso e la paternità!… Io voglio sapere di chi!…Di chi?… E non dirmi della lumaca… capisci!*

GIACOMO            (SORPRESO)Lumaca?… Ora che c’entra la lumacacon la mia tragedia!

GUSTAVO           (ARRABBIATO)Ma a te che t’importa?... Per me non è una tragedia!… Hai capito!*…Voglio sapere chi mormora!… Il Piave?*

GIACOMO            (AGITATO)Il Piave? Tu stai impazzendo!… Prima la lumaca!… Ora il Piave!… Ilgoccio di grappa di stamattina sta ancora passando nel tuo cervello?… Forse è meglio che fermi la Ferrari!

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GUSTAVO           (AGITATO)La Ferrari è ferma!… È rimasta senza benzina!… Io voglio solo sapere chiha mormorato alle mie spalle!… Chi te l’ha detto… chi… chi?*

GIACOMO            (SERIO)Mia figlia!… Confermatoda mia figlia!*

GUSTAVO           (SORPRESO)Tua figlia?… Ma la confessione non era segreta?*

GIACOMO            (SERIO)La confessione?

GUSTAVO           (SERIO)Eh, sì… sai quando uno si confessa!… Quello che confessa devemantenere il segreto confessionale!

GIACOMO            (SORPRESO)Ma mia figlia non confessa nessuno!

GUSTAVO           (SERIO)Se tua figlia s’è fatta suora può confessare!… Ma deve tenere il segreto!

GIACOMO            (SORRIDENDO)Si vede che è molto che non vai a messa!… Mia figlia Maria non èancora suora!… Ma quando sarà suora non potrà mai confessare nessuno… solo i preti possono confessare… comprendi!*

GUSTAVO           (SERIO)Ma allora perché tua figlia ti ha detto della mia tragedia?*

GIACOMO            (SERIO)Ma perché i tuoi figli ti hanno detto della mia tragedia?**

GUSTAVO           (SERIO)Se permetti la domanda l’ho fatta prima io!…Perché parlavi dei miei figli?*

GIACOMO            (SORPRESO)Io?…Io?... Parlavo dei tue figli?

GUSTAVO           (AGITATO)E di chi?… Quando… quando… incominciò a… mormorare il Piave?... Daiparla... su, canta!*

GIACOMO            (SORPRESO)Io!… Devo… cantare?

GUSTAVO           (AGITATO)Sì… ora devi svuotare il sacco!… Canta!… Canta!*

GIACOMO            (SORPRESO, SI METTE A CANTARE)Il Piave mormorava calmo e placido al passaggio… (SMETTE DI CANTARE) ma non mi ricordo più, neppure mi ricordo la data!

GUSTAVO           (SORPRESO, FISSA GIACOMO)Ma…ma ti te scemu…te lo traduco in italiano, tu seiscemo… anzi… vado dal tuo dottore e chiedo un certificato… la prova che tu sei scemo!… Ti metti a cantare!… Ma guarda che sei proprio scemo!

GIACOMO            (AGITATO)Ma tu mi hai detto di cantare!

GUSTAVO           (AGITATO)Ma io intendevo di parlare!… In gergo cinematografico si dice cantare!…Ma neppure al cinema sei andato!… Allora dimmi quando l’hai saputo!… Quando il Piave ha mormorato?*

GIACOMO            (SERIO)Ma, ora su due piedi non mi ricordo… proprio non mi ricordo!

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(SOLITO SEGNO)

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GUSTAVO           (SERIO)Prova su un piede solo!… Così ti ricordi!*

GIACOMO            (SERIO)Ma a me sembra!… Se non sbaglio…

GUSTAVO           (AGITATO)Sembra… se non sbaglio!… Ma cosa stai dicendo!… La data, voglio ladata e l’ora… comprendi?*

GIACOMO            (ARRABBIATO)La data, il 24 maggio, l’ora verso mezzanotte!*

GUSTAVO           (SBATTE LE MANI E AGITATO,RIMANE PER POCHI SECONDI IN SILENZIO, FISSANDO GIACOMO, DOPO

CALMO)Ma guarda… Non credo che debba andare dal tuo dottore, ilcertificato te loposso dare io!*

GIACOMO            (SORPRESO)Tu mi chiedi del Piave!… E io ti ho risposto!… Ma l’anno… l’anno… nonme lo ricordo!… Sai, io non c’ero ancora!… Ma che c’entra tutto questo con mia figlia?*

GUSTAVO           (AGITATO)Ma tua figlia ti ha detto tutto?*

GIACOMO            (AGITATO)Ma i tuoi figli ti hanno detto tutto?**

GUSTAVO           (AGITATO) I miei figli mi hanno spiegato, ma solo questo pomeriggiioio l’ho saputo!*

GIACOMO            (SORPRESO)I tuoi figli sapevano di mia figlia e te l’hanno detto soloquestopomeriggio?*

GUSTAVO           (SORPRESO)Tua figlia?... Il Piave mormorava per tua figlia?... E non per i miei figli?*

GIACOMO            (SORPRESO)Ma di quali figli stiamo parlando?*

GUSTAVO           (SORRIDENDO)Ex marinaio questa domanda la rigiro a te!* Quanti ne hai lasciatisparsi per il mondo!*

GIACOMO            (SORPRESO)Figli!… Figlia!… Ma è mezz’ora che stiamo parlando!… Mi sembra chenessuno di noi sa di cosa parlava!*

GUSTAVO           (ARRABBIATO)Ma sei tu che parli!… Parli e parli, ma non concludi niente!… Mainiente!*

GIACOMO             (AGITATO)Ma tu, non mi hai detto che sapevi tutto?… E che non t’importava niente?*

GUSTAVO             (AGITATO) Ma tu mi parlavi della tragedia che volevi scrivere!… Che cosa volevi

scrivere!… Che il barista… quello del bar                                                                                              ti ha mandato il conto del

caffè!*

GIACOMO            (TRISTE)Ma il problema è più grave!… Riguarda mia figlia!*

GUSTAVO             (SERIO)Oh!Ora incominciamo a capire qualcosa!… Ora con calma confessati!…Cioè spiegami tutto… tua figlia non si vuole fare più suora!*... Ma sai mi dispiace,

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Papà siediti… sono Gay© Cerutti Giovanni (ALCS)(ITA)


mio figlio dopo il rifiuto di tua figlia… ha deciso di non sposarsi né in chiesa…. nè

in municipio!*

GIACOMO            (SERIO, QUASI PIANGENDO)Mia figlia… aspetta un bambino!*

GUSTAVO           (SORPRESO, RIMANE FERMO E IN SILENZIO)Tua figlia!… (AGITATO SBATTE LE MANI)… Santo cielo

tua figlia aspetta un bambino!*… E… il Vescovo cosa ha detto?*

GIACOMO            (SORPRESO)Il Vescovo?… Che c’entra il Vescovo!

GUSTAVO           (SERIO)Beh!Per una che si deve fare suora… rimanereincinta prima della“NOMINATION”… È grave!*

GIACOMO            (DISPERATO)Ma io non sto parlando di mia figlia Maria!… Ma della mia VITELLINA!…

GUSTAVO           (SORPRESO)LA TUA VITELLINA?*

GIACOMO            (DISPERATO)Sì!…La mia VITELLINA! La più piccola!*

GUSTAVO E GIACOMO INCOMINCIANO A GIRARE IN FORMA DI CERCHIO.

GUSTAVO           (SERIO, QUASI SOTTOVOCE, SI FERMA E FERMA GIACOMO DI GIRARE)La tua vitellina sta

aspettando!… Ma come è successo!… Come ha fatto!… Chi è stato!*

GIACOMO            (QUASI PIANGENDO, ASCIUGANDOSI GLI OCCHI CON UN FAZZOLETTO)Vorrei saperlo anch’io…ero

uscito per comprare del latte e quando sono tornato a casa ho visto la mia vitellina che piangeva… ho chiesto:

“Cosa ti succede?… Perché piangi… piccola mia?” E lei mi ha risposto

“Papà sono incinta!”… Ma non mi ha voluto dire il nome del padre!*

GUSTAVO           (SERIO, INSIEME A GIACOMO RIPRENDE A GIRARE)Non ti ha voluto dire il nome?*

GIACOMO            (PIANGENDO, MENTRE ENTRAMBI SI FERMONO DI GIRARE)No! Mi ha detto solo che è accaduto inuna sera con il temporale (GUSTAVO FA UNA ESPRESSIONE DI MERAVIGLIA, VA IN DIREZIONE DEL

QUADRO DELLA MOGLIE, GLI FA UN INCHINO) e mia figlia, aveva paura dei temporali, si ètrovata tra le sue braccia!*… E così questo è quello che è successo!

GUSTAVO           (SERIO)Nelle braccia di chi?... Vorrei saperlo anch’io!*

GIACOMO            (PIANGENDO)Non me l’ha detto…non me lo vuole dire fino che non ha parlato con ilpapà del suo pargolo!*

GUSTAVO           (SERIO, CON UN MEZZO SORRISO)Io so chi è il padre!*

GIACOMO            (SORPRESO, SI METTE IN TASCA IL FAZZOLETTO)Tu sai… allora parla!… Dimmi il nome!…

Voglio il nome!

GUSTAVO           (SERIO)Il nome non lo so ancora!… Però ti dico la nazionalità!*

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Papà siediti… sono Gay© Cerutti Giovanni (ALCS)(ITA)


GIACOMO            (SERIO)Aaaaah! Pure straniero!… Dimmi chi è… (PRENDE GUSTAVO PER IL BAVERO DELLA

GIACCA E LA CRAVATTA)È forse il figlio della straniera di sotto? Oppure cerchi di coprire ituoi figli?

GUSTAVO           (LIBERANDOSI DALLA PRESA DI GIACOMO)Ma che fai, mi rovini il vestito!… È l’unico che ho…

il figlio della napoletana?*…Non può essere, ha solo dieci anni!*… I miei figli!… A parte che sono genovesi, e poi ti garantisco che loro non sarebbero capaci di fecondare tua figlia così su due piedi!*… Neppure su tre!*

GIACOMO            (RIPRENDE GUSTAVO PER IL BAVERO E CRAVATTA )Dimmi allora chi è!… Dimmelo!

GUSTAVO           (SI LIBERA DALLA PRESA DI GIACOMO)Il vestito!… Il vestito!… Fammi respirare!… Almeno

quello e gratis!*… Vuoi sapere chi è il padre?*(GIACOMO SEGNA CON LA TESTA DI SÌ)Te lo

dico subito… se ti sposti più in là…. qui magari tiri la cravatta!(MIMA L’IMPICCATO)

GIACOMO            (ALLONTANANDOSI)Sì però parla!… Parla!

GUSTAVO           (SERIO)Quello che ha approfittato della tua vitellina… è… un MARZIANO!*

GIACOMO            (PORTANDOSI LE MANI ALLA TESTA)Ma cosa devo sentire!… Cosa devo sentire!… io vengo

da te per un aiuto!… Tu mi parli del Piave… mi fai cantare!… Mi parli di

lumache!… Marziani!… Ma che amico!…. Ma che amico!*… Ei Gustavo

svegliati!*… Qualcuno ha approfittato della mia vitellina!… comprendi!*

GUSTAVO           (SORPRESO)Èvero!*… (RIPRENDE A GIRARE FURIOSO, SEGUITO DA GIACOMINO CHE RIPETE OGNI

DECISIONE DETTA DA GUSTAVO) dobbiamo sapere chi è… prenderlo… legarlo…dargli unmucchio di botte… fino a ammazzarlo… e poi con una macchina dove si affetta il salame… tagliarlo a fettine sottili… tagliarlo bello vivo… fettina per fettina!(SI FERMA

E FERMA GIACOMO DI GIRARE, MIMA D’AFFETTARE E PRENDERE FETTINA PER FETTINA POSANDOLA SU UNA

BILANCIA)Quanti etti di fettine desideri?

GIACOMO            (IN RISPOSTA)Dammene tanti etti!

GUSTAVO           (RIPRENDONO ENTRAMBI A GIRARE)Approfittare di questa povera innocente ragazzina!

GIACOMO            (ARRABBIATO)Sarà!… Ma domani mattina andiamo per l’aborto!… Aborto!

GUSTAVO             (SERIO, FERMANDOSI DI GIRARE)Sì vengo anch’io!… Voglio vedere l’aborto e porto anche i

miei figli!… Andiamo tutti per l’aborto!… Anzi invitiamo tutto il palazzo!*

GIACOMO            (SERIO)Ma io ti sto ancora a sentire!… Bell’aiuto che mi dai nel momento del

bisogno!

GUSTAVO           (SERIO)Mascuza!... Aborto!… Aborto!… E poi tu vai a messa tutte le domeniche!…

Con tua figlia che si fa suora!*

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GIACOMO            (SERIO)Ebbene sì!… Vado a messa tutte le domeniche!…Èvero!… Ma però non homai avuto una figlia di 14 anni che è rimasta incinta!… Quindi per il bene della Maria che si fa suora… e per coprire lo scandalo… la farò abortire!*

GUSTAVO           (SERIO)A proposito di scandalo!… Chiediamo consiglio ai miei figli… (CHIAMA I FIGLI) bambini venite qua… Subito!… Che la tragedia!… OGGI non tocca noi!… Presto!… Venite…

SCENA QUARTA

Gustavo, Giacomo, Rosamunda,Candy e Lillì

LE FIGLIE ENTRANO IN SCENA DALLA PORTA (zona 3),CANDY HA IN MANO UN POSTER ARROTOLATO CHE APPOGGIA SUL TAVOLO, LE FIGLIE SI POSIZIONANO DIETRO IL TAVOLO E LE SEDIE, MENTRE GIACOMO RIMANE SORPRESO NEL VEDERE I FIGLI DI GUSTAVO, VESTITI IN ABITI FEMMINILI.

GIACOMO            (MERAVIGLIATO GUARDA GUSTAVO CHE SORRIDE)Ma che cos’ècarnevale?

GUSTAVO           (SORRIDENDO)Manca la tenda nella tua cucina?*

GIACOMO            (SERIO)Nella mia cucina?... No… no…non mi sembra!

GUSTAVO           (SORRIDENTE)Hai visto?*… Il Piave non ha mormorato ancora!… (SI RIVOLGE ALLE FIGLIE)Non preoccupatevi il signor Giacomo ha portato una brutta notizia (LE FIGLIE

IMPRESSIONATE SUSSULTANO LEGGERMENTE)ma non riguarda la nostra famiglia!… La

piccolina del Signor Giacomo è rimasta incinta!*

LE TRE FIGLIE CON SORPRESA E PREOCCUPAZIONE MANDANO UNA DOPO L’ALTRA UN URLETTO INCOMINCIANDO DALLA DESTRA ALLA SINISTRA Hu! Ha! Ho!

GIACOMO            (QUASI DISPERATO)Ma Gustavo non dobbiamo dirlo anessuno!… Se si viene a saperein giro!… I vicini!… Che scandalo!… Che scandalo!… Che umiliazione!

GUSTAVO           (SERIO)Cosa vuoi, tenere tutto segreto?*

GIACOMO            (SERIO)Sì… nessuno deve sapere di questo problema!

GUSTAVO           (SERIO)Sbagliato!… È proprio quandotutto viene tenuto segreto che il Piavemormora di più… devi fare come a Napoli*…

GIACOMO            (SERIO)Come a Napoli?... E come fanno a Napoli?*

GUSTAVO           (SERIO)La straniera di sotto… la napoletana… mi diceva che a Napoli non usano iltelefono… e… neppure la televisione!

GIACOMO            (SERIO)E come fanno a comunicare?… Usano i tamburi?*

GUSTAVO           (SERIO)No!Urlano da una finestra all’altra… (SI PORTA LA MANO SU UN LATO DELLA BOCCA,

URLA) “Quanto costa un chilo di banane”e il fruttivendolorisponde il prezzo… cosìnon solo lo sa un cliente!… Ma tutto il quartiere!

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GIACOMO            (SERIO)Ma tu sei matto io mi metto a urlare che mia figlia sta aspettando!*

GUSTAVO           (SERIO)No!...Se dici così ti rispondono con un’altra domanda*.

GIACOMO            (SERIO)Con un’altra domanda?Quale?*

GUSTAVO           (SERIO)Ti rispondono (SI PORTA LA MANO VICINO ALLA BOCCA E URLA) “La corriera o il tram”*...

devi fare dichiarazioni meno informative… che aprono la curiosità alla gente!

GIACOMO            (PREOCCUPATO)Come?... Fammi un esempio!*

GUSTAVO           (SERIO, VA VERSO LA PORTA (zona 1) LA APRE, ESCE E SI METTE A URLARE)Ragazza minorenne di

questo palazzo rimasta incinta!… Chi vuole saperne di più stasera!… A casa di Gustavo!... Posti a sedere! Sedie! Cento lire!(RIENTRA, CHIUDE LA PORTA, MA DOPO LARIAPRE)In piedi cinquanta Lire(RICHIUDE LA PORTA, SODDISFATTO GUARDA GIACOMO)Ecco, hai

visto?*… Ora tutti verranno stasera qui a casa mia per sapere chi è la ragazza!… E pagheranno pure!… Hai visto?… Hai visto il Gustavo!*

LILLÌ                          (SERIA)Ma papà abbiamo dieci sediein tutta la casa!… Più la poltroncina!

GUSTAVO           (VA ALLA SVELTA VERSO LA PORTA (zona 1) APRE ESCE FUORI)Poltrone mille lire!…

LILLÌ                          (SERIA)Ma papà stasera dobbiamo dire il rosario?

GUSTAVO           (SI RICORDA)Eh già! (RITORNA VERSO LA PORTA, APRE E URLA)Dopo le ultime notizie in

omaggio il rosario*… (RIENTRA E CHIUDE LA PORTA)

GIACOMO            (PREOCCUPATO)Ma sei sicuro che questo calmerà lo scandalo!*

GUSTAVO           (SORRIDENDO)Tranquillo quando avrò raccontato… tutto, il Piave non potrà più

mormorare!*

IN QUEL MOMENTO UN FORTE BUSSARE ALLA PORTA (zona 1) GUSTAVO VA VERSO LA PORTA.

SCENA QUINTA

Gustavo, Giacomo, Marcolino, Rosamunda, Candy e Lillì

GUSTAVO           (SORRIDENDO)Hai visto, vogliono già prenotarsi per stasera!…Pian pianino nonbussare così forte il gobbo alla porta, fate venire il gobbo (APRE LA PORTA, ENTRA

MARCOLINO TUTTO AGITATO, A DORSO NUDO, SUDATO CON LA MAGLIETTA TENUTA DALL’ELASTICO DEI SUOI PANTALONCINI. GUSTAVO SORPRESO) Marcolino?

MARCOLINO     (AGITATO)Papà siediti!… Devo parlarti, (VEDE GIACOMO, FA UN LARGO GIRO IN LONTANANZA) buon pomeriggio signor Giacomo!… (POI NOTA I FRATELLI E RIVOLGENDOSI AL PADRE)Ma che

cos’è carnevale?

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GUSTAVO           (GUARDA LE FIGLIE, FA SEGNO CHE SI ASPETTAVA QUESTA OSSERVAZIONE)Prima mettiti la maglietta

che sei tutto sudato, va a finire che… dopo devo spendere dei soldi… soldi per le medicine!… Come è andata la partita?

MARCOLINO     (SERIO, MENTRE SI SISTEMA LA MAGLIETTA, IMPAZIENTE)La partita è andata bene… ma papà io

ti devo parlare!

GUSTAVO           (RIVOLGENDOSI A GIACOMO)Tu sai che mio figlio sarà il futuro Cassano del pallone?

GIACOMO            (SPAZIENTITO)Ah, sì?... Ma guarda un po’… che fortuna avere un bravo giocatore!

MARCOLINO     (IMPAZIENTE)Papà ho urgenza di parlarti siediti!

GUSTAVO           (SORRIDENDO)Ma Marcolino!… Se mi devi parlare, aspetta almeno che abbia finito

con il signor Giacomo!...Così lui andrà a casa sua e tu potrai raccontarmi tutto in confidenza!

MARCOLINO     (SERIO)Ma papà è meglio che ci sia anche il signorGiacomo!… Papà siediti… Ti

devo dare una notizia non tanto piacevole!

IL PADRE FA SEGNO A MARCOLINO CON LA MANO D’ASPETTARE, MA MARCOLINO CERCA DI PARLARE, GUSTAVO APPOGGIA IL DITO AL NASO IN SEGNO DI SILENZIO. VA VERSO IL QUADRE DELLA MOGLIE GLI FA UN INCHINO DOPO SI GIRA E VA DALLA PORTA (zona 1) PRENDE IL FERRO DA CAVALLO CHE È APPESO E TENENDO IL FERRO DA UNA PARTE OFFRE L’ALTRA PARTE A GIACOMO, CHE LUI AFFERRA, GUARDANDO STUPITO GUSTAVO.

GUSTAVO           (SERIO)Congratulazioni!*

GIACOMO            (SORPRESO, MERAVIGLIATO)Congratulazioni? Perché?

GUSTAVO           (SERIO)Oggi hai fatto lo straordinario!*

GIACOMO            (SORPRESO CONTINUA A TENERE LA PARTE DEL FERRO DI CAVALLO)Straordinario!*… Di che cosa?

GUSTAVO           (SERIO)No!… Tu non puoi capire!… Tu non puoi capire!(RIAPPENDE IL FERRO ALLA PORTA)

MARCOLINO     (AGITATO)Dai papà siediti… Quello che ti voglio dire è molto importante!

GUSTAVO           (SERIO GUARDA DI NUOVO IL QUADRO DELLA MOGLIE, MOSTRANDO 4 DITA)Oh,no!…Ormai sono

abituato a certe situazioni… non ho più bisogno di sedermi… Niente mi stupisce… dimmi… inizia!

GUSTAVO SI ALLONTANA DA GIACOMO (zona 1) E SAVVICINA A MARCOLINO (zona 2).

MARCOLINO     (SERIO)Papà!… Siediti!… Ho messo incinta una ragazza!

COMPLETO SILENZIO, GUSTAVO RIMANE BLOCCATO FERMO NELLA (zona 2) MENTRE LE FIGLIE MANDANO UN URLETTO, UNA DOPO L’ALTRA INCOMINCIANDO DALLA SINISTRA ALLA DESTRA Ho! Ha! Hu!E DOPO L’ URLETTO SI SIEDONO.

GUSTAVO           (RIPRENDENDOSI)Antonio!

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LILLÌ                          (PRONTA A RISPONDERE AL PADRE)Lillì!(INSIEME ALLE SORELLE)Con l’accento sulla “i”.

GUSTAVO           (SEMPRE IMMOBILE)Lillì!… Con l’accento sulla “i”!

LILLÌ                          (SUBITO PRONTA A RISPONDERE AL PADRE)Sì papà?

GUSTAVO           (SERIO)La poltroncina!

LILLÌ PRENDE LA POLTRONCINA E LA METTE DIETRO AL PADRE, CHE SPROFONDA NELLA SEDIA, MENTRE CONTINUA A RIMANERE IN SILENZIO.

MARCOLINO     (DISPIACIUTO)Lo so papà non te l’aspettavi!... Ma è successotutto così in fretta!

GUSTAVO           (SERIO)Sì è vero… non mi aspettavo… vedi non mi ero accorto… proprio oggi

parlando con tuo fratello… devo ammettere che tuo fratello aveva ragione!… Sì… aveva ragione e io non mi ero accorto che tu sei cresciuto (SI ALZA) tu sei stato come un pesce che mi è scivolato dalle mani… eri un piccolo bianchetto mi sei scivolato tra le mani ora sei diventato un nasello… e ti ritrovo di colpo uomo!… E… ora!… E ora bisognerà prendere decisioni da uomini!*

MARCOLINO     (SERIO)Cosa succederà ora?... Cosa dovrò fare?… Ho creato un problema…vero?

GUSTAVO           (SORRIDENDO)No!… No!… La nascita di un bambino non è mai un problema!…Semmai una bocca in più da sfamare!* … (GUARDA LE FIGLIE) ma mai un problema!… Anzi deve essere una gioia!… Sono alcuni cattivi che considerano una nascita un problema!*…(GUARDA GIACOMO)Alcuni si vogliono sposare!… E non vogliono sposarli

…ma se fai un figlio e non sei sposato allora il figlio diventa un problema! MARCOLINO (SERIO)Allora tu non sei arrabbiato con me?

GUSTAVO           (SORRIDE)No!… No!… Perché dovrei essere arrabbiato con te? (GUARDA LE FIGLIE)Magari poco gey?

MARCOLINO     (SORPRESO, DA UN BACINO SULLA GUANCIA AL PADRE)Poco gey? Comunque grazie papà!

GUSTAVO           (ACCAREZZA LA TESTA DI MARCOLINO, E METTE IL SUO BRACCIO SULLE SPALLE DI LUI)Bene... però

dobbiamo fare ciò che è giusto!

MARCOLINO     (SORPRESO)Che cosa papà?

GUSTAVO           (SERIO)Prima di tutto dobbiamo andare a parlare con i genitori diquesta ragazza!…

Ègiusto… che dobbiamo aiutare la ragazza per la situazione in cui in questo momento si trova… Quindi il nome e l’indirizzo della ragazza… Conosci i genitori?

MARCOLINO     (PREOCCUPATO)Sì papà!

GUSTAVO           (SERIO)Sai dove abitano?

MARCOLINO     (SERIO)Sì papà!

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GUSTAVO           (SORRIDENDO)Bene allora dobbiamo parlare con loro!… E spiegare che tu sei pronto

a prendere le tue responsabilità!… A proposito, io, conosco qualcuno dei familiari della ragazza?

MARCOLINO     (IMPAURITO)Sì… tu conosci il padre!

GUSTAVO             (SORPRESO)Il padre?... Lo conosco?... Ma se io conosco il padre allora sarà più facile

parlare e decidere il da farsi!… Chi è?

MARCOLINO     (ALZA IL BRACCIO LENTAMENTE E TREMANTE INDICANDO GIACOMO)È lui il padre della ragazza!

GIACOMO SI AGITA, MENTRE GUSTAVO SCOPPIA A RIDERE E SI SIEDE!

GIACOMO            (URLANDO)Tu?...Lui… lui!… Lui… lui! È stato lui che ha approfittato della mia

vitellina!… E tu ridi?… Ma non dici niente?... Tutti i tuoi buoni propositi sul punire l’approfittatore!

GUSTAVO           (RIDENDO)Ma…  è mio figlio!… Vorresti tagliarlo a fettine?

GIACOMO            (ARRABBIATO)A fettine no!… Ma perché ridi… e non dici niente!… Niente!

GUSTAVO           (CONTINUANDO A RIDERE, SI ALZA)Cosa vuoi che ti dica!… Ti dico…. forse tu non lo sai!…

Ma il mio VITELLINO s’è fatta la tua VITELLINA!(CONTINUANDO A RIDERE)

GIACOMO            (ARRABBIATO)Tu ridi!… Ridi!… E Ti diverti!… Ma domani mattina all’ospedale dal

dottore per l’aborto… aborto!… Aborto!

MARCOLINO     (QUASI SUPPLICANDO SUO PADRE)No papà!… Ti prego fermalo!… L’aborto no!…  Non fare

abortire!… Sarò un bravo papà!… È mio figlio!

GUSTAVO           (RIVOLTO A MARCOLINO)No!… Lui parla… parla, ma vedrai… che Giacomo non farà fare

mai abortire la figlia!… Con quello che costa!<(SORRIDENDO)Stai tranquillo!

GIACOMO            (AGITATO)Come no…vedrai domani mattina!… Ma Gustavo non capisci… sono

ancora giovani!… Troppo giovani! … Con quali soldi?… I nostri figli devono studiare!… Aborto… domani!… Aborto.

MARCOLINO     (SUPPLICANDO IL PADRE)Papà, no ti prego! Convincilo a non far abortire!

GUSTAVO           (S’AVVICINA A GIACOMO)Ma di cosa ti preoccupi?… Marcolino è un bravo ragazzo!…

Desidera veramente questo bambino!… Vuole veramente essere un buon padre!… Quindi quando finisce le medie andrà… anzi lo mando all’università!(DOPOGUARDA LE FIGLIE)No!… No!… Non andrà alla università…ma andrà a lavorare!

GIACOMO            (AGITATO)E cosa andrà a fare? Tu stesso hai detto che tuo figlio Marcolino mangia

tanto!

GUSTAVO           (SORPRESO)Aaaaah! Quando lo dico io è perché sono avaro!… Quando lo dici tu il

motivo è economico!… Parli come un uomo politico!*

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GIACOMO            (AGITATO)Ma che lavoro farà!… Per ora devono studiare, altro che figlio!… e poi?...

E poi? Cosa faranno? Cosa farà Marcolino?... Che lavoro?... Un lavoro da quattro soldi?

MARCOLINO     (SERIO, IN PROSA)IO AMO SUA FIGLIA! … E SE SARA’IL CASO LASCERO’ LA

SCUOLA, LAVORERO’ FORTE E DURAMENTE… NON FARO’ MANCARE

NIENTE NE’ A SUA FIGLIA E NEPPURE AL BAMBINO!... MA IL MIO FUTURO E’

NEL PALLONE… IO DIVENTERO’ UN GRANDE DEL CALCIO… UN VERO

GRANDE… GUADAGNERO’ TANTI MILIARDI, TANTI DA COMPRARE NON

UNA CASA … MA UN CASTELLO.

GIACOMO            (AGITATO)UN CASTELLO!… Un castello!… Ma con che coraggio dici queste

fantasie!… Un castello?… Al massimo comprerai un castello fatto … Un castello fatto d’acqua!

GUSTAVO           (INTERVIENE SERIO)No!… No!… D’ACQUA  non se lo può permettere!… Con quello

che costa l’acqua!… Neppure CASSANO se lo può comprare!*

GIACOMO            (ARRABBIATO)E allora!… Se non se lo può permettere d’acqua!… Allora sarà un

castello d’aria!

GUSTAVO           (SORRIDENDO)Ecco, il castello d’aria se lo può permettere!… L’aria è gratis!*

GIACOMO            (ARRABBIATO)Incoraggialo pure!… Cerca questa volta di far capire a tuo figlio… la

gravità del fatto!… Io… io rimango sempre dell’opinione dell’aborto!

MARCOLINO     (SERIO,ARRABBIATO, (in prosa))NO!…NO!… NON LE DARO’IL PERMESSO

D’UCCIDERE MIO FIGLIO!… IL FIGLIO E’ MIO E DI SUA FIGLIA… IO NON FARO’ MANCARE NIENTE ALLA MIA FAMIGLIA, SONO PRONTO A COMBATTERE FINO ALLA MORTE… MA SE LEI VUOLE METTERSI CONTRO DI ME, ALLORA IO COMBATTERO’ ANCHE CONTRO DI LEI… LA DISTRUGGERO’ MOLECOLA PER MOLECOLA… DENTE PER DENTE… OCCHIO PER OCCHIO… FINO A CHE LE MIE FORZE SARANNO NEL MIO

CORPO(ALZA IL BRACCIO E CON IL PUGNO VERSO L’ALTO)DIO MI E’ TESTIMONE!

COMPLETO SILENZIO, LA VOCE DI MARCOLINO TERMINA CON UN’ ECO MENTRE GIACOMO GUARDA GUSTAVO**.GUSTAVO A UN CERTO MOMENTO FA MIMICA SEGNANDO IL PUGNO ALZATO DI MARCOLINO, MIMA L’OCCHIO PER OCCHIO, DENTE PER DENTE,. MENTRE MARCOLINO LENTAMENTE FA SCENDERE IL BRACCIO E GUARDA FISSO VERSO IL PAVIMENTO!

GUSTAVO           (ROMPE IL SILENZIO)È mioFIGLIO… è mio FIGLIO!… TESTARDO COME ME…u le

coscì testun … ma coscì testun … che se te dà nà testà in tu zucun te spaca a te testà comme en euvo dà galinà!*

CANDY                  (PREOCCUPATA)Ma papà, io non ho capito niente, di quello che tu hai detto!

LILLÌ                          (INSIEME A ROSAMUNDA)Papà anch’io non ho capito niente!

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GUSTAVO           (SERIO, VA IN DIREZIONE DELLE FIGLIE (zona 3))Voi non avete capito!… Ma mi sembra che

Giacomo abbia capito!… Mentre aspettiamo che si riprenda vi faccio la

traduzione!… Perché come voi sapete io ho studiato alla (ORGOGLIOSO MENTRE LE FIGLIE

SI UNISCONO IN CORO)“Pier Maria Canevari”!… Così posso fare la traduzione!

“Marcolino ha una testa così dura… ma così dura che se dà una testata nella

zucca di Giacomo… gliela rompe… rompe come un uovo di gallina!” Capito?*

GIACOMO            (RIPRENDENDOSI)Hai vistocosa mi ha detto?… Hai visto con che coraggio!… E tu non

gli dici niente!… Proprio niente?

GUSTAVO           (SORRIDENDO)Mi è piaciuto il finale!…“Fino a che le forze saranno nel mio corpo”.

Guarda che è una bella frase, altro che quello di Sampierdarena!*

GIACOMO            (SERIO)Ah, sì!… E… tu… che… fai tu ?

GUSTAVO           (SERIO)Quando le sue forze saranno finite!… (RIDENDO)              Io gli darò delle vitamine di

spinaci!

GIACOMO            (ARRABBIATO)Ma… ma… è impossibile… tu non mi aiuti!… Dopo quello che tuo figlio

mi ha detto!… Hai visto?

GUSTAVO           (SORRIDENDO)Più che visto!Ho sentito!… Ho sentito!… E molto bene… il coraggio!…

Preso tutto da me!… Anche lui sarà un bravo partigiano!*

GIACOMO            (ARRABBIATO)Ma che partigiano!...Laguerra non c’è più da molto tempo!

GUSTAVO           (SERIO) Èvero la guerra non c’è più… però… stai attento!… Che Marcolino è pronto

a iniziarne una nuova!* E ora può chiedere aiuto a Balilla l’amico di Rosamunda, lui fa parte delle guerre stellari!*

GIACOMO            (SERIO QUASI PIANGENDO)Hai visto in che condizioni mi trovo e tu non mi aiuti… non mi

difendi… non dici niente a tuo figlio!… Per avermi parlato così!… Proprio a me?

GUSTAVO           (SERIO)Certo che ti voglio difendere!… Ma in che modo?… Marcolino ha

pienamente ragione!… Perché invece non cerchiamo di capire i due giovani!*

GIACOMO            (SORPRESO)In che modo?

GUSTAVO           (SERIO)Per esempio… anzi… quando lui finisce le medie sai dove lomando a

lavorare dal signor Andrea.*

GIACOMO            (PENSIEROSO) IL signor Andrea e chi è!*

GUSTAVO           (SERIO E STANCO)Ah! Ma allora non conosci nessuno… è da quando sei nato che vivi

qui in questo palazzo e io ti devo dire chi vive e chi non vive!… Cioè i morti!… Io ti devo dire della napoletana!… Io ti devo dire del signor Andrea!… Allora… ma dove vivi?... Dove vivi?... Sei vivo?… Oppure sei già morto?*

GIACOMO            (DISPERATO)Non lo so!… Non lo so, forse!… Almeno spero d’essere morto!*

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GUSTAVO           (GUARDA CON SOSPETTO GIACOMO, GLI S’AVVICINA) Allora IO devo curare il tuo funerale?*

GIACOMO            (AGITATO, SERIO)Ma tu sei matto!… Ce ne vuole del tempo!

GUSTAVO           (SORRIDENDO, GUARDA MARCOLINO, VA VERSO DI LUI GLI ACCAREZZA I CAPELLI)Hai visto?… Ègià

risuscitato!*

GIACOMO            (SERIO)Tu cambi il discorso, ma non hai ancora detto chi è il signor Andrea!

GUSTAVO           (SORRIDENDO)Èvero, il signor Andrea è quell’idraulico… che ha l’officina alla finedella strada… devi vedere quando si mette la faccia di latta quadrata… sembra la maschera di ferro!… E come brucia i tubi con quella fiamma… come li brucia bene!

GIACOMO            (SERIO, MUOVE LA TESTA IN SENSO NEGATIVO) Eh no, caro amico!… Quello è un mestiere perpoveri… non si guadagna bene… e poi è pericoloso!

GUSTAVO           (SERIO)Ma che mestiere per i poveri!… Quello a forza di bruciare tubi è diventatomiliardario!… Ma devi vedere come brucia bene i tubi!

GIACOMO            (SERIO) Ma tu pensi che sia miliardario?

GUSTAVO           (AGITATO) Miliardario no!… Ma pieno disoldi sì... Pensa un giorno ero lì cheguardavo il signor Andrea che bruciava i tubi quando arriva il suo direttore di banca… sì… io stesso ho sentito il suo direttore di banca dire: “Lei, signor Andrea… lei che a così tanti soldi…”

GIACOMO            (SORPRESO)Ma davvero gli ha detto proprio così?*

GUSTAVO           (SERIO)Sì… gli ha proprio detto così!… “Lei Signor Andrea … lei che hatantisoldi… perché non investe in azioni? Ma azioni buone”.*

GIACOMO            (SERIO)Aaaaah! Giocava in borsa?*

GUSTAVO           (SERIO)Sì… mi sembra che il direttore di banca gli avesse detto che c’erano delleazioni… ora non ricordo bene… sai io non ne capisco, sono solo un pensionato, ma sembra che lui parlasse d’azioni del latte!

GIACOMO            (SORPRESO)Latte?*

GUSTAVO           (SERIO)Sì, azioni del latte*

GIACOMO            (INCURIOSITO)Ma latte di vacca?*

GUSTAVO           (SERIO)Sì… sì… latte di vacca!… Vacca di Parma!*

GIACOMO            (SEMPRE PIÙ INCURIOSITO)E lui ha accettato?*

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GUSTAVO           (SERIO)Non penso!… Perchéil signorAndrea s’è tirato giù la maschera di lattae ha

acceso la fiamma per bruciare i tubi!*

GIACOMO            (PREOCCUPATO)E il direttore di banca!

GUSTAVO           (SERIO)Non lo so… c’è stato un fuggi… fuggi!*

GIACOMO            (AGITANDOSI)Te l’avevo detto che quello è un mestiere pericoloso!

GUSTAVO           (SERIO)Pericoloso?… Perché?*

GIACOMO            (SERIO)Hai detto “c’è stato un fuggi… fuggi!”… Vuol dire che c’è stata una fuga di

gas?

GUSTAVO           (SERIO)Aaaaah! Mail fuggi… fuggi… non era per una fuga del gas!… L’unica fuga

era quella del direttore di banca!*

GIACOMO            (SERIO)Il direttore è scappato?

GUSTAVO           (SERIO)Sì!… Si vede che non voleva disturbare troppo!… Come vedi il mestiere

d’idraulico è il migliore… hai dei rubinetti che perdono acqua in casa tua?

GIACOMO            (PENSANDO)No!… Mi sembra di no!… Perché?

GUSTAVO           (SORRIDENDO)Sarà bene che prenoti con Marcolino!… Perché sarà difficile trovare un

idraulico quando serve!*… Oh! Così abbiamo trovato un buon mestiere a Marcolino!… Oh! Ora vediamo dove facciamo nascere…

GIACOMO            (SERIO)Chi?

GUSTAVO           (SORPRESO)Come chi!… Un salice piangente! No di certo!…Il bambino… Il bambino!

GIACOMO            (SORPRESO)Il bambino!… ma non sono mica tanto sicuro… comunque se deve

nascere io propongo per l’ospedale di San Martino!

GUSTAVO           (SERIO)Ma ti te scemmo?…Te lo traduco in lingua italiana!… Sei scemo?… Con i

prezzi che hanno gli ospedali!… No… no... è meglio farlo nascere in casa mia!

GIACOMO            (SERIO)In casa tua?... La figlia è mia e quindi il pargoletto deve nascere in casa mia!

GUSTAVO           (SERIO)La figlia è tua ma il figlio è mio e se non ci fosse stato… mio figlio… non ci

sarebbe il pargoletto… comprendi?*

GIACOMO            (SERIO)Guarda che bisogna essere in due per fare tango!… Nonservono solo le

cicogne e i cavoli!*

GUSTAVO           (RIVOLTO A MARCOLINO)Hai visto?... Stiamo già bisticciando dove far nascere il

bambino!

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GIACOMO            (SERIO)In verità sto pensando alle nostre mogli!… Delle promesse che abbiamofatto a loro… e che non manterremo mai!

GUSTAVO           (SERIO)Perché non manterremo mai?

GIACOMO            (SERIO)Mia figlia si fa suora!… Tuo figlio non può sposare Maria… quindi io nonposso mantenere la promessa!… Io volevo bene a mia moglie!… Ma purtroppo non posso mantenere la promessa… tu pensi a far nascere un bambino io invece penso alla mia moglie!

GUSTAVO           (AGITATO)Ma cosa stai dicendo?... Ma che dici?... Ma è difficile competere con te…se ci fosse la gara per il più grande scemo… tu vinceresti il primo… secondo e anche il terzo premio!*

GIACOMO            (SERIO)Ecco, vedi, tu non volevi bene a tua moglie!

GUSTAVO           (AGITATO)Io? IO, non volevo bene a mia moglie?... Ma che dici… io non solo volevobene ma l’ho anche perdonata per il marziano!(FA IL SEGNO DELLE CORNA)Ma sei tu che non vedi oltre il tuo naso… eppure il tuo naso è molto grosso… è un naso genovese!… Noi abbiamo promesso alle nostre mogli, vero?

GIACOMO            (SERIO)Sì… è vero!

GUSTAVO           (SORRIDENDO)Vedi… quello che tu hai detto!… Anzi noi due stiamo mantenendo lapromessa!

GIACOMO            (SORPRESO)E come? Se i nostri figli non vogliono sposarsi?

GUSTAVO           (SORRIDENDO)Marcolino? Con tua figlia?*

GIACOMO            (SERIO)Ma noi avevamo promesso la prima nata con il primo nato?

GUSTAVO           (SORRIDENDO)Bravo! Bravo! È qui che ti volevo, Maria e Carletto!… Invece noisposiamo la tua ultima con il mio ultimo… vedi cambiano i fattori ma il risultato non cambia!… Come si usava dire alla”Pier Maria Canevari”!… non dalle suore Orsoline!*

GIACOMO            (CONFUSO)Veramente io non riesco a capire più niente!… Cosastai dicendo?

GUSTAVO           (SORRIDENDO)Questo non mi sorprende!… Ora cerco di spiegarti!…per le nostremogli era importante che le nostre famiglie rimanessero unite da un matrimonio!… Ecco ora due dei fattori cioè Maria e Carletto hanno scelto liberamente di non unirsi!… Quindi il risultato che doveva essere sì… invece è diventato no!… Corretto?

GIACOMO            (SERIO)Fino a qui sì!

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(SEGNANDO GIACOMO)

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GUSTAVO           (SORRIDENDO)Ora cambiamo i fattori!… Se noi uniamo in matrimonio la tua vitellinacon il mio vitellino il risultato da no… diventa sì!… Ecco che cambiando i fattori il risultato… non cambia!*

GIACOMO            (CONFUSO)Ho quasi capito!… Ma non è tutto chiaro!… Come posso essere sicuroche quello che dici è giusto?

GUSTAVO           (SERIO)Ma basta fare la prova del nove!*

GIACOMO            (SORPRESO) La prova del nove?... E come?

GUSTAVO            (SORRIDENDO)Come… come… per vedere il risultato bisognerà aspettarenovemesi!*

GIACOMO            (ARRABBIATO)Lo sapevo che mi stavi raccontando una… delle tue!

GUSTAVO           (SORRIDENDO)Ma pensa… pensa bene… è come ti ho detto!… Le nostre moglisaranno felici!… Soprattutto più felici a sapere che il bambino nascerà qui!… In questa casa!*

GIACOMO            (AGITATO)Non pensarci neppure!… Il bambino nascerà a casa mia!

GUSTAVO           (SERIO)Ma perché!… Ma perché…non qui in questa casa?

GIACOMO            (SERIO)Perché questa casa è troppo fredda!… È gelata!… Il bambino nascerebbe alfreddo e al gelo!

GUSTAVO           (SERIO)Non sarebbe né il primo!… Né l’ultimo!

GIACOMO            (SERIO)Spero che non vorrai alludere che il bambino di tuo figlio è nella stessacategoria di quello là!*

GUSTAVO             (SERIO)Perché?… Che differenza ci sarebbe? Che in casa mia non c’è il bue!…

Però abbiamo l’asino!*

GIACOMO            (SI GUARDA INTORNO)L’asino? In casa tua? E dov’è!… Dove lotieni?*

GUSTAVO           (SORRIDENDO)Se ti guardi allo specchio ti vedi!… L’asino sei tu!… Ma che credi, checasa mia sia una stalla? Ho già problemi con scimmie, pinguini e lumache!… Mi manca il bue… l’asino… sei tu… e questa è diventata l’arca di Noè!*

GIACOMO            (ARRABBIATO)Io l’asino!… Parla quello dei pori con doppia erre… tu stai girando ilproblema!… Bue o asino la situazione non cambia il bambino non è come l’altro bambino comprendi?*

GUSTAVO           (SORRIDENDO)L’unica differenza sarà nel mestiere del padre!*

GIACOMO            (SORPRESO)Nel mestiere del padre?*

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GUSTAVO           (SORRIDENDO)Sì, l’altro era falegname!… Questo è idraulico!*

GIACOMO            (SERIO)Quando il bambinosarà grande non potrà competere con l’altrobambino*…

e con la moltiplicazione dei pesci come la mettiamo?

GUSTAVO           (SERIO)Ma la tua amica Orsolina… non ti ha spiegato tutto?

GIACOMO            (SORRIDENDO)La mia amica Orsolina?(SERIO) E chi è?… Che cosa mi doveva

spiegare?

GUSTAVO             (SERIO)Quella suora Orsolina… ti avrà spiegato la moltiplicazione dei pesci…vero?*

GIACOMO            (ORGOGLIOSO)Sì da tre pesci, moltiplicò pesce per tutti!

GUSTAVO           (SERIO) Ecco!… Ma questa Orsolina ti ha specificato che tipi di pesce?*

GIACOMO            (SERIO)No… no!

GUSTAVO           (SERIO)Potevano essere tre… Bianchetti o magari tre balene?

GIACOMO            (PREOCCUPATO)Hai ragione!… Non mi hanno mai detto il tipo di pesce!… potevano

essere anche tre naselli?*

GUSTAVO           (SORRIDENDO)No!… Tre naselli… no!… Perchè con i naselli anche noi pensionati

possiamo fare la moltiplicazione dei pesci!

GIACOMO            (SORRIDENDO)E come fai?… Come fai?… La moltiplicazione dei pesci!… Spiegami?*

GUSTAVO           (SERIO)Venerdì passatosono andato dal pescivendolo e ho comprato un nasello!…

quanto l’ho pagato!<… La prossima volta prendo una canna con l’amo e vado sopra lo scoglio di Quarto a pescare il nasello!*

GIACOMO            (GESTO USUALE DI ESAGERAZIONE)Esagerato!

GUSTAVO           (SERIO)Esagerato!… Esagerato!… Mica l’hai pagato tu!… Certo… vado allo scoglio

di Quarto!… Tu sai dov’è Quarto?

GIACOMO            (SORRIDENDO)È prima di quinto!*

GUSTAVO           (SERIO)Ti fai proprio conoscere che non hai studiato alla “Pier Maria Canevari!”*

GIACOMO            (AGITATO)Ehi! Studentello della “Pier Maria”, vorresti dire che Quarto non viene

prima di Quinto?*

GUSTAVO           (SERIO)Se è per questo, quinto viene anche prima di sesto!*… Ma cosa è successo

a quarto che è molto importante?*

GIACOMO            (SCHERZANDO)Tu hai pescato il nasello?*

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GUSTAVO           (ARRABBIATO)Ma allorate scemmù!*…Te lo traduco in lingua italiana tu sei scemo!Quarto… è stato uno scoglio importante, perché da Quarto partirono i Mille con l’eroe dei tre mondi… Garibaldi!*

GIACOMO            (SERIO)Ehi! “Pier Maria”!...Guarda che era l’Eroe dei due mondi!*

GUSTAVO           (SERIO)Ma come sei pignolo!… Un mondo in più o uno in meno… Che importanzaha?*

GIACOMO            (SORRIDENDO)La storia ha la sua importanza!

GUSTAVO           (SORRIDENDO)C’eri anche tu vero?... Mi sembra di aver letto il tuo nome sullalapide?*

GIACOMO            (SORRIDENDO)Forse ti sbagli, c’eri tu!*

GUSTAVO           (SORRIDE)Se c’ero io nella lapide avrebbero scritto (MIMANDO), ha venduto i biglietti perl’imbarco Gustavo!(RIDE)

GIACOMO            (SERIO)Ma poi tu quando sei lì che peschi… cosa fai? Ti annoierai?

GUSTAVO           (SORRIDENDO)Ma no!… Butto giù l’amo (MIMA L’AZIONE) e mentre aspetto che il naselloabbocchi mi leggo le notizie fresche del Corriere Mercantile di Genova! Appena il nasello abbocca… tiro su e vado a casa a cucinarlo!… Però non bisogna dirlo al sindaco!*

GIACOMO            (CURIOSO)E perché non bisogna dirlo al sindaco?... Hai paura che venga a casa tuaa mangiare?*

GUSTAVO           (SERIO)Ci mancherebbe anche che il sindaco viene a mangiare nella casa diGustavo, un povero pensionato.*

GIACOMO            (SERIO)Ma perché il sindaco ti fa così paura?*

GUSTAVO           (AGITATO)Paura?*… TERRORE!*… Se il sindaco viene a sapere che ho pescato aQuarto un nasello… viene lì… estrae un blocchetto dalla sua tasca (MIMANDO)e mi fa pagare IVA, L’Irpef e le tasse*.

GIACOMO            (SERIO)Guarda che se continui a prendertela con il sindaco… va afinire che ti togliela cittadinanza!*

GUSTAVO           (SORRIDENDO) Che il sindaco stia attento!... Che noi non gli diamo la cittadinanza!*

GIACOMO            (RIDENDO)Aspetterà lo sfratto da te!… Ma spiegami dopo che tu hai comprato epagato questo nasello!… Cosa fai per moltiplicarlo?

GUSTAVO           (SERIO)Dopo che l’ho pagato? Vero?...quanto lo pagato!<*

GIACOMO            (SUSSURANDO NELL’ORECCHIO A GUSTAVO)Guarda che l’hai già detto!

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GUSTAVO           (BREVE PAUSA SILENZIOSA)Con quello che l’ho pagato!< posso dirlo un’altra volta!*

GIACOMO            (SORRIDENDO)Allora spiegami il tuo miracolo, della moltiplicazione dei naselli!*

GUSTAVO           (SERIO)Miracolo no!… Ma intelligenza economica sì!… Prendo il nasello(MIMANDO) taglio testa e coda!… Taglio in cinque pezzi il rimanente nasello, cucino e do da mangiare a una moltitudine... e anche ai gatti!

GIACOMO            (SORPRESO)Una moltitudine?*

GUSTAVO           (SERIO)Certo!… I mie figli non sono una moltitudine?

GIACOMO            (SORRIDENDO)Ma i tuoi figli sono quattro!… Mentre la moltitudine di personeraccontata parlava di centinaia di persone!*

GUSTAVO           (AGITATO)Tu non hai mai visto come mangiano i miei figli!… Specialmente il piùpiccolo!… Chiamarli una moltitudine è un complimento… io direi mangiano come un esercito!*

GIACOMO            (GESTO DI ESAGERAZIONE)Ecco qui! Orache me ne hai raccontata un’altra delle tue!…Gustavo l’uomo dei miracoli!*

GUSTAVO           (SERIO)C’è poco da prendere in giro!…Sai quanti pensionati fanno miracoli persfamare la famiglia?*.... (SILENZIO) E poi… e poi… non specificano il pesce…

potrebbe essere come ho detto prima dei bianchetti… ma sarebbero troppo piccoli… dei naselli ma sarebbero solo tre, troppo pochi… delle balene!...

(SORRIDENDO)Ecco con le balene!… Ci sarebbe molto pesce per la moltitudine!…Con una balena si può dar da mangiare a una moltitudine… a più di un centinaio di persone!*

GIACOMO            (SERIO)Ma tu sei matto!… Non ti ricordi che ne avanzò tanto!…  Ma tanto pesce!

GUSTAVO           (SORRIDENDO)Sì, le altre DUE BALENE!*

GIACOMO            (SERIO)Ma tu vorresti che la nascita del bambino di mia figlia avvenga in questacasa dove si raccontano certe… storie?... Preferisco che la nascita avvenga in una stalla!*

GUSTAVO           (SERIO)No!… No… queste non sono storie!… È verità!...il bambino di mio figlionascerà solo in questa casa e non in una stalla!

GIACOMO            (SERIO)Ma quel bambino è nato in una stalla perché il padre era povero e nontrovava una camera a buon prezzo per dormire!

GUSTAVO           (SERIO)Ecco!… Vedi anche qui… ti stai sbagliando!*

GIACOMO            (SORPRESO,SERIO)E dove mi sono sbagliato?

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GUSTAVO           (SERIO)Ma tu sai che il papà era un ebreo?… Eramiliardario?*

GIACOMO            (SERIO)Ma non avevi detto che era un falegname?… Allora… anche lui era unidraulico?

GUSTAVO           (SERIO)Ma neppure dalle suore Orsoline sei stato attento!*… Il papà era unfalegname!… E guadagnava bene!… L’unica ragione è che “HANNO” voluto dormire in una stalla!*…

GIACOMO            (INTERROMPENDO)Perché non c’era più posto per dormire!

GUSTAVO           (SERIO) PER FAVORE QUANDO T’INSEGNO ASCOLTA!... SOLTANTO ASCOLTAE NON PARLARE!... ANZI NON FIATARE!... ASCOLTA E IMPARA!*... Come ti ho detto, lui cercava un posto per la notte quindi ha chiesto in un hotel a cinque stelle!*… Ma quando a sentito i prezzi è scappato fuori*…. ha provato in una

pensione ma era piena* … e dove i prezzi erano bassi*… purtroppo non c’era posto!… Quindi hanno scelto la stalla perché costava pochissimo*…era una stalla vuota ma soprattutto c’era un poco di paglia.

GIACOMO            (SERIO)Ma se era ricco perché non è andato in un hotel?

GUSTAVO           (SERIO)Perché era ebreo e tu sai che un ebreo è avaro!

GIACOMO            (SORRIDENDO)Come te!… Vero?

GUSTAVO           (ARRABBIATO)Un momento!… Io non sono avaro!… Io sono economico!*…Comunque questo è il motivo perché sono andati a dormire in una stalla, perché il papà non ha voluto spendere!*

GIACOMO            (SERIO)E la mamma non ha detto niente!... Possibile che non avesse chiesto per ilriscaldamento?

GUSTAVO           (SERIO)Ma la mamma….   era SCOZZESE!* Piuttosto che spendere soldi… ha

chiesto un bue e un asino… nella stalla… così avevano il riscaldamento, risparmiando i soldi!*

GIACOMO            (SERIO)Ma scusa!… Ammettendo, che tutto quello che mi dici è vero, perché lui, seebreo, ha sposato una scozzese?*

GUSTAVO           (SERIO)Forse a lui piaceva lei… quindi si sono sposati!*… ovvero Dio li fa e poi liaccoppia!*

GIACOMO            (SORRIDENDO)Ora mi dici perché mi hai raccontato tutto questo?

GUSTAVO           (SERIO)Per insegnarti la verità!… Da un’unione di un ebreo con una donnascozzese… cosa nasce?

GIACOMO            (SERIO)Ma io non so!… Non riesco a capire!… Non riesco a seguire il discorso!

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GUSTAVO           (ALZANDO IL BRACCIO VERSO GIACOMO, TIPO ALT)FERMATI!… d’inseguire… perché ora

t’insegno!… Anzi ti rivelo il tutto!*

GIACOMO            (CURIOSO)Sì!… Dimmi tutto!

GUSTAVO           (SERIO)Ma se il papà era ebreo e la mammaera scozzese!… da un’unione tra loro

due cosa può nascere?… Cosa può nascere?*...

GIACOMO            (SERIO)Può nascere… unbambino!

GUSTAVO           (SORPRESO)Bella trovata!… Un bambino!… Cosa volevi che nascesse un nasello?...

Da un’unione tra un ebreo e una scozzese esce fuori… esce fuori un bambino… esce fuori un bambino!… Capisci*…

GIACOMO            (SERIO, PENSIEROSO)Sarà come dici tu!… Che io non ho studiato… Ma non riesco acomprendere!… Io ho detto un bambino e tu dici un bambino!… Scuza… ma non vedo la differenza!*

GUSTAVO           (SERIO)La differenza èquesta!… Il bambino che dici tu è un bambino qualunqueche può essere chiunque!… Quello che dico io è uno speciale!… Superiore!… Solo la nazionalità acquisita dalla nascita*…lo rende unico.

GIACOMO            (CONFUSO)Quante parolone che dici!…per dire quello che tutti noi sappiamo!

GUSTAVO           (AGITATO)MA CHE SAPETE VOI!… SOLO IO SO’!… SOLO IO SO’ LA    VERITA’!*

GIACOMO            (SEMPRE CONFUSO)Ma di che verità stai accennando?... quale verità?

GUSTAVO           (SERIO, CALMO)Che tra un ebreo e una scozzese!*… Il bambino che nasce(PRENDE PER

IL BRACCIO GIACOMO)ÈGENOVESE!…Hai capito!…(SALTELLANDO MENTRE GIACOMO SORRIDE E MUOVE LA TESTA IN SEGNO DI NO) Hai visto il Gustavo!… Che ha studiato… il codice DAVINCI!… Il codice Da Vinci!... Altro che Vinci!… VINCI… ha perso tutto… il bambino! È genovese!… Il codice GUSTAVO… Il codice GUSTAVO!(APPOGGIA LASUA MANO SULLA SUA FRONTE) Che mente!… Che mente!… Che cervella!… Altro chelapide sul muro alla Pier Maria Canevari… un monumento in piazza Remondini davanti alla scuola!… Che cervello… che cervello!… Dovrò donare il mio cervello

alla scienza!... Un monumento!...(SI METTE IN POSA CON IL BRACCIO DESTRO E IL DITO RIVOLTOVERSO L’ALTO, L’ALTRA MANO APPESA AL BAVERO DELLA GIACCA)davanti alla scuola… hai visto

cosa significa andare alla “Pier Maria Canevari”?... Altro che suore!... ERA genovese!

GIACOMO            (RIDENDO)Ma che cervello… se lo vendi al mercato non lo comprano neppure perdar da mangiare ai gatti!

GUSTAVO           (SORRIDENDO ORGOGLIOSO)Il mio cervello se lo metto in vendita al mercato… nonlopossono neppure comprare a etti da tanto quello che pesa!… Il peso dell’intelligenza!… capisci!*

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GIACOMO            (SORRIDENDO)Ma a te queste storielle chi te l’ha raccontate?… Ma seil bambino era

veramente genovese, perché nessuno ha mai detto niente?*

GUSTAVO           (SERIO)Non l’hanno mai detto perché volevano cheil bambinofosse romano!*…Sai

i diritti d’autore fanno guadagnare molti soldi!

GIACOMO            (SOLITO GESTO COME SE GUSTAVO NE AVESSE DETTA UNA GROSSA)Whooo!Ora, figuriamoci!…

Addirittura i diritti d’autore!*

GUSTAVO           (SERIO)Tu naturalmente non ci credi! … Tu non ci credi solo perché l’ho detto io!…

Se te lo diceva quello di Sampierdarena allora andava tutto bene… Vero?

GIACOMO            (SERIO)Ma no!… Impossibile che tutto questo sia vero!

GUSTAVO           (SERIO)Allora tu vuoi un’altra prova, vero? Dunque!… Tu credi al Paradiso?

GIACOMO            (SERIO)Certo checi credo!… Se no che cristiano sarei?

GUSTAVO           (SERIO)Allora ti spiego come funziona il paradiso!… Non è come tu credi (GIACOMO FA

SEGNO COME DI PRESA IN GIRO, SORRIDENDO E MUOVENDO LA TESTA IN SEGNO DI NO) dunque… fuori

dal paradiso c’è un vecchio!… Ma veramente vecchio con dei capelli lunghi,

sembra uno di quelli… di quel gruppo… di quei 4 ragazzi che cantano quelle

parole uguali ie… ie…. ie… sono quei ragazzi che assomigliano a degli

scarafaggi!*

GIACOMO            (PREOCCUPATO)Che significa ie… ie… ie?*

GUSTAVO           (SERIO)Significa!… Io te lo posso dire perché!… IO ho studiato alla “Pier Maria

Canevari”!*…“VOGLIO IL CIUCCIOTTO”… ma comunque ti stavo parlando di questo povero vecchietto!...Ma veramente vecchio con questa barba bianca lunga, e i suoi capelli lunghi, bianchi come la neve che stava fuori dalla porta del paradiso e aveva sulla sua sinistra un mazzo di chiavi, anzi due chiavi grosse e pesanti tanto che lui stava inclinato sulla sinistra (SI METTE IN POSA TUTTO INCLINATO SULLASINISTRA).Dietro questo vecchio, la porta del paradiso, anzi una porta divisa in due…il portone grosso che si apre nelle grandi occasioni e una piccola, piccola porta che si apriva solo nelle occasioni della brava gente!*

GIACOMO            (SORRIDENDO)Allora nessuno di quelle porte si aprirà per te!

GUSTAVO           (SERIO)Aspetta, che quelle porte si apriranno anche per me!… A proposito tu sei

genovese vero?

GIACOMO            (SORRIDENDO)Certo più genovese di me chi c’è?

GUSTAVO           (SERIO)Ci sono io!… Comunque senti bene cosa succede quando si muore!...

(GUARDA E SEGNA GIACOMO)La tua anima si presenta davanti a questo vecchio signore,che ti farà delle domande… a seconda delle TUE risposte deciderà se farti entrare di fronte oppure se farti entrare dietro!

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GIACOMO            (SORPRESO)Dietro?... E cosa c’è dietro!

GUSTAVO           (SERIO)Dietro c’è la porta per l’inferno!… O meglio,lo scivolo, quando uno ti dice vaidietro… non è come se ti mandasse all’inferno?… Dunque tu mi fai sempre il perdere filo… dove ero rimasto?… Ah sì, dietro!… Arriva su un ladro… e il vecchio dice... dietro!

arriva uno… “sono napoletano”…dietro!

arriva un altro… “sono toscano”…dietro!

arriva uno tutto sorridente con una chioma di capelli lunghi… un CAPELLONE… “MI CONSENTA”!*… Ma non ci pensi neppure!… Dietro! milanese… dietro!

siciliano… dietro!

Senti cosa succede quando arriva questo!… Arriva uno...dice…*

“GENOVESE”!* (COMPLETO SILENZIO)Il PORTONE SI APRE… lL PORTONE!… Non la piccola porta, IL PORTONE si apre!… Hai visto!… Hai visto essere genovese?… Ora dimmi se il bambino non era genovese!*

GIACOMO            (SORRIDENDO)Hai ragione tu!… Io sono scemo!... Ti sto ancora a sentire nelle tuefantasie!… Povero me!… Sono pure cresciuto con te... ora mi accorgo che se andavo via da questo quartiere, sarei cresciuto veramente felice… dove ho sbagliato?… Dove ho sbagliato? Dove?*

GUSTAVO           (SERIO)L’unico sbaglio che hai fatto è stato quello d’aver studiato dalle suore!… Sevenivi alla “Pier Maria Canevari” magari ti facevano un monumento vicino a me!*...

Più piccolo del mio!*…Ma anche tu saresti stato monumentato!*

GIACOMO            (SORRIDENDO)Per carità!… Per carità, ho vissuto tutta la vita con te… mancherebbeanche che ci mettano insieme o vicino anche nel monumento… per poi sentire altre di queste storielle!

GUSTAVO           (SERIO)Malgrado le prove, tu non credi a quello che ho scoperto, vero?

GIACOMO            (SORRIDENDO)Ma che prove? Quelle erano tue fantasie!

GUSTAVO           (ARRABBIATO)Ah! Ma tu vuoi ancora delle prove? Tu non mi credi malgrado tuttoquello che t’ho insegnato!*

GIACOMO            (SORRIDENTE)Vuoi raccontarmi ancora delle storielle?

GUSTAVO           (RIMANE IN SILENZIO, FISSA SERIO GIACOMO)Ma tu il passaporto ce l’hai?

GIACOMO            (SERIO, AFFERMATIVO)Certo… ho il passaporto!

GUSTAVO           (SERIO)Ma è quello genovese?… Oppure quello italiano?

MARCOLINO     (SORRIDENDO)Ma papà il passaporto è solo italiano!

GUSTAVO           (SERIO)Ma il mio è quello genovese!

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GIACOMO            (SORRIDENDO)Ooooh!… Sarà scaduto oramai!… Forse non sai che ilpapare non c’è

più!

GUSTAVO           (SERIO)Èche i cambiamenti vanno troppo in fretta!… Comunque il tuo passaporto,

quello italiano… è ancora valido?*

GIACOMO            (CURIOSO)Certo che è valido!… Ho sempre pagato la tassa… Ma perché?

GUSTAVO           (SERIO)Perché domani vai alla stazione Brignole e prendi il treno!… Capisci!*

GIACOMO            (SERIO)Prendo il treno e dove vado?

GUSTAVO           (SERIO)Prendi il treno e vai a Roma!*… Spero che tu… almeno sappia che Roma è

ancora la capitale d’Italia!*

MARCOLINO     (SERIO)Ma papà, per andare a Roma non occorre il passaporto!

GIACOMO            (SORRIDENDO)Vedi anche tuo figlio lo sa… per andare a Roma non occorre il

passaporto! Ma cosa devo andare e fare a Roma?... E perché?*

GUSTAVO           (SERIO)Marcolino ha ragione!... È vero non occorre il passaporto per andare a

Roma!*… Ma per andare nello Stato Vaticano sì!*.

GIACOMO            (PREOCCUPATO)Tu…Tu… Mi vorresti mandare al Vaticano?... E perché?

GUSTAVO           (SERIO)Allora domani mattina con il tuo passaporto… vai alla stazione Brignole…

prendi il treno mi sembra quello delle otto e dieci per Roma… e quando arrivi… vai allo Stato Vaticano!… Capisci!*

GIACOMO            (SERIO)Ma perché devo andare nello Stato Vaticano?

GUSTAVO           (SERIO)Tu… vuoi una prova cheil bambinoera genovese!…Allora meglio del

Papa… che ti confermi quello sto dicendo… la giusta verità!*

GIACOMO            (AGITATO)MaIO… io    devo andare dal Papa? Ma lui non mi riceverà!… Con tutta la

gente importante che deve incontrare… figurati se lui vuole incontrare me!

GUSTAVO           (CALMA GIACOMO CON IL PALMO DELLA MANO)Aspetta… aspetta… che quando ti avrò detto

come fare… allora mi darai ragione!*… Come al solito!*

GIACOMO            (PREOCCUPATO)Sarà… ma quando tu vuoi avereragione, significa che mi stai

raccontando un’altra favola!

GUSTAVO           (SERIO)Tu pensi che io ti racconterei una favola con il Papa!(GIACOMO MUOVE LA TESTA IN

SEGNO AFFERMATIVO)Dunque!… Senti bene le spiegazioni che ti aiuteranno aincontrarti con il Papa!… Quando tu arrivi alla porta del Vaticano vedrai due ragazzotti vestiti con i pantaloni alla zuava!*… Tutti strappati a strisce e tutti colorati come il vestito di Arlecchino… Ah! Stai attento… come arrivi vicino a

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questi due ragazzi ti bloccheranno il passaggio… con dei taglia teste… quindi stai lontano almeno mezzo metro!*

GIACOMO            (PREOCCUPATO)Ma è così pericoloso?

GUSTAVO           (SERIO)No se stai lontano mezzo metro… Oh!… Comunque questiragazzotti tidiranno… glukkup… clukkup… cùcù!*

GIACOMO            (SERIO)Ma come parlano questi ragazzi?

GUSTAVO           (SERIO)Parlano con la loro lingua!…Vuoi che ti ripeta il discorso della napoletana?...

Parlano la loro lingua svizzera!… Vuoi la traduzione?

GIACOMO            (SERIO)Forse è meglio!

GUSTAVO           (SERIO)Ti traduco solo o vuoi che ti ripeta quello che usualmente ti dico… cioè ildiscorso lo vuoi parziale o completo!*

GIACOMO            (SERIO)No… no… dimmelo tutto!

GUSTAVO           (SERIO)Va bene… io ti posso tradurre dalla lingua svizzera all’italiano!… perché hostudiato alla “Pier Maria Canevari”!

GIACOMO            (INTERROMPENDO, AGITATO)Ma non dirmi sempre le stesse cose!

GUSTAVO           (INTERROMPENDO)Ma io ti ho detto se volevi la versione completa!… Sei tu che mi haidetto sì!… Dunque la traduzione è questa:“Cosa fai?... Dove vai?... Cosa vuoi?”*

GIACOMO            (SERIO)Ecco così io sono sistemato!… Figurati che quando gli dirò… a parte chenon credo mi comprenderebbero… “che voglio parlare con il Papa”, come minimo mi tagliano la testa!

GUSTAVO           (SERIO)Si… accorgerebbero che nella tua testa non c’è niente!

GIACOMO            (SERIO, AGITATO)Sono stufo!… O mi spieghi cosa vado a fare al Vaticano, o io prendouna decisione drastica!

GUSTAVO           (SORRIDENDO)Che abortisci anche me?... (GIACOMO SEGNA CON LA MANO COME AFFERMATIVO)

Non c’è niente di pericoloso… perché questi ragazzi comprendono solo una parola… una parola che è magica!

GIACOMO            (SORPRESO)Una parola magica?… E che cos’è, abracadabra?

GUSTAVO           (SERIO)Se vai da quei ragazzotti e gli dici“abracadabra” non ti tagliano la testa!…Ma t’infilzano da parte a parte!*… E poi ti tagliano la testa!*

GIACOMO            (PREOCCUPATO)Allora, quale è questa parola magica?

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GUSTAVO           (SERIO)Se mi dai tempo te la dico!*…Dunque quando i ragazzi ti diranno glukkup.…

clukkup... cùcù … tu estrai il tuo passaporto lo fai vedere e gli dici “GENOVESE”!* Tu vedrai la reazione di questi ragazzotti… con i pantaloni alla zuava!… Si metteranno sull’attenti e ti faranno passare!

GIACOMO            (AGITATO)Ecco lo sapevo che mi raccontavi una favola delle tue!

GUSTAVO           (SERIO)Favole? È che tu non vuoi ammettere le prove che ti do!… Ma il camminoper la prova certa è ancora lungo!

GIACOMO            (SERIO)Cosa intendi dire?

GUSTAVO           (SERIO)Intendo dire… ora… che sei entrato in Vaticano, troverai un uomo vestitocon una tunica tutta nera, una fascia rossa intorno alla pancia e una specie di cappelletta rossa sulla testa… lui sarà seduto sulla sedia e ti dirà “passaporto”, chissà perché tutti quelli che sono al controllo passaporti sono sempre seduti… non si alzano mai… sembrano incollati alla sedia!

GIACOMO            (SERIO)Vedi che anche i prelati sono come noi?

GUSTAVO           (SERIO)Aspetta… quando lui ti chiederà il passaporto… tu gli fai vedere solo lacopertina!*… La foto è meglio di no*… e gli dici… “SONO GENOVESE!”… Vedrai, che lui si alzerà dalla sedia!*… Questo ti dimostra che chi controlla il passaporto non è incollato alla sedia!*… Si alzerà con occhi spalancati… e ti domanderà: “Cosa desidera?” Tu gli risponderai che desideri… mi raccomando non fare il solito genovese dicendo che tu vuoi!… Ma devi dire che “desideri parlare con il Papa”!*

GIACOMO            (AGITATO)No!… No!…Io parlare con il Papa! No!… No!

GUSTAVO           (SERIO)Ma scusa… fai un viaggio di circa 20 ore passi due controlli del Vaticano conil rischio che ti taglino la testa!… Per che cosa?… Per dire che sei stato all’estero?

Èlogico che devi andare a parlare con il Papa… se vuoi sapere la verità!… Solo lui ti può confermare!*

GIACOMO            (SERIO)Ma cosa mi deve confermare?

GUSTAVO           (SERIO)La nazionalità!... Del bambino!… Perché tu non mi credi… quindi… quandoquest’uomo… il controllore…

GIACOMO            (SORPRESO)Il controllore? Che controllore?

GUSTAVO           (SERIO)Mica quello deltramvai!*… Il controllore dei passaporti, riprendo con… ilcontrollore dei passaporti… vedrai che esce dal suo gabbiotto e ti porta in un salone grande!… Ma così grande che sembra Piazza della Vittoria!*... SENZA IL MONUMENTO!*… Cancella anche… le… TRE CARAVELLE!*… Pensa come è grande il salone… in fondo a questo salone vedrai quattro…

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GIACOMO           (SORPRESO, INTERROMPENDO)Non mi stai mica raccontando quella delle quattrosaponette?*

GUSTAVO         (SERIO)Guarda Giacomo che siamo in Vaticano, un po’ dirispetto!Dunque!…Mi faisempre dimenticare quello che stavo spiegandoti… ah... sì ... in fondo questo salone vedrai dei piccoli oggetti… non sono birilli ma sono persone vive e… piano piano camminando, ti avvicinerai a loro e noterai che tre sono vestiti di nero e uno di bianco!... Con te parlerà il birill… cioè quello vestito di bianco… farà andare via tutti quelli vestiti di nero e ti farà segno di sederti… ne avrai bisogno* dopo… tutta quella camminata… ne avrai bisogno*…ecco… a proposito, già che stai parlando con il Papa in confidenza del più o meno… domanda che prodotti usa per lavare la sua tunica*… perchè io ho una camicia bianca, che usavo quando ero partigiano, vorrei farla ritornare bianca come la sua tunica… vuoi mica che te la do… così magari la porti al Papa… in modo che mentre lava la sua tunica, lava anche la camicia*… poi dopo che l’ha stesa ha asciugare... te la fai dare!*… Ma assicurati che prima l’abbia stirata!*

GIACOMO          (AGITANDOSI)Ma tu sei pazzo, io vado dal Papa per portare la tua camicia… masoprattutto pretendi anche che te la lavi…. asciughi… ma tu credi che il Papa non

abbia abbastanza da fare… con tutte le persone che deve incontrare e tutti i viaggi… tu credi che abbia tempo per te e me per fare la lavandaia?*

GUSTAVO           (SERIO, SEGNA CON IL DITO CANDY)No la lavandaia è lì… Il motivo per cui il Papa deve

lavare la mia camicia è perché lui usa un prodotto speciale per la sua tunica!*

GIACOMO            (AGITATO)Ma come posso dare al Papa la tua camicia… da lavare!Chiedergli distenderla per asciugare?*

GUSTAVO           (SORRIDENDO)Mi posso permettere di ricordarti che, dopo che ha asciugato la miacamicia… quando ha tempo la deve anche stirare!*… (GIACOMO SI AGITA)Sì è vero il Papa… ha tanto da fare… viaggi… incontri… parlare… affacciarsi alla finestra per fare qualche chiaccherata…e passare la cera in quei bellissimi saloni… eppure chissà… non perché è il Papa, ma è un uomo che sa stare in salotto… e poi sa parlare molte lingue*… sì lui avrà tanto da fare ma… tu basta che gli dici “GENOVESE”… vedrai che lascia cadere lo strofinaccio per togliere la polvere e ti chiederà: “Cosa desidera?*”

GIACOMO            (SERIO)Non lo sapevo!

GUSTAVO           (SORPRESO)Che cosa non sapevi?

GIACOMO            (SERIO)Che il Papa avesse tanto da fare!… Pure togliere la polvere!… Poverino!…Credo… che non avrà tempo per me!

GUSTAVO           (SERIO)Ricordati sempre di dire “GENOVESE”… vedrai che quando chiederai alPapa il certificato di nascita… Del pargolo…

GIACOMO            (AGITATO)E sì ora il Papa si mette a fare anche l’ufficiale dell’anagrafe!

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GUSTAVO           (SERIO)Tu vedrai che lui alza il braccio destro (MIMA IL GESTO) e a forma di curva

appoggerà la mano sulla cornetta del telefono!

GIACOMO            (SERIO)Telefonerà ai carabinieri?*

GUSTAVO           (SERIO)No! Fa l’atto che fanno tutti gli impiegati!*

GIACOMO            (SERIO)Cioè?

GUSTAVO           (SERIO)Ma scusa, quando tu hai fatto la domanda per la pensione quanti documenti

hai dovuto fare e presentare?

GIACOMO            (ALZA IL BRACCIO VERSO L’ALTO)Tanti… forse un centinaio… Perchè?

GUSTAVO           (SERIO)Bravo… un centinaio… per ogni documento siamo andati in un ufficio…

cento documenti cento uffici… in ogni ufficio un impiegato… ovvero… cento impiegati!*… Vero?*... Se la matematica non è un’opinione… e se quando arrivavi al centesimo ufficio ti mancava un documento… non solo non… ti davano la pensione… ma dovevi ricominciare dal primo ufficio!*… Come il giro dell’oca!

GIACOMO            (SERIO)Che c’entra il giro dell’oca?

GUSTAVO           (SERIO)Quando tu arrivi al centesimo ufficio… e ti manca un documento… allora

devi tornare alla casella uno!*

GIACOMO            (SORPRESO)Ancora non capisco la connessione delle nostre pensioni con il Papa!…

GUSTAVO           (SERIO)A parte che tutte e due incominciano con la “P”,la pensione con il Papa non

c’entra!… Però ti stavo spiegando che c’erano cento uffici… in ogni ufficio… un impiegato, cioè, cento uffici… cento impiegati… cento scrivanie e sulle scrivanie, cosa c’era?*

GIACOMO            (SERIO)E che ne so!… Ci saranno dei documenti!… Che altro può esserci?*

GUSTAVO           (SERIO)IL TELEFONO!… Per ogni scrivania un telefono!… Quindi cento scrivanie

cento telefoni… e cento bracci (IMITA L’AZIONE) che si alzano a curva per prendere la cornetta del telefono!*… Pensa… per fortuna che è stato inventato il telefono… se non esisteva… noi… IO avrei dovuto inventarlo… che fortuna che sulle scrivanie... il telefono… c’era già!… Che fortuna, così all’impiegato non occorreva scollarsi il posteriore dalla sedia… per la pratica della pensione!*

GIACOMO            (SERIO)Ma io ho visto uno che dopo che gli ho dato i miei documenti si è alzato ed è

subito corso!*

GUSTAVO           (SERIO)Sì, può succedere anche questo!… Che uno si scolli dalla sedia ma stai

sicuro che se si alza correndo… non è per la pratica della tua pensione!*

GIACOMO            (SERIO)Ah! no!… Ma allora perché si è alzato correndo?

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GUSTAVO           (SERIO)Perché gli scappava la pipì!*

GIACOMO            (SERIO)Tu dici che era per quello!… Ma che c’entra l’impiegato che deve fare la pipìcon il Papa?… E non mi dire che è la lettera“P”.

GUSTAVO           (SERIO)Ah! Ecco!… Era per dimostrarti che anche il Papa usa lo stesso braccio pertelefonare… infatti, come ti stavo spiegando, alza il braccio (IMITA L’AZIONE) e a curva va verso il telefono prende la cornetta e dice: “Mi porti l’atto di nascita du ninin”.

GIACOMO            (SORPRESO)Du ninin?Ma il Papa parla il genovese?

GUSTAVO           (SERIO, SUSSURANDO ALL’ORECCHIO DI GIACOMO)La lingua ufficiale in Vaticano è il genovesema poi è diventata la lingua segreta… quando Napoleone invase la città di Genova!... Per sicurezza usarono la lingua latina… ma guarda quante cose che ti insegno!*… Per fortuna che ho studiato alla “Pier Maria Canevari”!*

GIACOMO            (SORRIDENDO)Per fortuna che ci sei tu che mi spieghi!… Avolte mi domando comesono arrivato vivo a questa età!… Tu non ti sei mai fatto la stessa domanda?*

GUSTAVO           (SERIO)No! Perché dovrei?*

GIACOMO            (SERIO)Non ti sei mai fatto questa domanda?*… Perché Giacomino non ha maipensato di farti fuori?… Non te la sei mai fatta?*

GUSTAVO           (SORRIDENDO)Nessuno può far fuori una mente così grande!*

GIACOMO            (SORRIDENDO)Forse è meglio che continui a spiegarmi quello che mi vuoi far fare*.

GUSTAVO           (SERIO)Dunque… dove eravamo rimasti?… Ah sì, Napoleone!… No… noGaribaldi!...No… dopo… Ah sì!… Il certificato… dopo pochi minuti vedrai una suora... che va verso la scrivania del Papa!… La vedi correre… correre così veloce… che sembra che sia sui pattini, sussurra qualcosa sottovoce e gli dà un documento!… Il Papa fa uno scarabocchio!

GIACOMO            (SERIO)Lo firma!… Lui stesso?

GUSTAVO           (SERIO)Dopo il Papa te lo consegna!*

GIACOMO            (SODDISFATTO)Oh! Ora cheabbiamo finito… posso andare a casa?

GUSTAVO           (SERIO)No!… Prima devi leggere il documento!... Dai, leggi ad alta voce… dai!*

GIACOMO            (MERAVIGLIATO)Ma cosa vuoi che legga!... Cosa vuoi che ti legga!… Mica ho un foglioin mano!*

GUSTAVO           (SERIO)Uomo dipoca fede!… Se tu leggi il certificato di nascita scopriresti tantecose!*

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GIACOMO            (ARRABBIATO)Ma io sono un uomo con tanta fede!… Ma non tanta immaginazionecome la tua… quindi non posso leggere cosa c’è scritto!

GUSTAVO           (SERIO)No!… Tu non hai poca immaginazione!*… È che tu sei analfabeta!*… Nonsai leggere!… Ma per fortuna che ci sono io che, come al solito ti aiuto!… E gratis!… Senza farti pagare un centesimo!… Dunque, quando il Papa ti dà il certificato di nascita tu lo guardi e leggi (APRE IL PALMO DELLA MANO, COME SE FOSSE UNFOGLIO E INIZIA A LEGGERLO)Papà ebreo!… Mamma… scozzese!… Nazionalità… e quic’è lo scarabocchio che il Papa ha fatto!… Cosa leggi sotto lo scarabocchio?*

(MOSTRA IL PALMO DELLA MANO A GIACOMO)cosa LEGGI?*

GIACOMO            (SORPRESO)Ma cosa vuoi che legga!… Non è uno scarabocchio ma sarà la firma delPapa!

GUSTAVO           (SERIO)Ah! Ma allora sei proprio testone!… Lui ha scarabocchiato sulla nazionalità,infatti, se guardi bene sotto lo scarabocchio si legge ancora la parola GENOVESE!*… Capì, nazionalità GENOVESE!*Il Papa ha scarabocchiato e vicino ha scritto di suo pugno… o di sua mano… ROMANA!*… Capisci!*

GIACOMO            (SERIO)Ma cosa stai dicendo!… Figurati!… Perché dovrebbero nascondere laverità… perché… perché!… Cosa hanno da nascondere?… La verità è importante!… Perché non dovrebbero dire la verità… se il bambino era genovese?...A che scopo tutto viene nascosto?

GUSTAVO           (SERIO)Non lo hai ancora capito!… È tutto questione disoldi… vogliono farcicredere che è romano!… Come ho detto prima!… Così si possono prendere i diritti d’autore… capisci!*

GIACOMO            (RIDENDO)Ma guarda che questa è bella… non l’avevo mai sentita… ma perché

secondo te il bambino non ha mai detto d’essere genovese?

GUSTAVO           (SERIO, SI GUARDA INTORNO, RITORNANDO A SUSSURARE NELL’ORECCHIO DI GUSTAVO)Perché così lui

risulta un… come si dice oggi… “Residenza Estera”*… O “Esilio fiscale” per non pagare le tasse… capisci!*

GIACOMO            (RIDENDO)Ma ne stai sparando una più grossa dell’altra!… Tutte queste storie perconvincermi a essere d’accordo con te sui due giovani!

GUSTAVO           (SERIO)Ecco… Come disse Napoleone, il dado è tratto!

GIACOMO            (RIDENDO)Non l’ha detto Napoleone… maGiulio Cesare!

GUSTAVO           (SERIO)Ma che ridi!… Sei sempre più pignolo!… Che importanzaha chil’ha detto…Napoleone, Cesare o quello di Sampierdarena!… Intendevo dire… ora che i due vitellini hanno fatto il dado… non si può tornare indietro!

GIACOMO            (SERIO)No!… Dobbiamo tornare indietro!… E riprendere dall’inizio!

GUSTAVO           (SERIO)Ma ragiona, io ho più di 65 anni, tu ne hai quasi 80!*

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Papà siediti… sono Gay© Cerutti Giovanni (ALCS)(ITA)


GIACOMO            (SERIO, INTEROMPENDO)Ma che 80, sono più giovane di te!… In confronto a te io sonoun bambino!

GUSTAVO           (SERIO)Bambino?... Ma scusa bambino, dove hai messo il cestino della merenda?*Ma finiscila!… Senti bene questo ragionamento!… La tua figlia si fa suora!… Giusto!*

GIACOMO            (SERIO)Giusto!

GUSTAVO           (SERIO, INDICANDO LE TRE RAGAZZE)Quelli o quelle tre là, se aspettiamo che mi danno unnipotino… ma neppure se le faccio covare un uovo di struzzo riuscirebbero a darmi qualcosa!… Allora cosa aspettiamo? Il marziano?*

GIACOMO            (SERIO)Non riesco a capire come il solito quello che stai dicendo!… Uova distruzzo!… Marziani!… Parla chiaro!… comprendi!*

GUSTAVO           (SERIO)Hai ragione, tu non hai la mia stessa intelligenza!… Ma se nessuno fa unuovo… cioè un figlio, quand’è che ci sentiremo chiamare!… NONNO?*

GIACOMO            (SERIO)In questoti do ragione…Tutta la ragione!*

GUSTAVO           (SERIO)Oh! Ora vedi che incominci a ragionare?... E ora andiamo dal barista!*

GIACOMO            (SERIO)Ma dal barista quello che fa il caffè? (ENTRAMBI FANNO IL SOLITO GESTO)

GUSTAVO           (SORRIDENDO)Certo, se te ne ha offerto uno per quando tua figlia si fàsuora… figuratiora che viene a sapere che i due vitellini si sposano, il caffè… per lo meno… “il caffè gratis*”… deve essere doppio!*

GUSTAVO VA VERSO L’ATTACCAPANNI PER PRENDERSI IL CAPPOTTO E PER CAMBIARE LA BERRETTA 24 CON IL CAPELLO, NEL PASSARE, GUSTAVO ACCAREZZA I CAPELLI DI MARCOLINO, CHE LO AIUTA A INDOSSARE IL CAPPOTTO, APRE LA PORTA (zona 1) FA PER USCIRE.

CANDY PRENDE IL POSTER ARROTOLATO DAL TAVOLO E LO CONSEGNA A ROSAMUNDA, CHE A SUA VOLTA LO PASSA A LILLÌ .

LILLÌ                          (SORRIDENDO VA VERSO SUO PADRE CONSEGNANDO IL POSTER (ZONA 1))Papà questo è unpresente da tutti noi.(ESEGUE UN DIETRO FRONT E RITORNA DALLE SUE SORELLE)

GIACOMO            (SORPRESO, NOTA LA PICCOLA MINIGONNA E CHIEDE A GUSTAVO)Ma dimmi!… Perché!… Mi fa

vedere il fondo schiena?*

GUSTAVO           (SORRIDENDO)È una lunga storia un giorno te la racconterò!

GIACOMO            (CURIOSO)Non puoi abbreviarla?

GUSTAVO           (SORRIDENDO)Ahahah! Ètroppo complicata!… Si tratta di lumache!… scimmie epinguini!… Mettici anche il marziano e si può dire che è come quei racconti moderni a puntate!… come si chiamano?(CERCANDO DI RICORDARE)

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(POI SI RIVOLGE A GIACOMO CON ORGOGLIO)

tirati su bene?*

Papà siediti… sono Gay© Cerutti Giovanni (ALCS)(ITA)


GIACOMO            (SERIO)Racconti a puntate?... Fumetti?

GUSTAVO           (SORRIDENDO, CERCANDO DI RICORDARE)No!… No… quei racconti tipo Dallas!… Ah, sì…una telenovela!… (GUARDA IL ROTOLO) che cos’è, lo sfratto?

APRE IL ROTOLO, LO GUARDA E SI COMMUOVE, LO MOSTRA A GIACOMO

GUSTAVO           (COMMOSSO)La foto di mia moglie ingrandita!(GUARDA LE FIGLIE SEMPRE COMMOSSO)

Grazie!… È un bellissimo regalo!

GIACOMO            (SORRIDENDO)Sembra che parli!*

GUSTAVO     (SERIO)Purché non mangi!*… (GUARDA ANCORA LE FIGLIE)Grazie e brave, sono contento che voi siete allegre!... Mi sento allegro anch’io!… Allegro all’italiana… s’intende! Hai visto!… Hai visto i miei figli!*… Come li ho

GIACOMO            (SORRIDENDO, DÀ  DEI PICCOLI COLPETTI SULLA SPALLA A GUSTAVO)Eh sì… devo ammettere che

hai dei bravi ragazzi!

GUSTAVO           (SEMPRE COMMOSSO)Brave!… Molto Brave!… Anche se sono figli di un marziano!… (ORGOGLIOSO) Ma il cuore eh eh!... È GENOVESE!*… Che brave ragazze (RIVOLGENDOSI ALLE FIGLIE) grazie… grazie... sono veramente grato!… Ma ora io eilsignor Giacomino andiamo a prenderci un caffè (APRE COMPLETAMENTE LA PORTA) Ah,sì, poi andiamo a scuola guida per la patente!

GIACOMO            (SI SOFFERMA SULLA SOGLIA DELLA PORTA) Patente di guida?… Ma che stai dicendo!*

GUSTAVO           (SORRIDENDO)Dai non fare il pinguino!… Nonno!… Uuh!Che effetto ti fa questaparola… Nonno?*

GIACOMO            (SORRIDENDO)Mi dà un fremito interno, mi sento ringiovanito… sono pronto a fare leolimpiadi!

GUSTAVO           (SORRIDENDO)Ehi!Nonno podista!… Perché non mi porti sulle spalle… così risparmiole scarpe!*

GIACOMO            (SERIO)Ma tu sei pazzo!… In cavalletta!… Piuttosto nonno!*… Perché dobbiamoandare a scuola guida?… Mica ho la macchina!

GUSTAVO           (SERIO)La macchina no! Ma molto presto dobbiamo guidare la carrozzella… pensa

bruumm…brum (FA IL VERSO DEL MOTORE DELLA MOTO E CON LA MANO MIMA LACCELERAZIONE DAL

MANUBRIO) giorni pari guido io… bruum… bruumm… giorni dispari guidi tu!(CHIUDE LA

PORTA).

SCENA SESTA

Mario, Antonio, Carletto e Marcolino.

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Papà siediti… sono Gay© Cerutti Giovanni (ALCS)(ITA)


MARCOLINO CHE RIMANE NEL CENTRO DEL PALCO (zona 2) NOTA CHE I SUOI FRATELLI VANNO DA LUI, POSIZIONANDOSI DIETRO DI LUI.

CANDY                  (SERIA)Ma perché hai fatto questo a papà?

MARCOLINO     (GUARDA I FRATELLI)Piuttosto voi… ditemi!… Perché siete vestite da donna?

LILLÌ                          (SERIA)Marcolino anche se stai per diventare papà sei ancora TROPPO piccolo per

comprendere (SI UNISCONO LE ALTRE SORELLE)Sì… sì … sei TROPPO piccolo!

CANDY                  (SERIA)Piuttosto tu, hai visto cosa hai fatto a nostro padre… hai visto?… Ma

perché?… Ma come hai potuto fare!… Come hai fatto?

ROSAMUNDA  (SERIA)Sì, come hai fatto!

LILLÌ                          (SERIA)Sì, come hai fatto!

TUTTE E TRE  (SERIE IN CORO)COME HAI FATTO?

MARCOLINO     (SORRIDENDO)Eh!... voi siete TROPPO GAY per comprendere!

LE TRE RAGAZZE SI METTONO LA MANO SULLA BOCCA MANDANDO UN URLETTO, MENTRE MARCOLINO SI METTE IN POSA ALLA JAMES BOND, CON DUE DITA DELLA MANO COME PUNTA DI UNA PISTOLA DAVANTI ALLA BOCCA, SOFFIA COME SE AVESSE SPARATO E POI POSIZIONA LE DITA VICINO AL BRACCIO MOSTRANDO UN GRANDE SORRISO RIVOLTO AL PUBBLICO.

CALA IL SIPARIO

FINE DELLA COMMEDIA

Papà siediti…Sono Gay ©Cerutti Giovanni 2008

IN MEMORIA DI

AMERIGO ARMANDO GILBERTO GOVI

22 OTTOBRE 1885-28 APRILE 1966

150

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