Parenti serpenti

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P A R E N T I S E R P E N T I

                                          CARMINE AMOROSO

                      P A R E N T I     S E R P E N T I

                                              Commedia in due atti

                             Personaggi:

                             Alessandro

                             Alfredo

                             Filippo

                             Gina

                             Lina

                             Mauro

                             Monica

                             Michele

                             Milena

                             Saverio

                             Trieste

                             Zia Clementina

Tutti i diritti di esecuzione, rappresentazione, riproduzione, traduzione e trascrizione sono riservati.

carmine.amoroso@fastwebnet.it

ATTO I°

    Siamo sotto le feste di Natale. Nell’aria i tipici suoni e musiche e botti augurali.

BUIO

  MAURO (f.s.): Tema: le mie vacanze di Natale. Svolgimento: Come ogni anno le vacanze di Natale le ho trascorse assieme a tutta la mia famiglia nel paese dove sono nati  i  miei  genitori e dove abitano i nonni. La mia famiglia è molto unita ed è composta da mio padre il quale è geometra e lavora  all'ufficio tecnico  del nostro Comune, cioé Teramo, è  tifoso  del Pescara e dice sempre che  una volta era iscritto alla  Democrazia Cristiana  ma che    non l'ha mai votata. Mia madre è diplomata maestra  e lavora nella biblioteca comunale, soffre  di colite con  diarrea  nervosa  per  colpa, dice, della direttrice della    biblioteca, di  mio  padre e anche mia.

  LINA (f.s.): ...questo  ha deciso che quello che  faccio  da  mangiare io, non va bene per lui, preferisce ammalarsi e farmi morire di spavento,te lo dico io.

  MICHELE (f.s.): Ma che ha fatto adesso?

  LINA (f.s.): Non ti voglio agitare proprio la vigilia di  Natale, mettiamoci  una  bella pietra sopra e basta... questo,  mangia  le  patatine  fritte, ho scoperto  che  dopo  la  scuola, va con Nicolino ad ingozzarsi di patatine fritte  da  Hotburger. Michele,  diglielo tu che  si  rovina  lo  stomaco, il  fegato, diglielo quale sara' la sua  fine.Lo   sai  come va a finire? Va a finire che dovrai  portarti      appresso  per tutta la vita, una borsetta  di  plastica  per farci i bisogni dentro, ecco come va a finire.

  MICHELE (f.s.) :  Hai sentito tua madre che non devi  mangiare  le  patatine fritte?

  LINA (f.s.): Mai! Mai! Mai!

  MICHELE (f.s.): Mai!

  LINA( f.s.):  E  pure  gli hamburger,ci  possono  mettere  dentro      quello che vogliono,non lo capisci?

LUCE

  Nonna Trieste è seduta  accanto al tavolo del soggiorno, messa un po' di sbieco, tanto  da   poter  poggiare i piedi su un portabraciere  di  rame. Sta modellando pazientemente delle  piccole  polpettine  per il brodo di Natale.

  I  capelli bianchi, una leggera permanente, uno  scialletto   di  lana poggiato sulle spalle, sul suo volto la storia  di   una    donna    sposata    ad    un    carabiniere, onesta,   lavoratrice, apprensiva.   Si volta a guardare preoccupata la neve che scende.

  TRIESTE  (fra sé e sé):  Gesu'  come  scende... proprio adesso che stanno per arrivare...(Si sente un rumore di porta che si chiude): Save'...Hai tirato la catena?

  SAVERIO  (f.s. seccato)  Ma che tiro?  Se  non  ho  fatto niente!

  TRIESTE  Controlla  bene.Lo  sai che  loro  ci  tengono  a trovare tutto pulito.

   Si  sente lo sciacquone. Dopo un  pò  sulla   soglia appare un vecchietto rubicondo. Si vede subito  che   gli eventi della vita non lo hanno toccato più di  tanto, rubizzo, gli  occhiali  legati  al  collo   da   una   catenina. Da un paio d'anni soffre un po' di perdita di memoria.

  SAVERIO:  Sembra che devono arrivare i principi Torlonia.

  TRIESTE  (guardandolo dritto negli occhi) : Quando ti  dice  una  cosa Trieste lo devi fare. E muto! ( si  porta  il  dito sul naso a mo' di silenzio). Fai come ti ho detto, intanto sposta il televisore da quella parte.

  SAVERIO: Calma!

  Brontolando  se ne va portandosi dietro il carrello col televisore.

  In  questo  stesso  stesso  istante  il  sente  il   suono   prolungato del campanello d'ingresso. Trieste  fa  appena  a tempo a pulirsi  le  mani  con  una   parannanzi che sulla soglia appare Lina, la sua primogenita   con Michele e Mauro. Li accoglie gioiosa e festante. Nonno  Saverio pur  salutando  mantiene   un'espressione   perplessa .I  tre sono ingombri di pacchi e borsoni. Mauro  oltre  al   suo zainetto regge in mano un panettone. Lina, commossa, si stringe alla madre.

  LINA: Mamma  come stai?

  TRIESTE:  Eh! Ringraziando il Signore... andiamo avanti.

  MICHELE ( bacia il nonno) :  Sempre in gamba!

  SAVERIO:  Sono quattro giorni che non vado di corpo!

  Trieste gli lancia un'occhiataccia poi abbraccia Mauro.

  TRIESTE:   Oh  Dio! Oh Dio! Oh Dio! Come sei diventato grande e chi ti riconosce più!

  LINA  (abbraccia  il padre):  Beato te!  (sottovoce ) :  Io dalle due alle tre scariche al giorno!

 

  TRIESTE:  Sempre per quella colite maledetta!

  LINA:  Mamma credimi non so piu' che mangiare! La pasta  mi fa  male, la  carne mi fa male, il pesce mi  fa  male,  la verdura nemmeno l'odore. Posso tirare aventi così?

 TRIESTE:    Accidenti! … (Con un borsone in mano comincia ad avviarsi verso una stanza. Lina la segue) : … mi   stavo     preoccupando, con questo tempo…il ghiaccio…le macchine slittano!

  LINA:   Per fortuna e' cominciato a scendere da poco.  Dopo Popoli...

          Michele tira   fuori  un  giornale, si siede e si  mette  a  leggere. Mauro   rientra nel soggiorno e si ferma a guardare un  quadro,una   specie di " dejeuner sur l'herbe" con carabinieri. Il nonno gli si accosta.

  SAVERIO  (serio) : Noto che hai molto gusto. Questo è un vero  capolavoro, pensa che addirittura è stato  dipinto da  un maresciallo maggiore. Vedi?...C’é  pure la sua firma: maresciallo maggiore Eraldo  Miscia. Ha donato quadri a tutta la sua compagnia e ogni tanto passa a controllarne lo stato di conservazione…infatti molti stanno aspettando la sua morte…

  MAURO (stupito)  E perche'?

  SAVERIO  Perchépoi  avranno un valore inestimabile. E io te lo lascerò in eredità!

  MICHELE (sottovoce, alzando lo sguardo dal giornale): Così ci camperà di rendita!

  LINA  (rientrando) : Mauro  è  inutile  che  sei  andato  ad     appoggiare   le   tue  cose  di  la'. Ne   avevamo   gia'     parlato! Basta  a  dormire  in  camera  coi  nonni, sei     grande,dai! E poi quella è la stanza piu' fredda!  Ti  ammali di sicuro!  

 

 MAURO  ( si rivolge al nonno piagnucolando) :   Nonno, posso dormire con voi?

 SAVERIO:  L'hai sempre fatto!

 MAURO: Oh!

  Nel  frattempo  è sopraggiunta anche  Trieste.  Abbraccia   affettuosamente Mauro e lo bacia.

  TRIESTE:   Che freddo? E' perche' voi siete  abituati  alle     temperature  alte. Quello  si che fa  male!  Oh...Il  mio nipotino dorme    con   noi   e basta! E che grande e grande… e pure se fosse, che è?   

  Suona  il campanello d'ingresso. Saverio esce  ad  aprire. Trieste, agitata, si toglie la parannanzi.

  TRIESTE  Questo deve essere Alessandro...

  Non termine la frase che si ritrova di fronte due  braccia   tese  che  l'abbracciano. E' suo  figlio,  Alessandro, dalla   gestualita'  nervosa  e timida. Dietro di lui  la  moglie Gina, una bella donna procace e appariscente, dallo sguardo furbo e mobile e la loro figlia Monica, una ragazzona sui 14 anni, quarta misura , non molto alta e una faccia ancora da bambina. Seguono i saluti reciproci.

  GINA (ripetendolo a tutti) Stai bene? Son contenta.

 

  MAURO ( nel vedere la cugina così cresciuta è un po’ emozionato)  Andiamo  in soffitta a prendere  le  pallette  per  aggiustare l'albero?

      

  MONICA (con aria  insofferente) Uffh! Ma dai...pensi ancora a 'ste cose?

  GINA (a Mauro, ma come se si rivolgesse a tutti) Lo sai che ha partecipato alle selezioni di Boncompagni?

  Nella confusione Alessandro e Michele restano per qualche attimo da soli.

  MICHELE    Alessandro è caduto  il muro di Berlino.  E'  caduta  la Russia,   la  Cecoslovacchia, la   Polonia, l'Ungheria, la Bulgaria,   l'Albania, la   Romania, la Jugoslavia...E secondo te deve esistere ancora la parola comunista?

ALESSANDRO (a  disagio ) È per mantenere un certo continuum con la storia.

MICHELE  (aggredendolo)  Un che?

  Lina e Gina rientrano e si vanno a sedere su una poltroncina. Gina parla,

  Lina piu' che ascoltarla, la scruta.

  GINA   ...Lo  yoga mi rilassa sia il fisico che  la  mente capisci?   ( si   passa  una  mano   sul   corpo)   I legamenti...ti  si  scioglie  tutto.  Ogni  giorno  poi      un'oretta di meditazione. Guarda te lo consiglio, se  a Teramo c'e' una scuola di Yoga vai...corri subito.

  LINA  (scettica,come l'ultima cosa che farebbe)  E mi devo informare...se c'e', corro!

  Di nuovo il campanello d'ingresso. Corsettina della nonna. Sulla  soglia del soggiorno appare Milena, l'altra  figlia dei nonni, seguita dal marito Filippo.  Tutti in piedi a fare le feste  ai nuovi arrivati. Baci e abbracci.

  Filippo fa un po' la parte del distaccato. E' imponente, i   caratteri  del viso marcati, un naso importante. Milena e' una donnina esile, gli occhi grandi e dolci. Tra i saluti e le chiacchiere si distingue:

  MILENA   ( a Lina)  ...sai qual'e' il mio  piu' grande difetto? E che sono troppo buona. Io  alla gente  gli  do  tutto  quello  che  ho,  e  per  tutta risposta  lo  sai cosa mi prendo? Un  bel  calcio  dove sappiamo... ecco cosa mi prendo.

  LINA  (distratta) E lo so... a esser troppo buone ci si rimette sempre!

  Di  nuovo  il campanello. Corsetto  della  nonna. Appare   sulla  soglia  il  quarto  figlio, Alfredo, abbigliamento   "preppy". Abbracci e i baci, poi Michele lo prende sottobraccio.

   MICHELE    ...allora professore, beato te in mezzo a  tutte quelle  ragazzette...  quant'e'  che  ti  leggiamo  sul giornale? Professore coinvolto...

  ALFREDO  Ma figurati sono ragazzine, su...

  MICHELE Si ma con le mamme …il fascino del docente…

  Mauro con Monica, scocciatissima, sta addobbando l'albero di  Natale. Lui, entusiasta, tira fuori gli addobbi da dentro una scatola...

  MAURO  ( a Monica con una pallina) Che dici, dove lo mettiamo?

  MONICA  (del tutto indifferente)  Boh!

  MAURO   (dispiaciuto)  Ma non ti piace piu' fare  l'albero di Natale?

  Monica  per  tutta  risposta, prende una campanella di cioccolata e inizia a mangiarla guardinga.

  MAURO  ( deluso)  Ma serviva per l'albero!

  Si  avvicina  la  nonna, resta per un  attimo  incantata  a   guardarli, infine li accarezza e li bacia...

  TRIESTE  Le lucette della mia vita...

  Dalla  televisione  provengono le note di  una  canzoncina   cantata  da un coretto di bambini.Il nonno ammmaliato  e   serio guarda le immagini. Milena,Gina e Lina sorseggiando il caffe', fanno  gruppetto a se'.

  MILENA  (a Lina) Ti trovo bene sai? ...dimagrita...

  LINA  E ci credo! La pasta mi fa male, la carne mi fa male,il pesce mi fa male, la verdura nemmeno l’odore.

  MILENA  Sempre con quella colite?

  LINA  Oramai  mi ci  sono  fatta  vecchia...(sottovoce)  piuttosto  te  per  quel     polipetto...ti  sei  fatta vedere?

  MILENA  (scorge la madre che si avvicina)  Shhh!...Che  c'e' mamma...poi  ti dico...( cambia discorso si rivolge  a Gina) Monica ha fatto un bello sviluppo...

  NONNA TRIESTE  Quant'e' cara...che Dio la benedica...

  MILENA  (tirando un sospiro) Certo e' un'eta'  critica...A scuola come va?

  GINA  Un genio non  è!  Ha partecipato all’ultima selezione di Boncompagni (si  gira a guardarla)...Mo' cosa  stai  mangiando?...Mo’ non   lo  sai  quante  calorie  contiene  quella   roba      li'?...Sei proprio dura,eh!

  NONNA TRIESTE  E lasciala stare...

  GINA  Ma cosa lascio stare che mi viene su con un culo che fa provincia! 

   

  MILENA (sorvolando)    ...fra     qualche annetto capirà...(guarda il golf che indossa la cognata) Bello 'sto golfino eh?...ne' leggero ne' pesante...(lo tocca)      Ah!,ma e' cachemire!

  GINA (guardandola di traverso)  Preferisco comprarmene uno ma  buono.  Che serve    comprarsi tanta roba  se  alla fine la devi buttare?

  MILENA    Pure  questo  e'  giusto...(  alla sorella, confidenziale): Senti, ti volevo telefonare...

  L'interrompe  il  sopraggiungere di Nonna Trieste con un panierino  di tarallucci. Gina ne prende subito uno.  Lina   fa una faccia come per dire: "per carita'!".

  NONNA  TRIESTE  Almeno  tu  Milena.  Sono i tarallucci  che  vi facevo  quando  eravate  piccoli, ti piacevano tanto...

  MILENA (A queste parole improvvisamente si angustia. Respinge il panierino con un gesto delicato) Proprio per questo mamma, mi conosco, dopo mi prende      un groppo quì, alla bocca dello stomaco.Grazie...

  NONNA TRIESTE  Acqua e vino ...questi li digeriscono pure i bambini...

  Alla parola bambini Lina fulmina la madre con uno sguardo.

  LINA  Appunto mamma, non insistere, se ha detto di no, eh!

  NONNA   TRIESTE  (senza capire poggia il panierino e fa per andare via)  Mah,  qui  stanno...se li volete...

   MAURO   (sottovoce in tono confidenziale ma di sottile rimprovero) Nonna ma ti  sei  dimenticata?  Non  bisogna parlare alla zia  Milena  di bambini, perchè si dispiace.

  NONNA  TRIESTE   (spazientita)  E  va  bene  ma  tutte  le volte ,eh! (uscendo)

Allora non possiamo nominare più neanche Gesù Bambino?

  MILENA   (riprende il discorso con Lina)  ...Ti dicevo, volevo chiamarti  per      sapere com'era andato il matrimonio...

  LINA (Lina  fa  un  gesto con la mano come  per  dire:  "lasciamo perdere".  Milena  e Gina si  assestano  per  ascoltare  meglio)  Innanzi  tutto quel giorno m'e' uscito  una  febbre  qua sul labbro e non si capisce perché tutte le volte      che c'ho qualcosa d'importante, m'esce st'affare...e  va bene  questa...non si va a scaricare la batteria  della      macchina  proprio  quella  mattina?  Che   poi, avessero deciso di sposarsi in una chiesa del centro uno dice va beh!  chi se ne frega, prendi un tassi' e vai. No!  Loro  hanno  voluto  sposare in  campagna, manco  fosse  stata Carolina di Monaco, ma dico io...

  Michele, intanto, è  impegnato  a parlare di calcio  con  suo   cognato.

  MICHELE   Al 42' Bivi! Al 51' Pagano! Al 74'  Celletti  su  rigore! 'Ncamera quess' e zitto e muto! (S'interrompe e si gira verso la moglie) Scusa tesoro, ti sei ricordata del mio tavor?

  LINA   Io!? Che faccia tosta! Dovevo ricordarmi  pure  del tuo tavor?

  MICHELE  E come dormo adesso?...Mannaggia!

  LINA   Ma  lo sai quando si chiude una  casa?  Eh?...Dalle tapparelle  alla luce al gas...Scongela il  frigo!  (si  rivolge  agli altri) Non fa niente! E io  devo  pensare pure al suo tavor!

 

  MICHELE   (sconvolto)  Il bello e' che non c'ho  manco  la  ricetta dietro...

  MILENA  Ti do' un po' del mio valium...

  MICHELE  Ma non mi fa effetto...

  LINA  Oh Dio mo' comincia...Non collabora! Perche' non  ti  specchi ad Alfredo che fa tutto lui! Eh? S'e' fatto  la serva...arriva  al punto che talvolta torna a casa  dal lavoro  prima  di  me, dico  io  apparecchia  almeno  la tavola, fa qualcosa, alza una volta il culo! No! Io  devo pensare pure al suo tavor!...e che diamine!

  MILENA  Ma lei,com'era?

   LINA  (riprendendo il tono normale) Mah!...dice che era un vestito di Valentino spose. Ma io non ci  credo, l'avra' preso  a metraggio...

  GINA Se non c’hai la possibilità, allora dico io non ti sposare!

  MILENA E sua sorella Rosalba?

  LINA  Ordinaria...A proposito di Rosa… sapete quella mia collega di lavoro...Rosa Giannetta?

  MILENA  Ma chi? Quella che ho conosciuta al mare?

  LINA   Proprio lei… Aveva delle perdite…

 

 MILENA  E allora?

 LINA  In ufficio si confida con me e io le dico immediatamente: amore lascia tutto e vai dal medico.  Il  dottore  appena l'ha visitata ha sgamato  subito, le  ha  fatto  un prelievo, il giorno dopo le ha  detto:  signora bella  qui  si deve operare immediatamente!  Una  volta asportato il...l'hanno fatto analizzare: maligno!

  MILENA  (a Gina)  Una bella donna  alta, slanciata...Il marito  un  pezzo grosso delle  ferrovie.  Due  bambini piccoli.

 GINA (si alza e fa per uscire) Se è per questo succede pure alle basse e racchie.

  LINA Infestata! Le  restano  si  e  no   una quindicina  di  giorni. Sono andata  a  trovarla, mi  ha   detto:  mi stanno curando la gastrite. Meno male che  non      si e' accorta di niente… (segue con lo sguardo la cognata che esce, poi alla sorella, sottovoce): …hai sentito? Mò si chiama meditazione…dice che si deve rilassare, ma di che? Al posto di Alessandro sai i ceffoni…

  MILENA   (complice)   E la pelliccia?  Il  cachemire?...Ma dove li prende tutti questi soldi?

  

  LINA  Eh Milena, lasciatelo dire, quanto sei ingenua!

  MILENA  Tu dici?...Addirittura!

  Sguardo significativo di lina come a dire: " hai voglia!" In  quel momento entra nonna Trieste, loro fanno finta di niente.

  NONNA TRIESTE  Avete sentito che sciagura?

  MILENA  Che e' successo? 

  NONNA TRIESTE  Il terremoto! Come non l'avete sentito in televisione? Migliaia di morti.

  LINA  Ma dove?

  NONNA  TRIESTE  Non ho capito bene...Mi pare  dalle  parti della Cina...

  MILENA  Oh santo Dio...poveri disgraziati, pure il terremoto!

  LINA   (risollevata)  E va beh e'  lontano...che  vogliamo  fare...c'abbiamo avuti tanti terremoti noi qua...con tutti i cinesi che ci stanno poi…quelli sono miliardi

  MILENA   Che  poi io queste scene in  televisione  non le posso vedere...Anche tutti questi  extracomunitari che sbarcano...mi fanno male...sono troppo sensibile...

 LINA  E lo so...Non è da tutti avere la tua sensibilità.

 NONNA TRIESTE  (esce sospirando) Eh Dio mio, Dio mio, abbi pieta' di noi!

  MILENA  …Che dici? Se la fara' sempre con quello, oppure se n’è trovato un altro?

  LINA  Uno soltanto?...Quanto sei ingenua!

  Rientra Gina per prendere un posacenere. Milena che la  vede per prima, immediatamente cambia discorso.

  MILENA  E cosi' il rinfresco non e' stato granche'...

  Gina le guarda.

  LINA  In piedi...hanno voluto fare le cose moderne! Io poi  coi tacchi alti...per carità!

  Gina esce.

  MILENA  Hai visto come ci ha guardate?

  LINA Perché c’ha la coda di paglia.

  Entra Alessandro, complice e affettuoso si  avvicina  alle   sorelle.

  ALESSANDRO   Mamma e papa' stanno bene,vero?...Pure  papa' l'ho trovato meglio questa volta,eh?

  MILENA  Si. Anch'io ho notato un certo miglioramento.

  LINA  E' piu' presente!

  In quell'istante entra nonno Saverio. Ha una buffa cuffietta infilato sulla  testa. L'espressione di  chi  sta ascoltando qualcosa d'importante.  Si  tratta   evidentemente di una lezione di lingue perche' ogni  tanto   si ferma e blatera qualcosa in inglese.

 

  NONNO SAVERIO  ...Thank you...How are you?...

  I figli lo scrutano in silenzio. Dopo un po' si accorge che lo stanno fissando.

  NONNO SAVERIO  Che c'avete da guardare?

  LINA, MILENA E ALESSANDRO  Niente!

  SAVERIO (uscendo) Very good! Matti, tutti matti.

  MILENA  Comunque un pò strano c'e' sempre stato.

  Un momento d'imbarazzo fra di loro. Entra Trieste. Alessandro, come preso da un grande impulso d'affetto, la prende per la vita e la solleva da terra.

 ALESSANDRO   (canta)  Mamma...solo per te la  mia  canzone vola. Mamma, saro' con te tu non sarai piu' sola...

  LINA  e  MILENA  (si uniscono ad  Alessandro)   Quanto  ti  voglio bene...La mia canzone d'amore, che mi sorride  il  mio cuore...

  Entra  Alfredo con una parannanzi e unisce anche lui  al coro.  Ora  tutti e quattro i figli, in  cerchio, sinceramente,  intonano   questo inno d'amore alla   madre.   Nonna Trieste ride, imbarazzata e felice.

   ALFREDO (terminata l'esibizione Alfredo guarda l'ora) Mamma, io quasi quasi comincerei  a  pensare al capitone...

  NONNA TRIESTE  Hai ragione...

  Va verso la porta finestra del balconcino, l'apre, si  copre la testa con la mantellina di lana, esce fuori, subito dopo  rientra con qualche fiocco di neve sulla testa e un secchio. Dentro vi sguazza  il  capitone   ancora  vivo.  Alfredo tenta di afferrarlo, ma gli sguiscia fra le mani. Milena vedendo il serpentone per terra inizia ad urlare.Cosi' anche Lina che, per paura,  sale su una sedia. Richiamati dalle urla, accorrono:  Gina che  imbattendosi   nell'animale  si spaventa e sale pure lei su una  sedia,  poi  mano  a  mano:  Michele, Filippo,  Mauro, Monica. Il   capitone  intanto  sguiscia per la stanza, la  nonna  e  gli   uomini  lo  inseguono tentando  di  acchiapparlo. Entra  il   nonno con la sua cuffietta.

  NONNO SAVERIO  ( fra se' e se')  What is this?...This  is  window...( fa  un  sorrisetto  come per  compiacersi del successo...poi improvvisamente si accorge del capitone, e senza   minimamente  scomporsi  lo afferra, apre la finestra  e  lo   butta giu'...Quando si gira trova lo sguardo esterrefatto del gruppo di famiglia rimasto immobile) Eh! Io lo dico sempre a Trieste di chiudere bene  le  porte  che possono entrare  gli  animali.  Ma lei, vattene...

  BUIO

  E' tornata la tranquillita'. Michele, Filippo e  Alessandro   guardano   e   commentano un programma sportivo in televisione...

  MICHELE  Contropiede favoloso...

  FILIPPO   Non  c'e'  niente  da  fare: e' il migliore marcatore d'Italia!.

  Alfredo  attraversa  il soggiorno indaffarato.  Coglie  le parole dei cognati e si inserisce nel discorso vedendo  il   calciatore in televisione.

  ALFREDO  Un vero fuoriclasse...

  ALESSANDRO  E' di razza...

  ALFREDO    Favoloso...Guardate   che  muscoli...Deve   avere   dei      pettorali d'acciaio... un ghepardo...

  MICHELE (guardandolo un po' sorpreso da tanto interesse) Ha segnato al 18' su rigore...

  ALFREDO  Con chi gioca?

  Tutt'e tre lo guardano esterrefatti.

  FILIPPO  Con la Roma...Con chi dovrebbe giocare?

  ALFREDO  Ah! (Ed esce seguito dallo sguardo dei tre...)

  Entrano  Milena e Lina, chiacchierando, con l'occorrente  per   preparare la tavola.

  MILENA  (indica sorridendo l’appartamento di sotto)  Per poco Ersilia non è morta d’infarto. Il capitone sulla testa!

  LINA  Non riusciva a crederci… ( passa Trieste  con il braciere  in  mano,rapida  e   timorosa) Che devi fare con quel braciere?

  NONNA TRIESTE  (come colta in fallo)  Lo vado a mettere un  po' in camera!

  MILENA   Mamma  quante  volte  te  lo  dobbiamo  dire:  il braciere nella stanza da letto è pericolosissimo...

  NONNA  TRIESTE  (urtata)  Un'oretta!...prima di  andare a dormire lo tolgo, no!?.

  LINA   Brucia tutto l'ossigeno...Ma non vi potete comprare  una stufetta, dico io?

  NONNA  TRIESTE  (camminando)  E' cinquant'anni che  ce  lo  metto e siamo ancora vivi! (scompare)

  MILENA  Certe volte pure lei...Una cocciolona...

  Trieste rientra quasi subito veloce nella stanza, come  se   avesse   sentito  qualcosa, si  avvicina   alla   finestra. L'apre, si  copre di nuovo la testa con la mantellina e  si   affaccia fuori. Si e' fatto buio, leggeri e impalpabili fiocchi  di   neve la sfiorano delicatamente. Si volta, fa fare silenzio  con  un   gesto della mano .  Filippo abbassa il volume del televisore  e ognuno si mette in ascolto.

 Nel piu' completo silenzio che dura qualche  attimo, si comincia a sentire  il   tenue suono di una campanellina. Si abbassano le luci.

 NONNA TRIESTE (sacrale) shhh…ci siamo…

 MAURO (avvicinandosi al padre) Papà che significa?

 MICHELE (mette il braccio sulla spalla del figlio e gli parla sottovoce, commosso)

Questa campanella che senti si chiama la squilla  e suona durante la processione la sera della vigilia di natale. È una tradizione molto antica  che esiste solo nel nostro paese, antica, antica… ed è bellissima, perché mentre suona la campanella, tutto nel paese si ferma e tutti devono stare a casa perché, la tradizione vuole che i figli devono baciare la mano dei loro genitori.

  ALFREDO (che non si e' accorto di nulla entra distratto con   la sua parannanzi e un mortaio in mano, a voce alta)  Mamma' dove sta' la cannella? (Tutti con la faccia seria gli impongono di fare  silenzio. Lui immediatamente realizza, si scusa a fior di labbra   e tace).

Alessandro è il primo ad inchinarsi di fronte a nonna Trieste ed a baciarle la mano.

  ALESSANDRO  Ti voglio bene mamma...

 Alessandro  s'inchina a baciare la  mano  di   nonno   Saverio, il   quale  non  e'   affatto sorpreso, anzi, lascia   fare  come  se  si  fosse  trasformato   in   cardinale.  Tutti  gli altri mano a mano, s'inchinano in questo  gesto pieno di significati. Sia Lina  che  Milena dopo il baciamano abbracciano i genitori per  testimoniare maggiormente il loro affetto. Gesti, sguardi d'amore,di   dolcezza, di   affetto, di tenerezza...

  MILENA   (sospirando) Meraviglioso!

  NONNO SAVERIO (rompendo la sacralità del rito)  Ma quando si mangia?

  La tavola intanto è stata apparecchiata per il cenone. Il ricco cenone di magro della Vigilia di Natale. Ognuno prende posto e si sistema. La  televisione e' accesa e viene posizionata  da  Alfredo   verso  i  commensali,  in modo che  puo'  essere  vista  e  commentata da tutti.

 

  ALFREDO  Va bene cosi'?

  Tutti asseriscono. Cicaleccio. Serenità. Mauro  e  Monica tentano di far fare silenzio  perche'  in   televisione c'e' Zucchero. Entra la nonna con una zuppiera fumante. Tutti  l’accolgono con una  esclamazione  di   gioia...Oh!...

  La  nonna  poggia  la  zuppiera  sul  tavolo e inizia   il   passamano  dei piatti che vanno a formare  una  pila   davanti  a  lei che con mano esperta e conoscendo   l'appetito   dei suoi inizia  a  fare le dovute  porzioni: un  piatto   colmo per Alessandro...

  ALESSANDRO  (estasiato)  I fidelini col tonno!

   ...Una forchettata per Gina; a Monica non troppi  perche'  se no Gina la rimprovera...

  GINA  ( a Monica)  Quanti  te ne fai mettere!

  NONNA TRIESTE  E su'... e' Natale!

  GINA   Mangia, mangia  cosi'  ti prende di sicuro Boncompagni…

  ALFREDO   Le cose piacevoli della vita o sono  illegali  o sono  immorali o fanno ingrassare, come diceva  Bernard Show!

  GINA (oca)  Carina!...Chi è tipo Costanzo Show?

  ALFREDO  Sì, Bernardo Show!

  Intanto  a Filippo va un piattone colmo, a Milena che  non ingrassa una porzione normale, per Lina un mezzo piatto.

  LINA (a tutti) … la pasta mi fa male, la carne mi fa male, il pesce mi fa male, la verdura nemmeno l’odore. Posso tirare avanti così?

  Giunto  il  turno  del nonno,

  NONNO  SAVERIO (che ha  seguito con espressione compunta, in attesa, tutta l'operazione, rivolgendosi a Trieste puntualizza) A  me  poco  perche'  mi  devo  mantenere leggero!

  NONNA  TRIESTE   (versandogli  una  porzione  normale)   E sentiamo    perche' ti dovresti mantenere leggero?

  Tutti   in  silenzio  si  guardano, come  a  dire: adesso cominciamo...

  NONNO SAVERIO  (spazientito)  Come se non lo sapessi!

  NONNA TRIESTE  (tignosa)  E me lo sono scordato. Perché?

  NONNO SAVERIO  (furente)  Perche' domani sono di servizio!

  NONNA  TRIESTE  (smette di fare le porzioni, guarda il marito dritto negli occhi, come se ogni tanto  si   rifiutasse di accettare i suoi momenti di oblio e sbotta)

Save'...Tu sono vent'anni che stai in pensione!

  NONNO SAVERIO  ( rimane colpito. Nel silenzio generale, con tutti gli sguardi addosso, dice con tristezza)  Ragazzi, a me mi dispiace dirlo, però è da un po' di tempo che vostra madre  non  ci  sta  tanto  col cervello e occorre prendere  dei      provvedimenti. Prima che sia troppo tardi! (guarda  sua  moglie) Trieste ti devi curare!

  Sorrisi un po’ amari.

  NONNA TRIESTE  ( ha finito di servire e si siede piuttosto toccata) Eh, mannaggia la testa!

  ALESSANDRO  A ma' e dajie su'!...eh!...Buon    appetito...

  Tutti rispondono. L'atmosfera  ritorna quella di prima. Ognuno  inizia   a   mangiare  con gusto e allegria.    Rumore di piatti, posate, tintinnio di bicchieri.

In tv la voce di Raffaella Carrà .Milena la guarda.

  MILENA   Pure questa…me la ricordo sempre cosi'.  Da  quando ero piccola! (riflettendoci su) …ma se io ero piccola, lei quanti anni c’avrà?

  Improvvisamente Alessandro si alza, va verso la madre, le dà un sonoro bacio sulla guancia.

  ALESSANDRO  Sono troppo buoni, ma'!

  Lina si sporge a fissare il marito, che  piu' che mangiare  trangugia  sonoramente  la   pasta.

  LINA  E non ti strafogare...

  MICHELE  (tra i denti)  E non rompere la minchia.

  LINA  Sempre fine...

  Filippo guarda la tavola imbandita pensieroso.

  FILIPPO (guarda pensieroso la tavola imbandita)  Tutto questo ben di Dio e ci sta chi in italia si  lamenta...Noi qui c'abbiamo   tutto:   mangiare   a      volontà, democrazia, liberta'...

  MICHELE  (di rinforzo)  Un paradiso! Però certi  italiani  (e  guarda  Alessandro)  hanno  dovuto  aspettare che crollasse  il muro per rendersi  conto...Avojia a di'...i nostri rivoluzionari...Io mo' li spedirei tutti in Bulgaria, Albania, Romania...

  Si passano il vino. In televisione si sente una nota cantante.

  NONNA TRIESTE  Povera gente...

  MILENA  (rabbrividendo) Mi si stringe il cuore solo all'idea di tutti questi poveri extracomunitari senza una casa, un pasto caldo ...(assaggia il  vino e cambia improvvisamente tono)  Ma  questo  cos'e', Montepulciano  d'abruzzo?

 

  ALESSANDRO   (esperto) DOC!...Cantina sociale di Tollo!

  Il nonno prende la bottiglia e se ne versa un po'.

  NONNA TRIESTE  (al marito)  Bevi,bevi...ca' ti fa bene alle arterie!

 NONNO SAVERIO ( di nuovo con il dito sulla tempia) Poi non venite a piangere da me!

  Alfredo per alleggerire la tensione, si sporge a vedere la tv…

  ALFREDO   ...Quanto  non  ti sopporto! Io  questa  non  la sfiorerei nemmeno con un bastone lungo tre metri!

  MICHELE  Alfre', lascia perdere, che io qualche bel colpetto...

  LINA  Eh,lui subito...quando si tratta di bastoni...

  NONNO  SAVERIO  Se avessi settant'anni,ve lo farei  vedere io!

  Tutti ridono...

  NONNA TRIESTE  ( lo fulmina con lo sguardo) Zitto e mangia!

  LINA  (al marito che continua a strafogarsi) Io vorrei sapere perche' mangi come un cassonetto!

  MICHELE (seccato)  Non mangio come un sacconetto.

  LINA  E allora come?

  MICHELE  Mangio normale!

  LINA  Ma non capisci che cosi' non riesci ad assaporare il gusto della roba che mangi! Eh?

  MICHELE  L'assaporo, l'assaporo...

 LINA  (si rivolge a tutti)  Signori, io mi spacco in due in cucina, tutti  i giorni, arriva lui...blob (si  porta  la mano alla bocca) e butta giu', nemmeno si accorge di quello che mangia!

  MICHELE  Me ne accorgo, smettila!

  LINA  La smetto quando mi pare e piace. Va bene?

 In  televisione intanto c'e'  Mike  Bongiorno in uno  dei  suoi   quiz. Milena, l'esperta, e' attenta.

  MILENA  Shhh!...Fatemi sentire un attimo...

  Trieste si alza, esce e rientra con un’altra pietanza. Mike Bongiorno fa la domanda. Milena risponde  esattamente.Tutti si congratulano con lei.

 Lina   ha   qualche   difficolta'   con   le   spine   del  pesce. Trieste, seduta accanto,  se n'accorge e le da' una mano...

  LINA  Da quand'ero piccola...Non ci riesco...

  NONNA TRIESTE  (commossa)  Ogni tanto penso a  quando eravate    piccoli...e   me   lo    devo    dimenticare  subito...perche' mi viene un nodo alla gola... (si porta un fazzoletto sugli occhi).

  MILENA  Mamma...

  NONNA TRIESTE  Volevo che crescevate felici...

  MILENA (guardandosi attorno, poi alla madre) Ma noi siamo felici!

  Dalla tv provengono le note di un jingle pubblicitario.

  NONNA  TRIESTE  Io lo dico sempre a Gesu', fa' soffrire a me, ma non far soffrire loro!

  LINA (prendendo affettuosamente la mano della madre) Mamma ti prego...Perche' dici cosi'? Noi siamo tutti  qui'...uniti...contenti...

  NONNA  TRIESTE   E' vero...Siamo fortunati  ad  avere  dei  figli  come voi...(si soffia il  naso)  Quando  penso   a  quei  poveretti  che  non   ne   hanno...Che      tristezza!

  A  queste parole Milena, visibilmente sconvolta, si alza da tavola. Tutti la guardano senza capire. Lina invece ha capito. Fa cenno agli altri di far finta di niente, raggiunge la sorella e le mette a posto, con un gesto intimo, una ciocca di capelli che le ricade sul viso.

  LINA  Perche' fai cosi'?

  MILENA  (strappa da un rotolo un foglio di scottex e si soffia il naso) Scusa...scusatemi...

  LINA    Ma  di  cosa  ti  devi  scusare?  Siamo   la   tua famiglia. Sei tu che non te la devi prendere  cosi'...Ti fa male...(le accarezza il volto) Dio ha voluto che  tu  non  ne  avessi. Basta! Credimi i figli non  sono  tutto  nella vita...Accidenti pure mamma e quando comincia coi  suoi discorsi!

  Intanto è sopraggiunto Mauro. Lina pensa sia per vedere che  succede.   Commossa, si rivolge al figlio teneramente.

  LINA    Non  ti  preoccupare, non  e'  successo  niente a zia...Vai a tavola amore, che adesso veniamo pure noi...

  Alla vista del bambino, Milena singhozza ancora piu' forte. Anche se in realta' Mauro è lì soltanto  per prendersi un barattolo di coca cola dal frigo...

  LINA  (dura)  Ma che fai? 

  MAURO  (col barattolo di coca cola in mano)  Me l'ha detto la nonna che posso!

  LINA   Senti questo sfrontato. Ma come ti viene in  mente? La coca cola. La coca cola con il baccala'! ( gli dà uno scappellotto. Mauro comunque se ne va con la coca cola)…  Hai visto? Servono soltanto a farti  avvelenare  il sangue.

  MILENA   (singhiozzando)   Almeno c'hai qualcosa per cui  vivere!

  LINA ( torna ad accarezzarla) Eh!

  MILENA   E'  che  sono depressa...Tu non  sai  che  brutta bestia che è la depressione.

  LINA  E lo so,lo so!

  MILENA  No tu non lo sai! Solo chi ne soffre veramente  lo puo' sapere.

  LINA  Invece lo so!

  MILENA  No,non lo sai.

  LINA (Lina seccata si scosta leggermente) A Mile' che ti devo dire, eh!...Allora non lo so.

  MILENA   Ti  alzi  la mattina  e  ti  senti  completamente vuota...disperata!

  LINA  Ma perché?

  Milena si allontana da lei. Ha il volto impiastricciato dalle   lacrime...

  MILENA  ( urlando) Perche' sono sola! Sola! Sono una donna completamente sola!

  Alle sue urla accorrono Trieste e Filippo e tentano di consolarla. Filippo le prende un bicchiere d'acqua.

  MILENA  (oramai in preda ad una crisi di pianto) A chi  lo do tutto questo affetto che c'ho dentro?...A chi?

  FILIPPO  (porgendole il bicchiere)  A me tesoro, a me!

  Milena lo fissa per un attimo in silenzio e poi lancia un urlo atroce...

  La cena continua. Lina torna a sedersi. Milena è ancora assente.

  GINA    Quest'estate  alle  Tremiti  sapete  chi   abbiamo  incontrato?

  LINA  (tentando di riassumere un'aria normale)  Clelia!

  GINA   Mo'  quale  Clelia. Nientepocodimenoche  reggetevi forte...Ornella Muti!

  ALFREDO  Ma dai!...Alle isole Tremiti? Ho letto che stava a Porto Ercole!

  GINA  Ti dico di si.

  ALESSANDRO   Nemmeno  io ci  volevo  credere...Ho  pensato figuriamoci  se  una vip come lei viene a  passare  le vacanze qui'...e invece...

  GINA  Invece  una  mattina  sul  presto  l'incontriamo. Mentre  se  ne andava in spiaggia con nonchalance… Normale...

  ALFREDO  E com'e'?

  MILENA  (tirando su col naso, a Lina)  Chi?

  LINA  Ornella Muti.

  MICHELE  E come dovrebbe essere? 'Na bella gnocca!

  GINA  Mo' non credere che sia tutta questa bellezza!  L'e'  piccolina, le orecchie a punta,un po' come quelle di Lina. 

 LINA (risentita) E che c'ho le orecchie a punta io?

  GINA  Un pochettino si...

  ALESSANDRO   (strizza  l'occhio  ad  Alfredo)  Non  da' retta...E' ben carrozzata!

  GINA   Ben proporzionata!...Mo' vi dico cosi'  naturale che   mi  ha  fatto  impressione...Tutt'a   un   tratto vedermela di fronte,brrr...

  In  televisione  c'e' Patty Pravo che  canta  una  vecchia   canzone. Lina la guarda...

  LINA   Pure questa...quanti anni c’avrà?

 NONNA   TRIESTE  (soffocando una risata col  tovagliolo  premuto sulla bocca)  Ve  lo  ricordate   Alfredo   quand'era piccolo, che  si metteva davanti lo specchio  a  imitare  Patty Pravo e le gemelle Kessler?

  Tutti ridono.

  ALFREDO  (imbarazzato) Mamma ti prego. Odio questi ricordi!

  NONNA TRIESTE  E che c'e' di male?...Siamo in famiglia!

  LINA   Che  ridere!  (canta)   La  notte è piccola per noi,troppo  piccolina...Dai Alfredo, perché non  ce  ne rifai un pezzettino?

  ALFREDO  Ma siete matti?

  TUTTI  (incitandolo) Che ti costa? - Solo un pezzettino. - Non farti pregare!

 ALFREDO ( imbarazzato, ma anche con la sua voglia di esibirsi)  Oddio  che   vergogna...solo un pezzettino però...

  Esce. Dopo  un po' rientra cantando e  ballando  "Dadaumpa", alla maniera delle gemelle Kessler. Tutta la famiglia canta in coro e segue il ritmo battendo   le mani.Solo il nonno guarda perplesso. Finita l'esibizione, Alfredo accaldato torna al suo posto. Nonna Trieste lo guarda teneramente.

  NONNA TRIESTE  Alfre', tu devi promettere una cosa a  mamma tua...

  ALFREDO  (col fiatone)  Che cosa?

  NONNA  TRIESTE  Ti voglio vedere sistemato! Con una  bella moglie e mi devi dare pure un nipotino!

  ALFREDO  Ma mamma, io sono un single!

  NONNA TRIESTE  (non capisce)  Che cos'e' lui?

  MILENA  Si chiama cosi' uno che vive solo...Mamma, lui deve fare quello che vuole!

 NONNA TRIESTE  Va bene adesso che sei giovane Alfredo.  Ma quando  sarai  anziano chi pensera' a  te?  (prende  di nuovo  il fazzoletto e si soffia il naso  commossa)  Se non ci foste voi...che vita sarebbe la nostra?

 LINA ( lancia uno sguardo di rimprovero alla madre)  Alfredo c'ha ragione. Trovare una brava ragazza oggi è difficile. Non credere mamma che la gente sia  tutta come noi. La  gente è malvagia, ignorante,  ipocrita, falsa...pensa  solo al  suo  piccolo...

  MICHELE   ( di rinforzo)  Perché si è perso  il  valore della  famiglia!  Ecco  perche' i  giovani  vengono  su  sbandati...senza  ideali. Ma ce lo vogliamo  mettere  in testa che  noi  siamo  soltanto  dei  replicanti?   E  allora?...Il  nostro compito è quello di  trovare  una  moglie, un  lavoro,  una casa, mettere al  mondo  qualche  bambino...(gli arriva un calcio sullo stinco da Lina) E poi cercare di essere uniti il piu' possibile e tenersi  per mano...

  Trieste condivide con un cenno del capo. Esce. Milena, lo sguardo fisso, piange sommesssamente. Rientra la nonna col capitone in teglia, poggia sul tavolo e inizia a fare le porzioni.

  NONNA  TRIESTE  (sorridendo) Meno male che è finito in testa ad Ersilia!

  Tutti sorridono e si girano a guardare il nonno.

  NONNO SAVERIO  Che c'avete da guardare?

  MILENA (guarda fuori dalla finestra)   Questo Natale è arrivato con tutti i      crismi...Guardate come vien giu'...

  GINA  (gatta, rannicchiandosi tra le braccia del marito)  E' tutto cosi' bello...cosi' intimo...

  Alessandro  felice, la  stringe  a  se'. Lina e Milena si lanciano uno sguardo complice. Michele  con molto "tatto" ne approfitta per premere la sua gamba contro quella di Gina che non si scompone, anzi, accentua le moine al marito.

  LINA (sarcastica, mentre passa alla cognata il piatto con il capitone)  Pure da voi si usa il capitone?

  GINA  No, da noi non si usa.

  MICHELE  (paonazzo)  Uhmmm!... non sai che ti perdi...

  LINA  Lo sa, lo sa...

  NONNA TRIESTE (guarda l’orologio) Sapete, qui ridendo e scherzando abbiamo fatto quasi mezzanotte…(si alza) Saverio vatti a cambiare

  NONNO SAVERIO E perché?

  NONNA TRIESTE (sospirando) Perché è Natale Savé, e dobbiamo andare a messa!

  NONNO SAVERIO La notte di Natale è nato un bel bambino/ bianco rosso tutto ricciolino/ Maria lavava, Giuseppe stendeva/ il bimbo piangeva dal freddo che aveva…eh! Che memoria?

  TUTTI ( ridono e applaudono) Bravo papà!

 Saverio soddisfatto esce.

  ALESSANDRO ( tutto preso dalle moine della moglia, con la faccia da tenerone)   Ve  lo  ricordate quando  eravamo  piccoli  e scendevamo tutti quanti a giocare in mezzo alla neve?

  Alticci, si lasciano andare al flusso dei ricordi, con sottofondo di musiche natalizie che provengono dal televisore.

  ALFREDO   Con te che ti buttavi come un matto  di  schiena per vedere l'impronta che lasciavi...

  LINA   E  quando  Milena ando' a sbattere con a slitta contro al muro, ve lo ricordate?

  Sorridendo iniziano ad uscire per andrsi a preparare.

  MILENA  Ancora ci ridete?...Tre costole incrinate per dare retta a 'sti deficienti! (esce)

  ALFREDO   (perso nei  ricordi)   Quant'era buona  quella neve dentro al bicchiere...con un  goccio  di marsala...(esce)

  MICHELE (rimasto solo guarda fuori la neve che scende. Ispirato) Lenta la neve fiocca, fiocca, fiocca./ Senti: una zana dondola pian piano./ Un bimbo piange, il picciol dito in bocca;/ canta una vecchia, il mento sulla mano. / La vecchia canta: intorno al tuo lettino/ c’è rose e gigli, tutto un bel giardino./ Nel bel giardino il bimbo s’addormenta. / La neve fiocca lenta, lenta, lenta… (commosso esce)

  A mano a mano rientrano e a turno, si controllano davanti al grande specchio dell’ingresso. Si provano i cappotti, i giacconi.

  MILENA  (guarda la sorella)   Secondo  me  ti  cade  meglio  la prima.

  Trieste rientra con una stola di pelliccia  avvolta nel cellophan.  Lina immediatamente se ne impossessa, se l'avvolge attorno al collo, ci affonda il viso...

  LINA  Oddio...L'odore di quand'ero piccola...

  Milena  quasi  gliela strappa di dosso per provarla pure lei: sembrano tornate bambine...Milena con la stola fa un giro su se stessa...

  MILENA  Che bella!...

  Intanto Lina  tira fuori dalla borsetta un rossetto e se lo  passa   sulle labbra...Poi si avvicina alla madre...

  LINA  Mi devi fare la cortesia te ne devi mettere pure tu un'ombra.Se  no  stanotte  alla messa con  noi  non  ci vieni!

  NONNA TRIESTE  (schernendosi) Cosi' rosso? Siete matte?  E che dice la  gente?

  Fa capolino Alfredo. Prende  il  rossetto  dalle mani di Lina  e  va  verso  la   madre. Trieste si allontana, lui la insegue. Quando la raggiunge la fa sedere e con molta padronanza le passa il rossetto sulle labbra. Entra Alessandro, vede la scena, si avvicina alla madre  e la costringe a baciarlo per avere stampigliate le sue labbra sulla guancia. Tutti sorridono. Milena con gesti molto femminili si  tira su le calze. Lina prova gli orecchini. Quando fa  il suo ingresso Gina, altezzosa, vestita con un'elegante pelliccia di visone. Le cognate in silenzio la squadrano...

  GINA  Siete pronte?

  LINA  (alle prese con gli orecchini)  Un attimino...

  Preceduto da un tintinnio di metalli, tenuto  orgogliosamente per mano da Mauro, ecco fare il suo ingresso trionfale nonno Saverio in alta uniforme. Scoramento generale.

  NONNA TRIESTE  (mettendosi una mano sulla fronte)  Ma  che ti sei messo?

  NONNO  SAVERIO  (serio)  Se non me lo metto per  la  messa di Natale, quando me lo metto?

  NONNA   TRIESTE    Ma che è carnevale? Gesù  mio misericordia! Vatti a levare immediatamente quell’affare!

  I FIGLI  (alla madre)  E lascia perdere...

  NONNA TRIESTE  Ma che dobbiamo far ridere la gente proprio la notte di Natale?

   Saverio annusa l’aria e gira i tacchi.

  MAURO (deluso)  Ma perché?

  NONNO SAVERIO  (uscendo con dignità) Uso a abbedir tacendo! È il nostro motto!

                    ATTO II

  È la mattina di Natale. Trieste e Lina, tra le prime ad essersi alzate, già si danno da fare. Anche Alfredo dà una mano. Entra Alessandro, sbadiglia stiracchiandosi, cardigan sopra il pigiama, si accosta alla madre e le dà un bacio.

 

  ALESSANDRO  Buon Natale, mamma.

  NONNA TRIESTE  (sorride affettuosa) Buon Natale…figlio mio… Te ne potevi stare a letto un altro  po’…

  Alessandro abbraccia la sorella, il fratello, poi, stropicciandosi le mani per il   freddo,  va  verso  la finestra a  guardare  la  neve  che scende.  Fa una faccia come per dire: guarda che roba. Si siede.  La madre gli porta un tazzone di latte, gli versa sopra del caffe'  bollente direttamente dalla caffettiera, e gli  passa   una busta di biscotti Gentilini. Entra  Milena, gli stessi gesti, si scambia gli auguri  con  la  madre, i fratelli…va verso  la  finestra e guarda   fuori.

  MILENA   Certe  volte il sogno e' proprio pazzo!  Mi sono  sognata nonna  Annina. Stava sdraiata in  mezzo  ad  un campo di grano.  Io mi sono avvicinata e le ho  chiesto: nonna   che  stai  facendo  qui' per terra?  E   lei,      prendedomi la mano mi ha risposto: Milena aiutami,  sono caduta, e io: come hai fatto a cadere, e lei: sono caduta da un elefante...

  TRIESTE   Da  un elefante? E perche' da un  elefante?  Cosa vorra' dire?

  MILENA  Eh,mamma! Non  lo so! Non lo so perche' da un elefante…(va verso il tavolo) Per me solo un po’ d’orzo.

  NONNA  TRIESTE  Ti ci metto in mezzo un  goccetto di caffe', cosi' ti tira un po' su'...

  ALESSANDRO  Mamma prepara una tazzina di caffe', che  la porto  a Gina...( guarda le sorelle imbarazzato)...che  a lei piace prendere il caffe' a letto...

  MILENA  (sorseggiando il caffe',ironica)  E beata lei  che ha trovato  qualcuno che glielo  porta...(alla madre) papa' si e' alzato?

  NONNA  TRIESTE  No,che quello piu' tardi si alza e  meglio è!

 

Nello stesso istante si sentono provenire delle voci.

 

  VARI (f.s.)  Nonno...papa'...esci!

  NONNO SAVERIO (f.s. a voce alta)  Momento!...Momento!

  NONNA TRIESTE  Si e' alzato! (Si affaccia fuori per vedere)

  MAURO (f.s.)  Ma nonno,  sono tre ore che stai li' dentro!

  NONNA TRIESTE  Saverio esci! E' un ordine!

  Rumore  dello  sciacquone. Attimo  di  silenzio,  rumore della chiave sulla porta  e appare Saverio, un paio di riviste   sotto al braccio.

  NONNO  SAVERIO (serio e compunto)  Ognuno deve aspettare il suo turno.  Cosi' dice il regolamento dell'Arma!

  Trieste alza gli occhi al cielo e torna alla sua occupazione. Entra Gina, tazzina di caffè in mano.

  GINA Auguri a tutti!

  Tutti più o meno rispondono, sguardo critico delle cognate. Si siede mollemente, senza far niente.

  GINA (inizia a canticchiare) Io non ti conosco,io non so chi sei/ ma so che  hai      cancellato/d'un tratto i sogni miei...

  ALFREDO (sbattendo delle uova in un recipiente, si avvicina e inizia a cantare con lei)  ...Eppure adesso  siamo  insieme, non  ti  chiedo  sai, quanto  resterai, dura un  giorno  la   mia vita/ma io sapro' che l'ho vissuta, anche solo un giorno  ma l'avro' fermata insieme a te...

  GINA (continuando il motivetto)  Anche tu sei per Mina?

  ALFREDO   E come si fa?...Lei per me e' unica, per  carita' anche De Gregori, Dalla...pero' lei  e'  un'altra cosa...Sara'  che  mi  ha  aiutato  a superare  alcuni      momenti della mia vita...(piu' confidenziale)  ...pensa una  volta stavo con una persona e non  sapevo  se troncare  tutto...sai  quando le  storie  cominciano  a      prendere una piega che...

  GINA  Eh!...

  ALFREDO  ...Insomma vado a comprare il suo ultimo disco, non l'avevo mai sentito, lo metto sul piatto e manco a farlo apposta  c'era una canzone che    s'intitolava Ancora. Sembrava scritta apposta per me.  Sentire lei  che diceva   ancora, io ti   amo ancora  e  improvvisamente  capire che io questa  persona  l'amavo ancora… e' stato tutt'uno, capisci?

  MILENA   (rientrando indaffarata, a Lina e a Trieste)   meno  male  che   so'      usciti...Con  loro  in casa non si riesce  a  combinare  niente...

  LINA  Hai ragione, meno ci stanno e meglio è! Piu' passa il  tempo  e piu'  diventano  noiosi...E  inutili!...Ha ragione  quello la'...in televisione, che dice  si  deve cambiare  partner ogni tre anni e mezzo...che' dopo  si diventa come fratelli e sorelle...

  MILENA   (sorridendo)   E certo!...Ogni  tanto  'na  botta d'allegria ci vorrebbe proprio!

  NONNA TRIESTE  E io che dovrei dire allora? Che sono  piu' di sessant'anni che sto con quel cataplasma...

  LINA  (ride) Ci dovevi pensare un po' prima...

  NONNA TRIESTE  E' vero, sono stata una scema!

  Tutte sorridono. L'atmosfera è scherzosa e intima.

  ALFREDO   (cont.  a canticchiare) ...Tu dormi  e  io  sono qui, da  quando non lo so, so che affondo  cosi'  dentro l'odio  che  ho...(s'interrompe)  Mamma  dove  sta  il maraschino?

  NONNA TRIESTE  (senza voltarsi)  Non c'e'!

  ALFREDO  Come, non c'e'?

  NONNA TRIESTE  Alfre',mi sono dimenticata di comprarlo.

  ALFREDO (Alfredo si accascia su una sedia.L'aria sconsolata) Oddio...e io adesso come faccio a fare la  crema al maraschino senza il maraschino?

  NONNA TRISTE  Il mandarinetto non e' la  stessa cosa?

  ALFREDO   Il mandarinetto?...Ma la sentite? Come si  fa  a fare una crema al maraschino con il mandarinetto?

  NONNA TRIESTE  E viene al mandarinetto.

  ALFREDO  (senza via d'uscita) E dov'e'?

  NONNA TRIESTE  Nel mobiletto del soggiorno.

  Alfredo   esce cantando " E se domani..." Gina  subito si associa. Entra il nonno, con l'inesorabile cuffietta.

  NONNO SAVERIO   I am spaghetti...and you?

  Tutti  lo guardano attoniti. Trieste alza gli  occhi al cielo. Lui si accorge dell'ambiente ostile:

  NONNO  SAVERIO   Voglio vedere a voi  come  farete  quando entreremo in Europa. Dopo non venite a chiedere a me di fare l'interprete!

  Intanto si sta apparecchiando la tavola per il pranzo di Natale: tovaglia  di  lino bianca, bicchieri  di cristallo, piatti della bavaria, centro tavola con cero rosso acceso.

  Gli uomini gironzalono nella stanza, le donne – hanno tolto i grembiuli e  le  parannanze per rendersi  piu' presentabili -  entrano ed escono indaffarate. Cicaleccio. La televisione è accesa.

  In un angolo svetta l'albero illuminato, ma ora ha tanti pacchi regali attorno. Come nei modelli della pubblicità : i regali, la bella tavola apparecchiata, la   neve  che  s'intravede  scendere  fuori dalla   finestra, tutto molto dolce. Dalla tv anche le  note di "Merry Christmas".

Mauro, seduto accanto al tavolo, di fronte al nonno, è alle prese con una lezione d’inglese.

  MAURO (con il tono da insegnante, mostrandogli un libro) What is this?

  SAVERIO (lo guarda visibilmente in grande difficoltà) Questo però è difficile, eh!

  MAURO  Ma che difficile, dai nonno, è semplicissimo, this is bu… bu…

  SAVERIO Bus!

  MAURO Ma quale bus, nonno…this is book!

  SAVERIO (colto in fallo) Anche gli interpreti possono sbagliare, sai, eh! Mica siamo perfetti!

  Alessandro e Milena sono i primi ad avvicinarsi all'albero: prendono un pacchetto e lo offrono alla madre. Aria di commozione.

  ALESSANDRO  Da parte di tutti noi, mamma...

  Nonna  Trieste fa un'espressione come per dire perche'  vi   siete scomodati cosi' tanto. Scarta con attenzione per non sciupare la carta. Si tratta   di  una  scatolina di  orificeria, l'apre e dentro  c'e'  una   spilletta d'oro. La guarda, la rigira, se l'appunta sul petto: e' commossa.

  NONNA TRIESTE  Non dovevate...

  Alessandro nota che il padre si sente un  po'  in  disparte,  prende un pacchetto dall’albero e glielo   porge.

  ALESSANDRO  Questo e' per te, papa'... 

  Saverio apre. Dentro  ci sono  dei  guanti  di  lana   colorati.  Ha un momento di stupore, li guarda, poi  serio se li infila, li rimira e non se li toglie più.

Contemporaneamente ognuno porge  i propri regali agli altri.   Cominciano gli urletti di gioia e a mano a mano la  stanza   si     riempie di una valanga  di     sciarpe, calze, camicie, camicette, maglioncini,pigiami, cinture,  penne, pentole… e tutte le varianti di  mutande rosse con la scritta Buon Anno.

GINA (con in mano una orribile mutandina rossa) Stupendo! Così posso fare il completo.

  Ognuno ha qualcosa in mano, lo guarda e lo rigira con  una punta di delusione che tenta a tutti i costi di celare...Lina,  per  esempio, si ritrova con  una  sottovese in   mano, palesemente orrenda.

  LINA  ( a Milena)  Dio che bella!  Sono anni che  vado alla ricerca di una sottovestina di questo colore e non  sono   mai   riuscita   a   trovarla...Adesso    arrivi tu...Grazie...

  Mauro  e  Monica  sono naturalmente  i  piu'  impegnati  a   scartare: qualche libro,una tutina...Mauro  ad  un certo punto scarta qualcosa che  gli  sembra   interessante,  ma quando lo vede, ne rimane  profondamente   deluso...E' uno di quei barattoli che si muove parlandogli  da vicino...Lo mostra al nonno...

  MAURO  Uffah, ce l'ho gia'! lo vuoi tu? (Il  nonno  lo  prende in mano, lo  guarda...Non  riesce  a   capire...Mauro gli spiega il funzionamento) Vedi, gli dici qualcosa e questo si muove...Se vuoi te lo regalo.

  Saverio entusiasta comincia subito a parlargli in inglese. Nel  frattempo Milena e Alfredo si  scambiano  due   pacchetti  dello  stesso  volume. Aprono: si tratta dello stessa  saliera  e  pepeiera...Si sorridono imbarazzati.

MICHELE  (rivolto a Filippo con una penna in mano) Tu non puoi capire quanto mi puo' essere  utile questa penna!

  Nella  confusione Lina si ritrova di fronte a Gina che  ha   un cavatappi  avvolto da un nastro: mostruoso. Lina ne è  esterrefatta.

  GINA   E' un oggetto fine per gente di classe. L'ho  preso apposta per te, perche' so fino a che punto tu lo possa apprezzare... 

  LINA  Hai esaudito un sogno!

  Nonna Trieste si avvicina a Mauro e quasi di nascosto, gli mette in mano  dei soldi, facendogli l'occhiolino...

  NONNA  TRIESTE  (complice)  Cosi' ti ci compri quello che vuoi...(Mauro  l'abbraccia  felice e la bacia. La nonna  si  rivolge  agli altri battendo le mani)

 Ora sgombriamo tutto qui, perché è  quasi ora di mettersi a tavola..su'...

  Ognuno raccoglie i propri regali. Escono. Lina e Milena commentano guardinghe e a bassa voce i regali ricevuti dalla cognata...Intanto rientra Alessandro con una macchina fotografica  e  un cavalletto: li piazza e  chiama tutti a raccolta per la classica foto di gruppo sotto l’albero.

  VOCI  Dai che ci facciamo la foto...venite!...Sbrigatevi!

  Alessandro  guarda nel mirino. Da' le dovute  indicazioni, Lina  e Milena rientrano, si inseriscono nel  gruppo che  intanto  si  sta formando. I nonni  in  prima  fila,   naturalmente, il nonno con i guanti e il giochino in  mano, tutti gli altri dietro. Alessandro spinge il pulsante dell'autoscatto, corre verso   il gruppo, si mette dietro i cognati. Tutti sorridono felici e affiatati...FLASH. Si  sparpagliano.  La nonna esce dalla stanza  seguita da Lina  e Milena. Tutte fanno una smorfietta come per  dire che sono venute male...

  GINA  Proprio mente mi giravo...

  Alessandro rimette a posto la macchina fotografica e tutti cominciano a prendere posto a tavola distribuendosi come la sera   precedente.

  Di nuovo la televisione viene spostata da Alfredo in  modo   che ognuno la  possa guardare. Si sente il Papadare la benedizione Urbi et Orbi, in   tutte   le   lingue, come  un  tormentone,  per un tempo indefinito...

  MILENA  ( Guardando la tv) Pure questo...un malanno dietro l’altro, ma c’ha una fibra!

  Rientra Lina con una bottiglia di vino e guarda il Papa.

  LINA  (ad Alfredo)  In italiano l'ha gia' detto?

  ALFREDO  Lo dira' alla fine.

  Lina si siede.

  LINA  (a Mauro)  Ti sei lavato le mani? Attenzione ai germi!

  Mauro mostra le mani e fa una smorfia seccata. Arriva  la nonna con una zuppiera fumante, accolta da esclamazioni di soddisfazione e di  gioia. Poggia  la zuppiera con il brodo e  inizia  il   passamano dei piatti che vanno a formare una pila  davanti   a lei. Maneggia il mestolo con disinvolta destrezza  e fa le porzioni conoscendo, conoscendo, come sappiamo, l'appetito di ciascuno.

  NONNA  TRIESTE  Ohhh!...e oggi visto che è  una  giornata cosi'   bella   vi   voglio   anche   dire   una   cosa  importante...E'  da  tanto  tempo  che  ve  ne   volevo parlare,  ma poi passa oggi e passa domani...Ma  adesso ho  deciso!  E quando Trieste prende una  decisione è quella, da vera abruzzese coccia tosta!

   I piatti con il solito  passamano raggiungono i commensali. Saverio segue con  interesse  il  loro   movimento  aspettando il suo turno. Tutti  sono   incuriositi...

  LINA  (passando  i piatti, leggermente ironica)  E che ci devi dire di cosi' importante!

  NONNA  TRIESTE  (si ferma un attimo, con un sorriso timido)   Abbiamo  deciso che questi pochi giorni che ci  restano ancora da vivere li vogliamo passare piu' vicini a voi!  Noi   da  qui'  ci  siamo  sempre  mossi  poco e lo  sapete, però     adesso  basta. Basta  a  stare  sempre soli...

  MILENA  (interrompendola)  E finalmente! Dico in vent'anni che mi sono sposata avete messo piede in casa mia si  e  no un paio di volte. Adesso mi pare prorio ora! Eh!

  Tutti piu' o meno la sostengono.

  LINA  Da quanto tempo e' che ve lo sto dicendo? Uscite...E  che diamine!

  ALESSANDRO   (prendendo  il  suo piatto)  Ma  se  noi  non  aspettiamo altro. E' vero Gina?

  GINA (poco convinta) Eh!

  NONNA   TRIESTE   (commossa)   Che  bellezza!  Che bel Natale!...Hai sentito Saverio? E io che pensavo che non ci  avreste voluto...Ah! Che bella  consolazione  avere dei    figli come voi!...

  ALESSANDRO  (non riesce a capacitarsi) Non vi vogliamo?  A  ma', ma dico io come ti vengono in mente certe cose? (si rivolge   agli   altri)   Ma la   sentite?...Non li vogliamo...Per  piacere,  appena decidete, ce  lo  fate sapere e la nostra casa e' a vostra disposizione. Vero Gina?

  GINA  Eh!

  NONNA  TRIESTE   (commossa)   Adesso mi vergogno  a  dirlo, però ve lo voglio  dire  lo  stesso,  perché   voglio  essere  sincera  con  voi,  fino in  fondo...Lo sapete che avevo pure pensato all'ospizio?

  A  questa  parola  un  alito  di  gelo  s'impossessa del gruppo . Silenzio. Qualcuno comincia a sbiancare. Si guardano   tra di loro atterriti.

  MILENA    L'ospizio?  (si  guarda  attorno)  Che c'entra l'ospizio?

  NONNA  TRIESTE   …ma quando ci sono  andata  e  ho sentito  quell'odore  di vecchio, m'e'  venuto  come  un  blocco qua...alla bocca dello stomaco.

  NONNO SAVERIO  (l’unico che ha iniziato a mangiare, si inserisce nel discorso)  Anche perché io da solo la responsabilita' di  lei  (  indica Trieste e si porta un  dito sulla tempia)...non me  la prendo. Intendiamoci! non è che non me la voglio prendere, non  me la posso  prendere...Io c'ho il  mio lavoro, gli  impegni, il corso d'inglese, l’Europa ...La  moneta unica...Dove lo trovo il tempo?

  Tutti lo guardano in silenzio e nessuno ride. Solo Mauro e   Monica accennano a un sorrisetto. Trieste si versa l'ultima porzione di brodo.

  NONNA  TRIESTE   E  infatti un'altra  ragione è proprio questa...(indica  il  nonno con un  leggero  cenno del capo)  Ci  puo'  succedere  qualcosa  da  un   momento      all'altro e qui', da soli, chi ci vede e chi ci sente? (Si siede. Intanto tutti sono annichiliti). Certo...ora si pone il problema con chi andare a vivere...(I figli si guardano di sottecchi). Vi dico subito che a me  quella zingarata di passare dall'uno all'altro dei  figli, come pacchi  postali, mi ha sempre fatto  ridere,  ma  che è?...Gira  di  qua',di la'...Ma ve  lo  immaginate  a      noi?...Roma, Como, Modena...Per carita'!...Percio'  ho pensato che sarete voi a deciderlo!  Certo, non  sono  nata ieri, e so che un po' di  fastidio  lo  daremo,  cosi' ho pensato che oltre alla meta'  della pensioncina,  a chi ci prende con se'  gli  intesteremo pure  la casa...(si guarda attorno) Un grosso  capitale non è, però è  tutto quanto quello che  possediamo...(guarda i figli) Non e' cosi'?...(qualcuno annuisce a mezza bocca) Adesso ci pensate, ne discutete,  vi  fate i vostri calcoli e  quando  avrete presa la decisione, ce lo dite, con calma...Tanto nessuno ci corre dietro. D'altronde  non  e' che possiamo smuoverci  adesso  col freddo...a  primavera, se Dio vuole, quando la  stagione      si riscalda...aprile, maggio...(sorseggia un  cucchiaio di brodo) ...Beh! Buon appetito!

  In qualche modo rispondono cercando di celare l'amarezza. Immediatamente  dopo cala sui  commensali un silenzio fitto, interrotto solo dal  tintinnio delle   posate. In  televisione intanto il Papa ha finito l’Urbi et Orbi e al suo posto si sente un coretto di bimbi che intona una canzoncina di Natale.

 

  BUIO

  E' il primo pomeriggio. Il soggiorno è tornato come era all'inizio. Mancano i  nonni, Alfredo  e  Lina. Gli altri sono  tutti seduti   nell'angolo  salotto del soggiorno, oramai  sgombrato  dal   tavolo. Tutti silenziosi e tesi.

  LINA  (entra con un vassoio con caffè e tazzine) Sono usciti...

  FILIPPO  ( dopo  qualche  secondo, a  Milena)   E Alfredo?

  MILENA   E' uscito pure lui ha detto che aveva un appuntamento.

  LINA   (nervosa,  a Mauro) Gioia,  perché non  vai  a giocare fuori, vai a fare  un  bel   pupazzo  di  neve...va!...

  MAURO  Ma fa freddo!

  LINA   Vai ,che un po' d'aria fresca ti fa  bene...Fallo bello che poi noi lo vediamo a vedere,vai!

  GINA   ( a Monica mentre Mauro sbuffando si alza)  Amore vai anche tu a  giocare con il Mauro...

  MONICA   (guardando la madre  dritta negli occhi) Ma  io non ci voglio andare!

  GINA   Allora  vai  a prenderti  un bel bocconotto alla cioccolata, che  al  bar  in piazza ne  fan di buonissimi... (Monica un po' stupita, esce).

 Rimasti senza i bambini, restano  per  qualche   attimo in silenzio, tesi,

  poi improvvisamente Lina alza lo sguardo e sbotta:

  LINA   Ragazzi parliamoci seriamente e  guardiamoci negli occhi. Qui secondo me l'unica persona che puo'prendersi cura  dei  nostri cari è proprio  Alfredo.  Adesso mi dispiace che non c’è, ma...

  A quel nome  tutti si guardano fra di loro e sembrano riflettere. Solo Gina ha una reazione decisa.

  GINA   Alfredo?...Ma  come si fa ad affidare  due  persone anziane ad un uomo solo...

  LINA   Gina per cortesia, eh! se permetti siamo noi  della  famiglia  a stabilire quello che si deve e  quello  che non si deve fare!

  MILENA    E  infatti  secondo  me  Lina   c'ha   ragione. Certo...Chi meglio di lui? Senza moglie,figli,libero...

  Mano a mano tutti cominciano ad assentire col capo mentre si servono il caffe'.

  LINA    …mamma potra' fargli da mangiare, cosi'...quando torna da scuola almeno trova un piatto caldo...

  Breve pausa di riflessione.

  FILIPPO  Anche per la pensioncina...pure se gliene daranno una  meta'...è  sempre un bel gruzzoletto. Non so se avete seguito ma l'Arma c'ha avuto un bell'aumento...

  ALESSANDRO    Perche'  la  casa no?...Aho' ragazzi, e' sempre un capitale!

  LINA   (stringendosi  nelle  spalle)   Certo quello che decidono loro due, per carita'!...Pero', pure la casa...a me sembra un po' eccessivo...scusate, ma...

  MICHELE   (dà  man forte alla moglie)  Che poi  non  è nemmeno per il  capitale, su...e'  per un fatto sentimentale, d'affetto...Avere un focolare, un punto di riferimento per la famiglia e' importante...

  MILENA  (sottilmente polemica)  Questo pero' lascialo dire a noi Michele, eh!...Che ci siamo nate e cresciute!

  ALESSANDRO   (gira il caffe') ...comunque  sono  sicuro che Alfredo capira'...andiamo, su...mamma l'ha detto per delicatezza  si  capisce, ma  Alfredo  non  potra'   mai  accettare  anche la casa...che diamine, in fondo in fondo  gli stiamo offrendo una bella opportunita'...lui dice sempre  che  se n'e' dovuto andare via e  lasciare  gli affetti, la famiglia...

  MILENA (mentre gira il suo caffe' inizia a commuoversi) Ditemi  quello che volete pero' non  vedere  piu' mamma e papa' qui' dentro mi distrugge il cuore...

(Lascia il caffe' e tira fuori dalla tasca un  kleenex e si   soffia il naso per la commozione).

  FILIPPO    (le prende dolcemente la mano) Amore, non fare cosi'...in fondo vanno a stare  da tuo fratello, mica vanno da un estraneo...

  MILENA  (singhiozzando)  Finira'  tutto, capisci?...Finira'il  Natale, finira' la gioia di  questi  giorni...Siamo sempre stati cosi' uniti...(sempre singhiozzando guarda uno per uno) ...Ci hanno chiesto aiuto, capite? Mamma e papa'  hanno  bisogno  di  noi  e  ce  lo  vengono  a chiedere...Dio mio...(Filippo continua a stringerle forte  la   mano, lei   tenta di svincolarsi, ma lui stringe ancora piu' forte...Allora guarda il marito e torna con il  tono  di  voce normale):  Amore fammi girare il caffe' se no mi si raffredda qua…

  Filippo le lascia libera a  mano.  Milena torna a singhiozzare e a girare il suo caffe'. Lina vedendo piangere la sorella si commuove pure lei.

  LINA    Hanno  pensato  all'ospizio...Gesu'non ci posso pensare...(singhiozza) ed e' andata persino a vederlo...

  MILENA   Ti  prego Lina, basta! Non mi far  sentire  queste cose, lo sai che mi fanno male!

  Qualche secondo di silenzio. Bevono il caffe'...I mariti guardano con occhio tenero le mogli commosse. L'unica con lo sguardo malizioso e indifferente e' Gina.

  ALESSANDRO  (riflessivo, guardandosi attorno)  Piuttosto...mi  sta venendo in mente una  sciocchezza...per  quanto riguarda  la casa, va beh! vedremo come va  a  finire,ma dico tutta la roba che c'e' qui dentro?

  MICHELE    (sicuro)   E  mica  la  donazione  della   casa  comprende  anche  tutto quello che c'e' dentro?...sarebbe bello!

  LINA (passandosi un fazzolettino sul naso)  Perche'  qui ci son delle cosucce  mica  male!  (guardandosi attorno) Il televisore per  esempio, è nuovo...Ed e' pure bello grande, marca buona!

  MILENA  (vocina)  Anche la lavatrice che hanno rinnovato  da poco...c'ha  un  ciclo per  i  capi  delicati che...

  GINA   (scivolosa)  Allora scusate, ma visto che  siamo in argomento  vorrei  mettere le  mani  avanti, perché in  questa casa c'e' una cosa che mi fa proprio morire...

  Lina e Milena la fissano con occhio torvo.

 

  LINA  E qual'e'?

  GINA  Il como'!

  LINA   ( indicando col dito di la') Quello che  sta  nella  stanza di mamma?

  GINA  Si!

  LINA  Quello di noce massiccia che era di nonna Lisetta?

  GINA  Si!

  LINA   Quello  tutto  intarsiato con la  pietra  di  marmo sopra?

  GINA  Eh!

  LINA  Quello con quattro cassetti...

  MILENA  (interrompendola)  Guarda Lina che in tutta   casa  solo  un  como' ci sta! Vuol dire che  si  riferisce  a quello!

  LINA  Oh Dio! Quanto mi dispiace gioia, ma il fatto e'  che  quello  me lo regalo' a me proprio nonna Lisetta  prima  che  spirasse...siccome  da bambina  stavo  sempre  li'  davanti,  a guardare quegli intarsi un giorno mi  disse:      quando sarai grande questo sara' tuo...Naturalmente  tu  capisci, fino  a quando mamma l'adopera per  carita', ma dopo...

  Gina  la  fissa  con astio. Anche Milena la guarda dubbiosa...

  MILENA  Scusa Lina, ma quando nonna Lisetta e' morta,tu non avevi un anno?

  LINA  Sì...

  MILENA  E come fai a ricordartelo?

  LINA   E'  il  primo ricordo che c'ho. Infatti  se  tu  mi  chiedi,  qual'e'  il  primo  ricordo  che  hai?  Io  ti  rispondo: questo!

  MILENA  Ma guarda...

  GINA (con un sorrisetto ironico) Comunque sto pensando alla faccia che fara'  Alfredo  quando gli daremo la bella notizia...

  BUIO

  ALFREDO  (con  un  urlo  strozzato)  Io?!?  

  Esclusi i nonni sono tutti nel soggiorno. Milena  con un giornaletto di engmistica in mano,Gina  sta   fumando  una  sigaretta. Monica è distesa sulla poltrona col telecomando in  mano; le  si  accosta  Mauro  con un giochino, lei  ha  una reazione d'insofferenza.

  ALFREDO (annichilito) Ma state scherzando!?

  MILENA   (Milena col suo giornalino in mano lo guarda stupita) Ma come, non sei contento?

  Gli altri diventano subito seri. Anche mauro e Monica intuiscono che c'e' qualcosa che  non   va e prestano attenzione.

  ALFREDO   Contento?...Ma allora state dicendo  sul  serio!  (li guarda uno per uno) Dico siete pazzi?...Che c'entro  io?  Apposta  sono uscito...Io?!  Un uomo solo  che  si  mette ad accudire due vecchi!

  LINA  (cercando di mantenere la calma)  Gioia, a parte che  mammina  e  papino sono due persone anziane  del  tutto agibili e non vecchie come hai detto tu impropriamente,  e  poi, se abbiamo pensato a te è anche per  farti  un      favore!

  ALFREDO  Un favore?

  LINA   E si capisce! Perche' sono due personcine  che  non   solo  ti faranno sentire meno solo...ma ti daranno  una  mano  anche dal punto di vista  economico...(si  guarda attorno ad indicare la casa) e scusaci se è poco!

  ALFREDO   E  secondo  voi io dovrei  rinunciare alla  mia vita, alla  mia  indipendenza, a dieci anni  di  training  autogeno, per  queste quattro mura e un po' di soldi  in piu'?

 MICHELE (interviene per rabbonirlo)  Il fatto è, Alfredo, che tu sei  l'unica  persona  senza  una famiglia, senza responsabilita', l'unica  che vive sola...

  ALFREDO  Ma io non vivo solo!

  Tutti si guardano sbalorditi.

  MICHELE  Non vivi solo?

  ALFREDO  No!...Sono dieci anni che coabito.

  MILENA  Oh Dio!...Allora fra di noi ci sono segreti! Sono dieci  anni  che tu vivi con una donna e  non  ci  dice  niente?...E chi è, come si chiama, che fa?...

  ALFREDO   (senza  scomporsi)   Si chiama  Mario e fa  il  vigilantes.

  Nelle  loro  facce più che la sorpresa, c’è  lo stupore per la rivelazione. Silenzio.

  LINA  (è la prima a riprendersi)  Mauro  e  Monica andate a  giocare  in  cucina  per   favore!

  ALFREDO  E' arrivato il mostro!

 I ragazzi escono sbuffando.Chiudono  la porta del  soggiorno  ma  si   intravedono le loro ombre origliare dietro la vetrata.

  MILENA  (affranta ma affettuosa)  E in tutti questi anni non  ti  sei   confidato   con   le   tue   sorelle...Con  tuo fratello...(lo guarda negli occhi): Ma come è  successo  Alfredino, come e' venuta fuori questa tua diversita'?

 

  ALFREDO   E  che vi devo dire? A un certo  punto  mi  sono  accorto che mi piaceva il cazzo.

  Milena  con  un kleenex spiaccicato sul  naso  comincia a singhiozzare.

  LINA  Alfredo ti prego...

  ALFREDO   Ma  perché? Che  v'aspettavate da  un   bambino cresciuto da   un   padre   succube   e   una   madre iperprotettiva? Eh?...che v'aspettavate?

  LINA   Alfredo ti prego, mamma e papa' potrebbero  rientrare da un momento all'altro!

  ALFREDO  Bene! Cosi' finalmente lo sapranno pure loro!

  ALESSANDRO  Ma perché scusa, io  sono mica frocio?   E  non ho avuto gli stessi genitori?

  ALFREDO (al fratello)   Alessandro  per piacere...Tu  non  sarai  frocio      ma...(guarda Gina) lascia perdere, che è meglio…

  Alessandro tenta di abbozzare una risposta ma alla fine rinuncia.

  GINA   Ecco,  ve  lo  dicevo  io...Qui secondo  me  c'e' soltanto una persona che puo' prendersi cura dei nostri  cari, una e basta.( guarda Lina) E questa persona sei tu!

  LINA (fissandola con odio) Io!!!

  GINA   Certo carina, perche' tu sei quella che  gli è stata sempre più accanto, che li conosce di piu', e poi  perche'   sei   quella  che  abita  piu'   vicino.   Lo      spostamento    sarebbe    meno    traumatico:   stessa regione, stessa   lingua!   Ma  ve li   immaginate a Modena, poverini!  Che  quelli non  uscirebbero  nemmenopiu' di casa, per il trauma!

  LINA   (si  mette  una mano sulla fronte:  non  sa  da  dove   incominciare)  E' arrivata la lega lombarda! Ma se io  gia'non  so dove  devo   mettere mano per primo! Sola in  casa! Esco  la  mattina per rientare  la  sera  e  quando  rientro solo Cristo sa  quello  che      trovo, senza la    collaborazione di nessuno  (indicando il marito), con    l'esaurimento nervoso che m'arriva fin sulla  cima dei capelli, la colite spastica e tu mi  vieni a dire di prendermi questi  due  poveretti   in casa...come c'hai potuto pensare?

  Per la prima volta Milena si allea con la cognata.

  MILENA  (mielosa) Pero' devi ammettere che con te sono piu' affezionati...Tu sei sempre stata piu' presente...

  LINA   Mo' ti ci metti pure tu?...E certo che  sono  stata piu'  presente,  sono quella che abito  piu'  vicino!  E  allora  se  la  mettete su questo piano  vi  devo  dire che appunto  per questo, me l'avete sempre messo nel  di  dietro,  col  rispetto parlando (guardando il fratello) ...Quando  papa'  l'anno  scorso s'e' operato alla vescica, chi c'e' stata a  farele nottate in ospedale,eh?...Io! Sola!...Senza un  cane che mi desse un cambio!

  ALESSANDRO  Guarda Lina che io ho sempre chiamato e ti  ho  chiesto  se  c'era  bisogno che venissi. E  tu  mi  hai risposto di no...Adesso se vuoi fare la vittima...

  LINA   Ho detto di no per gentilezza e perche' sei un uomo! Era tua  moglie      che  doveva  venire a darmi una mano.  E  questo era lei che lo doveva capire, che dice di  essere una  donna sensibile...ma siccome la  sensibilita'  tua moglie ce l'ha soltanto da una parte...lasciamo perdere va', che e' meglio...

  Gina la guarda con odio.

  MILENA  (vocina)  Allora vuol dire che questo discorso è riferito anche per me...

  LINA   E si capisce!  Povera Milena ,diceva  mamma, telefona tutti i giorni, pero' la padella sotto al culo di  papa' gliela mettevo io...Cara...Io sono vent'anni che me  li  cucco, ora basta! Cuccateveli voi!

  FILIPPO  (calmo)  Hai sbagliato, non lo dovevi fare...

  LINA  Pure!

  FILIPPO  Certamente, perche' cosi'  facendo li hai  educati   male.  E ora chi ne fa le spese siamo tutti noi! Se si fossero abituati a stare soli e a fare affidamento solo sulle proprie forze, ora non staremmo a questo punto...

  MILENA   (approvando  col  capo  le  parole  del   marito)  Filippo c'ha ragione cara...e' la verita'!

  LINA   Dio  mio! Oltretutto mi devo sentire in  colpa  per  avergli dato aiuto!?

  MILENA   Putroppo  e' cosi'! Noi ci  siamo sempre  dovuti adeguare  ai tuoi “buonismi” (fa con le mani il segno:tra virgolette): per non  passare  dalla  parte dei figli ingrati...

  Lina  schiacciata da  questa coalizione li   guarda esterrefatta.

  GINA   E'  vero. Facevi cosi' per  arruffianarti  mamma  e papa'. Ecco perché l'hai fatto!

  LINA  (disperata)  Ma che dici?...Tu poi che  nemmeno  sei  della famiglia?!

  Si  sente  sbattere  una  porta e alcune voci per il corridoio. Tutti  cercano  di  trovare  una  posizione naturale che naturalmente finisce per essere innaturale. Lina, per nascondere le lacrime, corre verso la finestra.

  Qualcuno  pigia un tasto del telecomando. Sul  teleschermo appare una trasmissione in lingua filippina. La porta del soggiorno si apre ed appaiono i  nonni, tutt'e due imbacuccati e infreddoliti.

  NONNA  TRIESTE  (senza accorgersi di nulla)   Brrr...avete  fatto  bene  a chiudere, cosi' l'ambiente  si  mantiene caldo, fuori c'e' un freddo cane.

  Nonno  Saverio con cappotto, berretto, sciarpa e guanti  si  unisce  agli altri a guardare con interesse il programma filippino.

  GINA  Dico io come si fa ad uscire con questo freddo!

  NONNA  TRIESTE   (senza voltarsi)  Io anche  se fuori  c'e' meno quaranta, la mia passeggiata quotidiana me la  devo fare. Prendo aria e do' sfogo alle gambe!

  MAURO ( fa capolino da dietro la porta)  Avete finito? Possiamo rientrare ora?

   TRIESTE (guarda senza capire prima il bambino e poi gli altri) Perche' li avete mandati via?

  BUIO

  Fuori scena si sentono voci e rumori di porte sbattute.

  LINA   (f.s. urlando) Ancooora! ...Ma non ti vergogni? Dove me li metto se non c'ho  neanche il posto!

  MILENA (f.s. ) Come non ce l'hai? Fate dormire mauro in salotto!

  LINA  (f.s.) Parli tu con una  casa di 180  metri quadri, senza considerare il terrazzo, e senza figli!

  Singhiozzi di Milena. Appaiono tutti come ombre cinesi sulla porta a vetri del soggiorno.

  GINA Andate a giocare fuori voi due!

  MONICA Ma perché?

  GINA Perché sì! (rumore di porta) Ma che c'entro io?...Ahhh!, quando vi  fa  comodo, faccio parte della famiglia, quando non vi fa comodo,non ne faccio parte!

  ALESSANDRO  (voce congestionata)  Il debole per  me?...Ma  che dite?

  LINA  (con voce rotta dal pianto) Sissignore! Hanno sempre avuto  un  occhio di riguardo  per  te!...Tutto  quanto  quello che hai chiesto hai ottenuto!

  ALFREDO  Persino il trenino elettrico! A me per  comprarmi  Big  Jim, solo  io  so le lacrime amare  che  ho  dovuto  versare!

Di nuovo solo voci fuori scena.

  LINA (f.s.)  Giuda! Come quella volta che mi hai trovato  a fumare con Roberto e sei subito corsa a raccontarlo a papa'!

  MILENA (f.s.)  Ma se avevo si e no cinque  anni!  Che  ne   capivo?

  LINA  (f.s.)  Capivi, capivi! Per i cazzi tuoi  hai  sempre capito tutto!

 La verità è che sei sempre stata gelosa di me!

  MILENA (f.s.ridendo sonoramente)  Io, gelosa di te?

  LINA  (f.s.)  Certo, perché io sono raffinata, lavoro in biblioteca, ho cultura, classe e intelligenza!

  MILENA (f.s.) Sì, metà di quella di una gallina.

  ALESSANDRO (f.s) Ma stai zitta che se non fosse stato per l’amico di papà che conosceva l’autista di Andreotti volevo vedere come entravi in biblioteca!

  LINA  (f.s.) Parli  te! Che  facevi  tanto  il  comunista  rivoluzionario  ma se non era per mio marito e la democrazia cristiana a quest'ora sai dove stavi?  A  pulire i cessi! Ecco dove stavi!

  Quando torna la luce, tutti, esclusi naturalmente i nonni e i ragazzi, stanno asserragliati in un angolo. Alfredo controlla dalla finestra.

  ALFREDO Sono usciti!

  GINA (si gira di scatto verso Lina. È livida di rabbia) Ah! Io sarei una troia! (si rivolge al marito) Amore   ma  lo  senti quello che mi dice tua  sorella?  Mi  sta      dicendo  che  sono  una  troia,  e  tu  che  fai?   Non  rispondi...non reagisci?

  Alessandro è seduto, le mani sul volto.

  LINA   Ma che deve reagire questo poveraccio?  (indica il fratello): Non lo vedi come l'hai ridotto?

  Milena s'intromette, a prima vista per fare da paciere.

  MILENA  Calmati Lina!...Perche' allora se siamo arrivati a  questo punto diciamola tutta...

  Gina, che spera in un appoggio morale la guarda ansiosa.

  MILENA   ...che nostro fratello si sia sposato una troia,  non ci piove...che pero' poi qualcuno ne  abbia  approfittato  e c'abbia inzuppato il suo  biscotto,  lo  vogliamo dire?

  Gina è a bocca aperta. Michele non sa dove guardare.

  LINA (a Milena)  Non capisco...

 MILENA  (vocina)  E fattelo spiegare da Michele se tu  non lo capisci!...Io  sono  di natura  buona, e tu lo sai, pero'...

  LINA    Michele   a  quale  biscotto  si   riferisce  mia sorella? Non afferro...

  MICHELE  (facendo lo gnorri )  Nemmeno io...

  FILIPPO  Guarda Michele che non puoi negare...c'abbiamo le prove!

  MICHELE  Mi avete fatto seguire?

  MILENA Diciamo che un nostro conoscente ha scattato qualche foto come souvenir…

  LINA ( dapprima  sembra non  reagire  ma  poi,  quasi con indifferenza,  si  avvicina  alla cognata e  le  sputa  in   faccia) Zoccola! hai distrutto la mia famiglia!  (dallo sputo comincia a passare alle mani).

  Alfredo, Filippo e Milena tentano di trattenerla. Gina, vist che si mette male, si appresta ad uscire.  Lina si scaglia contro il marito con schiaffi e calci al culo.

  MICHELE   (cerca di parare i colpi)  Ma perche' te la prendi con me? Era lei che mi tentava...

  Nel gran parapiglia improvvisamente si sente il portone sbattere e la voce   di nonna Trieste.

  NONNA  TRIESTE (f.s.)  Linaaa...Alfredooo...Guardate chi c'e'?

  La porta della stanza si apre e fanno capolino Trieste e Saverio.

  NONNA  TRIESTE  (giuliva)  Guardate chi e' venuta a  farvi  un salutino?

  Dietro  di loro, nascosta per fare  l'improvvisata, appare una   signora  anziana, piccolina, magra, con  occhiali e cappellino...

  NONNA TRIESTE  Zia Clementina!

  ZIA   CLEMENTINA  (commossa)  Oh Dio! Dio che bello...Vedervi tutti qui' riuniti!

  BUIO

  Dietro un separè, il divano si è trasformato in letto. Filippo  in  pigiama è  pronto  ad  infilarsi  sotto le coperte. Milena in camicia da notte si sta spalmando una crema sul viso. Si sente un leggero ticchettio sulla porta,  Milena va  a veder chi è, apre e si trova di fronte Lina in vestaglia da camera.

  MILENA  Ah,sei tu!

  LINA  Posso?

  Milena col volto accigliato le fa cenno d'entrare.

  LINA  (sottovoce, remissiva)  Sentite, io c'ho  pensato...è inutile che qui ci mettiamo l’uno contro l’altro...

  Si  sente di nuovo il ticchettio sulla porta. Milena  apre: è Alfredo,  vestito come se stesse  rientrando in quel momento...

  ALFREDO  Ho sentito delle voci e ...

  LINA    Hai  fatto  bene!...Stavo  dicendo  che  qui la situazione è grave e   bisogna trovare una soluzione...E' inutile che ci scanniamo fra di  noi, non      porta a nulla!

  MILENA  (stizzosa)  E' quel che dico anch'io!

  LINA  Alfredo vai a chiamare Alessandro...(Alfredo fa per uscire):  Solo!

(Alfredo esce)

  FILIPPO   (sentendosi  un po' escluso)  Volete  stare  fra voi ...io...

  LINA  Ma no tu...che c'entri, anzi...

  Dopo  qualche attimo di silenzio imbarazzato la  porta si riapre ed entrano    Alfredo ed Alessandro anche lui in pigiama.

  LINA   ...volevo dire, ci sono ospizi e ospizi...Mica sono tutti uguali?

  FILIPPO  Innanzi tutto cominciamo a non chiamarli piu' cosi'...ospizi....Che      è? Albergo!...Case albergo...Guardate che ce ne stanno certi da fare      impazzire...tutto verde, alberi, aiuole…

  LINA   Al  limite,  pure  se c'e'  qualcosina  in  piu'  da pagare...ci vendiamo la casa...

  ALESSANDRO   (sbotta)  Ma che dici? Che  dite?...Ma  non l'avete sentita la mamma? E poi, che le diciamo? Non vi vogliamo?

  MILENA   E la gente?  Non ci  pensate  alla  gente?  Che direbbe?  Quattro  figli  e hanno messo i  genitori all'ospizio? E' una soluzione che non si puo', su...

  Tutti pensano in silenzio. Dopo qualche attimo Alessandro sembra avere una grande intuizione.

 

  ALESSANDRO  Tiriamo a sorte!

  ALFREDO  A sorte? No, no, no...Io non ci sto! E se esce  a me?...Proprio  ora che sono riuscito a trovare  il  mio equilibrio con Mario. Per carita'! Per carita'!

  LINA  Andiamo in parrocchia!

  MILENA  In parrocchia?

  LINA     Cerchiamo una straniera,una badante...Chiediamo a don Tanino, una  dell'est,      un'albanese, una rumena... gente tanto brava, fidata.

  ALFREDO   (trattenendosi  per  non  urlare)  Allora  siete proprio duri! Ma non l'avete capito? Loro vogliono noi, vogliono stare con noi! I propri figli! Vogliono il nostro affetto! Non vogliono  andarsene da questo mondo soli e abbandonati!  (fa qualche passo, disperato)...Il mondo e' cambiato...Cristo!

  La verita' detta da Alfredo sembra annientarli.

  ALESSANDRO   (come a voler alleggerire la  tensione)   Che  poi   alla   fine...Tutte   queste   chiacchiere    per  cosa?... Campassero gli anni di Noé!  Che  credete? Quanti  anni ancora gli resteranno da vivere  a  questi  due  poveretti?...Mammina  va per  gli  82, papino  c'ha  qualcosina di meno pero'...guardate com'e' conciato!

  LINA  Lascia perdere... che l’età media è aumentata e poi alla fine ...chi sta sempre male è quello che campa di piu'! Chi e' sempre stato bene invece, un bell'infarto, un coccolone e via!

  MILENA   Eh...Ma questi sono i casi piu' fortunati!  Metti una  paralisi e ti si immobilizzano per tutto il  resto  della vita, che fai? Chiama Cristo che t'aiuta!

  BUIO

 

  La  nonna attraversa la stanza con il  solito  braciere. Il nonno, i guanti infilati,  e' sempre alle prese con il suo inglese. Milena e' seduta a sfogliare una rivista.

  LINA   ( entrando come una furia, si porta alla finestra e urla isterica): Mauro, quando torniamo su  in  casa facciamo i conti!

  MAURO (f.s.)   Ma cosa ho fatto adesso?

  LINA  Non lo vedi che sei tutto fradicio? Eh? Perche'  non  vai a fare i compiti piuttosto! 

  MAURO (f.s.)  Perché m’è rimasto di fare il  tema  sulle  vacanze di Natale!...Se non le finiamo! Uffah!

  LINA   Certo! Aspettiamo sempre l'ultimo giorno!...Poi  in  mezzo a quella neve chissa' i germi che si annideranno!

  Sbatte  la finestra, fa qualche passo per la  stanza,  sta per uscire quando incrocia il marito che rientra in  casa parlottando con Filippo.

  LINA  (al  marito indicando l'esterno)  Tanto chi  se  ne frega  se  quello la' fuori s'ammala,no?  C'abbiamo  la scema qua'!

  Michele e Filippo smettono per un attimo di parlare. Michele segue con lo sguardo la moglie che esce.

  MICHELE   Che  poi compa'...questi so' di razza!  questi  c'hanno una fibra...

  FILIPPO   E che non lo so? (si guarda  attorno, per  essere sicuro  che  nessuno l'ascolti, si accosta  al  cognato)   Io...ieri...cosi', mi  sono  fatto  una  passeggiata  al  cimitero...a  guardare  le lapidi...(tira  fuori  dalla tasca un pacchetto di fiammiferi dove evidentemente  ha  appuntato  qualcosa e lo mostra a Michele)  ...Il  piu' giovane  di loro, li' come si chiama...nonno Rocco,  e' morto a 93 anni!

  MICHELE  Sotto al bombardamento!...Se no!

  FILIPPO  Pure!

  MICHELE    (Michele fa un gesto come per dire "avoglia"...poi con sorrisetto  sardonico)   Che   poi  mammina  e  papino ridendo e scherzando  sono  passati     indenni anche sotto una guerra mondiale...so' temprati! (In    questo    istante   rientra   Mauro correndo accaldato...Come  gli passa accanto il padre gli tira  uno   scappellotto) Quando ti dice una cosa tua madre, lo devi fare e zitto e muto!

  MAURO (lo guarda storto e si va a sedersi in  un  angolo, imbronciato)

  Una volta devo andare a  giocare  fuori...Un'altra volta non ci devo andare!

  Lina rientra nella stanza insieme ad Alfredo.Lei  con   un vassoio, Alfredo con una bottiglia. Si sente il rumore della porta d'ingresso.

  LINA  Ecco...sta arrivando la raissa...

 Entrano Gina col marito  e  Monica, carichi di buste da shopping.

  GINA (accaldata togliendosi la pelliccia)  Ufh! Per questi negozi ti stanchi solo...

  Lina e Milena la guardano mute ma con lo stesso occhio. L'aria e' tesa. Alessandro accende il televisore. In tv si sente  lo spot pubblicitario di un veglione di capodanno.

  VOCE (sulle immagini del locale uno jingle pubblicitario) Gran Veglione di Capodanno  al  ristorante  Palomba, dove si mangia, si beve e si zompa...Con  Rudy  de Cesaris e la sua orchestra...Prenotatevi...

 

  GINA    (sedendosi)   Quest'anno per il veglione non s'organizza nulla?

  MILENA (la guarda storta)  Con i problemi che c'abbiamo, stai a  pensare  al      veglione!

  GINA  Dicevo per dire...

  Intanto Filippo cambia canale. Appaiono  le immagini del telegiornale e lo speaker che sta dando una notizia...

  SPEAKER  TELEGIORNALE  ...E' di un morto e tre  feriti  il  tragico  bilancio dello scoppio che ha  distrutto  ieri  notte un  appartamento alla periferia di      Milano. All'origine  del disastro la fuoriuscita di  gas da una bombola contenuta in una vecchia stufa...Salgono cosi'  a185  dall'inizio  dell'anno, le  vittime   di      incidenti causati da fughe di gas...A questo proposito, per  una maggiore sicurezza, vi invitiamo a  controllare periodicamente lo stato di conservazione   e  di efficienza  delle apparecchiature, in modo  particolare      quelle alimentate con bombole a gas liquido. Gli inviti alla prudenza non sono mai troppi...

  Tutti ascoltano attentamente. E mentre  il  giornalista   continua a dare le notizie, un silenzio gelido cala nella   stanza. Poi uno sguardo vago, sottile e    indefinito s'impossessa del gruppo...

  BUIO

  C'e'  aria  di  smobilitazione. Trieste, un  po'   in   disparte, guarda commossa i preparativi. Tutti entrano  ed escono con borsoni, valigie e  pacchi,  qualche   pandoro e panettone. Dal  bagno si   sente provenire il rumore dello sciacquone, tirato  piu' volte e insistentemente, e dopo  un   po’ appare  nonno  Saverio  con le  cuffiette  e  guanti. Si   guarda  attorno, osserva perplesso le valigie, si  avvicina al Trieste.

  NONNO SAVERIO  Dove vanno?

  NONNA  TRIESTE   (cercando  di non  perdere  la  pazienza)  Tornano a casa Save'...Tornano a casa...

  NONNO SAVERIO  Ma non dovevamo andare pure noi?

  NONNA TRIESTE  Noi a primavera…a primavera...(esce)

  Improvvisamente  la  porta si  spalanca  ed appaiono Michele ed Alfredo che spingono un grosso pacco con un gran bel  fiocco rosso e le rotelline sotto. Tutti si   avvicinano, compreso Mauro che guarda curioso.

  LINA  Mammmaaa!

  TRIESTE  (rientrando) Che c'e'? (si accorge del pacco)  Oh Dio, che avete fatto? Un altro regalo?

  MICHELE  E cosi' togliete di mezzo quel braciere...

  NONNA TRIESTE  (al centro commossa)  Gesù…ma non dovevate...

  LINA     Quello  era  per  Natale, questo per capodanno...

  MILENA   E su, è una stufetta, abbiamo contribuito un  pò per  ciascuno...Ve  la  mettete  in  camera...

  Dietro a Michele che spinge la stufa verso la stanza dei nonni, si crea un   piccolo corteo.

  ALESSANDRO    Una   bella  stufetta  a  gas   semplice e funzionale...

  TRIESTE  Ma che bel pensiero...

  MICHELE    Una vera comodità, guardate  come si sposta facilmente!

  TRIESTE   Michele, che vi debbo dire? Io vi ringrazio con tutto il cuore...

   FILIPPO  D'altra parte una stufa ci voleva...

  MICHELE   Questa qua, ve la mettete in camera,  ve l'accendete e rimane  calda fino a quando volete  voi, non è come il braciere...

Mauro resta a guardare il corteo che sparisce.

 

 Le luci si abbassano.

 E'   notte. Tutti se ne sono andati. Dalla   finestra  s'intravedono gli   ultimi fuochi di   Capodanno. I  nonni   nella loro stanza dormono   tranquilli. Stiamo  per  un po' ad assaporarci la calma   della  casa  quando  improvvisamente  si  sente  un   gran   boato.

BUIO

   

  MAURO (con il grembiule di scuola e il quaderno dei   temi in mano):  Le  mie vacanze sono  cominciate  bene, però sono finite  male, perché sono morti tutti e due i nonni. Sono  morti per lo scoppio del gas. Ed è  stato  molto      importante  perché l'hanno scritto i giornali  e  l'ha fatto  vedere  pure la  televisione. Però  non  capisco perché mamma e papa' e gli zii hanno  detto  che  la  colpa è  stata della stufa che  era  troppa  vecchia.  Invece la stufa era nuova perché gliel'hanno  regalata  per la festa di Capodanno...

 

  Di nuovo il boato terrificante, seguito da una canzoncina di Natale cantata da un coro di bambini.

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