IL COMMENDATORE

PARI

DI LUIGI PIRANDELLO

COMMEDIA INCOMPIUTA

COMPLETATA IN TRE ATTI

DA NUNZIO COCIVERA

PERSONAGGI:

SIG.RA NARDINI

GRAZIELLA

CRISPUCCI

LILLI

COMMENDATORE

SIG.RA CARGIURI

PAGLIOCCO

PAGLIOCCO JUNIOR

BARBI

BARBI JUNIOR

GEMMA

GIULIA

SIG.RA BONTA

SIG.RA GANDINI

CAMERIERE

Salotto in casa del Comm. Cargiuri-Crestari: trionfo dogni goffaggine borghese. Uscio come in fondo. Uscio laterale a sinistra. Finestra o altro uscio a destra.

I ATTO

Al levarsi della tela sono in scena la signora Nardini e la figlia Graziella da una parte; lo zio Crispucci e la nipote Lill dallaltra. Stanno tutt quattro a lungo immobili, in un silenzio sepolcrale, come fantocci posati a sedere. A un certo punto Graziella apre la borsetta, ne cava un fazzolettino piccino piccino e se lo reca agli occhi.

SIG.RNARDINI: Smettila, non fare la stupida!

GRAZIELLA: (piano tra le lacrime) Se sapessi che impressione mi fa!

SIG.RA NARDINI: Vuoi essere cacciata via di nuovo? Lo sai com che saccorge di tutto. Ti vedr gli occhi rossi di pianto - smettila! Quel signore ti osserva.

CRISPUCCI: Si sente male signorina?

SIG.RA NARDINI: No. Cosa da nulla, grazie. Ora le passa. Ritorniamo qua dopo circa otto mesi e

GRAZIELLA: La casa, questo salotto.

SIG.RA NARDINI: Le fanno un certo senso, ecco.

GRAZIELLA: Ma ora basta! Basta! (e sasciuga gli occhi, forzandosi a sorridere!)

SIG.RA NARDINI: (guardando con locchialetto) Il signore viene per la prima volta?

LILLI: (friggendo) Si, si, per la prima volta!

SIG.RA NARDINI: (a Lill) Ah, si? (a Crispucci) Figliuola?

LILLI: No, no, nipote. mio zio.

SIG.RA NARDINI: Contenta, eh?

LILLI: Tanto, tanto!

CRISPUCCI: La sua prima entrata nel mondo

LILLI: Non si direbbe, vero, ch mio zio? Gli darebbe pi di quarantanni, signora? Con questo modo che ha di mettersi (e gli aggiusta la cravatta)

CRISPUCCI: Ma no, Lill, che dici! Gi cinquantadue, signora mia.

SIG.RA NARDINI: (occhialetto) Li porta bene. Proprio bene, eh Graziella, non ti pare?

GRAZIELLA: (occhialetto) Si s.

CRISPUCCI: (facendo atto di chi si dipinge) Con un po si, dico con un po daiuto

SIG.RA NARDINI: Ah, il signore (e rif il gesto)

LILLI: (subito) Ma non pare affatto, vero?

SIG.RA NARDINI: No: cio ora che lo sappiamo

CRISPUCCI: Parr. Ma si ha un bel dire! Il vantaggio, signora mia, grande. Per capirlo bisogna fare la prova che purtroppo tocc di fare a me quandammalai.

LILLI: Un mese e mezzo a letto! S trovato a un caso di morte, si figuri!

SIG.RA NARDINI: A un caso di morte? Non si direbbe.

CRISPUCCI: Eh, perch purgano, sa?

LILLI: Purgano, certe malattie!

GRAZIELLA: Purgano?

LILLI: Lorganismo.

CRISPUCCI: Malato, non pensai pi, capir, a darmi la tintura. Avevo da pensare a ben altro! Quando mi levai e mi guardai allo specchio. Ah signora mia, uno spavento: trentanni di pi!

LILLI: Trentanni di pi: non esagera.

CRISPUCCI: Mi rid la tintura.

LILLI: Trentanni di meno!

CRISPICCI: Di botto!

LILLI: Non esagera.

CRISPUCCI: Non esagero.

LILLI: (che non si riesce a capire se lo faccia per amore o per sciocchezza o perch si burli dello zio) Visto che la natura ci deteriora.

CRISPUCCI: Ecco, appunto, dico io. Vito che la natura ci deteriora, aiutiamoci, santo Dio!

LILLI: Ci aiutiamo tanto noi donne!

SIG.RA NARDINI: Ma lei viene qua, scusi per s o per la nipote?

CRISPUCCI: Per me? No come, per me?

SIG.RA NARDINI: Conosce la moglie del Commendatore?

CRISPUCCI: Non ho ancora questo bene. Conosco il Commendatore. Gli sono stato presentato ch poco. Avr oggi lonore di conoscere la signora. Permetta intanto che mi presenti io a lei, se non le dispiace: Crispucci. La mia nipote Lill.

SIG.RA NARDINI: Crispucci anche lei?

CRISPUCCI: Lill Crispucci, sissignora. Orfana dun mio povero fratello. Le faccio da pap da due anni.

SIG.RA NARDINI: Piacere. E il signore impiegato?

CRISPUCCI: In servizio, sissignora.

SIG.RA NARDINI: Alla dipendenze del Commendatore?

CRISPUCCI: No signora. In altro Ministero.

SIG.RA NARDINI: Ah! Allora, una concessione?

CRISPUCCI: Perch? Non capisco!

SIG.RA NARDINI: Perch finora il Commendatore ha ricevuto in casa soltanto i suoi dipendenti; e non mai avanti la loro promozione a segretarii di prima classe.

CRISPUCCI: Io sono in sottordine, veramente.

SIG.RA NARDINI: (a Graziella, con unocchiata dintelligenza) Eh, forse la necessit di provvedere a tante Mi dispiace!

CRISPUCCI: Come dite?

SIG.RA NARDINI: (subito) Ah, non dico mica per lei, sa! Dico per le tradizioni del salotto. (poi con sussiego) Io, di casato, faccio Spaventa, vedova dun capo sezione: Cardini.

CRISPUCCI: Spaventa? Onoratissimo.

SIG.RA NARDINI: La mia figliuola Graziella. (alla figlia) V, v dalla signorina.

Graziella si alza e va da Lill che si alza anche lei, sorridente, e tutte e due si mettono a parlare tra loro.

CRISPUCCI: (venendo acconto alla Nardini) Mhanno detto che si pu considerare come una vera fortuna, per chi abbia ragazze da marito, essere accolti in questo salotto.

SIG.RA NARDINI: Fortuna, si; per

CRISPUCCI: Per?

SIG.RA NARDINI: Non mica facile contentare la padrona di casa.

CRISPUCCI: Molto esigente?

SIG.RA NARDINI: E-si-gen-tis-si-ma.

CRISPUCCI: So che tutti la chiamano

SIG.RA NARDINI: Ah si: lo stato civile. Perch sposare la gente la sua passione. Non ha avuto figliuoli e s messa a darsi da fare cos. A sposare i figli degli altri.

CRISPUCCI: C da restargliene grati.

SIG.RA NARDINI: Ah, certo. Bench bench il mondo come lo fa si, pu far nascere a volte il sospetto che che non sia tanto per gli altri, quanto per s, ecco.

CRISPUCCI: (che non capisce) Ah, per s come?

SIG.RA NARDINI: Per darsi unoccupazione.

GRAZIELLA: (che ha sentito di l) Ma dici che divenuta in lei una mania.

SIG.RA NARDINI: Si: perch ci mette, non so, una specie dastio direi. Ma cos curioso!

CRISPUCCI: Astio?

SIG.RA NARDINI: Contro gli uomini si. Che sono quasi tutti impiegati subalterni del marito.

CRISPUCCI: (allarmato) Ah, ma il signor Commendatore non savvarr, suppongo, del suo posto per costringere

SIG.RA NARDINI: Costringere, no, Dio mio, non costringe; anzi usa dapprima il garbo pi squisito, ma poi, se il garbo non approda, comincia con la freddezza, con le riprensioni: e allora, sa com per paura del malumore e anche di qualche vendetta del superiore

CRISPUCCI: Eh, capisco. Non lavrei mai immaginato cos ligio alla moglie.

SIG.RA NARDINI: Ligio? Un cagnolino. Ma deve averci preso gusto anche lui, ora. Eh. Si! Sono tutt due, ormai.

CRISPUCCI: Gi gi gi gi se ha cominciato a darsi attorno anche negli altri Ministeri

SIG.RA NARDINI: Ma vedesse la signora! Come tratta noi mamme, certe volte! Vuole fare tutto da s. Come se. Portandole qua una figlia, la padrona diventasse lei, libera di disporne come crede.

CRISPUCCI: Ah si?

SIG.RA NARDINI: E guai a farle la pi piccola osservazione! La piglia subito come una mancanza di fiducia o di riguardo al suo tatto, alla sua esperienza, al suo intuito. E poi fulmini, ira di Dio, se la ragazza, per esempio, non si mostra subito contenta del giovane che lei le ha destinato e mostra invece un po di simpatia per qualche altro. Lo sa per esperienza la mia povera Graziella. Siamo state escluse per otto mesi da questo salotto.

CRISPUCCI: Escluse? Ah, per questo?

SIG.RA NARDINI: Per questo, per questo. Un certo signor Salvucci

CRISPUCCI: Destinato a unaltra?

SIG.RA NARDINI: E attratto irresistibilmente verso mia figlia.

CRISPUCCI: Costretto a sposar quella?

SIG.RA NARDINI: Quella. (breve pausa) Debbo aggiungere per, (perch io sono giusta) che studia, sa; ah! Studia molto, prima di decidere, prima dassegnare a quel tal giovane quella tal ragazza; tiene in esperimento luno e laltro per mesi e mesi; li interroga su tutti i punti; segna sui taccuini le risposte (ne avr dieci venti, di quei taccuini) e gusti, educazione, costumi, aspirazioni, indaga tutto, pesa tutto. Questo s, bisogna riconoscerlo. (torna a guardare con locchialetto Lill) giovane, vedo, la sua nipotina.

CRISPUCCI: Eh, ma sa! Pentolino di pece bollente.

SIG.RA NARDINI: Perch, di pece?

CRISPUCCI: Eh, perch la pece, quando bolle, dico, il calore

SIG.RA NARDINI: Ah, ecco, molto calorosa. Orfana anche di madre?

CRISPUCCI: No, veramente. Ma quasi.

SIG.RA NARDINI: Quasi?

CRISPUCCI: C e non c, la madre. Vive s, ma ma (il secondo ma un sospiro.

SIG.RA NARDINI: Ah no, sa! Chiare, sa! E precise, chiare e precise, bisogna che siano qua le risp. La cosa com, la cosa com.

CRISPUCCI: S, ecco: come se fosse morta.

SIG.RA NARDINI: Gi, ma non pu mica venirle a dire che la madre c e non c. Se non c, amen, morta; non se ne parli pi. (bench capacissima anche dandare a rovistare chi fu e chi non fu una madre morta anche dieci e quindici anni addietro). Guardi; pesa molto, bisogna dirlo, la tirannia di questa signora; ma tanto per noi mamme quanto per le nostre figliuole come un diploma essere accolte in questa casa: creda!

CRISPUCCI: Lo credo! Lo credo!

SIG.RA NARDINI: Diploma dimmacolatezza, di cui ci possiamo tutti vantare. Meritatissimo.

CRISPUCCI: Lo credo! Lo credo!

SIG.RA NARDINI: Ora, se questa mamma della sua nipotina c, lei dovr bene spiegare che cosa intende per come se fosse morta.

CRISPUCCI: Eh no, purtroppo, signora! Fosse pazza!

SIG.RA NARDINI: (lo squadra) Ah, ho capito. (e fa per scostarsi, raggelandosi; poi chiama) Graziella!

GRAZIELLA: Che vuoi, mamma?

SIG.RA NARDINI: Vieni qua, vieni qua, figliuola mia; senti

CRISPUCCI: Scusi se mi permetto di farle osservare, signora, che il signor Commendatore gi informato della cosa, credo anche la moglie.

SIG.RA NARDINI: Ah si?

CRISPUCCI: Altrimenti non mi sarei arrischiato a venire, conoscendo le esigenze dalla casa!

SIG.RA NARDINI: (di scatto) Ah, ma allora per lei, sa? Ci pu giurare che per lei!

CRISPUCCI: Non capisco! la seconda volta che me lo dice. Che cosa per me?

SIG.RA NARDINI: Ci vuol tanto a capirlo? La moglie del Commendatore deve avere di certo qualche mira su lei.

CRISPUCCI: (trasecolato) Su di me?

LILLI: (stupita) Come, su te, zietto?

GRAZIELLA: Eh, che ne sa lei dei misteri suoi famosi taccuini?

SIG.RA NARDINI: Tutte le confidenze che vi son depositate? Ci potrebbe anche essere quella duna ragazza, per esempio, che non sgradirebbe sposare uno det come lei.

LILLI: (esultante, battendo le mani) Capisci, zietto? La confidenza duna ragazzina come me a me piacerebbe, sposarti!

CRISPUCCI: Ma che dici, Lill!

LILLI: S s! S s! Zietto sposino! Zietto sposino! (e gli accarezza il pizzo con molte moine)

SIG.RA NARDINI: Santa ingenuit!

CRISPUCCI: (allarmato) Lill, ti prego, Lill! Si corrono dunque davvero di questi pericoli qua?

SIG.RA NARDINI: Le dispiacerebbe proprio sposare

CRISPUCCI: Signora mia, una ragazza?

SIG.RA NARDINI: Che ne avesse il gusto

CRISPUCCI: Impossibile!

GRAZIELLA: Eppure, sa! Ce lhanno tante!

SIG.RA NARDINI: (severissima) Tante poi no! Tu, per esempio, no!

CRISPUCCI: MA che io non ci ho mai pensato veramente.

SIG.RA NARDINI: Potrebbe mettersi a pensare adesso. (e torna a guardarlo con locchialetto).

CRISPUCCI: Alla mia et?

LILLI: Ma s! Ma s, zietto! Che et! Tu sei giovane! Cos come sai metterti! Con codesto pizzetto, vero, signora?

SIG.RA NARDINI: Eh s, gli sta bene; gli d una certaria ardita

Entra a questo punto il Commendatore Cargiuri-Crestari, seguito da Barbi e Pagliocco.

COMMENDATORE: Venite, venite avanti. Ah, caro Crispucci, lei gi qui? Bravo.

CRISPUCCI: Con la mia nipote Lill.

COMMENDATORE: (distratto) Ah, carina (a Barbi e Pagliocco) Sedete, sedete.

SIG.RA NARDINI: (alzandosi ossequiosa) Signor Commendatore

COMMENDATORE: (con freddezza) Ah, lei signora? (con maggior freddezza a Graziella che s alzata anche lei) C anche lei, signorina? Scusino, ma mia moglie lo sa? Dico, che loro due sarebbero venute?

SIG.RA NARDINI: Si s, ce lha fatto sapere lei stessa, la signora, che potevamo ritornare. Eh, altrimenti, si figuri

GRAZIELLA: Non saremmo venute!

COMMENDATORE: Ah, bene bene, quand cos saccomodino pure. Bench non sappia se mia moglie, con questo ritardo, potr pi riceverle per oggi. Non indovino dove si sia potuta trattenere fino a questora. Dovrebbe gi essere qui da un pezzo. (a Barbi e Pagliocco) Le signore Gandini e Bont sono di l (accennando alla sua sinistra) che aspettano, con le figliuole. Ci sentiamo battere il cuore, eh? Ma non conoscete la signora Nardini? La signorina?

BARBI: No, per dire la verit.

PAGLIOCCO: Non abbiamo avuto ancora lonore

COMMENDATORE: Ah, faccio subito le presentazioni. Il Cav. Bartolo Barbi e il Cav. Guido Pagliocco. La signora Nardini e la sua figliuola Graziella.

BARBI: Onoratissimo.

PAGLIOCCO: Onoratissimo.

SIG.RA NARDINI: Piacere.

GRAZIELLA: Piacere.

COMMENDATORE: Bisogna fare anche le congratulazioni tanto alluno quanto allaltro.

SIG.RA NARDINI: Ah si? Sposini?

COMMENDATORE: Si far oggi la presentazioni ufficiale: quella che ai miei tempi si chiamava la scritta davanti al notaio.

SIG.RA NARDINI: Tutt due?

LILLI: Carini!

GRAZIELLA: Congratulazioni!

SIG.RA NARDINI: Vivissime, anche da parte mia!

BARBI: Grazie.

PAGLIOCCO: Grazie.

COMMENDATORE: Eh, ma ce n voluto per rimuoverli da certe loro ideacce di comho detto? Di (avevo trovato un bellissimo

CRISPUCCI: aggettivo qualificativo)

COMMENDATORE: S mortifera, mortifera saggezza, ideacce di mortifera saggezza

CRISPUCCI: (sulle spine per la dimenticanza del Commendatore di presentarlo) Signor Commendatore

COMMENDATORE: Ah gi, scusate! Dimenticavo. Barbi e Pagliocco. La signorina Crispucci.

LILLI: Lill.

BARBI: Piacere.

PAGLIOCCO: Piacere (pausa)

COMMENDATORE: Questo ritardo di mia moglie non me lo spiego ci sar certo il suo motivo. Basta. Lei, bene in gamba ormai di nuovo, eh caro Crispucci? La vorrei vedere negli occhi della giovent doggi un po di codesta fiamma che brilla nei suoi! La lasciano languire, la fiamma della vita, questi benedetti giovani doggi. Hanno paura di scottarsi. Ragionano troppo e sentono poco. Manca, manda il coraggio di buttarsi: l, incontro alle difficolt della vita!

CRISPUCCI: Poetico! Ah, la fiamma della vita, mi piace tanto! Poetico.

BARBI: (ponzante) Ma il problema sociale della conservazione della famiglia

PAGLIOCCO: (esplosivo) quando non si voglia commette una bestialit di quelle.. ma di quelle!

BARBI: In tempi difficili come questi

COMMENDATORE: (troncando, amabile) Scusate, amici miei, non mi pare pi il caso, per voi, di far codesti discorsi, alla vigilia.

BARBI: (sospirando) Ah, gi

PAGLIOCCO: (masticando) Gi, gi

BARBI: Ma veramente noi

PAGLIOCCO: Ecco, si

COMMENDATORE: (troncando severo) Che cosa?

Momento di imbarazzo.

CRISPUCCI: Per me ha ragione il Commendatore: buttarsi: l, e addio!

COMMENDATORE: Buttarsi di buona voglia per! Sta tutto qui. Quando s presa una via, incamminarcisi di buona voglia! Tutte le contrariet savvertiranno meno.

CRISPUCCI: Filosofico! Ah! quando s presa una via. Mi piace tanto! Filosofico!

SIG.RA NARDINI: Tanto pi, che il principio, almeno, suol essere piacevole.

GRAZIELLA: Quando si ama!

BARBI: Ah no, quando si ama, dare prova senno, pu significare dare prova damore.

PAGLIOCCO: Ecco! Benissimo!

CRISPUCCI: Questo lei lha letto in qualche libro, no?

BARBI: No, perch?

CRISPUCCI: Lha detto proprio come se fosse stampato in un libro! Ah, mi piace tanto! Comha detto?

GRAZIELLA: Prova di senno, prova damore!

SIG.RA NARDINI: Veramente bello!

LILLI: Bellissimo! Bellissimo!

CRISPUCCI: (alzandosi e andando a porgergli la mano) Congratulazioni!

Entra a questo punto, come una bufera la Signora Cargiuri-Crestari.

SIG.RA CARGIURI: Ah! Eccomi qua! Tutta in un bagno di sudore!

COMMENDATORE: Cos successo?

SIG.RA CARGIURI: Tavverto che ho un diavolo per capello! Lei, scusi, Crispucci?

CRISPUCCI: Crispucci, a servirla.

SIG.RA CARGIURI: (al marito) Tavevo detto, mi pare, di farli radere il pizzo!

COMMENDATORE: Ah, gi!

CRISPUCCI: (contemporaneamente, restando) A me?

LILLI: (contemporaneamente) Oh!

SIG.RA NARDINI: (contemporaneamente) Peccato!

SIG.RA CARGIURI: (voltandosi di scatto) Chi ha detto peccato? Ah, lei? Mi ricapita tra i piedi proprio in un cattivo momento, sa? Signora Nardini. peccato? o che centra lei, scusi? (volgendosi al Crispucci) Mi serve senza pizzo, caro signore. E avevo detto perci a mio marito, che si dimentica sempre di tutto, di pregarla di raderselo, prima di venire da me. Spero che lei non ci terr poi tanto!

CRISPUCCI: Io no, ma per dire la verit

LILLI: C come nato con quel pizzo!

SIG.RA CARGIURI: Chi lei?

CRISPUCCI: La mia nipotina Lill, signora.

SIG.RA CARGIURI: Ah, quella ho capito! (al marito) Cos successo? (facendo gli occhiacci) Cose, caro mio, che non stanno n in cielo n in terra! Poi ti dir.

COMMENDATORE: I Salvucci?

SIG.RA CARGIURI: Poi ti dir (e fa tanto docchi al marito; poi, alla signora Nardini) Proprio, proprio in un cattivo momento, cara signora!

SIG.RA NARDINI: Ma pu star sicura che la mia Graziella, signora, non pensa pi affatto

SIG.RA CARGIURI: Questo lo debbo ancora vedere! (al marito) Mi faccio meraviglia intanto che tu nomini con tanta leggerezza le persone, quandio

COMMENDATORE: (restando) Non pensavo pi adesso, abbi pazienza! Che fu proprio per Carlo Salvucci che la signorina Graziella

GRAZIELLA: (non potendo pi frenare il pianto) Oh Dio! Oh Dio!

SIG.RA CARGIURI: (alla Sig.ra Nardini) Ecco, ecco come non ci pensa pi la sua figliuola! (dun tratto, alterandosi) Ma dico, oh, non sarebbe vero?

SIG.RA NARDINI: No, signora mia, che crede?

SIG.RA CARGIURI: (con tanto docchi) Non credo, no, non voglio crederci!

SIG.RA NARDINI: (impressionatissima) Si forse guastato con la moglie il Salvucci? (alla figlia) St cheta, scioccona!

SIG.RA CARGIURI: Non s guastato nientaffatto! E per sua norma e regolamento, le coppie che metto su io resistono a tutte le bufere! Se qualcuno o qualcuna sattenta a guardarle, lha da fare con me! (rivolgendosi a Barbi e Pagliocco) Ma qua ci sono le mie care paranzelle che finalmente entrato in porto, e ancora non mi lasciate dir loro nulla? Come va, come va? Raggianti? Felici?

BARBI: (funebre) Eccoci qua, vorremmo

PAGLIOCCO: Si, ecco, dovremmo

BARBI: Dire qualche cosa

PAGLIOCCO: Sopravvenuta.

SIG.RA CARGIURI: Come come?

COMMENDATORE: Sopravvenuta?

SIG.RA CARGIURI: Che significa?

BARBI: Se si potesse parlare un momentino da soli

SIG.RA CARGIURI: (al marito) Ho capito sai! Quando una giornata infila male!

BARBI: Ma non tema, signora

PAGLIOCCO: Siamo due galantuomini

SIG.RA CARGIURI: Lo credo bene! Vorrei vedere! Con le due sposine gi pronte di l! Anzi vado a dir loro

BARBI: No no, aspetti! Vorremmo

PAGLIOCCO: Dovremmo prima parlare con lei

SIG.RA CARGIURI: Appunto; vado a dir loro che abbiano ancora un pochino di pazienza, e intanto mi porto via queste signorine e questa signora, e lei, signor Crispucci, che mi far contenta, non vero? Via, via codesto brutto pizzo, di moda antica! Pssino!

Esce per luscio a sinistra, dopo aver fatto uscire gli altri. Restano in iscena il Commendatore, Barbi e Pagliocco.

COMMENDATORE: Oh Dio, che cos? No mi spaventate!

PAGLIOCCO: Una tegola sul capo, signor Commendatore!

BARBI: Sono arrivati i nostri fratelli minori.

COMMENDATORE: I fratelli?

BARBI: Gi: per dar principio ai loro studi universitari

PAGLIOCCO: A carico nostro!

COMMENDATORE: Toccher a voi mantenerli?

PAGLIOCCO: Alloggio, vitto, tasse e tutto.

COMMENDATORE: Oh santo cielo! E come si fa? Mia moglie non ne sa niente?

BARBI: Nera s, prevenuta, ma come dun pericolo che speravamo di potere, se non ovviare, almeno allontanare

PAGLIOCCO: E stato peggio!

BARBI: Sono piombati qua!

La signora Cargiuri-Crestari schiuder luscio di sinistra e sudr un suona dallegre risa. Poi dir, senza entrare in iscena:

SIG.RA CARGIURI: Un salutino, un salutino solo care, e poi basta: prima luna e poi laltra.

(sporger prima la testa di Gemma Gardini)

GEMMA: Buon giorno, Tol! (e subito la ritirer)

(sporger poi la testa di Giulia Bont)

GIULIA: Buon giorno, Did! (e subito la ritirer)

Sudranno le risatine delle due sposine mentre la signora Cargiuri-Crestari aprir luscio per rientrare in iscena e subito lo richiuder.

SIG.RA CARGIURI: Sono un amore! Dunque, dunque, che cosa c di nuovo?

COMMENDATORE: Eh, il caso grave!

SIG.RA CARGIURI: Grave? Che dici? Insomma, parlate! Non mi tenete cos sulla corda!

BARBI: Mah! Quel pericolo, signora

SIG.RA CARGIURI: (subito) I vostri fratelli?

BARBI: Sono qua!

SIG.RA CARGIURI: Gi qua?

PAGLIOCCO: Da questa mattina.

SIG.RA CARGIURI: Arrivati cos allimprovviso? Aveste lasciato sperare

PAGLIOCCO: Stavamo dicendo appunto questo al Commendatore: stato peggio!

BARBI: Hanno voluto mettere subito le mani avanti!

SIG.RA CARGIURI: Ma scusate, avete proprio lobbligo voi, di mantenere agli studii i vostri fratelli minori?

BARBI: Eh s, debito di gratitudine, signora verso i nostri genitori.

PAGLIOCCO: Sacrosanto obbligo, sacrosanto!

BARBI: Ripagare ai nostri genitori i sacrifizi che fecero per la nostra riuscita, ora che non sono pi in grado di farne altri per questi che sono figli anche loro

PAGLIOCCO: Come noi!

SIG.RA CARGIURI: Gi, ma, capirete, avendo voi preso, ormai, un altro impegno

BARBI: Il pericolo per era gi preveduto

PAGLIOCCO: e non scongiurato!

BARBI: Si sperava tuttal pi che non fosse cos imminente

SIG.RA CARGIURI: Capisco, capisco: la situazione per ora cambia: quelle due poverine dovrebbero sobbarcarsi a tenere in casa i cognati fin dal primo giorno di matrimonio, due giovanotti e, certo, le spese di mantenimento il bilancio delle due famigliuole ah, bisogner dirlo subito Dio, Dio! Voi mi guastate tutto, mi guastate tutto un tal colpo alla vigilia!

BARBI: Non colpa nostra.

PAGLIOCCO: Noi, anzi, siamo i primi a soffrirne.

BARBI: Quelli che ne soffriremo di pi.

SIG.RA CARGIURI: Tutto stabilito cos bene! Tutto precisato, come soglio fare io, con tutte le pene che mi do! (al marito) Hai visto? Giusto oggi! Voi non sapete quello che ci metto io, di coscienza! Gli scrupoli che mi faccio! E come tormento questo mio povero marito perch mi sappia dire anche le pi piccole cose di voi! So tutto di voi; quello che non so, lo intuisco, perch Dio mha dato questo dono, dintuire tutto da nulla, unocchiata, una alzata di ciglia, mi bastano. So che avete fatto carriera insieme; so che siete da tantanni inseparabili; che non vi somigliate in nulla e che tuttavia, stando insieme, vi compensate in tutto, perch ci che manca alluno nellaltro; per cui vi siete saggiamente assegnate le parti nella vita; lei Barbi un po nellaria; lei Pagliocco ben piantato a terra. Ora Dio sa quanto m costato volere tener conto di tutto questo, per non alterare dun punto la vostra vita in comune: scegliervi le due compagne adatte, come gemelle, inseparabili anchesse una allaltra, con le stesse doti, gli stessi gusti, le stesse inclinazioni: luna, bonissima, una un pochino cos sulle nuvole, e destinarla alluomo pi pratico, positivo; laltra con la testa bene a segno e destinarla a questo poeta qua; vho aiutato perfino a trovarvi i due quartierini contigui, per stare insieme e divisi, con un bel salotto in comune. Sono riuscita a tutto: avete approvato la scelta, voi due di qua, loro due di l; la simpatia nata da una parte e dallaltra; siamo proprio arrivati alla conclusione, e sissignori, tutta un tratto, ecco qua!

COMMENDATORE: Lunica mi pare di di dire la cosa com, alle due signorine e alle loro mamme, invitandole a passare di qua.

BARBI: Scusi, Commendatore, non sarebbe meglio, scusi, che la signora, prima

PAGLIOCCO: Gi, le prevenisse

BARBI: Perch non abbiano a trovarsi al caso di, mi duole dirlo, di dover tirarsi indietro in presenza nostra, ove non volessero accettare questa inderogabile necessit?

PAGLIOCCO: Ecco ecco, benissimo, inderogabile!

SIG.RA CARGIURI: (con esasperazione) Ma che benissimo! Lasciatemi pensare un momento, perdiosanto! in giuoco tutta la mia fatica di pi dun anno, perch siete stati duri, oh duri da rimuovere, voialtri, due macigni! Un momento di riflessione! (improvvisamente) No! Spero nel cuore di quelle due creature. Facciamole entrare.

Si presenta alluscio di fondo il vecchio cameriere.

CAMERIERE: Permesso?

SIG.RA CARGIURI: Chi ?

CAMERIERE: Ci sono i fratelli dei signori Barbi e Pagliocco.

COMMENDATORE: Eccoli qua!

SIG.RA CARGIURI: (strabiliando) Ma come? Chi li ha invitati a venire qua? Voi?

BARBI: Forse hanno creduto che

PAGLIOCCO: Che fosse bene fare atto di presenza.

BARBI: Ecco, gi.

PAGLIOCCO: Fin da principio.

SIG.RA CARGIURI: Altro che presenza? Questo si chiama prepotenza! Io non li ricevo!

COMMENDATORE: Ma, anche se non li ricevi, cara

SIG.RA CARGIURI: E inaudito! inaudito! Prender cos il campo dassalto presentarsi qua non invitati (si raccoglie a pensare un momento, poi) Ma meglio forse presentare dambl il quadro della situazione. S. (pausa. Al cameriere) Fateli passare. Io far passare intanto le due sposine e le mamme, e Dio ci assista tutti quanti! (apre luscio a sinistra e chiama:) Venite, venite, carine; qua, signora Gandini venga, signora Bont!

Entrano dalluscio in fondo Barbi junior e Pagliocco junior, e contemporaneamente dalluscio di sinistra la signora Gandini e la figlia Gemma, la signora Bont e la figlia Giulia. La signora Cargiuri investe i due giovanotti:

SIG.RA CARGIURI: Bene arrivati, bene arrivati, cari giovanotti! Vi assicuro che ho proprio motivo di ringraziarvi, voi due! (rivolgendosi alle donne) Signore mie, ma care signorine, quando si dice il fulmine a ciel sereno! Eccoli qua! Al momento della presentazione, (la presentazione, Signore Iddio, la festa del patto, lo scambio della promessa solenne) li vedete? Freschi freschi, tutti e due! Dovevate presentarvi voi? Si presentano loro!

GEMMA: Oh Dio, chi sono?

GIULIA: A chi si presentano?

BARBI: (Alla signora Cargiuri) Ma no, scusi, signora

PAGLIOCCO: Non sono mica due briganti

BARBI: Sono infine i nostri fratelli!

GEMMA: Ah, i vostri fratelli?

GIULIA: Oh bella! Gi arrivati?

SIG.RA GANDINI: Come come? I fratelli?

GEMMA: (guardando il giovane Pagliocco) Carino!

GIULIA: (guardando il giovane Barbi) Carino!

SIG.RA CARGIURI: Ah, figliuole mie care: un bacio, per una! (le bacia) per questa esclamazione che v scattata dal cuore!

SIG.RA BONTA: Ma no! Aspetti, aspetti un poco, signora! Lasciamo stare il cuore!

SIG.RA GANDINI: Non saranno mica venuti per restare!

COMMENDATORE: Per restare, s s, per restare!

SIG.RA GANDINI: Per restare a carico dei fratelli?

SIG.RA BONTA: Andiamoci piano, allora, figliuole mie!

SIG.RA CARGIURI: (al marito) Ecco qua, lo vedi? Me laspettavo!

SIG.RA BONTA: Mi scusi tanto, signora mia: lei sa che sacrificio ho dovuto fare io

SIG.RA CARGIURI: Enorme, s; e infatti non dico mica per lei, cara signora! Dico per loro (indica Barbi e Pagliocco; poi, rivolgendosi a questultimo) chi dei due suo fratello?

PAGLIOCCO: (presentandolo) Eccolo qua: mio fratello Attilio.

SIG.RA CARGIURI: (al marito) Senti? Anche il coraggio di chiamarsi Attilio, come te! (al giovane Pagliocco) Ebbene, caro signorino Attilio: sa che cosa ha fatto questa madre? (indica la signora Bont) Per contentare suo fratello, che ha osato parlare davanti a me di obbligo sacrosanto, quello di mantenere a sue spese lei, qua, agli studi, questa madre ha fatto limpossibile, limpossibile per arrivare a pareggiare la dote della sua figliuola a quella della signorina Gandini, fidanzata del signor Barbi. E sa perch? Perch ha piantato i piedi, suo fratello, i piedi, come un mulo; ed stato irremovibile-

BARBI: Ma non tanto per il denaro, creda, signora!

PAGLIOCCO: (fosco) Ecco, ecco!

COMMENDATORE: Quanto per non stabilire una differenza.

BARBI: Che sarebbe stata la prima.

PAGLIOCCO: Ecco ecco.

SIG.RA CARGIURI: Sta bene, sta bene, perch pari in tutto finora, anche le doti delle mogli ha preteso che fossero pari! Ha capito? Pari! Perch vogliono essere pari in tutto, loro, sempre! Domando io ora a lei, signorino Attilio, come far suo fratello ad alzare pi gli occhi in faccia a questa madre che ha compiuto tale sacrificio!

PAGLIOCCO: Permette, permette, signora? Non lha compiuto solo per me!

BARBI: Anche per la propria figliuola!

SIG.RA BONTA: La mia figliuola non avrebbe mai osato esigerlo da me!

PAGLIOCCO: Non di dico no; ma ridonder anche a beneficio di lei: ecco, questo volevo fare osservare. E pensi, signora, pensi a quale sbaraglio mi troverei io ora, di fronte al mio amico.

BARBI: Con questo sbilancio del fratello

PAGLIOCCO: Sbilanciato anche nella dote! Eh!

SIG.RA BONTA: Non parlino davanti a me di sbilanci, per carit! Proprio a me, scusi, lei parla di sbilancio? Ho fatto il sacrificio, scusi, perch navesse un bene la mia figliuola! Ora questo bene sar annullato dalla venuta di suo fratello!

PAGLIOCCO: Ma lo manterr io mio fratello!

SIG.RA BONTA: Gi detraendo questo mantenimento dal suo apporto. Ed ecco che il bene sar annullato dalla venuta di lui.

BARBI: E non sar lo stesso per me, signora mia, e per la signora Gandini?

SIG.RA BONTA: Ah no, prego! Per la signora Gandini, no! Perch per lei non stato un sacrificio assegnare la dote che ha assegnato, mentre per me, pareggiarla, s, e grandissimo!

SIG.RA CARGIURI: Ha ribattuto magnificamente! Mi dia un bacio, signora Bont (labbraccia e la bacia)

BARBI: Scusate: non vi pare che?

GEMMA: Gi, ecco, che ci siamo anche noi.

GIULIA: Per dire la nostra?

GEMMA: Si tratta infine di noi!

GIULIA: (a Gemma) Tu sei contenta?

GEMMA: Io si, contenta!

GIULIA: E io pure! Dunque

COMMENDATORE: Dunque, contenti tutti!

GEMMA: (alla signora Bont) Ma s, ma s, signora: vedr, vedr che andr tutto bene! Volendo, sapendo fare

GIULIA: Contenta, si, via, contenta anche tu, mammina!

SIG.RA BONTA: Eh, se davvero sei contenta tu

COMMENDATORE: Contentissime tutte e due, non ha sentito?

SIG.RA CARGIURI: (investendo i due fratelli minori) Voi no? Avreste il coraggio, voi, di non essere ancora contenti?

BARBI JUNIOR: Ma s, ma s, signora.

PAGLIOCCO JUNIOR: Contentissimi anche noi!

SIG.RA CARGIURI: E allora, avanti: facciamo cos! (prende Gemma e le fa passare un braccio sotto il braccio di Barbi; poi, sbagliando, laltro braccio sotto quello del fratello di Pagliocco; prende Giulia e fa altrettanto col Pagliocco e il fratello di Barbi) e cos!

BARBI: Ma no, signora! Ha sbagliato. Mio fratello quello l.

PAGLIOCCO: E il mio, quello l, glielho gi detto!

SIG.RA CARGIURI: Ah si! Gi Attilio. E allora lei passi l, e lei l. Avevo messo su finora coppie di due: non mi sarei mai aspettata mettere di tre!

COMMENDATORE: Ben, infine ci sei riuscita a formare le coppie

SIG.RA CARGIURI: Riuscita si, anche se le coppie sono di tre

SIG.RA BONTA: Purtroppo!

SIG.RA GANDINI: Purtroppo, ha detto bene!

SIG.RA CARGIURI: Visto che le signorine sono contente il pi fatto e siete uguali in tutto anche come coppie

COMMENDATORE: Le coppie sono dispari!

SIG.RA CARGIURI: Gi dispari

SIG.RA GANDINI: Io non sono entusiasta, niente affatto sa

SIG.RA CARGIURI: Sa signora le colombelle sono felici e anche noi lo siamo

SIG.RA GANDINI: No, io non sono contenta, mia figlia dovr privarsi, tre bocche consumano pi di due, dovevo saperlo prima

SIG.RA BONTA: E pure io, sono confusa. Sa, due maschi da accudire una responsabilit. La gente che dir

SIG.RA GANDINI: E poi in casa il cognato appena sposati, io ho delle riserve, dei dubbi. La gente mormora

SIG.RA BONTA: Dovevate dircelo prima (alla signora Cargiuri)

SIG.RA CARGIURI: Loro hanno guastato tutto, sono mortificata, non sono stata avvisata anzi si ma di una lontana probabilit

COMMENDATORE: Che ci piovuta addosso a ciel sereno

BARBI: Se loro vogliono ripensarci (alla suocera)

PAGLIOCCO: Se la signora ha delle riserve (alla suocera)

GEMMA GIULIA: (in coro) Basta, qui siamo le uniche vere interessate e per noi va bene!

SIG.RA CARGIURI: Bene, benissimo tutto risolto, allora tornate nelle rispettive case,frequentatevi, conoscetevi e a fine anno il matrimonio! (Baci e saluti)

ESCONO TUTTI, RESTANO IN SCENA SOLO IL COMMENDATORE E LA MOGLIE

SIG.RA CARGIURI: Che fatica, che fatica! Di l c quel tale, Raspucci, ma la nipote che centra dico io

COMMENDATORE: Magari vorr

SIG.RA CARGIURI: Oh no! Non se ne parla, con quella storia alle spalle non si pu

COMMENDATORE: E quella Cardini con la figlia

SIG.RA CARGIURI: Ah, quella, unaltra storia

COMMENDATORE: E come mai le hai riconvocate?

SIG.RA CARGIURI: Ti dir ti dir! Anzi sono stanca, confusa il discorso delicato e lungo rinvia tutti a domani

LEI ESCE

COMMENDATORE: Crispucci, venga!

CRISPUCCI E LILLA ENTRANO IN SCENA

COMMENDATORE: Venite anche voi signora Nardini

ENTRANO IN SCENA ANCHE LA SIGNORA NARDINI E GRAZIELLA

COMMENDATORE: Bene eccovi, anzi male, mia moglie si scusa ma molto stanca. Tornate pure domani alla stessa ora

SIG.RA NARDINI: Bene, arrivederci (scocciata)

CRISPUCCI: Ors, andiamo

COMMENDATORE: Vi accompagno alla porta

ESCONO SALUTANDO

FINE I ATTO

II ATTO

STESSA SCENA IL GIORNO DOPO

IL CAMERIERE APRE A LILLA E A CRISPUCCI E SI RITIRA CON UN INCHINO. ENTRANO IN SCENA

CAMERIERE: Prego, entrino

CRISPUCCI: B Lill, eccoci qua

LILLI: Zio, io non sono mica contenta

CRISPUCCI: E un onore inaspettato essere qui in casa Cargiuri. Essere invitati qui, un lusso!

LILLI: Che lusso e lusso, uffa, io non voglio mica maritarmi, sono giovane

CRISPUCCI: Senti, con tua madre, che devo dire, cos, se loro hanno trovato un giovane per te devi essere felice, nin tutti ti sposerebbero e questo lo sai

LILLI: E che colpa mia?

CRISPUCCI: No cara no, per letichetta, la forma

LILLI: Ma che forma, trover un giovane che mi ami per le mie qualit. Senza badare alla mamma

CRISPUCCI: Non semplice, proprio non lo !

LILLI: Tu non credi che io abbia quelle qualit?

CRISPUCCI: Tante, tante ma

ENTRANO GRAZIELLA E LA MADRE INTRODOTTE COME PRIMA DAL CAMERIERE CHE SI RITIRA CON UN INCHINO

CAMERIERE: Accomodatevi

SIG.RA NARDINI: Ben trovati

LILLI: Buon giorno (alla signora)

GRAZIELLA: Buon giorno signor Crispucci

LILLI: Ciao Graziella

GRAZIELLA: Ciao

CRISPUCCI: Ci si trova,come sta?

SIG.RA NARDINI: Bene grazie e lei?

CRISPUCCI: Bene, benone, molto elegante oggi

SIG.RA NARDINI: Anche lei sa! Scusi la mia curiosit ma sapete gi?

LILLI: Cosa?

CRISPUCCI: E successo qualcosa?

SIG.RA NARDINI: Nulla, io volevo dire se sapete chi il giovane che il prete bianco e scelto per Lilla?

CRISPUCCI: Per Lilla

LILLI: No affatto. Lo chiamano anche il prete bianco?

SIG.RA NARDINI: Anche oltre lo stato civile!

GRAZIELLA: Magari sar brutto come successo a me

LILLI: Come brutto!

CRISPUCCI: Cosa le successo?

SIG.RA NARDINI: Graziella, quella tua bocca!

CRISPUCCI: Per carit, non vogliamo sapere nulla

LILLI: Io si, io si, sono curiosa

CRISPUCCI: Benedetta figliola, no!

GRAZIELLA: Non fa niente, diglielo, ormai

SIG.RA NARDINI: E imbarazzante sapete lei non ha voluto

CRISPUCCI: Il giovane che le avevano scelto?

SIG.RA NARDINI: Gi e non tutto

LILLI: C dellaltro, dica, dica!

RASPUCCI : Lill!

LILLI: Scusa zio anche lei, mi scusi

SIG.RA NARDINI: Prov simpatia per un altro

LILLI: Un altro, era bello?

GRAZIELLA: Bellissimo,due occhi (abbassa il capo)

SIG.RA NARDINI: Contegno!

CRISPUCCI: Sbocci una simpatia?

GRAZIELLA: Lamore, lamore (in lacrime) negato

LILLI: Lamore che bello e anche lui Scusi (alla signora)

CRISPUCCI: B basta ricordare cose tristi, non ci dica pi nulla

SIG.RA NARDINI: Al punto in cui siamo meglio dirvi tutto ormai. Lo incontr qui, in questo salotto, tutto normale come ci si incontra ora e sguardi, occhiatine, fu simpatia reciproca

GRAZIELLA: Amore, amore!

SIG.RA NARDINI: A sentire lei amore!

CRISPUCCI: Ricambiato?

LILLI: Reciproco?

GRAZIELLA: Amore a prima vista, reciproco, eccome!

CRISPUCCI: Potevate parlarne con i signori trovare una soluzione equa e dato che cera lamore, fare davvero un matrimonio Damore invece che di convenienza o di interesse

GRAZIELLA: E lui ci prov

SIG.RA NARDINI: B, anchio, anche se con meno insistenza

LILLI: E allora?

SIG.RA NARDINI: Carlo Salvucci, cos si chiama, insistette per Graziella, ma la signora fu irremovibile

CRISPUCCI: Come

GRAZIELLA: Come una strega!

SIG.RA NARDINI: Non pot

GRAZIELLA: Non volle

SIG.RA NARDINI: (occhiata) Non pot rimangiarsi la parola data, il contratto stipulato prevedeva il matrimonio e accordi industriali e legali ormai non erano pi annullabili

GRAZIELLA: Se voleva ma non ha voluto

SIG.RA NARDINI: Non poteva e ora basta, argomento chiuso. Ora sapete tutto

LILLI: Molto triste

CRISPUCCI: Direi tragico, un amore soffocato

GRAZIELLA: Oh Dio, oh Dio (piange)

SIG.RA NARDINI: Basta! Se vengono

CRISPUCCI: Lamore non deve tacere, ma gridare!

SIG.RA NARDINI: Non sempre cos facile non sempre!

LILLI: Laltro comera?

GRAZIELLA: Un orrore, basso, nero, grasso

LILLI: Un mostro dunque e anche negro?

CRISPUCCI: Lilla, Lilla

GRAZIELLA: Oh no! Non negro, ma scuro

LILLI: Scusate, ma se volessero darlo a me?

GRAZIELLA: Magari sempre quello che oh no

SIG.RA NARDINI: Non pu essere lui dopo tanti mesi (alla figlia)

GRAZIELLA: Se fosse, lo rifiuterei di nuovo

SIG.RA NARDINI: E no figlia mia, laspetto a volte inganna, magari dolce e anche ricco

GRAZIELLA: Il mio amore non si compre, giammai

CRISPUCCI: Belle parole, poetiche

SIG.RA NARDINI: Non ci si metta anche lei

CRISPUCCI: Gi Graziella ha queste idee, certe idee

LILLI: Che idee?

SIG.RA NARDINI: Sogna, sogna il principe azzurro!

LILLI: Che bello, un principe a cavallo!

SIG.RA NARDINI: Il principe col ciuco, la vita non sempre un sogno, ma cruda realt

CRISPUCCI: A volte i sogni si avverano

GRAZIELLA: Lavevo trovato il mio principe, Carlo

SIG.RA NARDINI: Zitta, basta! Non dire pi quel nome ed asciugati le lacrime, ti vedranno gli occhi pieni di pianto

LILLI: Carlo, bel nome, mi piace! Per, triste e se mi vogliono dare qualche altro tipo strano? Zio perch non andiamo via?

CRISPUCCI: Ormai siamo qui

LILLI: Ma io non mi voglio sposare sono giovane, ho tempo

CRISPUCCI: Neanche io credevo che avessero deciso per te qualcosa, ma mi hanno invitato

SIG.RA NARDINI: Invitato?

CRISPUCCI: Si,conobbi il commendatore per affari,e dopo vari incontri lui mi chiese di venire nel suo salotto, mia moglie disse avrebbe il piacere di combinare uno dei suoi contratti se lei ci onora e se ci tiene

GRAZIELLA: In effetti un onore venire invitati qui

CRISPUCCI: Allora io che li conoscevo di fama e sapevo le loro riserve fui franco, spiegai

SIG.RA NARDINI: Che la madre di Lilla

CRISPUCCI: Certo, dissi la verit, che mia cognata da quando fu vedova

GRAZIELLA: Si riinnamor?

CRISPUCCI: Quasi

LILLI: Purtroppo

SIG.RA NARDINI: Non vogliamo sapere (incuriosita)

CRISPUCCI: Forse siete le uniche a non saperlo e poi voi con noi siete state sincere Lilla, posso?

LILLI: Ormai pubblico dominio (imbarazzata)

GRAZIELLA: E vedova, magari ha un nuovo amore

CRISPUCCI: Magari fosse stato un nuovo amore!

SIG.RA NARDINI: Una tresca?

CRISPUCCI: Qualcosa di scandaloso purtroppo

SIG.RA NARDINI: Una tresca con un uomo sposato?

LILLI: (piange e singhiozza) Mi vergogno tanto! Magari fosse un uomo!

GRAZIELLA: (Le va accanto) Forse meglio tacere

SIG.RA NARDINI: Si, si,non vogliamo risvegliare vecchi ricordi

CRISPUCCI: Insomma, in fondo la verit seppure orribile

LILLI: (piange)

SIG.RA NARDINI: Con un uomo sposato forse?

CRISPUCCI: Peggio!

Momento di silenzio e stupore sul viso di Graziella e della madre

SIG.RA NARDINI: Cosa c di peggio? Una donna? (titubante)

LILLI: (piange) (stupita) Cosa dice?

CRISPUCCI: Un uomo, anche se il parroco

GRAZIELLA: Un prete!

SIG.RA NARDINI: (dimpeto) Inaudito, che donnaccia! Oh, mi scusi

LILLI: (singhiozza ancora pi forte)

SIG.RA NARDINI: Scusami Lilla io non credevo, non immaginavo

CRISPUCCI: Ors bando alle malinconie, siamo qui, vedremo, Lilla tirati su!

LILLI: (solleva il capo mentre Graziella le porge il suo fazzoletto)

SIG.RA NARDINI: E lei spieg questo al commendatore?

CRISPUCCI: Certo ma lui gi sapeva

GRAZIELLA: Sanno tutto di tutti, peggio dellufficio anagrafe

SIG.RA NARDINI: E cosa disse?

CRISPUCCI: Pazienza, dopotutto solo una cognata per lei meglio se non cera, ma c, venga laspettiamo

SIG.RA NARDINI: Ma a quanto pare non nomin mai sua nipote per lei?

LILLI: Per te zio? Che bello!

CRISPUCCI: Che per me e per me!

SIG.RA NARDINI: Ci pensi un po, le chiese di radersi, i baffi a cui lei tiene e che le stanno anche bene, anzi le donano proprio!

LILLI: Ti donano zio, ti donano!

SIG.RA NARDINI: Quando lei le present la nipote, il commendatore la vide e non la vide e poi la moglie cosa disse?

GRAZIELLA: Cosa disse?

LILLI: Cosa disse?

CRISPUCCI: Non ricordo

SIG.RA NARDINI: Io si, io si, memorizzo anche i gesti, gli sguardi. Le disse: ah, quella

GRAZIELLA: Disse ah, quella?

SIG.RA NARDINI: Ho capito!

GRAZIELLA: Coshai capito mamma?

CRISPUCCI: Cosa di Grazia?

LILLI: Grazia? Chi Grazia?

SIG.RA NARDINI: Calma, ricapitoliamo, la signora disse : ah, quella e aggiunse ho capito!

CRISPUCCI: Disse cos?

LILLI: Io non ho capito nulla!

GRAZIELLA: E stata allusiva, forse al prete

SIG.RA NARDINI: Graziella!

GRAZIELLA: Scusino

CRISPUCCI: Bando alle malinconie, ormai siamo in ballo e balleremo

LILLI: Che bello, si balla! (fa delle piroette di danza, imitata da Graziella)

CRISPUCCI: Non sono un amore?

SIG.RA NARDINI: Beata giovent!

CRISPUCCI: Lilla! Calma

SIG.RA NARDINI: Contegno, potrebbero non apprezzare le vostre danze. (le due ragazze si fermano di colpo e immobili si tengono per mano per pochi attimi, poi si ricompongono e vanno ai rispettivi posti)

CRISPUCCI: Per questo credete che vogliano ammogliare me, ma io giammai feci loro capire di cercare moglie!

SIG.RA NARDINI: Non importa, magari qualche signorina un po attempata cerca marito!

LILLI: Come attempata?

SIG.RA NARDINI: Si, si, quarantenne o gi di l!

LILLI: Che bello zio, che bello, una quarantenne

CRISPUCCI: Ma che quarantenne io non intendo

SIG.RA NARDINI: Perch no!

CRISPUCCI: B, alla mia et

GRAZIELLA: C sempre tempo per il matrimonio

LILLI: Lamore non ha et

SIG.RA NARDINI: Per luomo!

CRISPUCCI: Come?

SIG.RA NARDINI: Se una ragazza non la si sistema in et da marito poi

CRISPUCCI: Non sempre

GRAZIELLA: Con let diventa pi difficile, se non lei

SIG.RA NARDINI: Scusi sa poi lei un belluomo

CRISPUCCI: Grazie, non fa nulla

GRAZIELLA: Scusi anche me, non volevo mancarle di rispetto

LILLI: Credo volesse dire che poi possono proporre uno det, non un giovanotto

GRAZIELLA: Giusto! Questo intendevo

CRISPUCCI: Dunque voi credete che vogliano proporre a me una moglie

SIG.RA NARDINI: Per me sicuro

LILLI: Che bello, che bello, avr una zia!

CRISPUCCI: Lilla basta! Non ci sar una zia!

LILLI: Perch?

SIG.RA NARDINI: Non dica che vecchio!

CRISPUCCI: Non lo dico ma lo sono, sposarmi alla mia et!

LILLI: Sei giovane zietto (gli accarezza i baffi) e poi sei carino col baffo, ti sta, ti sta non vi pare?

GRAZIELLA: Si, effettivamente

SIG.RA NARDINI: Le da unaria da professore ecco! E non dica pi che un problema det!

CRISPUCCI: Ma lunghi da me il pensiero di ammogliarmi e poi stiamo solo immaginando

SIG.RA NARDINI: Non direi, anzi ora sono proprio sicura che per lei riflettendoci bene

GRAZIELLA: Come sicura?

CRISPUCCI: Da cosa deriva tanta sicurezza?

LILLI: Presunta sicurezza

SIG.RA NARDINI: Dai baffi

GRAZIELLA LILLA: Dai baffi?

SIG.RA NARDINI: Esattamente, i baffi. Mi danno la sicurezza

CRISPUCCI: Che sicurezza di grazia

SIG.RA NARDINI: La sicurezza di non sbagliare, se ben ricorda la signora le chiese di radersi i baffi

CRISPUCCI: B, si, lo ricordo

SIG.RA NARDINI: Io dissi peccato!

CRISPUCCI: Ricordo anche ci!

SIG.RA NARDINI: Sar un peccato ma dovr raderseli le donano in effetti, ma dovr rinunciarvi, la signora lo esiger

LILLI: Allora sicuro, per te zietto, se era per me non centravano i tuoi baffi, proprio non centravano, e poi per lei una cognata

SIG.RA NARDINI: Ecco la mia certezza!

LILLI: C una zia, c davvero, che bello, che bello!

CRISPUCCI: (serio) Smattila, io non mi sposer

SIG.RA NARDINI: La signora diventer furiosa, non accetta rifiuti

CRISPUCCI: Fatti suoi

GRAZIELLA: Magari sar una bella ragazza

CRISPUCCI: Non mi va neanche di saperlo!

ENTRA COME UNA FURIA LA SIGNORA CARGIURI DALLUSCIO ESTERNO

SIG.RA CARGIURI: Che macchia, la prima macchia in questa casa, inaudito (a voce alta,i li vede) ah, siete qui, buongiorno, scusate ma ho un diavolo per capello! (a Crispucci) Lei ancora con codesti baffi? Eppure le chiesi di raderseli, o no?

CRISPUCCI: Si, ma io non credo sia il caso

SIG.RA CARGIURI: Lo sapevo, tutte storte mi vanno oggi, una brutta giornata, attendano (esce dalluscio comune in fondo)

SIG.RA NARDINI: Oggi peggio di ieri

CRISPUCCI: E sempre di codesto umore?

IRROMPE IL COMMENDATORE

COMMENDATORE: Che onta, come hanno osato tentare di prendersi gioco di me, ma io laver questa macchia Buongiorno a voi, scusate ma oggi la giornata storta!

TUTTI SI ALZANO ED OSSEQUIANO

COMMENDATORE: Comodi, sedete, c mia moglie?

CRISPUCCI: E di l,da poco

COMMENDATORE: Aspettate che macchia ma la laver io!

LILLA: Hanno la casa macchiata!

GRAZIELLA: Il commendatore la laver (ironica)

SIG.RA NARDINI: Non mi sembra il caso di scherzare, oggi sar peggio di ieri

CRISPUCCI: Credete?

SIG.RA NARDINI: Credo

RICOMPARE IL COMMENDATORE

COMMENDATORE: Scusate, non trovo mia moglie, passata di qua?

SIG.RA NARDINI: Si, da poco

COMMENDATORE: Appena lo sapr sar pi furiosa di me! (agitato)

CRISPUCCI: Qualche disgrazia?

COMMEN DATORE: Due disgrazie, anzi due disgraziati, ma mi sentiranno come osano ricordate Pagliocco e Barbi?

SIG.RA NARDINI: I futuri colombi

COMMENDATORE: Due corvi neri ma io sar luccello castigatore

CRISPUCCI: Qualche pasticcio in ufficio?

COMMENDATORE: Peggio, in casa mia, una macchia

SIG.RA CARGIURI: (irrompe sulla scena) Sei qui, bene anzi male, oggi va proprio male

COMMENDATORE: E ancora non sai tutto, non so perch dici che va male sai Pagliocco e Barbi

SIG.RA CARGIURI: Si, allora che c?

COMMENDATORE: Ricordi Volta? Il ragioniere del mio ufficio?

SIG.RA CARGIURI: Si, e allora?

COMMENDATORE: Mi ha confidato che Barbi e Pagliocco avevano confidato a lui che avendoci ripensato sulle signorine loro promesse e non avendo il coraggiosi dircelo, escogitarono larrivo dei fratelli credendo che sarebbero state le signorine a ripensarci visto lintoppo vedi che affronto ma io li licenzio

SIG.RA CARGIURI: (rimane muta, poi scura in volto ripete)

(minuto di silenzio, poi la signora di colpo scoppia in una risata sonora irrefrenabile e ride ride)

Il marito serio e stupito, muto, gli altri muti la fissano

SIG.RA CARGIURI: (in fine si zittisce, silenzio totale, sepolcrale) (poi ripete) eh si, sono proprio (comincia a riderei nuovo) voi ridete caro, ridi

COMMENDATORE: Non c nulla da ridere!

SIG.RA CARGIURI: Credi? Quei due manigoldi sono fregati dato che i loro piani sono falliti e le fidanzate accettano i cognati

CRISPUCCI: Sono proprio sistemati a dovere!

SIG.RA CARGIURI: E lei Crispucci, mi vuole fare il piacere di tagliare quei baffi, non va, proprio non va

CRISPUCCI: Io non avevo capito che si trattasse di me, credevo che linvito fosse per Lilla

SIG.RA CARGIURI: Per Lill, ah no, non si pu, mi dispiace, e lei non lo sapeva? (al marito) Non gli hai dunque detto nulla?

COMMENDATORE: Chiaramente no, credevo avesse capito!

SIG.RA CARGIURI: Non gli hai neanche detto di tagliarsi i baffi?

COMMENDATORE: Lho scordato

SIG.RA CARGIURI: (agli ospiti) Scusateci tutti un attimo, passate di l, devo parlare con mio marito (al marito) Sei il solito sbadato, la contessa lo desidera senza baffi

SIG.RA NARDINI: Mi sta seccando ora!

LILLI: (che si era alzata con gli altri, origlia) Che bello zio una contessa!

CRISPUCCI: Taci Lilla (lafferra e la tira via)

PROSEGUONO VERSO LUSCIO ED ESCONO TUTTI TRANNE CARGIURI DE FRANCIS

SIG.RA CARGIURI: Attilio, devi essere pi preciso, lo sai che io lo esigo, mi fai fare certe figure!

COMMENDATORE: Scusami cara

SIG.RA CARGIURI: Devo dirti che la nostra casa ha una macchiaricordi Carlo Salvucci?

COMMENDATORE: Certo cara, cos successo?

SIG.RA CARGIURI: Si guastato con la moglie, sono gi due sere che vive in albergo, la vuole lasciare, rompere il matrimonio

COMMENDATORE: Chi ti ha informato?

SIG.RA CARGIURI: La moglie, era da un po che vi erano problemi

COMMENDATORE: Colpa tua, solo colpa tua

SIG.RA CARGIURI: Ma! Mi accusi?

COMMENDATORE: Se ben ricordi, ti dissi di chiarire la cosa

SIG.RA CARGIURI: Che chiarire, ormai gli accordi erano stati presi

COMMENDATORE: Allora si tratta di accordi di affari, adesso andranno a monte sia gli affari sia il matrimonio

SIG.RA CARGIURI: Non essere pessimista, si pu ancora rimediare

COMMENDATORE: Ti dissi allora dato che in casa nostra era sbocciato un amore vero di mettere da parte gli accordi e di assecondarlo, ma tu

SIG.RA CARGIURI: Non mi era possibile, avrei fatto brutta figura

COMMENDATORE: E adesso che un tuo matrimonio si guaster che figura farai?

SIG.RA CARGIURI: Nulla si guaster, smettila! (isterica)

GRAZIELLA: (fa capolino)

COMMENDATORE: Ma hai appena detto che Salvucci vive in albergo

SIG.RA CARGIURI: Sistemer tutto, perch credi che ho fatto tornare in questa casa la Cardini e la figlia? Prevedendo che vi sarebbero stati problemi quando scopr che il Salvucci e la moglie

COMMENDATORE: Ora capisco perch volevi sposare Graziella col Silvio perch dopo sposato partir per lArgentina

SIG.RA CARGIURI: E si porter via Graziella dal Salvucci e magari lui ritorna a casa

COMMENDATORE: Le pensi tutte

GRAZIELLA: (si ritrae)

SIG.RA CARGIURI: Si, ci metto impegno, adesso devo riordinare le idee, falli passare

COMMENDATORE: Prego, venite (si avvicina alla porta e chiama)

RIAENTRANO IN SCENA

SIG.RA CARGIURI: Vi prego sono mortificata, ma vorrei proporvi di tornare ancora a casa e ritornare tra una settimana

SIG.RA NARDINI: Ah no! Adesso cara signora io sono stufa di essere trattata cos!

GRAZIELLA: Mamma andiamo! (impaziente)

SIG.RA NARDINI: No, voglio soddisfazione,sono stufa di andare e venire senza sapere perch e per chi!

CRISPUCCI: Venga signora fra una settimana e lo sapr

SIG.RA NARDINI: (alla signora) Voglio, esigo adesso una spiegazione!

SIG.RA CARGIURI: Bene le anticipo qualcosa, graziella sposer un ricco giovane, bello e di buona famiglia potr aspettare una settimana adesso?

SIG.RA NARDINI: (felice) Andiamo Graziella, non sei contenta?

GRAZIELLA: Contenta? Sono felice

SIG.RA CARGIURI: Anche lei signor Crispucci, tra una settimana ne riparleremo con calma

GRAZIELLA: Felicissima ora che so, felicissima

RASPUCCI : Sono calmo non ci tengo

COMMENDATORE: Crispucci non sia restio, lei deve sposarsi e questo il momento giusto, oserei dire propizio

CRISPUCCI: Io vi ringrazio, ma non intendo sposarmi

COMMENDATORE: Vada e ci pensi, la notte porta consiglio

ESCONO TUTTI

FINE II ATTO

III ATTO

UNA SETTIMANA DOPO

Allinizio sulla scena vuota il cameriere introduce la signora Cardini e si ritira, mentre lei si guarda attorno nervosa e contrariata sbuffando

SIG.RA NARDINI: Povera me! Adesso chi li sente questi Poi lei proprio lei il prete bianco chiss come reagir, magari con astio! Ormai sono qui se vuol capire bene, se no si vedr dopotutto anche a lei capiter di star male, a volte! (passeggiata nervosa) Dopotutto se dopo mesi ci richiama dopo quellimprevisto capir Avevo perso le speranze credevo ci avessero escluse a vita da questo salotto credevo che avrei dovuto sposare Graziella per altra via chiss come sar questo giovane? E inutile che sto qui a scervellarmi, meglio che mi sieda e che aspetti, invece di parlare da sola (si siede un attimo e si rialza per varie volte)

Entra Crispucci introdotto dal cameriere

CRISPUCCI: Grazie

Il cameriere riesce

CRISPUCCI: Ben trovata cara signora (fa il baciamano)

SIG.RA NARDINI: Grazie caro Crispucci, anche a me fa piacere vederla (rimane muta e guarda da varie angolazioni, scuotendo la testa)

CRISPUCCI: (con evidente disagio chiede) Cosho che non va?

SIG.RA NARDINI: Nulla che non vada, e ci che non ha!

CRISPUCCI: (si guarda i vestiti) Cosha di grazia?

SIG.RA NARDINI: Infine il prete lha vinta!

CRISPUCCI: Cosha vinto?

SIG.RA NARDINI: La sua reticenza a toglierli!

CRISPUCCI: I baffi dice (si tocca il mento)

SIG.RA NARDINI: Appunto (lo guarda come prima)

CRISPUCCI: La vedo titubante, dica senza timore!

SIG.RA NARDINI: Posso

CRISPUCCI: Prego prego

SIG.RA NARDINI: Non va senza baffi, non mi piace (dimpeto)

CRISPUCCI: (sorpreso) Altrimenti le piacevo?

SIG.RA NARDINI: (imbarazzata) Cio volevo dire, stava meglio! Era pi signorile

CRISPUCCI: Io sar pi sincero tra noi anzi in me nata della simpatia per lei

SIG.RA NARDINI: (sorride) Anche per noi io e la mia figliola dopo il nostro incontro parlandone abbiamo convenuto che lei e Lilla eravate a modo e Lilla?

CRISPUCCI: (rammaricato) Ne esclusa, viste le modalit richieste dai signori e Graziella?

SIG.RA NARDINI: Stava male, una febbre da ieri sera!

CRISPUCCI: Mi spiace,spero guarisca presto!

SIG.RA NARDINI: Grazie anche a me anche perch chiss la delusione della signora e magari del giovane scelto per lei che oggi credo verr per conoscerla

CRISPUCCI: Magari sar un bravo giovane

SIG.RA NARDINI: Questo sicuro! Sa tanti difetti potr avere il PRETE ma scrupolosa, esigente, prima di proporre qualsiasi coppia, analizza, indaga, cerne tutta la famiglia sia di lui che di lei. Poi con tatto comincia ad organizzare gli incontri

CRISPUCCI: Incontri?

SIG.RA NARDINI: Certo, vari incontri, prima con lui, poi con lei

CRISPUCCI: Questo significa che prima che i due pretendenti si guardino negli occhi sanno gi tutto luno dellaltro?

SIG.RA NARDINI: E sanno tutto delle rispettive famiglie, degli averi e dei pregi e difetti eventuali. Devono essere pari in tutto!

CRISPUCCI: Un buon lavoro di ricerca

SIG.RA NARDINI: E non tutto!

CRISPUCCI: Cosaltro c?

SIG.RA NARDINI: Nella maggior parte dei casi tutto deve essere uguale

CRISPUCCI: Uguale!?!

SIG.RA NARDINI: Si, spese, ceto sociale e dote, pari in tutto

CRISPUCCI: No nel mio caso!

SIG.RA NARDINI: Per via della contessa dice?

CRISPUCCI: Dico!

SIG.RA NARDINI: Pensandoci proprio vero!

CRISPUCCI: E strano vero?

SIG.RA NARDINI: A meno che?

CRISPUCCI: A meno che?

SIG.RA NARDINI: Lei benestante?

CRISPUCCI: Certo, di famiglia, ma non nobile

ENTRA COME UNA FURIA IL COMMENDETORE

COMMENDATORE: Buongiorno

CRISPUCCI: Buon giorno commendatore

SIG.RA NARDINI: Buongiorno

COMMENDATORE: Sola?

SIG.RA NARDINI: Si, purtroppo mia figlia si scusa ma stava male

COMMENDATORE: Mi spiace ma cominciamo male, ora chi la sentir mia moglie!

SIG.RA NARDINI: Sono mortificata per limprevisto!

CRISPUCCI: Non per colpa sua, non colpa di nessuno in caso di malattie

COMMENDATORE: Bene Crispucci, bene, almeno lei in regola senza baffi!

CRISPUCCI: Li ho tagliati, ma gi mi sono pentito

COMMENDATORE: Stava male, sembrava pi vecchio

SIG.RA NARDINI: Io credo che gli donasse unaria, unaria di

COMMENDATORE: Oh e che centra lei la contessa lo vuole senza

CRISPUCCI: Io caro commendatore ho delle riserve in proposito

COMMENDATORE: Niente riserve mi delude, come, gi le dissi di buttarsi, la vita alla sua et ricomincia, basta volerlo, basta volerlo!

CRISPUCCI: E se io non volessi?

COMMENDATORE: Io lo vedo nei suoi occhi, la fiamma della vita viva

SIG.RA NARDINI: La vedo anchio

COMMENDATORE: Ors Crispucci la fiamma si spenta?

CRISPUCCI: No! Ma una contessa c sotto qualcosa dico una contessa che vuole proprio me?

COMMENDATORE: Mia moglie ci mette impegno sa, e si premurata a combinare. Dopotutto lei non nobile ma una degna persona

SIG.RA NARDINI: E nobile danimo

COMMENDATORE: E benestante, le porter in dote le sue case, le sue terre, i suoi averi che le permetteranno di equipararsi una nobil donna che discende dai reali dItalia

CRISPUCCI: Cosa centrano i miei averi?

COMMENDATORE: Crispucci mi delude, la credevo pi perspicace, pi intuitivo, ringrazi la sua moralit, le buone origini della sua famiglia; suo padre era notaio vero?

CRISPUCCI: Certo lunico della provincia per lunghi anni

COMMENDATORE: E notaio dei conti, lei conosciuto nella casa alla quale aspira

CRISPUCCI: Dice quella contessa?

COMMENDATORE: Esattamente, vedo che comprende

CRISPUCCI: Ed ora comprendo pure il resto quella alla rovina, non possiede pi nulla!

COMMENDATORE: Solo la villa per altro ipotecata,lei avr lonore di avere in moglie una contessa e salver il casato dai debiti. Ma avr lingresso in alta societ nelle ville della nobilt e porter al suo braccio una contessa!

CRISPUCCI: Sono sorpreso confuso non pensavo non volevo non voglio!

COMMENDATORE: Basta Crispucci, aspettiamo mia moglie, lei sa tutto e le spiegher meglio, abbia pazienza, sar qui a momenti

SIG.RA NARDINI: Mi dica qualcosa sul giovane scelto per Graziella

COMMENDATORE: Non so nulla sa, aspetti anche lei,scusatemi un attimo

ESCE

SIG.RA NARDINI: Bene, lei quasi sistemato, almeno adesso sa!

CRISPUCCI: Io gi ero titubante, ora sono sicuro che non accetter!

SIG.RA NARDINI: Per via dei debiti?

CRISPUCCI: Lei conosce la contessa? Lha mai vista?

SIG.RA NARDINI: Solo il casato, ne ho sentito parlare, devo dire male per

CRISPUCCI: Appunto sono stati per anni dei tiranni sfruttatori della povera gente, il padre della contessa pretendeva dai suoi coloni che si sposavano il diritto della prima notte!

SIG.RA NARDINI: Crudele, molto crudele!

CRISPUCCI: Io giammai sposer e salver quella

SIG.RA NARDINI: Sono molti i debiti?

CRISPUCCI: Non lo so e non mi preme saperlo, quello che gi so mi basta!

SIG.RA NARDINI: Cosa, se posso?

CRISPUCCI: La contessa pi brutta dei suoi debiti!

SIG.RA NARDINI: Brutta?

CRISPUCCI: Orribile fisicamente ed ancora pi orribile danimo

SIG.RA NARDINI: Ne parla come di una strega

CRISPUCCI: Ancor peggio

SIG.RA NARDINI: Credo che la prenderanno molto male i signori ed ancora peggio la contessa

CRISPUCCI: Cavoli loro, la cosa non mi tocca minimamente

SIG.RA NARDINI: Sono fiera di lei, mi permetta di dirglielo, io lammiro per il suo coraggio

CRISPUCCI: Grazie ne sono felice, il suo giudizio lo apprezzo, gradirei avervi a cena da me sabato prossimo, lei e Graziella. Lilla una brava cuoca, ne sar felice

SIG.RA NARDINI: Cos giovane, brava! La mia Graziella un po imbranata in cucina, accetto il suo invito anche a nome suo

CRISPUCCI: Verr a prendervi!

ENTRA LA SIGNORA CARGIURI URLANDO

SIG.RA CARGIURI: Dov quella, dov?

CRISPUCCI E LA SIGNORA NARDINI SALTANO IN PIEDI

SIG.RA CARGIURI: (alla signora) Giusto lei cercavo, una donnaccia!

SIG.RA NARDINI: Come, come osa?

SIG.RA CARGIURI: Lei lo sa dov Graziella? Dove lha lasciata?

SIG.RA NARDINI: A casa, stava male ed aveva la febbre

SIG.RA CARGIURI: La febbre, la febbre duomo, un uomo che non neanche libero

SIG.RA NARDINI: Cosa blatera,come si permette!

ARRIVA IL COMMENDATORE

COMMENDATORE: Cara calma, perch urli, non nel tuo stile, cos successo?

SIG.RA CARGIURI: La cara signorina Graziella da qualche minuto ha preso il treno insieme a Carlo Salvucci e sono fuggiti verso la Germania

RESTANO TUTTI MUTI, IMMOBILI E SORPRESI

SIG.RA NARDINI: No non pu essere (cade a rallentatore su se stessa fino a terra)

CRISPUCCI: Presto aiutiamola (la soccorre insieme al commendatore e la fanno sedere ancora semisvenuta sul divano)

SIG.RA CARGIURI: Che scandalo in questa casa, che disonore lei non faccia finta di svenire lo so che si svolto con la sua complicit!

COMMENDATORE: Ma cara si vede che la signora sorpresa quanto noi

CRISPUCCI: La guardi, sbiancata in volto, le preso un colpo!

SIG.RA CARGIURI: Un colpo preso a me quando la sposa del Salvucci venuta ad implorarmi piangendo sulluscio di casa,dopo averli seguiti in lacrime fino alla stazione, ma sono partiti lo stesso sua figlia una donnaccia

SIG.RA NARDINI: (scatta in piedi) Ah no, non le permetto, mia figlia una donna innamorata e anche il Salvucci lo , stato un amore negato, ostacolato,fin dallinizio lei cerc di soffocarlo, ma lamore vince sempre, vince la razionalit, la ragione e la morale!

CRISPUCCI: Brava, belle parole, poetiche e toccanti

SIG.RA CARGIURI: Calma Crispucci, anche lei le da ragione scandaloso

SIG.RA NARDINI: Scandaloso, lei ne consapevole, questo scandalo era inevitabile

COMMENDATORE: Anchio ti dissi si, a mano si potrebbe

SIG.RA CARGIURI: Tacitaciper favore e lei vada via dalla mia casa fuori fuori

SIG.RA NARDINI: Vado via e non tema esco felice e fiera da questa casa. Arrivederci Crispucci (gli d la mano)

CRISPUCCI: Arrivederci

LA SIGNORA NARDINI ESCE

SIG.RA CARGIURI: Crispucci, mi scusi sa, mi dia un attimo per prendere fiato (respira forte varie volte). Bene, vedo che lei ha tolto quel ridicolo baffo, bravo!

CRISPUCCI: Il mio baffo ridicolo lo ricrescer

SIG.RA CARGIURI: Non pu, la contessa odia gli uomini coi baffi

CRISPUCCI: Fatti suoi, la cosa non mi tocca! Io lo ricrescer e lo terr e porter in giro il mio ridicolo baffo

SIG.RA CARGIURI: Ma proprio non vuole capire...

COMMENDATORE: Caro Crispucci, capisco che vuole fare luomo ed imporsi, ma con la contessa non il caso, non lo capisce?

CRISPUCCI: Siete voi cari signori a non voler capire, io non sposer la contessa, non pagher i suoi debiti, per me pu affogare nel fango

SIG.RA CARGIURI: Mi sento mancare mi manca laria che, che dir che far (sviene)

CRISPUCCI: (contemporaneamente) Far ci che vorr,ma io non voglio quella strega acida e brutta!

SILENZIO TOTALE, LA SIGNORA CARGIURI E SVENUTA E IL COMMENDATORE LA CHIAMA

COMMENDATORE: Cara cara Crispucci!

CRISPUCCI: Sono desolato, ma non posso commendatore!

COMMENDATORE: Crispucci come lha definita?

CRISPUCCI: Forse ho esagerato

COMMENDATORE: Se ho sentito bene lha definita una strega acida e brutta

CRISPUCCI: Forse non dovevo ma

COMMENDATORE: Ma cosa? Sa che le dico (guarda la moglie,la tocca, la chiama) sono daccordo con lei caro Crispucci

CRISPUCCI: Cosa? (sorpreso)

COMMENDATORE: Ci vuole fegato ad affrontare quella megera della contessa, ma sposarla equivale a suicidarsi,vada via prima che mia moglie si risvegli

CRISPUCCI: (stupito) Grazie commendatore, vado, vado

ESCE

COMMENDATORE: Cara (le d leggeri schiaffi) cara svegliati

SIG.RA CARGIURI: Cos successo? Ah, dov Crispucci?

COMMENDATORE: Lho cacciato in malo modo

SIG.RA CARGIURI: Hai fatto bene, come ha osato rifiutare, un plebeo e tale rimarr

COMMENDATORE: Sante parole, sante parole!

SIG.RA CARGIURI: Cosa dir ora alla contessa non bastava Graziella cosaltro accadr oggi

COMMENDATORE: Nullaltro spero

SIG.RA CARGIURI: Senti, forse il caso di chiudere casa

COMMENDATORE: Cosa dici!

SIG.RA CARGIURI: Penso seriamente di lasciare che chi ha figli da maritare ci pensi da s

COMMENDATORE: Ma per te una missione e ne hai sistemate tante famiglie

SIG.RA CARGIURI: E fortuna che queste dopo anni sono le prime macchie

COMMENDATORE: E magari le ultime, non ti puoi tirare indietro, ormai tante mamme confidano in te, la tua una missione

SIG.RA CARGIURI: Tu lo sai, io intuisco, come una malattia, ma ora sento che non ancora finita, lo sento sulla pelle, accadr di sicuro qualche altra cosa

COMMENDATORE: Non essere pessimista ora!

SIG.RA CARGIURI: Lo sento mi si drizzano i peli come per i brividi di freddo

COMMENDATORE: Forse solo un presentimento

SIG.RA CARGIURI: Ecco, un brutto presentimento

CAMERIERE: Permesso, posso!

COMMENDATORE: Cosa c, non il momento

CAMERIERE: Ci sono di l la signora Bont e la signora Gandini

SIG.RA CARGIURI: Bando alle malinconie, qui c lallegria di due prossimi matrimoni, che aspetti, falle passare, presto!

ENTRANO IN SCENA LE DUE SIGNORE CON I VISI TRISTI

SIG.RA CARGIURI: Venite care, che gioia vedervi, datemi un bacio (la baciano)

COMMENDATORE: Benvenute!

SIG.RA CARGIURI: Allora care, come vanno le cose? (le guarda) Perch quegli occhi tristi, cos successo?

SIG.RA BONTA : Cose tristi

SIG.RA GANDINI: Siamo arrabbiate, mortificate

COMMENDATORE: Quei due hanno fatto marcia indietro, ma mi sentiranno, la pagheranno!

SIG.RA CARGIURI: Barbi e Pagliocco hanno rotto il fidanzamento?

SIG.RA BONTA: No, poveretti, anche loro sono vittime degli eventi

SIG.RA GANDINI: Le nostre figlie e i loro fratelli (non riesce a continuare)

SIG.RA BONTA: Non facile riuscire a spiegare i fatti insomma sono fuggiti

COMMENDATORE: Fuggiti?

SIG.RA CARGIURI: Come fuggiti, chi fuggito?

COMMENDATORE: Eppure chiaro, sono scappati insieme

SIG.RA CARGIURI: Vediamo, le vostre figlie sono fuggite, hanno convinto Barbi e Pagliocco ad accorciare i tempi e la cerimonia saltata

COMMENDATORE: Ma perch fuggire se era tutto programmato, pronto.

SIG.RA CARGIURI: E tutto e tutti daccordo

SIG.RA BONTA: Non andata cosi purtroppo

SIG.RA GANDINI: Se fosse stato cos era meglio, o forse il

SIG.RA BONTA : Il problema era minore

SIG.RA CARGIURI: Insomma siate chiare, lo esigo!

SIG.RA BONTA : Sono fuggite con i fratelli

COMMENDATORE: Con i fratelli?

SIG.RA GANDINI: Sembravano cos a modo, simpatici, bravi ragazzi

SIG.RA BONTA: Ma anche le nostre figliuole

SIG.RA CARGIURI: Come?

COMMENDATORE: La fidanzata di Pagliocco fuggita con Barbi junior quella di Barbi con Pagliocco junior?

SIG.RA CARGIURI: Ma inaudito!

SIG.RA BONTA: Non cos, il contrario di quello che ha detto il Commendatore!

SIG.RA CARGIURI: Barbi junior fuggito con la fidanzata di Pagliocco e Pagliocco junior con la fidanzata di Barbi

SIG.RA GARDINI: Ecco cos

SIG.RA CARGIURI: Mi sento mancare, mi sento mancare (laiutano a sdraiarsi sul divano)

COMMENDATORE: Coraggio cara, tirati su!

SIG.RA BONTA: Anche per noi stato un dramma

COMMENDATORE: E Barbi e Pagliocco

SIG.RA GANDINI: Poveri ragazzi, sono ridotti uno straccio

SIG.RA CARGIURI: Io li ridurr uno straccio

SIG.RA BONTA: Ma anche loro sono vittime degli eventi

COMMENDATORE: Vittime dei loro imbrogli

SIG.RA BONTA: Ma loro sono stati imbrogliati!

SIG.RA CARGIURI: Andate via, andate via

SIG.RA GANDINI: Ci cacciate? Anche per noi stato terribile

SIG.RA CARGIURI: Per voi avevate due figlie da marito e il marito lhanno infine trovato

COMMENDATORE: Io direi rapito, visto come sono andate le cose

SIG.RA CARGIURI: Uscite da casa mia adesso, il problema vostro e delle vostre figlie

SIG.RA BONTA: Arrivederci

SIG.RA GANDINI: Arrivederci

SIG.RA CARGIURI: Addio! Spero di non rivedere mai pi le vostre figlie oh caro lo sentivo che non era finita l

COMMENDATORE: Lo avevi predetto, anche ora siamo pari, il proverbio si avverato, non c due senza tre

SIG.RA CARGIURI: Caro convieni con me che forse meglio finirla qui con i matrimoni!

COMMENDATORE: Ne convengo, ma tu cosa farai?

SIG.RA CARGIURI: Potrei allevare cani o gatti o magari darmi al giardinaggio

COMMENDATORE: Buona idea cara

CAMERIERE: Posso disturbare?

COMMENDATORE: Cosa c?

CAMERIERE: Di la ci sono i signori Barbi e Pagliocco che chiedono udienza

COMMENDATORE: Che passino

Entrano tristi ed impauriti

COMMENDATORE: Parlo io cara se permetti. Venite miei cari

BARBI-PAGLIOCCO: Gi sapete!

SIG.RA CARGIURI: Tutto!

BARBI: Che brutta situazione

PAGLIOCCO: Umiliante

COMMENDATORE: Vi sta bene

PAGLIOCCO: Come?

BARBI: Perch?

COMMENDATORE: Avete messo voi i fratelli in mezzo

PAGLIOCCO: Non credevamo

BARBI: Non pensavamo andasse cos!

SIG.RA CARGIURI: Per voi erano una scusa per rompere il fidanzamento

BARBI: (sorpreso) Come?

PAGLIOCCO: (sorpreso) Chi lo ha detto?

COMMENDATORE: Lo dico io ed ora ho anche le fonti ora esigo la verit!

BARBI: Avevamo paura

PAGLIOCCO: Che ci licenziaste se rifiutavamo

SIG.RA CARGIURI: Cosa?

BARBI: Insomma voi avete deciso di sposarci, ci avete proposto le signorine

PAGLIOCCO: E noi non volendo ancora prendere moglie pensammo

BARBI: Di creare da subito un ostacolo

SIG.RA CARGIURI: I vostri fratelli!

COMMENDATORE: Avete osato raggirarci, ingannarci

SIG.RA CARGIURI: Ma vi andata male

BARBI: Purtroppo!

COMMENDATORE: E i vostri fratelli hanno approfittato della situazione

PAGLIOCCO: Adesso abbiamo ambedue fratelli sposati con moglie da mantenere

Siamo in pari guai !

COMMENDATORE: Non ancora! Siete entrambi licenziati, fuori di qui

Escono

SIG.RA CARGIURI: Ora sono pari in tutto

COMMENDATORE SIG.RA CARGIURI: (si lasciano cadere sul divano abbracciati) Noi ci dedicheremo ai fiori, lasciamo a chi li vuole gli amori, che a volte son dolori

FINE

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