Parole dal cielo

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Parole dal cielo

(Atto unico)

di Mariaelena Masetti Zannini

Parole dal cielo

LA VOCE DI ALICE FUORICAMPO PREANNUNCIA LINCIPIT DELLA STORIA: IL FRONTE DELLA CARTOLINA ANIMATA DA UN SOGNO DAMORE.

Alice: Tempo fa mi scrissi una cartolina.

Inviandomela a casa quasi volessi preservarne i diritti, la firmai, imitando la firma di Viola.

Quello struggente per sempre tatuato in quel ricordo mi celebrava, dedicandomi la storia di una vita.

La cartolina ancora in vendita. Per chi fosse interessato la pu trovare in un tabaccaio qualunque in un luogo qualunque; ma senza firma.

Un lunghissimo fermo immagine su un dolcissimo bacio apre la scena.

Alice si racconta nel ricordo e rivive labbandono al sentimento.

Al centro del palco vibra lo scambio dumori: lunico canale vivo in una fredda piazza morta.

Viola toglie il respiro ad Alice che, in quellistante, sembra soffrire di una sinestesia acuta.

Le due forme combaciano perfettamente e, lasciandosi inghiottire da unarmonia che sfuma, si intensificano.

Rapite cos dal loro trasporto, affidano larduo compito di rammemorare alla didascalica nostalgia di Alice.

Tutto ruotava attorno a noi. Viola girava nella mia testa ed io mi attorniavo nella sua.

Ma due emisferi diversi occupavano lo stesso spazio, diviso a met tra il retro punteggiato per lindirizzo senza nome e il bianco da riempire.

Un circolo perfetto il nostro, ma isolato, volutamente isolato; lontano anni luce da un mondo che si spento, che ha chiuso gli occhi per la vergogna o per linvidia che lha accecato. Ma io e Viola di questo non volevamo occuparcene; gi dovevamo occuparci di noi che sforzo inutile pensare ad altro!

Delicatamente i loro volti ad occhi chiusi si separano, baciandosi ancor pi profondamente con lo sguardo.

Sempre al centro del mondo, sempre in silenzio, Alice e Viola si affidano sempre a quella voce che le presenta, dando priorit, com giusto che sia, a chi prima se ne andata.

Di Viola mi colp quel suo respiro, affannoso e isterico allo stesso tempo, quasi fosse perennemente in preda a unemozione, quasi volesse bruciarlo quel tempo, precederlo ed allungarlo.

Era curiosa, tremendamente curiosa.

Aveva le ciglia corte: greche sottili di marcamento confinanti il suo sguardo che, per contenerlo, guardavano allingi. Ma, ripeto, era curiosa, tremendamente curiosa e si nascondeva in questo suo essere tremendamente curiosa affascinandomi, ogni giorno di pi.

Io, invece, ero incazzata, tremendamente incazzata o, forse, tremendamente incazzata dessere curiosa e desserlo di lei.

Prendendo teneramente le distanze tornano, da perfette estranee, al primo giorno del loro primo inizio. Si avviano, luna lontana dallaltra, verso il portone dello studio del prof. Diosolosaquantonnipotente che, come suo solito, non si fa vedere.

Lavviso affisso allingresso non chiaro.

Alice nervosamente scarabocchia il suo quaderno, sfiduciata e tremendamente incazzata per non avere avuto alcuna informazione esauriente. Viola divertita la guarda, con aria curiosa.

Alice: Scusa, sai per caso qual laula di ricevimento?

Viola: La vera incognita il professore, non laula.

Dopo la lezione, che si svolge ogni marted nellammezzato D, verso lingresso di Via Porpora, dovrebbe apparire, seduto in sala conferenze, per i colloqui. Ma come appare scompare altrettanto velocemente ed quasi impossibile riuscire a parlargli.

Alice: Forse proiettano la sua immagine sulla parete e forse noi ci illudiamo di assistere alle lezioni del professor Diosolosaquantonnipotente dal vivo. Ma lui non esiste, qualche pazzo lha inventato per soddisfare la nostra sete di sapienza gli facevamo cos pena!

Viola: Ipotesi interessante .

Alice: Macabra, direi. Qualcuno gioca sporco con le nostre aspettative, noi paghiamo le tasse con la speranza dessere rimborsate, almeno con la cultura, per poi ritrovarci pi ignoranti di prima.

Viola: Certo che se si degnasse di concederci la grazia di un incontro uno almeno! Nellarco di un semestre! Non gli si chiede poi molto

Alice: Bisogna inseguirlo, imporgli la nostra presenza e attendere pazientemente che ci rivolga un freddo: Hai bisogno di qualcosa?.

Viola: Mi toccher frequentare dunque

Alice: e toccher anche a me!

Ma, ora che ci penso marted, marted ecco! Ho lezione di filosofia contemporanea il marted a quellora, e perlopi nella sede sud ai bordi del labirinto est di questa maledettissima metropoli universitaria!

Viola: E io no?

Alice: Anche tu?

Viola: Non mi riconosci? Sono quella rompiscatole dellultima fila, quella che continua a parlare, parlare

Alice: Ed io quella della penultima, quella che scrive e che sta sempre in silenzio e scrive, scrive (LE PORGE LA MANO PRESENTANDOSI) Alice.

Viola: Viola, lieta di conoscerti. (STRINGENDOLE FORTE LA MANO)

Alice: Dunque ti ricordi di me

Viola: Strano! Di solito non mi ricordo di nessuno!

Alice: Certo che di tutta quella gente

Viola: Non mi ricordo nessuno, appunto, fatta eccezione di una disperata che, come me, non ha nessuna voglia di frequentare ne, suppongo, di studiare, almeno adesso, visto che mi far compagnia al bar

Alice: Veramente a lezione io scrivo!

Viola: Non mi dirai che prendi appunti

Alice: Se cos li vuoi chiamare

Da grande vorrei fare la scrittrice!

Viola: Appunto!

Alice: Ora spiegami perch ti dovrei accompagnare

nemmeno ti conosco!

Viola: Perch siamo unite da un tragico destino. Dovremo pur sostenerci in qualche modo!

Alice: E un caff sicuramente ci allevier il dolore. Non posso darti torto.

Dallalto dellaula sul primo gradino allingresso del portone spalancato, il professor Diolosolosaquantonnipotente illustra la scena fulcro del film culto favorito al festival internazionale di cinema dessay.

Il suo commento avvolge gli studenti e in parte li sconvolge.

Alice e Viola entrano silenziosamente nellaula.

Professor Diosolosaquantonnipotente: Questo che ora vedrete rappresenta la sintesi pi emblematica del nucleo psicologico del protagonista.

Qualche piccolo problema tecnico

Scusate, ancora un secondo ecco, ci siamo!

Le immagini finalmente si attaccano alla parete

Il professore con la bacchetta si avvicina al suo alunno ecco gli chiude il libro, gli sorride

La tensione dello studente si attenua.

Ricambia il sorriso, si lascia accarezzare

Vi pregherei di prestare attenzione alla naturalezza dei gesti e allintonazione particolarmente raffinata che il regista ha volutamente mantenuto nella scena.

Si potrebbe parlare di un rimaneggiamento contemporaneo di CORAX.

Una ragazza dai capelli rossi ed una dai capelli blu abbandonano i banchi. Con i libri in mano escono da dove sono entrate.

La lezione prosegue indisturbata dal loro disturbo. Il professor Diosolosaquantonnipotente non si interrompe.

Le due giovani donne si dirigono verso il bar della piazza dove, pronte ad attenderle, due sedie le invitano ad accomodarsi.

Loggetto trattato talmente inverosimile, per quanto attuale, da risultare estremamente verosimile.

E inverosimile ovviamente nel senso di incomprensibile (il pregiudizio non ancora appianato si sa); la verosimiglianza, dunque, diventa automaticamente sinonimo di normalit, capibile e non giudicabile. Prendete appunti ragazzi, scrivete, importante, loblio dellomossessualit, ricordatevi, anche loblio del tempo presente.

Il cinema pu e deve trattare questi temi, documentando anche la realt. Non si vive di sola fantascienza. Nellantica Grecia si sarebbe parlato di elogio della sapienza, oggi si parla di ignoranza. Ma perch? Per capire noi stessi dobbiamo indagare gli antichi, non denigrarli o contraddirli.

Caliamoci in un pozzo di cultura, rispolveriamo le ceneri di Platone, prendiamole in mano per un secondo

Lorologio della torre fa tic tac e suona la campanella.

La lezione finita.

Vorr dire che approfondiremo largomento durante la prossima lezione

Nellaula temporeggia la confusione dei commenti, sottofondo indisturbato dal disgusto della donna dai capelli rossi e da quella dai capelli blu.

Loro erano il pubblico eterosessuale (solo loro). Loro si sentivano diverse. Loro non erano gli altri. E per fortuna! (A sentir loro).

Donna dai capelli rossi: Orribile, non me ne parlare!

Donna dai capelli blu: Non riesco a capire perch sia cos necessario farci assistere a quelle porcherie!

Donna dai capelli rossi: Forse, perch anche il professore gay

Donna dai capelli blu: Il festival del cinema con tematiche omosessuali la nuova frontiera della pornografia. E un dato di fatto ormai.

Donna dai capelli rossi: Vanno l per eccitarsi, vero?

Donna dai capelli blu: Per difendere la causa sui loro diritti, dicono.

Ma molto pi accreditante lipotesi che godano nel mostrarsi.

Donna dai capelli rossi: E chiss che succede dopo !

Quel variopinto ermafrodita che mi stava accanto si toccava.

Donna dai capelli blu: Chi? Quel mosaico bizantino?

Donna dai capelli rossi: Proprio lui!

Donna dai capelli blu: Guarda, se sapevo prima che si sarebbero toccati

Donna dai capelli rossi: Toccati?

Donna dai capelli blu: No, scusa, guardavo quelle due. (ALICE E VIOLA).

Dicevo, se sapevo prima che si sarebbero toccati certi temi Oddio, lo immaginavo ma non credevo in quel modo

Donna dai capelli rossi: E di quelle due, a proposito, che mi dici?

Donna dai capelli blu: Zitta, zitta, stanno venendo verso di noi

Alice e Viola, ignare di quella discussione, camminano interrompendosi, chiacchierano e camminano, si interrompono e riprendono a chiacchierare, sempre camminando.

Sono ormai diventare grandi amiche.

Durante il lasso di tempo di una breve pausa pomeridiana, le loro vite si intrecciano, sintetizzando i punti cardine della loro sempre pi approfondita conoscenza.

Si siedono al tavolo adiacente al vociferio petulante della donna dai capelli rossi e quella dai capelli blu che, per fortuna, azzittiscono.

Alice: Che impresa titanica captare quei versi! Lillusione di comprenderne almeno una virgola, mi fa convincere del fatto che, forse, una testa, anche se piccola, ce lho.

Viola: Alice, prova a pensare alla testa del professore, invece. Sai come me la immagino io? Come un involucro daria compressa allinterno della quale violenti venti derudizione si scontrano in un turbine di niente che gli esplode dalle orecchie!

Alice: Dici che sono fortunata, allora, ad avere meno spessore?

Viola: Lo spessore direttamente proporzionale alla deficienza; per (e questo un valore aggiunto da me, fidati) inversamente proporzionale al tuo cervello.

Quindi, stai tranquilla, non c nulla di cui preoccuparsi.

Mentre il cameriere si avvicina, il tempo si dilata.

Ore, giorni e mesi ritornano, evolvendosi, in questa ripetutissima scena.

Alice: Un caff, grazie, sempre macchiato freddo.

Viola: Anche a me, grazie, macchiato caldo.

Alice: Come puoi ben vedere sono unabitudinaria

Viola: Io non direi. E un anno che ti aggiri sempre sola tra le aule e invece, da quando ci conosciamo non solo non sei pi sola, ma sei quasi diventata allergica ai libri.

Alice: Forse, mi venuta voglia di scriverli i libri da quando ti conosco.

Viola: Ed hai pensato a come intitolare il libro della tua vita?

Alice: Prima dovrei cominciare a scriverlo

Viola: Lo stai gi facendo.

DALLA CORTECCIA DI UN ALBERO PRENDE FORMA UN VOLTO PARLANTE.

Volto di quercia: Ogni storia un mosaico di flashback, tasselli che dal passato progettano un disegno nel presente.

Viola: E nei tuoi pensieri? Dimmi, nei tuoi pensieri che c scritto?

Alice: Ultimamente ho qualche problema di vista, vedo tutto sfumato.

Viola: Per questo stai in silenzio?

Alice: Non immagini quanto vorrei leggertelo questo silenzio Ovvio, solitamente non soffro damnesia ma non so

Potrei dirti che proprio in questo istante finito linchiostro ed ho appena girato pagina; che tutto questo finire linchiostro e girare pagina mi ha fatto perdere il filo che, ritirandosi, chiss in quale gomitolo finito! Non so potrei dirti che non c pi filo e nemmeno inchiostro e che, guarda caso, finito pure il quaderno!

Viola: Ti ho chiesto semplicemente perch stavi in silenzio

Alice: Se per questo il mio silenzio continua

Viola, prendendo per mano Alice, la invita ad alzarsi.

Viola: Sono in punta di piedi, vedrai, non sentirai nulla.

Alice: Infatti non sento nulla o nulla di pi della tua presenza

Tra amiche non si deve sentire nulla

Alice chiude gli occhi stringendole i polsi

Forza! Proviamo a sentirlo

Anche Viola chiude gli occhi

Lo vedi anche tu il cartello?

Viola: Vietato laccesso ai non addetti ai lavori

Alice: Nel mio cuore ci entro quando voglio e soprattutto con chi voglio! Metti pure via la carta didentit, non serve.

Una voce stridula rompe lincanto

Veronica: Alice! Tesoro!

Alice: Veronica!

Veronica: Non ti ho pi vista, nemmeno al circolo, ma dove si sparita?

Alice: (rivolgendosi a Viola) Veronica una mia carissima amica dinfanzia.

Stringendosi freddamente la mano:

Viola: Piacere

Veronica: Piacere.

Veronica: Domenica scorsa ho incontrato i tuoi al raduno annuale dei golfisti, a Lione, ma li ho visti di sfuggita, non ho avuto nemmeno il tempo di chiedergli come stavi

Alice: E come mi trovi?

Veronica: Quale occasione migliore di questa per fermare listante del nostro incontro evitando dessere scontata?

Alice: Sii scontata

Veronica: Sarai anche diventata la donna pi introvabile del mondo ma resti comunque un incanto!

Viola: Alice non un oggetto prezioso!

Una perla rara, forse, ma non introvabile. Introvabile lo piuttosto per chi non la cerca

Alice: Viola ama scherzare

Dai, parlami un po di te, della tua vita.

Veronica: L al golf tutto procede insopportabilmente come al solito: tra lo sfoggio dellultimo completo di Ralph Lauren e una pompatina al seno piuttosto che unaggiustatina al naso b, le solite facce!

Come mi manca la piccola Alice ignara del mondo delle ferraglie senza un gioiello, un filo di trucco e con la battuta pronta sempre azzittita dal suo magico sorriso! Mi manchi tanto piccola

Hai proprio deciso di chiudere con quel mondo, vero?

Alice: Chiuso b, diciamo che gli interessi sono cambiati!

Viola: Che peccato mi sembri cos nostalgica! Se vuoi una domenica ti accompagno ma, ti prego, abbi pazienza con me, abituata come sono ad alternarmi tra vernissage di plebee riunioni dellassociazione culturale e del centro sociale sai, potrei trovarmi in serie difficolt. Dovrai consigliarmi sullabbigliamento pi adatto a quegli ambienti e imprestarmi qualcosa che so, uno di quei simpatici completi che hai sbattuto in soffitta in attesa di regalarli ai poveri

Veronica: Un clochard in tenuta da golf curioso!

Alice: Piantala Viola!

Viola: Mi dispiace, ma questo davvero troppo!

Alice: Ma si pu sapere che cosa ho detto di male?

Viola, profondamente delusa, esce di scena.

Il riverbero del suo affannoso respiro, colpisce Alice; la contagia e la turba.

Veronica: Soffrir di qualche complesso dinferiorit! Poverina la capisco!

Daltronde, gente del nostro ambiente

Alice: Ti prego di lasciarmi sola anche tu!

Veronica: Ma, Alice, stai tranquilla

Alice: Vattene!

Veronica: Sei proprio cambiata, sai? Prima non ti saresti mai permessa di

Alice: E adesso si! Vattene!

Veronica: (uscendo di scena) Non ti riconosco davvero pi.

In quella piazza gremita di gente, Alice si sente sola, come non mai

Alice: Ecco il mio passato, ecco il nemico.

Potrei decidere di seguirlo, scusandomi per le cattive maniere, facendo linchino; ma non posso decidere di seguirlo, se lho appena calpestato.

Potrei stampargli un dito medio sulla schiena e fargli male, come una molla che salta, colpendolo ad un occhio ed quello che sto facendo.

Ecco il mio passato, un gobbo mezzo cieco, che non parla la mia stessa lingua e che ormai lontano.

Che me ne faccio di un passato mancino, ora che posso godere di un braccio destro? Questo braccio destro la parte pi attiva del mio cervello, autore di una biografia senza inizio e stilista della mia nuova forma.

Alice irriconoscibile ma non mai stata cos bella. E sempre lei, ma sembra unaltra persona. Il trucco? E sempre lei (riferito a Viola), non unaltra persona.

Ho imparato a darmi del Lei da quando c Viola.

In passato cerano i soldi, ora non so.

In passato ho vissuto in ricchezza, adesso chiss! Facevo parte dellalta societ, ora sono parte di lei; e se in passato avevo un mondo tutto mio ora lotter per difendere tutto il nostro mondo. Incominciando da adesso.

Di Viola mi colp quel suo sogghigno, ironico e minaccioso allo stesso tempo, quasi fosse perennemente in collera con qualcuno, quasi volesse precederlo e spaventarlo.

Era incazzata, tremendamente incazzata.

Aveva il naso storto: una scala armonica al centro del suo sguardo che, per contenerlo, guardava allingi.

Ma, ripeto, era incazzata, tremendamente incazzata o, forse, tremendamente incazzata dessere in collera, e desserlo con me.

Viola, la Giustizia, marcia verso il suo ideale.

Viola: Ciao Alice.

Alice: Ciao Viola.

Viola: Ho avuto lonore di conoscere uno spezzone della tua infanzia e uno spezzato dadolescenza. Commovente.

Ora, non sono certo venuta qui con lintenzione di ascoltarti, ma per farmi sentire.

Alice: Io ti vorrei parlare

Viola: Troppo tardi, mi toccher precederti. Non ci si pu dilungare su un sentimento. Troppo semplice sentire e celarsi.

Troppo comoda la tua posizione.

Troppo scomoda, a questo punto, la mia.

Ho voglia di toccarti, e questo mentre terribile in cui le zolle della mia pelle salgono e scendono non lontanamente rassomigliabile a un tormentato moto del cuore

Se riguardasse il cuore, almeno, questo mentre sarebbe un dolcissimo tramite, ma sfortunatamente riguarda te, che ora come non mai, sei il pi atroce dei terremoti.

Perch mi fai questo?

Alice: Se vuoi, in un batter di ciglio, potr dar fine a questo tuo turbamento.

Non poi cos difficile chiudere una parentesi

Viola: Sarebbe meno difficile schiudere le mie labbra con un bacio.

Alice: Bel consiglio!

Dunque, alla fine del primo capitolo, potrei inserire la scena del bacio ma come messa in scena o messa tra parentesi? Tu dici che sarebbe pi deffetto la messa in scena vero? vediamo s, potrebbe andare, sicuramente deffetto. Sputtanato, ma, senza ombra di dubbio, deffetto.

E questo quello che vuoi?

Viola: S, vorrei sputtanarmi, sputtanandoti, cos il mondo capirebbe che la vergogna nulla pu fare contro la gioia.

Alice, insieme potremmo conoscerla questa tanto sospirata felicit. Perch ti ostini a sfuggirle?

Alice: Perch ora non sospiro e non aspiro a quella che tu chiami felicit. Ovvio, ci penso, ma non credo di essere ancora pronta per affrontarla.

Viola: Cosa fai adesso? Operi al riciclo delle frasi fatte? Ti contamini di luoghi comuni? Scopiazzi parole altrui e modi di dire efficaci?

Ti credevo una futura scrittrice di successo e non una cronista da strapazzo!

Volto di quercia: I luoghi comuni sono parte integrante del nostro patrimonio culturale

Viola: Gli altri la pensano cos. Io non voglio credere che tu sia come gli altri

Alice: Vuoi forse sentirti dire che sono diversa?

Viola: Dimmelo, ma non in quel modo.

Alice: Dov finito il mio coraggio?

Viola: Ti aiuter a cercarlo

Nel frattempo le si avvicina sussurrandole Fuoco!

Alice le si allontana Acqua! Oceano!

Alice: Loceano insidioso

Viola: e non ti andrebbe di esplorarne le leggende?

Alice: Preferirei inventarne una io

Viola: E allora scrivi, scrivi, o se preferisci, stai in silenzio, che poi, alla fine, la stessa cosa.

Alice: Prima per vorrei sapere se anche tu vuoi scrivere

Viola: Ma se non sono mai riuscita a trovare nemmeno le parole adatte per una cartolina...

Alice: Limportante che tu ci abbia pensato.

Viola: Il pensiero solo labbozzo di un quadro non ha valore!

Alice: Il suo contenuto?

Viola: Un giorno te ne parler.

Alice: Non c poi tanto spazio in una cartolina

Viola: Appunto, basta il pensiero lasciami da sola con lui.

Alice: Sono in grado di leggerlo

Viola: Ma se devo ancora scriverlo?

Alice: Lo stai gi facendo.

Volto di quercia: Viola avrebbe voluto scriverlo quel suo pensiero e dirle quelle due parole, ma era troppo ricca di immagini per scremarle con la povert di inchiostro, sprecandole, senza imprimergli un senso.

Alice si allontana.

Al numero dispari fronteggiante il bar della piazza suo seguitante pari un bruto tatuatore attira lattenzione di Viola, che gli sorride e si dirige verso di lui.

Nel frattempo la sua met si posiziona con aria pensosa sulla stessa sedia del solito bar.

Viola: Preferisco lasciar scrivere agli altri cosa sia lamore.

Viola estrae dalla tasca un foglietto e lo mostra al tatuatore

Viola: Questo il mio disegno

Tatuatore: Uniniziale!

Viola: Arzigogolata ed evidente

Tatuatore: Non lineare, morbida, leggermente barocca

Viola siede sullo sgabello

Viola: E che se ne stia silenziosa dietro al mio orecchio ben nascosta!

Tatuatore: Evidente e nascosta

Viola: Evidentemente privata!

Tatuatore: LAmore la prima lettera del suo alfabeto!

Viola: Solo la mia, al contrario di ci che si pensa

Tatuatore: Tanto qui non c nessuno che pu sentirla

Viola: Non ho paura degli altri

Tatuatore: Procedo?

Viola: La prego

Il palco sdoppiato: sulla sinistra Viola, immersa nel tentativo iconodastico di imprimersi una dedica damore; sulla destra la sua destinataria, in balia di una profonda autoanalisi.

Alice: Chiss che fine far la priori di ogni mia congettura

Chiss se poi servito fare la pudica se questa mia perversione cos trasparente Forse sono tra le poche persone al mondo che si vergogna delle sue perversioni o forse sono semplicemente una come tante

Una come tante sinonimo di normalit; luna come tante delle perversioni umana, ma non per me, segnata com dalla lettera scarlatta dAmore o di A-normale, piuttosto. Sar una ma a parte, pi in disparte, lontana da lei per non sentirmi in due, ma una come tante.

Vesto i panni di una puttana e ho un nome fiabesco.

Fingo che questo sia il paese delle meraviglie e di conseguenza mi comporto, ingannandomi. Vorrei essere il suo uomo, continuando a chiamarmi Alice, ma questo impossibile. La gente trova pi divertente un cappellaio matto di una donna con la passione per le parrucche; nella realt pi ammissibile la follia che lanomalia; un ubriacone fa sorridere, un handicappato disturba, chiss perch

La legge uguale per tutti, fatta eccezione che per me, o per quelle come me.

Come spogliarsi da un pregiudizio tanto ingombrante provando a comportarsi da buon selvaggio se non ho nemmeno una natura con cui conformarmi?

Se nessuno se ne fosse accorto, io vado contro natura, persino lo specchio rigetta la mia immagine e, sgretolandosi sui miei piedi senza scarpe, si fa sentire ad ogni mio passo.

Ed ogni mio passo a questo punto sarebbe per lei e verso di lei, per appiccare il fuoco sui segnali di fumo.

E che ogni mio passo a questo punto abbia inizio

Camminer in modo tale che le mie impronte, viste dallalto, compongano il suo nome. Anche a costo di dilaniarmi le dita non scroccher passaggi da Caronte, preferisco farmi del male da sola. A piedi nudi mi sento pi libera e pi sicura.

Volto di quercia: Il primo passo di Alice allindietro, guardate!

. E ritorna alle origini andando incontro alla madre

Alice: Ti aspettavo

Madre di Alice: A cosa devo lonore di riabbracciarti?

Alice: AllESSENZA DI VIOLA, il mio primo libro. E da un anno che ci lavoro.

Madre di Alice: E forse una scusa per non esserti pi fatta sentire?

Alice: S, ma giustificata. Ti chiedo di perdonarmi, se puoi, includendoti nella premessa.

Madre di Alice: E mi includeresti anche nella dedica?

Alice: No, quella per il mio coraggio

Madre di Alice: E una storia damore?

Alice: Autobiografica.

Madre di Alice: E cosa centra il profumo?

Alice: Lessenza di Viola non un profumo Mi meraviglia quella tua scarsa capacit di cogliere la sottigliezza anzi, non mi meraviglia per niente come non mi sorprende neppure quel tuo scarso entusiasmo nel ritrovarmi!

Madre di Alice: Sei unartista amore, lho sempre capito! Non mi attaccare se la mia predisposizione nel vederti felice legata pi ad una tua realizzazione sentimentale che ad una professionale!

Alice: Non ambisco a nessun riconoscimento letterario

Madre di Alice: E a cosa allora?

Alice: Ad essere accettata anche da te anche per le parole che non sono mai riuscita a dirti.

Madre di Alice: E perch omettermele?

Volto di quercia: Dai, fuori il dente fuori il dolore!

Alice: Perch amare Viola, fino ad ora, ha significato per me rinunciarvi.

Tu saresti la mia liberatoria

Madre di Alice: Puoi firmarla sulla mia tomba se vuoi

La madre di allontana

Preferisco non farmi vedere piangere.

Alice: Ma se non ti ho mai vista piangere! Come me tu piangi solo di gioia, vero? Come me hai torto solo se sei nel giusto, vero?

Vero lamore sbagliato od ho sbagliato tutto a dirti che vero?

La madre esce di scena.

La falsit unaggiunta fittizia su un piano reale, originariamente vero.

Non per trasgressione ma per pormi sul possibile che ora vado a contraddire parte di me controbilanciando natura e artificio.

Mi tatuer lessenza di Viola per avvicinarla al mio volto, lasciandomi accarezzare il collo per scoprire che lei, in quel suo marchio, che richiamo al mio indirizzo.

Viola esce di scena

Al numero tredici, fronteggiante il suo seguitante pari, il bruto tatuatore in attesa di clienti.

Alice la seconda della giornata.

Un inaspettato deja vu assalir presto il vecchio incisore depidermidi.

Alice estrae dalla borsa un foglietto e glielo mostra.

Nel frattempo, da unaula di via Porpora, in atto una lezione.

Alice: Questa la mia iniziale

Tatuatore: Unaltra?

Alice: Lineare e ben nascosta

Tatuatore: marcata, semplice e diretta

Alice: E che se ne stia silenziosa dietro al mio orecchio

Tatuatore: Nessuno potr sentirla

Alice: Non che ho paura degli altri sa?

Tatuatore: Procedo?

Alice: Proceda

Il professore Diosolosaquantonnipotente ha appena tenuto una lezione sul Simposio di Platone, a cui Viola e le sue compagne hanno assistito.

Le due compagne si differenziano da lei per il colore dei capelli: una li ha blu, laltra rossi. La loro conoscenza talmente limitata che evitano persino di chiamarsi per nome. Insieme si dirigono verso il bar della piazza.

Viola: Anchio conosco Afrodite, sapete? Ma la sorella buona, celeste quella pi anziana!

Donna dai capelli rossi: Pausania voleva la tua attenzione.

Il professor Diosolosaquantonnipotente ne stato il suo portavoce, e con tutta la sua potenza e onnipotenza

Donna dai capelli blu: o impotenza?

Donna dai capelli rossi: sarebbe capace di fulminarti spezzandoti lanima se ti sentisse parlare cos!

Viola: C un po di confusione credo

Zeus ha gi operato sul mio corpo, come si fa per le sorbe prima di metterle sotto sale

Donna dai capelli rossi: Buon per te! E, dimmi, come hai fatto per restaurare la tua unit dato che, se la vista non mi tradisce, sei gi bella ed integra nel tuo corpo di donna?

Viola: Capovolgendo la teoria di Aristofane a mio gusto e piacere: invertendo i sessi e lasciando immutato il messaggio.

Il mio lamore per la vita.

Donna dai capelli blu: Non riproduttivo?

Viola: Solo del mio ideale.

Il mio accordo unarmonia di arco e di lira, due sonorit che combaciano, ma che a molti danno fastidio.

Donna dai capelli blu: A me danno fastidio

Donna dai capelli rossi: A me non credo, ma non credo nemmeno di aver capito.

Viola: Hai mai provato a farti fare un tatuaggio?

Donna dai capelli rossi: No.

Viola: Pi o meno la stessa sensazione.

Integrandosi con loro, Alice si disgrega.

La conversazione si espande e si ritira per poi riemergere pi estesa.

Alice: Farsi cucire addosso uniniziale come farsi etichettare dai pi.

Viola: Pi o meno.

Alice: I meno sono quelli che pi si avvicinano

Donna dai capelli rossi: Mea culpa per essere parte dei pi.

Alice: Deo gratias per essere tra i pochi. Sarebbe un sacrilegio rendere tutti cos partecipi

Donna dai capelli blu: E come potremmo mai sentirci partecipi di una mensa senza pane? Ma che razza di lingua parlate? E che collegamento mai potrebbe esistere tra un tratto del simposio riadattato e un tatuaggio?

Viola: Unimpronta che tende alleterno

Donna dai capelli rossi: Ma se noi vacilliamo ! Non vedi? Se potremmo morire da un momento allaltro !

Se siamo solo burattini nelle mani di Dio ! Ma come puoi parlarmi di eterno?

Donna dai capelli blu: Magari Platone ci riuscito

ma era Platone!

Siamo anni luce lontani dalla sua luce!

Alice: I pi, forse.

Donna dai capelli blu: B, allora ti senti come lui? Lui ne ha scritti di libri sai? Stampando il tempo sopra cumuli cartacei ha ben provveduto a procurarsi tutti gli indirizzi del mondo. Li ha spediti a tutti, proprio a tutti e anche chi non li ha mai letti li ha comunque trovati dentro di s. Tu invece gi tanto se riesci a scrivere una cartolina come si deve!

Donna dai capelli rossi: Come eternarti .

Alice: Veramente sarei gi al secondo libro

Donna dai capelli rossi: rivolgendosi a Viola E tu?

Alice: Lei fa parte del primo

Donna dai capelli blu: Sarei, veramente bla bla, sono come Platone, difender tutto questo, lei fa parte di me

Ci sono! Soffri di allergia allo sperma!

Donna dai capelli rossi: Causa impossibilit di ottenerlo da fonte maschile, ricerchi la sua presenza nel tuo piccolo ego. Ricostruisci poi la sua assenza in tre D ed ottieni: una dimensione nel tuo cervello, una nelle stronzate che produce e laltra in mezzo alle gambe!

Donna dai capelli blu: Realizzando cos la sua santissima trinit, sentendosi Dio, tanto inviolabile da permettersi di ribaltare i valori della storia, da parlare di Platone quasi fosse un suo amico o, peggio ancora, di sfotterlo.

Volto di quercia: Ad una provocazione io risponderei con una provocazione.

Alice: Amo il mio essere lesbica in tutte le mie forme: da quelle che assumono il gonfiore dei seni di Viola a quelle che si riducono alla morbidezza del suo pube.

Viola: Vorrei che ci guardaste a fare lamore.

Alice: Fareste indigestione di invidia, credo.

Donna dai capelli rossi: Ci ammaleremmo di AIDS, credo.

Alice: Mai sentito che si prendesse con la vista e ancora meno con limmaginazione.

Donna dai capelli blu: Si pu prendere di tutto a guardarvi.

Viola: Fino ad ora non avete fatto altro.

Alice: Sarete come minimo diventate omosessuali pure voi.

Viola: Occhio a guardarvi dentro

Alice: Potreste abituarvi a godere da sole!

Donna dai capelli rossi: Guarda che questa la vostra recita e sammai dovessimo farne parte saremmo comunque fedeli allestraniamento, dunque consapevoli ma lontane da voi, se non addirittura opposte.

Viola: Piantarla di porsi sulle difensive sarebbe la ricetta pi adatta a guarire di invidia

Donna dai capelli blu: Noi siamo sanissime.

Viola: Vi credo, vi credo!

A questo punto non mi resta che augurarvi di continuare a stare cos bene.

Donna dai capelli rossi: Cos? La maledizione di una zingara? Attenzione!

Viola: Non si scherza sulla malattia, quella vera. Un sentimento pu sfumare in forme nuove, rivestirsi di sapori antichi o black out mentali, ma quando si tratta di cuore, non mai malato.

E quando la testa non lavora che rischia di impazzire, ma quando si interroga allora pu confondersi fino allesaurimento, comunque sia si indirizzer sempre alla chiave di volta del suo dramma interiore.

Donna dai capelli rossi: Definizione di amore lesbo: sentimento sano fluttuante in acque tempestose.

Ma se la confusione rischiara, anche lamore si rafforza. Dunque, sguazza felice tra le dighe del suo pianto.

Alice: Ah! Ah! Ah! Definizione errata: lamore non n una classificazione n una confusione.

E chiarezza, e pi che navigare tra le lacrime e i pensieri, si innalza, vola e libera il suo fiato si fa aria nellaria e si compenetra, con la naturalezza di chi prima si bacia e poi si ritrova in un unico corpo.

Donna dai capelli blu: C chi pesta la merda e si ritiene fortunato.

Donna dai capelli rossi: Le due signorine lo fanno insieme dico pestare la merda!

Pensa a quanto sono fortunate loro sempre sempre sempre e per sempre insieme!

Volto di quercia: Fortunate s! A me solitamente la fanno addosso.

Viola: Sempre insieme, vero; nellutile e nel dilettevole.

Donna dai capelli blu: Ah! Unaltra visione alterata! Volevi dire nellinutilit e nello schifo?

Viola: (rivolgendosi ad Alice) Vai a sciacquare i tuoi panni in Arno, tesoro, che aspetti?

Donna dai capelli rossi: Purificati!

Alice: (guardando Viola) Tu conosci la purezza della mia lingua, non serve nasconderla sotto false ironie

Viola: Anche quello un gioco!

Alice: S, ma quando si cresce si smette anche di giocare e a volte basta una discussione per farlo.

Io continuer a scrivere questo libro con la stessa lingua del primo.

Non esiste linguaggio pi puro dellesperienza.

Donna dai capelli blu: E chi te l'ha insegnato?

Il professor Diosolosaquantonnipotente o Platone?

Alice fa finta di non sentire e, vedendo Viola allontanarsi

Alice: Viola!

Viola: Aspettami

Viola si incammina verso lespositore di cartoline posto allesterno delledicola.

Alice, incredula, la guarda silenziosa.

Le due donne dai capelli finti borbottano e pi borbottano pi si allontanano da Viola, da Alice, dal palco, dal pubblico, dal loro se stesso ormai autoingannato.

Volto di quercia: Quando la scena tenta linganno emerge sempre la verit.

Questultima disturba come pu disturbare un accordo darco e di lira e per questo scaccia chi non in grado di accettarla.

Viola sceglie con cura la fotocopia della scena: una cartolina rappresentante quel luogo che ingloba sorrisi, insulti, fraintendimenti, timidezze e desideri di un anno damore appena cominciato. La prende in mano, la osserva, la dirige verso il suo destinatario ed avvicinandosi a lei, le parla, come non mai.

Viola: Quando mai mi scrissi una cartolina?

Rivolgendosi ad Alice che la guarda sempre pi sbigottita

Cos quella faccia?

Per ora lho presa. Era in vendita, ma non lho pagata.

Credo che ognuno di noi abbia il diritto di assistere ad uno spettacolo, dessere partecipe per un attimo a un per sempre, senza per forza ricambiare il piacere no?

Poi, rivolgendo il suo sguardo alla cartolina che ha in mano Toh! Due emisferi diversi occupano lo stesso spazio, diviso a met tra il retro punteggiato per lindirizzo senza nome e il bianco da riempire!

Ecco il bianco da riempire che mi preoccupa! (lindirizzo non lho ancora scritto ma quello scontato). E il bianco

Alice saprebbe cosa scrivere lei s che si adegua ad ogni linguaggio conformandosi col suo senso, lei s che sa coniugare parola scritta e orale nella forma pi consona, senza smentirne il contenuto, lei s che saprebbe che scrivere.

Io no.

Cosa diavolo si pu scrivere in una cartolina?

Una dedica un contenitore troppo piccolo per un messaggio tanto grande

E poi, una dedica! Qui ci vorrebbe un elogio lungo almeno quanto un libro! Lei sola pu farlo. Per me anche una questione di tempo, non poi cos semplice quando ne hai poco!

Due righe soltanto per un ti amo manoscritto, e una firma. Ma la mano, star ferma o tremer impossibilitandomi nella scrittura?

E cos facile parlare ed io in questo sono maestra: lho persuasa a tal punto di liberarla ma com difficile lasciare il ricordo, materialmente, su un pezzo di carta.

E questo il coraggio che mi manca, quello stesso coraggio di ogni potenziale scrittore che invece di creare si gira i pollici per unesistenza rinunciando ad esprimersi, a lasciare un segno tangibile nel cuore della gente.

Non basta un tatuaggio per parlare di segno, quello piuttosto una prova, una dedica mascherata, un simpatico disegno leggermente pi profondo di ma non in fondo. Forse il mio amore non abbastanza profondo e in fondo anchio mi maschero.

S, perch una cosa amare e unaltra parlare damore.

Dal cielo improvviso un libro si schianta sul palco. E lessenza di Viola, la verit.

Alice si inginocchia per raccoglierlo e glielo porge.

Volto di quercia: Lessenza di Viola!

Alice: Questo pu esserti di aiuto.

Puoi rubarmi qualche frase se vuoi quello che mio anche tuo.

Viola: Preferisco stare in silenzio per ora, o incominciare a scrivere che poi, alla fine, la stessa cosa.

Delicatamente i loro volti ad occhi chiusi si incontrano.

Un lunghissimo fermo immagine su un dolcissimo bacio chiude la scena, momentaneamente.

La voce di Viola fuoricampo continua a raccontarsi e a raccontare di lei, che vibra nel ricordo della sua anima pronta a spegnersi.

Viola: Di Alice mi colp quel suo silenzio, pronto a vivere nel tempo. Io, invece, sono solo pronta a spegnermi.

E per questo sono incazzata, tremendamente incazzata o, forse, tremendamente incazzata di lasciarla senza averle dedicato nemmeno due righe.

Sono ancora in tempo, lo so, ma ho finito linchiostro. E tutto questo finire linchiostro e avere davanti una cartolina su cui scrivere e non sapere cosa scrivere per paura di amare facendosi odiare sta per farmi morire.

La scena si riapre subitamente sul luogo del delitto divino.

Volto di quercia: E nove mesi pi tardi

Simultaneamente i responsabili delle botteghe danno unocchiata fuori, verso linterno della piazza.

Ledicolante: La fuga una corsa allindietro che a volte inciampa sbadatamente nelle sue stesse ragioni.

La segretaria universitaria: Viola ha le ginocchia piene zeppe di lividi

Il tatuatore: E una lesione interna da farsi controllare

Il suo cliente: Lei odia i medici come chiunque sia in grado di fornirle spiegazioni

Il barista: Per autodifesa, cos si giustifica.

Il professor Diosolosaquantonnipotente: (sbucando dallingresso secondario di via Porpora) Ammettere gli errori altrui significa, in fondo, ammettere anche i propri.

Alice ritorna nella cartolina e le comparse si ritirano nel loro guscio.

Impoverita dalla sua disperazione, siede ai bordi del marciapiede, mentre Viola ricca di speranze e finalmente la trova.

Viola: Lelemosina non serve, amore

Alice: Dimmi come hai fatto a trovarmi

Viola: Perch si scompare?

Alice: Per stare al centro dellattenzione

Viola: Per farsi trovare?

Alice: E lo stesso, esattamente lo stesso.

Viola: Sei al centro del mio mondo.

Vedi, anche se lontanissimo mi apparso il tuo faro, lho semplicemente seguito, come ho inseguito il tuo sguardo tra le sconosciute impressioni delle donne; ma mai lho ritrovato come adesso, nella tua sosia barbona elegantemente distante, nella tua piega distinta alla ricerca disperata di un gesto.

Viola: Alice, ti prego, lasciami sola

Alice: Mai pi, lo giuro.

Viola: Lasciami sola

Alice: Vuoi dirmi qual il tuo problema?

Viola: Una sclerosi facciale

Volto di quercia: Ed io, allora, cosa dovrei dire?

Alice: Non vero

Volto di quercia: Ah, b! Se si trattava di una semplice metafora

Alice: Dimmi cos che ti turba.

Viola: Lasciami sola

Alice: Ora, ti prego di ascoltarmi.

Tu mi hai cercata, mi hai voluta, mi hai compromesso una vita normale regalandomi un sogno.

La solitudine esistita soltanto nella premessa, quando vagavamo nella disorientata ricerca della nostra unit. Labbiamo trovata, percorrendo limpervio cammino dellaccettazione. Non labbiamo trovata, ma ci siamo trovate.

Ho persino finito linchiostro nella tua essenza, ti ho dedicato un libro, proclamandoti padrona di ispirarmene un altro e, mentre ho rotto il silenzio, tu non sei stata in grado di darmi neanche una risposta. Inoltre, la tua cartolina non mi mai arrivata.

Viola: Perch si scompare?

Alice: Per fuggire o per morire

Viola: Prova a pensare alla seconda possibilit.

E se fossi morta?

Alice: Una parte di te lo di sicuro

Viola: No, concretizza lastrattezza

Alice: Va bene, sei morta - il suo volto cambia espressione e la sua bocca ride

Ma non farmi ridere!

Viola: Uh! La grande scrittrice non sa come riprodurre con fedelt un dato di fatto. Ma come?

Alice: Va bene, sei viva.

Viola: Una parte di me lo di sicuro, ma ancora per poco.

Alice: Cos che ti turba?

Viola: Ho un tumore

Alice: Ma ti forse partito un embolo?

Viola: Non ancora; lho trattenuto nello stomaco

Alice: E quale sarebbe il suo colore?

Viola: Nero, come quando sei incazzata

Alice: Scherzi?

Viola: Per nulla.

Cala improvvisa unannebbiata oscurit.

Le pareti dei palazzi sono tristi.

Volto di quercia: Non lora esatta! Il sole tramonta pi tardi!

La nebbia respira, lasciando passare galantemente prima le donne.

Avanza la morte, segue sua madre e, anche se il resto non conta, comunque presente.

Lintera processione attraversa la piazza, per met abitata da Alice, per laltra met dal corpo di Viola.

La tomba, retta dai becchini, interrompe i loro sguardi, tagliandogli la strada ma un respiro, forse lultimo esalato, resiste, prendendo la parola. Viola nera, anche se impallidita.

Alice osserva il suo simulacro e, impietrita, la ascolta.

Viola: Di Alice mi colp quel suo sorriso, ironico e pensoso allo stesso tempo, quasi fosse perennemente incredula e cosciente, quasi volesse entrare in quel tempo, coprirlo ed esporlo.

Era curiosa, tremendamente curiosa.

Aveva lo sguardo triste e lallegria di un pagliaccio divertito che, per contenersi, guardava allingi. Ma, ripeto, era curiosa, tremendamente curiosa o, forse, tremendamente curiosa dessere incazzata, e desserlo con me.

Anchio ero incazzata, tremendamente incazzata o, forse, tremendamente incazzata per non esserlo mai pi

Viola sfuma .

Alice: Dove sei? Non ti vedo pi, non ci vedo pi la mia bussola! Che qualcuno mi restituisca la mia bussola!

E rivolgendo il suo sguardo al cielo Ladro, ladro di sogni, dove me lhai nascosta? Attende invano una risposta.

Ho fatto una domanda! Rispondimi!

Ora mi siedo, cerco di stare calma e attendo un tuo cenno. Siamo daccordo?

Si siede ai bordi del marciapiede, giocherellando nervosamente con dei sassi.

Quello che ho appena visto stata una proiezione delle mie paure, vero?

Un soffio al cuore ma nulla di grave, vero? Una festa en plain air di dubbio gusto, vero? Uninvenzione? Un miraggio? Uno scherzo? Vero o falso?

Se mi sbaglio, ti prego di dirmelo, reggerei meglio il colpo se fossi stato tu a scriverlo. Dicono che sei lartefice del nostro destino Vediamo! Dicono che sei tu che fai il buono e il cattivo tempo vediamo!

Io ho conosciuto lamore, lodio non credo vediamo se tu li conosci entrambi!

Se poi tu me lo insegnassi, lodio, saprei come gestirlo, non temere, ma, smettila, ti prego, di stare in silenzio o continuare a scrivere, che poi, alla fine, la stessa cosa.

Volto di quercia: Alice, Alice!

La verit evidente, nel sogno! Prova a giocare il quarantotto e non aspettare segnali dellalto. I segnali arrivano solo da terra.

La madre si inserisce nuovamente nel quadro, avvicinandosi alla figlia.

Madre di Alice: Cero anchio al funerale.

Alice: Ero convinta che lappuntamento fosse per il tuo

Madre di Alice: Non avrei voluto vederti piangere

Alice: Lo sai che piango solo di gioia, non ti ricordi?

Madre di Alice: Basta che il tuo pianto non valga anche per la pazzia contro chi imprecavi pochi secondi fa?

Alice: Ho sempre adorato anchio origliare dietro alle porte, non ti ricordi?

Volto di quercia: Io, invece, mi nascondevo tra i cespugli

Madre di Alice: Alice, tra madre e figlia non dovrebbero esistere segreti; tu me ne hai nascosto uno, il pi grande forse ed io

Alice: E tu sei scappata per la vergogna lasciandomi sola.

Di Viola mi colp quel suo essere il tuo esatto contrario sai? Una parte di lei cos forte da compensare la tua parte mancante

Madre di Alice: Quasi volesse occupare il mio posto, invaderlo e inghiottirlo

Alice: Era incazzata con te, tremendamente incazzata o, forse, tremendamente incazzata dessere curiosa del fatto che tu te ne fossi andata.

Dopo di te la mia vita stata solo per lei

Madre di Alice: Dopo di lei, forse, la tua vita sar ancora per me

Volto di quercia: E ancora tremendamente incazzata con te. Lasciarla in pace? Proprio non ti riesce?

Alice: Ho imparato a darmi del Lei quando lho conosciuta.

Alice, lei ha davanti a s una donna che, invece, non mai esistita.

Puoi venire a pregare sulla mia tomba se desideri l almeno, potr starmene in silenzio.

Volto di quercia: tale madre, tale figlia

Madre di Alice: Mi stai dando un appuntamento con la morte?

Alice: Te lho gi prenotato

Madre di Alice: E dove lhai scritto?

Alice: Guarda in alto

Madre di Alice: Non vedo nulla a parte il cielo

Alice: C chi dice che c qualcuno lass, qualcuno che lha gi scritto al mio posto

Madre di Alice: E tu, ci credi?

La cartolina piove dal cielo, finendo tra le mani di Alice

Alice: Credo proprio di s.

La scena si chiude ma al primo saluto finale un libro scaraventato sul palco spaventa i personaggi, che scappano via.

Qualcuno, come al solito, si prende gioco di noi.

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