PAROLE PAROLE PAROLE
di Adriano Bennicelli
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SINOSSI
Valerio e Laura hanno un particolare rapporto con la parola.
Lui stato balbuziente da piccolo e la sua reazione, nella guarigione, stata una certa logorrea, fatta di amore per la poesia e tutto ci che presupponga parlare e ascoltare.
Lei ha studiato lingue, o meglio, dialetti, sa parlare al contrario (come la bambina de lesorcista) e ha altre stranezze legate alla parola. Soprattutto ha dei cambi di umore repentini, anche in una stessa frase.
Sul fondo della scena, centralmente, appare un monitor con immagini in primo piano di Valeria. Lei lavora nell istituto di vigilanza di una banca e il suo primo piano appare in video tutto il giorno a Valerio, che nella banca impiegato.
La narrazione si divide in FLASHFORWARD (sulla scena a destra), recitati da Valerio accanto al monitor col primo piano di Valeria; FLASHBACK (sulla scena a sinistra), recitati da Laura dalla sua postazione di lavoro; SCENE (occupando tutta la scena), recitate da entrambi in forma di dialogo evocando luoghi diversi (la banca, un cinema, un giardino, una pineta, una strada,)
Nei Flashforward Valerio (con leggera balbuzie) racconta allimmagine in video di Laura la loro storia, cominciando da prima che si conoscessero e toccando le tappe a loro pi care. E come se cercasse di evocare in lei il ricordo di quanto li ha uniti fino ad allora. Nelle scene invece Valerio non balbetta pi. Scopriremo alla fine che si trova al capezzale di Laura in coma.
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FLASHFORWARD 1:
Valerio solo in scena seduto su una sedia, nel monitor dietro a lui il primo piano di Laura, con microfono e auricolare. Valerio parla veloce, ma ogni tanto incespica su una sillaba.
VALERIO: (fa dei respiri profondi) Dice che dobbiamo parlare. (entusiasta) Con me ssfff-ondi una porta aaa-perta. A me piace paaa-rlare. Cooo-ncalma. Da baaa-mbino ho fatto un corso per baaa-lbuzienti. Allistituto di baaa-se Baaa-rna-aaba Baaa-ssi. (cambia espressione) Sss-e vuoi aprire un istituto per baaa-lbuzienti non te ppi chiam Baaa-rna-aaba Baaa-ssi. Sss-e lavora male gi dal ppp-rimo giorno. La mia ccc-lasse era nel sss-eminterrato. Una cantina ppp-raticamente. Ccc-era pure leco. Ccc-he in un istituto per baaa-lbuzienti non lideale. (facendo lappello) Bbb-runelli-elli-elli-elli. Ppp-resente-ente-ente-ente. (alzandosi dalla sedia) Vvv-abb, ss-e state a rem cc-ontro ddd-itelo!
Ma non era la baa-lbuzie la cosa fastidiosa. No. E che a me baa-lbettando, mi si ccc-hiude un occhio. (mima) Sss-i, lo so che non si-i nota. Sss-i nota per la bbb-occa (mima). Qqq-uello, si. Da ragazzino, con laltro sesso nnn-on mha aiutato!
Nnn-on sss-tato facile guarire. Mmm-a io questa cosa la volevo taaa-nto. Ppp-arlare, dico. Ho fatto tuu-tto il corso di cinque anni e la tesina per il diploma. Ooo-rale. (entusiasta) E stato come (rassegnato) buuu-tt i soldi!
Mmmm-a io ho insistito. Perch volevo a tutti i costi un lavoro in cui si pppp-arlasse alla gente. Mica volevo finire in baa-nca.
E neee-lla vita una cosa sss-e la vuoi (soddisfatto) ppp-uoi.
FLASHBACK 1: Laura al lavoro. Microfono e auricolare. Sullo sfondo sempre il monitor con la sua immagine.
LAURA: (soddisfatta) Nella vita, se una cosa la vuoi (sempre soddisfatta) non te si fila nessuno! E so finita in banca. Anzi, neanche in banca, nella sicurezza della banca. Appaio in video. So una specie di velina. Muta. Perch non se po parla se po solo guard! (scruta il pubblico per qualche secondo, muta)
E proprio lassurdo delle situazioni che capitano nella vita Sette anni alla facolt di scienze linguistiche filologico geografiche, solo per la passione che uno si porta dentro per il parlare, per i linguaggi, per le diversit espressive io cho proprio la passione per lingue, per le inflessioni... conosco pi di ottanta dialetti italiani, scritto e parlato. La mia tesi era Convergenze e parallelismi nelle desinenze dei dialetti della provincia di Bari. Un
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tema affascinante che mi valso la lode e il plauso del presidente della Fiera del Levante. Si, perch, anche a distanza di pochi chilometri, una parola pu assumere suoni e sfumature diverse faccio un esempio: Hai comprato la frutta? A Molfetta si dice: Si accattte la frtte? A Polignano a mare: Si accattte la frtte? A Bitetto, Bitritto e Bitonto: Si accattoit la fr'tt? Mentre a Castellana grotte: Si accattute la frutte? (entusiasmandosi) A Locorodondo pi teatrale: (strillando) Mo! A accattte la frutte?!!
(come interrotta) Direttore! No che distratta! Stavo concentrata proprio sul monitor questo e quello in particolar modo infatti, dicevo, neanche vado a mensa ho con me un po di frutta cos me la mangio senza staccare gli occhi tranquillo, tutto a posto.
(al pubblico) Io devo scappare da qui, io ho bisogno di parlare, di mettere in pratica quello che ho studiato qui sto tutto il giorno davanti a dieci televisori con una telecamera che mi riprende muta! Senza la possibilit di scambiare, di interloquire manco la possibilit de incontr prima o poi uno della provincia di Bari e domandargli: lhai comprata o no sta cazzo de frutta?!
FLASHFORWARD 2: (Valerio continua a parlare balbettando)
VALERIO: Uscii dallistituto Barnaba Bassi col massimo dei voti. Se ce mettevo pure il voto de castit contratto con le donne lavevo provati proprio tutti. Ma i risultati non decollavano. Poi arrivato il dottor Blanchard, scuola francese. Mi ci port mia mamma, dicendo: vedrai un guru.
(mima, a bocca aperta, una faccia spaventata)
Avevo tredici anni e ero appena uscito da un forte stato depressivo conseguente alla lettura di Siddharta. Un guru non era quello che mi ci voleva.
Il dottor Blanchard mi osserv con grande attenzione la bocca. Alla fine della visita mi diagnostic una dismorfosi della dentizione che provocava una masticazione squilibrata, il che era alla base di una deglutizione atipica che andava a modificare la corretta respirazione diaframmatica, con ripercussioni anomale sulla suzione, che influenzavano la carente fonazione. Vabb, pi vari errori di ortografia trascurabili Ecco perch zagaiavo!
Mia madre, sul fatto che il bombardamento di Hiroshima fosse avvenuto in bocca a me, non fece una piega. (mima faccia compiaciuta) E continuava a pendere dalle labbra del dottor Blanchard con lespressione di voleva dirmi: ammazza! cabbiamo un guru!
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FLASHBACK 2: Di nuovo, Laura al lavoro. Ha alcuni libri sulla scrivania e ne sta leggendo uno.
Titolo: Fortuna.
Non aspettare che il vento gonfi la vela della tua fortuna. Soffiaci dentro te. (colpita) Ugo Ojetti. Mica uno qualsiasi. Non che ti intestano una strada cos... a cazzo.
Beh, io non sono stata fortunata col lavoro, decisamente. Ma io sono come Clint Eastwood in fuga da Alcatraz. Attendo, architetto la fuga impossibile e nel frattempo mi alleno, mi fortifico, studio. (tira fuori un altro libro) Conversation... listen and comprehension... repeat... idioms: frasi idiomatiche (legge)
Omene peluse omene ferzuse: Uomini pelosi uomini forti!
Vabb, mica ho detto che so utili...
Annamo avanti. (legge)
J bblle la pulizze, disse cudde ca se mbel le metande l'ammrse!!!: un sollievo essere puliti, disse colui che indoss le mutande ...al contrario??? Ammazza che schifo!! Aspetta... questo. (insiste)
E jjune!... disse cudde ca cecabbe l'cchie lla megghire: E uno!... disse quello che ciec... un occhio alla moglie??? Aaaaah! Ma chi li scrive sti proverbi!?
(si volta) Capo! No, che distratta? Al contrario, consultavo questo ... manuale... di tecnica motivazionale... scritto da alcuni guru... tipo Ugo Ojetti (come esortata dal capo) leggo qualcosa? (fintamente sorpresa) ah, interessato... (titubante) Ssssi... ecco... pagina ventuno... dal decalogo della ... sorvegliante motivata:
Chi non ha fortuna... (si dispera) si acceca facendosi la croce! E niente, co sto manuale ...va cos!
FLASHFORWARD 3:
VALERIO: Ma il dottor Blanchard, per ristrutturare quella bidonville che era la mia bocca, aveva gi pronta la soluzione. Non apparecchi invasivi, ne terapie farmacologiche, nessuna operazione chirurgica. Era luovo di Colombo. Un semplice paradenti di caucci, (mostra) un apparecchietto che, tenuto tra i denti per alcune ore durante la giornata, avrebbe rivoluzionato il mio rapporto col mondo, migliorato la dizione, aggraziato anche lestetica del sorriso, con indubbi vantaggi nelle relazioni con laltro sesso. (lo infila nella bocca, cominciando a parlare senza balbettare, ma in modo incomprensibile) Mo, se tu allaltro sesso gli parli con un freesbee in bocca non fai una bella figura! Sto stronzo mica
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maveva spiegato che ci dovevo solo fare la ginnastica a casa co sto coso io ci andavo alle feste! (rivolto ad unamica immaginaria) Che vuoi ballare? Ballare! Che vuoi (se lo leva) Cccc-he vvvv-uoi bbb- allaffanculo! (lo getta via).
Ebbe anche la faccia da guru di chiedere a mia madre cinquecentomila lire. Con cinquecentomila lire, allepoca, mi ci compravo il motorino. Sai come decollavano i rapporti con laltro sesso (Musica, Valerio prende la borsa, si sposta sulla scena, cambio luci)
SCENA 1: in banca.
Valerio fa il suo ingresso in banca. Sulla scena, si illumina la sua scrivania con vetro basso. Il monitor sempre al centro e fa da ponte con la postazione di Laura, sullaltro lato. La banca di Valerio e lufficio di Laura sono in due luoghi diversi, ma in questa scena duettano.
VALERIO: Direttore, buongiorno! Moretti gi qui? Signorina Gloria (va davanti al monitor) Laura. (con enfasi crepuscolare)
Erano i capei doro a laura sparsi
Che n mille dolci nodi gli avolgea,
E l vago lume oltra misura ardea
Di quei begli occhi chor ne son s scarsi
(ad un collega) Perch senza scarpe? Ah, nooo Petrarca intendeva scarsi nel senso di spenti non nel senso di scarzi come i Carmelitani vabb. Petrarca no, troppo ardito, allora proviamo qualcosa di pi popolare, accessibile al vasto pubblico (di nuovo al monitor, di nuovo con enfasi crepuscolare)
Cara, cosa mi succede stasera,
ti guardo ed come la prima volta.
Tu sei come il vento che porta i violini e le rose
(al collega) Alberto Lupo. Che duetta con Mina in parole parole parole indimenticabile!
LAURA: (luce nella sua postazione di lavoro)
Parole. Io ho bisogno di parole. Soltanto parole, (cantando) parole tra noi
Datemi almeno un collega con cui scambiare due chiacchiere! Uff (sbuffa, per un po sta zitta cercando di fare il proprio lavoro)
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Ellap ehc.
Ellap ed rap ehc.
(ridacchia) Ettor ellap ed rap ehc!
(spiega) Che palle. Che par de palle. Che par de palle rotte. Da ragazzina guardavo le insegne dei negozi e le rileggevo al contrario. Cos ho imparato. A parlare al contrario! Come la ragazzina dellesorcista... E mi divertivo a dire le cose zozze a insultare i ragazzini antipatici Otturb ! Eredes ad aiccaf ! (spiega) A brutto! A faccia da sedere! Quelli ridevano mi prendevano per Magrebina! Ozzac ots us idir (con gesto) Ridi su sto (rapido cambio scena)
VALERIO: (luce sulla sua area di lavoro nel monitor c Laura che fa gesti sconci) Parole, parole, parole Testo dirompente, le rose e i violini portati dal vento sono unimmagine pazzesca che muove al pianto ma che ridete? ( alle sue spalle, il monitor mostra una Laura che fa le smorfie)
Gente, voi sottovalutate leffetto struggente di un violino portato dal vento fa male il violino portato dal vento strugge! Provare per credere!
Ecco il mio destino, parlarti come la prima volta No, non dire nulla
(si gira, vede Laura in video che fa le smorfie) Oddio, che ? Guarda, fa le smorfie buffe! Che carina
(ad un collega) La smetti di prendere per il culo? Non sordomuta! Sono certo che una persona con un sacco di cose da dire. (ad un altro collega) Non mi sono innamorato di una che manco conosco! Ne apprezzo semplicemente la bellezza bellezza che, non me ne vogliate, spicca vieppi e sottolineo vieppi, nel plumbeo paesaggio delle vostre desolate scrivanie. Salvo ognuno e a chi tocca non si ingrugni, cio non si adombri.
LAURA: (luce nella sua postazione di lavoro)
(un pernacchione con la mano sulla bocca) Prrrrr! Ma si, tanto non si sente! La mucca .
Mmmuuuuu! Il tacchino glugluglu! Lornitorinco come fa lornitorinco? Secondo me lornitorinco fa tipo va va va va (si gira) vaaaa chi c il direttore! No, che distratta sempre sul pezzo, ma che scherziamo? Canticchiavo una canzoncina di quando ero bambina il coccodrillo, come fa? Lei mai stato bambi cio, no, volevo dire: lei se la
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ricorda il coccodrillo come fa? No? Immaginavo. Scusi, torno al monitor, non posso distrarmi. (il direttore se ne va) Per quand tranquillo come fa sto coccodrillo??
(cambio scena, nel monitor alle spalle di Valerio, Laura mostra il dito medio)
VALERIO: (luce sulla sua area di lavoro)
Tu sei il mio ieri, il mio oggi
Il mio sempre virgola inquietudine
E vero, in effetti questo inquietudine finale lascia un po perplesso anche me, ma tant. Alberto Lupo chiosa cos e chioso cos purio, come richiesto a gran voce da pi e pi colleghi, con ogni evidenza chiosi a loro volta ad ogni forma di poesia ancorch popolare come la canzone leggera, quindi mi taccio, mi siedo, (siede) e mi dedico al mio lavoro che questo ufficio vuole silenzioso. Silenzio. Niente canzone popolare. (armeggia in silenzio per un po con carte e penne, poi comincia a canticchiare a bocca chiusa il motivetto) um-um-um-um Ah, manco la musica? Pensavo che il veto fosse solo sul testo
LAURA: (luce nella sua postazione di lavoro)
Io non ce la faccio a stare zitta. Io impazzisco. Ma qual quel lavoro in cui non si parla
neanche per un attimo? Il pescatore. Il guardialinee. Eh, ma non per otto ore! (sbuffa, si
annoia) Zoff, Gentile, Cabrini, Oriali, Collovati, Scirea. Bruno Conti. Tardelli. Belluomo
sempre, Tardelli.
(guarda il monitor)
Stiamo bocconi cogliendo cotoni, stiamo sedendo cotoni cogliendo. (strizza locchio alla telecamera, soddisfatta) Senza una parolaccia.
Se l'Arcivescovo di Costantinopoli si disarcivescoviscostantinopolizzasse, vi disarcivescoviscostantinopolizzereste voi come si disarcivescoviscostantinopolizzato l' Arcivesc... (entra il capo) No! E perch? Che bisogno c? Non parlo pi.
FLASHFORWARD 4: (Valerio continua a parlare balbettando)
Si, professore, continuo a parlare, stia tranquillo, il mio forte. E anche terapeutico per me, per tutta una serie di motivi che ora non sto qui a spiegarle occhei. A domani.
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(si rivolge al monitor di Laura) Insomma Laura, cos che ci siamo conosciuti io e te. Omeglio, che io ho conosciuto te, tu manco sapevi chi ero! Tu mi apparivi in video, dalla mattina alla sera, a reti unificate. Il tuo viso era presente ogni volta che guardavo lo schermo. eri una specie di Maria de Filippi!
In banca ero perculato da tutti, mi chiamvano Auditel! Ma a me piaceva questo rapporto monomaniacale che avevo col tuo monitor. Mi riportava alla mia infanzia. Al Telefunken col tubo catodico grosso cos, in bianco e nero. E manco col telecomando, col dito. Il mio.
Ero io il telecomando di mia madre e cambiavo sotto dettatura, passando da Mike Buongiorno a Raffaella Carr con uno scatto di reni. Per questo, al tempo, fare zapping si diceva scattare, te lo ricordi? Mica per il rumore dei tasti per quello dei reni dei bambini! Caro, scattiamo? Scattavo solo io.
Ma si viaggiava tantissimo! A casa mia erano gi stati a Monaco per le olimpiadi, a Seattle per lattentato a Kennedy e addirittura, in una strana serata di luglio di pochi anni prima, sulla luna. Giuro. Da allora la luna rimasta in bianco e nero, un omaggio alla Telefunken. Per mandare una sonda su marte, il pianeta rosso, abbiamo dovuto aspettare lavvento del colore!
SCENA 2: al cinema
VALERIO: (entrando, al buio, in un cinema. Ad uno spettatore delle ultime file)
E la versione a colori? Quella restaurata, giusto? Bellissimo loriginale lho visto sette volte! (Prende posto vicino a Laura, in mano ha un secchio enorme di patatine) E libero? LAURA: (libera il posto dal cappotto, un po seccata)
VALERIO: Scusi, al buio non vedo bene ecco, grazie. (si sistema) E cominciato da molto?
LAURA: Cinque minuti.
VALERIO: Quindi c gi stata la scena iniziale girata nel nord dellIraq quella del disotterramento della statuetta del demone Pazuzu, che tanto turba padre Lankaster LAURA: (perplessa) Ssssi, c stata. Si chiama iniziale perch la mettono allinizio. VALERIO: (pausa) E quella in cui la ragazzina si rifugia nella stanza della madre, di notte, perch sente il letto che si muove?
LAURA: C una scena cos? Grazie. Fa comodo saperlo prima.
VALERIO: Ops scusi. (comincia a prendere patatine dal secchio, sgranocchiandoli rumorosamente)
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LAURA: Scusi, eh
VALERIO: Accidenti! Mi perdoni sono un maleducato! (offre le patatine) prego. (lei lo guarda stupita) No? A dieta? Pardon (continua a sgranocchiare) LEsorcista (lei alza gli occhi al cielo) nella versione restaurata!
LAURA: (fingendo di guardare meglio) Ma che ci stanno i sottotitoli? Dove sta leggendo? VALERIO: No, non leggevo, dicevo tra me e me gran film! Nella versione nuova ci sono 11 minuti di girato inediti (sempre sgranocchiando) tra cui una terrificante in cui la ragazzina scende dalle scale a quattro zampe che pare un ragno! (le lo guarda con gli occhi sgranati, lui tenta di riprendersi) No, non era un ragno era pi un cane infatti non era in questo film era il commissario Rex.
(audio del film, voce femminile) Dottore, sono preoccupata stanno accadendo cose
VALERIO: inspiegabili
(audio del film) inspiegabili
VALERIO: io rivoglio mia figlia
(audio del film) io rivoglio mia figlia
VALERIO: Ha solo otto anni...
(audio del film) ...ha solo otto anni...
(Laura mostra cenni di impazienza)
(audio del film, voce maschile) Signora sua figlia non ha nulla VALERIO: Si, non ha nulla ammazza! (Laura sbuffa)
(audio del film) la possessione non scientificamente accettabile questa solo suggestione
VALERIO: Si, la suggestione te ne accorgi alla prossima scena questa vomita verde, vomita!
LAURA: Vabb. (alzandosi in piedi) Stop! Stop basta cos! A monte! A monte! (si accendono le luci in sala) E no, scusate cos non vale, la proiezione a monte! Eccheccavolo!
VALERIO: A monte? Ma che una partita a Monopoli? (Finalmente alla luce, Valerio
riconosce Laura.) La-Laura!
LAURA: Ci conosciamo?
(Valerio comincia a balbettare leggermente)
VALERIO: Cio? ti chiami Lll..laura?! mi sono buttato!
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LAURA: Come ti sei buttato? Scusate, c un esorcista in sala? Aoh, ma tu metti paura!
VALERIO: Ma incredibile! intendo: vv...vederti viva, proprio tutta intera!
LAURA: Intera?! Viva?! Ma che sei un maniaco?!
VALERIO: Un maniaco?! Nn no! C un equivoco cio, la storia un po strana da raccontare, mmmmi rendo conto (Laura sincammina verso luscita) Ddd dove vai? (la segue) No, aspetta!
(Cambio luci su unaltra zona del palco sono fuori, in strada)
LAURA: Non ti azzardare a seguirmi che chiamo la polizia!
VALERIO: Ma no, posso spiegarti. E che tu asss somigli incredibilmente a Laura, la mia portiera. Tanto che come ti ho visto ho detto proprio: Laura! Mmm ma non eri lei infatti, per lemozione ho rrr ripreso a bbb balbettare vedi? Come facevo da bambino. LAURA: (colpita) Ah. E perch hai detto: viva? VALERIO: Perch morta. Laltro ieri.
LAURA: Aah! E perch hai detto: intera?
VALERIO: (cerca la risposta) Perch s fatta cremare.
LAURA: (impressionata) Aaah!
VALERIO: E infatti! Anche io mi sono detto: Aaaah!
LAURA: Aaaaah!
VALERIO: Ma perch strilliamo?
LAURA: Ma che ne so? E tu perch balbetti?
VALERIO: p-per lo shock. Parevi a portiera morta, parevi! (respira) Balbettavo da
bambino, poi, piano piano, con le cure, mi sono ripreso. Ma ogni volta che ho unemozione
forte, rrr riprendo. Poi mi calmo, eh!
LAURA: Mi dispiace che storia incredibile.
VALERIO: Vero? Era una gran donna! Ora metteremo il citofono.
LAURA: Vabb, scusami ma quel film mi mette unagitazione per me un tab. Sono anni che voglio vedere Lesorcista e ora che avevo trovato il coraggio VALERIO: Colpa mia, scusa tu...
LAURA: Sai che da bambina parlavo anche al contrario?
VALERIO: Ma dai?
LAURA: Cio, pure adesso... (facendo la voce satanica e roteando gli occhi) eeeterp aruap iah?
VALERIO: Aaaaaaaah!!!
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LAURA: Aaaaah!!!!
VALERIO: Perch strilli?!!
LAURA: E che ne so ... stai a strilla te!!
VALERIO: E ho capito... tu parli al contrario!!!
LAURA: Calmiamoci!
VALERIO: O-ottima idea. Respiro. (respira profondamente) Senti, se vuoi te lo racconto,
sono bravo a raccontare, sai? Ti accompagno. Allora, la ragazzina continua a peggiorare,
ma i medici non capiscono quale sia la causa dei suoi problemi. Una sera, la madre torna a
casa e la trova vuota
LAURA: La ragazzina?
VALERIO: (perplesso) La casa.
(Musica. I due si incamminano chiacchierando, fino ad arrivare lentamente dalla parte opposta del palco)
VALERIO: e quindi il prete riesce a gettarsi dalla finestra, uccidendosi, prima di poter fare del male alla bambina. (con espressione orribile) Esci da questo corpo! Aaaah. LAURA: Aaaaaah!!!
VALERIO: E daje
LAURA: . che tu racconti proprio bene, sei bravo, mi hai messo una tensione addosso
VALERIO: Lo sai che le riprese del film furono sconvolte da diversi episodi sovrannaturali, inspiegabili?
LAURA: (ridendo) Ma che credi a queste cose? E quali sarebbero questi episodi inspiegabili?
VALERIO: Non ridere, vero! Allora prima c stato un corto circuito sul set che ha fermato le riprese per giorni
LAURA: Ammazza un fenomeno paranormale! Come esorcismo avranno licenziato lelettricista
VALERIO: Aspe, aspe e poi nellarco delle lavorazioni sono morte diverse persone legate
affettivamente al cast
LAURA: Tipo?
VALERIO: Beh, un cugino di secondo grado di Max von Sydow e la nonna di Linda Blair, la ragazzina
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LAURA: Umm. Il cugino di secondo grado del prete?! Vabb, dai e la nonna di Linda Blair
quanti anni caveva?
VALERIO: Centodue
LAURA: Ammazza! e chi se lo aspettava! (ridono) Io sarei arrivata.
VALERIO: Ah, qui stai? E bello
LAURA: No, non bello. Fa schifo. Fa schifo il quartiere, la gente non parla non bello per niente.
VALERIO: No dicevo: bello averti conosciuto.
LAURA: Aaah. Ah, si anche per me.
VALERIO: Poi, ora che ho capito che non ti hanno cremata!
LAURA: Oh, e basta! Io cho paura
VALERIO: Valerio.
LAURA: Chi ?
VALERIO: Io. Piacere.
LAURA: Ah, si Laura.
VALERIO: Eh, lo so.
LAURA: Gi. (pausa imbarazzata)
VALERIO: E insomma ...posso aprire una piccola parentesi?
LAURA: Ma sai che te lo volevo chiedere io?
VALERIO: Ma che?
LAURA: Perch non apri una piccola parentesi? (Valerio rimane a bocca aperta) cio, no, intendevo... Vabb (sorride) ci si vede (va via)
VALERIO: Cccc-ci si vede, si. (con un sorrisetto) Ttt-tutti i giorni ci si vede.
FLASHFORWARD 5:
VALERIO: (fa dei respiri profondi, poi parla scandendo eccessivamente) Il segreto la respirazione. Con una corretta respirazione la contrazione del diaframma determina un aumento di pressione nella cavit addominale necessaria alla corretta locuzione, ad una buona minzione, al vomito, nonch utile alla gestante durante il parto. (ammiccante) Pppp-pu torna utile.
Comunque. Per tornare a noi, Laura, eri passata cos, improvvisamente, dallessere la proiezione dei miei sogni allessere una persona vera, in carne ed ossa. Era come se mia madre, per fare pace con me, mavesse portato da Maria de Filippi e, dietro la busta, ad
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aspettarmi, ci fosse stata la mia attrice preferita. (chiude gli occhi, fa si con la testa) Si, Maria apri la busta!
FLASHBACK 3: Laura al lavoro.
LAURA: Ammazza che immagine figurata! Sguardo fisso al monitor come un segugio sulla quaglia?? Direttore, scusi, ma a me risulta che il decreto legislativo numero 81 del 2008 in materia di salute e sicurezza sui luoghi di lavoro parli chiarissimo: il lavoratore deve poter distogliere lo sguardo dal monitor ogni 15 minuti ed eseguire rotazioni del capo al fine di scongiurare artrosi cervicali di varia entit... (guarda lorologio) Uh, adesso! (fa esercizi con la testa) Quanto ci metto? E che ne so? Quarantacinque secondi, sessanta secondi, centottanta secondi... il decreto legislativo mica chiaro su sto punto! (si blocca) Che fa??? Mi li...? Mi li...? Mi licenzia?! (irridendo) Ah, ah! Dorce! (improvvisamente aggressiva) L fuori ci sono tre sindacati tre, che non aspettano altro che un mio segnale
... per scatenare linferno! Metta gi quellarmaaa!! (di nuovo gioviale) Ah, disarmato? E allora chi te se fila! Anzi, lo sa che succede? (mettendosi la giacca) Che sono le tredici e per contratto sindacale ho diritto ad una pausa pranzo di trentacinque minuti, che spender consumando la mia spasetta di pollo tandoori con chapati e salsa alla curcuma, nel giardinetto qua sotto, in compagnia di un tipo simpaticissimo che ho conosciuto al cinema. Lei lo ha visto lesorcista? Non lo ha visto?! Manco io. Stavolta per c mancato tanto cos per.
(esce dallo spazio ufficio e arriva nello spazio giardinetto)
SCENA 3: al giardinetto
(Valerio fa delle plateali respirazioni)
LAURA: Ciao.
VALERIO: Ciao!
LAURA: Che facevi?
VALERIO: Respirazione. Aiuta ad avere una buona minzione
LAURA: (perplessa) a fa la pip?
VALERIO: Si. Ah, ma io non la pratico per quello! Mi serve per la locuzione. Da piccolo ho sofferto di balbuzie leggera, te lavevo accennato. E un guru mi ha introdotto a questa pratica per migliorarmi. La uso quando sono teso. LAURA: E ora sei teso?
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VALERIO: N-n-n-oooo! De che? So tra-tra-tranquillo. Lo uso soprattutto in ufficio. Io lavoro con le persone, ho bisogno di esprimermi bene, faccio il consulente finanziario. LAURA: Mi piacciono i mestieri con le parole. Chiss quanta gente incontri le esperienze che vi scambiate
VALERIO: Beh, si esperienze profonde degli scambi empatici, pi che altro, cose cos
LAURA: Dai, racconta!
VALERIO: Racconto? (tra se e se) e che te racc
C un vecchietto. Che viene tutti i giorni a chiedermi una consulenza su come capitalizzare al meglio il proprio patrimonio. Io gli parlo di profili aggressivi, di prodotti performanti, spiego cosa ha fatto oggi il nasdaq, come sta il dow jones. Lui mi chiede di tag e di taen, mi espone con competenza cosa pensa della politica del governo contro linflazione. E alla fine concordiamo investimenti personalizzati in grado di massimizzare le performance dei prodotti differenziati sottoscritti.
LAURA: Sar un cliente molto facoltoso, avvocato, deputato!
VALERIO: Pensionato. Vive con seicento euro al mese.
LAURA: E allora che investe?
VALERIO: Una volta ha investito una vecchietta, con la cinquecento. Tutto a posto, non s
fatta niente.
LAURA: No, dicevo
VALERIO: Ah, in quel senso No, non investe nulla! Solo vecchiette! Per ho capito che molto solo, e ha una gran voglia di parlare. Con me se vuoi parlare sfondi una porta aperta.
LAURA: Carino. Poi avete questo argomento cos accattivante in comune. Il dow jones. VALERIO: Ah, no a me il dow jones fa cagare. Cio, a me in banca tutto fa un po cagare. Si. Per mi piace parlare, confrontarmi sai? Parlare, pi che altro. (finto ingenuo) Eeee tu? Che lavoro fai?
LAURA: Ah, io? Beh ho un lavoro basato sullapparire...
VALERIO: (c.s.) Ragazza immagine?
LAURA: Si no! Pi che altro ricerca. Il mio team manager mi ha affidato un progetto di studio al momento solo sperimentale (Valerio cerca di seguire) sulleffetto che ha sul pubblico la consuetudine con certe immagini fisse, invariabili proprio al passare delle stagioni.
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VALERIO: sembra interessante
LAURA: Si. Il rapporto immagine stagioni poesia.
VALERIO: Ti seguo a sprazzi
LAURA: (guardando improvvisamente un punto allorizzonte)
estate
sei calda come i baci
che ho perduto
sei piena di un'amore ch'e' passato
che il cuore mio vorrebbe cancellar
odio l'estate.
VALERIO: ma ma bellissima! E tua?
LAURA: (fa si con la testa) No. E di Bruno Martino.
VALERIO: (spaesato) Ah.
LAURA: Un autore di molto tempo fa, non se lo ricorda pi nessuno Ma, perch, una poesia deve essere per forza mia per piacerti? E bella a prescindere, no? Lestate Questi baci caldi questo amore perduto le cicale VALERIO: Che cicale? Non cerano le cicale
LAURA: (come se non avesse parlato) Senti che belle, le cicale. Le cicale sono lestate, io
le adoro. Mi sono sempre chiesta: ma come si fa? Dico, a tessere lelogio della formica e
non della cicala Esopo, no?
VALERIO: Espo.
LAURA: Vabb
VALERIO: No, perch si tende a confondere per assonanza con sodo, ma Espo, capito? VI secolo avanti Cristo, un classico caso di falso amico linguistico.
LAURA: E lo so, vatti a fida degli amici. Per, dico, la formica per una vita un mazzo cos, per arraffare, mettere da parte, risparmiare i sacrifici! Mai una soddisfazione, mai una vacanza. Dice: per linverno. Evvab, linverno mica una glaciazione! (guardando in terra) Si, si, arraffate, arraffate le operose! Con la pancia piena, tutto linverno ad attripparvi. Che vi siete imboscati (ironica) il miglio? Lo sapete che cosa vi meritereste? Coso, lopossum non lopossum... quello col naso lungo! Il formichiere! Che ve smonta casa, ve smonta!
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Capito, che quando arriva la cicala e che tavr chiesto mai? Il miglio? Sei piena di miglio, sei! Lo sai come le ha risposto? hai cantato tutto linverno, adesso balla! Adesso balla? Sta stronza eccole, ti. (si avventa sul formicaio, saltando come una furia. Valerio la osserva perplesso. Finch, un po affannata, si ricompone) le operose! VALERIO: (tra il perplesso e il preoccupato) Come va?
LAURA: (dolce, sistemandosi i capelli con un sorriso) Adesso bene.
FLASHFORWARD 6:
VALERIO: Oddio, strana eri strana. Ma chi lo sa perch io ti avevo immaginato cos. Mi piaceva questo gioco. Il tuo lavoro era quello di guardare senza essere osservata. E non pensavi neanche lontanamente che, in realt, ero io quello in quotidiana contemplazione di te.
FLASHBACK 4: Laura al lavoro.
LAURA: Mi sento bene. (fa la scema con microfoni e monitor) Sorvegliante uno a sorvegliante due: mi sento bene, passo! Dammi la cinque... (ruota sulla sedia, fa finta di essere una signorina buonasera) Signore e signori buonasera, dai miserabili studi della Securitap, va ora in onda a colori Le farfalle nella pancia con la piccola Laura, per la prima volta sugli schermi, nella parte della proprietaria della pancia. A seguire andr in onda, fuori programma, la prima, spero di una lunga serie, di puntate dello sceneggiato Appuntamenti romantici che aspettavo da una vita , con la partecipazione straordinaria di coso... come si chiama? Me lha detto? ... vabb, signore e signori, vi auguriamo una buona notte. Nuvolette.
(muovendo la bocca platealmente perch si legga il labbiale) Avete capito tutti? Ha detto che vuole portarmi in un posto speciale!
SCENA 4: in pineta
(si ode un tuono in lontananza)
VALERIO: Eccoci qui. Ti piace?
LAURA: E bello. Hai avuto una bella idea questa del pic nic.
VALERIO: Grazie. (tira fuori un cestino) Cestino della merenda pare quello dellorso yoghi!
LAURA: Vero. A si accatt a frut?
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VALERIO: Pardon?
LAURA: Nel interland di Alberobello, se una donna vuole ricordare al suo uomo se, nella preparazione del cestino del picnic, ha ricordato di portare la frutta dice cos. VALERIO: (addentando un panino) Ammazza interessante
LAURA: E questa cosa della balbuzie che avevi da piccolo?
VALERIO: Beh, non ho avuto uninfanzia facile. Passavo le vacanze a Silvi Marina.
LAURA: E allora? Che cha Silvi Marina?
VALERIO: Perch, adesso tu mi vorresti dire che sai dov Silvi Marina? Non lo sa nessuno, neanche i miei lo sapevano il giorno prima di decidere di passarci tutte le estati della mia infanzia.
LAURA: E allora, perch la scelsero?
VALERIO: A scopo punitivo, nei miei confronti. LItalia aveva 7458 chilometri di costa, caratterizzata principalmente da localit assolate, bellissime, che sapevano di mare, sapevano di sale, che hai sulle labbra, che hai sulla pelle, na-na na-na-na tranne noi! (quasi commosso) Noi si andava a Silvi Marina farabutti!
LAURA: (sorridendo) Non viene la balbuzie per aver passato la vacanze a Silvi Marina. VALERIO: Lo dici te! Silvi Marina era seconda nei luoghi di confino alla sola isola di SantElena. Ero un Napoleone dAbruzzo! Esiliato in uno stabilimento di giocatori di scopone scientifico... novantenni! A Bari, non c quel detto? Se Aushwitz avess lu mre sarebbe una piccola Silvi Marina!
LAURA: M ceccs!? Non era cos il proverbio!
VALERIO: La Pro Loco la definiva la perla dabruzzo! Io pensavo: se questa la perla pensa ndo vivono gli altri abbruzzesi! (lei ride) (si ode un altro tuono in lontananza)
LAURA:: Perch mi hai portato qui?
VALERIO: per aspettare.
LAURA:: E che aspettiamo?
VALERIO: Che arrivi la poesia. La poesia non arriva a comando, va aspettata. Decide lei.
LAURA:: decide la poesia? (si ode un tuono pi forte)
VALERIO: Ssssss! Taci! Su le soglie/del bosco non odo/parole che dici/umane; ma odo/parole pi nuove/che parlano gocciole e foglie/lontane./Ascolta. LAURA:: (guardando preoccupata il cielo) Piove
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VALERIO: Piove! dalle nuvole sparse/Piove su le tamerici/salmastre ed arse,/piove su i pini/scagliosi ed irti,/piove su i mirti/divini,/su le ginestre fulgenti/di fiori accolti,/su i ginepri folti/di coccole aulenti
LAURA:: (sentendo la pioggia con la mano aperta) Valerio, piove
VALERIO: piove su i nostri volti silvani, /piove su le nostre mani/ ignude, su i nostri vestimenti
leggieri,/ su i freschi pensieri che l'anima schiude/ novella, su la favola bella/ che ieri t'illuse, che oggi m'illude,
o Ermione. (le prende le mani e la avvicina dolcemente a se)
LAURA: E bella. E questa la poesia che aspettavamo?
VALERIO: Sai, questi versi?
LAURA: Si?
VALERIO: Sono di Gabriele dAnnunzio. Li ha composti pensando alla sua donna e immaginandosi assieme a lei in un bosco dove lui spesso amava passare le sue giornate. Immagina che le gocce di pioggia emettano suoni diversi nel colpire ognuna un diverso arbusto del bosco. Cos nata la poesia. (i loro visi sono ora vicinissimi)
LAURA: vedere nascere la poesia qui, nella pineta di Castel Porziano, fa un po strano
VALERIO: Fa strano a Castel Porziano? Sai dovera il bosco di dAnnunzio? Era la pineta di
Silvi Marina! Il posto pi dimmerda del mondo. (ridono)
La poesia se ne frega di dove nasce. (si baciano, mentre piove pi forte)
LAURA: (cambio luci come parlando al pubbico)
Io non pensavo, io non credevo... come potevo sapere? Le dinamiche proprio di un ...
come dire... ecco vedi? difficile pure a dire, no? E stato come pioggia, ma pi bagnata...
anzi no, come un fuoco, ma non un fuoco semplice... dartificio, manco... un fuoco... fatuo! E di pi, fatuo? E allora fatuo. Ma pi violento... stato come... un cuore che esplode. Ecco, a me, un attimo fa, nella pineta di coso... mi esploso il cuore. (Musica - nuovo cambio luci di nuovo in pineta)
VALERIO: Si, ma io sono pi fortunato di dAnnunzio. In pineta ho incontrato te.
LAURA: (liquefatta) Piacere tutto mio. (si alza e se ne va) Non sai quanto.
(in scena, recuperano le loro rispettive postazioni di lavoro, mentre Laura, di nuovo al pubblico, dice)
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Quando un cuore esplode, non esplode cos... a buffo! C un motivo. Non sempre bello.
SCENA 5: nei rispettivi uffici
(al telefono, entrambi raffreddati)
VALERIO: Ciao.
LAURA: Ciao.
VALERIO: Ma come parli? Sembri lorso yoghi
LAURA: Senti chi parla, tu sembri bubu
VALERIO: Oh-oh-oh, ehi Yoghi, ma quanta acqua abbiamo preso?
LAURA: Non saprei bubu, ma una cosa certa, hai avuto unidea veramente idiota! Oh-oh-oh!
VALERIO: Sei un esagerato Yoghi, erano due gocce dacqua
LAURA: Sei un imbecille bubu, ho avuto il cimurro per giorni
VALERIO: Per stato bello, Yoghi
LAURA: Bellissimo, Bubu.
VALERIO: Oh-oh-oh!
LAURA: Oh-oh-oh!
(Valerio continua incurante a fare oh-oh, laura viene interrotta dal suo capo. Imbarazzata, ritorna seria.)
Scusi, direttore no, nessun problema, leggero raffreddore tosse coff, coff VALERIO: Oh-oh-oh! (si accorge del silenzio di Laura) Oh? LAURA: Eeee non posso parlare ora sono in riunione
VALERIO: Ah, che tipo di riunione?
LAURA: Che tipo? Una call conference video con la Danimarca sempre per quella ricerca che ti dicevo
VALERIO: Perbacco! No, comunque ti avevo chiamato solo per dirti che oggi stai bene in rosso.
LAURA: (lusingata) Ah, grazie! Sei carino (perplessa) Scusa, Valerio, la domanda un po come fai a sapere che sono vestita in rosso?
VALERIO: Beh, diciamo che Maria de Filippi mi ha chiesto se volevo aprire la busta ed io ho detto si.
LAURA: Ah! mb, ecco perch, infatti. (ci pensa) Non ho capito.
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VALERIO: (si sposta nel cono visivo della telecamera, si sbraccia per salutare) Oh-oh!
Agenzia 13! Telecamera verso lentrata!
(Laura cerca con lo sguardo il monitor, finch non vede Valerio e realizza. La sua reazione
di abbracciare il monitor, come a volersi nascondere alla vista. Poi, sempre afferrando il monitor, si alza e scappa via, portandosi appresso cavi elettrici e travolgendo sedie. Ora Laura uscita anche dal video. Valerio rimasto, di spalle, con le braccia in alto, nellatto di salutare.)
VALERIO: Ma dove andata? Quadro!
(Dopo un po Laura rientra solo nel video e al telefono dice).
LAURA: Da quanto tempo che sto a fa il pagliaccio per te? (copre la telecamera con la mano e il monitor si spegne)
FLASHFORWARD 7:
Valerio si volta. E ancora con le braccia in alto, nellatto di salutare, sul volto un espressione basita.
VALERIO: Le persone, sembra che parlino un linguaggio comune. In realt le azioni, le parole, partono in un modo ma arrivano in un modo totalmente diverso! Ecco. Nel caso della parola si parla di falsi amici, parole che in due lingue diverse sembrano molto simili, ma hanno significati a volte tragicamente diversi. A volte sembriamo come tedeschi e italiani.
Per esempio, il Po, che a Torino un fiume, a Stoccarda il culo! Dice: ma possibile? Il culo?! Il culo, il culo!
A Monaco, le nonne, non so mica le nonne so le suore!
E a Berlino uno che ti parla di Kotze (cozze) intende che sta per vomitare! (divertito) Le risate!
FLASHBACK 5: Laura al lavoro.
LAURA: (con aria malinconica e sguardo nel vuoto) A Bitonto, uno che ti parla di cozze non intende comunicarti nulla di particolare. A Bitonto si parla solo di cozze. Le cozze sono il motore della vita di Bitonto. C gente che si alza alle cinque per arrivare al mercato che le cozze respirano ancora. Ma alle sette le cozze non respirano pi, sono gi ripiene di riso, di uova, di quello che capita. Poi a mezzogiorno, a tavola, la gente neanche parla pi. Gli
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occhi sprofondati nel piatto (singhiozzando) Me. Meng le cozze ripen. (tra le lacrime) Che non sai che ti meng.
FLASHFORWARD 8:
VALERIO: Averti guardato per mesi, non significava conoscerti veramente. Le persone si conoscono quando si parlano non quando si guardano. Io che ne sapevo che avresti reagito cos? Anzi, mi sembrava una cosa carina, io che salutavo, tu che mi vedevi sul monitor... vabb.
Pascoli diceva: dentro noi un fanciullino che non solo ha brividi ma lagrime ancora e tripudi suoi". Lui vedeva nella poesia una voce che, proprio perch simile in tutti gli uomini, invita alla comprensione reciproca e alla pacificazione: al di l delle differenze culturali e di linguaggio, tutti possono dialogare con la voce dei "fanciullini" che in loro si celano.
E pure noi, io e te, era il momento in cui dovevamo parlare con un linguaggio comune, chiarirci. Cos ti diedi appuntamento davanti la banca. Allorario di uscita.
SCENA 6: in strada
LAURA: Pensi che io abbia paura della verit? Ti sbagli, io ho capito gi tutto. Ma so difendermi, sai? Non mi spaventa la vita che cambia da un momento allaltro, non mi spaventa stare da sola. Ho sopportato di peggio in vita mia. Occhei, chiarissimo, ti si legge in faccia che finita, non devi fingere, non devi avere pena per me (agitandosi) hai capito io la tua pena non la voglio!!! (calmandosi) Scusa. Scusa, veramente ora penserai che mi sto facendo del male, che il mio autolesionismo sta debordando ma non
cos, sopravviver, avr cura di me, te lo giuro. Vattene! Vattene via, non devi sentirti in colpa per me, per noi vattene. Domani mi far una ragione del fatto che non stiamo pi insieme
VALERIO: (arrivando) Scusa, mi hanno fatto uscire tardi
LAURA: (voltandosi di soprassalto) U! Qual buon vento
VALERIO: Il vento? Avevamo appuntamen... vabb! ... non volendo mi capitato di
ascoltare domanda: ma quindi io e te stiamo insieme?
LAURA: (malcelando la sorpresa) Eeee no. Che hai capito? Mica stiamo insieme. A parte il fatto che non stavo parlando con te...
VALERIO: Come no, ti stavi ripassando il discorsetto da farmi
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LAURA: Macch discorsetto
VALERIO: Come no, era evidente, eri carina
LAURA: Ma ti dico di no, ti pare che mi faccio il discorsetto?
VALERIO: Guarda che non c nulla di male, anche io a volte se ho un colloquio importante
LAURA: (su tutte le furie) Tho detto che non stavo a fa il discorsettooo!!!! (Valerio resta allibito)
(tranquilla) E comunque mai pensato che stavamo insieme. Infatti che ho detto? Ho detto vattene se stavamo insieme che ti dicevo vattene? Ti dicevo no, ti prego, resta stiamo insieme invece non lo stiamo.
VALERIO: Eh, nfatti, dicevo io cio, se stavamo insieme me ne sarei accort
LAURA: (pazza) Ooooh! E che, davero, davero?! (tranquilla) E quindi vado io. Tra laltro cho decine di cose da fare (va via)
VALERIO: (rimanendo a guardare il vuoto) ma mica ho detto che non mi sarebbe piaciuto. Stare con te, dico. E che se vai via un secondo prima che io apro bocca, poi la comunicazione diventa difficile... (ci pensa) Ma io e te non dovevamo parlare?
FLASHBACK 6:
(Laura si spoglia, per infilarsi una tuta da jogging come fosse a casa sua)
LAURA: Eh, te pare una cosa semplice. Io, a forza di stare muta davanti a una telecamera non sono neanche pi in grado di formulare un discorso di senso compiuto senza balbettare. Vabb, mi devo fare il discorsetto, va bene? Mica tutti sono bravi a vendere i cosi i bot i cct rincoglionendo di chiacchiere i pensionati che infine li comprano e poi grazie, dice che investono investono le vecchiette! So incazzati dei soldi che hanno buttato!
So incazzata pure io, va bene? Mi sembravi diverso. Mi sembravi sensibile. Quasi sembravi innamorato. Non ci ho voglia di vederti. Non ci ho voglia di sentire le tue spiegazioni sul perch, sapendo che facevo un lavoro di merda, mi lasciavi inventare una vita bellissima. So regazzina pure io, va bene? So fanciullina! Come quello di coso... Ugoietti. No Ugoietti Pascoli.
E cosi corrono i mesi che vengono. (chiudendo la zip della tuta) E corro pure io.
SCENA 7: in strada
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Laura cammina veloce, Valerio la affianca con la stessa andatura.
VALERIO: Ciao
LAURA: Ciao
VALERIO: Ci si rivede
LAURA: Si.
VALERIO: Vai sempre cos di fretta?
LAURA: No (si ferma, ansimante) Due volte al giorno. Per totali cinque chilometri. Sai,
me lo ha prescritto il medico
VALERIO: Perch?
LAURA: Non hai saputo?
VALERIO: Ma che dovevo sapere?
LAURA: Cio nessuno ti ha detto
VALERIO: Ma nessuno chi?? C abbiamo amici in comune?!
LAURA: (pausa) ho avuto un infarto.
VALERIO: Ma che dici? No non potevo sapere
LAURA: Piccolo. Una toccatina, hanno detto.
VALERIO: Ma mi dispiace sono senza parole
LAURA: Poteva andare peggio. Hanno parlato di statistiche di prevenzione sai? Ma non voglio pensarci
VALERIO: Ma certo, devi buttare tutto alle spalle ora. E andata. E passato. Questo tipo di esperienze, non sono una fine, sono un nuovo inizio, capito? Devi trovare dentro di te le motivazioni, le
LAURA: Grazie, Valerio. Sei tanto caro. Se penso a tutto quello che ho pensato in quei
momenti perch pensi di tutto di tutto.
VALERIO: Ci credo. Dai, coraggio ora. Se tu vuoi
LAURA: Si?
VALERIO: Si, insomma, quando vuoi parlare, sempre che tu ne voglia parlare io ci sono.
(si guardano intensamente)
LAURA: Parlare Sto meglio. Veramente. Sai quale la sola cosa veramente brutta?
VALERIO: No
LAURA: Che non vero.
VALERIO: In che senso?
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LAURA: Che sto a scherza. Non lo so mi uscita cos sto in ritardo al lavoro e andavo un po spedita
VALERIO: Ma sei scema?! (allibito, si guarda attorno) Scusate, scusatela tutti una deficiente! Ma che si inventano gli infarti cos?! Perch lo hai fatto?
LAURA: Non lo so un po perch l per l, mi sono vergognata a dirti che camminavo cos perch, come al solito, ero in ritardo al lavoro VALERIO: Ma senti questa
LAURA: Ma soprattutto perch mi piace vedere la faccia delle persone quando si preoccupano per me. Tu, per esempio, hai fatto una faccia bellissima accudente avvolgente ma anche (cercando le parole) VALERIO: Ma che, sempre in ente? demente!
LAURA: Si! Ma di una demenza che riscalda lanima rifammela, ti prego
VALERIO: Ma che rifaccio?! Faccio le imitazioni, io? Ma senti tu
LAURA: Vabb, eri carino
VALERIO: Ma che carino, io ci ho creduto, mi ha preso tutta una sudarella (si annusa lascella) senti!
LAURA: Ci credo! Scusa che questa cosa mi prende solo con due tipi di persone, quelle che mi fanno paura e infatti lho fatto col mio direttore, che quando arrivo in ritardo mi fa sentire sempre una nullit, umiliandomi davanti ai colleghi VALERIO: E che gli hai raccontato? Che hai una malattia degenerativa?
LAURA: Esatto! alla prostata.
VALERIO: Alla prostata?!
LAURA: Cosa vuoi che ne sappia quel troglodita di chi ci abbia la prostata e chi no
VALERIO: Occhei. E poi ci sono le persone del secondo tipo, cio io. E chi saremmo noi? LAURA: (lo guarda intensamente) Quelli che mi prendono per il culo. (Valerio rimane senza parole) Vado. Sono in ritardo. (va via camminando spedita) VALERIO: Io io non ti ho preso (la guarda allontanarsi)
FLASHFORWARD 9:
VALERIO: Il fanciullino pascoliano era di nuovo ammutolito. La poesia dannunziana, come era arrivata, se ne era riandata. E pure tu... non ceri pi. I giorni passarono. La tua faccia era stata sostituita da quella di un vigilante paffutello, dallespressione innoqua. (compare
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in video) Un beagle. (lo guarda meglio) Un panda. (ancora) Per di pi sempre sorridente. Cazzo ti ridi, a panda? Sei in via di estinzione e ci hai voglia de ride?
FLASHBACK 7: Laura al lavoro.
LAURA: (mentre si sta vestendo)
E niente. Un giorno credi di essere giusto e di essere un grande uomo, in un altro ti svegli e devi cominciare da zero. Ecco, oggi quando devi cominciare da zero. Ti alzi dalla tua postazione di lavoro, ti vesti, vai dal tuo capo, che invece crede di essere giusto e di essere un grande uomo, gli fai notare che ingiusto e un grande pezzo di merda e lo fai. Ricominci da zero. (si incammina) Lungo la strada pensi che sei stata brava, che un mondo cos colorato meraviglioso, poi arrivi allingresso dellagenzia 13 della banca che per mesi hai sorvegliato, hai visto mai se dovessero frega qualcosa ed entri.
SCENA 8: in banca
LAURA: Buongiorno!
VALERIO: Ll-Laura? (si volta a guardare il monitor, col vigilante nuovo)
LAURA: proprio come appariva nel mio monitor solo meno in bianco e nero! Salve, salve a tutti! (si sente fuori campo Ooooh!) Ciao Valerio.
VALERIO: Ciao. (agli altri) Si, ci conosciamo siamo amici (correggendosi) pi che amici! E che ci fai qui?
LAURA: Ho deciso di passare al di qua del video. Dalla parte del pubblico. Mi sono licenziata.
VALERIO: Licenziata?
LAURA: Voglio provarci. Se stavo ancora un attimo l dentro diventavo in bianco e nero pure io.
VALERIO: Ah. E io che faccio?
LAURA: E che ne so il bancario!
VALERIO: No, intendevo Tu sei sempre stata l, affianco a me tutti i giorni era come se l io ti potessi inquadrare! Io ti volevo l.
LAURA: Anche io ti avrei voluto accanto a me, tutti i giorni. (si avvicina alla sua scrivania, bacia il vetro lasciandovi limpronta, poi col rossetto ci disegna attorno due parentesi quadre) Ma a te baster questo. (allontanandosi verso la porta) Hai visto? riuscirai a inquadrarmi ugualmente!
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(si sente fuori campo Ooooh! e risate)
VALERIO: Che ? (si gira verso il monitor, occupato dal vigilante uomo, dalla faccia grassa e la barba incolta) Aaaah! No, no, no e no e che davero davero, vabb che vabb ma cos no! Aspetta! (chiude gli occhi, alla ricerca di) parole parole
Tanto gentile e tanto onesta pare!
la donna mia quandella altrui saluta,
chogne lingua deven tremando muta,
e li occhi no lardiscon di guardare.
(si arrampica sulla sua scrivania)
Mostrasi s piacente a chi la mira,
che d per li occhi una dolcezza al core,
che ntender no la pu chi no la prova:
e par che de la sua labbia si mova
un spirito soave pien damore,
che va dicendo a lanima: Sospira
LAURA: Non era difficile. Questo volevo che dicessi.
VALERIO: (scende) tanto gentile?
LAURA: No dopo
VALERIO: (le si avvicina) e tanto onesta pare.
LAURA: dopo
VALERIO: (sono vicinissimi) la donna mia.
LAURA: (si scioglie)
VALERIO: (si volta verso i colleghi per fare le presentazioni) i miei colleghi la donna mia. (fanno per baciarsi)
LAURA: La avverto per, non ho un grande patrimonio da investire, non sar mai per lei un profilo aggressivo, mi ritengo pi un investitore di lungo termine.
VALERIO: Vorrei comunque che lei facesse parte del mio portafoglio clienti (si sente fuori campo Ooooh! applausi, che si arrestano bruscamente)
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FLASHBACK 8: Laura al pubblico
LAURA: Ecco. Al di l della poesia, al di l delle parole, ci sono i fatti, la vita. Quasi mai poesia e vita vanno daccordo, quasi mai le parole con i fatti. Manco quel giorno. Volevo vedere come era il mondo al di l del vetro, se veramente era tutto in bianco e nero come losservavo io, se veramente la gente si muoveva a scatti come appariva nel monitor. No, non vero, volevo vedere Valerio. Volevo quello. Che lui mi ricoprisse di parole. Volevo che mi chiamasse la sua fidanzata. Volevo la poesia. Senonch
FLASHFORWARD 10:
VALERIO: Oh. Senonch fece irruzione allinterno della banca la vita. Sotto le sembianze di un come dire un coglione! Che, avendo visto probabilmente in tv la sera prima Romanzo criminale entr. A volto scoperto. Con in mano un taglierino. E certo che nessuna telecamera lo riprendesse (si sente un suono pulsante), che nessun allarme scattasse (si sente una sirena), e che nessuna ragazza sulla porta si facesse prendere da una crisi isterica.
LAURA: (isterica, buffa, improbabile) Aaaah- aaaah- aaaah!!!!!! Arap arap arapinanaaaa!!!!
VALERIO: (sempre con laura urlante di sottofondo) Sapete come si riconosce un rapinatore navigato da uno improvvisato? Quello navigato non azzittirebbe mai una ragazza colta da crisi isterica con una capocciata epocale! (Laura smette di gridare e resta ad occhi sgranati) Ecco quello l doveva essere uno improvvisato LAURA: perch io, improvvisamente, non ci ho visto pi niente (cade).
MUSICA - BUIO
La scena divisa da un paravento. Da un lato Laura seduta su una sedia, di spalle. Dallaltra Valerio seduto a sua volta, verso il pubblico. Alle sue spalle il monitor, con il primo piano di Laura ad occhi chiusi.
FLASHFORWARD 11:
VALERIO: (balbettante, rivolto ad un interlocutore immaginario)
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No, dottore, preferirei non andare a dormire. Ho appena cominciato a raccontare quando Laura venuta a trovarmi in agenzia, che io non me laspettavo, non se laspettava nessuno, perch come dire, lei in banca era in qualche modo di casa e come?
Che cosa vuol dire a questo punto forse inutile? E stato lei a parlare di possibili risvegli. Lo ha detto lei che a volte parlare alle persone in coma ha portato a buoni risultati. Che ci voleva qualcuno disposto a parlare, parlare, ricordare gli episodi della vita in comune con la persona in coma.
Ecco, lei non una persona in coma, lei la mia fidanzata. Insomma una cosa seria. Non vado a dormire, dottore, non ci vado. Sono le otto di mattina, ma che uno va a letto alle otto? Ah, lei si, giusto, ha fatto la notte evvab, lho fatta pure io a forza di raccontare, ma non ci vado. Anche perch mi sono venute in mente un sacco di altre cose bellissime, vero Laura? Ma lei vada, ci mancherebbe sogni doro! (si volta verso il paravento) Io cho ancora un sacco di parole. (tornando a parlare con se stesso) Per esempio, ti ricordi quella volta che a Natale mi regalasti quella cravatta con le papere che faceva un sacco ridere e tu dicesti ma che te ridi? Le risate
LAURA: (sempre girata di spalle al di l del paravento)
Taci. (pausa)
Su le soglie
del bosco non odo
parole che dici
umane.
(Valerio si gira verso di lei)
ma odo
parole pi nuove
che parlano gocciole e foglie
lontane.
Ascolta. Piove
dalle nuvole sparse...
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VALERIO: Piove? (si guarda intorno, alzandosi) Si! La nebbia a gl'irti colli
piovigginando sale,
e sotto il maestrale
urla e biancheggia il mar
LAURA: (si volta verso il pubblico)
Cos tra questa
immensit s'annega il pensier mio:
e il naufragar m' dolce in questo mare.
VALERIO: E io (ci pensa) voglio annegare!
portami lontano a naufragare, via
LAURA: (rapita) Via
VALERIO: via da queste sponde
portami lontano, sulle onde.
LAURA: Ma Onda su onda
il mare mi porter
alla deriva
in balia di una sorte bizzarra e cattiva
onda su onda
mi sto allontanando ormai
VALERIO: No! (cercando le parole) lontano, lontano nel tempo lespressione di un volto per caso ti far ricordare il mio volto
laria triste che tu amavi tanto
LAURA: Tanto vivere...
perch?
Il sentiero noioso
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e non c' amore sufficiente.
VALERIO: Tanta fretta...
perch?
Per prendere la barca
che non va in nessun luogo
LAURA: (sembra delusa)
Taci.
Su le soglie
del bosco non odo
parole
VALERIO: (convinto) parole! Ecco il mio destino, parlarti, parlarti come la prima volta
LAURA: (arresa) No, non dire nulla, c la notte che parla
VALERIO: La romantica notte!
Tu sei il mio sogno proibito
Se tu non ci fossi bisognerebbe inventarti
LAURA:Una parola ancora
VALERIO: parole
LAURA: parole
VALERIO: parole
LAURA: parole
VALERIO e LAURA: parole parole paroleeeeeeeeee!!!!!!!!!
(pausa)
LAURA: Soltanto parole (cantando) parole tra noi.
(si ode la macchina cardiaca che riprende vitalit)
VALERIO: (concitato e balbettante)
Ma che da-aa vero davero??! Aaa-lberto Lupo hai fatto il mm-miracolooo!!!
BUIO E MUSICA
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(in video, una laura sorridente.)
SCENA 9: in pineta rumore delle onde
LAURA: E bello questo posto la pineta il mare come hai detto che si chiama?
VALERIO: Castel Porziano.
LAURA: E tu dici che ci appartiene? E bellissimo, Valerio. Ed bellissimo scoprire quello che hai fatto per me nei giorni che stavo in coma veramente. Raccontarmi questi pezzi di nostra storia, il primo incontro al cinema... tu che mi spiavi in video... e quando ci siamo allontanati per poi ritrovarci. Per io (in colpa) non mi ricordo niente! VALERIO: Niente?
LAURA: Buio totale. (silenzio tra i due) Anche tu, sai ho provato a ricordare qualcosa dei tuoi lineamenti, la voce... i gesti! Ma Scusami.
VALERIO: (sconsolato) No e di che. Lo fa, sai, a volte lo ha detto il professore. Sono
come dire miracoli a met. Si torna alla vita ma, come dire, dimezzati. Senza memoria.
Che non proprio il massimo col mazzo che mi sono fatto... Quindi neanche le nostre
poesie?
LAURA: Niente.
VALERIO: Il nostro primo bacio, proprio qui
LAURA: No
VALERIO: Le cozze di Bitonto?
LAURA: (gli scappa solo da piangere, scuotendo la testa)
VALERIO: Ti hanno sempre fatto piangere le cozze di Bitonto. Ma... il fatto che mi sono innamorato di te semplicemente vedendoti cos bella dentro quel monitor della banca coi tuoi capelli raccolti in una crocchia di delusione coi tuoi occhi cos presi dal nulla con la tua bocca cos vuota di parole per me
LAURA: (scuote la testa, con le lacrime agli occhi) Nemmeno.
VALERIO: (silenzio) Meno male sai che figura di merda quella era lunica cosa
realmente accaduta!
LAURA: Che dici?
VALERIO: Quello, Laura. E il fatto che un giorno ti sei presentata in banca ad aprire un conto corrente, tra lo stupore generale e anche il mio! Tutte le altre cose che ti ho raccontato me le sono inventate! Non erano propriamente le cose che abbiamo vissuto
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erano quelle che avrei voluto vivere. Con te. Ma io e te fino al giorno che sei venuta in banca proprio il giorno della rapina mica ci siamo mai conosciuti! LAURA: (incredula) Meee ceccos Tutto...
VALERIO: Inventato.
LAURA: E perch?!
VALERIO: Perch... Laura, mi sono innamorato di una che vedevo tutti i giorni nel monitor della mia agenzia. Una cosa mia. Cos, quando il medico mi ha detto che spesso le persone in coma ritornano alla vita se uno parla loro, ricordando le cose che hanno vissuto mi sono fermato allospedale quella sera. Ho cominciato ad inventare una nostra vita insieme, e non mi sono pi fermato. La sera uscivo dalla banca e andavo allospedale
LAURA: Ma che davero?
VALERIO: Beh, non sempre. Lultima settimana mi sono preso le ferie e sono andato anche la mattina avevo portato da casa lopera omnia di DAnnunzio e volevo leggertela. LAURA: DAnnunzio
VALERIO: e un libretto di aforismi di Ugo Ojetti.
LAURA: E tu avresti fatto tutto questo per amore di una che manco conoscevi?!
VALERIO: Per tre mesi. (alza le spalle e rimane a guardarla) Vabb, ma in video non
mero perso una puntata!
LAURA: Ma perch?
VALERIO: Perch... C gente che si innamora di un attore, di unattrice... ma che ne so, forse sono un po mitomane pure io! (la guarda) Ho sognato di invecchiare con te. Volevo che assistessi ai miei cambiamenti, il mio testosterone che si abbassava, il mio colesterolo che si alzava, ste cose qua.
LAURA: Ammazza, sono cose che uniscono... (guarda il mare sorridendo, incredula) Mortacci...!
VALERIO: Hai un gran potere di sintesi. Oh, a me piace pure questo.
LAURA: (rapita) Io ti amo, Valerio. Non lo so sar stupida... per tanto pure te sei un bel coglione... no?
VALERIO: (basito) Non ho capito, una dichiarazione?
LAURA: Ho detto che ti amo. Ma che te zagagliano pure le orecchie?
VALERIO: E ho capito, ma mi hai pure detto che so un coglione!
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LAURA: Vedi come sono le parole? Sono incomplete, sono infingarde... Ti amo. E basta. E voglio vivere tutta la vita con te.
VALERIO: Ti amo anchio, Laura. (si guardano intensamente) Per, se vuoi vivere tutta la vita con me, ci sono delle cose mie che devi sapere... LAURA: Sono pronta!
VALERIO: Ho i piedi freddi.
LAURA: Emb?
VALERIO: Dormire a letto con uno che ha i piedi freddi una cosa terribile!
LAURA: Ti regaler dei calzini!
VALERIO: ... e russo!
LAURA: Appallottoler i calzini che ti ho regalato e te li metter in bocca! A tutto c una soluzione.
VALERIO: Occhei. Mi sembrava onesto dirtelo, per. E meglio parlare, prima no? (gli scappa da ridere)
LAURA: (sorride, sempre pi incredula, asciugandosi le lacrime) Meh. A si accattat a frut? VALERIO: (tira fuori un frutto dalla borsa) Banana. (la divide in due e ne da met a Laura. La mangiano guardando il mare - musica)
FINE
Sui saluti, musica: Parole, parole, parole (Vers. Mina e Alberto Lupo)
Potrebbero cantarla assieme in barese (ceccsa sei)
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