Pautasso Antonio, esperto di matrimonio

PAUTASSO ANTONIO

PAUTASSO ANTONIO

ESPERTO DI MATRIMONIO

Due atti comici di Mario Amendola e Bruno Corbucci

Personaggi

Antonio Pautasso, avvocato

Margherita Monelli, la nipote

Contessa Patrizia Barbaresco di Cavagnolo

Romolo Brunicci, piazzista

Michele Francescotti, atleta

Teresa, governante di casa Pautasso

Averardo Barbareco

Jeannette Marchand

Caterina Macaluso

Marisa Ceirano

Ernesto Ceirano

ATTO SECONDO

Lo studio nella casa dellavvocato Antonio Pautasso, ampia scrivania in fondo a sinistra ingombra di scartoffie dogni genere. Dietro di questa un paio di scaffali con cartelle contenitori vuoti, volumi riguardanti codici e leggi. Qualche quadro alle pareti e la laurea del padrone di casa incorniciata. Sul proscenio, a destra un divano e due poltrone, una porta a sinistra d nellinterno della casa, unaltra porta a destra d nellingresso e nellanticamera. In fondo al centro la finestra dalla quale si intravedono i tetti delle case. Sul davanti a sinistra, un piccolo tavolinetto con macchina da scrivere. Allaprirsi del sipario, Averardo seduto alla macchina da scrivere battendo a fatica i tasti con un solo dito. Si tratta di un giovane dallaria complessata e timida e con i riflessi piuttosto ritardati. Squilla il telefono che sulla scrivania ed Averardo si alza per andare a rispondere. Facendo questo inciampa in una sedia e fa cadere una cartella che accanto allapparecchio.

AVERARDO (Parla, raccogliendo i fogli con una certa fatica)- Pronto, studio dellavvocato Pautasso. No lavvocato in Tribunale.Sono Debarberis, il praticante... Ah! lei, signora Vergnano?... Ah, per lincidente... Ha pagato lassicurazione?... Come no?... Ah! non ha accettato lei... Le sembrano poche cinquecentomila lire per un braccio rotto?... Eh, magari ha ragione... ma lincidente di sua cugina successo a Torino.. l le ossa rotte le pagano di pi... Sa, qui siamo in provincia, costa tutto meno... Va bene, ci vado io allassicurazione... Arrivederla, stia bene... (Riattacca e torna alla macchina per scrivere ricominciando a compitare)... Per la lite di Viale Pilsudski (Ma non riesce a scrivere la parola Pilsudski. Prova un paio di volte)... Pilsd... Pilsdu... (Decidendosi) Mah, io ci metto Corso Italia, tanto fa angolo... (Scrive. Dallinterno si sente il suono del campanello alla porta che ha un suono din don. Dalla porta di sinistra entra Teresa, asciugandosi le mani al grembiule. E la governante anzianotta, piuttosto brutta e comicamente bisbetica. Attraversa la scena ccl esce per la porta di destra. Intanto Averardo tira fuori il foglio dalla macchina per scrivere e la va a deporre sulla scrivania. Teresa rientra insieme a Michele Francescozzi, professore di ginnastica, sui quarantacinqe-cinquanta, ma vigoroso, elastico e simpatico. Indossa una tuta azzurra e scarpette da tennis. Ha labitudine di accennare continudamente a dei movimenti ginnici come flessioni e spinta delle braccia).

TERESA . Signor Michele, ij lu ripetu... lAvvocato a j nen, non c.

MICHELE . E va bene, laspetto.

TERESA E una cosa cos urgente? Caso mai a j s 1 sostituto...

MICHELE - Ah, buono quello.

AVERARDO Come sarebbe a dire buono quello ?

MICHELE - Sarebbe a dire che avvocato e parte in causa.

AVERARDO . Ah, per la faccenda del terreno... Glielho scritta io la raccomandata...

MICHELE - S, s... Quel terreno che fa tanto gola alla sua riverita madre!... Ma glielo dica, che non silluda! Anche se me ne manda cento di raccomandate! Faremo cause per venti anni ma non la spunter... Mi dispiace soltanto che un vecchio amico come lavvocato Pautasso si metta contro di me.

AVERARDO (Sentenziando) - Sed lex, dura lex.

MICHELE (Insospettito) Che significa?

AVERARDO - Eh, caro lei.. significa che quando un terreno serve, e a un altro non serve bisogna darlo a quello che serve (A teresa). Io vado allassicurazione (prende una borsa da avvocato che stava su una sedia ed esce da destra dicendo): E mia madre la contessa ha tutte le ragioni!

MICHELE (Furioso) - Io quello non lo posso vendere... Un giorno o laltro con un colpo... (accenna un colpo di karat) gli stacco la testa!

TERESA - Su, su si calmi, signor Michele, via.. Daltra parte il signorino Averardo ha le sue ragioni, difende gli interessi di sua madre la contessa. E poi siamo giusti, di quel terreno lei che cosa se ne fa?

MICHELE . Me ne faccio quello che mi pare. E mio e me lo tengo. E faremo la causa. E pagher un avvocato anche contro il mio amico Pautasso... Tanto lui un avvocato che perde tutte le cause... lavvocato delle cause perse.

TERESA (Insorgendo) - Ehi, dico, lui le perde perch buono, perch incapace di corrompere i testimoni, e poi perch nessuno lo paga. Da lui vengono soltanto ij pver dia, quelli senza un soldo e lui non manda indietro nessuno. Delle volte ci rimette anche le spese della carta bollata...

MICHELE - Per questo glielho (letto anchio tante volte. Ma adesso che venga a mettersi anche contro di me!

TERESA - Ma non che s mette contro di lei. E che il figlio della contessa fa il praticante qui, nel suo studio, era logico che incaricassero lui... Daltra parte lunica cliente che gli pagher la parcella, o almeno c da sperarlo... (Abbassando la voce e intono drammatico) Ma lo sa, signor Michele, guardi, lo dico a lei perch so quanto gli vuoi bene... E un mese che in questa casa non si mangia carne...

MICHELE - Perch? Le fa male?

TERESA - Macch... ... il macellaio che non ci fa pi credito. Lavvocato dice che diventato vegetariano perch ha fatto un voto.

MICHELE - Povero Antonio.., questa proprio non me laspettavo. Ad ogni modo, guardi, io sullaffare del terreno non cedo, e non ceder mai. Io, la contessa non la conosco, non lho mai vista, ma se dovessi perdere questa causa, io vado nel suo castello, a costo di sfondare tutte le porte, e con due colpi... Zc! Zc!.. (accenna a colpi di karat) di una contessa ne faccio quattro!... Mi dispiace per Antonio perch io per lui, piuttosto di dargli un dispiacere, mi farei tagliare un braccio...

TERESA - Oh, per questo io tutti e due, guardi!


MICHELE - Lo so, Teresa, lo so...

TERESA (Commuovendosi) . Sono con lui da venti anni, non so cosa farebbe senza di me... Distratto com, che sinfilerebbe i calzoni al posto della giacca...

MICHELE - Eh, gi, non ha mai voluto sposarsi...

TERESA (Sospirando) - Eh s, perch tante volte gli uomini cercano, cercano, e non si accorgono del fiore che hanno sotto gli occhi.

MICHELE (Guardandola) - Eh gi... o forse il motivo un altro: come avvocato matrimonialista, gli sono capitati tanti di quei casi di mogli bisbetiche, gelose, prepotenti, da fargli perdere la fiducia nel matrimonio.

TERESA (Acida) - Lei parla da quello scapolaccio che . E poi, lavvocato, se si dovesse occupare soltanto di cause di separazione o di divorzio.., starebbe fresco in una cittadina come questa, avrebbe una causa ogni dieci anni.

MICHELE (Ridacchiando) Ah, questo s, anche perch qui le liti fra coniugi si sistemano in casa fra moglie e marito a forza di bastonate.

TERESA (Con voce sognante) -Ma quando lamore vero, anche le bastonate possono farti felice..

MICHELE - Questione di gusti, a me una volta, Antonio mi ha raccontato di non aver mai voluto prendere moglie per rimanere fedele ad un amore giovanile che and in fumo, non so perch...

TERESA - Eh, glielo dico io il perch.. era la figlia di un tale che lui difendeva in tribunale, e fu condannato allergastolo.

MICHELE - Adesso capisco!

TERESA . S, ma quel poveretto era innocente e Antonio... voglio dire lavvocato, fece unarringa addirittura stupenda... Ma cera di mezzo la mafia, la corruzione, minacce ai giudici, lettere anonime... Sa quelle cose che adesso ci fanno i film.

MICHELE (Scuotendo il capo) - E troppo buono.., troppo buono. Non doveva scegliere questa professione... Per fare lavvocato, oggigiorno, bisogna avere il cuore pieno di peli come una spazzola!

TERESA (Gelosa) - Ma che gli ha detto a proposito di questo suo amore giovanile? Crede che ci sia stato qualcosa fra lui e quella ragazza?

MICHELE - No, no... assolutamente no. Me ne parl molto tempo fa, una sera che ci facevamo le nostre confidenze... Gli avevo raccontato del mio unico amore al quale anchio sono rimasto fedele

tutta la vita...


TERESA - Ah, anche lei, come lavvocato?

MICHELE (Ricordando e con voce sognante) - Ad Acqui Terme... Mi trovavo li, in ritiro con la squadra nazionale di ginnastica.., e una notte, mentre passeggiavo nel viale lungo le siepi di begonie la incontra come unapparizione sotto la luna.., era bella... urca se era bella.., aveva.., poi aveva... Beh, anchio venticinque anni fa, non faccio per vantarmi... E tutto accadde come in un sogno. Fui il suo primo uomo, mi disse lei... Eh, cara Teresa, se ci penso... ci amammo disperatamente in un delirio di sensi, per pi volte... pi volte i nostri corpi si conobbero...

TERESA (Pudica) - La prego, signor Michele, sono signorina!

MICHELE - Oh, mi scusi, Teresa...

TERESA - E poi? E poi? Come andata?

MICHELE - E poi niente... Spar... spar dalla mia vita cos come vi era entrata. Non lho pi vista, Non mi disse neanche il suo nome,.. Ma mi rimasta qui... qui... dappertutto... (Si sente dallinterno il din don del campanello. Teresa non si muove. Suona ancora, si scuota ed esce).

TERESA Scusi un momento (Esce da destra. Michele fa un paio di flessioni ed aspira profondamente laria poi emette un piccolo grido prendendo la caratteristica posa del kung.fu. Rientra Teresa con un telegramma in mano). Qui c unaltra rottura di scatole per il mio povero avvocato... Sono sicura che di lei.

MICHELE - Di lei chi?

TERESA (Mettendosi il te!egramna ,nella tasca del grembiule) - Una ragazza, una certa Margherita Fanetti, una sua lontanissima parente... anzi nemmeno parente... la nipote di un suo cucino, rimasta senza nessuno e ha chiesto allavvocato di ospitarla per un p di tempo... e son sicura che questo telegramma annuncia il suo arrivo.

MICHELE - Una bella tegola eh?...TERESA - Ah, ma o faccio mangiare verdura anche a lei e dovr lavare i piatti... (Sqilla il telefono, Teresa va a rispondere). Pronto, studio dellavvocato Pautasso... (Si sente il din don del campane/lo della porta).

MICHELE - Vado io, Teresa (Michele esce da destra).

TERESA (Al telefono) - Lavvocato non c. Eh, questo non lo so... quando avr finito in tribunale.., va bene, glielo dir! (Riattacca mentre entrano Michele ed Ernesto Ceirano un tipo torvo, antipatico, dallaria decisa, in stato di grande agitazione).


CEIRANO - C lavvocato?

TERESA No.

MICHELE - Glielho detto anchio,

TERESA - Ma lei non il signor Ceirano? La sua causa di separazione conclusa.

CEIRANO - Ah, s, conclusa ma tutta a mio danno! Trecentomila lire al mese devo passare a quella pu...

MICHELE (Linterrompe indicando Teresa) - La prego... una signorina.

CEIRANO - E non avrei dovuto passarle niente! La colpa era sua! Pi flagrante adulterio di quello commesso da mia moglie, non si mai visto! (Trilla nuovamente il campanello della porta e Teresa esce da destra, Ceirano prosegue passeggiando rabbiosamente per la scena). Tre amanti ha avuto, tre! Ha capito? E malgrado questo, lavvocato Pautasso non stato capace di far legalizzare la separazione per colpa di quella donnaccia, che ha avuto un avvocato pi bravo! Ma quando torna Pautasso... facciamo i conti. (Fa un gesto minaccioso).

MICHELE (Con fredda determinazione) - Quando torna Pautasso lei star calmo, perch un onesto, come uomo e come avvocato. E se vuoi saperlo lavvocato che ha difeso sua moglie ne era anche lamante!

CEIRANO - Macch vuol saperlo , ch lho sempre saputo! Per toccava a Pautasso di dimostrano di fronte al giudice! (Disperandosi) Trecentomila lire, capisce? E dove le vado a prendere io, trecentomila lire. (Torna Teresa insieme a Romolo Brunacci, tipo classico del romano giovialeridanciano, ciaciarone, sulla quarantina.Ora per assai afflitto, vestito di nero, con cravatta pure nera).

ROMOLO Eh, sora Teresa mia... La vita na monnezza, er monno no schifo, lommini so tutti puzzoni...

CEIRANO (Con rabbia) - E le donne tutte sgualdrine!

ROMOLO (Inalberandosi) - Come sarebbe a di?

MICHELE - No, no... Lui alludeva a sua moglie. (A Brunacci) Ma lei non il signor Brunacci? (Gli stringe la mano). Come sta?

ROMOLO - Ahio! Ma lei fa male quanno stringe la mano... Si so Brunacci, lomo pi jellato de la terra... si, se semo conosciuti qui, sei mesi fa!

CEIRANO - E va bene! Adesso devo fare un salto in negozio, ma torner, torner pi tardi per parlare con questo bellavvocato.


E gliela far vedere ioaltro che gliela far vedere... lo dica allavvocato. (Esce da destra).

ROMOLO - Ma quando torna lavvocato?

TERESA - Non si sa... con lo sciopero dei cancellieri...

MICHELE - Eh, si... Pare che gli avvocati si debbano scrivere tutto da soli, cos, a mano. (A Brunacci) Lei mi pare che facesse il piazzista, rappresentante di concimi chimici se non mi sbaglio.

ROMOLO - Quali concimi chimici? Saponi, detersivi, deodoranti... S, so appena arrivato. Ho lasciato le valigie in albergo e me so precipitato qui, devo parl colavvocato, na cosa urgente...

TERESA - E allora laspetti, vedr che non tarder molto.

ROMOLO (Toccandosi lo stomaco) - Senta un po sora Teresa... nun ce sarebbe na cosuccia da magn? Ci ho un buco proprio qui... anche un pezzo de pane.. tanto la vita na monnezza, er rnonno no schifo...

TERESA (Fa per avviarsi alla porta di sinistra quando squilla il telefono. La donna allora torna indietro per rispondere allapparecchio e, cos facendo, dice a Brunacci) - Vada in cucina, c qualche cosa sul tavolo...

ROMOLO (Si avvia scuotendo il capo e mormorando) - Che roba! Che roba!... Lumanit nammasso de fiji de na mignotta... (Esce da sinistra).

TERESA (Al telefono) Pronto... (Con rispettosa reverenza) ,Oh, buongiorno signora contessa... no Lavvocato non c... e nemmeno il suo sostituto...

MICHELE (Vivamente e a mezza voce) - Mi faccia parlare... Mi faccia parlare. Malgrado la resistenza di Teresa le toglie il ricevitore di mano)Pronto, signora contessa De Barberis, i miei omaggi. Lei non mi conosce personalmente ma mi conosce anche troppo bene legalmente perch mi ha fatto scrivere una raccomandata. Sono quel Michele Francescotti, padrone di quel terreno che... Pronto! Pronto... (Riagganciando il ricevitore) Mi ha attaccato il telefono in faccia... Ecco leducazione di questi nobili. Ma con me non la spuntano e se mi salta... (Facendo due colpi di karat) Zac! Zac!

TERESA (Che si trova accanto alla finestra guarda la strada sottostante ed esclama) - Ecco lavvocato, sta arrivando...

MICHELE (Va accanto alla finestra) - Come mai corre in quel modo? (I due si staccano dalla finestra).

TERESA - Eh, avr premura... Ci ha sempre tanto da fare, poveretto. Magari lo pagassero per tutto il lavoro che fa...


MICHELE - Vuole che vada ad aprire?

TERESA - No, no... ci ha la chiave, (Con voce romantica) Ma lha visto, quantera bello mentre correva?

MICHELE - Beh, bello poi..

TERESA - Con quella toga svolazzante sembrava Amleto! (Entra di corsa Antonio Pautasso, il nostro avvocato, un uomodolce, mite, simpatico, di una certa et che indossa lampia toga da giureconsulto con il tocco in testa e una grossa borsa in mano. Veste un abito logoro e fuori moda; ha la barba non rasata, ha il fiatone ed esclama):

ANTONIO - Non aprite, eh... Non aprite a nessuno.. oh, Madonna mia...

TERESA. Si sieda, avvocato.,.. Ha fatto le scale di corsa.. (Antonio fa cenno di s mettendosi a sedere su una poltrona e gettando la borsa sul divano).

MICHELE . Ma se c lascensore! Io non lo prendo mai perch fare le scale un ottimo esercizio fisico, ma tu... TERESA - Lascensore fermo per manutenzione da tre giorni.

MICHELE - Tre giorni? E come mai tanto tempo?

ANTONIO (Parlando a fatica, sempre il fiatone) - Eh... lo devono ripulire e ridipingere perch ci scrivono le parolacce con i chiodi... e fanno anche i disegnini sessuali.., laltro giorno ne hanno fatto uno, e sotto ci hanno scritto ultimo tango in ascensore.

MICHELE . Senti un po, ma perch vai in giro con la toga?

ANTONIO - Eh, caro mio, perch mi ha minacciato... (Fa segno con la mano di chi vuoi dare delle botte).

MICHELE . E chi?

ANTONIO Il mio cliente.

TERESA (Accorata, a Michele) - Ha sentito? Invece di pagarlo lo minacciano anche!

MICHELE - Sta tranquillo. Antonio... se qualcuno ti torce un capello lo spezzo in due come un grissino.

ANTONIO - Si, ma se mi becco uno per la strada e tu non ci sei mi rompe la testa. Il grissino divento io.

MICHELE . Va bene, ma allora la toga che centra?

ANTONIO - E centra, s, per fortuna c il 336.

MICHELE - Cos il 336?

ANTONIO (Alzandosi, togliendosi la toga e andando versola scrivania) . Articolo 336 del codice penale... Violenza a pubblico ufficiale ... Senza toga sono uno qualunque, ma con la toga, se n n tca sta frsch... Lo denuncio per percosse a pubblico ufficiale, vado da un avvocato e pi it vdde.

MICHELE - Ma se sei tu un avvocato! Te la puoi fare da te la causa!

ANTONIO (Con una punta d amarezza) - Eh, no... Io sono un avvocato da poco, credi che non mi conosca? Gli avvocati bravi, quelli grossi, che curano le separazioni dei personaggi importanti, gente del petrolio e del cinema, gli mettono perfino la foto su Novella 2000 e si fanno dare dai clienti milioni e milioni di anticipo... E sono tutti meridionali. Gli avvocati del nord, per certe cose funzionano poco. E cos quelli come me si adattano a difendere i ladri di polli, dei supermarket, robetta... che poi pagano mai o pagano in natura... fiasch dli.. na cassietta ed prsi... (Con rammarico) Eh, se almeno io fossi nato a Santa Maria Capua Vetere!

MICHELE - Beh, adesso che cosa centra questo?

ANTONIO Altroch sa intra. Anche stamattina, in Pretura. Ho parlato mezzora per il mio cliente, imputato di diffamazione. Unarringa che mero commosso perfino io. Ho visto una vecchietta che si asciugava gli occhi e ho detto: questa volta ce lho fatta, e invece si alza a parlare lavvocato di parte civile... (Imitando la parlata meridionale) Signor Presidente, n, ma che volimmo f? Cc nisciuno fesso... ma che stammo senti sta scamorza? ChilIo dice accuss... dice col... che simmo Pulcinella noi, simmo a festa Piedigrotta? (Prosegue un po a soggetto; poi riprende la parlata normale) Insomma, il mio cliente si preso sei mesi. E avevo ventiquattro testimoni a favore.

MICHELE - Ventiquattro?

ANTONIO - Li ho fatti venire con un pullman.

TERESA . A proposito di testimoni, ha telefonato il signor Verzetti. Dice che il testimone non lo fa perch non gli danno niente.

ANTONIO (Sospirando) - E non ha neanche tutti i torti... La legge prescrive che i testimoni hanno diritto alla diaria e al rimborso spese solo se abitano a una distanza superiore ai due chilometri e mezzo dal Tribunale. Verzetti abita a due chilometri e quattrocento metri, e non gli vogliono dare niente.

MICHELE - Ma, che hanno misurato?

ANTONIO - Come no? Hanno chiamato un geometra, camionetta, operai, paletti, i mirini. E costato centomila lire. Se davano cinquemila lire a Verzetti quello veniva a testimoniare e il governo risparmiava novantacinquemila lire.

MICHELE (Allargando le braccia) - Eh! La burocrazia


ANTONIO - La burocrazia in Italia che se devi andare daTorino a Milano, la burocrazia ti obbliga a passare da Alessandria dEgitto. E hanno fatto perfino un Ministero per lo snellimento della burocrazia. Solo che per snellire la burocrazia ci vogliono tante di quelle pratiche burocratiche che... non vale la pena.

TERESA (Affettuosamente ad Antonio, toccandogli la fronte) - Ma, tutto sudato... Perch non viene di la che le cambio la maglietta?

ANTONIO - Senti Teresa, la maglietta caso mai, me la cambio da solo: tieni, porta via questa... (Teresa prende la toga ed esce da sinistra con aria leggermente offesa. Antonio sospira e scuote la testa) Quella diventa sempre peggio... Non capisce pi niente,.. lo sai che da anni mi scrive dei bigliettini damore e me li mette in

ogni angolo della casa? Anche sulla carta igienica ho trovato un messaggio... Amore mio, ovunque, ma a te vicino... son come ledera! .

MICHELE (Prendendo un atteggiamento amichevolmente minaccioso) - Senti Antonio, adesso lascia stare ledera e spiegami come mai proprio tu mi mandi questa.. (Estrae di tasca una busta con francobolli e timbri).

ANTONIO - Che cosa vuoi che ti spieghi? Io faccio lavvocato e la contessa si rivolta o me per quel tuo terreno che non le vuoi cedere.

MICHELE - E tu saresti capace di farmi causa?

ANTONIO - E non sei contento? Tanto io le perdo tutte, le cause...

MICHELE - Non per te! E che non voglio darla vinta a quella!

ANTONIO - Ma dai,.. cerchiamo daggiustarlasiamo amici...

MICHELE (Rabbonendosi e in tono affettuoso) . Senti, facciamo cos, domenica vieni a mangiare da me, cos ne parliamo. Ti faccio un pranzetto coi fiocchi... Lo sai come cucino io, no? Del resto tutti gli uomini che non si sposano sono dei bravi cuochi. E io avrei potuto sposare soltanto quella la... (Con voce sognante) Quella e nessunaltra!

ANTONIO - Quella delle begonie, lapparizione notturna.., per me quella era una del giro... e le hai dato pure dei soldi.

MICHELE - Antonio, ti prego! Non macchiare quella memoria! Allora ti aspetto domenica?

ANTONIO (Mandano gi lacquolina) - Se mi fai una bella bistecca al sangue magari con un contorno di polpette... sono da te!

MICHELE (Sorridendo) Sta tranquillo.. Ti faccio una fiorentina di mezzo chilo, ma non hai fatto il voto di non mangiare carne?


ANTONIO Si ma la domenica non vale (Entra Averardo con la borsa in mano).

AVERARDO - Buongiorno, avvocato. Sono stato da quelli dellassicurazione, ma per il braccio della signora Vergnano pi di cinque-centomila lire non ce niente da fare.

ANTONIO (A Michele) - Un braccio rotto cinquecentomila lire... E io ho detto anche che questa poveretta fa la massaggiatrice tanto per valorizzare il braccio.. sai che il marito mi voleva querelare... Dice che sua moglie una donna onesta.

AVERARDO - La signora alla fine ha accettato, ma la nostra parcella dice che dobbiamo fargliela pagare dallassicurazione.

ANTONIO Ah, e lassicurazione?

AVERARDO - Non d niente.

ANTONIO (Sospirando) - Ecco, questi sono i guadagni che faccio io. (Va alla scrivania e legge il foglio che vi ha deposto Averardo)... No, guarda, questo cliente meglio perderlo che trovarlo... (Agita il foglio parlando con Michele) Questo Aldo De Carolis un teppista, ventun anni, lhanno arrestato tre anni fa per aggressione e il giorno dopo lhanno messo fuori. In seguito ha rapinato un benzinaio, lhanno messo dentro il venerd e scarcerato il luned... Ha fatto solo il week end... Sullautostrada, tre mesi fa, ha violentato una turista sulla moto. (Cambiando tono) Vorrei sapere come ha fatto (riprende il tono di prima) ed ha ottenuto subito la libert provvisorio, insomma, oggi cos: il poliziotto mette dentro e la legge tira fuori (Brontolando) E come un marito caldo che ci ha la moglie frigida.

AVERARDO (Dopo una breve pausa) - E il poliziotto che ci ha la moglie frigida?

ANTONIO (A Michele indicandogli Averardo) - Ecco, quello che ci ha di buono questo ragazzo! E che capisce al volo.

MICHELE (Innervosendosi) - Poco fa ho parlato proprio con lui del mio terreno e insiste a dire che devo cederlo!

AVERARDO - S, s! Altrimenti chiudiamo il passaggio! Lha detto la mamma.

MICHELE (Alzando il tono e arrabbiandosi sempre pi) - Voi non chiuderete un bel niente! Ho il diritto di passaggio! Ci sono i documenti! E non crediate di mettermi sotto i piedi perch io me ne infischio di voi e del vostro avvocato scusami... (Antonio fa un gesto eloquente) Io la giustizia se occorre, me la faccio con le mie mani! Le vede queste? (Mette le mani a taglio sotto il naso di Averardo) Sono dacciaio e sono pi micidiali di due mitragliatrici! Vuole vedere? Guardi... Stia attento! (Prende dalla scrivania lelenco telefonico e lo d ad Averardo che lo regge con le due mani. Subito dopo Michele lancia un grido selvaggio e terribile)

Aaaaaah! (Il grido accompagna il colpo secco dato col taglio della mano destra sullelenco telefonico che si spacca in due parti. Averardo rimane come istupidito con i due pezzi del librone uno per mano. Antonio glieli toglie).

ANTONIO - Michele! La devi finire di spaccarmi gli elenchi telefonici... Alla Sip hanno detto che non me li danno pi.

MICHELE - Scusami sai, ma quando perdo il lume dellintelletto... (Poi ad Averardo) E glielo dica alla sua signora madre che ci vedremo in Tribunale! Ciao Pautasso, (Esce infuriato da destra).

AVERARDO (Gli grida dietro) E senza elenchi telefonici

ANTONIO - Tu sta zitto, perch quello l un amico, un amico vero.(Con improvvisa decisione) Anzi, senti Averardo, perch non convinci tua madre a venire qui? Forse possiamo metterci daccordo senza arrivare alla causa che meglio. (Prende i due pezz dellelenco telefonico e glieli consegna) Tieni, intanto vai a cambiare questo.

AVERARDO (Avviandosi) - Io posso provarmi ma la mamma non esce mai dalla villa, lei lo sa... (Mentre Averardo va via da destra entra Teresa da sinistra).

TERESA (Con voce dolce) - Tonino... (Riprendendosi) Oh, scusi... avvocato.

ANTONIO (Severamente) - Teresa, la devi smettere. Ti devi calmare.

TERESA - Ma il mio un sentimento sincero.

ANTONIO - I sentimenti si devono dominare. E poi che cos quella cosa rossa che ho trovata ricamata sulla camicia da notte?

TERESA - Un cuore.

ANTONIO - A parte che sembra un pomodoro, devi finirla con queste svenevolezze. Cos sta storia! Io non posso passare la vita ad appendere lasciugamano alla maniglia del bagno quando mi spoglio per fare la doccia perch so che tu mi guardi dal buco dello serratura!

TERES - Non vero!

ANTONIO - Sche vero! Perch una volta che ho guardato io dal buco ho visto un altro occhio che mi guardava dallaltra parte. E chi era? Averardo?

TERESA (Con voce flautata e quasi piangente) -Sei cosi bello!


ANTONIO (Dopo un gesto di sopportazione) - E non mi dare del tu. Ma roba da matti... Lo sai perch non ti licenzio, lo sai? Perch ti dovrei dare tredici milioni e ottocentocinquantasettemila lire fra ferie, liquidazione, tredicesime e due milioni che mi hai prestato... Avanti, su, cosa sei venuta a fare?

TERESA - Era arrivato questo telegramma e io mero dimenticata di... (Estrae di tasca il telegramma e lo porge ad Antonio che glieo strappa di mano).

ANTONIO (Esasperato) - Ecco, lo vedi che cosa succede con le passioni incontrollate? Questo pu essere un telegramma importante, di qualche cliente che paga, e tu ti dimentichi! (Apre il telegramma e mentre lo scorre Teresa legge anche lei al di sopra della sua spalla. La cosa infastidisce Antonio che si scosta guardandola male).

TERESA E diquella, eh? Della sua nipote.

ANTONIO (Angosciato) - Ma che mia nipote! Questa la nipote di Agostino, un mio cugino alla lontana, te lho gi detto. Poi figuriamoci se non hai letto tutte le lettere!

TERESA(indignata) - Io, oh! No!

ANTONIO(Facendole il verso) - Oh! S!(Riprendendo) Come facevo a scriverle di non venire? Il vecchio Agostino stato buono con me; mi ha aiutato negli studi quando rimasi orfano... Adesso che, mi ha chiesto di ospitarla non posso mica...

TERESA S, s va bene, ma uno bella seccatura per. E dice che arriva oggi... (indica il telegramma).

ANTONIO - Ma guardate un po cosa mi doveva capitare, sar una rompiscatole. Chila si saspetter di trovare al mattino tea e burro, uova e marmellata...

TERESA - Servita e riverita!

ANTONIO - Ti sta ciuto. Se assomiglia alla madre, me la ricordo... bruta,., con certi dent fora dla boca, la ciamavu Zanna Bianca!

TERESA - La possiamo far dormire nella camera in fondo al corridoio.

ANTONIO - No, no, quella una bella stanza. No, quella la chiudiamo e diciamo che l dentro c larchivio. Lei la mandiamo su in soffitta. Anzi, parlando con lei le diremo che ci sono certi topi lunghi cos... zanzare da combattimento... Poi che umido perch ci piove dentro, magari vado io sul tetto di notte con lannaffiatore e ci verso lacqua. Cos se ne va presto... (Entra da sinistra Brunacci mangiando da un piatto che tiene in mano).

ROMOLO - Oh,buongiorno avvocato... Finalmente arrivato!

ANTONIO (Stupito) Brunacci, ma lei era qui? E entrato dalla finestra?

TERESA (Battendosi una mano sulla fronte) - Ah, mi ero dimenticata. Era venuto prima.

ANTONIO - Teresa, tu ti devi curare, vai in cucina, vai in cucina... (Teresa esce un p avvilita da sinistra).

ROMOLO - Avvoc, sti fagiolini so squisiti... Sembrano bocconcini de vitella..

ANTONIO - S,ma erano anche il mio pranzo.

ROMOLO (Riprendendo il tono lamentoso) - Eh,avvocato mio... Ho dovuto magn quarcosa perch me sentivo male... La vita na monnezza, er monno no schifo, lommini, so tutti puzzoni!...

ANTONIO (Gli toglie il piatto di mano dicendo) - Senta, scusi... Me ne lascia due anche per me?

ROMOLO - Avvocato, io ho bisogno di lei.. Gli eredi di mia moglie me ne vonno far causa.

ANTONIO - Come, gli eredi?

ROMOLO - S, se ricorda Elvira Pastrengo... Me la present lei. Beh, morta... So rimasto vedevo e siccome ci aveva un po de sordi, mo i parenti de lei stanno a fa er diavolo a quattro... Vonno tutto loro, a me nun me vonno da niente, mhanno fatto scrive da navvocato.. legga... (Gli porge una lettera)

ANTONIO (Gettando unocchiata al foglio scuote il capo) - Eh, sono guai... avvocato Pasquale Monteporzio, questo un meridionale.

ROMOLO Che centra meridionale? Ma come? Io so er coniuge! Ma la vita proprio tutta na monnezza allora... Ma la legge non uguale per tutti?

ANTONIO (Gravemente) - S,la legge uguale per tutti, soltanto che per qualcuno un po pi uguale che per gli altri.

ROMOLO - Insomma avvocato, mo i soldi so fermi, lei deve cerc de fammeli pigi...

ANTONIO - Dunque vediamo... Lei ha sposato Elvira Pastrengo il dicembre scorso... mi pare!

ROMOLO - Giusto.

ANTONIO - Equando rimasto vedovo?

ROMOLO - Tre mesi dopo, a fine febbraio.

ANTONIO - Avete avuto figli?

ROMOLO - Avvoca ma..


ANTONIO -. No, perch se cera un figlio toccava tutto a lui, lei aveva lusufrutto e non se ne parlava pi.

ROMOLO - Avvoc, ma che facevo un figlio in tre mesi... Che so un conijo?

ANTONIO - Epoi, se non mi sbaglio, lei gi la seconda volta che rimane vedevo. Le mogli gli fanno una cattiva riuscita... Questa com andata?

ROMOLO - Un tajo ar collo... Je s staccata la testa...

ANTONIO - Ah, un bel taglietto!

ROMOLO (Sempre con voce di pianto) - Eravamo appena arrivati a Benevento, io me stavo a prepar per il solito giro in provincia, Elvira aveva aperto er baule pe tir fori la robba... mentre che stava curva gi, cos, nun je va a casc er coperchio proprio sur collo?!? Io me precipito per aiutarla, ma minciampico e nun vo a cadere proprio sur coperchio.. capir... Povera Elviruccia mia! Me voleva un bene! Diceva sempre che se sarebbe fatta in quattro pe me...

ANTONIO - Invece poi s fatta soltanto in due. Bisogna sempre credere alla met di quello che dicono le donne.

ROMOLO - Ma che v scherz? Vo gioc cor dolore mio? (Prende il piatto e si rimette a mangiare i fagiolini).

ANTONIO - Ma che strano effetto che gli fa il dolore a lei, eh? (Cambiando tono e rileggendo la lettera che gli ha dato Brunacci) Va bene, adesso io scriver allavvocato Monteporzio e faremo opposizione. (Comincia a scrivere) Lei mi versa un piccolo acconto... Trenta, quaranta mila lire...

ROMOLO (Piangendo) - Avvoc, la vita no monnezza, er monno tutto uno schifo... mo ce se mette pure lei che vo i sordi...

ANTONIO - Ma ci sono delle spese... Carta bollata, tasse di citazioni. iscrizioni a ruolo. Devo rimetterle io?

ROMOLo. Lei nun ce rimette niente, lei me lanticipo, poi quando me f incass i sordi de mi moje io je do tutto.

ANTONIO - Ma... a proposito di soldi della moglie... Lei non aveva gi ereditato un bel gruzzolo dalla prima?

ROMOLO - S, quella poveretta de Carmelina Gargiulo. Me mori de pormonite... Eh, la vita proprio na monnezza, er monno no schifo... (Antonio gli toglie il piatto davanti prima che Romolo possa riprenderlo) Vede io ho pensato che era mejo che me rivolgessi a lei anzich da un altro avvocato, magari pi bravo, perch lei i parenti di Elvira li conosce, so de queste parti... Pu darsi pure che riesce a mettese daccordo senza fa la causa... (Tirando fuori di tasca un ritaglio di giornale) La ragione sta dallo parte mia, lo vede? Sta scritto pure qui...

ANTONIO - Ma guardi che io il Codice lo conosco benissimo.

ROMOLO - No, questo un ritaglio della Domenica del Corriere della rubrica Lavvocato risponde. ANTONIO - Ah, beh, allora...

ROMOLO - C la risposta a un marito vedovo in lite coi parenti della moglie...

ANTONIO - Ecco, allora si faccia difendere dalla Domenica del Corriere .

ROMOLO - E poi ci ho pure na lettera de Elvira dove me scrive che quello che era suo era mio e quello che era mio era suo.

ANTONIO (In tono grave) - Eh, bisogna vedere, lha scritta prima di morire o dopo?

(Entra Averardo da destra. Ha un nuovo elenco telefonico sotto il braccio e una bombola spray in mano. Depone lelenco sulla scrivania e subito dopo si mette a spruzzare tuttintorno nellaria il contenuto della bombola spray. I due lo guardano stupiti).

ROMOLO - Ma che sta a fa?

ANTONIO E arrivato il reparto della disinfestazione.

AVERARDO (In tono concitato e continuando a spruzzare) - Ho portato la mamma, son riuscito a farla venire. Ma lei non pu sentire la puzza delle sigarette, del chiuso, del mangiare, dei cessi.

ANTONIO . Perch il mio studio lhai preso per una stalla?

AVERARDO No, ma la mamma unigienista. ( Mostrando la bombola) Questa , Aria del bosco .

ANTONIO - Adesso facciamo cantare anche gli uccellini!

AVERARDO (Va alla porta e chiama) .Vieni mamma..,(Entra la contessa Patrizia De Barberis, alta, fiera, elegante e ancora bella).

CONTESSA - Buongiorno, avvocato.

ANTONIO - Buongiorno, signora contessa.. (Sinchina un paio di volte. Poi le indica una poltrona) Saccomodi... (Prima che la contessa si sieda, Antonio prende la bombola spray e d una spruzzatina sulla poltrona) Permette, le presento il signor Romolo Brunacci... (Brunacci fa per porgere la mano alla contessa che per nomi la prende, lasciandolo con la mano a mezzaria).

CONTESSA (Freddamente) - Molto lieta.

ANTONIO - Il signor Brunacci vedovo inconsolabile.

CONTESSA (Con sufficienza) - Oh, non venga a parlare a me di vedovanza, io che sono vedova da venti anni!

ANTONIO - Lui invece vedovo fresco fresco... da cinque mesi.

ROMOLO - Quattro.

ANTONIO - Quattro. E ancora in rodaggio. ( A Romolo) La contessa Patrizia Barbaresco di Cavagnolo.

ROMOLO (Accostandosi alla contessa, in tono lamentoso) - Eh, sora contessa mia... La vita na monnezza, er monno proprio uno schifo...

CONTESSA (Si fa aria con la mano mostrando un viso disgustato) -Per favore si allontani... Ma che cosa ha mangiato?

ANTONIO (Sottovoce a Romolo) - Cera laglio nei fagiolini... (Prende la bombola e d qualche spruzzata sulla bocca di Romolo. Poi velocemente prende il piatto dei fagiolini e lo infila in un cassetto della scrivania).

ROMOLO (Tossendo e sputacchiando) - Ah, ma che mhai fatto? Vado in bagno a damme no sciacquata... compermesso. (Esce da sinistra).

CONTESSA - Allora, avvocato? voleva vedermi? Eccomi qua. Quali sono le novit cos importanti da farmi scomodare per venire fino qui nel suo studio?

ANTONIO (impacciato) - Ecco signora contessa, volevo farla incontrare con il signor Francescotti. Una brava persona. Forse si pu trovare un punto di accordo. Lei lo sa che il primo dovere di un avvocato quello di mettere a contatto le parti. Ora gli telefono...

CONTESSA - Non si disturbi. Io non voglio vedere quel ginnasta da quattro soldi, antipatico e ignorante.

ANTONIO - Ma se non lo conosce!

CONTESSA - Me lha detto Averardo.

AVERARDO - Si, vero e puzza di sudore.

ANTONIO - Lo laviamo bene.

CONTESSA (Con un sorriso acido) - Da quanto capisco non c niente di nuovo. E allora, rompiamo gli indugi e andiamo per via legale.

AVERARDO - Ha ragione mamma, andiamo per via legale.

ANTONIO (Lo guarda male e poi si rivolge alla contessa) . Signora contessa, non sar una causa facile... Vede, ho riunito tutti gli incartamenti in una cartella... (Cerca affannosamente sulla scrivania) Ma dov... lavevo messa qui... Averardo, dammi una mano...

(Anche Averardo si mette a cercare sullo scaffale nei cassetti, dappertutto)

CONTESSA (Ironica) A quanto vedo l ordine non precisamente il suo forte, avvocato.

ANTONIO (Sottovoce) Non per fare la spia ma veramente allordine ci dovrebbe pensare anche un p suo figlio...

AVERARDO - (Trova una cartella rigonfia) Devessere questa... (Legge lintestazione sulla cartella) De Barbaresco Francescotti due a uno.

ANTONIO. Ma che due a uno, lhai preso per un incontro di calcio? Ventuno, il numero della pratica... (Prende la cartella, ci soffia sopra, la pulisce col fazzoletto, poi, porgendola alla contessa) Vuole che la faccia disinfettare?

CONTESSA - Non importa. (Prende la cartelle e lapre).

ANTONIO (Accostandosi a lei) . Il primo documento il vincolo condominiale del terreno.

CONTESSA (Leggendo il foglio di carta che sopra gli altri, con voce stupita) Tho sognato stanotte mentre correvi nel bosco di betulle.., coi bei capelli scomposti, e un fluido caldo mi ha pervasa...(Antonio si affretta a strapparle di mano il foglio) Mi sembra piuttosto strano come vincolo condominiale.

ANTONIO (Impacciatissimo) . Eh, no... no... E. capitato l dentro per sbaglio... E un cliente che mi ha scritto da Tunisi... Sa, uno straniero...

AVERARDO (Alla madre, con malignit) - E la governante che innamorata di lui, e gli scrive sempre! Antonio fa per tirargli addosso un oggetto ma si trattiene).

CONTESSA (Gelida) . Non m interessano le vicissitudini private del Signor avvocato Pautasso. Basta che tra un fluido caldo e laltro, faccia il suo dovere nei miei riguardi... (Sfoglia i documenti contenuti nella cartella).

ANTONIO (Osservando anche lui il contenuto della cartella) . Vede Michele ha il diritto di passaggio fin dal 1831.

CONTESSA (Seccata) . S, ma un vecchio testo redatto ancora in francese... Legga... (Legge in francese) a Le proprietaire pourra transiter seulement pieds, sans chien et sans arquibouse (Pausa).

ANTONIO . Ecco! E qui il punto...

CONTESSA . Ma ha capito che cosa vuol dire?

ANTONIO - Come no! Il proprietario non deve bere larquibuse... Ma lui astemio...


CONTESSA (Chiudendo la cartella con un colpo secco) Significa che il padrone del terreno pu transitare per la mia propriet, soltanto a piedi. senza cane e senza archibugio!

ANTONIO E ben quello che dicevo. Se passa con larchibugio lo freghiamo!

CONTESSA (Alzandosi e mettendosi a passeggiare nervosamente) -Contratti antiquati, inverosimili, che un buon avvocato pu impugnare quando e come vuole!

ANTONIO - Eh, s, un buon avvocato!

CONTESSA - Sono contratti vecchi, incredibili, al giorno doggi contano i fatti e le necessit reali, non cavilli e supposizioni. Lei in tribunale deve portare la realt, non le cose supposte... che se ne fa delle supposte?

ANTONIO - Io?... ma io... Veramente non ho capito bene che centrano le supposte?

CONTESSA - Caro Pautasso, non dimentichiamo che quel signore possiede un fazzoletto di terra incolta in mezzo ai miei campi. E non gli serve a nulla, Non solo ha nessun valore, ma anche se lo volesse vendere chi lo compra con quella servit di passaggio?

ANTONIO - E poi senza cane e senza archibugio... (Dallinterno si sente una canzone cantata da una voce femminile. E un valzer lento, appassionato, tipo fascination. La contessa,, appena la sente, si turbavivamente e cade sulla poltrona implorando).

CONTESSA - No... no... Avvocato la prego, faccia smettere quella musica... faccia smettere...

ANTONIO (imbarazzato, stupito, non sa bene cosa fare poi va sulla porta di sinistra e grida)- Teresa, spegni la radio! (La musica termina istantaneamente ed entra Brunacci).

ROMOLO - Ero io che avevo acceso un minuto... (Tutti e tre si fanno intorno alla contessa che mostra di sentirsi molto male).

ANTONIO - Cosha signora contessa?

AERARDO . La mamma quando sente quella musica le piglia male... gi unaltra volta...

ROMOLO - Che? Le fa male la musica?

ANTONIO - E allergica alla Rai...

ROMOLO - Forse je ricorda quarche cosa de brutto?

ONNTESSA (Riprendendosi)Si... mi ricorda proprio qualche cosa che... vorrei dimenticare...

ANTONIO (In tono filosofico) E se si potesse dimenticare le cose che si ricordano, non si ricorderebbero mai le cose che si dimenticano.


ROMOLO Sora contessa mia, la vita na monnezza, er monno...

ANTONIO (A Romolo) - S, lo sappiamo. (Alla contessa) Va meglio? Vuole che chiami il dottore? Altrimenti di l ho del fernet.... insalata ad sciulot?... (Mentre Averardo fa un pdi ventilazione alla madre, Romolo si apparta con Antonio).

ROMOLO (Sottovoce) - A me me pare che questa na cosa de carat tere isterico... La contessa barzotta ma ancora bona... dico... Vedova da ventanni... non so se mi spiego. Quella come na campana che ancora v son e je ce v er batocco... So vedovo pure io... avvoc,,, nun se potrebbero un le vedovanze? Lei che un esperto di matrimoni...

ANTONIO - Guardi, Brunacci, che se lei vuole essere il batocco per suonare la campana della contessa, perde tutti i diritti alleredit dellaltra moglie

ROMOLO - Ma mica me la devo spos subbito. Si potrebbe cominciare a conoscerci, poi dopo che avremo vinto la causa me la sposo.Famo un bel viaggio de nozze sulle Alpi, il Cervino, il Monte Bianco... qual il pi alto?

ANTONIO - Si, ma guardi che deve portarsi appresso anche il praticante..,(Poi si accosta alta contessa chiedendo) Va meglio? Va meglio?

ROMOLO - Ma come possibile che na vecchia canzone je faccia steffetto?

CONTESSA (Che si ripresa completamente) - Sarebbe troppo 1ungo spiegarvi, inoltre una storia che non riveste nessun interesse per voi.(Si alza) E una musica che non posso ascoltare senza sentirmi terribilmente sconvolta. Vi chiedo scusa per questo incidente.

ROMOLO - Per carit, contessa, se je capita ancora semo qua!

CONTESSA - Avvocato, non credo che abbiamo altro da dirci. La proposta che mi ha fatto per me assolutamente inaccettabile (In tono autoritario, reciso) Vada avanti con la citazione, la causa, lappello e la Cassazione!

ANTONIO - Signors! (La contessa si avvia alta porta di destra).

AVERARDO- Ti accompagno alla macchina, mamma... (I due escono).

ROMOLO . Senta un po avvocato...

ANTONIO - Un momento... (Colpito da unidea prende lelenco telefonico ed esce dalla porta di sinistra. Romoto, rimasto solo, si affretta a comporre un numero al telefono di 6 cifre precedute dal prefisso 06.Poi parla rapidamente e sottovoce).

ROMOLO - Pronto?... Righe, che tho svejato?... Che ne so? Dormi sempre fino a tardi... Stai a pij er sole in terrazza? Eh, io a Roma ce verr tra na decina de giorni... Ho parlato co lavvocato pe la causa coi parenti de Elvira... Te s rotta la macchina? Ma come, una Ferrari nova nova... (Si sentono le voci di Antonio e Teresa che tornano. Romolo conclude) Adesso devo riattacc, terichiamo domani. (Mette gi il ricevitore mentre entrano i due discutendo. Antonio depone lelenco telefonico sulla scrivania).

ANTONIO - Ma lhai capito che razza di figura mhai fatto fare?

ROMOLO - Avvoc, io vado a pj quella lettera, je dia na guardata, po serv.., no? tanto lo sa la vita...

ANTONIO - S, s, le namnisera! (Romolo esce. Antonio si volge con cipiglio a Teresa) E poi mi devi spiegare che cos questa faccenda del fluido caldo. Maniaca sessuale. Rotica, gata an calur

TERESA (Quasi piangendo) - Avvocato, non si accanisca.. sono ventanni che le voglio bene.. che lamo...

ANTONIO - E a me, sono venti anni che non me ne frega niente!

TERESA - Per quella volta che era ammalato con lasiatica, non parlava cos!

ANTONIO Avevo quarantadue di febbre e tu ne approfittavi per mettermi il termometro tre volte al giorno. Che poi, agli adulti, il termometro a si mette sotto il braccio !

TERESA . Antonio..

ANTONIO - E non chiamarmi Antonio e basta con i bigliettini. Se non la smetti vado da uno strozzino, faccio una

cambiale, e ti licenzio.

TERESA - No! No! Crudele! (Esce da sinistra. Antonio sospira e va a sedere alla scrivania mentre entra Averardo da destra).

AVERARDO (Con voce cupa e mettendosi seduto accanto a Antonio) - Mamma ha detto che mi mette da un altro avvocato, perch qui da lei non simpara niente

ANTONIO (In tono filosofico, rinunciatario) - Ma che cosa vuoi imparare? Lo sai quanti siamo in Italia fra avvocati e procuratori? Quarantatremila, soffocati da quintali di scartoffie che corrono dal giudice al carcere sempre sperando nel processo celebre, sensazionale... E bisogna essere pi attori che avvocati. Perch i napoletani. fanno carriera? Perch sono attori nati. Ce ne sono di quelli che si truccano, si tingono i capelli e si fanno pagare milioni. Noi invece andiamo a vanti con le quindicimila lire delle causette in pretura. Ecco, guarda questa.( Indica una cartella) Causa Sonetti-Mangiagalli


AVERARDO - Quello del vaso che ha rotto il parabrezza della cinquecento?

ANTONIO - S, causa persa, niente da fare... E questaltra di Capra-Bargiacchi...

AVERARDO - Ah, quelloste che ha dato da bere allubriaco... Eh, li ce la prendiamo in saccoccia...

ANTONIO (Cercando tra le carte) - Poi qui c una confusione...

AVERARDO (Trovando tra i fogli una piccola foto) - E questa chi e?

ANTONIO (Prende la foto e dice indignato) - Teresa in baby-doll! E il colmo!..

AVERARDO (Legge sulla foto) - Cscritto Tua fra le braccia Tue !

ANTONIO (Gridando) . Non ti riguarda quello che c scritto! (Strappa la foto) Sei stato in prigione?

AVERARDO- Ma avvocato, scherza.. sono una persona come si deve...

ANTONIO Ma no, ti chiedevo: sei stato alla prigione per parlare con quel ragazzo che ha rubato la radio?..

(Si sente il campanello della porta. Teresa entra da sinistra ed esce da destra, dura e impettita senza guardare verso i due).

AVERARDO - Ah, s, mi ha detto che la radio glielha regalata il padrone della vettura.

ANTONIO - Si, che prima ha rotto la portiera, ha strappato i fili, ha distrutto il cruscotto per regalare la radio a lui... Vero? (Rientra Teresa che dice rapidamente ad Antonio):

TERESA - Avvocato, ci siamo.

ANTONIO - Dove?

TERESA - E arrivata.

ANTONIO- Chi?

TERESA - La seccatrice... la nipote... quella la..

ANTONIO (Si alza e si dispera) - Omme! Omme... La figlia di Zanna Bianca...

TERESA - E ci ha due valigie grosse cos.

ANTONIO - Anche due valigie! Allora ha intenzione di fermarsi un paio danni... Andiamo bene... Con tutti i guai che ho... ricordati i topi... le zanzare.., (Sinterrompe per lentrata di Margherita, bella, giovane, simpatica ed elegante. Antonio rimane a bocca aperta a guardarla. Lunga pausa).


MARGHERITA- ( >Sorridendo e diventando veramente affascinante) -Scusatemi se sono entrata, ma la signora mi aveva dimenticata di l... (Avvicinandosi ad Antonio) Tu dovresti essere lo zio Antonio. Io sono Margherita. Come stai? (Bacia sulle guance Antonio che continua a non muoversi fulminato da quellapparizione che non si aspettava) Beh, nessuno parla, nessuno dice niente... scusate, ma mi fate sentire un po a disagio. Evidentemente sono capitata in un momento poco adatto, gli avvocati hanno sempre tanto da fare. Avevo telegrafato, ma si vede che c stato il solito disguido... beh, forse sar meglio che me ne vada, torner pi tardi... (Fa un passo verso la porta di destra ma contemporaneamente Antonio ed anche Averardo si scuotono facendosi in quattro per essere gentili con la ragazza).

ANTONIO - No, no.., cosa dice? Si accomodi, si accomodi...

AVERARDO (Sottovoce a Antonio) E sua nipote? Urca, se bella!

ANTONIO (A Margherita) - Le vado a prendere le valigie.

MARGHERITA (Sorridendo) - Zio, ma mi dai del lei?

ANTONIO (Confusissimo) - Ah, s, no, scusa, ma siccome, sai, il telegramma era... (A Teresa) Teresa, vai a prendere le valige! (A Margherita) Accomodati... (Teresa asce da destra, un p seccata. Margherita si mette a sedere accavallando le gambe, Averardo prende la sedia della macchina per scrivere e la mette di fronte a Margherita, poi ci si mette seduto in modo di guardarle le gambe. Antonio gli d una pacca e lo fa alzare. Dice a Margherita) E il mio praticante...

VERARDO (Presentandosi) - Dott. Viscardo Barbaresco conte di Cavagnolo.

MARGHERITA(Gli stringe la mano) - Molto lieta. (Rientra Teresa con due valigioni).

TERESA (Ad Antonio con intenzione) - Le porto in soffitta vero avvocato?

ANTONIO - Si. Cio, no... ma che soffitta? Abbiamo quella bella camera in fondo al corridoio, con due finestre che danno sul parco pubblico.,. (A Margherita) Starai benissimo.

MARGHERITA - Certamente, zio Antonio. Permetti che ti chiami zio. Io sto bene dappertutto. Sono una sportiva, sai? Ogni anno faccio il campeggio con le girls scouts.

AVERARDO (Vivamente) - Anchio!

MARGHERITA - Boy scout?

VERARDO - Terza Legione Marmotte di Cuneo!


MARGHERITA - Ah s.,. (Si salutano in un breve e strano rito accompagnato da alcuni gridarelli: palma contro palma, mano sul fianco e sulla spalla)

A DUE - Feu - Feu - Feu - Bar - Bar - Bar. (Ridono divertiti. Antonio e Teresa li guardano a bocca aperta).

TERESA (Scuotendosi) - Ma la camera del corridoio chiusa, c dentro larchivio...

ANTONIO - Teresa, scema, quale archivio? Lho levato.

TERESA (A Margherita) - Signorina, lavviso guardi che ci sono certi topi lunghi cos...

ANTONIO (Prontamente) - Teresa, ma sei matta? Era uno scoiattolo. Qui di topi non se ne sono mai visti fin dai tempi d Martin Casl!

MARGHERITA- Non ho nessuna paura dei topi.

TERESA (Insistendo, con intenzione) - Avvocato, per si ricorda che pieno di zanzare...

ANTONIO - Ma fammi il piacere... (A Margherita) E entrata una volta una zanzara piccola piccola, era di passaggio...

MARGHERITA - A quanto capisco non sono molto simpatica a questa bella e gentile signora... (Sorride a Teresa),

TERESA (E li li per sbottare) - Non si tratta di simpatia! E che delle volte gli avvocati dicono delle cose e poi se le rimangiano!

MARGHERITA (Soavemente) - Altrimenti non sarebbero avvocati.

ANTONIO (Trionfante, a Teresa) - Hai sentito? (A Margherita) E un po matta. E Teresa, la governante.

MARGHERITA (Abbracciando Teresa) - Non si preoccupi. Teresa, non le dar nessun fastidio. Diventeremo ottime amiche.

TERESA (Disarmata) - Signorina...

MARGHERITA - Mi chiamo Margherita. E poi perch si pettina cos fuori moda? Lei pu essere molto pi carina con unaltra pettinatura. Ci penser io.

TERESA - Davvero?

MARGHERITA - Bisogna seguire un po la moda. E posso dirle che non ci si pettina per ravviarsi i capelli, ma per vestirsi, affascinare, piacere, insomma! A lei starebbe bene una pettinatura alla Jaqueline e sono sicura che tutti gli uomini si volterebbero a guardarla. (Teresa si erge nella persona e guarda fieramente Antonio) E ora se permette, vado a prendere possesso della mia stanza,.. (Fa per prendere le due valige ma Teresa la previene).

TERESA - Lasci, le porto io!.

MARGHERITA Non si disturbi!.


TERESA - No, no, la prego.

MARGHERITA - Va bene, facciamo una per una.

TERESA - Tanto devo mostrarle la stanza e il bagno.. (Le due escono da sinistra. Antonio e Averardo si guardano un attimo in silenzio, poi Antonio si scuote e d una spintarella ad Averardo).

ANTONIO - Che ti succede, ses rest ambaj?

AVERARDO (Indicando la porta di sinistra) - Mi piace...

ANTONIO - Andiamo, al lavoro! Dobbiamo preparare quella comparsa per la causa del signor Pigna. Mettiti l e scrivi. (Averardo siede alla macchina da scrivere e infila un foglio nel rullo. Antonio prende una cartella, la apre e detta passeggiando) Illustrissimo signor Giudice, presa visione della memoria riguardante la richiesta di separazione del signor Nicola Pigna che accusa la giovane moglie di infedelt in concorso,.,

AVERARDO (Scrive, come abbiamo gi visto, molto lentamente e con un solo dito. Ora compita) Illustrissimo...

ANTONIO (Indignato) - Sei ancora a illustrissimo?

AVERARDO - La macchina va piano.

ANTONIO - E il tuo cervello che non funziona! (Sospira e riprende a dettare lentamente) ... presa visione della memoria riguardante.,. (Da sinistra entra Margherita che, rendendosi conto della situazione, si accosta ad Averardo e, con un colpetto sulla spalla e un sorriso, gli fa cenno di alzarsi. Averardo obbedisce, lei siede alla macchina mettendosi a scrivere velocemente. Antonio, di spalle non si accorto di nulla ma, sentendo i tasti che battono rapidissimi anche lui detta sempre pi in fretta) ... la richiesta di separazione del signor Nicola Pigna che accusa la giovane moglie di infedelt in concorso con il di lui nipote, Salvatore Pigna, nostro cliente, senza altra prova oltre quella delle frequenti visite del Salvatore in casa sua... (Margherita termina di scrivere insieme ad Antonio il quale si gira per fare i complimenti ad Averardo) Bravo Averardo, sei diventato... (Vede Averardo in piedi e Margherita seduta alla macchina) No sei rimasto quello di prima. (A Margherita) Eri tu che scrivevi?

AVERARDO (Con ammirazione) - E veloce, eh? Sembra una mitragliatrice!

MARGHERITA - Sono una stenodattilografa fino dalle elementari... (Di nuovo i due la guardano imbambolati. Margherita chiede) Salvatore nipote come nonno o come zio di Nicola?


ANTONIO - Eh? (Scuotendosi) Ah... E suo nonno... (Margherita scrive velocissima alcune righe, e toglie il foglio dalla macchina. Antonio balbetta) Ma non ho finito...

MARGHERITA - Io s. Appena afferrato il concetto ho concluso. Tu detti troppo lentamente. Guarda se va bene. (Legge rapida) ... e il fatto che Salvatore sia abiatico di Nicola Pigna rende lazione carente e non pu aver luogo mancando la legittimazione ad agire, a norma dellarticolo del Codice Civile, etc. etc., la data, etc. ... con i pi doverosi omaggi, puoi firmare. (Antonio la guarda esterrefatto) Non va bene?

ANTONIO (Dopo un p di mimica eloquente) - Mah...

MARGHERITA - Non pu avere luogo nessun processo, per vizio di sostanza. Salvatore Pigna, pu frequentare quanto vuole casa Pigna essendo abiatico di Nicola. (I due la guardano attentissimi) Il non luogo a procedere chiaro. No? (I due si guardano, poi fanno energicamente segno di s) Ma non sci convinto, zio? Tu stesso mi hai detto che Salvatore Pigna abiatico di Nicola.

ANTONIO - No, io veramente.. Quel Salvatore li un mascalzone, ma io non ho mai detto che un abiatico.

MARGHERITA - Ma abiatico sapete bene cosa vuol dire?,..

ANTONIO - Ma sai.., Io ho preso la laurea nel 1932, allora non cerano tante (Ad ,Averardo) Lui lo sa, vero? che lo sai? (Averardo fa cenno di no) Ecco lho detto io!

MARGHERITA (Con semplicit) Vuol dire nipote. Il nipote del nonno, il figlio del figlio. E abiatico per distinguerlo dal nipote dello zio, figlio del fratello.

ANTONIO (Dopo una breve pausa d uno scapaccione ad Averado) -Hai capito? Questo si laureato a forza di prosciutti e bottiglie di barbera che sua madre mandava ai professori... (A Margherita) Ma com che sai tutte queste cose?

MARGHERITA (Con noncuranza) - Ho lavorato per qualche tempo in uno studio notarile. (Prende a muoversi sveltamente per la scena ,mettendo in ordine la scrivania, gli scaffali, i libri e gli oggetti) La camera molto bella, sai zio? Sono certa che mi trover benissimo e spero di non esservi di peso... Per c un bel disordine qui nel tuo studio, eh? (Muovendosi rapida ogni tanto urta uno dei due se non pronto a tirarsi da parte) La prima cosa di un avvocato dare limpressione dellordine, della precisione. della sicurezza. Il cliente vedendolo deve pensare: con questo avvocato vincer la causa di sicuro... (Trova il piatto di fagiolini nel cassetto fra le scartoffie rinviene un pedalino. Li mostra entrambi dicendo) E queste che cosa sono? Prove per un processo indiziario?

ANTONIO (Indicando Averardo) - E lui che fa un sacco di confusione...

MARGHERITA (Lo minaccia scherzosamente col dito) - Eh, zio, zio!. (Esce da sinistra portando con se il calzino e il piatto. I due, ancora una volta, restano imbambolati),

ANTONIO (Riprendendosi, con decisione) - Su, lavoriamo con ordine e precisione... Un avvocato deve dare limpressione che il cliente quando lo vede pensa: meglio che vada da un altro...

AVERARDO (Prende una cartella) - C la causa Bonetti-Mangiagalli che si discute luned..

ANTONIO (Togliendogli la cartella) - Eh, in questa c poco da discutere. Far la mia solita arringa: Mi affido alla clemenza della corte (Margherita rientra e, sentendo lultima frase di Antonio, gli sfila la cartella dalle mani)

MARGHERITA - Permetti? (Studia il contenuto della cartella).

AVERARDO - Allora c quella di Capra-Bargiacchi che va marted.

ANTONIO Fa un po vedere.. (Prende la cartella) Questo mi ha dato anche un acconto, sei fiaschi di vino e tre bottiglie di acqua minerale.

AVERARDO - Eh, al Capra gli chiudono lesercizio, C la denuncia, della moglie del Bargiacchi, che lha picchiata...

ANTONIO - Se quello l chiude losteria dovr fare il voto di diventare astemio... Se poi chiudo anche col fruttivendolo diventer SantAntonio Pautasso avvocato e martire...

MARGHERITA (Gli si avvicina con la cartella aperta) - Scusa, zio, ma qui tu hai i tuoi buoni argomenti. Guarda la foto della cinquecento: parcheggiata con le ruote anteriori sul marciapiede. Se fosse stata messa come si deve, il vaso del Bonetti, non lavrebbe neanche sfiorata. Come minimo c concorso di colpa. E tanto chiaro! (Dopo una breve pausa Antonio misura uno schiaffone ad Averardo che lo schiva abilmente)

ANTONIO E che ci ho un praticante che non conosce neanche il Codice della strada. (Le consegna la seconda cartella) Allora, dai uno sguardo anche a questa... (Si sente il din don del campanello alla porta, Teresa entra da sinistra ed attraversa la scena uscendo da destra. Antonio ed Averardo stanno accanto a Margherita che sfoglia rapidamente linterno della cartella)

AVERARDO Questo qui un oste, un certo Giustino Capra che ha dato da bere a Giovanni Bargiacchi che era gi ubriaco. Siccome poi Giovanni ha Bastonato la moglie, lei per vendicarsi..

MARGHERITA - Eh, vedo, vedo. Il reato c. Articolo 691 del Codice Penale: Somministrazione di bevande alcoliche a persone in stato di manifesta ubriachezza . (C un attimo di avvilimento, poi margherita ha un lampo) Un momento!

ANTONIO (Sobbalzando speranzoso) - Un momento!

MARGHERITA - C anche il 688.

ANTONIO - Gi, c il 688!

AVERARDO - Ah s! per andare da Canelli a Castion.

MARGHERITA - Larticolo 688 C. P.! (Citando) Chiunque, in un luogo pubblico colto in stato di manifesta ubriachezza, punito con larresto fino a sei mesi o con lammenda fino a lire 80.000 ad(Ad Antonio) Lo sa la signora Bargiacchi che se non ritira la denuncia a Capra tu puoi mandare suo marito in prigione?

ANTONIO (Trionfante) Labbiamo fregati. (Spingendo Averardo verso la porta) Vai, vai dalla moglie di Bargiacchi e digli del 688... (Lo spinge fuori incrociando Teresa che rientra insieme a Jeannette Marchand

una bella e giovane donna bionda assai elegante).

JEANNETTE (Con accento francese) - Buongiorno, avvocato.

ANTONIO (Indicando Margherita) No, no, lavvocato lei.

MARGHERITA (Sorride, restituisce la cartella ad Antonio, e dice a Jeannette) - Mio zio scherza sempre.

ANTONIO (A Jeannette) - Si accomodi.

TERESA - C unaltra cliente che entrata con la signorina. Lho fatta accomodare in anticamera.

ANTONIO - S, s, va bene. Ma quando si mangia?

TERESA (Un p imbarazzata e parlando sottovoce perch non senta Jeannette) - Fra una mezzora avvocato.. Quel poco che ci h lasciato il signor Brunacci, linsalata e le carote lesse.

ANTONIO (Antonio guarda sospirando Margherita) - Ma per lei cosa c?

MARGHERITA (Affrettandosi a rispondere) - Non pensate a me. Ho ancora del cibo in valigia, lo avevo portato per mangiare in treno. Pollo, salame, uova sode.

ANTONIO (Deglutendo lacquolina) - Non mica bello che tu vieni in casa mia e devi mangiare gli avanzi della roba del treno! Sei mia ospite. No, no... tu mangerai linsalata e le carote, e il pollo col salame... pazienza... me lo mangio io.

TERESA (ironica) E il voto, avvocato?

ANTONIO - Il venerd, dalle undici alle due non conta.

TERESA - Vado a preparare la tavola.

MARGHERITA - Le dar una mano. (Escono da sinistra. Antonio va a sedersi di fronte a Jeannette, dallaltro lato della scrivania).

ANTONIO - Dica pure.

JEANNETTE - Avvocato, je me trovo moltissimo nei guai perch mi scaduto soggiorno e devo andare via da Italia.

ANTONIO - E che cosa vuole, che facciamo causa al Governo? Bisogna sbrigarsi perch da noi i Governi durano poco...

JEANNETTE - Mais non, mais non... Vede, io mi sono fidanzata in Italia... Gli uomini italiani sono cos affascinanti, cos charmants... Quando guardano una donna gli si bagnano gli occhi. E cos stato per Ferdinando, il mio Ferdinando, che quando mi ha guardata la prima volta...

ANTONIO . Si bagnato.

JEANNETTE Oui! Io ero venuta a Roma lanno scorso, il 2 giugno, per prendere parte alla sfilata..

ANTONIO - Paracadutista?

JEANNETTE - O non, je sus indossatrice. A Roma cera la sfilata di moda allHilton. E li ho conosciuto Ferdinando. Lui per molto ricchissimo ingegnere di Torino e mi portato con lui nella citt Sabada (Accentua la U).

ANTONIO - Chi Sabada?

JEANNETTE - Torino. Non chiamata la citt Sabada?

ANTONIO - Sabada!... Ma cos quel suo Ferdinando li, un ingegnere del tacco?.. (Batte il tallone per terra un paio di volte).

JEANNETTE - Oh, il nostro, amore stato travolgente... Per quasi un anno. Poi una denuncia e non mi rinnovano pi il permesso di soggiorno! E cos il 24 maggio...

ANTONIO Va fuori lo straniero. Lo so, lo so. Ma chi lha fatta la denuncia?

JEANNETTE - La moglie del mio fidanzato.

ANTONIO (Dopo breve pausa) - Eh, certe donne che simpicciano degli altari degli altri...

(Entra Margherita portando delle cartelle e alcuni libri che sistema sullo scaffale, dicendo).

MARGHERITA - Questa roba che deve stare qui...


ANTONIO (A Jeannelte) - Ma lei perch si rivolta a me?

ANTONIO ma lei perch si rivolta a me?

JEANNETTE - Ferdinando mi aveva sistemato in questa citt, dove possiede lalbergo Continentale e io ho pensato di rivolgermi a un avvocato, e ho scelto lei perch esperto di matrimoni. Nest-ce pas?

ANTONIO - Va bene, ma lei non mica sposata!

JEANNTTE - Io no, mais Ferdinando s. Io chiedo la separazione di Ferdinando dalla moglie.

ANTONIO - Signorina, permette una domanda confidenziale? (Jeannette fa segno di si) Ma lei, non sar mica scema alle volte? Non c niente da fare. E straniera e senza il permesso di soggiorno...

MARGHERITA - E perch, zio?

ANTONIO (A Jeannette, vivamente) Aspetti, che adesso sentiamo cosa dice lavvocato.

MARGHERITA La signorina potrebbe prendere la cittadinanza.

JEANNETTE Qui! Ma come?

MARGHERITA - Sposando un italiano.

ANTONIO S, lei vorrebbe sposarlo, ma la moglie del fdanzato non daccordo.

MARGHERITA . Ma ci sono le scappatoie: un matrimonio pro forma. Si trova un vecchio pensionato, un poveraccio, purch sia scapolo. Gli si fa un bel regalo...

JEANNETTE (Batte le mani, contenta) - Oli, oui! Ferdinando gli darebbe anche dieci milioni, anche venti! Per lui che cosa sono, tanto fornitore dello Stato.

ANTONIO (Con un gesto eloquente) - Eh, allora.. i milioni gli costano poco.

MARGHERITA (A Jeannette) Ci penseremo noi. Mi dia i suoi dati.Istruiremo una pratica con segreto dufficio... (Margherita siede al posto di antonio).

JEANNETTE - Deve essere ben chiaro che questo marito, dopo il matrimonio, prende i soldi e sparisce, e non dovr cercarmi mai, nemmeno vedermi!

MARGHERITA - Ma certo, ovvio. Allora? (Scrive mentre Jeannette le detta sottovoce; Antonio, intento, esclama).

ANTONIO - Ma come ovvio? Mica facile, dove vai a trovare uno che sposi una ragazza come questa... e poi, alla sera, al momento buono, finalmente soli, lei gli dice: E adesso, caro, tante grazie, te ne puoi andare perch arriva Ferdinando


MARGHERITA (Sorride allo zio, ammiccando) . Omnia potest pecunia, caro zio. (Antonio tace, impressionato,Margherita ha finito di scrivere e dice a Jeannette) Se adesso vuol versare un acconto pari al 10 per cento della parcella dellavvocato Pautasso, che di trecento mila lire... Vero zio? (Antonio non riesce a spiccicare sillaba e fa dei gesti ossequiosi alternati a piccoli inchini. Jeannette compila rapidamente un assegno che Margherita prende e consegna ad Antonio. Poi) Je suis sre que vouz serez bien satisfaite de nous. Toute lheure!

JEANNETTE - Oh, oui, bien sr! (Ad Antonio) Arrivederci avvocato! (Esce da destra precedendo Margherita. Antonio trattiene questultima per un braccio e le chiede meravigliato)

ANTONIO - Parli francese?

MARGHERITA - S. E anche inglese, spagnolo, tedesco. Faccio passare laltra cliente (Esce).

ANTONIO (Resta sbalordito e commosso, al centro della scena, con lassegno in mano) - Che ragazza... (Guarda lassegno) E che assegno! Faccio la fotocopia e lo mette in cornice. E la prima volta che ricevo un anticipo. Trentamila lire!... (Con accento nostalgico) Mi compro trentamila lire di bollito grasso e magro. (Entrano Margherita e Caterina Macaluso, una giovane donna bruna, bella, energica, che parla con spiccata cadenza siciliana).

MARGHERITA Ecco lavvocato Pautasso, signorina. (Ad Antonio) La signorina Caterina Macaluso vuol consultarti... (A Caterina) Una cosa un po rapida... Scusi sa, ma lora del pranzo.

ANTONIO - S, si raffreddano le uova sode.. Si sente il campanello din don dallesterno. Margherita, che si trovava gi sulla soglia di sinistra si affaccia verso linterno e dice)

MARGHERITA - Vado io. Teresa... (Attraversa la scena ed esce da destra canterellando. Antonio la guarda sempre pi stupito e quasi in adorazione).

CATERINA - Avvocato... Avvocato!

ANTONIO - Eh? Ah, si, dica pure...

CATERINA - Di questo si tratta: di un investimento.

ANTONIO - In citt o in campagna?

CATERINA - In campagna.

ANTONIO - Cerano testimoni? (Entra Brunacci seguito da Margherita).

ROMOLO (Mostrando una lettera ad Antonio, con voce lamentosa) -Ecco la lettera, avvocato. Nun ce st er nome mio perch lei me scriveva caro coniglietto , ma insomma se capisce che...

ANTONIO Brunicci, sto parlando con una cliente!


MARGHERITA - Zio, fra cinque minuti si pranza. (Esce da sinistra).

ROMOLO (Alludendo a Margherita) - E sua nipote?

ANTONIO - S. No... Cos, molto alla lontana...

ROMOLO - Mica male eh? E sposata?

ANTONIO - No. Ma lei che gliene importa?... (A Caterina) Dunque, lei stata investita in campagna. Che cosa le hanno rotto? E assicurata?

CATERINA - No, avvocato, errore ci fu. Io parlavo dinvestimento ma finanziario. Vorrei impiegare del denaro, diciamo una cinquantina di milioni... Magari acquistando dei terreni in campagna...

ROMOLO (A Giovanni) La pija lei sta lettera avvocato? E importante sa? Senta quello che me scriveva... (Legge con voce accorata)Caro coniglietto, la coniglietta tua che ti scrive, sempre fedele come un cagnolino al padrone e vorrei essere una rondine per volare da te...(Piange) Lo sa da dove me lha scritta?

ANTONIO Si, dal giardino zoologico. Brunacci, mi vuoi lasciare un momento tranquillo?

ROMOLO Eh, la vita na monnezza... Er monno no schifo... Er dolore mha fatto ven un dolore qui... (Si tocca lo stomaco e subito dopo esce da sinistra senza che Antonio ci faccia caso)

CATERINA - Quel signore suo cliente ?

ANTONIO - Si. E vedovo da quattro mesi e quando gli prendono le crisi di dolore.. (Colpito dal pensiero terribile si alza di scatto ed esce correndo da Sinistra. Caterina estrae dalla borsetta uno specchietto, vi si guarda, si aggiusta i capelli e prova un paio di espressioni seducenti. Rientra Brunacci masticando qualcosa. Lei gli sorride piuttosto sfacciatamente).

ROMOLO (Le si avvicina presentandosi) - Permettete? Romolo Brunacci.

CATERINA - Piacere. Caterina Macaluso. Ho notato che molto addolorato si sente.

ROMOLO - Chi, io? Ah. si... Per mia moglie... Mah! Dopo tutto come se dice? Morto un papa se ne fa un altro.

CATERINA - Molto giusto mi pare. E poi, un uomo ancora giovane , simpatico anche, lei non si deve rinchiudere come si dice.., dentro una torre di disperazione...

ROMOLO (Ringalluzzendosi) Lei mi dice delle cose molto belle, signorina... come ha detto che si chiama, scusi?

CATERINA - Caterina Macaluso di Agrigento!

Romolo Di Agrigento ?.

CATERINA - Si, venduto abbiamo i terreni di Gela, abbiamo diviso, perch indipendente voglio essere, e adesso intendo impiegare i soldi in qualche cosa di solido, quass.

ROMOLO - Giustissimo, di solido, una fabbrica di gelati...

CATERINA - No, non so ancora.., lei mi deve scusare, se mi sono presa la libert... Una donna sola sono, non che tengo grande esperienza del mondo...

ROMOLO (interessandosi moltissimo) - Ah, sola?.., proprio sola?...

CATERINA - Lasciai la famiglia al Sud come le ho detto perch sempre indipendente volli essere.

ROMOLO - E perch non si sposata?

CATERINA - Non ebbi la fortuna dincontrare luomo che fa per me, Forse troppo brutta sono.

ROMOLO (Con slancio e sedendole accanto) - Ma che dice? Lei bella! Lei na bellezza! A Roma quelle come lei le chiamano no schianto.., Ci ha n paio docchi co dentro tutto er foco della sua Sicilia!

CATERINA (Vergognosa) - Adesso rossa me fa diventare.

ROMOLO - No... Non mi pare che sia arrossita.

CATERINA - Non si vede, ma di dentro diventata rossa mi sento!

ROMOLO - E sono molto stupito che non abbia trovato da maritarsi... Ma forse non dovrei meravigliarmi. Chiss lei quanto esigente in fatto di uomini... Aspetter forse qualche principe azzurro...

CATERINA (Con forza)- No, no che dice? Di gusti semplicissimi sono, un uomo di mezza et vorrei.., simpatico, lavoratore, non troppo atto, possibilmente bruno e dellItalia centrale... Magari romano...

ROMOLO - Caterina! Ma lo sa che lei ha fatto il mio ritratto?

CATERINA (Con esagerato pudore) - Davvero? Non me ne accorsi..

ROMOLO (Incalzante) - E se questuomo... Questuomo che lei vorrebbe fosse vedovo... Le andrebbe bene lo stesso?

CATERINA - E perch no? Anzi, pure meglio sarebbe. Un vedovo tiene pi esperienza, pi seriet, mi darebbe un vero senso di protezione... (Si sentono da destra le voci concitate di Ceirano e di Averardo).

CEIRANO - Voglio entrare, ha capito?

AVERARDO - I sn an camin chi mangi...

CEIRANO- Non me ne importa niente. Le trecentomila lire me le deve dare lavvocato! (Cerano entra litigando con Averardo, Brunicci e Caterina si alzano e si fanno da una parte)

AVERARDO A l un bel tipo chiel.

TERESA (Entrando da sinistra) Insomma, che cos questo baccano?

CEIRANO Voglio vedere lavvocato Pautasso! E subito! (Entra Margherita, sempre da sinistra, che si rivolge gentilmente a Ceirano).

MARGHERITA - La prego di scusarci ma questo non orario di ufficio. Se vuoi dire a me, io riferir allavvocato.

CEIRANO (Urlando) No! Voglio riferire io personalmente!

ROMOLO. Ma, dico, che maniere so queste? Se calmi, no? Ci sono delle donne!

CEIRANO (Sempre pi furioso va a mettersi naso contro naso con Brunacci) Io le donne le rispetto, ma agli uomini che simpicciano gli rompo il muso. (Fa un gesto espressivo) Ha capito?

ROMOLO (Impaurito) E io mica ho detto niente...

MARGHERITA Avanti, su, sia ragionevole.

CEIRANO - Sar ragionevole soltanto quando avr visto lavvocato Pautasso, che se non far qualcosa per rimediare, io gli spacco la testa. (Entra, da sinistra, Antonio che si rimesso lampia toga da avvocato).

ANTONIO (A Ceirano) Ceirano, lavverto! Che ci ho la toga. Con la toga addosso sono un pubblico ufficiale. Se vuol picchiare qualcuno c li il praticante. (Indica Averardo).

MARGHERITA (Ad Antonio) - Ma che cosa successo zio? Perch questo signore ce lha tanto con te?

ANTONIO Niente, una causa di separazione...

MARGHERITA (A Ceirano) Signore mio, ma le cause si vincono e si perdono. Non tutte Le ciambelle riescono col buco.

ANTONIO E che quello l ci ha una moglie che tutto... e niente ciambella.

CEIRANO - Ma io avevo ragione! Lo sapeva tutta la citt che mia moglie mi tradiva!

TERESA - Ma s, era una cosa vecchia.

ANTONIO - Se l fatto stampare anche sui bigliettini da visita.

CEIRANO (Ad Antonio) - S, s, e lei ha fatto dar ragione a mia moglie!


CATERINA Certe donne veramente svergognate sono.

ROMOLO - N avvocato, ma che, vero ci che dice sta beccacciona?

ANTONIO (A Margherita, indicando Ceirano) - Sua moglie era andata con lamico a visitare un negozio di mobili. Siccome una donna, diciamo cos, un po calda... Si sono trovati soli, cera l un bel letto matrimoniale.. Si sono messi a provare le molle.., e prova tu che provo io... Improvvisamente un garzone ha tirato su la saracinesca della vetrina e tutti, dalla strada, s sono messi a guardare. Si fermato anche un autobus. E quei due a letto non si erano accorri di niente, continuavano.., a provare le molle.

CEIRANO - Tutta la citt ha visto...

ROMOLO - S, lhan data per televisione...

MARGHERITA . Allora zio, non capisco come mai non sia stata accolta dal giudice la tua tesi.

ANTONIO - Mi son trovato contro un avvocato meridionale... (in napoletano) N, Presid nunn successo niente, quelli stavano sotte coperte. Chi pu dire quello che facevano?...

ROMOLO Avvocato, ma se avevate pi di cento testimoni!

ANTONIO - E li ho citati tutti, con una circolare.

MARGHERITA. E allora?

ROMOLO Non si sono presentati?

ANTONIO - S. Ma hanno dichiarato di non aver visto niente. Ho poi saputo che la signora Ceirano li aveva visitati tutti, uno per uno e li aveva convinti a non testimoniare in cambio di un piccolo pagamento particolare.

ROMOLO . Ah ma sta signora ci ha na bella resistenza! (A Ceirano) Complimenti.

CEIRANO . E io adesso le devo dare trecentomila lire al mese?

ANTONIO - Se fa una sottoscrizione fra tutti i clienti della signora, a diecimila lire a testa... ne fa il doppio...

(Si sente il campanello della porta. Teresa esce da destra per andare ad aprire).

CEIRANO (Va verso Antonio a testa bassa) - Avvocato... Guardi che io... faccio sul serio sa...

ANTONIO (Allontanandosi) - Tenga su la testa!... (Agli altri) Se mi d una cornata mi passa da parte a parte...

(Entrano Michele e Teresa. Francescotti indossa i larghi calzoni e la giubba bianca da karat, stretta alla vita dalla cintura nera).

MICHELE - Antonio, ho saputo che la contessa venuta qui. Perch non mi hai telefonato?


MARGHERITA Scusate signori, ma non potreste andarvene e tornare nel pomeriggio?

CEIRANO - Macch pomeriggio! Adesso, adesso mi deve dare soddisfazione altrimenti gli salto addosso e lammazzo!

ANTONIO - Attento, guardi che ho la toga...

MICHELE ( Affronta Ceirano mettendosi tra lui e Antonio) - Chi ammazza 1ei, chi... guardi che io non sopporto che un uomo di onest a tutta prova come lavvocato Pautasso sia trattato cos! Ha capito?,E se lui non sa reagire, ci sono qua io a difenderlo! E con me meglio che lei non ci si metta, sa? Perch io... Vuoi vedere cosa sono capace di fare io! Vuoi vedere? Guardi.., (Afferra lelenco telefonico e lo d a Margherita perch lo sostenga nella dovuta posizione. Poi prende la posa caratteristica del kung-fu emettendo il lungo grido di preparazione) Aaaaah! Aaah! (Vibra un colpo violentissimo col taglio della mano sul librone che per stavolta non si rompe. Michele si mette a saltellare per la scena urlando di dolore e tenendosi la mano. Antonio sfila da sotto la copertina una sottile lastra di metallo e, mostrandola, dice)

ANTONIO E ci avevo messo una lastra di ferro... altrimenti questo mi consuma un elenco ai giorno!...

Si chiude il velano

FINE DEL PRIMO ATTO


ATTO SECONDO



(Sono trascorsi due mesi e mezzo. Lo studio dellavvocato Pautasso in perfetto ordine e la vecchia macchina da scrivere stata sostituita da una nuova. Margherita, bellissima ed elegante, sta telefonando seduta sullorlo della scrivania e fumando una sigaretta).

MARGHERITA . Oh! Io non ti capisco Averardo, sei veramente un ragazzo strano... Telefoni dai bar perch hai paura che tua madre ti senta?.. S, s, inutile, quando tu sei vicino a lei, diventi come un bambino di cinque anni. Ma no, non prenderlo come un rimprovero Averardo, un male dal quale guarirai quando saremo sposati... Ma si che ti voglio bene... E proprio perch sei cos, che ti amo. No, no... Qui non ci venire. Evitiamo complicazioni... Sai bene che tua madre, lunica che ha scoperto quello che c fra noi e ti ha proibito di frequentare lo studio. Va bene caro, ci vediamo stasera al solito posto... Ciao! (Riattacca mentre entra da sinistra Teresa con mia pettinatura diversa che la rende pi carina;anche labito pi moderno).

TERESA . Senti un po Margherita, ma sei sicura che in questa tua pietanza famosa, come lo chiami, il dentice alla greca, bisogna metterci tre chili di sale?

MARGHERITA - Ma no! Quei tre chili di sale grosso non servono mica per salare il pesce, te lho gi spiegato, no? Devono ricoprire il dentice che poi al forno viene a trovarsi dentro a una crosta dura come una pietra... Poi la si spacca e il dentice tira fuori tutto il suo profumo marino.

TERESA - Quante cose che sai!... E pensare che io allavvocato per tanti anni gli ho fatto solo riso e spinaci e polpette di verdura.

MARGHERITA - Vedrai come gli piacer il pesce alla greca e non dire che te lho insegnato io... Sar unaltra piccola prova del tuo amore.

TERESA (Sospirando) - Speriamo, ma finge sempre di non vedere le attenzioni che ho per lui. Mi tratta cos male...

MARGHERITA - Ma non hai notato com cambiato?

TERESA . Si, questo vero, in tre mesi da quando sei arrivata tu diventato un altro. Pi giovanile, pi elegante! E pi interessante adesso di venti anni fa, quando minnamorai di lui..

MARGHERITA Dai tempo al tempo. (Campanello. Teresa va a d aprire. Margherita fa un numero telefonico)


Pronto?... Casa del giudice Villanis? Chi parla, prego?.. Buongiorno signora, sono la segretaria dellavvocato Pautasso e telefono per incarico dellavvocato che le fa i pi sentiti auguri per lonomastico di sua figlia

alla quale ha fatto pervenire un piccolo dono che spera sia apprezzato... Ma simmagini... Arrivederla, signora... (Riattacca e si rivolge a Michele che entrato insieme a Teresa. Il Frascesscotti vestito normalmente con uno spezzato sportivo)... Bisogna essere sempre diplomatici, specialmente con i giudici...

TERESA . Vado a mettere il dentice al forno. (Esce da sinistra).

MICHELE. Non c Antonio?

MARGHERITA - No, in Tribunale.

MICHELE - Mi aveva detto di passare in mattinata,

MARGHERITA. Non tarder, andato a firmare un documento per la conciliazione della vertenza Brunacci.

MICHELE - Ah, quel bel tipo di romano due volte vedovo che si sposato con quella siciliana che ha conosciuta qui, nel vostro studio.

MARGHERITA . Deve essere stato un colpo di fulmine.

MICHELE Eh, si... Colpo di fulmine, so io cosa vuol dire... Ci sono dei colpi di fulmine che infiammano un cuore e lo fanno bruciare per tutta la vita!

MARGHERITA (Prendendo degli appunti seduta alla scrivania, dice in tonomalizioso) Come quello che colp lei, tanti anni fa, tra le siepi di begonie?

MICHELE - Proprio cos... Ma lei che cosa ne sa?

MARGHERITA - Me lha raccontato lavvocato. E motto bello. Un uomo che rimane fedele ad un amore per tutta la vitaqualche cosa di affascinante, di romantico.

MICHELE (Sospirando) . S. ma lascia anche tanta amarezza... Lesistenza senza uno scopo, le foglie che non rinverdiscono, le cose che potevano essere e non sono, state... Acqui Terme... Sapesse quante volte sono tornato ad Acqui Terme!

MARGHERITA (Commossa) - Per ricordare fra le siepi di begonie?

MICHELE No. per fare i fanghi alle giunture... Sa, facendo continuamente ginnastica... (Esegue alcune flessioni).

MARGHERITA - Signor Francescotti... Senta, per la faccenda del suo terreno, proprio deciso a non sentire ragioni?


MICHELE - No, io le ragioni le ascolto, sono le prepotenze che non voglio subire.

MARGHERITA . E allora ascolti queste di ragioni: prima, quel suo terreno incolto non le serve a niente ed costretto ad un vincolo di passaggio che mette in soggezione sia lei che la contessa. Secondo, so che la contessa sarebbe disposta a offrirle, in cambio di quel terreno, un negozio.

MICHELE - Che negozio?

MARGHERITA . Un negozio in centro, in via Giacomo Puccini. Ho sentito dire tante volte che lei vorrebbe aprire un bar, un caff per gli sportivi.

MICHELE (Ricordando). Aspetti un momento.., ma non sar mica quel negozio sempre vuoto che non vuole nessuno perch accanto allagenzia di pompe funebri?

MARGHERITA - Ma questo che significa?

MICHELE - E che metto su, il bar del Caro estinto ? Chi vuole che ci venga? (Cambiando tono)Ma poi come mai tutto questo suo interessamento per farmi cedere quel terreno?

MARGHERITA Ecco, signor Francescotti, le dir una cosa che non sa ancora nessuno, nemmeno lavvocato... Fra me e il figlio della contessa nato un tenero sentimento..., diciamo che ci siamo fidanzati...

MICHELE . Ah, davvero?

MARGHERITA - Si, ma non ne parli. Voglio essere io la prima a dirlo allavvocato. Ma intanto se io riuscissi a favorire la mia futura suocera su questa questione del terreno sarebbe un punto a mio vantaggio, no?

MICHELE (Partecipe, confidenziale) - Perch lei pensa che la cara contessa madre sia contenta di farle sposare suo figlio?

MARGHERITA . Certo che per quel poco che la conosco mi sembra piuttosto piena di pregiudizi...

MICHELE Gi, gi... E per quel tanto che io non la conosco affatto sono certo che proprio cos. Per, non avrei mai immaginato che lei con Averardo, sotto sotto...

MARGHERITA - Vede, lui ha trovato in me la donna di cui ha bisogno. E io ho trovato in lui un ragazzo diverso da tutti gli altri.

MICHELE - Capisco, capisco... (Sornione) Adesso lei si sente gi della famiglia e diciamo che io, magari come regalo di nozze, le dovrei cedere il mio terreno... (Cambia tono e si mette a urlare) Bene! Se cos, la risposta no! Lotter fino alle estreme conseguenze ma io il terreno me lo tengo magari solo per andare a raccoglierci le lumache! E torner a dirlo ad Antonio, anzi all avvocato Pautasso! Mi faccia pure causa, andremo in tribunale!

MARGHERITA . Ma lo faccia almeno per lamicizia che la lega a mio zio.

MICHELE (Furioso) - Ma che amicizia! Lo sa che cos lamicizia? E come un frutto dagosto, bello di fuori ma col verme nascosto. Arrivederla. (Esce a grandi passi da destra. margherita scuote la testa, sospira e va a consultare linterno di una cartella. Entra da destra Marisa Ceirano, classico tipo della donna facile, truccata,

prosperosa, di una eleganza vistosa).

MARGHERITA - Ascolti signor Michele. Dio mio...

MARISA - Permesso?

MARGHERITA- Prego...

MARISA - Sono entrata approfittando di quel signore che uscito lasciando la porta aperta.

MARGHERITA Voleva parlare con lavvocato Pautasso?

MARISA Veramente lui che mi ha fatto chiamare. (Mostra una cartolina che Margherita riconosca subito).

MARGHERITA Questa glielho mandata io. Lei la signora Marisa Ceirano?

MARISA - Di nome, soltanto di nome...

MARGHERITA - Si, lo so, e lei sapr che lavvocato Pautasso il legale di suo marito.

MARISA (Ridacchiando) - Poveretto, che figura che ha fatto davanti al giudice!

MARGHERITA . E lei crede di averla fatta bella la figura, signora?

MARISA - Io? Ma che centro io?

MARGHERITA - Senta, come sostituta dellavvocato, permette che le faccia una domanda? Lei pensa quale possa essere la sua vita in avvenire? Passare da un uomo allaltro senza costruire nulla? Le pare che sia da donna intelligente?

MARISA - Certo, perch no? Per me gli uomini non valgono assolutamente niente salvo quello che sanno fare a letto. Ed io li apprezzo soltanto da questo lato.

MARGHERITA Lei non precisamente quella che si definisce una romantica.

MARISA - Se a lei fosse capitato un marito come il mio, avrebbe fatto come me!

MARGHERITA Non credo, degli uomini ha un opinione diversa dalla sua.

MARISA (Un po scossa) - Senta, io le dico....

MARGHERITA - No, guardi lei, signora, venga, si accomodi in anticamera. Lavvocato non tarder molto. E lui che le vuol parlare... (Escono insieme da destra. Contemporaneamente entra da sinistra Teresa preoccupata e dice a Margherita che entra).

TERESA - Margherita, ho paura di aver fatto uno sbaglio... Ho messo lolio nel dentice e il sale si mezzo squagliato.

MARGHERITA - Ma ti avevo detto di metterci soltanto il sale!

TERESA - Adesso diventata tutta una pappetta di sale, olio, prezzemolo... e gli occhi del dentice mi guardano con un odio...

MARGHERITA - Aspetta, vengo io... Ci aggiungiamo un po di cipolla e un po di miele e lo facciamo allolandese. Quando ero ad Amsterdam... (Escono da sinistra. Quasi subito da destra fa il suo ingresso lavvocato Pautasso che ci appare completamente tra sformato da come la abbiamo conosciuto. E molto elegante, ha un bellissimo cappello a lobbia. Rasato, pettinato, fiore allocchiello e la sua borsa professionale nuova di zecca. Entra canterellando, depone la borsa, si toglie il cappello. Squilla il telefono).

ANTONIO (Rispondendo allapparecchio) - Pronto... Si, sono io... Ah, lei signora Panattoni? Il cane del vicino continua ad alzare la gamba sulla porta di casa sua?... Beh, gli abbiamo mandato una raccomandata, si vede che il cane non sa leggere. Ma si, intendevo dire il vicino... Si vede che non sa leggere nemmeno lui... li citeremo in giudizio, lui e il cane... Ma lei ha fatto una fotografia al cane mentre esegue il bisognino? Ecco brava, la mostreremo al giudice e chiederemo i danni... (Mentre entrano margherita e Teresa, lui riattacca salutando) Arrivederci signora Panattoni, mi saluti il panettone... suo marito...

MARGHERITA - Ciao, zio. Devo parlarti...

TERESA . Anchio vorrei...

ANTONIO (Arrabbiandosi con Teresa) - Tu non parlare e vai di l. (A Margherita) Lo sai che cosa mi ha fatto? (Prende la borsa, la apre e ci fa annusare linterno a Margherita) Senti

MARGHERITA - E profumata.

ANTONIO . E stata lei. (Indica Teresa).

TERESA (Abbassando il capo) - S, ci ho versato dentro qualche goccia del mio profumo.

ANTONIO - Qualche goccia? Due litri e mezzo. Ha fatto il pieno.

TERESA Il profumo ricorda le persone.


ANTONIO - Pensiero gentile un corno, in Tribunale si sono sentiti male in tre. Il giudice poi devessere allergico, ha fatto seimila starnuti e io ho perso la causa,

TERESA - Non si arrabbi avvocato. Per cena le ho preparato un dentice allolandese, fantastico, sentir che profumo! (Esce).

ANTONIO - Non lavr mica condito con quel profumo che mi ha messo nella cartella?

MARGHERITA - Adesso zio siediti qui che ti devo parlare di una cosa molto importante. (Lo fa sedere su una poltrona).

ANTONIO - La causa del cane dei vicini Panettoni? Gli hanno fatto la fotografia e se la pip non viene sfocata.. si vince.

MARGHERITA - No zio, si tratta di una cosa personale.

ANTONIO - Personale?

MARGHERITA - Personale e intima... (Imbarazzata) Mi un pdifficile parlartene perch non so tu come la puoi prendere... Vedi quando sono arrivata qui, circa tre mesi fa, pensavo si di trovare lospitalit, lalletto, il lavoro, ma niente di pi. Ma invece ho trovato una cosa ben pi grande di quelle che ti ho detto. In questa casa, in questo studio ho trovato lamore. (Antonio sussulta e rimane teso) Hai capito?

ANTONIO (Non riesce a parlare poi dice con un filino di voce) S...

MARGHERITA - Hai capito zio?

ANTONIO - Chiamami Antonio.

MARGHERITA - Un amore vero anche se in apparenza strano. Siamo casi diversi lui ed io..

ANTONIO (Emozionatissimo non riesce che a emettere un...) . Eh gi!

MARGHERITA - Lui buono, timido, indifeso.

ANTONIO Eh...

MARGHERITA (Passeggia un pnervosamente per la scena) - E io poi, sono una ribelle, una anticonvenzionale per natura. Non me ne importa di ci che pu dire la gente.

ANTONIO (In tono speranzoso) - Ma chi se ne frega della gente!

MARGHERITA - Che significa se lui ne ha tanti pi di me?

ANTONIO (Con entusiasmo) - Oh gi!

MARGHERITA - Lavorando qui, in questo studio, ho potuto apprezzare le sue grandi doti nascoste, i suoi tesori di bont, di generosit, e me ne sono innamorata! Capisci zio?


ANTONIO (Di nuovo con un filino di voce) - Chiamami Antonio...

MARGHERITA - E se Dio vorr io lo sposer.

ANTONIO (Felice) - Ma certo che lo vuole! Sposatevi e moltiplicatevi, lha detto Lui.

MARGHERITA (Abbracciandolo) . Giusto! E io voglio avere sei figli...

ANTONIO - Beh, anche cinque vanno bene.

MARGHERITA . Sono sicura che saremo felici, malgrado la grande differenza che c tra noi.

ANTONIO (Euforico) - Macch differenza, macch differenza! Circonferenza! (Si sente il campanello alla porta. Margherita esce di corsa da destra mentre da sinistra entra Teresa che passa dietro ad Antonio come per andare ad aprire, ma si ferma sentendo lavvocato che dice) Chi lavrebbe detto che lamore avrebbe bussato anche alla mia porta...

TERESA (Languida) . Antonio, ma io sto bussando da tanto tempo!

ANTONIO - Se non te ne vai ti busso sulla testa! (Mentre entrano da destra Margherita e Ceirano, Teresa esce da sinistra con atteggiamento offeso).

CEIRANO (Agitato, nervoso) Avvocato, io sono venuto, ma lavverto: per lappello avevo intenzione di rivolgermi ad un altro legale!

ANTONIO (Calmo e sorridente) - Bravo, cos sua moglie andava a letto anche con lui e lei era fregato anche in appello.

MARGHERITA (Ad Antonio) - E. quello che ho cercato di fargli capire anchio...

CEIRANO (Cocciuto) - E io mi faccio difendere da una donna. Ecco, s. Da unavvocatessa.

MARGHERITA . In citt ce n una sola.

ANTONIO - Ah, s. la Cicognini. Nubile quarantenne, odia gli uomini, si batte per la fecondazione artificiale. La sua gentile signora se la lavora in dieci minuti.

CEIRANO (Piagnucoloso) - Ma allora dove vado a sbattere la testa.

ANTONIO - Stia tranquillo Ceirano, con me non corre rischi anche perch... (Guarda Margherita con intenzione) ... io non farei mai un torto a colei che... (Si riprende, con tono sbrigativo)... E poi non faremo ricorso in appello.

CEIRANO - Come, avvocato? No, no lo devo fare.

ANTONIO - Stia buono... (A Margherita) Madama Ceirano venuta?

MARGHERITA . E in anticamera


CEIRANO (Cade a sedere tenendo la testa tra le mani) E pensar che quando lho sposata, la chiamavo la Vergine delle Nevi!

ANTONIO - Eh, beh... Si vede che ha nevicato un po troppo... C stata qualche valanga... (Entrano Marisa e Margherita. La signora dignitosa e tranquilla, va a mettersi dallaltro lato della scena. Antonio al centro fra i due, sorridendo a Margherita le fa cenno dandarsene. La ragazza risponde anche lei con un sorriso ed un segno

di augurio, poi esce da sinistra. C una breve pausa poi Antonio dice, in tono umano e convincente) Come disse Cicerone... un mio collega.di tanti anni fa... le cause che si vincono sono quelle che non si fanno . Perci, da quel modesto avvocato che sono, vi dico: lasciate perdere, rimanete insieme daccordo se non damore.

Lamore, che volete mai, una cosa leggera, trasparente e fragile come una bolla di sapone. Rimanete uniti, come due soci di una ditta... (Indicandoli) La Vergine delle Nevi e lo Stambecco delle Alpi.

MARISA - Io tornare con lui? No, mai,

CEIRANO - Io rimettermi con quella.., quella... (Fa come per precipitarsi in avanti a testa bassa).

ANTONIO (Trattenendolo) Fermo, tenga le corna in alto... (Si avvicina a lei) Signora, per trecentomila lire al mese lei si perde una casa, un uomo, una sicurezza, la pensione, tutto (Si avvicina a lui) Ceirano, lei risparmia trecento biglietti da mille e ci ha una donna in casa. Le fa da mangiare, tiene in ordine, lava la biancheria, le lucida il cornicione... Poi la sera vi guardate insieme la TV... (Torna accanto a lei) ... Signora, lei magari per i primi tempi si trattenga un po. Quando le prende il bisogno di tradire suo marito, magari non so... si beva un Ramazzotti... ne faccia un po di provvista, un paio di autocisterne... (Si avvicina a Ceirano,) ... E lei sia un po pi tollerante. Molte volte, se la donna tradisce, la colpa delluomo che non lama abbastanza... (Marisa fu cenno energicamente di si) Il matrimonio come un invito a pranzo, se lei non d abbastanza da mangiare a sua moglie, si capisce che quella va a farsi urta pizza allosteria... (I due coniugi sono abbastanza convinti)

MARISA - Ecco! Parole sante! Lui non mi ha mai capita, non ha mai cercato di capirmi!

CEIRANO - E lei? Fin dai primi giorni era una insoddisfatta, una vanitosa... Io lavoravo dalla mattina alla sera, chiaro che poi, tornando a casa, ero stanco...

MARISA (Sospirando)Eh, s e una donna come me, esuberante, piena di vita, non poteva dargli tutta la sua femminilit!

ANTONIO (Conciliante) E anche logico che se non la dava a lui la dava agli altri.

MARISA - Poi ho cominciato ad annoiarmi e ho cercato qualche distrazione. E tu te ne sei avuto a male subito! Ti sei messo a urlare che ti facevo le corna!

ANTONIO (Sempre pi conciliante) - E invece lei si distraeva, niente altro... (Pano, a Ceirano) Pensi alle trecentomila lire.

CEIRANO (Commosso, a Marisa) - Davvero? Tu puoi giurarmi che volevi soltanto distrarti?

MARISA - S, s, che posso giurartelo. Di qualsiasi uomo io abbia accostato niente restava in me, nemmeno il ricordo!

ANTONIO (Allargando le braccia a Ceirano) - Eh insomma, via..,

MARISA (Con slancio e foga) - Figurati, di parecchi io non ti so dire neanche se erano biondi, bruni o calvi!

ANTONIO (Con forza, dandole ragione) . Non si erano neanche levato il cappello.

CEIRANO (Piangendo) - Marisa...

MARISA Ernesto... (Si abbracciano. Antonio si messo in testa la lobbia, ha preso la borsa, e ora li accompagna alla porta dicendo)

ANTONIO - Su, andiamo in Tribunale a firmare la riappacificazione... (A Marisa) Signora, col giudice per non si distragga.. (Escono da destra mentre squilla il telefono. Da sinistra entra Margherita che risponde

allapparecchio).

MARGHERITA - Pronto, studio dellavvocato Pautasso... Oh, mademoiselle Marchand... No, ancora nulla, ma abbia fiducia... (Sorridendo) La colpa sua, troppo carina ed attraente! Un marito, anche se preso allospizio, dopo averla vista non intende mica rinunciare ai suoi diritti matrimoniali... Beh, intanto le abbiamo fatto ottenere un mese di proroga al permesso di soggiorno, se lo goda col suo bel Fernandone... ma s, certo, la chiameremo noi... (Riattacca. Si sente mio scoppio cupo. Margherita si gira vivamente verso sinistra da dove entra a precipizio Teresa).

TERESA - Margherita! Il dentice!...

MARGHERITA - Che successo?

TERESA - E scoppiato!

MARGHERITA - Ma che dici? (Si avvia verso la porta di sinistra, Teresa vorrebbe accompagnarla ma, poich suona il campanello din-don, s limita a gridarle)

TERESA Devessere per via del miele che colato fuori e ha fatto come una specie di bomba... (Esce da destra rientrando quasi subito con Brunacci il quale cerca di mascherare come meglio pu la sua preoccupazione e la sua angoscia) Signor Brunacci, come mai da queste parti?

ROMOLO - Eh... Teresa mia, la vita na monnezza, er monno tutto no schifo...

TERESA - E sua moglie?

ROMOLO (Sobbalzando) - Che moglie? Ah, gi... Caterina...

TERESA Quella bella ragazza siciliana...

ROMOLO (Fra i denti) - ... tacci sua e de sta fija de na... (Getta uno sguardo fuori della finestra; chiaro che teme di essere inseguito).

TERESA - Ma che cosha signor Brunacci?

ROMOLO - Gnente, devo... parl clavvocato.., eh, senn che sarei venuto a fa qui?

TERESA Devessere uscito.

ROMOLO (Con sollievo) - Allora in casa non c nessuno?

TERESA - No. Cio, c Margherita, la segretaria.

ROMOLO - Ah, gi... E dove sta?

TERESA - In cucina... (Sospettosa) Ma perch mi sta facendo tutte queste domande? Avrebbe per caso voluto che fossi sola?

ROMOLO (E sui carboni ardenti, tuttavia assume latteggiamento del seduttore, esagerando anche un po) - Forse..

TERESA (Onesta e fiera) - Signor Brunacci! Lei dovrebbe ricordarsi che io amo da ventanni un uomo... che purtroppo non ricambia la mia passione disperata!

ROMOLO (Decide fulmineamente di cambiare tattica) - Teresa, ma sicura di averglielo fatto capire?

TERESA (Sfiduciata) - Manca solo che attacchi i manifesti per le strade.

ROMOLO - Vojo di... GIielha fatto capire nel modo giusto? E stata femmina? Ardente? Ha promesso? Ha dato?

TERESA - Altroch. Ma lui non ha preso niente!

ROMOLO - Perch bisogna sapere dare, offrire, e poi magari togliere allultimo minuto per stuzzicare il desiderio... Se lasci consij da me, che de donne me ne intendo co tutte le moji che ho avuto...

TERESA (Interessata) - E che dovrei fare?

ROMOLO (Tentatore, suadente) - Possiamo.., possiamo andare in camera sua senza che ce veda Margherita?


ROMOLO (Spingendola verso la porta di sinistra) - Perch vojo mette la mia esperienza ar servizio suo, vojo farle vede come si conquista un uomo. La vojo f felice, Teresina... Mo annamo in camera sua e jensegno er sistema der Cuppolone.

TERESA - Qual ?

ROMOLO- Quanno lomo da furbo diventa fregnone... (Escono da sinistra, mentre da destra entrano Antonio e Michele discutendo animatamente).

MICHELE - Ma che cosa credi, di spaventarmi?

ANTONIO - Un avvocato se vuoi fregare, ti frega... Lo disse anche Catone: Ti puoi salvare dal morso di una vipera, ma non dalla fregatura di un avvocato .

MICHELE - Va bene, puoi dire alla tua cliente che se vuole il terreno glielo mando in fotografia.

ANTONIO - Stai attento alle fotografie... che puoi correre il rischio di vendere il terreno per quarantotto lire e trentadue centesimi...

MICHELE - Antonio, ma ti senti bene?

ANTONIO (Muovendosi come un ragazzino) - Io non mi sono, mai sentito cos bene! Per questo voglio portarti via il terreno, e voglio vincere la causa, e tutte le cause! Dora in poi sar un avvocato dalle cause vinte! Michele, guardami!

MICHELE - Ti guardo.

ANTONIO - Mi sposo.

MICHELE - Complimenti! Era ora che ti decidessi... Congratulazioni a te e a Teresa.

ANTONIO (Felice) - Grazie... Grazie. Michele... (Ripensandoci) Ma quale Teresa?

MICHELE - Hai detto che ti sposi... Credevo che la tua futura moglie fosse Teresa, dopo tanti anni...

ANTONIO . No, no, rnacch Teresa... Quella che sposo io un fiore... non un carciofo.

MICHELE - Ma allora chi la fortunata?

ANTONIO - Sono io, il fortunato!

MICHELE - Dai, sbrigati, non farmi stare sulle spine.

ANTONIO - Non indovini?

MICHELE - No... Eppure le donne che potrebbero sposarti posso immaginarmele... (Si batte una mano sulla fronte) Ci sono! La straniera. Quella francese che volevi far sposare anche a me... quella che ha bisogno del marito posticcio. Ti fanno gola i milioni...

ANTONIO Ma sei matto, io sposare una come quella per poi dirle arrivederci e grazie senza (Fa un gesto espressivo).ma va va!


MICHELE - Ma allora chi ! Avanti, dimmelo!

ANTONIO (Con voce dolce, gettando uno sguardo verso sinistra) Lei...

MICHELE - Lei, chi?

ANTONIO - Margherita. E stasera la porto a cena alla Tartufella, sai quel posto in collina? La chiamano la trattoria degli innamorati.

MICHELE (Sbalordito) - Che cosa?! (Antonio fa cenno di s, vergognandosi un po) Guarda che il matto sei tu... Margherita?!

ANTONIO -- Ecco, adesso per una piccola differenza di et...

MICHELE - E la chiami piccola?

ANTONIO - Ma s, diciamo che potrebbe essere mia figlia.

MICHELE - Anche tua nipote.

ANTONIO - Ma non abiatica!

MICHELE - Senti, guarda, non ti offendere, ma non possibile, non ci credo.

ANTONIO - Perch sei un invidioso,.. E... e un convenzionale... Lei invece una ribelle, ... insomma, poi... me lha chiesto lei!

MICHELE - Di sposarla?

ANTONIO - O gi. Mi ha fatto la dichiarazione. (Estraendo un cartoncino) Toh! guarda, quando ci siamo incontrati uscivo dalla tipografia...

MICHELE (Prende il cartoncino e cade a sedere, leggendo stupefatto) Lavvocato Antonio Pautasso e la signorina Margherita Bonelli annunciano... riceveranno gli amici... Roba da matti!

ANTONIO (Facendogli il verso) - Roba da matti , Ma che cosa credi, che il matrimonio sia riservato ai ragazzini? Che ci si sposi solo per ragioni di sesso? C anche lamore puro, sentimentale, affettuoso... E poi a lei non gliene importa niente della differenza di et!

MICHELE - Adesso mi spiego il tuo cambiamento da quando Margherita arrivata.., elegante, sempre rasato di fresco, profumato...

ANTONIO (Fieramente) - E mi lavo, anche!

MICHELE - E tu credi di soddisfare una ragazza come Margherita, di darle tutto ci che lei ha diritto di pretendere da un uomo?

ANTONIO - Alludi al finalmente soli ?

MICHELE - S, alludo proprio a quello.

ANTONIO - E allora senti, scemo di un ginnico, devi sapere che ogni uomo nasce con una dote di prestazioni sessuali. Ha una cartuccera, ogni prestazione una cartuccia.E chiaro che se le spari tutte da giovane poi rimani senza, non puoi mica andare da un armaiolo. Io invece non ho quasi mai sparato! Ho ancora la cartucciera tutta piena!

MICHELE (Alzandosi e parlandogli affettuosamente) - Antonio, amico mio, hai preso un granchio. Non so come sia potuto accadere ma tu sei caduto in un grosso equivoco. Io so di sicuro che Margherita innamorata di un altro.

ANTONIO - Invidioso. Vigliacco. Serpente. Ecco quello che sei, un serpentaccio schifoso. Vattene via!

MICHELE - Ma ragiona un momento... Io non sono autorizzato a dirti di pi, per ti ripeto che hai preso un granchio.

ANTONIO - No, io prendo una sedia e te la do in testa! Anche se rompi gli elenchi telefonici non mi fai paura!

MICHELE - Ma Antonio...

ANTONIO - Va via, figlio di una signora Ceirano!

MICHELE (Rattristato) - Va bene, me, ne vado. Ma ricorda che ti avevo avvertito. (Esce lentamente da destra. Da sinistra entra Margherita).

MARGHERITA - Con chi stavi gridando, zio Antonio?

ANTONIO (Ricomponendosi) - Con... con quel disgraziato di Francescotti..! Sai, siccome lo consideravo un amico, anzi, lunico amico... Ho voluto che fosse il primo a saperlo e gli ho detto tutto.

MARGHERITA - Gli hai detto... tutto?

ANTONIO - Non ti dispiace mica? Tanto prima o poi lo sapranno tutti. Cerco, volevo che Michele ci facesse da testimone...

MARGHERITA - Da testimone?

ANTONIO - Si.

MARGHERITA - A chi?

ANTONIO- A noi due,

MARGHERITA - A noi due? (Breve pausa. Margherita molto turbata e non riesce a parlare),

ANTONIO (E in piena euforia) - Non voleva crederci quellinvidioso, non poteva mandarla gi che una ragazza bella e intelligente come te potesse scegliere uno come me! Puoi capire, in tutta la sua vita ha avuto unavventura sola, quasi trentanni fa, con una passeggiatrice in mezzo alle begonie... Non capisce che tu sei una donna eccezionale, diversa. E invidioso. Ma del resto questa una cittadina piena di invidiosi. Sai che cosa faremo? Ce ne andremo in un altro posto, magari a Torino. L gli avvocati guadagnano bene piena di gente che litiga. Apriremo uno studio nostro... Studio Legale Pautasso e C. (Margherita si seduta sullorlo di una sedia restando immobile come una statua. Antonio prosegue sempre pi pieno di entusiasmo) Prima per un bel viaggetto. Andremo a Venezia, che ne dici? Gita in gondola, una puntatina al casin, fotografia con i piccioni...

MARGHERITA (Finalmente si fa forza e dice, convoce decisa) . Zio, guarda che ti sbagli.

ANTONIO Ah gi, che i piccioni l hanno tolti, facevano la pup dappertutto, anche sui gelati dei turisti.

MARGHERITA - Non si tratta dei piccioni.

ANTONIO (Comincia a capire che devesserci qualcosa che non va) Vuoi.., vuoi che andiamo da unaltra parte?

MARGHERITA (Si alzae passeggia tormentandosi le mani) . Ma come hai potuto capire...? Forse stata colpa mia, non mi sono spiegata... Cio, io credevo che tu avessi capito... che non si trattava di te... (Antonio sta fermo, in piedi e tace, mortificato) Vedi zio, una storia. La Fontaine ha raccontato la storia di uno scoiattolo, amico di una volpe. Stavano sempre insieme e lo scoiattolo se ne innamor, mentre la volpe gli voleva molto bene, ma amava un volpacchiotto, comera giusto che fosse. A primavera la volpe confid allamico i suoi sentimenti. E lo scoiattolo, equivocando, cap che parlava di lui: cos la volpe dovette disilluderlo. Ora, zio, in questa storia, se io sono la volpe...

ANTONIO (Lentamente) Io sono lo scoiattolo. (Margherita fa cenno di s. Pausa. Antonio chiede) E... il volpacchiotto chi sarebbe?

MARGIIERITA - Averardo.

ANTONIO (Sospira profondamente. Ha unimpressione di adattemento. Poi cerca di salvare la faccia, esclamando) . Ma io lo sapevo! Lavevo capito! Mi hai preso per uno stupido?

MARGHERITA (Disorientata) Ma parlavi di noi: di un viaggio di nozze...

ANTONIO (Rinfrancandosi sempre pi) Era solo uno scherzo! Ma sul serio credevi che io... con te... tu... ma va, va! Scoiattolo si, ma scemo no!

MARGHERITA (Riprende la sua vivacit) E invece ti sbagli, perch in fondo io amo lui perch in lui vedo te. Lo stesso carattere. Tu sei come lui, buono eindifeso. E io sono sempre dalla parte del pi debole. Ed tanto caro... proprio come te... E non mimporta se lui ha tanti pi soldi di me!


ANTONIO (Ricordando) Ah, ecco... quando dicevi che ne ha tanti pi di te erano i soldi...

MARGHERITA (Abbracciandolo e baciandolo sulle guance) . Sei uno zio meraviglioso, tutto doro!

ANTONIO . Attenta, mi fai cascare dal ramo.

MARGHERITA - Che dici?

ANTONIO - Eh... Uno scoiattolo, dove vuoi che sia?

MARGHERITA (Era arrivata alla porta di sinistra: torna indietro dicendo) - E poi, Averardo tutto diverso da come lo conosci tu. E la madre che lo condiziona. Quando lontano da lei, ha carattere, deciso... Pensa che vuole persino fuggire con me. Se sua madre si opporr al matrimonio, vuole che scappiamo.

ANTONIO - Ma matto!

MARGHERITA - Glie lho detto anchio. Ad ogni modo non prender nessuna decisione senza prima aver parlato con te. (Fa per uscire).

ANTONIO . Margherita. (Lei si ferma e la guarda) Cos, per curiosit... Era da molto tempo che tu e lui...

MARGHERITA Fin dai primi giorni. Lavorando insieme... accompagnandolo in Tribunale... Poi mentre gli insegnavo a scrivere a macchina con le due mani... Vedi, cos... Lui era qui... Io qui... (Fa sedere Antonio davanti alla macchina da scrivere, lei si mette alle sue spalle, si curva in avanti con il seno a contatto del viso di lui: si mette a battere i tasti con due mani. Antonio turbatissimo la scosta e si alza).

ANTONIO . Ho capito. (Margherita esce velocemente da sinistra. Antonio rimane per qualche attimo piuttosto abbattuto. Lentamente si dirige verso il telefono mentre tira fuori di tasca il cartoncino che ha mostrato a Michelee lo strappa in pezzi minutissimi. Poi compone un numero allapparecchio) - Pronto, tipografia Fagnano? Parla Lavvocato Pautasso... Quelle partecipazioni... S. quelle che gli ho dato mezzora fa... Le sospenda... Ma si, certo, non mi sposo pi... Ho fatto un voto a San Quirino dei Barattoli, il protettore degli scoiattoli... (Riattacca sospirando. Da destra entrano la contessa preceduta da Averardo che aziona la bomboletta spray. Entrano, Antonio al telefono).

CONTESSA - Buongiorno avvocato. (Il suo tono formale, asciutto, severo).

AVERARDO - Siamo entrati con la chiave che mi era rimasta...

CONTESSA (Ad Averardo) - Restituiscila. E da un mese che avresti dovuto farlo. (Averardo porge una chiave ad Antonio che la prende macchinalmente dicendo).


ANTONIO . Signora contessa, Francescotti nostro. Il terreno glielo portiamo via per quarantotto lire.

CONTESSA . Ah s? Mi fa piacere, ma non di questo che sono venuta a parlarle. Non si mai chiesto perch io abbia proibito a mio figlio di frequentare il suo studio?

ANTONIO - Beh, io ho pensato che fosse per lo stipendio...

AVERARDO - Ma che stipendio, che non mi dava niente.

ANTONIO . Ma ti avevo promesso che te lo avrei raddoppiato.

CONTESSA - Lasci perdere. Lei non si mai accorto di niente? Allora devo dedurre che lei o era cieco o era daccordo con la tresca nata qui, sotto il suo tetto.

AVERARDO - Sotto il suo tetto.

ANTONIO (Con una punta di amarezza) - Cieco, signora contessa, avevo davanti agli occhi delle fette di salame grosse cos...

CONTESSA - E gi, la classica risposta di chi vuoi sistemare la parentela povera. Ad ogni modo e a dimostrazione che in me non vi nessuna intenzione di coercire la volont di mio figlio, mi limiter a fare atto di presenza. Averardo, parta tu.

AVERARDO - Ecco, avvocato.., mia madre...

CONTESSA (Non sa controllarsi e interviene, subito) . Il delfino di una delle pi nobili famiglie piemontesi era qui come praticante, la nipote nubile a caccia di marito, la si fa venire qui con una scusa, ma... Averardo, parla tu.

AVERARDO - Avvocato, io non credo...

CONNTESSA (Interrompe con veemenza) Un conte Barbaresco ha dei doveri! Noi siamo imparentati, sia pure alla lontana con ben due case regnanti... le ultime che sono rimaste. E Lei adesso, caro avvocato mi vorrebbe combinare un matrimonio tra lultimo rampollo dei Barbaresco e una poveretta senza un soldo! Ma voglio che sia mio figlio stesso a... Averardo, parla tu.

ANTONIO - Averardo, sta zitto, tanto parla sempre lei.

CONTESSA - Avvocato Pautasso! Lavverto che questo matrimonio non sha da fare!

ANTONIO - Mi ha preso per don Abbondio? (Dopo una breve pausa, con rimpianto) Guardi che io non ne so niente di tutta questa storia. Anzi, pensi che credevo... mah. sono un povero scoiattolo di passaggio... Margherita e Averardo hanno fatto tutto da loro, io non centro.

CONTESSA (Gridando) - Fatto? Non hanno fatto proprio niente, caro lei! Il mio Averardo non pu aver fatto senza dirlo prima alla sua mamma!


ANTONIO (Tristemente) - Eh, cara contessa, quelle sono cose che... quando uno si trova li, magari sul prato con la ragazza, nel momento che insomma... non pu mica dirle: Aspetta che vado a domandarlo alla mamma !

CONTESSA Lei non conosce mio figlio! (Tutti e due guardano Averardo che tace imbarazzato).

ANTONIO - Averardo.

AVERARDO - Eh?

ANTONIO - Hai fatto o non hai fatto?

VERARDO - Ma fatto che cosa?

ANTONIO (Trae un sospiro di sollievo; poi alla contessa) - Non ha fatto.

CONTESSA - Come dicevo. Dunque nulla di irreparabile. Averardo sposer la figlia del barone Icardi di Pinerolo.

ANTONIO (Ricordando) - Ah, la baronessina.. Lavora al telefono.

CONTESSA - Ma che cosa dice! Elena Icardi impiegata ai telefoni!

ANTONIO - No, mica impiegata. Lavora col telefono. Squilla il telefono e la ragazza squillo risponde.

CONTESSA - Ma pazzo? Suo padre possiede terreni, mulini, allevamenti di bestiame, cavalli di razza...

ANTONIO E lei fa la squillo per pagare le tasse. Anzi, da quando c lIVA fa doppio turno.

CONTESSA Chiacchiere, fandonie, pura maldicenza. Ad ogni modo se Averardo e la sua degna nipote continueranno a vedersi io riterr lei, avvocato, direttamente responsabile. (Al figlio) Averardo, dillo tu. (Averardo fa per parlare, ma Antonio, andando fuori dai gangheri parla prima di lui).

ANTONIO - Ma cosa centro io?

CONTESSA - Non gridi forte.

ANTON1O - Non grido piano. (Ad Averardo) Averardo, dillo tu.

CONTESSA (Impetuosamente, prima che Averardo riesca a parlare) Lei, lei si dato da fare per imparentarsi con una famiglia come la nostra! (Al figlio) Averardo, parla tu.

ANTONIO (Offeso la rimbecca, senza lasciare ad Averardo il tempo d aprir bocca) - Cara la mia contessa, se sapesse quanto me ne frega niente di imparentarrni, a me! Quando lho saputo stata una tegola! Ero andato persino in tipografia... SInsomma Averardo, dillo tu,

CONTESSA - Facciamola breve. Mio figlio non ha pi intenzione di sposare la signorina Margherita Bonelli! Averardo, dillo tu.


ANTONIO - Ah, si? Allora sappia che vero tutto il contrario. La volpe e il volpacchiotto hanno deciso di scappare insieme per andare a fare i volpini da qualche parte. Averardo, non dirlo. (Il giovane, seccato, si dirige decisamente verso la porta di destra per andarsene).

CONTESSA - Averardo, dove vai?

AVERARDO (Sbottando) - Che cosa ci sto a fare qui? Averardo, dillo tu , a Averardo, parla tu , poi parlate sempre voi!

MARGHERITA (Entra con cipiglio e si ferma a braccia conserte, apostrofando la contessa) - Chiedo scusa, non ho labitudine di ascoltare alle porte ma stavolta non ne ho potuto fare a meno. Averardo!

ANTONIO - Parla tu.. (A Margherita) Oh, eccola il viso dangelo, la ragazza perfetta che non altro se non una volgare adescatrice!

MARGHERITA - Si sbaglia! Perch io sono pronta ad ogni sacrificio ad ogni rinuncia, signora contessa, Averardo che amo e non suoi soldi! Averardo, vieni, andiamo, qualcuno ci aiuter..

CONTESSA - Anche questo un calcolo, egregia signorina, tutto un calcolo!

MARGHERITA - Le ripeto che si sbaglia! E nel vostro ambiente che sifanno i matrimoni per calcolo, non nel mio!

CONTESSA . Si pulisca la bocca prima di parlare del nostro ambiente!

MARGHERITA - Lepoca dei privilegi di casta finita!

CONTESSA - Cos? Adesso si mette a fare la politicante, la sindacalista?

MARGHERITA - Perch non lascia che sia Averardo a decidere di se stesso?

CONTESSA (Strillando) - No! Sono io che decido, come vuole lantica tradizione di famiglia! E lei sparisca dalla vita di mio figlio e rimanga nella sua mediocrit borghese!

MARGHERITA - E lei si trovi un neurologo che la curi dai suoi isterismi ingigantiti e deformati dalla menopausa!

CONTESSA (Urla) - Aaaaah! (Esausta va sedersi da un lato.Margherita, provata a sua volta, siede allangolo opposto. Antonio prende latteggiamento del secondo di un pugile ad un incontro di boxe: accorre presso margherita estraendo un grosso fazzoletto con il quale le fa vento. Poi si mette il fazzoletto bianco stilla spalla e le massaggia un attimo le braccia ed i polpacci, mentre sia lei che la contessa respirano con affanno. Averardo sta accanto alla madre tutto intimorito. Si sente il din don del campanello. Antonio esclama):

ANTONIO - Fuori i secondi! (Margherita si alza ed esce da destra per andare ad aprire. La contessa si alza a sta volta, si ricompone e si avvicina ad Antonio).

CONTESSA - Le togliamo il disturbo, egregio avvocato. E ricordi alla sua protetta, che tanto istruita, la frase di Servio Tullio: pecunia, sine nobilitade.

ANTONIO - Ah, per conto mio guardi, Servio Tullio, lho sempre detto...

CONTESSA (Indicando la porta di destra) - Se vuole mio figlio, lo paghi. Venticinque milioni.

ANTONIO - Come il portiere di riserva della Pro Vercelli.

CONTESSA - Una dote di venticinque milioni appena sufficiente per sposare un Barbaresco. Arrivederci, avvocato. (Si avvia alla porta di destra dicendo al figlio) Andiamo, Averardo.

ANTONIO - Bravo, Averardo, hai parlato bene, hai fatto un discorso che puoi andare a fare i comizi del partito dei sordomuti, (La contessa esce incrociando Margherita che rientra con una grossa busta gialla in mano. Le due donne si guardano con alterigia. Mentre vediamo che Antonio d segni di contentezza in fondo alla scena, Averardo e Margherita si scambiano poche frasi sottovoce sulla soglia della porta di destra).

AVERARDO - Margherita.., io... io volevo dire... volevo.., ma tu lo sai, quando c mamma...

MARGHERITA - Si, lo so Averardo. Del resto ce laspettavamo, no?

AVERARDO (Con decisione) - Ma facciamo come dico io, scappiamo!

MARGHERITA - E come? Se tua madre non ti lascia nemmeno Le chiavi della macchina,

AVERARDO - Prendiamo il trattore. (Dallinterno giunge la voce irata della contessa).

CONTESSA - Averardo!

ANTONIO - Parla tu. (Mentre Averardo esce da destra, Margherita consegna la grossa busta ad Antonio).

MARGHERITA - Lha portata un messo del Tribunale.

ANTONIO (Buttando la busta stilla scrivania) - Fatti coraggio. Margherita... La contessa fatta cos, quando esce senza museruola un guaio.

MARGHERITA (Ridendo) - Oh, non mi preoccupo di lei. Prima o poi la spunteremo.


ANTONIO (Preoccupato) - Pensi proprio di scappare con lui!

MARGHERITA - No, questo non lo farei mai. Sono una ragazza con i piedi per terra. Dico che riusciremo a sposarci.

ANTONIO - Ah, non mica difficile. Lei pronta a fartelo sposare. Basta che porti venticinque milioni di dote.

MARGHERITA - Che cosa hai detto?

ANTONIO - Ah, mica lho detto io... Servio Tullio, dice che tu lo sai...

MARGHERITA (Diventando improvvisamente triste e dura) - Capisco...

ANTONIO - Andiamo, su... non ci pensare, non essere triste... Abbiamo lo studio, il lavoro, i clienti. Le polpette di dentice... A proposito, di Teresa che cosa ne successo? Va un po a vedere... (Si frega te mani).

MARGHERITA - Zio! Zio Antonio!

TERESA - Aiuto... La mia testa... Aiuto... (Entra Teresa scarmigliata e sofferenze, comprimendosi la testa, sorretta da Margherita),

ANTONIO - Che successo?

MARGHERITA - Lho trovata in camera sua legata e mezza stordita.

TERESA . Brunacci... E stato Brunacci.,. Ha voluto che laccompagnassi in camera mia, poi mi ha colpito alla testa e non ricordo pi niente... Sono svenuta...

MARGHERITA - Ma perch ha fatto una cosa simile?

TERESA (Con un piccolo grido) - Ah! Forse ha abusato di me...

ANTONIO - Ma va, Teresa, non ti fare illusioni. (Si sente il campanello alla porta e

Margherita esce da destra. Teresa seduta continua a lamentarsi).

TERESA - Ahi. che dolore.., senti... Senti cosa ci ho qui... (Gli fa sentire con la mano la nuca).

ANTONIO - Accidenti, sembra una noce...

TERESA - Morir, Antonio? Morir?

ANTONIO - Speriamo...

TERESA - Come?

ANTONIO - Dico: speriamo di no..

TERESA - Senti la fronte che mi brucia Grazie Antonio. (Bacia la mano).

ANTONIO - E non baciare la mano.., sono mica il parroco. (Entrano Margherita e Caterina, questultima in uniforme di ufficiale della polizia femminile).


MARGHERITA (Sbalordita) - Zio! Zio! Una cosa incredibile! C Brunacci di l,.. Con due guardie...

TERESA - Ah, quel vigliacco!

CATERINA - Buongiorno, avvocato.

ANTONIO - Lhanno richiamata?

CATERINA (Parla senza pi laccento siciliano che abbiamo sentito)- Sono un capitano della polizia femminile. (Indicando Teresa) E questa la signora aggredita?

TERESA - Signorina, prego...

ANTONIO - S, s lei,.. Senta la noce, senta la noce...

CATERINA (Tasta la nuca di Teresa) - E meglio portarla subito al Pronto Soccorso e farsi rilasciare un certificato. perche dovr testimoniare. Vada, vada signorina.. (A Margherita) Laccompagni lei signorina. Con il colpo che ha ricevuto potrebbe essere un pintontita.

ANTONIO - Ah, quella anche senza il colpo tonta.

MARGHERITA - Vieni, andiamo Teresa... Non aver paura. (Margherita e Teresa escono da destra).

CATERINA Lo abbiamo preso subito, malgrado il travestimento e lho portato qui per fargli rimettere i suoi vestiti.

ANTONIO - Scusi colonnello, ma guardi che io non so mica niente... Ma non se lera sposato lei, Brunacci?

CATERINA - Si, per poterlo cogliere in flagrante. Infatti gli ho messo le manette subito dopo che aveva tentato di uccidermi col gas.

ANTONIO - Ma cosa mi dice, colonnello...

CATERINA - Con unaltra gli sarebbe riuscito facilmente, ma non con me. Ora abbiamo tutte le prove contro di lui, compreso il biglietto scritto da me in cui pregavo melodrammaticamente di non accusare nessuno della mia morte, etc, etc,

ANTONIO - Ma perch?

CATERINA - Ah, mica io sola... Io sarei stata la terza vittima. Da pi di un anno era sotto la nostra sorveglianza. Per poterlo arrestare ho dovuto fingere di essere una ricca nubile in cerca di marito. E siccome lui cercava solo mogli danarose...

ANTONIO - Ne ha ammazzate tre!?

CATERINA - Due. Con me il tentativo riuscito solo a met.

ANTONIO Beh, due e mezzo. E lei ha dovuto sposarsi sul serio?

CATERINA - Un matrimonio finto, ovviamente. Senza nessun effetto giuridico. Il prete era un nostro agente travestito.


ANTONIO Si, va b ma poi la notte Sa com Il marito vuole e lei costretta


CATERINA - Naturalmente, questo fa parte del nostro lavoro. In casi estremi abbiamo la licenza di uccidere o la licenza di...

ANTONIO - Di sparare... licenza di caccia al fringuello

CATERINA - Mi pu dare il suo vestito?

ANTONIO - Si, subito... Credo sia di l in camera di Teresa, ma... mi ci fa parlare un momento con Brunacci? Sono il suo avvocato...

CATERINA.- E un suo diritto. (Va sulla porta di destra e ordina) Pantanella, fai venire qui il detenuto.

(Dopo qualche attimo entra Brunacci con un perfetto travestimento da donna, parrucca e scarpe comprese).

ROMOLO - Avvocato mio, la vita na monnezza, er monno no schifo...

ANTONIO - Guardi che la vera mondezza mi pare sia lei.

ROMOLO - Mha detto proprio male, so jellato... (Rivolgendosi a Caterina) Caterina, cio, signor capitano... dopo che so riuscito a scappa e so venuto qui a travestimme, quanno mavrebbero beccato le guardie se alla stazione nun fossi dovuto anna ar gabinetto? (Spiegando) Un bisogno urgente... logicamente vado in quello de le donne.., e dentro cera una che mha scoperto.

CATERINA - Poche chiacchiere, Brunacci. Senta cosha da dirle lavvocato, e andiamo.

ANTONIO - Ma allora a quella del baule... Elviruccia mia ., la testa glielha tagliata lei? (Brunacci fa segno di s) E quella di prima ancora la polmonite come ha fatto a fargliela venire?

ROMOLO (Con voce lamentosa) - E che c voluto.., un po cagionevole era, je venuta na febbretta, era inverno, un freddo da fassela sotto... Io ho alzato le coperte, je ho buttato na secchiata dacqua ghiaccia addosso e ho spalancato la finestra...

CATERINA - Avvocato, credo che non abbia altro da dirgli...

ANTONIO (Sbalordito) - No, no... ma Brunacci... che sembrava cos... un buon diavolo, uno di quei romani sinceri, aperti, tutto bucatini e volemose bene... Era il Barbablu d Trastevere.

ROMOLO (Lamentoso) - Avvoc, quanno a uno je succede quello che m capitato a me... er bisogno de sordi continuo, assillante pe dalli a na persona che mha fatto perde la testa e i sentimenti... Na passione sfrenata che mha travorto come un fruscello de paja ner turbine amoroso dei sensi...

CATERINA (In tono indulgente) E innamorato pazzo, poveretto


ANTONIO (Mettendo una mano sulla spalla di Romolo) Come la capisco.

ROMOLO . Si, si, pazzo... innamorato pazzo... Ci ha ragione er capitano... E fosse armeno uno de quei tipi boni , che se ne stanno,a casa e nun chiedono artro che un core e na capanna... E invece questo no, vo sempre sordi, sordi continuamente nun jabbastano mai e come me li procuravo? Col lavoro de piazzista mica se comprano le Ferrari urtimo tipo, er cabinato, darto mare, le vacanze a Cortina dAmpezzo...

ANTONIO - Eh, s, stato proprio sfortunato.

ROMOLO - Nun ce fossi mai annato quella domenica a Ostia, quanno se semo incontrati... io stavo sdraiato a pij er sole e m apparso come na visione... Usciva dar mare col corpo abbronzato, coperto di goccioline, portava no Slippetto piccolo piccolo... li capelli ricciuti neri, lunghi fino a qui, er petto pienode peli.., me so sentito come un fluido caldo in tutto er corpo..,

ANTONIO - Eh, quando arriva il fluido caldo son dolori. Ma se una passione cos forte perch non vi sposate?

ROMOLO - Nun possiamo, nun c er permesso... In lnghilterra si , ma qui no... Se no da mo che me lo sarej sposato Righetto mio (Pausa. Antonio finalmente realizza. Indicando Romnolo chiede a Caterina).

ANTONIO - Ma mi sbaglio o questo un po (Si tocca lorecchio con lindice. Caterina risponde con un egsto che significa altroch雛. Antonio fa un gesto di estrema nausea e disapprovazione) Eh, ma allora proprio vero che la vita uno schifo...

ROMOLO Avvoc lei me difender spero anche se non ci ho soldi pe paga...

ANTONIO . S, tanto ci sono abituato.

CATERINA - Andiamo Brunacci, venga a cambiarsi.

ANTONIO . Ma non meglio che resti cos? E pi in carattere.

ROMOLO Avvoc, pensamo a na linea de difesa.

ANTONIO Eh, lunica sarebbe di dire che sono stati delitti politici. Molti ci hanno provato e gli andata bene. (Rientrano da destra Margherita e Teresa che ha un foglio in mano)

TERESA (indicando Brunacci) - Eccolo li quel farabutto!

ROMOLO - Me perdoni Teresa ma nun ci avevo artra via...

MARGHERITA (Piano ad Antonio) - Zio, ma lo sai che cos vestito Brunacci sembra proprio una donna?

ANTONIO S, s, anche se non vestito cos.

CATERINA (Sbrigativa, a Teresa) Senta signorina, vada a prendere il vestito e le scarpe del Brunacci. Si cambier in questura. Poi le far avere il suo abito e la sua parrucca. (Teresa esce da sinistra). Mi perdoni, Teresa.

ROMOLO (Ad Antonio) - Telefoni a Righetto ar 646161 de Roma... Je dica quarche cosa, je nventi na bugia se no quello se mette co un altro... (Poi a Caterina)Anzi, perch non arrestare pure lui, tanto pregiudicato...

ANTONIO Ecco, si, metteteli in una bella cella matrimoniale. (Entra Teresa col vestito e scarpe di Brunacci. Caterina li prende dicendo)

CATERINA Su, andiamo...

ROMOLO (Ad Antonio con le lacrime nellavoce) - Avvoc, la vita na rnonnezza...

ANTONIO (Lo spinge fuori) - S, s, ho capito... Vada, vada signora e stia attenta ai paracarri. (Caterina e Brunacci escono accompagnatida Antonio).

TERESA . Ah, Margherita mia... Me la sono vista proprio brutta sai.

MARGHERITA - Beh, ora tutto finito. Andiamo finalmente a preparare le polpette di dentice.

TERESA . E quando mi insegnerai a fare il riso al salto?

MARGHERITA . Ho paura che dovrai continuare a fare il solito riso al burro. Penso di andarmene fra una settimana.

TERESA . Ma come? Se ancora stamattina eri entusiasta di stare qui.

MARGHERITA S, ma in mezzora molte cose sono cambiate. E io non ho la tua costanza, non mi sento di aspettare per ventanni quello che ho diritto di avere subito. (Escono da sinistra mentre da destra entrano Antonio eMichele).

MICHELE .Ma che cosa mi dici! Brunacci ha fatto di queste cose?

ANTONIO (Allegro) - Eh, caro mio... Lamour cest lamour! Come disse Servio Tullio...

MICHELE - Che centra Servio Tullio?

ANTONIO - Era un grande uomo! A proposito, avevi ragione tu su Margherita e ti chiedo scusa di averti trattato male.

MICHELE . Non ti preoccupare, io sono veramente tuo amico. Anzi ti dir che sono tornato per dirti che... (cambiando tono) Ma come mai sei cos allegro, cos vispo? Se io avevo ragione dovresti sentirti piuttosto abbattuto.

ANTONIO . E lo sono stato per un momento, ma poi intervenuto Servio Tullio


ANTONIO - Se Margherita vuol sposare il volpacchiotto gli deve portare venticinque milioni di dote... Lha detto la volpona.

MICHELE - E chi la volpona?

ANTONIO . La madre del volpacchiotto, la contessa.

MICHELE - Ah...

ANTONIO (in tono faceto) - Vuoi fermarti a pranzo con noi? Abbiamo delle polpette dentice.

MICHELE - Ma non ti vergogni?

ANTONIO Perch? Il dentice fresco... E arrivato in aereo dalla Tunisia.

MICHELE - Non cambiare discorso e rispondi: non ti vergogni?

ANTONIO Ehi, mister karat, di che cosa mi dovrei vergognare?

MICHELE - Di questa tua contentezza. Tu pensi che Margherita non potr mai disporre di una cifra cos enorme e che quindi, logicamente, non avr mai la possibilit di diventare la moglie di Averardo. Quindi dovr stare qui con te.

ANTONIO - Non vero!

MICHELE S che vero, confessa avvocato! (Antonio cade a sedere come un colpevole; Michele incalza) Hai fatto bene i tuoi conti. Margherita sola, senza conforto, tu che la consoli...

ANTON1O - No! No! Sono innocente

MICHELE (Con forza) Non negare... Quella tua allegria di poco fa ti condanna! Avanti, rispondi: hai fatto qualche cosa per far cambiare idea alla contessa? Hai adoperato la tua arte, la tua esperienza di avvocato per convincerla? Lhai pregata? Lhai supplicata? No! Tu non hai fatto niente... Ti sei abbandonato alla tua gioia pregustando la pera che ti sarebbe cascata fra le mani come un frutto maturo. (Pausa. Antonio si alza nobilmente. Guarda per un attimo lamico poi gli dice con voce ferma).

ANTONIO . Ti sbagli Michele! (Va al telefono e compone un numero).

MICHELE . Che cosa vuoi fare?

ANTONIO - Adesso stai zitto... (Rispondendo al telefono) Mademoiselle Jeannette Marchand, per favore.

MICHELE - Antonio, spero che tu non te la sia avuta male... Ho cercato soltanto di parlarti come un amico e tu lo sai che delle volte per fare del bene bisogna dire delle parole amare.

ANTONIO - Le tue erano proprio allacido solforico, boia... (Poi subito dopo al telefono) Pronto? Oh, no, signorina Marchand, non dicevo a lei... Sono lavvocato Pautasso. Dunque mademoiselle Marchand, abbiamo trovato il marito.. Si, proprio quello che ci vuole No, no, stia tranquilla, questa volta andr tutto bene... Sicurissimo... Ma s, venga subito che glielo presento... Porti lassegno, queIlo che doveva servire per quellaltro... Ma se le dico di stare tranquilla? Questo qui anche se lei gli passeggia nuda davanti, lui si fa il solitario con le carte. Va bene, laspetto. (Riattacca).

MICHELE (Molto preoccupato, con vero affetto) - Antonio, non penserai mica di...

ANTONIO - Adesso se parli ancora ti do un pugno, che ti passa la voglia... (Compone un altro numero al telefono. Michele, letteralmente disperato, si lascia cadere seduto, esclamando).

MICHELE- Hai ragione.

ANTONIO (Al telefono) - Pronto? Oh, Averardo, sei tu?... Parla Pautasso... Disinfetta il telefono e fammi parlare con tua madre... Non pu venire? E al bagno? Oh... Non credevo che una Barbaresco facesse di queste cose.. Allora dille che se vuole degnarsi ancora una volta di passare dal mio modesto ufficio potr avere latto di propriet del terreno Francescotti, non solo, ma sistemeremo anche la tua faccendaSi, con Margherita. E non gridare cos che mi rompi la tromba dEustachio! (Riattacca. Michele gli va incontro conaria minacciosa).

MICHELE Cosa? Cosa? Cosa? Il terreno Francescotti?

ANTONIO (Con calma) - Quel tuo terreno dovr servire a completare la dote di Margherita. Io gli do un valore di cinque milioni e la contessa ar ben contenta di ricevere per lacquisto del volpacchiotto venti milioni in contanti pi il tuo terreno...

MICHELE . Si. c solo il piccolo particolare che io piuttosto di dare il terreno alla contessa...

ANTONIO - Calma... Tu non lo dai alla contessa, lo vendi a me. Sono io che lo cedo a lei.

MICHELE Ti ha dato di volta il cervello. Sapendone luso che vuoi farne non te lo venderei nemmeno per un miliardo.

ANTONIO - Me lo venderai invece per quarantotto lire e trentadue centesimi. (Cos dicendo ha aperto la cartella riguardante lavvertenza) Sono riuscito a trovare anche le tre lire e i trentadue centesimi. Ce lho qui nel cassetto.

MICHELE (Sbalordito) - Ma cosa ti esce dalla bocca? Sei pazzo...

ANTONIO (Gli apre la cartella sotto gli occhi e gli dice) . Leggi un po qui. Sai leggere il francese?


MICHELE - Ma qui scritto in italiano... (Legge) Il mio corpo tutto un fuoco, vieni amor mio a spegnere la fiamma che mi consuma .

ANTONIO (In fretta) - No, no, questa Teresa... Accidenti a lei! Anche la fiamma ci mancava.. (Toglie il foglietto che Michele stava leggendo) Leggi sotto, leggi sotto dove c il segnetto rosso...

MICHELE (Leggendo in francese) - Le proprietaire pourra transiter seulement pieds, sans chien et sans arquibuse ou le terraine sera vendu pour le meme pris de laquiste . (Michele guarda Antonio sbalordito) E questo che vuoi dire?

ANTONIO (Gli d una piccola foto) - Lo riconosci?

MICHELE - S, sono io.

ANTONIO - Che coshai in mano?

MICHELE - Ho un cane e quel vecchio fucile che mi desti tu perch lo portassi sul terreno dove tu mi aspettavi...

ANTONIO - Quel vecchio fucile un archibugio. E tu sei passato sul terreno della contessa col cane e con larchibugio. Contravvenendo a una precisa norma contrattuale. Siccome il tuo bistrisavolo pag il terreno quarantotto lire e trentadue centesimi, questo il prezzo che io ti pagher.

MICHELE - Ma... ma... (Non riesce a parlare tanto il suo rabbioso stupore).

ANTONIO Te lavevo detto di stare attento dalle fregature degli avvocati.

MICHELE - Ma allora mi hai teso un tranello! Una trappola! Mi hai fatto di proposito quella fotografia! Ma io spacco tutto, io distruggo tutto... (Afferra lelenco telefonico ma Antonio lo avverte freddamente).

ANTONIO Sta attento che ci sono due lastre dacciaio dentro, lho corazzato come un sommergibile.

MICHELE (Getta via lelenco, urlando) - Tu non puoi farmi una cosa simile! Non puoi!

ANTONIO - Rivolgiti a un avvocato. (Entra Margherita da sinistra).

MARGHERITA - Ehi, voi due... Non starete mica litigando?

ANTONIO - Vieni qui, vieni qui figlia mia.. (Labbraccia mentre Michele siede accasciato) Ecco come ti voglio bene io, come una figlia... Soltanto quello schifoso depravato poteva pensare... (Si sente il suono del campanello, Teresa esce da sinistra per andare ad aprire e intanto dice a Margherita).


TERESA - Margherita, le polpette non restano solide si sciolgono nellolio...

MARGHERITA - Non ti preoccupare, faremo il passato di dentice allla francese.

ANTONIO (A Teresa) - Vai, va ad aprire che poi ti spengo la fiamma con la pompa dei pompieri. (Teresa dopo un gesto offeso esce da destra mentre Antonio dice a Margherita) Tutto andr bene Margherita, ci ha pensato lavvocato Patutasso che sempre un esperto di matrimonio.

MARGHERITA - Ma zio, non capisco...

ANTONIO . Capirai. (Entrano Teresa e Jeannette). Buongiorno avvocato.

MARGHERITA- Oh, mademoiselle Marchand...

JEANNETTE (Ad Antonio) - Dopo la sua telefonata le confesso che non sto pi nella pelle... Il mio permesso scade tra venti giorni e pour lagitation al mio Fernando gli son venuti tanti brufolini sur le visage... Et alors? Dov il marito?

ANTONIO . Eccomi qua. Sono io.

JEANNETTE - Lei, avvocato!? (Pausa. Tutti guardano Antonio il quale per darsi un atteggiamento prende una posa dignitosa appoggiatindosi allo schienale di una poltrona ma sbaglia la mira e per poco non finisce per terra) Mais nest pas possible!

ANTONIO - Et porquoi? Mi sun qua. Sono scapolo. Cittadino in regola con le leggi. Non le va di diventare la signora Pautasso?

TERESA (Scattando) - No! Antonio... avvocato. tu... lei.., non puoi farmi una cosa simile! E una coltellata alla schiena che mi dai! Ho pazientato venti anni... Venti anni della mia vita ho buttato via sperando in te. E questo.., questo il risultato! Sei un infame! Un vigliacco! (Margherita la consola) Me ne vado... s si! Antonio, Antonio, prima angelo, e poi demonio! (Esce teatralmente da sinistra)

MICHELE - Poverina...

JEANNETTE - Ma perch fa cos?

ANTONIO - Niente, soffre di viscere.

MARGHERITA - Zio, come mai questa decisione cos improvvisa?

MICHELE - Lo fa per lei, cara signorina... E ci sono andato di mezzo anchio che contribuisco alla sua felicit con quarantotto lire e trentadue centesimi.

ANTONIO (A Michele) Tu sta zitto. (A Jeannette) E allora mademoiselle, lo facciamo questo matrimonio blanche?

JEANNETTE - Oui, oui. Io sono pronta, contento lei, contenti tutti, Le condizioni le conosce.

ANTONIO S, s lei mi dia lassegno e dopo la cerimonia pu andarsene in viaggio di nozze col suo Fernandone, cos gli andranno via i brufolini dalla faccia, e le assicuro che di me non sentir mai pi parlare. (Intanto Michele parla a bassa voce con Margherita, evidentemente spiegandole tutto).

JEANNETTE - Bien, siamo daccordo caro marito.

ANTONIO - Come no, cara moglie. Da una mano lassegno e dallaltra il contratto.. (Avvicinandosi alla scrivania) Eccolo qui, era preparato per quel novantenne che morto appena lha vista... Basta una firmetta e ci vediamo in Municipio... (Jeannette estrae un assegno dalla borsetta e Antonio sta per firmare quando Margherita gli ferma il braccio).

MARGHERITA - No, zio! Non voglio!

ANTONIO (Severo) Come sarebbe a dire non voglio ?Come ti permetti di dire allavvocato Pautasso non voglio ?

MARGHERITA Ma ti stai sacrificando per me!

ANTONIO - Neanche per sogno. Lo faccio per me. Ti rendi conto che finch sono scapolo corro il rischio di sposare Teresa? (Firma).

MARGHERITA (Commossa) - Mi fai sentire colpevole.

ANTONIO - Ti difendo io. Vai ad aprire. (Si sente il campanello e Margherita va di corsa ad aprire mentre Jeannette legge attentamente il contratto firmato da Antonio),

MICHELE . Antonio, tutto sommato il mio sacrificio niente,in confronto al tuo. E poi, sono contento per Margherita.

ANTONIO (Sospirando) - Anchio... Sapessi come sono contento. Sono tanto contento che mi viene quasi da piangere...

MARGHERITA (Tornando) - C la contessa... (Entra per primo Averardo col solito spry).

MICHELE ,- Ma che cosa fa?

ANTONIO -La contessa una igienista, prima di bere lava anche lacqua.

CONTESSA (Entrando austera come sempre) - Avvocato Pautasso, spero che non mi abbia fatto venire inutilmente una seconda volta.

ANTONIO - Per carit contessa, tutto sistemato. Dove vuol sedersi? Averardo, spruzza tu.

CONTESSA (Dopo aver guardato tutti) . Ci sono degli estranei.

ANTONIO - Ma sono tutti lavati e stirati. E poi come estranei? (Indicando Margherita) Questa la sua futura nuora... (Indica Jeannette) Questa mia moglie...


CONTESSA (Stupita) - Sua moglie?

ANTONIO Per modo di dire. Comunque moglie a tutti gli effetti, ma senza diritto di pascolo.

JEANNETTE - Enchante, madame la contesse.

ANTONIO (Indicando Michele) . E questo Francescotti, il padrone del terreno.

CONTESSA . Ah, finalmente ci conosciamo...

MICHELE (Guardandola un po scosso) - I miei omaggi, contessa... (Musica).

ANTONIO Allora, sentite le parti ed escussi i testimoni, la parola alla difesa. Difesa in un processo nel quale tutti siamo imputati... (Dicendo questo ha indossato la toga ed ora continua al centro della scena) Da chi vuol contrarre un falso matrimonio per continuare una tresca adulterina a chi vende quarti di blasone per un po di denaro... Ma ogni imputato ha diritto alla comprensione e alla misericordia della corte, perch anche le corti sono formate da imputati ai quali auguro di trovare un giorno una corte pietosa. E poich non tutti i reati, anzi quelli pi grossi, non sono contemplati dal codice, io chiedo a voi giudici di assolverci anche perch in questa vicenda umana ci abbiamo messo un po di buona volont, riuscendo ad appianare le cose. Per il resto ben altri avvocati e senza toga, dovranno intervenire. Onde per cui la qui presente Margherita Bonelli sposer il qui presente Averardo dei conti di Barbaresco al quale reca una dote di lire venticinque milioni cos suddivisi: venti milioni con assegno circolare (lo sfila dalla mano di Jeannette e lo porge alla contessa) elire cinque milioni rappresentati da duemilaottocento metri quadrati del terreno silo in localit detta La Stercaia... (Alla contessa) Alla disinfezione ci pensa lei, eh? (Riprende il tono ufficiale) Al cui passaggio di propriet non mancano che le firme.. Signori della corte, ho fmito. Se saremo assolti tanto meglio; se ci condannerete diremo con il grande Cicerone che nella legge chi trionfa sempre il mascalzone!

CONTESSA - Andiamo a firmare. (La contessa e Michele vanno a firmare presso la scrivania. Margherita abbraccia Antonio).

MARGHERITA - Oh. zio!

ANTONIO (Corrispondendo allabbraccio) - Come una figlia.., come una figlia... Adesso per staccati perch sento gi che non pi come una figlia... Vai, va dal volpacchiotto... (La spinge verso Averardo. Dopo aver firmato, la contessa va alla poltrona).

AVERARDO - Margherita! Tuo zio veramente un grande uomo! Il primo figlio che avremo lo chiameremo Pautasso!


JEANNETTE (Termina di leggere il contratto e lo sventola come una bandiera) - Tutto bene! Tout va trs bien! Rimarr in Italia per sempre col mio amore... Viva lamour! Viva lamore! (Fa un giro per la scena ed esce da destra cantando la canzone che abbiamo gi sentito, ossia il valzer tipo fascination. La contessa lancia un grido e cade sul divano semi svenuta).

CONTESSA - Aaaah! No... questa canzone... non posso sentirla... mi fa star male... aiuto... (Margherita, Averardo e Antonio le vanno accanto soccorrendola; Michele invece resta da un lato insospettito e scavando nel ricordo),

AVERARDO - Sempre cos, quando senta questa musica si sente male...

MARGHERITA - Dei sali, ci sono dei sali?

ANTONIO . Facciamole odorare il dentice.

MARGHERITA - Contessa..

AVERARDO - Mamma...

CONTESSA (Riprendendosi; con voce rotta) Mi sento meglio... Scusatemi... Ma quella canzone mi ricorda un momento bello ed orribile al tempo stesso... Un episodio della mia giovinezza... (Ricordando) La notte precedente il mio matrimonio... Mi trovavo con i miei genitori ad Acqui Terme... non potevo dormire quella notte, ero cos agitata... sentivo come serpeggiarmi nelle vene un fluido caldo...

ANTONIO - Anche lei!

CONTESSA (Proseguendo) - ... Uscii nel giardino dellalbergo dove giungeva dallinterno la musica di unorchestrina che suonava appunto questa canzone... Stavo passeggiando lungo le siepi di begonie quando vidi un giovane atleta biondo... in maglietta e calzoncini..

MICHELE (Senza guardarla, ricordando) - Cera scritto sopra Fortitudo ... (Tutti guardano Michele) E tu avevi un vestito di voile azzurro...

CONTESSA (Senza guardare Michele) - Mi venisti incontro e mi dicesti... (Tutti guardano lei).

MICHELE (Continuando) - .. Fermati, tu sci la bellezza... (Tutti Guardano Michele).

CONTESSA - La musica continuava a suonare dallalbergo... (Tutti guardano la contessa).

MICHELE - Cademmo in ginocchio uno davanti allaltra e le nostre bocche si unirono...


ANTONIO - Da questo punto il racconto vietato ai minori di quattordici anni. (Finalmente Michele e la contessa si guardano).

MICHELE - Tu! Sei tu la mia lei!

CONTESSA - E tu, tu sei il mio fatale lui!

MICHELE - Perch fuggisti dalla mia vita senza pi darmi notizie? Io ti diedi lappuntamento per il giorno dopo!

CONTESSA - Il giorno dopo andai sposa al conte Cornelio...e avevo gi in m il frutto del mio peccato!

ANTONIO Urca! (Indicando Averardo) Ma tu sei il figlio delle begonie?

MICHELE - Averardo! Mio figlio?

ANTONIO (A Michele) Solo tu potevi fare un figlio come questo.

AVERARDO (Alla contessa) - Io non ho capito niente... (Indicando Michele) Devo chiamarlo pap?

CONTESSA (Agitatissima) - No! No!... Vieni Averardo... Andiamo via, non posso pi vederlo questuomo!

MARGHERITA - Ma perchi, contessa? Ancora pregiudizi? Ancora soffrire per un fallo commesso tanti anni fa?

ANTONIO (Guardando Averardo) - Hai capito? Tu sei un fallo.

MICHELE (Alla contessa) Aspetta... Tutto non perduto! La vita non finita! AI mondo vi sono ancora delle begonie...

CONTESSA - No! No... Voglio chiudermi nella villa e non uscirne pi.... Passer le giornate a pregare nella cappella, per chiedere perdono al mio nobile sposo...

MICHELE - Vengo anchio con te... pregheremo... pregheremo insieme.

ANTONIO - Lui serve anche la Messa.

CONTESSA - No! Nessuno mi vedr pi. E quando Averardo se ne sar andato trasformer la villa in un monastero... e lo intitoler a San Cornelio dei Dibattuti.

ANTONIO - Il protettore dei cornuti. (La contessa esce).

MICHELE (Correndo verso la porta di destra) - Aspetta, dobbiamo dirci tante cose.. (Disperato, ad Antonio) Antonio, che faccio?

ANTONIO . Vai, corrile dietro, che alla prima siepe di begonie. spacca lelenco telefonico. (Michele esce correndo).

MARGHERITA - Una cosa per certa: che la voce del sangue non esiste.

AVERARDO - Questo vero. Io quello l lo conosco da quando ero bambino e mi sempre stato antipatico.


ANTONIO - Ma chi pu dire che sia veramente tuo padre? E poi, in fin dei conti, che importanza ha? Quello che vale che un individuo nasce, esiste, vive, un cittadino del mondo. Tutto sta a vedere se un cittadino di serie A o di serie B. Quelli d serie A sono i belli, i forti, i fortunati, i desiderati dalle donne, i vincenti... I cittadini di serie B sono quelli come me.

MARGHERITA - Zio, non devi parlare cosi. Perch ti butti gi? Devi convincerti di essere un uomo eccezionale! Se ti compiangi, allora sei tu che vuoi essere di serie B!

AVERARDO (Con affetto) - Avvocato, per me lei di serie A, come la Juventus!

ANTONIO (Leggermente commosso; in mezzo ai due, mette le braccia sulle loro spalle) - Grazie, siete molto buoni ma sapete bene che non cos. A questo mondo c chi nasce pecora e chi nasce lupo... (Guardando Averardo),.. e chi volpacchiotto.. (Sospira, poi si scuote) Ma adesso non ci commuoviamo. Margherita, abbine cura. Hai detto bene, questo qui uno come me. Un indifeso, un debole, un mansueto. E sei tu che dovrai guidarlo e sostenerlo.., perch la donna che tiene le redini dellumanit. Tutto quello che luomo fa, costruisce, inventa, scopre, conquista sempre per una donna anche se non la sua donna. (Sospira di nuovo e aggiunge) E mi pare che meglio di cos lavvocato non si possa fare.

MARGHERITA - Ma adesso...

ANTONIO (Sbrigativo) - Adesso uscite, andatevene fuori insieme (Ad Averardo) Lhai mai portata a cena? (Averardo /a cenno di no) E allora che aspetti? Su, andate alla Tartufella. la trattoria degli innamorati, c la musica, si mangia bene ese vi date un bacio i camerieri fanno finta di non vedere. Avanti, sbrigatevi che gi buio. Andate, altrimenti vi faccio mangiare il dentice!... (Li spinge fuori da destra. Rimasto solo perde tutta la sua baldanza e, poich nel frattempo calata la sera, va ad accendere la lampada sulla scrivania, senza accorgersi di Teresa che vestita da viaggio e con una grossa valigia in mano, entrata da sinistra e si fermata dopo aver fatto due passi. Antonio, voltandosi, la vede).

TERESA - Addio, avvocato. Me ne vado.

ANTONIO - Ma dove vuoi andare? Metti gi quella valigia e non fare la melodrammatica.

TERESA (Nobilmente) - Se mi vuol trattenere perch non pu liquidarmi di quanto avanzo, sappia che non voglio nulla. Nel luogo dove sono diretta non c bisogno di denaro.

ANTONIO - Ma su, Teresina, ragioniamoci sopra un momento...


TERESA (Piangendo) Avrei accettato tutto, sopportato le umiliazioni, le offese, il ridicolo... Manon posso sopportare che lei sposi unaltra!

ANTONIO - Ma lo sai benissimo che un matrimonio per burla, fatto solo per fregare la legge...

TERESA Ma lei un avvocato!

ANTONIO - E se la legge non la frodano gli avvocati chi vuoi che lo faccia?

TERESA- Si, lo so, tuttavia...

ANTONIO Niente tuttavia! Io quella specie di moglie non la vedr mai, rimarr sempre qui, al mio posto. (Dopo una breve pausa) Con te

TERESA Avvocato!

ANTONIO Chiamami Antonio!

TERESA (Commossa e posando la valigia) Antonio!

ANTONIO (Con tenerezza) Ti ho mai portato a cena fuori in un posticino tranquillo, con la musica?.

TERESA (Piena di speranza e di felicit) No

ANTONIO (Sbrigativo) Ecco, e non ti ci porto nemmeno stasera. Andiamo a mangiarci il dentice. (Esce deciso da sinistra portandosi Teresa per mano).

Si chiude il velario

FINE DELLA COMMEDIA



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