Pennellino e Melaverde

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(sopra scena)

Pennellino & Melaverde

Scritta da

Emilio Gerola

Il testo è stato scritto per la scuola dell’infanzia statale di Ceresara (MN) ed interpretato il 28/05/2004  dai genitori dei bambini.

La scena è completamente bianca, solo nel finale, togliendo i pannelli di copertura, si rivela colorata ad arlecchino.

Il narratore non si trova sul palco ma fra il pubblico in modo da dare tempo ai personaggi di entrare in scena.

Nei cambi di scena non viene usato il sipario ma semplicemente vengono spente le luci del palco ed usato uno spot direzionale per seguire il narratore.

Personaggi:  in ordine di apparizione:

Narratore

Re

Dottore

Neretta

Biancolina

Pennellino

Mago Colorino

Biancotiglio

Quercia

Lepre

Fata Rossanda

Pesce

Fata Azzurra

Sole

Fata Giallimonda

Principa Adegislao

Cavaliere Ildebranda

Drago

Mago Vulcano

Guardia 1

Guardia 2

Principessa Melaverde

Ministro

(fuori scena)

Narratore: Buona sera, bambini, io sono il Folletto delle favole e sono qui per

raccontarvi una storia avvenuta tanti e tanti anni fa….

Dunque: c’era una volta un regno in cui viveva una principessa triste…

(in scena re e dottore)

RE:   dottore, come va questa mattina?

Dott:           come al solito maestà, la principessa è malata di tristezza… non c’è verso di

farla sorridere.

RE:   eppure ho chiamato i migliori buffoni e i migliori attori.

Dott:           Niente da fare, la principessa non riesce a ridere… se va avanti così di certo

morirà di tristezza.

RE : allora pubblicherò un bando: un avviso per cercare qualcuno che la possa far

sorridere.

(escono)

Narr: : il re era disperato e non sapeva proprio più che cosa fare.

Ho dimenticato di dirvi che in quel regno non esistevano colori, tutto era solo

nero o bianco: infatti quello era il regno delle due fate NERETTA e BIANCOLINA.

(Neretta e Biancolina)

Ner:   Uffa, che barba, tu Biancolina sei sempre la solita, se non fosse per me in

questo paese sarebbe tutto bianco come una montagna piena di neve, non si

capirebbe più niente.

Bia:   Guarda che se non fosse per il mio bianco che fa da sfondo, cara la mia

Neretta, tu con il tuo nero non potresti combinare un bel niente: prova a

scrivere in nero su una lavagna nera, non si vedrebbe nulla…

Ner:   tu sei la fata del niente, bianca come un foglio vuoto..

Bia:   E tu sei la fata dello sporco, sempre pronta a impiastricciare tutto

Entra Araldo

Ar:    Udite udite, sua maestà ha deciso di dare metà del suo regno e sua figlia in sposa a chi riuscirà a farla sorridere e quindi a farla guarire dalla sua malattia.

Esce Araldo

Bia:   Io non riesco a capire come si faccia ad essere tristi in un posto come questo..

Ner:   è vero, è tutto così semplice ed ordinato; tutto è bianco o nero, quindi non c’è nessuna confusione.

Escono N e B

Narratore: dunque bambini, avete capito quale era la situazione: un posto solo bianco

e nero, senza colori. Passò molto tempo e la principessa stava sempre più male e ciò che è peggio sembrava che non ci fosse nessuno al mondo in grado di farla sorridere ma un giorno in un altro regno….

In scena Pennellino

Pen:   che bella giornata, sento che oggi è il mio giorno fortunato: il sole splende in cielo e i fiori sono i più belli che io abbia mai visto..

Entra Araldo

Ar:    Udite udite, sua maestà, il Re di Grigiolandia, ha deciso di dare metà del suo

regno e sua figlia in sposa a chi riuscirà a farla sorridere e quindi a farla guarire

dalla sua malattia.

Esce Araldo

Pen:   l’avevo detto che sarebbe stato il mio giorno fortunato: sto per sposarmi ed avere in dote metà di un regno… beh, forse sono un po’ precipitoso, forse è meglio che prima io parli con il mio amico, il mago Colorino.

Colorino…. Colorinooo…. Colorinoooooooooo

Entra Colorino (è un poco sordo e rintronato)

Col:   Che cosa c’è? Pennellino, perché parli sempre sotto voce?

Pen:   Non sono io  che parlo sotto voce, sei tu che non usi il corno ( gli mette il corno vicino all’orecchio)

Col:   ma che stupido mi dici che non è ancora giorno e sono gia le undici… allora cosa vuoi da me?

Pen:   E’ passato un araldo e ha detto che chi farà sorridere la principessa di Grigiolandia potrà sposarla e avere come dote metà del regno. Ho sentito dire che la principessa è bellissima, come posso fare?

Col : che cosa vuoi mangiare?

Pen:   (gli rimette il corno e ripete gridando) E’ passato un araldo e ha detto che chi farà sorridere la principessa di Grigiolandia potrà sposarla e avere come dote metà del regno, come posso fare?

Col:   Non c’è bisogno che urli, non sono mica sordo….

Pen: Va bene, non sei sordo ma io cosa devo fare?

Col:   E’ semplice, devi solo trovare le tre fate dei colori…

Pen:   e chi sono le tre fate dei colori:

Col:   Sono tre fate che vivono nel bosco: Giallimonda, Azzurra e Rossanda.

Pen:   va bene, parto subito.

Esce Pennellino

Col: chissà perché si da sempre dello stupido… mah, questi ragazzi…..

Esce Colorino

Narr.          Dunque, bambini, Pennellino partì subito alla ricerca del bosco delle fate e cammina… cammina

In scena gli alberi fatati

Entra Pennellino.

Alb.1: ehi tu, dove stai andando

Pen:   ma chi ha parlato?

Alb 2: come “chi ha parlato?” è stato Biancotiglio, non sai riconoscere un albero

dall’altro?

Pen:   mi scusi signora Quercia, ma io non sapevo che gli alberi parlassero.

Alb1: Ecco, un altro presuntuoso che pensa che solo gli uomini possano parlare.

Lepre: (di passaggio saltellando) E’ il solito umano di città che pensa di essere

l’unico capace di parlare

Pen:   non volevo offendervi.

Alb 1:         No, non ci hai offeso, noi siamo il bosco delle fate e tu sei solo un umano..

Pen:   Questo è il bosco delle fate? Allora sono nel posto giusto!… signora Lepre, per favore mi potrebbe dire dove abita la Fata Rossanda?

(la lepre fugge)

Alb 1: non badare a lei, è molto timida. Ma tu se vuoi sapere quello che chiedi ci devi

dire chi sei.

Pen: Sono Pennellino, l’amico del mago Colorino, quello un po’…(fa segno che è

un poco matto)

Alb 2: Colorino? Il più grande mago del mondo?

Alb 1: Se sei amico di Colorino ti possiamo dire tutto quello che vuoi.

Alb2: La fata Rossanda abita proprio qui vicino, basta che tu la chiami.

Pen: basta che io la chiami?

Alb1:          poi dicono che la gente ha la segatura nel cervello… ma io che sono un albero, quando verrò tagliato, non voglio stare nel cervello di uno così! Se ti ho detto che basta chiamarla… basta chiamarla!

Pen: Ho l’impressione che tu mi abbia dato dello stupido…

Alb2: se è solo un’ impressione allora sei propri duro…

Pen: Va bene, va bene.. a desso la chiamo: Rossanda…. Rossanda… Rossandaaaaa..

Entra Rossanda

Ross: chi è che mi chiama?

Pen: Sono Pennellino e mi manda il mago Colorino…

Ros: …e a me sembri un poco stupidino…

Pen: Ma in questo bosco ce  l’ hanno tutti con me?

Ros: Ma dai, stavamo solo prenderti un po’ in giro…. Dimmi, cosa vuole da me il mio caro amico Colorino?

Pen:   Io sono orfano e lui mi ha allevato come un figlio, alcuni giorni fa è passato dal nostro paese un araldo che ha detto che il Re di grigiolandia è disposto a dare metà del suo regno e a fare sposare sua figlia a chi riuscirà a farla sorridere.

L’anno scorso io sono stato a Grigiolandia  e ho visto alla finestra del castello la principessa. E’ bellissima e io mi sono innamorato subito…

Ros: Ho capito, hai fatto bene a venire da me perchè io sono la fata del Rosso, e il

rosso è il colore dell’amore e della passione.. aspetta un attimo

( esce e rientra portando un barattolo rosso)

Ecco, questo è il mio dono, è molto importante ma ha bisogno anche dei suoi amici, e per quelli dovrai cercare le altre fate.

(gli da un bacio sulla fronte ed esce)

Pen: E adesso come le trovo le atre fate?

Narr:          Pennellino, si incamminò per un sentiero che si inerpicava verso la montagna che dominava il bosco delle fate, cammina, cammina arrivò ad un lago…

Pen: che bel lago, che acqua azzurra, chissà se la seconda fata abita qui.

Pesce: Buon giorno Pennellino, cosa cerchi qua?

Pen:   Buon giorno signor pesce, cerco le fate del bosco, ma tu, come fai a conoscere il mio nome?

Pes:   sono il custode del lago incantato e conosco il tuo nome perché tutte le creature del bosco sanno della tua ricerca…

Pen: E tu sai come posso trovare la seconda fata?

Pes:   certo, basta che tu la chiami.

Pen: va bene, proviamo a chiamarla…. Ma scusa, che fata devo chiamare?

Pes:   sarai anche il protagonista della nostra favola ma sei anche un po’ tonto… sei davanti al lago azzurro e quindi…

Pen: ho capito, si tratta di Azzurra..

Pes:   accidenti che intelligenza…

Pen: Azzurra, Azzurraaaa

Entra la fata

Azz: chi mi chiama?

Pen: sono Pennellino.

Azz: Ah, l’amico del vecchio colorino… come sta il mio amico.

Pen: bene anche se è diventato un po’ sordo.

Col: (fuori campo) sordo chi?

Pen:   ma ci sente così da lontano mentre quando siamo a due metri non capisce niente?

Azz: E’ sempre stato così, lo fa solo per dimostrare di essere un grande mago, gli piace ascoltare a distanza, ma da vicino è sordo come una campana.

Pen:   Colorino mi ha detto che puoi aiutarmi con la tua magia, ma non mi ha detto come..

Azz: non preoccuparti, lo so io… tieni questo dono, usalo bene… e ora lasciami tornare al mio lago.(esce)

Pen: grazie fata Azzurra, ora dovrò trovare Giallimonda.

Narr:          Pennellino riprese il sentiero del bosco che saliva sempre più in alto, cammina cammina, arrivò ad un picco altissimo, talmente in alto da poter toccare il sole.

Pen: Ciao sole, io sto cercando una fata tu sai dove posso trovala?

Sole: certo che lo so, io sono qui in alto sopra il mondo e riesco a vedere tutto.

Pen:   E’ la fata Giallimonda, sono ormai tanti giorni che cammino e non l’ho trovata da nessuna parte,

Sole:  per forza non l’ hai ancora trovata, Giallimonda abita qui.

Entra la fata 

Giall: Sei qui finalmente, Mi chiedevo quanto tempo ci  avresti messo per arrivare.

Pen:   Ma come “quanto tempo” se sapevi che ti cercavo perché non ti sei mostrata prima?

Giall:          perché altrimenti la favola sarebbe finita troppo presto, cosa pensi, che i bambini vogliano andare a letto subito? Voi cosa ne dita bambini la terminiamo qui la favola?

(risposta Bambini)

Giall: hai sentito?

Pen:   ho capito, comunque, io ti cercavo perché Colorino mi ha detto che tu avresti potuto aiutarmi..

Giall: Colorino, quel vecchio brontolone sordo?

Col: (fuori campo) Sordo chi?

Giall: Il solito sordo e permaloso.

Pen: Si, è stato lui a mandarmi qui da te.

Giall:          Se si tratta di Colorino ti aiuto senz’altro, prendi questo barattolo, contiene la magia del sole.

Pen: grazie Giallimonda, ora torno da Colorino.

Narr: Pennellino riprese la strada di casa, si incamminò per il sentiero del bosco. Camminò per molti giorni ma ad un certo punto si accorse di essersi perso…

Pen:   sono gia passato davanti a questo sasso tre volte, ho proprio paura di essermi perso… Colorinoooo…. Colorinooo  (prova a sentire se Col. Risponde)  IO non capisco, quando non dovrebbe sentire sente, e quando lo chiamo non sente niente… (si siede su una roccia)

Bia:   (entra passeggiando) Buon giorno bel giovane, chi sei?

Pen: Sono Pennellino e sto tornando a casa dal mago Colorino ma mi sono perso.

Bia:   Poverino, io sono Biancolina, la fata più importante di Grigiolandia.

Ner:   Cosa saresti tu? Brutta smorfiosa. Scusami bel giovane ma io sono Neretta e sono IO la fata più importante di Grigiolandia.

Bia:   L’ ho trovato prima io…..

Ner : e io me lo prendo….

Bia:   brutta strega invidiosa…

Ner:   Fata dei miei stivali

(mentre litigano Pennellino  prende i due  barattoli che le fate  lasciano cadere)

Bia:   Antipatica

Ner:   Scocciatrice

Bia : presuntuosa

Nar: Mentre le fate continuavano a litigare Pennellino riuscì a prendere i loro barattoli e si incamminò di nuovo, dopo altri giorni di cammino, ormai stanchissimo riuscì a ritrovare la strada di casa e ormai stremato giunse da Colorino, entrò e si sdraiò sprofondando subito in un sonno profondo e mentre dormiva fece un bellissimo sogno.

Balletto

FINE PRIMO ATTO


SECONDO ATTO

In scena Pennellino e Colorino

Pen:   sono riuscito a trovare le tre fate del bosco e mi hanno dato ognuna un barattolo, poi tornando ho trovato altre due fate che continuavano a litigare e anche da loro ho preso due barattoli, cosa devo fare adesso?

Col:   sei riuscito ad avere tutti e cinque i colori? Benissimo, ora le cose sono perfette…

Pen:   ma come, io ho solo 5 barattoli…

Col:   tu hai molto di più, hai nelle tue mani la più potente magia del mondo, hai la magia dell’arcobaleno…

Pen:   ma come posso fare?

Col:   Caro Pennellino, tu devi sapere che in quei 5 barattoli non sono solo racchiusi 5 colori ma tutti i colori del mondo, e su tutta la terra nulla può dare tanta gioia e rappresentare i sentimenti come il colore…

Adesso prendi un poco di colore da ogni barattolo e mettilo su questa assicella…

Pen.   Prende i 5 colori e ne mette un poco per ogni punto dell’asse

Col:   bravo. Adesso prendi un poco di ogni colore e dipingi questo quadro

(un cavalletto con un foglio bianco)

(Pennellino  colora 5 cerchi )

Col:   e ora la magia dei colori… prendi un poco di rosso e mescolalo col nero…(Pennellino colora il tronco di un albero) ora mescola il blu  con il giallo (colora la chioma) ora il rosso col giallo (colora i frutti)

Pen:   ma è bellissimo, con questi 5 colori posso crearne altri..

Col:   Con questi colori puoi creare tutti i colori del mondo.. e ora corri dalla tua principessa e falla sorridere.

Narr:          Pennellino partì subito per il regno di Grigiolandia, non sapeva ancora che sul suo cammino avrebbe trovato  molti ostacoli….  Ma non corriamo troppo…

Dopo alcuni giorni di cammino arrivò in uno strano paese…

In scena 2 personaggi immobili colorati di bianco

Pen:   Buongiorno signori, in che paese ritrovo?  (Nessuno risponde) Ehi, parlo con voi, perché non rispondete? Ma che strano, non rispondono, e non si muovono nemmeno, chissà che cosa è successo…

Entra il drago

Dr:    è successo che sono sotto un potente incantesimo caro il mio Pennellino.

Pen:   Ma tu chi sei, e come fai a conoscere il mio nome?

Dr:    Sono un folletto del bosco fatato e sono stato trasformato in drago dal mago Vulcano. Queste povere persone sono anche esse vittime del mago e se non verranno svegliate entro domani si trasformeranno in alberi.

Pen:   e io posso aiutarvi?

Dr:    Tu sei l’unico che ci può aiutare ma stai attento perché se commetterai anche solo un errore sarai anche tu trasformato in mostro.

Pen:   Che cosa devo fare?

Dr:    devi cercare il mago e risolvere i suoi tre indovinelli.

Pen:   Io voglio aiutarvi ma sto andando a Grigiolandia per far guarire la principessa.

Dr:    ti prego rimanda di un solo giorno e aiutaci.

Pen:   va bene, cercherò di aiutarvi, dove si trova Vulcano

Si sente un tuono e entra Vulcano

Vul:   chi è che ha osato pronunciare il mio nome?

Dr:    (tremante) Io no, è stato lui!

Pen:   Accidenti che drago coraggioso…

Vul:   ah saresti stato tu? Misero essere umano!

Pen:   Ma che caratteraccio, ti sei svegliato con la luna di traverso stamattina?

Vul:   Come ti permetti? Ora ti trasformo in statua!

Pen:   ( al pubblico) Bel guaio, che cosa posso fare adesso? Forse qualcuno che mi può dare una mano c’è… il mago Colorino… ma quello è sordo come una campana…

Col:   (arriva ai piedi del palco) Sordo chi?

Pen:   Come sono felice  di vederti Colorino

Col:   chi sarebbe il cretino?

Pen:   (Gridando) Ho detto che sono felice di vederti!

Col:   (al pubblico) Ma cosa avrà da urlare sempre? (a Pennellino) di che cosa hai bisogno?

Pen:   Il mago vulcano mi vuole trasformare in statua, che cosa devi fare?

Col:   semplice, digli che sei pronto a rispondere ai suoi tre indovinelli..

Pen:   e se poi non li risolvo?

Col:   Beh, in questo caso lui ti trasformerà in statua…

Pen:   Che bella prospettiva…

Col:   Adesso devo andare perché è la stagione dei funghi e stasera voglio proprio cucinare un buon risotto, Ciao Pennellino e buona fortuna. (se ne va)

Vul:   Allora, piccolo insetto umano sei pronto ad essere trasformato in statua?

Col:   Nemmeno per sogno, sono pronto a risolvere i tuoi tre indovinelli.

Vul:   ( al pubblico) veramente erano due, ma se ne vuole tre…

Col.   Allora?

Vul : eccoti il primo…. Dunque:

         Malti la usano per disegnare,

         altri la usano per colorare,

         di mina è fornita

         per tracciar segni è la…?

Pen:   ho diritto all’aiuto del pubblico?

Vul:   ma certamente

(Pennellino scende e coinvolge i bambini facendoli rispondere all’indovinello)

Vul:   bravo, ma vediamo come te la cavi col secondo:

         Vive nell’acqua,nei fiumi e nei mari,

         i pescatori non gli sono tanto cari,

         respirare laria non gli riesce,

         vediamo se indovini è il….?

(penn  sempre fra i bambini)

Vul:   Siete proprio bravissimi, ma ora il terzo, l’indovinello a cui mai nessuno ha saputo rispondere:

         Per bere e per mangiare sta sul viso,

         se sei allegro fa un sorriso,

         se vuoi parlare aprire ti tocca

         le sue due labbra, è la…?

(sempre fra i bambini poi torna sul palco)

Vul:   bravissimo, hai risolto tutti gli indovinelli quindi tutti gli incantesimi sono sciolti.

Dra: (si toglie la maschera) Che bello ora posso tornare nel bosco incantato. Addio a tutti.

(esce)

Pen:   poteva almeno ringraziare… beh pazienza… ma le statue sono ancora immobili…

Vul:   per quelle servirà ancora qualche secondo perché finisca l’effetto della magia. Adesso ti saluto e turno alla mia montagna… è stato un piacere conoscerti.

Pen:   ma se prima mi hai dato dell’insetto..

Vul:   beh, sai quello era per fare un po’ di scena, adesso vado proprio, Addio!

(esce)

(i due personaggi cominciano a muoversi e a sgranchirsi)

Pen:   Buongiorno, signori, e voi chi siete?

Ild:    io sono Ildebranda, cavaliere del regno di Pigrolandia, la grande isola al di la del mare.

Pen:   Ma come, un cavaliere donna?

Ad:    E io sono Adegislao il principe di Zeffiro, il regno al di la delle grandi montagne.

Pen:   ma se venite così da lontano, come siete finiti qui?

Ad:    Devi sapere che anche nei nostri regni è arrivata la notizia del bando del re di Grigiolandia e tutti e due siamo partiti per cercare di far sorridere la principessa…

Pen:   Scusami Adegislao, io capisco che tu sia partito per la principessa, ma lei?

Ild:    non so se l’ hai notato ma il mio paese si chiama Pigrolandia ed il mio re è talmente pigro che ha mandato me a provare…

Ad:    tutti e due abbiamo provato ed abbiamo fallito, il problema è che dopo la prova,  nei giorni di permanenza al castello ci siamo innamorati l’uno dell’altra e quindi abbiamo deciso di andarcene per vivere il nostro amore lontano dai nostri due paesi, purtroppo siamo capitati qui e il mago ci ha trasformato in statue.

Ild:    Ma ora tu ci hai salvati e quindi, se tu ce lo permetterai noi saremo tuoi servitori.

Pen:   per carità! Io non voglio servitori, io non sono un re e voglio cercare da me la mia fortuna, voi siete liberi di vivere felici il vostro amore, basterà che mi mandiate i confetti il giorno del vostro matrimonio.

Ad:    Tu non sarai un re, ma per la tua generosità in, in qualità di principe di Zeffiro ti nomino duca dei quattro venti.

Ild :   Grazie nobile duca e ora se ce lo consenti noi riprenderemmo la nostra strada.

Pen:   io ve lo consento senza problemi ma, se mi permettete un consiglio, andate a sposarvi e a vivere felici nel regno di zeffiro, dove potrete essere due saggi ed amati sovrani.

Ad:    Hai ragione, non è giusto far soffrire i nostri genitori scappando, torneremo a casa. Addio.

Ild:    Addio

(escono)

Pen:   addio… addio.. io non ho mica intenzione di morire, ... è meglio dire arrivederci.

 

Narr: Pennellino riprese il suo cammino e dopo altri giorni, ormai stanco arrivò alle porte del castello di Grigiolandia… dove c’erano due guardie che….

(in scena le due guardie, entra Pennellino)

G1:    Altolà

G2:    Chi è là

Pen:   Sono Pennellino e sono fermoqui!

G1:    Non fare lo spiritoso. Che cosa vuoi?

G2:    Che cosa vuoi? Non fare lo spiritoso.

Pen:   (al pubblico) Ma secondo voi, bambini sono proprio stupidi o fanno apposta?

G1:    No, non lo facciamo apposta

G2:    (a G1) allora siamo stupidi?

G1:    Piantala e lascia parlare me che ho fatto le scuole alte!

G2:    Si, hai fatto le elementari al terzo piano…

G1:    piantala!  (a Pennellino) Che cosa vuoi?

Pen:   sono venuto per far ridere la principessa

G2:    allora sei arrivato tardi.

Pen:   perché?

G1:    perché il vecchio re è morto e il ministro reggente ha deciso che nessuno può avvicinare la principessa.

G2:    e quando anche lei sarà morta di tristezza lui diventerà il nuovo re.

Pen:   Io voglio salvarla.

G1:    se non dirai a nessuno che l’abbiamo fatto noi ti lasceremo passare.

G2:    si, passere.

Pen:   ve lo giuro sul mio onore.

G1:    allora vai, ma stai attento perché la principessa è controllata da un drago che non la lascia avvicinare da nessuno.

Pen:   grazie amici, vi sarò per sempre riconoscente.

Narr: Pennellino entrò nel castello e riuscì ad arrivare fino alla stanza della  principessa, ma proprio mentre stava per entrare..

Dra:  Fermati se non vuoi morire…

Penn: Ancora tu? Ma se ti avevo gia liberato

Dra:  (si toglie la maschera) ah sei tu Pennellino, scusami ma ho trovato questo lavoro come drago da guardia, scusami non volevo spaventarti, ma sai, con quello che costa l’affitto di una quercia nel bosco incantato…

Penn: non preoccuparti, non mi hai spaventato, posso vedere la principessa?

Dra:  certamente, ma purtroppo temo che non ci sia più nulla da fare, sta ormai morendo…

Pen:   lasciami provare, ti prego.

Narr: Pennellino entrò nella stanza dove su un candido letto giaceva la bella principessa che si chiamava Melaverde , prese i suoi cinque barattoli e si mise subito all’opera, lavorò come un matto tutto il giorno e tutta la notte e finalmente, la mattina dopo…

(la scenografia è composta da tutti scacchi colorati e Pennellino è adesso vestito da arlecchino)

Penn: Principessa, apri gli occhi per favore.

Mel:  (apre gli occhi e si siede sul letto) Ma cosa è successo? Cosa sono questa bellissime cose? (sorride)

Penn: sono i colori, i colori dell’arcobaleno ed io sono il tuo buffone, sono qui per portarti la gioia del mondo.

Mel:  ma sono bellissimi (si alza, guarda il fondale, comincia a ridere e a saltare) sono bellissimi… bellissimi

Pen:   Ora, che conosci la magia dei colori sei libera, puoi far volare la tua fantasia in alto nel cielo.

Mel:  Ma e se poi cado?

Pen:   Hai riso, sei guarita… non puoi più cadere, e poi se vorrai ci sarò io a tenerti per mano…

(entra il ministro con le Guardie)

Min:  Fermo li! Come ti sei permesso di entrare nella stanza della principessa? Guardie, arrestatelo!

(le guardie lo prendono)

Mel:  fermi, io sono Melaverde e sono la regina di questo paese! Rilasciate subito Pennellino e arrestate questo prepotente.

(le guardie eseguono)

Mel: Pennellino, tu mi hai salvato la vita e se lo vorrai io non solo ti regalerò metà del mio regno ma vorrei che tu vivessi qui per sempre con me come mio sposo… voglio che tu mi conduca per mano nel cielo di cui mi parlavi.

Penn: grazie, mia principessa, anche io voglio vivere per sempre con te!

(Musica)

Narr: e, che ci crediate o no, si sposarono e vissero per sempre felici e contenti…..

(sulle note della musica finale Pennellino e Melaverde scendono fra i bambini e li coinvolgono in un grande girotondo)

FINE?

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