PER CARITA
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PERSONAGGI
Gennaro
Carmela
Emanuela
Rosario
Vincenzo
Guido Lapecorella
Bianca Lapecorella
Mimmo
Body guard
Carabiniere
Capo famiglia
Moglie di Gennaro
Figlia di Carmela e Gennaro
Fratello di Gennaro
Fidanzato di Emanuela
Lonorevole padre di Vincenzo
Moglie dellonorevole
Vicino di casa
Due attori
Un attore
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PRIMO ATTO
La scena deve rappresentare una sala arredata nel completo disordine: Abiti sulle sedie, scatole seminate dappertutto, scarpe, custodia di violino ben visibile. In fondo alla scena si presume che ci siano altre stanze, a destra una finestra e sulla sinistra una porta dingresso visibile. Gennaro ha unet di circa 55 anni, entra in mutande e canottiera, nel caos cerca gli indumenti, guarda fuori dalla finestra
Gennaro: (Gridando verso linterno).Carmela oggi c il sole, ci possiamo vestire un po pileggeri. A me vanno bene questi. (Incomincia a indossare pantaloni usurati e con i buchi. Parlando tra se). In queste giornate calde, i pantaloni con i buchi vanno benissimo cos passalaria, altrimenti con il sole che c, incomincio a sudare e io quando sudo minnervosisco. La cosa che pi non sopporto sudare mentre si lavora. (Indossa una camicia anchessa logora e sudicia).Carmela dove sono finite le scarpe vecchie?
Carmela: Dove le hai messe ieri sera? E lsono, non te le ha spostate nessuno.
Gennaro: (Ne trova un paio).Carmela non queste con la gomma, ma quelle con la suola di cuoio.
Lo sai che quelle di gomma mi fanno sudare i piedi quando fa caldo.
Carmela: Le altre, sono sempre al solito posto e se non le trovi, cerca!
Dalla porta del fondo, entra Rosario gi vestito da barbone e con una fisarmonica in spalla.
Rosario: Buongiorno Gennaro, non sei ancora pronto? Ma non ti puoi vestire in camera tua?
Gennaro: Rosario, non ti ci mettere anche tu a rompermi le scatole, questa mattina non lagiornata buona. Non riesco a trovare le scarpe (gridando) in questa casa non si riesce mai a trovare niente le cose si nascondono in questa casa! (Esce di scena).
Rosario: (Alzando la voce)Dove andiamo oggi?
Gennaro: (Rientrando con un paio di scarpe che poi lindossa) E dove vogliamoandare? Nelfrattempo che andiamo in centro, suoniamo nei vagoni della metropolitana, poi andiamo in centro al solito posto dove ci sono tanti negozi e tanti stranieri
Rosario: e tanti extracomunitari! Sono stranieri anche loro, ma ci fanno la concorrenza.
Gennaro: Rosario e cosa ci vuoi fare perch ci sono tanti extracomunitari non dobbiamo pi andarea lavorare? Caro mio, sono finiti i tempi doro.
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Rosario: (Nostalgico)proprio vero. Nostra madre, pace allanima sua, negli anni sessanta si trovata nel momento florido, la gente guadagnava e donava. Lei tutte le sere tornava a casa con almeno centomila lire.
Gennaro: Centomila lire, allora ero lo stipendio di un mese perun operaio. Con quei soldi ha avuto lintelligenza di comprarci questa casa. Almeno abbiamo un tetto sulla testa, altrimenti con quello che guadagniamo noi, dormiremmo sotto i ponti.
Rosario: Oggi con la crisi e gli extracomunitari che ci sono, non riusciamo a portare a casanemmeno trenta euro al giorno.
Gennaro: E poi appena inventi un nuovo modo per far soldi, il giorno dopo sono tutti a fare lastessa cosa.
Rosario: Ti ricordi quanti soldi portavamo a casa quando ci siamo inventati di lavare i vetri dellemacchine al semaforo?
Gennaro: E dopo qualche settimana, ad ogni semaforo cera un extracomunitario, e cos cihanno rovinato la piazza. Sono arrivati al punto di vendersi tra loro il posto del semaforo, come se cedessero unattivit.
Rosario: Anche quando facevamo le statue. Te lo ricordi? Io facevo lo scrittore e tu facevi ilpittore. (Per entrambi i personaggi si mette in posa).
Gennaro: Quante foto ci facevano i turisti e quanti soldi portavamo a casa! Eravamo belli, tucon la parrucca del settecento, i pantaloni aderenti e le calze bianche, con un quaderno in mano e la penna doca. (Si mette in posa).
Rosario: Anche tu stavi bene vestito da pittore, con i baffi allins, il cappello di traverso, il camicebianco sporco di colori e la tavolozza con il pennello. (Si mette in posa).
Gennaro: E s, sono finiti quei tempi. Ora ce n uno ogni dieci metri. Ti viene a costare pi iltrucco che quello che incassi.
Rosario: Ora suoniamo e mi tocca portare in giro questa fisarmonica che pesa. Almeno tu hai ilviolino che leggero.
Gennaro: Non ti preoccupare, che anche questo filone finir. Ora ci sono i giovani che hannostudiato al conservatorio, non trovano lavoro e si mettono a suonare in strada e loro, sinceramente, suonano molto meglio di noi.
Rosario: facile trovare chi suona molto meglio di noi. Non sappiamo una nota musicale eabbiamo anche gli strumenti scordati. La gente ci d lelemosina per non sentirci suonare. Alle volte ci danno anche di pi per farci allontanare il pi possibile.
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Gennaro: (Rassegnato).Caro Rosario siamo in troppi in giro acercare lelemosina. Ci sono lezingare che affittano i bambini piccoli che portano in braccio sempre addormentati. I reduci di qualche guerra che mettono in mostra le gambe ferite e te li trovi al semaforo, in metropolitana, o seduti davanti ai grandi magazzini e poi camminano meglio loro che noi con le gambe buone.
Rosario: Se vogliamo fare un elenco di quello che oggi c in giro, supera di gran lunga la nostrafantasia. Ogni giorno inventano sempre qualcosa di nuovo per toccare la sensibilit dei passanti.
Gennaro: (Con orgoglio)Noi almeno cerchiamo di fare qualcosa, invece c gente che si siede easpetta. C quello con i cani, quello con un grande cartellone con scritto che ha fame, quello che fa vedere la gamba finta, quello che si mette in ginocchio davanti a un santino e quelli che entrano nei vagoni della metropolitana ed ad alta voce, raccontano le loro disgrazie ai passeggeri.
Rosario: (Ridendo)A questo proposito, una volta ero in un vagone che suonavo, entra uno eincomincia la sua tiritera e alla fine dice di avere dieci figli. Allora gli ho detto: Tu ti sei divertito con tua moglie a fare figli ed ora pretendi che gli altri li mantengano? Vai a lavorare pirla e cerca di fare i turni di notte. La gente mi ha fatto un applauso e sono stati pi generosi.
Gennaro: Caro fratello, oltre a tutta questa gente, ora anche in televisione continuano a chiederesoldi! Quando accendi il televisore, ad ogni blocco di pubblicit c sempre qualche donazione da fare: Per le ricerche, per le adozioni, per aiutare le popolazioni di qualsiasi parte del mondo, per i cani abbandonati, per costruire scuole in Africa, eccetera, eccetera. Hanno trovato anche il sistema di non far mettere, alla gente, le mani nelle tasche per cercare le monetine. Oggi, in qualsiasi momento, tutti hanno in mano il telefonino, ti chiedono di fare un numero telefonico, e voil il gioco fatto. Carrivano nelle casse di chi propone lofferta migliaia di euro e la gente non saccorge nemmeno di averne contribuito ad arricchire unaltra persona.
Rosario: Lidea di fare le offerte per telefono una bella invenzione.(Pensandoci) ScusaGennaro perch non lo facciamo anche noi? Gli anni passano anche, non possiamo andare tutti i santi giorni per strada con il bello e cattivo tempo. Dobbiamo trovare il sistema di farci arrivare direttamente qui le offerte Come fanno quelli.
Gennaro: Hai ragione Rosari ci dobbiamo informare. Dovremmo anche entrare nel circuito diquando succede qualche disgrazia.
Rosario: Ma che stai dicendo? Gi siamo messi male, se ci succede qualche incidente non cimuoviamo pi. Poi, come abbiamo detto prima, ci sono gi tanti che fanno vedere le loro disgrazie e le racconto pure.
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Gennaro: Rosario tu le cose le capisci sempre come vuoi tu. Non devono succedere a noi, maquando ci sono i terremoti, le alluvioni, trombe daria, e qualsiasi altro accidente. Apriamo anche noi un conto corrente e un numero telefonico. Cos, senza muoverci da casa, ci arrivano tanti soldi. Non lo vedi tutti i giorni alla televisione? Appena succede qualcosa di grave, fioriscono i numeri telefonici e i conti correnti per gli aiuti alla popolazione. Le persone simmedesimano in quella povera gente che ha perso tutto e sono generosi, ma i terremotati o gli alluvionati vivono per anni nei container o nelle tende senza vedere un centesimo. Per i benefattori sono sempre pronti ad aprire i conti correnti.
Rosario: Hai ragione, una buona idea. Chiedi a tua figlia che pratica di computer, di far fare lericerche su internet.
Nel frattempo entra Carmela . Donna della stessa et degli altri due, ben vestita e ben truccata.
Rosario: Carmela e tu non vai a lavorare?
Carmela: Sicuro che vado a lavorare, con quello che portate a casa voi due non so come faremmo avivere!
Rosario: Ma ma, vai vestita cos?Vai a imbucarti in una festa di matrimonio per mangiaregratis?
Carmela: Voi due siete arretrati. Oggi per far soldi non bisogna vestirsi da barboni. Di quelli ce nesono gi troppi in giro. Quelli che fanno pi soldi oggigiorno, sono quelli che si vestono allultima moda e che hanno il telefonino di ultima generazione. Oggi se volete fare soldi, vi dovete vestire con giacca e cravatta.
Rosario: Come fai a far credere alla gente che sei povera e hai bisogno di essere aiutata vestita etruccata in questo modo?
Carmela: Vedi tu hai una visione ristretta. Tu pensi ancora che per farsi dare i soldi bisognachiedere lelemosina, bisogna impietosire la gente. Invece i tempi sono cambiati, i soldi si chiedono con eleganza. Se li chiedi con i dovuti modi, la gente, il danaro lo da molto volentieri. Anzi insistono per dartelo.
Rosario: (Ridicolizzando).Lei ci viene a insegnare come si fa a fare la questua. Che cosa fai;ipnotizzi la gente?
Gennaro: Non mi farai mica cornuto? Se cos fosse ti riempio di botte.
Carmela: Se facessi funzionare di pi il cervello invece delle mani, forse riusciresti a fare qualcosadi buono.
Gennaro: Allora dimmi che cosa fai?.
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Carmela: Ieri mattina, ero al mio solito posto sul Corso, e vedevo tutte le mie coetanee che mipassavano davanti ben vestite, ben truccate. Guardandomi riflessa in una vetrina mi sono chiesta: Perch mi devo vestire sempre come una barbona? Che cosa ho fatto di male per non essere come le altre? Ho deciso che dovevo trovare un modo per cambiar vita e incomincio a pensare. Cos pensa e ripensa fino a quando mi viene unidea. Sono tornata a casa, ho indossato questabito, mi sono truccata, pettinata bene e sono andata in centro. In quattro ore ho incassato cento euro.
Gennaro: (Furioso)Sei una svergognata e lo dici senza vergogna, davanti a mio fratello. Prima diarrivare a prostituirsi, potevi discuterne con me.
Carmela: Ecco il solito maschilista. Noi donne non siamo come voi uomini che ragionate solo coni genitali, ma noi usiamo molto il cervello che quel muscolo che voi adoperate poco. Un esempio lhai dato adesso perch sei arrivato a una conclusione completamente sbagliata.
Rosario: (Pacificatore)Ha ragione Carmela, tu arrivi sempre a conclusioni sbagliate. Sei statofortunato a trovare una donna onesta come lei. Devi chiederle scusa di aver solo pensato a una cosa del genere. Ti devi vergognare! (Rivolgendosi alla cognata). Ora mi dici come riesci a guadagnare cos tanti soldi?
Carmela: Prima Gennaro deve chiedermi scusa per quello che ha detto.
Rosario: Dai Gennaro chiedi scusa. Io per lei metterei la mano sul fuoco. Forza non fare il bambinoe chiedi scusa.
Gennaro: Scusami Carmela, sai che ti voglio bene e sololidea che un altro uomo ti sfiori solo conuno sguardo, divento geloso.
Carmela: Accetto le scuse, ma non ti permettere pi di pensare a una cosa del genere.
Rosario: Allora adesso ci dici come hai fatto a guadagnare tutti quei soldi?
Carmela: Semplice, sono andata nelle vicinanze della fermate del metr o di qualche mezzopubblico, mi sono avvicinata ad alcune persone ed ho raccontato che mi avevano rubato il portafoglio con i documenti e i soldi. Ho chiesto se mi potevano prestare un euro e cinquanta per acquistare il biglietto del metr per tornare a casa. Tutti ci hanno creduto e mi hanno dato volentieri leuro e cinquanta. Alcuni non avevano la moneta e mi hanno dato anche cinque euro. Una signora stata molto solidale e mi ha dato addirittura dieci euro. Cos in poche ore ho incassato cento euro.
I due uomini sono rimasti in trance ad ascoltare e dopo un momento di silenzio Gennaro per primo torna alla realt.
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Gennaro: Che idea eccezionale. Carmela sei un genio, ho sposato un genio.
Carmela: Te ne accorgi solo adesso?
Si sveglia anche Rosario.
Rosario: Gennaro perch non lo facciamo anche noi? Io ho ancora labito buono che mi sonomesso al vostro matrimonio quando vi ho fatto da testimone. ancora nuovo, almeno lo uso.
Carmela: Piano, piano, non correre. Pensi che basti mettersi camicia, giacca e cravatta, e sei prontoper chiedere i soldi?
Rosario: Lo so, ci vogliono anche i pantaloni le scarpe. Non vado mica per strada con giaccacamicia, cravatta e in mutande.
Gennaro: Rosario, sei il solito cretino. Quando si dice di mettersi giacca, camicia e cravatta perindicare di andare in modo elegante. Questo solo un modo di dire.
Rosario: Sar un modo di dire, ma io in mutande non ci vado.
Carmela: Vai in giro come vuoi, ma limportante che non ti fai scoprire che stai scroccando deisoldi.
Rosario: Bene ora io vado in camera, mi metto labito bello e incomincio subito.
Carmela: Aspettate tutte e due. Prima di andare in giro a fare dei pasticci e farvi scoprireimmediatamente, meglio che fate qualche prova. Voglio vedere come vi comportate e soprattutto cosa direte.
Gennaro: Tu lhai fatto solo per mezza giornata e credi gidi essere una maestra? Che cosa civuole? Non bisogna essere dei laureati per fare questo.
Carmela: (Guardandolo con insufficienza).Caro mio,labito non fa il monaco, ma bisogna anchesaper predicare. Non basta vestirsi bene, ma bisogna anche recitare bene. Noi dobbiamo essere attori, dobbiamo far credere che vero quello che ci successo.
Rosario: Io sono bravo a recitare. Recitavo sempre allasilo nel saggio di fine anno. Tutti mibattevano le mani.
Gennaro: Perche a me no? Ricordi quando recitavamo insieme, sembravamo Stalio e Olio.
Carmela: L fuori non lasilo, se non recitate bene, invece degli applausi nella migliori delleipotesi, riceverete calci e pugni oppure una bella denuncia. Facciamo questa prova. Rosario comincia tu mentre Gennaro fa il ruolo del passante.
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Gennaro: (Mima di mettersi apposto la cravatta. Piagnucolando).Scusate signore, mi hannorubato il portafoglio, fate la cortesia di darmi i soldi per comprarmi il biglietto del tram e tornare a casa.
Carmela si mette le mani nei capelli per disapprovazione.
Rosario: (Mima di prendere il portafogli).Povero signore oggi non si pu pi stare tranquilli cisono ladri dappertutto. Tenga dieci euro.
Carmela: (Con disprezzo).Fate pena. Ora scambiatevi i ruoli, voglio vedere cosa diresti tu.
(Indicando Gennaro).
Gennaro: (Mendicando con la mano tesa).Signore scusate se mi permetto, ma proprio adesso mihanno rubato il portamonete, fate la carit di darmi un euro e mezzo per tornare a casa dalla mia famiglia.
Carmela: (Scuotendo la testa e rassegnata). Non c niente da fare, siete due accattoni incalliti, sivede che siete stati sempre con la mano tesa. Voi laccattonaggio lavete nel vostro DNA.
Uno che piagnucola e laltro va con la mano tesa. Vi consiglio di lasciar perdere.
Gennaro: (Offeso).arrivata la professoressa. Tu vuoi insegnarci ad elemosinare. A noi cheveniamo dalluniversit dellaccattonaggio. Mia cara devi sapere che la nostra dinastia risale ai tempi dei romani. Possiamo vantarci di aver vissuto sempre con il contributo dei passanti.
Carmela: (Sconsolata).Lasciamo perdere, continuate a fare quello che avete sempre fatto.
Rosario: (Con sfida).Tu che fai tanto la professora, facci vedere come si fa.
Gennaro: (Con sfida).S, anchio voglio vedere come fai.
Carmela: (Accondiscendente).Con voi sar una cosa inutile, ma un tentativo si pu fare. Devoammettere che quando siete vestiti bene, sembrate due signori, ma quando aprite bocca si sente che siete degli accattoni.
Gennaro: E allora facci vederetucome dovremmo fare. Rosario prenditi una sedia evediamo come dobbiamo fare.
I due fratelli si siedono uno di fianco allaltro e assistono attentamente alla lezione scimmiottando i comportamenti della stessa. Carmela far la lezione mimando le azioni.
Carmela: Prima di tutto vi dovete vestire bene, sbarbarvi tutti i giorni, puliti, profumati e benpettinati. Quando avete individuato una persona, che secondo il vostro giudizio potrebbe
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essere una persona generosa e su questo devo dire che voi avete locchio allenato Vi avvicinate con il telefonino in mano, facendo finta di aver difficolt nel prendere la linea, e ad voce alta dite: Le cose succedono tutte assieme. Poi vi rivolgete direttamente a lui e continuate: Scusatemi signore mi trovo in serie difficolt, mi hanno rubato il portafoglio e in pi il telefono non ha pi credito e non posso chiamare la mia segretaria. Vorrebbe farmi la cortesia di prestarmi un euro e cinquanta per prendere un mezzo pubblico e tornare in ufficio? Poi insistete, ma non troppo, che volete restituire il prestito. Gli chiedete un biglietto da visita, e vedrete che come minimo vi dar cinque euro. Attenzione la parola chiave imprestare e non per carit.
Rosario: Gennaro, ha ragione Carmela, cos pi convincente.
Gennaro: (Entusiasta).Bene, bene. Ora facciamo qualche prova tra di noi, indossiamo gli abitibelli e poi andiamo a raccogliere i soldi.
Rosario: Gennaro, se ci pensi bene quelli che guadagnano tanti soldi sono quelli che si vestono eparlano bene. Possono anche rubare e nessuno se ne accorge, anzi alle volte sono i poveracci che li danno spontaneamente pensando di mettere i lori risparmi in mani sicure.
Gennaro: S, sicuro che spariscono. Tutte queste persone sono andate a lavorare in banca infattiparlano e si vestono bene. Rosario forse se ci vestiamo bene, anche noi troveremo un posto in banca e li di soldi ce ne sono quanto ne vogliamo.
Entra Emanuela. Ragazza di circa venticinque anni, vestita elegantemente e molto decisa nelle sue azioni.
Emanuela: Che cosa c, il consiglio damministrazione? Che cosa state confabulando? (Indicandoil padre e lo zio) Sembra di essere alla corte dei miracoli.
Gennaro: Ecco la pecora nera della famiglia. Quella che ha interrotto la nostra tradizione.
Rosario: Hai proprio ragione! successo un miracolo. Da oggi cambieremo vita. Basta con questistracci, basta umiliarsi. Da ora in poi saremo dei veri signori.
Emanuela: Lho detto io che eroalla corte di miracoli. A cosa dovuto questo cambiamento?Avete forse deciso di andare a lavorare? Sono stanca di vergognarmi di voi. Voi siete dei parassiti della societ. Non avete mai lavorato nella vostra vita.
Gennaro: (Infuriato).Ueh, ragazza bada bene a come parli. Questi parassiti, tutti i giorni con ilbello e cattivo tempo, con il caldo e il freddo, con la pioggia e il sole, sono andati a procurarti il cibo. Questi straccioni con i loro sacrifici, ti hanno mandato a scuola, alluniversit, in vacanza, ti vesti allultima moda, il tuo telefonino di ultima generazione. Tutto questo grazie ai nostri sacrifici. Bisogna vergognarsi solo quando si ruba, noi possiamo andare a testa alta non abbiamo mai rubato a nessuno.
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Emanuela: Mi vergogno quando la gente mi chiede che lavoro fate. Non so cosa rispondere, non socosa dire, sono costretta a dir bugie. Guardatevi come siete conciati, come faccio a non vergognarmi di voi!
Rosario: Ma guarda un po questa, ora si vergogna. Per non ti vergogni quando vieni achiedermi isoldi per comprarti qualche vestito. (la imita) Zio ho visto un bel vestito in vetrina, mi daresti i soldi per comprarlo? Quando li do non ai vergogna di prenderli. Quello che facciamo onesto e della nostra onest ci possiamo vantare. vero, approfittiamo della solidariet della gente, ma loro donano spontaneamente, non estorciamo, non rubiamo.
Emanuela: (Pi umile).Il guaio che andando alluniversit, frequento persone dalto livello.Mettetevi nei miei panni, guardatevi in giro, come faccio a invitare un amico qui? Vi dovreste vergognare anche voi!
Gennaro: Hai ragione. Da oggi in poi basta vestirsi con questi cenci, basta fisarmonica e violino,basta stendere la mano. Da oggi in poi cambiamo stile di vita.
Emanuela: (Speranzosa)Andate a lavorare?
Rosario: Mi devi fare il piacere di non nominare mai il lavoro, altrimenti mi fai stare male tutto ilgiorno.
Gennaro: (Ignorando Rosario).No, faremo pi o meno lo stesso lavoro, ma con pi eleganza,come fanno in molti oggigiorno. Intendiamoci, sempre onestamente.
Emanuela: (Con impeto)Ecco siamo alle solite, sar sempre in imbarazzo quando il mio ragazzo
Carmela: (Meraviglia e curiosit).Come, hai un ragazzo e non hai detto nulla a tua madre? Dimmicome si chiama, casa fa, dove vi siete conosciuti?
Emanuela: Non ti ho detto niente perch ho vergogna a farlo venire qua. Io sono stata gi dai suoi,e loro mi hanno chiesto di venire a conoscervi. Fino ad ora ho tergiversato, ma adesso non posso pi trovare scuse. Con che spirito li devo far venire? Guardatevi come siete conciati e in che posto viviamo. Quando vi chiederanno che cosa fate per vivere, voi che cosa risponderete? (Imitando) Sa noi viviamo alla giornata, alle spalle degli altri.
Rosario: Per questo possiamo dire che abbiamo una societ familiare che si occupa di capitali.
Gennaro: Possiamo dire che facciamo girare i capitali. I soldi li prendiamo dagli investitori e lirimettiamo in circolazione.
Carmela: Nooo, meglio dire che siamo acquisitori di capitali.
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Rosario: Si questa definizione mi piace di pi. Come hai detto? Acqui .
Carmela: Acquisitori di capitali.
Gennaro: (Quasi fra se).E pensare che facevo un lavoro di concetto e non lo sapevo. Pensa, bastache dici la parola giusta, e da poveraccio diventi un manager. Mi sento gi importante a fare lacquisitore di capitali. Mi far fare anche i biglietti da visita con scritto: Gennaro Esposito acquisitore di capitali. A me questo lavoro piace.
Rosario: (Ad Emanuela)Toglimi una curiosit, i genitori del tuo ragazzo che lavoro fanno?
Emanuela: Il padre un politico, mentre la madre nei comitati di beneficienza.
Carmela: Allora la madre una nostra collega? Anzi una nostra concorrente, solo che invece diandare in strada, come facciamo noi, va nei salotti buoni, ma lo scopo finale sempre quello.
Gennaro: Mentre il padre luomo che non deve chiedere mai. Lui i soldi non ha bisogno dichiederli, se li prende. (Fa il gesto di rubare con la mano).
Emanuela: Non vero, sono persone oneste, fanno tutto alla luce del sole. Sono onorati e rispettati.
Rosario: Anche noi facciamo tutto alla luce del sole. Infatti, siamo sempre in strada per stare pi alsole. Ma noi lo facciamo in modo rustico e un po naif.
Emanuela: Adesso tutto a un tratto vi nobilitate, ma voi non potete paragonarvi a loro. Voi sietesempre con la mano tesa, mentre loro guadagnano con un onesto lavoro.
Gennaro: (Sarcastico)Ha ragione Emanuela. Quando mia figlia ha ragione, ha ragione. Noi nonpossiamo paragonarci a loro, noi andiamo con la mano tesa e ci danno le monetine, mentre questi rispettabili e onorati signori, prendono le bustarelle e dentro non ci sono monetine!
Carmela: (Con autorit).Basta con questo argomento altrimenti si va a finire in un terreno minato.(Ad Emanuela).Parlami pittosto del tuo ragazzo. Lavora? Che studi ha fatto o sta facendo?Che intenzioni ha?
Gennaro: Che cosa sta studiando?
Emanuela: Scienze politiche.
Rosario: Lavoro assicurato.
Carmela: Volete stare zitti voi due?(Ad Emanuela)Come si chiama?
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Emanuela: Si chiama Marco e uno di questi giorni te lo far conoscere.
Carmela: Non ti preoccupare figlia mia, vedrai che non farai brutta figura, ora ci penso io a ripulirequesti due e la casa. Quando verranno quei signori, sar tutto lindo. Vai adesso e non preoccuparti. (Emanuela esce). Voi due andate subito a ripulirvi e da oggi sinizia una nuova vita e se avete intenzione di usare il mio nuovo metodo, fate delle prove e mi raccomando di non sbagliare. Dovete essere decisi e credibili, altrimenti se ci bruciamo questo sistema, tornerete in strada ancora con la mano tesa. Io nel frattempo pulisco questo porcile. Guardate come mi avete conciato la casa mi avete portato tutto quello che raccattate in strada.
Gennaro: (Mettendosi sullattenti e facendo il saluto militare).Signor s, signor comandante,eseguo subito lordine.
Rosario: (C.s.)Va bene capo! Vado e torno.
Chiusura sipario
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SECONDO ATTO
Stesso quadro del primo atto, ma con la stanza perfettamente in ordine, con aggiunta di qualche pianta ornamentale o fiori. In scena Carmela sta dando gli ultimi ritocchi. ben vestita, ma ha ancora i bigodini in testa.
Emanuela: (Entra con un vaso di fiori. Ha ancora i bigodini).Mamma questi fiori dove limettiamo?
Carmela: Mettili in qualche posto dove non diano fastidio.
Emanuela: Adesso li appoggio sul tavolino, poi vedi tu dove metterli.
Carmela: Sai, sono molto emozionata nel ricevere a casa nostra persone cos importanti. Speriamodi fare bella figura.
Emanuela: Non ti devi preoccupare, vedrai che sono persone alla mano, molto democratiche. Tifaranno sentire a tuo agio. Vedrai che tutto andr bene. In fondo sono persone come noi. Pi tosto mi preoccupo di pap e dello zio. Spero che non facciano delle gaffe, non vorrei mandare a monte il mio matrimonio per colpa loro.
Carmela: In questi giorni ho dato, per altri motivi, lezioni di bon tone. Spero che abbiano imparatoqualcosa. Hanno gi migliorato molto nel vestirsi, ma nel comportamento ci devo ancora lavorare. (Campanello della porta). Questi dovrebbero essere loro, gli ho detto di tornare prima oggi. (Apre la porta).
Gennaro entra vestito elegantemente con un abito a doppio petto, scarpe lucidissime, i capelli impomatati e una ventiquattrore in mano. Si guarda in giro non riconosce la sua casa e torna su i suoi passi.
Gennaro: Scusate signora, ho sbagliato casa.
Carmela: Gennaro, non fare il cretino, non riconosci casa tua?
Gennaro: (Incredulo).Sei tu Carmela? Pensavo di aver sbagliato, non ho mai visto la casa cos inordine. Pensa non ho riconosciuto nemmeno te. Che cosa avete fatto le pulizie di Natale e Pasqua in un colpo solo?
Emanuela: Ma pap, non ti ricordi che oggi vengono i genitori di Marco?
Gennaro: E gi, arriva lonorevole. Questo mi ricorda quando ero allorfanotrofio, quando venivaa farci visita qualche onorevole o pezzo grosso della politica, il direttore faceva pulire da cima a fondo tutto listituto. Quel giorno ci mettevano i vestiti puliti, preparavano un pranzo
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speciale. Era il giorno che si mangiava la carne e cera anche il dolce. A merenda, poi, ci davano perfino una tavoletta di cioccolata a testa. Quando arrivava lonorevole, cantavamo la canzoncina, lonorevole si faceva fotografare con tutti i bambini, accarezzava qualcuno di noi, elogiava il direttore, poi andava via. Il giorno dopo lonorevole era su tutti i giornali che si faceva bello, e noi tornavamo nella merda come prima.
Carmela: Che cosa vuoi dire, che vivi nella merda?
Gennaro: Beh! Se stai facendo tutte queste grandi manovre un senso di colpa lhai anche tu.
Carmela: (Infuriata).Io devo avere un senso di colpa? Tu la dovresti avere che ci hai fatto viveresempre come miserabili. Quando cercavo di dare un po di dignit a questa casa tu mi fermavi, e ti ricordi cosa dicevi? Lasci stare, vai a lavorare, anche se qui in disordine non importa, tanto noi siamo povera gente. Sei tu che sei povero di cervello.
Emanuela: Mamma, pap per favore, non rovinatemi questa giornata. Avete avuto tanti anni perlitigare su questo argomento, proprio oggi vi viene in mente di discuterlo?
Gennaro: Come allorfanotrofio, ci vorrebbe un onorevole al giorno.
Carmela: Se proprio ci tenevi tanto a stare in ordine, tu e tuo fratello potevate rimboccarvi lemaniche e darmi una mano nelle faccende domestiche invece loro cosa fanno? Si alzano dal letto, si vestono e vanno via. Troppo comoda la vita! Se poi non vi do io una mano nel vostro lavoro, qui moriremmo di fame. (Si avvia verso il fondo). Ora vado a finire di prepararmi, non voglio rovinare la giornata a mia figlia.
Emanuela: Mamma vengo anchio cos mi dai qualche consiglio per il trucco. Pap per favore searriva Marco con i suoi genitori, cerca di riceverli bene.
Gennaro: (Rimasto da solo).Andate, andate, in questa casa mi trattano tutti come un zoticone.(Specchiandosi nei vetri della finestra si mette a posto il nodo della cravatta): Guarda quache signore che sono, che eleganza. Mi domando e dico, perch non ci ho pensato prima ad andare i giro cos, sai quanti soldi potevo guadagnare? Magari se entravo in politica potevo diventare anche ministro. Quelli che ci sono alla Camera non sono migliori di me.
Suonano alla porta, Gennaro si passa la mano nei capelli e va ad aprire. Entrano uno alla volta due guardie del corpo, vestiti in abito scuto, gli occhiali da sole e lauricolare allorecchio. Quando entrano i due, Gennaro tende lamano per salutare e presentarsi credendo che uno siano lonorevole.
Gennaro: (Tende la mano).Piacere, Gennaro Espo(Seconda guardia).Piacere Gennaro Espo
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I due non lo degnano nemmeno di uno sguardo, fanno il giro nella stanza guardando dietro i mobili, sotto le sedie, dietro i quadri, sotto i tappeti. Alla fine dicono qualcosa nella manica della giacca ed escono. Subito dopo entra lonorevole. Gennaro pensa che sia un collega dei primi due.
Gennaro: (Allapparizione dellonorevole).Dai entra anche tu, fatti il giro turistico e poi salutamitanto lonorevole.
Guido: Ma sono io lonorevole! Lasciate che mi presenti: Sono lonorevole Guido Lapecorella.Caro signore, dovete scusare gli uomini della sicurezza loro dovere controllare a fondo i luoghi che frequento.
Gennaro: Si vede che dove andate scoppiano dalla voglia di ricevervi. Scusate come avetedetto che vi chiamate?
Guido: Onorevole Guido Lapecorella.
Gennaro: E voi per una pecorella che guidate vi portate dietro la sicurezza? Che cosa avete paurache ve la rubino?
Nel frattempo rientrano Carmela ed Emanuela.
Carmela: Gennaro, fai entrare lonorevole, non tenerlo sulla porta.
Gennaro: (Allonorevole).Fate entrare anche la pecorella.
Emanuela: (Premurosa).Prego entrate, entrate pure.
Guido: (Indicando la moglie).Lei mie moglie Bianca.
Gennaro: La famosa pecorella bianca, quella nera ce lho io.(Vincenzo porta un esagerato mazzodi fiori). E quei fiori con le gambe chi ?
Guido: Lui mio figlio Vincenzo, il pretendente alla mano della sua bellissima figlia.
Vincenzo: (Porgendo i fiori a Carmela).Questi sono per lei signora che lautrice di questocapolavoro per cui tutti i miei amici minvidiano. (Indicando Emanuela).
Gennaro: Caro giovanotto, per fare un capolavoro ci vuole un bravo pittore. La mamma ha messola tela, ma la pennellata glielo data io.
Guido: (Ridendo).Come simpatico lei. Come vi chiamate?
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Emanuela: Oh scusate non ho fatto le presentazioni. Lui mio padre Gennaro e lei mia madreCarmela. Mamma, la signora Bianca la mamma di Vincenzo. Come dice il suo nome, ha un animo candido ed sempre occupata a raccogliere soldi per i paesi poveri.
Bianca: Emanuela tu mi vuoi adulare, io faccio solo quello che posso, ma mi affido solo al buoncuore delle persone che incontro.
Carmela: Anche noi ci affidiamo al buon cuore dei passanti. (Interessata).Mi dica, qualesistema adotta per raccogliere i fondi.
Bianca: Organizzo cene, eventi, incontri. Sa, fare tutto questo porta via tanto tempo e sonosempre presa.
Carmela: Oltre al tempo, le coster anche denaro organizzare questi eventi?
Bianca: S vero costa molto, ma i soldi li recupero dalle donazioni che ricevo, e naturalmente nonlo faccio per niente, sa il mio tempo costa. E poi, devo essere sempre ben vestita, due volte alla settimana vado dal parrucchiere, i viaggi e altro ancora. Per fortuna che i nostri conoscenti sono generosi altrimenti, a quei poveretti non rimarrebbe nulla.
Carmela: Anchio dicosempre a mio marito che per raccogliere soldi, bisogna essere sempre benvestiti e in ordine. Prego, mettiamoci comode, questargomento molto interessante e vorrei approfondire. Gennaro offri da bere allonorevole.
Emanuela e Vincenzo, nel frattempo, erano in disparte a parlottare fra loro. Poi sembra che abbiano preso una decisione.
Emanuela: Mamma, signora Bianca, Vincenzo e io andiamo a fare un giro. Voi nel frattempoparlate liberamente fra voi.
Bianca: Andate pure e divertitevi.
Carmela: Andate, andate e fate pure con comodo, la signora Bianca ha molte cose da raccontarmi.
Le due donne si siedono e cominciano a parlare mimando.
Vincenzo: (A Guido).Pap noi usciamo.
Guido: (A Gennaro).Vede quando mio figlio dice che deve uscire, non lo dice per avvisarmi osalutarmi, ma lo dice perch vuol essere sovvenzionato. (Prende il portafoglio). Ti bastano quattrocento euro?
Gennaro: (Meravigliato).Quattrocento euro?
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Guido: E s hai ragione Gennaro quattrocento sono pochi. To prendi altri cento. Adesso andate.(Idue ragazzi salutano ed escono). Caro Gennaro. Posso darti del tu?
Gennaro: Certamente, un onore per me.
Guido: Mia moglie dice sempre che sono molto democratico perch do del tu a tutti dal miserabileal poveretto.
Gennaro: E io in quale categoria sono, nel miserabile o nel poveretto?
Guido: Ma no, checosa dici Gennaro. Ci diamo del tu, perch ormai siamo quasi parenti. Dimmi che lavoro fai?
Gennaro: Io, mia moglie e mio fratello, abbiamo una societ.
Guido: Ah, bene, una societ di famiglia. E dimmi che tipo di societavete: societ per azioni,societ a capitale limitato
Gennaro: (Non sa cosa rispondere).Ma veramente non lo so.
Guido: (Meravigliato).Come non sai quale tipo di societ avete?
Gennaro: Dovrebbe essere una societ per azioni, perch siamo tutto il giorno in giro in azione.
Non pu essere a capitale limitato perch non mettiamo limiti ai soldi che ci danno.
Guido: In che ramo siete?
Gennaro: Aspettache chiedo a mia moglie perch io lo dimentico sempre. Carmela, che lavorofacciamo noi?
Carmela: Pi o meno lo stesso lavoro che fa la signora Bianca: acquisitori di capitali.
Gennaro: A s, acquisitori di capitali. Sto facendo stampare i bigliettida visita.(Orgoglioso)Gennaro Esposito acquisitore di capitali.
Guido: Sicuramente un lavoro molto interessante e di responsabilit. Ora, mi devi spiegaremeglio di cosa si tratta, perch ho del capitale da investire e lo volevo affidare a qualcuno di fiducia.
Suonano alla porta.
Gennaro: (Mentre va ad aprire la porta).I tuoi soldi non li potresti mettere in mani pi sicure. Sta arrivando mio fratello il terzo socio.
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Guido: Bene cos parliamo con tutti i soci dellaffare.
Gennaro va ad aprire la porta ed entra un carabiniere. Guido alla vista del carabiniere subito si fa avanti.
Carabiniere: Buongiorno.
Guido: (Senza essere interpellato)Non ho nulla da nascondere ho tutto alla luce del sole sono pronto a collaborare ho fiducia nella magistratura.
Il carabiniere rimane interdetto, poi si riprende. Le due donne si uniscono al gruppo.
Carabiniere: No, non sono venuto per lei.(Prende in disparte Gennaro).Senta, ma quel signore un onorevole?
Gennaro: S, lonorevole Guido Lapecorella come ha fatto a indovinare?
Carabiniere: Quando vado ad arrestare gli onorevoli dicono tutti le stesse parole. State attentopotrebbe essere un mariuolo.
Gennaro: Ma lei perch venuto qua?
Carabiniere: Rosario Esposito suo fratello?
Gennaro: S mio fratello. Che cosa ha fatto?
Carabiniere: No, niente di grave, ma ho dovuto portarlo incaserma per prendere le generalit, nonaveva i documenti e lho accompagnato qui per vederli. (Non vedendo dietro di se Rosario, esce per spingerlo in scena). Vieni dentro, hai forse vergogna? Per favore, mi vada aprendere i documenti di questo signore.
Gennaro: Carmela, vai a prendere i documenti di Rosario nella sua stanza. Rosario, che cosa haicombinato?
Rosario: No, niente.
Guido: (Avvicinandosi al gruppetto).Posso esservi utile, posso fare qualcosa? Sapete con le mieconoscenze posso aiutarvi.
Gennaro: meglio di no altrimenti andiamo a finire in galera.
Carabiniere: (Sottovoce).Avete fatto bene a rifiutare.
Carmela: (Rientrando)Ecco qua la carta didentit.
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Gennaro: Allora si pu sapere che cosa ha combinato?
Carabiniere: Se lo faccia dire da lui, io nel frattempo prendo nota delle generalit.(Si mette daparte a scrivere).
Tutti sono curiosi di sapere da Rosario che cosa successo.
Gennaro: Allora, per una buona volta, si pu sapere che cosa hai fatto?
Rosario: Non ho fatto niente, mi hanno rubato il portafoglio.
Gennaro: (Intuisce il seguito e cerca di deviare il discorso. A Guido).Oggigiorno, bisogna stareattenti, i ladri sono dappertutto, come niente ti sfilano il portafoglio e tu non ti accorgi nemmeno.
Carabiniere: Io ho finito. Buongiorno a tutti.(Restituisce il documento e esce).
Guido: ( incuriosito).Scusate non riesco a capire una cosa, ti rubano il portafoglio e portano a tein caserma invece del ladro?
Gennaro: Mio fratello ha fatto denuncia e il carabiniere ha preso noto della generalit in caso cheritrovassero il portafoglio.
Rosario: (Ingenuamente vuole continuare il suo racconto).Ho chiesto un prestito a un signore pertornare a casa.
Gennaro: (Sottovoce).E statti zitto!(A Guido)Ha fatto bene, ha chiesto un prestito a un passanteper comprare il biglietto del metr per tornare a casa. Continuiamo a parlare dellacquisizioni di capitali.
Guido: (Ignorandolo).Ha fatto bene una cosa intelligente, in questi casi le persone aiutanosempre. Ma non riesco a capire perch intervenuto il carabiniere? Dopotutto ha fatto una cosa lecita.
Gennaro: (Minimizzando).Ma s, lo sai che i carabinieri sono strabici. Invece di arrestare il ladroha arrestano il derubato.
Rosario: E pensare che quel signore mi voleva dare dieci euro.
Guido: Gentilee generoso quel signore e tuli hai rifiutati?
Rosario: No, non li ho rifiutati, aveva solo un biglietto da cinquanta euro e non li voleva pi dare.
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Guido: E s, effettivamente cinquanta euro sono un po troppi per un biglietto del metr. Allorali volevi prendere con la forza?
Rosario: (Irritato).Caro signore, non ho rubato mai. Quando chiedo i soldi, la gente me li d di suaspontanea volont.
Gennaro: (Con foga).Devi sapere che questa una casa di gente onesta che ha sempre lavoratoonestamente. Tutto quello che abbiamo ce lo siamo guadagnati andando a lavorare tutti i giorni. (Accorgendosi che stava esagerando). Lasciamo perdere questi discorsi, non roviniamo questo giorno di letizia per un episodio cos insignificante e continuiamo ad approfondire la nostra conoscenza. (Prende in disparte Rosario). Che cosa gli hai fatto a quello la?
Rosario: Lui aveva cinquanta euro e voleva darmene dieci, io gli ho detto che gli davo il resto.
Gennaro: Sei il solito cretino!
Carmela cerca di cambiare latmosfera che si venuta a creare.
Carmela: Ragazzi, con Bianca stavamo parlando di un argomento interessante che potrebbe essereinteressante anche per voi. Stavamo parlando di come fare a procurarsi i soldi per fare beneficienza.
Gennaro: Adesso ci mettiamo a fare beneficienza anche agli altri.
Bianca: Fare beneficienza, fa bene agli altri e a se stessi.
Carmela: Soprattutto a se stessi:
Bianca: Che bont danimo che hai. Hai capito subito che fare beneficienza riempie lo spirito.
Carmela: E non solo quello. Per a me piacerebbe conoscere i tuoi facoltosi benefattori.
Bianca: Li conoscerai, vedrai che li conoscerai. Due sono gi in questa stanza io e mio marito.
Gennaro: Guido mi parlava che voleva investire dei soldi, e noi come acquisitori di capitali, siamodisposti a prenderli. Vero soci?
Rosario: Siamo qui apposta.
Guido: Posso investire qualsiasi somma?
Rosario: Noi accettiamo da un euro in poi anche cinque, dieci euro.
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Guido: (A Gennaro).Molto simpatico suo fratello, sempre cos?
Gennaro: No, molte volte anche peggio.
Guido: Qui si parla di migliaia di euro.
Rosario: A noi non spaventa mille o duemila euro.
Guido: Per me mille o duemila euro servono per fare solo la spesa giornaliera.
Gennaro: (A Rosario)Hai sentito? Lui li spende per fare la spesa tutti giorni. Anche noi lispendiamo per fare la spesa per sei mesi.
Guido: Qui si parla di cifre molto importanti.
Bianca: Importantissimi sono i nostri risparmi di un anno.
Guido: Prima di dirvi la cifra da investire, volevo sapere in quale settore investite i soldi cheraccogliete.
Gennaro: In prevalenza nel settore alimentare.
Rosario: Mangiamo tutti i giorni.
Gennaro: (Occhiataccia a Rosario).Poi nel settore dellabbigliamento.
Carmela: Vestirsi bene oggi molto importante.
Bianca: Si vede che avete buon gusto nel vestirvi.
Gennaro: E infine nel settore di largo consumo. Telefonini, computer, tablet e tutti gli altriaggeggi di moda al momento.
Rosario: (Sottovoce a Gennaro).Ti sei dimenticato delle automobili. Ho bisogno della macchina.
Gennaro: Perch io no?(A guido).Mio fratello mi ricordava che investiamo anche nel settore deitrasporti.
Guido: Bravi, mi devo complimentare con voi, vedo che i soldi che acquisite li investite nei settorichiave delleconomia.
Rosario: No, le chiavi no.
Carmela: Su questo siamo molto occulati, cerchiamo di spendere al meglio.
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Bianca: Guido, sono sicura che i nostri soldi in mano a questi signori, saranno investiti molto bene.
Guido: Sono daccordo con te. molto intelligente investire nei generi alimentari, perch tutti igiorni si mangia.
Rosario: (Fra se).Sante parole. Non solo di giorno, ma anche di notte.
Guido: Anche labbigliamento un settore di primaria necessit.
Carmela. (Fra se).Eccome, se necessario, devo cambiare il guardaroba.
Guido: Senza parlare dellelettronica e della mobilit.
Gennaro: (Preoccupato). No, parliamone, parliamone. I telefonini e le automobili sono necessari.
Guido: S caro Gennaro, i telefonini e le automobili sono indispensabili oggigiorno.
Gennaro: quello che dico sempre ai miei soci, che almeno un telefonino a testa e una automobileci vuole.
Carmela: (Sottovoce).Per la guido io.
Gennaro: (C.s.). Perch la devi guidare tu e non io?
Carmela: (C.s.)Perch io ho la patente e tu no.
Guido: Bianca, che cosa ne diresti se incominciassimo a investire cinquecento?
Rosario: (Rivolgendosi a Gennaro e Carmela sottovoce).Questo ci sta prendendo per i fondelli.
Con cinquecento euro non ci compriamo nemmeno un paio di scarpe a testa.
Gennaro: Il solito politico, ti ingrandisce le cose e poi non conclude mai niente.
Carmela: Fatelo finire di parlare. Lui ha detto che incomincia con cinquecento, ma non ha detto iltotale finale. (A Guido) Guido, vuoi incominciare con cinquecento euro, ma in totale quanto vuoi investire?
Guido: (Ride).Ah,ah, ah. Ma cosa avete capito, cinquecento euro io li do in elemosina.
Rosario: Io a questo non lho mai incontrato.
Guido: (Continuando a ridere).Siete proprio divertenti. Dovevate vedere le facce che avete fatto.Che cosa sono cinquecento euro?
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Gennaro: (A Rosario).Che cosa sono cinquecento euro?
Rosario: E che ne so io, non li ho mai visti tutti assieme.
Guido: (A Bianca).Vero cara che per noi cinquecento euro sono nulla, sono briciole.
Bianca: Io non esco mai con cinquecento euro.
Carmela: Anchio non esco mai con cinquecento euro e non rientro nemmeno con cinquecentoeuro.
Guido: (Continua a ridere.)Oggi mi sto divertendo, non mi sono mai divertito cos.
Anche gli altri si mettono a ridere.
Gennaro: (Ridendo e imitando Guido).Cinquecento euro a me fanno ridere.
Rosario: (C.s.)Che cosa vuoi che siano cinquecento euro: quisquiglie.
Guido: Io intendevo cinquecentomila euro.
A queste parole, Gennaro, Rosario e Carmela, smettono di ride di colpo, barcollano, si siedono pesantemente alle sedie.
Carmela: Cinquecento
Gennaro: Mila
Rosario: Euro
Guido: (Smette anche lui di ridere).Beh, che succede?
Gennaro: A noi, queste cifre ci fanno venire le vertigini.
Guido: E s, lo so che per voi cinquecentomila euro sono pochi da investire.
Gennaro: (A Carmela).Vero che per noi sono pochi cinquecentomila euro?
Carmela: (Con lo sguardo fisso nel vuoto).S, s sono pochi, pochi.
Guido: Questo solo linizio poi ci saranno gli altri.
Gennaro: (A Rosario)Hai sentito, poi ci saranno gli altri.
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Rosario: No meglio stare da soli.
Guido: Che coshannoRosario e Carmela, si sentono poco bene?
Gennaro: Loro stanno benissimo. Da quando hanno sentito la cifra, si sono messi gi a pensarecome spenderli.
Guido: Spenderli?
Gennaro: Volevo dire come investirli. Loro vanno in catalessi e nella loro mente passano inrassegna tutte le vetr Tutti i listini per investire nei migliori dei modi. meglio che li svegli altrimenti vanno avanti tutto il giorno. (Schiaffeggia sia la moglie che Rosario). Su, su che non successo niente.
Carmela: Scusate, mi venuto un attimo di mancamento.
Bianca: (Preoccupata).Carmela, ti senti bene?
Carmela: S, tutto bene, va tutto bene.Non vedo lora diniziare a investire.
Rosario: (Tornando in se).A sentire queste cifre come se mi avessero dato un cazzotto nellostomaco.
Guido: Beh, effettivamente penso che voi non siete abituati a queste cifre?
Gennaro: Noi queste cifre non li abbiamo mai trattate.
Guido: E lo so, voi siete abituati a trattare cifre pi alte.
Gennaro: Vero Rosario, noi siamo abituati a trattare cifre pi alte.
Rosario: Molto pi alte. Queste cifre ci fanno ridere.
Guido: Come dicevo prima, questa solo la prima tranche, sono soldi che ho a portata di mano, poic ne saranno altre. Spero che voi acetiate questa prima trance.
Gennaro: (Fa il prezioso).Un momento che facciamo un piccolo consiglio damministrazione. (Simettono in cerchio tutte e tre). Allora cari soci, cosa facciamo accettiamo questo primo tram epoi aspettiamo gli altri tram che arriveranno?
Rosario: Prendiamolo al volo il primo tram prima che lo perdiamo.
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Carmela: (Sognando).Questo un tram chiamato desiderio. Pensa a quanti desideri possosoddisfare.
Gennaro: Bene approvato ad unanimit. Caro guido la trattativa stata discussa ed abbiamoavuto un occhio di riguardo per te. Ormai siamo parenti e una piccola agevolazione la facciamo. Quando arriver il primo tram.
Guido: Quale tram deve arrivare?
Rosario: Ueh, non incominciare a fare il politico. Primo hai detto che ci davi il primo tram e dopodue minuti non sai quale tram devi dare.
Guido: Ma no, ma no, non ho detto tram, ho detto tranche. Cio una parte di quello che hointenzione dinvestire.
Gennaro: Rosario che caspita mi fai dire allonorevole,non il tram, ma la tra
Guido: Tranche, tranche.
Gennaro: Trance, trance.(A Guido).Scusatelo un po ignorante, prende fischi per fiaschi. Allora quando ce la dai questa tranche.
Guido: Appena possibile. Bianca hai per caso qualche spicciolo in borsa?
Bianca: S dovrei avere qualcosa in borsa.(Inizia frugare in borsa).Prima di uscire di casa prendosempre qualche cosina di soldi, perch capita sempre di fare qualche piccola spesa. (A Carmela) Sai, se non ci penso io a prendere i soldi, mio marito andrebbe sempre senza. Ahecco! (Tira fuori due mazzette di banconote). Sono appena ventiquattromila euro possono bastare?
Gennaro: (Afferra immediatamente le banconote).Si le faremo bastare. Cosa ne dite ragazzi, questispiccioli possono bastare?
Rosario: Si ci arrangeremo, qualcosa possiamo comprare.
Carmela: Io so gi cosa comprare.
Guido: Le donne hanno sempre le idee chiare, sanno sempre cosa comprare.
Rosario: Anchio so cosa comprare, perci una parte la dai a me.
Guido: (Rappacificante).Non vi preoccupate domani vi far pervenire altri soldi cos ognuno liinvestir nel migliore dei modi nel proprio ramo. Limportante che vengono investiti bene.
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Carmela: Su questo non ti devi preoccupare, come investiamo noi, non linveste nessunaltro.
Guido: Volevo dire, per voi non ha nessuna importanza se ve li do tutti in contanti?
Rosario: Non c problema, per noi ce li puoi dare con tanti, con molti, con assai. Noi prendiamotutto.
Guido: Sapete alle volte mi fanno regalie di cento/duecentomila euro e me li danno in contanti.
Gennaro: (Con disprezzo).Solo cento/duecentomila euro? Che pezzenti, che cosa credono di darela mancia al cameriere?
Rosario: (A parte).Dovevamo fare i polititi, a noi ci danno regalie di solo uno o due euro.
Guido: Pensate quando mi danno queste regalie, li devo prendere tutto di nascosto, altrimenti imiei colleghi, anche loro vorrebbero fare la stessa cosa.
Gennaro: Non lo dire a noi che sappiamo benissimo, come vanno a finire queste cose. Quandoinventiamo qualcosa di nuovo, subito dopo ci copiano e rovinano il mercato.
Guido: Allora daccordo cos, domani vi far pervenire altri quattrini.
Gennaro: Daccordo, qua la mano e non fare come al solito che domani ti dimentichi.
Guido: (Solenne).Io non dimentico mai, io le promesse le mantengo.
Rosario: (A parte).Questo ha fatto luniversit dei politici dicono tutti la stessa cosa.
Carmela: Non ti preoccupare che ci penso io.
Guido: Bene, allora sono in buone mani.
Si sente un trambusto alla porta. Entrano le guardie del corpo con il vicino di casa, Mimmo.
Mimmo molto magro, veste abiti usurati, e ha la barba incolta.
Body gard: Scusate se disturbo, ma c questo tizio che si aggirava dietro al portae che rovistavanella pattumiera.
Gennaro: (Lo riconosce).Mimmo, che cosa ti successo,ma come ti sei combinato. Sei irriconoscibile.
Carmela: (Molto preoccupata).Tua moglie e i tuoi figli come stanno? da molto che non li vivedo in giro. Ma vi successo qualcosa?
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Mimmo: La pi grande disgrazia che un uomo possa avere.
Carmela: Che cosa mai sar questa disgrazia. Ad ogni disgrazia c sempre un rimedio. Vieni,siediti, raccontaci.
Mimmo: Come sapete, lavoravo in fabbrica come operaio. Sei mesi fa con la crisi, mi hanno messoin cassa integrazione e un mese fa mi hanno licenziato. Tutti i santi giorni mi alzo alle cinque del mattino per andare a cercare lavoro. Ho cercato al mercato ortofrutticolo, a raccogliere pomodori, fare le pulizie, ho cercato di fare qualsiasi cosa, ma non c niente da fare, perch ci sono dei disperati pi di me. Ci sono gli extracomunitari che vengono trattati come schiavi. I caporali gli danno una scodella di riso e qualche euro e li fanno lavorare fino a dodici ore al giorno. Non pagano assicurazioni, non pagano malattie, non pagano ferie. A me andrebbe bene lavorare anche a queste condizioni, ma hanno paura che come italiano li vado a denunciare, mentre gli extracomunitari non vanno a denunciare perch non sono in regola nemmeno loro. Se un uomo perde il lavoro, perde anche la sua dignit. Sono disperato non so cosa fare. (Guardando nel vuoto). Anzi saprei cosa fare, ma lascerei mia moglie e miei figli ancora nella disperazione a lottare da soli contro questa vita ingiusta e subire altre umiliazioni. Prima darrivare a un gesto estremo, sono venuto ad umiliarmi e chiedervi un aiuto perch ho visto che ultimamente la vostra vita cambiata, non andate pi vestiti da
Gennaro: (Non lascia finire la frase).S, hai ragione abbiamo rinnovato il nostro guardaroba e illavoro sta andando molto bene. Mi dispiace molto delle disgrazie che ti sono successe e noi come amici e vicini di casa ti aiuteremo come possiamo. Ma oggi sei fortunato, abbiamo lonore di ospitare lonorevole Lapecorella che senzaltro ti dar una mano a trovarti un lavoro.
Guido: Questa una indecenza che in Italia succedono cose di questo genere. Domani andr inparlamento e discuter in assemblea di queste situazioni. Il governo deve dare risposte concrete agli italiani. Deve dare lavoro, deve diminuire le tasse, deve dare sviluppo al mezzogiorno, bisogna dare pi sviluppo alle imprese (Lonorevole continua a snocciolare le promesse che fanno i politi ai comizi).
Rosario: (Da parte).Questo il rettore delluniversit dei politici.
Gennaro: Se stiamo ad aspettare le decisioni del governo, facciamo in tempo a morire di fame.(Indicando Bianca). Ma qui oggi abbiamo anche una persona caritatevole che raccoglie fondida mandare al terzo mondo. La signora sar daccordo che invece di far fare tanti chilometri ai soldi, facciamo beneficenza a chilometro zero. Penso dinterpretare il pensiero della nostra benefattrice donando cinquecento euro a Mimmo. (Da qualche biglietto a Mimmo).
Bianca: Ma veramente quei soldi
Gennaro: Hai ragione, cinquecento euro sono pochi facciamo mille.
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Bianca: con quei soldi costruiamo pozzi
Rosario: Pozzi di San Patrizio per voi.
Gennaro: Visto che li diamo a chilometro zero e non ci sono spese di spedizione, ne diamoduemila. Caro Mimmo spedire i soldi costa pochissimo, ma questi sono soldi hanno la colla e a chi li maneggia rimane sempre attaccato qualche biglietto e a destinazione arriva sempre poco.
Mimmo rimasto senza parole, incredulo, prende i soldi come se fosse in un sogno.
Tutti gli attori si schierano sul palco, Gennaro si distacca dalla compagnia e si rivolge direttamente al pubblico
Gennaro: Gentili signori, con questa presentazione abbiamo scherzato sulla generosit. Noi tuttidobbiamo continuare a donare per la ricerca, per i paesi poveri, per le popolazioni che subiscono catastrofi naturali, ma bisogna affidare la nostra generosit a organizzazioni che realmente portano aiuto, a chi realmente ha bisogno. Possiamo essere generosi anche senza andare lontani. Guardiamoci attentamente intorno a noi, vedremmo delle persone che per orgoglio, per dignit o per la loro onest, soffrono e non chiedono aiuto a nessuno. Ad esempio laltro giorno ho avuto occasione di passare nellora di chiusura del mercatino settimanale. Ho visto delle persone anziane che rovistavano tra gli scarti della verdura per scegliere quello che potevano recuperare. In quel momento mi venuto spontaneo aprire il portafoglio e dividere quello che avevo con alcuni di loro. Non mi hanno ringraziato, ma i loro occhi mi hanno detto molte cose che per me stato molto di pi di un semplice grazie. In quegli occhi ho visto la loro dignit, il loro orgoglio, la loro sofferenza, i loro sacrifici di anni e anni di duro lavoro. Ho visto anche la loro onest nelloccultare la loro povert per non essere di peso alla societ. per queste persone che la nostra generosit deve essere maggiore ed evitare di dare il nostro contributo a persone che in una mano tendono il cappello e nellaltra hanno il telefonino di ultima generazione. Oppure a quelle persone che in nome di bambini poveri o popolazioni in difficolt si arricchiscono alle loro spalle. O in nome di un Santo o Madonna o di altro ancora, toccano il cuore delle persone per il proprio lucro. La commedia finita, noi attori viviamo anche degli applausi del pubblico e se lo spettacolo vi piaciuto, fateci la carit di un applauso. Grazie.
Fine
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