Per caso (semidramma con piccione viaggiatore)

p) vero che lEducatore in distacco Menna Pasquale nel periodo novembre-dicembre 2006 stato sempre presente eccetto 5 giorni

PER CASO

(semidramma con piccione viaggiatore)

di

Tommaso Rossi

ross.tommas26@gmail.it

In caso dinteresse per la rappresentazione della commedia, ove si trattasse di fino a 3 spettacoli rinuncio ai diritti dautore. Vorrei per essere prima informato.



TRAMA

ER CASO (SEMIDRAMMA CON PICCIONE VIAGGIATORE)

In un piccolo teatro di provincia il pittore di scena sta dipingendo sul fondale un maestoso piccione. Da una porta secondaria si introduce un cacciatore: si perso. Resta affascinato dal piccione, esce, ritorna poco dopo con il fucile e spara alluccello dal quale fuoriesce un copioso rivolo di sangue. Allinsaputa degli attori il piccione avrebbe dovuto sanguinare durante lo spettacolo, grazie ad un congegno elettronico azionato a distanza dal regista. Richiamata dallo sparo, entra in scena una giovane attrice in attesa del regista, che lha convocata per un provino. Tra lei ed il cacciatore scatta lintesa. I due escono dal teatro per un karkad, incoraggiati dal pittore. Arrivano alla spicciolata gli attori per le prove. Emergono costantemente tra loro incomprensioni, ripicche, risentimenti e gelosie. Il pittore racconta laccaduto e tenta diriparare il piccione. Ritorna sconvolta la giovane attrice e racconta del cacciatore che, giunto al parco, ha sparato ad uno stormo di piccioni che si accalcavano attorno ad una vecchia per il becchime. Lei fuggita in preda al panico. Il pazzo lha inseguita supplicandola di non abbandonarlo. Lei riuscita a svincolarsi con la scusa del provino ed cos rientrata in teatro. Al momento del suo ingresso ha incrociato il pittore che stava uscendo, il quale stato colpito con una fucilata dal cacciatore. Il pittore fortunatamente stato ferito di striscio. Gli attori riescono a soccorrerlo e a trascinarlo allinterno Viene portato. sul palcoscenico e medicato sommariamente. Poco dopo entra in teatro il parcheggiatore, che prendendo servizio ha notato il cacciatore armato aggirarsi tra le macchine in preda alleccitazione. E venuto per chiamare la polizia ma il teatro cos sgangherato che non dispone di telefono. Vorrebbe ritornare al suo lavoro ma, messo in guardia dagli altri, rimane. Sospettando che da un momento allaltro il cacciatore possa far ritorno, gli attori tentano di escogitare una strategia per difendersi. Alla fine decidono di utilizzare la loro arte, nel tentativo di sorprenderlo. Quando il pazzo rientra il sipario chiuso. Sale la musica. Si apre il sipario e gli attori in un gioco di luci e costumi danzano una coreografia che parte dello spettacolo che stanno provando. Riescono a confondere il cacciatore ma solo per poco. Segue una drammatica discussione. Il pazzo punta il fucile contro di loro, deciso a sterminarli. Proprio mentre sembra che debba accadere lirreparabile, una delle attrici lo invita a sparare a lei per prima. Ha capito che il pazzo non ha la forza di uccidere. E un abile cacciatore con un ottima mira ma non in grado di diventare un vero assassino, sa solo simulare il ruolo. Ha colpito volutamente di striscio il pittore. Smascherato, il pazzo si accascia senza forze, subito soccorso dalla giovane attrice. Il pittore ed il posteggiatore escono fortemente indignati, minacciando denunce. Gli attori invece mostrano comprensione. Tutti insieme escono, provati dallaccaduto. Appena dopo entra il regista, lamentandosi per non aver trovato nessuno, convinto che come al solito gli attori siano in ritardo. Nota sul fondale lassenza del piccione e nella convinzione che il pittore non labbia ancora dipinto, inveisce contro lui. Poi riacquista la calma ed esaltando la qualit pi importante per ogni regista (la pazienza), si spoglia al centro della scena. Rimane con un saio di tela indiana ed assume la posizione yoga del fiore di loto.

PERSONAGGI

PITTORE

CACCIATORE

ATTRICE PUNK

CLELIA

ADRIANA

ROBERTO

STELLA

UBALDO

PARCHEGGIATORE

REGISTA

I ATTO

Palcoscenico, scena in allestimento: una libreria semivuota, due divani coperti con lenzuola bianche. Fondale in tela con disegnati e in parte colorati: due figure umane di plasticit greca, un albero spoglio con un piccione posato su un ramo. Su una scala a libretto, il pittore di scena sta dipingendo un piccione. Entra il cacciatore.

Cacciatore: signore, scusi

Pittore: E chiuso. Non si pu entrare, stiamo lavorando. Da dove entrato?

Cacciatore: dalla porta sul retro. Ho bussato non ha risposto nessuno Ho provato ad aprire, era aperta Mi scusi ma sono poco pratico, sono di passaggio. Una serie di sensi unici ed eccomi qua. Non faccia caso alla mia tenuta. Sono di ritorno da una battuta di caccia alle falde del Kilimangiaro

Pittore: Kilimangiaro? Non in Africa?

Cacciatore: Africa, Africa Orientale. Niente, non ho preso niente. La selvaggina scarseggia

Pittore: guardi esca, in fondo alla strada sulla sinistra ci sono i vigili. Si rivolga a loro. Io non so proprio come aiutarla. Eppoi non ho tempo, il tempo non basta mai, sono sempre in ritardo

Il cacciatore nota sul fondale il piccione, ha un moto di eccitazione.

Cacciatore: bello, bellissimo. Sembra pi bello di un uccello vero. In natura cos non se ne trovano pi

Pittore: il piccione dice? Non ancora finito e come ho detto sono in ritardo. Vada, vada dai vigili. Quelli la riportano in Africa di sicuro

Il cacciatore esce.

Pittore: vada. Qui non pu stare (girandosi). Se ne andato? Meglio cos. Mamma mia che gente c in giro. C da spaventarsi davvero

Appena dopo il cacciatore rientra armato di fucile.

Cacciatore: (con il fucile in mira) se per cortesia si pu spostare

Pittore: (senza girarsi) ancora! (girandosi) O madonna santissima! Che vuole fare? E impazzito? Metta via il fucile. Metta via quel fucile!

Cacciatore: abbassi la voce. Lo dicevo nel suo interesse, lei sulla traiettoria. Se non si sposta corre il rischio di essere colpito

Pittore: cosa vuole fare, vuole sparare!? Ma dico impazzito?

Cacciatore: non offenda sa, non offenda. E soprattutto la smetta di starnazzare che mi spaventa il piccione. Anche se non lha ancora finito mi accontento lo stesso. Oggi la selvaggina cos rara

Pittore: scusi ma questo non il luogo. Questo un teatro. Ha letto fuori? C scritto Teatro Vittoria. Per la caccia deve andare nei boschi, nella savana, sul Kilimangiaro, insomma dove vuole ma non qui. Non qui. Larrestano capisce? Qui non si pu sparare, siamo in pieno centro

Cacciatore: silenzio, per favore! Abbassi la voce. Di quali luoghi parla? non c pi niente. La selvaggina finita. I cacciatori si sparano tra loro

Pittore: abbassi quellarma. Labbassi ed esca, mi dia retta. Se spara si mette in un bel guaio, lo sa? E un teatro questo, capisce? Come glie lo devo dire? La prego esca, se ne vada. Gi sono stressato per i fatti miei. Da un momento allaltro arriveranno gli attori per le prove

Cacciatore: perch gli attori sono contro la caccia?

Pittore: se ne vada, da bravo. Santo Dio! Esca, vada via. Tra poco arriver pure il regista. Luinon transige, vuole la massima concentrazione. I teatranti sono animali strani, non sopportano il minimo disturbo. Io stesso che sono il pittore di scena sono tollerato a malapena. Si figuri lei che un estraneo

Il cacciatore prende la mira.

Pittore: (spaventandosi) si fermi! Per favore, la supplico torni a casa, vada dai vigili, vada dove vuole ma se ne vada

Il cacciatore spara. Dal piccione fuoriesce un rivolo di sangue che scorre sul fondale.

Cacciatore: Preso. Al primo colpo. Finto eh? Chi vuole prendere in giro, il piccione sanguina

Pittore: No maledizione, no! Solo questo ci mancava! Lo vede che ha fatto? Maledizione! Tutte a me devono capitare. Adesso che gli dico al regista?

Cacciatore: (soffiando sulla canna del fucile, deprimendosi di colpo) il tempo passa, lamore finisce... Lamore finisce... Lamore finisce...

Il cacciatore si siede e lentamente si punta il fucile alla gola, mette il dito sul grilletto.

Pittore: ma che fa?! Ma pazzo da legare

Cacciatore: lultimo colpo lo sparai alle falde del Kilimangiaro, Africa Orientale. Lei era con me... Amava la caccia grossa... Senza di lei non posso pi vivere

Pittore: si calmi, dia a me il fucile, me lo dia, su. Se non vuole darlo a me allora lappoggi per terra

Cacciatore: la faccio finita

Pittore: lei lo dice cos, in un momento di rabbia, ma poi

Cacciatore: poi cosa? Che ne sa lei? Si faccia gli affari suoi

Si sente un rumore di catene, entra lAttrice Punk, vestita e truccata in maniera esagerata, in un groviglio di catene.

Attrice P.: era uno sparo o sbaglio? (notando il cacciatore) Che fa con quel fucile?

Cacciatore: (abbassando lentamente il fucile) un animale anche lei?

Attrice P.: in che senso?

Cacciatore: nel senso dellattrice. Lha detto lui: gli attori sono tutti animali

Pittore: ma no, ma che... (Si avvicina al piccione ed imprecando cerca di pulirne il sangue con il fazzoletto)

Attrice P.: animale forse, attrice magari! Sono qui per un provino. Ero in camerino in attesa del regista, mi stavo truccando. A proposito: che ne dice?

Cacciatore: un trucco un po pesante ma tutto sommato le dona

Attrice P.: grazie. Come mai cos? Sta provando?

Cacciatore: (guardandosi attorno) cos come?

Attrice P: in quella posizione. Attore anche lei?

Cacciatore: (alzandosi) stavo provando, s. Ma non sono un attore (alzandosi) Era una posizione meditativa, residui dei miei viaggi in India

Attrice P.: che bello, stato in India?

Cacciatore: India, Pakistan e poi su, fino alle sorgenti del Tigri e dellEufrate. A dorso di elefante, a piedi

Attrice P.: una vita avventurosa

Cacciatore: (con sofferenza) una vita piena O vuota, non so. Ma straboccante, distrutta dai ricordi

Attrice P.: mi scusi, non volevo. Ho detto qualcosa che non va?

Cacciatore: no, no Tutto bene, adesso passa. E solo un momento Che ne dice di una tazza di karkad?

Attrice P.: molto volentieri ma sono in attesa. Non vorrei che arrivasse il regista. Sa, devo fare il provino

Pittore: andate, andate. Se dovesse nel frattempo arrivare ci penser io. Gli dir che uscita un attimo

Attrice P.: per prima dovrei cambiarmi

Cacciatore: cambiarsi? E perch? Sta magnificamente cos. Lei sembra una donna forte, oserei dire di ferro... Ed quello che mi ci vuole. (offrendole il braccio) Madame

LAttrice P. appoggia delicatamente la mano sul braccio del cacciatore. Si dirigono verso la scala che immette alla platea.

Cacciatore: (fermandosi) mi permetta, nel trambusto non mi sono ancora presentato, perdoni la confusione. Sono un cacciatore, con lhobby della caccia, ovviamente. Come ha potuto vedere ho da poco impallinato una colomba. O forse un piccione (al pittore) Era una colomba o un piccione?

Pittore: credo... Un piccione. La colomba bianca, il piccione invece

Cacciatore: (interrompendolo) era un piccione, lho capito, non sono mica scemo. Ma era un semplice piccione oppure un piccione viaggiatore?

Pittore: Non saprei, dovrebbe chiederlo al regista

Cacciatore: (allattrice p.) ha visto? lho preso al primo colpo

Attrice P.: caspita, che mira. Per...

Cacciatore: per?

Attrice P.: per questo un teatro e quello un dipinto. Insomma non un uccello vero

Cacciatore: stia attenta, non si limiti alle apparenze. Lo vede il sangue? Le sembra normale che un dipinto sanguini? Non pi logico che il sangue sgorghi invece da un uccello vero? Oggi siamo nella societ dellimmagine. Linganno degli occhi sempre in agguato

Attrice P.: cosa dice. Non neanche caduto

Cacciatore: E sicuramente morto, senza sangue non si vive. Del resto non si muove. Mi dia retta sono un vero esperto, un luminare. A volte gli uccelli fanno cos, fanno finta di essere feriti per orgoglio, per non far vedere che sono morti veramente. In questi tempi di corruzione, forse lunica cosa rimasta lorgoglio degli uccelli

Attrice P.: forse ha ragione lei. Sa una cosa? Per essere un cacciatore lei proprio poetico

Cacciatore: avreste dovuto vedere al Polo Nord, con gli orsi polari, le foche, le volpi argentate, le balene: pa, pa, pa e cadevano, uno dietro laltra

Pittore: anche le balene?!

Cacciatore: certo, perch? Le balene non possono cadere?

Pittore: s per carit. Anzi, le balene sono cos grosse, facili da colpire

Cacciatore: (minaccioso) cosa vuole insinuare? Non mi crede forse?

Attrice P.: scusi, linvito...

Cacciatore: cosa? Che invito?

Attrice P.: il karkad, non ricorda?

Cacciatore: il karkad? Ah! Gi, che distratto. Mi scusi, andiamo subito Quando qualcuno mette in dubbio le mie parole perdo la ragione. Allora, che dobbiamo fare?

Pittore: la signora le ricordava

Attrice P.: signorina!

Pittore: cio la signorina

Cacciatore: stia zitto! Vuole farmi innervosire? Vuole farmi innervosire... Io ho cacciato i bufali nel Congo, la tigre nel Bengala e i canguri in Australia... Ho girato il mondo... Ho visto lEverest e i ghiacciai dellIslanda, ho sentito il freddo della Terra del Fuoco

Attrice P.: allora che si fa? Per me gi tardi

Cacciatore: s, s. Certo cara, prego (scendono in platea)

Il pittore sale sulla scala.

Cacciatore: un momento. (torna indietro, risale sul palcoscenico) Per caso, lei non sar mica unecologista?

Pittore: un ecologista? In che senso?

Cacciatore: nel sensodi quelli che sono dalla parte degli animali, della selvaggina, contro i cacciatori

Pittore: (interrompendolo) no, no!

Cacciatore: (alterato) mi lasci finire! Non ancora ho terminato la domanda e lui subito: no, no... Li conosco gli ecologisti, tutti invertebrati, con la pelle bianca, flaccida. Unassociazione al giorno: una in difesa del cane, una per i gatti Eppoi per i canarini in gabbia, per i canarini liberi, per i pidocchi selvatici. E lassociazione per la difesa dei cacciatori dov? Risponda!... Per caso ha paura di me?

Pittore: no...

Cacciatore: allora lei lo fa apposta, per provocare (mette la mano sul calcio del fucile)

Il pittore non risponde.

Cacciatore: che fa, non risponde?

Pittore: s...

Cacciatore: ha detto s, conferma che vuole provocarmi

Pittore: no! E per dire...

Cacciatore: no, s, s, no. Non c dialogo e quando non c dialogo la parola passa alle armi (gli punta contro il fucile)

Pittore: (terrorizzato) aspetti, non sia precipitoso. Per carit, ho famiglia... Devo fare un figlio

Attrice P.: allora, questo karkad?

Cacciatore: cosa?

Attrice P.: ma come, non ricorda, lha dimenticato di nuovo? Linvito

Cacciatore: Ah, gi. (abbassa il fucile, rivolto al pittore) Ne gradisce una tazza anche lei? Mi scusi, sono stato un po scortese, lo riconosco. Mi perdoni, un momento di nervosismo. Come si usa dire oggi? Siamo tutti stressati. Allora, viene con noi?

Pittore: grazie, lei molto gentile ma

Cacciatore: ma?

Pittore: ecco io... Voi andate pure, io non posso. Verrei volentieri, che devo dipingere, sono in ritardo e devo assolutamente sistemare il...

Cacciatore: il? Lo dica, cosa deve sistemare, il?

Pittore: il Il fondale

Cacciatore: per caso ha intenzione di ridipingere il piccione?

Pittore: non capisco la domanda

Cacciatore: io sono un cacciatore e il cacciatore, che fa?

Pittore: che fa il cacciatore?

Cacciatore: guardi, se lo lasci dire: lei proprio un imbranato. Il cacciatore si interessa della selvaggina, ne studia il percorso, ne previene le mosse, laspetta al passo

Attrice P.: scusi, se linvito ancora valido, altrimenti...

Cacciatore: ci mancherebbe altro, valido eccome. (al pittore, cambiando tono repentinamente) Mi scusi e mi perdoni se vado via cos. Conversare con lei stato un vero piacere. (offrendo il braccio allattrice p.) Prego signora, al karkad

Attrice P.: signorina!

Scendono in platea ed escono.

Il pittore sale sulla scala e riprende a dipingere.

Clelia: (entrando dallingresso della platea, concitata) sono in ritardo? Lo sapevo. Scusatemi, fuori c un tempo da lupi, un traffico. Non sono riuscita a trovare posto e cos ho dovuto fare il giro dellisolato quattro volte prima di trovare parcheggio. Ma non c nessuno? Sono gi andati tutti via?

Pittore: (assorto) cosa? Come?

Clelia: sono arrivata tardi come al solito. Il regista che ha detto? E arrabbiato con me?

Pittore: no, anzi, lei in anticipo, non ancora arrivato nessuno. Tranne una ragazza che ha un appuntamento con il regista per un provino

Clelia: per la parte dellattrice punk?

Pittore: non so, credo. S forse, truccata in modo strano, piena di catene

Clelia: allora deve essere lei. E in camerino?

Pittore: no, non c

Clelia: come non c? Non ha detto che arrivata?

Pittore: infatti. E uscita appena prima del suo arrivo, ha fatto conquiste

Clelia: qui in teatro? E chi?

Pittore: un cacciatore, un tipo strano e pericoloso. Vede il piccione? Gli ha sparato. Lha preso in pieno. Sto cercando di tamponare la ferita ma non so se mi riesce

Clelia: ha sparato qui in teatro? Non possibile! E non intervenuto nessuno? Che so: un carabiniere, un poliziotto, unostetrica

Pittore: scherza? Chi vuole che abbia sentito lo sparo. Lha detto lei che fuori c un traffico spaventoso. Chi vuole che se ne sia accorto con questo caos

Clelia: uh! Che bel fondale! Certo non riesco a capire il nesso tra questo arredamento odiosamente retr ed il fondale stilizzato. Del resto si sa, i registi sono tutti pazzoidi. (notando Adriana che entra in quel momento) Che idea, che genialit! Accostare questi mobili con il fondale: una sintesi prodigiosa di vecchio e nuovo, di passato e futuro

Adriana: di falsit e piaggeria. Smettila Clelia, ti ho sentita benissimo. Una volta tanto sono daccordo con te. Questa commedia mi pare proprio priva di senso. Quasi quasi rinuncio. Se non fosse che ho una figlia da mantenere

Pittore: mi scusi, ha detto una figlia?

Adriana: s

Pittore: se non sono indiscreto, da quanti anni sposata?

Adriana: non sono sposata, non sono mai stata sposata

Pittore: ah... scusi, non volevo. Io mi sono sposato da poco. Mia moglie vorrebbe un figlio e allora...

Adriana: e che aspetta?

Clelia nel frattempo si spostata e sta ripassando la parte consultando il copione.

Clelia: birimbimb, birimbumb, ah. Ah-ah-ah-gi per la scarpata, gi! Occhio di falco, piume di pernice, gi-gi-gi per la scarpata! Incredibile, pazzesco, favoloso!

Pittore: che sono indeciso, un figlio di questi tempi non uno scherzo

Clelia: ho successo! Ho successo! Sono lunica, la pi grande, la pi sexi

Adriana: piantala Clelia, non vedi che stiamo parlando?

Clelia: ripasso la parte, sono ancora insicura

Adriana: e a che pro? Lo sai, senza il regista provare inutile

Pittore: oggi credo proprio che non se ne far niente. Vedrete che con il fondale rovinato, rinvier le prove

Adriana: ah certo. I suoi spettacoli sono soprattutto apparenza, perci

Clelia: (al pittore) scusi ma lei, invece di perdere tempo si dia da fare con il piccione, faccia qualcosa. Non stia l impalato

Pittore: (risentito) guardi che non sono un veterinario, sa? Oltre che a mettere un po di colore sulla ferita non so proprio cosa fare. Tra laltro mi pare anche inutile, il piccione mi sembra andato

Adriana: come andato?

Pittore: s andato, morto. per quanto strano possa sembrare, prima del vostro arrivo entrato in teatro un cacciatore, un pazzo. E comparso come un fantasma

Adriana: il piccione morto? Che sta dicendo?

Pittore: gli ha sparato. Ha scambiato il piccione dipinto per un piccione vero

Clelia: (avvicinandosi al piccione) strano, ha qualcosa di inquietante

Pittore: avreste dovuto vederlo prima che quel pazzo lo colpisse. Era il ritratto della salute

Adriana: certo lei un artista di valore e si vede. Per pur sempre unimmagine dipinta

Pittore: prima di fare considerazioni affrettate io ci andrei cauto. Direi pi che altro che si trattava di un piccione virtuale, interattivo. S perch dovete sapere... Dicendovi questo rivelo unindiscrezione, perci...

Clelia: dica, non abbia timori

Pittore: ecco, nel progetto del regista il piccione in realt il fulcro della commedia. Attraverso un circuito elettronico posto al di l del fondale, il piccione avrebbe dovuto interagire con gli altri personaggi

Adriana: addirittura. Allora il regista proprio andato fuori di testa. Pi che una commedia sembrerebbe un gioco di prestigio

Pittore: siamo nellera dellelettronica. Glie lo dico io: fra non molto mangeremo spaghetti elettronici

Adriana: sar antiquata ma lelettronica in teatro non riesco proprio a digerirla

Pittore: a chi lo dice. Io stesso che sono, nel mio piccolo un artista rinascimentale, ho faticato molto ad adattarmi. Cos va il mondo. Del resto, parliamoci chiaro: quando abbiamo accettato di lavorare con questa regia sapevamo con chi avevamo a che fare e a cosa andavamo incontro

Clelia: in fondo che male c. E un lavoro sperimentale, il tentativo di ricercare un linguaggio originale. Mi pare stimolante

Adriana: che fosse un originale lo si sapeva ma che arrivasse a tanto. Un piccione interattivo...

Pittore: comunque guardi, anche a me le contorsioni intellettuali interessano poco. Ma il fatto che i teatri sono sempre pi vuoti, ci vogliono idee nuove, che attirino la gente

Adriana: ma s, linnovazione va bene. Per un piccione finto che diventa personaggio, effetti speciali, trucchi... E troppo. Non siamo pi teatro, cos siamo televisione. Tutto deve essere eccezionale, incredibile, da record. Non c pi estetica, contenuto

Pittore: belle parole signora ma il senso estetico alla gente non interessa pi. Provi, fermi le persone per strada e chieda loro se sono interessate al senso estetico nel teatro

Entra dal corridoio Roberto. Stella gli sta a fianco, abbracciata devotamente.

Roberto: stupore, sorpresa e perch no: ammirazione! Che scena! Questo spettacolo sar levento culturale dellanno

Adriana: arriva il grande seduttore

Clelia: (risentita) ciao

Pittore: buongiorno

Roberto: allora ci siamo? Oggi ho una fretta terribile. Il regista arrivato?

Adriana: (indicando Stella) che fa, parla?

Roberto: chi? Certo che parla. Fai sentire la tua voce cara

Stella: amore! Amore! Amore!

Adriana: pu ripetere per favore?

Stella: amore! Amore! Amore!

Roberto: (interrompendola) buona cara, buona

Adriana: che brava!

Roberto: sei la solita snob Adriana. Stella una ragazza intelligente. E solo un po introversa. Di fronte a perfetti sconosciuti come voi c da intimidirsi. (notando il pittore che nel frattempo risalito sulla scala ed ha ripreso a dipingere) Come mai ancora qui?

Clelia: c stato, se cos si pu dire, un contrattempo. Poco fa, prima del nostro arrivo uno squilibrato entrato in teatro ed ha sparato al piccione

Pittore: non si preoccupi, non ho alcuna intenzione di assistere alle vostre prove. Sto cercando di tamponare la ferita

Roberto: che ferita? (notando il rivolo di sangue uscito dal piccione) Sangue...C anche un foro

Pittore: il foro del proiettile. Un colpo solo, in pieno petto

Roberto: scusate, fatemi capire: vorreste farmi credere che questo piccione, certo molto verosimile, ben dipinto non c dubbio, ha perso sangue? Intendo dire: sangue vero?

Clelia: sangue vero. Pittura, pomodoro, al massimo sangue di macelleria. Sangue di scena insomma

Pittore: entrato in teatro come una faina. Quando mi sono accorto gi stava puntando il piccione. E non c stato verso. Ho tentato di convincerlo. Mi ha pure minacciato. Il nostro piccione di l dal fondale aveva un apparato elettronico capace di fargli svolgere, come ho detto, diverse funzioni, tra le quali il sanguinamento Cera una sacca contenente la stessa quantit di sangue che in media ha un piccione, circa dieci centilitri. Ad un certo puntodella commedia, allinsaputa degli attori... (si ferma titubante).

Adriana: vada pure avanti, non si preoccupi. Al regista non diremo niente

Pittore: ad un certo punto della commedia il piccione avrebbe dovuto sanguinare tra lo stupore generale, grazie ad un impulso inviatogli a distanza dal regista tramite un telecomando

Roberto: Cos, senza motivo? Un miracolo?

Pittore: Proprio cos. Lui lha definito il miracolo della finzione che diventa realt

Clelia: creativit allo stato puro. Una variante filosofica del dolore ancestrale, che trovando larchetipo nella rappresentazione interattiva diventa simbolica in quanto rappresentazione scenica

Roberto: d Clelia, ti senti male? Hai per caso mangiato un vocabolario? Va bene che noi attori facciamo la fame... E uno sprazzo di pazzia, anzi di stupidit, ecco cos. Adesso va a finire che si sparger la voce e verranno a fare un santuario anche qui. Gi vedo i titoli dei giornali: miracolo in teatro: dipinto di piccione che sanguina durante la rappresentazione: il vescovo indaga

Pittore: s ma in questo caso c il trucco, lo sappiamo tutti

Roberto: lo sappiamo noi, gli addetti ai lavori. Ma la gente comune lo sa? La stupidit si impadronita del mondo, non c pi senso, genuinit... Siediti Stella (Stella si siede). Voi pensate che la stampa, la televisione, faranno conoscere il fatti realmente avvenuti? O forse ne trarranno lo spunto per fare come al solito sensazione ed attirare lattenzione, aumentare le tirature, incrementare laudience?

Clelia: Roberto sei il solito sofista, stai sempre l a sottilizzare. Potrebbe essere loccasione per pubblicizzare il nostro spettacolo

Roberto: dove sono finiti il rumore dei passi, le risate dei bambini, lo stormire delle foglie a primavera... Alzati Stella (Stella si alza). Che senso ha pi recitare, amare... Vivere. (adirato) Che fai Stella, ti sei alzata?

Stella: amore! Amore! Amore!

Adriana: (interrompedola) stop! E proprio il caso di dire che anche questa ha perso la testa

Roberto: un dono di natura. Io alle donne faccio perdere la testa. Tutte donne senza testa, solo donne senza testa

Adriana: Roberto! Da quando in qua te ne preoccupi. Hai sempre detto che le preferisci con la gonna, stupide ed insipide. Coscia lunga e cervello corto

Roberto: Adriana per favore. Non ricominciare con il tuo femminismo da strapazzo. Io amo la vita, amo le donne, ho il sano appetito sessuale di un uomo della mia et

Adriana: signori ecco a voi luomo fatale, il simbolo, la perfezione

Roberto: Clelia tu ascolti in silenzio? Non vibri alle puttanate che dice la nostra collega? Oh, Clelia, Clelia... Perch non vuoi accettarmi per quello che sono. Sono un uomo giovane, amo la vita, amo le donne, ho il sano appetito sessuale di un uomo della mia et... Ma lamore.. Lamore

Clelia: birimbimb, birimbumb, ah-ah-ah- gi! Gi per la scarpata, gi! Occhio di falco, piume di pernice. Gi, gi, gi per la scarpata. Gi! Incredibile, favoloso, pazzesco!

Roberto: no! Non dire cos. Non dire cos, cos mi fai impazzire. E tutto cos frenetico. Fermiamoci un momento, ascoltiamo il vento, la musica dolce del ruscello che scorre. Distendiamoci al sole, prendi il mio calore... Sole fresco di rugiada, in questo prato che sa di terra amica

Adriana: signor James, lei ha oltrepassato ogni limite. La mia cliente ha il sacrosanto diritto, sancito dalla costituzione, dilludersi come e quando vuole. Il mondo va avanti. Il suo romanticismo un residuo preistorico. Oggi siamo tutti dinamici, scattanti, profumati. Sdraiarsi sulla terra bagnata di rugiada... Che schifo!

Clelia: avvocato!

Adriana: cos, ho detto qualcosa che non va?

Roberto: qualcosa? Fosse solo qualcosa. Lei tutta da rifare

Clelia: James, per favore. Lavvocato mio e me lo gestisco io

Adriana: Ehi! Dico: siamo impazziti? Da quando in qua i clienti dicono agli avvocati quello che devono o non devono dire?

Clelia: guardi che in questo confronto sentimentale, sono stata io a nominarla. Posso revocarle la nomina, perci...

Indispettita Adriana si dirige verso luscita laterale.

Clelia: aspetti, dove va?

Adriana: vado via. La mia professionalit qui non pi richiesta, sono gi stata dileggiata abbastanza

Roberto: vada, vada pure (Adriana esce). Visto? Possiamo parlarci anche senza avvocato. Finalmente si pu litigare in pace

Clelia: James, amore mio, guardami negli occhi... Ah, mi viene malissimo...

Adriana: (rientrando in scena) ci vuole un po pi di trasporto

Clelia: ti pare facile... Gli estranei sul palcoscenico, lo sapete, non li sopporto

Roberto: (sarcastico) Oh! La nostra prima donna si sente disturbata

Clelia: S. Lo sai che per recitare ho bisogno di concentrazione

Adriana: vogliamo fare accomodare per favore la tua fiamma in platea?

Roberto: (accompagnandola in platea) vieni Stella, siediti qui. Le nostre attrici oggi sono pi capricciose del solito

Adriana: e non bruciare la poltrona, mi raccomando

Roberto: (sarcastico) ah! Ah! Ah!

Pittore: scusate devo andare via anchio?

Clelia: no, no. Lei resti, continui pure a sistemare il fondale

Ubaldo: (entrando dallingresso) chi c? Chi arriva?

Clelia e Adriana: (insieme) Ubaldo, finalmente!

Ubaldo: Sct!! Non dite niente, tutto chiaro: ecco il colpevole (dando una pacca sulla spalla a Roberto). Che vedo? (verso Stella) C anche il corpo del reato, anzi, direi pi corpo che reato

Clelia e Adriana: (insieme) Ubaldo! Non sarai mica un uomo come tutti gli altri?

Ubaldo: (con voce tenorile) sono diverso, diverso! Voglio urlarlo fino a farmi scoppiare i polmoni. (riflessivo, con repentino cambio di tono) Diverso da chi? Diverso da cosa?... Guardatemi, sentite come pompa il mio cuore. Il ritmo del mio corpo il ritmo delluniverso. E il ritmo della pioggia. londa del mare, la penombra della luna. (A Roberto, indicando Stella) chi ? La bella addormentata nel bosco?

Roberto: la mia donna

Ubaldo: ha cambiato pettinatura? Oh! Ma unaltra. Oh, Roberto! Ma tu le donne le divori, le macini, le espelli senza digerirle

Clelia: (sarcastica) un uomo giovane, ama la vita, ama le donne, ha il sano appetito sessuale di un uomo della sua et

Roberto: basta. Sono cose che non vi riguardano

Ubaldo: ebbene signore e signori, prestate attenzione: il nostro Don Giovanni risentito

Roberto: e smettila una buona volta. Sempre che reciti, non sai fare altro. Anzi sapessi fare almeno quello

Ubaldo: nullaltro so fare che lattore. Ormai chiaro: sono destinato ad un successo inarrestabile. Tra non molto vi guarder dallalto della mia mercedes decappottabile, anzi dal basso, la mercedes decappottabile bassa. Vi saluter con un cenno impercettibile e passer oltre, sulla strada del successo. Voi rimarrete in questi luridi teatrini di periferia. Attorucoli senza futuro, rassegnati ad una carriera anonima. (a Roberto) Che volete farci, la selezione naturale. Che c? Non sapete riconoscere la perfezione, il genio artistico che tra voi?

Roberto: veramente, per quanto mi sforzi, riesco a vedere solo un fottuto stronzetto

Ubaldo: e dai! Sempre con quel muso. Si direbbe che le donne ti fanno male (a Stella). Troppe donne. Il troppo storpia

Clelia: (a Ubaldo) lascialo stare. Dai vieni su che proviamo

Ubaldo: ma siete proprio delle belle oche farcite! Voi godete! Tanto pi Roberto soffre, tanto pi voi godete. Perch tu stai soffrendo, non vero?

Roberto: e vaffanculo!

Ubaldo: (indicando Stella) come si chiama?

Roberto: che timporta?... Si chiama Stella

Ubaldo: (cantando) Stella del cielo che brilli lass

Adriana: tutti uguali gli uomini. Appena vedono un paio di gambe...

Clelia: uffa, basta sono stufa. Me ne vado

Roberto: Clelia ha ragione, andiamocene, stiamo perdendo tempo. Se il regista non arrivato finora, non arriver pi

Ubaldo: e allora? Possiamo approfittarne per un ripasso generale, a modo nostro

Clelia: e se nel frattempo dovesse arrivare?

Ubaldo: ci vedrebbe provare, che c di strano, siamo attori

Clelia: lo sapete che non vuole che si provi in sua assenza

Adriana: (ridacchiando) come dice? Si perde la verginit recitativa

Ubaldo: stronzate! Sapete che vi dico? Noi attori siamo troppo servili. Sempre l, genuflessi davanti al Dio-regista

Clelia: oltretutto manca anche lattrice punk

Ubaldo: dov finita la nostra inventiva? La parte dellattrice punk proprio irrilevante. Se proprio non se ne pu fare a meno potremmo farla fare a Stella, se Roberto daccordo

Roberto: se vuole

Ubaldo: Stella vuoi recitare?

Stella scuote la testa.

Ubaldo: dai! Solo per questa prova, devi sostituire lattrice punk, una parte breve. Sono solo poche battute. Ti prendo il copione (Stella continua a rifiutarsi) Andiamo... Ti vergogni?

Roberto: lasciala stare. Se non vuole non vuole

Adriana: se non capace non capace

Stella: (con notevole sforzo) io... Io sono confusa, non riesco... Non sono portata. Recitare un dono di natura

Clelia: lasciatela stare, ha ragione. Senza il dono di natura non si attori, risaputo

Ubaldo: ma si tratta solo di poche battute

Clelia: se non le va inutile, non il suo ambiente, non il suo lavoro

Adriana: che lavoro fai Stella?

Stella non risponde.

Roberto: fa la cassiera al supermercato zeta-zeta

Stella: un lavoro provvisorio

Roberto: Stella laureata in lettere classiche. In mancanza daltro per il momento fa la cassiera... Porco Giuda! Stella fai vedere di cosa sei capace, vieni sul palcoscenico

Stella: no, io...

Roberto: (autoritario) vieni sul palcoscenico! Ho detto viene su sto cazzo di palcoscenico!

Stella: (si alza) va bene amore... Prover a provare...

Stella sale titubante sul palcoscenico, Ubaldo le porge il copione.

Ubaldo: dunque vediamo: allora, Clelia in ginocchio, in ginocchio Clelia (Clelia si inginocchia a malincuore). Roberto invece

Adriana: (contrariata) senti Ubaldo, non vorrai mica sostituirti al regista?

Ubaldo: ma no, che dici? E per un minimo di organizzazione

Stella: allora che devo fare?

Clelia: (alzandosi) lasciamo perdere, rinviamo la prova. Qui va a finire che litighiamo come al solito

Stella: scusatemi, io torno in platea (si dirige verso la platea correndo)

Roberto: aspetta

Pittore: (scendendo dalla scala) pi di cos non saprei proprio cosa fare. Per adesso la tamponatura con il colore tiene. Certo la prognosi ancora riservata, intendo dire la prognosi riferita allimmagine. Sto tentando di salvare limmagine perch la sostanza, la vita, sia pure elettronica, ormai non c pi. I circuiti sono distrutti. Caro piccione, da protagonista a defunto. Sei diventato un misero elemento della scena. Cos va il mondo: basta un colpo di fucile per cambiare il destino...

Adriana: quindi il piccione non pu pi interagire?

Pittore: temo proprio di no

Ubaldo: un momento, fatemi capire. Vorreste farmi credere che qualcuno hasparato a quelpiccione l?

Roberto: non sei lunico pazzo in circolazione, purtroppo

Pittore: Come ho gi detto il nostro piccione, il nostro sfavillante piccione interattivo, morto

Ubaldo: morto, interattivo, ma che state dicendo, siete fuori di testa?

Clelia: be, non detta lultima parola. Magari un bravo tecnico potrebbe ripararlo

Pittore: non credo proprio che sia possibile. Il budget previsto per le scene stato interamente consumato

Ubaldo: volete spiegarmi una buona volta?

Roberto: allora lo spettacolo non si far pi. Vorr dire che la compagnia si scioglier

Pittore: non so cosa dirle... Pu darsi che il regista trovi una soluzione, che so, che modifichi la commedia

Ubaldo: scusate, ho capito bene? Avete detto che il piccione stato ucciso? Un disegno ucciso?

Roberto: se invece di fare il guitto tu fossi un po pi attento, se ti guardassi intorno

Ubaldo: (guardando sfacciatamente Stella) io mi guardo intorno eccome

Roberto: con te non possibile fare un ragionamento serio. Sempre che fai il pagliaccio!

Pittore: signori vi lascio, torner domani per una verifica. Vado, arrivederci

Adriana: senta, aspetti, ancora un momento. Non posso proprio permettermi di perdere questo lavoro, ci aiuti. Lei potrebbe dire cosa ne pensa, dallalto della sua esperienza potrebbe suggerire una soluzione. Conosce la commedia?

Pittore: assolutamente no. E la prima volta che assisto alle prove, se queste si possono chiamare prove. Se devo essere sincero, da quel poco che ho sentito, sono daccordo con la signora Adriana. Mi pare proprio una commedia insignificante, una corbelleria, ecco. Eh! Non ci sono pi le commedie di una volta, belle, piene di sentimento, di risate, di pianti. Quelle s che erano storie. E gli attori? Veri artisti. Tutti belli, alti, espressivi... Altro che gli attori di oggi, con rispetto per i presenti, beninteso, tutti rachitici, con le occhiaie, la sofferenza esistenziale. Ci credo che i teatri sono sempre pi vuoti. Oggi la sofferenza esistenziale dappertutto. Ormai in teatro non rimasto altro. E la cultura? La contaminazione culturale? Gli attori non hanno pi dizione? Parlano con gli accenti dei loro dialetti? Non un difetto, una scelta: il rispetto per le culture di provenienza, unoperazione di contaminazione culturale. Parole, parole, parole...

Clelia: scusi ma se non conosce la commedia, come ha fatto a dipingere il fondale, come ha trovato lispirazione?

Pittore: come ho fatto, lispirazione... Ho semplicemente lavorato su commissione. Il regista venuto con il bozzetto gi pronto, non ho dovuto far altro che copiarlo. Ormai non c pi rispetto per il ruolo degli altri, chi ha il potere lo adopera senza ritegno. Oggi occorre solo la manovalanza, sono sempre gli altri che pensano per noi. Finito il fondale sparir per sempre da questo teatro, francamente non ne vedo lora. Scusatemi per lo sfogo... E mi raccomando, non ditegli niente

Ubaldo: ci faccia capire: dunque lei un pittore di routine?

Pittore: non questo, lei sfarfalleggia troppo. Anche in questo caso sono daccordo con i suoi colleghi. Lei non ha capito niente. Ha detto bene la signora Adriana: bisogna sopravvivere e per sopravvivere, larte, quella pura, creativa, oggi non basta pi. Bisogna accettare il compromesso

Clelia: ha ragione. Troppo spesso questo nostro mestiere non ha niente di poetico, di artistico. Ormai diventato solo un modo come un altro per riempire lo stomaco

Pittore: eppoi con lidea del piccione il regista si reso quasi complice di un delitto. Questo palcoscenico potrebbe diventare da un momento allaltro territorio di caccia. Quel pazzo andato via con il sospetto che il fondale fosse ancora incompleto e che io avrei continuato a dipingere altri piccioni, capite? Potrebbe diffondere la notizia e tornare in forze da un momento allaltro, con un esercito di cacciatori pazzi come lui

Roberto: mi pare esagerato. Non dubito che ci siano altri cacciatori in citt. Per che ce ne siano come lui, con la stessa follia

Pittore: Si meraviglia! Non legge i giornali? Vorrebbe dirmi che oggigiorno quelli che ammazzano senza ragione, per il solo gusto di farlo, sono cos rari? Siamo una societ di replicanti. Il male si diffonde e si perpetua senza argini

Ubaldo: (incredulo) lei vorrebbe farci credere che a causa questo piccione finto noi potremmo correre un pericolo vero?

Pittore: unipotesi. Pu darsi che il cacciatore torni oppure che non torni. Tutto possibile. In questo caso, per, il suo ritorno mi pare molto probabile. Arrivederci

Clelia: aspetti. Questo cacciatore, ce lo descriva

Pittore: stato qui solo pochi minuti, non che abbiamo fatto conversazione

Ubaldo: (teatrale) fronte alta e decisa, lo sguardo torvo con una luce sinistra che raggela il sangue: Custodisce un amaro segreto nel profondo del suo cuore: impazzito per amore

Roberto: bla, bla ,bla, non sai fare altro che sparare stronzate. Si sta discutendo di fucilate mica di pause e toni. Non stiamo parlando di teatro, stiamo parlando di realt, capisci? Siete in grado di capire la differenza? Il cacciatore ha sparato al piccione ma avrebbe potuto scegliere (al pittore) lei come bersaglio. Forse lei salvo per caso

Clelia: (al pittore) per non pu mica andarsene cos, dopo aver reso questo palcoscenico pericoloso come un campo minato

Pittore: non riesco proprio a capire. Mi sta accusando?

Clelia: la sto accusando, s. Di aver posto la sua arte a disposizione di quel pazzo del regista. Lei ha dipinto un piccione talmente interessante, talmente reale, tanto da stimolare la follia di quellaltro pazzo del cacciatore. E se fosse appostato qui fuori pronto a spararci? Se vuole esca pure. Si ricordi per, che ha famiglia, pensi a sua moglie, pensi a suo figlio, orfano ancora prima di essere concepito

Pittore: Ma no! Quand andato via il cacciatore era disteso, si vedeva. Ha invitato lattrice punk a prendere un karkad

Ubaldo: lei pensa?

Adriana: ne sicuro?

Ubaldo: lei certo che a questo punto non labbia gi fatta fuori? Che quella poveretta non stia rantolando con una fucilata nel petto sotto qualche panchina del parco centrale?

Pittore: be tutto possibile. Questo per francamente mi pare poco probabile. Io vado a casa, mia moglie mi aspetta. Arrivederci (esce)

Clelia: allora che si fa?

Roberto: forse hai ragione tu, restare ancora inutile. Voi fate come volete, io me ne vado, vieni Stella

Si sente uno sparo dallesterno.

Ubaldo: avete sentito? Uno sparo

Roberto: macch sparo! Sar stato lo scoppio di un petardo, sar qualche giovinastro che si diverte cos. Vieni Stella, andiamo (Stella titubante)

Adriana: anche a me sembrato uno sparo

Clelia: sentite oggi gi mi sono spaventata abbastanza. Vado via anchio

Adriana: aspetta, aspettate. Potrebbe essere pericoloso

Roberto: pericoloso, c stato uno scoppio. Come si pu dire con certezza che si trattato di uno sparo?

Adriana: (ripensandoci) lo scoppio stato forte. E se fosse stata addirittura una bomba?

Ubaldo: ecco s, forse stata una bomba

Roberto: s, magari una bomba atomica, per favore! Sempre con questa mania di drammatizzare. Sar scoppiata la gomma di un TIR

Adriana: ma quale TIR! Un TIR che passa per il corso? Per il centro della citt?

Roberto: per quanto mi riguarda ne ho abbastanza di congetture e di stare qui ad aspettare il regista. Ormai chiaro, per oggi non verr pi. Chiss cosa gli sar successo. Vieni Stella, ce ne andiamo a ballare (scendono in platea)

Entra dallingresso lattrice punk in stato confusionale.

Attrice p.: (con il fiatone) oddo! Oddo! Dio mio!!

Ubaldo: chi ?

Adriana: devessere lattrice punk. Come mai gi di ritorno? Non era uscita con il cacciatore?

Attrice p.: ( in affanno, sale sul palcoscenico) il pittore... il pittore...

Tutti le si fanno intorno.

Clelia: spostiamoci, facciamola respirare... Il pittore cosa?

Attrice p.: il pittore... Il cacciatore... Il piccione viaggiatore

Roberto: il cacciatore? E qui?

Ubaldo: armato?

Attrice p.: Uh! Il cacciatore... Il karkad

Ubaldo: inutile. Diamole il tempo, facciamola riprendere, allontaniamoci... Signora...

Attrice p.: signorina!!

Ubaldo: scusi, volevo dire: signorina... Insomma vuole raccontarci che cosa le accaduto?

Attrice p.: (concitata) poco fa, voi non eravate ancora arrivati, ero in camerino a truccarmi per il provino

Clelia: vada avanti. Sappiamo che ha conosciuto il cacciatore e che uscito con lui

Attrice p.: come lo sapete?

Adriana: ce lha raccontato il pittore

Attrice p.: oh mio Dio, il pittore... E nellandrone del teatro, ferito. E stato il cacciatore, gli ha sparato dal parcheggio. E qui fuori, vi aspetta tutti, vi considera tutti complici del piccione viaggiatore

Roberto: allora completamente pazzo. Chiamo la Polizia

Adriana: e come? Il telefono non funziona . Hanno tagliato la linea, non hanno pagato la bolletta

Attrice p.: bisogna soccorrere il pittore, ferito, perde sangue

Ubaldo: (a Roberto) vieni... (allattrice p.) Non sar pericoloso?

Attrice p.: prestate attenzione quando passate davanti alla vetrata. Chi me lha fatto fare... Chi lavrebbe detto che mi sarei innamorata a prima vista di un pazzo

Clelia: veramente si innamorata?

Attrice p.: S, s, s (disperandosi) bastato uno sguardo, il tono della sua voce. Non riesco a spiegarlo. A pensarci tutto cos strano, cos assurdo

Adriana: un colpo di fulmine

Attrice p.: non so, forse. E successo tutto cos in fretta, per caso. Eppure amore, ne sono certa. Anche adesso... Sto pensando a lui, a cosa potrei fare per aiutarlo... Devo andare, non posso lasciarlo l fuori in balia di se stesso

Clelia: aspetti, si calmi

Rientrano Roberto e Ubaldo con il pittore ferito alla testa, sofferente. Lo portano sul palcoscenico e lappoggiano sul divano.

Roberto: per fortuna sembra ferito solo di striscio

Il pittore si lamenta.

Adriana: (controllando la ferita) faccia vedere. Spostatevi, lasciate fare a me, mia madre faceva linfermiera. Occorre tamponare la ferita, datemi qualche fazzoletto. Non si agiti, si riposi, non perda le forze inutilmente. Potrebbe passare molto tempo prima che lei possa essere curato da un medico

Ubaldo: (al pittore) pratico del teatro? Sa se per caso c qualche uscita secondaria?

Pittore: inutile. Anche luscita secondaria immette al parcheggio

Roberto: Ehi! Le uscite di sicurezza, come abbiamo fatto a non pensarci prima (scende di corsa dal palcoscenico dirigendosi verso le uscite di sicurezza)

Stella: (inseguendolo) aspetta! Amore aspetta, fuggo anchio

Pittore: dove va? Ditegli di fermarsi, anche quelle immettono al parcheggio. Quel maledetto ha una mira infallibile

Adriana: be, proprio infallibile non direi. Altrimenti lei a questora avrebbe fatto la fine del suo piccione

Ubaldo: (a Roberto) torna indietro, pericoloso

Roberto: non possibile, siamo prigionieri di un pazzo. E se adesso entrasse? Se ci ammazzasse tutti, eh?

Adriana: secondo me ha intenzione di logorarci. Quando lansia e la paura ci avranno divorati, entrer. E ci ammazzer come polli

Attrice p.: come piccioni, lui vi vede come piccioni, piccioni viaggiatori

Clelia: se vogliamo, in fondo non ha torto. A ben riflettere ha ragione. Cosa siamo noi attori, se non piccioni viaggiatori? Sempre in giro, sempre con il sogno di tornare a casa, sperando di trovare una famiglia che non c

Adriana: e dai Clelia! Non il momento per i sospiri poetici. (allattrice p.) Piuttosto ci racconti, cosa le accaduto?

Attrice p.: sono uscita dal teatro. Il cacciatore sembrava tanto galante, pieno di buone maniere. Siamo andati al Cigno Verdastro, un piccolo locale ai confini del parco. Laria era fresca, mitigata dal tepore del sole che splendeva alto. Lui mi accarezzava i capelli e mi sussurrava parole dolci

Adriana: un sanguinario come lui?

Attrice p.: diceva: <<voglio incatenarmi a te, per tutta la vita...>>

Clelia: e poi?

Attrice p.: abbiamo bevuto il karkad. Tutti ci guardavano, si capiva che tra noi era scoppiato lamore. Gi mi vedevo sullaltare con labito bianco, lo strascico... Lui che mi infilava delicatamente lanello al dito (ha un attimo di sconforto). Siamo usciti. Il parco era cos invitante, con i suoi cespugli, le aiuole, i sentieri. Sembrava una fiaba

Roberto: vada avanti, non si perda in particolari inutili

Attrice p.: lei questi ricordi li chiama particolari inutili? E stato mai innamorato lei?

Adriana: signora! Roberto un play-boy

Attrice p.: signorina! Come devo dirvelo che sono ancora signorina?... Lui mi ha parlato del suo passato con amarezza. E stato ingannato tante volte, sapete? Io gli ho raccontato i miei sogni, il futuro che vorrei

Ubaldo: e cos, facendo la media, avete ricavato il vostro presente

Attrice p.: lei scherza... Per me stato un sogno infranto... Arrivati in una radura, abbiamo visto una vecchia che stava sfamando una frotta di piccioni con le molliche di pane... Era proprio di fronte a noi... E stato un attimo: il mio compagno ha imbracciato il fucile ed ha sparato, e sparato. Cera un ammasso di piume, sangue... Mi sono talmente spaventata... Presa dal panico sono fuggita attraverso la macchia mediterranea, ho corso con il cuore in gola. Lui mi chiamava, e pi chiamava e pi io correvo, a perdifiato. Le piante scorrevano ai lati del sentiero, ed erano ombre minacciose. Sembrava che allungassero i loro rami dondolati dal vento per ostacolare la mia corsa. Come se un destino crudele volesse farmi morire l, ansimante, per terra, con il sudore misto alla polvere, impastati col sangue... Lui urlava:<< non mi lasciare! Non mi lasciare! >>... Finalmente ho sentito le voci della strada, il traffico. Il caso ha voluto che sbucassi proprio in via Tosca, a due passi dal teatro... E proprio allora lui mi ha raggiunta... Mi guardava con il suo sorriso tenero, gli occhi dolci, come se nulla fosse accaduto. Mi sono ricordata del provino. <<E tardi, il regista mi star aspettando>> Gli ho detto. Mi ha risposto:<< vai, ti aspetter al parcheggio>>. Cos mi sono diretta verso lentrata. Proprio in quel momento ne stava uscendo il pittore. Ho sentito lo sparo, ho visto il pittore cadere. Mi sono precipitata a soccorrerlo e lho trascinato nellandrone

Clelia: e il cacciatore, che faceva?

Attrice p.: delirava...<< Spostati>> mi urlava,<< non vedi che ancora vivo? Lascia che riprenda il volo>>

Gli attori si guardano spaventati.

Roberto: ha scambiato il pittore per un piccione

Adriana: ormai chiaro, il cacciatore fuori di s. Uno schizofrenico lucido, che per qualche oscura ragione identifica tutti gli uomini che in qualche modo hanno avuto contatti con il piccione, con i piccione stesso. Come se fossero varianti di ununica specie, da cacciare, da distruggere

Ubaldo: (platealmente, con amarezza, mimando il volo) siamo tutti piccioni, siamo tutti piccioni. Piccioni viaggiatori

Posteggiatore: (entrando dallingresso) chiedo scusa, c un telefono qui in teatro?

Clelia: per caso, lei della Polizia?

Posteggiatore: no, che Polizia. Sono un posteggiatore, il custode del parcheggio di fronte. Ho da poco iniziato il turno e ho trovato, seduto sul cofano di una macchina, una persona strana, un pazzo ed anche armato. C da avvisare la Polizia, assolutamente. Dice parole senza senso. Parla di piccioni viaggiatori, di fucilate in Kenya, di caccia grossa

Attrice p.: ha parlato anche di una donna in catene?

Posteggiatore: forse s, non ricordo. Allora vorr dire che telefoner dalla pizzeria allangolo. Scusate (fa per uscire)

Pittore: aspetti, si fermi. Fermatelo

Roberto: signore, scusi, si fermi un attimo

Pittore: ormai non pu pi uscire. Agli occhi di quel pazzo anche lei contaminato

Ubaldo: anche lei ha subito la metamorfosi: da uomo si trasformato in piccione

Clelia: torni indietro. Non pu pi uscire

Posteggiatore: non ho capito. Vorreste dirmi che non posso ... E perch?

Adriana: (indicando il pittore) lo guardi: uscito poco fa e appena fuori, luomo che lei ha trovato nel parcheggio gli ha sparato. Vede il fondale? Il piccione lo vede?

Posteggiatore: luccello sul ramo? S e allora?

Adriana: nasce tutto da l

Posteggiatore: allora vero che voi attori siete tutti matti. Nasce da l che cosa?

Clelia: luomo che lei ha trovato al parcheggio un cacciatore, ci considera piccioni, capisce? Noi tutti, lei compreso. Invece delle nostre braccia vede ali piumate ed invece

Posteggiatore: (interrompendo) ma dico: avete voglia di scherzare? Io li conosco gli attori, ne ho visto arrivare tanti in questo teatro. Alcuni conosciuti ed molti sconosciuti ma sempre rigorosamente matti. E sinceramente voi mi sembrate i pi matti di tutti. Torno al parcheggio

Pittore: si fermi, in nome di Dio! Io non sono un attore, sono un pittore. Non vede che sono ferito? Gli attori sono tutti matti, concordo con lei. Per questa una ferita reale. Non vede che siamo terrorizzati? Se vuole vada pure ma sono pronto a scommettere che non appena lei metter il naso fuori dalla porta il cacciatore le pulir il muco con un colpo di fucile

Posteggiatore: (riflessivo) mah, mi sembra cos inverosimile

Pittore: faccia come vuole. Anche a me sembrava inverosimile. Se non vuole credermi esca pure, non possiamo trattenerla a forza

Ubaldo: guardi che non sta scherzando

Roberto: lei potrebbe esserci di aiuto. Noi attori sappiamo muoverci nella finzione ma quando si tratta di affrontare la vita reale... Magari uno come lei pu avere unidea, trovare il modo per uscire da questa situazione

Posteggiatore: idee? Vi pare che se avessi idee mi troverei qui a fare il posteggiatore?

Roberto: perch, scusi? Quello del posteggiatore un lavoro come un altro

Posteggiatore: per lei che non lo fa, un lavoro come un altro

Pittore: lei potrebbe spostarsi allingresso e tenerlo sotto controllo dalla vetrata, stando ben attento a non esporsi

Posteggiatore: cio dovrei fare la sentinella, come ai tempi del militare. E va bene, solo questo ci mancava. Tutte a me devono capitare (esce)

Roberto: stia con gli occhi aperti

Clelia: e non esca, mi raccomando

Ubaldo: almeno, ci siamo procurati una sentinella

Adriana: per, che strano... Alla signorina non ha sparato. Eppure anche lei stata sul palcoscenico, anche lei ha visto il piccione. (allattrice p.) Vi siete incontrati qui, sul palcoscenico giusto?

Lattrice p. annuisce.

Roberto: e come si spiega? Anche lei stata contaminata dalla visione del piccione, dovrebbe essere gi morta, stata insieme al cacciatore per mezza giornata. Come mai a lei non ha sparato?

Attrice P.: non so

Roberto: e questo non vi pare strano?

Attrice p.: cosa intende dire?

Roberto: c qualcosa che non quadra, che non mi convince

Clelia: forse si spiega, con lamore. Non si dice da millenni che lamore lantidoto per tutti i mali? Mi pare chiaro. Il suo amore ricambiato: anche il cacciatore si innamorato

Ubaldo: ha sentito? lamore le ha salvato la vita. Per, che amore romantico! Una sorta di Giulietta e Romeo alla rovescia: a loro lamore ha dato la morte a lei invece ha risparmiato la vita

Roberto: se ho capito bene la signorina immune. Allora se per lei lamore una corazza tanto potente da proteggerla dalle fucilate di quel pazzo, potrebbe uscire, cercare un telefono e chiamare la polizia. Potrebbe essere la soluzione

Adriana: se la sente di uscire?

Pittore: fossi in lei non correrei questo rischio. Voi vi affidate alla vostra logica, che non quella del cacciatore. Si fa presto a dire amore, innamorato. Quello pazzo, un pazzo furioso. E imprevedibile e lha gi dimostrato

Ubaldo: ma qualcosa si deve pur tentare, non possiamo restare qui ad aspettare come tanti agnelli sacrificali

Pittore: purtroppo credo che non ci sia altro da fare. Dobbiamo sperare che si stanchi, che se ne vada

Adriana: tutto fa supporre che non moller

Roberto: Adriana ha ragione. C da aspettarsi di tutto. Eppure deve esserci un modo, dobbiamo escogitare qualcosa, in qualche maniera dobbiamo difenderci

Pittore: io dico che per prima cosa bisogna cancellare il piccione dal fondale. Qualcuno salga sulla scala e la faccia finita. Pu darsi che senza la visione del piccione la sua aggressivit si stemperi

Ubaldo: ci penso io (sale sulla scala, intinge il pennello nel colore bianco e cancella il piccione)

Roberto: se, pu darsi... E se dovesse entrare e mettersi a sparare allimpazzata?

Adriana: un rischio inevitabile, non vorrai avere certezze con un pazzo? Come ha ben detto il pittore, i pazzi sono imprevedibili

Clelia: sono imprevedibili, certo. Per a volte sanno essere sensibili

Adriana: sensibili a cosa?

Clelia: magari allarte. Sentite: forse penserete che anchio sia impazzita. Cosa abbiamo imparato dal nostro mestiere? Lessere attori ci ha insegnato ad osare, a creare, a definire i personaggi, le loro psicologie... E se noi adoperassimo la nostra arte, se cercassimo di metterci in sintonia con la parte pi nobile della sua personalit, certo disturbata ma che dal racconto della signorina pare abbia conservato ancora frammenti di stupore, di poesia

Roberto: ci risiamo, ma dai Clelia! Tu sogni ad occhi aperti. Dove s visto mai: un pazzo fermato dal teatro, dalla poesia poi...

Ubaldo esce di scena.

Adriana: (allattrice p.) ma lei che lha visto... Secondo lei ce lha il senso artistico?

Attrice p.: eccome! Si esprime in modo cos leggiadro

Roberto: s, magari lui stesso un poeta

Clelia: perch no? Oggi vero, la poesia morta. Ma i poeti, chi vi dice che siano tutti morti? Come potete essere certi che non ce ne siano ancora in giro. Magari impazziti, proprio perch non sopportano pi questo nostro mondo inaridito

Attrice p.: parlava con eleganza, avreste dovuto sentirlo

Roberto: siete proprio degli inguaribili sognatori. Vi siete formati sui testi teatrali e si vede. Tutto logico, tutto spiegabile. Storie che nascono e si sviluppano con ordine, lordine della finzione. La vita unaltra cosa... La vita violenza, disordine, egoismo... Pazzia

Stella: (scattando in piedi) la vita anche amore (si rimette a sedere)

Adriana: brava, giusto. Anchio alla tua et ho immaginato che lamore fosse lessenza della vita

Ubaldo: (rientrando in maschera, vestito con il costume di scena e mimando i passi di danza. Si ferma di colpo) e se al suo ingresso danzassimo?

Roberto: tu poi... Per te la morte in costume, sul palcoscenico, sarebbe il massimo

Posteggiatore: (entrando di corsa) presto, sta arrivando, ha messo le cartucce, ha caricato il fucile

Corrono tutti a nascondersi dietro le quinte.

Sipario.

II ATTO

Sipario chiuso.

Entra il cacciatore con il fucile spianato.

Cacciatore: dove siete? Rispondete! Vi sento tubare. Dove siete rintanati? Maledetti piccioni, ho una pallottola per ognuno di voi. Non potete lamentarvi, la selvaggina esiste in funzione del cacciatore, la legge della natura. Venite fuori! Fatevi ammazzare senza protestare. Dovete rispettare il vostro ruolo, siete piccioni!

Si apre il sipario. Luci basse.

Cacciatore: il piccione, il piccione viaggiatore non c pi!... E volato via. Non gli ho dato il colpo di grazia ed volato via

La scena si illumina progressivamente e contemporaneamente inizia la musica. Con la musica la scena sar illuminata da luce psichedelica. Entrano perentoriamente in scena gli attori, ballando. Sono tutti vestiti con tute aderenti nere e scarpe dipinte grossolanamente con pittura bianca, portano guanti rossi e la facce sono celate da una calze di nylon. Il cacciatore assiste frastornato. Il ballo termina con gli attori che si raggruppano al centro della scena, con il contemporaneo abbassamento delle luci. Vi sar anche un attimo di buio completo, durante il quale lattrice p. si inserir, non vista dal pubblico, al centro del gruppo. Contemporaneamente Stella entrer su un lato estremo della scena, rimanendo immobile ed inespressiva. Gli attori si apriranno progressivamente (come un fiore che sboccia) facendo apparire lattrice p.

Cacciatore: lhai visto quando volato via?

Attrice p.: s, lho visto

Cacciatore: comera?

Attrice p.: bellissimo. Ha allargato le ali ed salito in alto, poi si diretto verso la montagna

Cacciatore: andato verso la riserva... Vuole salvarsi

Attrice p.: e tu amore mio, tu vuoi salvarti?

Cacciatore: vorrei... E cos difficile... Ormai tutto perduto, non c pi speranza. Mi cullava mia madre, sapete? Era una vecchia culla di faggio... E quando mi cullava, cantava... (cantando) ninna nanna ninna o, questo bimbo... Non c viaggio per lungo che sia che possa lenire la mia melanconia. Gli spari del mio fucile scandiscono il tempo che passa: ad ogni colpo una vita che scompare, il silenzio che arriva, il ricordo che si attenua. Che poi ritorna a pulsare alle tempie come un martello pneumatico... Pi forte di prima. La pazzia mi assale ma non mi cancella, non mi nasconde i ricordi, non mi dice che Dio esiste. Solo mi usa, come uno strumento, come io uso il mio fucile. Cosa potete capire voi, poveri uccelli, che vivete solo nellintento di vivere, che mostrate il vostro occhio tranquillo, che non avete n pensieri, n ricordi, n rimorsi. Mi guardate e non vi accorgete della morte che arriva. Continuate a scrutare il mio fucile come se fosse il rifugio della grondaia... Mi baster premere il grilletto ed ogni traccia di voi scomparir, per sempre. Ogni vostro sforzo passato sar stato inutile, ogni vostro esperimento, ogni vostra attenzione, ogni vostra piet, saranno stati inutili. Sarete polvere nel tempo inesorabile che passa. E prima che arrivi il mio momento voglio ridurre in polvere tutto quello che vedo. Avete sentito? Il mio fucile parla il linguaggio universale, il suo messaggio tanto potente che nessuno lo pu ignorare. Tanto meno voi. Tutti contro il muro!

Roberto: ecco, se ragionassimo un attimo...

Cacciatore: ragionare? Ah! Ah! Ah! Ragionare? Non avete sentito? Io sono pazzo

Ubaldo: no, quale ragione? E... E listinto di conservazione. Sa, siamo una razza in via di estinzione

Cacciatore: (ridendo) i piccioni una razza in via di estinzione!? Ma se avete riempito le citt. Le strade, i monumenti, le chiese, sono pieni del vostro sterco. Un giorno sarete cos tanti da oscurare il cielo. Il vostro sterco seppellir il mondo

Ubaldo: certo se fossimo semplici piccioni ci troverebbe perfettamente daccordo con lei. Per, se ricorda bene, noi siamo piccioni viaggiatori

Cacciatore: ed anche se fosse? Voglio cancellarvi dalla faccia della terra

Stella: abbia piet, cosa risolver ammazzandoci?... Uomini o piccioni, che importa. Noi ci sentiamo uomini e lei ci vede come piccioni. Lei pu considerarci come vuole, libero di farlo... Ma il suo dolore non si attenuer con la nostra morte. I suoi ricordi, le sue amarezze non saranno cancellate con il nostro sangue

Cacciatore: (irrequieto) lho capito subito. Tra tutti questi stupidi piccioni questo il pi intelligente. Come ti chiami?

Stella non risponde.

Roberto: lei ...

Cacciatore: (minacciandolo con il fucile) deve rispondere lei. Allora? Sono armato, non vedi? Ho gi ucciso molte volte e posso farlo ancora. Rispondi! Rispondi ho detto!

Stella ha un fremito.

Roberto: scusi, timida... In questa situazione poi

Stella: (torturandosi le mani, parlando con grande sforzo) non sono abituata a parlare in pubblico

Cacciatore: stia attenta. Unattrice che non abituata a parlare in pubblico. Qui mi si prende in giro!

Stella: non sono unattrice. Mi trovo qui per caso

Cacciatore: Mio Dio! Mai che ci fosse qualcuno veramente sincero. Anche di fronte al respiro della morte conservate le vostre menzogne. Ormai tutto menzogna, falsit, opportunismo Se sei qui per caso allora per caso morirai (imbraccia il fucile e prende la mira)

Attrice p.: (ponendosi tra il fucile e Stella) no amore, no

Cacciatore: spostati!

Attrice p.: perch non vuoi capire? Sono uomini, non sono piccioni. Hanno braccia, gambe, parlano. Soffrono. Sono come noi, come te

Cacciatore: spostati!!

Adriana: Spari... Avanti, forza, spari a me. Allora? Che aspetta?... Lei non sparer a nessuno. Lei rimasto uno stupido bambino complessato. Non sparer, non ne ha il coraggio

Cacciatore: ti ammazzo! ti ammazzo!

Adriana: no, lei non ammazzer nessuno. Lei finge, gioca e giocando, sembrando, soprattutto a s stesso pi duro spera di esorcizzare i fantasmi che lassillano

Cacciatore: (accusando il colpo, abbassando il fucile) Stupidi piccioni...

Adriana: lei ha commesso un errore imperdonabile: fingere con noi. Noi siamo attori, abbiamo fatto della finzione la nostra vita, il nostro rifugio

Cacciatore: stupidi piccioni

Adriana: li ho visti i suoi occhi spaventati. Tutto il suo essere si adattato alla parte ma i suoi occhi... Posi quel fucile per favore e la smetta. Siamo tutti stanchi

Roberto: scusate ma il pittore? Al pittore ha sparato

Adriana: lha colpito di striscio, volutamente. Lei deve avere proprio una bella mira

Cacciatore: ...Una bella mira, s... (cade a sedere svuotato).

Ubaldo: non abbia timori, venga, salga sul palcoscenico. Io, guardi, lammiro. Lei ha talento. Che cos il suo comportamento se non una mirabile applicazione dellarte della finzione alla vita. Per un pomeriggio intero lei riuscito e con successo, a fingere di essere quello che non , a spaventarci

Pittore: (entrando in scena, sorretto dal posteggiatore) mirabile un corno! E un pazzo furioso, ecco cos. Lavete dimenticato che mi ha sparato?

Attrice p.: s ma lha colpito solo di striscio

Pittore: anche lei, la smetta e vada a cambiarsi per favore, vestita cos proprio ridicola. E voi? Trovate subito il lato artistico delle cose. Non essendo artisti, artisti veri, trovate larte dovunque. Questo mi ha sparato! E non mica un tentato omicidio? No! E lapplicazione dellarte alla vita

Posteggiatore: si calmi. Lo dicevo io: questi sono uno pi matto dellaltro

Roberto: senta lei, se lo vuole sapere, ha proprio rotto le scatole. Se ne ritorni a parcheggiare le macchine che pi di quello non pu fare. Matto a chi? Come si permette?

Posteggiatore: mi permetto eccome. Mi avete sequestrato per mezza giornata e per cosa?

Clelia: non contento? Abbiamo scampato una strage e lei sottilizza sul tempo perduto

Cacciatore: (affranto) scusatemi

Pittore: questa buona. Lei prima ci terrorizza, poi mi spara ed alla fine chiede scusa. Si rende conto di quello che ha fatto? Mi poteva ammazzare

Cacciatore: Scusatemi, scusatemi... Scusatemi... Non bello?

Posteggiatore: non bello? Per caso vuole anche provocare? Prende anche in giro!?

Cacciatore: no

Pittore: che no e no!

Cacciatore: non bello scoprire di essere ancora vivi? Toccarsi, sentirsi caldi, vivi, parlare damore, interrogarsi, giocare con la propria ragione e quella degli altri...

Pittore: questo troppo. Adesso ci fa pure la morale. Me ne vado. Questa storia non finisce qui

Posteggiatore: aspetti, vengo anchio. Se vuole sporgeremo denuncia insieme (escono)

Attrice p.: (scende in platea, vicino al cacciatore, amorevole) come ti senti?

Cacciatore: mi sento vuoto. Mi sento nudo

Attrice p.: vieni andiamo fuori, un po daria fresca ti far bene

Lattrice p. aiuta il cacciatore ad alzarsi, si incamminano verso lingresso.

Gli attori scendono tutti in platea e li seguono verso luscita.

Roberto: (notando e raccogliendo il fucile per terra) ehi, il fucile. Scusi il fucile, lha dimenticato

Cacciatore: lo tenga, glie lo regalo

Roberto: me lo regala? Ma non so cosa farci

Il cacciatore esce senza rispondere, seguito dagli altri.

Roberto: il fucile suo, aspetti

Roberto esce, poi rientra, spegne la luce ed esce di nuovo. Teatro al buio. Appena dopo entra il regista che accende la luce.

Regista: roba da matti. (sale sul palcoscenico guardando il fondale) Questo pittore proprio un imbecille. Gli avevo detto di completare il piccione al pi presto e lui? Non lha disegnato nemmeno. Eppure gli ho spiegato che il piccione il fulcro della commedia, che a questo punto delle prove senza piccione non si pu pi andare avanti. E lui? Niente. Ha fatto tutto, tutto il resto tranne che il piccione. E gli attori? Arrivo in anticipo e non ci sono. Arrivo tardi? Anche in questo caso, ovviamente, non ci sono. Non si pu lavorare pi, ognuno fa quello che gli pare, lanarchia completa. Sapete qual la qualit pi importante per un regista? (inizia a spogliarsi) La preparazione intellettuale? No. Lestro? La creativit? No. La capacit di gestire il gruppo? Il senso pratico? Quello estetico? La capacit analitica? No, no... No. (rimane con un saio bianco di tela indiana. Sedendosi al centro della scena, assumendo la posizione yoga del fiore di loto) La qualit pi importante la pazienza. E per fortuna, di pazienza, io ne ho tanta (resta immobile).

Sipario.

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