Per Natale tutti buoni

PER NATALE TUTTI BUONI

Testi e Musiche

di

Giuseppe Diodati

Arrangiamenti

di

Luigi Ceci

1985

Personaggi

Cronista

Anna

Mamma

Pap

Giuseppe

S. Giuseppe

Pastorello

I tre Re Magi

Maria

Vari personaggi del presepe

PRIMO ATTO

(Sipario chiuso)

Cronista: Buona sera! Mi chiamo Franca e sono unamica di Anna Chi Anna? Non vi preoccupate, ve ne accorgerete presto!. io sono qui per farvi da guida nella sua storia Sono lunica a conoscerla e ve la voglio raccontare, perch penso che pu servire un po a tutti.. Venite con me.

Si apre il sipario e compare linterno di una cucina, c anche un televisore e su un mobile costruito un piccolo presepe mancante ancora del bambinello. Sulla scena sono presenti Anna, seduta vicino al pap, intento a leggere, e la mamma che sta lavando i piatti.

Cronista: Ecco, siamo in casa di Anna State bene a vedere e a sentire cosa succede.

Anna: ( Si versa da bere, beve, poi si alza, si avvicina al televisore, lo mette in funzione e vi si piazza davanti ) Oh! Voglio proprio guardarmi un po di televisione.

Mamma: Anna! Non sei ancora stanca?

Anna: Uffa! Ho detto che voglio guardare la televisione

Mamma: Ma sono le undici di sera. E tardi e devi andare a dormire.

Anna: Allora tu perch sei ancora qui? Perch non vai a dormire anche tu?

Pap: Non fare cos, Anna. La mamma deve ancora lavare i piatti sporchi della cena. Su! Fai la brava, fammi un bacio e vai a dormire.

Anna: No! Ho detto che voglio guardare la televisione. Non mi muovo da qui neanche se venisse un nuovo terremoto. Far tardi anchio come voi.

Mamma: Allora vieni qui e aiutami. Faremo prima a lavare e potremo andare tutti a riposare.

Anna: Cosa? Vorresti che ti aiutassi, anche se non mi volevi far guardare la televisione? Scordatelo! Anzi da qui non mi muovo. Ecco! (Si avvicina quasi a ridosso del video)

Pap: ( Si avvicina ad Anna ) Ma allora lo fai proprio apposta. Sei una bambina poco educata. E poi togliti da l, perch il video pu farti male agli occhi. Scostati!

Si forma un piccolo contrasto tra Anna ed il pap, ma, alla fina, la bambina si alza arrabbiata, prende un piatto, lo sbatte per terra e lo rompe.

Anna: Ho capito, voi non mi volete bene e non mi volete mai accontentare. Siete cattivi. Ecco io me ne vado a dormire; ma non vi voglio neanche salutare.

Esce di scena piangendo.

Cronista: Che ne dite? Per fortuna in questa casa c un altro bambino, oltre ad Anna,

Giuseppe: (Entra indossando un pigiama) Pap, mamma! Che cosa successo? (Vede il piatto rotto) Uh! Il piatto rotto! Allora era questo il rumore che mi ha svegliato di colpo. Io lavevo percepito come quello di uno scontro automobilistico. Ma chi stato? Chi lo ha rotto?

Pap: Non niente, non avere paura. Su! Torna a dormire e non ti preoccupare.

Giuseppe: Ma cosa successo?

Mamma: Niente di particolare. (Incomincia a scopare il piatto rotto) Mi solo scappato di mano il piatto e si rotto. (Scoppia in lacrime).

Giuseppe: Non piangere, mamma, non niente di grave. Pap, ti prego, non sgridarla per questo. Domani rompo il mio salvadanaio e con i miei risparmi ricompriamo un piatto nuovo. Su! Non piangere, mamma.

Pap: Stai tranquillo, Giuseppe, non la sgrider, e domani ci andiamo a comprare il piatto, e i soldi ce li metto io, va bene?

Giuseppe: Bravo, pap. Hai sentito, mamma? Adesso non devi piangere pi, per.

Mamma: Hai ragione, caro (si asciuga gli occhi e da un bacio a Giuseppe) Ma adesso vai su, a dormire.

Giuseppe: (Si avvia per uscire, poi si ferma e si gira) Io me ne vado, ma voi due, mi raccomando, fate i bravi e non bisticciate. Ciao, Mamma. Ciao, Pap!

Pap: Ciao, Giuseppe, ciao e buona notte.

Giuseppe fa finta di andare a dormire ed invece si mette ad origliare. La cronista si intromette.

Cronista: Ehi, Giuseppe, cosa stai facendo? Stai origliando?

Giuseppe: Ssss.! Stai zitta, fammi sentire. Credi davvero che il piatto sia caduto? Io no.

Cronista: Ma i bambini buoni non agiscono cos, non si mettono ad origliare.

Giuseppe: Oh, insomma! Fammi fare.

Il cronista si arrende, e si mette in un suo cantuccio, scelto prima.

Pap: Meno male, almeno Giuseppe sembra pi calmo.

Mamma: E vero! E proprio un tesoro di bimbo. Ma quella che mi preoccupa Anna. Hai visto come ci ha risposto prima? E come ha reagito Ha perfino rotto un piatto.

Pap: Ma cosa vuoi che sia?

Mamma: E proprio una bambina cattiva. Chiss quante ce ne far passare!

Pap: Ma lo sai che non vero. La nostra bambina non cattiva. E solo, come dire, un poco vivace.

Mamma: Vivace? No! E qualcosa di pi. Una bambina solo un poco vivace, come dici tu, non tratta cos i genitori. Si! Far pure qualche bizza, ma non grida in quel modo, non rompe i piatti e non va a dormire senza neppure guardarti in faccia.

Pap: Ma sar un poco stanca. Sar un poco nervosa, forse perch studia troppo.

Mamma: Studia troppo? E quando l hai vista tu sui libri? Io devo fare una predica al giorno per riuscire a farle aprire un libro; e quando si mette finalmente a leggere qualche riga tiro uno di quei sospiri di soddisfazione che nemmeno timmagini.

Ma gi, che ne sai tu! Con la scusa che devi lavorare, stai tutto il giorno fuori. Come puoi sapere se tua figlia studia o no? E quando sei libero dal lavoro e potresti stare con noi, te ne esci con gli amici. Cosa vuoi sapere tu di quello che fa tua figlia? (Riprende a piangere) Lo vedi? Lo vedi? Ci sta facendo litigare anche quando non c. Io non ce la faccio pi.

Pap: Calmati! Vedrai che sar pi buona crescendo. Studier di pi, ci vorr pi bene e non far pi capricci.

Mamma: Dici bene tu. Ma lo sai quante mamme sono venute da me per reclamare? Anna non si accontenta di tormentare noi, si diverte a far piangere anche i suoi amici.

Pap: Questa nuova. Cosa si mette a combinare agli amici?

Mamma: Laltro giorno venuta da me la signora Rossi. Vedessi come era arrabbiata. Mi ha fatto una testa cos sul comportamento di Anna. Figurati che aveva catturato un rospo e laveva nascosto nella cartella del figlio Antonio. Puoi immaginare che cosa successo a scuola, quando quel poveretto ha aperto la cartella.

Il pap accenna ad un sorriso.

Mamma: Ridi? Quellaula si trasformata in un campo di calcio dopo uninvasione di tifosi. Le ragazze che scappavano da tutte le parti e tutte impaurite; i ragazzi che rincorrevano il rospo; il professore che cercava disperatamente ed in ogni modo di riprendere il controllo della situazione, senza riuscirci per niente. E quello che pi faceva pena era Antonio: stava l fermo, assolutamente immobile per la paura, nel proprio banco quasi svenuto e con gli occhi spalancati.

Pap: Ah! Ah! Ah!. Immagino la scena! Deve essere stato terribile per quel professore. Ma, cosa vuoi, a me quello che mi hai raccontato non sembra una vera cattiveria, ma una burla. Anzi a dirti il vero mi fa anche un po ridere.

Mamma: Lo sapevo! Cerchi sempre di difenderla. Ma te la dovevi sentire tu la signora Rossi. Te lo dovevi sorbire tu il predicozzo del preside , quando ha scoperto la colpevole e mi ha convocato a scuola. No! Allora tu non ceri, dovevi andare a lavorare. Ecco, vedi? Di nuovo a litigare.

Pap: Povera mamma, hai ragione. E chiss quante ancora ne hai dovute sopportare e senza mai dirmi niente.

Mamma: E il topo nel bar dellangolo, domenica sera, chi lo ha buttato? Anna! E i fili del telefono della zia Rosa, chi li ha tagliati? Anna! E sai come si giustificata? Ha detto che cos ha contribuito a far diminuire il passivo del bilancio economico della zia Rosa: il costo della bolletta telefonica era sempre elevato ed in questo modo sarebbe diminuito di parecchio. Ti sembrano tutte belle azioni queste?

Pap: No, ma

Mamma. Ed il cane al cinema, ieri sera, chi ce lo ha portato? Anna! Diceva che cos non si sarebbe potuto dire che a vedere il film non cera nemmeno un cane. E te limmagini tu la scena, quando apparso Lassie sullo schermo? Il cane ha incominciato ad abbaiare.. e via: tutti fuori.

Pap: Ma allora proprio una piccola peste!

Mamma: Hai detto bene. Ormai nel quartiere non la chiamano pi Anna, ma proprio Pierino la peste . E sai quanti bocconi amari devo mandare gi?

Pap: Se le cose stanno cos, veramente giunto il momento di metterci una pezza. Non ti preoccupare, se per metterci un riparo ci vorranno la maniere forti, useremo anche quelle. Vorr dire che, se sar necessario, saremo anche noi cattivi con lei. Ma adesso tardi, andiamocene a dormire.

Mamma e pap escono senza incontrare Giuseppe, che si far al centro della scena.

Giuseppe: Lo sapevo io che il piatto non era caduto. Cera qualche altra cosa sotto. Anna deve essersi arrabbiata per davvero. Eh! Ma quante cose ha combinate! Non mi ero mai accorto di avere per sorella un piccolo diavoletto! Un momento! Allora vuoi vedere che stata lei a mettermi la gomma da masticare sulla sedia laltro ieri? Quando mi sono alzato ho dovuto dare uno strappo e mi si rotto il fondo dei pantaloni. E la mamma se l presa con me e mi ha punito sospendendomi la fornitura di gomme da masticare per una settimana. E i baffi al mio gattino? Non glieli avr tagliati lei? Poverino mi faceva tanta pena. Ma se stata lei, deve essere veramente una bambina cattiva. Qui bisogna fare qualcosa per aiutarla Deve diventare buona. Ma come fare? Io sono piccolo e posso fare poco Ma si!.. Mi rivolger al mio Angelo Custode. Chiss che non conosca quello di Anna, forse se gli da una mano insieme potranno fare molto di pi per lei. Certo per che quel diavoletto tentatore di mia sorella ha una bella fantasia: il rospo nella cartella, il topo nel bar, i fili del telefono della zia Rosa, il cane al cinema. Gliene ha fatte combinare delle belle a mia sorella. Adesso mi metto in ginocchio e chiamo il mio Angelo, vediamo se mi sente.

Senti, angioletto io, io lo so che sei qui, anche se non ti vedo, lo so perch lo ha detto la mamma ed anche il mio pap. E poi suor Loreta me lo dice sempre a scuola: Voi bambini non dovete temere niente, perch con voi ci sta sempre un angioletto del Signore, che vi protegge, vi aiuta e vi consiglia, tenetevelo sempre buono perch qualche volta vi potr servire. Ecco! Questo il momento che mi servi, e se non vieni ora che mi servi, a che mi serve avere un angelo custode? Saresti proprio una cosa inutile. Ti prego, vieni!

1 Angelo: ( Entra alle spalle di Giuseppe e gli da qualche colpetto sulla spalla destra ) Allora, Giuseppe, cosa c?

Giuseppe: ( Impaurito ) Ah! sei tu? Sei tu, vero?. Sei il mio angelo custode, o mi sbaglio?

1 Angelo: Non ti sbagli. Sono il tuo angelo custode.

Giuseppe: Dici? E chi me lo assicura? E se poi sei un ladro travestito, io come faccio a saperlo? Scusa sai, non per mancanza di fiducia, ma di questi tempi tutto possibile.

1 Angelo: Bravo! Mi fa piacere. Vedo che le mie lezioni di prudenza non sono andate al vento. Bravo! E va bene. Allora dimmi: non sei stato tu che due anni fa hai rubato la marmellata di ribes dalla credenza?

Giuseppe: Si!. ma

1 Angelo: E non sei stato tu che l hai mangiata tutta quanta, nascosto dentro larmadio grande?

Giuseppe: E vero, ma tu come fai a saperlo?

1 Angelo. Tu credevi di essere solo e invece cero anchio, Sapessi come mi sono sgolato per gridarti: Guarda che ti verr un grosso mal di pancia, non lo fare, rimettila a posto. Ma tu non hai voluto ascoltarmi.

Giuseppe: E il mal di pancia mi venne davvero. E gi! quante punturone sul mio sederino. E poi quelle purghe! Non mi ci far pensare, altrimenti mi arrabbio anche adesso. Un momento! E se questa storia te l hanno raccontata? Io devo essere sicuro, sono fatto cos, cosa vuoi?

1 Angelo: Lo so bene come sei fatto! Ti conosco bene io. E va bene. Ti ricordi quella volta che rompesti il vaso della cucina?

Giuseppe: Eh si! Per la paura di essere picchiato mi nascosi sotto il letto

1 Angelo: E ti ci addormentasti. E quanta paura ne ebbero i tuoi genitori. Ti cercarono da tutte la parti e si erano quasi convinti che tu fossi stato rapito, o, quanto meno, fuggito di casa.

Giuseppe: Basta! Basta! E va bene, ti credo. Sei il mio angelo custode. Ma adesso smettila di ricordare le mie marachelle. Se ti ho chiamato per qualcosa di pi importante.

1 Angelo: Allora fammela capire questa cosa, dimmi perch mi hai chiamato, e con quella insistenza poi,

Giuseppe: Finalmente arriviamo al sodo. Tu conosci mia sorella Anna?

1 Angelo: E come se non la conosco. Anzi ti dir di pi. Io su quella gomma appiccicata alla sedia e che ti costata la fornitura di gomme da masticare per una settimana io ci ho lasciato un bel po di penne delle ali, guarda.

Mostra unala con diverse penne in meno.

Giuseppe: Molto bene! Allora la conosci veramente, proprio lei. E dimmi un po, per caso, tu conosci anche il suo angelo custode?

1Angelo: Povero amico mio. Non gli riesce mai di convincere tua sorella a farne una giusta.

Giuseppe: Allora credo che hai capito bene, deve essere proprio lui. Molto bene, significa che puoi farmi il favore che volevo.

1 Angelo: Quale?

Giuseppe: Dovresti dare una mano al tuo amico e agevolargli il compito nel far diventare pi buona mia sorella. Hai capito.

1 Angelo: Io? Io dovrei occuparmi di unaltra persona?

Giuseppe: Si, tu. Perch c qualche difficolt forse?

1 Angelo: Certo che c qualche difficolt. Tu mi stai chiedendo di fare unillegalit. Devi sapere che a noi angeli custodi non permesso interferire col lavoro dei colleghi. Ognuno di noi pu e deve occuparsi di una sola persona. Ed pure giusto cos, altrimenti si correrebbe il rischio di non avere una giusta distribuzione del lavoro. Ci potrebbero essere angeli con un superlavoro, dovendo badare a pi persone,e costretti, tanto per capirci, a fare dello straordinario; cos come ci potrebbero essere angeli disoccupati. Non ci sarebbe proprio unequa distribuzione del lavoro. Le cose sono state fatte cos e, secondo me, meglio di cos non si sarebbe potuto fare. Ora dato che io sono stato assegnato a te, posso e devo aiutare solo te. Dovrebbe esserci un motivo molto grave per cambiare questo stato di cose.

Giuseppe: Scusa se insisto, ma io penso che questo proprio il nostro caso. Giudica un po tu, io ti pongo solo una domanda: non credi che a lungo andare io incomincer a prendere esempio da mia sorella? E forse potrei diventare come lei, un bambino cattivo, forse pi cattivo, forse molto cattivo, anzi un bambino pessimo, tanto per non fare il secondo.

1 Angelo: Non insistere, io non posso lasciarti solo neanche per un attimo.

Giuseppe: E perch? Proprio tu hai detto che io sono prudente, che sono bravo. Io credo che ti puoi fidare, finch sono ancora in questo stato di buon bambino, a lasciarmi solo per un poco.

1 Angelo: Ho capito. Ormai hai imparato la lezione molto bene. Mi arrendo e parler con langelo di Anna. Vedremo se si pu fare qualcosa.

Giuseppe: Grazie. Sei proprio un angelo tu,. Ciao e fate presto perch tra poco Natale e voglio che per allora Anna sia buona. Ora me ne vado a dormire tranquillo perch so che ci sei tu. Ciao! (Esce)

1 Angelo. Ma guarda un po chi mi doveva capitare per protetto. Non gli basta il lavoro che mi fa fare lui, ora pretende che mi affatichi anche per la sorella. Ma mi troppo simpatico. Fammi andare a chiamare il collega..

Esce e rientra tirandosi dietro il 2 Angelo che appare recalcitrante.

2 Angelo: Ti ho detto di lasciarmi fare il mio lavoro al mio posto. Gi quando ci sono io quella mi combina un sacco di guai, figurati cosa ti pu combinare se non ci sono.

1 Angelo: Cosa vuoi che ti possa combinare se quando labbiamo lasciata dormiva profondamente?

2 Angelo: Parli cos tu perch no la conosci bene. Quella peste una ne fa e altre cento ne architetta. Lo sai che cosa mi preoccupa adesso? Mi preoccupa quello che sta sognando. Chiss quante ne star inventando.

1 Angelo: Esagerato

2 Angelo: Esagerato? Lultima me l ha combinata stasera. Figurati che prima si rifiutata di andare a dormire, poi si arrabbiata coi genitori ed ha fracassato un piatto per terra con una traiettoria diritta verso il mio piede sinistro, quello col callo. Ma per fortuna sono stato abbastanza veloce a scansarmi.

1 Angelo: Cosa? E tu te ne stavi a guardare? Non hai fatto niente per trattenerla? Per farle capire che stava agendo male?

2 Angelo. Niente? Le vedi queste braccia? Non me le sento pi. Mi sono preso uno strappo muscolare per trattenerla, ma proprio non mi riuscito.

1 Angelo: Allora Giuseppe ha ragione. Laffare serio e forse da solo tu non ce la fai. Eh si! Qui ci vogliono quattro ali.

2 Angelo: Con questo vuoi dire che mi darai un aiuto? Ti ringrazio e laccetto volentieri. Provaci anche tu e te ne accorgerai.

1 Angelo: Va bene, va bene. Ma cosa si pu fare?

Vagano tutte e due pensierosi per a cucina, finch lattenzione del 1 Angelo viene attirata dal presepe.

1 Angelo. Toh! Guarda. Vieni qua. E se noi chiedessimo aiuto a loro?. Vieni, guarda, sono gi tutti pronti.

2 Angelo: Ma di chi stai parlando?

1 Angelo: Come di chi? Ma di loro: Giuseppe, Maria, i pastorelli, e tutti gli altri. Sono tutti pieni di gioia e aspettano che Ges porti lamore.

2 Angelo: Hai ragione. Per, scusa, ma non ho capito che cosa possono fare per aiutarci, n tanto meno come potrebbero influenzare Anna.

1 Angelo: Ma come, non capisci? Se stanno qui attorno alla grotta segno che hanno capito che la verit sta nellamore. Potrebbero anche convincerne Anna.

2 Angelo: E tu credi che potrebbero riuscirci?

1 Angelo: Non ne sono sicuro, ma se ci proviamo non perdiamo niente.

2 Angelo: Guarda un po. Ci stanno anche un pizzaiolo, il pescatore, il pescivendolo. Mi meraviglio che non ci abbiano messo anche un meccanico o un ingegnere nucleare con la sua brava pila atomica.

1 Angelo: E cosa ci sarebbe stato di strano? Questi personaggi stanno qui a rappresentare chi accetta il messaggio damore di Ges ed anche un meccanico lo deve fare, ed anche un ingegnere nucleare. Dai retta a me, anche questi personaggi ci starebbero bene.

2 Angelo: Ed io lo sapevo. Hai sempre la risposta giusta. Sei il solito primo della classe. Sai sempre tutto. Piuttosto fammi capire bene quello che hai pensato.

1 Angelo: Come sei permaloso. Con il mio discorso volevo solo sottolineare che questi personaggi, proprio perch stanno vicino alla fonte dellamore, potrebbero far bene entrare in testa ad Anna di voler pi bene agli altri. Stai attento che adesso chiamo S. Giuseppe San Giuseppe!.. San Giuseppe!

San Giuseppe entra in scena col costume tipico con una sega e un martello nelle mani.

S. Giuseppe:Chi ? Chi mi chiama?

1 Angelo: Oh, scusami. Non credevo che alla tua et tu stessi ancora lavorando.

S. Giuseppe:Cosa vuol dire alla tua et? Non lo sai che di l let non conta? Conta solo leternit. E nelleternit non trovi mai la giusta et per andare in pensione. Si! stavo lavorando. C forse qualcosa di strano? Io sono di vecchio stampo e non mi piace stare in panciolle, devo sempre stare in attivit io.

2 Angelo: Scusaci, San Giuseppe, ma siamo stati costretti a disturbarti. Si tratta di fare una buona azione.

San Giuseppe:Allora se cos, se si tratta di fare una buona azione, mi trovate sempre pronto e a totale disposizione. Aspettate che poso il mio armamentario da lavoro e prendo il mio bastone col giglio, cos dovunque ci presentiamo mi riconoscono subito. (Esegue) Su , parlate!

1 Angelo: Vedi, s. Giuseppe, devi sapere che in questa casa abita una bambina che non tanto buona

2 Angelo: (Interrompendo) No! Dici pure che cattivissima.

San Giuseppe:Ma cosa state dicendo? Non esistono bambini cattivi. E voi che fate gli Angeli custodi lo dovreste sapere bene.

2 Angelo: E proprio perch li conosciamo bene i nostri piccoli protetti che affermo che Anna cattiva.

San Giuseppe:Ma che avr fatto di tanto grave?

2 Angelo: Non studia, fa sempre degli scherzi cattivi agli amici, si arrabbia coi genitori e li fa disperare.

San Giuseppe:Beh! Se cos, non deve essere una bambina tanto buona.

1 Angelo: Figurati che ci siamo decisi a chiedere il tuo aiuto, proprio perch da soli ci sembra impossibile farcela.

San Giuseppe:E cosa avete pensato di fare?

2 Angelo. Abbiamo pensato, anzi lui ha pensato (indica il 1 Angelo con ironia) che voi personaggi del presepe, perch vicini a Ges, potreste infondere in Anna un poco di quello amore che raccogliete dalla stessa persona di Ges.

San Giuseppe: Si! Ma in che modo?

1 Angelo: Perch non andate a farle una visitina in sogno?

San Giuseppe:Ci proveremo. Ma ora spiegatemi una cosa. Come mai questa bambina ha due angeli custodi? E come mai voi che siete in due non riuscite a farla diventare buona?

2 Angelo: Veramente lincarico l ho avuto solo io.

San Giuseppe:E tu, cosa ci fai qui allora? Come mai non sei al tuo posto, vicino al tuo protetto?

1 Angelo: Io sono langelo custode del fratellino di Anna. E un bravo bambino, e mi ha insistentemente chiesto di aiutarlo a redimere Anna.

San Giuseppe:Ma, adesso hai lasciato solo questo bambino?

1 Angelo: Oh! Di questo non mi preoccupo. Giuseppe sa bene come deve comportarsi.

San Giuseppe:Allora interessiamoci di questo caso e non vi preoccupate che cercheremo di fare limpossibile per questa bambina.

1 Angelo: Presto, andiamo a chiamare quelli che secondo te possono darci una mano e poi ci faremo accompagnare da Anna.

Escono tutti.

Cronista: (Al pubblico) Mah! Chiss se ce la faranno? Aspettateci ai vostri posti e lo vedrete tra poco da voi stessi. Ciao!

Cala il sipario.

FINE PRIMO ATTO

SECONDO ATTO

A sipario chiuso

Cronista: Ben trovati. Vedo che vi rimasta la curiosit di sapere come va a finire questa storia. Bene! A questo punto, allora, dobbiamo fare un piccolo passo indietro nel tempo, ma non preoccupatevi, non andremo molto lontano. Vediamo un poco che cosa ha fatto e detto Anna dopo il litigio con i genitori.

Si apre il sipario ed appare questa volta la cameretta di Anna. Entra Anna tutta arrabbiata.

Anna: Sempre la stessa storia. Se la prendono tutti con me. Ora ci si mettono anche i miei genitori. Ma io non gliela do per vinta. Si! Mi hanno costretta ad andare a dormire presto.

Cronista: Beh! Tanto presto non direi. Sono la ventitr.

Anna: E tu cosa centri con la mia storia? Infischiati dei fatti tuoi, fai la narratrice ma non impicciarti pi. Hai capito?

Cronista: Che caratteraccio. (Si mette in disparte)

Anna: Mi ha fatto perdere il filo. Ah, si! Vedranno domani se saranno capaci di farmi studiare. Anzi, sapete che faccio? Prendo i libri e li butto dalla finestra. (Esegue) Oh! Cos non dovr neanche sforzarmi a trovare una scusa. Niente libri niente studio, cos imparano a trattarmi bene. Adesso mi sento meglio e posso anche andarmene a dormire, (nel frattempo indossa il pigiama) e domani non andr neanche a scuola, e non ci andr fino a che non mi avranno comprato nuovi libri. Certo, mi vendicher cos: dovranno tenermi tra i piedi per casa e dovranno spendere altri soldi per i nuovi libri.

Si mette nel lettino e si addormenta, il cronista si avvicina al lettino e si accerta che Anna si sia veramente addormentata, poi si rivolge al pubblico.

Cronista: Meno male che si addormentata, altrimenti chiss quanti altri guai avrebbe combinato. Ma ritorniamo al presente della nostra storia e vediamo gli angeli custodi e gli altri cosa faranno.

Entra il 2 Angelo seguito dal 1 e da S. Giuseppe, con passi felpati ed estrema cautela invitando anche gli altri a fare lo stesso.

2 Angelo: Fate piano. Non svegliamola, altrimenti sono guai. Eccola la.

San Giuseppe:E quella sarebbe la terribile? Ma se una bambina cos bella. Sembra impossibile che non sia anche buona.

2 Angelo: Non guardarla adesso che dorme. Aspetta che si svegli e te ne accorgerai.

San Giuseppe:Va bene, proseguiamo.

2 Angelo: Noi non ti daremo fastidio: ci mettiamo qui ai due lati del lettino e cercheremo di dare meno impiccio possibile.

San Giuseppe:( Rivolto ad uno degli ingressi ) Vieni, su. Entra.

Entra un pastorello con un agnellino.

Pastore .: Eccomi pronto, S. Giuseppe.

San Giuseppe:Allora hai capito bene quello che ti ho detto prima?

Pastore .: Certamente. Entro nel sogno di quella bimba e cerco di convincerla a diventare buona.

San Giuseppe:Bravo. ( Esce )

Cronista: Vogliamo entrare anche noi nel sogno di Anna? Ma si! Cos sapremo subito che cosa succede.

Un cambiamento di luci e un sottofondo musicale (effetti di passaggio) sottolineano lingresso nel sogno di Anna, contemporaneamente i due angeli iniziano un balletto ed una canzoncina per invitare il pubblico ad entrare nello stesso sogno.

per informazioni basi e musiche rivolgersi a luce52@alice.itoppure a diodatigiuseppe@tin.it

1 e 2 Angelo:Forza, venite,

entriamo nel suo sogno;

senza rumore.

Vediamo che succede.

Forza, venite,

entriamo nel suo sogno;

col pastorello

vediam se torna buona.

Forza, venite,

entriamo nel suo sogno;

senza parlare,

vediamo che succede.

I due angeli riprendono il loro posto e il pastorello i avvicina al lettino.

Pastore .: Oh! Finalmente. Qualcuno a cui chiedere. (Cerca di svegliare Anna) Ehi! Ehi! Ascoltami un poco.

Anna: Chi mi chiama? Chi sei tu? E come ti sei permesso di svegliarmi?

Pastore .: Scusami, sai, ma tu sei lunica persona che vedo su questa strada, ed io volevo uninformazione.

Anna: Uninformazione? Senti io non faccio il vigile urbano. Cercatene uno, io me ne torno a dormire.

Pastore .: No, aspetta. Io voglio solo sapere se per di qua che si va a Betlemme.

Anna: Uh! Ma dico.. sei ammattito? Di qua non si va da nessuna parte, questa la mia stanzetta e basta. Ma guarda un po, vuole andare a Betlemme passando per la mia stanza. Forza, sloggia. Vattene via perch devo dormire, e poi cosa ci dovresti andare a fare a Betlemme?

Pastore .: Ma come non lo sai? Tra poco Natale ed io voglio essere l quando nasce Ges. Gli voglio portare questo agnello in dono.

Anna: Cosa ci fa questa bestia in casa mia? Portala via subito, altrimenti la faccio volare dalla finestra.

Pastore .: Ma allora tu non vuoi bene a Ges? Non capisci quello che viene a fare?

Anna: Io so soltanto che voglio dormire. Vattene via.

Anna torna a dormire mentre un nuovo gioco di luci e suoni (effetti di passaggio) ci riporta fuori dal sogno. Entra S. Giuseppe. Durante il sogno il 2 angelo avr manifestato la sua tristezza per il fallimento del pastorello, consolato dal 1 angelo.

San Giuseppe:Allora, com andata?

Pastore .: Male. Questa qui non ha voluto sentire nemmeno il nome di Ges, figurati che cosa ci si pu ricavare. (Esce)

San Giuseppe:(Si aggira sulla scena, pensieroso) Non possibile che non di possa fare qualcosa. Ma forse ho scelto un personaggio di poco spessore, ci vorrebbe qualcuno con un carisma pi forte.. ci sono! Far entrare in campo i Re Magi. Sono dei re ed hanno un certo fascino, un sicuro ascendente. Ehi, voi Magi, venite qua, presto.

I Magi entreranno uno alla volta, ognuno porter il suo tradizionale dono e far il suo inchino a S. Giuseppe.

1 Magio: Eccomi, S. Giuseppe, sempre pronto ai tuoi ordini.

2 Magio: Ai tuoi comandi. Come si pu negare qualcosa al padre, anche se putativo, di Ges.

3 Magio: Che cosa ti serve, S, Giuseppe?

San Giuseppe:Si tratta di una sciocchezza per voi uomini di grande sapienza e cultura. Si tratta di entrare nel sogno di quella bambina cattiva e di convincerla a diventare buona. Posso fidarmi?

1 Magio: Lascia fare a noi. (S. Giuseppe esce)

Cronista: Riusciranno i nostri amici a convincere Anna? Lunico modo per saperlo quello di entrare di nuovo nel sogno di Anna, ma in punta di piedi, senza svegliarla. Ssss ! Entriamo.

Ci sar di nuovo il cambiamento di luci (effetti di passaggio) per sottolineare lingresso nel sogno e i due angeli di nuovo canteranno la stessa canzone di prima , sostituendo al verso 7: Col pastorello il verso: Con i Re Magi .

1 Magio: (Guardando per aria come se fosse in cerca di qualcosa) Ma dove si sar cacciata quella benedetta stella? E pi di unora che giriamo senza riuscire pi a vederla.

2 Magio: La colpa tua (al 1)! Ti avevo detto di non perderla di vista nemmeno per un istante, e invece sei riuscito farti distrarre dalle mille luci che fanno pubblicit in questa citt. Hai visto che cosa successo? Ci siamo persi.

3 Magio: Non possibile. Dei sapienti come noi non possono perdersi. Rifacciamo i nostri calcoli e sono certo che riusciremo a ritrovare la giusta direzione della stella.

1 Magio: Hai ragione. Dunque, tenendo presente langolo rispetto allorizzonte mantenuto dalla stella e, applicando le leggi della trigonometria, io direi che ora la stella sta viaggiando in quella direzione, a destra.

2 Magio: Ma cosa dici? Tu, allora, non tieni per niente in conto il moto degli astri. Secondo le leggi dellastronomia, la stella sta seguendo questa direzione diritto davanti noi.

3Magio: Ah! Ah! Ah! Si vede proprio che non avete mai letto le profezie di Isaia. Avreste gi capito che la direzione giusta quella che porta a Betlemme. Allora di qua, verso sinistra , che dobbiamo andare.

1 Magio: Cosa? Volete dire che io ho sbagliato i calcoli? Voi non sapete con chi avete a che fare. Io sono il pi grande matematico dei nostri tempi e non posso assolutamente sbagliare. La stella andata di qua, a destra.

2 Magio: In questo modo vorresti dire che a sbagliare sono stato io? No! Lastronomia una scienza esatta e ti dico che dobbiamo andare di qua, diritto.

3 Magio: Allora Isaia non sarebbe un buon profeta. E a sinistra che dobbiamo andare.

1 Magio: No, a destra.

2 Magio: No, diritto.

3 Magio: No, a sinistra.

Tutti e tre continuano a difendere la propria convinzione con foga e tenacia. Si forma, cos, un confusione che attira lattenzione di Anna.

Anna: Ehi, voi tre state buoni e non gridate. Oh! Ma voi siete dei re. E cosa ci fate qui?

1 Magio: Veramente, devo ammettere che colpa mia. Ho perso di vista la stella cometa e adesso non riusciamo metterci daccordo sulla sua possibile direzione.

2 Magio: Per caso hai visto tu da che parte si diretta?

Anna: Una .. che cosa?

3 Magio: Una stella cometa. Non mi dire che non sai che cosa sia una stella cometa?

Anna: Veramente..!?!

1 Magio: Che ignoranza. Anche i bambini pi piccoli sanno che cos una stella cometa.

Anna: (Risentita) Anchio so che cos una stella cometa.

2 Magio: Allora diccelo, su.

Anna: Una stella cometa . (indecisa)

I 3 Magi ins.: (Interrompendo) E ?

Anna: Una stella cometa . Una stella!

2 Magio: Bella scoperta. Certo che una stella. Ma come fatta?

Anna: Dunque, una stella cometa ha una forma. (indecisa)

I 3 Magi ins.: (Interrompendo) Ha una forma?

Anna: Uffa! Adesso mi state facendo arrabbiare. E va bene, non lo so che cos questa stella cometa.

3Magio: Non ti arrabbiare, adesso te lo spieghiamo noi.

1 Magio: La stella cometa una stella bellissima, con una grande scia luminosa, una specie di coda.

Anna: Emb! A voi a che vi serve?

1 Magio: Come, non lo sai proprio?

Anna: No.

1 Magio: Ma per ritrovare la strada per vedere Ges che deve nascere tra poco.

Anna: Anche voi? Ma allora una mania. E vi pare che vale veramente la pena sprecare tanta fatica e fare tanto viaggio solo per cercare questo Ges?

1 Magio: Come si vede che non sai che cosa rappresenta per tutti noi Ges. Ges il Re del mondo, il Re dellamore, merita quello che facciamo per Lui ed anche qualcosa di pi.

2 Magio: Devi sapere che lumanit tutta intera, per mezzo suo, sar migliore, pi buona.

3 Magio: Guarda. Noi gli portiamo anche dei doni: oro, incenso, mirra.

2 Magio: Loro perch un re, la mirra perch un vero uomo, e lincenso perch Dio, Dio che viene sulla terra per aiutarci.

Anna : Mah! Contenti voi, contenti tutti! Io non penso che valga veramente la pena fare tutta questa fatica per scovare questo Ges. Forse avr anche una sua importanza, ma io preferisco riposare e dormire. Anzi, mi raccomando, se proprio volete, continuate la vostra strada di qua, ma cercate di non fare troppo rumore perch io devo dormire. (Si avvicina al lettino, poi come avesse un piccolo ripensamento) Per! Anche questi alla ricerca dellamore, chiss se bello amare? (Ripensandoci) Ma che me ne frega. Fammi dormire, perch sono stanca.

Anna si addormenta, e noi, con i soliti effetti speciali, (effetti di passaggio) usciamo dal sogno e rientra S. Giuseppe.

San Giuseppe:Allora, che mi dite?

1 Magio: E proprio una bambina testarda, dura.

2 Magio: Non tanto, direi. Le ultime sue parole fanno capire che si sta ammorbidendo.

3 Magio: Eh, si! Sai S. Giuseppe, che si perfino chiesto se fosse bello amare? Anche se poi ci ha lasciato di sasso e se ne andata a dormire.

San Giuseppe:E cos neanche voi avete risolto il problema? La cosa si sta facendo sempre pi difficile. Ma il ferro si deve si deve battere finch caldo e se si solo posto il problema dellamore, bisogna insistere dovr convincersi.

2 Magio: Ti consiglio di non arrenderti proprio ora. In fondo non mi sembrata tanto cattiva. Dacci dentro.

San Giuseppe:( Si aggira pensieroso, poi come colpito da un' idea ) Ho capito cosa bisogna fare. Qui ci vuole una grande mobilitazione.

1 Magio: Che cosa hai deciso?

San Giuseppe:Voglio ricreare nel sogno di questa bambina la grande scena della nascita di Ges. Ci mettiamo tutto il presepe che sta in cucina e lo facciamo rivivere. Su! Mettetevi al lavoro, chiamatemi tutti gli altri. Alla mia famiglia ci penso io.

S. Giuseppe e i Magi escono. Con i soliti effetti rientriamo nel sogno di Anna. La scena si popola lentamente con i personaggi del presepe: prima entra la sacra famiglia e poi via tutti gli altri, compresi i personaggi gi nominati nel primo atto. Ogni personaggio far il suo omaggio a Ges, mentre il tutto sottolineato da dolci canti tradizionali natalizi. Alla fine il silenzio.

Anna: (Si risveglia con pi dolcezza) Ma era un canto. Per! cantavano bene. Perch hanno smesso? (si accorge della scena natalizia e si avvicina) Guarda! Ma questo il presepe che stava in cucina, cosa ci fa qua? E questo? Questo il pastorello di prima!?!?

Pastore .: (Saluta Anna con la mano) Ciao, Anna. Allora non vero che non vuoi bene a Ges! Mi hai detto una bugia. Le bugie non si dicono, non lo sai? Sapessi come ci sono rimasto male prima.

Anna: Ciao. E questi? Questi sono i tre re di prima.

1 Magio: Benvenuta tra noi, Anna.

2 Magio: Lo vedi dove ci portava la stella cometa? Dimmi, ti piace?

Anna: Si. E tutto tanto bello. (Guardando Ges) E come bello questo bimbo. (Alla madre) Scusi, Signora, suo figlio? ( Maria fa segno di si con la testa ) Com bello. Mi sembra il pi bello tra quelli che ho visto fino ad ora.

Maria: Grazie, bambina, ma non sai quanto ci costato.

Anna: Non raccontatemi anche voi che i bimbi si comprano. Io sono abbastanza grande e non ci credo pi.

Maria. Ma cosa hai capito? Io mi riferivo alla pazienza e allamore che ci costato.

Anna: Perch?

Maria: Ma non hai visto dove siamo? In una stalla. Ti sembra un posto adatto per accogliere un bambino? A me proprio no.

Anna: E vero. Anche a me non sembra il posto pi adatto. E come mi vi trovate qui?

Maria: Perch il Signore ci ha chiesto una prova in pi. Ha voluto metterci in difficolt anche quando stava per nascere il bimbo per vedere quanta pazienza e quanto amore potevamo ancora dare a Lui ed al mondo.

San Giusepe: (Intromettendosi) Devi sapere che prima di venire qui noi abbiamo cercato un posto pi adatto, ma non siamo riusciti a trovarlo.

Maria: Qualcuno, addirittura, ci ha anche cacciato via in malo modo.

San Giuseppe:Ma non per questo ci siamo persi danimo. Il nostro amore per il piccolo ci ha spinto a cercare un rifugio qualsiasi. Questo siamo riusciti a trovare e, devo dirti, che non completamente cattivo. E un ritrovo di fortuna, ma meglio di cos non abbiamo trovato. Ci siamo accontentati perch almeno qui un poco di caldo il bimbo lo pu avere.

Anna. Ed io che ho, oltre ai termosifoni, anche la termocoperta, mi lamento sempre per il freddo.

San Giuseppe:Talvolta il freddo lo teniamo dentro.

Maria: Chiss che nel petto tu non ti ritrovi un piccolo ghiacciolo, magari con la forma di un cuoricino.

Anna: Ma cosa stai dicendo? Aspetta, vado a prendere una coperta dal mio lettino, la metteremo addosso al bimbo, sentir meno freddo. (Esegue)

Maria: Grazie, bambina. Brava! Ed ora dimmi: tu come farai? Senti sempre cos freddo.

Anna: Freddo? Sai che invece ora mi sembra di non accorgermene proprio? Se proprio vuoi saperlo, qua dentro (mostra il petto) sento ora un teporino che va aumentando sempre di pi. Si! Sento qualcosa di diverso. Ma, aspettate, vado in cucina e vi preparo qualcosa da mangiare. Chiss che fame avrete. E poi non voglio essere la sola, tra tutte queste persone, a non offrirvi niente.

Maria: Non ti preoccupare, Anna. Tu non sai quale grande dono ci hai fatto, offrendoci la tua coperta. Ora sono sicura che sarai pi buona, vero? Devi sapere che questo bambino Ges. Si! Proprio quel Ges che tutti prima cercavano. E tu hai fatto un regalo a Ges, ora anche Egli te ne far uno: ti metter dentro tanto di quello amore da riempire una casa; sei contenta?

Anna: (Si inginocchia) Si! Ges ti ringrazio e ti prego di scusarmi se finora sono stata una bambina cattiva. Ma ti giuro che da questo momento in poi Pierino la peste morta e nel quartiere si parler solo di Anna mollica di pane , tanto voglio essere buona.

A questo punto i due angeli si danno la mano, tutti contenti e il 2 angelo pu finalmente consolarsi mentre anche durante il sogno dei Magi aveva sottolineato con disappunto il comportamento della sua protetta, anche S. Giuseppe si lascia andare dalla gioia e accenna un segno di vittoria con le dita, tipo V con lindice ed il medio della mano destra, ed indirizza un preciso OK, mimandolo con la mano sinistra, verso i due angeli. A questo punto si incominciano a sentire le note di una canzone, la cui prima strofa sar cantata da tutti, tranne Anna e la seconda solo da Anna stessa.

per informazioni basi e musiche rivolgersi a luce52@alice.itoppure a diodatigiuseppe@tin.it

SEMPRE CON NOI

Coro: E tornato sulla terra,

come pi di mille anni fa,

nel bel mezzo della notte,

dentro il freddo di una grotta.

Solo paglia ed un asino

Gli fan caldo ed un bove,

un vagito da uno straccio

e per laria va una voce,

la mamma che Gli canta:

Fa la nanna, bel bambin .

Fa la nanna, bel bambin .

Anna:No, tu non sei mai andato via,

non rinasci solo oggi sai,

sei rimasto sempre in mezzo a noi,

anche sen non ti si visto mai.

Dietro il vino, dietro il pane,

dietro un povero per strada,

dietro un vecchio e un malato

ceri solo e sempre Tu,

dietro il sogno e la speranza

di un mondo pien damor.

Di un mondo pien damor.

Alla fine del canto.

San Giuseppe:Brava, Anna! Sento che veramente hai capito la lezione. Ora sono sicuro che sarai buona, perci possiamo andarcene. Tu ritorna a dormire e ricordati per sempre della tua promessa. Ciao!

Anna torna a dormire. I personaggi del presepe sfollano la scena ordinatamente, cos come sono entrati. S. Giuseppe consegna la coperta di Anna al 2 angelo , che tutto contento e pieno di premura la stende su Anna e si ferma seduto sul lettino ad accarezzare la bambina. Esce anche il 1 angelo, anchegli visibilmente contento, e saluta il collega. Di nuovo i soliti effetti di luci (effetti di passaggio) ci riportano alla realt e , mentre uscivano i personaggi si erano fatti risentire altri tradizionali brani natalizi. Ormai si fatto giorno e nella stanza entra Giuseppe seguito da 1 angelo. Giuseppe molto prudente e cammina con passi felpati.

Giuseppe: Sei sicuro che adesso diventata buona? Mi posso fidare? Non che se si sveglia e mi trova qui, mi sgrida?

1 Angelo: No! Stai tranquillo perch ora la tua sorellina sar buona come il pane.

Giuseppe: Stento a crederci, ma, se me lo assicuri tu, mi fider.

Giuseppe si avvicina con molta cautela ad Anna e cerca di svegliarla con gentilezza. Anna si sveglia e dolcemente

Anna: Ah! Sei tu, Giuseppe?

Giuseppe: (Al 1 Angelo) Ma allora vero, non mi ha mangiato.

1 Angelo: Non te lo avevo gi detto? Ma non parlare con me. Anna non mi vede.

Anna: Giuseppe, con chi stai parlando?

Giuseppe. Io? Con nessuno, parlavo tra me.

Intanto fa locchiolino al 1 angelo, che fa segno di volere andare via. Difatti chiama il 2 angelo ed insieme, dopo aver salutato Giuseppe, e con balletti di contentezza del 2 angelo, escono. Anna, intanto, guardando la sveglia.

Anna: Oh! Ma sono le otto. Presto, mi devo lavare, devo sbrigarmi altrimenti far tardi a scuola. Ma dove sono i libri? Oh! Ma io li ho buttati dalla finestra. Presto, Giuseppe, aiutami. Vai tu a prenderli, ma cerca di non farti vedere dalla mamma, potrebbe provarne dispiacere.

Giuseppe esce e poco dopo entra la mamma ancora un poco arrabbiata per il fatto della sera precedente.

Mamma: Sei sveglia, Anna? La tua colazione pronta, devi andare a scuola.

Anna: Si, mamma. Faccio subito. (Esegue) Eccomi pronta.

Mamma: Questa si che una sorpresa. Non mi sembra pi di rivedere mia figlia. Mi sembra di avere di fronte unaltra bambina.

Anna: E proprio cos, mamma. Sono diversa, e sar pi buona, te lo prometto.

Mamma: Dici davvero? Oh! Cara. (Abbraccia Anna) Tu non sai come mi fai felice. Ma come successo?

Anna: Non te lo so spiegare, so solo che sento di volere pi bene al presepe che sta in cucina.

Mamma: Anche pap deve saperlo. Aspetta, vado a chiamarlo. ( Esce, poi rientra col pap )

Pap: Anna! (Labbraccia) E vero?

Anna: E vero, pap.

Pap: Sono veramente contento.

A questo punto entra Giuseppe con i libri in mano. Accortosi della presenza dei genitori, cerca di nasconderli dietro il proprio corpo.

Giuseppe: Anna, i libri Uh! Mamma, pap!

Mamma: Si, Giuseppe. Ma posali i libri. Oggi non servono. Anna non deve andare a scuola. Dobbiamo fare una grande festa, tutti insieme, e compreremo per lei tanti dolci.

Giuseppe: Io lo sapevo. Le solite ingiustizie. Io mi do da fare e le altre si beccano i premi. Come uno scemo anche i libri sono andato a raccogliere.

Giuseppe butta i libri per terra e la mamma lo abbraccia e tutti ridono contenti.

Cronista: Questa la storia di Anna. Ora sono tutti felici ma i nostri amici vogliono mandarvi un ultimo messaggio tutti insieme. Ascoltiamoli.

La scena si popola di tutti gli attori che canteranno la prossima canzone.

(clicca sulla musica per ascoltare)

per informazioni basi e musiche rivolgersi a luce52@alice.it oppure a diodatigiuseppe@tin.it

AMORE SEMPRE

Coro:Rit. Sciogliete quei ghiaccioli dentro il petto,

formatene damore un fiume intero,

per irrorar deserti senza frutti e

trasformarli in fitti e grossi boschi.

Sciogliete quei ghiaccioli dentro il petto,

formatene damore un fiume intero,

per rinverdire cuori senza frutti

e fare tanto buoni un poco tutti.

1 solista: Amici bambini, sentiteci un po.

vero che noi studiamo poco,

siamo cattivi a tutte le ore,

facciamo i capricci con i genitori

(Parlato) Ma, vi prego, almeno per Natale!

Coro: Rit.

2 solista: Voi cari gi grandi, sentiteci un po.

E vero che voi amate poco,

fate la guerra a tutte le ore,

riempite la terra di odio e rancore.

(Parlato) Ma, vi prego, almeno per Natale!

Coro: Rit.

3 solista: Felice Natale vi auguro allora.

E festa per noi: amiamoci un po,

siamo pi buoni a tutte le ore,

smorziamo quellodio che c tra di noi.

(Parlato) Ma, allora sempre, non solo a Natale!

Coro: Sciogliamo quei ghiaccioli dentro il petto,

formiamone damore un fiume intero,

per irrorar deserti senza frutti e

trasformarli in fitti e grossi boschi.

Sciogliamo quei ghiaccioli dentro il petto.

Formiamone damore un fiume intero,

per rinverdire cuori senza frutti e

fare tanto buoni un poco tutti.

Cala il sipario

FINE

In caso di messa in scena si prega informare lautore per semplice conoscenza, inviando eventuali foto, filmati o articoli a:

Diodati Giuseppe

Via Brecciame 30 81024 Maddaloni (CE)

Tel. 0823 408456 mail: diodatigiuseppe@alice.it

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