Per un dolcetto e una piccola sorsata
Commedia musicale per banda
di
Alberto Patelli
(Le parole delle tre canzoni sono di Alberto Patelli, la musica di Rolando Camilli)
scena prima
Interno di una barberia. Il locale non grande e gli arredi sono piuttosto poveri e datati. Oltre alle sedie da barbiere e un "cavalluccio" per bambini c' un attaccapanni , un paio di mobiletti per stipare gli attrezzi del mestiere e una panca per i clienti in attesa. Tutte le cose dnno un senso di "vecchio"; a contrastare questa impressione e a farci capire di essere ai giorni nostri, sulla parete appeso un grosso orologio al quarzo che difatti stona con tutto il resto dell'ambiente (sono le 9.30 del mattino).
Il barbiere un uomo grassoccio sulla sessantina o poco pi, indossa un vecchio camice bianco sgualcito e parla in dialetto. Seduto sulla panca c' un uomo anziano (Cimino) con indosso panni da vecchio contadino ( questo tizio partecipa ai discorsi perlopi con cenni del capo e comiche interiezioni ). Le forbici del barbiere sono intente a lavorare su un terzo uomo (Antonio): costui (coetaneo del barbiere) vestito in maniera decorosa e i modi ed il parlare ci fanno intuire essere, tra i tre personaggi, quello che senz'altro ha una certa cultura.
Barbiere: ma per carit! ma era tutta n'antra cosa...Ma allora nve la recurdate. C'era n'antra partecipazzione. Na vorta la feshta de lu Santo Patrono era proprio un grande avvenimento.
Antonio: ma perch, adesso che ?. Vedrai oggi quanta gente per le strade..vengono pure da fuori!
Barbiere: Ma che c'entra ! Io no sht a d che la gente nun ce v...shto a d che c'era tutta n'antra emozzione. Me fa specie de voi sor Antonio che ce sete nato qu. Ma ve recurdate quanno eravamo regazzini che ce cominciava a batte er core quattro o cinque giorni prima de la feshta, che partecipevamo a li preparativi, che nvedevamo ll'ora che arrivava sto' giorno magari pe' fasse compr da mamma na saccoccetta de caramelle d'orzu ?
Antonio: Caramelle di che ?
Barbiere: D'orzu. Orzu, orzu come l'orzu.Per esempio l'adorazione de lu Santo Patrono, ma ve la recurdate? ( si volta verso il vecchietto seduto sulla panca ) Cimino, te la recurdi la preghiera allo santo Patrono de tant'anni f?
Cimino: (mette una mano a coppa dietro all'orecchio) Che si dittu ?
Barbiere: (urla) Lu Santo Patrono, te la recurdi la preghiera ?
Cimino: No, nci mmai lavurato nella miniera. Sembre zappato la terra io.
Barbiere: Se, te saluto..Quisto surdo, tu Sor Ant nun te recurdi gnende..Bella compagnia de teriosclerotici! Da un mese prima della feshta gni' volta che passavi l'uscio de casa dovevi nna a ff la preghiera a lu Santo Patrono. Me recurdo poro babbo manovale, nu ggiorno che steva a lavor a casa nostra doveva da butta' li calcinacci. Gni volta che usciva co' na cofana doveva ann alla Cattedrale. Nzomma pe' butt 10 cofane c'ha messo du' giorni. Per era bbello , c'era n'atmosfera diversa....Adesso solo commercio....
Cimino: Mb ! E' vero c'hai raggione!
Barbiere: (sbalordito) Ah, mo' c'ho parlato piano chai sentito !
Antonio: Ma pure adesso bello, s . Certo, il tempo passa, le cose cambiano ma io dico che sbagliato credere che il valore di certe tradizioni non venga riconosciuto..Guarda ti dico questo : mio figlio si f duecentocinquanta chilometri con tutta la famiglia per venirmi a trovare proprio il giorno della festa del paese. E anche oggi come ogni anno, tra poco sar qu.
Barbiere: Lasciamo perde vostro fijo che sar un caso a parte, ma voi sor'Ant pe' me sete troppo ottimista..ancora me chiamate paese sto' gran casino....traffico, smogghe, maleducazione.. cagnato proprio tutto (si sente lontana la musica della banda) Oh, arriva gi la banda ?
Antonio: Ah, allora lo vedi che non cambiato proprio tutto tutto? La banda, quella, c' sempre stata e c' ancora!
Barbiere: Non c' pi Cimino per..Cimino, comm' che no la sni pi la tromba nella banda? (si volta e si accorge che Cimino si appisolato) S' addormuto..m sona solo il silenzio (nel frattempo le note della banda sono sfumate)...Comm' che non se sente pi la musica ..E' gi finito tutto?
Antonio: Ma no, adesso fanno tutto il giro del paese...vanno prima verso il campo sportivo, poi girano dietro al consorzio agrario, pigliano il Santo, arrivano alle Cantine Sociali, fanno la piazzetta del monumento e poi tornano indietro. Tra un'oretta passano qui davanti.
Barbiere: Senti che silenzio...ma com' ?
Antonio: E' domenica , sono le nove e mezza..dormono..
Barbiere: Emb te pare preshto? Le nove e mezza..Ah, gi , fanno tardi la notte..Devono da ann in discoteca (lo dice con comico disprezzo, la seconda volta scandendo)..in di-sco-teca..Che tempi de smidollati..Ma nnate a riccoglie l'ulive !
Cimino: (destandosi improvvisamente in uno stato di trance) Le live, le live..le devo port al frantoio..(ricade in un sonno profondo)
Barbiere: Ma zitto , che non stavo a d a te! La di-sco- teca , vabb nse ncazzamo v che oggi lu Santo Patrono...Sendi che silenzio..godemose sto' silenzio...
----- Dopo un paio di secondi, si apre di colpo la porta della barberia e compare sulla soglia un ragazzino sugli otto- nove anni ..----
Ragazzino: (urlando come un pazzo) Nonnooo!
----- Il Barbiere si mette una mano sul cuore e gli prende quasi un infarto, Cimino si sveglia di soprassalto ...
Barbiere: Mamma santissima , e che ?....
Cimino: Lu terremotu, lu terremotufori dallo fienile, fori dallo fienile!
Ragazzino: T'ho trovato finalmente..nonnooooo!
Barbiere: Ma chi tu' nepote (verso Antonio)?..(poi, verso il bambino) Fijetto mio ma tu accuss ce stecchisci tutti!
Antonio: Bello mio, vieni a nonno (il bambino si avvicina e il nonno gli d un bacetto) Siete arrivati presto... E pap, mamma e la sorellina?
Ragazzino: Sono rimasti a casa con nonna a fare le lasagne...
Barbiere: Hai capito ! Shti nonni te trattano bbene! Te piace la lasagna de nonna?
Ragazzino: Certo che mi piace. Mica s scemo..Nonno, lo sai chi ho incontrato mentre venivo qu? La banda ! (agitandosi come un forsennato) Pumpa para pa pumpa zumpa pumpa za za za! E c'erano pure quelle signorine che ballano e tirano i bastoni cos (prende di scatto una scopa appoggiata alla parete e la lancia in aria, la scopa ricade su un armadietto facendo cadere alcuni oggetti)
Barbiere: Fermete ! Te pozza....
Cimino: Vivacetta shta creatura...
Ragazzino: Nonno, nonno.. Che bei vestiti che c'hanno quelli della banda ! Sembrano quei soldati che vanno sui cavalli (monta sul cavallino della barberia) che si vedono nei film...Tat Tat Caricaaaa (si agita prendendo dei pettini sullo scaffale accanto e lanciandoli) Caricaaaa! Tarattarattarattar!
Barbiere: Pe' tutti li santi, comme se ferma quisto?
Ragazzino: Questo si dice, no quisto. Impara l'italiano!
Antonio: (sempre seduto e avvolto dal panno bianco impossibilitato ad intervenire) Franceschino! Buono! Stai buono! Nonno tra poco ha finito..Mettiti seduto, l vicino a quel signore (il tono deciso)
(Cimino ha ripreso a dormire)
Ragazzino: Uffa , che pizza! E va bene..(guarda Cimino) Nonno ..
Antonio: Che c'?
Ragazzino: Lo sai che questo signore rassomiglia al fratello di Babbo Natale?
Barbiere: (sorridendo , mentre col pennello stende la schiuma sul viso di Antonio) i regazzini s uno spasso...
Ragazzino: (tra s) anzi, adesso gli faccio il cappello come Babbo Natale (prende un flacone di schiuma da barba sull'armadietto e comincia a spruzzarlo sulla testa di Cimino che ,dormiente, non si accorge di nulla; intanto il barbiere e Antonio si scambiano alcune battute ) Nonno , guarda com' carino..
Barbiere: Mannaggia al padre curato..che glie s cumbinato a quillu pro disgraziato?
Antonio: (alzandosi e pulendosi col panno bianco la schiuma da barba) Ho capito, andiamo, andiamo..La barba me la fai domani...(verso il nipote) Certo che sei proprio una peste! (indossa il cappotto)
Ragazzino:ma non ho fatto niente!
Barbiere: penza se faceva quarche ccosa!
Ragazzino: Si dice -qualche cosa- parla bene che la maestra ti boccia!
Antonio: Forza Franceschino, saluta che andiamo via..
Ragazzino: Ciao (verso il barbiere, poi va davanti a Cimino che ancora dorme e saltandogli davanti e sbattendo forte i piedi a terra:) Ciao e portami i regali a Natale!
Cimino: (svegliandosi di soprassalto, guardando nel vuoto) Eh? Che tocca a mme a tosamme?
Antonio: (uscendo col bambino) Ci vediamo stasera alla benedizione davanti al duomo..
Barbiere: Shi, bna giornata sor'Ant...(verso Cimino) Che te devo f?
Cimino: Famme du' etti de capelli....
( qui termina questa scena--praticamente come se si chiudesse la porta della barberia-- l'ambientazione ora sulla strada dove sono sistemate delle transenne)
scena seconda
Ragazzino: questi cosi di ferro cerano pure lanno scorso.. ma a che servono?
Antonio: Sono delle transenne...vedi? stanno da una parte e dallaltra della strada, cos la processione e la banda ci passa in mezzo..
Ragazzino: E non pu scappare...
Antonio: (sorridendo) e perch dovrebbe scappare la processione? (il ragazzino fa spallucce come per dire: " e che ne s?") Allora, andiamo alle giostre ?
Ragazzino: No, voglio vedere la banda..la banda !
Antonio: Ma adesso la banda fa tutto il giro del paese, devono andare a prendere la statua del Santo ai piedi della collina e poi passano qui davanti per portarla alla Cattedrale da dove stasera parte la processione..Manca quasi unora prima che passano di qui...
Ragazzino: Emb , li aspettiamo...
Antonio: Si, e a te chi ci riesce a farti stare fermo? Guarda che io non ce la faccio a correrti appresso..
Ragazzino: E tu raccontami una storia e vedrai che io mi st buono..
Antonio: ..allora,.. la storia di Pinocchio..
Ragazzino: vecchia..
Antonio: Cappuccetto rosso..
Ragazzino: vecchissima..pi di te..
Antonio: ma le storie sono tutte vecchie sen non si chiamerebbero storie...
Ragazzino: Storie ! (nel senso di " chiacchere") Cerca, cerca e vedrai che trovi..impegnati nonno!
Antonio: (colpito da unidea) Aaahh, e se ti raccontassi la storia della banda ?
Ragazzino: (entusiasta) Siii! Per non te la devi inventare, deve essere quella vera !
Antonio: Beh, io ti racconto quella che conosco io e tutti quelli che in questo paese ci sono nati. Raccontarti tutta la storia della banda sarebbe impossibile, ci vorrebbero anni..Tu Franceschino mi chiedi una storia vera ma, vedi, col passare del tempo nelle storie ,realt e fiaba si mescolano e quindi proprio non saprei dirti se quello che ti racconter completamente verit. Ma forse proprio quelle parti del racconto che sembrano frutto della fantasia sono pi vere delle altre ed in fin dei conti sono quelle che a me piacciono di pi . ( A questo punto la luce del palcoscenico si spegne resta ,fiochissima, una luce soffusa sui due personaggi che permette di vederne le sagome; rapidamente, anche questa luce sfuma e sul palco e sulle ultime parole del nonno cala il buio assoluto).. Devi sapere che tanti anni fa questo paese era molto, molto pi piccolo, talmente piccolo da non avere neanche un santo protettore a differenza di tutte le altre localit qui intorno. Ci vivevano poche famiglie e lunico sostentamento era il lavoro dei campi....
--------Il nonno ed il bambino saranno la voce narrante della storia quando compariranno qualche volta, al solito posto, affacciati alla transenna come se guardassero da un balcone gli eventi che si susseguono in primo piano sulla scena--
scena terza
La scena ora rapidamente cambiata e in tre punti diversi del palco vengono illuminati in successione:
un uomo (Dolcino)su una scala che lavora ad un vitigno e borbotta perch, come al solito, c qualcosa che non v.
una donna (Mirabella) che rincorre e maledice una gallina scappata dal pollaio
un uomo (Arrotafalce) che sbuca da un enorme rovo e con la falce taglia lerba (dice: " Ammazza lerba !")
Il mugugno dei tre , continuando allunisono, forma il motivo della canzone
LAVORARE IN MEZZO AL CAMPO
Lavorare in mezzo al campo
rivoltare quella terra
aspettare che un bel giorno i suoi frutti ci dar
Camminare a capo chino
nel chiarore del mattino
preparando la fatica del lavoro che verr
Mentre spingi sulla vanga le residue tue energie
alzi gli occhi verso il cielo
e ci incolli una preghiera
Supplicare le stagioni
di riempire le tue mani (vuote e stanche)
di un raccolto di serenit
Sotto il sole ribollente o nel freddo dentro al fango
lavorare in mezzo al campo
senza sosta, senza tempo
ed accorgersi dun tratto nel vapore di un respiro
di una vita tutta uguale
impegnata dalla terra in uno sfiancante tiro
Ma nel fuoco di un camino
riscoprire in fondo che
lavorando in mezzo al campo
il tuo giorno lieto .
Al termine della canzone entra in scena di corsa con gran concitazione una donna (Tremendina)
Tremendina: (sulla trentina o poco pi: donna bella non tanto per laspetto quanto perch sincera, piena di vigore, fiera, positiva)...Currete!, currete! che ve porto na grande bona novella ..Dentro na fossa de lo podere lavorato da Facioletto sta mattina se ritrov la statua de uno santo...Currete, venite a ved la maraviglia...(fa per uscire di scena ma Arrotafalce la trattiene per un braccio..)
Arrotafalce: ( di qualche anno pi grande di Tremendina; uomo leale, forte di fisico e di carattere) Fermete Tremend, spieghete meglio..stai a d lo vero?
Tremendina: Dopo lo secondo rintocco de campana che segu lo sorgere del sole , Facioletto, che steva a lavor vicino allo fiume sent tra li rovi uno rumore..pens a un cinghiale e sappropinqu ma in mezzo alle fratte se nascondeva no fosso e lo povero Facioletto ce casc drento..
Mirabella: ( ragazza giovane e bella ) Povero Facioletto!
Tremendina: Zitta Mirabella che non finita qu. Dopo lo gran volo la crapa de Facioletto fin pe sbatte contro na cosa dura come lo marmo..perlappunto la statua dello Santo!
Mirabella: Povero Facioletto!
Tremendina: No , Povero Santo.! Facioletto co quella crapa tosta nse fece gnente ma allo Santo, anima pia, glie se spezz uno braccio...Ma ve rendete conto de che grande fortuna?.Adesso pure noi chavemo un Santo protettore..
Arrotafalce: E quelle facce brutte dei paesi qu attorno non potranno pi d che non contiamo gnente..che semo figli de nessuno ..che nchavemo chi ce raccomanna pe av un posto in Paradiso!
Tremendina: Bravo Arrotafalce! Ma a sto Santo bisogna daglie il benvenuto , se deve da onor..Visto quante processioni fanno alli Santi loro sti babbioni.? Loro ne fanno cento? E noi ne faremo mille! Perch come protegge lo Santo nostro non protegge nissuno!
Dolcino: ( un simpatico brontolone di mezza et ; a differenza degli altri , lui non partecipa emotivamente al dialogo ; rimasto sulla scala, con espressione sempre un po imbronciata e scettica.) Ma che vi cianciate! Chi ve dice che la statua quella de uno Santo?
Arrotafalce: E gi! Cha raggione Dolcino! Chi ce lo dice?
Tremendina: Ma ve lo dico io che lho vista !
Dolcino: (malizioso, indagatore) Ah si? E che Santo ? Come se chiama?
Tremendina: (un po in difficolt) ...non lo s ..ma non S. Antonio e manco S. Francesco..(poi decisa) ma uno Santo, s sicura, st cos !! ( si mette a braccia aperte con un sorriso beato sul volto)
Dolcino: Emb che centra? Purio sto cos (si mette a braccia aperte e tese ma non sorride) quando te mando a mor ammazzata!
Tremendina: (impertinente) si , ma tu non ridi. (poi, rapita) E lui invece si. Ed cos bello, cos dolce che solo a guardallo te fa cap che bisogna esse bbni. (agli altri due) Forza, lasciatelo perde sto miscredente..curremo dallo Santo..damo il via alle processioni. Avanti se mette Arrotafalce co li flagellanti poi la statua de sto Santo benedetto e appresso io co Mirabbella e laltra gente a dije le preghiere che sapemo a mente.( Tremendina, Mirabella e Arrotafalce fanno per uscire di scena)
Dolcino: (ironico)Currete , currete appresso a sta scimunita de Tremendina che ve porta a ved no spaventapasseri!
Tremendina: (voltandosi) Ma comavranno fatto a chiamatte Dolcino che sei sempre ingazzato!
Buio
Al rapido riaccendersi delle luci, vediamo in primo piano Dolcino sempre intento a lavorare sulla scala mentre dalla quinta di sinistra esce una piccola processione formata da tre-quattro uomini (tra cui Arrotafalce)che si percuotono il petto nudo con canne o felci (sono i flagellanti) seguiti dalla "statua" del Santo portata a spalla da altre comparse; chiudono le fila Mirabella e Tremendina con altri figuranti (in prevalenza donne).Il Santo in realt un attore in carne ed ossa o meglio un attore che interpreta la statua (che, come vedremo, si animer). Veste una tunica celeste e ha capelli lunghi e castani. Ha lavambraccio destro fasciato (o meglio,ingessato). E senzaltro una figura divertente..(ma non bisogna trasformarlo in macchietta). La processione taglia il palco diametralmente ed esce dalla quinta di destra per poi rientrare subito dopo e percorrerlo in senso opposto. Questa "sfilata" si ripete complessivamente per quattro volte ed accompagnata dal rumore prima sommesso poi sempre pi eclatante, provocato dalle preghiere e dalle litanie incomprensibili (ogni tanto dal parlottio indecifrabile salta fuori qualche parola latina di carattere religioso) che dnno allinsieme un senso di comica lagna. Questo provoca nel Santo una progressiva trasformazione mimica: alla prima "uscita" sorridente con le braccia aperte; alla seconda ha le braccia aperte ma anche una espressione di sofferenza; alla terza si tappa le orecchie con le mani digrignando i denti; quando esce per la quarta volta disperato con le mani tra i capelli , la testa reclinata dietro, gli occhi chiusi. A met della quarta uscita il Santo non ne pu pi e sbotta:
Santo:Basta! Per carit, basta!
Tremendina: (in una esaltazione spassosa) Meracolo! Meracolo! Lo Santo ha parlato! Meracolooo! (gli altri si voltano prima interdetti e muti verso di lei poi, condizionati da tanto entusiasmo, timidamente si mostrano stupiti anchessi...)
Tutti meno il Santo e Dolcino: Meracolo! Meracolo!
Santo: (ad alta voce) Ooooho! (per azzittirli) Ooh! (verso Tremendina, sempre esagitata) Vieni un po qu te...
Tremendina: Me parla..lo Santo me parla...! Meracoloo!(si avvicina al Santo)
Santo: Aho, ma te vuoi calmare?..E uno spettacolo..capito? E una finzione..c pure il pubblico, lo vedi? Non esageriamo...(Tremendina "abbozza") Forza , rifacciamo stultimo pezzetto.. (la processione riparte a ridosso della quinta)...(litanie incomprensibili) Basta! per carit, basta!
Tutti: meno Santo e Dolcino: (freddissimi, lapidari) Meracolo..
Santo: (tra s) Questi non channo mezze misure...(poi, riprendendo) E perforza che mi sono dovuto animare..E una settimana che mi portate in giro co ste lagne..che poi che dite ?: aciauauaua (gli fa il verso), non si capisce niente! Va bene che so Santo ma a tutto c un limite, non vi sopporto pi! Mavete rotto un braccio, insistete co sti lamenti, unaltra settimana cos e mi fate proprio secco!
Arrotafalce: (verso gli altri) Che vavevo detto io ? Cantamoje le laudi, che quelle le gradisce:
Alcuni: Si, cantiamo, cantiamo...
Tutti meno Santo e Dolcino: (cantano "sgangheratamente") Sancto glorioso- tu a noi venisti. s gratioso e a noi discipuli riempisti - de amore gaudioso--
Santo: Fermatevi ! ..( riesce ad azzittirli)..Mi volete veramente bene? E allora, fatemi un piacere: onoratemi in silenzio.
Uno dei flagellanti (Facioletto): Ohe! Sentite che idea! Avite mai inteso parl de musica? Nelle citt, specie larristocrazzia ce se diletta..Tre lune f sentetti d a uno mercante che de musica nesiste de sacra e de profana..Quella sacra la sonano nel mezzo de funzioni e allora, chi ce dice che non se po' f alle processioni?
Santo: Buona la rima e buona lidea...
Arrotafalce: Immagginate la magnificenza! Co la musica pure lo Santo acquista pi importanza.. a proposito, ancora non ci dicisti come te chiami (al Santo)
Santo: Questo un problema: da quando so caduto in quella fossa, ho perso la memoria. Come Santo senzaltro so importante. Dopere buone nho fatte tante, soltanto che so anonimo temporaneamente...
Dolcino: (che, di tanto in tanto ha scosso la testa in segno di disapprovazione) (tra s) Non s manco come se chiama. Non uno Santo serio... (il Santo lo guarda male)
Tremendina: Sanco benedetto non fartene una pena , per noi sei sempre grande, e datosi lidea de Facioletto, te famo protettore de li musicanti
Santo: Io vi ringrazio ma il posto gi occupato. E una collega, S.Cecilia, e non gli posso fare torto, ma sapete che vi dico? Se lei ha pi prestigio sui musici dogni landa, io nel mio piccolo, mi occuper di banda. Chiamatemi S.Cecilio e vi sar dausilio.
Tutti meno Santo e Dolcino: Evviva San Cecilio!!
Santo : Si, ma adesso basta co ste rime che mhanno stufato. E finisce qui pure il miracolo che se dura troppo la gente poi non ci crede pi. Portatemi al riparo che c umidit (si rimette in "posa da santo" e si azzittisce.)
Dolcino: (maligno) Quanto entusiasmo! Ma chi de voi s sonare? E li strumenti? E i baiocchi pe compr li strumenti ce lavete? Lunica musica che potete f sbatte le capocce al muro che so talmente vte che rimbombano...
Tremendina: cimpareremo a son, chiameremo uno maestro bravo, troveremo in qualche modo li baiocchi pe li strumenei..
Mirabella: io me vendo le galline...
Tremendina: faremo de tutto ma ce riusciremo a sonaje la musica a sto Santo Cecilio,benedetto e protettore (questa ultima frase mentre la processione fa per uscire dalla quinta di sinistra passando appena dietro la scala sulla quale sta lavorando Dolcino) So disposta a cacci fino allultimo baiocco!
Dolcino: Io non ne caccio manco mezzo...
Santo: e io te secco la vigna!
Buio
La processione esce di scena su un rintocco di campana, rintocco che persiste nei pochi secondi di buio e nelle prime battute della scena successiva che vede di nuovo nonno e nipote dietro alla transenna...il palcoscenico buio ; solo i due personaggi in questione sono in luce.
scena quarta
Ragazzino : e ci riuscirono a comprarsi gli strumenti?
Antonio: Si che ci riuscirono ma prima dovettero cercarsi un maestro visto che non sapevano neanche quali erano gli strumenti..
Ragazzino: E quali erano ?
Antonio: Eh, beh alcuni erano strumenti che ci sono anche adesso..il flauto, la tromba, il corno, i fagotti..poi cerano anche le bombarde, il bombardino...il bombardone..
Ragazzino: si, e pure le mitraglatrici! Ma questi suonavano o sparavano?
Antonio: Lo s che ti sembrano strani questi nomi ma si trattava proprio di strumenti musicali..Che poi forse il loro suono riecheggi durante alcune battaglie del passato pure questo possibile visto che le bande accompagnavano le truppe...
Ragazzini: E quando suonavano, i soldati ballavano ?
Antonio: Purtroppo no...ma andiamo per ordine..non mi far perdere il filo della storia...Allora, Arrotafalce e Facioletto partirono per la citt alla ricerca di un buon maestro di musica..A quei tempi molti musicisti erano detti "di corte" perch erano mantenuti da principi, marchesi ,nobili pieni di rendite e privilegi. Quando Facioletto e Arrotafalce vestiti di poveri panni villici entravano nei lussuosi saloni dal gusto rococ venivano pure presi in giro, poveretti. Gli dicevano : "Figlioli, qui abbiamo solo maestri rococ. A voi servono i roccoccod..."
Ragazzino: I principi prendevano tanto in giro per i polli se li mangiavano..
Antonio: In contrapposizione a questi musicisti agiati cerano degli artisti spesso poveri in canna ma con vero talento..pieni di sbalzi di umore, viaggiavano per lEuropa alla ricerca dellispirazione e di qualche pezzo di pane..Erano i primi precursori del Romanticismo..Sto parlando difficile, eh?
Ragazzino: Non ho capito niente..
Antonio: colpa del nonno.. Comunque fidati..il primo maestro della banda fu proprio uno di questi musicisti girovaghi..un tedesco un po pazzoide ma pieno di passione..In cambio del suo servizio si accontent di un riparo per la notte e di minestre riscaldate.
Ragazzini: E cos il tedesco di Germania gli insegn a suonare..
Antonio: Si, ma ci volle molto tempo..quei poveri contadini ne fecero di sacrifici per riuscire a procurarsi i quattrini per gli strumenti!..e poi il metodo per imparare a suonare era lentissimo, mica come ora, che dopo un mese gi suoni..prima si faceva molta teoria..
Ragazzino: E il maestro dava i compiti,interrogava?
Antonio:Certo!
Ragazzino: Insomma non si stava in pace manco pi di centanni f!...e Dolcino? Se ne fregava sempre di tutti quanti..?
Antonio: Noo, Dolcino era un gran brontolone ma aveva lanimo buono..Addirittura per le prove, mise a disposizione della banda la sua cantina...e l nacque un bel connubio: quello tra la banda e il vino..ma eccola l guarda, la cantina di Dolcino...
Nel frattempo sul proscenio , dei servi di scena hanno sistemato una botte, alcune sedie e altre piccole suppellettili comunemente presenti nelle cantine. Al termine delle parole di Antonio si illumina il proscenio e contemporaneamente scompaiono alla vista dello spettatore nonno e nipote.------------Seduti sulle sedie (alcune delle quali vuote) ci sono dei musicanti. Qualcuno parlotta, due giocano a qualcosa che fa pensare alla "morra",altri emettono qualche nota, un paio (che indicher con "A" e "B") brindano con due bicchieri di vino..uno ("C") addirittura attaccato con una cannella alla botte e se la sta scolando. Alcuni strumenti sono ancora riposti nelle custodie. Il Santo (in posa su un piccolo piedistallo) sul fondale. Il posto dove solitamente si trova il maestro vuoto...
scena quinta
A: (alzando il bicchiere dopo aver "gustato") sapido, leggero d corp
B: (guardando con intensit il proprio calice) equilibat, retrogust leggermende amarognole
C: (staccando un momento la bocca dalla cannella, sbronzo) Bno, proprio bno (riprende subito a "ciucciare")
Arrotafalce: (smette di chiaccherare col vicino, si alza e si pone di fronte agli altri)Silenzio, fate silenzio...comme sapete domani lu grande giorno..la prima uscita de la banda , la prima sibizione de la musica sonata da noantri medesimi a lu cospetto de li paesani, sicch ce dovemo present come se conviene quindi per cui, a mme e a Tremendina ce venette unidea ..vieni avanti Tremend (entra Tremendina) Fate napplauso a Tremendina che je venette lidea nzieme a mme!
Tutti: ( applaudono) Brava Tremendina!
A: Ma nzomma, che idea ?
Tremendina: Lidea de favve le divise..Tutti veshtiti uguali..tutti bbelli e elleganti! E lavemo gi cucite tutte..senza divve gnente pe favve una sorpresa..venga avanti lu modello! (entra un tizio alto e magro che indossa la divisa- bella-ma assolutamente striminzita per lui , pantaloni e giacca sono ridicolmente corti...)
Arrotaface: Mirate la sciccheria, chelleganza! (il tizio sfila come fosse una top-model)
B: (con tono burlesco) Ma nun ve pare un po abbondante comme divisa?
Tremendina: Eeeh, state a guarda il capello! Ve lho detto , pe favve la sorpesa ho fatto misura unica...tutti uguali..
Tutti borbottano..
Tremendina: (spazientita) ah, pe dommani ve mettete queste, poi se vedr...modello! (lo chiama) ndiamo via...(uscendo) shtingrati...
Arrotafalce: Mmazza come siete siggenti! Comungue vho da dire ancora una cosa: vishto che lu maestro ancora non se vede:...non lo facemo arrabbi, lo sapete come fatto.. romantico..me s informato : non na malatia , tutti i romantici chhanno shti sbalzi de umore ..na volta je vi la depressione, na volta je vi lesaltazzione, poi je ritorna la depressione poi je riciccia fori lesaltazione..nzomma tutto cos, un s e gi che nze ne po' pi...Stamattina per esembio lho incontrato..stava gi gi gi gi , stava rasoterra..Tocca fallo riprende ! nzia mai che va male lu concerto de domani...Na cosa poi certa: uno genio..basta penz ch riuscito a f sona a noi! E recurdateve che pure parente stretto del grande Wagner: la madre faceva la camerera a unamica della zia de Wagner...(guarda verso la quinta) ma eccolo sta a ven..me raccommanno, mpegnamose! Oddio comm depresso!
(entra il maestro: ha un aspetto bizzarro, i pochi capelli arruffati e veste una larga camicia con i bordi di pizzo; ha in una mano degli spartiti, nellaltra una bacchetta -tenuta in evidenza- con la punta piegata verso il basso)
A: Comm depresso!
B: Glie s ammosciata pure la bacchetta!
Maestro: (si pone di fronte agli altri, appoggia gli incartamenti su un piccolo tavolino e assume una espressione di profonda meditazione mista ad una postura del corpo che simula sconforto...dopo alcuni secondi parla con tono grave ma depresso) Io no essere felice di come voi suonato ieri, ja? Voi essere molto mosci...no possibile..musica essere arte dove necessario fuoco interiore..sangue bollire nelle vene (il concetto espresso contrasta fortemente con il senso di abbattimento col quale viene enunciato tanto che leffetto che ne scaturisce decisamente spassoso)
A: ( a B, senza che il maestro possa sentire) lui ce st a d la carica!
Maestro:..tutto essere tempesta e impeto..Sturm und Drang, jaaa?..(ora viene preso come da un progressivo delirio che lo porta ad esprimersi con sempre maggior fervore) Noi , grazie a musica potere esprimere ogni sentimento animo umano..malinconia, stupore, meraviglia ..ogni cosa come magia noi fare entrare nelle note..voi dovere essere degni con vostri strumenti di grandi compositori avere scritto tutto questo (prende per un attimo in mano gli spartiti poggiati sul tavolino) Io e voi dovere essere capaci, anche in una sola sinfonia, nella stessa sinfonia, di trasformare noi in mare agitato da vento, in nuvole tempestose..di entrare in grotte misteriose, di volare in cieli azzurri..si, tutto questo possibile..ma possibile solo se dentro di noi esistere qualcosa di particolare, di intenso, di .. profondamente prodigioso: la sensibilit! Presto, offrire maestro calice vino..preparare subito strumenti..adesso iniziare il magico incanto..(gli stato dato gi in mano il bicchiere che lui ha velocemente sorseggiato predisponendosi subito dopo con la bacchetta alzata a far cominciare la musica; i musicanti hanno estratto dalle custodie gli strumenti ; C si accorto che dentro alla custodia non c il clarino ma qualcosaltro)
C: (sbronzo) Shcusatemi maeshtro , ma fatalit dentro alla custodia c uno schioppo a lu posto de lo shtrumento (fa vedere il fucile) e infatti la confusione: stamattina so ito a caccia co lu clarino....maeshtro ?!?(il maestro ha gli occhi chiusi ed come isolato dal mondo circostante, dunque non risponde).
B: (a C) Quietate, no lo svegli, che se glie fai pass lispirazione sencazza come na jena...
A: ( a C) Usa lo schioppo a lu posto de la grancassa che Ciriolone lha sfonnata stammatina..
B: Shto scimunito (additando Ciriolone, un musicante dalla grossa corpotatura) cha fatto uno tino pe vendemmi !..
il maestro d due colpi di bacchetta sul tavolo ed inizia la musica..Il brano musicale che ascoltiamo deve essere scelto tra quelli capaci di coinvolgere emotivamente e la cassa (in questo caso il colpo di fucile) ha un ruolo importante anche se non frequente. Lesecuzione corretta, solo gli spari costituiscono lelemento "anomalo" ma miracolosamente (data la sbronza del "cecchino" - che continua a bere da un bicchiere -)ben inserito ritmicamente. Al primo sparo, "parte" il cappello di un musicante, al secondo, cade colpito un altro bandista che poi, carponi, v a ripararsi dietro una botte..e poi ad ogni sparo qualche musico, ovviamente impaurito, si defila...ma la musica continua, anche se lorganico va via via riducendosi, e la melodia resta impetuosa..il "crescendo " finale vede il maestro fuori di s, preso tra levidente soddisfazione per la buona esecuzione e una esaltazione quasi carnale per il pezzo suonato..
maestro: (come in un amplesso) si, cos..ancora ! ancora ! ..(ora, meno sensuale ma rapito) Si, cos, avanti..avanti..nessuno ci fermer.. avanti cos verso le nostre passioni, i nostri desideri, i nostri ideali ..avanti cos verso il futuro! (nel frattempo anche il Santo, sfiorato da una schioppettata, ha preso il piedistallo e si avviato verso le quinte; in pratica i pochi musicanti che ancora eseguono il pezzo, lo fanno riparandosi dietro qualcosa...) verso il futuro! (appena pronunziata questultima parola ultima schioppettata e ..)
Buio
Al termine di questa scena, sul buio, parte immediatamente il pezzo musicale che accompagna la coreografia e la canzone che segue. I protagonisti della scena precedente durante i pochi secondi di buio si portano via le sedie e gli altri arredi che erano sul palco. Il balletto che vediamo simula ovviamente le situazioni raccontate dalle parole della canzone:
scena sesta
PE UN DOLCETTO E NA PICCOLA SORSATA
Agli albori della banda si partiva la mattina
con i muli che tiravano il carretto
tutti insieme si marciava canticchiando
verso un certo rinomato paesetto
Nellattraversar la valle ci faceva compagnia
bella musica ed un senso dallegria
ma salendo s pei monti il maestro gi sfiatato
sospirando si stendeva sulla via
Riprendevi poi il cammino e allinterno di un boschetto
incontravi una banda di briganti
che vedendoci pezzenti senza oro n diamanti
ci rubavano met degli strumenti
Quanta pena, che fatica arriv a destinazione
pe suon na sinfonia ci voleva una passione!
Senza premio, senza ingaggio
si suonava ad ampio raggio
e da tutte le finestre ti calavano un cestino
con la paga assai gradita di ciambelle e un po di vino.
Suonavamo il Rigoletto, suonavamo la Traviata ritornello
solamente pe un dolcetto e na piccola sorsata
E talvolta capitava che tuo figlio musicante
si fissava a guard sopra un balcone
la ragazza col sorriso sulle gote
e finiva per sposarla senza dote!
A chiusura di giornata, mezzo sbronzo
ti perdevi la strada del ritorno
ritrovavi casa che sera fatto giorno
Ed in testa una dolce melodia
ripeteva: la banda la vita mia!
Suonavamo il Rigoletto, suonavamo la Traviata ritornello
solamente pe un dolcetto e na piccola sorsata.
Buio
Allaccendersi delle luci siamo di nuovo sulla strada del paese ma dietro alla transenna c solo il nonno che con sguardo sognante canticchia...
scena settima
Antonio:..solamente pe un dolcetto e na piccola sorsata...caruccia questa canzoncina eh? ( la frase detta supponendo di avere a fianco il nipote ma, visto che non c risposta , Antonio si volge e si accorge di essere solo..Poi, allarmato:) Franceschino!..ma dov andato?.. proprio una peste, una peste! (grida verso la quinta di destra) Franceschinooo!..ma che fine ha fatto?! Franceschinoo! ( il ragazzino esce dalla quinta di sinistra, dunque dalla parte opposta a quella verso la quale rivolto Antonio; ha un bel mazzo di margherite tra le mani)
Ragazzino: Nonno, st qu!
Antonio: Ma Franceschino, dove sei andato? Cos mi fai prendere un colpo! Mi vuoi almeno avvertire quando ti allontani? Guarda, se stai buono accanto a me, nonno poi ti d cinquemila lire..
Ragazzino: Diecimila!
Antonio: Vabb, diecimila..ma senti un po , dove hai preso sti bei fiori?
Ragazzino:..lho trovati...
Antonio: Li hai trovati? E dove?..(sopraggiunge un uomo , il fioraio, con un grembiule)
Fioraio: Lha trovati da me sor Ant..solo che non lha pagati...
Antonio: (al nipote) Chai fatto? Hai rubato al fioraio?
Ragazzino: No! Poi ritornavo e gli dicevo che pagavi te!
Antonio: Ma te possino..(verso il fioraio, tirando fuori il portafoglio) Vabb, quanto ti devo?
Fioraio: Trentamila.
Antonio: Trentamila pe un mazzetto di margherite?
Fioraio: Macch margherite! Questo s pigliato pure due orchidee..(verso il ragazzino) Cacciale fri, fagliele ved a nonno! Non f er dritto! (il ragazzino costretto a tirare fuori le orchidee che aveva nascosto dietro al mazzo di fiori)
Antonio: (guardando con rimprovero il nipote, poi sospirando..) Ecco le trentamila lire..(le porge al fioraio)
Fioraio: Grazie e buongiorno sor Ant..(se ne v)
Antonio: ( al nipote) Ma dico, si fanno queste cose?
Ragazzino: (con candore) Scusa nonno, ma io non volevo fare una cosa brutta..
Antonio: Ma insomma, che ci devi fare con questi fiori?
Ragazzino: Queste (indicando le margherite) le voglio tirare quando passa la banda..una di queste (riferito alle orchidee) la regalo a nonna e questaltra alla pi piccoletta di quelle signorine che ballano davanti alla banda.. cos carina..
Antonio: Ah mb!? Gi vai appresso alle gonnelle ? Ma tu sei ancora piccolo, s?
Ragazzino: Si ma so sensibile...(il nonno sorride scuotendo il capo) ..di nonno, racconta ancora la storia...per esempio, quelle signorine ,quando sono arrivate nella banda?
Antonio: Allora, ..quelle signorine si chiamano majorettes..e se adesso vuoi che risponda alla domanda dobbiamo fare un bel salto in avanti nel tempo...Dunque Franceschino ,- forse te lo dir questanno la maestra a scuola,- nei primi anni del secolo tanta povera gente per sopravvivere fu costretta a emigrare cio ad andare via dalla propria nazione ..Era tutta gente onesta, intelligente che al di l degli oceani elevando grattaceli , rendendo fertili praterie, dimostr quello che in condizioni migliori sarebbe stata in grado di fare nel proprio paese..
Buio
scena ottava
Stanza piccola, disagevole, squallida, semibuia ( notte, la luce che penetra nel piccolo locale quella dei lampioni sulla strada). Tre letti accostati luno allaltro, due occupati da "poveri cristi dormienti", uno vuoto. Seduto ad una scrivania anni 20 con sopra una lampada dello stesso periodo, un tizio sulla trentina (Nicolino). Dietro alla scrivania, su un pannello che simula una parete con vecchio e fatiscente intonaco, sono appesi due poster affiancati: uno rappresenta un piatto di spaghetti al pomodoro; laltro una foto bianco e nero con una veduta di New York (o con dei grattaceli in costruzione). Dopo qualche secondo di "ronfamenti", il tizio alla scrivania accende la lampada sul tavolo ed in sincronia parte louverture di "Rapsodia in blu" di Gershwin. (il pezzo musicale dura allincirca venti secondi durante i quali lo "scrivano" si predispone alla stesura di una lettera) Mentre scrive , il nostro emigrante enuncia a voce alta il contenuto della missiva.
Nicolino: Ell friendese...(tra s) friendese come
amici..ell friendese ov te bend cio Ciao amici della banda, accom shtate? Au
ar te bend ? ..La mia adorata banda, come va? (romano)Scusateme se vho scritto
dopo na cifra de tempo, ma (napoletano) caggia f? (poi in milanese) Da d sa
laura e la noch sa v a durm sc stracch che sa tiri via nianca i scarp
-(toscano) Senti home ronfano sti du bischeri!...(guardando i dormienti,
piemontese) eeh, ma non dura minga, non pu durar (si alza, va verso i letti
dei due e fischia per farli azzittire. Con uno ci riesce subito, laltro
continua a russare. Riprova a fischiare, fa schioccare la lingua ma non c
niente da fare, allora gli d uno scappellotto; laltro, dopo un lamento , si
rigira nel letto finalmente azzittendosi) (siciliano) Minchia,..ci riuscii a
farvi stare muti! (torna alla scrivania) Non vi spaventate per come parlo e
scrivo..sono io, Nicolino, il trombettista ..quello che se ne part dal paese
faiv iars eg, cinque anni fa per fare fortuna qui in America(questa parola e
le sue derivate saranno sempre pronunciate come se lui fosse proprio
americano)..Ora mi sforzer di scrivere tutto nella stessa lingua ma non facile
e poi a un certo punto vi dir anche perch..Il viaggio per arrivare qui in
America fu tremendo, terribol..Il bastimento era carico di donne , uomini,
bambini ammassati sul ponte e anche sottocoperta..si soffriva caldo, fame,
sete..alcuni si ammalarono..si dice che era febbre, febbre gialla..mi ricordo
adesso che usai la mia cara tromba ,che porto sempre con me, per distrarre
quella povera gente dalle pene della traversata (prende la tromba che in
piedi per terra accanto a s, la accarezza e suona un piccolo pezzo di circa 10
secondi..alch i due dormienti lo mandano a quel paese). Sbarcai proprio qui a
New York : mi persi tra le avenus -che sono grandi strade- e le striit, strade
pi piccole , appunto pi stritt e mi trovai davanti a palazzoni altissimi che
mi facevano girare la capa..mi facevano paura! Mai avrei pensato che dopo pochi
giorni sarei stato l vicino al cielo anche io, a costruirli quei
palazzoni..Quante volte, specie il primo anno ho rischiato di precipitare di
sotto..quante volte ho gridato "San Cecilio, Proteggimi tu!" E quante
volte gli americani mi hanno detto:" U is San Cecilio?, ai dont
now".."Chi stu San Cecilio?" , voi capite, essi gli americani
non lo conoscono...Quel lavoro lo faccio ancora ..un lavoro ingrato..anche
quattordici ore senza altra sosta che quella per mangiare un panino
americano..ma questi lavori , i pi umili ,toccano a noi, agli immigrati di
qualunque razza e forse anche di qualunque tempo...Ora mi sono messo in testa
di trovare una mogliera americana..cos con i miei amici un mese fa andai in
una sala da ballo americana..qui va di moda una nuova dns (nel senso di
"dance")..presto vedrete che arriver anche in Italy..si chiama
charleston ed proprio bella..biutiful,(con espressione sognante lascia la penna,
appoggia i gomiti sulla scivania e posa il mento sulle mani).. presto la
imparer (qu parte un charleston e una ballerina sul proscenio lo esegue- il
tutto dura meno di un minuto-poi ballerina e musica spariscono) Presto la
imparer...( Nicolino si alza v sul proscenio e goffamente accenna al
charleston simulando la musica con la voce; dun tratto accorgendosi degli
scadenti risultati:) Forse non tanto presto, ma la imparer questa dns.(torna
alla scivania) Tornando alla mogliera americana, invitai una signorina a
ballare dicendo una frase americana ma presi uno schiaffo, invitai unaltra
signorina con la stessa frase e presi unaltro schiaffo..allora rinunciai a
dire frasi americane e aspetto un altro po prima di tornare a ballare.Qui a
New York, la sera, noi italiani siamo tutti stanchi ma una volta alla settimana
ci riuniamo e parliamo di voi laggi..ognuno a modo suo.. per questo che ogni
tanto mi confondo con le lingue come allinizio della lettera ..Ah, abbiamo un
progetto bello veramente: andare ad abitare tutti nella stessa zona e formare
cos unaltra piccola Italia..Ogni tanto suono la mia tromba ma adesso no sen
questi (accenna ai dormienti) mi rimandano a quel paese..sapete, qui in America
ci sono belle musiche proprio come quella che chavevo in testa quando ho
cominciato a scrivere questa lettera..Nella busta metto alcuni spartiti che
possono essere utili al signor maestro della banda. E musica moderna ma qui in
America tutto moderno..(si guarda intorno) forse meno questa stanza..pensate,
ci sono i cinema fissi e no quelle baracche ambulanti che vengono al nostro
paese durante la fiera..Proprio laltro giorno vidi in una proiezione una cosa
che mi fece venire unidea per la banda....
( Nicolino spegne la lampada sul tavolo e, su una musichetta anni 20 parte una
coreografia con ballerine munite di piumini e pon pon, e un effetto
intermittente di luci che fa sembrare il tutto un filmato di inizio
secolo..dunque, le ragazze hanno le gonne piuttosto corte ma i colori dei
vestiti sono bianchi e grigi; al termine della coreografia e delle evoluzioni,
buio che permette alle ballerine di uscire di scena non viste e poi accensione
della lampada sulla scrivania) Si vishto che robba? si vishto che gherl? Qu le
chiamano gherleders, voi, visto le gonne corte e le cosce de fori, le
chiamereste svergognate..ma ce penzate a metterle davanti ai musicanti al posto
del capobbanda col mazzettone che razza de figura se farebbe? Che provocantume
che sarebbe? ..Gi ve sento da quaggi: Nicolino diventato pazzo..v f uno
scandalo..yes, chen bi, s, pu esse..ma chiss, nel futuro pure questo sar
possibile! Cominciate intanto a trov le ragazze..a daglie le gonne corte..me
raccomando: a tutte meno che a mia sorella!..(guarda verso la finestra) s
fatta quasi lalba, se permettete me ne vado a dorm unoretta (prende la
tromba, spegne la luce della lampada, va verso il letto , si corica)..per
chiudere st lettera ve vorrei d che me piacerebbe tanto rivedervi a tutti e
che ero venuto qu in cerca di speranza ...ma ancora non lho trovata..(si
addormenta abbracciando la tromba; dopo pochi istanti di silenzio parte il
pezzo arioso, pieno, commovente di "Rapsodia in blu" e dura per tutto
il)
Buio
Quando le luci si riaccendono , la scena vuota..stiamo ascoltando un pezzo musicale americano degli anni 30..fuori campo si sente la voce del ragazzino..
scena nona
Ragazzino: e poi, che fece Nicolino?
Antonio: (sempre voce fuori campo) Continu a mandare gli spartiti al paese ..Ad esempio questo pezzo che stai ascoltando ..di Duke Ellinghton..(ora il pezzo cambiato e si tratta di Chattanooga choo choo) o questaltro, Chattanooga choo choo, il trenino di Chattanooga, reso famoso dallorchestra di Glenn Miller..Ma purtroppo il treno su cui sal il mondo non fu quello, allegro, che portava a Chattanooga, il paesino del Tennessee, ( il pezzo lentamente si trasforma in qualcosa di "cupo") ma un convoglio che entr in una lunga galleria buia che si chiama guerra. (la musica finisce, anche sul palcoscenico buio pesto). Una galleria illuminata solo dai bagliori dei bombardamenti (effetto di luci e rumori sul palco) In quella galleria la banda non smise di suonare..(lontana, si sente suonare la banda) le sue note non si fecero sopraffare dal rumore delle mitagliatrici, dai boati dei mortai, dalle sirene degli allarmi..(dal fondo del palco, come un esercito, la banda marcia verso il proscenio) il suo organico si ridusse, molti partirono per il fronte (dalla banda escono alcuni elementi che marciando escono dalle quinte), alcuni non tornarono pi..proprio quelli che avrebbero voluto che la musica non finisse ..e la musica non fin...Non si poteva far vincere il rumore dellodio..la banda continuando a suonare usc dalla galleria , tornando nel sole della pace.(la banda ormai sul proscenio e termina con un finale "trionfale").
Buio
Il buio dura pochissimo, il tempo di far uscire la banda di scena. Ora il palco vuoto ma, mentre si sentono fuori campo le voci del nonno e del bambino, un uomo con un baschetto in testa porta delle sedie e alcuni leggii, poi si siede e comincia a suonare qualche nota (nel momento in cui si siede il nonno ha finito di parlare)....
Ragazzino: (assetato di sapere..) e poi nonno, poi? Che successe dopo la guerra?
Antonio: E poi successero tante cose ..la faticosa ricostruzione..il cosiddetto boom economico..il consumismo..tante, tante cose..che naturalmente hanno avuto la loro influenza anche sulla banda che non vive solo di fatti ed episodi che avvengono al suo interno..anzi fatti e vicende della banda spesso sono dovuti proprio ai cambiamenti che avvengono nella societ...
Ragazzino: Che?..non ho capito tanto bene..
Antonio: Voglio dire che in questi anni dopo la guerra ci sono state per la banda grandi soddisfazioni..ad esempio quella di essere sempre pi numerosa o quella di aver vinto dei premi per la bravura musicale..ma c stata anche qualche amarezza..delle misere invidie interne, delle giuste o sbagliate contestazioni al suo gruppo dirigente..non che nel passato pi remoto non esistessero questi problemi ma forse erano pi facilmente risolvibili perch si aveva pi tempo per affrontarli..oggi tutto frenetico..non si ha neanche il tempo di risolverli i problemi..
Ragazzino: A chi lo dici! Ieri non ho fatto manco in tempo a finire il compito in classe sulle moltiplicazioni..
Antonio: Beh, fatto st caro mio Franceschino, che ad un certo punto le cose nella banda sono peggiorate e addirittura poco pi di sei mesi f....
( a questo punto, la voce di Antonio non si sente pi e si entra nel vivo della prossima scena)
scena decima
(mentre luomo col baschetto sta "scaldando" lo strumento-potrebbe essere un flicorno-,entra un altro musicante :-Nino-)
Nino: Ciao Vinci, sei sempre il primo eh?
Uomo col Basco: (smette un momento di suonare per salutare con un bel sorriso) Ciao..(riprende a suonare per smettere subito dopo quando Nino gli rivolge nuovamente la parola)
Nino: Lo sai che ti dico Vinci? Salutare te d soddisfazione..sei lunico che risponde qu dentro (entra adesso il maestro)..oltre al maestro naturalmente..Buonasera maestro..
Maestro: Buonasera a voi..che dicevi Nino?
Nino: Stavo dicendo che salutare, qu dentro diventato un ..un...non mi viene la parola..
Maestro: un lusso..(entra un ragazzo - che chiamer "chitarrista"-che, senza salutare, tira fuori una chitarra elettrica dal fodero e lattacca ad un amplificatore..)
Nino: No..volevo dire un...
Maestro: un extra..
Nino: Si quasi. Ma volevo dire ..ha presente quando uno si compra la macchina e ci vuole il servosterzo..o lABS?
Maestro: Ah, un optional!
Nino: Esatto! Il saluto diventato un optional ! E invece il saluto , specie tra noi, dovrebbe essere un fatto normale, naturale..(Il ragazzo attacca a "svisare" con la chitarra)....Ecco, senti questo come ce saluta?! A reg, allora? La fai finita co sto manicomio?...Che centra port la chitarra nella banda?
Chitarrista: Ma senti un po, ma tu chai sempre qualcosa da ridire? Le prove non s ancora cominciate..fino a quando non cominciano faccio quello che me pare....(riattacca con la chitarra ma il volume permette di sentire il dialogo successivo)
Nino: Eccoli l i giovani: "faccio quello che me pare"..la libert per loro fare quello che gli pare..pure se rompono le scatole agli altri..e mi dispiace maestro (intanto entrano altri musicanti a gruppetti; tre majorettes in un angolo della scena provano dei movimenti)) ma glielo devo dire..questo lei qu dentro non glielo dovrebbe permettere..
Maestro: Calmati Nino, sei un po troppo polemico..e poi non vero che solo i giovani si prendono un po troppe libert, anzi forse...ma che ore sono?...(guarda lorologio) le nove e dieci? E ora di cominciare la prova....(va verso la sua postazione da dove invita gli altri ad "accomodarsi") Allora, ci siamo? (subito quasi tutti prendono posto-- tra questi il chitarrista che ora in piedi alla grancassa--; un gruppetto di tre o quattro continuano a parlare in piedi come se niente fosse..) Per favore, vi accomodate che sono quasi le nove e un quarto? E tardi e prima di suonare devo fare anche alcune comunicazioni..(entra adesso un altro musicante sulla trentina: Fulvio)
Nino:( a voce alta per "stuzzicare") Maestro non si preoccupi che per qualcuno non mai tardi..
Fulvio: Te pareva che non doveva d la sua sto rompicojoni.. (risate di alcuni musicanti)
Nino: no, siccome stai in anticipo stasera, mi sono sbalordito..arrivi sempre alle dieci!
Maestro: Fulvio, un po pi di puntualit non guasterebbe....
Fulvio: A mae, sapesse li probblemi che cho...
Nino: Emb, che pensi di essere lunico ad av problemi?
Fulvio: Zitto, st a parl cor maestro, no co tte!
Maestro: Va bene,..anzi va male..basta adesso, lavoriamo..ma com siete cos pochi stasera?
Un musicante: C la partita in televisione...
Nino (sarcastico, pungente): Hai capito! C la partita..e che scherziamo?..E che la Coppa dei Campioni? O la Coppa Italia? Ma poteva pure essere la Coppa del Nonno, tanto era pi importante della banda!
Uomo col basco: Maestro, suoniamo? (il maestro fa cenno di attendere un attimo)
Chitarrista: Nino, senti un po..a me della partita non me ne frega niente e infatti st qu..ma tu non ti devi permettere di mancare di rispetto agli altri..la banda non un obbligo..lo vuoi capire o no che non siamo stipendiati?
Nino: Ah perch, per essere persone serie bisogna prendere lo stipendio?..quando uno prende unimpegno lo deve rispettare! Se fossi io a comandare qu dentro, vedi come cambierebbero le cose..tanto per cominciare, multe a chi non rispetta le regole..
Un musicante: e pene corporali no? Mezzo chilo de bastonate , tre etti de frustate ..(risate)
Nino: Ma che ve ridete scemuniti..le prove della banda devono essere un dovere e non una scelta!
Maestro: Allora visto che la mettete su questo tono vi dico la mia cos finalmente posso sfogarmi anche io: chi sente la banda come un peso, un obbligo, per me pu anche andarsene.. e cos pure chi invece la crede un hobby o un semplice passatempo..io speravo che fosse una passione ma da un po di tempo mi sembra che non sia cos..e i risultati si vedono anzi, in questo caso si sentono..(borbottio tra i presenti): ..e si sente anche che c una superficialit dellimpegno...uno scarso attaccamento al gruppo..
Fulvio: Ah si? E sto fatto ce lo dici a noi musicanti? E allora il presidente, che qu nun se vede mai.?.e li srdi pe tutte le esibbizioni che famo, che nun se s mai quanti s? Quello ce fa la cresta sopra..lui e laltro bojaccia der cassiere...(alcuni approvano, altri no)
Uomo col basco: Maestro, suoniamo?
Nino: Queste facili insinuazioni fanno piet! Specie quando le dice uno che ha fatto sempre il comodo suo!
Fulvio: A cretino, io pe ven a son ce rimetto pure li srdi della benzina..hai capito? visto che dici tanto che della banda non me frega gnente!
Maestro: Basta! Basta! Finitela , se dovete litigare, uscite fuori..qu si fa musica, non villania..(scosso ma deciso) Avanti, cominciamo...( i musicanti sono un po tutti mortificati..c un attimo di silenzio, poi tutti sono pronti per iniziare a suonare all"attacco" del maestro..ma ecco trillare un cellulare: quello che Fulvio ha nella tasca interna del giubbotto)
Fulvio: Scusate (ma una scusa "svogliata")..Pronto..Aho Mario...st a prov..dimme, sbrigate..
Nino: E robba da matti....(c chi sorride e chi si indigna)
Fulvio: Se vedemo quanno ho finito..dopo le undici..to-ho detto, fitta na Mercedes...le portamo in discoteca..ho capito, so brave ragazze..se, casa e chiesa ma tu fitta na Mercedes che co le donne f nantro effetto...ma cor 126 ndannamo? Se voi sbrig sta pratica fitta na Mercedes..Te saluto, se vedemo dopo. Fitta na Mercedes!
Una majorette: ( a Fulvio) Ma chi te credi desse pe parlare cos delle donne, a scemo..
Fulvio: Ma che tatteggi a f la femminista? Nun ce crede manco San Cecilio..
Majorette: Chai un cervellino piccolo piccolo piccolo, questa la verit..
Fulvio: ( fingendo di rivolgersi ai musicanti accanto a lui) Rosica perch a lei si e no la fanno usc sur triciclo..
Majorette: A deficiente!...
(continua il litigio tra i due al quale partecipano-parteggiando -chi per luno, chi per laltro- altri quattro o cinque bandisti di varie et; il maestro assiste sconsolato con le braccia conserte e ad un tratto si mette anche una mano in fronte come per dire "che disastro!; altri musici parlano animatamente tra loro riprendendo la "contesa" sui problemi della banda, mentre alcuni-tra cui luomo col basco -assistono in silenzio alla bagarre; nella confusione si sentono distintamente solo alcune frasi in cui spicca in modo particolare la parola "io" quasi a sottolineare il misero egocentrismo purtroppo non raramente presente, ai nostri tempi)
Nino: E pensare che anni fa quando venivo qu me sparivano tutti i problemi..Adesso mi sembra che saggravano!..Eeeh, ma se comandassi io!
Un musicante: Io questo maestro lo manderei via.. troppo tenero
Un musicante: Io devo fare il cassiere..Con me imbrogli non se ne fanno..
Un musicante: Io mi sono stufato di suonare pezzi cos facili..Io ho i mezzi per fare molto di pi..
Un musicante: Io ho studiato al conservatorio . Io voglio essere rispettato..
Un musicante: Io ho suonato con varie orchestre di prestigio, ho sempre fatto la mia figura ..
Un musicante: Io mi sono adattato a suonare vicino a degli scalzacani..Ma vi rendete conto? Io sono un professionista, suono al Teatro dellOpera. Io sono unautorit!
S. Cecilio: (improvvisamente) e allora che dovrei dire io, che s venerato pure oltreoceano?
Un musicante (mentre gli altri si girano interdetti verso il Santo): Chi ha parlato?..(attimo di silenzio, poi continua la bagarre)
Un musicante: Io cambierei tutta la struttura..
Un musicante: Noooo..il problema te lo dico io qual...(continua lanimato vociare)
Chitarrista: (il quale era tra quelli che hanno assistito in silenzio) beh, visto che litigate, io mi rimetto a suonare la chitarra..(mentre si prepara a suonare) ..E poi siete sempre fermi agli stessi discorsi..sempre la stessa musica..e invece tutto in continuo movimento..jazz, blues, rock, country, folk, beat, pop, punk, new wave, no wave, hevy metal, rockabilly, ska (questa elencazione si perde a sfumare nel pezzo musicale che ora ascoltiamo--potrebbe essere " The power of love" di Huey Lewis and the News-- che viene introdotto dalla frase:) basterebbe avere vero amore per la musica per tornare a muoversi.. solo il potere di quellamore ci aiuter!
Durante la canzone c una coreografia (con fumo artificiale , come nei concerti rock) un po surreale e divertente alla quale partecipano il Santo e le majorettes mentre il chitarrista finge di suonare la chitarra elettrica; Questa coreografia si svolge come fosse invisibile agli altri personaggi presenti in scena i quali infatti continuano a mimare una accesa discussione. Solo quando la canzone finita tutti gli sguardi vanno sul Santo che accenna ancora a qualche passo di danza poi, accorgendosi di essere osservato, con imbarazzo si ricompone tornando sul piedistallo in atteggiamento di beatitudine)
Uomo col basco:(lunico che nel frattempo ha fatto solo da spettatore) Questa non pi una banda..non una cosa seria ..me ne vado (poi nelluscire, passando davanti al Santo) e pure a te San Cecilio mio, non ti riconosco pi ..(luscita di questo personaggio provoca un senso di mestizia e adesso tutti i musicanti a testa china escono di scena con i loro strumenti)
Santo: ( anche lui mortificato, con la testa china..poi insegue lultimo musicante che esce dalla sala di prove sbattendo il portone) fermatevi, fermi! Non era San Cecilio a farsi prendere dalla stupida vanagloria..Sono stato io.. la vanit di un attore..di un poveruomo come me..(si siede sul piedistallo con la testa tra le mani) Cosa ci preso? Cosa? Come si potuti arrivare a questo punto? Perch non sappiamo pi distinguere ci di cui abbiamo veramente bisogno da quelle che sono solo esigenze fittizie, apparenti? Perch tutto sembra separarci? Vivere diventato cos difficile , complicato..lui (indicando il piedistallo vuoto) San Cecilio, lui si che ci riporterebbe alla semplicit degli inizi, agli slanci genuini delle Tremendine e degli Arrotafalce, alla sincerita delle emozioni e dei rapporti..lui ci indicherebbe la strada per ritrovare larmonia...
E qu parte la canzone (interpretata dal Santo) dal presumibile titolo "Armonia" il cui succo una necessit di unione tra gli uomini al fine di riportare larmonia -intesa anche in senso musicale-. Al termine..)
Buio
scena undicesima
Al riaccendersi delle luci siamo di nuovo sulla strada del paese. Ora, dietro alla transenna, non ci sono solo nonno e nipote ma altre persone e tutte attendono festose il passaggio della banda.
Ragazzino: (sconsolato) Noo, che brutto che si rotta la banda!
Antonio: E chi ha detto che si rotta?
Ragazzino: Ma come ? Hai detto che se ne sono andati tutti..nella stanza rimasto solo San Cecilio..
Antonio: Si, vero..ma gi la sera stessa ogni bandista, nella sua casa, ha sentito la rabbia trasformarsi in nostalgia..si assurdo ma cos..solo mezzora dopo essersi lasciati tutti hanno sentito un grande vuoto dentro..e nella notte insonne ogni strumento ha chiamato il suo padrone per formare ancora una volta ununica sinfonia (Ora si sente la musica, la banda si sta avvicinando..) Alla prova del giorno dopo cerano tutti, non mancava nessuno..
Ragazzino:..Si nonno, ma io non ho capito una cosa per: ma com che tu che gli vuoi cos bene a sta banda, non ci sei mai entrato?
Antonio: Mah, a questo non s proprio risponderti .. andata cos e ormai.. troppo tardi...(indicando con entusiasmo verso la quinta di destra) Eccoli, eccoli arrivano! (entra, suonando, la banda con a capo le majorettes seguite da San Cecilio, portato a spalla..)
San Cecilio: (arrivato a met palcoscenico, esce dalla solita posa "beata" e fa cenno alla banda di fermare di colpo la musica: cos avviene) (rivolgendosi a nonno e nipote) Mb? Che aspettate? Forza, dentro (nel senso di -entrate a far parte della banda) A ragazz la sai la geometria? (il ragazzino fa cenno di si) Okey..tu nonno qualcosa ti ricorderai..(al maestro) daglie il triangolo..per ora va bene cos, poi si vedr ..
(fa cenno alla banda di riprendere a suonare e di incamminarsi; nonno e nipote sono in mezzo ai musicanti e suonano il triangolo)
(Sulluscita di scena si sente fuori campo la voce di Antonio e Franceschino)
Franceschino: Nonno, ma allora.. finita la storia della banda....
Antonio: Eh no amore mio, spero proprio che questa storia non finisca mai.
SIPARIO
- Questo copione è stato visto:


