Poesie prosaiche

POESIE PROSAICHE

Commedia di Marco Romei

VINCITORE PREMIO FONDI LA PASTORA GIOVANI, 1987

SEGNALATO AL PREMIO ANTICOLI CORRADO , 1987

m.romei2@virgilio.it

PERSONAGGI

FAUSTO Video operatore, circa 30-35 anni

FRANCESCO Scrittore, coetaneo e coinquilino di Fausto

MARTA Ragazza borghese

GINGER Attrice

MAMMA DI FRANCESCO

SERGENTE PENDERGAST Scippi e rapine

Sig. LIBECCIO Padrone di casa

LUCILLA Suora esorcista

CONRAD Narratore

MUSA DI SOGNO

I personaggi possono essere interpretati da un minimo di cinque attori

I ATTO Appartamento di Fausto e Francesco, un giorno qualsiasi

II ATTO Appartamento di Fausto e Francesco, un mese pi tardi

SCENA 1

CONRAD (in proscenio, rivolto al pubblico) Solo i giovani hanno momenti simili.

Non penso ai giovanissimi. No, i giovanissimi non hanno momenti. E privilegio della prima giovinezza vivere in anticipo sui propri giorni, in tutta la bella continuit di speranze che non conosce pause o introspezioni.

Si chiude dietro di noi il cancello della pura fanciullezza, e ci si addentra in un

giardino incantato: ogni svolta del pensiero colma di seduzioni.

E questo non perch sia una terra inesplorata. Si sa bene che tutta lumanit ha gi percorso questa strada. E il fascino dellesperienza universale dalla quale ognuno si aspetta una sensazione particolare e personale: un po di noi stessi.

Si procede eccitati e divertiti, intrecciando la buona e la cattiva sorte, e anche il tempo procede finch non si scorge davanti a noi la linea dombra che ci avverte che anche la regione della prima giovinezza deve essere lasciata alle spalle. E questo il periodo della vita in cui si presentano i momenti di cui parlavo. Quali momenti? I momenti dellinsoddisfazione, i momenti della sconsideratezza, delle azioni temerarie.

I momenti delle poesie prosaiche.

Conrad si allontana. Un cambio di luci mostra lappartamento di Fausto e Francesco, vediamo una sala con due divani letto, una scrivania, qualche mobile di emergenza, un vecchio pianoforte, disordine sparso. Ai lati vediamo la porta della cucina e quella del bagno, e la porta di ingresso. Fausto si svegliato sentendo parlare Conrad, ma quando arriva in proscenio, lui non c pi. Fausto si dirige in cucina cantando a squarciagola ah vendetta, tremenda vendetta !. Francesco, disturbato, emerge dal letto cercando la radiosveglia; la trova, la scuote con rabbia, la getta via.

FRANCESCO. Ma che razza di programma stanno trasmettendo! Sembra una specie di lamento esistenziale di un pastore della Lapponia in preda alla depressione per il suicidio di massa delle sue renne! ( si alza a fatica) Sar una schifezza di festival folkloristico ! Che palle sta musica etnica! Puah!

FAUSTO. ( entra con il caff. Butta per terra dei fogli dalla scrivania e ci posa il vassoio con la colazione) Sveglia Francesco , sveglia! E pronto il caff! ( riprende a cantare ) Ah vendetta, tremenda vendetta !

FRANCESCO. Ah sei tu! Durante il sonno avevo dimenticato che divido lappartamento con Pavarotti !

FAUSTO. Non mi sembra un paragone adatto, io non sono grasso e vecchio come lui!

FRANCESCO. ( in stato di semi trance) Fausto, mi passi la marmellata?

FAUSTO. Non abbiamo un martello in casa.

FRANCESCO. Un martello? Non mi serve un martello per la colazione, a meno che tu non abbia di nuovo preparato le uova sode!

FAUSTO. Sei tu che hai chiesto una martellata.

FRANCESCO. Una martellata? Ti sembra logico che qualcuno voglia una martellata a colazione?

FAUSTO. Infatti non logico. E masochistico. Ma tu hai chiesto una martellata.

FRANCESCO. No, no, no ! NO ! Io ho detto marmellata! MAR-MEL-LA-TA!

FAUSTO. Va bene, va bene, basta spiegarsi. Comunque la marmellata finita.

FRANCESCO. E non potevi dirlo prima?! Cosa ci spalmo sul pane?

FAUSTO. Scusa Francesco, ma ti senti bene?

FRANCESCO. E come faccio a saperlo? Non sono mai stato bene, in vita mia!

FAUSTO. Sembri un po nervosetto. E successo qualcosa ieri sera?

FRANCESCO. Se successo qualcosa? Nulla. Tutte le pi tremende profezie apocalittiche si sono realizzate ieri sera. Proprio allultimo minuto il buon Dio ha deciso di perdonare e risparmiare lintera umanit ! Lintera umanit ! Tranne me!

Si dimenticato solo di me!

FAUSTO. Questo simpatico eufemismo per dire che qualcosa andato storto?

FRANCESCO. Ti ricordi la mia novella breve, quella che ho mandato a quella rivista?

FAUSTO. Si, Francesco, la ricordo: me ne hai parlato per mesi, giorno e notte, anche durante il sonno. Incubi letterari.

FRANCESCO. Lhanno pubblicata.

FAUSTO. Bene !

FRANCESCO. Lhanno pubblicata nelle lettere al direttore!

FAUSTO. Lhanno scambiata per una lettera! Dai, non scoraggiarti. Se hai talento, vedrai che prima o poi si accorgeranno di te.

FRANCESCO. Si accorgono di me solo quando passo con il rosso, o quando cerco di mangiare gli scampi al ristorante! Io voglio di pi, Fausto!

FAUSTO. Lo so, lo so

FRANCESCO. La mia vita grigia, ordinaria, dominata dalla routine, senza prospettive, senza ideali, senza entusiasmo!

FAUSTO. Lo dici in senso negativo?

FRANCESCO. Io voglio scrivere! E poi vorrei girare un film tratto da un mio libro. Voglio scrivere, dirigere, e interpretare un film! E se non interpretarlo, scriverlo e dirigerlo. E se non dirigerlo, scriverlo e interpretarlo. E se non scriverlo, almeno dirigerlo e interpretarlo! E se non scriverlo, dirigerlo e interpretarlo, almeno andarlo a vedere!

FAUSTO. Va bene, stasera ti porto al cinema e non ne parliamo pi.

FRANCESCO. Bellamico che sei, io contavo sul tuo appoggio.

FAUSTO. Francesco, tu sei troppo pigro, sognatore, e velleitario!

FRANCESCO. Perch fai lelenco dei miei pregi ?

FAUSTO. E poi devi imparare a soffrire.

FRANCESCO. Ma che dici, certo che sono capace di soffrire. E una delle cose che mi riesce meglio!

FAUSTO. E cosaltro ti riesce bene?

FRANCESCO. Cercare di non soffrire.

FAUSTO. Vedi, Francesco, devi capire che nella vita la sofferenza pu essere gioia, cos come la gioia pu essere sofferenza. Capisci?

FRANCESCO. Vuoi dire, ad esempio, che dovrei gioire di avere mal di denti?

E soffrire quando non ce lho?

FAUSTO. Come sei prosaico!

FRANCESCO. Sappi che io scrivo poesie, non sono prosaico!

FAUSTO. Beh, vuol dire che scrivi poesie prosaiche, va bene?

FRANCESCO. Ma non esistono le poesie prosaiche!

FAUSTO. Buon per te! Vuol dire che sei un innovatore! Un pioniere!

FRANCESCO. La pensi veramente cos ?

FAUSTO. Ecco, io ma no, dai. Continua il racconto dellapocalisse.

FRANCESCO. Quale apocalisse?

FAUSTO. La tua. Lunica. Quella personale.

FRANCESCO. Ah, si. Siediti che ti racconto.

FAUSTO. Sono gi seduto. Se vuoi posso alzarmi.

FRANCESCO. Mi siedo io. Si tratta di Marta. Ieri lho vista.

FAUSTO. Bene !

FRANCESCO. Mi piace un casino.

FAUSTO. Bene !!

FRANCESCO. Ha degli occhi bellissimi !

FAUSTO. Si, si, ma quale che il punto, corbezzoli !?

FRANCESCO. Succedesse mai una volta, dico una volta, che tutto andasse liscio con una donna!

FAUSTO. Una volta successo. (Francesco lo guarda contrariato) Una volta successo, ricordi?

FRANCESCO. Succedesse mai due volte, dico due volte!...Cos va meglio?

FAUSTO. S, meglio. Ma qual il problema?

FRANCESCO. Mi intimidisce, mi blocca. E cos non abbiamo combinato niente.

FAUSTO. Ho capito tutto: secondo me dai troppa importanza al sesso. Pensa solo a questo: quando avrai 80 anni e il sesso non sar pi praticabile, dovrai necessariamente scoprire altri valori.

FRANCESCO. E cosa dovrei fare per i prossimi 50 anni? E poi, fino ad ora, non che abbia spaccato le montagne!

FAUSTO. Che fai, rimpiangi la tua vita sessuale?

FRANCESCO. No, la vita sessuale, no. Rimpiango le astinenze.

FAUSTO. Devi capire che capita a tutti di fallire.

FRANCESCO. Gi, ma io speravo di essere uneccezione.

FAUSTO. Sei triste?

FRANCESCO. No, non sono triste. Per sono stato pi allegro qualche volta.

FAUSTO. B, penser a qualche soluzione. Coraggio, ci sar qualcosa che andr bene, no?

FRANCESCO. Qualcosa s. Ho unidea per un romanzo una vera bomba! Vuoi sentire?

FAUSTO. Non posso fare altrimenti finch non trovo unaltra casa.

FRANCESCO. Ero sicuro che morivi dalla voglia di ascoltare.Lambientazione Chicago, e il protagonista un giovane gangster di nome Thomas, che ha una moglie paralitica , Julie.

FAUSTO. Unaltra tragedia! Ma non scrivi mai cose comiche?

FRANCESCO. Julie non muove le gambe per via di un incidente causato dal marito che guidava ubriaco. Sebbene Julie abbia tradito il marito con tutti i suoi compagni della squadra di football, massaggiatori inclusi, Thomas la ama molto. Cos, dopo aver consultato invano vari medici e specialisti, Thomas decide di pregare Dio affinch la moglie guarisca: ed ecco accadere lincredibile, Julie si alza e va in chiesa!

FAUSTO. Un miracolo!

FRANCESCO. Certo, tutti sapevano che Julie era atea!

Allora, illuminati dalla misericordia divina, i nostri eroi cambiano vita: Thomas diventa un predicatore e Julie una spogliarellista.

FAUSTO. Questa s che coerenza!

FRANCESCO. Durante una infuocata predica dove tutti i fedeli, colti da raptus mistico, iniziano a ballare il boogie-woogie, Thomas conosce Susan, una timida lavascale infelicemente sposata: i due si amano e scappano insieme a Detroit, dove lui far loperaio, e lei rester tutti i giorni a casa ad ubriacarsi, a causa dei rimorsi. Dopo alcuni mesi di questa vita miseranda, Susan, stanca di passare i giorni in casa ad ubriacarsi, decide di uscire e di andare ad ubriacarsi al bar, dove una notte incontrer un gangster rivale di Thomas dai tempi di Chicago: i due si amano e

FAUSTO. Scappano insieme.

FRANCESCO. Come lo sai, hai letto gli appunti?

FAUSTO. No, no, semplice preveggenza.

FRANCESCO. Fammi finire se no perdo il filo: Thomas, disperato, insegue i due amanti, ma i fuggitivi hanno un incidente automobilistico e Susan muore. Quando Thomas vede la sua donna inanime, dopo un terribile duello uccide il nemico, viene catturato dalla polizia, e sconta 20 anni di galera. Quando esce di prigione incontra la ex moglie Julie, che nel frattempo era diventata sordomuta, e allora Thomas

FAUSTO. Invoca il secondo miracolo!

FRANCESCO. No. Prende un treno merci per Miami, dove lavorer come gelataio vegetariano fino alla fine dei suoi giorni. (Pausa in cui Francesco scruta Fausto) Ti piace?

FAUSTO. Ti ha mai detto nessuno che scrivi come Hemingway?

FRANCESCO. (Gongolando) Nooo!

FAUSTO. Lo credo bene!

FRANCESCO. Lo sapevo: non ti piace!

FAUSTO. Non che non mi piace, per le cose belle sono diverse.

FRANCESCO. Credo di sapere cosa mi manca!

FAUSTO. Il talento ?

FRANCESCO. Ma no, una musa ispiratrice! Petrarca aveva Laura,

Dante aveva Beatrice..

FAUSTO. Gianni aveva Pinotto

FRANCESCO. Parlami, o Musa, delluomo versatile e scaltro che and vagando tanto a lungo, che alla fine scrisse un best seller !

FAUSTO. Forse hai ragione. Ogni scrittore deve avere una Musa. La tua potrebbe essere Marta , se riusciamo a incastrarla !

FRANCESCO. No, la mia Musa la immagino diversa da Marta.

FAUSTO. E come la vedi?

FRANCESCO. Se potessi scegliere, la Musa la vedo cos: deve essere dolce ed eterea ( di lato entra la Musa di sogno, scalza e vestita di bianco; non vista, cerca di essere dolce ed eterea, seguendo di volta in volta i desideri di Francesco)

Eterea, ma nello stesso tempo anche forte, sicura di s, aggressiva!

( la Musa cambia grottescamente espressione ad ogni aggettivo)

La immagino come una danzatrice soave che si libra facilmente nellaria !

( la Musa cerca faticosamente di danzare e volare )

una ballerina ispirata come Isadora Duncan ( Fausto e Francesco, immaginando, guardano fisso in punto opposto a dove si trova la Musa) S, cos! Riesco a vederla! Guarda! La vedo ! (la Musa si ferma e guarda un po contrariata nella direzione indicata da Francesco)

E bellissima, stupenda, una creatura divina ( la Musa approva compiaciuta, si schernisce anche un poco) elegante, affascinante, piena di personalitma anche sexy ! (la Musa contenta ma anche un po imbarazzata )

Per non una ballerina classica, non neanche Isadora Duncan, adesso sta ballandoil charleston ! (la Musa esegue il ballo sfrenato, poi si ferma e si piega in due, stremata, cercando di rifiatare ) Adesso non balla pi il charleston, sta ballando un valzer ! ( la Musa scuote la testa e fa cenno che non ci pensa proprio ) Adesso fa anche i salti mortali ! ( la Musa lo guarda male e, offesa, gli fa un gesto ed esce di scena )

Oh! Non la vedo pi ! Lho persa!

FAUSTO. Non era niente male ! Certo, se tu avessi una Musa simile , potresti persino imparare a scrivere! Ora basta coi sogni, dobbiamo metterci al lavoro !

FRANCESCO. A chi tocca pulire la casa?

FAUSTO. A te. Io devo fare la spesa, ieri il debito lo hai fatto tu. Se sempre lo stesso a non pagare, potremmo destare dei sospetti. Quindi vado.

FRANCESCO. Va bene, io sto a casa a fare le pulizie. Mi raccomando, non perdere ore ed ore in filippiche sullaumento dei prezzi della verdura!

FAUSTO. Ci vediamo dopo ( esce)

SCENA 2

MAMMA. (diretta al pubblico) Francesco a volte mi criticava, ma sapete come sono i figli, sempre un po ribelli. Per era in chiara contraddizione: diceva sempre di non aspettarsi nulla da me, ed quello che gli ho sempre dato! Era un suo desiderio, no? Il fatto che era ancora acerbo, immaturo: un bambinone cresciuto, privo di senso pratico, incapace di distinguere il sogno dalla realt, il giusto dalliniquo; mancava di concretezza, non si era ancora sistemato e sembrava che non avesse la minima intenzione di farlo! Alla sua et, senza un posto fisso, con le sue strambe aspirazioni artistiche! Con larte non si mangia! E mangiando non si fa arte! Insomma avrebbe avuto bisogno della mia vicinanza, dei miei consigli, della mia presenza costante, invece che convivere con quel cretino, s, quel Fausto, uno che alluniversit pass solo lesame del sangue! Compresi tutto chiaramente quando misi piede in quella casa, o meglio, in quel contenitore lercio e caotico che loro chiamavano casa! La casa dove c una mamma! (esce)

Francesco sta prendendo ago e filo per cucire, impiega un po nelloperazione, ma quando prende la camicia da cucire e la apre, vede un buco enorme e desiste. Allora accende la radio, esce, rientra ballando con una scopa e fa un po di pulizia. Dopo pochi istanti squilla il telefono, Francesco solleva il ricevitore, e si sente la voce squillante della madre.

FRANCESCO. Ciao Mamma.No! Non venirmi a trovare, ti prego! (urlo della Mamma, Francesco deve scostare il ricevitore) Mamma, ormai bado perfettamente a me stesso, sono grande,non devi preoccuparti..No, non il caso, veramenteNon voglio che mi trovi un lavoro!..E non voglio che vieni a trovarmi, hai capito? Mamma? Pronto? Pronto? (bussano alla porta) E ora chi sar? (apre la porta) Mamma! Non possibile, non eri a casa tua?

MAMMA. (entra prepotentemente, e inizia a indagare in giro) Ero fuori nel pianerottolo.Questa casa impregnata di vibrazioni malefiche, lo sento, si respira aria di perdizione.

FRANCESCO. Ma no, ci sar un po di puzza, ma la frittata di cipolle.

MAMMA. Peralverginesantissimaimmacolata! Francesco, ti sei guardato intorno, lo vedi come sei ridotto? Come faccio a non preoccuparmi? Quando metterai a posto questo posto?

FRANCESCO. Questo posto gi a posto!

MAMMA. Proprio non riesco a capirti! Andare via di casa, lasciare la tua mamma per vivere in un porcile con quello stupido di Fausto!

FRANCESCO. Fausto non un porcile. Questo posto non stupido. Ma che sto dicendo?

MAMMA. Vedi? Non sai quello che dici: E non sai quello che fai. E pensare che eri cos intelligente. A scuola eri il settimo della classe.

FRANCESCO. No, ero solo lottavo.

MAMMA. Ero cos fiera di te! Anche se gli insegnanti mi dicevamo sempre che non ti impegnavi abbastanza, che avresti potuto fare di pi.

FRANCESCO. Ancora con questa storia, basta. Piuttosto, hai mica una sigaretta?

MAMMA. Certo caro. (fruga nella borsa, gli porge un cucchiaio e uno sciroppo) Ecco lo sciroppo, ti piaceva tanto.

FRANCESCO. Uno sciroppo. E come faccio a fumare uno sciroppo?

MAMMA. Ma non pensi mai a tua madre? Non ci pensi mai?

FRANCESCO. Vorrei, ma non ho mai il tempo per pensare. Di solito cerco di farlo prima di dormire. Ma mi addormento subito.

MAMMA. Io invece non faccio altro che pensare a te, al tuo futuro.

FRANCESCO. Non pensare troppo. Ti si potrebbero scompigliare i capelli!

MAMMA. Riesci a mettere da parte dei soldi? Stai facendo economia?

FRANCESCO. Lavoro part-time e spendo tutto! E poi essere economi significa solo spendere i soldi senza ricavarne alcun piacere!

MAMMA. Sai pensare solo al piacere, tu, ma nella vita c il lavoro, ci sono le responsabilit, la famiglia! Sei un degenerato. Dopo tutti gli sforzi che ho fatto per darti una degna educazione.

FRANCESCO. Nessuno mi ha educato. Sono autodidatta!

MAMMA. Perlaverginesantissima! Stai bestemmiando! Io non ti riconosco pi, sicuramente il demonio si impossessato di te, devo avvisare subito il parroco.

FRANCESCO. Va bene, telefona pure a padre Karras, ma ora io ho da fare, devo lavorare, perch non vai a casa?

MAMMA. Non prima che ti dica tutto quello che penso di te.

FRANCESCO. Allora aspetta un attimo che ti prendo da bere. (porta un bicchiere nel quale mette del sonnifero)

MAMMA. Non posso credere che tu sia cos cinico, sprezzante, che non abbia imparato ad onorare il padre e la madre, a rispettarli, a temerli. Noi non avremmo mai osato rispondere ai nostri genitori! (prende il bicchiere e beve)grazie. Dove ero rimasta? Ah, s. Voi giovani disconoscete i sani valori della moralit tradizionale, volete tutto e subito, e...e...ho le palpebre pesantimi gira un po la testama cosa.le mie gambe! (sviene)

FRANCESCO. S, sono i sintomi tipici di chi ingerisce qualche potente sonnifero. Adesso dove la sistemo? (la prende per le gambe e cerca di trascinarla in bagno. Nel frattempo entra di corsa Fausto con vari pacchi della spesa e inciampa sul corpo della madre)

FAUSTO. Francesco. Hai ucciso tua madre!

FRANCESCO. Ma no, le ho solo dato qualche sonnifero, aveva bisogno di rilassarsi un po, sta sempre in tensione. La stavo mettendo nella vasca da bagno, dai, aiutami.

FAUSTO. Ma noi abbiamo solo la doccia!

FRANCESCO. Meglio. Anche mia madre la preferisce.

(trascinano la madre e la buttano nella stanza da bagno. Si sente un tonfo)

FAUSTO. Francesco, al supermercato ho avuto unidea brillante.

FRANCESCO. Beh, sarebbe una novit.

FAUSTO. (dalla borsa della spesa prende un cetriolo e lo mostra allamico)

Ecco lidea brillante!

FRANCESCO. (sospettoso) E casa dovremmo farci con quel cetriolo?

FAUSTO. E la soluzione dei tuoi problemi!

FRANCESCO. Devo diventare vegetariano?

FAUSTO. Non capisci.(si mette davanti alla punta dl naso il cetriolo) Ecco. Osservami bene: chi ti ricordo?

FRANCESCO. (ci pensa un attimo) S, mio zio. Era un annusatore di cetrioli.

FAUSTO. Ma no, ma no, dove sar finita la poesia!

FRANCESCO. Non lo so, prova a guardare sulla scrivania, di solito tengo l i miei appunti.

FAUSTO. Io intendo la fantasia poetica. Guardami, (si mette nella tipica posizione dello spadaccino) Beh, allora?

FRANCESCO. Ho capito: un annusatore di cetrioli con lartrite..

FAUSTO. (esasperato) Ciran! Ciran! Ecco lidea!

FRANCESCO. Potresti riformulare con chiarezza lultimo concetto esposto?

FAUSTO. Allora, tu inviti a casa Marta ( Francesco annuisce, sforzandosi di concentrarsi ) Io mi nascondo da qualche parte, che so, dietro il divano: e da l ti suggerir frasi romantiche di sicuro effetto!

FRANCESCO. Ma ridicolo! Mi ricorda il Ciran !

FAUSTO Ma certo, era quello che stavo dicendo. Parlando sottovoce ti dar le battute, come i suggeritori a teatro. Il resto toccher a te.

FRANCESCO. Dici?

FAUSTO. Potrebbe funzionare.

FRANCESCO. Non lo so. Pensi che funzioner ?

FAUSTO. Certo che funzioner.

FRANCESCO. Allora credi sia possibile?

FAUSTO. Si, certo. E tu credi sia possibile?

FRANCESCO. Ma te lho chiesto io!

FAUSTO. Si? E cosa ti ho risposto?

FRANCESCO. Che possibile. Ma se non lo fosse?

FAUSTO. Non so. Credi sia possibile?

FRANCESCO. E come faccio a saperlo?

FAUSTO. Non lo so, cercavo la tua opinione.

FRANCESCO . Ma lidea tua!

FAUSTO. Possibile?

FRANCESCO. Basta, allora le telefono!

FAUSTO. A chi?

FRANCESCO. Marta, no?

FAUSTO Ah gi, non mi ricordavo pi di chi stavamo parlando.

( Francesco compone nervosamente il numero di telefono )

Ma che hai, il morbo di Parkinson?

FRANCESCO. No. Sono imperturbabileSquillaSegreteria telefonicaMarta sono Francesco, urgenza ho, ti aspetto a casa qui, io Francesco sono , aspetto ciao

Come sono andato?

FAUSTO. Molto bene. Fiero di te. Allora metteremo in atto il nostro piano.

FRANCESCO. S, tu ti nascondi e mi suggerisci le battute, e poi ioe poi che faccio?

FAUSTO. Cosa vorresti fare? Possibile che non lo sai? Le salti addosso, no?

FRANCESCO. Ma in questo modo paleserei le mie recondite intenzioni!

(squilla il telefono. Pausa. ) Lo sapevo, sar Marta che declina linvito ! Mi nega mi scarta mi rifiuta ! Oh me tapino !

FAUSTO. Rispondo io. Pronto? ( a Francesco, tappando la cornetta) E Libeccio, il padrone di casa!

FRANCESCO. Maschera la voce, fagli credere che ha sbagliato numero.

FAUSTO . (annuisce) chyangtrp ienfenblun krkzzvuotu ccanncstnscnn.

(ascolta la risposta )

FRANCESCO. Cosa ha detto, lha bevuta?

FAUSTO. Chyangtrp krkzzvuotu.

FRANCESCO. Cosa??

FAUSTO. Ha detto che gli dobbiamo nove mesi di affitto, nove mesi di spese di riscaldamento e amministrazione, e un pacchetto di sigarette che ti ha prestato il mese scorso.

FRANCESCO. Gli rendo le sigarette e siamo pari.

FAUSTO. Impossibile. Le hai gi fumate tutte.

FRANCESCO. Troviamo un modo, non abbiamo pi un soldo.

FAUSTO. Ha detto che sta venendo su a riscuotere, bisogna fare in fretta.

Usciamo dalla finestra.

FRANCESCO. Siamo allultimo piano!

FAUSTO. Potremmo travestirci, gli diciamo che siamo qualcun altro, tanto lui cos orbo che ci cascher sicuramente.

FRANCESCO Credi sia possibile?

FAUSTO. Si certo. Tu credi sia possibile?

FRANCESCO. Ma te lho chiesto io!

FAUSTO. Va bene, va bene, non ricominciamo! ( fruga nei cassetti e prende un phon, un cappello borsalino e un trench ) ecco, ci mascheriamo da spie sovietiche!

FRANCESCO. Ma non esistono pi! No, non funzioner. E poi le spie russe non si vestono come Bogart. ( suonano alla porta) E arrivato! E adesso cosa gli fai, lo shampoo?

FAUSTO Ci penso io, Francesco. ( impugna il phon e apre la porta: il sig. Libeccio, un ometto grigio, miope e pauroso. Fausto lo afferra per la cravatta)

LIBECCIO Ehi, ma che diavolo! Ma lei chi ? Che ci fa qui?

FAUSTO (con accento russo) Amico fai troppe domande, attento a te!

LIBECCIO Mi lasci, io sono il padrone di casa e devo ritirare i soldi.

FAUSTO Soldi,eh? Allora sei tu il killer che ha ucciso Vladimir.

FRANCESCO Vladimir?

LIBECCIO Francesco, sei tu! Ma chi questo tipo, di cosa sta parlando?

FRANCESCO Io ne so quanto lei. Lo avevo detto che non avrebbe funzionato.

FAUSTO Povero Vladimir, era nel fiore degli anni, un compagno forte e coraggioso, e tu e tu (gli sputa parlando) lo hai trivellato di pallottole!

LIBECCIO. Trivellato? Allora Vladimir un pozzo.

FAUSTO Sai cosa ti farei con questa pistola?

FRANCESCO E un phon.

FAUSTO No, una pistola.

FRANCESCO Non ci assomiglia nemmeno!

LIBECCIO Senta , io non so niente di Vladimir, c un errore, non mi faccia del male, io mi sono sempre comportato bene in vita mia! Magari la mia presenza sulla terra non ha influito un granch, ma sono andato in Chiesa ogni domenica, giuro !

FRANCESCO Signor Libeccio, credo che potrei convincere questo signore a lasciarci in pace, anche perch sto aspettando un visita importante. In cambio, per, lei dovrebbe lasciare perdere la riscossione dellaffitto, almeno per un po !

LIBECCIO. Ma voi mi dovete nove mesi affitto. Abitate qui da nove mesi, quindi non avete mai pagato!

FRANCESCO Ci dia un po di tempo, sto per vendere un romanzo, e sar in grado di pagare anche gli arretrati. E poi lei ricco, che se ne fa dei soldi?

FAUSTO E vero, sta sempre ad accumulare denaro, per fare poi una vita cos triste!

LIBECCIO Si vede tanto?

FRANCESCO Ma s, i soldi sono fatti per essere spesi, devono circolare! Esca, si compri un vestito nuovo, vada a donne, non sia cos incolore!

LIBECCIO Forse hai ragione Francesco, ho sacrificato troppo la mia vita!

Io avrei voluto essere una persona brillante,ma non ci sono mai riuscito! Pensa che ho avuto una sola donna in vita mia. Un tipo. Beh, forse era un po bruttina. Va bene, assomigliava vagamente alla Befana, ma io ero miope gi allora. Non ho vizi, non fumo, non bevo, non gioco, solo qualche ramino con il portinaio. Non so portare la macchina a causa della vista, non sono mai andato al mare perch il sole mi fa male, non ho mai mangiato limpepata di cozze, non ho mai avuto la febbre pi alta di 37 e 4 ! Lunica volta che sono andato a ballare mi venuto il colpo della strega.

Non che la vita mi sia stata propriamente ostile, direi che semplicemente ha fatto di tutto per ignorarmi!

FRANCESCO Dia una svolta alla sua vita, non tardi, dimentichi il denaro e se la goda, la vita, le dia un po di colore!

LIBECCIO Forse lo far, figliolo, forse lo far!Mi ha fatto bene parlare con te.

FAUSTO Allora pu andare, la lascio libero.

LIBECCIO Grazie, grazie (prima di uscire) Allora mi pagherete tutto il mese prossimo. E non preoccuparti per questo pazzo, Francesco, ti mander un poliziotto (exit)

FAUSTO No, la Polizia no, stavo scherzando, sono Fausto!

FRANCESCO Adesso dobbiamo pensare al Ciran. Tu prepara la scena. Vado subito a lavarmi. Voglio essere profumato quando arriver Marta.

FAUSTO Se devi fare la doccia, ricordati di spostare tua madre!

SCENA 3

GINGER. Ormai non me lo puoi pi impedire. N tu, n qualcun altro. Puoi proibirmi di andare con lo straniero, di seguirloPuoi trattenermi qui a forza, contro la mia volont. Questo puoi farlo. Ma che io scelga, che io scelga nellintimo della mia anima, che io scelga lui e non te, se devo e voglio scegliere cos, questo non lo puoi impedire.Il mio provino, Ibsen. Sono unattrice. Quando ho conosciuto Fausto e Francesco? Una mia amica doveva partire per una tourne di sei mesi, e cos andai a stare per un po nel suo appartamento. Un bel bagno, il riscaldamento, cera tutto! Certo, stavo pochissimo a casa, tra cinema, teatro, doppiaggio, scuola di canto, ero molto indaffarataB, forse in realt quello era un periodo di magra, ed ero costretta a fare laiuto cuoca in un ristorante di periferia, ma avevo in programma un paio di audizioni veramente interessanti, roba grossa, che avrebbe potuto segnare una svolta nella mia carriera. La svolta sarebbe stata iniziarla, la carriera!

Insomma, proprio alla porta accanto abitavano quei due. ( suona il campanello della porta di quei due)

FAUSTO. Oddio, gi qui! E ora cosa faccio, quello ancora sotto la doccia!(va avanti e indietro senza sapere cosa fare ) Tutto il mio piano rovinato! (scimmiottando Francesco) Credi sia possibile? Credi che funzioner?Che iettatore! (Ginger suona ancora) E va bene, sia quel che sia! (apre)

GINGER. Salve! Io abito qui accanto. Mi chiamo Ginger.

FAUSTO. Io sono Fausto. Sei sicura di non essere Marta?

GINGER. E una domanda che non mi sono mai posta . Posso entrare?

FAUSTO. Prego, mica sto aspettando Marta.

GINGER. (si guarda intorno) Ho finito lo zucchero e mi chiedevo se qualche vicino poteva prestarmene un po.

FAUSTO. Certamente. Ho appena fatto la spesa.

GINGER. E carino lappartamento. Poi quando arriveranno gli altri mobili, sar meglio, sicuramente.

FAUSTO. Veramente i mobili sono arrivati gi tutti!

GINGER. Certo, vero, adesso va di moda larredamento, come dire, scarno, essenziale.

FAUSTO. Si, vero, noi seguiamo sempre la moda.

GINGER. Noi? Non abiti da solo? Sei sposato?

FAUSTO. No, no, divido la casa con Francesco, un amico. E non sono gay.

GINGER. Senti Fausto, di che colore dipingerete le pareti?

FAUSTO. Sono gi dipinte.

GINGER. B, un colore che non stanca la vista

FAUSTO. In effetti stavamo cercando di pulirla un po, la casa, ma la polvere che si annida ovunque: la polvere mi scruta, mi osserva, mi tende degli agguati. A volte la sento ridacchiare alle mie spalle. Pensa che basta non pulire per un paio di settimane, e te la ritrovi ovunque!

GINGER. Tu e il tuo amico dovreste proprio trovare il tempo per la casa.

FAUSTO. Impossibile. Siamo troppo indaffarati a essere pigri.

GINGER. A proposito, di che cosa ti occupi ?

FAUSTO. Cinema. Voglio dire, lavoro in un cineclub. Per ho girato anche un paio di cortometraggi, piccole cose con budget limitati. Per arrotondare ho fatto anche dei video ai matrimoni: se esiste un Dio del cinema, molto presto mi fulminer!

GINGER. Ma allora siamo quasi colleghi! Io faccio lattrice. Voglio dire, sono unattrice . Solo che non sempre faccio lattrice. Ma lo sono.

FAUSTO. E stupendo! Potremmo fare qualcosa insieme! E incredibile, appena ti ho visto la prima cosa che ho pensato stato che non eri Marta, ma la seconda stata :

questa persona sicuramente unartista.

GINGER. Questo non lo so, per mi piace recitare. E un modo per essere s stessi, ma anche altro. E un modo per vivere emozioni che nella vita quotidiana ti sono costantemente negate.

FAUSTO. Solo un artista pu permettersi il lusso di coltivare la propria anima!

GINGER. E vero, la realt cruda, difficile, e non tutte le persone che incontri sono ispirate da ideali edificanti. Siamo una razza fragile, in estinzione. E come diceva un drammaturgo: Le tombe degli attori sono assai poco profonde. Un leggero sipario di terra sufficiente, perch siano sempre i primi a rinascere, con i loro corpi leggeri, liberi. Sono stati artisti cos volatili che se esistesse una tomba dellattore ignoto, sarebbe meglio non metterci niente dentro

A volte bello vivere cos. A volte mi sembra di capire cos la vita, come se la sentissi, come se in quel momento aderisse perfettamente a me, e io a lei.

Per un attimo mi pare che tutto abbia un senso, anche le parti che non capisco, e allora sono felice per niente: se guardo gli alberi mossi dal vento, o le persone che camminano nelle strade: e allora mi metto a cantare una canzone tra me e me, magari sto solo camminando, ed ecco che mi sento in sintonia. Per una sensazione che non dura a lungo. E mi tornano le ansie, come adesso: sai, domani ho una audizione importante per una commedia musicale, e ho sempre il timore di non essere allaltezza.

FAUSTO. E la tua giornata fortunata: in questa casa abbiamo pochi mobili ma serbiamo un vecchio pianoforte verticale scampato al naufragio del Titanic. Io preparo ogni anno un numero musicale per festa al club. Che ne dici se facciamo un po di pratica? ( solleva platealmente un lenzuolo che copriva il piano)

Non sono Cole Porter, ma riesco a strimpellare qualcosa.

GINGER. Perch no? Magari allento la tensione.

(cantano una vecchia canzone, pu essere It had to be you oppure They cant take that away from me . Dopo qualche minuto si sente la voce fuori scena di Francesco)

FRANCESCO. Che ora ?! Fra poco arriver !

FAUSTO. Mi ero dimenticato di Marta !

GINGER. E il titolo di una canzone?

FAUSTO. No, un problemino che devo risolvere. Mi dispiace Ginger, dobbiamo interrompere le prove. Ti prendo lo zucchero. Va bene quello di canna?

GINGER. Va bene. Magari continuiamo un altro giorno.

FAUSTO (tornando di corsa dalla cucina) Mi farebbe molto piacere. E mi raccomando, stendili tutti al provino!

GINGER. Non nominare quella parola che mi prende lansia! Ciao Fausto, piacere di averti conosciuto (esce )

FAUSTO. Piacere mio ( la osserva mentre esce, sospira estasiato e riprende a cantare il motivo che cantava insieme a lei, accennando dei passi di danza)

FRANCESCO. Cosa stai facendo ?

FAUSTO. Niente, perch?

FRANCESCO. Ho sentito delle voci. Una voce di donna. Parole damore.

FAUSTO. Si, poi ti racconto. Sei pronto per Marta?

FRANCESCO. Il vero nocciolo della questione : lei sar pronta per me?

FAUSTO. Cerca di rilassarti e stare calmo.

FRANCESCO. Giusto. Sono calmo. Sono calmissimo. Placido. Sereno.

(suonano alla porta)

E lei! Oddio, oddio, arrivata! Non sono pi tanto calmo! E neanche tanto sereno!

(si avvia alla porta di ingresso, torna indietro, si muove senza logica in modo inconsulto, come se fosse impossessato )

FAUSTO. Basta, smettila! Io mi nascondo dietro il divano, vai ad aprire! E segui le mie indicazioni!

FRANCESCO. ( suonano ancora con insistenza) Nasconditi, nasconditi! Vado ad aprire, vado ad aprire!

SCENA 4

MARTA. Francesco, quanto tempo! Perch non sentivi, eri in bagno?

FRANCESCO. Scusami tanto, si, ero in bagno. Accomodati pure.

MARTA. Cos qui che viviposso dare unocchiata in giro? ( si avvicina a dove nascosto Fausto)

FRANCESCO. Noo!!...Ehm, volevo dire, certamente, ma non meglio se ti siedi sul divano, sarai pi comoda. Io intanto ti porto qualcosa da bere.

MARTA. Va bene, non ti innervosire. Dov il tuo coinquilino?

FRANCESCO. Non lo so ma giuro che non qui.

MARTA. Lo conosci da tanto tempo?

FRANCESCO. Si, ci siamo conosciuti allasilo. Lui mi rubava sempre la merenda. Ma non per mangiarla. La rivendeva gli altri bambini. Siamo diventati amici quando ci siamo incontrati di nuovo in prima liceo, e io non avevo pi labitudine della merenda!

MARTA. Il tuo amico deve essere un personaggio alquanto bizzarro! ( si avvicina alla scrivania e legge alcuni fogli )

FRANCESCO. No, Fausto una persona equilibrata, posata, molto seria. Ecco il cocktail.

MARTA. Bella questa poesia, lhai scritta tu?

FRANCESCO. Vedere.no, purtroppo no . Questa lha scritta Pablo Neruda. Ne vuoi leggere una mia?

MARTA. Si. ( legge ad alta voce)

Mereggiare pallida e assorta / con una veste troppo corta !

la donzelletta vien dalla campagna / laggi, tutti dicono sia una cagna

(rendendo a F. il foglio) ...Francesco

FRANCESCO. Sisi

MARTA. Orribile!

FRANCESCO. ( cerca di mascherare la delusione ) Si, ma in effetti vero, non piace neanche a me, figurati. Ci sediamo sul divano? ( quando Marta si gira strappa con stizza il foglio della poesia)

MARTA. Allora, quale il motivo di questo invito urgente e improvviso?

FRANCESCO. ( aspetta un suggerimento che non arriva) Ecco, io, volevo dire, si, b.

MARTA. Volevi dirmi qualcosa , o no?

(nel frattempo Fausto si alza e sbuca da dietro il divano poi si riabbassa di scatto;

Marta si volta di scatto a sua volta ma in ritardo e non lo vede, poi si volta Francesco e si guardano loro due, lei interrogativa, lui imbarazzato)

FRANCESCO. Mi stavi dicendo, cara ?

MARTA. Strano, ho avuto la sensazione che ci fosse qualcuno

FRANCESCO. (nervoso) Ah, ah! Qualcuno nascosto in questa stanza! Ameno, molto, molto ameno.

FAUSTO. ( nascosto dietro al divano ma visibile al pubblico, parla sottovoce )

Francesco, mi senti?

FRANCESCO. Cosa?

MARTA. Io non ho detto nulla!

FRANCESCO. ( questa volta diretto a Marta ) Cosa?

FAUSTO. Non essere cos teso, rilassati, sembri un baccal ! ( Francesco annuisce )

MARTA. Stai annuendo, hai un tic, le convulsioni, o cosa ?

FRANCESCO. No. Nessun tic. Nessun tic. Non sono un baccal. Sono rilassato.

FAUSTO. Bellezza, sono un rude perch ho sempre vissuto nel fango!

FRANCESCO. Sono un rude perch ho sempre ballato il tango!

MARTA. Davvero? Vuoi dire che magari il valzer ti avrebbe addolcito?

FRANCESCO. Il valzer? Quale valzer?

FAUSTO. La tua voce soave come il suono dei campanellini di Natale!

FRANCESCO. Ehmla tua voce come il suonodei grilli mattutini nel canale!

(Fausto si mette le mani nei capelli)

MARTA. Se si tratta di un complimento, grazie!

FAUSTO. Adoro la luce dei tuoi occhi cos chiari.

FRANCESCO. Adoro la luce dei tuoi occhi cos fari.

FAUSTO. No, no, chiari !

FRANCESCO. No, no, pari !

MARTA. Scusa Francesco, ma veramente non capisco una sola parola di quello che stai dicendo! ( si accende una sigaretta)

FRANCESCO. No, che sono contento che tu sia qui, e vorrei trovare le parole giuste per dirlo. EhmTi ha mai detto nessuno che hai degli splendidi occhi verdi?

MARTA. No.

FRANCESCO. Sono il primo?

MARTA. Certo. Io ho gli occhi azzurri.

FAUSTO. Dille che ti sta bruciando gli ormoni.

FRANCESCO. Mi stai bruciando cosa?

MARTA. Scusa, adesso la spengo.

FRANCESCO. No, no, fuma pure.

FAUSTO . Ora dille che da quando lhai incontrata, come se si fosse acceso un faro nel buio della tua vita !

(Francesco annuisce soddisfatto)

MARTA. Francesco, ma che fai? Annuisci da solo?

FRANCESCO Annuisco perch volevo dirti che, insomma ho capito che...da quando ti ho incontrata.

MARTA Da quando mi hai incontrata?

FRANCESCO Si, da quando ti ho incontrata, come se si fosse acceso si fosse accesocosa era, un cero?

MARTA. Se non lo sai tu! Cosa si acceso?

FAUSTO. Un faro nelloscurit della mia vita!

FRANCESCO. Un faro nelloscurit della zia Rita!

MARTA. Ah. B, sono contenta per lei, anche se non ho il piacere di conoscerla.

FRANCESCO. Chi?

MARTA. Tua zia Rita. La Signora che, da quello che ho compreso, sta molto meglio da quando tu mi conosci, anche se mi sfugge il nesso.

FRANCESCO. S, la zia Rita! Sta molto meglio, grazie

MARTA. Insomma, di lei che avevi fretta di parlarmi? Della tua famiglia?

FRANCESCO. Veramente no. Non ho un gran rapporto con la famiglia, ho avuto uninfanzia difficile.

MARTA. Non ci credo, probabilmente i tuoi genitori ti adoravano!

FRANCESCO. Starai scherzando! Io davo del voi ai miei genitori! Pensa che quando ero piccolo mio padre mi confondeva con mio cugino, e una sera, trovandomi a casa, mi port a dormire da mio zio.

MARTA. Il marito di zia Rita, suppongo.

FRANCESCO Mia madre, invece, per farmi mangiare, mi legava alla sedia con un corda e mi ficcava a forza il cibo in bocca. E non ti dico cosa mi metteva nel cestino della merenda!

MARTA. In fondo era solo una mamma premurosa! Alle donne piace avere cura dei loro uomini, nutrire delle attenzioni nei loro riguardi ( si avvicina a Francesco, che invece si scosta)

FRANCESCO. Trovi?

MARTA. S, Francesco, le donne sono fatte per amare, per vivere la passione

FRANCESCO. Si, ma che centra mia madre con tutto questo?

MARTA. Niente. Io sto parlando di me e di te!

FRANCESCO. Davvero?? ( mentre lei si avvicina per baciarlo, suonano violentemente alla porta , e Francesco cade dal divano ) Chi sar ?

MARTA. Lascia che suonino, stavamo iniziando un discorso.

SERGENTE ( fuori scena, bussando pi forte) Aprite! Polizia!

FRANCESCO. ( si avvicina alla porta senza aprirla) Guardi che ha sbagliato, qui non la polizia, una casa privata!

SERGENTE ( f.s.) PEZZO DI IDIOTA, io sono la polizia! Aprite! O almeno datemi un tramezzino!

MARTA. La polizia? Francesco, ti dispiacerebbe darmi una spiegazione?

FRANCESCO. No, non mi dispiacerebbe. Ma non so come spiegarti.

MARTA. Mi auguro si tratti solamente di un equivoco. Mio padre una persona importante e non posso permettermi uno scandalo.

FRANCESCO. Neanchio posso permettermi uno scandalo. E neanche una macchina nuova!

SERGENTE. (f.s.) E va bene, adesso sfondo la porta!

Francesco apre di scatto la porta, il sergente ( un uomo robusto che indossa un impermeabile e un cappello borsalino portato di traverso) entra di corsa sullo slancio, attraversa tutto il palco, poi torna indietro cercando di darsi un minimo di contegno.

SERGENTE. Sergente Pendergast, scippi e rapine. ( apre il distintivo e lo mostra a Francesco, poi lo richiude di scatto ma gli vola alle spalle, per raccoglierlo urta il didietro di Marta) Scusi. Di solito mi riesce. Non lho provato abbastanza. ( Marta gli restituisce il distintivo)

FRANCESCO. Sergente, gradisce da bere ? ( gli porge un drink )

SERGENTE . ( afferra il bicchiere ma ne getta il contenuto sul viso di Francesco)

Non bevo mai in servizio. Dunque, dunque. Mi hanno segnalato la presenza in questo appartamento di alcuni tipi loschi: Truffatori. Sequestratori. Spie. Comunisti. Atei.

MARTA. (interessata) e tutti in questo appartamento?

SERGENTE. Gi! ( a Fr. ) Parlami di quei tipi.

FRANCESCO. Non mi pare di conoscerli.

SERGENTE. Beh, pensaci bene per un paio di secondi. Non vorrai raccontarmi delle bugie. La centrale mi ha fornito delle segnalazioni precise.

MARTA. Senta, questa centrale non sa un cavolo, e lei non pu entrare qui dentro senza un mandato.

SERGENTE. Stai zitta o ti sbatto dentro. Mi ha mandato il mio capo, quindi sono stato mandato. E tutto in regola.

FRANCESCO. Sar in regola, ma lei non ha uno straccio di prova contro di me.

SERGENTE. Ah, davvero! E le banconote false ? Abbiamo avuto una soffiata che si sta preparando qualcosa di grosso, un colpo gi nel Bronx. Tu ci devi solo dire quando avverr!

FRANCESCO. Ma Sergente, il Bronx roba americana!

SERGENTE. Stai zitto o ti sbatto dentro! Tu ci fai una bella cantata e poi sei libero come un passerotto. Vuoi passare i prossimi venti anni in un penitenziario federale?

MARTA. Ma che dice? Qui da noi non esistono i penitenziari federali!

SERGENTE. Taci bambola, o i venti anni li do a te.

MARTA. Si sbaglia, mi daranno la condizionale. Lo so, sto studiando legge.

SERGENTE. Col cavolo. Neanche le attenuanti generiche. Ti possiamo anche fornire un po di compagnia nel viaggio dandata. La moglie di Joe Garryson, come si chiama?

FRANCESCO Mi pare Rose

SERGENTE. Esatto. Rose Garryson. Era unartista ai suoi tempi. La centrale ci ha fornito un bel dossier su di lei. Niente di trascendentale, per ad occhio e croce pu beccarsi parecchi anni.

FRANCESCO. Senta capo, noi non conosciamo Rose Garryson!

SERGENTE. Questo non fa che aggravare la vostra situazione!

FRANCESCO. Sei solo uno sporco sbirro.

SERGENTE. Non fare lo scemo, non lei che cerco. Se non collabori finirai col trascinartela dietro. Non hai scelta, hai commesso un errore: ti sei fidato di Carpenter!

FRANCESCO. Carpenter? E chi ?

MARTA. Non chiederlo a me. Mi sembra il nome di un bitter.

SERGENTE. Lo sai bene chi ! Dai calcoli che ho fatto la vostra parte era di almeno quattro bigliettoni. Ne voglio la met.

FRANSCESCO. Mi hai incastrato, non ho scelta! ( gli porge delle banconote)

SERGENTE. ( afferra i soldi, si ferma sulla soglia e sorride) Era da fessi rischiare le pelle per due bigliettoni ( esce, inciampandosi. F.S.: Devo ripassare anche luscita!)

MARTA. Francesco, perch lo hai corrotto! Noi non abbiamo nulla a che vedere con questa storia!

FRANCESCO. Lo so, ma era proprio svitato, non mi avrebbe creduto!

MARTA. E i soldi? Dove hai preso quei soldi?

FRANCESCO. Erano falsi. Buoni sconto del supermercato.

MARTA. Ges ! Hai corrotto un pubblico ufficiale con dei buoni sconto!

FRANCESCO. Non ti preoccupare: conosco la commessa, me ne dar degli altri.

MARTA. Ti ha mai detto nessuno che sei un amorale?

FRANCESCO. S. Mia mamma. Cos adesso siete in due.

MARTA. Questa vicenda mi ha un po sconcertato, ma, tutto sommato, visto che siamo di nuovo soli, potremmo, ecco, riprendere il discorso interrotto dallirruzione di quel bruto.

FRANCESCO. Va bene. Di cosa stavamo parlando?

MARTA. (abbracciandolo) di me e di te, di te e di me

FRANCESCO. Ho capito! Di noi, praticamente.

(nel frattempo Fausto, camminando carponi, cerca di uscire dal nascondiglio e di portarsi in cucina, ma viene scoperto da Marta, che gli si avvicina alle spalle.

Fausto si blocca, intuisce, si volta lentamente e sorride imbarazzato)

FAUSTO. Salve! ( cerca di riprendere la camminata)

MARTA. Fermo l! Francesco, non avevi detto di essere solo in casa?

FRANCESCO. Sicuro! Sicuro ! Solo che al giorno doggi non esiste pi la privacy!

Dove andremo a finire, proprio non lo so!

MARTA. Come me lo spieghi, allora ?

FRANCESCO. Esiste una spiegazione, lo so , lo solo so ! Ma quale ?

MARTA. Quindi tu chi saresti? Quel Fausto che abita qui?

FAUSTO Quel Fausto? No, no, io sono un altro Fausto.

MARTA. E perch eri nascosto dietro al divano?

FAUSTO. Perch davanti mi avresti visto.

FRANCESCO. Lo avevo detto che non avrebbe funzionato.

MARTA. Quindi tu sapevi, era premeditato! Voglio capire cosa altro hai architettato!

FRANCESCO. Ma niente, ti giuro! Dove stai andando?

MARTA. A visitare lappartamento. Perch, hai altro da nascondere?

FRANCESCO. Ma no, figuriamoci!

FAUSTO. Siamo assolutamente inappuntabili !

MARTA. (apre la porta del bagno) Oddio ! C una donna morta nel bagno!

FRANCESCO. Non morta, mia madre. Marta, ho il piacere di presentarti mia madre. Mamma ( che continua a giacere per terra), ti presento Marta, una cara amica.

MARTA. Molto lieta, signora.ma tua madre dorme sempre nel bagno?

FRANCESCO. No, no, certo che no. Noi abbiamo solo la doccia.

FAUSTO. Ragazzi, mi venuta fame, vado a prendere qualcosa da mangiare ( exit)

FRANCESCO. Non colpa mia, Marta, la mamma mi piombata in casa senza avvisarmi, non voleva andare via, e cos ho dovuto addormentarla.

MARTA. Addormentarla? E come?

FRANCESCO. Le ho dato una botta in volevo dire coi sonnifeno, ho usato una tisana molto, molto potente!

( Fausto torna con un vassoio colmo di tramezzini e panini, ne mangia uno)

MARTA. Beh, questo spiega in parte le cose, anche se devo dire che usi dei metodi poco ortodossi per ottenere ci che vuoi. Resta da spiegare la presenza di Fausto.

(camminando si inciampa nel corpo della mamma) oh, mi scusi, signora.

Allora Fausto, come spieghi la tua presenza dietro il divano? Sei un guardone, o qualcosa del genere?

FAUSTO. La realt molto pi semplice. Ora ti spiego tutto: iniziato quando Francesco chomp chomp chomp ( mangia)

MARTA e FRANCESCO (insieme) COSA ???

FAUSTO. Proprio cos, davvero! E poi successo che chomp chomp chomp!

MARTA. Non capisco niente !

FAUSTO. Perch lui usa delle forme idiomatiche venuta fame pure a me.

MARTA. ( sospira ) E sia! Passa un panino. Avete del vino?

FRANCESCO. Si, c un bianco frizzantino. Mi accompagni in cucina ?

MARTA. Si, cos mentre stappi la bottiglia potrai darmi tutte le spiegazioni (Exit)

FRANCESCO. E molto semplice. Usiamo un cavatappi elettrico. Ora te lo mostro.

FAUSTO. ( riporta la madre in bagno) Una mia vecchia teoria: Il caos risolve qualsiasi situazione! (exit)

ATTO 2 SCENA 1

FAUSTO. ( indossa un grembiule, fa le pulizie, sbuffa. Entra Francesco) Non ti avevo sentito. La polvere sul pavimento attutisce il rumore dei passi.

FRANCESCO. In effetti bisognerebbe un po scopare

FAUSTO. Sono settimane che non faccio altro che lavare, stirare, rassettare!

FRANCESCO. (si guarda intorno) Mica si direbbe!

FAUSTO. Anche io ho i miei impegni, ma da quando sei fidanzato con Marta trascuri lappartamento.

FRANCESCO. E allora? Sei geloso? Sei invidioso?

FAUSTO. Non ti ricordi pi i nostri progetti?

FRANCESCO. Quali progetti?

FAUSTO. Avevamo deciso di sprecare le nostre vite insieme! Da quando c Marta, le stiamo sprecando da soli!

FRANCESCO. Ma io no! Ho ritrovato la fiducia e lentusiasmo per scrivere!

FAUSTO. Ed merito di Marta? Cosa ti ha detto?

( appare la Marta di sogno: Francesco la guarda estasiato, Fausto disgustato)

MARTA. Tu sei cos geniale, cos intelligente, il pi grande scrittore contemporaneo, una speranza per la nostra patria! I tuoi scritti sono colmi di sincerit, freschezza, umorismo, con un solo tratto riesci a rendere lessenziale delle cose!

Non ti si pu leggere senza essere rapiti ! ( exit)

FAUSTO. S, rapiti dai marziani!

FRANCESCO. Comunque sia, limportante che mi dia fiducia. Mi ha dato alcuni suggerimenti per il romanzo, e credo di avere reso le vicende pi plausibili.

Scommetto che vuoi subito sentire come ho cambiato la storia.

FAUSTO. Beh, io, ecco,dovrei va bene, mi arrendo.

FRANCESCO. Ascolta, Thomas un giovane scrittore molto promettente.

FAUSTO. Ma non era un gangster che diventa un predicatore?

FRANCESCO. Che un bel giorno sposa una ragazza di nome Julie

FAUSTO. Si, mi ricordo: quella paralitica.

FRANCESCO. Non proprio paraliticaera solo un po miope. Ma non portava neanche gli occhiali.

FAUSTO. Per tradiva il marito con lintera squadra di football !

FRANCESCO. No, ebbe solo una breve relazione platonica con un terzino, ma accadde molti anni prima! Allora, dopo pochi mesi Thomas sfonda e diventa ricco e famoso, mentre Julie diventa

FAUSTO. Ballerina a go-go !

FRANCESCO. Presidentessa della croce rossa internazionale.

FAUSTO, Ma no, succedevano cose terribili, Thomas incontra unaltra donna, una alcolista che scappa con un gangster, e poi lei muore in un incidente dauto!

FRANCESCO. Figuriamoci! Thomas e Julie si amano e sono fedelissimi. Anzi, Julie mette al mondo un bambino che

FAUSTO. Nasce storpio! Bene, finalmente succede qualcosa!

FRANCESCO. Sanissimo e bellissimo. E da grande, sulle orme del padre, vincer il Premio Nobel. Per la medicina. Non ho ancora deciso bene.

FAUSTO. Preferivo la prima versione. Non puoi lasciar perdere il romanzo e provare il numero per lo spettacolo di beneficenza al club?

FRANCESCO. Non vorrai fare come lo scorso anno: un numero alla Ester Wiliams!

Se non era per quel bagnino saresti affogato!

FAUSTO. Volevo solo provare a cantare sottacqua!

FRANCESCO. Dai Fausto, non ho pi tempo per queste cose. Devo pensare al futuro. Non sono pi un ragazzino.

FAUSTO. Ti capisco, sai, sono una bella cosa la serenit, lassenza del dolore, le giornate tollerabili dove n il dolore n il piacere alzano la voce, ma tutto bisbiglia e cammina in punta di piedi!

FRANCESCO. Non dire eresie, io non sono cos!

FAUSTO. Lo diventerai, sarai avvolto da una vita piatta, sfumata, borghese: la prospera disciplina delluomo mediocre, e sarai in trappola per sempre!

FRANCESCO. Per chi mi hai preso? Nessuno mi pu incastrare, nessun evento, nessuna donna sono in grado di mettermi in gabbia. (suonano alla porta, Fausto va ad aprire. E Marta.)

FAUSTO. Martas in fabula!

MARTA. Vorrei parlare in privato.

FAUSTO. Come vuoi. Possiamo andare in cucina.

MARTA. No, io volevo parlare con il mio fidanzato.

FAUSTO. Certo. Non ci sono segreti fra me e Francesco.

MARTA. Fra me e te, s! Puoi lasciarci soli qualche minuto?

FAUSTO. Ma io volevo ascoltare!

FRANCESCO. Vai in cucina, e non origliare ! ( Fausto exit) Cosa successo?

MARTA. Qualcosa che cambier la nostra vita.

FRANCESCO. Hai venduto il mio romanzo?

MARTA. Ma no! Cercher di andare subito al punto: Francesco, sono venuta per dirti che sto aspettando un bambino.

FRANCESCO. Ma dove? Hai lappuntamento qui?

MARTA. Francesco, capisci quello che dico?

FRANCESCO. Si, capisco quello che dici, anche se non capisco cosa vuoi dire. Perch aspetti un bambino?

MARTA. Non esiste un motivo. Succede e basta.

FRANCESCO. E come?

MARTA. Nel solito modo, credo. Di certo non abbiamo usato la fecondazione artificiale, sta di fatto che sono incinta.

FRANCESCO. Come? Sei incinta? E come successo? ( entra Fausto)

FAUSTO. Ehi, ho capito bene? Aspettiamo un bambino ?

MARTA. Non sono affari tuoi, credo.

FAUSTO. Ma io sono lo zio !

FRANCESCO. Un bambino? Un bambino !

FAUSTO. Credo che inizi a capireho bisogno di bere.

FRANCESCO. Datemi una sigaretta. Ho bisogno di fumare.

MARTA. Io potrei bere e fumare?

( i tre si siedono sul divano,pensierosi, compiendo allunisono gli stessi gesti nervosi: fumare,bere, grattarsi la testa, battere il piede per terra ecc)

MARTA. Dunque, cosa pensi di fare?

FAUSTO. B, per prima cosa comprerei una bicicletta per il bambino!

MARTA. Non stavo parlando con te! Ti dispiace tornare in cucina?

FAUSTO. Va bene. Come preferisci(uscendo) dalla cucina non sento nulla!

MARTA. Francesco, la nostra vita sta per cambiare, e dobbiamo organizzarci! Come puoi mantenere me e il bambino?

FRANCESCO. Ora no, ma quando sar ricco e famoso

MARTA. Appunto. Nellattesa, ho sistemato le cose: ti assumer mio padre, e sarai subito il vice direttore dellazienda.

FRANCESCO. Azienda? Non so nemmeno di cosa si occupa!

MARTA. Lo saprai presto. Con una tale responsabilit dovrai lavorare sodo, notte e giorno, per la tua famiglia! E ovviamente lascerai perdere la scrittura.

FRANCESCO. Ma io

MARTA. Solo per qualche anno, non ti preoccupare. Ci sposiamo fra un mese, quando sar pronta la casa. Nel frattempo verrai a stare da noi. La villa spaziosa. Se sar femmina la chiameremo Selvaggia. Va bene?

FRANCESCO. S, credo di s.

MARTA. Ora scappo perch ho lappuntamento con larredatore. Non hai idea di quante cose devo preparare per la nostra nuova vita. Ciao caro .

FAUSTO. Allora?

MARTA. Allora il tuo amico si sposa fra un mese. Con me.

FAUSTO. Cosa?

MARTA. Non fare quella faccia. Prima o poi succeder anche a te.

FAUSTO. Prima o poi anchio sposer te?

MARTA. Non intendevo esattamente questo! Addio! ( exit)

FRANCESCO. Hai ascoltato la conversazione?

FAUSTO. Non molto bene.

FRANCESCO. Non ho capito se Selvaggia il nome di mia figlia o della casa.

E poi sono diventato vicedirettore, ma non so di cosa.

FAUSTO. E il nostro numero per la beneficenza? Ti va un tip-tap?

FRANCESCO. Dora in poi la mia vita sar lavoro, responsabilit, conti da pagare.

Un vicedirettore non balla il tip tap!

SCENA 2

FAUSTO. Metto su un disco. Non possiamo farne una tragedia ! ( mette su un brano molto swingato e inizia a ballare) Perch non balli?

FRANCESCO. Ma ti sembra il momento?

FAUSTO. Serve per allentare le tensioni, solo una tecnica di rilassamento.

(balla sempre pi freneticamente, poi inizia a spogliarsi simulando uno spogliarello.

Francesco lo guarda rassegnato, nel frattempo suonano alla porta e Francesco apre ad una giovane suora che guarda allibita Fausto, il quale, quando si accorge della sua presenza, cerca di darsi un contegno)

SUORA. Quale luogo di perdizione mai questo?

FAUSTO. Ehmlasci che le spieghi

FRANCESCO. Cosa sta cercando, sorella?

SUORA. Luccello si sforza di uscire dalluovo. Luovo il mondo. Chi vuole nascere deve distruggere il mondo. Luccello vola a Dio. Il Dio si chiama Abraxas.

Io invece mi chiamo Lucilla. Sono una suora esorcista. Ma so fare anche loroscopo.

FAUSTO. Non ho capito bene la storia delluovo.

SUORA. Le case astrali, gli aspetti, le interpretazioni

FRANCESCO. Lei unesorcista?

SUORA. Ho ricevuto una telefonata da una mamma molto preoccupata che mi ha segnalato la presenza del demonio in questo casa.

FRANCESCO. Sicuramente era mia madre!

SUORA. ( indicando Fausto) E lui lindemoniato?

FAUSTO. Lei si riferisce a Francesco. Io sono posseduto solo da me stesso.

SUORA. Anche lei messo maluccio, direi.

FRANCESCO. Mi scusi sorella, come mai lei una donna?

SUORA. Non dipende da me, una questione di cromosomi. Non conosce la legge di Mendel?

FRANCESCO. No, non ho mai studiato giurisprudenza.

SUORA . Nutre dei pregiudizi nei confronti delle donne?

FRANCESCO. Certo che no. Le donne appartengono al mio genere preferito.

FAUSTO. Francesco intendeva dire che di solito gli esorcisti sono uomini, come Max von Sydow.

SUORA. Siete proprio arcaici, c stata lemancipazione, sapete? Io sono la prima suora esorcista, e allora? Sono anche ambiziosa. Voglio diventare la prima papessa della storia. Sono stanca delle prevaricazioni fallocratiche!

FRANCESCO. Perch, anche i preti fallocrano?

SUORA. E sapete una cosa? Dio non un uomo. So per certo che si tratta di una donna. Si chiama Dia.

FRANCESCO. Davvero?! Io pensavo che fosse come gli angeli. Senza sesso!

SUORA. Sciocchezze. Solo gli eunuchi sono senza sesso. E anche certi sottosegretari

Adesso basta, mettiamoci al lavoro ( a Fausto) lei pu assistermi durante lesorcismo.

FAUSTO. Bene! Lho sempre desiderato fare!

FRANCESCO. State scherzando, vero?

SUORA. ( Gli si avvicina e gli spruzza un liquido da una bottiglietta per liquori presa da una borsa ventiquattro ore) Nel nome del Padre, del Figlio, ePadre, Figlioe chi era, laltro?

FAUSTO. Lo Spirito Santo, sorella.

SUORA E lo Spirito Santo sorella. Lassatanato parla delle lingue sconosciute?

FAUSTO. S. Sta studiando linglese con le audiocassette.

FRANCESCO. Andiamo, io non sono assatanato !

SUORA. Avete notato oggetti che cambiano posto da soli, o spariscono?

FRANCESCO. Si.

FAUSTO No.

SUORA. Si o no?

FRANCESCO. Non trovo pi certe mie poesie. Secondo me le hai nascoste tu.

FAUSTO. Io no. Sar stato il demonio. Eppure dovrebbero piacergli.

SUORA Lindemoniato ha dei problemi personali?

FAUSTO. Eccome! Ha ingravidato una donna!

SUORA. Il figlio del demonio! Credo proprio che il suo amico sia posseduto. Da Scubid in persona.

FRANCESCO. Sono posseduto da Scubid?

FAUSTO. Forse intende dire Belzeb.

FRANCESCO. Non giunga a conclusioni affrettate, sorella. Lanamnesi non mica completa. Faccia unultima prova!

SUORA. Zitto, demonio! Decido io quando fare lultima prova!...Far unultima prova (prende dalla borsa un mazzo daglio, poi inizia a ballare e a cantare intorno a Francesco) Vade retro Belzeb non ti voglio vedere pi, vade retro Belzeb non ti voglio vedere pi ! ( travolta dal ritmo improvvisa una specie di tarantella; i due la guardano prima perplessi, poi si uniscono alla danza. Alla fine si accasciano tutti, stremati. Ansimando. ) Allora, ha funzionato?

FAUSTO. Non credo. Laglio manda via i vampiri, non il diavolo.

SUORA. Davvero? B, non rimane che la lettura del testo sacro ( dalla borsa prende un libro e inizia a leggere, con tono solenne e partecipe)

Amo questa castit che come un intervallo di pace dopo lorgasmo del sesso che ora tra noi come un bucaneve forcuto di fiamma bianca! ( i due si guardano, sorpresi) E quando verr la primavera, allora potremo fonderci e rendere la fiammella splendente, gialla e splendente ( si commuove).

FAUSTO. Questo non mi sembra un testo sacro!

SUORA. Come no! Lamante di Lady Chatterly: il mio romanzo preferito!

FRANCESCO. Senta Lucilla, io non sono posseduto. Le sue sono solo illazioni, lei non ha delle prove.

SUORA. Non ho prove empiriche, ma ho fede!

FAUSTO. Vede, Francesco deve sposarsi improvvisamente, e forse ha ancora dei dubbi, non ha avuto il tempo di farsene una ragione.

SUORA. Io penso che due persone possano venirsi incontro, essere molto vicine, ma le loro anime sono come fiori, ognuna abbarbicata al proprio terreno, e se una tenta di raggiungere laltra, deve per forza staccarsi dalle proprie radici. E chiaro?

FRANCESCO. Mica tanto.

SUORA. Riflettici. Io ora devo andare: altre anime vagano perdute nel deserto della vita, e la loro risposta si chiama Lucilla!

FRANCESCO. La accompagno ( escono)

FAUSTO. (fra s) Certo, staccarsi dalle proprie radicima come si fa a essere veramente sicuri di poter amare qualcuno per sempre? Non sarebbe pi semplice avere una data di scadenza, come le medicine? E se un bel giorno ti accorgi di aver commesso un errore? A Francesco potrebbe anche succedere, lui ingenuo, insicuro.

A quel punto potrebbe anche perdere il lume della ragione!

Scena 3

Cambio luci. Sogno di Fausto.

Francesco-Amleto seduto, pensoso. Indossa un abito shakespiriano. Entra Marta, parla con enfasi e a voce molto alta. Francesco si spaventa, sussultando .

MARTA. Mio Signore, come stata Vostra Altezza in questi giorni?

FRANCESCO. Vostra Altezza? E che ne so, chiedetelo a lui.

MARTA. Ma Vostra Altezza siete voi!

FRANCESCO. Voi chi? Chi altro c ?

MARTA. Ecco, voi nel senso di lei.

FRANCESCO. Lei? ( si guarda intorno) una donna? E dove?

MARTA. Ma no, lei tu! Tu ! Parlavo di tu ! Voglio dire, di te.

FRANCESCO. Ah parlavi di me? E cosa dicevi?

MARTA. Chiedevo come stavate.

FRANCESCO. Prima stavo bene. Adesso mi venuto un piccolo herpes. Proprio qui.

MARTA. Signore, ho qui certi ricordi che da tempo volevo restituirvi. Prendeteli.

( gli porge un pupazzetto. Lui prima sorride, poi lo getta via)

FRANCESCO. No, io no . Non vi ho mai dato nulla.

MARTA. Oh si, sapete bene di avermeli dati. E con parole di cos dolce alito ( F. cerca di sentirsi lalito) che ne accrescevano il pregio. Ora che il loro profumo svanito, vi prego, riprendeteveli. Poich diventano poveri per animo sensibile i doni, quando il donatore si rivela crudele.

FRANCESCO. Se veramente siete bella e onesta, la vostra onest dovrebbe guardarsi bene dallattaccar discorso con la vostra bellezza.

MARTA. Potrebbe lonest meglio accoppiarsi con la bellezza?

FRANCESCO. Penso di s, poich arriver prima la vostra bellezza coi suoi sortilegi a fare della vostra onest una prostituta, che non la forza dellonest a ridurre la bellezza a sua immagine e somiglianza!

MARTA. Signore, potrebbe ripetere il concetto dellultima frase? Non ho fatto a tempo a prendere appunti.

FRANCESCO. Per farla breve, volevo solo dire che io un tempo vi ho amata.

MARTA. Cos almeno mi faceste credere.

FRANCESCO. Non bisognava prestarmi fede. Non si pu innestare la virt nel nostro ceppo, che la sua vecchia fibra non rigermogli.

MARTA. Cosa intende, mio Signore?

FRANCESCO. Non lo so. La mia lingua incomprensibile anche a me stesso. Per tagliare, io non vi amavo!

MARTA. Tanto pi fui ingannata.

FRANCESCO. V in convento! Perch vuoi farti matrice di peccatori, tu?

MARTA. Prego?!

FRANCESCO. Io sono orgoglioso, ambizioso, e vendicativo: proprio un bel furfante! Che ci va bulicando la gente del mio stampo, fra cielo e terra? Qui siamo tutti un branco di canaglie, e tu faresti meglio ad andare in convento! In convento, ho detto! E datemi un altro cavallo!

MARTA. Si sta confondendo. Il cavallo unaltra storia!

FRANCESCO. Io volevo un cavallo vincente per la corsa tris. So che usate i belletti. Dio vi ha dato una faccia e ve ne pasticciate unaltra! Spettegolate, miagolate, snomate le creature di Dio e fate lascivia del vostro candore! V, a questo gioco non gioco pi, me ne vado a Malib! Ora v in convento, io vado a giocare a tennis con Fausto ( exit)

MARTA. Oh, tanto stravolto un simile intelletto ! Signore, sei caduto cos in basso!

Ed io sono la pi desolata, la pi afflitta fra le donne: io che ho assaporato il miele e la soave musica delle sue parole damore, ridotta ora a sentire la sua voce come una dolce campana che per una crepa suona falsa e bolsa. Misera me, che ho visto quello che ho visto e vedo quello che vedo! ( fa per uscire ma va sbattere sulla porta) Porcquesta non lho vista! ( le luci tornano su Fausto, che parla rivolto al pubblico)

FAUSTO. Certo, potrebbe ragionevolmente andare a finire cos! Oppure la gelosia potrebbe condurre sulla strada della follia! Francesco iracondo, impulsivo, potrebbe trasformarsi in qualsiasi momento in una bestia, senza neanche sforzarsi un pochino.

( cambio luci per secondo sogno shakespiriano. Marta seduta e fa la maglia, tranquilla. Entra Francesco-Otello, esagitato)

FRANCESCO. Demonio! Demonio! Demonio! Vergogna! Vergogna! Se potesse la terra generare da lacrime di donna, da ogni goccia che le cade dagli occhi nascerebbe un serpente!

MARTA. Caro, quante volte te lo devo dire, non mangiare pasta e fagioli prima di coricarti.

FRANCESCO. Oh me sventurato! Se solo il cielo avesse fatto piovere sul mio corpo ignudo ogni sorta di piaga e di obbrobrio!

MARTA. Ignudo??

FRANCESCO. Se solo mi avesse immerso nella povert fino alla punta dei capelli! Oppure disperso nella prigionia! Avrei potuto trovare in qualche angolo dellanima un filo di rassegnazione!

MARTA. Ho capito: anche stasera abbiamo tua madre a cena.

FRANCESCO. Devi morire, o ingannerai altri uomini. Conserva questo tuo aspetto quando ti avr uccisa, ed io ti uccider e ti amer ancora: ancora un bacio, nessuno ne avesti mai di pi dolce e pi mortale !

MARTA. Bacio mortale? Hai ancora lalito pesante?

FRANCESCO. (si annusa lalito ) Hai gi detto le preghiere stasera?

MARTA. Non le dico da quando avevo dieci anni, lo sai.

FRANCESCO. Se ti sovviene di alcuna colpa non ancora riconciliata con il Cielo, chiedete subito perdono!

MARTA. Ma che dici, sei esaurito? Perch non chiedi a mio padre le ferie?

FRANCESCO. Ricorda i tuoi peccati! Non voglio uccidere impreparata lanima tua.

MARTA. Lunico mio peccato di averti sposato,ah!ah!

FRANCESCO. Quel fazzoletto che mi era tanto caro e te lo avevo regalato a Natale, e tu invece lo hai regalato a Cassio!

MARTA. Cassio? Ma chi, il ragioniere del terzo piano?

FRANCESCO. Guardati anima dolce dallo spergiuro! Sei sul letto di morte. Non puoi non ricordarti del fazzoletto blu.

MARTA. No, guarda che era giallo, lo ricordo bene!

FRANCESCO. Femmina spergiura, mi fai il cuore di sasso!

MARTA. Guarda, ho incontrato qualche volta il ragioniere in ascensore, ma non ricordo di avergli dato un fazzoletto. Neanche di carta.

FRANCESCO. Io ho visto il fazzoletto, e Cassio ha confessato di averlo usato con te in modo illecito.

MARTA. In modo illecito? Ma cosa vorresti insinuare?

FRANCESCO. Non lo so. E tutto frutto dellimmaginazione di Fausto.

MARTA. Non dare retta a Fausto. Lui solo geloso di me!

FRANCESCO. No, io sono geloso di te!

MARTA. Va bene, suoniamo al campanello del ragionier Cassio e sentiamo cosa ha da dire a proposito del fazzoletto!

FRANCESCO. Ormai tardi, il delitto stato consumato, la sua bocca chiusa per sempre! Ci ha pensato lonesto Iago !

MARTA. Iago ? Il portinaio?

FRANCESCO. Io ti amo, ma ora devo ucciderti ! ( fa per strangolarla)

MARTA. Francesco, che fai, sei impazzito! Aspetta! Io sono sempre stata moglie fedele e devota. E vero, Cassio qualche volta ci ha provato, voleva mettermi le mani addosso, ma io non lho permesso, non ci sono mai stata, lo giuro!

Prenditela con lui, piuttosto! Calpesta i suoi gerani, bucagli le ruote della macchina, ma non uccidermi, ti prego, non lo merito, non giunta la mia ora! Ho ancora il sugo sul fuoco, e domani sono invitata a quel vernissage! ( lui la strangola. cambio luci )

CONRAD. Che cos quella sensazione quando ci si allontana dalle persone, e loro restano indietro sulla pianura finch le si vede appena come macchioline che si disperdono? E il mondo troppo vasto che ci sovrasta, ed laddio. ( exit)

Scena 4

Francesco sta finendo di riempire due grandi valigie.

FAUSTO. Allora hai deciso.

FRANCESCO. Cos sembra.

FAUSTO. Cambi casa.

FRANCESCO. Gi.

FAUSTO. Ti sposi.

FRANCESCO. S .Dovresti farlo anche tu.

FAUSTO. Matrimonio? Ora e per sempre addio serenit dellanimo! Addio schiere piumate, addio grandi conquiste che fanno dellambizione un merito! Addio cavalli nitrenti e trombe squillanti! Alti stendardi, ricchezze, orgoglio, addio!

FRANCESCO. Sei contrario al matrimonio? Credi solo negli accoppiamenti fugaci?

FAUSTO. Ci crederei se li avessi, di tanto in tanto. Mi preoccupo per te, ecco tutto.

FRANCESCO. Io so sempre quello che faccio. Anche quando non lo so.

FAUSTO. Spero che il tuo matrimonio funzioni.

FRANCESCO. Credi sia possibile?

FAUSTO. Perch no . Tu credi sia possibile?

FRANCESCO. Ma te lho chiesto io !

FAUSTO. Si? E cosa ti ho risposto?

FRANCESCO. Che possibile.

FAUSTO. Mi mancheranno i nostri discorsi. Tutto si dilegua in un attimo. Tutto cambia cos in fretta, e io arrivo sempre in ritardo.

FRANCESCO. Le cose accadono cos, nessuno ti avvisa prima.

FAUSTO. Io capisco anche che tu voglia sposare Marta, avere delle sicurezzema perch rinunciare a scrivere e lavorare col suocero! Perch?

FRANCESCO. Che ne dici di uno stipendio da venti milioni al mese, la mercedes aziendale, la casa al mare, la barca, benefit vari tipo labbonamento in tribuna centrale ?

FAUSTO. ( riflette ) S, ma a parte questo?...E i nostri sogni, le nostre ambizioni?

FRANCESCO. A qualcosa dovr pure rinunciare.

FAUSTO. Ricordati che il potere non sogna, e non possiede incanti. Chi acquista il potere perde la magia dellinvenzione!

FRANCESCO. Ma io star attento!

FAUSTO. Ricordati che il denaro non ti far mai felice, e la felicit non ti far mai ricco!

FRANCESCO. E questo che significa?

FAUSTO. Significa che nelle capanne non entrano i delitti, e che il veleno si beve nelle coppe doro, non nelle povere mense!

FRANCESCO. E allora?

FAUSTO. E allora io non ho bisogno di alti soffitti fulgenti davorio!

FRANCESCO. Beh, questo si vede. Qui abbiamo vissuto un po sottotono, diciamo!

FAUSTO. Era per distinguerci.

FRANCESCO. Distinguerci da cosa?

FAUSTO. Beh, non sodai ricchi?

FRANCESCO. Credimi, non voglio rinunciare ai sogni, solo che adesso ho delle responsabilit, e le devo affrontare.

FAUSTO. Non cambiare vita, dai! Limmaginazione pu costruire la realt, pu diventare la tua realt, e prenderai ordini solo da lei!

FRANCESCO. A chi importa ormai di cose come larte, la letteratura, la poesia? Tanto vale fare quello che faccio, e vivere una vita agiata e normale.

FAUSTO. Ma tu aborrivi la normalit !

FRANCESCO. Ma no, non poi cos male. ( intanto chiude la valigia) ora devo proprio andare. Te la caverai da solo?

FAUSTO. Certo. I problemi li ho sempre risolti io.

FRANCESCO. Li hai anche sempre creati tu. ( lo abbraccia ) Stammi bene. (exit)

FAUSTO. Ciao! E non essere geloso di Marta! Non strangolarla mai! ( guarda lamico allontanarsi. ) La storia con Cassio non veraE colpa dellonesto( si guarda intorno, passeggia per la casa, non sa cosa fare, ad un certo punto prende un bastone e un cappello a cilindro, accenna due passi, poi si ferma. Dalla porta rimasta socchiusa fa capolino Ginger)

GINGER. E permesso? Fausto? Ti ricordi di me?

FAUSTO. Certo che mi ricordo.

GINGER. Ho di nuovo finito lo zucchero.

FAUSTO. Grazie al cielo !

GINGER. Cosa facevi con bastone e cappello?

FAUSTO. Nulla. Avrei dovuto fare un numero musicale per beneficenza, ma il mio amico se ne andato, e cosPer forse tuionoiinsieme

GINGER. Perch no? Come sono i passi che volevi provare?

FAUSTO. Ora ti faccio vedere

( Fausto accenna qualche passo, Ginger lo segue, prima titubante, poi pi sicura, poi , quando attacca un vecchio brano musicale, forse Lets face the music and dance, i due si lanciano in una danza sfrenata, fino a che le luci sfumano)

POESIE PROSAICHE di MARCO ROMEI

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