Autore: Niccol Matcovich
Mail: n-matcovich@hotmail.it
Cellulare: 3283724237
Posizione SIAE: 232450
Codice SIAE: 918888A
Polite
PERSONAGGI:
Polite, diciottenne
Faria, un uomo anziano
Amazzone, una donna sulla cinquantina
Ragazza
Ragazzo
Federica Creta, madre di Polite
Scena I
2019. Il CSF una struttura di soli uomini. I bambini vengono lasciati qui alla nascita in cambio di qualche denaro. Crescono nel Centro. Il loro inserimento sociale, raggiunta la maggiore et, dipende esclusivamente dalle scelte del CSF.
Al CSF le donne non esistono. Sono cancellate persino da internet.
Internet ovunque.
Una stanza piccola, poco illuminata. Ricorda la cella di un monastero, o una grotta. Arredata in maniera semplice e rustica, un letto e poco pi. Polite fa avanti e indietro e mugugna tra s parole come se memorizzasse un discorso. A tratti si perde, alza gli occhi al cielo come imprecando, ricomincia. Entra Faria. Polite sobbalza.
FARIA: Sei pronto?
POLITE: (teneramente) Non farlo mai pi.
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FARIA: Dammi da sedere. (si siede sul letto di Polite, accarezza le lenzuola e sorride con un velo di amarezza) Come stai?
POLITE: Ho fatto un incubo terribile!
FARIA: Il letto ancora bagnato.
POLITE: Sono in cima ad una scogliera (sale sul letto), guardo il mare. Un mare nero, tempestoso. Come la tua faccia. (pausa) Che succede?
FARIA: Sono concentrato.
POLITE: Dalla scogliera vedo avvicinarsi qualcosa dal mare, qualcosa che diventa sempre pi grande, fa paura. Voglio urlare, ma non ci riesco. Provo a muovermi e il mio corpo non risponde. Quel mostro si avvicina, si fa sempre pi grande: una nave! Senza marinai, senza timone, un capitano fantasma. Una nave che vive da sola. Corre, corre verso di me, mi punta. vicinissima. Ha uno squarcio nero sulla prua. E poi mi risucchia!
Polite si getta su Faria e lo abbraccia stretto. Faria lo scansa dolcemente.
FARIA: Quella nave il mondo che ti aspetta. Stanotte hai fatto la tua scelta.
POLITE: Parto, s, ma ho paura. Tutta quelloscurit. Internet. Le immagini che vediamo ogni giorno, gli studi. Sembra una giungla. Una grande foresta che sussurra. Respira. E le citt Cos dense di fumo! Cos strette, ti soffocano. (pausa) Qui tutto perfetto Gli orti da coltivare, gli amici, il fuoco della sera Come far a scaldarmi? FARIA: Perch parti?
POLITE: (ci pensa un po) Mi hai insegnato tutto No?
FARIA: Facciamo una prova.
POLITE: Quanto manca?
FARIA: Poco.
POLITE: Ho paura di sbagliare qualcosa. Ci saranno tutti Il Consiglio mi spaventa. Siete cos seri, nelle cerimonie ufficiali.
FARIA: E il tuo compleanno. Una festa. Non prenderla come una cerimonia ufficiale.
POLITE: Diciotto anni passati qui dentro, e allimprovviso tutto nuovo. Da solo. Un fagotto, una
pacca sulla spalla Come farai adesso?
FARIA: E tu?
POLITE: Io cercher lavoro nella citt fatta di fumo.
Pausa. Polite sta per fiondarsi verso Faria in cerca di un altro abbraccio.
FARIA: (fermandolo) Facciamo la prova. Labito pronto?
POLITE: Vuoi che lo indosso?
FARIA: Meglio non fargli pieghe. Lo metterai subito dopo la prova.
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POLITE: Vedi? una cerimonia ufficiale! Perch cerchi di tranquillizzarmi?
FARIA: Sono i tuoi diciotto anni, devi essere pronto alla vita. Tu hai scelto di partire.
POLITE: Forse ho sbagliato.
FARIA: Devi essere convinto.
POLITE: Dove sarete voi? Non mi ricordo nulla Faria si alza, un po a fatica. Si mette davanti alla porta.
FARIA: Il Superiore qui. Io sar alla sua sinistra. Devi rivolgerti a lui. Su, avanza.
Polite, allaltro capo della stanza, avanza verso Faria con passo incerto.
FARIA: Stai dritto. Pi sicuro.
Polite arriva davanti a Faria, china il volto, lo rialza, lo guarda. Lascia che Faria gli prenda il volto tra le mani. Lo bacia sulla bocca. Un bacio che sembra pi lungo di quanto dovrebbe. Faria cede, poi prende coscienza e spinge Polite, che casca in terra. Gli si avvicina con passo sicuro, minaccioso.
POLITE: No, ti prego! Hai detto che devo essere pulito, pronto. Vuoi farmi andare davanti al
Superiore pieno di sangue?
FARIA: Recita la formula.
POLITE: Mi hai fatto male.
FARIA: La formula.
POLITE: Non me la ricordo Non farmi male!
FARIA: (tenendolo stretto con le braccia) Devi andartene subito.
Faria inizia a muoversi per la stanza. Cerca di raccogliere le cose da far portare via a Polite, che resta seduto e non capisce.
POLITE: Andarmene?
FARIA: Scappa. Corri. Tieniti leggero. Il computer, qualcosa da mangiare, nientaltro.
POLITE: Che storia questa?
FARIA: Una storia nuova. La scriviamo insieme.
POLITE: E la cerimonia? Le prove? Il saluto agli amici?
FARIA: Sono tutte frottole.
POLITE: Ma che dici?
FARIA: Stiamo perdendo tempo.
POLITE: Non capisco.
Faria si ferma, guarda Polite intensamente.
FARIA: Se non scappi adesso non te ne andrai pi. La cerimonia non esiste. Sei condannato a restare qui. Questo posto perverso funziona cos.
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Polite non capisce, non riesce a parlare. Faria lo strattona e Polite si alza e raccoglie confusamente le proprie cose facendo fagotto.
FARIA: La libert per pochi, ragazzo mio.
POLITE: (continuando a raccogliere le cose) Tutto questo va contro di loro.
Faria sorride.
POLITE: Cosa ti succeder?
FARIA: Muoviti!
Polite raccatta le ultime cose.
FARIA: In fondo al corridoio c un buco nel muro, abbastanza grande da farti passare con un po di sforzi. Esci da l, percorri il lato esterno del giardino, attraversa gli orti e vai pi lontano che puoi. Nasconditi prima della notte, trova un riparo. Poco prima della citt ci sono luoghi abbandonati, deserti. Puoi stare l, nessuno ti dir niente. POLITE: Ti puniranno per questo. Perch lo fai?
Faria si avvicina al ragazzo e lo abbraccia di un abbraccio forte e doloroso.
FARIA: C unultima cosa che devi sapere.
POLITE: Adesso ho davvero paura.
FARIA: Tu sei nato da donna.
POLITE: Che vuol dire?
FARIA: Conoscerai le donne nel mondo. Un mondo che non cos terribile come ti abbiamo insegnato in questi diciotto anni. Tutto ci che avete visto e studiato su internet filtrato dal loro per farvi spaventare, per tenervi stretti. Fuori da qui si chiama censura, uno dei mali del nostro tempo. Vedrai le donne, ti innamorerai, in qualcuna di loro cercherai la madre. POLITE: Cos la madre?
FARIA: E la donna che ti ha messo al mondo.
POLITE: Messo al mondo? Non capisco E lalbero nel cortile? Il rito di primavera? Non sono forse nato dalla terra?
FARIA: Sei cresciuto nella pancia di una donna. Sei rimasto l per nove lunghi mesi e poi sei uscito da lei.
POLITE: Com fatta la madre?
FARIA: E tardi. Vai, adesso. Vai!
Polite stringe Faria. Lo vuole baciare.
FARIA: Ti aspetta il viaggio pi bello. Vai!
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Polite sta per uscire, di fretta e confuso. Esita, corre da Faria e gli stampa un bacio sulla bocca. Esce. Faria si siede sul letto, accarezza nuovamente le lenzuola, forse le annusa. Sistema il letto, guarda la camera.
FARIA: Non mi dimenticare.
Tre colpi ritmati alla porta. Faria la guarda. Sorride.
Buio.
Scena II
Un luogo vuoto, sembra un edificio abbandonato.
Polite al computer.
Sulla parete appare Amazzone64, una donna sulla cinquantina, leggermente in carne, vestita succinta e con un pesante trucco sul volto.
I due si guardano a lungo, in silenzio. Lei sorride, lui immobile con gli occhi sgranati.
AMAZZONE: Sei bello.
Silenzio.
AMAZZONE: Io sono bella?
Silenzio.
AMAZZONE: Forse non abbastanza. (pausa) E se faccio cos? (si massaggia i seni) Che succede se faccio cos? Non succede niente?
Silenzio.
AMAZZONE: Ma che musetto smarrito Non ti basta che faccio cos? Devo essere pi espansiva? O forse basta andare un po pi gi? Mh Non troppo presto? Dai, che ti piace se faccio cos
Silenzio.
AMAZZONE: E va bene Come sei misterioso! Allora raccontami un po di te. Ce lhai laudio attivato? Sei di pietra?
Silenzio, poi
POLITE: Tu sei una donna.
AMAZZONE: Fammi pensare Una donna navigata, s. E tu? Tu chi sei?
POLITE: E la prima volta che parlo con una donna vera.
AMAZZONE: Lo prendo come un complimento.
POLITE: Hai una voce strana.
AMAZZONE: Le sigarette
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POLITE: Pi dolce. E le labbra cos rosse!
AMAZZONE: Pronte per lamore.
POLITE: Le ciglia scure.
AMAZZONE: Sono una lupacchiotta pronta per mangiarti!
POLITE: Dove vivi? Su Venere?
AMAZZONE: (ridendo) Pi o meno Sai, mio marito fissato con il design, quello finto, che costa poco. Prende tutte cose sulluniverso. fissato, con luniverso. Le galassie, (sexy) i buchi neri Ma soprattutto va matto per le cose tonde, i pianeti. Per questo ha scelto me. (ridendo) Mi ingozza per farmi diventare sempre pi tonda. Un bel pianetone! POLITE: Hai un marito?
AMAZZONE: Purtroppo s. Tocca a tutte, prima o poi. Ti eccita questa cosa? Il ragazzino che
conquista la donna vissuta. divertente, no?
POLITE: Che lavoro fai?
AMAZZONE: Ma quante domande!
POLITE: I tuoi capelli profumano, vero? Ho letto che i capelli delle donne profumano.
AMAZZONE: Pantene e Marlboro rosse. Vuoi annusarmi?
POLITE: Non posso, dal computer non si sentono gli odori.
Amazzone ride.
AMAZZONE: (accendendosi una sigaretta) Ti d fastidio se fumo?
Sputa il fumo verso la cam con fare sexy. Polite si tocca.
AMAZZONE: Che fai? Non volevi parlare un po?
Polite ritrae la mano, imbarazzato.
AMAZZONE: Scherzavo, cucciolo. Ma gi che ci siamo raccontami un po di te. Dove vivi? POLITE: Non lo so. In una stanza grande, vicino alla citt fatta di fumo. Ma me ne vado via presto. Ho visto un sacco di donne, ormai so benissimo come sono fatte.
AMAZZONE: (carezzandosi) E come sono fatte?
POLITE: (subito) Ma solo video.
AMAZZONE: Non voglio sapere che tipo di video Quanti anni hai?
POLITE: Diciotto.
AMAZZONE: Sei un ometto!
POLITE: E tu?
AMAZZONE: Non si chiede let a una signora.
POLITE: Perch no?
AMAZZONE: Sei strano. (pausa) Ti va di giocare un po? Dai, divertiamoci
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POLITE: Io mi sto gi divertendo!
Amazzone si spoglia. Forse resta in reggiseno, forse toglie anche questo.
POLITE: Che che gioco ?
AMAZZONE: Sei cos ingenuo che mi fai bagnare
POLITE: Non hai un fazzoletto?
Amazzone ride.
AMAZZONE: Cosa cerchi?
POLITE: Cercavo te
AMAZZONE: Lo dici a tutte?
POLITE: Sei la prima con cui parlo
AMAZZONE: Mh Un novellino! E adesso che mi hai?
POLITE: Non ti lascio.
AMAZZONE: Che tenerone
POLITE: Quando ci vediamo?
AMAZZONE: Ehi, ma quanto corri! Sei cos preso?
POLITE: Non vedo lora di vederti dal vivo. Di toccarti.
AMAZZONE: Mi piaci, ragazzo! Sai fra poco torna mio marito
Amazzone ricomincia a toccarsi. Muove la lingua, chiude gli occhi. Polite anche si tocca. Inizia a masturbarsi. La scena va avanti in crescendo, finch Polite viene, cercando di trattenere delle sommesse grida di piacere. Amazzone ride.
AMAZZONE: Non mi ci voluto tanto! E bravo il mio campione.
Polite si pulisce e si sistema con movimenti impacciati, come nascondendosi da Amazzone, che intanto muove la lingua e si tocca le labbra con le dita.
POLITE: (imbarazzato) Ti va di vederci?
AMAZZONE: Va bene
POLITE: Fra unora?
AMAZZONE: Fra unora non ti sei neanche ricaricato!
POLITE: Che vuol dire?
AMAZZONE: Dai, sta tornando mio marito Facciamo domani.
POLITE: Dove?
AMAZZONE: Qui, in citt.
POLITE: In citt
AMAZZONE: Se vuoi vengo da te.
POLITE: Sar la prima volta, per me
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AMAZZONE: In citt meglio. Ciao cucciolo.
Polite chiude il computer, resta a fissare il vuoto, poi la parete su cui era proiettata Amazzone.
Sorride.
Buio.
Scena III
La panchina di un parco.
Polite aspetta, si guarda intorno.
Entra Amazzone, sorridente. vestita in modo pacchiano e fuori contesto. Porge la mano a Polite, ma questi le salta addosso e inizia a toccarle i seni, baciarla, assaggiarla.
AMAZZONE: (divertita) Ma che fai? Sei impazzito! Ehi, ci vedono tutti! Va beh che non c un cane
POLITE: Odori tanto!
AMAZZONE: E lasciami!
Polite non riesce a staccarsi. Affonda il viso dentro i seni, la annusa.
AMAZZONE: (brusca) Basta! Sediamoci.
Polite si siede come rispondendo a un ordine.
AMAZZONE: Che matto (si accende una sigaretta. Fuma in faccia a Polite, che assorbe sorridendo) Vuoi?
POLITE: Come si fa?
Amazzone, con fare sexy, gli mostra come tirare una grande boccata di fumo. Passa la sigaretta a Polite, che prova, poi tossisce.
AMAZZONE: Prima volta, eh?
POLITE: Che schifo!
AMAZZONE: Lo dicono tutti, poi
POLITE: Posso toccarti?
AMAZZONE: Non mi hai ancora detto il tuo nome!
POLITE: Posso riprovare?
AMAZZONE: Va bene, ragazzo misterioso. Allora io resto Amazzone.
Amazzone gli passa la sigaretta. Polite aspira, sputa il fumo in faccia ad Amazzone cercando di imitare il suo fare sexy, ma poi tossisce. Amazzone riprende la sigaretta, aspira, bacia in bocca Polite e gli sputa il fumo in gola. Polite la avvinghia e ricomincia a baciarla e toccarle i seni.
AMAZZONE: Sei affamato!
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POLITE: Perch tuo marito non venuto?
AMAZZONE: (ridendo) E l che ci guarda, nascosto dentro un cespuglio con il binocolo e il
caschetto da esploratore.
POLITE: Chiamalo!
Amazzone afferra Polite e lo bacia. Inizia a spogliarsi, ogni tanto si guarda in giro: il parco deserto. Resta solo con una magliettina trasparente, non ha il reggiseno. Polite non smette di toccarle i seni, li guarda, li morde. Amazzone infila le mani nelle mutande di Polite, inizia a masturbarlo. Si avvicina con la bocca.
AMAZZONE: (mettendosi un indumento sulla testa) Tienilo ai lati. Meglio di niente
Amazzone gli pratica sesso orale. Polite geme, scalpita, non riesce a contenersi. Viene dopo una manciata di secondi.
AMAZZONE: (tirandosi su e ingoiando) La prossima volta avverti, cucciolotto.
Si pulisce la bocca con le dita. Sorride. Polite torna allattacco abbracciandola e toccandole i seni.
AMAZZONE: Ma non ti accontenti mai? Lasciami respirare un attimo! Hai un fazzoletto?
POLITE: Grazie.
AMAZZONE: Sono brava?
POLITE: A fare cosa?
AMAZZONE: Alla faccia di quel tronco di mio marito.
POLITE: E un tronco davvero?
AMAZZONE: Cammina cos.
Amazzone tiene la borsa a mo di 24ore e accenna una camminata sbilenca, che la rende ridicola. Polite ride. Lei inciampa e cade. Polite ride.
AMAZZONE: Mi sono fatta male!
POLITE: Scusa, pensavo che (imita il tronco)
Amazzone si risiede.
POLITE: E una bella giornata.
AMAZZONE: Fra poco devo andare.
POLITE: Posso venire con te?
AMAZZONE: Direi di no.
POLITE: Posso toccarti?
AMAZZONE: Basta!
POLITE: La citt strana. C meno fumo. Me ne aspettavo molto di pi! E ci sono un sacco di donne. Alcune sono belle. tutto cos pieno di strade Ho visto un uomo che aveva la frutta e
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la verdura su un tavolo allaperto. La gente passava, guardava e non prendeva niente. Andava
avanti. Da me la frutta e la verdura stavano gi, nella terra, oppure sugli alberi. E noi
dovevamo accudirle e crescerle per poi raccoglierle. tutto cos strano Mi mette un po di
tristezza. Sembra che a nessuno gli importa di niente. Ti piace la citt? Non c tanto fumo,
pensavo molto peggio.
AMAZZONE: Che noia
POLITE: Ci sentiamo al computer!
Polite se ne va, lasciando Amazzone in sospeso. Lo guarda allontanarsi, sorride stranita. Si
accende una sigaretta.
Buio.
Scena IV
Lo stesso luogo della scena II. Polite con una ragazza. Lei si guarda intorno, un po smarrita.
RAGAZZA: Certo che questo posto proprio strano
POLITE: Ti piace?
RAGAZZA: Devo essere sincera?
POLITE: Tanto fra qualche giorno me ne vado.
RAGAZZA: E dove?
POLITE: Vado a vivere dalla madre.
RAGAZZA: La madre di chi?
POLITE: La mia!
La ragazza ride.
RAGAZZA: Ce lhai una sigaretta?
POLITE: Mi fa schifo.
RAGAZZA: Un po di erba?
POLITE: Sotto, in giardino.
RAGAZZA: Scemo Va beh, ho capito, sei un perbenino. Qualcosa da mangiare?
POLITE: Non te lo posso dare. Sto finendo le scorte, poi muoio di fame.
RAGAZZA: Uff che noia Perch non lo sistemi un po questo posto? Cos fa paura.
POLITE: Mi piace. Non mi manca niente.
RAGAZZA: Un po di colore Qualche poster! Io ho un sacco di poster in camera mia. Da
quanto stai qui?
POLITE: Non molto.
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RAGAZZA: Non hai paura la notte? A me mi mette ansia.
POLITE: provvisorio. Volevo prima incontrare la madre. Fra poco vado a vivere con lei.
RAGAZZA: Sei il primo che conosco che la chiama la madre. buffo!
POLITE: Tu come la chiami?
RAGAZZA: Dipende Se parlo di lei dico mia madre o mia mamma, se parlo con lei dico mamma o mami o ma . Quando mi fa incazzare la chiamo per nome.
POLITE: (provando) Mia madre dice che Sai, penso che mia madre (breve pausa) Ma proprio mia?
RAGAZZA: Beh, fino a prova contraria s Se hai fratelli anche loro. Ce li hai?
POLITE: Non ne ho idea.
RAGAZZA: Basta prendermi in giro!
POLITE: (di nuovo provando) Ciao mami! (brusco) Amazzone, non farmi arrabbiare!
RAGAZZA: Si chiama Amazzone? Fico! Ma il suo nome vero?
POLITE: Ma che domanda ?
RAGAZZA: Boh, strano chiamarsi Amazzone Fico per! (pausa) Mettiamo un po di musica,
ho voglia di scatenarmi un po.
POLITE: Vedi sul mio computer.
La ragazza mette sul computer un po di musica, tira su Polite e lo fa scatenare in un ballo frenetico. I due si divertono come bambini, ridono, c complicit. Dimprovviso Polite le tocca i seni, non riesce a trattenersi, un po come avvenuto con Amazzone sulla panchina. Il dialogo che segue avviene ballando e ad alto volume per contrastare la musica.
RAGAZZA: (maliziosa) Ma che fai?
POLITE: Mi piace come balli! Hai un buonissimo odore!
RAGAZZA: E tu hai le mani un po svelte
La ragazza inizia a spogliarsi e fa lo stesso con Polite. Lo aggredisce di baci. Polite la annusa, le lecca i capezzoli, affonda la testa tra i seni. Lei lo butta sul letto, mentre la musica continua ad andare. Preliminari, poi
RAGAZZA: Dove sono i preservativi?
POLITE: Sono quei cappucci di plastica?
RAGAZZA: Dai, scemo, che ho una voglia matta!
POLITE: Non ce li ho.
La ragazza cambia improvvisamente umore, si fa cupa. Si stacca da Polite, va al computer e spegne la musica.
RAGAZZA: Vuoi mettermi incinta a 18 anni? Tu sei pazzo.
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POLITE: Quindi cos che nascono i bambini.
RAGAZZA: Fanculo, cretino.
La ragazza si riveste, sta andando via.
RAGAZZA: Se mi vuoi rivedere attrezzati.
POLITE: Hai un buonissimo odore!
Lei esce.
Buio.
Scena V
La stessa stanza. Polite in collegamento con Amazzone.
AMAZZONE: Mi sei mancato, cucciolo.
POLITE: Come stanno i pianeti?
AMAZZONE: Diciamo che da quando ti conosco ho la testa tra le nuvole
POLITE: Tuo marito?
AMAZZONE: Torner fra poco. Tu?
POLITE: Sto conoscendo le persone. bello!
AMAZZONE: Laltra volta mi hai piantata in asso, al parco Neanche un bacio per salutarmi.
POLITE: Anche oggi odori?
AMAZZONE: Che domanda ?
POLITE: Cio, lo stesso odore dellaltra volta.
AMAZZONE: Direi di s Vorresti annusarmi, eh?
POLITE: Ti spogli?
AMAZZONE: Agli ordini capitano! (si spoglia. Polite si tocca) Mi mancava la tua fretta
Abbassa la cam, fammelo rivedere.
POLITE: Quando ci vediamo?
AMAZZONE: Sto un po incasinata, ma spero presto. Voglio fumarti in bocca.
POLITE: Mi fa schifo.
AMAZZONE: Viva la sincerit!
POLITE: Sto preparando le mie cose. In effetti questo posto non granch, per mi ci sono abituato.
AMAZZONE: Il mio piccolo vagabondo.
POLITE: Tuo marito contento?
AMAZZONE: Ma lascialo stare Vuoi vedere una cosa?
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Amazzone resta completamente nuda e avvicina la passera alla cam. Polite si masturba e la guarda con gli occhi sgranati. Amazzone si tocca.
AMAZZONE: Anche per questa la prima volta? Ehi? Sei vivo?
POLITE: Lho vista solo nei video. Avvicinala ancora.
Amazzone esegue. Muove il bacino.
AMAZZONE: Ti piace cos pulita? Ho detto a quel tronco di mio marito che lho fatto per lui. Mi scoccia sempre che per leccarla la vuole tutta liscia E tu la vuoi?
Polite viene gemendo.
AMAZZONE: Sei davvero una soddisfazione.
POLITE: Resta cos. Fammela guardare ancora.
AMAZZONE: E tutta bagnata Ti piacerebbe toccarla? Asciugarla un po? O vuoi bagnarla
ancora di pi? Con quelle tue labbra morbide
POLITE: Preparo le ultime cose e poi sono pronto.
AMAZZONE: Io ti sto aspettando! La prossima volta per ci vediamo in un posto tranquillo Forse possiamo stare da me. Ti va di inzuppare un po? (poi, di scatto) Oh cazzo, mi sa che tornato mio marito. Ciao cucciolo!
Amazzone chiude il collegamento.
Polite come assorto in un torpore. Sorride.
Buio.
Scena VI
La stanza di Polite, che in compagnia di un ragazzo. Hanno appena fatto sesso. Il ragazzo si sta rivestendo.
POLITE: Perch ti rivesti?
RAGAZZO: Ho freddo.
POLITE: Mi piace guardarti nudo.
RAGAZZO: Sei instancabile.
POLITE: Me lo dicono tutti.
RAGAZZO: Stronzo!
POLITE: Ti piace qui?
RAGAZZO: Ma i tuoi dove vivono?
POLITE: I miei cosa?
RAGAZZO: Tua madre, tuo padre Ce li hai i genitori?
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POLITE: Mio padre vive al Centro. Cio, non proprio mio padre Va beh, diciamo di s. Penso spesso a lui, non so cosa gli hanno fatto da quando me ne sono andato. RAGAZZO: Ma che stai dicendo?
POLITE: Mia madre invece vive in una stanza piena di pianeti. L dentro tutto tondo, mi piace. Anche lei un po tonda. Ci parlo sempre al computer, ma fra poco vado a vivere da lei. RAGAZZO: Stavi da tuo padre?
POLITE: Ci sono stato per 18 anni, s. Poi sono scappato. Mi ha salvato la vita.
RAGAZZO: Sei scappato ma ti ha salvato la vita?
POLITE: Mi ha salvato la vita facendomi scappare. Ma non so molto di quella faccenda
RAGAZZO: Cos, un horror?
POLITE: Sto preparando le ultime cose. Perch non mi aiuti? Prendi quelli. Devo finire lo zaino.
RAGAZZO: Certo che sei bello strambo! Secondo me dici un sacco di cazzate. Tua madre dove abita?
POLITE: Nella citt fatta di fumo.
RAGAZZO: Quindi i tuoi sono separati?
POLITE: Ha un marito. Lo chiama tronco. Dice che si muove cos. (imita il marito di
Amazzone. Il ragazzo ride) Dice che si depila l sotto per me, ma fa finta di farlo per lui.
RAGAZZO: Ma sei impazzito?
POLITE: Guarda, ti faccio vedere una foto. bellissima!
Polite si mette al computer e mostra un paio di foto al ragazzo. Amazzone vestita succinta, come sempre. Forse addirittura nuda.
RAGAZZO: Ma, scusa la schiettezza E una puttana?
POLITE: Ti piace?
RAGAZZO: Ehm s Particolare.
POLITE: A me piace.
RAGAZZO: Sei strano forte.
POLITE: Devo andare. Se vuoi puoi restare un po qui. Non male.
RAGAZZO: Se vai da lei non ci rivediamo pi?
POLITE: Vienici a trovare. Ti presento il tronco. E ti faccio vedere i pianeti.
RAGAZZO: (malizioso) I pianeti me li hai gi fatti vedere Ma se vogliamo stare un po pi tranquilli?
POLITE: L tutto tranquillissimo. Ciao!
Esce.
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RAGAZZO: Aspetta, vengo con te!
Esce.
La stanza rimane vuota per diversi secondi. Cambia la luce, come un addio leggero.
Poi buio.
Scena VII
Casa di Amazzone. Una stanza con suppellettili tonde, sembra un planetario.
I due hanno appena fatto sesso e Polite appoggiato sul ventre di Amazzone. Le accarezza la passera. Amazzone fuma.
POLITE: Questo un buco nero?
AMAZZONE: I buchi neri non si possono penetrare
POLITE: Non riesco a smettere di guardarla. Posso entrarci tutto dentro?
AMAZZONE: Mi faresti male
POLITE: Quando arriva tuo marito?
AMAZZONE: Pi tardi possibile, spero.
POLITE: Non vedo lora di conoscerlo!
AMAZZONE: (ridendo) Scordatelo!
POLITE: Come faccio se neanche lo conosco?
AMAZZONE: Hai mai pensato di scrivere le barzellette per lenigmistica?
Polite prova a masturbare Amazzone.
AMAZZONE: Lasciala stare un po E stanca.
POLITE: Come fa a stancarsi?
AMAZZONE: Chiedilo al bastoncino che hai tra le gambe.
POLITE: (guardandosi il pene) Come fa a stancarsi? (pausa) Non mi risponde Amazzone ride. Polite la asseconda.
AMAZZONE: (scarmigliandogli i capelli) Ma da dove sei uscito?!
POLITE: Da te! Per questo voglio rientrare.
AMAZZONE: Ma che dici?
POLITE: Stasera voglio provare a cucinare. Per mi devi insegnare.
AMAZZONE: E dove?
POLITE: Non avete una cucina?
AMAZZONE: Non possiamo stare qui. Fra un po torna il tronco.
POLITE: Cucino anche per lui!
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AMAZZONE: Smettila, scemo.
POLITE: Ma dormo qui con voi?
AMAZZONE: Ehi, ragazzino, non pi divertente.
POLITE: E allora dove?
AMAZZONE: A casa tua, che domande!
POLITE: Ma adesso questa casa mia. Sono andato via da l.
AMAZZONE: Tu sei pazzo! Mi prendi in giro?
POLITE: Ho portato tutte le mie cose. Non mi serve niente.
AMAZZONE: Ehi, mi stai stancando.
Si alza, se lo toglie di dosso e inizia a rivestirsi. Si accende unaltra sigaretta.
POLITE: Che c?
AMAZZONE: Dai, vattene. Fra poco torna. Se ci trova mi ammazza.
POLITE: Vado dove?
AMAZZONE: Che cazzo ne so dove? Dove ti pare, fuori da casa mia!
POLITE: Io vivo qui adesso.
AMAZZONE: (ridendo nervosa) Non essere ridicolo! Su, smamma!
POLITE: Mi prendi in giro?
AMAZZONE: Non farmi incazzare.
POLITE: Mi hai detto tu di venire qui!
AMAZZONE: Per trombare, certo. Hai presente la parola trom-ba-re? Stop. Che cazzo ti salta in mente? Spero che uno dei tuoi giochetti del cazzo. E adesso smamma!
Polite resta immobile. La guarda costernato.
AMAZZONE: Ma chi cazzo sei tu, un marziano? Che vuoi da me?
POLITE: Voglio stare qui, stare con te. Voglio conoscere tuo marito. Voglio che mi allatti!
AMAZZONE: (ridendo isterica) Tu stai fuori come un balcone! Ma dove vivi? (seria, brusca) Vattene, adesso!
Polite non si muove.
AMAZZONE: Giuro che chiamo la polizia. (urlando) Fuori!
Amazzone strattona bruscamente Polite, lo spinge verso la porta, gli d degli schiaffi sul corpo. Polite accusa, poi dimprovviso reagisce e le d un forte schiaffo sul viso. Amazzone resta immobile, allibita. Polite non capisce, trema.
AMAZZONE: (urlando disperatamente) Sparisci dalla mia vita!
Polite esce correndo e con la coda tra le gambe.
Amazzone piange. Si tocca il viso. Con laltro braccio si copre, come vergognandosi.
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Buio.
Scena VIII
La stanza di Polite. Non pi spoglia, bens rivestita quasi interamente di poster di uomini e donne, forse nudi.
Polite al computer, sembra condurre una ricerca forsennata.
VOCE DI RAGAZZA: Posso?
Polite chiude il computer.
POLITE: Vieni!
Entra la ragazza della scena IV. Si guarda intorno, sorpresa e divertita.
POLITE: Che ne pensi?
RAGAZZA: Sei nervoso Mi nascondi qualcosa?
POLITE: Stavo continuando a cercare. Forse lho trovata.
RAGAZZA: Sei ossessionato
POLITE: (alludendo alla stanza) Ti piace di pi, adesso?
RAGAZZA: E sempre pi matto! Perch anche gli uomini?
POLITE: Ho scelto i pi belli.
RAGAZZA: E io dove sono?
POLITE: Non ce lho un tuo poster Se me lo regali lo appendo.
RAGAZZA: (maliziosa, toccandolo) Non ce n bisogno
Inizia a spogliarlo, ma Polite la blocca quasi subito con un abbraccio. La ragazza sorpresa, sorride.
RAGAZZA: Quasi non ti riconosco!
POLITE: Ho deciso di restare qui.
RAGAZZA: Ma infatti, chi te lo fa fare di tornare dai tuoi?
POLITE: Almeno finch non la trovo. Ti faccio vedere una cosa.
RAGAZZA: Una cosa tra le tue gambe?
Polite si avvicina al computer, lo apre. Mostra alla ragazza la foto di una donna.
RAGAZZA: Sarebbe?
VOCE DI RAGAZZO: Ehi!
POLITE: Vieni!
RAGAZZA: Chi ?
Entra il ragazzo della scena VI.
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RAGAZZO: (porgendo la mano alla ragazza) Ah, ciao, piacere.
RAGAZZA: Ciao
POLITE: Guarda, ti faccio vedere anche a te.
Polite mostra la stessa donna al ragazzo.
RAGAZZO: Tua madre?
POLITE: Credo di s
RAGAZZA: Che vuol dire credo?
POLITE: Non sono sicuro.
RAGAZZO: (alla ragazza) Anche con te fa lo scemo?
RAGAZZA: Comera? Amazzone? Certo, con un nome cos non mi immaginavo questa faccia.
POLITE: (serio) Mia madre non Amazzone.
RAGAZZO: Amazzone sarebbe la puttana?
RAGAZZA: Scusa?
RAGAZZO: Ma s Sai quei giochetti che si fanno Adesso sei la mamma Adesso linfermierina
RAGAZZA: (a Polite) Cio, tu vai a puttane?
RAGAZZO: (accorgendosi dei poster) Che c di male? Lui uno spirito libero. Figa la stanza cos!
POLITE: Voi lavete mai vista?
RAGAZZO: Chi? (guardando un poster di un uomo) Belluccellone lui!
POLITE: Lei. Mia madre. Nella citt fatta di fumo.
RAGAZZA: Ma davvero vai a puttane?
RAGAZZO: No, mai vista. Che ne sai che abita qui?
POLITE: Qui ci abito io.
RAGAZZO: Qui in citt.
RAGAZZA: Io pi ti conosco e meno ti capisco.
RAGAZZO: A chi lo dici!
POLITE: Sentite qua. Mi fa pensare a lei.
Polite mette della musica lenta. Si alza, prende la ragazza e inizia a ballare. Un momento romantico. Il ragazzo sorride divertito.
RAGAZZO: (avvicinandosi ai due) Permette? Scusi eh
Strappa la ragazza a Polite e inizia a ballare con lei, divertito. Lei confusa. Polite sorride, poi va dai due.
POLITE: E ora a noi.
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Prende il ragazzo e i due ballano insieme. Il ragazzo lo bacia con tenero ardore. RAGAZZA: Ehi, ma che cazzo fai? Non esageriamo!
Il ragazzo ride, pensando che lei stia scherzando. Inizia a toccare Polite.
RAGAZZA: Non divertente, smettila! (si avvicina ai due, li separa e guarda il ragazzo) Lui mio!
La ragazza si gira verso Polite e lo bacia. Poi gli d uno schiaffo.
RAGAZZA: Non farlo mai pi.
RAGAZZO: La tua amica pazza?
RAGAZZA: Scusa ma tu chi cazzo sei?
RAGAZZO: Il suo ragazzo.
La ragazza guarda Polite sconvolta. Polite fa spallucce, non capisce.
RAGAZZA: Fanculo, froci del cazzo!
Esce.
RAGAZZO: Bel caratterino
POLITE: E fatta cos Ma tanto poi torna.
RAGAZZO: Sembrava la tua ragazza, per come si comportava. Ci hai scopato? Guarda che sono geloso.
POLITE: Mi piace, ma quando fa cos non la sopporto.
RAGAZZO: E io?
POLITE: Anche tu mi piaci!
RAGAZZO: Pi io o pi lei?
POLITE: Siete diversi.
RAGAZZO: Beh, ci mancherebbe Comunque lasciala perdere, le donne sono tutte uguali.
Tutte puttanelle isteriche. Posso dormire con te, stanotte?
POLITE: Se vuoi
RAGAZZO: Senti ma questa storia di tua madre?
POLITE: Voglio trovarla.
Buio.
Scena IX
Polite nella stessa stanza, da solo. In terra, vestiti sparsi, non solo suoi. Forse uno zaino del ragazzo, a dimostrare che torner presto l.
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Sulla parete di fondo proiettata una pagina Facebook di Federica Creta, la donna che Polite ha mostrato ai due ragazzi nella scena precedente: la scorre freneticamente, guarda le foto, legge le informazioni, scivola sulla bacheca. Passa pi volte sullopzione Aggiungi agli amici, ma poi rinuncia. Apre diverse volte la foto profilo, la guarda attentamente, sembra curioso ma spaventato. Poi la aggiunge come amica con un gesto rapido, istintivo. Aspetta qualche secondo, trema, non stacca gli occhi dal computer. Una notifica gli comunica che lamicizia stata accettata. Appare subito un messaggio nella chat.
MESSAGGIO: Ci conosciamo?
POLITE: Hai la videochiamata?
MESSAGGIO: Non so chi sei
POLITE: Accetta.
Polite videochiama Federica.
FEDERICA: Chi sei?
POLITE: Ho paura.
FEDERICA: Ci conosciamo?
POLITE: Guardami bene.
FEDERICA: Non ti ho mai visto. Sei un mio ex-allievo?
POLITE: Ho avuto altri maestri.
FEDERICA: Non capisco
POLITE: Tutti uomini. Solo uomini. Ho scoperto le donne poco tempo fa. Prima non esistevano.
Federica tace, sembra terrorizzata.
POLITE: Ti ho trovata.
Silenzio.
POLITE: Perch lhai fatto?
FEDERICA: Sapevo che sarebbe successo. Come hai fatto a trovarmi?
POLITE: Ci ho messo molto. Ho sbagliato tante cose. Poi il sito del Centro, larchivio Mi ci
sono voluti giorni.
FEDERICA: Devo andare.
POLITE: Io voglio stare con te.
Federica inizia a piangere.
POLITE: Posso stare con te?
FEDERICA: (piangendo) Non ce la faccio.
Chiude la videochiamata.
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Polite riprova a chiamarla, ma Federica rifiuta. Riprova pi volte, invano. D un pugno al
computer. Rimane a guardare il vuoto.
Buio.
Scena X
Polite con il ragazzo nella solita stanza. Alcuni poster sono strappati, dei pezzi di carta sono in terra.
RAGAZZO: Quindi che fai?
POLITE: Non lo so Non riesco a smettere di guardarla.
RAGAZZO: Ma lei sicuro?
POLITE: Si messa a piangere.
RAGAZZO: Che situazione Ma sto Centro dov? Perch non ne parla nessuno?
POLITE: Non hanno niente da dire.
RAGAZZO: Io li denuncerei.
POLITE: Sono cresciuto bene. I problemi sono altri.
RAGAZZO: (guardando i poster strappati) Ti sei sfogato
POLITE: Ho bisogno di vederla.
RAGAZZO: Non devessere facile, per lei.
POLITE: Ho scritto dove sto sulla sua bacheca. Secondo te verr?
RAGAZZO: Non sai neanche se abita qui.
POLITE: So tutto. Non lontana. Ma non riesco ad andare l.
RAGAZZO: Aspetta un po allora. Ma non smettere di contattarla.
POLITE: Accetter?
RAGAZZO: Secondo me s. Alla fine sei suo figlio
POLITE: Ho paura
Polite abbraccia il ragazzo, che lo stringe affettuosamente.
RAGAZZO: Che storia Da scriverci un libro!
POLITE: Sai che a volte il Centro mi manca? In realt mi manca lui. Ho voglia di rivederlo. Non so cosa gli hanno fatto, ma sono sicuro che vivo e che mi pensa. Vorrei poterlo portare via da l. Mi mancano le notti passate con lui, gli abbracci, la sua barba, quellalitaccio amaro E mi mancano i suoi pensieri, sempre cos grandi! Ma non posso tornare indietro. stato lui il primo a dirmelo. Me lha sempre detto. Lui vuole questo per me. Vuole che guardo avanti. Ti aspetta il viaggio pi bello!.
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RAGAZZO: Fortunato te ad avere avuto un padre cos Io con tutte le botte che ho preso a momenti ci lasciavo la pelle La tua amica che fine ha fatto? POLITE: E scomparsa. Ho scritto anche a lei, ma non mi risponde.
RAGAZZO: E gelosa.
POLITE: Passer
RAGAZZO: E con me passer?
Polite bacia teneramente il ragazzo, che sorride. Sul computer appare un messaggio di Federica.
A Polite si illuminano gli occhi, corre ad abbracciare il ragazzo.
RAGAZZO: E tua madre?
POLITE: Adesso me la faccio addosso!
Il ragazzo bacia Polite, quasi ad interromperlo.
Buio.
Scena XI
Un luogo buio. Forse la solita stanza di Polite, ma adesso sembra una caverna, un grande utero. Sul fondo proiettata la foto del profilo Facebook di Federica. Polite la guarda, o forse guarda il computer da cui parte il segnale della proiezione.
POLITE: Guardami bene. Guardami ancora. Non devi mai staccare gli occhi da me. Stai pensando che abbiamo gli stessi occhi. Stesso colore. Brillano. Io lho pensato appena ti ho trovata. Puoi sederti qui, accanto a me. Ti offro qualcosa da mangiare. Devi essere a tuo agio. Non voglio chiederti nulla. Non ho nulla da rimproverarti. Mi hai tenuto dentro. Ho galleggiato dentro di te. Mi hai sputato. Venduto per qualche spicciolo. Ma non ho nulla da rimproverarti. L dentro ho trovato un padre che mi ha dato tanto, forse mi ha dato tutto. E poi mi ha tolto. Tolto tutto insieme. Lha fatto per me. Mi ha salvato la vita. Mi ha consegnato il segreto della donna. Mi ha svelato lorigine. Tutti e tre sapevamo che sarebbe successo. Lo sapevi, non vero? successo. Ho perso lui, ho trovato te. Ti aspetta il viaggio pi bello. Lultima parola la mia. La stazione darrivo. Non riesco a smettere di guardarti. Non posso. Mi specchio. Mi specchio per la prima volta. Ritrovo tutto me stesso nella tua immagine. Puoi metterti comoda. La scomodit non tappartiene. Le cose scomode bisogna dimenticarle, rimuoverle. Non sar facile smettere di parlarti. Ti ho cercata negli occhi di unaltra, nei suoi seni, nellutero. Ho violentato i pensieri di unaltra. Mi sono vergognato. Scarico la rabbia. Continuo a scaricare la rabbia. Come tu hai scaricato me. Ma tu sei qui, qui davanti. Uno specchio. Non ti chiedo perch. Avrai avuto le tue buone ragioni. Ci possono essere delle buone ragioni? Stare
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peggio. Non bisogna stare peggio. Io voglio essere felice. Devo. Ma una domanda te la faccio.
Una domanda che sempre quella. Sempre la stessa. Una domanda che mi tormenta.
E adesso?
No. Non mi devi rispondere. Non provare a rispondere. Adesso sei qui. Posso percorrere i tuoi
stessi passi. Posso seguirti. Posso nascondermi nellasfalto e diventare lombra. La tua ombra.
Soltanto tua. Non credere di essere sola. Non sei pi sola. Posso seguire il tuo respiro
irregolare. Inspira profondamente. Non piangere. Non devi piangere. Ormai non c nulla da
piangere. Non ho nulla da rimproverarti. Ho percorso le orbite di un universo di plastica. Ho
scoperto pianeti a portata di mano. Ho navigato le acque, gli umori, della donna sbagliata. La
madre sbagliata. Mi hanno dato del vagabondo. Dicono che sono strano. Lo sono? Rispondi
guardandomi negli occhi. Risponditi. Bisogna interrogarsi. Interrogarsi sempre. Su tutto. Lui
me lo diceva sempre. Non accontentarti mai.
E adesso?
Adesso non rimane che il viaggio. Quello vero. Da affrontare insieme. Ho due biglietti pronti. Hai fatto le valigie? Prepara le tue cose. Porta lessenziale. Non copriamoci di orpelli. Scopriamoci. E basta. Due corpi. Come due estranei. Come uno specchio. Non ho nulla da rimproverarti. E adesso sono pronto. Tu?
Entra Federica. Polite la guarda. Non si staccano gli occhi di dosso. I due corpi si avvicinano, come uno specchio. Si trovano luno di fronte allaltra. Non si staccano gli occhi di dosso. Federica alza un braccio, sembra volerlo accarezzare. Polite la stringe fortissima a s. Federica si lascia andare, il suo corpo si scioglie: un abbandono, come un deliquio. Buio.
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