Presepe vivente 1993

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"PRESEPE VIVENTE" 1993

Parrocchia di S.Maria e S.Jacopo in Zambra

Gruppo Giovanissimi - riflessione sul "PRESEPE VIVENTE" (1993)

PARTE I

(La piazza è completamente buia. Inizio con musica classica di sottofondo. Piano si accendono le luci nella zona dove si trovano i pastori in compagnia dell'angelo. L'angelo e i pastori mimano quello che si sente nella lettura fuori campo)

LETTURA BRANI BIBLICI (Lc 2,8-16)

(a questo punto dopo 10 secondi in cui gli  attori restano immobili, si accendono le luci poste nel     centro della piazza e che illuminano alcuni personaggi e si blocca il sottofondo musicale. Quello illuminato è un set cinematografico composto da un regista, un aiuto regista ed un cameraman. Contemporaneamente all'accensione delle luci il regista inizia concitatamente a parlare. Gli attori (angelo e pastori)  si alzano spazientiti passando dalla posizione di scena ad una posizione di nervosa attesa)

REGISTA: Fermi, basta!... No, non ci siamo. Noi stiamo rappresentando il presepe, il Dio che si è fatto uomo.

Questa è la solita rappresentazione che tutti conoscono: meccanica, superficiale, priva di sentimento.

È sempre così, tutti gli anni, sono stufo di seguire il solito copione, ripetuto cento volte e sempre nel solito modo, senza mai riflettere su quello che stiamo facendo.

AIUTO REGISTA: Ma come, questo è quello che va per la maggiore, quello che il pubblico vuole!

REGISTA: Il pubblico... Siamo sicuri che la gente voglia veramente  questo o che invece come me vogliano capire cosa sia veramente il presepe, quale splendida rappresentazione sia il Natale del Signore?

No, mi dispiace ma è tutto da rivedere, o cerchiamo almeno di  riscoprire qual è il vero ruolo di questi personaggi, che non è certamente quello di riempire una capanna o rimanere inginocchiati per 10 minuti perché è scritto sul copione.ATTORE: Ma è colpa nostra? Non interpretiamo le battute nel modo giusto? Io credo di rappresentare bene la mia parte.

AIUTO REGISTA: Mah, io non ti capisco.

REGISTA: In ogni caso per oggi le prove sono finite, vi avvertirò io quando tornare. Datemi solo un po' di tempo per pensare a tutta questa storia.

(gli attori, il cameraman e l'aiuto regista, escono lentamente da scena andando a passare da dietro la capanna, dove rimarranno fino alla scena finale. Le luci della capanna e del cast vanno lentamente a sfumare e nello stesso tempo si accendono lentamente le luci della zona "regista", tutto questo a sottolineare il passaggio dello stesso regista che, camminando lentamente con aria pensierosa, si muove dalla zona "cast" alla zona "regista".

Qui il regista inizia la sua riflessione. Tale riflessione sarà fatta da una voce preregistrata fuori campo, il sottofondo musicale sarà una miscela di generi messo insieme alla rinfusa, dalla musica classica all'heavy metal, questo per sottolineare con cambi drastici di genere i punti "forti" della riflessione. Il regista dovrà muoversi nella zona apposita gesticolando seguendo la riflessione.

Alle spalle del regista, sulla parete di fondo, si alterneranno diapositive proiettate da quattro proiettori, l'argomento di tali diapositive, immagini e frasi, sarà teso a sottolineare il particolare momento della riflessione in cui sono proiettate. Il ritmo di proiezione dovrà essere piuttosto veloce, circa 5 secondi per ogni diapositiva, cambiando a turno sui quattro proiettori, in modo da avere un effetto di circolarità delle immagini)

PARTE II (RIFLESSIONE DEL REGISTA)

REGISTA: È strano come le persone molte volte non s'impegnano nel cercare di comprendere la vera realtà delle cose, soprattutto quando considerano avvenimenti oramai scontati  come il Natale di Ns. Signore.

E in effetti, cosa ci vuole? Costruiamo una capanna, ci mettiamo una culla, il padre e la madre; un po' di personaggi che arrivano alla capanna, s'inginocchiano, porgono i doni alla famiglia ed è tutto fatto.

Sembra tutto molto semplice, può darsi poi che il risultato sia un miscuglio ben riuscito di immagini e suoni che il pubblico accetta con entusiasmo, ma, dobbiamo provare  a chiederci che significato hanno per noi quei gesti che vediamo ripetuti, o meglio ci dobbiamo chiedere cosa significa per noi la Nascita di Gesù, ci troveremo così partecipi di un evento sconvolgente che ci rende felici e ci unisce tutti in una grande famiglia.

Credo che in questi ultimi anni il Natale sia diventato semplicemente un giorno festivo, particolare certo, ma particolare principalmente perché si fanno e si ricevono dei bei regali, perché si consumano grandiosi pasti; siamo tutti contenti perché è Natale, ma non per la nascita del Signore, e ripeto, la nascita del Signore, perché invece abbiamo l'occasione di soddisfare molti bisogni materiali desiderati o sognati durante l'anno. Io mi chiedo che Natale è questo, forse Gesù è venuto tra gli uomini per dar loro la possibilità di soddisfare i bisogni materiali? Credo proprio di no.

No, il presepe non può rappresentare questo, perché non tutti si possono permettere di soddisfare certi desideri; per molta gente, infatti, Natale è povertà, Natale è sofferenza, freddo, violenza. Per queste persone è un giorno come gli altri, triste, difficile da vivere, come i giorni già vissuti e i giorni che seguiranno, cosicché "Natale" rischia di essere il nome di un giorno senza alcun significato, perso nel mare dell'indifferenza.(*)

Materializziamo la nostra ignoranza spirituale e sicuramente  l'ombra del disprezzo ci oscurerà.

Sembra che il Natale contribuisca a differenziare colui che sta bene da colui che soffre. Per quale motivo tutto questo? Quale legge sociale lo permette?

Una volta il Natale era la festa della rigenerazione. Si celebrava la Nascita di un Gesù bambino venuto al mondo in estrema povertà, nella consapevolezza che la vita terrena era fatta anche di privazioni e di mortificazioni.(*)

Ma da molti anni oramai la povertà è diventata qualcosa da disprezzare e non più un valore da celebrare!

In una società in cui l'avere conta più dell'essere, il significato simbolico del Natale è stato stravolto in nome di quel falso mito che è il danaro, fino a diventare quello che è oggi: un appuntamento con l'effimero.

Ma come fa il mio aiuto regista a affermare che la rappresentazione giusta era quella, se non si permette al pubblico di riflettere, di immaginare la vera condizione in cui viveva certa gente, quanta fatica dovettero fare Maria e Giuseppe per cercare un'umile stalla dove poter dare alla luce il padrone del mondo!

Ma qual è dunque il vero significato del presepe? Cosa vuol dire il Natale del Signore?

Natale vuol dire nascita, Gesù è il Dio che si è incarnato, che, figlio generato da una madre, si fa uomo.

Ma come mai il Dio che può tutto, l'essere supremo che comanda in cielo e in terra, ha deciso di assumere le sembianze umane e diventare uno di noi?

Sarà forse in questo gesto di umiltà la vera essenza del Natale?

Umiltà nell'avvicinarsi sempre di più alle pochezze umane, nel sobbarcarsi le offese, nel capire i problemi dell'uomo e risolverli con il suo amore.

Sarebbe bello vivere così, ma poi se provo a guardarmi intorno mi accorgo che nessuno mette in pratica il vero insegnamento di  Cristo.

Vedo uomini che uccidono per dei falsi ideali, vedo soprusi e violenze sui bambini che non vedono più l'adulto come guida sicura da seguire, vedo uomini disperati semplicemente perché sono di un altra terra e di un altra  cultura, vedo persone che soffrono e che nessuno vuole consolare...(*)

Mi risulta che il primo presepe è stato quello di San Francesco, voglio provare a leggere una cronaca di quel presepe, voglio chiarirmi quale fosse il suo significato originario......

(il regista va a sedersi sulla sedia, prende il libro in mano e fa finta di leggere. La lettura è fatta da una voce fuori campo preregistrata)

LETTURA DAI FIORETTI DI SAN FRANCESCO (Sulla nascita del presepe)

(finita la lettura il regista si alza, come illuminato, fa una piccola pausa e riprende a mimare la riflessione)

Allora ho capito, cercare di donare a coloro che ami un cuore natalizio, ossia mite, paziente, pronto a tutto e delicato. Questo è il vero dono da mettere sotto l'albero, se no si vuol correre il rischio che tutti gli altri si riducano a delle spese inutili che si potrebbero rimandare anche ad altri tempi.

Il presepe, la nascita di Cristo, un evento senza tempo, che si rinnova costantemente, e noi facciamo parte di quella folla: dai pastori ai magi, poveri e ricchi, tutti che celebrano il Dio che si è fatto uomo. Se riusciremo a scoprire in noi questa presenza viva ed interiore, che alimenta segretamente e sostiene il nostro vivere, spingendoci sulle strade sempre nuove dell'amore, allora e solo allora avremo fatto l'esperienza del Natale nella grazia della fede.

(il regista chiama a raccolta tutti gli attori, questi convengono verso di lui portando delle sagome di legno raffiguranti personaggi del presepe  ed insieme mettono le sagome nella zona "regista" formando un piccolo presepe simbolico, tutti poi  si mettono in adorazione del presepe. In sottofondo una voce fuori campo legge un salmo regale. Finito il salmo si sfumano le luci e ... The End!)

LETTURA SALMO REGALE

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(*)=in questi tre punti si hanno dei break così composti:

s'interrompe la voce fuori campo, si sfumano le luci della zona "regista" e si accendono le luci della zona "mimo", il sottofondo musicale diventa una base "techno" molto dura con volume molto alto, le diapositive si bloccano su una frase, scritta in giallo su sfondo nero, che identifica quel particolare momento(i tre momenti sono identificati nell'ordine da INDIFFERENZA, POVERTÀ, EMARGINAZIONE), gli attori illuminati mimano in circa 20 secondi i vari momenti. Quando hanno finito si  spengono le luci della zona "mimo" e si torna, con le luci e il sottofondo musicale, alla riflessione del regista.

Tutto questo by  MICHELE FIASCHI & ANDREA SASSI

hanno collaborato:

per i testi biblici, i fioretti e la riflessione  DON GINO

per la stesura della riflessione                             FILIPPO

per una parte del sottofondo musicale                         LORENZO

per la costruzione delle sagome, dello scenario, dei costumi, ecc...             GRUPPO GIOVANISSIMI Parrocchia di ZAMBRA

Personaggi:

In scena:

         Regista, Aiuto regista, Cameraman, Attore, Pastori, Giuseppe, Maria, Mimi (3)

Fuori scena:

         Voce fuori campo (Brani biblici, fioretti e salmo regale), Voce regista

         Tecnico luci, Tecnico diapositive, Tecnico audio

Note:

Anche quest'anno il gioco di luci è molto importante, si devono quindi costruire diverse zone con illuminazione indipendente.

·   Capanna

·   Zona set (per la prima parte dello spettacolo)

·   Zona regista

·   Zona mimo (possibilmente in un angolo)

Nella 'zona set' si cerca di riprodurre un piccolo set cinematografico dove alcuni personaggi stanno girando un film sul presepe.

La 'zona regista' è la zona dove avviene la maggior parte della riflessione, dovrà esserci una sedia, un tavolino con lampada e alcuni libri. Sullo sfondo di questa zona  (in una qualsiasi parete alle spalle del registra) saranno proiettate le diapositive.

La 'zona mimo' è posta in un angolo e illuminata dal basso da una luce stroboscopica, all'interno di questa si muovono tre personaggi che mimano per un tempo piuttosto breve(20 secondi circa) tre situazioni particolari.

Le diapositive dovranno essere messe come commento al testo della riflessione del regista. Oltre alle immagini si utilizzano anche diapositive con frasi significative.

Se si hanno a disposizione più proiettori per le diapositive sarebbe bello riuscire a creare un effetto di "bombardamento da immagini" alternando la proiezione in due (o più) diversi punti della parete.

Per informazioni: mfiaschi@interfree.it

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