Presepe vivente 1994

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Riflessione sul PRESEPE 1994

Parrocchia di S.Maria e S.Jacopo in Zambra

Gruppo Giovanissimi - Riflessione sul PRESEPE (1994)

(Buio completo, gradualmente si sente una musica 'maestosa' crescere)

VOCE FUORI CAMPO: In quei giorni un decreto di Cesare Augusto ordinò che si facesse il censimento di tutta la terra. Andavano tutti a farsi registrare, ciascuno nella sua città. Anche Giuseppe, che era della casa e della famiglia di Davide, dalla città di Nazaret e dalla Galilea salì in giudea alla città di Davide, chiamata Betlemme, per farsi registrare insieme a Maria sua sposa, che era incinta. Ora, mentre si trovavano in quel luogo, si compirono per lei i giorni del parto. Diede alla luce il suo figlio primogenito, lo avvolse in fasce e lo depose in una mangiatoia, perché non c'era posto per loro nell'albergo...  Lc 2,1-7

(Alla fine del brano si sfuma la musica, le luci della capanna si lasciano appena accese, si accende la luce della stanza.

Si intravede un ragazzo che si muove nervosamente nella sua camera)

LETTORE: Stasera ho la serata libera, vediamo un po' di telefonare a qualcuno e fare qualcosa di divertente.

(Il ragazzo prova a telefonare, si sente lo squillo del telefono ma nessuno risponde, il ragazzo cerca un altro numero sull'agenda, riprova ma ancora niente)

LETTORE: Non risponde nessuno, ma dove saranno tutti. Beh, stasera niente discoteca, accendiamo lo stereo almeno.

(Il ragazzo va ad accendere lo stereo poi si siede. Si sente musica molto forte, dopo alcuni secondi il ragazzo si alza nervosamente e spegne lo stereo e si mette a sedere pensieroso)

LETTORE: Niente, non riesco a divertirmi neanche così, mi sento strano stasera, non c'è nessuno e non mi viene in mente niente da fare.... Che giornata!

(Si sfumano le luci stanza, si lascia solo leggera la luce 'sedia', si alza leggera la luce dei pastori)

VFC: C'erano in quella regione alcuni pastori che vegliavano di notte facendo la guardia al loro gregge. Un angelo del Signore li avvolse di luce. Essi furono presi da grande spavento, ma l'angelo disse loro: "Non temete, ecco vi annunzio una grande gioia, che sarà di tutto il popolo: oggi vi è nato nella città di Davide un salvatore, che è il Cristo Signore. Questo per voi il segno: troverete un bambino avvolto in fasce, che giace in una mangiatoia". Appena l'angelo si fu allontanato per tornare al cielo, i pastori dicevano tra loro: "Andiamo fino a Betlemme, vediamo questo avvenimento che il Signore ci ha fatto conoscere". Andarono dunque senza indugio e trovarono Maria e Giuseppe e il bambino, che giaceva nella mangiatoia. Lc 2,8-16

(I pastori si alzano, parlottano tra loro e iniziano il cammino verso la capanna, si sfuma la luce pastore e si alza la luce capanna, inizia una musica dolce. I pastori arrivano alla capanna e si mettono in adorazione. La musica lentamente sfuma, le luci capanna si abbassano senza spegnersi, si accende la luce stanza)

LETTORE: Certo è proprio un bel sabato sera, tante belle idee, si va di qui, si va di là e poi niente, scompaiono tutti e io rimango qui da solo a non saper che fare. Fammi un po' vedere sul giornale cosa c'è in televisione, in mancanza di meglio. Allora...giovedì, venerdì 23, ecco, sabato 24 dicembre. Ventiquattro dicembre? Toh, è la vigilia di Natale, fra una cosa e l'altra me n'ero proprio dimenticato!

(Il ragazzo posa il giornale e si mette a sedere, si sfuma la luce stanza e si lascia leggera la luce sedia. Inizia una musica molto amara. Si sente un lettore, il brano è commentato dalle diapositive #1)

PENSIERO: Pensavo,

e... le vecchie zampogne e i cristalli di neve sulle ardite vette delle solite montagne di cartapesta mi sembravano solo un vecchio ricordo di consuetudini superate.

Pensavo,

e... in fondo alla mia esistenza volevo un Cristo vivo, capace di interessare la mia esistenza. Mi guardavo ma non vedevo in me nessuna attesa, niente! Solo silenzio, ma un silenzio pieno d'impaccio, di noia, di niente appunto!

(Si sfuma la musica e si riaccende la luce stanza)

LETTORE: Questa è proprio bella, sono arrivato alla vigilia di Natale senza accorgermene, pensare che da bambino cominciavo a sognare l'albero fin dalla fine dell'estate.

Mi ricordo dell'aria che si respirava in famiglia, i regali, i bei pranzi, le promesse d'essere più buoni e tutti, non so perché, eravamo più buoni.

Ricordo la Messa di mezzanotte, tutta quella gente a festeggiare la nascita  di Gesù bambino, e io che ero affascinato dal presepe, la paperina, i personaggi, la capanna.

(Pausa)

Ero proprio un bambino, con tutto quello che succedeva nel mondo, il mio problema  era trovare il posto al fabbro, al soldato e alla lavandaia.

Tra l'altro poi non ho mai capito cosa c'entrassero tutte quelle figurine con il presepe, non bastavano una capanna, Gesù Giuseppe e Maria con qualche pastore?

(Si spegne luce stanza e si alza luce capanna. Inizia una musica molto dolce)

VFC: E i pastori dopo aver visto il bambino in fasce, andarono e riferirono ciò che del bambino era stato detto loro. Lc 8,17

(I pastori si alzano e si dirigono verso il villaggio. Si alzano le luci villaggio. Alcuni secondi di vita del villaggio, poi inizia la lettura, i pastori vanno a parlare ai personaggi perché vogliono loro portare la notizia. Per tutta la durata del brano che segue ci deve essere movimento nel villaggio)

VFC: Isaia 9,1-6

(Finisce il brano e si spengono le luci villaggio, i personaggi si siedono dove si  trovano in quel momento. Rimane solo la luce capanna)

VFC: Tutti quelli che udirono, si stupirono delle cose che i pastori dicevano. Maria da parte sua serbava tutte queste cose meditandole nel suo cuore.

I pastori poi se ne tornarono glorificando e lodando Dio per tutto quello che avevano udito e visto. Com'era stato detto loro. Lc 8,18-20

(Si accende luce stanza, il testo sarà commentato dalle diapo #2, sottofondo musicale che sottolinei le parole del ragazzo)

LETTORE: Quando ero piccolo Natale per me era sinonimo di gioia, non capivo e non mi interessavo di quello che succedeva al di fuori dell'ambiente in cui vivevo, era una festa e basta.

Crescendo poi ho capito cos'è Natale. Mi sono accorto che si tratta di un grosso affare  mondano. Della magia dell'amore non è rimasto niente. Basta guardarsi intorno!

Quello che differenzia il Natale dalle altre feste è semplicemente la maggiore quantità di doni e la particolare consistenza dei pasti. Nessuno considera la nascita di Gesù ma l'occasione di soddisfare tanti piccoli desideri covati a partire dal Natale scorso. Sembra quasi che la venuta di Dio tra gli uomini sia un pretesto per soddisfare i nostri bisogni materiali.

Se penso a quello che è Natale oggi, quasi arrivo a comprendere perché me ne ero dimenticato.

(Pausa)

Pensare che da piccolo mi avevano insegnato che il Natale è la festa della venuta di Dio tra gli uomini, si celebrava la nascita di un Gesù bambino venuto al mondo in estrema povertà, pronto a soffrire di stenti e privazioni.

Invece la gente disprezza la povertà anziché celebrarla.

In una società in cui l'avere conta più dell'essere, il significato del Natale         è stato stravolto in nome di quel falso mito che è il denaro, fino a diventare quello che è oggi: un appuntamento con l'effimero!

Chi pensa a tutte quelle persone per le quali Natale è un giorno come tanti altri, triste, difficile da vivere, dove le uniche cose che  abbondano sono fame, violenza, freddo, povertà?.

Chi si ricorda dell'insegnamento di Cristo? Ed infatti vediamo guerre e devastazioni, violenze sui più deboli, bambini che soffrono, persone disperate perché semplicemente vengono da un'altra terra e da un'altra cultura, uomini soli, persi nel mare dell'indifferenza. Sembra che per tutte queste persone Natale non esista, sembra che Cristo non sia nato per loro.

Come si può pensare allora che Cristo sia nato per tutti...

(Si spengono le luci stanza e subentra un sottofondo musicale deciso)

PENSIERO: Forse l'uomo  può pensare che ci sia un Dio invisibile, può accettare un altro che abbia il dono di insegnare.

Ma un Dio che si fa uomo, questo non lo può capire. È troppo bello è troppo grande un Dio che viene a patire, che si fa ammazzare, uno come tanti altri....

(Si ritorna alla luce stanza, si sfuma il sottofondo)

LETTORE: Stasera è la vigilia di Natale, voglio provare a rinnovare in me quell'entusiasmo che avevo da bambino e che da tempo ho perso. Adesso che  conosco ciò che mi succede intorno voglio provare a valutare Natale per quello che realmente è: un evento senza tempo. Ripensando al presepe capisco il significato di tutte quelle statuine, il fornaio, la lavandaia, quelli eravamo noi, tutti noi, anche i poveri, i vecchi e i diseredati, una folla immensa per celebrare il dio che si è fatto uomo.

Anch'io questa notte appartengo a quella schiera di pastori, magi, poveri e ricchi che insieme celebrano la nascita di Gesù.

Penso che se riuscirò a scoprire in me l'appartenenza a quella folla, se riuscirò a mischiarmi tra loro, per condividere speranze e paure, allora e solo allora potrò dire di avere fatto l'esperienza del Natale nella grazia della fede.

Voglio unirmi a quella folla, senza limiti di spazio e di tempo, per adorare Dio che è venuto in mezzo a noi, anche per me.

(Si accendono tutte le luci, inizia una musica maestosa, il ragazzo idealmente (e nello spettacolo dovrebbe farlo davvero) scavalca(o sfonda) le pareti(cartone) della sua stanza e si unisce alla folla di persone del villaggio per andare, tutti insieme a adorare Gesù, durante questo movimento si sentirà la lettura che segue)

VFC: Salmo Regale

(Al termine del salmo, dopo pochi secondi, si sfumano tutte le luci e la musica, rimane solo molto bassa la luce capanna)

PENSIERO: Il nostro salvatore carissimi, oggi è venuto al mondo: abbandoniamoci alla gioia. Stona infatti una nota di tristezza quando si compia la nascita della vita...

Esulti il santo, perché si avvicina al premio;

gioisca il peccatore poiché gli viene aperto il perdono;

si consoli il non cristiano perché viene chiamato alla vita...

Riconosci, o cristiano, la tua dignità e una volta reso partecipe alla natura divina, non tornare con una vita degenere alla bassa condizione di prima.

(Si spengono tutte le luci. Breve ma intenso pezzo musicale poi si chiude)

FINE!

                           

By  Michele Fiaschi & Gruppo Giovanissimi (sempre con meno voglia di fare)

p.s.= Andrea è in Perù!

PERSONAGGI:

In scena:

         Ragazzo nella stanza, Giuseppe, Maria, Angelo, Pastori (3/4), Abitanti del villaggio

Fuori scena:

         Lettore #1 (Voce ragazzo)

         Lettore #2 (Voce fuori campo)

         Lettore #3 (Voce 'Pensiero')

         Tecnico alle diapositive,         Tecnico luci, Tecnico audio

Note:

La prima serie di diapositive (diapo#1) dovrà essere composta da immagini relative alla rappresentazione classica del Natale. Le diapo#2 invece dovranno sottolineare la parte "consumistica" del Natale insieme con immagini di povertà, violenza e indifferenza.

La scena sarà composta da cinque 'zone':

·   Capanna

·   Zona pastori

·   Villaggio

·   Stanza del ragazzo

·   Sedia

Le varie zone  devono essere illuminate singolarmente, cercando di fare in modo che quando una certa zona è illuminata le altre non siano visibili.

Nel costruire la stanza del ragazzo si deve tenere conto che su una parete dovranno essere proiettate le diapositive. Al centro della stanza c'è una sedia che deve poter essere illuminata indipendentemente dalla stanza. Si deve tener conto che alla fine della rappresentazione il ragazzo dovrà scavalcare (o sfondare) una parete della stanza per unirsi ai pastori ed agli altri personaggi nella processione verso la capanna, per realizzare in pratica la visione del Natale come un evento senza tempo.

Ed eccoci giunti alla fine della trilogia delle riflessioni sul "presepe vivente". Riguardare questi testi dopo così tanti anni fa una certa impressione; due o tre ritocchi al testo e sono ancora attuali, gli stessi problemi e le stesse domande. Magari cambiano le abitudini e il nostro "ragazzo nella stanza" ascolterà un altro tipo di musica o si vestirà  in modo diverso, nel frattempo ha imparato ad usare il computer e riesce a navigare con internet, a comunicare con altri ragazzi abitanti chissà dove.

Spesso però continua a dimenticarsi cos'è il Natale.

Di quel gruppo giovanissimi che scrisse questi testi è rimasto ben poco; lo studio, il lavoro, la disoccupazione.. il contatto con il mondo dei grandi lascia ben poco spazio al Signore. Resta comunque il fatto che per dei mesi abbiamo lavorato, discusso e ci siamo divertiti cercando di riflettere sul significato del Natale, con la speranza che a loro (ed anche  a me) sia rimasto qualcosa.

Michele '99

Per informazioni: mfiaschi@interfree.it

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