Principi, cavalieri e morti di fame

Stampa questo copione

LEONARDO CHIORAZZI

LEONARDO CHIORAZZI

PRINCIPI, CAVALIERI E MORTI DI FAME

MILLE ANNI DOPO, NELL’ANNO MILLE

liberamente tratto da “Storie dell’Anno Mille” di Tonino Guerra e Luigi Malerba e adattato per il teatro dei ragazzi della Scuola Elementare.

PERSONAGGI

PROTAGONISTI:

- Carestia

- Pannocchia

- Millemosche

ALTRI PERSONAGGI PARLANTI:

- Ufficiale del Conte Focarazzo

- Il Conte Focarazzo

- I Frate derubato

- II Frate derubato

- III Frate derubato

- Il Priore del Convento

- I monaco in convento

- II monaco in convento

- L’Amanuense

- Ufficiale dei Mercenari

- I soldato (al castello – scena V)

- II soldato (al castello – scena V)

- III soldato (al castello – scena V)

- IV soldato (al castello – scena V)

- Il Capitano dei Mercenari

- Messaggero

- Alfiere del Principe Pipino

- Principe Pipino

- La “Fame”

- 1° contadino

- 2° contadino

- 3° contadino

- 4° contadino

- 5° contadino

- 6° contadino

- 7° contadino

- 8° contadino

- 9° contadino

- 10° contadino

COMPARSE (muti):

- Soldati per la battaglia della prima scena

- Il Cantore

- Alcuni Monaci in convento

- Soldati all’assalto del castello

- Castellani sugli spalti

SCENA PRIMA (La battaglia)

Penombra. Rumori di battaglia medioevale. Urla. I contendenti entrano in scena e combattono in modo molto ironico. Giochi di luci. Ancora penombra. I “Morti” escono di scena “fasciandosi le ferite”, trasportando altri caduti, ecc.

Durante la battaglia, Millemosche si arrampica su un albero per sfuggire ad un soldato che lo insegue. E rimane là.

Quando il campo di battaglia è ormai deserto, per terra strisciano due persone: Pannocchia e Carestia, raggomitolati e contorti in modo improbabile, quasi al buio. Cominciano a camminare carponi, cercandosi, ma senza scoprirsi gli occhi.

Man mano si alza un po’ la luce.

PANNOCCHIA Ehi!…Carestia! Dove sei?…

CARESTIA Pannocchia!… Sei vivo?…

PANNOCCHIA Non lo so… e tu?

CARESTIA Volevo chiederlo a te…

PANNOCCHIA E che ne so? Tu dimmi prima se sono vivo io… se sono morto come faccio a vedere se tu sei vivo?

CARESTIA Hai ragione… se sei morto, di cosa sei morto?

PANNOCCHIA Di fame sicuramente…

CARESTIA Quella anch’io… ma adesso cerchiamo di uscire di qua!

PANNOCCHIA L’idea di nasconderci in questo pozzo è stata tua…e tu adesso mi dev dire come si fa ad uscire!

CARESTIA è facile: tu prima monti sulle mie spalle…io poi monto sulle tue…poi tu di nuovo sulle mie e così via…finchè arriviamo in alto, all’aperto.

PANNOCCHIA Carestia, sei un genio! Non ci avevo pensato!

CARESTIA Dài…proviamo!

Cominciano a salire uno sulle spalle dell’altro e a cadere, a riprovare e a rotolare, a urlare e schiacciarsi gambe, piedi, braccia ecc.

PANNOCCHIA Aspetta… non così… dall’altra parte…

CARESTIA Lascia andare la mia gamba!

PANNOCCHIA Non posso…

CARESTIA Lascia almeno il piede…

PANNOCCHIA Guarda che il piede è mio!

CARESTIA Come fa ad essere tuo, il piede, se la gamba è mia?

PANNOCCHIA Lasciami il piede o ti mollo un calcio!

CARESTIA Non puoi, perché a questo piede ci sono attaccato io…

PANNOCCHIA Guarda che io ho anche un altro piede per darti un calcio…

CARESTIA Anche quest’altro piede è mio…come fai a darmi un calcio con il mio piede?

PANNOCCHIA E allora ti dò un calcio con la testa!

CARESTIA Questo vuol dire che tu la testa ce l’hai nei piedi e quindi… ragioni con i piedi!

Millemosche, sull’albero, si riscuote, comincia a muoversi, si tocca, ecc.

MILLEMOSCHE C’è qualcuno?

PANNOCCHIA No! Qualcuno non c’è!

CARESTIA Ci siamo noi!

MILLEMOSCHE E chi siete voi?

CARESTIA Carestia e Pannocchia!

PANNOCCHIA Pannocchia e Carestia!

MILLEMOSCHE Io sono Millemosche! Ditemi se sono vivo, perché non so se mi hanno ammazzato…

PANNOCCHIA Anche noi vorremmo saperlo!

MILLEMOSCHE Ma dove siete?

CARESTIA Nel pozzo…

MILLEMOSCHE Allora vemgo giù, così voi dite a me se sono vivo io e io dico a voi se siete vivi voi! (salta nel pozzo) …Eccomi qua!

PANNOCCHIA Che diavolo sei venuto a fare quaggiù? Potevi buttarci una corda per uscire…

MILLEMOSCHE Prima devo sapere se sono vivo…per buttare le corde…

CARESTIA Prima lasciamo il pozzo e poi te lo dico!

PANNOCCHIA Monta sulle mie spalle…

CARESTIA E tu sulle mie…

MILLEMOSCHE E io sulle tue…

Dopo vari contorcimenti riescono ad uscire

PANNOCCHIA Finalmente all’aria aperta!

CARESTIA Chi ha vinto la battaglia?

MILLEMOSCHE E che ne so?… ma voi… (punta contro di loro una specie di spada) …siete nemici o amici?

PANNOCCHIA Com’è meglio?

MILLEMOSCHE Se siete nemici, vi sbudello subito!

CARESTIA Allora siamo amici!

MILLEMOSCHE Meglio così

PANNOCCHIA Come si dice… meglio vivi che sbudellati!

CARESTIA (a Millemosche) Hai qualcosa da mangiare?

MILLEMOSCHE Io stavo per chiederlo a voi…

PANNOCCHIA Allora stiamo freschi!

MILLEMOSCHE Mentre eravate giù nel pozzo, avete mica visto passare il mio cavallo?

CARESTIA Cavallo?

PANNOCCHIA Vivo?

MILLEMOSCHE Mica morto!

PANNOCCHIA Con tutta la…carne…le bistecche…al loro posto?

CARESTIA Chi ha nominato le bistecche di cavallo?

MILLEMOSCHE (vede il cavallo morto fuori scena e si dispera)… eccolo!… assassini! Me l’hanno ucciso!

PANNOCCHIA Meglio! Ci hanno risparmiato il lavoro…

CARESTIA Su…dammi quel coltellaccio di spada che ci facciamo subito due cotolette impanate e fritte!

MILLEMOSCHE (scattando con la spada sguainata) Fermi! Guai a chi tocca il mio cavallo!

PANNOCCHIA Ma ormai è morto…

CARESTIA E noi stiamo morendo di fame!

MILLEMOSCHE Meglio il mio cavallo intero e voi morti, che lui affettato e voi vivi!

PANNOCCHIA Ma togliti di mezzo!

MILLEMOSCHE Vi sbudello! Le bistecche le faccio con voi! Io sono un cavaliere e non mangio carne di cavallo!

CARESTIA Ma la mangiamo noi…

MILLEMOSCHE Neanche voi!

PANNOCCHIA Almeno un orecchio…

MILLEMOSCHE Se tagli il suo orecchio, io ti taglio una gamba!

CARESTIA Almeno la coda…

MILLEMOSCHE Assassini! E se vi tagliassero la vostra coda…come vi sentireste?

PANNOCCHIA (sognante, si mette un fazzoletto al collo a mò di tovagliolo e conta le bistecche)…una, due, tre, ecc…quante bistecche ha un cavallo? (Millemosche gli molla un fendente, che para)

PANNOCCHIA Ehi! Vuoi affettare me?

MILLEMOSCHE Tu stavi mangiando il mio cavallo!

PANNOCCHIA Ma sei pazzo? Io stavo solo immaginando di mangiarlo!

MILLEMOSCHE Il mio cavallo non s’immagina neanche! Chiaro?

PANNOCCHIA Va bene…immaginerò una pecora…

CARESTIA Almeno immaginala in silenzio…e non torturarmi lo stomaco! Tutta quest’acquolina che mi avete fatto venire, mi dà i crampi!

PANNOCCHIA Ah!…e anche per stasera abbiamo finito la cena…(ripone il tovagliolo, dopo essersi pulito le labbra, tolto i rimasugli dai denti, ecc.)…ora che si fa?

MILLEMOSCHE Qui ci sono tre sentieri…ognuno per la sua strada e nemici come prima! Se c’incontriamo ancora, ci sbudelliamo per bene…

PANNOCCHIA Va bene…addio!

CARESTIA Addio!

Prendono tre strade diverse. Musica. Escono.

SCENA SECONDA (Raccoglitori di cacca)

Rientrano uno per volta, finchè finiscono per incontrarsi ancora.

MILLEMOSCHE Perché mi segui?

CARESTIA Io? Sei tu che cammini davanti a me!

MILLEMOSCHE Tu mi vieni dietro!

PANNOCCHIA Io non vengo…io vado!

MILLEMOSCHE E dove vai?

PANNOCCHIA Vado per la mia strada!

MILLEMOSCHE Questa strada non è tua!

PANNOCCHIA Allora facciamo un pezzo per uno…metà e metà…

CARESTIA (che era un po’ dietro, corre…)…cosa state dividendo? Se si mangia, ne voglio anch’io un pezzo…

PANNOCCHIA Tu che c’entri?

CARESTIA Io ho fane come voi e c’entro!

PANNOCCHIA Adesso vogliamo metterci a litigare?

MILLEMOSCHE Io sono un nobile cavaliere e non litigo con due straccioni come voi!

PANNOCCHIA Allora dividiamo tutto in parti uguali!

CARESTIA Va bene…ma proprio tutto? Anche cose come galline, formaggio e altri animali?

MILLEMOSCHE Dov’è questa roba?

PANNOCCHIA Fose la troviamo lungo la strada…

MILLEMOSCHE Se la troviamo, la dividiamo…

CARESTIA Anche un porco?

PANNOCCHIA Anche una vacca!

MILLEMOSCHE Per adesso dividiamoci la strada…Tu cammina di là…tu più lontano e io di qua, ‘che sono un cavaliere e ho bisogno di più spazio…(cammina come se fosse a cavallo)

CARESTIA Anche col cavallo morto?

PANNOCCHIA E a piedi?

MILLEMOSCHE Un cavaliere è sempre un cavaliere! Toh…guarda cosa ho trovato!

PANNOCCHIA Cosa?

CARESTIA Si mangia?

MILLEMOSCHE (scende da cavallo) Se vuoi puoi anche mangiarla, ‘che ti fa bene… è la cacca del mio cavallo!

CARESTIA Mangiatela tu!

MILLEMOSCHE (raccoglie e riempie la sacca) Questa cacca vale tanto oro quanto pesa: al primo villaggio la scambiamo con qualcosa da mangiare.

PANNOCCHIA è vero! Questa sì che è un’idea!

MILLEMOSCHE Gli diamo la cacca e ci facciamo dare pane, cavolfiori, insalata, aglio e cipolle…

CARESTIA (uscendo un po’ fuori scena)…ehi! Di qua è pieno! Porta il sacco!

PANNOCCHIA Ci sono anche delle ghiande…

MILLEMOSCHE Quelle sono per i porci…

CARESTIA Porci? Da che parte sono andati?

PANNOCCHIA Quali porci?

CARESTIA Quelli che sono scappati…

PANNOCCHIA Quando?

CARESTIA Adesso…

PANNOCCHIA Peccato…potevamo prenderli!

CARESTIA Sì!…scalzi come siamo? Con questi piedi è un disastro…

PANNOCCHIA Io, certe volte, mi faccio delle domande difficili: a che servono i piedi?

CARESTIA Hai ragione! Sarebbe meglio non averli…

MILLEMOSCHE A me piacerebbe non avere la pancia, così non avrei più fame!

CARESTIA E la schiena, allora? Mi sai dire a cosa serve la schiena?

MILLEMOSCHE Anche quella sarebbe meglio non averla…secondo me, serve solo per avere il mal di schiena!

PANNOCCHIA Anche lo stomaco, allora…

CARESTIA E le ginocchia…

MILLEMOSCHE A me, invece, sono i pensieri che mi disturbano…penso troppo e mi viene il mal di testa!

CARESTIA A che serve, poi, la testa? Io non l’ho capito…sarebbe meglio non averla!

PANNOCCHIA Questa è di asino!

MILLEMOSCHE La testa?

PANNOCCHIA No, la cacca…

CARESTIA Non credo…secondo me è di cinghiale!

PANNOCCHIA Non può essere…quella di cinghiale è a torciglione…invece, questa dà sul nero…guarda…le sfumature…

CARESTIA Allora, se proprio vogliamo essere precisi, è di bufala…un po’ bionda e un po’ gialla…

MILLEMOSCHE Sei un esperto di cacca, a quanto pare! E allora dimmi: quale animale ha fatto questa?

CARESTIA Questa è davvero strana…

PANNOCCHIA Allora sarà un animale strano!

MILLEMOSCHE è proprio quello che volevo dire: è molto grande!

CARESTIA Guardate… le tracce di cacca portano verso questa caverna!

MILLEMOSCHE Allora è là dentro!…Ssss! Zitti! Siamo fortunati!

CARESTIA Scappiamo!

MILLEMOSCHE Ma sei tonto? Che scappiamo? Pensa se ha una bella carne tenera...

CARESTIA Non scappo più! Ma come lo prendiamo?

MILLEMOSCHE Facile! Una botta in testa…

PANNOCCHIA Prima bisogna trovargli la testa…

CARESTIA E vicino alla testa forse ha i denti…

PANNOCCHIA E i denti mordono…

MILLEMOSCHE Idea! Accendiamo un bel fuoco davanti alla caverna…poi lo chiamiamo…micio micio…così, quando esce, passa attraverso le fiamme e ci arriva in bocca già arrostito…(preparano qualche sterpo)

CARESTIA Ce l’hai un po’ di sale?

MILLEMOSCHE Per cosa?

CARESTIA Glielo buttiamo dentro prima di accendere il fuoco, così esce con la carne più saporita…

MILLEMOSCHE Non ho il sale, ma qui c’è un rametto di rosmarino…va bene lo stesso…ecco qua!

(lo lancia nella caverna, dalla quale proviene un feroce ruggito. I tre schizzano via come fulmini e si nascondono fuori scena. Musica.)

SCENA TERZA (Il conte va alle crociate)

Passano tre fraticelli. Si siedono a riposare o si inginocchiano a pregare. I tre li spiano. Poi vengono sulla scena e, dopo un po’ di esplorazione, si decidono a parlare.

MILLEMOSCHE Meno male che siete arrivati voi, fratelli frati…

I FRATE Perché?

MILLEMOSCHE Perché siamo nudi, scalzi e affamati.

II FRATE Bravi! Digiunare è una giusta penitenza per i peccatori.

CARESTIA E chi sarebbero questi peccatori?

III FRATE Voi!

PANNOCCHIA Io no! Non ho mai fatto un peccato in vita mia!

CARESTIA Io nemmeno!

MILLEMOSCHE E io neanche!

PANNOCCHIA Perché non ci date i vostri vestiti?

II FRATE Non possiamo…la Regola del nostro convento non ce lo permette...e noi siamo frati e dobbiamo osservare la Regola...

MILLEMOSCHE Sì, ma noi non siamo frati e non dobbiamo osservarla, perciò ce li prendiamo con la forza!

Saltano addosso ai frati, li spogliano e li derubano delle tonache. Poi se la danno a gambe, inseguiti dai tre frati in mutande.

I FRATE Ladri! Fermatevi!

III FRATE Ridateci i nostri vestiti!

II FRATE Mascalzoni! Tornate qua!

III FRATE Vi prenderemo!

Escono tutti. Musica.

Entra in scena una processione di personaggi che gira e rigira e sembra non finire mai: soldati, cavalli, servi con sacchi e bagagli, ecc.

Tornano i falsi frati e rimangono stupiti a guardare quella gente.

Un ufficiale li chiama.

UFFICIALE Ehi!… Voi, frati!… (non si girano)… Monaci!… Francescani!…

(qualcuno li scuote, si girano)

MIL. CAR. PAN. Noi?

UFFICIALE Sì, voi!… Siete gli unici frati qua, no?

MIL. CAR. PAN. (si guardano i vestiti) Ah!… Sì!…

UFFICIALE Venite qua! Il signor Conte Focarazzo dei Focarazzi sta partendo per le Crociate e chiede di essere confessato.

PANNOCCHIA Eh?

CARESTIA E chiamate un prete!

UFFICIALE E voi chi siete?

CARESTIA Ah! Già!

PANNOCCHIA Cosa? Confessato?

MILLEMOSCHE Da noi?… Ma non possiamo…

UFFICIALE Come non potete? Osate rifiutare un così grande onore? (tira fuori la spada)

MILLEMOSCHE Eh?… No!… Rifiutare no… è che noi…

CARESTIA è che noi non siamo…

PANNOCCHIA Non siamo proprio…

UFFICIALE Cosa non siete?

MILLEMOSCHE Volevamo dire che noi… non siamo… degni… ecco… non siamo degni di confessare il signor Conte Paparazzo…

UFFICIALE Focarazzo…

PANNOCCHIA Appunto… noi siamo troppo umili… per lui ci vorrebbe almeno un cardinale… Focarazzo come lui…

MILLEMOSCHE Ma che cardinale?!… Ci vorrebbe il Papa in persona per il signor Conte!

CARESTIA Giusto!

UFFICIALE Ma lui vuole proprio dei fraticelli umili…

CARESTIA Allora io no… non sono umile!

PANNOCCHIA Neanch’io! (indicando MILLEMOSCHE) Lui è umile!

MILLEMOSCHE Chi? Io? Ma quando mai! Io sono un prepotente… io ammazzo tutti… io… li spenno vivi…

UFFICIALE Ma allora… non siete fraticelli?

MILLEMOSCHE Come no! Certo che siamo fraticelli!

UFFICIALE E allora avanti e senza storie! (si arrabbia)

MILLEMOSCHE Va bene… come non detto…dov’è questo povero peccatore?

L’ufficiale fa un gesto e arriva il Conte, portato su una sedia.

CARESTIA Poverino! È senza gambe…

PANNOCCHIA Forse le ha perse in guerra…

MILLEMOSCHE Stupidi! I nobili vanno in giro seduti.

PANNOCCHIA Beati loro!

CARESTIA Ho deciso: da grande farò il nobile anch’io!

CONTE Cominciamo!

CARESTIA Da dove si comincia?

PANNOCCHIA Tu ti sei confessato qualche volta?

CARESTIA Mai!

PANNOCCHIA Stiamo freschi!

MILLEMOSCHE Facciamo cominciare lui! (si rivolge al Conte) Ehm… signor Conte… la nuova regola del convento dice che è meglio se cominciate voi…

CONTE Va bene. (Il Conte comincia a parlare una specie di latino, tra lo stupore dei “frati”)… us um ibiscus vobiscum… et facere… nostrum… confessio… confessio… peccatorum… absolvite, fratres!… (aspetta) absolvite, fratres!… (nervoso)… Absolvite!

MILLEMOSCHE Eh?

CONTE Datemi l’assoluzione!

MILLEMOSCHE Ah!… Sì!… (tra loro)…Prendi l’assoluzione… e dagliela!

PANNOCCHIA L’assoluzione? Ma io non ce l’ho!

MILLEMOSCHE (a Carestia) Ce l’hai tu?

CARESTIA Cosa?

PANNOCCHIA La soluzione!

CARESTIA No… adesso non ve la prendete con me… io non l’ho vista, eh!

PANNOCCHIA (al Conte) Fa lo stesso se ve la portiamo domani?

CARESTIA Non fare promesse stupide! Domani dove gliela prendiamo?

MILLEMOSCHE Che t’importa? Domani scappiamo…

CONTE La voglio adesso! Sto partendo per la guerra…

CARESTIA Ah! E dategli almeno una spada! (toglie di mano uno spadone ad un soldato e la alza; il Cnte piega la testa)

CARESTIA Ma che fa?

PANNOCCHIA Vuole che gli tagli la testa… accontentalo, così dopo ci lascia andare…

MILLEMOSCHE Sì… così dopo lui la taglia a noi…

CONTE Fammi la Croce!

CARESTIA Subito! (con la spada traccia un segno di croce sulla testa del Conte)

CONTE Bene! Adesso possiamo andare in guerra! (Il soldato si riprende la spada)

PANNOCCHIA E noi possiamo andare in pace!

Il Conte e i soldati partono.

CARESTIA Buona guerra!

MILLEMOSCHE Ciao, Paparazzo dei Paparazzi!

CARESTIA Ma i nobili fanno tutto da seduti? Anche la guerra?

MILLEMOSCHE Gli piace stare comodi!

CARESTIA Una buona abitudine… da vecchio la prenderò anch’io!

MILLEMOSCHE Tu non diventerai mai vecchio!

CARESTIA Ah!…Meno male!… Mi piace stare giovane!

MILLEMOSCHE Morirai prima… di fame!

PANNOCCHIA Bhè, che facciamo! Fra poco diventa buio…

MILLEMOSCHE Facile… siamo tre frati… e che fanno la sera i bravi fraticelli?

PANNOCCHIA E che ne so? Vanno al cinema?

CARESTIA Meglio in discoteca!

MILLEMOSCHE Ignoranti! Siamo nel Medioevo: non ci sono ancora ne cinema, né discoteche…

CARESTIA Ah, già! Allora stiamo a casa a guardare la televisione!

MILLEMOSCHE Guardate là…

PANNOCCHIA Dove?

MILLEMOSCHE Lassù… che vedete?

CARESTIA Un muro…

PANNOCCHIA è un convento! Noi siamo frati e andiamo al convento…

MILLEMOSCHE Giusto! Perché al convento si ce…

PANNOCCHIA Si ce…?

MILLEMOSCHE Si ce…

CARESTIA Si ce-rcano le stelle!

MILLEMOSCHE Ma che stelle? Si ce…

PANNOCCHIA Si ce-rcano le candele?

MILLEMOSCHE Stupidi! SI CENA!!

PANNOCCHIA Si cena?? Questa sì che è una bella notizia… andiamo! (escono di corsa)

SCENA QUARTA (Al monastero)

Musica gregoriana. Entrano alcuni monaci mormorando preghiere e alzando ogni tanto gli occhi al cielo. Portano un lungo tavolo e apparecchiano con poveri oggetti. In un angolo si sistema l’amanuense col suo trespolo e i suoi attrezzi. Scrive. Da un’altra parte, il cantore del convento con i suoi fogli di musica e un attrezzo musicale. Un monaco urla a qualcuno fuori scena:

I MONACO Ehi, voi! Fratelli… portate quelle sedie!

Entrano i nostri eroi.

MILLEMOSCHE Che vi dicevo? (furtivi) qui si mangia anche seduti!

PANNOCCHIA Guarda che tavola che stanno apparecchiando!

CARESTIA Di solito cosa mangiano i monaci?

MILLEMOSCHE Maiali… vacche… conigli e galline… non vedi che sono quasi tutti belli grassi?

CARESTIA Questa sì che è vita! Ho deciso: da grande mi faccio monaco!

PANNOCCHIA Ma non volevi fare il nobile?

CARESTIA No… la guerra non mi piace… meglio il monaco!

MILLEMOSCHE Non puoi… ci vuole la vocazione!

CARESTIA E cos’è?

MILLEMOSCHE Una cosa che se ce l’hai te ne accorgi… come la fame.

CARESTIA La fame è facile… ti prende allo stomaco e la senti.

MILLEMOSCHE E la vocazione ti prende alla testa.

CARESTIA Infatti mi gira la testa…

PANNOCCHIA Quella è la fame…

CARESTIA Secondo me è la vocazione!

MILLEMOSCHE Prima mangiamo… se dopo mangiato hai ancora la… “vocazione”, allora ti fai frate.

CARESTIA E voi?

PANNOCCHIA Anche noi… una vocazione basterà per tutti e tre!

PRIORE Fratelli, sediamoci a tavola…

CAR.PAN.MIL. Finalmente!

Si siedono ansiosi. Il cuoco mette le scodelle davanti a tutti.

PRIORE Frate amanuense, ci vuoi leggere le pagine che hai scritto oggi?

AMANUENSE Et cum fecisset… quasi flagellum de funicolis… funicolas… omnes eixit de templo… oves quoque et boves… in illo tempore… (i tre sono straniti)… rosam rosa rosae… omnia munda mundis… magnum manducare… orate fratres… introibo ad altare Dei… (sfoglia velocemente tante pagine, come se stesse leggendo da tanto tempo e ripete sempre la stessa cantilena)…

CARESTIA Ma quando portano l’arrosto?

MILLEMOSCHE Dopo, dopo. Prima devono pregare.

L’amanuense finisce.

PANNOCCHIA Ah, meno male! (si sistemano, sorridendo, i tovaglioli al collo)

PRIORE Frate cantore, vuoi cantarci le lodi del Signore?

Il cantore comincia una lunga cantilena gregoriana incomprensibile. I tre sono sempre più straniti. Pausa nel canto. Il cantore cerca la pagina della musica che non trova.

PANNOCCHIA (chiede ad un monaco vicino) Ma quando si mangia?

II MONACO Padre priore, i nostri fratelli ospiti vogliono sapere quando si mangia…

PRIORE Fra dieci giorni! Abbiamo fatto un voto. Per chiedere un miracolo, oggi si comincia un lungo periodo di digiuno… sarete sicuramente contenti di poter digiunare con noi…vero, fratelli?

MILLEMOSCHE Eh! Contentissimi!

PANNOCCHIA Come si dice… “chi non digiuna in compagnia, o è un ladro o una spia”!

CARESTIA Ma proprio oggi dovevate cominciarlo questo digiuno?

Il cantore ricominciaa cantare e l’amanuense a predicare contemporaneamente. I nostri eroi si alzano di soppiatto.

MILLEMOSCHE Io vado a vedere in cucina se è rimasto qualche avanzo di ieri!

PANNOCCHIA Aspetta!

CARESTIA Vengo anch’io!

Mentre cercano di uscire alla chetichella, arrivano i tre frati in mutande che avevano derubato.

I FRATE Ma… un momento… ma voi…

II FRATE Voi siete i nostri ladri!

III FRATE Fermi! Venite qua!

I FRATE Ridateci le nostre tonache!

Scoppia una parapiglia. Tutti i monaci li inseguono, cadono, si rialzano, baraonda, confusione. Tutti si ritrovano fuori scena.

SCENA QUINTA (All’assedio del castello)

Entrano alcuni soldati, modificano la posizione dei tavoli, aggiungono qualche altro semplice elemento e si trovano all’assedio sotto le mura di un castello. Alcuni vanno all’assalto. I castellani si difendono dagli spalti. Combattendo, escono di scena. Entrano i tre vagabondi, cercando di ripararsi dai colpi dei soldati, che tirano a dritta e a manca.

PANNOCCHIA Ehi!… Piano con quello spiedo! Mi stavi infilzando come una quaglia!

CARESTIA Ma possibile che la gente si deve sempre scannare?

MILLEMOSCHE Ragazzi, siamo capitati nel bel mezzo di un assedio.

PANNOCCHIA Così, se non moriamo di fame, ci sbudellano loro!

CARESTIA Bella consolazione!

Tornano i soldati con un ufficiale.

UFFICIALE Ragazzi, sono le cinque, basta combattere per oggi: si smonta!

I SOLDATO Possiamo fare un po’ di straordinario?

II SOLDATO Solo un’oretta… così ne ammazziamo ancora una ventina prima di cena…

UFFICIALE E chi ammazzate? Non vedete che anche i nemici hanno finito il turno di lavoro? (indica gli spalti deserti)

I SOLDATO Potremmo ammazzarci fra noi! Tanto per tenerci in allenamento…

UFFICIALE Se proprio ci tenete… però andate ad ammazzarvi lontano dall’accampamento: quando è passato l’orario non voglio più sentir parlare di lavoro!

All’improvviso arriva un soldato trafelato…

III SOLDATO Hanno ferito il capitano! Hanno ferito il capitano!… Presto!… Aiutatemi!

UFFICIALE Cosa?… Dov’è?

III SOLDATO Sotto la torre… presto!… Venite!

I soldati escono di corsa. I tre discutono tra di loro:

MILLEMOSCHE Hai visto questi?… Parlavano di cena…

PANNOCCHIA Beati loro…

CARESTIA Io stavo pensando…

MILLEMOSCHE Cosa?

CARESTIA No… niente…

MILLEMOSCHE Eh no! Adesso lo dici!

PANNOCCHIA Se è un’idea che si mangia, sputala subito!

CARESTIA Stavo pensando che… quasi quasi mi rimetto a fare il soldato mercenario… almeno mi danno da mangiare…

PANNOCCHIA Ah?!… Mah!… Pensandoci bene... lo stupido non ha tutti i torti…

MILLEMOSCHE Gli assedi a volte durano anni… si sta qua… si coltivano i cavoli sotto le mura del castello… si fanno pascolare i porci…

CARESTIA … che poi si mangiano…

MILLEMOSCHE E finchè l’assedio non finisce, hai da mangiare e da bere tutti i giorni…

PANNOCCHIA Finchè non ti scannano i nemici!

MILLEMOSCHE Basta non avvicinarsi troppo alle mura del castello…

Tornano di corsa i soldati, portando il capitano ferito e svenuto:

UFFICIALE Presto… presto!… Mettetelo qua…

I SOLDATO Guardate come l’hanno conciato… (al capitano manca tutto il braccio destro, che si trova in mano a un soldato del seguito)

II SOLDATO Gli hanno troncato il braccio, ma è vivo…

CARESTIA Chi? Il braccio o lui?

PANNOCCHIA E che ne so!

MILLEMOSCHE Chissà che dolore!

UFFICIALE Non sente niente… Il medico dell’accampamento gli ha applicato una pomata magica di sua invenzione. Tra poco si sveglierà e non se ne accorgerà nemmeno…

MILLEMOSCHE Caspita! Com’è comodo fare la guerra!

CARESTIA Te lo dicevo io che a fare il soldato si sta benissimo…

PANNOCCHIA Senza un braccio?

CARESTIA Però con lo stomaco pieno…

Si sveglia il capitano…

CAPITANO Cos’è successo?

UFFICIALE Niente di grave… vi hanno tagliato un braccio!

CAPITANO Ah!… Pensavo chissà cosa!… Come??? (si guarda e si rende conto)… chi è stato? (si agita)

UFFICIALE I nemici…

CAPITANO come si sono permessi? E come faccio io adesso? Voglio il mio bracciolo!

II SOLDATO Eccolo, capitano! (Il soldato gli dà il braccio)

CAPITANO Nooo!… Braccio mio!… Chiamatemi il chirurgo!… Riattaccatemelo subito!… E chissà che dolore!… Mamma! Mamma quanto mi fa male!!!… Ma… non mi fa male… come mai non mi fa male?

UFFICIALE è l’effetto della polverina magica del chirurgo…

CAPITANO Io voglio un braccio nuovo… tagliatelo a qualcuno e attaccatelo a me!

MILLEMOSCHE Se si poteva riattaccare, vi avrebbero attaccato il vostro…

CAPITANO Chi sei tu?

MILLEMOSCHE Millemosche… ex cavaliere senza cavallo… e questi sono i miei amici… carestia e Pannocchia… vorremmo arruolarci per fare snche noi l’assedio… se avete bisogno di una mano… o di un braccio in più…

CAPITANO Braccio? Ma certo!… Fammi vedere il tuo braccio… Millemosche glielo mostra)… Fa schifo, ma lo possiamo far ingrassare un po’… sai maneggiare la spada?

MILLEMOSCHE Sono un cavaliere! So anche tirare le sassate e so dare i calci…

CAPITANO Va bene!… Ti volevi arruolare?… Intanto arruolo il tuo braccio!

MILLEMOSCHE Eh! No!… A me il braccio non me lo tagliate!

CAITANO E chi te lo vuole tagliare?… Rimarrà attaccato a te, ma tu, da oggi, sarai il mio braccio destro… e farai tutto quello che io facevo con il mio… avrai doppia razione a pranzo e a cena, perché il braccio deve ingrassare…

MILLEMOSCHE Doppia? (felice)

PANNOCCHIA Anch’io vi do il mio braccio!

CARESTIA E io la gamba!

PANNOCCHIA La testa!

CARESTIA I polmoni!

PAN e CAR Tutto vi diamo!

CAPITANO Di voi non ho bisogno!

CARESTIA Magari domani vi tagliano una gamba… che ne sapete?

CAPITANO Via!… Per oggi non mi servite!… Trovatevi un posto da qualche parte!

PANNOCCHIA (sottovoce, mentre escono) Speriamo che domani vi tagliano tutto…

CAPITANO Voi! (secco, ai soldati)… Prendetelo… portate delle corde… non so stare senza braccio…

I soldati afferrano Millemosche.

MILLEMOSCHE Ma che fate?… Come vi permettete?… Voi non sapete chi sono io!… Io sono il braccio del vostro capitano!… Lasciatemi!

I SOLDATO Appunto! Sei il suo braccio destro e devi metterti al posto del suo braccio…

MILLEMOSCHE Cosa?

Lo sistemano dietro le spalle del capitano e li legano insieme, lasciando penzolare il suo braccio al posto di quello mancane del capitano.

MILLEMOSCHE Ma non è questo il modo!

CAPITANO Zitto! Tu sei il mio braccio e devi fare tutto quello che io facevo con il mio braccio… tanto per cominciare… grattami la testa!… (Millemosche esegue)… basta!… Adesso… puliscimi il naso!

MILLEMOSCHE Ma avete anche l’altra mano…

CAPITANO Io il naso me lo pulivo sempre con la destra!

MILLEMOSCHE Ma dopo si mangia?

CAPITANO Zitto e ubbidisci! (esegue con disgusto)… Portatemi la cena!

MILLEMOSCHE Finalmente si mangia!

Un soldato porta la cena

CAPITANO Dài qua!… Fammi venire tutti gli ufficiali a rapporto!… Avanti, braccio! Devo mangiare!

MILLEMOSCHE E che devo fare?

CAPITANO Imboccami, cretino!

MILLEMOSCHE Io?

CAPITANO Sei o non sei il mio braccio?

MILLEMOSCHE E io quando mangio?

CAPITANO Non mi interessa… intanto mangio io!

Comincia ad imboccarlo. Arrivano gli ufficiali e si mettono in riga. Posa il piatto e li passa in rassegna.

CAPITANO A rapporto! (tutti scattano sull’attenti) Tu… hai l’elmetto storto… Braccio, dagli una sberla! (Il braccio esegue) Tu… hai le scarpe sporche! (il braccio molla un pugno) Tu hai i baffi troppo lunghi! (il braccio glieli strappa e glieli toglie del tutto) Tu, dove hai preso quella corazza?… ecc… (il braccio comincia ad agire di sua iniziativa)

Ad un tratto entra un messaggero.

MESSAGGERO Capitano, c’è il principe in visita all’accampamento!

CAPITANO Meno male!… Speriamo che stavolta abbia portato i soldi della paga… Presto! Fate vedere che stiamo combattendo… preparate un bell’assalto al castello, se no addio paga! (Tutti corrono fuori)

Entra l’alfiere del principe.

ALFIERE Il signor principe Pipino dei Piponi!

Entra il principe.

CAPITANO benvenuto signor principe!

PRINCIPE A che punto è questo assedio?

CAPITANO Stiamo quasi vincendo!

PRINCIPE Quanto durerà ancora?

CAPITANO Mah!… Altri dieci anni dovrebbero bastare…

PRINCIPE Dieci anni? Ma io non ho più soldi per pagare i mercenari…

CAPITANO Signor principe… senza soldi non si conquistano i castelli… i soldati devono essere pagati…

PRINCIPE Se non conquistate subito il castello non vedrete più un “euro”!… Vi lascerò morire di fame!

A queste parole, il “braccio” reagisce:

MILLEMOSCHE Eh, no!… Non parliamo di fame! (il braccio comincia a mollare schiaffi e pugni e spintoni al principe)

PRINCIPE Capitano! Come vi permettete?

CAPITANO Non sono io… è il braccio!

I soldati del principe intervengono a bloccare il capitano.

PRINCIPE Quale braccio?

CAPITANO Lui!… Il mio nuovo braccio…

PRINCIPE E come si permette?

CAPITANO Avete ragione… Lo punirò!… Si sta prendendo troppe libertà!

PRINCIPE Allora puniamolo immediatamente!

CAPITANO Portatemi un braciere di fuoco!… farò come Muzio Scevola… (In tono solenne) Punisco col fuoco il braccio che ha osato posarsi sul signor principe!

MILLEMOSCHE Ehi!… Ma il braccio è mio! (portano il braciere)

CAPITANO Non è vero!… Adesso è mio e ci faccio quello che voglio!

MILLEMOSCHE Aiuto!… Carestia!… Pannocchia!… Dove siete?… Correte! (cercano si mettergli a forza il braccio sul braciere)… Aiuto!… Assassini!…

Arrivano di corsa i suoi compagni. Buttano delle coperte sulla testa dei presenti e li fanno girare in circolo, mentre liberano Millemosche. Poi corrono fuori all’impazzata.

CAPITANO Presto inseguite il mio braccio!… Riprendetelo! Ladro di braccio! Deve essere punito!

Corrono tutti fuori, portandosi via gli elementi della scenografia.

Musica.

SCENA SESTA (Inseguiti dalla “Fame”)

Entrano in scena, sempre più stremati.

PANNOCCHIA Non ce la faccio più… ci possiamo fermare un po’?

MILLEMOSCHE Sì, bravo, così ci prendono!

PANNOCCHIA Ma no… ormai li abbiamo seminati… (guarda lontano)… Non c’è nessuno… Quelli hanno un assedio da fare… figurati se pensano ad inseguire noi tre…

CARESTIA Quelli no, ma… qualcuno che ci segue c’è… (guardando lontano)

MILLEMOSCHE E chi è? (guardano anche gli altri)

CARESTIA Non lo so… mi sembra una… donna…

PANNOCCHIA Una donna da queste parti?

CARESTIA Però è strano… ogni volta che si fa vedere, mi vengono subito i crampi qui allo stomaco…

PANNOCCHIA Ma dov’è?

CARESTIA Adesso dev’essere nascosta dietro quelle rocce… eccola!… È là!… Adesso si vede!

Tutt’e tre si tengono lo stomaco e si contorcono.

CARESTIA Ahi!…

MILLEMOSCHE Che dolore!…

PANNOCCHIA Mamma mia!…

Ad un tratto passa il dolore.

PANNOCCHIA Non c’è più… s’è nascosta…

CARESTIA Cosa vi dicevo? Appena si fa vedere arrivano dei terribili dolori allo stomaco…

MILLEMOSCHE Non sarà una strega?

PANNOCCHIA è vero!… Sicuramente è una strega!

CARESTIA E perché ci segue?

PANNOCCHIA Ce l’ha con noi!

CARESTIA Io non le ho fatto niente…

MILLEMOSCHE Le streghe ce l’hanno con tutti…

CARESTIA Cosa ci può fare?

PANNOCCHIA Dicono che le streghe attaccano la peste…

CARESTIA Come ci possiamo difendere?

MILLEMOSCHE Basta trattenere il respiro… devi tener fermi i polmoni e non la prendi…

PANNOCCHIA Io so che le streghe hanno paura dell’aglio e dei diavoli…

CARESTIA Allora vestiamoci da diavoli…

MILLEMOSCHE Ci vorrebbero le corna!

CARESTIA Voi le avete le corna?

PANNOCCHIA L’anno scorso io avevo un cornetto… ma poi avevo fame e l’ho mangiato…

MILLEMOSCHE Venendo qua, ho visto una macelleria con tante corna di montone appese davanti alla porta…

CARESTIA Andiamo a prenderle, allora, così faremo paura alla strega!

PANNOCCHIA Andate voi… io non ce la faccio più… vi aspetto qua…

CARESTIA E se arriva la strega?

PANNOCCHIA Trattengo il respiro e non arriva…

MILLEMOSCHE Va bene… aspetta qua!

Pannocchia inizia a trattenere il respiro, diventa tutto rosso, si sforza, ecc.

Dall’altra parte entra la “donna”. Furtiva si avvicina da dietro e lo afferra allo stomaco.

PANNOCCHIA Ahi!… Lo stomaco!… La strega!… Mamma mia!… Lasciami!… Ma chi sei!… Vattene!…

FAME Non me ne vado se non mangi!

PANNOCCHIA Eh?… Se non mangio?… Ma tu chi sei?

FAME Sono la fame!

PANNOCCHIA La fame? E non bastava quella che già mi porto appresso?

FAME Sono sempre io che ti vengo dietro da quando sei nato!

PANNOCCHIA Eh! Me ne sono accorto, purtroppo! Ma perché non mi lasci in pace?

FAME Tu mangia e io ti lascio in pace!

PANNOCCHIA è facile dirlo!… Ma cosa mangio?… Non riesco mai a trovare un accidenti!

FAME E allora io mangio te… (comincia a rosicchiarlo)

Tornano i suoi compagni.

MILLEMOSCHE Ma cosa fai? Perché gridi in quel modo?

PANNOCCHIA Liberatemi dalla strega!

MILLEMOSCHE Ma quale strega?

PANNOCCHIA Questa che ho sullo stomaco!

MILLEMOSCHE Ma non c’è niente sul tuo stomaco…

PANNOCCHIA E questo è il guaio! Presto! Mettetemi qualcosa nello stomaco!

CARESTIA Eh! Se avessimo qualcosa lo metteremmo prima nel nostro stomaco, che è più vuoto del tuo!

A sentire questo, la fame, invisibile ai due, salta addosso a loro e attanaglia anche il loro stomaco. Poi di colpo, come è arrivata, così va via.

PANNOCCHIA Se n’è andata?

MILLEMOSCHE Chi?

CARESTIA La fame?

PANNOCCHIA Fra poco torna… ogni tanto mi vengono certe crisi… è lei!… La strega!… cioè… la fame!… L’ho vista! Mi ha parlato!

MILLEMOSCHE Sì! Adesso veramente per la fame cominciamo ad avere le visioni…

PANNOCCHIA Prendi le corna… almeno ci difendiamo dalla strega…

MILLEMOSCHE Però dobbiamo anche trattenere il respiro… così…

Si mettono le corna.

CARESTIA Sto bene così?

MILLEMOSCHE Sembri un caprone!

PANNOCCHIA Non è che per caso ci chiameranno cornuti?

MILLEMOSCHE E che c’importa!… Almeno teniamo lontano le streghe…

Passano due contadine. Li guardano impressionate, poi buttano gli attrezzi e scappano a precipizio.

PANNOCCHIA Che avevano quelle?

MILLEMOSCHE Mah!… C’è tanta gente strana al mondo… andiamo… non voglio che la notte ci sorprenda in questo posto di streghe. (escono)

Tornano le due contadine, con altra gente del villaggio, armata di attrezzi agricoli e corde.

1° CONT. Ecco… erano qui!

3° CONT. Ma qui non c’è nessuno…

2° CONT. Ma sì… erano proprio qui… Erano tre diavoli con certe corna lunghe almeno due metri… tutti rossi in viso…

1° CONT: Con una coda lunga quattro metri… i capelli come due serpenti… le mani con certi artigli così… e i denti come i lupi…

2° CONT. E spruzzavano fuoco dal naso e dalla bocca…

4° CONT. Io dico che il sole vi ha dato in testa!

1° CONT. Ma se ci hanno rincorso fino al villaggio e galoppavano come cavalli selvaggi!

5° CONT. Sì… e dove sono? Adesso ti faccio vedere che avete sognto tutto… ascolta: Diavoli! Se ci siete venite fuori!

In quel momento entrano i tre compagni con le corna, sempre guardandosi alle spalle e trattenendo a tratti il respiro.

2° CONT. Eccoli!… Che vi dicevo? (tutti i contadini impugnano gli attrezzi)

5° CONT. Fermi!… Vade retro!...

3° CONT. Prendete le corde, presto!… Vade retro!

I tre rimangono sbalorditi e si lasciano catturare.

MILLEMOSCHE Ma che fate?

6° CONT. Zitto Satana! Vade retro!

4° CONT. Volevate assaltare il nostro villaggio? Ma vi abbiamo scoperto!

7° CONT. Al rogo!… Al rogo!

8° CONT. Sì!… Bruciamoli!

9° CONT. Bruciamoli vivi!

10° CONT. Rimandiamoli all’inferno!

5° CONT. Prendi quel palo!

6° CONT. Legali stretti… i diavoli sono pericolosi!

MILLEMOSCHE Ma quali diavoli?

CARESTIA Lasciateci!

PANNOCCHIA Assassini!

5° CONT. Fateli tacere!

Li imbavagliano. Li legano tutt’e tre allo stesso palo e ammucchiano degli sterpi, o paglia, vicino ai loro piedi.

5° CONT. Presto, il fuoco!

7° CONT. Accendete!

8° CONT. Accendete!

9° CONT. Accendete!

5° CONT. Chi ha i fiammiferi?

6° CONT. Io no…

10° CONT. Io non fumo…

Tutti rovistano nelle tasche.

9° CONT. Io dovrei avere l’acciarino… ma dove l’ho messo?

4° CONT. Niente… non c’è niente…

3° CONT. Nessuno ha un fiammifero?

5° CONT. Ma insomma… abbiamo preso tre diavoli e non li possiamo bruciare?

6° CONT. Però loro sono dei diavoli… dovrebbero avere il fuoco…

5° CONT. è vero… Scusate… vi dispiace soffiare dal naso un po’ di fiamme sulla paglia?

I tre mugolano, tentando disperatamente di gridare.

6° CONT. Niente… dobbiamo tornare al paese a prendere i fiammiferi…

5° CONT. Chi ci va?… Vai tu…

6° CONT. Io da solo non ci vado con i diavoli in circolazione… chissà quanti ce ne sono in giro…

10° CONT. Dite che ce ne sono degli altri?

7° CONT. Quelli si muovono sempre in gruppi di almeno millecinquecentocinquantatre…

8° CONT. Eh?

7° CONT. L’ha detto il prete l’altro giorno alla predica...

9° CONT. Sentite… io vorrei tornare a casa… (si guardano intorno spaventati)

4° CONT. Hai ragione… Anch’io ho un impegno… l’avevo dimenticato…

3° CONT. Sì… sì… s’è fatto tardi… meglio stare insieme e tornare in gruppo…

5° CONT. Andiamo…

Furtivi e prudenti se ne vanno, lasciando i tre legati al palo.

Cominciano a comunicare mugolando, finchè riescono a farsi scivolar via il bavaglio. In quel momento torna la Fame.

PANNOCCHIA Ahi!… Lo stomaco!

MILLEMOSCHE Che crampi!

CARESTIA Datemi qualcosa da mangiare!

MILLEMOSCHE Non ce la faccio più!

TUTTI Aiuto!

Svengono.

FAME Mamma mia… non hanno ancora mangiato!… Bhè neanche posso stare solo dietro a loro… devo andare a tormentare tante altre persone…

La fame si avvicina e mette un qualcosa in bocca ad ognuno di loro. Essi cominciano a masticare con gli occhi chiusi.

FAME A dire il vero… mi fanno anche un po’ pena… in fondo sono sfortunati… e anche simpatici!

Poi li slega uno per uno e li adagia per terra. Poi, lentamente se ne va. Essi continuano a masticare. Poi cominciano a parlare, sempre con gli occhi chiusi.

MILLEMOSCHE C’è qualcuno che mastica?

PANNOCCHIA Io…

CARESTIA E anch’io…

MILLEMOSCHE Cosa state mangiando voi?

PANNOCCHIA Io sono un vassallo… il nobile marchese Pannocchino dei Pannocchioni e sto sgranocchiando una bellissima vacca al forno… con una montagna di insalata sopra…

CARESTIA Io sono un valvassore… il Conte Carestiazzo dei Carestioni… e mi sto tuffando in un barile di ricotta bianca come la neve…

MILLEMOSCHE E io sono seduto alla tavola dell’Imperatore… anzi, sono proprio l’Imperatore… e tutti i vassalli, i valvassori e i valvassini mi portano dei favolosi doni… galline, conigli, pecore, torte alla crema… biscotti e amaretti… fagiani e galletti… e passo il mio tempo a mangiare… comincio alle dieci di mattina e finisco alle dieci della mattina seguente… e poi ricomincio perché è ora di pranzo…

PANNOCCHIA Che ne dite, signor Conte, di cenare insieme una di queste sere?

CARESTIA Ma con piacere, signo marchese… per me sarà un onore…

MILLEMOSCHE Allora venite tutti e due al castello dell’Imperatore… daremo una bellissima festa…

Un po’ di silenzio.

MILLEMOSCHE Ehi!… Ma voi dormite o siete svegli?

PANNOCCHIA Io sto dormendo come un sasso…

CARESTIA E io dormo più di voi…

MILLEMOSCHE Anch’io…

PANNOCCHIA Se parli, sei sveglio…

MILLEMOSCHE Parlo nel sonno…

CARESTIA Io sto facendo un sogno meraviglioso…

PANNOCCHIA Anch’io…

MILLEMOSCHE Il mio è stupendo…

CARESTIA Allora… stiamo dormendo tutt’e tre… Ssss! Facciamo piano… e stiamo zitti… se no ci svegliamo… Buon Appetito…

F I N E

    Questo copione è stato visto
  • 0 volte nelle ultime 48 ore
  • 0 volte nell' ultima settimana
  • 1 volte nell' ultimo mese
  • 3 volte nell' arco di un'anno