Problemi di facile soluzione


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PROBLEMI DI FACILE SOLUZIONE

PROBLEMI DI FACILE SOLUZIONE

Commedia a scenette

Di

 

Salvino Lorefice

(S.I.A.E. sezione DOR posizione n. 52246)

salvino.lorefice@tiscalinet.it                            http://web.tiscalinet.it/salvinolorefice

Salvino Lorefice                                  telefoni: 0932.641789 abitazione

Via Antonio Segni,  35                                   0932.679237 ufficio

97100 – RAGUSA

PROBLEMI DI FACILE SOLUZIONE

Commedia in un atto

di

Salvino Lorefice

(Posizione SIAE n. 52246 sez. D:O:R.)

Personaggi: Intervistatori e interrogati.

SCENA PRIMA

Aula universitaria. Gli intervistatori sono due docenti. Gli interrogati sono, a turno, tre allievi di ingegneria sotto esame.

ASSISTENTE n. 1- per l’esame d’ingegneria sociologica, venga l’allieva numero uno.

ALLIEVA n. 1 – presente.  Ilo Illi, 24 anni, donna di sesso maschile. Quasi analfabeta.

DOCENTE – si dà il problema: da Rimini a Pescara ci sono trenta minuti di cammino, e in bicicletta si va cinque volte più in fretta. Quanto ci vuole per andarci in bicicletta?

ALLIEVA n. 1 – da noi, a Napoli, mio fratello ha la bicicletta, così va molto più in fretta di un cavallo o di un uomo.

DOCENTE – ripeto. Da Rimini a Pescara ci sono trenta minuti di cammino, e in bicicletta si va cinque volte più in fretta. Quanto ci vuole per andarci in bicicletta?

ALLIEVA n. 1 – cinque volte più in fretta…dunque…45 chilometri … se vai a piedi arrivi in trenta minuti, ma se vai in bicicletta, allora, certo, arrivi più in fretta. Forse in uno o due minuti.

ASSISTENTE –  l’allieva si rifiuta di andare avanti nella soluzione. Venga l’allievo  numero 2.

ALLIEVO n.2 – Nurmant Adile, 36 anni. Vengo da lontano, poco istruito. So rispondere al problema di prima.

DOCENTE – non ci interessa. Altro  problema. Per andare a piedi da Sanremo a Firenze ci vogliono venti ore, ma in bicicletta si va cinque volte più in fretta. Quanto ci vuole per andarci in bicicletta?

ALLIEVO n. 2 – a Firenze… a piedi in venti ore, e in bicicletta cinque volte più in fretta … non so affatto contare. Probabilmente dieci ore? Oh, lo so che la bicicletta va più in fretta del carro, ma probabilmente in una decina di ore arriva.

ASSISTENTE – e come fa a saperlo?

ALLIEVO n. 2 – se va più in fretta in dieci ore arriverà. Eh, cazzolina!

DOCENTE -  tenti ancora: provi con questi bottoni.

ALLIEVO n. 2 – se a  piedi ci vogliono venti ore, in bicicletta, forse, non ci arrivi in dieci ore. Probabilmente arrivi molto più in fretta… non so, non ci sono mai andato.

ASSISTENTE – i mezzi ausiliari proposti e forniti non vengono utilizzati dall’allievo, che non esce dall’ambito delle supposizioni. Venga l’allievo n. 3.

ALLIEVO n. 3 – Muahamed Alì Talkalli, 25 anni, dekkano del Kibur. Molto pochissimo alfabeta.

DOCENTE – per andare a piedi da Lodi a Milano ci vogliono trenta minuti. In bicicletta si va cinque volte più in fretta. Quanto ci vuole per arrivare in bicicletta?

ALLIEVO n. 3 – un minuto!

DOCENTE – come fa a saperlo?

ALLIEVO n. 3 – l’ho indovinato da solo …

DOCENTE – da solo?

ALLIEVO N. 3 - parola mia d’onore, che diamine!

DOCENTE – sbagliato! Ci ripensi. Quanto ci vuole in bicicletta?

ALLIEVO n. 3 – lei ha detto: da Lodi a Milano un uomo va a piedi. In quanto tempo arriverà la bicicletta?

ASSISTENTE – ha smembrato il problema! L’allievo ha smembra…

ALLIEVO n. 3 – mi dia ancora una possibilità, la prego … da Lodi a Milano trenta minuti a piedi. Quanto in bicicletta se questa corre cinque volte più in fretta? È così?

ASSISTENTE – è così.

ALLIEVO n. 3 – circa un minuto!

DOCENTE – un minuto?

ALLIEVO n. 3 – circa! … forse un po’ di più, forse un po’ di meno.

DOCENTE – da Lodi a Milano in un minuto?… Circa?

ALLIEVO n. 3 – beh, io non dico un minuto-minuto. Se si va più in fretta si può arrivare molto più semplicemente in un minuto abbondante.

ASSISTENTE – L’allievo introduce un cambiamento arbitrario, pertanto…

DOCENTE – aspetti, cara collega, aspetti. Dunque: se un  uomo va in trenta minuti e la bicicletta va cinque, ripeto, cinque volte più in fretta, come fa ad arrivare in un minuto?

ALLIEVO n. 3 – non ho visto come fa, ma immagino che in un minuto si possa arrivare.

ASSISTENTE – l’allievo si rifà alla mancanza di esperienza concreta…

DOCENTE – ma provi a contare!

ALLIEVO n. 3 – ah, già! Se si conta, risulta così: forse un minuto, un minuto e mezzo.

ASSISTENTE – l’allievo fa supposizioni. Mi sembra sia il caso…

DOCENTE – prenda questi bottoni, provi ancora.

ALLIEVO n.3 – (rimescola coi bottoni): da Lodi a Milano … Ma a Milano dove? Milano Sud o Milano Nord?

ASSISTENTE – PROFESSORE, collega, la prego … finiamola!

ALLIEVO n. 3 – no, così non si può contare. Io dicevo approssimativamente: si può arrivare in due minuti e mezzo e si può arrivare in un minuto. Non c’è niente da contare.

ASSISTENTE -  il tentativo di concretizzare il problema non porta ai  risultati dovuti…

DOCENTE – va bene va bene. Aggiriamo il problema. Cinque volte più in fretta significa che mentre il pedona andava una volta, quello con la bicicletta sarebbe potuto arrivare cinque volte. Dunque quanto tempo impiega in una volta?

ALLIEVO n. 3 – a che gli serve andare cinque volte di troppo? A perdere del tempo in più!?

ASSISTENTE –  l’aggiramento del  problema viene inteso come” viaggi superflui”.

ALLIEVO n. 3 – se mi aveste chiesto quanti chilometri ci sono da Lodi a Milano, io vi avrei risposto!

DOCENTE – no. Pensi un po’: la bicicletta impiega cinque volte meno tempo.

ALLIEVO n. 3 – forse… mentre quello che va a piedi cammina per cinque - sei minuti, il ciclista fa questo percorso in un minuto.

DOCENTE – e in quanto tempo compirà tutto il percorso? Forza che sta per azzeccarci.

ALLIEVO n.3 – se un uomo cammina per undici - dodici  ore, il ciclista in quanto tempo percorrerà una distanza cinque o sei volte maggiore.

ASSISTENTE – ma PROFESSORE! L’allievo introduce ancora nuove condizioni arbitrarie!

DOCENTE – ma in quanto tempo arriverà a Milano?

ALLIEVO n. 3 – io i minuti non sono abituato a contarli. Conterò i giorni.

DOCENTE – e va bene: a piedi si va in trenta  giorni e in bicicletta cinque volte più in fretta.

ALLIEVO n. 3 – arriverà cinque o sei giorni prima in bicicletta. Cioè, mentre il pedone cammina cinque o sei giorni, il ciclista arriva.

ASSISTENTE – nonostante la concretizzazione, l’allievo  non risolve il problema.

DOCENTE – un momento: perché avete detto cinque o sei giorni e non tre o quattro?

ALLIEVO n. 3 – che ne so? Da noi giù al sud, si dice di solito così e io così ho detto…

DOCENTE – va bene si accomodi  pure. E porti i miei ossequi a Don Ciccio Colafami.

ASSISTENTE -  e anche per oggi abbiamo finito.

DOCENTE – già! A proposito. Qual è la risposta esatta andando in bicicletta da Lodi a Milano?

ASSISTENTE – suvvia, professore, lo sanno tutti.

SCENA SECONDA

Aperta campagna. L’intervistatore è un famoso presentatore televisivo, microfono in mano. L’intervistato è un arzillo vecchietto di campagna. Cameramen con telecamera in spalla in continuo movimento di ripresa.

PRESENTATORE – continua nel paese la diatriba sollevata dagli studenti e dai docenti universitari sul problema relativo allo spazio percorso da un uomo a piedi e lo stesso spazio percorso da un uomo in bicicletta. Forse stanno per essere rivoluzionate le teorie del grande Einstein. Siamo venuti qui, a metà strada tra Lodi e Milano, per sapere cosa risponde l’uomo comune, l’uomo della strada, anzi di campagna, l’uomo ruspante. ( Al vecchio ) – come si chiama?

VECCHIO – chi, io?

PRESENTATORE – ah, ah, ah, beh, sì.

VECCHIO – mi chiamo Massimo Pollastro, diciamo.

PRESENTATORE- il suo lavoro: qual è?

VECCHIO –  beh, faccio il guardiano alla Cooperativa rurale Polli & Porci s.p.a. sì … allevatori.

PRESENTATORE – sa leggere e scrivere.

VECCHIO – no.

PRESENTATORE – scrivere e leggere?

VECCHIO – no.

PRESENTATORE – è analfabeta, allora.

VECCHIO- diciamo!

PRESENTATORE- mi dica: per andare a Milano (indica alla sua destra), da Lodi (indica alla sua sinistra), a piedi ci vogliono trenta minuti. In bicicletta – stia bene attento – in bicicletta si va cinque volte più  in fretta. In quanti minuti si arriva a Milano?

VECCHIO – diciamo… non so. Ogni giorno vedo passare un uomo con la bicicletta e tanti uomini a piedi, ma in quanto tempo arrivino a Milano non saprei  proprio dirglielo.

PRESENTATORE – cari telespettatori, l’uomo di campagna ignora la condizione del problema, mancanza di esperienza personale? Rifiuto di pensare? Forse. Non è facile dirlo. ( Al vecchio ) – forza sig. Gallina, ci provi ancora. Mentre un uomo a piedi va una volta  il ciclista ci può andare cinque volte. Pensi un po’.

VECCHIO- proprio così : il ciclista passa cinque volte, mentre gli uomini a piedi si danno il cambio. Così l’uomo a piedi non arriva mai

PRESENTATORE – riprovi, forza, non si arrenda: quanto ci vuole per andare da Lodi a Milano in bicicletta andando cin     que volte più in fretta?

VECCHIO- una volta l’avevo un papero color zafferano che andava a piedi da Lodi a Milano per incontrare la sua bella gigugin. Ma non so se ci sia mai arrivato perché tornava distrutto e spennato un’ora dopo.

PRESENTATORE – invece a piedi ci arriva in trenta  minuti.

VECCHIO – io i minuti non li conosco. Conosco il canto del gallo …

PRESENTATORE - …il tramonto del sole…

VECCHIO – sì

PRESENTATORE – che romantico … il cinguettio degli uccelli, il muggito del bue…

VECCHIO –… e il grugnito dei porci.

PRESENTATORE – provi a pensare a quante volte dovrebbe mangiare il suo cane.

VECCHIO – allora, diciamo, se il mio cane, per andare da  Lodi a Milano, deve mangiare trenta volte, quante volte deve fare pipì la mia mucca se fa la stessa strada cinque volte più in fretta? E così?

PRESENTATORE – più o meno: tanto il problema è lo stesso. Vedo che lei se ne intende!

VECCHIO – beh, modestamente … il cane è a metà del cammino e la mucca avrà fatto pipì sette volte. Perciò se l’uomo che cammina è a metà strada saranno quindici minuti e se il ciclista arriva prima saranno, diciamo … di meno. Non so. Però  se la mucca fa pipì quindici volte, allora il ciclista impiegherà sei minuti. Sì, sei minuti.

PRESENTATORE – come avete visto, basta tradurre le condizioni del problema in un contenuto abituale e il problema viene risolto. Ma sarà la soluzione giusta? Qui aperta campagna fra Lodi e Milano, a voi studio centrale.

SCENA TERZA

Studio televisivo. presentatrice in poltrona. Gli intervistati sono un Accademico Eccelso e un parroco. In seguito entra un bifolco.

PRESENTATRICE ­­– Grazie caro e interroghiamo sul controverso problema un esimio accademico di chiara fama e un Ministro di Dio. Cominciamo dal Padre PARROCO. Mi dica: quanto tempo impiega un monaco-ciclista che corre cinque volte più in fretta di un Carmelitano Scalzo che per andare a piedi da Lodi a Milano ci mette trenta minuti?

PARROCO – le vie del Signore sono infinite.

PRESENTATRICE – scegliamone una a caso.

PARROCO – ma tutte le strade portano a Roma.

PRESENTATRICE -  dal Papa lo so, ma per andare da Lodi a Milano quanto ci vuole?

PARROCO – la  vita è un passaggio e il tempo è un miraggio. È Dio che ci guida, è lui che decide di volta in volta.

PRESENTATRICE – ma il ciclista arriverà prima.

PARROCO – se non teniamo conto dei Miracoli, sì.

PRESENTATRICE – per andare da Lodi  a Milano un letterato a piedi, mentre legge, impiega trenta  minuti. Quanto impiegherà un matematico in bicicletta se fa i calcoli cinque volte più in fretta? Magnifico Rettore, a lei la parola.

PROFESSORE – alla domanda da lei testé proposta e formulata, io, in qualità di Magnifico Rettore e Accademico Eccelso, mi rifiuto di rispondere per non dare adito a ulteriori discussioni su scienza e letteratura. Tuttavia, se proprio dovessi rispondere, direi che ci vogliono senz’altro meno di venti minuti e più di due minuti. Poiché il logaritmo del numero dei passi elevato all’ottava potenza non è altro che l’estetica, ritmata poeticamente, della pedalata classica e moderna. Pertanto…

PARROCO – mi scusi se interrompo la logorrea delle Scienze esatte e filosofiche, ma una pecorella smarrita ci mette molto di più …

PROFESSORE -  ma le pecorelle, specie quelle smarrite, non sanno andare in bicicletta.

PARROCO – e se sta sul portabagagli e chi pedala è il suo pastore?

PRESENTATRICE – ma perché l’eccelso accademico delle Scienze esatte e filosofiche non cerca di essere più esatto  e meno filosofico?

PROFESSORE – per comprovata mancanza di esperienza sia personale sia di laboratorio. Benché due seminari tenuti venti anni fa con gli allievi mi fanno sorgere seri dubbi circa…

(Entra un bifolco)

BIFOLCO – dumando scusa: che’ avete visto la mi’ pècura?

PARROCO – ecco la pecorella smarrita.

BIFOLCO – dov’è?

PROFESSORE – sarà andata a Lodi.

BIFOLCO – no, venìmo da Lodi.

PRESENTATRICE – ecco l’esperienza. Venite da Lodi?

BIFOLCO – sì

PRESENTATRICE – e quanto tempo avete impiegato per arrivare qui, a Milano?

BIFOLCO – a piedi o in bicicletta? Perché una volta l’ho fatta  a piedi  e ho impiegato trenta minuti. Un’altra volta l’ho fatta  in bicicletta e correvo cinque volte più in fretta. Sapete com’è?!

PRESENTATRICE- e quanto ha impiegato in bicicletta?

BIFOLCO -  nun zo: quanno vado en bicicletta nun porto mai l’orologio.

SCENA QUARTA

 Altro settore degli studi televisivi. Un cronista del telegiornale legge le notizie.

GIORNALISTA: Ultime notizie. Ci viene segnalato che il passaggio sul Brennero è bloccato da valanghe di neve. Invece il percorso Lodi-Milano è impraticabile per intasamento di pedoni e ciclisti. ... Notizie sportive. Un gruppo di ciclisti distanzia di cinque lunghezze una squadra di maratoneti.

SCENA QUINTA

Bottega di un salumiere. Il salumiere e tre clienti, poi un quarto.

SALUMIERE : Signora , ha visto il dibattito alla tivù ieri sera?

1° CLIENTE. No, non l’ho visto.

SALUMIERE : Signora , ha visto il dibattito alla tivù ieri sera?

2° CLIENTE: No, ho visto il telequiz.

SALUMIERE : Signora , ha visto il dibattito alla tivù ieri sera?

3° CLIENTE: No, l’ho visto a Maurizio Costanzo show.

SALUMIERE : Signora , ha visto il dibattito alla tivù ieri sera?

4° CLIENTE : No, l’ho visto stamattina.

TUTTI, IN CORO: Stamattina?

4° CLIENTE: Era la replica.

1° CLIENTE: Ma di che si trattava?

SALUMIERE: Si trattava di indovinare quanto tempo ci vuole per andare da Lodi a Milano facendo il percorso in bicicletta.

2° CLIENTE: E' facile: un’ora.

3° CLIENTE: Cos'era, un concorso a remi?

SALUMIERE: No, a premi.

3° CLIENTE: E i remi?

2° CLIENTE: In barca.

4° CLIENTE: In barca? Ma non era in bicicletta?

SALUMIERE : No, di attualità culturale: chi più ne sa più ne mette.

2° CLIENTE: E quali erano i termini del problema?

SALUMIERE: un uomo a piedi, da Lodi a Milano,  impiega trenta minuti. Quanto ci mette un uomo in bicicletta. se corre cinque volte più in fretta?

2° CLIENTE. Eh! problema complicato. Sarà dura, per gli italiani, risolverlo.

3° CLIENTE: Ho saputo che se se ne sta interessando il Parlamento. E un deputato ha rivolto un’interrogazione parlamentare al Ministro della Pubblica Istruzione.

1° CLIENTE:  Allora è una cosa seria. Ma quanto ci vorrà?

SALUMIERE: Ventimila e ottocento, signora.

1° CLIENTE: Dicevo, quanto tempo.

2° CLIENTE: Date le condizioni, la causa e il pretesto...esattamente non lo so dire, io non ci sono andato, posso dirlo approssimativamente. QQQuelli che ci vanno ve lo diranno senz'altro. Perciò io dico approssimativamente.

3° CLIENTE: Mio marito va ogni giorno, però con la fiat.

 SALUMIERE (al 2° cliente): Cerchi di calcolare esattamente.

2° CLIENTE : beh. . . Sì ,: . . Insomma. . .

(Entra un quarto cliente.)

SALUMIERE ( al muovo cliente): Ah, ecco: lei che è istruito e suona il violino, ci dica: quanto ci vuole per andare da lodi a Milano in bicicletta se si corre cinque volte più in fretta di un uomo che a piedi impiega trenta minuti?

4° CLIENTE: bisogna vedere. Se a piedi: andare e tornare o andare soltanto? E se in bicicletta: andata e ritorno o solo andata?

SALUMIERE e CLIENTI (in coro): Solo andata, solo andata.

3° CLIENTE: è  già complicato così!

4° CLIENTE: Ecco, io penso. (Pausa) Un uomo è partito da Lodi in bicicletta e un altro è partito a piedi. Il ciclista può andarci sei volte, e l'ultima volta arriverà insieme con il pedone.. . Probabilmente impiegherà sei minuti. Se poi va a tempo di valtzer…

3° CLIENTE: Perché pensa in sei minuti?

4° CLIENTE: è  facile! È facile, quella strada! e non ci sono salite.

SALUMIERE: e discese?

4° CLIENTE: e nemmeno discese.

2° CLIENTE: Mi faccia capire: e se un altro va cinque volte più in fretta? In quanto tempo arriva?

4° CLIENTE: Va più in fretta... Se è un andante veloce o un allegretto moderato... forse arriva in cinque minuti

2° CLIENTE : Ma cerchi di calcolare più esattamente .

4° CLIENTE: Ma calcolare cosa? Ecco, un altro uomo può andare in quattro quarti anziché in tre ottavi, e allora arriverà più in fretta.

2° CLIENTE: No. quell'uomo va esattamente così. arriverà in trenta minuti.

4° CLIENTE: Ecco, Mi avete dato un problema molto difficile... meglio le note. Comunque, vado a provare.

SCENA SESTA

 Sotto un acquazzone. Due che si riparano aspettando che smetta di piovere.

1° PERSONAGGIO: Piove

2° PERSONAGGIO: Piove.

1° PERSONAGGIO: Già!

2° PERSONAGGIO: Già!

1° PERSONAGGIO: Chissà se piove anche a Lodi?

2° PERSONAGGIO: Se piove qui per trenta minuti pioverà anche a Lodi in trenta minuti.

1° PERSONAGGIO: Sì. Però se a Lodi piove cinque volte più in fretta, lì avrà già smesso e qui ne avremo per cinque volte di più.

2° PERSONAGGIO: Ma se è qui a piovere cinque volte più in fretta per quanto tempo pioverà a Lodi?

(Smette di piovere.)

1° PERSONAGGIO: Ha smesso.

2° PERSONAGGIO: Ha smesso.

1° PERSONAGGIOI: Già!

2° PERSONAGGIO: Già!

SCENA SETTIMA

Fabbrica. Reparto presse o fonderia. Caporeparto e operaio. Gridano per udirsi l'un l'altro.

CAPOREPARTO: Sino all’albero di Lodi, partendo da fuori Milano, si va a piedi in cinque minuti.

OPERAIO: Bene.

CAPOREPARTO: La bicicletta va cinque volte più in fretta.

OPERAIO: Bene.

CAPOREPARTO: In quanti minuti arriva all'albero?

OPERAIO: Se uno sa andar bene in bicicletta, in due minuti arriva. No, forse io in cinque minuti non ci arrivo, ma la bicicletta in due o tre minuti arriva.

CAPOREPARTO: Sei istruito, tu?

OPERAIO: Più che istruito: istruitissimo sono.

CAPOREPARTO. allora devi calcolare esattamente.

OPERAIO : Esattamente-esattamente?

CAPOREPARTO : Sì .

OPERAIO : Secondo me, in uno virgola cinque minuti.

CAPOREPARTO: Unovirgolacinqueminuti?

OPERAIO: … E tre secondi.

CAPOREPARTO: Da quasi Milano fino all'albero di Lodi in bicicletta... cosa mi dici?

OPERAIO: Non so... Certo, se ci va, arriva. Cinque volte prima ma arriva. Forse in due virgola cinque minuti?

SCENA OTTAVA

Strada in salita di un percorso ciclistico. Due ciclisti affannati.

1° CORRIDORE: Sino... a Lodi... col carro ci vogliono tre ore, e col treno... si va tre volte più in fretta. In quanto tempo arriva il treno?

2° CORRIDORE: In... in un'ora arriva.

1° CORRRIDORE: Ecco, una volta sono andato a Lodi e spronavo i cavalli, ma non ho raggiunto il treno; io portavo il riso. Però alcuni vanno in fretta, sono maestri nell’andare a cavallo. Vanno in mezz'ora. O forse in due ore.

2° CORRIDORE: Se non rispondi esattamente non arriveremo più a Lodi in bicicletta. Forse faremmo prima a piedi.

1° CORRIDORE: No, a piedi impiegheremmo cinque volte di più, invece in bicicletta andiamo più in fretta.

2° CORRIDORE: Allora rispondi: fino a Lodi, col carro, ci vogliono tre ore, e col treno si va tre volte più in fretta. In quanto tempo arriva il treno?

1° CORRIDORE: Calcolando in media...

2° CORRIDORE: No! non in media, bensì in quanto tempo.

1° CORRIDORE: In tre quarti d'ora o mezz'ora. Se è un treno merci in un'ora.

2° CORIDORE: Più precisione, pliis.

1° CORRIDORE: Ora che ci penso, a Lodi non c'è la stazione. O forse c’è ma i treni non arrivano mai.

SCENA NONA

Ufficio postale. Utente e impiegato allo sportello.

UTENTE: Buon giorno. Devo spedire una lettera a piedi, ma so che fino a Lodi impiega tre mesi. In quanto tempo arriverà se la spedisco in bicicletta?

IMPIEGATO: Dipende! Va cinque volte più in fretta?

UTENTE: Sì. Come no?.

IMIEGATO: Allora bisogna vedere se c'è il francobollo.

UTENTE: C'è , c'è.

IMPIEGATO: Allora guardi se è raccomandata semplice o espresso. Posta celere o prioritaria…

UTENTE : Raccomandata semplice.

IMPIEGATO: Ma se è raccomandata semplice, come fa ad andare cinque volte più in fretta?

UTENTE: Ma lei supponga.

IMPIEGATO: Se suppongo, allora, statisticamente, devo dire che C’è il diciotto per cento di probabilità che la lettera non parta.

UTENTE: E: E perché?

IMPIEGATO: Perché le poste viaggiano in treno.

UTENTE: E il treno quanto ci mette?

IMPIEGATO: Cinque volte il tempo della bicicletta.

SCENA DECIMA

                   Podio di un oratore. Un politico tiene un comizio.

Un “uditorio”, formato da una sola persona, ascolta interessato e annuisce continuamente con molta mimica.

POLITICO. I fatti che abbiamo potuto accertare dai protocolli riguardo a certe voci sulla velocità sullo spazio e sul tempo impiegato da un velocipede per andare da una località ad un’altra sono essenzialmente univoci e artefatti. Prima di tutto non è Lodi e non è Milano. E non è a piedi e neppure in bicicletta, né col carro, ne col treno; né per posta, né per niente, né con questo, né con quello. In tutti i casi le operazioni dirette di calcolo sono state stroncate sul nascere, incluse le azioni pratiche prese in considerazione. Le difficoltà consistevano nel rifiuto, da parte degli interessati, di trovare la soluzione nell’àmbito della condizione formale data. In altre parole, si rifiutavano di compiere un'operazione discorsiva in un sistema logico chiuso, fatto di quaranta chilometri , trenta minuti, venti di corsa e cinque più in fretta. Grazie! (Pausa.) Forti di questa esperienza, abbiamo trasferito il problema su un altro piano, concreto questa volta, che elimina molte difficoltà, tanto da poter risolvere facilmente e felicemete l'annosa questione frettolosa e spazio-temporale.

(Un lampo e un tuono improvvisi. L’uditorio apre l’ombrello.)

SCENA UNDICESIMA

UDITORIO: Quando c è un lampo, il tuono arriva cinque volte  dopo, perché il lampo va cinque volte più in fretta del tuono. Ma poi arriva la pioggia. Hai capito? Rumorista dei miei stivali! (esce.)

SCENA DODICESIMA

         Sala di un Consiglio d’Amministrazione. Un Presidente e tre Dirigenti di alto livello stanno discutendo.

DIRIGENTE N. 1: Ehm-ehm apriamo la seduta e la riunione con la scopertura degli elementi in modo del tutto onesto. La parola al signor Presidente.

 PRESIDENTE : Il maestro ha dato questo problema: da qui, che siamo a Lodi (al pubblico:) in realtà siamo a Milano, ci sono venti chilometri. Genova è quattro volte più vicina (al Pubblico: ) in realtà è al contrario, eh! eh! Quanti chilometri ci sono da qui, cioè Lodi, a Genova?

DIRIGENTE N. 1: Ma come? Geova quattro volte più vicino?

DIRIGENTE N. 2 (al Presidente): Come fa a dire così?

DIRIGENTE N.3: Genova è più lontana!

PRESIDENTE: sì , Questo lo sappiamo, ma il maestro ha dato agli scolari questo problema come esercizio.

DIRIGENTE n.3: Io non ho studiato “chilometrologia": come posso risolvere un problema simile?

PRESIDENTE: E se si dividesse per quattro?

DIRIGENTE N. 3: No, non posso.

DIRIGENTE N. 1:  Ci rifiutiamo di risolvere il problema.

DIRIGENTE n. 2: Non siamo mica bambini.

PRESIDENTE: Andiamo, non fate i bambini.

DIRIGENTE N. 3: Siamo dirigenti t. DIRIGENTI!

PRESIDENTE: Tanto lo sapete che vincerò io. Da Lodi a Milano ci sono venti chilometri. Genova è quattro volte più vicina...

DIRIGENTE N. 3: Più vicina? Inaudito!

DIRIGENTE n 2: Che spudorato!

DIRIGENTE n.1: E' così che ha fatto carriera.

PRESIDENTE: Genova è quattro volte più vicina, ho detto, e non mi fate incazzare. Quanti chilometri ci sono da qui, che siamo a Lodi, a Genova?

( Imbarazzato silenzio. )

PRESIDENTE: Provate a dividere venti per quattro.

DIRIGENTE N. 3 (timidamente): Se si divide... sì, se si divide per quattro… si avrà … (pensa) … cinque! . Se si divide venti per quattro si avrà. cinque. Cinque. Sì, cinque.

(DIRIGENTE N. 1 E DIRIGENTE N. 2  lo guardano perplessi e poi guardano il Presidente, ansiosi di conoscere il suo "verdetto".)

PRESIDENTE: Visto? Dopo avere effettuato il difficilissimo calcolo, lei è arrivato a dimostrare l’indimostrabile, e cioè che lei sa fare le divisioni.

DIRIGENTE n. 1 (con vanto): Siamo dirigenti, noi!

DIRIGENTE n. 2: Già!

PRESIDENTE: Già. Ma torniamo al problema: quanto ci vuole da Lodi a Genova se si va cinque volte più in fretta da Lodi a Milano?

DIRIGENTE  n. 2: Beh, sarà più vicina di cinque. ci vorrà cinque volte meno. Non so di quanto.

DIRIGENTE N. 1(con energia): Signor Presidente, ci semplifichi il problema.

PRESIDENTE (spazientito): E semplifichiamo il problema. Quanto ci vuole per andare a Genova?

DIRIGENTE n. 1: A piedi o in bicicletta? Oh, scusate.

DIRIGENTE n. 2: Non ho capito una cosa: Genova è quattro volte più lontana o quattro volte più vicina?

PRESIDENTE: Più vicina, più vicina! .

(Imbarazzato silenzio.)

PRESIDENTE: E va bene, vi dirò un segreto. Da qui sono partite delle persone e dicono che in Jet hanno impiegato un giorno intero, in bicicletta due giorni e a piedi tre giorni.

DIRIGENTE N. 2: E secondo il problema com’è?

DIRIGENTE n. 1: Fatemi capire: Il cammino che un Jet fa in un giorno intero lo avete trasformato in venti chilometri? Un Jet va almeno... cento volte più in fretta.

DIRIGENTE n. 3: non ci capisco più niente.

PRESIDENTE: E' solo un  problema, signori. Simulazione!

DIRIGENTE n.1: Perché non calcolate Quanti chilometri percorre un cavallo in un giorno?

DIRIGENTE n.2: Io non ci sono andato, non lo so, e perciò potrete fare a meno di me. Odio i cavalli!

PRESIDENTE: Vi rifiutate di accettare le condizioni del problema come punto di partenza per il ragionamento?

DIRIGENTE n. 3: Non C’è nulla su cui ragionare.

PRESIDENTE: No , voi vi rifiutate di far ragionamenti su un piano convenzionale.         (Imbarazzato silenzio.)

PRESIDENTE: Forza! Non fate i fannulloni.. Secondo il problema, quanto tempo ci vorrà? Ditemelo “all'incirca” almeno. Per andare a Genova. (Guarda i dirigenti e questi divagano con lo sguardo). Tu, Rispondi tu.

DIRIGENTE n. 3: Che ne so, in quanto tempo ci si può andare. Se ci fossi andato lo direi, lo giuro! ma non ho voglia di raccontar fandonie inutilmente. Lo capite da soli, no?

PRESIDENTE: Ma secondo il problema quanto C’è da qui a Genova?

DIRIGENTE n. 1: Venti chilometri.

PRESIDENTE: Nooo! venti sono da qui a Milano.

DIRIGENTE n. 2: Ma siamo a Milano.

PRESIDENTE: Ma sono solo supposizioni… E va bene: da qui a Lodi sono venti e da qui a Genova quattro volte di meno. Quanto tempo ci vuole per andare a Genova?

GIRIGENTE N.3: Credevamo di essere stati convocati per il fallimento "Trasporti Company".

PRESIDENTE: Ufff!

DIRIGENTE N.1: Senta, Presidente, fino a Genova ci sono quattrocento chilometri, ma secondo il suo calcolo , secondo il problema, ce ne sono... beh, quelli che sono, ma sono sbagliati. A dire il vero non sappiamo più come intenderla.

DIRIGNETE n.2: Un problema simile non lo risolve neppure una persona che è stata a scuola di "management", Master post laurea. Come possiamo risolverlo noi che abbiamo solo la laurea breve?

DIRIGENTE n. 3: Lo domandi al suo figlioletto.

DIRIGENTE n. 1: Già, perché non lo domanda a suo figlio?

PRESIDENTE: Grrr! Ma è semplice: se secondo il problema ci sono venti chilometri diviso quattro, quanto tempo ci vuole per andarci?

DIRIGENTE n. 1: Senta, presidente, Secondo il suo problema dovrebbero esserci... pochi chilometri, ma uno che ci è andato ha detto che sono centinaia di chilometri: io non mi ci raccapezzo più.

PRESIDENTE: NO. NO! Questo problema è falso. FALSO. Il maestro lo ha dato apposta per vedere come ragionano i suoi scolari.

(Il presidente è sconsolato, si deprime sempre di più. I dirigenti si guardano l’un l'altro e cercano di assecondare il presidente.)

DIRIGENTE n. 3: Beh... quanto tempo ci vuole per andare a Genova?

DIRIGENTE n.1: Però la gente che va a Genova dice che ci sono più di venti chilometri, e non quattro volte di meno.

DIRIGENTE n.3: Possiamo provare a indovinare, ma ci occorrono altri dati. Ecco, per esempio: si può preparare la focaccia mentre uno va lì?

DIRIGENTE n. 2: Se hai fame prepari la focaccia in fretta, ma se non hai fame la fai più lentamente e più accuratamente. Se quattro persone hanno fame, uno taglia il lardo l’altro l’insalata ed è tutto pronto! ....

(Squilla il telefono, risponde il Presidente.)

PRESIDENTE (adirato): Pronto?... (si fa dolce e gentile): Oh, ciao cara... Lo so che il bambino deve consegnarlo domattina, ma sono in riunione, non abbiamo tempo per discutere di quelle sciocchezze di chilometraggi.

SCENA TREDICESIMA

         Studio televisivo: scena da telequiz. Presentatore e concorrente con cuffia.

F'RESENTATORE : Signore e signori eccoci qui per vedere di poter assegnare al fortunato vincitore il premio riservato a chi indovinerà o risolverà il problema nazionale. Ci sono in palio cento milioni. Allora, è pronto il nostro concorrente?

CONCORRENTE: Si, sono prontissimo.

PRESENTATORE: Bene. Stia bene attento. Da Milano a Roma - ripeto : da Milano a Roma - ci vogliono tre ore di cammino, e fino a Napoli - ripeto: fino a Napoli - ci vogliono sei ore. Quanto cammino c’è da Milano a Napoli?

CONCORRENTE: No, veramente da Milano a Roma ci vogliono dodici ore. Voi vi sbagliate... E' così lontano che in sole tre ore non ci si arriva.

PESENTATORE: E’  lo stesso, gli esperti hanno dato questa domanda. Se lei fosse uno scolaro, come risolverebbe problema?

CONCORRENTE: E come dovrei  andare, secondo gli esperti, a piedi, a cavallo o in bicicletta?

PRESENTATORE: Ma è lo stesso! beh, diciamo a piedi.

CONCOR.: No, allora non ci si arriva Nemmeno domani tardi-tardi.

PRESENTATORE: Tutto questo è vero. Ma provi a rispondere lo stesso, come se fosse vero, anche se non è vero.

CONCORRENTE: No!. . .  Come posso rispondere a una domanda così sconclusionata?

PRESENTATORE: E va bene. Per stavolta le assegneremo ugualmente i cento milioni. E ricordate, cari telespettatori, che tutti voi potete vincere con noi. Sperate!

SCENA QUATTORDICESIMA

Due messicani, durante una siesta.

JUAN: Ehi, Paco.

PACO: Uhm!

JUAN: Lodi - Milano.

PACO. Sì.

JUAN. Sul mulo.

PACO. Sul mulo...

JUAN: Quanto più in fretta?

PACO: Dormi , Juan, dormi.  E’ ora di siesta.

JUAN: Uhm!

(Silenzio.)

JUAN: Ma quanto sul mulo?

PACO: Non ci pensare, Juan, non ci pensare. E dormi: il tuo subcosciente lavora per te.

JUAN: Quanto lavora?

PACO: Cinque volte più in fretta.

JUAN: Lavora per me, dici?

PACO: Sì, Juan, lavora per te.

JUAN: E come, Paco?

PACO: La soluzione te la. darà in sogno. Dormi. Dormi.

JUAN: Muy bien, Paco.

SCENA QUINDICESIMA

         Sportello dell'ufficio Informazioni. Un signore si avvicina all'impiegato guardandosi in modo circospetto.

IMPIEGATO: Scusi... Scusi.

SIGNORE: Dice a me?

IMPIEGATO: Sì. Mi sa dare Un’informazione?

SIGNORE: Scommetto che vuol sapere quanto C’è da Lodi a Milano.

IMF1EGATO: No: Quanto impiega una bicicletta per andarci cinque volte più in fretta? Eh. Eh! Eh!

SCENA SEDICESIMA

Una piazza. Una vecchietta e vigile urbano romano.

VECCHIETTA: Scusate, signor vigile.

VIGILE: Dite, signo’ .

VECCHIETTA: Il mio maestro, settant'anni fa, mi diede questo problema: per andare a piedi da Lodi a Milano ci vogliono trenta minuti, e in bicicletta si va tre volte più piano. In quanto tempo si arrriva in bicicletta?

VIGILE: E no, signo’: in bicicletta se va molto più in fretta. Voi ve sbajate.

VECCHIETTA : No, no: ha dettato proprio così: tre volte più piano di un uomo a piedi.

VIGILE: E vordì che S’è sbajato er maestro.

VECCHIETTA: Ma così, come si Può risolvere Questo problema? Sono ottant'anni che ci penso: come si può risolvere?

VIGIILE: E nun se po’ risolvere no. Er ciclista va sempre più in fretta. Come se po’ ammette che va più piano?

VECCHIETTA: Ma provate lo stesso a risolverlo. In quanto tempo arrivereste se il maestro avesse ragione?

VIGILE: Che ve posso di’? … anche se il ciclista va pianissimo arriva sempre prima. E voi scusate, signo’:  va di giorno o de notte ?

 VECCHIETTA : Di giorno, di giorno. Sì.

 VIGILE: Ah, beh se è di giorno... in dieci minuti arriva. Anche prima.

VECCHIETTA: Ma se andasse tre volte più piano in quanti minuti arriverebbe?

VIGILE: Nu se po’ annare più piano in bicicletta. Nun se po’.

VECCHIETTA: Lo so che non si può, ma secondo il problema in quanto tempo arriverebe?

VIGILE : Oh, ma te ne voi anna'? Che vuoi? Se corresse più piano cadrebbe. Uhe. ca-drebbe.

VECCHIETTA; E va bene, va bene. non si arrabbi signor vigile. Però il giorno dopo il maestro ci dettò quest’altro prob1ema: Sino a Milano c'è un'ora di cammino. Sino a Torino quattro ore.. Dove arrivereste prima, partendo da Lodi?

VIGILE: Andando a piedi?

VECCHIETA: Sì.

VIGILE: Ma nun voi proprio capi': te dico che anche se ce dovesse annà l'omo più malato, più fiacco de questa terra, fino a Torino non impiegherà più di due ore. Tre al massimo. Ah signo' , che state a ddì'. Er suo maestro era proprio un burino!

VECCHIETTA : E mi ha pure bocciata.

VIGILE: E ha fatto bene, signo’.

VECCHIETTA: Ma come risolverlo? Fino a Milano in un'ora e a Torino in quattro ore.

VIGILE: Nooone! Col passo più lento si arriva a Torino in un’ora e mezza, mentre a Milano per quanto te sforzi, in un'ora nun ce arrivi. nun ce arrivi no.

VECCHIETTA; Lo so che questo problema non è giusto. Ma se il maestro me l'ha dato qualcosa di vero ci sarà! e se non ci sarà come, si deve calcolare?

VIGILE : A signo’, me stia a senti': se si va in treno o in automobile in un'ora si arriva a Mi1ano. Se ci fosse un invalido, un poltrone o un bacarozzo, in tre ore arriverebbe lo stesso,  a Milano. Ma non a Torino. Che razza di problema: tre ore fino a Torino e un'ora fino a Milano.

VECCHIETTA: E tuttavia come si dovrebbe calcolare se...

VIGILE: Nooo! Nun se po’ calcolà niente. Nun se po’. Se ci fosse un'automobile o un'aereoplano allora se potrebbe, ma a piedi no! Nun se può.

VECCHIETTA : E va bene! Se un poltrone va a Milano in tre ore e un'automobile a Torino in un'ora, quante volte più presto andrà l'automobile a Torino?

VIGILE: Signo', ma voi me volete morto, morto. Me volete fa impazzi'; me volete fa impazzi' .

(Esce, urlando furiosamente.)

VECCHIETTA: Eh, quante storie per un problema di facile soluzione!

                                               B U I O.

 

 

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