Processo a Giovanna

PROCESSO A GIOVANNA

Radiogramma

di VITO PANDOLFI

Ricostruito su documenti storici originali conservati negli archivi del tribunale di Rouen

Personaggi

(FIGURE DEL PROCESSO)

UN TESTIMONE

IL VESCOVO DI BEAUVA1S

GIOVANNA D'ARCO

GIOVANNI BEAUPERE

UN ASSESSORE

GUGLIELMO ERARD

NICOLA LOYSELEUR

MASSIEU - IL CARDINALE

GIOVANNI D'ESTIVET

GIOVANNI LE MAITRE

MARTIN LADVENU

PIETRO M0R1CE

GUARDIE, INGLESI,

FOLLA E VARIE VOCI

Commedia formattata da

Un Testimone - Sono un umile e povero scrivano addetto al tribunale ecclesiastico di Rouen. Ho dovuto assistere giorno per giorno, ora per ora, alla lunga passione della pulzella di Orlans, Giovanna d'Arco. Ho creduto fermamente nella sua innocenza, e nella sua santit, quando i tribunali umani la condannavano senza appello. Soffrivo molto per lei: ogni suo dolore, ogni suo tormento, erano miei. Ma cosa potevo fare, cosa potevo dire, io, uomo semplice e digiuno di ogni scienza, che gli armigeri inglesi come gli ecclesiastici francesi avevano il diritto di svillaneggiare, ogni volta che lo volevano, di costringere ai pi bassi servizi, ai pi degradanti silenzi? Nell'oscurit, in un angolo dimenticato, avevo il dovere di annotare ogni parola pronunciata nel processo, ogni atto compiuto in conseguenza di esse. L'ho fatto senza modificare e senza alterare nulla. Ho trascritto quanto accaduto senza lasciarmi sfuggire un solo gesto, un solo accento. Ho seguito il dialetto rozzo e puro di Giovanna, il difficile latino ecclesiastico, l'inglese gutturale; e per volont di Dio tutto mi stato comprensibile fino all'ultima sillaba. Qui ho riportato soltanto la verit dei fatti. Sapevo che nei secoli dei secoli Giovanna non avrebbe potuto avere miglior difesa, n migliore esaltazione della sua eroica santit. Giovanna, sapevo che soltanto cos potevo difenderti. Gli inglesi hanno tentato di contaminare il tuo corpo, gli ecclesiastici francesi di macchiare la tua anima e l tua memoria. Giovanna! Queste dimenticate pergamene che ripongo nell'archivio, accanto a tutte le carte sulle quali ho sudato i miei giorni, per le quali tanti uomini hanno sofferto, parleranno per sempre come un atto d'accusa che non tace pi. Tu vivi in loro, e con te, sopra di te, vive ci per cui tu hai combattuto: la libert del tuo popolo. Ecco la mia testimonianza: il mio atto di fede. Mercoled 21 febbraio 1431, il Vescovo di Beauvais si rec nella cappella reale del Castello di Rouen. Apr la seduta assistito da 43 assessori. Fu data lettura delle lettere del Re d'Inghilterra, e del Capitolo di Rouen. Poi Giovanni d'Estivet, promotore, annunzi che aveva fatto citare Giovanna dagli uscieri. L'usciere Giovanni Massieu rese conto della citazione trasmessa a Giovanna. Giovanna chiedeva di ascoltare la Messa e di assistere agli uffici. Questa richiesta venne respinta. Dopo di che a Giovanni Massieu venne dato l'ordine di introdurre l'accusata. Quando questa venne introdotta il vescovo narr come fosse stata arrestata nel territorio della diocesi e come numerosi atti che essa aveva compiuti fossero lesivi per la fede cattolica. Per questo motivo, dopo inchiesta e deliberazione, il vescovo aveva ordinato di far comparire questa donna. Secondo le norme, cominci coll'esortarla a dire la verit.

Il Vescovo - Essendo dovere del nostro ufficio di vigilare alla conservazione e all'esaltazione della fede cattolica, con la benevolenza di Ges Cristo di cui si tratta la causa, desiderando che questo processo sia breve, noi ammoniamo anzitutto caritatevolmente la detta Giovanna, seduta in questo momento dinanzi a noi, e la preghiamo, per accelerare la presente causa e pacificare la sua coscienza, di dire la completa verit sulle questioni che le saranno poste in materia di fede, senza tentare sotterfugi o cautele che l'allontanino dalla confessione della verit. Inoltre, per il nostro ufficio, noi richiediamo giudiziariamente alla detta Giovanna, di prestare giuramento secondo la forma prescritta, con le mani sui santi Vangeli.

Giovanna - Non so su cosa mi volete interrogare. Per caso mi potreste chiedere cose su cui non parler affatto.

Il Vescovo - Giurerete di dire la verit su quanto vi sar chiesto in materia di fede e su quanto voi saprete.

Giovanna - Su mio padre, su mia madre, sulle cose che ho fatte dopo di aver preso la strada di Francia, io giurer volentieri. Ma le rivelazioni che mi sono state fatte da Dio non le ho dette n palesate ad alcuno, che non fosse il mio Re, Carlo. Non le riveler anche se mi dovessero tagliare la testa, perch ho ricevuto quest'ordine dalle visioni, che sono il mio consiglio segreto. Soltanto fra otto giorni sapr con sicurezza se dovr rivelarle.

Il Vescovo - Nuovamente noi, Vescovo, vi ingiungiamo di dire il vero su quanto riguarda la nostra fede.

Giovanna - (in ginocchio con le mani posate sul Messale) Giuro di dire il vero su quanto mi verr chiesto e che io sapr, in materia di fede.

Il Vescovo - Qual il vostro nome ed il vostro soprannome?

Giovanna - Nel mio paese mi chiamavano Giannina, e dopo la mia venuta in Francia mi chiamarono Giovanna. Del soprannome non so niente.

Il Vescovo - Qual il vostro paese d'origine?

Giovanna - Sono nata nel villaggio di Domrmy, che fa tutt'uno col villaggio di Greux. E' nel luogo chiamato Greux che si trova la chiesa pi importante.

Il Vescovo - Qual era il nome di vostro padre e di vostra madre?

Giovanna - Mio padre si chiamava Giacomo d'Are. Mia madre Isabeau.

Il Vescovo - Dove siete stata battezzata?

Giovanna - Nella chiesa di Domrmy.

Il Vescovo - Chi furono i vostri padrini e le vostre madrine?

Giovanna - Una delle mie madrine si chiamava Agnese, la seconda Giovanna e l'altra Sibilla. Uno dei miei padrini si chiamava Giovanni Lingue, l'altro Giovanni Barrey. Ho avuto anche parecchie altre madrine, come ho sentito dire da mia madre.

Il Vescovo - Chi il prete che vi ha battezzata?

Giovanna - Maestro Giovanni Minet, mi pare.

Il Vescovo - Vive ancora?

Giovanna - S, credo.

Il Vescovo - Quanti anni avete?

Giovanna - Credo di averne press'a poco diciannove.

Il Vescovo - Chi vi ha insegnato a credere?

Giovanna - Ho imparato da mia madre il Pater Noster, l'Ave Maria e il Credo. Da lei sola e da nessun altro ho imparato a credere.

Il Vescovo - Recitate il Padre Nostro?

Giovanna - Ascoltatemi in confessione e ve lo dir volentieri.

Il Vescovo - Vi concederemo volentieri uno o due illustri uomini di lingua francese, davanti ai quali reciterete il Padre Nostro.

Giovanna - Non lo dir, se non mi ascolteranno in confessione.

Il Vescovo - Inteso questo noi, Vescovo, facciamo proibizione a Giovanna di uscire dalla prigione a lei assegnata, nel castello di Rouen, senza nostro permesso, con il rischio di essere incolpata di eresia.

Giovanna - Non accetto questo divieto. Se fuggissi, nessuno potrebbe rimproverarmi per aver falsato o violato la mia fede, perch non l'ho ceduta a nessuno. Inoltre mi appello perch sono imprigionata con catene e sbarre di ferro.

Il Vescovo - Avete tentato molte volte di fuggire dalle prigioni. E' per questo che siete custodita pi strettamente e pi sicuramente, e che stato dato ordine di tenervi ferma con catene di ferro.

Giovanna - E' vero che altre volte ho voluto e ancora vorrei fuggire come lecito, a chiunque sia incarcerato o fatto prigioniero.

Il Vescovo - Noi affidiamo la custodia di Giovanna al nobiluomo John Grey, scudiero del Re nostro padrone, e con lui a John Berwott e William Talbot, imponendo loro di custodire bene e sicuramente la detta Giovanna, di non concedere ad alcuno di parlarle senza nostra autorizzazione.

Le Guardie - (sul Vangelo) Lo giuriamo.

Il Vescovo - Infine, noi imponiamo alla detta Giovanna di comparire domani gioved alle otto di mattina, nella camera di pietra all'estremit della sala grande del castello di Rouen.

Il Testimone - Gioved 22 febbraio nella sala di pietra il vescovo di Beauvais apr la seduta, assistito da 47 assessori.

Il Vescovo - Noi vi ingiungiamo e vi esortiamo, secondo le consuetudini, di prestare il giuramento che avete fatto ieri, e di giurare di dire il vero su tutto ci che vi sar chiesto sull'argomento per cui voi siete deferita qui ed accusata.

Giovanna - Ho fatto giuramento ieri e deve bastare.

Il Vescovo - Noi vi ordiniamo di giurare. Nessuno, nemmeno un principe, interrogato in materia di fede, pu rifiutarsi di prestare giuramento.

Giovanna - L'ho fatto ieri il vostro giuramento. Vi dovrebbe bastare. Volete troppo da me.

Il Vescovo - Giurate di dire la verit su quanto riguarda la fede.

Giovanna - Giuro di dire la verit su quanto riguarda la fede.

Il Vescovo - Che il maestro Giovanni Beaupre, insigne professore di sacra teologia, interroghi Giovanna.

Beaupre - In primo luogo vi ammonisco di dire la verit su quanto vi sar chiesto, secondo il vostro giuramento.

Giovanna - Voi potreste chiedermi alcune cose, su cui posso affermare il vero, mentre su altre non risponderei. Se foste bene informati sul mio conto dovreste darmi la libert. Ho agito solo secondo le rivelazioni avute.

Beaupre - Che et avevate quando abbandonaste la vostra casa paterna?

Giovanna - Non saprei dare notizie sulla mia et.

Beaupre - Nella vostra giovent, avete imparato qualche mestiere?

Giovanna - S, a cucire panni di lino ed a filare, e non temo alcuna donna di Rouen per filare e cucire.

Beaupre - Non avete abbandonato una volta la vostra casa paterna?

Giovanna - Per paura dei Borgognoni ho abbandonato la mia casa paterna e sono andata nella citt di Neufchteau in Lorena, da una donna soprannominata la Rossa, da cui ho abitato circa quindici giorni.

Beaupre - Che facevate quando vivevate in casa di vostro padre?

Giovanna - Quando ero in casa di mio padre attendevo alle necessit familiari della casa e non andavo nei campi con le pecore.

Beaupre - Vi confessavate ogni anno dei vostri peccati?

Giovanna - S, al mio curato. E quando il curato non poteva, mi confessavo ad un altro prete, con il permesso del curato. Qualche volta mi sono confessata, mi sembra, a frati mendicanti. Questo avvenuto nella citt di Neufchteau. E ricevuto il sacramento dell'Eucarestia nella festa di Pasqua.

Un Assessore - Ricevevate il sacramento della Eucarestia in altre feste, oltre Pasqua?

Giovanna - Proseguite.

Beaupre - Quando avete cominciato ad udire quelle che chiamate le vostre voci?

Giovanna - Quando avevo 13 anni ebbi una voce di Dio che mi voleva guidare. E la prima volta ebbi una grande paura. Questa voce venne verso l'ora del mezzogiorno, durante l'estate, nel giardino di mio padre. Il giorno prima non avevo mangiato. Udii la voce dal lato destro verso la chiesa, e raramente la udii senza luce. In verit, vi luce nella parte da cui si sente la voce; di solito l appare una grande luce. Quando venni in Francia udii spesso questa voce.

Beaupre - Come fate a vedere la luce se dite che questa luce proviene di lato?

Giovanna - Se fossi in un bosco sentirei bene la voce che viene a me. Beaupre - Come era questa voce?

Giovanna - Mi sembra che fosse una voce degna e credo che fosse inviata da Dio. Quando ebbi udito tre volte questa voce, riconobbi che era la voce di un angelo. Questa voce mi ha sempre ben protetta ed io la capivo bene.

Beaupre - Quali insegnamenti vi dava questa voce per la salvezza dell'anima?

Giovanna - Mi insegn a comportarmi bene ed a frequentare la chiesa. Mi disse che era necessario che io venissi in Francia. L'Assessore - Sotto che forma vi apparsa questa voce?

Giovanna - Non lo saprete mai da me. Quella voce mi diceva due o tre volte alla settimana che era necessario che io partissi e venissi in Francia, senza che mio padre si accorgesse della mia partenza. La voce mi diceva di venire in Francia, ed io non potevo pi resistere dove ero. Questa voce mi diceva inoltre che avrei tolto l'assedio posto alla citt di Orlans. Mi disse anche di andare da Roberto di Baudricourt, nella citt di Vaucouleurs, che mi avrebbe consegnato della truppa da portare con me. Allora io risposi che ero una povera ragazza che non sapeva n montare a cavallo, n condurre una guerra. Andai da uno zio e gli dissi che volevo rimanere un po' di tempo da lui; e vi restai circa otto giorni. Dissi allora a mio zio che volevo andare in questa citt di Vaucouleurs, e riconobbi Roberto di Baudricourt, bench non lo avessi mai visto prima. Lo riconobbi per mezzo della voce che me lo indic. E dissi a Roberto che dovevo andare in Francia. Roberto per due volte mi respinse e si rifiut; la terza volta mi ricevette e mi assegn della truppa. La voce mi aveva predetto ci che sarebbe avvenuto.

Beaupre - Che diceste al duca di Lorena?

Giovanna - Il duca di Lorena ordin che fossi condotta in sua presenza. Andai e gli dissi che volevo recarmi in Francia. Mi chiese come ricuperare la sua salute: ma io gli dissi che di questo non mi intendevo affatto. Parlai poco al duca del mio viaggio. Tuttavia dissi al duca di prestarmi suo figlio e gli uomini per condurmi in Francia, e che avrei pregato Dio per la sua salute. Ero andata dal duca con un salvacondotto, e di l tornai nella citt di Vaucouleurs.

Beaupre - Come eravate vestita quanto partiste da Vaucouleurs? Dove siete andata?

Giovanna - Alla mia partenza da Vaucouleurs, vestita da uomo, con la spada che mi aveva dato Roberto di Beaudricourt, senza altre armi, accompagnata da un cavaliere mio scudiero, e da quattro servitori, raggiunsi la citt di Saint Urbani, e passai la notte nell'Abbazia. Durante questo viaggio passai dalla citt di Auxerre ed ascoltai la Messa nella chiesa grande. Allora udivo spesso le mie voci assieme a quella che gi ho nominato.

Beaupre - Chi vi ha consigliato di vestirvi da uomo?

Giovanna - Proseguite.

L'Assessore - Vi ingiungiamo di dirci chi vi ha consigliato di vestirvi da uomo.

Giovanna - Proseguite.

Beaupre - Chi ve lo ha consigliato?

Giovanna - Non incolpo nessuno.

Beaupre - Che vi disse Roberto di Baudricourt quando partiste?

Giovanna - Roberto di Baudricourt fece giurare a coloro che mi conducevano, di farmi buona guida. E Roberto mi disse nel momento in cui lo abbandonai: Va, va, e accada pure quel che deve accadere! .

Beaupre - Che sapete del duca di Orlans?

Giovanna - So bene che Dio predilige il duca di Orlans: ed ho avuto su di lui pi rivelazioni che su qualsiasi altro uomo al mondo, eccettuato il Re.

Beaupre - Perch avete smesso gli abiti femminili?

Giovanna - Dovevo cambiarli con quelli da uomo. Credo di aver avuto un buon consiglio.

Beaupre - Come siete arrivata da quello che chiamate il vostro Re?

Giovanna - Arrivai dal mio Re senza ostacoli. Quando giunsi a Santa Caterina di Fierbois, mandai qualcheduno dal Re. Poi andai nella citt di Chteau-Chinon dove si trovava il Re. Arrivai verso mezzogiorno e presi alloggio in una locanda. Dopo aver cenato mi recai dal Re che era nel castello. Quando entrai nella stanza del Re, lo riconobbi fra gli altri dietro suggerimento della voce che me lo indic. Gli dissi che volevo andare a combattere contro gli inglesi.

Beaupre - Questa volta, dove la voce vi indic il Re, apparve qualche luce?

Giovanna - Proseguite.

Beaupre - Vedeste qualche angelo sopra il Re?

Giovanna - Scusatemi. Proseguite.

Beaupre - Il vostro Re ebbe delle rivelazioni?

Giovanna - Prima che il Re mi mettesse alla prova ebbe parecchie apparizioni e belle rivelazioni.

Beaupre - Quali furono le apparizioni e le rivelazioni che ebbe il Re?

Giovanna - Non ve lo dir. Non ve lo dir. Resterete ancora senza risposta. Ma indagate presso il Re ed egli ve lo dir.

Beaupre - Perch il vostro Re vi ha ricevuta?

Giovanna - La voce mi aveva promesso che il Re mi avrebbe ricevuta abbastanza presto. Quelli del mio partito compresero che la voce mi era stata mandata da Dio e videro e riconobbero questa voce, lo so bene! Il Re e molti altri udirono e videro le voci che mi giungevano. Erano presenti Carlo di Borbone ed altri.

Beaupre - Sentite spesso queste voci?

Giovanna - Non passa giorno senza che io le senta, ed anzi, ne ho molto bisogno!

Beaupre - Che avete chiesto loro?

Giovanna - A queste voci non ho mai chiesto altra ricompensa che la salvezza dell'anima mia.

Beaupre - Che avete fatto davanti a Parigi?

Giovanna - La voce mi disse di abitare nella citt di San Dionigi in Francia. Ed io volli restarvi. Ma, contro il mio volere, i signori mi portarono via con loro. Se tuttavia non fossi stata ferita, non sarei partita. Ma fui ferita nel fossato di Parigi, appena arrivata dalla citt di San Dionigi. In cinque giorni per potei guarire e guidai un piccolo scontro davanti a Parigi.

Beaupre - Era giorno di festa?

Giovanna - Credo che fosse giorno di festa.

Beaupre - Ed era lecito fare un assalto in giorno di festa?

Giovanna - Proseguite.

Il Vescovo - Detto questo, siccome ci sembra che sia sufficiente per questa seduta, noi, Vescovo, rimettiamo il seguito della causa al prossimo sabato alle otto di mattina.

Il Testimone - Gioved 24 maggio, dopo la Pentecoste, i giudici si recarono la mattina nel cimitero dell'Abbazia di Saint-Ouen di Rouen. Erano presenti il cardinale Winchester, detto cardinale d'Inghilterra, tre vescovi, dieci abati e priori e molti giudici. Una grande folla era presente. Giovanna stava su di un palco innalzato dinanzi al tribunale. Vicino a lei, bene in vista, stava il carnefice, con una torcia in mano, pronto ad accendere il rogo.

Il Vescovo - Maestro Guglielmo Erard, persona insigne, dottore in teologia sacra, pronuncier da prima una predica solenne, per salutare ammonimento a Giovanna ed a tutto il popolo.

Erard - Prender a soggetto la parola di Dio riportata nel XV capitolo di S. Giovanni: Il tralcio non pu da se stesso recare frutti se non resta attaccato alla vigna. Da questo bisogna dedurre che ogni cattolico deve risiedere nella vera vigna di nostra santa madre Chiesa, che Cristo stesso ha piantato con la sua destra. Giovanna si distaccata con numerosi errori e gravi delitti dall'unit di nostra santa madre Chiesa, molte volte ha scandalizzato il popolo, a seguire dottrine salutari. Non vi mai stato in Francia uno scandalo simile a quello provocato da questa Giovanna, strega, eretica e scismatica, e cos anche da questo Re che l'ha amata, e che ha voluto riconquistare il regno a mezzo di lei. Ah! Nobile casa di Francia, che sei stata sempre protettrice della Fede, ti sei cos traviata da seguire una donna eretica e scismatica! Che pena! Ah! Francia! Quanto ti sei ingannata! Sei sempre stata il luogo della Cristianit, e Carlo che si proclama Re e tuo Governatore, ha creduto, come un eretico e uno scismatico, nelle parole e nelle gesta di una svergognata. E con lui tutto il Clero sotto la sua potest ed impero, dal quale Giovanna stata esaminata e non redarguita. Giovanna, il tuo Re che si proclama Re di Francia, credendo in te divenuto eretico e scismatico.

Giovanna - In fede mia, signore, con tutto il rispetto dovuto, oso dirvi e giurarvi a costo della vita, che egli il pi nobile cristiano fra tutti i cristiani, che pi di tutti ama la Fede e la Chiesa e non affatto come voi lo dipingete.

Erard - (a Giovanni Massieu) Fatela tacere. Tu hai agito contro la Maest Regia, hai agito contro Dio e la Fede cattolica. Hai commesso molte volte errore contro la fede, e se non farai ammenda, sarai bruciata. Hai indossato abiti da uomo.

Giovanna - Ho indossato abiti da uomo perch dovevo vivere tra gente d'armi, con la quale era pi sicuro e conveniente trovarsi vestita da uomo che da donna, ed ho fatto bene.

Erard - I signori giudici molte volte vi hanno intimato di voler sottomettere tutte le vostre parole ed azioni a nostra santa madre Chiesa, dimostrando che nelle vostre parole ed azioni vi erano parecchie cose che non erano giuste.

Giovanna - Vi risponder. Rispetto alla sottomissione alla Chiesa io ho chiesto che tutte le mie gesta e le mie parole siano giudicate a Roma dal nostro Santo Padre il Papa, a cui mi appello. Ho compiuto azioni e detto parole che devo a Dio. A nessuno, n al Re, n ad altri affido la responsabilit delle mie parole e delle mie gesta. Se vi furono delle colpe sono soltanto mie.

Il Vescovo - Volete rievocare le parole e le azioni che avete compiuto e che vi vengono rimproverate?

Giovanna - Mi appello a Dio ed al nostro Santo Padre il Papa.

Il Vescovo - Non basta. Non possibile ricorrere al Santo Padre cos lontano. I Vescovi ordinari sono giudici ciascuno nella propria Diocesi. Per questo necessario che voi facciate appello a nostra santa madre Chiesa, e che accettiate ci che dicono e decidono delle vostre azioni e parole il Clero e coloro che ne possono giudicare.

Loyseleur - Giovanna, credete a me. Se volete salvarvi, accettate il vostro abito e fate tutto ci che vi sar ordinato. Altrimenti siete in pericolo di morte. Se farete quanto vi dico, vi salverete ed otterrete molto bene e nessun male. Sarete consegnata alla Chiesa.

Il Vescovo - Poich non vuole rispondere, cominceremo a leggere la sentenza definitiva : Noi avendo davanti agli occhi Cristo e l'onore della Fede cattolica, affinch il nostro giudizio provenga dal volto del Signore, diciamo e decretiamo che tu hai mentito, simulato rivelazioni, hai creduto con leggerezza, temeraria, superstiziosa, divinatrice, be-stemmiatrice di Dio, dei Santi e delle Sante, hai disprezzato Dio nei suoi sentimenti, prevaricatrice delle sacre dottrine e delle sanzioni ecclesiastiche, sediziosa, crudele, apostata, scismatica, hai molto errato nella nostra fede, e perci, nei modi sopraddetti hai temerariamente commesso delitto verso Dio e la Santa Chiesa. Ecco perch ti dichiariamo, in quanto ostinata in questi delitti eccessi ed errori, scomunicata ed eretica di diritto. Respinti i tuoi errori con dichiarazione pubblica, noi ti abbandoniamo come membro di Satana separato dalla Chiesa ed infetto da lebbra eretica, alla giustizia secolare, cos che tu non possa infettare gli altri membri che appartengono a Cristo. Preghiamo la potenza secolare di modificare il suo giudizio verso di te prima della morte e della mutilazione delle membra: che ti conceda di farti somministrare il sacramento della penitenza se appariranno in te dei segni di vero pentimento .

Loyseleur - Fate come egli dice, e indossate abiti da donna.

Erard - Giovanna noi abbiamo molta pena per te. Dovete ritrattare ci che avete detto oppure vi consegneremo alla giustizia secolare.

Giovanna - Non ho fatto niente di male. Credo nei dodici articoli della Fede e nei comandamenti del Decalogo. Mi riporto al Concilio di Roma e voglio credere a tutto ci in cui crede la Santa Chiesa.

Erard - Ritratta quanto hai detto.

Giovanna - Voi vi date molta pena per sedurmi.

Erard - Ritratta quanto hai detto.

Giovanna - Far tutto ci che vorrete. Voglio mantenermi ossequiente a tutto quanto la Chiesa ed i suoi giudici vorranno dire e decretare, obbedire ai loro ordini ed al loro volere.

Erard - Abiurerai e firmerai questo foglio. Se farai quanto ti viene consigliato verrai liberata dalla prigione.

Religioso inglese - (al Vescovo) Sbrigatevi. La favorite troppo. Fate male ad ammettere una simile abiura, irriverente.

Il Vescovo - (gettando a terra le sue carte) Voi mentite, io sono giudice in materia di fede e devo preferire la sua salvezza alla sua morte. Non far altro oggi. Ho agito secondo coscienza. Voi mi farete delle scuse. Mi stata recata offesa, e non proseguir fin tanto che non mi verranno fatte delle scuse.

Il Cardinale - (al religioso) Tacete!

Erard - Ecco la formula di abiura. (La legge).

Giovanna - Non comprendo cosa sia abiurare e chiedo spiegazioni.

Massieu - (a parte) Se non osserverete quanto detto in questi articoli sarete bruciata. Vi consiglio di rimettervi al giudizio della Chiesa Universale per sapere se dovete rinnegarli oppure no.

Erard - (a Massieu) Che dite a Giovanna?

Massieu - Le leggo questo foglio e le dico di firmarlo.

Giovanna - Io non so fare la firma. Mi rimetto al giudizio della Chiesa Universale. Che questo foglio sia esaminato dal Clero e dalla Chiesa ai quali devo essere consegnata. Se mi consiglieranno di firmarlo e di fare ci che dicono, io lo far volentieri. Non devo abiurare secondo questo foglio. Chiedo di essere data in custodia alla Chiesa e di non essere consegnata agli inglesi.

Erard - Non potrai pi indugiare a lungo. E se non firmi questo foglio, sarai bruciata. Al maestro Giovanni Massieu si proibisce di parlare ancora con Giovanna e di darle dei consigli.

Giovanna - Preferisco firmare piuttosto che essere bruciata. (A questo punto la folla furiosa gett grandi urla e scagli una grande quantit di pietre verso l'accusata e il tribunale).

Massieu - Rileggo ad alta voce la formula di abiura : (Giovanna ripete parola per parola) Ogni persona che abbia commesso errore nella fede cristiana, e che dopo per grazia di Dio sia tornata alla luce della verit ed alla comunione con la nostra santa madre Chiesa, dovr badare molto a che il nemico dell'Inferno non la risospinga e la ricacci nell'errore. Per questa ragione io, Giovanna, comunemente chiamata la Pulzella, miserabile e peccatrice, dopo di essere tornata per grazia di Dio in seno a nostra santa madre Chiesa, perch appaia che senza finzione ma con buon cuore e buona volont sono tornata a lei, confesso di aver gravemente peccato fingendo di avere avuto rivelazioni e apparizioni da Dio e dagli Angeli Santi, da Santa Caterina e Santa Margherita, convincendo gli altri, credendo con leggerezza e follia, facendo divinazioni superstiziose, bestemmiando Dio con i suoi Santi e le sue Sante, andando oltre la legge divina, la santa scrittura, i diritti canonici; vestendo abiti depravati contrari alla naturale decenza, portando capelli tagliati corti a guisa di uomo, contro ogni virt del sesso femminile, indossando anche le armi: desiderando con crudelt spargimento di sangue umano, dichiarando che tutto questo lo faceva per ordine di Dio, degli Angeli e delle Sante. Confesso anche di essere stata scismatica e di avere commesso molti errori contro la Fede. Rinnego abiurando questi delitti e questi errori, di buon cuore e senza finzione. Essendo tornata sulla via della verit, vi rinunzio e me ne stacco del tutto. In tutto questo mi sottometto al giudizio, all'emendamento e all'assoluta determinazione della nostra santa madre Chiesa e della vostra leale giustizia. Per conferma ho firmato questo foglio. Cos firmato: Giovanna.

Giovanna - Se il Clero me lo consiglia e se sembra bene alle loro coscienze, lo firmer volentieri.

Il Vescovo - (al Cardinale) Se Giovanna si sottomette che bisogna fare?

Il Cardinale - Bisogna ammettere Giovanna alla penitenza.

Giovanna - Mi riporto alla coscienza dei giudici per sapere se devo abiurare oppure no. Non intendo rinnegare nulla. Intendo solo compiacere alla volont di nostro Signore.

Massieu - Firma il foglio.

Giovanna - Non so n leggere n scrivere.

Il Testimone - Massieu d la penna a Giovanna che traccia un segno rotondo, allora egli le prende la penna e la fa firmare col suo nome. Giovanna aveva l'aria incosciente e sorrideva. Aveva sorriso anche pronunziando l'abiura.

Il Vescovo - Avendo infine accettato la rinunzia e l'abiura di Giovanna, noi renderemo definitiva la nostra sentenza.

Loyseleur - Giovanna, avete avuto una buona giornata, con la grazia di Dio, ed avete salvato l'anima vostra.

Giovanna - Ors, gente di Chiesa, portatemi nelle vostre prigioni e che io non sia pi tra le mani di questi inglesi.

Il Vescovo - Riportatela dove l'avete presa.

DEstivet - Che sia riportata nel castello di Rouen, e che le siano dati vestiti da donna.

Il Testimone - Giovanna venne dunque riportata nel castello. La insultavano lungo il cammino. Gli inglesi, furiosi, minacciavano i dottori ed i vescovi, levando le spade contro di loro. Gridavano contro di loro che il Re d'Inghilterra aveva speso male il suo denaro e Warwick si lamentava dell'indulgenza del Monsignore di Beauvais.

Warwick - Al Re va male: Giovanna se l' cavata!

Il Vescovo - Monsignore, non vi inquietate: la riavremo!

Il Testimone - Nel pomeriggio dello stesso giorno, Giovanni Le Maitre, Nicola Midi, Loyseleur, Tommaso de Courcelles e molti altri si recarono nella prigione di Giovanna.

Le Maitre - Oggi Dio vi ha fatto una grande grazia. La gente di Chiesa ha agito verso di voi con grande misericordia. E' bene che voi vi sottomettiate umilmente e che obbediate agli ordini ed ai decreti dei giudici e degli uomini di Chiesa, che abbandoniate completamente i vostri errori, senza pi ricadrvi. Nel caso che voi riprendiate a commettere simili errori, la Chiesa non potr mai pi riaccogliervi, e vi abbandoner completamente. Inoltre dovrete abbandonare i vostri vestiti da uomo ed indossare abiti da donna, come vi ha ordinato la Chiesa.

Giovanna - Indosser volentieri questi abiti da donna e mi sottometter ed obbedir completamente alla gente di Chiesa. Ma io chiedo di essere portata in una prigione ecclesiastica e di essere custodita da uomini di Chiesa.

Il Testimone - Cambi immediatamente i suoi vestiti da uomo con abiti da donna. Poi si fece radere i capelli che prima portava tagliati da uomo. La domenica della Trinit, i giudici vennero a sapere che Giovanna aveva rimesso gli abiti maschili. Si recarono al Castello, ma un centinaio di inglesi imped loro di passare, gridando che la gente di Chiesa era falsa, bugiarda e traditrice. Riuscirono a fuggire. Il giorno dopo luned 28 maggio, una diecina di loro and a trovare Giovanna in prigione.

Il Vescovo - Quando e perch avete rimesso gli abiti da uomo?

Giovanna - Soltanto poco fa ho rimesso gli abiti da uomo ed ho abbandonato quelli da donna.

Il Vescovo - Perch li avete messi e chi ve li ha fatti riprendere?

Giovanna - Li ho messi di mia volont e senza costrinzione alcuna. Preferisco gli abiti da uomo a quelli da donna.

Il Vescovo - Avete promesso e giurato di non rimettere abiti da uomo.

Giovanna - Non ho mai giurato di non indossarli.

Il Vescovo - Per qual motivo li avete ripresi?

Giovanna - Perch mi era pi conveniente indossare abiti da uomo, trovandomi fra gli uomini, piuttosto che avere vestiti da donna. Li ho rimessi perch non sono state mantenute le promesse che mi erano state fatte: di lasciarmi assistere alla Messa, di ricevere il mio Salvatore, di liberarmi dai ferri. Gli inglesi mi hanno fatto e fatto fare molti torti e violenze quando ero vestita da donna. (Piange) Ho dovuto agire cos per difendere il mio pudore che non era al sicuro in abiti da donna, perch le guardie volevano attentare al mio pudore. Me ne dolgo profondamente. Dopo l'abiura e la rinunzia mi hanno tormentata, molestata, picchiata e calpestata. Ed un millourt inglese ha cercato di violentarmi. Ecco perch ho rimesso gli abiti maschili.

Il Vescovo - Avete abiurato e promesso particolarmente di non riprendere questo vestito.

Giovanna - Preferisco morire, piuttosto che essere messa ai ferri. Ma, se mi lasceranno andare alla Messa, mi toglieranno i ferri, mi metteranno in una prigione sopportabile e mi faranno custodire da una donna, sar obbediente, e far quello che vorr la Chiesa.

Il Vescovo - Dopo gioved, avete ancora udito le vostre voci?

Giovanna - S.

Il Vescovo - Che vi hanno detto?

Giovanna - Mi hanno detto che Dio mi ha inviato attraverso le sue Sante Caterina e Margherita la sua grande misericordia, per il tradimento che ho accettato, facendo abiura e rinunzia per salvare la vita; e che mi dannavo per salvare la vita. Prima di gioved le voci mi avevano predetto ci che avrei fatto in quel giorno. Le voci mi dissero, quando ero sul patibolo davanti al popolo, di rispondere con ardore a quel predicatore; era un falso predicatore, mi ha accusato di parecchie cose che non avevo fatto. Se dicessi di non essere stata inviata da Dio, sarei dannata. E' proprio vero che Dio mi ha inviata. Le voci mi hanno detto che avevo commesso grande peccato nel confessare, come ho fatto, che non ho agito bene. Per paura del fuoco ho parlato e ritirato ci che avevo detto.

Il Vescovo - Credete che le vostre voci siano quelle di Santa Caterina e Santa Margherita1?

Giovanna - S, e quella di Dio!

Il Vescovo - Ma sul patibolo, dinanzi a noi, ai giudici e a tutti, davanti al popolo, avete confessato di esservi vantata falsamente che le vostre voci erano quelle delle Sante Caterina e Margherita.

Giovanna - Non avevo intenzione di fare o di dire cos. Non ho affatto detto o voluto rinnegare che le mie apparizioni fossero Sante Caterina e Margherita. Tutto quello che ho fatto, l'ho fatto per paura del fuoco e non ho ritrattato niente che fosse contrario alla verit. Preferisco subire tutto in una volta il mio castigo e morire, piuttosto che penare pi a lungo in prigione. Non ho dunque commesso niente contro Dio o la fede, qualunque cosa mi abbiano fatto rinnegare. Quanto stava nella formula dell'abiura, io non lo comprendevo. Ho appena detto che non avevo intenzione di ritrattare niente, se non cosa che piacesse a Nostro Signore. Se i giudici lo vogliono, riprender gli abiti da donna, ma non far altro.

Il Vescovo - Siete dunque eretica, ostinata e recidiva.

Giovanna - Se voi, signori della Chiesa, mi aveste condotta e custodita nelle vostre prigioni, tutto questo non mi sarebbe accaduto.

Il Vescovo - Ora non ci resta che proseguire secondo il diritto e la ragione.

Il Testimone - Dopo che i giudici ebbero abbandonata la prigione, il Vescovo disse agli inglesi che aspettavano fuori:

Il Vescovo - Arrivederci! Arrivederci! State di buon umore. E' fatto! Ormai l'abbiamo.

Il Testimone - Marted 29 maggio: i giudici decretarono di trattare Giovanna come recidiva in eresia. Nel frattempo Giovanni Massieu si trovava con Giovanna.

Massieu - Perch avete rimesso gli abiti da uomo?

Giovanna - Era il gioved che segue la Pentecoste quando lasciai gli abiti da uomo. L'abito da uomo fu chiuso in un sacco nella stessa camera in cui sono tenuta prigioniera, e rest custodito in quel luogo, nelle mani di cinque inglesi di cui tre stavano di notte nella camera e due fuori sull'uscio. La notte quando sono coricata sono stretta alle gambe da due paia di catene di ferro, e legata molto strettamente con una catena che passando per i piedi del letto attaccata ad un grosso trave di legno lungo cinque o sei piedi e chiuso col chiavistello, cos che non posso mai cambiar posto. Quando venne la domenica mattina, giorno della Trinit, mi dovetti alzare, e chiesi agli inglesi miei custodi: Toglietemi i ferri, cos potr alzarmi . Allora uno degli inglesi mi tolse i vestiti da donna che avevo indosso, vuotarono il sacco in cui era chiuso l'abito da uomo, me lo gettarono addosso dicendomi: Alzati!, e nascosero l'abito da donna in questo sacco. Io non indossai l'abito da uomo che mi avevano dato, e protestai : Signori, voi sapete che mi proibito, non lo voglio prendere. Ma non vollero consegnarmene un altro, tanto che questa discussione dur fino a mezzogiorno. Infine, per necessit corporali fui costretta ad uscir fuori ed a mettermi questo vestito. Al mio ritorno non vollero consegnarmene un altro, nonostante le mie suppliche.

Il Testimone - La citazione fu fatta a Giovanna il mercoled mattina 30 maggio. Il frate Martino Ladvenu fu inviato dal Vescovo col frate Giovanni Toutmouill per ammonire la condannata e prepararla alla morte.

Ladvenu - Monsignore il Vescovo di Beauvais ci ha inviati per darvi l'annuncio della morte vicina, e per indurvi a sincera contrizione e penitenza ed anche per udire la vostra confessione.

Giovanna - Ahim! Con quanta crudelt mi si tratta. Il mio corpo cos puro, che non fu mai contaminato, dovr oggi essere consumato e ridotto in cenere! Ah! preferirei essere decapitata sette volte piuttosto che bruciata cos! Ahim! Se fossi stata nella prigione ecclesiastica a cui mi ero sottomessa e fossi stata custodita dalla gente della Chiesa, non dai miei nemici ed avversari, non mi sarebbe capitata una tale sventura. Oh, mi appello a Dio, grande giudice, per i gravi torti che mi vengono fatti.

Il Testimone - A questo punto entrarono Pietro Morice e Nicola Loyseleur.

Loyseleur - Giovanna, vi ammoniamo per la salvezza dell'anima vostra. E' vero che voi aveste queste voci e queste apparizioni?

Giovanna - S.

Morice - Erano reali queste apparizioni?

Giovanna - S, e realmente, fossero buoni o cattivi spiriti, mi sono apparsi. Io sentivo le voci soprattutto al crepuscolo quando suonavano le campane; ed anche al mattino quando suonavano le campane. Ho avuto apparizioni a volte in gran numero, e a volte in poco, con piccole manifestazioni.

Uno degli assistenti - Queste apparizioni e voci provengono da buoni o cattivi spiriti?

Giovanna - Me ne appello alla madre Chiesa.

Il Testimone - Entrarono il Vescovo ed il Vice-Inquisitore.

Giovanna - Vescovo, muoio per voi!

Il Vescovo - Ah! Giovanna, abbiate pazienza. Voi morite perch non avete mantenuto ci che avevate promesso, perch siete tornata al vostro primo errore.

Giovanna - Ahim! se mi aveste mandato nelle prigioni della Chiesa e mi aveste consegnato a custodi ecclesiastici, non avrei disobbedito. Ne siete voi responsabile dinanzi a Dio.

Il Vescovo - Ors, Giovanna, le vostre voci vi dicevano che sareste stata liberata, ed ora vedete quanto vi hanno illusa. Diteci la verit.

Giovanna - Mi accorgo proprio che mi hanno ingannata.

Il Vescovo - Vi siete accorta che queste voci non appartenevano a spiriti buoni e che non provenivano da Dio. Perch , se cos fosse stato non vi avrebbero mentito o detto il falso.

Loyseleur - Per negare l'errore che avete seminato nel popolo, dovreste confessare pubblicamente di essere stata ingannata e di avere ingannato il popolo. Avendo prestato fede a simili rivelazioni ed avendo esortato il popolo a credervi, dovreste umilmente chiederne perdono.

Giovanna - Lo far volentieri, ma non mi illudo di ricordarmene quando ce ne sar bisogno, quando sar di fronte al giudizio pubblico.

Il Testimone - Dopo questo Giovanna rest sola con Martin Ladvenu, a cui si confess e chiese la comunione. Il Vescovo fu informato di questa richiesta e dette la seguente risposta:

Il Vescovo - Dite a frate Martino di concederle il sacramento dell'Eucaristia e tutto quello che chieder.

Il Testimone - Giovanni Massieu torn e trasmise l'ordine a Martin Ladvenu. Un certo maestro Pietro port quindi il corpo di Cristo in modo molto irriverente, senza ostensorio, senza stola, posato semplicemente sulla patena del calice e ricoperto di lino. Frate Martin, malcontento, mand a cercare un ostensorio ed una stola. Al momento di darle la Comunione, frate Martin tenendo l'ostia consacrata fra le dita disse a Giovanna:

Ladvenu - Credete che questo sia il corpo di Cristo?

Giovanna - S, ed il solo che mi possa liberare. Chiedo che mi sia concesso.

Il Testimone - Secondo la testimonianza di Ladvenu, Giovanna ricevette la Comunione con grande devozione, molte lacrime e grande umilt. Ad un certo momento di quella stessa mattina, non si sa quale, chiese al maestro Pietro Morice:

Giovanna - Maestro Pietro, dove sar stasera?

Morice - Non avete speranza nella bont del Signore?

Giovanna - S. Con l'aiuto di Dio sar in Paradiso.

Il Testimone - Alle otto Giovanna fu vestita con una tunica di tela grezza e solforata, ed in testa le fu posta una mitria su cui era scritto eretica, recidiva, apostata, idolatra. La fecero salire sulla carretta del carnefice Thierrache, ed arriv sulla piazza del Mercato Vecchio di Rouen, dove si era raccolta una folla enorme. La misero sul patibolo. Di fronte a lei si elevava il rogo che era molto alto, in modo che il carnefice non potesse raggiungere l'accusata ed accorciare le sue sofferenze, come d'abitudine. Il Clero era riunito su di una tribuna ed i giudici civili su di un'altra. Maestro Nicola Midi, illustre dottore in teologia, predic su questo tema Se un membro soffre, tutti gli altri soffrono con lui (San Paolo ai Corinzi, I). Concluse con la formula d'uso:

Midi - Giovanna, va in pace, la Chiesa non pu pi difenderti e ti rimette al braccio secolare.

Il Vescovo - Noi esortiamo Giovanna a pensare alla salvezza dell'anima sua, alle sue cattive azioni, facendo penitenza con vera contrizione. Noi la esortiamo ad aver fiducia nel consiglio del Clero e degli uomini illustri che l'ammaestrano e la istruiscono su quel che riguarda la sua salvezza, e specialmente nel consiglio dei due venerabili fratelli predicatori che sono accanto a lei e che le abbiamo concesso per istruirla senza sosta e prodigarle col loro zelo salutare ammonimenti e consigli.

Giovanna - Trinit benedetta! Benedetta gloriosa Vergine Maria! Benedetti Santi del Paradiso! Santa Caterina! Santa Margherita! San Michele! San Gabriele! San Dionigi! Ah! Rouen, Rouen, sarai tu la mia tomba! Rouen! Rouen! Dovr morire qui? Chiedo grazia molto umilmente ad ogni sorta di gente, di qualsiasi stato e condizione, tanto a quelli del mio partito che agli altri. Chiedo perdono agli inglesi ed ai borgognoni per quanti di loro ho fatti uccidere e messo in fuga e per aver loro causato tanto danno. Chiedo a tutti i sacerdoti presenti che ognuno di loro mi consacri una Messa.

Il Testimone - Attorno a lei tutta la folla piangeva. Solo qualche inglese tentava di deriderla. Lo stesso Clero che la condannava, non risparmiava le sue inutili lacrime. Poi il Vescovo si decise a leggere la sentenza:

Il Vescovo - Noi ti dichiariamo ricaduta nei tuoi antichi errori, e dichiariamo che, come membro infetto, per non contagiare anche gli altri membri, devi venire respinta dall'unit della Chiesa, tolta dal suo corpo, consegnata al potere secolare, e ti respingiamo e ti abbandoniamo, pregando tuttavia questo stesso potere secolare di modificare la sua decisione verso di te, al di qua della morte e della mutilazione delle membra; e se apparissero in te dei segni di vera penitenza, che ti venga somministrato il sacramento della penitenza.

Giovanna - Raccomando la mia anima a Dio, alla Beata Maria, a tutti i Santi. Li imploro, chiedo perdono ai giudici, agli inglesi, al Re di Francia, a tutti i principi del mio Regno. Non sono mai stata indotta dal mio Re a fare ci che ho fatto sia in bene che in male. Chiedo la Croce.

Il Testimone - Un inglese presente le consegn una piccola croce di legno, che prepar con la cima di un bastone. Ella la ricevette devotamente e la baci prorompendo in lamenti pietosi ed esclamazioni di riconoscenza a Dio, che aveva sofferto sulla Croce per la nostra redenzione. Si pose la piccola croce in seno, fra la carne ed i vestiti.

Giovanna - Vi supplico umilmente di recarvi nella Chiesa pi vicina e di portarmi la Croce per tenerla alta davanti ai miei occhi, fino al passo mortale, perch la Croce su cui fu trafitto Ges sia nella mia vita continuamente davanti ai miei occhi.

Il Testimone - Massieu fece recare la croce dal chierico della parrocchia di S. Salvatore. Giovanna la abbracci a lungo molto strettamente e la tenne finch fu legata al palo.

Giovanna - Mi raccomando a Dio, al Beato Michele, alla Beata Caterina, a tutti i Santi. Saluto tutti coloro che sono presenti.

Il Testimone - Mentre Massieu tentava di consolarla, gli inglesi si impazientivano; uno di loro grid: Ci farete fare la cena qui?. Fecero scendere Giovanna dal patibolo per condurla dinanzi al Governatore che solo aveva il potere di condannarla. Ma egli non si prese questa briga e nessuna sentenza legale fu pronunziata contro Giovanna. Il Governatore - Portatela sul rogo! Portatela sul rogo! Carnefice, fai il tuo dovere!

Il Testimone - Condussero Giovanna al rogo, mentre continuava ad invocare i Santi e le Sante.

Giovanna - Ah! Rouen, come temo che tu non debba soffrire per la mia morte!

Il Testimone - Il carnefice la leg al palo. Fu appiccato il fuoco. Preoccupata per i due frati predicatori, li preg di allontanarsi.

Giovanna - Scendete e tenete alta la Croce del Signore cos che io possa vederla sempre. Dell'acqua benedetta! Ges! Ges! Ges! Ges! Ges! Ges! Ges! Le mie voci venivano da Dio. Tutto quello che ho fatto, l'ho fatto per volere di Dio! No, le mie voci non mi hanno ingannata. Le rivelazioni che ho avute venivano da Dio! (Con voce molto forte) Ges!

Il Testimone - Si sa che il carnefice non riusc a ridurre in cenere il cuore di Giovanna, che venne gettato nella Senna con il resto. La popolazione mormorava ch'era stata compiuta una grande ingiustizia e Giovanni Tressart, segretario del Re d'Inghilterra, esprimeva l'opinione generale tornando dal luogo del supplizio:

Tressart - Siamo tutti perduti! Abbiamo suppliziato una santa! Vorrei che la mia anima si trovasse dove io credo che sia l'anima di quella donna!

FINE

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