Profonde sono le radici

PROFONDE SONO LE RADICI

Titolo originale: DEEP ARE THE ROOTS

Commedia in tre atti

di ARNAUD DUSSEAU e JAMES GOW

Versione italiana di Franca Savioli

PERSONAGGI

HONET TURNER

BELLA CHARLES

Il senatore ELLSWORTH LANGDON

GINEVRA LANGDON

ALICE LANGDON

BOY MAXWELL

HOWARD MERRICK - BRETT CHARLES

Lo sceriffo SERKIN

CHUCK WARREN - BOB IZAY

Commedia formattata da

ATTO PRIMO

Il salotto della casa dei Langdon, nei sobborghi di ima piccola cittadina nell'estremo Sud. Siamo nella primavera del 1945. Tre grandi porte-finestre, che descrivono un dolce arco, dominano la, sinistra del palcoscenico. Le finestre si aprono su di un terrazzo; attraverso di esse si intravvedono colonne delicatamente intrecciate (a forma di pergolato) coperte di rose, sedie in ferro battuto e una tavola, un pezzo di balaustra in mattoni su cui si intreccia un arbusto di edera. Oltre il terrazzo, fuori vista, c' il giardino. Sulla scena, a sinistra, un grande cassettone dal piano di marmo, disposte sul quale sono parecchie caraffe di vetro intagliato, contenenti liquori. Al di sopra del cassettone sta un ritratto di Robert Langdon dipinto da Thomas Sully; Langdon veste la divisa dell'armata confederale. Sulla scena al centro, un arco porta all'ingresso. Sono visibili le prime quattro o cinque scale di un bellissimo scalone. A sinistra della scalinata la porta d'ingresso. A destra della scalinata, ma fuori vista, un'altra porta d'ingresso. A destra della scalinata, pure fuori vista, una terza porta che immette nel quartiere di servizio della casa. In fondo alla scena, una porta conduce ad una stanza che una volta era la biblioteca, ma che ora la stanza da letto del senatore Langdon. Le tappezzerie nella stanza sono accoglienti, i mobili antichi e molto belli. C' un grande divano con un tavolo da caff davanti, una grande sedia con un tavolino che l'accompagna; un'altra tavola attorno alla quale sono disposte tre sedie in stile vittoriano. Una scrivania con accanto cestino per la carta straccia, in pelle, contro il muro.

Accortamente nascosto nella scrivania il telefono. Oggetti preziosi e ricordi del passato sono in vari punti strategici: un orologio in oro battuto, silhouettes di lontani cugini, due lampade ad olio dipinte e portate da Parigi molto tempo fa ed ora cambiate in lampade elettriche. La sistemazione e l'atmosfera delle stanze, suggerisce la famiglia, la ricchezza e la tradizione.

Honet - (una giovane negra sui 2O anni magra e non brutta entra in salotto con il giornale del mattino. Lo mette sulla tavola e sta per andarsene quando attratta da una bassa bacinella di magnolie. Prende una delle magnolie dal vaso e se la mette tra i capelli. Si volge ad ammirarne l'effetto in un piccolo specchio sulla scrivania poi, sorridendo, una mano sull'anca, si mette in una posa che essa considera avvincente e civettuola).

Bella - (entra dall'ingresso e si ferma a guardarla. Bella una negra di SO anni che stata in casa Langdon per 24 anni, e perci occupa una posizione di favore; di ci essa pienamente consapevole e si comporta con dignit. In questo momento essa veste un leggero spolverino e un cappello pronta per uscire) Ragazza, tu ti curi troppo.

Honet - (voltandosi) Mi sto solo preparando per l'incontro con Brett.

Bella - Beh, sarebbe meglio ti preparassi ad andare su a rifare i letti. E non ti dimenticare di portare gi il vassoio della colazione di miss Alice.

Honet - S. (Conciliante) Ho visto quel ritratto di Brett sulla vostra toilette. veramente molto bello.

Bella - E quando hai finito, va ad aiutare Lolly in cucina. Ci sono anatre per cena e devono essere spennate e scottate.

Honey - Sissignora... Credete che a Brett piacer un fiore bianco nei miei capelli?

Bella - Sentila! Mio figlio avr di meglio da fare che pensare ad una ragazza vanitosa uscita da tre settimane da una macchia di cotone. (Scuotendo i cuscini sul divano) Bene, ora me ne vado. Vado alla stazione a dare il benvenuto a mio figlio. Porter l'uniforme e anche qualche medaglia, immagino. (Ad Honey duramente) Che stai l a guardare a bocca aperta! Va' su, muoviti!

Honey - Sissignora. (Honey ubbidisce affrettatamente, e si volge verso le scale).

Bella - La scala di servizio! La scala di servizio! (Honey si volta ed esce attraverso l'ingresso mentre appare il senatore Ellsworth Langdon. Langdon ha quasi 7O anni, capelli bianchi e un viso forte che stato segnato dagli anni e dalle malattie. Un uomo ricco. Ai suoi tempi fu una forte figura politica ed ora come ogni uomo che sia stato una volta attivo detesta gli acciacchi della vecchiaia. Cammina con un bastone e la vista lo abbandona. Veste un panciotto di seta nera. Una grossa catena d'oro sta sospesa da una tasca all'altra).

Langdon - Dov' il mio giornale del mattino? Bella, portami il giornale. (Vede Bella) Oh, sei l?

Bella - (raccogliendo il giornale da un tavolo) Eccolo, senatore.

Langdon - Beh, sei ansiosa di rivedere quel tuo ragazzo, vero? sempre stato un bravo ragazzo... Jakson ti accompagna con l'automobile?

Bella - Sissignore.

Langdon - Va bene. (Langdon si siede e apre il giornale. Prende un fodero di pelle da una tasca laterale e ne toglie una grande lente d'ingrandimento. Nello stesso tempo Ginevra Langdon scende rapidamente le scale ed entra nella stanza. Ginevra una bella ragazza di 22 anni sottile e bruna. Essa introspettiva e a volte impulsiva. Questo uno dei suoi momenti impulsivi).

Ginevra - Bella, aspetta un momento.

Bella - S, signorina Nevvy.

Ginevra - Vengo alla stazione con te.

Bella - O no, signorina Nevvy, non pu...

Ginevra - Sciocchezze. Credi che non sia anch'io fiera di Brett? Buon giorno, pap. (Bacia il padre sulla fronte).

Langdon - Grazie.

Ginevra - Andiamo, Bella.

Langdon - Nevvy, (Ginevra si ferma) non credo che dovresti andare alla stazione.

Ginevra - No?

Langdon - So che Bella mi scuser se devo ricordarti che non si va alla stazione ad incontrare un uomo di colore.

Ginevra - Ti preoccupi di quello che dir la gente? Il grande senatore Langdon!

Langdon - Dico che non devi andare.

Ginevra - Mi dispiace, pap, ma ci vado. Se la gente si scandalizza, pazienza. Sar un argomento di pettegolezzo durante i cocktails. Andiamo, Bella. (Essa si incammina, Bella esita).

Langdon - Va bene, Bella. Andate, se no farete tardi.

Bella - Staremo attenti, senatore. Quando arriviamo alla stazione non la far scendere dall'automobile. (Bella segue Ginevra. Langdon raccoglie il suo giornale e comincia a leggere aiutandosi con la lente).

Voce di Alice - (dalle scale) Buon giorno.

Voce di Bella - (dall'ingresso) Buon giorno, signorina Alice. (Alice Langdon scende le scale ed entra nella stanza. Alice ha 32 anni. Carina. Ha molta fiducia in se stessa ed di ottimo umore).

Alice - Buon giorno, buon giorno! Dov' Howard?

Langdon - Quando ne ho sentito parlare l'ultima volta, stava facendo colazione in terrazza. I nordici hanno una strana predilizione per il mangiare all'aperto. N le mosche, n le zanzare riescono a ; scoraggiarli.

Alice - (baciando Langdon sulla guancia) Ciao, pap. Come ti senti? la pi bella mattina che abbiamo avuto da molte settimane.

Langdon - Terribile. E fa caldo, ed afoso. Assolutamente come ogni altra mattina. Tua sorella andata alla stazione ad incontrate Brett.

Alice - (meravigliata) Davvero?

Langdon - S!

Alice - Beh, non pu portare gran danno, vero?

Langdon - Suppongo che tu approvi.

Alice - Certo che no. stata avventata, ma Nevvy eccitata e...

Langdon - una malattia che ha preso da te. Quelle tue grandiose idee...

Alice - Pap, pap! troppo presto per discutere. Dopo tutto non posso proteggere Nevvy ad ogni svolta. Questo non un monastero. (Suona il campanello) Oh, mio Dio, ecco il cugino Boy. Io ti amo pazzamente, cugino Boy, ma perch hai dovuto scegliere proprio stamattina?

Langdon - Se nessuno va ad aprire, pu darsi che se ne vada. (Honey passa attraverso l'ingresso)

Voce di Maxwell - (nell'ingresso) Buon giorno, Honey. (Boy Maxwell entra. Ha 45 anni, la faccia rosea e un desiderio professionale di riuscire simpatico. Rappresenta una forza nella comunit oltre ad essere un bravo avvocato).

Alice - Ciao, cugino Boy.

Maxwell - Alice cara, diventi ogni giorno pi attraente.

Alice - Entra, Boy. E ti far un profondo inchino.

Maxwell - Ancora pi piccante. Ma cos che ci piacciono le nostre donne del Sud. Non vero? Buon giorno, senatore. Siamo contenti di vedervi alzato e in giro.

Langdon - Smettile di chiacchierare come un porcellino d'India delirante.

Maxwell - Vedo che vi sentite meglio.

Langdon - Chi ti d tutta questa energia? Che cosa che ti preoccupa tanto?

Maxwell - Vedo che avete sempre il vostro senso dell'umorismo. La verit che sono venuto per fare un'opera buona. (Ad Alice) Il tuo ragazzo negro Brett viene a casa oggi?

Alice - S.

Maxwell - Credo che quanto ti dir ti far piacere. Dopo quello che hai fatto per il ragazzo - mandandolo a quella Universit Pisk e tutto il resto - beh, una vera occasione per lui.

Alice - Benissimo. Dimmi di che si tratta.

Maxwell - Ieri pomeriggio il reverendo Richardson mi venuto a trovare. (A Langdon) Voi non lo conoscete, senatore, ma questo Richardson probabilmente il miglior negro che abbiamo. (Ad Alice) Mi ha chiesto di usare la mia influenza sugli altri membri del consiglio della scuola per far nominare Brett nuovo preside della scuola negra.

Alice - E questa stata una sua idea?

Maxwell - Beh... Richardson ed io sospettiamo l'interessamento di vari altri dei nostri luminari negri. Ma essi hanno ragione. Brett sar inestimabile. sempre stato cortese e capace.

Alice - (con una punta di ironia) Certo, sarebbe inestimabile!

Maxwell - Bene, il consiglio si riunito ieri sera e l'ho fatto nominare. Naturalmente non c' stata nessuna opposizione.

Langdon - - Piccolo, fedele Roy. (Ad Alice) Ora ti affider il comitato della scuoia.

Alice - (ignorando Langdon) stato molto gentile da parte tua.

Maxwell - Sapevo che ne saresti stata contenta. Dopo tutto una cosa di questo genere sar molto utile per l'equilibrio della nostra comunit.

Altce - Ma sfortunatamente, Brett non pu accettare questo posto.

Maxwell - (deluso) Non capisco.

Alice - Beh, non potrei permettere a Brett di trascorrere la sua esistenza insegnando in quella lurida catapecchia.

Maxwell - Oh, lo so che notevole, come negro.

Alice - notevole.

Maxwell - Cugina Alice, stai cercando di insinuare che l'insegnamento non un lavoro abbastanza buono per questo ragazzo di colore? che diavolo vuoi che faccia!

Alice - Andr all'Universit di Chicago. A laurearsi.

Langdon - Che?!

Alice - Sar un biochimico.

Langdon - (alzandosi a fatica) Per Giove! Questa volta l'hai fatta bella. Datemi da bere.

Alice - Pap, sai che non dovresti...

Langdon - Dannazione! Datemi da bere.

Alice - Roy, c' del whisky nella cristalliera. Siediti, pap.

Langdon - Solo perch sa leggere e scrivere, ai fa di un negro un dottore in filosofia. Perch non sono stato messo al corrente prima di questa mostruosa stupidaggine?

Alice - Semplicemente perch volevo ritardare il pi possibile la scenata che ci hai fatta.

Maxwell - (passando da bere a Langdon) Ecco, senatore.

Langdon - Grazie. (Beve. Dopo un momento quando si sente pi calmo) Perch mi dovrei eccitare? di tua propriet. Suvvia, fai quello che vuoi di lui. Il Governo Federale gli ha dato il via. L'hanno fatto primo sottotenente. Attraverso una legge del Congresso diviene un gentiluomo... Ti vien fatto di pensare che il tuo ragazzo Brett potrebbe essere cambiato ?

Alice - Spero bene che sia cambiato. stato lontano da noi per tre anni.

Langdon - Infatti. In Europa ad ammazzare bianchi. Con permesso legale, ha immerso la sua baionetta in carni bianche. Per giorni e giorni ha visto corpi di bianchi squarciati, visi bianchi sfracellati. Quale traccia avr lasciato tutto questo nella sua anima nera? (Un silenzio).

Maxwell - Beh, non alziamo il coperchio del vaso di Pandora prima che sia necessario. (Poi pi risolutamente) Alice, non c' nessuno in questa citt che sostenga le tue idee progressiste pi di me, ma perch dovremmo mandar via deliberatamente uno dei nostri negri educati? Che succederebbe se tutti i negri si mettessero in testa di andare al Nord? Allora che faremmo noi? (Howard Merrick entra dalla terrazza. Howard ha 4O anni, un uomo alto, bello in maniera non convenzionale. I suoi modi sono piacevolmente civili).

Howard - Eingrazio Dio che ci sia un orologio solare su cui non sia inciso il motto pi tardi di quanto non crediate .

Langdon - Signori, il tempo della vita breve .

Howard - Sono sicuro che sia Shakespeare, ma non so quale commedia.

Langdon - L'Enrico IV. Mi ricordo la prima volta che lo vidi. A Nuova Orleans. Ero un giovanotto allora... Signor Merrick, nostro cugino, il signor Roy Maxwell.

Howard - (amabilmente) Buongiorno, signore. (Si volta) Ciao, Alice.

Alice - Ciao, Howard. Come hai trovato la colazione?

Howard - Meravigliosa. Non c' nulla che uguagli l'aroma di una salsiccia, caff, e madreselva. Vi siete accorti che questa una mattina straordinariamente bella?

Alice - (con un sorriso) S, io me ne ero accorta. .

Langdon - Non ritorniamo su ci.

Maxwell - (schiarendosi la voce) Signor Merrick, siete del Nord? Vero?

Howard - S.

Maxwell - Siete pure romanziere?

Alice - E ci ancor peggio che essere del Nord.

Maxwell - Beh, mia abitudine essere sincero. Ho letto quell'ultimo libro che( avete scritto e - beh, so che siete ospite in questa casa - e non desidero essere indelicato.

Alice - Cugino Boy, di' pure quello che vuoi e sii indelicato.

Maxwell - Grazie, lo sar. Anche la zia Carrie ha letto il libro ed anche il cugino Ferdinando.

Alice - Caro cugino Ferdinando. Non sapevo che sapesse leggere.

Maxwell - Signor Merrick, il vostro libro una calunnia su tutto il nostro Sud. C' un personaggio, ad esempio, - una ragazza del Sud che va al Nord -ebbene, il modo in cui la descrivete uno sfregio calcolato alla femminilit del Sud.

Langdon - Lo faccio fustigare, cugino Roy? O forse preferiresti un duello? Vogliamo chiedergli di designare un padrino?

Maxwell - Senatore, a volte la vostra leggerezza tende ad essere molto spiacevole.

Langdon - Sono un uomo molto ricco ed ho imparato molto tempo fa che ci mi d il privilegio di essere spiacevole con i miei parenti. Perch vuoi prendertela per questo indelicato romanzo? Anche gli scrittori del Sud insultano il Sud di questi tempi. la linea che maggiormente conviene loro. Essi coltivano due miti preferiti. O ci aggiriamo pomposamente con una rosa ed una spada, oppure imputridiamo nell'inettitudine. Ambedue sono menzogne. Che importanza ha?

Maxwell - (a Howard) Ci che non capisco perch, se la pensate cos sul Sud - intendo dire sulle donne del Sud in particolare - siete venuto quaggi.

Howard - Oh, non stata un'idea mia. Alice mi ha sfidato a venire.

Maxwell - Beh, veramente...

Alice - verissimo, Roy. Quando ero a New York io ho allettato ed adescato questo perfetto sconosciuto.

Howabd - Fu ad un pomeriggio letterario.

Langdon - Che diavolo un pomeriggio letterario?

Howard - Una specie di trattenimento durante il quale tutti devono ubriacarsi completamente per poter dire ad uno scrittore che amano il suo libro.

Maxwell - Ma Alice non beve.

Howard - Precisamente. (Ad Alice) Deve essere per questo che non le piaciuto il mio libro.

Maxwell - E vi ha detto che non le piaceva?

Alice - Gliel'ho detto.

Howard - Con fervore. Mi ha fatto sapere che ero un pessimo scrittore. C'era una sola cosa che potessi fare: pregarla di cenare con me. Cosa che ho fatto. A cena abbiamo discusso del Sud. Quando la cena fin discutevamo ancora... cos Alice ha insistito perch l'accompagnassi a casa.

Maxwell - (giustamente sbalordito) Che? (Volgendosi ad Alice) Cugina Alice, non hai fatto questo!

Alice - Ma s.

Howard - Mi affretto a spiegare, signor Maxwell, che per casa la cugina Alice non intendeva la sua camera d'albergo. Intendeva questa casa. E il Sud.

Langdon - (a Howard) Siete stato qui due settimane. Avete cambiato opinione sul Sud? O state ancora aiutando Grant a prendere Richmond?

Howard - Io credo che vostra figlia Alice sia la pi bella donna che io abbia mai conosciuto.

Alice - simpatico, vero? (A Howard) Ora rispondi alla domanda del signore, Howard. Hai cambiato idea sul Sud?

Howard - Io direi di s, e tu?

Alice - (a Maxwell e Langdon) Ieri sera questo scettico visitatore del Nord, questo severo critico del Sud, che si ride dei nostri luoghi comuni, si arreso completamente. E sapete cosa gli ha fatto finalmente perdere la testa? Il nostro pi vecchio luogo comune: il chiaro di luna e le magnolie.

Howard - (gentilmente a Maxwell) Credete che ci soddisfer la zia Carry e il cugino Ferdinando?

Maxwell - Beh, vi conceder che siete un uomo di larghe vedute. Vedete, solo che noi, qui gi, siamo fieri del Sud. Noi ci crediamo... Naturalmente abbiamo i nostri problemi. Non sto a dirvi in che cosa alcuni di essi consistano... ma stiamo imparando a risolverli, e devo dire, con successo.

Langdon - Il cugino Boy si presenta candidato al Congresso l'anno prossimo. Gli stanno facendo fare le prove generali.

Maxwell - Il senatore ama i suoi piccoli scherzi. Ma mi presenter egualmente come candidato al Congresso. Perch sono profondamente preoccupato della situazione. Prendete ad esempio questo nostro problema della gente di colore. I negri non sono pi quello che erano, con tutte queste fabbriche di guerra che sorgono nei posti pi impensati. Certo per gli affari questo va bene, ma dopo tutto, sapete, praticamente impossibile trovare pi dei buoni servitori. La zia Carrie ha avuto quattro cuoche nell'ultimo mese. Essa le rimprovera ed esse prendono su e se ne vanno. Eh, la guerra ci ha dato uno speciale tipo di croce, da portare. Tanti dei nostri giovani bianchi sono stati richiamati. Per esempio, qui nella nostra provincia, per la prima volta, c' una vera e propria maggioranza di negri. Potete comprendere le complicazioni che ne derivano, no?

Howard - (mite) Certo.

Maxwell - Signor Merrick, spero che un giorno scriverete un intero libro sul Sud. Un libro veramente onesto.

Howard - Mi piacerebbe molto farlo.

Maxwell - Vi assicuro, non temiamo la verit. Scrivete e parlate della gente che lavora per migliorare il Sud. Di coloro che vogliono migliorare le cose per tutti gli altri, stimolare gli affari. Scrivete di gente come Alice e me. (Si sente un lontano fischio di treno).

Alice - Ecco il treno. Brett.

Maxwell - (guardando il suo orologio) Ts, ts, venti minuti di ritardo.

Alice - (prendendo il braccio di Maxwell) Ti accompagno alla porta, cugino Boy.

Maxwell - (a Howard, parlando mentre se ne va) E se posso darvi dei piccoli particolari di color locale... (Se ne vanno).

Langdon - (alzandosi) Idiota chiacchierone! S, abbiamo dei problemi, ma non saranno mai risolti dal cugino Roy. Ne da mia figlia Alice. Abbiamo bisogno di forza e non siamo forti. Vedo che mi guardate con uno di quegli scettici sguardi da yankee. State pensando che questo vecchio fossile un aristocratico del Sud, o forse preferite la parola Borbone. Bene, lo sono. Pare che la storia sia contro di me. Ma fino a che vivr, combatter per i diritti ed i privilegi dell'uomo superiore.

Alice - (rientrando) Pap, posso offrirti un altro bicchierino ?

Langdon - Perch sei tanto gentile?

Alice - Perch odio discutere con te; odio l'idea di renderti infelice, specialmente oggi.

Langdon - (lamentandosi mentre si siede) E perch continui a chiacchierare di oggi, come una sciocca scolara che pregusti un pic-nic?

Alice - (stando dietro a Langdon) Howard.

Howard - S?

Alice - (con un gesto) Non credi che dovresti...

Howard - (con gli occhi meravigliati) Chi, io?

Alice - Beh, la consuetudine.

Howard - Cos? A met mattina? (Scuotendo la-testa) Oh no, pi tardi.

Alice - Vigliacco!

Langdon - Alice, togliti da dietro la mia sedia.

Alice - S, pap.

Langdon - Intendi sposare questo giovanotto?

Alice - L'idea sarebbe questa, pap.

Langdon - Lo sapevo. Era nei tuoi occhi stamattina. Era nel tuo modo di camminare... Merrick, vieni qui. (Howard ubbidisce) Io non ti conosco. Non so chi siano tuo padre e tua madre. Per quel che ne so io, potresti discendere da una famiglia di ladri di cavalli. Ma pare che di questi tempi queste cose non abbiano pi alcuna importanza. Sposi mia figlia per il suo danaro?

Howard - Non ho nessun pregiudizio contro il denaro!

Langdon - Quei libri che scrivi... te li pagano?

Howard - Quando un personaggio, in uno dei miei romanzi, dice di no , quella sola parola vale due dollari. Ma ditemi, signore, da aristocratico preoccuparsi del denaro1?

Langdon - (con un'occhiata ad Alice) Hai sempre le risposte pronte. (Ad Howard) Politicamente che cosa sei?

Howard - Sono democratico.

Langdon - Bene, bene. Sei mai stato sposato prima?

Howard - S, lo sono stato.

Alice - Howard, non me lo avevi mai detto.

Howard - E, stato molto tempo fa. Me ne ero quasi dimenticato.

Langdon - Divorziato, eh?

Howard - Io avevo ventidue anni e lei era pi giovane di me. Dopo un po' si stancata della mia prosa ed fuggita con un pessimo poeta.

Alice - Mi sembri molto duro, in proposito.

Howard - Tu pure lo saresti se leggessi le sue poesie.

Langdon - Suppongo che porteresti Alice via di qui. Vivreste nel Nord.

Howard - Non necessariamente.

Alice - Probabilmente vivremo sei mesi qui e sei mesi a New York.

Langdon - Sei mai stato in prigione?

Alice - Pap, hai fatto gi abbastanza il grande inquisitore. D qualcosa di carino a Howard. Digli come fortunato ad avermi.

Langdon - (giudizioso) S, credo che lo sia. (Guarda Alice dopo un istante) Bene, la fine dei Langdon. Il nome rester per qualche anno nei libri di storia, e poi lentamente sparir quando li rivedranno. la fine di questa casa, anche. I Langdon ci hanno vissuto per centotr anni. (Prende un grande orologio d'oro a catena dal suo panciotto) Ecco, voglio che tu lo prenda. (Howard prende l'orologio) un orologio con molla a vapore. Non ne avevi mai visto uno, eh? Beh, apparteneva a mio padre, il signore del ritratto. La catena d'oro che vedi l la stessa che hai fra le mani. La catena e l'orologio furono dati a mio padre dallo zio Alexander Stephens, Vice Presidente degli Stati Confederali. Se ne apri la cassa, vedrai un'iscrizione: L'onore innanzi tutto. Per te, naturalmente, simili frasi sono pura retorica, ma per noi, nei vecchi tempi, una parola come onore significava veramente qualcosa. Non ci giudicare troppo duramente, giovane yankee. Non ci giudicare dai nostri cugini Boy o da quei muschiosi vecchioni che siedono al Congresso in questi giorni. Non sono che ombre ciarlatane di quella che fu una nobile tradizione. C'era una volta un Sud che aveva virt e valore. Quando guarderai questo orologio, forse potrai pensare a noi con bont.

Howard - (visibilmente commosso) Grazie, senatore, ma non credo che dovrei accettarlo.

Langdon - Prendilo, prendilo. Non ho un figlio, sicch devo darlo a te.

Alice - (baciando Langdon sulla guancia) Caro pap!

Langdon - Tesoro mio, mi sono comportato bene, in questa occasione?

Alice - Carissimo, il pi grande discorso che tu abbia fatto da anni. Ed un delitto non pubblicarlo nel Congressional Becord .

Langdon - Quando pensate di celebrare il rito?

Alice - Tra due settimane circa. E molto privatamente. Terribilmente in privato. Nemmeno la zia Carrie ed il cugino Ferdinando dovranno esserci.

Langdon - Zia Carrie avr un atroce attacco di cuore. Pensa ancora che dannato yankee sia una sola parola. (Si sente aprire la porta di ingresso ed entra correndo Ginevra).

Ginevra - Brett qui. qui! tornato a casa. Gli ho detto di entrare dalla porta principale. Eccolo. Non meraviglioso? Il tenente Brett Charles. (Bella e suo figlio Brett Charles sono apparsi nell'ingresso. Brett un bel negro di ventisei anni. Veste l'uniforme. I suoi modi sono cortesi, controllati. Sembra maturo per la sua et. Entra nella stanza mentre Bella resta nell'ingresso guardandolo orgogliosamente).

Alice - Ben tornato a casa, tenente Brett. Siamo tutti contenti di vederti.

Brett - Grazie, signorina Alice. (A Langdon) Buon giorno, senatore.

Langdon - Bene, ragazzo, com' andata?

Brett - (sorridendo). In una sola frase, signore?

Ginevra - Non sembra affatto ferito e dice che la sua gamba come nuova.

Bella - (venendo avanti) Sei battaglie e diciassette schegge nella gamba. Ed ancora sano. Il buon Dio non l'ha mai perso di vista.

Brett - cos, mamma. E insieme il Signore ed io abbiamo scavato delle ottime buche.

Alice - Brett, questo il signor Merrick.

Brett - Signore, sono lieto di fare la vostra conoscenza.

Howard - (stendendo la mano) Come state tenente? (Si stringono le mani).

Langdon - (notando la stretta di mano) Brett, il signor Merrick, del Nord. Scrive libri.

Howard - Quattro decorazioni? Dovete averne viste delle belle.

Brett - Mi sono messo questi aggeggi oggi, per mamma. Alcuni dei ragazzi, sul treno, avevano cominciato a prendermi in giro. Dicono che con tutta questa insalata addosso dovrei perlomeno essere condito con salsa francese.

Alice - Ora non metterti a fare il modesto, Brett. Quelle medaglie non sono solo per tua madre.. Sono per tutti noi. Siamo molto orgogliosi di te. Siediti, Brett. (Brett si siede sul divano) Sei pi magro.

Brett - Un po'.

Alice - (sedendoglisi vicino) Anche pi vecchio. Lo vedo bene. Sono solo tre anni, ma sei invecchiato pi di tre anni. Le tue lettere erano meravigliose. Quella famiglia che hai incontrato in Inghilterra... stato molto simpatico da parte loro ospitarti.

Brett - Sono stati molto gentili.

Alice - Se ci avessi mandato il loro indirizzo avrei scritto loro io stessa per ringraziarli.

Bella - Brett, figlio mio, hai ricevuto tutti i pacchetti che la signorina Alice ti mandava!

Brett - - S, mamma. (Ad Alice) I pacchi erano magnifici, signorina Alice. Facevano molto effetto ai miei uomini. Naturalmente essi non capivano come mai avessi una amica bianca che mi mandasse cose del genere.

Ginevra - Era terribile, Brett? In Italia, intendo quando ti trovavi in combattimento? Era proprio tremendo?

Brett - La prima volta in linea, s.

Alice - Pu darsi che Brett non preferisca parlarne, cara. Pu darsi che sia qualcosa che voglia dimenticare al pi presto possibile.

Brett - (guardandola, seriamente) Non mi dispiace parlarne, signorina Alice.

Langdon - Brett..., come ti sei sentito quando hai ucciso un uomo?

Brett - (dopo un istante) Signore, l'unica sensazione che ho ricevuto uccidendo un uomo stata quella di aver salvato la mia vita... ed era vero. Gli unici uomini che io abbia ucciso erano quelli che volevano uccidere me.

Langdon - Hm. Sei un ragazzo intelligente.

Howard - Tenente, posso farvi una domanda? Vi piaceva l'esercito?

Brett - difficile rispondere ad una simile domanda, signore.

Langdon - Avanti ragazzo! Non aver paura di parlare. Non ti trattavano molto bene, vero?

Brett - (con attenzione) molto difficile essere un negro nell'esercito - anche se ufficiale negro. -Eppure nell'esercito potevo vedere tante cose, fare tante cose. L'esercito mi concedeva dei privilegi che non avevo mai avuti prima.

Langdon - Privilegi? Che privilegi?

Ginevra - Questo terribile! Siamo tutti cos solenni! Ma questa una festa. Sembra che non vi rendiate conto che Brett un eroe e che stato accolto da una delegazione.

Brett - (sorridendo) Non potete chiamare una delegazione quattro o cinque persone, signorina Nevvy.

Ginevra - C'era il dottor Hayne, che cur Bella l'altro anno quando stava male; e c'era anche il reverendo Richardson e quel nuovo avvocato di colore - li ho visti tutti dall'automobile.

Brett - Si stanno mettendo d'accordo per offrirmi un pranzo nel cortile della chiesa.

Bella - Volevano portarlo via allora, subito, ma io ho detto di no, che non potevano portarselo via, allora, almeno fino a mezzogiorno. C' un sacco di tempo per mangiare paste con le ciliege e bere vino di sambuco: prima deve venire a casa, ho detto. La signorina Alice ed il senatore stanno aspettando proprio per vederlo (A Brett) Brett, figlio mio, credo che dovrai fare un discorso quando avranno la pancia piena. Paresti bene a pensare a quello che dirai loro.

Ginevra - Mi piacerebbe ascoltare quel discorso. Vi rendete conto che lui il primo, qui in citt, ad essere decorato della croce per servizio speciale?

Langdon - Certo che me ne rendo conto. Smettila di chiacchierare.

Bella - (in fretta) Andiamo, figlio mio. La signorina Alice mi ha aiutata a sistemare la tua vecchia stanza.

Alice - (alzandosi) Vengo anch'io se posso.

Brett - Con permesso, senatore.

Alice - Spero gli piaceranno le nuove scansie per i libri. (Alice esce seguita da Bella, Brett esita).

Langdon - Va, ragazzo. Lascia che ti coccolino.

Ginevra - Brett, sei contento di essere a casa?

Brett - S, signorina Nevvy. Quando ho visto voi e mamma gi alla stazione mi sono sentito molto felice. (Egli esce. Langdon si alza).

Langdon - Merrick, in questa casa, per usare una frase moderna che io detesto, Tutto si pu fare . Facciamo quello che vogliamo. Ma nel Sud, di solito, non s d la mano ad un negro. Finch sei con noi almeno, e te lo dico a titolo di etichetta. (Esce sul terrazzo).

Ginevra - Vecchio antiquato. Io ho notato che hai stretto la mano a Brett e mi sei riuscito simpatico proprio per questo.

Howard - Tuo padre a volte deliziosamente ingenuo. Evidentemente pensa davvero che io non sappia che non s d la mano ad un negro, nel Sud. O pu darsi che non si renda conto che io d la mano a chi mi piace.

Ginevra - E Brett ti piace?

Howard - un raggio di speranza. Con una persona come Brett possibile fare amicizia.

Ginevra - Parli proprio da scrittore. Mi piace molto, ma che significa?

Howard - Solo questo. Non mi piace quando cammino per la strada che un negro si faccia timorosamente da parte per lasciarmi passare. Mi sento a disagio quando un negro si strappa il cappello di testa e sorride ossequioso all'uomo bianco. Vorrei poter dire: Guarda, io non desidero questi atti di deferenza, questi simboli di servilismo. Non colpa mia se sono bianco . (Alzando le spalle) Ma qui non c' modo di spiegarsi, di comunicare! Uno si trova preso nella tradizione. Aiuta sapere che ci sono persone tome Brett. Ecco ci che voglio dire.

Ginevra - Ora mi sembra tutto cos strano e serio! Vederlo in quell'uniforme... Quando eravamo bambini, Brett ed io giuocavamo sempre insieme.

Howard - Era permesso?

Ginevra - Pap non considerava nessuno degli altri bambini bianchi che vivevano qui intorno abbastanza buoni per giuocare con me. Cos Brett era il mio miglior amico.

Howard - Avevo l'impressione che fosse Alice la sua migliore amica.

Ginevra - Te lo ha detto Alice? vero che ogni giorno gli faceva lezione ma allora lei era gi grande. Ha otto anni pi di me.

Howard - Tu quanti anni hai?

Ginevra - Io... dimmi, credi che voglia tradire mia sorella? Se Alice ti ha detto che appena in et per votare, io giurer che la verit e che non ho pi di tredici anni. Vuoi sapere qualche altra cosa a proposito di Brett? Lui mi ha insegnato a pescare: persici, pesci di lago, anguille. Scommetto che tu non sai prendere un'anguilla. E mi ha insegnato a non aver paura dei serpenti. Saprei ancora uccidere un serpente a sonagli se dovessi farlo. A pensarci bene le uniche cose utili che io abbia mai imparate le ho apprese da Brett.

Howard - Perch sei stata l'unica che sia andata gi alla stazione ad incontrare Brett ?

Ginevra - Perch ero l'unica che ne avesse voglia... Giuocavamo al teatro. In una delle stanze sopra la stalla. Io dovevo diventare una grande attrice tragica. Oh, molto pi grande della Bernard! Poi improvvisamente un giorno abbiamo scoperto Shakespeare. Io avevo circa dodici anni e Brett ne aveva quattordici. Quando decidemmo di recitare Desdemona io ebbi un'idea meravigliosa. Finalmente una parte veramente buona per Brett. Lui poteva fare Otello ! Andava a meraviglia. Eravamo cos contenti che ci siamo permessi delle repliche: quattro giorni. Finch un pomeriggio, proprio mentre Brett stava molto realisticamente strozzandomi, chi entrata? Alice! Era furibonda.

Howard - Perch!

Ginevra - Non lo indovini? Alice mi trascin a casa, mi fece sedere e mi raccont fatti della vita. I fatti della vita del Sud. Io piansi e gridai. Ma Alice fu molto ferma. Andava bene finch ero bambina, che avessi simpatia per Brett; Ma ora stavo diventando grande: avevo dodici anni e dovevo smetterla di avere simpatia per Brett: questo fu ci che Alice mi disse. Come pu uno improvvisamente non voler bene a qualcuno che stato il suo miglior amico? Ma dopo, Brett ed io non giocammo pi insieme.

Howard - Nevvy, sarai un'adorabile cognata.

Ginevra - Che? Howard, cosa hai detto?

Howard - Sto facendo le carte. Mi sposo.

Ginevra - Non sposerai mica Alice?

Howard - (sorridendo) Ne sei tanto scandalizzata?

Ginevra - Oh, no. Sono soltanto senza parole. D, non dovremmo stringerci la mano o fare qualcosa? O potresti baciarmi castamente su una guancia.

Howard - Scelgo quest'ultima idea. (Bacia Ginevra sulla guancia, castamente) Beh, parla. Non approvi del tutto?

Ginevra - Penso solo che corri un grande rischio. Quando gli uomini perdono la testa per una donna pi autoritaria di loro... Mio Dio, che dico?

Howard - Vuoi dire che ha intimidito tutti gli altri.

Ginevra - Beh, gli uomini di questa citt facile intimidirli, per dirtela in poche parole sono odiosi. Vedi, Alice si . messa molte idee in testa quando vivevamo a Washington e poi stata in collegio nel Nord. Molte persone qui in giro dicono che il guaio stato questo. Ma Alice se ne infischia di quello che dice la gente.

Howard - La pi ammirevole virt d questo mondo.

Ginevra - Ma Howard, talmente sicura di so stessa! Non che stia cercando di sminuire mia sorella - io le voglio veramente molto bene - ma...

Howard - Suvvia.

Ginevra - No, io parlo troppo.

Howard - Suvvia, Nevvy, fuori tutto!

Ginevra - Beh, soltanto che Alice ama rispettare tutte le convenienze. E viene sempre un momento in cui... beh, se uno non fa come vuole lei non si fa pi nulla. terribile dire ci, vero? Pu darsi che io sia solo invidiosa. Dicono che io sia pi come era mamma: un po' inutile ed inetta. Solo che a volte sono anche impulsiva.

Howard - Non scherzi? (Honey entra e resta sulla soglia).

Honey - Signorina Nevvy.

Ginevra - Che c', Honey?

Honey - Bella mi ha detto di venire a mettere in ordine.

Ginevra - Bene, entra, allora. Non stare li impalata. (Honey entra nella stanza) Miss Alice ancora fuori?

Honey - No, signora. di sopra. salita dalla. scala di servizio.

Ginevra - Howard, io vado su e dille che mi ti ha soffiato proprio sotto il naso. E che se lei non ti sposa, ti sposo io. (S'incammina per uscire, poi si ferma) Ma sai cosa penso? Pu darsi che riuscirai a dominarla. (Sale per le scale. Howard la osserva poi si volta e si accende una sigaretta. Honey gli passa davanti portando un posa cenere).

Howard - (depositando il fiammifero spento nel posa cenere che Honey tiene in mano) Ecco, Honey.

Honey - Grazie, signore.

Howard - (sorridendo) Non c' di che. (Esce da una delle porte-finestre; Brett entra dall'ingresso).

Brett - Cercavo la signorina Alice.

Honey - (con evidente piacere) D, tu sei Brett, non vero?

Brett - (sorridendo) vero.

Honey - Mio Dio, che spalle!

Brett - Immagino che tu sia Honey.

Honey - La cameriera del piano superiore. Solo che non trovano altre cameriere e faccio anche il piano di sotto. Sono la bambina di Cordelia Turner. (Facendosi pi vicina a Brett) Solo che non sono pi tanto bambina.

Brett - S, mi ricordo di Cordelia Turner.

Honey - mia madre. Noi viviamo fuori a Twin Forks, ora. Che fai stasera?

Brett - Credo che andr a letto a dormire.

Honey - Soldato, puoi dormire a qualunque ora. Ho visto la tua stanza. la stanza d'angolo sopra il garage.

Brett - Hai visto la signorina Alice? rientrata.

Honey - (risentita) Che vuoi dalla signorina Alice?

Brett - Ho solo chiesto dov'era.

Honey - Sta su e tu dovrai aspettare che scenda. Non sei poi tanto importante. D, che mi racconti? Sei sempre Joe Ghiaccio? Sono abbastanza carina. Occupati di me.

Brett - Honey, sei una ragazza simpatica: comportati come tale. Sii un po' pi dignitosa.

Honey - Vuoi dire che mi devo comportare altezzosamente come te e fare lo zio Tom con i bianchi?

Brett - (prendendola per il polso) Senti, io non sono lo zio Tom. Non osare ripeterlo.

Honey - Brett, tesoro, mi fai male. (Facendoglisi pi vicino) Ma mi piace.

Bella - (che entrata e attraversa rapidamente la stanza) Esci di qui, raccoglitrice di cotone. Cerchi di darti da fare con mio figlio Brett, vattene.

Honey - Sissignora, sissignora. (Se ne va rapidamente).

Bella - Nossignora, quella ragazza non vale niente. N per s n per gli altri.

Brett - - ancora giovane, mamma.

Bella - Giovane e poco di buono.

Brett - Non conosce di meglio. Twin Forks. Capanne e campi di cotone miserabili e fuori mano, e poco da mangiare.

Bella - (ostinatamente) Si porta Jakson dietro le siepi.

Brett - S, mamma. Non una brava ragazza. Il mondo pieno di ragazze che sono delle buone a nulla. Dopo tre anni nell'esercito non credi che ne abbia viste? (Bella guarda Brett acidamente).

Bella - Brett, figlio mio, rispondi alla mia domanda. Non combinerai dei guai?

Brett - Mamma, cosa intendi dire?

Bella - Sei un bravo ragazzo. Ma ti comporti diversamente. Quella gente bianca non se ne accorta... che ti hanno fatto Brett, ragazzo? Perch agisci tanto cautamente? Sei come una pentola d'acqua che aspetta il bollore.

Brett - (dopo una pausa) Hai sentito la signorina Alice parlare di quella famiglia inglese? Beh, quella famiglia inglese mi trattava molto bene,... ma nella stessa cittadina inglese tre dei miei uomini furono battuti da soldati americani bianchi. Sai perch? Osarono ballare con delle ragazze inglesi.

Bella - Non avresti dovuto permettere che i tuoi uomini andassero a ballare con delle ragazze inglesi.

Brett - Sarei stato picchiato anch'io, se non fossi stato ufficiale.

Bella - (stupita) Tu hai ballato con una ragazza bianca?

Brett - Gli inglesi avevano simpatia per noi, mamma. Noi non critichiamo il loro cibo o le loro vecchie casette, perch qui la maggior parte di noi non ha avuto un gran che. E la domenica siamo contenti di andare in chiesa a cantare nel coro, e di poter dire dopo al pastore che bel sermone ha predicato. Qualcuno ci invita a casa per la cena e noi non abbiamo paura di dimostrare quanto lo apprezziamo. Noi siamo simpatici a loro e cos ci invitano a ballare. Sembra che ad essi non importi che le nostre pelli siano scure... Mamma, le cose stanno cambiando.

Bella - Stai attento, figlio.

Brett - Ti dico che le cose stanno cambiando. Tu hai visto che faccia ha fatto il senatore quando il signor Merrick mi ha dato la mano? Uno dei miei migliori amici nell'esercito era un ufficiale bianco. In un albergo a Napoli, abbiamo dormito nello stesso letto. Piacerebbe al senatore saperlo?

Bella - Non parlare cos. Quando uno pensa cos la terra si spacca in due e resti sull'orlo a guardare gi.

Brett - Pu darsi in gi, pu darsi in su. Pu darsi molto in su, mamma.

Bella - Torna indietro, figlio. Se credi nel buon Dio, torna indietro.

Brett - (scuotendo la testa) troppo tardi, ora.

Bella - Piacciono umili, a Dio.

Brett - No, no, non pi umilt.

Bella - (spaventata) Stt.

Brett - (pi piano) Abbiamo visto un po' di giustizia, mamma. Ed ora faremo s che bianco e nero possano vivere insieme, sempre con giustizia.

Bella - Sei tanto sicuro di te! (Bella sente qualcuno sulle scale, automaticamente cambia tono di voce) E non mangiare troppa torta al pranzo nel cortile della chiesa. Non c' mai stata una festa in un cortile di chiesa che non sia finita con un mal di pancia. ( Ginevra. Entra nella stanza portando una bambola di stoffa).

Ginevra - Brett, te la ricordi?

Brett - (sorridendo) Certo, signorina Nevvy, che la ricordo.

Ginevra - Bella ed io stavamo riordinando una vecchia cassa di cianfrusaglie l'altro giorno e l'ho ritrovata. Bella voleva buttarla via.

Bella - (prendendo la bambola a Ginevra) S, vero, ma la signorina Nevvy disse di no. Disse che dovevamo conservarla per Brett quando tornava a casa. (Ridendo) Bambola buona a nulla... con una faccia ricucita! (Rida la bambola a Ginevra).

Ginevra - Quelli sono i punti di Brett. Credo che non poteva avere pi di sette anni allora. L'ha ricucita lui stesso perch smettessi di piangere. Ti ricordi Brett?

Brett - Certo, miss Nevvy. Lei ruppe la faccia di Sarah sulla staccionata di ferro davanti alla casa.

Ginevra - Sarah Anne. cos. Quello era il suo nome. Sarah Anne.

Brett - Signorina Nevvy, crede che mamma possa venire al pranzo con me?

Ginevra - Certo che vi andrai, Bella. Era implicito. Vatti a preparare.

Bella - Grazie, signorina Nevvy. Ci tengo, molto a sentire quel discorso. (A Brett) Lo hai preparato?

Brett - Un poco.

Bella - Bene, preparane ancora. E bada che quello che dici sia giusto e bello. (Esce).

Ginevra - Brett, quella sciocca vecchia bambola mi ha rammentato tante cose... Eravamo tanto buoni amici.

Brett - S, signorina Nevvy.

Ginevra - Lo dici troppo gentilmente.

Brett - Mi dispiace, signorina Nevvy.

Ginevra - (con un gesto di impazienza) Smettila di fare cos. Non capisci che le cose sono diverse ora? Io sono grande. Tu pure.

Brett - (dopo una pausa) S, signorina Nevvy.

Ginevra - Devi chiamarmi signorina Nevvy anche quando siamo soli? (Brett non risponde) Va bene, Brett, hai ragione. Non vuoi credere che un bianco possa essere tuo amico, eccetto forse Alice. L'errore mio.(S'incammina per andarsene. quasi all'ingresso quando lui parla).

Brett - (versi dell'Otello di Shakespeare) Un momento. Debbo dirvi una o due parole, prima che andiate... (Ginevra si ferma mentre Brett continua, si volta, viene lentamente verso di lui con un sorriso di piacere) Quando nelle vostre lettere, narrerete questi eventi sciagurati, vi prego: parlate di me com'io sono, non attenuate, n aggiungete con malizia. Parlate d'uno che am dissennatamente, ma con tutto il suo cuore... .

Ginevra - Brett, ti ricordi? (Pensa un istante; poi quando cita i versi lo fa con leggera esagerazione) Qui in ginocchio, vi chieggo cosa significa quello che dite. Sento un furore nelle vostre parole, ma non le capisco.

Brett - Vediamo: cosa sei tu? .

Ginevra - La vostra moglie, signore. La vostra moglie fedele .(Bidono entrambi) strano, vero, come queste cose restino impresse nella memoria? (Improvvisamente diviene lady Macbeth, e si strofina la macchia di sangue sulla mano, recitando come potrebbe una bambina precoce) Via maledetta macchia! Via, dico! Ma chi avrebbe mai pensato, che quel vecchio avesse dentro tanto sangue? .

Bkett - (ridendo) Quella era veramente la sua parte migliore. Nevvy, com' che non si sposata? Quando sono partito era fidanzata.

Ginevra - Oh, mio Dio, devi parlare proprio di questo?

Brett - Il signor Wescott era molto innamorato di lei. Tutti in paese lo sapevano. Le mandava i fiori tutti i giorni.

Ginevra - Oh certo ed io andavo a cavalcare con lui tutti giorni, e tutti i giorni a giocare a tennis.

Brett - Deve essere stato disperato.

Ginevra - Certo, Hank si disper in modo perfetto. Per un ragazzo che doveva ereditare una fortuna di dolce ubriachezza, amava abbastanza i liquori forti... Brett, stavo pensando a qualche cosa, stamattina. Quando eravamo ragazzi... quando ci dissero che non dovevamo pi giuocare insieme... come ti sei sentito?

Brett - Beh, non mi piaciuto molto quando mamma mi picchi.

Ginevra - Bella ti picchi? Non lo sapevo.

Brett - Quella fu l'unica volta.

Ginevra - stata molto ingiusta.

Brett - Disse che era per proteggermi. Disse: Devi vivere in un mondo di bianchi . E mi picchi.

Ginevra - Brett, che cos' che fa fare alla gente delle cose cos basse? Anche a persone come Bella... e Alice a volte. La gente, qui gi, la gente dappertutto, io credo, parla della fratellanza degli uomini, ma quando s viene ai fatti, non si comportano affatto come fratelli. (Accigliandosi) Sto dicendo qualche cosa di concreto o sembra che voglia apparire superiore ed elegante? Ma ad ogni modo tu ed io non dovremmo comportarci come estranei. Certo, non possiamo andare a nuotare insieme come se fossimo ancora bambini, ma almeno non dobbiamo arrossire ed essere imbarazzati solo perch... non vero?

Brett - (allontanandosi da lei) S, signorina Nevvy.

Ginevra - proprio di questo che sto parlando.

Brett - Mi dispiace, signorina Nevvy.

Ginevra - (secca) S, certo. Io sono una signora del Sud e tu sei un... Ma perch, perch non possiamo parlare senza queste dannate formalit? Perch? Non voglio credere che sia giusto. Non voglio.

Brett - (sema guardarla) Attenta, Nevvy.

Ginevra - (sprezzante) Ti sembra forse giusto?

Brett - No.

Ginevra - E allora?

Voce di Alice - (dalle scale) Brett! (Ginevra si rivolta. Alice entra).

Alice - Brett. Posso darti una meravigliosa notizia? (A Ginevra) Non glielo hai detto, vero?

Ginevra - No.

Alice - una notizia meravigliosa, Brett. Hai una borsa di studio per l'Universit di Chicago. Potrai studiare e prenderti la laurea. Sembri meravigliato.

Brett - Lo sono. Come mai? Non ho nemmeno fatto la domanda. (Alice va alla scrivania).

Ginevra - Alice ha fatto tutto. Certo devi ancora firmare una carta, o che so io.

Alice - (prendendo una carta da un cassetto della scrivania) Eccola. L'altro ieri ho ricevuto una lettera che diceva che saresti stato accettato non appena avessero ricevuto la domanda formale. (Gli d la carta) Certo il fatto che tu fossi nell'esercito ha agevolato la cosa.

Ginevra - Appena hai scritto dall'ospedale che saresti stato congedato, Alice ha iniziato le pratiche. (Langdon e Howard entrano dalla terrazza).

Langdon - Il sole caldo in un modo infernale. E siamo solo di maggio. Alice, dovresti consigliare al tuo giovanotto di comprarsi degli abiti di lino.

Alice - Pap, Brett sta per firmare la domanda per la borsa di studio.

Langdon - (con un eerto mecenatismo e di buon umore mentre si siede nella sedia) Bene, bene, saremo i testimoni della cerimonia. (A Brett) Immagino tu non veda l'ora di andartene al Nord, vero?

Ginevra - Howard, tu sei scrittore. Offri la penna.

Howard - Devi sapere la verit, Nevvy. Uno scrittore non porta mai una penna.

Alice - (con un sorriso) Bene, Brett...

Brett - (mette gi la carta) Signorina Alice, io non posso firmare.

Alice - Che?...

Brett - Mi dispiace, signorina Alce, ma non voglio la borsa di studio all'Universit di Chicago. (Langdon butta indietro la testa e ride).

Alice - Pap!

Langdon - Figlia mia, l'espressione del tuo viso tale che non la dimenticher mai. (Dopo una pausa, pi piano) Anche con le tue vaste riserve di generosit non ti era passato per la mente che il tuo ragazzo Brett potesse avere dei piani per conto suo. (A Brett) cos, ragazzo? Hai dei progetti?

Brett - (di mala voglia) Sissignore.

Langdon - Ci che la signorina Alice vuol fare per te non abbastanza, eh?

Brett - Non direi questo, signore.

Langdon - Quali sono, ragazzo, questi piani? Quali sono? Vuoi fare una rivoluzione? Suvvia, parla.

Bkett - (lentamente) Nossignore. Non voglio fare una rivoluzione. Voglio solo restare qui nel Sud, ed essere il preside della scuola negra.

Langdon - Sembra abbastanza innocente. Ma vedo dove vuoi arrivare. Lavorarti la gente di colore e renderla insoddisfatta, mettere loro in testa delle idee, creare dei pasticci.

Brett - Nossignore. Nessun pasticcio. Ma dar loro delle idee, spero.

Langdon - (ad Alice) Che ti ho detto? andato in guerra e ritorna con tante teorie strane. Mandami il pranzo su di un vassoio. Io vado a letto! (Esce ma si sente ancora la sua voce) Se ti dicesse la verit probabilmente verresti a sapere che ha dormito con delle bianche. (C' un silenzio imbarazzante).

Alice - Brett, ci molto imbarazzante per tutti noi. Ti chiedo scusa per mio padre.

Brett - Dovevo parlare, signorina Alice.

Alice - Certo. Tu ed io possiamo sempre essere sinceri l'uno con l'altra. Il signor Maxwell era qui stamattina e gli ho detto che in nessun caso saresti diventato preside.

Brett - Vedete, ho scritto al reverendo Richardson.

Alice - S, ora capisco. Ma Brett, qual il modo migliore per aiutare la gente di colore? Non meglio diventare uno scienziato, una persona eccezionale, qualcuno che tutti possiamo indicare con orgoglio?

Brett - Quello uno dei modi, signorina Alice.

Alice - Un tempo pensavi che fosse l'unico modo.

Brett - Ma qui nel Sud che bisogna fare la maggior parte del lavoro.

Howard - Tenente, non posso capire perch, in nome di Dio, un negro debba preferire di restare qui. Perch non se ne vanno tutti al Nord?

Brett - Ma questa la nostra casa! E la gente ama la propria casa, anche se le cose sono difficili. Mia nonna Celia, vive in una capanna con il pavimento di terra. Non sa n leggere, n scrivere, ed ha molto sofferto. Ma questo paese anche suo, e lei lo ama.

Alice - Ma non puoi aiutare tua nonna Celia, facendo...

Brett - Tornando qui, in treno, dopo tre anni, guardavo tutto cos fissamente che gli occhi cominciarono a farmi male. Al primo campo di cotone ho quasi pianto. A volte mi dimenticavo che viaggiavo in un vagone di Jim Crow.

Alice - E questo non dovrai pi sopportarlo. I vagoni di Jim Crow! Puoi andare al Nord. Puoi diventare cos grande e famoso e potrai... Brett, non posso lasciarti fare il piccolo oscuro maestro in una comunit negra.

Brett - Ma questo che voglio fare.

Alice - Ma perch, Brett, perch?

Brett - Sapete quale era il mio lavoro principale nell'esercito? Era di far credere ai miei uomini che stavano combattendo per un mondo migliore, per s stessi, oltre che per voi, signorina Alice. Molti dei miei uomini credevano che fossi matto da legare. Alcuni persino mi odiavano. Mi chiamavano il negro di un uomo bianco. Mi chiamavano comunista... vero che alcuni negri non sono dei buoni soldati. Come potrebbero esserlo? Molti sono analfabeti, molti sono... ma con i mei uomini sono stato fortunato. Quando si venne ai fatti tutti si mostrarono buoni soldati. Perch potei persuaderli che questa guerra era l'occasione migliore per provare...

Alice - S, certo, Brett. Lo so. Lo so. Ma non sei pi nell'esercito.

Brett - Durante tutta questa guerra abbiamo vissuto di promesse. Abbiamo dovuto combattere con fede. Ora le promesse devono essere mantenute anche se bisogna cominciare dal principio. Anche se dobbiamo cominciare ad insegnare l'alfabeto.

Alice - E sar proprio l'alfabeto e due per due; cose che chiunque pu insegnare. Brett, tu sei un uomo di talento. Tu lo devi a te stesso e - bene, sar proprio un'egoista - anche a me..

Brett - Vi devo molto, signorina Alice, ma dovr pagare il mio debito a modo mio. Rester nel Sud, signorina Alice. Se non posso avere la scuola allora raccoglier cotone, se dovr. E insegner di notte.

Ginevra - Io credo che Brett abbia assolutamente ragione. Credo che ognuno dovrebbe fare quello che vuole, invece di fare sempre quello che la gente vuole che faccia.

Alice - Nevvy, questo non ti riguarda.

Ginevra - Ma s, che mi riguarda. Credo che dovresti chiamare il cugino Roy e dirgli che Brett prender il posto senz'altro.

Alice - (dopo una pausa) Che faccio, Howard?

Howard - Chiama il cugino Roy.

Alice - Tu almeno non crederai che Brett abbia ragione? H$

Howard - No, no. Non lo credo. Ma vuoi impedire ad un uomo di fare il lavoro che vuole? (Alice esita un momento, poi va al telefono).

Alice - (al telefono) 347. (Honey appare nello ingresso).

Honey - Lolly dice che il pranzo servito, signorina Alice.

Alice - Grazie, Honey, veniamo subito. (Ai telefono) Parla la signorina Langdon. Posso parlare al signor Maxwell, per piacere? Ciao, cugino Roy... Roy, credo sarebbe meraviglioso che Brett diventasse preside della scuola... (Guardando Brett) S, Roy. Ma solo la gente come te che non cambia mai idea. Va bene, Roy. Va bene, glielo dir. Grazie. Addio. (Riattacca. Si volge a Brett) Il signor Maxwell mi dice di dirti che hai il posto.

Brett - Grazie, signorina Alice.

Alice - Non mi ha parlato dello stipendio.

Brett - di 500 dollari all'anno.

Alice - Oh, beh, dovremo occuparci della cosa.

Brett - (sorridendo) Se vogliamo occuparci di qualcosa il primo passo per una nuova scuola.

Alice - Anche questo. S, hai ragione. Hai ragione. La migliore scuola, maledizione, che tu abbia mai visto. (Bella entra mettendosi un paio di guanti).

Bella - Mio Dio, non mi sono messa questi guanti dacch abbiamo lasciato Washington dieci anni fa. Lolly aspetta per servire il pranzo.

Alice - Andiamo, Howard. Andiamo, Nevvy. (Incominciano ad uscire) Bene, Bella, sar come nei vecchi tempi. Brett rester a casa - proprio qui, con noi. (Si volge a Brett) Spero che resterai con noi, ti vogliamo.

Bella - Il Signore mi ha trattato bene, oggi. Mio figlio tornato sano e salvo e lo terremo a casa sano e salvo. Voi ed io, signorina Alice, avremo cura di lui.

Alice - Divertitevi al pranzo. Tutti e due. Brett, parla loro della nostra nuova scuola. Parla bene. E qualunque cosa prometti cercheremo di ottenerla. (Altee, Ginevra ed Howard escono, Bella raccoglie la bambola di stracci che Ginevra ha lasciato sul divano).

Bella - Vecchia bambola miserella; credo che ora posso buttarla via. Sai come la signorina Nevvy No, no, devo mostrarla a Brett... .

Buett - Mamma... lasciamela tenere. (Prende la bambola a Bella. Essa lo fissa senza capire).

Bella - Che fai? Perch vuoi quella bambola?

Buett - Lei l'ha tenuta per me. Pu darsi ch'io voglia conservarla.

Bella - Ragazzo, che dici?

Beett - Non ho detto niente.

Bella - Perch fai quella faccia? A cosa pensi?

Brett - Un uomo non pu uccidere i propri pensieri! (Essa gli strappa la bambola).

Bella - No! no! non osare! Non osare mai pensare a cose simili. Ascoltami e non te ne dimenticare mai! Nero nero e bianco bianco! (Attraversa rapidamente la stanza e getta la bambola rabbiosamente nel cestino dei rifiuti. Brett la guarda senza fiatare. Essa si volta e con un grande sforzo riprende la calma. Si mette attentamente un guanto) Andiamo, figlio. Ora andiamo in chiesa.

Fine del primo atto

ATTO SECONDO

La stessa scena. Una settimana pi tardi.

(All'alzarsi del sipario il senatore Langdon nella sua sedia. Un cappello di panama sul tavolo accanto a lui. Bella entra con una pillola ed un bicchiere di acqua sopra un vassoio).

Langdon - (alzando gli occhi) Maledetta medicina. Perch dovrei sentir freddo? Fa caldo oggi. E sto sudando. Ma i miei piedi sono come il ghiaccio.

Bella - Forse dovreste sedervi un po' all'aperto, senatore.

Langdon - Mosche, magnolie. Le magnolie adesso cadono e puzzano. (Guarda un piccolo pacchetto graziosamente confezionato sulla tavola da caff) Che quel pacchetto?

Bella - Il signor Boy ha mandato il suo regalo di nozze.

Langdon - Era ora! La cerimonia avr luogo domani.

Bella - (guarda il pacchetto attentamente) Credo che sia un altro di quei cucchiai d'argento che manda sempre a Natale.

Langdon - Non mi sembra un gran matrimonio, vero, Bella? Niente ospiti, niente champagne, niente viaggio di nozze.

Bella - La signorina Alice dice che a causa della guerra non desiderano fare il viaggio di nozze.

Langdon - Prometto di amare, onorare, obbedire e la vita continua esattamente come prima. Eccetto che lui, probabilmente, passer nella sua camera da letto. Non pi splendore, e i bei colori brillanti se ne sono andati tutti. Mi ricordo di quando la signora Sofia ed io ci siamo sposati. Mio padre aveva fatto in modo che avessimo il nostro vagone privato. Rimase l fermo su di un binario laterale finch non fummo pronti per partire. Era pieno di fiori e c'erano tre musicanti. Suonarono le melodie preferite dalla signora Sofia per tutto il viaggio sino a Nuova Orleans.

Bella - cos che bisognerebbe fare le cose.

Langdon - Dicono che vivranno qui per una parte del tempo. Ma se ne andranno a New York e non torneranno mai pi. Presto o tardi anche Nevvy se ne andr. Sei pi vicina a me della mia stessa famiglia, Bella.

Bella - Sissignore, credo sia vero. (Si sente aprire la porta d'ingresso e Ginevra entra. Incomincia a salire le scale).

Langdon - Non dici buona sera, figlia?

Ginevra - (fermandosi, voltandosi ed entrando nella stanza) S, pap. Buona sera.

Langdon - Dove sei stata?

Ginevra - Fuori. (Si accende una sigaretta).

Langdon - E dove sei stata ieri sera?

Ginevra - Ieri sera?

Langdon - Non ti ho sentito rientrare.

Ginevra - Ero fuori.

Langdon - Aiutami ad alzarmi, Bella. Andr in giardino.

Bella - Bene, senatore, potete sedervi vicino all'orologio solare.

Langdon - (mettendosi il panama) O signori, il tempo della vita breve . (Bella lo aiuta ad alzarsi) I giovani non sono solo degli estranei, Bella. Sono maleducati. (Ginevra subito contrita va verso Langdon).

Ginevra - Mi dispiace, pap. Perdonami. (Lo bacia) Io sono maleducata e questa una delle tue brutte giornate, vero?

Langdon - (la fissa, poi sospira) Perch dovresti aprirmi il tuo cuore? Perch dovresti condividere i tuoi segreti con me? (Langdon esce da una portafinestra. Ginevra va al campanello e tira il cordone. Si volta improvvisamente conscia del fatto che Bella la sta fissando impassibile).

Ginevra - Beh, ho detto che mi dispiaceva, no? Bella, perch mi guardi cos male in questi giorni?

Bella - Avete perso un rossetto?

Ginevra - S, vero. proprio quello buono.

Bella - (togliendo un rossetto dalla tasca del vestito) Questo?

Ginevra - S, questo. Grazie, Bella. Dove l'hai trovato?

Bella - Non dovreste essere cos sventata, con le vostre cose. Si mettono in strani posti. (Esce. Ginevra fissa la direzione in cui sparita, soprapensiero. Entra Honey dall'ingresso).

Honet - Sissignora?

Ginevra - Hai visto Brett?

Honet - Nossignora.

Ginevra - Bene, sai se nella sua stanza? (Va al mobile dove ci sono liquori e si versa un bicchierino).

Honet - Il signor superuomo non mi dice quando entra od esce.

Ginevra - (dopo un rapido sguardo) Per piacere va a cercarlo. Digli che vorrei vederlo.

Honet - Sissignora. Ma non aspettatevi che mi dia retta. Ogni giorno si fa pi fantastico e superiore. Se non sono sporcizia, sono lavatura di piatti!

Ginevra - (con improvvisa impazienza) Smettila di parlare cos!

Honet - Sissignora.

Ginevra - (pi quieta) Ora vattene. E trovalo.

Honet - (mentre se ne va) Sissignora. (Howard entra, leggendo un giornale).

Ginevra - Ciao, Howard.

Howard - Ah! L'ho sempre pensato. Una bevitrice solitaria.

Ginevra - (guardando il bicchiere con un sorriso) Non strano quanto uno si senta degenerato quando si versa un bicchierino, tutto da solo?

Howard - Perch sentirti degenerata? Versane uno anche a me.

Ginevra - Prendi questo. Io non bevo mai. Non so perch me lo sono versato.

Howard - Dov' tuo padre? Voglio rallegrarlo con un po' di propaganda medioevale.

Ginevra - Howard, che diavolo stai facendo con La sentinella? Nessuno lo legge mai.

Howard - Oh, ma io s; religiosamente. Ho imparato a conoscere l'intera vostra comunit. Sono bene informato su ci che accaduto alla fattoria dei poveri e che la gamba della vecchia signorina Rowlandson quasi guarita. Le notizie sociali in una piccola citt sono una ricompensa quasi equivalente a un pacco di lettere d'amore. Ma le notizie in poche righe sono un'altra cosa. (Passando il giornale a Ginevra) La seconda qui I nostri veterani negri . (Mentre Ginevra legge il giornale) Non capisco bene il loro punto di vista. Pare che desiderino essere giusti, ma ogni frase una minaccia. Noi amiamo i nostri veterani negri, ed essi certi ci amano, ma solo perch hanno avuto il privilegio di indossare una uniforme, non credano che noi li inviteremo a pranzo e a bere come se fossimo contadini italiani o radicali francesi liberati. Questa l'America, i nostri pregiudizi sono sacri e noi ne siamo orgogliosi.

Ginevra - Idioti! proprio il tipo di scemenza che scrivono sempre. (Butta gi il giornale).

Howard - Ma sono scemenze? Porse una risposta al discorso di Brett. Pu darsi che siano pure preoccupati perch i bambini negri corrono dietro a Brett per la strada come se fosse il pifferaio meraviglioso. (Riprendendo il giornale) Scommetto che tuo padre non crede che siano scemenze. Dove sta?

Ginevra - Fuori, in giardino. Sai, Howard, sar un terribile sforzo per pap doverti dare la sua benedizione, domani.

Howard - Oh, non so. Credo che mi consideri repellente ma molto simpatico.

Ginevra - Sono sicura che si gi pentito di averti dato l'orologio di nonno.

Howard - Pure io. Ho perduto quel maledetto affare e non lo trovo pi. (Brett entra dall'ingresso. Indossa ancora l'uniforme).

Brett - S, signorina Nevvy?

Ginevra - Oh, Brett! (Nervosamente) Non nulla. Non so perch ti ho chiesto di venire. Pu darsi chef ci ripensi pi tardi.

Howard - Pesta, Brett. Stavo andandomene...! (Mentre se ne va, a Ginevra) Speriamo che il senatore non mi chieda l'ora. (Ginevra aspetta che Howard se ne sia andato poi prende la sua borsa e ne toglie una busta).

Ginevra - (sorridendo) Guarda, Brett. L'ho preso. stato meraviglioso. Mi sentivo proprio come una, cospiratrice. (Mentre Brett prende la busta e ne guarda il contenuto) Viaggio di andata e ritorno, cuccetta. inferiore. Ed ecco il resto.

Brett - Grazie, Nevvy. Molte grazie. Non hanno detto nulla?

Ginevra - No, certo. Il bigliettaio credeva che; fosse per me, quel vecchio stupido irascibile... L'hai detto ad Alice? Voglio dire che vai ad Atlanta!!

Brett - Non ancora. Dopo tutto non parto fino? a gioved sera.

Ginevra - Ma non avresti dovuto chiedere il; permesso?

Brett - Permesso?

Ginevra - Non volevo dire questo... volevo dire... bene, pu darsi che non le vada a genio.

Brett - Essa vorr che io vada. Se non si sposasse probabilmente vorrebbe venire anche lei.

Ginevra - (dubbiosa) Bene; quanto tempo staraivia?

Brett - La conferenza durer tre giorni. (A disagio) I Beh, ti ringrazio di avermi preso il biglietto. Grazie, f

Ginevra - Questo l'hai gi detto.

Brett - (di scatto) Ora devo andare. (Si incammina),

Ginevra - Brett! (Lui si ferma) Hai un po' paura per questa faccenda, vero? Temi che non ti lasceranno salire sul pullmann, o che so io?

Brett - Oh, no, non faranno storie. Sono ancora \ in divisa.

Ginevra - (facendoglisi pi vicina) Che succede, Brett?

Brett - Niente.

Ginevra - Ci siamo tanto divertiti, ieri se Ora sei di nuovo turbato ed immusonito. sciocco.!

Brett - Mi dispiace, signorina Nevvy.

Ginevra - Oh, mio Dio, sei proprio preoccupato. Tutte le volte che comincia a saltar fuori quel Signorina Nevvy... Guarda, Brett, so bene che abbiamo! fatto una cosa molto audace e scandalosa ma faceva un caldo del diavolo ed era una bellissima sera, cos siamo andati a passeggiare vicino al fiume. terribile, vero? (Improvvisamente) Non credi sul serio,! che sia stato male?

Brett - No.

Ginevra - Bene. Allora va bene. Volevo perfino chiederti di ritornare stasera, portare dei sandwich j e uscire nella vecchia barca.

Brett - (agitato) No, no, Nevvy, no.

Ginevra - Oh, Brett!

Brett - Non devi fare questo! Non sai quello che fai!

Ginevra - (dopo una pausa) Quella macchina che ci ha passato ieri notte, temi che ci abbiano visto ?

Brett - (drammaticamente) Ci hanno visto! Spero che non ci abbiano riconosciuti.

Ginevra - Staremo pi attenti, molto pi attenti. La macchina andava troppo in fretta. Non possono averci visti. (Impazientemente) assurdo, vero? Quando eravamo bambini giocavamo insieme sul prato di fronte alla casa.

Brett - (con grande calma) Nevvy, devi dimenticare che ti abbia mai chiamato altro che miss Nevvy . Non possiamo neppure essere amici. E questa volta non domandarmi perch.

Ginevra - Va bene. Perch?

Brett - No, no. Non si pu sfuggire a questo solo con l'essere impudenti ed audaci. Cercher di spiegarti. Ieri pomeriggio, alla posta, quando ho chiesto di comprare dei francobolli, il vecchio John Weylin, mi ha minacciato. Mi ero dimenticato di dire: Signor Weylin, per favore, signore . In Italia ero un ufficiale americano. Qui sono un negro. Mi ero dimenticato alcune delle cose che ci significa...

Ginevra - Ma perch deve importarmene del vecchio signor Weylin o dell'Italia, o di qualunque altra cosa"? Non so di che cosa stai parlando.

Brett - Non lo sai? Non vuole proprio entrarti in testa? No, non pu. (Amaramente) Maledizione, Nevvy, abbi degli occhi, abbi del cuore!

Ginevra - (dopo una pausa, piano con tenerezza) Oh, no, Brett.

Brett - Ora pu darsi che la pianterai di parlare di barche a remi e di sandwich!

Ginevra - Non credevo, non capivo.

Brett - Ho fatto proprio quello che si aspettavano da me. Sono tornato e ho messo gli occhi su una donna bianca.

Ginevra - Brett, non so che fare. Non c' niente che io possa dire, vero?

Brett - Ora forse saprai come trattarmi.

Ginevra - Non so... Tu parli come se ti aspettassi di trovarmi spaventata. Come se improvvisamente tu fossi divenuto un estraneo, qualcuno che si deve temere... Bene, io non credo di essere spaventata. Pu darsi che dovrei esserlo, secondo... secondo tutti. Ma non lo sono. Questo non di grande aiuto, vero?

Brett - Lo fai per gentilezza verso di me.

Ginevra - Per piacere, credimi, Brett. Non lo faccio per gentilezza. Non avevo mai pensato ad una tale cosa, prima, ma tu sei la persona pi cara che mi abbia mai detto ti amo .

Brett - Non l'ho detto. Ma te lo dir. Che Dio mi aiuti. Lo dir, e poi non lo dir pi... Nevvy, ti ho amata, per tutto il tempo che mi posso ricordare. Continuer ad amarti per un bel po'.

Ginevra - Brett... Non mi dispiace che tu l'abbia detto. Me ne ricorder sempre. (Dopo una pausa) Guarda, Brett, c' qualcosa che posso fare. Me ne andr via. Quando torni da Atlanta me ne sar gi andata. (Alice appare sulle scale e scende in salotto. Teste un tailleur leggero, molto ben tagliato).

Alice - (allegramente) Dov' l'uomo che sposer?

Ginevra - In giardino, fuori.

Alice - (andando alla finestra) Che fa l fuori?

Ginevra - Sta seccando pap.

Alice - (alla finestra. Chiamando) Howard, vuoi venire qui? (Si volta verso la stanza) So che. porta sfortuna. Lo sposo non dovrebbe mai vedere il vestito prima del matrimonio, ma non posso farci niente. (A Brett) Brett, dammi il tuo parere, sinceramente!

Brett - Stupendo, signorina Alice. Veramente stupendo.

Alice - Grazie, grazie. (Howard entra dal giardino. Alice si volta verso di lui) Beh, Howard, che ne dici?

Howard - (imbarazzato) Cosa?

Alice - Il vestito, idiota! Solo perch non ci sono veli e fiori di arancio...

Howard - Oh, il vestito.

Alice - Ti piace?

Howard - Mi piace molto, mi piace. Voltati, vediamo il dietro. (Alice ja un po' la modella) Mi piace anche la modella.

Alice - Nevvy, devi dire qualche cosa. Devi dire che ti piace o mi si spezzer il cuore.

Ginevra - (dal cuore) bellissimo, Alice. Sei pi bella di quanto ti abbia mai vista. Sei molto felice, vero?

Alice - (baciandola) Felice? Deliro. E tu sarai altrettanto felice un giorno. E probabilmente non dovrai aspettare quanto me. Arriver qualcuno che si innamorer di te e allora...

Ginevra - (tremando) Per piacere, per piacere non dirlo.

Alice - Che ti succede, cara?

Ginevra - Per favore non dirlo, non dirlo! (Con un singhiozzo si volta, passa nell'ingresso e corre rapidamente su per le scale. Alice la ^guarda sparire poi si volge a Howard dubbiosa).

Alice - So che la gente piange ai matrimoni, ma Nevvy comincia con un giorno d'anticipo. (Improvvisamente) Non le accaduto nulla di male, vero?

Brett - (un po' troppo in fretta) Non niente, signorina Alice. solo che la signorina Nevvy mi stava dicendo quanto si sarebbe sentita sola senza di voi. (Consapevolmente, cambiando discorso) Signorina Alice!

Alice - S, Brett.

Brett - Posso parlarvi di una cosa?

Alice - Brett, devo dirti una cosa. Per citare le parole del signor Maxwell la nuova scuola praticamente nelle tue mani. Il consiglio della scuola ha approvato l'idea, il che vuol dire che l'avremo. questo? questo che volevi sapere?

Brett - Certo, questa una buona notizia. Molta della gente di colore, in citt, continuava a dirmi che questo non poteva accadere. Il dottor Lane pensava fosse una follia. Diceva che mai l'avremmo avuta. Bene, l'abbiamo avuta.

Alice - Certo, con le prenotazioni per costruire, passer del tempo...

Brett - Fa lo stesso. Ci sar un po' di burocrazia. Potremo fare una cerimonia e mettere la prima pietra. La gente sapr che ci sar una vera scuola con dei banchi invece che delle panche e pu darsi perfino con dei gabinetti con acqua corrente.

Alice - Certo, con acqua corrente.

Brett - Signorina Alice; c' un'altra cosa. Avete sentito parlare della conferenza ad Atlanta? Ha provocato un certo scalpore in tutto il Sud.

Alice - (senza entusiasmo) Si, lo so. Ho letto un po' di quello che se ne dice.

Brett - gente nera e bianca che s'incontra. Che discute di tutto. Di migliori scuole, di un maggior numero di scuole, dell'abolizione della tassa di voto, di impieghi per i soldati che tornano a casa. Signorina Alice, credo che vorrei andare a quella conferenza.

Alice - (lentamente) Naturalmente io credo in tutte quelle cose, Brett. Tu lo sai. Ma non posso aver fiducia nella gente che va ad una conferenza come quella. Molti di essi sono comunisti.

Brett - Io non sono comunista.

Alice - Certo che no. Ma che penserebbe la gente qui in citt? E intendo specialmente la gente di colore. Perch non affrontare il problema? La met di essi perderebbe la fiducia in te, se tu andassi ad una riunione di bianchi e di neri come quella. (Bella entra dal giardino).

Bella - Signorina Alice, il senatore chiede di voi.

Alice - S, Bella, vado subito.

Bella - Povero vecchio, si sente pieno di dolori, oggi.

Howard - E temo di avergli fatto perdere il buon umore.

Alice - Beh, in tal caso verrai con me, ad aiutarmi a riparare il mal fatto. (A Brett) Mi dispiace, Brett. Sei molto deluso, vero? Ma credimi, ne so pi di te di una cosa di quel genere. Dopo tutto, sei stato via. (Esce con Howard).

Bella - Di che parlava la signorina Alice?

Brett - Di quella conferenza ad Atlanta. Non vuole che io ci vada.

Bella - Ci vai?

Brett - S, ci vado.

Bella - Oseresti disobbedire alla signorina Alice?

Brett - S: questa volta s. (Bella guarda verso le finestre, poi verso l'ingresso. Si avvicina a Brett).

Bella - (in un sussurro veemente) Va bene! Tu va' ad Atlanta! Vai ovunque! Vai al Nord! E non tornare!

Brett - Mamma!

Bella - Non tornare! Vattene da questa citt. (Con grande amarezza) Tu parlavi di aiutare la tua gente! Poi fai questo. Ti ho cresciuto perch fossi un uomo timorato di Dio, libero dal peccato! E la prima volta che ti capita trasgredisci la sacra legge di Dio!

Brett - Mamma, ascoltami! Non ho fatto niente di male!

Bella - Dov'eri ieri sera? Dov'eri?... Non trovi belle parole per questo, vero?... Ho trovato il suo rossetto nella tasca della tua giacca... Eri fuori con una ragazza bianca... Rispondimi: eri fuori con una ragazza bianca.

Brett - Va bene. E se cos fosse? (Bella improvvisamente d uno schiaffo a Brett, Brett resta immobile

Bella - Vuoi essere appeso ad un albero peri il collo? (C' un lungo silenzio) Ragazzo, ti avevo avvertito. Ti avevo avvertito il giorno in cui sei tornato.

Brett - Non accaduto nulla, mamma. Neanche cominciato ad accadere qualcosa. E adesso finito.! finito e passato.

Bella - No. Se sei in questa casa, se sei in questa1 citt, non finito. Credi che non sappia cosa siano! sangue caldo e balordaggine? Tu sei uscito con unii ragazza bianca e questo scritto sul libro di ci che e di ci che non . Sta l perch qualcuno lo! vada a scoprire. E quando questo accadr... (Vermando un singhiozzo) Meglio tu fossi morto in una di quelle buche. (Vinta si gira, esce. Brett lentamente si siede. Non sente Langdon entrare dal giardino).

Langdon - Che fai nella mia sedia? (Brett m alza mentre Alice e Howard seguono Langdon dal giardino) E perch porti ancora quell'uniforme?

Brett - L'esercito mi permette di portarla pei trenta giorni, signore.

Langdon - (di malumore, senza togliersi il cappellino) Beh, io non lo permetto. Toglitela. Se vuoi re-f stare in casa mia. toglitela! (Entra nella stanza dal letto).

Brett - Mi scusate, signorina Alice?

Alice - (subito) Brett, puoi continuare a porta l'uniforme.

Bkett - S, signorina Alice. (Se ne va).

Alice - Avresti dovuto immaginarlo! Mostrare al pap quello stupido editoriale!

Howard - Sai perch era arrabbiato ? Non credevi che l'editoriale fosse abbastanza forte. Era troppo, tollerante. (Si siede sul sof).

Alice - Ma perch lo devi sempre tormentare!

Howard - Perch sono curioso. Tuo padre uni meravigliosa reliquia. Gli voglio bene... Cara, mi dispiace. Pu darsi sia solo il caldo.

Alice - Pu darsi.

Howard - O pu darsi che sia il Sud.

Alice - Che?

Howard - Oh, non lo so. Sopra il fiore molto bello, pieno di grazia e molto delicato. Ma sotto sono le radici e qualche volta le intravvedi, attori tagliate e incrociate come se si soffocassero tra loro, Perch parlo cos? Vieni qui. (L'attira a s sul sof e la bacia).

Alice - Grazie, caro. Stavo per chiederti se volevi un'ultima occasione per tirarti indietro.

Howard - troppo tardi, ora, con tutti qui regali di nozze.

Alice - (prendendo il piccolo pacchetto dal tavolino da caff) E qui temo molto che ce ne sia un altri (Tirando fuori il bigliettino) Beh, non lo aprir. Andr su con gli altri nella stanza che d ad oriente. (Guardando il bigliettino) Il cugino Boy... che caro! 1 senza dubbio uno dei suoi orribili cucchiai.

Howard - E che ne del cavallo?

Alice - Cavallo?

Howard - Il cavallo che ci ha mandato il cugini Ferdinando. Ti ricordi: non poteva stare nella stanza; a mezzogiorno. L'abbiamo dovuto mettere nella stalla.

Alice - Va bene; che c'entra lui?

Howard - Sono stato stamattina a vederlo e mi ha fatto prendere un accidente.(Alice ride. Si apre la porta della camera da letto e appare il senatore Langdon).

Langdon - Non posso dormire. E se dormo adesso non dormir stanotte. Non dormir stanotte comunque.

Alice - Povero pap. Su, vieni a sederti nella tua sedia.

Langdon - Sono stufo di quella sedia. Quanto manca per mangiare?

Howard - (d un'occhiata al suo orologio da polso).

Langdon - (lanciandogli uno strano sguardo) Vedo che preferisci un orologio da polso ad un pesante orologio a catena.

Howard - Oh, signore, non cos. Veramente...

Langdon - Forse perch non porti il panciotto. Le abitudini cambiano.

Howard - Mi vergogno a confessarlo, ma il fatto sta che... insomma non lo trovo pi.

Alice - Oh no, Howard!

Langdon - Intendi dire che l'hai perduto? (Suona il campanello).

Howard - Beh, deve essere nella mia camera, ma non riesco a trovarlo.

Alice - Non puoi essere stato cos disattento.

Langdon - Cerchiamo di non essere cos indelicati con il ragazzo. L'orologio non ha molta importanza. uno stupido ricordo, dopotutto.(A Howard) Non ti addolorare.

Howard - Siete molto gentile, signore. imperdonabile. Ma sono certo che deve essere in camera mia in qualche posto.

Langdon - S, s, in qualche posto.

Alice - Ma non si perdono cose di quel genere. (Roney attraversando l'anticamera va ad aprire la porta. Ora entra Maxwell).

Maxwell - Buona sera, cugina Alice. Signor Merrick. Come va senatore? (Langdon grugnisce) Beh, siamo tutti pronti per il lieto evento? Signor Merrick, lei un uomo fortunato.

Howard - Grazie.

Maxwell - Come dico sempre le corse le vincono i veloci. Per se voi siete stato capace di vincerla, presumo che lo meritiate. (Ad Alice) Spero che tu abbia ricevuto il mio piccolo dono.

Alice - (dopo uno sguardo spaventato verso Howard; con troppo entusiasmo) bellissimo, Roy. proprio quello di cui avevamo bisogno. Stavo proprio dicendo ad Howard che non ne ho mai visto uno pi bello. (Howard prende il pacchetto e nascostamente lo infila sotto un cuscino).

Maxwell - Grazie. Sono sempre stato grato a mia nonna Haskell che morendo mi lasci le sue quattro dozzine di cucchiaini da uovo. Servono meravigliosamente da regalo, io trovo. (Si raschia la gola) Beh, mi dispiace di ombrare, sia pure lievemente, il futuro lieto evento, ma ti devo parlare, cugina Alice.

Alice - Oh, mio Dio.

Maxwell - Sentivo di non poter aspettare. Qualche volta una parola al momento giusto...

Alice - S, cugino Roy. Sentiamo questa parola.

Maxwell - Brett. (C' un silenzio).

Langdon - Certo. A quanto pare una parola che ci giunge da ogni dove.

Alice - Pap, credo che il cugino Roy ed io dovremmo parlare di questo da soli. Ti dispiace se usciamo in giardino?

Langdon - Hai paura che perda la calma? Non temere. Non alzer la voce.

Maxwell - Arriver alle orecchie del senatore, presto o tardi. Tutta la citt ne parla.

Alice - Avanti, Roy.

Maxwell - E non la prima cosa che sia accaduta da che tornato. una triste catena di avvenimenti, a cominciare dal quel discorso che fece. Raccontando ai nostri bravi negri che la segregazione una cosa moralmente ingiusta e che non esister sempre, mi dicono che...

Alice - (di buon umore) Ho gi sentito queste storie, Roy. E so che Brett non si comporta come il tuo reverendo Richardson che si inchina e si strofina sempre. Ma non mi sembra che abbia fatto del male.

Maxwell - Ma non sai che ha fatto ieri pomeriggio, vero?

Alice - No.

Maxwell - quello che sono venuto a raccontarti.

Alice - S?

Maxwell - Beh, andato alla biblioteca pubblica.

Alice - Perch non dovrebbe esservi andato?

Maxwell - entrato proprio dalla porta principale, superbo come Pulcinella. Molta gente lo ha visto.

Howard - davvero tanto scandaloso, ci? E se lo , perch?

Maxwell - Signore, voi non comprendete queste cose. (Rivolto ad Alice) Dicono che abbia camminato fino alla scrivania ed abbia minacciato la signorina Chatham. Dicono che abbia chiesto un libro. La povera signorina Chatham era terrorizzata. Ma con un autocontrollo ammirevole la signorina Chatham gli chiese se aveva un biglietto da parte tua o del senatore. La signorina Chatham sicura che ci fosse una rivoltella nella sua tasca.

Alice - ridicolo.

Maxwell - Questo quello che dicono.

Alice - Brett non ha rivoltella.

Maxwell - Pu aver trovato una Lger.

Howard - (tranquillamente) Chiss perch sempre una Lger?

Maxwell - (freddamente) Una Lger un'arma tedesca molto conosciuta. (Ad Alice) Comunque, dicono che avesse questa Lger in tasca. Dicono che. non avrebbe ottenuto il libro altrimenti. La signorina Chatham tremava tanto che cammin a stento fino alla scansia. Non poteva dire che nella biblioteca non c'era il libro perch egli la seguiva. Glielo ha dovuto dare. Dicono che lei sentisse che ne andava della sua vita.

Alice - Hai parlato tu stesso con la signorina Chatham?

Maxwell - Oh, no! Sta a casa a letto sotto controllo medico. (Alice attraversa la stanza e tira la corda del campanello).

Alice - Roy, ma questo assurdo. La signorina Chatham una donna stupida e neurotica. E tu lo sai.

Maxwell - vero che povera, ma viene da una delle nostre migliori famiglie. E non assurdo. Dicono che la gente avr paura di servirsi della biblioteca.

Howard - (pacatamente) Signor Maxwell, chi questo mitologico dicono ?

Maxwell - Che?

Howard - Iniziate ogni vostra dichiarazione con dicono . Voglio sapere chi dice.

Maxwell - Beh, tutti.

Howard - Potete farmi il nome di qualcuno che si trovava effettivamente nella biblioteca quando questo sarebbe accaduto ?

Maxwell - No, veramente non conosco nessuno...

Howard - Lo immaginavo.

Maxwell - (sdegnato) Dubitate della buona fede delle persone di questa citt!

Howard - S, certamente. Sono tutti bugiardi costoro che dicono . E voi siete uno di loro. (Maxwell impallidisce sdegnosamente. Honey entra).

Alice - Honey, vuoi dire per favore a Brett di venire qui?

Honey - Sissignora. (Se ne va).

Maxwell - Signor Merrick, vi chiedo di farmi le vostre scuse. Credo che mi abbiate dato del bugiardo.

Howard - S, proprio cos. Siete un bugiardo. Avete detto per lo meno una mezza dozzina di bugie negli ultimi cinque minuti. Senza volerlo, forse, ma erano bugie.

Maxwell - (a Langdon) Senatore, permettete questo in casa vostra?

Langdon - (con un gesto stanco) Il signor Merrick non sempre al corrente delle nostre amenit meridionali. Come la maggior parte degli speculatori del Nord che lo hanno preceduto, gli piace di fare il moralista.

Howard - Senatore Langdon, io stesso mi trovavo alla biblioteca ieri pomeriggio. La vostra biblioteca l'unico posto dove riesco a trovare il New York Times . Ero l quando entrato Brett. Ho visto esattamente quello che accaduto.

Alice - Perch non me lo hai detto subito?

Howard - Non c'era ragione di dirtelo, perch non successo niente, assolutamente niente. Non crederai mica a queste fandonie che ha raccontato Roy?

Alice - (lentamente) Brett entrato dall'entrata principale?

Howard - S. Ma stato estremamente gentile con la signorina Chatham. Le ha chiesto con molta cortesia una copia della nuova biografia di Justice Holmes. Pu darsi che la signorina Chatham fosse seccata, ma non mi davvero sembrata agitata.

Alice - L'ha seguita fino agli scaffali?

Howard - L'ha accompagnata fino agli scaffali, il che stato molto premuroso da parte sua perch la signorina Chatham non sarebbe riuscita a prendere il libro senza una scala.

Alice - C'era qualcun altro nella biblioteca, allora!

Howard - Ora che ci penso c'era solo un'altra: persona. Una signora anziana. (Improvvisamente)] Certo! cos che cominciata tutta questa storia.) Appena Brett se ne fu andato questa donna andata j alla scrivania della signorina Chatham, hanno avvicinate le loro teste ed hanno cominciato a sussurrare! e adesso tutta la citt sottosopra e la signorina Chatham ha deciso che ha l'esaurimento nervoso.

Maxwell - (mentre Brett entra) Sei nei guai, I ragazzo. In seri guai.

Alice - Roy, basta cos. (A Brett) Non sei nei guai, Brett.

Maxwell - Se avessi saputo qualche cosa di f ci ieri sera, avrei certamente esitato prima di votare per la vostra dannata scuola.

Alice - Roy, devo pregarti di andartene. Brett f ed io possiamo discutere di questo senza di te.

Maxwell - (offeso) S, davvero, meglio che me ne vada. (Con uno sguardo risentito verso Langdon) Pu darsi che il senatore riesca a dominare i suoi nervi, ma io no.

Langdon - Il nostro congressista in potenza non comprende che non ci si guadagna niente ad esplodere come un fuoco d'artificio. molto meglio tenere la polvere da sparo per una vera esplosione.

Maxwell - (fa per andarsene. Poi si ferma e guardando Howard freddamente) Siete molto sicuro di voi stesso, signor Merrick. Parlate bene, in modo intelligente, ma posso dirvi che accetterei la parola della signorina Chatham contro la vostra in qualsiasi giorno dell'anno. Conoscevo suo nonno. (Se ne va. Alice si volta verso Brett).

Alice - Ci sono delle chiacchiere che girano in citt circa la tua visita alla biblioteca, ieri.

Brett - Intendeva questo, il signor Maxwell quando ha detto guai seri?

Alice - A quanto pare la signorina Chatham si risentita perch sei entrato dalla porta principale.

Brett - Beh, non c' alcuna legge scritta o alcun i regolamento che proibisca alla gente di colore di] entrare da quella porta. Me ne sono accertato prima di farlo. (Langdon gli lancia uno sguardo torvo ma non dice nulla).

Alice - Intendi dire che avevi gi progettato questo?

Brett - Mi sono solo accertato che non vi fosse ; nulla in contrario. .

Alice - Magari tu fossi venuto da me.

Brett - Non voglio essere scortese, signorina Alice, ma credete davvero che dovrei venire da voi quando voglio entrare dall'entrata principale di una j biblioteca pubblica?

Alice - No di certo, ma... Insomma... bisogna andarci piano.

Brett - Quanto piano? Se stiamo fermi, andiamo" indietro.

Alice - Perch dovevi sfogarti cos? Hai sempre avuto i libri da quando avevi dodici anni. Venivi da me e ti davo un biglietto per la signorina Chatham che ti avrebbe dato libri. Era cos semplice!

Brett - Ma non sono un bambino, signorina Alice. Sono il preside di una scuola pubblica.

Alice - Porse hai ragione. Non so. Tutto sommato non me ne importa un fico secco della biblioteca, della signorina Chatham o di quello che pensa la gente. Per so che pericoloso per te e imbarazzante per me. Brett, che tu abbia ragione o no, la prossima Tolta che vuoi un libro dalla biblioteca, solo come piacere personale, vuoi chiedermi un biglietto? (Brett non risponde).

Langdon - Cos va bene, ragazzo. Esita. Nell'esercito hai imparato molte cose, non cos? Hai imparato a prendere decisioni da solo... Non c' niente di male in questo, vero?

Brett - (dopo un istante, cortesemente) No, signore, non credo. (Rivolto ad Alice) Signorina Alice, non posso promettervi di venire da voi ogni volta che devo decidermi per la porta principale o quella di servizio.

Alice - Molto bene, Brett... Puoi andare. (Brett si volta e sta andandosene).

Langdon - Un momento, ragazzo. (Brett si ferma) Manda Honey di qua.

Beett - Sissignore. (Ginevra sta scendendo le scale mentre Brett si volta. I loro occhi si incontrano per un momento, poi Brett esce. Ginevra entra nella stanza e si rende immediatamente conto della tensione provocata da Brett).

Ginevra - Che vi successo?

Alice - (in modo assente) Non niente, Nevvy. (Ad Howard preoccupata) Porse sono pi preoccupata del mio imbarazzo di quanto non lo sia per il pericolo che corre Brett, ma non credo. Prima la cosa pi importante per lui era quella di ottenere i libri e non aveva importanza come li ottenesse.

Langdon - (improvvisamente) Merrick, non credo che tu abbia perduto l'orologio. Credo ti sia stato rubato.

Howard - Che?

Langdon - Credo che lo abbia preso Brett.

Alice - (scandalizzata) Pap!

Howard - Sono certo che l'orologio uscir fuori ed colpa mia se non lo posso trovare.

Langdon - Pu darsi, pu darsi. Ma scommetto che l'ha preso Brett.

Ginevra - (ad Alice sbalordita) Alice, che sta cercando di fare?!

Alice - Zitta, Nevvy.

Ginevra - (a Langdon) Pap, credo che sia disgustoso anche solo dire una cosa del genere. (Entra Honey).

Honey - S, signor senatore.

Langdon - Hai pulito tu la stanza del signor Merrick, ieri?

Honey - S, signore, certamente. L'ho pulita veramente bene.

Langdon - Hai visto un orologio a catena?

Honey - Signor senatore, voi tutti non penserete che io abbia preso un orologio?

Alice - No, Honey. Nessuno ha preso un orologio.

Langdon - Chi altro stato nella stanza del signor Merrick, ieri?

Honey - Dio mio, signor senatore, non lo so. La maggior parte del tempo sto gi. (Con voce acuta) Veramente, signor senatore, non ho preso alcun orologio.

Langdon - Bene, Honey, tutti sappiamo che sei una brava ragazza. Non ti stiamo accusando. Ritorna in te. Non sai di nessun altro che possa essere stato nella stanza del signor Merrick.?

Honey - (esita) Beh, Brett era lass. Ma questo non significa nulla.

Alice - (corrugando la fronte) Honey, questo lo stai inventando.

Honey - Nossignora, non lo sto inventando. Bella ieri ha detto a Brett: Vai lass ad accomodare quella finestra a ghigliottina. Si stacca spesso . E Brett c' andato.

Langdon - Grazie, Honey. tutto. Puoi andare. (Honey comincia ad andarsene ma Langdon la ferma) Honey, non devi parlare di questo a Bella o a Brett.

Honey - Nossignore, non c' pericolo. Il signor superbo ed io non ci parliamo di questi tempi. (Esce).

Langdon - (ad Alice) Hai visto? Che ti avevo detto?

Alice - Pap, questa pura fantasia.

Langdon - Il fatto che non possiate assolutamente credere che egli sia stato capace di fare una cosa simile, era una cosa su cui egli contava.

Ginevra - (ad Alice) Non gli parlare. Non lo ascoltare neppure. (A Langdon disperatamente) Sei insopportabile quando sei cos.

Alice - Sta zitta, Nevvy.

Ginevra - Ma non vedi quello che sta cercando di fare?

Alice - Lo so, Brett innocente.

Langdon - S, innocente come l'inferno. Io ho un istinto per queste cose. Voi non potete capire questo. (Battendosi il petto) Ma io me lo sento. Me lo sento qui.

Alice - Che sciocchezze!

Langdon - Se tu avessi la mia esperienza conosceresti ilvalore dell'istinto. Andr a perquisire la sua stanza.

Alice - (afferrandogli un braccio velocemente) Non osare!

Langdon - Piglia, togli la mano! Vado a perquisire la sua stanza.

Alice - Pap, non puoi.

Langdon - Leva la mano. (Si muove verso l'entrata).

Ginevra - Vai con lui, Alice. Non permetterglielo.

Alice - Questa la cosa pi vergognosa che sia mai accaduta in questa casa. (Segue Langdon).

Ginevra - Maledetti idioti. Anche Alice. Lo ha lasciato fare.

Howard - Che ha? Che gli succede?

Ginevra - (non guardando Howard) Hai mai visto un linciaggio?

Howard - No.

Ginevra - Io s, una volta. Avevo tredici anni. Nessuno sa che l'ho visto. Neppure Alice. Ero al di l del fiume dove andavo per essere sola, nei boschi. V'erano grida disperate e feroci. Poi lividi arrivare e mi nascosi. Ma guardai attraverso le siepi. Potevo vedere tutto. Lui era pesto e sanguinante e gli avevano strappato di dosso tutti i vestiti. Cacciarono su per un albero un ragazzo legato ad una corda. C'era una donna con un bimbo fra le braccia, rideva. E rise pi forte quando il corpo and su nel vuoto. Il corpo fece una terribile danza come quella di una marionetta. Qualcuno lanci una bottiglia vuota di whisky. Gli uomini bestemmiavano tutti come se fossero arrabbiati perch era morto e non lo potevano impiccare di nuovo. Potr dimenticare, forse, quel povero corpo nero; ma non potr mai dimenticare i visi di quella gente.

Howard - Mi piacerebbe sapere qualcosa di quelle facce. Com'erano?

Ginevra - (scuotendo la testa) Non posso descriverle. Ma qualche volta in volti conosciuti vedo un po' quello stesso sguardo. Quello sguardo, beh, di... perversione estatica. A volte ci sono uomini seduti nel porticato del Country Club che parlano di quale grosso problema stiano diventando i negri, e c' un po' di quella espressione nelle loro facce. Ricordo di essere stata una volta con un ragazzo, Henry Westcott - ricco e marcio -. Lui pure parlava cos e aveva un po' quell'espressione. Quando diceva che i negri devono essere tenuti al loro posto aveva uno sguardo di virtuosa concupiscenza. Dovevo sposarlo ma non l'ho fatto.

Howard - Perch hai voluto parlare di questo, Nevvy?

Ginevra - Non lo so. Veramente non lo so, Howard. Ma mio padre aveva quell'espressione sul volto. Quando si perquisisce la stanza di Brett si commette un piccolo, minuscolo linciaggio. un atto di crudelt e lui ne gode.

Howard - Ma perch hai voluto parlare di questo?

Ginevra - Non pu credere veramente che Brett abbia preso l'orologio, o pu darsi che lo creda. Se odi o temi qualcuno abbastanza, allora puoi credere qualsiasi cosa di lui, vero? Ma pap non sa quanto sia forte Brett. Non lo pu schiacciare. Non ha importanza quello che faccia. Non pu schiacciarlo.

Howard - (calmo) Tu ami Brett. (C' un silenzio).

Ginevra - Che?

Howard - Ho detto che lo ami.

Ginevra - Davvero, Howard, non sai quello che dici.

Howard - Ti sei immedesimata con Brett perch odiavi le crudeli facce bianche. E anche perch da bambina Brett stato il primo oggetto naturale del tuo affetto. Tu lo ami.

Ginevra - Howard, mi stai facendo arrabbiare. E sei completamente pazzo, veramente! Non sai quanto sia pericoloso, parlare cos. Non sai che cosa accade ad una donna nel Sud che viene accusata di una cosa simile? Ebbene, viene odiata pi del negro. (Disperatamente) Sono davvero molto arrabbiata.

Howard - (gentilmente) Va bene. Ho torto. Ho completamente torto.

Ginevra - Questa volta credo di aver davvero bisogno di quel bicchiere.

Howard - Ritiro tutto. Ogni parola. (Howard va al cassettone e versa da bere. Ginevra si siede. Howard le porta da bere).

Ginevra - Vedi, quanto mi hai fatto arrabbiare? Mi tremano le mani. (Assaggia la sua bevanda) Eppure... perch dovrei essere offesa? E perch... Quello che intendo dire questo: se davvero mi sentissi cos nei confronti di Brett non credo sinceramente che me ne vergognerei. Cercherei di essere onesta, ; con me stessa, intendo. una persona meravigliosa,! Howard, forte e gentile, non puoi credere quanto. ; (Le voci di Alice e di Langdon in tono di lite si odono ' nell'ingresso).

La voce di Alice - Non parlare cos. La servit...!

La voce di Langdon - chiaro come il naso sulla mia faccia.

La voce di Alice - Pap!

La voce di Langdon - Alice, chiami lo sceriffo o no? (Entrano nella stanza).

Alice - No, di certo.

Langdon - Vedo che ti senti ancora sentimentale. ; Va bene, lo chiamer io. (Va verso il telefono).

Alice - Pap, solo un attimo. Che cosa farai se si ritrova l'orologio ? Che ti dice il tuo istinto in proposito? Non te lo dice il tuo istinto che sembrerai uno stupido? Ricordati che Brett non uncontadino ignorante. un eroe di guerra. Dovresti j perfino fargli le tue scuse.

Langdon - (fissa Alice rabbiosamente) Ti piacerebbe questo, eh? (Dopo un attimo con calma) Come vuoi. Potrei io stesso chiamare lo sceriffo, ma voglio che lo faccia tu. (Si volta ed entra nella sua camera da letto).

Ginevra - Mio Dio, credeva proprio di farcela.

Alice - (dopo un minuto pensoso) Sfortunatamente colpa di Brett, se pap lo sospetta. accaduto qualcosa, a Brett. (A Howard) Hai sentito Brett chiedere se poteva andare ad Atlanta? Beh, si stava comportando in modo un pochino disonesto.!

Ginevra - (ad Alice con prudenza) In che modo t disonesto ?

Alice - Perch aveva gi il biglietto ferroviario. (Mostra la busta netta sua mano) Certo pap ha trascurato il fatto che si tratta di un biglietto di andata e ritorno e che Brett lo ha lasciato apertamente sulla sua scrivania.

Ginevra - Allora perch dici che disonesto!

Alice - Perch Brett ed io ne avevamo parlato. E aveva convenuto di non andare a quella conferenza.

Howard - Mi dispiace, cara, ma non l'ho sentito convenire con te su niente. Gli hai detto che non poteva andare. C' una certa differenza.

Alice - Ma, Howard?

Howard - Sto solo cercando di ristabilire la verit.

Alice - Beh, forse solo questione di interpretazione. Ma perch non mi ha detto che aveva gi un biglietto? E come diavolo ha avuto un biglietto per un pullmann? Che sta cercando di fare!

Howard - La risposta semplice. Immagino che tu l'abbia capito. Sta cercando di battere Jim Crow. E, per Dio, spero che ci riuscir.

Alice - Ma questo non il modo di battere qualcosa. Deve aver fatto qualche cosa di brutto per ottenere questo biglietto.

Howard - Perch?

Alice - Non glielo hanno certo venduto.

Ginevra - (con calma) L'ho comprato io.

Alice - (voltandosi) Che cosa hai fatto?

Ginevra - Ho comprato il biglietto. Brett mi ha dato i soldi ed io sono andata alla stazione a comprare il biglietto.

Alice - Perch lo hai fatto?

Ginevra - Perch me lo ha chiesto.

Alice - (sbalordita) Dimmi, Nevvy. Hai fatto questo sola, senza che nessuno lo sapesse?

Ginevra - E perch no?

Alice - Perch improvvisamente ti interessi tanto a Brett?

Ginevra - (con violenza) Eccoti che ricominci! Come se Brett fosse tua esclusiva propriet!

Alice - Nevvy!

Ginevra - Beh, cos! Dacch eravamo bambini. cos! Gli dici sempre quello che deve fare! Lasciagli fare quello che vuole!

Alice - (corrugando la fronte) Non capisco, non capisco affatto. E se chiedessi a Brett di venire di qui?

Ginevra - (subito) No, Alice, ti prego di non farlo. Non sarebbe giusto.

Alice - Ma mi sembra che ci deve una spiegazione. (Si alza e va verso il campanello).

Howard - Aspetta, Alice. (Alice si ferma) Devo dirti questo. Credo che se fossi Brett chiederei... (Eoward si interrompe bruscamente mentre entra Bella, che porta una lettera su di un vassoio. La sua faccia seria e impassibile).

Bella - per voi, signorina Alice.

Alice - Grazie. (Dandole la busta con il biglietto) Bella, vuoi rimettere questo nella camera di Brett, sulla sua scrivania?

Bella - S, signorina. (Esce).

Howard - Hai l'abitudine di prendere roba dalle camere degli altri? Lo puoi sinceramente giustificare?

Alice - No, no. Non posso. Ma perch Brett non sincero con me? Lo sempre stato. Comincio a sentire di conoscerlo appena. Come se fosse un estraneo. Non riesco a capire perch voglia andare ad Atlanta di nascosto. No, non cercher di trattenerlo. Ma se ci va, sar... (Si ferma; la sua faccia si rabbuia) Mio Dio!

Ginevra - Che c', Alice?

Alice - (guardando la busta) Non firmata e non c' l'indirizzo del mittente.

Ginevra - Che successo? Che dice?

Alice - (con voce tesa leggendo la lettera) Alice Langdon, amante di negri. Tutti ti hanno sopportato perch hai molti soldi. Ma sta attenta. Ieri sera sei stata vista col tuo bel ragazzo negro Brett Charles, che uscivi dal bosco. Sta attenta . Chiunque sia pazzo!

Howard - Ha cercato di contraffare la sua calligrafia! (Guarda Ginevra che impietrita).

Alice - stupido. orribile!

Howard - Evidentemente un pazzo!

Ginevra - (riuscendo a stento a mascherare la sua paura) Che cosa farai Alice?

Howard - (guardando fisso Ginevra con calma) Niente. Alice dimenticher di aver mai ricevuto questa lettera.

Alice - (coti meraviglia) Ma niente affatto! Dobbiamo scoprire chi questo maniaco. Chiamer H cugino Boy.

Ginevra - No! (Alice si ferma, si volta verso di lei con meraviglia. Ginevra continua disperatamente) Per favore non lo fare, Alice!

Alice - Nevvy, ma sei forse impazzita? Credi che possa permettere ad un criminale di minacciarmi cos?

Ginevra - Per favore non chiamare il cugino Boy. (Alice la guarda, poi si volta e va verso il telefono) Per favore, Alice, fallo per Brett. Ha gi avuto tante pene. (Alice giunta al telefono comincia ad alzare il ricevitore) Chiunque sia questa persona, non c' niente che possa fare. Non ha prove! e nessuno lo crederebbe! (Alice si ferma, si volta lentamente e guarda Ginevra mentre una idea mostruosa le si affaccia alla mente).

Alice - Ginevra, dove eri ieri sera? (Ginevra non risponde) Rispondimi!

Ginevra - Ero fuori!

Alice - Dove?

Ginevra - (debolmente) Al cinema. Al cinema.

Alice - S? Che davano al cinema?

Ginevra - Oh, lo sai. C'era Prederich March, in quel film.

Alice - Prederich March c'era la settimana scorsa.

Ginevra - (con rassegnazione) Ah, s?

Alice - Eri fuori con Brett.

Ginevra - S.

Alice - Sei stata fuori con lui altre volte?

Ginevra - No.

Alice - Ma ieri sera qualcuno ti ha visto.

Ginevra - S, stata una sfortuna.

Alice - (con grande amarezza) Dna sfortuna! Ma come accaduto? Ti ha forzata ad andare con lui, vero?

Ginevra - No, non mi ha forzata. Gli ho chiesto io di andare con lui. Siamo andati a fare una passeggiata vicino al fiume.

Alice - Di notte! Soli. Dna passeggiata.

Ginevra - (con calma) S.

Alice - Non crederai, spero, che qualcuno ti creda? Non vorrai che io ti creda?

Ginevra - E perch no?

Alice - Cerchi di proteggerlo.

Ginevra - Certo.

Alice - Perch? Perch dovresti difenderlo?

Ginevka - Perch mi piace.

Alice - (in un sussurro) Nevvy, Nevvy! Non puoi aver desiderato che ti toccasse!

Ginevra - Questo quello che vuoi credere, vero?

Alice - Mio Dio, devi aver cercato di impedirglielo.

Ginevra - Presto dirai qualcosa di peggio. Ratto...

Alice - Nevvy! dimmi che hai cercato di impedirglielo!

Ginevra - Non ho cercato di fermarlo, perch non ha cercato di toccarmi.

Alice - Stai mentendo.

Ginevra - No, sto dicendo la verit.

Alice - Allora perch non me lo hai detto prima? Perch hai cercato di nasconderlo?

Ginevra - S, stato stupido. Perch non c'era niente da nascondere.

Alice - Allora perch hai paura? Ti vergogni?

Ginevra - Non mi vergogno. Sto dicendo la verit! E posso pure dire tutta la verit. (Lentamente, dolorosamente) Capisco adesso che se mi avesse abbracciata, non credo mi sarebbe dispiaciuto affatto. Credo invece che ne sarei stata contenta.

Alice - Mia sorella. Proprio mia sorella.

Ginevra - (molto semplicemente) S, pu darsi che lo ami.

Alice - Smettila! (Va verso una sedia e si siede).

Ginevra - Non ci posso far niente. Pu darsi che lo ami. E non serve a nulla coprirsi la faccia o tapparsi le orecchie. Se la verit bisogna ascoltarla. Perch non dovrei dirlo? Lo amo.

Alice - Magari tu fossi morta!

Ginevra - S, cos si risolverebbe tutto? vero? eccetto il fatto che non voglio morire. Vado via.

Alice - Come posso essere stata cos ingenua?

Ginevra - Non mi ascolti. Ti sto dicendo che vado via. So che una cosa impossibile, e pure Brett lo sa.

Alice - Proprio il primo giorno che ritornato sei andata alla stazione...

Ginevra - Va bene, non mi ascoltare, non credermi. Ma non credo che vorrai chiamare il cugino Roy od altri. Non puoi fare nulla a Brett senza esporre anche me. E questo non lo faresti mai. Dovrai convincerti che questo accaduto e poi dimenticarlo. (Attraversa la stanza e va da Alice. La guarda) Mi dispiace, Alice. (Mette una mano sulla spalla di Alice).

Alice - (tirandosi indietro) No!

Ginevra - (dopo un istante) Va bene, non ti toccher. (Si volta e sale le scale).

Howard - un peccato. Mi dispiace per loro, per tutti e due.

Alice - (guardando su, verso di lui lentamente) Lo dici con tanta calma. Non sai cosa significa questo?

Howard - un pasticcio.

Alice - Allora non sai che significa... Mia sorella.

Howard - Questo l'hai gi detto.

Alice - Non pu essere in uno stato normale. Non pu. Come pu essere accaduto! Certo molto giovane ma le altre ragazze non si comportano cos. Nevvy sempre stata una ragazza normalissima ma sensibile, sai cosa intendo, molto sensibile. L'ho sempre saputo, ho sempre cercato di proteggerla. Mamma morta quando era bambina. Non ha mai avuto una mamma. Pu darsi che io l'abbia lasciata troppo sola; no, non pu essere colpa mia, non pu essere. Hai sentito le cose che ha detto, non erano naturali; completamente anormale! Egli ha usato qualche tremenda persuasione contro di lei. Non credi? Ma s, non pu essere accaduto altrimenti! Deve averla stregata!

Howard - Alice! Smettila!

Alice - S! L'ha stregata!

Howard - Non sai neanche quello che dici!

Alice - (alzandosi e cominciando a misurare la stanza con i passi) Certo. Me ne sarei dovuta accorgere; quel primo giorno non mi sarei dovuta fidare di lui! Come pu aver fatto questo? Era una bambina cos bella! Come ha potuto permettere che lui la toccasse?... S, e lo ha fatto con riflessione, ha fatto tutto con riflessione. La biblioteca, la conferenza ad Atlanta. Tutto! E adesso sappiamo che non si fermato a nulla, farebbe qualsiasi cosa... (Smette di misurare con i passi la stanza; improvvisamente va al telefono e alza il ricevitore) Datemi l'ufficio dello sceriffo Serkin, per favore.

Howard - (facendo un passo verso di lei) Alice ti prego, ti prego...

Alice - Lasciami stare, Howard.

Howard - (avvicinandosi di pi) Non devi fare questo. Non puoi far loro sapere di Nevvy.

Alice - (con grande intensit) Nevvy che sto proteggendo.

Howard - La distruggerai!

Alice - lei che sto salvando! (Parlando al telefono) Lo sceriffo Serkin?

Howard - Alice, ascoltami!

Alice - (al telefono) Parla la signorina Alice Langdon. Voglio che arrestiate una persona. S, arrestiate. Brett Charles. ancora qui in casa. Molto bene. Vi attendo al pi presto. Per furto! (Abbassa il ricevitore e si volta. Howard la guarda attentamente. Attraversa la stanza fino al tavolo, con cura sceglie una sigaretta; ovvio che cerca di calmarsi).

Howard - (con calma) Come tutto facile! Tu devi solo chiamare lo sceriffo! Certo possiamo ignorare il fatto che non ha rubato l'orologio.

Alice - Ma lo ha rubato!

Howard - Pochi minuti fa difendevi Brett in modo, a mio parere, abile e logico. Ora improvvisamente dici che un ladro.

Alice - Tu non capisci queste cose.

Howard - No, infatti.

Alice - Si guastato.

Howard - Che?!

Alice - Farebbe qualsiasi cosa. Rubare un orologio niente. Si guastato.

Howard - Ah, capisco. Come un cavallo puro sangue che si spezza una gamba. Ti senti triste per questo, ma lo devi uccidere. Ma Brett non un: cavallo. un uomo intelligente. Hai investito qualche cosa in lui. Venti anni di pazienza e di bont, per non parlare delle tue convinzioni generose. Non dovresti esitare per un attimo prima di ucciderlo!

Alice - Non dire sciocchezze.

Howard - E tra poco dirai che io sono del Nord.

Alice - Beh, ma sei del Nord.

Howard - Mio Dio! (Con urgenza) Alice, Alice cara, sei una donna intelligente, hai sempre usato il tuo cervello. Devi usarlo ora. Non perdiamo il potere di ragionare. Non compiaciamo il nostro spirito emotivo andando a caccia di streghe!

Alice - Pap aveva ragione. Si era accorto di quel che era avvenuto a Brett.

Howard - E adesso, penso che sarai d'accordo con tutte le folli dichiarazioni di tuo padre.

Alice - (freddamente) Mio padre potr essere vecchio, ma ai suoi tempi era considerato da molti un grand'uomo. E nessuno ha mai dubitato della sua sincerit.

Howard - Come tu stessa dici, ai suoi tempi. Matu vivi ai suoi tempi, o ai tuoi? Qualsiasi cosa mossa essere stato, tuo padre oggi il Sud morente. % decadenza, vecchiezza, tutto ci che corrotto e cattivo. Dapprima credevo che tuo padre fosse innocuo, ma adesso capisco che ha nelle mani una tremenda potenza. Appena ha creduto di poter incolpare Brett si dato da fare. Ha dimenticato di essere malato e che presto dovr morire. E adesso il suo pi grande successo: ti ha completamente conquistata.

Alice - Hai finito? |

Howard - Cristo, no! Potrei continuare per ore. (Alice improvvisamente comincia a piangere. Si volta e sprofonda sul divano).

' Alice - Oh, Howard. Non so perch stia piangendo. Ti amo tanto.

Howard - Sei ancora, malgrado e non ostante tutto, la donna pi bella che io abbia mai conosciuto. Pu darsi sia proprio perch sei cos complicata e piena di contraddizioni. Tieni, soffiati il naso.(Le fossa il fazzoletto).

Alice - Howard, ti voglio fare una domanda.

Howard - Avanti. (Si siede sul sof di fronte a lei).

Alice - Se fossi al mio posto che faresti?

Howard - Per dirti la verit, non lo so.

Alice - Se tu avessi una sorella e questo accadesse a casa tua, che faresti?

Howard - Sono certo di una cosa. Non chiamerei lo sceriffo.

Alice - (con insistenza) Che faresti?

Howard - Cercherei di comportarmi razionalmente. Cercherei di comprendere che questo non un caso di delitto e castigo. Cercherei d usare compassione piuttosto che vendetta, E se avessi fatto lo sbaglio di chiamare lo sceriffo, quando fosse venuto lo avrei mandato via.

Alice - Allora non faresti nulla, proprio nulla?

Howard - Continui a ripetere fare qualche cosa . gi fatto. Nevvy ha preso la sua decisione. Sa che impossibile. Hai sentito quello che ha detto.

Alice - Spero che non vorrai crederle.

Howard - Certo che le credo. Mio Dio, dove hai gli occhi? Non vedi che sta cercando di essere veramente onesta?

Alice - S, davvero'. Perch stata scoperta.

Howard - (guardandola freddamente) Questa una cosa schifosa da dirsi.

Alice - Ma vero! (Si alza).

Howard - Davvero? Sospettavo gi da parecchi giorni che Nevvy e Brett si stessero innamorando. (Si alza).

Alice - E non mi hai detto neppure una parola.

Howard - No.

Alice - Perch?

Howard - Non pensavo che fossero affari miei e tutto sommato non credo neppure che siano affari tuoi.

Alice - Certo che sono affari miei. Sono gli affari d tutti i bianchi. Come credi che si viva quaggi? Come credi che si mantenga l'igiene? Quando accade una cosa del genere la facciamo cessare. E tu chiacchieri tanto di compassione. Sei uno stupido sentimentale!

Howakd - Perch non voglio unirmi al tuo linciaggio privato?

Alice - (amaramente) Linciaggio!

Howard - S, se hai bisogno di un sostegno vai a chiamare quei teppisti che siedono sul lastrico fuori del palazzo di giustizia. Loro ti aiuteranno. Pu darsi pure che impicchino Brett per te. Porse questo ti piacerebbe?

Alice - (si volta tremando) Non ti voglio parlare pi. Per favore va' via. (Howard la fissa, poi la prende con forza per le braccia).

Howard - Alice, Alice cara, c' solo una via d'uscita per noi. Solo una! Quando arriva lo sceriffo, mandalo via! Non dargli Brett! Non posso sopportare l'idea di sposare domani mentre quell'uomo in galera. Manda via lo sceriffo! Cercheremo di aiutare Nevvy. Pu darsi che potremo aiutare pure Brett. Per l'amor di Dio cerchiamo d fare uno sforzo da persone civili.

Alice - (in tono basso) Devo fare quello che so che giusto. (Howard la lascia lentamente).

Howard - Beh, signorina Alice, questa stata una interessante visita di un mese nel romantico Sud. (Howard sale le scale. Entra Langdon. Attraversa la stanza, va alla sua sedia, si siede).

Langdon - (notando la faccia scura di Alice) Beh?

Alice - (con uno sforzo) Viene lo sceriffo.

Langdon - E cos?

Alice - Viene per arrestare Brett.

Langdon - Ah!

Alice - L'ho chiamato io stessa.

Langdon - (con attenzione) Che ne di quella signorina sentimentale che si batteva come un leone per il suo amico nero!

Alice - Per favore, pap, non dire questo. Per favore!

Langdon - Che ne del grande zelante che credeva che il negro non pu peccare? (Alice scoppia in lacrime, si inginocchia davanti al padre).

Alice - (infelicissima) Pap!... Pap!...

Langdon - Che accaduto?

Alice - Non mi sposer domani.

Langdon - Capisco. Lo yankee ti ha abbandonato quando avevi pi bisogno di lui. (Alice si volta, infelice) Beh, non posso dire che mi dispiaccia. Sei mia figlia, Alice e - bench tu non lo ammetterai mai - sei come me. Che Dio ti aiuti. Che cosa ti ha spinta a chiamare lo sceriffo?

Alice - Non ne parliamo.

Langdon - Beh, non importa. Tu rimani qui con me. l'unica cosa che conti. (Toccandole i capelli) Ti ricordi quando eri bambina? Ogni volta che facevo un discorso al senato tu eri l nella galleria. Credevi che fossi il pi grande uomo del mondo. Portavi quei vestitini bianchi. Tua madre te li faceva fare da" Worth a Parigi. Ti ricordi il giorno che ti presentai al presidente Harding? Gli dicesti che lo trovavi molto simpatico come repubblicano. (Alice sorride. Si alza) Rimarrai qui? Rimarrai qui con me?

Alice - S, pap. (Dopo un attimo) Vado su a togliermi questo vestito. (Mentre esce) Non so perch ho scelto questo. Mi sta malissimo. (Langdon aspetta, che Alice sia sparita. Poi si alza e va al cassettone e si versa da bere. Honey entra velocemente. Ha una mano nella tasca del grembiule ed molto spaventata).

Honey - Signor senatore, posso farvi una domanda?

Langdon - Entra, entra Honey.

Honey - (spaventata) Sembra che sia accaduta una cosa molto strana. Sapete che sono una ragazza onesta signor senatore. Mia madre dice che sono la ragazza pi onesta che sia mai vissuta a Twin Forks.

Langdon - Smettila di borbottare, ragazza. Che vuoi?

Honey - Beh... (Tira l'orologio fuori dalla tasca) questo l'orologio (Langdon le lancia una occhiata severa; prende lorologio).

Langdon - Sai perfettamente che l'orologio. Dove l'hai trovato?

Honey - (sfuggendo il suo sguardo) Beh, signore, una cosa molto strana, ma io stavo...

Langdon - (con passione) L'hai trovato nella camera di Brett!

Honey - Oh no, signore! Nossignore! No davvero! Stavo...

Langdon - (prendendole un polso) Dimmi la verit. L'hai trovato nella camera di quel ragazzo negro!

Honey - Per favore, lasciatemi!

Langdon - Dimmi la verit, dimmi, accidenti.

Honey - Senatore, mi fate male.

Langdon - Accidenti, hai ragione! Ti faccio male. Dimmi! Dimmi!

Honey - Sissignore, sissignore. Ve lo dico.

Langdon - Avanti! Avanti!

Honey - S, proprio l, nella camera del signor superbo.

Langdon - (con soddisfazione enorme) Lo sapevo, lo sapevo!

Honey - Ho sempre saputo che non valeva niente. Se ne andava tutto tronfio con le sue medaglie. Rubare un orologio di valore in questo modo!

Langdon - Honey, sei una brava ragazza. (Si cerca in tasca).

Honey - (con ansiet nervosa) Sissignore, cerco sempre di essere buona!

Langdon - Eccoti dieci dollari, Honey! Comprati un vestito nuovo.

Honey - Per me, senatore?

Langdon - Non lo vuoi?

Honey - (con troppa rapidit) Oh, s, signore, s, signore! (Prende i dieci dollari e se li mette in tasca) Grazie, signor senatore! Grazie! (Con timore) Posso andare, adesso ?

Langdon - S, no, aspetta.

Honey - Per favore, lasciatemi andare, signore.

Langdon - Faremo un confronto col mascalzone, ora! Chiama la signorina Alice, chiama Brett!

Honey - (terrorizzata) Oh no, signore.

Langdon - Honey, non hai niente da temere. Voglio solo che di fronte a Brett tu dica la verit.

Honey - Ma signor senatore, non gli sono simpatica! Per aver detto dell'orologio potrebbe uccidermi. (Emette un lamento) Voglio andare a casa!... Voglio andare a casa a Twin Forks!

Langdon - Perch sei cos spaventata?

Honey - Non ho paura! Non ho affatto paura!! (Comincia a piangere).

Langdon - Allora perch piangi?

Honey - Non sto neppure piangendo.

Langdon - Allora che cos'hai?

Honey - Ho detto una bugia! Una brutta bugia!!! Non stato Brett. No, non stato lui! Potrebbe! uccidermi!

Langdon - (rabbiosamente) Piccola idiota nera,! che stai dicendo?

Honey - Per favore mi lasci andare. Vi ho portato l'orologio. Non cos?

Langdon - Ah, capisco. L'hai rubato tu!

Honey - No, no, l'ho trovato, l'ho trovato ieri al pian terreno.

Langdon - L'hai rubato per lui.

Honey - No, davvero. L'orologio caduto in qualche modo gi per il condotto dove si gettano! i panni. Non intendevo tenerlo. Mi pare che la memoria! mi sfugga.

Langdon - Il ragazzo negro te lo ha fatto rubare!!

Honey - No, no!

Langdon - Poi hai avuto paura!

Honey - Nessuno lo ha rubato. L'ho trovato!

Langdon - (con amara piet) Maledetti negri!! Non si sa mai cosa credere... Ma il ragazzo negro andr in galera per questo. Questo lo so! un cattivo! negro!

Honey - Io non sono una cattiva negra! Sul! serio, non lo sono!

Langdon - (fissandola) Senti, non mi importa di te. Ma tu devi tenere la tua bocca nera chiusa, hai capito? Se apri la bocca una sola volta ti troverai in galera, accanto al ragazzo negro. Hai capito!! (Suona il campanello).

Honey - Per favore, lasciatemi andare! Non! aprir mai pi la bocca. Per niente e per nessuno, no signore.

Langdon - Accidenti, hai ragione. Se no la galera, laggi, ti attende. Adesso va ad aprire la porta. (Honey fa per uscire) Aspetta, cerca Brett e digli che voglio che venga qui. Io stesso aprir la porta. (Langdon va ad aprire la porta. Honey lo segue con lo sguardo. Spaventata. Poi se ne va rapidamente).

La voce di Langdon - Avanti, signori! (Entra lo sceriffo Serhin e due sostituti. Serkin un uomo dalle spalle quadre dai lineamenti rozzi con una pistola fermata crudelmente al suo grosso ventre. Ohuck Warrm e Bob Izay sono i due sostituti. Uomini brizzolati chi pure portano pistole).

Serkin - (togliendosi il cappello) Come state, senatore? La signorina Langdon ci ha fatto una telefonatina.

Langdon - Entrate pure, sceriffo. (I tre uomini sono visibilmente ben impressionati dalla della camera).

Serkin - Bel posto, questo, senatore. Che ne dite, ragazzi? (Warren fa un fischio di apprezzamento).

Langdon - Questo un affaraccio, signori. Il ragazzo negro ha rubato un orologio.

Serkin - Di valore?

Langdon - Di gran valore. Potr valere 1000 dollari. (Warren emette un altro fischio) Abbiamo le prove che stato nella stanza dalla quale stato rubato l'orologio. E si preparava a lasciare la citt. Abbiamo trovato il biglietto per il treno che aveva comprato.

Serkin - Penso che tutto sia abbastanza chiaro.

Izay - Quello il negro che si pavoneggiava in uniforme? eh? "Non mi faccio meraviglia. un cattivo negro.

Serkin - Mi aspettavo che combinasse qualcosa! Non ha fatto che consumarsi la bocca parlando agli altri negri. Beh, dov'?

Langdon - L'ho mandato a chiamare. Non sa neppure che lo sospettiamo. Cos lo potete prendere alla sprovvista. Entrer da questa porta fra poco. (I tre uomini si mettono in giro nella stanza in modo da proteggere le uscite. Alice scende le scale ed entra nella camera).

Alice - Sceriffo Serkin?

Sebkin - S, signorina. Sono io.

Langdon - (dopo aver lanciato uno sguardo ad Alice in modo studiato) Sceriffo, voglio che si resti intesi che il ragazzo deve avere un trattamento leale.

Serkin - Oh, s, certo signore.

Langdon - Mia figlia giurer per il mandato d'arresto.

Serkin - (volgendosi ad Alice) Signorina Langdon. Quando vi rester pi comodo. (Sorridendo maliziosamente) Pensate, abbiamo dei negri in galera che stanno aspettando il mandato d'arresto da due mesi. Ma li facciamo mangiar bene ed evitiamo che possano commettere sciocchezze.

Izat - Certo, abbiamo un tizio, laggi, in gabbia. La moglie lo fa arrestare ogni settimana.

Sebkin - l'unico mezzo per fargli passare le sbornie. Noi sappiamo come... (Brett entra nella stanza. Si ferma vedendo lo sceriffo e due sostituti. C' un momento di silenzio) Va bene, ragazzo, vieni con me. (Izay si fa dietro a Brett chiudendogli ogni possibilit di fuggire verso lentrata, mentre Serhin tira fuori dalle tasche un paio di manette) Tira fuori le mani! Tirale fuori, negro! (Fa per andare verso peti).

Langdon - Aspettate un momento, sceriffo. (Langdon si volge a Brett) Mi dispiace, ragazzo. Ci fidavamo di te. Ammetti d aver rubato l'orologio. Se lo ammetti ritireremo l'accusa. (Dopo un minuto) Beh, sceriffo, penso che questo non serva a nulla.

Brett - Signorina Alice! (.Fa parecchi passi verso di lei) Signorina Alice, credete che abbia rubato un orologio? Permetterete loro di far questo? Signorina Alce! (Lo sceriffo va verso Brett con le manette. Brett si volge per fuggire ma Izay lo attende. Brett mene colpito. Prima che possa riprendersi lo sceriffo gli sopra. Brett lotta disperatamente ma con laiuto degli altri due lo sceriffo riesce a scaraventarlo per terra dietro il sof. Tira fuori la pistola).

Alice - (spaventata. Fa parecchi passi verso il sof) No! no! no! (Ma lo sceriffo ha gi colpito la testa di Brett col calcio della pistola. Howard scende le scale di corsa e entra nella stanza. Mentre lo sceriffo sta per colpire una seconda volta, Howard gli agguanta il braccio gi pronto).

Howard - Bastardo! Lo vuoi ammazzare? (Lo sceriffo fa un passo indietro. Ignora Howard, guardando gi verso Brett. Respirando forte rimette la pistola nel fodero).

Serkin - Portatelo via, ragazzi! (Dietro il sof i due sostituti alzano Brett che svenuto e lo portano via. Lo sceriffo prende il cappello e li segue. Howard si volge verso Alice. La faccia di Alice pallida e stanca).

Howard - Sei soddisfatta?

Fine del secondo atto

ATTO TERZO

La stessa scena. Sono le nove della stessa sera. Le luci sono accese. Le porte-finestre sono aperte.

(Quando si alza il sipario, il senatore Langdon si sta preparando una bevanda al buffet. Sembra calmo. Alice entra dall'ingresso portando un vassoio con del cibo. Alice visibilmente preoccupata: cerca d nascondere il suo stato d'animo mostrandosi naturale e spigliata).

Langdon - (allegramente) Mi tieni compagnia per un bicchiere, figlia?

Alice - No. (Mette il vassoio sul tavolino da caff).

Langdon - (alza il bicchiere e fa un brindisi) A mia figlia Alice, bella e saggia, che imparer con gli anni che, come donna, pi piacevole godere i propri privilegi che chiedere diritti per gli altri.

Alice - Faresti meglio a mangiare le uova prima che si raffreddino.

Langdon - Grazie, mia cara. (Posando il bicchiere) Ho da farti una confessione. Mi preparavo a morire, ma ho cambiato idea. Il ghiaccio ha abbandonato le mie ossa. (Alice si volta) Verranno giorni in cui rimpiangerai questo yankee. un cliente allegro... quando parte? (Si siede sul divano).

Alice - Non lo so... Vuoi qualcos'altro?

Langdon - Neanche queste deliziose uova alla coque mi rallegreranno se continui ad essere cos musona. (Prendendo il cucchiaio) Che scusa aveva Lolly per abbandonarci un'ora prima di cena?

Alice - (allontanandosi da lui) Ha detto che aveva mal di testa.

Langdon - Aveva sul serio mal di testa?

Alice - Non credo.

Langdon - Quando ritorna domani, licenziala.

Alice - Dubito che sia necessario.

Langdon - Perch?

Alice - Ha detto qualcos'altro. Ha detto che, dato che le persone in questa casa venivano accusate di furto, non si sentiva pi sicura.

Langdon - Maledetta negra!

Alice - Mangia le uova. (Langdon continua a mangiare) Honey non s trova in nessun posto... penso che anche lei abbia mal di testa.

Langdon - (posando il cucchiaio) Dov' Bella?

Alice - Non l'ho vista.

Langdon - Bella non si merita un figlio cos. Deve essere davvero infelice, povera donna. Suona il campanello. Falla venire, figlia. E meglio che le parli. (Alice va verso il campanello poi si ferma).

Alice - No.

Langdon - Ti assicuro che non piacevole. Ma queste cose vanno affrontate. Bella ci perdoner... col tempo.

Alice - Ne dubito.

Langdon - Bella una donna rara. Ha alcune delle migliori qualit del nostro popolo: fedelt e bont vera. Non ce ne sono molte come lei, oggi. Mi molto devota.

Alice - (dopo un momento, improvvisamente, con passione) Ma perch lo hanno colpito? Lo hanno colpito dopo che era gi caduto. Perch lo hanno fatto?

Langdon - (prendendole la mano) Aborro la violenza. Non ha senso. Ma i negri sono esseri violenti. Se si d loro la pi piccola occasione di farlo usano la violenza contro di noi. Che siano a volte le vittime della violenza forse inevitabile.

Alice - Ma avrebbero potuto ucciderlo!

Langdon - (con uno sguardo penetrante) Stai cambiando idea? Forse vorresti farlo liberare? (Suona il campanello).

Alice - Non ne parliamo. (Alice va alla porta. Langdon si alza. Dal divano prende un sigaro. Lo accende).

La voce di Alice - (nell'entrata) Cugino Boy? Entra.

La voce di Maxwell - (nell'entrata) molto sconvolgente... molto inquietante. (Maxwell entra nella stanza molto agitalo) Ho ricevuto una dozzina di visite nelle ultime due ore.

Langdon - Ma davvero?

Maxwell - Il sindaco Bristow ha ora lasciato casa mia. Dicono che gi nel quartiere negro... Siete perfettamente sicuro che abbia rubato l'orologio?

Langdon - Ma, piccolo idiota!

Maxwell - Chiamatemi idiota, se credete! Ma il sindaco Charles Bristow non lo e neppure le altre dodici persone che mi hanno cercato. Sembra che non vi rendiate conto, senatore, che questo incidente ha smosso un vespaio.

Langdon - Fandonie!

Maxwell - Ma un reduce di guerra! Un eroe. Ha quella croce al merito.

Langdon - Quell'uomo un ladro.

Maxwell - Allora perch lo tengono segregato senza che ci sia un'accusa contro di lui? Che figura credete che far questo fatto su uno di quei fogli scandalistici del Nord? Mi dicono che stato battuto mentre indossava l'uniforme. Ci sono molte persone a cui questo non piace. E sapete cosa vi dico? Io sono una di queste.

Langdon - Non parlavi cos questo pomeriggio.

Maxwell - (sbalordito) Questo pomeriggio?

Langdon - Allora ti battevi come un marsuino arrabbiato perch aveva preso un libro alla biblioteca.

Maxwell - (con veemenza) S certo, ma non suggerivo di arrestarlo e di farlo svenire a furia di botte. (Si volge ad Alice) Cugina Alice, non ti capisco. Hai sempre avuto una comprensione esemplare per i nostri problemi civici.

Alice - Che cosa mi suggerisci di fare, cugino Boy?

Maxwell - Credo veramente che dovresti chiamare il giudice Sweetwell e chiedergli di liberare Brett, immediatamente. (Langdon scoppia in un amaro riso. Maxwell si volta verso di lui indignato) Con tutto il dovuto rispetto non credo che la situazione sia comica.

Langdon - Politicante di bassa lega, commediante, soldo di cacio. Te la fai sotto in continuazione.

Maxwell - Fate bene a parlare, senatore.

Langdon - Parlare un accidenti! Io ho fatto qualche cosa. Ho sorpreso il mascalzone in flagrante e me ne sono disfatto!

Maxwell - Senatore, vivete in questa casa in un comodo isolamento. Non appartenete sul serio a questa comunit come me. Non vi rendete conto di quali venti soffino. (Ad Alice sinceramente) Di certo comprendi quello che intendo. Ci saranno molti soldati negri a tornare. Dobbiamo ricordarci di questo.

Alice - Alcuni di essi saranno cattivi. Si saranno corrotti.

Maxwell - Vedo. Evidentemente sei d'accordo. Il senatore dice che ho paura. Francamente la ho. Noi ci facciamo odiare e loro chiederanno vendetta. Non abbiamo avuto guai, qui, da molto tempo. Il nostro modo di procedere stato buono, oserei dire eccellente. (Traendo un profondo sospiro) Cugina Alice, questo un momento difficile per me. Ti combatter in questo...

Alice - Molto bene, cugino Boy.

Maxwell - Chieder al giudice Sweetwell di rilasciare quel ragazzo. Credo che il giudice comprender la saggezza di ci un po' meglio di voi, (Guarda l'orologio) Sono le nove e trenta. Voglio spingerli a farlo uscire di prigione subito e a metterlo su un treno che parte per il Nord stanotte. Cos sar partito, non torner mai, e nessuno potr considerare questo un fatto di straordinaria importanza. Passer e si dimenticher.

Langdon - Ti presenti come candidato al Congresso. Ti far vedere io se vivo isolato o no. Senza di me non potrai essere eletto neppure acchiappacani.

Maxwell - Dopo oggi non credo davvero di poter essere eletto col vostro aiuto. Buonasera. (Se ne va).

Alice - Forse meglio cos, non so.

Langdon - (guardandola) Sei stanca.

Alice - S, pap. Sono molto stanca.

Langdon - Va' a letto. Dormi.

Alice - Buona notte, pap. (Ma voltandosi per uscire vede che Bella entrata e fissa lei e suo padre con odio).

Bella - (con voce bassa) Non me l'hanno voluto far vedere. Ho aspettato tre ore. (D le chiavi ad Alice) Ecco le mie chiavi. Vi lascio, me ne vado.

Langdon - (con attenzione) Bella, io...

Bella - Me ne vado, avete sentito! e non parlatemi. Non ditemi una sola parola - (Toccandosi il petto) Qui dentro ho l'ira del Signore. (Si volta per andarsene).

Langdon - Bella!... Bella ti ho parlato. (Bella si volta e lo guarda senza emozione) Questa la tua famiglia... Alice ed io. Sei una di noi. (Sorride ingenuamente) Che farei senza di te? Chi si occuperebbe di me?

Bella - (fa un passo verso Langdon) S, vi ho curato. Per molto, molto tempo vi ho curato. Dandovi le medicine, venendo quando mi chiamavate, mettendo a posto il vostro disordine, mentre voi per la maggior parte del tempo vi comportavate come un bambino noioso. S, sono stata buona con voi, sono stata buona quando mi doleva la schiena e la mia anima soffriva.

Langdon - Bella!

Bella - Bella fa questo, Bella fa quello! Ed io l'ho fatto, ogni volta, perch credevo che questo fosse il sentiero che il Signore mi aveva dato da seguire. Ma quando mettete mio figlio in prigione, sentiero o non sentiero, io me ne vado. mio figlio e ci tengo, non a te, vecchio! Se credi che rinneghi mio figlio per restare con te, allora hai la cattiveria di un serpente e l'idiozia di un bove. (Si volta e se ne va).

Langdon - (fissando il suo sigaro mezzo fumato) Perch sto fumando questo coso* Mi fa male. (Lo getta sul vassoio della cena) Ti ricordi quando venne da noi? A quei tempi era una bella, giovane donna di colore... Beh, se ne andata. Ci deve ricordare ancora una volta che c' un golfo enorme che separa le due razze che non potr mai essere colmato. Sembra per molto tempo che una donna come Bella abbia attraversato questo golfo, ma alla prima crisi ci abbandona.

Alice - Chiss se ha veramente preso l'orologio.

Langdon - (sorpreso) Cosa?

Alice - Lo ha preso veramente?

Langdon - (con uno sguardo percettivo) Se non credi che lo abbia fatto, perch hai chiamato lo sceriffo? (Alice non risponde) Sei stata tu a chiamare lo sceriffo, non io. Perch lo hai fatto? Che successo? C' qualcosa che non mi dici. Che cosa mi nascondi?

Alice - (con insistenza) Ha rubato l'orologio, non vero? L'ha rubato. E se necessario lo possiamo provare. L'ha rubato! l'ha rubato. (Alice si interrompe quando Ginevra ed Howard appaiono all'entrata).

Langdon - (con viso arcigno) Ci sono due persone con cui non desidero parlare. Buona notte! (Va nella sua stanza. Ginevra ed Howard entrano senza guardare Alice; quasi come se non essa ci fosse).

Ginevra - Dille dove siamo stati, Howard. Sono certa che si divertir, a sentirlo.

Howard - S, Alice. Per il momento l'hai spuntata tu... Non ce l'hanno neppure fatto vedere. Quello sceriffo formidabile! Volevo pagare la cauzione ma non ne hanno neppure fissata una. Pare che non ci sia stata neppure l'udienza. Ho chiesto che Brett fosse portato davanti ad un magistrato e lo sceriffo mi ha detto: Fratello, c' una cosa che odio pi di un negro. Uno del Nord. Vattene di qui, prima che ti picchi sul naso .

Ginevra - (guardando Alice attentamente) Se non erro sei stata tu ad invitare lo sceriffo a casa nostra, oggi pomeriggio.

Howard - Abbiamo cercato di trovare un avvocato. Siamo stati da tre. Sono stati tutti molto gentili. Erano meravigliati, perfino imbarazzati nell'apprendere che il tenente Charles era stato arrestato e fermato senza una imputazione precisa. Uno di essi ha perfino detto: Sconvolgente, molto sconvolgente ma neppure uno di essi ha accettato la causa. Beh, questa la nostra storia per stasera, ma c' ancora molto che deve venire. Dormo qui, stanotte, se non ti dispiace.

Ginevra - Sei stata molto intelligente, Alice. Non potevi ammettere pubblicamente quale fosse il suo orribile crimine, perci lo hai fatto arrestare per un'altra ragione. Per qualcosa che non poteva assolutamente aver fatto.

Alice - Stanno liberando Brett. Lo mettono sul treno diretto verso il Nord stanotte. Lo staranno portando alla stazione proprio ora, e questa la fine di questa storia. (Alza il vassoio dal tavolino da caff ed esce passando per l'entrata).

Howard - Questo s che elegante. Se non puoi provare la tua tesi o non ti curi di farlo, disfati dell'accusato, mandalo al Nord; mandalo via dalla citt.

Ginevra - (lentamente) Howard, devo vederlo. Che ora ?

Howard - (guardando l'orologio) troppo tardi.

Ginevra - Dobbiamo. Dobbiamo. Pu darsi che la faremo. Devo vederlo. (Va verso l'entrata).

Howard - (prendendole una mano) troppo tardi. Non potremo mai arrivare al treno in tempo. (Ginevra esita. Decide che ha ragione).

Ginevra - (a bassa voce) Va bene. Andr domani. Lo trover.

Howard - Calma, Nevvy.

Ginevra - S lo trover, dovessi impiegarci degli anni.

Howard - (dopo un attimo) Come farai a sapere dove si trova? Andrai di casa in casa suonando campanelli? O arrancherai nell'alta neve?

Ginevra - Accidenti, smettila di fare lo scrittore. Brett ha parecchi buoni amici al Nord. So chi sono. Prender l'agenda degli indirizzi dalla stanza di Brett e scoprir dove vivono. Andr a trovarli. Uno di essi dovr sapere per forza dove sta. Se non riuscissi cos, beh, trover un'altra via.

Howard - (con uno sguardo di meraviglia) Dici sul serio?... S, lo troverai. E poi?

Ginevra - Beh... (Esita).

Howard - Non ci pensi a quello che accadrebbe allora, vero? (Ginevra non risponde) Lo sposeresti?

Ginevra - Se quello che vuole, s.

Howard - Nevvy, cara.

Ginevra - So che sarebbe difficile.

Howard - Se credi che la parola difficile esprima le sofferenze che dovresti sopportare, allora ti muovi in un mondo di sogno.

Ginevra - Devo farlo.

Howard - Perch?

Ginevra - Credi che stia per dire semplicemente perch lo amo . Ma molto pi di questo. Ha perso tutto, gli abbiamo tolto tutto: la fiducia in noi e la nostra amicizia. Siamo tutti colpevoli.

Howard - (lentamente) Vuoi espiare tu, tutti i peccati della razza bianca? Da te sola?

Ginevra - Voglio andare da lui, voglio dirgli: Mi dispiace per tutti questi torti che ti sono stati fatti. Io respingo quelle persone e le loro crudelt. Sono con te . Capisci, Howard? (Molto calma) Comunque non credo che desidero restare in questa casa anche solo un altro giorno. Prender il rapido di mezzanotte a Junction City. Mi ci porti in macchina? Ho appena il tempo di far le valige e di vestirmi. (Sale. Molto preoccupato Howard fissa il tappeto. Honey appare all'entrata. subito evidente che ha paura di entrare nella stanza. Ha timore ed distratta).

Honey - (in un sussurro) Signor Merrick. (Howard si volta) Signor Merrick, avete visto il senatore?

Howard - Entra, Honey.

Honey - (entrando quasi di sghembo) Devo vedere il senatore, anche se andato a letto. Devo proprio vederlo.

Howard - Hai pianto, Honey.

Honey - Porse potrei bussare alla porta del senatore? Credete che possa farlo?

Howard - Sarebbe meglio che aspettassi sino al mattino.

Honey - (un lamento) Ma gli devo restituire i suoi sporchi dieci dollari. (Scoppiando) Soldi di Giuda, ecco quello che sono. Denari di Giuda! Quando ho sentito quello che dicevano gi al quartiere negro mi sono sentita morire di vergogna. (Con passione) Non volevo essere come Giuda. Mi ha presa per il braccio e mi ha costretta a dirlo!

Howard - Perch il senatore Langdon ti ha dato dieci dollari?

Honey - (tirando la mano fuori dalla tasca e mostrandogli la banconota) Non li voglio, signor Merrick. Se spendessi quei soldi qualche cosa di terribile accadrebbe sicuramente.

Howard - Honey, rispondimi. Perch ti ha dato quel denaro?

Honey - Ho trovato l'orologio. E cos; l'ho trovato.

Howard - (lentamente) Hai trovato l'orologio?

Honey - Gliel'ho portato. E la prima cosa che succede sapete qual ? Arriva lo sceriffo e porta via Brett. (CU porge i soldi) Ecco, prendeteli voi; dateli voi al signor senatore. Io me ne vado, non voglio pi rivedere quel vecchio. Ritorno da mia madre. Lei mi prender con s. Per favore, signor Merrick, prendete voi questi sporchi soldi e lasciatemi andare via.

Howard - (prendendo la banconota) Va bene, Honey. Glieli dar io.

Honey - Grazie, signor Merrick. (Indietreggia) Non sono una cattiva ragazza, signor Merrick. Penso che sia come dicono tutti. Non sono molto svelta. (Howard la guarda mentre se ne va. Poi guarda la banconota che ha in mano, la piega studiatamente, ma prima di metterla in tasca il suo sguardo cade sul ritratto del generale Langdon sopra il buffet).

Howard - (sardonicamente) Posso sbagliarmi, signore, ma mi pare che abbiate arrossito. (Mette la banconota in tasca e sale le scale. Per un momento il palcoscenico vuoto. Poi appare Preti, ad una delle porte-finestre. La 'sua testa fasciata rozzamente. La sua uniforme macchiata e strappata e gli manca un bottone. Il suo viso teso. Respira forte. D uno sguardo alla stanza, poi entra e va verso lentrata. Sente un rumore e subito indietreggia verso la finestra. Alice entra, va verso un lume, lo spegne. I suoi occhi cadono sulle chiavi di Bella che mette in un cassetto. Va verso un altro lume, lo spegne. Mentre sta per spegnere un'altra luce che avrebbe fatto piombare nella oscurit la stanza, si sente un lontano fischio di treno molto fioco e distante. Alice si ferma. Lo ascolta. Corruga la fronte. Quel suono non confortante come dovrebbe).

Brett - (rientrando nella stanza) No, signorina Alice, non sono su quel treno. (Alice si alza di scatto, si volta a fissare Brett senza poter parlare mentre lui si allontana dalla finestra) S, mi hanno messo su quel treno, mi hanno portato perfino al mio posto. Mi hanno detto che se avessi mostrato ancora la mia brutta faccia in questa citt mi avrebbero impiccato. Ma hanno fatto un errore. Se ne sono andati prima che il treno uscisse dalla stazione.

Alice - Che vuoi?

Brett - (con grande autocontrollo) Che successo, signorina Alice? Non possiamo parlare, non pi mia amica?

Alice - Perch sei tornato qui?

Brett - Sembra che abbiate paura. Perch! Non c' bisogno che abbiate paura di me. Devo farvi una domanda. C' qualcosa che devo sapere. Vi siete davvero potuta convincere che sono un ladro! Ditemelo. Devo saperlo. Non importava cosa avessi fatto; ma perch non mi avete fatto parlare, perch non mi avete permesso di difendermi? Era cos grande il mio crimine che non potevate concedermi un'udienza?

Alice - (con voce rauca) Vattene di qui.

Brett - Perch lo avete fatto? Perch? Perch!

Alice - (ad alta voce, istericamente) Vattene di qui.

Brett - (dopo un momento) solo questo che voglio sapere. Agli esseri umani viene concesso di difendersi, di spiegare, di usare parole. Ma non a un negro. Agli esseri umani si permette di avere dei sentimenti. Ma non a un negro. (Con un singhiozzo) Dannazione, Alice Langdon, sarei morto piuttosto che fare del male o recare sofferenza a Nevvy. Accidenti, mi sarei tagliato questo braccio piuttosto che toccarla. (Alice attraversa rapidamente la stanza e alza il ricevitore del telefono).

Alice - (al telefono) Signorina, datemi...

Brett - Cos questa la vostra risposta. Chiamare lo sceriffo. Farmi impiccare. (Strappa il filo del telefono) Va bene, la vostra vita contro la mia. Ammazzale o essere ammazzato. Questo mi 'hanno insegnato. Quando so che qualcuno mi nemico posso ucciderlo. (Alice d uno schiaffo a Brett. Brett la afferra per le braccia. La tiene immobile. Essa attende paralizzata) No, non ti devo uccidere. Non vale la pena di ucciderti. Continua a vivere, e trema di paura ogni volta che vedi una faccia nera. (Entra Betta. Lascia cadere il fagotto che porta. Attraversa rapidamente la stanza).

Bella - Brett! Brett, figlio! (Con forza erculea tira le mani di Brett via da Alice. Alice cade sul tavolino del caff, sul punto di svenire. Bella tiene ancora Brett) Vai nella mia camera! Resta l! Non uscire.

Brett - Guardala! Faccia bianca!

Bella - Vai nella mia stanza, mi senti? (Brett va. Bella va al buffet, versa un bicchiere d'acqua e toma al divano) Ecco, bevete quest'acqua.

Alice - Sto bene, Bella... Star bene. Puoi andare, a Honey. Desi

Bella - Che cosa vi aspettavate? Occhio per occhio, dente per dente. C' perfino nella Bibbia. Mi dispiace per voi, s, mi dispiace, giovane signora bianca nella vostra grande casa. Voi camminate su di un sentiero che sta in alto. un sentiero di superbia.

Alice - Ti prego, Bella.

Bella - Niente umilt, niente dolce bont. Va bene, continuate a vivere cos. Invecchiate pure cos. Giudicando sempre, finch il vostro cuore sar come una roccia e non vi rester nulla se non la sua onnipotente virt. (Si volta per andarsene).

Alice - Bella! (Bella si ferma. Alice continua in tono basso) Bella, non sai quello che ha fatto.

Bella - Quello che lui ha fatto e quello che Nevvy ha fatto, o quello che non hanno fatto.

Alice - (debolmente) Ma Bella, non era giusto.

Bella - S, e Iddio ha designato voi per scagliare la prima pietra

Alice - Ma se non era giusto! Sai che non lo era. Sai che non possiamo permettere che tali cose accadano.

Bella - Chi non pu permettere? Accadono. Voi grandi e possenti esseri bianchi lasciate che accadano ogni giorno.

Alice - Che?

Bella - Almeno loro due sono puri nel cuore. Ma questa terra piena di male vero, ne vede in continuazione. Chiedetelo a una qualsiasi donna nera, giovane e graziosa. Lei vi dir qualcosa su quei gentiluomini bianchi come gigli.

Alice - Ma non la stessa cosa.

Bella - Ah no? Il mio corpo di donna forse meno sacro del vostro? No, noi non siamo degne di chiedere un posto tra la gente eletta, ma siamo degne di dividere il letto dell'uomo bianco. E quando lo facciamo Dio ci punisce come meglio crede, ma nessuno chiama lo sceriffo.

Alice - (dopo un momento) Bella, perch l'ho fatto? Chi mi ha fatto fare una simile cosa?

Bella - Beh, pu darsi che cos impariate. Tutti dobbiamo accettare i dolori che ci causiamo; ce ne sono a sufficienza senza procurare dolori pure agli altri. (Howard scende le scale, entra nella stanza, vede Alice, esita un momento poi va direttamente da lei).

Howard - Alice, sai benissimo in fondo al cuore che Brett non ha preso l'orologio! Vuoi convincertene ? Sei disposta a scoprire la verit su te stessa, o preferisci ancora abbracciare la bugia inventata da tuo padre? (Alice non risponde).

Bella - Mister Merrick, se potete farlo, vorrei che le provaste la verit. Ha bisogno che le si provino le cose. (Howard va alla porta della stanza da letto e la spalanca con violenza).

Howard - Senatore, volete venire di qua, per favore? (Langdon entra rabbiosamente).

Langdon - Alice, vuoi essere cos gentile da informare il nostro ospite che in questa casa nessuno spalanca la porta della mia stanza nel mezzo della notte?

Howakd - Senatore, ho un messaggio per voi da parte di Honey. Vuole restituirvi dieci dollari

Langdon - (irrigidendosi) Che?

Howard - Eccovi i dieci dollari che avete dato a Honey. Desidera restituirli.

Langdon - (guardando Howard negli occhi) Non so di che diavolo stiate parlando.

Howakd - Senatore! Dove avete nascosto l'orologio?

Langdon - Soffrite di qualche strana allucinazione.

Howard - So che avete l'orologio. Se siete saggio me lo restituirete. (Langdon continua a guardare Howard con calma) Molto bene. Allora dovr perquisire la vostra stanza? Rovistare fra le vostre cose? Guardare sotto il vostro materasso? Poi dovr perquisire anche voi, cercare nelle vostre tasche.

Langdon - S, davvero, credo che lo fareste. La, vostra volgarit non mi sorprende. Molto bene. Ecco. (Tira fuori l'orologio) Eccolo. Prendetelo se volete.

Alice - (facendo un passo avanti) Pap!

Langdon - S. Credi forse che mi dispiaccia? No. Lo avrei lasciato marcire in galera. Se avessi potuto, lo avrei fatto impiccare.

Howard - E tu, Alice, lo avresti lasciato marcire in galera?

Langdon - In un tale conflitto tutti i mezzi sono giustificati.

Howard - vero questo?

Langdon - L'orologio niente, la minaccia alla nostra sicurezza tutto.

Howard - Tuo padre ha ragione. L'orologio niente. Se non ci fosse stato l'orologio avreste usato un altro espediente. E lo avreste giustificato. (Con slancio, disperatamente) Quello che hai fatto a Brett abbastanza grave, quello che stai facendo a te stessa anche peggio. Pensaci Alice, per l'amor di Dio, pensaci! duro, lo so. Il pregiudizio ha radici profonde, tanto profonde che ci vorr ogni grammo della tua forza per scavarlo e affrontarlo con lealt... Ti prego, Alice, pensaci!

Alice - (dopo un momento, lentamente con un grande sforzo) Brett tornato. qui in casa.

Langdon - (venendo avanti tremante) Cosa dici? tornato?!

Alice - (si volge a Bella) Bella, credi di poter convincere Brett a venire qui?

Langdon - Tienilo lontano da qui!

Alice - Non ha nulla da temere, Bella. Vuoi dirgli di venire?

Bella - Mio figlio far quello che gli dico. (Esce. Langdon le lancia una occhiata di fuoco).

Langdon - Ascolta le mie parole, figlia. Fa la tua scelta prima che sia troppo tardi. Ritorneranno dall'Europa queste orde nere, cariche di ribellione e pronte a volgere i loro fucili su di noi, i loro padroni.

Alice - Calmati, pap. Calmati.

Langdon - (in tono acuto) Ti avviso. Il vento sta crescendo!

Alice - Smettila, pap!

Langdon - Ti dico che la tempesta si addensa.

Alice - (con disperata intensit) S, la tempesta gi iniziata. una piccola tempesta in famiglia e non c' niente che si possa fare. Niente sulla faccia della terra. Si tratta di tua figlia.

Langdon - Cosa?

Alice - S, Nevvy. Nevvy e Brett. (Langdon fissa Alice fulminato).

Langdon - (con un rauco sussurro) No, no. una menzogna. (Scuotendo la testa) No, non mentiresti in un caso simile. Nessuno dice bugie in queste occasioni. Gran Dio onnipotente! (Va lentamente nella sua stanza).

Alice - Che cosa dir a Brett? Che cosa gli dir?

Howard - Non lo so.

Alice - Per favore aiutami, Howard, per favore.

Howard - Dio solo sa che non posso trovarti una risposta adatta solo perch sono del Nord. S, signore, s, colonnello, su nel Nord amiamo anche noi i nostri negri e riusciamo a maltrattarli quanto... Perch non dici quello che pensi, quello che senti?

Alice - Ma non sono sicura di quello che penso. Sono confusa.

Howard - Nel passato sei sempre stata molto sicura di te. Digli che sei confusa.

Alice - Non basta.

Howard - Ma qualcosa, la superiorit bianca non ammette mai la confusione. (Entra Brett) Almeno serve per cominciare... ... (Vede Brett) Brett, entra.

Brett - (ad Alice) Mia madre mi ha detto di venire qui. Mi da detto che devo ascoltarti.

Alice - (dopo un minuto) Credo che qualsiasi cosa che io possa dire ora non abbia molta importanza. Non sono neanche sicura di poterla dire bene.

Brett - Dite quello che dovete dire, signorina Alice.

Alice - (con attenzione, quasi dolorosamente) C' una differenza fra di noi. La tua pelle scura, la mia bianca. Nel mondo in cui viviamo oggi si cerca di far s che questo sia motivo di discriminazione. sbagliato, basso, ma cos. Ho cercato di chiamarti mio pari, ero buona con te, ma capisco adesso che sempre nel mio cuore ti ho sentito diverso. (Brett volge la testa via da Alice) No, questo sbagliato. Cercher di dirtelo onestamente. Nel mio cuore ti sentivo inferiore. Ho nascosto questo sentimento con atti nobili, ho fatto finta di essere giusta e giudiziosa. Riuscivo perfino a meravigliarmi della mia grande buona volont. (Pausa) Beh, con un colpo hai distrutto la mia bella soddisfazione. Qualsiasi comprensione avessi, l'ho persa in un momento. Non mi sono fermata a pensare che eri intelligente e sincero. Come una qualsiasi sventata sono arrivata a conclusioni mie. Ho invocato la legge dei bianchi... Non voglio essere cos, Brett. Non voglio odio sulla mia coscienza. Voglio essere libera anch'io, libera dalla paura e dalla colpa. (Un'altra pausa) Che posso fare, Brett?

Brett - Niente, lasciatemi andar via. Lasciate che la mia vita sia mia. Questo mi basta. (Comincia ad andarsene).

Howard - Tenente, un momento. (Brett si ferma) Perch non le date una possibilit?

Brett - (prorompendo) Una possibilit? E che cosa dovrei chiederle? Uno chque di diecimila dollari? Un biglietto di scuse scritto che dica a chiunque interessi saperlo che non sono un ladro? No, non ho pi bisogno di favori.

Alice - Hai ragione. I favori non sono sufficienti. Ti ho chiesto cosa posso fare perch non ne sono certa.

Brett - (freddamente) Non ne sarete mai certa. Ovunque c' una persona come voi c' sempre uno sceriffo.

Alice - Brett, resta in questa citt.

Brett - Per farmi impiccare la prossima volta.

Alice - Dammi un'occasione per mostrarti...! Se resti qui dir a chiunque vorr ascoltarlo che il ladro era mio padre. Voglio esserti accanto. La tua scuola, il fatto che dovevi essere preside... Io e te possiamo ancora lottare per questo. Che ne dici, Brett!

Brett - (a bassa voce) No... No...

Alice - Non mi credi?

Brett - S, credo che cerchereste di fare qualcosa, Ma non serve a nulla. Siamo dalle parti opposte, d'un alto muro.

Alice - Quando sei tornato dall'Europa eri pronta a scalare quel muro. Eri pronto ad abbatterlo.

Brett - Ero ingenuo. I miei uomini avevano, ragione. I miei ragazzi in Italia. Sapevano che quando si va al nocciolo della questione bianco contro nero, e che il nero ci rimette, sempre. Non s'ingannavano per aver ricevuto una buona educazione o. perch avevano un amico bianco generoso. Avevano la soddisfazione di odiare, odiare tutti i bianchi.

Howard - Stai insinuando che Alice odia tutti negri.

Brett - (spontaneamente) S.

Howard - E se non volesse?

Brett - Allora pu imparare. C' quel muro* lo so, l'ho imparato. Anche quando stata buona, con noi stato un insulto. Ora lo so, lo capisco. Non lo capivo prima. La odio, signorina Alice. Odio, tutti i bianchi. (C' un silenzio).

Howard - (con attenzione) un compito duro, che ti sei proposto, quello di odiare tutti i bianchi,.

Brett - Non lo trovo tanto difficile.

Howard - Quella famiglia in Inghilterra, quella famiglia che ti ha ospitato. Ripensandoci, odi pure loro?

Brett - S.

Howard - Quei contadini italiani che ti consideravano il loro salvatore, che ti fecero sedere al. loro tavolo e divisero con te una bottiglia di vino, odi anche loro?

Brett - - S, sono ingenui, ma impareranno. Impareranno che io sono inferiore . Ci sono abbastanza, americani bianchi ad insegnarglielo.

Howard - (giudiziosamente) S, probabilmente vero. (Improvvisamente) Brett... e Nevvy? Nevvy bianca. (Brett evita di guardare Howard) Odi anche Nevvy. (Brett volta le spalle ad Howard, la sua faccia, contratta; non pu rispondere) Suvvia dimmi! dimmi che odi Nevvy! Finch c' un bianco sulla terra in cui hai fede non ci puoi chiamare tutti ingiusti e vili. C' una...

Brett - (furiosamente) Maledetto! Taci! (Un altro silenzio).

Alice - Per favore, Brett. pi di te, di me, di Nevvy. Se la brava gente - qualunque sia il colore della sua pelle - non pu vivere e lavorare insieme: allora non c' sicurezza al mondo, non c' pace, Brett (dopo un minuto) Allora non c' pace. (Ginevra scende le scale portando, una valigia. La posa, nell'entrata ed entra nella stanza. Senza vedere Brett. va verso Alice).

Ginevra - Alice, io... (Voltandosi stupefatta) Brett...! Brett...! (Va da lui) Non mi hanno neppure, detto che eri tornato. Che ti hanno fatto? Ti hanno fatto ancora pi male? Oh! Brett caro.

Brett - Sto bene, Nevvy.

Ginevra - (con voce tremula) Non strano? Stavo andando a cercarti. Dovunque fossi andato andavo a cercarti. Ed ora sei qui. (Dandosi uno sguardo intorno) Brett, dobbiamo andarcene. Non puoi rimanere qui. Neanche un istante. Non sicuro. Andremo al Nord. Io avr cura di te. Faremo in qualche modo.

Brett - (torturato) No. No. Non sai quello che dici.

Ginevra - Ma lo so benissimo. Sto dicendo Mi vuoi sposare? . (Brett la fissa colpito) S, Brett. Mi Tuoi sposare?

Brett - Faresti quello che io non ti chiederei mai di fare: vorresti essere mia moglie?

Ginevra - S. (Brett guarda oltre Ginevra ad Alice. Ginevra si volta lentamente. Alice divenuta pallida, rigida) S, Alice, lo sposer. Non c' molto che tu possa dire, vero? Tu hai detto la tua parte. E non stato molto bello. Vedo che hai paura, sei terrorizzata. Non c' bisogno che tu lo sia.

Alice - Non colpa mia. Non posso sentirmi diversamente. (Tocca Ginevra) Nevvy, cara.

Ginevra - S, Alice.

Alice - Questo un errore, un tragico errore. Per quasi ogni ragione al mondo... (Si interrompe. Poi dopo un momento con risoluzione) Sta a te e Brett decidere. S, e qualsiasi cosa decidiate cercher con tutte le mie forze di esservi amica.

Ginevra - Alice! (Ginevra si volge a Brett che si accasciato su una sedia ed ha appoggiato la testa alle sue mani tremanti. Ginevra gli si inginocchia accanto) Brett, che ? Brett, guardami. (Brett lentamente si scopre il viso, la guarda) Per favore, Brett.

Brett - Questo pomeriggio n io n te pensavamo a sposarci. Non ci mai neppure balenato in mente. Non era giusto allora, e non giusto neanche ora. (Scuotendo la testa) No, Nevvy, no. Dovremmo tagliarci fuori. Diverremmo un'isola. Non potremmo mai vivere nel mondo cos com'. Un'isola di perfezione e di fedelt, ma solo in sogno. Finch un giorno ti sceglieresti e scopriresti che nessun uomo e nessuna donna possono crearsi un mondo staccato. Non ci sono isole. Non c' via d'uscita.

Ginevra - Ma non hai bisogno di me, Brett?

Brett - Ti ho amata tutta la mia vita, ma non sono tornato dall'Europa per sposarti. (Brett le prende una mano) Tu vuoi che il mondo sia diverso - non un mondo molto bello - e vuoi che sia diverso. Pure io. Ma il matrimonio non il modo per ottenere questo.

Ginevra - C' un modo? C' un modo, davvero?

Brett - Non lo so. Non lo so pi. (Ginevra ritira la mano).

Ginevra - Che farai, Brett?

Brett - Non so neanche questo.

Ginevra - (si alza lentamente, si guarda intorno) Beh, qualsiasi cosa accada non credo che potrei pi rimanere qui. Dopo tutto sapevamo che era impossibile. Lo sapevamo prima, nevvero? Comunque, forse dovrei essere felice di andarmene da questa vecchia citt. Forse dovrei imparare a fare qualche cosa o trovare un impiego, come le altre ragazze. Mio Dio, non devo passare la vita a fare nulla... Addio, Brett. Sono contenta che tu mi abbia amata. Ne sar sempre contenta. (Si volge ad Howard) Howard, sono pronta; se non ti spiace, accompagnami in macchina.

Howard - Certo.

Ginevra - (va da Alice) Beh, Alice.

Alice - (con un abbraccio) Non ti dir addio. Quando ci incontreremo di nuovo, noi...

Ginevra - Andr tutto bene allora, vero? Possiamo pregustarne il piacere, no?

Alice - (annuendo) S, Nevvy. Spero che un giorno sarai felice. (Ginevra si volta a guardare Brett, esita, poi esce).

Howard - L'accompagno in macchina. (Giunge fino all'entrata. Alza la valigia di Ginevra, parla gravemente) Alice, mi piacerebbe continuare il mio soggiorno nel Sud.

Alice - (sorridendo) Guida con attenzione. Spicciati, ma guida con attenzione, te ne prego.

Howard - Va bene, allora. (Esce. Alice si volta a Brett).

Alice - Pu darsi che quel muro non sia poi tanto alto. (Brett invece di rispondere alea l'orologio dal tavolo dove Alice lo ha lasciato).

Brett - questo l'orologio? (Alice non risponde) veramente un bell'orologio, vero? (Apre la cassa, legge l'iscrizione) Onore soprattutto . (Guarda Alice, le passa l'orologio).

Alice - Dillo, Brett. Dillo se ti far sentire meglio.

Brett - No, non mi far sentire meglio. (La porta si apre. Langdon entra venendo dalla camera da letto. Porta il cappello. Si ferma improvvisamente vedendo Brett, poi si rivolge ad Alice).

Langdon - Disturbo? Credete che sia stato sconfitto? non lo sono. Per alcune brevi ore ho riposto grandi speranze in te, figlia mia. Ma sei perduta, perduta. Fortunatamente ci sono altri che vedono il pericolo. Ci sono uomini in questo stesso villaggio. Sono armati e attendono il giorno. Non il cugino Roy ed i suoi colleghi. Ma altri che sono pronti a combattere e ad uccidere. Hanno i loro arsenali, le loro rivoltelle. Ho gi dato loro del denaro. Gliene dar ancora. Vado a raggiungere i miei alleati.

Alice - Pap! (Langdon si ferma. Si volta verso di lei con speranza).

Langdon - Vuoi ricrederti?

Alice - No.

Langdon - Allora perch mi hai chiamato?

Alice - Hai dimenticato l'orologio. (Gli passa l'orologio. Langdon lo prende ed esce senza rispondere).

Brett - Alice? (Alice si volta) Siamo dalla stessa parte?

Alice - S, Brett. S. S. (Gli stringe la mano).

FINE

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