Prostata

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La fin d’ogne cavajo bon

                               MUNTIGNOSO,   tra el 2004   e el 2005

La fin d’ogne cavajo, pur bon                                       

ajè la caretta.                                                           Quande el diaolo un’ le vò più

La fin de le puttane                                                    Le donne, asse danne a Dio

ajè la piletta.                                                               

                                     Racconto vissuto al BI-PI                                           

 Al capita che a  volte nei bar tra igghj’amici a se parla del più e del meno. Un saprebbe dì, come e perché ma, a un certo punto  ne la discussion a sé và a finì de parlà, dei problemi de la prostata,  le disfunsion ch’al porta coj-e’ndà de i’gghj-anni  e via discorendo.

A’mme ven in mente de contà la mè, an’cumincio a contalla:- Per lavoro a volte a vaco anche a Lucca. Una matina, ch’aero lì, intorno a le ondice, a’mme succeda daè un bisogno a-entro in una bottega, a pigghjo un café e a chiedo se per curtisia a posso usà el bagno,  gnente da fa , igghjè rotto.  i’mme dice el fanto ch’isserva dreto al banco. Altro bar solita zolfa: guasto. Un altro un troa la chiava e cugì via. A’mme parea de scoppià.

Dopo tre quattro café, a   proo a cambià, a beo un bittere, ma  gnanche cugì un c’era verso de podè piscià.

A’un ce la feo più. A’vve sirà capitato qualche volta no?  a’ncuminciao a stringe le gambe,  aera anche peggio,  un dolore, quegghj strizzon ch’ itte pigghjen drento che solo ch’ilà proati ippo capì. Girato un muro a’mmacosto, a’mme sbottono e a proo a  liberamme, un faccio in tempo a fa un filo d’acqua, ch’amme s’avvicina un vigile ch’imme ferma nell’azion e i’mme dice che i’mme de fà la multa perchè “stavo evaquando “ , (  i’ssirebbene : atti osceni in luogo pubblico)

Me a cerco de fagghje  ‘ntende che unn’evaquao ma che a voleo solo pisciare. Lei a ditto pisciare,   bene,  altra multa per uso de parolacce.

Po’ i cuntinua fin’a’ dimme che igghjarebbe chiamato i carrabigneri e i’mmarebbe portato in caserma. Un ce la feo più gnanche a parlà.  Ho pagato la multa e a’mme son pisciato addosso. Un ce la feo proprio più a tinilla  e, un po’ perché un-na tinio  più  e, un po’ per la paura, tutto un lago nei calzon,  ne le scarpe, nei calzerotti,  aero dientato come un sudicion dei più leti.  A’mmero libirato de sopre, sotto aero torso  come un pirin,  scì  pirin,  però, pien de piscio.

Revinuto a cà ao chiamato Elasti el dottore, a’sson ‘ndato in ambulatorio e a’mme son fatto fa un cirtificato. con su scritto :-

 “ Liano è un mio paziente affetto da prostatrice cronica e deve pisciare dove vuole per non incorrere in inconvenienti di salute. si prega ogni autorità di consentire la menzione in ogni luogo sia Italiano che altrove,  in fede io dottore ecc. ecc.- “

Me a-l’aeo buttata giù come una burla ma doppo dò giorni el dottore i’mme chiama al talefono  e i’ mme dice:- ma tu me vò dì che tu conta in giro, igghjennne già vinuti in do a cercamme un cirtificato  come el to, per podè pisciare onde’gghje pare,     o Liano,  tu sen pien de segate,  a’sse-sà,  ma almeno,  se-a’tta-reven  in  mente  qualcò,  mandili   dal tò dottore.

O te !!!  un’maeene proprio preso sul serio    !!!    ( che ganzata, che attore) ***

******   Lino Liano BALDI  Muntignusin d’urigine contrullata *****

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