Pulcinella si risveglia

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Collana Artetremila Commedia

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Artetremila un marchio registrato.

Note :

Ogni eventuale riferimento a nomi di persona, luoghi, avvenimenti, fatti storici, siano essi realmente esistiti o esistenti, da considerarsi puramente casuale.

PULCINELLA SI RISVEGLIA

Di Giulio Buonanno

Propriet letteraria riservata.

Artetremila Edizioni

Copyright 2011 Associazione Artetremila

Responsabile della pubblicazione Buonanno Giulio

Libro pubblicato a cura dellautore

Foto di copertina: Dellautore.

Stampato in Italia da melostampo.it

Tipografia Zanzibar Soc. Coop. p.a. ONLUS Ancona

I diritti di riproduzione e traduzione sono riservati. Nessuna parte di questo libro pu essere utilizzata, riprodotta o diffusa con qualsiasi mezzo senza autorizzazione scritta dellautore.


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Giulio Buonanno

PULCINELLA SI RISVEGLIA

Commedia : Atto unico

Artetremila Edizioni

www.artetremila.it

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Pulcinella : Burattino

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Prefazione

La maschera di Pulcinella come la conosciamo oggi, stata inventata ufficialmente a Napoli dall'attore Silvio Fiorillo nella seconda met del Cinquecento. Le origini di Pulcinella sono per molto pi antiche. Le ipotesi sono varie: c' chi lo fa discendere da Pulcinello un piccolo pulcino perch ha il naso adunco; c' chi sostiene che un contadino di Acerra, Puccio d'Aniello, nel '600 si un come buffone ad una compagnia di girovaghi di passaggio nel suo paese. Altri ancora, come Margarete Bieber vanno ancora pi indietro nel tempo fino al IV secolo a.C. e sostengono che Pulcinella discende da Maccus, personaggio delle Atellane romane. Maccus rappresentava una tipologia di servo dal naso lungo e dalla faccia bitorzoluta, con ventre prominente, che indossava una camicia larga e bianca. Per il nome PulcinellaSilvio Fiorillo si ispir al nome del contadino di Acerra rreso famoso da un presunto ritratto di Annibale Carracci; viso scurito dal sole di campagna ed il naso lungo, che diede vita al personaggio teatrale di Pulcinella. Pulcinella ha incarnato e continua ad incarnare il tipo napoletano, ancora oggi all'estero, il personaggio che, cosciente dei problemi in cui si trova, riesce sempre ad uscirne con un sorriso, prendendosi gioco dei potenti pubblicamente, svelando tutti i retroscena.

Altri autori attribuiscono l'origine del nome all'ermafroditismo intrinseco del personaggio, ovvero un diminutivo femminilizzato di pollo-pulcino, animale tipicamente non riproduttivo, del quale in un certo senso imita la voce. In tale accezione Pulcinella si riconferma come figura di tramite uomo-donna, stupido-furbo, citt-campagna, demone-santo salvatore, saggio-sciocco un dualismo che sotto molti aspetti configura la definizione pagano-cristiana della cultura popolare napoletana.

Pulcinella come personaggio del teatro della commedia dell'arte nasce ufficialmente con una commedia del comico Silvio Fiorillo: La Lucilla costantecon le ridicole disfide e prodezze di Policinella, scritta nel 1609 ma pubblicatasoltanto nel 1632 dopo la morte dell'autore.

Silvio Fiorillo, che gi era famoso con il personaggio di Capitan Matamoros, con Pulcinella, probabilmente, risuscita un personaggio gi presente nella tradizione del teatro napoletano. Calcese eredita la maschera da Fiorillo. In altri testi Michelangelo Fracanzani ad ereditare la maschera da Calcese.


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Polichinelle francese con doppia gobba

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Il nome di Pulcinella cambiato nel corso degli anni, anticamente era Policinella, come si vede dal titolo della commedia di Fiorillo, o Pollicinella. Partito da Napoli in compagnia di altri personaggi come Coviello, Pascariello e una lunga fila di capitani vanagloriosi come Matamoros e Rodomonte che parlavano una lingua franca a met tra il napoletano e lo spagnolo, Pulcinella con Silvio Fiorillo approd nelle grandi compagnie comiche del nord e divenne l'antagonista di Arlecchino, il servo sciocco, credulone e sempre affamato di quella fame atavica dei poveri diavoli.

Anche nell'aspetto Pulcinella cambiato nel corso dei secoli, la sua maschera

stata chiara o scura a seconda dei periodi, il pittore veneziano Giandomenico Tiepolo lo dipinge in ambedue i modi, ma siamo gi nel XVIII secolo. Nel 1621 nella raccolta d'incisioni intitolata I Balli di Sfessania, il francese Jacques Callot rappresenta il suo Polliciniello con la maschera bianca, il ventre prominente diventa una gobba, anzi spesso una doppia gobba, come nella versione francese, altre volte la gobba scompare come nei disegni del pittore romano del '700 Pier Leone Ghezzi dove rappresentato con la maschera nera.

Comunque la pi importante raccolta di lazzi pulcinelleschi rimarr quella del seicentesco Padre Placido Adriani (Lucca fine sec. XVII-? dopo il 1736). A Napoli, all'inizio del Settecento, la fortuna del personaggio di Pulcinella ha bisogno di uno spazio proprio, per questo verr costruito appositamente un teatro per le commedie in dialetto: il San Carlino dove lavoreranno famosi Pulcinella come Petito e Altavilla.

Forse l'aspetto del Pulcinella che conosciamo oggi quello dei disegni di Ghezzi, filtrati attraverso il costume che per anni indoss il pi longevo e prolifico attore di farse pulcinellesche: Antonio Petito. Addirittura si ipotizzato che la forma della maschera, in particolare nelle versioni pi recenti, interpreti un comun denominatore delle caratteristiche somatiche (e craniometriche) che contraddistinguono il popolo dei vicoli. Nello studio, La vera storia del cranio di Pulcinella, una serie di caratteristiche somatiche, come le arcate sopracciliari pronunciate e gli occhi incavati,si suppone siano tramandate con grande frequenza nei fitti e chiusi microsistemi dei quartieri popolari di Napoli.

Al di l della Commedia dell'Arte il personaggio di Pulcinella si sviluppato autonomamente nel teatro dei burattini, di cui ormai l'emblema.


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Il Pulcinella burattino non pi servo e servitore, ma un archetipo di vitalit, un anti-eroe ribelle e irriverente, alle prese con le contrariet del quotidiano e i nemici pi improbabili. Il Pulcinella delle guarattelle un protagonista assoluto, che affronta e sconfigge tutti i suoi avversari.

Altri Pulcinella famosi, oltre Fiorillo, furono:

Andrea Calcese, che pu essere considerato il primo vero Pulcinella della storia, in quanto il suo maestro Silvio Fiorillo fu l'ideatore della maschera. Calcese indoss la maschera per la prima volta nel 1618. Il suo stile recitativo era impostato sulla improvvisazione, il che consisteva nell'inventare continuamente lazzi e battute senza alcun schema.

G.D. Tiepolo - Pulcinelli acrobati.

Michelangelo Fracanzani che nel 1685 invent, ad uso e consumo delle scene parigine il personaggio di Polichinelle. Fracanzani era nipote del pittore


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Salvator Rosa che anche lui saltuariamente si esibiva come dilettante nei teatri di prosa dell'arte con un personaggio da lui inventato, un zanni napoletano di nome Formica.

Vincenzo Cammarano, detto "Giancola", siciliano di nascita ma napoletano d'adozione, fu un glorioso Pulcinella, il pi grande del settecento, amato dal popolo napoletano e persino dal re Ferdinando IV, che spesso sbeffeggiava, attribuendogli il nomignolo di "Re nasone". Pare che i due si conobbero anche e come testimonia il film del 1959 "Ferdinando I, re di Napoli", dove Peppino De Filippo il re nasone, e Eduardo de Filippo, Giancola. Morir nel 1809 passando il testimone al figlio Filippo.

Filippo Cammarano (1764-1842), grande Pulcinella, figlio di Vincenzo. Filippo Cammarano si distinse per la sua interpretazione molto popolare e piacque sia ai napoletani che alla corte dei Borboni, fu beniamino di Re Ferdinando II, i suoi rapporti con la corte erano simili a quello dei giullari delle corti medievali. Fu anche scrittore e il primo ad avviare la "riforma" in senso morale della maschera di Pulcinella, nel suo scritto "Pulcinella Molinaro" (1814), ripropone temi e situazioni della commedia dell'arte e dell'opera buffa, ma Pulcinella, pur rimanendo lo sciocco di sempre, vi esprime con forza domande di giustizia. Pasquale Altavilla (1806-1875) attore e autore dell'800 lavor accanto a Salvatore Petito lasciando numerose commedie pulcinellesche, alcune delle quali ancora oggi sono rappresentate.

Antonio Petito (1822-1876) fu il pi famoso Pulcinella dell'800(e di tutti i tempi), a lui si devono numerosissime farse pulcinellesche, figlio di Salvatore Petito, altro grande Pulcinella, Antonio era quasi analfabeta ma lasci il pi numeroso "corpus" di commedie pulcinellesche che spesso si ispiravano a temi di attualit della societ napoletana del suo tempo. Giuseppe De Martino (1854-1918), entr giovanissimo nella compagnia di Antonio Petito, dove n carp tutti i segreti. Con la morte di Petito, tocc a lui sostituirlo esattamente quattro giorni dopo. Salvatore De Muto (1876-1970), l'ultimo grande Pulcinella, indoss la maschera nel 1913, gli diede l'investitura ufficiale il grande De Martino. Vest i panni di Pulcinella ininterrottamente fino allo scoppio della 2 guerra mondiale, poi cadde nel dimenticatoio, finch il grande Eduardo De Filippo non lo volle all'inaugurazione del teatro San Ferdinando del 1954, nello spettacolo "Palumbella zompa e vola" dove vest per l'ultima volta il costume. Morir di miseria nel 1970.


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Eduardo e Pulcinella (qui interpretato da Achille Millo)

Eduardo De Filippo (1900-1984) vest spesso i panni di Pulcinella, soprattutto all'inizio di carriera. Nel settembre 1958 a Milano per inaugurare la stagione del Piccolo Teatro mise in scena un felice adattamento della commedia di Pasquale Altavilla Pulcinella in cerca della sua fortuna per Napoli. Nel 1957 scrive Il figlio di Pulcinella, commedia in cui il trickster (ingannatore) partenopeo vecchio e servile muore riscattato dal figlio venuto dagli Stati Uniti che ha deciso di togliersi la maschera per non essere pi assoggettato.

Altri personaggi che hanno interpretato Pulcinella sono stati: Enzo Cannavale, Massimo Ranieri, Massimo Troisi, Achille Millo, Gianni Crosio, Tommaso Bianco, Nino Taranto e Pino Danile nel suo album d'esordio Terra mia (1977) interpreta nel brano Suonno d'ajere la parte di un Pulcinellamalinconico e rabbioso che, toltosi la maschera (un richiamo alla commedia di Eduardo), pensando al dolore dei poveri e dei diseredati medita un'azione di rivolta.

Esiste anche un Pulcinella cartone animato, personaggio del film: Tot Sapore e la magica storia della pizza, che, a differenza del Pulcinella originale, basso,cammina a piedi nudi e canta una canzone che compare nella scena, quando si ubriaca e sogna di volare insieme ad altri sosia, la canzone s'intitola "Tutta Napule comm'a 'mme"

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Brevi cenni biografici dellautore:

Giulio BUONANNO, in arte Giulio BONA, nato a SantAntimo (NA). Ha sempre coltivato la passione per le arti, in particolare per la pittura e la scrittura. Nel 1999 fonda a Pomezia (RM) lAssociazione Culturale Artetremila (www.artetremila.it). Attualmente presidente del sodalizio. In questambiente, dove sincontrano poeti, pittori e scrittori, lartista matura la convinzione che il materiale scritto e che aveva archiviato piace ed inizia a pubblicarlo. Integra lo storico sito dellassociazione con lapertura di nuovi spazi web tra i quali il canale Tv e radio che contribuiscono ad un scambio culturale tra artisti di tutto il mondo.

Publicazioni:

MARE NOSTRUM Libert violata (Kimerik)

LA TERZA IMPRONTA Operazione bilancia (Kimerik)

JOHN SMITH Il segreto della roccia di Manitu. (E. Aletti.)

AMORE TRA LE STELLE (Kimerik)

NUMICUS Lalba di Roma (Artetremila)


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Personaggi: (In ordine di entrata in scena)

Andrea

Annarella

Assunta

Maria

Peppino

Il fantasma donna (Armelle)

Il fantasma uomo (Leon)

Pulcinella (Andrea con la maschera di Pulcinella)

Il Diavolo


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Una maschera di pulcinella

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La scena si svolge in un castello, epoca presente, dove un gruppo di amici in visita. I ragazzi esplorano alcuni ambienti del maniero sino a quando si trovano in un ampio salone situato nella parte alta del castello. Entrano nellampio salone arricchito alle pareti da quadri. Tra i tanti spiccano; sulla parete sinistra un quadro di nobildonna, sulla destra di un nobiluomo e su quella centrale un quadro raffigurante un gruppo di persone. Per terra una cassapanca, al centro della stanza un tavolo con cinque sedie. Sopra al tavolo due candelabri. Allalzarsi del sipario la scena e vuota.

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Pulcinella si risveglia

(Si alza il sipario)

Annarella: (Dallinterno e a voce alta) Forza razza di rammolliti, abbiamo fatto solo cinquecento scalini.

Andrea entra in scena lentamente, barcollando e massaggiandosi la schiena con una mano mentre, con laltra mano, trascina per terra il suo zainetto.

Andrea: (In affanno e sedendosi vicino al tavolo) Cinquecento!... Io ne ho contati mille... E tutta la strada a piedi per arrivare al castello? Se lo sapevo che bisognava salire cos in alto restavo a casa.

(Annarella entra in scena indossando sulle spalle il suo zaino senza mostrare segni di stanchezza.)

Annarella: (Mentre si avvicina al tavolo) E che saranno mai mille gradini, voi uomini sapete solo fare gli sbruffoni... Appena incontrate qualche piccola difficolt fate subito i difficili.

(Continua girandosi verso il pubblico)

E poi non vale la pena fare un po di sacrificio per questo bellissimo panorama, per questo splendido pubblico?

Andrea: (Mentre si massaggia i piedi) Sar come dici tu, ma io mi sento stanchissimo, ho le gambe flosce. (Poi rivolgendosi agli amici che in quel momento entrano in scena) E voi come vi sentite?

Maria, Assunta, Peppino entrano in scena mostrando tutta la loro stanchezza mentre si sistemano attorno al tavolo.

Maria, Assunta, Peppino: (In Coro) Stanchi... Stanchissimi!

Maria: (Ad Annarella) Ho i crampi allo stomaco Da qui non mi muovo se non mi rivengono le forze.

Annarella: (Stizzita e additando Maria) Sei la solita ficosecco!

Assunta: (Ad Annarella) Noi donne siamo fragili e non capisco dove prendi tutta questa energia, a volte sembri un maschiaccio. (Guardando Peppino)


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Peppino: (Comprendendo il significato di quello sguardo) In questo momento sono un maschiaccio un po stanchino. (Indicando Annarella) Annarella una ragazza abituata agli sforzi... Pratica la pallavolo, corsa campestre e a casa aiuta il padre nei campi.

Andrea: (Indicando Annarella) Questa non una donzella, ma un mulo. Uno di quei muli di montagna che non si fermano davanti a nessuna difficolt.

Annarella: (Colpisce leggermente Andrea dietro la schiena) Mulo ci sarai tu... Io mi ritengo solo una ragazza in forma perch ci tengo al mio corpo, alla mia linea e alla tonicit dei muscoli.

Andrea: (Avvicinandosi e sfiorando il corpo di Annarella) Vedo!... Vedo! Ammiro le tue grazie e rimango estasiato.

Annarella: (Spingendo Andrea ) Vai via sbruffone!

Assunta: (Tira fuori dal suo zaino una busta) Io consiglio di mangiare qualcosa

Maria: (Fruga nel suo zaino) Daccordo!

Peppino, Andrea: (In coro) Ottima idea.

Annarella: (Rivolgendosi a tutti e girando intorno al tavolo) Poveri bambini stanchi hanno bisogno della pappa. Se non mangiano la pappa faranno preoccupare le loro mammine.

Andrea: (Con tono di voce ironico) Si!... Siamo tanto stanchi, la mamma ci dice di mangiare tanto, tanto, tanto altrimenti rischiamo di svenire. Noi cuccioletti abbiamo bisogno di tante proteine. (Cambiando tono e rivolgendosi ad Annarella. ) Faresti bene a mangiare qualcosa anche tu perch, con questo caldo, il cibo non si manterr fresco a lungo.

Annarella: (Convinta) Va bene!... Va bene! (Con tono ironico) Manger anche io la pappa che mi ha preparato mamma.

Maria: Ho portato pollo,patatine fritte e tanta frutta...

Assunta: Io una bella frittata di spinaci e tu? (Rivolta a Peppino)

Peppino: Una torta al limone e frutta secca.


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Andrea: A me la torta al limone piace tanto.

Annarella, Maria, Assunta, Peppino: (Quasi simultaneamente e con sguardo minaccioso rivolto ad Andrea) Anche a me piace la torta al limone.

Annarella: Ho portato una caciotta e pure del vinello che solo pap sa fare.

Andrea: (Rivolgendosi ad Annarella) Se quello che ho bevuto quando sono venuto a trovarti l'ultima volta, devo dire che proprio buono anzi una delizia!

Maria: (A tutti) Si! E veramente una delizia!

Assunta, Peppino: (Prendendo i bicchieri di carta e quasi in coro) Fammelo assaggiare.

Maria: (Prende un bicchiere di carta e rivolgendosi ai presenti) Facciamo un bel brindisi!

Andrea, Annarella, Assunta, Peppino: (Quasi in coro) Si! Un brindisi, un bel brindisi.

Annarella: (riempie i bicchieri) Si ! un brindisi alla nostra amicizia.

Andrea, Assunta, Maria, Peppino: (quasi in coro) Urr , bene, cin cin Alla nostra amicizia!

(Il gruppo mangia e beve in allegria intonando ritornelli di canzoni (trinca ,trinca... Si raccontano barzellette).

Andrea: (Rivolgendosi a tutti) La sapete quella dell automobilista che viene fermato ad un posto di blocco a Palermo e quando il carabiniere gli domanda cosa porta nel portabagagli, lautomobilista gli risponde una calcolatrice. Il milite apre il portabagagli e trova una lupara ed esclama: Ma questa non una calcolatrice! L'automobilista gli risponde: Noi i conti li facciamo con quella.

Annarella, Assunta, Maria,Peppino: (Ridono)

Annarella: (Racconta una barzelletta)

Assunta,Peppino,Maria: (Raccontano a turno una barzelletta)


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Dopo aver raccontato barzellette, i ragazzi, decidono di riposare.

Andrea: (Sbadigliando) Ragazzi questo vinello mi porta sonnolenza. Mi

stendo su questa cassapanca. Ci sentiamo tra qualche ora.

Annarella, Assunta, Peppino, Maria: (Quasi in coro e cercando una buona sistemazione)Hai ragione! Daccordo! Anche io mi riposer. Che sonno!

I ragazzi lentamente si addormentano e il silenzio si impossessa di quella stanza.

Entrano in scena due fantasmi; Leon ed Armelle.

Leon: (Seguendo Armelle che si mette a girare, lentamente, intorno al tavolo fermandosi solo per rispondere) Oh! Dolce Armelle perch continui a sfuggirmi? Il mio amore vero Perch mi fai soffrire anche in questa vita?

Armelle: (Allungando una mano e rivolgendosi a Leon) Allontanati, non perseguitarmi pi, te lo dissi in vita e te lo ripeto ora che siamo morti. Il tuo folle desiderio caus la nostra morte e il mio cuore non potr mai appartenerti.

Leon: Perdonami!... Ero fuori di me e volevo solo stringerti tra le mie braccia e non feci caso a dirupo alle nostre spalle Potrai mai perdonarmi?

Armelle: Forse un giorno ma ora no!... Con il tuo comportamento hai buttato via il dono pi bello, la vita. Hai condannato entrambi all'eterna oscurit. (Indicando i ragazzi che dormono) Guarda questi giovani che riposano ignari del tesoro che possiedono. Saranno le loro azioni a decidere il loro futuro. La vita non va sprecata con gesti inconsulti come hai fatto tu.

Leo: Si! Li guardo e credimi, vorrei essere nei loro panni e continuare a vivere insieme con te, per ricominciare tutto daccapo.


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Armelle: Purtroppo il tuo impeto ci ha condannato entrambi al buio eterno. Non vivremo pi in quella luce che illumina i cuori, che li faceva vibrare. Non conosceremo le emozioni che ci pu regalare la vita. Amare ed essere amati.

Leo: Si! Mia dolce Armelle Ora capisco il mio gravissimo errore, evento fatale per la nostra esistenza. Il mio cuore era ed pieno di te. Se potessi tornare indietro arderei nel fuoco della passione senza sfiorarti con un dito. ( Colpendo con i pugni il tavolo) Maledetto io sia!

Armelle: Devi apprendere la gentilezza e la grazia dei fiori se vuoi che il mio cuore si apra. Devi abbandonare la tua idea fissa, quasi ossessiva che io debba amarti ad ogni costo.

Leon: (Avvicinandosi ad Armelle e cingendole la vita) Cara! Dolce amata mia Insegnami la grazia dei fiori, la bellezza della natura cos che la mia rudezza si trasformi in gentilezza.

Armelle: Leon! Leon! Il fuoco che in te e che arde pi vivo che mai ti acceca. Devi imparare a saperlo controllare per evitare di bruciare entrambi. (Accarezzando il viso di Leon) Puoi seguirmi se lo desideri, ma non possoprometterti la felicit che desideri e che potevo darti quando eravamo vivi.

Leon: (Mentre segue Armelle che esce di scena) Grazie! Mia dolce e bella Armelle, ti seguir in silenzio ed imparer tutto quello che necessario per farmi perdonare e renderti felice.


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(Andrea Cade dalla cassapanca)

Andrea: Accidenti! Che botta! Accidenti a te! (Da un colpo alla cassapanca e allinterno si sente qualcosa cadere, apre la cassapanca) Chiss cosa avr rotto. (Tira fuori una bottiglia, una tuta bianca e una maschera nera) chiss da quanto tempo staqui questa roba? Sento uno strano odore Con questi oggetti voglio fare uno scherzo agli amici. (Indossa la tuta, porta la maschera al volto e per incanto Andrea perde la sua personalit prendendo quella di Pulcinella.)

Pulcinella: (Saltellando) Eccomi qua! Lo dicevo prima o poi che qualche fesso ci sarebbe cascato e che avrebbe indossato la maschera La maschera di Pulcinella. (Osserva i ragazzi) E tutta questa gente che dorme chi sono?... (Vede il cibo) Ho! Ho! Ho!... Etutta sta roba da mangiare B io mangio, mirimetto in forza e poi li sveglio. (Dopo aver spizzicato con avidit a voce alta e prolungata) Ueee! Sveglia, sveglia Svegliaaa!

Assunta, Annarella, Maria, Peppino: (Quasi in coro) Che succede, il terremoto, che scherzi sono questi, aiuto!

Annarella: Andrea che maniere sono (Accortesi che non Andrea) Que Que Que (Riprendendosi dallo spavento) Scusate ma chi siete? Svegliare gente nel sonno in questo modo pericoloso, sono mezza morta.

Assunta: (Rivolta a Pulcinella) Che scostumato, avete l'aria di un matto.

Maria: (A pulcinella) E che maniere, sto ancora a tremare, (Rivolta a tutti) guardate questa mano.

Peppino: (A Pulcinella.) Mi viene quasi voglia di tirarvi un ceffone. Spaventare la gente in questo modo proprio da maleducati.

Pulcinella: (A Peppino con tono ironico) Tu vuoi dare un ceffone a me? Io poi dare due ceffoni a te.

Peppino: (Avanzando contro Pulcinella) Io ti do tre schiaffi se non la smetti.

Pulcinella: (Mettendosi faccia contro faccia) Io te ne do quattro di schiaffi e pure un calcio.


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Annarella, Assunta: (Tirando i due contendenti e contemporaneamente) Smettetela! Fate le persone serie, si discute con la bocca e non le mani. (I due litiganti vengono allontanati e si calmano)

Annarella: (A Pulcinella) Ora che vi siete calmato volete spiegarci chi siete e che fate qui? Siete in gita? Lavorate nel castello? Siete il padrone?

Maria: (A Pulcinella) Parlate!

Assunta: (A Pulcinella) Avanti spiegatevi!

Peppino: (A Pulcinella) Non indugiate!... E diteci la verit.

Pulcinella: (A tutti) Avete finito?... Io sono Pulcinella per servirvi, lavoro in teatro, mi piace mangiare, (Mostra le posate che porta legate alla vita con dello spago), amo la vita e le belle donne, ho l'animo allegro e non ho mai fatto male a nessuno, nemmeno ad una mosca. Mi dovete scusare per prima, anzi vi chiedo umilmente scusa se ho alzato un poco la voce. Era da molto tempo che no parlavo pi e quindi non ho saputo regolare il volume.

Annarella: (A Pulcinella) Un poco, voi mi sembravate la sirena di una autoambulanza.

Pulcinella: (Ad Annarella) E va bene io, signorina, quando parlo non mi so controllare, il mio tono naturale. Lo faccio per farmi ascoltare e farmi capire bene, in modo che non ci siano equivoci.

Assunta: (A Pulcinella) Sar come dite voi, ma piuttosto avete visto un ragazzo alto che dormiva sulla cassapanca? Quella l (Indica la cassapanca)

Pulcinella: (Ad Assunta) Si! mi sembra di aver visto un coso lungo uscire da quella porta.

Maria: (A Pulcinella) Un coso lungo? Vi sembra questo il modo di descrivere una persona? Ma che maleducato!

Peppino: (A Pulcinella) Questo troppo, sto per perdere la pazienza.

Pulcinella: (A Peppino con tono ironico) E che fate se perdete la pazienza? Vi mettete a cercarla subito o dopo?


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Peppino: (Si avvicina minaccioso verso Pulcinella) Continui a fare lo spirito? Allora vuoi la rissa?

Annarella: (Frapponendosi tra i due ed allontanandoli) Smettetela! Un po di contegno, stiamo in gita di piacere e cerchiamo di finire la giornata in modo sereno. (Tirando Pulcinella per un braccio ed allontanandolo da Peppino) Ditemi Pulcinella, quel ragazzo aveva una camicia bianca?

Pulcinella: ( Ad Annarella) Si! e ha detto pure che tornava presto, di aspettarlo qui.

Annarella: (Interrogandosi prima. A pulcinella poi) E' strano che si sia allontanato non conoscendo quasi niente di questo castello. Vi ha parlato? Ha detto dove andava?

Pulcinella: (Ad Annarella) No!... Appena ha visto la mia persona volato via.

Assunta: (A Pulcinella) Volato via!? Quasi fosse stato un volatile. Ma che state dicendo! (A Tutti) A questo giovane gli mancher qualche rotella.

Maria: (A Pulcinella) Che storie raccontate?... Una persona non "vola via" al massimo si allontana.

Peppino : (A Pulcinella) Fa una passeggiata e poi ritorna... Le anime dei morti volano via e no un cristiano vivo e vegeto.

Pulcinella: (A Peppino) L'avete detto voi... Le anime volano e io ho visto l'anima volare. Vibrarsi nellaria ed allontanarsi sempre di pi.

Peppino: (A tutti) Ma voi lo sentite quello che dice? Quest uomo o pazzo o ubriaco!.

Annarella, Assunta, Maria: (Quasi in coro) Lo sentiamo, pazzo, pazzo.

Pulcinella: (A tutti) Si! Ma sono un pazzo che ragiona, ho i miei motivi per dire quello che ho detto... E poi la colpa non mia, io dormivo beato stato il vostro amico Andrea che mi ha svegliato.

Annarella: (A Pulcinella) Svegliato!?... Ma dove stavate dormendo se in questa stanza c'eravamo solo noi?


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Pulcinella: (Ad Annarella) Stavo nella cassapanca e Andrea che stava sopra ha fatto rumore svegliandomi, questa la verit!

Annarella: (A Peppino) Ges! Ges! Questo proprio pazzo, hai ragione Peppino, bisogna avvertire qualcuno.

Peppino, Assunta, Maria: (Quasi in coro) Qui bisogna chiamare il manicomio.

Chiamiamo unautoambulanza! Ci vuole proprio la camicia di forza.

Pulcinella: (Adirato e rivolgendosi a tutti) Pazzo non sono io, ma chi mi ha messo nella cassapanca sperando di sbarazzarsi di me come una cosa che prima si sfrutta e poi si butta, come una cosa vecchia. Ero felice quando calcavo le scene. Tutti mi acclamavano! Poi allimprovviso, un mattino di tanto tempo fa mi sono ritrovato al buio, solo con me stesso.

Assunta: (Ad Annarella) Io mi sono scocciata di sentirlo, vado a cercare Andrea.

Maria: ( Ad Assunta) Si! Hai ragione. Aspettami che ti accompagno.

Peppino: ( Ad Assunta e Maria) Aspettate che non conoscete bene il castello, vengo con voi. (Ad Annarella) Annarella! Tu aspettaci qua, facciamo un giro e torneremo presto.

Annarella: (A Peppino, con espressione preoccupata e guardando negli occhi Pulcinella) Si! Ma tornate presto.

Pulcinella: ( Ad Annarella) Vi faccio compagnia io , sar un po matto come dite voi, ma un matto galantuomo. Non dovete preoccuparvi.

Annarella: (A Pulcinella) Voi raccontate di anime che volano, dormite dentro una cassapanca... Cosa dovrebbe pensare la gente?

Pulcinella: (Ad Annarella) La gente!... E che brutta gente, quella stessa gente che quasi mi glorificava mi ha abbandonato. Ha dimenticato l'allegria che diedi a loro un tempo. Gelosie, invidie mi hanno a poco a poco cancellato e fatto morire.

Annarella: (A Pulcinella) Addirittura, voi siete vivo e vegeto, un poco strano questo si, ma non vedo in voi tanta cattiveria che qualcuno possa desiderare il vostro male, la vostra morte.


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Pulcinella: (Ad Annarella) Avete parlato giusto. In verit proprio la mia simpatia la causa della mia sfortuna. Credetemi se vi dico che quanto apparivo io, tutti gli occhi erano per me. Ero come il sole che sorge e tutto colora. Le folle mi acclamavano sorridenti e non cera teatro che non mi ospitasse. La mia maschera era conosciuta in tutto il mondo. (Toccandosi il viso) Questa maschera.

Annarella: (A Pulcinella) Ma scusate che facevate!?

Pulcinella: (Ad Annarella mentre si accascia sul tavolo) Attore! Attore di teatro! Se mi avete fatto questa domanda vuol dire che sono stato dimenticato da tutti. (Schiaffeggiandosi sul viso) Una faccia che ha fatto divertire uomini potenti egente del popolo e mo (Battendosi su una guancia) sta faccia mia l'avevano buttata dentro una scatola di legno piena di tarli, che brutta fine, mangiato dai tarli.

Annarella: (A Pulcinella carezzandolo la schiena) Su! Su! che cosa questa tristezza, non sempre si pu essere felici, la vita fatta di gioie e dolori e poi dovete essere contento di essere stato un grande personaggio del teatro. Poi nella vita non si pu mai dire, pu darsi che quando meno ve l' aspettate, qualcuno pensi a voi e vi scritturi per una nuova storia, una nuova avventura.

Pulcinella: (Ad Annarella) Con i tempi che corrono chi volete che pensi a me, le storie di oggi sono piene di morti e feriti, pistole e mitragliatrici si sprecano e non capisco come pu piacere tutta questa confusione. L'unica arma che so usare la forchetta... Ecco la porto sempre a presso (Mostra la forchetta).

Annarella: (A Pulcnella) E s! Nelle storie moderne c troppa violenza e poco romanticismo. Allora bisogna pazientare e vedrete che arriver di nuovo il vostro momento, credetemi! La gente capir che la vita fatta soprattutto d'amore e di allegria e invocher storie dove ci sar sempre posto per un Pulcinella.

Pulcinella: (Ad Annarella alzandosi e prendendo tra le mani una mano di Annarella) Signorina come parlate bene, il mio cuore si rallegra, siete buona e non vi posso fare cattiverie. (Si avvicina allorecchio di Annarella e posando una mano sulle spalle) Voi volete bene ad Andrea?

Annarella: (A Pulcinella) Si! Ma perch mi fate questa domanda? Non capisco cosa centra?


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Pulcinella: (Ad Annarella) E semplice curiosit (Si accosta con la spalla alla spalla di Annarella) E linnamorato vostro?

Annarella: (Allontanandosi da Pulcinella e sventolandosi con la mano destra ) E pi di un amico per me Sa a volte gli uomini sono un po distratti e non si accorgono di niente.

Pulcinella: (Ad Annarella) Ho capito! Ho capito! (Voltandosi verso il pubblico e facendo uno sberleffo con il braccio destro) Edistratto il giovanotto! Edistratto! (Indicando Annarella) Io invece, quando vedo una signorina (Facendo roteare una mano e rivolgendosi al pubblico) Ve lo dico dopo!

(Dallinterno a voce alta)

Maria: Ma dove sar finito?

Peppino: Non so proprio dove cercarlo.

Assunta: Sono mezza morta e tutta sudata.

Annarella: (A Pulcinella) Stanno tornando i miei amici! Speriamo in .

Pulcinella: ( Ad Annarella) Mi sa che non lo hanno trovato.

(Entrano in scena : Maria, Assunta e Peppino)

Assunta: (Sventolandosi con tutte e due le mani) Non si trova quel lazzarone Mamma che caldo!

Peppino: (Massaggiandosi la schiena) Quando lo trovo dovr fare i conti con me Sono cascato e per poco mi ammazzavo Che dolore Avr qualcosa di rotto !

Maria: ( Rivolto a Peppino) Non esagerare E stata una piccola caduta..


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Assunta: (Rivolgendosi al pubblico sorridendo, curvandosi e battendo le mani sulle ginocchia) ..HI! Hi! Hi !... Piccola, piccola.

Peppino: (Rivolgendosi ad entrambe) Ges! Ges!... Sono rotolato per venti scalini me la chiamano piccola caduta!

Annarella: (A Peppino) Va bene, va bene!... Nella mia borsa ho della pomata Dopo fatti fare un massaggio da (Viene interrotta da Pulcinella)

Pulcinella: (Rivolgendosi al pubblico e agitando la mano) Ve lo faccio io un massaggio Io sono bravo!

Peppino: (A Pulcinella) Ne questa confidenza! Come vi permettete!... Ma perch non ve ne andate?... Chi vi ha invitato?

Pulcinella: (Saltellando e facendo un giro attorno al gruppo) Io mi sono invitato Ho voglia di parlare, di esibirmi, di ballare e cantare ( e intona un ritornello di una canzone famosa O sole mio)

Peppino: ( Guardando il pubblico e indicando Pulcinella che continua a cantare ) Ma guardatelo !

Maria: (A Peppino mentre Pulcinella continua a cantare) Un po di pazienza matto! Bisogna assecondarlo.

Assunta: (A tutti mentre Pulcinella continua a cantare) Si! Si! Questo matto Matto da legare.

Annarella: (Rivolgendosi agli amici) Va bene! Voi riposatevi un po Faccio un giretto per il castello per cercare Andrea. Peppino)

Peppino: (Rivolgendosi ad Annarella e con tono ironico) Si! Ma portati pure il tenore. Con la sua voce pu aiutarti a chiamare Andrea.


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(Pulcinella smette di cantare)

Pulcinella: (Ad Annarella) Si! Vengo anche io (Avvicinandosi allorecchio di Peppino e a voce alta).. O sole mio sta in fronte a te... ( poi scappa).

Peppino: (Salta per lurlo e si gira per inseguire Pulcinella, ma viene fermato da Maria e Assunta) Ma che scostumato! Se ti prendo ti mollo due, tre ceffoni! Urlarenellorecchio cos, allimprovviso! (Poi, portandosi una mano alla schiena) Hai ragione che ho mal di schiena e non posso correre. Ai! che dolore!

Maria, Aassunta: (Quasi contemporaneamente) .. Su! Su! Non farci caso. Stai tranquillo!

Maria: (Tirando Peppino per il braccio) Vieni con me Dai stenditi e scopriti la schiena. .. (Ad Assunta) Mi prendi quella crema nella borsa di Annarella?

Assunta: Eccomi! (Fruga nella borsa di Annarella, tira fuori diverse cose tra cui quattro mutandine poi rivolgendosi al pubblico) Ma! Scusate e perdonatemi ladomanda indiscreta Ma quante mutandine di riserva voi avete portato per vedere questo spettacolo?

Maria: (Ad Assunta) Ma fatti le mutante tue e trova la crema!

Assunta: Ok! Ok! .Ho capito il concetto. (Trova la crema e rivolgendosi a

Peppino e con tono seducente) Peppino Ora ci penso io. (Si avvicina a Peppino)

Maria: (Spingendo Assunta) Ci penso io! (Con tono pi energica) Ci penso io! (Inizia a massaggiare la schiena di Peppino)

Peppino: (Ad Assunta e Maria) Basta che vi decidete! Mi fate prendere freddo alla schiena.

Maria: (Da uno schiaffo sul sedere di Peppino) Zitto tu! Come se non ti conoscessi Stai gi e rilassati!

Peppino:(Guardando il pubblico)Mi prende a schiaffi e mi dice di

rilassarmi(Alzalosguardoalcielo)Ledonne!

Le donne!

Maria, Assunta: (Quasi simultaneamente) Cosa hai da dire sulle donne ?


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Peppino: (Ad Assunta e Maria) Io niente Dicevo: Le donne, le donne se non ci fossero... (Viene Interrotto)

Maria, Assunta: (Quasi simultaneamente e con atteggiamento minaccioso) Se non ci fossero?

Peppino: ( Ad Assunta e Maria) Sarebbe un peccato mortale! (Subito dopo guarda il pubblico sbuffa agitando le mani)

Maria, Assunta: (Simultaneamente)Ah Be!

Maria: (A Peppino) Ora come ti senti?

Peppino: ( A Maria) BeneBene!

Assunta: (A Peppino e avvicinandosi ancheggiando) Se stasera ti ritorna il dolore Chiamami che ti far un massaggino.

Maria: ( Ad Assunta avvicinandosi stizzita) Smettila di fare la smorfiosa!

Assunta: (A Maria) Non sono una smorfiosa sono solo(Viene Interrotta da Maria)

Maria: (Ad Assunta) Lo so cosa sei Lo sappiamo tutti cosa sei(Viene interrotta da Assunta)

Assunta : (A Maria e avvicinandosi con fare minaccioso) Cosa sono Avanti dillo?

Maria : ( Ad Assunta) Vuoi proprio che lo dico?

Assunta: (A Maria e mettendosi le mani nei fianchi) Sentiamo cosa vuoi dire...

Avanti dillo?

Peppino: ( A Maria tappandogli la bocca con una mano) No! Non dire niente Altrimenti oltre ad un disperso questa gita avr anche feriti Smettetela!

Maria :(Con la bocca tappata emette un suono) Mmm miiimmm.

Peppino: (Sempre tappando la bocca a Maria che continua ad emettere suoni) E poi ci sono bambini in sala Non facciamoci riconoscere da tutti, io ti lascio se prometti di stare zitta e fate pace?


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Maria: (Annuisce con la testa!)

Assunta: (A Peppino) Per me!

Maria: ( A Peppino) Daccordo facciamo pace.

Maria, Assunta: (Si avvicinano , si mettono di fianco, si urtano con lanca, con il sedere, con laltra anca. con il petto, battono le mani, mani contro mani ) ..Pace!..Pace!

(Ritornano Annarella e Pulcinella)

Annarella: ..Pace! Pace! Cosa avete combinato?

Pulcinella: Cosa combinavate?... Parlate sono curioso!

Peppino: (A Pulcinella e Assunta) Sorvoliamo Sorvoliamo e parliamo di altro. Avete trovato Andrea?

Pulcinella: (Al pubblico)Ma questo fesso!... Se lo avessimo trovato stava con noi E!

Peppino: (A Pulcinella) Che state borbottando Fatevi sentire e soprattutto fatevi capire!

Pulcinella: (A Peppino).. Stavo riflettendo Stavo pensando a voce alta.

Annarella. : (A Tutti) ..No! Nessuna novit Sono molto preoccupata Speriamo che non sia successo niente di grave. (accenna a piangere)

Maria, Assunta: (Vanno a consolare Annarella) Dai non preoccuparti.

Coraggio vedrai che torna presto.

Annarella: (A Tutti) Ma che fine avr fatto!... Questo castello poi, con cos tante stanze, ci complica tutto Uffa!

Pulcinella: (Ad Annarella) Signorina bella Non fate cosi Il ragazzo si sar addormentato da qualche parte Si!... Si! Si sar certamente addormentato da qualche altra parte.


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Peppino: (A Pulcinella) Ma che dite Si addormentato da un'altra parte? Andrea non uno che si nasconde per dormire. Mi fate proprio ridere!

Pulcinella: (Irritato verso Peppino) Fatevi i fatti vostri! State attento che vi potreste addormentare anche voi!

Peppino: (A Pulcinella) Ma questa una minaccia? ( Si avvicina a Pulcinella)

Pulcinella: ( A Peppino) Mmm Forse! Chi lo sa! Potrebbe anche essere una minaccia. Anzi proprio una minaccia!

Peppino: ( A Pulcinella) Avanti! Fatemi addormentare... (Viene interrotto da Annarella)

Annarella: (A voce alta)..Basta!...Basta!... Non fate i ragazzini! Vi sembra il momento di litigare? Ma voi uomini non sapete discutere solo con la bocca?

Maria: (Tira per un braccio Pulcinella) Ha ragione! Smettetela! Smettetela di comportarvi come due ragazzini!

Assunta: (Tira per un braccio Peppino) Basta! Finitela! Si sta facendo tardi Preoccupiamoci di Andrea invece di litigare.

Peppino: ( Ad Assunta) Si! Forse meglio che vado via! Andiamo a fare un altro giro. (Prima di uscire si rivolge a Pulcinella) Ma non finisce qui!

Pulcinella: (A Peppino) Finisce quando finisce! Chi se ne frega!

Maria: (A Peppino e Assunta).. Un momento! Dove andate da soli. (Prende il braccio di Peppino) Vengo con voi.

Assunta: ( Sbuffa) Uffa!

Pulcinella: ( Intona una canzone napoletana ).. Io te vurria vasaa Io te vurria vasaa (Viene interrotto da Annarella)

Annarella: (A Pulcinella) Come fate ad essere cosi allegro in questo momento particolare per me Scusate se ve lo dico Emancanza di rispetto, non avete proprio sensibilit.

Pulcinella: (Ad Annarella) Scusatemi non mancanza di rispetto Io so che il vostro fidanzato non corre pericolo Credetemi!


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Annarella : (A Pulcinella) Sar come dite voi E poi i matti vanno assecondati.

Pulcinella: (Ad Annarella) Ora mi offendete voi Dovete avere fiducia in me e vi prometto che presto rivedrete Andrea.

Annarella (A Pulcinella) .. Perdonatemi! Sono molto nervosa e lei deve capirmi Dite che devo avere fiducia e io vi voglio credere alla vostra buona fede. Come fate a dire che presto rivedr Andrea?

Pulcinella: (Ad Annarella) Lei lo vuole cos tanto bene?

Annarella: (A Pulcinella) Si!... Ma perch mi fate questa domanda?

Pulcinella: (A Annarella)Promettetemi di non spaventarvi se vi dico che sotto questa faccia si cela il vostro Andrea?

Annarella: (A Pulcinella) Volete prendermi in giro? Lo vedete che siete matto? Come pu esserci il viso di Andrea sotto la vostra faccia?.

Pulcinella: (Ad Annarella) No! No! Ora Pulcinella serio e se volete che Andrea torna, dovete credermi e fare quello che vi dico... ( Viene interrotto dallingresso in scena del Diavolo)


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(Il diavolo entra in scena)

Diavolo: (A Pulcinella)Zitto! Zitto! Zitto!.... Non dire altro e ascoltami.

Annarella: (Riparandosi dietro Pulcinella) Mamma mia!Questo chi ?... Che sta succedendo! Aiutatemi!

Pulcinella: (Al Diavolo e proteggendo Annarella con le mani) Ha! Ha! Ha! Ha!... Guarda chi si rivede (rivolgendosi ad Annarella) ..Signorina bella non preoccupatevi... Questo signore mi conosce molto bene (agita una mano mimando legnate)

Diavolo: (A Pulcinella) ...Non dovevi vendicarti di coloro che ti hanno messo da parteTu che hai fatto parlare tutto il mondo della tua arte? Che uomo sei? Bastano due occhi tristi e ti commuoviTi arrendi?

Pulcinella: (Al Diavolo) Ma possibile che stai sempre tra i piedi Non ti prendi mai una vacanza?

Diavolo: (A Pulcinella).. No! Mai! Io vigilo.... (girando attorno al tavolo e guardando anche il pubblico) Vi controlloVi sorveglio tutti e come sbagliate (Indirizzando il tridente nella sue meni verso Pulcinella, Annarella e in ultimo verso il pubblico) Zac! Zac! E poi Zac! Zac! Ed ancora Zac!Sono pronto a beccarvitutti.

Annarella: (Al Diavolo) E non vi vergognate ad abusare delle debolezze umane?

Diavolo: (A Annarella). Ha! Ha! Vergognarmi?... Per cosi poco Io sulle

debolezze umane sto costruendo un regno Un grande regno dove io sar il sovrano.

Annarella: (Al Diavolo) Un regno senza amore non pu durare a lungo Si sfalder e croller come tutti i regni retti sulla tirannia e non sullamore.

Diavolo: (Ad Annarella) Amore! E che cosa ?... Io conosco la superbia, lavarizia, la lussuria, linvidia, la gola, lira, laccidia e d altri vizi che luomo persegue oggi pi che mai.


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Annarella: (Al Diavolo) Se non conoscete lamore vuol dire che non siete mai nato... Siete un morto che cammina, anche luomo pi cattivo ha conosciuto attimi damore Voi non vivete! Brancolate nel buio!

Pulcinella: (Al Diavolo). Hai sentito?... Tu non esisti Sei un fantasma

Un essere spregevole che si nutre del male terreno.

Diavolo: (A Pulcinella) E tu sei un fantasma di te stesso che vuole rivivere, ma sei gi di un altro mondo.

Pulcinella: (Al Diavolo) Si vero Ma io ho tanti ricordi, emozioni, passioni, sorrisi e pianti di tanta gente. Tu invece non hai ricordi di nessuna vita se non quella tra le fiamme dellinferno e delle anime dannate che ti circondano.

Annarella: (Al Diavolo) Perch non ti redimi?... Pensa ai colori della terra Alla vita che imperversa ovunque Al piacere di calpestare un prato o stendersi, sentire i profumi che emanano i fiori. (Viene interrotta da Pulcinella)

Pulcinella: (Al Diavolo) E pensa alle tavole imbandite, alle spaghettate che puoi farti, ai dolci, al vino, al salame, alla birra, al cioccolato e al piacere di gustare i tanti frutti della terra!

Annarella e Pulcinella: (Al Diavolo quasi contemporaneamente) Pensa!....

Pensaci e capirai quanto ti sei perso del bello che ci circonda.

Annarella: (Al Diavolo) Pensa alla tua dimora nelle tenebre e alla luce della tua nuova casa?

Diavolo: (A voce alta) Ueeee!.. Ma che fate! Mi rubate il mestiere?... Fate i diavoli tentatori?... Mi volete fare la concorrenza? Questo troppo! Sono io che devo comprare le vostre anime!

Pulcinella: (Al Diavolo) Caro Diavolo, se questa la tua missione hai sbagliato indirizzo A noi ci piace troppo soffrire qui sulla terra. Soffrire mentre si aspetta il dolce di un bel banchetto nuziale e correre dopo per i prati fioriti.

Annarella: (Al Diavolo) Si!..Si!... Caro diavoletto Meglio che cambi aria Lamore nei nostri cuori e nessun diavolo riuscir a convincerci.


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Diavolo: Voi mi cacciate ed io ero venuto ad offrirvi fama e ricchezza Ma non mi arrendo Sar sempre in agguato, vi spier continuamente pronto per colpirvi(viene interrotto da Pulcinella che si arma di un bastone)

Pulcinella: (Al Diavolo) Ma fammi il piacere! Ora mi hai proprio scocciato Tie! Tie! Tie! Beccati questi colpi dellaldiqu.

(Il Diavolo fa tre giri intorno al tavolo inseguito da Pulcinella prima di uscire di scena)

Pulcinella: ( Ad Annarella) Lo dico sempre che con quello bisogna usare le maniere forti altrimenti non ti capisce.

Annarella: (A Pulcinella) .. Povero diavolo Ma come far a vivere in quel modo? Via non pensiamoci pi. Piuttosto cosa mi stavate dicendo prima a riguardo di Andrea?

Pulcinella: (Ad Annarella)Prima promettetemi che rester un segreto sepolto nel vostro cuore e poi vi dir quello che dovete fare...

Annarella: (A Pulcinella) Lo prometto!

Pulcinella : (Ad Annarella)Bene! Quando vi dir di staccare la mia faccia staccatela e riponetela con cura dove stava, vedrete il vostro Andrea tornare ed io riposer ancora, ma mi raccomando di non dire niente a lui e tanto meno ai vostri amici. (Pulcinella si stende per terra e socchiude gli occhi) Ora staccatela con tutte le vostre forze...

Annarella: (A Pulcinella) Ma cosa mi dite? Staccarvi la faccia? Non riesco a capirvi! Come posso togliere il viso ad un'altra persona?

Pulcinella: (A Annarella) Mi avete promesso di credermi e di fare quello che io vi dico Ora perch indugiate?

Annarella: (A Pulcinella chinandosi e avvicinando le mani al volto)Scusate!

Non mi sono mai trovato in questa situazione. Non vorrei farvi del male e non so come fare


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Pulcinella: (A Annarella) Fate come vi ho detto! Ora! (Annarella si curva di pi e bacia la fronte di Pulcinella ma Pulcinella gridando) Ora! !Ora! Non indugiatepi!

Annarella: (A Pulcinella) Si! Si!...( Annarella afferra con tutte e due le mani il volto di Pulcinella e lo tira via e delicatamente, lo ripone nella cassapanca.

(Nel frattempo Andrea si desta lentamente e appena in piedi incrocia gli occhi di Annarella la quale, senza dire una parola si avvicina ad Andrea e lo bacia. In quel momento arrivano gli amici)

Maria, Assunta, Peppino : (Quasi in coro)Ma bravi i piccioncini, e noi giravamo per trovarlo, hai capito noi in pensiero e loro si sbaciucchiano.

Maria: (A Andrea) Dove ti eri cacciato?

Assunta: Vorrei saperlo anchio che fine avevi fatto. Abbiamo girato mare e monti per cercarti.

Peppino: Ti metti a giocare a nascondiglio?

Andrea: (Ancora frastornato si mette le mani alla testa) Veramente io stavo dormendo!.. Mi ha svegliato ora Annarella perch mi avete cercato per mare e monti?

Maria: ( A tutti) Buonanotte! Questo pi matto di ( Si guarda in giro) Dove sta Pulcinella?

Assunta,Peppino : ( A Annarella) Si dove sta? E scomparso un altro...

Annarella: (A tutti) E' andato via e vi lascia i saluti...

Andrea: (Ad Annarella) Ma di chi state parlando? Chi questo Pulcinella?

Annarella: (A Andrea) Un giovane che si era perso nel castello, un tipo burlone ma tanto simpatico. Piuttosto ragazzi dobbiamo andare via che si fatto tardi, su! Raccogliete tutto che si parte...

Tutti: (Quasi in coro ) Si ,va bene! Andiamo! presto che il sole sta per tramontare.


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(Escono tutti dalla stanza e per ultima Annarella che getta un ultimo sguardo sulla cassapanca e lancia un bacio con la mano)


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Indice

Prefazione: 7

Cenni biografici dellautore: 13

Personaggi: 14

Pulcinella si risveglia: 17


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Artetremila Edizioni

PULCINELLA SI RISVEGLIA

Di Giulio Buonanno

Finito di stampare nel mese di Aprile 2011.

Da melostampo.it

Tipografia Zanzibar Soc. Coop. p.a. ONLUS Ancona

Associazione Culturale Artetremila

Pomezia (RM)

www.artetremila.itinfoartetremila@libero.it

Artetremila un marchio registrato.

www.artetremila.it


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