Qualcosa di nero

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     Qualcosa di nero

        

                                        

                                    

                     di

 

         Benedetta  Buccellato

                                                 

                  

                                                               

                                                                seconda stesura, agosto 2005

                           i  personaggi  in  scena

                     Brigida                                36 anni, casalinga

¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† Angela Merici¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† pi√Ļ di60 anni, pensionata

                i  personaggi  nei  filmati

                  Giornalista

                  Brigida

                  Ivano                                    50 anni, elettrauto a domicilio,

                                                                convivente di Brigida

                  Christian                              18 anni, figlio di Brigida e Ivano

la scena teatrale: la cucina di Brigida in un palazzo di Fidene, nella periferia romana, la camera da letto di Angela Merici nella sua casa a Montelibretti e l’interno di un carcere.

    

    

     Prologo  

¬†¬†¬†¬† Parte il filmato di ‚ÄúQualcosa di nero‚ÄĚ,¬† una trasmissione televisiva di

     interviste nelle carceri.

Interno carcere. Primavera del 2006.

In avvicinamento una donna percorre un lungo corridoio spoglio.

Suono dei passi sulle mattonelle. 

La donna è Brigida. Il suo abbigliamento è semplice ma anche risultato di una qualche ricercatezza; sulle labbra un filo di rossetto.

Stacco

Interno carcere (saletta colloqui).

Brigida è seduta di fronte alla macchina da presa e alla giornalista che l’intervista.

Il tono dell’intervista è confidenziale.

     Giornalista          Allora, Brigida, vogliamo raccontare la sua storia?

     Brigida                (leggero sorriso) Va bene.

Giornalista          Lei è diventata, in questi mesi, la protagonista di un

                            dibattito acceso che sta dividendo l’Italia tra

                            favorevoli e contrari, che ha fatto versare fiumi

                            d’inchiostro e scendere nelle piazze i cittadini, le

                            associazioni, i partiti. Lei, insomma, è diventata, volente

                            o nolente, un personaggio, un simbolo…Dica la verità, se

                            l’aspettava?

Brigida                (ancora un sorriso) No, assolutamente.

Giornalista¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† Leggo dagli atti del processo che addirittura, in pi√Ļ di

                            un’occasione, il Presidente ha dovuto interrompere

                            l’udienza  “a causa di reiterate interruzioni e schiamazzi

¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† ¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†da parte del pubblico presente in aula‚ÄĚ. Ma andiamo per

                            gradi: chi è, o meglio, chi era Brigida un anno fa,

                            all’inizio di questa storia?

Brigida                (schermendosi) Ero una donna normale, come

                            tante, una casalinga…

      In dissolvenza

Scena prima

Sabato 18 giugno 2005, le 12,30.

Brigida è in cucina, sta preparando il pranzo. La televisione è accesa, come sempre.

Brigida si muove tra i fornelli con l‚Äôautomatismo tipico della casalinga esperta. E‚Äô vestita ‚Äúda casa‚ÄĚ ma con cura e femminilit√†. I capelli, le mani, il trucco‚Ķ√® tutto in ordine e all‚Äôultima moda. La donna sta seguendo la trasmissione televisiva ‚ÄúSuperfiction‚ÄĚ, un programma di quiz sulla storia della fiction.

Il conduttore è in comunicazione telefonica col concorrente.

Conduttore (voce)            Passiamo allora alla seconda telefonata. Chi è in              

                                         linea?

Telespettatrice (voce)      Sono Giorgia dalla provincia di Alessandria.

Conduttore                       Benvenuta a Superfiction Giorgia, speriamo che tu

¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† sia pi√Ļ fortunata di Vincenzo!

Telespettatrice                 (ridacchia emozionata) Speriamo…

Conduttore                       Allora, Giorgia, file uno o file tre?

Telespettatrice                 (dopo un attimo d’incertezza) File uno.

Conduttore                       Ecco le domande contenute nel file numero uno. In

                                         quale anno andò in onda, in Italia, la fiction

¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† statunitense¬† ‚ÄúL‚Äôodore dei soldi‚ÄĚ? Quale era il titolo

                                         originale e in quale città si svolgeva? Hai un minuto

                                         per rispondere, Giorgia.  Partiamo con il tempo!

Brigida                             (con sicurezza, continuando a cucinare)  1998, “Sex

¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† and money‚ÄĚ, Las Vegas.

Telespettatrice                 Oddio, l’ho anche vista…era ambientata nelle case

                                         da gioco…

Conduttore                       Giorgia, ti restano 45 secondi, veloce!

Telespettatrice                 Non mi viene il nome…sarà stato il 1998…

Conduttore                       L’anno è esatto! Veloce Giorgia, ora il nome della

                                         città e il titolo originale!

Telespettatrice                  Non me la ricordo…Miami?

Suona il gong del tempo scaduto.

Conduttore                      Niente da fare, Giorgia, mi dispiace. Era Las Vegas e

¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† il titolo ‚ÄúSex and money‚ÄĚ. A presto, Giorgia!

Telespettatrice                Arrivederci.

Conduttore                      Passiamo velocemente al terzo concorrente. Chi è in

                                        linea?

Angela M.(voce)             Sono Angela Merici, chiamo da Montelibretti, in

                              provincia di Roma.

Brigida                  (interrompe le faccende, si piazza stupefatta davanti alla

                              TV)  Non è possibile!

Conduttore¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† Benvenuta a ‚ÄúSuperfiction‚ÄĚ, signora Merici!

Angela M.             Merici non è il cognome è il nome, mi chiamo Angela

                              Merici,  come la santa.

Conduttore            Bene, allora Angela…

Angela M.             .…Merici, Angela Merici, come la santa.

Conduttore            Perfetto, Angela Merici, vogliamo giocare?

Angela M.             Certo che voglio giocare.

Conduttore            Tu sai che puoi farti aiutare da un familiare, c’è

                              qualcuno con te?

Angela.                 No, sono a letto, ho il morbo di Betlimmer- Hauser, una

                              malattia genetica, sa… La badante è a spasso, e

                              comunque, è pure africana, quindi  “ meglio soli che male

¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† accompagnati‚ÄĚ.

Conduttore            (una bella risata) Tanti auguri per la tua salute, Angela…

Angela M.             …Merici…

Conduttore            …Merici, certo, speriamo di portarti una vagonata di

                              fortuna! Ricordo ancora a tutti i telespettatori che la nostra

                              trasmissione di oggi è dedicata alla ricerca per le malattie

                              genetiche, una ricerca che sta facendo grandi passi in

                              avanti ma che va sostenuta da tutti noi. Continuate a

                              mandarci i vostri Sms, mi raccomando.

                              Allora, Angela Merici, tu sei l’ultima concorrente del

                              nostro gioco e quindi non puoi scegliere, ti toccano le

                              domande del file numero tre…

Angela M.             Lo so, lo so…va bene pure il tre.

Conduttore¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† Ecco le domande, allora‚ĶTu sai ‚Äď lo ricordo¬† per chi

                              ancora non lo sapesse - che se mi risponderai esattamente,

                              vincerai il set completo della Videosuper e che col set della

                              Videosuper potrai partecipare alla selezione finale dei

                              filmati che verranno messi  in onda in autunno, nella terza

¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† edizione del ‚ÄúFamily show‚ÄĚ.

Angela M.             Lo so, lo so…

Conduttore            Pronta a rispondere?

Angela M.             Certo.

Conduttore            Hernando e Martha sono tra i protagonisti di  “Caracol

¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† radio‚ÄĚ.¬† Quali sono i loro cognomi, di cosa muore Martha e

                              in quale puntata? Via col tempo!

Brigida                  (emozionata) La sa, la sa!

Angela M.             (con sicurezza) Hernando Mendez Villamizar e Martha

                              Mendez Rozo, sono fratellastri, stesso padre ma due madri

                              diverse; Martha muore nella penultima puntata -  la

                               novantaquattresima - di setticemia.

Brigida                   (che ha risposto in sincrono con Angela Merici ) E vai!

Conduttore             Esatto!

Brigida                   (tra sé) Non posso crederci!

Conduttore             Congratulazioni alla nostra concorrente che vince il set

                               completo della Videosuper: videocamera con cavalletto e

                               telecomando, programma per il montaggio, cavo per

                               proiezione su video, il tutto in un’elegante borsa con

                               pratiche tasche porta-oggetti …. Tanti, tanti auguri per la

                               tua  salute, tu sei la prova che con la sindrome di

                               Betlimmer-Hauser non solo si convive ma si vince! Mi

                               raccomando, aspettiamo il filmato della tua famiglia!

Angela M.              Contaci. Grazie a tutti.

Conduttore             Grazie a te per la tua testimonianza e arrivederci in

¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† autunno al ‚ÄúFamily show‚ÄĚ!¬† ‚ĶSpazio pubblicit√†,

                               rimanete con noi!

Parte uno spot pubblicitario.

Brigida  abbassa il volume della TV e compone sul cordless un numero preregistrato.

Brigida                   Ooh! Ma non è possibile! E non m’hai detto niente?

Luce su Angela Merici.

Angela Merici è stesa nel letto. Sul comodino il cordless, un cellulare, il telecomando, una bottiglia d’acqua e un bicchiere.

Davanti a lei un grande televisore acceso con l’audio abbassato.

La donna sta ridendo. Una grande risata di soddisfazione.

Brigida                   Ma come hai fatto a prendere la linea? So’ due mesi che ci

                               provo e l’unica volta che ho trovato libero m’ha risposto

                               un disco. C’ho pianto dalla rabbia.

Angela M.              (sempre ridendo) Ma con chi credi di parlare? sono una

                               professionista io! Lavoro con due telefoni: col mio e col

                               cellulare di madame! Tutte le volte che torna in ritardo

                               glielo requisisco per mezza giornata.

                               Prova e riprova, alla fine, lunedì, mi ha risposto una

                               ragazzetta e io le ho detto che volevo giocare e che ero

                               malata, pure grave, che poi è la verità…quella m’ha detto

                               di aspettare in linea; m’ha passato un signore molto

                               distinto che m’ha detto che, se volevo, potevo giocare

                               oggi, che è il giorno della ricerca per le malattie

                               genetiche, e che, però, dovevo cambiarmi la malattia e dire

¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† che c‚Äôho ‚Äėsta¬† sindrome di Betlimmer-Hauser. Sono sei

                               giorni che mi  ripasso il nome, me lo sono scritto bello

                               grande sopra la televisione.

Brigida                   E il videoset quando te lo spediscono?

Angela M.              M’hanno detto che ci vorrà una settimana…

Brigida                   Oh, appena arriva vengo a vederlo.

Angela M.              Non ce n’è bisogno che vieni, ti arriva direttamente a casa,

                               ho dato l’indirizzo tuo.

Brigida                   E perché?

Angela M.¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† Cos√¨ ci giri il filmino per il concorso di ‚ÄúFamily show‚ÄĚ.

                               Facciamo che è il mio regalo per il 23 luglio. Brigida, vai

                               in televisione! Con appresso  la famiglia al completo:

                               marito, figlio e mamma.

Brigida                   Ma quale famiglia, Angiolé?  Pensa al casino che pianta la

                               moglie di Ivano se ci vede in televisione, non aspetta altro

                               quella…e poi la mamma chi sarebbe?

Angela M.              La mamma sono io, no? Non t’ho cresciuta io?  E ora che

                               sono alla fine dei miei giorni, sono venuta a stare con la

                               mia unica figlia, col nipotino e il mio amato genero.

Brigida                   Ma quale genero, Angiolé, quello non mi sposerà mai!

Angela M.              Lo vedi che sei fortunata? Così, quando ricomincerai a far

                               funzionare il cervelletto, te ne torni qui. Madame la

                               trasferiamo sulla poltrona-letto del tinello e tu ti riprendi la

                               tua cameretta. Tanto le due bestie manco se ne accorgono

                               che te ne sei andata.

Brigida                   Angelè, dai! stai a fare sempre gli stessi discorsi…

Angela M.              Ma che ti vergogneresti a fare la single? Pensa a Barbra di

                               Capital, al coraggio che c’ha avuto a lasciare Steven e i

                               ragazzi e a ricominciare tutto daccapo. E poi dove stanno

¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† oggi le famiglie ‚Äúregolari‚ÄĚ? Ci sono rimasti i

                               Carrington…ah si! pure la famigliola  di “Amaro come

¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† ¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†l‚Äôamore‚ÄĚ.¬† E comunque, quelli di ‚ÄúFamily show‚ÄĚ non ti

                               chiedono mica lo stato di famiglia.  Ah, non ci scordiamo

                               che la vecchia mamma c’ha la sindrome di coso…di

                               Betlimmer- Hauser, quella ci aiuta di sicuro a passare la

                               selezione. Oh! poi, volendo, c’abbiamo pure la cameriera

                               negra; l’unico problema è che dovremmo metterla in

                               regola, madame. Il permesso di soggiorno sì che lo

                               controllano, mica lo stato di famiglia!

Brigida¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† Ma chi lo gira poi ‚Äėsto filmino?

Angela M.              Lo giri tu, ti fai insegnare: Ivano sta tutto il giorno dietro a

                               valvole e batterie; quell’altro, Christian, si  rincoglionisce

                            con la playstation, lo sapranno come funziona un videoset, o

                            no?

Brigida                Sapere lo sanno, ma non me lo insegnano. Chi li vede

                            mai? Dieci minuti a pranzo e dieci a cena…e poi

                            dovrebbero starci pure loro nel filmino, ci deve stare

                            tutta la famiglia…E’ impossibile, Angelé, mettiamoci una

                            pietra sopra.

Angela M.           Tu chiediglielo per favore, mettiti a piangere…

Brigida                Sai che novità!

Angela M.           Minacciali.

Brigida                Ma chi, io a loro!?

Angela M.           Tocca inventarsi qualcosa…

Brigida                Ma che te vuoi inventà? Non gliene frega niente, di te, di

¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† me, di ‚ÄúFamily show‚ÄĚ, di tutto‚Ķ

Angela M.           (con un cambio di tono)  E se c’avessi un brutto male?

Brigida                Chi?

Angela M.           Tu. Metti che t’ammali d’un brutto male.

Brigida                 Io?

Angela M.           Tu glielo dici, gli fai capire che non ti resta molto da

                            campare… quelli si preoccuperanno, o no? Sei sempre la

                            madre e la moglie…

Brigida                La convivente! Non c’ho diritti, zero spaccato, l’hai capito?

Angela M.           Sono bestie ma uno schifo di favore te lo faranno, prima che

                            muori, o no?

Brigida                Angelé, i discorsi stanno a zero: primo, non c’ho nessuna

                            malattia; secondo, quelli manco mi guardano. Mangiano,

                            dormono e escono. Quando c’ho avuto l’ascesso il mese

                            scorso, che sono venuta da Preziosi-  sembrava che c’avessi

¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† una palla da tennis nella bocca, te lo ricordi? ‚Äď b√®, quelli

                            manco se ne sono accorti, figurati un po’…

Angela M.           (cambia tono) Brigida, rispondimi: tu, in televisione, ci vuoi

                            andare oppure no?

Brigida                (dopo una breve pausa) Lo sai che è il sogno della vita mia.

Angela M.           E allora i discorsi stanno veramente a zero.

Brigida                Ma come faccio? Primo, devo riuscire a parlarci; secondo, ci

                            devono credere che sono malata. Devo portare le prove, una

                            diagnosi. Preziosi è come uno zio, ma non me la firma una

                            carta falsa.

Angela M.           (dopo una pausa) Facciamo così: tu domani mattina vieni

                            qui.

Brigida                Che ti stai a inventà?

Angela M.           Tu vieni.

Brigida                Ma che vuoi fare?

Angela M.           Voglio che fai il film, Brigida. Voglio che il tuo sogno

                            diventi realtà, che vai in televisione e per andarci ti

                            serve tutta la tua bella famigliola, al completo. Di tempo ne

                            hai buttato via già abbastanza, per cui

                            domani  prendi il trenino delle otto e ventitrè e vieni qui.

                            (a voce alta) Bentornata, eh madame? (a Brigida) Ora ti

                            lascio che devo pranzare. Ciao, Brigida, ti aspetto per le

                            nove, va bene?

Brigida                Va bene. (spegne il cordless)

Buio su Brigida

Angela M.          (spegne il cordless e lo posa sul comodino. A voce alta,

                           guardando l’orologio) S’è degnata di tornare, madama la

                           marchesa: un’ora e mezzo per comprare due frescacce da

                           Mazzucconi. Tu sei andata di nuovo al supermarket, te lo

                           dico io…(prende il telecomando e alza il volume della

                           televisione) A me mi fai il semolino con la bieta e tu ti  friggi

                           i sofficini, eh madame? In Africa te li sognavi di notte i

                           sofficini. Venite qua a fare le signore: surgelati, merendine e

                           coca-cola, scontrini da minimo 15 euro, luci accese tutto il

                           giorno, acqua che scorre, docce, bagni schiuma, balsami,

                           creme profumate... Voglio proprio vedere che fine fai quando

                           tiro il gambino: te ne torni da Bongo Bongo oppure finisci a

                           battere sulla Salaria…e il cellulare me lo tengo io fino a

                           domani sera, così t’impari… Ho fame! Si mangia?

Buio

 

Scena seconda

Lunedì 27 giugno, pomeriggio. Nella cucina di Brigida.

La televisione è accesa, come sempre. Sul tavolo uno scatolone dal quale Brigida sta tirando fuori il videoset al completo. Allinea gli oggetti, li studia. Sfoglia il libretto delle istruzioni. Si siede, guarda il videoset, disorientata. Toglie l’audio alla televisione, prende il cordless e telefona a Angela Merici.

Angela Merici  è sempre nel letto, davanti alla televisione accesa. Il cordless  e il telecomando in grembo. Il telefono squilla, risponde.

Brigida                 So’ io.

Angela M.            Allora?

Brigida¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† Oh, scusami,che stai vedendo ‚ÄúVillaggio a cinque stelle‚ÄĚ?

Angela M.            Si, ma è l’ultima volta, giuro!

Brigida¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† Io ‚ÄúAmori perduti‚ÄĚ, la replica di ieri sera. Vuoi che ti

                             chiamo quando c’è il TG?

Angela M.            Ma figurati! Qui non sta succedendo niente: l’hostess

                             olandese sta piangendo dentro lo sgabuzzino degli

                             asciugamani da buoni venti minuti; il fidanzato,

                             l’animatore coi tatuaggi, sta nel bungalow di Martina, la

                             miss di Varese, che ieri sera è stata eliminata, la

                             cretina, e lui la  consola…una lagna (abbassa il volume del

                             televisore). Le hai trovate le istruzioni in italiano?

Brigida                 Si, ma non ci capisco niente lo stesso. Stasera mi faccio

                             aiutare da Christian.

Angela M.            Che dicono le due bestie?

Brigida¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† Boh, non parlano tanto, un po‚Äô pi√Ļ di prima si‚Ķ mi dicono

                             qualcosa…Oggi a pranzo Ivano ha litigato con Christian

                             perché dice che non c’ha l’educazione e che il piatto sporco

                             lo deve mettere nell’acquaio e no lasciarlo sul tavolo.

Angela M.            E le prossime analisi quando le devi fare?

Brigida                 All’ospedale hanno detto tra una quindicina di giorni. Ivano

                             ha pure tolto tutte le batterie e i ferri dalla macchina per

                             accompagnarmi. C’ha voluto parlare lui col medico e dopo

                             m’ha detto che, se non miglioro, devono ricoverarmi per

                             fare altri accertamenti…

Angela M             Che te ne importa? Tra quindici giorni il filmino è fatto e

                             spedito e tu, a quel punto, puoi pure guarire…Dici che ti sei

                             affidata al Papa e che c’hai avuto il miracolo.

Brigida                 (scettica) Sii…E a quale, poi : a quello nuovo o a quello

                             morto?

Angela M.            Meglio al morto, no? Oh, se poi le due bestie battono la

                             fiacca, vieni qua e ti prendi un altro flacone di pipì, tanto a

                             me non mi salvano neanche tutti i papi e tutti i santi messi

                             insieme. E quando cominciate a girare?

Brigida                 M’hanno detto che non mi devo preoccupare, che devo solo

¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† pensare a stare bene e che ‚Äėna mezz‚Äôoretta la trovano uno di

                             questi giorni. Insomma mi parlano, mi stanno a sentire,

                             poco ci stanno poco, come prima, ma almeno non strillano e

¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† mi dicono pure ‚Äúbuongiorno‚ÄĚ e ‚Äúbuonanotte‚ÄĚ. Quasi quasi

                             me ne starei malata per qualche mesetto.

Angela M.            Vabbè, ora falli lavorare, poi si vede. Il problema non è la

                             malattia, che tanto di pipì mia te ne posso dare a litri, il

                             problema è che una mezz’oretta non basta, si devono

                             impegnare veramente…

Brigida                 M’hanno detto che si impegnano. Ivano ieri sera, prima

¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† d‚Äôuscire, m‚Äôha detto: giriamolo ‚Äėsto cazzo di film, basta che

                             tu pensi a guarire presto che la salute è tutto.

Angela M.            E Christian?

Brigida                 Faceva di si con la testa.

Angela M.            Tu gira subito la parte loro, poi quando hai capito bene

                             come funziona, ti fai la tua e poi vieni qua e giriamo

                             la parte della mamma. Ci metti un po’ di musica, monti

                             tutto e facciamo un bel pacchetto raccomandata espresso

                             con ricevuta di ritorno.

                             Il 30 però, perché il 31 è domenica.

Brigida                 Va bene.

Angela M.           Oh, mi raccomando, presentati bene, mettiti carina,

                             parla del tuo sogno, fai capire che questo è solo l’inizio, che

¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† puoi fare molto di pi√Ļ‚ĶPensa a Magdalena! All‚Äôinizio, non

                             c’era un cane che scommettesse su di lei e, invece, lei ce

                             l’ha fatta, contro tutto e tutti.

Brigida                Magari! Ma lo sai che ancora non ci credo? Non ci posso

                            credere che è capitato proprio a me, non mi capacito, mi

¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† sveglio e c‚Äôho gi√† il pensiero fisso: vado in televisione ‚Äď

                            c’ho già un paio d’idee per il trailer - cambio vita…e allora

                            mi viene una forza, una voglia di vivere…so’ tre giorni che

                            ho smesso le pillole…Solo che quando

                            s’alzano mi tocca fare la recita: parlo sottovoce, dico che mi

                            gira la testa, che c’avrei bisogno di  stendermi…

Angela M.           E loro?

Brigida                Mi dicono: stenditi. Allora mi tocca stendermi. Poi, quando

                            escono, schizzo fuori dal letto…Cambio vita, Angelé, non

                            ci posso credere!

                            Oh, ieri, per dire, all’Ipersidis, stavo davanti allo scaffale

                            delle pezzette. Mi ci fermo sempre, lo sai, e ogni volta non

                            resisto e  me ne compro una nuova, c’ho la collezione sotto

                            l’acquaio, appena puzzicchiano di muffa le butto e le

                            sostituisco. Calcola che sui ripiani ce ne saranno state

                            almeno di trenta di tipi: quelle traforate, quelle di daino

                            vero, daino finto, quelle sbruzzolose che basta che le bolli e

                            tornano nuove...Azzurrine, gialline, arancioni, verdine, rosa

                            fucsia e rosa pesca…Oh, le ho guardate e non le ho neanche

                            toccate… me  ne sono andata via col sorriso stampato sulla

                            faccia. Ormai c’ho solo un pensiero in testa: il sogno sta

                            diventando realtà, Brigida va in televisione, entra lì dentro,

                            si presenta, si fa conoscere e  poi da cosa nasce cosa;

                            l’importante è che il filmino vada in onda, poi è tutto in

                            discesa…Hai  voglia a  rosicare tutti quanti…Magari lì al

                            paese manco rosicano, mi conoscono da bambina, forse

                           si sentiranno importanti pure loro, si sentiranno orgogliosi,

                           eh Angelé?

Angela M.          Uno orgoglioso ci sarà di sicuro …

Brigida               Aaah…ma che riattacchi con Beniamino?!

Angela M.          Quello è sempre innamorato, da quando stavate alle

                           elementari, che c’avevate il grembiule azzurro e i calzini a

                           rombi. Quello ti sposava se non perdevi la testa dietro a

                           quel mascalzone di Ivano. Andavi all’altare collo strascico e

                           le damigelle, come Pàmela con Ricki; a quest’ora faresti la

                           signora, amata, servita e riverita e magari ti metteva su una

                           televisione privata, tutta per te.

Brigida               Siii…figurati…

Angela M.          …non sarà George Clooney, ma il signor Beniamino, lo

                           scorso mese, ha aperto il secondo capannone, e ora c’ha

                           cinque operai, il signor Beniamino…

                           Tu continua a fare la serva a quel mascalzone e al suo degno

                           erede… Se battono la fiacca, ti prendi un altro po’ di pipì e ti

                           fai la seconda analisi subito subito, senza aspettare i quindici

                           giorni.

Brigida               Va bene…A proposito, al Sant’Andrea m’hanno dato la

                           prescrizione per una medicina nuova, sono capsule da

                           prendere ogni dodici ore, pare che fa miracoli per la malattia

                           mia, cioè la tua. Pensavo: perché non te la prendi tu? La

                           passa la Regione…

Angela M.          Si si, portamela che la frullo nel cassonetto.

Brigida               Ma perché non ti devi curare come si deve? Possibile che

                           Preziosi non ti dice niente? Vuoi che ci parlo io?

Angela M.          Preziosi non dice niente perché gli ho vietato di salire e pure

                           di telefonare e tu sei pregata di farti gli affari tuoi. Qui sale

                           solo Lollo che c’ha l’unica medicina che funziona.

Brigida               Lollo? Ma chi, Lorenzo, il nipote di Capotosti, quello che sta

                           in  falegnameria?

Angela M.          Esatto.

Brigida               E che c’entra Lollo con la malattia tua?

Angela M.          C’entra c’entra. L’ho nominato responsabile della mia

                           manutenzione straordinaria.

Brigida               Ma quale manutenzione? Ma che, ti fai portare le medicine

                        da quello? Che medicine ti fai portare?

Angel              Una sola medicina, l’unica che funziona davvero: cannabis,

                        canapa indiana…un toccasana. Gli spinelli me li prepara lui,

                        che a me mi casca tutto sul lenzuolo; ogni volta che viene

                        me ne gira una decina e io me li conservo tutti belli in fila

                        nella scatola dei Saiwa…

Brigida            Ma che sei matta, Angelé? Ma che ti droghi?

Angela M.       Ma che droghi… mi faccio una canna! Verso le due, le due e

¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† dieci, come finisce ‚ÄúLa vendetta del samurai‚ÄĚ, spengo la

                        televisione, mi accendo uno spinello, spengo la luce, mi rilasso

                        e buonanotte.

Brigida            (allarmata) Angelé, ma che fai? Ti fa male…E se ti arrestano?!

Angela M.¬†¬†¬†¬†¬†¬† Ma chi mi deve arrestare, Antonio?‚Ķ(seria) Fai ‚Äėsto filmino,

                        Brigida, e fallo in fretta che io non c’ho tempo.

Brigida            Io non dico niente ma…

Angela M.       Ecco, brava, non dire niente.(alza il volume della TV,

                        commenta il programma) Questa si che

                        la manderei in galera, ma no a Rebibbia, alla Cayenna la

                        manderei, a spalare pietre, la miss…miss Cayenna…

                        Chiamami dopo, così mi dici che t’ha detto Christian.

Brigida¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† Va bene. Ti vedi ‚ÄúMatilda‚ÄĚ stasera?

Angela M.       Certo.

Brigida            Io me lo registro perché se no Ivano s’incazza, dice che gli

                        blocca la digestione…

Angela M.¬†¬†¬†¬†¬†¬† Si si, gli blocca la digestione‚ĶChiamami pi√Ļ tardi, va‚Ķ

                       

Buio

Scena terza

Sabato 23 luglio. Mattina. Nella camera da letto di Angela Merici.

Sul comodino il telefono, la bottiglia dell’acqua e il bicchiere.

Le due donne stanno guardando in televisione le immagini del filmino non ancora montato. A terra un borsone di tela azzurra.

FILMATO 1 di  CHRISTIAN  (non montato)

Interno giorno.

Christian nella sua cameretta, davanti al computer acceso.

Il set è stato scenografato per l’occasione. Sulla parete dietro il computer spiccano le foto di Christian da piccolo, di una ragazza (Marika), di un cane dalmata, di un gruppo musicale ecc.  Sul tavolo, a far da cornice al computer, libri e quaderni.

Christian indossa una polo nuova di zecca che copre i tatuaggi delle braccia.

Fuori campo la voce di Brigida che si appresta a girare il filmato.

L’immagine è sfocata.

Brigida           Sei tutto sfocato!

Christian        (a Brigida) A ma’, devi premere il pulsante a sinistra…aspetta

                       faccio io, va. (esce. Voce fuori campo) Sei proprio impedita,

                       mettete a sede, vai.

Brigida           (entra in campo, si siede al posto di Christian) Oh, spegni

¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† ‚Äúrecord‚ÄĚ che si consuma la batteria!

L’immagine va a fuoco.

Christian¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† Ma quale batteria‚Ķtorna de qua e non toccare pi√Ļ gnente.

Brigida           (si alza e torna alla videocamera)

Christian        (rientrando e tornando a sedersi) Le zoomate su le foto le faccio

                       io dopo.  Se me impiccio, me fermo e ripijo, poi monto io col

                       computer. Tu nun toccà gnente sennò famo notte qui.

                       Aspetta che me ripasso la poesia: la scuola, il tempo libero, il

                       sogno, er cane, er Milan de Berlusconi…(gestaccio) cor cazzo!

                       (scatta in piedi, urla) Paolooo Di Caaanio!(fa il saluto romano)

Brigida           A Christian, guarda che te faccio gli occhi neri. Nun

                       t’azzardare, eh!

Christian        Nun lo dico che so’ der Milan, hai capito?, manco se ’ammazzi.

¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† Che gi√† st√≤ a fa‚Äô ‚Äėna figura da pariolo che per fortuna me

                       vedono solo du’ stronzi de milanesi…(canto da stadio

                       accompagnato da gesto) “Solo la nebbia, c’avete solo la

¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† ¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†nebbia‚Ä̂ĶMa che davero devo da di‚Äô pure der cane?

Brigida           Fa simpatia, no?

Christian        (con le mani intorno alla bocca) A bugiarda! Il cane - che non

                       esiste-  si, e la fija de papà - che poi sarebbe mi’ sorella e è pure

                       bòna - no eh? E come se chiamerebbe er cane?

Brigida           Pallino.

Christian        (vomita) Pallino si e Debbora no…attacchiamo va…comunque

                       ar cane je cambio il nome in diretta.( si aggiusta sulla sedia, fa

¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† la faccia seria) Ciao, amici del ‚ÄúFantasy show‚ÄĚ!

Brigida           A Christian! Guarda che t’ammazzo di botte, eh?

Christian        C’ho detto?

Brigida           Family, no Fantasy!

Christian        (sospiro, riprende) Riprendo… poi taglio…Ciao, amici del

¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† ‚ÄúFamily show‚ÄĚ, io sono Christian Semeraro. Sono figlio unico,

                       ho fatto diciott’anni e il prossimo anno vado al terzo tecnico-

                       industriale. Questa è la mia cameretta e questo il mio computer

                       col quale studio e gioco nel tempo libero.

                       Che poi tanto tempo libero non ce l’ho perché tra lo studio, la

                       ragazza - che se chiama Vanessa, che non sta qui a Fidene,

                       abita a Ostia - gli amici…della squadra mia…non è che mi

¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† rimane pi√Ļ tanto tempo.

                       Il mio sogno è di finire presto la scuola e cominciare a lavorare,

                       magari con mio padre Ivano che fa l’impresario…

Brigida           L’imprenditore fa, no l’impresario!

Christian        (alla madre) Sii! Mo’ lo zingaro fa l’imprenditore…

                       (sospiro, riprende) Il mio sogno è di finire subito la scuola e

                       lavorare con mio padre che fa l’imprenditore.

                       Penso che mi farò anche una famiglia, con Vanessa…se la

                       pianta di fare la zoccola…questo poi te lo taglio. (riprende) E

                       mamma m’ha promesso che il giorno che mi faccio una casa

                       mia, mi potrò portare dietro il nostro cane… Bullock, che è il

                       mio migliore amico…a milanesi de mmerda, nun ce credete!

¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† ¬†Questa √® una bugiarda! Famo ‚Äėsto ‚Äúfinalissimo‚ÄĚ va...(riprende)

                       Io non lo so  se  il mio sogno diventerà realtà, so solo una cosa,

                       però: che  non si deve smettere di sognare! Mai! (sospira,

                       scuote la testa) Me faccio schifo da solo…(si alza, esce)

                       (voce fuori campo) Scanzate…vattene va’, le zoomate le faccio

                       da solo …

Fuori campo i passi di Brigida, l’apertura e la chiusura della porta della cameretta.

Stacco

Zoomate sulle fotografie attaccate alla parete: una foto con un cane dalmata, il poster di una porno star col bikini a stelle e strisce, la locandina di un film di Tomas Milian.

Christian        (fuori campo, commenta) A Pallì, a fijo d’una mignotta, io te chiamerei Totti e te legherebbe ai binari del trenino…e questa è Vanessa…magara!…e questo è il dio mio, er padrone de Roma, nun se tocca…  

   

Stacco

FILMATO  1 di  IVANO  (non montato)

Esterno giorno.

Ivano davanti all’officina dell’amico Mimmo, sulla Salaria.

E’ rasato e pettinato, indossa una camicia chiara, pulita e perfettamente stirata.

Nel corso del suo breve monologo, dimostrerà disagio e nervosismo per il personaggio costretto a recitare. Il fastidio è a mala pena stemperato dalla coscienza di fare qualcosa che può aiutare quella povera crista di Brigida nel decorso di quella che lui ritiene essere una grave malattia.

Fuori campo la voce di Brigida che sta girando il filmato.

Ivano           (infastidito, fa appello a tutta la sua pazienza) Che faccio, inizio?

Brigida        Si si, la vedi la lucetta rossa? Dai, comincia!
Ivano           (preoccupato)  Ma che vedi pure Mimmo?

Brigida        No tranquillo, sta lontano. Dai, comincia!

Ivano¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† (facendole il verso)¬† ‚ÄúDai comincia!‚Ä̂Ķe che sono un juke-box

                    che ci metti dentro le cento lire! (è in difficoltà)

Brigida        Ti prego Ivano, mi avevi promesso che lo facevi…due minuti e te

                    ne vai, che ti costa?

Ivano           Mi costa…mi costa che non mi ricordo un cazzo!

Brigida        (suggerisce) “ Sono Ivano Semeraro, il capofamiglia, e questa è

¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† la mia officina‚Ķ‚ÄĚ

Ivano           (ripete a memoria) Sono Ivano Semeraro, il capofamiglia, e

                    questa è la mia officina…( si guarda intorno) Sei sicura che

                    Mimmo non sente?

Brigida        (materna) Prendi un bel respiro e dilla tutta. Tranquillo. Ma lo

                     sai che sei un sacco telegenico!

Ivano           (ridacchia) Si…è arrivato Steeve Mac Queen! (s’è sciolto)

                    Dai cominciamo (un’occhiata all’orologio) che sto già in

¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† ritardo‚Ķtogliamoci ‚Äėsto dente. (si aggiusta il colletto e si passa

                    una mano tra i capelli. Un’ ultima occhiata dalle parti di Mimmo.

                    Si schiarisce la voce, si stampa in faccia un sorriso che somiglia

                    a un ghigno)

                    Sono Ivano, il capofamiglia, e questa è la mia officina.

                    Vi assicuro che fare il padrone non è affatto facile:

                    responsabilità, orario di lavoro praticamente continuo, ferie

                    zero, la crisi, che nel mio settore si fa sentire, eccome se si fa

                    sentire. La famiglia da mandare avanti, la moglie giovane e

                    esigente, il figlio che studia, coi suoi hobbies…insomma forse si

¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† chiede un po‚Äô troppo a questo ‚Äúgiovanotto‚ÄĚ nato nel dopoguerra.

                    Scherzo, naturalmente. Vi dico solo una cosa, amici del “Family

¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† show‚ÄĚ: quando la sera rientro e¬† mi chiudo la¬† porta di casa alle

                    spalle e dò un bacio a Brigida e a mio figlio Christian, quando mi

                    lavo le mani ancora nere di grasso e mi tolgo le scarpe pesanti,

                    bé, io sono un uomo soddisfatto. E sapete perché? Perché,

                    giorno dopo giorno, ho costruito una …una…(a Brigida) che

                    cazzo ho costruito?

Brigida¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† Una trincea! Ricomincia da ‚Äú E sapete perch√©? ‚ÄĚ, dai, un bel

                    respiro!

Ivano           (guarda l’orologio) E sapete perché? Perché ho costruito una

                    trincea…si, una trincea, fatta di tre cose: sicurezza, famiglia e

                    sogni. Noi non viviamo in un mondo facile, ma se costruiamo

                    tutti insieme la trincea - fatta, ripeto, di tre cose: sicurezza,

                    famiglia e sogni- se la costruiamo, ce la possiamo fare.

¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† Un saluto a tutti gli amici del ‚ÄúFamily show‚ÄĚ da Ivano. Ciao. (si

                    allontana di spalle, poi si ferma e si gira verso la videocamera)

                    Basta! Finito!

Brigida        (supplichevole) No, ti prego! Fammi il finalissimo! L’hai detto

                    così bene prima!

Ivano           (verso Mimmo, a voce alta) Mimmo, abbiamo finito eh!

Brigida        (agitata.) Ivano, ti supplico, è l’ultimo piacere che ti chiedo! Il

                    finalissimo è troppo importante!

Ivano¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† Non ti agitare, che ti fa male. (ci pensa su) Vabb√®, facciamo ‚Äėsto

¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† ‚Äúfinalissimo‚ÄĚ, basta che ci sbrighiamo! Tu accendi, io faccio due

                    passi e poi mi giro.

Brigida        Grazie, amore mio.

Ivano          (si allontana di spalle bofonchiando un’imprecazione, fa un paio

                   di passi, si gira verso la videocamera) Non smettere di sognare!

¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† Mai! ( si rigira, si riallontana di spalle senza pi√Ļ girarsi, guarda

                   l’orologio) Ma porca zozza! (tira fuori le chiavi della macchina

                   dalla tasca dei pantaloni, grida) Mimmo, io vado! (esce

                   dall’inquadratura)

Stacco

FILMATO 1  di  BRIGIDA (non montato)

Interno giorno. Il salotto di Brigida, perfettamente in ordine e sfavillante.

Brigida è truccata e vestita alla moda. E’ visibilmente tesa ed emozionata. 

Brigida

Mi chiamo Brigida (esitazione) Semeraro e…(si ferma, cambia tono) L’ho detto male…Taglio!

(riprende) Ciao a tutti! Sono Brigida Semeraro (stavolta il cognome scivola via liscio), ho 37 anni e sono nata sotto il segno dei Pesci (risatina). Vivo a Roma…bè, non proprio a Roma, abito a Fidene… che comunque sta dentro il raccordo anulare…

Vivo a Roma da quando mi sono sposata circa diciotto anni fa con mio marito, Ivano Semeraro, che conoscerete tra poco…

E questa è la nostra casa, dove, circa diciotto anni fa, è nato nostro figlio Christian… anche lui lo conoscerete tra pochissimo.

Finora ho fatto la moglie e la mamma, ma ora che Christian √® maggiorenne e che Ivano sta sempre fuori per il suo lavoro, vorrei finalmente dedicarmi a un‚Äôattivit√† tutta mia‚Ķe, con un pizzico di fortuna, penso di potercela fare. Perch√© sento di avere qualcosa da dire, di poter dare qualcosa a tante persone. Per adesso il mio ‚Äúset‚ÄĚ √® questo: la mia casa, piccola ma luminosissima. Qui in salotto ci sto solo per leggere: un buon libro o una rivista; il mio regno vero √® la cucina. Per due ragioni: primo, diciamo che so cucinare piuttosto bene; secondo, √® che in cucina c‚Äô√® la televisione grande, col videoregistratore, quella piccola sta nella cameretta di Christian e mio marito non la vede perch√© sta sempre fuori‚ĶLa mattina, appena mi sveglio, l‚Äôaccendo, col volume basso senn√≤ li sveglio‚Ķ

…poi quando loro escono e finalmente sono sola…cioè proprio sola no, perché in casa c’è mia madre che è affetta dal morbo di Betlimmer-Hauser, una malattia genetica…e c’ha la televisione in camera…

La seconda ragione per cui sto sempre in cucina √® che l√¨ c‚Äô√® la mia televisione personale. In casa ne abbiamo tre, di televisioni: la mia, grande, una piccola nella cameretta di Christian per le partite di calcio e un‚Äôaltra in camera di mia madre che sta sempre a letto perch√© √® affetta dal morbo di Betlimmer-Hauser, una malattia genetica... Ho un rapporto bellissimo con mia madre, con lei mi confido e lei mi incita sempre a realizzare il mio sogno‚Ķ√® la mamma che tutti vorrebbero avere, una mamma‚Äďamica‚ĶVedrete tra poco com‚Äôe simpatica!

La mia seconda amica è la televisione. Anche con lei ho un rapporto vero, importante: m’aiuta a sognare, imparo tante cose, mi confronto col resto del mondo…

Tutti i venerd√¨, all‚Äôedicola dell‚ÄôIpersidis, mi compro ‚ÄúLa settimana Tv‚ÄĚ e mi faccio il mio palinsesto, dal venerd√¨ al venerd√¨, mi scrivo tutti i programmi che m‚Äôinteressano, quelli che posso vedere in diretta e quelli che, invece, debbo registrare se ci sono Ivano e Christian per casa o se esco a fare la spesa o vado al paese, a Montelibretti dove‚Ķdove sono cresciuta con mia madre‚Ķ(pausa, cambio tono) Se dovessi fare una classifica direi che le mie trasmissioni preferite sono: primo in assoluto le fictions, sia italiane che straniere; al secondo posto, ma quasi a pari merito, quelle sulla casa e sulla cucina‚ĶDiciamo che vincono le fictions perch√© le storie d‚Äôamore mi piacciono da morire, soprattutto ‚ÄúMatilda‚ÄĚ su Rai Uno o ‚ÄúLove seasons‚ÄĚ su Retequattro‚Ķ Sono decisamente una donna romantica‚Ķ(un gran sorriso) E infatti volevo salutarvi con una poesia che s‚Äôintitola ‚ÄúDietro le lacrime‚ÄĚ.

L‚Äôho scritta qualche anno fa per Edo‚Ķsi si, Edo, proprio per te, quando facevi ancora il d.j. a ‚ÄúGreen Music‚ÄĚ su TeleSabina, te lo ricordi? Era il 1990. Io avevo ritagliato la tua foto e l‚Äôavevo attaccata dentro al mio armadio. Un saluto da tutta la famiglia di Brigida, anche a Ilary e Robertino e a tutti gli amici di ‚ÄúFamily show‚ÄĚ. Spero di vedervi presto‚Ķ di persona!

Non smettere di sognare! Mai!

Stacco

(in primo piano) Dietro le lacrime.

 

I tratti del tuo viso diventano pi√Ļ precisi.

Mentre ti guardo

le mie lacrime s’asciugano,

mi lascio cullare dalla tua voce calda,

mi perdo nella musica…

Come quando ero bambina

e la banda musicale scacciava la tristezza.

Tiravo su col naso,

mi strofinavo gli occhi con la manica

e ballavo tra i pantaloni neri con la striscia rossa.

 Fine filmato

 In scena Brigida preme il tasto dello stop.

Angela M.        (è immobile, gli occhi fissi sullo schermo)

Brigida             (commentando il filmato, è su di giri) Ecco fatto! La poesia la

¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† ¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†lascio alla fine e ci metto sotto la musica di ‚ÄúMatilda‚ÄĚ: √® pi√Ļ

                         espressivo, no?

Angela M.        (rimane immobile e muta)

Brigida             ( quasi a giustificarsi) Calcola che va tutto tagliato e

                         montato…

Angela M.        (c.s.)

Brigida             (incassa il silenzio e reagisce)   Ora giriamo la mamma! Che

                         dici, 2-3 minuti andranno bene?

¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† ( apre il borsone azzurro e tira fuori l‚Äô‚ÄĚattrezzeria‚ÄĚ per la scena

                         che vanno a registrare) Ho portato un po’ di  medicine

¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† mie‚Ķtanto a me non servono pi√Ļ‚Ķle metto sul comodino:

                         sedativi, ansiolitici…Questa (la rigira tra le

                         mani, gliela mostra) è quella che farebbe miracoli, ma c’hai la

                         capa tosta tu…Preferisci che ci metto gli spinelli di Lollo?

                         (ride della battuta) Così ci arriva il maresciallo Antonio Di

                         Capua e ci arresta a tutte e due!

Angela M.        (non reagisce, gli occhi ancora fissi sulla televisione spenta)

Brigida             (continuando a disporre l’attrezzeria) La camicia da notte

                         della mamma…la foto di famiglia (le mostra una foto

                         d’epoca) Questa sei tu…me l’ha scaricata Christian da

                         internet…,(la dispone sul comodino) sul centrino di pizzo…

                         Sai che pensavo? Che mentre parli di te, del tuo passato, di tuo

¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† marito - che poi sarebbe mio padre ‚Äď del fatto che vi amavate

                         profondamente e che la sua morte è stata per te uno scivolare

                         nel nulla, nel silenzio  - un po’ come Caroline in “ Amori del

¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† Sud‚ÄĚ-¬† mentre tu parli pu√≤ entrare Veronica, la cameriera di

                         colore, con una tazza di tè o di camomilla o di quello che

                         vuoi…che dici?

Angela M.        (c. s.)

Brigida             Di papà puoi dire che io praticamente non l’ho conosciuto, che

                         tu m’hai cresciuto da sola… oh, è la verità! Che c’è Angelè?

                         Non ti senti bene? Vuoi che aspettiamo a girare, vuoi fare

                         prima una prova?

Angela M.        (c.s.)

Brigida             Ma che ti sei offesa per Antonio? Io scherzavo.

Angela M.        (c.s.)

Brigida             Oh, se vuoi farti uno spinello, che dici che ti rilassa, fattelo…                   

                         Ti apro la finestra? Magari  io vado a dire a Veronica di

                         prepararsi… le faccio mettere un grembiulino bianco, che

                         dici?

Angela M.        (finalmente) Che giorno è oggi?

Brigida             E’ sabato.

Angela M.        Il numero!

Brigida             Angelé, è il 23, il 23 di luglio! Santa Brigida! (dopo una breve

                         pausa) Ma che sei preoccupata che non facciamo a tempo?

                         Ora registriamo la tua parte, domani e dopodomani

                         monto tutto, ci metto pure la musica  e  martedì, massimo

                         mercoledì, spedisco la cassetta.

Angela M.        Quale cassetta?

Brigida             (disorientata) Come quale cassetta? Questa qui (indica il

                         televisore), faccio pure due copie per noi.

Angela M.        E secondo te dove va questa cassetta?

Brigida             (c.s.) Le copie le teniamo io e te, l’originale va al “Family

¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† Show‚ÄĚ.

Angela M.        Errore: l’originale va a finire dritto dritto dentro un cassonetto

                         di Cologno Monzese.  E pure la mia copia, se è per questo,

                         finisce nel cassonetto qua sotto.

Brigida             E perché?

Angela M.        (animandosi) Perché fa schifo, ecco perché, perché ti

                         addormenti dopo due secondi. Perché è noiosa, Brigida. Sei

                         noiosa tu, è noioso quel deficiente di tuo figlio, riesce a essere

                         noioso pure quel mascalzone di Ivano. E tu  pensi che quelli

                         della televisione mandano in onda una roba del genere? Non

                         la  usano neanche per l’intervallo, meglio quattro pecore e due

                         nuraghi!

¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† Non √® che io posso risolvere tutto colla sindrome di ‚ÄúCoso‚ÄĚ!

                    Nella spazzatura finisce, lo vuoi capire? Hai voglia a

                    continuare a sognare. E pure Magdalena finisce nel secchio!

                    Basta. Finita. Stop.

¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† Abbiamo fatto tutta ‚Äėsta farsa con la

                    pipì mia, coi due stronzi che credono che c’hai i giorni contati,

                    per finire tutti quanti dentro a un cassonetto?

Brigida             (mortificata, con un filo di voce) Che dobbiamo fare?

Angela M.        Dobbiamo fare che oggi è il 23 e per il 30 dev’essere pronta e

                    spedita.(breve pausa) Apri il primo cassetto del comò, prendi

                    il coso di plastica … il flacone, che ti ci faccio dentro la pipi.

                    Poi corri a portarlo al laboratorio del cognato di  Gabriella,

                    digli che ho assolutamente bisogno del risultato per lunedì

                    mattina.

                    Lunedì mattina te lo prendi, lo fai vedere alle bestie e

                    gli dici che il film va rifatto perché così non va bene e che lo

                    devono fare pure in fretta perché sei peggiorata e non c’hai

¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† pi√Ļ tanto tempo, hai¬† capito?

Brigida             (confusa) Ma  Ivano ha detto che, se peggioravo, mi

                         ricoverava…

Angela M.        Gli dici che prima vuoi rifare il film e dopo ti fai ricoverare.

Brigida             Figurati quanto me la fanno scontare se gli dico che devono

                         rifare tutto…

Angela M.        Non devono ri-fare, devono fare un’altra cosa! Li hai passati

¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† ¬†¬†nella varecchina,¬† non sanno pi√Ļ di niente, fanno finta

¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† d‚Äôessere ‚Äúper bene‚ÄĚ e gli riesce pure male‚Ķ.(indicando la

¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† foto e le medicine) E togli ‚Äėsta roba!

Brigida              (esegue, mortificata)

Angela M.         Ma che t’aspettano per pranzo?

Brigida              No, lo sanno che Santa Brigida lo passo sempre con  te.

Angela M.¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† C‚Äôhai presente ‚Äú Le strade del Bronx‚ÄĚ?

Brigida              L’ho registrato un paio di volte ma non mi piace, non c’è

                          neanche una donna…

Angela M.         (tra sé) Così sono inutili. La parte bisogna cucirgliela

                          addosso…magari si divertono pure, le bestie. (a Brigida) E

                          anche tu, figlia mia…il pubblico deve stare dalla parte tua,

¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† deve tifare per te, deve dire: speriamo che se ne vada al pi√Ļ

¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† presto, che le molli ‚Äėste due zavorre, che si realizzi

¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† finalmente. Devi essere pi√Ļ positiva, pi√Ļ disinvolta‚Ķ

Brigida              (annuisce mortificata)

Angela M.         Ce la vedi Magdalena che ritaglia le figurine e recita la

                           poesia di Natale?

Brigida               (a testa bassa) No, non ce la vedo.

Angela M.         E allora?! Fai capire che anche tu ce l’hai i numeri, come

                          lei,che ce l’hai le ali per volare. (pausa)

¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† (materna) Facciamo cos√¨, ora buttiamo gi√Ļ qualche idea‚Ķ

                          (inforca gli occhiali, apre il cassetto del comodino e tira fuori

                          una penna e un pezzo di carta) Tu giri con quei due, ti rifai il

                          tuo pezzo, monti, riporti tutto

                          qui e io faccio il finalissimo coi fuochi d’artificio…Prima,

                          però, prendi il coso di plastica e accompagnami in bagno,

                          così lo porti subito al cognato di Gabriella e ci togliamo il

                          pensiero. (scosta il lenzuolo, prende in mano la

                          camicia da notte) Questa la riporti alla nonna del Corsaro

                          Nero.

 buio

    
   
     Scena quarta

Giovedì 28 luglio. Pomeriggio inoltrato. Camera da letto di Angela Merici. In un angolo il borsone di tela azzurra. Angela e Brigida stanno guardando insieme il nuovo filmato montato.

Angela Merici appare pi√Ļ stanca e provata dalla malattia. Sul comodino, come sempre, ci sono il telefono, la bottiglia e il bicchiere.

FILMATO  FAMIGLIA 2 (montato, con musica)

Esterno giorno. Brigida appoggiata ad una Smart. Il vestito √® pi√Ļ scollato, pi√Ļ sexy (stile antonellaclerici), il trucco pi√Ļ pesante, la pettinatura pi√Ļ sofisticata

Brigida¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† A tutti gli amici di ‚ÄúFamily show‚ÄĚ- in particolare a Edo

                        (risolino)-  un saluto da parte di Brigida, nata sotto il segno

                        dei Pesci.Voglio presentarvi la mia piccola famiglia.

                        Il primo è Ivano!

Stacco

     Filmato Ivano 2

     Esterno giorno. Fidene.

     Ivano è in piedi accanto alla sua station wagon carica di cavi e

     batterie. Porta un pantalone attillato, una camicia a colori sgargianti

     aperta sul petto. Sotto, una canottiera nera molto scollata. Al collo una

     pesante catena e all’orecchio un orecchino.

      Ivano                 Salve, sono Ivano Semeraro. E questa è la mia officina
      (indica la station wagon). Non sta scritto da nessuna parte che un’officina
     deve avere le pareti di mattoni e una saracinesca. L’officina di Ivano c’ha
     quattro ruote, l’impianto hi-fi e il viva-voce, ti raggiunge in pochi minuti,
     senza che devi chiamare il carro- attrezzi, e ti risolve il problema. On the
     road.

     Stacco

     Musica. Ivano alla guida della station wagon, inquadrato dal sedile di

     fianco.

     L’auto percorre le strade di Fidene, dallo svincolo del raccordo

     anulare in direzione del centro del quartiere.

   

    Ivano                   Stiamo entrando dal raccordo anulare, uscita
                                numero 9. E questo è il territorio di Ivano: Fidene,
    Settebagni, Castel Giubileo… Sono diciotto anni che giro per queste
¬†¬†¬† strade, li ho visti nascere tutti ‚Äėsti quartieri, conosco tutti e tutti mi
    conoscono.

    Ivano è a disposizione del cliente dalla mattina - nove, nove e mezza -

    fino alla notte. A casa ci sto poco, il tempo di mangiare…C’ho Brigida, a

    casa, la mia convivente, e c’ho pure un  figlio maschio, che studia…anche

    se quello lo vedo poco e niente …e va bene cosi!

    Brigida non l’ho sposata, per ora, e, quando protesta, gli dico che: primo,

    non è obbligatorio sposarsi, e, secondo, che il giorno che faccio il botto, lo

    stesso giorno facciamo pure le pubblicazioni.

    Stacco

    La station wagon percorre le strade del centro di Fidene.

¬†¬† Ivano¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† Questa √®¬† Fidene, prima si chiamava ‚Äú borgata Fidene‚ÄĚ, poi

¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† sui cartelli hanno cancellato ‚Äúborgata‚ÄĚ con la vernice, e

   così ora è Fidene e basta…

    Io Brigida l’ho incontrata che era ancora una bambina, al suo paese, dentro

   a un bar, fuori diluviava e lei era bagnata come un pulcino, m’ha fatto

   tenerezza e da allora stiamo insieme.

   L’auto si ferma davanti a un bar all’aperto. In secondo piano, seduti a

   un tavolino, due uomini. Uno dei due si accorge dell’arrivo di Ivano, si

   alza, lo chiama da lontano, batte sull’orologio da polso.

   Ivano                 E questo è il mio quartiere generale, il bar di Giancarlo, il

¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† ‚ÄúNumber one‚ÄĚ. (spegne il motore, fa salire i vetri dei

   finestrini, guarda l’orologio. Ha fretta di concludere.)  Dicono: uno come

   Ivano che la vita se l’è presa a morsi, ha smesso da un pezzo di sognare…e

   invece no, Ivano sogna, sogna ancora, solo che il mio sogno non ve lo posso

   dire, sennò non si avvera…

   Stacco

  Esterno giorno. Brigida appoggiata alla Smart.

  Brigida                E’ ora la volta dell’erede. Mio figlio Christian!

 Stacco

 Filmato Christian 2

 Esterno giorno. Musica. Christian, vestito da ultrà della Lazio, casco del

 motorino in mano, si avvia verso lo stadio Olimpico.

 Stacco

Christian seduto su una panchina, all’esterno dell’Olimpico. La maglietta attillata e smanicata mette in evidenza i tatuaggi sulle braccia e sul collo.

Christian         Salve a tutti, sono Christian. Ho diciotto anni e  vado in terzo

                        tecnico-industriale. A scuola non vado molto bene…quanno ce vado, coi professori non mi ci piglio, cogli allunni non me ce pijo lo stesso perché so’ ragazzini. C’ho altri interessi. Primo: c’ho la donna che si chiama Vanessa…

Stacco

Christian sotto la curva nord.

Christian         …e  secondo,  c’ho la Lazio, che  non è  solo la squadra ma è una scelta di vita.

In famiglia tutto a posto. Mia madre la vedo quasi tutti i giorni, mio padre nun lo vedo quasi mai perché …se così si può dire…come dice lui…lavora.

Qual è il mio sogno? Vi potrei rispondere che sarebbe quello che la mia squadra vince lo scudetto, ma è un sogno banale, so’ capaci a farlo tutti…pure quei negri dei romanisti.

Il mio sogno √® un mondo bianco-azzurro, che non √® il sogno del tifoso di 90¬į minuto, per capirci, noi non c‚Äôentriamo con quella robba. Noi non pieghiamo la testa, ci ribbelliamo a questo mondo del calcio che ormai √® ridotto non alla frutta, ma bens√¨ alla richiesta del conto.

Essere laziali √® uno stile di vita, il laziale non segue la moda, √® come il Guerriero della Luce: ‚Äúschiavo del proprio sogno e libero nei propri passi‚ÄĚ.

Perché noi della Nord c’abbiamo il cuore pulito, ci alziamo alle cinque per prendere un treno, torniamo all’alba del giorno dopo. Stiamo sempre insieme, ci riconosci perché parliamo tra di noi senza aprire bocca e ci capiamo sempre.

Voglio finire con una frase dedicata a voi del ‚ÄúFamily show‚ÄĚ, e a tutti quelli che sanno ancora sognare e che non si vogliono omologare. L‚Äôha scritto un uomo che ha sulla pelle i segni delle trasferte, l‚Äôodore del treno, le bruciature delle torce‚Ķ (alza il braccio e fa il saluto romano)

 “  Io sono pronto a combattere, ancora e per sempre, contro tutto e tutti, se ce ne sarà bisogno.

Proprio come i ragazzi della Curva Nord.¬† C maiuscolo e N maiuscolo. Io e tutti i LAZIALI VERI ‚Äď maiuscolo e stampatello -¬† uniti, per difendere la nostra S.S. LAZIO 1900‚ÄĚ. Paolo Di Canio, ‚ÄúIl ritorno‚ÄĚ.¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†

 Non smettere di sognare! Mai!

Si allontana, casco alla mano, verso l’obelisco e il lungotevere.

Stacco

Esterno giorno. Brigida appoggiata alla Smart.

Brigida                  Avete conosciuto Ivano e Christian e ora conoscerete mia

                         madre: Angela Merici, esatto! come la santa! 

Stacco

Interno giorno. Salotto. Brigida indossa un abito da cerimonia.

Brigida             Questa è la mia famiglia, una famiglia normale. Né povera né    ricca, né felice né infelice.

Io, fino a oggi, mi sono dedicata esclusivamente alla famiglia, anche perché sono andata via di casa molto giovane con Ivano, il mio primo amore...anzi, il mio secondo amore, perché il primo è stato un mio compagno di studi… un imprenditore di successo.

Non sono una casalinga pentita √® che, ora che Christian √® maggiorenne, ho pi√Ļ tempo per me, per realizzare il mio sogno nel cassetto‚Ķcerto ho mia madre, che vive con me ed √® molto malata - ha il morbo di Betlimmer- Hauser, una malattia genetica -¬† ma stare dietro a lei non mi pesa. Tra l‚Äôaltro ho una colf a tutto servizio e quindi ho i miei spazi di libert√†.

Questo è il salotto della mia casa. Ma il mio regno non è qui…

Stacco

Brigida in cucina, musichetta di sottofondo, davanti ai fornelli.

Brigida     Il mio regno è la cucina, spaziosa e luminosissima. Per due ragioni: primo, perché cucino piuttosto bene. Per cucinare bene ci vuole soprattutto amore e fantasia, non è questione di sofisticherie, si può fare un bel pranzetto anche con pochi euro, basta metterci il cuore. Mia madre poi ha bisogno di una cucina dietetica al cento per cento e vi assicuro che si possono fare una quantità di piatti sani e leggeri ma anche saporiti.

La seconda ragione è che in cucina c’è il mio televisore personale, lo accendo di mattino presto e lo spengo la sera tardi e se devo uscire registro i programmi e me li vedo in santa pace nel silenzio della notte.

Stacco

Interno giorno. Brigida davanti al televisore (acceso ma senza audio)

Brigida            Avrete capito che la televisione e mia madre sono le persone

¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† con cui passo pi√Ļ tempo. Ho un rapporto molto intenso con

 tutt’e due, con loro ho imparato a vivere e a sognare.

Stacco

Esterno giorno. Brigida sul terrazzo condominiale

Brigida           Le mie trasmissioni preferite sono le fictions, sia italiane che

¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† straniere - mi¬† ricordo che il primo sceneggiato- allora si chiamavano cos√¨- me l‚Äôha fatto vedere Angela Merici, mia madre, che avr√≤ avuto si e no quattro anni,¬† era ‚ÄúLe sorelle Materassi‚ÄĚ.

 E poi  mi piacciono da morire i programmi per tutta la famiglia.

 Certo, se fossi proprio obbligata a scegliere, sinceramente credo che 

 sceglierei una trasmissione per le donne…sulla casa, sulla cucina e così

¬†via‚Ķ credo che avrei pi√Ļ cose da dire‚Ķun‚Äôesperienza da comunicare‚Ķanche

 perché ho i piedi per terra e so benissimo che in una fiction è difficile trovare

 una parte adatta a me…anche se io penso che una storia che parla delle

 donne normali, della vita di tutti i giorni, bisognerebbe farla prima o poi,

 magari la mattina o in seconda serata...

 

 Stacco

 Esterno giorno.

 Brigida       E’importante avere un sogno e fare di tutto per realizzarlo.

                    E in questo la famiglia può aiutarti. Io sono fortunata

 perché la mia grande famiglia siete voi! (indica la videocamera) Si si, proprio

¬†voi: Edo, Ilary, Robertino e tutti gli altri amici del ‚ÄúFamily show‚ÄĚ.

 Un abbraccio forte e un arrivederci a prestissimo da Brigida e dalla sua

 piccola famiglia. Ciao, vi voglio bene! (breve pausa) Oh, non mi fate

 aspettare troppo, il biglietto per Milano l’ho già comprato! (estrae un

 biglietto ferroviario dal seno e lo mostra alla videocamera)

 Non smettere di sognare! Mai!

Fine del filmato.

In scena Brigida preme il tasto dello stop.

Silenzio

 Brigida             (Si alza, apre il borsone azzurro) Tu sei pronta?

 Angela M.        (tace, assorta)

 Brigida             (dispone le medicine sul comodino) Te lo ricordi quello che

                          devi dire?

 Angela M.        (fa cenno di si con la testa)

 Brigida             (monta la video camera di fronte al letto) Sei un po’ pallida,

                          ti metto il fard?

 Angela M.        (a voce bassa, senza colore) No, vado bene così.

 Brigida             (studia l’inquadratura) Alla fine ci siamo ridotte a girare con

                     poca luce.…

 Angela M.        (c.s.) Meglio.

 Brigida             Sai che faccio? Accendo tutto. (accende tutte le luci della

                     stanza e torna all’obiettivo, guarda dentro) Non è il

                     massimo, ma può andare…(la guarda ad occhio nudo) Sei

                     stanca, Angelé? C’hai due occhiaie …Ti direi di girare

                     domani ma proprio non ce lo possiamo permettere, per

                     domani sera dev’essere tutto pronto, devo fare pure le

                     copie…

 Angela M.        Che trenino devi prendere?

 Brigida             (guardando l’orologio) Quello delle 20 e 32…dai, se ci

                     sbrighiamo in dieci minuti è fatta!

 Angela M.        (chiude gli occhi, in un sospiro) Non so se ce la farò…

 Brigida             Ti vado a prendere un po’ d’acqua con lo zucchero?

 Angela M.        (c.s., tra sé) Non lo so…

 Silenzio

 Brigida             (la guarda, preoccupata) Ora telefono a Ivano e gli dico che

                     non mi sento bene e che rimango a dormire qui…

 Angela M.        (scuotendo debolmente la testa) Quello s’incazza…

 Brigida             Se è per questo s’è già incazzato stamattina, dice che sono

                     una pazza, che dovrei starmene a casa nelle mie condizioni.

                     M’ha lasciata venire solo perché mi sono messa a piangere e

                     gli ho detto che forse era l’ultima volta che ci vedevamo e

                     che volevo salutarti come si deve.

 Angela M.        Quello sale in macchina e viene a prenderti.

 Brigida             (colpita) Oddio, è vero, viene di sicuro…gli sono tornate le

                          crisi…

 Angela M.        Di nuovo?!

 Brigida             Si…mi si aggrappa addosso…dice che se dorme da solo

                     sbrocca.

 Angela M.        Che ore sono?

 Brigida             (guarda l’orologio) Le sette e mezzo.

 Angela M.        (guardandosi intorno) Lascia tutto così: la cinepresa è

                     puntata,  (tocca le medicine sul comodino) e queste stanno a  

                          posto… Tu ora mi spieghi come funziona e poi te ne vai.

 Brigida             Ma che vuoi girare da sola?

 Angela M.        Domani mattina, mi sveglio, mi preparo e mi registro.

                     Tu torni qui, ti prendi la cassetta, finisci il montaggio e

                     fai pure le copie. Così sabato mattina la spedisci da San

                     Silvestro e stiamo a posto.

 Brigida             (guarda l’orologio. Una pausa d’indecisione) Vabbè,

                     domani mattina torno e la giro io.

Angela M.         (innervosita) E così continuiamo a perdere tempo: insegnami

                     come si fa, così  quando arrivi è già tutto fatto.

Brigida              (dopo un’esitazione prende il telecomando e glielo mostra)

                     Non è difficile, posso insegnarlo a Veronica, sarà tornata…

                     così tu non ti stanchi troppo.

Angela M.         Madame, il giovedì, rientra la notte, poi si fa una bella doccia

- e puntualmente mi sveglia con lo scroscio -  e poi a nanna,

                          impomatata e profumata…

Brigida              Comunque è facilissimo, guarda: premi questo pulsante dove

                     c’è il triangolino verde e la macchina parte, premi il pallino

                     rosso, ti sistemi e parli. Quando hai finito, ripremi il pallino

                     rosso…e basta.

Angela M.         (ha inforcato gli occhiali, studia il telecomando)Triangolo

                     verde-accendo, pallino rosso-play e stop, e che ci vuole !?

Brigida              Non toccare nient’altro, mi raccomando; se per caso sbagli,

                     ricomincia daccapo, senza toccare niente, poi ci penso io a

                          fare i tagli.

Angela M.         (c.s.) E queste freccette viola?

Brigida              Queste servono per andare indietro e avanti ma non le devi

                     assolutamente toccare se no fai un macello, rischi che

                     cancelli tutto. Tu fai finta che non ci sono. Hai capito tutto?

   Angela M.     (risentita) Il cervello è l’unica cosa sana che  m’è rimasta

                         sana. Vai, vai che sennò perdi  il treno.

   Brigida          ( posa il telecomando sul comodino, poi si avvia alla porta)

                         A domani allora, io scappo. Spengo la luce?

   Angela M.     No, lascia tutto così…(breve pausa) Che gli avevi detto a

                    Ivano?

   Brigida          Quando?

   Angela M.     Stamattina…gli avevi detto che mi dovevi salutare come si

                    deve perché era l’ultima volta che ci vedevamo…

¬†¬† Brigida¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† ‚ÄúForse‚ÄĚ ! (sorride, scherzando) Non ti preoccupare,

                    non ho nessuna intenzione di lasciarti. (le si  avvicina per

                    carezzarla )

   Angela M.     ( le afferra la mano e la stringe a sé. Poi) Vai che fai tardi.

   Brigida          (ha un attimo d’esitazione, poi esce)

   Angela M.     (tira fuori dal cassetto del comodino una scatola di latta, la

                         apre, prende uno spinello e lo accende. Aspira

                         profondamente, prende il telecomando, lo studia) C’ho

                         sempre avuto un’attrazione, io, per il viola…(preme un

                         pulsante).

     buio

     Epilogo

Riprende il filmato del prologo, dell‚Äôintevista in carcere, quella di ‚ÄúQualcosa di nero‚ÄĚ.¬†

     Brigida            (schermendosi) Ero una donna normale, come tante, una

                             casalinga… con un marito, anzi un convivente perché io e

                             Ivano non siamo sposati, e un figlio, Christian, che ora ha

                             diciannove anni.

Giornalista      E Angela chi era? Ce ne vuole parlare?

Brigida¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† Angela Merici √® la persona che ho amato di pi√Ļ, mi ha

                        cresciuto lei…

                        Io vivevo con lei a Montelibretti, poi, a diciassette anni, ho

                        conosciuto Ivano…

Giornalista      Ivano Semeraro era appena uscito dal

                        carcere di Viterbo dove aveva scontato una pena per

                        truffa, non è così?

Brigida            Si, era venuto a Montelibretti, da un amico; ci

                        siamo conosciuti nel bar in piazza (sorriso). Quando sono

                        rimasta incinta di Christian - ero al quarto mese e la pancia

                        cominciava a vedersi- abbiamo deciso di trasferirci a

                        Fidene.

                        Angela Merici, però, non venne con noi…

                        Poi, tre anni fa, s’è  ammalata, ha contratto il morbo di

                        Betlimmer- Hauser, una malattia genetica.

Giornalista      Il morbo di Betlimmer-Hauser, purtroppo, incalza. Angela

                        peggiora, finché un giorno, o meglio una sera, la sera del 28

                        luglio del 2005, la signora Merici le chiede…che cosa?

                        Vuole dirlo lei, Brigida?

Brigida            Si, mi ha chiesto di aiutarla a morire. Me l’aveva già

                        chiesto qualche mese prima, ma io le avevo detto di no.

                        E comunque Merici non è il cognome, è il secondo nome.

Giornalista      Si, certo. Mi scusi…Ma facciamo un piccolo passo indietro:

                        il pomeriggio di quel maledetto giovedì 28 luglio lei prende

                        il trenino per Montelibretti e va al capezzale di Angela

                        Merici,  nonostante lei, Brigida, non stesse affatto bene,

                        non è così?

                        Il suo convivente e suo figlio hanno entrambi testimoniato

                        che lei, in quel periodo, era seriamente malata…

Brigida            Si, ma dovevo dare il cambio a Veronica, che

                        aveva la mezza giornata libera…e comunque, subito dopo

                        la morte di Angela Merici sono guarita,

                        completamente…forse la  reazione, lo shock…Qualcuno

                        addirittura ha parlato di miracolo…ma questo certo non

                        sta a me dirlo…Io posso solo dire che il Papa era  morto da

                        poco e io sono sempre  stata particolarmente devota a lui,

                        ho pure fatto una fila di 12 ore per vederlo morto…ma da

                        qui a parlare di miracolo ce ne vuole…

¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† Angela Merici mi aveva telefonato alle nove del mattino ‚Äď

¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† la replica di¬† ‚ÄúMatilda‚ÄĚ era appena finita - e mi aveva

                        chiesto di portarle la cassetta dove c’era un filmino di

                        famiglia, molto bello…

Giornalista      In quella famosa cassetta, però, il filmino di famiglia non

                        c’era; c’era registrato solo l’ultimo drammatico messaggio

                        di Angela Merici che lei, però, Brigida - cito dalla sua

                        deposizione - afferma “di avere visionato, per la prima

                        volta, solo il mattino seguente, il 29 di luglio, presso la

¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† locale stazione dei carabinieri.‚ÄĚ E‚Äô cos√¨?

Brigida            Si, io non lo sapevo che aveva registrato quel messaggio e il

¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† filmino di famiglia non c‚Äôera pi√Ļ. Evidentemente l‚Äôaveva

                        cancellato lei.

Giornalista      (legge dagli appunti) Noi sappiamo -  dalla deposizione

                        fatta in aula dalla badante ecuadoriana - che la cassetta con

                        l’ultimo messaggio, era stata lasciata da Angela Merici sul

                        letto della ragazza, la sera prima, con un biglietto sul quale

                        era scritto: “ Bentornata, madame! Non fare rumore con

                        la doccia. Domani mattina, alle sette e mezza, porta

                        questa cassetta al maresciallo Di Capua. Svegliami quando

¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† torni.‚ÄĚ

                        E invece, quando, verso le 8, la badante ecuadoriana torna

                        dalla stazione dei carabinieri ed entra nella stanza della

                        signora per svegliarla, la trova priva di vita.

                        Veniamo al punto cruciale, Brigida: lei era presente al

                        momento della morte della povera signora?

Brigida            No, io le avevo preparato tutto, le pastiglie e il bicchiere

                        d’acqua con le gocce… poi lei mi ha mandato via. Ho preso

                        il trenino delle otto e trentadue. Ci sono i testimoni.

Giornalista      Si certo, infatti tre persone hanno testimoniato di averla

                        vista sia alla stazione di Montelibretti sia sul trenino per

                        Fidene. Il dottor Preziosi, medico curante della povera

                        signora, ha dichiarato che la sua paziente si

                        rifiutava di assumere farmaci di qualsiasi tipo e che, da

                        circa cinque mesi, la signora gli aveva addirittura vietato di

                        andarla a visitare. Non ha escluso, quindi, che un altro

                        medico possa avere diagnosticato la sindrome di

                        Betlimmer-Hauser. Ha escluso, invece, categoricamente,

                        non solo di averle mai prescritto quei farmaci che sono stati

                        poi rinvenuti sul comodino ma, soprattutto, di essere a

                        conoscenza del fatto che Angela…Angela Merici, facesse

                        uso di sostanze stupefacenti. Chi procurava la droga a

                        Angela Merici? Lei, Brigida?

Brigida            No.

Giornalista      Ma lei sapeva che Angela Merici faceva uso di sostanze

                        stupefacenti?

Brigida            No.

Giornalista      I farmaci, però, quelli che hanno provocato la morte della

                        povera signora, glieli aveva portati lei?

Brigida            Si.

Giornalista      Nelle ore immediatamente successive al dramma, lei ha

                        gridato la propria estraneità alla morte della povera signora;

                        in un secondo momento, invece, dopo aver visionato il

                        filmato lasciato da Angela Merici, il suo comportamento,

                        Brigida, è totalmente cambiato: lei ha spontaneamente

                        ammesso la sua partecipazione, la sua assistenza al suicidio,

¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† ha parlato del diritto alla ‚Äúbuona morte‚ÄĚ, ha nominato per la

¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† prima volta la parola ‚Äúeutanasia‚ÄĚ. Perch√© questa improvvisa

                        confessione? (breve pausa) Eppure le ultime parole

                        registrate da Angela Merici risultano oggettivamente

                        ambigue, molto sfumate, per quanto riguarda la sua

¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† responsabilit√†. Diciamoci la verit√†: qualsiasi¬† avvocato ‚Äď

¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† degno di questo nome ‚Äď avrebbe, con buone probabilit√†,

                        ottenuto un’assoluzione per lei, magari per insufficienza di

                        prove. Perché, allora, lei ha deciso di confessare, di

                        affrontare non solo l’opinione pubblica, ma soprattutto un

                        processo, una condanna? Perché?

    

Luce in scena su Angela Merici. La donna sta fumando lo spinello, così come l’abbiamo lasciata nella scena precedente.                                             

     Prende dal grembo il telecomando della videocamera e l’accende. La

     videocamera inizia a registrare.

Angela M.      (tira una boccata) Da quanti anni ci conosciamo,

                       Maresciallo mio? Ho perso il conto. Ma tu lo sai, figurati se non lo sai; sai gli anni, i mesi e pure i giorni, sai.

     Secondo te (tira una boccata)…ho ripreso a fumare, hai visto?

     Dopo quanto? Saranno almeno 24 anni, 3 mesi e 25 giorni, esatto? (breve

     pausa) Secondo te…è peccato darsi un aiutino e uscire di scena quando la

     testa è ancora alta? Boh, io non lo so. E non so neanche se m’interessa

     sapere la risposta.

Tu, invece, la vuoi la risposta, precisa precisa…si o no…Se ti serve proprio, chiedila a don Vito, che quello sa sempre tutto.

Io so solo una cosa, e l‚Äôho pure detta in televisione: che c‚Äôho il morbo di Betlimmer-Hauser - e non starlo a sentire Preziosi, che quello non ci ha mai capito niente - e visto che, mese pi√Ļ mese meno, sono arrivata al capolinea, ho deciso di fare di testa mia.

‚ÄúMa che bella novit√†!‚ÄĚ, dirai tu.

E, visto che la decisione è presa, con o senza l’aiuto di Brigida, io chiudo baracca e burattini e tolgo il disturbo a tutti… meno che a te, perché mi devi fare ancora una cortesia. Io non lo so se vale un testamento televisivo…ma credo di si…perché non dovrebbe valere? Devi dire due cose a Brigida…digliele tu, perché a quattrocchi io sono una frana, e tu lo sai. Finisce che mi rincoglionisco di lacrime.

La prima cosa - meno importante- √® che le lascio la casa e le quattro carabattole che ci sono dentro, meno i tuoi regali, quelli mi fa pi√Ļ piacere se te li riprendi tu, tanto Brigida lo sa quali sono e per lei non sono cos√¨ importanti‚ĶLa seconda cosa che le devi dire - importantissima, Antonio, fondamentale - √® che io le lascio la possibilit√† di realizzare il suo sogno, ma che da adesso in poi dipende tutto da lei. Dille - stammi bene a sentire Antonio - che deve fare quello che ha fatto Magdalena, la notte del marted√¨ grasso‚Ķdille cos√¨, che lei capisce. Deve fare quello che ha fatto Magdalena!

                         

Ombra su Angela Merici. Luce su Brigida, ora in scena, seduta su una sedia.

Brigida¬†¬†¬†¬†¬†¬† Magdalena! Magdalena era la nostra eroina segreta, era la protagonista della favola che mi raccontava quando ero piccola; poi, quando sono cresciuta, abbiamo continuato a costruircela, io e lei, un po‚Äô alla volta, mescolando le trame delle nostre fictions preferite‚ĶQuando ho visto il filmino ho capito che mia madre¬† - da allora voglio chiamarla cos√¨: mia madre - che mia madre mi aveva lasciato un messaggio preciso: ‚Äú Io t‚Äôaiuter√≤ anche se non ci sar√≤ pi√Ļ. Non smettere di sognare! Mai!‚ÄĚ.

Quando sono uscita dalla stazione dei carabinieri, dopo che il maresciallo Di Capua mi aveva fatto vedere il filmino, fuori c’era tanta gente che m’aspettava, gente del paese, ma anche dei giornalisti e delle televisioni, sia regionali che nazionali. Mentre salivo sulla volante mi hanno circondato, mi chiamavano: Brigida!, Brigida!, mi gridavano delle domande…Lì per lì ho avuto paura, ero confusa…poi, ho avuto come un’illuminazione, ho capito cosa dovevo fare, che la morte di mia madre nopn doveva essere inutile, che avevo un dovere nei suoi confronti: dovevo dire la verità.

Anche se c’era un prezzo da pagare.

Ora sono qui dentro, e non è facile, ma mia madre continua a starmi accanto e così pure tanta gente…mi scrivono, mi raccontano i loro problemi…Io cerco di rispondere a tutti…

Mio figlio e il mio convivente non li vedo pi√Ļ tanto; all‚Äôinizio venivano ai colloqui, per√≤ stavamo tutti e tre zitti e allora‚Ķ

Non sono sola, anzi. C‚Äô√® tanta gente l√† fuori che √® pi√Ļ sola di me che sto chiusa qua dentro.

Quando uscir√≤ di qui, io vorrei¬† vivere in maniera diversa da prima, vorrei comunicare con tanta gente.¬† Ancora non ho deciso ‚Äúcome‚Ä̂Ķpenso a una trasmissione televisiva, questo si‚Ķ magari un contenitore¬† tutto al femminile, che parli¬† della vita senza compartimenti stagni, con le sue gioie e i suoi dolori, di salute e di¬† malattie‚ĶMia madre era malata, non ce lo dimentichiamo, era affetta dal morbo di Betlimmer- Hauser, una malattia genetica. E la ricerca va aiutata.

Io credo che il messaggio di speranza e di ottimismo pu√≤ arrivare anche con una canzone o una ricetta di cucina‚Ķanche con un quiz‚Ķ L‚Äôimportante √® che al telespettatore gli arrivi il mio messaggio: ‚ÄúNon smettere di sognare! Mai!‚Ä̬†

     Buio su Brigida. Luce su Angela Merici

Angela M.      (tira una boccata) Ti secchi se ti uso come postino, eh

                       Antonio? Magari, per rispetto alla benemerita, mettiti in borghese.

Comunque a Brigida non le devi dire nient’altro, basta che le dici quello che t’ho detto, con precisione. A salutarla ci penso io.

Salutami, invece, Madame e dille di lasciar perdere gli annunci sul Messaggero, che è meglio che si cerchi un’altra vecchia qua intorno, che non ci vada a Roma, che lei è una ragazza di paese, come me.

(un‚Äôaltra boccata) E adesso il colpo di scena finale, maresciallo mio. Io te l‚Äôho sempre detto che non era cosa, che ero parecchio pi√Ļ vecchia di te, e tu hai fatto sempre finta di non crederci‚Ķ figurati se non eri andato a controllare nel casellario del comune! Comunque, ecco la mia confessione piena e circostanziata: la sottoscritta ha 5 anni, 6 mesi e 12 giorni pi√Ļ di te.

Non ti sei perso niente, dammi retta, sono pure della Vergine!

(un’ultima boccata) Ah, un ultimo saluto, Antonio, fammi il favore.

Dì a Lollo, Lorenzo, il nipote del falegname, di Capotosti, che sta a bottega con lui - lo conosci lo conosci - che lo ringrazio tanto per la manutenzione straordinaria...lui capisce…digli che ha sempre fatto un lavoro di qualità…di ottima qualità! 

( una risatina che va crescendo fino a diventare una gran risata)

 

    Sulla risata di Angela Merici parte il finale del filmato di “Qualcosa di

¬†¬†¬† nero‚ÄĚ ( Brigida che si allontana lungo il corridoio spoglio del carcere).

    Musica in assolvenza che va a coprire la risata di Angela Merici.                               

                                           

                                     

                                         fine                                                                         

¬†¬† ‚ÄúQualcosa di nero‚ÄĚ √® andato in scena al teatro Spazio Uno di Roma,

   dal 7 al 18 dicembre del 2005.

   Con la regia dell’autrice e l’interpretazione di Gianna Piaz (Angela Merici), Valentina

   Martino Ghiglia (Brigida), Stefano Corsi (Ivano), Gianluca megale (Christian), Benedetta

   Buccellato (la giornalista).

                                                                         

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