Qualcosa di verde

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 Qualcosa  di  verde

           (volevano tornare giovani. Ad ogni costo)

                di    Benedetta   Buccellato

                                                     

   terza stesura - settembre  2006

       

      

      

       i  personaggi

          Dorian  Gray

          Ritratto                

          Molly F.                       governante in casa Gray

          Ratto                           un topo

       

          Uomo in grigio          (lo stesso interprete del Ritratto)

  

       

       i  luoghi  e  i  tempi

         La soffitta e la cucina di casa Gray, nel centro di

         Londra, tra l’ottobre del 1899 e l’aprile del 1900.

         Poi, il retro di una bottega di un paese

         mediorientale, ai giorni nostri.

 

Prologo

Il corpo immobile di un gigantesco topo è appeso in alto, nella sala del teatro, sostenuto da tiranti.

Ratto                       Buonasera, signore e signori,  benvenuti in questo padiglione del Museo di Storia Naturale di Berlino.

E’ probabile che i ventitré metri del branchiosauro più grande del mondo  non vi abbiano stupito quanto le dimensioni del mio corpo.

Il vostro stupore, del resto, è condiviso dai ricercatori di questo illustre museo che dal 1986 - sono vent’anni anni ormai - si ostinano a cercare una risposta scientifica a due quesiti:

1)come è possibile che un topo sia diventato così mostruosamente gigantesco?

2)perché, all’interno di un corpo praticamente imbalsamato, resiste ancora una sparuta popolazione di cellule vive?

Potrei dare un contributo decisivo alla loro ricerca, raccontare il “perché” e il “quando” della mia metamorfosi, ma sarebbe fatica sprecata: i signori della scienza non possono sentirmi.

E invece i vostri occhi mi dicono che voi, signore e signori, siete forniti di orecchie in qualche modo sensibili alle mie parole.

Se avete superato lo stupore e anche il comprensibile disgusto per quello che, mio malgrado, sono diventato, vi prego di rimanere in mia compagnia e di  ascoltare la mia storia.

Nacqui a Londra nella primavera del 1899, da una famiglia qualsiasi e numerosa.  Mia madre si era trasferita con i nonni in un palazzotto a tre piani, in una delle strade più eleganti della città. Io e i miei fratelli fummo partoriti nella serra di quell’aristocratico palazzotto.

Il clima mite e gli avanzi di una cucina internazionale influirono certamente sulla mia costituzione fisica. Sarà stato per il pelo lucido o per le mie guance paffute, fatto sta che entrai nelle grazie della governante di quella casa: Molly.

Molly la nullatenente: nessun affetto, nessuna patria, nessun dio.

Molly: l’artefice del mio futuro.

Allora, in quell’autunno del 1899, godevo di un presente tutto sommato invidiabile. Di giorno, Molly mi portava a spasso per la casa nascosto nella tasca del suo grembiule grigio, di notte mi metteva a dormire nel cassetto imbottito del suo comodino. Vivevo separato dal resto della mia famiglia, lontano dall’accorato squittio di mia madre che, tutte le notti mi chiamava invano dal giardino.

Ero giovane, allora, non immaginavo che, oltre al prezzo della  solitudine, ben altri ne avrei pagati in cambio di quella vita da pascià.

Tutto cominciò la notte del 30 ottobre 1899.

luce su Molly

(continua) Molly aveva mandato a dormire il resto della servitù. Poco prima, il padroncino aveva appallottolato il tovagliolo e interrotto la sua cena.

In una di quelle sue crisi d’isteria che mi facevano rintanare sotto i tubi dell’acquaio, aveva urlato che lo stomaco gli si era chiuso e che sarebbe uscito.

Si sarebbe limitato a un veloce giro dell’isolato o sarebbe rincasato all’alba, sfatto di alcool e di chissà cos’altro?

buio su Molly

Né l’una né l’altra cosa: quella maledetta notte, il padroncino non uscì affatto di casa. Di nascosto da tutti, era salito nella soffitta proibita dove, da una ventina di anni, teneva sotto chiave un grande quadro, il suo ritratto: il ritratto di Dorian Gray.

Il signor Oscar Wilde scrisse addirittura un romanzo ispirato a questo fatto di cronaca.  Ma si fece traviare dall’immaginazione, il signor Wilde, e nell’ultima pagina del suo libro non si trova neanche un’oncia di verità!

Nella fretta di arrivare a un finalone edificante e virtuoso, lui che virtuoso certo non era, ha finito per stravolgere la realtà dei fatti. Scrittore raffinato, ma mediocre cronista.

Sentite cosa scrive il signor Wilde: “ Dorian Gray entrò nella soffitta senza fare rumore, chiudendosi la porta alle spalle come d’abitudine…”

Accompagnata da un brano musicale a fosche tinte, appare, in controluce, la soffitta di casa Gray.

I mobili in disuso e le suppellettili passate di moda sono coperti da una spessa polvere.

Sulla parete di fronte, da una finestrella che si affaccia sui tetti di Londra, entra una debole luce notturna.

Al centro della stanza un tavolo, qualche sedia spaiata e un cavalletto sul quale è poggiato un grande quadro, riccamente incorniciato e, al momento, coperto da un pesante drappo di porpora e d’oro: il ritratto di Dorian Gray.

Entra Dorian Gray, in abito da sera, in mano una lampada a petrolio. Richiude la porta col chiavistello. Poggia la lampada sul tavolo. Da questo momento eseguirà l’azione suggerita dal narratore.

Ratto            (continua)  “…Scostò il drappo che copriva il ritratto.

Un grido di dolore e di indignazione gli sfuggì dalle labbra: quella cosa era sempre ripugnante, più di prima, se possibile…Confessare? Voleva dire che doveva confessare? Arrendersi, ed essere mandato a morte? Rise. L’idea gli parve mostruosa, chi gli avrebbe creduto? Non vi erano tracce dell’uomo ucciso. Non v’era che una piccola prova contro di lui. Il ritratto, quella era la prova. Doveva distruggerlo.

Si guardò intorno e vide il coltello che aveva ucciso Basil Hallward.

Così come aveva ucciso il pittore avrebbe ora  ucciso il suo lavoro e tutto ciò che stava a rappresentare. Avrebbe ucciso il passato e

sarebbe stato libero. Afferrò il coltello, e colpì il ritratto…”

Sulla pugnalata di Dorian Gray stop alla musica e all’azione. 

Ratto                  Fin qui tutto vero.

Buio in dissolvenza nella soffitta.

Ratto                  (continua) Da qui in poi, però, il signor Wilde s’infogna

                           verso un improbabile finale: “ Si udì un volo e un  tonfo.

Luce su Molly

Fu un grido di agonia così atroce che i domestici si svegliarono, spaventati…”.

Ma niente affatto! Non sentimmo nessun grido, al piano terra, e il resto della servitù, all’ultimo piano, continuò a russare beatamente.

Buio su Molly

Ratto                  (continua) Ascoltate ora il finalone del fantasioso signor

                            Wilde:

Riprende la musica, in sottofondo.

                            “ Quando i domestici entrarono, scorsero sulla parete lo splendido ritratto del loro padrone così come l’avevano visto l’ultima volta, in tutto l’incanto di quella squisita e giovane bellezza.

Sul pavimento giaceva un uomo, in abito da sera, con un coltello  piantato nel cuore. Era avvizzito, coperto di rughe, con un volto ripugnante. Fu solo dopo aver guardato gli anelli che riconobbero chi era. ” Balle!

via la musica

Non andò affatto così. Purtroppo. Mentre Molly ed io vegliavamo in attesa che il padroncino si decidesse a rincasare, lassù, tra i tetti di Londra, si andava compiendo il più cinico e baro dei destini…

buio in dissolvenza su Ratto

Scena prima

Nella soffitta. Alla luce della lampada.

Dorian Gray è riverso a terra, immobile.

Ritratto       ( in un sussurro ) Dorian! Dorian!

Dorian        ( si muove, con voce incerta ) Chi è?

Ritratto       Sono Dorian. ( tossicchia )

Dorian        ( si alza a fatica, si avvicina al ritratto)  Non sei ancora

                   morto? Crepa e fai presto.

Ritratto       ( tossicchiando) Creperò di solletico se non mi togli questo

                   fastidio che ho tra le costole.

Dorian        Zitto! ( gli avvicina la lampada ) Tra qualche istante sarai

                   morto.

La luce della lampada mostra l’avvenuta trasformazione di Dorian Gray: non è più il bellissimo giovane di sempre né il vecchio decrepito del finale wildiano, bensì un distinto signore di mezza età. I capelli si sono diradati e ingrigiti, due rughe gli solcano il volto, le spalle si sono fatte cadenti. Ignaro di ciò, Dorian scruta il proprio ritratto.

Anche il Ritratto ha subito una trasformazione, ma non è tornato ad essere il bellissimo giovane del finale wildiano. E’ il ritratto di un distinto signore di mezza età, in tutto identico al modello che gli sta di fronte.

Ritratto        ( vede Dorian) Che t’è successo?

Dorian         Sei ancora vivo, maledetto?!

Ritratto        Vivo e vegeto direi, anzi, non so perché mi sento anche

                    meglio di prima…se solo mi togliessi questo fastidio dalle

                    costole…( indica con gli occhi il coltello infilzato nel torace )

Dorian         (scrutandolo) Dove sono andate a finire le tue macchie di

                    sangue?

Ritratto        E la tua boccuccia di rosa?

Dorian         (c.s.) E le rughe? Sono meno profonde!

Ritratto         No?!

Dorian         (lo osserva con orrore) Si, sei più giovane e sei ancora vivo!

Ritratto        Sono più giovane? Oh Dio Dio! (è comprensibilmente

                    eccitato)  Sono di nuovo giovane! Ma certo, lo sento: le

                    articolazioni non mi fanno più male…( ride di cuore,

                    tossicchia ) Dio, sono di nuovo giovane! Tu, invece…

Dorian         ( interrompendolo ) Non ho detto che sei di nuovo giovane,

                    ho detto che sei più giovane.

Ritratto        Quanti anni mi dai?

Dorian         Una cinquantina.

Ritratto        Una cinquantina portata bene o male?

Dorian         Malissimo: hai gli occhi gialli e il colorito cadaverico.

Ritratto        E’ il minimo che poteva capitarmi! Provaci tu a vivere per

                    venti anni sotto una coperta, d’inverno e d’estate. Cosa

                    andava cianciando quel pervertito di Henry? ” Non farti

                    sfuggire nulla, Dorian, cerca sempre sensazioni nuove…”!

                    Tanto cosa aveva da perdere lui? Nel terzetto, ero solo io a

                    pagarle le tue “sensazioni nuove”. Per ogni tuo delitto, zac!,

                    mi trovavo ogni volta dieci anni di più sul groppone e te

                    davanti sempre giovane e bello, c’era da farsi scoppiare il

                    fegato…( lo scruta ) Tu, piuttosto, non sembri molto più

                    fresco di me…

Dorian         Che stai dicendo?

Ritratto        Sarà la nebbia, saranno gli stravizi, la droga, gli stupri, gli

                    omicidi…oh! sono stress anche quelli…

Dorian         Taci!

Ritratto        (tra sé) Qualcosa non deve aver funzionato in tutto questo

                    pasticcio. (con garbo salottiero) Non c’è qui in giro, che so?,

                    una specchiera incrinata… un portacipria passato di moda?

Dorian         Non hai bisogno di specchiarti. (gli sfila il coltello dal

                    costato) 

Ritratto        ( tossisce )

Dorian         ( gli punta il coltello alla gola ) Te lo dico io cosa sei e cosa

                    sarai tra poco!

Ritratto        Non è per me lo specchio, posa il coltello! Sei tu che devi

                    specchiarti.

Dorian         ( sempre minacciandolo ) Perché dovrei specchiarmi?

Ritratto        ( in un soffio ) Perché sei invecchiato, Dorian.

Dorian         (esplode in una plateale risata) Invecchiato,io?

Ritratto        Guardami! Sono di nuovo il tuo specchio! Siamo diventati

                    due cinquantenni con gli occhi giallastri e il colorito

                    cadaverico.

Dorian         Che dici, miserabile? (si tocca il viso, i capelli, controlla le

                    mani )

Ritratto        ( ride sguaiatamente)  E’ finita la festa, Dorian Gray! E’ finita

                    la tua intramontabile giovinezza e il mio mostruoso

                    invecchiamento!

Dorian         (fuori di sé) Noo! Sono invecchiato! Io sono invecchiato!

Ritratto        Come me, come me! Siamo di nuovo uguali come due

                    gocce d’acqua!

Dorian         (c.s.) Il patto ! Io avevo fatto il patto!

Ritratto        Ma quale patto, con chi? Hai fatto tutto da solo. Eri geloso di

                    me, questa è la verità! (gli fa il verso) “Ah, se fossi io a

                    rimanere giovane in eterno e il ritratto ad invecchiare! Darei

                    l’anima!”. E così è stato, maledizione! , e per di più, ti sei

                    tenuto pure la tua animuccia, non sei neanche riuscito a

                    svenderla al primo diavolo di passaggio.

Dorian         Io ti ammazzo!

Ritratto        Lascia perdere, non funziona.

Dorian         Io tornerò giovane e bello, tu  cadrai a pezzi divorato dai

                    topi e dall’umidità.  Tu morirai qui !

Ritratto        (con gran fierezza) L’Arte non muore, capra!

Dorian         (con una risataccia) Perché tu saresti Arte? Ti sei montato

                    la testa quei quattro giorni che ti ho tenuto giù in biblioteca.

                    Stammi bene a sentire, “Monna Lisa”: l’unica ragione per

                    cui i miei ospiti ti ammiravano era la mia sublime

                    giovinezza fissata sulla tela.

Ritratto        Ma quale sublime! Sei stato solo un modello - bello, lo

                    ammetto - ma la bellezza degli umani dura lo spazio di un

                    mattino e adesso che tu non sei più…

Dorian         (con ferocia) Adesso che tu non rappresenti più la mia

                    bellezza, sei solo l’opera mediocre di un artistucolo da

                    salotto…

Ritratto        Requiescat per saecula saeculorum.

Dorian         (continuando)  Sei una crosta, non sei più nulla!

Ritratto        (con identica ferocia) Parla per te! Tu non sei più nulla,

                    assassino!  Non andavi dicendo che una volta persa la giovinezza non

                    resta altra ragione per vivere? (facendogli il verso) “Quando

                    scoprirò d’invecchiare, mi ucciderò!”, l’hai detto, t’ho sentito

                    io! Allora? Che vogliamo fare?

Dorian         ( tace, colpito )

Ritratto         Non sarai un eroe romantico, ma almeno uno straccio di

                    coerenza, che diamine!

Dorian         (c.s.)

Ritratto        Stai meditando un nobile suicidio? Se posso consigliarti…

                    è solo un particolare, Dorian: prima di ficcarti in corpo il

                    pugnale, apri la porta della soffitta; così facilitiamo sia il

                    ritrovamento del tuo cadavere, sia la mia uscita dal teatro

                    degli eventi…

Dorian         (con rinnovato furore) Se pure tu riuscissi a uscire da quella

                    porta, finiresti nel sottoscala di un rigattiere. E, comunque,

                    io non ho nessuna intenzione di suicidarmi e tu non uscirai

                    mai più da qui. (lo copre col drappo) Consumati al buio e

                    nella muffa e consumati presto.

                    (si avvia alla porta con la lampada in mano) Addio, crosta! Ritratto        (da dietro il drappo) Buona notte, Dorian Gray.

Buio

Scena seconda

Luce su Molly. La pendola batte la mezzanotte.

Molly                  Ormai non cena più. Andiamocene a dormire.

                          Dal portone principale non è uscito…Non ha neanche preso il mantello, col freddo che fa…Ci sarà stata la carrozza di Lord Henry ad aspettarlo sul retro. Si prepara un’altra notte di bagordi, magari in qualche bettola dei docks… così domani salterà la colazione e dovremo camminare in punta di piedi fino all’ora del the. (solleva Ratto dal pavimento, alza lo sguardo al soffitto) A meno che non si sia chiuso lassù, nella soffitta dei misteri…Andiamo a dormire.  (mette Ratto nella tasca della divisa)

buio

Scena  terza

Nella soffitta, il mattino seguente. Il campanile limitrofo batte  le dieci.

Il Ritratto è coperto dal drappo.

Dorian Gray dorme steso sul tavolo avvolto in una vecchia coperta.

Dal ballatoio antistante la soffitta arriva il suono di un leggero calpestio.

La maniglia viene abbassata lentamente, poi alzata. Uno scricchiolio sveglia Dorian che si precipita, in punta di piedi, dietro la porta.

Ritratto       (da sotto il drappo) Se n’è andata.

Dorian        (con l’orecchio incollato alla porta) Sstt!

Ritratto       Tranquillo, torna a dormire.

Dorian        (sottovoce) Chi se n’è andata?

Ritratto       La governante.

Dorian        Come lo sai che era lei?

Ritratto       A forza di stare al buio ho imparato a riconoscere tutti i

                   rumori della casa e i passi sul ballatoio. I tuoi li sento col

                   cuore, sono un inguaribile sentimentale! Con

                   la servitù, invece, ho dovuto applicarmi: analisi dei ritmi,

                   tempi di stazionamento, qualità delle suole, spessore dei

                   tacchi …Per farla breve: là fuori c’era la governante.

Dorian        (totalmente immemore della tragedia della notte precedente)

                   Farà i conti con me. Ho vietato a tutti di salire quassù.

                   (è scosso da un brivido) Ho bisogno di un bagno caldo, sono

                   intirizzito...

Ritratto       Questione di abitudine…

Dorian        (guarda l’orologio)  Sono a colazione con Henry al Willi’s

                   Rooms, me n’ero totalmente dimenticato! E devo ancora

                   cambiarmi, farmi la barba…(si passa la mano sul viso, lo

                   riassale, all’improvviso, la tragedia della notte precedente. Si

                   accascia su una sedia. In un sussurro) Dio, non è stato un

                   incubo!

Ritratto       (salottiero) Perfino il cinico Henry  perderà l’appetito alla

                   vista del suo giovane protetto conciato così.

                   Ho paura che i suoi esperimenti sul Nuovo Edonismo

                   andranno a rotoli quando si troverà di fronte la sua

                   splendida cavia ingrigita e ingobbita nel giro di una notte…

Dorian        (ritrova la ferocia della notte precedente, strappa il drappo

                   che copre il Ritratto)

                   Stammi bene a sentire, crosta: da questo momento,

                   qualunque sia la mia decisione su entrambi, tu tacerai!

                   (apre il cassetto del tavolo) Oltre al coltello, qui ci

                   sono fiammiferi, forbici, taglierini…non ho che l’imbarazzo

                   della scelta.(indicando una cassa riposta in un angolo) E lì

                   c’è la cassa del “piccolo chimico”, te lo ricordi quando

                   abbiamo ridotto in poltiglia il cadavere del tuo mediocre

                   papà? E’ successo proprio qui, davanti al suo capolavoro…

Ritratto       (annuisce)

Dorian        Vogliamo sperimentare qualche nuovo  acido, eh crosta?

Ritratto       (scuote la testa)

Dorian        (in uno dei suoi repentini cambiamenti d’umore, va a sedersi

                   con la testa tra le mani) Come faccio a tornare giù in queste

                   condizioni, invecchiato di trent’anni in una notte…chi

                   potrà riconoscermi? Devo trovare una soluzione…

                   (disperato) Perché non riesco a concentrarmi su  nient' altro

                   che non sia questa intollerabile stanchezza, queste mani

                   chiazzate, queste rughe? (piange copiose lacrime) Deve

                   esserci una soluzione! ( si accarezza il volto con stupore)

                   Fino a ieri le lacrime andavano dove volevano, bagnavano

                   tutto il viso. Ora scendono incanalate in questi due solchi…i

                   vecchi si asciugano il pianto sotto il  mento.( con un nuovo

                   cambio improvviso)  Henry mi aspetterà una mezz’ora, poi

                   andrà da solo, non è la prima volta che non rientro…Appena

                   farà notte scenderò, aspetterò che la servitù abbia spento

                   tutte le luci, mi farò un bagno caldo, mangerò e deciderò sul

                   da farsi. A mente sgombra. (guarda l’orologio) Devo solo

                   aspettare che arrivi la notte…

Ritratto       (interrompendolo) Sai una cosa?

Dorian        (riprende con estrema durezza) …che arrivi la notte, in

                   completa, totale so-li-tu-di-ne!

buio

Scena quarta

In cucina. Sei settimane più tardi.

L’ambiente è illuminato da un’unica lampada a petrolio.

Molly ha i capelli sciolti sulle spalle, la divisa sbottonata fino al seno, sulle spalle un pesante scialle a colori sgargianti, di sapore esotico. E’ seduta. Sul tavolo, davanti a lei, lettere e biglietti da visita. Molly ne legge qualcuno, distrattamente. Sta sorseggiando un the e sbocconcellando un po’ di pane e formaggio.

Ratto        (voce fuori scena) Passarono sei settimane da quella notte.

                 Il signorino Gray non tornò più a casa. La notizia fece scalpore nell’alta società e, naturalmente, fioccarono i pettegolezzi…

Lord Henry mandava regolarmente un domestico per informarsi se c’erano novità sul suo giovane protetto.

Ma le uniche novità della casa erano le lenzuola bianche sui mobili, le stufe spente, la servitù licenziata, gli avanzi di cibo sempre più risicati. Anche tutta la mia famiglia si stava preparando a sfollare finché, una notte, attesi invano il richiamo di mia madre. Non la vidi mai più…

Molly        (legge) “ Ditta Robert Erskine e figli eccetera eccetera…

                Tre paia di stivali eccetera…n°due selle con finiture eccetera…per l’importo di sterline ottocento. Cogliamo l’occasione eccetera …”.

“Hubbard e C. Antiquariato e novità…Gentile signor Gray eccetera eccetera….ci pregiamo quindi di informarLa che il credito a nostro favore ammonta a sterline duemilatrecento…” .

 “Fortum e Mason. Siamo spiacenti di doverle comunicare ecc. ecc.”. Brindiamo all’ultima fornitura di the e marmellata (alza la tazza e beve).

In sei settimane il debito del signorino Gray è arrivato a tredicimilaquattrocentosessantatre sterline, senza contare la mancata liquidazione alla servitù e il mio mese di arretrato.

Levinson e la Thompson non ci fanno più credito: se non si decide a “tornare” moriremo di fame e al buio.

Ratto sale sul tavolo, annusa il pane.

Molly            Cos’è? Il pane secco ti gratta la gola? Se non ti sta bene, quella è la porta. Quando la nave affonda siete i primi a battervela. Vai, allora, che aspetti? Non ci sono neanche più gatti in giardino. O preferisci che ti piazzo nella carrozza di lord Henry, la prossima volta che passa?

 (mima l’azione, con voce affranta) “ No, nessuna novità, vecchio vampiro, anche per oggi niente sangue fresco. ” E, mentre faccio quattro smorfie al cocchiere dai baffoni rossi, ti infilo di nascosto dietro la cassetta. Appena arrivi nella rimessa, smonti e ricominci una nuova vita da signore.

Dì la verità: mi lasceresti qui da sola? Perché io resto qui. No, non mi sento affatto il capitano della nave. E’ che, senza documenti e senza referenze, dove vado? In una bettola a pulire il vomito degli ubriachi? O a fare la terza scelta in un bordello? Alla mia età o sei diventata la tenutaria o te la passi proprio grigia, in un bordello.

Diciamo che stiamo aspettando fiduciosi il nuovo secolo! Prima o poi, il nostro semidio dovrà scendere tra noi mortali, in un modo o nell’altro…Ma voi quanto campate di solito? Quello che è comparso l’altro giorno in cantina, la metà di te, lo conoscevi? Era un tuo amico o un parente? Era una femmina, vero? Potremmo fare qualche invito per il Santo Natale, che ne pensi? Una bella festicciola di famiglia. Ho prenotato alla Thompson una coscia di tacchino, me l’ha fatta pagare in anticipo, la strega. C’è rimasta qualche patata, faccio un dolcetto e champagne a volontà. Allora? Potresti incontrare la compagna della tua vita, riprodurti, metter su famiglia. Sei giovane e bello, tu…come il nostro padroncino. Sai qual è la differenza? Che tu ed io invecchiamo - la pelle si inflaccidisce, le spalle si curvano, i passi si accorciano - e lui, invece, rimane sempre tale e quale: un fanciullo malinconico e viziato. In quindici anni che sono in questa casa non gli è spuntata neanche una zampa di gallina (sfiora con le mani il proprio viso, poi il collo…), un accenno di doppio mento…Sono una marionetta ripugnante, rinsecchita dai rimpianti (le sue mani sono arrivate a soppesare i seni). Lo sai quanti anni avrò l’anno che verrà…nel 1900? Un anno di più, come te. Una trentina di troppo…

buio

Scena quinta

Nella soffitta. La notte del 24 dicembre 1899.

L’ambiente è appena illuminato dalla luce dei lampioni sulla strada.

Il passaggio di tempo ha portato importanti cambiamenti e l’ambiente ha acquistato una certa funzionalità. C’è la zona-letto e la zona-pranzo con numerose bottiglie vuote.

C’è, soprattutto, la zona-laboratorio: alambicchi, provette, un fornellino, voluminosi testi di chimica, tutto il contenuto della cassa del “piccolo chimico”.

Dorian Gray entra con in mano la lampada e una bottiglia di vino. Chiude accuratamente la porta col chiavistello.

Indossa, uno sull’altro, una serie di indumenti consunti. Sulle spalle ha una vecchia coperta, i capelli e la barba sono in disordine.

Il campanile limitrofo batte le due.

Ritratto          (ansioso) Allora?

Dorian           (in un sussurro, tra sé) E’ la notte di Natale.  

Ritratto          Cosa?

Dorian           Cosa?

Ritratto          Stavo cominciando a preoccuparmi…

Dorian           Ho aspettato un’eternità dietro la porta a vetri del primo

                      piano.

Ritratto          E’ andata a dormire?

Dorian           (annuisce) Buio e silenzio. La cucina è ancora tiepida.

Ritratto          (con un brivido) Carbone, niente?

Dorian           Solo cenere calda. Te l’ho detto, l’ha tirata per le lunghe.

                      Ho mangiato qualche avanzo: mezza patata, un pezzo di

                      pane inzuppato nel sugo di tacchino. Ho preso un altro

                      borgogna in cantina, dalla terza fila, Molly non se ne

                      accorgerà mai…

Ritratto          (ambiguo e beffardo)  Puoi starne certo…

Dorian           (continua) Ho fatto il giro lungo, sono passato dal bagno e

                      ho preso una scaglia di sapone da barba (lo estrae dalla

                      tasca e lo posa in un angolo del tavolo).

Ritratto          Audace.

Dorian           Si, crosta. Sono anche arrivato fino al portone principale…

                      mi  aveva preso una smania di uscire, di camminare sulla

                      neve…Poi la tentazione: chiudermi fuori, fare il giro

                      dell’isolato, tornare davanti al portone chiuso, tirare il

                      campanello, una, due, dieci volte, aspettare che Molly

                      venisse ad aprire e dire come se nulla fosse: “ Sono

                     tornato. Buon Natale.”.

Ritratto         Tornato da dove?

Dorian          Da Marsiglia, da Napoli, da Marrakech…da una qualsiasi

                     meta esotica dove, del resto, tutti sospettano che io sia

                     fuggito in preda a una passione che, una volta consumata,

                     mi riporterà esausto alla base.

Ritratto         Come pensi di “tornare”, conciato così?

Dorian          La cosa non ti riguarda.

Ritratto         E’ molto seccante convivere con l’idea che il mio

                     destino dipenda esclusivamente da te.

Dorian          (gli si avvicina) Sono io che dipendo da te, ficcatelo bene

                     in testa. (lo tocca con preoccupante maniacalità) Da te e

                     da queste diaboliche molecole.

Ritratto         (maschera l’angoscia, con tono paterno) Sta diventando

                     un’ossessione la tua, Dorian! Lo capisco: hai tanto tempo

                     libero, ti annoi, ti vedo lì che riempi quel taccuino di

                     formule, che ti bruci i polpastrelli con gli acidi…

                     Ti ammalerai, Dorian, rischi una depressione a sfondo

                     maniacale molto, molto penosa. Devi convincerti:

                     io sono un normalissimo ritratto, fatto di qualche grammo

                     di colore, di quelli che si vendono nelle drogherie, di un

                     decilitro d’olio di semi di lino, d’una spruzzata di vernice

                     trasparente e basta! Non ti servirà a nulla scrostarmi, devi

                     credermi, ti parlo come  a un fratello. Non c’è nessun filtro

                     magico da scoprire!

Dorian          (accarezzandolo) Ascoltami bene, “fratellino”: io non cerco

                     nessun “ filtro magico “. Sarà la scienza a liberarmi da

                     questo sortilegio e a farmi tornare giovane. E la risposta è

                     qui, nelle tue molecole!

                     (va a sedersi nell’angolo del “piccolo chimico”, comincia a

                     trafficare tra formule e provette)

Silenzio

Ritratto        Brr…

Dorian         (lo ignora)

Ritratto        Brr…brr…

Dorian         (c.s.)

Ritratto        (affabile) Dorian! Sono desolato all’idea di dover

                    interrompere i tuoi esperimenti, ma avrei bisogno che tu mi

                    appoggiassi sulle spalle il drappone. Sono

                    letteralmente zuppo d’umidità e non vorrei ammalarmi

                    proprio la notte di Natale…

Dorian         (si alza di scatto, afferra il drappo e lo getta sulla cornice, a

                    coprire i lati e il retro della tela)

Ritratto        (sono uno di fronte all’altro) Dorian?

Dorian         Che vuoi?

Ritratto        E se si diventasse rondinotti e si fuggisse insieme, via da

                    questa nebbia, giù verso il Sud?

Dorian         (a un centimetro dal viso di lui) Se non chiudi questa bocca

                    te la suturo col filo di ferro.

Ritratto        (un brivido, serra le labbra)

Dorian         (riprende gli esperimenti, prende appunti su di un taccuino)

Silenzio

Ritratto        (sentimentale) Dorian! Ricordi quella volta, tanti anni fa,

                    quando ancora mi tenevi giù in biblioteca? Tu spostasti con

                    foga giovanile il paravento per scrutarmi. Fu la mia prima

                    trasformazione, quella: il suicidio della tua attricetta

                    innamorata mi costò una leggera ruga ai lati della bocca, un

                    accenno di ghigno, ricordi?, ma ero ancora bello, allora, e tu

                    mi baciasti sulle labbra. (sospira) M’hai amato, un tempo.

Dorian         (concentrato sugli appunti) Ti amo ancora, crosta. Amo te e

                    le tue diaboliche molecole.

Silenzio

 

Ritratto        (salottiero) Dorian! Sbirciando nel vassoio dell’ingresso, hai

                    visto qualche invito interessante per la notte di Capodanno?

Dorian         (non risponde)

Ritratto        ( c.s.) Non ti nascondo che non mi dispiacerebbe affatto

                    salutare il nuovo secolo in un salone del Ritz pieno di bella

                    gente, di musica, di champagne, con una torta di  dieci

                    piani con su scritto: “Ventesimo secolo, welcome!”. (una

                    pausa)  Allora? Che c’era di bello nel vassoio, Dorian?

Dorian         (sadicamente, sapendo di colpire a morte)

                    L’invito a  un vernissage, alla Grosvenor Gallery.

Ritratto        (colpito a morte) Alla Grosvenor?! E’ la più esclusiva delle

                    gallerie, la Grosvenor! Ho sempre sognato di vivere lì,

                    tra un paesaggio di Whistler, a destra, e l’ultimo

                    dei preraffaelliti, a sinistra; oh mio Dio, sapientemente

                    illuminato, con la mia targhetta d’ottone lucido: ”Ritratto di

                    giovine signore,1880”!

Dorian         (gelido) I rimpianti non portano da nessuna parte. Tu non

                    andrai da nessuna parte. ( si avvicina al quadro, lo copre

                    completamente col drappo) Buon Natale, crosta.

buio

Ratto           (voce f.s.) Buon Natale, Dorian Gray. E felice anno nuovo…

Scena sesta

In cucina.

E’ la notte del 31 dicembre 1899.

L’ambiente è illuminato esclusivamente dalla luce che entra dalla finestra.

Molly, di spalle, immobile davanti alla finestra, guarda cadere la neve.

Indossa un abito da sera rosso, scollato, con la gonna ampia e frusciante; un abito evidentemente passato di moda, rimesso a nuovo con un pesante tocco esotico. In mano una coppa di cristallo.

Ratto è accovacciato sulla sua spalla.

Luce in dissolvenza.

Scena settima

Nella soffitta.

Dorian sta lavorando febbrilmente nell’angolo-laboratorio.

Da un’ampolla, posta su un fornellino, escono vapori densi ed acri che provocano ripetuti colpi di tosse del Ritratto.

Di fronte a quest’ultimo è aperto un voluminoso libro di chimica.

Dorian        Non ti fermare, crosta, leggi perdio!

Ritratto       (tossisce) “ …come i precedenti, fa cangiare in rosso la

                   tintura di laccamuffa…” (altro colpo di tosse)

Dorian        Vai avanti!

Ritratto       ( tra i colpi di tosse) E’ il fumo, Dorian…temo di essermi

                   intossicato…non potresti aprire la finestra?!

Dorian        Vai avanti!

Ritratto       (riprende a fatica) “…di laccamuffa. E combinato con le basi

                   forma i sali. Gas incolore, fumante nell’aria umida,

                   solubilissimo nell’acqua.”

Dorian         Stop!

Ritratto        (ne approfitta per tossire in libertà)

Dorian         (prende appunti sul taccuino) Ipotesi ambiziosa…

Ritratto        E’ l’ultimo dell’anno, Dorian, perché non ti riposi un po’?

Dorian         (gli si avvicina) Da dove abbiamo prelevato, la volta scorsa?

Ritratto        (con la rassegnazione della vittima sacrificale) Dalla falange

                    dell’indice della mano destra.   

Dorian         (impugnando un bisturi) Non insisterei nella stessa zona,

                    d’accordo?

Ritratto        (annuisce debolmente)

Dorian         Preleverei un milioncino di atomi dalla regione sottostante il

                    lobo sinistro. (sta per incidere)

Ritratto        (esplode in un eccesso di tosse)

Dorian          Fermo, perdio! Vuoi che ti sfregi?!

Ritratto         (c.s.) Soffoco…aiuto…aria...aria…

Dorian          (suo malgrado è costretto ad aprire la finestra)

Dalla strada sottostante sale la musica.

Dorian e il Ritratto la ascoltano in silenzio.

Fuori la neve continua a cadere.

Dorian chiude la finestra. Torna a sedersi, il pensiero altrove.                                     

Ritratto        Dorian! Sapresti dirmi che ore sono?

Dorian         (estrae l’orologio) Le ventitré e cinquantacinque.

Ritratto        Precise?

Dorian         (con lo sguardo fisso alle lancette) E cinquantasei.

Ritratto        Quattro minuti al 1900!

Dorian         (c.s.) Quasi tre.

Silenzio                                                                       

                                                                       

Dorian        (c.s.) Tre minuti e quarantotto, quarantasette, quarantasei,

                   quarantacinque,quarantaquattro…

Ritratto       Dorian.

Dorian        …quarantadue, quarantuno,quaranta, trentanove…

Ritratto       Dorian!

Dorian        …trentasette, trentasei, trentacinque…

Ritratto       (urla) Dorian!

Dorian        (tace ma continua a fissare le lancette).                                                   

Ritratto       (con dolcezza, per distoglierlo da quella fissità)

                   Perché non facciamo un bel brindisi, Dorian?!

Dorian        (non risponde)

Ritratto       Ne vale la pena, no? E’ un Capodanno d’eccezione!

Dorian        (c.s.)

Ritratto       Senti che bella idea: scendi zito zitto in cantina, prendi l’

                   annata più preziosa e ce la stappiamo alla faccia

                   dell’ottocento, eh?

Dorian        (c.s.) Un minuto! (con uno scatto) Vado! ( afferra la lampada,

                   apre la porta e si precipita giù per le scale)

Ritratto       (rimasto solo, con un sorriso beffardo) Zitto zitto, Dorian, se

                   ti fai scoprire sono guai…

Scena ottava

In cucina.

Molly         (alza la testa verso i piani superiori, brinda con la coppa di

                  champagne) Alla morte del Tempo! (beve)

Dall’interno della casa arriva un forte rumore.

Molly         (si gira di scatto) Chi è? ( posa bottiglia e coppa, avvicina

                 Ratto al viso) “Fin du siècle, fin du globe”?  Niente affatto,

                 piccolo ! Secolo nuovo, vita nuova! ( lo ficca dentro l’abito,

                 prende la lampada ed  esce)

buio

Scena nona

In soffitta. Qualche istante dopo.

Entra Dorian, trafelato, sbarra la porta dietro di sé.

Non ha più con sé la lampada, la soffitta è rischiarata esclusivamente dalla luce proveniente dalla strada.

Ritratto                 Hai preso una buona annata?

Dorian                  (con voce strozzata) Ssst! Sono inciampato per le

                             scale, mi ha sentito! Ma non c’è pericolo: farà il giro

                             della casa, non troverà nessuno e si metterà l’anima

                             in  pace. Non verrà mai fin quassù.

Ritratto                 Tacco a rocchetto, scarpine di stoffa in avvicinamento.

Dorian                  Siamo finiti, crosta.

Ritratto                 Sei finito, Dorian Gray.

 

La maniglia si abbassa. Si sente un leggero battere alla porta.

Ritratto                 (sottovoce) Ti conviene aprirle…

Dorian                  (gli preme la mano sulla bocca. Sottovoce) Se parli sei

                             morto!

Voce di Molly       (da dietro la porta) Apra, signor Gray, lo so che è lì

                             dentro.

Ritratto                  Mmmm…mmmhh….

Voce di Molly        Preferisce che vada a chiamare la polizia?

Ritratto                  (fa cenno di si con la testa)

Dorian                   (in un sussurro) Maledizione!

La maniglia viene forzata più volte.

Voce di Molly        Se non mi apre, sfondo la porta!

La porta trema sotto i colpi delle spallate di Molly.

Dorian                  (abbandona la bocca del Ritratto e si aggira

                             furiosamente per la soffitta)

Ritratto                 (imitando a perfezione la voce di Dorian) Un

                             momento, arrivo!

Dorian                  (sgomento, impugna il coltello. Sta per sferrare un

                             colpo al Ritratto)

Ritratto                 (grida) La polizia! Chiami la polizia!

Dorian                  (si ferma. Fissa il pugnale, decide di puntarlo contro

                             il proprio petto. Sta per sferrare il colpo con tragica

                             nobiltà)

Ritratto                 (a Molly) No aspetti, signorina. Ancora un  attimo!

Dorian                  (si ferma di nuovo. Si avvia lentamente alla porta

                             ravviandosi i capelli. Si ferma. Tra sé) Il taccuino!( si

                             precipita al tavolo, afferra il taccuino con le formule e

                             lo ficca nella tasca. Copre col drappo il tavolo degli

                             esperimenti. Torna alla porta, apre il chiavistello,

                             arretra

                             col coltello in mano)

Una spallata spalanca la porta, Molly viene catapultata tra le braccia di Dorian. Entrambi sollevano i coltelli per colpire.

buio

Ratto             

(voce fuori scena)  Molly che chiama la polizia. Dorian Gray, processato per i  suoi delitti, che finisce sulla forca, il ritratto venduto con la casa e tutto il resto, e il sottoscritto che fugge, oltre il giardino, verso un orizzonte di normalità…Perché non poteva finire così? E’ davvero così banale chiudere con un “ happy end”? La verità è che il signor Wilde aveva capito tutto: i cattivi, appena possibile, vanno spediti diritti all’inferno.

E invece Molly non solo non chiamò la polizia, ma si mise in combutta con il padrone. Trasferirono il laboratorio nella cucina, sprangarono porte e finestre e si consacrarono anima e corpo alla ricerca del filtro della giovinezza.

Intanto, dalla strada, il palazzotto del signorino Gray appariva come una  casa di fantasmi. Nessuna luce filtrava più all’esterno, la neve alta nascondeva i vialetti di ghiaia e lo scalone d’ingresso.

In quei freddi giorni di febbraio del 1900, ignaro della tragedia che di lì a due mesi avrebbe segnato il mio destino, io conducevo un’esistenza grigia, prigioniero nelle tasche di Molly o in qualche armadio, rigorosamente tenuto nascosto agli occhi del signorino Gray che, fin dall’infanzia, aveva sviluppato un’indomabile fobia verso tutti i roditori.

In quei freddi giorni di febbraio avrei fatto meglio a procurarmi una morte naturale e rapida tra i denti dell’ultimo gatto randagio che ancora spiava, famelico, dalle sbarre del cancello.

Scena decima

Nella cucina. Febbraio 1900.

L’ambiente è stato adibito a laboratorio, tutto il materiale del ”piccolo chimico” è stato trasferito qui dalla soffitta.

Anche il Ritratto è stato traslocato ed è ora sistemato in un angolo, sul suo cavalletto. Due mesi di esperimenti hanno lasciato su di lui un segno evidente: la tela appare scrostata in più punti.

Sulla finestra è stata inchiodata una tavola  di legno.

Dorian sta trafficando nella zona-laboratorio, diviso tra le provette e la lettura di un trattato di chimica. Indossa una raffinata vestaglia da camera.

Il Ritratto assiste, cupo.

Dal retro della casa giunge, leggero, il suono della chiusura di una porta.

Ritratto       (con l’ombra di un sorriso) E’ tornata.

Entra Molly. Si toglie il mantello nero e una pesante sciarpa di lana scura che le copre la testa. I capelli sono sciolti, lunghi sulle spalle. Posa in un angolo la borsa della spesa.

Molly           Ho comprato pane, formaggio, patate, un quarto di

                   acido cloridrico e l’acqua distillata. E questo è il resto.( posa

                   il denaro sul tavolo, davanti  a Dorian)

Dorian        (un’occhiata malinconica al denaro) Quanto ti ha dato?

Molly           45 sterline.

Dorian        (con un moto di fremente indignazione) 45 sterline per il

                   mio bezoar?

Molly           Non l’ha voluto il bezoar, dice che non ha mercato.

                   S’è preso solo la tabacchiera e la perla.

                   (posa sul tavolo un sacchetto di velluto)

Dorian        (apre il sacchetto e ne estrae una grossa pietra dura, la

                   carezza con voluttà) L’ho comprato in Marocco nell’’86: è

                   un amuleto contro la peste, è stato estratto dal cuore di un

                   daino più di mille anni fa! Non è affascinante?

Molly           L’unico fascino del passato è che è passato.

Dorian        (continuando a carezzarlo, malinconico) “ Non ha mercato ”!

                   E’ incredibile tutto ciò…I pezzi più preziosi della mia

                   collezione “ non hanno mercato “. Li ho accumulati come

                   strumenti di oblio, per tentare di sfuggire al terrore di quella

                   cosa oscena  (indica il Ritratto)…

Ritratto        Ah! Io ero osceno! Io pagavo sulla mia pelle tutte le sue

                    porcherie  e lui si permette di dire…

Molly           (tentando di mettere pace. Al Ritratto)  Lascia perdere…

Ritratto        Per vent’anni ho subito quel suo faccino da adolescente!

Molly           (con una carezza) Ti prego, abbi pazienza.

Ritratto        Io non ne posso più, anche la pazienza ha un limite…

Dorian         (concentrato esclusivamente sul bezoar) … li ho

                    accumulati per stordirmi dal mio incubo e ora che ho

                    bisogno di denaro per poter tornare a vivere come tutti  - a

                    vivere di vita finalmente! - ora non riesco a  venderli, la

                    bellezza si vendica. “ Non ha mercato ” !

Molly           (prende il trattato di chimica, inforca un paio d’occhiali.

                    Legge  a voce alta)  “Si evidenzierà così, di poi che

                    lo si abbia impiegato…”

Dorian         (ripone docilmente l’amuleto nel sacchetto e quindi nella

                    tasca della vestaglia. Torna al tavolo-laboratorio, controlla

                    il contenuto della provetta)

Molly            “Si evidenzierà così, attraverso la reazione prodotta

                     dall’istesso, la presenza et il carattere delle sostanze

                     aliene…”

Dorian           (grida) Nooo! Qui non s’è evidenziato niente! Dov’è

                      l’errore, perdio? (con un repentino cambio) Calma,

                      Dorian, hai tutto il tempo… (a Molly) Preleva!

Molly             (prende il bisturi e si avvicina al Ritratto) Da dove?

Dorian           (fuori di sé) Cosa vuoi che me ne importi da dove! Preleva

                      e basta!

Molly             (stacca col bisturi una minuscola porzione da un angolo

                      del Ritratto e la raccoglie in una provetta))

Ritratto          (serra gli occhi e le labbra)

Dorian           Devi solo rifare il percorso dall’inizio, Dorian, con calma…

Molly              ( porgendo a Dorian la provetta)  Eccola.

Dorian           (si gira di scatto verso di lei, la stringe appassionatamente)

                      Io voglio amarti, mia dea! Sono stato un ragazzo viziato e

                      depravato. Ora basta! Ora voglio amare! Ricominciare una

                      nuova vita! Voglio amare e dimenticare! (la bacia)

Ritratto          (con un grido di rabbia e di dolore) Lasciala!

Dorian           (si stacca da Molly, si avvicina al Ritratto) Cosa hai detto?

Ritratto          Ho detto ” lasciala ”.

Dorian           E perché dovrei lasciarla?

Ritratto          (dopo una breve pausa) Perché non puoi perdere tempo.

                      Siamo a febbraio, no?

Dorian           Si, siamo a febbraio, e allora?

Ritratto          Allora è ragionevole supporre…

Dorian           (feroce) Portatele nella fogna le tue supposizioni. (a Molly)

                      E  tu leggi, perdio!

Molly             (a Dorian) Sentiamo cosa vuole dire. Perché non lo fai

                      parlare?

Dorian           Perché “non posso perdere tempo”!

Molly             Dagli solo un minuto, che ti costa?

Dorian           (al Ritratto, controvoglia) Parla! (secco)Ti do un minuto.

Ritratto          E’ ragionevole supporre, dicevo, che tra qualche

                      settimana, diciamo in primavera, Lord Henry, gli amici, i

                      parenti, i creditori, cominceranno a cambiare idea riguardo

                      alle ragioni della tua assenza…

Dorian           Stop! (a Molly) Leggi!

Ritratto          Il minuto non è passato.

Molly             (al Ritratto) Vai avanti.

Ritratto          E’ ragionevole supporre, dicevo, che le tue mete turistiche

                      -  Marsiglia, Marrakech… - andranno via via

                      scomparendo dalle loro conversazioni, lasciando spazio a

                      ipotesi più realistiche, che so?, una caduta di notte nel

                      Tamigi, una rissa finita tragicamente dalle parti di

                      Whitechapel…

Dorian           Hai finito?

Ritratto          Non ancora. Dorian Gray non torna semplicemente perché

                   non può più tornare, altro che fughe d’amore e smanie

                   d’esotismo.

                   E qui, nella casa abbandonata, la governante ridotta alla

                   fame, il vassoio pieno d’ingiunzioni…è ragionevole supporre

                   che la situazione all’improvviso precipiterà. Ho finito.

Dorian        Non potranno fare nulla finché non sarò tornato.

Ritratto       (non replica, stringe le labbra)

Dorian        (allarmato, gli si fa sotto) Hai sentito? Non potranno fare

                   nulla!

Ritratto       (c.s.)

Dorian        Cosa possono fare senza di me?! Rispondi!

Ritratto       Il minuto è scaduto.

Dorian        Ti do un altro minuto.

Ritratto       Rispondo: potrebbero spuntare un paio di testimoni della tua

                   tragica fine, magari prezzolati da un parente esoso o dai

                   creditori esasperati. L’ufficiale giudiziario busserà alla porta,

                   mostrerà a Molly il certificato di morte presunta e Molly  non

                   potrà fare altro che chiudere tutto, fare i bagagli e

                   consegnare le chiavi. L’ufficiale giudiziario metterà i sigilli e

                   poi manderà tutto all’asta, a beneficio di parenti e creditori.

Molly          ( tra sé) Che altro potrei fare?

Ritratto       E noi due, sigillati qui dentro, quanto potremo resistere?

                   Occhio e croce - calcolando le lungaggini burocratiche,

                   l’inventario e tutto il resto - direi fino agli inizi dell’autunno…

Dorian        (tra sé) Agli inizi dell’autunno...

Ritratto       …non lo ricorderemo come il migliore autunno della nostra

                   vita.

Molly          (al Ritratto, polemica) Della vita di chi stai parlando?

Ritratto       Bè, della nostra: di quella di Dorian…della mia…della tua…

Molly          Anche della mia? Tu hai detto che  io dovrei sloggiare e

                   lasciarvi qui, a continuare, da soli!,gli esperimenti.

Ritratto       La mia era solo un’ipotesi, Molly, non  un progetto per il

                   nostro futuro.

Dorian        (minaccioso, al Ritratto) Del futuro di chi  stai parlando?

Molly          Stai calmo, Dorian.

Dorian        (c.s.) Cosa c’entri, tu, col nostro futuro?

Ritratto       Niente, grazie al cielo, almeno col tuo! E vorrei non essere

                   mai entrato neanche nel tuo passato!

Dorian        Magari! Magari tu non fossi mai esistito! Sarei invecchiato

                   naturalmente, come tutti, senza tanti  rimpianti! Adesso

                   sarei fuori da questo sepolcro, sarei in sella al mio cavallo, a

                   caccia di volpi, o nel mio palco, alla  prima del Parsifal, o 

                   semplicemente a  spasso per  Hyde Park: uno splendido

                   quarantenne con qualche filo d’argento sulle tempie,  guanti

                   e cilindro color tortora, il bastone col pomo d’avorio…

Molly          (a Dorian) Se la tua unica aspirazione è quella di farti una

                   passeggiatina, vai pure: bastone e cappello sono ancora

                   al loro posto.

Dorian        (tace, incupito)      possibile inserto *

Molly          (riprende il libro di chimica) Riprendiamo a lavorare.

Dorian        (con un cambio improvviso) Si! Al lavoro!(al Ritratto)

                   L’ufficiale giudiziario troverà solo la tua cornice. Tu non ci

                   sarai più, ti sarai sciolto nelle fogne o nello stomaco di

                   qualche topo. E anche noi non ci saremo più, saremo

                   sulla rotta delle rondini, lontani!

Molly          Di nuovo giovani, vero Dorian? Diglielo, di nuovo giovani!

Dorian        Di nuovo giovani, si! E finalmente vivrò senza di te!

Ritratto       (esplode) Io finalmente vivrò, senza di te! Perché tu non

                   tornerai mai più giovane! Durante l’inventario ti troveranno

                   accucciato sotto il letto e ti  prenderanno per un ladro, per

                   un vecchio barbone, e allora  sarai costretto a dire chi sei

                   e a spiegare il perché della tua vecchiaia improvvisa, sarai

                   costretto a confessare tutti i tuoi delitti, finirai in un

                   manicomio criminale e poi sulla forca.

                   Io, invece, sarò restaurato, diventerò il pezzo forte dell’asta

                   di  casa Gray!

Dorian        (ride sguaiatamente) Per quanti centesimi sarai battuto,

                   Monna Lisa? Addosso a quale porta sgangherata verrai

                   inchiodato?

Ritratto       Tutta Londra parlerà di me, diventerò una star, faranno a

                   pugni per aggiudicarsi il ritratto di Dorian Gray. E, alla fine,

                   la spunterà un mercante ricchissimo che mi pagherà a peso

                   d’oro!

Dorian        (c.s.) Finirai con un bottegaio, che orrore !

Ritratto       Si! Finalmente vivrò in una famiglia per bene, timorata di

                   Dio, mi appenderanno con tutti gli onori nel salotto buono,

                   tra il nonno importatore di stoffe e la prozia monaca!

                   Avrò solo un rimpianto: non poter essere presente il giorno

                   in cui  ti impiccheranno!

Dorian        (c.s.) Sarà  magnifico, quel giorno, morire senza specchi!

Molly           Basta! Qui non muore nessuno! (a Dorian) Noi abbiamo un

                   progetto e andremo fino in fondo.  Usciremo da questa casa insieme e giovani. Io ho un credito da riscuotere. L’ho buttata via la mia vita e voglio riviverla. E per vivere si devono avere vent’anni! A vent’anni puoi attraversare gli oceani, scavalcare le montagne più alte, decidere di fermarti in qualsiasi città del mondo e il denaro non è  un problema perché, se hai la testa di una vecchia nel corpo di una ragazza, lo sai cosa devi fare e cosa puoi diventare. (riprende il libro. A Dorian) Riproviamo col reagente.           buio

Ratto 

            

(voce fuori scena)     Nei due mesi successivi le pause dal lavoro furono

drasticamente ridotte. Mentre Molly governava la vita della casa e del suo amante-padrone, mentre usciva per andare a svendere dagli usurai e a comprare negli empori e nelle drogherie, Dorian continuava a trasformare le molecole del Ritratto, a combinarle con gli acidi più diversi, a farle reagire in provetta e sui fornelli coi più disparati catalizzatori. I vapori e i fumi che saturavano la cucina filtravano attraverso la stoffa del vestito di Molly e fu così che un giorno svenni nella sua tasca. Molly mi chiuse nel cassetto imbottito del suo comodino e lì trascorsi una lunga convalescenza in totale solitudine. Quando mi riportò in cucina, era già primavera e il filtro quasi pronto…    

Scena undicesima

In cucina.  Fine marzo del 1900. Notte.

Fuori i tuoni di un violento  temporale.

Entra Molly. Indossa una vestaglia d’altri tempi su una leggera camicia da notte di chiffon.

Ritratto          S’è addormentato?

Molly             Come un angioletto. (estrae Ratto dalla tasca della

                      vestaglia, lo posa per terra)

Ratto             (passeggia pigramente per la stanza, si avvicina al ritratto)

Ritratto          (indicando il topo, con disgusto) Si è accorto della bestia?

Molly             L’hai sentito gridare?

Ritratto          No.

Molly             E allora?

Ritratto          E se mi mettessi a gridare io?

Molly             (si avvicina al ritratto, lo carezza) Non lo farai.

Ritratto          (ha un fremito, serra gli occhi)

Molly             ( si avvia al tavolo-laboratorio, mette ordine, lava un

                      paio di provette, in realtà sta cercando qualcosa) Non

                      c’è stato neanche bisogno del sonnifero…Gli è bastata la

                      ninnananna della bisnonna.

Ritratto          La proprietaria della vestaglia?

Molly             (apre la vestaglia) E della camicia da notte…(continua a

                      trafficare intorno al tavolo con la vestaglia aperta)

Ritratto          (turbato alla vista delle trasparenze) E’ di chiffon, vero? Sei

                      molto…elegante, Molly. La tua bisnonna non faceva la

                      governante, o mi sbaglio?

Molly             Ha fatto anche la governante.

Ritratto          Deve essere stata molto ricca…

Molly             E’ stata anche molto ricca.

Ritratto          Coniugata?

Molly             Anche.

Ritratto          Vedova?

Molly             Anche.

Ritratto          Sposata in seconde nozze?

Molly             Si è sposata cinque volte.

Ritratto          Perbacco!

Molly             Era nata in prigione, a Newgate. E’ stata dodici anni

                      prostituta, dodici ladra, otto deportata in Virginia, alla fine

                      diventò ricca, visse onesta e morì pentita. Per un totale di

                      settanta anni.

Ritratto          E poi?

Molly             Poi basta.

Pausa

Ritratto           E’ tardi, perché non vai a dormire?

Molly              Non mi va di dormire.      

Ritratto           Stai cercando qualcosa?

Molly              (si ferma) Cosa?

Ritratto           E’ inutile, vai a dormire. Non lo tiene qui.

Molly              Cosa?

Ritratto           Quello che stai cercando. Abbiamo a che fare con un

                       pazzo, non con un idiota: l’ha saggiamente ficcato

                       nel suo nascondiglio segreto.

Molly              Dove?

Ritratto           Ah, non te l’ha mostrato? Giura di adorarti ma,

                       evidentemente, non si è fatto accecare del tutto

                       dall’amore.

Molly              Dov’è?

Ritratto           A che ti serve saperlo? Credi veramente che in

                      quel taccuino ci sia la formula della giovinezza? Stai

                      sprecando il tuo tempo Molly. Tu lo  sai cosa resterà di noi

                      tre, quando la stagione sarà trascorsa?

                      Dorian  se lo porterà sul patibolo quel  maledetto

                      taccuino; io, a  forza di  prelievi, mi ridurrò a un avanzo

                      senza colore e tu? Tu sarai  invecchiata e stanca: non

                      troverai più nessuno disposto a  darti un tetto e un lavoro

                      decente. (indicando con schifo Ratto che, ora, è vicino a

                      lui) Toglimi questa bestiaccia dai piedi.

Molly              Perché?

Ritratto           Perché ho bisogno di parlarti con tranquillità.

Molly              (prende Ratto e lo posa sul tavolo) Stai buono qui, non

                       mangiare niente e non ti muovere. (si avvicina al Ritratto)

Molly              Allora?

Ritratto           Ascolta la mia proposta, Molly: fuggiamo da questa casa,

                      da questa città. Io e te, verso il sole e l’oceano.

                      Io ti amo per  quella che sei, con le tue rughe e i tuoi

                      capelli grigi. La prima notte di novilunio, toglimi dalla

                      cornice, arrotolami in una sacca, portami al molo più vicino

                      e salpiamo verso il Sud. (incalzante) Il denaro non è un

                      problema, amore mio: la prossima volta che vai a vendere

                      i ninnoli, prendine di nascosto un paio di valore e vendi

                      anche quelli, non ci servono tanti soldi per partire  e una

                      volta arrivati a destinazione...

Molly              …ci sistemiamo in un alberghetto sul lungomare, come

                      una coppia di onesti pensionati. Io passo il resto dei miei

                      giorni a  proteggerti dal sole e dalla salsedine e tu, in

                      cambio - quando sarà il momento - veglierai

                      amorevolmente sulla mia agonia. E’ questa la tua

                      proposta?       

Ritratto          (tace, con gli occhi bassi)

Molly             (gli si avvicina ancora di più) Allora ascolta la mia, di

                      proposta: tu mi dici dove tiene nascosto il taccuino e,

                      appena il siero sarà pronto e io avrò di nuovo vent’anni, ti

                      giuro che  ti salverò da Dorian. Ti imbarcherò con me, a

                      caccia degli alisei. Dio!, se tornassi giovane, io potrei

                      anche innamorarmi…magari di te!

Ritratto          Ma non sei già innamorata di Dorian? Non vi siete giurati

                      “giovinezza e amore eterni”?

Molly              Tu ci credi ai giuramenti degli ubriachi? Tornare giovane,

                       per Dorian, sarà come svegliarsi dopo una sbronza.

                       Un’occhiata allo specchio, un bel bagno caldo e il

                       signorino Gray riprenderà la sua vita di sempre…Non

                       saprà che farsene di una giovane servetta. Mi prometterà

                       un quartierino nella periferia più esclusiva della città,

                       magari anche un vitalizio, come  si fa con una cocotte che

                       conosce segreti imbarazzanti...

Ritratto            Anch’io conosco segreti imbarazzanti…

Molly               Ma tu non parli, tesoro mio!

Ritratto            E chi mi assicura che la “servetta-cocotte” non si allei col

                        padrone e che tutte e due, insieme, non decidano di

                        liberarsi del sottoscritto e di darlo in pasto agli amici di

                        quello lì? (indica Ratto)

Molly               Chi mi assicura che basti una sola dose per tornare

                        giovane per sempre? Secondo Dorian è probabile che

                        con una sola dose potremo solo tornare indietro per poi

                        ricominciare ad invecchiare. E a lui sta bene così: lui

                        vuole solo rientrare nel suo mondo, tra i suoi simili, non

                        ce la fa più a tenersi addosso la maschera della

                        giovinezza eterna, vuole diventare una persona perbene:

                        un giovane perbene, un uomo perbene, un vecchio

                        perbene e amen.

                        Per me è un po’ diverso, sai: primo, perché non ho un

                        mondo nel quale “rientrare” e, secondo, perché ho

                        bisogno dei miei tempi per andare in cerca dei miei

                        “simili”. E se tra qualche anno  non avrò ancora trovato

                        nulla di soddisfacente? Se avessi bisogno di un altro po’

                        di tempo, di un’altra dose? La giovinezza non è che una

                        formula chimica e può diventare un magnifico vizio…

Ritratto             E’ per questo che vuoi fuggire con il taccuino e con me.

                        Che ingenuo! Per un attimo ho creduto che potessi farlo

                        per gratitudine, che tu provassi per me, non dico lo

                        stesso attaccamento che provi per  quella bestiaccia ,

                        ma - che so? - almeno un sentimento di umana

                        simpatia…mi sarei accontentato anche di una pietà

                        umana. ( con un improvviso cambio)

                        Coprimi! Ho bisogno di stare da solo. 

Molly               Che fai? Mi dai lezioni di umanità, tu, che sei una

                        cosa? Tu, che con un paio di restauri puoi tirare avanti

                        per secoli? Non ti devi permettere di parlare delle mie

                        rughe e dei miei capelli grigi e di tutto il resto…(cambio)

                        Ma forse hai ragione tu: dall’alto della tua prospettiva di

                        sopravvivenza, hai tutto il diritto di fare dell’ ironia sulle

                        nostre miserie “umane”.

Ritratto            (abbassa lo sguardo, turbato e confuso) Non ho nessun

                        diritto. Ti chiedo scusa… E’ che …è la prima volta che ho

                        a che fare con l’amore…faccio fatica a progettare un

                        futuro in coppia…Non ti avevo immaginato mentre ti

                        spegnevi davanti a me…No!, sarebbe intollerabile

                        sopravviverti!

                        Ma se tu deciderai di ripetere la dose, più volte, questo

                        significa che noi staremo insieme per tanti e tanti anni!

                        Che tu continuerai a scrostarmi, un po’ alla volta, a farmi

                        penetrare nel tuo corpo, fino a che arriverà il giorno in cui

                        tu mi avrai consumato tutto. Quel giorno io sarò morto

                        per te, prima di te!

Molly               (in un sussurro) Chi lo sa? Magari, un giorno, potrei

                       anche stancarmi di vivere. Potrei decidere di non

                       prendere più il siero, di non scrostarti più, di invecchiare e

                       di aspettare la morte vicina a  te. (gli copre gli occhi con le

                       mani) Potrei desiderare di tenermi le tue labbra. (lo bacia

                       delicatamente. Gli scopre gli occhi) Potrei decidere di

                       salvare i tuoi occhi…( si allontana di un paio di passi. Di

                       fronte a lui, sfila con lentezza la vestaglia  e la fa scivolare

                       fino ai piedi)

Ritratto           Continua.

Molly              (fa scivolare anche la camicia da notte, lentamente, fino a

                       restare nuda)

buio

Ratto         

(voce fuori scena)  Nel mio grigio destino era scritto che mai avrei

conosciuto il piacere dell’accoppiamento e l’orgoglio della procreazione.

Molly, in compenso, si dava da fare con entrambi i suoi amanti.

Di nascosto da Dorian si accoppiava contro-natura con il suo ritratto e davanti al ritratto, s’accoppiava con naturalezza con Dorian.

Il resto delle giornate e delle nottate era interamente dedicato alla messa a punto del siero della giovinezza.

Alla fine di aprile rimanevano da definire il dosaggio e la modalità di assunzione.

Il 29 di quel mese, Molly cantò la ninna nanna al padrone, tornò in cucina e mi regalò la notte più infernale della mia vita.

Scena dodicesima

In cucina.  29 Aprile 1900.

Il Ritratto è coperto dal drappo.

Nella zona-laboratorio, Molly inietta il siero nella schiena di Ratto.

buio

Scena tredicesima

In cucina. 30 aprile 1900.

Davanti al Ritratto, che assiste impotente, Molly sta iniettando il siero nel braccio di Dorian. Entrambi sono in vestaglia.

Finita l’operazione, Molly porge a Dorian la seconda siringa e scopre il proprio braccio.

L’occhio sgranato di lui, e le sue mani tremanti, la convincono ad iniettarsi il liquido da sola.

Una volta conclusa anche la seconda iniezione, i due si siedono.

Nel silenzio, dalla tasca della vestaglia di Molly, arriva un tenero e leggero squittio di Ratto. Dorian, concentrato su di sé, non lo sente. Molly, non vista da Dorian, lo estrae dalla tasca e lo nasconde sotto un mobile.

Dorian            (con gli occhi serrati e il respiro affannoso) Hai nausea tu?

Molly              E’ ancora presto.

Dorian            Giramenti di testa, fitte addominali, perdita

                       dell’orientamento?

Molly              Ancora no. (si siede)

Dorian            Battito cardiaco?

Molly              (tastandosi il polso) Un po’ accelerato. E tu?

Dorian            (si asciuga la fronte) Sto sudando freddo… Chissà

                       quanto dovrò attendere...Che non mi scoppi il cuore,

                       prima!

Ritratto           Sarebbe un vero peccato.

Molly              (a Dorian) Non dovremo aspettare tanto. Respira

                       profondamente, cerca di rilassarti. La formula è quella

                      giusta.

Ritratto           E la materia prima di qualità.

Molly              (al Ritratto) Vuoi tacere?

Ritratto           Perché non andate a giocare da un’altra parte?

Molly              Andiamo sul letto, Dorian, staremo più comodi…(fa per

                       alzarsi)

Dorian            Stai seduta! (sposta la propria sedia di fronte al Ritratto, a

                       lui) Guardami bene, crosta, studia ogni mia

                       trasformazione, goditela. Senza fretta, perché non

                       appena sarò tornato quello che ero sei mesi fa, io ti

                       distruggerò! (a Molly) Ho freddo!

Molly              (si alza con fatica, prende il drappo. Scambia uno sguardo

                       con il Ritratto. Va a poggiare il drappo sulle spalle di

                       Dorian, si avvia a uscire)

Dorian            Dove vai?

Molly              Volevo vestirmi…e chiudere i bagagli.

Dorian            I bagagli?

Molly               Si, volevo avvantaggiarmi. Dobbiamo andarcene di qui al

                       più presto…l’hai detto tu…

Dorian             Io non ho detto niente!

Ritratto            “ Salperemo sulla rotta delle rondini, mia dea! ”, l’hai

                       detto e giurato, l’ho sentito io!

Dorian             (al Ritratto, grida) Taci!  (a Molly) Certo che ti porterò al

                       Sud, ma non all’alba e non su un mercantile!

                       Ho bisogno di qualche giorno per rimettermi in sesto,

                       farmi rivedere in società, saldare i creditori, far tacere i

                       pettegolezzi…(porta le mani allo stomaco) Oooh! Una

                       fitta! Una fitta tremenda allo stomaco! Tu niente?

Molly              Qualche spasmo, ma preferisco muovermi…

                       (va al tavolo-laboratorio) Metto tutto via, non ce la faccio a

                       stare ferma. (ripone in uno scatolone le provette e il resto

                       del materiale) Metto dentro anche il taccuino…sai dov’è?

Dorian            (contorcendosi) Aaaah…ahh!

Molly              (si preme lo stomaco, si appoggia al tavolo in preda ai

                       medesimi spasmi. A denti stretti) Il taccuino, Dorian,

                       amore mio… dov’è il taccuino?

Dorian            (c.s.) Nel caminetto…aahh!

Molly              (con un’occhiata vittoriosa al Ritratto) Era nel caminetto!

Dorian            Si, l’ho bruciato…aaah…l’ho bruciato…aaah…

Molly              (grida) L’hai bruciato? L’hai bruciato nel caminetto?

                       Perché? Perché l’hai bruciato? (lo solleva dalla sedia, lo

                        scuote)

Dorian             Perché non mi serve più…ce l’ho qui..aaah…nella testa!

Molly               E se abbiamo bisogno di un’altra dose, come facciamo?

Dorian             (stringendosi violentemente la testa) Ce l’ho qui…aaah…

                        ma non ne avremo più bisogno…

Molly               (lo lascia cadere sul pavimento. Lancia uno sguardo

                       disperato al Ritratto) 

Dorian             (contorcendosi sul pavimento)  Aiutami, mia dea, ti prego!

Molly               (si siede a terra, di fianco a lui, stringe la testa di lui sul

                        proprio ventre dolorante) Si, sono la tua dea e lo sarò per

                        sempre…non ci lasceremo mai più…ti adoro Dorian!

Ritratto            (serra gli occhi)

Dall’interno giunge il suono del campanello del portone principale.

Molly e Dorian si irrigidiscono, terrorizzati.

Ritratto            (con un filo di speranza) Suonano alla porta.

Dorian             (tra gli spasmi e i sudori freddi) Chi è?

Molly               (tra i medesimi spasmi e sudori freddi) Sarà il domestico di

                        lord Henry…è  meglio che vada…(tenta d’alzarsi)

Dorian              Non andare!

Il campanello suona nuovamente, con insistenza.

Ritratto             Vai, Molly!

Molly                (al Ritratto) Sono cambiata?

Ritratto             No, sei solo pallida. Mettiti in ordine e vai ad aprire.

Dorian              No! Non andare! (è ormai fuori di sé, con voce strozzata)

                        Aspettate domani! Domani sarò giovane!

Molly                (si riordina come può, esce barcollando dalla stanza.

                        A voce alta) Arrivo!

Dorian             (strisciando verso la porta) Tornate domani, domani pago

                        tutti…pago tutti…Dorian Gray è tornato…

Da sotto il mobile esce Ratto: è tornato ad essere un giovane topolino dal pelo chiaro. Si para di fronte a Dorian squittendo selvaggiamente.

Alla vista del topo, Dorian esplode in un grido disumano. Ratto, per nulla spaventato, continua a lanciargli addosso feroci squitii.

Dall’interno della casa giungono le voci, sempre più concitate, di Molly e di un uomo.

Dorian continua a gridare come un ossesso.

Il Ritratto esplode in una risata fragorosa.

Dall’interno arriva l’urlo di Molly: “ Vada via, non c’è nessuno qui!”.

Dorian si alza, afferra un oggetto contundente e si lancia gridando verso l’ingresso.

Dall’ingresso arrivano, mescolate, le urla di Dorian, di Molly e dell’uomo.

All’improvviso un irreale silenzio.

buio

luce su Ratto

Ratto             L’uccisione dell’ufficiale giudiziario fece precipitare gli

                      eventi.

All’alba del giorno seguente, 1° maggio di quel 1900, l’Albatros imbarcò, tra gli altri, una giovane coppia di sposini: il signore e la neo signora Grant. Nessun uomo dell’equipaggio si accorse che, nella cabina matrimoniale - chiusi in un baule d’altri tempi - viaggiavano anche due clandestini: un topolino e un dipinto arrotolato…

Sbarcammo a Tangeri tutti e quattro e ci sistemammo in una pensioncina sul porto.

Un anno dopo, Dorian e Molly, specchiandosi nel loro camerino de “La nuite africaine”, videro, con orrore, spuntare il primo capello bianco e la prima ruga d’espressione. Avevano ripreso ad invecchiare.

Già, la  giovinezza può diventare un magnifico vizio.

Ogni anno, da quel 1901, i due scrostarono un po’ di Ritratto e s’iniettarono la loro dose. Ogni anno, Molly riusciva a fare la cresta sulla droga e, di nascosto da Dorian, iniettava anche nelle mie vene una goccia di giovinezza.

Nel 1970 la nostra materia prima si era ormai ridotta a un fazzoletto di tela chiuso in una ventiquattrore. Dorian, che ormai da qualche anno si era accorto della mia presenza e che aveva costretto Molly a tenermi chiuso in una gabbietta dalle sbarre fitte, decise che le ultime dosi non andavano sprecate su un roditore.

A nulla valsero i singhiozzi e le minacce di Molly.

Fui così privato della mia goccia annuale e ripresi rapidamente ad invecchiare. Contemporaneamente il mio corpo cominciò ad espandersi sempre di più. A giugno del ‘70, il mio gigantesco cadavere fu rinvenuto nella stanza di un affittacamere cinese al confine col Kazakistan, da dove i signori Gulliver si erano nottetempo dileguati, dimenticando di saldare il conto.

buio su Ratto

Su di uno schermo passano le fotografie che ritraggono i quattro, insieme o separati, nella loro lunga esistenza in giro per il mondo. Dal 1900 ai giorni nostri.

Si lascia al curatore della messinscena la scelta dei contesti e dei momenti storici.

Solo alcune indicazioni:

1)Dorian, Molly e Ratto appariranno sempre giovani;

2)il Ritratto, al contrario, apparirà sempre più scrostato e rimpicciolito fino a ridursi al solo volto (nel 1970);

3)le immagini, ottenute anche attraverso fotomontaggi, mostreranno i nostri protagonisti in periodi di alterna fortuna;

4)nel corso del tempo, i nostri avventurieri saranno segnati, sempre e comunque, dal marchio della “diversità” e della “marginalità”.

Epilogo

Luce su Ratto

 Ratto                Dal giugno del ’70 non ho più avuto loro notizie. E come avrei potuto? Dalla stanza dell’affittacamere cinese fui traslato in tutta segretezza nei sotterranei del comando dell’Esercito Rosso. Nel 1986 venni trasferito in questo museo e, da allora, le mie cellule stanno facendo impazzire decine di scienziati di tutte le razze.

(dopo una breve pausa) Chissà dove sono, cosa fanno, chissà se sono vivi!?

Dunque: io ho tirato le cuoia nel 1970 e il Ritratto, allora, poteva fornire ancora una dozzina di dosi…arriviamo, occhio e croce, al ’76… e una volta finita la materia prima, Molly e “ Peter Pan ” avranno certamente ripreso a invecchiare…

Se sono ancora vivi e se hanno mantenuto la loro taglia, in questo momento, mentre voi siete qui con me, mentre io vi sto parlando, da qualche parte nel mondo due cinquantenni si staranno dannando l’anima per la perdita definitiva della giovinezza…

buio in dissolvenza su Ratto

Il retro di una bottega mediorientale. Lo spazio è angusto e caldo.

Entra Molly. La testa coperta da un foulard leopardato, gli occhi nascosti dietro grandi occhiali neri. Una borsa e un trolley.

Dopo qualche istante entra Dorian. E’ vestito in maniera casual: un camicione colorato, jeans stinti, sandali.

I due si studiano in silenzio.

Molly                Stai bene?

Dorian              (non risponde. Accenna un sorriso che si trasforma in

                         una smorfia) Il viaggio è andato bene?

Molly                (non risponde. Accenna un sorriso)

Silenzio

Molly               (si guarda intorno) Manca l’aria qui dentro.

Dorian             Questione d’abitudine.

Silenzio

Molly               (si avvia ad uscire) A che ora abbiamo l’appuntamento?

Dorian             Adesso.

Molly               (a disagio)  Qui?

Dorian             Qui.

Silenzio

Dorian              Sei in forma.

Molly                Ci difendiamo.

Dorian              Quanti anni sono passati?

Molly                Attacchiamo con i ricordi?

Dorian              Non abbiamo il tempo. Il preventivo, l’hai portato?

Molly                (estrae dalla borsa un’elegante cartellina. Gliela passa)

Dorian              (la apre, legge) Helvetia Opus Medica…(fa fatica

                         a leggere, allontana impercettibilmente il foglio )

Molly                Gli interventi, tra lifting e trapianti, sono una ventina in tutto;

                         lì ci sono solo quelli ufficialmente consentiti. Con gli extra,

                         cioè tutti  gli interventi “sperimentali” si arriva a un

                         totale di  542.000 franchi svizzeri.

Dorian              In coppia?

Molly                A testa.

Dorian              Quanto sarebbe in dollari?

Molly                Sono 896.000 dollari per tutti e due. Ce la facciamo?

Dorian              Credo di si…Fino ad oggi ho avuto a che fare solo con

                         degli intermediari e non mi è sembrato il caso di

                         quantificare…

Molly                 (con sarcasmo) Un  vero gentleman non si sporca con i

                         soldi! (alterata) Quindi, tu non sai qual’ è il prezzo della

                         nostra pelle?

Dorian              Stai calma. Non abbiamo a che fare con

                         bande locali, qui ci muoviamo a livelli internazionali,

                         questa è gente che fa sul serio. 

Molly                 Stronzo…tu ci farai ammazzare…

Dorian               Se hai cambiato idea, togliti dai piedi!  Ma ricordati che

                          questa è l’ultima possibilità: non è più gratis, la

                          giovinezza, bella signora! Ora ce la dobbiamo

                          comperare e stavolta non basta vendersi solo l’anima!

                          

Entra l’Uomo in grigio: un cinquantenne con la barba curata e occhiali da vista dalla montatura passata di moda. In mano una cartella di pelle consunta.

Veste con sobrietà impiegatizia: un completo grigio, camicia bianca, cravatta scura. Il timbro della sua voce è caldo, il tono professionale, i modi cortesi ma severi.

Uomo in grigio           Spero di non avervi fatto attendere…

Dorian                        No…

Uomo in grigio           Eviterò di presentarmi con un cognome verosimile

                                  ma improbabile. Sono felice di fare la sua

                                  conoscenza, signore.

                                  Signora…(evita, da adesso in poi, di incontrare gli

                                  occhi di lei)

Dorian                        Prego.

Uomo in grigio           Ci spiace che il luogo non sia confortevole. (a Dorian)

                                  Chi l’ha contattata le avrà spiegato le caratteristiche

                                  della missione.

Dorian                       A grandi linee.

Molly                         Che cosa ci chiedete di fare?

Uomo in grigio          Si è reso indispensabile l’accantonamento di un

                                 nemico della democrazia.

Molly                         In che modo?

Uomo in grigio          (apre la cartella, estrae una foto, la passa a Molly )

                                  Quest’uomo  è  a capo di una banda di

                                  terroristi. Non vive qui. Vive più a oriente, tra le

                                  montagne del Caucaso. (estrae una mappa e la

                                  passa a Molly) Protetto dal popolo, dice

                                  lui. Più realisticamente, scortato da  una cerchia di

                                  complici armati.

Molly                         (ha passato la foto e la mappa a Dorian) Io non ho

                                  mai sparato, neanche al luna-park…

Uomo in grigio           (con un sorriso malinconico) Lei m’insegna che

                                  per uccidere non c’è necessariamente bisogno di

                                  sparare. Se avessimo avuto bisogno di un paio di

                                  tiratori scelti, ci saremmo rivolti altrove.

                                  (una breve pausa) Vede, signora, se noi tre ci

                                  troviamo qui, in questa terra così lontana dai nostri

                                  rispettivi Paesi e dalle nostre famiglie…è perché

                                  siamo ragionevolmente persuasi che la nostra

                                  proposta, non solo possa interessarvi, ma che voi

                                  siate le persone più adatte.

Molly                          Adatte a che cosa?

Uomo in grigio           Primo: ad assumere una nuova identità e, in

                                  questo, nessuno può darvi lezioni…

Dorian e Molly           (reazione)

Uomo in grigio           Secondo:  a penetrare nel quartiere generale dei

                                  terroristi. Terzo: ad accantonare l’uomo della

                                  fotografia.

Dorian                       Che identità dovremo assumere?

Uomo in grigio           Nel settembre  scorso, l’uomo della fotografia ha

                                  accettato di farsi intervistare da una coppia di

                                  giornalisti  inglesi.

( estrae dalla cartella due buste) Queste sono le dieci domande già concordate. Questi i passaporti. (estrae dalla cartella un’agenda da tavolo). E questa è l’agenda del  giornale - ci è arrivata direttamente dalla City - dove  appunterete le risposte e dalla quale partirà il conto alla rovescia per la deflagrazione (mostra loro un piccolo pulsante, nascosto all’interno della costola dell’agenda).

Dorian                         E l’esplosivo…dove sarà?

Uomo in grigio            L’esplosivo, un vero gioiello per compattezza

                                   e dimensioni, sarà contenuto nella cassetta della

                                   videocamera che porterete con voi per filmare

                                   l’incontro.

Molly                          Se l’intervista è filmata che bisogno c’è degli

                                   appunti scritti e, soprattutto, la videocassetta

                                   con l’esplosivo dovremmo portarcela via con noi.      

Uomo in grigio            Su precisa richiesta dell’uomo della fotografia,

                                    l’intervista verrà esclusivamente pubblicata sul

                                    quotidiano inglese, mentre le immagini dovranno

                                    restare lì, ad arricchire (un sorriso mesto)

                                    l’ “archivio storico  della resistenza caucasica”.

                                    Una macchina verrà  a prelevarvi domattina, alle

                                    nove e mezza, per condurvi alla pista di decollo.

                                    A bordo del vostro aereo  troverete la

                                    videocamera con la cassetta. Il pilota sarà a

                                    vostra disposizione per qualsiasi altra

                                    delucidazione.

Molly                            Un momento, noi non abbiamo ancora accettato.

                                    E se ci perquisiscono a fondo, che fine

                                    facciamo noi due? E se il timer, dentro l’agenda,

                                    non funziona, per una qualsiasi ragione, e noi

                                    saltiamo in aria con i vostri terroristi? Lei sa che

                                    questa missione è maledettamente rischiosa!

Uomo in grigio             (estrae una busta dalla cartella, la passa

                                     a Molly) Ed anche maledettamente ben pagata.

Molly                            (apre la busta, legge il foglio contenuto, poi lo

                                     passa a Dorian)

Uomo in grigio             Entro le 9 di domattina, vi sarà versata, presso

                                     la vostra banca di Lugano, a titolo di acconto, la

                                     metà della cifra lì indicata, cifra che coprirà per intero le spettanze della clinica Helvetia Opus Medica, extra compresi, e che, inoltre, vi consentirà di avviare, con un minimo di tranquillità, una nuova vita, l’ennesima…(si avvia all’uscita) Eviterò di salutarvi con un verosimile - ma improbabile - “ arrivederci ”.

Buona notte, signori. (esce)

Molly e Dorian si scambiano uno sguardo.

Buio

Luce su Ratto

Ratto  

  

Chissà dove sono, cosa fanno, chissà se sono vivi!  Regalerei dieci anni di vita per saperlo.

(pausa) A questo proposito…non so se posso ancora approfittare della vostra presenza qui…della vostra pazienza…Ecco, al contrario di voi, io non ho molte opportunità di sapere cosa succede fuori da questo padiglione, da questo museo…Allora mi chiedevo se voi, che siete donne e uomini di mondo, poteste fornirmi qualche informazione su quei due, anche solo una traccia, il sospetto di una traccia…Se, ad esempio, nel giornale che acquisterete domani o dopodomani, leggeste una notizia che pensate possa riguardarli, che possa riguardare la loro vita…o anche la loro morte…ecco, se voleste farmi partecipe delle eventuali novità, ve ne sarei profondamente grato. Io rimango qui, ad attendervi.

Vi ringrazio per la compagnia: erano decenni che non passavo una serata come questa. Una buona serata.

Luce in dissolvenza

Musica

                      

                                

                                              fine

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