Quando piovono gli angioletti

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Angioletti

 


di  Franco Bicini

Personaggi

Michele (maggiordomo nella famiglia Respoli)

Renata (segretaria di Giovanni)

Checco (nonno)

Giovanni (figlio di Checco, assessore comunale)

Luisa (moglie sofisticata di Giovanni)

Antonio (figlio di Checco, professore di liceo)

Caterina (moglie di Antonio, casalinga)

Luigino (figlio di Antonio e Caterina)

Alfredino (autista della famiglia Respoli)

Nanda (ex domestica della famiglia Respoli)

Gustavo (pompiere, fidanzato di Nanda)


ATTO PRIMO

La scena rappresenta il soggiorno di una famiglia benestante ed è arredato con gusto. Renata sta scrivendo, Michele è in piedi vicino a lei)

Michele           Signorina Renata... permettete?

Renata           Ditemi tutto Michele...

Michele           Per que la faccenda del mi' nipote... de Carlino... s'è saputo niente?

Renata           Cattive notizie, Michele.

Michele           Voi dì' che manco 'sta vòlta riuscirà a ottené' 'lposto?

Renata            Vedete, Michele... i posti da Guardia Municipale, oggi, vanno a concorso.                  

Michele           Già... ma 'na parola de l'assessore...

Renata            L'assessore... l'assessore!... L'assessore voi lo conoscete meglio di me. È inutile raccomandargli una persona. L'assessore non vuole sentirsi obbligato con nessuno.

Michele           D'accordo... ma son dieci anni che so' di qui.

Renata           Lo capisco.

Michele           Son dieci anni e quando ce sono state le elezioni, non me so' tirato indietro... me pare... Tra me e i mi' parenti ventidue voti j' avemo portato... Io non lo so... ma ventidue voti valgono tanto un posto da Guardia Municipale!

Renata           Sentite Michele, parlateci voi... io sinceramente non me la sento.                   .

Checco            (E' sordo, paralizzato, sulla seggiola a rotelle. Una coperta sulle ginocchia. Urlando come fanno i sordi.) Michele... Michele...

Michele           Dite, sor Checco!

Checco            Ma 'l giornale, 'nn è arrivato stamattina?

Michele           Sì, è arrivato.

Checco           Come?

Michele           (Alzando la voce) E' arrivato... èllo!                         

Checco            E allora arisponde quando te dico le cose...!

Michele           Alé...! Cominciamo bene stamattina!

Checco           Come?

Michele           Ho detto che ello... 'l giornale ello... E' sopra la tavola.

Checco            Ah! (Lo prende e dà uno sguardo ai titoli)

Renata           Perché non accende l'apparecchio se non sente?

Michele           Per risparmia' le pile, noh! E vó' non li conoscete bene 'ncora su 'sta famija... "Ncora 'nn éte visto gnente!

Checco            (Guardando Renata) Michele...

Michele           Oh!

Checco            (Indicando Renata) E' simpatica.

Michele           Sì.

Checco            Quanti anni ha?

Michele           Diciassette.

Checco            Quanti?

Michele           (Prima con le mani poi con la voce) Diciassette... E' minorenne.

Renata            Perché ha chiesto l'età?

Michele           E che ne so che je passa pe' la capoccia...? Se correte dietro ta lu'...!

Checco            (A Renata) Bongiorno.

Renata            Buongiorno.

Checco            (A Michele) Ch'ha detto?

Michele           Ha ditto bongiorno...

Checco            Ho capito... Che urle?

Michele           Alé... sor Checco...! Lasciamo gì'...!

Checco            Dormon tutti 'ncora? Fon tutti 'l primo sonno?

Michele           No... La signora Luisa è uscita presto... Ciaveva 'na riunione co' le Dame de S. Vincenzo...

Checco            De chi?

Michele           De S. Vincenzo.

Checco            S. Vincenzo?

Michele           Sie...

Checco            S. Vincenzo... S. Agostino... Lassa fa' ta lia... Lia cià sempre quanche santo. L'assessore s'è alzato?

Michele           (Fa un ampio cenno con le mani) No! Ancora non s'è visto!

Checco            Eh! Figurte!... Ha paura de le frescate...Michele...

Michele           Dite, sor Francesco...

Checco            Io vò a legge' 'ste quattro trappole...

Michele           D'accordo.

Checco            So' sotto al perguolato.

Michele           Va bene.                                     

Checco            Bongiorno, signorina!                 

Renata            Buongiorno, signor Checco!

Checco            (Avviandosi) Ch' ha detto?

Michele           Ha detto bongiorno... bongiorno e basta!

Checco            E' simpatica!

Michele           L'en capita... l'en capita... Badate a gì' che 'l tempo n' fa niente...

Checco            (Esce) Eh! Eh! (Scuote la testa come a maledire la vecchiaia)

Giovanni                    (Da fuori) Michele... Michele...

Michele           Eqquone'n altro... Sì!... Dite, sor Giovanni.

Giovanni                    (Entra) E' arrivato il giornale?

Michele           L'ha preso 'l vostro babbo...                       

Giovanni                    E perché l'ha preso mio padre?

Michele           L'ha voluto...

Giovanni        Ma voi dategli il giornale di ieri... dell'altro ieri... Che ne sa lui di che giorno è?! Buongiorno signorina...

Renata            Buongiorno, assessore.

Giovanni                    Dormito bene?

Renata            Sì... Grazie, assessore.

Giovanni                    Si vede... Pelle liscia... Occhi limpidi...Splendenti direi.

Renata            Grazie, assessore.

Giovanni                    Michele...

Michele           Sì.

Giovanni                    La cravatta è a posto?                                       

Michele           La cravatta sì... assessore... Qualcun'altro invece è ancora in alto mare.

Giovanni        Il nepote! Vuoi scommettere che qui scappa fuori il nepote un'altra volta?

Michele           Beh! Assessore...

Giovanni        Senti, caro Michele... Io e te bisogna che facciamo un  ragionamentino... Dammi un goccio di caffè... fammi il piacere.

Michele           Latte?

Giovanni        Sì... ma una stilla... giusto una stillina... Dunque... caro Michele... tu cosa pensi?... Perché sono stato eletto?

Michele           Perché la gente j' ha dato i voti.

Giovanni       E perché la gente mi ha dato i voti?

Michele           Perché dopo la gente viene da le'... dice... "Me trovi 'l posto di qui, di là... Ciò la fiola da sistema'..." Non so...

Giovanni       Ah!Sì?

Michele           Io almeno, dico la verità... voto cossì...

Giovanni        No... Non ci siamo, caro Michele. La gente vota per questa o per quella persona perché ritiene che questa o quella persona sia una persona onesta.

Michele           Sì?

Giovanni        Sì... E che io sono una persona onesta te lo dimostro subito. Perché dovrei aiutare tuo nipote? Tuo nipote o il nipote di un altro... per me... i nepoti sono tutti uguali... Chiaro?

Michele           Sì... ma...

Giovanni                    Se è chiaro questo... basta.

Michele           Ho capito, ma quando ha aiutato il nepote del direttore...

Giovanni        Ho capito... Basta così... Ho capito, ma quella, vedi Michele, era un'eccezione... ed è proprio l'eccezione che conferma la regola...

Michele           E 'l cugino de la signora Rossi?

Giovanni       Ma quello era un cugino... Non era un nepote... (Cambiando discorso) Signorina...

Michele           (Fa un cenno come a dire vada a quel paese)

Renata           Sì.

Giovanni                    Coraggio allora... Il programma di oggi...    

Renata            Ecco qui... In mattinata abbiamo due inaugurazioni... Un asilo e una pubblica illuminazione.

Giovanni                    Pomeriggio?

Renata            Nel pomeriggio, alle ore quindici, una nuova fognatura...

Giovanni                    Signorina... no... proprio no... Io e lei ancora non ci siamo capiti...

Renata             Perché, assessore?                                                     

Giovanni                    Ma perché sono tre domeniche di fila che mi fa inaugurare una fognatura appena pranzato...

Renata            Veramente io...

Giovanni        Ma signorina cara... signorina bella... ci sono tanto bene un asilo ed una pubblica illuminazione... lasciamo l'asilo e la pubblica illuminazione dopo il pranzo e spostiamo a prima la fognatura, non le pare?

Renata            Assessore...

Giovanni                    Assessore che? Ma che c'è dentro questa graziosa testoli­na? Sotto questi meravigliosi capelli? (Li tocca e li carezza) Capelli meravigliosi. (Giovanni eccede, Renata si ribella) Meravigliosi...

Renata            Assessore!

Giovanni        Che c'è, cara? Che c'è, Renata? Che c'è piccola, meravigliosa ribelle? (Cercar di fare una carezza a Renata, ma la voce del fratello interrompe l'azione)

Antonio         Michele... (Entrando) Michele... Michele...

Michele           (Entrando) Chi è? Ah! Dica, professore...

Antonio         La macchina è pronta?

Michele           Sì, professore..

Antonio         Bene, grazie. (Chiama) Caterina...

Caterina         (Dall'interno) Sì...

Antonio         La macchina è pronta... Andiamo...?

Caterina        Arivo...! Adesso arivo...!

Antonio         Buongiorno, Giovanni... Di già al lavoro?

Giovanni        Dice che noialtri politici non facciamo mai niente, mentre invece vedi...? Finiamo per lavorare pure di domenica.

Antonio          Pazienza, sia fatta la volontà di Dio!... Buongiorno signorina cara... come sta?   

Renata             Bene, grazie professore.          

Antonio         Isuoi studi?

Renata            Non c'è male.                                                            

Antonio         Se ha bisogno di me... non faccia complimenti, cara... Se posso esserle utile... molto volentieri.

Renata           Grazie, professore.

Caterina        (Entra) Bongiorno, Giovanni.

Giovanni                    Buongiorno, Caterina.

Caterina        Antonio, l'è preso 'l libretto de la messa?

Antonio         Ci mancherebbe altro, cara!

Caterina        La coroncina dov'è? (Cerca) Dove l'ho messa?... Ah, eccola... Beh! Allora nojaltri andamo... Ce vedemo a pranzo!

Giovanni                    Purtroppo no... Oggi sono fuori.   

Caterina         La moje la porti con te?

Giovanni                    No... No...

Caterina        Te capisco. Allora, se le' rimane, voi dì' che pel pranzo ce penserà le'.

Antonio         Noi dopo la messa facciamo una passeggiatina.

Giovanni                    Io appena torno glielo dico.

Caterina         Dije che 'na volta tanto facesse 'sto sforzo! Se non se vole sporca' le manine... i guanti sono dietro al lavandino.

Giovanni       D'accordo...

Luigi               (Entrando di corsa in pigiama) Mamma... Papà... Un momento! Buongiorno, zio Giovanni.

Giovanni                    Buongiorno, Luigino!

Luigino           Mamma... permetti 'na parola?

Caterina         Non permetto niente... e artorna subito 'n camera tua! Avanti, march! Brutto lazzarone! C'è 'l coraggio anche de presentatte!?

Antonio          Caterina, ti prego...                                     

Caterina         Sì, prega di più, che tanto de preghierine ne dici pochine! Non c'è più bisogno de prega' co' 'st'incosciente... co' 'sto fannullone!

Renata           (Fa per alzarsi) Signori... se permettete...

Caterina         Dove va?

Renata           Beh!

Caterina         No! Stia pure comoda! E' bene che stia a sentì'! Cossì, se ha messo j'occhi sopra a 'sto disgraziato, je passa la voja!

Giovanni                    Ma Caterina...

Caterina        Lascia andà', Giovanni cocco... Io la politica non la fò... l' sé che non la fò... Io dico pane tal pane e vino tal vino!

Renata           D'accordo signora, ma...

Caterina         Ma? Dia retta ta me... Stia a sentì'! Ello l' veh! Trent'anni... Trent'anni e 'ncora non è stato bono arcapezzà' 'na laurea!

Antonio          La prenderà... La prenderà... Bisogna aver fiducia... Non si deve mai disperare...

Giovanni       Insomma che è successo?

Luigino          E' successo che di qui, caro zio, se va male un esame... è la fine del mondo!

Caterina         (Lo picchia) Ce roghi 'ncora farabutto...? C'è trent'anni, ma non me spaurì... Io so bona a rinzuqquolatte anche a trent'anni... sah!

Luigino           Mamma!

Caterina        Cià anche 'lcoraggio d' alza' la voce... E' sentito? (Piange) Son dieci anni... dieci anni che aspettamo col core su le mani 'sta laurea da dottore... Uh! Uh!

Giovanni                    Caterina, senti...

Caterina         Giovannino mio che voi sentì'!... Io non ce spero più... Te dico la verità... Ho perso tutte le speranza... (Piange)

Giovanni                    (Dandosi un contegno) Beh! Luigino... Certo che...

Luigino           Zio... pé' l'amor de' Ddio... lasciamo perde' zio...

Giovanni                    Perché, Luigino?

Luigino          Perché l'altro ieri, prima d'andà' aj' esami, che t'ho detto?

Giovanni                    Che m'hai detto?

Luigino           Parleme col professor Ticchioni... Zio parleme col professor Ticchioni, 'na parola tua e 'l diciotto era assigurato... Un diciotto non me l' levava nissuno...

Giovanni        Ma non posso rimanere obbligato col professor Ticchioni! Il professor Ticchioni non è del mio partito!

Luigino           Sì... sì... Non è del tu' partito... Non pole armane' obbligato e chi la sconta so io... 'Ntanto co 'sti numeretti so' fori corso e 'ncora me mancono otto esami!

Caterina         Beh! Sente Giovanni... Non fò per da' ragione tal fiolo... pé l'amor de Dio... ma 'na telefonatina, non te costava niente a dà' 'na telefonatina tal prof. Ticchioni.

Giovanni       Caterina carissima...

Caterina         Sta' calmo!... Non t'agita', perché l'obbligo non c'era siguro... Però su 'sta casa ormai è chiaro... Quando se tratta de la tu'moje... de la segretaria... pe' l'amor de Ddio... Te ce spezzi... Te fé in quattro... Quando se tratta del tu' fratello... del tu' nipote, de nojaltri 'nsomma... da 'n orecchio t'entra e da quel'altro t'esce.

Giovanni                    Caterina... non è il caso... Facciamola finita!

Caterina        E' mejo... Tanto, quando avemo parlato tanto... semo sempre di lì.

Antonio         Caterina, si fa tardi alla Messa!

Caterina         Andamo... Andamo che è mejo... Grazie, assessore... Grazie! E tu avanti... fila in camera tua!

Luigino           Non ciò manco 'na sigaretta! Come fò senza 'na sigaretta!

Caterina         Movete sah! Lazzarone! E non t'azzarda' a riscende finché non te l'dico io!

Luigino           Aj' ordini!

Caterina         Te la levo io la ruzza... Vedrè tu se te la levo! (Luigino esce) Andamo, Tonino...

Antonio          Andiamo, cara. Buongiorno signorina... Arrivederci Giovanni e... pazienza, nella vita ci vuole tanta pazienza...

Giovanni                    Che mi dici!

Antonio         (Uscendo) Comunque, sia fatta la volontà di Dio... sempre la sua volontà!

Giovanni                    (Pausa) Cara signorina!

Renata           Eh! Sì! Assessore!

Giovanni                    Non ci pensiamo più... Allora, a che ora vogliamo partire?

Renata           Direi alle undici e mezzo.

Giovanni                    Perché no alle undici?

Renata           D'accordo.

Giovanni                    Renata. (Si avvicina)

Renata           Sì?

Giovanni       Si faccia bella...

Renata           Bella?

Giovanni        Sì... per me... Renata non so... lei conosce mia moglie?

Renata            Un po'... così...

Giovanni        Ebbene io e mia moglie... Sì, Renata... E' difficile spiegare... Forse non è il caso di continuare.

Renata           Forse...

Giovanni        E se io continuassi, invece?... Se le dicessi che lei mi piace, che lei è sempre nei miei pensieri... che lei sta diventando un chiodo fisso? (La prende e fa per baciarla) Renata mi ascolti... Renata.

Renata            Assessore ma che sta facendo? E' impazzito?

Giovanni        Sì, impazzito... Pazzo d'amore. (Girano intorno al tavolino) Renata... Renata aspetti... aspetti...

Checco           (Entrando) Permesso? Se pole?... (Giovanni si disimpegna e si ricompone) Disturbo?

Giovanni                    Come?

Checco           Ho ditto... disturbo?

Giovanni        No, no... Passate pure! Buongiorno, papà, buongiorno. Non disturbate nessuno! Che c'è, papà?

Checco           C'è che di qui è vero che semo diventati Turlonia... ma la Catterina ha lasciato la luce accesa sul salotto.. 'L lampadario su alto pare 'na luminoria... La canella tol giardino butta giorno e notte...

Giovanni        Va bene, babbo... Non andiamo a guardare queste stupidaggini.

Checco            Sì...! Sì...! En tutte stupidaggini, ma non capisco perché quando ariva la bulletta de la luce tocca pagalla sempre ta me.

Giovanni       Babbo, per favore!

Checco            Che?

Giovanni                    Ho detto basta! Non è il caso...

Checco            A casa? A casa nostra 'lfatto è che comandon troppo le donne. Ecco quil ch'è to 'sta casa! Comandon troppo e non acapiscon niente... niente...! Ve cavon le scarpe e voaltri omi non v'acorgete... La tu moje è la prima!

Giovanni       Ma babbo!

Checco            E' la prima t'ho ditto... Lia tutte coionarie... 'L cappello ch'j' uceletti 'n tla testa... La sarta che tu qui cià misso su casa... La modista...

Giovanni       Babbo, scusa ma...

Checco            Quel'altra... la moje del tu' fratello, ha cominciato a fassela ch'i preti. E chi la tien più...? Tu qui, 'n prete va... 'n prete viene... manco si fusse la parrocchia! Tra preti e frati me par d'esse tón convento!

Giovanni        Ma, babbo carissimo... E' chiaro...! Se tuo figlio... mio fratello, insomma, è presidente degli uomini cattolici... qualche frate o qualche prete, logicamente...

Checco            Ma perché non li aspetta de fuora?! Perché j' arduna tutti tu qui?

Renata            Signor Checco, venga con me! Andiamo a fare due passi!

Checco           I sassi?

Renata            No... no... una passeggiatina!              

Checco           Io e vo'?                                                      

Renata           Sì!

Checco           Con vó' ce vengo... Vó' sete tutta'n'altra pasta!

Renata           Grazie, signor Checco! Dopo facciamo anche una partitina! A più tardi, assessore!

Giovanni                    E va bene... Va bene... A più tardi!

Renata           Coraggio, signor Checco, datemi il braccio.

Checco            Tutt'i due vi do!... Du' sposini... Paremo du' sposini! (Escono)

Luisa               (Da fuori) Giovanni... Giovanni... (Entra) Dove sei ciccino mio? Eccolo che l'ho ritrovato il ciccino mio!... Buongiorno tesoro... Buongiorno Giovannino...

Giovanni                    Buongiorno, cara!

Luisa               Che giornata, ciccino, che giornata! La riunione è andata benissimo... Non poteva andare meglio di così! Abbiamo stabilito di fare una lotteria... una bella lotteria il due venturo e indovina a favore di chi?

Giovanni                    No, non so.

Luisa               Dell'asilo! L'iniziativa è partita da me, ma non basta!

Giovanni                    Luisa, ascolta!

Luisa               Ascolta, ciccino mio... ciccino dorato... Ascolta. Abbiamo pensato pure di fare una canasta a beneficio indovina di chi?

Giovanni                    Non posso immaginare!

Luisa               Ma dei poveri vecchietti, ciccino mio. Naturalmente le coppie dovranno essere miste, un uomo e una donna - una donna e un uomo. Manca solo di fissare la data. Spero che tu sarai dei nostri, ciccino dorato mio!

Giovanni                    Speriamo... Volevo solo dirti che...

Luisa               Poi guarda... Avrei tante piccole iniziative... tante altre... ma a beneficio di chi? Dopo i bimbi dell'asilo ed i vecchietti, chi è che potrebbe aver bisogno di noi, ciccino mio?... Dimmelo, parla ciccino della gattina tua... Idea...! Certo che è un'idea! I terremotati! Che stupida! Non ci avevo pensato! Ci sono anche i terremotati che potrebbero avere bisogno di noi! Telefono subito, ciccino... La tua gattinà telefona subito alla signora De Andreis... Ma il numero? Che numero avrà, doratino mio, la signora De Andreis?

Giovanni                    Non so!

Luisa               Adesso non lo sai... ma se ciccino mio guarda l'elenco telefonico lo saprà e lo dirà subito alla gattina sua... Vero ciccino?

Giovanni                    Luisa, per favore ascoltami!

Luisa             Ciccino bello... aiutami a cavare la scarpina che fa tanto male alla gattina sua. Soffre la gattina, ciccino, con la scarpina... Soffre tanto... Dà bacino sul piedino... Dà bacino, cuoricino adorato.

Giovanni                    (Bacia il piedino) Ecco!

Luisa               Ha dato bacino, ciccino!                                  

Giovanni                    Luisa ti debbo dire che oggi io...

Luisa               Oggi, ciccino mio non c'è... Questo voleva dirmi il ciccino bello...

Giovanni       Sì... Debbo andare a...

Luisa               Ma io lo sapevo... lo sapevo... Cioè... non lo sapevo, ma lo immaginavo! Io le immagino le cose... Vero ciccino? Dicevo dunque... Oddio che strazio!... Che dicevo, amore? Che diceva la gattinà tua?

Giovanni                    Dunque dicevi che...

Luisa               Nemmeno lui... si ricorda! Nemmeno lui! Io e ciccino non ci ricordiamo più di niente... Ah! Sì...! Lo sapevo... Il ricordino gironzola... gironzola per la stanza poi torna nella testolina... É tornato il ricordino, amorino mio... Ti dicevo dunque... va' pure, tesoro... va' pure... Alle diciassette, tanto ci riuniamo tutti dai Rizzo!

Giovanni                    Dai Rizzo? E chi c'è dai Rizzo?

Luisa               Il dottor Silvio... Il dottor Canappa... Vittorino... Ah! Dimenticavo... Jonny... C'è pure Johnny! Ah! Che tipo Johnny! Un ragazzo che non ti dico! Un ragazzo favoloso e se ti dico favoloso ci puoi credere! Simpatico poi... simpatico!

Giovanni                    E lo scopo della riunione? Volevo dire... Perché vi riunite?

Luisa               Jonny ci farà sentire degli spirituals... Vittorino ci leggerà le sue ultime poesie... Le ha scritte in Svizzera, ciccino... E sai a chi ie ha dedicate?... Indovina! Ad una balia svizzera che l'ha colpito per il suo modo di camminare.

Giovanni                    Interessante!

Luisa               Ah! Senz'altro...! Una serata interessante...! Senz'altro. Piuttosto, senti, ciccino amore... Se rientro tardi... non ti preoccupare... Se la tua gattina rientra tardi... vuol dire che non è potuta rientrare prima!

Giovanni       Luisa frena...

Luisa               Gii... Giii... Frenato. Stop. Contento, amore, che la gattina tua ha frenato?

Giovanni                    Grazie, amore... E adesso ascolta bene... Oggi devi pensare per il pranzo.

Luisa               Oddio! Questa no... Questa non la volevo sapere... Ma Caterina che fa? Dov'è andata Caterina?

Giovanni                    A messa.

Luisa               Bene... Quando torna?

Giovanni                    Non torna subito.

Luisa               No-o?

Giovanni                    No... Ha espresso il desiderio di...

Luisa               Caterina ha espresso un desiderio...! E' stata capace di esprimere un desiderio...! Questa, poi! Non riesco a capire come possa fare Caterina ad esprimere un desiderio!

Giovanni                    Eppure mezz'ora fa c'è riuscita... Ha detto "Luisa oggi pensa per il pranzo".

Luisa               Così ha detto?         

Giovanni        Testualmente... E siccome di Luise in questa casa ce n'è una sola!...

Luisa               Ma ciccino mio... ciccino dorato... ti rendi conto? Tu lo sai... lo sai che la gattina tua è allergica ai fornelli! Se vuoi distruggere la gattina tua... c'è un solo sistema... mandala in cucina! Ma c'è l'Aldina poi! Dove s'è cacciata l'Aldina?

Giovanni       In permesso... Ha chiesto tre giorni di permesso...

Luisa               Senti, Giovannino, amore... no... Questo non puoi chiedermelo... E' una violenza...

Giovanni        Ma Caterina pensa tutti i giorni per il pranzo e per la cena.

Luisa               Ma io, tesoro mio, ho un monte di cose da fare... Un monticello di cose alto così... Figurati! Quando torna la Caterina bella... la Caterina nostra, tanto brava... prova a convincerla. Lei ha un cuore d'oro... un cuore grande così... Se le dici che sa cucinare... ci casca... non resiste... Te l'assicuro, ciccino mio... Vai tranquillo... ciccino adorato! Vado a cambiarmi... Mao... Mao... ciccino bello... Mao, Mao... ciccino dorato. (Si avvia verso la camera quando incontra Luigino in pigiama)

Luigino           Buongiorno, zia.

Luisa               Buongiorno, Luigino! Luigino, scusa...

Luigino          Prego.

Luisa               Ti sei mai interessato di cucina, caro?

Luigino           Mai...

Luisa               Male... Potresti cominciare ad interessartene da stamattina.

Luigino           Perché?

Luisa               L'Aldina è in permesso... La mammina tua bella dorata sciopera...

Luigino          Ho capito... Oggi pranzamo co' le scatolette...

Luisa               By... By...!

Luigino           Zio, permetti una parola?

Giovanni                    Ho capito... Ti bastano cinquantamila?

Luigino           Madonnina mia... Se erono centomila era mejo! Visto e considerato però...

Michele           (Entra spaventato) Assessore... assessore... Oddio! Madonna!

Giovanni                    Che c'è?... Che è successo, Michele?

Michele           Su la serra... E' successo tutto a l'improvviso...

Giovanni                    Che è successo sulla serra?

Michele           Sentivo a piagne, no? Però... "Uè... Uè..." Piagneva piano... piano... Dico: "Me fanno j'orecchi".

Giovanni       Scusate, Michele... Calmatevi. Ecco, vedete... accomodatevi sulla sedia...

Michele           Grazie, assessore... Grazie...

Giovanni       State comodo?                                                                  

Michele           Sì... comodo... sto comodo...                  

Giovanni       Adesso bevete un cognacchino...

Michele           Me ce vole... sì... me ce vole 'l cognacchino, assessore!

Giovanni       Bevete pure... E, adesso, calma... Riepiloghiamo... Michele,mi sentite?                                                     

Michele           Sì... sento... sento tutto assessore...            

Giovanni                    Allora... voi... dove eravate Michele?

Michele           Ero in giardino che ardunavo le foje... Sah! Non se fa in tempo arcojele, assessore, che cadon giù per terra 'n'altra volta...

Giovanni                    Purtroppo le foglie hanno queste abitudini.

Michele           Tutt'a 'na botta sento a fà': "Uè...Uè...".

Giovanni       Come?

Michele           "Uè... Uè...". Beh! (Pensa di essersi espresso male) Io ce fo come posso, assessore, ma...

Giovanni       Ma calma... sopratutto calma e andiamo avanti...

Michele           Dico io: "Me faranno j'orecchi?!                                 

Giovanni        Questo lo abbiamo già detto...                              

Michele           Seguito arcoje le foje: "Uè...Uè!".                              

Giovanni       (Preoccupato) Ancora?

Michele           Sì... Allora dico: "Che è?".

Giovanni       Che cosa era?                                      

Michele           Era lu'...

Giovanni       Lui chi?

Michele           "Uè uè", 'l ragazzino dentro 'l paniere...              

Giovanni         Dentro 'n paniere?

Michele           'N cestino... 'n canestro... come posso di'? Insomma, ecco, una cosa de vimini... e dentro c'era lu'...

Giovanni       Il ragazzino.                                         

Michele           Sì... Aribevo assessore... Scusate, ma n'aribevo un goccetto!

Giovanni       Un ragazzino... scusate Michele... grande quanto?

Michele           (Accenna) Cossì!

Luigino          Zio!

Giovanni       Sì?

Luigino           Ma allora non è un ragazzino... Questo è un neonato!

Michele           Bravo...! Non me veniva la parola!

Giovanni       Un neonato a casa nostra?

Michele           E' cossì, assessore!... Assessore, se metta a sedè'!

Giovanni                    Asedere?

Michele           Sì... Anche le' signorino!

Michele           Ecco... State comodi?

Giovanni                    Abbastanza, grazie.

Michele           E adesso... un goccio de cognac... ta tutti due... perché non è finita!

Giovanni                    Noo?

Michele           Macché! Adesso viene 'l bello! Dentro c'era anche 'nà lettera.

Giovanni       Dentro alla cosa di vimini, volete dire?

Michele          Sì... de vimini... Eccola...

Giovanni                    Leggi, Luigino.                                                      

Luigino          Fori c'è un indirizzo via XIV, via XVI Settembre non se capisce bene.

Giovanni                    Lasciamo perdere l'indirizzo... Andiamo avanti...

Luigino           Dunque, ecco... Dentro di qui c'è scritto "Carissimi!".

Giovanni                    Carissimi chi?                                                                  

Michele           Carissimi e basta... 'Nne specifica!

Giovanni                    Voi state zitto!

Luigino           Dunque. Carissimi, alle otto la mamma mi ha portato nellaserra...

Giovanni                    La mamma?

Michele           La mamma! Perché?

Giovanni                    Per niente... State zitto, Michele... non interrompete.

Luigino           Alle otto meno dieci ho preso il latte! Ciò vuol dire che, tra le dieci e le undici... dovrò prendere un'altra poppata.

Giovanni       Un'altra poppata?                                   

Luigino           Sì.

Giovanni                    Tra le dieci e le undici?

Luigino          Già.                                                                       

Giovanni                    Che ore sono?                                       

Michele           Le dieci e mezzo, assessore.

Giovanni                    E'ora!

Michele           Sì... ma la poppata... nojaltri...!

Giovanni                    Michele, state zitto v'ho detto... E piuttosto... dovel'avete messo?

Michele           Il neonato?

Giovanni       Sì, il neonato.

Michele           In camera mia.

Giovanni                    Bravo, tenetelo pure in camera vostra!

Michele           Non posso, assessore!

Giovanni       E perché non potete?

Michele           Perché ciò moje... Uno che cìà moje non pò tené' 'n neonato in camera sua! Ne conviene, assessore?

Giovanni       Ne convengo... ma per adesso, tenetecelo ugualmente.

Michele           Io per vó' ce penso, assessore! Vó' pensate per me!

Giovanni        Il nepote?  desso lasciamo perdere il nepote, per l'amor di Dio... non è il momento!

Michele           D'accordo, ma tenetene conto.

Luigino           N. B. Nota bene! Il latte è sotto l'asciugamano.

Giovanni                    E voi l'avete visto che era sotto l'asciugamano?              

Michele           Non ciò fatto caso, m'ha preso a la sprovvista, cossì...

Giovanni       E adesso state zitto!

Michele           Ho capito...! Se me domandate le cose... come fò...?

Giovanni                    Luigino, coraggio...

Luigino           "Vi domanderete perché la mia mammina mi ha mandato qui".

Giovanni       Già perché? Perché l'ha portato qui?

Luigino           (Ben scandito) Perché qui è il mio papà.

(Pausa)

Giovanni       Dov'è il papà?

Luigino           Qui.

Giovanni       Qui, qui?

Luigino           Qui.

Giovanni       (Pausa) E chi sarebbe il papà?

Luigino           Iono.

Giovanni       (Guarda Michele)

Michele           Assessore, guardate ta me?

Giovanni       Adesso non vi posso nemmeno guardare? Avanti, Luigino.

Luigino           "La mamma è disperata. Io sono arrivato qui e voi dovete essere felici!                                                 

Michele           Anche!

Luigino           "Non mettetemi in un orfanotrofio... non fatemi soffrire... e tu papà... papà mio, aiutami nel ricordo della mamma che ti ha voluto tanto bene".

Giovanni       C'è altro?

Luigino           "Trovate una buona scusa per giustificare il mio arrivo".   

Giovanni                    Finita?

Luigino           P.S. Post Scriptum "Fate come vi dico, diversamente la mamma farà scoppiare uno scandalo. Pulitemi perché a quest'ora faccio sempre la cacchina".

(Pausa)

                                                         

Giovanni       La situazione è grave!

Luigino           Direi tragica... Di qui bisogna fa'qualcosa...

Michele           Subito... prima che arriveno le donne...!             

Giovanni       Michele...

Michele           Dite, assessore.

Giovanni                    Perché vi preoccupate tanto?

Michele           Io?

Giovanni                    Voi, voi.

Michele           Assessore... me l' domandate 'ncora? La lettera parla chiaro...! Dice che 'l padre è sotto 'sto tetto... Sotto 'sto tetto ce so' anch'io, se permettete.

Giovanni        Certo...! Anche voi siete uno degli indiziati... anche voi potreste essere il padre del bambino.

Michele           Se è per questo, potreste esselo anche vó' assessore, anche vó'...

Luigino           Tutti potremmo esserlo.

Giovanni                    Ilpadre però è uno solo...

Michele           Non se scappa...

Giovanni                    Chi sarà mai questo padre?

Checco            (Rientrando) Passate puro, signorina... passate cocca... passate e si volete un consijo... sapete che consijo ve do? Stete atenta ta l'assessore... lu' dove 'n ce ariva ce tira 'l cappello!

Renata            Non esageriamo, sig. Checco!

Checco            E' cussie...è cussie. (Chiama) Giovannino!

Giovanni                    Ditemi, babbo.                                   

Checco            Sbajo o dico la verità burlando?

Giovanni                    (Silenzio imbarazzante)                                

Michele           Assessore.

Giovanni        Sì.

Michele           Ha detto ta vó'... non rispondete?            

Checco            (A Renata) Ch'ha detto?                       

Michele           Niente... non ha detto niente.

Checco            (A Renata) Non risponde!

Giovanni       Michele... andate di là... andate in camera vostra è unordine!

Michele           Ma, assessore, 'n camera mia che ce vò a fa'?

Giovanni        Andate a dare un'occhiata... poi lo sapete bene quello che succede alle dieci e mezza... lo sapete!

Michele           Purtroppo... so anche quello che succede a le undici... ma non so' bono assessore, non so' bono...!

Checco            (A Renata) Signorina, che dicono, signorina?

Renata            Non capisco... parlano cifrato.

Michele           (Implorante) Luigino, venite con me... venite con me, cocco.

Luigino           Zio...

Giovanni       Va, va... potrebbe avere bisogno d'aiuto... Se ha bisogno di una mano...

Michele           Allora ce provo, assessore...

Giovanni        Provateci e buona fortuna, Michele!

Luigino           Compermesso... compermesso.

Giovanni       Signorina... la partenza è rimandata... Telefoni che l'assessore è indisposto e che suo malgrado non può presenziare all'inaugurazione.

Renata            Va bene, telefono subito.

Giovanni        Rintracci mio fratello Antonio e sua moglie Caterina.

Renata           Sono a messa... mi pare,

Giovanni       Telefoni in parrocchia... e gli dica di venire subito a casa! E' urgente!

Renata           C'è altro assessore?

Michele           (Entra con il cestino di vimini) Purtroppo sì! C'è ch'ha telefonato la moje.

Giovanni        La moglie di chi?

Michele           Lamia.

Giovanni                    E che vuole vostra moglie?

Michele           Dice che è in arrivo!... Bisogna che le' me capisca... non è cattiveria assessore... ma io devo sposta'... (Accenna al cestino)

Checco            (A Renata) Che dicono?

Renata            Parlano sempre cifrato, signor Checco. (Esce)

Giovanni                    E' chiaro bisogna spostare subito!                             

Michele           Io salirei le scale... Ho pensato di sopra.

Giovanni                    Forse è meglio di sotto!... Babbo!

Michele           Sor Checco!

Checco           Eh!

Giovanni       Voi che fate adesso? Andate in camera?

Checco            Io vò dua me pare... Si vojo gì' 'n camera... vò 'n camera e sennò sto tuqui.

Giovanni                    Di sopra, Michele.

Michele           (Spaventato) Dal professore?

Giovanni                    Momentaneamente dal professore, ma non vi allontanate.

Michele           Signorino... signorino.

Luigino           Eccolo! Che c'è?

Michele           Io vo disopra dal professore con que la robba!

Luigino           No?!

Michele           Eh! Sì!... Se c'è qualche novità dateme 'n fischio! (Esce)

Luigino           D'accordo. (Esce)

Checco            Assessore... che saria tutto 'sto frù frù?

Giovanni                    Niente babbo... niente.

Checco            Ariva gente?

Giovanni       (Rassegnato) Purtroppo... purtroppo sì!

Checco            Di qui bisogna che io acendesse la pila!... Cè qualcosa che no! M'arrabbia l'acendo!

Renata           (Entrando) Ho fatto telefonare al professor Antonio e alla signora Caterina.

Giovanni                    Bene!... Ora chiami l'autista... gli dica di venire qui...

Renata           Niente altro, assessore?

Giovanni                    Niente altro. Grazie...

Renata           (Esce)                                       

Giovanni       Voi, babbo, restate?

Checco           Perché?

Giovanni        Perché tra breve dovremo discutere d'importanti questioni familiari.

Checco           Honno arlittigato le donne?!

Giovanni                    No... ma state tranquillo che litigherranno... litigheranno...

Luisa               (Entra in vestaglia) Ma guarda! Il cicciolino mio parcheggia ancora qui!... Il cicciolino mio non è partito?...

Giovanni        No, cara... il cicciolino tuo non è partito... e per oggi non parte più.

Checco           Giovanni...

Giovanni       Sì...

Checco           Cussì... tanto per sapello... 'l cicciolino sariste tu?

Giovanni                    Io, sì...

Checco            A posta, no! To 'sto mondo non se finisce mai de 'mparà'...

Giovanni.      Smorzate le pile, babbo... È meglio. Che c'è, cara?

Luisa               (Cerca) L'elenco telefonico... ma dove s'è cacciato...? E' uno strazio... In questa casa, con l'elenco telefonico, è uno strazio che non ti dico però!

Giovanni       Questa casa ho paura che è tutta uno strazio!

Luisa               Micino bello... c'è qualcosa che non va micino dorato?... Se c'è qualcosa che non va... parla micino...

Checco            Dijelo, no... mimmino! Dijelo...! Perché voi tribbia' cussì?

Luisa               Ma certo che lo deve dire... Se c'è qualcosa che non va, la micina telefona al paparino suo ed il paparino pensa subito a far tornare il sorrisino sulla boccuccia del micino suo.

Giovanni        Questa volta il paparino non può farci niente... Luisa, mi dispiace... oggi rimani a casa!

Luisa               Tu hai voglia di scherzare, micino!

Giovanni        Non scherzo affatto... la festa oggi è in casa nostra... una festa privata con la partecipazione straordinaria di un ospite... un ospite d'onore.

Luisa               Micino... ma io mi sono impegnata... micino!

Giovanni        Basta col micino... basta col cicciolino! Luisa, basta, ti prego!                                                

Luisa               Giovanni, non ti capisco!    

Giovanni       E' Natale, Luisa... E' Natale.

Luisa               Oggi è il trenta marzo, Giovanni!

Giovanni       Eppure ti assicuro che è Natale... E' nato il Bambinello, Luisa!

Luisa               Il Bambinello?

Giovanni                    Sì. (Canta) Tu scendi dalle stelle... (Poi, cantando, con ampi gesti delle mani, esce)

Alfredo          (In divisa da autista) Signora, buongiorno.               

Luisa              Buongiorno, Alfredo.                                                          

Alfredo           Eccomi qua, signora... la macchina è pronta..                   

Luisa               E allora?

Alfredo          Allora non so.

Luisa               Se non lo sa lei, pretende che lo sappia io?

Alfredo          Signora, non pretendo niente... Mi hanno detto di venire qua e io sono venuto.

Luisa               Signor Checco, c'è qualcuno che deve partire con la macchina?

Checco           Io so gito sempre a piedi!

Luisa               Mi dispiace, Alfredo... Per il paparino, la macchina non è stata ancora inventata.

Checco            E si eri la mi moje te le devo io le invenzioni! Tu è uto 'na fortuna solo... d' acopiatte con quel turzolo del mi' fijolo.

Luisa               (Si mette a cercare nell'elenco telefonico)

Luigino          (Entrando di corsa) Michele... Michele...

Michele           (Si affaccia) Signorino, so di qui, signorino.

Luigi              'L professore e la moje sono in arrivo sul secondo binario.

Michele           Ricevuto, signorino, ma come facemo?

Luigi              Portate que la robba di sotto!

Michele           Di sotto dove?                                                             

Luigi               (Indica con un cenno il nonno)                          

Michele           Ricevuto, ma sarà igienico?

Luigi              Chi non risica non rosica. (Via ad aiutarlo)

Luisa               (Che ha formato il numero) Pronto...? Casa Rizzo? Sei tu Gilda? Ciao cara... Ciao tesoro! Ma quell'oroscopo che ci ha fatto ieri Gastone è la fine del mondo! Perché? Perché la mattinata a casa mia è davvero sconvolgente, direi apocalittica!

Caterina         (Entrando) Madonnina santissima! Ma che è successo? Signore mio misericordioso! Luisa... Luisa... che è successo? Chi è che se sente male?

Luisa               Scusa Gilda... (A Caterina) Io no... Io Caterina sto benissimo!                                       

Caterina        Il babbo?! Babbo, state bene?          

Checco           Ta me non me dole niente!

Antonio         Alfredo...

Alfredo          Comandi, signore!

Antonio         Perché ci hanno mandato a chiamare?

Alfredo          Professore, è quello che vorrei sapere anch'io...

Caterina         Hanno chiamato anche ta ve'?

Alfredo          Sì... d'urgenza...

Caterina         Luisa.

Luisa               Scusa Gilda! (A Caterina) Sì?

Caterina        Ma oggi che è 'l 1° d'aprile?

Luisa               No... il trenta Marzo... ci posso giurare!

Caterina        Di qui, chi ce capisce è bravo!

Luigi               (Arriva davanti a Michele che porta il cestino. Canta una ninna nanna) Ninna nanna... ninna nanna... ninna nanna... ninna nanna... Ben tornata la mia mamma... Ben tornato il mio papà.

Antonio         Luigino, che c'è?

Luigino          (Colpito) Dove?

Caterina         Che è successo, Michele?

Michele           (Spaventato) Dite ta me?

Luigino           Niente... non è successo niente! Andate pure, Michele...

Antonio         Dove andate Michele?

Michele           Di là, professore... di là... vò a fa' 'n giretto!

Caterina         Michele, lasciate andà' i giretti, cocco... Ho posato 'n pacco di lì... su l'ingresso. Andatelo a pijà' e portatelo 'n cucina.

Michele           Ma, adesso, veramente...

Luigi               Andate... andate Michele... Ci penso io... (Si passano il pacco)

Caterina         Che c'è dentro 'l canestrino?... Scusate!

Michele           C'è una cosetta.

Caterina         Nostra?

Michele          Oddio!... Mia... no de siguro.                                     

Caterina         Gigetto... apre.

Luigi              No... non posso.

Caterina         Perché?

Luigino          Perché è una cosa che fa impressione... Ecco è una cosa che fa impressione!

Caterina        Apre 'l canestrino sah... t'ho detto!

Luigino           (Scappa) No... no... non posso (Correndo va ad urtare Giovanni che sta entrando) Zio... zio.

Giovanni                    Che c'è Luigi?

Luigi               Vojono aprì' 'l cestino.

Giovanni        Certo... certo, Luigi. E' necessario aprirlo. Il cestino non può rimanere chiuso.

Luisa               E' una sorpresa!... Scommetto che è una sorpresa per me... micino bello.

Giovanni       E' una sorpresa per tutti, Luisa... Signori... vi prego di prendere posto... sedetevi, per favore...

Alfredo          Assessore, io...                                                                 

Giovanni        Anche Lei Alfredo... Lei è di sesso maschile e vive sotto questo tetto, per cui deve sedere. Michele, state comodo?

Michele           Grazie assessore.

Giovanni                    Luisa ti dispiace di svegliare il babbo?

Luisa               Micione... Micione.

Checco            (Svegliandosi) Oh! Chi è?

Luisa               Il consiglio di famiglia è riunito al completo... accendete la pila... Dov'è il bottone?

Checco            'Nt la saccoccia.

Luisa               Siamo tutto orecchie... micio.

Giovanni                    Signori... l'onore e la rispettabilità della nostra famiglia sono in pericolo.

Tutti                (Esclamazione) Ohh!

Giovanni        Questa mattina, circa alle otto, Michele stava radunando le foglie in giardino quando, proveniente dalla serra, intercettava un rumore. (Fa cenno a Michele di eseguire)

Michele           Uè... Uè...

Giovanni        Avvicinandosi alla serra, scorgeva uno strano paniere di vimini, questo. Incuriosito, l'apriva. Signori, dentro il paniere c'era lui come c'è ora e come tutti potete osservare.

Luisa               (Si avvicina al paniere. Lo apre, prima è stupita, poi guarda tutti gli altri esclamando) Un bambino!

(Tutti si alzano tra lo spavento e la curiosità)

Giovanni                    (Grave) Un neonato... signori.

Luisa               (Rompe il silenzio dopo una pausa imbarazzante) ... Caruccio... Caruccio...! Guardatelo! E' uno splendore! Un maschietto, gente... è un maschietto.

Checco            Fa come te pare, lia da già ha saputo si è maschio o femmina.

Luisa               E che ci fa solo solo... l'angioletto dentro il panierino?... Bi, bi, bi, bi, è bello lui, l'angioletto! Antonio, guarda.

Antonio         Che Dio lo benedica!

Caterina         (Severa, lo richiama) Antonio...

Antonio          Dimmi, cara...

Caterina        Mettete a sedè'.

(Antonio obbedisce)

Giovanni                    Dentro il paniere di vimini, signori, c'era una lettera che io mi permetterò di leggervi, se vorrete prestarmi un minuto di attenzione.

Tutti                (Mormorii)

Giovanni        La lettera dice testualmente: "Carissimi... alle otto la mamma mi ha portato nella serra. Alle otto meno dieci ho preso il latte... ciò vuol dire che tra le dieci e le undici dovrò prendere un'altra poppata. N.B. Il latte è sotto l'asciugamano. Vi domanderete... perché la mamma mi ha mandato qui. Perché qui è il mio papà. Io sono arrivato e voi dovete essere felici. Non mettetemi in un orfanotrofio... non fatemi soffrire e tu papà... papà mio... aiutami nel ricordo della mamma che ti ha voluto tanto bene. Trovate una buona scusa per giustificare il mio arrivo. P.S. Fate come vi dico... diversamente, la mamma farà scoppiare uno scandalo. Pulitemi perché a quest'ora faccio sempre la cacchina". Il finale è un po' prosaico, ma il contenuto non si discute.

Tutti                (Silenzio imbarazzante)

Caterina         (Rompe il silenzio) Antonio, è sentito?

Antonio         Ho sentito, cara.

Caterina        Oddio, Madonna... me sento male... di qui... me sento un nodo di qui. (Indicando la gola)

Antonio         Caterina... tesoro.

Caterina         (Urla) Non me tocca'...! (Si alza e si avvia verso la camera) Scusate!

Giovanni                    Caterina! In questo caso, il silenzio è d'oro... nessuna scena madre... Caterina.

Caterina         (Guarda poi esce)

(Si abbassano le luci)

Luisa               (Giocando) Silenzio gente... sst... silenzio (Al piccolo) e tu sst... non fare rumore! Lo sappiamo... il paparino è vicino a noi... Potrebbe essere... chi potrebbe essere?... Il professore Antonio, presidente degli uomini cattolici?

Antonio         Luisa ti prego... non ti permettere nemmeno lontanamente!

Luisa               E' tuo Gigetto?... Sono cose che succedono, Gigetto!

Luigino          Zia, manco pe' scherzo!

Luisa               Michele allora?

Michele           (Reagendo) Signora... con tutto 'l rispetto!

Luisa               D'accordo Michele... d'accordo... Diciamo... Alfredo, l'Alfredino nostro... ma l'Alfredino nostro non ne sa niente!

Alfredo          Questo è poco... ma sicuro!

Luisa               L'immaginavo Alfredo... Il cerchio si stringe! Giovanni... tu che dici?

Giovanni                    Luisa... non è il momento!

Luisa               E allora, signori, qui non rimane che il micione... il nonnino!

Checco           E magara per me... ve dico la verità... io le scalette nun ce l'avria misse.

Luigi               (Seccato dall'ironia di Luisa) Zia, per favore!

Luisa               Certo, Luigi... Sst! Angioletto bello... è un momento delicato...! Non possiamo disturbare... Come? Vuoi sapere cosa faranno? Non lo so... Per ora pensano... soltanto... micino caro... Sst! (Si mette seduta in un lato della scena in secondo piano col bambino in braccio)

Giovanni        (Si alza, passeggia mentre, registrato, si deve sentire il suo pensiero. Gli altri personaggi sono immobili)

Pensieri registrati di Giovanni

Dunque, dunque... fu a Natale... sì... mi ricordo perfettamente... con Franca Maria... Tutto finì a Natale... Nessuna preoccupazione! (Si ricorda improvvisamente di un'altra donna) Francesca... oddio... già... Francesca... non mi ricordavo. Però quella Francesca, stupida, non si è fatta più viva!... Una telefonata!... Almeno una telefonata, dico, non costa niente... Oddio... oddio. (Torna a sedere)        

Pensieri registrati di Luigi

Fu per agosto... o fu per lujo?... Dicemo lujo... Dunque... lujo e uno, agosto e due, settembre e tre, ottobre e quattro, novembre e cinque, dicembre e sei, gennaio e sette, febbraio e otto, marzo e nove! Nove mesi!... Se fu per lujo sono nove mesi precisi! Mannaggia a la miseria! Liliana... Liliana ce marciavi, allora! Ce marciavi, Liliana!

Antonio         (Si alza. Passeggia spaventato dai suoi pensieri)

Pensieri registrati di Antonio.

Carne maledetta! Maledetta tentazione! Non volevo Signore misericordioso! Tu sei testimone, o mio Signore, che non volevo! Ma lei... lei con quelle gambe... con quelle gambe grosse che piacciono a me! Le dissi: "No, Alfride, no!" Ma lei... il diavolo dalle gambe grosse! Oddio, Signore, oddio... abbi pietà di me!

Pensieri registrati di Alfredo.

Ma io che c'entro?... che vogliono da me?... Perché mi hanno chiamato? Io sono a posto, mi dispiace, ma sono a posto!... Sì, sì... domani ci penso io!... Domani? Che dico?... Oggi, oggi stesso ci faccio un salto... Qui non è il caso di dormire!

Pensieri registrati di Michele

Le donne!! Chi crede ta le donne è un grande imbecille...! Ma que la sera pioveva... pioveva mannaggia a que la vijacca de la miseria!... L'assessore era fori... 'L professore dov'era? Ah! La conferenza! Giusto! Era andato a fa' 'na conferenza! Armane' solo con quela belva, capire... e pioveva... per giunta pioveva! Pompilia... dove sé' andata Pompilia! (Si siede guardando lontano)

Pensieri registrati del vecchio.

Dormì'... tuqui è mejo de fa' finta de dormì'.

Fine del primo atto


ATTO SECONDO

(Stessa scena del primo atto. Renata sta telefonando)

   

Renata            Pronto?... Buongiorno... sì... casa Respoli... no, l'assessore è malato... parotite... purtroppo!! Certo i barboni. Stamattina 37,8... grazie, presenterò. (Si alza, fa per allontanarsi, quando suona il telefono di nuovo) Pronto?. ..Buongiorno... sì... casa Respoli... no... il professore è malato... parotite... purtroppo... certo i barboni... stamattina 37,8... grazie, presenterò. (Si alza per allontanarsi, quando il telefono suona ancora) Pronto?... Buongiorno... casa Respoli... no... Michele è malato... non si preoccupi, signora... parotite... una semplice parotite... certo i barboni... no, signora, non venga... assolutamente no... la parotite è contagiosa!... Stamattina 37,8... grazie, presenterò!

Giovanni                    (Stanco avvilito) Buongiorno, signorina.

Renata           Buongiorno, assessore.                                  

Giovanni                    Stava telefonando?

Renata           Sì.                                                                                   

Giovanni                    Chi era?                                                               

Renata           La moglie di Michele.                                     

Giovanni                    Le ha detto che...

Renata           Sì... parotite...                                 

Giovanni                    Grazie.                                          

Renata           Hanno telefonato dal Liceo per suo fratelloAntonio.

Giovanni                    Lei naturalmente ha risposto...

Renata           Parotite... d'accordo. Stasera in Comune c'è la riunione del Consiglio.

Giovanni                    Hanno telefonato?                                        

Renata           Sì.                                                                 

Giovanni                    Lei ha risposto...          

Renata           Parotite, assessore.

Giovanni        Grazie... Dopo la sciagura che è piombata sulla nostra casa, dobbiamo mantenere il più assoluto riserbo.

Renata             Capisco, assessore.

Giovanni        Non deve trapelare la minima indiscrezione. Nella vita, signorina, si lotta con le mani e con i piedi per ottenere un pizzico di rispetto... una manciata di onorabilità... poi...

Renata           Coraggio, assessore.

Giovanni                    Grazie, signorina Renata.

Renata           Bene... Se non ha bisogno d'altro io...

Giovanni        Ho bisogno d'altro... (In difficoltà) ... Signorina... lei, signorina, dovrebbe rintracciarmi e, comunque, darmi notizie dettagliate su questo nominativo... Scriva...: Francesca Bertarelli, nata a Roma il 12 gennaio 1945, da Luigi e da Luciana Cicognola... E' urgente, signorina, e... privato.

Renata           D'accordo... con il suo permesso allora io...

Giovanni       Vada pure.

Michele           (Entrando con il bimbo in braccio) Bongiorno, assessore.

Giovanni                    Buongiorno, Michele.

Michele           Iodi qui, assessore carissimo, si non ce metteno 'na pezza,  non gne la fò più... Io, assessore, me dispiace, ma me metto 'n Cassa Mutua! Ch' ho da fa' 'l mi' turno... semo d'accordo... ma ch' ho da fa' anche i turni dj altri, eh! No... assessore... eh! No... me dispiace!

Giovanni       Che c'è di nuovo, Michele?

Michele           C'è che avvemme deciso, sì o no, de fa tre ore per uno de assistenza tal fiolo?

Giovanni                    D'accordo.

Michele           Beh! Stamattina a le sei l'ho prelevato regolarmente dal Professor Antonio... A le nove toccava ta Alfredo!

Giovanni                    Certo!

Michele           E 'nvece è mezzogiorno... eqquolo... 'ncora tocca sbarlozzallo ta me... E' vero che me ce so' affezionato, ma approfittasse cossì...

Giovanni                    Dov'è andato Alfredo?

Michele           Sparito, assessore... da ieri sera è sparito... non ha dato più notizie de sé.

Giovanni        Questa poi...! E perché Alfredo sarebbe sparito così... insalutato ospite?

Michele           E' quello che vorrei domanda' ta le'; assessore... Sarà (Indicando il bimbo) ma di qui... miccio, miccio... sento 'na puzza de brugiaticcio! (Al bambino) Sta' zittino, cocco... sta' zittino! Assessore... s'è arrossato 'n po' sotto...

Giovanni                    Sotto dove?

Michele           Ma di qui, vedete...? 'N po' aiutateme a tiraje su le gambine che je ce metto'n po'de borotalco... Bonino, cocco... sta bonino che adesso la mammina ce mette il borotalchino... ce pensa la mammina tua.

Giovanni       Michele... ma che state dicendo?... Che c'entra la mammina?

Michele           Se fa cossì per di'... Tai fijoli bisogna dije qualcosa!

Giovanni        No... Michele, no... se cominciamo a fargli prendere delle cattive abitudini... addio!

Michele           Ma che c'entra, assessore?

Giovanni        C'entra, invece... Se voi cominciate a dirgli: "Mammina" "Buina"... è chiaro... dobbiamo dirglielo anche noi... noialtri, insomma... ecco... come potremmo definirci...?

Michele           I candidati... assessore

Giovanni                    Già, i candidati... Certo che una pomatina rinfrescante gli farebbe bene...

Michele           D'accordo, ma io d'andà' a compra' la pomatina rinfrescante non me la sento.

Giovanni       Perché, Michele?

Michele           Perché divento rosso, assessore... Ciò 'l complesso... E' come se 'l farmacista sapesse 'gni cosa.

Giovanni                    Vi capisco perfettamente, Michele

Michele           Entro per chiedeje 'na pomatina rinfrescante po' va a finì' che, per disimpegno, je chiedo 'n cachet pel mal de testa!

Antonio          Buongiorno, Giovanni

Giovanni                    Buongiorno, Antonio... Caterina?

Antonio          Chiusa, irrimediabilmente chiusa nel più assoluto mutismo.

Giovanni                    Dove hai dormito stanotte?

Antonio          Nella poltrona... in camera di Luigino

Giovanni                    Coraggio, Antonio... coraggio.

Michele           Allora, professore, se è comodo je consegno 'l pupo... Ha preso 'l latte... ha fatto 'l bagno e tutto... tocca sta' attenti si se sveja e basta.

Antonio          Michele... mi dispiace... il mio turno comincia alle sedici e termina alle diciannove

Michele           Già... ma siccome Alfredino ha tajato la corda... tocca sposta' un'ora avanti ta tutti... Po' c'è 'n altro fatto... 'n altro fatto importante, adesso che semo tra nojaltri!

Antonio          Cosa?

Michele           'L fiolo sporca... non so se l'avete notato, ma 'l fiolo sporca 'n bel po'...

Giovanni                    Ma è logico che sporchi... dovete capirlo.

Michele           Questo lo capisco...! Quello che non capisco è perché i fasciatori tocca lavalli sempre ta me.

Giovanni.      Spero che non pretenderete che li lavi io!

Michele           Assesso'!... Finché non se scopre 'l colpevole, ce dovemo convince che di qui semo tutti uguali... tutti sotto la stessa bandiera. Professore!

Antonio          Dice a me?

Michele           Dopo lavati, ricordamoce de stendeli al bagno, perché a stendeli fori... non so se me spiego. (Si avvia per uscire, ma si incontra con Luigino che entra di corsa)

Luigino           (Esultante) Aspettate, Michele... zio, papà... ho trovato...! Notizia bomba!

(Suona il telefono)

Michele           Sst! (Grave) Pronto...? Casa Respoli... no... l'assessore è malato... parotite, purtroppo... già, i barboni... stamattina trentasette e otto... grazie, presenterò. Era il geometra Fantucci.

Giovanni                    Grazie, ma adesso parla, Luigino

Luigino           (Radioso) Papà, chiama la mamma.

Antonio          Non risponde. Posso scriverle un bigliettino... Dall'altro ieri riesco a comunicare con lei soltanto coi bigliettini

Luigino           E allora non perdemo tempo. Scrivi: "Scendi subito... trovato padre angioletto!"

Giovanni                    No?!

Luigino           Sì.

Giovanni                    (Pausa) E chi è?

Antonio          (Altra intonazione) Chi è?

Michele           Chi è, signorino?

Luigino           Vó' no, Michele

Michele           Grazie. (Si ricompone e passa il bambino ad Antonio)

Luigino           E manco tu, papà.

Antonio          Dio sia lodato! (Sorride e passa il bambino a Giovanni)

Luigino           Di te, zio,non ho mai dubitato

Giovanni        Grazie, figliolo. (Sorride e passa di nuovo il bambino a Michele)

Luigino           (Esultante) Alfredino, signori!... Il padre del bimbo depositato nella serra la mattina del ventisette marzo, alle ore otto meno dieci,  è Alfredino l'autista!

Giovanni   )    

Antonio      )  (insieme)No!?

Michele     )    

Luigino           Sì... sì... e ciò tanto de prove!

Antonio          Gigi, Gigi. (Apre le braccia. Luigino lo abbraccia)

Luigino           Babbo!

Michele           (Apre le braccia) Permettete, signorino? (Si abbracciano; Michele è commosso) Però io me l'ero immaginata.

Giovanni        Ma certo... quella fuga improvvisa... (Stringe la mano a Luigino e gli fa una lauta mancia) Bravo, comunque, bravo... complimenti.

Luigino           Mamma, mamma, scendi...

Michele           (Impazzito dalla gioia) Signora Caterina... signora Caterina!

Giovanni        Luisa... Luisa... scendete tutti. (Appare Luisa sul fondo. Va Giovanni a prenderla per la mano) Luisa... vieni... vieni.

Luisa               Che c'è, micione? Hanno portato un altro angioletto?

Giovanni                    No... ma abbiamo trovato il padre!

Luisa               Non deludetemi, gente... e ditelo tutto d'un fiato. (Indicando Giovanni) E' stato lui.

Giovanni        (Bieco) Mi dispiace, micia... non sono stato io...

Antonio         (Bieco) E nemmeno io.                     

Giovanni       L'autore, signora... nientepopodimeno è...

Antonio   )

Michele    )      (insieme)Al-fre-di-no.                                                      

Luigi       )

Luisa               L'autista...?

Michele           Brrum, brrum... l'autista

Luisa               (Grossa risata) Ah! ah! ah!

Giovanni                    (Risentito) C'è poco da ridere!

Luisa               Però!!! Ero convinta che Alfredino con quella vocetta... come possiamo definirla, micio?... Ecco... con quella vocettina ovattata...

Giovanni        Luisa, non cominciamo a mettere i bastoni in mezzo alle ruote... ti prego... Se Luigi dice di avere le prove... le prove ci sono...

Caterina         (Appare sul fondo distrutta. Voce grave) Luisa...         

Luisa               Caterina...                                                                 

Caterina        Che c'è, Luisa?

Luisa               C'è che, esulta, Caterina... e avanza, avanza fiduciosa... Caterinona, tu ancora lo ignori, ma è giunto il momento di esultare e di lanciare piccoli gridolini di gioia... I nostri micetti sono innocenti, cara...

Caterina        Vorreste dì' che...

Luisa               Innocenti... puri come un giglio... limpidi come una goccia d'acqua... o di rugiada, se preferisci.

Antonio         Caterina, amore.

Caterina        Tu sta' zitto...!

Luigino           (Gioioso) Invece no, mammina bella... noi parliamo... zio, zia... mamma, papà... anche voi, Michele, metteteve a sedè'... Ciò le prove, mamma... ciò le prove...! Signori... questa è una fotografia scattata dalla macchina un anno fa e questa è la testa di Alfredo vista da dietro... Osservate... osservate attentamente i particolari, signori, vi prego... C'è un particolare molto importante... (Tutti si passano la foto) Vedete gnente?

Antonio         Io veramente...

Giovanni        Niente.

Luigino           Ma possibile... possibile che non riusciate a vedere una macchiolina... una piccola macchiolina nera dietro l'orecchio!?

Michele           (Trionfante) Eqquola... dietro l'orecchio destro... eqquola.

Caterina        (Strappa la foto dalle mani di Michele) Se questa è una macchiolina, io...

Luigino          E infatti non è una macchiolina, mamma... però è un neo... un piccolo neo, signori...

Luisa               Emozionante, micetto... emozionante! Che ne farai ora di questo neo?

Luigino           Niente... però, se fossi in voi, darei un'occhiata, così, di sfuggita dietro l'orecchio destro del piccolo angioletto piovuto dal cielo.

Michele           Non me venite a arconte' che cià 'n neo dietro l'orecchio anche lu'.

Luigino           Dietro l'orecchio destro, Michele... come tutti possono osservare!

Antonio         Gigino... Gigino. (Abbraccia Luigi)

Michele           Complimenti, signorino. (Bacia le mani)

Giovanni        Formidabile...! Uno spirito d'osservazione eccezionale! (Manate sulla spalla e mancia)

Michele           (Osservando che Caterina cerca di scoprire il neo dietro l'orecchio del bambino) Signora, non me svejate 'l fiolo, pe' l'amor de Ddio.

Luisa               Michelone... vedere il neo... è un nostro sacrosanto diritto!...

Michele           D'accordo, signora... ma siccome doppo pe' addormentallo tocca ninnallo ta nojaltri omi... ce fareste 'na grossa cortesia si 'l neo 'l guardaste doppo!

Caterina        Sicché, co' 'sto neo... tutto risolto... il caso sarebbe stato risolto...!

Antonio         Ma il fatto che è fuggito, non ce lo mettiamo, cara?

Luigino           (Misterioso) E la voglia di susina, signori?

Luisa               Oh! Ohh!... Gigetto! Parlaci della voglia di susina! Silenzio, signori... Gigetto ci parlerà sul tema: "La voglia di susina" e ci dirà che il famigerato Alfredino ha una voglia di susina... dove, micetto?

Luigino           In alto, qui sulla coscia...

Luisa               La stessa voglia insomma, che possiamo riscontrare sulla coscetta del micettino piovuto dal cielo e naturalmente, signori, sempre qui in alto... sulla coscia!

Luigino           No, questa volta sul sederino!

Michele           (Entusiasta) Bravo... bravo... signorino.

Giovanni                    Complimenti, Gigetto. (Fa un'altra mancia a Luigi)

Luigino           Grazie, grazie. (E' commosso)

Caterina         Scusateme, gente! Scusate se ve rovino 'l quadretto, ma è solo per cavamme 'na curiosità... Se 'l fiolo cià la voja sul sederino, perché Alfredo ce l'ha su la coscia, di qui in alto?

Michele           Signora, capisco che è tormentata dai dubbi... però, semo giusti... dal sederino a la coscia miga ce corre 'n chilometro!

Luisa               Non sottilizziamo, Caterinona... non cavilliamo... Il neo... la fuga... la voglia di susina sono quanto basta per gettarti tra le braccia del tuo micione innocente!

Giovanni       Caterina, coraggio (La spingono tra le braccia di Antonio)

Luigina           Forza, mamma.

Michele           Signora... coraggio.

(Caterina è titubante, poi si decide ad abbracciare Antonio. Tripudio a soggetto smorzato dal suono del telefono)

Michele           Pronto?... Sì... casa Respoli... no, l'assessore è malato... parotite.

Giovanni                    Michele! (Gli sussurra qualcosa all'orecchio)

Michele           Scusi, signore... l'assessore sta meglio... sì... si è sfebbrato... trentasei e due! (A Giovanni) Assessore, è 'l partito.

Giovanni                    Tra mezz'ora sarò lì.

Michele           Tra mezz'ora sarà lì... grazie... presenterò... buonasera!

Renata           (Entrando ) Permesso? Scusate!

Giovanni       Che c'è, signorina?

Renata           C'è Alfredo.

Luisa               Alfredo l'autistone?                       

Renata            Sì.

Luisa               Ohibò... ohibò! La pecorella smarrita torna all'ovile per chiedere un briciolo di comprensione e relativo perdono...

Renata            Vuol parlare con lei, assessore.

Giovanni                    Eh! no... mi dispiace... qui deve parlare con tutti!

Michele           Deve confessa' davanti a tutti...

Antonio         Evidentemente la coscienza non gli dava pace!

Giovanni                    Fatelo passare, signorina...

Luisa               (Enfatica) Signori giudici... siate magnanimi... Non scagliate le vostre folgori contro il povero ed indifeso Alfredino che per amore ed in nome dell'amore fu vittima di un attimo di smarrimento... Signori giudici... vostro onore...

Alfredo          (Impacciato gira il cappello tra le mani) Permesso?... Buongiorno... Scusate, che c'è una causa?

Antonio         No... perché?

Alfredo          Per niente... se c'è una causa... io prendo e...

Giovanni                    No, accomodatevi pure... passate pure, Alfredino!

Alfredo          Grazie, assessore.

Giovanni       Allora, Alfredino?

Alfredo          Allora, eccoci qua, assessore.

Giovanni                    Già, eccoci qua... Mettetevi a sedere, Alfredo... e calma... soprattutto calma.

Alfredo          (Imbarazzato) Assessore, io... io...

Luisa               Volevate dirci qualche cosa è vero? Parlate, parlate pure liberamente.

Michele           Sfoghete, Alfredo... sfoghete... semo di qui... nojaltri certe cose le capimo.

Alfredo          Beh! Veramente... davanti a tutti mi vergogno... son cose delicate.

Giovanni        Mi rendo conto..: ma siamo tra noi... diciamo in famiglia, non esageriamo, Alfredino!

Alfredo           E va bene, ci proverò. Dunque... quando l'altro ieri scoppiò la bomba... io mi sentIl morire.

Michele           E ce credo!

Alfredo           Dissi: ...anch'io... sì... insomma anch'io posso essere considerato il babbo del... capito?

Michele           Ehh!

Alfredo          Allora feci i miei conti e naturalmente...

Michele           Naturalmente è visto che i conti non t'artornavano...! Per conta' fino a nove non ce voi tanto...! Alfredino, lassa perde'... sapemo tutto!

Alfredo           Sapete tutto?!

Luisa               Il neo vi ha tradito... il neo e la voglia di susina... in alto... sulla coscia... qui...                                      

Alfredo          La voglia m'ha tradito?

Luisa               La voglia, micetto... la voglia.

Antonio         Basta... confessate, Alfredo... facciamola finita!

Alfredo           Ma dico, gente... scherzate o dite sul serio? Io la voglia di susina non ce l'ho né dietro la coscia, né dietro al calcagno!

Luisa               No?!

Alfredo           No...! E se volete verificare col vostro permesso... si capisce... mi tiro giù subito i calzoni!

Giovanni        Non state a disturbarvi, Alfredo! La signora non vi dà il permesso.

Alfredo           Però l'avevo immaginato... l'avevo immaginato che con voialtri sarebbe andata a finire così... L'avevo immaginato che avevate fatto l'accordo per mettermi con le spalle al muro...! Ma, signori carissimi... a me con le spalle al muro non mi ci mette nessuno, perché io, nove mesi fa... sapete dov'ero, nove mesi fa? Nove mesi fa il sottoscritto era a letto...

Michele           Ah! Questo è poco... ma siguro!

Alfredo           A letto... all'ospedale, Michele...! Io, signori, ho tanto di documentazione... Nove mesi fa, ero all'opedale, operato d'ernia, ernia bilaterale (Fa vedere i documenti) Leggete... leggete...

Antonio         Ma allora perché siete scappato?

Alfredo          Io non sono scappato... io sono andato a tirare fuori i certificati e la mia paura era che i certificati non si potessero ottenere perché s'erano persi i documenti... ma eccoli, i documenti eccoli... Signori, io non sono il babbo... Il babbo è un altro... Il babbo è in mezzo a voi tre o quattro!

Giovanni       Calma, Alfredino... calma...! È vero che i bambini hanno la cattiva abitudine di venire alla luce dopo nove mesi. Ciò non toglie però che qualcuno possa presentarsi dopo sette mesi ed in questo caso erano trascorsi due lunghi mesi dalla vostra bilaterale... Dopo due mesi, tutto torna alla normalità.

Alfredo           Assessore... a questo punto non ci volevo arrivare, ma mi ci avete costretto... (Si commuove fino a piangere) purtroppo mi ci avete avete costretto!

Luisa               Che c'è, micetto, che fai cadere i goccioloni!? C'è dell'altro?

Alfredo           (Piangendo) Purtroppo, signora... purtroppo...! C'è che nove mesi o sette... per me ormai i mesi... gli anni... non contano più niente... Durante l'operazione, signora... tìcchete...

Luisa               Tìcchete cosa?               .

Alfredo           Per sbaglio... tìcchete... un nervino e allora... allora il destino infame ha voluto che io... (Esplodendo disperato) Fuori, signora... sono tagliato fuori... come babbo non sono più in discussione! (Pausa. Tutti meravigliati e sconfortati), E adesso che sapete tutto... addio, signori, vado via... Ecco, restituisco il cappello... anche la giacca...

Giovanni        No... la giacca tenetela. Vi prego! Vedervi andar via in maniche di camicia... no... non me le sento!

Antonio         Aspettate, Alfredino... vi prego... debbo dirvi qualcosa...

Alfredo          Va bene, professore.

Caterina         (Si alza per andarsene)                          

Antonio         (Fa per trattenerla) Caterina... no...!

Caterina        (Lo gela con uno sguardo)

Giovanni                    Caterina!!

Caterina         (Come sopra)                            

Michele           Signora...                       

Caterina         (Come sopra)

Luigino           (Va per dire qualcosa. Poi ci ripensa e stabilisce cheè meglio tacere)                                                           

Caterina        (Esce)

(Pausa)

Antonio         E adesso?

Luisa               Mutismo! La Caterinona nostra, come un dì l'Inghilterra, torna a chiudersi nel suo splendido isolamento.

Giovanni                    Luisa, non trovi che questo spirito fuoriesca leggermente dal binario della normalità?

Luisa               Trovo, micione adorato... trovo... Ma vedi... io sono una donna sportiva e adoro la suspence... In più debbo confessarti che credo nella tua innocenza.

Giovanni                    (Ci pensa, poi) Grazie.

Luisa               La cerchia si stringe, signori... Alfredino no... Il micione escludiamolo... Il nonno, beh! Auguri, Luigino... Auguri, Michele... By by, professore... (Uscendo) Auguri... auguri...!

Antonio     (Dopo una pausa) Giovanni, devi riconoscere che qualche volta tua moglie è indisponente.

Giovanni        Antonio... lasciamo stare le mogli, per favore e veniamo ad Alfredino. (Chiama) Alfredo!

Alfredo          Dica, assessore.

Giovanni        Voi avete visto e sentito molte cose in questa casa... vero Alfredo?

Alfredo          Purtroppo sì... assessore.

Antonio         Lo immaginavo... Visto e considerato però che il nostro più vivo desiderio è quello di far sì che queste cose rimangano di esclusivo dominio familiare... vi saremnmo grati se...

Alfredo          Ma che dite, professore? Poi io domani parto... vado a lavorare in Germania...

Giovanni        Bene... per ringraziarvi allora della vostra riservatezza, vi sarei grato se accettaste questo piccolo presentino... (Estrae il blocchetto degli assegni)

Alfredo          Non è necessario che...

Michele           Forza, Alfredino... 'l silenzio è d'oro!

Alfredo          E va bene... ci potete pure contare!

Giovanni                    (Allargando le braccia) Alfredo...

Alfredo          Addio, assessore. (Piange quasi)

Giovanni                    Coraggio, figliolo... coraggio!

Alfredo          Voi dite bene. (Come sopra)

Giovanni                    Ci sono tante cose belle nella vita...!      

Alfredo          Già... già... ma non l'auguro a nessuno. (Piange)  Anessuno... (Esce)                                

(Pausa)

Antonio          Luigi...

Luigi              Papà...

Antonio         Il padre non era Alfredino.                            

Luigi              Decisamente no.

Michele           Punto e daccapo...! Semo 'n'altra volta dappiedi ala santa Croce... Professore... vó' è chiaro... seguitate a dormì' 'n camera del fiolo.

Antonio         E' chiaro.

Michele           Beh! Allora io vo a rifa' 'l lettino.

Antonio         Grazie, Michele.

(Squilla il telefono)

Michele           (Fa per andare arispondere, ma è fermato da Luigi)   

Luigi               Lasciate, Michele. (Michele esce) ... Pronto? Casa Respoli... l'assessore è inalato... Come?... Sì... stava meglio... purtroppo poi... già, una ricaduta... sempre... inesorabilmente parotite... sempre inesorabilmente barboni... trentasette e otto... grazie... presenterò...

Giovanni                    Grazie, Gigetto.

Luigi              Dovere, zio... dovere... Permesso... (Esce)

Giovanni        Antonio, se hai bisogno di riposarti, non fare complimenti... al piccolo penso io...

Antonio         (Assalito dal dubbio) Pensi tu?

Giovanni                    Sì... perché?

Antonio         Così... pensa tu... pensa pure tu.

Giovanni       Antonio!

Antonio         Sì?

Giovanni                    Cosa vuoi insinuare?

Antonio         Io non insinuo... non ho insinuato, Giovanni.

Giovanni        Meglio così! Antonio... forse... siamo tutti un po' nervosi... Ti rendi conto che stiamo diventando tutti nervosi?

Antonio          Io no... Giovanni (Urla) io no. (Urla di più) Ccalmo... io sono perfettamente   calmo...   calmo...   sono   calmo,   Giovanni. (Esce)

Renata           (Entrando) Permesso, assessore?

Giovanni        Quel nominativo... allora? Di Francesca Bertarelli nata a Roma il gennaio '45 da Luigi e Luciana Cicognola, ha saputo niente, signorina?... Indirizzo... numero telefonico?

Renata           Per ora, posso darle solo il numero telefonico.

Giovanni                    Ma il numero è più che sufficiente.

Renata           Per notizie più dettagliate, debbo attendere una mezz'ora.

Giovanni        Mi dia il numero... Non perdiamo tempo... il numero, signorina.

Renata            Eccolo: 63828.

Giovanni                    Grazie! Adesso vada... vada pure.

Renata            Ma...

Giovanni        Vada... vada... (Fa un giro di perlustrazione per vedere se c'è nessuno. Poi, guardingo, forma il numero) Pronto?. ..Pronto?  Chi parla? Sei tu, Francesca? Sei tu? Dio sia lodato! Ascolta, Francesca... ascolta senza interrompere, ti prego... No, devi ascoltare e basta... Ascolta e basta, t'ho detto!

(Michele che stava per entrare con indifferenza, si ferma di botto e fa qualche passo indietro per non essere visto ed ascoltare)

Francesca,   perché  non  mi  hai fatto  sapere  niente?  Io, Francesca, sono pronto a riparare... io, Francesca, ti aiuterò, ma guai... guai allo scandalo... sarebbe la fine... la fine per te, per me... per lui, Francesca... per nostro figlio... perché non ci sono più dubbi: il figlio è mio, è nostro.

(Michele chiama Antonio e Luigi che avanzano in punta di piedi dietro le spalle di Giovanni fino a trovarsi, a telefonata terminata, a ridosso del medesimo con aria inquisitoria e soddisfatta)

Non m'interrompere, Francesca... ho poco tempo a disposizione... Renditi conto Francesca... io ti ho amato... ti ho veramente amato... con tutte le mie forze ti ho amato e se il figlio è nostro... parla, parla, Francesca.. non puoi... non devi tacere... Francesca, amore... ascolta, Francesca.. Se ti ho fatto del male l'ho fatto involontariamente... credimi, Francesca... credimi... (Pausa) Come? Come ha detto? Francesca Bastianelli?! Lei non è Francesca Bertarelli?! Come?... Si spieghi, per cortesia... Ho capito... è un'altra Francesca... Ho capito, la Francesca, l'altra, insomma, abitava lì prima... Adesso è chiaro... è tutto chiaro... purtroppo chiaro...! Mi scusi... mi scusi, signora... Come non detto... Faccia finta che non ho detto niente... Comunque lo ignori... lo ignori... signora. (Posa il telefono. Sente qualcuno dietro di lui, si gira è vede i tre.)

(Si riaccendono le luci che erano state abbassate all'inizio della telefonata)

Antonio          Lei sì... Lei può anche ignorare... Noi non possiamo... non possiamo ignorare Giovanni.

Giovanni                    (Stordito) Michele... Antonio... Luigi...!

Antonio  )

Michele   )      (Insieme) Eccoci qua!

Luigi      )

Michele           (Falso) Me dispiace... assessore...! Me dispiace...

Antonio          Luigino, chiama la mamma...

Luigi              Siamo costretti... zio... devi capire. (Esce)

Giovanni       Certo.

Antonio          (Ipocrita) Giovanni, avvicinati a tuo figlio... Guardalo... guardalo... sorride come un cherubino.

Giovanni                    Ma se dorme...! Come fa a sorridere come un cherubino?!

Antonio         Dorme e sorride... ecco... Giovanni hai desiderato tanto un figlio ed il matrimonio ti è stato sempre matrigno. La Provvidenza, comunque, è infinita. Giovanni, sei stato esaudito.

Giovanni                    Già..

Michele           Permettete... assessore...?                                   

Giovanni                    Dite Michele...

Michele           L'avete amata molto que la donna?                      

Giovanni                    No, Michele...

Michele           No...o?                                           

Giovanni                    Beh! Diciamo così, così...              

Michele           Dianzi però ho sentito...

Giovanni       Che c'entra dianzi? Dovevo pur dirle qualche cosa. Voi cosa dite alle donne?

Michele           Io poco je posso arconta'! Io, purtroppo, n'ho conosciuta una sola... la mi' moje... e tutto è finito di lì...

Antonio         Bravo. Michele... bravo.

(Squilla il telefono)

Michele           Scusate. (Risponde) Pronto?... Casa Respoli... Il professore sta meglio... molto meglio... Eh! Sì...! S'è sfebbrato del tutto... Purtroppo l'assessore no... l'assessore con trentotto e otto è assopito... Sì, parotite... sempre i barboni... Grazie presenterò.

(Entrano Caterina e Luigino)

Luigi               (A Caterina) Eccolo... E' vicino al fijolo...                             

Antonio         (Avvicinandosi a Caterina) E' un uomo distrutto, cara.

Caterina        (Allarga le braccia) Antonio... Antonio... Perdono...! Me so' comportata come... Non trovo le parole Antonio... non trovo le parole (Si abbracciano) Perdono...!                             

Antonio         (Guardando Giovanni) Tutto è chiaro... oramai Caterina...

Caterina        Ma la gente Antonio... Che dirà la gente?

Antonio                      La gente non deve sapere niente... Giovanni.

Giovanni                    (Affranto... avvilito) Sì...?                                

Antonio                      Che intenzioni hai?                                                               

Giovanni                    Non lo so... non chiedetemi nulla... Vi prego...

Caterina        Luisa... Bisogna informare Luisa!

Antonio                      E' doloroso... ma bisogna farlo... Michele, chiamate Luisa.

(Michele esce)

Caterina        (Inquisitrice) Giovanni... com'è successo?

Giovanni       ...Così...

Caterina        Lei chi è?

Giovanni                    Una donna...

Caterina         'Na donna de strada vorrè di'... 'Na donna senza scrupoli che ha trovato 'l fessacchiotto da spenna'... e 'l fessacchiotto...Aaah! Cià abboccato...!

Antonio          Caterina...

Caterina         Tu sta' zitto... Non te rendi conto che cià messo 'n mezzo a 'na strada 'sto sporcaccione... 'sto maniaco sessuale?!... Assessore ai lavori pubblici?... Assessore al boncostume... Questo l'avevon da mette a fa', no ai lavori pubblici!!

Checco            (Entrando) Sbajerò... ma tu qui me sa tanto ch' honno altrovato 'l babo del fiolo..!.

Michele           E' cossì, sor Checco...!

Checco            Vó' non ce facete tanto la vernia... perché, si non sete stato vó', j'ete dato vicino 'n bon po'!

Michele           Ma sor Checco!...                  

Checco           Sst!... Mosca... E voaltre parlate più piano perché io so' sordo, ma le boce l'ho sentute dal cancello... Tu qui va a finì' che l' sa 'l popolo e 'l viandante.

Luisa               Chi è che mi ha fatto chiamare?... Sei stato tu, micione?

Caterina         No!... 'Sta volta non è stato 'l micione... E' stata la miciona... So' stata io.

Luisa               I tuoi occhi Caterina... zic-zac... lampeggiano come due tizzi ardenti... Il tuo corpo è invasato di gioia... Le labbra fremono come due cavalli alla briglia... Parla Caterina, dunque... parla...

Caterina         (Secca. Con disprezzo) Poche parole... Devo ditte solo che 'l fiolo è del tu' marito.

Luisa               E come lo sai, Caterinona? Te lo ha detto il grillo parlante?

Caterina         No...! E' lui che ha confessato, micina...

Luisa               Non dovete ascoltarlo! Il mio micio ha la parola facile e dice sempre il contrario di quello che pensa e di quello che fa.

Caterina         Ma vergognete... Vergognete e basta!... Ma già!... Una co' la moralità come la tua, come fa a scandalizzasse pe' 'ste cose?... Per vojaltri i corni son fioretti... E' come per nojaltri a fa' 'n orlagiorno. Tu scappi la mattina e artorni il giorno doppo... Lu' scappa 'l giorno doppo e artorna co 'n fiolo.

Antonio          (Ipocrita) Certo... Mi dispiace dirtelo Luisa, ma questa è una storia che non può continuare...

Luisa               La tua indignazione, professor Antonio, é semplicemente patetica.

Caterina         Ma finimola! Finimola... vah... co' 'st'aria de superiorità dentro 'sta casa! E' 'n pezzo che te sopporto, principessa! Per te, con bon rispetto parlando, dentro 'sta casa... l' sé chi semo nojaltri?... Semo tutti cacchina! E inceve no!

Luisa               Micione bella... ti prego... non degeneriamo... salviamo almeno la forma.

Caterina         Lascia sta' la forma e venimo a la sostanza 'nvece...! E la sostanza è 'n'altra... Sono anni che 'l tu' marito te chiedeva un fijo... ma tu 'l fijo non gne l'è dato... e l' sé perché?... Perché avevi paura de perde' 'l fascino... de perde' lo charme... de rovina' 'l pancino. La famija? L'importante per te non è la famija...! L'importante per te è de andà' a girone con quei quattro fannuloni dei tu' amici!

Luisa               Caterina stai rendendo l'aria irrespirabile.

Caterina         Ho finito, miciona... cerca de sopporta' finché ho finito... Ormai è chiaro. Tu è sposato 'sto galantomo perché te faceva da paravento... Lu' ha sposato ta te... perché co 'n paparino importante come 'l tuo poteva fa' carriera... Lu' ha fatto carriera e tu fé 'lcomodo tuo! Ma adesso basta... Adesso co' l'angioletto ve la vedete vojaltri due... Pijate l'angioletto tutt' a 'na bracciata eandate a lava' i panni sporchi da 'n'altra parte...!

Luisa               Miciona bella, ma dove è andato a finire il tuo spirito cristiano?

Giovanni       Luisa, ti prego!

Luisa               No, Giovanni. Non posso permettere che una sciocca, stupida casalinga possa concedersi certi lussi... Povero Antonio! Povero Antonio mio, come ti capisco!!... Come deve essere vuota e triste la tua vita vicino al caporale di giornata!

Caterina        (Isterica) Caporale de giornata ta me?... (Gridolini)

Antonio         Sta' calma, tesoro.

Luisa               Non fare l'ipocrita, Antonio...! Perché le hai detto tesoro?

Antonio          (Imbarazzato) Le ho detto tesoro perché...

Luisa               Perché la subisci... Perché non puoi dire diversamente... Perché non hai il coraggio di apostrofarla diversamente... e tutto sommato... ti dirò... fai anche bene... Se ti azzardassi a dire il contrario... cioè la verità... il carro armato ti passerebbe sopra e crac... ti stritolerebbe...

Caterina        Carro armato?... Anche carro armato!

Luisa               Antonio... sinceramente... non ti ho mai capito... Con la tua cultura... con la tua sensibilità... come hai fatto a portarci in casa una Caterinona del genere?... Nel tuo subcosciente, Antonio... ci dovrebbe essere qualcosa di pauroso... Prova a parlarne con qualche psichiatra...

Checco            (A Michele) Con chi ha da parla'?

Michele           Col psichiatra.

Checco           Chi è?                                                           

Michele           'L dottore dei matti.

Checco           E allora perché ce volete gì' a parla'...? Facemol venì' di qui...

Michele           Di qui, sor Checco?

Checco            Perché questo, secondo vó', non è 'n manicomio?

Renata           (Entrando, a Giovanni) Signor Giovanni... Scusate signori... Signor Giovanni.

Giovanni                    Che c'è adesso, signorina?

Renata           Le informazioni... quelle informazioni sono arrivate.

Giovanni        Sta parlando di Francesca Bertarelli nata a Roma il 12 gennaio l945, da Luigi e Luciana Cicognola?

Renata           Sì.

Giovanni       Legga pure.... Declami pure ad alta voce...! Tanto oramai...!

Antonio         (A Caterina, abbastanza forte perché sentano tutti) E' la madre dell'angioletto.

Renata            Mi dispiace contraddirla, professore.

Antonio          Come?... Vorrebbe insinuare che Francesca Bertarelli nata a Roma il 12 gennaio l945... non è la madre del...

Renata           Non è che lo insinuo... lo sostengo.

Luisa               (Sollevata) Signorina... sempre naturalmente ad alta voce... vuoi continuare a declamare... possibilmente spiegandosi meglio?

Renata            C'è poco da spiegare, signora... La signorina Francesca Bertarelli si è unita in matrimonio al Dott. Fausto Giglietti in data l3 febbraio '89.

Giovanni                    Due mesi fa?

Renata           Sì.

Giovanni                    Così... all'improvviso?

Renata            Sì, all'improvviso... il l3 febbraio '89 alle ore 11,30... La coppia è senza figli e la signora, al momento, non presenta nessun segno premonitore. (Esce dopo due o tre battute degli altri attori)

Giovanni        (Trionfante) Eh, ma allora... signori... qui, c'è un equivoco... un grosso equivoco... Qui, abbiamo equivocato.

Checco            Michele...

Michele           Dite, sor Checco...

Checco           Ch'hon fatto?... S'è perso 'lbabo del fiolo 'n'altra volta?

Michele           Pare de sì, sor Checco...

Luisa               L'abbiamo perso, nonnino! Comunque, abbiamo fatto passi da gigante...! Esclusi oramai Alfredino per ernia bilaterale ed il micione mio per insufficienza di prove, rimangono in gara... correggimi Caterinona se sbaglio... i seguenti... papabili: il Professor Antonio e figlio, il buon Michele...

Michele           Purtroppo...

Luisa               Ed il nonnino...                                    

Checco            Anch'io?

Luisa               Per me... sì!

Checco           Grazie de la fiducia, signora... Purtroppo... (Esce)

Luisa               E' mal risposta, nonnino?

Checco           Eh! Eh! (Uscendo)

Luisa               Tu che ne pensi, Caterinona?

Caterina         Io me ne vergogno e basta...! Io di qui non ce resto manco un minuto...! Pane e cipolla magari... ma via... io fo le valigie e chiappo via... 'l più lontano possibile... via da di qui...

Luisa               Signore e signori il momento è solenne... Fuori di sé... acceccata dallo sdegno... è in partenza sul secondo binario la Caterinona nostra che torna da sua, madre!... Panini imbottiti! Cestini da viaggio, signori!

Antonio         Caterina...

Caterina        Pussa via.                                                                 

Luigi              Mamma!

Caterina         (Gli dà uno schiaffo e se ne va)

Luigi              (Rimane a lungo con la mano sulla guancia)

Luisa               Caterinona ha lasciato il campo di battaglia, Giovanni, abbandonando alla mercè i suoi cari, alla mercè del nemico.

Luigi              Dov'è 'l nemico, zia?

Luisa               Eccolo il nemico! (Indica il bambino) Lui... l'angioletto con la spada... il giustiziere... l'angelo della verità... Andiamo, Giovanni...

Giovanni                    Dove?

Luisa               A parlare, Giovanni... Dobbiamo dirci qualcosa... penso.

Giovanni                    Penso...! Signori... (Ci ripensa) Michele... scusate...

Michele           Dite, assessore.

Giovanni       (Indicando il bambino) Ha fatto la pipì... è tutto bagnato.

Michele           (Guardando Antonio) Io non so' de turno...

Giovanni        Nemmeno io... anzi, vi dirò... cancellatemi pure dai turni... Mi dispiace... per quanto mi concerne... nessuno può più obbligarmi a fare i turni.

Luisa               Andiamo micione (Escono)

(Suona il telefono)

Michele           Pronto? Casa Respoli... Come? No... l'assessore sta meglio... sì un po' meglio senz'altro... E' il professore che cià avuto 'na piccola ricaduta...! Purtroppo sono malattie fatte così... Parotite...

Antonio          Chi era Michele?

Michele           Una signora.

Antonio         Una signora che voleva l'assessore?

Michele           No... Voleva lei professore... Era una certa Alfride Pispola...

Antonio         (Colpito, annichilito) Alfride Pispola... avete detto?

Michele           Sì... perché?

Antonio         (Cerca una sedia con le mani. Si sente venire meno.) Oddio! No! L'Alfride no!...

Michele           (Che ha capito) Professore...

Luigi               (Che ha capito) Babbo...

Antonio          Tutti debbono telefonare, ma l'Alfride no... non può... non deve telefonare! (Gridando) Non dev-e-e...!

Michele           (Impensierito) Professore...!

Antonio          Atto di dolore... Mio Dio mi pento con tutto il cuore dei miei peccati. Li odio, li detesto e faccio proponimento di non commetterne più per l'avvenire, di fuggire le occasioni e di farne penitenza... Mea culpa... Mea culpa... Mea maxima culpa...

Michele           (A Luigi) Ma ch' ha fatto? J'ha preso la vampata tutt' a 'na botta?

Luigi              Babbo...

Antonio          (Sempre con lo sguardo lontano) Bone pastor panis vere, Jesu nostri miserere... Tu nos bona fac videre interra viventium...

Michele           Professore, ma 'nsomma...!

Antonio          Oremus, fratres...! Oremus! Ecce agnus Dei... Ecce agnus Dei qui tollit peccata mundi... Agnus Dei, qui tollis peccata mundi...

Michele e

Luigi               (Coinvolti nello slancio mistico) Miserere nobis.

Antonio         Agnus Dei, qui tollis peccata mundi.

Michele e

Luigi               (insieme)Abbi pietà di noi.                               

Antonio         (Canta rapito) Lucis creator optime...

Luigi e

Michele           (Cantando) Lucem dierum proferens.

Checco           (Che è entrato qualche secondo prima, indicando Antonio) Ch'ha preso i voti?

Michele           No... non credo...                                 

Checco            E allora perché canta la Messa?

Michele           Ma... E' un momento cossì, sor Checco...

Checco            Oh! Per me, facete puro, ma certo... che... en più quilli fuora che quilli drentro... i matti!

Luigi               Babbo, allora?

Antonio         L'Alfride, Gigetto... drin... drin... drin... drin... ha telefonato.

Luigi               (Come a dire: sei stato tu?) Babbo?

Antonio         (Fa cenno di sì con il capo)

Michele           (Prendendo la palla al balzo) Ma, allora, confessate, professore... confessate.

Antonio         Sì, sì... confesso... adesso Michele... confesso.

Michele           Ve fa bene a leva' 'sto peso da lo stomaco, professore!

Antonio         Certo, Michele... fa bene...

Michele           Come se fa a vive' co' 'n magone così...!

Antonio         E' vero... non si può...E' come reggere il mondo sulle braccia... Voi sapreste reggerlo il mondo sulle braccia Michele?

Michele           Io non ciò mai provato, professore!

Antonio         (Rapito, ricordando) Le gambe grosse... quelle che piacciono a me.

Michele          Che dice?  

Luigi              Confessa.

Antonio          L'Alfride aveva le gambe grosse, Gigetto... A voi piacciono le gambe grosse, Michele?

Michele           Sinceramente... me piacciono più le gambe slanciate... comunque... Odio!

(Entra Caterina con la valigia, si ferma ad ascoltare)

Antonio         Le dissi: "No, Alfride... no... in nome di Dio! Ma lei... il diavolo dalle gambe grosse...  avanzava...  a passi felini... avanzava...! La carne, Gigetto... Mi capite, Michele?

Michele           Ehh!

Antonio         (Sensuale) Mi sfiorò la bocca...

Michele           (Eccitato) Oddio...!                                                            

Antonio         Fu così che accadde... Poi lei chiese il trasferimento.

Luigi              Era la professoressa di lettere, babbo?

Antonio          No... Era la bidella!

Michele           (Commosso) Accidenti  che  storia  romantica...!  L'avete amata molto, professore?

Antonio         Un po' l'ho amata... non lo nascondo... un po' sì...

Caterina         (Che ha sentito tutto) Ah! Non lo nasconde è vero? L'è amata 'ncora, vergognoso, ipocrita... viene qua, falso... viene qua, menzognero! (Colpisce Antonio con la borsa)

Luigi              Mamma!!

Caterina         (Violenta, aggressiva) Viene qua, t'ho detto...! Parla con me adesso! (Borsate) Parla con me, sudicione!   

Michele           Signora... ma che fa? J' se rovina la borsa... j' se rovina...

Caterina         (Scatenata) Viene qua, ipocrita... Ciavevi 'n'altra donna, è vero? E co' 'n'altra donna, ciavevi 'l coraggio de venimme vicino a fa' le mosse... vergognoso, morbidone!

Luigi              Mamma!

Caterina         (Piangendo sulla spalla del figlio) Gigetto mio... Questa no... questa non la volevo  sapé' (Singhiozza) Oddio!...  Oddio! Signore mio... Vergine Maria... Immacolata Concezione!

Checco            (Entrando) Michele...!

Michele           Sì?

Checco           Sbajo o honno altrovato 'l babo del fiolo 'n'altra volta?

Michele           Finalmente sì... l'hanno altrovato, sor Checco.

Checco           Chi è stato? Sete stato vó'?

Michele           Ma cocco... ce l'avete con me?

Checco            (In disparte) Perché...? Que la sera che pioveva... co' la Pompilia... c'ero io?

Michele           (Tra i denti) Sor Checco...!

Checco           Quilla non ve la perdonerò mai...

Luisa               (Entrando, seguita da Giovanni) Che è successo, Michelone? Sento che c'è qualcosa di nuovo oggi nell'aria, anzi d'antico e vedo che... Eh! No!... Proprio no! Non sono ancora nate le viole...

Michele           Signora purtroppo... Signorino, jelo volete di' voi?

Luigi              No, no Michele... fate pure.

Michele           Veramente starebbe, ta vó'.

Luigi              Sì... d'accordo, ma preferirei...

Michele           Quando è così... Dunque signora c'è... c'è che... Accidenti, è più difficile de quello che pensavo... c'è che...

Checco           C'è ch'hanno altrovato 'l babo del fiolo....

Luisa               No...?!

Checco           Sì... e mica, 'n babo è come 'na pajuca! Prima o poi s'eva d'altrovà'!

(Luisa guarda Luigi che fa cenno di no, poi guarda Michele che fa altrettanto)

Luisa               Antonio... Antonio! Proprio tu? Proprio tu dovevi passare alla storia come il lussurioso dei Respoli?

Caterina         Michele, chiamateme un taxi.

Antonio         (Strisciante) Caterina, no... aspetta, Caterina... Caterina, amore mio.

Caterina         Amore mio? (Aggressiva. Sempre con la borsa) M'arporte 'n fijo 'n casa e 'ncora la vole insiste a dimme amore?... Ancora c'è 'l coraggio de venimme vicino?... Non me toccà' sah! Non t'azzardaste a sfioramme con que le mani!

(Antonio si ripara dalle borsate. Tutti accorrono a soggetto in suo aiuto e lo levano dalle mani di Caterina; anche Checco interviene.)

Checco            Caterina, basta...! Basta t'ho detto... (Rivolto ad Antonio) E tu vergognete e basta...!

Antonio         (Mortificato) Babbo... è successo così...

Checco           Quel ch'è successo pol succede e semo d'accordo! Ma de pijà' le borsate 'ntla testa da la moje... questo no... questo non eva da succede. Al posto tuo, faria 'na buca sotto terra e me ce nasconderia!

Caterina        Ah! Sicché je date ragione 'ncora.. Cià ragione lu'... è vero?

Checco            E vó', quattro giorni con me evi da sta'...! Evi da esse la mi' moje quattro giorni solo...! Vedevi vó' si ve passava la ruzza...!

Caterina         Ma state zitto vah! E' vero che sete mezzo rimbecillito, ma...

Checco            (A Michele) Ch'ha detto?

Michele          Parla in dialetto... non riesco a staje dietro!

Caterina         Tre cameriere cià toccato de cambia' 'n quindici giorni... Disgraziate...! Non riuscivono a salvasse...! Incaldo... su 'sta casa, 'sta famija ogni tanto c'è qualcuno che va 'n caldo, d'andà' 'n caldo è diventata la specializzazione de la famija!

Checco            Ma si tu 'nce stè bene to 'sta famija, perché la vole insiste a stacce?... E' mezzora ch'è fatto la valigia e la valigia è ancora tlì...

Caterina        Vò via... vò via... non 'ete paura... fò posto ta tutti... anche ta te, principessa!                                                             

Luisa               Caterina... stai diventando monotona!

Caterina         Fò posto anche ta te... schifoso... menzognero... E anche ta te, assessore che da quanto s'è saputo sé' degno del tu' fratello. Ma tutti... tutti hon da sapé' perché so' andata via... Fò 'l giro casa per casa come quelli che vendono i detersivi... Dal primo a l'ultimo hon da sapé' chi è la famija Respoli... l'onorata, la stimata famija Respoli... Non ve preoccupate... Ve l'arfò io 'l lettino...! Ve l'arfò io...!

(A questo punto tutti si precipitano intorno a Caterina con le seguenti battute a soggetto che si accavallano)

Antonio          No, Caterina no...! Giovanni non è possibile, ma scherziamo?                                                                                

Luigi               La conosco... questa parla... dice 'gni cosa!                     

Michele           Levateje le valigie!

Luisa               E' passionale, è passionale la Caterina nostra!

Caterina        (Ogni tanto dice) Lasciateme andà'! Lasciateme andà'!

Antonio         No Caterina... no Caterina.

(Sul crescendo entra Renata)

Renata            (Cercando di ottenere il silenzio) Signori... Signori scusate... Signori, per favore... Assessore.

Giovanni                    Che c'è signorina?

Renata           C'è Gustavo, il vigile del fuoco.

Giovanni                    (Scandalizzato) Signorina, si rende conto...?  

Renata           Cosa?

Giovanni                    Che non è il momento di ricevere i vigili del fuoco!

Luisa               E' vero che qui fuoco e fiamme... ma non vorremmo esagerare, micina!

Renata           Ma signora, Gustavo è venuto a riprendere lui... il bambino, insomma.

Luisa               (Pausa) Oddio, No...

Renata           Il bambino, sì.

Luisa               (Inghiotte saliva) Signori... trattenete il fiato, vi prego e... deh! Ascoltate!

Renata           Gustavo è venuto a riprendere il bambino, ho detto.

Luisa               Il bambino, quello piccolino... il micino!

Renata           Il micino.

Checco           (Col dubbio... Spaventato) E perché è venuto a riprendelo?

Michele           Chi ce l'ha mandato?

Antonio          Già s'è saputo... Già s'è saputo tutto, in giro?

Renata           No... il bambino è suo.

Luisa               Suo, di chi?

Renata           Di Gustavo.

Luisa               Del vigile del fuoco!  

Renata           Sì.

Antonio         Allora non è mio?

Renata           No, professore.

Michele           Non è 'l nostro!

Renata           No, Michele.

(Beatitudine in giro) 

 

Luisa               Signorina, dov'è Gustavo?

Renata           E' di là.

Giovanni       E' in divisa?

Renata           No, non è in divisa...

Luigi              Perché, zio, è venuto a riprenderlo senza la divisa?

Giovanni       Non lo so.

Renata            Posso farlo passare?

Luisa               No... aspetti signorina... dobbiamo ricomporci... nonè vero? Ricomponiamoci gente... Ricomponiamoci...

Giovanni       Beh! Certo a riceverlo così... all'improvviso.

Checco            Che è successo Michele?

Michele           Adesso ciò da fa'... me devo ricompone... sor Checco... doppo Varconto tutto... contatece pure.

Renata           C'è anche la Nanda.

Luisa               E chi è la Nanda?

Renata           La fidanzata di Gustavo.                              

Luisa               La fidanzata?!

Giovanni       (Pensando) E' venuto senza divisa con la fidanzata?.

Luigi              Perché, zio... è venuto senza divisa con la fidanzata?

Giovanni       Non lo so t'ho detto... In queste occasioni forse... è meglio così.

Luisa               Nanda... la fidanzata è la madre di...

Renata           Già.

Michele           Non solo 'l babbo... di qui, assessore, avemo trovato anche la mamma!

Giovanni       Avete visto, Michele? Cerchi, cerchi non trovi niente, poi all'improvviso...

Michele           Io sinceramente su 'sta vita più ce studio e meno ce capisco!

Giovanni       Ah! Sì, sì. (Ride) E' vero (Ride) ...è vero, ma è così (Ride)

(Tutti vengono coinvolti nella risata, che diventa convulsa e si prolunga come quando tutti ridono e non si sa il perché. E' una forma nervosa che serve a riunificare i membri della famiglia divisi da tante rivelazioni)

 

Michele           (Interrompendo la risata) La Nanda! Ma la Nanda è stata con nojaltri... aiutava 'n cucina.

Luisa               Un mese, mi pare che ci sia stata... un mese.

Checco            Un mese e qualche giorno.

Caterina         Se lo dice lui ce potete fa' pure conto... 'N quanto a cameriere lu' fa presto... E' sempre informato bene.

Michele           Scusate la confidenza... ma perché avrebbe mandato 'l fiolo di qui?

Renata           Lui, il pompiere non la voleva sposare. Lei si è trovata sola con un bambino e allora, piuttosto che portarlo all'orfanotrofio...

Michele           L'ha spedito di qui.

Renata           Già.

Michele           Ma perché proprio di qui?

Luisa               E' semplice, Michelone... perché con un fratello assessore ed uno professore... stimava la famiglia, ecco!

Caterina        E, infatti, enno du' nomi che sono 'na garanzia!                   

Giovanni                    La gente ci stima Caterina.

Michele           Ah! Sì, sì... dove vò la gente dice "Che bella famiglia!" "Che bella famiglia!"

Caterina         Gran bella poi!

Michele           Dicemo numerosa, allora.

Luisa               Numerosa senz'altro... numerosa lo è senz'altro, Michelone! Piuttosto direi che dà l'impressione di essere una famiglia all'antica... Trovi micetto?

Giovanni                    Beh! L'impressione la dà.

Luisa               Il nonnino, poi, che sembra una vecchia quercia, ci sta bene... anzi vi dirò... ci sta meglio di tutti!

Checco            Io, cocca, ce sto bene... no perché pargo 'na cerqua... Ce sto bene perché so' 'na banca...! Si nun facevo da banca m'evi spedito giù a Pontenovo dai pori vecchi.

Giovanni                    Questa è una vostra impressione, babbo!

Checco            Beh! Visto che oggigiorno a impressioni... 'n'impressione di più 'n'impressione di meno... tutta 'n'impressione è.

Renata           Che faccio allora... li faccio passare...?

Luisa               Ma certo, Renata... ci siamo ricomposti abbastanza, mi pare.

(Renata esce)

Giovanni                    E' inutile che vi raccomandi il massimo riserbo.

Caterina        Sst! Silenzio! Chi parla va 'n castigo dietro a la lavagna, silenzio!

Giovanni        Mia cara Caterina... proprio nel silenzio che la circonda sta molto spesso la forza di una famiglia!

Checco           Ha parlato 'l duce!

(Entrano Gustavo e Nanda)

Nanda            Permesso? Permesso? Dov'è? Dov'è? (Vede la culla) Tesoro, amore mio... vita mia... eccola la mamma tua... eccola finalmente... la cercavi la mammina tua è vero? La cercavi tanto, amore. (Cambiando completamente tono) Ma ch'ha fatto? E' tutto bagnato? 'L fiolo è tutto bagnato!

Michele           Forse, signorina, ma per maggiori informazioni si rivolga al professore... era lui di turno.

Nanda            Professore, ma non se tiene un fijolo cossì!

Antonio         Lei mi deve scusare... Ho cercato di fare del mio meglio... purtroppo, sa?

Luisa               Non ha fatto ancora un corso di puericultura.

Nanda            Michele, ciavete niente per cambiallo?

Michele           Venite qua... 'l borotalco è di qui sotto e questi sono i pannolini... Stendetelo di qui sopra.

Nanda            (Rivolta a Caterina) E' stato cattivo, signora?

Caterina         Non lo so.

Nanda            La popò... è regolare?

Caterina         Antonio, è regolare il ragazzino con la popò?

Nanda            Perché, lei non lo sa, signora?

Caterina         No... veda... ho ancora qui la valigia... sono tornata adesso adesso.

Nanda             Ha fatto un lungo viaggio?                         

Caterina         Insomma...

Nanda            Beata le'... Chissà quante n'avrà viste!                  

Caterina         De tutti i colori... me creda... de tutti i colori!

Nanda            Michele, alzateje la gambine! Grazie.

Giovanni        (Che stava già osservando Gustavo) Lei sarebbe Gustavo, vero?

Gustavo         Sì, signore.

Giovanni        (Severo, grave, convinto) Caro Gustavo, non si fa così nella vita!

Gustavo         Veda io...

Giovanni        (c.s.) Non si fa così... ho detto! Mi lasci parlare... Non si abbandona la propria creatura alla mercé altrui!

Gustavo         A chi?

Giovanni        All'altrui mercé ho detto, stia attento quando parlo! Lei ha approfittato di questa ragazza, poi l'ha abbandonata al suo destino.

Gustavo         Veramente...    

Giovanni        L'ha abbandonata al suo destino, ho detto e i fatti lo dimostrano ampiamente... Come assessore ai lavori pubblici, debbo dirle che lei manca di senso civico... come uomo invece sento il dovere di dirle una sola cosa... vergogna... si vergogni, Gustavo!

Gustavo         Assessore...

Giovanni        (Sempre più ipocritamente autoritario) Si rende conto di ciò che ha fatto? Del punto di degradazione che ha toccato? Si rende conto che un uomo prima di tutto... sopra ogni cosa deve avere rispetto... dignità di se stesso?

Gustavo         Assessore...

Giovanni        Mi lasci parlare ho detto...! Lei non ha ascoltato nemmeno la voce del sangue... del suo sangue... Lei ha lasciato indifeso un piccolo batuffolino d'ovatta... Suo figlio... sto parlando di suo figlio.

Gustavo          (Piangendo commosso) Perdono, assessore...! Ho sbajato... ma sa com'è? Non è che non la volevo sposa'...! È che oggi pe' sposa' ce vojono questi... ce vojono i soldi, ecco la verità!... Io i soldi non ce l'ho.

Antonio          Isoldi... sempre i soldi...! Caro ragazzo, non bisogna mai dimenticare che la Provvidenza divina è infinita... Siete stato alla messa stamattina?

Gustavo         No... dico la verità...

Antonio          Ed allora andateci oggi pomeriggio... avvicinatevi di più a Dio e troverete quella forza che vi manca per superare le difficoltà della vita.

Gustavo         Grazie, professore... grazie. (Gli bacia le mani ed è commosso)

Giovanni        E adesso asciugatevi le lacrime ed andate ad abbracciare la vostra donna. L'amore è una cosa seria, Gustavo... non è una volgare avventura!

Gustavo          (Corre ad abbracciare Nanda) Nanda!

Nanda             (Rapita, abbracciando Gustavo) Gustavo...! E' sentito come parla bene... come parla bene l'assessore?

Checco            Ah! Per parla'... parla bene (Spaventa tutti per ciò che può dire. Poi, cambiando tono.) Ma la forza de'na famija è lo sta' zitto!

SIPARIO

       

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